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L’ANALISI DEL DOPO NAPOLI – JUVE.


Il big match di Napoli ha dato parecchi spunti di riflessione.
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Napoli Stadio San Paolo, 02/12/2017 -


La Juve vince al San Paolo con un gol di Higuain e si porta a – 1 dai partenopei che restano primi in classifica . Se dovessimo scrivere un romanzo di questa eterna storia di veleni contro il pipita da parte del pubblico napoletano, ci sarebbero tutti i presupposti per ampliare certi temi di ciò che il calcio è in grado di assurgere tra i più disparati sentimenti umani. Tuttavia, il dovere di cronaca ci impone di fare l’analisi tecnica di una partita tanto attesa, non bella dal punto di vista spettacolare, ma ugualmente ricca di spunti agonistici meritevoli di attenzione. Tenuto conto che il Napoli di Sarri pur disponendo di un maggior possesso palla non ha saputo incidere per mancanza di brillantezza, dobbiamo dire che la Juventus ci è apparsa tatticamente più intelligente, sorniona e attenta a non fare errori, anche se Chiellini più d’una volta ha fatto tremare i compagni di difesa a causa di sconsiderati interventi che avrebbero potuto essere irreparabili. Detto questo, c’è da aggiungere che ultimamente il Napoli ha dato segni di leggero cedimento, basti ricordare le recenti partite con Milan e Chievo per avere il quadro di una squadra che fa calcio ad alti livelli ma che non dispone di una panchina di ottima qualità tecnica, capace di venire in aiuto nei momenti di difficoltà. Gli impegni agonistici sono molti e tutti di grande importanza, per cui se non hai un parco giocatori in grado di sostenere i vari appuntamenti nazionali e internazionali, non vai da nessuna parte. Discorso inverso per la Juve di Allegri, che è sicuramente più attrezzata del Napoli nel sostenere i vari impegni. Crediamo di non scoprire l’acqua calda nel dire che proprio la partita contro la Juve ha fatto emergere il problema di un Napoli che sembra non essere più quello di due o tre partite fa. Maurizio Sarri, per forza di cose, insiste con la sua squadra base che ha dovuto far fronte al grave infortunio subito da Ghoulam, con l’inserimento di Allan e Mario Rui sull’esterno. Era l’unica idea, visto che tra l’acerbo Diawara, Zielinski, Rog, Giaccherini, Ounas, Chiriches, Maggio, Tonelli e Leandrinho, onestamente non avremmo potuto vedere di meglio, almeno in virtù di ciò che è l’espressione del gioco di Sarri. E la Juve ha così capito che era il momento di colpire l’avversario non più sorretto dalla forma brillante di Insigne, Mertens e Callejon. Ha atteso l’avversario disponendosi con un 4-3-3 ordinato, ed ha colpito in contropiede per tutto il primo tempo. Nella seconda parte della gara, invece, la Juve ha subito gli attacchi volenterosi ma poco lucidi degli avversari che non hanno saputo pareggiare le sorti. Anzi, è stata proprio la Juve ad andare al raddoppio in una delle poche incursioni d’attacco, dove il tiro di Matuidi è stato miracolosamente sventato da Reina. Higuain, Douglas Costa e Benatia ci sono sembrati i migliori dei bianconeri, con un Matuidi intenso nel suo lavoro di perpetuo movimento a tutto campo. Per quanto riguarda il Napoli, l’unica nota positiva è stata data da Reina, mentre Mertens, Callejon, Insigne e Hamsik (cioè l’asse portante del bel Napoli visto fino ad oggi) sono stati assolutamente insufficienti.

Salvino Cavallaro      

Salvino Cavallaro


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