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MA SIAMO COSÌ SICURI CHE QUESTA JUVENTUS SBOCCERÀ A MARZO?


L`analisi sulla Juventus di oggi.
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Torino Juventus Stadium, 04/11/2016 -


La litania è sempre la stessa. Da fine agosto ad oggi, non facciamo altro che ripetere sempre le stesse cose; ma il gioco, le idee, la brillantezza della manovra latita in maniera troppo evidente. Massimiliano Allegri continua ad arrabbiarsi in panchina, s’inc….a, scatta via furibondo negli spogliatoi a fine gara, e poi si presenta alle telecamere come se nulla fosse accaduto. Dopo la partita di Champions contro il modesto Lione, che la Juve ha pareggiato in casa, abbiamo rivisto il film di sempre: “I ragazzi hanno giocato una buona gara, peccato per quella disattenzione in difesa, ma ci sta. In Champions non è facile, tutti pensano che bisogna stare in testa fin dall’inizio della competizione, ma non è così. Ciò che conta è vedere come ci si comporta nel mese di marzo, perché adesso è solo importante centrare la qualificazione.” A parlare è Max Allegri con le solite parole di chi ha appena visto un’altra partita e non quella della sua squadra, quasi volesse difendere l’indifendibile. Basterebbe essere più sinceri senza offendere nessuno, ma facendo un’analisi più veritiera nel rispetto dei tifosi e della critica. A noi sembra che ad Allegri sia stata regalata una Ferrari che guida con difficoltà, e stenta pure a capirne bene il suo funzionamento. Pjanic, Kedira, Hernanes, Dani Alves, chi li ha visti? Bonucci a fasi alterne, Chiellini infortunato (più fuori che dentro), Marchisio appena rientrato, Asamoah, Dybala e Pjaca infortunati, raccontano di una Juve che non sta bene sotto il profilo fisico e atletico. Un non star bene che si riflette in maniera psicologica in una squadra che ha perso l’antico senso della sua personalità, della sua autostima, di quella sicurezza che era la garanzia di Juventus. Eppure questa squadra riesce a nascondere (neanche tanto) i gravi problemi di grande confusione esistente nell’ambito di un gioco che non riesce a trovare neanche con il lanternino, solo per il fatto di essere prima in classifica in campionato, restando in piena corsa per la qualificazione Champions. E se questo fosse dato soltanto dalla mediocrità della concorrenza? Potrebbe anche essere che per fortuna della Juve ci sia anche questa probabilità. Certo, buon per lei e per i suoi tifosi, ma attenti che nel calcio prima o poi i nodi vengono al pettine ed è facile pagare dazio quando questo cercare di ritrovarsi è così lungo ad arrivare. In Italia anche la Roma perde colpi, mentre il Napoli che in questo momento è la più bella espressione del calcio italiano, ha gravi problemi in fase di realizzazione di un gioco che è oggettivamente brillante. Il Milan deve maturare e l’Inter sappiamo tutti in che situazione si trova. Dunque, qual è la vera antagonista della Juventus di oggi? Nessuno, forse se stessa, mentre si specchia e si vede così brutta, noiosa e trasmettitrice di sofferenza per i suoi tifosi e per gli amanti del bel calcio. Ci auguriamo di sbagliarci, ma noi tutta questa sicurezza in una Juve di primavera, capace di dimostrare brillantezza e incantatrice di bel gioco, non ci convince per niente. Troppi i problemi da risolvere in un centrocampo provato e riprovato mille volte con situazioni tattiche e giocatori diversi, ma la sostanza è sempre la stessa. La Juve annoia, ed è penalizzante per lei il confronto del gioco brillante messo in mostra da squadre come il Barcellona e il Manchester City, capaci di affrontarsi nei match di andata e ritorno con il cipiglio di chi è in grado di dare spettacolo, di fornire calcio ad alti livelli, dove l’evento sportivo dà la misura del prezzo pagato per assisterlo. Non vogliamo essere disfattisti o penalizzanti di un qualcosa che non vediamo chiaro, tuttavia, se a marzo veramente questa Juve dimostrerà attraverso il gioco ritrovato e la fluidità di idee, di essere veramente a livello delle migliori squadre europee, saremo certamente i primi a rallegrarci nell’affermare con onestà intellettuale di esserci sbagliati. Ma oggi no, perché quello che vediamo non è calcio prodotto da una squadra la cui società ha speso molto denaro per vincere una Champions forse stregata per i colori bianconeri, ma sempre splendidamente affascinante per i suoi tanti tifosi sparsi in tutto il mondo.

Salvino Cavallaro     

Salvino Cavallaro


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