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TORO, GESTISCI BENE SIMONE ZAZA


In casa granata è indispensabile non creare pericolosi dualismi.
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Torino, 13/09/2018 -


Così dice il patron Urbano Cairo: ”Zaza e Belotti dal primo minuto? Non influirò mai sulle scelte di Mazzarri”. Invece noi diciamo che Belotti e Zaza devono giocare insieme per il bene della squadra. In un Torino che deve raggiungere l’Europa per il campionato 2019’20, si prospetta già qualche variante tattica che alla luce della sua rosa attuale fa pensare in positivo. L’organico è di buona qualità tecnica anche in virtù della scuola di pensiero tattica di Walter Mazzarri, il quale predilige il 3-5-2 in fase di possesso palla che poi diventa 5-3-2 nel non possesso. Detto ciò, ci viene da pensare come armonicamente il tecnico toscano possa sistemarsi in campo, avendo Belotti, Iago Falque e Zaza a disposizione. Da quanto si evince dalle prime partite di campionato del Toro (che ha fatto molto bene dal punto di vista del gioco), c’è la chiara mancanza di tenuta atletica da parte del nuovo acquisto Simone Zaza. Il ragazzo scalpita per giocare, ma a nostro avviso è giusto non affrettare il rientro e preparare il giocatore in maniera tale da rendere al cento per cento. Ma le idee devono essere chiare fin dall’inizio, proprio per evitare tentennamenti eventuali su un attacco che apparentemente potrebbe sembrare troppo proiettato in avanti. E’ chiaro che in fase di possesso palla Belotti e Zaza possono essere devastanti per qualsiasi difesa, tuttavia, i meccanismi tattici devono essere provati e riprovati proprio nella fase più delicata: quella relativa al non possesso. Da parte dei due attaccanti, deve essere insita l’idea del sacrificio fatto a turno in supporto al centrocampo. La squadra deve essere corta e attenta a interdire nel momento del bisogno. Iago Falque ha già dato prova delle sue qualità tecniche di ottimo esterno, capace anche di fare la doppia fase di gioco. Dunque, non si pensi di tenere ancora per tanto Zaza in panchina se non nei tempi tecnici necessari per rigenerarlo dal punto di vista atletico. Lui è un giocatore indispensabile per l’attacco del Toro perché ci mette sempre l’anima, va a pressare anche su palloni impossibili e non risparmia mai coraggio ed energie fisiche. Quindi, pensiamo proprio che il Torino e Walter Mazzarri abbiano il dovere di gestire bene il giocatore proprio in questa fase delicata della sua carriera. Nel calcio si creano spesso alcuni dualismi inventati ad arte per giustificare certi risultati negativi, tuttavia, Belotti e Zaza si integrano bene proprio perché hanno diverse caratteristiche. Entrambi sono bravi a lottare su ogni pallone, ma sono dissimili nel concepire il calcio d’attacco. Forte fisicamente, il Gallo Belotti è un leader carismatico perché trasmette tanto alla propria squadra, ai propri compagni e ai tifosi. Simone Zaza, 27enne ex giocatore del Valencia, è uno che ama stupire per la sua generosità e per il coraggio che ha da vendere. Spesso esagera in comportamenti a limite del regolamento, tuttavia, resta sempre un punto fermo per la sua vivacità d’attacco capace di contagiare positivamente i compagni di squadra. Dunque, si rifletta attentamente in casa granata su come utilizzare bene tatticamente questi due campioni di calcio che, secondo il nostro avviso, faranno la differenza concreta nel Toro di quest’anno.

Salvino Cavallaro

 

Salvino Cavallaro


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