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BEPPE MAROTTA, ”L’EQUAZIONE DI CHI PIÙ SPENDE PIÙ VINCE, NON ESISTE”


Allo Stadium ci siamo intrattenuti con l`AD della Juventus
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Torino Juventus Stadium , 04/01/2017 -


Dopo la presentazione ufficiale di Tomas Rincon avvenuta il 3 gennaio allo Juventus Stadium, l’Amministratore Delegato Beppe Marotta si è soffermato con noi giornalisti. L’incontro che è apparso subito interessante e di grande rilievo per quanto riguarda le notizie sulla Juve, è stato per certi aspetti prolifico anche sotto l’aspetto gestionale del calcio moderno. L’aver perso Witsel, che fino all’ultimo sembrava cosa fatta, ha suscitato domande lecite sull’esoso potere d’acquisto della Cina. “L’equazione di chi più spende più vince, non esiste e spesso è stata disattesa” dice Marotta, il quale sposta l’argomento più come fatto nuovo che va a discapito di tutti i club europei, piuttosto che come argomento di perdita improvvisa di potere della Juventus. Ed è stata proprio questa una delle tante domande che abbiamo rivolto all’AD della Juve, società da sempre incontrastata in Italia a mantenere un certo potere economico che altre non hanno. Per quanto riguarda l’affare Gagliardini, che è quasi concluso dall’Inter, Marotta dice: “E’ importante creare un modello di riferimento e la Juventus ce l’ha, sia sportivo che imprenditoriale. Noi abbiamo vinto con il modello che vale più dei soldi. Non ci preoccupa che l’Inter punti sui giovani italiani, perché noi continuiamo a monitorare. In ogni caso non conta la capacità del management ma il valore del brand. E in questo preciso momento sono i giocatori che vogliono venire da noi, tanti e buoni. Tuttavia, non possiamo prenderli tutti.” Abbiamo poi spostato il discorso sugli acquisti nel mercato di gennaio, chiedendo se Rincon fosse per la Juve l’unico acquisto. “Siamo in fase di conclusione per Caldara, quindi di acquisti ne abbiamo già fatti due. Gennaio serve anche per lavorare per il futuro e qualche contatto lo avremo per giocatori che oggi non sono trasferibili. Caldara l’abbiamo preso perché è funzionale al nostro modello, visto che in difesa abbiamo grandi professionisti ma datati e quindi dobbiamo pensare al futuro. Lo lasceremo in prestito per altri sei mesi e probabilmente anche per l’anno prossimo, visto che in difesa siamo a posto e Benatia verrà probabilmente riscattato.” Si insiste poi sull’argomento Allegri che è stato immortalato dalle telecamere dopo la sconfitta di Supercoppa a Doha. “Ne ho visti tanti di allenatori arrabbiati dopo una sconfitta. Allegri non fa eccezione e quindi cataloghiamolo come semplice sfogo adrenalinico. Calci nel sedere non ne abbiamo dati a nessuno. E’ vero, abbiamo perso per un rigore, ma non vedo come si possano rimproverare giocatori che ci hanno regalato tante soddisfazioni: non dimentichiamo che siamo campioni d’inverno e primi nel girone di Champions. Perdere una partita ci sta, anche se la Juve è più abituata a vincere e quindi il rammarico rimane evidente.” Esaustivo e molto loquace ci è parso l’AD della Juventus. Toni bassi, garbati e idee molto chiare nell’affrontare le relazioni con i media. Così com’è nello stile Juventus.

Salvino Cavallaro            

Salvino Cavallaro


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