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JUVENTUS, SEI MANDZUKIC DIPENDENTE. CHI L’AVREBBE DETTO?


Il calciatore della Juventus diventato insostituibile.
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Torino , 24/04/2017 -


Eppure, nonostante il pensiero collettivo che avrebbe voluto Mario Mandzukic essere riserva di Gonzalo Higuain, ci siamo ricreduti su un calciatore di cui non abbiamo apprezzato subito la sua intelligenza e la duttilità tattica nell’ambito del gioco voluto da Max Allegri. Sarà per il suo carattere un po’ chiuso, introverso, sarà per un’eleganza calcistica che non possiede, fatto è che il croato dopo la bruttissima partita che la Juve ha fatto a Firenze è entrato a far parte della squadra come il vero equilibratore del 4-2-3-1 inventato da mister Allegri. Mentalità operaia di chi sa che se vuoi far parte di una squadra di campioni devi mettere da parte l’altezzosità, Mandzukic è l’emblema di chi ha fame di successi ottenuti con mentalità provinciale. Se fosse per lui giocherebbe anche in porta e lo farebbe con la grinta, la voglia e la caparbietà che ormai ha fatto conoscere a chi pensava di lui come una persona e, soprattutto, come un giocatore completamente diverso. Ma è l’errore che spesso facciamo tutti noi nel non vedere a fondo le cose, abbagliati come siamo dai preziosismi e dalle magiche giocate che nulla hanno a che fare con una certa ruvidezza di gioco apparente, ma che è assolutamente redditizia dal punto di vista dell’economia di gioco di una squadra di calcio. Una Juventus a 5 stelle di cui lui fa parte non più come aggregato, ma come insostituibile apportatore di pressing, di suggerimenti in fase di attacco e di grandi capacità difensive nei momenti di non possesso palla. Lo vedi dappertutto, in attacco, in difesa, a centrocampo, Mario è sempre lì a fare la sua parte senza ostentare grandezza agli occhi che non sanno vedere, valutare. Lui è così, mai sorridente e sempre concentrato a far bene e sbagliare meno possibile. E’ stato fin da subito il vero pallino di Allegri, che ha subito visto in lui un campione da non sprecare in panchina dopo l’arrivo di Higuain, ma da valorizzare in un concetto di gioco diverso cui Mandzukic era abituato a fare prima. E’ una delle mosse più intelligenti e indovinate di un allenatore mai entrato nella Juventus a furor di popolo, ma che ha saputo col tempo conquistare anche i suoi più acerrimi contestatori. Dire a un giocatore come Mandzukic che ha 30 anni, ha segnato 29 reti in 74 gare giocate con la Croazia, che ha giocato a grandi livelli con Bayern Monaco e Atletico Madrid: “Muoviti e fai l’esterno”, non è proprio cosa da poco. E così Mario ha ubbidito al suo allenatore senza mugugnare, ma con l’abnegazione di un principiante che sa di non deludere le aspettative di chi ha creduto in lui. Il suo è un lavoro faticoso, massacrante, ma che fa con naturalità nella consapevolezza di essere entrato a far parte dei big di una Juve schiaccia sassi, cinica, mai banale nel gioco di perdersi in abbellimenti futili e mai produttivi. E’ la Juve che viaggia a gonfie vele su tre fronti. E’ la Juve di Buffon, Dybala, Higuain, Cuadrado, Khedira, Pjanic, ma anche di una difesa arcigna e di un Mario Mandzukic diventato indispensabile per la Juventus di Massimiliano Allegri.

Salvino Cavallaro           



Salvino Cavallaro


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