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PIETRO ANASTASI: “L’ITALIA? È UN AZZURRO SENZA STELLE”


Intervista con l`ex calciatore della Juventus e della Nazionale Italiana.
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Torino, 11/06/2016 -


 “Dopo l’1 a 1 nella prima sfida, Italia e Jugoslavia si sono affrontate nella ripetizione della finale dei Campionati Europei UEFA 1968. Gli azzurri, già in vantaggio, hanno trovato il gol della sicurezza al quarto d’ora della ripresa con Pietro Anastasi, che con una conclusione in girata dal limite dell’aria certifica il primo e tuttora unico titolo continentale per l’Italia.” Ricordi da incorniciare che si rispolverano di tanto in tanto come qualcosa di indelebile e che fa parte della storia del calcio italiano. E’ l’arricchimento totale di un calcio che ci riporta a ritroso nel tempo, quando il mondo era diverso, quando il pallone giocato era diverso, quando noi stessi eravamo diversi. E’ un affiorare di emozioni e ricordi che un po’ appaiono malinconici e un po’ ti rendono orgoglioso di quel momento, di quel gol spettacolare che ancora oggi appare da cineteca. Già, quel gol in mezza girata dal limite dell’area che Pietro Anastasi infilò nella porta della Jugoslavia, decretando l’alzata al cielo della Coppa d’Europa in una indimenticabile notte romana. Di questo e altro parliamo in questa intervista con lui, Pietruzzu Anastasi, il siculo ex centravanti della Juventus e della Nazionale che ha scritto la storia di quegli anni sessanta sui libri del calcio italiano. L’occasione è ideale, proprio nel momento in cui inizia Europa 2016.

Pietro, cosa ricordi di quella notte azzurra dell’Olimpico di Roma, in cui hai segnato il gol del 2 a 0 che decretò per l’Italia la conquista della prima e ancora unica Coppa d’Europa?

“I ricordi sono tanti e tutti bellissimi, se pensiamo soprattutto che avevo vent’anni e una carriera che cominciava nel migliore dei modi. Ricordo che la Jugoslavia era una grande squadra e nella prima partita, che loro avrebbero potuto vincere, ci hanno preso sottogamba. Questa è stata fondamentalmente la chiave di un match che abbiamo pareggiato 1 a 1. Nella seconda partita, invece, dopo il primo gol segnato da Gigi Riva realizzai la seconda rete che determinò la conquista della Coppa d’Europa.”

Dopo aver fatto quel bellissimo gol in mezza rovesciata dal limite dell’area, che cosa hai provato in quel momento?

“Ti lascio immaginare cosa può provare un ragazzo di 20 anni che fa un gol del genere in una notte stellare. Vedere tutti i compagni di squadra che venivano ad abbracciarti è stata un’emozione unica, un sogno che calcisticamente si era realizzato per me, per i miei compagni e per l’Italia intera. In carriera ho avuto altre soddisfazioni ed emozioni intense, ma quella notte del 10 Giugno 1968 la ricorderò per sempre”.

Tra l’altro, in quella occasione sei stato anche insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana.

“Si, una bella attestazione ufficiale che ben si completava a mille altre grandi soddisfazioni di quel momento. Ricordo anche che in quella occasione, al contrario dei miei compagni di squadra che erano più vecchi di me, si è dovuto fare un’eccezione perché non avevo ancora compiuto 21 anni.”

Cosa pensi della Nazionale di Conte?

“Penso che è un azzurro senza stelle. I gravi infortuni di Marchisio, di Verratti e di altri giocatori, hanno costretto Conte a dover ridisegnare una Nazionale che deve in qualche modo essere competitiva al massimo. Personalmente non sono ottimista, perché sono dell’avviso che tecnicamente non è sicuramente una delle migliori nazionali degli ultimi tempi. Ottimi i giocatori convocati da Conte, ma non c’è un Del Piero, un Totti e neanche un Baggio che possa fare la differenza. Manca il classico leader di squadra. Tuttavia, è necessario aggrapparsi al senso del gruppo unito, alla grinta e alla determinazione che Conte sa dare alla squadra,così come fece alla Juventus.”

Se tu fossi stato al posto di Conte, avresti convocato gli stessi giocatori o ti saresti orientato verso altri?

“Conosco Leonardo Pavoletti per averlo visto giocare nel Varese. E’ una punta di ottima qualità, capace di fare molti gol. Ecco,se fossi stato io il C.T. della Nazionale lo avrei convocato, tenuto anche conto che non abbiamo il Riva della situazione, sul quale potere costruire l’attacco attorno a lui. Ci sono buoni giocatori, ma mancano i giocatori in grado di fare la differenza, così come il Portogallo di Cristiano Ronaldo e altre illustri Nazionali.”

Pietro, tra i tuoi pronostici, chi vincerà il Campionato d’Europa 2016?

“Partendo dal presupposto che tutte le volte che la Nazionale Italiana parte sfavorita, è statisticamente provato che fa ottimi risultati. Penso che arrivare nelle prime quattro squadre d’Europa sia già un ottimo risultato. Vedo la Francia favorita. Subito dopo la Germania, la Spagna e anche il Belgio potrebbe rappresentare una bella novità per la sua robustezza di squadra che è di ottimo livello tecnico. Poi c’è sempre la sorpresa, sarà l’Italia? E’ l’augurio sincero da parte di tutti gli sportivi e il mio in particolare.”

Salvino Cavallaro              

Salvino Cavallaro


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