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MA CHE COS`È QUESTO CALCIO?


Si moltiplicano i fatti incresciosi
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08/05/2012 -

Il campionato di calcio di Serie A ha dato il suo primo verdetto. L`assegnazione del titolo di Campione d`Italia 2011-`12 è andato meritatamente alla Juventus di Antonio Conte, mentre restano in bilico le sorti di Genoa e Lecce per non retrocedere in Serie B. Intanto, tra il patos coinvolgente di questo finale di campionato di calcio della massima serie, si moltiplicano i fatti incresciosi che vorremmo davvero non vedere mai. E così, tra l`impazzare festante dei tifosi bianconeri che lungo le strade di Torino festeggiano fino a tarda notte il tanto sospirato scudetto atteso per sei lunghi anni, traspaiono malinconicamente lo squallore del calcio scommesse (la cui Lega si accinge a emanarne le sentenze sportive), i disgustosi fatti di Genova in cui abbiamo assistito all`imposizione di alcuni facinorosi ultras rossoblu di far togliere la maglia ai giocatori della propria squadra e il deprecabile gesto dell`allenatore della Fiorentina Delio Rossi che ha preso a cazzotti Ljajic, ventenne giocatore serbo, reo di averlo offeso in maniera pesante. Uno squallore generale fatto di violenza gratuita che evidenzia quanto l`uomo di oggi stia vivendo anni di oscurantismo di valori, d`insicurezza generale e di difficoltà di vivere che spesso si riversa nel calcio degli eccessi, che tutto è meno che un gioco. E noi che giornalmente siamo testimoni di fatti così dequalificanti, ci domandiamo che senso abbia ancora disquisire di moduli tattici, di allenatori, giocatori, direttori sportivi, preparatori atletici, presidenti, società, quando dal magazziniere all`ultimo dei tifosi ti puoi aspettare la corruzione, la vigliaccheria, la violenza, la mancanza di educazione, il rispetto delle regole e delle figure che rappresentano le istituzioni. Noi media che abbiamo giurato fedeltà a una professione che amiamo profondamente e che intendiamo portare avanti nel rispetto della deontologia giornalistica, talvolta ci sentiamo francamente disarmati al cospetto di un mondo del pallone che, sotto certi aspetti, è avvilente. Ma, come dicevamo prima, è il mondo in generale a essere ammalato, perché se noi smettessimo di scrivere di calcio, di cosa potremmo occuparci senza indignarci? Forse di politica? Di cronaca? Di spettacolo? O di quale altra cosa? Restando ai problemi interni della nostra Italia, possiamo amaramente essere cronisti di una realtà di difficile miglioramento, visto il deterioramento globale nel quale siamo piombati. E dire che, parlando e/o scrivendo di calcio, c`eravamo illusi che, almeno per un attimo, avremmo allontanato le riflessioni sulle miserie e gli scoraggiamenti di una quotidianità sempre più difficile da vivere, in cui la dignità dell`uomo è messa severamente a repentaglio. Tuttavia, anche se il calcio di oggi con il suo carrozzone multimiliardario ci ha fondamentalmente tradito, deluso e amareggiato, continueremo a scrivere nell`intento di contribuire a lottare per un mondo migliore.


Salvino Cavallaro

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