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CAIRO, COSTRUISCI UN TORINO COMPETITIVO


In separata sede abbiamo posto in analisi
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05/06/2013 -

In separata sede abbiamo posto in analisi il momento stagionale del calcio italiano, appena andato in vacanza e già alle prese tra sogni di mercato e illusioni dei vari tifosi. Volutamente non abbiamo citato quello che potrebbe essere o non essere il mercato del Torino, perché desideriamo fare un discorso a parte. Perso Bianchi e con tutta probabilità Ogbonna, anche Cerci sembra chiudere la porta granata del Toro per entrare a far parte del Milan. L’incontro di Cairo e Galliani lascia precludere un qualcosa di più di un semplice, timido interesse per l’ex fiorentino. E allora ci chiediamo: cosa resta a questo Toro? Si vuole ancora soffrire per l’ennesimo anno consecutivo rischiando di compromettere la massima categoria? Il popolo granata è stanco di rivivere sempre una realtà fatta di poco o nulla; è stufo di sentirsi ripetere la sinfonia che il Toro arriva da un fallimento, da parecchi campionati di Serie B e che bisogna avere pazienza. No, questi discorsi non possono più esistere. Il passato e l’inimitabile storia del Toro, non possono essere sminuiti da discorsi minimalisti che non si addicono alla gloria di una società che ha fatto un tratto di storia del calcio italiano. Il Toro deve poter fare un campionato su modello del Catania della passata stagione e, per fare questo, c’è bisogno di lungimiranza, correttivi tecnici, investimenti e non più scarti di altre squadre svenduti a prezzi stracciati e/o prestiti di giocatori con diritto di riscatto. Cairo deve aprire il suo portafoglio granata, mettersi a tavolino con Petrachi e Ventura e, con loro, deve costruire il Toro di “oggi” e non più il Toro di “domani”, per quello è già troppo tardi. Come? Acquistando (e sottolineiamo la parola “Acquistando”)  un terzino sinistro, due esterni alti (perso Cerci resta Santana che non ha convinto come nelle attese) un centrocampista con cervello e piedi buoni, un attaccante capace di risolvere partite con gol a doppia cifra. Se si pensa che per il Toro è chiedere troppo, allora non ci si meravigli dell’eterno incompiuto granata. Se non si hanno i giocatori di categoria, non si va da nessuna parte. Ci piace pensare ad esempio che Luca Cigarini, centrocampista intelligente e regista dai piedi raffinati, possa essere davvero alla portata di un Toro che è pieno di incontristi e dove i soli Gazzi e Basha non bastano da soli a far fare al centrocampo del Toro il salto di qualità. I tifosi del Toro attendono dunque buone notizie dal fronte granata e, soprattutto, desiderano almeno una parvenza di buona volontà da parte di Cairo, nell’investire in un progetto che fino ad oggi non c’è mai stato.

Salvino Cavallaro

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