tempo: 18ms
RSS
Query
Template: /notizie/index.cfm:19
Execution Time: 233 ms
Record Count: 328
Cached: No
Lazy: No
SQL:
SELECT * FROM news
where tipo ='news' and (data<'20210414' or (data='20210414' and ora<='195110'))
and( titolo like '%stadium%' or keywords like '%stadium%' or descrizione like '%stadium%')
and azienda like '%01%'
order by data desc,ora desc,id_arg desc
id_argtipoareaTitoloDataoraKeywordsdescrizionebreveDescrizioneufficiocittaAutoreid_inserimentoimmagineinhomeINSLIDERfonteinevidenzaidargomeidteampeopledoccorrelatiStartDateEndDateaziendaPROPRIETARIOriservatocontalettureesclusiva
11013762NewsEditorialeLotta serrata in chiave Champions2021041112:00Juve,pirlo,dybala,ronaldo,milan,atalanta,Napoli,lazio,romaLa Juve cerca punti contro il Genoa. Napoli a Marassi in casa della Samp<p><span>In questa tiepida e mite domenica d'Aprile, gli appassionati di calcio non assisteranno a big match decisivi da cui passano le intere stagioni, ma ad altre partite fondamentali per la corsa champions, che vede protagoniste la Juve, il Milan, la Lazio, l' Atalanta, il Napoli e la Roma. Tre posti per ben sei squadre, di cui la met&#224; raccolte in soli tre punti e che, nel rush finale del campionato, daranno il tutto per tutto per raggiungere l'obiettivo tanto sperato. Alla Juve (che ormai ha quasi abbandonato lo scudetto) non rimane nient'altro che il posto in Champions per risollevare le sorti di una stagione fallimentare al termine della quale sono tutti messi in discussione, dall'emergente Pirlo ai veterani come Bonucci e Chiellini. Quest'oggi, avranno davanti a s&#233; una squadra compatta e difficile da battere (il Genoa) , ma la vecchia Signora si affider&#224; alla classe del ritrovato Dybala, allo straripante Chiesa (un trascinatore a tutti gli effetti) e all'intramontabile Ronaldo, giocatore decisivo e la cui qualit&#224; non va messa mai in discussione. Inoltre, i tre punti serviranno a mettere pressione al Milan, secondo in classifica e distante di una sola lunghezza sulla compagine bianconera. Invece, il Napoli giocher&#224; contro l'altra fazione genovese : la Sampdoria. I partenopei tenteranno di riacciuffare il quarto posto, sfumato dopo la deludente sconfitta all'Allianz Stadium. Dovranno stare attenti alla Lazio, che oggi affronter&#224; il Verona, squadra capace di esprimere un ottimo gioco e dare molta continuit&#224; ai propri risultati. La Roma, con alle spalle l'importante vittoria alla Johan Cruijff Arena, giocher&#224; al Dall'Ara, campo ostico e da cui vorranno uscirne vittoriosi. Infine, la 30esima giornata si concluder&#224; con l'Atalanta che sfider&#224; la Fiorentina di Iachini. Posticipo dal pronostico incerto e con cui l'Atalanta pu&#242; continuare ad inanellare successi per guadagnarsi un posto fra le grandi d'Europa.</span></p><p><span>Matteo Messineo</span></p>ivomesivomesfoto-dybala.jpgSISChampionslottaapiusquadraapertalacorsa-1013762.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101028n
21013760NewsEditorialeInter e Juve in campo domenica. Oggi tocca al Milan2021041012:00Juve, inter,serie,a,napoli,lazio,roma,atalanta,milan,champions,scudetto,salvezzaLotta avvincente per entrare in Champions. In coda turno importante per lo Spezia<p><span>Dopo un emozionante turno di Champions ed Europa League, i calciatori di serie A torneranno in campo per la 30esima giornata. Le danze verranno aperte da un attesissimo match in chiave salvezza: Spezia - Crotone. Da una parte, la squadra di Italiano cercher&#224; di trovare la via della vittoria per allungarsi dalla zona retrocessione e superare i rivali della Fiorentina. I pitagorici, ormai sempre pi&#249; lontani dalla salvezza, vogliono onorare un campionato in cui sembra, purtroppo, sempre pi&#249; chiaro il loro destino, nonostante, da come si pu&#242; evincere dalle ultime partite, mister Cosmi</span> <span>abbia</span> <span>cercato di dare un'anima ad una squadra</span> <span>e anche trovando in</span> <span>Simy</span> <span>un gran trascinatore che merita di restare in serie A. Alle 18.00, l'arbitro Maresca dar&#224; il fischio d'inizio di Parma-Milan, match in cui gli emiliani tenteranno di vincere per staccarsi dal Crotone e prendere un po' d'ossigeno</span> <span>e quindi,</span> <span>punti molto importanti. Essi sfideranno un Milan reduce da un deludente pareggio in casa con la Sampdoria e dunque arrabbiato e desideroso di tenersi stretto il secondo posto e provare a mettere pressione ai rivali concittadini (primi in classifica). L'anticipo delle 20.45 vedr&#224; opporsi l'Udinese e</span> <span>il</span> <span>Torino</span><span>, con quest'ultimi motivati dal pareggio ottenuto nell'ostico e sentito derby della Mole. Dunque, dai granata ci aspettiamo una buona partita al fine di ottenere tre punti fondamentali per non rischiare una clamorosa retrocessione, che mai, come quest'anno, &#232; sembrata vicina. La compagine bianconera, invece, tenter&#224; di ritrovare la vittoria che manca da</span><span>ben tre partite, anche se disputate con squadre di livello qualitativo pi&#249; alto come Atalanta e, prima, Lazio. La Domenica di serie A si aprir&#224; con Inter-Cagliari</span><span>. Dai nerazzurri &#232; lecito aspettarsi i tre punti con una vittoria facile e non sofferta, ma affronteranno un Cagliari pronto a dare il tutto per tutto per ottenere la salvezza che, mai come quest'anno, sembra distante. Una partita ostica</span> <span>attender&#224;</span> <span>la Juve, la quale ospiter&#224; fra le mura domestiche il Genoa, squadra divenuta pi&#249; organizzata e solida grazie alla cura di Ballardini e che sta conducendo un cammino tran</span><span>quillo, ma sempre stando attenta</span> <span>alle</span> <span>zone basse della classifica. La Juve arriver&#224; a quest'incontro con alle spalle una fondamentale vittoria ai danni del Napoli, tre punti importantissimi per approdare nell'Europa che conta e cercare di onorare una stagione ben al di sotto delle aspettative. Il Napoli, dopo la cocente sconfitta subita all'Allianz</span> <span>Stadium</span><span>, affronter&#224; la Sampdoria, formazione allenata da mister Ranieri e che, di sicuro, dar&#224; filo da torcer alla compagine partenopea. Lazio-Verona sar&#224; un'importante partita in ottica Europa, dato che i laziali cercheranno di vincere per accorciare sul Napoli e tentare il difficile approdo fra le prime quattro del campionato. Anche la Roma, orm</span><span>ai unica squadra a rappresentar</span><span>e l'Italia in Europa, cercher&#224; di trovare i tre punti al Dall'</span><span>Ara</span> <span>per risalire in classifica al fine di uscire</span> <span>dalla postazione in Conference League che, di certo, pesa parecchio. La Domenica del campionato italiano si chiuder&#224; con Fiorentina-Atalanta, match presumibilmente piacevole in cui si affrontano squadre con un cammino assai diverso alle spalle e con posizioni</span> <span>in classifica</span><a name="_GoBack"></a> <span>opposte, infatti, i viola sono poco su la zona retrocessione e i bergamaschi in zona Champions. Infine, la giornata si concluder&#224; con Benevento-Sassuolo. Da questo posticipo, entrambe le fazione cercheranno di vincere e regalare emozioni.</span></p><p><span>Matteo Messineo</span></p>ivomesivomeslautaro-martinez.jpgSISIntervicinascudetto.lottachampionsaperta-1013760.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101032n
31013754NewsEditorialeCADE A SORPRESA LA JUVE, VINCONO MILAN, ATALANTA, NAPOLI E LAZIO2021032200:30juve,roma,milan,inter,atalanta,verona,udinese,sconfitta,pirlo,pioli,stadium,olimpico,napoli,gattusoGattuso espugna anche l'Olimpico. Bella rimonta del Milan che passa a Firenze. Bene anche Atalanta e Lazio<p>La 28esima giornata di campionato, giornata molto importante per le inseguitrici dell'Inter, ci regala un'inatteso tonfo casalingo per la Juve, sconfitta allo Stadium per 1 a 0 dal Benevento, mentre vincono e convincono Milan, Napoli, Atalanta e Lazio. In attesa del recupero Inter- Sassuolo (gara non giocata per i tanti affetti da Covid-19), il turno di campionato ci ha regalato l'exploit dei ragazzi di Pippo Inzaghi che inguaiano la Juventus di Pirlo, che rimane a -10 dalla capolista. Dopo ben tre vittorie di fila, decide il goal di Adolfo Gaich, a soli venti minuti dal fischio finale, propiziato da un errato passaggio di Arthur. Resta comunque la pessima prestazione da parte della squadra di Pirlo, con tanti errori a centrocampo, in difesa e sottoporta (eroe della giornata il portiere Montip&#242;, autore di almeno tre interventi decisivi). Ottima prestazione invece per il Milan, che riesce ad imporsi per 3 goal a 2 dopo una grande rimonta, grazie alle reti di Ibrahimovic, Diaz e Chalanoglu. I rossoneri si portano cos&#236; temporaneamente a -6 punti dalla capolista. Partita combattuta e segnata da alti e bassi per entrambe le squadre. Dopo la sconfitta col Napoli e l'eliminazione dall'Europa League contro lo United, serviva una prova di carattere. E Pioli, nonostante le assenze, ha mandato in campo una squadra carica, tonica, che con la giusta determinazione ha sconfitto l'ostica Fiorentina di Prandelli a domicilio. Per i viola pesano i numerosi errori in fase difensiva.Vittorie convincenti anche per l'Atalanta a Verona (2 a 0 per i bergamaschi che agganciano la Juve), per la Lazio a Udine (vittoria quantomai importante e sofferta per a 1 a 0 al Friuli) e per il Napoli all'Olimpico. La banda-Gattuso dopo aver espugnato il Meazza passa nettamente anche a Roma imponendosi per 2 a 0 con la doppietta del ritrovato Mertens, che rilancia i partenopei a 53 punti e con la gara di Torino da recuperare. Adesso non resta che attendere e vedere come si evolver&#224; la &#171;situazione Inter&#187;, che dovr&#224; recuperare la partita con il Sassuolo e vedere se ci saranno ripercussioni sul campionato dovute a questa &#171;pausa&#187;, o se invece i nerazzurri continueranno la loro marcia verso il titolo, che a questo punto sembra davvero vicino per gli uomini di Antonio Conte. Adesso arriva la sosta, con il campionato che riprender&#224; sabato 3 aprile, vigilia di Pasqua, con Milan-Samp, Atalanta-Udinese, Napoli-Crotone, Sassuolo-Roma, Benevento-Parma, Genoa-Fiorentina, Lazio-Spezia, Cagliari-Verona, Bologna-Inter e Torino-Juve.</p><p>Alessandro Vispo</p>ivomesivomes27d06bf3-52c1-4a61-803f-7fe90217ee64.jpgSISnapolivince20aroma-juvepessima-belmilan-benedea.lazio-1013754.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101040n
41013753NewsEditorialeASPETTANDO L`INTER FERMATA DAL COVID, JUVE E MILAN CERCANO PUNTI CON BENEVENTO E FIORENTINA2021032111:26juve, inter, cr7,milan, lazio,napoli,spesia,roma, crotone,udinese,samp,pirlo,classifica,atalanta,torinoA pranzo l'Atalanta cerca punti al Bentegodi, mentre CR7 e compagni alle 15 attendono il Benevento<p>La ventottesima di campionato ci regala Juventus-Benevento alle 15 allo Stadium e Fiorentina-Milan alle 18 al Franchi. I campioni d'Italia cercano conferme dopo la vittoria di Cagliari con tripletta di CR7 contro un ostico Benevento, allenato da Pippo Inzaghi. I bianconeri di Pirlo devono vincere per sperare ancora nello scudetto e avvicinarsi all'Inter (bloccata dal Covid e che ha saltato la gara di ieri col Sassuolo), e consolidare comunque la propria posizione nei piani alti della graduatoria per guadagnarsi la partecipazione alla prossima Champions League. I rossoneri, invece, dopo lo stop interno col Napoli e l'eliminazione dall'Europa League, cercano punti in casa della Viola di Prandelli, per evitare di essere avvicinati ulteriormente da Roma, Napoli, Atalanta e Lazio, che inseguono e non mollano, costituendo un'insidia costante per la conquista di un posto in Champions. Dopo gli anticipi di venerdi sera (vittoria esterna del Genoa a Parma per 2 a 1 che conferma la crescita del Genoa e le difficolt&#224; dei ducali) e le due gare di ieri, che risaltano le qualit&#224; dello Spezia di Italiano, che si tira fuori dai bassifondi della classifica sconfiggendo il Cagliari per 2 a 1 tenendo a debita distanza proprio i sardi (terzultimi), e la rocambolesca vittoria in rimonta del Bologna a Crotone, che condanna quasi sicuramente i calabresi alla serie B, oggi vanno di scena Verona-Atalanta, Udinese-Lazio, Samp-Torino, e in serata il big-match Roma-Napoli. Gara difficile per la Dea sul terreno difficile di Verona, mentre la Lazio potrebbe tentare il colpaccio a Udine, contro una squadra in forma che per&#242; si &#232; gi&#224; tirata fuori dalla secchie della bassa classifica (33 sono i punti dei friulani). Si preannuncia interessante la sfida del Ferraris con la Samp tranquilla a quota 32 punti e il Toro di Nicola ritrovato che vuole fare punti per risalire ancora dal quartultimo posto con 23 punti e una gara da recuperare in casa della Lazio, mentre promette scintille la sfida serale dell'Olimpico di Roma con le due squadre appaiate a 50 punti al 5&deg; posto, con i partenopei che devono ancora recuperare la gara con la Juve (recupero previsto il 7 aprile alle 18.45).</p><p>Ivano Messineo</p>ivomesivomesronaldo.jpgSISjuvebenevento.milanafirenze.intercovid.udineselazio.seraleromanapoli-1013753.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101054n
51013748NewsEditorialeChampions: Juve attesa dall`esame Porto, una gara che vale una stagione2021030822:51juve,porto,ronaldo,ottavi,champions,tifosiLa Juve cerca continuità in Champions, in una stagione altalenante con la rosa decimata dai tanti infortuni<p ><span>Domani sera, all'Allianz Stadium, andr&#224; in scena Juve-Porto, una partita che non vale semplicemente l'approdo ai quarti di finale di Champions League, ma molto di pi&#249;. Innanzitutto, in una Juve rimaneggiata dalle assenze e con un rendimento molto altalenante, occorre trovare certezze, che hanno caratterizzato i dieci anni di vittorie in casa Juve e, ora come non mai, ce n'&#232; bisogno. La compagine bianconera, fin qui, &#232; stata protagonista di un arduo e complicato cammino, costituito da importanti soddisfazioni ma anche da cocenti delusioni, che hanno demoralizzato i pretenziosi e insaziabili tifosi juventini. Domani, dai bianconeri ci aspettiamo una partita intelligente e d'orgoglio, dato che il risultato non &#232; a loro favore e serve fare gol, ma ponendo attenzione a non subirne. Insomma, una partita da Juve, da squadra capace di compiere imprese memorabili e di emozionare i propri tifosi. Lo scacchiere juventino, senza dubbio, includer&#224; Cristiano Ronaldo, il quale, dopo aver riposato nella recente gara casalinga con la Lazio, ha voglia di vincere e trascinare la propria squadra in una competizione che lui conosce meglio di chiunque altro. Invece, il Porto, forte della vittoria casalinga per 2 a 1, presumibilmente condurr&#224; una partita difensiva, in cui soprattutto penser&#224; a contenere gli attacchi bianconeri e a conservare il risultato dell'andata, dando filo da torcere all'attacco juventino. Per i tifosi di entrambe le squadre sar&#224; di certo una partita tirata sino alla fine, una gara di sofferenza e di pazienza, che decider&#224; chi delle due entrer&#224; a far parte delle prime otto squadre d'Europa.</span></p><p ><span>Matteo Messineo</span></p>ivomesivomesronaldo.jpgSISjuve-porto-garadecisivaperlastagionedellajuve-tornaronaldo-1013748.htmSI01,02,03,06,07,08,09,10,11010161n
61013737NewsEditorialeInter - Juventus, l`analisi della prima semifinale di Coppa Italia.2021020318:16inter,juve ,coppa italiaInter - Juve 1 a 2. I bianconeri di Pirlo sfoderano un`ottima prestazione che l`avvantaggiano verso la finale. <p><span>C'&#232; una Juventus senza Cuadrado e una Juventus con Cuadrado.</span> <span>E c'&#232; un'Inter senza Lukaku e Hakimi che manca di tanto, di troppo. A vedere la semifinale d'andata tra Inter - Juventus, ponendo in analisi i vari sviluppi tecnico tattici emersi durante la gara, si pu&#242; sintetizzare come un qualcosa di simile a un confronto che nulla ha avuto a che fare con la copia del precedente incontro di campionato tra le due squadre. Ed &#232; proprio vero che nel calcio ogni partita fa storia a s&#233; per impostazioni tattiche ma anche per scelta, talora anche forzata, di giocatori che inevitabilmente cambiano la fisionomia dell'incontro nell'approccio e nel suo sviluppo. La Juve vista a San Siro ha meritato di vincere con il risultato di 2 a 1, ma soprattutto ha dimostrato grande carattere, superando l'iniziale empasse di uno sbandamento difensivo che ha fatto s&#236; che Lautaro Martinez infilasse la rete dell'1 a 0 per l'Inter, con una incertezza anche di Buffon. Poi, prendendo le redini da grande squadra ha spostato il suo baricentro in avanti, pressando e facendo circolare la palla con azioni orizzontali e verticali che per precisione hanno ottenuto l'effetto di maggior possesso palla nei confronti dell'Inter, la quale &#232; invece apparsa sorpresa da tanto furore agonistico messo in campo dalla Juve. Un 4-4-2 che Pirlo ha studiato per mettere in difficolt&#224; il 3-5-2 di Conte che nonostante il super Barella, la buona prestazione di Darmian, ha risentito in maniera eclatante l'assenza di Lukaku, della sua potenza fisica che associata alla mancanza della veloce ripartenza dell'esterno Hakimi, hanno pesato in negativo sul rendimento globale dei nerazzurri. Ma qui, si sa, viaggiamo sui s&#232; e sui ma, che non hanno mai fatto la storia del calcio. Fatto &#232; che la Juve di Pirlo con la difesa a 4 che in varie fasi si disponeva a 3 per effetto di un centrocampo a 5 con l'avanzamento continuo di Cuadrado e Alex Sandro, ha centrato il modo di mettere in difficolt&#224; l'Inter di Conte che ha cercato per lunghi tratti della gara di arginare le folate offensive dei bianconeri nel ripartire con Barella e Brozovic, anche se l&#236; davanti Martinez e l'inconcludente Sanchez hanno fatto ben poco. Con questo modulo e con questo centrocampo arricchito da Mc Kennie, Betancur e Rabiot, persino Bernardeschi ha dato timidi segnali di ripresa da quel torpore che l'ha assalito ormai da troppo tempo. CR7 ha segnato la sua doppietta realizzando un gol su rigore e una rete da classico rapinatore di una palla della quale Bastoni e Handanovic si sono resi complici di un pasticcio colossale. Detto questo, per onest&#224; intellettuale dobbiamo dire che la Juve di Pirlo che abbiamo pi&#249; volte criticato per mancanza di gioco di squadra e idee mai supportate dalla qualit&#224; che &#232; pur esistente in questa squadra, pur nel forte ritardo dai vertici del campionato, resta in corsa su tutti i fronti con un gioco ritrovato ma ancora con la continuit&#224; da dimostrare. Vedremo cosa succeder&#224; in seguito per i bianconeri. Per quanto riguarda l'Inter di Conte, invece, siamo certi che con il rientro di Lukaku e Hakimi dar&#224; filo da torcere alla Juve, nella seconda semifinale di Coppa Italia che si svolger&#224; all'Allianz Stadium di Torino la prossima settimana. Se cos&#236; non fosse, sfumerebbe per i nerazzurri un altro obiettivo stagionale, con il conseguente obbligo di vincere lo scudetto. I problemi dell'Inter partono dalla situazione societaria che &#232; in difficolt&#224; dal punto di vista economico, tuttavia, i lauti stipendi percepiti dai suoi tesserati che pongono in passivo il bilancio, devono avere un riscontro almeno nella conquista dello scudetto. Vedremo.</span></p><p><strong><span>Salvino Cavallaro</span></strong></p>Milano Stadio San Sirofl0711fl0711foto-inter-juve.jpgSIScoppa-italia-2021-inter-juventus-1013737.htmSI01,02,03,06,1001020n
71013723NewsCampionatiNoi che commentavamo le partite e i fatti tecnici20201006114221Juve - Napoli, che confusione!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Sti ppagliacciati ‘e ffanno sulo ‘e vive: nuje simmo serie….appartenimmo à morte!”</span></i></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Ho voluto iniziare questo mio articolo prendendo a prestito l’ultima frase storica de <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">‘A Livella di</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Antonio De Curtis in arte Totò</i></b>, proprio per meglio significare come il mondo del pallone sia finito amaramente nel caos più assoluto. E’ un po' come dire che certe pagliacciate fanno parte dei vivi, perché i morti sono seri. Così constatiamo che la politica sportiva è nella bufera. L’ASL di Napoli va contro i protocolli votati in Lega. Tradimenti di patti stipulati in maggioranza e veleni insanabili che si profilano minacciosi all’orizzonte, mentre il coronavirus se la ride bellamente, soddisfatto del male procurato. Ma il pallone italiano non guarirà mai da accecanti contestazioni, polemiche, antipatie, diatribe che stanno uccidendo definitivamente l’ultimo respiro di ossigeno del calcio giocato. Ci piace vedere giocare l’Atalanta di Gasperini e con la Dea abbiamo quasi fatto un patto di simpatia per il piacevole bel gioco del calcio profuso sul campo, capace di distoglierci per un attimo dal basso fondo di un pallone che è diventato immagine negativa per chi ci guarda oltre confine. Juve – Napoli, una partita che doveva essere giocata all’Allianz Stadium domenica 4 ottobre, non s’è potuta fare perché il Napoli non si è presentato. Il motivo? L’ASL di Napoli ha fermato la squadra in partenza per Torino per il timore che si propagassero altri contagi oltre quelli di Zielinski ed Elmas, mentre allo stesso tempo la squadra di Gattuso è stata mandata in isolamento per 14 giorni. Da qui tutta una serie di messaggi, fax, colpi di scena e situazioni inedite da parte della Juventus che ha dichiarato a chiari lettere di scendere in campo ugualmente, rispettando il protocollo controfirmato in Lega da tutte le società di Serie A. Una querelle furibonda che si è scatenata tra le due società di calcio, mentre la Lega ha preso posizione difendendo in pratica il rispetto del regolamento e dando torto al Napoli per quanto ha fatto. Adesso la cosa sta prendendo le sembianze di una gigantesca diatriba politica che coinvolge la Lega Calcio, il ministero dello sport e della sanità, l’Asl di Napoli e le società calcio Napoli e Juventus. Al momento si pensa che alla Juventus gli sia data partita vinta a tavolino, ma il Napoli è pronto a fare il proprio ricorso coinvolgendo probabilmente Lega e Tar. Insomma, un gran caos che inasprisce gli animi più di quanto non lo fossero già tra le rispettive tifoserie che si guardano in cagnesco. Ma questo calcio non ci piace più da tanto tempo. Questo calcio disgusta per una incapacità di gestione politica, la quale si è lasciata inondare dalla già difficile situazione provocata da un covid 19 che ha messo tutti in ginocchio. Tuttavia, se è vero che il regolamento in essere è stato controfirmato dalle parti nel mese di giugno scorso, è altresì vero che vista la situazione attuale di continuo aumento dei contagi, si doveva intervenire tempestivamente per modificare alcuni punti. Questo non è stato fatto e ognuno resta fermo sulle proprie idee: la Juve per il rispetto del regolamento e il Napoli con l’alibi di non essere potuto partire per disputare la partita di Torino a causa del fermo dell’ASL di Napoli. Insomma una matassa ingarbugliata dove il pallone invece di essere parte primaria del gioco è diventato un optional. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Certe pagliacciate lasciamole fare alla Politica ”</i></b> - diciamo noi che apparteniamo a quelli che amavano il calcio giocato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711juventus-napoli-non-è-stata-giocata.jpgSiN-1013723.htmSi100451001,02,03,1001047
81013708NewsCampionatiIl male oscuro di Josip Ilicic20200801155718Storie di campioni che si riflettono nell`umano sentire. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Ci sono storie legate all’uomo che vanno oltre il proprio stato sociale, la ricchezza o la difficoltà di vivere un quotidiano che spesso contribuisce con la sua storia a colpire la sensibilità di ognuno di noi. Storie che si intersecano nell’io più profondo, che colpiscono i meandri interiori talora oscuri e ben nascosti nell’anima, che all’apparenza possono sembrare inspiegabili, immotivate, senza senso. E invece un senso ce l’hanno, eccome se ce l’hanno! La storia di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Josip Ilicic</i></b> calciatore sloveno e stella della bellissima Atalanta, sta interessando i media, i tifosi della Dea bergamasca e non solo. Si è appreso, infatti, che il campione dell’Atalanta non è infortunato a causa dei suoi muscoli o delle sue ossa, ma è affetto da quella malattia che colpisce l’anima e che non ti lascia più vivere serenamente. Una patologia che quasi sempre trova terreno fertile nelle persone più sensibili che somatizzano in maniera esasperata ogni accadimento avvenga nella vita. Un retaggio di situazioni che non nascono mai dal nulla ma che si trascinano nel tempo fino a farti crollare. L’Atalanta non è stata ovviamente chiara su questo problema personale di Ilicic, tuttavia, da ambienti vicini al calciatore si è appreso di quanto abbiamo detto. A curarlo sono i familiari, i quali lo conoscono davvero fin dal tempo in cui Josip era un anonimo personaggio che non aveva ancora raggiunto quella notorietà capace di proiettarlo nel benessere assieme alla sua famiglia. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“E’ un ragazzo forte ma anche fragile, come i tronchi degli alberi antichi” </i></b>dicono i suoi compagni che l’hanno conosciuto quando giocava a Firenze. E adesso neanche il successo delle sue prestazioni in un’Atalanta da favola, sono bastati ad evitare a Ilicic che qualcosa si rompesse dentro di lui. Il periodo del lockdown, le immagini crude dei camion militari che portavano via le bare nella città di Bergamo a pochi passi da dove egli vive, hanno impressionato e sconvolto questo calciatore forte fisicamente ma fragile nella sua interiorità. E anche l’umano perduto come senso di conforto per sfociare poi nella paura del contagio, hanno sconvolto il profondo di un uomo che è spesso assalito da momenti di tristezza. Certo, non siamo noi a dover significare una situazione che in questo ragazzone sloveno ha tutti i presupposti di una depressione, piuttosto che di un semplice e momentaneo stato d’animo. E non è un caso che il giocatore, con il permesso della società, abbia deciso di tornare in Slovenia tra le sue persone care, la sua gente, il suo mondo che possa aiutarlo a superare questo momento buio della sua vita. L’ultima volta l’abbiamo visto in campo contro la Juve all’Allianz Stadium. In quell’occasione non aveva brillato come suo solito. Era apparso stanco e poco incisivo, quasi avesse la testa altrove, per questo Gasperini a un certo punto ha deciso di sostituirlo. Tutto lasciava pensare a una stanchezza fisica, non certamente a una situazione di così larga e preoccupante difficoltà personale. Già contro la Lazio, l’Udinese, il Cagliari e la Sampdoria non aveva brillato e nonostante il suo sforzo, il ragazzo non è riuscito a far scoccare quella scintilla in grado di fargli dare il meglio di sé. E adesso crediamo pure che non sia neanche in grado di partecipare con i suoi compagni alla prossima Champions League che vedrà l’Atalanta affrontare il Paris Saint Germain. E’ certo che per la squadra di Bergamo fare a meno di Ilicic significa come per la Juve fare a meno di Dybala o Cristiano Ronaldo. Tuttavia, c’è un fatto umano da rispettare che va oltre ogni conquista di titolo, trofeo o coppa che vinci grazie a campioni come lui. Ma la società, la città di Bergamo, i tifosi della Dea gli sono vicini e con rispetto e pazienza lo aspettano a braccia aperte. Sì, quelle braccia aperte che nella vita gli hanno dato il conforto ancor più della fama e della ricchezza. Non sono solo parole, no! Per Josip Ilicic è il senso della vita, l’essenza dell’umano cui aggrapparsi. Il resto è soltanto la cornice di un quadro che esprime l’esistenza attraverso i suoi colori sgargianti e variopinti, che esprimono la bellezza di vedere le cose con gli occhi della speranza. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamofl0711fl0711ilicic.jpgSiN-1013708.htmSi100451001,02,03,1001032
91013692NewsCampionatiDiamo voce al popolo bianconero. Cosa c’è che non va in questa Juve?20200708183644Dopo la cocente sconfitta della Juve ad opera del Milan.....<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Juve sì, Juve no. Dopo la debacle di San Siro contro il diavolo rossonero, abbiamo pensato di dare voce al popolo bianconero formato da giornalisti, addetti ai lavori e tifosi, proprio per capire bene che cos’è la Juventus di Maurizio Sarri. Geniale o evanescente? Qual è davvero l’immagine di una squadra costruita per vincere la Champions, lo Scudetto, la Supercoppa e la Coppa Italia (questi due ultimi Trofei sono stati persi malamente). Per rispondere a questo quesito, abbiamo voluto tastare gli umori del mondo bianconero dando voce a chi spesso non ce l’ha. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cominciamo con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Franco Leonetti</b>. Giornalista, scrittore e opinionista TV sull’emittente privata 7 Gold, Leonetti è un grande esperto di calcio ed in particolare della Juventus, la squadra di cui conosce molto bene l’ambiente come un vero juventinologo. Ascoltiamolo, dunque, in quella che è la sua idea legata al momento della Vecchia Signora.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Una Juventus in completa crisi psicologica, quella vista a San Siro contro il Milan. Un blackout mentale giunto come un’eclissi totale al 60’, quando i bianconeri conducevano per 2 a 0 sui rossoneri e avevano il controllo del gioco e la partita in ghiaccio. E forse anche il campionato. Difficile analizzare, difficile capire perché la squadra di Sarri abbia staccato completamente la spina del match, subendo poi, giustamente, una sconfitta tanto bruciante quanto meritata. L’istantanea del match è il gol del pareggio ad opera di Kessie: difesa piatta, passiva, con zero reazioni. Il doppio vantaggio ha avuto effetto bromuro nei bianconeri, che sono scivolati via dal match e non hanno più ritrovato il filo logico del gioco, del saper soffrire e lottare. Subendo 3 reti in cinque minuti, uno scempio, un crollo verticale che non ammette scusanti. Ora la Juventus deve voltare pagina, sin da sabato contro la terribile e brillantissima Atalanta, che non concederà nulla allo Stadium. La Juve ha lo scudetto in mano, ora sta ai bianconeri non sciupare tutto il percorso fatto sino ad ora.” </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Franco Leonetti</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Questo è invece il parere di mister <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Niko Caragliano</b>, allenatore della SS. Milazzo e componente del direttivo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dell’Official Fan Club di Milazzo (Me) “Alessandro Del Piero”.</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Noi tifosi juventini siamo abituati bene, Da otto anni riusciamo ad accumulare titoli su titoli e siamo pronti a festeggiare per i nono anno di fila. Però quest’anno ci siamo rendendo conto che stiamo vincendo per mancanza di una concorrente che possa dare fastidio alla Juve, squadra formata da top player. La sensazione che abbiamo tutti è che quest’anno la Juve non è la solita squadra compatta, cinica, ordinata con mentalità vincente. Chi osserva attentamente la partita e non lo fa solo con l’occhio del tifoso accanito, nota una squadra fragile, mai costante, con la sensazione che si può prendere gol in qualsiasi momento. C’è da dire anche (ma vale per tutte le squadre) che questa è una stagione particolare. Il Covid ha influito e influirà ancora sullo spettacolo che regala il gioco del calcio. Quest’anno, a differenza di altri anni, constatiamo del malcontento generale sulla gestione di Maurizio Sarri, un allenatore che non è riuscito ancora ad oggi a farsi amare da noi tifosi, a differenza di Max Allegri, arrivato tra i cori di contestazione e andato via tra gli applausi di uno Juventus Stadium gremito. Tornando al presente, il campionato sembra ormai vinto (facendo tutti gli scongiuri del caso) con la speranza di vedere una Juve solida e vincente in Champions League, perché ricordiamoci tutti che alla Juve “Vincere è l’unica cosa che conta” e dei 60’ del calcio mondiale, a noi tifosi interessa ben poco”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Mister Niko Caragliano, SS. Milazzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E adesso leggiamo cosa ne pensa il tifoso juventino <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Salvo</b> da Milazzo (Me)</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“A parte il blackout che succede ogni sette anni, devo dire che senza giocatori chiave come De Ligt e Dybala, prima dei trenta minuti di assoluta follia ho visto una Juventus che ha fatto una partita di controllo con un gran goal di Rabiot. Speriamo che si sia sbloccato”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Daniele </span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>da Perugia, tifoso juventino.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Se dicessi tutto quello che penso, dubito che lo pubblicherebbero”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Spoto Francesco, un altro tifoso juventino.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Io dico che quando un allenatore vede che la squadra cala di concentrazione, o meglio non ci mette più impegno, deve intervenire riprendendo i giocatori anche in modo prorompente, deve dare carica e si deve fare sentire. E poi, ci sono giocatori come Alex Sandro che avrebbero bisogno di ripetizione di calcio, perché non è la prima volta che fa questo errore”. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Bene, per il momento ci fermiamo qui. Coloro i quali continueranno a esplicare i propri pareri, i commenti e le analisi sulla Juve di quest’anno, saranno pubblicati.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio San Sirofl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiN-1013692.htmSi100451001,02,03,0701061
101013680NewsCampionatiIl calcio senza la gente20200614185622Il calcio che non è calcio.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ho provato a emozionarmi, ma non ci sono riuscito. Non so se si tratta di un fatto di sensibilità personale o più semplicemente è il sentimento oggettivo che hanno avvertito in molti. Dopo avere visto in televisione le due semifinali di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Coppa Italia Juventus – Milan e Napoli – Inter</b> ho avuto subito la sensazione che quello cui stavo assistendo non poteva essere considerato calcio vero, ma soltanto un traino forzato per portare avanti una stagione calcistica interrotta bruscamente da quel covid che ci ha cambiato interiormente, aggredendoci con maligna forza capace di mettere a nudo tutte le nostre fragilità. Ma il calcio come la vita doveva pur ricominciare, almeno con un tentativo di farlo con lo sprone di guardare avanti, senza più voltarsi indietro. Tuttavia, questo lento ricominciare a modi step by step in uno stadio vuoto in cui il silenzio assordante è stato rotto soltanto dalle urla degli allenatori, dei compagni di squadra seduti a distanza in panchina, si è sommato allo scambio di opinioni talora anche accese dell’arbitro con i giocatori. E mentre le partite hanno avuto il loro regolare svolgimento, mi sono accorto che anche i campioni in campo hanno manifestato quel <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“manca</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">qualcosa”</b> capace di smorzare la voglia di abbellirsi in gesti tecnici che da sempre hanno fatto innamorare i buongustai del pallone. Quasi che tutto andasse di fretta per chiudere un appuntamento agonistico forzato, per definire la questione e arrivare presto alla finale di Coppa Italia che si disputerà allo Stadio Olimpico di Roma il prossimo mercoledì 17 giugno. Alla fine si sono qualificate <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus e Napoli</b>, senza tuttavia entusiasmare gli animi dei telespettatori che, comunque, sono stati numerosi. Secondo quanto verificato dalla Rai, sembra che solo la finale del Festival di Sanremo abbia superato un così alto share come queste due semifinali. Segno che la sete di calcio era tanta, rafforzata ancor di più dalla bramosia di essere stati costretti per tre mesi a un lockdown che ha sfiancato e reso preoccupati su quanto in Italia stava succedendo. Ma il calcio, in questo caso, ha certamente un valore terapeutico più che tecnicamente apprezzabile nei suoi eterni punti di gioco corale di squadra, enfatizzato dalla differenza apportata dai campioni che in fondo sono fornitori di delizie balistiche e spunti di alta classe. Ma in questo calcio del dopo covid (che calcio vero non è) manca la cornice di pubblico, manca l’essenziale, manca quella cultura che è il centro del patos, dell’emozione, di quella adrenalina empaticamente capace di essere viva e di manifestarsi direttamente su ogni calciatore in campo, il quale ne fa tesoro come apporto positivo di incoraggiamento. Così all’Allianz Stadium di Torino, così al San Paolo di Napoli, quello che ho visto non mi ha entusiasmato per niente e, pur sforzandomi, non ho trovato grandi spunti di cronaca da riferire, se non l’evidente mancanza di forma di giocatori che sono stati fermi tre mesi e costretti a riprendere l’attività agonistica senza neppure fare un’amichevole di preparazione. Normale la carenza fisica, muscolare e anche psicologica, dettata ancor di più dalla mancanza di calore della gente. Tutto piatto, tutto asettico, tutto proiettato nell’intento di una rinascita forzata ma giusta nel tentativo di ricominciare. E’ il calcio che ha onorato i medici, ricordato i morti, pensato le persone che soffrono. E’ il calcio che ha alzato gli occhi al cielo e fatto scendere sul viso qualche furtiva lacrima. Ma il calcio vero è un’altra cosa. Il calcio vero ha bisogno della sua gente che tifa, che è presente, pregnante, che urla, che soffre e gioisce. Questo è il calcio che conosciamo da sempre e ci coinvolge in opinioni magari esagerate e di parte, ma pur sempre dettate da forti sentimenti di passione. Ritornerà? Sì, vedrete che prima o poi ritornerà.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711allianz-stadium-vuoto.jpgSiN-1013680.htmSi100451001,02,0301082
111013679NewsCoppeLe probabili formazioni delle semifinali di Coppa Italia.20200611170110Juventus - Milan e Napoli - Inter, per accedere alla Finale di Coppa Italia <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Il calcio ricomincia dalla Coppa Italia. All’Allianz Stadium venerdì 12 giugno alle ore 21,00, l’arbitro Orsato darà inizio alla gara Juventus – Milan. La partita di semifinale disputata allo stadio Meazza prima dello stop per covid 19, era finita con un gol per parte. Un 1 a 1 che stante l’attuale situazione delle due squadre sulla carta favorirebbe la Juventus, che superando i rossoneri andrebbero direttamente a disputare la finale di Coppa Italia il 17 giugno allo stadio Olimpico di Roma. In caso di parità al termine dei tempi regolamentari, si andrà direttamente ai rigori senza disputare i tempi supplementari. Una decisione presa dalla Lega per non affaticare ulteriormente i calciatori. Detto questo, diamo uno sguardo a quelle che potranno essere le indicazioni di Sarri e Pioli, rispettivamente coach di Juve e Milan.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Juventus:</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> Sarri sembra intenzionato a schierare il tridente con Dybala, Cristiano Ronaldo e Douglas Costa. Bentancur in cabina di regia al posto di Pjanic, la possibile chance di Khedira a centrocampo, mentre in porta giocherebbe il portiere juventino della Coppa Italia, cioè Buffon. A questo punto, per i bianconeri si delineerebbe chiaramente un 4-3-3 di evidente ispirazione offensiva. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Probabile formazione Juventus: Buffon, Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Alex Sandro, Khedira, Bentancur, Matuidi, Douglas Costa, Dybala, Cristiano Ronaldo.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Milan:</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> La squadra di Pioli, invece, deve sostenere una situazione tattica di difficile soluzione, in quanto deve fare a meno di tre titolari come Hernandez, Castillejo e Ibrahimovic. Così l’allenatore del Milan opterà probabilmente per un 4-2-3-1 che dà la sensazione di volere contenere le sfuriate offensive degli avversari con la speranza di ripartire in contropiede. Una tattica forse un po’ rinunciataria, ma possibilista in un contenimento che possa sfociare in qualcosa di positivo, ai fini di un risultato sulla carta insperato. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Probabile formazione Milan: Donnarumma, Conti, Kjaer, Romagnoli, Calabria, Kessiè, Bennacer, Paquetà, Calhanoglu, Rebic.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Napoli -</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> L’altra semifinale di Coppa Italia che sarà diretta dall’arbitro Rocchi, vedrà il confronto tra Napoli e Inter. Dopo la vittoria dei partenopei per 1 a 0 nella gara d’andata con un gol di Fabian Ruiz, la squadra di Gattuso è chiamata a difendere il vantaggio nella sfida che si disputerà sabato sera a Napoli contro i nerazzurri di Conte. Gattuso deve fare a meno dell’infortunato Manolas con Maksimovic, mentre Demme sarà confermato davanti alla difesa al posto di Allan. Ma all’allenatore del Napoli restano ancora due dubbi tattici che riguardano Callejon e Mertens. I due calciatori, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, sembrerebbero in vantaggio su Politano e Milik. Comunque, l’orientamento tattico del tecnico del Napoli farebbe pensare a un 4-3-3 che, sulla carta,farebbe pensare a una gara d’attacco nonostante il vantaggio da difendere. Vedremo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Napoli – Questa è la probabile formazione: Meret, Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui, Zielinski, Demme, Fabian Ruiz, Callejon, Mertens, Insigne.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Inter </span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>– La squadra di Conte è chiamata a sostenere uno sforzo notevole, non solo nel tentativo di superare il Napoli per accedere alla finale di Coppa Italia, ma anche nel prosieguo di una serie di partite di campionato e di recuperi senza respiro. Tuttavia, i nerazzurri arriveranno a Napoli animati di spirito e volenterosi di accedere alla finale, nel tentativo di centrare il primo obiettivo della stagione. Per far questo, Conte si affiderà a Christian Eriksen, il trequartista tanto voluto ma che ancora non sembra essere entrato negli schemi tattici voluti dall’allenatore dell’Inter. A Napoli, il giocatore dovrebbe giocare alle spalle delle due punte Lukaku e Lautaro Martinez. In difesa confermato Bastoni al posto di Godin.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Inter – Questa è la probabile formazione: Handanovic, Skriniar, De Vrij, Bastoni, Candreva, Barella, Brozovic, Young, Eriksen, Lautaro Martinez, Lukaku. </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711coppa-italia-2019.jpgSiN-1013679.htmSi100451001,02,03,06,07,08,1001064
121013658NewsCampionatiJuve imbarazzante e inguardabile20200227170446A Lione si è presentata la più brutta Juventus di sempre.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Facciamo fatica a capire se quella vista in Champions sul campo del Lione e in altre reiterate circostante, sia la Juventus o una qualsiasi squadra dilettantistica che si atteggia con il massimo sforzo a emularne il mito. E invece quella vista con le maglie azzurre che ha perso malamente contro la settima squadra del campionato francese, era proprio la Juve di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b>. Già, proprio il filosofo del calcio moderno, della mentalità innovativa, del giro palla che disarma gli avversari, delle trame di gioco filtrate in maniera verticale, del pressing alto, del furore agonistico e dello spettacolo assicurato, è solo una bolla di sapone che galleggia nell’aria e poi svanisce. La sua bruttezza è stata tale da fare persino disarmare la critica all’arbitro per due rigori negati. Sì, perché se la Juve avesse lasciato tracciata di sé in quel di Lione, allora potremmo anche porre nella nostra cronaca questi due momenti che avrebbero potuto essere decisivi ai fini del risultato. Ma l’andamento della gara condotta dalla Juve è stata tale che, obiettivamente, ci sentiamo solo di mettere in primo piano ciò che ha colpito negativamente tutti: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">vedere</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la non Juventus.</b> Più volte nel corso di questa stagione abbiamo messo in rilievo le tante falle di un gioco che stenta ad essere tale e che nasce da un centrocampo che mal sopporta l’idea di costruire e interdire, disponendosi armonicamente a ventaglio sia in fase di possesso palla che in fase di non possesso. Ma per far questo ci vuole gamba, polmoni e testa per tutti i 95 minuti e oltre, tanto da determinare il trait d’union tattico tra i vari reparti. Purtroppo, questo non è dato vedere, e allora ci viene il dubbio se è Sarri a non essere adatto a questi giocatori, oppure sono gli stessi giocatori a non essere adatti a quest’allenatore. E intanto questo tremendo ko ha avuto ripercussioni negative non solo nella gestione della squadra a disposizione di Sarri e nei tenebrosi umori del popolo juventino nei confronti dell’allenatore, ma anche dal punto di vista economico finanziario che ha visto crollare le azioni della Juventus in Borsa. E’ tutta una catena di situazione che fanno pensare a una stagione fallimentare, anche se in questo momento, il fatto di essere prima in classifica in campionato, di essere ancora in corsa in Champions e in Coppa Italia, lascia uno piccolo spiraglio di speranza per una immediata ripresa di situazioni che al momento sono davvero negative al massimo. Chi ha avuto modo di vedere <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lione – Juventus e Real Madrid –</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manchester City</b> si sarà accorto dell’abissale differenza di gioco prodotta nei due match. Da una parte la palla cantava e dall’altra era stonata <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">(Fabio Capello dixit).</b> A Madrid si è giocato a football e a Lione a nulla. Zero tiri in porta della Juve, pochissima tecnica, zero giro palla, zero corsa nel proporsi, infiniti passaggi sbagliati in difesa, a centrocampo e in attacco, dove il solo Ronaldo predica nel deserto, avendo accanto le penose prestazioni di Cuadrado, Rabiot, Pjanic, Bentancur e un Dybala che rispetto ad altre volte è stato incolore. Dunque il discorso sulla situazione della Juventus non è tanto se riuscire a sovvertire il risultato in Champions nel match di ritorno che si disputerà all’Allianz Stadium il prossimo 17 marzo, ma trovare il bandolo di una matassa che invece di srotolarsi si attorciglia sempre più. Una cosa è certa, a meno di un miracolo che ad oggi ci sembra davvero molto improbabile, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b> non sarà più l’allenatore della Juventus. Il suo credo calcistico (se esiste davvero) ha fallito per tanti motivi che vediamo sul campo e altri di spogliatoio che immaginiamo. In questi casi è proprio l’allenatore che dovrebbe risolvere la situazione che, a dire il vero, secondo noi gli sta pure sfuggendo di mano. Ci auguriamo per il popolo bianconero di essere smentiti da fatti positivi che al momento non scorgiamo all’orizzonte. E adesso lo stato maggiore della Juventus alzi la voce con chi di dovere e non resti supinamente nel retroscena a osservare passivamente.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Lionefl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiNjuve-imbarazzante-e-inguardabile-1013658.htmSi100451001,02,03030106
131013657NewsCampionatiMarcello Chirico è ipercritico su Sarri e la sua Juventus.20200227151118Intervista a uno dei più popolari tifosi della Vecchia Signora d`Italia<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Giornalista professionista, opinionista tv e juventino da legare, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marcello Chirico</b> rappresenta uno di quei personaggi che se non ci fossero dovremmo inventarli. Il suo modo di porsi, infatti, è sempre molto deciso nel sostenere le proprie verità, mettendo in mostra una chiarezza di idee pallonare che spesso vanno oltre la sua esuberanza da vero tifoso della Vecchia Signora d’Italia. Torinese, Marcello Chirico è attualmente direttore editoriale de “Il Bianconero.com”, dopo avere lavorato per 18 anni come cronista politico ne “Il Giornale”. Dal 2004 è opinionista sportivo sulle tv del gruppo Mediapason (Telelombardia, Antenna 3, Top Calcio 24, Videogruppo Piemonte) dove si occupa prevalentemente di Juventus. Per la sua squadra del cuore ha scritto diversi libri ed ha anche dedicato una canzone dal titolo “Atto d’amore”. Davvero inconfondibile questo personaggio, che dalla faccia, dai movimenti, dal suo gesticolare espressivo, mette sempre in mostra il carisma del suo essere juventino che esprime tutta la sua gioia nelle belle vittorie, ma che sa essere anche molto critico nelle partite perse senza gioco, passione e determinazione. Sono temi che abbiamo sviluppato in questa intervista, in cui Chirico manifesta tutto il suo interrogarsi sulla Juve di Sarri.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Marcello, cosa pensi del big match Juve Inter che si giocherà a porte chiuse?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che fosse l’unica cosa da fare, anzi credevo addirittura che già domenica scorsa si adottasse il sistema di giocare a porte chiuse tutte le partite di campionato. E’ un periodo delicato e c’è un’emergenza grave in atto, per cui ritengo che sia responsabile prendere delle precauzioni. Poi, se vogliamo parlare del lato sportivo, è chiaro che sarebbe stato meglio vedere una partita con una bella cornice di pubblico, le coreografie, i cori e tutto il resto. E’ evidente che da tutta questa storia, sempre dal punto di vista sportivo, se ne avvantaggia l’Inter perché gioca la partita dell’anno in uno stadio deserto, dove non c’è neanche un tifoso della Juve e quindi per l’Inter è ancora meglio che giocare in campo neutro, perché lì i tifosi sarebbero andati. Ma non solo, devo dire che la squadra di Conte è doppiamente fortunata perché non ha giocato neppure la partita contro la Sampdoria di domenica scorsa, e quindi sarà più riposata della Juve”. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Per Conte è dunque un vantaggio dal punto di vista ambientale?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“E’ un enorme vantaggio, anzi è un vantaggio gigantesco. Penso che neanche lui se lo immaginasse di avere questo vantaggio, perché un conto è giocare la partita in uno stadio ostile, e tale sarebbe stato nei suoi confronti, e un conto è giocare in uno stadio vuoto. E’ chiaramente un vantaggio enorme per Conte. Non ci sono dubbi”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Non credi che il coronavirus e la relativa psicosi, stiano producendo più danni del virus stesso?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sicuramente. Vedo gente che si va a fare i tamponi senza avere avuto contatti con nessuno e stando anche bene. Si è creata una psicosi perché ci siamo spaventati tutti, tuttavia, penso che l’allerta sia giusta ma a creare il panico siano soprattutto i politici ancor prima dei medici”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ banale dire che mancando la bolgia dello Stadium, sarà più difficile vincere la partita contro l’Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Certo, la presenza dei tifosi sarebbe stata fondamentale, tuttavia mi viene da fare questa domanda: Quante volte quest’anno abbiamo visto la bolgia bianconera all’Allianz Stadium?. Sì, perché un conto è avere lo stadio pieno che fa il tifo, e un conto è vederlo come lo stiamo avendo quest’anno, in cui si notano dei vuoti. Dunque, ritengo che in questa particolare occasione avremmo sentito soltanto i cori dell’Inter”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Chiara la tua sottile critica al non gioco della Juve. A proposito, non pensi che tra Juve e Inter alla fine goda la Lazio?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che la Juve farà di tutto per vincere contro l’Inter, ma è chiaro che se dovesse pareggiare e la Lazio dovesse vincere contro il Bologna ci sarebbe un ribaltamento in classifica. Tra l’altro, mi sono chiesto perché la Lazio debba giocare a porte aperte, visto che ci sono stati anche dei casi di coronavirus a Roma. Ecco, non capisco la difformità delle regole. Se tu hai deciso di non volere raduni di persone nei luoghi pubblici, allora dovresti uniformare il campionato a questa regola e giocare con gli stadi vuoti per non creare aggregazioni di massa”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Marcello, in questo periodo hai la fama di essere un tifoso ipercritico del gioco della Juve di Sarri. Cosa non ti piace della tua squadra del cuore? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Parto dal presupposto che a me non piaceva già come Allegri faceva giocare la Juve, nonostante si vincesse con il risultato di farci sentire tutti debitori dei tanti successi ottenuti. Poi si è cambiato allenatore perché si voleva vedere giocare la Juve in un modo più brillante e, soprattutto, con un’altra mentalità che fino ad oggi stiamo vedendo soltanto a sprazzi. Spero di vedere il bel gioco promesso domenica prossima contro l’Inter. Io do tempo a Sarri, anche se siamo già a fine febbraio e nulla di nuovo e di diverso si vede. Devo dire che qualche volta ho persino visto peggiorare il gioco rispetto all’anno scorso. Altro che cambiamento di mentalità!”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Che cosa pensi delle parole dette pubblicamente da Andrea Agnelli, in cui si evince tra le righe il suo desiderio di portare Guardiola alla Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Che Guardiola piaccia ad Agnelli non lo scopriamo adesso, solo perché lo dice lui in quest’occasione. E’ già dalla scorsa estate che si sapeva quanto avesse tentato di portarlo alla Juve. Il problema è nato dal fatto che Guardiola non ha mai avuto voglia di lasciare il Manchester City. Tuttavia, penso che questo discorso sia soltanto rimandato a posteriori, anche perché sono convinto che se Sarri non vincerà, è molto probabile che il presidente Agnelli ritorni alla carica”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Restando sempre sulle rivelazioni che il presidente bianconero ha fatto nel corso di una diretta a Radio 24, emerge anche un velato avvertimento a Sarri e Paratici a riguardo del loro futuro. Te lo aspettavi?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Il fatto che Agnelli, nel corso della conferenza stampa di addio di Allegri avesse detto che i responsabili sarebbero stati a tutti gli effetti Paratici e Nedved, la dice lunga su come il presidente volesse delegare le responsabilità, come si fa esattamente in tutte le aziende. Poi, però, si attendono i risultati, e se questi non ci sono, è chiaro che al momento qualcosa è venuto a mancare. Quindi, se la Juve dovesse vincere, è chiaro che nulla cambierebbe, se invece non dovesse avvenire più questo, probabilmente qualcosa cambierà. Devo dire che c’è stato qualche colpo a vuoto da parte di Paratici nelle due campagne di mercato estivo e invernale. Quindi, mi sembra chiaro che se i risultati non verranno con scadenza 2021, così come ha detto Agnelli, è logico che sarà sostituito così com’è nella logica di ogni azienda che si rispetti. Paratici, è un bravissimo conoscitore di giocatori, ma come dirigente probabilmente è un novizio. Qualche errore l’ha fatto, e secondo me il mercato non è stato fatto in maniera totalmente corretta”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Marcello, rimpiangi Marotta?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Assolutamente no. Non mi ha mai convinto del tutto. E’ uno fin troppo attento ai conti, e ricordo tanti giocatori di livello non presi per le sue titubanze. Non mi sembrava questo grandissimo fenomeno che tutti dicono. E’ un bravo dirigente ma non un top player. Paratici, invece, lo ritengo un top player per quello che riguarda la conoscenza dei giocatori, ma un neofita per quanto riguarda le pratiche dirigenziali, perché lo si vede chiaramente in difficoltà”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Con che stato d’animo vivrai il derby d’Italia davanti al teleschermo?<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Per ovvi motivi televisivi allo stadio ci vado quasi mai, perché devo essere presente in studio su 7 Gold. Gli interisti li ho sempre davanti in studio, e le così dette me le fanno girare abbastanza. Spero di vedere una bella partita. Ho grande fiducia nella Juventus”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Chi vincerà?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La Juve, naturalmente”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-chirico-marcello.jpgSiNmarcello-chirico-e-ipercritico-su-sarri-e-la-sua-juventus-1013657.htmSi100451001,02,0303075
141013654NewsCampionatiContro il Brescia vince la Juve e…….la noia!20200217123340La Juve è prima in classifica ma.....<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nella domenica dello scontro diretto tra Lazio e Inter, la Juventus ha affrontato il Brescia all’Allianz Stadium. Era una partita da vincere per ovvie ragioni e la Juve l’ha fatta sua con il risultato di 2 a 0 con gol di Dybala su calcio di punizione e di Cuadrado su una delle pochissime azioni di gioco meritevoli di citazione. Per il resto è stata noia completa. Noia di una squadra che appare in ritardo di preparazione, noia di un gruppo di calciatori che non ha intensità, noia di una circolazione di palla troppo lenta. In poche parole questa non è Juventus, non può esserlo, a meno che non si capisca quale sia esattamente il male oscuro che si è inserito prepotentemente nella situazione globale dei meccanismi di squadra. Crediamo che Sarri sia l’unica persona a dovere dare una risposta precisa su quello che sta succedendo a questa squadra e, di conseguenza, prendere le giuste misure per risolvere una situazione che richiede ormai soluzioni in tempi brevi, visti gli impegni di Champions, Campionato e Coppa Italia, i quali sono ormai dietro l’angolo. D’altra parte con quello che guadagna il tecnico dall’inconfondibile parlata toscana, chiamato dalla Juve per infondere un gioco armonico e spettacolare, ci si deve aspettare una risposta concreta ai tanti dubbi che affliggono la sua squadra incapace di avere un’identità ben precisa. L’idea di aspettare ancora, accumulare punti per la classifica, restare bene o male in corsa per tutte e tre le competizioni calcistiche non regge più. E’ tempo di risposte chiare e inconfutabili, perché la Juventus è carica di super campioni profumatamente pagati, così come il suo allenatore che guadagna 6,5 milioni netti a stagione più bonus. Poi possiamo anche parlare di certi errori fatti nella campagna acquisti estiva fatta da Paratici, il quale non ha saputo sistemare a dovere il centrocampo ed ha ritardato palesemente la cessione di giocatori che non apparivano più nel progetto Juve voluto da Sarri. Certo, il dirigente della Juventus ha poi riparato in extremis nel mercato di gennaio con le cessioni di Mandzukic, Emre Can e Pjaca dato in prestito per farlo giocare, tuttavia, prima ancora di una questione legata a trattative economiche non convenienti alla Juve, si pensa a un’incertezza nel programma da seguire, a una sorta di tentennamento fatto di indecisione che si riflette inevitabilmente anche sulla fisionomia tecnica della squadra. La Juve e Sarri non hanno ancora capito se con il vasto parco di giocatori di primissima qualità che hanno nel proprio organico, devono tatticamente inseguire il 4-3-3, piuttosto che il 3-5-2, o il 4-3-1-2 con il trequartista che non c’è, non si trova e qualche volta si tenta d’inventare. Così come si tenta di inventare una difesa che a seguito degli infortuni di Chiellini (rientrato contro il Brescia per una decina di minuti finali) Demiral, Danilo (anch’egli rientrato ieri) si sia optato di inventare un Cuadrado che da terzino ha fatto quello che ha potuto. E poi De Ligt, un giocatore tanto pagato che non riesce a dare garanzie di personalità e, per questo, Sarri cambia continuamente formazione. Un po’ per sostituire gli infortunati e un po’ per non avere le idee chiare su come affrontare la situazione, la Juve sembra in un continuo cantiere di lavori in corso. Per fortuna CR7 dà il suo apporto di vero campione instaurando una leadership in campo e nello spogliatoio, pur avendo bisogno di tanto in tanto di tirare il fiato per essere gestito al meglio. Ma, a onor del vero, dobbiamo dire che anche Dybala è migliorato. Il ragazzo si è fatto valere dimostrando di meritare la maglia da titolare e non essere vittima delle continue indecisioni di Sarri, il quale sistematicamente l’ha sostituito nel corso delle gare giocate. Dunque, la situazione di questa Juve non è chiara e il fragile gioco messo in campo che spesso si traduce in situazioni d’incomprensibile pausa di attenzioni, non induce a trovare la svolta risolutiva per vedere rinascere la Juve e il suo gioco. Ci riuscirà Sarri in queste settimana che precedono i grandi impegni della stagione 2019/’20?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-sarri-in-conferenza-stampa-juve.jpgSiNcontro-il-brescia-vince-la-juve-e-.la-noia-1013654.htmSi100451001,02,0303097
151013633NewsCampionatiInaugurato il JHotel, vero gioiello della Juventus20191120210429Ecco l`albergo della Juve.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Il JHotel è un nuovo concetto di accoglienza, realizzato in collaborazione con Juventus Football Club S.p.A. Situato nel cuore del JVillage, il JHotel si trova accanto all’Allianz Stadium e nella vicina Area della Continassa, in cui si può ammirare l’ampio Centro Sportivo della Juventus. Questa avveniristica struttura alberghiera è un luogo in cui non solo si può vivere un’autentica esperienza bianconera, ma è stato concepito anche per offrire molto di più. Infatti, il JHotel è stato studiato nel dettaglio per garantire l’organizzazione di perfetti appuntamenti di lavoro, nonché di meeting di successo. Alla guida del ristorante si può apprezzare uno chef illustre come Davide Scabin, che propone un’offerta gastronomica ispirata all’Eleganza Contadina, una cucina legata alla tradizione del nostro Paese e affiancata a proposte internazionali. 138 camere suddivise in due tipologie dotati da arredi di alta gamma e con esclusivi layout originali. Tutte le camere offrono servizi Sky e collegamento Wi – Fi. Per chi ne volesse sapere di più, può visitare il sito </span><a href="http://www.jhotel.eu/"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><font color="#0563c1">www.jhotel.eu</font></span></a><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> . </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dunque, un’altra grande realtà arricchisce il processo di espansione della società bianconera, che dopo aver costruito l’Allianz Stadium, la vasta area del Centro sportivo di Vinovo, il proprio Museum, avere ampliato il suo Store, realizzato il JMedical e il nuovo centro Juventus dell’area della Continassa, adesso ha inaugurato il suo JHotel. Una ciliegina su una torta già abbondantemente farcita di grandi cose, che fa felici i tifosi della Juventus (quelli che se lo possono permettere dal punto di vista economico) che hanno la possibilità di vivere una o più giornate a contatto con i propri campioni. L’hotel è operativo da luglio scorso, ma è stato presentato da Andrea Agnelli soltanto in questi giorni. Si tratta di una struttura di 11.200 metri quadrati con all’interno anche una Spa. Una parte dell’Hotel è riservata alla Prima Squadra per i ritiri pre – partita e il resto è a disposizione di tifosi e turisti. Questa idea alberghiera della Juventus è qualcosa di assolutamente unico in Italia ma non in Inghilterra, dove già dal 2015 sono stati costruiti alberghi accanto agli stadi più importanti. E’ un fatto di stile e anche di ottime possibilità economiche ricavati da tanti investimenti effettuati da molti anni. E non è un caso che il fatturato della Juventus sia lievitato a dismisura in questi ultimi anni, grazie a un’ottima progettualità che sa di smaglianti operazioni manageriali. E’ la Juventus, è il suo modo di arrivare sempre prima degli altri e di farsi imitare.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-jhotel.jpgSiNinaugurato-il-jhotel-vero-gioiello-della-juventus-1013633.htmSi100451001,02,03030244
161013629NewsEditorialeLettera a Cristiano Ronaldo20191112095724L`errore di CR7 nel ritenersi diverso dagli altri,non rispettando certe regole che sono alla base del professionismo calcistico. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Hai sbagliato Cristiano. Sì, hai sbagliato per più di un motivo, quando il tuo allenatore Maurizio Sarri ha deciso nell’arco di tre giorni di sostituirti, prima con Douglas Costa in Champions contro la Dinamo Mosca e poi con Paulo Dybala in Campionato contro il Milan. Non è stata lesa maestà, la tua, ma più semplicemente un cambio che tu stesso avresti dovuto accettare con intelligenza, consapevole che da circa un mese a questa parte il tuo stato di forma non è consono alle aspettative che si hanno su di te che sei pluripremiato di Palloni d’Oro e Campione che costituisce per le società con le quali hai giocato in carriera, un Brand insostituibile dal punto di vista commerciale. Ed è così anche oggi per la Juventus che nell’estate 2018 ha acquistato il tuo cartellino per 100 milioni di euro, più 12 milioni di commissioni, più 58 milioni di stipendio lordo annuale, per avere da te l’accesso a nuovi mercati europei con l’eventuale assalto alla tanto sospirata conquista della Champions League. Un contratto che non avviene propriamente tutti i giorni per giocatori non solo ritenuti “normali”, ma anche per quelli come te che extraterrestre sei ritenuto. E’ vero, il management della Juventus ha fatto con te l’affare del secolo, tenuto conto che nella scorsa stagione si sono ricavati 55 milioni di euro in più rispetto al passato, tuttavia, tutto questo dare e avere sviluppato nel tuo rapporto con Andrea Agnelli e il suo entourage, non pregiudica il fatto che tu resti pur sempre un calciatore dalle immense qualità tecniche, dotato di un indiscutibile spessore carismatico all’interno della squadra e quindi dello spogliatoio, il quale ti deve caricare di responsabilità in tutti quegli sviluppi di calciatore professionista che riconducono a momenti di grande forma ad altri di appannamento fisico, tecnico e mentale. E’ un fatto naturale che investe i calciatori come te e anche quelli più giovani e meno dotati tecnicamente, ma che si vedono a dover gestire, pur tra piccoli mugugni di delusione personale, quell’accettare i momenti di difficoltà che devono essere presi con intelligenza e forza di volontà, nel superare quella particolare situazione delicata della propria carriera. Ecco, Cristiano, tu questo non l’hai fatto, perché quel tuo uscire dall’Allianz Stadium nel momento del cambio senza sederti in panchina ma andando via direttamente, mormorando frasi probabilmente irriguardose nei confronti del tuo allenatore, hai messo in evidenza una presupponenza che non è da grande campione quale tu sei. Tutto ciò va a inficiare a tuo discapito i buoni rapporti con i tuoi compagni di squadra, che quotidianamente condividono con te uno spogliatoio fatto di relazioni non solo tecniche ma anche umane. E pensa se Del Piero o il tuo amico Gigi Buffon, si fossero dimostrati in carriera quello che tu hai espresso in un attimo con quell’atteggiamento negativo, che non si addice alla grandezza dei tuoi trascorsi pallonari. E’ vero, in carriera sei stato sostituito soltanto poche volte, ma il tuo stato di forma fisica e mentale era tale, per cui non si poneva il problema. Ora, che a 35 anni è possibile qualche momento di legittimo appannamento di forma, nonostante la tua grandezza da extraterrestre, sei messo alla prova anche sotto l’aspetto della tua maturità personale. E chiedere scusa ai tuoi compagni di squadra, alla società Juventus che ti coccola, ai tifosi che da quando sei arrivato a Torino si assoggettano a pagare un biglietto salatissimo per assistere alle tue giocate, credimi, non è mortificarsi, ma, semmai, è dare un ulteriore segnale della tua grandezza.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-cristiano-ronaldo.jpgSiNlettera-a-cristiano-ronaldo-1013629.htmSi100451001,02,03030232
171013628NewsCampionatiNello Santin pone in analisi la crisi del Milan20191106111610Intervista all`ex calciatore del Milan, L.R.Vicenza, Torino e Sampdoria <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nello Santin</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> è uno dei gregari rossoneri che tanto hanno dato per la causa del Milan, contribuendo alla conquista di Coppe e scudetti (memorabile l’incredibile salvataggio sulla linea della porta, con Cudicini battuto nella semifinale di Coppa dei Campioni contro il Manchester United nel 1969). Da calciatore maturo emigra al Lanerossi Vicenza e poi al Torino, dove vince lo scudetto con l’allenatore Gigi Radice nel campionato 1975-‘76. Nato a Eraclea (Ve) il 3 luglio del 1946, Nello Santin alla fine degli anni sessanta è entrato in quel ciclo d’oro del Milan di Rocco e Rivera che ha vinto tutto. Oggi, in occasione della prossima partita che il Milan giocherà all’Allianz Stadium contro la Juventus, lo abbiamo intervistato per parlare dell’attuale crisi del “Diavolo rossonero”.<a name="_GoBack"></a> </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nello, che idea ti sei fatto dell’attuale crisi del Milan?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La crisi del Milan è figlia dei presidenti che nulla centrano con il calcio, ma volevano sfruttare l’occasione per investire e guadagnare altri soldi. Peccato che prima i cinesi, poi il Fondo Elliot divenuto proprietario del club rossonero per l’inadempimento dei prestiti ottenuti dagli stessi cinesi, non conoscono di fatto il mondo del calcio. L’idea era di fare un business, e invece questo è il risultato”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Quindi, tutte le colpe di questo stato di cose milaniste sono attribuibili ai proprietari della società rossonera?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“E’ proprio così, perché si era ventilata questa storia di magnati che volevano fare il loro sporco gioco, e purtroppo dietro di loro sono andati dei personaggi che di calcio ne masticano davvero poco”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E veniamo a discorsi più tecnici. Secondo te la squadra di Pioli crea un po’ di più di quella di Giampaolo?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Ho visto una piccola reazione dopo l’innesto del nuovo allenatore. Tuttavia, posso dire che è ancora poca cosa rispetto a quello che si attendono i tifosi milanisti, i quali sono abituati a giocatori di una certa classe, capaci di inventare il gioco con destrezza, rendendolo piacevole ai buongustai del calcio. E invece, c’è poco materiale tecnico in questa squadra”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Da più parti si parla di un Milan senza ossigeno, ma la paura di perdere condiziona la squadra. Potrebbe esserci una causa psicologica?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Potrebbe essere una delle tante cause, ma ritengo che i giocatori risentano dei grossi problemi della società e fanno ancor più fatica a essere concentrati in campo. Se avessero alle loro spalle una società in grado di sollevare tutti i loro problemi, invece di acuirli, le cose andrebbero diversamente. Mi dispiace vedere uscire dal campo i giocatori a testa bassa e sotto un nugolo di assordanti fischi. Credimi, è demotivante”. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E, infatti, a questo punto del campionato, il Milan deve necessariamente guardarsi alle spalle. Altro che pensare alla Champions........</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Anche questa è un’altra storia vergognosa, visto che dall’inizio hanno sbandierato ai quattro venti che questa squadra avrebbe avuto tutte le potenzialità di far parte della Champions del prossimo anno. Qui bisogna pensare a restare in Serie A, altro che Champions. Non è giusto illudere i tifosi, quando chi sa di calcio si accorge subito che è stata formata una squadra di giovani che nulla hanno fatto di concreto! Una o due partite a livello mediocre e poi basta, tutto finito. Questi giocatori non sono assolutamente da Milan, perché i suoi tifosi vogliono vedere calciatori di classe che possono inventare qualcosa. Questi, quando hanno terminato la benzina ritornano ad essere dei giocatori normalissimi e nulla più. E’ un brutto inizio, questo per il Milan!”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Secondo te, è più giusto imputare di colpe il solo reparto difensivo, oppure è la squadra nel suo complesso a non essere all’altezza?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Certo, il reparto difensivo è quello che è maggiormente sottoposto agli sbagli, perché se becchi gol è il momento in cui ci si dà la colpa l’uno con l’altro. Ritengo invece che non sia solo quello il problema, perché quando parliamo di squadra si parla di collettivo e di reparti che devono aiutarsi vicendevolmente ad affrontare l’avversario, Attaccanti e centrocampisti devono partecipare anche al gioco difensivo, proprio quando non si ha il possesso palla. A situazione inversa, invece, anche i difensori possono diventare a loro volta centrocampisti e attaccanti. C’è poi un’altra cosa che ho notato, ed è la cocciutaggine di far partire l’azione da dietro con piccoli passaggi che vanno dal portiere al difensore, ai centrocampisti e, se poi va tutto bene, arrivare alle punte. Per far questo devi avere i piedi buoni, possedere un tasso tecnico che i giocatori del Milan non hanno. Quindi, certi atteggiamenti tecnici e tattici, lasciamoli fare a squadre come il Barcellona. Questo Milan per evitare di prendere gol, deve lanciare la palla lunga e pedalare, esattamente come si faceva una volta. Ciascun faccia di necessità virtù, altrimenti sarà proprio dura!”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ poi non c’è un vero leader, un capitano capace di creare un gruppo. E’ vero?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sono assolutamente d’accordo. Non c’è un leader nello spogliatoio, nel campo, nelle cene, nel fare le interviste. Ai nostri tempi avevamo tre o quattro giocatori rappresentativi capaci di sistemare le cose e non c’era bisogno di accompagnatori o di ex calciatori che smettono di giocare e vogliono fare i presidenti delle società senza averne l’esperienza necessaria. Ritorno a dire che il Milan manca di una società solida, capace di gestire bene le cose interne senza fare interferire dall’esterno ciò che dovrebbe far parte della propria casa. C’è anarchia, perché al Milan tutti comprano, tutti parlano, tutti vendono e non si capisce più niente. E’ davvero un macello!”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>In conformità a quello che stai dicendo, mi sembra che sei sostanzialmente d’accordo con Fabio Capello, il quale nel corso di un’intervista a “Radio Anch’io”, ha affermato che i giocatori del Milan non sono di livello, che giocano con la paura addosso e non rendono per il loro valore.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La sostanza è questa, ma ci vuole anche un allenatore che sappia mettere bene in campo i giocatori, che li faccia correre bene e impartisca chiaramente il proprio credo calcistico”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E allora Pioli non va bene?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Non è questo il punto, perché a ogni allenatore bisogna dare del tempo per lavorare. Non si può fare così come ha deciso il Milan, il quale ha sostituito in fretta e furia Giampaolo. Personalmente avrei continuato a lavorare con lo stesso allenatore, perché come ti ho già detto, non è il tecnico il vero problema del Milan, ma è la società”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E adesso, all’orizzonte si profila l’incontro con la Juve. Che partita sarà secondo te?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Nelle due ultime partite contro il Genoa e il Toro, io non ho visto una grande Juventus. Sono ancora in attesa di ammirare tutto questo bel gioco che Sarri ha promesso. Tuttavia, con un Milan in queste condizioni è facile pronosticare un risultato a favore della Juve. Piuttosto, mi auguro davvero che la squadra di Pioli non vada incontro a un’altra figuraccia”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-nello-santin.jpgSiNnello-santin-pone-in-analisi-la-crisi-del-milan-1013628.htmSi100451001,02,03030228
181013626NewsEditorialePolisportiva calcio S.S. Martiri di Legnano20191029175338Una storia bella da raccontare.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nel variegato mondo del calcio dilettantistico nazionale, c’è sempre qualche realtà che fa parlare di sé per spiccate esperienze sportive capaci di intersecarsi ai valori religiosi. La Polisportiva S.S. Martiri di Legnano, città metropolitana di Milano che dista una ventina di chilometri dalla zona nord ovest del capoluogo lombardo, oltre ad essere società affiliata al Novara calcio, ha grandi aperture sociali e sportive verso Torino, per essere sempre presente agli inviti di partecipazione ai vari tornei organizzati dalle società dilettantistiche della città piemontese. Una sorta di tacita amicizia che si è instaurata con l’ambiente calcistico torinese, fin dalla prima partecipazione al Torneo organizzato dalla società Beppe Viola, avvenuta ad Aprile di quest’anno. Così, grazie anche alla voglia di nuove esperienze formative da parte dei ragazzi e delle loro famiglie che vedono in questi incontri qualcosa di interessante per i propri figli a livello di maturazione calcistica e sociale, si prosegue nel desiderio di partecipazione ad altri tornei organizzati in Torino. E poi, non in ultima analisi, c’è il piacere e la curiosità di visitare il mondo della Juventus, dall’Allianz Stadium, al Museum, al centro della Continassa a quello di Vinovo. E chissà, magari un giorno sperare pure di confrontarsi con i bambini e i ragazzi che giocano nel Settore Giovanile della Juventus, per potersi inorgoglire di aver fatto un’esperienza particolare con coloro i quali vestono la maglia della propria squadra del cuore. Già, è proprio una bella storia da raccontare, quella della Polisportiva calcio S.S. Martiri di Legnano, una riflessione che fa pensare come il mondo del pallone sia sempre più uno straordinario mezzo di aggregazione sociale e amichevoli interscambi culturali.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711logo-polisportiva-calcio-ss.-martiri-di-legnano.jpgSiNpolisportiva-calcio-s.s-martiri-di-legnano-1013626.htmSi100451001,02,03030353
191013625NewsCoppeChampions Juve, se si offusca CR701 s’illumina la Joya20191023134819Opaca prestazione casalinga della Juventus contro la Lokomotiv Mosca.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>L’analisi</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>In una notte surreale ma vincente, la Juventus mette in cassa forte tre punti preziosissimi per la sua classifica di Champions. Diciamo subito che non è stata una bella partita, soprattutto per “merito” della Lokomotiv Mosca che dopo essere andata in vantaggio si è arroccata in difesa penalizzando il proprio gioco e quello degli avversari. Ma c’è anche tanto demerito della Juventus, che fino al primo dei due gol segnati da Dybala (coincisi con l’ingresso in campo di Higuain) è apparsa smarrita nel suo vitale senso del gioco armonico e allo stesso tempo utilitaristico. Nulla di tutto ciò è apparso all’Allianz Stadium, dove si è notato soltanto un grande sforzo di volontà dato dall’onnipresente Cuadrado e da Bentancur, per il loro instancabile apporto dato tra difesa, centrocampo e attacco. Ma è dall’inizio di campionato che nella squadra di Sarri assistiamo a un intervallarsi di partite spettacolo ad altre insipide come quella di ieri sera contro la Lokomotiv Mosca. Quando tu pensi che in toto la squadra bianconera abbia già assimilato il gioco voluto dal suo allenatore, ecco che t’accorgi che ancora non è tempo di stabilità di gioco inteso nella sua pura essenza dello spettacolo. E allora, mentre trascorrono i mesi e gli impegni si fanno sempre più estenuanti, continuiamo ad assistere a un calcio che la Vecchia Signora d’Italia stenta a recepire nei suoi basilari meccanismi sarriani, mettendo in evidenza ciò che significa rivoluzionare in maniera copernicana l’antico concetto di gioco. E allora continuiamo a dare tale giustificazione ogni qualvolta si assiste a prestazioni bianconere come quella contro i russi della Lokomotiv. Tuttavia, in una squadra così colma di grandi campioni, ci si salva spesso nell’usufruire delle giocate dei suoi fuoriclasse che mascherano in qualche modo in maniera individuale, quelli che sono i problemi di un perfezionismo di gioco globale di squadra che stenta ad emergere nell’arco dei 90 e oltre minuti di gioco. E così, quando CR701 non sembra in serata adatta ai suoi grandi mezzi, ecco che si riaffaccia alla ribalta quel Dybala che spesso è stato messo in panchina da Sarri non tanto per demeriti di forma, ma soprattutto per un equilibrio tattico che non sempre può supportare la presenza in contemporanea di Higuain, Ronaldo e lo stesso Dybala. Tuttavia, in due occasioni (vedi partita contro l’Inter e la Lokomotiv) quando Sarri decide di volere forzare in attacco la pressione del suo gioco, ecco che si raggiungono con successo gli obiettivi sperati. Dunque, crediamo che questo interrogativo della presenza in campo in maniera contemporanea dei tre fuoriclasse si riproponga per tutto l’arco della stagione. Certo, il popolo bianconero vorrebbe bearsi sempre di cotanto calcio spettacolo, ma non è soltanto questo il problema che la Vecchia Signora d’Italia rinvigorita dagli schemi moderni impartiti da Sarri, deve ancora assimilare. Il tecnico è un perfezionista del gioco del calcio e, come tale, non intende modificare l’atavica mentalità di casa Juve basata sul “vincere come unica cosa che conta”, ma vuole anche aggiungere lo spettacolo di un gioco che intende divertire divertendosi. Per far questo c’è bisogno di tempo. Lo sappiamo. Anche perché la bacchetta magica non ce l’ha nessuno, neanche Maurizio Sarri.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNchampions-juve-se-si-offusca-cr701-s-illumina-la-joya-1013625.htmSi100451001,02,03030253
201013623NewsCampionatiSinisa, un esempio per noi20191018165538L`allenatore serbo impegnato nella sua battaglia personale contro la leucemia, siederà sulla panchina dell`Allianz Stadium per dirigere il suo Bologna contro la Juve. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='font-family: "Cambria","serif";'><font size="3">Ci sono storie e personaggi nel mondo del calcio (ma più specificatamente nella vita), che per il loro esempio nel reagire a certi accadimenti personali ci fanno riflettere intensamente e ci mettono alla prova sulla nostra forza interiore. Come tutti sanno, quest’estate <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sinisa Mihajlovic</b> ex calciatore e oggi allenatore del Bologna ha scoperto di essere affetto da leucemia. Un fulmine a ciel sereno che gli è piombato addosso quando meno se lo sarebbe aspettato. Eppure, tignoso e combattente come non mai, Sinisa se n’è fatta una ragione nonostante si fosse chiesto legittimamente e ripetutamente con la testa tra le meni, “Perché proprio a me?”. Purtroppo non c’è una risposta plausibile e neanche qualcosa che possa dare segni di conforto in una situazione che umanamente sfocia invece nello sconforto. Ma lui, il Sinisa coriaceo, si è presentato in conferenza stampa ed ha pubblicamente informato tutti della sua condizione. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“So che sarà una battaglia dura, ma sono sicuro di vincerla. Anzi, non vedo l’ora di cominciare le cure per finire prima la battaglia”.</b> Così il Sinisa serbo memore di tante battaglie affrontare nei campi di calcio, si riempie di coraggio e affronta la malattia a viso aperto, con coraggio, a testa alta, mostrandosi collaborativo con i medici e quella chemioterapia che nonostante tutto resta ad oggi l’unica speranza di sconfiggere il male. Una prova eccezionale di un uomo ex atleta e persona che vive di calcio, che non solo è entrato in ospedale per curarsi, ma ha avuto anche la forza di continuare gli allenamenti dal nosocomio, collegandosi quotidianamente con il campo sportivo di Casteldebole, il luogo nei pressi di Bologna dove si svolgono le attività della squadra felsinea. Poi, non appena i medici gli hanno dato il benestare per uscire, è andato persino in campo la domenica a dirigere la squadra e poi ritornare in ospedale. Una sorta di libera uscita capace di aiutarlo psicologicamente, ma che doveva essere fatta con il massimo riguardo per non stancarsi fisicamente. E Sinisa ha obbedito ai medici, promettendo anche a se stesso di eseguire attentamente quanto gli è stato consigliato. Ebbene, oggi il “guerriero”, dopo essere uscito dall’ospedale per avere ultimato il primo ciclo di cure, si accinge a sedere in panchina all’Allianz Stadium per affrontare con il suo Bologna quella Juventus prima in classifica e forte dei suoi innumerevoli campioni. Ma c’è un” però” che è dovuto al tempo, infatti se a Torino pioverà il tecnico serbo non scenderà sul campo per sedersi in panchina, ma vedrà la partita in un luogo coperto dello Stadium. E’ qualcosa di incredibile che ci fa ammirare questo allenatore dotato di un particolare carattere forte, il quale è stato spesso investito da critiche furibonde, ma oggi, invece, è visto come persona capace di insegnarci ad affrontare di petto ciò che la vita ci riserva da un momento all’altro. Sì, perché nessuno è preparato ad affrontare simili momenti in cui portano a chiederti “Perché proprio a me?”. Sinisa ce lo sta insegnando con il suo modus operandi, con il suo esempio e la forza di guardare negli occhi la realtà della propria condizione. Così come Vialli, così come Acerbi e tanti altri sportivi che stanno combattendo o hanno vinto la battaglia contro il tumore. Grandi esempi di vita che amplifichiamo mediaticamente com’è giusto che sia, riflettendo su un calcio spesso antipatico perché fatto di stratosferici guadagni, ma che non perde mai l’occasione di ricordarci che si tratta di uno sport il quale fa parte della vita; e come tale………</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-sinisa-mihajlovic.jpgSiNsinisa-un-esempio-per-noi-1013623.htmSi100451001,02,03030282
211013610NewsEditorialeJmedical, tutti meritano un centro medico da campioni.20190924082827Tra le tante specializzazioni mediche, adesso il centro torinese dispone anche della Medicina del Lavoro. Nella foto il Direttore di Jmedical Dr. Riccardo Agricola <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Un’equipe di centocinquanta specialisti di alto livello si adopera in un ambiente ideale per mettere in atto le cure dei pazienti che arrivano da tutta l’Italia, per essere assistiti in ambulatori polispecialistici dotati delle più moderne apparecchiature mediche. Due sale operatorie per interventi di chirurgia ambulatoriale, in un modello organizzativo che consente al paziente di programmare il proprio percorso senza perdite di tempo. Stiamo parlando del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">JMedical Center</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">di Torino che sorge sul lato est dell'Allianz Stadium</b>, uno dei centri medici più all’avanguardia in Italia, nato con l’idea di rendere accessibile a tutti il Know how sanitario a disposizione di una delle società sportive più importanti d’Italia: la Juventus. Jmedical nasce con la collaborazione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Santa Clara Group</b>, il partner industriale di comprovata esperienza di settore, ideale per creare un centro medico moderno capace di soddisfare le richieste di tanti pazienti sparsi in tutta Italia. Grazie all’ospitalità del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Commerciale Dott. Nicola Gandino</b>, più volte siamo stati testimoni oculari di quanto stiamo scrivendo, per avere avuto modo di visitare la struttura in un percorso dettagliato, dove gli spazi riservati alla salute e al benessere sono davvero rassicuranti per ogni paziente. In tutte le lettere dell’alfabeto specialistico sanitario che vanno <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dall’Allergologia</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Urologia</b> e poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">alla Fisioterapia, alla Radiologia e Diagnostica per</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">immagini, alla Medicina Legale e delle Assicurazioni,</b> in <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Jmedical</b> si può avere la risposta a ogni domanda, a ogni dubbio che legittimamente si pone ogni paziente. E, come se non bastasse, il Jmedical si è avvalso ultimamente anche del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Centro di Medicina del Lavoro</b>, capace di fornire assistenza alle aziende nella prevenzione e nella diagnosi delle malattie causate dalle attività lavorative. E’ la ciliegina su una torta già ricca di ingredienti, ma che mancava ancora di qualcosa per essere perfetta. Questo ci fa pensare come a livello organizzativo, Jmedical di Torino non si senta mai arrivato definitivamente ma vada continuamente alla ricerca delle nuove proposte medico – scientifiche per essere sempre all’avanguardia. Un’azienda medica che sa di aggiornamenti, che studia i minimi particolari ed è consapevole di potere competere ad alti livelli con le più importanti realtà italiane di questo specifico settore. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Diagnostica per Immagini, Medicina Polispecialistica, Medicina dello Sport, Fisioterapia e Riabilitazione, Idrokinesiterapia, Chirurgia Ambulatoriale Complessa, Medicina</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Legale,</b> rappresentano il fiore all’occhiello del Jmedical diretto dal <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dr.</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Riccardo Agricola, medico chirurgo e specialista in medicina dello sport, Neuropatologie e</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Psichiatria.</b> Insomma, un centro medico capace di dare fiducia a molti pazienti che arrivano da tutta Italia per sentirsi seguiti in un percorso medico che dà assoluta garanzia professionale. E poi c’è ancora da ricordare che Jmedical non cura solo i campioni della Juventus, ma anche tutti noi che nel nostro piccolo siamo campioni di attese mediche e confortanti diagnosi di alta qualità</span><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 13.5pt;'>.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 13.5pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-dr.-riccardo-agricola.jpgSiNjmedical-tutti-meritano-un-centro-medico-da-campioni-1013610.htmSi100451001,02,03030249
221013589NewsEditorialeJuve, da un toscano all’altro20190618111710E adesso aspettiamo di vedere la bellezza della Juventus di Sarri.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dunque, nel dopo Allegri alla Juve arriva Maurizio Sarri. Da un toscano verace ad un altro naturalizzato, da una filosofia calcistica, ad un altro modo di intendere la cultura della vittoria attraverso il bel gioco che si manifesta nell’essenza dell’attacco. Quante parole e quante frasi sono state scritte in questi giorni sull’arrivo nella città sabauda di Maurizio Sarri, allenatore con precedenti di aspra polemica contro la Juve e un certo Potere calcistico che è insito nel sistema. Ci sono molte correnti di pensiero che si intersecano a questo arrivo roboante di un allenatore voluto dalla società bianconera, che intende rivoluzionare quella logica radicata nel tempo di una Juventus cinica, sempre pronta a vincere, comunque avvenga sul campo l’acquisizione dei tre punti in palio. Ed è proprio per questo sconvolgimento filosofico che bisognerà attendere di vedere la nuova Juventus, prima ancora di ogni giudizio. Tutto questo, naturalmente, al netto di ogni discriminante pensiero sulla persona di Sarri e di quell’incancellabile passato da dito medio contro i tifosi bianconeri, che la società ha ritenuto opportuno mettere da parte assieme alle mille polemiche suscitate da un dualismo che andava oltre il lecito di fatti puramente tecnici. Ma Andrea Agnelli, Fabio Paratici e Pavel Nedved, evidentemente hanno preferito pensare al tecnico, alla sua filosofia sarriana fatta di brillantezza di gioco e di quel 4-3-3 che poggia su basi di un garantismo assoluto di purezza del gioco del calcio. Altrimenti non si può spiegare questo capovolgimento di intendimenti con aspirazioni di cambiamento culturale proprio in una società, prima in Italia per titoli conquistati a livello nazionale, che a un certo punto decide di cambiare rotta, di ammodernarsi dal punto di vista mentale, scrollandosi quasi di dosso una corazza costruita in tanti anni di storia. Tuttavia, restiamo dell’idea che è nella parte tecnica che la Juve vuole cambiare totalmente la sua antica filosofia di gioco, mantenendo quelli che sono i canoni storici di una società sempre attenta al rispetto delle regole, dell’immagine e dello stile. Ecco, proprio lo stile, uno dei punti di forza della Juventus che con l’avvento dell’uomo con la tuta, del mister che allena fumando, del professionista che si presenta sempre in conferenza stampa senza peli sulla lingua, sembra davvero in contraddizione di quello che è sempre stato in casa Juventus. Sono temi, questi, ampiamente dibattuti più volte senza un reale riscontro di veridicità su quello che sarà. Ecco perché conviene attendere per giudicare, per scrivere e dare spazio a ogni opinione calcistica che si rifletta sui risultati, sul tanto declamato bel gioco di Sarri, ma anche sul suo comportamento, sul suo nuovo vestito che indosserà e che va oltre ogni cosa. Staremo dunque a vedere. Intanto sentiamo cosa avrà da dirci il mister venuto dall’esperienza maturata al Chelsea, nella conferenza stampa in programma alle ore 11,00 di giovedì 20 giugno nella sala Gianni e Umberto Agnelli dell’Allianz Stadium. Vedremo cosa accadrà in quella sala dai nomi così altisonanti, che già ti indirizzano ai grandi interpreti della storia chiamata Juventus. E Maurizio Sarri nato a Napoli, cresciuto in provincia di Bergamo, aretino di adozione, ex dipendente della Banca Toscana a Firenze e poi allenatore del calcio delle meraviglie, avrà qualche sussulto di emozione? Oppure metterà la solita maschera della non simpatia?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>fl0711fl0711foto-sarri-che-fuma.jpgSiNtorino-1013589.htmSi100451001,02,03030301
231013582NewsCalciomercatoAntonio Conte all’Inter, conflitto tra sentimento e ragione.20190601161917Le farneticazioni scatenate dagli ultras, dopo l`annuncio che l`ex allenatore della Juve siederà sulla panchina dell`Inter.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>In merito al nuovo allenatore dell’Inter, in questi giorni ne abbiamo sentito di tutti i colori. Era prevedibile che l’integralismo degli ultras di Juventus e Inter manifestassero tutto il loro disappunto. Tuttavia, certe farneticazioni capaci di esasperare pericolosamente gli animi non sono ammissibili, soprattutto in considerazione della già antica e aspra rivalità tra le due tifoserie. Dunque, cerchiamo di andare per ordine, entrando nel focus del problema che è senza dubbio molto delicato. Cominciamo a dire che Conte, con questa decisione di accettare la panchina dell’Inter, sta spaccando in due la città di Torino. Gli ultras bianconeri, infatti, hanno raccolto online 11.000 firme per togliergli la stella allo Stadium, “vomitando” tutta una serie di irripetibili parole contro l’ex allenatore della Juve. Di contro, il popolo interista in un comunicato emesso sui vari social network, si esprimono con frasi allucinanti sui trascorsi giudiziari di Conte e contro una Juve che, a detta loro, rappresenterebbe il potere corrotto del calcio italiano. Frasi pericolose, pesanti, assurde e senza senso, scritte da chi si è macchiato di reati penali e sportivi, organizzando qualche mese fa anche disordini contro i tifosi del Napoli.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma l’analisi di tutto quest’assurdo conflitto tra sentimento e ragione, ci porta a ponderare sulla mancanza di realtà di ciò che è il business del calcio moderno e del suo professionismo, con evanescenti farneticazioni pseudo – sentimentali che sanno di pretesto per aumentare a dismisura i pericolosissimi atteggiamenti di odio fra le tifoserie. In altre parole, riteniamo che Conte non debba essere imputato di tradimento dai tifosi della Juve, non solo in virtù del suo essere professionista, ma anche sul fatto (in conformità a quanto si scrive ormai da molti mesi) che è stata proprio la premiata ditta Andrea Agnelli – John Elkann a non volere Conte sulla panchina della Juve, grazie al retaggio dei cattivi rapporti tra le parti che non sono mai stati risanati. Strategie di calcio moderno, infatti, impongono di non rinforzare in primis le dirette avversarie, lasciando liberi sul mercato i protagonisti legati all’appartenenza storica di una data società. E non è mistero che Antonio Conte, tramite Nedved e Paratici ha dato il suo consenso nel volere ritornare sulla panchina della Juventus, nella città in cui ha casa e che l’ha visto crescere dal punto di vista professionale e umano. Dunque, a questo punto, era gioco forza che il bocconcino sarebbe stato appetibile dall’Inter che, capitanata da Beppe Marotta (altro ex, mandato via dalla società bianconera) ha approfittato della situazione per proporre a Conte un lauto contratto ed essere il personaggio adatto per il dopo Spalletti. Tuttavia, il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“mal comune”</b> degli ultras non accetta questo discorso, perché si pensa in un Conte traditore e mercenario che ha accettato di andare ad allenare l’odiata Inter. Così si esprime in merito <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietro Anastasi: “Siamo professionisti, ma l’amore per la Juve resta. Conte non ha rinnegato la sua juventinità e può andare dove vuole, perché l’amore per i colori bianconeri resta lo stesso. Ci sono tanti giocatori che dalla Juventus sono andati all’Inter, io, Causio, Tardelli, Schillaci…..”</b> Già, tanti giocatori e allenatori (aggiungiamo noi) come Giovanni Trapattoni e Marcello Lippi che non ricordiamo fossero stati vilipesi e oltraggiati. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma c’è ancora un’altra riflessione su quello che oggi è il calcio con i suoi iperbolici interessi economici di aziende che sono entrate a far parte delle quotazioni azionarie nelle borse europee. E quando si parla di organizzazione aziendale e di professionismo, ci si riferisce anche a questo. Si pensi, ad esempio, come in questi giorni l’andamento delle azioni della Juventus in Borsa, oscillano con un + 7% se si parla e si scriva di Pep Guardiola come prossimo allenatore della Vecchia Signora, anche se gli ultimi aggiornamenti in merito portino ormai a pensare a Maurizio Sarri come coach della prossima stagione. Già, Sarri! A proposito, restando sempre sui vari tradimenti pseudo – sentimentali manifestati dagli ultras, chi ricorda le parole pesanti dell’ex allenatore del Napoli contro la Juventus nelle varie conferenze stampa? E chi ricorda ancora quel provocatorio “dito medio” alzato dallo stesso allenatore e rivolto contro i tifosi juventini? E allora, di che cosa stiamo parlando? Nel calcio d’oggi tutto è il contrario di tutto. Si metta dunque in moto il cervello, e non ci si perda in assurdi e deliranti pensieri per un pallone che non può più supportare logiche di tradimenti sentimentali.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-conte.jpgSiNantonio-conte-all-inter-conflitto-tra-sentimento-e-ragione-1013582.htmSi100451001,02,03030393
241013570NewsCampionatiL’Allianz Stadium e la festa scudetto in tono minore.20190517123114Allegri o non Allegri? Questo è il problema!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Domenica prossima contro l’Atalanta sarà l’ultima partita in casa della Juventus in questo campionato 2018’19, che l’ha vista vincere lo scudetto per l’ottava volta consecutiva. Allo stadio è in programma la festa ufficiale che si ripete ormai da 8 anni. Ma quest’anno sarà diverso, inevitabilmente diverso. Troppe cose bollono in pentola in casa Juve, per avere la mente sgombra e pronta ai bagordi festaioli. A Torino e nell’Italia juventina c’è un unico sentire che sa di spasmodica attesa, su quello che sarà il prossimo futuro della Vecchia Signora. E ci sono tifosi bianconeri che si arrovellano di ansia, nell’attesa di una fumata bianca della più ermetica società di calcio italiana che nulla lascia trapelare. Pensiamo persino che Andrea Agnelli non parli neanche da solo in una stanza, per evitare che i muri stessi possano ascoltare. Ma questa lunga attesa di una conferma così apparentemente sicura a parole e tanto declamata davanti alle telecamere da Agnelli e Allegri, dopo l’orrenda scoppola subita in Champions da parte dell’Ajax, adesso, col senno di poi, è sembrata una farsa per far capire al popolo bianconero che la società Juventus ha sempre le idee chiare sul da farsi. Spiace dirlo, ma questa volta non è così, perché chi attende all’esterno delle mura ha il diritto di sapere cosa stia succedendo ormai da giorni all’interno della sede della Continassa. Ad oggi sappiamo di due incontri. Il primo vissuto faccia a faccia tra Agnelli e Allegri e il secondo in compagnia di Nedved e Paratici. In ballo ci sono diverse questioni che si dividono tra richieste di Allegri che vuole un rinnovo di contratto in scadenza il prossimo anno, ma con un congruo aumento di milioni di euro (10 milioni contro gli attuali 7,5) e la possibilità di avere il potere di fare mercato, decidendo con la società i giocatori da cedere e quelli da acquistare. Sappiamo ad esempio che già da diversi mesi Allegri dice di avere bene in mente la Juve del prossimo anno, quasi fosse già tutto deciso, scontato. Non è così! Infatti, questa lungaggine di incontri senza esito definitivo, fa pensare ad una profonda incertezza che ha creato una spaccatura all’interno dei vertici dirigenziali. Andrea e suo cugino John Elkann si oppongono vivacemente al ritorno di Antonio Conte, il quale sarebbe invece gradito da Nedved e Paratici. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma prescindendo da questo nodo difficile da sciogliere come tanti altri che si stanno attorcigliando in casa Juve, resta il fatto che il ruolo tecnico e manageriale richiesto da Allegri non può essere accettato da Andrea Agnelli il quale, pur tenendo conto del calcio che cambia anche nelle sue figure dirigenziali, non può disconoscere la tradizione storica della sua nobile casata, che nella Juventus ha da sempre visto il modo di gestire in maniera autorevole e senza interferenze di sorta. Ciascuno con il suo ruolo ben definito. Ciascuno con le proprie responsabilità. Ciascuno con i propri doveri. Sì, perché vincere è l’unica cosa che conta. E, se vogliamo, Max Allegri l’ha pure sposata alla lettera questa frase simbolo del feudo bianconero, vincendo 5 scudetti di fila, Coppe Italia e Supercoppe, con l’aggiunta di avere portato in finale <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>di Champions due volte la Juve, senza tuttavia averla mai vinta. Ed è questo il bubbone che tormenta la società e i tifosi, proprio in un anno in cui si sono fatti investimenti notevoli per l’acquisto di Cristiano Ronaldo. E tutto questo insieme di cose danno il senso della non chiarezza di idee da parte della società, la quale per la prima volta si trova ad essere fragile nelle sue scelte. Allegri o non Allegri? A questo punto non è neanche semplice, perché pensiamo che si sia aspettato troppo e tergiversato su un argomento basilare; per l’appunto quello della direzione tecnica. Buona idea sarebbe stata quella iniziale, e cioè di un ritorno di Zinedine Zidane. Tuttavia, adesso è troppo tardi! Poi si sono fatti i nomi di Deschamps, Pochettino, Simone Inzaghi e perfino Pep Guardiola che appare saldamente ancorato al Manchester City e al suo lauto contratto. Quindi che si fa? La domanda resta ancora senza risposta, anche se il calciomercato è alle porte con le voci insistenti delle cessioni di Paulo Dybala, Mandzukic, Khedira, Alex Sandro, Cancelo. Insomma una sorta di epurazione suggerita dallo stesso Allegri con l’acquisto di almeno 5 Top Player suddivisi tra difesa (2), centrocampo (2) e attacco (1). Così si è espresso pubblicamente il tecnico di Livorno, peccato che il 90% del popolo bianconero non sia d’accordo sulla sua conferma, per il ben noto problema di una Juventus incapace di esprimere un gioco moderno, brillante, agonisticamente frizzante, vivo, come quello che ci viene proposto dalle migliori compagini di calcio europee. Così, anche tra i tifosi si risente questo eco percepito in società già da diverso tempo, e cioè di una squadra che vince, annoia in Italia e non progredisce in Europa. Dunque l’attesa alla Continassa si fa davvero insopportabile e, di conseguenza, il tormentone che si arrovella nello stomaco dei tifosi juventini si manifesterà inconsciamente pure dentro le mura dell’Allianz Stadium, quando si celebrerà la festa dell’ottavo scudetto consecutivo che in un altro momento avrebbe un sapore diverso. Perché adesso la testa è altrove.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-agnelli-e-allegri.jpgSiNl-allianz-stadium-e-la-festa-scudetto-in-tono-minore-1013570.htmSi100451001,02,03030287
251013564NewsCampionatiAllegri? Ci sono diversi segnali che inducono a pensare che andrà via20190509195124Fervente attesa sul futuro della panchina della Juventus.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>A Torino, sponda bianconera, ci sono ormai da tempo domande su chi sarà il futuro allenatore della Juventus. Da quella bruciante esclusione dalla Champions da parte dell’Ajax, il popolo bianconero si è schierato quasi all’unanimità contro Max Allegri, ritenuto già da diverso tempo responsabile della mancanza di gioco della Juve. Certo, la delusione Champions è stata la goccia che ha fatto traboccare un <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>vaso già colmo di insoddisfazioni, nonostante i cinque scudetti vinti di seguito, supercoppe e Coppe Italia. Ma i tifosi vogliono il gioco, desiderano divertirsi, soprattutto in considerazione dei suoi tanti campioni in squadra e dalla presenza di Cristiano Ronaldo. Ma ciò che rode soprattutto ai tifosi della Juve è quell’atteggiamento di squadra che al cospetto delle meraviglie del calcio europeo, ci sia davvero un divario culturale nell’intendere un calcio offensivo, fisicamente preparato a sostenere sforzi, contrasti duri e, soprattutto, capaci di creare una ragnatela di passaggi con poche possibilità di errore per non dare vantaggio all’avversario. E allora il popolo bianconero si chiede perché la Juve che conta di grandi campioni, non possa fare un gioco più moderno e all’altezza di contrastare le più alte espressioni di calcio europeo? Il gioco all’inglese, ad esempio, è così impossibile da imparare? E’ soltanto questione di mentalità, di cultura o di che altro? Ed ecco che ci si chiede perché Andrea Agnelli non stia pensando ad un allenatore che sappia di calcio europeo per potere inculcare alla squadra i principi di un calcio che sappia andare oltre i confini. Un calcio che magari sia più adatto a vincere la Champions piuttosto che gli scudetti. E allora che fare? Secondo noi si è aspettato troppo, in quanto la società avrebbe dovuto stringere i rapporti con Zinedine Zidane per opzionarlo, prima che furbescamente Florentino Perez se lo accaparrasse nel tentativo di ricominciare un ciclo di vittorie. E adesso? Adesso ci sono diversi segnali che lasciano pensare all’addio di Allegri, nonostante in apparenza, fin dal post gara con l’Ajax, sia Agnelli che lo stesso allenatore bianconero hanno dichiarato di voler proseguire ancora insieme. Ma voci di corridoio dicono che ad Allegri sia arrivata una proposta irrinunciabile da parte del PSG. A questo punto si aprirebbero diversi scenari che porterebbero a vari nomi per la sostituzione del tecnico livornese. Potrebbe esserci infatti il ritorno di Antonio Conte che però, tranne improvvisi ripensamenti, sembrerebbe ormai destinato ad accasarsi all’Inter. Ma nel quartiere bianconero della Continassa, corre insistente il nome di Didier Deschamps che conosce molto bene l’ambiente juventino ma è attualmente legato alla nazionale francese. Ma se il punto nevralgico delle aspettative della Juventus è quello di dare alla squadra un segnale di calcio moderno ed europeo, perché pensare a un coach che di fatto non allena in una società ma è il commissario tecnico della Francia? Due ruoli diversi che porterebbero molti interrogativi. Dunque, riteniamo che Andrea Agnelli a questo debba pensare al profilo di un allenatore che arrivi dall’estero e abbia un curriculum adatto ad inculcare principi di gioco offensivo e meno inibito da schemi tattici più adatti al pallone italiano piuttosto che estero. Se Guardiola sembra irraggiungibile per il suo lauto contratto al Manchester City (ma cos’è irraggiungibile per una Juve che può permettersi di avere tra le proprie fila un costosissimo campione come CR7?), perché non pensare a Jurgen Klopp, ( 10 milioni di contratto già pronti per lui) piuttosto che Pochettino o l’allenatore dell’Ajax Erik ten Hag che tanto bene sta facendo nella squadra olandese, nonostante la sfortunata eliminazione in extremis dalla Champions ad opera del Tottenham? Insomma la Torino bianconera non sta più nella pelle e anche se nulla trapela dalla società Juventus in merito alla panchina del prossimo anno, i segnali che Max Allegri abbia ormai deciso il suo futuro lontano dall’Allianz Stadium ci sono tutti.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNallegri-ci-sono-diversi-segnali-che-inducono-a-pensare-che-andra-via-1013564.htmSi100451001,02,03030292
261013562NewsCoppeAll’Anfield Stadium, grande calcio e brividi di emozione20190508170355Storica impresa dei Reds che raggiungono brillantemente la finale di Champions League. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Remuntada è fatta! Chi non credeva nella possibilità che il Liverpool di Jurgen Klopp potesse andare in finale di Champions superando il 3 a 0 subito al Camp Nou contro il Barcellona, si dovrà cospargere il capo di cenere. Mai dire mai in un calcio stellare in cui certe magie da stadio, di notti che sanno di imprese storiche e football spettacolo dagli alti contenuti culturali, sono capaci di dissetarci dall’atavica arsura di giocate balistiche improvvisate e lunghe corse fino allo sfinimento, che durano oltre 95 minuti e non sanno mai di sparagnini pensieri nel gestire un risultato privo di emozioni. Il Liverpool ha vinto e convinto contro il Barcellona di Messi, non contro una squadra qualunque, non l’ultima arrivata, ma la compagine che da tutti era indicata come la favorita per la conquista della Champions 2019. E chi l’avrebbe mai detto che le furie rosse di Klopp, prive di Salah e Firmino ma con Origi e Wijnaldum che hanno siglato le storiche doppiette, avrebbero scritto una pagina indelebile di storia dei Reds. Tutto fatto con furore agonistico, con caparbietà, senza recondite paure o riverenze verso quella squadra che vanta un capitano che è il miglior giocatore al mondo assieme a Ronaldo. Eppure, proprio l’extraterrestre Leo Messi non ha saputo prendere con autorevolezza la sua squadra, i suoi compagni, annichiliti dall’aggressività di un Liverpool entrato in campo per conquistare la seconda partecipazione consecutiva alla finale di Champions. Un match di rara intensità calcistica, supportata da idee chiare e autostima da vendere. E in tutto questo spettacolo di calcio che diverte <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>e ti fa vibrare di emozioni, spesso abbiamo pensato alla Juve di Champions con la sua flemmatica interpretazione di un italico calcio che ha nel suo DNA quella voglia di vincere senza anima. E non è vero che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“l’importante è arrivare primi, perché quando scrivi pagine di storia di calcio, nessuno si ricorderà come hai vinto”</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">– Allegri dixit-</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">.</b> No, perché qui, in questo calcio che è “l’altro calcio”, si vince e si fa spettacolo negli stadi e non al circo (come dice il mister della Juve). Il Liverpool è stato trascinato da un pubblico straordinario, che in realtà non meraviglia più per quella sua peculiare forma di produrre canti e un tifo che trascina in modo particolare. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Youll’ never walk alone”</b> è il famoso inno dei Reds che a fine gara, dopo avere segnato 4 memorabili gol a Messi and company, rimbombava in maniera assordante tra le mura dell’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Anfield</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Stadium</b>. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non camminerete mai</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">da soli”,</b> parole che fanno venire la pelle d’oca, che ti acchiappano l’anima, così com’è successo ieri sera in chiusura di una partita che ha espresso il senso vero di un calcio che non può essere impoverito da arretrate congetture pallonare di italica mentalità. In Europa si gioca così e se vuoi arrivare a vincere la Champions, devi cambiare quel credo calcistico che resta valido soltanto all’interno dei nostri confini, ma quando ti confronti con le altre realtà europee resti sistematicamente indietro, non per chissà quale invenzione dettata dall’alibi di una Coppa stregata, ma più semplicemente per un modus operandi da cambiare in fretta. Va bene avere dei campioni in squadra che debbano fare la differenza, ma se la filosofia calcistica italiana non si allinea a quella europea, si arriva sempre a un certo punto e poi si torna a casa. Guardare e imparare. E chissà se un giorno non lontano, potremo accorgerci praticamente <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>che talvolta anche gli allievi superano i maestri. Si costruisca un calcio che ti faccia innamorare e non più annoiare con tattiche inibitori di spettacolo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Liverpool Anfield Stadiumfl0711fl0711foto-liverpool-vincente-contro-il-barcellona.jpgSiNall-anfield-stadium-grande-calcio-e-brividi-di-emozione-1013562.htmSi100451001,02,03030307
271013561NewsCampionatiLe considerazioni a tre giorni dal derby della Mole20190506175842Il dopo Juve - Toro<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ronaldo V/s Torino – 1 a 1. A tre giorni dalla stracittadina torinese, emergono alcune considerazioni di carattere tecnico. Dire che CR7 è stato l’unico vero calciatore juventino a contrastare un Toro motivato dall’idea del quarto posto in classifica, corrisponde a quanto abbiamo visto sul terreno dell’Allianz Stadium. La notte del venerdì da derby ha praticamente dato la certezza di ciò che si pensava alla vigilia, e cioè di una gara in cui il Toro avrebbe incontrato una Juve poco lucida, con poche motivazioni, ancora frastornata dalla cocente esclusione dalla Champions e appagata soltanto dallo scudetto già vinto anzitempo. Insomma una squadra che pur con l’orgoglio di non volere perdere il derby, è sembrata una sorta di scampolo di fine stagione. Tuttavia, questo non significa che il Toro di Mazzarri sia stato facilitato dall’apparente disarmo dell’avversario, perché il derby della Mole è stato un match vero giocato fin dall’inizio con il giusto cipiglio da parte dei granata. Il Toro, con in testa la voglia di vincere per la classifica e onorare il 70esimo anno della morte del Grande Torino, è andato in vantaggio all’inizio del primo tempo con Lukic, grazie a uno svarione difensivo di Pjanic il quale, facendosi ingenuamente spostare di spalla, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>ha agevolato colpevolmente il tiro in porta del granata che ha superato Szczesny. Da qui in avanti e con il Torino in vantaggio per 1 a 0, da parte della Juve si sono visti pochi tentativi veri di riportarsi subito in pareggio. Anzi, la squadra di Allegri nel corso di tutto il primo tempo ha avuto una sola ghiotta opportunità di segnare con Matuidi, ma il tiro al volo del francese è stato neutralizzato da Sirigu. Così il Toro avvia le sue ripartenze con un Berenguer in stato di grazia e un Belotti che si catapulta su ogni pallone come un furetto. Nel secondo tempo il Toro arretra il suo baricentro, con la convinzione di potere resistere fino alla fine e portare a casa 3 punti d’oro. Purtroppo, all’84esimo quel “diavolo” di un alieno che risponde al nome di Cristiano Ronaldo, su un cross proveniente dalla sinistra si alza in cielo e di testa trafigge il portiere Sirigu. Peccato per questo Toro che ha dimostrato il suo buon momento di forma fisica e mentale, al cospetto di una Juve che si lustra il suo campione e vive di rendita. E adesso che l’Atalanta di Gasperini (a proposito, straordinaria questa squadra dal gioco brillante) si è portata a 62 punti, la Roma che ne ha 59 e il Milan che giocherà il monday night ed è a quota 56, il Torino dopo il pari con la Juve si è portato a quota 57.Un po’ come dire che ancora tutto può succedere, visto che anche l’Inter segna il passo e trovandosi con 63 punti in classifica a un solo punto di distacco dall’Atalanta, non è più neanche sicura del terzo posto. Un finale avvincente per sognare la partecipazione in Champions e restare aggrappati all’Europa League. Vediamo cosa accadrà. Intanto il Toro c’è!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711pallone.jpgSiNle-considerazioni-a-tre-giorni-dal-derby-della-mole-1013561.htmSi100451001,02,03030302
281013559NewsCampionatiLa notte del derby della Mole20190502184228Ecco il derby torinese di ritorno. Orgoglio, passione e voglia di vincere!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Juve, storia di un grande amore” </span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>contro<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> “Ancora Toro”.</b> Due inni, due modi di intendere la storia dei propri colori in una sola città: Torino. E’ la notte del derby della Mole che la Juve non gioca per la classifica ma per l’orgoglio, mentre il Toro aggiunge alla propria fierezza l’importanza di fare punti anche per l’Europa. Da una parte i bianconeri e dall’altra i granata, due stili diversi di intendere il calcio nella città sabauda, la quale, quando si parla di tifo pallonaro, si accende come le luci che illuminano a giorno i tanti salotti della storica Torino. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Da Piazza San Carlo a Piazza Castello, da Via Roma, Via Po, Piazza Vittorio, la Gran Madre, i Murazzi del Po e la splendida collina a far da cornice in una cartolina che sa di quadro d’autore.</b> Per effetto del già acquisito ottavo scudetto consecutivo della Vecchia Signora, all’apparenza sembrerebbe esserci poca attesa per questo derby, ma non è così. Infatti, al sale da sempre disseminato in ogni derby della Mole, c’è una classifica che il Toro deve smuovere per continuare a sognare la zona Champions e difendere un posto in Europa. E poi le tossine causate dall’eterna e storica rivalità cittadina, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>non sono mai assorbite e si acuiscono sempre in occasione del derby. Ci auguriamo di potere assistere a una bella gara, uno di quei derby che ti facciano parlare e scrivere di calcio, di campioni e di gol che sono l’essenza del gioco del calcio. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo </b>contro<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>il “gallo”<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> Belotti.</b> Il bianconero per la classifica cannonieri e i suoi tifosi della Juventus, il granata per l’Europa, la storia del suo Toro e quei 70 anni di sacra liturgia che si ripete puntualmente il 4 maggio a Superga. Dettagli tecnici che incuriosiscono i tifosi e noi che siamo addetti ai lavori, ma che non superano il folklore di una partita che avrà sugli spalti quelle cromature intense di colore carico di passione vera, capace di distinguerla da ogni altra gara. Importante che non si assista a beceri comportamenti e striscioni di cattivo gusto. Lo sfottò è indispensabile, ci vuole, perché in fondo è come rispettare la storia di questa partita tanto attesa. E’ il derby di Torino. E’ la 148esima stracittadina piemontese da raccontare, da vivere, da sognare. E anche la Mole saprà sbirciare oltre le mura dell’Allianz Stadium in quell’Area 12 che è feudo bianconero. Ma saprà essere come sempre elegante, signorile, imparziale, sapendo già che da una parte si illuminerà di bianconero e dall’altra di granata. E’ come dire al mondo che Torino c’è, che il derby c’è, che l’antica rivalità si ripropone sul campo e sugli spalti, mentre lei, la Mole, antico simbolo della città sabauda, dall’alto della sua maestosa bellezza farà da arbitro!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-mole-antonelliana.jpgSiNla-notte-del-derby-della-mole-1013559.htmSi100451001,02,03030299
291013558NewsCampionatiIl Toro delle meraviglie e della ricorrenza20190430170429Il mondo granata vive una settimana di sentimenti che si intersecano a una realtà di squadra pronta per l`Europa. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>C’è qualcosa che riesce difficile spiegare nella vita, ed è quella coincidenza di fatti e situazioni che spesso ti fanno riflettere sul mistero chiamato destino. Nella settimana della liturgia granata, in prossimità di un 4 maggio che quest’anno segna il 70esimo anno della tragedia del Grande Torino, il Toro di Mazzarri sconfigge 2 a 0 il Milan, si porta a 56 punti in classifica, mentre in piena zona Champions si accinge ad affrontare un derby che mai come in questa circostanza ha il sapore di un match dai connotati agonistici ancor più intensi delle altre volte. L’Europa League, il sogno di partecipazione alla Champions, poi il derby, e quindi la liturgia del 4 maggio a Superga. Una serie di tessere che sembrano incastrarsi perfettamente in quel puzzle di color granata, che mai come quest’anno si arricchisce di concretezza e non solo di ricordi, di rimpianti e di funeste commemorazioni. Questo è un bellissimo momento per il Toro, forse inaspettato ma sognato a lungo. E hai visto mai che anche il derby che si giocherà all’Allianz Stadium, si colori di granata portando ancor più in alto il Toro fino a toccare il cielo con le dita? E chissà che proprio i mitici INVINCIBILI da lassù non abbiano architettato qualcosa che deve ancora accadere per il Toro, qualcosa che si amalgami perfettamente in un tutt’uno di situazioni che s’intrecciano tra lacrime di gioia e commozione, per una storia che non ha eguali e non può definirsi soltanto calcistica. E’ la storia del Grande Torino, una squadra unica, forte, imbattibile, legata a un destino incredibile che in un giorno di vento, di pioggia, in cui il cielo plumbeo non prometteva nulla di buono, ha segnato una tragedia che andrà oltre il tempo. Ma oggi il Toro gioca ancora una volta contro il destino avverso per il suo popolo granata, per la sua gente, per un presente che si riflette sul campo di calcio con il fattivo orgoglio di esibire quella maglia che per troppi anni è stata solo intrisa di nostalgie lacrimevoli per un passato che oggi si è tramutato in una realtà di sorrisi e di abbracci verso questo Toro delle meraviglie che ha assunto i tratti di quel Grande Torino, non fosse altro per la grinta, la determinazione e la voglia di mettere da parte ogni senso di sfiga cosmica ricorrente nei lunghi anni in cui c’era bisogno di crearsi un alibi. Oggi il Toro di Mazzarri è sanguigno, concreto, senza tanti fronzoli, magari non bellissimo da vedere ma vince, accumula punti in classifica e non guarda in faccia nessuno. Da capitan Belotti, a Sirigu, a De Silvestri, Ansaldi, Moretti, Nkoulou, Izzo, Baselli, Berenguer, Rincon, Meitè, Iago Falque, fino ad giovane di belle speranze come Parigini, tutti si recheranno a Superga per ripetere una liturgia che da 70 anni si rinnova con senso di accorata partecipazione collettiva. In tutto questo tempo, tante sono state le generazioni dei vari calciatori che hanno vestito la maglia granata, tanti sono stati i capitani del Toro che hanno letto uno per uno davanti alla lapide di Superga i nomi dei giocatori del Grande Torino, tanti sono stati gli allenatori, i presidenti, i dirigenti che si sono avvicendati negli anni, sempre con lo stesso spirito di appartenenza in un’atmosfera in cui il silenzio diventa davvero assordante. Sì, perché in quel momento tutti capiscono cosa significa Toro. Anche i più giovani calciatori di oggi che riescono ad abbinare il significato di vittoria al sentimento profondo di un pallone che oltre al denaro, alla ricchezza e al privilegio di svolgere un’attività dal benessere unico, riescono a capire meglio un mondo che racchiude molto altro. Ecco, diremmo che in questo momento in cui il mondo granata sta gustando un presente che è figlio della gloriosa storia del Grande Torino, riesca forse per la prima volta a racchiudere intimamente gioie e dolori, sorrisi e lacrime. Proprio come fa la vita che ci mette di fronte alla capacità di sorreggere emozioni forti e contrapposte tra loro. E in questa settimana granata iniziata con la vittoria sul Milan, che continuerà con la stracittadina torinese e si chiuderà con i 70 anni della morte del Grande Torino, tante cose devono ancora accadere. Da lassù, loro lo sanno già.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711grande_torino_1948-49_6.jpgSiNil-toro-delle-meraviglie-e-della-ricorrenza-1013558.htmSi100451001,02,03030278
301013555NewsCampionatiVerso Inter – Juventus20190427181454Un derby d`Italia che racchiude sempre il suo antico fascino, anche se......<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>L’attesa per questo derby d’Italia non è febbrile come altre volte. Tuttavia, c’è da dire che la sfida tra Inter e Juventus rievoca sempre il suo antico fascino di match, che dal punto di vista agonistico ci ricorda intensi fatti di odio sportivo. I bianconeri, già campioni d’Italia, affrontano allo stadio Meazza l’anticipo della 34ma giornata di Serie A contro i nerazzurri di Spalletti che attualmente occupano la terza posizione di classifica e ambisce, con l’eventuale vittoria di questa sera, ad avvicinarsi sempre più all’obiettivo di qualificazione Champions League. Allo stadio non c’è ancora il tutto esaurito, ma si conta che nelle prossime ore potrà esserlo per effetto di quella antica suggestione che solo questo derby d’Italia riesce a dare. Tuttavia, come dicevamo pocanzi, la partita offre un confronto tra due squadre che si trovano in situazioni diverse, ma con il medesimo spirito di superarsi vicendevolmente. Da una parte i nerazzurri che a questo campionato devono ancora dire molto sulle restanti partite ancora da giocare, e dall’altra parte una Juventus che ha l’obbligo di sfoltire la mente dai festeggiamenti per la conquista dell’ottavo scudetto consecutivo di una settimana fa all’Allianz Stadium. La squadra di Spalletti dovrebbe presentarsi in campo con il suo solito 4-2-3-1 di partenza che vede in difesa D’Ambrosio, De Vrij, Skriniar, Asamoah, poi Brozovic e Vecino a far da interdittori di centrocampo in attesa di eventuali ripartenze, consegnando a Politano, Nainggolan e Perisic il compito di supportare l’unica punta di ruolo Lautaro Martinez. Questo vuol dire che il tecnico nerazzurro opterà ancora una volta la scelta di lasciare in panchina (almeno all’inizio) Icardi. La Juve si presenterà con un probabile 3-5-2 iniziale, che prevede l’inedito Emre Can in difesa con Bonucci e Chiellini, a centrocampo Cancelo, Cuadrado, Pjanic, Matuidi e Alex Sandro alle spalle di Bernardeschi e Cristiano Ronaldo. Una squadra rabberciata per infortuni avvenuti a catena, quella di Max Allegri, che vede il rientro di Chiellini e Cuadrado, ma deve fare i conti con le assenze di Dybala e Mandzukic. In panchina ci sarà Kean, pronto eventualmente a subentrare a Bernardeschi. E mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spalletti</b> dice: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“A</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">fine anno si faranno i nomi di chi ha sbagliato”,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> ribatte con : <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”Niente figuracce!</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Champions? Bella e bastarda”.</b> Chiari messaggi di due allenatori che hanno vissuto un campionato con criticità di diversa natura. Vedremo cosa accadrà questa sera. L’Inter giocherà per consolidare il terzo posto, la Juventus per lottare contro eventuali demotivazioni, ma entrambe si affronteranno come sempre in cagnesco con l’obiettivo di non farsi superare. Inter – Juve, amici mai. Comunque sia!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio Meazzafl0711fl0711foto-inter-juventus.jpgSiNverso-inter-juventus-1013555.htmSi100451001,02,03030271
311013553NewsEditorialeJMedical, l’eccellenza sanitaria in Italia20190424180127JMedical è al servizio di tutti, non solo dei campioni della Juventus!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Forse non tutti sanno che a Torino, nell’Area 12 dell’Allianz Stadium, c’è un modello sanitario all’avanguardia in tema di diagnostica, di medicina specialistica e di riabilitazione alla medicina sportiva, ideato per accogliere e accompagnare i pazienti in un percorso completo di prevenzione e cura. JMedical con la sua filosofia di soddisfare il bisogno crescente della popolazione insoddisfatta del sistema pubblico sanitario, mette a disposizione di tutti la propria professionalità di alto livello, che si accompagna ad una strumentazione moderna di massima precisione. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Già, a disposizione di tutti! Sì, perché nell’immaginario collettivo si pensa che questa moderna struttura sanitaria sia destinata soltanto ai calciatori della Juventus. Non è così, perché per volere della stessa Juventus che divide il diritto di proprietà con Santa Clara Group, si è deciso di dare a tutti i cittadini la possibilità di potere usufruire di questa</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">eccellenza sanitaria.</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Tutti, a prescindere dalla fede sportiva,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">possono fruire di un’assistenza privata davvero innovativa.</b> Un’equipe di 60 specialisti di alto livello si adoperano in un ambiente ideale per mettere in atto le cure ai pazienti che arrivano da tutta l’Italia e sono assistiti in ambulatori polispecialistici, due sale operatorie per interventi di chirurgia ambulatoriale, in un modello organizzativo che consente al paziente di programmare il proprio percorso senza perdite di tempo. Noi siamo stati testimoni oculari di quanto stiamo scrivendo, per avere avuto modo di visitare la struttura in un percorso dettagliato dove gli spazi riservati alla salute e al benessere sono davvero rassicuranti per ogni paziente. In tutte le lettere dell’alfabeto specialistico sanitario che va dall’Allergologia all’Urologia e poi alla Fisioterapia, alla Radiologia e Diagnostica per immagini, alla Medicina Legale e delle Assicurazioni, in JMedical si può avere la risposta ad ogni domanda, ad ogni dubbio che legittimamente invade ogni paziente. Dunque, provare per credere. JMedical non cura solo i campioni della Juventus, ma anche tutti noi che nel nostro piccolo siamo campioni di aspettative mediche e diagnosi di alta qualità professionale.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711immagine-jmedical-torino.jpgSiNjmedical-l-eccellenza-sanitaria-in-italia-1013553.htmSi100451001,02,03030252
321013551NewsCoppeAjax in cattedra e Juve a scuola20190417161845Nonostante CR7, per la Juventus è un altro anno di fallimento Champions.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Che cos’è il calcio? Un gioco di squadra! Il singolo campione può fare la differenza, ma se segna solo lui gli avversari lo prendono come unico riferimento e annullano la fonte del gioco. Ai quarti di Champions ha vinto l’Ajax 2 a 1, ma soprattutto ha perso una Juve senza idee. Questa volta non è difficile individuare il limite tra meriti i dell’Ajax e i demeriti della Juventus, perché tutto è stato chiaro nel corso della gara. I giovani olandesi hanno dato lezione di calcio mettendo in luce il vero significato di uno sport che da sempre si basa sul gioco collettivo, sulla tecnica e sulla creatività, associando grandi idee in una manovra di squadra che prevede sempre tocchi veloci e passaggi con un numero minimo di sbagli rispetto all’avversario. L’Ajax di Ten Hag è un’idea moderna del gioco del calcio, una specie di scuola olandese riveduta e corretta, ma che non si scosta molto da quello che fu il gioco totale di Cruijff e compagni. Giovani calciatori, quelli dell’attuale Ajax, che hanno messo in difficoltà una Juventus che recrimina assenze di rilievo ma che non può nascondere un’evidente inferiorità sul piano del gioco, della forma fisica e delle idee apparse annebbiate come una giornata d’inverno. Oggi siamo tutti d’accordo, l’Ajax ha meritato di andare in semifinale al cospetto di una Juventus dove il solo Cristiano Ronaldo ed Emre Can hanno in qualche modo salvato la faccia in una notte tutta da dimenticare. La squadra di Allegri ha l’attenuante di essere stata assemblata al meglio in tante situazioni recenti di Campionato, che ha messo in evidenza uno stato di fragile salute fisica e muscolare. Causa di una preparazione inadatta? Forse eccessiva nei vari carichi di allenamento? Oggi possiamo fare mille discorsi e porre miriadi congetture sul fallimento Champions della squadra di Max Allegri, ma resta il fatto che “Vincere è l’unica cosa che conta” e questa squadra la Champions non la vince mai per un motivo o per l’altro. E per favore, non ci si rifugi ancora in maniera retorica sul qualunquistico pensiero della narrazione di una Coppa stregata per i colori bianconeri. Il gioco della Juve, nonostante CR7, è ancora oggi inferiore ad alcune potenze calcistiche, nonostante il ranking tra le squadre di calcio europee metta la Juventus al 5° posto. Evidentemente non basta ancora. La Juventus non è da rifondare, deve più semplicemente ammodernare le proprie idee di gioco che devono essenzialmente essere fresche e proiettate a un calcio in cui s’intenda la necessità di squadra che faccia emergere il proprio collettivo. Troppo lenta, macchinosa e con molti passaggi sbagliati, appare la Juve in Europa. Si studi il calcio vero di questo Ajax venuto all’ Allianz Stadium di Torino, ad impartire lezioni di football moderno. Non c’è nulla di male. A volte gli allievi superano anche i maestri. E se questo vuol dire progredire in modo concettuale per essere poi primi in Europa, allora ci si tuffi nel mare dell’umiltà per assorbire gli effetti della migliore espressione del calcio puro. Da sempre la Juve è prima in Italia. In Europa no!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-ragazzi-juve-a-scuola.jpgSiNajax-in-cattedra-e-juve-a-scuola-1013551.htmSi100451001,02,03030280
331013541NewsEditorialePaulo Dybala, campione in campo e nella vita20190325174025Classe e fantasia sono l`emblema di questo campione argentino di nobili sentimenti. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Quando nel calcio si parla di fantasia, si fa riferimento a giocatori che interpretano il loro ruolo attraverso concetti di classe pura, i quali si intersecano a quei tocchi di palla e a quella visione di gioco che sa di spettacolo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b> è uno che rientra decisamente in questa ristretta cerchia di calciatori. Più volte abbiamo scritto dell’eventuale errore della Juventus, qualora fosse tentata di cedere questo calciatore dal profilo tecnico superlativo, capace di intendere la professione con serietà e alto senso etico. Ma il futuro per questo numero 10 della Juventus si gioca proprio in questo periodo. Voci di corridoio ci informano sul suo concreto desiderio di restare alla Juve, ma le due inglesi, il Bayern, l’Atletico Madrid, il Real Madrid insistono per averlo senza badare a spese. E mentre queste squadre europee sgomitano per acquistare la Joya argentina, l’Inter ci fa un pensierino e spera di averlo precedendo le altre pretendenti. Ma Paulo, che in questi giorni è impegnato con la sua Nazionale, sembra non attraversare un periodo fortunato per essere relegato in panchina e considerato l’alternativa a Messi. Strano il suo attuale destino; alla Juve Allegri lo alterna a Bernardeschi e in Nazionale c’è il re Messi a fargli ombra. Ma lui non dispera perché sa di avere qualità sublimi, non solo in campo ma anche nella vita. E non è un caso che in questi giorni <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b> dal ritiro argentino abbia telefonato a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Rami,</b> il ragazzino <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“piccolo</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">eroe”</b>che ha permesso all’Arma dei Carabinieri di intervenire per evitare l’orrenda strage del pullman, sul quale un esaltato stava per compiere un gesto irreparabile. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sei un eroe, voglio conoscerti”</b>- <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>è il messaggio telefonico del numero dieci della Juventus che dà appuntamento al ragazzo all’Allianz Stadium per assistere a una partita. Rami è un tifoso appassionato di Paulo. Nella sua stanza c’è la maglia numero 10 della Juventus affissa alle pareti, e poi tante foto che sono l’emblema della sua ammirazione verso il campione. Così, l’emozione di sentire la voce di Paulo è per Rami qualcosa che rasenta il sogno da non credere ancora. Un ragazzo di tredici anni che è balzato agli onori della cronaca, per avere fatto un gesto spontaneo ed eroico. Una favola nella favola, un qualcosa di simile a un racconto inventato ma che si traduce in pura realtà. Tuttavia, quello che ci piace raccontare di questo mondo pallonaro, è l’enfasi dei buoni sentimenti che devono essere disgiunti dalla facile retorica. Perché quando entra in gioco l’anima, non si può confondere con niente che non sia legato ad attimi di emozioni che partono e arrivano direttamente al cuore. Sì, perché Dybala oltre ad essere campione di fantasia in campo è anche una persona perbene, un ragazzo pulito che qualcuno ha visto più volte aiutare tanti clochard, vestito con abiti e occhiali scuri per le strade della Torino notturna. Un tè caldo, una pacca sulle spalle e qualche parola che serva da conforto e sappia di umano. E’ come dire che la persona è sempre al centro di ogni cosa. E se a pensare agli ultimi di questo mondo sono proprio quelli che come Paulo Dybala si possono considerare i primi per il raggiungimento di privilegi, allora possiamo dire che la sensibilità ha sempre un ruolo determinante nelle relazioni e nei rapporti umani. E questa ennesima prova di sensibilità scaturita dall’animo di Dybala a proposito del gesto eroico del tredicenne Rami, mette in luce la qualità della persona. Questo è Paulo Dybala. Questo è il campione che vediamo in campo e ci delizia con la sua classe pallonara. Juve non cederlo. Sbagli!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-paulo-dybala.jpgSiNpaulo-dybala-campione-in-campo-e-nella-vita-1013541.htmSi100451001,02,03030126
341013538NewsEditorialeLettera a Cristiano Ronaldo.20190316163555Peccato per quel deprecabile gesto che in parte ha rovinato la festa.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Quel gesto non dovevi farlo. Potevi e dovevi evitarlo, Cristiano. Nel calcio come nella vita ci sono delle regole etiche e di buona educazione che sono fondamentali e vanno rispettate. Tu, mostrando gli attributi alla curva ospite alla fine della stupenda partita contro l’Atletico Madrid, queste regole non le hai rispettate. Penso che sia stata una grave macchia che è andata ad intaccare una partita memorabile, capace di essere ricordata nella storia degli annali del calcio della Juventus. Questo non è lo stile Juventus e forse non è neppure il tuo, giocatore di immensa classe che sei stato insignito più volte di preziose targhe e trofei, che ti hanno regalato il titolo di migliore calciatore al mondo. Chi mi segue da anni tra le pagine di questo giornale, sa che non sono un ipocrita moralista di idee falsamente puritane e ammantate da quel perbenismo di facciata che sa di bacchettone. Tuttavia, penso che ci sono atteggiamenti che vanno oltre ogni limite della più legittima euforia. Così come avevo biasimato il cholo Simeone all’andata della partita di Champions vinta dai colchoneros, per avere mostrato sbracatamente gli attributi alla tribuna dei suoi tifosi in segno di forza e virilità della sua squadra, non posso fare a meno di disapprovare il tuo gesto rivolto (probabilmente) ai tifosi ospiti. E’ stato davvero stridente essere immortalato dai fotografi e dalle telecamere di tutto il mondo, mentre con quel gesto davi sfogo alla gioia di essere stato l’interprete principale di una remuntada che sa di qualcosa di epocale. Non è da te, quell’atteggiamento volgare non può appartenere a un Cristiano Ronaldo il cui comportamento viene imitato da tutti, piccoli e grandi fan. Nel bene e nel male hai il dovere di essere da esempio, così come lo sei negli spogliatoi, negli allenamenti e in campo, quando sai trascinare i compagni da vero leader quale tu sei, non puoi dimenticare di esserlo anche quando sei stuzzicato da ingiuste e volgari offese ricevute da parte di tifoserie avverse. Sì, perché se il tuo gesto volgare voleva essere la risposta alla brutta accoglienza cui sei stato sottoposto la notte del Wanda Metropolitano dai Colchoneros, hai sbagliato alla grande perché ti sei messo alla pari di chi interpreta il mondo del calcio in maniera errata. La risposta, quella vera, l’avevi saputa dare in campo da vero trascinatore, da vero campione quale sei. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Allora, perché abbandonarsi alla bassezza di comportamenti che hanno offeso e forse anche deluso certi tifosi che vedono in te un modello da imitare? Cosa avrà pensato di papà, tuo figlio che è già un piccolo campioncino in erba? No Cristiano, è stato come mostrare tutta la tua fragilità di campione e di uomo. E poi ti ricordo che i grandi campioni del passato della Juventus hanno sempre rispettato l’etica di una società che ha fatto dello stile il suo emblema. A memoria non ricordo simili atteggiamenti da parte dei vari Platini, Baggio, Del Piero, e neanche di quella squadra che vinse l’ultima Champions League a Roma contro l’Aiax. Ricordo che la mia cronaca di allora sottolineò una grande gioia che si è intersecata tra brividi ed emozioni juventine. Adrenalina alle stelle e sensazioni forti che avrebbero potuto farti andare fuori di testa, ma che si sono limitati alla legittima euforia. E adesso, come se non bastasse per il gesto che hai fatto, si attende la decisione del Comitato di Controllo, Etica e Disciplina della UEFA che valuterà se ci sia stata o no la tua intenzione di provocare gli spagnoli presenti all’Allianz Stadium. Per il caso Simeone si optò per una multa, in quanto il Comitato si rifece all’articolo 11 del Codice disciplinare che parla chiaramente al punto B di “condotta antisportiva”. Per te, Cristiano, si parla di una multa e di una possibile squalifica di una o addirittura due giornate. E allora, in questo caso come farà la Juve senza di te nell’affrontare l’Aiax ai quarti di finale? Capisci che danno ha provocato quella tua immane sciocchezza carica di stupidità? No, non è da te. Non può esserlo! Eppure ci sei cascato, quasi a inorgoglirti di qualcosa che invece deve fare arrossire. In tutte le professioni ci sono delle regole deontologiche da rispettare, io ho le mie, tu hai le tue. Ma non esiste da nessuna parte che ad una persona ricca e famosa sia concesso di fare ciò che vuole, semmai deve sentirsi ancor più responsabile del proprio modus vivendi e operandi. E’ il prezzo che deve pagare un personaggio pubblico che appartiene a tutti oltre che a se stesso. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-cr7---gestaccio--.jpgSiNlettera-a-cristiano-ronaldo-1013538.htmSi100451001,02,03030129
351013536NewsEditorialeDopo la remuntada sul campo, per la Juve c’è anche la risalita in Borsa20190314155144Balzo improvviso delle azioni Juventus.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La tripletta di Cristiano Ronaldo e il passaggio ai quarti di Champions della Juventus, hanno fruttato ben 214 milioni di euro e un aumento del 17% delle azioni bianconere. Una chiusura col botto in Piazza Affari a Milano, dopo la notte stellare dell’Allianz Stadium. Le azioni della Juventus hanno chiuso in rialzo del 17,4% a 1,436 euro. In una sola seduta la società Juventus ha così recuperato 214 milioni di euro di capitalizzazione e il titolo si è stabilizzato sui livelli che segnava prima della partita d’andata di Champions che i bianconeri persero per 2 a 0. In mattinata il titolo – Juve era arrivato a toccare + 24%, fino al’1,58 euro per azione, prima di essere sospeso per eccesso di rialzo. Questo è quanto informano le fonti finanziarie italiane, per quanto riguarda l’incredibile balzo delle azioni della Juventus. E’ la forza di un pallone lontano ormai anni luce dal semplice gioco del calcio. Ogni gol, ogni vittoria è ammantata da iperbolici introiti scaturiti da più parti. Giusto o sbagliato il calcio professionistico (soprattutto se ad alti livelli) è diventato interesse economico che si manifesta prima all’interno dei bilanci societari, piuttosto che sul campo. L’alzata al cielo di un trofeo come la Champions League, si arricchisce di milioni di euro che entrano nelle casse societarie. Ma anche nelle varie qualificazioni che vanno dai sedicesimi, agli ottavi e poi ai quarti, alle semifinali e in finale, sono significativi di entrate di vari milioni di euro. La Juventus è uno dei principali club calcistici al mondo e può contare di un bacino potenziale di 12 milioni di tifosi. Dunque, visti gli alti introiti derivanti dagli sponsor, dalla pubblicità, dal marketing, dalle partecipazioni alle varie Coppe e dalle vittorie ottenute, ci sono stati tutti i presupposti affinché l’azienda Juventus decidesse anni fa di far parte della Borsa Italiana, mettendo a disposizione degli azionisti i vari strumenti finanziari. Un po’ come dire che c’è un’altra realtà da seguire oltre la passione, i sentimenti, le emozioni e le notti magiche che questo pallone riesce a dare. Una semplice sfera di cuoio variopinta di cromature cangianti, capace di essere al centro di ogni cosa, di rappresentare il focus politico, economico e sociale del mondo. Un’aggregazione sociale che fa smuovere ogni cosa, che s’intromette nei vari modus vivendi e operandi dei vari popoli nella loro quotidianità. Si chiama calcio, si chiama pallone, si chiama investire per avere lauti interessi economici. Ma non si chiamava anche gioco?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-juve-dopo-un-gol.jpgSiNdopo-la-remuntada-sul-campo-per-la-juve-c-e-anche-la-risalita-in-borsa-1013536.htmSi100451001,02,03030112
361013535NewsCoppeChapeau a le roi Cristiano Ronaldo20190313192059La Juve va ai quarti di finale di Champions, grazie a una prestazione straordinaria. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Stamattina la Torino bianconera si è svegliata distesa, rilassata come dopo aver sostenuto un esame. L’emozione e l’adrenalina accumulata è stata tanta, anche in virtù di una sorta di incubo che si palesava come possibile eliminazione della Juventus in Champions. E anche per quella gran parte dell’Italia juventina che dalla Val d’Aosta alla Sicilia ha gioito per la tripletta di Cristiano Ronaldo inflitta all’Atletico Madrid, c’è grande soddisfazione. Un rotondo 3 a 0 che alla vigilia della partita era soltanto sperato, immaginato, sognato, sussurrato sottovoce, quasi a non scomodare l’intervento della fortuna per dare una mano. Grazie a questo risultato eclatante che sa di vittoria epocale, la Juventus di Max Allegri passa ai quarti di finale a seguito di una partita esaltante, perfetta per intensità, furore di gioco e intelligenza tattica. Un segnale importante, questo atteggiamento della squadra bianconera, che mette in rilievo la positività di certe critiche a mister Allegri, il quale ha azzeccato la formazione giusta da mettere in campo e, soprattutto, si è ravveduto in una espressione di gioco brillante che i numerosi campioni in squadra hanno saputo mettere in pratica. E’ stato come sciogliere le briglia a puledri di razza che parevano soffrire per essere sempre frenati da paure nell’essere sempre accorti a inibire le velleità dell’avversario di turno. Esattamente com’è stato nella partita d’andata contro l’Atletico Madrid, in cui lo stesso Allegri ha ammesso: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Avevo pensato di adottare la stessa tattica e gli stessi uomini a Madrid, poi ho cambiato idea”.</b> Già, è proprio l’aver cambiato idea in corso d’opera che ha scombinato tutti i piani della squadra che si è abbassata e assoggettata all’iniziativa dell’avversario. Comunque, meglio tardi che mai! Sì, perché quando c’è il lieto fine delle cose, nonostante il pericolo scampato, si pensa di ricavarne un’esperienza da mettere a frutto per il futuro. Almeno ce lo auguriamo! Detto questo, passiamo all’analisi della gara. La Juventus si è presentata con un 4-3-3 (diventato poi 3-4-3), schierando in attacco Bernardeschi, Mandzukic, (impalpabile la sua presenza in campo, tanto da pensare a una Juve in dieci uomini) e Cristiano Ronaldo. A centrocampo Emre Can (preziosissimo il suo apporto in fase di interdizione e costruzione del gioco) Pjanic e Matuidi. Gli esterni Cancelo e Spinazzola (intensa la sua prestazione a livello tecnico e atletico) con Bonucci e Chiellini centrali, hanno formato i 4 di difesa. Il cholo Simeone ha risposto con un 4-4-1-1 con Morata punta avanzata, Griezmann alle sue spalle, Koke, Lemar, Rodrigo e Saul a centrocampo, mentre la difesa era composta da Godin, Gimenez, Arias e Juanfran. La Juve è subito partita col turbo incorporato e già al 4’ è andata in gol con Chiellini, ma l’arbitro e il Var l’hanno annullato per un fallo di Ronaldo sul portiere. Tutto ciò è il preludio ad una partita intensa e giocata intelligentemente da una Juventus che non ha mai rischiato reali pericoli dell’avversario, se non in un solo caso in cui Morata ha colpito di testa mandando però il pallone sopra la traversa. Al 27’ il continuo pressare della Juve viene premiato grazie a Cristiano Ronaldo, il quale ha insaccato di testa un ottimo cross di Bernardeschi. La Juve a questo punto crede nella remuntada e continua il suo forcing anche nella ripresa, annichilendo i cholconeros proprio come loro avevano fatto contro la Juve nella partita d’andata. Il resto della gara ci racconta un altro gol di testa di Ronaldo e poi la sua tripletta personale della serata, realizzata grazie a un calcio di rigore liberatorio per il passaggio della Juventus ai quarti di finale Champions. L’Allianz Stadium stracolmo in tutti i suoi posti, ha fatto da cornice a una festa storica, sperata, voluta, ma mai sicura nel suo epilogo a favore dei bianconeri. La Juventus ha vinto bene, divertendo i cultori del bel calcio che hanno apprezzato un Bernardeschi in grande spolvero, un Emre Can di grande qualità e uno Spinazzola che ha saputo stupire tutti, anche il suo allenatore. Ma lui, il re della Juventus, il promotore del raggiungimento di questo eclatante risultato, il leader che lo stato maggiore della Juve ha voluto fermamente, ha consegnato ciò che aveva promesso alla vigilia: la vittoria, il bel gioco e il passaggio del turno. Cristiano Ronaldo, l’indiscutibile trascinatore, il gladiatore di razza, che ai microfoni della Tv dice<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">:”E’ stata una bella vittoria, ma ancora la strada è lunga per arrivare in fondo. Giochiamo una partita alla volta e poi vedremo. Vinceremo la Coppa? In fondo la Juve mi ha preso per questo, no?”.</b> </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-cristiano-ronaldo.jpgSiNchapeau-a-le-roi-cristiano-ronaldo-1013535.htmSi100451001,02,03030232
371013534NewsCoppeJuventus, è arrivato il giorno della verità20190312174951Per Allegri,CR7 e compagni è l`ora della verità. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ da quella assurda sera del Wanda Metropolitano, che i tifosi bianconeri aspettano la notte della rivincita. Quella squadra scesa in campo non era la vera Juventus e non era neanche la lontana parente di quella che è veramente, nonostante certe manchevolezze tattiche che spesso imputiamo ad Allegri. Una notte mortificante per il popolo bianconero, il quale mise da parte persino l’immenso distacco in campionato dal Napoli, che già preannunciava la conquista dell’ottavo scudetto consecutivo per la Juventus. L’amarezza di quella partita di Champions contro l’Atletico Madrid fu troppo intensa, bruciante ed impossibile da assorbire. Per questo, fin dal giorno dopo quella incredibile sconfitta, il mondo bianconero ha vissuto con ansia la spasmodica attesa della rivincita all’Allianz Stadium. Ebbene, adesso quella notte tanto attesa sta per arrivare. A Torino, nella sua parte di fede bianconera si respira aria e voglia di partita perfetta, in cui solo la Juventus stessa, prima ancora dei Colchoneros, può essere la vera antagonista di sé. Certo, resettare completamente tutto è praticamente impossibile, tuttavia, nella notte più importante della stagione della Juventus, il popolo bianconero deve mobilitarsi e provare in qualche modo a non essere prevenuto su pensieri anti Allegri, su insoddisfazioni e idee di programmazione sulla sua probabile sostituzione e di tante innumerevoli disapprovazioni contro la società per il caro biglietti. Pensiamo che a tempo dovuto i sostenitori della Vecchia Signora d’Italia abbiano la legittimità, se lo riterranno opportuno, di scegliere il modo migliore per contestare. Ma questa notte, no! La Juventus ha bisogno del dodicesimo giocatore in campo, perché l’eventuale remuntada sugli spagnoli significherebbe l’accesso ai quarti di finali e la possibilità di arrivare fino in fondo, partecipando a quella finale tanto attesa per poterla vincere. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ stato il sogno delle notti juventine già da questa estate, proprio quando la Juventus ufficializzò l’acquisto di Cristiano Ronaldo. Già, perché lui è senza dubbio l’uomo Champions, il calciatore che ha vinto cinque volte la Coppa dalle grandi orecchie ed ha segnato 122 reti. CR7 ha scelto la Juve, ma anche la società lo ha voluto insistentemente senza badare a spese, sicura di colmare finalmente quel fastidioso gap che le ha impedito di vincere una Champions che nel tempo è persino apparsa stregata per i colori bianconeri. E’ stato come incontrarsi in un intersecarsi di situazioni che fanno capo alla convinzione di un affare comune, capace di portare benefici ad entrambi. Quindi, in questa notte di football ad alti livelli in cui si spera in un’impresa storica da parte della Juventus, la differenza la farà sicuramente il campione tanto voluto da tutto il mondo bianconero. E se è vero che nel calcio contano gli episodi e certi meccanismi di squadra che si devono incastrare perfettamente come tessere che completano un puzzle, è altresì vero che il campione fa sempre la differenza. E CR7 la fa la differenza; su questo non ci sono dubbi! <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sono sicuro al 200% che Cristiano farà Cristiano”</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dice capitan</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini.</b> Un chiaro pensiero di quello che significa avere in squadra, nello spogliatoio, in campo e nei vari allenamenti quotidiani, un leader di tale spessore tecnico e umano, capace di migliorare l’autostima di tutti i propri compagni di squadra. E in momenti come questo c’è proprio bisogno dell’unione d’intenti, c’è bisogno di vedere l’avversario con rancore sportivo, per aver creato tanti malumori dopo quell’infausta notte al Wanda Metropolitano, capace di destabilizzare l’armonia dell’ambiente juventino che comprende, oltre ai tifosi, anche gli addetti ai lavori. C’è poi la fase tattica da analizzare da parte di Allegri, che sta studiando da giorni il modo migliore per superare la squadra del Cholo Simeone. Proprio il Max livornese che ha le sue responsabilità e che si trova ormai in mezzo a un mare di contestazioni, deve dimostrare che sa di Europa e che non è vero che tende ad un calcio fatto di antiche idee, dove basta attendere sempre l’avversario per poi colpirlo nelle ripartenze. Il calcio in Europa si gioca con aggressività, forza fisica, velocità, e con uno, o massimo due tocchi, capaci anche di verticalizzare il gioco e trovarsi in area di rigore ed essere pronti al tiro in porta. Ma snaturare le caratteristiche di certi calciatori, nel fare di Allegri sembra essere la sua specialità, il suo modo di intendere un calcio fatto di tuttologi. Naturalmente è ancora tutto da dimostrare, visto che in campo europeo conta vincere e lui non ha mai vinto nulla, al contrario dei vari Guardiola, Mourinho, Zidane, la cui prossima presenza sulla panchina della Juve sembrava già cosa fatta, se non ci fosse stato l’intervento furbesco e repentino di Florentino Perez, il quale gli ha dato maggiori poteri per convincerlo a ritornare ad allenare il Real Madrid. Ma questa notte il campo parlerà chiaro e Massimiliano Allegri lo sa bene. Le chiacchiere sono già state spazzate via dall’impetuosità del vento che in questi giorni è soffiato violentemente sull’Allianz Stadium. Dunque, signor Allegri, dimostri che in campo internazionale ci sa fare. I giocatori li ha. E <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>una volta per tutte, metta pure il turbo a questa “Ferrari” bianconera che ha a sua disposizione. Altrimenti s’ingolfa……… </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNjuventus-e-arrivato-il-giorno-della-verita-1013534.htmSi100451001,02,03030242
381013523NewsCoppeChampions League, tra debacle Juve e caduta di stile di Simeone20190221163122Bruttissima partita dei bianconeri, che mettono in evidenza gli errori di Allegri.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Erano tanti mesi che il mondo juventino aspettava con ansia questo fatidico 20 febbraio 2019. Ebbene, per la Juventus quel 20 febbraio di Champions è arrivato disastroso come non mai, sciagurato come nessuno poteva prevederlo. Ma quanto tempo ci vuole ancora affinché la direzione tecnica della Vecchia Signora d’Italia si accorga coi fatti e non a parole, che c’è una sostanziale differenza tra il calcio del nostro campionato e quello della Champions? <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> ha sbagliato e purtroppo non è la prima volta in Champions, in cui il tecnico livornese sotto l’apparente sicurezza e la voglia di mitigare l’ansia delle attese, nelle conferenze stampa di vigilia dichiara di andare a giocare fuori casa (specie gli ottavi di finale in cui i gol segnati valgono doppio) per imporre il proprio gioco. E così, anche questa volta il buon Max non si è smentito ed ha dichiarato<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">:”Andremo a giocare in casa dell’Atletico Madrid per segnare almeno</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">un gol……anzi, meglio due”.</b> Già, almeno un gol e meglio se sono due. Parole, nient’altro che parole, perché se davvero volevi impostare il match per segnare un gol avresti dovuto avere più coraggio alzando il centrocampo, verticalizzare le azioni d’attacco e dare intensità a una manovra apparsa fin dall’inizio troppo flemmatica per impedire agli avversari di travolgerti con fiammate che sono tipiche della squadra del cholo Simeone. I Colchoneros hanno sovrastato in lungo e in largo la Juventus con furore agonistico, cattiveria da “belve scatenate” capaci di arrivare sempre primi sul pallone, corsa indemoniata per tutta la durata del match e continuo ringhiare senza respiro su una Juventus apparsa inaspettatamente inerme e disarmata. Così la squadra di Simeone ha vinto per 2 a 0 un match in cui ha convinto soprattutto nella condizione smagliante di forma atletica e mentale. E neanche il rigore prima assegnato dall’arbitro e poi giustamente negato dal Var, più un gol segnato di testa da Morata, prima convalidato e poi neutralizzato dal Var per evidente spinta dello spagnolo in area ai danni di Chiellini, hanno scoraggiato i Colchoneros a demordere sull’esasperata voglia di sconfiggere la temuta Juventus. Già, e la Juventus che ha fatto? Poca cosa! I bianconeri, infatti, hanno fatto due tiri in porta, uno con CR7 su punizione bomba nel primo tempo, mentre l’altro è stato scagliato da fuori area da Bernardeschi subentrato a Dybala proprio sul finire della gara, quando ormai con il risultato di 2 a 0 la frittata era già stata fatta. E allora la domanda che sorge spontanea è questa: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Perché la Juve vista negli ultimi dieci minuti, quando è stata colpita nell’orgoglio ed ormai tutto era segnato, non ha iniziato la gara con lo stesso cipiglio?</b> Evidentemente le intese tattiche volute da Allegri erano quelle di coprirsi, attendere l’avversario e fare un possesso palla che è apparso subito sterile nella sua logica di passaggi orizzontali, che hanno subito dato l’impressione di far passare il tempo e portare a casa lo 0 a 0. No Allegri, così non va! In campo internazionale non puoi avere timore dell’avversario e dell’ambiente esterno creato da stadi come il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Wanda Metropolitano di</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Madrid.</b> La spinta di tifosi così accesi bisogna metterla in preventivo e bisogna controbatterla con vigore attraverso il gioco e quella manovra capace di azzittire tutti attraverso il gol. Non si può avere la pretesa di vincere la Champions League senza dimostrare carattere, attributi e voglia arrembante di spingere con forza ogni manovra d’attacco. Non si può! Adesso, il mondo Juve aspetta il 12 marzo per riscattare una partita sbagliata sotto tutti gli aspetti. Ma anche se giochi all’Allianz Stadium con il pubblico amico e hai <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> (100 milioni di euro per acquistarlo e 30 milioni di contratto annuo moltiplicati per 4 anni) ma non utilizzi scientemente l’alta qualità tecnica della totalità della tua squadra, come puoi pretendere di ribaltare un risultato che per passare ai quarti di Champions, a questo punto prevede di realizzare 3 gol senza subirne alcuno? Vedremo! Fino alla fine!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Detto questo, ci preme anche sottolineare l’assoluta caduta di stile del cholo Simeone. Un gesto volgare, quello dell’allenatore dell’Atletico Madrid, un gesto di reiterata rozzezza che gli è consono per averlo già esibito da calciatore, dopo avere segnato un gol con la maglia della Lazio contro il Bologna. Evidentemente la classe non mente e all’occorrenza fa emergere la natura grossolana di un personaggio che non ha bene in mente la responsabilità dell’essere professionista in un mondo del calcio che dovrebbe essere anche esempio di comportamento e buona educazione, soprattutto per quei giovani che frequentano e sognano di diventare un giorno calciatori affermati. Ma non è questo ciò che si chiede a un professionista, che pur nell’esplosione adrenalinica di un gol segnato dalla propria squadra, deve dimostrare il limite nel manifestare la propria gioia. Adesso l’UEFA intervenga con multe salatissime, almeno se vuole essere coerente con il suo tanto decantato FAIR PLAY. Non è così che si mostrano gli attributi!</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Madrid Stadio Wanda Metropolitano fl0711fl0711foto-allegri.jpgSiNchampions-league-tra-debacle-juve-e-caduta-di-stile-di-simeone-1013523.htmSi100451001,02,03030220
391013496NewsCampionatiJuve Inter non è solo CR7 contro Icardi.20181206181724E` da sempre la sfida calcistica più attesa.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cristiano Ronaldo contro Maurito Icardi e Max Allegri contro Luciano Spalletti.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> Certo, sono loro i personaggi più rappresentativi delle due squadre, quelli che fanno discutere e attizzare la curiosità delle due tifoserie. Tuttavia, pur con le dovute preferenze mediatiche, dobbiamo dire che il derby d’Italia tra Juventus e Inter è molto di più per storia e antiche ruggini, che si antepongono sempre all’oggettiva analisi di ogni confronto. D’altra parte, tutti sanno che l’incontro tra queste due squadre non può essere uguale ad altre partite, proprio per quell’atavica antipatia sportiva che la storia ci racconta attraverso certi accadimenti che ormai sono largamente risaputi. Poi, neanche a farlo apposta, Beppe Marotta inaugurerà la sua posizione di nuovo amministratore Delegato dell’Inter con il chiaro intento di indispettire ancor di più la Vecchia Signora d’Italia. Insomma, si prospetta davvero un piattino colmo di polemiche che ci auguriamo siano circoscritte soltanto al senso sportivo, dando esempio di maturità culturale soprattutto sugli spalti. Detto questo veniamo alla partita che si disputerà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Allianz Stadium venerdì 7 dicembre alle 20,30. I</b> bianconeri partono con i favori del pronostico, tuttavia c’è da tenere in considerazione la ferrea voglia dei nerazzurri di venire a Torino per vendere cara la pelle. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del Derby d’Italia: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Quella con l’Inter è una partita, mentre con lo Young Boys ci giochiamo il primo posto nel girone di Champions” </b>dice l’allenatore della Juve che vuole chiarire come la partita con l’Inter si prepari da sola perché c’è grande stimolo, mentre alcuni match come quelli contro lo Young Boys hanno bisogno di un maggior lavoro sulle motivazioni. Intanto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bentancur</b> ha problemi alla schiena e se non dovesse farcela sarebbe pronto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Emre Can</b>, oppure (in base a quanto dichiarato dal tecnico bianconero) si cambierebbe modulo. Sul versante nerazzurro, invece, si avverte una grande voglia di provare a vincere la partita dell’Allianz Stadium. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Luciano Spalletti</b> suona la carica ai suoi dicendo che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Juve Inter è la partita del collaudo per la mia squadra. Infatti, da questo risultato capiremo se possiamo</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">viaggiare forte e fare risultato contro chiunque”.</b> Chiarissimo il suo concetto sul capire attraverso l’approccio della partita con la Juve, a che livello si trova la crescita del suo gruppo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nainggolan e Dalbert</b> saranno fuori per infortunio e per il resto dovrebbe scendere in campo l’Inter vista nelle ultime partite. Ma Spalletti confida molto sui tifosi nerazzurri quando dice: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Dovremo portarci in campo i nostri tifosi, perché i loro sentimenti potrebbero farci fare grandi cose. Dobbiamo crederci, tutto è possibile”.</b> Insomma, si prospetta proprio una partita di grandi valori tecnici e agonistici tra due squadre mai amiche che, tuttavia, conoscono molto bene quelli che sono i limiti dell’antipatia sportiva.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-icardi-ronaldo.jpgSiNjuve-inter-non-e-solo-cr7-contro-icardi-1013496.htmSi100451001,02,03030242
401013482NewsEditorialeLe insanabili ruggini granata contro l’altra parte del tifo cittadino.20181102184519La delicata questione legata a striscioni offensivi<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo le intercettazioni di Report, la trasmissione di giornalismo di inchiesta che va in onda su Rai3, il popolo granata ha raccolto quasi tremila firme per impedire alla dirigenza della Juventus di accedere allo stadio Grande Torino, in occasione del prossimo derby. Il motivo è dato da quegli striscioni offensivi su Superga apparsi allo Stadium durante il derby del 2014. La condanna dell’opinione pubblica fu ferma, tanto è vero che il presidente della Juventus Andrea Agnelli non tardò a scusarsi con il mondo granata. Tuttavia, il rispolverare certe immonde brutture, ha provocato una sorta di rigurgito di quell’insanabile malessere che aleggia sempre tra le due tifoserie e che va oltre il semplice tifo pallonaro. Così si è espresso il presidente Cairo: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Per cose</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">così gravi servono scuse doppie, anzi bisognerebbe pronunciarle dieci volte nei confronti di una tragedia<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>che scosse profondamente l’Italia e che anche oggi fa scendere le lacrime a tanti tifosi che ogni 4 maggio rendono omaggio a Superga e agli Invincibili”.</b> Parole chiare che sintetizzano la grave offesa fatta verso la storia del Grande Torino, che rappresenta il cuore della propria cultura calcistica. Ma, a parere nostro, il punto nevralgico della questione sta proprio nell’aver risvegliato tale gravissimo fatto di aberrante idiozia, proprio in prossimità del derby della Mole. Sia chiaro che non abbiamo nulla in contrario verso il giornalismo d’inchiesta, il quale in un Paese libero di espressione deve essere posto alla base di una sana informazione, per rendere pubblico ogni fatto di cronaca realmente accaduto. Tuttavia, ci resta il dubbio sulla tempistica di certi fatti che vengono sistematicamente rispolverati dopo molti anni, e talora anche in prossimità di eventi che possano turbare una già precaria situazione di tifo cittadino che storicamente si guarda in cagnesco. E con questo sistema in cui i toni si alzano esasperando i tifosi, si rischia seriamente di aizzare gli animi alla contestazione, piuttosto che indurli al buon senso. E allora ci chiediamo che aria potrà tirare il prossimo 15 dicembre <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>intorno allo stadio Grande Torino, in occasione del prossimo derby della Mole. Per il moderato sentire che ci è connaturato, abbiamo sempre pensato che certe offese non si cancellano con altre offese. A nostro avviso, infatti, privare la dirigenza della Juventus ad entrare in casa del Torino resta un’idea assurda e discriminante. No, così non se ne esce più! Piuttosto saremmo dell’idea di sensibilizzare le due dirigenze ad un incontro pubblico, proprio per scusarsi su questioni sulle quali bisognerebbe chiarire la responsabilità oggettiva della stessa Juventus. Ma se l’iniziativa venisse addebitata soltanto a un gruppo di facinorosi che nulla hanno a che fare con il tifo legato al mondo del calcio, allora tutto cadrebbe nel nulla. Già, ma Report ha messo in onda certe intercettazioni telefoniche che coinvolgerebbero la dirigenza bianconera. E allora si vada a fondo alla questione, fino a quando la magistratura chiarirà ogni cosa. Ma adesso non si inneschino altre scintille di violenza. Non ce n’è proprio bisogno!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-tifosi-del-torino.jpgSiNle-insanabili-ruggini-granata-contro-l-altra-parte-del-tifo-cittadino-1013482.htmSi100451001,02,03030180
411013464NewsEditorialeLa Polisportiva Garino e il suo grande salto di qualità20180923194775Nasce una nuova struttura sportiva nell`hinterland torinese.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Se lei avesse visto com’era questa struttura qualche anno, sicuramente non l’avrebbe riconosciuta come luogo di calcio giovanile”.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> A parlare è il presidente della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Polisportiva</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Garino, Pasqualino Palermo</b>. Il suo timbro di voce denota tutto l’orgoglio di avere costruito assieme al suo gruppo dirigenti, una bellissima struttura fatta di campi di calcio a 11, a 7 e a 5, con un manto erboso in erba naturale (campo a 11) e sintetica per gli altri campi. All’interno della struttura si può godere di un bar, un ristorante e una Piastra Polivalente adatta a ospitare partite di basket e pallavolo. Oggi c’è stata l’inaugurazione ufficiale del “<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Garino</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Stadium”</b> alla presenza di alcune televisioni locali e numerosi colleghi giornalisti che hanno saputo apprezzare anche il torneo indetto per l’occasione con le <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">squadre femminili del 2007 e</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">2008 di Juventus, Milan e Polisportiva Garino maschile</b>. E’ stata davvero una bella festa, soprattutto in considerazione di un evento sportivo organizzato in una nuovissima struttura capace di ospitare centinaia di genitori venuti per l’occasione anche da Milano. Gli inni ufficiali della Juventus, del Milan e della Polisportiva Garino hanno fatto da degna cornice all’entrata delle squadre. Poi è stato il calcio ad appassionare i <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>genitori, i nonni e i parenti che hanno fatto il tifo per i propri figli. Abbiamo sentito parlare persone con cadenza milanese e altri torinese, così com’è giusto che sia in un incontro di calcio che da sempre è l’emblema di aggregazione sociale. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Ma ciò che era importante raggiungere nell’ambito della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Polisportiva Garino</b>, era la promozione della propria immagine che in passato è stata troppo spesso considerata come una delle tante società di calcio di poca importanza nell’ambito dell’hinterland torinese. Ebbene, con questa nuova struttura moderna capace di ospitare il calcio giovanile in maniera consona alle più disparate esigenze legate a questo sport, la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Polisportiva Garino</b> si pone di diritto come la giusta alternativa alle strutture sportive della vicina Vinovo. Così, a partire dalla <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Prima Squadra che milita in Prima Categoria, gli Juniores, gli Allievi Fascia B 2002, Giovanissimi Fascia B 2004, gli Esordienti 2005, fino ai Pulcini, ai Primi Calci e ai Piccoli Amici 2011/’12, la Polisportiva Garino dai colori Rossoblu</b> di sgargiante presa cromatica, possono essere orgogliosi di far parte di una società attenta, scrupolosa e affidabile nelle attenzioni educative e dei fondamentali, com’è la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Polisportiva Garino</b>. Dunque, ha ragione ad essere orgoglioso il presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Palermo</b> che, tuttavia, divide intelligentemente i meriti con tutti i componenti dell’organigramma della società in parti uguali, siano essi preposti ad occupare posizioni direttive o di fattiva pratica. Così dice il presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pasqualino Palermo: “Se non fosse stato per coloro i quali sono</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">operativi e si danno da fare attraverso le braccia, probabilmente non saremmo giunti dove oggi siamo”.</b> E’ vero, ma il merito di una buona organizzazione societaria sta proprio in questo: sapere creare un ambiente sano, dove ognuno deve essere valorizzato per quello che è. E la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Polisportiva Garino</b> c’è riuscita alla grande.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Garino (To)fl0711fl0711polisportiva-garino-foto.jpgSiNla-polisportiva-garino-e-il-suo-grande-salto-di-qualita-1013464.htmSi100451001,02,03030203
421013457NewsCampionatiSeconda gara di campionato. Vincono Juve e Napoli.20180826153522Juve e Napoli già in testa alla classifica.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Juventus – Lazio = 2 a 0. Gol di Pjanic al 30’ e di Mandzukic al 75’</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Se <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> non ha segnato, non è un caso. La Juventus di Allegri è una Ferrari tirata a freno, quasi sminuita della sua grande potenzialità tecnica che non riuscire a trovare né trame di gioco, né capacità di imporsi all’avversario. La Juve vince e non convince, così com’era successo una settimana fa a Verona contro il Chievo, anche all’Allianz Stadium nella sua prima partita casalinga, la Vecchia Signora ha svolto il compitino dei sufficienti in maniera risicata. Trascinati dall’euforia generale in uno stadio sold out che non è più una notizia, la squadra di Allegri si è disposta in campo con un 4-3-3 iniziale che in realtà si è poi materializzato con un 4-4-1-1 per effetto di un Mandzukic che vera punta non è più da tanto tempo e un Bernardeschi le cui caratteristiche tecniche secondo noi, dovrebbero essere sfruttate più da mezz’ala piuttosto che da esterno. Così, a conti fatti, l’unico vero attaccante è stato CR7 il quale è apparso spesso solo. Riteniamo che questo fenomeno di giocatore debba essere supportato maggiormente dai compagni di reparto e servito a dovere. Questo non è stato a Verona e neanche a Torino. Il suo continuo scattare velocemente deve essere concepito e supportato da meccanismi perfetti che prevedono passaggi precisi e soprattutto tempestivi. E invece la Juve, soprattutto all’inizio del secondo tempo, invece di fare il proprio gioco e chiudere la partita, si è preoccupata di disporsi in maniera bassa per contenere una Lazio che con il suo 3-5-1-1, ha subito pensato di limitare i danni. Certo, ci rendiamo conto che siamo solo all’inizio e che Max Allegri stia cercando di capire come guidare questa Formula 1 che la società gli ha consegnato, tuttavia, prescindendo dallo stato atletico e fisico che a questo punto della stagione non può logicamente essere eccelso, ci lascia interdetti questa forma mentale che verte più sulla preoccupazione dell’avversario di turno, piuttosto che realizzare la consapevolezza della propria forza tecnica. Durante tutta la partita abbiamo visto molti errori, passaggi sbagliati, poco movimento senza palla (l’unico è stato CR7), mancanza di gioco sugli esterni (migliorato un po’ con l’ingresso in campo di Douglas Costa) e poi troppi lanci lunghi a saltare il centrocampo, che sono state immancabili prede dell’avversario. Insomma, Allegri deve lavorare molto su questa squadra, diminuendo magari quel tentativo di smorzare i facili entusiasmi dell’ambiente. Giusta la saggezza riguardante la scontatissima frase fatta, in base al quale contro la Juve tutte le squadre giocano la partita della vita, tuttavia, è assolutamente necessario rinforzare un’autostima che non vuole essere presunzione ma consapevolezza nei propri mezzi. Se questa Juve è stata costruita per vincere tutto, perché la squadra di Allegri con cotanto fenomeno in campo e una straordinaria panchina da vertice alto, continua a preoccuparsi dell’avversario piuttosto che dare prova di un gioco e di un’identità che non ha? Per quanto riguarda la Lazio di Simone Inzaghi abbiamo notato un’involuzione di gioco rispetto allo scorso campionato. Troppo solo è apparso Immobile in attacco e Milinkovic Savic non riesce a fare quella differenza che si richiede a un campione della sua levatura. Anche Inzaghi ha molto da lavorare, sperando che resti fuori dalle polemiche con il presidente Lotito.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Napoli – Milan 3 a 2. Gol di Bonaventura al 15’, Calabria al 49’, Zielinski al 53’ e 67’, Mertens all’80’.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Anche il Napoli di Carletto Ancelotti vince la sua seconda partita di campionato e si trova in testa alla classifica ribattendo la vittoria della Juventus. Alla vigilia questo match era stato presentato come il confronto tra il maestro (Ancelotti) e l’allievo (Gattuso), ma sul campo ci si è resi conto che sono sempre i calciatori che destinano i risultati di una partita. Andati sorprendentemente in vantaggio con Bonaventura e Calabria, i rossoneri di Gattuso si sono sciolti come neve al sole dopo il primo gol di Zielinski. Sembra quasi un delitto questa sconfitta del Milan che ha mandato in malora un inizio di partita scoppiettante a discapito di un Napoli che ha subito uno strano blackout iniziale. Ma questo Napoli ha il merito di averci creduto fino alla fine, trasportato da un pubblico che come da copione ormai consumato ha fischiato il “core ingrato” Higuain, presentatosi al San Paolo con un’altra maglia. L’argentino non ha brillato, ma ha l’attenuante di doversi ancora ambientare nel gioco di squadra voluto da ringhio Gattuso. Ma la rimonta strepitosa del Napoli sul Milan ha due verità: la forza di non demordere mai della squadra di Carletto Ancelotti e la mancanza di carattere del Milan di Gattuso che, naturalmente, è stato penalizzato dal fatto di non avere potuto giocare la prima di campionato per i noti fatti accaduti a Genova. Comunque, c’è da dire che l’emozione e il tifo trascinante del popolo partenopeo è stata la chiave del successo di un Napoli che ha alternato cose buone ad altre meno interessanti, tra difesa, centrocampo e attacco. Il Milan dal canto suo deve invece recitare un “mea culpa” grandioso che serva da lezione per i tanti impegni che verranno.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNseconda-gara-di-campionato-vincono-juve-e-napoli-1013457.htmSi100451001,02,03030155
431013455NewsCampionatiCR7, il fenomeno che rivoluziona ogni cosa.20180822175223Inebriarsi di Cristiano Ronaldo. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Da quando è arrivato a Torino, ha cambiato persino il modus vivendi degli juventini abitanti nell’antica città sabauda. E persino quel fascino discreto di nobile ex capitale d’Italia, è stato sostituito dal vociare squillante verso il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> che tutti vogliono vedere per un selfie, un autografo con dedica da apporre sulla maglia bianconera appena acquistata. Basta solo un attimo, un secondo capace di ripagare ore d’attesa sotto il sole cocente d’agosto dietro le sbarre che delimitano il passaggio dei calciatori. E’ la ronaldomania che imperversa nelle strade, nei bar, nei ritrovi, tra le bancarelle dei mercati, nelle piazze e, soprattutto, in quella zona “Continassa” diventata ormai il quartier generale della Juventus. E persino il lento fluire del Po sembra agitarsi improvvisamente nella zona sottostante la Gran Madre, proprio in quello spicchio di collina che lascia intravvedere in lontananza la villa ottocentesca riservata a lui, il CR7 che racchiude i sogni di tutti, grandi e bambini, uomini, donne e famiglie che non avranno mai l’opportunità di firmare la centomillesima parte dei ricchissimi contratti di questo ragazzo portoghese che ha fatto la sua fortuna con il pallone tra i piedi. E lui dichiara parole d’amore verso la Juventus, la città di Torino e tutti gli juventini cui vuole regalare quella Champions tanto ambita e spesso sfuggita per quell’attimo che sa di destino avverso. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“La Juventus è uno dei top team al mondo e sono molto contento di essere qui. A Torino mi sono ambientato bene e sono felice. La squadra è forte e sono sorpreso in positivo”.</b> Dette così sembrerebbero frasi fatte, quasi un canovaccio da recitare ogni qualvolta si cambi maglia, squadra, città e si deve pagare lo scotto delle apparenze che nascondono il proprio essere. Ma lui, il CR7, il Cristiano Ronaldo plurivincitore di coppe, trofei e palloni d’oro, sembra davvero sincero quando ricorda il suo bellissimo gol in Champions, segnato alla Juve in rovesciata: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”Posso solo dire che spesso sono i piccoli dettagli che fanno la differenza, diciamo che quel che ho visto mi ha facilitato. Dispiace aver segnato contro la mia attuale squadra, ma adesso appartiene al passato. Credo che quello sia stato il gol più bello della mia carriera e sono rimasto senza parole quando ho sentito gli applausi dell’Allianz Stadium. Non mi era mai successo. Naturalmente voglio vincere questo trofeo anche con la Juve. Ce la metteremo tutta, ma non deve essere un’ossessione. Importante è avanzare il più possibile in Champions League”.</b> Parole che sembrano vere e magari lo sono pure, ma siamo sicuri che se la Juve non avesse imbottito di milioni di euro questo grande campione della pelota internazionale, difficilmente sarebbe arrivato a Torino tra le fila della Vecchia Signora d’Italia. Non vogliamo certamente fare il processo alle intenzioni per sminuire un arrivo così ampiamente voluto dalla famiglia Agnelli e da tutto il mondo Juve. CR7 è un grande apportatore di interessi economici che si moltiplicano a dismisura e a beneficio di chi se ne è assicurato le sue prestazioni. Tutti parlano di lui, tutti lo sognano, tutti vorrebbero toccarlo per attingere un po’ di quella fortuna che lui ha avuto nella vita. E’ legittimo! E poi non costa nulla.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-cristiano-ronaldo.jpgSiNcr7-il-fenomeno-che-rivoluziona-ogni-cosa-1013455.htmSi100451001,02,03030161
441013452NewsCalciomercatoQuando il calcio riserva storie di destini incrociati.20180802181253Quante domande si sono fatte in questa strana operazione!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Si è concluso positivamente il maxi affare tra Milan e Juventus che ha coinvolto Higuain, Caldara e Bonucci. Una storia di destini incrociati tra società, ma anche di due calciatori e di un terzo (Caldara) che è stato coinvolto per chiudere una situazione che rischiava di trascinarsi per le lunghe. La Juve più del Milan aveva bisogno di chiudere la trattativa per sistemare un Higuain, il cui contratto oneroso dopo l’arrivo di Ronaldo pesava in maniera eccessiva sui bilanci della stessa Juventus. Attenta a non creare una minusvalenza, la società della Continassa non è riuscita a non fare entrare nella trattativa Caldara, il giovane difensore dell’Atalanta che ha avuto appena il tempo di fare qualche allenamento in casa Juventus. Intanto, l’arrivo di Bonucci a Torino è stato accolto con molta freddezza. Pochi, sparuti tifosi si sono visti all’aeroporto di Caselle, manifestando un chiaro segnale d’insofferenza per il suo ritorno in casa bianconera. Infatti, ancora adesso c’è chi non capisce il significato di un ritorno quasi ossessivo, che si è manifestato nella volontà del difensore e della stessa società del presidente Andrea Agnelli. Troppi dissidi tra Allegri e Bonucci avevano consigliato le parti a lasciarsi più o meno di comune accordo, seguendo ognuno la propria strada. Molte sono state le polemiche durante l’incontro della scorsa stagione tra Juve e Milan all’Allianz Stadium, in cui Bonucci dopo avere segnato un gol alla sua ex squadra ha esultato in maniera ritenuta eccessiva. E si sa che i tifosi di ogni squadra non sono mai propensi a perdonare certi atteggiamenti ritenuti eccessivi, anche nel momento più adrenalinico di un gol fatto contro l’ex squadra. Ma queste sono storie di tifoserie le cui manifestazioni eccessive sono spesso legate a momenti idealizzati piuttosto che razionalizzati. Certo, prima o poi si chiarirà tutto questo ritorno di fiamma tra Leonardo Bonucci, la Juventus e Allegri, anche se intanto rode forse anche più del suo ritorno, la cessione di un giocatore elegante, giovane, tecnicamente bravo come Caldara, che avrebbe potuto segnare un importante percorso di crescita definitiva nella Juve, anche in considerazione della cessione di Rugani. Insomma, la Juve ci ha insegnato storicamente a non sbagliare mai (o quasi mai) le sue scelte, ma questa volta ci appare davvero difficile capire questa scelta impopolare. Certo, il Milan voleva Higuain e la Juve aveva bisogno di disfarsene per ovvi motivi economici, ma perché si è insistito a definire questa operazione con il Milan e non con il Chelsea? E perché si è acconsentito a Leonardo, di essere inamovibile sull’inserimento di Caldara in quest’operazione? Forse tutto è nato dalla strana voglia di Bonucci che d’accordo con la Juve ha voluto riappacificarsi in un ritorno inaspettato? C’è qualcosa di strano in tutta questa storia, qualcosa che non convince appieno e che probabilmente verrà a galla strada facendo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711bonucci-legg.jpgSiNquando-il-calcio-riserva-storie-di-destini-incrociati-1013452.htmSi100451001,02,03030382
451013448NewsCalciomercatoGaleotta fu quella rovesciata all’Allianz Stadium.20180712141111Tra sentimenti e interessi economici.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ripercorrendo le varie fasi del trasferimento di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> alla Juventus, ci sono diverse tessere che il destino ha voluto fare intersecare tra loro per completare il puzzle dell’affare del secolo. Prima di tutto ci viene in mente quella bellissima rovesciata che CR7 fece in occasione della partita d’andata di Champions contro il Real Madrid. Stupore, disarmo e riconoscimento della grandezza del campione, furono i sentimenti manifestati dal popolo juventino cui attribuì un lunghissimo applauso a scena aperta. Era come avere ingoiato qualcosa di dolce amaro capace di inchinarsi alla bellezza balistica di un gesto tecnico che resta la prerogativa appartenente a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> e pochissimi altri. Anche <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Sciglio,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Buffon</b>, in quell’occasione alzarono gli occhi e le braccia al cielo in segno di anticipata resa, nell’eloquente pensiero che contro la grandezza di un simile campione nulla sarebbe stato possibile. Certo, ci sono cose che non si possono affermare in un mondo del calcio che strapaga il professionismo, tuttavia, resta pur sempre quel linguaggio del corpo che trasmette ogni cosa e che lascia traccia indelebile del proprio pensiero. E in quell’occasione abbiamo avuto modo di capire come al disarmo dei difensori della Juventus, si siano contrapposti i gesti di gratitudine da parte di tutto lo stadio gremito di tifosi bianconeri per lo spettacolo offerto da CR7. E lui, il campione che ha vinto più palloni d’oro al mondo, con le mani giunte ha ringraziato di cuore la gente di avversa passione calcistica che ha saputo apprezzare il suo gesto tecnico. Ecco, pensiamo proprio che quell’episodio sia rimasto nella mente e nel cuore di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo,</b> il quale a parte la ratio che lega freddamente gli alti interessi economici e finanziari all’atleta, ci sia stato questo episodio che ha fatto propendere la scelta della Juve piuttosto che altre squadre. D’altra parte se pensiamo che lui, il quale è un’azienda vivente che non ha certo bisogno di aspettare il miglior offerente per accasarsi, ha voluto la Juve - ci sarà pure un motivo. Così, cavalcando l’onda della scelta professionale di CR7, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Agnelli </b>e il suo staff si sono subito attivati per chiudere immediatamente l’affare del secolo. Per la Juve, per il campionato italiano, per gli appassionati del calcio spettacolo e per coloro i quali riescono ancora a mettere da parte per un attimo la propria fede calcistica non juventina per la curiosità di gustare le giocate di questo grande campione di calcio, siamo convinti che il suo arrivo in Italia apporterà sicuramente quel valore aggiunto che ormai mancava da troppo tempo. Ma sappiamo pure che questo tanto osannato campione di nome <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b>, è anche antipatico a molti. Per il suo atteggiamento in campo? Per la sua grandezza di superare l’avversario e creare sublimi gesti tecnici con facilità? O forse per l’antipatia di chi vince sempre e non lascia niente a nessuno? Chissà! Una cosa è certa, nello spirito di questo campione c’é tanta professionalità, serietà e consapevolezza di condurre una vita sportiva sana che gli dà integrità fisica e mentale. Infatti, anche se la sua carta d’identità parla di un calciatore di 33 anni, sono garantiti i suoi ottimi muscoli, la forza fisica e la voglia di prepararsi sempre con desiderio di far bene (ricordiamo che Cristiano Ronaldo si allena tre volte al giorno). Dunque, ci troviamo di fronte a un campione con la C maiuscola che ha scelto la Juventus e il campionato italiano non per chiudere mestamente la sua carriera, ma per dare ancora il massimo di una professione da leggenda. In questo modo CR7 intende ringraziare i tifosi juventini, i quali dopo quella fatidica e imprendibile rovesciata <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Allianz Stadium,</b> gli tributarono un caloroso applauso. Chapeau CR7! Tutti in piedi!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Totinofl0711fl0711cristiano-ronaldo-real-madrid.jpgSiNgaleotta-fu-quella-rovesciata-all-allianz-stadium-1013448.htmSi100451001,02,03030359
461013431NewsEditorialeIl romanzo dello Stadium, catino di tante emozioni20180520143224Allianz Stadium, luogo di un calcio che è metafora di vita...<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Pensiamo che da quando è stato costruito, lo Stadium della Juventus abbia raggiunto la sua punta massima di emozioni proprio il 19 maggio 2018, giorno delle celebrazioni per la conquista del 7° scudetto consecutivo, che si è contrapposto al commiato di Buffon dalla sua gente. Anche il cielo ci si è messo questo sabato pomeriggio, a inondare di lacrime di pioggia i volti delle persone che sapevano di gioia ma anche di tristezza. E allora stentavi di capire quale emozione fosse più forte, talmente non avevi tempo di considerare il momento della premiazione come fatto di orgoglio juventino, che già alla visione del numero 1 bianconero che si stringeva in lacrime ai suoi tifosi, era capace di immalinconirti facendo sgorgare dagli occhi quelle lacrime che sanno di addio. Sì, perché tutto ciò che finisce ha sempre l’amaro gusto di un momento che è già il ricordo del passato recente che è ancora vivo dentro te, e quasi non hai voglia di essere distratto da quei momenti di euforia che nascono spontanei a seguito della conquista di uno scudetto che, a detta di tanti juventini, è tra i più belli della storia della Juventus. E così, in quello <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Stadium stracolmo fino all’inverosimile, la testa dei tifosi si è rivolta principalmente al suo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b>. Troppo grande la voglia di abbracciarlo fisicamente per ringraziarlo dopo 17 anni di onorata carriera dedicata alla Vecchia Signora d’Italia. E il numero 1 non si è mai tirato indietro, non si è mai risparmiato nell’abbracciare uno per uno quel bagno di folla che lo ha stretto a sé, baciato, abbracciato, quasi stritolato di affetto, approfittando della grande disponibilità e dell’immenso cuore di quel Gigi, portiere campione, capitano carismatico e insostituibile uomo spogliatoio. Un film di 17 anni che scorreva nella mente dei tifosi juventini presenti allo Stadium, distraendoli per lunghi attimi dalla gioia dei festeggiamenti dello scudetto conquistato. Non è stata solo una Standing Ovation qualsiasi che sa di sola gratitudine, ma è stato il desiderio del popolo bianconero che ha voluto tributare al suo portiere qualcosa di diverso, di più forte, sincero, passionale e meno forzatamente celebrativo. Emozioni incredibili che ti lasciano senza fiato e che sono capaci di farti perdere il filo conduttore della tua presenza in quel luogo chiamato Stadium, che per tanti tifosi della Juve è ormai diventata la seconda casa. Un palcoscenico in cui ti senti protagonista assieme ai calciatori. E’ davvero un mistero questo stadio della Juventus, così capace di momenti palpitanti che ti trascinano verso una voglia di calcio che si contrappone al desidero di vivere un paio d’ore assieme ai tuoi idoli che vedi da vicino, che quasi puoi toccare e sentirne i palpiti che si tramutano in sentimenti che sanno di sport ma anche di vita. Quel 19 maggio 2018, dunque, sarà una data da ricordare non solo perché la Juventus ha scritto una pagina indelebile nel suo già ricco albo prestigioso di vittorie, ma anche perché abbiamo visto donne, uomini, vecchi e bambini che hanno pianto per l’addio di un campione immenso che si chiama: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">GIANLUIGI BUFFON.</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711l'addio-dei-tifosi-a-buffon.jpgSiNil-romanzo-dello-stadium-catino-di-tante-emozioni-1013431.htmSi100451001,02,03030202
471013429NewsCampionatiBuffon, addio alla Juve ma non al calcio giocato20180517164652Un saluto colmo di riconoscenza.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>17 come gli anni che è rimasto alla Juventus. 17 come il giorno in cui ha annunciato ufficialmente il suo addio alla Vecchia Signora. Davvero strana coincidenza del destino. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b> si è presentato alla conferenza stampa per il suo commiato, nella sala dell’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allianz</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Stadium </b>assieme al Presidente<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> Andrea Agnelli.</b> Non smetterà con il calcio, ma ha detto che sta vagliando alcune proposte interessanti e che deciderà il da farsi durante la prossima settimana. Elegante, sicuro come sempre e con una emozione per nulla nascosta davanti al gran numero di giornalisti accorsi per l’occasione, il numero uno bianconero ha messo in evidenza il suo spessore umano, che si percepisce sempre da certi concetti sviluppati con l’intelligenza che si manifesta attraverso l’umiltà d’animo. Sabato prossimo nell’ultima partita di campionato contro il Verona, non ci sarà solo la festa dello scudetto ma sarà anche il giorno dell’addio ai tifosi bianconeri. Una giornata dal sapore dolce amaro che si interseca ai ricordi di un campione di alti valori umani e sportivi, il cui merito è quello di avere incarnato il significato profondo del vero capitano. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Per me è una giornata particolare, ricca di emozioni, ma ci arrivo con tanta serenità, felicità e appagamento. Sentimenti che sono figli di un percorso straordinario e bellissimo, che ho avuto la fortuna di condividere con tante persone che mi hanno voluto bene. Per questo bene ho lottato e cercato di fare del mio meglio”.</b> Parole chiare di un personaggio che vive di sentimenti capaci di sfociare in emozioni empaticamente condivise da tantissime persone. E’ il destino dei personaggi come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b> che emanano il senso del rispetto per i compagni ma anche per l’avversario di turno. Tutti noi abbiamo ancora negli occhi le sue parate e anche gli abbracci e i baci che Gigi elargisce sempre ad inizio e fine partita. Comunque sia stato il risultato, sempre lì a complimentarsi con l’avversario, ad abbracciarlo e rincuorarlo se ha perso. Una signorilità innata che è prerogativa di pochi campioni al mondo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b> nonostante i suoi 40 anni e i suoi trascorsi da numero uno al mondo, è rimasto sostanzialmente un ragazzo semplice, educato, rispettoso dei suoi tifosi, dei media e di coloro i quali incontra nel suo percorso di calciatore e di uomo. Ma non ha ancora voglia di smettere di giocare a calcio ad alti livelli: l’ha detto a chiari lettere. Non ha specificato dove andrà a giocare, sicuramente, ha detto, continuerà in un campionato di alto prestigio. Questo ci fa dedurre che l’ormai ex capitano della Juventus si accaserà sicuramente in una grande squadra che lotta per la Champions. Le richieste, (così ha detto), sono interessanti e le sta valutando con attenzione. Ma la Juve se l’è cucita addosso e quando smetterà la carriera, se la Vecchia Signora lo vorrà ancora nell’ambito della società, sarà ben lieto di ritornare a far parte di quella che lui ritiene una famiglia. A questo proposito <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Agnelli</b> ha aggiunto che se Gigi vorrà, troverà aperte le porte di casa Juventus magari in un posto dirigenziale: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Qualsiasi ruolo nell’azienda Juventus</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">passa da un’attenta formazione”</b> – dice il presidente – <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“questo è quello che gli ho</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">prospettato”.</b> E intanto gli occhi di Gigi si fanno sempre più lucidi di commozione per tutti questi motivi di grande ammirazione. Poi tocca l’argomento della Nazionale e dell’interessamento della Figc o Fifa: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sentire di certi interessamenti mi inorgoglisce, ma devo essere pronto a farlo nel migliore dei modi perché sento forte il senso di responsabilità”.</b> E la Nazionale? <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non vestirò la maglia azzurra nella sfida con l’Olanda. L’Italia ha giovani interessanti nel mio ruolo ed è giusto che facciano le loro esperienze”.</b> Infine si è toccato l’argomento del post gara di Madrid e la possibile squalifica: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Penso che sia anche giusta, non per quanto fatto in campo, visto che ancora oggi non ho capito l’espulsione, ma per ciò che ho esternato fuori. Ho trasceso e sono molto dispiaciuto”.</b> Dunque, non resta che girare l’ultima pagina dei 17 anni vissuti da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b> alla Juve. Sarà sabato prossimo nel suo stadio, tra la sua gente, tra i suoi compagni di squadra che festeggeranno assieme a lui il 7mo scudetto consecutivo in un forte abbraccio dai tanti significati. Dall’innamoramento all’amore per una Juve che 17 anni fa l’ha preso come talento straordinario, l’ha formato come uomo e oggi si separa dopo averlo consacrato campione vero. E’ la vita che ci insegna che nulla è per sempre e che a un certo punto dirsi addio può voler significare un atto di amore ancor più profondo. Questo è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b>, un pallone da agguantare, grande esplosività tra i pali, tanto coraggio e soprattutto esemplare comportamento in campo e fuori. Lui, la storia della sua Juventus l’ha scritta in buona parte.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-gigi-buffon.jpgSiNbuffon-addio-alla-juve-ma-non-al-calcio-giocato-1013429.htmSi100451001,02,03030234
481013413NewsCampionatiLa Juve che ti aspetti20180419194936La Vecchia Signora delude a Crotone<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Non è più una novità. Quando la Juventus va in provincia soffre maledettamente più che giocare in casa delle più titolate squadre del nostro campionato. E’ successo a Ferrara contro la Spal ed è successo a Crotone. Un film che continuiamo a vedere come fosse ormai qualcosa che t’aspetti. E l’aveva detto anche Marotta in una intervista televisiva poco prima dell’inizio del match in terra calabra: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Per noi questa partita sarà ancora più difficile di quella contro il</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Napoli”.</b> Evidentemente l’amministratore delegato della Juventus conosce già queste situazioni che Allegri, assieme alla squadra, non ha ancora saputo risolvere. Nei campi di provincia si suda, si corre maledettamente e si aggredisce con il pensiero fisso che non si ha nulla da perdere, ma tutto da guadagnare. E così nasce sempre la partita della vita, naturalmente per gli avversari della Juve. E persino <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simy, </b>il corpulento attaccante di colore del Crotone, ha vissuto la sua giornata di gloria da incorniciare per aver pareggiato i conti con la Juventus, grazie a una clamorosa rovesciata che amaramente ha ricordato quella di Cristiano Ronaldo. Ma non c’è nulla da fare, la Vecchia Signora in questi campi soffre sempre, non perché è stanca o vittima di ansia da prima in classifica, ma più semplicemente perché pecca di presunzione complicandosi il prossimo futuro. E’ una questione di testa, di approccio a queste gare caratterizzate da scarsa tecnica e grande forza fisica e atletica. L’unico a salvarsi dal naufragio calabro è stato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa</b>, il quale con il suo solito cross chirurgico ha colto la testa di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b> che ha portato in vantaggio i bianconeri. Ma il sonnecchiare della Juventus è continuato anche dopo essere andata in vantaggio, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> dalla panchina gesticola, inveisce, dà pugni alla lamiera della panchina, calci alle bottigliette d’acqua, ma la Juve sembra in ipnosi. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sturaro</b> corre a vuoto, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> delude ancora una volta e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> in novanta minuti e oltre di partita, sferra un solo tiro in porta che è degno di nota. In campo c’è molta confusione e tantissimi passaggi sbagliati. La Juve è proprio brutta da vedere. E così, gioco forza, la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zenga</b> sale in cattedra, spinta dal calore del suo pubblico che è complice anche del pareggio spettacolare di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Simy</b>. Sì, l’abbiamo scritto più volte; questa Juve è cinica, quasi mai bella, ma punta sempre all’essenziale. E’ vero! Tuttavia, tutto ciò non preclude certi atteggiamenti che lasciano pensare ai problemi di una squadra che si nascondono proprio dietro al suo zoccolo duro. Troppe volte in questi campi di provincia abbiamo notato la difficoltà di sapere reagire con veemenza alla furia dell’avversario, proprio con i suoi giocatori più rappresentativi e con un Allegri che pur mettendo sempre tutti in guardia alla vigilia di certi incontri, anch’egli evidentemente ha le sue buone colpe perché non è in grado di mettere in campo una squadra che abbia maggiori motivazioni. Adesso, all’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allianz Stadium </b>arriva il Napoli di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri,</b> in una partita che molto probabilmente deciderà lo scudetto. Ci saranno le giuste motivazioni per la Juventus?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juve-che-ti-aspetti-1013413.htmSi100451001,02,03030204
491013412NewsCampionatiJuventus - Official Fan Club Santa Lucia del Mela “Gaetano Scirea”20180419183717Un club bianconero molto attivo in Sicilia<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tra i tanti club della Juventus sparsi in tutta Italia, il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fan Club Doc di Santa Lucia del Mela</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">in provincia di Messina</b>, rappresenta uno dei più importanti punti nevralgici del tifo bianconero in Sicilia. Intitolato originariamente a Roberto Bettega, nel 1990 è diventato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Gaetano Scirea”.</b> Il motivo è scaturito dal rispetto che questo Club di Sicilia, ha voluto riservare a uno dei più significativi campioni della storia della Juventus. Così si legge sul sito a caratteri luminosi: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Grazie Gaetano, giocherai sempre con noi”</b>. Il presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benedetto Merulla </b>è ben supportato da un direttivo efficiente nell’organizzare trasferte in Italia e in Europa, per seguire una Juventus che resta la loro unica passione sportiva. Oltre 1005 soci rappresentano il vanto di questo angolo di Sicilia juventina, che sa organizzare serate con ex campioni bianconeri, dirigenti e personaggi del mondo Juve. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Santa Lucia del Mela presente”</b>così leggiamo spesso nelle varie immagini televisive che ritraggono la curva bianconera all’Allianz Stadium, un chiaro orgoglio di chi non teme mai i disagi per le lunghe trasferte. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“La Juve merita questo e altro”,</b> dicono con acceso entusiasmo. Proprio come quelli che nascono con quel virus che nessuno mai potrà debellare. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-club-juventus-santa-lucia-del-mela.jpgSiNjuventus-official-fan-club-santa-lucia-del-mela-gaetano-scirea-1013412.htmSi100451001,02,03030206
501013411NewsCampionatiIl Napoli e la bellezza del suo gioco.20180419180776Alla vigilia del match clou tra la Juventus e il Napoli, poniamo in analisi il gioco della squadra di Maurizio Sarri.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>L’analisi</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Da quando Maurizio Sarri è approdato sulla panchina del Napoli, non abbiamo fatto altro che ammirare la piacevolezza delle sue trame di gioco che sembrano sempre fluide e oleate da un meccanismo perfetto. Una sorta di calcio che si addice maggiormente agli esteti di questo sport, ma che forse tende troppo a specchiarsi, a compiacersi del proprio narcisismo, perdendo per strada quel pragmatismo necessario per vincere le partite senza tanti fronzoli. Il dualismo che si è creato nel campionato italiano tra Napoli e Juventus, parla di due realtà opposte per tradizione e cultura calcistica. Prima la Juve e poi il Napoli che segue a quattro lunghezze, hanno reso interessante un campionato diviso tra fautori del calcio pragmatico, cinico ed essenziale, che dà poco spazio allo spettacolo, contro il calcio fatto di ritmo, palleggio, dinamismo e triangolazioni perfette che divertono. Questo è il Napoli di Sarri, impostato con quel 4-3-3 che si prefigge sempre di tenere il pallone il più possibile nella metà campo avversaria, per avere sempre il possesso palla. Sembra quasi maniacale questo modo di giocare a memoria del Napoli, il quale sotto il profilo estetico sembra una macchina perfetta per divertirsi e divertire il pubblico ma, come dicevamo pocanzi, pecca di essenzialità. Con i due centrali di difesa <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Albiol </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Koulibaly,</b> il Napoli si schiera sempre molto alto anche con i due esterni <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mario Rui</b> (<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ghoulam</b> è infortunato) e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hysaj.</b> A centrocampo, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allam</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hamsik</b> si sganciano a turno con meccanismi perfetti, nella consapevolezza che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Jorginho,</b> preposto nello schema di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri</b> come regista ideale, copra in qualche occasione le ripartenze avversarie. Poi, il trio delle meraviglie <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Callejon, Mertens e Insigne</b>, rappresentano l’inventiva di un attacco che resta uno dei più prolifici della Serie A. E non poteva essere diverso questo dato statistico, visto che il senso tattico voluto da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri</b> è tipicamente offensivo, con l’insistenza di un possesso palla che per il Napoli ha il significato di ogni cosa. Dunque, pensiamo davvero che il match clou di domenica sera <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Allianz Stadium</b> tra la Juventus e il Napoli, rappresenti il momento decisivo per lo scudetto. Vedremo due realtà calcistiche a confronto; da una parte c’è la Juve che è abituata a vincere restando sempre ad alti livelli, mentre dall’altra parte c’è quel Napoli di Sarri che assieme ai suoi tifosi sogna uno scudetto che ormai da troppi anni manca alla città partenopea. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-sarri.jpgSiNil-napoli-e-la-bellezza-del-suo-gioco-1013411.htmSi100451001,02,03030194
511013407NewsCoppeQuell’impresa sfiorata per poco20180413173652L`analisi sulla partita dei quarti di Champions, Real Madrid - Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>A chi si chiede perché! A chi non ha dormito tutta la notte per quell’ingiustizia subita! A chi si mangia ancora le mani per avere visto i bianconeri arrivare a un passo dalla storia! A chi pensa che sarebbe stato meglio che la Juventus fosse uscita dalla Champions in un altro modo, oggi, con la mente meno sottoposta ad alta adrenalina, diciamo che questa bruciante eliminazione si può tradurre in un altro modo. In fondo quell’arbitro Oliver che ha concesso un rigore assai dubbio al 93mo scatenando le ire di Buffon, dei suoi compagni di squadra e di tutto il mondo innamorato della Vecchia Signora d’Italia, può avere un altro significato. Dopo avere assistito attentamente alle partite di andata e ritorno, pensiamo che la Juve si sia giocata banalmente l’accesso alle semifinali, grazie a quella sua abulica partita d’andata (non) giocata a Torino contro il Real Madrid. Sì, perché se la squadra di Allegri avesse interpretato quell’incontro con soltanto la metà della concentrazione mentale espressa in campo al Bernabeu, ebbene, siamo convinti che l’episodio del rigore e tutte le inevitabili polemiche che ci sono state a fine partita, non sarebbero successe. E’ vero che nella partita d’andata la Juve può recriminare un rigore non dato a Cuadrado all’ultimo minuto, tuttavia, abbiamo ancora negli occhi quell’atteggiamento disarmato e disarmante che la squadra di Allegri ha messo in campo in quella occasione. Come se tutto fosse ancora retaggio reverenziale di quella maledetta sconfitta di Cardiff in cui la Juventus fermò tutto il suo grandioso essere, in un secondo tempo di inspiegabile metamorfosi. Una sorta di blocco mentale che l’ha condizionata ancora a Torino, proprio nel suo Stadium che splende sempre per nutrita presenza di tifosi che arrivano in massa da tutta Italia e anche dall’estero. E neanche il popolo bianconero inteso come dodicesimo giocatore in campo, è valso a destare, a spronare, a sollecitare l’orgoglio di una nobile Signora apparsa troppo timida, paurosa e che ha sbagliato di tutto e di più. Ed è stato quindi inevitabile che il cinismo di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> e compagni che hanno approfittato della situazione psicologica a loro vantaggio, si tramutasse in un regalo davvero inaspettato. A quel punto la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zidane</b> ha affondato i colpi, passeggiando letteralmente sul corpo di una Juve che ha fatto harakiri.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ successo a Cardiff ed è successo a Torino. Stesso film, stessa mancanza di riparare gli errori commessi. Ma quante volte <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli, Chiellini</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Sciglio</b> devono rimproverarsi i danni fatti in tutta la partita contro un Real Madrid, che si è subito sentito superiore e agevolato nell’autostima rafforzatagli dagli avversari? Aveva proprio bisogno questo Real di avere dei vantaggi, visto che è già forte di suo? E così è venuto il primo gol di CR7 e poi la seconda rete da cineteca, mentre l’incredulo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli</b> alzava le braccia al cielo invece di marcare l’avversario e entrare come un motocarro spinto da grinta e senza freni inibitori. Bastava più attenzione, più concentrazione mentale che non c’è mai stata. Poi, la terza rete di Marcelo è stata la saga della delusione, dello scoramento, anzi dello sbracamento di chi disarma con il pensiero di chi ha davanti una squadra di marziani. Già, gli stessi “marziani” che quella stessa Juventus ha poi incontrato una settimana dopo al Bernabeu con un altro spirito, con un altro cipiglio capace di far sbarrare gli occhi increduli di tutti quei juventini che speravano ma che non osavano credere per scaramanzia. E allora qual è la vera Juve che ha sfiorato l’epica impresa contro questo Real Madrid che giocherà la sua semifinale con il Bayern Monaco? E’ la Juventus che ha capito come si giocano certe partite in Europa! E’ la Juventus che ha compreso che in Champions si gioca in modo diverso che nel campionato italiano! E’ la Juventus che oggi recrimina quell’ingiustizia subita, ma che ha capito che in fondo è tutta colpa sua, prima che quella dell’arbitro Oliver, dell’assistente di linea e di una serata che ha scatenato anche gli animi più nobili di un Buffon e di una società che vanta da sempre il suo impeccabile stile. Poi si può parlare di designatori e di ingiustizie italiche nel mondo del calcio europeo. Ma se prima non fai autoanalisi, se prima non cerchi di fare la partita perfetta come hai saputo fare al Bernabeu, non puoi sempre pensare che la colpa sia solo degli altri. Gli errori e le ingiustizie fanno parte del calcio, ma se tu li previeni al momento giusto con la grinta, l’orgoglio, il gioco e la determinazione, forse, come abbiamo detto, un po’ di colpa è anche tua: Juventus!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Madrid Stadio Bernabeufl0711fl0711foto-real-madrid---juventus.jpgSiNquell-impresa-sfiorata-per-poco-1013407.htmSi100451001,02,03030192
521013400NewsCoppeSì, Real Madrid più forte. Ma che Juve pasticciona e disarmata!20180404165017Brutto arresto di Champions per la Juve di Allegri.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Chissà cosa avrà pensato il buon <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Giampiero Boniperti</b> dopo avere assistito alla partita di Champions che vedeva la sua Juventus a confronto con il Real Madrid. Uno 0 - 3 a favore dei madridisti che sa di qualcosa di disarmante e che contrasta completamente il significato emblematico di una Juve che pensa sempre in grande per arrivare a quella vittoria che in fondo è l’unica cosa che conta. Possiamo definirla chiaramente una serataccia, quella dei bianconeri di Champions contro CR7 and company. Che il Real Madrid sia più forte della squadra di Allegri non ci sono dubbi, tuttavia, l’analisi attenta della gara ci ha dato alcuni spunti di riflessione che vanno oltre il banale pensiero di avere incontrato degli extraterrestri. E’ vero, il gap tra le due squadre è apparso notevole soprattutto per la presenza di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> che è assieme a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Messi </b>il miglior giocatore al mondo in attività. Detto questo, possiamo affermare con tutta franchezza che lo sbracamento totale e i marchiani errori della Vecchia Signora, hanno reso ancor più forte la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zinedine Zidane</b>. Troppi errori sono stati commessi dalla squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> che resta in parte colpevole di avere scelto una retroguardia con esperienza, ma troppo disattenta. In buona sostanza, dopo avere ammirato il bellissimo gol da cineteca di Ronaldo, ci viene il dubbio che anche il rotondo risultato che ha azzittito il pubblico <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dell’Allianz Stadium</b> il quale è stato poi capace di una sportivissima standing ovation a beneficio di CR7, sia il frutto di confusione difensiva e di imperdonabile leggerezza. Sul primo gol di Ronaldo, infatti, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli </b>ha lasciato troppo spazio all’attaccante, il quale in maniera furbesca ha anticipato tutta la difesa juventina e ha insaccato nei primi minuti della partita. Sul secondo gol, poi, abbiamo ancora negli occhi il marchiano errore difensivo di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini,</b> il quale ha messo in difficoltà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Buffon</b> che ci ha messo prima una pezza, e poi nulla ha potuto davanti alla stupenda rovesciata di Ronaldo. Risultato? Abbiamo visto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Sciglio</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli</b> colpevoli di avere guardato il fuoriclasse dei blancos, senza neppure tentare di marcarlo stretto. Poi, sul terzo gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marcelo,</b> abbiamo rivisto la confusione da sbracamento difensivo, in cui la Juve dopo essere rimasta in dieci per l’espulsione da doppia ammonizione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala,</b> ha praticamente mollato ogni tentativo di orgoglio pallonaro. Resta dunque troppo banale affermare la schiacciante evidenza della superiorità del Real Madrid al cospetto della Juventus, decantando le oggettive meraviglie tecniche e tattiche della squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zidane.</b> Sembra quasi un rifugio psicologico, un alibi imperdibile che ti mette a posto con la coscienza per avere affrontato una squadra più forte di te, contro la quale nulla è stato possibile. Noi non siamo convinti di questo, perché la Juve non ha saputo combattere e si è inchinata troppo presto alla superiorità dell’avversario. D’altra parte, se hai la presunzione di tentare di misurarti ad alti livelli per vincere una Champions che è diventata ormai una chimera, devi in qualche modo salvare l’immagine di squadra consapevole dei propri mezzi, ma che ha anche carica di amor proprio nel sapere affrontare squadre che ti sono oggettivamente superiori. Ebbene, la Juventus non l’ha fatto; disarmata com’è stata dai suoi stessi errori di squadra incapace di reagire. Non vogliamo parlare dei singoli, anche se abbiamo già espresso il nostro parere sulla difesa. Sì, perché a perdere la faccia è stata tutta la squadra, allenatore compreso. Adesso,chiusa questa pagina infausta della storia della Juventus, c’è la partita di ritorno al <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Santiago Bernabeu</b>. Saprà la<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vecchia Signora d’Italia</b> salvaguardare la propria dignità davanti al mondo delle stelle del pallone mondiale? E pur nella consapevolezza che per la Juventus la strada della Champions 2018 sia finita malamente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Allianz Stadium</b>, crediamo che da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> e compagni sia doveroso uscire a testa alta dal catino del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Santiago Bernabeu</b>.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>La Juve non può dimenticare chi è. Inchinarsi arrendevolmente come ha fatto allo Stadium, non le si addice. Anche se l’Europa e la Champions rappresentano per lei un’eterna e amara storia.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-ronaldo.jpgSiNsi-real-madrid-pio-forte-ma-che-juve-pasticciona-e-disarmata-1013400.htmSi100451001,02,03030193
531013398NewsCampionatiIl Milan e la sua metamorfosi 20180328170833I rossoneri in splendida forma, andranno ad affrontare la Juventus all`Allianz Stadium. Un match che si profila interessante.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Senza tanti fronzoli e con la logica di un calcio semplice dove ogni contrasto si misura con la forza fisica, il sudore e la voglia di sacrificarsi per il bene della squadra, il Milan di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Rino Gattuso</b> è la vera rivelazione del 2018. Il Milan fin dall’inizio di campionato, con una campagna acquisti fatta a suon di milioni di euro, era considerata da tutti la squadra che si sarebbe classificata in zona Champions, dando filo da torcere a Juventus e Napoli. Ma, sotto la guida di Montella, il Milan ha dato dimostrazione di disorganizzazione di gioco con l’alibi di avere costruito una squadra di campioni, i quali avrebbero avuto bisogno di tempo per integrarsi tra loro. E così, più d’una volta, ci si è chiesto se davvero la squadra rossonera fosse costituita da campioni. Ma con l’avvento di ringhio Gattuso, i rossoneri hanno acquisito grinta, determinazione, concentrazione, compattezza di gruppo, pur producendo un calcio semplice. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Calma, non</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">abbiamo ancora fatto nulla”</b> dice Gattuso buttando acqua sul fuoco dei facili entusiasmi. Ma i numeri parlano chiaro e dicono di un Milan in corsa per un posto Champions, nonostante l’affannoso recupero dovuto a un inizio di campionato disastroso. E poi con Gattuso, il diavolo rossonero ha pure conquistato il diritto alla finale di Coppa Italia contro la Juventus. Certo, in tutta questa positività, nel mondo Milan pesa l’eliminazione dall’Europa League ad opera dell’Arsenal, che ha saputo approfittare di una serata negativa dei rossoneri <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>nel match d’andata. Nonostante ciò, la squadra di Gattuso ha saputo reagire disputando in casa degli inglesi un inizio di partita molto convincente sotto il profilo caratteriale. Purtroppo non è bastato per passare il turno, ma c’è stata una reazione positiva. Segno che certe delusioni che potrebbero creare deconcentrazione, vengono subito assorbite grazie all’atteggiamento giusto; quello voluto da Gattuso. Con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bonucci </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Romagnoli,</b> il Milan ha trovato due centrali di difesa capaci di integrarsi bene. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bonaventura, Biglia, Suso, Kessie,</b> costituiscono l’ossatura di un centrocampo capace di fare reparto in fase di non possesso palla a favore della difesa, mentre, allo stesso tempo, costruiscono le ripartenze in attacco a beneficio della rivelazione <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cutrone </b>(frenetico goleador) e del “resuscitato” <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrè Silva.</b> L’unico incompiuto sembra essere <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kalinic,</b> il quale non si è integrato perfettamente nel gioco voluto dal suo allenatore e sembrerebbe in partenza per la Cina. E così, l’idea di Gattuso di dare le chiavi del gioco del Milan a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Suso</b>, si è rivelata preziosa e assolutamente azzeccata. Adesso il diavolo rossonero si prepara al confronto di campionato contro la Juventus all’Allianz Stadium. Sarà una bella sfida tra due squadre che non solo hanno obiettivi diversi da raggiungere, ma hanno anche differenti metodi tattici e mentali. La qualità della Juventus, la cui squadra ultimamente è stata cambiata più volte da Allegri a causa dei tanti infortuni e dei numerosi impegni di Champions, dovrà confrontarsi con la grinta e la determinazione di un Milan che verrà sicuramente a Torino per pressare alto una Juve che tecnicamente gli è superiore. Sarà una bella sfida sotto il profilo dell’intensità agonistica, soprattutto nel vedere come mentalmente la Juve si approccerà alla gara, sapendo che tre giorni dopo ospiterà il Real Madrid nella partita d’andata dei quarti di finale di Champions. Il piatto è davvero ricco di succulenti ingredienti che sapranno interessare i buongustai del pallone. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-rino-gattuso.jpgSiNil-milan-e-la-sua-metamorfosi-1013398.htmSi100451001,02,03030183
541013397NewsCampionatiIl J Hotel è pronto per ospitare giocatori e tifosi della Juve20180322170337Ai tifosi della Juventus un privilegio che nessuno vanta in Italia.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ci siamo. L’area della Continassa che si estende per 11.200 mq intorno all’Allianz Stadium, è quasi ultimata e può partire alla grande già dal prossimo campionato 2018/19. Il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">J Hotel</b> che si trova nei pressi del nuovissimo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus Training Center</b> è già pronto per ospitare il pubblico. Si tratta di una moderna struttura quattro stelle di proprietà del fondo immobiliare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">JVillage,</b> che sarà presa in locazione e gestita da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">B&amp;V NEST S.r.l.</b> che è società partecipata al 60% da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Eden Travel Group</b> e al 40% da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus Football Club S.p.A.</b> Un albergo ultimato con concezione avveniristica, infatti, è il primo hotel in Italia realizzato con un club calcistico che offrirà la possibilità di vivere da vicino gli eventi sportivi, con la scoperta di eccellenze culturali e gastronomiche del territorio. Sono 138 le camere che ospiteranno i giocatori della Juventus e i vari tifosi che vorranno vivere l’esperienza emozionante del vicinato alla squadra. Un’intera ala dell’Hotel sarà a disposizione della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Prima Squadra della Juventus</b> che non si allenerà più a Vinovo ma in questa nuovissima struttura sportiva <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus Training Center.</b> Un’idea culturalmente avanzata nella sua concezione moderna, capace di abbattere le barriere che spesso vengono alzate tra la squadra e i suoi tifosi. Grande attenzione sarà rivolta all’arte culinaria nella zona caffetteria e ristorazione, offerta ai tifosi attraverso un ampio locale che si avvarrà di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">140 posti interni, 60 nell’area esterna con un’ampia scelta di cucina internazionale,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">mediterranea e piemontese</b>. Il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">J Hotel</b> dispone anche di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">4 sale meeting</b> con una capienza di 20 persone l’una, oltre a una sala di 93 posti modulabile a seconda delle esigenze. A disposizione degli ospiti ci sarà anche una <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">SPA </b>e un parco di circa 2.175 mq, in grado di garantire un’ottima accoglienza nelle zone bar, ristorante e relax. Insomma, i tifosi juventini di tutta Italia hanno da rallegrarsi perché fin dall’inizio del prossimo campionato potranno usufruire di una struttura mai realizzata fino ad oggi, capace di soddisfare ogni desiderio di partecipazione alla vita sportiva dei propri idoli. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711juventus-village.jpgSiNil-j-hotel-e-pronto-per-ospitare-giocatori-e-tifosi-della-juve-1013397.htmSi100451001,02,03030294
551013391NewsCampionatiMax Allegri alla vigilia di Juventus Atalanta20180313172211L`approfondimento dell`allenatore bianconero, capace di intiepidire gli entusiasmi dettati dal momento. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Se la Juventus dovesse vincere la partita di recupero con l’Atalanta andrebbe a + 4 dal Napoli, ma chi si illude che il campionato sia finito si sbaglia di grosso. Queste sono state sostanzialmente le parole di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri,</b> che nel corso della conferenza stampa di Vinovo mette le mani avanti, chiarendo certi punti importanti che non devono essere dimenticati. Primo su tutti bisogna tenere presente che il Napoli ha grandi possibilità di vincere lo scudetto, perché oltre ad esserci lo scontro diretto da giocare, per la Juventus ci sono ancora <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>molte partite difficili da affrontare. Sempre sicuro il mister della Juve con noi giornalisti, vivace, spigliato, loquace nel suo modo di esprimersi anche con similitudini che sanno di reminiscenza toscana. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Quando si</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">fanno i conti vengono fuori i contadini…”,</b> per dire che è meglio non pensare all’eventuale + 4 dal Napoli, perché tanta strada c’è ancora da fare. A chi gli chiede qual è la forza della Juve di quest’anno, Allegri risponde così: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”E’ la forza del gruppo che ha l’obiettivo di arrivare in fondo e vincere. Quindi, tutti si mettono in discussione e c’è la voglia di dimostrare di essere i più forti. Abbiamo tante partite e la rosa deve essere a disposizione. Non giocheremo sempre con</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">lo stesso sistema”.</b> Poi è possibilista sull’impiego di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic </b>contro l’Atalanta – <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vedremo come si sentirà alla fine dell’ultimo allenamento”.</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa </b>deve fare gli straordinari, perché <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> ha preso una botta sul piede infortunato e la sua presenza contro la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini </b>è in forse. Sicuro di giocare è invece <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala, </b>che resta il primo rigorista della Juventus - <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“A meno che non sia io a decidere diversamente nel</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">corso della partita….”-</b> chiaro il riferimento di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri</b> a domenica scorsa, quando il Pipita su sua libera iniziativa ha tirato e sbagliato il rigore. Intanto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b> continua le terapie e si spera di recuperarlo prima della fine del campionato. La sua è una fastidiosa pubalgia e quindi non ci sono mai tempi certi di guarigione. Per quanto riguarda <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bernardeschi,</b> invece, ha iniziato un lavoro di rinforzo e si spera di recuperarlo entro una ventina di giorni. Dunque, dopo l’analisi approfondita sullo stato di salute della Juventus e i vari temi toccati in conferenza stampa dal “pompiere” <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Max Allegri</b> che butta acqua sul fuoco dell’eccessivo entusiasmo, la Juventus è pronta ad affrontare il difficile ostacolo di un’Atalanta che verrà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Allianz Stadium</b> di Torino per vendere cara la pelle.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711max-allegri.jpgSiNmax-allegri-alla-vigilia-di-juventus-atalanta-1013391.htmSi100451001,02,03030225
561013358NewsCampionatiIl commento alla 20esima giornata di Serie A20180107184516In Serie A si delinea un campionato a due tra Napoli e Juve.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La 20esima giornata di Serie A, prima di ritorno, ha messo in chiaro alcune cose che fino a qualche domenica fa sembravano ancora incerte. Prima di tutto si evidenzia il delinearsi di un campionato che per la conquista dello scudetto sembra ristretto a due sole squadre: Napoli e Juventus. Le altre pretendenti al titolo, infatti, sembrano perdere punti a causa di un gioco inizialmente illusorio di speranza e poi sfumato nel nulla. Su questo piano mettiamo l’Inter di Spalletti e la Roma di Di Francesco, mentre prosegue bene la Lazio di Inzaghi e l’Atalanta di Gasperini, che dopo avere perso qualche punto in partenza, adesso sta recuperando attraverso la concretezza di un gioco che ha saputo mettere in ginocchio il Napoli in Coppa Italia e la stessa Roma in campionato. Per il resto c’è da rilevare la lenta e faticosa risalita del Milan di Gattuso che pur faticando in casa contro il Crotone, riesce a portare a casa tre punti importantissimi per la sua classifica e il morale. Vince il Toro del neo allenatore Walter Mazzarri, di cui abbiamo largamente descritto lo spirito propositivo in un altro articolo. Cade malamente la Sampdoria a Benevento, l’Udinese pareggia a Verona contro il Chievo e il Genoa ha la meglio sul Sassuolo all’80esimo. Questo è il quadro dei risultati della domenica di calcio di Serie A che si appresta a iniziare una settimana di riposo invernale. Dicevamo della deludente Inter che si è fatta raggiungere dalla Fiorentina in terra toscana, dopo aver segnato uno striminzito gol frutto di un gioco farraginoso, che nasconde quanto di interessante si era detto dei nerazzurri di Spalletti per buona parte del girone d’andata. Stessa delusione per la Roma, alle prese com’è nella gestione etica di un Nainggolan escluso dai convocati dopo la folle diretta Instagram di Capodanno, la crisi del gol di Dzeko e tanti altri problemi che forse inaspettatamente si sono abbattuti su Eusebio Di Francesco e la sua squadra. Sorride invece la Lazio dopo il 2 a 5 a Ferrara contro la Spal. 4 gol di Immobile e una condizione di squadra invidiabile sotto il profilo atletico e tecnico, fanno dei biancocelesti la squadra più in forma del campionato. Il Napoli soffre più del dovuto ad avere la meglio sul Verona allo Stadio Fuorigrotta. Un 2 a 0 che porta la firma di Koulibaly e Callejon nella squadra di Sarri che inceppa la fluidità del proprio gioco brillante, ma che comunque resta in testa alla classifica con un punto davanti alla Juve. Già, la Juventus! I bianconeri soffrono al Sardegna Stadium contro un Cagliari che ha fatto la partita della vita. Un solo gol segnato da Bernrdeschi, un palo, una traversa e un andamento di partita che se fosse finita in parità (vedi l’errore dell’arbitro e del Var nel non valutare con un penalty il fallo di mani in area di rigore di Bernardeschi) nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Si infortuna seriamente Dybala e adesso è incerta la sua presenza nella partita d’andata in Champions League, che si svolgerà a Torino contro il Tottenham il prossimo 13 febbraio. C’è da dire che Allegri è riuscito a fare un corpo unico tra giocatori vecchi e nuovi arrivati. Di questo dobbiamo dargli atto, anche nell’inculcare ai suoi giocatori quella mentalità vincente che caparbiamente si evince in partite come quella di Cagliari, in cui si soffre più del dovuto, si stringono i denti, non si riesce a fare il proprio gioco per incontrare un avversario agguerrito, ma alla fine ci si rende conto che sono proprio queste le gare che ti fanno vincere lo scudetto. Ciniche strategie di chi ha esperienza da vendere e sa gestire i vari momenti legati alle varie competizioni cui si partecipa. E intanto vedremo cosa accadrà in seguito.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-sarri.jpgSiNil-commento-alla-20esima-giornata-di-serie-a-1013358.htmSi100451001,02,03030218
571013352NewsCampionatiEcco perché Juventus Roma arriva al momento giusto.20171219163228Il fascino del big match dell`antivigilia di Natale. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La 18ma giornata di Serie A (penultima del girone d’andata) ci propone il big match tra Juventus e Roma. Una sfida di antichi veleni e antipatie senza fine, che hanno caratterizzato la storia di queste due società di calcio sempre rivali, più nella forma del mal accettarsi aprioristicamente, che nel reale antagonismo per la conquista del titolo di Campione d’Italia. L’attesa è da sempre spasmodica fra le due tifoserie, tanto da registrare sempre il tutto esaurito nei due stadi di appartenenza. E anche per questo incontro del 23 dicembre, antivigilia di Natale che sarà molto fredda dal punto di vista climatico, duemila e cento tifosi della Roma riempiranno il settore ospiti dell’Allianz Stadium. Nonostante le numerose lamentele per il caro biglietto che ai tifosi giallorossi costerà circa 45 euro, i tagliandi a loro riservati sono andati polverizzati nell’arco di un’ora. Segno evidente che, come sempre, l’attesa per questa partita è davvero intensa. E ne hanno ben donde le due tifoserie ad aspettare con così tanta ansia questo big match dal sapore cruciale, almeno per quanto riguarda la sistemazione nell’alta classifica che potrebbe concorrere anche al titolo d’inverno, sia per la Juve che per la Roma. Il Napoli è capolista con 42 punti, mentre la Juventus segue a 41 e la Roma è a 38. Tenuto conto che i giallorossi devono ancora recuperare una partita, qualora dovessero vincere il big match con la Juve si sistemerebbero al pari della Vecchia Signora. Ma se a vincere la partita saranno i bianconeri, ecco che il titolo d’inverno sarà riservato a Napoli e Juve, che nell’ultimo turno di andata se la vedranno fuori casa, rispettivamente con Crotone e Verona. Comunque, a parte queste considerazioni di carattere numerico, pensiamo che la sfida tra Juventus e Roma arrivi proprio al momento giusto della stagione per situazioni di carattere tecnico che sono molto simili tra loro. Le due squadre, infatti, sono in un momento positivo di forma che sta lievitando domenica dopo domenica. La compagine di Eusebio Di Francesco, fin dall’inizio del campionato sta mostrando tutto il suo valore dal punto di vista tecnico, cui si è aggiunto quell’ordine tattico e mentale che l’ha resa anche cinica e granitica. E non è un caso che domenica scorsa nel match casalingo contro il Cagliari, i giallorossi abbiano sofferto l’avversario per tutta la partita e poi superato con un misero ma importantissimo gol di Fazio proprio allo scadere del match. E’ stata una prova di forza e di grande carattere che non è da sottovalutare. La Juve di mister Allegri, invece, a Bologna ha dato una dimostrazione di squadra che non demorde mai e anche quando sembra non essere all’apice della sua forma, ha dentro di sé grandi valori di caparbietà che fanno sempre la differenza. Il momentaneo problema dovuto alle precarie condizioni di forma di Dybala, non va ad intaccare la crescita globale di una Juve che trova sempre il modo (grazie anche ai tanti campioni della rosa a disposizione di Allegri) di superare certi momenti difficili che per altre squadre potrebbero essere irreparabili. La Juventus sta lievitando molta convinzione nelle proprie forze, in attesa di quel mese di marzo tanto declamato da mister Allegri, in cui, a suo dire, la sua squadra raggiungerà quella condizione di forma fisica e mentale capace di sostenere la dirittura d’arrivo in Champions, ma anche in Campionato. Dunque, alla luce di tutte queste considerazioni, possiamo proprio dire che il big match tra Juventus e Roma arrivi al momento giusto per dare tante risposte sulle ambizioni reali delle due squadre.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-max-allegri.jpgSiNecco-perche-juventus-roma-arriva-al-momento-giusto-1013352.htmSi100451001,02,03030226
581013347NewsCampionatiDerby d’Italia: tanta attesa, molta delusione20171210101940Nel catino dello Stadium, freddo polare e calcio deludente.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Nel calcio succede spesso che partite di notevole importanza ai fini della classifica, diventino match di esasperazioni tattiche che vanno a discapito del gioco e dello spettacolo. E’ successo ieri sera all’Allianz Stadium, dove era di scena Juventus Inter. Era davvero tanta l’attesa di questa partita che poneva tutti i presupposti per un gustoso piatto di emozioni, ma le due squadre si sono preoccupate maggiormente di non perdere. Soprattutto l’Inter di Spalletti, che soltanto in un’occasione nel corso del secondo tempo l’abbiamo vista sfiorare il vantaggio. Dall’altra parte la Juve non ha dimostrato di fare chissà quale sforzo per superare l’avversario, tuttavia, nel computo dell’interesse di vincere la partita ha manifestato maggiore convinzione. Questo non vuol dire che avrebbe meritato di vincere la gara più dell’avversario, anche perché non si sono viste azioni brillanti ed è quindi mancato lo spettacolo. Mandzukic ha sprecato le poche occasioni da gol create dai bianconeri e soltanto Cuadrado si è sfiancato per tutta la partita, cercando sulla destra di azzeccare il cross vincente. Ma non era serata, perché i tanto attesi Higuain e Icardi non hanno potuto dare corso alla loro abilità di bomber per non avere ricevuto nessuna palla gol, anzi li abbiamo visti più come aiuto al centrocampo che non nel loro naturale ruolo di attaccanti. Non avendo dunque spunti di cronaca vera da rilevare, ci sembra giusto fare un’analisi su quello che in fondo ci ha detto questo match che ci è apparso freddo e privo di fiammate, proprio come il clima dello Stadium che segnalava – 0 gradi. L’Inter di Spalletti sembra effettivamente essere uscita dall’anonimato che l’ha relegata in questi lunghi anni di oscurantismo pallonaro, dimostrando molto carattere in difesa, solidità a centrocampo e quell’ordine tattico che non era più nelle sue corde ormai da troppo tempo. La Juventus ha ricominciato a non prendere gol (cosa molto indicativa) ma ha assoluto bisogno di recuperare Dybala.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>L’argentino è stato lasciato in panchina per entrare sul finire della gara, ma non si capisce come Allegri abbia potuto privarsi di un Douglas Costa che nelle partite precedenti è stato tra i giocatori più brillanti della Juventus. Davvero ardita la decisione del mister bianconero di lasciare in panchina un giocatore in forma, per inserirne altri che non lo sono. Ad esempio, perché Marchisio non può giocare dall’inizio al posto di un Khedira in chiaro affaticamento? E perché Mandzukic è inamovibile, quando invece appare evidente la sua voglia di riprendersi attraverso qualche turno di riposo? Tutte domande che spesso vengono fatte ad Allegri, la cui risposta è sempre legata alla garanzia della copertura della squadra. C’è dunque un’evidente logica nel tecnico della Juve che sa più di necessità di una copertura in aiuto del centrocampo e della difesa, piuttosto che di costruzione di un gioco che poche volte appare propositivo. D’altra parte, non è un caso che Allegri sostenga che lo scudetto lo vince chi prende meno gol. Sarà, ma a noi questa teoria non ci convince molto. Dunque, un derby d’Italia che non ha detto nulla sotto il profilo del gioco e delle emozioni, ma che in fondo accontenta soprattutto l’Inter per essere uscita indenne da uno stadio, dove giocarci che non è facile per nessuno. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNderby-d-italia:-tanta-attesa-molta-delusione-1013347.htmSi100451001,02,03030199
591013339NewsCoppeLa Juve pareggia e non convince20171123112712Contro il Barcellona una Juve insufficiente.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Che giochi contro la Sampdoria o contro il Barcellona la Juventus di questi ultimi tempi è sempre la stessa. Stiracchiata nel gioco, evanescente sotto la porta avversaria, con errori tecnici visibili agli occhi meno attenti e, diciamolo pure, alquanto noiosa nello sviluppo della partita. I problemi? Sono tanti! A cominciare dalla difesa, da un centrocampo che evidenzia carenze di continuità e parecchi calciatori fuori forma. Lo 0 a 0 di Champions contro il Barcellona all’Allianz Stadium è la summa di tutte queste considerazioni che lasciano aperte ai bianconeri la possibilità del passaggio agli ottavi andando almeno a pareggiare in casa dell’Olimpiakos , fermo restando che lo Sporting Lisbona non vada a vincere a Barcellona. E, se nel calcio nulla è scontato, resta sempre il fatto che questa storia dei calcoli striminziti di qualificazione non giustificano la non qualità di una Juventus che, così com’è adesso, non vediamo come possa arrivare in fondo. Allegri e company dichiarano con certezza (ma quale?) che la vera Juve la vedremo a cominciare dagli ottavi di finale. Può darsi, ma ciò che fornisce a noi cronisti l’analisi della Juve attuale, non può altro che essere insufficiente. Certo, in termini economici per le casse della Vecchia Signora è assolutamente necessario entrare a far parte delle squadre partecipanti agli ottavi, ma dal punto di vista del prosieguo in Champions, pur con tutta la fantasia possibile, allo stato attuale non vediamo come possa confrontarsi con un PSG in salute strepitosa, con le inglesi che ambiscono alla finale e con Real Madrid e Barcellona che non sono mai dome. Vedremo cosa accadrà in futuro, anche se noi ci auguriamo di sbagliare per quei tifosi bianconeri che attraverso la fede sportiva sognano legittimamente quell’alzata al cielo di una Champions che ogni anno, per una ragione o per l’altra, sfugge sempre via come fosse qualcosa di inafferrabile. Per il resto della partita contro il Barcellona, rimarchiamo la standing ovation del pubblico dell’Allianz Stadium a Andres Iniesta, richiamato in panchina al 38mo della ripresa da Valverde. E’ l’onore a un grande campione che merita davvero una tale cornice di pubblico di casa avversaria, capace di tributargli un applauso bellissimo, sincero e non preparato. Sono lampi di calcio di qualità che non sono tanto usuali per spettacolo calcistico e serietà professionale. Ma, ritornando alla Juve, vedremo come si evolverà la situazione anche in funzione del Campionato, in cui è attesa (dopo il Crotone all’Allianz Stadium) da Napoli, Inter e Roma. Miglioreranno il gioco e i risultati? Ad Allegri l’ardua sentenza!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juve-pareggia-e-non-convince-1013339.htmSi100451001,02,03030253
601013312NewsCoppeLa Juve vince contro lo Sporting Lisbona, ma quanto affanno20171019191523In Champions una prestazione non convincente della Juventus. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='color: red; line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Conta il risultato” (Allegri dixit).</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Dopo la sofferta vittoria della Juventus in Champions League contro lo Sporting Lisbona, i tifosi della Juventus si dividono in chi è d’accordo con Allegri e chi invece vorrebbe una Juventus capace di esprimere un gioco e avere una vera identità di squadra. Aleggia un velato nervosismo nell’ambito della squadra, tipico di un ambiente che è consapevole di attraversare un momento difficile. Khedira che protesta chiaramente contro Allegri per la sostituzione, si antepone a un rebus difesa che la Juve di Champions si trova a dover risolvere, improvvisando addirittura Cuadrado come terzino sul finire della gara. Lichtsteiner che non è stato inserito volutamente nella lista UEFA e De Sciglio infortunato come Howedes, Daniele Rugani che non sembra godere delle simpatie di Allegri, sono i punti su cui ci si dovrebbe soffermare per riflettere, visto che il mister si trova a improvvisare il mediocre Sturaro in un ruolo non suo, dando fiducia a Chiellini, Benatia e Barzagli (in sostituzione del franco –marocchino che si è infortunato). Capiamo l’indisponibilità di certi giocatori scelti per partecipare alla competizione europea, tuttavia viene da chiedersi come mai una società che ambisce ad arrivare in fondo alla Champions per l’ennesima volta, non abbia messo in preventivo un reparto difensivo più qualitativamente numerico e consono agli obiettivi da raggiungere. E poi, se pensiamo che sono stati spesi 40 milioni di euro per Bernardesci + 40 per Douglas Costa che nell’assetto tattico voluto da Allegri sembrerebbero l’uno il doppione dell’altro, facciamo fatica a pensare che questa volta Marotta, Paratici e crediamo anche Allegri, non abbiano sbagliato nel costruire una squadra in grado di sviluppare un gioco brillante e di alto livello, nel competere con le più forti corazzate europee. Eppure Allegri, nella conferenza stampa post partita con lo Sporting Lisbona (uscito a testa alta dall’Allianz Stadium) dice: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“<span style="color: red;">Non c’erano alternative: vincere era l’unica opzione. Con il cuore e con la testa. Abbiamo centrato l’obiettivo, perché la strada è</span> <span style="color: red;">questa”</span>.</b> Sarà, ma noi abbiamo dei seri dubbi sul prosieguo di questa squadra che vede un Dybala da recuperare perché chiaramente fuori forma, un Mandzukic che sputa l’anima ogni partita, un Higuain che continua a non segnare ma che corre, si dà da fare e confeziona preziosi suggerimenti, e (per fortuna) un ritrovato Pjanic che è risultato il cecchino della partita. Per il resto, pensiamo che Matuidi (entrato a partita in corso) sia stato volutamente lasciato in panchina per farlo riposare, visto che almeno lui rappresenta l’acquisto azzeccato del centrocampo bianconero. Ma il leitmotiv della Juventus resta sempre la noia di un gioco che non c’è e l’improvvisazione tattica che fa emergere confusione e stress da insicurezza. Esattamente al contrario di quello che negli anni la Vecchia Signora d’Italia ci ha abituato, e cioè una squadra forte, sicura, cinica, bella da vedersi. Tutte cose che dall’inizio di campionato stentiamo di vedere. Ma, forse sarà il confronto e il gusto che ci dà nel vedere giocare le partite del Napoli di Sarri, fatto è che il calcio senza spettacolo diventa noia. E’ vero, vincere è l’unica cosa che conta, ma non sempre si vince senza una reale superiorità di gioco e chiarezza di idee. I fantasmi visti a Bergamo e contro la Lazio, sono l’emblema di una Juve che è ancora alla ricerca di se stessa. Vedremo cosa accadrà quando rientreranno i Marchisio, i De Sciglio, gli Howedes (che non abbiamo mai visto all’opera) e, soprattutto, quando si troverà un ruolo preciso a Bernardeschi e Douglas Costa che, così gestiti, rappresentano un vero e proprio spreco economico della società.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juve-vince-contro-lo-sporting-lisbona-ma-quanto-affanno-1013312.htmSi100451001,02,03030230
611013304NewsCampionatiUn derby della Mole senza storia.20170924130847La Juventus di Allegri dimostra più qualità e ringrazia un Torino mai entrato in partita.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Il tremendismo granata era un’altra cosa, ma soprattutto era supportato dal cervello. Riteniamo che questo sia il pensiero del popolo granata, dopo il deludente 4 a 0 subito in malo modo all’Allianz Stadium. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>I derby contro la Juve hanno da sempre rappresentato per i tifosi granata qualcosa di diverso, qualcosa che si potesse magnificare attraverso la grinta e la determinazione, ma con l’ausilio di quel senso di motivazioni capaci di non dissociarsi mai dall’equilibrio mentale. Ma il derby di sabato sera 23 settembre 2017 tra Juventus e Torino, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>ha mostrato tutt’altra faccia. Un atteggiamento granata così esasperato nei toni e nelle azioni in campo, tale da favorire la superiorità tecnica e tattica di una Juventus supportata da un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paulo Dybala</b> stratosferico. L’errore di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Baselli</b> che ha subito chiesto scusa a tutti :<span style="color: red;">“Ho sbagliato a fare quell’entrata. All’ultimo momento ho tirato indietro la gamba, ma ormai era troppo tardi”</span> secondo il nostro parere, colpevolizzare il ragazzo è come sparare sulla croce rossa. Questo fallo nasce da molto lontano e lo attribuiamo particolarmente a una esagitazione sproporzionata dell’ambiente granata che è figlia dell’atteggiamento sbagliato del suo allenatore. Infatti, il problema di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mihajlovic</b> non sta nelle sue capacità di preparatore tecnico e tattico che riteniamo all’altezza del Toro, ma nel suo carattere che troppo spesso assume i connotati di un’esasperante irascibilità. Sempre scontroso, sempre eccessivo di carica agonistica, l’allenatore serbo non può pensare che i suoi ragazzi entrino in campo con la lucidità capace di mettere in atto la preparazione settimanale alla partita successiva. Si perde in logica calcistica per guadagnare in esasperato senso di non gioco, attraverso falli inutili ed autolesionisti. Si pensi alle dichiarazioni che ha fatto il tecnico serbo prima della partita contro l’Udinese: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: red;">“Chi tira indietro la gamba non giocherà il derby”.</span></b> Questo non è un modo consono per caricare la propria squadra a far bene, perché psicologicamente si potrebbe ritorcere contro tutto l’ambiente. E, infatti, questo è successo, perché abbiamo visto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mihajlovic</b> alla fine di quella partita, entrare in campo e rimproverare furiosamente i suoi giocatori per avere rischiato di pareggiare una gara già largamente vinta nel primo tempo. Riteniamo che questo sia il vero neo di un Toro che se è vero che dal punto di vista qualitativo è inferiore alla Juventus, è altresì vero che quest’anno abbia tutte le carte in regola per entrare in Europa. Ma non così, diciamo noi, non con questo modo! C’è bisogno di tranquillità e di trovare quella via maestra che è l’interpretazione del calcio giocato e non parlato in maniera furiosa. Detto questo, bisogna dire che il Toro rimasto in dieci nel derby fin dal 24.mo minuto del primo tempo, ha agevolato la Juventus a dimostrare tutta la sua superiorità in una partita scivolata via a senso unico e senza il vero contrasto calcistico dei granata, che sono stati in balia dei bianconeri. Le squadre si sono presentate a specchio con il 4-2-3-1, ma la differenza l’ha fatta la qualità tecnica superiore della Juventus e, soprattutto, l’errata interpretazione della gara da parte del Torino. Sì, perché il fatto di giocare in 10 per una larga parte della partita, non può giustificare una così evidente passività e un disarmo che non è da Toro, non può esserlo! E’ vero che Allegri ha impostato la partita in maniera da costringere il Torino a correre di più e a sfiancarlo nel pressing e nel movimento senza palla che si è visto soltanto all’inizio, ma tutto ciò non può legittimare tutto questo divario di gol e di gioco tra le due squadre. Buon per la Juve, che adesso si prepara a disputare la sua seconda partita di Champions contro l’Olympiakos di Atene, ringraziando il Toro per il proficuo “allenamento” sostenuto nel derby.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711mihajlovic1.jpgSiNun-derby-della-mole-senza-storia-1013304.htmSi100451001,02,03030238
621013303NewsCampionatiAllianz Stadium, il teatro del derby della Mole20170922181770Torino attende impaziente la sua stracittadina.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Fino allo scorso campionato era lo Juventus Stadium, oggi è Allianz Stadium. Ma poco cambia nella sostanza di uno stadio di calcio che ci ha abituato ai grandi incontri. Prossima partita Juventus – Torino, il derby della Mole che tanto si contende il fregio di una vittoria cittadina dall’intenso sapore che sa di orgoglio. 193 volte si è incontrata la zebra contro il Toro, e anche in questa 194ma volta di sabato 23 settembre 2017, c’è la promessa di una battaglia pallonara senza esclusione di colpi. La Juve è prima in classifica a punteggio pieno e arriva a questo derby con il pensiero del prossimo impegno casalingo in Champions League. Il Torino, invece, si presenta all’Allianz Stadium con l’orgoglio di chi è ancora imbattuto in questo inizio di campionato. E, mentre i bianconeri aspettano ancora Gonzalo Higuain che tarda ad entrare in forma, i granata hanno in mente di raggiungere quell’Europa che troppe volte hanno fallito per svariati motivi. Ma adesso è derby, una partita che sfugge a ogni pronostico proprio per il suo essere un confronto sanguigno, dove spesso la maggior caratura tecnica dell’avversario viene sovvertita da quella smisurata voglia di battere i cugini della stessa città. E’ la città sabauda che come sempre si presenta con classe ed eleganza, capace di riflettersi nella sua lunga storia di capoluogo culturale. Ma quando si parla di calcio cittadino, nessuno ci sta a perdere. <span style="color: red;">“Torino siamo noi”</span> dicono i tifosi bianconeri della Juventus, mentre di rimando il popolo granata si ribella a questa frase dicendo: <span style="color: red;">“No, Torino siamo noi, la storia parla chiaro”.</span> E’ un continuo arrovellarsi per quei primati che scrivono la storia di una Torino, che per il suo pallone cittadino si guarda sempre in cagnesco. Da sempre si manifesta il dualismo tra ricco e povero, tra popolo e padroni, perché è tra le pieghe di questa città sabauda che nascono certi sentimenti socio – culturali che per qualcuno non hanno nulla a che vedere con il calcio. E invece è proprio questo il retro pensiero di un derby torinese che non è mai banale nella sua sostanza e che va oltre al mero fatto sportivo. Così dice l’allenatore del Toro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sinisa Mihajlovic</b> alla vigilia del derby: <span style="color: red;">“Se puoi sognare qualcosa, è perché lo puoi fare. Questo è lo scontro tra la passione e la ragione, tra i colori e il bianconero”.</span> Già, proprio come dicevamo pocanzi. Il derby a Torino si vive così, in maniera intensa e significativa di un qualcosa che quasi sempre sfugge all’analisi tecnica per far posto a mille altre cose. E intanto anche mister Allegri prepara la sua Juventus che è l’espressione di un calcio non particolarmente bello ma redditizio. Anche lui sa quanto sia significativo per il popolo bianconero vincere la stracittadina torinese. <span style="color: red;">“Il</span> <span style="color: red;">Torino di quest’anno”</span> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dice Allegri,</b> <span style="color: red;">“ha dei giocatori in grado di portarlo in Europa. Ma noi dobbiamo vincere questo derby, per continuare la striscia di risultati positivi fin qui</span> <span style="color: red;">conquistati”.</span> Vedremo dunque cosa accadrà. Intanto la Mole è lì che aspetta in maniera imparziale, non si sbilancia, non prende posizione, né per l’una, né per l’altra parte, anche se sa che questo 194mo derby continuerà a raccontarci le antiche diatribe sportive tra popolo e padroni.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-torino.jpgSiNallianz-stadium-il-teatro-del-derby-della-mole-1013303.htmSi100451001,02,03030238
631013298NewsCoppeJuve, se in Champions ci sei, batti un colpo.20170913173835La squadra di Allegri incappa in una sonora sconfitta contro il Barca di Messi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Da Cardiff a Barcellona, da Cristiano Ronaldo a Messi; per la Juve non è cambiato nulla. Stesso cliché, stessa partita amorfa, stesse pecche difensive e medesimo atteggiamento che pone l’accento su un evidente gap tecnico e tattico, che da esiguo si sta trasformando in rilevante. E non si dica che alla Juve mancavano giocatori come Chiellini, Marchisio, Cuadrado, Mandzukic, Dani Alves, Bonucci, perché buona parte di loro erano presenti in quella fatidica finale di Champions che ancora oggi brucia al popolo bianconero come carbone ardente. Una fotocopia di partita che mette a nudo problemi tecnici e tattici mai risolti da un mister Allegri che non è certamente indenne da colpe. Fermo restando la forza delle due squadre spagnole che possono vantare della presenza in campo di due veri campioni che appartengono a un altro pianeta, resta evidente che la Juventus di Champions League si trova a doversi confrontare con potenze calcistiche che la sovrastano dal punto di vista mentale e organizzativo. Si dirà che i bianconeri di Max Allegri sono pur reduci dall’aver disputato due finali consecutive, ma cosa serve arrivare fino in fondo se poi non si fa mai tesoro degli sbagli fatti? Al Camp Nou la Juve regge un tempo, prende gol allo scadere del primo tempo e poi crolla letteralmente nella ripresa. Un film già visto, un atteggiamento che sa dell’incredibile soprattutto in considerazione del fatto che manca in assoluto il senso della reattività. Le partite si possono perdere, certo, soprattutto se l’avversario si dimostra più forte e meglio organizzato, tuttavia, resta inaccettabile quell’atteggiamento inerme di chi è completamente in balia dell’avversario che si chiami Barcellona, piuttosto che Real Madrid, PSG, Manchester, Bayern o Chelsea, tanto per citarne alcune tra le migliori. Tu sei la Juventus, e come tale devi presentarti in campo internazionale con dignità e idee chiare. Un 3 a 0 inconfutabile, che parla della sconfitta contro quel Barcellona (allora c’era pure Neymar), che l’anno scorso la Juve aveva messo sotto allo Juventus Stadium. Ieri, invece, abbiamo assistito a una lezione di calcio e a una umiliazione che ripetiamo, non si può semplificare con la grandezza di un Messi spaziale. Oggi la difesa della Juventus è davvero poca cosa. La BBC è solo un ricordo, non soltanto per la mancanza di Bonucci che è andato a far danni al Milan, ma per una carta d’identità che parla chiaro su Chiellini (anche se assente per infortunio), per Barzagli e anche per un Buffon che, nonostante il suo indubbio valore, dimostra tutta la fragilità tipica del ruolo del portiere che non può più contare su un affidabile reparto difensivo. La Juve si è così sgretolata, franando come terra d’argilla dopo una breve pioggia. Dybala, al cospetto di Messi, è sembrato come un bambino al suo primo giorno di scuola e l’abulico Higuain è un serio problema che Allegri deve risolvere al più presto. Benatia è lontano da quel calciatore che fu alla Roma, Alex Sandro è fuori forma e De Sciglio (prima dell’infortunio) fa cosucce da giocatore di categoria inferiore. A centrocampo, Pjanic, Bentancur e Matuidi remano nel mare in tempesta, Douglas Costa corre, corre e non conclude nulla, mentre Sturaro fa il tappabuchi di Allegri. Non si vince così la Champions League, anzi diremmo pure che neanche si partecipa in queste condizioni. Questa non è la Juventus, non può esserlo. Almeno quella di Giampiero Boniperti che ha coniato quella fatidica frase: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vincere non è importante, è la sola cosa che</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">conta”</b>. Ma la Juve, almeno in campo internazionale, continua a ignorare questa indelebile frase affissa tra le pieghe delle pareti del suo Juventus Museum.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Barcellona Camp Noufl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNjuve-se-in-champions-ci-sei-batti-un-colpo-1013298.htmSi100451001,02,03030238
641013291NewsCampionatiMarchisio, ma che sfortuna20170825170050Altri guai per il principino della Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Altri guai per il centrocampista della Juventus che dopo l’operazione al ginocchio sinistro avvenuta nel 2016, la riabilitazione e il rientro in ascesa verso la forma migliore, adesso necessita di assoluto riposo per almeno 3 o 4 settimane per espletare una serie di terapie di rinforzo muscolare. Dopo la prima partita da titolare giocata sabato scorso in campionato contro il Cagliari, il principino si è recato a Barcellona per un controllo al ginocchio operato. Dopo un’attenta visita, i medici hanno stabilito che il giocatore della Juventus ha bisogno di stare a riposo per curarsi a dovere. Un responso pesante come una tegola caduta in testa alla Juve, ad Allegri e al giocatore stesso che pensava di essersi rimesso a dovere. Così il numero 8 della Juventus salterà l’andata di Champions contro il Barcellona, mentre si augura di rientrare in tempo per giocare il derby contro il Toro, che si disputerà il 24 settembre. Dunque, dicevamo problemi per la Juve, che a poco più di 6 giorni dalla chiusura del calciomercato, deve cercare un altro centrocampista. Lascia davvero perplessi, questa improvvisa notizia di un Claudio Marchisio che era apparso in buona forma, mostrando in più occasioni gli attributi di chi vuole riprendersi di diritto il ruolo di titolare. Tuttavia, dopo gli accertamenti clinici e strumentali ad opera del dott. Cugat a Barcellona, non restano più dubbi sulla non condizione di forza muscolare di Marchisio. Adesso il ragazzo ha bisogno di tranquillità anche psicologica, poiché è fuor di dubbio che per un calciatore professionista che ha stretto i denti dopo la delicata operazione al ginocchio, ci sia ora una particolare attenzione verso l’inevitabile calo umorale. Restare ancora fuori dalla sua Juventus non è facile, soprattutto in virtù di una prima di Champions che vede la sua squadra confrontarsi allo Stadium contro il Barcellona. Scherzi di un destino beffardo che talora si diverte a infierire contro la stessa persona. Certo, questi sono gli imprevisti di un mestiere che ti mette sempre di fronte alla possibilità di infortuni talora anche seri come quello successo a Marchisio, tuttavia, resta in gioco un destino non sempre benevolo. Vedremo cosa accadrà ancora in seguito. Al momento c’è da augurare al principino di lungo corso juventino, una ripresa tale da debellare definitivamente il deficit di forza muscolare che gli è stato riscontrato, per ricominciare alla grande un anno di notevoli impegni anche in chiave azzurra.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711marchisio.jpgSiNmarchisio-ma-che-sfortuna-1013291.htmSi100451001,02,03030240
651013272NewsCoppeL’ennesima occasione perduta20170604144335Non va. Per la Juve, la conquista della Champions League è tabù.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Sette finali perse. Per la Juventus continua la maledizione Champions. Ma più che al fato avverso, questa volta sarebbe più opportuno fare un’analisi tecnico – tattica di quello che è stato lo svolgimento della finale per la conquista della Coppa dalle Grandi Orecchie. L’ha vinta il Real Madrid, infliggendo un salasso di 4 reti alla Juve, che di gol ne ha realizzati soltanto 1. Ma prima di addentrarci sulla partita,vorremmo fare cenno ai gravi fatti accaduti a Torino proprio nel suo salotto storico di Piazza San Carlo, dove era stato messo uno dei maxi schermi per seguire la finale di Champions. Una piazza gremita di sostenitori arrivati da ogni parte d’Italia, faceva da cornice a quell’irraggiungibile Millennium Stadium di Cardiff, che è risultato costoso e già esaurito in tutti i suoi posti. Troppa gente in quella piazza di Torino, tanto è vero che a un certo punto si è scatenato il finimondo a causa di un rumore che ha fatto subito pensare a un attentato. La calca era troppa e a causa del fuggi fuggi generale, oltre 1500 persone si sono calpestate e ferite, mentre due versano in condizioni disperate in ospedale. Ci sentiamo di potere dire che la Juventus in questa particolare occasione, avrebbe dovuto proporre alle Istituzioni di Torino, di fruire del suo Stadium. Certo, con il senno di poi tutto è più facile, ma la prevista folla di tifosi juventini che volevano assistere alla finale di Champions, avrebbe dovuto consigliare una migliore organizzazione. Detto questo, passiamo alla partita di Cardiff. Dopo un primo tempo che aveva fatto sperare in un epilogo positivo, la Juventus si è sciolta come neve al sole. Ma, a dire il vero, anche nel primo tempo, nonostante il bellissimo gol di Mandzukic che ha pareggiato dopo pochi minuti quello segnato da Cristiano Ronaldo, abbiamo visto una Juve lenta che ha sbagliato molti passaggi, soccombendo così a un Real Madrid capace di arrivare sempre primo su ogni pallone. Abbiamo visto Dybala sbagliare tocchi e fraseggi che dovrebbero essere naturali per un talento come lui. Anche Gonzalo Higuain ha deluso le aspettative perché non è mai riuscito a far salire la squadra, fallendo come spesso gli è successo in carriera l’appuntamento con le partite importanti. Tranne un tiro di destro sferrato da fuori area nel primo tempo e il passaggio di sponda che ha dato a Mandzukic la possibilità di realizzarsi in un gesto tecnico pregevole, l’argentino non è mai riuscito a superare Ramos e Varane. Ma a parte la notte da dimenticare per la BBC, è il centrocampo della Juve che nel secondo tempo è letteralmente naufragato. Khedira e Pjanic sono stati surclassati da Casemiro (che ha segnato un bellissimo gol) e Kroos,un calciatore tosto capace di costruire e interdire con immutata capacità. E allora, quando nel calcio si capisce fin da subito che non è serata, deve intervenire l’allenatore che a gara in corso deve rileggere la partita, apportando in tempo utile gli accorgimenti del caso. Allegri l’ha fatto, ma come al solito tardivamente. Cuadrado e Marchisio dovevano essere impiegati all’inizio del secondo tempo, anche se, a parer nostro, il “principino” avrebbe dovuto trovare spazio fin dall’inizio della gara al posto di un Khedira apparso in chiaro appannamento di forma. Troppo lento il passo del tedesco, troppo prevedibile il suo agire in una zona nevralgica del campo. Dunque, il Real Madrid ha meritato di vincere la sua 12ma Coppa, per chiara superiorità tecnica e tattica, data da una maggiore freschezza atletica e dall’abitudine che per i blancos significa esperienza a partecipare alle finali con l’ardire di vincere. Quello che è mancato alla Juve è stato proprio ciò che si diceva all’inizio; e cioè che era matura, consapevole nei propri mezzi e capace di affrontare chiunque senza condizionamenti reverenziali. Il campo ha detto tutto il contrario, e cioè che Dybala ha ancora bisogno di maturare per raggiungere i livelli di Messi e CR7, che Higuain deve essere messo in condizione di fare gol in una posizione più avanzata in un modulo che preveda la verticalizzazione del gioco e che, soprattutto, c’è bisogno di arrivare al traguardo senza farsi umiliare dall’avversario, come stasera è successo contro la squadra di Zidane. Non basta avere in squadra il volenteroso Mandzukic (sempre cinico, utile ai compagni, anche se poco brillante), Dani Alves, intelligente manovratore di lunghe battaglie ad alto livello, che mette in mostra la sua classe cristallina, Alex Sandro che spesso fa cose buone in quella fascia alta di sinistra e poi pecca in fase difensiva. Non basta ancora. Tuttavia, nonostante il rammarico di avere perso l’ennesima finale di Champions che mai come questa volta era a portata della Juventus, dobbiamo dire che l’amarezza non può sostituire il senso di approvazione per quanto la squadra di Allegri ha saputo fare vincendo il sesto scudetto consecutivo e la Coppa Italia. Non è poco, nonostante essere uscita con le ossa rotte da una finale che significava conquista della Coppa cui tutto l’ambiente juventino ambiva più d’ogni altra cosa. Non è arrivato il triplete tanto auspicato, ma la Vecchia Signora ci riproverà ancora, anche se questa amara pagina di storia resterà negli annali di una delusione europea iniziata il 30 maggio 1973 e proseguita fino ad oggi con due sole eccezioni: le finali di Roma e Bruxelles. Dunque, anche se questa ferita per la Vecchia Signora sarà difficile da rimarginare, ci si deve sforzare di ricordare che questo anno calcistico 2016’17 è da ritenersi assolutamente positivo. Adesso si pensi a migliorare la squadra e la si costruisca in virtù di una presenza continua in Europa, che significa anche e soprattutto arrivare primi per alzare più volte al cielo quella Champions League che per la Juve sembra davvero stregata. Una società di calcio di così alto prestigio, di ottimo fatturato, che si fregia del maggior numero di tifosi in Italia, deve poter recuperare negli anni quanto ha perso in campo europeo. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Cardifffl0711fl0711foto-pallone-finale--champions-2017.jpgSiNl-ennesima-occasione-perduta-1013272.htmSi100451001,02,03030318
661013264NewsEditorialeJMedical, centro medico sportivo e non solo20170523170120Nel cuore dello Juventus Stadium, un modello sanitario innovativo.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sarà per una non perfetta informazione pubblica o per chissà quale altro motivo, fatto è che certi luoghi si prefiggono come esclusivo godimento di un solo beneficiario. E’ il caso di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">JMedical</b> un modello sanitario innovativo per il benessere e la cura di tutti, che è stato inaugurato da breve tempo nell’Area 12 dello Juventus Stadium. E’ la struttura presso la quale i giocatori della Juventus vengono curati con le migliori apparecchiature sanitarie che la tecnologia moderna mette a disposizione. Ma fermo restando che all’interno della struttura Jmedical, esistono in realtà alcuni settori riservati alla Juventus, è altresì vero che questo centro medico può essere utilizzato da tutti. Un modello sanitario all’avanguardia, con una vasta gamma di servizi che va dalla diagnostica alla medicina specialistica, dalla riabilitazione alla medicina sportiva, ideato per accogliere e accompagnare i pazienti in un percorso di prevenzione e cura completa. Un’equipe di 100 specialisti di primo livello, macchine diagnostiche di ultimissima generazione, un centro di riabilitazione all’avanguardia concepito sugli standard utilizzati per gli atleti professionisti, ambulatori polispecialistici, due sale operatorie per interventi di chirurgia ambulatoriale e un modello organizzativo che consente al paziente di programmare il proprio percorso senza perdite di tempo. Questi sono i settori specialistici che fanno parte della bellissima struttura Jmedical con l’assistenza di medici professionisti di alto livello; <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allergologia e Immunologia Clinica, Anestesiologia e Terapia Antalgica, Angiologia e Chirurgia Vascolare, Biomeccanica e Posturologia, Cardiologia, Chiropratica, Chirurgia Generale, Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, Dermatologia e Venereologia, Diagnostica per immagini, Endocrinologia, Fisiatria, Fisioterapia, Gastroenterologia, Ginecologia ed Ostetricia, Medicina dello Sport, Medicina Interna, Medicina Legale e della Assicurazioni, Medicina rigenerativa ambulatoriale, Nefrologia, Neurochirurgia e Chirurgia Vertebrale, Neurologia, Nutrizione e Nutrizione Sportiva, Oculistica, Ortopedia, Osteopatia, Otorinolaringoiatria, Pneumologia, Proctologia, Psicoterapia e Psicologia dello</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sport,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Reumatologia, Traumatologia e Urologia.</b> Insomma un vero e proprio Ospedale che ha all’interno le più confortanti metodologie mediche e apparecchiature all’avanguardia. Anche noi abbiamo potuto appurare la realtà straordinaria di questa struttura medica, grazie all’invito che ci è stato riservato da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Luca Monteleone,</b> il commerciale del JMedical che ci ha fatto da accompagnatore nei vari angoli di questo luogo di cure. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Eppure, nonostante tutto”</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dice Luca Monteleone</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“ancora oggi la gente pensa che questa struttura sia riservata ai giocatori della Juventus. E’ vero, qui da noi ci sono palestre e ambulatori riservati per naturale privacy ai giocatori della Juve, tuttavia, il resto può essere usufruito da chiunque. Qui curiamo Higuain, Dybala, Mandzukic, Buffon e altri giocatori, ma anche il signor Rossi o il signor Bianchi, che ancora oggi pensano che per loro non ci sia libero accesso per eventuali costi eccessivi e quasi stentano timidamente ad informarsi. E così stiamo lavorando per fornire un’informazione più completa, più concreta nei</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">suoi particolari, che</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">possa in qualche modo modificare certi modus pensandi errati”.</b> E anche noi che abbiamo avuto il piacere di visitare dettagliatamente questo modello sanitario innovativo di alto livello, riteniamo che il JMedical, che è anche centro convenzionato con varie strutture pubbliche e private, si potrà rendere utile per la salute di tutti. Professionisti e semplici amanti dello sport, ma anche coloro i quali periodicamente si sottopongono ai vari controlli di routine. Giusto rivolgersi a un centro salute come questo. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711immagine-jmedical-torino.jpgSiNjmedical-centro-medico-sportivo-e-non-solo-1013264.htmSi100451001,02,03030348
671013263NewsCampionati6…..6…..6….sempre Juventus20170522193713La Vecchia Signora si laurea Campione d`Italia per la sesta volta consecutiva ed entra nella leggenda.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>33mo scudetto, il sesto consecutivo. E la Juventus entra nella leggenda. Ci sono storie nel calcio che ci piace raccontare al di là delle passioni sportive di parte che vanno oltre ogni spicciolo antagonismo discriminatorio, capace di precludere quell’onestà intellettuale che nello sport è necessaria quando devi congratularti con l’avversario. Ma davanti al raggiungimento di traguardi così importanti, come quelli raggiunti dalla Juventus, c’è davvero da complimentarsi per una laurea sportiva senza precedenti. Sei scudetti consecutivi parlano chiaro di una superiorità che non può essere confusa con sentimenti contrari all’oggettiva forza di una Juventus il cui progetto di vittorie e organizzazione interna, si erge sempre come qualcosa da imitare. Non è facile scrivere delle belle pagine che entrano nel libro della storia del calcio. Sono i fatti che parlano chiaro e che non si possono confondere con discorsi minimalisti, fatti di presunti favoritismi e qualunquistici pensieri di aiuti immaginati dietro l’angolo. La Juve, dopo avere conosciuto malinconicamente l’esperienza della Serie B, aveva bisogno di rivalutare un’immagine opacizzata dai fatti di calciopoli. A ragione o a torto del danno subito, la società ha cambiato i suoi vertici, si è rimboccata le maniche, ed ha cominciato a lavorare per riprendere presto il ruolo di squadra che le compete. Prima dell’avvento alla presidenza della Juventus di Andrea Agnelli, c’erano tante nuvole sul cielo di Torino. Preoccupanti interrogativi di continuità di una casata che si pensava cedesse al tempo e che non fosse più all’altezza di uno stile chiamato Juventus, che era nelle corde dell’Avv. Giovanni Agnelli e di suo fratello Umberto. Ma dal 2011, dopo l’inaugurazione dello Juventus Stadium, tutto è ritornato come prima, anzi meglio di prima. La Vecchia Signora, con Andrea Agnelli, Giuseppe Marotta, Pavel Nedved e Fabio Paratici, va alla conquista di vittorie e record che la faranno entrare nella leggenda. E’ la capacità di sapere gestire con successo l’azienda calcio fatta di aumenti di capitale, di fatturato che lievita grazie anche al merchandising, agli sponsor, alle televisioni, ai lauti introiti derivanti dalle varie partecipazioni europee e alle plusvalenze di calciatori acquistati a poco e rivenduti a prezzo esorbitante. E poi c’è la capacità di sapere scegliere gli uomini giusti al posto giusto. Prima con Conte – anima juventina – e poi con Allegri – non voluto dalla piazza bianconera – Andrea Agnelli ha insistito contro tutti, puntando su quello che a gioco lungo si rivelato il vero cavallo vincente. Ma c’è anche la capacità di non sbagliare mai un acquisto o una vendita, perché tutto è ponderato in base agli obiettivi che si vogliono raggiungere. E’ la Juve di cui tanti ne vorrebbero emulare la capacità gestionale, carpire i segreti di tanto successo, ma che ipocritamente si nascondono dietro una forma di malcelata invidia, che diventa persino antipatia per chi vince troppo e rende il campionato monotematico. Ma il calcio è fatto di cicli più o meno lunghi. Questi sono gli anni della Juventus che significano 6 anni di scudetti di seguito, tre continue conquiste di Coppe Italia, Supercoppe e appuntamenti festanti che si ripetono puntualmente per le strade di Torino, a partire da quella Piazza San Carlo che è il salotto della città Sabauda. Ma, nonostante tutto, manca ancora qualcosa da conquistare. La più grande, la più attesa, la più fortemente voluta Champions League che ronza nel cervello della società e di tutti i tifosi bianconeri a partire dall’inizio della stagione 2016’17. Quella notte del 3 giugno non ci saranno più le nuvole sul cielo di Cardiff. Sì, perché tutto sarà più chiaro come 6 anni fa, quando la storia recente della Vecchia Signora cominciò con quell’obiettivo di conquistare una Champions spesso sfuggita per un soffio. Non c’è due senza tre, e la Juve sa che quel 3 ha il significato di un anno di calcio che scolpirà sulla roccia ogni momento, ogni attimo mai fuggente che ne ha segnato le emozioni, i brividi sulla pelle di una storia diventata leggenda.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711foto-juve-vincitrice-sesto-scudetto-consecutivo.jpgSiN6-6-6-.sempre-juventus-1013263.htmSi100451001,02,03030278
681013258NewsCoppeLa Juventus stacca il biglietto per la finale di Cardiff.20170510193337Adesso La Vecchia Signora è a un passo dalla conquista della Coppa dalle grandi orecchie. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Continua il sogno Champions</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Possiamo dire che era già tutto previsto dopo il secco 0 – 2 che la Juventus aveva ottenuto a Montecarlo nella partita di andata di semifinale di Champions League. Tuttavia, le insidie che riserva spesso il pallone aveva consigliato a mister Allegri e alla sua squadra di affrontare la partita di ritorno allo Juventus Stadium in maniera intelligente, senza foga né ansia di volere chiudere subito il discorso con i monegaschi per arrivare subito in finale. E così i bianconeri si sono disposti in campo con un 3-4-2-1 che dava modo di offendere con giudizio, forti di un centrocampo e di una difesa attenta a interdire. In questa maniera la Juventus ha chiuso la pratica soffrendo soltanto all’inizio di partita. Poi, dopo il gol di Mandzukic e la perla di Dani Alves, gli avversari hanno subito il contraccolpo riuscendo soltanto a segnare con Mbappè al 24mo della ripresa. La Juve ha quindi raggiunto il suo obiettivo di arrivare alla finale di Champions, di Coppa Italia, mentre sta per vincere il suo sesto scudetto consecutivo. Eppure Allegri tiene tutti sulla corda, ricordando che ancora non si è vinto nulla, che si è in dirittura d’arrivo per la conquista del triplete, ma ancora non c’è nulla di concreto. Stesso live motiv dei giocatori, che a partire da capitan Buffon si uniscono all’unisono nel ripetere mentalmente che c’è ancora da fare un ultimo sforzo. E’ la forza della grande squadra, consapevole nei propri mezzi ma attenta a non distrarsi, come le è successo quelle poche volte che è stata castigata; vedi ad esempio il gol di Mbappè che poteva essere tranquillamente evitato se solo ci fosse stata maggiore attenzione. Comunque, due finali di Champions League in tre anni di partecipazione continua è un risultato enorme per questa Juve targata Max Allegri, un allenatore che il popolo bianconero non voleva, che è stato contestato all’inizio, ma che adesso è diventato insostituibile per concretezza, chiarezza di gioco e per l’affidabilità che tutti ripongono in lui. Il Max livornese ha saputo con intelligenza conquistare i tifosi della Juventus, la società, i giocatori e tutto l’ambiente bianconero per la sua classe, lo stile, la preparazione e l’immagine che cura nei rapporti con i media. E poi, tutto si può dire di questo allenatore spesso paragonato a Sarri per un credo calcistico diverso, forse meno armonioso nel gioco ma sicuramente più redditizio. E non può essere questione di fortuna aver sperimentato con coraggio dopo la debacle di Firenze, un modulo offensivo capace di adattare contemporaneamente i migliori campioni della sua rosa, con una forma mentis fatta di sacrificio per la squadra. Higuain e Dybala che attaccano e difendono, Mandzukic adattato in un ruolo non suo di esterno basso, capace di interdire, contrastare l’avversario, rubare palloni e, all’occorrenza, offrire appetibili suggerimenti per le punte durante le improvvise ripartenze. E poi che dire di Dani Alves, del quale dobbiamo ammettere per onestà intellettuale, il nostro errore nell’averlo considerato un fine carriera nel rifugio di casa Juventus. Dopo l’infortunio, infatti, il giocatore ex Barca appariva spesso avulso dal gioco e smanioso di mettere soltanto in bella evidenza il suo enorme bagaglio tecnico, piuttosto che mettersi al servizio della squadra. Ora, visto l’evidente calo di forma di Cuadrado che nel corso dell’anno ha dato tanto, Allegri lo ha collocato nel ruolo di esterno alto in qualità di centrocampista aggiunto, con l’ordine di aiutare anche Barzagli che è più arretrato di lui. E i risultati si sono subito visti. Oggi Dani Alves sembra rinato nell’entusiasmo, nella voglia di fare, mentre sta cercando di minimizzare i colpi di prestigio che fanno parte del suo stile, che illuminano d’immenso, ma che spesso risultano fini a se stesso nella concretezza del gioco di squadra. E poi la BBBC, che ormai è considerata la difesa più forte d’Europa e forse del mondo a livello di club. Insomma, una Juventus che talvolta lascia a desiderare per mancanza di bellezza di gioco, ma è così che Allegri vuole la sua Juve. Cinica, intelligente, attenta, con chiare caratteristiche offensive che non possono tralasciare l’attenzione continua nella fase di non possesso palla. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ancora non</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">abbiamo vinto nulla”,</b> ripetono con continuità maniacale nello spogliatoio della Juventus. Sembra quasi un ordine impartito dal suo allenatore, che con le sue urla in campo tiene tutti sulla corda. C’è ancora tempo per festeggiare, prima bisogna vincere. Adesso si deve badare al sodo, senza tante chiacchiere. E la Juventus lo sa bene.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juventus-stacca-il-biglietto-per-la-finale-di-cardiff-1013258.htmSi100451001,02,03030294
691013255NewsEditorialeLa Partita del Cuore, forza sociale a favore della ricerca.20170505185330Un importante appuntamento annuale a beneficio della ricerca contro il cancro e le malattie genetiche rare. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Martedì 30 maggio allo Juventus Stadium, artisti, campioni e vip saranno in campo per la 26/ma Partita del Cuore. La Nazionale Cantanti affronterà i Campioni per la Ricerca. Giocheranno <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gianni Morandi, Eros Ramazzotti, Paolo Belli, i ferraristi Vettel e Raikkonen, Andrea Agnelli. </b>L’evento è stato presentato oggi nella <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sala delle Colonne del</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Comune di Torino dalla Sindaca, Chiara Appendino, dal Presidente del Consiglio Regionale, Mauro Laus, dalla Presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Allegra Agnelli, dal Presidente della Fondazione del Piemonte per l’Oncologia – Istituto di Candiolo, Andrea Agnelli, dal Direttore Generale della Fondazione Telethon, Francesca Pasinelli, dal Direttore di Rai 1, Andrea Fabiano e dal Presidente della Associazione Nazionale Italiana Cantanti, Paolo Belli. </b>Proprio a Torino la Nazionale Cantanti festeggerà i suoi 30 anni di concreto associazionismo e tornerà a sfidare i “Campioni per la ricerca”, raccogliendo fondi per sostenere la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e la Fondazione Telethon. La Partita del Cuore fa tappa nel capoluogo piemontese per la terza volta negli ultimi cinque anni, dopo i grandi successi del 2013 e del 2015 e punterà a un obiettivo ambizioso: superare il record di 2 milioni e 111 mila euro di raccolta complessiva tra biglietti, sms, sponsor, ottenuto nell’ultima edizione torinese. Alla XXVI Partita del Cuore, hanno già confermato la loro presenza: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">il Presidente Paolo Belli, Gianni Morandi,Eros Ramazzotti, Luca Barbarossa, Enrico Ruggeri, Niccolò Fabi, Neri Marcorè, Paolo Vallesi, Briga, Benji e Fede, Ermal Meta, Raoul Bova, Boosta, Clementino.</b> Fra le novità più significative, la presenza come allenatore, a fianco del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dg Gianluca Pecchini</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi,</b> per dare un segnale di affetto anche verso le popolazioni colpite dal terremoto. Molte le novità attese per la formazione dei “Campioni per la Ricerca”, oltre a Vettel, Raikkonen e Andrea Agnelli. E mentre la nostra attività di giornalisti attenti all’informazione e al racconto di un evento sociale e culturale di così alto livello ci impegna a non tralasciare di scrivere nessun particolare, dobbiamo dire che più d’una volta abbiamo pensato intimamente a chi soffre, a chi è ammalato e vede nella ricerca l’unica speranza per sconfiggere il cancro e le innumerevoli malattie generiche rare. Così si è espressa la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Allegra Agnelli: “Sono felice che la Nazionale Cantanti abbia deciso di riportare a Torino la Partita del Cuore, confermando la volontà di organizzare con noi questo evento con cadenza biennale. Insieme abbiamo realizzato due edizioni record, fornendo un prezioso sostegno per lo sviluppo dell’Istituto di Candiolo, dove ricerca e cura convivono fianco a fianco per combattere nel modo più efficace possibile la difficile battaglia contro il cancro. Utilizzeremo i fondi raccolti per la costruzione di una nuova area per la criogenia. Sono convinta che anche quest’anno sarà una serata speciale come fu per l’edizione del2015. La sensibilità e la generosità di chi ci</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">sostiene ci aiuterà a</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">raggiungere traguardi importanti. Grazie a tutti”.</b> Anche <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Francesca Pasinelli, Direttore</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Generale della Fondazione Telethon</b>, ha preso la parola: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Essere beneficiari anche quest’anno, insieme alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus, di questa splendida iniziativa è per la Fondazione Telethon un grande orgoglio. Ringraziamo di cuore, oltre ai protagonisti e gli organizzatori,tutte le persone che saranno sugli spalti dello Juventus Stadium e tutti coloro che anche da casa, tramite il numero solidale decideranno di sostenere</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la ricerca scientifica sulle malattie generiche</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">rare”.</b> Volti, sguardi che raccontano la loro storia, personaggi che mettono la faccia, che si fanno garanti di trasparenza, che credono fermamente nella sensibilità della gente in aiuto alla ricerca che è fondamentale nel mondo civile. Sullo stesso stile e con il medesimo significato si sono espressi anche il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Direttore di Rai 1 Andrea Fabiano, la Sindaca Chiara Appendino, il Presidente del Consiglio Regionale Mauro Laus, il neo Presidente della Fondazione del Piemonte per l’Oncologia – Istituto di Candiolo, Andrea Agnelli e il Presidente</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">della Nazionale Cantanti Paolo Belli.</b> Un corpo unico, una squadra di dirigenti ideali per intersecarsi con lo spirito partecipativo di cantanti e campioni accorsi per un bene sociale. E noi che siamo stati presenti e testimoni di una conferenza stampa di assoluto prestigio culturale, ci sentiamo partecipi nell’appoggiare i sentimenti comuni di sensibilità verso quella Partita del Cuore che anno dopo anno ci fa riflettere sul senso della vita e sul diritto di viverla in qualità e buona salute. Tutto questo, grazie alla ricerca e alla sua grande sfida verso le attaccabili malattie che ancora oggi sono incurabili.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-gruppo-per-la-partita-del-cuore.jpgSiNla-partita-del-cuore-forza-sociale-a-favore-della-ricerca-1013255.htmSi100451001,02,03030334
701013254NewsEditorialeTorino, capitale del football italiano ed europeo20170504203516La città piemontese si distingue per l`attualità e la storia del suo calcio. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Strane ma possibili le circostanze che uniscono a volte due opposte fazioni di una città, storicamente divise per storie legate ad un pallone che va oltre ogni cosa. E’ il caso della Torino sabauda divisa com’è tra passione granata e bianconera. Ma la Mole, quella sì, non fa distinguo alcuno tra l’una e l’altra parte del tifo pallonaro, anzi si pavoneggia con orgoglio davanti all’Italia e all’Europa. In città non si sono ancora affievoliti gli entusiasmi bianconeri, per una Juventus che ha sconfitto 2 a 0 il Monaco in quel di Montecarlo.Un risultato che la tranquillizza per la partita di ritorno allo Stadium e mette una serie ipoteca alla sua partecipazione nella finale di Champions a Cardiff. Ma oggi, 4 maggio 2017, si respira qualcosa di diverso in casa granata, qualcosa che sembra impalpabile, etereo, e che nonostante siano trascorsi ben 68 anni da quel 4 maggio 1949, in cui l’aereo che riportava a casa dal Portogallo gli Invincibili calciatori del Grande Torino si schiantò sul muro della Basilica di Superga, nulla è cambiato da allora. Stessa numerosa partecipazione al dolore, stessa emozione, uguale voglia di unirsi e pregare attraverso l’abbraccio e la partecipazione di massa che il popolo granata fa sua in forma intima, nonostante il mondo intero si unisca con commozione. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bacigalupo, Ballarin, Maroso, Martelli, Rigamonti, Castigliano (Grezar), Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ossola</b>. E’ la leggenda che diventa immortale, che è storia da insegnare nelle scuole come fatto sportivo e sociale che coinvolse il mondo intero. Sono momenti di ricorrenza annuale che hanno lo scopo di tenere sempre vivo un ricordo che, tuttavia, aleggia costantemente nei cuori e nel cervello granata come fosse un mantra al quale sei legato indissolubilmente, mentre lo fai penetrare tra corpo e anima. Dunque, la Torino elegante e orgogliosa dei suoi antichi salotti reali, ha iniziato una settimana di incredibile emozione pallonara. Come dicevamo pocanzi, dopo la vittoria della Juventus a Montecarlo e la commemorazione della morte del Grande Torino, la città piemontese si appresta a vivere la notte del derby cittadino allo Juventus Stadium. Neanche il tempo di smaltire quelle due grandi emozioni, che già il derby è alle porte con tutti i suoi preparativi, gli sfottò, il folklore e la voglia di vincere che in partenza non è mai inferiore, né dall’una, né dall’altra parte. Poi, come se non bastasse, il 9 maggio ci sarà il ritorno di Champions League che vedrà la Juventus difendere il vantaggio acquisito contro la squadra monegasca e il 24 maggio si celebrerà l’inaugurazione dello Stadio Filadelfia. Già, questa è una giornata storica per il Torino e il popolo granata. Si riaprono le porte del “Tempio” del calcio, nello stesso luogo dove hanno giocato gli Invincibili e, se si ripercorre la storia recente delle difficoltà di ricostruzione di tale memoria storica granata,vengono davvero i brividi di un’emozione che non ha eguali. Pensate che si era persa anche la speranza di una ricostruzione che sembrava essere lasciata sempre in divenire, per mancanza di fondi e altri insormontabili problemi politici e burocratici. Ma alla fine lo Stadio Filadelfia rinasce nella sua essenza più forte e tangibile di un luogo che non è solo casa del calcio granata, ma ritrovo di sentimenti profondi che partono dal pallone e arrivano dritti al cuore. C’è l’anima di un ritrovo che significa famiglia, amicizia granata, incontro e relazione. Esattamente come lo è stato prima della sua assurda demolizione, un errore imperdonabile. E così Torino sta vivendo un mese di maggio unico, forse irripetibile per combinazione di date e avvenimenti storico – culturali e calcistici, che inorgogliscono e si stagliano tra probabili conquiste di trofei juventini, stracittadine roventi e romantici momenti che sanno di grande storia.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-torino.jpgSiNtorino-capitale-del-football-italiano-ed-europeo-1013254.htmSi100451001,02,03030297
711013249NewsCoppeAl Camp Nou vedremo il reale valore della Juve di Allegri20170419173526La partita da dentro o fuori. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Barcellona vs Juventus. Di questa partita si parla praticamente da una settimana, esattamente da quella notte di <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>martedì 11 aprile scorso, in cui i bianconeri hanno battuto il Barca con il risultato di 3 a 0. A seguito di questo pur rotondo risultato a favore della Juve, mille probabilità sono emerse sul fatto che la Vecchia Signora possa sentirsi o no al sicuro per il passaggio del turno. Tutto questo per effetto della remuntada che la squadra di Luis Enrique fece a discapito di un PSG che in casa aveva vinto 4 a 0. Da qui, tutti a fare i paragoni con la Juve e con la possibilità che al Camp Nou il Barca possa ripetere quell’exploit. Intanto diciamo che ogni partita fa storia a sé, e poi pur dando credito a una squadra che fa dei suoi tre giocatori d’attacco (Messi, Neymar e Suarez) la sua forza effettiva, dobbiamo dire che la Juventus ha la difesa più forte di tutta la competizione europea. E poi crediamo che l’approccio alla gara della squadra di Allegri sarà sicuramente diverso da quello messo in mostra dal PSG, il quale ha aspettato gli avversari fin dall’inizio del match. Piace l’idea di Allegri di riproporre la stessa squadra d’attacco che aveva fatto bene allo Stadium nella partita d’andata. Questo dimostra fin da subito il carattere della sua Juventus che pur al cospetto di un Camp Nou gremito fino all’inverosimile e scatenato dalla forza dei suoi tifosi, non si lascia intimorire facendo capire quanto sia importante fare almeno un gol per potere stare più tranquilli. Dunque, riteniamo assolutamente positivo questo biglietto da visita bianconero che si contrappone a certe sbandierate frasi di Luis Enrique secondo il quale il Barcellona farà la remuntada con 5 gol. Discorsi che vengono fatti per caricare l’ambiente, ma non sappiamo quanto effettivamente siano concreti dal punto di vista del convincimento personale. Loro temono la Juve e di questo ne siamo convinti, ma soprattutto li infastidisce la compattezza di <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>una difesa e di un centrocampo che improvvisamente è capace di ripartire con i suoi esterni creando superiorità numerica tra le linee. Perfetta armonia tra momenti di non possesso palla e altri di ripartenze improvvise, che sono l’emblema del sapere amministrare bene il gioco con lucidità, sbagliando il meno possibile. E’ calcio ad alti livelli e, come tale, sarà sicuramente una partita tutta da vedere, da gustare nei suoi minimi dettagli, sperando che ci sia imparzialità da parte dell’arbitro olandese Kuipers, visto che abbiamo ancora negli occhi gli errori arbitrali fatti dall’ungherese Kassai nella partita tra Real Madrid – Bayern Monaco. Ma la Juve deve guardare se stessa, deve percepire la sua forza e le motivazioni che le danno il convincimento di arrivare fino in fondo. Questa squadra è maturata rispetto al passato, perché è tosta e soprattutto non si lascia intimidire. Vedremo se la notte del Camp Nou suffragherà questo pensiero collettivo, oppure lo smentirà. Noi crediamo di non sbagliarci nel dire che a questa squadra di Allegri nulla è precluso. L’importante che non cada nell’equivoco di quel Napoli – Juventus di campionato, in cui emerse tutta la sua bruttezza di squadra entrata in campo con calcoli mentali che non si addicono alle sue caratteristiche tecniche. Ma quella partita fu determinata da una situazione diversa, adesso si scrive un’altra storia. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Barcellona Camp Noufl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNal-camp-nou-vedremo-il-reale-valore-della-juve-di-allegri-1013249.htmSi100451001,02,03030306
721013244NewsCoppeJuve – Barca day.20170411154210A Torino si respira aria da Champions <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Questa mattina la città di Torino si è svegliata prima del solito. C’è qualcosa di diverso nell’aria che non è la dolce primavera a farla sentire irrequieta e ansiosa più del solito. Oggi per la nobile città sabauda che al sorgere del sole non ha alzato le braccia per sbadigliare lentamente come in genere fa, si profila un appuntamento importante. E’ il calcio che conta, è il pallone che mette a confronto due culture diverse: quella sabauda e quella catalana. E’ il giorno dell’Euro sfida tra la Juventus e il Barcellona. Potremmo elencare lunghi anni di sfide tra queste due compagini europee, fare statistiche e pronostici, ma ogni partita fa storia a se per situazioni diverse e campioni che cambiano a testimonianza del tempo che fugge via e lascia i suoi ricordi indelebili. Ma oggi è l’11 aprile 2017. E’ un altro giorno che prepara l’ennesima storia da scrivere, da raccontare per emozioni che si susseguono attraverso il film di un match che sta per illuminare lo Stadium stracolmo di tifosi, di speranze, di aspettative, di sogni che illuminano il prato verde e si riflettono nell’anima di chi sogna quella Champions League capace di farti esplodere di felicità. Questo, la Torino bianconera lo sa, ed è per tale motivo che dà l’impressione di vivere e vestirsi di tutto punto per ospitare il grande evento. E’ un po’ come prepararsi in terra sabauda per ospitare quel Barcellona che oltre a essere una grande squadra, incarna perfettamente gli usi e i costumi della cultura catalana. L’antica nobiltà torinese che incontra la città spagnola che è capoluogo della catalogna. E persino la Gran Madre, la Mole Antonelliana, via Po, Piazza Castello, i Giardini Reali, la piazzetta Carignano, via Roma, Piazza San Carlo, sembrano diverse dal solito in una giornata dal clima e dal chiarore quasi estivo. I tifosi del Barca sembrano ordinati, rispettosi di non deturpare i giardini fioriti e ben curati e tutti gli angoli di una Torino che intende fare bella figura con i suoi bistrot, i suoi antichi bar dove puoi gustare il Bicerin al gusto di gianduia e le strade che oggi sembrano più ordinate del solito. E’ il giorno di Juventus Barcellona, il primo round <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>dei quarti di finale di Champions League. Una sfida antica che si porta dietro innumerevoli ricordi e la voglia di rivalsa per una Juve che ancora oggi sente l’amaro gusto della delusione provata due anni fa nel corso di quella finale di Champions persa proprio contro Messi e compagni. Ma oggi, mister Allegri, questa sfida l’ha preparata in ogni piccolo particolare, mentre la società bianconera si è impegnata a coinvolgere i suoi tifosi attraverso i social, dicendo : <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ormai ci</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">siamo, la vera sfida sta per cominciare”.</b> E’ un po’ come caricare di aspettativa il popolo bianconero che, tuttavia, deve rimanere nei limiti della sportività. Una sorta di carica adrenalinica che vorremmo fosse misurata di felicità. E’ l’insegnamento di una Torino mai caciara, che non ama i frastuoni, ma è nobile nella sua immagine di città di classe poco avvezza ad esagerare. Ed è il pallone bianconero che con la sua antica storia, oggi coinvolge tutti i torinesi. Nei supermercati, i mercati rionali, nei ritrovi, non si parla altro che di Juventus – Barcellona, di Messi e Dybala, di Neymar e Higuain, di Suarez e Cuadrado, piuttosto che dell’ex Dani Alves. Insomma, la febbre è alta, l’attesa ha consumato ogni angolo di ansia personale. E mentre nella Continassa e fuori dallo Juventus Stadium già pullulano le bancarelle, i gadget, le bandiere, le sciarpe e ogni altro tipo di merchandising, il fluire del Po nella sponda bianconera procede il suo corso lento, quasi ad aspettare un risultato che sogna ma non osa dire per scaramanzia.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-torino.jpgSiNjuve-barca-day-1013244.htmSi100451001,02,03030310
731013242NewsEditorialeLo stato maggiore della Juventus incontra i suoi Club Doc20170408165625Interessante iniziativa della Juventus con i suoi fan. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Che bello sarebbe se nel calcio come nella vita si potessero attingere le cose positive per scartare gli esempi più negativi. Tutto questo indipendentemente da certe aprioristiche chiusure mentali che ne inibiscono la possibilità di crescita collettiva. Nessuno è perfetto, ma qualcuno sbaglia meno di altri e dunque merita di essere preso come esempio. Partendo dunque dal presupposto che la perfezione non esiste e che dalla medaglia delle cose buone c’è sempre il risvolto di quelle meno buone, dobbiamo dire che al di là delle simpatie o antiche antipatie, l’esempio di qualità, di programmazione, di gestione amministrativa, commerciale e tecnica che dà la Juventus, è oggettivamente da imitare per potere crescere. Ci rendiamo conto che questo nostro articolo non possa suscitare apprezzamenti da parte di quella metà di tifosi italiani che non sono di fede juventina, tuttavia, riteniamo opportuno fare buona informazione facendo cronaca e parlando di certe tematiche di professionalità gestionale emerse dall'incontro voluto da una azienda calcio di successo come la Vecchia Signora. Valutazioni che quantomeno devono essere prese in considerazione attraverso punti di riflessione, nel tentativo di costruire insieme un mondo del pallone italiano, che al di là della disparità di potenza economica, deve essere amministrato con capacità progettuali che ne fanno la differenza. Una sorta di formazione collettiva che va oltre il minimalismo degli spiccioli veleni e della pochezza delle insanabili rivalità, per una crescita esponenziale di settore. Detto questo, ci piace dare informazione dell’incontro avvenuto allo Juventus Stadium da parte della società con i suoi Club Doc. Ecco i concetti più esplicativi di una comunicazione che tiene anche conto dell’etica professionale. La festa del coordinamento ha fatto emergere i dati di 133 mila iscritti per 488 Club Doc, di cui 69 fuori dall’Italia, con il 32% di crescita rispetto al 2016. Un evento atteso da tutti i Club bianconeri ma anche dalla dirigenza della Juventus che si è presentata puntuale con tutto il suo stato maggiore. Agnelli, Marotta, Nedved, Mazzia e in appoggio al centro di coordinamento anche Mariella Scirea, moglie dell’indimenticato Gaetano. Un incontro che si è occupato marginalmente di caricare la tifoseria, in vista dell’imminente partita di Champions che si disputerà martedì prossimo allo Stadium contro il Barcellona. Naturalmente, non è stato solo questo il pretesto di un evento di qualità che, se fosse stato solo per tale motivo, sarebbe risultato davvero riduttivo. Diciamo che si è approfittato di tale circostanza per rafforzare la qualità di un rapporto che deve restare sempre rispettoso delle parti, senza tuttavia prevaricare mai il senso di una collaborazione che deve sempre unire nella passione e mai disgregare. Queste le parole di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Agnelli</b>: <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Per voi io sarò sempre Andrea, perché io sono il primo tifoso della Juventus e perché penso che come tifosi siamo tutti uguali. E’ un piacere accogliere voi, primi portatori</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">di juventinità dentro e fuori dal campo”.</b> Qualche maligno potrà pensare a frasi fatte, capaci di ruffianarsi i tifosi per chissà quale scopo oscuro. Noi, più democraticamente, pensiamo invece che attraverso il dialogo, l’incontro, la relazione, il rispetto e la buona educazione delle parti, si possa costruire un rapporto di durevole stima a prescindere da ogni cosa. E’ la partecipazione alla vita dell’azienda calcio che coinvolge i suoi sostenitori e li rende collaborativi al fine di unire. Tanto è vero, che nel corso dell’evento lo stato maggiore della Juventus ha presentato il nuovo logo bianconero, facendo partecipare i presenti alla visita del cantiere dove sta sorgendo il nuovo centro sportivo della Continassa. Dunque, riteniamo davvero che questo rapporto che la società Juventus ha instaurato con i suoi Club Doc, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>sia da ritenersi assolutamente positivo alla luce di un obiettivo comune da raggiungere, che è quello della maturazione, del reciproco rispetto e di una crescita culturale che può e deve innalzare i valori sportivi di un calcio troppo spesso ritenuto pericoloso e alla mercé di personaggi ambigui. Sì, perché l’adrenalina per una partita vinta o la delusione per aver perso, non può cancellare quanto è stato seminato oggi allo Juventus Stadium, nelle menti dei suoi Club Doc sparsi in Italia e nel mondo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711foto-andrea-agnelli.jpgSiNlo-stato-maggiore-della-juventus-incontra-i-suoi-club-doc-1013242.htmSi100451001,02,03030293
741013237NewsCoppeJuventus Stadium, un errore averlo costruito così piccolo.20170324160218Febbrile corsa al biglietto per Juve - Barca<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Se chi ha costruito lo Juventus Stadium avesse previsto il grandissimo successo di pubblico presente a tutte le partite casalinghe della Juventus, sicuramente avrebbe realizzato uno stadio con una capienza di almeno 80.000 spettatori, invece dell’attuale 41.507. Stessa moderna concezione, stessa architettura, stessa capacità di facile gestione, ma sicuramente più adeguata all’esigenza dei suoi tifosi. Ma si sa, con il senno di poi <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>è sempre tutto facile, anche perché prevedere un tale afflusso di pubblico sarebbe stato impensabile, tenuto conto che quando la Juve giocava allo Stadio Comunale di Torino (oggi Grande Torino) o al vecchio Stadio Delle Alpi, non raggiungeva mai un adeguato seguito di pubblico. Partite di Coppa o match di campionato importanti, la Juventus raccoglieva sempre pochi spettatori. Poi il boom! Certo, l’adeguamento a una visibilità più moderna e il pubblico che quasi si affaccia sul campo e vede bene i giocatori e la partita in tutti i posti dello Juventus Stadium, ha fatto sì che anche quando i bianconeri affrontano l’ultima squadra in classifica, in casa c’è quasi sempre il sold out. E, neanche a dirlo, per la prossima partita di Champions dell’11 aprile che vedrà la Juventus affrontare il Barcellona nei quarti di finale, si profila una richiesta di biglietti pari a 80 mila richieste. Facile ipotizzare il tutto esaurito e un record d’incasso che sicuramente sarà superiore a 3.305.232 euro, ricavati dai 41.011 tifosi presenti allo Stadium in occasione del match Juventus – Real Madrid, semifinale d’andata del 5 maggio 2015. In occasione di Juve – Barca, la segreteria ha alzato i prezzi ai livelli massimi. Una curva costerà 50,00 euro, le tribune costeranno dai 135 ai 200 euro, polverizzando i costi dell’ultima sfida di Champions contro il Porto. Intanto a Torino, in Italia e anche all’estero, la febbre da football bianconero sale alle stelle e tocca il tetto “dell’impossibile” spesa. E mentre la Mole sorride, la prevendita riservata ai 29.000 abbonati è già cominciata. I fedelissimi hanno tempo a confermare il loro posto fino a domenica 26 marzo, poi toccherà agli abbonati UEFA. Da giovedì 30 marzo a partire dalle ore 10,00 si riserverà la vendita ai tesserati, mentre a partire dal 31 marzo anche gli abbonati a Premium Member avranno modo di prenotarsi. Insomma, chi resterà fuori (e saranno tantissimi) potranno accontentarsi di vedere la partita su Canale 5, visto che Mediaset ha già previsto di trasmetterla in chiaro. E’ il fenomeno Juve, è la sete di passione bianconera che se potesse vivrebbe la propria vita all’interno delle mura dello JStadium. I negozi, i ristoranti, i supermercati, i bar, i ritrovi; ma cosa manca? E se questo Stadium contenesse il doppio di spettatori? Beh, sicuramente la corsa al biglietto sarebbe meno febbrile, ansiosa e meglio gestibile.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711foto-jstadium.jpgSiNjuventus-stadium-un-errore-averlo-costruito-cosi-piccolo-1013237.htmSi100451001,02,03030709
751013228NewsCoppeUna Juventus cinica, apre le porte dei quarti di Champions20170223163942Agli ottavi di finale, la Juventus ha battuto il Porto 2 a 0 all`Estadio Do Dragao.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Avevamo ancora negli occhi la bellissima partita di Champions League che il Manchester City ha giocato contro il Monaco. Un calcio offensivo fatto di grande velocità, pressing a tutto campo, gol a grappoli e difese deboli. Poi è arrivata la serata di Porto – Juventus e per lunghissimi tratti della gara abbiamo assistito a un calcio dall’impronta totalmente diversa da quella offerta la sera precedente dal City e dal Monaco. Allo Estadio Do Dragao di Oporto decidono i due panchinari Pjaca e Dani Alves, che mister Allegri ha messo in campo al posto di Cuadrado e Lichtsteiner. Così la Juve vince 2 a 0 contro il Porto rimasto in 10 dal 27’ del primo tempo, per doppio giallo dato dall’arbitro a Telles. Una vittoria che apre le porte dei quarti di finale ad una Juve che ha saputo raccogliere il massimo con il minimo sforzo. Cinici e astuti, i bianconeri hanno colpito al momento giusto, dopo avere avuto la pazienza di aspettare. Il Porto ha abbassato notevolmente il suo baricentro, chiudendo ogni spazio disponibile all’avversario e mettendolo così in difficoltà nell’esplicazione del proprio gioco. Per lunghi tratti della gara, infatti, la Juve ha prodotto soltanto un possesso palla estenuante che è apparso persino stucchevole sotto il profilo di un gioco che non è mai stato verticalizzato. Passaggi precisi, brevi, e talora di scolastica facilità, sono stati l’emblema di un gioco che non è facilmente riscontrabile in una Juventus che ultimamente ci ha abituato allo spettacolo, ai gol e alle verticalizzazioni di gioco. E’ il problema di una Juve che trova delle difficoltà quando gioca contro squadre chiuse e arroccate in difesa, che non lasciano spazio agli attaccanti per l’inserimento tra le linee. Ma i bianconeri di Allegri, con questo modulo del 4-2-3-1 applicato con successo in campionato, hanno capito che possono adottarlo con esito positivo anche in Champions League, nonostante i timori della vigilia. Allo Estadio Do Dragao è emersa la voglia repressa di un Pjaca che scalpitava giustamente in panchina e che, al di là del gol segnato, ha dato segnali tangibili di maturità quando l’abbiamo visto arretrare per aiutare difesa e centrocampo. In fondo è proprio quello che vuole da lui Max Allegri, innamorato com’è dei giocatori bravi tecnicamente e duttili nel sapersi districare all’occorrenza in ruoli diversi dal proprio, come ad esempio fa Mario Mandzukic. Un po’ sottotono ci sono parsi Cuadrado e Dybala, mentre Higuain ha dato dimostrazione dell’importanza della sua presenza in squadra anche quando non segna. Ma, a nostro parere, la vera ciliegina sulla torta chiamata Juventus è stata rappresentata da Miralem Pjanic, un giocatore a lungo atteso, che finalmente ha trovato quel ruolo giusto che si confà esattamente con le sue caratteristiche tecniche. E’ la posizione ricoperta per lunghi anni da Andrea Pirlo. Cabina di regia, intelligenza tattica, visione di gioco, capacità di interdire per far filtro a centrocampo, e precisione di tiro e gol su palle inattive. Ecco, diremmo proprio che aver trovato questo giocatore di qualità che occupa una posizione così nevralgica nello scacchiere di centrocampo voluto da Allegri, rappresenta per la Juve il valore aggiunto. Tutto ciò grazie anche a Khedira, capace di aiutare il bosniaco nel momento in cui produce il suo sforzo in attacco. Per il resto ci sembra una Juve tutta in salute, nonostante le critiche e le polemiche di questi giorni, relative alla querelle tra mister Allegri e Bonucci. Tutto chiarito tra i due. Pace fatta ed episodio chiuso. Adesso si può pensare alla partita di campionato contro l’Empoli e quella di Coppa Italia contro il Napoli allo Stadium. Per la Juve gli esami non finiscono mai. D’altra parte, questo si sapeva già. Nel calcio che conta, questi sono i mesi cruciali. Importante&nbsp;farsi trovare pronti. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Oportofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNuna-juventus-cinica-apre-le-porte-dei-quarti-di-champions-1013228.htmSi100451001,02,03030339
761013225NewsEditorialeCalcio, rovescio di una medaglia che ha una sola faccia.20170221164947Le frasi d`amore del Pipita alla Juventus e alla città di Torino.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Il pallone che fa discutere, che è fatto di tante parole, troppe ingannevoli frasi e poche verità. Ma il senso è solo uno, ed è quello di stuzzicare la sfera emotiva di ognuno che quel mondo del calcio lo ama proprio. E se da una parte si discute per settimane intere sulle dichiarazioni del presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Laurentiis</b> che suscitano le polemiche di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maurizio Sarri,</b> dei tifosi e della squadra partenopea, dall’altra parte leggiamo le sperticate lodi di Higuain alla Juventus e al suo compiacimento di avere scelto una società e una città che adora. Lo status sociale di un ricco calciatore di oggi, che sembrerebbe quasi gratitudine a una Juventus che l’ha voluto fortemente, pagando una clausola economica a dir poco pazzesca. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Qui, alla Juve e a Torino, ho</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">trovato il punto della tranquillità della mia vita. Con il lavoro e fuori, in una città bellissima che mi piace da morire”</b> Sono vere e proprie parole d’amore, queste di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gonzalo Higuain,</b> che aggiunge: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Mi sento felicissimo per l’affetto dei compagni, dei tifosi e della società. Mi sento parte di loro e ho capito di avere fatto la scelta giusta. Mi fa piacere sapere che mi hanno preso, sperando di vincere la Champions. Giocare con i più forti ti fa migliorare. Chiunque tu sia puoi sempre migliorare, basta guardare Buffon. Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta. Giocare allo Stadium è spettacolare. Prima di entrare in campo vedi le foto di Platini, Baggio, Zidane, Del Piero che ti esortano a far sempre bene. Una responsabilità dalla quale non ci si può esimere.”</b> Parole che lasciano senza fiato, che faranno sicuramente innamorare i tifosi della Juventus, ma che creano ancora grande attrito verso quella Napoli e quei napoletani che si sentono traditi per un affetto prima annunciato, fortemente creduto e poi svanito in un “tradimento” che non sarà mai perdonato. Sentimenti di un calcio in cui nulla è per sempre, un mondo in cui basta un sol alito di vento per spezzare quell’esile filo che lega la passione agli interessi economici che sanno più di cinismo che di enfasi sentimentale. E’ il calcio dei nostri giorni, il pallone capace di illuderci di promesse a vita, di buoni sentimenti legati alla maglia che vorrebbero dire fare parte di una sola bandiera. Alzi la mano chi ci crede ancora! </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-higuain3.jpgSiNcalcio-rovescio-di-una-medaglia-che-ha-una-sola-faccia-1013225.htmSi100451001,02,03030256
771013222NewsEditorialeIl Memorial Marco Salmeri collega Torino a Milazzo20170206191948Nord e Sud si uniscono per una nobile causa.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>I lettori ricorderanno che pochi giorni fa ci siamo resi partecipi dell’informazione sul <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Memorial Marco</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Salmeri” di Milazzo (Me),</b> che quest’anno giunge alla sua terza edizione. Marco è stato un giovane calciatore morto tragicamente in un incidente stradale all’età di 22 anni. Una storia che ha coinvolto tante persone della città di Milazzo e dintorni, ma che ha saputo sensibilizzare anche il mondo sportivo di Torino, tramite la società di calcio dilettantistica Cit Turin. In quell’occasione avevamo parlato di un futuribile incontro tra i genitori di Marco e il presidente Angelo Frau. Ebbene, questo incontro è avvenuto in un tardo pomeriggio di sabato 4 febbraio. Le ombre della sera imminente hanno accompagnato con un po’ di tristezza un momento di particolare intensità emotiva, subito stemperata dalla grande ospitalità del Cit Turin e del suo primo rappresentante. In questo appuntamento già fissato da tempo, si sono creati i presupposti per un Memorial calcistico di grande importanza, che verterà probabilmente su un <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>triangolare di Squadre Primavera, di cui ancora non si conosce il nome ma che sicuramente appartengono a società di Serie A. Il presidente Frau, mettendo in mostra la sua grande correttezza morale che lo contraddistingue da sempre, non ha incrementato facili illusioni e voli pindarici, ma ha dato il suo appoggio per la riuscita di un Memorial che, se si realizzerà, alzerà di gran lunga l’asticella di un ricordo fatto attraverso la partecipazione del pallone che conta. Ma c’è ancora un'altra cosa che vogliamo riferire di questo bellissimo incontro in casa del Cit Turin, ed è la promessa del presidente Frau a papà Nino Salmeri, di regalare la maglia con dedica a Marco (che era interista), di Maurito Icardi. Non una maglia qualsiasi, ma la stessa maglia indossata dal capitano nerazzurro in occasione della partita contro la Juve, che si è giocata allo Juventus Stadium. In questa circostanza abbiamo avvertito attimi di intensa commozione da parte della mamma e di papà Nino, il quale con grande dignità e attenzione a non farsi scoprire con gli occhi lucidi di commozione, ha esclamato: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Grazie presidente, mi auguro che Marco da lassù capisca i sacrifici di papà, mamma e adesso anche delle persone che, pur non avendolo conosciuto personalmente, stanno imparando a volergli bene. Grazie davvero. Di cuore”.</b> E’ la parte più bella di un calcio che spesso non siamo soliti cogliere, pieni come siamo di fatti e misfatti che nascondono certi sentimenti che appartengono al senso di un gioco che resta pur sempre la metafora della vita. Il dolore per la perdita di un figlio così giovane e in tragiche circostanze, non ha prezzo. Tuttavia, l’unione di intenti e la sensibilità di un mondo del calcio dilettantistico capace di prodigarsi per una nobile causa nonostante la distanza logistica tra Torino e Milazzo, è davvero ammirevole e meritevole di attenzione da parte di noi cronisti. E’ il calcio dei dilettanti, delle persone di buona volontà che fanno volontariato per il bene sportivo e sociale dei giovani. E’ il pallone dei pochi soldi e dei sacrifici immensi, che contatta il mondo professionistico come collegamento ad una forza unica che significa atto di umanità, di vicinanza, di affetto. Eppure, il presidente Frau, forse per dissolvere un momento carico di emozione, l’ha definito il “Memorial del sorriso e dell’amicizia”, nel ricordo di un giovane calciatore travolto da un tragico destino. Sono storie di vita e di calcio, come tante ce ne sono al mondo. Famiglie colpite dal lutto e da un insanabile dolore, che spesso cercano di curare piaghe inguaribili e lottano per non far cadere nell’oblio dei sentimenti la figura del proprio figlio. E’ l’inevitabile trascorrere del tempo che induce a dimenticare. Ragazzi che attraverso il calcio hanno amato la vita e anche un sogno da sempre sognato, che però non si è mai realizzato. E’ l’altra faccia di un pallone legato ai sentimenti che non conosce fazioni, odi e veleni sportivi, ma che ci fa riflettere su un qualcosa che vale la pena credere insieme. Da nord a sud di questa nostra Italia del pallone, che non deve porre barriere limitanti a qualcosa che va oltre la delusione del gol mancato e della partita persa. E’ il calcio che significa vita. E quando questa vita si perde tragicamente e tronca i suoi interpreti, allora si ha l’obbligo di continuare a credere nel ricordo dell’esempio che ci è stato lasciato come patrimonio. Sì, perché il tempo non può cancellare un puzzle mai ultimato, per la mancanza di alcune tessere che non si sono potute incastrare per colpa del destino. E’ questo il pensiero verso Marco e verso chi, come lui, amava il calcio e la vita che non gli è stata amica. A noi non resta che proseguire il nostro dovere di cronisti, rendendo tutti partecipi di incontri come quello avvenuto a Torino in una sera di Febbraio al Cit Turin, tra i genitori di Marco venuti da lontano e un presidente generoso come Angelo Frau. Per non dimenticare.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711img_1960.jpgSiNil-memorial-marco-salmeri-collega-torino-a-milazzo-1013222.htmSi100451001,02,03030277
781013220NewsCampionatiPietro Anastasi, “Allo Stadium la Juve è favorita, ma non vorrei……”20170202191249Intervista al giocatore che ha scritto pagine importanti nella storia della Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Alla vigilia dell’attesissimo derby d’Italia che vede la Juventus affrontare l’Inter tra le mura del suo Stadium, abbiamo pensato di ascoltare l’opinione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietro Anastasi</b>, il campione siciliano che ha indossato la maglia bianconera dal 1968 al 1976, giocando 205 partite e segnando 78 reti in Serie A. Attaccante di razza, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietruzzu Anastasi</b> ha scritto pagine importanti della storia della Vecchia Signora d’Italia. Nato a Catania, è stato il simbolo di un’Italia che cambiava dal punto di vista sociale. Lo chiamavano “terrone”, ma fu l’orgoglio di un meridione che fece parlare finalmente di sé, come conquista di un’immagine rivalutata nel tempo. Oggi Anastasi vive a Varese, quella città che lo accolse tanti anni fa dopo aver lasciato la sua Catania, per realizzare quel sogno diventato poi realtà. Ascoltiamolo dunque in questa intervista. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Pietro, cosa pensi di questa Juve a trazione anteriore?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Mi piace molto, perché vedo una squadra compatta. Soprattutto a Reggio Emilia, dove tutti gli attaccanti sono stati bravi a sacrificarsi per la squadra. Certo, se Mandzukic, Higuain, Dybala, Cuadrado e Pjanic vogliono giocare insieme, devono sacrificarsi. Devo dire che lo stanno facendo molto bene. E poi, soprattutto come gioco, si è fatto un grande salto di qualità.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Pensi che questo schema di gioco così offensivo, sia proponibile anche in Champions?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Penso proprio di si. Se i giocatori che ho citato prima, sapranno sacrificarsi come hanno fatto a Reggio Emilia, sono convinto che anche in Champions League si potranno avere grandi soddisfazioni.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Si dice che il prossimo anno Allegri lascerà la Juve per andare ad allenare in Premier League. Se così fosse, tu chi vedresti bene sulla panchina della Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Vedrei un allenatore capace di continuare a percorrere la strada intrapresa prima da Conte e poi continuata da Allegri. Si parla di Paulo Sousa, un allenatore che ha fatto molto bene con la Fiorentina, dando una fisionomia di gioco propositivo. Ecco, direi proprio che lui, per il suo profilo di tecnico e per la sua conoscenza della società bianconera, potrebbe essere la persona giusta a proseguire il percorso di crescita tracciato dai suoi predecessori. E poi, avere a disposizione i giocatori che ti dà la Juve, significa indubbiamente farti fare un notevole salto di qualità anche come allenatore.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Se la Juve dovesse vincere la partita di domenica prossima contro l’Inter, pensi che metterà una seria ipoteca per la vittoria finale in campionato?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Il campionato non finisce certamente domenica, anche se la Juve dovesse battere l’Inter. Tuttavia, darebbe un segnale molto forte a squadre come la Roma, il Napoli e la stessa Inter che sta andando molto bene.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Vedi delle insidie in questo incontro con i nerazzurri di Pioli che arrivano da sette vittorie consecutive, nonostante siano usciti dalla Coppa Italia ad opera della Lazio?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“L’Inter ha trovato finalmente la quadratura del cerchio. Pioli sta facendo davvero un bel lavoro, ha inquadrato bene la squadra e i risultati ottenuti sono l’emblema di questa serie di vittorie consecutive. La sconfitta in Coppa Italia ci può anche stare, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>perché dopo tante vittorie la ritengo fisiologica. E poi, forse sono stati distratti dal pensiero della partita di domenica contro la Juve. Chissà!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Tu che hai giocato tante partite contro l’Inter, è vero che durante la settimana preparavate questo incontro in maniera particolare?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Sai Salvino, queste partite non c’è bisogno di prepararle perché si predispongono da sole. Solo il nome dell’avversario ti galvanizza e non c’è bisogno di motivare i giocatori. L’allenatore, semmai, ha l’obbligo di tenere alta la concentrazione della propria squadra, proprio quando si affrontano partite che sulla carta sembrerebbero di facile portata. Il calcio ci ha insegnato che ogni partita fa storia a sé, per cui è fondamentale prepararsi a dovere e con mentalità da seri professionisti, prima di affrontare qualsiasi match. Poi, se si incontra l’Inter c’è un motivo in più per far bene.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Pietro, se tu fossi l’allenatore della Juve, come la sistemeresti tatticamente in campo per battere l’Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Proseguirei con lo stesso modulo, anche se mi sembra che Allegri sia intenzionato ad inserire Marchisio. In questo caso si dovrebbe scegliere tra Khedira e Pjanic, perché uno dei due dovrebbe restare fuori. Personalmente penso che Pjanic potrebbe essere l’escluso, almeno inizialmente. Questo giocatore dalle grandi qualità tecniche, lo stiamo tutti aspettando. Lui può dare molto di più di quanto ha fatto vedere alla Juve fino adesso, nonostante abbia dato segni di miglioramento nelle ultime partite. Vedremo. Comunque, ribadisco che se io fossi al posto di Allegri inserirei Marchisio al posto di Pjanic.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dunque, qual è il tuo pronostico sulla partita Juventus – Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“E’ una partita difficile da pronosticare, anche per la forma attuale e la bella espressione di gioco messa in mostra dalle due squadre. Tuttavia, è indubbio dare un leggero favore a questa Juve che statisticamente ha collezionato tante vittorie allo Juventus Stadium. Ma nel calcio non c’è nulla di scontato e anche le statistiche fanno storia a se. Sai, è vero che non si può sempre vincere, ma non vorrei perdere proprio contro l’Inter!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711anastasi.jpgSiNpietro-anastasi-allo-stadium-la-juve-e-favorita-ma-non-vorrei-1013220.htmSi100451001,02,03030350
791013216NewsCoppeJuventus, espressione di calcio sublime20170126163631Tra Juventus e Milan, un match di Coppa Italia divertente e calcio giocato in grande stile.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>I lettori che sono soliti seguirci attraverso le pagine di calcio pubblicate su questo sito web, nel tempo si saranno accorti quanto sia equilibrato il nostro metro di giudizio su questa o quella squadra. Certo, non abbiamo la presunzione di trattare un argomento di così alto indice di opinabilità, senza quell’oggettiva misurazione che è tipica dei cronisti sempre attenti a riportare ciò che vedono, piuttosto che enfatizzare senza costrutto ciò che nessuno ha visto. Questione di stile, di coerenza, di rispetto della deontologia che va oltre ogni fede sportiva, ma che ha l’obbligo di manifestarsi costantemente in modo da esprimersi come super partes. Detto questo, vogliamo mettere il punto sulla Juventus che abbiamo visto ieri sera allo Stadium, nel corso della partita dei quarti di finale di Coppa Italia contro il Milan. Spesso abbiamo criticato aspramente la Vecchia Signora d’Italia, mettendo sotto accusa Massimiliano Allegri per una non precisa connotazione tattica, in una squadra dall’alto potenziale tecnico che non poteva certamente essere quella vista all’inizio di stagione contro l’Inter, poi contro il Milan in campionato e a Doha, e ancora contro il Genoa e la Fiorentina. Scoppole causate da una incredibile confusione tattica, che è stata l’artefice di una inspiegabile mancanza di autostima di calciatori ad altissimo livello tecnico, spesso dominati anche da avversari inferiori. E allora ci siamo prodigati in analisi anche acerrime, manifestate sempre nell’intento di costruire e mai per il gusto satanico di distruggere. E, quando abbiamo evidenziato l’incertezza e il non coraggio di Allegri nel sapere assemblare un centrocampo di qualità a beneficio dell’armonia del gioco d’attacco, attraverso quei giocatori le cui caratteristiche assicurano pressing alto e abnegazione nei momenti in cui c’è da interdire, non ci sbagliavamo. Dopo la figuraccia rimediata a Firenze, la Juve ha deciso di cambiare se stessa nella consapevolezza della sua reale forza. E così, dopo averla ammirata in campionato contro la Lazio, abbiamo avuto il replay contro il Milan, nella partita di Coppa Italia. Il 4-2-3-1 di fresca attuazione bianconera, garantisce una squadra con un baricentro alto e destinata a un pressing corale e avanzato, capace di soffocare sul nascere le velleità di ripartenza dell’avversario. Il coraggio di far giocare lì davanti, Cuadrado, Dybala, Higuain, Pjanic e Mandzukic ha dato i suoi frutti, perché la squadra si è espressa in maniera da far vedere giocate di calcio di alta scuola, non solo a beneficio dello spettacolo, ma con la concretezza mentale di fare gol per vincere. Ed è stata tale la propulsione ad offendere l’avversario, che già nei primi 20 minuti del match la Juve vinceva 2 a 0, avendo segnato prima con Dybala attraverso un destro sferrato in velocità , e poi con Pjanic, grazie a un bellissimo calcio piazzato degno del miglior Andrea Pirlo. Poi, nel secondo tempo, il Milan di Montella per lunghi tratti ha messo in seria difficoltà la Juve che ha abbassato, forse per fatica, il suo baricentro di centrocampo, dando così l’opportunità a Bacca di dimezzare lo svantaggio iniziale. Poi, pur restando in dieci uomini per l’espulsione di Locatelli per doppia ammonizione, il diavolo rossonero ha continuato a crederci con caparbietà, senza tuttavia alcuna seria concretezza di pareggiare i conti. La Juve, che non è stata quella del primo tempo, ha però sfiorato il terzo e il quarto gol con Mandzukic e Pjanic in due delle tante ripartenze bianconere. Ma, il non mettere al sicuro il risultato fin dal primo tempo, in cui la Juve ha continuato ad avere superiorità numerica a centrocampo e aggressività fuori dalla norma, lascia riflettere che c’è ancora da lavorare sulla tenuta mentale e fisica, per mettere al sicuro il risultato e poi saperlo gestire con razionalità, senza dover soffrire il ritorno pericoloso degli avversari. E adesso che Max Allegri si è convinto dell’importanza di far giocare insieme i cinque giocatori (Cuadrado, Dybala, Higuain, Pjanic e Mandzukic) che fanno la differenza e che hanno capito l’importanza di sacrificarsi a turno in fase di contenimento dell’avversario, ci auguriamo che anche fuori dalle mura dello Stadium si continui su questa strada, che prepara degnamente i bianconeri al prossimo turno di Champions League. Un assetto tattico premiante, capace di valorizzare le caratteristiche tecniche di un Pjanic che fino ad oggi sembrava essere un misterioso calciatore, e un Higuain che abbiamo scoperto nella maturità e completezza di campione, non solo di fare la differenza nel segnare gol, ma anche di dare concretamente una mano alla squadra nel momento del bisogno. Così Mandzukic, Cuadrado, Pjanic e Dybala. Ecco, diremmo proprio che la nostra analisi su questa “nuova” Juventus dal volto stellare finisce qui, ma con un punto interrogativo che adesso riguarda il coraggio di saper continuare su questa strada anche fuori casa. Ma Allegri, ci sorprenderà ancora nel volere cambiare la squadra in maniera guardinga, affidandosi a un centrocampo di quantità? Vedremo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNjuventus-espressione-di-calcio-sublime-1013216.htmSi100451001,02,03030331
801013210NewsCampionatiAllegri: ”Contro la Juve fanno tutti la partita della vita”20170116192008Il commento alla brutta partita della Juventus al Franchi di Firenze<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Mai banalità fu più grande nell’affermare che contro la Juventus ogni squadra moltiplica le proprie forze per incorniciare la partita della vita. Ma qual è la novità? Qual è la notizia? E’ come parlare del nulla, visto che quando la Juve perde fa felice mezza Italia, quella non bianconera. Tutte le volte che il Max della Juve si presenta davanti alle telecamere dopo una bruciante sconfitta, non fa altro che ripetere ciò che sanno tutti, che hanno visto e vissuto tutti. Dopo le sconfitte ad opere di Inter, Milan (campionato e supercoppa) e Genoa, anche a Firenze la Vecchia Signora d’Italia esce a testa bassa dal campo, completamente cosciente d’aver disputato un primo tempo da dimenticare e un secondo tempo che non ha sortito gli effetti desiderati di una reazione da grande squadra che non c’è stata. La Fiorentina di Paulo Sousa ha dominato in lungo e largo, infliggendo una vera lezione di calcio agonistico, di ordine tattico e di grande aggressività. E’ il calcio di chi sa che la squadra che hai di fronte ti sovrasta dal punto di vista tecnico e che c’è solo un modo per superarla, attraverso l’intensità agonistica, il pressing alto e asfissiante, mettendo anche grande concentrazione nel non concedere una minima occasione all’avversario. E la viola, con una stadio Franchi colmo fino all’eccesso, quel compito l’ha eseguito con grande diligenza, agevolata com’è stata da una Juventus che in campo non si è mai vista. Troppi sono stati gli errori tecnici e troppe le macroscopiche confusioni manifestate da una squadra amorfa che è sempre stata in balìa dell’avversario. Ma a prescindere dalla solita banalità che fa sempre capo alla Juve che stimola l’avversario a far la partita della vita, ci sembra di poter dire che gli sbagli di Allegri stiano diventando purtroppo una costante negativa per la squadra. Soprattutto fuori casa, la Juve è messa in campo per contenere l’avversario e cercare di ripartire. Al contrario delle partite casalinghe allo Juventus Stadium, in cui i bianconeri, fin dall’inizio, aggrediscono l’avversario attraverso un gioco corale, una difesa a quattro, tre centrocampisti, un trequartista, una mezza punta e una punta effettiva di ruolo. Una disposizione tattica che vede due centrali di difesa, due esterni (Lichtsteiner, Alex Sandro) tre centrocampista (Marchisio, Kedira, Sturaro) un trequartista (Pjanic), una mezza punta che agisce dalla trequarti campo in avanti (Dybala che aiuta sia Pjanic che Higuain) e una classica punta pronta a segnare (Higuain). Fuori casa, come a Firenze, Allegri schiera la difesa a tre ( la vecchia BBC), cinque centrocampisti con il confusionario Cuadrado che funge da esterno alto, porta palla, qualche volta salta l’uomo e cento altre volte cade a terra. E poi? Già, dimenticavamo la “magnifica” idea di far girare a vuoto per il campo un Dybala che si fa trovare nella zona della difesa, di centrocampo, di esterno destro e sinistro, con l’obbligo di stare larghissimo e quasi attaccato alla linea laterale. Ma come potrà mai questo talento argentino, sacrificato com’è nelle partite fuori casa, ad arrivare in porta, segnare e/o aiutare Higuain che resta immancabilmente solo? E poi, a parer nostro, sarebbe pure opportuno chiedersi perché Kedira che cammina e non corre, sia sempre in campo senza mai incidere. E persino Marchisio non sembra più lui. Certo, mancando Pogba, Vidal e Pirlo, la situazione è cambiata di molto, ma non si può certo dire che questa squadra non sia infarcita di campioni capaci di fare la differenza. E per fare questa differenza è necessaria una quadratura del cerchio che si chiama assetto tattico soprattutto a centrocampo, che si chiama ordine, che si chiama collegamento tra i reparti, linearità di manovra e verticalizzazione di gioco che fa capo a un pressing alto e continuo. Ma, per fare questo, ci vuole grande preparazione fisica, mentale, intensità e tenuta continua. Certo, ha un bel dire il Max della Juve che non c’è nessuna squadra al mondo che riesce ad avere un possesso palla per 60 o 70 minuti della partita. E’ vero, nessuno pretende che questi giocatori vestiti con la maglia bianconera diventino dei marziani capaci di vincere sempre e magari stravincere il campionato anzitempo. Si chiede più semplicemente di vedere un calcio consono alle reali capacità tecniche e agonistiche, fatto da campioni quali essi sono. Ma è il direttore d’orchestra che deve prima di ogni altra cosa avere le idee chiare sulla sua squadra, sulle caratteristiche tecniche di ognuno di loro e assemblarli ad una formula tattica definitiva. E anche se ci si rifugia dietro al paravento dei discorsi che la Juve è prima in Campionato, che si è qualificata per gli ottavi di finale di Champions ed è in corsa per la Coppa Italia, oggi, 16 gennaio 2017, dopo sei mesi di partite, vediamo ancora troppa confusione e insicurezza, basti vedere Allegri che continuamente si rivolge al suo secondo Landucci per sapere cosa ne pensa, cosa fare, cosa cambiare, quando e chi togliere. Noi riteniamo che Barzagli e Chiellini debbano cominciare a stare in panchina e fare gruppo con la squadra, dando spazio a un Rugani che ha già ampiamente dimostrato l’eleganza di gioco e maturazione personale . E poi Marko Pjaca deve essere considerato di diritto un titolare. Lui ha i numeri per diventare un punto fermo di questa Juve. E adesso ci si aspetta una partita d’orgoglio contro la Lazio, tra le mura casalinghe. Noi siamo pronti a scommettere che vedremo un’altra Juve, proprio per l’analisi che abbiamo fatto fin qui. Ma a partire dalle prossime partite fuori casa, vedremo la stessa Juve dello Stadium? Chissà! D’altra parte, sia in casa che fuori, tutti vogliono fare la partita della vita contro la Juve. Vero mister Allegri?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Firenze Stadio Franchifl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNallegri:-contro-la-juve-fanno-tutti-la-partita-della-vita-1013210.htmSi100451001,02,03030318
811013207NewsCoppeMihajlovic, carattere deciso ma mai ipocrita20170113193623Un allenatore da ammirare.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Il Sinisa granata sembra essere stato disegnato dal destino. Sì, perché ha tutto, ma proprio tutto quello che significa essere del Toro. Sanguigno, furioso, istintivo, ma capace di mettere cuore e anima nel suo lavoro, per il bene della squadra. E così mister Mihajlovic somatizza, s’incazza, ci sta male, si aggroviglia e s’incasina di cause e concause, dopo ogni partita in cui il suo Toro gioca bene per 45 minuti, poi molla, riprende a giocare bene, ma alla fine perde la partita. E’ quello che abbiamo visto a San Siro nella partita di Coppa Italia che il Torino ha giocato contro il Milan. Nel primo tempo abbiamo visto un Toro capace di piacevoli manovre, bello e determinato. Ha aggredito l’avversario ed è andato in vantaggio con una bellissima rete di Belotti, che si è involato in area di rigore avversaria ed ha fatto partire un destro che ha superato Donnarumma. Il Milan di Montella si è subito trovato spiazzato, forse perché non s’aspettava un Toro così ordinato tatticamente, intelligente nelle ripartenze e anche preciso nei passaggi e nelle verticalizzazioni. Brillanti i componenti di centrocampo che si sono avvalsi di uno splendido Ljajic salito in cattedra, e della velocità di un Iturbe che sembrava andare a mille all’ora, mentre Belotti lottava da vero guerriero contro un Paletta che gli ha fatto sentire più d’una volta i suoi tacchetti. Ma è tutta la squadra del Toro che ha brillato nel primo tempo, con il pensiero fisso di potere regalare ai suoi tifosi il derby di Coppa Italia con la Juve, dopo aver vinto contro il Milan. Poi, nel secondo tempo, la confusione, l’incertezza e forse anche un’ingiustificata paura di perdere, ha fatto sì che i granata si abbassassero in maniera smisurata, dando così campo a un Milan che fino a quel punto non aveva dato segni di vitalità. Così i rossoneri hanno preso animo, il Toro è andato in barca e tutto è stato più facile per il Milan che ha approfittato del momento propizio, per pareggiare le sorti con Kucka e poi segnando il 2 a 1 definitivo con Bonaventura. Tutto in 3 minuti di pura follia granata, che così facendo ha mandato ai quarti di finale un Milan che dovrà vedersela con la Juve allo Juventus Stadium. Certo, il Milan di Montella è apparso cinico e sornione, davanti un Toro ingenuo che pecca di maturità. Ma forse è proprio questo il cruccio di Sinisa, che si danna sul fatto di una tenuta psicologica che non avviene nell’arco dei 90 o 95 minuti di partita. Egli è convinto che il problema dei suoi ragazzi sia psicologico e non fisico e atletico. I ragazzi si allenano bene e riprovano a memoria schemi e ripartenze, mentre si dà pure molta importanza anche ai calci piazzati. Insomma la squadra c’è, il livello tecnico si è alzato, anche se manca ancora qualcosa in difesa e, soprattutto,bisogna avere pazienza che giovani interessanti e di qualità crescano dal punto di vista del carattere, della tenuta e anche della gestione della partita dopo averla dominata anche per lunghi tratti della gara. Noi siamo convinti che si tratti di tempo, che Baselli, Barreca, Benassi, Boyè, Iturbe, Ljajic, maturino mentalmente al pari del loro talento. Per Belotti, invece, il discorso è da fare a parte. Lui è il valore aggiunto di un Toro che si pregia di un attaccante di qualità superiore. Il “gallo” sarebbe già pronto per la Champions League, ma questo Toro no. Bisogna dunque avere pazienza e affrettare una maturazione che tarda ad arrivare. Sinisa Mihajlovic, con il suo carattere, con la cocciutaggine che si ritrova, con la voglia di Toro che ha, sicuramente ci riuscirà. Si arrabbierà ancora, non dormirà la notte, vivrà ancora qualche domenica pomeriggio in cui si presenterà giustamente rabbuiato in conferenza stampa contro noi giornalisti, ma è il suo modo di essere. Meglio così, perché tutto ciò è significativo di chi mette l’anima in tutto quello che fa. E in un mondo del calcio in cui esistono solo i lauti contratti, ed il vile denaro sembra essere l’unico scopo di un calcio che non è più gioco, noi diciamo senza remora alcuna: “Ben vengano personaggi come Sinisa”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio San Sirofl0711fl0711foto-mihajlovic.jpgSiNmihajlovic-carattere-deciso-ma-mai-ipocrita-1013207.htmSi100451001,02,03030271
821013206NewsCoppeCoppa Italia, la Juventus batte l’Atalanta ma non perde quel vizio…..20170112183041Dubbi e perplessità si intrecciano in una Juve a due facce.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Qual è quel vizio? Quello emerso a Doha con la perdita della Supercoppa Italiana: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la distrazione.</b> Sì, una ingiustificata distrazione che mette in guardia difesa e centrocampo a una maggiore attenzione, per non cadere in confusione e soffrire in maniera incomprensibile. La Juve vista in Coppa Italia contro l’Atalanta di Gasperini (bella espressione di gioco del calcio moderno) ha giocato un primo tempo di alta scuola tecnica, con Dybala sugli scudi e ogni reparto pronto a non sbagliare il passaggio e verticalizzare il gioco. Fluidità di manovra e bellezza del gioco del calcio, hanno riscaldato gli animi e non solo, dei tifosi juventini accorsi allo stadium in una serata glaciale. Ottimo Rugani (che ricorda molto Gaetano Scirea nella limpidezza degli interventi), bravi gli esterni, ottimo centrocampo orchestrato da un resuscitato Pjanic e immenso Dybala autore di un bellissimo gol e di un assist a Mario Mandzukic, che ha realizzato la seconda rete per la Juve. Poi, nel secondo tempo,vuoi per le scelte di Allegri di togliere Dybala, Pjanic, Marchisio, e dare loro respiro in vista della prossima partita che la Juve giocherà a Firenze, vuoi per una ormai cattiva abitudine di mollare la concentrazione nel bel mezzo di una partita, fatto è che la Juventus ha sofferto e rischiato di pareggiare e poi giocare i supplementari di una partita che doveva semplicemente gestire meglio. E per gestire meglio il vantaggio, intendiamo il possesso palla nella metà campo avversaria che improvvisamente è sparito. Come sparito (forse per stanchezza) appare spesso Lictsteiner, responsabile del gol ottenuto dall’Atalanta, per non essere riuscito ad anticipare l’avversario. E poi il centrocampo lasciato nelle mani dei soli Hernanes, Sturaro, Rincon, rispettabilissimi giocatori di forza fisica e nulla più, sono subito sembrati in balia di avversari giovani ma che fino all’ultimo hanno creduto nell’impresa di riuscire a pareggiare una partita che le potesse dare la speranza dei tempi supplementari. Ma non è certamente la bella Atalanta di Gasperini, il problema di una Juve che perde in concentrazione e rischia grosso ogni qualvolta viene aggredita dall’avversario. Allegri non sa spiegare i motivi, pur evidenziando un’anomalia che ormai è sotto gli occhi di tutti. Noi non crediamo si tratti di stanchezza, perché la Juventus vista nel primo tempo contro l’Atalanta è apparsa in salute nelle idee e nella sostanza. Si è divertita e ha fatto divertire. Poi, il buio più completo. E, se non fosse stato per quel rigore concesso dall’arbitro per atterramento di Lictsteiner in area trasformato da Pjanic, la Juve avrebbe sicuramente compromesso una partita che avrebbe potuto e forse dovuto vincere sul velluto. Intanto, in campionato domenica prossima si giocherà la prima partita del girone di ritorno. La strada è ancora lunga e bisogna trovare in fretta i motivi di certi atteggiamenti errati e risolverli. Certo,non sarà facile. Ma la Juve ci ha abituato da sempre, che quando è ora non delude mai.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711foto-dybala.jpgSiNcoppa-italia-la-juventus-batte-l-atalanta-ma-non-perde-quel-vizio-1013206.htmSi100451001,02,03030250
831013202NewsCalciomercatoBeppe Marotta, ”L’equazione di chi più spende più vince, non esiste”20170104181341Allo Stadium ci siamo intrattenuti con l`AD della Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo la presentazione ufficiale di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Tomas Rincon</b> avvenuta il 3 gennaio allo Juventus Stadium, l’Amministratore Delegato Beppe Marotta si è soffermato con noi giornalisti. L’incontro che è apparso subito interessante e di grande rilievo per quanto riguarda le notizie sulla Juve, è stato per certi aspetti prolifico anche sotto l’aspetto gestionale del calcio moderno. L’aver perso <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Witsel,</b> che fino all’ultimo sembrava cosa fatta, ha suscitato domande lecite sull’esoso potere d’acquisto della Cina. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“L’equazione di chi più spende più vince, non esiste e spesso è</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">stata disattesa”</b> dice Marotta, il quale sposta l’argomento più come fatto nuovo che va a discapito di tutti i club europei, piuttosto che come argomento di perdita improvvisa di potere della Juventus. Ed è stata proprio questa una delle tante domande che abbiamo rivolto all’AD della Juve, società da sempre incontrastata in Italia a mantenere un certo potere economico che altre non hanno. Per quanto riguarda l’affare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gagliardini, </b>che è quasi concluso dall’Inter, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marotta</b> dice: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“E’ importante creare un modello di riferimento e la Juventus ce l’ha, sia sportivo che imprenditoriale. Noi abbiamo vinto con il modello che vale più dei soldi. Non ci preoccupa che l’Inter punti sui giovani italiani, perché noi continuiamo a monitorare. In ogni caso non conta la capacità del management ma il valore del brand. E in questo preciso momento sono i giocatori che vogliono venire da noi, tanti e buoni. Tuttavia, non possiamo prenderli tutti.”</b> Abbiamo poi spostato il discorso sugli acquisti nel mercato di gennaio, chiedendo se Rincon fosse per la Juve l’unico acquisto. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Siamo in fase di conclusione per Caldara, quindi di acquisti ne abbiamo già fatti due. Gennaio serve anche per lavorare per il futuro e qualche contatto lo avremo per giocatori che oggi non sono trasferibili. Caldara l’abbiamo preso perché è funzionale al nostro modello, visto che in difesa abbiamo grandi professionisti ma datati e quindi dobbiamo pensare al futuro. Lo lasceremo in prestito per altri sei mesi e probabilmente anche per l’anno prossimo, visto che in difesa siamo a posto e Benatia verrà probabilmente riscattato.” </b>Si insiste poi sull’argomento <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri </b>che è stato immortalato dalle telecamere dopo la sconfitta di Supercoppa a Doha. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ne ho visti tanti di allenatori arrabbiati dopo una sconfitta. Allegri non fa eccezione e quindi cataloghiamolo come semplice sfogo adrenalinico. Calci nel sedere non ne abbiamo dati a nessuno. E’ vero, abbiamo perso per un rigore, ma non vedo come si possano rimproverare giocatori che ci hanno regalato tante soddisfazioni: non dimentichiamo che siamo campioni d’inverno e primi nel girone di Champions. Perdere una partita ci sta, anche se la Juve è più abituata a vincere e quindi il rammarico rimane evidente.”</b> Esaustivo e molto loquace ci è parso l’AD della Juventus. Toni bassi, garbati e idee molto chiare nell’affrontare le relazioni con i media. Così com’è nello stile Juventus.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadium fl0711fl0711marotta.jpgSiNbeppe-marotta-l-equazione-di-chi-pio-spende-pio-vince-non-esiste-1013202.htmSi100451001,02,03030362
841013196NewsCampionatiVince la Juve contro la Roma e si porta a + 7 dai giallorossi.20161218132357Incontro avvincente e carico di spunti agonistici<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">17° turno di campionato, 17 come il giorno della partita, e quasi 17 (ma al 14’ di fatto) il gol di Higuain che ha deciso il match. Non c’è che dire, il 17 è il numero fortunato per questa Juve, che battendo allo Juventus Stadium la Roma per 1 a 0, la distacca di ben 7 punti. Chapeau, dunque, ai bianconeri di Allegri, che dopo avere incamerato le brutte scoppole subite da Inter, Milan e Genoa, ne ha fatto tesoro ritrovando umiltà, carattere, capacità di soffrire, e persino il gioco perduto fin dall’inizio di stagione. E’ la storia delle grandi squadre come la Juve, che difficilmente muoiono e che sono capaci di ritrovarsi dopo l’apparente agonia. Contro la Roma di Spalletti, la Juve è partita con voglia scatenante e pressing alto, decisa a far sua una partita che fin dalla vigilia si presentava importantissima per il prosieguo del campionato di entrambe le squadre. E così è salito in cattedra il portiere giallorosso Szczesny, che più di una volta ha salvato la sua porta dai tiri arrembanti degli avanti bianconeri. Ma al 14° nulla ha potuto il portiere romanista, quando il pipita Higuain sulla trequarti campo vince il contrasto con De Rossi, salta Manolas e dal limite dell’aria fa partire un tiro che risulta imparabile per il numero 1 polacco. A questo punto la Juve rallenta il suo pressing asfissiante e la Roma sale in cattedra soprattutto con Nainggolan, dimostratosi guerriero com’è nelle sue caratteristiche fisiche e mentali. Ma la Roma di Spalletti questa sera ha evidenziato alcune gravi incertezze soprattutto a centrocampo, dove Gerson non è mai entrato in partita e Perotti non è riuscito a fare la differenza come in altre occasioni. Evidentemente i giallorossi sono stati sorpresi fin dall’inizio, da questo cipiglio propulsivo di una Juve scesa in campo a vendere cara la pelle. E persino Sturaro ha meravigliato positivamente nel suo correre, contrastare e farsi trovare pronto anche in attacco, quando più d’una volta ha sfiorato il raddoppio per la Juve. Ma il 7 in pagella, a parer nostro, oltre a Higuain che ha segnato il gol decisivo, lo meritano Mandzukic e Rugani. Mandzukic, per aver giocato spesso da difensore aggiunto, recuperando un’infinità di palloni, mentre Rugani ha dimostrato grande personalità e certezza di un futuro che è già presente. Ma è nella sua totalità che la Juve ha giocato da squadra, con il pensiero mai smarrito che questa partita potesse rappresentare il bivio verso quel 6° scudetto consecutivo che la farebbe entrare nella leggenda. La Roma di Spalletti, pur avendo pressato la Juve per lunghi tratti del secondo tempo alla ricerca del pareggio, ha realmente impensierito Buffon soltanto in alcune circostanze. Molti sono stati gli ammoniti di una partita spigolosa per antiche ruggini e per il reale desiderio dei giallorossi di ambire al ruolo di unica vera squadra anti Juve: a De Rossi, Dzeko, Gerson, Nainggolan, Rudiger, il signor Orsato ha mostrato i cartellino giallo, come pure a Rugani, Alex Sandro e Sturaro. Adesso, dopo che la Juve si è laureata Campione d’inverno con due turni d’anticipo, punta tutto il suo impegno alla Supercoppa che la vedrà opporsi al Milan in quel di Doha. Poi le meritate vacanze di Natale e uno sguardo al mantenimento del distacco acquisito in campionato, che fa da antipasto al riavvio di Champions League contro il Porto. Insomma, per i tifosi juventini si prospetta un 2017 che, se avrà gli stessi risultati vincenti emersi in questa circostanza per la concomitanza del numero 17, quali migliori auspici?</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNvince-la-juve-contro-la-roma-e-si-porta-a-+-7-dai-giallorossi-1013196.htmSi100451001,02,03030318
851013175NewsCampionatiQuando il calcio è umanità20161005195220Mihajlovic e Bonucci, autori di profonde dichiarazioni che fanno riflettere. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Chi vive di emozioni come fatto essenziale dell’esaltazione dei sentimenti, sa che a volte basta un gesto, una parola o riflessioni su tematiche profonde di vita, per suscitare <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>brividi che coinvolgono cuore e cervello. Il calcio, mezzo di comunicazione e grande aggregazione sociale, è uno dei principali sviluppatori di emozioni dettati non solo dai gesti tecnici o dai gol segnati in campo, ma anche dalle parole dei giocatori e dagli addetti ai lavori, capaci di rafforzare il senso dell’umano. Già, perché tutto ciò che mette al centro l’uomo attraverso il suo fare e il suo dire, può suscitare emozione. E così succede che smaltita l’adrenalina del match, capita pure di trovarsi in sede di conferenza stampa e capire che in fondo non sono solo parole di circostanza, quelle che si dicono in quella particolare sede, ma c’è anche qualcosa che ti fa pensare e scrivere di getto ciò che neppure t’aspetti. Dopo la partita di domenica scorsa tra Torino e Fiorentina, l’allenatore del Toro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sinisa Mihajlovic</b> ha dato dimostrazione di grande umanità nel rispondere di getto a un collega giornalista, il quale gli ha chiesto se per un ragazzo di 22 anni come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benassi</b>, non sia difficile portare la fascia di capitano. A questo punto, senza neanche pensarci un attimo, il tecnico serbo ha detto: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“ Non è facile alzarsi ogni mattina alle 4 e mezza, andare a lavorare alle 6 per tutto il giorno e non arrivare a fine mese. Questo non è facile. La fascia da capitano, invece, è un piacere, un orgoglio: lui è una persona</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">fortunata come tutti noi che facciamo questo lavoro”.</b> Grande riflessione capace di sconvolgere il piano di lavoro di noi giornalisti, che prevede come sempre considerazioni di tipo tecnico. Ma questa volta no, Sinisa ha colpito in pieno ed ha suscitato sentimenti di grande stima nei suoi confronti. Poi, parlando sempre dei fatti umani che suscitano emozioni nel calcio, vogliamo citare le parole di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Leonardo Bonucci,</b> anch’egli in conferenza stampa da Coverciano, dove la Nazionale sta preparando l’importante incontro con la Spagna, allo Juventus Stadium di Torino. Ebbene, in questa circostanza, abbiamo visto le lacrime del centrale difensivo della Juventus, che nel ricordare il recente periodo difficile da lui vissuto a seguito della malattia di suo figlio Matteo, ha detto: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Quello che ho vissuto negli ultimi due mesi mi ha dato una grande forza, ringrazio mio figlio e mia moglie, sono stati momenti duri. Matteo mi ha trasmesso tanta forza, così come Lorenzo e la stessa cosa ha fatto mia moglie. Sono situazioni che ti fanno crescere, che ti fanno vedere la reale importanza delle cose. Adesso, alcune critiche, alcune discussioni, alcuni rimproveri e certi mugugni mi fanno capire che sì c’è sempre da migliorare, ma l’importanza di quello che ti accade nella vita è molto più importante di un passaggio sbagliato. Quando stai bene con la testa e con il cuore, funziona tutto”. </b>Ecco, possiamo proprio ritenerci fortunati noi giornalisti, quando si presenta l’occasione di fare informazione di così alto spessore umano. In fondo, sono proprio queste riflessioni che ci inorgogliscono, di un mondo del pallone non sempre meritevole di fatti da raccontare.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711bonucci-legg.jpgSiNquando-il-calcio-e-umanita-1013175.htmSi100451001,02,03030376
861013170NewsCoppeAllegri, perché questa Juventus con il freno tirato?20160915163553Incerto inizio della Juve in Champions<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Juventus – Siviglia 0 a 0.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Il primo turno di Champions League 2016- ’17 della squadra bianconera, ha mostrato dei chiaro scuri che fanno discutere su alcuni punti. Fermo restando che alla Juventus sarebbe bastata un po’ di fortuna per portare a casa i tre punti (vedi la traversa di Higuain nel secondo tempo, il colpo di testa di Alex Sandro neutralizzato con la punta delle dita dal portiere spagnolo e, non ultimo, il possibile rigore non dato per atterramento in area di Pjaca sul finire della partita) ci chiediamo perché la squadra di Allegri sia apparsa così timorosa e titubante, soprattutto nel primo tempo, allorquando si è manifestato evidente un atteggiamento tattico troppo attendista. Uniche due occasioni della prima parte della gara sono capitate sui piedi di Kedira, il quale non ha saputo sfruttare due bellissime imbucate che avrebbero potuto portare in vantaggio la sua squadra. Poi il nulla, mentre appariva ordinata e ben messa in campo la squadra spagnola di Sanpaoli, il tecnico cileno che con un 4-3-3 è stato capace di imbrigliare il gioco offensivo bianconero. E’ vero, il Siviglia non ha fatto neanche un tiro in porta durante tutta la partita, tuttavia, è bene dire che il non gioco sugli esterni da parte della squadra di Allegri, ha agevolato di gran lunga la tattica degli spagnoli. E allora la domanda viene spontanea: “Perché Allegri ha optato fin dall’inizio con un centrocampo muscolare composto da Asamoah, Lemina e Kedira, lasciando in panchina Pjanic che è capace di dettare i tempi? Più che un 3-5-2 posto all’inizio della gara, la squadra di Allegri ha manifestato sul campo un 5-3-1-1 che la dice lunga su un atteggiamento tattico molto guardingo nel corso dei primi 45 minuti. Poi, nel secondo tempo, approfittando di un calo fisico da parte degli avversari, la Juventus è apparsa più aggressiva. E allora, perché non iniziare la partita con la stessa foga agonistica dimostrata in buona parte dei secondi 45 minuti di gioco? Questo ci sembra un punto importante sul quale riflettere a lungo, anche in considerazione del fatto che il calcio europeo ci insegna che nella logica del <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>gioco moderno è prevista la presenza dei due esterni larghissimi, quasi incollati sulle linee laterali. Tutto questo è allo scopo di creare un gioco arioso che possa creare superiorità numerica, quando uno dei due esterni salta l’avversario per andare a fondo campo e crossare in area di rigore. Perché la squadra di Allegri non l’ha fatto? Forse perché i 3 attaccanti spagnoli che stazionavano stabilmente e in modo aggressivo sulla trequarti campo, avrebbero potuto rappresentare un pericolo per la porta di Buffon? Ma in tal caso, non sarebbe stato meglio spingere con gli esterni Evra e Dani Alves a turno, organizzando nella fase di interdizione uno scambio di ruoli con il centrocampo? Quello di regalare il primo tempo agli avversari, non è purtroppo una novità assoluta per la squadra di Allegri, che tende sempre ad aspettare il secondo tempo inoltrato per affondare i suoi colpi, approfittando dell’inevitabile calo fisico degli avversari. Ci sono certamente molte domande da farsi su questa Juventus di Champions che tende a snaturare il suo atteggiamento di squadra brillante del campionato italiano. E poi c’è un certo Pjaca da non sottovalutare, anzi riteniamo proprio che questo giocatore giovane, dotato di velocità e ottima tecnica di base, per le sue caratteristiche tecniche potrebbe essere utilissimo alla Juventus, qualora Allegri decidesse di optare per un 4-3-3. Insomma, nell’analisi globale di ciò che abbiamo visto allo Juventus Stadium nella prima di Champions, riteniamo davvero che Allegri debba prendere coscienza di avere a sua disposizione una Ferrari, che non può essere condotta come una 500. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNallegri-perche-questa-juventus-con-il-freno-tirato-1013170.htmSi100451001,02,03030396
871013167NewsCampionatiPer la Nazionale di Ventura, male la prima e buona la seconda.20160906155916Buona prova degli azzurri di Ventura <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Dopo la prima partita amichevole contro la Francia (che è tutta da dimenticare), nel secondo match della gestione <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ventura</b> abbiamo visto cose pregevoli e alcune ombre da non sottovalutare. Contro l’Israele, partita valevole per la qualificazione ai mondiali del 2018, si è vista una squadra più concreta soprattutto a centrocampo, dove <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Verratti</b> posto davanti alla difesa (alla Pirlo), ha contribuito largamente alla vittoria degli azzurri per 3 a 1. Il ragazzo ha mostrato grande carisma e maturità da vendere, ergendosi a pedina indispensabile per qualità di gioco e distribuzione di palloni con i giusti tempi. Una posizione nevralgica di centrocampo, quella di Verratti, che gli calza a pennello per essere sempre presente in fase di possesso e non possesso palla. Sempre nel vivo del gioco, sempre alla ricerca di palloni da distribuire con efficacia e sagacia tattica; insomma, gli azzurri hanno trovato il leader che cercavano ormai da tanto tempo. Per il resto, il cambio di guida tecnica ha evidenziato che, nonostante lo stesso schema tattico del 3-5-2 utilizzato da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Conte,</b> la Nazionale di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ventura</b> tende ad aspettare l’avversario per colpirlo poi con ripartenze improvvise. Modus operandi diversi, di chi crede in un calcio aggressivo (Conte) e chi invece sa attendere (Ventura). L’importante è che la sostanza non cambi e che si proceda con il cipiglio che abbiamo apprezzato contro l’Israele, dove per quasi tutto il secondo tempo, gli azzurri hanno dovuto affrontare la partita in dieci uomini per effetto dell’espulsione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini</b>. Già, Chiellini. E’ stato l’unico vero neo della serata. Ha sbagliato una serie innumerevole di palloni, forse più di quanto non abbia fatto lungo l’arco della sua carriera. Segno di una non perfetta forma fisica e mentale, che avrebbe bisogno di maggiore attenzione da parte di chi gestisce il giocatore, che non è più giovane come un tempo. E non è un caso che la Juventus stia già pensando a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Matteo Darmian</b> per il mercato di Gennaio, approfittando del fatto che il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manchester United</b> e il suo coach <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mourinho</b>, lo hanno estromesso dalla rosa dei titolari. Un segnale in più, che in casa Juve si sta valutando con la solita attenzione programmatica. E quindi, tornando alla Nazionale di Ventura, questi tre punti conquistati contro l’Israele valgono oro, soprattutto in considerazione del fatto che quest’anno si qualificherà di diritto ai Mondiali soltanto la prima squadra classificata di ciascun girone. Il 6 Ottobre, allo Juventus Stadium di Torino, la Nazionale ospiterà la Spagna e poi il 9 ci sarà Macedonia – Italia, mentre il 12 Novembre si svolgerà il match contro il Liechtenstein e il 24 Marzo 2017 sarà la volta di Italia – Albania, quale ultima partita d’andata del girone. Non c’è che dire, il percorso di qualificazione degli azzurri non si presenta per nulla semplice, non solo per la presenza della Spagna che abbiamo già battuto agli Europei, ma per la necessità di risultati positivi e continuativi, che è necessario fare per garantirsi una tranquilla qualificazione. Altrimenti sarebbe un guaio, perché per qualificarsi ai Mondiali, le migliori seconde classificate dovranno giocare i play – off. Vedremo cosa accadrà. Una cosa è certa, questa Nazionale di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Giampiero Ventura</b> è chiamata a combattere con se stessa, ma anche con l’ombra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Antonio Conte</b>, l’irrequieto condottiero di panchina, che è stato capace di rivitalizzare un ambiente che sembrava quasi demotivato. Tuttavia, pensiamo sia giusto ormai mettere da parte i recenti ricordi europei della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nazionale targata Conte</b>, per dare credito al nuovo percorso azzurro chiamato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Giampiero Ventura</b>.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNper-la-nazionale-di-ventura-male-la-prima-e-buona-la-seconda-1013167.htmSi100451001,02,03030356
881013147NewsEditorialeInter, manca la serenità20160720183541Tra Suning e Mancini non c`è feeling<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>In casa nerazzurra non c’è mai pace. Dopo la delusione dello scorso campionato, con la nuova proprietà si cerca di capire quali possono essere i nodi principali da sciogliere. Fin dall’entrata di Suning in casa Inter, si è capito che molte cose sarebbero cambiate: una fra queste la non più carta bianca data a Mancini. Tutti sanno, infatti, che Thohir pendeva dalle labbra del tecnico nerazzurro, il quale ha fatto il bello e il cattivo tempo per quanto riguarda gli acquisti e le vendite. Sono stati spesi molti soldi, ma non si è vinto nulla. Si sono create pochissime plusvalenze, registrando numerose perdite a fronte di giocatori voluti, strapagati e poi rivenduti, perché ci si è accorti di aver sbagliato. Una costante, quella di casa Inter, che mette come primo imputato proprio Roberto Mancini, che fin dall’inizio ha messo in chiaro la sua tendenza di fare apprendere un’immagine di gioco a una squadra che, purtroppo, non ha saputo recepire. Oggi, con l’avvento della nuova proprietà cinese non sarà più così, perché i nuovi dirigenti tendono a essere più partecipi alle problematiche tecniche, piuttosto che delegare. E questo, a Mancini non va proprio. Infatti, all’Inter di oggi tengono più banco le tensioni tra Suning e lo stesso Mancini, piuttosto che il mercato visto come potenziamento di progetti immediati. E non è un caso che nello scenario tecnico dei personaggi papabili ad entrare a far parte dell’entourage dell’Inter si parli insistentemente di Fabio Capello nel ruolo di manager. E se questo fosse vero, cancellerebbe sicuramente il ruolo di Roberto Mancini, proprio perché ormai da anni non è solo allenatore delle sue squadre, ma pretende anche il ruolo di dirigere la parte tecnica. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Tutto questo fa pensare che la divisione fra tecnico e società sia quasi inevitabile, anche se Thohir, pur nel suo ruolo di dirigente non più determinante, cerca di ricucire lo strappo dichiarando parole di incoraggiamento verso il tecnico cui crede tanto da sempre, per arrivare in Champions League. La squadra, intanto, procede il suo ritiro a Brunico affrontando le prime amichevoli della stagione. Dopo aver disputato le prime due partite in maniera deludente, contro Real Salt Lake, al Rio Tinto Stadium ha vinto per 2 a 1. Ma, per quello che valgono le partite di questi tempi, dobbiamo dire che si è vista una parvenza di gioco soprattutto con D’Ambrosio e Jovetic che sono stati i realizzatori del match. Per il resto registriamo il malcontento del portiere Handanovic, che mostra tutta la sua delusione di giocare in una squadra che non partecipa alla Champions League. Più volte ha dichiarato di volere andare via, ma ad oggi nulla si muove per lui sul mercato. Si vocifera poi che anche Icardi desideri cambiare aria. Napoli e Juventus sono interessati a lui soprattutto dopo le “sparate” di Wanda Nara, che sui social fa intendere di volere una società con un progetto più ambizioso. C’è poi il desiderio per nulla nascosto di Mancini, di volere l’esterno Candreva. La trattativa non è facile per l’eccessiva richiesta di Lotito che vuole 25 milioni di Euro. Ma questo non è il solo problema, infatti, per l’acquisto di Candreva e Parolo si è pure inserito il Chelsea di Antonio Conte, che ingaggerebbe i due giocatori pagandoli circa 42 milioni a testa. A questo punto, per il club nerazzurro la lotta per acquisire Candreva diventa davvero improba. Vedremo cosa accadrà in seguito, anche se, come dicevamo pocanzi, il Club di Appiano Gentile ha troppi nodi da sciogliere.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711roberto_mancini_01.jpgSiNinter-manca-la-serenita-1013147.htmSi100451001,02,03030356
891013099NewsCampionatiL’analisi della 31/ma giornata di Serie A.20160404192149Il nervosismo di Higuain e compagni, favoriscono la Juve che sente vicino il quinto scudetto consecutivo.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>A sette giornate della fine del Campionato di Calcio di Serie A, sono emersi tanti spunti da analizzare. Diciamo subito che non è stata una giornata felice per gli arbitri, che in quasi tutti i campi hanno lasciato la propria impronta di negatività. Udine e Milano sono stati i terreni in cui i fischietti sono andati maggiormente nel pallone. Rigore sì o rigore no, simulazione o non simulazione, fatto sta che assistenti di linea e addizionali di porta, spesso non sanno dare le giuste indicazioni all’arbitro della gara. Ma a prescindere da queste annose considerazioni che potranno essere almeno attenuate dalla moviola in campo, possiamo affermare che la Juventus si è quasi aggiudicata il suo quinto scudetto consecutivo, vincendo in casa con un Empoli per nulla rinunciatario nel gioco e nell’agonismo. Quella dello Juventus Stadium non è stata una bella partita, tutt’altro, ma era la vittoria che contava più di ogni altra cosa. E la Juve l’ha ottenuta. Bella o brutta che sia, l’ha ottenuta. Il Napoli, dal canto suo, è incappato in un mezzogiorno di fuoco di un’apparente domenica tranquilla, che alla vigilia sembrava di normale amministrazione. Ma, con nostra sorpresa, abbiamo subito notato in Higuain e compagni un nervosismo esagerato, una straripante ansia da risultato che si è manifestata nel desiderio affannoso di voler chiudere subito una partita, che avrebbe dovuto riportare i partenopei a tre i punti di distacco dalla Juve, già vincitrice sabato sera. E’ vero, l’arbitro e i suoi collaboratori hanno sbagliato molto, tuttavia, l’esasperato nervosismo del Napoli ha dimostrato che questa squadra non è abituata ad amministrare certi stress provocati da un lungo ed estenuante campionato che li ha obbligati ad inseguire sempre quella Juve che non molla mai. Sarri e Higuain si sono fatti espellere, creando ancor più un clima di nervosismo e, nel caso dell’argentino, anche uno spettacolo poco edificante per un giocatore che, pur avendo subito un’ingiustizia, appare rissoso e non limita mai il suo carattere focoso da contestatore. Eppure, lui che è l’emblema del Napoli e dei napoletani, dovrebbe in qualche modo calmare certi bollenti spiriti che danneggiano la squadra. Così, l’Udinese, rinfrescata nella mente e nei muscoli da mister De Canio che ha sostituito l’esonerato Colantuono sulla panchina dei friulani, ha sfoderato una prestazione di grande spessore agonistico, vincendo la partita per 3 reti a 1. A Milano, l’Inter di Mancini perde contro un Torino che aveva assoluto bisogno di muovere una classifica che si stava facendo pericolosa. I nerazzurri hanno chiuso la prima parte della gara in vantaggio, per effetto di un rigore ( che non c’era) realizzato da Icardi. Poi, nel secondo tempo, il Toro di Ventura è entrato in campo deciso a rimontare lo svantaggio. Così è andato in gol, prima con Molinaro e poi con Belotti, che trasforma un rigore (che non c’era), assegnato dall’arbitro Guida per atterramento in area di rigore dello stesso Belotti, ad opera dell’incolpevole Nagatomo che è stato pure espulso. Insomma, errori su errori marchiani, madornali. Errori che hanno falsato una partita che avrebbe potuto essere descritta in maniera diversa. Nelle altre gare, si è evidenziato il derby di Roma che non ha detto altro che quello che si prevedeva alla vigilia. Di gran lunga superiori sono stati i giallorossi di Spalletti, che vincono 4 a 1 un derby senza storia. Esonerato Stefano Pioli, adesso la Lazio si affida a Simone Inzaghi in un ritiro punitivo. Stessi problemi per il Milan di Sinisa Mihajlovic, apparso addirittura imbarazzante nel gioco e nelle idee, contro la pimpante Atalanta che, vincendo 2 a 1, raggiunge quota salvezza. Per il resto c’è da annotare il pareggio casalingo di una calante Fiorentina che pareggia 1 a 1 contro la Sampdoria dell’ex Montella. Il Chievo batte 3 a 1 un Palermo che sente già odore di Serie B, mentre il Genoa di Gasperini trafigge 4 a 0 il Frosinone, mettendo sugli scudi un Suso che, con una splendida tripletta, mette in evidenza tutto il suo potenziale tecnico che gli ha dato un meritato 8 in pagella e una ferrea risposta al Milan che non ha creduto in lui. Intanto, anche il Sassuolo di Di Francesco prosegue il suo brillante campionato, andando a vincere 3 a 1 sul campo di un Carpi che crede ancora in un’esigua speranza di salvezza. A chiusura della 31ma giornata di Serie A, resta ancora il posticipo tra Bologna e Verona che, tuttavia, non ha più nulla da dire ai fini del campionato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; tab-stops: right 481.9pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-tab-count: 1;">Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNl-analisi-della-31-ma-giornata-di-serie-a-1013099.htmSi100451001,02,03030425
901013092NewsCoppeJuve, impresa sfiorata alla grande.20160317202345Bayern, Juve, Guardiola, AllegriIl Bayern passa ai quarti di finale di Champions. Juve bella e sfortunata. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>“Grandi, ma non abbastanza”.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'> E’ l’amaro commento di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Massimiliano Allegri</b> dopo la partita di Champions contro il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bayern</b>. La Juve esce dalla competizione europea a testa alta, anzi altissima, per aver dominato per 70 minuti i temibili avversari. Peccato davvero per un risultato di 4 a 2 maturato nei tempi supplementari, dopo che la Juve al 90° si era fatta raggiungere sul risultato di 2 a 2. Possiamo dire che la Juventus di Allegri si è presentata molto preparata davanti alla commissione d’esame di maturità, ed è stata pure capace di meravigliarla alla grande, meritando pieni voti. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Poi, improvvisamente, si è inceppata dopo poche domande e per puro caso non ha superato la prova. Ci piace usare questa metafora di vita scolastica, per assorbire meglio la delusione cocente, nel tentativo di capire le cause di una Juve che prima ti sbalordisce e poi viene sconfitta immeritatamente. Come tutti sanno, i bianconeri si sono presentati all’Allianz Stadium con le pesanti assenze di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini</b>, cui si è pure aggiunta all’ultimo momento anche quella di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manzukic </b>che è poi entrato nel secondo tempo al posto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b>. Già, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b>. Una partita da 8 la sua, capace di rispolverare il Morata capace di ripartenze improvvise e strappi vigorosi. Aiutato da un improvvisato modulo voluto da Allegri che con il 4-5-1 prevedeva le grandi ripartenze degli esterni <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b>, Morata ha trovato una serata di antica magia. Fresco nell’interdizione e caparbio nel ripartire all’attacco. Ma è stata tutta la Juve ad interpretare un calcio ad alti livelli, mettendo alla sbarra per ben 70 minuti un Bayern Monaco che a nostro avviso è solo secondo al Barcellona. E così dopo aver segnato con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pogba</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b>, nel primo tempo la Juve ha avuto pure la possibilità di portare a 4 le sue reti, se solo si fosse convalidato il gol di Morata che non era in fuorigioco e fosse entrato quel tiro di Cuadrado che, solo davanti a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Neuer</b>, ha calciato banalmente sul portiere. Incredibile! Per tutto il primo tempo abbiamo visto solo una squadra: la Juventus. Poi, nel secondo tempo, la Juve ha abbassato il suo baricentro soffrendo in modo esagerato e, dopo i primi dieci minuti, i tedeschi hanno cominciato a spingere in modo convinto. Nel frattempo Allegri sostituisce <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Khedira</b> con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sturaro</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata </b>con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic</b>, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pep Guardiola</b>, tra gli altri, fa entrare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Coman</b>. Il francese è stato la chiave di volta della gara, poiché Alex Sandro, ormai stanco, non è stato in grado di contrastare la freschezza del nuovo entrato. Così il Bayern segna, prima con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lewandoski </b>e poi con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Muller</b> al 90’. Poi, nel corso dei supplementari, i tedeschi di Pep Guardiola vanno a segno con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alcantara</b> e pochi minuti dopo con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Coman</b>. La bolgia infernale dell’Allianz Arena, fa da cornice ai festeggiamenti per un’entrata ai quarti di finale che, così come si erano messe le cose, sembrava quasi svanita. La Juve può recriminare sugli errori dell’arbitro, sui cambi sbagliati di Max Allegri (Morata non doveva essere sostituito), sul non essersi ravveduta in tempo nel cambiare la marcatura su Coman e sull’incapacità di chiudere la partita quando si è presentata l’occasione. Tuttavia, pur con tutta l’amarezza del caso, dobbiamo dire che questa Juventus è cresciuta molto a livello internazionale, assottigliando quel gap ancora esistente tra lei e le altre grandi squadre europee. Questo ci ha detto un ottavo di finale, che la Juve di Allegri avrebbe meritato di superare alla grande. E adesso, tutti insieme, dalla società, all’allenatore, alla squadra, devono avere la consapevolezza che questo incidente di percorso ha aperto grandi prospettive future.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b>Monaco Stadio Allianz Arena.fl0711fl0711marotta.jpgSiNbayern juve guardiola allegri-1013092.htmSi100451001,02,03030418
911013090NewsCoppeArriva la grande notte dell’Allianz Arena.20160315182938La Juve affronterà il Bayern, senza gli infortunati Marchisio, Dybala e Chiellini.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Bayern – Juventus è la sfida che tutti aspettano. L’attesa è febbrile e i tifosi bianconeri la vivono con molto pathos. Poi, questa notizia che la squadra di Allegri dovrà fare a meno di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini</b>, infortunati, si presenta come un qualcosa che pesa quanto un macigno. In casa Juve è dunque emergenza. Non ci voleva, proprio alla vigilia di un incontro di calcio così atteso. L’unica buona notizia, se così si può dire, è la presenza di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic </b>che ha recuperato la botta ricevuta contro il Sassuolo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hernanes</b> o <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sturaro</b> dovrebbero essere i sostituti di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio</b>, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b> dovrebbe sostituire <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala </b>e fare coppia con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic</b>. Qualora il croato non dovesse farcela, sarà sostituito da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zaza</b>. Storie di una Juventus che parte per Monaco in maniera rabberciata, ma non per questo rinunciataria di una battaglia calcistica che sicuramente si presenterà ad alto livello agonistico. Non sarà facile, questo la Juve lo sa, tuttavia ci sembra importante capire fin dai primi minuti del match, con quale approccio alla gara saprà presentarsi la squadra di Allegri. L’impostazione tattica prevista è considerata da un canonico 4-4-2, con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lichtsteiner</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Evra</b> esterni di difesa, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bonucci </b>centrali, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Khedira</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sturaro</b> (o Hernanes) e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pogba</b> posto a offendere sul lato sinistro, più le due punte <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b> che avranno il compito di pressare alto su ogni pallone. La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pep</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Guardiola</b>, invece, risponderà con un assetto tattico che prevede un 4-1-4-1 con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lahm</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kimmich</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benatia</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alaba </b>posto come esterno sinistro, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vidal</b> fungerà da perno centrale davanti alla difesa, un centrocampo composto da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Robben</b> (in forse la sua presenza per un attacco febbrile), <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Thiago Alcantara</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Muller</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Douglas Costa</b>, con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lewandowski</b> punta centrale. Una macchina perfetta, quella di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pep Guardiola</b>, che ha tutta l’intenzione di qualificarsi per i quarti di finale di Champions League. Tuttavia, in base alle dichiarazioni della vigilia, ammette di temere questa Juventus che, anche se rabberciata, saprà dare filo da torcere alla sua squadra. Vedremo cosa accadrà. Una cosa è certa, la bolgia dell’immenso <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Stadium dell’Allianz Arena di Monaco</b>,saprà essere un valore in più per questo Bayern che appare forte in tutti i suoi reparti. Tuttavia, siamo sicuri che se la Juve riuscirà a mantenere nervi saldi e lucidità di cervello, potrà mettere in atto il suo gioco fatto di grande movimento tra le linee di difesa e di attacco, ripartenze offensive e pressing alto in fase di non possesso palla. Poi, c’è sicuramente bisogno della partita perfetta, perché contro questo Bayern non si scherza davvero.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Monaco Allianz Arenafl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNarriva-la-grande-notte-dell-allianz-arena-1013090.htmSi100451001,02,03030450
921013083NewsCoppeLa Juventus e il film già visto.20160224162125L`analisi del match Juventus - Bayern Monaco, negli ottavi di finale di Champions League. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Nell’analisi tecnico – tattica e anche mentale del match degli ottavi di finale di Champions League tra <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bayern Monaco</b>, emergono tre punti essenziali: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">1°) la rinuncia della Juve a giocare a calcio nel primo tempo – 2°) l’oggettiva forza tecnica da parte del Bayern Monaco – 3°) l’inadeguatezza della designazione arbitrale del signor Martin Atkinson in una partita così</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">importante.</b> Detto questo, cominciamo ad analizzare il primo punto. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Non capiamo perché, quando la Juve in Champions League arriva a confrontarsi con le più forti squadre europee, perde di smalto, di autostima e acquista paura ( forse inconscia) di applicare il suo gioco. Un gioco brillante fatto di forza fisica, idee, giocate e gol che scaturiscono da un precisa identità calcistica, che sta dando record e grandi soddisfazioni alla Veccia Signora d’Italia. La Juve vista nel primo tempo contro il Bayern, ci ha ricordato quella vista l’anno scorso nella finale contro il Barcellona. Stesso approccio errato alla gara, stessa colpevolezza di non tentare di presentare il proprio gioco. Un primo tempo timoroso, attendista, disarmante, tale da far riflettere quel “se avessi fatto…..”. Già, se avessi. Quante volte col senno di poi si hanno dei rimpianti per quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Ma si sa che con i “se” e i “ma” non si va da nessuna parte. E allora perché regalare sempre il primo tempo a squadre così forti, quando nel secondo tempo ti accorgi che in fondo gli avversari non sono poi così “marziani” come si pensava? Dopo il secondo gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Robben </b>nella ripresa della gara, la Juventus ha spinto con vigore, forza fisica e voglia di raddrizzare un risultato che la penalizzava in maniera esagerata. Così, quasi a rimboccarsi le maniche, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic, Dybala, Pogba</b> e compagni si sono ricordati qual è la vera identità della Juve. Entrato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hernanes </b>al posto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio</b> che ha accusato un indolenzimento muscolare, nel secondo tempo abbiamo visto ordine di gioco e furore agonistico. E i risultati sono stati subito sotto gli occhi di tutti, perché la Juve ha pareggiato i conti, prima con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> e poi con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sturaro</b>. Un 2 a 2 finale che avrebbe potuto essere persino un 3 a 2, se <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b> non avesse fallito un gol che si è fatto deviare da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Neuer,</b> per aver tirato affrettatamente addosso al portiere. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Detto questo, passiamo al secondo punto in analisi, e cioè all’oggettiva forza del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bayern</b>. Tenuto conto che la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pep Guardiola</b> ha un assetto tattico che è spesso imprevedibile, disponendosi come ieri sera con un 4-1-4-1 e poi improvvisamente cambiare con un 3-3-3-1, in cui il capitano <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lahm</b> fa quasi sempre l’interno di centrocampo e poco il terzino, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Robben</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Duglas Costa</b> impazzano sulle fasce laterali e Lewandowski si catapulta in area di rigore approfittando dei suggerimenti di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Muller </b>e compagni, tu Juventus avresti dovuto affrontare gli avversari bavaresi contrapponendo un pressing alto, atto a non lasciare per troppo tempo il possesso palla ad avversari temibili sotto il profilo tecnico, ma gestibili se si è in grado di contrapporre il proprio gioco con personalità. Il 77% di possesso palla lasciato nel primo tempo ai bavaresi, la dice lunga su un approccio sbagliato alla gara. Così facendo il Bayern, trovando l’opportunità di gestire il proprio gioco senza essere disturbati minimamente dagli avversari, è apparsa una squadra di un livello ancora più alto di quello che è oggettivamente. Di questo, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pep Guardiola</b> deve dire grazie a una Juve che nel primo tempo non è scesa in campo, mentre dopo il gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Robben</b>, forse pungolata nel suo orgoglio, ha saputo raggiungere un pareggio che è certamente meritato. Ma la domanda è: Come mai si è data questa opportunità al Bayern di dimostrarsi ancora più forti di quello che sono, mentre la Juve sembrava convinta che contro simili avversari non ci fosse nulla da fare? Scelta tecnica nel volere attendere l’avversario nella propria metà campo per eccessivo timore, oppure è colpa di antiche reminiscenze di problemi psicologici, che periodicamente ritornano a galla e che legano da sempre la Juventus alla competizione calcistica più importante d’Europa? Non sappiamo. Tutto può essere. Fatto è che tra il primo e il secondo tempo abbiamo visto una Juve diversa, contro gli stessi avversari. E, se tanto mi dà tanto, pensiamo che il Bayern Monaco, pur nella sua impeccabile inquadratura di squadra solida che non concede nulla all’avversario, non è poi tutta questa compagine di marziani, di cui si dice. E’ la Juve, con la sua rinuncia al gioco, che ha reso i bavaresi ancor più forti di quello che sono realmente.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Per quanto riguarda il terzo punto della nostra analisi che ha evidenziato anche l’inadeguatezza della designazione arbitrale, dobbiamo dire che il 44enne direttore di gara <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Martin Atkinson</b> ha sbagliato molto, anzi troppo, per essere un ottavo di finale di Champions League. Un rigore non concesso alla Juve per chiaro fallo di mano in area da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vidal</b> e l’ostruzione in fuorigioco da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lewandowski</b>, posto davanti a Buffon in occasione del gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Thomas Muller,</b> sono state determinanti per l’esito finale della gara. Ma il signor <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Atkinson </b>ha dimostrato anche mancanza di carattere, per non aver saputo gestire con polso una gara che spesso ha evidenziato scorrettezze da parte delle due contendenti in campo. Certo, questo punto della nostra analisi non può rappresentare l’alibi per una Juve che, nonostante abbia raddrizzato un risultato quasi insperato, si trova ad avere dei rimpianti. Tuttavia, pensiamo che la designazione arbitrale per un match di così alto spessore, dovrebbe avere maggiore attenzione da parte degli organi competenti. Si spera almeno che nel match di ritorno che si giocherà il 16 marzo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">all’Allianz Stadium di Monaco</b>, si assegni un arbitro capace e deciso nelle valutazioni, ma, soprattutto, ci sia una Juventus che sappia ricordare a se stessa la capacità di inibire la fonte del gioco avversario attraverso la propria personalità, la propria autostima, la propria voglia di non lasciare l’iniziativa all’avversario, per non avere i soliti rimpianti legati ad una Coppa dei Campioni che la storia della Juventus la ricorda come qualcosa di eternamente stregata e incompiuta.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juventus-e-il-film-gia-visto-1013083.htmSi100451001,02,03030396
931013077NewsCampionatiNapoli, tra storia, cultura e passioni legate al calcio.20160217192112Napoli, città di passione calcistica e non solo.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Azzurro come il cielo e il mare di Napoli. Questo è il colore delle maglie della squadra partenopea, questa è la tinta, la cromatura che maggiormente si confà a tutta una città. E come poteva essere interpretata in maniera diversa la cultura popolare e l’orgoglio di sentirsi napoletani. La complessità delle storiche problematiche sociali della città di Napoli, si concentrano quasi tutte nella propria squadra di calcio e ne fanno l’orgoglio di un contesto sociale, in cui i sentimenti e anche i risentimenti sono spesso in contraddizione tra loro. Ma questa squadra, questo Higuain e prima ancora quel Maradona, sono i simboli di una sorta di rivincita contro un destino non sempre premiante. E qui,in questo angolo di mondo in cui l’allegria e l’ottimismo si contrappongono allo sconforto e al pessimismo, si vive tra mille problemi in un quotidiano non sempre facile da vivere. Ma per fortuna arriva la domenica e si può andare allo stadio San Paolo a godere del gioco del calcio, ad appassionarsi alla propria squadra, ad amare i propri beniamini, tra uno sventolio di colori azzurri che sono cielo e mare di Napoli, che sono canto, poesia, cuore. E’ Napoli, è terra di arte, di poeti, di romanticismo, ma anche di angoli di povertà che è segno di disagio sociale. Al di là del fenomeno calcio, a Napoli non c’è nulla che crei lo stesso interesse, proprio perché si intende come forza d’urto nel rappresentare i propri risentimenti verso chi pensa che questa particolare terra del sole, del mare e del cielo azzurro, sia da considerare da serie B. E invece no! Napoli è una città da serie A, come la sua squadra che quest’anno aspira giustamente alla vittoria dello scudetto, una gioia vissuta in tempi ormai troppo lontani; quelli di Diego Armando Maradona. Ma Napoli da allora non è cambiata, è rimasta sempre la stessa. Piena di passione, esaltazione,inventiva, talento canoro e poetico, ma capace anche di varcare le soglie del precario equilibrio, sprofondando nella delusione e nello sdegno per il minimo insuccesso. Sono le radici di questo popolo napoletano tutto cuore e sentimento, che crede, sogna e poi è capace di piangere, di commuoversi per poco, per niente. Nelle sfide calcistiche con le grandi città del Nord d’Italia, c’è stato da sempre una sorta di rivincita sociale attraverso un pallone che parla di voglia di dimostrare che il Sud, nonostante i suoi mille problemi, non è inferiore al Nord. E’ giustamente orgoglioso questo napoletano, che attraverso questa passione vuol far vedere che non esiste alcun gap da colmare, perché Napoli è anche calcio ad alti livelli. Certo, la sconfitta subita allo Juventus Stadium contro la Vecchia Signora d’Italia, assume i connotati di una delusione cocente. Ma ci può anche stare,non deve essere un dramma per Napoli e i napoletani. In fondo la squadra è sempre lì, ai vertici della classifica, a un solo punto dalla Juventus. Ma adesso bisogna pensare al Villarreal. L’aspetta la Spagna, l’aspetta l’Europa League, ma l’aspetta soprattutto il confronto con sé stessa. Sì, perché il Napoli e i napoletani devono ritornare a credere nella propria squadra con l’entusiasmo di sempre, nonostante quel piccolo incidente di percorso che è avvenuto a Torino. Niente drammi, niente delusione e musi lunghi, il Napoli di Sarri con il suo gioco spettacolare saprà divertire ancora quel popolo napoletano fatto di poeti, di cantanti, di sognatori solari che <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>si tingono d’azzurro come il cielo e il mare di Napoli. Una città e un popolo straordinario.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span><br><br>Napoli fl0711fl0711delaurentiis67.jpgSiNnapoli-tra-storia-cultura-e-passioni-legate-al-calcio-1013077.htmSi100451001,02,03030445
941013074NewsCampionatiLa Juventus e la sua eterna abitudine a vincere.20160215160550Juventus - Napoli. I motivi essenziali del match più atteso. <font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Ciclo finito? Macché, solo un momento di impasse!&nbsp;Juventus, squadra eterna e&nbsp; società che poco ha sbagliato nella sua lunga storia caratterizzata da un’unica frase: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Vincere è l’unica cosa</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">che conta”.</b> Già, vincere è l’unica cosa che conta e la Vecchia Signora d’Italia non lo dimentica, neanche nei momenti di difficoltà. Dopo aver cominciato il campionato in corso in maniera irriconoscibile, la squadra di Allegri si è rimboccata le maniche e in tre mesi è ritornata a guardare tutti dall’alto della sua classifica. Tutto ciò, proprio alla fine del match contro quel Napoli di Sarri che ha inseguito e superato a due minuti dalla fine di una gara davvero avvincente. 15ma vittoria consecutiva e sorpasso in classifica. Una striscia di risultati incredibili che testimonia uno stato di salute fisica e mentale di indiscutibile forza. Togli Morata e inserisci Zaza che ti risolve la partita. Fai entrare Rugani e Alex Sandro e non t’accorgi se hai tolto due titolari per inserire due riserve. E’ la storia di questa Juve che scopre pure l’evergreen Barzagli, il quale ha controllato in maniera attenta il capocannoniere del campionato Higuain. Grinta e determinazione, carattere e forza mentale che scaturiscono da un equilibrio perfetto. Ma il Napoli non è stato a guardare. I partenopei, infatti, sono venuti allo Juventus Stadium per affrontare la grande rivale di sempre a viso aperto, nonostante un primo tempo in cui si sono evidenziate esagerate situazioni tattiche, capaci di soffocare a tratti il bel gioco. Ma, sostanzialmente, si è visto un match piacevole che ha dato brividi d’emozione ai tifosi delle due squadre. Gli juventini allo stadio e i napoletani a casa dietro i teleschermi, così come era stato in parti inverse nel match d’andata. Una sconfitta del calcio, un qualcosa che purtroppo ritarda il processo di maturazione di un tifo italico che per certi aspetti è ancora lontano dai sentimenti di non condivisione, ma di rispetto verso chi professa un’altra fede sportiva. Detto questo, possiamo affermare che per quanto riguarda la conquista dello scudetto è facile dedurre che ormai si tratta di un duello a distanza tra Juventus e Napoli, anche se la Roma di Spalletti è ritornata a far parlare di sé per gioco e risultati. Certo, se la Juve dovesse vincere il suo quinto scudetto consecutivo, scriverebbe il primato nella storia di tutti i tempi. E nell’eventualità che dovesse invece vincere il Napoli, ci sarebbe una specie di mega festa a livello della città partenopea, che si protrarrebbe chissà per quanto tempo. D’altra parte, i tifosi del Napoli sono ammirevoli nel sognare uno scudetto che attendono fin dai tempi del dopo Maradona. Rilevante l’applauso dei tifosi, al ritorno della squadra del Napoli dopo la sconfitta subita a Torino contro la Juve. Un segno di ringraziamento alla propria squadra del cuore che è stata capace di affrontare una partita a testa alta, persa poi soltanto per sfortuna negli ultimi minuti del match. Ma è la forza della Juve, coriacea fino alla fine e mai appagata. Così com’è la filosofia della società. Così com’è la reattività di Simone Zaza, il match winner di Juve – Napoli che non demorde mai. Neanche nell’amarezza di stare in panchina, aspettando il suo definitivo momento di essere considerato un titolare. Ma lui sa di appartenere a una grande squadra in cui non c’è differenza tra titolari e riserve. In fondo, anche questo modo di saper gestire le proprie risorse umane è un vanto di questa Juventus. Nel calcio, nulla nasce per caso.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juventus-e-la-sua-eterna-abitudine-a-vincere-1013074.htmSi100451001,02,03030445
951013062NewsCoppeLa Juve batte il Real Madrid. Adesso Berlino è più vicino.20150506191752Una Juventus brillante, fa sua la prima partita di semifinale contro il Real Madrid<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Torino</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> - Ci sono notti soporifere e notti di calcio in cui l’adrenalina sale a mille. Allo Juventus Stadium vestito a festa come nelle migliori occasioni, è stata la notte del successo della Vecchia Signora contro il Real Madrid, nella prima partita di semifinale che i bianconeri hanno vinto 2 a 1. Adesso la finale di Champions League non è più solo un sogno, e il popolo bianconero ha il diritto di crederci con convinzione. Alla vigilia della partita si auspicava una partita perfetta da parte della Juve, per poter superare la più quotata antagonista spagnola. Ebbene, possiamo dire che la squadra di Allegri ha condotto una gara “quasi” perfetta, non fosse altro per quel gol di Cristiano Ronaldo, lasciato colpevolmente solo davanti alla porta di Buffon. Un piccolo neo che, tuttavia, non modifica la sostanza di un match giocato con intelligenza tattica, furore agonistico e fame di Coppa dei Campioni. Morata e Tevez (su rigore) sono stati gli autori dei due gol che hanno battuto il Real Madrid, mentre Llorente nel finale ha pure fallito quel terzo gol che avrebbe consentito alla Juve di avere maggiore respiro nella partita di ritorno al Santiago Bernabeu. E dire che alla vigilia della partita eravamo scettici su questa Juventus che ci è apparsa in calando dal punto di vista fisico e mentale. Avevamo ancora negli occhi le due gare effettuate contro il Monaco, e ci siamo chiesti più d’una volta come avrebbe potuto la squadra di Max Allegri, affrontare e battere i campioni del Real. E, invece, con nostro piacevole stupore, abbiamo rivisto come per incanto la Juve che conosciamo. Una squadra ben messa in campo, attenta a chiudere i varchi provenienti dagli esterni spagnoli e, soprattutto fermare, talora anche doppiandolo in difesa, il giocatore più rappresentativo del Real: la star Cristiano Ronaldo. Buona la prova di tutto il reparto difensivo della Vecchia Signora che ben si è amalgamato al centrocampo e alle due punte, sia in fase di non possesso, che nel possesso palla. Una tattica pensata a lungo da Allegri, i cui unici dubbi iniziali si limitavano nell’incertezza di schierare la difesa a tre o a quattro, ponendo come trequartista Vidal e non Pereyra, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>inserendo Sturaro a centrocampo. La scelta dell’ex genoano si rivelata vincente, in quanto ha saputo dare vigore fisico e intelligenza tattica, in un reparto in cui si prevedeva fin dall’inizio un superlavoro a centrocampo, in fase di interdizione e di costruzione del gioco. Allegri, dunque, ha saputo intuire bene la chiave di lettura di una partita cominciata con un 4-3-1-2 e finita con il 3-5-2. Grazie a questa sistemazione in campo della Juventus, i blancos di Carletto Ancelotti, che hanno risentito non poco dell’assenza di Modric e Benzema, non hanno mai dato l’impressione di essere superiori dal punto di vista della qualità tecnica. Sergio Ramos è apparso lontano dalla sua forma migliore e Bale è sembrato fuori ruolo in attacco. Avevamo partecipato alla conferenza stampa del Real, alla vigilia del match allo Juventus Stadium. In quella occasione abbiamo avuto la sensazione che Ancelotti temesse in qualche misura una Juventus carica, volitiva e con quella fame di finale di Champions, che avrebbe potuto mettere in difficoltà la sua squadra. E’ stato così, non ci siamo sbagliati, perché la Juve di Allegri ha contenuto l’avversario e l’ha attaccato, pressandolo in maniera ordinata e mai frettolosamente scriteriata. Adesso l’aspetta il catino infernale del Bernabeu, ma questa Juve, se saprà ancora una volta interpretare la partita con intelligenza, furore agonistico e lucidità di idee, potrà cominciare a pensare a quella finale tanto sperata, a lungo sognata e, tra poco, forse anche realizzata.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711marchisio.jpgSiNla-juve-batte-il-real-madrid-adesso-berlino-e-pio-vicino-1013062.htmSi100451001,02,03030621
961013059NewsEditorialeLa Juve vince ancora. Ma che bello questo Empoli!20150405140650Una Juventus poco brillante, vince contro l`Empoli del bel gioco. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La 29° giornata di serie A si chiude con il posticipo Juventus – Empoli vinto dai bianconeri per 2 a 0. Un’altra vittoria della Vecchia Signora d’Italia, l’ennesima in un Juventus Stadium sempre vestito a festa. Ma chi ha visto la partita, ha potuto apprezzare la qualità del gioco dell’Empoli di Sarri, una squadra fatta con nomi quasi sconosciuti capace di affrontare a viso aperto l’avversario, mettendolo pure in difficoltà. Così è successo anche allo Juventus Stadium, dove i toscani per nulla intimoriti dalla prima della classe, hanno creato più di un problema ai padroni di casa. La squadra di Sarri gioca a viso aperto, pressa molto alto, conquista palloni a centrocampo e si fa valere nell’interdizione come nella costruzione di gioco. Ma la Juve può contare su un Tevez in forma smagliante, capace di fare la differenza nonostante la stanchezza del viaggio di ritorno dall’Argentina, dove ha giocato con la sua Nazionale. La squadra di Allegri sale dunque a 70 punti in classifica, con un vantaggio di 14 punti sulla Roma che è ritornata a vincere all’Olimpico contro un Napoli apparso in calando rispetto alle precedenti partite. Ma, come dicevamo, è l’Apache argentino che fa la differenza nella Juve, ed è proprio lui a sbloccare il risultato con un gol che, grazie all’aiutino dell’arbitro Giacomelli che fischia una punizione a due in area nonostante il tocco di Rugani per Sepe non fosse volontario, fulmina da pochi passi il portiere toscano. L’Empoli, intanto, ribatte colpo su colpo, e più d’una volta è andato vicino al pareggio mettendo in difficoltà Buffon che si è superato su Saponara e Pucciarelli. Poi, sul finale del match, Pereyra porta a 2 i gol della Juve grazie ancora a un magistrale suggerimento dell’immenso Tevez. Questa, dunque, la sintesi della partita “pasquale” di una Juve forse non bella, ma che ha saputo superare un ostacolo per nulla facile. In fondo, gli scudetti si vincono anche così.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711buffon 4.jpgSiNla-juve-vince-ancora-ma-che-bello-questo-empoli-1013059.htmSi100451001,02,03030671
971013058NewsCampionatiUn calcio per la Pace20150316182739Grande evento culturale a Torino e provincia: « Lo sport come Strumento Internazionale di Pace« <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Torino accoglie gli ambasciatori di pace “PEACE DREAMERS” </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La pace nel mondo. Il sogno dei sogni che non è utopia, ma qualcosa che prima o poi si avvererà. Ne siamo sicuri. Si deve però lavorare col pensiero di crederci tanto, senza riserve. Sì, perché è obbligo credere con tutte le proprie forze a questo sogno di pace universale, desti come siamo nel compenetrarci nella parte di chi sa che certi obiettivi si raggiungono soltanto attraverso l’amore, l’unione d’intenti, la fratellanza. La pace globale è un lungo cammino, un percorso da fare in una strada impervia, che spesso s’interseca tra ripide salite e angoli oscuri che non lasciano intravvedere la dirittura d’arrivo. Ma “IL DIRITTO DEI POPOLI ALLA PACE” è il Diritto dei Diritti della giurisprudenza che riconosce il valore della persona umana nei suoi bisogni più essenziali, non solo relativi al benessere materiale ma, soprattutto, allo sviluppo del cuore e dell’anima. Già, lo sviluppo del cuore e dell’anima, due elementi sostanziali per sensibilizzare le coscienze in un mondo che mette in evidenza, troppe volte davvero, la parte più negativa dell’uomo; la sopraffazione e quindi la mancanza di rispetto. E allora, per ovviare a questo meccanismo perverso che attenta continuamente la pace nel mondo, si deve alimentare la speranza nell’esaltazione dei valori umani. Ad esempio, il conflitto tra Israele e la Palestina non influenza solamente la regione medio orientale. Molte iniziative sono state fatte negli anni per portare la pace, dare speranza e alleviare la sofferenza delle persone nelle zone in conflitto. Tuttavia, anche se le soluzioni politiche sono indubbiamente importanti, non sono efficaci se non c’è fiducia e riconciliazione tra la popolazione. E così si è pensato allo sport e al calcio in particolare, quale veicolo pregnante per fare incontrare i ragazzi, aiutarli a creare armonia ed abbattere le barriere della diversità che, apparentemente, sembrano insormontabili. Il calcio, questo straordinario mezzo di aggregazione sociale che ci fa abbracciare, gioire per un gol fatto e unirci attraverso lo spirito di squadra, nella speranza di pareggiare e magari vincere la partita dei sogni. Sentimenti che solo il pallone riesce a dare. Proprio quel pallone che racchiude il mondo, non solo nella sua forma naturale, ma anche come passione comune. Il progetto della Universal Peace Federation (l’Organizzazione che lavora per la Pace nel Mondo) vuole essere di supporto nel creare le condizioni, affinché si costituisca una piattaforma di riconciliazione ed educazione verso i giovani, proprio attraverso quel calcio ispiratore di unione. L’idea, nata nel 2008 a seguito di un incontro con il Ministro Palestinese dello Sport Abu Daqqa e poi con il Ministro Israeliano dello Sport Majadle, si sintetizzava nel suggerimento che una ONG – Organizzazione non Governativa - Internazionale, potesse creare un punto d’incontro in una zona neutrale fra Israele e la Palestina. E così, da quell’incontro, nel mondo si è perfezionata questa straordinaria idea verso lo sport, quale strumento di Pace. Dal 20 al 25 Marzo 2015, a Torino si realizzerà l’evento: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Un Calcio per la Pace”.</b> 14 bambini (7 arabo – israeliani e 7 ebreo – israeliani) dell’età di 11 anni, vivranno&nbsp;una settimana&nbsp;di soggiorno sotto la Mole. Un allenamento insieme per costruire fiducia reciproca da parte della delegazione mista di 18 persone composta da 14 giovani e 4 adulti, tutti provenienti dall’area israelo – palestinese. Nutrita l’agenda degli appuntamenti sportivi e culturali della città di Torino, in cui sono previsti gli incontri con la Juventus, con il Torino, ma anche la visita presso società di calcio dilettantistiche di Torino e provincia. Ma ci saranno anche incontri culturali, quali ad esempio la visita ai musei dello sport, (Juventus Museum e Museo del Grande Torino), al museo dell’automobile e altre innumerevoli iniziative che si stanno sviluppando in questi giorni. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Questo è il nutrito programma nel dettaglio: </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Venerdì 20 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Visita della città di Torino e incontro dei bambini e della delegazione con il Sindaco della città, on. Piero Fassino.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sabato 21 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Giornata Internazionale contro le Discriminazioni Razziali indetta dalle Nazioni Unite. I bambini del progetto “Gioca con me” incontrano sul campo i Peace Dreamers presso lo Juventus Football Club – Via Stupinigi 182 Vinovo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Domenica 22 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – I bambini e la delegazione incontrano il settore giovanile del Torino FC: i pulcini 2004 allenati da Gianluca Cabella incontrano in un match amichevole i Peace Dreamers presso il Centro Sportivo Blu Station, Via Gozzano, 11 Orbassano. I bambini assistono come spettatori alla partita di campionato Juventus – Genoa presso lo Juventus Stadium. Visita Juventus Museum.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Lunedì 23 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Visita della città – Lucio Stella presidente dell’Antico Borgoretto organizza la partita dei pulcini 2004 contro Peace Dreamers. Campo di Santa Maria, Via Saluzzo 6 Moncalieri. Poi, presso il Cinema Fratelli Marx, Corso Belgio, 53 a Torino, ci sarà il dibattito organizzato da Gaetano Renda e proiezione del docu film Walk on regia di Michele Michelazzo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Martedì 24 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Arrivo a Bruzolo (TO) e incontro con gli alunni delle scuole elementari di Bruzolo. Partita amichevole Peace Dreamers vs Union Valle di Susa 2004.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Mercoledì 25 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Incontro con la squadra del Torino e il Mister Gianpiero Ventura (in alternativa visita al Museo del Grande Torino e/o Basilica di Superga). Poi UN CALCIO PER LA PACE al CIT TURIN, Corso Ferrucci 63, Torino. Saranno presenti il sindaco di Torino, on. Piero Fassino, l’assessore allo sport del Comune diTorino Stefano Gallo, l’Assessore allo Sport della Regione Piemonte Giovanni Maria Ferraris <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dunque, una grande iniziativa che Torino, Capitale Europea dello Sport 2015, si avvia ad attuare tra i tanti appuntamenti sportivi di un anno che sarà sicuramente da ricordare. Così si esprime in merito all’evento il sindaco di Torino on. Piero Fassino: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Semi di pace: chi meglio dei bambini può rappresentare la speranza che possa esserci un futuro senza conflitti? Quale strumento meglio del gioco di squadra può rappresentare la capacità di superare le fratture, le divisioni? E’ questa l’immagine che crediamo debba accompagnare l’iniziativa “Un calcio per la Pace”, con la quale Torino Capitale Europea dello Sport guarda fuori dai propri confini e getta – appunto- un seme di amicizia. Lo sport può e sa essere dialogo, accoglienza, coscienza civica e solidarietà. Una partita che veda insieme bambini israeliani e palestinesi, rappresenta un motivo di fiducia. Quella stessa fiducia che guida l’impegno di molti di noi per raggiungere</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la pace in quella terra”.</b> E, in effetti, ospitare il pallone che arriva da luoghi così lontani, che sono eternamente in conflitto tra loro, è un’opera sicuramente significativa nell’intento di essere buoni intermediari per la pace. E non è un caso che gli ospiti saranno proprio dei giovani di 11, simbolo di incolpevolezza della cattiveria degli adulti. Ma il tentativo è proprio questo, e cioè di integrare i più piccoli, educandoli in maniera tale da costruire una forma mentis che sia l’emblema dell’unione, della fratellanza, dell’amore reciproco quale essenza di pace. Questa, naturalmente, è soltanto una goccia nel mare del conflitto dell’area israelo – palestinese. Tuttavia, desideriamo promuovere a pieni voti una iniziativa di nobili pensieri che, siamo certi, non andrà dispersa nel nulla. Tutto ciò che sembra apparentemente impossibile, deve dare maggiore forza per renderlo possibile. E la passione per il gioco del calcio sicuramente ci aiuterà.<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>Nel mondo siamo tanti<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> “PEACE DREAMERS”. </b>E allora uniamoci! </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torinofl0711fl0711pace.jpgSiNun-calcio-per-la-pace-1013058.htmSi100451001,02,03030737
981013055NewsEditorialeCoppa Italia, la Juventus perde ad opera di una Fiorentina superba20150307122936La partita di Coppa Italia contro la Fiorentina,ha evidenziato forti dubbi sulla condizione mentale e fisica della Juventus.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sembrava essere nell’aria questa sconfitta della Juve che perde 2 a 1 proprio nel suo Stadium. L’ultima partita persa in casa da parte dei bianconeri risale a più di due anni fa. Ma questa sconfitta non si può considerare un semplice scivolone nel percorso pallonaro della Vecchia Signora d’Italia, c’è di più. A sentire Allegri in conferenza stampa, prima della partita contro la viola, sembrava che questo appuntamento fosse importantissimo per la sua squadra che da troppo tempo ormai non vince la Coppa Italia. E allora, diciamo noi, perché fare un turnover così radicale quando lo si poteva invece rimandare per la partita di campionato contro il Sassuolo, che è in programma lunedì 9 marzo? Comunque, a parte questa considerazione, ci sembra che la squadra di Allegri abbia dato la sensazione di essere stanca anche con le seconde scelte. Nel calcio si può perdere una partita senza fare drammi, tuttavia, è il modo con cui la Juventus ha perso contro la Fiorentina che fa venire seri dubbi. La squadra di Montella pratica un buon calcio. E poi questa fortunata new entry di Salah nella viola, ha dato ancora più ambizione ad una squadra che appare davvero bella da vedere. Un 4-3-3 molto pratico che rende veloce la Fiorentina nelle ripartenze, ed è capace di costruire con facilità la superiorità numerica. Difficile dire quanto sia stato merito della squadra di Montella o demerito della Juventus, fatto è che la squadra di Allegri questa sera è apparsa disarmante in tutti i suoi reparti. Una media di insufficienze globali che da tempo non registravamo nella Juventus. Ma ciò che più fa pensare negativamente è che la squadra, proprio alla vigilia della partita di ritorno di Champions League contro il Borussia, abbia mostrato segni di preoccupante stanchezza fisica e mentale. I 20 minuti finali di follia, vissuti a Roma contro i giallorossi, non rappresentano un fatto episodico. La stessa cosa, infatti, era successa a Cesena, poi contro l’Inter e in qualche altra occasione. Perdere di botto il senso del gioco, lasciandosi perdere dall’ansia e non capirci più nulla non è la prerogativa della Juve e neanche di giocatori della qualità di Vidal, Pogba, Bonucci, Chiellini, Marchisio. E poi Llorente la cui unica cosa che sa fare è tramutare in gol di testa il cross proveniente dall’esterno. Ma nell’assetto tattico di Allegri non è previsto il gioco asfissiante degli esterni che invece era la prerogativa del gioco di Conte. Insomma, la brutta sconfitta subita ad opera della Fiorentina, suona come un campanello d’allarme per una Juve che ha assoluto bisogno di ritrovarsi in fretta. Ad Allegri, l’opera di riparare in tempo i danni provocati. Ci riuscirà? Vedremo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; tab-stops: 408.0pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino, Juventus Stadiumfl0711fl0711buffon 4.jpgSiNcoppa-italia-la-juventus-perde-ad-opera-di-una-fiorentina-superba-1013055.htmSi100451001,02,03030681
991013054NewsEditorialeRoma - Juventus 1 a 1. L’analisi di Salvino Cavallaro20150303164555Un pareggio che scontenta la Roma, per aver perso l`appuntamento con la speranza dello scudetto, ma che lascia l`amaro in bocca anche alla Juve, per aver perso banalmente l`occasione di vincere la partita e allungare il vantaggio a + 12. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Come spesso accade nei match point tanto attesi, la delusione del gioco visto in campo è prevalsa su ogni altra cosa. All’Olimpico di Roma, nella notte che avrebbe dovuto dare una svolta decisiva al campionato, non c’è stato nulla che potesse dare il significato di una partita dai connotati determinanti. La Juventus, ben disposta in campo dal punto di vista tattico, ha saputo aspettare gli avversari per poi colpirli in contropiede. I giallorossi di Garcia avrebbero dovuto fare la partita, ma, in realtà, si è vista solo una squadra nervosa, il cui comportamento non ha fatto altro che peggiorare la situazione. Per 70 minuti la Juve di Allegri, tornata al vecchio modulo 3-5-2, ha macinato gioco, ha saputo attaccare con ordine e intelligenza, è andata in vantaggio con un bellissimo gol su calcio di punizione di Tevez, ed è stata molto attenta anche in fase di interdizione. Poi, 20 minuti finali di follia hanno decretato il pareggio della Roma e persino l’inaspettato pericolo di perdere la partita immeritatamente. La squadra di Garcia, infatti, dopo il rocambolesco pareggio di Keita, ha preso animo e si buttata in avanti con vigoria e decisione, cogliendo inaspettatamente impreparata una Juventus che improvvisamente è sembrata attonita e priva di idee. Una sorta di cambiamento repentino che i bianconeri ricorderanno a lungo per la sua negatività. Eppure, quel bellissimo gol di Tevez che avrebbe portato la Juve a più 12 punti dalla Roma, poteva significare il capitolo chiuso di uno scudetto già conquistato. Certo, i 9 punti rimasti di distacco tra Juve e Roma sono significativi per i bianconeri di Allegri, che possono proseguire con tranquillità un campionato che ha ancora 13 partite da disputare fino alla fine. Ma come ha dichiarato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Claudio Marchisio</b> alla fine della partita di Roma, questi ultimi 20 minuti della Juve devono fare riflettere. Già, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio</b>. Riteniamo che, al di là del piccolo pasticcio difensivo che l’ha coinvolto in occasione del gol del pareggio della Roma, pensiamo che il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Principino”</b> sia indenne da colpe, anche se, nella circostanza, in un’area affollatissima di giocatori, avrebbe dovuto spazzare via quel pallone. Claudio Marchisio, a parer nostro, ha disputato una partita da centrocampista moderno, unendo quantità ed eleganza in un ruolo di regia che solitamente occupa Pirlo. Il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Principino”</b> ha sfoderato grande grinta in una zona nevralgica del campo che richiedeva sacrificio nell’interdizione e immediatezza nel costruire le manovre d’attacco. Copre, morde, è dinamico, è sufficientemente “cattivo” e attento contro l’avversario e, se capita, sa anche inquadrare la porta con efficacia. Un giocatore completo del quale questa Juve di Allegri non può fare a meno. Ma, oltre Marchisio, ci è anche piaciuto Pereyra, un giocatore che copre bene il centrocampo, che sa fare bene il movimento senza palla, crea superiorità numerica ed è spesso una spina nel fianco delle difese avversarie. Juve di oggi, dunque, e Juve che sta già costruendo il futuro anche per quanto riguarda Morata e Coman, due gioiellini che fungono da freccia penetrante nell’arco bianconero. Per quanto riguarda la Roma, invece, è stata l’espressione della squadra affetta da pareggite. Molta voglia di primeggiare per buona parte del campionato, che contrasta con l’attuale carenza atletica e di idee che fanno emergere un nervosismo di base, che è deleterio ai fini di un’idea di squadra compatta. Adesso, quella frase celebre di Garcia: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sono convinto che la Roma vincerà lo scudetto”</b> è stata chiarità dallo stesso autore, il quale ha precisato di averla detta per stimolare un ambiente depresso, dopo la sconfitta d’andata allo Juventus Stadium. Attualmente, la Roma resta la seconda forza del campionato, anche se Napoli, Lazio e Fiorentina sembrano volerla contrastare in maniera convinta. Intanto, vogliamo fare una nota di elogio all’arbitro Orsato, perché ha saputo arbitrare in maniera corretta una partita che, alla vigilia, non si presentava certamente con le credenziali di match facile da dirigere.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711marchisio.jpgSiNroma-juventus-1-a-1-l-analisi-di-salvino-cavallaro-1013054.htmSi100451001,02,03030622
1001013021NewsEditorialeChampions League, in cinque minuti la Juventus passa dallo sconforto alla gioia20141105185669Altalena di emozioni allo Juventus Stadium<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Neve o pioggia, Conte o non Conte, Allegri o non Allegri, la Juve di Champions non cambia mai faccia, è sempre la stessa. Sempre maledettamente stregata da mille insicurezze che ne inibiscono il suo lato migliore: la consapevolezza nei propri mezzi. Anche la partita contro L’Olympiacos di Atene, preparata da Allegri come una partita da vincere a tutti i costi per continuare il cammino di Champions League verso gli ottavi di finale, ha rispolverato temi che si ripetono ogni qualvolta si esibiscono in Europa. Ma, per adesso, tutto è bene quel che finisce bene, visto che dopo una rocambolesca partita giocata sotto una pioggia incessante, la Juve ci ha messo una pezza vincendo 3 a 2 un match che si era messo su canali di criticità. E persino Buffon è apparso non al meglio del suo abituale standard, con Chiellini e Bonucci che per lunghi tratti della partita sono sembrati l’ombra di sé. La Juve di Max Allegri si è presentata in campo con un assetto tattico inusuale, quel 4-3-1-2 che non è mai stato il credo di Antonio Conte. Difesa a quattro, con tre centrocampisti, un trequartista e due punte che a turno partono da lontano e svariano a sinistra, a destra e al centro dell’attacco. Non male sulla carta, ma in campo è sembrato tutto più difficile per effetto di un Vidal ammirevole per impegno ma in chiara mancanza di forma per i tanti, troppi errori in fase di interdizione e di costruzione del gioco. E’ sembrato migliorato Pirlo, mentre Pogba ha dato un eccellente saggio delle sue indiscutibili qualità. La Juve parte subito con veemenza, ma trova davanti a sé un Olympiacos che non ci sta a perdere questa partita. Il primo sussulto si ha al 21’ quando l’arbitro Atkinson punisce un fallo su Pogba al limite dell’area. Batte Pirlo che indovina il sette da lui preferito e la Juve va in vantaggio. Ma la gioia dura solo tre minuti, perché al 24’ l’Olympiacos pareggia con Botia il quale da calcio d’angolo riceve un pallone che di testa anticipa Chiellini e s’infila a fil di palo nella porta di Buffon che non tenta nemmeno il tuffo. A questo punto la Juve sembra colpita nell’entusiasmo e si smarrisce dando campo all’avversario, il quale comincia a macinare gioco e al 61’ va addirittura in vantaggio con N’Dinga, il calciatore di colore che di testa fa schizzare in rete un pallone che sorprende ancora la difesa della Juve apparsa insicura in più d’una circostanza. A questo punto lo Juventus Stadium sembra raggelare e persino i giocatori in campo avvertono la delusione profonda dell’ambiente. Il rischio di perdere ed essere eliminati è un dato di fatto e, a questo punto si deve assolutamente reagire: o la va, o la spacca. E così al 65’ Llorente, entrato per sostituire Morata, trova il tempo di deviare sottomisura un cross di Lichtsteiner. I tiro dello spagnolo non è irresistibile, ma va a sbattere sullo stinco del portiere greco Roberto, il quale cincischia e il pallone finisce in rete. A questo punto la Juve riprende animo e un minuto dopo, esattamente al 66’ va in vantaggio con Pogba che da fuori area lascia partire un tiro imprendibile per il portiere Roberto. Da qui in avanti i bianconeri attaccano con convinzione e con la consapevolezza che avendo maggior possesso palla si ha la possibilità di neutralizzare le ambizioni residue dell’avversario. Con questa logica la Juve di Allegri finisce in crescendo il match e, addirittura, ha la possibilità di andare ancora in gol, ma il rigore concesso dall’arbitro per atterramento di Tevez in area di rigore è fallito da Vidal. Peccato, perché quello scarto di due gol sull’Olympiacos avrebbe consentito alla Juventus di stare più tranquilla in caso di qualificazione per miglior differenza reti. Furibondo Agnelli in tribuna che, stizzito per l’errore del cileno, scatta come una molla e lascia anzitempo lo Juventus Stadium. Insomma, una partita adatta soltanto a coloro i quali possono contare di efficienti coronarie, tali e tante sono state le altalenanti emozioni che ne hanno fatto una partita avvincente. Pericolo scampato dunque per la Juventus che può guardare con più tranquillità (ma non troppa) al prosieguo del suo cammino in Champions. Adesso restano ancora due partite da giocare nel proprio girone, per entrare di diritto agli ottavi di finale. La truppa di Allegri deve infatti far visita al Malmo e poi ospitare l’Atletico Madrid che conduce in testa alla classifica. Ma la Juventus che stenta in Europa, non è soltanto l’emblema di un calcio italiano declassato, è anche la sua storia fatta di tanti scudetti e due sole Coppe dei Campioni vinte. Un neo mai cancellato in cotanto splendore sportivo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>Torino, Juventus StadiumFL0711FL0711altaknteljzrhkjpscmwjkvsm3hkmrvqiy2sltun1avryxx.jpgSiNchampions-league-in-cinque-minuti-la-juventus-passa-dallo-sconforto-alla-gioia-1013021.htmSi100451001,02,03030712
1011013002NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24.COM, Cosatti - SkySport24: «Io, Agnelli e quella volta con Del Piero in una favelas di Rio»20141010160445Francesco Cosatti, intervista, Sky, JuventusFrancesco Cosatti, giornalista di Sky, ci ha raccontato la sua lunghissima intervista con Andrea Agnelli fino a Tokyo e molto altro ancora.Poter parlare con un giornalista che segue una delle squadre più blasonate d'Italia, peraltro per una delle emittenti satellitari più importanti del mondo, non é cosa da ogni giorno. Accade però un pomeriggio che ti trovi in un bar in centro a Udine e difronte ti trovi Francesco Cosatti, giovane inviato di Sky Sport 24 al seguito della Juventus. Friulano, abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo in questa pausa del campionato per la Nazionale per chiacchierare un po' sulle recenti polemiche di Juve-Roma ma non solo. <DIV><BR> <DIV>Iniziamo con l'argomento topico di questa settimana: Juve-Roma. Cosa ne pensi delle recenti polemiche?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Fa parte del gioco. Credo sia nella tradizione italiana, dopo una grande partita, parlare di episodi molto discussi...ognuno vuol dire la sua opinione. Per quanto ci riguarda (Sky, ndr) abbiamo cercato di presentare un ventaglio di quello che é successo, degli episodi, nella maniera più chiara possibile dando spazio a tutte le voci nel post-partita. Ovviamente guardando le immagini, che però riguardandole più volte non hanno lasciato un'idea certa. Ho visto un "box" dove i diversi moviolisti, di tutte le reti, avevano idee diverse. Per dire quanto è stato difficile e quanto, su certi episodi, non ci fosse un unico punto di vista. Ho apprezzato moltissimo la lettera del Presidente della Roma Pallotta, che ha ottenuto una grande visibilità perché la merita: probabilmente il fatto che arrivi da molto lontano lo ha aiutato in tutto questo. Ha rimandato alla gara di ritorno, per la voglia di un confronto e ha fatto capire che la Roma c'è."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Tu segui la Juventus, appunto: che idea ti sei fatto di lei dopo gli scandali di questi ultimi anni che l'hanno coinvolta?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Sicuramente é una cosa che ha segnato la storia recente della Juventus e ce se ne accorge quotidianamente, quando di questi scandali se ne continua a leggere sui giornali, social media...É una cosa su cui ancora si discute. La nuova gestione di Andrea Agnelli, da quando è arrivato nel 2010, ha voluto andare oltre questi aspetti. Ovvio, ci sono cose che rendono chiaro che la Juve conosce il suo successo, come il diverso conteggio degli scudetti rispetto alla FIGC, e quelle sono scelte della società. Altrettanto vero é che la gestione Andrea Agnelli é mirata ad andare avanti. Anche punto di vista delle decisioni tecniche, dei giocatori, e ciò non ha niente a che fare con le precedenti gestioni. Stiamo andando verso il futuro. Mi piacerebbe che se ne parlasse (degli scandali, ndr) sempre di meno e che nuovi sfottò derivassero per risultati nuovi. Io credo che, con il passare del tempo, queste cose accadranno."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Proprio con Andrea Agnelli hai girato una lunga intervista, fino a Tokyo andata e ritorno. Che impressione hai avuto di lui come uomo, dirigente e soprattutto com'è nata l'idea?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"L'idea é nata attraverso la Juventus e Sky, che insieme hanno pensato di seguire il Presidente Agnelli da Parigi a Tokyo, in questo viaggio dalle finalità ben precise. É andato a Tokyo per inaugurare lo Juventus Lunch, un punto di ristoro che é rimasto aperto per pochi mesi, e quello é un motivo commerciale; poi ha avuto anche altri momenti e incontri formali, di cui abbiamo ripreso il 90%: con giornalisti stranieri; il Tokyo Football Club, con il Presidente vigente non solo per conoscerli ma per instaurare collaborazioni; ha incontrato l'ambasciatore italiano in Giappone e altri manager. É stato un tour de force assurdo, perché siamo partiti giovedì mattina da Linate per Parigi, lì abbiamo seguito la giornata di Andrea Agnelli all'UNESCO dove ha parlato di due grossi progetti legati al calcio e al razzismo che la Juventus sta portando avanti. Il materiale girato a Parigi abbiamo subito inviato a Milano; alle 18.30 abbiamo preso il volo alle 14 di venerdì siamo arrivati a Tokyo. Da lì in hotel, abbiamo lavorato tutto il giorno e quello seguente. Sabato alle 21 siamo ripartiti e siamo tornati, andando indietro nelle ore, alle 15.30 a Parigi e da lì a Torino, alle 9.30 di domenica mattina. Calcola, in quei quattro giorni, noi abbiamo dormito una sola notte, quella del venerdì. Abbiamo viaggiato in quattro, insieme al Presidente: lui, il suo braccio destro e responsabile alla comunicazione Claudio Albanese, io e il mio operatore. Abbiamo vissuto per quei quattro giorni sempre insieme, posso assicurarti che la telecamera é stata per il 90% del tempo accesa. Ci sono stati casi, anche per privacy, che é stata spenta ma abbiamo veramente testimoniato quasi tutto. É una rarità, perché Andrea Agnelli é un Presidente diverso da tutti gli altri: non ama parlare ogni giorno ma lo fa solo in sedi precise. É capitato ad esempio con noi a fine stagione o in Lega quando parla agli altri Presidenti. Proprio un anno fa parlò a Londra, al Leaders In Football, un evento che peraltro penso ci sarà anche quest'anno...É molto attento ai media internazionali, come quando c'è stata la tournée in Asia, rilasciando diverse interviste come a Fox Australiana e a un'altra televisione di Hong Kong, se non sbaglio. É molto attento alla visione internazionale del brand, e in questo c'è strategia della comunicazione. Personalmente, sono stati quattro giorni molto intensi...ovvio che viaggiare con un membro della famiglia Agnelli é diverso per la sicurezza, l'organizzazione perché si é corso tanto e dovevamo sbrigarci. Ho trovato un Presidente, un manager molto attento, che veramente non si è mai fermato un attimo. É stata una bella intervista, abbiamo parlato del suo rapporto con il Giappone, e poi siamo andati su temi d'attualità: mi ricordo che allora mi disse che il rapporto con Antonio Conte sarebbe durato molto, molto a lungo secondo quelle che erano le volontà di entrambi. Così non è stato."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Spesso si parla dei giovani per rilanciare il calcio italiano. Ma, dal dietro le quinte, si punta veramente tanto su di loro o é più uno slogan?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"É una domanda complessa. Io ho uno sguardo molto specifico su quella che è una grossa realtà nazionale e internazionale, com'è la Juventus, e un po' più largo sulla Serie A. Banalmente ti dico che di giovani se ne vedono. Poi, é vero, che lanciare un giovane in una società di medio livello é un conto, farlo in una come la Juventus è un altro. Sono rimasto molto sorpreso quando, alla prima di campionato, ho visto Komand giocare dal primo minuto, causa l'influenza di Llorente. Ecco, quindi, che puntare sui giovani alla Juventus è più difficile che farlo in un'altra società. É altrettanto vero che, se il giovane che arriva alla Juventus è forte, é veramente forte. É facile pensare a Pogba, ha il potenziale per diventare uno dei centrocampisti più forti del calcio moderno. Quindi, per quello che è il mio sguardo, i giovani li vedo. Guardando anche alla Serie A, ci sono: penso al ruolo di Scuffett l'anno scorso all'Udinese, un '96 che si è imposto da titolare. Forse sì, mi piacerebbe vedere qualche giovane italiano di più, e forse straniero in meno, banalmente. Perché credo che, a lungo andare, anche la nostra Nazionale possa essere meno competitiva. Non so e non mi va di entrare nel merito dei sistemi più complessi delle serie minori...ecco lì si potrebbe fare ancora di più. Però è solo una mia personalissima opinione."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Il Presidente della Sampdoria Ferrero ha dichiarato, qualche tempo fa, che l'Udinese é un fuoco di paglia destinato a spegnersi presto. Cosa ne pensi? Con Stramaccioni tornerà ai risultati di Guidolin?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Credo che il lavoro cominciato sia molto positivo. Sicuramente Stramaccioni é stato un netto cambiamento rispetto al passato. É vero che, sostanzialmente, la squadra non è cambiata molto: Basta e Pereyra, due giocatori di grande qualità, sono andati via. Però alla fine la struttura è rimasta quella: Widmer ha preso il posto di Basta, su cui ci sono gli occhi di società importanti tra cui la Juventus stessa, e davanti é arrivato Thereau, si é data fiducia a Muriel...Credo che la qualità all'Udinese ci sia e, forse, con l'arrivo di Stramaccioni sono arrivate quelle cose mancate l'anno scorso. Ossia una continuità di risultati e penso che, dopo la salvezza, sia un Udinese dalla parte sinistra della classifica. Solo una piccola nota: l'importanza di Dejan Stankovic in tutto questo. Perché so che è molto apprezzato dallo spogliatoio, dai "vecchi" perché in una società di provincia lavorare con un giocatore come lui porta a tanto. Poi mi dicono che è molto legato allo spogliatoio, é un uomo di campo, é viceallenatore ma ha anche un ruolo in campo. La piazza di Udine é stata la scelta ideale per Stramaccioni per ripartire, non era facile. So che ha studiato a lungo come lavorano i grandi allenatori in tutta Europa, é stato molto apprezzato con commentatore a Fox Tv, e bisogna fargli i complimenti per la scelta di Stankovic con secondo. Anche perché a Strama manca il "pedigree" internazionale."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Di Natale é spesso stato accostato alla Juventus. Personalmente non ci ho mai creduto, ma é stato veramente vicino a lei?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Sì, quattro anni fa si può dire che fu praticamente un giocatore della Juventus. La società e il suo procuratore avevano trovato l'intensa, anche per noi (Sky, ndr) era una cosa praticamente fatta. Poi si dice che Totò parlò con il patron, lui era disponibile a lasciarlo andare e pare che lì Di Natale disse che non voleva andare via. Perché la sua vita a Udine aveva trovato radici profonde, anche se quella privata viene spesso messa in secondo piano e quando non é così é una novità. Le scelte di cuore sono una rarità, in un ambiente dove il denaro fa da padrone, ma ti posso confermare che Di Natale é stato vicinissimo alla Juventus, era praticamente suo ma poi decise il contrario. Vediamo anche il risvolto della medaglia, perché la scelta di legarsi all'Udinese é stata molto apprezzata dai tifosi e lui é il giocatore più forte della storia di questa squadra. Ho avuto tante volte la fortuna di vederlo a bordo campo, i suoi gol pazzeschi, e le qualità che ha, cito Andrea Carnevale, lui le ha viste fare a Maradona. A Torino, invece, é stata una scelta criticata perché in quel caso Di Natale non ebbe il coraggio di andare in una grande società."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Hai parlato di scelte di cuore. Un altro grande giocatore attaccato alla maglia é stato Del Piero. Come hai vissuto il suo addio e il passaggio dall'Australia all'India?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Ero presente quel giorno, Atalanta-Juve ma soprattutto quello é il giorno in cui Del Piero la Juventus. Ti posso assicurare che rimane una delle emozioni professionali più forti che abbia mai provato ma come fortunato spettatore di quel momento storico. Perché quando, in una partita in corso, tutto lo stadio guarda tutt'altro: questo calciatore che fa il giro e saluta, raccoglie sciarpe e ringrazia, é un qualcosa di assolutamente mai visto. Del Piero é veramente la storia della Juventus e per i tifosi é stato uno shock, perché ha rappresentato per la maggior parte di noi un qualcosa di simbolico ed è riuscito ad andare oltre i colori della Juventus. Un giocatore apprezzato anche dai tifosi delle altre squadre, perché ha le caratteristiche del bravo ragazzo e in Serie A spesso vengono celebrati i "bad boy". L'addio arrivò dopo due anni molto complessi, basti pensare al videomessaggio girato da lui in cui diceva "firmo in bianco". La società accettò e il contratto fu firmato nel cantiere dello Juventus Stadium...Ecco, la Juventus è una società che da molta importanza ai simboli e ai luoghi. Luoghi speciali per momenti speciali, lo ritroviamo spesso nella sua storia. Poi, mesi dopo, il Presidente Agnelli all'assemblea dei soci disse "Ringrazio Del Piero - prepensionandolo in pratica - ma questa è l'ultima stagione che fa con noi". Anticipò i tempi ad ottobre, forse per anticipare un altro video, no? Qualcuno ha criticato Alessandro per la scelta fatta, doveva finire la carriera lì, invece io credo che sia una persona molto intelligente. E quindi é andato dall'altra parte del mondo, non solo con stella dei Sidney ma come ambasciatore del calcio australiano. Ho lavorato con lui l'anno scorso a Jesolo, in quello che fu il primo ritiro di una squadra australiana in Italia. A ogni allenamento, pensa, c'erano circa mille tifosi! Ore e ore di autografi e questo fa capire quanto Del Piero, in quell'occasione, sembrò una rock star in tournée. Adesso c'è la scelta dell'India, da curioso del mondo. So che poi l'ultimo suo grande sogno é giocare nella Lega americana, e questa scelta di tre mesi glielo permetterà, perché l'MLS inizia a gennaio. É un giocatore, icona globale che la gente possa riconoscere. Ho avuto di lavorare con lui anche in Brasile, ho trovato tantissima attenzione da parte di tanti media, ed è stato l'unico giocatore italiano ad andare in onda nella trasmissione tv di Diego Armando Maradona. La sera ero con lui, fuori dallo studio poiché potevano entrarci solo Maradona, il conduttore della trasmissione e Del Piero. É particolarissima, un'ora in cui a Maradona si chiede un giudizio praticamente su tutto, senza immagini e fa record di ascolti. Chiudo con un ricordo piacevolissimo: la giornata che abbiamo passato insieme in una favelas a nord di Rio, con una visuale pazzesca. L'abbiamo trascorsa con dei ragazzini, vedere la felicità di loro giocare con lui é un qualcosa che mette ancora i brividi a ricordare adesso, abbiamo fatto una bella intervista e la cosa che fece ridere, soprattutto Alex, é: primo pallone della partita, un ragazzino gli fa un sombrero! Del Piero c'è rimasto malissimo (rude, ndr). Gli ho visto luccicare gli occhi in quell'occasione, parlò per un'ora con questi ragazzi e sono cose che in televisione non riescono neanche a rendere. Fu un bel progetto, legato all'UNICEF."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Un ultima domanda: pensi che questa stagione le squadre italiane riusciranno finalmente a farsi valere? Magari anche in Europa League?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Sono tanti anni che l'Italia non riesce ad arrivare fino in fondo, la Juve l'anno scorso arrivò fino alle semifinali, era una finale scritta quella all'Juventus Stadium e fu veramente una doccia per fredda per lei non arrivarci. Avere la possibilità di giocarla in casa non credo capiterà mai più nella sua storia. Quest'anno è molto forte, é stata criticata per la sconfitta a Madrid ma ha fatto un primo tempo in cui a momenti ha dominato sull'Atletico. Non so dirti dove arriverà, perché poi il livello si alza tantissimo. Ma se esce bene dai gironi, io credo che a gennaio potremo assistere a qualcosa di nuovo sul mercato. A Torino valuteranno sicuramente un grande giocatore per andare avanti. Il primo giorno di Allegri si è detto che l'obiettivo é i quarti di finale, é dichiarato. Roma: ci ha fatto grande impressione, ha preso molto il carattere di Garcia ma è in un girone molto, molto complesso...Potrei dire che già il calcio che ha dimostrato in queste prime partite potrebbe essere un passo in avanti. Quanti anni erano che la Roma non era in Champions League? Se la gioca. In Europa League vedo molto positivo, non so dirti quante di queste squadre hanno messo la coppa nel mirino e che valore gli hanno dato. Sicuramente é importante per il Napoli, però è anche vero che in certi momenti l'Europa League viene sfruttata per un grande turn-over dei giocatori. E quindi i grandi risultati fatti domenica non vengono replicati giovedì perché vengono usate seconde linee. Anche l'Inter ha bisogno di una ribalta europea. Sarebbe bello ritrovare una squadra italiana fino alle fasi finali e, con spettatore e amante del calcio, vedere già a febbraio che non c'è nessuna a portare avanti il calcio italiano é un po' deprimente. Perché è vero che siamo appassionati delle grandi sfide, Bayer Monaco, Barcellona, Real Madrid...ma quando c'è un'italiana in campo é diverso. Il mio é un augurio e credo che Roma e Juve possono darci qualche soddisfazione."</DIV></DIV>C1012936Udineuttd01uttd01altaknteljzrhkjpscmwjkvsm3hkmrvqiy2sltun1avryxx.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-francesco-cosatti-intervista-juventus1013002.htmSiT1000007101268101,02,03,06,07,080302589S
1021012999NewsEditorialeTifare per la propria squadra senza offendere gli avversari. Ci riusciremo un giorno?20141008184532L`insensibilità al rispetto, è una mancanza di civiltà che si fa sempre più pericolosa fra i sostenitori di calcio. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Anni passati a scrivere di calcio di Serie A (ma anche di categorie inferiori dilettantistiche) ci fanno riflettere sulle cattive abitudini di un tifo che manca di cultura. Troppe volte, prima ancora di tifare per la propria squadra del cuore, sentiamo cori beceri che offendono la squadra e i tifosi avversari. Una cattiva abitudine tutta italica che non ci fa crescere a livello sociale e culturale. E’ un po’ come aizzare gli animi in maniera pretestuosa e preconcetta. “Sono io”, “anzi siamo noi i migliori”. “Tu non esisti e, se vuoi esistere, vieni con noi a tifare per la nostra squadra”. Questa in sintesi è l’aberrante pensiero che traspare evidente dalla stragrande miriade di tifosi di calcio. E, nonostante tanti spot pubblicitari che invogliano al progresso e a una maturazione culturale che non c’è, manca il rispetto nel senso più ampio del suo significato. Non c’è rispetto sportivo, non c’è rispetto politico, religioso, razziale e di pensiero. Come se tutti avessimo l’obbligo di pensarla allo stesso modo. Tutti dello stesso partito politico, della stessa religione, della stessa razza, della stessa squadra. E, se c’è qualche voce fuori dal coro è da condannare, da beffeggiare, da perseguitare. Ma cos’è questa giungla di insensate idee integraliste. E poi, il pericolo di scontri tra diverse fazioni è sempre lì, latente, sempre dietro l’angolo, come fosse la logica conseguenza dell’aridità dell’uomo. Ma che bello sarebbe se il calcio fosse seguito in maniera corretta, in maniera educata, così come si confà a un popolo civile, rispettoso dell’altrui tifo calcistico. E persino il tentativo della Juventus che nel suo bellissimo Stadium ha pensato di far costruire le panchine sulle tribune, accanto ai tifosi, si è rivelata un’idea teoricamente meritevole&nbsp;nel promuovere i principi di civiltà culturale, ma non positiva dal punto di vista pratico, a causa&nbsp;dei soliti imbecilli che vanno sistematicamente a offendere e disturbare gli avversari.&nbsp;Questo è successo durante Juventus - Roma, una partita dove è successo di tutto e di più.&nbsp;Nel calcio si devono abbassare i toni e si deve avere rispetto degli altri. Non ci stancheremo mai di dirlo. E’ un fatto di sensibilità all'educazione, a&nbsp;quel processo&nbsp;culturale&nbsp;che dovrebbe cominciare dalle scuole elementari, ma anche dalle famiglie e dalle società di calcio. Sì, perché il pallone non deve essere il mezzo per odiare l’avversario e forse neanche di amarlo. Ma di rispettarlo è davvero doveroso.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNtifare-per-la-propria-squadra-senza-offendere-gli-avversari-ci-riusciremo-un-giorno-1012999.htmSi100451001,02,03030430
1031012990NewsEditorialeAtletico Madrid-Juventus. L`analisi 20141002172456I bianconeri perdono il confronto contro gli spagnoli dell`Atletico Madrid<BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">La Juventus cade in casa dei vice campioni d’Europa, ma, soprattutto, perde in maniera disarmante e quindi preoccupante. E’ stata davvero negativa la Juve, brutta come il colore verde delle maglie che indossava. 1 gol subito, 0 tiri in porta nell’arco di tutti i 94 minuti di gioco e chiaro intento tattico che sa più di rinuncia a giocare la partita che di reale volontà di offendere l’avversario. Una metamorfosi inaspettata che sconvolge l’idea generalizzata di una Juventus che in campo nazionale ha ben altre connotazioni. E’ sembrato svanito improvvisamente il gioco champagne dei bianconeri, le aperture sugli esterni, le trame geometriche di centrocampo capaci di interdire e al contempo fornire palloni utili per gli attaccanti. La Juve è sembrata imbambolata, timorosa di giocare contro un avversario non irresistibile ma oggettivamente aggressivo, ben messo in campo, a cui però non puoi offrire la non caparbietà di dimostrarti desideroso di ribattere colpo su colpo ogni azione di gioco. Troppo arretrato il baricentro di un centrocampo che non è stato mai all’altezza di fare pressing sull’avversario e dove persino i “mostri sacri” Vidal e Pogba non si sono quasi mai visti. Timido il gioco portato sugli esterni Evra e Licthsteiner, che non sono stati capaci di incedere positivamente come siamo abituati a vedere. Eppure, non ci è sembrato un Atletico Madrid tecnicamente superiore alla Juve, e neanche fluido nelle azioni di gioco che avevamo visto nello scorso torneo di Champions, in cui la squadra di Simeone guadagnò con merito la finale contro il Real Madrid. Troppo nervosi gli spagnoli, in alcuni casi anche scorretti e disposti ad affrontare l’avversario con l’intento di spaventarlo fisicamente, piuttosto che tentare di superarlo attraverso il gioco. Una chiara condizione psicologica che si innesca quando una squadra teme l’avversario. E, in fondo, pensiamo proprio che questo Atletico abbia temuto alla vigilia i bianconeri, i quali, forse ignari di questo loro timore, sono scesi in campo contratti e privi di iniziative offensive. Un nervosismo carico d’ansia e aleggiante di timore, che francamente ci è sembrato eccessivo da parte di una Juventus che più d’una volta si è dichiarata volitiva ad affrontare una Champions che ambisce di conquistare più d’ogni altra cosa. Ma, evidentemente, l’esame di maturità in campo internazionale non è ancora stato superato pienamente, perché si può certamente perdere una partita in Champions contro i vice campioni d’Europa, ma non così, non in questo modo rinunciatario. E poi, non è piaciuto il siparietto delle dichiarazioni di fine gara in cui Allegri in televisione ha ribattuto malamente alcune giuste critiche tattiche espresse da <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Arrigo</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Sacchi </B>al gioco della Juve. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Rinunciatari? Allora</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">vediamo il calcio diversamente”</B> dice <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Max Allegri</B> apertamente contrariato, dimostrando al contempo di voler nascondere un’evidenza talmente lampante, cui invece sarebbe stato più opportuno e corretto dare altro tipo di risposta. Non vogliamo certamente calcare la mano sulla debacle di questa Juve di Champions, proprio noi che l’abbiamo magnificata in campionato, tuttavia, nonostante si trovi a tre punti nel suo girone, a parità dell’Atletico Madrid, del Malmo e dell’Olympiakos, la squadra di Allegri ha bisogno di riflettere sugli errori commessi a Madrid e cambiare urgentemente atteggiamento e mentalità, adeguandosi a ciò che è il pallone europeo che conta. Un pallone fatto di grinta, determinazione, coraggio di andare ad affrontare l’avversario anche sui campi in cui il tifo è infuocato e non induce aprioristicamente al non gioco e alla rinuncia di essere se stessi. Adesso attendiamo Juve – Roma allo Juventus Stadium. Ma lì, siamo sicuri che sarà un’altra storia.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Salvino Cavallaro <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN></SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><br><br>MadridFL0711FL0711simeone.jpgSiNatletico-madrid-juventus-l`analisi-1012990.htmSi100451001,02,03,06030350
1041012962NewsEditorialeDa Conte ad Allegri, la Juve è sempre in vetta alla classifica20140915201846Dopo la pausa della Nazionale, riparte il campionato di calcio <span style="line-height: 115%; font-family: " cambria","serif";="" font-size:="" 12pt;"="">Sono tanti gli spunti offerti dalla seconda giornata di Serie A del nostro campionato. Innanzitutto la conferma della Juventus che, passata da Antonio Conte a Massimiliano Allegri, si trova ad essere ancora prima assieme a Roma e Milan . Un po’ come dire che cambiando i fattori il risultato non cambia. Stessa la cornice dello Juventus Stadium, stesso l’appeal, stesso l’inno, e perfino uguale l’enfasi di accogliere i calciatori&nbsp;in campo,&nbsp;nella sgambata&nbsp;riscaldatrice dei muscoli,&nbsp;prima dell’inizio della gara. Un iter che si tramanda ormai da tre anni, sempre uguale, sempre apportatore di forte emozione per i tanti tifosi juventini. Qualche volta ci siamo soffermati a curiosare all’esterno dello Juventus Stadium. Ebbene, dai volti scrutati, dall’entusiasmo&nbsp;evidenziato e dalla voglia di entrare allo stadio, sembra sempre che quell’ansia&nbsp;di far festa sia&nbsp;come la prima volta. Stessa l’emozione, stesso il desiderio di cantare un inno coinvolgente, stessa la voglia di andare e tifare per i propri campioni. Conte o Allegri? non importa!&nbsp;è la Juve che interessa ai tifosi della Vecchia Signora. La facilità con la quale la Juventus ha vinto contro l’Udinese e la chiarezza di idee dimostrata nella fluida manovra, lascia presupporre un campionato di prim’ordine. Stenta la Roma a Empoli, ma vince con un gol di Naiggolan che evidenzia in qualche modo il desiderio dei giallorossi di ritornare a rappresentare l’alternativa alla Juve. Seconda vittoria anche per il Milan che esce fuori dal Tardini di Parma, in un festival fatto di gol, emozioni,&nbsp;ma anche di tanti&nbsp;errori ingigantiti da due difese che devono essere ancora registrate nei movimenti e nelle attenzioni. I rossoneri vincono dunque 5 a 4 contro il Parma di Donadoni, contrapponendosi al 7 a 0 che i cugini dell’Inter hanno inflitto in casa al malcapitato Sassuolo. Punteggi e prestazioni che sono l’emblema di un campionato dai mediocri contenuti tecnici, che non&nbsp;è più, chissà per quanti anni ancora, il più bello del mondo. Tre gol fa la Lazio in casa contro il Cesena. Le reti portano la firma Made in Italy di Candreva, Parolo e Mauri, ovvero l’ossatura portante dei biancocelesti, che si mettono in evidenza in un campionato firmato quasi esclusivamente da pedate esterofile. Si smarrisce come un lieve soffio di vento il Torino di Ventura, il quale appare contratto, privo di idee e mal disposto in campo, al cospetto di una Sampdoria sanguigna e volitiva, che ha presentato un Okaka potente fisicamente e un Gabbiadini che ormai non è più soltanto una promessa del panorama calcistico italiano. Domenica nera, anzi nerissima per il Napoli, che viene battuto in casa dal modesto Chievo e da un gol di quel Maxi Lopez che è sembrato risuscitato dalle ceneri. I Partenopei, dopo l’esclusione dai preliminari di Champions League, sembrano essersi smarriti. Duro sarà ancora il lavoro che attende la squadra agli ordini del suo allenatore Rafa Benitez, mentre, a sentire gli umori dei napoletani, “mala tempora currunt”. Tra le proprie mura, pareggia la Fiorentina di Montella contro il Genoa, mentre vince fuori casa l’Atalanta di Colantuono contro il Cagliari di Zeman.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; Il </span>Verona vince 2 a 1 contro il&nbsp;Palermo, chiudendo la seconda giornata di calendario nel posticipo serale di Lunedì 15. Non c’è che dire, dunque, il campionato italiano di calcio di serie A si presenta con due novità: Milan e Inter, che sembrano davvero intenzionate a fare da terzo incomodo tra Juve e Roma. </span><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><br><font size="3" face="Times New Roman"> </font><br><br><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-family: " cambria","serif";="" font-size:="" 12pt;"="">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font size="3" face="Times New Roman"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>TorinoFL0711FL0711allegri400.jpgSiNda-conte-ad-allegri-la-juve-e-sempre-in-vetta-alla-classifica-1012962.htmSi100451001,02,03,06,07030547
1051012913NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24 - Franco Leonetti «La Juve? Aspettiamo a valutare il lavoro di Allegri»20140729065516La situazione della Juventus analizzata dal giornalista Franco Leonetti <BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Giornalista, scrittore di romanzi, editorialista su siti web a tinte bianconere, presentatore di eventi, opinionista, già autore del romanzo <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Linea d’Ossigeno”</B> pubblicato nel febbraio 2008, ha scritto e pubblicato anche <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Sei note di Pentagramma</B>” edito da <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Lettere</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Animate editore”</B>, in libreria da dicembre 2012. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Franco Leonetti</B> si divide tra grandi passioni calcistiche per la “sua” amata Juventus e il diletto di scrivere libri e comporre testi che manifestano il suo interesse verso l’analisi, le ispezioni e le osservazioni dell’individuo contemporaneo, in una sorta d’introspezione capace di dare una logica spiegazione a certi comportamenti apparentemente insignificanti che emergono preponderanti nell’uomo di oggi. Uno scrutatore dei nostri tempi, capace di analizzare attentamente tutto ciò che sembra privo di logica. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Sei note di Pentagramma”</B> é un titolo che prende spunto dal suo amore per la musica. Tutti sanno che le note musicale sono sette, ma nel suo libro se ne manifestano solo sei. La nota che non c’è, infatti, è quella che manca alla nostra società per ritenersi compiuta. Proprio quello che i media contemporanei ci illudono che ci sia per chissà quale interesse suggerito dal dio denaro. Ma la vera vita di tutti i giorni manca della settima nota, un ammanco considerevole che, nonostante appaia insignificante, assume invece connotazioni di vitale importanza che si riflettono su una non buona qualità di vita. Di questi temi ci parla l’autore <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Franco Leonetti</B> nel suo ultimo libro. Un’analisi concreta della realtà contemporanea che si manifesta con una punta d’amarezza e delusione su quello che potrebbe essere con l’aggiunta di quella magica nota mancante del pentagramma musicale, e che invece non é. Un libro che parla dell’uomo, con i propri progetti, i sogni, le delusioni, le vittorie, le amarezze e le speranze che s’infiltrano in un quotidiano difficile, fatto comunemente di difficoltà di vivere. Questo è Franco Leonetti, uomo sensibile, aperto al dialogo, pronto alle relazioni sociali che sono l’essenza e il vero significato della vita di sempre. Come dicevamo altre due passioni lo caratterizzano: l’amore per la musica e per il calcio, del quale é ottimo giornalista competente e vero tifoso della Juventus. Egli è opinionista di punta, con la sua rubrica <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Il ruggito di Leonetti”</B> nella trasmissione televisiva <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Forza</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Juve”</B>, in onda su Rete 7 Piemonte e sul canale SKY 825. Ed è proprio in questa veste di giornalista che oggi abbiamo pensato di intervistarlo, anche in considerazione del momento delicato che la Juventus e tutto il popolo bianconero sta vivendo, dopo le scioccanti dimissioni di Antonio Conte. Da questa lunga ed esaustiva intervista, si evince la razionalità giornalistica di <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Franco Leonetti</B> che, nonostante il polverone sollevato da una situazione che non era prevista, anche se era già nell’aria da tempo, non si lascia trascinare da commenti emotivi che, aprioristicamente, assumerebbero soltanto connotati distruttivi, senza neanche aver visto ancora all’opera il nuovo corso juventino targato <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Massimiliano Allegri</B>; il coach della Juventus chiamato a sostituire Antonio Conte.<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </SPAN></SPAN><SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; BACKGROUND: white; COLOR: #333333; FONT-SIZE: 12pt; mso-bidi-font-family: Helvetica">&nbsp;</SPAN></SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Franco, cosa succede a questa Juventus?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Beh è accaduto l’imprevedibile, un vero cataclisma, ovvero Conte e la Società si sono separati al secondo giorno di ritiro, una cosa scioccante per tutto il popolo bianconero, una vicenda mai accaduta nella storia della Juventus. Traumatizzante, sia per le modalità che per il risultato finale, che hanno portato repentinamente Allegri ad occupare la panchina bianconera. Un flash accecante, improvviso e mal gestito a mio parere”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Pensi che il giocattolo perfetto si sia rotto, dopo la dipartita di Conte?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Certamente la Juve di Conte, come siamo stati abituati a conoscerla nell’ultimo triennio, non esiste più, questo mi pare fuor di dubbio. Ogni allenatore ha le proprie caratteristiche nella gestione del gruppo, nel motivare gli interpreti, nello svolgere la preparazione, nell’apparecchiare il gioco. Ora resta da capire come verrà schierata in campo la Juventus dal nuovo allenatore e quali saranno le scelte tecnico-tattiche del nuovo corso,<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>a parere mio non si può aprioristicamente affermare che il giocattolo perfetto si è rotto: solo il campo darà una risposta chiara e netta. Certo che Antonio Conte era Antonio Conte, punto”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Quali sono i motivi per cui Conte ha deciso di lasciare la Juve?</SPAN></B> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“ Sul mercato si sono incentrate le principali distonie tra le due parti, Conte voleva nuovi arrivi capaci di rafforzare fortemente la squadra, per tentare di poter competere a grandi livelli europei, per cercare di stare nell’Olimpo della Champions servono investimenti e campioni. Tutto ciò non è accaduto e il Mister, che non aveva rinnovato il suo contratto, ha deciso di levare le tende in maniera eclatante, giustamente o meno, ognuno ormai si è fatto una propria opinione. In ogni caso i malumori non sono sbocciati all’improvviso, ma la questione rafforzamento era una situazione che permaneva da qualche tempo. Peccato davvero perdere Conte in questa maniera”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Secondo il tuo punto di vista, perché è stato scelto Allegri?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“ Allegri era già un nome che circolava nell’ambiente, a maggio, quando i mal di pancia di Conte si erano fatti più veementi: insieme a quelli di Mancini e Spalletti era tra i più gettonati. La Juve, improvvisa orfana di Conte , ha avuto la necessità di non far passare troppo tempo, non poteva rimanere nemmeno un’ora in più senza la figura basilare del tecnico. Quindi la dirigenza ha colmato subito la falla apertasi, virando su Max Allegri perché ha un profilo alto, ha già vinto in Italia, è abituato a certi palcoscenici europei, costa relativamente poco d’ingaggio e viene considerato adatto. Le eventualità di Mancini e Spalletti nascondevano motivazioni e insidie variegate, da ingaggi troppo onerosi a contratti in essere, vedasi Spalletti”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN></B><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Che cosa pensi del mercato della Juve sin qui svolto?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Un buon mercato sino ad oggi, 28 luglio, ci sono però dei nodi importanti da sciogliere, e penso a quello di Vidal , anzitutto. La dirigenza ha saputo portare a Torino giocatori che vanno ad occupare caselle scoperte, rafforzando i vari reparti, penso a Evra sulla corsia mancina, a Pereyra duttile e abile in vari ruoli a centrocampo, penso a Romulo sulla destra e a Morata che purtroppo starà fuori per due mesi. Se la Juve manterrà tutti i suoi campioni in rosa, questo sarà un mercato egregio, magari in attesa di un centrale difensivo e di un grande campione la davanti. Senza dimenticare che Coman, il francesino, potrebbe stupire molti e Morata, se in condizioni,<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>smentirà molti dubbiosi”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Pensi che ci siano malumori all’interno della dirigenza bianconera?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“No, la Società è compatta e unita verso l’obiettivo che in casa Juventus, da sempre, è uno e uno solo: vincere”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">R</SPAN></B><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">oma e Napoli sembrano sulla carta le più accreditate a vincere il prossimo scudetto. Tu pensi la stessa cosa?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Già lo scorso anno, molto più la Roma in verità, si sono dimostrate avversarie considerevoli e competitive per lo scudetto, quindi entrambe partono da una base importante. In questa prima fase di mercato i capitolini hanno operato parecchio e si sono nettamente rinforzati sulla carta, con nomi e spese ingenti, il Napoli, invece, continua ad avere problemi a centrocampo e in difesa, e ritengo, opererà sino alla scadenza del 1° settembre quando il mercato chiuderà i battenti. Teoricamente queste sono le due squadre che possono ambire a contendere il tricolore alla Juventus, ma ricordo che dopo estati a parlare e a teorizzare, il campo, spesso, regala realtà ben diverse dai proclami sotto l’ombrellone. Non basta rilasciare dichiarazioni bellicose o erigere proclami che fanno scalpore, i campionati si vincono con il gioco, i gol e i punti in classifica. Insomma fatti non parole. Sono poi curioso di vedere cosa sapranno produrre la nuova Fiorentina di Montella e l’Inter di Mazzarri con Thohir a fare capolino”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Che cosa manca alla Juve per essere competitiva ad alti livelli anche in Europa?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“I campioni sono coloro i quali fanno sollevare la coppa dalle grandi orecchie. Molti colleghi portano l’esempio delle ultime due finaliste Borussia Dortmund e Atletico Madrid, per cercare di scardinare il teorema, ma io ricordo che a gioire tra i coriandoli sono state Bayern Monaco e Real Madrid, compagini zeppe di campionissimi. La grande qualità ha sempre fatto la differenza in Europa e così sempre sarà. Chi vuole ambire al sommo gradino continentale ha bisogno di tante cose, ma i campioni con la C maiuscola sono la base su cui costruire. Alla Juventus non mancano i campioni, mi pare evidente, ma andrebbero implementati ”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Non ti preoccupa la prima negativa sgambata della Juve a Vinovo, che ha perso contro i dilettanti del Lucento?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Una sgambata non ufficiale, tra l’altro la prima della stagione, non può e non deve preoccupare sul finire di luglio, i test importanti saranno altri e cominceranno a dare un forte antipasto a riguardo della Juventus “reggenza Allegri”. Il Lucento è calcio di luglio e non può fare testo, ai più catastrofisti ricordo solo che mancavano tutti i nazionali e la formazione era infarcita di ragazzini con pochissimi titolari”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">In questo momento l’ambiente juventino sembra essere caduto in depressione. Secondo te, qual è la medicina adatta per far riprendere entusiasmo ai tifosi bianconeri?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“L’ambiente del tifo non è in depressione, è stato fortemente scosso dall’abbandono di Conte, e credo che tutto ciò sia innegabilmente fisiologico. L’entusiasmo da parte dei tifosi fedeli <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>si recupera e rigenera con prove convincenti e vittoriose sul terreno di gioco, con la voglia di non mollare mai e di onorare la maglia fino alla fine. Ora è normale che molti siano sul chi va là, creando sacche di resistenza e titubanza, ma alle prime vittorie il tifoso sosterrà e accompagnerà con passione questo nuovo corso bianconero. Non ho dubbi a riguardo”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Pensi che Allegri riuscirà a farsi accettare dal popolo bianconero?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Mai come ora sta al Mister conquistarsi l’affetto della gente juventina, schierando formazioni vincenti e portando a se lo Stadium con un gioco efficace e brillante. Con i risultati tutto passa in seconda battuta, anche il suo passato milanista e certe frasi non felicissime quando guidava dalla panca colori diversi. Succedere a Conte non sarebbe stato facile per nessuno, figuriamoci dopo un ribaltone improvviso di mezza estate. Allegri ha esperienza, e sa bene ciò che deve fare, senza farsi prendere dalla frenesia”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">La trasmissione televisiva “Forza Juve” che va in onda sull’emittente privata Rete7 Piemonte e in contemporanea su Sky, prevede novità rispetto all’anno calcistico appena trascorso?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Ripartiremo con l’inizio del nuovo campionato, i primi di settembre torneremo in video. Ci sono al vaglio alcune novità, anche se il canovaccio che ci ha contraddistinti e premiati con grandi ascolti, rimarrà pressoché invariato. Chi sceglie di sintonizzarsi su Forza Juve sa già chi e cosa troverà”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Pensi che il tuo “Ruggito di Leonetti” sarà combattivo come sempre e capace di risollevare gli animi sconsolati di molti juventini? </SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Il mio Ruggito è sempre coerente, sincero e schietto: commento con il mio stile personale la realtà che osservo settimanalmente. In questo momento dico a tutto il popolo bianconero di stare calmo, di attendere la Juve in campo, anche perché sino ad oggi non si è praticamente mai vista, e di essere paziente, la vera stagione parte nell’ultimo week-end di agosto. Quindi al bando lo scetticismo, in attesa delle competizioni ufficiali, solo allora potremo capire di che Juve stiamo parlando. <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>La mia speranza è di poter illustrare un’altra stagione trionfale di successi, se così non dovesse essere, naturalmente, non farò mancare mai i miei rilievi e critiche all’ambiente, così come duramente feci negli anni pre –Conte”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN></B><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Per finire. Tutti sanno che oltre il calcio, la tua grande passione è la musica. Come fai a conciliare due mondi così diversi?&nbsp;<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN></SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Le passioni sono le travi portanti della mia vita, senza passioni, l’esistenza perde nerbo. Quindi, anche se di primo acchito alcune possono apparire inconciliabili, ben vengano sentimenti di questa tipologia, che mantengono alto il carico di entusiasmo e voglia bruciante di vita. Un caro saluto a te Salvino e un immenso abbraccio a tutti gli amici siciliani che ci leggono, amo profondamente la vostra terra. Grazie e a presto, magari di persona”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Salvino Cavallaro</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR><br><br>TorinoFL0711FL0711franco-1.jpgSiNesclusiva-ilcalcio24-franco-leonetti-«la-juve-aspettiamo-a-valutare-il-lavoro-di-allegri»-1012913.htmSi100451001,02,03,06,08030802
1061012875NewsSondaggiJuventus Stadium, mania dei turisti20140605194223Lo Juventus Stadium è la seconda attrazione di Torino<BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">Che la città di Torino dopo le Olimpiadi Invernali del 2006 abbia assunto una migliore collocazione tra le città italiane culturalmente e turisticamente più avanzate, è cosa ormai risaputa. Ma ciò che ci trasmette <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Tripadvisor,</B> il sito che da anni raccoglie le recensioni su alberghi, ristoranti e luoghi d’interesse scritte da turisti o cittadini comuni, ebbene questo non potevamo certo prevederlo. Il voto popolare che ha classificato lo Stadium come seconda attrazione della città sabauda, è significativo di un fatto emotivo ed affettivo da parte di tutti i tifosi bianconeri che hanno trovato nella casa della Juventus, l’esaltazione di sentimenti che talora vanno oltre il significato stesso di una partita di calcio. Le visite allo Juventus Stadium e al J- Museum superano di gran lunga quelle della Mole Antonelliana (simbolo per antonomasia della città di Torino), Palazzo Reale e Piazza San Carlo, tre monumenti storici dei quali i torinesi vanno maggiormente orgogliosi. Ma c’è anche il Museo dell’Automobile che viene surclassato dall’interesse dei visitatori a beneficio dello Juventus Stadium. Più di centocinquantamila visitatori l’anno al Museo della Juve, tra reliquie e ricordi di una storia fatta di vittorie e scudetti, che rappresentano il 46° museo più visitato d’Italia. La curiosità è incredibile. Abbiamo visto code interminabili di turisti in attesa di entrare al Museo e poi allo Stadium, con una pazienza quasi religiosa. Aspettare il proprio turno per entrare nella casa dei sentimenti bianconeri, un’attesa che talora supera pure le due ore di pazienza. Incredibile, solo a Roma, a Firenze, a Venezia, abbiamo visto code così lunghe che vogliono arrivare a vedere affreschi, monumenti, musei che sono il vanto della cultura italiana. Eppure, sembrerebbe quasi irriverente, al cospetto di cotanta grandezza culturale, l’accostamento di uno stadio di calcio che, seppur avveniristico nella sua struttura e capace di mille emozioni, non può certo essere paragonato agli affreschi della Cappella Sistina di Roma o di altri mille storici musei italiani che trasudano di cultura viva. Ma ciò che ci viene indicato da Tripadvisor è una tendenza turistica che si pone come curiosità, capace di far vivere l’emozione legata alla storia del pallone juventino, ma anche alla visita degli spogliatoi, delle stanze in cui si effettuano le conferenze stampa e, non ultimo, il gusto unico di vivere qualche ora dentro quel campo a calpestare quel manto erboso calcato dai campioni. E poi c’è l’emozione insostituibile di vedere dal campo lo stadio. Tu al centro del prato verde ad alzare lo sguardo verso le tribune, quasi fossi tu il campione al centro dell’attenzione. E’ l’incredibile gioco della fantasia che fa volare in alto, che fa sognare, e che vale la pena di provare almeno una volta nella vita. E così, chi va a visitare lo Juventus Stadium porta nelle casse bianconere circa due milioni e mezzo di euro l’anno, al netto degli incassi derivanti dalle partite e dall’indotto portato dall’evento. Sono dati inconfutabili che lasciano davvero perplessi, soprattutto in considerazione della crisi economica che ormai da anni attanaglia il nostro Paese. Ma, evidentemente, vivere l’emozione della visita alla casa del pallone, è ritenuta meglio che viverla in qualsiasi altro posto. De gustibus non est disputandum !</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">Salvino Cavallaro <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN></SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR><BR><BR><br><br>Torino Juventus StadiumFL0711FL0711conte-6.jpgSiNjuventus-stadium-mania-dei-turisti-1012875.htmSi100451001,02,03,06030387
1071012866NewsCampionatiLe leggende di Juve e Real Madrid, per una nobile causa20140522190005Una partita a favore di due progetti dell`Unesco, per recuperare i bambini soldato del Mali e della Repubblica Centrafricana<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Il 2 giugno prossimo si disputerà allo Juventus Stadium di Torino, un incontro di calcio tra vecchie glorie di Juventus e Real Madrid per l’Unesco Cup. Ci sarà il pubblico delle grandi occasioni, un pubblico dal palato fine che non solo desidera rivedere all’opera i grandi protagonisti del passato madridista e juventino, ma che si vuole rendere partecipe per una nobile causa. Il ricavato della partita, infatti, servirà per finanziare due progetti per il recupero dei bambini soldato del Mali e della Repubblica Centrafricana. La vendita libera dei tagliandi continua: chiunque potrà assicurarsi il biglietto per la grande sfida al costo minimo di 15 euro. La storia del calcio a favore dell’Unesco, in quello spettacoloso scenario che risponde al nome di Juventus Stadium, una garanzia per chi desidera assaporare momenti di emozione pallonara. Per la Juventus, sulla cui panchina siederà Pessotto, saranno presenti Alessio, Amoruso, Birindelli, Camoranesi, Davids, Di Livio, Ferrara, Juliano, Mirkovic, Montero, Nedved, Padovano, Porrini, Ravanelli, Sousa, Tacchinardi, Tacconi, Torricelli, Tudor, Vieri, Vierchowod. Per il Real Madrid, invece, ci saranno Contreras, Carlos Sanchez, Fernando Sanz, Pavon, Hierro, De La Red, Butragueno, Amavisca, Morientes, Solari, Esnaider, Zidane, Seedorf, Karembeu, Makelele, Michel Salgado, Amancio. Questo elenco risulta ancora provvisorio, in quanto a tutt’oggi proseguono le adesioni di altri illustri nomi, attenti soprattutto al fine di una giusta e nobile causa. Una notte di stelle sotto il cielo dello Juventus Stadium, in cui ci saranno davvero tutti gli ingredienti capaci d’intersecarsi tra romantici ricordi ed emozioni, che si enfatizzeranno alla luce dei riflettori di uno stadio che non conosce posti vacanti fin dal giorno in cui è stato inaugurato. Era già accaduto il 9 giugno dell’anno scorso al Santiago Bernabeu di Madrid, quando le Legendes bianconere e Leyendas madridiste avevano dato vita al “Corazon Classic Match 2013 Veracruz” il cui incasso venne devoluto al programma della Croce Rossa spagnola “Exito Escolar”. La partita tra le leggende del calcio juventino e madridista, sarà dunque l’occasione per trascorrere una piacevole serata di festa a favore di due nobili progetti dell’Unesco che si prefiggono di recuperare i bambini soldato. Questo è il calcio che ci piace di più, questo è il vero senso di aggregazione sociale che, una volta tanto, ci fa sentire uniti per una giusta causa.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino fl0711fl0711juventus stadium.jpgSiNle-leggende-di-juve-e-real-madrid-per-una-nobile-causa-1012866.htmSi100451001,02,03030375
1081012859NewsEditorialeTra lacrime e sorrisi20140519153743Gioia e dolore. Una incredibile similitudine che scaturisce dall`emozione.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Il calcio è la metafora della vita. Un pensiero ricorrente del quale ne facciamo spesso uso. E, quando si pensa a ciò che lega il mondo del pallone alla vita di tutti i giorni, quasi sempre restiamo esterrefatti su come ci siano cose e situazioni diametralmente opposte, che per somiglianza sembrano nate da un parto gemellare. Chi vive come me gli umori del pallone della città di Torino, non può fare a meno di riflettere su sentimenti ed emozioni talora opposte, che si manifestano come similitudini di ciò che viviamo interiormente nel nostro quotidiano. Gioia e dolore sono<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>manifestazioni forti che ci accompagnano lungo l’arco della nostra vita. Quando godi della tua gioia, non pensi ad altro che viverla intensamente e, nella sua piena legittimità, non hai tempo e voglia di pensare a chi soffre. Quando invece arriva il giorno del dolore, lo fai tuo come un qualcosa che ti appartiene in quel momento e magari in solitudine ti chiedi: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Perché proprio a me?”.</b> La risposta non c’è, anzi una c’è, ed è la vita stessa che si manifesta con tutto il suo significato più profondo. La gioia scatenante, irrefrenabile e assolutamente legittima del popolo juventino per la conquista del 30esimo scudetto (32 vinti sul campo, ma non confermati dai noti fatti di calciopoli), si è opposta alle lacrime di delusione dell’altra Torino del pallone, quella granata, che in maniera incredibile ha visto sfumare in un lieve soffio di vento, il sogno a lungo accarezzato della partecipazione ai preliminari di Europa League. Una delusione profonda che si è consumata sul campo di Firenze ma che si è riflessa sotto la Mole in maniera bruciante, proprio nelle ore in cui l’altra Torino, quella bianconera, godeva irrefrenabilmente tra gli schiamazzi e <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>lo sbandierare festoso dei suoi sostenitori, i quali si sono uniti al pullman che portava i campioni della Juve per le vie del centro della città. Un contrasto tremendo di emozioni opposte, belle e crudeli allo stesso tempo, che mi ha fatto pensare al giorno in cui in un letto d’ospedale moriva mia madre, mentre nello stesso momento, nel reparto accanto, c’era chi nasceva. Lacrime uguali, emozioni diverse, sentimenti diversi e diametralmente opposti; quelle tristi date dalla morte di una persona cara e quelle di gioia profonda per una vita che nasce. Non appaia eccessivo il paragone, ma ciò che si prova in certi momenti della vita sembra così distante e al contempo vicino, tanto da farti riflettere sul significato delle cose. E così, anche il pallone è capace di risvegliare certi sentimenti forti legati alla vita e all’uomo che ne è l’artefice. Le lacrime di gioia versate allo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus Stadium dalla signora Conte</b>, moglie del coach della Juventus, si sono contrapposte a quelle versate da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alessio Cerci</b> sul campo di Firenze, dopo aver fallito il calcio di rigore al 94°. Incredibile, ma vero! Per le strade, nelle piazze, nei bar, nei locali pubblici della città sabauda ho percepito un’aria diversa dal solito, la malinconia che s’accompagna alla gioia, che la prende per mano. Anche la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mole Antonelliana</b> sembra guardare in lontananza la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Basilica di Superga</b>, quasi a volerla sollevare da una fragilità e un’amarezza infinita, un qualcosa di eternamente inspiegabile legata alla tragedia e al destino avverso. Ma è proprio così. Si contrappongono sempre gioie e dolori, il ricco e il povero, l’opulenza e il benessere da una parte, e dall’altra l’eterna difficoltà di riassaporare quella gioia per troppo poco tempo vissuta e poi subito svanita nel nulla. In fondo è la storia pallonara di quest’antica, discreta, nobile ed elegante città sabauda che è stata la prima capitale d’Italia, le cui radici profonde si diramano tra gli inestimabili valori delle antiche casate reali e la difficoltà operaia del vivere quotidiano. Due estremi contrapposti e paralleli che fanno capo, sempre e comunque, alla fragilità dell’uomo. Sì, Torino è questa. Due sono le bandiere che si contrappongono, che sportivamente si odiano, ma che poi sostanzialmente confluiscono se pur diverse per storia e tradizioni, in quell’unica bandiera che si chiama emozione, che si chiama vita.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNtra-lacrime-e-sorrisi-1012859.htmSi100451001,02,03030303
1091012856NewsCampionatiLa Città della Mole è pronta per la festa bianconera20140517100448A Torino, fervono i preparativi per la festa del terzo scudetto consecutivo della Juventus di Antonio Conte <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La Torino bianconera prepara la festa del terzo scudetto consecutivo dell’era Conte. Nelle strade, nei negozi, nei bar, nei locali pubblici, si avverte la smania di un giorno di festa che sta per arrivare. Persino il lento fluire del Po, passando tra la zona di Moncalieri e i Murazzi, sembra avere un’armonia diversa, insolita. C’è l’orgoglio dell’antica capitale d’Italia con i suoi musei, con la Mole Antonelliana che in questi giorni di cielo terso, sgombro completamente da nuvole minacciose che lasciano il posto all’immenso chiarore del sole, sembra ancor più bella del solito. E’ qualcosa che sfugge alla prassi della semplice<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>conquista di uno scudetto, è qualcosa di diverso al quale gli juventini non si abituano mai. Dopo l’ultima partita di campionato che la Juve disputerà allo Juventus Stadium contro il Cagliari, sono previsti i festeggiamenti di rito all’interno dello stadio e poi tra le vie cittadine di Torino, con l’ausilio di quel pullman decappottato che accompagnerà la squadra al completo. Eppure, nonostante che per i bianconeri si tratti della terza festa dello scudetto consecutivo, sembra sempre come fosse la prima volta. Le bandiere al vento, i suoni, i frastuoni per le vie del centro della città sabauda solitamente silenziosa, discreta ed elegante, si adatta al momento di euforia irrefrenabile imposto da un&nbsp;qualcosa che non può certamente essere silenziosamente assordante. Buffon, capitano della squadra bianconera, alzerà al cielo il 32esimo scudetto vinto sul campo e il 30esimo ufficiale del dopo calciopoli. E non importa se non si sa ancora se Conte resterà alla Juve, se il presidente Andrea Agnelli ha dichiarato a chiari lettere che alla Juve nessuno è indispensabile, neanche lui. Ciò che importa al popolo bianconero che convergerà a Torino da ogni parte d’Italia è la festa, è la voglia di far passare i messaggi di un orgoglio capace di una fede calcistica che si materializza nei tanti record che stanno scrivendo una storia indelebile da tramandare alle generazioni che verranno. Per questo la Torino bianconera è in ansia, scalpita nell’attesa di un pomeriggio domenicale che gli appartiene e che va oltre ogni polemica e invidia di chi assiste con il pensiero che in fondo questo pomeriggio di festa non lo vive più da molti anni. Ma Torino, quella città antica e nobile che non ama il chiasso e il frastuono delle esteriorità, adesso si sta&nbsp;abituando a un appuntamento annuale capace di destarla persino dal suo antico essere. Da Corso Vittorio Emanuele, proseguendo per Via Roma, Piazza San Carlo, Piazza Castello, Via Cernaia, Via Po, Piazza Vittorio Veneto che si affaccia nel magico polmone verde della collina torinese, domenica pomeriggio si vestirà di bianconero con l’orgoglio di una festa che gli appartiene, a prescindere da ogni altra cosa. Fervono dunque i preparativi di questa vigilia ammantata di ansia, ma anche di tanta riconoscenza verso una squadra che nonostante certe piccole delusioni europee, inorgoglisce i suoi sostenitori per mille altri motivi. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torinofl0711fl0711juventus.jpgSiNla-citta-della-mole-e-pronta-per-la-festa-bianconera-1012856.htmSi100451001,02,03030378
1101012844NewsCampionatiLa Juventus è campione d`Italia per la 30esima volta. La Roma cade a Catania e i bianconeri fanno festa in anticipo20140504165135jyuve, roma, scudetto, tevez, pirlo, conte, buffon, juventus stadiumTerza stella per i bianconeri. Ma per i tifosi siamo a quota 32 scudetti<p style="text-align: justify;"><strong>La Juventus è campione d’Italia.</strong> Senza nemmeno scendere in campo i bianconeri si aggiudicano matematicamente il trentesimo scudetto della loro storia, quello che vuol dire ufficialmente terza stella sulle maglie dalla prossima stagione. <strong>La pesante sconfitta della Roma a Catania,</strong> sancisce ufficialmente una vittoria ormai scritta. La squadra guidata con sicurezza da Antonio Conte si è dimostrata un vero e proprio schiacciasassi. <strong>In testa consecutivamente dalla tredicesima giornata</strong>, con il traguardo dei 100 punti a portata di mano, conquista il terzo alloro della gestione Conte in tre anni. <strong>Trenta le vittorie su 35 partite giocate,</strong> solo 3 pareggi e due sconfitte. Sono numeri che danno la misura del dominio bianconero. <strong>La sconfitta in rimonta subita a Firenze si è rivelata una mera illusione.</strong> La squadra di Conte ha ricominciato, proprio dopo la sconfitta di Firenze, a macinare gioco e punti. Trascinata da Carlos Tevez, il vero protagonista di questa stagione, ha prima agganciato e poi superato la Roma per non lasciare più la vetta del campionato. <strong>E proprio l’argentino è stato quel bomber capace di fare la differenza</strong> mancato nelle scorse stagioni. Con tutta probabilità l’Apache supererà le 20 reti realizzate in campionato. L’anno scorso i bomber principi della squadra furono Vidal e Vucinic con 10 reti ciascuno. Altri numeri che sintetizzano quanto determinante sia stato l’apporto dell’argentino. <strong>Formidabile la coppia formata con Llorente.</strong> Lo spagnolo, arrivato tra tanto scetticismo, ha saputo conquistarsi il suo spazio portando in dote un buon bottino di reti. Adesso è l’idolo dei tifosi che hanno trovato nbel Re Leone un giocatore grintoso e che non si arrende mai, così come è sempre stata questa Juventus. <strong>Tra i protagonisti non possono mancare il capitano Gigi Buffon,</strong> tornato su livelli Mondiali; Barzagli, Bonucci e Chiellini, trio difensivo grintoso ed elegante alo stesso tempo; e quel centrocampo grandioso formato da Vidal, Pirlo, Pogba, Marchisio e Asamoah, con Lichtsteiner abile a fare la spola tra difesa e mediana.<strong> Un collettivo meraviglioso,</strong> con solisti capaci di fare la differenza. L’obiettivo per l’anno prossimo adesso diventa l’Europa, soltanto sfiorata quest’anno. Per dimostrare di poter essere grandissimni anche fuori dai confini nazionali. Peccato solo per l'eliminazione subita ad opera del Benfica 3 giorni fa in semifinale di Europa League, perche questa Juve aveva i mezzi per superare il turno e giocarsi, nel proprio stadio, una finale che probabilmente avrebbe regalato il trofeo europeo ai bianconeri. Adesso bisognerà costruire una squadra ancora più forte per fare bene in Champions l'anno prossimo. Complimenti comunque alla SIGNORA! <br><br><br>C1012317ivomesivomesbuffon 4.jpgSiNjuve-trentesimoscudetto-terzastella-1012844.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000024,T1000026,T1000027,T1000028,T1000091,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101100075401,02,03,06,07,08,09,400102069
1111012839NewsEditorialeQuello che avrebbe potuto essere e non è stato20140502162332L`analisi approfondita di Juventus Benfica<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>L’incontro di semifinale europea Juventus – Benfica che ha sancito il passaggio in finale della squadra portoghese, ci lascia alcuni spunti di riflessione che vanno oltre la sterile cronaca di una partita che ha deluso non solo sotto il profilo del risultato ma anche del gioco. Se ci soffermassimo semplicisticamente e in maniera minimalista sulla cocente delusione di una squadra italiana, la Juventus, che pur sapendo che la finale di Europa League si svolgerà proprio nel cuore di casa propria, saremmo tentati di versare fiumi di retorica nel dire che la colpa dell’insuccesso sia da addebitare all’arbitro, agli avversari che hanno perso tempo per lunghi tratti della gara o, ancora peggio, che<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>per la Vecchia Signora sia stregata ogni partecipazione al calcio europeo. A noi, invece, piace fare un’analisi meno emotiva, meno valutabile in maniera superficiale ma più efficace nell’approfondimento di cause che vanno ricercate nel concetto più generale di una crisi profonda che investe ormai da anni il calcio italiano a livello di club. Possiamo certamente disquisire sulle cause di uno zero a zero che la Juventus non ha saputo sbloccare al cospetto di un Benfica che, difendendo coi denti il 2 a 1 dell’andata, ha conquistato il diritto di partecipare alla finale di Europa League per il secondo anno consecutivo. Ma, come dicevamo pocanzi, la causa della mancata vittoria anche se risicata della Juventus, che le desse modo di partecipare alla finale che si svolgerà nel meraviglioso scenario dello Juventus Stadium, ha radici più profonde che si diramano nella flebile rappresentanza europea del nostro calcio. La Juventus era rimasta l’unica squadra italiana capace di rappresentarci in Europa. La sua estromissione dalla finale europea ha fatto sì che nel Ranking UEFA, l’Italia si sia posizionata al quinto posto della speciale classifica europea dei football club, essendo stata surclassata proprio dal Portogallo che precedevamo prima dell’incontro di semifinale. Davanti a noi ci sono, Spagna, Inghilterra, Germania e Portogallo, mentre noi precediamo di poco la Francia che ci soffia sul collo. Attenti però, perché lo scenario del football europeo sta vedendo la veloce avanzata anche del calcio russo che, fino a pochi anni fa appariva quasi ai margini dell’importanza pallonara a livello di club europei. Dati di fatto che ci fanno riflettere su una situazione d’importanza europea che dal 1984 a oggi ci ha visto declassati in maniera esponenziale. Le cause? Sono tante! Non ultima la situazione economica del nostro Paese che non ha visto sostanzialmente l’ingresso in campo calcistico di emiri arabi o magnati russi. Da molti anni è finito il tempo dell’opulenza economica data dalla Casata Agnelli, dall’imprenditore Berlusconi o dal petroliere Moratti che hanno rappresentato il calcio italiano a grandi livelli europei. Oggi le cose sono cambiate e l’involuzione economica di casa nostra è coincisa con la crescita culturale ed economica degli altri Paese europei. Dopo la cocente eliminazione della Juve in Europa League e dopo quanto sin qui detto sulla nostra posizione nel Ranking del Football Europeo, possiamo dire con tutta franchezza: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“C’era una volta il campionato più bello del mondo”.</b> Quindi, per quanto riguarda l’ultima malinconica uscita della Juventus dall’Europa calcistica, ci sembrerebbe un dettaglio finalizzarla ad alibi apparentemente penalizzabili quali, l’inefficienza dell’arbitro, la maggior esperienza europea del Benfica, piuttosto che la stanchezza della Juve, reduce com’è da un campionato lungo, stressante e faticoso. Certo, forse nel computo totale delle due sfide di semifinale tra le due squadre, chi avrebbe meritato di passare il turno sarebbe stata proprio la squadra di Antonio Conte. Ma c’è un piccolo particolare da non sottovalutare, e cioè che nel mondo del calcio la meritocrazia sta a zero e vince soltanto chi fa gol, mentre le valutazioni di giurie che stanno dietro un tavolo non hanno alcuna voce in capitolo. E poi gli inconfutabili risultati negativi delle nostre rappresentanti nel football europeo, sono dati dai numeri che ci collocano malinconicamente al quinto posto. Questa è l’analisi che più conta. E, mentre la Juve stravince in campo nazionale come emblema della migliore espressione del calcio italiano, all’estero non è così.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711marotta.jpgSiNquello-che-avrebbe-potuto-essere-e-non-e-stato-1012839.htmSi100451001,02,03030332
1121012833NewsCoppeBenfica - Juventus - Storie sconosciute di romantica follia......20140428094333Quando l`amore per la squadra del cuore rasenta la romantica follia... <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><font size="3">Il calcio non è solo uno sport, che deve il suo successo ai risultati delle partite della domenica, ma anche alle forti passioni, che esso può far nascere </font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;</font></span><font size="3">in ognuno di noi,anche insospettabili persone,che vivono i momenti della loro vita quotidiana con routinarietà e monotonia.</font></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">Non si spiegherebbe altrimenti perché tanta gente si sobbarca sacrifici inenarrabili, che possono apparire esilaranti per chi vive il fenomeno dall’esterno, ma spontanei e giustificati dal grande amore, che lega un vero tifoso alla squadra del cuore.</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">Questa è la premessa,l’avete capito, per potervi raccontare,magari con una sottile punta d’ironia, la mia avventura a Lisbona a tifare Juve per la prima volta all’estero.</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><font size="3">Cominciamo dall’inizio. Nei giorni precedenti si vive in trepida attesa del sorteggio di Coppa per conoscere subito la squadra,che dovremo affrontare</font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp; </font></span><font size="3">nel turno successivo perché così potremo attaccarci al pc </font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;</font></span><font size="3">per cercare di organizzare il viaggio con la più bassa tariffa sul mercato.</font></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><font size="3">Benfica! Dunque si va a Lisbona. Neanche il tempo di leggere il nome della squadra avversaria che il prezzo dei biglietti d’aereo aumenta così vertiginosamente</font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp; </font></span><font size="3">da sconsigliare</font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp; </font></span><font size="3">il viaggio. Alla delusione</font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp; </font></span><font size="3">per il progetto svanito a causa dell’ingordigia delle grandi compagnie aeree di linea,subentra ben presto l’euforia a causa di un’occasionale viaggio low-cost,anche se con uno scalo intermedio a Marsiglia, scoperto dal presidente dello Juve Club “G.Scirea” di S.Lucia del Mela.</font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp; </font></span><font size="3">Quindi si parte per Lisbona da Palermo per ritornare a Catania all’indomani della partita, facendo scalo intermedio a Marsiglia. Prima della partenza</font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp; </font></span><font size="3">purtroppo bisognerà asciugare le lacrime di una nipotina,juventina anche lei, rimasta a casa controvoglia per ovvi motivi d’età. </font></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><font size="3">Dopo un lungo viaggio di circa 12 ore atterriamo a Lisbona e il primo pensiero è per la foto ricordo con lo striscione dello Juve Club dinanzi all’uscita dell’aeroporto portoghese. La sera per le vie del centro Lisbona si offre in tutta la sua bellezza e si scopre ospitale: si notano sciarpe dedicate alla partita dell’indomani con i colori di entrambe le squadre, bandiere bianconere a sventolare assieme a quelle</font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp; </font></span><font size="3">biancorosse! Sembra veramente una festa lusitana e juventina, che ci sorprende un po’ perché non ci aspettavamo un clima ostile,ma neppure così caloroso. Sembra di essere ad una festa di piazza.</font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp; </font></span><font size="3">Ci manca il calcio comunque, per cui non appena scorgiamo un maxi-schermo, che trasmette le immagini di Real Madrid- Bayern Monaco, ordiniamo un boccale di birra, mentre lì davanti a noi si sfidano due gruppetti di spagnoli e tedeschi a seconda delle sorti</font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp; </font></span><font size="3">della partita.</font></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><font size="3">Arriva il giorno della sfida e la mattina ci rechiamo di buon’ora a ritirare la busta con i biglietti per lo stadio. Nella hall di uno splendido hotel ci aspetta Antonella (nome di fantasia), che ha l’incarico di consegnare i biglietti ai rappresentanti </font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;</font></span><font size="3">dei numerosi Juve Club d’Italia. Restiamo piacevolmente sorpresi dalla perfetta organizzazione messa in piedi in un paese straniero dalla società per esaudire le richieste di biglietti dai numerosi club d’Italia.</font></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><font size="3">Adesso comincia la seconda fase dell’incarico assegnatomi dal presidente dello Juve Club: rintracciare e distribuire ai soci presenti a Lisbona </font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;</font></span><font size="3">i biglietti per lo stadio da Luz del Benfica.</font></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><font size="3">Ne approfitto </font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;</font></span><font size="3">così per </font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;</font></span><font size="3">conoscere un giovane di Foggia, che è arrivato assieme ad altri quattro amici nella capitale portoghese con un pulmino,che hanno guidato per 24 ore consecutive, alternandosi fra di loro fino a Lisbona dalla lontana Puglia. E’ tuttavia contentissimo di stare lì e non vede l’ora che inizi la partita nonostante la stanchezza accumulata lungo il viaggio senza dormire. “Provare per credere”, ci dice.”Ci credo,ci credo”, gli rispondo, ma non penso che proverò mai a fare un viaggio in auto di ben </font><st1:metricconverter w:st="on" productid="7.000 km"><font size="3">7.000 km</font></st1:metricconverter><font size="3">. fra andata e ritorno</font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp; </font></span><font size="3">in un giorno.</font></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><font size="3">Mancano ormai poche ore alla partita,ma dobbiamo ancora consegnare alcuni biglietti a Gerardo,così mi è stato detto dal presidente del nostro Juve Club. Finalmente Gerardo mi viene a trovare all’Hard Rock; si nota in volto che ha incontrato notevoli difficoltà per arrivare a Lisbona. Ci racconta così di essere partito ieri da Napoli,la sua città, per l’aeroporto di Ciampino, ma di aver perso il volo prenotato perché è rimasto bloccato nel traffico di Roma. Sembrava tutto saltato, ma la sua passione non conosce ostacoli e quindi ha deciso,seduta stante, di traghettare verso Barcellona</font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp; </font></span><font size="3">prendendo a Civitavecchia una nave, che fa questo servizio. Giunto a Barcellona, ha dormito come un ragazzino in un ostello della gioventù e l’indomani si è imbarcato sul primo aereo per Oporto. Qui atterrato, è salito su un treno per Lisbona, dove è arrivato trafelato giusto in tempo per farsi consegnare il biglietto per lo stadio. </font></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><font size="3">Insomma un’odissea quella raccontata da Gerardo, a cui difficilmente si troverebbe gente disponibile a credere, se non fosse che tutto diventa possibile, se animato dalla forza della</font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp; </font></span><font size="3">passione</font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp; </font></span><font size="3">per la squadra della Juve! Tutto è sopportabile per avere un’altra chance di gridare “Forza Juve” e poter ammirare i nostri ragazzi all’estero. </font></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">Gerardo diventerà per me,che vengo dalla Sicilia, il simbolo dei tifosi del Sud,che amano,forse in maniera troppo viscerale,appassionata,senza confini la squadra bianconera. </font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman" size="3">Ma non è il solo episodio di amore sconfinato per la Juve,che ci è stato raccontato. Alcuni tifosi milanesi hanno deciso di volare verso Londra e da qui a Lisbona per poter risparmiare qualche euro,mentre altri addirittura sono arrivati a Lisbona l’indomani della partita perché il loro aereo ha avuto un guasto,per cui è dovuto ritornare indietro all’aeroporto di Milano Malpensa,da dove è ripartito soltanto all’indomani. Sono rimasto a bocca aperta,come si suol dire: non solo la paura del volo interrotto all’improvviso,ma anche la fregatura di non poter assistere alla partita ,che era l’unico motivo del viaggio. Al loro confronto appare banale un viaggio in auto da Carrara di alcuni tifosi fino a Marsiglia, per volare da lì a Lisbona e ritorno!</font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><font size="3">C’è però l’altra faccia della medaglia. Di fronte ad esempi come questi </font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;</font></span><font size="3">di attaccamento alla squadra bianconera ,non si può </font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;</font></span><font size="3">fare a meno di sottolineare l’assenza a Lisbona del grande tifo organizzato. Quello per intenderci sempre presente </font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;</font></span><font size="3">allo Juve Stadium. A Lisbona eravamo circa trecento o poco più e</font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp; </font></span><font size="3">per una partita di semifinale di Europa League,non sono molti. C’è da dire che già in altre partite importanti,come a Firenze o in Turchia, si era notato il ridotto numero di tifosi al seguito della squadra bianconera. Non ci pare di aver visto il club dei “Drughi” di Torino,ad esempio ,che rappresenta il club più famoso della tifoseria juventina. Peccato davvero,hanno perso un’occasione perché con il loro contributo la Juve avrebbe sicuramente avuto un uomo in più in campo. Mi chiedo se sia un’assenza voluta oppure casuale. Tutto però fa pensare che qualcosa si sia guastato nelle relazioni fra società e club di tifosi organizzati. Al di là di questa nota negativa, le storie raccontate dai tifosi a Lisbona sembrano in realtà storie di romantica follia verso la squadra del cuore. Ma la Juventus,dopo queste vere e proprie disavventure di viaggio,che hanno richiesto sacrifici fisici ed economici non indifferenti,può essere considerata ancora soltanto una squadra di calcio? Oppure è qualcosa che travalica il concetto di squadra di calcio,come fenomeno sportivo? Penso proprio di sì ! la Juventus è come se fosse diventata per gran parte dei </font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;</font></span><font size="3">tifosi </font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp;</font></span><font size="3">la fidanzata,che non ti tradisce mai; la donna,che colora i tuoi pensieri; l’amica che ti fa sentire importante , invidiato dai</font><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">&nbsp; </font></span><font size="3">colleghi ; è un’opportunità in più per vendicarti delle ingiustizie,che ogni giorno hai dovuto sopportare; è la gioia dopo tante amarezze, che la vita non ti ha risparmiato. E’ quel sogno che ogni tifoso insegue per una vita e che si rinnova ogni volta che undici ragazzi in bianconero inseguono una palla su un prato verde e conquistano una vittoria anche per lui. </font></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><span style="mso-spacerun: yes;"><font face="Times New Roman" size="3">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><font face="Times New Roman"><span style="mso-spacerun: yes;"><font size="3">Attilio </font></span><font size="3">Andriolo</font></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Lisbona, Stadio Da Luz fl0711fl0711marchisio.jpgSiNbenfica-juventus-storie-sconosciute-di-romantica-follia-1012833.htmSi-01,02,03030421
1131012829NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24 - Pietro Anastasi in un` intervista a tuttotondo20140426205223Anastasi, tra l`amore eterno per la Juve e la sua Sicilia<BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Contro il Benfica, a Lisbona, la Juventus del primo tempo non mi è piaciuta, ma nel secondo tempo ho rivisto una squadra efficace e volitiva. Dopo il gol di Tevez, infatti, i bianconeri</SPAN></B><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt"> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">avrebbero potuto anche vincere. Ma, per quell’attimo di distrazione……”.</B> A parlare è <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Pietro Anastasi</B>, ex calciatore della Juventus e juventino doc da sempre, che abbiamo intervistato dopo la prima semifinale di Europa League. Anastasi è arrabbiato con Bonucci, il quale soffre di reiterate amnesie che penalizzano periodicamente la difesa e tutta la Juve. “<B style="mso-bidi-font-weight: normal">Non si può subire un gol così a soli due minuti dall’inizio della gara. Su quel calcio d’angolo, il centrale juventino avrebbe dovuto alzarsi e prendere di testa quel pallone anticipando l’avversario. Invece, Bonucci si è abbassato ed ha dato l’opportunità di segnare a Garay. Un’ingenuità che a questi livelli non è davvero ammissibile”.</B> Pietro parla senza freni inibitori, amareggiato com’è nell’aver visto la sua Juve soffrire nel primo tempo in maniera eccessiva. Poi, l’analisi della partita si sposta al secondo tempo, e qui ci siamo. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Nella ripresa la Juve è sostanzialmente cambiata, ed è ritornata a essere la squadra che tutti conosciamo. Evidentemente, Conte ha dato la giusta strigliata ai suoi giocatori che sono apparsi subito più attenti e sicuri nel voler ribaltare il risultato. Ho visto molte azioni di pregevole fattura e un Tevez all’altezza della situazione, che però non è stato supportato a dovere da un Vucinic apparso nullo in ogni azione d’attacco”.</B> E’ grande amore quello di <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Pietruzzu Anastasi,</B> un amore per la sua Juve che spesso lo fa arrabbiare, soprattutto in considerazione del fatto che i grandi numeri che ha potenzialmente la squadra di Conte, episodicamente vengono ridimensionati da amnesie e ingenuità che non possono essere riconducibili a giocatori di questo livello. Poi, il gol di Tevez che interrompe il suo lungo digiuno di reti in campo internazionale è coinciso con il meritato pareggio della Juve. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“La rete dell’argentino”</B> dice Anastasi, <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“è arrivata dopo una lunga supremazia territoriale dei bianconeri che hanno saputo imporre il proprio gioco con i suoi esterni e con Pogba, un giocatore che nonostante la sua giovane età si può certamente considerare un vero</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">campione”</B>. Intanto passano i minuti e la Juve di Conte dopo il gol di <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Tevez</B> sembra ancor più concentrata a far sua la gara o, perlomeno, conservare quel punteggio di parità che sarebbe importante per la gara di ritorno allo <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Juventus Stadium.</B> Ma, sul finire della gara, ecco ancora un gol dei lusitani che si poteva evitare con maggior attenzione. Pietro, adesso, appare meno arrabbiato e, nonostante la sua Juve abbia perso il confronto contro il Benfica per 2 a 1, è fiducioso per la gara di ritorno e per la qualificazione dei bianconeri alla finale di Europa League nel “teatro” dello Juventus Stadium. E così, girando pagina, chiediamo ad Anastasi cosa manca ancora a questa Juve per essere competitiva con le prime della classe in Champions League, fin dalla prossima stagione. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Sento che le migliori squadre europee ci chiedono Pogba e che vorrebbero acquistarlo per 70 milioni di euro. A mio avviso, il “sacrificio” del francese è da prendere in considerazione perché con quei soldi puoi comprare Madzukic che vale 30 milioni di euro, De Maria che ne vale altri 30 e con i rimanenti 10 milioni di euro puoi comprare un ottimo difensore con grande esperienza internazionale”.</B> Ha le idee chiare, il buon Pietruzzu da Catania, il quale non dimentica mai la sua Sicilia e neanche la squadra etnea che, purtroppo, sembra destinata alla Serie B. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Sono molto contento che il Palermo ritorni in Serie A, ma mi rattrista il pensiero di vedere il mio Catania in una situazione di classifica che pregiudica il declassamento nella serie inferiore. Tuttavia, da quando è stato chiamato Maurizio Pellegrino sulla panchina etnea, ho rivisto un Catania diverso, sia a Milano contro il Milan, sia in casa contro la Sampdoria. Restano purtroppo quattro partite al termine e 12 punti disponibili. E chissà cosa può succedere ancora, se il Catania dovesse</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">vincere a Verona….”.</B> Finisce qui il nostro incontro con <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Pietro Anastasi</B>, il Pietruzzu siciliano di lontana memoria che è stato l’orgoglio della sua amata terra. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Io amo la mia Sicilia, ogni angolo mi ricorda la mia giovinezza e il mio inizio di carriera. Permettetemi un saluto speciale a</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Milazzo e ai milazzesi che mi hanno accolto così bene la scorsa estate in occasione di una conferenza stampa svolta nel bellissimo Hotel Il Principe, posto nell’antico</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">e pittoresco borgo marinaro di Vaccarella. Non dimentico neppure quella bellissima serata di teatro dialettale, cui sono stato invitato presso il piazzale del Carmine nel cuore di Milazzo, in</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">una calda serata d’estate sotto le stelle.</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">E’ stato bello vedere tanti giovani venirmi incontro e chiedermi l’autografo. Chissà, forse i loro padri gli avevano raccontato di me e di quanto ho fatto nella mia carriera di calciatore”.</B></SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 14pt">Salvino Cavallaro</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><br><br>LisbonaFL0711FL0711anastasi.jpgSiNesclusiva-ilcalcio24-pietro-anastasi-in-un`-intervista-a-tuttotondo-1012829.htmSi100451001,02,03,06,07,09030490
1141012804NewsEditoriale«Il potere logora chi non ce l`ha»20140403181004 Nella Juve aleggia una stanchezza fisiologica e prevedibile ma.......<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dopo la partita giocata a Napoli, la Juventus di Antonio Conte ha dato segni di stanchezza. In realtà, è già da qualche partita che s’intravvede una forma speculare di gioco che lascia prevedere un calo fisiologico. Ma era già nelle previsioni questo momento difficile, soprattutto in considerazione di un gioco prodotto che è assai dispendioso sotto il profilo atletico e mentale. La Roma continua a vincere e adesso si trova a meno otto in classifica dalla Juventus la quale, ancor più di prima deve cercare di non perdere, in quanto un altro passo falso potrebbe essere insidioso anche in considerazione dello scontro diretto che si giocherà alla penultima di campionato. Ma Conte, per quanto riguarda la ripresa della sua squadra dopo una piccola debacle, è maestro nel saperla gestire nel migliore dei modi. Ricordiamo ancora quella partita di Firenze in cui la Juve si sciolse inspiegabilmente come neve al sole, ma seppe reagire in maniera egregia fin dalla partita successiva. Tuttavia, resta il dubbio amletico se la Juve, a questo punto del campionato, riuscirà ad avere la stessa reazione positiva tenuto conto che, nell’occasione cui facevamo riferimento, si trattava di una partita svolta in autunno. Adesso mancano sette partite al termine del campionato e le gambe dei calciatori bianconeri hanno fatto parecchi Kilometri in più. C’è poi ancora un fatto di natura psicologica da non sottovalutare, ed è lo stress e l’ansia che in genere assale in circostanze di questo tipo, dove paradossalmente è proprio chi insegue a stare meglio dal punto di vista psicologico. Alessio Tacchinardi, ex calciatore della Juventus, ricorda che quella Juve di Ancelotti che perse lo scudetto a Perugia consegnandolo alla Lazio inseguitrice, non aveva più birra nelle gambe, anche se quel match non si doveva giocare su quel campo ridotto in un acquitrino. Certo, fare un paragone con la Juve di oggi è davvero improponibile, tuttavia, l’ansia e lo stress di un lungo e faticoso anno calcistico fatto di continui impegni ad alto livello, a questo punto potrebbero giocare un brutto scherzo alla Juve dai mille storici traguardi. E poi, Conte ha dichiarato che la Juventus ha una rosa di giocatori ristretta e, per raggiungere i risultati eccellenti che hanno saputo scrivere la storia della sua triennale gestione bianconera, ha dovuto fare giocare sempre gli stessi calciatori, o quasi. Solo eccezionalmente ha dovuto cambiare per ovviare a squalifiche o infortuni che, volta per volta, si sono susseguiti nel corso del campionato. Comunque, parlare adesso di eventuali altre debacle è prematuro, anche perché la Juve è ancora impegnata in Europa League con il desiderio di arrivare a quella finale che si disputerà proprio allo Juventus Stadium di Torino. C’è una frase storica pronunciata in politica tanti anni fa da Giulio Andreotti: “Il potere logora chi non ce l’ha”. Già, il potere! La Juve ha il potere di essere la squadra che in questo campionato 2013’14 ha ottenuto 81 punti in classifica dopo aver disputato 31 partite, delle quali ne ha vinte 26, pareggiate 3 e perse 2, realizzando 67 gol e subendone 22 con una Media Inglese che è + 20. E, se tanto mi dà tanto, ci sembra che a dovere preoccuparsi, semmai, sono coloro i quali stanno dietro.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>fl0711fl0711c-33509839.jpgSiN«il-potere-logora-chi-non-ce-l`ha»-1012804.htmSi100451001,02,03030571
1151012729NewsEditorialeVergogna e risalita, i due volti della Serie A20140224132628Juventus, Roma, Torino, Bologna, Roma, Milan, Sampdoria, derby, vergognaLa 25a giornata di Serie A deve ancora concludersi, con due posticipi di Parma e Napoli, e lo spettacolo di Torino fa ancora discutere. Intanto Seedorf e Garcia se la ridono.Schifo. O disgusto se volete, anche vergogna va bene. Lo striscione di ieri allo Juventus Stadium, nel corso del derby <b>Juve-Torino</b>, é uno dei tanti casi di idiozia che non dovrebbero esistere nel calcio e che, puntualmente, accadono ogni volta che si disputano partite tese come la stracittadina torinese.&nbsp;<div><br></div><div>"Quando volo penso al Toro" mostrano trionfanti i drughi ai "cugini" granata, con la piú atroce straffottenza che possa esistere. Un chiaro riferimento alla stage di <b>Superga</b>, dove morirono in un incidente aereo i giocatori del<b> Grande Torino</b> degli anni '20, ma le risate non non si sono. Anzi. Lo sfottò ci sta, un pò di rivalità tra tifoserie é lecito, ma episodi simili sono deplorevoli. Il calcio é divertimento, non insultarsi a vicenda gratuitamente.&nbsp;</div><div><br></div><div>Capitolo <b>derby della Mole</b> chiuso, con <b>Tevez</b> che decide tutto, l'altra notizia della domenica é il ritorno alla vittoria del <b>Milan</b> di <b>Seedorf</b>. Chi si rivede, verrebbe da dire, per la gioia di <b>Mihaijlovic</b> che esce da Sampdoria-Milan di ieri con due gol in piú incassati e un'altra caduta dei blucerchiati in casa. Il progetto a cui sta lavorando il tecnico olandese é ancora in fase di avviamento, ma dopo le prestazioni poco limpide dei rossoneri, che avevano richiamato lo spettro di <b>Allegri</b>, ora piú vicino però alla panchina dell'<b>Italia</b>, sembra che i frutti possano arrivare ben presto. Per i genovesi, invece, il cammino é piú lungo e difficoltoso, ma l'esperienza del mister ex lazio fa ben sperare.&nbsp;</div><div><br></div><div>A far piú paura a tutte é ancora la <b>Roma</b> di <b>Garcia</b>, che insegue la Vecchia Signora a breve distanza con la bava alla bocca. Il <b>Bologna</b> ne ha pagato le spese ed é molto probabile che faranno la stessa fine tante squadre che da quí alla fine del campionato si troveranno sul cammino dei giallorossi. Agneli chiede il terzo scudetto consecutivo a gran voce, ma a <b>Trigoria</b> non sono molto d'accordo. Come si dice: chi vivrà, vedrà. &nbsp;</div>C1012317uttd01uttd01torino-superga.jpgSiNvergogna-e-risalita-i-due-volti-della-serie-a-1012729.htmSiT1000007101268101,02,03030794
1161012669NewsCampionatiTorino, squadra e società sono in crescita20140206211939torino D’altra D’altra“Preferirebbe vincere il derby o andare in Europa?” <BR>“E’ come chiedere se è meglio essere belli o ricchi….Tutti e due. Anche se credo che il 95% dei tifosi del Toro forse preferirebbe vincere il derby allo Stadium”. <BR>A rispondere alla domanda fatta dal collega di Tuttosport è Giampiero Ventura, l’allenatore del Toro. E’ una risposta che ben si addice a una squadra e a un ambiente che sta finalmente maturando, che fa dell’autostima la propria arma vincente. Non è da oggi che seguiamo il Torino, passo dopo passo. Abbiamo insieme vissuto lunghi e interminabili anni bui che, quasi sempre, hanno buttato nello sconforto anche chi vive la splendida storia della società granata. Ma il presente non c’è più stato, quasi fosse un qualcosa di inarrivabile, di predestinato da chissà quale malaugurato destino. Oggi, anzi per meglio dire da questo campionato 2013’14, il Torino sta meravigliando anche coloro i quali sono sempre stati ottimisti nonostante certi sconfortanti momenti vissuti. Ventura sta lavorando bene sul campo e, con sorpresa, stiamo anche valutando positivamente l’opera del D.S. Petrachi, il quale dopo essersi sottoposto a critiche talora anche esagerate, ha saputo dimostrare con umiltà e fattiva capacità tutto il suo saper fare nell’ambiente dei procuratori. Un lavoro difficile che comporta la particolare conoscenza di un mestiere che richiede anche capacità di individuare l’affare inteso come investimento, tenendo conto di spendere con oculatezza in base a quelle che sono le direttive del presidente Cairo. Lavoro non facile, soprattutto in considerazione del fatto che prima di intraprendere una qualsiasi trattativa, Gianluca Petrachi consulta il parere del presidente Cairo, del direttore generale Antonio Comi e dell’allenatore Giampiero Ventura. Oggi possiamo dire a chiari lettere che c’è finalmente una società vera, con un programma ben delineato e idee da realizzare. Il Torino calcio sta davvero crescendo e i risultati che si vedono sul campo hanno un loro significato, perché sono il frutto di quanto si sta facendo bene in società. D’altra parte, in tanti anni che seguiamo il calcio a tutti i livelli, possiamo dire di non aver mai visto una grande squadra senza avere alle spalle una grande società. Il calcio è un’azienda e, come tale, il frutto dei risultati positivi si raccoglie grazie all’efficienza di chi sta dietro le scrivanie. E’ vero, ci sono ancora tante cose da fare in casa granata, tuttavia, scorgiamo all’orizzonte una luce che, se pur tenue, non scorgevamo più da tanti anni. Adesso che l’Europa è vicina, la dirigenza granata si sta organizzando non solo per raggiungerla ma anche per restarci negli anni. Questo vuol dire sforzi economici nel trattenere giocatori di categoria che possano adattarsi bene in campo internazionale, ma anche capacità di migliorare l’assetto tecnico e tattico della squadra di mister Ventura. Se tutte queste cose si combineranno tra loro, si potrà procedere anche sul piano dell’immagine da esportare anche oltre confine. Vorremmo comunque non correre troppo, ma il sentire è che questo Toro abbia finalmente trovato la strada giusta che non si limita soltanto a gufare contro gli “odiati” cugini bianconeri, ma si fa carico di credere con autostima nei propri mezzi e di giocarsela a viso aperto con tutte le squadre. Crediamo che il nostro sia un giudizio obiettivo che nasce da ciò che il Toro, questo Toro, sta dimostrando partita dopo partita. Società e squadra si combinano bene all’unisono e, stavolta, siamo davvero sicuri che non deluderanno più i suoi tifosi.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-squadra-e-societa-sono-in-crescita-1012669.htmSiT1000099100451001,02,03030598
1171012627NewsCampionatiJuventu-Roma, Conte attacca Totti e Garcia punta al successo20140105124210juventusAndiamo<BR>La vigilia della più importante partita del campionato di serie A di questo inizio anno 2014 si presenta carica di polemiche,&nbsp; ed è così elettrica da ritenersi in perfetta sintonia con gli umori dei tifosi. Juve –Roma, da sempre acerrime rivali del pallone, si affrontano già a parole. Totti che dichiara l’intenzione della Roma di dare del filo da torcere alla Juve, nonostante benefici sempre di aiutini… e Conte che in sede di conferenza stampa a Vinovo, butta acqua sul fuoco delle polemiche che lui considera da bar. “Le chiacchiere da bar sono per ridere” dice mister Conte “io insegno ai miei calciatori che le risposte si danno sul campo che rende giustizia a tutto e a tutti. Noi abbiamo dimostrato sul campo di essere forti. In campo domani ci saranno due squadre che vogliono vincere, ci sarà la tattica e ci saranno i fatti. Si vedrà sul campo chi ha più voglia di vincere e chi ha adoperato le migliori scelte a livello tecnico. Ogni partita è sempre accompagnata da qualche polemica. Il nostro percorso e quello della Roma sono simili per certi versi, in tre anni noi abbiamo vinto scudetti, supercoppe e siamo in testa alla classifica. La Roma ha avuto maggiore sfortuna e ha sbagliato scelte e non dimentichiamo che i giallorossi sono tra le squadre che hanno speso di più in questi ultimi tre anni. Noi vinciamo e sembra che tutto sia dovuto…..ma non è così”. La Juve e Conte hanno le idee molto chiare e sanno pure che il campo è la risposta a tutto. Essere cinici e badare al sodo è da sempre il primo comandamento di casa bianconera, le parole invece volano come il vento e non creano nulla di pratico. Sul fronte della formazione, Conte si affida al solito 3-5-2 con Chiellini, Bonucci e Barzagli in difesa, Lichtsteiner, Pogba, Pirlo, Vidal, Asamoah a centrocampo e Tevez e Llorente in attacco. E’ in fondo la classica formazione di Conte che tante soddisfazioni ha dato fino ad oggi a lui, alla società e a tutti i tifosi bianconeri. La Roma, dal canto suo, è arrivata a Torino con la certezza di fare risultato allo Juventus Stadium. Dice Garcia “ Tutti pensano che la partita è persa per noi. Bene: vuol dire che abbiamo solo da guadagnare. Andiamo a Torino per vincere, non perché giocheremo contro la Juve ma perché in tutte le partite ci presentiamo con questa mentalità. Aiutini? In campo ci saranno due grandi squadre e un ottimo arbitro e quindi vincerà la migliore”. I giallorossi non rinunceranno al solito tridente d’attacco e con Florenzi recuperato, Garcia non ha voluto svelare chi giocherà a suo fianco. 25 sono i convocati che non possono contare dell’apporto del solo Balzaretti per infortunio. Vedremo dunque chi vincerà. L’augurio resta quello di vedere una partita di calcio che, al di là del risultato, possa garantire spettacolo e football ad alto livello.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1012317FL0711FL0711garcia.jpgSiNjuventus-roma-conte-attacca-totti-e-garcia-punta-al-succeso-1012627.htmSiT1000007100451001,02,03,06030664
1181012623NewsCampionatiIl 2014 all`insegna della speranza del calcio italiano, tutti i primi movimenti di mercato20140102192516calcioProcede Finiti i bagordi di fine anno e riposto l’albero di Natale con le luci, i festoni e le palline multicolori, lo sport e il calcio in particolare torna ad essere l’attrazione di sempre. Mentre si sta con il fiato sospeso per la vita di Schumacher, impattato in una fatale disgrazia mentre tentava di aiutare una ragazza finita fuori pista sulle nevi di Meribel, il pallone italiano riprende a battere i suoi palpiti con i primi allenamenti in preparazione alle sfide di campionato del 5 e 6 gennaio 2014 (la più importante è Juventus – Roma nella sera del 5 gennaio allo Juventus Stadium) e l’inizio del mercato invernale, già pronto a fare sognare (si fa per dire, visto che il vero e talora rivoluzionario calciomercato è quello estivo) presidenti, allenatori, addetti ai lavori e tifosi. La Juventus comincia col mettere sul mercato De Ceglie e forse Vucinic e Quagliarella, pensando al colpo d’estate che dovrebbe essere l’attaccante croato Mandzukic. Intanto si sta delineando il rinnovo del contatto a mister Antonio Conte che vorrebbe maggiori poteri sulle decisioni del mercato juventino, assumendo la figura moderna di coach - manager alla Fergusson. Pensiamo che il presidente Andrea Agnelli abbia tutto l’interesse di trattenere il suo allenatore preferito, ma qualora Conte dovesse accasarsi all’Arsenal per una nuova avventura all’estero, si pensa che il suo naturale sostituto potrebbe essere Cesare Prandelli. Intanto squillano trombe pericolose dal PSG che a giugno vorrebbe a tutti i costi Paul Pogba. E qui la Juve deve davvero fare sforzi economici notevoli se vuole trattenere il giovane talento francese. Carlitos Tevez, intanto, è ritornato se pur in ritardo dall’Argentina per un motivo famigliare; sua moglie, infatti, che è al settimo mese di gravidanza è stata ricoverata in ospedale per alcune complicazioni. In questi casi di ritardo, la Juve capisce e non punisce: ci mancherebbe altro. Il Napoli è vicino all’acquisto del centrale de Camerun N’Koulou dal Marsiglia ed è a un passo da Antonelli per il quale De Laurentiis sborserà 4 milioni di euro per la comproprietà col Genoa. Resta in piedi la pista Gonalons del Lione per il quale è pronto un assegno da 11 milioni di euro da versare nelle casse del club francese. Ma ciò che da pensiero al club partenopeo è l’interesse sempre vivo del Barcellona per Reina, perdere il giocatore sarebbe grave per la squadra di Benitez. Matassa ingarbugliata invece in casa Lazio, dove l’allenatore Petkovic dice di non essere stato ufficialmente esonerato dal presidente Lotito che ha a sua volta richiamato Reja sulla panchina biancoceleste. Petkovic che ha accettato di guidare la nazionale Svizzera dal prossimo luglio, ha dato corso a una vertenza legale nei confronti di Lotito. Vedremo cosa accadrà.<BR>&nbsp;In casa della Roma, invece, si sta cercando di addivenire a un accordo per il rinnovo del contratto di Pjanic che ha parecchie richieste di mercato soprattutto all’estero. Per la Roma blindare il bosniaco è una delle priorità assolute, anche se la richiesta di 3 milioni di euro di ingaggio base più premi con scadenza naturale del contratto fino al 2019, rappresenta di certo un impegno gravoso per le casse della società giallorossa. Intanto è stato ingaggiato il baby Radonjic del Partizan, diciassettenne attaccante di cui si dice un gran bene. Alla Roma piace anche Parolo del Parma, ma qui bisogna fare i conti con il Milan che sembra richiederlo con insistenza. Per quanto riguarda il fronte cessioni, la Roma sembra ormai convinta di liberarsi di Marquinho, per il quale c’è un’offerta del Genoa, mentre per Borriello sembra esserci l’interessamento della Sampdoria. <BR>Sul fronte granata del Toro si respira aria nuova. Il settimo posto in classifica, il gioco finalmente ritrovato della squadra di Ventura e il nuovo interesse che sta lievitando attorno all’ambiente granata, lascia presagire la tendenza ad un’impostazione societaria finalmente più convinta nel procedere al definitivo salto di qualità del Torino. Molti sogni sembrano avverarsi, non ultimo l’inizio dei lavori per la rinascita dello stadio Filadelfia e della casa granata. Il presidente Cairo, adesso, deve necessariamente mettere mano al portafoglio costruendo una squadra competitiva anche a livello europeo. Molti sono i nomi che dei giocatori che interessano il Torino della rinascita, dal centrocampista Lodi del Genoa a Saponara del Milan, a Kuzmanovic dell’Inter che potrebbe entrare in ballo qualora il Torino cedesse D’Ambrosio ai nerazzurri. Poi, certi rumors danno per avviate le trattative del mercato estivo per avere Alessandro Diamanti dal Bologna. Ma c’è un’altra notizia “maligna” che gira nell’ambiente granata, e cioè l’interesse da parte della Juve per Cerci. Sarebbe davvero uno smacco se Cairo acconsentisse al trasferimento dell’attaccante granata proprio adesso che il giocatore è entrato a far parte dell’ambiente in maniera totale. Vedremo cosa accadrà, di certo il presidente Cairo è chiamato, questa volta più che mai, a un ruolo determinante per il futuro del Torino. <BR>Sfuma intanto il passaggio di Antonio Cassano dal Parma alla Sampdoria. Il giocatore di Bari vecchia ha precisato in conferenza stampa di non avere avuto mai alcun contatto con il presidente Garrone e di trovarsi perfettamente a suo agio nel Parma con mister Donadoni. In campo meneghino l’Inter sembra sempre più intenzionata a cedere Guarin al Chelsea per incrementare le proprie casse, in attesa di acquistare Lavezzi che resta il pupillo di Mazzarri. Continua anche l’interesse per Lamela il cui costo sarebbe ammortizzato dalla cessione di Guarin. Intanto il Galatasaray sembra interessato a Pereira. In tal caso, Ansaldi o Criscito sarebbero in predicato per sostituirlo. Sul fronte rossonero, invece, Nainggolan è in pole – position ed è possibile la comproprietà sulla base di 7 milioni di euro più la metà del cartellino di Cristante. Intanto sul fronte societario, Braida ha lasciato il suo incarico dopo tanti anni di onorato lavoro. Procede dunque l’opera di rinnovamento della società di Silvio Berlusconi che dopo l’incarico alla figlia Barbara di presiedere la parte commerciale della società e a Galliani (fino a quando?) di seguire la parte tecnica, si delinea una sempre maggiore tendenza a lasciare il futuro del Milan nelle mani di lady BB. Queste, dunque, sono le ultime notizie sul calciomercato di gennaio che, notoriamente, non è mai stato eclatante sotto l’aspetto di trasferimenti eccellenti. Certo, il 2014 si apre all’insegna della speranza, tra sogni da realizzare e realtà di bilanci da far quadrare. Anche questo è un aspetto determinante del calcio italiano di oggi.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711galliani.jpgSiNil-duemilaquattrordici-all-insegna-della-speranza-del-calcio-italiano-tutti-i-primi-colpi-del-mercato-1012623.htmSi100451001,02,03,06,07,08030353
1191012611NewsCampionatiIn un campo di patate, svanisce il sogno Champions League della Juventus: Galatasaray agli ottavi di finale20131211213957juventusE’ statoDoveva essere l’inferno (presumibilmente di fuoco) e invece al Turk Telekom Arena di Istanbul è stato il giorno, anzi sono stati i giorni del gelo e della tempesta di neve anti calcio. Un rinvio estenuante della partita più attesa di Champions League che, per problemi climatici e per un campo che definirlo di patate è davvero un eufemismo, è stata disputata in due riprese. Com’era facilmente prevedibile non si è visto il gioco del calcio, non si poteva neanche immaginare con l’ausilio della migliore fantasia; in quelle condizioni era un optional. E’ stato un match beffardo quello tra Galatasaray e Juventus finito 1 a 0 a favore dei turchi, che guadagnano così l’accesso agli ottavi di finale della Champions League. Juve dunque sconfitta, non tanto dal gol segnato a cinque minuti dalla fine dall’olandese Sneijder, quanto dalla sfortuna che lascia l’amaro in bocca. Ma è anche giusto dire col senno di poi, che la&nbsp; qualificazione della Juventus è stata pregiudicata da tanti fattori, non ultimo il pareggio che la squadra bianconera ha subito nei minuti finali allo Juventus Stadium proprio contro i turchi del Galatasaray. Un sogno Champions che svanisce ancora una volta e che non può essere imputabile soltanto alla sfortuna. Una squadra come la Juve ha l’obbligo di fare i punti necessari quando si presenta l’occasione. E, invece, è successo che la squadra di Conte ha pareggiato 1 a 1 a Copenhagen, ha pareggiato in casa con il Galatasaray 2 a 2, ha perso 2 a 1 a Madrid contro il Real e pareggiato a Torino per 2 a 2 mentre, prima di perdere la partita decisiva in casa dei turchi, aveva vinto in casa contro i danesi del Copenhagen 3 a 1, l’unica sua vittoria del girone. Non ci si può ridurre all’ultima partita per sperare nella qualificazione. Ma c’è anche un altro aspetto imputabile alla UEFA, ed è quello di una partita che non avrebbe dovuto disputarsi nell’immediato a causa, appunto, delle cattive condizioni meteorologiche che hanno reso il terreno di gioco assolutamente impraticabile. Capiamo che i tempi della UEFA si restringevano, tuttavia, in casi così eccezionali come questo, è obbligo rivedere qualcosa al regolamento. Ma restiamo sempre nell’ambito dei “se” e dei “ma” che non hanno mai fatto la storia in nessun campo della vita. Ci sta tutto; la maledizione delle avversità del meteo e anche l’impreparazione ad un evento di questo genere da parte della UEFA. Ma la Juve è la Juve, e doveva arrivare a questa partita già con la qualificazione in tasca, andando a giocare in Turchia a palle di neve piuttosto che una partita di calcio. Certo, ora è facile commentare l’amarezza di una sconfitta che neanche si può ritenere tale, tuttavia, ripetiamo che la Juve ha le sue responsabilità. Adesso la Vecchia Signora d’Italia deve pensare al campionato, mentre entra a far parte del novero delle squadre che partecipano all’Europa League. La finale di questo torneo internazionale si svolgerà proprio allo Juventus Stadium. Era il segno del destino? Chissà!<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711c-33509839.jpgSiNin-un-campo-di-patate-svanisce-il-sogno-della-juventus-1012611.htmSiT1000007100451001,02,03,06030683
1201012607NewsEditorialeTra bene e male, il calcio è l`eterna metafora della vita20131202142008calcioE’ un alternarsi Tanti anni fa il pallone da football pesava almeno il doppio di quello attuale. Dentro c’era la camera d’aria, né più né meno della tecnica usata per una ruota, adatta alla bicicletta. Oggi non c’è più nulla, sembra vuoto, e la leggerezza è tale da creare serie difficoltà ai portieri. Dentro quell’involucro di cuoio sono rimasti soltanto il bene e il male del calcio. All’interessante esperimento voluto fortemente dalla Juventus, di ospitare circa tremila bambini under 13 nella curva squalificata per i cori razzisti dei tifosi, si è opposta a distanza la guerriglia di tifosi che fuori dello stadio di Bergamo, dopo la partita Atalanta – Roma, hanno inscenato scontri contro la polizia e i tifosi della squadra avversaria. Una contrapposizione d’incredibile e cruda realtà, che è capace di sbigottire e lasciarci tutti senza parole. L’aberrante e assurda violenza degli adulti si antepone al candore dei bambini che è speranza di buona educazione del tifo per il futuro. E’ un alternarsi continuo tra il bene e il male che fa del calcio l’eterna metafora della vita. Allo Juventus Stadium abbiamo assaporato la semplicità dei bambini di Torino nel condividere teneramente il pacchetto di patatine e biscotti con i bambini provenienti da Udine. E’ stato un messaggio di ospitalità e voglia di stare insieme per condividere la festa del tifo e dello sport. Ognuno ha tifato per la propria squadra senza offendere quella del bimbo accanto, nonostante i colori delle bandiere di Juventus e Udinese fossero casualmente bianconere. Una lezione di comportamento, di calcio fatto per le famiglie, per coloro i quali hanno il senso della buona educazione, così come dovrebbe essere. E quando Pirlo si è fatto male ed è uscito dal campo per infortunio, i piccoli tifosi di entrambe le squadre hanno saputo incoraggiarlo al grido di “PIRLO, PIRLO, PIRLO”. Non dobbiamo sottovalutare queste cose, come segno minimalista dell’innocenza che si tramuterà in inevitabile maliziosa bruttura nella fase evolutiva del bambino stesso. E’ importante vedere questa giornata di calcio allo Juventus Stadiium, come esempio di speranza futura per quel tifo calcistico che oggi è davvero diventato ricettacolo di maleducazione sociale e pericolo per tutti. Il calcio è passione, è tifo, è adrenalina, è patos che non deve però prevaricare nella violenza e negli istinti più aberranti dell’uomo. Non c’è buona educazione e non c’è nemmeno la cultura di fare il tifo per la propria squadra senza offendere l’avversario di turno. Lo sfottò è il sale del calcio, sarebbe insipido senza questo gusto. Ma il limite con l’offesa personale è breve e, come tale, si deve in qualche modo avere il senso della misura, nei cori ma anche nell’esibire le scritte negli striscioni. Il calcio deve unire, non disgregare attraverso la violenza. Questo, ci hanno insegnato oggi i bambini. Sapremo dare continuità per un futuro migliore nel calcio e nella vita?<br><br> Salvino Cavallaro<BR><br><br>C1012317FL0711FL0711pallone8.jpgSiNtra-bene-e-male-il-calcio-e-l-eterna-metafora-della-vita-1012607.htmSi100451001,02,03,06030338
1211012585NewsCampionatiLa Juventus promotrice di un`importante iniziativa20131116233958juventusL’imperanteL’imperante idiozia di certa frangia di spettatori che gremisce le curve degli stadi, e non solo, ha penalizzato la Juventus a dover giocare le prossime partite in casa contro Udinese e Sassuolo con le curve vuote. Il Giudice Sportivo, infatti, a seguito dei cori razziali urlati durante la partita Juventus - Napoli, ha deciso di chiudere l’ingresso alle curve dello Juventus Stadium per le due prossime partite casalinghe dei bianconeri. Un danno d’immagine ed economico che penalizza la società in maniera davvero pesante. E, per recuperare in qualche modo l’immagine offuscata da questi fatti inqualificabili, la Juventus sta studiando un’ammirevole iniziativa per riempire le curve chiuse con i ragazzi delle scuole. L’idea sensibilizza positivamente l’opinione pubblica che promuove l’iniziativa a pieni voti. E anche il Presidente del CONI Giovanni Malagò si esprime con toni lusinghieri: “La trovo una bellissima idea. Adesso bisogna che in qualche modo le società che giocano in casa e la Lega, affrontino il problema di tipo normativo. Però l’idea della Juve mi piace molto. E’ un bel segnale. Mi sembra simile alla confisca dei beni alla mafia”. <BR>Adesso il club bianconero deve attivarsi per avere una deroga da parte della FIGC le cui norme attuali non prevedono di realizzare in alternativa simili iniziative. Ma c’è sempre una prima volta. E noi crediamo davvero che un simile segnale debba essere accolto positivamente dalle istituzioni per una giusta continuità. Certo, non si capisce perché al Napoli è stata data soltanto l’ammenda di 50.000 euro per il lancio di sanitari che hanno mandato all’ospedale quattro tifosi della Juve; mentre il fuggire generale di quel malcapitato settore accanto ai tifosi partenopei, dava la netta impressione del terrore. Ma non vogliamo continuare a parlare di un argomento di colpe juventine o napoletane. Non ci porterebbe da nessuna parte, perché demonizzare un popolo per i soliti “senza cervello” non è davvero giusto ed educativo. L’idiozia non ha colore, non si riconosce in nessun dialetto, non ha bandiere da sventolare e non ha neppure cervello perché se l’è bevuto. Resta il grave problema di come risolvere situazioni culturali e di maleducazione che ci penalizzano in tutto il mondo. Ma bisogna pur cominciare ad agire partendo dal basso e cioè proprio dai bambini, entrando nelle scuole statali, negli istituti privati, nelle innumerevoli scuole calcio delle società dilettantistiche e professionistiche. Insomma, è necessario entrare nel cervello e nell’anima di quelli che saranno gli uomini di domani. Intanto, per quanto riguarda il presente, Enrico Letta ha promesso tolleranza zero, ma è giusto che tutti facciano la loro parte collaborando in sinergia per il bene sociale. La Juve, intanto, ha già dato l’esempio per quanto riguarda il suo stadio di proprietà. Adesso si attende la risposta di approvazione ad aprire le porte delle curve squalificate solo ai ragazzi delle scuole. In caso di consenso da parte della FIGC, si inizierebbe sicuramente un percorso educativo che non si limita al mero esempio di regalare ai ragazzi l’entrata allo stadio e la visione della partita della Juventus, ma è importante fargli capire quanto certi adulti di oggi debbano imparare proprio da loro. Insieme caldeggiamo dunque questa iniziativa della Juventus, nella speranza che anche altre società di calcio che saranno colpite in seguito da squalifiche dovute a razzismo territoriale, potranno seguire lo stesso esempio.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1012317FL0711FL0711tevez-6.jpgSiNla-juventus-promotrice-di-un-importante-iniziativa-1012585.htmSiT1000007100451001,02,03,06,08010604
1221012583NewsCampionatiItalia, Montolivo: «Sfottò e discriminazione un confine molto labile»20131114201843montolivoTra le tante, abbiamo apprezzato Ci fa piacere riscontrare che, ultimamente, vista la situazione che sta vivendo il calcio, certe interviste fatte ai giocatori risultano meno banali e più culturalmente cariche di arricchimento. Tra le tante, abbiamo apprezzato l’intervista a Riccardo Montolivo che, dal ritiro azzurro di Coverciano, ha saputo sapientemente analizzare temi e concetti di scottante attualità. In primis, neanche a dirlo, il tema degli stadi, dei tifosi al suo interno e del razzismo, un problema culturale che sarà difficile da estirpare in breve tempo. “Non solo in curva ma in ogni settore dello stadio ci sono persone che non si comportano da tifosi” dice Montolivo “Lo sfottò deve esserci, fa parte del colore del calcio ma il confine con la discriminazione è assai labile, vanno messe delle regole ben chiare anche se il problema non si risolve così, bisogna partire dalla base. Non sono in grado di dire se le curve sono in mano alla criminalità organizzata. Giudicando da fuori non sembra che sia così”. Parole chiare, inconfutabili e allo stesso tempo costruttive che aiutano a riflettere prima di inoltrarsi su temi più calcistici, inerenti la Nazionale, il Milan e Mario Balotelli. Ma c’è ancora un’idea di Montolivo per quanto riguarda la cultura da stadio. Tuttosport ha lanciato l’ipotesi di fare accedere soltanto i bambini, alle curve squalificate dello Juventus Stadium di Torino. “Personalmente” dice Montolivo “li farei entrare non solo in curva, ma anche in tutti gli altri settori dello stadio”. Noi pensiamo che qualsiasi ipotesi atta a migliorare la cultura sbagliata di chi va allo stadio ad assistere a una partita di calcio sia ben accetta. Questo vuol dire prendere coscienza di una situazione insostenibile che, di fatto, è diventata molto pericolosa. Poi si passa al pallone. “La Nazionale è un’oasi felice per mettersi alle spalle un po’ dei problemi del Milan”. Ma, forse, non è questo il contesto adatto per approfondire le problematiche rossonere, anche se, Montolivo, da buon capitano, si cuce addosso il modello di difensore della “nave” milanista. Egli, infatti, difende Allegri per aver criticato Mario Balotelli. “Le critiche, quando sono costruttive, è bene farle a tutti indistintamente, dai ragazzi che arrivano dalla Squadra Primavera fino a Mario”. E poi, dice ancora, “ci vuole equilibrio nel giudicare. Non si può essere un giorno pallone d’oro e un altro essere ceduti. Non capisco perché ogni cosa che faccia Mario sia una notizia. Non è possibile che sia sempre messo sulla graticola. Adesso si parla addirittura di una sua cessione a gennaio. Non è vero niente, perché sono sicuro che Mario resterà ancora con noi”. Sono queste le parole di Riccardo Montolivo dal ritiro degli azzurri, in attesa di incontrare venerdì 15 novembre la Germania in amichevole. Una cosa è certa, il ragazzo ha dato capacità di maturità e di approfondimento su temi e situazioni che fanno della sua intervista un momento di assoluto interesse.<br><br> Salvino Cavallaro<BR>&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711montolivo-6.jpgSiNitalia-montolivo-sfotto-e-discriminazione-confine-molto-labile-1012583.htmSi100451001,02,03,06,07030313
1231012577NewsEditorialeIl calcio italiano alle prese con la stupidità sociale20131113090041calcioRiflessioni sui fatti avvenuti a Torino e SalernoQuante volte abbiamo sentito frasi come: “La madre dei cretini è sempre incinta”, oppure “Perché l’intelligenza umana ha dei limiti e la stupidità no?” e ancora ”Il cervello deve essere una bevanda buona, perché molti ultimamente se lo bevono”. Sono modi di dire, aforismi, parole forti, profonde, rispolverate ogniqualvolta accade qualcosa di assurdo, d’inspiegabile, d’insostenibile, che l’essere umano è capace di produrre, ripetere e perseverare con illogica facilità. I cori anti napoletani sbraitati allo Juventus Stadium dalle curve dei “tifosi” bianconeri e gli striscioni carichi di insulti gratuiti, non potevano far altro che decretare da parte del Giudice Sportivo una squalifica pesante. Infatti, a seguito di fatti così stupidamente gravi, le curve dello Stadium rimarranno chiuse per la gara con l’Udinese, mentre per la successiva partita contro il Sassuolo toccherà soltanto alla curva sud. Ma, la grande riflessione di base è che l’epidemia dilagante del malcostume del football italiano, si genera e si manovra attraverso gruppi organizzati di ultras. Una sorta di potere neanche tanto occulto, capace di gestire e comandare società di calcio e relative squadre. E, come se non fossero già disonorevoli e offensivi i fatti accaduti allo Stadium della Juve, anche a Salerno, nel campionato di Lega Pro si è scatenata la rabbia degli ultras della Nocerina che, impossibilitati ad assistere alla partita Salernitana – Nocerina per divieto assoluto da parte del questore di Salerno Antonio De Iesu, hanno obbligato i giocatori della Nocerina a non giocare la partita, urlando frasi intimidatorie. I calciatori della Nocerina, letteralmente terrorizzati, sono scesi in campo e, ipocritamente, hanno fatto finta di essersi fatti male in gruppo ritornando immediatamente negli spogliatoi. Un fatto di inaudita gravità che offende la cultura sociale e il senso civile. Il questore di Salerno ha firmato 20 DASPO (acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive) per i primi “tifosi” della Nocerina identificati dalle indagini sugli atti di intimidazione ai calciatori in ritiro. Duro il Presidente della FIGC Giancarlo Abete che ha detto: “Era meglio che la società, i giocatori e i tecnici della Nocerina, evidenziassero di non essere nelle condizioni di serenità per entrare in campo. Non ci sta proprio quella sceneggiata. E’ indecorosa, indegna”. Di rimando, gli ultras della Nocerina hanno diramato un comunicato: “Non abbiamo minacciato di morte nessuno, abbiamo chiesto solo un gesto eclatante”. Insomma, chiamarla vergogna è come fare una carezza. Definirla “insostenibile leggerezza della stupidità” è ancora troppo poco. Insomma, la verità è che queste guerriglie, questi fatti incresciosi che mortificano l’umanità e mettono a repentaglio talora anche la vita delle persone, è davvero disonorevole. Ci appelliamo dunque ai Poteri Forti del Calcio, FIGC, CONI, Società di Calcio, Giocatori, Addetti ai lavori, Spettatori, Media, ma anche al Governo Italiano (ci sei ?), di agire con fermezza, non tanto nell’inventare altri pesanti divieti e punizioni che producono soltanto rivolte e disordini a discapito del miglioramento, quanto a cominciare un percorso culturale che possa partire dal basso, denunciando sul nascere e, in sinergia, ciò che non deve allargarsi a macchia d’olio. L’omertà non ha mai fatto il bene sociale; la verità, si.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711salernitana-nocerina.jpgSiNil-calcio-italiano-alle-prese-con-la-stupidita-sociale-1012577.htmSi100451001,02,03,06010305
1241012562NewsCampionatiReal Madrid, Ancelotti a ILCALCIO24: «Pirlo e Xabi Alonso giocatori decisivi»20131104231225juventusDal nostro inviato a Torino Salvino CavallaroBagno di folla quest’oggi all’aeroporto di Caselle T.se per l’arrivo del Real Madrid. La squadra di Carlo Ancelotti è atterrata alle 12.04 richiamando attorno a se, tifosi di Toro e Juve che approfittano di ogni occasione per creare il derby cittadino. I granata, naturalmente, si alleano con i tifosi del Real Madrid e, gli juventini, certamente contro. E’ passione pallonara di una città che vive di antagonismo e che il tempo non fa altro che acuire. Il più fotografato è, neanche a dirlo, Cristiano Ronaldo che si concede alle fotografie ma non agli autografi. Poi la corsa del pullman verso Torino e il centralissimo albergo della città, prima di andare allo Juventus Stadium per la conferenza stampa e l’ultimo allenamento prima della partita. Juventus e Real Madrid si incontrano dopo la partita d’andata di Champions League finita con il punteggio di 2 a 1 a favore delle “merengues”. L’ultima volta che le due squadre si sono affrontate in Champions League è stato nel 2008, esattamente il 21 ottobre, nella partita d’andata giocata a Torino e vinta dalla Juve per 2 a 1. Poi, il 5 novembre di quell’anno, nella partita di ritorno a Madrid la Juve sconfisse 2 a 0 il Real nella magica e indimenticabile serata di Del Piero che uscì dal campo tra gli applausi del pubblico di Madrid. Una lunga storia di incontri lega questi due club, capaci negli anni di affrontarsi con alterni successi e immancabili sconfitte. Si tratta di un football ad alti livelli, su questo non ci sono dubbi di sorta. Intanto corriamo allo Juventus Stadium dove alle 18,00 ci sarà la conferenza stampa di Carletto Ancelotti e Varane. Noi che rappresentiamo ilcalcio24.com, ci siamo relazionati con i colleghi della Rai, di Mediaset, ma anche coi colleghi spagnoli accorsi in massa all’importante appuntamento. Molte le domande rivolte a Mister Ancelotti che, in perfetta lingua spagnola, risponde con la solita calma e competenza. “Non sono soddisfatto della fase difensiva” dice il tecnico delle merengues, “ma questa squadra ha segnato 42 gol in 15 partite. Non è un problema di difesa ma di equilibrio e consapevolezza nei propri mezzi. La rotazione dei calciatori permette di averli sempre in forma. L’equilibrio è una parola molto semplice, credo che significhi attaccare bene e difendere altrettanto bene. Adesso stiamo attaccando molto bene, ma abbiamo preso troppi gol”. E continua il buon Carletto Ancelotti: “Questa partita con la Juve è davvero importante, per loro potrebbe trattarsi della partita di qualificazione e noi l’affronteremo con la giusta determinazione. La squadra bianconera giocherà con grandissima intensità e dovremo essere molto bravi indipendentemente dal sistema di gioco. All’andata Conte mi sorprese. La Juve ha più problemi di noi nel girone e il suo destino dipenderà da queste tre rimanenti sfide. Ma noi vogliamo la qualificazione; prima arriva e meglio è”. Gli chiediamo cosa vuol dire per un allenatore avere in squadra Pirlo e Xabi Alonso. “Sono due allenatori fantastici. Ho avuto la fortuna di allenare Andrea al Milan, ora ho la fortuna di allenare Xabi”. Poi un collega della Rai chiede, che cosa ne pensa dell’attuale situazione del Milan. “La squadra rossonera sta attraversando un periodo molto delicato, spero lo risolvano in fretta. Ho lavorato molti anni con Galliani e lo ritengo il più grande dirigente che ci sia in circolazione. Lui è di un’altra categoria di dirigenti, così come Cristiano Ronaldo lo è per i calciatori. Loro fanno la differenza nelle categorie in cui lavorano”. Finisce così la conferenza stampa di mister Ancelotti, anche perché la squadra lo attende in campo per l’allenamento sotto i potenti fari dello Juventus Stadium. Uno stadio che è spettacolo unico, capace di affascinare anche se vuoto di spettatori. Noi assistiamo ai bordi del campo all’allenamento. Davanti a noi le figure di Cristiano Ronaldo, Pepe, Bale, Benzema, Ramos, Varane, Casillas, corrono velocemente come fossero frecce inarrestabili. Per loro, la partita di martedì sera sarà davvero importante; ma lo è anche per la Juve. Conte non si sbottona molto, ma la sensazione è che a grandi linee la formazione che affronterà le merengues sarà la stessa vista in campo a Madrid.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br><br>C1012317FL0711FL0711ancelotti-4.jpgSiNreal-madrid-ancelotti-a-il-calcio-24-pirlo-e-xabi-alonso-giocatori-decisivi-1012562.htmSiT1000007100451001,02,03,06,07030774
1251012551NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 9a giornata20131028125845serie aTanta Argentina nella formazione Tanta Argentina nella formazione dei Top, grazie alle prestazioni vincenti di Juve, Inter e Napoli. Male invece, Torino, Milan e Genoa.<br><br> TOP<br><br> Perin = Esce sconfitto dallo Juventus Stadium,ma riceve a fine gara l’abbraccio sentito di Buffon. Praticamente un’investitura. Predestinato.<br><br> Crespo = Porta un cognome che ricorda ben altre imprese calcistiche. Ma per una volta, anche il difensore del Bologna, si dimostra degno di portarlo. Decisivo.<br><br> Benatia = Continua a tener banco nella formazione dei Top, semplicemente perché sin qui è il miglior difensore del campionato. Roccioso. <br><br> Parolo = Affonda il Diavolo con l’ennesima doppietta di questa stagione speciale, che racconterà quantomeno ai nipotini. Momento d’oro.<br><br> Cuadrado = Con le sue accelerazioni sta mettendo in ginocchio mezza serie A. Quelli del Chievo poi non sono fulmini di guerra ed il gioco è fatto. Pendolino.<br><br> Higuain = Torna al gol dopo oltre un mese,&nbsp; ma ne guadagna più in fiducia che in numeri. Ed intanto Benitez gongola. Cecchino.<br><br> Tevez = Un’altra prestazione super che regala solidità, concretezza e slancio ad una Juve massacrata da media e risultati. Decisivo.<br><br> Formazione TOP = Perin; Crespo, Benatia, Silvestre; Cambiasso, Parolo, Cuadrado, Candreva; Higuain, Tevez, Palacio.<br><br> FLOP<br><br> Padelli = Ancora una volta fa infuriare i tifosi granata, non tanto per i rigori subiti. Quanto per la sensazione di insicurezza che trasmette. Cairo mediti. Indeciso.<br><br> Constant = Affoga nella sconfitta di Parma senza mai dare la dimostrazione di poter essere adeguato&nbsp; a vestire la casacca rossonera. Pesce fuor d’acqua.<br><br> Maicon = Ingenuo nel farsi ammonire due volte, rischia di impedire ai giallorossi di suonare la nona sinfonia. Ma nonostante questo, la Roma vola. Sprovveduto.<br><br> Cerci = Questa volta stecca tutto, come d’altronde tutto il Toro. Esce a fine primo tempo, con la speranza possa risultare decisivo a Livorno. Ectoplasma.<br><br> Kucka = Gara difficile per il suo Genoa, ma non fa mai nulla per dimostrare anche solo minimamente il contrario. Assente.<br><br> Balotelli = Prestazione tanto scialba quanto chiacchierata. Per essere campioni veri, c’è ancora una marea di strada da percorrere. Immaturo.<br><br> Emeghara = A Livorno lo stanno cercando da qualche tempo. Praticamente inesistente, l’attacco dei labronici piange la sua continua svagatezza. Introvabile.<br><br> Formazione FLOP = Padelli; Maicon, Constant, Stendardo; Kucka, Cerci, Castro, Ederson; Balotelli, Emeghara, Floro Flores.<br><br> Gabriele Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001tevez-6.jpgSiNserie-a-top-e-flop-della-nona-giornata-1012551.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07,08030451
1261012497NewsCampionatiJuventus, il secondo tour de force della stagione sta per iniziare20131019172640juventusJuve: Il secondo tour de force della stagione sta per iniziareIl secondo tour de force della stagione sta per iniziare. Dopo due giorni di riposo assoluto, domani (martedì 15 ottobre) la squadra tornerà a lavorare a Vinovo. Ancora senza i Nazionali, impegnati nelle ultime gare di qualificazione ai Mondiali di Brasile 2014.<BR><BR>Inizierà così un periodo intenso, che durerà fino alla prossima sosta per le Nazionali in programma a metà novembre. Un mese senza respiro, in cui la squadra di Antonio Conte sarà impegnata in sette partite. Su tutte spicca il doppio confronto con il Real Madrid in Champions League (mercoledì 23 ottobre al Bernabeu e martedì 5 novembre allo Juventus Stadium). Ma anche il campionato riserverà sfide di prim’ordine. Tre delle quali da giocare a Torino: Genoa (domenica 27 ottobre), Catania (mercoledì 30 ottobre) e Napoli (domenica 10 novembre). A Firenze (domenica 20 ottobre) e Parma (sabato 2 novembre) le due trasferte.<BR><BR>Sette grandi sfide, da affrontare una alla volta. Per questo, da domani, tutta la concentrazione sarà rivolta al match in calendario alla ripresa: quello del Franchi contro i viola.<BR><BR>GP01CTGP01CTmarotta.jpgSiNjuve -tevez-1012497.htmSi-01,02,03,06,08,09010201
1271012493NewsCampionatiBendtner spaventa gli azzurri20131012090754Danimarca, Italia, L’ex bianconero si regala una serata da protagonista e costringe l’Italia al 2-2. Tre bianconeri in campo: Buffon, Chiellini e MarchisioTutti ad aspettare l’Italia, invece a Copenaghen il protagonista assoluto è un ex juventino. Niklas Bendtner si regala una grande serata e rovina in parte la festa agli azzurri, comunque già qualificati in anticipo per Brasile 2014. Contro la Danimarca finisce 2-2, con reti azzurra in apertura con Osvaldo e in pieno recupero con Aquilani.<BR><BR>Per Buffon, Chiellini e Marchisio in campo dall’inizio (i primi due dentro per tutti i 90 minuti), ma anche per Bonucci e Pirlo rimasti in panchina, il Parken Stadium continua a non regalare soddisfazioni. Un altro pareggio, dopo i due con la Juventus in Champions contro Nordsjaelland e Copenaghen.<BR><BR>Per la squadra di Prandelli, martedì c’è ancora una partita da giocare. Quella del San Paolo di Napoli contro l’Armenia.<BR><BR>gp01ctgp01ctbendtner-4.jpgSiNdanimarca italia -1012493.htmSi-01,02,03,06010192
1281012481NewsCampionatiNapoli-Livorno: le pagelle. Top Pandev e Inler, flop Bardi20131006170725Napoli,Livorno,pagelle,voti,risultato,campionato,pandevI voti del match della 7a giornata di Serie A tra Napoli e LivornoAllo stadio "San Paolo" il Livorno di Nicola sfida i padroni di casa del Napoli, sfortunato reduce della trasferta di Champions League contro l'Arsenal.<br>Gli Azzurri vogliono dimostrare che la netta disfatta dell'"Emirates Stadium" è stata solo un incidente di percorso e mirano alla vittoria in campionato che permetterebbe loro di tornare a -2 dalla Roma capolista; assenti, però, tre pezzi pregiati come Albiol, Zuniga e soprattutto "El Pipita"&nbsp;Higuain.<br>Anche il Livorno è in cerca di riscatto dopo la sconfitta nello scontro fra neopromosse con l'Hellas Verona.<br>Avvio tutto a favore del Napoli che dopo appena tre minuti trova il gol; grande cavalcata dell'ex Psv Mertens che parte dal limite della propria aerea di rigore e serve Pandev che mette dentro in diagonale.<br>I partenopei continuano a macinare gioco e al 14' sfiorano il raddoppio con lo stesso attaccante macedone che mette in difficoltà coi suoi dribbling la difesa amaranto e spara alto. Ma il 2 a 0 è nell'aria e pochi minuti dopo Inler prova la gran botta dalla distanza e coglie impreparato Bardi che interviene goffamente sul pallone.<br>La risposta del Livorno arriva solo sul finire del primo tempo ma è pericolosa. Emeghara fa esplodere una conclusione a volo che ricorda quella di Van Basten agli Europei del 1988 e colpisce l'incrocio.<br>La ripresa è un monopolio del Napoli che trova il gol al 53' con Callejon e che gestisce il risultato fino al 82' quando sugli sviluppi di un contropiede fotocopia del primo gol va in gol anche&nbsp;Marek Hamsik.<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>NAPOLI (4-2-3-1): Reina 6; Mesto 6, Fernandez 6,5, Britos 6, Armero 6,5; Inler 7, Behrami 6,5; Callejon 6,5( 22' s.t. Insigne 6,5), Hamsik 6,5( 38' s.t. Bariti s.v), Mertens 7; Pandev 7,5( 30' s.t Zapata 6). A disposizione: Rafael, Colombo, Uvini, Cannavaro, Dzemaili, Radosevic, Bariti, Insigne, Zapata. All. Benitez 6,5<br><br>&nbsp;<br><br>LIVORNO (3-5-2): Bardi 4,5; Coda 5,5, Rinaudo 5, Ceccherini 5,5; Schiattarella 6, Luci 5( 19' s.t Siligardi 6), Duncan 6, Greco5( 7' s.t Piccini 6 ), Mbaye 5,5; Emeghara 5,5, Paulinho 6. A disposizione: Anania, Valentini, Decarli, Piccini, Benassi, Borja, Emerson, Belingheri, Lambrughi, Siligardi, Mosquera. All. Nicola 5<br><br><br>ARBITRO: Bergonzi di Genova 6<br><br>&nbsp;<br><br>TOP NAPOLI<br><br>Pandev: Autentico incubo della difesa amaranto. Dribbling, gol, assist e numeri di alta scuola per il funambolico attaccante azzurro.<br><br><br>FLOP NAPOLI<br><br>Nessuno<br><br>&nbsp;<br><br>TOP LIVORNO<br><br>Paulinho: Fa a sportellate con la difesa del Napoli, lotta anche sul 4 a 0 ma non è ben assistito dai suoi compagni.<br><br><br>FLOP LIVORNO<br><br>Bardi: Forse la peggior partita di quest'anno per il giovane portiere dell'Under 21 che è responsabile&nbsp;su due dei quattro gol napoletani.<br><br><br>C1012317NapoliFL0657FL0657Goran-Pandev-Wallpaper-2.jpgSiNnapoli-livorno-campionato-serie-a-pagelle-1012481.htmSiT1000091,T1000007100664701,02,03010434
1291012472NewsCampionatiClassica seduta di rifinitura per i rossoneri in vista di Juventus-Milan di domani sera alle 20.45 allo Juventus Stadium20131006090115Allenamento di rifinitura pomeridiano per i rossoneri sotto un cielo grigio ma non piovoso in vista prima della partenza per Torino per la partita contro la juventus in programma&nbsp;questa sera alle 20.45.<BR>La squadra alle 15.30 è scesa sul campo rialzato, dietro la palestra, dove ha svolto una prima fase di riscaldamento per effettuare successivamente una serie di allunghi, stretching e scatti.<BR>La seduta è poi proseguita con una serie di esercitazioni tecnico-tattiche in preparazione alla sfida di domani sera contro la Juventus di Antonio Conte.<BR>La rifinitura si è conclusa con la classica partitella finale.<BR><BR>Ecco la lista dei 18 convocati di Mister Allegri<BR><BR><EM>Abbiati, Amelia, Gabriel, Abate, Constant, Mexes, Zaccardo, Zapata, Emanuelson, De Jong, Montolivo, Muntari, Nocerino, Poli, Saponara, Matri, Niang, Robinho.</EM>GP01CTGP01CTfesrf.jpgSiNjuventus-milan-1012472.htmSi-01,02,03,06,07010277
1301012469NewsCampionatiChe brutta Juventus20131005184037juventusIl punto di vista di Salvino CavallaroAvevamo visto una brutta Juventus a Verona contro il Chievo, l’abbiamo vista opaca nel derby torinese e l’abbiamo rivista brutta in Champions ieri sera allo Juventus Stadium contro il Galatasaray. Ma dov’è andato a finire il bel calcio espresso dalla Vecchia Signora? Nei primi due anni dell’era Conte in cui la Juve ha vinto due scudetti consecutivi, abbiamo ammirato un calcio bello da vedere, divertente e apprezzabile dal punto di vista dello spettacolo che ha fatto felici coloro i quali hanno il palato fine e intendono un certo tipo di calcio fatto di fraseggi, classe e gesti tecnici sopraffini. Certo, quella Juve faticava sempre per trovare il gol, ma le azioni d’attacco erano fluide, continue, il pressing era alto e asfissiante, difesa centrocampo e attacco sempre corti e attenti a interdire al momento del bisogno. In più si apprezzava il movimento continuo nell’interscambio dei ruoli, che ben si amalgamava al movimento in fase di non possesso palla. Insomma, la Juventus vinceva, divertiva e convinceva. Adesso invece, vince qualche volta, pareggia e annoia maledettamente per gioco farraginoso e stucchevole. Potremmo chiudere qui la sintesi delle ultime tre partite della Juventus viste in poco più di una settimana. Avevamo sostenuto in tempi non sospetti, che questa squadra con il solo acquisto di Tevez, Llorente e Ogbonna, aveva accorciato soltanto in parte il gap con le migliori squadre europee, senza pensare che anche in Italia le più agguerrite avversarie si sono rinforzate in maniera tale da contrastarla con assoluta efficacia. Oggi, la squadra di Conte appare stanca come se fosse a fine campionato, con le idee annebbiate e ferma sulle gambe. C’è sicuramente qualcosa che non va, questa non è la vera Juventus, non può essere. Partita con il modulo del 4-2-4, Conte ha subito capito che in base alle caratteristiche dei suoi giocatori doveva applicare il più redditizio 3-5-2. E così la Juve è subito apparsa più bella da vedersi e più concreta nel gioco degli esterni alti e bassi che a turno creavano scompiglio nelle difese avversarie. La Juve vista ieri contro il Galatasaray, nel secondo tempo ha adottato il 4-3-3 con Tevez, Quagliarella e poi Llorente, inserendo un sempre più evanescente Mauricio Isla che in sostituzione di Lichtesteiner, fermato da un infortunio al retto femorale, avrebbe dovuto garantire le stesse folate in attacco dello svizzero. Non è stato così, perché i suoi inserimenti sono stati spesso non all’altezza della situazione. Il Galatasaray non ci è parso irresistibile, tutt’altro. La squadra del neo coach Mancini si è trovata inaspettatamente in vantaggio per un errore madornale di Bonucci il quale, inavvertitamente, ha passato il pallone all’indietro per Buffon. Drogba che era alle sue spalle, ha ringraziato per l’assist ed ha infilato la porta della Juve con facilità estrema. La Juve ha accusato il colpo, e nel secondo tempo a fatica ha pareggiato su calcio di rigore battuto da Vidal, a seguito di un atterramento in area di rigore di Quagliarella. Poi sulle ali dell’entusiasmo, i bianconeri si sono portati in vantaggio per effetto del gol di testa realizzato da Quagliarella, grazie a un perfetto assist di Pirlo. Ma, esattamente un minuto dopo, grazie all’ennesima grave disattenzione difensiva della serata, la Juve ha regalato il pareggio al Galatasaray che, con un tiro di Bulut ha pareggiato definitivamente il conto con il risultato finale di 2 a 2. Non sarà facile per la Vecchia Signora il prosieguo in Champions League, tuttavia, se teniamo conto che l’anno scorso ha iniziato il suo cammino europeo con tre pareggi consecutivi per poi finire ai quarti di finale, diciamo che in fondo una speranza c’è ancora. L’unico dubbio è che quella Juve ci sembrava davvero migliore, mentalmente e fisicamente. Staremo a vedere che cosa accadrà in seguito.&nbsp; <br><br> Salvino Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711c-33509839.jpgSiNche-brutta-juventus-1012469.htmSiT1000007100451001,02,03,06030370
1311012463NewsCampionatiDopo la gara contro il Genoa, quattro calciatori del Catania partiranno per rispondere alle prestigiose chiamate delle rispettive Nazionali. 20131003080666catania, genoaDopo la gara contro il Genoa, quattro calciatori del Catania partiranno per rispondere alle prestigiose chiamate delle rispettive Nazionali. Dopo la gara contro il Genoa, quattro&nbsp;calciatori del Catania&nbsp;partiranno per rispondere alle prestigiose chiamate delle rispettive Nazionali. L'Argentina potrà contare sulla disponibilità di Mariano Andujar: venerdì 11 ottobre, a Buenos Aires, sfida al Perù; martedì 15, in programma a Montevideo l'incontro con l'Uruguay. Impegni in trasferta per la Repubblica Ceca, irrobustita da&nbsp;Jaroslav Plašil: venerdì 11 ottobre al "Ta'Qali Stadium" contro Malta, martedì 15 a Sofia contro la Bulgaria. Negli stessi giorni, in campo al Pireo&nbsp;la Grecia, che disporrà di Panagiotis Tachtsidis: la selezione ellenica affronterà&nbsp;la Slovacchia prima&nbsp;ed il Liechtenstein successivamente. Fin qui, il&nbsp;prospetto d'impiego dei rossazzurri nelle gare di qualificazione ai prossimi Mondiali.&nbsp;La Slovacchia Under 21 giocherà invece due partite valide per il girone&nbsp;eliminatorio in vista degli Europei di categoria, giovedì 10 ottobre sul campo della Scozia e lunedì&nbsp;14&nbsp;in casa contro il Lussemburgo: Norbert Gyomber è tra i convocati.gp01ctgp01ctandujar.jpgSiNcatania genoa-1012463.htmSi-01,02,03,09010233
1321012456NewsCoppeJuve, capolavoro a metà20131003075000juve, galatasaray, pirlo, conteI bianconeri, sotto tono e in svantaggio nel primo tempo, nella ripresa dominano e ribaltano il risultato, ma i turchi pareggiano immediatamente. E alla fine è 2-2Come lo scorso anno la Juve deve accontentarsi di un pareggio nella prima di Champions allo Juventus Stadium, ma rispetto alla gara contro lo Shakthar Donetsk, quella contro il Galatasaray segue tutto un altro copione. Perché i bianconeri, sotto di un gol e poco incisivi nel primo tempo, nella ripresa si ritrovano e ribaltano il risultato. Potrebbe essere una festa bellissima e forse l’errore è proprio quello di lasciarsi prendere dall’euforia per la rimonta completata, perché mentre sugli spalti ancora si grida al gol, i turchi trovano un insperato pareggio.<br><br> Tanto emozionante è il finale, quanto banali i minuti iniziali. Il 4-2-3-1 di Mancini &nbsp;copre bene il centrocampo e Pirlo viene seguito come un’ombra da Snejider. Si deve così ricorrere al lancio in profondità più che alla manovra corale, ma manca un po’ di precisione. Le squadre sono più attente a non scoprirsi che ad aumentare il ritmo e il primo quarto d’ora scorre via senza sussulti. Il primo spunto è di Drogba che entra in area dalla sinistra e, tallonato da Barzagli, si defila, ma riesce a trovare l’angolo giusto per calciare verso il primo palo, sul quale è appostato Buffon. Al 23’ Pirlo pesca Vucinic sul filo del fuorigioco. Il controllo a seguire con il tacco è un pezzo di rara bravura, ma nello scatto il montenegrino perde l’equilibrio e non solo viene recuperato, ma sente fastidio al muscolo ed è costretto a uscire dal campo.<br><br> Al suo posto entra Quagliarella, che mostra subito una buona intesa con Tevez e arriva a deviare il suggerimento dell’argentino, ma è pressato e mette sull’esterno della rete.<BR>La Juve prende campo, attacca con maggior convinzione e proprio nel suo momento migliore subisce un gol evitabilissimo: Bonucci sbaglia la misura di un retropassaggio e sul pallone si avventa Drogba, che evita l’uscita fuori area di Buffon e deposita in rete. <br><br> Il vantaggio turco è una doccia fredda, ma i bianconeri cercano di scuotersi immediatamente. Tevez arriva per tre volte al tiro: il primo è deviato in angolo, il secondo è da posizione irregolare, il terzo termina fuori di poco. Ci provano anche Asamoah e Quagliarella, ma entrambi trovano Muslera perfettamente piazzato.<br><br> Sotto di un gol all’intervallo, la Juve si ripresenta con Isla al posto di Lichsteiner e con un piglio diverso. La manovra è più veloce ed efficace e le occasioni non tardano ad arrivare. Tevez conclude centralmente, Asamoah, Quagliarella e Pirlo cercano il tiro da fuori, calciando alto, ma la gara ora ha un padrone ben definito.<br><br> I bianconeri provano anche soluzioni coraggiose, come le due sventole di Vidal nell’arco di un minuto, tra il 13’ e il 14’, &nbsp;perfette come esecuzione, meno come mira. Il Galatasaray si limita a contenere e a giocare di rimessa, affidandosi alla rapidità di Snejider e alla potenza di Drogba, e Conte aumenta le “bocche da fuoco”, inserendo Llorente al posto di Bonucci. A presidiare la metà campo rimangono solo Chiellini e Barzagli, con Isla e Asamoah che arretrano sulla linea dei difensori nelle rare occasioni in cui i turchi entrano in possesso di palla. Il Re Leone, appena messo piede in campo, stacca su un traversone dalla sinistra di Asamoah, ma alza sopra la traversa.<br><br> La Juve non molla e poco dopo la mezz’ora arriva il giusto premio. Quagliarella controlla in area e salta Amrabat che lo stende senza troppi complimenti, proprio sotto lo sguardo di Kassai. Il fischietto ungherese indica il discetto e Vidal piazza il pallone nel “sette”.<br><br> Adesso lo Stadium “ribolle” come aveva chiesto Conte alla vigilia e spinge la squadra a completare l’opera. E la Juve risponde. Al 42’ Pirlo batte una punizione corta per Tevez che spara dal limite, ma il tiro viene respinto ancora sui piedi del regista. Questa volta il pallone viene indirizzato verso l’area, perfetto per la testa di Quagliarella che da due passi insacca. L’urlo resta soffocato in gola però. Perché appena riprende il gioco il Galatasaray pareggia: Drogba &nbsp;di testa serve il liberissimo Bulut che si inserisce in area e batte Buffon.<br><br> L’assalto finale a questo punto è inutile. L’impresa riesce solo a metà e la Juve incassa il secondo pareggio in Champions, in attesa di sfidare al Bernabeu, il Real Madrid.<br><br> <STRONG>JUVENTUS-GALATASARAY 2-2</STRONG><br><br> <STRONG>RETI</STRONG>: Drogba 36’ pt, Vidal (rig) 33’ st, Quagliarella 42’ st, Bulut 43’ st<br><br> <STRONG>JUVENTUS</STRONG><BR>Buffon; Barzagli, Bonucci (25’ st Llorente), &nbsp;Chiellini; Lichsteiner (1’ st Isla), Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Tevez, Vucinic (26’ pt Quagliarella)<BR>A disposizione: Storari, Ogbonna, Peluso, Marchisio<BR>Allenatore: Conte. <br><br> <STRONG>GALATASARAY</STRONG><BR>Muslera; Eboue, Semih Kaya (26’ pt Gokhan Zan), Chedjou, Hakan Balta; Felipe Melo, Selcuk; Riera (15’ st Amrabat), Snejider (29’ st Bulut), Bruma; Drogba<BR>A disposizione: Ceylan, Sarioglu, Baytar, Yilmaz Burak<BR>Allenatore: Mancini. <br><br> <STRONG>ARBITRO</STRONG>: Viktor Kassai (HUN)<BR><STRONG>ASSISTENTI</STRONG>: György Ring (HUN) , Vencel Tóth (HUN)<STRONG><BR>QUARTO UFFICIALE</STRONG>: Robert Kispal (HUN)<STRONG><BR>ARBITRI D’AREA</STRONG>: Tamás Bognar (HUN) , Mihaly Fabian (HUN) <br><br> <STRONG>AMMONITI</STRONG>: 27’ st Muslera, 35’ st &nbsp;Gokhan Zan<br><br>gp01ctgp01ctpirlo-6.jpgSiNjuve galatasaray pirlo conte-1012456.htmSi-01,02,03,06010177
1331012452NewsCoppe«Lo Stadium dovrà ribollire». Antonio Conte chiama a raccolta il popolo bianconero per la sfida contro il Galatasaray. 20131002074532Galatasaray. Juve, Conte«Lo Stadium dovrà ribollire». Antonio Conte chiama a raccolta il popolo bianconero per la sfida contro il Galatasaray. <FONT face="Times New Roman, serif">«</FONT>Lo Stadium dovrà ribollire<FONT face="Times New Roman, serif">». Antonio Conte chiama a raccolta il popolo bianconero per la sfida contro il Galatasaray. Una partita che non può ancora essere considerata decisiva, ma che è comunque una tappa fondamentale nel cammino in Champions dei bianconeri: Sservirà una bella gara, intensa - sottolinea il tecnico - Dobbiamo vincere, perché è importante per il futuro del girone che, visti i risultati della prima giornata, vede il Real un gradino sopra le altre. Il Galatasaray ha giocatori di ottimo livello e chiedo al pubblico di essere il nostro 12° uomo in campo. Lo Juventus Stadium dovrà far sentire la sua voce, a noi e agli avversari».</FONT><br><br> <FONT face="Times New Roman, serif">Sulla panchina turca siederà per la prima volta Roberto Mancini: «Fa piacere ritrovarlo, anche perché aumenta colonia di allenatori italiani in Champions. Ha vinto in Italia e all’estero è uno dei più bravi in Europa e meritava di rientrare. Avrei preferito incontrarlo più avanti però, perché quando ci sono cambi di allenatore così repentini diventa difficile studiare l’avversario e quindi, in una sfida tanto importante, non potremo avere certezze tattiche. Il Galatasaray con lui si è sicuramente rinforzato».<BR><BR>I turchi, nella prima giornata di Champions hanno subito un pesante 1-6 casalingo, ma il risultato non deve trarre in inganno:</FONT> <FONT face="Times New Roman, serif">«I</FONT>l punteggio è stato penalizzante per il Galatasaray - spiega Conte - che avrebbe dovuto chiudere avanti il primo tempo e invece ha sprecato molto ed è subito il gol del Real. Ha avuto una grande opportunità nella ripresa per pareggiare, ma poi il Real è stato bravo a sfruttare le occasioni e a finire la partita con un punteggio ampio. Per quanto si è visto però non c’era quel divario, quindi dovremo fare molta attenzione<FONT face="Times New Roman, serif">»</FONT>. <br><br> La prima uscita in Europa non è stata esaltante neanche per la Juve, tornata dalla Danimarca con un solo punto: <FONT face="Times New Roman, serif">«</FONT>A Copenaghen non siamo riusciti a sfruttare tutto quanto avevamo creato. Siamo stati poco precisi e fortunati ed è stato bravo il portiere. La prendiamo come una giornata storta, ma preferisco sempre avere tante occasioni e non segnare, piuttosto che non tirare in porta. Dovremmo provarci più spesso da fuori area? Esorto spesso i miei uomini a farlo. A volte ci riusciamo, altre meno, ma quello che è importante è arrivare al tiro, da 16 metri, 22 o 30 non importa<FONT face="Times New Roman, serif">»</FONT>.<br><br> Sulle scelte di formazione restano ancora dei nodi da sciogliere: <FONT face="Times New Roman, serif">«</FONT>Ho un dubbio a centrocampo da risolvere, perché ci sono due uomini che potrebbero aver bisogno di riposare, Pogba e Marchisio. Quanto a Tevez, ieri non si è allenato. Vedremo, perché io non metterò mai in campo un giocatore che zoppica. Ho bisogno di garanzie precise e me le darà l’ultimo allenamento. Vucinic? Come ho già spiegato prima del Derby, è tornato dalla Nazionale con una forte contusione al ginocchio che non gli permetteva di correre bene e per questo ha avuto un problema al calcagno. Ora sta meglio, è a disposizione e valuterò se utilizzarlo o meno domani<FONT face="Times New Roman, serif">»</FONT>.<br><br>gp01ctgp01ctconte-6.jpgNgalatasaray. juve conte-1012452.htm-01,02,03,06010253
1341012445NewsCoppeRiparte la missione Champions20131001082669JUve, galatasaray, conteRiparte la missione ChampionsIl giorno dopo, il Derby è stato definitivamente messo in archivio. E per qualche giorno anche il campionato non sarà nei pensieri di Antonio Conte e dei suoi ragazzi. Da oggi la concentrazione è tutta sul Galatasaray e sulla Champions League.<br><br> Mercoledì sera, lo Juventus Stadium tornerà a presentarsi nella versione europea per ospitare la prima sfida continentale della stagione. Dopo il pareggio con il Copenaghen - e la sconfitta dei turchi contro il Real - il match di Torino comincia ad assumere una certa importanza per il cammino bianconero.<br><br> Per questo, il gruppo non ha perso tempo e in mattinata è subito tornata al lavoro allo Juventus Center di Vinovo. Con il solito programma defaticante per i protagonisti del successo sul Torino e normale attività per gli altri.<br><br> Oggi, martedì 1 ottobre, la squadra sarà impegnata in una seduta pomeridiana.<br><br>gp01ctgp01ctc-33509839.jpgSiNjuve galatasaray conte-1012445.htmSi-01,02,03,06010140
1351012422NewsCampionatiTorino, sale la febbre per il derby cittadino20130928184844torinoSi gioca all’Olimpico Eccoci qui a respirare ancora aria di derby. Si gioca all’Olimpico di Torino, quello che prima delle Olimpiadi si chiamava Stadio Comunale. Torino e Juventus sono pronte a duellare e l’attesa per il derby torinese sta per finire. Ancora poche ore e si accenderanno i cuori dei tifosi granata e bianconeri. Dietro ogni partita c’è una storia, ma la storia del derby di Torino è una cosa a parte, un qualcosa che sfugge al semplice incontro di calcio e che si riflette su una città in cui vivono due realtà sostanzialmente diverse per cultura e tradizione. Da una parte la Vecchia Signora con la sua antica aristocrazia della casata Agnelli che è simbolo di potere, dall’altra la parte più proletaria, sanguigna, passionale, romantica sponda granata che ricorda in ogni occasione e con senso di orgoglio i fasti del Grande Torino di capitan Valentino Mazzola. Sono due modi diametralmente opposti di vedere il pallone cittadino che si manifesta attraverso uno status sociale, piuttosto che in un effettivo incontro di calcio dai connotati tecnici da esaminare attentamente. Il divario finanziario tra le due società è imbarazzante. Mentre la Juve vanta notevoli possibilità economiche con il suo Stadium di prima proprietà privata in Italia, il moderno centro di allenamento di Vinovo, il suo museo all’interno dell’Area 12, i prossimi investimenti nella mega area della Continassa per costruire la nuova sede e il campo di allenamento della prima squadra e, come se non bastasse ancora, aggiunge il legittimo orgoglio dei suoi scudetti che la pavoneggiano in ogni occasione. Il Toro risponde più sommessamente con il suo Filadelfia indegnamente rasato al suolo e mai ricostruito, con la sua incantevole storia degli “Invincibili” fatta di vittorie strepitose, ma anche di malinconie e disgrazie che negli anni gli hanno dato la forza di controbattere comunque il potere juventino anche attraverso quel derby cittadino che resta pur sempre il significato più importante per il popolo granata. Chi non vive la storia del pallone della città di Torino, non può capire il significato profondo di vincere il derby. E, mentre ci si prepara alla stracittadina, gli animi si accalorano gli uni contro gli altri. La Juve e i suoi sostenitori hanno i favori del pronostico e pensano di vincere non solo per consolidare la loro posizione in classifica ma, soprattutto, per conquistare quel terzo scudetto consecutivo che farebbe il primato della sua storia. Il Toro e il popolo granata, invece, aspettano da sempre e con ansia questo particolare appuntamento del pallone torinese, proprio per dimostrare ai tifosi bianconeri che la curva maratona e i suoi tifosi non sono inferiori a nessuno. Ma per loro ci sono motivazioni ed emozioni i cui connotati romantici vanno al di là di ogni logica tecnica che li vede obiettivamente inferiori. Ci sono cose amabili nei sentimenti reconditi del tifoso del Toro, c’è la sfida del povero contro il ricco, c’è la differenza tra chi vince sempre e chi non è abituato a calcare certi palcoscenici calcistici europei importanti, c’è la voglia passionale di buttare in campo il cuore oltre l’ostacolo senza risparmiare energie di sorta. Poi, quello che verrà, verrà, e sarà tutto premiante per gli undici granata che affronteranno “l’odiata” Juve se, comunque vada il risultato finale, sapranno fare il loro dovere ed uscire dal campo con la maglia intrisa di sudore. Questo è il sentimento romantico cui è legato il popolo granata nei confronti dei suoi giocatori, della sua squadra, della sua storia, della sua bandiera che sventola orgogliosa e si lega sempre al cuore. Ma gli aristocratici cugini bianconeri non ci stanno, loro vogliono vincere in maniera più cinica, concreta, senza fronzoli alcuni per potere dire al mondo che la Torino del pallone è bianconera e non granata. Ma questo, si sa, è un argomento scottante che i granata non accettano perché ritengono che sia statisticamente provato che i tifosi del Toro a Torino superano numericamente quelli bianconeri, i quali però, vantano invece l’assoluto tifo in campo nazionale. Due mondi diversi dunque, due modi opposti di vedere il pallone che rotola in mezzo al campo inseguito da maglie bianconere e granata con motivazioni sociali opposte che ben si addicono alla storia dei due club cittadini. Suonano le trombe dunque tra Piazza d’Armi e Corso Agnelli, la zona di Torino in cui sorge lo Stadio Olimpico. Il derby di Torino sta per cominciare. Ci saranno i sani sfottò che faranno da corollario indispensabile alla splendida cornice data dalla cromatura di colori granata e bianconeri, i quali invaderanno gli spalti di quel meraviglioso palcoscenico che si chiama stadio dai mille vecchi ricordi del pallone torinese in cui aleggiano ancora gli screzi tra Sivori e Ferrini; due calciatori che non si può proprio dire che si amassero profondamente. Dunque, sarà un mezzogiorno incandescente, dove neanche la voglia del panino potrà sostituirsi al desiderio di vincere quel derby della città sabauda che, nonostante la sua storica signorilità, non può fare a meno di essere sanguigna almeno in questa occasione del pallone cittadino. Sì, perché il derby è sempre il derby, con i suoi sfottò talora feroci e il desiderio di superarsi vicendevolmente. Altrimenti, se non fosse così, che partita sarebbe senza il sale della sana rivalità sportiva?<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-sale-la-febbre-per-il-derby-cittadino-1012422.htmSi100451001,02,03,06030250
1361012350NewsCampionatiMazzarri, senti Buffon: «Inter? Come la Juventus del 2011»20130912200017inter juventus, terza giornata serie a, buffon«Sono in salute, non hanno coppe e c`è Mazzarri«. Il numero uno bianconero mette in guardia: «Scudetto? Dovremo fare i conti con loro«.Settimana speciale per <STRONG>Gigi Buffon</STRONG>. Prima il record di presenze in azzurro conquistato proprio allo <STRONG>Juventus Stadium</STRONG> (insieme alla qualificazione per i Mondiali brasiliani), mentre dopodomani la sua squadra affronterà l'<STRONG>Inter</STRONG> in una delle sfide più emozionanti della stagione. La Vecchia Signora è sempre la più pericolosa, soprattutto con un certo <STRONG>Tevez</STRONG> davanti, ma <STRONG>Mazzarri</STRONG> ha saputo rivitalizzare una squadra che pure non si è distinta per grandi colpi estivi. Dunque il portierone bianconero avverte i suoi, e lo fa ai microfoni de <EM>La Gazzetta dello Sport</EM>: "Un banco di prova importantissimo per noi. Occhio ai nerazzurri: in un certo senso mi ricordano la Juventus di due anni fa". Lo scenario è effettivamente molto simile. Una squadra che aggiunge un mattone alla volta per rinforzare la propria struttura, un nuovo mister e soprattutto niente impegno europeo, che può fare la differenza soprattutto nelle fasi finali della stagione. "Abbiamo grandissimo rispetto per l’Inter, - continua Buffon -&nbsp;e la temiamo. E' una squadra in salute, non ha le coppe ed è guidata da un bravissimo allenatore come Mazzarri. Credo che per la corsa-scudetto bisognerà fare i conti con l’Inter. E questo non vale solo per noi". <br><br> Intanto l'ora X si avvicina, e cominciano a prendere forma le squadre che scenderanno in campo. Sono rientrati alla Pinetina i sudamericani e Mazzarri spera di recuperare <STRONG>Icardi</STRONG>, che comunque partirebbe dalla panchina. <STRONG>Milito</STRONG>, che&nbsp;oggi si è presentato ad Appiano Gentile con tre ore di anticipo sull'orario di inizio dell'allenamento,&nbsp;potrebbe spuntare una convocazione. Dal canto suo&nbsp;<STRONG>Conte</STRONG> ha pronta&nbsp;l'alternativa a <STRONG>Barzagli</STRONG>, qualora non ce la facesse. <STRONG>Ogbonna</STRONG> scalpita, mentre davanti&nbsp;<STRONG>Quagliarella</STRONG> è in vantaggio su <STRONG>Llorente</STRONG> per affiancare&nbsp;Carlitos Tevez.&nbsp;Out <STRONG>Pepe</STRONG>: per lui venti giorni ai box. Insomma, i presupposti per una partita memorabile ci sono tutti. A San Siro è previsto il tutto esaurito, il resto sarà il campo a deciderlo. <br><br> <STRONG>INTER (3-5-1-1)</STRONG>: Handanovic, Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan, Guarin, Kovacic, Cambiasso, Nagatomo; Alvarez; Palacio. All. Mazzarri.<BR><BR><STRONG>JUVENTUS (3-5-2)</STRONG>: Buffon; Bonucci, Barzagli, Chiellini; Lichsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Tevez, Quagliarella. All. Conte.<br><br>C1012317FL0435FL0435buffon 4.jpgSiNbuffon-inter-come-juve-2011-1012350.htmSiT1000007,T1000026100612201,02,03,06030651
1371012347NewsCalcio EsteroItalia, missione Brasile compiuta: 2-1 alla Rep. Ceca20130910225341italia repubblica ceca, qualificazioni mondiali, brasile 2014Tutto in salita per la squadra di Prandelli: Chiellini e Balotelli rispondono a Kozak. E adesso si fa sul serio.<STRONG>Missione compiuta:</STRONG> <STRONG>gli azzurri staccano il biglietto per il Brasile battendo in rimonta la</STRONG> <STRONG>Repubblica Ceca</STRONG> per 2-1. E dire che un'Italia in parte rimaneggiata, schierata da Prandelli con un 3-4-2-1 in cui fa la sua ricomparsa <STRONG>Pasqual</STRONG> (assente da 6 anni in nazionale), va sotto dopo appena 19 minuti a causa di un contropiede finalizzato da <STRONG>Kozak</STRONG>. Da allora la squadra di casa cresce, sostenuta dal folto pubblico torinese. Tempo cinque minuti e la traversa della porta difesa da <STRONG>Cech</STRONG> vibra per un tiro di <STRONG>Balotelli</STRONG>, un giro d'orologio dopo SuperMario spedisce alto il pallone ribattuto dall'estremo difensore ceco su un tentativo di <STRONG>Giaccherini</STRONG>. Porta stregata per l'Italia nella prima frazione di gioco: ancora Balotelli sciupa di testa, poi al 46'&nbsp;<STRONG>Candreva</STRONG> si vede negato il gol.&nbsp;<br><br> Nel secondo tempo la musica cambia e in tre minuti la situazione si ribalta. Svarione di Cech, che&nbsp;su&nbsp;corner di Candreva esce a vuoto, permettendo a&nbsp;<STRONG>Chiellini</STRONG> di insaccare indisturbato. Alla fine è Balo a chiudere i conti su rigore, dopo essere stato atterrato in area da Gebre Selassie. Nota di cronaca, in chiusura anche un cartellino rosso per la formazione di Bilek ai danni di&nbsp;<STRONG>Kolar</STRONG>, che stende&nbsp;l'attaccante rossonero e mattatore del&nbsp;match&nbsp;rimediando il secondo giallo. Il direttore di gara Eriksson fischia tre volte&nbsp;e sancisce il passaggio del turno per <STRONG>Buffon</STRONG> e compagni. Gara doppiamente speciale per il capitano: qualificazione raggiunta nel "suo" Juventus Stadium e gettone numero 136 in azzurro, che vale il record di presenze condiviso con un altro bianconero illustre, Fabio Cannavaro.<br><br>Torino, Juventus StadiumFL0435FL0435italia-rep.-ceca.jpgSiNitalia-rep-ceca-2-1-qualificazioni-mondiali-1012347.htmSi100612201,02,03030195
1381012306NewsCampionatiVidal-Tevez, Lazio affondata: 4-1 allo Juventus Stadium20130831221815juventus lazio, serie a, terza giornataBianconeri in gran forma raggiungono il Napoli. Nulla da fare per la compagine di Petkovic, in dieci per l`ultima mezz`ora.Altro che squadra indebolita: <STRONG>Conte</STRONG> sarà ben felice che le sue dichiarazioni riguardo alle cessioni di Giaccherini e Matri siano state sonoramente smentite dal verdetto del campo. Fortuna per i bianconeri che <STRONG>Vidal</STRONG> è ancora lì, insieme ad un <STRONG>Tevez</STRONG> in stupenda forma. Se si aggiunge una difesa biancoceleste disattenta e spesso troppo lenta, il risultato è un successo su tutta linea. Apre le danze il cileno dopo appena un quarto d'ora, raccogliendo uno squisito lancio di <STRONG>Pogba</STRONG>.&nbsp;L'ex Bayer&nbsp;la spinge in rete e bissa al 26', trasformando in oro un pallone di <STRONG>Bonucci</STRONG> partito da distanza siderale. I laziali accorciano due minuti dopo, quando <STRONG>Klose</STRONG> ribadisce in rete un tiro dalla distanza di <STRONG>Hernanes</STRONG>, respinto da Buffon. <br><br> Nella ripresa è ancora Bonucci a servire da centrocampo la palla del 3-1 a <STRONG>Vucinic</STRONG>, che brucia Novaretti e scavalca Marchetti con un tocco morbido. Al minuto 63 la Lazio resta in dieci a causa di un errore grossolano di <STRONG>Hernanes</STRONG>. Il brasiliano, già ammonito, intercetta di mano un cross in area bianconera. Doppio giallo e doccia anticipata. Nell'ultima mezz'ora è dominio assoluto juventino, con Tevez che prima colpisce una traversa e poi piazza&nbsp;in rete un tiro dall'angolazione perfetta. I bianconeri procedono a punteggio pieno insieme al Napoli, che nel pomeriggio ha rifilato un poker al Chievo, in attesa di conoscere l'esito degli incontri di Inter, Roma, Torino, Cagliari, Fiorentina e Verona&nbsp;in campo domani.&nbsp;Terzo gol in tre partite per Carlitos, otto reti subite dalla formazione di Petkovic contro la Juve. I bianconeri rispondono forte e chiaro alla chiamata di Benitez e pensano già alla prossima prova: ad attenderli c'è l'Inter di Mazzarri.<br><br>C1007650Juventus StadiumFL0435FL0435juventus.jpgSiNjuventus-lazio-4-1-tevez-vidal-1012306.htmSiT1000007,T1000018100612201,02,03,06030635
1391012252NewsCoppeJuve, Inter e Milan negli States per la Champions estiva20130724124059guinness international champions cup, milan, juventus, inter, amichevoliApre i battenti la Guinness International Champions Cup: grande calcio e tanti campioni. Solo il fuso orario rovina la festa agli italiani.Il calcio d'estate, si sa, è un vero albero della cuccagna per gli sponsor, ansiosi di organizzare competizioni stellari cui accostare il proprio nome. Se qualcuna di esse si può considerare più vicina di tutte&nbsp;le altre alla <STRONG>Champions League</STRONG>, questa è la <STRONG>Guinness International Champions Cup</STRONG>. Otto squadre divise in due <EM>Conference</EM>, alla maniera americana, si affronteranno nel primo turno previsto tra il 27 luglio e il 1 agosto.&nbsp;E che nomi: <STRONG>per l'Italia si cimenteranno</STRONG> <STRONG>Inter, Milan e Juventus</STRONG>, che voleranno negli Usa oltre alle inglesi&nbsp;<STRONG>Everton</STRONG> e <STRONG>Chelsea</STRONG> e alle spagnole <STRONG>Valencia</STRONG> e <STRONG>Real Madrid</STRONG>. A completare il quadro i <STRONG>L.A. Galaxy</STRONG> che fanno gli onori di casa, freschi <STRONG>del titolo Mls</STRONG>.<br><br> Si apre con un primo turno di quattro match (due per ogni Conference),&nbsp;molto simile ai quarti di finale europei. Le vincitrici di&nbsp;ognuna delle&nbsp;due gare si affrontano&nbsp;nella finale del girone, in modo&nbsp;da designare le due squadre che si giocheranno la finalissima al <STRONG>Sun Life Stadium di Miami</STRONG> il 7 agosto.&nbsp;La novità sta nel fatto che le perdenti non torneranno subito a casa, ma si sfideranno tra di loro in "finaline" per l'assegnazione del terzo, quinto e settimo posto.&nbsp;Insomma, ogni occasione è buona per riempire gli stadi e offrire divertimento ai tifosi dei 151 paesi in cui verrà trasmesso il torneo. Nota senz'altro negativa per gli italiani è lo spietato fuso orario statunitense, che fissa le partite ad orari proibitivi. Un esempio? <STRONG>Inter-Chelsea</STRONG> verrà giocata ad Indianapolis con calcio d'inizio alle ore 20, le due di notte in Italia. Discorso differente per <STRONG>Valencia-Milan</STRONG>, unica gara che si giocherà in Europa a causa dell'impegno dei rossoneri in <STRONG>Audi Cup contro il Manchester City</STRONG>. Anche allo stadio Mestalla si comincerà a giocare alle 20, orario che in questo caso coincide con quello italiano, evitando agli appassionati levatacce e differite. <br><br> <STRONG>Ecco il calendario completo della Guinness International Champions Cup: </STRONG><A href="http://internationalchampionscup.com/">http://internationalchampionscup.com/</A><br><br>FL0435FL0435internationalchampionscup_screengrab.jpgSiNjuve-milan-e-inter-negli-states-per-la-champions-estiva-1012252.htmSi100612201,02,03,06,07030323
1401012161NewsCoppeFinale Euro Under 21: Italia-Spagna probabili formazioni20130618101669Euro Under 21Finale Italia-Spagna, probabili formazioniCi risiamo! Alle 18.00, al Teddy Stadium di Gerusalemme, sarà nuovamente finale europea Italia-Spagna, questa volta&nbsp;Under 21, come se un filo rosso unisse la finale di un anno fa a quella di oggi. Sappiamo tutti come finì e sarà difficile dimenticare quella dell'anno scorso tra le Nazionali maggiori. <br><br>Quella di oggi potrebbe segnare una piccola rivincita, contro quelli che saranno i futuri campionissimi spagnoli. E le sensazioni, pur nel rispetto e nella consapevolezza della forza degli iberici, sono positive; gli azzurrini hanno coscienza dei propri mezzi ed anche físicamente appaiono piuttosto in forma. Sarà necessario forzare il pressing per non lasciare libertà di palleggio agli avversari; si sa, il tiki-taka spagnolo può fare innervosire e deconcentrare e se gli spagnoli trovano la verticalizzazione improvvisa sono guai per tutti. Occore stare all'erta per tutta la durata dell'incontro e, a mio parere, cercare di non sbagliare, sotto porta, le occasioni che, inevitabilmente, i nostri ragazzi saranno capaci di creare.<br><br>Il commissario tecnico Lopetegui schiererà la sua "Rojita" con il 4-3-3; in porta ci sarà il portierone dello United, Manuel De Gea. In difesa agirà come terzino Montoya, seguito anche da squadre italiane, in particolar modo dall'Inter. A centrocampo&nbsp;agirà trio formato da Koke-Illarramendi&nbsp;e Thiago Alcantara. In attacco con Tello e Rodrigo ci sarà il fuoriclasse del Malaga Isco, che quasi sicuramente nella prossima stagione, potrebbe approdare in Inghilterra, <br>magari con la maglia del City del suo maestro Pellegrini, che lo ha allenato a Malaga.<br><br>Devis Mangia, di contro, probabilmente punterà sul 4-4-2. In difesa ci saranno Bianchetti e Caldirola come centrali e Donati e Regini come esterni. A centrocampo come centrali agiranno l'instancabile motorino Fausto Rossi e il metronomo Marco Verratti.&nbsp;Le fasce saranno affidate&nbsp;al romanista Florenzi e a Lorenzo Insigne. La coppia d'attacco dovrebbe essere formato da Borini, autore del goal&nbsp;decisivo contro l'Olanda, e da Ciro Immobile. A meno di cambi dell'ultimo minuto andranno quindi in panchina gli altri bomber Gabbiadini, Destro e Paloschi.<br><br>Probabili formazioni<br>Italia (4-4-2): Bardi; Regini, Caldirola, Bianchetti, Donati; Florenzi, Rossi, Verratti; Insigne; Borini, Immobile. All.: Devis Mangia<br><br>Spagna (4-3-3): De Gea; Martinez, Montoya, Bartra, Moreno; Koke, Illarramendi; Alcantara, Isco, Tello; Rodrigo. All.: Julen Lopetegui<br><br>Arbitro: Matej Jug (Slovenia)<br><br><br>IsraeleFL0411FL0411Devis+Mangia+Udinese+Calcio+v+Citta+di+Palermo+zQ-5HfbFUBWl.jpgSiNfinale-europeo-under-21-italia-spagna-probabili-formazioni-1012161.htmSi100427901,02,03,04010416
1411012152NewsCoppeEuro Under 21, le semifinali20130615100884Euro Under 21Semifinali: Spagna-Norvegia e Italia-OlandaTutti gli highlights su: <a href="http://livehighlights24.com/category/euro-under-21/">http://livehighlights24.com/category/euro-under-21/</a><br><br><br>L'europeo Under 21 entra nel vivo ed è giunto il momento di disputare le semifinali. <br>Alle 17:30 al Netanya Stadium si giocherà la prima semifinale del torneo, quella tra i campioni in carica della Spagna e l'outsider Norvegia.<br>Il cammino degli iberici mi ricorda tanto quello della Nazionale Maggiore campione del Mondo e d'Europa. Un avvio apparentemente stentato, con vittorie di misura e prestazioni non all'altezza della fama che gli spagnoli si portano dietro. E poi.... e poi arrivano le partite che contano, <br>quelle in cui bisogna essere al 100%, quelle oltre le quali c'è la gloria e la leggenda.&nbsp; A mio modesto parere è da leggere in questi termini il rotondo 3-0 rifilato all'Olanda. La Spagna doveva vincere per arrivare prima e lo ha fatto in maniera convincente.<br><br>Naturalmente la Rojita vuole ripetersi e centrare la finale; per questo scenderà in campo con la formazione migliore. Mister Lopetegui ha ancora un paio di dubbi, in particolare a centrocampo dove Koke sembra favorito su Camacho, mentre sulla trequarti Muniain dovrebbe essere titolare facendo fuori, almeno inizialmente, Tello. La punta centrale sarà il bomber del torneo, Alvaro Morata, che ha definitivamente vinto il duello interno&nbsp;con Rodrigo. <br><br>La Norvegia, senza paura, dovrebbe mantenere il consueto 4-3-3. Il tecnico Skullerud dovrebbe impiegare Elabdellaoui sulla corsia destra difensiva ed Hedenstad su quella opposta, mentre al centro dovrebbero trovare spazio Strandberg ed uno tra Rogne e Berge. <br>Il terzetto di centrocampo presumibilmente sarà composto da Singh, Henriksen e Berisha, mentre in avanti King sarà affiancato da Nielsen e Berget.<br><br>Probabili formazioni<br><br>Spagna (4-2-3-1): De Gea; Montoya, Bartra, Martínez, Moreno; Illarramendi, Koke; Isco, Thiago, Muniain; Morata. All.: Julen Lopetegui.<br><br>Norvegia (4-3-3): Nyland; Elabdellaoui, Berge, Strandberg, Hedenstad; Singh, Henriksen, Berisha; Nielsen, King, Berget. All.: Tor Ole Skullerud.<br><br><br>Alle ore 20.30 allo stadio Ha Moshava di Petah Tikva toccherà agli azzurrini. Di fronte troveranno i fortissimi "piccoli" Orange che, nonostante la sconfitta contro la Spagna nell’ultima partita del Girone B, hanno dimostrato personalità e talento. L'Italia, però, non ha nulla da temere e fin qui ha dimostrato tutta la sua forza sul campo contro le tre avversarie affrontate. <br>Il commissario tecnico dell'Italia, Devis Mangia, farà rientrare nell'11 iniziale le prime linee dopo averle fatte rifiatare nel match contro la Norvegia.<br>Pertanto la coppia centrale difensiva sarà costituita da Caldirola e Bianchetti con Donati e Regini (favorito su Biraghi) sulle corsie esterne. Florenzi e Insigne&nbsp;agiranno sulle&nbsp;le fasce di centrocampo con Verratti coadiuvato da Rossi in cabina di regia. <br>Il reparto offensivo poggerà sulle spalle di Immobile e Borini, quest'ultimo favorito rispetto agli altri compagni di ruolo. Destro e Gabbiadini dovrebbero iniziare dalla panchina, <br>pronti per ogni evenienza.<br><br>L'Olanda non sarà quella vista contro la Spagna. Mister Cor Pot qualche giorno fa non ha schierato la formazione titolare, quindi non c'è da illudersi, non sarà una squadra dimessa e ci sarà da sudare, lottare e soffrire.&nbsp; <br><br>Probabili formazioni<br><br>Italia, (4-3-3): Bardi, Donati, Bianchetti, Caldirola, Regini, Verratti, Florenzi, Saponara, Immobile, Gabbiadini, Sansone. All. Mangia<br><br>Olanda, (4-3-3): Zoet; Blind, Nuytinck, Van Aanholt, Leerdam; Fer, Clasie, Strootman; Maher, De Jong, Wijnaldum. All. Cor Pot<br><br>&nbsp;<br><br>IsraeleFL0411FL0411Devis+Mangia+Udinese+Calcio+v+Citta+di+Palermo+zQ-5HfbFUBWl.jpgSiNeuro-under-21-le-semifinali-probabili-formazioni-1012152.htmSi100427901,02,03010322
1421012132NewsCoppeUnder 21, stasera in campo il gruppo B20130609110332Euro Under 21 - Gruppo BOlanda-Russia e Germania-SpagnaIeri sera&nbsp;il Girone A ha concluso il suo secondo turno ed ha già fornito i primi verdetti dell'europeo. Italia e Norvegia, grazie alle rispettive vittorie su Israele ed Inghilterra, hanno già staccato il pass per le semifinali. Resta solo da formalizzare le posición,i con gli "azzurrini" in testa che chiaramente ambiscono alla prima posizione ormai ad un passo.<br><br>Anche dal Girone B, già stasera,&nbsp;potrebbero venir fuori due semifinaliste&nbsp;in virtù&nbsp;anche delle vittorie di Olanda e Spagna nella prima giornata.&nbsp;Infatti,&nbsp;sia Germania che Russia, in caso di sconfitta odierna&nbsp;direbbero addio ai sogni di gloria.<br><br>Alle 18.00 scenderanno in campo Olanda e Russia al Teddy Stadium di Gerusalemme.<br><br>I giovani "Orange" di mister Cor Pot, considerati alla vigilia la terza forza del girone, hanno dimostrato contro la Germania di possedere grandissime qualità fisiche, tecniche e psicologiche.&nbsp;La rocambolesca vittoria per 3-2 la dice lunga sulle capacità degli olandesi e bisogna aggiungere anche che la vittoria di misura sulla Russia da parte dei favoritissimi spagnoli ha mostrato che, in fondo, la Spagna, non è quell'armata invincibile che alla vigilia tutti gli addetti ai lavori descrivevano.<br><br>Probabili formazioni<br><br>Olanda, (4-3-3): Zoet; Blind, Nuytinck, Van Aanholt, Leerdam; Fer, Clasie, Strootman; Maher, De Jong, Wijnaldum. All.: Cor Pot<br><br>Russia, (4-4-2): Kritsyuk, Burlak, Schennikov, Chicherin, Belyayev, Kirillov, Cheryshev, Bibilov, Petrov, Yakovlev, Kanunnikov. All. Nikolai Pisarev.<br><br><br>Il big-match sarà quello delle 20:30 tra Germania e Spagna. I teutonici avranno voglia di riscattarsi dopo la bruciante sconfitta al novantesimo ad opera degli olandesi. C'è poco da fare calcoli, la Germania ha l'obbligo di vincere se vuole ancora far parte dei giochi. Tutto è possibile e la Germania ha le carte in regola per far sua la&nbsp; partita. Immagino un incontro con un pressing molto alto da parte&nbsp;degli uomini di Rainer Adrion&nbsp;e veloci&nbsp;quanto ficcanti ripartenze da parte degli spagnoli. <br><br>Probabili formazioni:<br><br>Germania: Leno; Sorg, Ginter, Thesker, Jantschke; Rode, Rudy, Herrmann, Holtby, Mlapa; Lasogga.<br><br>Spagna: De Gea; Montoya, Bartra, Inigo, Martinez; Moreno, Illarramendi, Thiago Alcantara, Isco; Rodrigo, Tello, Muniain.<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>IsraeleFL0411FL0411Devis+Mangia+Udinese+Calcio+v+Citta+di+Palermo+zQ-5HfbFUBWl.jpgSiNeuro-under-21-gruppo-b-seconda-giornata-1012132.htmSi100427901,02,03010302
1431012124NewsCoppeEuro Under 21: le partite del Gruppo B20130606103660Euro Under 21 Gruppo BSpagna-Russia, Olanda-GermaniaDopo lo splendido esordio degli azzurrini, che hanno vinto e convinto contro la temibile Inghilterra, stasera tocca debuttare alle nazionali impegnate nel "girone di ferro" degli europei under 21.<br><br>Alle ore 18, presso il “Teddy Stadium” di Gerusalemme, Spagna e Russia apriranno le danze. Gli spagnoli sono i favoriti numero uno per la conquista dell’Europeo. Il commissario tecnico Milla può contare su giocatori conosciuti a livello continentale come De Gea del Manchester United, Alcantara, Tello e Montoya del Barcellona e Rodrigo del Benfica. Questi sono solo alcuni dei più famosi, ma i&nbsp;le giovani ppromesse&nbsp;sono davvero&nbsp;tante. <br><br>La Russia, di contro, cerca l’impresa.&nbsp;La squadra&nbsp;di Pisarev, anche se affronta la squadra sulla carta più forte,&nbsp;è consapevole delle&nbsp; proprie qualità, dimostrate nel girone di qualificazione con 5 vittorie e&nbsp;2 pareggi in 8 partite.&nbsp;I giocatori under 21 russi sono pressochè sconosciuti, eccezion fatta forse per il talento del CSKA di Mosca, Schennikov.<br><br>Probabili formazioni:<br><br>Spagna U21 (4-3-3): De Gea, Montoya, Carvajal, Martinez, Moreno, Koke, Alcantara, Canales, Tello, Rodrigo, Muniain. All. Luis Milla.<br><br>Russia U21 (4-4-2): Kritsyuk, Burlak, Schennikov, Chicherin, Belyayev, Kirillov, Cheryshev, Bibilov, Petrov, Yakovlev, Kanunnikov. All. Nikolai Pisarev.<br><br>Alle 20:30 sarà la volta del big-match tra Olanda e Germania. Due i precedenti più recenti ed una vittoria per parte. Sono due nazionali votate al gioco offensivo e, per questo, con un sistema difensivo alquanto "allegro". proprio in virtù di queste caratteristiche è possibile che sia un incontro entusiasmante, spettacolare e con molti gol. Bisognerà vedere, però, se la tensione e la paura di compiere passi falsi in una competizione così corta possa in qualche modo far cambiare questa tendenza.<br><br>È una partita da osservare attentamente perchè in teoría potrebbe essere una delle due l'avversaria che l'Italia, arrivando prima nel proprio girone e dando per scontato che la Spagna arrivi prima nel gruppo B, potrebbe trovarsi di fronte in semifinale. <br><br>Probabili formazioni<br><br><br>Olanda U21 (4-3-3): Zoet; Blind, Nuytinck, Van Aanholt, Leerdam; Fer, Clasie, Strootman, Maher; De Jong, Wijnaldum. All. Cor Pot.<br><br><br>Germania U21 (4-2-3-1): Baumann; Jantschke, Sobiech, Sorg, Rudiger; Holtby, Can, Rudy, Herrmann; Mlapa, Polter. All.: Rainer Adrion.<br><br>IsraeleFl0411FL0411Devis+Mangia+Udinese+Calcio+v+Citta+di+Palermo+zQ-5HfbFUBWl.jpgSiNeuro-under-21-la-prima-giornata-del-gruppo-b-1012124.htmSi100427901,02,03010273
1441012104NewsCampionatiQuando il calcio sostiene la speranza20130530112538calcioA volte ci sono sentimenti A volte ci sono sentimenti che si sprigionano da cose apparentemente materiali, come un semplice pallone che gira in mezzo a un campo di calcio tra 22 giocatori. Pensieri che coinvolgono ed emozionano fino a farti riflettere quanto è bello fare qualcosa di buono per le persone meno fortunate. E così, allo Juventus Stadium di Torino nel corso della Partita del Cuore 2013, nel vedere 41.000 spettatori inneggianti spensieratezza e felicità, ho pensato quanto è straordinario “gioire” a beneficio di coloro che soffrono. Sembra un controsenso, eppure nel vedere il coinvolgente entusiasmo della gente assiepata sugli spalti di questo armonioso stadio torinese, mi sono emozionato al pensiero che eravamo accorsi tutti lì per loro, per noi, per coloro i quali sono legati a quell’unica speranza di vita che si chiama “RICERCA”. Pensieri profondi che ti assalgono tra il frastuono gioioso, lo sbandierare colorato dei vessilli della Ferrari, le bellissime coreografie, le “ola” e i flash delle macchine fotografiche che immortalano con comprensibile curiosità i campioni e gli artisti del mondo dello spettacolo. Sfilano a due passi da noi con tanto di maglietta e calzoncini corti, Raul Bova, Matteo Renzi, Andrea Agnelli, Antonio Conte, Pavel Nedved, Ciro Ferrara, Paolo Montero, Claudio Sala, Alessandro Preziosi, Massimo Giletti, Fernando Alonso, l’ex granata Lentini, Luca Barbarossa e tanti altri artisti e campioni di calcio convenuti qui per una causa nobile. Equità nel risultato finale, che ha visto la squadra Nazionale cantanti pareggiare 9 a 9 contro il team “Campioni per la ricerca”. 18 i gol realizzati in 90 minuti, 1 milione e mezzo di euro raccolti per la ricerca scientifica, di cui 457 mila euro sono stati ricavati dalla vendita dei biglietti allo Juventus Stadium e un milione di Euro sono arrivati dagli sms solidali, il cui numero 45501 è possibile fare fino al prossimo 31 maggio.&nbsp; Davvero un successo di pubblico senza precedenti, una presenza di spettatori pari ad una attesa partita di Champions League. Non so dire se è stato più il cuore a richiamare tante persone arrivate da ogni dove, piuttosto che la giustificata curiosità di vedere da vicino i propri beniamini dello sport e dello spettacolo, fatto è che si è raggiunto un obiettivo di vera importanza storica. Sia Telethon che l’Istituto per la ricerca e la cura contro i tumori di Candiolo, non hanno mai raggiunto un traguardo d’incasso così alto a beneficio della ricerca scientifica. Un segno di civiltà e generosità commovente, proprio nel periodo di crisi economica che investe la stragrande maggioranza della popolazione italiana. Non importa se abbiamo tutti pochi soldi, importante è stringersi insieme all’unisono per un bene comune, e cioè a quella ricerca cui chiediamo accoratamente di fare presto. E così, a fine gara, quella Coppa alzata al cielo dai due capitani, Antonio Conte e Luca Barbarossa, ha avuto un significato diverso dal solito. Infatti, una volta tanto, sul campo di calcio non ci sono stati vincitori e neanche vinti, ma è stata premiata la solidarietà e il cuore della gente. Grazie, caro, vecchio pallone!<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711calcio.jpgSiNquando-il-calcio-sostiene-la-speranza-1012104.htmSi100451001,02,03,06030429
1451012069NewsCampionatiIl pallone dei dilettanti: tra agonismo, cultura e motivazioni sociali20130516110026calcioNel variegato mondo del pallone c’è una realtà importante della quale spesso Nel variegato mondo del pallone c’è una realtà importante della quale spesso dimentichiamo di valorizzarne i contenuti sportivi, sociali, educativi e anche agonistici. Stiamo parlando del calcio dilettantistico, un mondo che, troppe volte davvero, viene escluso dalle grandi attenzioni mediatiche per illuminare invece il più importante calcio professionistico, fatto di luccicanti lustrini e abbaglianti ribalte ma, soprattutto, di cosmici interessi economici. E, tra le tante competizioni sportive che si avvicendano in maniera ammirevole in tutta Italia con l’inizio della stagione estiva, spicca il Palio dei Quartieri di Torino, una interessante manifestazione di calcio dilettantistico giunta alla sua terza edizione. “Il Palio dei Quartieri” da scommessa a realtà. Questo è lo slogan che è stato coniato per attribuire sempre maggiore importanza ad una stracittadina che ha come motivo conduttore il calcio dilettantistico, in lungo e in largo. Dopo due anni di ottimi risultati e successo di pubblico, Il Palio dei Quartieri di Torino si presenta con alcune interessanti novità. Nell’ambito della manifestazione sportiva, infatti, oltre a presentare il Torneo dei Dilettanti e degli Esordienti 2000, da quest’anno il regolamento impone che la composizione delle squadre sia a carico delle società partecipanti. Ma c’è ancora una ulteriore e interessante novità da rimarcare: la partecipazione al Torneo, di Società dilettantistiche dell’hinterland torinese. Una iniziativa apprezzabile sotto l’aspetto delle relazioni socio-sportive che si prefigge lo scopo di coinvolgere le realtà calcistiche non solo della città di Torino ma anche della sua cintura, la quale raccoglie un bacino d’utenza numericamente rilevante. Le partite saranno giocate nei campi sportivi di Victoria Ivest, del Vianney, del Vanchiglia e del Nizza Millefonti. Presso il Parco Ruffini e lo stadio Primo Nebiolo, invece, per rendere omaggio alla città di Torino e alle sue istituzioni, si disputeranno come da consuetudine le serate inaugurali e conclusive. Un calcio che ridiventa gioco, dunque, un pallone che ha il desiderio di riscoprire quei connotati di aggregazione sociale e culturali che sembrano ormai lontani dal nostro modus vivendi e operandi quotidiano, fatto sempre più di sprezzanti odi razziali e mortificazioni che nulla hanno a che fare con la rincorsa a quel pallone inteso come il gioco più affascinante e antico del mondo. Con manifestazioni come il Torneo dilettantistico Palio Dei Quartieri, si vuole rafforzare l’urlo al ritorno del gioco puro, dei suoi antichi valori educativi, ma anche al desiderio di iniziare un percorso di civiltà dove lo sport e, in questo caso il pallone, rappresenti per i giovani calciatori anche l’impegno per la scuola e lo studio che devono andare di pari passo con i fatti e non solo con le parole. “Da grande voglio fare il calciatore”. E’ la frase ricorrente che sentiamo dire da sempre da parte dei bambini, che amano rincorrere la palla nelle palestre e nei numerosi campi di calcio di tante città del mondo. Ma quanti di loro potranno dire di aver coronato il sogno a lungo accarezzato? Pochi, davvero pochi fortunati potranno fregiarsi la coccarda del calciatore arricchito e famoso. Ma la cultura e lo studio non possono stare passivamente in panchina, in attesa di partecipare all’attività del gioco. Devono entrambi andare di pari passo, allenando il corpo pur senza dimenticare il cervello. E’ un messaggio educativo importante che, troppe volte davvero, abbiamo messo in luce come un qualcosa che si abbellisce e si fregia più dell’apparire piuttosto che dell’essere. E’ importante coltivare nell’io dei più piccoli calciatori l’importanza del gioco che si deve integrare ai risultati dello studio. Vai bene a calcio? Ok, devi andare bene anche a scuola! Non come fatto impositivo, ma più semplicemente come la necessità dell’uno come complemento dell’altro. Sport e cultura, dunque, nel messaggio promozionale della terza edizione del torneo di calcio dilettanti Palio dei Quartieri di Torino, il quale tende anche a sensibilizzare la nostra attenzione verso il sociale e gli obiettivi benefici a favore della ricerca contro il cancro e le malattie genetiche che, ancora oggi, risultano purtroppo incurabili. Facile il riferimento alla Partita del Cuore che si disputerà allo Juventus Stadium di Torino il 28 maggio e al numero 45501 che raccoglie fondi per la ricerca di Telethon e dell’Istituto Oncologico di Candiolo . Ma c’è ancora un altro messaggio sociale voluto dal presidente del Palio dei Quartieri Lucio Stella, ex calciatore, allenatore, ideatore e anima pensante della manifestazione sportiva che si avvale anche del prezioso aiuto della scrittrice Sabrina Gonzatto, responsabile marketing e pubbliche relazioni della CEPU. Si tratta di CASA AMICA EDOARDO, un’organizzazione di alloggi vuoti in Torino, atti ad ospitare i parenti dei malati di tutta l’Italia che, ricoverati negli ospedali della città piemontese, vogliono stare vicini ai propri cari. Coloro i quali sono interessati a questa ammirevole organizzazione sociale che ha la sua sede a Torino in Via Spotorno, 45, possono visitare il sito www. Arpnet.it/azas, mail: <A href="mailto:azas@arpnet.it">azas@arpnet.it</A>.&nbsp; Che bello potere scrivere di un pallone capace di coinvolgere i sentimenti più profondi dell’animo umano. Calcio = cultura, socializzazione e sensibilizzazione sociale. Questo è il pallone che ci piace, questo è il calcio educativo che ci si prefigge d’insegnare ai nostri giovani, anche grazie all’esempio di tornei quali, il Palio dei Quartieri di Torino.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711abili.jpgSiNil-pallone-dei-dilettanti-tra-agonismo-cultura-e-motivazioni-sociali-1012069.htmSi100451001,02,03,06030267
1461012036NewsCampionatiLa partita del cuore allo Juventus Stadium20130509183222partita del cuoreUna sfida per la ricercaUna sfida per la ricerca: ovvero, quando il pallone unisce tutti per una nobile causa. Si disputerà il 28 maggio prossimo la partita tra la Nazionale Cantanti e il team Campioni per la ricerca, formato da personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport, della TV e dell’informazione, il cui ricavato sarà interamente devoluto a favore di Telethon e dell’Istituto di Candiolo in provincia di Torino, polo d’eccellenza in Piemonte per la ricerca e la cura del cancro. Dal 12 al 30 maggio chiamando da rete fissa o tramite SMS il numero 45501 si possono donare contributi per la ricerca. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari TIM, Vodafone, Wind, 3, Poste Mobili e Nòverca e per ciascuna chiamata effettuata sempre al 45501 da rete fissa TeleTu e TWT. Sarà di 5 o 10 euro per le chiamate da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb. Fino al 31 maggio, inoltre, si dona anche con CartaSì, Visa e Mastercard, chiamando il numero verde CartaSì 800.38.30.08.&nbsp; Un’iniziativa davvero importante a cui, nonostante la sua riprogrammazione annuale, non ci si abitua mai alla caparbia volontà di sconfiggere e curare definitivamente il cancro, ma anche le malattie genetiche rare. Si è svolta oggi, 9 maggio 2013, la conferenza stampa di presentazione della 22esima edizione della Partita del Cuore, presso la Sala Colonne del Comune di Torino. Presenti alla conferenza stampa sono stati&nbsp; il Sindaco di Torino Piero Fassino, Niccolò Fabi in rappresentanza della Nazionale Cantanti e Emiliano Mondonico in rappresentanza della squadra Campioni per la Ricerca; donna Allegra Agnelli, presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca e la Cura del Cancro dell’Istituto di Candiolo, Francesca Pasinelli, direttore generale di Telethon e Antonio Azzalini, capo struttura di Rai 1. Special Guest Arturo Brachetti, amico prezioso della Partita del Cuore, sarà presente con un video contributo trasmesso su tutti i maxischermi per promuovere le donazioni attraverso sms. La serata di grande intrattenimento, sarà trasmessa in diretta su RAI 1 e condotta da Fabrizio Frizzi, con la presenza di moltissimi volti celebri dello spettacolo. Anche RAI Radio 1, sarà in diretta con collegamenti da bordo campo, all’interno del programma “Zona Cesarini”. Con il fischio d’inizio, previsto alle 20,30 e la telecronaca di Bruno Pizzul, si darà vita a una grande sfida per la ricerca, un evento interamente dedicato alla solidarietà. A testimonianza dello stretto rapporto di amicizia e collaborazione con la Città di Torino, la Nazionale Cantanti torna per la terza volta nel capoluogo piemontese in occasione della Partita del Cuore (la prima venne giocata nel 1992 proprio in favore dell’Istituto di Candiolo, allora in fase nascente, la seconda nel 2009 contro la selezione “Ale 10+”). Tra i giocatori spiccano i nomi di Luca Barbarossa, Niccolò Fabi, Marco Masini, Sonohra, Paolo Belli, Nicola Legrottaglie, Raoul Bova, Neri Marcorè, Enrico Ruggeri e Francesco “Kekko” Silvestre. Sul fronte opposto, a indossare la maglia del team Campioni per la Ricerca, Fernando Alonso, Felipe Massa, Antonio Conte, Gigi Buffon, Ezio Greggio, Sebastiano Somma, Luca Ubaldeschi (Vice Direttore de La Stampa) Giulio Base, Mario Orfeo (direttore TG1), Pavel Nedved, Francesco Totti e Emiliano Mondonico. Con oltre 25 mila biglietti già venduti, la Partita del Cuore del 2013 si conferma davvero un’edizione importante, che punta a battere il record di donazioni superando il ricavato di 1.360.000 Euro di Modena 2010. Non è davvero poco, soprattutto in considerazione della realtà e delle difficoltà economico – finanziarie che falcidiano il nostro Paese. I biglietti per l’incontro di martedì 28 maggio sono disponibili in prevendita presso le ricevitorie del circuito Lottomatica di tutta Italia e sul sito <a href="http://www.listicket.it">www.listicket.it</a>. Il costo è di 10 euro per la Tribuna Nord, 15 euro per quella Est e 20 per la Ovest. I bambini sotto i 6 anni non pagano (ma senza il diritto del posto riservato). Infine una nota di merito va agli sponsor che promuovono questo importante evento; CONAD – Main Sponsor Nazionale Cantanti, VENETO BANCA – Main Sponsor per Campioni per la Ricerca, GIVOVA – Sponsor Tecnico Nazionale Cantanti, VOLVO – Official Sponsor Nazionale Cantanti, BAYER (Citrosodina e Berocca Boost) partner ufficiale della Nazionale Cantanti, GRISSIN BON, POSTE ITALIANE, UNIPOL, LAVAZZA, XLO+, RAI 1, LA CITTA’ di TORINO, RAI radio1 e LA STAMPA. Davvero uno straordinario evento, una stupenda notte di spettacolo, ed una meravigliosa cassa di risonanza per quel pallone che, una volta tanto, rotola a favore della concreta speranza che “l’incurabile” di oggi, si possa tramutare in “curabile” per sempre.<br><br>Salvino Cavallaro<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br><br>C1007650FL0711FL0711marotta.jpgSiNla-partita-del-cuore-allo-juventus-stadium-1012036.htmSiT1000007100451001,02,03030414
1471011960NewsCampionatiTorino, sale la febbre per il derby20130426113343serie a, torino, juventusQuesta volta si gioca all’Olimpico di TorinoEccoci qui a respirare ancora aria di derby. Questa volta si gioca all’Olimpico di Torino, quello che prima delle Olimpiadi si chiamava Stadio Comunale. Torino e Juventus sono pronte a duellare e l’attesa per il derby torinese di ritorno sta per finire. Ancora pochi giorni e si accenderanno i cuori dei tifosi granata e bianconeri. Dietro ogni partita c’è una storia, ma la storia del derby di Torino è una cosa a parte, un qualcosa che sfugge al semplice incontro di calcio e che si riflette su una città in cui vivono due realtà sostanzialmente diverse per cultura e tradizione. Da una parte la Vecchia Signora con la sua antica aristocrazia della casata Agnelli che è simbolo di potere, dall’altra la parte più proletaria, sanguigna, passionale, romantica sponda granata che ricorda in ogni occasione e con senso di orgoglio i fasti del Grande Torino di capitan Valentino Mazzola. Sono due modi diametralmente opposti di vedere il pallone cittadino che si manifesta attraverso uno status sociale, piuttosto che un effettivo incontro di calcio dai connotati tecnici da esaminare. Il divario finanziario tra le due società è imbarazzante. Mentre la Juve vanta notevoli possibilità economiche con il suo Stadium nuovo di zecca, il moderno centro di allenamento di Vinovo, il museo di nuova apertura e i suoi scudetti che la pavoneggiano in ogni occasione, il Toro risponde più sommessamente con il suo Filadelfia indegnamente rasato al suolo e mai ricostruito, con la sua incantevole storia degli “Invincibili” fatta di vittorie strepitose, ma anche di malinconie e disgrazie che negli anni gli hanno dato la forza di controbattere comunque il potere juventino anche attraverso quel derby cittadino che resta pur sempre il significato più importante per il popolo granata. Chi non vive la storia del pallone della città di Torino, non può capire il significato profondo di vincere il derby. E, mentre ci si prepara alla stracittadina, gli animi si accalorano gli uni contro gli altri. La Juve e i suoi sostenitori, forti della loro classifica, hanno i favori del pronostico e pensano di vincere non solo per consolidare la loro posizione al vertice ma, soprattutto, per bissare il suo secondo scudetto consecutivo. Il Toro e il popolo granata aspettano da sempre con ansia questo particolare appuntamento del pallone torinese, proprio per dimostrare ai tifosi bianconeri che la curva maratona e i suoi tifosi non sono inferiori a nessuno. Ma per loro ci sono motivazioni ed emozioni i cui connotati romantici vanno al di là di ogni logica tecnica che li vede obiettivamente inferiori. Ci sono cose amabili nei sentimenti reconditi del tifoso del Toro, c’è la sfida del povero contro il ricco, c’è la differenza tra chi vince sempre e chi non è abituato a calcare certi palcoscenici calcistici importanti, c’è la voglia passionale di buttare in campo il cuore oltre l’ostacolo, senza risparmiare energie di sorta. Poi, quello che verrà, verrà, e sarà tutto premiante per gli undici granata che affronteranno “l’odiata” Juve se, comunque vada il risultato finale, sapranno fare il loro dovere ed uscire dal campo con la maglia intrisa di sudore. Questo è il sentimento romantico cui è legato il popolo granata nei confronti dei suoi giocatori, della sua squadra, della sua storia, della sua bandiera che sventola orgogliosa e si lega sempre al cuore. Ma gli aristocratici cugini bianconeri non ci stanno, loro vogliono vincere in maniera più cinica, concreta, senza fronzoli alcuni per potere dire al mondo che la Torino del pallone è bianconera e non granata. Ma questo, si sa, è un argomento scottante che i granata non accettano perché ritengono che sia statisticamente provato che i tifosi del Toro a Torino superano numericamente quelli bianconeri, i quali però, vantano invece l’assoluto tifo in campo nazionale. Due mondi diversi dunque, due modi opposti di vedere il pallone che rotola in mezzo al campo inseguito da maglie bianconere e granata con motivazioni sociali opposte che ben si addicono alla storia dei due club cittadini. Suonano le trombe dunque tra Piazza d’Armi e Corso Agnelli, la zona di Torino in cui sorge lo Stadio Olimpico. Il derby di Torino sta per cominciare. Ci saranno i sani sfottò che faranno da corollario indispensabile alla splendida cornice data dalla cromatura di colori granata e bianconeri, i quali invaderanno gli spalti di quel meraviglioso palcoscenico che si chiama stadio dai mille vecchi ricordi granata e bianconeri, in cui aleggiano ancora gli screzi tra Sivori e Ferrini che non si può proprio dire che si amassero profondamente. E, mentre raccomandiamo alle opposte fazioni di non rovinare la festa nel tentativo di abbandonarsi a violenze gratuite che non portano da nessuna parte, ci piacerebbe vedere alla fine della gara, una stretta di mano simbolica tra rappresentanti delle due tifoserie. Ma forse chiediamo troppo, questo sicuramente non accadrà. E poi, che derby sarebbe senza il sale della sana rivalità sportiva?<BR><BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001torinojuventus.jpgSiNtorino-sale-la-febbre-per-il-derby-1011960.htmSiT1000007,T1000099100075501,02,03,06030576
1481011895NewsCampionatiJuventus-Milan, le pagelle. Top Vidal e Boateng. Flop Amelia20130421234412serie a, juventus, milanSerie A Juventus Milan PagelleVince la Juventus contro il Milan allo Juventus Stadium. Un'altra vittoria della squadra di Conte e questa volta un pezzo di scudetto i bianconeri lo portano a casa. <br><br> Finale 1-0: 56' Vidal rigore<br><br> ammoniti: Amelia, Zapata, Mexes&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi:<br><br> Juventus (3-5-1-1): Buffon 6; Barzagli 6, Bonucci 6, Chiellini 6; Lichtsteiner 5.5 (36' st Padoin s.v.), Vidal 6.5, Pirlo 6, Pogba 6.5, Asamoah 6 (45' st Peluso s.v.); Marchisio 5.5; Vucinic 6.5 (45' st Quagliarella s.v.). A disp.: Storari, Rubinho, Caceres, De Ceglie, Marrone, Giaccherini, Isla, Bendtner, Matri. All.: Conte 6<br><br> Milan (4-3-3): Abbiati 6 (14' Amelia 5); Abate 5, Zapata 5.5, Mexes 6, Constant 5.5; Montolivo 6, Ambrosini 6 (1' st Muntari 6), Boateng 6.5; Robinho 6 (26' st Bojan 5) , Pazzini 5, El Shaarawy 5. A disp.: Narduzzo, Bonera, Yepes, Zaccardo, Antonini, De Sciglio, Traoré, Nocerino, Niang. All.: Allegri 5<br><br> &nbsp;<br><br> <STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Vidal: pulito e preciso.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Marchisio: si vede poco.<br><br> <STRONG><EM>Top Milan</EM></STRONG><br><br> Boateng: tanta corsa, prova a manovrare.<br><br> <STRONG><EM>Flop Milan</EM></STRONG><br><br> Amelia: uscita disastrosa su Asamoah e assolutamente senza senso.<br><br> &nbsp;<BR><br><br>C1007650adm001adm001vidal.jpgSiNserie-a-juventus-milan-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1011895.htmSiT1000007,T1000027100075501,02,03,06,07030410
1491011847NewsCampionatiJuventus-Milan, bianconeri pronti a vendicare la gara di andata. Il diavolo cerca punti utili per la Champions League20130419223939juventus,milan,campionato,posticipoLe ultime indicazioni dell`affascinante posticipo della 33esima giornataJuventus-Milan, si sa, è una delle gare d'elite del nostro campionato. Per tradizione, palmares, campioni indimenticati e capacità di far innamorare tifosi di tutto il mondo i due club rappresentano una grossa fetta della storia calcistica del nostro Paese.&nbsp;Spesso, infatti, ci regalano sfide di altissimo livello e di grande spettacolo, talvolta valide per la vittoria finale. Quest'anno ciò non avverrà; colpa di una superiorità e di una costanza di rendimento dei bianconeri che è traducibile nei 15 punti di vantaggio sul Milan, vulnerabile all'avvio ma capace di rinascere e di raccogliere più punti di tutti nella seconda parte di campionato.<BR>Altrettanto spesso, però, la sfida è alimentata da polemiche, toni accesi e battute al veleno che hanno infiammato il dopopartita. Emblematica in questo senso è la querelle dello scorso anno provocata da un evidente goal non concesso ai rossoneri su tap-in di Muntari o quella meno esagitata in seguito ad un penalty erroneamente fischiato ai danni della Signora nella gara di andata di questa stagione. Questa vigilia, però, non sembra così sovraccaricata e piena di tensione. I protagonisti hanno infatti da subito smorzato i toni attraverso complimenti e galanterie reciproche. È quello che si evince dalle parole del capitano rossonero Ambrosini che ha riconosciuto la forza dei prossimi avversari che si esprime nei punti in classifica o quello che emerge dalle dichiarazioni di Pavel Nedved che si augurava di vedere in campo anche lo squalificato Balotelli. Ma "SuperMario" non ci sarà. La corte federale, infatti, ha ridotto solo di una giornata il provvedimento disciplinare inflitto dopo la gara contro la Fiorentina all'attaccante che quindi sarà costretto a saltare il big match dello Juventus Stadium. Allegri dovrà fare affidamento su Pazzini che sarà la punta centrale del suo 4-3-3 che dovrebbe clamorosamente non prevedere la presenza di El Shaarawy, troppo appannato nelle ultime uscite. Al suo posto probabile è l'inserimento di Robinho. <BR>È chiaro che il reparto più forte&nbsp; e prolifico della Juventus è il centrocampo; con l'esplosione del giovane Pogba rilegare uno tra Marchisio, Pirlo e Vidal&nbsp;e lo stesso 20enne in panchina è sembrato spesso uno spreco, ma Conte si è inventato il modo per farli giocare tutti insieme senza snaturare il proprio modulo. Con Marchisio alle spalle di Vucinic e Pogba promosso in mediana, il tecnico salentino sembrerebbe intenzionato a confermare il 3-5-1-1 che ha già sperimentato con successo in qualche spezzone di partita ma anche nell'ultima vittoria esterna contro la Lazio.<BR>I bianconeri tenteranno di mantenere il margine già esteso di 12 punti nei confronti del Napoli, ma certamente per il Milan la sfida è un pizzico più decisiva. Il diavolo, infatti, ha bisogno di punti per provare a raggiungere gli stessi partenopei, ma anche per tenere lontana la Fiorentina che non nasconde l'ambizione di raggiungere l'ultimo posto utile per l'Europa che conta.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nonostante ciò abbiamo pochi dubbi sull'abnegazione e sulla voglia di vincere che metteranno di pari modo nel rettangolo di gioco le due squadre. Qualunque sia il risultato dopo il triplice fischio, ciò che ci&nbsp;auguriamo è che al termine di Juventus-Milan non si parli di recriminazioni ed errori arbitrali ma solo delle gesta tecniche dei protagonisti in campo.&nbsp; <BR><BR>C1007650FL0657FL0657juventusmilan.jpgSiNjuventus-milan-serie-a-balotelli-scudetto-champions-1011847.htmSiT1000007,T1000027100664701,02,03,06,07,08030387
1501011785NewsCalciomercatoJuve: arrivano i soldi20130417093052juve samsungSamsung pronta a sborsare 120 mln per aver intestato lo stadioLa notizia, finore, è stata top secret: adesso però qualcosa trapela. Sulla Juve stanno per piovere milioni d'euro, pronti ad essere riutilizzati sul mercato: la Samsung infatti, colosso sud coreano, è pronta a investire 120 milioni per poter intestare col proprio nome lo Juventus Stadium e per poter sponsorizzare la società mettendo il loro marchio sulle maglie.<BR><BR>Tutto questo, stando ad alcune fonti, sembra esser stato messo già nero su bianco qualche giorno fa,&nbsp;ma, per vie delle quotazioni in borsa della Juve, non è stato fatto uscire fuori; soldi, tanti soldi cash, che serviranno per puntellare una squadra già forte: Ibra e Verratti sono i primi due obiettivi, trattenere Pogba e Vidal la base da cui ripartire.<BR><BR>C1007650FL0141FL0141samsung.jpgSiNjuve-arrivano-i-soldi-1011785.htmSiT1000007100205001,02,03,06030546
1511011784NewsCalcio EsteroPremier League, le big in campo per i recuperi della 29a giornata20130417084612Premier LeagueIn campo le bigImpegno infrasettimanale in Inghilterra per recuperare gli incontri della 29a giornata. Coinvolte tante big e, soprattutto, Manchester City-Wigan, che sarà un'interessante anticipazione della finale di FA Cup, in programma fra circa un mese.<BR><BR>Intanto, ieri, si è giocato il primo dei quattro incontri in programma. Davanti ai 60mila spettatori dell’Emirates Stadium, Arsenal e Everton hanno pareggiato 0-0 in un match tutt'altro che noioso. Partita intensa, con occasioni da&nbsp;rete per entrambe le squadre, ma con il&nbsp;risultato che è rimasto inchiodato. Occasione sprecata per&nbsp;i Gunners, che&nbsp;non allungano sul Chelsea; di contro, l’Everton è a soli tre punti dal quarto posto, che garantirebbe l’accesso alla prossima edizione della Champions League.<BR><BR>Proprio il Chelsea è chiamato ad affrontare l'insidiosa "trasferta" sul campo del Fulham,&nbsp;il Craven Cottage, che&nbsp;sarà lo scenario di uno dei tanti ed appassionanti derby capitolini. Il Fulham, 10° in classifica, ha raccolto un solo punto nelle ultime 2 giornate di campionato, ma vinto 3 delle ultime 4 partite casalinghe. I Blues, appena eliminati dalla FA Cup per mano dei Citizens,&nbsp;sono invece 4° in classifica, ma hanno&nbsp;incredibilmente perso le ultime 3 trasferte di campionato, oltre che le ultime 2 di Europa League. All’andata, a Stamford Bridge, finì in pareggio (0-0).<BR><BR>Ci sono anche&nbsp;i "Red Devils" in questo mercoledì di calcio inglese. Il Manchester United è ormai&nbsp;vicinissimi al titolo ed il West Ham, suo avversario di stasera,&nbsp;non sembra motivato a tal punto da opporre resistenza: Alex Ferguson schiererà la coppia Rooney-Van Persie con il primo al centro dell'attenzione del calciomercato per un suo, vociferato, passaggio al Paris Saint Germain.<BR><BR>Infine, Manchester City-Wigan che, come detto, sarà la piacevole anticipazione della prossima finalissima di FA Cup che si disputerà sul prestigioso prato di Wembley.&nbsp;La sfida di oggi, pur non avendo la stessa importanza di quella futura, potrebbe&nbsp;risultare decisiva per gli ospiti in chiave salvezza. I padroni di casa sono reduci da un’ottima settimana: lunedì scorso hanno battutto all' Old Trafford i cugini dello United nel derby e pochi giorni fa hanno eliminato il Chelsea dalla coppa. Ciononostante, con il secondo posto quasi&nbsp;in saccoccia&nbsp;e il titolo ormai perso, Roberto Mancini sembrerebbe intenzionato a mandare in campo la formazione titolare, forse per evitare cali di attenzione tipici di fine stagione. Il Wigan si trova in una situazione&nbsp;un po' paradossale: sono terz’ultimi a quota 31, a -4 dalla salvezza, e impegnati nella lotta per la permanenza che&nbsp;coinvolge 6 squadre racchiuse in appena 5 punti.<BR>Avendo conquistato l’accesso&nbsp;alla finale&nbsp;di FA Cup, il Wigan si è&nbsp;clamorosamente qualificato alla prossima Europa League, dove andrà a far compagnia allo Swansea, club vincitore della Capital One Cup. Tuttavia, per gli ospiti potrebbe verificarsi uno scenario grottesco per il prossimo campionato: giocare in Europa da club militante in Championship, situazione già capitata al Birmingham nel 2011-12, in quanto vincitore della Coppa di Lega l’anno precedente.<BR><BR>Tutti i gol su: <A href="http://livehighlights24.com/category/premier-league/">http://livehighlights24.com/category/premier-league/</A><BR><BR>Giocata Ieri<BR><BR><STRONG>Arsenal-Everton 0-0</STRONG><BR><BR>Giocano Oggi<BR><BR>West Ham-Manchester United<BR><BR>Manchester City-Wigan<BR><BR>Fulham-Chelsea<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>InghilterraFL0411FL0411rooney.jpgSiNpremier-league-big-in-campo-per-recupero-giornata-29-1011784.htmSi100427901,02,03010258
1521011734NewsCampionatiSerie A, c`era una volta il campionato più bello del mondo20130414181557serie aC’era una volta il campionato più bello del mondo C’era una volta il campionato più bello del mondo: quello italiano. Dopo l’eliminazione di Juventus e Lazio, uniche squadre italiane rimaste a concorrere a livello europeo, si traccia il bilancio amaro di un calcio che al cospetto delle grandi potenze del pallone europeo risulta declassato a causa di una ormai perniciosa crisi economica nazionale, capace di penalizzare anche quel settore che fino a pochi anni fa sembrava essere indenne da ogni scossone economico. Sembrava un mondo a parte e, se ancora oggi per certi aspetti lo è, non è più in grado di stare al passo con gli investimenti delle grandi società europee. E così, dai e dai, come spesso succede quando si “munge” troppo, ecco che scarseggiano i fondi anche a causa delle tasse che colpiscono tutti e tutto. In un altro articolo ci siamo allineati alla tesi di Antonio Conte che, dopo l’amara sconfitta della Juventus contro il Bayern Monaco, ha dichiarato che a causa di problemi economici, ci vorranno ancora quattro o cinque anni prima che una squadra italiana possa vincere una coppa in Europa e ritornare ai fasti di un tempo. Pensiamo che l’allenatore della Juventus abbia messo il dito sulla “piaga” del pallone italiano di oggi a livello di società. Tuttavia, riteniamo importante fare una riflessione che ci sembra utile per sviscerare un tema davvero importante. C’è una logica economica e gestionale che è da sempre valida per tutti. Si tratti di Pubbliche Amministrazioni, di Aziende e anche della semplice gestione delle normali famiglie. Quando c’è maggiore liquidità e quindi maggiori introiti, si tende giustamente a investire nella consapevolezza che, se si sbaglia, ci si può rifare reinvestendo nuova liquidità. Quando invece scarseggiano fondi e denaro disponibile, è necessario non sbagliare (o sbagliare meno possibile) per non dilapidare il proprio portafoglio. Naturalmente, lungi da noi il pensiero di dare lezioni di economia che non ci compete nel modo più assoluto ma, in una chiara e semplice sintesi, vogliamo evidenziare certi sperperi che il calcio italiano ha fatto in questi ultimi anni. E, riferendoci particolarmente alla Juventus che da due anni rappresenta il meglio del calcio italiano, vogliamo porre l’accento su un fatto importante. Pur non disconoscendo le attuali difficoltà economiche in cui il nostro Paese è piombato da qualche tempo, riteniamo che negli ultimi anni la società bianconera abbia sbagliato alcuni importanti investimenti che l’hanno portata a sperperare circa 80 milioni di euro. Non sono bruscolini e non sono pochi per nessuna società al mondo. Non si possono dimenticare gli acquisti sbagliati di Felipe Melo prelevato a peso d’oro dalla Fiorentina, dell’uruguaiano Andres Martinez acquistato dal Catania a fior di milioni di euro, del serbo Milos Krasic considerato un sicuro campione, Mauricio Isla e in parte Kwadwo Asamoah (che stenta a mantenere certe promesse iniziali), Sebastian Giovinco, prima ceduto al Parma e poi riacquistato per 15 milioni di euro. E, più vicino ai nostri giorni, ancora il danese Nicklas Bendtner e il francese Nicolas Anelka che percepisce uno stipendio di 1 milione e 200 mila euro. Tutto questo, che senso ha? Certo, questi errori non possono essere imputati soltanto alla nuova gestione dirigenziale formata da Andrea Agnelli e Beppe Marotta ma, in gran parte, è giusto addebitarli a coloro i quali dopo lo sconquasso di calciopoli hanno operato per la Juventus d’allora: vero signor Jean-Claude Blanc? Questo, fermo restando la duttilità e l’indiscutibile lungimiranza della Juventus che è stata capace d’investire a beneficio della struttura dei campi di Vinovo, dello Juventus Stadium, dell’Area 12 e nell’acquisto dei terreni della Continassa, (l’area edificabile che si trova accanto allo Juventus Stadium, dove tra qualche anno sorgerà il campo d’allenamento della Prima Squadra e la Sede bianconera).&nbsp; Quindi, in buona sostanza, riteniamo che la Juventus debba certamente fare riferimento a un calcio italiano che risente della crisi economica che investe il nostro Paese ma, al contempo,&nbsp; riteniamo che non si possono disconoscere alcuni errori di valutazione nell’investire su giocatori che dopo averli strapagati non hanno più avuto nessuna richiesta di mercato. In fondo, sbagliare nell’investire può anche starci, ma perseverare com’è successo in passato in casa bianconera, rischiando di far piangere le proprie casse aziendali, non è consentito. In questo, Bayern Monaco, Real Madrid e Barcellona ci sono superiori. E, almeno per il momento, si vede!<br><br>Salvino Cavallaro <br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>FL0711FL0711galliani.jpgSiNserie-ac-era-una-volta-il-campionato-piu-bello-del-mondo-1011734.htmSi100451001,02,03030278
1531011689NewsCampionatiJuventus, consapevolezza della forza dell`avversario20130411204822juventusS’infrange contro il muro tedesco il sogno europeo a lungo cullato e inseguito dalla JuventusS’infrange contro il muro tedesco il sogno europeo a lungo cullato e inseguito dalla Juventus. Torino e l’Italia calcistica bianconera ringraziano comunque la propria squadra, uscita tra gli applausi dallo Juventus Stadium che, per una notte, è stato teatro di calcio ad alto livello. Ma, in verità, gli applausi dei tifosi sono sembrati intrisi d’amarezza per quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Troppo forte questo Bayern Monaco che con sicurezza e cinica lucidità ha inflitto alla squadra bianconera un secco 0 a 2 che parla da solo. La Juve dovrà aspettare ancora qualche anno per riconquistare la Coppa dalle grandi orecchie, perché così com’è strutturata adesso non è sufficiente per reggere il confronto con le grandi realtà calcistiche europee. “Il divario tra le grandi società calcistiche d’Europa e l’Italia, è ancora troppo netto dal punto di vista dei valori economici e degli investimenti. Penso che le squadre italiane dovranno attendere ancora qualche anno prima di poter rivincere la Champions League”. Così si è espresso Antonio Conte subito dopo la partita. E, in effetti, il tecnico bianconero ha fatto una lucida disamina del gap esistente tra alcune delle più importanti società europee e le migliori realtà calcistiche italiane. Bisogna lavorare molto, non solo sotto l’aspetto tecnico-organizzativo ma, soprattutto, sul fronte del patrimonio economico e dei relativi investimenti delle società stesse. E’ evidente che l’Inter di Moratti, il Milan di Berlusconi, la Juve di Agnelli, non rappresentano più come un tempo la forza economica e finanziaria del pallone italiano, tanto è vero che anche loro trovano grandi difficoltà ad allinearsi ai grandi club europei. Per crescere in modo esponenziale, sarebbe opportuno seguire il modello tedesco del Bayern, una società strutturata in una maniera tale da vincere in bundesliga con sei giornate d’anticipo e di essere costantemente tra le primissime forze europee. Certo, questo discorso ci potrebbe portare molto lontano e comunque a disquisire su temi di carattere politico-sociale ed economico-finanziario che da anni investono l’Italia e tantissime aziende di vario settore che danno segni di allarmante agonia. Ma, l’azienda italiana del pallone, pur nella sua tenuta economica tutto sommato ancora stabile rispetto ad altri settori in decadenza e, nonostante l’apporto del merchandising, dei diritti televisivi e degli sponsor, risulta ancora&nbsp; troppo fragile rispetto al confronto con alcune potenze europee. Una crisi che rispecchia fedelmente ciò che è l’attuale sistema economico del nostro Paese. Tuttavia, ritornando a temi più tecnici relativi alla partita Juventus - Bayern, possiamo dire che nel primo tempo i bianconeri hanno tenuto a bada i bavaresi i quali, ben messi in campo e attenti a chiudere tutti gli spazi, si sono limitati a un pressing alto e asfissiante, in grado di non fare ragionare la squadra di Conte, risultata evanescente nel tentativo di impensierire il portiere Neuer. Nel secondo tempo i tedeschi salgono in cattedra, ed il palo colpito da Robben è stato premonitore di ciò che sarebbe accaduto da lì a poco, quando il Bayern su ennesima azione di ripartenza andava in gol con Mandzukic. Una doccia fredda per la Juve che, fino a quel punto, sperava ancora in qualcosa di possibile-impossibile privo di ogni fondamento logico. Poi, il raddoppio finale di Pizzarro entrato in campo in sostituzione di Mandzukic, ha chiuso definitivamente ogni residua speranza. Finisce così l’attesissimo match fra la Juventus e il Bayern, una partita che fin dalla vigilia aveva più il sapore dell’emozione e della speranza, piuttosto che la reale consapevolezza di poter continuare il cammino in Champions tra le migliori quattro squadre d’Europa. Noi riteniamo che allo stato attuale delle cose, per questa Juventus è già stato un traguardo importante l’aver raggiunto l’obiettivo di appartenere al novero delle migliori otto squadre d’Europa. Poi si può fare ogni tipo di discorso, anche quello legato all’eterno qualunquismo calcistico ancorato a quel si dice che “Il pallone è rotondo e, come tale, tutto è possibile”. Un’affermazione che è troppo speso l’enfasi della banalità più pura. Ma questo, francamente, non può trovare fondamento nell’analisi concreta tra le differenze tecniche reali emerse tra squadre che sono lo specchio delle società di appartenenza, della loro forza economica e organizzativa.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711marotta.jpgSiNjuventus-consapevolezza-della-forza-dell-avversario-1011689.htmSiT1000007100451001,02,03,06,07030327
1541011650NewsCampionatiJuventus, si respira una strana aria: voglia matta di riscatto20130410120330juventusDall`inviato de IlCalcio24.com per Juventus-Bayern MonacoSi respira un’aria strana a Torino, un qualcosa di diverso dal solito. Per le strade, nei negozi, tra le storiche piazze del centro cittadino si avverte l’attesa spasmodica di una partita di calcio che non è come altre, non può esserlo. Juventus e Bayern domani sera si contenderanno l’ingresso in semifinale di Champions League nel catino stracolmo dello Juventus Stadium. Sarà sicuramente una bolgia, una festa di colori bianconeri, almeno all’inizio della gara, poi cinicamente la testa dei giocatori avrà solo un obiettivo: passare il turno di qualificazione. E noi, oggi pomeriggio, valigetta e taccuino alla mano, ci siamo recati allo Juventus Stadium per assistere all’allenamento del Bayern e alla conferenza stampa della Juve. Varcata la soglia dei regolari controlli e prima d’immetterci nel cuore profondo del magnifico stadio torinese, alziamo per un attimo lo sguardo al cielo e notiamo una particolare oscurità data dalle molteplici nubi nere. Intanto arriviamo a bordo campo e vediamo che agli ordini di mister Jupp&nbsp; Heynckes, scorrono davanti a noi Frank Ribery, Arien Robben, Bastian Schweinsteiger, Mario Gomez, Thomas Muller, Manuel Neur e così via. Attorno a noi un nugolo di giornalisti e cineoperatori tedeschi che, garbatamente consci di non conoscere la nostra lingua, fanno capire la loro disponibilità nel tentativo di intrattenere una relazione tra colleghi. Ma l’approccio a scambiarci informazioni reciproche risulta vano, in quanto&nbsp; cercano di venirci incontro attraverso un inglese scolastico. <br><br> Quello che abbiamo percepito è che il Bayern che è arrivato a Torino intorno a mezzogiorno, ha molto rispetto della Juve, di Conte e di Buffon. Già di Gigi Buffon. Attorno a questo nome aleggia ancora la polemica accesa gratuitamente da Franz Beckembauer, ma i tedeschi sembrano dissociarsi da quella infelice dichiarazione. Intanto lasciamo il campo per recarci alla conferenza stampa di Conte e Chiellini. La sala è gremita di giornalisti della carta stampata e televisioni di tutto il mondo. L’attesa è breve perché lo staff dell’ufficio stampa della Juve con Conte e Chiellini al seguito, sono in perfetto orario.<br><br> Conte e Chiellini, come riporta l'inviato de IlCalcio24.com, sembrano tranquilli, almeno si sforzano di esserlo, attenti come sono a mantenere un aplomb capace di garantire la giusta immagine davanti al mondo. Ma dentro di loro fermenta qualcosa che si chiama ansia di arrivare a domani sera. Una sorta di recondito ma legittimo tentativo di voler dimostrare che quella Juve di Monaco non era la vera Juve, non poteva esserlo. “L’umore è quello giusto” dice Antonio Conte “ed è accompagnato dal fatto che abbiamo vinto in Campionato. <br><br> E di rimando Chiellini: “Da parte nostra c’è gioia e la voglia di giocare un’altra partita rispetto a quella d’andata. Abbiamo davvero grande entusiasmo e siamo molto concentrati. Vogliamo uscire dal campo, sicuri d’aver fatto il nostro dovere”.<br><br> Ancora Conte: ”La partita d’andata ha confermato la forza di questo Bayern che, peraltro, ha già vinto anzitempo il suo campionato. Il Bayern è una squadra forte e può essere in grado di arrivare in finale come ha già fatto altre volte. Noi abbiamo cominciato il nostro percorso soltanto due anni fa e dobbiamo ancora lavorare molto per arrivare ad altissimi livelli. Stiamo costruendo pazientemente un bellissimo giocattolo e siamo soltanto a un terzo dell’opera. Questo è il gap tra noi e il Bayern. Ma sono anche convinto che la differenza tra noi e loro non è poi così abissale come la partita d’andata può aver evidenziato”.<br><br> Intanto chiediamo se Buffon avrà una reazione. Chiellini: “Gigi, da sempre, è uno che sa dare le giuste risposte in campo. E poi non sembra che se la sia presa più di tanto per le dichiarazioni di Beckembauer”.<br><br> Conte: “Sono molto sereno e tranquillo e sono sicuro che tutti i miei giocatori avranno la giusta reazione. Tutti, non solo Buffon”.<BR>Ancora Conte è molto loquace: “ Ribadisco che ci deve essere gioia per questa partita, sia da parte nostra sia da parte dei tifosi. In fondo è bello essere qui a giocare i quarti di finale contro una grande squadra. Stiamo respirando un’aria diversa, una boccata d’ossigeno nuova, cui non eravamo più abituati da tempo”.<br><br> Chiellini:” In città si respira un’aria particolare. Noi siamo carichi e motivati al punto giusto, ma non ci sarà il pericolo di attaccare scriteriatamente ed esporsi alle loro ripartenze”.<BR>Qualcuno chiede a Conte cosa ne pensa di tutti i complimenti verso la Juventus, sperticati da Heynckes in sede di conferenza stampa. “Noi lo ringraziamo per le belle parole” dice Conte “Speriamo che domani, dopo la partita, dica le stesse cose ”.<br><br> La conferenza stampa si conclude con un ultimo discorso di Antonio Conte: “ Chiedo ancora a tutti di ricordasi com’era la Juve e contro chi giocava soltanto pochi anni fa. Detto questo, posso assicurare che faremo una partita diversa rispetto all’andata e che l’abbiamo studiata in maniera dettagliata. Vogliamo fare la partita da Juve, sapendo d’incontrare il Bayern più forte di tutti i tempi”. <BR>Poi, ancora un collega chiede se quella di domani sera potrà essere la partita di Quagliarella. Conte non si scompone e dice chiaramente che sarà la serata di tutti i giocatori della Juventus e non di un singolo calciatore.<br><br> La conferenza si conclude e noi riprendiamo la via del ritorno per chiudere il pezzo da inviare in redazione. Come avevamo fatto all’entrata dello Juventus Stadium, chissà perché anche stavolta alziamo lo sguardo al cielo e ci accorgiamo che ora è azzurro, sgombro di nubi, mentre un raggio di sole fa capolino alla sera che sta per arrivare. Sarà la luce d’un destino premonitore di ciò che sarà l’esito della gara di domani sera? Chissà!&nbsp; <br><br> Salvino Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711c-33509839.jpgSiNjuventus-si-respira-una-strana-aria-c-e-voglia-di-riscatto-1011650.htmSiT1000007100451001,02,03,06030428
1551011631NewsCampionatiL`ex portiere Alberto Fontana analizza per noi l`evoluzione dei palloni: «Buffon ne sa qualcosa»20130409155999alberto fontana«Quanto è importante nel calcio moderno l`uso dei palloni continuamente rielaborati e quanto penalizzano i portieri?« Da una ricerca-inchiesta sul tema specifico con la consulenza tecnica dell`ex portiere Alberto Fontana.