ECCO PERCHÉ LJAJIC HA SBAGLIATO A NON ACCETTARE IL TORO.


Strana scelta quella di Adem Ljajic, che rifiuta il trasferimento al Torino e anche al
Celtic Vigo. Intanto, al momento non c’è nessuna squadra che lo vuole e, come se non bastasse, la Roma non l’ha
neanche convocato per il ritiro di Pinzolo. Un segnale emblematico di non
interesse a trattenere il serbo in casa giallorossa. E così si trova senza
contratto, dopo che il Toro avrebbe dato 7-8 milioni di euro per garantirsi il
suo cartellino, mentre erano pronti 2 milioni annui per il suo contratto.
Strano tipo questo serbo dalla buona tecnica calcistica, ma non sorretto da un
carattere facile da gestire. E poi, il Torino sarebbe stato in grado di fornirgli
il nuovo progetto che non è da sottovalutare, visto che agli ordini di Sinisa Mihajlovic si sta preparando un
Toro competitivo in Italia, con l’obiettivo di salire sul treno diretto in
Europa. Strana davvero questa sua scelta di volere insistere a non lasciare la
Roma, quando ormai l’organico è già stato deciso da Spalletti. Se non è stato voluto ci sarà pure un motivo, sia esso
di ordine tecnico – tattico o comportamentale. Questo non lo sappiamo. Ciò che
invece conosciamo di Ljajic è questa sua ottima tecnica che molte volte non si
accompagna con l’ordine tattico. Ed è per questo che diventa una sorta di
problema per ogni allenatore che decide una strategia di squadra, mentre lui,
preso probabilmente dagli eventi della gara, non è costante sotto l’aspetto
degli ordini tattici impartitigli fin dall’inizio. E’ stato così con Rossi alla
Fiorentina, con Garcia alla Roma, con Mancini all’Inter. Siamo dunque convinti
che Ljajic abbia sbagliato a dire no al Toro, perché in casa granata avrebbe
trovato un allenatore che non solo l’avrebbe voluto, ma aveva già in mente come
gestirlo tatticamente in un Toro che con lui avrebbe sicuramente alzato l’asticella
della qualità. E poi, ci pare che Cairo e Petrachi l’abbiano invogliato anche
sotto il profilo di un contratto davvero interessante. Chissà, magari vuole
ancora prendere tempo, anche se in Serbia, come da noi, si dice che chi ha
tempo non aspetti tempo. Detto questo, passiamo ad altro. Il mercato del
Torino, ad oggi, continua a restare in attesa di risposte, comprese quelle
riguardanti Iago Falque e Giaccherini. Per il romanista sembrava
cosa fatta, ma anche per lui sono avvenuti evidentemente dei ripensamenti che
non crediamo siano legati al fattore economico. Per Giaccherini, invece, sembra che si sia intromesso il Napoli. Il suo
procuratore, Furio Valcareggi, smentisce in modo categorico l’indiscrezione,
anche se le trombe di radio mercato darebbero vicino alla corte di De
Laurentiis il folletto che tanto bene ha fatto nella Nazionale di Conte. Vedremo
cosa accadrà a breve. Intanto, il no di
Ljajic ha aperto nuovi scenari nell’acquisire i giocatori chiesti da Mihajlovic.
Infatti, con i soldi avanzati dal non arrivo del serbo, si intende orientarsi
verso Kucka e Soriano, due pilastri del centrocampo che andrebbero a completare lo
scacchiere tattico che il tecnico serbo ha in mente per il nuovo Toro. E
intanto si attende l’evolversi di una situazione che, di fatto, al momento non
concretizza nessun acquisto di rilievo. Sinisa
Mihajlovic, nonostante il caldo asfissiante di questi giorni a Torino, ha
iniziato sul campo della Sisport la preparazione della squadra, nell’entusiasmo
generale. Dal 14 al 26 Luglio i granata
si trasferiranno a Bormio, dove troverà un clima decisamente più fresco per
iniziare una stagione che accarezza l’idea di un Toro nuovo, diverso, capace di
un sentire comune granata che è fatto di speranza ma anche di certezza di un’aria
in cui si respira positività. Sensazioni che si basano su entusiasmi che
nascono dalla costruzione del nuovo stadio Filadelfia e continuano con la
curiosità di vedere all’opera un tecnico sanguigno, che sembra davvero adatto
ad abbracciare la storia granata. Adesso, però, urge mettere in condizione il
tecnico serbo di potere lavorare con una base di giocatori capaci di dare
lustro al suo credo calcistico. Il presidente Cairo e Petrachi devono
lavorare molto sotto questo aspetto. Rinuncia di Ljajic a parte, adesso il Toro
deve insistere sui nomi di qualità. Costi quel che costi.
Salvino
Cavallaro