NAZIONALE, CONTE:«ABBIAMO TOCCATO IL FONDO....» MA DI CHI È LA COLPA?


La nostra disamina sull`incontro del C.T. Conte con gli allenatori di Serie A
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Roma, 17/12/2014 -


Una frase che ormai è di uso comune in questa nostra Italia: “Abbiamo toccato il fondo”. Si dice in politica, in economia, nella sanità, nel fisco, tra la gente che stenta a curare le relazioni e i rapporti umani, ma si dice anche nello sport e nel calcio in particolare. Già, abbiamo toccato il fondo, ma poi c’è la speranza di risalire, anche perché oltre il fondo non c’è più nulla. In questi giorni in cui è stato fissato l’incontro tra Federazione Gioco Calcio e Club, per addivenire a un accordo di collaborazione tra le società di calcio e la Nazionale, sono risultate più polemiche che promesse di interagire per il bene di tutti. Antonio Conte appoggiato in maniera incondizionata dal presidente Tavecchio, si è espresso a chiari lettere: “E’ un periodo molto critico ma dico che non è finita, anche se spesso si parla a vanvera e pochi fanno i fatti. I successi si costruiscono insieme”. E fin qui nulla da eccepire, se non fosse che all’appello mancavano, Mancini, Garcia, Benitez e Sarri. Antonio Conte, dopo aver ribadito che non è sua intenzione di dimettersi da C.T. della Nazionale Italiana, si augura che questo appuntamento con gli allenatori venga istituzionalizzato e si svolga almeno una volta l’anno. Con i tecnici si è raggiunto un accordo, in base al quale dal 9 all’11 febbraio 2015 si farà uno stage. Ma l’ultima decisione spetta alle società di calcio che, a tutt’oggi, non si sono ancora espresse in merito. Nella filosofia di questi incontri ci sono due facce della medaglia. Se è vero che è importante parlarsi, guardarsi negli occhi per il bene della Nazionale, è altresì vero che nell’italico pensiero delle società di calcio del nostro Paese, c’è sempre stata una forma di mal collaborazione con la Nazionale. E’ legittimo quello che dice Conte, ma quando era dall’altra parte della barricata ha sempre pensato agli interessi della sua Juventus, ai suoi impegni, agli allenamenti, al lavoro continuativo che mal si conciliava con gli impegni della Nazionale. Un po’ come dire che dall’egoismo si è passati a pretendere l’altruismo degli altri. Capire i problemi della Nazionale da parte delle società di calcio non sarà facile. Non sarà facile per i soliti problemi legati agli interessi economici privati che sono alti e che sono uniti a far fronte ai vari impegni connessi al campionato, ma anche alle varie Coppe Europee e Nazionali. E’ giusto a livello teorico collaborare per il bene della Nazionale di Conte, ma la difficoltà è data dagli interessi legati ai contratti con gli sponsor e le televisioni. Il calcio è cambiato, questo Conte lo sa. Si gioca quasi tutti i giorni e a tutte le ore. A pranzo, a merenda e a cena. Il sistema è questo. Giusto o sbagliato che sia, va certamente a cozzare con l’idea romantica dell’unirsi, dello stringersi insieme per un bene comune: la Nazionale Italiana che è di tutti e che non conosce tifo di parte. L’idea di sentirsi nazionalisti e figli di un’unica bandiera è rispettabilissima, vera, romantica. Il pallone che unisce è bello, ma come si potrà ovviare ai problemi legati agli altisonanti interessi economici? E se abbiamo toccato il fondo, di chi è la colpa?

Salvino Cavallaro  

 



Salvino Cavallaro


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