TORINO, CON CERCI E OGBONNA SALVEZZA ANCORA PIÙ VICINA


Il Torino vince 2 a 1 il confronto di campionato contro l’Atalanta. Abbiamo ammirato finalmente un Toro capace di giocare a calcio
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18/02/2013 -

Il Torino vince 2 a 1 il confronto di campionato contro l’Atalanta. Abbiamo ammirato finalmente un Toro capace di giocare a calcio, di divertire divertendosi e vincere. Potremmo dire che a questo punto della stagione e con 31 punti in classifica, il Torino possa finalmente respirare e guardare con più distacco il temuto pericolo di essere invischiato per la retrocessione. All’inizio della gara parziale supremazia della squadra granata con Cerci (risultato l’autentica spina nel fianco nella difesa atalantina) e Barreto, apparsi subito molto vivaci e capaci di entrare immediatamente in partita. L’Atalanta di Colantuono risponde in contropiede, ma non riesce a rendersi particolarmente pericolosa. Al 14’ Torino vicino al gol con Barreto che, solo davanti a Consigli, sciupa maldestramente una facile occasione per andare in vantaggio. Il Toro è pimpante, volitivo, capace di imprimere il proprio gioco che a tratti è piacevole e armonioso, attacca con vigore ma è evanescente nelle conclusioni. L’Atalanta invece, sembra attenta, guardinga e ben disposta in campo. Al 19’ Cerci si libera di Del Grosso e lascia partire un tiro velenoso che Consigli smanaccia sopra la traversa. Passano i minuti e il Toro è costantemente all’attacco. Al 27’ Bianchi tenta il tiro ma Consigli si oppone. Al 30’ l’Atalanta si affaccia in area di rigore del Toro ma Moralez, imbeccato da Denis, si lascia anticipare prima del tiro da Glik. Al 32’ calcio di punizione dal limite dell’area per il Toro; batte Cerci ma la palla tocca la barriera e finisce in calcio d’angolo. Al 39’ ancora Cerci impegna Consigli che, per l’ennesima volta, si rifugia in calcio d’angolo. Al 41’ Toro in vantaggio con Cerci che, involatosi sulla destra in maniera strepitosa, piazza di sinistro un tiro che s’infila nell’angolo destro della porta difesa da Consigli. Intanto, mentre si evidenzia un finale di primo tempo in crescendo da parte del Toro, il Signor Bergonzi decreta la fine e manda tutti al riposo. A inizio ripresa l’Atalanta sostituisce Radovanovic con Lavaja. Al 47’ Cerci (ancora lui) crea scompiglio nella difesa avversaria, passa a Bianchi, ma il suo tiro è parato da Consigli. Al 58’ punizione per l’Atalanta da circa 20 metri dalla porta difesa da Gillet; il pallone calciato da Denis s’infrange sulla barriera granata creando così un nulla di fatto. Al 59’ il Toro sostituisce Stevanovic con Birsa. L’Atalanta tenta di pareggiare il momentaneo vantaggio dei granata, ma i suoi attacchi appaiono sterili e portati con scarsa convinzione. Troppo fragili sembrano gli avanti atalantini costituiti da Denis, Moralez e il giovane Livaja entrato da lì a poco. Al 71’ il Toro coglie la traversa con Barreto e al 73’ l’arbitro Bergonzi assegna un calcio di rigore a favore dell’Atalanta per atterramento di Livaja da parte del portiere Gillet. Batte dal dischetto Denis e realizza il momentaneo pareggio per i nerazzurri atalantini. All’81’ l’Atalanta sostituisce Moralez con Giorgi e il Toro cambia Bianchi (sufficiente la sua prestazione) con Meggiorini e, contemporaneamente, Barreto con Jonathas. Intanto il Toro attacca, vuole far sua l’intera posta in palio e all’87’ raggiunge la meritata vittoria finale con Birsa, che insacca di destro una palla filtrata in area di rigore su cross  calciato da Darmian. Il Toro vince meritatamente una partita importante che evidenzia l’ottimo assetto tattico voluto da mister Ventura, l’armonia di gioco espresso dalla squadra e l’ottima forma di Cerci, un giocatore che, in queste perfette condizioni psicofisiche, non può certamente essere ignorato dal C.T. Prandelli. Per l’Atalanta di Colantuono non ci sono apprezzamenti da fare. La squadra orobica, infatti, ha perso lo smalto di squadra scorbutica e difficile da affrontare e, soprattutto ha dato l’impressione di patire oltremisura la partenza di Schelotto e le assenze per squalifica di Biondini e Bonaventura.

Salvino Cavallaro


Salvino Cavallaro