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MERCATO TORO. IN CASA GRANATA SI RESPIRA ARIA NUOVA.


Cairo e Petrachi sono molto attivi sul mercato, per costruire un Torino che vuole ritornare stabilmente in Europa.
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Torino, 07/07/2016 -


Il mercato in entrata del Torino entra nel vivo delle operazioni. Dopo l’acquisto del difensore del Frosinone Arlind Ajeti (a breve si sottoporrà alle visite mediche) che è chiamato a sostituire Glik passato al Monaco, i nomi ricorrenti da molto tempo sono quelli di Ljaiic, Iago Falque e Giaccherini. Per quanto riguarda il serbo, che sembra tentennare per aver ricevuto un’offerta da parte del Celta Vigo che verserebbe alla Roma 9,5 milioni di euro, la situazione sembra essere in posizione d’attesa. Il D.S.  Petrachi ha offerto 7 milioni di euro, ma alzerebbe eventualmente l’offerta se si concludesse anche per Iago Falque. Dunque, se è vero che la Roma per la vendita di Ljaiic incasserebbe più soldi dal Celtic Vibo, è altrettanto vero che il Torino acquisterebbe due giocatori anziché uno, con un sostanzioso gruzzolo di milioni di euro. Per quanto riguarda invece Emanuele Giaccherini, dopo lo splendido campionato europeo giocato con la Nazionale di Conte, il suo valore di mercato è sostanzialmente lievitato. Il Torino avrebbe trovato l’accordo con il Sunderland – società detentrice del cartellino di Giaccherini – offrendo al giocatore un contratto triennale di 1,3 milioni di euro annui. Al momento il giocatore sembra guardarsi intorno, mentre il suo procuratore Fulvio Valcareggi è tempestato di richieste che arrivano da più parti. Vedremo cosa accadrà nel prosieguo del mercato del Toro che, come dicevamo pocanzi,  ha sistemato in uscita Kamil Glik ed ha pure concluso la trattativa con l’Independiente per Sanchez Mino. C’è poi un mercato granata in entrata che è di minore importanza e che riguarda ad esempio un certo Lucas Boyè, l’argentino che è atteso per le visite mediche di rito, ma che deve ancora convincere Mihajlovic , nell’inserimento del suo eventuale scacchiere tattico che sta già pensando per il nuovo Toro. Lucas Boyè è cresciuto nelle fila del River Plate ed ha vissuto l’ultima stagione nel Newell’s Old Boys. Giovane attaccante nato nel 1996, di lui si dice un gran bene. Vedremo se sarà così. Dunque, dopo il quinquennio granata di Giampiero Ventura passato alla corte della Nazionale Italiana (a proposito, auguri al nuovo CT azzurro) il Toro indossa un vestito nuovo di zecca. Non più arrangiato, come certe situazioni di antica memoria gestionale del presidente Cairo, ma più attuale a un modello di squadra e di società che intende salire sul treno dell’Europa con il fermo obiettivo di restarci a lungo. Un progetto nuovo, fresco, moderno, di una società che vuole riprendere l’immagine di quel modello di calcio giovanile che in passato è stata fucina di  talenti granata. Nuovo il tecnico, nuovo il suo entourage, nuovo lo stadio Filadelfia e la casa granata, nuove le maglie che stanno riscuotendo un grande successo tra i tifosi, nuovi i giocatori che presto vestiranno ufficialmente la maglia del Toro. Insomma, la società di Cairo si avvia a una nuova era fatta di quell’entusiasmo che specialmente nell’ultimo anno era andato scemando tra i sostenitori granata. Pronti, via. Il treno del Toro si avvia sotto i migliori auspici.

Salvino Cavallaro      

Salvino Cavallaro


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