DELUDENTE INTER, MA QUAL È IL TUO VERO MALE?


Forse la società nerazzurra sta pensando di sostituire Pioli. Ma non è questa la soluzione!
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Milano Stadio Meazza, 01/05/2017 -


Non è il gol di Callejon e non è neppure l’errore di Nagatomo che ha regalato il vantaggio al Napoli. Il problema deve essere rivisto attentamente a fondo e non fa capo a questo o quell’allenatore, a questo o quel calciatore dell’Inter, ma alla società e al suo staff manageriale. Nel calcio non s’è mai vista una grande squadra senza avere alle spalle una grande società; e l’Inter non ce l’ha! E’ vero che i nuovi acquirenti cinesi hanno bisogno di tempo per capire bene le situazioni italiche di un pallone così lontano dalla loro cultura, ma certe figure all’interno della società nerazzurra cosa ci stanno a fare? Partendo dal vicepresidente (carica più onorifica che di peso effettivo) Javier Zanetti, abbiamo un consiglio di amministrazione composto da vari nomi cinesi, Erick Thohir, Handy Soetedjo e Nicola Volpi, più il collegio sindacale che comprende Luca Nicodemi, Giacomo Perrone e Alessandro Padula. Poi, a completamento di altre cariche sociali che non abbiamo citato, ma basta visionare l’organigramma dell’Inter per averne conoscenza, c’è il Direttore Sportivo Piero Ausilio. Evidentemente qualcosa non va proprio all’interno di quella che è la testa della società, perché non si capisce come una squadra con allenatori più volte avvicendati nell’arco degli anni seguenti la conquista del triplete non abbia saputo restare a livello delle grandi squadre italiane, scivolando negli abissi di una mediocrità che stride al cospetto della gloriosa storia nerazzurra. Nel dopo Mourinho tanti allenatori si sono avvicendati sulla panchina dell’Inter, mentre la società in tutte le sue scelte ha fatto emergere più confusione che altro. Benitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri, Stramaccioni, Mazzarri, Mancini, De Boer, Pioli, e cioè la sostanza della lavorazione di un cantiere che continua ad essere aperto, che insiste e che non finisce mai perché si ricomincia sempre d’accapo. E’ il segnale emblematico di una società che stenta ad avere le idee chiare impartite dai suoi vertici. Nel frattempo, tanti giocatori hanno vestito la maglia dell’Inter continuando ad accrescere quella confusione di cui parlavamo pocanzi, aumentando lo sperpero di denaro scialacquato prima da Massimo Moratti (quasi alla conclusione della sua presidenza) poi da Erick Thohir e adesso dai rappresentanti Suning. Dunque, mettere ordine cominciando dall’alto, dai suoi vertici più intoccabili, resta secondo noi la strada da seguire nel processo di riorganizzazione di questa Inter incapace di vedere la luce e di ritornare ai fasti che le competono per la sua lunga storia. Quando hai cambiato così tanti allenatori, acquistato e rivenduto fior di giocatori che hanno creato minusvalenze societarie e incapacità di costruire un progetto nell’immediato futuro, ebbene, la società è l’unica vera responsabile.

Salvino Cavallaro        

Salvino Cavallaro