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SERIE A, TOP E FLOP DEL CAMPIONATO. LE PAGELLE FINALI DI TUTTE LE SQUADRE


Le pagelle di tutte le squadre di A
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15/05/2012 -

Quest'ultima giornata di campionato ha ricordato tanto l'ultimo giorno di scuola, con annessi pianti, addii agli amichetti che cambiano classe (in questo caso campionato) e interrogazioni finali: di conseguenza non potevano mancare le nostre pagelle finali ai protagonisti di questo incredible campionato.

ATALANTA: Squadra meravigliosa, che è riuscita a sopperire alle difficoltà della penalizzazione giocando uno dei calci più belli del campionato: il principale artefice ovviamente è stato Colantuono, ma in campo hanno brillato El Tanke Denis, finalmente esploso definitivamente, Schelotto, autentico treno sulla destra che ha stregato anche Prandelli, Maxi Moralez, tascabile fantasista che può fare ancora meglio, e l'ottimo Consigli, di cui tra qualche anno non ci stupiremmo se lo vedessimo in qualche big. Da far crescere Bonaventura e Gabbiadini.

BOLOGNA: Bravissimo Pioli ad allestire una squadra a volte anche spettacolare: è cresciuto in maniera esponenziale Ramirez e ha trovato continuità Diamanti. Niente male anche Perez a centrocampo e strepitoso Gillet in porta. Un pò deludente quest'anno Di Vaio e assolutamente bocciato Acquafresca.

CAGLIARI: Stagione sottotono per i sardi che comunque sono riusciti a salvarsi con qualche giornata d'anticipo: ottima stagione per i giovani Agazzi e Astori e squadra trascinata da un grande Pinilla. Deludente annata per Conti, Cossu e Nainggolan, che aveva iniziato bene ma si è comunque spento a metà campioonato. Thiago RibeiroLarrivey non ci sembrano giocatori da Serie A, a differenza di Ibarbo, poco schierato ma con grandissime potenzialità.

CATANIA: Grandissima stagione per gli etnei. Montella adesso è l'allenatore più ambito del campionato, e Catania è diventata un gioiello desiderato da molti calciatori: in campo il migliore è stato sicuramente Lodi, inventato play basso con grandissmi risultati; con lui Barrientos e Gomez sembravano due diavoli, Bergessio ha interpretato benissimo il ruolo dell'attaccante moderno, LeGrottaglie e Almiron sono rinati e Marchese è  cresciuto in maniera esponenziale. Il punto debole è stato il portiere: provati quattro n.1 che messi assieme uno buono non lo facevano. Delusione totale Suazo.

CESENA:   Stagione fallimentare per i romagnoli. Mutu sembreva il lontano parente del giocatore che ha stupito negli anni passati l'Italia, Iaquinta non pervenuto e comnuque tutta la squadra è stata assolutamente fallimentare: unica nota lieta Mario Alberto Santana, che però ha giocato in mezzo al deserto.

CHIEVO: Solito campionato per i clivensi senza particolari luci o ombre. E' stata una stagione buona per far crescere e presentare al mondo ottimi giocatori come Dramè, Breadley e Acerbi, prossimo al trasferimento. Pellissier forse quest'anno ha abbassato il livello delle proprie prestazioni.

FIORENTINA: Stagione fallimentare per la Viola sotto ogni punto di vista. Da Mihajlovic, a Corvino, fino a Rossi tutto quello su cui si credeva è stato rivalutato e la parola progetto a Firenze ora come ora sembra quasi una battuta. In campo quelle poche partite vinte si può dire che le ha vinte Jovetic da solo, che assieme alla crescita di Camporese e Nastasic e alle ottime prestazioni di Behrami rappresentano l'unica nota positiva. Per il resto Montolivo non ha reso per quello che poteva, Cassani sembrerebbe tutto tranne uno da nazionale, tra Gila e Amauri non si sa chi è stato più inguardabile, Vargas il mancino sembra averlo lasciato in Perù e Ljaic rimane un eterno incompiuto.

GENOA: Il peggiore è sempre il solito Enrico Preziosi. Dare tranquillità alla propria squadra è un vocabolo che non esiste nel suo vocabolario e tre allenatori diversi in un anno non sono proprio un premio alla fiducia: se il Genoa è salvo lo deve a quell'uomo con quel codino strano di nome Rodrigo Palacio, assolutamente strepitoso in alcuni frangenti del campionato. Per il resto bene Moretti, Jankovic a fase alterne, il solito Rossi e Sculli, anche se quest'anno ci ricorderemo di lui più come ambasciator di pace con i tifosi che come goleador viste le alterne prestazioni: male, molto male Frey, mai così fuori forma, Granqvist e Kaladze, non esattamente due acquistoni da urlo, Kucka, di cui dubitiamo fortemente che possa ricevere di nuovo offerte di mercato dopo averlo visto bene, Birsa e Belluschi, impalpabili, e Gilardino, l'uomo della svolta, che però non ha cambiato nula, ne della squadra, ne della sua stagione deludente. Occhio però a Jorquera, bisogna puntare su questo ragazzino perchè ha classe.

INTER: Ci sarebbero da scrivere poemi sulla stagione bislacca di quest'inter. Andiamo per gradi però: ha sbagliato Moratti ad assumere uno (Gasp ndr) di cui non era totalmente convinto che ha cacciato alla prima occasione buona. Era quasi riuscito a risvegliare la squadra Ranieri ma poi, come succede spesso nelle sue squadre, qualcosa cambia e la squadra crolla. Stramaccioni ha dato allegria e grinta: la squadra dimostra carattere ma in difesa crolla se messa troppo a repentaglio. Riguardo agli uomini non è che ci sia tanto da salvare: senza dubbio Milito, che ha iniziato maluccio ma alla fine è ritornato ai livelli del triplete. Poi Julio Cesar, fondamentale nel dare la scossa contro il Catania, l'eterno Samuel e il piccolo Nagatomo, Guarin, guerriero da confermare assolutamente, il solito immortale Zanetti e...stop! Per il resto delusione totale: Maicon ha giocato bene due-tre partite, Lucio è più insicuro di Schettino, Cambiasso e Stankovic ormai hanno dato, Forlan inguardabile, Zarate positivo col contagocce, Pazzini la porta l' ha vista col contagocce e Sneijder praticamente assente per tutto il campionato.

JUVENTUS: Sarebbe come trovare il pelo nell'uovo. Apparte Elia e Krasic che neanche consideriamo perchè inutilizzati in casa Juve sono stati tutti decisivi e positivi: Super stagione per Buffon, che ha sbagliato solo il famoso intervento col Lecce e che ha formato un muro invalicabile con Barzagli, rinato, Bonucci (la svolta per lui  è arrivata dopo Milan-Juve) e Chiellini; Liechsteiner e Caceres sono stati due motorini, Vidal-Pirlo-Marchisio forse hanno formato il centrocampo più forte d'Europa in questa stagione, Vucinic, capace di grandi cose come di errori assurdi quest'anno è stato costantissimo, Matri e Quagliarella si sono divisi la stagione giocando bene uno l'andato e uno il ritorno. E poi ovviamente lui, Alex Del Piero, immenso nei momenti di maggiore difficoltà, nei momenti dove serviva la giocata del campione, puntualmente realizzata. 10e lode poi allo Juventus Stadium, uomo in più.

LAZIO: Non sarà la Champions, ma comunque il risultato raggiunto è un'impresa. Una squadra falcidiata da mille infortuni e problemi vari, non ha mai mollato e ha tirato fuori un carattere che molte volte è andato oltre le reali capacità della squadra. Forse chi ha deluso di più è stato proprio l'uomo da cui si ci aspettava di più, ossia Hernanes: ottimi invece Mauri (anche se ha saltato metà stagione), Lulic, Gonzalez, Kozak e il recuperato Marchetti. Capitolo a parte poi per Miro Klose, il migliore, il top player che ha preso la squadra e l' ha portata avanti finquando ha potuto col fisico: deludente Djibril Cissè.

LECCE: Stagione strana quella dei salentini. Prima parte brutta con Di Francesco in panchina e campionato compromesso: poi con Cosmi i giallorossi si sono svegliati e hanno iniziato a snocciolare spettacolo dove hanno brillato Di Michele, idolo dei tifosi, Cuadrado e Muriel, due fenomeni predestinati. Niente male anche l'esterno sinistro Brivio e il portiere Benassi. Scommessa persa quella di Massimo Oddo.

MILAN: I rossoneri ce l'hanno messa tutta, si sono anche migliorati, ma non è bastato. La dea bendata stavolta si è opposta e si è scagliata contro i rossoneri sotto forma di infortuni.Nella prima parte della stagione, quando Cassano era al top, il Milan l'ha perso per i motivi che sappiamo: poi Boateng, Pato, Aquilani, Nesta, Thiago Silva, Robinho, tutti quanti residenti in infermeria per una buona parte di stagione;  il migliore? inutile dirlo, Zlatan Ibrahimovic, 29 gol stagionali. Le delusioni? Pato ovviamente, mai visto. Ottimo l'innesto di Muntari, utile anche come sfondo per il telefonino di Galliani.

NAPOLI: Discontinuità. Ecco il grande problema della squadra di Mazzarri quest'anno, ovviamente dovuta anche e soprattutto alla Champions: hanno alternato stati di forma alterni i tre tenori con Cavani trascinatore per lunghi tratti ma con periodi di vuoto, Hamsik molto al di sotto delle aspettative e Lavezzi ottimo tra un infortunio e un' altro però. Per il resto, Inler non ha ingranato e lo metterei come flop, esattamente alla pari di Fernandez. Buon campionato per Pandev, Campagnaro e Cannavaro: a volte strepitoso, a volte goffissimo Morgan De Sanctis.

NOVARA: Dalla nave che affonda si salva solo Rigoni che arriva anche in doppia cifra. Per il resto annata da dimenticare per tutti.

PALERMO: Come Cellino anche Zamparini merita la palma di flop, specie dopo aver licenziato Pioli (che ha fatto poi le fortune del Bologna) prima di cominciare. La squadra ovviamente ne ha risentito e ha portato a termine la peggiore stagione da quando è in A, perdendo anche lo scettro di regina della Sicilia: si salvano da questa stagione disgraziata solo il solito Fabrizio Miccoli, trascinatore e anima della squadra, ed Emiliano Vivano, portiere arrivato a metà stagione, autore di uno splendido campionato. Tutto il resto è da dimenticare: Silvestre sembra il cugino lontano del giocatore visto a Catania, Mantovani e Balzaretti al di sotto delle aspettative, di Ilicic vogliamo esagerare se diciamo che ci ricordiamo solo due-tre partite decenti, Zahavi era partito bene ma poi è scomparso, di Hernandez ogni anno si dice che sia pronto a esplodere ma non esplode mai, Budan, dopo 5-6 partite in gol si è perso, e giovani come Labrin, Milanovic e Memeth dubitiamo abbiano il futuro ai loro piedi.

PARMA: La squadra emiliana è tornata, come anni fa, ad essere un'isola felice dove i giocatori rendono al massimo: Donadoni ha allestito una splendida squadra, solida, spumeggiante (che tra l'altro con sette vittorie di fila in A ha stabilito il record di vittorie consecutive per i gialloblu) e merita sicuramente di essere uno dei top del campionato. Una delle scoperte dell'ex mister del Livornoo è stata quella di schierare Giovinco seconda punta: i risultati ci sono stati e la Formichina atomica è stato sicuramente uno dei migliori giocatori del campionato. Buon campionato anche per Floccari, che si completa benissimo col mini attaccante ex Juve: grande stagione anche per Paletta, l'anno scorso inguardabile, Zaccardo, Biabiany, cinque gol e record personale eguagliato, Jaime Valdes inventato play davanti alla difesa con splendidi risultati e Jonathan, oggetto misterioso all'Inter, esploso al Parma grazie alla fiducia di Leonardi che l'ha portato a Parma. Insomma, tutti promossi.

ROMA: Classe discola quella giallorossa con qualche promosso e molti rimandati: supera l'anno il solito Totti, incontenibile in certi frangenti del campionato e comunque imprescindibile, De Rossi, uomo ovunque, Gago, giocatore di classe superiore, Taddei, inventato terzino e Marquinho, grande sorpresa di questo finale di stagione. Le scommesse invece le rimandiamo all'anno prossimo perchè troppo discontinue: Bojan ha classe ma fatica a metterla in mostra, Osvaldo ha un caratteraccio e con questo si è giocato anche la nazionale, Lamela in campo sembra un veterano, ma mentalmente dimostra anche meno dell'età che ha e senza testa non si va avanti, Pjanic fino a dicembre era uno dei centrocampisti più forti del campionato, prima però di scomparire nel vuoto, Jose Angel ha gamba ma forse è ancora troppo timido, Borini dopo aver vestito l'azzurro sembra esser sparito. Totalmente bocciati e cacciati dalla scuola Kjaer, Heinze e Juan, inguardabili. Squadra impreparata quindi e, come sempre a pagare è il maestro: ciao Luis Enrique, hai provato a fare un qualcosa di troppo grande per questo campionato.

SIENA: Difficile trovare il pelo nell'uovo alla splendida squadra di Sannino, che ha espresso un gran bel calcio valorizzando grandi talenti. Uno su tutti ovviamente Mattia Destro, il futuro della nazionale italiana, che con undici gol ha dimostrato di meritare un grande club: accanto a lui si è rivitalizzato Franco Brienza, estro e velocità allo stato puro, Giorgi, ottimo esterno, Gazzi, buon mediano e il giovane Rossettini. Si ci poteva aspettare di più da Gaetano D'Agostino e dal portiere Brkic, di cui se ne diceva un gran bene, ma che comunque non ha fatto vedere niente di che.

UDINESE: Ennesimo miracolo di Guidolin che, nonostante le cessioni estive, anche quest'anno è riuscito a portare la squadra in Champions. Una spanna sopra tutti ovviamente Totò Di Natale, il Messi del Friuli, che da solo riesce a vincere le partite. Senza dimenticare che la squadra ha perso il miglior centrocampista in rosa, Isla, a dicembre, sono esplosi Dusan Basta, esterno ai margini la scorsa stagione, Danilo, buon centrale di difesa, e a fasi alterne i giovani Torje e Fabbrini. Si sono confermati ad alti livelli poi Handanovic,  Asamoah, Pinzi, Benatia, Domizzi e Pazienza è stato un felice ritorno. Discorso a parte poi per Armero: incontenibile a inizio anno, necessario chiamare "Chi l'ha visto" da gennaio in poi.

 

 

Luca Bonaccorso

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