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TRA NAPOLI E INTER, UN PAREGGIO SENZA RETI CHE SA DI SPETTACOLO


L`analisi della partita più importante della nona giornata di Serie A.
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Napoli Stadio San Paolo, 22/10/2017 -


Né Mertens, né Icardi e neppure i loro compagni di squadra hanno segnato gol. Napoli – Inter è finita 0 a 0, ma lo spettacolo c’è stato e per certi versi ha pure mitigato la delusione di non aver visto alcuna palla entrare in rete. Un pareggio che per l’Inter di Spalletti equivale una vittoria, soprattutto in considerazione del fatto che affrontare di questi tempi il Napoli non è facile per chiunque. La squadra di Sarri è davvero tanta roba; ottimo possesso palla, continui movimenti nel proporsi senza palla, gioco sugli esterni, ripartenze con passaggi precisi, pressing alto e squadra che sa attaccare facendosi trovare pronta e compatta in fase di interdizione. Questo Napoli è proprio una bella realtà del nostro calcio italico, tuttavia, ci sembra giusto dire che questi apprezzamenti che oggi facciamo ai partenopei, siamo curiosi di sapere se potremmo anche farli a gioco lungo. In buona sostanza, bisogna vedere quale sarà la capacità di tenuta della squadra di Sarri la cui caratterista si evidenzia in un gioco a tutto campo, che dal punto di vista atletico risulta davvero molto dispendioso. L’Inter di Spalletti, invece, ha confermato il suo essere squadra non proprio bella da vedersi, quanto utile in un gioco forse elementare ma proficuo nell’attenzione di sbagliare il meno possibile. I nerazzurri visti al San Paolo di Napoli, sono stati molto accorti nella tattica di non offrirsi alle ripartenze avversarie, pur non abbassando mai eccessivamente il suo centrocampo. Handanovic è stato strepitoso in alcuni interventi, ma anche Skriniar, Candreva e Vecino si sono rivelati insostituibili nello scacchiere tattico ordinato voluto da Spalletti. Qualcuno parla di fortuna, ma l’Inter di oggi ha una sua fisionomia di gioco concreta, mai improvvisata e raffazzonata di antica memoria. Quello che notiamo nel modo di interpretare le giocate dei nerazzurri è l’ordine tattico, l’intelligenza di saper stare in campo non solo inibendo il gioco avversario, ma anche costruendo il proprio con l’ausilio del cervello. Forse mancherà la bellezza di vedere un calcio dal respiro arioso e platealmente adulatore delle masse, ma c’è da dire che a differenza di Sarri che insegue il progetto con il Napoli da tre anni, Spalletti lavora nell’Inter da tre mesi. Dunque, diamo tempo al tempo e siamo sicuri che lavorando assiduamente, i nerazzurri potranno dare spettacolo e soddisfazioni ai propri tifosi che già oggi vedono la propria squadra al secondo posto in classifica. Quindi giù il cappello di fronte a Luciano Spalletti, capace di mettere ordine in una squadra e una società che per troppi anni è apparsa anonima e,comunque,non all’altezza della sua storia. Del Napoli abbiamo già detto e sperticato lodi che allo stato attuale merita, come è obiettivamente meritevole la sua posizione di classifica che lo vede in testa. Ma, come già detto, aspettiamo l’evoluzione del nostro campionato che per alcune squadre come il Napoli, si dovrà dividere tra gli impegni di Champions e Coppa Italia, con alcuni giocatori da prestare alla Nazionale. Noi, cammin facendo faremo le giuste valutazioni, così come ci impone la nostra attività giornalistica.

Salvino Cavallaro        

Salvino Cavallaro


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