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ALLEGRI, PERCHÉ QUESTA JUVENTUS CON IL FRENO TIRATO?


Incerto inizio della Juve in Champions
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Torino Juventus Stadium, 15/09/2016 -


Juventus – Siviglia 0 a 0. Il primo turno di Champions League 2016- ’17 della squadra bianconera, ha mostrato dei chiaro scuri che fanno discutere su alcuni punti. Fermo restando che alla Juventus sarebbe bastata un po’ di fortuna per portare a casa i tre punti (vedi la traversa di Higuain nel secondo tempo, il colpo di testa di Alex Sandro neutralizzato con la punta delle dita dal portiere spagnolo e, non ultimo, il possibile rigore non dato per atterramento in area di Pjaca sul finire della partita) ci chiediamo perché la squadra di Allegri sia apparsa così timorosa e titubante, soprattutto nel primo tempo, allorquando si è manifestato evidente un atteggiamento tattico troppo attendista. Uniche due occasioni della prima parte della gara sono capitate sui piedi di Kedira, il quale non ha saputo sfruttare due bellissime imbucate che avrebbero potuto portare in vantaggio la sua squadra. Poi il nulla, mentre appariva ordinata e ben messa in campo la squadra spagnola di Sanpaoli, il tecnico cileno che con un 4-3-3 è stato capace di imbrigliare il gioco offensivo bianconero. E’ vero, il Siviglia non ha fatto neanche un tiro in porta durante tutta la partita, tuttavia, è bene dire che il non gioco sugli esterni da parte della squadra di Allegri, ha agevolato di gran lunga la tattica degli spagnoli. E allora la domanda viene spontanea: “Perché Allegri ha optato fin dall’inizio con un centrocampo muscolare composto da Asamoah, Lemina e Kedira, lasciando in panchina Pjanic che è capace di dettare i tempi? Più che un 3-5-2 posto all’inizio della gara, la squadra di Allegri ha manifestato sul campo un 5-3-1-1 che la dice lunga su un atteggiamento tattico molto guardingo nel corso dei primi 45 minuti. Poi, nel secondo tempo, approfittando di un calo fisico da parte degli avversari, la Juventus è apparsa più aggressiva. E allora, perché non iniziare la partita con la stessa foga agonistica dimostrata in buona parte dei secondi 45 minuti di gioco? Questo ci sembra un punto importante sul quale riflettere a lungo, anche in considerazione del fatto che il calcio europeo ci insegna che nella logica del  gioco moderno è prevista la presenza dei due esterni larghissimi, quasi incollati sulle linee laterali. Tutto questo è allo scopo di creare un gioco arioso che possa creare superiorità numerica, quando uno dei due esterni salta l’avversario per andare a fondo campo e crossare in area di rigore. Perché la squadra di Allegri non l’ha fatto? Forse perché i 3 attaccanti spagnoli che stazionavano stabilmente e in modo aggressivo sulla trequarti campo, avrebbero potuto rappresentare un pericolo per la porta di Buffon? Ma in tal caso, non sarebbe stato meglio spingere con gli esterni Evra e Dani Alves a turno, organizzando nella fase di interdizione uno scambio di ruoli con il centrocampo? Quello di regalare il primo tempo agli avversari, non è purtroppo una novità assoluta per la squadra di Allegri, che tende sempre ad aspettare il secondo tempo inoltrato per affondare i suoi colpi, approfittando dell’inevitabile calo fisico degli avversari. Ci sono certamente molte domande da farsi su questa Juventus di Champions che tende a snaturare il suo atteggiamento di squadra brillante del campionato italiano. E poi c’è un certo Pjaca da non sottovalutare, anzi riteniamo proprio che questo giocatore giovane, dotato di velocità e ottima tecnica di base, per le sue caratteristiche tecniche potrebbe essere utilissimo alla Juventus, qualora Allegri decidesse di optare per un 4-3-3. Insomma, nell’analisi globale di ciò che abbiamo visto allo Juventus Stadium nella prima di Champions, riteniamo davvero che Allegri debba prendere coscienza di avere a sua disposizione una Ferrari, che non può essere condotta come una 500.

Salvino Cavallaro

Salvino Cavallaro


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