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ESCLUSIVA ILCALCIO24.COM, SALVATORE LO PRESTI:«IL CALCIO EUROPEO È DIVERSO DAL NOSTRO. LA JUVENTUS NON È ANDATA A MADRID PER PAREGGIARE»


Intervista alla firma storica della Gazzetta dello Sport
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Torino, 05/10/2014 -

"Juventus - Roma sarà certamente un'altra storia"

Salvatore Lo Presti, una vita dedicata al giornalismo sportivo. Firma storica de La Gazzetta dello Sport, Lo Presti è un siciliano di Marsala. Nel 2012 è stato premiato per i suoi 50 anni di giornalismo con una pergamena ricordo, dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Piemonte e Valle D’Aosta, Alberto Sinigaglia. Un riconoscimento importante che si interseca perfettamente come tessera nel suo puzzle di vita professionale, fatta di innumerevoli esperienze dedicate allo sport e al calcio in particolare. Egli è l’unico giornalista ad aver lavorato per tutti i quotidiani sportivi italiani, nessuno escluso. Dal Corriere dello Sport, al Tuttosport, alla Gazzetta dello Sport, ma ha anche scritto per il Corriere della Sera e il Giornale Nuovo. Sempre con grande professionalità e lontano da ogni accostamento di fede sportiva. Sempre super partes, sempre obiettivo sulle analisi del dopo gara, nonostante il calcio si riconosca come materia opinabile. Salvatore Lo Presti è anche fondatore dell’Annuario del calcio mondiale, manuale dell’editoria sportiva italiana, affermato ed apprezzato strumento di lavoro per dirigenti, tecnici, procuratori, giornalisti.  Ma la sua immagine è particolarmente legata al giornale rosa, a quella Gazzetta dello Sport in cui è stato responsabile dal 1989 al 2002 nella redazione di Torino, cui egli è ancora molto legato. E, per questa storica testata giornalistica, è stato anche inviato speciale ai mondiali di Argentina nel 1978 e poi ai mondiali di Francia nel 1998. Lo Presti è considerato, a ragione, una tra firme più brillanti e autorevoli del giornalismo italiano. Passione e sacro fuoco sono alla base di una carriera autorevole, prestigiosa, esemplare per coloro i quali amano il mondo del giornalismo dedicato allo sport. Raccontare i fatti del pallone, le sue vicissitudini, le cose tecniche e umane che si avvicendano e si intersecano tra loro, quasi a manifestarne la metafora della vita, è il senso che si dà a una professione unica quale è, appunto, il giornalismo. Noi, in tribuna stampa, abbiamo avuto il piacere e l’onore di scambiare con lui alcune opinioni sul calcio di questi giorni e, soprattutto, sulla recente debacle della Juve in quel di Madrid. “Penso che la Juventus non sia andata a Madrid per pareggiare la partita. Credo invece a una strana forma psicologica che ha inibito la grande potenzialità tecnica e agonistica della squadra di Allegri. Sembravano timorosi e il gioco non appariva fluido come al solito, forse per merito degli avversari che hanno saputo chiudere tutti i varchi. Questo, però, non giustifica una prestazione senza idee. Comunque, ritengo che sarebbe stato più giusto un risultato di parità, in quanto se è vero che la Juve non ha fatto neanche un tiro in porta nell’arco dei 94 minuti di gioco, è altresì vero che l’Atletico Madrid ha tirato in porta soltanto due volte. Nella prima occasione Buffon ha neutralizzato il loro tentativo e nella seconda situazione hanno fatto gol”. E’ lineare l’analisi tecnica di Salvatore Lo Presti sulla partita di Champions dei bianconeri. E’ competente e piacevole ad ascoltarsi. Certo, si può anche non essere d’accordo, tuttavia, è giusto ammettere che la disanima ha il sapore dell’oggettività. E intanto continua: ”Ciò che noto nella Juve è la forma precaria di Vidal, mentre Pogba stenta a tornare il giocatore che abbiamo apprezzato lo scorso anno. Comunque, non è il caso di drammatizzare su una partita persa e anche giocata male dalla Juve. I bianconeri ci hanno abituato a metamorfosi repentine, anche perché la forza di questa squadra non si discute”. Certo, diciamo noi, la forza della Juve non si discute, tuttavia, sembra che certi scheletri riemergano sempre in occasione della partecipazione in Champions League. “Il calcio europeo è diverso dal nostro” dice Lo Presti. “Quando vai a giocare fuori casa devi comunque cercare di imporre il tuo gioco. Ha ragione Buffon quando afferma che bisogna conquistarsi sui campi europei il diploma di maturità”. E’ piacevole parlare di calcio con Lo Presti, ma è arrivato il momento di lasciarci. Non prima però di avergli chiesto un parere sul big match di domenica prossima Juventus –Roma. “Sarà certamente un’altra storia. Una partita che scriveremo in maniera diversa, perché diversa sarà l’impostazione alla gara delle due squadre. La Roma è sicuramente più forte dell’anno scorso, anche perché gode di una panchina invidiabile. Peccato che la Juve non sia riuscita ad acquistare Nainggolan, perché sarebbe stato sicuramente un acquisto importante dal punto di vista del completamento del centrocampo bianconero. Comunque, credo che Juventus - Roma sarà una partita molto tattica, in cui entrambe le squadre vorranno vincere. Una cosa è certa, la Juve nel suo stadio non ha quasi mai sbagliato partita”.



Salvino Cavallaro                  



















Salvino Cavallaro


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