IL TORINO E L’ANONIMO MERCATO INVERNALE


Ecco il mercato del Toro:
Acquisti – Damascan dallo Sheriff Tiraspol, acquistato per 1.5 milioni di euro e
non ancora tesserato in quanto in attesa del passaporto rumeno.
Cessioni - Gustafson in prestito al Perugia, Boyè
prestito oneroso con diritto di riscatto, Sadiq ritorna a Roma.
Tutto qua, niente più e niente meno di un
mercato granata che non meraviglia più per il suo sterile apporto a una squadra
che ha cambiato il suo conduttore, con la convinzione che il parco giocatori che
compongono la rosa del Torino sia sufficiente per centrare l’ingresso in
Europa. E mentre la Primavera di Coppitelli batte la Roma e va in finale di
Coppa Italia dopo ben sedici anni, a nostro avviso la Prima Squadra granata
sembra ancora una volta non essere competitiva per la conquista di un posto per
l’Europa. Si ripete la storia di sempre che mette in evidenza l’ottima gestione
economica del presidente Cairo, che però va a discapito della qualità di una
squadra che non eccelle dal punto di vista tecnico. Sono linee aziendali che
rispettiamo e che sintetizzano una chiara scelta societaria di restare nell’ambito
di una classifica anonima e incapace di fare quel balzo di qualità che la
gloriosa storia della società granata meriterebbe. Sono i discorsi di sempre
che non smuovono mai l’entusiasmo talora supportato dalla pancia e dal cuore,
piuttosto che sempre dalla razionalità di non fare mai il passo più lungo della
gamba. E’ vero che la finestra di gennaio non offre molto a chi pensa di fare l’affare
che possa migliorare la situazione della squadra, tuttavia, per quanto riguarda
la società di Cairo, avvertiamo sempre quel senso di volere fare attenzione in
maniera quasi maniacale, a un bilancio in cui le entrate devono sempre essere
superiori alle uscite. Ma l’azienda calcio chiede talora sforzi economici che
devono essere fatti in virtù di un miglioramento del tasso tecnico della
squadra, capaci di portarti al centro dell’attenzione senza farti rifugiare
volutamente tra le retrovie che non brillano, ma che ti fanno restare a galla.
Il Torino merita una squadra ai vertici. E non basta un allenatore di buon
livello, se i calciatori sono bravi ma non abbastanza per ambire ad ottimi traguardi.
Salvino
Cavallaro