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11013763NewsEditorialeI bianconeri vincono 3 a 1 e rimangono sulla scia del Milan2021041116:55Jue,genoa,scammacca,mkennie,dybala,kuliseski,morata,champions,milanPreoccupano però le solite amnesie difensive e i cali di concentrazione <p>La Juventus regola il Genoa con un risultato abbastanza netto (3-1) e continua a inseguire l'obiettivo minimo della qualificazione in Champions. Ma non cancella alcune delle ombre che ne hanno sin qui costellato il deludente percorso. A partire dall'amnesia difensiva costata il gol con cui Scammacca le ha messo paura e da un secondo tempo ben al di sotto del primo, in cui sembrava esserci una sola squadra in campo. Quella delle prestazioni altalenanti e dei troppi chiaroscuri all'interno della stessa partita resta la costante di quest'anno dei bianconeri. Nota positiva il ritorno di Dybala, che mette sempre pi&#249; minuti sulle gambe e potr&#224; rivelarsi il valore aggiunto del finale di stagione.</p><p>Mariano Messineo</p>ivomesivomesab7182c2-2164-44c7-b673-6d287e3d6cec.jpgSISVincemanonconvincejuvecherimanesullaSciadelmilan-1013763.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101024n
21013762NewsEditorialeLotta serrata in chiave Champions2021041112:00Juve,pirlo,dybala,ronaldo,milan,atalanta,Napoli,lazio,romaLa Juve cerca punti contro il Genoa. Napoli a Marassi in casa della Samp<p><span>In questa tiepida e mite domenica d'Aprile, gli appassionati di calcio non assisteranno a big match decisivi da cui passano le intere stagioni, ma ad altre partite fondamentali per la corsa champions, che vede protagoniste la Juve, il Milan, la Lazio, l' Atalanta, il Napoli e la Roma. Tre posti per ben sei squadre, di cui la met&#224; raccolte in soli tre punti e che, nel rush finale del campionato, daranno il tutto per tutto per raggiungere l'obiettivo tanto sperato. Alla Juve (che ormai ha quasi abbandonato lo scudetto) non rimane nient'altro che il posto in Champions per risollevare le sorti di una stagione fallimentare al termine della quale sono tutti messi in discussione, dall'emergente Pirlo ai veterani come Bonucci e Chiellini. Quest'oggi, avranno davanti a s&#233; una squadra compatta e difficile da battere (il Genoa) , ma la vecchia Signora si affider&#224; alla classe del ritrovato Dybala, allo straripante Chiesa (un trascinatore a tutti gli effetti) e all'intramontabile Ronaldo, giocatore decisivo e la cui qualit&#224; non va messa mai in discussione. Inoltre, i tre punti serviranno a mettere pressione al Milan, secondo in classifica e distante di una sola lunghezza sulla compagine bianconera. Invece, il Napoli giocher&#224; contro l'altra fazione genovese : la Sampdoria. I partenopei tenteranno di riacciuffare il quarto posto, sfumato dopo la deludente sconfitta all'Allianz Stadium. Dovranno stare attenti alla Lazio, che oggi affronter&#224; il Verona, squadra capace di esprimere un ottimo gioco e dare molta continuit&#224; ai propri risultati. La Roma, con alle spalle l'importante vittoria alla Johan Cruijff Arena, giocher&#224; al Dall'Ara, campo ostico e da cui vorranno uscirne vittoriosi. Infine, la 30esima giornata si concluder&#224; con l'Atalanta che sfider&#224; la Fiorentina di Iachini. Posticipo dal pronostico incerto e con cui l'Atalanta pu&#242; continuare ad inanellare successi per guadagnarsi un posto fra le grandi d'Europa.</span></p><p><span>Matteo Messineo</span></p>ivomesivomesfoto-dybala.jpgSISChampionslottaapiusquadraapertalacorsa-1013762.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101028n
31013760NewsEditorialeInter e Juve in campo domenica. Oggi tocca al Milan2021041012:00Juve, inter,serie,a,napoli,lazio,roma,atalanta,milan,champions,scudetto,salvezzaLotta avvincente per entrare in Champions. In coda turno importante per lo Spezia<p><span>Dopo un emozionante turno di Champions ed Europa League, i calciatori di serie A torneranno in campo per la 30esima giornata. Le danze verranno aperte da un attesissimo match in chiave salvezza: Spezia - Crotone. Da una parte, la squadra di Italiano cercher&#224; di trovare la via della vittoria per allungarsi dalla zona retrocessione e superare i rivali della Fiorentina. I pitagorici, ormai sempre pi&#249; lontani dalla salvezza, vogliono onorare un campionato in cui sembra, purtroppo, sempre pi&#249; chiaro il loro destino, nonostante, da come si pu&#242; evincere dalle ultime partite, mister Cosmi</span> <span>abbia</span> <span>cercato di dare un'anima ad una squadra</span> <span>e anche trovando in</span> <span>Simy</span> <span>un gran trascinatore che merita di restare in serie A. Alle 18.00, l'arbitro Maresca dar&#224; il fischio d'inizio di Parma-Milan, match in cui gli emiliani tenteranno di vincere per staccarsi dal Crotone e prendere un po' d'ossigeno</span> <span>e quindi,</span> <span>punti molto importanti. Essi sfideranno un Milan reduce da un deludente pareggio in casa con la Sampdoria e dunque arrabbiato e desideroso di tenersi stretto il secondo posto e provare a mettere pressione ai rivali concittadini (primi in classifica). L'anticipo delle 20.45 vedr&#224; opporsi l'Udinese e</span> <span>il</span> <span>Torino</span><span>, con quest'ultimi motivati dal pareggio ottenuto nell'ostico e sentito derby della Mole. Dunque, dai granata ci aspettiamo una buona partita al fine di ottenere tre punti fondamentali per non rischiare una clamorosa retrocessione, che mai, come quest'anno, &#232; sembrata vicina. La compagine bianconera, invece, tenter&#224; di ritrovare la vittoria che manca da</span><span>ben tre partite, anche se disputate con squadre di livello qualitativo pi&#249; alto come Atalanta e, prima, Lazio. La Domenica di serie A si aprir&#224; con Inter-Cagliari</span><span>. Dai nerazzurri &#232; lecito aspettarsi i tre punti con una vittoria facile e non sofferta, ma affronteranno un Cagliari pronto a dare il tutto per tutto per ottenere la salvezza che, mai come quest'anno, sembra distante. Una partita ostica</span> <span>attender&#224;</span> <span>la Juve, la quale ospiter&#224; fra le mura domestiche il Genoa, squadra divenuta pi&#249; organizzata e solida grazie alla cura di Ballardini e che sta conducendo un cammino tran</span><span>quillo, ma sempre stando attenta</span> <span>alle</span> <span>zone basse della classifica. La Juve arriver&#224; a quest'incontro con alle spalle una fondamentale vittoria ai danni del Napoli, tre punti importantissimi per approdare nell'Europa che conta e cercare di onorare una stagione ben al di sotto delle aspettative. Il Napoli, dopo la cocente sconfitta subita all'Allianz</span> <span>Stadium</span><span>, affronter&#224; la Sampdoria, formazione allenata da mister Ranieri e che, di sicuro, dar&#224; filo da torcer alla compagine partenopea. Lazio-Verona sar&#224; un'importante partita in ottica Europa, dato che i laziali cercheranno di vincere per accorciare sul Napoli e tentare il difficile approdo fra le prime quattro del campionato. Anche la Roma, orm</span><span>ai unica squadra a rappresentar</span><span>e l'Italia in Europa, cercher&#224; di trovare i tre punti al Dall'</span><span>Ara</span> <span>per risalire in classifica al fine di uscire</span> <span>dalla postazione in Conference League che, di certo, pesa parecchio. La Domenica del campionato italiano si chiuder&#224; con Fiorentina-Atalanta, match presumibilmente piacevole in cui si affrontano squadre con un cammino assai diverso alle spalle e con posizioni</span> <span>in classifica</span><a name="_GoBack"></a> <span>opposte, infatti, i viola sono poco su la zona retrocessione e i bergamaschi in zona Champions. Infine, la giornata si concluder&#224; con Benevento-Sassuolo. Da questo posticipo, entrambe le fazione cercheranno di vincere e regalare emozioni.</span></p><p><span>Matteo Messineo</span></p>ivomesivomeslautaro-martinez.jpgSISIntervicinascudetto.lottachampionsaperta-1013760.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101032n
41013756NewsEditorialeLa 29° giornata ci regala il derby della Mole2021040311:00seriea,torino,juve,atalanta,roma, inter,bologna,udinese,lazio,29,pirlo,pioli,conte,classificaInter in serata a Bologna, mentre il Milan riceve la Samp a ora di pranzo<p ><span>Tutte le dieci partite della 29esima giornata di serie A verranno spalmate lungo il giorno di oggi, un evento pi&#249; unico che raro e che, senza dubbio, ci far&#224; rimanere incollati sul divano e rimander&#224; i pi&#249; nostalgici ai tempi in cui tutte le partite venivano disputate esclusivamente la domenica. La giornata si apre con Milan-Sampdoria, un match che regalerebbe tre punti al Milan che potrebbe continuare a sognare lo scudetto, ormai sempre pi&#249; distante e difficile da raggiungere. La Sampdoria, invece, reduce da un'ardua vittoria per uno a zero ai danni del Torino, prover&#224; a dare continuit&#224; al proprio cammino ai fini di rimanere nella parte sinistra della classifica. Alle 15, una maratona attende i telespettatori, i quali assisteranno a ben sette partite, fondamentali per raggiungere l'obiettivo champions per squadre come la Roma, il Napoli e l'Atalanta. La prima giocher&#224; con il Sassuolo di De Zerbi, allenatore capace di far esprimere un ottimo gioco da parte dei suoi giocatori, valorizzandone le qualit&#224;. Il Napoli, invece, affronter&#224; il Crotone che, presumibilmente, sar&#224; arrabbiato e in cerca di riscatto in seguito alla pesante sconfitta in casa subita in rimonta da parte del Bologna. L'Atalanta giocher&#224; contro un'Udinese trascinata da Rodrigo De Paul, giocatore dalle straordinarie qualit&#224; grazie alle quali si sta mettendo in mostra e sta dimostrando, sempre di pi&#249;, di essere un calciatore all'altezza di importanti palcoscenici. Sar&#224; un scontro per la salvezza, invece, Benevento-Parma, rispettivamente 16esima e 19esima in classifica. Entrambe sono alla ricerca di un'importantissima vittoria per risollevare il morale e cercare di dare una svolta (in positivo) a questa stagione. All'Olimpico di Roma, vedremo sfidarsi la Lazio, il cui obiettivo &#232; cercare di approdare in Europa League, e la compagine Spezzina, autrice di un campionato pi&#249; che dignitoso anche considerando che &#232; la sua prima apparizione in Serie A. Una partita combattuta sar&#224; Genoa-Fiorentina, quest'ultima protagonista di un campionato molto deludente e che la vede 14esima in classifica. Un'altra partita di questo interminabile filotto, &#232; Cagliari-Hellas Verona. La squadra di mister Semplici prover&#224; a sconfiggere il Verona che, ormai, sta diventando sempre di pi&#249; una certezza del campionato italiano. Alle 18.00, invece, andr&#224; in scena la partita pi&#249; emozionante da seguire : Torino-Juventus. La Juve dovr&#224; vincere necessariamente per cercare di conquistare un posto fra le grandi d'Europa, ma davanti a s&#232; trover&#224; una squadra ostica come il Torino che, nonostante il rendimento al di sotto delle aspettative, dar&#224; filo da torcere alla compagine bianconera. Ultima ma non meno importante, &#232; Bologna-Inter, una partita tutt'altro che facile per i nerazzurri, autori di una grande cavalcata che li vede in testa e a sei punti sulla seconda. Dunque, per gli appassionati di calcio, una giornata come questa rappresenta un piacevole augurio per le festivit&#224; pasquali.</span></p><p ><span>Matteo Messineo</span></p>ivomesivomesdavide-nicola.jpgSISmlan-samp-bolognainter-toro-juve.29giornata-1013756.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101059n
51013754NewsEditorialeCADE A SORPRESA LA JUVE, VINCONO MILAN, ATALANTA, NAPOLI E LAZIO2021032200:30juve,roma,milan,inter,atalanta,verona,udinese,sconfitta,pirlo,pioli,stadium,olimpico,napoli,gattusoGattuso espugna anche l'Olimpico. Bella rimonta del Milan che passa a Firenze. Bene anche Atalanta e Lazio<p>La 28esima giornata di campionato, giornata molto importante per le inseguitrici dell'Inter, ci regala un'inatteso tonfo casalingo per la Juve, sconfitta allo Stadium per 1 a 0 dal Benevento, mentre vincono e convincono Milan, Napoli, Atalanta e Lazio. In attesa del recupero Inter- Sassuolo (gara non giocata per i tanti affetti da Covid-19), il turno di campionato ci ha regalato l'exploit dei ragazzi di Pippo Inzaghi che inguaiano la Juventus di Pirlo, che rimane a -10 dalla capolista. Dopo ben tre vittorie di fila, decide il goal di Adolfo Gaich, a soli venti minuti dal fischio finale, propiziato da un errato passaggio di Arthur. Resta comunque la pessima prestazione da parte della squadra di Pirlo, con tanti errori a centrocampo, in difesa e sottoporta (eroe della giornata il portiere Montip&#242;, autore di almeno tre interventi decisivi). Ottima prestazione invece per il Milan, che riesce ad imporsi per 3 goal a 2 dopo una grande rimonta, grazie alle reti di Ibrahimovic, Diaz e Chalanoglu. I rossoneri si portano cos&#236; temporaneamente a -6 punti dalla capolista. Partita combattuta e segnata da alti e bassi per entrambe le squadre. Dopo la sconfitta col Napoli e l'eliminazione dall'Europa League contro lo United, serviva una prova di carattere. E Pioli, nonostante le assenze, ha mandato in campo una squadra carica, tonica, che con la giusta determinazione ha sconfitto l'ostica Fiorentina di Prandelli a domicilio. Per i viola pesano i numerosi errori in fase difensiva.Vittorie convincenti anche per l'Atalanta a Verona (2 a 0 per i bergamaschi che agganciano la Juve), per la Lazio a Udine (vittoria quantomai importante e sofferta per a 1 a 0 al Friuli) e per il Napoli all'Olimpico. La banda-Gattuso dopo aver espugnato il Meazza passa nettamente anche a Roma imponendosi per 2 a 0 con la doppietta del ritrovato Mertens, che rilancia i partenopei a 53 punti e con la gara di Torino da recuperare. Adesso non resta che attendere e vedere come si evolver&#224; la &#171;situazione Inter&#187;, che dovr&#224; recuperare la partita con il Sassuolo e vedere se ci saranno ripercussioni sul campionato dovute a questa &#171;pausa&#187;, o se invece i nerazzurri continueranno la loro marcia verso il titolo, che a questo punto sembra davvero vicino per gli uomini di Antonio Conte. Adesso arriva la sosta, con il campionato che riprender&#224; sabato 3 aprile, vigilia di Pasqua, con Milan-Samp, Atalanta-Udinese, Napoli-Crotone, Sassuolo-Roma, Benevento-Parma, Genoa-Fiorentina, Lazio-Spezia, Cagliari-Verona, Bologna-Inter e Torino-Juve.</p><p>Alessandro Vispo</p>ivomesivomes27d06bf3-52c1-4a61-803f-7fe90217ee64.jpgSISnapolivince20aroma-juvepessima-belmilan-benedea.lazio-1013754.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101040n
61013753NewsEditorialeASPETTANDO L`INTER FERMATA DAL COVID, JUVE E MILAN CERCANO PUNTI CON BENEVENTO E FIORENTINA2021032111:26juve, inter, cr7,milan, lazio,napoli,spesia,roma, crotone,udinese,samp,pirlo,classifica,atalanta,torinoA pranzo l'Atalanta cerca punti al Bentegodi, mentre CR7 e compagni alle 15 attendono il Benevento<p>La ventottesima di campionato ci regala Juventus-Benevento alle 15 allo Stadium e Fiorentina-Milan alle 18 al Franchi. I campioni d'Italia cercano conferme dopo la vittoria di Cagliari con tripletta di CR7 contro un ostico Benevento, allenato da Pippo Inzaghi. I bianconeri di Pirlo devono vincere per sperare ancora nello scudetto e avvicinarsi all'Inter (bloccata dal Covid e che ha saltato la gara di ieri col Sassuolo), e consolidare comunque la propria posizione nei piani alti della graduatoria per guadagnarsi la partecipazione alla prossima Champions League. I rossoneri, invece, dopo lo stop interno col Napoli e l'eliminazione dall'Europa League, cercano punti in casa della Viola di Prandelli, per evitare di essere avvicinati ulteriormente da Roma, Napoli, Atalanta e Lazio, che inseguono e non mollano, costituendo un'insidia costante per la conquista di un posto in Champions. Dopo gli anticipi di venerdi sera (vittoria esterna del Genoa a Parma per 2 a 1 che conferma la crescita del Genoa e le difficolt&#224; dei ducali) e le due gare di ieri, che risaltano le qualit&#224; dello Spezia di Italiano, che si tira fuori dai bassifondi della classifica sconfiggendo il Cagliari per 2 a 1 tenendo a debita distanza proprio i sardi (terzultimi), e la rocambolesca vittoria in rimonta del Bologna a Crotone, che condanna quasi sicuramente i calabresi alla serie B, oggi vanno di scena Verona-Atalanta, Udinese-Lazio, Samp-Torino, e in serata il big-match Roma-Napoli. Gara difficile per la Dea sul terreno difficile di Verona, mentre la Lazio potrebbe tentare il colpaccio a Udine, contro una squadra in forma che per&#242; si &#232; gi&#224; tirata fuori dalla secchie della bassa classifica (33 sono i punti dei friulani). Si preannuncia interessante la sfida del Ferraris con la Samp tranquilla a quota 32 punti e il Toro di Nicola ritrovato che vuole fare punti per risalire ancora dal quartultimo posto con 23 punti e una gara da recuperare in casa della Lazio, mentre promette scintille la sfida serale dell'Olimpico di Roma con le due squadre appaiate a 50 punti al 5&deg; posto, con i partenopei che devono ancora recuperare la gara con la Juve (recupero previsto il 7 aprile alle 18.45).</p><p>Ivano Messineo</p>ivomesivomesronaldo.jpgSISjuvebenevento.milanafirenze.intercovid.udineselazio.seraleromanapoli-1013753.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101054n
71013747NewsEditorialeSTASERA INTER - ATALANTA. MILAN E JUVE SPERANO IN UNO STOP DEI NERAZZURRI2021030806:28juve, milan,inter,atalanta, napoli,lazio,verona,roma,pioli,morata,gasperiniIl Milan espugna Verona con pieno merito, mentre i bianconeri senza Ronaldo ribaltano d'orgoglio la Lazio <p>Vincono Juve e Milan e tornano a sperare nel titolo. La Juve regala i soliti 20 minuti all'avversario e 1 gol (Correja), poi reagisce da grande squadra e pareggia con Rabiot prima dell'intervallo, prima di dominare e chiudere il match, nonostante le numerose assenze, contro una Lazio fragile, che cede per 3 a 1 sotto i colpi di Morata autore di una doppietta (il secondo sigillo dello spagnolo arriva dagli undici metri). Il Milan, seppur incerottato, prepara e vince una gara in trasferta sulla carta molto difficile, grazie ad un gol per tempo e alla gara di sacrificio dei suoi giocatori (Kessie su tutti), messi benissimo in campo da Pioli contro il Verona, una delle rivelazioni del campionato, che prova a reagire solo nel finale, quando oramai &#232; troppo tardi. I campioni d'Italia e i rossoneri tallonano l'Inter, che resta avanti di 3 punti sul Milan e 7 punti sui bianconeri (che il 17 recuperano il match contro il Napoli), ma dimostrano di poter ancora recitare un ruolo importante sino alla fine per la vittoria del torneo. Per l'Inter, dunque, vietato sbagliare stasera contro l'Atalanta a San Siro. Se perde o pareggia vede riavvicinare in un solo colpo sia la Juve che il Milan, e in caso di sconfitta dovrebbe cominciare a preoccuparsi anche degli uomini di Gasperini, che si porterebbero a -7 da Lukaku e compagni. In chiave Champions vittorie importanti anche per Roma (1 a 0 al Genoa) e Napoli (3 a 1 nel posticipo serale contro il Bologna). Anche in coda tutto ancora aperto, con il Crotone che vince lo scontro contro il Torino e sale a 15 punti (i granata restano terz'ultimi con 20 punti), il Parma che pareggia 3 a 3 a Firenze e va a quota 16, il Cagliari che pareggia in extremis in casa della Samp e sale a 22 punti. Si dividono la posta Spezia e Benevento (che si portano a 26 punti). Momento felice per l'Udinese, che dimostra il suo stato di forma vincendo 2 a 0 contro il Sassuolo nell'anticipo di sabato pomeriggio, agganciando l'undicesima posizione (i neroverdi di De Zerbi restano in nona posizione con 36 punti e una gara da recuperare).</p><p>Ivano Messineo</p>ivomesivomesstefano-pioli.jpgSISinter-atalanta-attesa-perjuveemilan-1013747.htmSI01,02,03,06,07,08,09,10,11010127n
81013745NewsEditorialeL`Inter vince il derby e allunga sui rossoneri. Brutto stop per il Milan, che deve guardarsi le spalle da Roma, Lazio, Atalanta e Juve2021022206:42inter, milan, pioli, conte, lautaro, handanovic, lukaku,ibra,derby, hernandez,scudettoGli uomini di Antonio Conte non sbagliano un colpo e si confermano i super-favoriti per il titolo<p>Grazie alla doppietta di Lautaro Martinez e al goal straordinario di Romelo Lukaku, l'Inter conferma la leadership e allunga il passo proiettandosi a +4 dal Milan. Ottima prestazione da parte dei nerazzurri, che hanno da subito messo in difficolt&#224; la squadra di Pioli, che adesso sar&#224; costretta ad inseguire i cugini interisti nella lotta per lo scudetto. Un Milan spento e incapace di gestire anche i palloni pi&#249; semplici, quello visto nel derby, tutto l'opposto dell'Inter, che invece ha gestito molto bene la partita, facilitata anche dalla scarsa incisione e lucidit&#224; degli avversari. Sicuramente ad incidere pesantemente per i rossoneri &#232; il goal sub&#236;to a freddo dopo appena cinque minuti a dopera di Lautaro Martinez. Al 33' il Milan prova a salire di tono e sfiora la rate del pari, grazie ad una pericolosa conclusione di Theo Hernandez, che fa salire la squadra rossonera di tono e convinzione. Atteggiamento che caratterizza il Milan anche all'inizio del secondo tempo e che gli permette di mettere in difficolt&#224; la squadra avversaria, che si salva per tre volte grazie ad altrettanti miracoli di un super Handanovic in grandissima forma. Cos&#236;, al 57', proprio nel momento migliore del Milan, l'Inter segna per la seconda volta ancora con Lautaro, chiudendo di fatto la gara. A mettere in cassaforte il derby ci pensa uno stratosferico Lukaku, autore del 3 a 0 degli uomini di Antonio Conte, rete che sigilla il definitivo crollo della squadra rossonera e la fine della partita. Brutto colpo per i rossoneri che prima della gara di La Spezia poi persa malamente per 2 a 0 avevano 2 punti di vantaggio sull'Inter, e che dopo la sconfitta della stracittadina rimangono al secondo posto a -4 dalla vetta, dopo essere stati sin dall'inizio del campionato in testa. Riusciranno gli uomini di Pioli a reagire e a contendere il titolo ai nerazzurri, o questa sconfitta segna il crollo dei rossoneri, che adesso devono stare attenti a conservare il secondo posto? Prossima insidia la Roma, che sfider&#224; il Milan nel prossimo turno. Vedremo come reagiranno Ibra e company la prossima domenica all'Olimpico. Vittoria invece fondamentale per l'Inter, che si conferma la favorita per il titolo, anche in considerazione del fatto che non gioca le coppe. E domenica a San Siro, a vender cara la pelle agli uomini di Conte, arriver&#224; il Genoa di Ballardini, con i nerazzurri che avranno l'opportunit&#224; di confermarsi saldamente in vetta, in attesa dei risultati delle inseguitrici, che potrebbero anche consentire all'Inter, in caso di vittoria sul Genoa, di aumentare il vantaggio sulle inseguitrici.</p><p >Alessandro Vispo</p>Milanoivomesivomesantonio-conte.jpgSISinter-derby-milan-crollo-handanovic-salva-lukakulautarosuper-1013745.htmSI01,02,03,06,07,08,09,10,1101052n
91013712NewsEditorialeLa Juve e il suo ridimensionarsi. Che c`è dietro?202008159:17Rebus bianconero<p>Da tanta carne a fuoco, a preoccupanti incertezze. La Juve sta facendo perdere il sonno ai suoi tifosi, i quali sono increduli dopo aver visto arrivare Pirlo sulla panchina bianconera e, soprattutto, non riescono a capire cosa stia succedendo in seno alla societ&#224; pi&#249; scudettata d'Italia. La partenza di Matuidi e la chiara idea di uno svecchiamento globale dei suoi giocatori, porta a pensare che la Juve 2020'21 sar&#224; una squadra composta in massima parte da giovani. Almeno, queste sono ad oggi le indicazioni di massima. Ma cerchiamo insieme di fare ordine.<br /><br />Ecco la lista dei possibili partenti<br /><br />Gonzalo Higuain - per lui la Juve vorrebbe incassare almeno 10 milioni di euro -<br /><br />Federico Bernardeschi - un anno deludente che pregiudica la sua partenza dalla Juve senza tanti rimpianti. Paratici cerca di inserirlo con lo scambio di qualche giocatore che interessi a mister Pirlo. La sua valutazione di partenza &#232; di circa 35 milioni di euro,<br /><br />Daniele Rugani - un altro giocatore che non ha avuto modo di mettersi in luce e quando gli &#232; stata data questa possibilit&#224; ha praticamente mostrato lacune e insicurezze di reparto. La sua valutazione si aggira intorno ai 12 milioni di euro.<br /><br />Aaron Ramsey - qualora dovesse arrivare un'offerta per il gallese della Juve, nessuno farebbe resistenza per un calciatore che &#232; sempre stato n&#233; carne n&#233; pesce. Con lui la Juve porterebbe in cassa una discreta plusvalenza.<br /><br />Mattia De Sciglio - E' stato fermato dalla sfortuna e da tanti infortuni, tuttavia nel corso degli anni che &#232; rimasto alla Juve non ha dimostrato grandi valori tecnici, tali da considerarlo mai incedibile. Ha un discreto mercato all'estero e potrebbe partire a fronte di 12 milioni di euro.<br /><br />Douglas Costa - anche il brasiliano &#232; incappato in continui infortuni muscolari che ne hanno compromesso la stagione in seno alla Juventus che sborsa per lui un contratto troppo oneroso. Potrebbe essere il momento dell'addio, anche perch&#233; garantirebbe l'entrata di 40 milioni di euro. E per il bilancio della Juve di adesso, sarebbe un apporto importante nel riequilibrio del bilancio.<br /><br />Sami Khdira - &#232; ormai fuori dal progetto Juve. La societ&#224; vorrebbe guadagnare qualcosa dalla sua partenza ma c'&#232; anche la probabilit&#224; che il suo contratto venga rescisso.<br /><br />Adrien Rabiot - prima del lockdown &#232; stato praticamente nullo. Poi, alla ripresa del campionato &#232; sembrato riprendersi. Tuttavia, il fatto che abbia un lauto contratto e la possibilit&#224; che abbia un'ottima valutazione di mercato, la sua partenza garantirebbe alla Juve una buona plusvalenza liberandosi cos&#236; da un ingaggio piuttosto gravoso.<br /><br />Cristian Romero - rientrer&#224; dal prestito al Genoa, ma per lui non sembra esserci posto nella retroguardia bianconera. Con una valutazione di 20 milioni di euro potrebbe essere inserito come merce di scambio.<br /><br />Luca Pellegrini - anch'egli &#232; un rientro, ma dal Cagliari. La Juve per cederlo chiede almeno 12 milioni di euro.<br /><br />Griezmann, Aubameyang, Depay, Zapata, Jmenez, Kaio Jorge, Lacazette, Pinamonti, Dzeko, Milik. 10 nomi che naturalmente hanno una loro classifica di priorit&#224;. In cima c'&#232; Milik, ma attenzione anche alle candidature di Dzeko, Lacazette, Raul Jmenez e Zapata. I giovani Kaio Jorge e Pinamonti sarebbero inseriti eventualmente come ipotesi di prospettiva, vista la necessit&#224; della dirigenza della Juve di volere dare un colpo netto di svecchiamento alla squadra. Ma dopo lo scambio di Pjanic con Arthur e l'acquisto di Kulusevski fatto a gennaio, nella lista di Paratici si leggono questi nomi. Oltre il gi&#224; citato Griezmann, ci sono Verratti, Zaniolo, Milinkovic Savic, Donnarumma, Pogba, Gabriel Jesus. Naturalmente molti di questi nomi rappresentano una vera e propria suggestione per una Juve che mai come quest'anno si trova ad essere in chiare difficolt&#224; economiche dopo essersi «dissanguata» per acquistare e mantenere Cristiano Ronaldo. A proposito di CR7, sembrerebbe che anche il campione portoghese possa essere venduto per liberarsi della gravosit&#224; di un contratto davvero pesante. Evidentemente gli introiti commerciali derivanti dall'ottimo merchandising, non coprono a sufficienza i pesanti oneri per mantenere in rosa Ronaldo. E, come se non bastasse, nell'entourage bianconera circola voce di un possibile addio a Dybala, qualora dovesse arrivare dall'estero un'offerta irrinunciabile. Insomma, ad oggi, parrebbe che la Juve debba scegliere di tenere soltanto uno dei due campioni: o CR7 o Dybala, che tra l'altro, e non a caso, non gli &#232; stata data ancora la possibilit&#224; di rinnovare il contratto che era stato previsto come allungamento fino al 2025 a 10 milioni l'anno. Dunque, il cambiamento in squadra della Juve parte proprio dai conti in bilancio, che mai come in questa occasione si sta rivelando essenziale. Non aver vinto la Supercoppa, la Coppa Italia ed essere uscita agli ottavi dalla Champions, ha comportato perdite economiche non previste per una societ&#224; che con l'arrivo di Sarri pensava, o almeno sperava vivamente, di potere centrare almeno un'altra finale di Champions. Ma il parziale fallimento della stagione 2019'20, ha fatto ritornare la Juventus con i piedi per terra, fino al punto di dare al neo allenatore Pirlo una squadra che forse da quest'anno si ridimensioner&#224; dal punto di vista della strategia per la conquista dei grandi trofei. E magari chiss&#224;, cominciando in sordina e con i malumori e le incertezze dei tifosi bianconeri, hai visto mai che potrebbe essere l'anno buono? Chiss&#224;! Nel calcio tutto &#232; possibile.<br /><br />Salvino Cavallaro<br /></p>TorinoFL0711FL0711andrea-agnelli1.jpgSISjuve-calciomercato-tifosi-preoccupati-1013712.htmSI01,02,03,06,1001024n
101013699NewsCampionatiAndrea Belotti, il gallo canta per il Toro20200718165717E` il calciatore più rappresentativo della squadra granata.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Contro il Genoa ad <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Belotti</i></b> gli abbiamo visto fare il terzino, il mediano, l’esterno, il trequartista, il regista e la punta. Che altro mancava? Ah sì, forse non ha fatto il portiere! Già, ma in quel ruolo il Toro ha un altro campione: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Salvatore Sirigu</i></b>. Sono gli unici calciatori sui quali si basa tutto il senso del Toro, inteso come squadra di Serie A che per emergere dall’eterna sofferenza avrebbe bisogno di tanto altro; una società vera, prima di ogni altra cosa! Ma ritornando al gallo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Belott</i></b>i, possiamo dire di trovarci davanti a un campione che incarna perfettamente lo spirito del Toro, più come indole naturale nella capacità di saper soffrire che da una reale capacità tecnica e tattica che sfocia in un’intelligenza calcistica non comune a molti. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Belotti</i></b> sa cosa significa essere capitano di una squadra, sa come metterci la faccia, sa come fare da traino e cucirsi addosso la maglia e la squadra, soprattutto quando è in difficoltà. Gli manca solo di tirarsi su le maniche come faceva il grande <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Valentino Mazzola</i></b> e poi è tutto fatto. Un giocatore moderno con lo spirito d’altri tempi, in cui si esprimeva un calcio di alto senso di unione di squadra e spogliatoio, che restano da sempre il segreto dei grandi successi. Certo, da soli nel calcio non si va da nessuna parte se non si è assecondati dalla squadra e dallo spirito di gruppo. Tuttavia, quando si crea una leadership nell’ambito dello spogliatoio, in campo si avverte sempre il desiderio di luce. Già, quella luce che è esempio nel trascinare tutti i compagni di squadra che sono in difficoltà, proprio come Andrea Belotti che in campo si danna, carpisce palloni agli avversari, corre, pressa, prende tanti falli cattivi, ma si rialza ed è capace di far fare gol ad un compagno, oppure si porta avanti per tentare il tiro da fuori area anche se è stremato. Il gallo è davvero l’esempio di un Toro che si è smarrito, che si è preso paura di retrocedere (anche se ancora non c’è la matematica sicurezza di restare in Serie A) e sul quale tutti hanno puntato come cavallo vincente di una squadra sbrindellata nel gioco e persa nella sua mediocrità. E’ un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Belotti</i></b> da leggenda! E non è un caso che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Antonio Conte</i></b> lo preferisca a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Griezmann</i></b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Dzeko</i></b>. Per questo diciamo fin da ora che se veramente il Toro intende mettere sul tavolo un progetto serio di società di calcio vera di Serie A (vera e non finta come quella attuale), allora deve ripartire da Belotti come punto fermo. Se invece tutto questo non sarà possibile per mancanza di investimenti e di altre situazione negative che opacizzano la storia del Toro, allora si dia la possibilità a questo calciatore di impeccabile serietà professionale di proseguire la sua fulgida carriera altrove. Là dove non si senta sprecato. Là dove possa esprimere ciò che merita in maniera costante e non con l’amarezza di avere sprecato un altro anno inutilmente. Questo lo diciamo noi anche perché lui non lo dirà mai, visto che è un professionista serio che sa cosa significa il senso di appartenenza e di rispetto per chi ti versa la retribuzione prevista dal contratto pattuito. Dunque, lo diciamo chiaro. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Belotti</i></b> è il vero capitano di un Toro che non ricorda da molti anni di avere un calciatore così rappresentativo di storia e valori come quelli del Grande Torino. La società ha tantissime responsabilità. Se non è in grado di capirlo, allora si faccia da parte!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: "Times New Roman"; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro&nbsp;<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b>Torinofl0711fl0711foto-belotti.jpgSiN-1013699.htmSi100451001,02,0301035
111013690NewsCampionatiJuve Toro e pensieri destinati all’altrui altrove20200703121136Lo strano derby di Torino<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Anche la Mole sembra imbronciata e quasi disinteressata al derby torinese che è privo di folklore e di quel pepe – sale che generalmente si avverte in città nell’attesa della stracittadina. Chi vive a Torino e tasta gli umori della città piemontese del pallone, sicuramente si sarà accorto di un cambiamento umorale che aleggia nell’hinterland e s’infiltra pure tra le pieghe di un mondo pallonaro che sembra sbiadito di entusiasmo. Da una parte la Juve che gioca per vincere il derby e continuare a distanziare la Lazio per conquistare il suo nono scudetto consecutivo. Dall’altra parte un Toro che scende in campo per salvare una stagione da dimenticare, per lo spettro inaspettato della Serie B. Un derby unico nel suo genere, perché si svolgerà alle 17,15 di sabato 4 luglio a porte chiuse e con la totale mancanza dell’anima del football: i tifosi. E anche quel rimbombare dei calci al pallone che si sente in televisione, si interseca all’unico vociare delle rispettive panchine, che non siamo soliti recepire quando il tifo e la vita dello stadio si permea di tanto vestito della festa. Ma a parte il rammarico privante di una cornice storicamente carica di adrenalina, resta comunque il fatto tecnico da analizzare. Gli uomini di Longo, reduci dalla sconfitta contro la Lazio e con una posizione di classifica preoccupante, dovranno necessariamente ottenere un risultato utile per l’orgoglio ma soprattutto per la classifica. Non sarà facile per il Toro contrastare l’attacco prolifero della Juve imbottita di campioni, tuttavia, è essenziale un approccio alla gara che non sia da considerarsi persa in partenza. La Juve, invece, sembra forte della sua ritrovata salute tecnica e mentale messa in atto soprattutto nell’ultima gara contro il Genoa in quel di Marassi. Da sempre si dice che un derby è sempre un derby, ma in questa strana volta in cui Juve e Toro si affrontano per motivi diametralmente opposti, emerge soprattutto per il Toro il peso di una gara che va oltre i semplici ma pur importantissimi punti da conquistare. C’è l’orgoglio granata da ritrovare proprio nella gara che potrebbe far scattare quella molla che per la squadra di Longo sembra essersi inceppata per tanti motivi tecnici moltiplicati da una rosa numericamente insufficiente e sbiadita di quel tremendismo granata che fa parte soltanto del passato ormai troppo lontano. Ma c’è da pensare al presente, all’urgenza di non perdersi in rimpianti della piacevolezza di ciò che è stato scritto nella storia granata. C’è la Juve, c’è la necessità di fare punti, c’è da insistere sull’importanza di non lasciarsi travolgere dall’oblio dei sentimenti, senza razionalizzare il divario esistente tra le due squadre. E’ l’unica arma che ha il Toro a disposizione e deve giocarsela con grinta e determinazione. La Juve da sempre sente forse meno questo spirito d’orgoglio cittadino, in quanto la sua testa è rivolta in quell’altrui altrove che per definizione si delinea attraverso lo spirito cinico del vincere per puntare dritto allo scudetto, con l’ambizione di conquistare poi la Champions. Che ci riesca di fatto, nessuno può saperlo. Tuttavia, il pensiero quasi alienante è quello, è fisso nel cervello della società bianconera che mira a grandi traguardi. Un concetto che c’è ed è insito nella squadra, radicato nei suoi tifosi e in un ambiente mai sazio di vittorie. Insomma due mondi pallonari a confronto, due realtà storicamente diverse che vivono in una sola città divisa da colori e aspirazioni differenti, che il covid ha quasi fatto dimenticare per pensieri molto più importanti che sanno di esistenzialismo, di umanità, di vita che si contrappone alla morte. Ecco, diremmo che la città della Mole sta lentamente riprendendosi da quell’oscurantismo che non aveva tempo di pensare ai vari concetti di un pallone stracittadino fatto di momenti inneggianti alla vita. Certo, le ferite sono ancora latenti, ma questo Juve Toro che arriva in un momento impensabile di stagione che in altri tempi avrebbe avuto il piacevole gusto vacanziero, lo vedremo con altri occhi: quello della speranza per un futuro migliore. L’autunno di Torino e di tutto il Paese Italia sarà caldo e con molti punti interrogativi legati al probabile ritorno del virus e, soprattutto, di una ripresa economica e sociale tutta in salita. Ma al calcio tutto ciò interessa solo di riflesso. Quello è un mondo a parte, una realtà che è in grado di farci allontanare almeno per un attimo da pensieri che vanno anche oltre l’antagonismo cittadino di un pallone così misterioso nel racconto della sua commedia di vita. Juve Toro - Torino città - e pensieri che vanno oltre.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711foto-mole-antonelliana.jpgSiN-1013690.htmSi100451001,02,0301073
121013656NewsCampionatiCinque partite a porte chiuse per il coronavirus20200225115156In questi giorni il calcio vive momenti di cui non era preparato.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Al termine del Consiglio dei Ministri, il ministro dello sport <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spadafora</b> ha confermato la disponibilità da parte del Governo&nbsp;di far disputare a porte chiuse le partite di Serie A previste nelle regioni soggette a ordinanza restrittiva per il coronavirus. Cinque sono le partite di Serie A che si giocheranno a porte chiuse. E’ ancora da definire la situazione per la partita <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sampdoria – Verona </b>che si giocherà lunedì sera. Dunque, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Udinese – Fiorentina, Milan</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">– Genoa, Parma – Spal, Sassuolo – Brescia e Juventus – Inter, </b>sono le partite che si disputeranno a porte chiuse, mentre dovrebbero giocarsi a porte aperte le altre partite in programma nella 26ma giornata di campionato. Una rivoluzione a cielo aperto che rende difficile il momento del calcio italiano, alle prese com’è nel gestire al meglio una situazione irta di difficoltà, proprio nel periodo di massima definizione degli incontri che si concentrano tra Campionato, Champions e Coppa Italia. E’difficile trovare le date dei recuperi, ed è improbo il lavoro nel gestire con oculatezza la regolarità delle partite, proprio per non alimentare polemiche di sorta. Ma la salute ha la priorità su ogni altra cosa, anche se è lecito disquisire su misure apparse talora troppo restrittive e pronte a creare dubbi sulla reale efficacia. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non abbiamo ritenuto di dovere estendere il provvedimento al resto dell’Italia” – detto Spadafora – “ perché, come ci ha spiegato la comunità scientifica, in questo momento c’è una zona di focolai che abbiamo limitato, mentre per il resto dell’Italia non esistono condizioni per creare allarmismo e prendere misure altrettanto</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">gravi”.</b> Tutto questo, naturalmente, è il quadro che si prospetta a oggi 25 febbraio 2020, visto che da qualche ora si è sparsa la notizia di due nuovi casi di coronavirus a Firenze e Palermo. Intanto è arrivata la decisione dell’UEFA, riguardo la partita di Europa League <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Inter –</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ludogorets </b>che si giocherà a San Siro giovedì 27 febbraio 2020 a porte chiuse, mentre la partita di Champions League Napoli – Barcellona si disputerà regolarmente a cancelli aperti al pubblico. Incredibile come il calcio in pochi giorni sia stato rivoluzionato dal propagarsi di un virus sconosciuto e letale soprattutto per chi è affetto da altre malattie pregresse. Il calcio come nel commercio, nell’economia, nella scuola, nella sanità e in mille altri settori che ci accompagnano nella quotidianità si fermano paralizzando la naturale continuità del vivere. Un fatto davvero nuovo per il quale non siamo preparati, ma che non deve nel modo più assoluto creare panico, ansia e attacchi di eccessiva paura, capaci di non farci ragionare e renderci fragili ed esasperati. Non c’è motivo per esserlo, nonostante il momento sia da ritenersi serio e non sottovalutabile. Ce ne faremo una ragione. Sì, ragioneremo sicuramente sul fatto che il pallone possa attenderci allo stadio in tempi migliori, nonostante l’amarezza di non potere vivere le emozioni che già fermentavano da tempo soprattutto per il big match Juventus – Inter. Le società e i tifosi, pur con tutta la delusione possibile, una volta tanto si trovano insieme per collaborare. E questo non è davvero un dettaglio da trascurare!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711vincenzo-spadafora.jpgSiNcinque-partite-a-porte-chiuse-per-il-coronavirus-1013656.htmSi100451001,02,0303088
131013648NewsCampionatiToro, qualcosa si è incrinato tra tifosi e società20200115160658Tra la tifoseria del Toro, c`è voglia di uscire dal limbo dei perenni insoddisfatti. Colpa dell`ambiente o della società? <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>In casa granata aleggia un certo malcontento che si traduce in tante piccole, grandi insoddisfazioni, che fanno capo a una divergenza di vedute da sempre latenti e mai definitivamente risolte. I tifosi, si sa, sono molto umorali e non vanno tanto per il sottile quando si tratta di contestazioni che riguardano il rapporto non proprio idilliaco con la società. Vuoi perché la squadra va male, vuoi perché l’allenatore non è in grado di dare un assetto tattico tale da far rifiorire un calcio moderno e aggressivo, vuoi perché nonostante i ripetuti solleciti annuali, la società non dimostra di essere in grado di costruire attraverso gli acquisti di un certo livello una squadra che sappia competere per la conquista dello scudetto o, quantomeno, di piazzarsi in zona UEFA, dando un’immagine di società che vuole uscire dal limbo cui sembra essere piombata da troppo tempo. E’ il Toro di Cairo che ha portato la società granata ad essere perfetta sotto l’aspetto dei libri contabili, ma che pecca inevitabilmente nella fase di organizzazione tecnica e di un progetto che deve essenzialmente partire dallo stato maggiore della stessa azienda calcio. Tuttavia, dobbiamo dire che quest’anno il presidente Cairo ha dato dimostrazione di spendere del denaro con l’acquisto di Verdi, ma, col senno di poi, il suo arrivo si è rivelato totalmente insufficiente sotto l’aspetto del tesseramento di un calciatore che avrebbe dovuto apportare alla squadra un miglioramento tale da far crescere un gruppo che vede in Belotti e Sirigu i principali interpreti carismatici dei granata. Questo spendere tanto denaro per un giocatore che già da molto tempo non veniva impiegato a Napoli da Ancelotti, ha fatto pensare che il presidente – già così attento a tirare fuori dei soldi dalle casse societarie – fosse stato consigliato male. Un’operazione onerosa di 25 milioni di euro che lascia davvero sbalorditi. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ma ritornando ai malumori dell’ambiente granata, c’è da capire come si possano avvertire dei solenni mugugni verso la squadra e la società, nonostante l’attuale posizione di classifica veda il Toro al settimo posto. Certo, se guardiamo in faccia la realtà, non possiamo certamente nascondere che dopo avere faticato in Coppa Italia per passare il turno ai rigori contro un Genoa privo dei suoi titolari e poi aver giocato in campionato contro un Bologna che se avesse pareggiato allo stadio Grande Torino nessuno avrebbe gridato allo scandalo, allora c’è davvero da riflettere bene su ciò che veramente fa tendere i nervi tesi, i quali incrinano il rapporto tra tifosi e società. Certo, è brutto assistere dopo una vittoria e dopo l’inno cantato da Valerio Liboni “Ancora Toro”, vedere la squadra che non va sotto la curva Maratona ad assorbire il calore dei suoi tifosi. E’ come essere separati in casa. E mentre Cairo e Mazzarri restano fermi sulle loro posizioni - imperterriti a dare risposte sul campo - a “rimetterci” in tutta questa confusione di offesi in casa granata sono proprio i calciatori, i quali hanno vinto a Roma contro i giallorossi, hanno superato il turno di Coppa Italia e hanno vinto contro il Bologna in campionato senza tuttavia risollevare gli umori della tifoseria. Eppure, nel girone di ritorno dell’anno scorso si era creata una tale alchimia tra tifosi e squadra, che lasciava ben sperare per il futuro. Evidentemente nulla è per sempre, visto che nel calcio le cose cambiano repentinamente nel momento in cui si razionalizzano lunghi momenti insufficienti per il calcio che conta. Detto ciò, e per il bene del Toro, l’augurio è che si possa allentare la corda tesa e carica di esasperanti situazioni che non fanno bene a nessuno e, soprattutto, non portano da nessuna parte.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Grande Torinofl0711fl0711foto-tifosi-toro.jpgSiNtoro-qualcosa-si-e-incrinato-tra-tifosi-e-societa-1013648.htmSi100451001,02,03010167
141013645NewsCampionatiCampionato di calcio. L’anno nuovo non cambia il nome delle pretendenti al titolo.20200107190536Un campionato da vivere fino in fondo<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Inter, Juve e Lazio sono le papabili alla vittoria finale.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Finito lo stop per le vacanze di Natale, il campionato di calcio di Serie A riapre i battenti di un pallone che ha ripreso a far vivere i palpiti ansiosi ai suoi tifosi, impazienti com’erano di continuare a vivere il fine settimana all’insegna della sfrenata passione calcistica. Si è cominciato a giocare domenica 5 gennaio con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Brescia – Lazio</b>, una partita che ha visto la squadra di Inzaghi vincere 2 a 1 un incontro che ha confermato lo stato di salute dei biancocelesti i quali aspirano ad essere il terzo incomodo per la lotta scudetto, proponendosi anche per entrare a far parte delle squadre che parteciperanno alla prossima Champions League. Nel pomeriggio anche il Genoa del nuovo allenatore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Nicola</b> ha superato il Sassuolo con il risultato di 2 a 1. Il cuore del Genoa si è imposto all’ordine tattico e alla piacevolezza delle trame di gioco di un Sassuolo che ha subito non pochi errori arbitrali, i quali ne hanno decretato la sconfitta. Un match che ha riproposto l’importanza di dare maggiore credito al Var, piuttosto che all’arbitro in campo. C’è stata poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spal – Verona</b>, una gara vinta per 2 a 0 dagli scaligeri che hanno sfruttato l’ottimo momento di forma già palesato sul finire del vecchio anno 2019. Male la Spal di Semplici che con questa sconfitta si è ritrovata ad essere fanalino di coda della classifica. La serata della 18ma giornata di Serie A è terminata con la partita <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Roma – Torino</b>, un incontro che ha visto vincere meritatamente i granata per 2 a 0, ribaltando un pronostico che alla vigilia li dava sconfitti. Così, ad una Roma che evidentemente ha risentito non poco dell’imminente cambio al vertice della proprietà, ha fatto eco un Torino che Mazzarri ha preparato nella consapevolezza di non avere altra scelta che vincere e convincere, anche per attenuare in qualche modo gli intensi venti di contestazione che spirano tra i tifosi di casa Toro. In realtà possiamo dire che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti </b>(autore della doppietta) e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sirigu</b> (sempre formidabili le sue parate) sono stati gli eccellenti interpreti di un Toro che non brilla per gioco corale, ma che spesso si rifugia nella forza del suo capitano per togliere le castagne dal fuoco. Detto questo, passiamo all’Epifania calcistica che è partita all’ora di pranzo con il derby dell’Appennino <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bologna – Fiorentina</b> finita 1 a 1. La viola del nuovo tecnico Iachini, è andata in vantaggio con un bellissimo gol di Benassi, ed ha condotto una gara accorta e attenta a portare a casa l’intera posta in palio. Tuttavia, allo scadere della gara ha subito il pareggio ad opera di Orsolini, il quale si è inventato un eurogol da palla inattiva, posta in una posizione defilata della destra dell’area viola. Dunque, è sostanzialmente giusto il risultato finale. C’è poi da commentare un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Atalanta – Parma,</b> il cui risultato di 5 a 0 non fa altro che dare splendore assoluto alla <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dea </b>di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini</b>, una squadra in forma, bella da gustare e, soprattutto, capace di finire la sua ultima partita dello scorso anno con lo stesso punteggio contro il Milan. 10 gol in due partite! Onestamente abbiamo esaurito tutti gli aggettivi superlativi, per questa interprete del calcio spettacolo di casa nostra. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milan –</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sampdoria </b>è finita 0 a 0. Ibra, Ibra e sempre Ibra. E’ stato l’urlo a San Siro del popolo rossonero, ma lo svedese entrato in campo nel secondo tempo non ha fatto il miracolo sperato. La squadra di Pioli si arrovella in problemi che vanno oltre l’apporto del possibile beneficio di un campione 38enne, che secondo il nostro parere resta positivo sotto l’aspetto commerciale con riferimento al marketing e di entusiasmo per i tifosi del Milan, piuttosto che per un reale fatto di positività in campo tecnico per la squadra stessa. Ottimo il punto conquistato da Ranieri, con una Sampdoria che ha addirittura sfiorato la vittoria. Pregevole poi la vittoria dell’Udinese che ha superato il Lecce allo stadio di Via del Mare per 1 a 0. Anche qui ci sono state delle recriminazioni leccesi sulle decisioni arbitrali contestate dall’allenatore Liverani. Ma la sostanza dice che i bianconeri friulani hanno conquistato tre punti d’oro per la loro classifica.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E dulcis in fundo, veniamo alle due ultime gare di questa 18esima giornata di Serie A.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Partiamo con</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus – Cagliari, 4 a 0 – Tripletta di Ronaldo e gol di Higuain-</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La partita è finita con tre gol di CR7 e uno di Higuain. Un 4 a 0 che maschera le solite incertezza della squadra di Sarri, la quale ha l’alibi di essere ancora un cantiere in fase di ultimazione di quell’opera che si chiama: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Fluidità di manovra e Continuità”.</b> Nel primo tempo, infatti, la Juve ha sì dimostrato grande spinta in avanti con evidente voglia di pressare e chiudere l’avversario nella propria zona difensiva, ma ha rischiato più di una volta di subire le ripartenze di un Cagliari che, a onor del vero, sembra aver perso la brillantezza di gioco di qualche settimana fa. Poi, nel secondo tempo, causa un banale errore della difesa cagliaritana, la Juve è andata in vantaggio con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b>, il quale non si è fatto sfuggire l’invito così godereccio. Da qui in avanti la Juve è uscita alla grande con trame di gioco eccellenti che effettivamente hanno dato splendore al quel gioco tanto sperato in casa juventina e che si tramuta nel vincere, convincere e divertire divertendosi. Ma, per arrivare a questo nell’arco degli oltre 90 minuti di gioco, Sarri deve ancora lavorare molto sui meccanismi di centrocampo, dove si esalta molto la costruzione del gioco a discapito dell’interdizione in appoggio alla difesa. E’ l’equilibrio non ancora trovato tra i vari momenti di possesso e non possesso palla, che vanno disciplinati per evitare di prendere troppi gol che si potrebbero evitare. Ottimo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Demiral,</b> non troppo convinto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ramsey </b>e<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> Rabiot</b> ancora alla ricerca di capire cosa vuole Sarri da lui. Eccellente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b> che deve essere sfruttato più da esterno d’attacco, mettendo alle sue spalle un terzino di ruolo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Matuidi</b> non è ancora il giocatore ammirato l’anno scorso e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b> soffre più del previsto il compito di involarsi sulla fascia sinistra, per poi ritornare a coprire il ruolo di difensore. Vedremo cosa accadrà in seguito. Una cosa è certa, la Juve lotterà fino alla fine per vincere lo scudetto e lo farà in dirittura finale assieme a Inter e Lazio.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Napoli – Inter, 1 a 3 – doppietta di Lukaku e gol di Lautaro Martinez </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Continua il testa a testa di classifica dell’Inter con la Juve. Per far questo la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Conte </b>doveva vincere e l’ha fatto nella gara del San Paolo contro un Napoli che è la pessima copia di quello che è stato lo scorso campionato. La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ringhio Gattuso</b> ha fatto quello che ha potuto al cospetto di una squadra come l’Inter che quest’anno pressa alto l’avversario, forte dei suoi due attaccanti <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lukaku</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lautaro Martinez,</b> sempre pronti a sfruttare tutte le occasioni offerte dal proprio centrocampo e dagli esterni. La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Antonio Conte</b> è cinica, sicura di sé e convinta di rendere difficile la strada a una Juve che vede ancor di più come un avversario ostico da battere a tutti i costi. Tutto questo, fermo restando della consapevolezza di non essere ancora allo stesso livello della squadra di Sarri, ma che attraverso il lavoro, la grinta, la convinzione e la determinazione, sia possibile accorciare questo gap tecnico e di rosa allargata che vanta la Juve. Dunque, assisteremo sicuramente a un bel campionato e a domeniche da gustare intensamente nella consapevolezza di vedere fino alla fine Juve e Inter appaiate, con l’incomodo della Lazio e il probabile disturbo di un’Atalanta che si farà valere anche in Champions.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone-ufficiale-serie-a-2019-20.jpgSiNcampionato-di-calcio-l-anno-nuovo-non-cambia-il-nome-delle-pretendenti-al-titolo-1013645.htmSi100451001,02,03030189
151013642NewsCampionatiIl Toro e la serenità perduta.20191223175336C`è bisogno di calma e ragionevolezza.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>L’analisi della situazione attuale del Torino ci porterebbe concretamente ad assumere un atteggiamento giornalisticamente esacerbato contro un ambiente, quello granata, che si rende spesso disunito a torto o a ragione all’interno dei tifosi stessi. Purtroppo, l’andamento negativo della squadra di Mazzarri è coinciso con le vicende avvenute all’interno della Curva Primavera subito supportata in uno sciopero da una parte della Curva Maratona, che si è allineata al malcontento dei granata dirimpettai dello Stadio Grande Torino. Ma questo ci porterebbe ad <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>un discorso molto ampio di rapporti poco curati, che coinvolge la dirigenza, la squadra, l’allenatore e i tifosi. A ciascuno il suo, perché in tutta questa situazione in cui non si percepisce più il senso di quell’empatia che è l’emblema del buon andamento e dei risultati di una società di calcio, c’è la corresponsabilità di ogni singolo personaggio legato al Toro. E non è giusto puntare il dito sull’altra persona, quando non ci si accorge quanta responsabilità ha il singolo in fase oggettiva. Detto questo, veniamo alla squadra e al suo condottiero. E’ evidente che questo Toro abbia perso l’acume tattico e soprattutto l’autostima ritrovata l’anno scorso nella seconda parte del campionato, quando ha avuto un andamento di risultati positivi capaci di portare la squadra di Mazzarri nei livelli alti di classifica. Oggi il Toro non riesce ad avere continuità e sicurezza nei propri mezzi. La squadra gioca con il timore di perdere e si abbandona in errori in difesa e a centrocampo, che sono inaccettabili per giocatori professionisti di Serie A. Dopo buone prestazioni contro Genoa e Fiorentina, la difesa del Toro ha incassato 5 gol in 180 minuti; un’enormità rispetto a quanto aveva fatto vedere lo scorso campionato. I numeri parlano chiaro e dicono che la squadra di Mazzarri a oggi ha subito 26 gol e 66 parate di Sirigu, un portiere che spesso salva pure l’impossibile. E se pensiamo che l’anno scorso di questi tempi i gol subiti sono stati 18 e a fine campionato 36, ecco spiegata l’instabilità prodotta dalla squadra e soprattutto da un centrocampo poco adatto a supportare una difesa che non si avvale più dell’ottima forma di Nkoulou e Izzo e che arranca per la cronica indisponibilità di Lyanco che è quasi sempre infortunato, Djidji che si è perso per strada, Bremer ancora molto grezzo tecnicamente, Bonifazi (chi l’ha più visto?). E così, evidenziando sempre la dietrologia del mondo granata, si rimpiange anche il buon Moretti che dava comunque un apporto concreto di esperienza e fattiva opera carismatica all’interno del gruppo. Ma questi non possono essere discorsi da prendere in considerazione, soprattutto alla luce di una squadra che ha iniziato l’anno calcistico 2019’20 disputando alcune partite nei preliminari di Europa League senza superarli e che si è presentata in questo campionato con la presunzione di conquistare un posto per l’Europa. Non ci sono i presupposti e non c’è neanche l’adeguata conduzione tecnica in grado di dare un’impronta di gioco moderno, pipante, consapevole che il calcio di oggi consiglia squadre di mediocre livello tecnico come il Toro, di andare ad aggredire alto l’avversario in maniera sistematica, tanto da inibire la fonte del gioco degli avversari, specie se ti sovrastano dal punto di vista tecnico. Tuttavia, pur rendendoci conto che quanto sostenuto a livello di scuola di pensiero tattico ci sia bisogno di una robusta preparazione atletica capace di supportare lo sforzo fisico, si intravvede anche la necessità di avere il coraggio anche a livello di cultura societaria, di mettere in atto un processo di cambiamento di mentalità capace di un ammodernamento dirigenziale e tecnico. In buona sostanza il Toro di oggi deve investire il suo futuro attraverso cambiamenti culturali che partono dall’alto e finiscono alla conduzione tecnica e alla squadra. Si prosegua pure con Mazzarri fino a giugno e poi si ricominci con un allenatore giovane, dalle vedute di calcio moderno come Roberto D’Aversa, oppure si sostituisca subito il tecnico toscano con Davide Nicola (soluzione secondo noi molto remota, visto il pensiero di Cairo che dichiara la sua piena fiducia nell’attuale panchina). E poi a livello di ambiente granata, si cerchi la serenità perduta. Chissà, magari è proprio dietro l’angolo e nessuno la vede. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-cairo-presidente.jpgSiNil-toro-e-la-serenita-perduta-1013642.htmSi100451001,02,03030226
161013636NewsCampionatiChe cosa sta succedendo al Torino? Lo abbiamo chiesto a Claudio Sala20191204120155Assieme al poeta del gol, abbiamo analizzato il momento negativo della squadra di Mazzarri.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“L’unico rammarico è di avere avuto poco spazio in Nazionale, perché prima avevo davanti Rivera e Mazzola, poi Franco Causio. Da lì, sono nate le difficoltà di trovare un posto in azzurro".</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> A parlare è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Claudio Sala</b>, uno degli ultimi interpreti del calcio inteso come fantasia e poesia. Capitano del Torino dell’ultimo scudetto conquistato nella stagione 1975’76, questo poeta del gol che con i suoi dribbling e le discese sulla destra del campo, metteva sempre i <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Gemelli del gol” Pulici e Graziani</b> in condizione di segnare numerose reti. Quello fu un Torino davvero particolare, proprio per quella concezione innovativa di un football che si ispirava molto a quello olandese. Atleta corretto e fantasioso, Claudio Sala per le sue undici stagioni giocate con la maglia granata, è considerato da tutti un fedelissimo del Toro. E non è un caso che abbiamo pensato di fargli questa intervista, proprio per affrontare insieme i vari temi che possano spiegare in qualche modo la situazione non certo brillante del Torino attuale.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Claudio, che cosa sta succedendo al Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che a questa domanda potresti rispondere meglio tu che sei dentro le cose del Toro, rispetto a quanto non lo sia io. Personalmente non credo alle favole di chi dice che nella squadra ci sia chi gioca contro l’allenatore e neanche a chi sostiene che ci siano giocatori che non passano la palla al compagno per partito preso. Questo è fantacalcio. Ogni squadra gioca per vincere e quindi non sono da considerare certe situazioni. Certo, per il Toro è un momento difficile, tuttavia, nonostante fosse partito bene in campionato, ha avuto quella sconfitta in casa con il Lecce, una squadra che poi a dimostrato fuori casa di farsi valere. Adesso sono arrivati questi tre punti conquistati contro il Genoa fuori casa. Questo secondo me è un dato importante, perché fa vedere le cose sotto un’ottica diversa e sicuramente più ottimistica.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Condividi i malumori dei tifosi che sono delusi anche dopo la vittoria esterna di Genova?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“I tifosi hanno sempre il diritto di potere esprimere il loro stato d’animo, però non è che si possa accettare sempre un certo tipo di atteggiamento, soprattutto quando la squadra si presenta sotto la curva per essere incoraggiata. E anche se a Genova si è vinto pur giocando male, il calcio ci insegna che la cosa che conta è il risultato. Io sono pratico oggi, così com’ero ieri quando giocavo.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dal punto di vista tecnico, che motivazioni dai a questo cattivo andamento di un Toro che all’inizio di campionato prometteva ben altro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sì, è vero. Il Toro prometteva ben altro, anche se ha fatto una campagna acquisti negli ultimi giorni, per inserire due pedine come Laxalt e Verdi e potenziare la squadra. Io avrei cercato di farlo molto tempo prima, una volta saputo che dovevi andare a giocare l’Europa League. Quindi, penso che tutto ciò sia stato un premio ai tifosi, i quali si aspettano sempre l’arrivo di giocatori di un certo livello.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tu che sei stato capitano del Toro, ricordi momenti di questo tipo nell’ambito della squadra? Come si vivevano certe situazioni all’interno dello spogliatoio?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Certo, prima di vincere i campionati, qualche volta ci sono stati degli screzi con i tifosi. Tuttavia, devo dirti che adesso è cambiato tutto nel calcio e quindi è difficile fare un paragone. Per quanto riguarda la situazione attuale, penso che ci siano delle cose che noi non possiamo sapere e quindi i giocatori possono anche fare delle scelte sbagliate, come quelle di andare o no sotto la curva dopo la fine della gara.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E adesso sta per arrivare la Fiorentina. Sarà una gara tra deluse?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Tra deluse non direi, perché il Torino viene da un risultato positivo fuori casa, mentre la Fiorentina ha perso malamente in casa e aveva pure perso la partita precedente. La squadra di Montella ha fatto un buon avvio di campionato e anche lei probabilmente sta patendo qualche problema.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Per finire Claudio. Tu sei ottimista o no, per quanto riguarda il prosieguo del campionato del Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Io sono sempre ottimista, anche perché non considero mai che l’allenatore sia l’unica causa del cattivo andamento della squadra. Spero che da adesso in poi il Toro affronti le partite con un pizzico di morale in più, perché è una squadra che può fare molto bene e sicuramente meglio di quanto non abbia fatto fino adesso.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-claudio-sala.jpgSiNche-cosa-sta-succedendo-al-torino-lo-abbiamo-chiesto-a-claudio-sala-1013636.htmSi100451001,02,03030229
171013628NewsCampionatiNello Santin pone in analisi la crisi del Milan20191106111610Intervista all`ex calciatore del Milan, L.R.Vicenza, Torino e Sampdoria <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nello Santin</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> è uno dei gregari rossoneri che tanto hanno dato per la causa del Milan, contribuendo alla conquista di Coppe e scudetti (memorabile l’incredibile salvataggio sulla linea della porta, con Cudicini battuto nella semifinale di Coppa dei Campioni contro il Manchester United nel 1969). Da calciatore maturo emigra al Lanerossi Vicenza e poi al Torino, dove vince lo scudetto con l’allenatore Gigi Radice nel campionato 1975-‘76. Nato a Eraclea (Ve) il 3 luglio del 1946, Nello Santin alla fine degli anni sessanta è entrato in quel ciclo d’oro del Milan di Rocco e Rivera che ha vinto tutto. Oggi, in occasione della prossima partita che il Milan giocherà all’Allianz Stadium contro la Juventus, lo abbiamo intervistato per parlare dell’attuale crisi del “Diavolo rossonero”.<a name="_GoBack"></a> </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nello, che idea ti sei fatto dell’attuale crisi del Milan?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La crisi del Milan è figlia dei presidenti che nulla centrano con il calcio, ma volevano sfruttare l’occasione per investire e guadagnare altri soldi. Peccato che prima i cinesi, poi il Fondo Elliot divenuto proprietario del club rossonero per l’inadempimento dei prestiti ottenuti dagli stessi cinesi, non conoscono di fatto il mondo del calcio. L’idea era di fare un business, e invece questo è il risultato”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Quindi, tutte le colpe di questo stato di cose milaniste sono attribuibili ai proprietari della società rossonera?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“E’ proprio così, perché si era ventilata questa storia di magnati che volevano fare il loro sporco gioco, e purtroppo dietro di loro sono andati dei personaggi che di calcio ne masticano davvero poco”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E veniamo a discorsi più tecnici. Secondo te la squadra di Pioli crea un po’ di più di quella di Giampaolo?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Ho visto una piccola reazione dopo l’innesto del nuovo allenatore. Tuttavia, posso dire che è ancora poca cosa rispetto a quello che si attendono i tifosi milanisti, i quali sono abituati a giocatori di una certa classe, capaci di inventare il gioco con destrezza, rendendolo piacevole ai buongustai del calcio. E invece, c’è poco materiale tecnico in questa squadra”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Da più parti si parla di un Milan senza ossigeno, ma la paura di perdere condiziona la squadra. Potrebbe esserci una causa psicologica?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Potrebbe essere una delle tante cause, ma ritengo che i giocatori risentano dei grossi problemi della società e fanno ancor più fatica a essere concentrati in campo. Se avessero alle loro spalle una società in grado di sollevare tutti i loro problemi, invece di acuirli, le cose andrebbero diversamente. Mi dispiace vedere uscire dal campo i giocatori a testa bassa e sotto un nugolo di assordanti fischi. Credimi, è demotivante”. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E, infatti, a questo punto del campionato, il Milan deve necessariamente guardarsi alle spalle. Altro che pensare alla Champions........</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Anche questa è un’altra storia vergognosa, visto che dall’inizio hanno sbandierato ai quattro venti che questa squadra avrebbe avuto tutte le potenzialità di far parte della Champions del prossimo anno. Qui bisogna pensare a restare in Serie A, altro che Champions. Non è giusto illudere i tifosi, quando chi sa di calcio si accorge subito che è stata formata una squadra di giovani che nulla hanno fatto di concreto! Una o due partite a livello mediocre e poi basta, tutto finito. Questi giocatori non sono assolutamente da Milan, perché i suoi tifosi vogliono vedere calciatori di classe che possono inventare qualcosa. Questi, quando hanno terminato la benzina ritornano ad essere dei giocatori normalissimi e nulla più. E’ un brutto inizio, questo per il Milan!”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Secondo te, è più giusto imputare di colpe il solo reparto difensivo, oppure è la squadra nel suo complesso a non essere all’altezza?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Certo, il reparto difensivo è quello che è maggiormente sottoposto agli sbagli, perché se becchi gol è il momento in cui ci si dà la colpa l’uno con l’altro. Ritengo invece che non sia solo quello il problema, perché quando parliamo di squadra si parla di collettivo e di reparti che devono aiutarsi vicendevolmente ad affrontare l’avversario, Attaccanti e centrocampisti devono partecipare anche al gioco difensivo, proprio quando non si ha il possesso palla. A situazione inversa, invece, anche i difensori possono diventare a loro volta centrocampisti e attaccanti. C’è poi un’altra cosa che ho notato, ed è la cocciutaggine di far partire l’azione da dietro con piccoli passaggi che vanno dal portiere al difensore, ai centrocampisti e, se poi va tutto bene, arrivare alle punte. Per far questo devi avere i piedi buoni, possedere un tasso tecnico che i giocatori del Milan non hanno. Quindi, certi atteggiamenti tecnici e tattici, lasciamoli fare a squadre come il Barcellona. Questo Milan per evitare di prendere gol, deve lanciare la palla lunga e pedalare, esattamente come si faceva una volta. Ciascun faccia di necessità virtù, altrimenti sarà proprio dura!”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ poi non c’è un vero leader, un capitano capace di creare un gruppo. E’ vero?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sono assolutamente d’accordo. Non c’è un leader nello spogliatoio, nel campo, nelle cene, nel fare le interviste. Ai nostri tempi avevamo tre o quattro giocatori rappresentativi capaci di sistemare le cose e non c’era bisogno di accompagnatori o di ex calciatori che smettono di giocare e vogliono fare i presidenti delle società senza averne l’esperienza necessaria. Ritorno a dire che il Milan manca di una società solida, capace di gestire bene le cose interne senza fare interferire dall’esterno ciò che dovrebbe far parte della propria casa. C’è anarchia, perché al Milan tutti comprano, tutti parlano, tutti vendono e non si capisce più niente. E’ davvero un macello!”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>In conformità a quello che stai dicendo, mi sembra che sei sostanzialmente d’accordo con Fabio Capello, il quale nel corso di un’intervista a “Radio Anch’io”, ha affermato che i giocatori del Milan non sono di livello, che giocano con la paura addosso e non rendono per il loro valore.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La sostanza è questa, ma ci vuole anche un allenatore che sappia mettere bene in campo i giocatori, che li faccia correre bene e impartisca chiaramente il proprio credo calcistico”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E allora Pioli non va bene?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Non è questo il punto, perché a ogni allenatore bisogna dare del tempo per lavorare. Non si può fare così come ha deciso il Milan, il quale ha sostituito in fretta e furia Giampaolo. Personalmente avrei continuato a lavorare con lo stesso allenatore, perché come ti ho già detto, non è il tecnico il vero problema del Milan, ma è la società”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E adesso, all’orizzonte si profila l’incontro con la Juve. Che partita sarà secondo te?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Nelle due ultime partite contro il Genoa e il Toro, io non ho visto una grande Juventus. Sono ancora in attesa di ammirare tutto questo bel gioco che Sarri ha promesso. Tuttavia, con un Milan in queste condizioni è facile pronosticare un risultato a favore della Juve. Piuttosto, mi auguro davvero che la squadra di Pioli non vada incontro a un’altra figuraccia”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-nello-santin.jpgSiNnello-santin-pone-in-analisi-la-crisi-del-milan-1013628.htmSi100451001,02,03030228
181013580NewsCampionatiIl romanzo del pallone, tra lacrime e addii.20190527180756L`ultima domenica del campionato di Serie A, ha riservato molte emozioni. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Si è concluso il campionato di Serie A 2018/’19. Una domenica di tristezze in cui il calcio italiano ha manifestato una summa di sentimenti capaci di contrapporsi tra lacrime di gioia e malinconici addii. Gioisce l’Atalanta di Gasperini che vincendo contro il Sassuolo si è piazzata al terzo posto in classifica con 69 punti assieme all’Inter, la quale soffrendo smisuratamente contro un ottimo Empoli, entra a far parte della Champions League del prossimo anno. Milan, Roma e Lazio, (che vincendo la Coppa Italia si è qualificata ai gironi di Europa League) entrano in Europa, mentre Chievo, Frosinone ed Empoli vanno mestamente in Serie B. Si salvano per il rotto della cuffia Genoa e Fiorentina, che pareggiando una partita priva di intensità per evidente paura di offendersi reciprocamente, accolgono con entusiasmo la sconfitta dell’Empoli. Peccato per la squadra di mister Andreazzoli, che ha espresso un buon calcio fino alla fine e capace di mettere in serie difficoltà la pazza Inter di Spalletti. Emozioni e adrenalina ad alti livelli per gli appassionati di calcio che, tranne le partite Sampdoria – Juventus (gara insignificante), Cagliari – Udinese e Frosinone – Chievo, hanno tenuto il fiato in sospeso. Ha vinto il Bologna contro il Napoli (straordinaria l’impresa fatta da Mihajlovic) ed ha vinto anche il Toro di Mazzarri e la Roma di Ranieri che hanno salutato gli addii eccellenti di Emiliano Moretti che ha appeso le scarpe al chiodo, quello di Daniele De Rossi che ha lasciato la sua Roma per volere della società giallorossa. E ancora mister Ranieri, prima chiamato per risolvere i problemi della Roma nel dopo Di Francesco e poi frettolosamente non confermato. Film che si ripetono col passare degli anni, ingratitudini e struggenti visioni di un pallone sempre pronto a raccontarti la vita con tutte le sue sfaccettature. Una metafora perfetta dove lo sgorgare delle lacrime è il significato di momenti di gioia e di dolore, di sorrisi, di braccia alzate al cielo e di tristezze su volti che manifestano la propria delusione. Così come l’Empoli che va in Serie B dopo aver creduto legittimamente fino alla fine di restare in Serie A. E così come i tifosi di Torino e Roma che perdono due calciatori e un allenatore tanto amato. Diverse queste figure, diverse queste storie che comunque raccontano l’unico senso romantico di un pallone che fa dell’emozione il significato di ogni cosa. E allora ci chiediamo cosa mai sarebbe il calcio senza il gol e senza i suoi personaggi che gli ruotano attorno, costruendo percorsi professionali che sfociano nell’umano dei sentimenti più profondi. Nulla è per sempre, tutto si può protrarre per lungo tempo, ma niente ti garantisce l’eterno, almeno tra noi comuni mortali. E quando vedi stadi come quelli di Torino e Roma che sono gremiti di tifosi non tanto per l’esclusivo senso del gioco del calcio, ma per quello che rappresenta nei suoi valori umani, allora tutto ritorna come qualcosa che dà il significato profondo a chi in maniera superficiale vede soltanto il calcio al pallone come una semplice pedata per fare gol. No, dentro c’è l’emozione, c’è la rabbia, ci sono gli abbracci, c’è la persona in quanto tale. Schegge di momenti di sport che enfatizzano la fragilità dell’uomo nella sua essenza. E’ stata dunque la domenica della commozione ma anche dei verdetti finali, delle giustizie, delle ingiustizie, delle gioie e delle delusioni talora inaspettate. Ma non è proprio come il nostro quotidiano?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711l'addio-di-de-rossi.jpgSiNil-romanzo-del-pallone-tra-lacrime-e-addii-1013580.htmSi100451001,02,03030303
191013513NewsCampionatiPam, pam, pam. Piatek, il “pistolero” del Milan.20190202153719Il nuovo centravanti del Milan è una vera forza della natura.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ il vero colpo del mercato di gennaio. L’ha fatto il Milan, il quale dopo essersi sbarazzato del Pipita Higuain, ha realizzato con molto acume l’acquisto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Krzysztof Piatek</b>. Un attaccante polacco di 24 anni che è nato per il gol. Forte fisicamente, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Piatek</b> è una vera forza della natura. Difficile da marcare per la sua stazza fisica, questo attaccante ha subito fatto alzare le antenne di molti direttori sportivi i quali sono stati preceduti dal Genoa che, acquistandolo, ha acquisito le sue prestazioni per l’anno 2018’19. Il suo esordio avviene nella terza serie polacca con la maglia della sua città, il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lechia Dzierzoniow</b>. Un anno dopo passa nel <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zaglebie Lubin</b> e poi nel 2016 viene ingaggiato dal <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">KS Cracovia</b>. Qui comincia la sua vera escalation, in quanto in poco più di 2 anni segna 32 gol in 65 partite. Arrivato in Italia, sulle rive della città di Genova si carica al punto di realizzare 19 gol in 21 partite, vestendo la maglia rossoblu del Genoa. Ma il suo talento fa subito scattare la voglia di fare proposte di acquisto allettanti al club del presidente Preziosi, da parte di molte importanti squadre italiane ed europee. Così passa al Milan conquistando immediatamente il pubblico di San Siro proprio con una straordinaria doppietta realizzata in Coppa Italia contro il Napoli. Contro di lui nulla hanno potuto i forti difensori centrali partenopei, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Koulibaly</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Maksimovic</b>, i quali sono stati presi d’assalto dal furore agonistico del polacco. Una prova maiuscola che decreta il passaggio in semifinale di Coppa Italia e scatena gli umori della squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Rino Gattuso</b>, tanto criticata per le sue fasi alterne che mettevano in evidenza soprattutto il problema fisico e psicologico di un Higuain totalmente estraneo e inadeguato all’ambiente rossonero. Diciamo che la grana creata dall’argentino al Milan, è stata provvidenziale nell’incrociare un segno del destino premonitore di una svolta fortunata, cui nessuno avrebbe scommesso. E invece, ecco verificarsi <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>la realtà dei fatti; per un bomber scarico che va al Chelsea di Maurizio Sarri, arriva un bomber pistolero che ha tutta l’aria di far bene e di risollevare gli animi di un Milan che tenta la scalata alle prime quattro posizioni di classifica. E’ la stranezza di un calcio in cui spesso si sbaglia l’acquisto di un calciatore, ma poi ti dà modo di riparare l’errore commesso attraverso il fiuto da talent scout e anche di una buona dose di fortuna. Adesso il Milan è rinato. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gattuso</b> può stare tranquillo, il suo “pistolero” è un bomber di razza che dà certezze di forza dirompente e gol. Mica grovigli di problemi e dispendi di denaro buttato al vento. Higuain è ormai il passato, Piatek è il presente e il futuro di un Milan che fa bene a sognare.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio Meazzafl0711fl0711foto-piatek.jpgSiNpam-pam-pam-piatek-il-pistolero-del-milan-1013513.htmSi100451001,02,03030154
201013509NewsCampionatiUn campionato dalle mille sfumature20190128163812L`analisi <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La 21ma giornata di Serie A (seconda di ritorno), ha riservato colpi di scena e molti spunti di carattere tecnico – tattico da analizzare. Pareggia il Napoli di Carletto Ancelotti a San Siro contro il Milan di Gattuso, con un risultato a reti bianche che non fa brillare né l’una, né l’altra squadra. All’inaspettata batosta interna del Bologna che perde 4 a 0 contro il modesto Frosinone e sentenzia l’allontanamento di Pippo Inzaghi con il ritorno sulla panchina felsinea di Sinisa Mihajlovic, si evidenzia la vittoria in casa per 4 a 0 della Sampdoria contro l’Udinese, con un Quagliarella stratosferico che alla veneranda età di 36 anni continua a fare gol a grappoli e si propone come prossimo attaccante della Nazionale di Mancini. Intanto l’Atalanta di Gasperini conferma il suo momento di grazia pareggiando 3 a 3 contro la Roma di Di Francesco, recuperando 3 gol al passivo subiti nel primo tempo e sbagliando addirittura un rigore con Zapata. Fuori casa vincono Fiorentina e Spal, rispettivamente contro Chievo e Parma, mentre il Sassuolo che si posiziona a 29 punti in classifica, fa suo il match con un rotondo 3 a 0 che fa preoccupare il Cagliari. E mentre si attende il risultato del posticipo del monday night Empoli Genoa, facciamo un’analisi più approfondita per quanto riguarda le partite <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lazio – Juventus e Torino – Inter.</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Lazio – Juventus.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Da dove cominciamo? Se vogliamo parlare di calcio diciamo di avere visto per tutto il match una sola squadra in campo: la Lazio di Simone Inzaghi. Se invece vogliamo parlare di tutto quello che vuol dire “non calcio”, allora diciamo che la Juventus ha vinto immeritatamente per 2 a 1, disputando la più brutta partita del campionato in corso. E, mentre la Lazio ha disputato la partita della vita con bellissime trame di gioco, grande furore agonistico e capacità di non fare ragionare la Juventus dei suoi tanti campioni,i bianconeri di Allegri hanno mostrato limiti atletici, innumerevoli errori in fase di impostazione di gioco e un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Emre Can</b> che solo il tecnico toscano vede nel ruolo delicato che di solito ricopre Pjanic. Infatti, il calciatore tedesco di origine turca, non ha il passo né la tecnica necessaria per posizionarsi davanti alla difesa e distribuire palloni utili nella dinamica del gioco d’attacco della Juventus. Troppo ruvidi i suoi piedi per affidargli un ruolo così delicato. Ma Emre Can non è stato il solo calciatore insufficiente di una Juve in cui soltanto <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Szczesny si è conquistato la palma di migliore in campo. Chiaro, dunque, come la Juve che ha perso pure Bonucci per un infortunio che lo terrà lontano dal campo per un mese, sia stata per quasi tutta la partita in balia di una Lazio pimpante che, dopo essere andata in vantaggio grazie a un’autorete di Emre Can, ha fallito il raddoppio con Immobile. I biancocelesti hanno seriamente messo alle corde la Juventus che oltre a non sapere reagire, ha mostrato certi errori grazie anche ad Allegri, il quale ha capito tardi di avere sbagliato formazione. I bianconeri, infatti, non hanno vinto un contrasto, non hanno saltato l’uomo, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>non hanno sfruttato a sufficienza le fasce laterali e persino CR7 è risultato non pervenuto. Poi, dopo avere sostituito Matuidì con Bernardeschi e Douglas Costa con Cancelo la Juve ha pareggiato i conti, prima con Cancelo e poi ha vinto il match grazie ad un rigore calciato da CR7, per un ingenuo atterramento di Cancelo in area di rigore ad opera di Lulic. Che dire? Dopo quanto visto di così squallido calcio, la Juventus ha allungato pure il suo vantaggio portandosi a + 11 dal Napoli che la segue al secondo posto. Tutto ciò è semplicemente disarmante se visto nell’ottica del non merito, tuttavia, bisogna anche dare atto alla Juve di essere risuscitata a sovvertire il risultato proprio nel match più brutto del suo campionato. E’ questione di carattere. Anche così si raggiungono i grandi traguardi.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Torino – Inter.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> Vincono i granata di Mazzarri con un gol di Izzo, ma l’Inter dov’è? E se questa non è la vera Inter di Spalletti, che cos’è? Dire che i nerazzurri sono apparsi lontani da ogni logica di gioco, da ogni idea che potesse dare un senso a una squadra che punta al terzo posto per entrare in Champions League, è quasi un eufemismo. Tuttavia, la scarsezza mostrata sul campo dalla squadra di Spalletti, non deve sminuire l’importante vittoria di un Toro che, pur non avendo disputato la partita della vita, ha saputo dare aggressività a una manovra che ancora oggi risente della mancanza di gol dei suoi attaccanti Belotti e Zaza. Con questa vittoria i granata hanno saputo onorare al meglio i 100 anni dalla nascita di capitan Valentino Mazzola, ma sanno benissimo che adesso comincia il loro campionato. Infatti, il desiderio di entrare in Europa League ha un solo scopo: quello di ritrovare la continuità di gioco e risultati a partire dalla prossima partita che i granata giocheranno a Ferrara contro la Spal. Ma ritornando all’Inter di Spalletti, possiamo dire di ricavare sempre la sensazione di una squadra incompiuta, senza anima e molto preoccupata per il rinnovo del contratto di Icardi piuttosto che per le bizze di Perisic, il quale ha dichiarato apertamente di volere cambiare squadra. Tutte situazioni che distolgono i pensieri dal campo e s’intersecano tra mille cose che non possono essere gestite in maniera ordinata. Pensiamo che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Beppe Marotta</b> avrà il suo daffare per mettere ordine in una società che dà segni di nervosismo. E poi c’è la parte tecnica da rivedere. Sì, perché se è vero che i calciatori dell’Inter hanno le loro responsabilità per questa discendente situazione di gioco e risultati, è altresì vero che Spalletti non mostra di avere le idee chiare da allenatore di una grande squadra, qual è l’Inter. Troppe volte lo vediamo camminare davanti alla panchina a testa bassa. Su e giù, guardando quel tappeto verde in cui gli sembra di trovare una soluzione per illuminare qualcosa che non c’è. Contro il Toro, Spalletti si è presentato con un inedito 3-5-2, lasciando fuori Perisic e inserendo Lautano Martinez in appoggio a Icardi. Ma l’idea tattica non ha sortito alcun vantaggio, anche per i troppi errori commessi dal mediocre Joao Mario, Brozovic, Vecino e poi da Dalbert e D’Ambrosio, i quali attraverso le folate offensive, avrebbero dovuto dare linfa a un attacco opacizzato da pochissime opportunità da gol. C’è dunque ancora molto da fare in un’Inter ancora troppo lontana dal suo standard da grande squadra. Noi pensiamo a una mini rivoluzione estiva, che inizierà probabilmente con la sostituzione sulla panchina di Luciano Spalletti. Un allenatore filosofo, ma forse poco adatto a imprimere quel mordente e quella foga agonistica che la sua squadra dimostra di non avere.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711campionato-di-serie-a-2018'19.jpgSiNun-campionato-dalle-mille-sfumature-1013509.htmSi100451001,02,03030153
211013478NewsCoppeChampions, Juventus e Roma alla grande20181024193938Le due squadre italiane dimostrano grande carattere <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Juventus inarrestabile. Dopo 8 successi di fila in campionato, ecco la terza vittoria consecutiva in Champions che con 9 punti in classifica la porta in testa, conquistando anzitempo la sicurezza di passare agli ottavi di finale. Un ruolino di marcia davvero pazzesco per la squadra di Max Allegri che dà la sensazione di divertirsi e di manovrare con fluidità estrema il proprio gioco. Chi non ha visto la partita non si lasci distrarre dallo striminzito punteggio di 1 a 0 che la Juventus ha ottenuto in casa del Manchester United, grazie al gol di Dybala. In questo unico gol c’è qualcosa di più! C’è il coraggio di andare all’Old Trafford e imporre il proprio gioco; c’è la consapevolezza di puntare dritto alla finale di Champions per vincerla; ma soprattutto c’è la convinzione di essere diventata la squadra più forte d’Europa, non solo per la presenza in squadra di Cristiano Ronaldo. Certo, CR7 è il vero catalizzatore di tutte le azioni d’attacco della Juventus, il valore aggiunto, ma resta il fatto che anche gli altri campioni presenti in squadra o in panchina siano comunque influenzati positivamente dalla sua mentalità vincente. E allora diventa tutto più facile, anche se Max Allegri deve stare attento a non far ripetere più ai suoi giocatori, certi momenti di offuscamento mentale che si sono evidenziati nel match di campionato contro il Genoa. Ma ci sta, anche se quel pareggio in casa suona ancora come fosse stata quasi una sconfitta. E’ il destino delle grandi squadre, quelle abituate a vincere sempre e non ci stanno mai a fare il minimo passo falso. Detto questo, dobbiamo dire che la squadra di Mourinho attualmente non è più la pericolosa macchina da gol di qualche anno fa, anche se gli diamo l’attenuante di alcune assenze importanti. Pogba ha preso un palo, ha giocato un’ottima partita, ma non è bastato ai fini di un risultato che sentenzia la superiorità della Juventus. La Roma, invece, nell’impegno di Champions contro il CSKA doveva dare una risposta ai suoi tifosi, ma prima ancora a sé stessa, proprio per dimostrare che la vera squadra di Di Francesco non poteva essere quella vista in campionato e, soprattutto, quella che aveva perso amaramente in casa contro la Spal. Il riscatto è avvenuto in maniera chiara e inconfutabile, visto che i giallorossi vincendo con un rotondo 3 a 0 hanno saputo verticalizzare il gioco con una compattezza di squadra che è stata molto eloquente nel rispondere sul campo a chi ha criticato lungamente il lavoro di Di Francesco. E poi anche Dzeko si è finalmente sbloccato facendo 2 gol, qualche assist pregevole e grande spinta aggressiva anche per sensibilizzare i suoi compagni di squadra. Under ha poi chiuso definitivamente la pratica contro i russi realizzando il gol della tranquillità. Oltre a Dzeko sono stati<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>molto convincenti nel gioco di squadra, Pellegrini, El Shaarawy e De Rossi, eterna anima indistruttibile dei giallorossi. Adesso la Roma sale a sei punti in classifica scavalcando proprio il CSKA e condividendo il primato con il Real Madrid. Una posizione che fa ben sperare per il passaggio del turno,ma, soprattutto, rende vitale un ambiente giallorosso depresso e preoccupato per l’andamento della propria squadra. Adesso a Di Francesco si chiede continuità, anche nell’inculcare al suo giocatore più atteso (Dzeko) di non essere bello solo di notte. Lui, le qualità le ha proprio tutte. Deve soltanto sbloccarsi in maniera definitiva.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Manchesterfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNchampions-juventus-e-roma-alla-grande-1013478.htmSi100451001,02,03030246
221013476NewsCampionatiC’è grande attesa per il derby Inter – Milan.20181019185054Nerazzurri e rossoneri ritornano a sfidarsi con il sapore dei derby d`altri tempi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E siamo arrivati all’antivigilia del derby milanese numero 169. C’è chi dice che vincerà l’Inter e c’è chi è convinto che prevarrà il Milan. Ma al momento chi ha vinto davvero è lo stadio Meazza, che da giorni è già tutto esaurito. Domenica sera, infatti, ad assistere al derby meneghino ci saranno 78 mila spettatori per un incasso che sfiorerà i 5 milioni di euro. Questi dati sono emblematici di un’attesa rinnovata per questo derby che ormai da troppo tempo vive di ricordi. Le due squadre della città lombarda, hanno infatti vissuto lunghi periodi gloriosi che si sono manifestati attraverso i grandi trofei conquistati in campo nazionale e internazionale. Poi c’è stata una sorta di lungo periodo in cui le due società milanesi non hanno più saputo ritrovare il bandolo della matassa per primeggiare. Le cause? Sono davvero tante e tra queste c’è da considerare la fine di un ciclo dovuto anche a travasi di vecchie e nuove proprietà arrivate dalla lontana Cina. E allora tutti a rimpiangere i Moratti e i Berlusconi, ineguagliabili condottieri e straordinari amministratori che hanno fatto grande l’Inter e il Milan. Oggi c’è una timida ripresa d’interesse per il calcio meneghino, prova ne è questa grande attesa per un derby che giunge in un momento in cui l’Inter si trova a 16 punti in classifica, occupando la terza posizione alle spalle di Juventus e Napoli, mentre il Milan che di punti ne ha 12, si trova a condividere la sua decima posizione con Genoa e Torino. E mentre la squadra di Spalletti nelle ultime partite ha dimostrato più continuità di gioco e risultati, la squadra di Gattuso sta cercando ancora la sua vera identità. Tutti parlano del derby di Icardi e Higuain, noi pensiamo che sarà invece l’incontro delle due squadre milanesi che hanno ripreso a guardarsi in cagnesco dal punto di vista sportivo. Forse questa è la vera novità del 169esimo derby della Madonnina, in cui si ritrova quello spirito calcistico che fa di ogni derby una partita a sé. Nessuno ci sta a perdere, nessuno vuole sorbirsi gli sfottò del dopo derby nei bar, nei luoghi di ritrovo o di lavoro. E’ il fascino di una partita che divide le due curve con particolare orgoglio cromatico; da una parte i nerazzurri e dall’altra i rossoneri, tutti pronti a sostenere che la Milano calcistica storicamente gli appartiene. Ma alla fine c’è il campo con il suo verdetto finale, con le due squadre che si contenderanno attraverso il gioco e i gol quella vittoria che ingigantirà i meriti dei vincenti e deprimerà oltremodo i perdenti. Perché? Semplicemente perché questo derby meneghino ha ritrovato i suoi antichi valori del football milanese, in cui una squadra vuole prevalere sull’altra per soddisfare il proprio tifo di appartenenza. D’altra parte, come dicevamo pocanzi, Milano è sempre stata la scala del calcio, proprio perché ha avuto due squadre competitive in campo nazionale e internazionale. Inter e Milan si sono sempre spartite una grande fetta del football che conta, forse anche per questo motivo il derby di Milano storicamente ha assunto i connotati di una gara ancor più importante delle altre stracittadine d’Italia. Dunque, l’attesa del 169esimo derby di Milano si fa sempre più febbricitante. Come una volta, come quando Mazzola e Rivera sono stati gli artefici principali di una continuità che ha dato il sapore principe alla sfida tra Inter e Milan.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio Meazzafl0711fl0711foto-derby-inter-milan.jpgSiNc-e-grande-attesa-per-il-derby-inter-milan-1013476.htmSi100451001,02,03030147
231013458NewsEditorialeLa Serie A indossa la maglietta “Genova nel cuore”.20180826161941Quando il pallone tende la mano con un gesto di solidarietà.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Si può accorrere festanti allo stadio per una gara di calcio, vedere giocare i propri beniamini ed emozionarsi per un gol fatto o subito, ma ci si può anche attraverso il pallone addentrarsi in sentimenti profondi che sanno di solidarietà e di rispetto verso vittime innocenti di questa nostra vita in cui l’uomo resta l’unico vero responsabile di ogni cosa. E allora se è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b> o qualsiasi altro calciatore o tifoso a esporre la maglietta <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Genova nel cuore”,</b> poco importa al cospetto di ciò che è il grande significato del gesto. E così Genoa e Sampdoria oggi si stringono alla propria gente nello stadio, dove una volta tanto il pallone non ha il solo significato della vittoria a tutti i costi. Certo, si gioca per il campionato e per gli interessi che toccano le due società, tuttavia, in questo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Genova nel cuore”</b> c’è poco di genoano, poco di doriano e molto di genovese. Oggi nello stadio Ferraris di Genova, la curva rossoblù starà in silenzio per i primi 43 minuti di gioco. Già 43, come il numero dei morti di quella tragedia causata dal crollo di un’ala del ponte Morandi. Un silenzioso messaggio che è l’eloquente ringraziamento a Genova e a tutti i genovesi che si adoperano ancora oggi per dare una mano alle persone e alle famiglie colpite dal lutto e dal dolore. E’ un pallone che ci piace, questo, un pallone che sa di vita prima ancora di squallidi e stratosferici interessi economici. In fondo il calcio è un incontro tra persone. Ognuno con la propria storia, con le proprie fragilità, con i problemi legati a una quotidianità non sempre facile da vivere e che tramite la passione per la propria squadra di calcio sa anche unirsi nel momento del bisogno. Al di là di ogni colore sportivo e oltre qualsiasi ruggine e antipatia calcistica.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Genovafl0711fl0711genova-nel-cuore.jpgSiNla-serie-a-indossa-la-maglietta-genova-nel-cuore-1013458.htmSi100451001,02,03030173
241013454NewsCampionatiPrima giornata di Serie A e primi errori arbitrali20180820090147Tra delusioni e sorprese,inizia il campionato di calcio di Serie A<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Rinviate le partite Milan – Genoa e Sampdoria – Fiorentina per onorare le vittime della tragedia causata dal crollo del ponte Morandi a Genova, la Serie A inizia con non pochi spunti di polemica. C’è chi dice che il calcio avrebbe dovuto fermarsi rinviando tutte le partite in programma nella prima giornata di Serie A e c’è chi è d’accordo con il governo del calcio per ciò che è stato deciso. Ma questo non è stato il solo punto posto in discussione, infatti, c’è stato un altro motivo del contendere che ha caratterizzato l’inizio del campionato di Serie A 2018/’19: quale? La direzione arbitrale e il VAR. Le partite che sono state maggiormente prese in esame dalla lente d’ingrandimento televisivo sono state Sassuolo – Inter e Torino Roma. Sia Inter che Torino sembrano essere state penalizzate da decisioni sbagliate in occasioni di rigori non dati a loro favore per estrema decisione dell’arbitro che, come vuole la regola del VAR, resta l’unico e insindacabile giudice di gara. Detto questo, passiamo ad analizzare i vari risultati. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Soffre la Juventus a Verona contro un Chievo sceso in campo per vendere cara la pelle. Tutti aspettavano il gol di CR7 e invece la Juve vince in extremis e con sofferenza, grazie ai gol di Khedira, un’autorete del Chievo Verona e la rete liberatoria di Bernardeschi che rende vani i precedenti gol di Stepinski e Giaccherini. In una giornata caldissima la Juventus ha mostrato una condizione fisica e di idee ancora da mettere a fuoco, mentre il Chievo ha fatto la sua onesta partita con la consapevolezza che quella fosse la partita della vita. La Juve di Allegri resta la squadra da battere e ci sarà tempo per verificarne lo stato organizzativo dal punto di vista tattico. Bene il Napoli che batte 2 a 1 la Lazio sul suo campo. La squadra di Ancelotti, contrariamente agli umori negativi della vigilia, ha saputo ribaltare un risultato che inizialmente la vedeva in svantaggio per effetto del gol segnato da Immobile. Poi, dopo avere preso le giste misure e un assetto tattico appropriato al confronto con un avversario proiettato all’attacco, il Napoli di Carletto Ancelotti ha messo in mostra delle buone ripartenze con un gioco sugli esterni che resta la caratteristica dei partenopei. Di Milik e Lorenzo Insigne sono stati i gol della vittoria. Per quanto riguarda la Lazio, invece, pensiamo che Inzaghi abbia ancora molto da lavorare per riorganizzare attraverso i nuovi arrivati quel gioco che l’anno scorso l’ha portato sui piani alti della classifica.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>In Torino – Roma, nonostante le condizioni climatiche davvero proibitive per un alto tasso di umidità che sovrastava la città piemontese, abbiamo potuto ammirare un calcio che da parte dei granata di Mazzarri è apparso volenteroso e pure di buona fattura. La Roma non ci è parsa all’altezza della situazione, tanto è vero che la sua difesa con in testa i suoi centrali, è stata lenta e incapace di sostenere le veloci incursioni di Iago Falque e Belotti. Un rigore negato, un gol annullato per fuorigioco millimetrico e una traversa colpita da Iago Falque, rappresentano il magro bottino della squadra granata che a parer nostro è stata penalizzata da un arbitro che non è apparso all’altezza della situazione. La Roma di Di Francesco poco ha fatto per ottenere un risultato positivo che va oltre i suoi meriti. Di Edin Dzeko il gol che all’89 sconfigge immeritatamente il Torino. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Malissimo dal punto di vista del gioco e del risultato, la prima uscita della rinnovata Inter di Spalletti che perde sul campo della sua bestia nera: il Sassuolo di De Zerbi. Ma c’è da dire che anche in questo caso, l’Inter è stata penalizzata dall’arbitro Mariani soprattutto nella decisione di non dare un rigore netto per atterramento in area di Asamoah. Certo, questo non avrebbe cancellato la brutta prestazione di Icardi e compagni, tuttavia avrebbe potuto cominciare un campionato in maniera meno traumatica. Ottimo il gioco del Sassuolo che brilla per una vittoria che fa capo al gol su rigore di Domenico Berardi.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Per il resto, Parma e Udinese hanno pareggiato 2 a 2 una partita dominata dai parmigiani ma calati alla distanza per un calo fisico che ha agevolato il ritorno dei friulani. Vince l’Empoli con due gol contro un Cagliari apparso ancora troppo fragile, mentre perde in casa il Bologna che subisce il gioco e il gol di una Spal davvero sorprendente.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pallone.jpgSiNprima-giornata-di-serie-a-e-primi-errori-arbitrali-1013454.htmSi100451001,02,03030184
251013387NewsEditorialeIl mondo del calcio dà l’ultimo saluto a Davide Astori20180308171928Ecco i momenti di vita in cui ogni cosa si ferma<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Che cos’è la vita. Che cos’è la morte. E che cos’è il calcio, capace di racchiudere sentimenti così profondi, controversi e al contempo uguali. Già, da quanti pensieri sono stato assalito durante i funerali di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Astori</b>. Pensare alla sua incredibile morte fa male. E Firenze gli ha dato l’ultimo saluto in una piazza gremita di persone, proprio davanti alla Basilica di Santa Croce in cui si sono svolti i funerali. Oltre diecimila persone con striscioni, bandiere, sciarpe e immagini con il volto di Davide, con fare composto si sono radunati in un silenzio rispettoso, commosso e assordante. Intanto il sindaco di Firenze ha proclamato il lutto cittadino che si prolungherà per tutta la giornata odierna, mentre i personaggi del mondo del calcio che entravano mestamente in chiesa si sono stretti in un unico abbraccio. Tutti, indistintamente. Perché ci sono momenti nella vita in cui certi antagonismi costruiti su basi di antiche ruggini non hanno motivo di esistere. E men che meno nel calcio, in cui lo scontro fisico, la smania di vincere per la supremazia tecnica, il prestigio e l’interesse economico, talora diventano accecanti e fanno perdere il sapore principe del senso del rispetto dell’altrui colore sportivo. Ed è stato bello vedere la riunione di tutte le bandiere, di tutti i giocatori, di tanti dirigenti che spesso usano toni al di sopra del dovuto e si perdono in spicciole polemiche da cortile. Ma oggi no, davanti alla morte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Astori</b>, al suo ricordo e a ciò che ha saputo lasciare come preziosa eredità di stile e corretto comportamento, qualsiasi segno di inimicizia sarebbe stata stonata e fuori luogo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea e Diego Della Valle</b>, e poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Totti, Nainggolan, Florenzi, Spalletti,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Borja Valero, Vecino, Pirlo e Marco Van Basten</b>, si sono associati alle delegazioni del Milan,del Napoli, della Spal,del Genoa, della Sampdoria,dell’Ascoli, della Cremonese. Ma soprattutto mi hanno fatto pensare positivamente gli scroscianti applausi dedicati alla Juventus, allorquando <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri, Landucci, Barzagli, Chiellini, De Sciglio e Buffon</b> sono entrati mestamente in chiesa. Poche ore di sonno per i ragazzi della Juve che con un aereo privato sono partiti da Londra per essere puntuali all’ultimo saluto di Astori, amico e per molti anche compagno di Nazionale. Ciascuno con la sua storia, con il suo bagaglio di esperienze fatte sul campo e nella vita privata, che pur si riflettono sul carattere e il proprio modo d’essere, ma che si concretizzano univocamente nella voglia di sentirsi uniti. La vita spezzata di Davide che è stata interrotta sul più bello da un destino beffardo, non fa altro che farci sentire partecipi all’unisono. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fiorentini, juventini, interisti, milanisti, torinisti, laziali,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">romanisti, napoletani</b> e tutti gli amanti passionali del calcio giocato, hanno dato prova di maturità e di grandi sentimenti di partecipazione. Sì, perché la vita è unica e quando si perde in questo modo assurdo e in così giovane età, ogni cosa non ha più senso, neanche l’odio pallonaro. E intanto quella vita che fu di Davide Astori continua il suo incedere per chi resta e per chi da questa terribile storia ne ha ricavato momenti di saggezza e lunghi attimi di riflessione. Il calcio è vita, e come tale deve continuare. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“The Show Must Go On”</b> – “<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lo spettacolo deve andare avanti” -</b> non si può fermare, perché adesso la vita e il calcio continueranno a far parlare di sé per i suoi fatti e misfatti. Essere cronisti vuol dire anche non distrarsi mai e restare ancorati sul pezzo. Io, in questa occasione l’ho fatto, proprio nel momento in cui mi si richiede l’analisi sulla partita di Champions Tottenham Juventus che scriverò subito dopo. Ma davanti all’ultimo saluto a Davide Astori, alla sua storia, alla cronaca di una giornata di lutto per il mondo del calcio, nient’altro poteva avere precedenza.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Firenzefl0711fl0711foto-davide-astori.jpgSiNil-mondo-del-calcio-da-l-ultimo-saluto-a-davide-astori-1013387.htmSi100451001,02,03030211
261013382NewsCoppeAtalanta, ecco l’esempio di una ex provinciale20180227155035La squadra di Gian Piero Gasperini si colloca di diritto tra le squadre più importanti del nostro campionato. L`analisi. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Doveva essere la prima delle doppie sfide ravvicinate tra Juventus e Atalanta, invece ci sarà soltanto la partita di mercoledì prossimo che deciderà quale delle due squadre affronterà la finale di Coppa Italia. Tutto questo per una copiosa nevicata che si è abbattuta su Torino proprio all’inizio della gara di campionato. Un segno premonitore che avvantaggia sicuramente la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini,</b> il quale aveva preannunciato una squadra di giovani per recuperare le forze dei giocatori titolari, dopo la fatica di Europa League. Ma a parte questo particolare che non mancherà di creare le solite polemiche, rivolgiamo lo sguardo ad un’Atalanta che ormai è diventata una realtà del calcio italiano. Uscita immeritatamente dall’Europa League nello sfortunato match conto il Borussia Dortmund, l’Atalanta ha un’antica tradizione di società capace di valorizzare i suoi giovani attraverso una programmazione lenta, paziente, ma redditizia. Esattamente al contrario di quella che è la cultura moderna, in cui non si ha tempo di aspettare i giovani ed investire su di loro. A partire dal presidente Percassi che non sbaglia mai l’acquisto dei suoi allenatori, la società orobica ha mantenuto negli anni una mentalità vincente, capace di allontanarla da quel calcio provinciale che comunemente viene inteso come qualcosa di inferiore. Oggi l’Atalanta sa farsi rispettare in casa e fuori dalle mura del suo stadio, per avere acquisito personalità e autostima attraverso un gioco tecnicamente bello da vedere e quindi anche produttivo. Il segreto? Come abbiamo detto pocanzi nasce proprio dalla linea direttiva della società, che attraverso il Settore Giovanile si rispecchia poi sulla Prima Squadra. Sono tanti i giovani orobici che sono stati promossi in Prima Squadra da mister Gasperini, il quale ha il merito di averci creduto fin dall’inizio anche se incurante del rischio. Così ha creato una perfetta armonia di gruppo, adottando il suo credo calcistico contemporaneamente alle caratteristiche tecniche dei suoi giocatori. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Papu Gomes</b> è il capitano che fa da chioccia ai suoi, per avere esperienza e qualità tecniche indiscusse. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Masiello</b>, granitico e antico lottatore di difesa, dà l’impressione che il tempo per lui non passi mai, così come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ilicic</b> che Gasperini sta gestendo in maniera egregia. E poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Toloi, Palomino, Caldara, Spinazzola, Cristante, Petagna, Cornelius, </b>senza dimenticare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Conti </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kessié </b>ceduti al Milan<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">,</b> che soltanto poco tempo fa non appartenevano al calcio di elite. Eppure tutti ricordano quell’inizio di campionato disarmante che la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gian Piero Gasperini</b> fece tra il 21 agosto e il 21 settembre 2016, in cui raccolse soltanto tre punti in cinque partite. Una situazione che mise in discussione anche l’allenatore arrivato dal Genoa con molta enfasi di far bene, ma per questa partenza negativa fu in procinto di essere esonerato. Poi, il mister di Grugliasco, in provincia di Torino, ingranò la marcia e decise con coraggio di dare fiducia ai giovani adottando il 3-4-1-2. Destino volle che la Dea inanellò 8 risultati utili consecutivi, 7 vittorie (di cui tre prestigiose con Napoli, Inter e Roma), sviluppando un calcio davvero brillante e moderno. Certo, quel sistema tattico fu poi cambiato nel tempo dall’allenatore orobico, il quale ha optato per metodi adatti a imbrigliare gli avversari di turno. Esemplare il possesso palla dell’Atalanta e quella capacità di ripartire velocemente sfruttando gli esterni, che è tipico del gioco delle grandi squadre. Oggi i nerazzurri stanno raccogliendo i meriti di un lavoro serio, mai improvvisato, in cui emerge la perfetta collaborazione tra Società, tecnico e squadra. E’ un po’ come dire che nel calcio nulla si inventa. E l’Atalanta di Gasperini è l’emblema di tutto ciò. Adesso puntano concretamente alla finale di Coppa Italia, nonostante la prima partita d’andata tra le mura di casa contro la Juventus, si sia conclusa con il punteggio di 0 a 1. Per l’Atalanta sarebbe un’impresa storica. Ci riuscirà? <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamo Stadio Azzurri d'Italiafl0711fl0711gasperini.jpgSiNatalanta-ecco-l-esempio-di-una-ex-provinciale-1013382.htmSi100451001,02,03030211
271013369NewsCoppeCoppa Italia, Atalanta – Juventus oltre la nebbia.20180131192046La Juventus batte l`Atalanta in Coppa Italia, in attesa della partita di ritorno.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Avevamo criticato la Juve vista contro il Genoa e a Verona contro il Chievo. Ma la Vecchia Signora ci ha prontamente smentito sfoderando una partita maiuscola in Coppa Italia. Di questi tempi giocare contro l’Atalanta non è facile per nessuno, eppure la Juventus supportata dalla suprema prestazione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Buffon</b> ha vinto ritrovando il gioco e quel giro palla veloce che è capace di sfiancare l’avversario. E neanche la fitta coltre di nebbia che ha avvolto lo Stadio Azzurri d’Italia di Bergamo in una serata carica di umidità, è stata in grado di scoraggiare i contendenti in campo che si sono affrontati in una importante partita di semifinale. Higuain è apparso tonico e in salute, con il pregio di un continuo movimento che gli fa segnare il gol della vittoria, ma anche di offrire raffinati suggerimenti in attacco dopo aver conquistato palla a centrocampo. E’ stato sicuramente il miglior Higuain visto in stagione, segno che l’argentino si sta preparando bene per gli impegni della Juventus, ma anche in funzione dei prossimi mondiali di calcio cui tiene particolarmente. E poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gigi Buffon</b> che ha parato un rigore a Papu Gomez e poi sfoderato alcune parate del suo repertorio, che hanno salvato la porta della Juventus da un eventuale pareggio degli orobici. Nel primo tempo si è vista una sola squadra: la Juventus, che ha saputo pressare alto riducendo al minimo la fonte di gioco dei padroni di casa i quali, sorpresi dalla vitalità dei bianconeri che hanno subito fatto gol al 3’ con il pipita, hanno poi sbagliato il rigore battuto da Gomez per merito di un Gigi Buffon in stato di grazia. Nel secondo tempo la squadra di Gasperini si è organizzata meglio e a tratti si è rivista la squadra pimpante e ostica che già conosciamo, anche se soltanto nel finale ha saputo realmente impensierire Buffon che si è superato respingendo un tiro gol in una furibonda mischia in area di rigore. Dunque, la Juventus si è aggiudicata la prima semifinale di Coppa Italia e in attesa della partita di ritorno che si giocherà a Torino il 28 febbraio, può dire di aver ritrovato l’armonia di gioco che si è materializzata nella fluidità di verticalizzazioni e di passaggi precisi che hanno messo in crisi gli avversari. E’ una Juventus che per certi aspetti ci ha meravigliato positivamente, anche per l’attenzione e la qualità nel sapersi disporre bene in fase di non possesso palla. Ottimo Khedira (anche lui ha ritrovato il passo giusto) Pjanic (infaticabile in fase di regia e di interdizione) Matuidi (un furetto che non s’arrende mai, se prima non carpisce la palla all’avversario) e poi il solito Mario Mandzukic un po’ affaticato, poco appariscente, ma sempre pronto a dare una mano in difesa, a centrocampo e in attacco. E’ l’uomo inventato da Max Allegri, al quale dobbiamo dare atto di avere costruito un calciatore polivalente che da ex centravanti puro è diventato centrocampista, difensore e anche attaccante che funge da spartiacque per l’inserimento dei centrocampisti. Insomma, ci sembra di poter dire che la Juve è ritornata ad essere la Vecchia Signora che tutti conosciamo, forse poco bella (se non a tratti) ma sicuramente cinica nella sostanza.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamo Stadio Azzurri d'Italiafl0711fl0711foto-higuain3.jpgSiNcoppa-italia-atalanta-juventus-oltre-la-nebbia-1013369.htmSi100451001,02,03030206
281013367NewsCampionatiIl calcio in una domenica di poca luce20180129152949Tra Var e qualità di gioco che non c`è, il campionato di Serie A entra in confusione.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La 22ma giornata di Serie A ha posto in analisi molti quesiti. Innanzitutto la crisi della Roma e dell’Inter, il lento recupero del Milan, le vittorie di Napoli e Juventus, cui si associano anche quelle dell’Atalanta, della sorprendente Udinese, della Sampdoria, del Torino e del “disperato” Verona che va a vincere a Firenze con un clamoroso 4 a 1. Roba da non credere! Ma ciò che fa ancora discutere è il Var, o meglio la classe arbitrale che ultimamente sembra non imbroccarne più una. Della serie “Chi l’ha visto”, infatti, c’è da mettere in rilievo il gol regolare annullato al Crotone, il mancato annullamento del gol di Cutrone segnato con il braccio alla Lazio, il mani in area di Koulibaly giudicato involontario e il rigore generoso assegnato a Callejon. Detto questo, dobbiamo anche parlare del non gioco espresso dalla partita Chievo – Juventus. E’ vero che si è giocato a una sola porta, ed è pure vero che il Chievo è rimasto in nove uomini per la giusta espulsione dell’ingenuo Bastien e di Cacciatore, ma è anche vero che la Juventus è incappata in una serata riprovevole sotto il profilo della logica del calcio ad alti livelli. Gioco lento, sonnolento, noioso, con molti errori che non giustificano una Juventus che lotta con il Napoli per conquistare lo scudetto. E poi le avete viste le maglie della Vecchia Signora? Un verde marcio che non ricorda nulla della storia bianconera e che per la sua bruttezza è stata perfettamente in linea con la nebbiosa, noiosa e malinconica serata di un “non calcio” espresso nella terra di Giulietta e Romeo. Il campanello d’allarme si è avvertito già contro il Genoa, ma tutti pensavamo che fosse dovuto alla lunga sosta invernale. Invece, sembra proprio che la Juve abbia perso la sua spiccata qualità di gioco, magari non bellissimo ma sicuramente accettabile per la posizione che occupa. Adesso pensiamo che Max Allegri abbia fatto fare ai suoi una preparazione più pesante, proprio alla luce dei prossimi impegni di Champions e anche di Coppa Italia e Campionato. Se così fosse, rimandiamo ancora il nostro giudizio attuale su una Juve che non può certamente essere espresso con note positive. Intanto, il Napoli di Sarri dopo avere incassato il gol del Bologna (a parte le sviste arbitrali a suo favore) agguanta una vittoria che la riporta in testa alla classifica. Il suo gioco divertente e brillante, diventato ormai leggenda metropolitana al cospetto della mediocrità espressa dalle altre squadre, si avvale adesso anche da certe situazioni fortunate che ne agevolano le vittorie. C’è poi da evidenziare la crisi di una Roma, che perdendo in casa contro la Sampdoria mette a nudo un lungo momento di confusione dovuto anche alle sirene di calciomercato. E poi l’Inter di Spalletti che non smette di deludere, soprattutto in virtù del fatto che in base al suo buon inizio di campionato aveva fatto illudere addirittura in un piazzamento finale da podio. Ma, evidentemente, i nerazzurri hanno semplicemente mascherato gli annosi problemi di carattere tecnico, di mentalità e di organizzazione di squadra, che il nuovo tecnico aveva quasi individuato ma non risolto completamente per mancanza di qualità a centrocampo. Adesso, sembra che si stia definendo l’acquisto di Pastore dal PSG, ma basterà per ritornare a vedere un’Inter all’altezza della sua fama? Vedremo! Per il resto dobbiamo mettere in rilievo la rotonda vittoria del Toro contro il Benevento, tuttavia, per quanto riguarda i granata del nuovo corso targato Mazzarri, ci riserviamo prossimamente di dare dei giudizi più concreti.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNil-calcio-in-una-domenica-di-poca-luce-1013367.htmSi100451001,02,03030192
291013363NewsCampionatiDopo la sosta si ricomincia con il calcio che conta20180119171624Ecco cosa è successo nei giorni di riposo del calcio.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo due settimane senza calcio di Serie A e B, sabato 20 c.m. si riprende con il campionato cadetto, mentre domenica 21 e lunedì 22 la Serie A riapre il sipario. Nel frattempo è successo poco o niente per quanto riguarda il mercato invernale che si protrarrà fino al prossimo 31 gennaio. Molte voci, tante suggestioni e poca carne al fuoco. D’altra parte, si sa che in questo mese di gennaio le società di calcio meglio organizzate stanno già programmando il mercato estivo, a riprova che in questa finestra di gennaio non c’è molto da considerare dal punto di vista dell’affare squisitamente tecnico. Ma il Napoli sta già cercando di potenziare il suo organico, per meglio sferrare l’attacco alla Juve per la conquista dello scudetto. Ha cercato insistentemente Simone Verdi, ma fino all’ultimo è prevalsa la voglia dell’attaccante di restare a Bologna. E dopo che anche il Sassuolo ha detto no per un eventuale passaggio in azzurro di Politano, adesso si punta su Deulofeu, anche se Sarri non lo ritiene adatto al gioco del Napoli in quanto ha caratteristiche più offensive e poco difensive. In uscita ci sarà Giaccherini che è richiesto dall’Atalanta e dal Chievo Verona. Per il resto si parla molto dell’Inter più sulla reale spinta di Spalletti che è alla ricerca di un centrale di difesa, un centrocampista e due esterni, che su quanto realmente possa fare Suning dal punto di vista della spesa effettiva. Dal Barcellona sembra già quasi concluso il passaggio del brasiliano Rafinha alla società nerazzurra, un centrocampista centrale che ha giocato soltanto uno spezzone di partita in Coppa del Re dopo ben dieci mesi di inattività. Ma è un affare questo? Chissà! Anche la Roma è alle prese con problemi economici e pare che a partire da giugno anche Nainggolan e Dzeko salutino la capitale. Pallotta ha bisogno di incassare denaro, anche in virtù della costruzione del nuovo stadio di proprietà giallorossa. La Juve procede in sordina e non lascia trasparire i suoi obiettivi tecnici che sono già proiettati al prossimo campionato. Ceduto in prestito Pjaca allo Schalke 04, la società bianconera ha già acquistato Caldara dall’Atalanta e adesso sta trattando anche Cristante. Altri obiettivi sono Emre Can centrocampista del Liverpool, Pellegri, attaccante del Genoa, Han attaccante del Perugia. Intanto nell’ambiente dei tifosi bianconeri si fantastica molto su Cavani, proprio per una ventilata voce che lo vorrebbe alla corte della Juventus, approfittando della sua mal convivenza con Neymar al PSG. Sogni? Forse! Ma nel calcio tante volte è successo che certe sirene che sembrano perdersi nel vento, risultano poi realizzabili. Anche in questo caso, soltanto il tempo ci dirà la verità. E intanto in queste due settimane in cui il pallone nazionale è andato a riposo, il buon Cesare Prandelli si ritrova al capolinea per essere stato esonerato dal Al Nasr, squadra degli Emirati Arabi. Prosegue dunque il momento negativo dell’ex C.T. della nazionale azzurra, che sembra essere incappato in una sequela di situazioni sfortunate che lo penalizzano dal punto di vista dell’affidabilità. E mentre Mihajlovic sembra già interessare al Bordeaux, Mazzarri prosegue i suoi allenamenti al Toro, in preparazione all’importante incontro che i granata sosterranno fuori casa contro il Sassuolo. Per il resto anche gli arbitri italiani hanno approfittato della sosta per radunarsi con i suoi vertici e gli allenatori di Serie A, proprio per riflettere su quanto e come migliorare la Var, un mezzo elettronico del quale resta univoco il pensiero di affidamento nel prosieguo del suo utilizzo. E’ il calcio, è il mondo che ci appartiene con le sue polemiche, le curiosità e la passione che sa scatenarsi dopo un gol della squadra del cuore. E quando tutto ciò viene a mancarti ti accorgi che qualcosa non quadra. Ma siamo noi ad avere più bisogno del calcio oppure è il contrario?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pallone.jpgSiNdopo-la-sosta-si-ricomincia-con-il-calcio-che-conta-1013363.htmSi100451001,02,03030204
301013358NewsCampionatiIl commento alla 20esima giornata di Serie A20180107184516In Serie A si delinea un campionato a due tra Napoli e Juve.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La 20esima giornata di Serie A, prima di ritorno, ha messo in chiaro alcune cose che fino a qualche domenica fa sembravano ancora incerte. Prima di tutto si evidenzia il delinearsi di un campionato che per la conquista dello scudetto sembra ristretto a due sole squadre: Napoli e Juventus. Le altre pretendenti al titolo, infatti, sembrano perdere punti a causa di un gioco inizialmente illusorio di speranza e poi sfumato nel nulla. Su questo piano mettiamo l’Inter di Spalletti e la Roma di Di Francesco, mentre prosegue bene la Lazio di Inzaghi e l’Atalanta di Gasperini, che dopo avere perso qualche punto in partenza, adesso sta recuperando attraverso la concretezza di un gioco che ha saputo mettere in ginocchio il Napoli in Coppa Italia e la stessa Roma in campionato. Per il resto c’è da rilevare la lenta e faticosa risalita del Milan di Gattuso che pur faticando in casa contro il Crotone, riesce a portare a casa tre punti importantissimi per la sua classifica e il morale. Vince il Toro del neo allenatore Walter Mazzarri, di cui abbiamo largamente descritto lo spirito propositivo in un altro articolo. Cade malamente la Sampdoria a Benevento, l’Udinese pareggia a Verona contro il Chievo e il Genoa ha la meglio sul Sassuolo all’80esimo. Questo è il quadro dei risultati della domenica di calcio di Serie A che si appresta a iniziare una settimana di riposo invernale. Dicevamo della deludente Inter che si è fatta raggiungere dalla Fiorentina in terra toscana, dopo aver segnato uno striminzito gol frutto di un gioco farraginoso, che nasconde quanto di interessante si era detto dei nerazzurri di Spalletti per buona parte del girone d’andata. Stessa delusione per la Roma, alle prese com’è nella gestione etica di un Nainggolan escluso dai convocati dopo la folle diretta Instagram di Capodanno, la crisi del gol di Dzeko e tanti altri problemi che forse inaspettatamente si sono abbattuti su Eusebio Di Francesco e la sua squadra. Sorride invece la Lazio dopo il 2 a 5 a Ferrara contro la Spal. 4 gol di Immobile e una condizione di squadra invidiabile sotto il profilo atletico e tecnico, fanno dei biancocelesti la squadra più in forma del campionato. Il Napoli soffre più del dovuto ad avere la meglio sul Verona allo Stadio Fuorigrotta. Un 2 a 0 che porta la firma di Koulibaly e Callejon nella squadra di Sarri che inceppa la fluidità del proprio gioco brillante, ma che comunque resta in testa alla classifica con un punto davanti alla Juve. Già, la Juventus! I bianconeri soffrono al Sardegna Stadium contro un Cagliari che ha fatto la partita della vita. Un solo gol segnato da Bernrdeschi, un palo, una traversa e un andamento di partita che se fosse finita in parità (vedi l’errore dell’arbitro e del Var nel non valutare con un penalty il fallo di mani in area di rigore di Bernardeschi) nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Si infortuna seriamente Dybala e adesso è incerta la sua presenza nella partita d’andata in Champions League, che si svolgerà a Torino contro il Tottenham il prossimo 13 febbraio. C’è da dire che Allegri è riuscito a fare un corpo unico tra giocatori vecchi e nuovi arrivati. Di questo dobbiamo dargli atto, anche nell’inculcare ai suoi giocatori quella mentalità vincente che caparbiamente si evince in partite come quella di Cagliari, in cui si soffre più del dovuto, si stringono i denti, non si riesce a fare il proprio gioco per incontrare un avversario agguerrito, ma alla fine ci si rende conto che sono proprio queste le gare che ti fanno vincere lo scudetto. Ciniche strategie di chi ha esperienza da vendere e sa gestire i vari momenti legati alle varie competizioni cui si partecipa. E intanto vedremo cosa accadrà in seguito.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-sarri.jpgSiNil-commento-alla-20esima-giornata-di-serie-a-1013358.htmSi100451001,02,03030218
311013294NewsCampionatiL’Inter di Spalletti farà un ottimo campionato.20170828151220Le indicazioni di questo inizio di campionato, fanno salire l`Inter sul podio finale. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La seconda giornata del Campionato di Serie A ha cominciato a delineare le squadre che si contenderanno la corsa al titolo. Vince la Juventus a Genoa, ma vince anche l’Inter a Roma, il Milan in casa con il Cagliari e il Napoli al San Paolo contro l’Atalanta. Poi, anche Lazio, Sampdoria, Torino, Spal e Bologna raccolgono il massimo dei punti in palio, mentre soltanto Crotone e Verona si sono accontentate di uno scialbo 0 a 0. Da questo quadro di risultati si evince come le squadre da battere di questo campionato siano, Juventus, Napoli, Inter e Milan, con un probabile inserimento della Roma di Eusebio Di Francesco. La Juventus vista a Genova ha mostrato una doppia faccia, tipica di squadra che è ancora in lavorazione; una sorta di cantiere in cui si cerca ancora l’assetto tattico e gli atleti sui quali fare maggior affidamento. Come al solito Allegri ci impiegherà un po’ a capire certe sfumature, visto che per natura non è molto propenso a rischiare alcune novità. A Genova, dopo avere inserito Barzagli e Matuidì, ha provato il giovane Betancur quando ormai la partita aveva già segnato il suo epilogo, lasciando in panchina Douglas Costa e Bernardeschi. Segno evidente che nonostante i sei punti in classifica della Vecchia Signora, ancora c’è molto da fare. Non è così in casa Napoli, dove la squadra di Sarri esprime non solo da oggi il vero calcio spettacolo, anche in virtù del fatto che i partenopei hanno cambiato quasi nulla e quindi sono avvantaggiati ad esprimere trame di gioco che sono ormai consolidate nella mente dei giocatori. Il Milan vince contro il Cagliari ma soffre oltre il dovuto, facendo dedurre che quest’anno la squadra di Montella deve fare i conti con la tenuta fisica e mentale, vista la sua partecipazione all’Europa League che l’ha costretta ai preliminari e ad un inizio anticipato della preparazione. E allora pensiamo a un interrogativo di tenuta soprattutto in primavera, quando i primi caldi potranno essere deleteri per i rossoneri. Certo, questo improvviso exploit di Cutrone, giovane calciatore che segna gol a raffica e ben s’interseca all’indiscutibile valore tecnico di una squadra che è stata regina del calciomercato 2017’18, fa pensare a grandi obiettivi da raggiungere. Ma la squadra che secondo noi sarà quella che salirà sul podio finale, è l’Inter di Spalletti. Non è un caso che i nerazzurri hanno fatto un ottimo precampionato. E non è neppure un caso che questa squadra vinca attraverso il suo essere cinica, anche se ancora non completamente perfetta nei meccanismi di gioco voluti dal suo allenatore. La sensazione è che l’Inter abbia finalmente centrato il suo atavico problema di mancanza di ordine interno e di rispetto dei ruoli non sempre stabiliti a dovere. Con l’avvento di Luciano Spalletti, s’intravvede un barlume di ordine tattico, di unione d’intenti, di spogliatoio pronto a fare fatti e non parole e, soprattutto, si sta delineando sempre più un ambiente in cui si devono rispettare le regole anche a livello gerarchico. E non è per pura fatalità, se Icardi è esploso a suon di gol con la responsabilità di essere capitano di un gruppo che sta cancellando il recente e deludente passato. La squadra è pragmatica, così com’è il suo allenatore che bada sempre al sodo studiando un assetto tattico tale da far emergere le caratteristiche tecniche dei suoi giocatori. Vecino e Borja Valero, hanno dato ordine a un centrocampo che adesso sbaglia molto meno rispetto al passato, proprio perché non si perde in futilità di evanescenti passaggi fini a se stessi. I due ex viola danno garanzia di un calcio semplice ma redditizio, proprio quello che mancava al centrocampo nerazzurro. Ecco, diremmo proprio che l’Inter è la squadra che dà maggiore affidamento di continuità, anche in considerazione di impegni che si limitano soltanto al Campionato e alla Coppa Italia. Tutte queste cose, a nostro parere, s’incastrano perfettamente come tessere nerazzurre capaci di costruire un ottimo puzzle. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711foto-spalletti.jpgSiNl-inter-di-spalletti-fara-un-ottimo-campionato-1013294.htmSi100451001,02,03030262
321013290NewsCampionatiVar o non Var?20170821224926L`analisi sul nuovo mezzo meccanico e sulla prima giornata di campionato di Serie A<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Prima domenica del campionato 2017’18 e prima domenica del Var. Doveva essere la prova per confermare l’attenuarsi delle polemiche, invece ci siamo accorti che in certi casi le ha fomentate. Il mezzo meccanico apparso ai bordi del campo per sciogliere ogni dubbio su falli da rigore, punizioni e quant’altro, si è rivelato non sempre attendibile. C’è poi questo continuo spezzettare il gioco delle partite in corso, che non sempre piace. Sarà che ogni innovazione ha bisogno del suo tempo per oliare i meccanismi, sarà pure la novità assoluta che ha bisogno di entrare nella logica dei contendenti in campo, degli arbitri stessi e degli addetti ai lavori, fatto è che non tutti sono d’accordo con questa innovazione tecnologica che si intromette tra patos e momenti clou che fanno del calcio l’essenza di ogni cosa. A Torino e Milano gli arbitri hanno fatto ricorso al mezzo meccanico con alterno successo. Mentre a Torino nel corso di Juventus Cagliari si è risolto il dubbio del calcio di rigore a favore dei sardi, a Milano durante Inter Fiorentina sono rimaste le perplessità su un calcio di rigore non concesso ai viola. C’è poi l’indecisione marchiana dell’arbitro Massa che grazie all’errore dell’assistente di linea, ha annullato il regolare gol della vittoria del Torino sul Bologna. In questo caso, addirittura, il Var non era neppure funzionante e l’arbitro ha dovuto comunicare con il quarto uomo attraverso una coppia di ricetrasmittenti. Indecisione su indecisioni, partita spezzettata e gol regolare per il Torino che è stato annullato per un fuorigioco inesistente, poiché un difensore del Bologna ha rimesso in gioco l’avversario. Altro che evitare gli errori, qui si è trattato di un macroscopico abbaglio dell’assistente di linea, che alzando anticipatamente la bandierina, non ha dato tempo all’azione di evolversi. Ma in questo caso perché non funzionava il Var? Frutto dell’imprevedibilità dell’entrata in vigore di un mezzo meccanico che non poteva ancora essere perfetto e che ha bisogno ancora di tempo per raggiungere l’obiettivo prefissato. Vedremo cosa accadrà in seguito. Intanto la prima di campionato ha visto vincere la Juventus, il Napoli, la Roma, il Milan, l’Inter, mentre ha steccato la Lazio di Inzaghi che non è andata oltre lo 0 a 0 casalingo contro l’agguerritissima Spal. Vince la Sampdoria contro la matricola Benevento, pareggia il Sassuolo contro il Genoa e perde 1 a 2 in casa l’Udinese ad opera di un coriaceo Chievo. Di Bologna Torino abbiamo già detto in precedenza, mentre resta il rammarico per i granata di avere pareggiato una partita che, per quanto si è visto in campo, doveva essere vinta meritatamente. Certo, è ancora presto per fare delle valutazioni, tuttavia, nell’attesa della fine del calciomercato estivo, si dovrebbero tracciare certi pronostici finali che al momento sono solo molto teorici.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNvar-o-non-var-1013290.htmSi100451001,02,03030246
331013268NewsCampionatiQuell’ultima volta di Francesco Totti20170529191111Il capitano della Roma è Leggenda.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ogni inizio pregiudica sempre la fine di ogni cosa. E’ la dura legge della vita che non fa sconti a nessuno, neanche a coloro i quali per lungo tempo si sono illusi inconsciamente di essere immortali. Si spengono i riflettori, si lasciano gli angoli, i personaggi che ti hanno accompagnato per una vita e si allontanano i ricordi di tante cose fatte con fatica ma anche con tanta passione. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Francesco Totti</b> è il campione che dismette quella maglia giallorossa numero 10 della Roma, che ha indossato ininterrottamente per 25 anni. Capitano di lungo corso, Totti è vera Leggenda. Eppure, dopo tanti anni vissuti sempre nell’anima dell’unica squadra del suo cuore, sembrava quasi voler resistere al tempo, confortato com’è stato di tanto smisurato affetto da parte dei tifosi giallorossi. Il popolo romanista che si è sempre schierato al suo fianco, che ne ha raccolto i palpiti, le emozioni, le gioie di tanti gol fatti e di tante vittorie conquistate sul campo. Capitan Totti per loro è stato, ed è ancora, l’emblema del campione fatto in casa e capace di rappresentarli tutti, uno per uno. Tu perché vieni da Testaccio, da Trastevere, piuttosto che da Monte Mario, o da qualsiasi altra parte di Roma Capitale, se sei romanista, se nasci con quel chiodo fisso e fai entrare nell’anima la smisurata passione per i colori giallorossi, allora in alto ad ogni cosa metti sempre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Francesco Totti,</b> l’unico vero capitano della Roma. Ma questa viscerale passione per il capitano è stata forse un’arma a doppio taglio per lui, allungando l’agonia della decisione di smettere. E i tifosi, passionali e mai raziocinanti del tempo trascorso per il loro capitano, non hanno perdonato a Spalletti <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>di non avere quasi mai fatto giocare Totti – “mortificandolo”- in panchina. Il tutto, nonostante l’allenatore toscano abbia portato la Roma al secondo posto in classifica, assicurandogli il diritto di partecipare alla Champions League senza l’ausilio dei fastidiosissimi preliminari. Ma l’allenatore toscano ha visto giusto, perché il tempo è trascorso anche per la Leggenda giallorossa che, nonostante tutto, pur conservando la limpidezza della sua classe innata, la corsa e la tenuta non potevano essere più garanzia a beneficio della squadra. Grandi pennellate fatte da fermo, passaggi millimetrici che sono stati la sua specialità, ma che non sono più sufficienti per il calcio moderno che è diventato principalmente atletico e con una enuta fisica che si protrae ininterrottamente per oltre 90 - 95 minuti di gioco . E così la malinconia è sopraggiunta soprattutto quando Totti, leggendo ciò che aveva scritto su un foglio di carta prima della partita contro il Genoa, l’ultima della sua carriera giallorossa, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>dice :<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Il tempo ha</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">deciso”</b>. Già, il tempo ha deciso per lui come decide per tutti i comuni mortali. Piangono i 60 mila spettatori dell’Olimpico di Roma e si aggiungono alle lacrime di un Francesco Totti che abbiamo visto nella sua parte più umana, più fragile nei sentimenti che sono più forti e intensi dell’emozione di un gol, di un dribbling, di uno stop fatto con quel pallone che è stato il primo giocattolo che ha voluto fin da piccolo e che gli si è incollato addosso sulla pelle anche da adulto, assieme a quell’unica maglia numero 10 di una sola tinta. Emozioni forti che si infiltrano tra le pieghe dell’anima, che restituiscono all’uomo la sua dimensione più autentica. Sì, perché tu puoi essere Leggenda, aver vissuto una vita fortunata dal punto di vista professionale, ma resti sempre l’uomo con il tuo sguardo, le tue lacrime, le tue fragilità, le tue parole di ringraziamento a mamma, a papà, a tua moglie, ai figli, a tutti gli affetti più cari, agli amici più vicini che non ti hanno lasciato mai, neanche nei momenti più difficili della vita. In fondo è la storia dell’uomo che s’interseca alle mille vicende vissute dal campione, dalla sua vita vissuta su un campo di calcio a sentire il profumo dell’erba, mentre hai rincorso quel pallone che è stato il mezzo per farti conoscere, ammirare, farti voler bene. Affetti reciproci che sono sempre figli di un dare ed un avere che, comunque, non tutti hanno la fortuna di potere incontrare nella vita. Ma lui, Francesco Totti, il pupone, il capitano di mille battaglie giallorosse, il calciatore che ha scritto pagine indelebili del calcio italiano, oggi è lì a riflettere come una persona qualunque che il tempo è passato via velocemente, che adesso si gira pagina e si scrive un’altra storia diversa dal passato. Quale? Nessuno lo sa ancora. Forse neanche lui stesso. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711foto-capitano-roma.jpgSiNquell-ultima-volta-di-francesco-totti-1013268.htmSi100451001,02,03030315
341013260NewsCampionatiLa Juventus impatta a Roma. 20170515181227La nostra analisi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ un campanello d’allarme?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>A due giorni dalla finale di Coppa Italia contro la Lazio, a sei giorni dalla penultima partita di campionato contro il Crotone (che potrebbe dare la matematica certezza del sesto scudetto consecutivo) e a tre settimane dalla finale di Champions League contro il Real Madrid, la Juventus impatta malamente all’Olimpico di Roma contro i giallorossi. Dopo 53 partite giocate ad alto livello (tranne le due debacle contro Genoa e Fiorentina), tra Campionato, Coppa Italia e Champions League, la squadra di Max Allegri è apparsa stanca nonostante ci sia stato un naturale avvicendamento, soprattutto in difesa e a centrocampo. In realtà, è da tre partite che vediamo i bianconeri in difficoltà. Prima a Bergamo contro l’Atalanta, poi nel derby e ora contro la Roma, la Juventus sembra quasi trascinarsi in dirittura d’arrivo tra calcoli matematici e programmazioni gestionali, nel far rifiatare i calciatori che sono stati maggiormente impegnati nelle tre competizioni. Certo, a questo punto della stagione ci sembra anche fisiologico centellinare le forze per avere maggiore freschezza fisica e mentale. Ma c’è a parer nostro un campanello d’allarme in tutto questo; ed è l’inspiegabile mancanza di controllo della situazione, che alla Juventus a un certo punto della partita spesso sfugge di mano per dare spazio e motivazioni all’avversario che è lì, e non aspetta altro per aggredirti. E’ successo contro l’Atalanta, è successo per buona parte dell’inizio della gara contro il Monaco, si è ripetuto nel derby contro il Toro, (dove abbiamo visto molti errori in difesa a centrocampo e soprattutto in attacco) e infine anche a Roma, dove nonostante essere passata in vantaggio e fatto un primo tempo apprezzabile, nella ripresa la squadra di Allegri ha perso completamente il bandolo della matassa. Fino ad oggi la Juventus ha abituato i suoi sostenitori a non preoccuparsi, perché dopo le uniche due avvilenti partite di campionato di Genova e Firenze, sono sempre seguite reazioni degne della grande squadra, quale la Juventus è. Ma adesso, a questo punto della stagione, con le forze fisiche e mentali non più completamente lucide come prima, Buffon e compagni riprenderanno ancora una volta quel cammino di calcio propositivo fatto di fame, orgoglio e cattiveria agonistica dimostrata fino ad oggi? La risposta potremo averla già mercoledì sera, dopo la finale di Coppa Italia contro la Lazio di Inzaghi che, nonostante abbia perso in campionato in casa della Fiorentina, dimostra più freschezza fisica. Ecco, diremmo proprio che al di là della delusione generale dell’ambiente bianconero che sperava di conquistare a Roma quel punto che le avrebbe dato la matematica certezza di aver conquistato lo scudetto, la Juve ha bisogno di guardarsi allo specchio, di compattarsi e di ritrovarsi come gruppo coeso. A questo punto emergerà ancora una volta la professionalità di Allegri e quel suo valore di magnifico gestore del suo gruppo, che è stato già tante volte osannato. Cuadrado è stanco e deve fare posto a Dani Alves nel ruolo di esterno alto. La difesa deve stringere i denti e deve essere targata BBBC, sia in Coppa Italia che in campionato contro il Crotone. Poi, a cose fatte e in attesa della finale di Champions, si pongano pure a riposo per l’ultima partita di campionato. Con questa nostra analisi, non crediamo di scoprire l’acqua calda se scriviamo che a questa Juve che ambisce di conquistare il triplete, si debba chiedere l’ultimo sforzo. Allegri scelga il meglio che ha nella sua rosa fin dalla finale di Coppa Italia, nel convincimento di raggiungere un traguardo alla volta, senza pensare di preservare più nessuno in previsione della finale di Champions League. Tutti sanno che quella finale di Cardiff è il tarlo della società, il chiodo fisso di tutto l’ambiente bianconero. Il pensiero è davvero legittimo, ma cosa sarebbe a questo punto della stagione, se proprio sul traguardo finale si perdesse di vista ciò che a fatica si è seminato con l’ambizione di vincere su tre fronti?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711buffon 4.jpgSiNla-juventus-impatta-a-roma-1013260.htmSi100451001,02,03030294
351013219NewsCampionatiJuventus – Inter, tra storia e rivalità20170201191223Cresce l`attesa per il derby d`Italia<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Fu Gianni Brera a definirlo “Il derby d’Italia”, non per gli scudetti, le retrocessioni o il numero dei tifosi, ma più semplicemente per quella rivalità che era già epica ancor prima degli anni ’60. E’ inutile dirlo, Juventus – Inter non è una partita come le altre, non può esserlo per sua natura storica fatta di ruggini e veleni sportivi mai dissipati. C’è poi un immaginario collettivo che fa sempre capo a un antagonismo che è forse superiore ai derby della stessa città. Juventus Torino, Inter – Milan, Genoa – Sampdoria, Roma – Lazio, sono stracittadine al fulmicotone. Ma Juventus – Inter resta il derby d’Italia più chiacchierato, più stuzzicato, grazie anche a quell’antica definizione DOC del maestro Gianni Brera che ha fatto la storia del giornalismo sportivo italiano, raccontando il pallone italico come pochi altri hanno saputo fare. Detto questo, veniamo all’attualità di un’attesa che è già febbrile, non solo per quanto abbiamo significato sin qui, ma, soprattutto, per la qualità delle due squadre che si incontreranno in un periodo di particolare forma. A parte la fuoriuscita dalla Coppa Italia subita ad opera della Lazio a San Siro, l’Inter di Pioli viene da una sequela di sette vittorie consecutive, capaci di far ricredere coloro i quali, dopo la dipartita di Mancini e il mega flop di De Boer, aveva perso ogni speranza di rivedere una squadra capace di produrre un gioco di qualità e vittorie convincenti. Ebbene, con l’avvento di Stefano Pioli, allenatore intelligente e capace sotto l’aspetto della conoscenza del calcio italiano, l’Inter è rinvigorita, ha trovato un gioco, un’anima, un’armonia e una coesione di squadra che aveva perso per strada. Prova ne è che la squadra di Pioli è quarta in classifica con 42 punti, alle spalle di Juventus, Roma e Napoli, cioè il meglio del calcio italico in questo preciso momento. Dall’altra parte c’è la Juventus. Ma che dire della Vecchia Signora d’Italia? Si sono sprecati fiumi di parole, commenti talora anche aspri contro certe scelte di Max Allegri, responsabile di non aver avuto coraggio nel presentare una Juve che ha un altissimo potenziale di qualità tecnica, ma che in partite come quelle disputate a Milano, Genova e Firenze ha dimostrato grande pochezza di idee e coraggio. E dopo la scoppola subita contro la viola al Franchi di Firenze, si è accesa finalmente la luce della presa di coscienza di una squadra costruita per vincere, convincere, divertire, dando spazio allo spettacolo e all’armonia di gioco. E così, dopo essersi leccata le ferite rimediate a Firenze, la Juventus di Allegri contro la Lazio si è presentata aggressiva, caparbia, ben disposta in campo e consapevole della sua forza. Ma soprattutto è lo schema tattico messo in campo, che ha avuto ed ha il sapore di un calcio d’avanguardia, propositivo e allo stesso tempo capace nell’interdizione, attraverso il sacrificio di attaccanti e centrocampisti. Cuadrado, Dybala, Pjanic, Higuain, Mandzukic, schierati tutti insieme, senza se e senza ma! E chi l’avrebbe mai detto che mister Allegri avesse questa giusta pensata offensiva, aggressiva, che non lascia spazio ai suoi ben noti timori di essere troppo propositivi e proiettati in avanti, con la paura di subire le ripartenze avversarie? Niente affatto, perché i campioni sopracitati hanno saputo dissipare tutti i timori del loro mister, attraverso il sacrificio tattico di sapere interdire al momento del bisogno con intelligenza e con il desiderio di mettersi al servizio della squadra. La fase di possesso palla e non possesso, sono interpretati in maniera fluida e con poche possibilità di sbagliare. Nel nuovo schema del 4-2-3-1 della Juventus, scopriamo infatti un Higuain che difende, produce assist per i compagni e segna pure; Mandzukic che diventa insostituibile per il suo pressing e capace di recuperare una miriade di palloni che aiutano le ripartenze. E poi Dybala e Cuadrado, che si inseriscono sempre tra le linee creando superiorità numerica, mentre Pjanic sembra rinato in quel ruolo di play maker che funge da ago della bilancia, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>mentre è insostituibile nel saper mettere la palla nel sette, in occasione dei calci dal limite dell’area. Tutte cose che non s’inventano dal nulla, ma che sono il frutto della cultura del lavoro e del coraggio. Dunque, una Juventus capace di divertire i suoi tifosi e coloro i quali sanno apprezzare oggettivamente il calcio fatto di deliziose giocate, a prescindere dalle simpatie o antipatie che si hanno verso i bianconeri. Sarà quindi un derby d’Italia sicuramente apprezzabile, quello tra Juventus e Inter di questo inizio febbraio 2017. Due squadre in forma che vogliono superarsi, dimostrando il loro eccellente stato di salute. La Juve per incrementare il suo primato in classifica e l’Inter con chiare aspirazioni di volere entrare a far parte della Champions del prossimo anno. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Dunque, una partita che riserverà bel gioco, con quel retrogusto dell’odio sportivo che siamo sicuri emergerà e sarà il motivo conduttore di questa tanto attesa Juventus - Inter. Signori, sta per aprirsi il sipario!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNjuventus-inter-tra-storia-e-rivalita-1013219.htmSi100451001,02,03030277
361013216NewsCoppeJuventus, espressione di calcio sublime20170126163631Tra Juventus e Milan, un match di Coppa Italia divertente e calcio giocato in grande stile.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>I lettori che sono soliti seguirci attraverso le pagine di calcio pubblicate su questo sito web, nel tempo si saranno accorti quanto sia equilibrato il nostro metro di giudizio su questa o quella squadra. Certo, non abbiamo la presunzione di trattare un argomento di così alto indice di opinabilità, senza quell’oggettiva misurazione che è tipica dei cronisti sempre attenti a riportare ciò che vedono, piuttosto che enfatizzare senza costrutto ciò che nessuno ha visto. Questione di stile, di coerenza, di rispetto della deontologia che va oltre ogni fede sportiva, ma che ha l’obbligo di manifestarsi costantemente in modo da esprimersi come super partes. Detto questo, vogliamo mettere il punto sulla Juventus che abbiamo visto ieri sera allo Stadium, nel corso della partita dei quarti di finale di Coppa Italia contro il Milan. Spesso abbiamo criticato aspramente la Vecchia Signora d’Italia, mettendo sotto accusa Massimiliano Allegri per una non precisa connotazione tattica, in una squadra dall’alto potenziale tecnico che non poteva certamente essere quella vista all’inizio di stagione contro l’Inter, poi contro il Milan in campionato e a Doha, e ancora contro il Genoa e la Fiorentina. Scoppole causate da una incredibile confusione tattica, che è stata l’artefice di una inspiegabile mancanza di autostima di calciatori ad altissimo livello tecnico, spesso dominati anche da avversari inferiori. E allora ci siamo prodigati in analisi anche acerrime, manifestate sempre nell’intento di costruire e mai per il gusto satanico di distruggere. E, quando abbiamo evidenziato l’incertezza e il non coraggio di Allegri nel sapere assemblare un centrocampo di qualità a beneficio dell’armonia del gioco d’attacco, attraverso quei giocatori le cui caratteristiche assicurano pressing alto e abnegazione nei momenti in cui c’è da interdire, non ci sbagliavamo. Dopo la figuraccia rimediata a Firenze, la Juve ha deciso di cambiare se stessa nella consapevolezza della sua reale forza. E così, dopo averla ammirata in campionato contro la Lazio, abbiamo avuto il replay contro il Milan, nella partita di Coppa Italia. Il 4-2-3-1 di fresca attuazione bianconera, garantisce una squadra con un baricentro alto e destinata a un pressing corale e avanzato, capace di soffocare sul nascere le velleità di ripartenza dell’avversario. Il coraggio di far giocare lì davanti, Cuadrado, Dybala, Higuain, Pjanic e Mandzukic ha dato i suoi frutti, perché la squadra si è espressa in maniera da far vedere giocate di calcio di alta scuola, non solo a beneficio dello spettacolo, ma con la concretezza mentale di fare gol per vincere. Ed è stata tale la propulsione ad offendere l’avversario, che già nei primi 20 minuti del match la Juve vinceva 2 a 0, avendo segnato prima con Dybala attraverso un destro sferrato in velocità , e poi con Pjanic, grazie a un bellissimo calcio piazzato degno del miglior Andrea Pirlo. Poi, nel secondo tempo, il Milan di Montella per lunghi tratti ha messo in seria difficoltà la Juve che ha abbassato, forse per fatica, il suo baricentro di centrocampo, dando così l’opportunità a Bacca di dimezzare lo svantaggio iniziale. Poi, pur restando in dieci uomini per l’espulsione di Locatelli per doppia ammonizione, il diavolo rossonero ha continuato a crederci con caparbietà, senza tuttavia alcuna seria concretezza di pareggiare i conti. La Juve, che non è stata quella del primo tempo, ha però sfiorato il terzo e il quarto gol con Mandzukic e Pjanic in due delle tante ripartenze bianconere. Ma, il non mettere al sicuro il risultato fin dal primo tempo, in cui la Juve ha continuato ad avere superiorità numerica a centrocampo e aggressività fuori dalla norma, lascia riflettere che c’è ancora da lavorare sulla tenuta mentale e fisica, per mettere al sicuro il risultato e poi saperlo gestire con razionalità, senza dover soffrire il ritorno pericoloso degli avversari. E adesso che Max Allegri si è convinto dell’importanza di far giocare insieme i cinque giocatori (Cuadrado, Dybala, Higuain, Pjanic e Mandzukic) che fanno la differenza e che hanno capito l’importanza di sacrificarsi a turno in fase di contenimento dell’avversario, ci auguriamo che anche fuori dalle mura dello Stadium si continui su questa strada, che prepara degnamente i bianconeri al prossimo turno di Champions League. Un assetto tattico premiante, capace di valorizzare le caratteristiche tecniche di un Pjanic che fino ad oggi sembrava essere un misterioso calciatore, e un Higuain che abbiamo scoperto nella maturità e completezza di campione, non solo di fare la differenza nel segnare gol, ma anche di dare concretamente una mano alla squadra nel momento del bisogno. Così Mandzukic, Cuadrado, Pjanic e Dybala. Ecco, diremmo proprio che la nostra analisi su questa “nuova” Juventus dal volto stellare finisce qui, ma con un punto interrogativo che adesso riguarda il coraggio di saper continuare su questa strada anche fuori casa. Ma Allegri, ci sorprenderà ancora nel volere cambiare la squadra in maniera guardinga, affidandosi a un centrocampo di quantità? Vedremo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNjuventus-espressione-di-calcio-sublime-1013216.htmSi100451001,02,03030331
371013210NewsCampionatiAllegri: ”Contro la Juve fanno tutti la partita della vita”20170116192008Il commento alla brutta partita della Juventus al Franchi di Firenze<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Mai banalità fu più grande nell’affermare che contro la Juventus ogni squadra moltiplica le proprie forze per incorniciare la partita della vita. Ma qual è la novità? Qual è la notizia? E’ come parlare del nulla, visto che quando la Juve perde fa felice mezza Italia, quella non bianconera. Tutte le volte che il Max della Juve si presenta davanti alle telecamere dopo una bruciante sconfitta, non fa altro che ripetere ciò che sanno tutti, che hanno visto e vissuto tutti. Dopo le sconfitte ad opere di Inter, Milan (campionato e supercoppa) e Genoa, anche a Firenze la Vecchia Signora d’Italia esce a testa bassa dal campo, completamente cosciente d’aver disputato un primo tempo da dimenticare e un secondo tempo che non ha sortito gli effetti desiderati di una reazione da grande squadra che non c’è stata. La Fiorentina di Paulo Sousa ha dominato in lungo e largo, infliggendo una vera lezione di calcio agonistico, di ordine tattico e di grande aggressività. E’ il calcio di chi sa che la squadra che hai di fronte ti sovrasta dal punto di vista tecnico e che c’è solo un modo per superarla, attraverso l’intensità agonistica, il pressing alto e asfissiante, mettendo anche grande concentrazione nel non concedere una minima occasione all’avversario. E la viola, con una stadio Franchi colmo fino all’eccesso, quel compito l’ha eseguito con grande diligenza, agevolata com’è stata da una Juventus che in campo non si è mai vista. Troppi sono stati gli errori tecnici e troppe le macroscopiche confusioni manifestate da una squadra amorfa che è sempre stata in balìa dell’avversario. Ma a prescindere dalla solita banalità che fa sempre capo alla Juve che stimola l’avversario a far la partita della vita, ci sembra di poter dire che gli sbagli di Allegri stiano diventando purtroppo una costante negativa per la squadra. Soprattutto fuori casa, la Juve è messa in campo per contenere l’avversario e cercare di ripartire. Al contrario delle partite casalinghe allo Juventus Stadium, in cui i bianconeri, fin dall’inizio, aggrediscono l’avversario attraverso un gioco corale, una difesa a quattro, tre centrocampisti, un trequartista, una mezza punta e una punta effettiva di ruolo. Una disposizione tattica che vede due centrali di difesa, due esterni (Lichtsteiner, Alex Sandro) tre centrocampista (Marchisio, Kedira, Sturaro) un trequartista (Pjanic), una mezza punta che agisce dalla trequarti campo in avanti (Dybala che aiuta sia Pjanic che Higuain) e una classica punta pronta a segnare (Higuain). Fuori casa, come a Firenze, Allegri schiera la difesa a tre ( la vecchia BBC), cinque centrocampisti con il confusionario Cuadrado che funge da esterno alto, porta palla, qualche volta salta l’uomo e cento altre volte cade a terra. E poi? Già, dimenticavamo la “magnifica” idea di far girare a vuoto per il campo un Dybala che si fa trovare nella zona della difesa, di centrocampo, di esterno destro e sinistro, con l’obbligo di stare larghissimo e quasi attaccato alla linea laterale. Ma come potrà mai questo talento argentino, sacrificato com’è nelle partite fuori casa, ad arrivare in porta, segnare e/o aiutare Higuain che resta immancabilmente solo? E poi, a parer nostro, sarebbe pure opportuno chiedersi perché Kedira che cammina e non corre, sia sempre in campo senza mai incidere. E persino Marchisio non sembra più lui. Certo, mancando Pogba, Vidal e Pirlo, la situazione è cambiata di molto, ma non si può certo dire che questa squadra non sia infarcita di campioni capaci di fare la differenza. E per fare questa differenza è necessaria una quadratura del cerchio che si chiama assetto tattico soprattutto a centrocampo, che si chiama ordine, che si chiama collegamento tra i reparti, linearità di manovra e verticalizzazione di gioco che fa capo a un pressing alto e continuo. Ma, per fare questo, ci vuole grande preparazione fisica, mentale, intensità e tenuta continua. Certo, ha un bel dire il Max della Juve che non c’è nessuna squadra al mondo che riesce ad avere un possesso palla per 60 o 70 minuti della partita. E’ vero, nessuno pretende che questi giocatori vestiti con la maglia bianconera diventino dei marziani capaci di vincere sempre e magari stravincere il campionato anzitempo. Si chiede più semplicemente di vedere un calcio consono alle reali capacità tecniche e agonistiche, fatto da campioni quali essi sono. Ma è il direttore d’orchestra che deve prima di ogni altra cosa avere le idee chiare sulla sua squadra, sulle caratteristiche tecniche di ognuno di loro e assemblarli ad una formula tattica definitiva. E anche se ci si rifugia dietro al paravento dei discorsi che la Juve è prima in Campionato, che si è qualificata per gli ottavi di finale di Champions ed è in corsa per la Coppa Italia, oggi, 16 gennaio 2017, dopo sei mesi di partite, vediamo ancora troppa confusione e insicurezza, basti vedere Allegri che continuamente si rivolge al suo secondo Landucci per sapere cosa ne pensa, cosa fare, cosa cambiare, quando e chi togliere. Noi riteniamo che Barzagli e Chiellini debbano cominciare a stare in panchina e fare gruppo con la squadra, dando spazio a un Rugani che ha già ampiamente dimostrato l’eleganza di gioco e maturazione personale . E poi Marko Pjaca deve essere considerato di diritto un titolare. Lui ha i numeri per diventare un punto fermo di questa Juve. E adesso ci si aspetta una partita d’orgoglio contro la Lazio, tra le mura casalinghe. Noi siamo pronti a scommettere che vedremo un’altra Juve, proprio per l’analisi che abbiamo fatto fin qui. Ma a partire dalle prossime partite fuori casa, vedremo la stessa Juve dello Stadium? Chissà! D’altra parte, sia in casa che fuori, tutti vogliono fare la partita della vita contro la Juve. Vero mister Allegri?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Firenze Stadio Franchifl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNallegri:-contro-la-juve-fanno-tutti-la-partita-della-vita-1013210.htmSi100451001,02,03030318
381013201NewsCalciomercatoTomas Rincon, “Essere alla Juve è la realizzazione di un sogno”20170103191255Juventus - Conferenza stampa del neo acquisto venezuelano(ex Genoa)<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Anche noi de Il calcio 24 eravamo presenti alla conferenza stampa di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Tomas Rincon,</b> primo acquisto di gennaio della Juventus. Molti sono stati gli spunti interessanti emersi da questo incontro del giocatore venezuelano con i media, cui ha fatto gli onori di casa Beppe Marotta. Questi sono stati gli argomenti toccati con il giocatore che ha avuto modo di scambiare soltanto qualche parola con mister Allegri durante il suo primo allenamento a Vinovo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Rincon, come sei stato accolto dai nuovi compagni della Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Molto bene. Tutti sono stati molto ospitali con me e questo mi aiuta ad entrare in un ambiente particolare che io ho sempre sognato”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Come pensi di entrare a far parte di questa Juve carica di campioni?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Tutti sono dei potenziali leader, bisogna solo tirar fuori il carattere. Penso che i giocatori possano e debbano crescere come persone, io sono il capitano del Venezuela e devo essere un esempio per i giovani. Per quanto riguarda il mio inserimento nella Juve, penso che il tempo e il mio carattere saranno complici nell’agevolare un compito che è una sfida con me stesso.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Come commenti quel 3 a 1 che la Juventus ha subito contro il Genoa che ti ha visto giocare in campo con quei colori?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“E’ stata una partita particolare, abbiamo segnato due gol in poco tempo e per noi è stata una spinta speciale. Non posso dire cosa avrei apportato io, perché da fuori le cose si vedono sempre in un altro modo. E poi chi gioca contro questa Juve fa sempre di tutto per ben figurare. La Juve è la Juve e contro di lei tutti rafforzano le proprie forze, perché quella è la partita della vita.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Oggi che sei arrivato alla Juve, guardi già indietro nel tuo percorso professionale e pensi come hai fatto ad arrivare fin qui?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Il mio percorso è stato lungo. Avevo un sogno ed ho cercato di perseguirlo come obiettivo da raggiungere. Nei cinque anni in Germania ho imparato tanto e sono cresciuto come calciatore, ma anche come uomo. Poi in Italia ho incontrato un grande allenatore come Gasperini che mi ha fatto maturare ancor di più. Ancora oggi tutta Genova lo ringrazia e io ho tanti motivi in più per stimarlo.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ vero che contemporaneamente alla Juve, su di te c’era un forte interesse anche della Roma?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Io sono sempre stato concentrato a giocare come ogni professionista deve fare. Quando è arrivata la sosta della Serie A ci siamo seduti e tutto è stato molto veloce. Quando ho sentito della Juventus non ho avuto dubbi. Oggi sono molto felice di essere qui.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E adesso, quali sono i tuoi propositi da neo giocatore della Juventus?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Come ho già detto, oggi ho realizzato un sogno. Alla Juventus mi sto ancora ambientando e sicuramente darò sempre il massimo, lavorando come sempre al top delle mie possibilità. Se sei un vero professionista e vieni alla Juve non puoi risparmiarti di niente. Qui si gioca per vincere, ed è una cosa che mi piace tanto perché caratterialmente assomiglia al mio modo di essere.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Quali sono state le tue prime sensazioni nell’inserimento con i tuoi nuovi compagni di squadra?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Questo gruppo è una famiglia. Qui ci sono grandi campioni ed è un onore stare in mezzo a loro ed essere compagno di squadra anche di Buffon, che è il più forte portiere del mondo.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Perché hai scelto il numero 28 sulla maglia della Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Fin da quando sono stato all’Amburgo ho gradito il numero 8 sulle spalle. Ma qui, alla Juve, quel numero è già di Claudio Marchisio e così ho deciso per il 28 che è anche il numero dei miei anni.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Per finire, Tomas. Come pensi di inserirti nel sistema tattico voluto da Allegri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“So per esperienza che nel calcio come nella vita, l’impegno e il lavoro costante sono il segreto per raggiungere ogni obiettivo. Sono a completa disposizione della Juve<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>e di mister Allegri, per dimostrare tutto il mio entusiasmo e la mia voglia di combattere in campo.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino JUventus Stadiumfl0711fl0711foto-rincon.jpgSiNtomas-rincon-essere-alla-juve-e-la-realizzazione-di-un-sogno-1013201.htmSi100451001,02,03030412
391013200NewsCampionatiMirko Ferretti, “Sono molto orgoglioso di essere stato allenatore nell’ombra”20161228145528Allenatore in seconda e il fascino di un ruolo importante per il calcio. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Calibri"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;">“Una vita da secondo – L’allenatore nell’ombra”</span></b><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"> è l’autobiografia di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mirko Ferretti</b>, l’ex calciatore degli anni ’50 - ’60, che poi intraprese anche la carriera da allenatore restando però sempre fedele al ruolo di secondo. Ed è proprio questa figura così particolare per la vasta letteratura dedicata al calcio, che ha interessato gli autori <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Michele Ruggiero (giornalista Rai) e Alessandra Demichelis,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">storica scrittrice della provincia di Cuneo</b>. Mirko Ferretti è figlio d’arte, in quanto suo padre è stato calciatore professionista negli anni ’30 – ’40, restando fedele alla Sicilia e in particolare alla città di Messina. Mirko Ferretti da calciatore ha vestito diverse maglie, ma è rimasto legato al Torino per aver vissuto ben 15 anni della sua vita. Con questa nostra intervista abbiamo voluto entrare nell’anima di un calciatore capace di percorrere una strada fatta di sport, ma anche di vita culturale, politica e sociale. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Signor Ferretti, come nasce l’idea di scrivere un libro su di lei, da parte dei due autori Michele Ruggiero e Alessandra Demichelis?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Con il giornalista Rai Michele Ruggiero siamo amici da tanti anni. Un giorno mi chiese se avessi delle cose da raccontare della mia lunga carriera di calciatore e poi di allenatore. Ma ciò che ha subito incuriosito gli autori del libro, è stato proprio questo mio racconto da allenatore in seconda. Una figura che apparentemente potrebbe sembrare di poco interesse, ma che invece ha dei risvolti sportivi e umani davvero impensabili. Ecco, direi proprio che attraverso il mio racconto sportivo nell’ombra, è emerso uno spaccato di vita che coglie anche il mio interesse di calciatore sempre attento alla vita sociale e politica”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Già, il suo interesse verso la politica. E’ vero che lei è stato uno dei rari casi di calciatore degli anni ’50 – ’60, a manifestare pubblicamente le sue idee politiche di sinistra?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Mio padre era di estrazione politica rivolta a sinistra. Finita la guerra sono cresciuto attraverso i valori e le idee di sinistra, ritenendomi sempre un socialista nel vero senso della parola. Negli anni in cui giocavo a calcio, ho sempre dichiarato apertamente e con onestà intellettuale il mio credo politico. Ricordo che in quegli anni in cui mi trovavo a Torino, conobbi il giornalista Nello Pacifico e poi Diego Novelli, due personaggi storici della sinistra italiana. La loro amicizia mi ha arricchito molto sotto il profilo culturale e politico. Con loro ci siamo frequentati a lungo, rafforzando ancor di più quelle che erano già le mie idee di base. Ecco, questo è stato uno dei tanti risvolti che si è intrecciato alla vita sportiva, quando ero a Torino come allenatore e secondo di Gigi Radice”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; tab-stops: right 481.9pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Suo papà Renato giocava nel Messina. In quali squadre siciliane ha poi allenato?<span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Ha allenato per un certo periodo il Messina e poi per due anni il Canicattì”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Da quali sentimenti siete stati legati alla bellissima terra di Sicilia?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Papà ha fatto il calciatore per sette anni a Messina. Era il capocannoniere indiscusso e non ha mai acconsentito a un eventuale trasferimento altrove, anche se a quell’epoca era stato richiesto da squadre importanti come la Roma, il Genoa, l’Alessandria. Ma lui ha avuto una sorta di affetto per quella città di Messina che gli ha tributato molto calore dal punto di vista umano. Sono sentimenti che allora significavano tanto, forse tutto, in un mondo del pallone che ti metteva a contatto con la gente e ti faceva sentire importante”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Senta Mirko, come nasce la sua amicizia con il giornalista Rai Michele Ruggiero?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“E’ proprio il pallone che ci ha unito fin dal tempo in cui sono stato a Torino e nel Toro. Gli ho raccontato la mia storia di calciatore e di uomo. A lui piacque molto, fino al punto di rielaborarla assieme ad Alessandra Demichelis che è una storica della provincia di Cuneo. A detta di molti ne è uscito fuori un libro interessante, proprio per le situazioni che le ho specificato prima”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Ritornando alla politica. Cosa è rimasto in lei di quella ideologia di sinistra, professata durante la sua carriera di calciatore?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Sono ancora molto convinto di ciò. E’ un po’ come la Costituzione che vogliono cambiarla senza mai averla applicata. Da sempre è stata staccata e vilipesa, perché c’è scritto che la legge è uguale per tutti e non è così, che il lavoro è per tutti, ma non è così, che la casa è per tutti e all’atto pratico non è così. Sono quindi per una giustizia socialmente avanzata, perché se no, oggi come oggi, rischiamo di disperdere ciò che i nostri padri ci hanno lasciato in eredità. Spiace dirlo, ma il nostro Paese sembra diventato solo per i furbi e non si fa nulla per il bene collettivo”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Ritornando al calcio. Cosa c’è ancora che lo attrae di questo mondo?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Il pallone e basta. Non sono d’accordo con l’inserimento della tecnologia. Penso che con questo sistema si snatura l’essenza di un gioco del calcio che è natura, vita, inventiva, un qualcosa che fa discutere ma che sa darti profonde emozioni”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Lei è stato definito un allenatore nell’ombra. Non le dispiace&nbsp;sentirselo dire?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“ E’ proprio il contrario. Sono molto orgoglioso di essere stato allenatore in seconda, perché a parte la figura principale di tecnico che segue la squadra, è la figura del secondo che riesce a legare i rapporti tra tutto l’ambiente e lo spogliatoio. I giocatori vanno seguiti, non solo dal punto di vista tecnico e tattico, ma anche da piccole sfumature che sfociano nell’umano. E’ vero che il calcio è gioco di squadra, ma ogni singolo ha il suo carattere, la sua vita privata e una storia che non è mai uguale agli altri. Ecco, direi che il mio ruolo è stato sempre quello di aiutare l’allenatore sotto l’aspetto di alcune problematiche dei singoli giocatori. Quella sorta di complicità che si instaura tra il secondo allenatore e i calciatori. Infatti, loro si confidavano più con me che con altri. Anche questo è il segreto di tanti successi nel calcio”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Lei ha giocato nel Canelli, nel Como, nel Catania, nella Fiorentina, nel Torino, ed ha chiuso la sua carriera nell’Alessandria. Quale di queste squadre le è rimasta nel cuore?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Sono stato nel Torino per 15 anni. Ho giocato, allenato, e sono stato anche responsabile del Settore Giovanile. Quella era la mia casa e quella maglia mi è rimasta nel cuore”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Per finire, cosa pensa del Torino di oggi?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Chi conosce il Toro, come lo abbiamo vissuto noi fino ai componenti dell’ultimo scudetto, può capire cosa voleva dire <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Campo Filadelfia”.</b> So che sta risorgendo dalle ceneri e presto sarà inaugurato, ma difficilmente potrà crearsi quell’ambiente famigliare che conoscevamo noi. Ricordo che i tifosi ci aspettavano dopo l’allenamento. Era una festa. Pacche sulle spalle e discorsi amichevoli ti facevano sentire il calore della gente granata. C’era un filo conduttore che legava tutto e tutti, a partire dal presidente fino al magazziniere e ai tifosi. Oggi si tende a chiudere le porte per non scoprire segreti tattici che potrebbero favorire l’avversario di turno della domenica. Così i tifosi restano ingiustamente fuori dalle porte. E’ vero, è cambiato il calcio. Ma sono cambiate anche le persone”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">&nbsp;</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">&nbsp;</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri"><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-libro-mirko-ferretti.jpgSiNmirko-ferretti-sono-molto-orgoglioso-di-essere-stato-allenatore-nell-ombra-1013200.htmSi100451001,02,03030303
401013197NewsCampionatiIl Napoli trita un Toro irriconoscibile20161218193631I partenopei dilagano e si portano a un solo punto dalla Roma.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">E adesso, per piacere, non si esageri con commenti pesanti che, se formalizzati come <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>vecchia maniera, l’ambiente granata va subito in depressione. Certo, non fa piacere perdere con il risultato pesante di 5 a 3, ma questo non significa che i ragazzi di Sinisa Mihajlovic, prima erano dei fenomeni e adesso sono dei brocchi. Occorre equilibrio e cercare di fare un’analisi costruttiva proprio su partite come quella di Napoli, in cui si evidenziano alcune lacune ancora da colmare per proseguire la fase di crescita e quindi di quella maturazione che ancora non c’è. Partendo dal presupposto che il Napoli di Sarri è la più bella espressione di calcio moderno in Italia, c’è da dire che forse, per la prima volta quest’anno, abbiamo notato un senso di eccessiva riverenza del Toro nei confronti degli avversari. Da qui il mancato approccio corretto alla gara, che ha poi determinato la sintesi di una disfatta evidente. Siamo sempre stati d’accordo con il mister del Toro che ha apportato una mentalità nuova nell’impostare una squadra granata dalle caratteristiche offensive. Tuttavia, questa volta, non capiamo perché nel primo tempo ha rinunciato al suo naturale 4-3-3 con Iago Falque in campo e non in panchina. L’inserimento di Zappacosta in avanti con De Silvestri a difendere sulla stessa fascia, ha dato la sensazione di volere coprirsi maggiormente al cospetto di un avversario che fa delle ripartenze improvvise e delle verticalizzazioni, la sua forza. Ecco, forse su questo non siamo tanto d’accordo, tenuto conto che la squadra di Mihajlovic non ha più il senso logico del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“primo non prenderle”.</b> Ma il mister granata ai microfoni di Mediaset sostiene proprio il contrario di questa nostra tesi, e dice che la maggiore corsa di Zappacosta rispetto a Iago Falque, lo ha consigliato a scegliere questa soluzione. Questioni di vedute tattiche che non vanno a inficiare minimamente ciò che pensiamo di positivo su questo allenatore sanguigno e coraggioso nelle scelte. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Come prima cosa”</b> dice Mihajlovic <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“ faccio i complimenti al Napoli per aver meritato ampiamente la vittoria. Sono fortissimi, poi se gli lasci spazio ti fanno a pezzi. In quei nove minuti del primo tempo abbiamo dormito e la partita è finita lì. Nel secondo tempo abbiamo provato a riaprirla ma la sconfitta stavolta è meritata. A volte occorre “rompersi” per capire di che materiale si è fatti e ricomporsi più forti di prima. Ora</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dobbiamo pensare al Genoa e cercare di vincere a tutti i costi”.</b> L’allenatore del Toro è un saggio signore del calcio moderno che non guarda in faccia nessuno, che non conosce l’ipocrisia e, più volte, in sede di conferenza stampa, ha dato cenni di riflessione che sono ben lontani dalla pochezza espressa dalle solite banalità pallonare che siamo soliti ascoltare. Ecco, diremmo proprio che è giusto ripartire da questo messaggio di Mihajlovic, facendo tesoro degli errori commessi da parte di tutti, ricompattandosi in maniera da ritrovarsi con l’autostima dimostrata prima dei tre tonfi di Genova con La Sampdoria, poi nel derby e quindi contro questo Napoli che ha trovato un Mertens strepitoso. Ma il Toro deve proseguire la sua strada senza ricadere in antiche polemiche che fanno sempre tornare indietro per poi ricominciare. E’inevitabile che Cairo debba potenziare questa squadra, che già ha alzato l’asticella tecnica in maniera notevole rispetto allo scorso anno. Tuttavia, è necessario coprire bene i ruoli dei due centrali di difesa, con calciatori che siano almeno al livello degli altri componenti la squadra. Quelli di adesso, non lo sono. E poi è necessario continuare su questa strada, dando alla squadra quella convinzione che è già propria del sentire del centrocampo e dell’attacco, ma che non lo è ancora a livello di difesa. I tifosi del Toro stiano tranquilli, certe ferite si rimargineranno presto. Perché questo Torino è già andato molto avanti rispetto al recente passato, almeno nella mentalità e nella voglia di fare. Ritornare indietro sarebbe davvero un gravissimo errore!</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Napoli Stadio San Paolofl0711fl0711sinisa-mihajlovic.jpgSiNil-napoli-trita-un-toro-irriconoscibile-1013197.htmSi100451001,02,03030298
411013196NewsCampionatiVince la Juve contro la Roma e si porta a + 7 dai giallorossi.20161218132357Incontro avvincente e carico di spunti agonistici<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">17° turno di campionato, 17 come il giorno della partita, e quasi 17 (ma al 14’ di fatto) il gol di Higuain che ha deciso il match. Non c’è che dire, il 17 è il numero fortunato per questa Juve, che battendo allo Juventus Stadium la Roma per 1 a 0, la distacca di ben 7 punti. Chapeau, dunque, ai bianconeri di Allegri, che dopo avere incamerato le brutte scoppole subite da Inter, Milan e Genoa, ne ha fatto tesoro ritrovando umiltà, carattere, capacità di soffrire, e persino il gioco perduto fin dall’inizio di stagione. E’ la storia delle grandi squadre come la Juve, che difficilmente muoiono e che sono capaci di ritrovarsi dopo l’apparente agonia. Contro la Roma di Spalletti, la Juve è partita con voglia scatenante e pressing alto, decisa a far sua una partita che fin dalla vigilia si presentava importantissima per il prosieguo del campionato di entrambe le squadre. E così è salito in cattedra il portiere giallorosso Szczesny, che più di una volta ha salvato la sua porta dai tiri arrembanti degli avanti bianconeri. Ma al 14° nulla ha potuto il portiere romanista, quando il pipita Higuain sulla trequarti campo vince il contrasto con De Rossi, salta Manolas e dal limite dell’aria fa partire un tiro che risulta imparabile per il numero 1 polacco. A questo punto la Juve rallenta il suo pressing asfissiante e la Roma sale in cattedra soprattutto con Nainggolan, dimostratosi guerriero com’è nelle sue caratteristiche fisiche e mentali. Ma la Roma di Spalletti questa sera ha evidenziato alcune gravi incertezze soprattutto a centrocampo, dove Gerson non è mai entrato in partita e Perotti non è riuscito a fare la differenza come in altre occasioni. Evidentemente i giallorossi sono stati sorpresi fin dall’inizio, da questo cipiglio propulsivo di una Juve scesa in campo a vendere cara la pelle. E persino Sturaro ha meravigliato positivamente nel suo correre, contrastare e farsi trovare pronto anche in attacco, quando più d’una volta ha sfiorato il raddoppio per la Juve. Ma il 7 in pagella, a parer nostro, oltre a Higuain che ha segnato il gol decisivo, lo meritano Mandzukic e Rugani. Mandzukic, per aver giocato spesso da difensore aggiunto, recuperando un’infinità di palloni, mentre Rugani ha dimostrato grande personalità e certezza di un futuro che è già presente. Ma è nella sua totalità che la Juve ha giocato da squadra, con il pensiero mai smarrito che questa partita potesse rappresentare il bivio verso quel 6° scudetto consecutivo che la farebbe entrare nella leggenda. La Roma di Spalletti, pur avendo pressato la Juve per lunghi tratti del secondo tempo alla ricerca del pareggio, ha realmente impensierito Buffon soltanto in alcune circostanze. Molti sono stati gli ammoniti di una partita spigolosa per antiche ruggini e per il reale desiderio dei giallorossi di ambire al ruolo di unica vera squadra anti Juve: a De Rossi, Dzeko, Gerson, Nainggolan, Rudiger, il signor Orsato ha mostrato i cartellino giallo, come pure a Rugani, Alex Sandro e Sturaro. Adesso, dopo che la Juve si è laureata Campione d’inverno con due turni d’anticipo, punta tutto il suo impegno alla Supercoppa che la vedrà opporsi al Milan in quel di Doha. Poi le meritate vacanze di Natale e uno sguardo al mantenimento del distacco acquisito in campionato, che fa da antipasto al riavvio di Champions League contro il Porto. Insomma, per i tifosi juventini si prospetta un 2017 che, se avrà gli stessi risultati vincenti emersi in questa circostanza per la concomitanza del numero 17, quali migliori auspici?</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNvince-la-juve-contro-la-roma-e-si-porta-a-+-7-dai-giallorossi-1013196.htmSi100451001,02,03030318
421013192NewsCampionatiLa Juventus e il male (non tanto) oscuro20161127201742Poco alla volta emergono i problemi della Vecchia Signora d`Italia<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Genoa batte Juve 3 a 1. Non è tanto la sconfitta a far parlare di sé, ma come è maturata. Ci si potrebbe appellare alle assenze o all’avversario arrembante, forte fisicamente e capace di non farti più capire niente, disputando la partita della vita, fatto è che a questa Juve manca l’anima. E’ dall’inizio del campionato che ne parliamo, che scriviamo di una squadra senza gioco e senza un centrocampo capace di illuminare e interdire nella stessa misura. Ma, evidentemente, il suo primato nelle classifiche di Campionato e di Champions ha azzittito quella parte di critica costruttiva che, nonostante tutto, ha sempre cercato di fare un’analisi approfondita che potesse vedere oltre la positività data dalle vittorie maturate attraverso il non gioco. Questo stato di cose ha fatto prolungare l’emergere dei fatidici nodi al pettine e prendere coscienza della situazione. E’ come avere assorbito il cortisone, che pur con tutte le sue controindicazioni è capace di togliere il dolore senza però andare alla radice del problema e risolverlo. Ecco, ci sembra che questa metafora si addica perfettamente alla Juventus di quest’anno, che fino ad oggi è riuscita a nascondere i suoi gravi problemi di un assetto di squadra che non fa emergere le idee di gioco, nonostante i vari primati. Sono tanti i campioni di questa Juve di Allegri, ed è per questo motivo che le tre sconfitte subite in campionato tra Inter, Milan e Genoa, fanno particolarmente rumore per come sono maturate. Moduli di gioco che cambiano e giocatori che tra infortuni e scelte tecniche sono messi in campo saltuariamente, dando la sensazione di una confusione che non è da Juve. Il passo lento, la mancanza di movimento senza palla e l’ostinazione di portarla avanti senza sapere a chi darla, hanno fatto sì che gli avversari hanno capito come aggredire alto una Juve che è troppo flemmatica e incapace di reagire all’intensità di gioco avversario. La partita vista a Genova è la fotocopia di quelle viste a San Siro contro Inter e Milan. Una squadra che viene aggredita costantemente dall’avversario all’altezza della sua difesa senza farti ragionare, deve dimostrare dall’alto della sua esperienza di sapersi districare con calma, senza cadere in confusione. Questo atteggiamento la Juve di oggi non è in grado di farlo, perché non è sorretta dall’intendimento globale di squadra capace di accorciare il suo gioco tra difesa, centrocampo e attacco. Pjanic (che ha battuto una punizione alla Pirlo, siglando l’unico gol bianconero contro il Genoa), non ha le caratteristiche di Pogba, sia per forza fisica nell’interdire e costruire il gioco, sia per mancanza di continuità. Ma non è l’unico neo di questa Juve infarcita di grandi campioni, ma incapace di avere una sua ben precisa fisionomia di squadra. I tifosi aspettano fiduciosi e la società che ha speso un patrimonio di Euro, si augura di risolvere questi problemi almeno entro il prossimo marzo, il mese in cui riprenderà la Champions League. Sì, perché in questa condizione non vediamo proprio come la Vecchia Signora possa ambire alla conquista di quella Coppa che la casa bianconera quasi pretende.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Genovafl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juventus-e-il-male-non-tanto-oscuro-1013192.htmSi100451001,02,03030312
431013172NewsCampionatiSarri è polemico contro gli arbitri, ma De Laurentiis butta acqua sul fuoco20160922153659Il presidente del Napoli si dissocia dalle polemiche<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Questa volta il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ci ha stupiti in maniera positiva. Alle parole di Maurizio Sarri che nel post partita contro il Genoa aveva sensibilizzato la società a intervenire con alta voce per due rigori non concessi dall’arbitro, dalla Cina il presidente risponde così: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Nessun alibi, le decisioni degli arbitri vanno rispettate nel bene e nel male”.</b> Una risposta in grande stile che non ci saremmo mai aspettata, conoscendo il carattere del presidente partenopeo che in genere è molto focoso e reattivo a ciò che ritiene un torto subito. E invece questa volta ha dimostrato grande stile nel non volere creare polemiche, nonostante ci sia stato un oggettivo errore arbitrale, nel non dare il rigore a favore del Napoli in almeno due occasioni. Anzi, De Laurentiis continua così: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sono le regole del nostro calcio e se partecipiamo a questa competizione non dobbiamo cercare nessun tipo di alibi. Dalla Cina ho visto la partita Genoa – Napoli, una partita bellissima con due squadre che si sono affrontate a viso aperto. Anche se siamo il quinto fatturato, abbiamo investito 128 milioni nel mercato di quest’anno, per potere dare ai napoletani e all’allenatore una squadra competitiva e, da quanto emerso finora, mi sembra che il Napoli sia molto competitivo. Non mi resta che fare i complimenti alla squadra e all’allenatore per la partita</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">di ieri. Forza Napoli. Sempre”</b>. Stile e furbizia emergono da queste parole del presidente che, probabilmente, avrebbe preferito che il suo allenatore non sbandierasse il suo malcontento chiedendo pubblicamente l’aiuto della società, ma avesse manifestato privatamente il da farsi senza creare polemiche. Chissà se è proprio come noi la vediamo, tuttavia, ci sembra che un così lampante torto subito non abbia stuzzicato la voglia di richiamare una maggiore attenzione nei confronti del Napoli.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Genovafl0711fl0711delaurentiis67.jpgSiNsarri-e-polemico-contro-gli-arbitri-ma-de-laurentiis-butta-acqua-sul-fuoco-1013172.htmSi100451001,02,03030353
441013148NewsCalciomercatoLa Juventus è padrona del calciomercato20160727153541Higuain, Pianjc,Dani Alves, Benatia, Pjaca e tanto altro, nella Juve targata 2016`17<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Beppe Marotta</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> l’aveva detto. Dopo il primo incontro avvenuto con il presidente del Napoli <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Laurentiis</b> per l’acquisto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gonzalo Higuain</b>, le parti si erano lasciate con un nulla di fatto. Ma l’amministratore delegato della Juventus aveva aggiunto un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Per ora”</b> che era emblematico della volontà della società di Corso Galileo Ferraris di riprendere la trattativa in termini ancora più decisi. Così è stato. La Juventus ha acquistato il Pipita pagando la clausola rescissoria di 90 milioni di Euro in due anni al Napoli, mentre al giocatore argentino è stato riservato un contratto quinquennale di 7,5 milioni di Euro a stagione. Pazzo mercato che dichiara di non avere soldi e poi li spende alla grande. Ma la Juventus, i suoi conti se li sa fare molto bene, perché ha calcolato quanto percepirà dalla partecipazione alla Champions League, mentre ha ancora in riserbo l’asse nella manica concernente l’operazione <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pogba,</b> che dovrebbe fruttare ben 115 milioni di Euro per la cessione al Manchester. Cessione che sarà probabilmente ufficializzata a fine Luglio. L’argentino sarà a Torino per la seconda parte delle visite mediche Giovedì 28 (la prima l’ha già effettuata a Madrid), mentre arriverà in gran segreto all’aeroporto di Caselle alle ore 10,30 di Mercoledì 27 Luglio. Lunedì 1° Agosto comincerà gli allenamenti a Vinovo. Questo è quanto ci risulta sulla questione <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain.</b> Un’operazione che ha scombussolato il calciomercato nel suo evolversi. Un puzzle che deve ricomporre le tante tessere mancanti di società come il Napoli, l’Inter, il Milan e tutte le maggiori squadre di calcio italiane che da questa mega operazione della Juventus, cercano di inserirsi per capire come organizzarsi meglio. E partiamo proprio dai partenopei.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Napoli</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> - Rientrati per fine prestito, il portiere Sepe dalla Fiorentina, il centrocampista De Guzman dal Carpi e dopo avere acquistato il difensore Tonelli dall’Empoli e il centrocampista Giaccherini dal Bologna via Sunderland, il presidente De Laurentiis ha acquistato la punta polacca Milik ed ha ceduto il portiere Gabriel al Milan, il centrocampista Chalobah al Chelsea e il difensore Regini per fine prestito alla Sampdoria. Adesso si profilano una serie di obiettivi da raggiungere e si fanno i nomi di Icardi, Candreva, Rog (centrocampista della Dinamo di Zagabria), Soriano dalla Sampdoria, Herrera (centrocampista dal Porto), Pereyra dalla Juventus, Widmer e Zielisnki dall’Udinese. Ma, dopo la partenza del Pipita, per il Napoli resta ancora il punto fermo relativo alla sua sostituzione. Dopo Milik, probabile Icardi. Vedremo cosa accadrà.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Inter</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> - Tenuto conto che la nuova proprietà Suning ha dato segnali di cambiamenti non immediati, come la guida tecnica della squadra, il mercato procede a rilento con il rientro per fine prestito di Ranocchia, Dodò, Andreolli, Bessa, Yao, gli acquisti di Erkin (difensore del Fenerbahce), Ansaldi (difensore dal Genoa), Banega (centrocampista del Siviglia). Ceduti Ljajic, Telles, Manaj e Juan Jesus, l’Inter si pone questi obiettivi: Gabbiadini, Yaya Tourè, Berardi, Witsel (anche se sembra in procinto di passare alla Juve).</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Milan</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> - La società rossonera sta per essere ceduta da Berlusconi a un gruppo cinese, pare addirittura con il 100% delle azioni. Il nuovo allenatore Montella sta cercando di capire assieme a Galliani, qual è la strada migliore da percorrere per essere competitivi in campionato con obiettivi europei. Rientrati dal fine prestito il portiere Gabriel, Paletta, Matri, Suso e dopo avere acquistato Lapadula dal Pescara e il difensore Vangioni dal River Plate, il Milan ha ceduto Balotelli al Liverpool per fine prestito, Mexes, Boateng e Alex per fine contratto, mentre Abbiati ha chiuso la sua carriera. Al momento gli obiettivi rimangono focalizzati in Musacchio, difensore del Villareal, Kovacic, centrocampista del Real Madrid e poi Paredes, Sosa, Zielinski, Arbeloa e Mustafi.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Roma </span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>– La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Luciano Spalletti</b> sembra quasi lavorare in sordina. Dopo aver rinnovato il contratto a Francesco Totti ancora per un anno, il presidente americano Pallotta non ha ancora fatto vedere acquisti scoppiettanti, e forse non li farà neppure vedere neanche al termine del calciomercato. Rientrati dal fine prestito i vari Iturbe, Ricci e Paredes, al momento i veri acquisti si riducono nei nomi del difensore Seck, del centrocampista della Fluminense Gerson, del portiere Alisson, del difensore dell’Empoli Mario Rui e del difensore dell’Inter Juan Jesus, mentre sono stati ceduti Digne, Ucan, Keita (svincolato), Maicon, De Santis, Pjanic, Castan, il portiere Szczesny all’Arsenal per fine prestito, Iago Falque e Zukanovic. Insomma, oltre mezza squadra è stata sfoltita e adesso bisognerà ricostruire. Al momento gli obiettivi sembrano essere il difensore del Barcellona Vermaelen, l’esterno Zappacosta dal Torino, Caceres che è stato svincolato dalla Juventus, il difensore del Manchester City Zabaleta e il centrocampista della Fiorentina Badelj. Troppo poco per una squadra che giocherà i preliminari di Champions League e ha in mente di fare un ottimo campionato agli ordini del suo coach Spalleetti.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Torino</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Agli ordini del nuovo allenatore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sinisa Mihajlovic</b>, la società di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Urbano Cairo</b> si propone come squadra dallo spirito aggressivo, così com’è nella sua storica natura. Dopo avere acquistato il difensore Ajeti dal Frosinone, il difensore Barreca dal Cagliari, l’attaccante Boyè dal River Plate, l’attaccante Iago Falque dalla Roma e il serbo Ljajic dall’Inter, i granata hanno ceduto alla Lazio l’attaccante Immobile, il difensore Glik al Monaco, il portiere Castellazzi per fine carriera e il centrocampista Farnerud. Questi gli obiettivi da raggiungere: il difensore De Silvestri, il difensore della Fiorentina Tomovic, il centrocampista del Milan Kucka (che piace tanto a Mihajlovic) il centrocampista Badelj della Fiorentina, il centrocampista Valdifiori del Napoli e Grenier, il centrocampista del Lione. Vedremo cosa accadrà da qui al 31 di Agosto, giorno della chiusura del calciomercato. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Della Juventus abbiamo già parlato abbondantemente. Possiamo solo aggiungere che nella lista degli acquisti della triade composta da Agnelli, Marotta e Paratici c’è anche Witsel, il centrale di difesa belga che attualmente milita nello Zenit di Pietroburgo. Arriverà anche lui? Con quest’andazzo nulla è precluso alla società bianconera.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711GONZALO-HIGUAIN580.jpgSiNla-juventus-e-padrona-del-calciomercato-1013148.htmSi100451001,02,03030553
451013139NewsCalciomercatoIl calciomercato stenta a decollare, ma presto potrebbe prendere il volo.20160629185814Molte parole e pochi fatti. Il mercato del pallone è in attesa. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Sarà per i campionati europei ancora in corso o per la naturalità di un periodo in cui si aspetta sempre il finire del calciomercato per fare gli affari, fatto è che i trasferimenti dei calciatori sembrano essere in posizione di stallo. Molte le voci di trasferimento, poche le certezze. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milan –</b> Ufficializzato l’acquisto di Montella sulla panchina dei rossoneri, adesso comincia il vero mercato della società quasi cinese. Dopo l’Inter, infatti, Milano parla cinese, anche se, per quanto riguarda la società di Berlusconi sono ancora da mettere a punto gli ultimi dettagli. Il reparto dove il Milan si muoverà con forza è l’attacco, peraltro già rinforzato dall’acquisto di Lapadula. Ma potrebbero arrivare anche il trequartista Vazquez e l’esterno Pjaca, per completare il tridente di mezze punte di alto spessore tecnico assieme a Bonaventura. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Inter – </b>Dopo l’acquisto della società nerazzurra da parte di Suning, Mancini sta contattando i vertici della società per parlare degli eventuali acquisti e cessioni. C’è l’esigenza di acquistare un esterno destro di ottima qualità, e per questo si continua a pensare a Candreva. La trattativa è di difficile risoluzione vista la richiesta di Lotito che chiede oltre 30 milioni di euro. Una cifra assurda, pur di un attaccante di grande qualità tecnica, le cui caratteristiche sarebbero ideali per le necessità tattiche della squadra di Mancini. Se la sua quotazione si abbasserà intorno ai 18 milioni di euro, è possibile che l’affare vada in porto. Ma c’è anche Berardi nel mirino dei nerazzurri. Dopo la sua rinuncia ad andare alla Juventus, per non fare panchina come il suo amico Zaza, l’attaccante del Sassuolo sta facendo un pensierino sulla possibilità di diventare nerazzurro nella prossima stagione. L’esterno piace molto a Mancini, il quale potrebbe inserirlo nel suo 4-2-3-1 o nel 4-3-3 come esterno, qualora non dovesse arrivare Candreva. Vedremo gli sviluppi dei prossimi giorni. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus –</b> Dopo gli acquisti di Pjanic e Dani Alves, e a seguito del ritorno al Real Madrid di Alvaro Morata, la Juventus si è fatta soffiare in extremis dal Chelsea il gioiellino Michy Batshuayi. Un colpo da 40 milioni di euro per il belga, classe ’93, che viene soffiato dalla squadra di Conte alla Juventus, che di milioni ne offriva 32. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>C’è poi il punto interrogativo sulla cessione di Pogba al Manchester United che due anni fa lo aveva svenduto alla Juve e adesso lo rivorrebbe pagandolo ben 120 milioni di euro. Una pazzia da parte della società inglese che mette sicuramente la pulce nell’orecchio della Vecchia Signora d’Italia. Ma Marotta è anche interessato a Lucas Hernandez, visto che è disposto a pagare 21 milioni di euro per la clausola rescissoria. Lucas Hernandez, è un calciatore di 21 anni dell’Atletico Madrid capace di giocare da centrale difensivo, ma anche da esterno sinistro. Parliamo di un giocatore giovane, con ottima tecnica di base e intelligenza tattica. Ottima l’idea della Juventus, che se si dovesse realizzare coprirebbe una parte dei ruoli difensivi dei non sempiterni Barzagli, Bonicci e Chiellini. Vedremo cosa accadrà nel prossimo futuro. Torino – Dopo l’arrivo di Sinisa Mihajlovic sulla panchina che è stata di Ventura per ben cinque anni consecutivi, il Toro si rinnova. Padelli, Vives, Gazzi, Bovo, Glik, Bruno Peres e forse Moretti, dovrebbero essere in partenza. Chi resta per ferrea volontà del nuovo coach Mihajlovic, è Maksimovic. Per il resto ci sono molti contatti per Iago Falque con un possibile accordo di 1 milione per il prestito e altri 5 milioni per il riscatto a fine stagione. Centrocampista ex Genoa, è un giocatore di affidamento per la sua qualità tecnica e ordine tattico. C’è poi l’insistenza per avere Ljajic, ma qui c’è da superare la concorrenza di Fiorentina e Milan. Lo stesso dicasi di Giaccherini, che forte del suo ottimo europeo, ha molti pretendenti in Italia e all’estero, compreso il Chelsea di Conte, da sempre suo estimatore. Anche in casa Toro, dunque, ci sono molti movimenti, ma al momento nessun contratto d’acquisto è stato definito. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Roma –</b> Dopo avere finalmente chiarito la posizione del pupone Totti, cui è stato rinnovato il contratto da giocatore ancora per un anno, la società giallorossa si guarda intorno per potenziare insieme al suo allenatore, una squadra che l’anno scorso era partita male e che poi con l’avvento di Spalletti e gli acquisti di gennaio di El Shaarawy e Perotti, ha ricominciato a conquistare la collocazione che le è più consona. Ma per esaudire le ambizioni di scudetto che la piazza romana chiede ormai da anni, c’è bisogno assoluto di intervenire su centrocampo e attacco, con qualche sguardo anche alla difesa. Perso Pjanic che è andato alla Juve e Dzeco che ha fatto un campionato a dir poco incolore, la squadra di Spalletti ha bisogno di alzare l’asticella della qualità tecnica. Adesso è molto vicina al terzino argentino Pablo Zabaleta, che sta già allenandosi in Spagna per farsi trovare pronto per l’inizio del raduno romano. Per il resto, al momento, è solo noia. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Napoli –</b> L’incertezza del futuro del Pipita Gonzalo Higuain, blocca al momento l’eventuale cessione di Gabbiadini. In caso di addio del capocannoniere della scorsa stagione, il Napoli potrebbe puntare a un attaccante di grande livello internazionale e tenersi l’ex sampdoriano che nella passata stagione non ha avuto modo di mettersi in luce. Anche in questo caso, si parla di nomi illustri come Lukaku, Diego Costa, Lacazette, ma, di fatto, nulla è ancora scritto sotto il Vesuvio. Chiara la volontà del presidente De Laurentiis di costruire una squadra all’altezza della situazione, visto che ormai è chiaro l’intendimento di vincere uno scudetto che ancor oggi ha l’impronta di Diego Armando Maradona. Troppi anni sono passati senza vincere nulla, ma l’avvento di Sarri e del suo gioco spumeggiante, pretende vedute sicuramente più ampie nello scenario anche europeo. Si realizzerà una squadra capace di tenere il passo della Juventus e possibilmente superarla in maniera definitiva? Questo si vedrà anche dai prossimi acquisti.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro </font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>TorinoFL0711FL0711pallone8.jpgSiNil-calciomercato-stenta-a-decollare-ma-presto-potrebbe-prendere-il-volo-1013139.htmSi100451001,02,03030579
461013117NewsCampionatiUna brutta Juve, si perde tra le lacrime d’addio di Luca Toni.20160509191254Al Bentegodi, più Luca Toni che Juve. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Una Juve irriconoscibile perde a Verona,ultima della classe e intenta a celebrare l’addio al calcio giocato di Luca Toni. Molte le concause di una sconfitta indolore ma al contempo roboante, se si tiene conto dell’abissale punteggio di classifica tra le due squadre. Approccio alla gara sbagliato e mancanza di stimoli, sembrano essere i primi e più eclatanti motivi di un risultato negativo che si abbatte sulla Juve, esattamente dopo 193 giorni dalla fatidica notte di Sassuolo. Amareggiato ma non preoccupato appare Massimiliano Allegri dopo la gara,il quale si appella ad un approccio mentale sbagliato della sua squadra, anche se, ogni tanto, uno “schiaffo” ci vuole per far riflettere. Chiaro accenno alla preparazione della finale di Coppa Italia contro il Milan, che deve essere presa con ben altra vigoria. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Dobbiamo rimetterci subito a posto, perché quello è un obiettivo da</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">raggiungere”</b> afferma con tutta franchezza il Max Allegri, fresco di contratto appena firmato. Tuttavia, pensiamo che a questa sconfitta di 2 a 1 della Juve in quel di Verona, si debba tenere conto di alcune assenze importanti. Buffon, Pogba, Morata, Marchisio, Mandzukic, Khedira, Evra, Lichtsteiner, tenuti volutamente a riposo (tranne Marchisio e Khedira infortunati), significa privarsi dell’80% del valore della squadra. Una percentuale così alta, che nessuna squadra al mondo potrebbe sostenere senza subire conseguenze nell’assetto tattico. Certo,nel caso della Juve presentata a Verona non c’è da obiettare, visto che lo scudetto è stato vinto largamente e che ci si prepara,come dicevamo, a una finale di Coppa Italia che la Juventus è orientata a conquistare. E,in questo caso, nemmeno l’analisi dell’accoppiata d’attacco Zaza – Dybala, può essere considerata come fatto negativo, visti gli innumerevoli errori di appoggio da parte di un centrocampo che vagava nel nulla e incapace di affondare tra le linee difensive di un Verona che con grande dignità ha dato l’addio alla Serie A. Ma, come dicevamo, è stata la partita dell’addio di Luca Toni, attaccante di razza, campione del mondo nel 2006 che lascia il calcio giocato all’età di 39 anni, dopo oltre 600 partite giocate e oltre 300 gol in carriera. Ecco, diremmo proprio che più della brutta sconfitta rimediata dalla Juve, sia doveroso parlare di un addio che ti fa rammaricare con il tempo che fugge via in maniera frettolosa e che ti fa rimpiangere gli atleti veri, i campioni seri di un calcio che stenta a riproporre certe esemplari continuità. Eppure, Luca Toni, nel suo The End, si è anche inventato il “cucchiaio” sul rigore che ha battuto per la sua squadra, per la sua gente che l’ha seguito durante tutto il suo percorso calcistico partito da Modena, finito a Verona e passando attraverso Empoli, Fiorenzuola, Lodigiani, Treviso, Vicenza, Brescia, Palermo, Fiorentina, Bayern Monaco, Roma, Genoa, Juventus, Al-Nasr e ancora Fiorentina. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Verona Stadio Bentegodifl0711fl0711Luca-Toni.jpgSiNuna-brutta-juve-si-perde-tra-le-lacrime-d-addio-di-luca-toni-1013117.htmSi100451001,02,03030399
471013099NewsCampionatiL’analisi della 31/ma giornata di Serie A.20160404192149Il nervosismo di Higuain e compagni, favoriscono la Juve che sente vicino il quinto scudetto consecutivo.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>A sette giornate della fine del Campionato di Calcio di Serie A, sono emersi tanti spunti da analizzare. Diciamo subito che non è stata una giornata felice per gli arbitri, che in quasi tutti i campi hanno lasciato la propria impronta di negatività. Udine e Milano sono stati i terreni in cui i fischietti sono andati maggiormente nel pallone. Rigore sì o rigore no, simulazione o non simulazione, fatto sta che assistenti di linea e addizionali di porta, spesso non sanno dare le giuste indicazioni all’arbitro della gara. Ma a prescindere da queste annose considerazioni che potranno essere almeno attenuate dalla moviola in campo, possiamo affermare che la Juventus si è quasi aggiudicata il suo quinto scudetto consecutivo, vincendo in casa con un Empoli per nulla rinunciatario nel gioco e nell’agonismo. Quella dello Juventus Stadium non è stata una bella partita, tutt’altro, ma era la vittoria che contava più di ogni altra cosa. E la Juve l’ha ottenuta. Bella o brutta che sia, l’ha ottenuta. Il Napoli, dal canto suo, è incappato in un mezzogiorno di fuoco di un’apparente domenica tranquilla, che alla vigilia sembrava di normale amministrazione. Ma, con nostra sorpresa, abbiamo subito notato in Higuain e compagni un nervosismo esagerato, una straripante ansia da risultato che si è manifestata nel desiderio affannoso di voler chiudere subito una partita, che avrebbe dovuto riportare i partenopei a tre i punti di distacco dalla Juve, già vincitrice sabato sera. E’ vero, l’arbitro e i suoi collaboratori hanno sbagliato molto, tuttavia, l’esasperato nervosismo del Napoli ha dimostrato che questa squadra non è abituata ad amministrare certi stress provocati da un lungo ed estenuante campionato che li ha obbligati ad inseguire sempre quella Juve che non molla mai. Sarri e Higuain si sono fatti espellere, creando ancor più un clima di nervosismo e, nel caso dell’argentino, anche uno spettacolo poco edificante per un giocatore che, pur avendo subito un’ingiustizia, appare rissoso e non limita mai il suo carattere focoso da contestatore. Eppure, lui che è l’emblema del Napoli e dei napoletani, dovrebbe in qualche modo calmare certi bollenti spiriti che danneggiano la squadra. Così, l’Udinese, rinfrescata nella mente e nei muscoli da mister De Canio che ha sostituito l’esonerato Colantuono sulla panchina dei friulani, ha sfoderato una prestazione di grande spessore agonistico, vincendo la partita per 3 reti a 1. A Milano, l’Inter di Mancini perde contro un Torino che aveva assoluto bisogno di muovere una classifica che si stava facendo pericolosa. I nerazzurri hanno chiuso la prima parte della gara in vantaggio, per effetto di un rigore ( che non c’era) realizzato da Icardi. Poi, nel secondo tempo, il Toro di Ventura è entrato in campo deciso a rimontare lo svantaggio. Così è andato in gol, prima con Molinaro e poi con Belotti, che trasforma un rigore (che non c’era), assegnato dall’arbitro Guida per atterramento in area di rigore dello stesso Belotti, ad opera dell’incolpevole Nagatomo che è stato pure espulso. Insomma, errori su errori marchiani, madornali. Errori che hanno falsato una partita che avrebbe potuto essere descritta in maniera diversa. Nelle altre gare, si è evidenziato il derby di Roma che non ha detto altro che quello che si prevedeva alla vigilia. Di gran lunga superiori sono stati i giallorossi di Spalletti, che vincono 4 a 1 un derby senza storia. Esonerato Stefano Pioli, adesso la Lazio si affida a Simone Inzaghi in un ritiro punitivo. Stessi problemi per il Milan di Sinisa Mihajlovic, apparso addirittura imbarazzante nel gioco e nelle idee, contro la pimpante Atalanta che, vincendo 2 a 1, raggiunge quota salvezza. Per il resto c’è da annotare il pareggio casalingo di una calante Fiorentina che pareggia 1 a 1 contro la Sampdoria dell’ex Montella. Il Chievo batte 3 a 1 un Palermo che sente già odore di Serie B, mentre il Genoa di Gasperini trafigge 4 a 0 il Frosinone, mettendo sugli scudi un Suso che, con una splendida tripletta, mette in evidenza tutto il suo potenziale tecnico che gli ha dato un meritato 8 in pagella e una ferrea risposta al Milan che non ha creduto in lui. Intanto, anche il Sassuolo di Di Francesco prosegue il suo brillante campionato, andando a vincere 3 a 1 sul campo di un Carpi che crede ancora in un’esigua speranza di salvezza. A chiusura della 31ma giornata di Serie A, resta ancora il posticipo tra Bologna e Verona che, tuttavia, non ha più nulla da dire ai fini del campionato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; tab-stops: right 481.9pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-tab-count: 1;">Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNl-analisi-della-31-ma-giornata-di-serie-a-1013099.htmSi100451001,02,03030425
481013095NewsCampionatiGigi Buffon, 974 minuti d’imbattibilità. E’ record!20160321191125Un campione, un uomo, una leggenda. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Udinese, Roma, Chievo, Genoa, Frosinone, Napoli, Bologna, Inter, Atalanta, Sassuolo e poi Torino, senza mai subire reti. Gigi Buffon si ferma a quota 974’, per effetto del gol subito su calcio di rigore tirato da Belotti nel derby di Torino al 48’. L’ultimo gol l’aveva subito sul campo della Sampdoria ad opera di Antonio Cassano al 64’. Da allora è stato custode arcigno della sua porta, fino a superare il record di Sebastiano Rossi ex portiere del Milan, che si era fermato a 929 minuti. Una storia la sua, che non è come le altre. E’ la storia di un campione vero, di un atleta integro che ha connaturato in sé la grande&nbsp;forza morale che si associa al carisma di capitano, cui i compagni fanno sempre affidamento. Un grande appeal che nasce dalla semplicità dei suoi gesti tecnici e agonistici, ma anche da un rapporto corretto che egli ha in campo e nella vita privata con i suoi compagni. Un campione vero.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Eppure sembra ieri che Gigi Buffon ha esordito in Serie A nel Parma, nel 1995 . Aveva 17 anni, essendo nato a Carrara il 28 Gennaio del 1978. Esplosività, grinta, determinazione, bravo tra i pali e fuori. Per lui, abbrancare il pallone equivale a tuffarsi con sicurezza, senza timore o incertezze di sorta. Stessa forza, stesso coraggio, stessa generosità nell’arrivare prima degli altri. Nell’area piccola il pallone è cosa sua. Un concetto da grande portiere che non può essere condiviso con gli avversari, perché carpire il pallone significa inibire.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>La sua presenza è una garanzia per ogni difesa di qualità. Eppure Gigi ha l’umiltà di dire che nessun record è figlio di un singolo; e così dice grazie a ognuno dei suoi compagni di squadra. Insomma, una leggenda che è patrimonio del calcio italiano di tutti i tempi. E se l’assegnazione del pallone d’oro non fosse sempre cosa privata per gli attaccanti, Gigi Buffon avrebbe già da molto tempo conquistato un trofeo mondiale che diremmo quasi gli spetti di diritto. Salvare un gol equivale a farlo, e se si potessero calcolare quanti gol Buffon ha sventato nella sua carriera, potremmo dire tranquillamente che è come se ne avesse fatti tantissimi. Un ruolo, il suo, che è determinante per ogni squadra che ha grandi ambizioni. Nella lunga storia del calcio, non ricordiamo squadre vincenti senza un portiere di grande qualità. D’altra parte l’ossatura di una squadra comincia proprio da un bravo portiere e continua con un ottimo centrale di difesa, un grande centrocampista e un attaccante capace di fare tanti gol. E’ la storia del calcio che inizia proprio dai pali, dal guardiano di quella porta che deve dare sicurezza anche nella regia della propria difesa. Gigi Buffon, con questo suo record d’imbattibilità ha scritto la storia dei migliori portieri al mondo di tutti i tempi, ed è stato capace di rivalutare un ruolo spesso non considerato dai giovani calciatori di oggi. Tutti vogliono fare gli attaccanti, tutti vogliono fare gol, ma Gigi,il leggendario recordman di sempre, ci ha insegnato l’importanza e la qualità di un ruolo che nella figura moderna prevede anche grandi capacità balistiche con i piedi. Buffon, portiere di razza e campione da imitare.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Stadio Olimpicofl0711fl07111301338-3523e2cc4a60769771cc583505f2d016.jpgSiNgigi-buffon-974-minuti-d-imbattibilita-e-record-1013095.htmSi100451001,02,03030415
491013075NewsCampionatiUno sguardo al Campionato di calcio di Serie A20160215193553Un turno di calcio che ha proposto tanti temi interessanti. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>La 25ma giornata di calcio di Serie A ha sancito il sorpasso in classifica della Juventus sul Napoli e ha offerto tanti altri spunti significativi. Intanto, la Fiorentina è ritornata ad occupare la terza posizione di classifica dopo aver battuto per 2 a 1 l’Inter di Mancini, che resta la delusione più eclatante del campionato. Bella e arrembante la squadra viola, che ha assorbito il credo calcistico del suo coach Paulo Sousa. Se questa squadra riuscirà ad acquisire continuità di risultati, nonostante la sua insufficiente panchina, potrà sicuramente dire la sua per un posto in Champions League. Dicevamo dell’Inter, che delusione! La squadra nerazzurra è in piena crisi di gioco e risultati, che lasciano pensare a seri problemi di impostazione da parte di Roberto Mancini. Questa squadra continua a non avere un’anima, ed è triste e quasi timorosa nell’interpretare sul campo ciò che significa la sua gloriosa storia. La situazione è davvero difficile da risolvere a breve. Adesso è la società a dover dimostrare di avere gli attributi; ci riuscirà? Intanto la Roma, che ha vinto 3 a 1 a Carpi, sta assorbendo la cura Spalletti e al contempo ritrova sorrisi e serenità nell’ambiente giallorosso. Adesso, la speranza di un posto in Champions non è più una chimera. Vince 2 a 1 il Milan contro il Genoa e dà significanti segnali di risveglio di gioco e di compattezza di squadra. Ora deve continuare su questa strada. Il Genoa di Gasperini, invece, scivola sempre più nella zona a rischio di retrocessione. D’altra parte, non si può pretendere di più da una squadra cui sono stati tolti i giocatori più importanti. Stesso discorso per la Sampdoria di Montella che non va oltre lo 0 a 0 contro un’Atalanta che mister Reja ha reso sempre più ostica e capace di badare all’essenziale. Perde in casa 3 a 1 il Palermo, contro un Torino apparso vibrante e deciso a uscire fuori da un periodo nero di risultati che hanno fatto pensare alla crisi. La realtà è che la squadra granata ha bisogno di continuità di gioco e di vittorie, per essere definitivamente collocata tra le più importanti squadre del nostro campionato. Il Palermo, invece, ha dimostrato una notevole involuzione di gioco, di autostima e, conseguentemente, di risultati. A questo punto il presidente Zamparini ha mandato in ritiro anticipato la squadra, richiamando Iachini sulla panchina rosanero. Che bel valzer di allenatori ha inscenato Zamparini, che da Zaccheroni a oggi ha preso e ripreso ben 11 allenatori. Il 5 a 2 della Lazio contro un ormai rassegnato Verona, non fa storia, mentre incuriosisce la vittoria per 2 a 1 del Frosinone a Empoli, che mette in evidenza il serio tentativo di salvarsi da parte dei laziali e il momento di stanca di un Empoli che sembra in fase calante. Per il resto, la 25ma giornata di calcio ha segnalato il pareggio di 1 a 1 del Chievo che ha giocato in casa contro il Sassuolo. Poi, la vittoria esterna del Bologna per 1 a 0 in casa dell’Udinese, ha riproposto l’ottimo stato di salute della squadra felsinea, che adesso aspetta la Juventus in casa propria.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNuno-sguardo-al-campionato-di-calcio-di-serie-a-1013075.htmSi100451001,02,03030432
501013062NewsCoppeLa Juve batte il Real Madrid. Adesso Berlino è più vicino.20150506191752Una Juventus brillante, fa sua la prima partita di semifinale contro il Real Madrid<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Torino</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> - Ci sono notti soporifere e notti di calcio in cui l’adrenalina sale a mille. Allo Juventus Stadium vestito a festa come nelle migliori occasioni, è stata la notte del successo della Vecchia Signora contro il Real Madrid, nella prima partita di semifinale che i bianconeri hanno vinto 2 a 1. Adesso la finale di Champions League non è più solo un sogno, e il popolo bianconero ha il diritto di crederci con convinzione. Alla vigilia della partita si auspicava una partita perfetta da parte della Juve, per poter superare la più quotata antagonista spagnola. Ebbene, possiamo dire che la squadra di Allegri ha condotto una gara “quasi” perfetta, non fosse altro per quel gol di Cristiano Ronaldo, lasciato colpevolmente solo davanti alla porta di Buffon. Un piccolo neo che, tuttavia, non modifica la sostanza di un match giocato con intelligenza tattica, furore agonistico e fame di Coppa dei Campioni. Morata e Tevez (su rigore) sono stati gli autori dei due gol che hanno battuto il Real Madrid, mentre Llorente nel finale ha pure fallito quel terzo gol che avrebbe consentito alla Juve di avere maggiore respiro nella partita di ritorno al Santiago Bernabeu. E dire che alla vigilia della partita eravamo scettici su questa Juventus che ci è apparsa in calando dal punto di vista fisico e mentale. Avevamo ancora negli occhi le due gare effettuate contro il Monaco, e ci siamo chiesti più d’una volta come avrebbe potuto la squadra di Max Allegri, affrontare e battere i campioni del Real. E, invece, con nostro piacevole stupore, abbiamo rivisto come per incanto la Juve che conosciamo. Una squadra ben messa in campo, attenta a chiudere i varchi provenienti dagli esterni spagnoli e, soprattutto fermare, talora anche doppiandolo in difesa, il giocatore più rappresentativo del Real: la star Cristiano Ronaldo. Buona la prova di tutto il reparto difensivo della Vecchia Signora che ben si è amalgamato al centrocampo e alle due punte, sia in fase di non possesso, che nel possesso palla. Una tattica pensata a lungo da Allegri, i cui unici dubbi iniziali si limitavano nell’incertezza di schierare la difesa a tre o a quattro, ponendo come trequartista Vidal e non Pereyra, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>inserendo Sturaro a centrocampo. La scelta dell’ex genoano si rivelata vincente, in quanto ha saputo dare vigore fisico e intelligenza tattica, in un reparto in cui si prevedeva fin dall’inizio un superlavoro a centrocampo, in fase di interdizione e di costruzione del gioco. Allegri, dunque, ha saputo intuire bene la chiave di lettura di una partita cominciata con un 4-3-1-2 e finita con il 3-5-2. Grazie a questa sistemazione in campo della Juventus, i blancos di Carletto Ancelotti, che hanno risentito non poco dell’assenza di Modric e Benzema, non hanno mai dato l’impressione di essere superiori dal punto di vista della qualità tecnica. Sergio Ramos è apparso lontano dalla sua forma migliore e Bale è sembrato fuori ruolo in attacco. Avevamo partecipato alla conferenza stampa del Real, alla vigilia del match allo Juventus Stadium. In quella occasione abbiamo avuto la sensazione che Ancelotti temesse in qualche misura una Juventus carica, volitiva e con quella fame di finale di Champions, che avrebbe potuto mettere in difficoltà la sua squadra. E’ stato così, non ci siamo sbagliati, perché la Juve di Allegri ha contenuto l’avversario e l’ha attaccato, pressandolo in maniera ordinata e mai frettolosamente scriteriata. Adesso l’aspetta il catino infernale del Bernabeu, ma questa Juve, se saprà ancora una volta interpretare la partita con intelligenza, furore agonistico e lucidità di idee, potrà cominciare a pensare a quella finale tanto sperata, a lungo sognata e, tra poco, forse anche realizzata.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711marchisio.jpgSiNla-juve-batte-il-real-madrid-adesso-berlino-e-pio-vicino-1013062.htmSi100451001,02,03030621
511013058NewsCampionatiUn calcio per la Pace20150316182739Grande evento culturale a Torino e provincia: « Lo sport come Strumento Internazionale di Pace« <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Torino accoglie gli ambasciatori di pace “PEACE DREAMERS” </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La pace nel mondo. Il sogno dei sogni che non è utopia, ma qualcosa che prima o poi si avvererà. Ne siamo sicuri. Si deve però lavorare col pensiero di crederci tanto, senza riserve. Sì, perché è obbligo credere con tutte le proprie forze a questo sogno di pace universale, desti come siamo nel compenetrarci nella parte di chi sa che certi obiettivi si raggiungono soltanto attraverso l’amore, l’unione d’intenti, la fratellanza. La pace globale è un lungo cammino, un percorso da fare in una strada impervia, che spesso s’interseca tra ripide salite e angoli oscuri che non lasciano intravvedere la dirittura d’arrivo. Ma “IL DIRITTO DEI POPOLI ALLA PACE” è il Diritto dei Diritti della giurisprudenza che riconosce il valore della persona umana nei suoi bisogni più essenziali, non solo relativi al benessere materiale ma, soprattutto, allo sviluppo del cuore e dell’anima. Già, lo sviluppo del cuore e dell’anima, due elementi sostanziali per sensibilizzare le coscienze in un mondo che mette in evidenza, troppe volte davvero, la parte più negativa dell’uomo; la sopraffazione e quindi la mancanza di rispetto. E allora, per ovviare a questo meccanismo perverso che attenta continuamente la pace nel mondo, si deve alimentare la speranza nell’esaltazione dei valori umani. Ad esempio, il conflitto tra Israele e la Palestina non influenza solamente la regione medio orientale. Molte iniziative sono state fatte negli anni per portare la pace, dare speranza e alleviare la sofferenza delle persone nelle zone in conflitto. Tuttavia, anche se le soluzioni politiche sono indubbiamente importanti, non sono efficaci se non c’è fiducia e riconciliazione tra la popolazione. E così si è pensato allo sport e al calcio in particolare, quale veicolo pregnante per fare incontrare i ragazzi, aiutarli a creare armonia ed abbattere le barriere della diversità che, apparentemente, sembrano insormontabili. Il calcio, questo straordinario mezzo di aggregazione sociale che ci fa abbracciare, gioire per un gol fatto e unirci attraverso lo spirito di squadra, nella speranza di pareggiare e magari vincere la partita dei sogni. Sentimenti che solo il pallone riesce a dare. Proprio quel pallone che racchiude il mondo, non solo nella sua forma naturale, ma anche come passione comune. Il progetto della Universal Peace Federation (l’Organizzazione che lavora per la Pace nel Mondo) vuole essere di supporto nel creare le condizioni, affinché si costituisca una piattaforma di riconciliazione ed educazione verso i giovani, proprio attraverso quel calcio ispiratore di unione. L’idea, nata nel 2008 a seguito di un incontro con il Ministro Palestinese dello Sport Abu Daqqa e poi con il Ministro Israeliano dello Sport Majadle, si sintetizzava nel suggerimento che una ONG – Organizzazione non Governativa - Internazionale, potesse creare un punto d’incontro in una zona neutrale fra Israele e la Palestina. E così, da quell’incontro, nel mondo si è perfezionata questa straordinaria idea verso lo sport, quale strumento di Pace. Dal 20 al 25 Marzo 2015, a Torino si realizzerà l’evento: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Un Calcio per la Pace”.</b> 14 bambini (7 arabo – israeliani e 7 ebreo – israeliani) dell’età di 11 anni, vivranno&nbsp;una settimana&nbsp;di soggiorno sotto la Mole. Un allenamento insieme per costruire fiducia reciproca da parte della delegazione mista di 18 persone composta da 14 giovani e 4 adulti, tutti provenienti dall’area israelo – palestinese. Nutrita l’agenda degli appuntamenti sportivi e culturali della città di Torino, in cui sono previsti gli incontri con la Juventus, con il Torino, ma anche la visita presso società di calcio dilettantistiche di Torino e provincia. Ma ci saranno anche incontri culturali, quali ad esempio la visita ai musei dello sport, (Juventus Museum e Museo del Grande Torino), al museo dell’automobile e altre innumerevoli iniziative che si stanno sviluppando in questi giorni. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Questo è il nutrito programma nel dettaglio: </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Venerdì 20 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Visita della città di Torino e incontro dei bambini e della delegazione con il Sindaco della città, on. Piero Fassino.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sabato 21 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Giornata Internazionale contro le Discriminazioni Razziali indetta dalle Nazioni Unite. I bambini del progetto “Gioca con me” incontrano sul campo i Peace Dreamers presso lo Juventus Football Club – Via Stupinigi 182 Vinovo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Domenica 22 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – I bambini e la delegazione incontrano il settore giovanile del Torino FC: i pulcini 2004 allenati da Gianluca Cabella incontrano in un match amichevole i Peace Dreamers presso il Centro Sportivo Blu Station, Via Gozzano, 11 Orbassano. I bambini assistono come spettatori alla partita di campionato Juventus – Genoa presso lo Juventus Stadium. Visita Juventus Museum.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Lunedì 23 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Visita della città – Lucio Stella presidente dell’Antico Borgoretto organizza la partita dei pulcini 2004 contro Peace Dreamers. Campo di Santa Maria, Via Saluzzo 6 Moncalieri. Poi, presso il Cinema Fratelli Marx, Corso Belgio, 53 a Torino, ci sarà il dibattito organizzato da Gaetano Renda e proiezione del docu film Walk on regia di Michele Michelazzo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Martedì 24 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Arrivo a Bruzolo (TO) e incontro con gli alunni delle scuole elementari di Bruzolo. Partita amichevole Peace Dreamers vs Union Valle di Susa 2004.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Mercoledì 25 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Incontro con la squadra del Torino e il Mister Gianpiero Ventura (in alternativa visita al Museo del Grande Torino e/o Basilica di Superga). Poi UN CALCIO PER LA PACE al CIT TURIN, Corso Ferrucci 63, Torino. Saranno presenti il sindaco di Torino, on. Piero Fassino, l’assessore allo sport del Comune diTorino Stefano Gallo, l’Assessore allo Sport della Regione Piemonte Giovanni Maria Ferraris <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dunque, una grande iniziativa che Torino, Capitale Europea dello Sport 2015, si avvia ad attuare tra i tanti appuntamenti sportivi di un anno che sarà sicuramente da ricordare. Così si esprime in merito all’evento il sindaco di Torino on. Piero Fassino: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Semi di pace: chi meglio dei bambini può rappresentare la speranza che possa esserci un futuro senza conflitti? Quale strumento meglio del gioco di squadra può rappresentare la capacità di superare le fratture, le divisioni? E’ questa l’immagine che crediamo debba accompagnare l’iniziativa “Un calcio per la Pace”, con la quale Torino Capitale Europea dello Sport guarda fuori dai propri confini e getta – appunto- un seme di amicizia. Lo sport può e sa essere dialogo, accoglienza, coscienza civica e solidarietà. Una partita che veda insieme bambini israeliani e palestinesi, rappresenta un motivo di fiducia. Quella stessa fiducia che guida l’impegno di molti di noi per raggiungere</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la pace in quella terra”.</b> E, in effetti, ospitare il pallone che arriva da luoghi così lontani, che sono eternamente in conflitto tra loro, è un’opera sicuramente significativa nell’intento di essere buoni intermediari per la pace. E non è un caso che gli ospiti saranno proprio dei giovani di 11, simbolo di incolpevolezza della cattiveria degli adulti. Ma il tentativo è proprio questo, e cioè di integrare i più piccoli, educandoli in maniera tale da costruire una forma mentis che sia l’emblema dell’unione, della fratellanza, dell’amore reciproco quale essenza di pace. Questa, naturalmente, è soltanto una goccia nel mare del conflitto dell’area israelo – palestinese. Tuttavia, desideriamo promuovere a pieni voti una iniziativa di nobili pensieri che, siamo certi, non andrà dispersa nel nulla. Tutto ciò che sembra apparentemente impossibile, deve dare maggiore forza per renderlo possibile. E la passione per il gioco del calcio sicuramente ci aiuterà.<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>Nel mondo siamo tanti<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> “PEACE DREAMERS”. </b>E allora uniamoci! </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torinofl0711fl0711pace.jpgSiNun-calcio-per-la-pace-1013058.htmSi100451001,02,03030737
521013034NewsEditorialeCalcio, cinquina del Torino contro un’evanescente Sampdoria20150202154344I granata di Ventura mortificano la Sampdoria di Mihajlovic<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Torino </span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>– <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Mi sono vergognato. Per prima cosa desidero chiedere scusa a tutti i tifosi della Sampdoria, perché oggi la mia squadra ha cominciato male la partita contro il Torino e l’ha finita anche peggio. Non ci sono scuse di sorta”.</b> A parlare nella conferenza stampa post partita è Sinisa Mihajlovic, visibilmente scosso e amareggiato per la prestazione indegna della sua squadra. E, in effetti, per tutta la partita in tribuna stampa, ci siamo chiesti come fosse possibile che la quarta forza del campionato, se pur condivisa con la Lazio, potesse essere questa Sampdoria. Una giornata davvero da dimenticare per i blucerchiati che escono a testa bassa dall’Olimpico di Torino. A godere di una prestazione felice e da incorniciare, sono stati invece i granata di Ventura che, con una tripletta di Fabio Quagliarella, un gol (finalmente) di Amauri e poi di Bruno Peres, ha praticamente chiuso una gara che l’ha vista dominare in lungo e in largo. Nell’analisi di un match sicuramente anomalo, possiamo dire con tutta franchezza che il Torino ha ritrovato gioco, freschezza fisica, mentale e quell’autostima che aveva perso per strada. All’ottima prestazione di Quagliarella, in una giornata di vena speciale che gli ha fatto portare a casa il pallone come ricordo, è seguito lo spirito di gruppo di tutta la squadra del Torino. Non sappiamo quanto la squadra di Ventura sia stata agevolata dall’assenza di gioco espresso dalla squadra avversaria, ma dobbiamo dare i meriti a Glik e compagni per aver sfoderato una prestazione maiuscola sotto l’aspetto caratteriale, che sembrerebbe proprio l’emblema della rinascita. Sì, una rinascita che sarà tale solo se ci sarà continuità di impegno negli allenamenti settimanali e capacità nelle trame di gioco, durante le partite della domenica. In questo momento il Toro si gode la ritrovata parte sinistra della classifica, che tanti elogi gli aveva dato nel corso della scorsa stagione. Con 28 punti, a un solo punto da Genoa e Milan, il Torino di Ventura dà un segnale di ritrovata vigoria e concreta speranza per l’immediato futuro. Si accorcia così la classifica per il Toro e si allargano le prospettive, a patto di continuare a dare seguito a ciò che abbiamo visto di buono nelle ultime tre partite del Torino. Vedremo solo in seguito se saranno stati ritrovati gli equilibri, o se le cinque reti inflitte alla Sampdoria resteranno solo un piacevole ricordo che fa storia a sé. Un’ultima nota per Giampiero Ventura, il quale a un certo punto della partita, dopo l’ennesimo gol della sua squadra, ha polemizzato a gesti con chi parla troppo e male (presumiamo) del Torino e di una campagna acquisti povera. Crediamo che ciò che scriviamo sia sempre costruttivo e a fin di bene, per sollecitare una squadra e una società a diventare definitivamente grande tra le grandi, senza vivacchiare sotto l’emblema di squadra provinciale. Il Torino visto in queste ultime partite, ha dimostrato che può entrare nel novero delle migliori squadre del campionato italiano. Allora, perché non potenziarlo attraverso un progetto serio?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: "Times New Roman"; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro&nbsp;<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp; </span></span></b>Torino Stadio Olimpicofl0711fl0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNcalcio-cinquina-del-torino-contro-un-evanescente-sampdoria-1013034.htmSi100451001,02,03030560
531013019NewsEditorialeLa Juve di Allegri non convince20141030161411Dopo la prima sconfitta di campionato della Juve, diamo spazio ad alcune considerazioni.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nel calcio, non siamo ancora riusciti a capire come mai gli allenatori propendano per certi giocatori palesemente fuori forma, piuttosto che per altri chiaramente più brillanti e affidabili. Sembra quasi che ci siano dei pupilli da tutelare, da preservare dagli attacchi dei media. D’accordo il rispetto delle gerarchie, va bene la logica della scelta di chi vede tutti i giorni i giocatori in allenamento e ne stabilisce la titolarità, ma quando in partita ci si accorge che un tal giocatore è fuori forma, ebbene bisogna provvedere subito a cambiare senza aspettare che sia troppo tardi. E’ il discorso di Allegri che sta insistendo a far giocare Llorente, un giocatore che è in chiara difficoltà fin dall’inizio del campionato. In panchina, invece, scalpita Morata, il rampollo arrivato quest’anno da Madrid che ha già dato ampie garanzie di affidamento. Lucidità nella corsa, freschezza atletica&nbsp;e grande voglia di fare per mettersi in mostra. E allora, perché insistere su un giocatore come Llorente che sembra così evanescente rispetto all’anno scorso? Intendiamoci, non è che solo lui sia la causa negativa della Juve di Allegri che, rispetto a quella di Conte, ha di simile soltanto l’assetto tattico del 3-5-2. Dopo aver visto la partita infrasettimanale di campionato contro il Genoa a Marassi, abbiamo analizzato la sconfitta dei bianconeri come qualcosa che va oltre il palo colpito da Llorente, la traversa di Ogbonna e le parate incredibili di Perin che in una partita di calcio ci stanno pure. E, se il Genoa ha vinto una partita che non&nbsp;pensava di&nbsp;vincere, il demerito è sicuramente di una Juve che è affetta da molti problemi. La precaria condizione di forma di Pirlo (tenuto fuori da Allegri), di Vidal, Asamoah, Lichtsteiner, oltreché di Llorente, ci fa pensare che una squadra come la Juve non possa fare a meno di giocatori che sono stati essenziali per la conquista di tre&nbsp;scudetti consecutivi&nbsp;e record da vendere. Come dicevamo pocanzi, la Juventus di Allegri ha soltanto una similitudine con quella di Conte, e cioè l’assetto tattico del 3-5-2. Per il resto la squadra di quest’anno appare molto meno spronata e&nbsp;pungolata ad agire fino al 94’ minuto senza mai subire rallentamenti di sorta. Il gol di Antonini, subito dalla Juve all’ultimo secondo, è la chiara conferma di una squadra che non morde più come una volta. Sembra più compassata, riflessiva, meno frenetica nel pressing che non è più asfissiante come prima. Le due punte, Tevez e Llorente, erano abituate a variare, a spostarsi a destra e a sinistra, favorendo l’inserimento dei centrocampisti e, soprattutto, dei due esterni, cui Conte non faceva sconti nel dare loro respiro. L’ordine era di non&nbsp;fermarsi mai, anche se vincevi con tre gol di scarto dovevi crossare e dare palloni giocabili per le due punte che, comunque, non dovevano mai essere statiche. E così, se Allegri, suo malgrado, deve inventarsi Marchisio nel ruolo di regista per sostituire Pirlo che non riesce ad entrare in forma e Pogba che da solo non può certamente coprire le manchevolezze degli altri, ecco che la Juve fatica a centrocampo. E quando nel calcio è proprio il centrocampo a non fare&nbsp;filtro tra difesa e attacco, ecco che tutti i nodi vengono al pettine. E’ vero che la Juve è prima in classifica al pari della Roma con 22 punti, ottenendo 7 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta con 16 gol fatti e 4 subiti, tuttavia, la mancanza di fluidità della manovra, le amnesie riscontrate e l’apparente mancanza di quell’umiltà che aveva manifestato nel triennio di vittorie ottenute, fa suonare un campanello d’allarme tutt’altro che trascurabile. In questi due mesi che mancano alla fine dell’anno 2014, la Juventus è chiamata al passaggio del turno in Champions League, a proseguire in testa alla classifica del campionato e a pensare alla sfida di Supercoppa Italiana contro il Napoli, che si svolgerà il 23 dicembre prossimo a San Siro. Niente male come impegni di squadra di calcio a un certo livello. Ma la Juve è una squadra di qualità che deve dimostrare ancora tanto. Il gioco prima di tutto. E poi ritrovare quella brillantezza di manovra che sembra aver perso per strada. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Genovafl0711fl0711allegri400.jpgSiNla-juve-di-allegri-non-convince-1013019.htmSi100451001,02,03030634
541013015NewsCampionatiDopo Catania-Vicenza parla il calatino Sampirisi, in forza ai veneti. «Abbiamo sprecato un`occasione. Il Catania ha ancora tempo per inserirsi nelle zone alte della graduatoria»20141025234828sampirisi, vicenza, pulvirenti, catania, sannino, rosina, calaiò, peuzzi, etnei, cibali, massimino, cocco, ragusa, bremech, frison, rinaudo, martinho.«Decisivi i primi minuti della ripresa con gli etnei avanti nel punteggio e con l`uomo in più«Torna al successo il Catania di mister Sannino, che frena la ripresa del Vicenza, sceso a Catania con l'intento di portare a casa un risultato positivo dopo la vittoria interna contro il Pescara, per continuare a risalire la classifica. I veneti, ripescati in extremis, rimangono a quota 10 punti in graduatoria, mentre gli etnei, vittoriosi per 3 reti a 1, salgono a 9 punti e lasciano momentaneamente l'ultimo posto. <br>Deluso per il punteggio maturato al Massimino il calatino Mario Sampirisi, in prestito dal Genoa al Vicenza, intervistato al termine dell'incontro. Commento a caldo dopo questa pesante sconfitta della tua formazione. "Abbiamo sprecato una buona occasione - dice l'esterno sinistro biancorosso - specie dopo il buon primo tempo in cui abbiamo contenuto gli etnei e ci siamo resi pericolosi in un paio di circostanze senza mai rischiare. Basti pensare che il Catania ha avuto la prima e unica palla-gol del primo tempo al 46' su tiro da fermo con Calaiò". <br>Come hai visto i rossazzurri? "Nei primi 45' ho visto un Catania teso e con la paura di sbagliare. Del resto per gli etnei non era semplice superare questo momento. Vi ricordo che i rossazzurri sono partiti tra i favoriti per la vittoria finale, e per una squadra costruita per vincere, ritrovatasi in coda dopo 10 turni, non diventa agevole affrontare ogni gara, subentra la paura di sbagliare e di non riuscire a risalire. Tra l'altro in settimana c'era stata la contestazione di alcuni tifosi alla dirigenza e ad alcuni giocatori". <br>La svolta della partita? "La magia di Calaiò che ha propiziato il vantaggio di Cani. Ma <a class="matchTooltip">oggi</a> a noi tutto è andato storto, a cominciare dagli infortuni di Ragusa, Sciacca e poi Cocco, per non parlare dell'inferiorità numerica, arrivata nel momento in cui avremmo dovuto spingere di più per cercare il pari". <br>Che campionato si prefigge di fare il tuo Vicenza? "La mia squadra, ripescata in extremis, ambisce ad una salvezza tranquilla, che pensiamo di poter raggiungere con questo organico, anche se non sarà un'impresa facile". <br>Come ti trovi con questa nuova maglia? "Sono felice di essere approdato al Vicenza, che mi ha voluto a tutti i costi. Qui mi trovo benissimo, sia con i dirigenti, che con mister Lopez e i compagni, siamo un gruppo affiatato. Sono certo che ci salveremo". <br>E invece come vedi il Catania? "Credo che nonostante la falsa partenza, non appena avrà recuperato tutti gli infortunati, la compagine di Sannino possa recuperare presto terreno e sperare ancora di inserirsi nel gruppone delle battistrada. Del resto il campionato di Serie B è lunghissimo, e la rosa del Catania è una delle più forti della categoria. In bocca al lupo ai rossazzurri, con l'augurio di rivedere presto nella massima serie la squadra del presidente Pulvirenti".<br> C1012937Catania, Stadio Massiminoivomesivomessampirisi.jpgSiNmsampirisi-vicenza-catania-rossazzurri-vittoria3a1-1013015.htmSi100075401,02,03030880
551012986NewsEditorialeE` sempre più Juventus-Roma20140930125139Roma,Juventus,Marotta,Lotito,Lazio,serie aAlcune riflessioni che nascono su ciò che ci propone il calcio italiano<P align=justify>Le convincenti vittorie della <A class=link-6 href="/squadre/roma.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Roma</A> sul <A class=link-6 href="/squadre/hellas-verona.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Verona</A> e della <A class=link-6 href="/squadre/juventus.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Juventus</A> a Bergamo contro l’<A class=link-6 href="/squadre/atalanta.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Atalanta</A> di <A class=link-6 href="/personaggi/stefano-colantuono-1000385.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Colantuono</A>, ci lasciano fare alcune considerazioni. In primis, l’indiscussa superiorità tecnica di due squadre che già nello scorso campionato hanno rappresentato l’unica alternativa per la conquista del titolo italiano. Ed è proprio su questo punto che vogliamo riflettere, e cioè su un campionato italiano che appare sempre più limitato nell’interesse. <BR>C’è un notevole livellamento dei valori tecnici verso il basso, che diventa sempre più preoccupante se lo si considera dal punto di vista della mancanza di spunti e argomenti da affrontare, che non siano sempre gli stessi. Noi che scriviamo, rischiamo a volte di risultare monotematici, visto che per ovvie ragioni il nostro focus si rivolge inevitabilmente a chi vince ed è in testa alla classifica. Parliamo continuamente di Juventus e Roma, quasi fossero le uniche squadre iscritte al campionato italiano. <BR>E’ vero che gli unici spunti di interesse calcistico vengono proposti proprio da queste due squadre, tuttavia, è rimarchevole l’appiattimento di un calcio italiano che poi, inevitabilmente, trova difficoltà ad inserirsi in maniera autorevole a livello di club nell’Europa che conta. Le cause? Sono tante, troppe. Il calcio italiano risente delle difficoltà economiche del nostro Paese ma, soprattutto, di una eclatante incapacità da parte dei vertici di Lega che ormai si rivolge al calcio come fatto prettamente politico e mai con reali stimoli a migliorarne la sua organizzazione collettiva. <BR>Dopo la debacle della nostra Nazionale ai recenti campionati mondiali in Brasile, si è scritto di tutto per sollecitare un cambiamento che non solo non c’è stato, ma che non è neanche nell’aria. I continui battibecchi tra <A class=link-6 href="/personaggi/claudio-lotito-1000468.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Lotito</A> (paladino del neo presidente della F.I.G.C. Carlo Tavecchio) contro <A class=link-6 href="/personaggi/giuseppe-marotta-1000334.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Marotta</A>, lasciano&nbsp;intravvedere &nbsp;una diatriba dai toni troppo alti e, talora, anche offensivi. Una situazione che non solo non fa bene al calcio italiano, ma che è invece capace di rallentarne quel processo di crescita organizzativa tanto invocata dalla totalità degli addetti ai lavori del pallone nostrano. <BR>Non è certamente solo questo il motivo per cui l’interesse del calcio italiano vada scemando, anche se è sicuramente uno dei tanti problemi che si mescolano in un calderone in cui gli interessi di parte superano di gran lunga il miglioramento della collettività. Le società di calcio sono sempre più in difficoltà economica e di organizzazione interna. <BR>E così si trovano spesso a dovere affrontare una crisi profonda che sfocia sul terreno di gioco in maniera evidente. Come dicevamo pocanzi, reggono alla grande soltanto Juve e Roma, capaci come sono, di avere azzeccato da qualche anno il modus di un calcio non improvvisato, ma costruito in maniera oculata anche dal punto di vista economico. E i risultati si vedono sul campo, almeno in Italia. La crisi del Napoli (parzialmente alleggerita dalla vittoria&nbsp;esterna contro il Sassuolo) e&nbsp;della <A class=link-6 href="/squadre/lazio.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Lazio</A> (che giocherà il posticipo di lunedì a Palermo) si intreccia alla mediocrità generale, dove l'Inter&nbsp;(che perde&nbsp; 4 a 1 in casa contro il Cagliari), il Milan (che pareggia a Cesena),&nbsp;la Fiorentina e il Torino, spesso si trovano in difficoltà contro Udinese, Verona , Sassuolo, Sampdoria, Genoa, Palermo, Empoli, Cesena, (per il Cagliari ci sarebbe da fare un discorso a parte) e il Parma che è alle prese con problemi di vertice interno. Insomma, un campionato che è iniziato come era finito. Senza luci e&nbsp;novità di nessun genere. Un po’ come le prime nebbie d’autunno, in cui la trasparenza si può solo immaginare e mai vedere.<BR><BR><B>Salvino Cavallaro </B><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><br><br>C1012936RomaFL0711FL0711pallone8.jpgSiNcalcio-campionato-serie-a-juventus-roma-classifica-1012986.htmSiT1000007,T1000012,T1000018,T1000010,T1000011,T1000016,T1000017,T1000019,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000026,T1000027,T1000028,T1000087,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101100451001,02,03,06,07,080301339
561012987NewsCampionatiPiù calci che calcio nel derby di Genova20140929184222L`eccessivo agonismo del derby della lanterna, ha penalizzato il calcio intenso come tecnica pura. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma se ghe penso (Ma se ci penso, in italiano) è una canzone in lingua genovese che è ormai diventata il simbolo della musica e della presenza di Genova nel mondo. Ma la città ligure è anche conosciuta per avere due squadre di calcio, Genoa e Sampdoria. Due realtà pallonare che si dividono in maniera intensa, emozioni e passioni nel derby della lanterna. Già, la lanterna. Un derby così identificato, per l’accostamento al simbolo della città di Genova che è appunto il faro posto nel porto della città. Storiche queste due tifoserie, in cui “l’odio” sportivo prevale in maniera marcata su ogni altra cosa. E così, dopo avere assistito al primo derby ligure del campionato in corso 2014’15, possiamo rimarcare la spettacolarità delle due opposte tifoserie, i cui colori sociali si sono innalzati al cielo con tutto l’orgoglio dei propri sostenitori. Un’emozione unica nella notte del pallone ligure, in cui sono prevalsi i sentimenti più che il calcio inteso come fatto tecnico da analizzare. Ha vinto la Sampdoria per 1 a 0 con un gol di Gabbiadini al 75’, ma l’intensità agonistica del match di Marassi, dove entrambe le squadre non hanno risparmiato energie, ha dato pochissimi spunti di calcio inteso come tecnica pura. I rossoblu di Gasperini, che subiscono la seconda sconfitta in campionato, restano a quota cinque punti, mentre la Sampdoria di Mihajlovic si porta nelle posizioni alte della classifica con undici punti. Alle stelle l’entusiasmo del neofita presidente blucerchiato Ferrero il quale, dopo il termine della partita, è sceso in campo per sprigionare in maniera sanguigna la sua viscerale gioia assieme alla sua squadra. Finisce così un derby tutto fisico e nervi, tattica ed emotività. Un qualcosa che è più simile al calcio inglese piuttosto che al nostro, notoriamente più ragionato, tecnico e meno intenso. Molte sono state le entrate al limite di regolamento e così l’arbitro Damato ha distribuito quattro ammonizioni ai doriani, Silvestre, Eder, Obiang e Okaka e tre ai genoani, Burdisso, Pinilla, Sturaro. Gabbiadini e Okaka sono apparsi i migliori della Sampdoria, mentre Perotti e l’interessante Sturaro, sono stati i veri cardini di un Genoa più nerboruto che convinto di giocare una partita di calcio. Adesso, dopo una sconfitta forse immeritata, il Genoa aspetta la partita di ritorno per ripagare i propri sostenitori dalla cocente delusione subita in questa circostanza.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Genova Stadio Marassifl0711fl0711krsticic.jpgSiNpio-calci-che-calcio-nel-derby-di-genova-1012987.htmSi100451001,02,03030389
571012974NewsCampionatiJuve e Roma su tutte. Le altre, un gradino più in basso20140926142251Juventus,Roma,Milan,Empoli,Inter,UdineseBianconeri e giallorossi si confermano le squadre da battere.<span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " 12pt;?="" font-size:="" cambria?,?serif?;="">La quarta giornata di serie A si è svolta come turno infrasettimanale tra martedì -mercoledì – giovedì e, anche di notte, ci ha praticamente confermato quanto di giorno è apparso evidente; la superiorità di <a class="link-6" href="/squadre/juventus.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Juventus</a> e <a class="link-6" href="/squadre/roma.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Roma</a> rispetto alle altre squadre. Anche per il campionato 2014-15, dunque, si prospetta quel testa a testa tra bianconeri e giallorossi che fu il leitmotiv dello scorso campionato per la conquista del titolo di campione d’Italia. La Juventus si è sbarazzata del Cesena con un secco 3 a 0 casalingo, mentre la Roma ha vinto 2 a 1 a Parma. Due partite dai contenuti diversi che, tuttavia, sono simili nella sostanza di vincere per restare in testa alla classifica. Dopo il rocambolesco 2 a 2 del <a class="link-6" href="/squadre/milan.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Milan</a> a <a class="link-6" href="/squadre/empoli.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Empoli</a>, i cugini dell’<a class="link-6" href="/squadre/inter.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Inter</a> rispondono con la vittoria casalinga sull’Atalanta per 2 a 0. Una vittoria, quella dei nerazzurri interisti che si consolida con un gioco non sempre impeccabile nelle sue trame di centrocampo, ma che in attacco hanno sfoderato vivacità e voglia di vincere. A secco di gol invece la Fiorentina di Montella che pareggiando 0 a 0 contro il <a class="link-6" href="/squadre/sassuolo.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Sassuolo</a>, dimostra di patire oltremodo le assenze di Giuseppe Rossi e di Gomez. Pareggia 2 a 2 il sorprendente Verona contro il Genoa di Gasperini che ritrova Matri in una doppietta d’altri tempi. Vince la Sampdoria contro il Chievo, portandosi così in un’interessante posizione di classifica. Stesso discorso per l’<a class="link-6" href="/squadre/udinese.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Udinese</a> di Stramaccioni che espugnando l’Olimpico di casa Lazio, si colloca nella zona alta di classifica. Ritorna alla vittoria il <a class="link-6" href="/squadre/torino.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Torino</a> a <a class="link-6" href="/squadre/cagliari.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Cagliari</a>, dando un attimo di respiro alle furibonde polemiche nate dopo la caduta casalinga avvenuta la domenica precedente contro il Verona. La Squadra di Ventura ha bisogno di ritrovarsi in fretta, mentre il Cagliari di Zeman, diventato fanalino di coda della classifica, deve in qualche modo ridimensionare certe idee di alta classifica che erano state percepite da alcune interviste del tecnico boemo. Pareggia malamente 3 a 3 il Napoli di Benitez contro un Palermo velleitario, presentatosi sul campo dei partenopei con tre punte. Evidentemente i rosanero credevano fin dall’inizio nel colpaccio che, allo stato attuale della crisi del Napoli, non avrebbe sicuramente fatto meraviglia. Si chiude così la quarta giornata del campionato di calcio di serie A che, oltre a confermare la forza delle due squadre in testa, evidenzia la crisi tecnica del Napoli e quella della Lazio di Pioli. E’ ancora presto per trarre delle conclusioni, tuttavia, siamo dell’avviso che sia Juventus che Roma allungheranno il vantaggio sulle dirette concorrenti al titolo, le quali sembrano ancora alla ricerca della continuità di gioco e di risultati. </span><br> <p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><br><font size="3" face="Times New Roman"></font><br><br><br><br><br><br> <br><br><br><br><p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><b style="mso-bidi-font-weight: normal"><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " 12pt;?="" font-size:="" cambria?,?serif?;="">Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font size="3" face="Times New Roman"></font><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>C1012936TorinoFL0711FL0711garcia.jpgSiNcampionato-serie-a-juve-e-roma-gia-in-fuga-1012974.htmSiT1000007,T1000012,T1000087,T1000027,T1000026,T1000011,T1000019,T1000098100451001,02,03,06,07,080301294
581012962NewsEditorialeDa Conte ad Allegri, la Juve è sempre in vetta alla classifica20140915201846Dopo la pausa della Nazionale, riparte il campionato di calcio <span style="line-height: 115%; font-family: " cambria","serif";="" font-size:="" 12pt;"="">Sono tanti gli spunti offerti dalla seconda giornata di Serie A del nostro campionato. Innanzitutto la conferma della Juventus che, passata da Antonio Conte a Massimiliano Allegri, si trova ad essere ancora prima assieme a Roma e Milan . Un po’ come dire che cambiando i fattori il risultato non cambia. Stessa la cornice dello Juventus Stadium, stesso l’appeal, stesso l’inno, e perfino uguale l’enfasi di accogliere i calciatori&nbsp;in campo,&nbsp;nella sgambata&nbsp;riscaldatrice dei muscoli,&nbsp;prima dell’inizio della gara. Un iter che si tramanda ormai da tre anni, sempre uguale, sempre apportatore di forte emozione per i tanti tifosi juventini. Qualche volta ci siamo soffermati a curiosare all’esterno dello Juventus Stadium. Ebbene, dai volti scrutati, dall’entusiasmo&nbsp;evidenziato e dalla voglia di entrare allo stadio, sembra sempre che quell’ansia&nbsp;di far festa sia&nbsp;come la prima volta. Stessa l’emozione, stesso il desiderio di cantare un inno coinvolgente, stessa la voglia di andare e tifare per i propri campioni. Conte o Allegri? non importa!&nbsp;è la Juve che interessa ai tifosi della Vecchia Signora. La facilità con la quale la Juventus ha vinto contro l’Udinese e la chiarezza di idee dimostrata nella fluida manovra, lascia presupporre un campionato di prim’ordine. Stenta la Roma a Empoli, ma vince con un gol di Naiggolan che evidenzia in qualche modo il desiderio dei giallorossi di ritornare a rappresentare l’alternativa alla Juve. Seconda vittoria anche per il Milan che esce fuori dal Tardini di Parma, in un festival fatto di gol, emozioni,&nbsp;ma anche di tanti&nbsp;errori ingigantiti da due difese che devono essere ancora registrate nei movimenti e nelle attenzioni. I rossoneri vincono dunque 5 a 4 contro il Parma di Donadoni, contrapponendosi al 7 a 0 che i cugini dell’Inter hanno inflitto in casa al malcapitato Sassuolo. Punteggi e prestazioni che sono l’emblema di un campionato dai mediocri contenuti tecnici, che non&nbsp;è più, chissà per quanti anni ancora, il più bello del mondo. Tre gol fa la Lazio in casa contro il Cesena. Le reti portano la firma Made in Italy di Candreva, Parolo e Mauri, ovvero l’ossatura portante dei biancocelesti, che si mettono in evidenza in un campionato firmato quasi esclusivamente da pedate esterofile. Si smarrisce come un lieve soffio di vento il Torino di Ventura, il quale appare contratto, privo di idee e mal disposto in campo, al cospetto di una Sampdoria sanguigna e volitiva, che ha presentato un Okaka potente fisicamente e un Gabbiadini che ormai non è più soltanto una promessa del panorama calcistico italiano. Domenica nera, anzi nerissima per il Napoli, che viene battuto in casa dal modesto Chievo e da un gol di quel Maxi Lopez che è sembrato risuscitato dalle ceneri. I Partenopei, dopo l’esclusione dai preliminari di Champions League, sembrano essersi smarriti. Duro sarà ancora il lavoro che attende la squadra agli ordini del suo allenatore Rafa Benitez, mentre, a sentire gli umori dei napoletani, “mala tempora currunt”. Tra le proprie mura, pareggia la Fiorentina di Montella contro il Genoa, mentre vince fuori casa l’Atalanta di Colantuono contro il Cagliari di Zeman.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; Il </span>Verona vince 2 a 1 contro il&nbsp;Palermo, chiudendo la seconda giornata di calendario nel posticipo serale di Lunedì 15. Non c’è che dire, dunque, il campionato italiano di calcio di serie A si presenta con due novità: Milan e Inter, che sembrano davvero intenzionate a fare da terzo incomodo tra Juve e Roma. </span><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><br><font size="3" face="Times New Roman"> </font><br><br><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-family: " cambria","serif";="" font-size:="" 12pt;"="">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font size="3" face="Times New Roman"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>TorinoFL0711FL0711allegri400.jpgSiNda-conte-ad-allegri-la-juve-e-sempre-in-vetta-alla-classifica-1012962.htmSi100451001,02,03,06,07030547
591012953NewsCampionatiVenti partite nella storia: «Magica Udinese», viaggio nelle passioni bianconere20140909185775passione, passato,Udinese,SampdoriaIl libro di Marco Caineri racconta la passione dietro le più importanti e belle partite dell`Udinese. Da non perdere.Calcio, sport dai molteplici significati. Così tanti e complessi che nemmeno un corso universitario approfondito potrebbe chiarirli tutti, anche se in cattedra ci fosse il piú grande filosofo di tutti i tempi e il vincitore mondiale del Fantacalcio. Perché la cultura che c'é dietro quel pallone che rotola per il campo (ebbenesí, cultura!) non si impara tra i banchi di scuola, ma sulle gradinate di uno stadio o sulle sedie sgualcite dei bar.&nbsp; <div><br> <div>Certo, sul football hanno scritto in tantissimi e mille cose diverse tra loro: chi lo considera "uno sport per galantuomini praticato da bestie", come Oscar Wilde, a chi lo eleva a un vero e proprio "riscatto sociale", disse Arrigo Sacchi. Ma chi ha ragione?</div> <div><br></div> <div>In provincia c'é poco da discuttere: il calcio é una forma piú "colorata" di religione. Lo si "venera" allo stadio, gli si intonano "canti" e le proprie "divinità" sfilano correndo sul prato verde dietro il pallone. E questo amore profondo lo si può trovare facilmente anche in libreria, con almanacchi, epiche storie di stelle d'altri tempi e biografie dei miti calcistici dei decenni passati.&nbsp;</div> <div><br></div> <div>Perché il calcio é anche storia e non puoi definirti tifoso "doc", tanto meno in un posto come il Friuli, senza conoscere il mitico passato della tua squadra del cuore. Dio, magari "mitico" nln proprio ma comunque importante. Ed é per questo che Marco Caineri, giornalista sportivo di Latisana (Udine) e per anni cronista dell'Udinese, ha deciso di racchiudere in un libro venti partite dei bianconeri, dal 1950 al 2004.&nbsp;</div> <div><br></div> <div>"Magica <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/udinese.cfm">Udinese</a> - Le partite dell'anima" (Edizioni Biblioteca dell'Immagine, 2004) é una vera "compilation" di emozioni lunghe 54 anni, dall'esordio in Serie A del club friulano fino all'approdo nell'allora Coppa Uefa. In mezzo tantissimi ricordi e personaggi, come Aldo Olivieri, portiere dell'Italia campione del Mondo nel '38 e mister dell'Udinese quando raggiunse per la prima volta la massima serie; il derby con la Triestina nel '78, finito 6 a 0 per gli udinesi e i tifosi di casa che sfilarono alla fine con la bara rosso-alabardata.</div> <div><br></div> <div>In 178 pagine ci sono gli incontri che hanno fatto la storia a Udine: dal 3-2 contro la <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/sampdoria.cfm">Sampdoria</a> nel 1979 che incoronò la corsa delle zebrette dalla Serie C alla A in tre anni al 0-5 in casa del Genoa nel '83 dove il mitico Zico segnò la sua prima punizione, e l'intero stadio applaudì. Ci sono poi i sogni europei, dal 1-2 contro il Bayer Leverkusen del 1999 che non bastò per superare il terzo turno di Coppa UEFA al 2-1 al Friuli nel 1997 contro l'Ajax, partita epica ma non abbastanza per continuare il cammino in Europa. Il tutto sullo sfondo di una regione prima e dopo il terremoto, con gioie e provincialità in ogni dove.</div> <div><br></div> <div>Caineri racconta con un sentimento profondissimo i pianti di gioia e disperazione dei tifosi udinesi, sembra quasi che abbia immortalato quei momenti di sport in diretta già negli anni '50 e li ricordi ancora oggi. Chissà se tra dieci anni scriverà la nuova edizione aggiornata, con i vari Di Natale e Sanchez, ma i ricordi di quei momenti rimarranno sempre. Anche dopo mille ristampe.</div></div>Udineuttd01uttd01udine.jpgSiNmagica-udinese-libro-1012953.htmSi101268101,02,03030366
601012933NewsEditorialeL`appeal del campionato italiano scivola sempre più in basso20140827162355Fiorentina,Genoa,Palermo,Lazio,Sampdoria,Roma C`era una volta il campionato più bello del mondo. Quello italiano!<br> L’interesse verso il pallone di marca italiana va sempre più scemando. La causa? Colpa della crisi economica del nostro Paese che è capace di scoraggiare l’investimento degli sponsor. Da una recente statistica risulta che ad oggi sette squadre su venti non hanno uno sponsor tecnico affisso sulle proprie magliette. Cesena, <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/fiorentina.cfm">Fiorentina</a>, <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/genoa.cfm">Genoa</a>, <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/lazio.cfm">Lazio</a>, <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/palermo.cfm">Palermo</a>, <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/roma.cfm">Roma</a> e <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/sampdoria.cfm">Sampdoria</a>, a pochi giorni dall’inizio del nostro campionato non hanno ancora uno sponsor. Si tratta di un record negativo mai registrato in Italia ed è un campanello d’allarme che evidenzia in maniera netta lo scarso interesse verso un campionato privo dell’antico appeal. Che sia finito per l’Italia il tempo delle vacche grasse, lo sappiamo da almeno un decennio. Ma ciò che fa pensare e atterrire allo stesso tempo è che tale carestia si stia protraendo oltre le più pessimistiche previsioni. Il calcio è stato da sempre un mondo a parte, una sorta di cassaforte capace di respingere in maniera netta qualsiasi crisi economica legata alla situazione politica del nostro Paese. Oggi non è più così, perché la gravità di una situazione diventata davvero insostenibile si riflette anche nel mondo del pallone nostrano. E così avviene la fuga inarrestabile degli sponsor all’estero, là dove si ha una maggiore prospettiva d’interesse nell’investimento. Premier League, Bundesliga e Ligue 1 sono le più ambite, tanto è vero che ogni maglietta di questi campionati ha il suo sponsor ben in vista. Per l’Italia, invece, si verifica un trend negativo che investe tutto il sistema. Così accade che la nostra massima serie al cospetto degli altri Paesi, sia come la serie B o C. Un qualcosa che si identifica come un pallone del dio minore. Questo trend negativo non è certo da sottovalutare, anche perché è tutto il sistema calcio che dovrebbe essere riorganizzato in maniera consona ai tempi. Certo, da solo il nostro beneamato pallone non ce la può fare. Gli sforzi devono cominciare dal sistema politico italiano che fino ad oggi non è stato capace di mettere in moto una macchina organizzativa in grado di produrre più lavoro e meno tasse. E allora ci chiediamo ancora che senso abbia disquisire su dati tecnici del calcio internazionale che ci vedono declassati e in discesa senza freni inibitori. Non basta parlare e scrivere di luminari idee che possano iniziare da una cultura atta a valorizzare i nostri settori giovanili. Stadi obsoleti e mancanza perniciosa di denaro, ci fanno pensare con malinconia quando il nostro campionato era il più bello del mondo. Un profondo rimpianto che allo stato attuale delle cose ci lascia alquanto preoccupati e disarmati.<br><br> <b>Salvino Cavallaro </b><br><br> RomaFL0711FL0711pallone8.jpgSiNl`appeal-del-campionato-italiano-scivola-sempre-pio-in-basso-1012933.htmSi100451001,02,03,06,07,08030507
611012847NewsCampionatiMerkel, talento diviso tra Italia e Inghilterra pieno di rammarico20140511120458Aleksander Merkel, Guidolin, Udinese, Watford, Pozzo, Hoffenheim, Dundesliga, GenoaIl 22enne attaccante tedesco Merkel ha vestito le maglie di Milan, Genoa e Udinese per poi approdare alla serie B inglese. Tra rammarico e voglia di riscatto, il giovane sogna di tornare protagonist nei campi che contano. Anche a costo di dire ciao alle zebre friulane, ancora proprietarie del cartellino.Che non ci fosse mai stato buon sangue tra mister <b>Gudolin</b> e&nbsp;<b>Aleksander Merkel</b>, giovane attaccante tedesco <b>ex Milan</b>, era a chiaro a tutti fin dall'inizio. Da quando era arrivato a Udine, grazie alla trattativa con il <b>Genoa</b> che aveva trasferito in <b>Liguria</b> <b>Floro Flores</b>, il ragazzo 22enne ha trovato ben poco spazio là davanti (colpa sua? poca simpatia con il Guido?), per cui patron <b>Pozzo</b> ha preferito mandarlo a giocare in Inghilterra, nel satellite <b>Watford</b>, per non fargli fare la muffa in <b>Friuli</b>. E pensare che il clima lì è così simile alla madre patria <b>Germania</b>: freddo, tempo da cani tutto l'anno, ancora freddo...&nbsp; <div><br>In un intervista rilasciata pochi giorni fa a <b>Monica Tosolini</b> su <i><b>Udineseblog.it</b></i>, Merkel non si è detto molto entusiasta per come sia andata la sua carriera fin'ora. Maturato nella giovanili del diavolo rossonero, era arrivato in prima squadra per poi approdare a <b>Genova</b>, sponda rossoblu. Sballottato da una parte e dall'altra, lontano dalla <b>Bundesliga</b> che ama tanto.&nbsp;</div> <div><br></div> <div>Poi è arrivata l'Udinese, ne acquista la metà del cartellino ma non lo fa giocare. Il perché non lo sa nemmeno Merkel, fatto è che si trova a passare da una delle squadre più titolate del mondo al campionato cadetto inglese, la <b>Championship</b>, con il Watford dei Pozzo.<br><br>Deluso è dir poco e sicuramente il giovane tedesco mirava a qualcosa di più alto. Non ne fa mistero, dire chiaramente che a quest'ora si vedeva già in un top club europeo. Molti giornali davano per fatto il suo passaggio, già a gennaio, all'<b>Hoffenheim</b> ma alla fine era rimasto comunque nell'orbita dell'<b>Udinese</b>. Dicevano che non avesse legato con l'allenatore in Italia, che non lo facesse giocare per antipatia, nessuno sa la verità se non i due diretti interessati. Comunque sia, di stare a lungo nella serie B d'oltremanica a Merkel non va proprio.&nbsp;</div> <div><br></div> <div>La chiamata della madre patria non si rinuncia mai, anche perché il giovanotto vorrebbe tornare in nazionale e di strada ne può fare tanta. Se solo la facesse come quando era al Milan, ai tifosi friulani verrebbero veramente le lacrime agli occhi per la gioia.</div>uttd01uttd01merkel.jpgSiNmerkel-udinese-rammarico-watford-1012847.htmSi101268101,02,03010408
621012843NewsCampionatiIl Catania più bello della stagione abbatte la Roma al Massimino, e la Juve si laurea Campione d`Italia senza giocare20140504210000totti, pellegrino, massiminio, cibali, roma, catania, bergessio, de sanctis, izco, leto, barrientos, frison, de rossi, romagnoli, dodo`, rinaudo, lodi, plasil, monzon, salvezza, bologna, sassuolo, livorno, atalanta, fiorentina, scudetto, juve, pianijcGiallorossi rimaneggiati e sotto tono. Rossazzurri in palla e adesso tornano a sperare nella salvezzaDAL NOSTRO INVIATO<br><br>Vittoria meritata e netta del Catania contro la seconda forza del torneo, arrivata scarica al Cibali e con la testa al big-match della stagione di domenica prossima contro la Juve. Etnei straripanti, che segnano ben 4 reti e ne falliscono almeno altre 2, bravo De Sanctis nel finale a negare altre due segnature al "Toro" Bergessio, con i giallorossi privi di motivazioni, ma non per questo giustificati. Dopo l'uno-due fulminante del capitano rossazzurro Izco, la Roma riapre la gara con Totti, che da pochi passi fa secco Frison. Ma neanche l'ingresso in campo di Gervinho rianima la formazione di Garcia, che sfiora il pari con il brasiliano sul finire di tempo (ottima la respinta con il corpo di Frison). Nella ripresa è solo Catania, con Bergessio che firma il 3 a 1 raccogliendo una respinta di De Sanctis su una bordata di Leto, prima della rete del definitivo 4 a 1 firmata da Barrientos a conclusione di una veloce azione catanesi che ha liberato il mancino del fantasista argentino, bravo a piazzare la sfera alla sinistra dell'incolpevole portiere romano. Poi, archiviata la gara, tutti con la testa sugli altri campi, con le buone notizie per il Catania che giungevano da Verona, dove il Torino ha conquistato la vittoria sul Chievo per 1 a 0, da Udine, con il Livorno che usciva sconfitto per 5 a 3, e da Marassi, dove il Bologna non andava oltre il pari (0-0) contro il Genoa. Così, a due giornate dalla fine, qualche speranza di ottenere la salvezza il Catania ancora ce l'ha, visto che la salvezza oggi è distante 3 punti e si chiama Bologna. E proprio domenica prossima i rossazzurri si recheranno allo stadio Dall'Ara per affrontare i felsinei, dove si giocheranno l'ultimo match-ball per sperare ancora di mantenere una categoria che sino a poche ore fa sembrava già persa. Ma quanti rimpianti dopo la gara vista oggi al Massimino. In un campionato così scadente, dove la quota salvezza sarà bassissima (probabilmente 32 punti), viene da mordersi le mani per le tante occasioni sprecate dal Catania, sia nel girone d'andata, ma soprattutto al ritorno. Alla squadra etnea sarebbero bastati solamente 4-5 punti in più per poter oggi dormire sonni tranquilli. Ma adesso bisogna solamente pensare a giocarsi il tutto per tutto a Bologna, dove sarà difficilissimo fare bottino pieno, ma a questo punto gli etnei devono provarci a tutti i costi. E servirà anche l'apporto del pubblico rossazzurro, che sino a oggi ha criticato le scelte societarie e ha contestato prima della gara poi vinta con la Roma, ma al Catania domenica prossima servirà il sostegno dei propri tifosi,&nbsp; che siamo certi staranno vicini alla squadra nella gara più importante della stagione.<br>Catania, Stadio A. Massiminoivomesivomesizco.jpgSiNcatania-batte-roma4-1-scudettojuventus-etneisperano-1012843.htmSi100075401,02,03,06,09,40010860
631012818NewsCampionatiTorino, riecco quel profumo d`Europa che sembrava svanito20140416145110A cinque partite dalla fine del campionato,i granata sperano nell`Europa League<BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Com’è strano il calcio e com’è unico nel suo impossessarsi delle nostre emozioni, dei nostri sogni, dei nostri sentimenti che spesso passano da un estremo all’altro. Sembrava che per il Toro di Ventura fosse svanito il sogno europeo. E invece eccoci qua dopo due partite vinte di seguito, a conclamare una crescita esponenziale che si evidenzia più nel carattere della squadra che nel suo gioco effettivo. Questo Toro ha imparato a essere pragmatico. Non è tanto bello da vedersi, ma è sicuramente efficiente nell’intendere l’importanza del risultato. D’altra parte, nulla avviene all’improvviso e tutto è frutto di grande lavoro, dedizione e pazienza che, prima o poi, danno i giusti risultati. Il gioco verrà di conseguenza ma, adesso, apprezziamo la grande capacità del Toro di reagire, di essere coriaceo e mai domo. Il Torino visto in campo contro il Genoa ha sonnecchiato per 85 minuti, poi, dopo il gol di Gilardino che ha portato in vantaggio momentaneamente il Genoa di Gasperini, ecco la vera forza del Toro che riemerge preponderante come fosse qualcosa che incarna la sua storia di squadra sanguigna e arrembante. Prima con Immobile e poi con Cerci, i granata vincono la partita mettendo a segno due gol a ripetizione in un solo minuto. Al 47° infatti, Immobile da fuori area sulla sinistra fa partire un destro improvviso che s’insacca a fil di traversa, rendendo inutile l’intervento di Perin. Neanche un minuto dopo sembra un replay: Cerci porta palla, incrocia e, quasi dalla stessa posizione di Immobile, batte di sinistro un tiro che s’infila nel sette alle spalle dell’incolpevole portiere genoano. Incredibile ma vero, un gol fatto quasi con lo stampo e in fotocopia dai nuovi gemelli, anzi gioielli, del gol granata. I deboli di cuore sicuramente hanno rischiato grosso, perché simili emozioni non sono davvero consigliate a loro. Ha ragione Gasperini quando afferma: <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Avevamo già vinto e invece abbiamo perso!”,</B> un’amara e legittima recriminazione, la sua. Ma il Toro di questi tempi sembra spietato contro chi lo pungola, chi lo desta, chi cerca di superarlo. La squadra tutta, con a capo quei due lì davanti a offendere l’avversario, sembra non temere nessuno. E’ un momento positivo per il Toro che, trovandosi con 48 punti in classifica assieme a Lazio e Milan, aspira giustamente a un posto per l’Europa League. Questa è davvero musica per le orecchie dei tifosi granata. Una sinfonia armoniosa della quale non sono più abituati ad ascoltare da tempo immemorabile. Ora, a cinque partite dalla fine del campionato, i granata di Ventura devono affrontare la Lazio, il Chievo e la Fiorentina fuori casa, mentre tra le proprie mura amiche riceverà l’Udinese e il Parma. Certo, non sarà facile. Ma non c’è nulla di semplice in questo mondo del pallone così imprevedibile, capace di esaltarti e poi deluderti da un momento all’altro. Tuttavia, a questo punto del campionato c’è un dato di fatto inconfutabile per il Torino targato 2013’14, ed è la sua ritrovata autostima da troppo tempo smarrita. Cerci e Immobile sono l’emblema più eclatante di questa rinascita e, mentre Prandelli ne prende atto in vista dei prossimi mondiali in Brasile, desideriamo mettere in risalto quell’insieme che questo Toro dall’antica vocazione operaia è stato amalgamato dall’impareggiabile esperienza di mister Giampiero Ventura. </SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Salvino Cavallaro <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN></SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><br><br>Torino Stadio OlimpicoFL0711FL0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNtorino-riecco-quel-profumo-d`europa-che-sembrava-svanito-1012818.htmSi100451001,02,03,07030498
641012794NewsEditorialeTracce di bellezza calcistica italiana che non c`è più20140324185422Il calcio italiano perde la bellezza e l`armonia del gioco<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Era il campionato più bello del mondo, quello italiano. Tutti ce lo invidiavano e persino i calciatori più importanti al mondo facevano a gara per poter giocare in Italia. E, anche se questo mondo pallonaro ci ha abituato a pensare che i calciatori vanno là, dove la moneta brilla di ricchezza e benessere, c’è stato un periodo in cui dal punto di vista professionale e qualitativo il calcio italiano dava garanzia di grande immagine e crescita di prestigio. Oggi non è più così. Il pallone italiano, infatti, non dà più garanzie di bel gioco. E, se pensiamo che solo la Juventus, la Roma e a tratti anche il Napoli, sono in grado di offrire il calcio spettacolo adatto ai palati fini, il resto è carente di bellezza pura. La 29ma giornata di calcio di Serie A, ha offerto un piatto povero di emozioni calcistiche ed è stato davvero carente di quello che è il vero significato del calcio: il gioco. Napoli – Fiorentina finita con la vittoria dei viola per 1 a 0 non ha entusiasmato particolarmente, come neppure ha sollecitato interesse la partita dell’Olimpico Lazio – Milan finita 1 a 1. Vince la Sampdoria contro il Verona per 5 a 0 e pure il Torino segna un rotondo 3 a 1 contro uno spento Livorno. Perde in casa l’Inter di Mazzarri per 1 a 2 contro l’Atalanta, pareggia il Parma 1 a 1 contro il Genoa e vincono Udinese, Bologna e Roma, rispettivamente contro Sassuolo, Cagliari e Chievo, in incontri in cui il calcio noioso e farraginoso non stuzzica interesse alcuno. Poi, al Massimino di Catania i rosso celesti affrontano la partita della vita contro la prima della classe, Juventus. Abbiamo visto tutti la qualità scadente dell’incontro fatto di ripetuti falli, cattiverie senza fine, scontri che sanno più di rugby che di calcio. Una partita noiosa, dove il gioco del pallone, quello vero, è stato offeso in maniera vergognosa. Non una trama di gioco degna di nota, mai la sensazione di volere giocare una partita di calcio a viso aperto e con logiche tattiche consone al credo calcistico dei rispettivi allenatori. Eppure in campo c’era la prima della classe contro l’ultima. Non vogliamo dire che questa mancanza di calcio e della sua bellezza sia stata imposta solo dal Catania che aveva bisogno di punti, tuttavia, possiamo affermare con tutta franchezza che ai siciliani è imputabile molta responsabilità. Più che un campo di calcio con due squadre contendenti, sembrava un ring in cui i giocatori si preparavano a mettere i guantoni. No, quello visto a Catania non è calcio, non può esserlo, anche se la Juventus certamente superiore dal punto di vista tecnico, in maniera sorniona si è cucita il terzo scudetto consecutivo dell’era Conte. Magra consolazione, diciamo noi, anche perché la Vecchia Signora d’Italia ci ha abituato davvero a ben altro. E’ vero, per giocare a calcio, quello con la C maiuscola, bisogna essere in due a farlo, tuttavia, ci corre l’obbligo di affermare che i bianconeri di Conte, dall’alto della loro superiorità tecnica e tattica, avrebbero potuto e dovuto non cadere nel tranello della provocazione del non gioco, senza rispondere fallo su fallo in maniera del tutto sbagliata. Insomma uno spettacolo calcistico davvero deprimente, che ha evidenziato in contemporanea l’espulsione dei due allenatori, Maran e Conte e, a seguire, anche quella di Berghessio per somma di ammonizioni. E così, annoiati com’eravamo di vedere tale scempio pallonaro, abbiamo pensato di ossigenarci assistendo a spizzichi e a bocconi al “derby” spagnolo tra Real Madrid e Barcellona. Tutto un altro calcio, anzi, questo è il vero calcio che non è dato dal solo risultato di 3 a 4 in favore del Barcellona, ma da tutta una serie di azioni di gioco che fanno del calcio lo spettacolo vero. Al Bernabeu è stato tutto un godere per gli amanti di calcio puro. Sblocca Iniesta, segue la doppietta di Benzema e poi la tripletta di Messi che rende vano anche il gol di Ronaldo. Certo, qui in questa terra spagnola il calcio è arte anche grazie alla presenza di due tra i più forti giocatori al mondo che tutti gli anni si contendono il pallone d’oro: Cristiano Ronaldo e Leo Messi. Tuttavia, pur non volendo paragonare l’incontro tra Catania – Juventus a Real Madrid – Barcellona, è giusto segnalare che al di là dell’evidente divario tecnico, la differenza sta proprio nel concetto di base che sta nell’intendimento di un calcio essenzialmente concepito come spettacolo e divertimento. Certo, ci stanno i falli, gli scontri, la grinta, la determinazione, la cattiveria agonistica, tutte fasi importanti che fanno parte del gioco del calcio. Ma il non calcio fatto di continue ripicche, di gomitate reciproche e continui falli oltre ogni limite, quello no! Non è davvero accettabile! E allora, noi che siamo eterni amanti e&nbsp;gelosi del nostro calcio, non meravigliamoci quando nelle Coppe Europee non vediamo più nostre squadre se non all’inizio delle varie competizioni. Nulla nasce dal nulla, questa è l’espressione del nostro calcio. La Juventus, ci ha abituato a vedere un buon calcio e, a onor del vero, le diamo atto di essere una delle pochissime superstiti del bel gioco, tranne alcune partite come quella disputata appunto a Catania. In fondo, la Vecchia Signora è l’unica squadra italiana rimasta in Europa in questo 2014. Non sarà mica un caso, no? Riprendiamoci dunque la bellezza del gioco più bello del mondo, magari migliorando la cultura della sconfitta. Forse così si potrà superare l’ansia e l’angoscia del perdere, a beneficio dello spettacolo e del senso propositivo del gioco stesso.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Cataniafl0711fl0711pallone8.jpgSiNtracce-di-bellezza-calcistica-italiana-che-non-c`e-pio-1012794.htmSi100451001,02,03030342
651012764NewsCampionatiLa ventisettesima giornata consacra la Juventus. Il Napoli si avvicina alla Roma, battuta al San Paolo 20140309235625europa, scudetto, juve, roma. napoli, bologna, catania, sassuolo, cagliari. udinese, sampdoria, salvezza, scudetto<div align="justify">IL PUNTO SULLA 27' GIORNATA - La Juventus, che nel lunch-match supera la Fiorentina con una prodezza di Asamoah, mette in cassaforte il terzo scudetto consecutivo. Bianconeri a + 14 dai giallorossi, che devono recuperare la gara contro il Parma, ma che devono stare attenti al Napoli, distante adesso solo 3 punti. La rete decisiva arriva a 10' dalla fine grazie ad un perfetto stacco aereo di Callejon, anche se la Roma non meritava la sconfitta per quanto dimostrato nell'arco dei novanta minuti. Si rifà sotto l'Inter, che supera di misura il Torino e si porta al 5' posto ad un solo punto dai viola, sempre quarti. Sale anche il sorprendente Parma, che batte il Verona e si porta al 6' posto a soli 2 punti dal 4' posto. Rallentano in chiave Europa-League il Verona, che cade a Parma, la Lazio, sconfitta all'Olimpico ad opera dell'Atalanta e il Torino. Non fanno certamente meglio Milan e Genoa, che perdono rispettivamente a Udine e al Bentegodi contro il Chievo. Salgono verso zone tranquille raggiungendo praticamente la salvezza, la Sampdoria (4 a 2 al Livorno), l'Atalanta (che sbanca Roma e batte per 1 a 0 la Lazio), e l'Udinese (che passa al Friuli contro i rossoneri grazie alla rete del solito Di Natale). In zona calda il Cagliari porta a casa un punto dal Massimino, il Chievo grazie a due tiri dagli undici metri supera il Genoa, il Bologna impatta contro il Sassuolo, che torna a far punti con Di Francesco (nuovamente in&nbsp; panca dopo 6 turni in cui il suo sostituto, Malesani, non aveva raccolto punti per i neroverdi). Pesante la sconfitta del Livorno, avanti al riposo 2 a 0, ma che poi perde clamorosamente 4 a 2 contro la Sampdoria. Inutile anche il pareggio interno del Catania contro il Cagliari, mentre positivo il pari esterno del Sassuolo al Dall'Ara. Saranno quasi certamente Sassuolo, Catania, Livorno, Bologna e Chievo a lottare per mantenere la Serie A. Archiviato il discorso scudetto, sarà lotta sino alla fine tra Roma e Napoli per il secondo posto, mentre per l'Europa lotterano ben 8 squadre, dal Genoa (undicesimo con 35 punti) alla Fiorentina (che è quarta e di punti ne ha 45).<br></div>ivomesivomesc-33509839.jpgSiNasamoah-1012764.htmSi100075401,02,03010570
661012759NewsCampionatiTorino, Immobile punta l`Inter20140309130738torinoL`attaccanteDifese da inventare per Inter e Torino quest'oggi e attaccanti che potrebbero beneficiarne. I nerazzurri dovranno fare i conti con un avversario in particolare, che risponde al nome di Ciro Immobile. L'attaccante in comproprietà fra i due club del capoluogo piemontese si esalta quando vede San Siro: ha già castigato l'Inter quando vestiva la maglia del Genoa, e a febbraio ha segnato anche in occasione della sfida dei granata al Milan infilando Abbiati. Inoltre, come sottolinea TuttoSport, l'attaccante deve continuare a fare bene in vista della maglia azzurra per il Mondiale: tutti incentivi con cui dovrà fare i conti la difesa dell'Inter.C1012317adm001adm001barreto-6.jpgSiNtorino-immobile-punta-l-inter-1012759.htmSiT1000099100075701,02,03,07030669
671012741NewsCampionatiClamoroso Serie A, la classifica senza errori arbitrali: Roma prima indiscussa. Rimonterebbero Fiorentina e Milan20140226150556calcio,arbitri,classificheCome cambierebbe la classifica di serie A senza i presunti errori arbitrali reclamati dalle squadre La ventiseiesima giornata di Serie A ha forse raggiunto l'apice delle polemiche arbitrali. Il rigore non dato al Torino, la mancata espulsione di Vidal o il gol assegnato al Milan sono solo alcuni esempi, senza citare le proteste di Mazzarri e dell'Inter. Ma come sarebbe la classifica al netto degli errori di giudizio arbitrali? E' quello che si è chiesto Panorama.it che, analizzando giornata dopo giornata i diversi episodi, ha stilato la nuova classifica: Roma davanti a tutti.<br><br>Proprio così: i giallorossi di Garcia senza gli interventi arbitrali sarebbe prima con una partita ancora da recuperare, quella col Parma, a quota 63 punti, sei in più dei cinquantasette attuali. Secondo posto per la Juventus che, al contrario, avrebbe un credito proprio di sei punti che la farebbe scendere fino a quota 60. La squadra più penalizzata però è la Fiorentina di Montella, meritevole di un terzo posto sul campo con 52 punti, ben sette in più di quelli realmente conquistati. I viola sarebbero davanti al Napoli e all'Inter (tre punti in meno), mentre il Milan sarebbe sesto in piena zona Europa League con cinque punti in più rispetto a quelli dell'attuale classifica, quaranta contro trentacinque.<br><br>Il mucchio centrale sarebbe praticamente identico dal Torino, settimo con un punto in meno del merito, al Genoa, addirittura avvantaggiato per sei lunghezze. In coda invece il Cagliari sarebbe risucchiato nella lotta bollente per la salvezza (+4) con le altre a giocarsi più o meno con le stesse armi la permanenza in Serie A. Ultimo sarebbe il Catania a quota 17 punti. Indicativi i dati di Parma e Chievo: il loro campionato rispecchia fedelmente i meriti. Per loro sì che i favori e i torti alla fine si stanno compensando.<br><br>C1012317adm001adm001calcio-6.jpgSiNclamoroso-serie-a-la-classifica-senza-gli-errori-arbitrali-roma-prima-indiscussa-rimonterebbero-fiorentina-e-milan-1012741.htmSi100075701,02,03,06,07,08,09030800
681012738NewsCampionatiI partenopei non reggono il passo di Roma e Juve. Ennesimo pareggio casalingo per Higuain e compagni20140224232352benitez, gasperini, genoa, napoli, calaiò, higuain, pandev, callejon, mertens, hamsik, jorginho, inler, reina, perin, burdisso, motta, matuzalem, sculli, gilardino, antonelli, san paoloL`ex Calaiò gela il San Paolo a 6 dalla fine. Finisce 1 a 1 al San Paolo<p align="justify">Nel Monday Night &nbsp;della 25’ giornata del campionato di Serie A, il Napoli di Rafael Benitez non riesce a fare bottino pieno al San Paolo, pareggiando per 1 a 1 con il Genoa. Partono meglio i padroni di casa che passano in vantaggio al 18’ con un gran gol di Higuain, il tredicesimo in campionato: l’argentino, servito in profondità da Hamsik, si presenta davanti a Perin e lo beffa con un delizioso pallonetto di sinistro. Il Genoa però non accusa il colpo, e nonostante giochi tutta la ripresa senza Gilardino (sostituito a fine primo tempo), si riaffaccia spesso e volentieri dalle parti di Reina e conquista il pari con una bellissima punizione dell’ex Calaiò all’84’ che sorvola la barriera, tocca il palo, e s’insacca alle spalle del portiere spagnolo. Con questo pareggio, il Napoli sale a 51 punti, a -6 dalla Roma seconda, con i giallorossi che però devono recuperare il match casalingo con il Parma. Il Genoa, invece, consolida l’undicesimo posto raggiungendo quota 32.<br><br> TABELLINO<br><br>NAPOLI – GENOA: 1 - 1<br><br> MARCATORI: 18’ Higuain (N), 84’ Calaiò (G)<br><br> NAPOLI (4-2-3-1): Reina; Reveillere, Fernandez, Albiol, Ghoulam; Behrami, Jorginho (80’ Inler); Mertens (85’ Pandev), Hamsik (72’ Insigne), Callejòn; Higuain.&nbsp;<br><br> A disposizione: Contini, Colombo, Henrique, Britos, Maggio, Dzemaili, Radosevic, Duvan.<br><br> &nbsp;Allenatore: Rafael Benitez<br><br> GENOA (3-4-3): Perin; Burdisso, De Maio, Antonini; Motta (63’ Calaiò), Matuzalem, Bertolacci, Antonelli; Konate, Gilaridno (46’ Feftatzidis), Sculli (78’ Centurion).<br><br> A disposizione:&nbsp;Bizarri, Albertoni, Cofie, Marchese, Portanova, Cabral, De Ceglie, Sturaro.&nbsp;<br><br> Allenatore: Giampiero Gasperini<br><br> ARBITRO: Banti<br><br>AMMONITI: 31’ Matuzalem (G), 40’ Sculli (G), 43’ Hamsik (N), 53’ Albiol (N), 70’ Higuain (N), 73’ Callejon (N), 83’ Mertens (N) <br><br>C1012317Napoli, Stadio San Paoloivomesivomesgasperini.jpegSiNnapoli-genoa-pareggio-calaio-1012738.htmSi100075401,02,03010537
691012676NewsCampionatiLa 23a giornata di campionato tra conferme e sorprese20140210175012calcioTroppoTuona Antonio Conte dopo il rocambolesco pareggio di Verona: “Serve un bagno di umiltà”. Come se fosse facile mantenere l’umiltà per una squadra che vince, convince e per forza di cose deve scrollarsi di dosso la tentazione di diventare narcisista. E, come se non bastasse, si accorge pure che tranne la Roma non c’è altra squadra italiana che può infastidirla più di tanto. Certo, i due punti persi contro l’Hellas Verona potrebbero pesare alla Juve, proprio nel computo finale per la conquista di un titolo che, a questo punto della stagione, riteniamo possa perderlo soltanto la Juve stessa, piuttosto che vincerlo un’altra squadra. E’ vero, le partite durano in media 95 minuti, tuttavia certi svarioni difensivi la Juve ci ha abituato a vederli periodicamente, nonostante il notevole strapotere di gioco globale che ha dato i suoi frutti. In un gruppo dal gioco così consolidato, Antonio Conte deve essere più psicologo che tecnico. E’ essenziale mantenere mentalmente sulla corda la sua squadra, visto che dal punto di vista tecnico e tattico la Juve è in grado di organizzarsi a memoria. E’ l’eterno problema del calcio, in cui una squadra che è più forte rispetto alle altre deve mantenere nel tempo un passo fatto soprattutto di equilibrio psicologico e condizione fisica. Non è cosa semplice per nessuno, neanche per la Juve dei grandi campioni. E poi, chi gioca contro i bianconeri fa sempre la partita della vita, fosse anche l’ultima in classifica e, come tale, ogni eventuale sgambetto può nascondersi sempre dietro l’angolo. Ma la squadra di Conte ci ha abituato a vedere la sua reazione contro tutto e tutti, siano esse scoppole (vedi Firenze) o mini momenti di riflessione e mea culpa da analizzare (vedi Verona). Vedremo cosa accadrà nel prosieguo della stagione bianconera. A parte il pareggio della Juve a Verona, la 23a giornata del campionato italiano ha messo in evidenza le vittorie del Napoli contro il Milan, della Fiorentina contro l’Atalanta, dell’Inter contro il Sassuolo, rimarcando uno scialbo zero a zero nel derby di Roma. La squadra di Garcia, pur con la mente rivolta all’importante partita di Coppa Italia di mercoledì prossimo in casa del Napoli, ha macinato grande gioco d’attacco sfiorando la vittoria contro una Lazio che si è solo preoccupata di chiudere ogni varco ai giallorossi. Troppo importante per i biancocelesti di Reja non perdere il derby cittadino e quindi, più che preoccuparsi di attaccare ha capito che era meglio interdire a centrocampo e in difesa. Vince il Genoa a Livorno, la Sampdoria contro il Cagliari e l’Udinese contro il Chievo, mentre il Parma si limita a pareggiare 0 a 0 contro un Catania apparso in ripresa di gioco e caparbio a non ammainare ogni speranza residua di restare in Serie A. Un discorso a parte va fatto per il Torino che perde malamente in casa contro il Bologna privo del suo gioiellino Diamanti, passato alla corte cinese di Lippi. Il match che vedeva il ritorno all’Olimpico di Torino per la prima volta da avversario l’ex Rolando Bianchi, è stato di quelli che a dir poco sbalordiscono per quello che non ti aspetti. Il Toro di Ventura è stato irriconoscibile per tutta la partita, nonostante sia passato subito in vantaggio con Immobile. Poi il buio più assoluto, quasi che il Toro temesse sorprendentemente di trovarsi quinto in classifica, con l’Europa lì, a due passi, a fargli l’occhiolino. E’ il segno evidente di un processo di maturazione che non si è ancora completato del tutto e che ha bisogno di tempo per plasmarsi definitivamente. Più che vincere la partita, il Bologna di mister Ballardini si è trovato il piattino pronto e non se l’è fatto scappare. E’ legittimo nel calcio, che quando l’avversario non è in giornata si debba approfittare dell’occasione, soprattutto nella critica situazione di classifica in cui si trova oggi il Bologna. Tuttavia, riteniamo che per il Toro nulla sia perduto e che se saprà rivedere gli errori commessi in questa infausta domenica di febbraio, potrà sicuramente riprendere quel cammino fatto di bel gioco e risultati positivi apprezzato da tutti. Giampiero Ventura, che abbiamo visto al fischio finale del match contro il Bologna, aveva il viso rivolto verso il basso a guardare quel terreno erboso dell’Olimpico, quasi a cercare una spiegazione a una tale involuzione di gioco che nessuno si aspettava, nessuno poteva prevedere. E’ l’imprevedibilità del calcio che, comunque, riserva sempre un suo “perché” razionale a ogni insuccesso. La difficoltà sta nel trovare in fretta il problema e risolverlo.<br><br><br>C1012317FL0711FL0711pjanic-4.jpgSiNla-ventitreesima-giornata-tra-conferme-e-sorprese-1012676.htmSi100451001,02,03,06,07,08,09030480
701012651NewsCampionatiPanini: Figurine speciali per celebrare Juventus e Palermo20140125232530figurine panini,calciatori,juventus,palermo,albumL’album “Calciatori 2013-2014” celebra anche Rossi, De Sanctis e Florenzi<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><st1:personname w:st="on" productid="La Panini"><font face="Arial" size="2"><span style="font-family: Arial; font-size: 10pt;">La Panini</span></font></st1:personname><font face="Arial" size="2"><span style="font-family: Arial; font-size: 10pt;"> realizzerà due figurine speciali per celebrare <st1:personname w:st="on" productid="la Juventus">la Juventus</st1:personname> e il Palermo che si sono aggiudicate rispettivamente il titolo di Campione d’Inverno in Serie A TIM e in Serie B Eurobet. Nella nuova collezione “Calciatori 2013-<st1:metricconverter w:st="on" productid="2014”">2014”</st1:metricconverter>, è infatti presente la sezione “Film del Campionato”, che sintetizza i momenti salienti del girone d’andata. Insieme a queste due figurine speciali, <st1:personname w:st="on" productid="La Panini">la Panini</st1:personname> realizzerà anche altre sei figurine per celebrare i maggiori protagonisti della “corsa d’inverno”. In particolare, queste figurine saranno dedicate a Giuseppe Rossi come capocannoniere, Morgan De Sanctis come portiere “saracinesca”, Alessandro Florenzi per il goal più spettacolare (la bellissima rovesciata di Roma-Genoa, nella 19a giornata), Gonzalo Higuaìn come giocatore con il più “alto rendimento”, Domenico Berardi come “emergente” e all’Hellas Verona come “sorpresa” del girone di andata. Queste otto figurine extra saranno distribuite in omaggio lunedì 27 gennaio, in una bustina speciale abbinata ai quotidiani Corriere dello Sport/Stadio e Tuttosport. Inoltre, nella sezione “Film del Campionato” dell’album “Calciatori”, è presente un QR Code tramite il quale sarà possibile, sempre da lunedì prossimo, visionare online una gallery che ripercorrerà i momenti salienti del girone d’andata della Serie A TIM tramite le prime pagine del Corriere dello Sport/Stadio e di Tuttosport.<o:p></o:p></span></font><br><br> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><font face="Arial" size="2"><span style="font-family: Arial; font-size: 10pt;"><o:p>&nbsp;</o:p></span></font><br><br> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><font face="Arial" size="2"><span style="font-family: Arial; font-size: 10pt;">“Quest’anno la sezione Film del Campionato si arricchisce ulteriormente rispetto alle scorse stagioni”, ha dichiarato Antonio Allegra, direttore Mercato Italia di Panini. “Oltre alla conferma della presenza della Serie B Eurobet a fianco delle figurine speciali sulla corsa d’inverno della Serie A TIM, vi è quest’anno, tramite l’album e un supporto multimediale, la possibilità di ripercorrere l’andamento del girone d’andata rileggendo le prime pagine dei quotidiani sportivi. Sempre di più la collezione Calciatori diventa così lo strumento per raccontare e conservare nella memoria questa stagione calcistica”.<o:p></o:p></span></font><br><br> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><font color="red" face="Arial" size="2"><span style="color: red; font-family: Arial; font-size: 10pt;"><o:p>&nbsp;</o:p></span></font><br><br> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><font face="Arial" size="2"><span style="font-family: Arial; font-size: 10pt;">La collezione “Calciatori 2013-<st1:metricconverter w:st="on" productid="2014”">2014”</st1:metricconverter> è in vendita in edicola. Comprende 865 figurine su giocatori e squadre di Serie A TIM, Serie B Eurobet, Primavera TIM, I e II Divisione di Lega Pro, Serie D e Serie A Femminile, da raccogliere in un album di 128 pagine. Tra le novità della raccolta, oltre alla preziosa copertina con effetti speciali (ove campeggia un grande scudetto tricolore – omaggio alla Nazionale – contenente i 20 scudetti delle squadre di Serie A TIM e il “calciatore in rovesciata” simbolo della Panini), si segnala il ritorno delle “mitiche” figurine degli scudetti in raso degli anni ’70 e gli indirizzi twitter di tutti i calciatori di Serie A TIM. Tra le sezioni speciali di questa raccolta, le pagine “Derby - History Remix”, realizzate in collaborazione con Sky Sport HD e dedicate ai 5 derby previsti in questa stagione, con 10 figurine dotate di QR Code per visionare online dei video dedicati ai derby, e la sezione “Essere Calciatori” in cui il campione del Mondo 2006 Gianluca Zambrotta illustra con 8 figurine e varie immagini le tecniche di base del calcio. Alla collezione è legato anche il grande concorso “Panini premia <st1:personname w:st="on" productid="la Scuola">la Scuola</st1:personname>”: le scuole elementari e medie inferiori che raccoglieranno le bustine vuote e le spediranno a Panini, potranno ricevere gratuitamente attrezzature e materiali didattici. Ulteriori informazioni su www.calciatoripanini.it.<o:p></o:p></span></font><br><br><br><br>C1012317ModenaWM01MSWM01MSpanini-calciatori-2013-14.jpgSiNfigurine-panini-album-calciatori-speciale2013-2014-1012651.htmSiT1000007,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000024,T1000026,T1000027,T1000028,T1000091,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101100075601,02,03,05,06,07,08,090101214
711012641NewsCampionatiIl Catania dai tanti errori20140120195220cataniaAbbiamoPiace la vicenda umana di Matri, ma non trascuriamo la scarsezza di un Catania nervoso, senza nerbo né grinta. Bruttissimo all’8’ il gesto di Spolli che colpisce con i tacchetti la testa di Matos, quando il giocatore viola era già a terra. Un fatto deprecabile che non vorremmo mai vedere sui campi di gioco. Questa, sembra la sintesi di ciò che abbiamo visto al Massimino di Catania nella prima partita di ritorno del campionato italiano. “A lavorare..andate a lavorare, a lavorare, andate a lavorare”. E’ uno dei cori più consueti e mortificanti che si sprigionano puntualmente dalle curve dei tifosi, non appena i fatti per la squadra del cuore deludono in maniera cocente. Verrebbe da dire, dalle stelle alle stalle. Già, dalla possibile entrata nel campionato europeo a lungo accarezzata l’anno scorso, alla probabile retrocessione in Serie B di quest’anno. Un segnale consueto nel calcio di oggi che vede come essenzialità imprescindibile, quell’essere che non ammette voli pindarici e che non accetta tante chiacchiere a discapito dei fatti. Abbiamo visto più volte il Catania in questo campionato e, tutte le volte, abbiamo avuto la sensazione di assistere a una squadra demotivata, ormai psicologicamente scarica e senza idee, adagiata com’è all’idea di una retrocessione che sembra bussare alla porta della società rosso azzurra. Zero reattività, zero voglia di giocarsela fino all’ultimo e zero orgoglio da dimostrare ai propri tifosi che, fino a prova contraria, riescono ancora, pur nella cocente delusione di perdere, a individuare il tentativo dei giocatori di avercela messa tutta per riparare i danni. Nel calcio si può perdere, ma la dignità no, quella è inammissibile perderla. Il presidente Antonino Pulvirenti, dopo l’ottimo periodo dell’era Montella e l’eccezionale campionato dell’anno scorso, ha sbagliato nel tentativo di modificare un assetto tattico già consolidato negli anni precedenti, senza intervenire proficuamente nel rinforzare la squadra. La partenza di Papu Gomez, Lodi, (prima ceduto al Genoa e poi ripreso in prestito quando ormai le cose per il Catania si sono messe in maniera quasi irreversibile) Marchese, (motorino esterno e cuore palpitante di un Catania verace), non sono serviti alla causa tecnica di una squadra che, anche grazie all’apporto di questi campioni aveva costruito un’ottima ossatura e grandi risultati. In compenso sono stati acquistati Plasil, Thactsidis dalla Roma (insufficiente l’acquisto di questo calciatore che in gennaio è stato spedito al Torino) e Maxi Lopez rientrato per fine prestito dalla Sampdoria che se n’è subito disfatto. In questi giorni, quando ormai la “frittata sembra fatta” il Catania ha acquistato un certo Fabian Rinaudo, centrocampista dello Sporting Club de Portugal che conferma la speranza di Pulvirenti di andare a raccattare in extremis ciò che in passato aveva dato scelte fortunate nel valorizzare certi giocatori stranieri sconosciuti al grande pubblico. Non sempre le ciambelle riescono col buco, perché pensiamo che il pres. Pulvirenti avrebbe dovuto continuare questa logica senza scombinare quella base insostituibile che è stata artefice di tante eccellenti soddisfazioni. Poi, il cambiamento del tecnico, da Maran a De Canio e poi il ritorno a Maran, ha dato l’idea di chi agisce in fase confusa perché non sa più che cosa fare. Ed è proprio qui che il pres. catanese avrebbe dovuto avere il supporto di una dirigenza sportiva e tecnica capace di aiutarlo ad agire nel migliore dei modi. Evidentemente così non è stato e, adesso, si stanno pagando gli errori e la confusione creata. Il dato di fatto è che ora il Catania è fanalino di coda con il Livorno a quota 13 punti. Chievo, Bologna e Sassuolo ne hanno 17. In teoria il divario di punti non è così incolmabile, ma è l’atteggiamento rinunciatario di questo Catania che preoccupa notevolmente.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711catania-8.jpgSiNil-catania-dai-tanti-errori-1012641.htmSiT1000014100451001,02,03,04,09030552
721012632NewsEditorialeIl punto sul campionato di Serie A20140108132558calcioVedremo<BR>La diciottesima giornata del campionato di Serie A, ha evidenziato l’ottimo stato di salute della Juventus, la caparbietà nell’inseguire del Napoli, la voglia di ripresa del Milan, la continuità di risultati positivi della Fiorentina che perde però Rossi per tre mesi a causa di un infortunio al ginocchio, e la rinascita della Lazio che, con Eddy Reja, sembra avere ritrovato grinta e determinazione a discapito di una Inter che sembra lontana parente della squadra che è stata in passato. Il Parma ottiene un’ottima vittoria contro il Torino apparso nervoso soprattutto nel suo allenatore Giampiero Ventura che, alla fine del primo tempo, ha lasciato negli spogliatoi Cerci e Immobile per motivi tecnici. Note positive arrivano da Genoa che vince contro un vivace Sassuolo e da Catania che con il rientro di Berghessio, Barrientos, Izco, Spolli e soprattutto con il ritorno all’ovile di Lodi, è sembrata davvero tutta un’altra squadra. Procede la marcia del sempre più sorprendente Verona che con la rinascita di Toni vince al Friuli di Udine una partita che lo colloca in una classifica di pregevole posizione per l’Europa. Chievo e Cagliari, per finire, si rifugiano in uno scialbo zero a zero capace solo di smuovere la classifica delle due contendenti. Questa, tra l’altro, è stata l’ultima partita di Nainggolan tra le fila del Cagliari, perché la Roma si è assicurata fin da subito l’acquisto del giocatore belga, tanto conteso da Milan e Juventus. Questo acquisto, avvenuto sulla linea del traguardo, è sembrata una rivincita da parte della Roma nei confronti della Juventus che, a onor del vero, non ha insistito più di tanto nell’acquisto di Nainggolan semplicemente perché sta per rinnovare il contratto a Paul Pogba. Il Milan è sembrato in palla contro l’Atalanta di Colantuono che non ha potuto far altro che resistere fino al 100° gol di Kakà, il quale ha poi segnato una doppietta toccando quota 101. Evidentemente l’arrivo del giapponese Honda (che però in questa partita ha fatto da spettatore in tribuna accanto a Galliani) ha dato nuova linfa ed entusiasmo in un ambiente che aveva davvero bisogno di una scossa emotiva per riprendere un cammino che da troppo tempo si è fermato per tanti motivi, non ultimo il riordino societario. All’Inter, invece, già si parla di fallimento di una stagione che, sotto l’attenta egida di Mazzarri, non riesce a decollare. Il tecnico di San Vincenzo si porta dietro i dubbi di un gioco difensivistico e le sue famose ripartenze non sembrano animare il gioco nerazzurro, al cospetto della piazza nobile del calcio italiano. Se è vero che l’Inter di oggi non è paragonabile all’Inter di un tempo, è anche vero che giocando in questo modo non ha futuro. Servono acquisti mirati e partenze di giocatori che non servono alla causa nerazzurra. L’Inter sembra davvero alla deriva e non sappiamo se anche il cambio di presidenza da Moratti a Thohir abbia anche influito negativamente. Fatto è che l’Inter attuale sembra davvero né carne né pesce, nonostante alcune sviste arbitrali che ne hanno obiettivamente penalizzato il suo corso. Vedremo cosa accadrà. Il nuovo presidente parla di “Progetto Inter”. Noi valuteremo&nbsp; a cose fatte, quale sarà il risultato. Tanti punti da sciogliere dunque, a una domenica dal giro di boa. Ma, nonostante alcuni pensino già che questo campionato sia da ritenersi chiuso dopo il largo successo della Juventus sulla Roma, noi avvertiamo nell’aria che proprio adesso stia per cominciare il bello.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1012317FL0711FL0711galliani.jpgSiNil-punto-sul-campionato-di-serie-a-1012632.htmSi100451001,02,03,06,07,08,09030576
731012630NewsCampionatiTorna il faro a centrocampo e il Catania si illumina20140106224658lodi, bergessio, de canio, etnei, catania, bologna, diamanti, barrientos, felsinei, bianchi, moscardelli, massiminoUn gol per tempo e Bologna piegato. A segno Bergessio di testa e Lodi dal dischettoDal nostro inviato – Torna al successo la compagine rossazzurra prima del giro di boa (ultimo impegno del girone d’andata per gli etnei domenica prossima a Bergamo contro l’Atalanta), grazie alle reti di Bergessio e Lodi. L’applauditissimo centrocampista napoletano torna dopo la parentesi al Genoa e accende il faro del centrocampo etneo conducendo i suoi al fondamentale successo sul Bologna. Con il ritorno di Ciccio Lodi si rivedono alcune geometrie e i cambi di gioco che i tifosi catanesi erano abituati ad apprezzare lo scorso anno. Per non parlare dei cross calibrati alla perfezione dal numero 10 rossazzurro, come in occasione del vantaggio firmato dal ritrovato Gonzalo Bergessio, o dei calci piazzati calciati a scavalcare le barriere avversarie (solo il legno ha salvato Curci a inizio ripresa). A coronamento della splendida giornata del Catania arriva anche il gol del 2 a 0 firmato proprio dall’uomo più atteso, quel Lodi che sino a dieci giorni fa i tifosi etnei rimpiangevano e che oggi, per fortuna, è tornato a vestire la casacca rossazzurra. Orsato punisce col penalty un fallo di mano di un difensore felsineo e dagli 11 metri Ciccio-gol firma il punto della sicurezza. Poi, nei 25 minuti finali, gli uomini di De Canio badano solo a controllare sino al 95’ un Bologna che Pioli ridisegna gettando nella mischia anche Bianchi e Acquafresca (che fanno compagnia a Kone e Moscardelli). Ma troppo sterili i tentativi degli emiliani, oggi privi di Diamanti, con le ultime azioni pericolose che capitano sui piedi di Bergessio e Barrientos (che timbra il palo). Adesso, in attesa di altri colpi di mercato, comincia il vero campionato del Catania, che agguanta il Livorno a quota 13 e si avvicina alla zona salvezza, al momento lontana di due sole lunghezze. Il ritorno del numero 10 è coinciso, val la pena ricordarlo, con il recupero di uomini fondamentali come Bergessio, Barrientos, Izco e Spolli. Un plauso al meraviglioso pubblico del Massimino, vicino sempre alla propria squadra dal primo all’ultimo minuto, specie nei momenti cruciali come oggi. E adesso bisogna proseguire su questa strada, iniziando a fare punti anche lontano dal campo amico, a cominciare da domenica prossima, quando i ragazzi di mister De Canio, oggi finalmente raggiante dopo il successo, renderanno visita all’Atalanta dell’ex Colantuono. <P class=MsoNormal>&nbsp;<BR><BR> <OBJECT id=ieooui classid=clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D></OBJECT> <STYLE> st1:*{behavior:url(#ieooui) } </STYLE> <BR><BR><br><br>Catania, Stadio Massiminoivomesivomeslodi.jpgSiNcatania-bologna-vittoria-lodi-bergessio-1012630.htmSi100075401,02,03,09010474
741012623NewsCampionatiIl 2014 all`insegna della speranza del calcio italiano, tutti i primi movimenti di mercato20140102192516calcioProcede Finiti i bagordi di fine anno e riposto l’albero di Natale con le luci, i festoni e le palline multicolori, lo sport e il calcio in particolare torna ad essere l’attrazione di sempre. Mentre si sta con il fiato sospeso per la vita di Schumacher, impattato in una fatale disgrazia mentre tentava di aiutare una ragazza finita fuori pista sulle nevi di Meribel, il pallone italiano riprende a battere i suoi palpiti con i primi allenamenti in preparazione alle sfide di campionato del 5 e 6 gennaio 2014 (la più importante è Juventus – Roma nella sera del 5 gennaio allo Juventus Stadium) e l’inizio del mercato invernale, già pronto a fare sognare (si fa per dire, visto che il vero e talora rivoluzionario calciomercato è quello estivo) presidenti, allenatori, addetti ai lavori e tifosi. La Juventus comincia col mettere sul mercato De Ceglie e forse Vucinic e Quagliarella, pensando al colpo d’estate che dovrebbe essere l’attaccante croato Mandzukic. Intanto si sta delineando il rinnovo del contatto a mister Antonio Conte che vorrebbe maggiori poteri sulle decisioni del mercato juventino, assumendo la figura moderna di coach - manager alla Fergusson. Pensiamo che il presidente Andrea Agnelli abbia tutto l’interesse di trattenere il suo allenatore preferito, ma qualora Conte dovesse accasarsi all’Arsenal per una nuova avventura all’estero, si pensa che il suo naturale sostituto potrebbe essere Cesare Prandelli. Intanto squillano trombe pericolose dal PSG che a giugno vorrebbe a tutti i costi Paul Pogba. E qui la Juve deve davvero fare sforzi economici notevoli se vuole trattenere il giovane talento francese. Carlitos Tevez, intanto, è ritornato se pur in ritardo dall’Argentina per un motivo famigliare; sua moglie, infatti, che è al settimo mese di gravidanza è stata ricoverata in ospedale per alcune complicazioni. In questi casi di ritardo, la Juve capisce e non punisce: ci mancherebbe altro. Il Napoli è vicino all’acquisto del centrale de Camerun N’Koulou dal Marsiglia ed è a un passo da Antonelli per il quale De Laurentiis sborserà 4 milioni di euro per la comproprietà col Genoa. Resta in piedi la pista Gonalons del Lione per il quale è pronto un assegno da 11 milioni di euro da versare nelle casse del club francese. Ma ciò che da pensiero al club partenopeo è l’interesse sempre vivo del Barcellona per Reina, perdere il giocatore sarebbe grave per la squadra di Benitez. Matassa ingarbugliata invece in casa Lazio, dove l’allenatore Petkovic dice di non essere stato ufficialmente esonerato dal presidente Lotito che ha a sua volta richiamato Reja sulla panchina biancoceleste. Petkovic che ha accettato di guidare la nazionale Svizzera dal prossimo luglio, ha dato corso a una vertenza legale nei confronti di Lotito. Vedremo cosa accadrà.<BR>&nbsp;In casa della Roma, invece, si sta cercando di addivenire a un accordo per il rinnovo del contratto di Pjanic che ha parecchie richieste di mercato soprattutto all’estero. Per la Roma blindare il bosniaco è una delle priorità assolute, anche se la richiesta di 3 milioni di euro di ingaggio base più premi con scadenza naturale del contratto fino al 2019, rappresenta di certo un impegno gravoso per le casse della società giallorossa. Intanto è stato ingaggiato il baby Radonjic del Partizan, diciassettenne attaccante di cui si dice un gran bene. Alla Roma piace anche Parolo del Parma, ma qui bisogna fare i conti con il Milan che sembra richiederlo con insistenza. Per quanto riguarda il fronte cessioni, la Roma sembra ormai convinta di liberarsi di Marquinho, per il quale c’è un’offerta del Genoa, mentre per Borriello sembra esserci l’interessamento della Sampdoria. <BR>Sul fronte granata del Toro si respira aria nuova. Il settimo posto in classifica, il gioco finalmente ritrovato della squadra di Ventura e il nuovo interesse che sta lievitando attorno all’ambiente granata, lascia presagire la tendenza ad un’impostazione societaria finalmente più convinta nel procedere al definitivo salto di qualità del Torino. Molti sogni sembrano avverarsi, non ultimo l’inizio dei lavori per la rinascita dello stadio Filadelfia e della casa granata. Il presidente Cairo, adesso, deve necessariamente mettere mano al portafoglio costruendo una squadra competitiva anche a livello europeo. Molti sono i nomi che dei giocatori che interessano il Torino della rinascita, dal centrocampista Lodi del Genoa a Saponara del Milan, a Kuzmanovic dell’Inter che potrebbe entrare in ballo qualora il Torino cedesse D’Ambrosio ai nerazzurri. Poi, certi rumors danno per avviate le trattative del mercato estivo per avere Alessandro Diamanti dal Bologna. Ma c’è un’altra notizia “maligna” che gira nell’ambiente granata, e cioè l’interesse da parte della Juve per Cerci. Sarebbe davvero uno smacco se Cairo acconsentisse al trasferimento dell’attaccante granata proprio adesso che il giocatore è entrato a far parte dell’ambiente in maniera totale. Vedremo cosa accadrà, di certo il presidente Cairo è chiamato, questa volta più che mai, a un ruolo determinante per il futuro del Torino. <BR>Sfuma intanto il passaggio di Antonio Cassano dal Parma alla Sampdoria. Il giocatore di Bari vecchia ha precisato in conferenza stampa di non avere avuto mai alcun contatto con il presidente Garrone e di trovarsi perfettamente a suo agio nel Parma con mister Donadoni. In campo meneghino l’Inter sembra sempre più intenzionata a cedere Guarin al Chelsea per incrementare le proprie casse, in attesa di acquistare Lavezzi che resta il pupillo di Mazzarri. Continua anche l’interesse per Lamela il cui costo sarebbe ammortizzato dalla cessione di Guarin. Intanto il Galatasaray sembra interessato a Pereira. In tal caso, Ansaldi o Criscito sarebbero in predicato per sostituirlo. Sul fronte rossonero, invece, Nainggolan è in pole – position ed è possibile la comproprietà sulla base di 7 milioni di euro più la metà del cartellino di Cristante. Intanto sul fronte societario, Braida ha lasciato il suo incarico dopo tanti anni di onorato lavoro. Procede dunque l’opera di rinnovamento della società di Silvio Berlusconi che dopo l’incarico alla figlia Barbara di presiedere la parte commerciale della società e a Galliani (fino a quando?) di seguire la parte tecnica, si delinea una sempre maggiore tendenza a lasciare il futuro del Milan nelle mani di lady BB. Queste, dunque, sono le ultime notizie sul calciomercato di gennaio che, notoriamente, non è mai stato eclatante sotto l’aspetto di trasferimenti eccellenti. Certo, il 2014 si apre all’insegna della speranza, tra sogni da realizzare e realtà di bilanci da far quadrare. Anche questo è un aspetto determinante del calcio italiano di oggi.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711galliani.jpgSiNil-duemilaquattrordici-all-insegna-della-speranza-del-calcio-italiano-tutti-i-primi-colpi-del-mercato-1012623.htmSi100451001,02,03,06,07,08030353
751012619NewsCampionatiTorino, adesso la palla passa a Cairo20131228172820torinoSi esprime Adesso che il Torino occupa una posizione di classifica di tutto riguardo è necessario proseguire sulla strada del rafforzamento dei ranghi tecnici. L’obiettivo Europa non sembra più essere un sogno, perché il Torino si esprime finalmente come una squadra di calcio vera. Si nota il gioco d’assieme, il buon possesso di palla, il gioco sugli esterni, l’attenzione nell’interdire quando l’avversario attacca e poi le ripartenze improvvise, che non sono mai scriteriate ma attente nell’aprirsi a ventaglio e richiudersi con ordine nel momento in cui si perde il possesso di palla. Nulla sembra legato all’improvvisazione, una lunga malattia che per anni, troppi anni davvero, ha fatto del Torino una squadra mediocre capace di soffrire e barcamenarsi tra la Serie A e la Serie B. Adesso che il frutto della logica calcistica voluta da Gianpiero Ventura sta esprimendo quanto di meglio si possa fare con i giocatori a sua disposizione, è necessario incrementare con ordine e intelligenza una squadra che deve poter programmare il futuro di chi aspira a crescere e non più a limitarsi in tutto. E, per questa ragione, è necessario che il presidente Cairo si esponga chiaramente sotto la luce dei riflettori, mettendo la sua azienda calcio Torino come priorità da incrementare rispetto alle altre sue aziende. Cairo deve dare l’opportunità al suo D.S. Petrachi e al D.G. Comi, a stretto contatto con mister Ventura, di organizzare fin da gennaio la logica tecnica che si elevi finalmente dalle acque di una mediocrità che sta troppo stretta a questo Torino. Ritoccare la squadra è un imperativo dal quale non ci si può più sottrarre. L’Europa League è lì, a due passi, e il Toro non può davvero sfuggire l’opportunità di parteciparvi attivamente. Serve un regista di centrocampo, perché non si può pretendere che Vives possa continuare a esprimersi a questi livelli per tutto il resto della stagione. C’è poi da dare un’alternativa a Ciro Immobile, visto che Meggiorini, suo attuale suo sostituto, non può più garantire validità in un calcio di categoria superiore. Se dunque Meggiorini e anche Barreto finissero sul mercato di gennaio, è essenziale cominciare a stringere i tempi con il Genoa per Lodi, il centrocampista che sembra non rientrare nei programmi della squadra di Gasperini. Ma c’è ancora un’altra possibilità che il Toro deve sfruttare nell’ambito della cessione di D’Ambrosio che sembra interessare sia Milan che Inter. Se l’esterno granata finisse col vestire la maglia rossonera potrebbe esserci l’opportunità di acquistare in contropartita Riccardo Saponara, giovane talento che sa esprimersi bene come esterno ma anche come trequartista. Se invece fosse l’Inter ad aggiudicarsi l’esterno campano, Kuzmanovic potrebbe essere la contropartita per il Torino. Ma ci potrebbe essere un’ulteriore salto di qualità per i granata di Ventura, qualora a giugno si arrivasse ad acquistare Alessandro Diamanti, il trequartista in forza al Bologna che ha classe e fantasia tale da far lievitare l’attuale bagaglio tecnico della squadra granata. E poi, che bel vedere calcistico sarebbe nel vederlo giocare alle spalle di Alessio Cerci e Ciro Immobile. C’è poi il problema del&nbsp; portiere che, con tutto il rispetto per Padelli rivelatosi ultimamente meno scarso di quanto si pensasse, resta pur sempre il vero problema della difesa granata. Insomma, ora al Torino si respira un’aria nuova che sa di competizione vera, di squadra che vuole uscire a ragione dai ranghi della mediocrità. E, per fare questo, è essenziale che lei, signor Cairo, capisca coi fatti l’importanza di essere il presidente di una società di calcio che non ne può più di non essere trattata da GRANDE!<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-la-palla-passa-a-cairo-1012619.htmSiT1000099100451001,02,03,07030595
761012610NewsCampionatiTorino, giochi finalmente da squadra20131209205648torinoLa squadraAdesso il Toro sembra aver capito finalmente l’importanza di giocare da squadra. La partita disputata all’Olimpico di Torino contro la Lazio, si è rivelata importante non soltanto nel risultato di 1 a 0 a favore dei granata ma, soprattutto, si è resa essenziale nell’aver messo in evidenza il gioco e la crescita esponenziale della squadra di Ventura. Già da qualche partita, avevamo visto alcuni progressi nella mentalità e nel gioco, apparso mai improvvisato da parte della squadra. Ma, prima di porlo in analisi, volevamo avere la conferma di quanto palesato nelle trame di gioco delle partite precedenti contro Catania e Genoa. A decidere la sfida con la Lazio di Petkovic è stato il gol di Glik al 19’ del primo tempo. Una vittoria che vale il settimo posto in classifica e lascia sperare per un futuro più roseo. La squadra di Ventura sembra aver capito l’importanza di unirsi all’unisono quando necessita difendere il risultato e portarlo alla fine. Infatti, dopo aver chiuso un primo tempo con piacevoli ed apprezzabili giocate di squadra, i granata hanno saputo contenere nel secondo tempo gli attacchi di Hernanes, Lulic e Floccari che, pur sfiorando il gol ripetutamente non hanno centrato mai la porta. E’ lo spirito di squadra che è piaciuto del Toro, mentre i biancocelesti laziali mostrano tutta la crisi di gioco e di risultati che mettono a serio rischio la panchina di Petkovic. Sembra irriconoscibile la squadra del presidente Lotito. I motivi? Forse da ricercarsi all’interno dello spogliatoio. Per quanto riguarda il Toro, invece, è necessario proseguire con continuità ed equilibrio, una mentalità di gioco appagante che non può disperdersi nel nulla.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-giochi-finalmente-da-squadra-1012610.htmSiT1000099100451001,02,03,09030565
771012604NewsCampionatiUn Torino vivace non s`impone ad un Genoa non brillante20131201222558torinoIl match Commentando la partita Torino – Catania di domenica scorsa, avevamo posto un interrogativo. Non sapevamo, infatti, se dare merito alla squadra granata che aveva vinto il match per 4 a 1, oppure mettere in rilievo l’inconcludenza degli etnei, apparsi davvero poca cosa. Ebbene, dopo il match Genoa – Torino finito con il punteggio di 1 a 1, possiamo dire senza alcun dubbio che il Torino ha ritrovato il gioco, l’ordine tattico, le idee chiare in fase di interdizione e d’attacco e, soprattutto, ha preso consapevolezza delle proprie capacità che sono necessarie per affrontare il campionato in maniera da farsi rispettare da chiunque. Ma bisogna ancora lavorare molto mentalmente, sulla capacità di essere cinici e chiudere le partite quando si presenta l’occasione. Il match di Marassi è l’emblema di una partita dominata dal Toro, il quale ha avuto l’handicap di non siglare il gol della tranquillità. Questa è la sintesi di ciò che abbiamo visto in campo a Genova, in una serata gelida d’autunno inoltrato. Ottima la prestazione dello svedese&nbsp; Farnerud, ma anche Vives e Darmian si sono dimostrati all’altezza della situazione. Pregevole la prestazione di Immobile che ci teneva a ben figurare proprio contro la società rossoblu, per la quale ha giocato fino all’anno scorso assieme a Moretti e Bovo. Valido l’utilizzo da trequartista di El Kaddouri, che ha siglato il gol del momentaneo vantaggio carambolando un tiro da fuori area di Farnerud. Alessio Cerci, intanto, conferma le sue grandi capacità di esterno, mettendo continuamente in difficoltà la retroguardia avversaria. Il Genoa, dal canto suo non è sembrato in serata di grazia, manifestando non solo la sua abituale difficoltà all’approccio della gara, ma ha anche patito il pressing alto della squadra granata. Al 24’ del secondo tempo Biondini ha pareggiato i conti con il Toro, ma il Genoa deve dire grazie a un superlativo Perin se non ha perso la gara sotto gli attacchi di Immobile e Cerci. Bravi Antonini, Matuzalem e Kucka, mentre Gilardino ha fornito una prestazione piuttosto opaca. Il 3-4-3 voluto da Gasperini non ha avuto i frutti desiderati, per la capacità dell’avversario ma anche per la serata piuttosto opaca dei rossoblu genoani. Tuttavia, riteniamo che questa partita non propriamente brillante del Genoa, non vada ad inficiare minimamente il quinto risultato utile consecutivo ottenuto dal Grifone nell’era recente di mister Gasperini. Bella dunque la partita di Marassi, dove a confronto c’erano due squadre spesso simili per temperamento, storia e tifoseria. Il Toro deve continuare questo campionato partendo proprio da ciò che ha saputo dimostrare a Marassi. Il Genoa, invece, deve mettere in cascina il prezioso punto guadagnato questa sera, ripartendo però da ciò che aveva dimostrato nelle precedenti partite.<br><br> Salvino Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNun-torino-non-brillante-s-impone-ad-un-genoa-non-brillante-1012604.htmSiT1000099100451001,02,03,09030564
781012598NewsCampionatiQuando il calcio dà segnali di solidarietà20131125172238calcioLa vicenda umana di Andrea Luci, capitano del LivornoA noi che scriviamo di calcio, ci piace scandagliare qua e là fatti ed episodi che riconciliano con i valori umani e il senso dell’essere. Non solo calcio, inteso come sport da descrivere in tutte le sue forme tecnico – tattiche, ma anche l’importanza dell’aspetto umano vuole la sua parte. ”Grazie Luci per questa lezione di umanità che ci hai dato” scrive un nonno milanista “tutto il resto non conta nulla in questa giornata di calcio. Ti voglio mandare un abbraccio che stringa forte tuo figlio. Forza piccolo Luci, ce la facciamo insieme!”. Andrea Luci capitano del Livorno, in settimana ha reso pubblica la notizia che a suo figlio Marco di appena sei anni, è stata diagnosticata la FOP (Fibrodisplasia Ossificante Progressiva). Si tratta di una malattia rara per la quale in Italia c’è pochissima informazione e ricerca scientifica. Solo negli Stati Uniti d’America la ricerca è avanzata, anche se non ancora in grado di risolvere la malattia. In Italia, purtroppo, per questo tipo di patologia ancora poco conosciuta, non ci sono terapie atte a migliorarla e/o debellarla. Si tratta di una malattia ereditaria gravemente disabilitante che interessa il tessuto connettivo. I bambini affetti da FOP sembrano normali alla nascita, ma poi nella prima decade di vita possono insorgere episodi sporadici con tumefazioni e riacutizzazioni dolorose a carico dei tessuti molli, spesso dovute a lesioni, infezioni virali, stretching muscolare, cadute o affaticamento. Queste riacutizzazioni trasformano i muscoli scheletrici, i tendini e i legamenti, in osso che rende impossibile ogni movimento.&nbsp; Questo è tutto quello che si sa. E’ la triste storia delle malattie rare di cui si conosce poco o niente e, di conseguenza, si investe pochissimo denaro per la ricerca. La guarigione è legata a una cura che oggi non c’è, ma si spera che presto con la collaborazione dei mezzi d’informazione e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, si possa arrivare a risolvere il problema. Certo, ci vorrà molto tempo, ma è importante che si cominci a incrementare la ricerca scientifica attraverso gli aiuti economici di tutti noi. Ieri, allo stadio Armando Picchi prima della partita Livorno – Juventus vinta dai bianconeri per 2 a 0, uno striscione di solidarietà e raccolta fondi per la ricerca sulla malattia spiccava nella curva amaranto per aiutare il bimbo del capitano Luci.&nbsp; “Insieme a te….capitano, per la più grande delle battaglie”. Non ci sono parole per descrivere la forza di una simile frase, capace di coinvolgerti come il patos della partita in cui gioca la tua squadra del cuore. Ma cos’è mai questo calcio che ci fa vivere sentimenti così profondi e talora così diametralmente opposti. Un pallone che ruota in mezzo al campo è talora in grado di raccontarci la vita in tutte le sue più disparate sfaccettature. Ma la cosa più bella è che attraverso la passione sportiva siamo sensibilizzati a vivere le relazioni umane, siano esse conflittuali che amichevolmente legate ai sentimenti. L’importante è viverle intensamente, sperando che l’aiuto e la sensibilità per chi soffre sia maggiore di certi episodi di violenza inaudita che il pallone troppo spesso ci dà. Juve, Roma, Lazio, Napoli, Fiorentina, Milan, Inter, Torino, Genoa, Sampdoria, Livorno, ognuno faccia il tifo per la propria squadra e, magari, in caso di bisogno, si senta vicino alle esigenze di vita di chi è tifoso di un’altra squadra, ma soffre per problemi personali. Anche questo ci ha insegnato oggi la vicenda umana di papà Andrea Luci, capitano del Livorno.<br><br>Salvino Cavallaro <br><br>C1012317FL0711FL0711luci.jpgSiNquando-il-calcio-da-segnali-di-solidarieta-1012598.htmSi100451001,02,03030281
791012591NewsCampionatiStagione 1975-76, c`era una volta il Toro. Dal libro di Eraldo Pecci: «Il Toro non può perdere» 20131120233886torinoTutte queste cose Come tanti tifosi granata vorrei poter dire: “’C’è oggi il Toro”. Un’affermazione capace di rivoluzionare il concetto filosofico che vuole eterna la retorica della squadra di calcio che fu. E allora mi chiedo quanto sia importante e/o costruttivo fare sempre appello ai ricordi, ogni qualvolta la vasta letteratura granata ci mette di fronte alla storia di quello che è stato il grande passato del pallone targato Toro. Vorrei poter parlare di presente e magari un tantino di futuro, che potesse riconciliare in qualche misura tutti i granata anche attraverso la partecipazione del Toro in una competizione internazionale. Ma è come sognare qualcosa che al risveglio ti ripropone di nuovo le pagine di un libro che ci riporta indietro nel tempo. Un amore che ha bisogno ancora oggi delle fotografie sbiadite in bianco e nero e di alcune riprese che, a mala a pena, ci vengono riproposte dai filmati destinati ai primordi di quella TV a colori che, per l’Italia d’allora, era davvero un lusso. E così, mettendo da parte come al solito l’incerto presente e l’ancor più interrogativo futuro del Toro di oggi, mi capita di sfogliare alcune pagine romantiche del libro scritto da Eraldo Pecci “ Il Toro non può perdere”. Diciamo subito che più che essere un libro rievocativo della magica stagione ‘75’76 in cui il Toro vinse il settimo scudetto, dalle pagine dell’autore si evince un calore tale da far pensare al romanzo di una vera storia d’amore. Non sembri eccessivo l’accostamento, ma il racconto di quel Toro rievocato da Pecci non è univoco e preponderante neanche di fronte al ricordo della Torino di quegli anni, fatta di nebbia ma anche di tanta semplicità. Sì, perché nel volgere delle pagine t’accorgi come Pecci amasse il pallone, il Toro, ma anche la gente di Torino con i quali era solito incontrarsi al ristorante e consumare in allegria e semplicità il pasto frugale dell’amicizia. Tutte queste cose s’intrecciano in modo romantico come fossero stampate su una cartolina illustrata. La cartolina della Torino granata d’allora, con le sue strade, le sue bellissime piazze, i musei, gli antichi portici e gli eleganti bar del centro storico, sempre così orgogliosamente rappresentativi della città sabauda. Ma il Toro in quegli anni era “tremendista” e Castellini, Santin, Salvadori, Patrizio Sala, Mozzini, Caporale, Claudio Sala, Pecci, Graziani, Zaccarelli e Pulici, rappresentavano l’orgoglio granata anche contro gli acerrimi cugini di sempre: i gobbi juventini. “La differenza che c’è tra le città d’Italia dove ci sono due squadre e la città piemontese, è che a Torino ci sono loro, i gobbi. A Milano succede che in un certo periodo vada meglio il Milan e in un altro l’Inter. Succede così anche a Roma tra la Lazio e la Roma o a Genova tra Genoa e Sampdoria. A Torino no, a Torino ci sono loro che sono i padroni del giornale, padroni della TV, padroni della banca e, tramite la Fiat, padroni della città. Non c’è gara” dice Eraldo Pecci. E così, il racconto dell’autore si dipana tra mille altri ricordi, snocciolando quella formazione vincente del Toro come fosse un rosario, un mantra propiziatorio da ripetersi davanti a una prova difficile, come una canzoncina che impari da bambino e che amerai per sempre. “Il Toro non può perdere” dunque, è il libro scritto da Eraldo Pecci edito da Rizzoli. 288 pagine tra fotografie, personaggi e ricordi romantici che amabilmente si intersecano in una commistione di fatti calcistici granata, riflessi in una Torino che tra gli anni ’70 e ’80 si fregiava d’essere una delle città industriali più importanti d’Italia. Ricordi, ricordi e ancora ricordi che, per l’ennesima volta, mi fanno pensare che l’oggi granata al cospetto del passato, si presenti ai miei occhi come fosse un fantasma dalla cui trasparenza vedo ancora in lontananza : “Castellini, Santin………..Claudio Sala, Pecci, Graziani, Zaccarelli, Pulici”. Giusto o sbagliato, questa è la realtà.<br><br> Salvino Cavallaro<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711eraldo-pecci.jpgSiNstagione-settantacinque-settantasei-dal-libro-di-eraldo-pecci-il-toro-non-puo-perdere-1012591.htmSiT1000099100451001,02,03,07030574
801012575NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 12a giornata20131111143556calcioTanta Juve, vista la splendida prestazione, tra i top di giornataTanta Juve, vista la splendida prestazione, tra i top di giornata. Bene poi anche Fiorentina, Genoa e Cagliari. Trai flop, di contro, il Napoli sconfitto a Torino poi Livorno e Milan.<br><br> TOP<br><br> Pegolo = Co autore, insieme a Berardi, del risultato che non ti aspetti: un pari clamoroso a casa della Roma capolista. Uomo ragno. <br><br> Nagatomo = Il soldatino giapponese sta vivendo una stagione magica, insieme al collega Jonathan. Merito,anche, del particolare rapporto di Mazzarri con gli esterni. Indemoniato.<br><br> Lucarelli = Autoritario dietro, si spinge in attacco per portare al suo Parma un punticino che fa comunque classifica. Leader.<br><br> Conti = Festeggia la sua trecentesima col Cagliari grazie ad una superba doppietta da calcio piazzato. A fine gara avrà offerto la cena a Padelli, complice del regalino. Cecchino.<br><br> Pogba = Quando vede Napoli, scatta qualcosa. Prestazione (ormai non è una novità) assolutamente mostruosa. Tanto quanto la rete spettacolare del 3 a 0. Certezza.<br><br> G. Rossi = Testa indiscussa della classifica marcatori, reti pregevoli e prestazioni confortanti. Pepito è tornato. La Fiorentina e Prandelli ringraziano. Rinato.<br><br> Keita = Giovane talento di belle speranze, tiene a galla una Lazio derelitta e porta un po’ di ossigeno vitale alla banda Petkovic. Speranza.<br><br> Formazione TOP = Pegolo; Nagatomo, Lucarelli, Barzagli; Pogba, Pirlo, Conti, Kucka; G. Rossi, Keita, Llorente.<br><br> FLOP<br><br> Bardi = Regala alla squadra che ancora ne ha la proprietà un gustoso cadeaux pre natalizio. Ha comunque stoffa e si rifarà. Goffo.<br><br> Rosi = Espulsione a parte, non dimostra quasi mai di essere a suo agio pur contro una Lazio che di questi tempi non farebbe paura nemmeno alla selezione scapoli/ammogliati. Nervoso.<br><br> Maggio = Continuamente costretto al ruolo di terzino basso, naufraga come tutto il suo Napoli di fronte alla tempesta bianconera. Spaventato.<br><br> Montolivo = Simbolo di un Milan in crisi piena. Spesso falloso, lascia i suoi in dieci anzitempo e conferma ancora di più di non essere adatto al ruolo di faro in una grande. Spento.<br><br> Hamsik = Quando il richiamo della grande sfida si fa sentire, lui scientificamente si eclissa. Segno che ancora non può considerarsi un campione fatto e finito. Ectoplasma.<br><br> Matri = Doveva essere la salvezza di Allegri che lo ha voluto nonostante i pareri della tifoseria. Potrebbe rivelarsi un vero boomerang. Inutile.<br><br> De Luca = Giovane di belle speranze che però stecca in una delle rare opportunità che gli vengono concesse. Denis è nettamente un altro pianeta. Sfiduciato.<br><br> Formazione FLOP = Bardi; Rosi, Maggio, Sorensen; Montolivo, Hamsik, Hernanes, Ljajic; Matri, De Luca, Emeghara.<br><br> Gabriele Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001c-33509839.jpgSiNserie-a-top-e-fop-della-dodicesima-giornata-1012575.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07,08030668
811012550NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta punta al rinnovo di un giocatore fondamentale20131101123158juventusIn attesa della firma da apporre Come riporta Tuttosport in attesa della firma da apporre sul nuovo contratto, Arturo Vidal si gode il gol su rigore contro il Genoa e la vittoria che scaccia la mini-crisi e riapre la rincorsa sulla Roma. A breve il cileno firmerà il prolungamento con un ingaggio che diventerà da 4,5 milioni di euro a stagione, eguagliando i compagni più pagati. A fine partita si gode la rete dedicandola alla moglie che lo renderà presto nuovamente papà e poi dichiara: "Abbiamo messo in pratica gli allenamenti, siamo tornati quelli dei due scudetti". C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-punta-al-rinnovo-di-un-giocatore-fondamentale-1012550.htmSiT1000007100075701,02,03,06030428
821012551NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 9a giornata20131028125845serie aTanta Argentina nella formazione Tanta Argentina nella formazione dei Top, grazie alle prestazioni vincenti di Juve, Inter e Napoli. Male invece, Torino, Milan e Genoa.<br><br> TOP<br><br> Perin = Esce sconfitto dallo Juventus Stadium,ma riceve a fine gara l’abbraccio sentito di Buffon. Praticamente un’investitura. Predestinato.<br><br> Crespo = Porta un cognome che ricorda ben altre imprese calcistiche. Ma per una volta, anche il difensore del Bologna, si dimostra degno di portarlo. Decisivo.<br><br> Benatia = Continua a tener banco nella formazione dei Top, semplicemente perché sin qui è il miglior difensore del campionato. Roccioso. <br><br> Parolo = Affonda il Diavolo con l’ennesima doppietta di questa stagione speciale, che racconterà quantomeno ai nipotini. Momento d’oro.<br><br> Cuadrado = Con le sue accelerazioni sta mettendo in ginocchio mezza serie A. Quelli del Chievo poi non sono fulmini di guerra ed il gioco è fatto. Pendolino.<br><br> Higuain = Torna al gol dopo oltre un mese,&nbsp; ma ne guadagna più in fiducia che in numeri. Ed intanto Benitez gongola. Cecchino.<br><br> Tevez = Un’altra prestazione super che regala solidità, concretezza e slancio ad una Juve massacrata da media e risultati. Decisivo.<br><br> Formazione TOP = Perin; Crespo, Benatia, Silvestre; Cambiasso, Parolo, Cuadrado, Candreva; Higuain, Tevez, Palacio.<br><br> FLOP<br><br> Padelli = Ancora una volta fa infuriare i tifosi granata, non tanto per i rigori subiti. Quanto per la sensazione di insicurezza che trasmette. Cairo mediti. Indeciso.<br><br> Constant = Affoga nella sconfitta di Parma senza mai dare la dimostrazione di poter essere adeguato&nbsp; a vestire la casacca rossonera. Pesce fuor d’acqua.<br><br> Maicon = Ingenuo nel farsi ammonire due volte, rischia di impedire ai giallorossi di suonare la nona sinfonia. Ma nonostante questo, la Roma vola. Sprovveduto.<br><br> Cerci = Questa volta stecca tutto, come d’altronde tutto il Toro. Esce a fine primo tempo, con la speranza possa risultare decisivo a Livorno. Ectoplasma.<br><br> Kucka = Gara difficile per il suo Genoa, ma non fa mai nulla per dimostrare anche solo minimamente il contrario. Assente.<br><br> Balotelli = Prestazione tanto scialba quanto chiacchierata. Per essere campioni veri, c’è ancora una marea di strada da percorrere. Immaturo.<br><br> Emeghara = A Livorno lo stanno cercando da qualche tempo. Praticamente inesistente, l’attacco dei labronici piange la sua continua svagatezza. Introvabile.<br><br> Formazione FLOP = Padelli; Maicon, Constant, Stendardo; Kucka, Cerci, Castro, Ederson; Balotelli, Emeghara, Floro Flores.<br><br> Gabriele Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001tevez-6.jpgSiNserie-a-top-e-flop-della-nona-giornata-1012551.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07,08030451
831012534NewsCampionatiCALAIO’: “SIAMO IN SALUTE” 20131022142662GenoaCALAIO’: “SIAMO IN SALUTE” L’arciere è stato travolto dall’affetto e dal tiro incrociato di domande degli studenti dell’Istituto Tecnico Carlo Rosselli di Sestri Ponente, che ha ospitato la prima delle due tappe genovesi della quarta edizione del progetto ‘Non fare autogol’, promosso dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica.&nbsp;L’obiettivo, raggiunto alla luce dell’entusiasmo con cui i ragazzi hanno partecipato all’iniziativa, è stato quello di sensibilizzarli sui principali fattori di rischio oncologico.<br><br> “Sottoponetevi periodicamente a controlli — ha subito detto Calaiò alla giovane platea — a prescindere dal fatto che facciate o non facciate attività sportiva e confrontatevi con i medici di famiglia, che conoscendovi, possono consigliarvi correttamente. Noi atleti professionisti siamo obbligati, per legge, a presentare delle certificazioni sull’idoneità a inizio stagione e quindi siamo giocoforza spinti verso la prevenzione. E poi cercate, per quanto possibile, di condurre una vita regolare. Ragazzi, pensate sia figo fumare e bere per affermarvi e sentirvi più grandi? Vi sbagliate! Godetevi la vita, con equilibrio. Cosa posso consigliarvi per stare alla larga da certi problemi di salute? Curate l’alimentazione, senza eccedere in diete o limitazioni forzate. La resa sul campo di noi giocatori passa anche da queste cose. Insomma, contro il cancro giocate d’attacco e d’astuzia, benché l’imprevedibilità di questa malattia non esuli totalmente dal pericolo”.<br><br> <DIV id=attachment_41356 class="wp-caption alignnone" style="WIDTH: 510px"><A href="http://genoacfc.it/notizie/calaio-siamo-in-salute/attachment/calaioscuola3/" rel="attachment wp-att-41356"><IMG class=" wp-image-41356 " alt="Bagno di folla per l'arciere al termine del dibattito: &quot;Piacevole e dinamico&quot;" src="http://genoacfc.it/wp-content/uploads/2013/10/calaioscuola3.jpg" width=500></A> <P class=wp-caption-text>Bagno di folla per l’arciere al termine del dibattito: “Piacevole e dinamico”<br><br></DIV> A margine dell’incontro Calaiò ha analizzato anche il momento della squadra: “Reduce da un successo di fondamentale importanza contro una diretta concorrente per la salvezza. Abbiamo allungato la striscia positiva di risultati, il gruppo c’è ed è in salute e carico. Siamo però coscienti che domenica avremo a che fare con un avversario dal valore indiscusso, che le tenterà tutte per dimenticare la sconfitta di Firenze. Mi auguro che la Juventus possa scaricare un po’ di tensione contro il Real in Champions. Immagino, conoscendo bene Conte, l’arrabbiatura per quanto accaduto lo scorso fine settimana. So quanto lui tenga a vincere, sempre e comunque, è un vincente e trasmetterà un’energia ai suoi bestiale. La Juventus ha valori tecnici superiori agli altri ma statene certi: ce la metteremo tutta!”.<br><br>gp01ctgp01ctcalaio-4.jpgSiNgenoa-1012534.htmSi-01,02,03010175
841012528NewsCampionatiSerie A, Top e Flop dell`8a giornata20131021124350serie aRoma, Fiorentina, Genoa e Verona spiccanoRoma, Fiorentina, Genoa e Verona spiccano grazie alle rispettive vittorie e portano linfa alla formazione dei flop. Male le altre big, Napoli e Juventus su tutte. <br><br>TOP<br><br>Pegolo = La prima vittoria in A del suo Sassuolo porta anche la sua firma. Portiere da salvezza, a Torino, sponda granata, si mangiano le mani. Solido.<br><br>Benatia = Continua il momento d’oro del centrale ex Udinese, così come quello della Roma. Ad oggi miglior difesa europea. Granitico.<br><br>Cacciatore = Continua la sua vena realizzativa e creativa (viste le esultanze che già fanno scuola). Il Verona vola, lui si inserisce in zona gol con fare da cecchino. Esaltato.<br><br>Pjanic = Qualificazione mondiale con la Bosnia, doppietta decisiva nel big match contro il Napoli. E dire che, secondo Zeman, era incompatibile con De Rossi. Qualità.<br><br>Jorginho = Altro trascinatore degli scaligeri di Mandorlini. Gioca un’infinità di palloni, si inserisce, segna rigori con sicurezza “balotelliana”. Motorino.<br><br>G. Rossi = Tripletta storica che infiamma Firenze e porta ad una vittoria che sa di clamoroso. Un meritato tributo ad un campione rinato. Cecchino.<br><br>Gilardino = Di riffa o di raffa la butta dentro, regalando a Gasperini un felice ritorno a Marassi. Non sarà bellissimo da vedere, ma i suoi numeri parlano chiaro. Goleador.<br><br>Formazione TOP = Pegolo; Benatia, Cacciatore, Marchese; Pjanic, Jorginho, Birsa, Joaquin; Gilardino,G. Rossi, Palacio. <br><br>FLOP<br><br>Buffon = La più preoccupante di tutte le amnesie juventine è la sua. Per oltre un’ora spettatore non pagante, poi crolla con tutta la squadra. Triste.<br><br>Cannavaro = Prestazione da dimenticare. Entra, si fa ammonire e genera la prima rete giallorossa. Procura il rigore del 2 a 0 e prende il rosso, in nemmeno 90 minuti. Frana.<br><br>Legrottaglie = Patisce la corsa di Ibarbo come gli avversari di Bolt con la freccia giamaicana. Ed il suo Catania affonda. Pensionato.<br><br>Hamsik = Un grande giocatore cui,per diventare grandissimo, manca ancora uno step: non eclissarsi (come a Roma) nelle partite che contano. Assente.<br><br>Hernanes = Altro faro che si sta spegnendo. Ha perso il sorriso, si dice voglia cambiare aria. Intanto traghetta la Lazio in acque pessime. Svogliato.<br><br>Matri = Ancora una volta cecchino spuntato. Non becca la porta manco con le rotelle e conferma i suoi limiti a sopportare le pressioni. Apatico.<br><br>Pandev = Errore macroscopico che poteva dare un altro significato alla gara del suo Napoli. Higuain, anche zoppo, è un altro pianeta. Abulico.<br><br>Formazione FLOP = Buffon; Legrottaglie, Cannavaro, Nagatomo; Hernanes, Hamsik, Luci, Pinzi; Matri, Pandev, Amauri.<br><br>Gabriele Cavallaro<br><br>&nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001pjanic-4.jpgSiNserie-a-top-e-flop-dell-ottava-giornata-1012528.htmSi100075701,02,03030324
851012497NewsCampionatiJuventus, il secondo tour de force della stagione sta per iniziare20131019172640juventusJuve: Il secondo tour de force della stagione sta per iniziareIl secondo tour de force della stagione sta per iniziare. Dopo due giorni di riposo assoluto, domani (martedì 15 ottobre) la squadra tornerà a lavorare a Vinovo. Ancora senza i Nazionali, impegnati nelle ultime gare di qualificazione ai Mondiali di Brasile 2014.<BR><BR>Inizierà così un periodo intenso, che durerà fino alla prossima sosta per le Nazionali in programma a metà novembre. Un mese senza respiro, in cui la squadra di Antonio Conte sarà impegnata in sette partite. Su tutte spicca il doppio confronto con il Real Madrid in Champions League (mercoledì 23 ottobre al Bernabeu e martedì 5 novembre allo Juventus Stadium). Ma anche il campionato riserverà sfide di prim’ordine. Tre delle quali da giocare a Torino: Genoa (domenica 27 ottobre), Catania (mercoledì 30 ottobre) e Napoli (domenica 10 novembre). A Firenze (domenica 20 ottobre) e Parma (sabato 2 novembre) le due trasferte.<BR><BR>Sette grandi sfide, da affrontare una alla volta. Per questo, da domani, tutta la concentrazione sarà rivolta al match in calendario alla ripresa: quello del Franchi contro i viola.<BR><BR>GP01CTGP01CTmarotta.jpgSiNjuve -tevez-1012497.htmSi-01,02,03,06,08,09010201
861012506NewsCampionatiGenoa: Ultime verifiche per la squadra nell’ottica del match con il Chievo20131019090054Genoa, ChievoGenoa: Ultime verifiche per la squadra nell’ottica del match con il ChievoUltime verifiche per la squadra nell’ottica del match con il Chievo. Sabato al Centro Sportivo Signorini è in programma la rifinitura, passaggio propedeutico alla diramazione della lista dei convocati per il ritiro. L’occasione per provare gli accorgimenti e saggiare le condizioni nel gruppo. Occhi puntati sul centrocampista Matuzalem, che ha saltato l’allenamento di venerdì per un affaticamento. Fuori causa Calaiò non si registrano, allo stato attuale, altre defezioni.<br><br> Domani nell’edizione delle 14.30 del Tg di Sky Sport 24, verrà trasmessa un’intervista a Luca Antonini, che presenta la nuova versione implementata della App Genoa 2013/14, realizzata da AppFactory, e scaricabile gratuitamente da App Store e Google Play. L’intervista, effettuata dalla giornalista Valentina Mariani, verrà replicata domenica nell’edizione del tg delle 10.20.<br><br>gp01ctgp01ctsecolo18-024.jpgSiNgenoa chievo-1012506.htmSi-01,02,03010223
871012482NewsCampionatiUn brodino per il Catania20131006205990cataniaDal nostro inviato Mariano MessineoPensiamo che nel torneo di quest’anno, chiaramente a due velocità - con sei/sette squadre e un’inevitabile outsider che fanno storia a sé e le altre chiamate a disputare un “altro” campionato -, il Catania sia destinato, per valori tecnici e tattici e per la carica dell’ambiente, a navigare nella fascia medio-alta&nbsp; di questo secondo troncone. Una vittoria al “Massimino”, oggi, sarebbe stata un ottimo viatico, ma sarebbe&nbsp; stata, francamente, troppo&nbsp; per un Catania ancora lontano dalla splendida realtà dell’anno scorso. Gli uomini di Maran hanno giocato soltanto&nbsp; a sprazzi e, specie nel primo tempo, hanno sofferto il fraseggio di un buon Genoa. L’1-1 è maturato grazie a due “regali” difensivi: l’assist involontario di Antonini per Barrientos (lesto a insaccare) e l’inzuccata di Legrottaglie nella porta sbagliata. Peccato per i rossazzurri, perché con tre punti avrebbero capitalizzato nel migliore dei modi il doppio turno casalingo (dopo la vittoria col Chievo), aumentando il vantaggio sulle squadre che occupano i bassifondi della classifica. Invece i padroni di casa hanno dovuto accontentarsi di un brodino. Le difficoltà della squadra etnea sono soprattutto a centrocampo (dove l’amalgama non può certo improvvisarsi e dove non ci sono i cambi di passo di Izco ancora in fase di guarigione e impiegato a mezzo servizio), ma anche in un attacco in cui mancano i gol di un Bergessio comunque sempre generoso.&nbsp; La sosta del campionato potrà servire a Maran a mettere a punto i meccanismi di una “macchina” ancora in rodaggio e a preparare al meglio l’ostico match esterno col Cagliari. <BR>C1012317marmesmarmesbarrientos500.jpgSiNun-brodino-per-il-catania-1012482.htmSiT1000014100075301,02,03,09030421
881012480NewsCampionatiMister Maran in sala stampa: «Serve continuità, dobbiamo confermare i progressi mostrati»20131006091927Maran, catania, genoaMister Maran in sala stampa: «Serve continuità, dobbiamo confermare i progressi mostrati«<STRONG>Ultimo allenamento pomeridiano settimanale, per il Catania, venerdì a Torre del Grifo: conclusa la fase di attivazione e completato il "torello" in fase di riscaldamento, il gruppo si è dedicato alla cura delle due fasi principali di gioco; infine,&nbsp;una serie di esercitazioni e schemi&nbsp;sulle punizioni a favore. Pablo Alvarez si è allenato con i compagni. Sabato, in sala stampa, la conferenza pre-gara di mister Maran:</STRONG> <EM><U>"Serve continuità, dobbiamo confermare i progressi già mostrati contro il Chievo, sul piano della mentalità e del gioco: non basta una partita per dire che siamo "guariti". Attenzione al Genoa: il secondo tempo dell'ultima gara contro il Napoli dimostra che è una squadra in salute ed ha grandi qualità. La mancata convocazione di Lopez? Per Maxi abbiamo previsto un periodo di lavoro differenziato, sfruttando la sosta, in modo da accelerare il suo progresso di condizione".</U></EM>gp01ctgp01ctrolando-maran.jpgSiNmaran catania genoa-1012480.htmSi-01,02,03,09010168
891012477NewsCampionatiConte: «Una sfida tra protagoniste»20131006091354Juve, MilanConte: «Una sfida tra protagoniste»<FONT face="Times New Roman, serif">«</FONT>In Italia siamo la squadra che ha subito meno tiri in porta di tutti, eppure abbiamo subito cinque gol. In Europa abbiamo tirato più di tutti, anche del Real, eppure abbiamo ottenuto due pareggi. Sono numeri importanti, ma c’è stato qualche errore individuale di troppo, mai da parte dello stesso giocatore, e un po’ di cattiva sorte<FONT face="Times New Roman, serif">»</FONT>. L’analisi di Antonio Conte è semplice, chiara e supportata da dati precisi ed è inevitabile che cozzi con i giudizi, ultimamente molto piuttosto severi, che la critica ha espresso sull’inizio di stagione della Juventus. Giudizi ai quali tecnico risponde così: <FONT face="Times New Roman, serif">«Gli addetti ai lavori che guardano le partite le vedono in maniera differente da chi deve comporre delle pagine dei giornali. I primi guardano l’aspetto tecnico, i secondi cercano di destare curiosità e attenzione. </FONT>Non sono sorpreso dal fatto che si cerchi di destabilizzare l’ambiente. Il nemico, che si nasconde dappertutto... ma era una situazione prevedibile<FONT face="Times New Roman, serif">»</FONT>.<br><br> <FONT face="Times New Roman, serif">«</FONT>La Roma ha vinto sei partite su sei - continua Conte - noi cinque su sei, pareggiando con l’Inter, che come i giallorossi può ambire allo scudetto. Eppure sembra che si siano perse tre gare... Lo scorso anno all’inizio ci hanno sorretto i risultati, ma le prestazioni erano deludenti e abbiamo vinto partite molto in modo fortunoso, come quelle contro il Genoa e il Siena. Tutto passava in secondo piano, ma io nelle segrete stanze ero avvelenato. Quest’anno sotto alcuni punti di vista stiamo facendo un percorso migliore, ma ora non basta più... Un mese fa si parlava di corazzata o ora sento le stesse persone che dicono l’opposto. Ci vuole un minimo di equilibrio, anche perché all’inizio della stagione può starci un po’ di superficialità e di leggerezza in più. Alla lunga dovranno scomparire e sono convinto che accadrà, avendo giocatori intelligenti e autocritici. Man mano che l’aria inizia a “farsi calda”, ci sarà il giusto atteggiamento perché questi ragazzi vogliono ancora strabiliare. Sarà dura, perché gli avversari si sono rinforzati e perché il terzo successo di fila della Juventus non andrebbe bene a nessuno... Ma abbiamo vissuto due anni entusiasmanti e anche questo potrà esserlo<FONT face="Times New Roman, serif">»</FONT>.<br><br> La sfida contro il Milan è alle porte e Conte ritroverà da avversario Alessandro Matri, finora ancora a secco: <FONT face="Times New Roman, serif">«</FONT>Faccio gli scongiuri, sperando che non si sblocchi domani, ma gli auguro il meglio, perché è un ottimo calciatore e un ottimo ragazzo<FONT face="Times New Roman, serif">»</FONT>.<br><br> Quella contro i rossoneri è sempre una gara speciale, e così sarà anche domenica sera: <FONT face="Times New Roman, serif">«Sarà un match tra due squadre che vogliono essere protagoniste. </FONT>Il Milan in questi due anni ha avuto la sfortuna di incontrare una grande Juventus, altrimenti avrebbe vinto ancora. Questo è stato il maggior problema per loro. La statistica dice che negli ultimi tre anni ha fatti gli stessi punti nostri, a dimostrazione che è una grandissima squadra. Loro credono allo scudetto - conclude Conte - non si sentono inferiori a nessuno ed è giusto che sia così. E’ una formazione compatta, coesa ed è tra le favorite<FONT face="Times New Roman, serif">»</FONT>.<br><br>gp01ctgp01ctconte-6.jpgSiNjuve milan-1012477.htmSi-01,02,03,06,07010201
901012476NewsCampionatiGenoa: la squadra ha concluso la preparazione per la sfida al ‘Massimino’20131006091144genoa, catania, gasperiniGenoa: la squadra ha concluso la preparazione per la sfida al ‘Massimino’Sei giorni dopo il ritorno a ‘casa’ di Gian Piero Gasperini, la squadra ha concluso la preparazione per la sfida al ‘Massimino’. E’ stata una rifinitura lunga, durata un’ora e mezza, articolata in varie fasi: riscaldamento, partitelle, esercitazioni, prove dei calci da fermo. Nell’ultima si è messo in evidenza, come al solito, lo specialista Lodi: il miglior marcatore su calcio piazzato, nei quattro maggiori campionati europei degli ultimi anni. Completati gli accorgimenti tattici, la squadra ha raggiunto la sede del pranzo, prima di dirigersi all’aeroporto per salire sul charter.<br><br> <DIV id=attachment_40630 class="wp-caption alignnone" style="WIDTH: 510px"><A href="http://genoacfc.it/notizie/ultimata-preparazione-a-genova/attachment/fetfatizidisgruppo/" rel="attachment wp-att-40630"><IMG class=" wp-image-40630" alt=fetfatizidisgruppo src="http://genoacfc.it/wp-content/uploads/2013/10/fetfatizidisgruppo.jpg" width=500 height=304></A> <P class=wp-caption-text>L’immagine di un allenamento sostenuto dal gruppo durante la settimana<br><br></DIV> Non si sono ravvisate sorprese dell’ultimo minuto. Davide Biondini non ce l’ha fatta a recuperare in tempo dai fastidi accusati nella seduta di ieri. Il centrocampista ha provato, l’esito è stato negativo e il suo nome è stato depennato dalla lista dei convocati consegnata al team manager Fabio Pinna. Pure il Catania ha effettuato rifinitura mattutina, nel quartier generale di Torre del Grifo. Saranno quasi un centinaio i supporter genoani che prenderanno posto nel settore ospiti. Insieme a loro i soci del Genoa Club Pozzallo, che hanno eletto vincitore di ‘Vivi il Genoa’ Daniele Portanova.<br><br>gp01ctgp01ctsecolo18-024.jpgSiNgenoa catania gasperini-1012476.htmSi-01,02,03,09010185
911012467NewsCampionatiPrimo test in gruppo per Peruzzi, già in gol 20131004074723catania, peruzziPrimo test in gruppo per Peruzzi, già in gol Primi test in gruppo con sensazioni positive&nbsp;per Gino Peruzzi, schierato oggi nel secondo dei due tempi da 35 minuti giocati contro la Primavera, sfida conclusa sul 5-0 con buone indicazioni sul piano della vivacità e della concentrazione&nbsp;per mister Maran. L'argentino, che rispetta la tabella di marcia in vista del rientro (lo scorso&nbsp;4 settembre, in occasione del primo incontro con i giornalisti in sala stampa,&nbsp;dichiarò di poter tornare a disposizione nel volgere di un mese), ha realizzato il terzo dei cinque gol odierni. A segno anche Legrottaglie, Castro e Petkovic, autore di una doppietta. Under 21, Cristiano Biraghi torna in Nazionale: il difensore rossazzurro è stato convocato da mister Gigi Di Biagio in vista di Belgio-Italia, gara in programma lunedì 14 ottobre alle 20.30 a Genk, valida per il girone di qualificazione agli Europei di categoria. Biraghi, così come gli altri Nazionali rossazzurri, partirà da Catania dopo la sfida al Genoa. Domani pomeriggio, allenamento a porte chiuse.&nbsp;gp01ctgp01ctperuzzi.jpgSiNcatania peruzzi-1012467.htmSi-01,02,03,09010155
921012463NewsCampionatiDopo la gara contro il Genoa, quattro calciatori del Catania partiranno per rispondere alle prestigiose chiamate delle rispettive Nazionali. 20131003080666catania, genoaDopo la gara contro il Genoa, quattro calciatori del Catania partiranno per rispondere alle prestigiose chiamate delle rispettive Nazionali. Dopo la gara contro il Genoa, quattro&nbsp;calciatori del Catania&nbsp;partiranno per rispondere alle prestigiose chiamate delle rispettive Nazionali. L'Argentina potrà contare sulla disponibilità di Mariano Andujar: venerdì 11 ottobre, a Buenos Aires, sfida al Perù; martedì 15, in programma a Montevideo l'incontro con l'Uruguay. Impegni in trasferta per la Repubblica Ceca, irrobustita da&nbsp;Jaroslav Plašil: venerdì 11 ottobre al "Ta'Qali Stadium" contro Malta, martedì 15 a Sofia contro la Bulgaria. Negli stessi giorni, in campo al Pireo&nbsp;la Grecia, che disporrà di Panagiotis Tachtsidis: la selezione ellenica affronterà&nbsp;la Slovacchia prima&nbsp;ed il Liechtenstein successivamente. Fin qui, il&nbsp;prospetto d'impiego dei rossazzurri nelle gare di qualificazione ai prossimi Mondiali.&nbsp;La Slovacchia Under 21 giocherà invece due partite valide per il girone&nbsp;eliminatorio in vista degli Europei di categoria, giovedì 10 ottobre sul campo della Scozia e lunedì&nbsp;14&nbsp;in casa contro il Lussemburgo: Norbert Gyomber è tra i convocati.gp01ctgp01ctandujar.jpgSiNcatania genoa-1012463.htmSi-01,02,03,09010233
931012462NewsCampionatiDue allenamenti, più di tre ore complessive trascorse tra campo e palestra: il Catania intensifica la preparazione in vista della sfida al Genoa20131003080359catania, genoaDue allenamenti, più di tre ore complessive trascorse tra campo e palestra: il Catania intensifica la preparazione in vista della sfida al GenoaDue allenamenti, più di tre ore complessive trascorse tra campo e palestra: il Catania intensifica la preparazione in vista della sfida al Genoa, prezioso banco di prova in termini di continuità. Grande concentrazione e massima applicazione hanno caratterizzato la doppia seduta odierna. In mattinata, programmi individualizzati&nbsp;in palestra e corsa con accelerazioni e frenate in campo. Nel pomeriggio, completata la classica attivazione, il gruppo si è dedicato invece ad esercitazioni tecniche a coppie e tiri in porta, disputando successivamente partitelle a pressione. Infine, esercizi di coordinazione e stretching. Giovedì alle 14.30, in sala stampa, Giuseppe Bellusci risponderà alle domande dei giornalisti. Alle 15.00, allenamento a porte chiuse.gp01ctgp01ctbellusci.jpgSiNcatania genoa-1012462.htmSi-01,02,03,09010222
941012460NewsCampionatiGASPERINI: “HABITAT NATURALE” 20131003075935GASPERINI: “HABITAT NATURALE” Occhi febbrili e la smania di mettersi al lavoro, per affrontare la salita del poco tempo a disposizione. Domenica si gioca. Il terzo giorno da tecnico bis del Genoa, dopo l’investitura del presidente Preziosi, è iniziato presto per Gasp. Occhi febbrili e la smania di mettersi al lavoro, per affrontare la salita del poco tempo a disposizione. Domenica si gioca. Il terzo giorno da tecnico bis del Genoa, dopo l’investitura del presidente Preziosi, è iniziato presto per Gasp. Alle 8.30 si muoveva già nel suo ufficio, tra il tasto play del video-registratore e la rassegna con le sue prime parole.&nbsp; Lo stesso ufficio che il club gli aveva consegnato anni fa, adiacente a dov’è sistemata la squadra di collaboratori. Una foto con l’amico don Gallo sulla scrivania. I 1.500 messaggi spediti dai tifosi. E poi una selva di documenti, carte, dati, relazioni.<br><br> <A href="http://genoacfc.it/?attachment_id=40460" rel="attachment wp-att-40460"><IMG class="alignnone wp-image-40460" alt=gasperinizarbano2 src="http://genoacfc.it/wp-content/uploads/2013/10/gasperinizarbano2.jpg" width=500></A><br><br> La nuova avventura regala stimoli fuori dalla norma. E pazienza se le aspettative siano eccessive, nella misura dell’affetto con cui è stato accolto. Fa parte del mestiere. “Credo che le esperienze, a maggior ragione negative, lascino qualcosa d’importante. Considero il Genoa un po’ il mio habitat naturale. Insieme al presidente Preziosi, ai giocatori del nucleo storico, ai tifosi, ci eravamo tolti tante soddisfazioni in passato. Spero di riaprire un ciclo fortunato, anche se il calcio in questi anni è cambiato. E’ diventato più difficile essere imprevedibili”.<br><br> Il lavoro è la ricetta a cui si appellano tutti, quando serve tirare fuori i piani dal cassetto e valutare gli ingredienti a disposizione. Ma che spettacolo vederlo allenare ancora su quel campo, gesticolare all’impazzata, tirare fuori la voce.&nbsp; Il passato non torna, il futuro è adesso. “E’ importante cercare di trasmettere, a chi ne ha meno dimestichezza, l’amore per il Genoa, i valori della genoanità, il senso di appartenenza, l’entusiasmo, lo spirito in cui si identificano i genoani. Sarebbe un bel primo passo”.<br><br>gp01ctgp01ctgasperini.jpegSiNgasperini: habitat naturale -1012460.htmSi-01,02,03010137
951012454NewsCampionatiPrimo allenamento settimanale, Catania sereno e determinato20131002074857Catania, Genoa, MaranPrimo allenamento settimanale, Catania sereno e determinatoCondizioni climatiche ideali, a Torre del Grifo, per il primo allenamento settimanale del Catania: in gruppo, serenità dopo la prima vittoria stagionale&nbsp; ma soprattutto fiducia e massima determinazione in vista della gara in programma domenica, nuovamente al Massimino, contro il Genoa. Mister Maran ed il suo staff hanno&nbsp;previsto carichi differenziati in base a specifiche esigenze di recupero per alcuni atleti, come accade solitamente alla ripresa. Per tutti gli altri atleti a disposizione, conclusa la fase di attivazione e gli esercizi di mobilità, combinazioni offensive, partitella su campo ridotto e&nbsp;breve sessione aerobica.&nbsp;Programmi&nbsp;individualizzati per Alvarez e Peruzzi. Confermata l'indisponibilità di Spolli: la risonanza magnetica ha evidenziato uno stiramento del gemello mediale della gamba destra. Mercoledì, doppia seduta a porte chiuse. gp01ctgp01ctalmiron.jpgSiNcatania genoa maran-1012454.htmSi-01,02,03,09010149
961012453NewsCampionati Tutti pazzi per il Gasp20131002074717Genoa, Catania, Gasperini Tutti pazzi per il GaspC’è chi ha preso ferie, chi ha ha dato le consegne per recuperare i figli a scuola e chi si è palesato con famiglia al completo. Tutti pazzi per il Gasp. Troppo grande la voglia di portargli un saluto, tributargli un applauso, dargli il bentornato dal vivo. Il prossimo appuntamento al ‘Signorini’, a porte aperte,&nbsp; è fissato giovedì pomeriggio, per una partitella in famiglia (ore 14.30 salvo contrordini). Brulica di affetto e di tifosi in questi giorni il Centro Sportivo Gianluca Signorini. In cambio tanto lavoro e sorrisi grandi così.<br><br> Il lavoro non manca e non a caso oggi l’allenamento si è protratto per oltre due ore, con programmi differenziati a gruppi in diverse fasi. La partita con il Catania è in fondo al rettilineo e il tecnico sta chiedendo di dare tutto ai suoi, per fare fronte alle esigenze immediate. Antonelli, Antonini e Manfredini hanno proseguito i rispettivi iter personalizzati. Bertolacci invece è tornato in gruppo. Domani allenamento a porte chiuse.<br><br>gp01ctgp01ctgasperini.jpegSiNgenoa catania gasperini-1012453.htmSi-01,02,03,09010288
971012438NewsCampionatiCatania-Chievo 2-0: grande prestazione, prima vittoria stagionale, «zona calda» abbandonata 20130930080928Catania, chievoCatania-Chievo 2-0: grande prestazione, prima vittoria stagionale, «zona calda« abbandonata <DIV align=justify><B>PRIMA VITTORIA</B></DIV> <DIV align=justify>La prima vittoria è arrivata, meritatissima. Il Catania si sblocca e comincia adesso il suo campionato: il 2-0 inflitto al Chievo è il frutto di una prestazione volitiva, notevole per quantità, qualità e carattere. Come accade spesso, i fatti avvalorano i messaggi e le parole della società: il Presidente, venerdì scorso, si era detto certo di una pronta reazione del gruppo e così è stato, immediatamente.&nbsp;</DIV> <DIV align=justify>&nbsp;</DIV> <DIV align=justify><B>RITORNO ALL'ANTICO</B></DIV> <DIV align=justify>Maran ridisegna la squadra con l'antico 4-3-3, ritrovando automatismi, verve e pericolosità offensiva; Plasil prende in mano il centrocampo e garantisce inserimenti in fase offensiva, Tachtsidis lavora 'sporco' e mette ordine in mezzo, Almiron assicura geometrie, lì Bergessio fa il... Bergessio, a spallate con Bernardini e Cesar, mentre Barrientos e Castro inventano partendo dalle fasce; in difesa davanti ad Andujar giganteggia Legrottaglie col sostegno di un ottimo Rolin, le fasce sono terreno di conquista Biraghi, giovane col piglio da veterano, e per capitan Izco che batte due emergenze: quella relativa alle sue condizioni, imperfette, e quella annunciata a proposito di una linea difensiva priva contemporaneamente di Alvarez, Spolli e Bellusci. Il Chievo ha avuto davvero poche occasioni per impensierire i rossazzurri; sin dall'inizio la pressione costante dei ragazzi di Maran ha costretto gli ospiti a rimanere guardinghi nella propria metà campo; già al 12° un doppio intervento di Puggioni, prima sulla deviazione di Bergessio e un istante dopo sul sinistro a giro del Pitu, è decisivo. Il gol rossazzurro è solamente rimandato: al 22° Plasil duetta con Bergessio e lascia partire un sinistro di rara precisione che bacia il palo e finisce in rete, 1-0! Primo gol del talentuoso centrocampista ceco in Serie A e prima rete interna del Catania in questa stagione. Cinque minuti dopo ancora Plasil potrebbe raddoppiare, di testa, su perfetto assist di Castro: conclusione a lato. La reazione del Chievo sta tutta in un tiro dalla distanza di Radovanovic deviato da Andujar in angolo e in un colpo di testa alto di Sestu sul corner conseguente. Nella ripresa Sannino opera subito due cambi per dare una scossa alla squadra, prima dentro l'ex Sardo per Dramè e poco dopo Lazarevic per Sestu; le mosse del tecnico clivense non ottengono risultati apprezzabili, il Catania è costantemente superiore: al 54° Castro da destra a giro mette in mezzo, sulla traiettoria prova ad intervenire Bergessio che inganna Puggioni, gol di Castro (primo in questo campionato) e rossazzurri sul 2-0. Il doppio vantaggio consente di giocare con calma: Maran rinvigorisce con forze fresche il centrocampo, dentro Guarente e fuori Almiron, Sannino risponde con Improta per Estigarribia. La partita scivola via senza sussulti, il Catania controlla e non accelera, quando affonda lo fa sempre in maniera molto pericolosa: al 69° Barrientos, pescato da Guarente con un perfetto assist, mette giù il pallone e tutto solo davanti a Puggioni non trova la precisione ma solo la potenza, l'estremo difensore in uscita a valanga riesce a respingere col corpo. Nei minuti finali Maran inserisce prima Lopez al posto di Bergessio e successivamente Keko per Castro. Si arriva al triplice fischio senza rischi, il Catania si gode la vittoria insieme ai suoi tifosi e si rilancia in campionato; questa è la strada giusta, questo è il Catania che conosciamo e che vogliamo vedere ancora, già domenica prossima di nuovo al Massimino contro il Genoa.</DIV>gp01ctgp01ctplasil.jpgSiNcatania chievo-1012438.htmSi-01,02,03,09010196
981012431NewsCampionatiTorna il sereno nel Catania di Maran con due gol firmati Plasil e Castro ed una partita convincente20130930073425Catania, Chievo, Plasil, Castro, MaranTorna il sereno nel Catania di Maran con due gol firmati Plasil e Castro ed una partita convincenteTorna il sereno nel Catania di Maran con due gol firmati Plasil e Castro ed una partita convincente.&nbsp;Lo 2-0 servito al Chievo di mister <STRONG>Sannino</STRONG>, in una gara valida per la sesta giornata del campionato di serie A, risolleva il Catania dai quartieri bassi della classifica. La vittoria ottenuta allo stadio Massimino di Catania ha rasserenato tutta la tifoseria catanese un pò tesa dopo le ultime sconfitte subite, che avevano relegato la squadra rossoazzurra in ultima posizione di classifica. Dell'ex-attaccante del Bordeaux, Plasil, e di Castro le reti che hanno deciso il match. Reti realizzate una per tempo.<br><br> La<STRONG> squadra siciliana </STRONG>si è mossa molto meglio rispetto alla precedenti uscite&nbsp;e senza strafare è riuscita a portare a casa i tre punti. Una vittoria che è servita ad abbandonare, speriamo definitivamente si augurano tutti i tifosi rossoazzurri, l'ultimo posto in classifica.<br><br> Grazie al successo ottenuto, infatti, l'undici di Maran si porta a 4 punti in classifica agganciando proprio la squadra veneta del Chievo e il Genoa. La strada comunque è ancora lunga, per una definitiva guarigione dalla crisi che ha attanagliato la <STRONG>compagine etnea.</STRONG><br><br> Il <STRONG>Chievo</STRONG>, dal canto suo, ha cercato di limitare i danni al cospetto di un <STRONG>Catania</STRONG> che per certi versi è sembrato quello bello e vincente dello scorso anno.<br><br> Il tecnico del Catania&nbsp;<STRONG>Rolando Maran&nbsp;</STRONG>ha rilasciato ai microfoni di <A title="Sky: tutte le info" href="http://paytv.supermoney.eu/prodotti/sky/">Sky</A><STRONG> </STRONG>alcune importanti dichiarazioni &nbsp;al termine del successo ottenuto contro il Chievo Verona: "Era importante vincere, venivamo da un periodo non semplice e siamo riusciti pur nella difficoltà a trovare questi tre punti. Bravi i ragazzi a mettere in campo tutto quello che avevano e bravo il presidente a dare serenità alla squadra, è un presidente attento che non ci lesina critiche quando le meritiamo".<br><br> <br><br> Anche l'allenatore del <STRONG>Chievo-Verona&nbsp;</STRONG>Giuseppe Sannino, &nbsp;ha rilasciato delle importanti dichiarazioni ai microfoni di <STRONG>Sky, </STRONG>dopo la sconfitta subita contro il&nbsp;Catania : "Fare tre partite in una settimana è sempre difficile ma non è colpa di nessuno. Abbiamo avuto tante situazioni in cui potevamo far male, invece andiamo a casa sapendo che rispetto alle altre partite in cui avevamo messo in difficoltà Udinese e Juventus abbiamo fatto un passo indietro. Il Chievo senza cattiveria non può tenere il passo".<br><br> Ecco di seguito il <STRONG>Tabellino di Catania-Chievo 2-0&nbsp;</STRONG>:<br><br> <STRONG>Catania&nbsp;</STRONG> (4-2-3-1): Andujar; Izco, Rolin, Legrottaglie, Biraghi; Plasil, Tatchsidis; Almiron (60' Guarente), Castro (89' Keko), Barrientos; Bergessio (75' Lopez). A disp.: Frison, Ficara, Capuano, Gyomber, Monzon, Freire, Leto, Petkovic. All: Maran.<br><br> <STRONG>Chievo&nbsp;</STRONG> (4-4-2): Puggioni; Frey, Papp, Cesar, Dramé (46' Sardo); Sestu (53' Lazarevic), Radovanovic, Rigoni, Estigarribia (60' Improta); Théréau, Pellissier. A disp: Silvestri, Squizzi, Bernardini, Claiton, Bentivoglio, Hetemaj, Pamic, Acosty, Samassa, Paloschi, Ardemagni. All.: Sannino.<br><br> <STRONG>Arbitro</STRONG>: Guida<br><br> <STRONG>Marcatori&nbsp;</STRONG>: 22' Plasil, 54' Castro.<br><br> <STRONG>Ammoniti&nbsp;</STRONG>: Tachtsidis, Legrottaglie (C), Dramè, Rigoni, Radovanovic (Ch).<br><br>gp01ctgp01ctcastro.jpgSiNcatania chievo plasil castro maran-1012431.htmSi-01,02,03,09010267
991012424NewsCampionatiLa gioia di Goran: Volevamo riscattarci subito. La grinta di Inler: Partita di carattere, e adesso Londra... 20130929093132pandev, napoliLa gioia di Goran: Volevamo riscattarci subito. La grinta di Inler: Partita di carattere, e adesso Londra... La gioia di Goran: Volevamo riscattarci subito. La grinta di Inler: Partita di carattere, e adesso Londra... <DIV id=testo><IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/gena%20(4).jpg" width=532 height=355><BR><BR>"<EM>Una doppietta importante, felice per la squadra</EM>". <STRONG>Pandev</STRONG> al battesimo stagionale del gol con un uno-due micidiale che stende il Genoa e mette il Napoli sulla strada del successo. Azzurri di nuovo in testa per una notte con un Goran scatenato...<BR><BR>"<EM>Volevamo portare tre punti a casa dopo il pareggio di mercoledì e ci siamo riusciti. Abbiamo meritato la vittoria e continuiamo così. Pensiamo partita dopo partita</EM>".<BR><BR>E' stato decisivo aver giocato da seconda punta?<BR><BR>"<EM>Per me conta soprattutto che vinca la squadra. Io gioco dove decide il mister e mi metto a disposizione dei compagni. E’ chiaro che preferisco giocare da seconda punta ma va bene ogni tipo di soluzione</EM>".<BR><BR>"<EM>Stasera sono contento dei due gol ma soprattutto del successo. C’è un calendario molto fitto e ci sarà bisogno del contributo di tutta la rosa</EM>”.<BR><BR><IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/gena%20(9).jpg" width=532 height=355><BR><BR>Tra i trascinatori azzurri <STRONG>Gokhan Inler</STRONG> che lancia la carica anche in vista della Champions...<BR><BR>"<EM>Oggi volevamo riscattare la partita di mercoledì ed abbiamo disputato una gara di carattere. Stiamo bene, il mister dà importanza a tutti i giocatori della rosa. Chi è andato in campo oggi aveva la convinzione di poter vincere e questo è importante. Complimenti a Goran che ha segnato una splendida doppietta, ma tutta la squadra ha giocato una gran partita</EM>".<BR><BR>"<EM>Una vittoria aiuta tanto a rimettersi anche moralmente dopo il pari con il Sassuolo, ora siamo di nuovo avanti in classifica e ci prepareremo al match di Champions. Dobbiamo recuperare bene le forze e lunedì partiremo già per Londra per un’altra sfida di grande intensità</EM>".<BR><BR><BR></DIV>GP01CTGP01CTGoran-Pandev-Wallpaper-2.jpgSiNpandev-napoli-1012424.htmSi-01,02,03,08010205
1001012423NewsCampionatiNapoli, a Marassi doppietta di Pandev, quinta vittoria azzurra 20130929092954Napoli, Genoa, PandevA Marassi doppietta di Pandev, quinta vittoria azzurra A Marassi doppietta di Pandev, quinta vittoria azzurra <DIV id=testo>Napoli: Reina, Mesto, Albiol, Britos, Zuniga, Inler, Behrami, Callejon, Pandev (80' Dzemaili), Insigne, Duvan (58' Higuain) A disp.Rafael, Colombo, Fernandez, Armero, Radosevic, Hamsik, Mertens. All.Rafa Benitez<BR><BR>Genoa: Perin, De Maio, Portanova, Gamberini (37' Stoian), Biondini, Kucka, Antonini (46' Santana), Matuzalem (60' Fetfatzidis), Vrsaljko, Gilardino, Calaio'. All. Davide Ballardini<BR><BR>Arbitro: Damato di Barletta<BR>Marcatori: 14' G. Pandev, 25' G. Pandev<BR>Note: ammoniti Mesto, Matuzalem, Kucka, Higuain<BR><BR><IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/gena%20(6).jpg" width=532 height=355><BR><BR>Genova - <STRONG>Due anni di Genova, due anni di noi. Marassi è ancora nostro, il cielo di “Zena” resta azzurro per il secondo anno consecutivo. Il Genio della Lanterna è Goran Pandev che all’imbrunire del sabato del Villaggio accende la serata in un lampo. Mezzora di Pandemonio scatena la movida napoletana sulla costiera genoana. Sciabola e fioretto, angolo sinistro ed angolo destro, la bisettrice della gloria che spacca in due la partita e chiude la storia. Quinta vittoria e battesimo per Goran che bagna per due volte la testa nell’acqua santa. La dissolvenza del tramonto annuncia una notte da sogno. L’alba sarà ancora dipinta d’azzurro, prima di accendere le stelle d’Europa. Martedì nel fumo di Londra un’altra overdose di emozioni. Undici Leoni nell’Arena dei Campioni</STRONG>…<BR><BR>&nbsp;<IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/gena%20(11).jpg" width=532 height=355><BR><BR>- Primo tempo -<BR><BR>5' - ammonito Mesto<BR><BR><IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/gena%20(10).jpg" width=532 height=355><BR><BR>14' - <STRONG>gooooooooooooooooool! Pandev! Splendida penetrazione di Goran che, lanciato da Insigne supera due difensori ed infila l'angolo: 1-0</STRONG>!<BR><BR><IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/gena%20(2).jpg" width=532 height=355><BR><BR>18' - botta di Inler dai 30 metri, fuori di poco<BR><BR><IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/gena%20(12).jpg" width=532 height=355><BR><BR>25' - <STRONG>goooooooooool! Pandev! Ancora goran in area, stavolta il diagonale è di destro, potente e preciso: 2-0</STRONG>!<BR><BR><IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/gena%20(3).jpg" width=532 height=355><BR><BR>32' - ammonito Matuzalem<BR>37' - entra Stoian per Gamberini<BR>45' - destro di Insigne, alto<BR>45' + 1' - finisce il primo tempo: 2-0 per il Napoli<BR><BR><IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/gena%20(5).jpg" width=532 height=355><BR>&nbsp;<BR><BR>46' - entra Santana per Antonini<BR>46' - entra Cannavaro per Albiol<BR>51' - punizione di Callejon, blocca Perin<BR>58' - entra Higuain per Duvan<BR>60' - entra Fetfatzidis per Matuzalem<BR>64' - cross di Santana e colpo di testa di Gilardino, fuori<BR>65' - ammonito Kucka<BR>78' - sinistro di Fetfatsidis, respinge Reina in tuffo<BR>80' - entra Dzemaili per Pandev<BR>82' - ammonito Higuain<BR>90' + 2' - Higuain sfiora il terzo gol<BR>90' + 3' - finisce con il successo azzurro: 2-0 per noi!<BR><BR><IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/gena%20(7).jpg" width=532 height=355><BR><BR>L'abbraccio dei due napoletani: Cannavaro e Insigne<BR><BR><IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/gena.jpg" width=532 height=355><BR><BR>Il saluto finale ai tifosi di Duvan, al suo debutto in Serie A<BR><BR></DIV>GP01CTGP01CThamsik-insigne-pandev.jpgSiNnapoli-genoa-pandev-1012423.htmSi-01,02,03,08010211
1011012410NewsCampionatiGenoa: iniziato l’avvicinamento alla gara con il Napoli 20130928080843Genoa, NapoliGenoa: iniziato l’avvicinamento alla gara con il Napoli E’ iniziato ufficialmente l’avvicinamento alla gara con il Napoli (sabato, ore 18), al termine della rifinitura eseguita al ‘Signorini’ e culminata con le prove dei calci da fermo, sotto gli occhi di Fabrizio Preziosi e del ds Delli Carri. Dopo la diramazione della lista dei convocati, la squadra si è recata nella sede dei ritiri interni. Oltre agli infortunati Antonelli e Manfredini, non disponibile Bertolacci, postumi di affaticamento muscolare. Domattina nessuna sgambatura, solo una riunione tecnica in albergo.<BR><BR><A href="http://genoacfc.it/notizie/pochi-giri-dorologio-al-match/attachment/liveranidiscorso-2/" rel="attachment wp-att-40314"><IMG class="alignnone wp-image-40314" alt=liveranidiscorso src="http://genoacfc.it/wp-content/uploads/2013/09/liveranidiscorso.jpg" width=500></A><BR><BR>Oltre 5.500 i tagliandi acquistati sinora (di cui 1.300 per il settore ospiti: poco più di 500 quelli acquistati in Campania) e una ventina i pullman di tifosi azzurri in arrivo da tutto il nord Italia, per celebrare questa grande festa di sport. Il Genoa consiglia di recarsi anticipatamente allo stadio rispetto all’orario d’inizio. Trenta i supporter, equamente divisi tra Genoa e Napoli, che hanno prenotato la Genoa Experience e il tour guidato allo stadio. Nell’intervallo la sfilata in campo dei giovani della Genoa Academy accompagnati da una banda musicale. In tribuna un emissario della nazionale maggiore, e osservatori per di vari club esteri. Nel pre-partita ricco programma in “120 di Passione”, con la Hall of Fame e la parata dei vincitori: glorie genoane ex giocatori.<BR><BR>GP01CTGP01CTsecolo18-024.jpgSiNgenoa-napoli-1012410.htmSi-01,02,03,08010195
1021012402NewsCampionatiCagliari, rifinitura a per la partita contro il Napoli20130927115914Cagliari, NapoliLungo allenamento al Centro Sportivo Gianluca Signorini per la squadra.Lungo allenamento al Centro Sportivo Gianluca Signorini per la squadra. Un pomeriggio iniziato in sala video per una riunione indetta dallo staff e proseguito in campo tra esercitazioni tecniche, partitelle e addestramenti tattici. Dopo Kucka e Donnarumma ieri, Sturaro oggi è tornato a lavorare in gruppo, mentre Antonelli e Manfredini hanno proseguito l’iter riabilitativo. Per Bertolacci affaticamento muscolare. Confermata domattina <B>con inizio alle ore 11</B>, al Genoa Museum and Store, la conferenza di presentazione per le iniziative rivolte ai giovani. A seguire quella di mister Liverani. Domani rifinitura, lista dei convocati e poi il ritiro per la sfida con il Napoli.GP01CTGP01CT0m12zmva--473x264.jpgSiNcagliari napoli-1012402.htmSi-01,02,03,08010237
1031012399NewsCampionatiUdinese, Totò Di Natale: trecentesima presenza in maglia bianconera20130927074440Di Natale, UdineseEnnesimo bagno di folla per Totò Di Natale, protagonista all`Udinese Store di Via Portanuova di un evento dedicato alla sua trecentesima presenza in maglia bianconera. Ennesimo bagno di folla per Totò Di Natale, protagonista all'Udinese Store di Via Portanuova di un evento dedicato alla sua trecentesima presenza in maglia bianconera.<BR><BR>Il capitano ha autografato centinaia di t-shirt celebrative e si è prestato volentieri per foto ricordo con i tifosi che hanno affollato il punto vendita del merchandising dell'Udinese.<BR><BR>Udinese Channel ha seguito l'evento in diretta. L'inviata Sarah Castellana ha intervistato Totò.&nbsp;<BR><BR>"<I>Sono contento perché anche oggi è venuta tanta gente, mi sento orgoglioso di aver indossato questa maglia per tanti anni. Spero di continuare e far bene</I>".<BR><BR><BR><BR><BR><B>La Lega Calcio ti ha "restituito" il gol segnato al Genoa, hai raggiunto Boniperti...</B><BR><BR>"<I>Mi fa piacere, il gol l'ho sempre sentito mio. Ho calciato in porta e la regola dice che se inquadri lo specchio il gol è tuo anche in caso di deviazione. Al di là di questo, sono contento soprattutto per la vittoria, ne avevamo bisogno</I>".<BR><BR><BR><BR><BR><B>Il tuo obiettivo personale?</B><BR><BR>"<I>L'obiettivo è di squadra, puntiamo a fare bene e migliorare di partita in partita. Il campionato è difficile, la squadra è giovane ma se avremo pazienza sono sicuro che alla fine i risultati arriveranno</I>. <I>Se lo meritano i tifosi e se lo merita la famiglia Pozzo che fa tanto per l'Udinese</I>"<BR><BR>GP01CTGP01CTudinese-arsenal-champions-league-2012-di-natale.jpgSiNdi natale udinese-1012399.htmSi-01,02,03010204
1041012361NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 3a giornata20130917122624serie aGenoa, Torino e Napoli sugli scudi Genoa, Torino e Napoli sugli scudi per le rispettive prestazioni. Sono loro a portare linfa alla formazione dei Top di giornata. Male Catania, Chievo e Milan: alcuni dei rispettivi protagonisti si guadagnano un posto nei Flop. <br><br> TOP<BR>Reina = Arrivato in Italia con qualche dubbio, blinda la porta del San Paolo e vola con la squadra in testa alla classifica. Sicurezza.<br><br> Campagnaro = Non di certo un maestro di estetica. Ma è il “cagnaccio” di cui Mazzarri non può fare a meno per le sue difese. E ai nerazzurri ha già portato il suo carisma. Solido. <br><br> D’Ambrosio = Apre le marcature per i suoi, illudendo i tifosi granata. I cui sogni di vittoria saranno spezzati da una condotta arbitrale discutibile. Certezza. <br><br> Candreva = Prosegue in questa stagione con le magie create nella scorsa. Corsa,visione di gioco, tiro, gol. Ha tutto per essere definito un centrocampista completo. Dominatore.<br><br> Vidal = Anche in questo caso, una certezza che non stupisce. Uno di quei giocatori cui è impossibile rinunciare. Per l’apporto in zona gol e per la mole di lavoro sporco che svolge. Inesauribile.<br><br> Paulinho = Tra i tanti big d’attacco al via in questa stagione, il nome che non ti aspetti. Ma in B l’anno scorso ha fatto furore e potrebbe essere l’uomo giusto per la stagione degli amaranto. Cecchino.<br><br> Higuain = Cavani sembra già un ricordo lontano. Il vero prototipo di bomber: gioca per la squadra, dialoga, segna, fa sognare. Forse 40 milioni non sono stati poi così mal investiti. Goleador.<br><br> FORMAZIONE TOP = Reina; Campagnaro, D’Ambrosio, Antonini; Cerci, Candreva, Vidal, Diamanti; Paulinho, Higuain, Gilardino.<br><br> FLOP<br><br> Andujar = Un Catania in piena ricostruzione dopo le cessioni eccellenti, merita altra certezza fra i pali. Ma l’argentino va a farfalle. Svagato.<br><br> Chiellini = Solitamente attento, spiana la strada per la rete di Icardi e annaspa sino alla fine. Stanco.<br><br> Cesar = Un’imbarcata dopo l’altra ed il suo Chievo chiude il primo tempo sotto di tre reti. Confuso.<br><br> Ljajic = Positivo al suo esordio, stecca nella trasferta di Parma ed ha una sola fortuna. Che la Roma è in stato di grazia. Appannato.<br><br> Cigarini = Rosso che spegne le residue speranze dei suoi di strappare un risultato positivo nel fortino del San Paolo. Irruento.<br><br> Vucinic = In dubbio sino alla fine, Conte pare non volersene privare manco sotto tortura. Eppure se stanco, va messo da parte come tutti. Svogliato.<br><br> Cacia = Doveva essere il suo momento, nella sostituzione del “vecchietto” Toni. Ma forse sono meglio i 36 anni del pennellone. Ectoplasma.<br><br> FORMAZIONE FLOP = Andujar; Chiellini, Cesar, Murru; Ljajic, Cigarini, Joaquin, Castro; Cacia, Vucinic, Robinho.<br><br> Gabriele Cavallaro<BR><br><br>C1012317adm001adm001totti-6.jpgSiNserie-a-top-e-flop-della-terza-giornata-1012361.htmSiT1000007100075701,02,03,07,08,09030417
1051012358NewsCampionatiLa 3^ giornata di Serie A: tris Lazio, Catania e Sassuolo profondo rosso20130915151729serie a, terza giornata, liveCrolla il Chievo all`Olimpico, Livorno e Verona mettono in pericolo Maran e Di Francesco. Stasera il derby della Lanterna.Si concludono le partite della domenica pomeriggio in programma per la <STRONG>terza giornata di Serie A</STRONG>. Vittoria casalinga della <STRONG>Lazio</STRONG> contro il <STRONG>Chievo</STRONG>:<STRONG> </STRONG>i biancocelesti dilagano nel primo tempo e poi si limitano a controllare il risultato. In una partita dai toni blandi <STRONG>Udinese</STRONG> e <STRONG>Bologna</STRONG> pareggiano 1-1, mentre è emergenza per&nbsp;<STRONG>Catania</STRONG> e <STRONG>Sassuolo</STRONG>, relegate in fondo alla classifica a 0 punti insieme al <STRONG>Genoa</STRONG>, che stasera affronta la <STRONG>Sampdoria</STRONG> nell'attesissimo derby. L'ultima gara si giocherà domani sera al Tardini di <STRONG>Parma</STRONG>, dove i ducali affronteranno una lanciatissima <STRONG>Roma</STRONG>.<br><br> <STRONG>Sabato</STRONG><BR><BR>Inter-Juventus 1-1 (73' Icardi [I], 75' Vidal [J])<BR><BR>Napoli-Atalanta 2-0 (71' Higuain, 81' Callejon)<BR><BR>Torino-Milan 2-2 (47' D'Ambrosio [T], 77' Cerci [T],&nbsp;87' Muntari [M], 97' Balotelli [RIG] [M])&nbsp;<BR><BR><STRONG>Domenica</STRONG><BR><BR><STRONG>Ore 12.30</STRONG><BR><BR>Fiorentina-Cagliari1-1 (72' B. Valero [F], 89' Pinilla [C]) <BR><BR><STRONG>Ore 15</STRONG><BR><BR>Lazio-Chievo 3-0 (8' Candreva, 38' Cavanda, 41' Lulic)<BR><BR>Livorno-Catania 2-0 (66', 72'&nbsp;Paulinho)<BR><BR>Udinese-Bologna 1-1 (71' Diamanti [B], 85' Di Natale [U])<BR><BR>Verona-Sassuolo 2-0 (13' Martinho, 92' Romulo)<BR><BR><STRONG>Ore 20.45</STRONG><BR><BR>Sampdoria-Genoa<BR><BR><STRONG>Lunedì</STRONG><BR><BR><STRONG>Ore 20.45</STRONG><BR><BR>Parma-Roma<BR><BR><br><br>C1012317FL0435FL0435petkovic.jpgSiNterza-giornata-serie-a-1012358.htmSi100612201,02,03,06,07,08,09030356
1061012338NewsCalciomercatoCatania, niente Qatar per Barrientos20130903144112Catania, niente Qatar per Barrientos“Niente Qatar per Pablo Barrientos: parola di Pulvirenti. Secondo quanto rivelato da ‘Sky Sport’, il patron del Catania ha annunciato la fine della trattativa che avrebbe dovuto portare l’attaccante argentino all’El-Jaich<strong>Catania, niente Qatar per Barrientos Il presidente Pulvirenti smentisce la cessione dell’argentino (Calciomercato.it)</strong><br><br> “Niente Qatar per Pablo Barrientos: parola di Pulvirenti. Secondo quanto rivelato da ‘Sky Sport’, il patron del Catania ha annunciato la fine della trattativa che avrebbe dovuto portare l’attaccante argentino all’El-Jaich.<br><br> <strong>Calciomercato, Barrientos resta al Catania, non va più in Qatar (Calcio Fan Page)</strong>&nbsp;”Dopo aver blindato Spolli, il Catania trattiene alla sua corte anche Barrientos. Il giocatore argentino sembrava davvero ad un passo dall’approdo in Qatar all’El Jaish, ma la trattativa non è andata in porto. Secondo quanto riportato da Sky, il patron Pulvirenti di comune accordo con il calciatore ha comunicato che “Barrientos resterà al Catania”. Il 28enne argentino, già a segno lunedì scorso nella prima di campionato contro la Fiorentina, dopo 59 presenze e 10 reti con la maglia del Catania, dunque, si prepara ad una nuova stagione in terra siciliana.<br><br> <strong>Telenovela finita, Barrientos resta al Catania (Fantagazzetta)</strong><br><br> “Clamoroso risvolto nella trattativa che doveva portare Barrientos in Qatar. Il fantasista argentino, che sembrava ad un passo dall’addio, resterà in Sicilia anche in questa stagione. L’annuncio arriva direttamente dal presidente del club etneo, Pulvirenti: “Ho incontrato il Pitu, ho parlato con lui, mi ha spiegato il suo stato d’animo e ciò che è successo. Alla fine ci siamo abbracciati. Barrientos resta a Catania”<br><br> <strong>Catania, Barrientos «congelato» (Il Corriere del Mezzogiorno)</strong><br><br> “Il «Pitu» ancora in bilico: in Qatar il calciomercato è aperto un altro mese, ma per prenderlo servono 5 milioni<br><br> “Ultimi fuochi di mercato in entrata e qualche cessione indolore, mentre quelle paventate di Bergessio (sondaggi in extremis di Roma, Lazio e Genoa) e Maxi Lopez (sulle sue tracce Lione e Olympiakos) non si sono concretizzate. Ecco la fotografia delle ultimissime ore di mercato del Catania, col rebus Barrientos, che al momento resta intatto. L’argentino – escluso dalla partita con l’Inter per decisione del club – sarebbe nel mirino dei qatarioti dell’Al-Jaish, che però al momento non hanno formalizzato l’offerta giusta: per il «Pitu» il Catania si aspetta almeno 5 milioni più bonus, ma l’affare rimane in sospeso, perché nei paesi mediorientali il calciomercato andrà avanti ancora un mese e, quindi, tutto è possibile.<br><br> <strong>Barrientos resta (La Gazzetta dello Sport)</strong><br><br> “Poi il colpo di scena in serata: niente addio per Barrientos, che resta a Catania. È saltato anche lo scambio con il Parma OkakaMaxi Lopez: a dire no al trasferimento in Sicilia è stato l’attaccante del Parma.<br><br>C1012317GP01CTGP01CTbarrientos500.jpgSiNcatania -niente-qatar-1012338.htmSiT1000014-01,02,03,09010444
1071012336NewsEditorialeCari teppisti, il calcio non è vostro!20130902231941kakà, roma verona, scontri, milanUna tragedia sfiorata, un`altra vergogna. Ma la passione è un`altra cosa: chiedetelo ai milanisti, ora che torna Kakà.&nbsp;Quasi stentavamo a crederci. Campioni che tornano in Italia, tifosi entusiasti e due giornate di campionato trascinanti, l'ultima delle quali ci ha regalato ben 43 gol. Persino gli stadi cominciavano a riempirsi, e la turbolenta estate passata tra scivoloni internazionali ed insulti razzisti sembrava lontana. Ma invece no, ecco che un manipolo di ragazzotti decide di rovinare tutto. <STRONG>Roma-Verona</STRONG> doveva essere una partita poetica tra la città di Catullo e quella (spirituale, s'intende) di Shakespeare, ma non c'è spazio per Lesbia, né per Romeo e Giulietta. Piuttosto, sembra di assistere ad una versione delirante del duello tra Tebaldo e Mercuzio. Prima della gara i tafferugli, le cariche della polizia sotto la Curva Nord e le bombe carta trovate addosso a uno degli allegri compari. Otto steward contusi e un tifoso veronese denunciato per aggressione, ma il peggio si verifica dopo la partita. <STRONG>Si parla di “cani sciolti”, pseudo-sostenitori giallorossi che prendono a sprangate e sassate il pullman della squadra di Mandorlini</STRONG>. <br><br> Tutto ciò non ha nulla a che fare con il calcio. Non avrebbe alcun senso, dopo una netta vittoria per 3-0 e il primato in classifica, dunque smettiamola di chiamarli “tifosi”. Sono solamente teppisti di periferia che traggono forza dal gruppo, sanno come fare chiasso e sono soprattutto coscienti di cavarsela con poco.<STRONG> Daspo, tessera del tifoso e Away Card sono inutili</STRONG>, quando non addirittura controproducenti. A questo proposito è utile ricordare la proposta avanzata dal giornalista Beppe Severgnini qualche anno fa: lavori socialmente utili per i vandali da stadio e sorveglianza di responsabilità delle società. Se si resta ciechi e sordi di fronte ad un problema che da troppi anni si ripete, allora non bisogna meravigliarsi delle famiglie in via d'estinzione nell'habitat degli stadi, né degli spalti vuoti. Il calcio che conosco io è <STRONG>Giuseppe Rossi</STRONG> che rinasce in viola e segna una doppietta al Genoa, i tifosi romanisti (quelli veri) che ridono come bambini vedendo una squadra finalmente vincente con <STRONG>Garcia</STRONG> alla guida. Ma uno speciale plauso va ai milanisti, a secco di grandi arrivi e costretti ad incassare anche l'addio di Boateng. La gioia della piazza non è diretta al marziano Gomez o al venusiano Tevez, bensì a <STRONG>Ricardo Kakà</STRONG>. Trentun anni, scartato da Mourinho, giudicato “bollito” dalla tifoseria madridista. Una meteora che si schianta sulla Luna, al massimo. Torna per riconquistare ciò che ha perduto, in campo e fuori, e ha tutto l'affetto del pubblico. Perché, chi lo direbbe, a volte il Diavolo è più sentimentale di quanto sembri. Aspettiamo di divertirci al derby, con i due Ricky, perché questo è il calcio che vogliamo.<br><br>FL0435FL0435pullman-sfasciato-verona.jpgSiNcari-teppisti-il-calcio-non-e-vostro-1012336.htmSi100612201,02,03030425
1081012305NewsCampionati2° di Campionato: Le ultime dai campi!201308312305562° di Campionato: Le ultime dai campi!2° di Campionato: Le ultime dai campi!<strong>CHIEVO - NAPOLI</strong><em> (sabato h 18)</em><br><br>Sannino <strong>non recupera Dainelli, in difesa conferma per Papp</strong>. Le fasce di centrocampo saranno presidiate da Sestu e Hetemaj, panchina per Improta. In attacco Paloschi favorito su Pellissier per appoggiare Thereau. <strong>Non convocato Estigarribia,</strong> appena arrivato in Veneto.<br>Benitez <strong>recupera Higuain</strong>, l'argentino sarà regolarmente in campo dopo l'incidente in cui è incappato lunedì scorso a Capri. A centrocampo<strong> ballottaggio Inler-Dzemaili,</strong> invece sugli esterni d'attacco<strong> Callejon e Insigne potrebbero spuntarla su Pandev.</strong><br><br><br><strong>JUVENTUS - LAZIO</strong><em> (h 20,45)</em><br><br>Conte deve fare a meno dell'infortunato Marchisio e di Pepe che sta recuperando la forma migliore. <strong>A centrocampo Pogba prenderà il posto del numero 8 bianconero</strong>, mentre in attacco conferma per la <strong>coppia Vucinic-Tevez.</strong><br>Petkovic <strong>recupera Cana</strong> che stringerà i denti dopo la forte contrattura ravvisata domenica scorsa, <strong>al suo fianco Biava o Novaretti</strong> che si giocano un posto. In mediana possibile che Biglia venga confermato a discapito di Ledesma, infine <strong>Candreva andrà a sistemarsi alle spalle l'unica punta Klose</strong>. Indisponibili Ciani, Konko e Felipe Anderson.<br><br><br><strong>ROMA - VERONA</strong><em> (domenica h 18)</em><br><br>Garcia <strong>recupera Strootman</strong> che ha smaltito la distorsione alla caviglia rimediata a Terni due settimana fa.<strong> In avanti Ljajic, seppur non con i 90 minuti nelle gambe, </strong>si candida per una maglia dal 1' minuto al fianco di Totti e Florenzi, ma Borriello conserva le sue chances di partire titolare.<br>Mandorlini recupera<strong> Hallfredsson che potrebbe partire titolare</strong> in mezzo al campo. In difesa <strong>da monitorare le condizioni di Albertazzi</strong>, mentre Gonzalez e Sala sono ristabiliti e dovrebbero essere convocati. In attacco Toni sarà spalleggiato da Jankovic e Martinho.<br><br><br><strong>ATALANTA - TORINO</strong><em> (h 20,45)</em><br><br>Colantuono dovrebbe <strong>recuperare Del Grosso</strong> che lamenta un leggero fastidio alla caviglia, in preallarme Nica. In mediana assente l'<strong>infortunato Migliaccio, ci sarà ancora Konè.</strong> Indisponibili Bellini, Brienza e Giorgi.<br>Ventura<strong> non convocato Brighi </strong>che non ha recuperato dalla contrattura rimediata contro il Sassuolo. In mediana spazio a Basha, poi in cabina di regia<strong> Vives appare favorito su Bellomo</strong>. In attacco conferma per la coppia <strong>Cerci-Immobile.</strong> Arruolato anche il nuovo acquisto Pasquale.<br><br><br><strong>BOLOGNA - SAMPDORIA</strong> <em>(h 20,45)</em><br><br>Pioli non può contare in difesa sugli infortunati Sorensen e Cherubin,<strong> non al meglio anche Morleo </strong>che dovrebbe essere rimpiazzato da Cech. In mediana Della Rocca favorito su Perez, mentre <strong>in avanti Moscardelli potrebbe essere preferito</strong> a Christodoulopoulos.<br>Delio Rossi <strong>recupera in extremis Gastaldello</strong> rientrato da ieri in gruppo, resta valida l'opzione Mustafi se il capitano blucerchiato non volesse rischiare. A centrocampo <strong>Renan e Regini dovrebbero trovare una maglia dal 1' minuto</strong>. Squalificato Castellini.<br><br><br><strong>CATANIA - INTER</strong> <em>(h 20,45)</em><br><br>Maran<strong> recupera Almiron, ma Leto appare favorito</strong> sul compagno argentino ed il tecnico potrebbe confermare il 4-2-3-1 visto a Firenze. Indisponibile Capuano.<br>Mazzarri conferma <strong>Ranocchia al centro della difesa</strong>: infatti Samuel non sarà convocato perchè alla ricerca della forma migliore dopo l'infortunio. A centrocampo<strong> Kovacic ritrova una maglia da titolare</strong>, mentre in attacco Alvarez favorito su Icardi per far coppia con Palacio.<br><br><br><strong>GENOA - FIORENTINA</strong><em> (h 20,45)</em><br><br><strong>Kucka ce la fa</strong> malgrado una leggera forma influenzale, in mediana Matuzalem insidia la titolarità di Cofie. In avanti Gilardino unica punta con Bertolacci e Santana a supporto.<br><strong>Cuadrado tiene in apprensione</strong> l'ambiente viola: il colombiano lamenta un fastidio al polpaccio e dovrebbe lasciare il posto a Joaquin. In difesa Montella deve scegliere chi tra Tomovic e Compper andrà a completare il terzetto di difesa, <strong>non convocato Roncaglia.</strong><br><br><br><strong>MILAN - CAGLIARI</strong><em> (h 20,45)</em><br><br>Allegri valutare come sostituire il partente Boateng: <strong>possibile conferma del 4-3-3 con Robinho o Niang nel tridente</strong>. Avanza anche l'ipotesi di Montolivo trequartista dietro Balotelli-El Shaarawy, decisiva la rifinitura. In difesa<strong> De Sciglio non dovrebbe esserci</strong> per un fastidio al ginocchio.<br>Il duo Pulga-Lopez potrebbe restituire una maglia <strong>dal 1' minuto ad Astori </strong>anche se il difensore è al centro del mercato dei rossoblu. Intanto <strong>Cossu è rientrato in gruppo,</strong> ma non dovrebbe essere convocato.<br><br><br><strong>SASSUOLO - LIVORNO</strong><em> (h 20,45)</em><br><br>Di Francesco ritrova Acerbi che contende una maglia a Rossini in difesa. In mediana <strong>Magnanelli non è al meglio e potrebbe essere rimpiazzato da Chibsah,</strong> mentre in attacco Zaza è l'unico certo del posto. Squalificato Berardi.<br>Mister <strong>Nicola ha convocato i nuovi arrivati Emeghara, Biagianti, Coda e Rinaudo</strong>, ma valuterà con calma se schierarli dal 1' minuto. L'ex senese potrebbe per<strong> far coppia con Paulinho</strong>, mentre l'ex catanese potrebbe andare ad infoltire la <strong>mediana con Duncan, Luci e Greco.</strong><br><br><br><strong>UDINESE - PARMA</strong> <em>(h 20,45)</em><br><br>Guidolin monitora le condizioni di <strong>Domizzi e Pinzi afflitti da guai fisici</strong>, possibile maglia dal 1' minuto per Naldo e Lazzari. In attacco dovrebbe rivedersi la<strong> coppia Muriel-DiNatale</strong>, panchina per Zielinski e Maicosuel.<br>Donadoni deve fare a meno degli<strong> infortunati Paletta e Galloppa, in dubbio anche Benalouane </strong>per un torcicollo. In difesa conferma per Lucarelli, mentre in cabina di regia <strong>Valdes è insidiato da Munari ed Acquah</strong>. Le fasce infine dovrebbero essere presidiate da <strong>Biabiany e Gobbi</strong>, ma Rosi preme per un posto da titolare.<br><br><br><em><strong>Vincenzo Di Mauro</strong></em><br><br><strong><em>Su <a href="http://www.fantagazzetta.it">www.fantagazzetta.it</a></em></strong><br><br>C1007650GP01CTGP01CTmazzarri-inter.jpgSiNultime-dai-campi-1012305.htmSi-01,02,03,06,07,08,09010425
1091012302NewsCalciomercatoMilan, anche Kakà. Galliani: «Possibile»20130830073330Milan, anche Kakà? Galliani: "Possibile"Sembrava che con l`arrivo di Ancelotti sulla panchina del Real avesse ritrovato lo smalto di un tempo, invece l`avventura di Ricardo Kakà a Madrid sembra avere i giorni contati. Il brasiliano non ha usato mezzi termini e ha dichiarato di voler lasciare i blancos: «E` meglio per me e per il Real che me ne vada«Sembrava che con l'arrivo di Ancelotti sulla panchina del Real avesse ritrovato lo smalto di un tempo, invece l'avventura di <B>Ricardo Kakà</B> a Madrid sembra avere i giorni contati. Il brasiliano non ha usato mezzi termini e ha dichiarato di voler lasciare i blancos: "<I>E' meglio per me e per il Real che me ne vada</I>". Al termine del match odierno, lo stesso brasiliano ha dichiarato:&nbsp;<EM>"Ho parlato anche con il mister, tutti sanno che io voglio andare via. In questo momento continuo a lavorare come deve fare un professionista, ma la mia volontà è quella di cambiare aria".</EM> <P class=p1>Secondo quanto rivelato da Kakà,<STRONG>&nbsp;peraltro, il padre starebbe cercando di definire la sua cessione entro lunedì.</STRONG> Il <B>Milan</B>, fresco di qualificazione alla fase a gironi della Champions, sta alla finestra: si prospetta il ritorno di<B> un vecchio tormentone</B>, che però questa volta non potrà durare più di tre giorni, fino alla chiusura del mercato. Solo poche ore fa i rossoneri hanno definito ed ufficializzato l'arrivo di <A href="http://www.fantagazzetta.com/esclusive-fg/ufficiale-milan-presi-matri-e-barisic-lo-annuncia-milan-channel-175436" target=_blank>Matri a titolo definitivo</A>, e la cessione <A href="http://www.fantagazzetta.com/esclusive-fg/ag-petagna-la-samp-ha-un-forte-interesse-per-lui-l-affare-si-fa-175478" target=_blank>in prestito di Petagna alla Sampdoria.</A><BR><BR> <P class=p1>Ed una conferma, come al solito sibillina, d'un interesse - ormai pluriennale - rossonero, è arrivata dallo stesso Adriano Galliani, che al portale carioca <U>Lancenet </U>ha dichiarato:<EM> "Un suo ritorno? E' possibile, staremo a vedere. E' sempre rimasto nei nostri cuori".</EM><BR><BR> <P class=p1>Sempre Galliani, a <U>SkySport</U>, ha ribadito con un lieve<EM> "Chissà...".</EM><BR><BR> <P class=p1>L'impennata è arrivata in serata, a margine del vertice odierno tra Galliani, Berlusconi ed Allegri ad Arcore. <STRONG>Pochi minuti fa, difatti, un portavoce dello staff dello stesso Kakà, come confermato anche da <U>SkySport</U>, è giunto a Milano</STRONG>. Definito di volta in volta agente, addetto stampa e portavoce di Kaká, <A href="http://www.canalemilan.it/news/portavoce-di-kaka-milan-sarebbe-lideale-dipende-dalla-volonta-del-club-106857" target=_blank>Diego Kotscho interviene sul possibile ritorno del brasiliano al Milan</A> sul suo profilo <U>twitter</U>:<EM> “Kaká sta bene, se non ha spazio nel Real Madrid è meglio per tutti che se ne vada, il mercato non manca se c’è la buona volontà di tutti. Il mercato in Brasile è chiuso. Il Milan? È la mia volontà, per me sarebbe l’ideale. Dipende dalla volontà del Milan di negoziare con il Real Madrid“.</EM><BR><BR> <P class=p1>Si comincia dunque a trattare per il clamoroso ritorno:<STRONG> l'idea di prendere subito Kakà a condizioni vantaggiose, per poter poi aspettare con calma l'arrivo di Honda a gennaio,</STRONG> potrebbe rivoluzionare a sorpresa i piani meneghini a brevissimo, e medio termine. La proposta del Milan al Real Madrid resta quella di sempre: prestito gratuito o oneroso. Più remota, ma comunque plausibile, quella della rescissione consensuale con i blancos: ipotesi cui aspirerebbe il diretto interessato, ma soprattutto Galliani, che potrebbe decidere di investire - e non poco - semmai, nel costo del suo ingaggio.<BR><BR> <P class=p1>Nel frattempo proseguono le trattative per sistemare la mediana. Con il Genoa si continua a lavorare per <STRONG>lo scambio Niang - Kucka, con l'Inter per quello Kuzmanovic - Nocerino</STRONG>. Allegri, però, che ha voluto fortemente Matri e che ha accettato di far rientrare a casa lo stesso Kakà, al nerazzurro preferirebbe fortemente lo slovacco classe '87.&nbsp;<BR><BR><BR><BR><BR><BR><br><br>GP01CTGP01CTkaka-1.jpgSiNmilan-anche-1012302.htmSi-01,02,03,07010504
1101012291NewsCampionatiE` qui la festa? Sì, ricomincia il calcio che conta20130825111925calcioSembraSembra ieri che la Juve ha festeggiato il suo secondo scudetto consecutivo dell’era Conte, che già siamo qui a ripresentare il nuovo campionato italiano 2013’14. Le solite squadre si contenderanno lo scudetto, le solite compagini ambiranno a posti tranquilli di centro classifica e le altre si contenderanno il diritto di restare in Serie A. Durante questi mesi di preparazione, abbiamo assistito ai soliti teatrini estivi che, quasi sempre, hanno penalizzato le squadre tecnicamente più forti a favore di altre che, grazie anche ad una preparazione atletica più adatta a dare maggiore impulso nell’immediato, hanno avuto ragione. Un “film” già visto che, tuttavia, lascia sempre spazio a polemiche senza fine. E’ la legge del calcio, della sua opinabilità, del suo fascino incredibile cui non possiamo fare a meno neanche per poco tempo. E allora eccoci qua a scrivere ancora di temi tecnici che s’intersecano a sempre più gravi episodi di razzismo che sembrano non smettere e che alimentano quel pericoloso virus della stupidità che non ha mai fine. Vorremmo scrivere e parlare di calcio giocato ma, a memoria, sono anni che non riusciamo più a fornire soltanto informazioni tecniche senza avere il fardello di una vergogna razzista che sembra impadronirsi dello sport che ha maggiori attenzioni mediatiche. Si dice sempre che si tratta di cellule sparute cui non bisogna dare troppa importanza. E invece, l’importanza a questa feroce stupidità galoppante che si annida sugli spalti dello stadio dobbiamo darla tutti, a cominciare da chi, come noi, scrive di calcio e non solo. Tutti insieme contro i “BU” vergognosi, insieme per il rispetto, insieme per la condanna a chi fomenta idee razziali di qualsiasi genere. Si parte dunque per una nuova avventura del pallone nostrano. La Juve ha già cominciato con il botto vincendo la Supercoppa italiana e si colloca di diritto come squadra da battere. I bianconeri vorrebbero vincere il terzo scudetto consecutivo che rappresenterebbe un primato nella lunga storia gloriosa della “Vecchia Signora” del calcio italiano. Il Napoli, dopo aver venduto Cavani a peso d’oro, si è attrezzata in maniera tale da essere la squadra anti Juve. Seguono Milan, Fiorentina e forse Lazio, mentre la Roma e l’Inter che si sono rinnovate, sono alla ricerca della loro vera identità. L’Udinese di Francesco Guidolin non starà sicuramente a guardare, abituata com’è da anni a vendere i suoi pezzi migliori senza risentirne minimamente nella qualità del gioco. Il Catania di Maran ha l’assillo di migliorare il campionato strepitoso che ha condotto l’anno scorso. Certo non sarà facile ripetersi come squadra che fa paura anche alle grandi, tuttavia, i siciliani se lo pongono come primo obiettivo da raggiungere. Anche il Parma di Donadoni in qualche modo è chiamato a ripetere un campionato tranquillo come Chievo, Cagliari, Bologna, Torino e Sampdoria, mentre Genoa, Livorno, Atalanta, Verona e Sassuolo, si contenderanno il diritto di racimolare punti per non incappare in spiacevoli sorprese di retrocessione. Naturalmente, si tratta di previsioni e discorsi che accompagnano la prima giornata del calcio italiano, notoriamente ancora estivo per clima e preparazione. E, anche se il popolo italiano si appresta al controesodo e a ricominciare con i soliti problemi di sempre, le squadre di calcio sono già allineate tutte ai nastri di partenza per farci sognare, arrabbiare, discutere, penare, gioire. E, checché se ne dica, questo pallone resta pur sempre la medicina essenziale per dare significato a chi ha perso anche la voglia di credere in qualcuno o qualcosa che possa migliorare le sorti di questo nostro Paese dilaniato da problemi mai risolti. Passione effimera il calcio? Forse! Ma il pallone non può mancarci, purché sia quello giocato in un rettangolo verde e mai strumentalizzato da mille altre torbide malignità.<br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNe-qui-la-festa-si-ricomincia-il-calcio-che-conta-1012291.htmSiT1000007100451001,02,03,06,07,08,09030348
1111012288NewsCalciomercatoTorino, ora ci mancava pure Maresca20130823151922torinoTra tanti giocatori a disposizione Storie di corna, bicorna e fattura ca nun quaglia. Era il detto di Peppino De Filippo in arte “pappagone”, che voleva esorcizzare la sfortuna. E, pensando al Toro, potremmo dire che l’esempio calzi a pennello vista la cosmica sfiga che accompagna la lunga storia granata. Tra tanti giocatori a disposizione del mercato calciatori, il DS Petrachi ha pensato bene d’interessarsi a Maresca, il giocatore che in un lontano derby, quando vestiva la maglia della Juventus, dopo aver segnato il gol del pareggio mimò con le corna lo sfottò a Ferrante (che era solito gioire in questa maniera dopo aver segnato un gol) e a tutta la curva Maratona. Un gesto d’indubbia caduta di stile, che è rimasto nella storia degli sfottò più cocenti tra i tifosi del calcio italiano. I rumors riferiscono di un malcontento generale dei tifosi granata i quali non hanno dimenticato quello “smacco” rimasto indelebile nella loro memoria. Sono gli scherzi del calcio che evidenzia spesso&nbsp; tifosi che non accettano “offese”. Certo, nel calcio professionistico in cui ormai siamo abituati a vedere giocatori che cambiano casacca continuamente senza alcun problema di sorta, parlare di valori legati alla non vestizione di maglie “proibite” dai tifosi, sembra ormai anacronistico. Tuttavia, senza certamente volersi prendere troppo sul serio, esiste un codice sentimentale che i tifosi pretendono ancora oggi: l’attaccamento alla maglia da parte dei propri beniamini. Da qui si cerca poi di disprezzare colui il quale passa dal Toro alla Juve, dal Milan all’Inter, dalla Roma alla Lazio, dal Genoa alla Sampdoria e viceversa. Ci sono poi gesti, sgarbi, sfottò e quant’altro, che offendono la suscettibilità dei tifosi più arcigni. Giusto o sbagliato è purtroppo così. E, ritornando all’acquisto eventuale di Maresca da parte del Toro, si scatenerebbero sicuramente controversie per nulla facili da digerire. Dal punto di vista della capacità del centrocampista in termini tecnici non ci sono dubbi e, probabilmente, per ironia della sorte, potrebbe essere proprio il giocatore adatto al centrocampo granata. Ma come potrà mai la curva del Toro, ammettere di far vestire la maglia granata a colui il quale li ha presi in giro in maniera così eloquente? Storie grottesche del calcio di sempre che, se vissute con toni e metodi civili, rappresentano il sale in una pietanza che altrimenti sarebbe senza gusto.<br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-adesso-ci-macava-pure-maresca-1012288.htmSiT1000099100451001,02,03,06,07030749
1121012280NewsCalciomercatoCalciomercato Genoa: via Granqvist, si avvicina Gamberini20130819094040genoa, calciomercato, gamberini capuano, granqvist, astoriLo svedese va in russia, al Krasnodar. Si cerca il sostituto: bloccato Capuano, Astori spinge Gamberini al Marassi.Adesso è ufficiale: <b>Granqvist </b>si trasferisce dal Genoa al Krasnodar, in Russia. La notizia è stata comunicata con una nota sul sito ufficiale della società rossoblu, che intanto incassa la sconfitta nel derby&nbsp;di Coppa Italia contro lo <b>Spezia</b>. Il tecnico <b>Fabio Liverani</b> ha rivelato ai microfoni de <em>Il Secolo XIX </em>che "gli obiettivi sono noti e se ci saranno delle cessioni prenderemo dei sostituti. Ma il Genoa sarà una delle squadre che cambierà meno". E' probabile dunque che arriverà nei prossimi giorni il sostituto dello svedese, precedentemente accostato anche al Milan e alla Lazio. L'ultima idea si chiama <b>Gamberini</b>, l'alternativa <b>Marco&nbsp;Capuano</b>. Più facile riuscire a strappare un accordo per il difensore partenopeo, in quanto il Pescara ha già rifiutato una importante offerta giunta dal Celtic Glasgow. L'ago della bilancia però è <b>Astori</b>. Il difensore bolognese infatti lascerà il San Paolo solo a seguito dell'ufficializzazione dell'acquisto del cagliaritano, che potrebbe giungere già nella giornata di domani.&nbsp;C1007650GenovaFL0435FL0435granqvist.jpgSiNcalciomercato-genoa-granqvist-va-in-russia-1012280.htmSiT1000022100612201,02,030301135
1131012269NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, vicino Martins Indi20130811111448milanCome riporta TuttosportHonda e Ljajic. Il Milan non ha solo uno, ma ben due tormentoni estivi che si stanno surriscaldando in questa estate di calciomercato. In attesa che si possa sbloccare qualcosa, i rossoneri però sono attivi su altre piste, ed in questo senso potrebbe tornare l'alleanza con il Genoa: tre anni dopo l'operazione per Boateng, come riporta Tuttosport i due club potrebbero cooperare per Bruno Martins Indi, uno dei difensore più interessanti in Europa. Si tratta di un giovane, classe 1992, che colpisce soprattutto per la duttilità: bravo in copertura e nel far ripartire l'azione da centrale, si disimpegna bene anche da terzino destro. Il Feyenoord chieda circa 10 milioni, per 6-7 si potrebbe anche pensare di chiudere. Il Genoa di Preziosi ci lavora da alcune settimane, soprattutto per superare la concorrenza di Napoli, Tottenham ed Everton.C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-vicino-martins-indi-1012269.htmSiT1000027100075701,02,03,07,08030622
1141012260NewsEditorialeRegine d`estate, un trono per tre: Juventus, Napoli e Fiorentina 20130802110352calciomercato, juventus, napoli, fiorentina, higuain, cavani, tevez, llorente, gomez, joveticAcquisti ad otto cifre e squadre da scudetto, la lotta comincia da adesso: Tutti gli avvicendamenti delle big estive.La resa dei conti comincerà il 25 agosto, quando si tireranno le somme dell'operato estivo. Ma se nomi ed ipotesi si rincorrono sui giornali a cadenza quotidiana, non ci sono dubbi sulle tre squadre in corsa per aggiudicarsi lo scudetto d'agosto, giocato tra comitati di benvenuto all'aeroporto, dirigenti trafelati e agenti dalla bocca cucita. "Platonico ma ambito", direbbe Alfredo Provenzali. Tuttavia se la squadra campione d'inverno è solitamente, a scanso di ribaltoni da cinque maggio, quella che a fine stagione alza la coppa; la regina dell'estate scalda i cuori delle curve, i prati degli stadi e incute timore il fatidico giorno della presentazione dei calendari. A<STRONG> contendersi la corona sono naturalmente Juventus, Napoli e Fiorentina</STRONG>, che hanno operato con astuzia ed oculatezza durante la prima parte del mercato. Osserviamo i movimenti&nbsp;dei tre club per ogni settore:<BR><BR><STRONG>PORTA</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Nessun problema per i bianconeri, che mantengono intatto il trio di senatori Buffon-Storari-Rubinho. Esperienza (età media 33,6 anni) e classe, quella sopraffina dell'estremo difensore della Nazionale, si uniscono a tanti talenti in maturazione. <STRONG>Leali</STRONG> giocherà in prestito allo Spezia, <STRONG>Nocchi</STRONG> al Carpi. Via per una stagione anche <STRONG>Branescu</STRONG> (Juve Stabia), mentre <STRONG>Costantino</STRONG> è stato ceduto al Modena.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Rivoluzione sotto la traversa: il trentaseienne <STRONG>De Sanctis</STRONG> va alla Roma e lascia spazio al nuovo arrivato <STRONG>Rafael</STRONG>, giovane di&nbsp;scuola Santos dalle grandi aspettative. <STRONG>Rosati</STRONG> difenderà la porta del Sassuolo e a ricoprire il suo ruolo è stato chiamato <STRONG>Pepe Reina</STRONG>, che ha già lavorato con Benitez ai tempi del Liverpool. Lo spagnolo rimarrà sotto il Vesuvio in prestito per tutta la stagione.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- <STRONG>Viviano</STRONG> torna all'ovile di Gattuso e <STRONG>Seculin</STRONG> viene ceduto al Chievo (che, per la cronaca, lo ha già girato all'Avellino): in rosa restano il nuovo arrivato <STRONG>Munua</STRONG>, trentacinquenne svincolato dal Levante,&nbsp;il coetaneo <STRONG>Lupatelli</STRONG> e <STRONG>Neto</STRONG>. Il brasiliano è tenuto d'occhio dal Verona e non è escluso che possa difendere i pali dell'Hellas la prossima stagione. Al momento il candidato numero uno per i viola è <STRONG>Agazzi</STRONG>, seguito da <STRONG>Storari</STRONG> e <STRONG>Sorrentino</STRONG>. Spunta fuori anche <STRONG>Julio César</STRONG>, ma l'ostacolo è ancora una volta l'ingaggio elevato dell'ex nerazzurro.<BR><BR><STRONG>DIFESA</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Il colpaccio è senz'altro <STRONG>Angelo Ogbonna</STRONG>, che si colloca perfettamente nella già forte difesa bianconera. Riscattato <STRONG>Peluso</STRONG>, ottimo sostituto in vista di una stagione densa di impegni. Nel frattempo le metà&nbsp;di <STRONG>Masi</STRONG> e <STRONG>Belfasti</STRONG>, giovani&nbsp;da&nbsp;osservare attentamente, sono state cedute rispettivamente a Ternana e Pro Vercelli. Dopo l'esperienza al Vicenza, il francese <STRONG>Gouano</STRONG> va ad irrobustirsi le ossa in casa Lanciano.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Il mercato ha rinforzato un settore che negli anni passati ha sempre rappresentato un tallone di Achille per la squadra partenopea. Arriva <STRONG>Albiol</STRONG> dal Real Madrid, che sicuramente non farà rimpiangere l'argentino <STRONG>Campagnaro</STRONG>, all'Inter al seguito di Mazzarri. Torna da Siena il promettente ma&nbsp;poco utilizzato&nbsp;<STRONG>Uvini</STRONG>, ventidue anni e già qualche esperienza in nazionale brasiliana, insieme a <STRONG>Fernandez</STRONG>, <STRONG>Vitale</STRONG>, <STRONG>Fideleff</STRONG> e <STRONG>Petrarca</STRONG> i cui prestiti sono scaduti.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- Reparto migliorabile nella corazzata viola, seppur contando che gli assi nella manica di Pradè sono tutt'altro che esauriti. Al posto del partente <STRONG>Roncaglia</STRONG>, destinazione Brasile o Russia, potrebbero arrivare <STRONG>Granqvist</STRONG> o <STRONG>Spolli</STRONG>. Intanto si è accasato a Firenze lo spagnolo classe '90 <STRONG>Marcos Alonso</STRONG>, svincolato dal Bolton. Sul fronte delle cessioni <STRONG>Felipe</STRONG> ha lasciato l'Artemio Franchi per il&nbsp;Parma e&nbsp;<STRONG>Camporese</STRONG> giocherà in prestito al Cesena. I meno esperti <STRONG>Piccini</STRONG>, <STRONG>Rozzio</STRONG> e <STRONG>Bittante</STRONG> vestiranno le maglie di Livorno, Pisa ed Avellino.<BR><BR><STRONG>CENTROCAMPO</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Squadra che vince non si cambia, vale anche per i reparti di gioco. <STRONG>Il centrocampo juventino vanta nomi come Marchisio, Pirlo e&nbsp;Vidal</STRONG> ed&nbsp;è uno dei più efficaci d'Europa. Occhio a <STRONG>Pogba</STRONG>, che ha mostrato sprazzi di gran classe durante la stagione passata, e ai ventenni <STRONG>Gabriel</STRONG> e <STRONG>Bouy</STRONG>. Tornano da un'annata in Serie B (il primo a Vercelli, l'altro a Brescia) e probabilmente non resteranno alla casa madre, ma tra un paio d'anni&nbsp;potrebbero far luccicare gli occhi. In uscita risolto definitivamente il caso <STRONG>Melo</STRONG>, al Galatasaray per 3,7 milioni di euro, mentre <STRONG>Giaccherini</STRONG> si accasa al Sunderland per 7,5 milioni.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Via <STRONG>Cigarini</STRONG> (in comproprietà con l'Atalanta), <STRONG>Santana</STRONG> (Genoa) ed <STRONG>El Kaddouri</STRONG> (prestato al Torino), si fa spazio al nuovo arrivo <STRONG>Callejon</STRONG> e ai riscattati <STRONG>Armero</STRONG> e <STRONG>Radosevic</STRONG>. Ritorno a casa&nbsp;anche per <STRONG>Gargano</STRONG> e <STRONG>Dossena</STRONG>, anche se l'uruguagio è seguito dal Fulham. Al contrario, l'esterno lombardo ha più volte dichiarato di voler restare nonostante le voci che a più riprese lo hanno accostato alla Sampdoria o al Verona.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- <STRONG>Ilicic</STRONG> garantirà ottima copertura sulla fascia destra insieme a <STRONG>Cuadrado</STRONG>, riscattato dopo un'eccellente stagione. Rosa irrobustita dagli arrivi low cost di <STRONG>Joaquin</STRONG>, <STRONG>Ambrosini</STRONG> e <STRONG>Iakovenko</STRONG>, che garantiranno buona copertura nel turnover. Aria di prestito per <STRONG>Salifu</STRONG>, piace in Spagna e nella serie cadetta, e per uno tra <STRONG>Bakic</STRONG> e <STRONG>Wolski</STRONG>. Quest'ultimo sta dando prova nel precampionato delle qualità che lo hanno portato a vestire la maglia della nazionale polacca.&nbsp;Si trasferisce invece&nbsp;a Pavia&nbsp;con la formula della comproprietà il trequartista classe '92 <STRONG>Federico Carraro</STRONG>.<BR><BR><BR><STRONG>ATTACCO</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Si cercava un top player, ne sono arrivati due. <STRONG>Tevez</STRONG> non&nbsp;sarà Van Persie, vicino la scorsa estate&nbsp;prima della virata in direzione Manchester,&nbsp;ma insieme a <STRONG>Llorente</STRONG>&nbsp;garantisce&nbsp;incisività e continuità. Un occhio di riguardo alle nuove leve: <STRONG>Simone Zaza</STRONG> è stato prelevato dalla Sampdoria e adesso il suo cartellino&nbsp;si trova a metà tra&nbsp;Juve e Sassuolo,&nbsp;<STRONG>Gabbiadini</STRONG> giocherà in blucerchiato.&nbsp;<STRONG>De Silvestro</STRONG>, appena tornato dall'esperienza in B con la Pro Vercelli, potrebbe vestire la maglia del Lanciano, mentre <STRONG>Boakye</STRONG> è&nbsp;marcato stretto dai tedeschi dell'Eintracht Frankfurt per averlo in prestito. Non è detto tuttavia che vada, in quanto se si&nbsp;liberasse un posto (probabilmente quello attualmente occupato da <STRONG>Matri</STRONG>,&nbsp;corteggiato in Inghilterra e Russia, oltre che dal Milan)&nbsp;resterebbe a Torino.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- La cessione più remunerativa dell'estate, quella di <STRONG>Cavani</STRONG>, ha portato 63 milioni di euro nelle casse del&nbsp;club. De Laurentiis non ha deluso i tifosi e ha portato al San Paolo&nbsp;<STRONG>Higuain</STRONG>, degno sostituto del <EM>Matador</EM>. Arriva anche&nbsp;<STRONG>Mertens</STRONG> dal Psv, versatile ala che si adatta facilmente al ruolo di seconda punta. Insomma, Benitez&nbsp;ha a disposizione i migliori pezzi per costruire un attacco d'oro, contando anche su&nbsp;Insigne e&nbsp;sul sempre affidabile Pandev.&nbsp;Contemporaneamente è stato riscattato <STRONG>Calaiò</STRONG> dal Siena, invece&nbsp;<STRONG>Dumitru</STRONG>&nbsp;andrà a giocare al Cittadella.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- Il&nbsp;colpo di lusso è <STRONG>Mario Gomez</STRONG>,&nbsp;uno capace di mandare in visibilio una città&nbsp;intera e di far registrare all'Artemio Franchi un'affluenza quasi da Champions League per la sua presentazione. La sensazione è che i&nbsp;tifosi viola dimenticheranno presto <STRONG>Jovetic</STRONG> e il suo addio&nbsp;verso il City. Per il resto, pochi movimenti. Torna <STRONG>Vargas</STRONG> dal Genoa, in direzione opposta rispetto a <STRONG>Toni</STRONG>, al&nbsp;Verona a parametro zero, e a <STRONG>Seferovic</STRONG>, acquistato per&nbsp;tre milioni dal&nbsp;Real Sociedad.&nbsp;E intanto si aspetta anche il ritorno&nbsp;in scena di <STRONG>Giuseppe Rossi</STRONG>, ansioso di tornare il <EM>Pepito </EM>di una volta e di conquistare&nbsp;un biglietto per il Brasile a fine stagione.C1007650FL0435FL0435GONZALO-HIGUAIN580.jpgSiNun-trono-per-tre-juve-napoli-fiorentina-1012260.htmSiT1000007,T1000017,T1000024100612201,02,03,04,06,07,080301000
1151012192NewsCalciomercatoCalciomercato Roma, arriva Gilardino20130628095939romaCome riporta La Gazzetta dello SportCome riporta La Gazzetta dello Sport ieri la lampadina si è accesa improvvisamente: Genoa e Roma hanno iniziato a parlare di un possibile scambio alla pari tra Alberto Gilardino e Marco Borriello ed in pochissimo tempo l'idea si è trasformata in trattativa. Il bomber di Biella sarebbe perfetto per sostituire il partente Pablo Osvaldo, mentre Borriello è rimasto molto legato al Grifone e gradirebbe la possibilità di rimanere il Liguria. Oggi previsto un incontro decisivo per prendere questa decisione, con le parti che sembrano molto vicine a concludere e sopratutto con il Gila pronto a firmare il contratto con i giallorossi al rientro dal Brasile. Se i pezzi del puzzle dovessero congiungersi in questo modo, il Bologna, che perderebbe il suo numero 10, virerebbe su Rolando Bianchi. C1007650adm001adm0011458879-34ad6442743e8dcc8db85af4fefe6858.jpgSiNroma-arriva-gilardino-1012192.htmSiT1000012100075701,02,03030731
1161012178NewsCalciomercatoComproprietà, i verdetti delle buste: il Genoa perde tutto20130621173727calciomercato, comproprietà, merkel, genoa, udinese, busteVia Merkel, Acquafresca, Anselmo e Tomovic. Basha resta a Torino, Tallo è giallorosso al 100%.E' arrivato il momento di sciogliere il nodo delle comproprietà, con l'apertura delle buste che ogni anno ci riserva qualche sorpresa. Non sono certo accaduti errori di battitura e pasticci vari, come quello che decise il futuro di <STRONG>Viviano</STRONG> due anni fa, ma gli esiti ci hanno regalato qualche colpo interessante. In primis la risoluzione della comproprietà di <STRONG>Merkel</STRONG>, che va a <STRONG>Udine</STRONG>, con il <STRONG>Genoa</STRONG> che perde quasi tutti i cartellini in ballo. Non solo il centrocampista tedesco infatti abbandona la maglia rossoblù, ma anche <STRONG>Acquafresca</STRONG>, che indosserà la divisa del <STRONG>Bologna</STRONG>. <STRONG>Anselmo</STRONG> e <STRONG>Tomovic</STRONG> vanno rispettivamente al <STRONG>Palermo</STRONG> e alla <STRONG>Fiorentina</STRONG>, e al Marassi resta solo <STRONG>Marco Cane</STRONG>, prelevato dall'Aprilia. <br><br> Ecco tutti gli affari: <br><br> Acquafresca (Bologna-Genoa) <STRONG>BOLOGNA</STRONG><br><br> Alhassan (Udinese-Genoa) <STRONG>UDINESE</STRONG><br><br> Bakic (Fiorentina-Torino) <STRONG>FIORENTINA</STRONG><br><br> Baselli (Cittadella-Atalanta) <STRONG>ATALANTA</STRONG><br><br> Basha (Torino-Atalanta) <STRONG>TORINO</STRONG><br><br> Brighenti (Vicenza-Chievo) <STRONG>CHIEVO</STRONG><br><br> Calliari (Monza-Chievo) <STRONG>MONZA</STRONG><br><br> Cane (Aprilia-Genoa) <STRONG>GENOA</STRONG><br><br> Caracciolo (Brescia-Genoa) <STRONG>BRESCIA</STRONG><br><br> Deleidi (Barletta-Atalanta) <STRONG>BARLETTA</STRONG><br><br> Di Vincenzo (Aprilia-Siena) <STRONG>SIENA</STRONG><br><br> Ilari (Juventus-Ascoli) <STRONG>JUVENTUS</STRONG><br><br> Mancosu (Benevento-Cagliari) <STRONG>BENEVENTO</STRONG><br><br> Merkel (Udinese-Genoa) <STRONG>UDINESE</STRONG><br><br> Montini (Benevento-Roma) <STRONG>BENEVENTO</STRONG><br><br> Pisano (Genoa-Palermo) <STRONG>PALERMO</STRONG><br><br> Tallo (Roma-Chievo) <STRONG>ROMA</STRONG><br><br> Tomovic (Fiorentina-Genoa) <STRONG>FIORENTINA</STRONG><br><br>C1007650,C1007651FL0435FL0435secolo18-024.jpgSiNcomproprieta-esito-buste-genoa-perde-tutto-1012178.htmSi100612201,02,03,060301335
1171012136NewsCampionatiIl volto della Serie A 2013-`14: ecco le maglie dei club - Parte 120130612173243Serie A, maglie ufficiali, atalanta, bologna, cagliari, chievo, catania, fiorentina, genoa, inter, hellas verona, juventus, lazio, livorno, milan, napoli, parma, roma, sampdoria, torino, udineseTante le idee, ancora poche le ufficialità: Roma, stretta per lo sponsor tecnico.Cosa offre il parco da divertimenti&nbsp;del pallone&nbsp;ai suoi affezionati visitatori in estate, quando l'ottovolante Scudetto ha già compiuto i suoi ultimi giri della morte e le Coppe sono già finite? Le attrazioni per il perfetto calciofilo sono tre: calciomercato, amichevoli precampionato e le nuove maglie della squadra del cuore. Mentre il primo comincia ad accendere un'estate che si preannuncia bollente e le società stanno appena iniziando a pianificare i ritiri, ai tifosi non resta che sognare la divisa dei sogni per la prossima stagione. Molti dei modelli che circolano in rete sono solo degli schizzi, pure ipotesi di ciò che sarà il volto della <STRONG>Serie A 2013-'14</STRONG>, dunque da prendere con le pinze. Ma non mancano, come vedremo, le scelte già ufficializzate dalle società:<BR><BR><STRONG>ATALANTA</STRONG><BR><BR><IMG style="WIDTH: 488px; HEIGHT: 185px" src="http://d1n2y2eq1wbato.cloudfront.net/mediaObject/atalanta/galleries/photo-gallery/MAGLIE-2013-2014/740X396-NUOVE-MAGLIE-1/resolutions/res-685x382/740X396-NUOVE-MAGLIE-1.jpg" width=514 height=205><BR><BR>La grande novità è naturalmente la seconda maglia giallo-nera, mentre si può notare l'inserimento di un riquadro bianco con lo stemma dello sponsor Konica Minolta, che però&nbsp;ha fatto storcere il naso&nbsp;ai supporter. Tessuti utilizzati all'insegna della tecnologia: nanoparticelle di argento e titanio nel filato garantiscono impermeabilità e traspirazione.<BR><BR><STRONG>BOLOGNA</STRONG><BR><BR><IMG style="WIDTH: 505px; HEIGHT: 210px" src="http://www.bolognafc.it/img/cms/43518522328705005foto.JPG" width=766 height=667><BR><BR>Lo sponsor tecnico per la prossima stagione sarà ancora Macron, ma non è ancora chiaro quali saranno le divise ufficiali. Probabilmente il progetto prevederà un elemento celebrativo del cinquantenario dello scudetto 1963-'64. Ad ogni modo, il Bologna ha lanciato un'idea singolare: è stato indetto un concorso per scolaresche e i tre elaborati vincitori - in foto - verranno utilizzati per realizzare la terza maglia, che prevederà elementi grafici estratti dai lavori premiati. Dunque per adesso possiamo solo fare i complimenti ai designer in erba ed ipotizzare come si presenteranno i felsinei per la prossima stagione. <BR><BR><STRONG>CAGLIARI</STRONG><BR><BR><IMG src="data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAkGBxISEhIUEhQUEBUUGBIYEBIRGRYVFhUVFBUXFhQUFxcYHCggGBslHBUUIjEhJSkrLi4uFx8zODMsNygtLisBCgoKDg0OGxAQGywkHyYtLywsLC8sLCwsLCwsLCwsNCwsLCwsLCwsLCwsLCwsNCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLP/AABEIAOEA4QMBEQACEQEDEQH/xAAcAAEAAgMBAQEAAAAAAAAAAAAABAcDBQYIAQL/xABNEAABAwICBQcHBwcLBQEAAAABAAIDBBESIQUHEzGBBjJBUWFxkSJCcpKhorEUM1KCssHDI0RTYrPC0QgkNENjc3SDtOHiJTVU0tMX/8QAGwEBAAIDAQEAAAAAAAAAAAAAAAQFAQMGAgf/xAA8EQEAAQMBAwkHAwIFBQEAAAAAAQIDEQQFITESMkFRYXGBscEGEyIzNJHwobLR4fEjQlJyghRDYpKiFv/aAAwDAQACEQMRAD8AvFAQEBAQcry65bwaMY0vaZpZL7OFhAJA5z3HPC0GwvYm5yBzt7oomrgxVVEcVZ1mumtdnDBTRD9faTHxDmD2KTTo8xnKPVqMTjCINcGk+qlP+VJ/9V6nSU9bH/Uz1J9Drqq2/PU0EvXs3SQ/axrxOj6p/RmNTHTCyORHLum0mHiMOikZm+GTDiLT/WMIPlMvlfeMrgXF41dE08W+mqJdUvL0ICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAg0+m+U9JSfPzMjda4j50h7o23cR22ssTMRxbLVqu7PJoiZnscBprW2c20kFt/5WpPtETDmO9w7lrqux0LjT7CvVb7s8mPvP8AH6yqjlDXzVE75p3mR8lrONgAGiwY0DJoGeQ6yczcqfortNUcnpVW2dnVaW5ExmaJ4d/VPm08rRlnY9+XhuJUmumnMRwVVE1Yzxj86X0QN7PBv8Fn3dP5hj3k/ky+MjF7HPqHQR3DJYpoiJxLNVU4zH54p+i6+aCaOSnc5kzSCwszPUWkecDusd91m7FNUcmf7MWpqpnMLb0Frgcwhmkad0Z/TQtcBbrMTzcDtaXdyhzYzvtzEwle9xuqjCytCaepaxmOmmZMMr4T5Tb9D2HymHsIC0TExOJbInLZLDIgICAgICAgICAgICAgICAgIMc8zWNc55DGtBLnONg1oFySTuACCheWGsyoq59nTPfT01y1uC7JJcj5bnDymAkZNFsjnnkNl2zVTa5fSk7MqtXdXTbrjMTn74ajRE8DL7VuK7iXeQHFwOHPETkef13xcWwImOl2N6xciMWd0Y6JxH26ehMY6gsLixuR/XZZCxyOYvivnfdks/C1Y1n5yUXSAo3Mc1jXXzsfLNznhLbuyHN3i/OyGSzFUUzmnixXp716ORexNM8Y3fmerH3aamgwAjfcm56+r2WS7cm5Vyqm3QaCjSWvdxv3zPf3+DHWRjAch0dA6wt2ijN6Int8kLbtumnQ11REZ3ecNa5nVYHoV1NO7c4GmrfvbPQ9IXAhuTpHsjDr2Pl3xZ9F/IHdcbioupue7xPHp75/PRY6DS/9VVVHK5OImevdHUnaToHRNfC8ZtjbKwh1xzsF+aLEgOuOxvUFptRNNyK886ZiY8M/om6y/RqNN7uKd9uIxV1xzfDPHDSU8743h8bnRvbzXxuLHDuc0ghWNVMVcYUEVVU8JWFyX1s1sTmsqQ2sj852TJg3pIcPJeQNwIFzvcN6r9TaptRyolZ6Ki5qq/d0RvxM/Zd+itJRVMTJoXCSN4u1w8CCDmCCCCDmCCCo71VTNMzTPGEtHkQEBAQEBAQEBAQEBAQEBBwWtjaTUs8Mb9k2KE1FUcJONrSdnBcEWxlkhJz+bAIs5bbOOXGXivPJnDz6w+U30m/aCm6mM2pa9m3ORqrc/wDlH67m4VA+nCAgIMFZzDw+IUvRfOjx8pU+3/oK/D90Narx87TNHzWuA7A67XRvvYB7L2BPm3Djn0EN3DMR79uKo3xu4T+diXpNRVZriqnj28J7J7JhLr6k4X45DNJIGi5ftMDAcdsQJG8WAv0u3ZXjWKK6q4mYxTTw7Z4Z/qstbqbFNiaLW+queVV1U9PJjuy1CsVElaOb5Tj1Ae8f+Kq9o1c2HV+y9vNdy51Yj77/AEWXqr03LTyljg40sz2se+xwxVD8ojfcMWTSOssOVs4VqqeCbtvT0Zi5TPxdMdMx1+Hl3LrW9zggICAgICAgICAgICAgICClOUust0NRXxRwsmIqLRySOOANjibDJG6MDy/KZLa5t+UJtlnKtaflRyso9y9FM4VrygdFtpnwOxRuc58eTmloccWzIcN7d1xkbXUmqJm1MTxw1UVRTepqjriU4rn31SOAgICDBWcw8PiFL0Xzo8fKVPt/6Cvw/dDWq8fOxAQEE3Rgyce0DwAP7ypdfObvg7j2Zoxpq6uuryiFs8m2UkFK+kq3iCSWPbVLZiW2xYjDsjcYZWgROtvucswbaaMU7p72vaFN7U3JuWozTzYmP1z2Tv3rJ5PaR+U01PNu2sUbyOouaC5vA3HBbo371DVTNMzTPQ2KMCAgICAgICAgICAgICCNpKsbDFLK/JsTHvcf1WNLj7Ag8lSSueS9+bnkueetzjicfElXFFPJpiFbXVmqZY5Bke4/BKuEsUzvblhyHcFzT6vanNET2Q/SPYgIMFZzDw+IUvRfOjx8pU+3/oK/D90Narx87EBAWBsNHZMv1lx8Db7lRauf8ap9D2DRydDT2580lxuSTmTvJ3k9ajLmN26F26na/aUGzO+CSVmfU4iVvD8pb6qlW5zS4jalr3eqr7d/3/q7pe1eICAgICAgICAgICAgIOM1vV+x0XUW3y4Ih2iR4Dx6mNbLVOa4h4uTimZeclbK18KxPBmG3haQ0BwLXNGF7Tva5uTmntBBC5uqMTL6npLnLsUVdkeT9rykCAgwVnMPD4hS9F86PHylT7f+gr8P3Q1qvHzsQEBYZbKiHkN4+0lc9enNyqe19L2VTydHbjsZ1qWCx9SddhqKmEn5yNkjR0XidhdxO1Z6q32Z6HM7ft4qoudcTH23+q4Fuc8ICAgICAgICAgICAgIKe1/6RP8zpxuvJM/ruBs4/Y+XwUrS05qmWjUVYpwqBWCCm6EodvU08NriWWJjh+q94DjwaSeC1XqsUTLZajNcOu1h0Wy0jVACwc5sje0SMa5x9cvVDdj4n0HYlzlaXHVMx6+rnVrW4gIMFZzDw+IUvRfOjx8pU+3/oK/D90Narx87EBBsuTWjPlVXTU9riWVjXj+zBxS+4161XquTRMttmnNcN1yppTFW1jCLWnnIA6GyPMjPde1UFcYql9G2TXFWko7Mx+rWLwsXQcgNI7DSFK4mzXv2T+0TDA33zGeC2W5xUqdtWuXppn/AEzE+nq9DBSXHPqAgICAgICAgICAgICDznrhr9rpSYdELIYhwbtT70rhwU/SximZQ9RvmIcWpSO7LVDRbXStOeiJs0p+qwxj3pWngo2qnFGO1I00fFMuo100mGsgk/SQ4eMUjiT4St8Aqi9HCXYez9fPo7p/P0V8tLoxAQYKzmHh8Qpei+dHj5Sp9v8A0Ffh+6GtV4+diAgsPUdo/aaQdKRcQQvI7HykMafV2qh6urdEJWmjjKZreoNnpDGBYTxRuv1vZeN3uti8VVXo35dnsC7m3Xb6pz9/7OJWlfgkc3ymZObZzD1OabtPiAsxOJy1X7fvLVVHXEx+j1BQ1LZY45G5tkax7T2PAcPYVMfPWdAQEBAQEBAQEBAQEBBwHKPVPR1UkkrXzU8sjnPe4O2jXOcbklslza/Q0gLbRero3RO5rqtU1b5cFpjU7XxXMD4qsDoB2Mh7mvJb76kU6qOmGqdP1S6DUryZqKeoq5KmCSAtZHHHtG2xY3F8mF25wGCPMEjNatRcivGHuzbmnOU3XhANnRydIfKz12B34ShXeDoNhVY1Ex10z5wqdR3WiAgwVnMPD4hS9F86PHylT7f+gr8P3Q1qvHzsQEF0fyf6QCGsm6XSxxcIo8f4xVdqpzWnaeMUJ2u6gvBTzgfMvc17uhrJW849mOOMfWUK7GYXmx78WtRiZxExj19FYaP0NVT22ME0oO5zI3YPXIwjxWmKJnodFd2jprfG5Hhv8st9R6t9JSb4WQ/30jPw8Z9i9RaqQq9t6eObFU/Zc/JfRz6akggkc2R0TAzEwECzcmgA9QsO23Qt8RiMOYuV8uuasYzMzhtFl4EBAQEBAQEBAQEBAQEBAQVzrv8A6LTf4gfsJ/8AZa7vNWuxfqo7pU8ozshAQYKzmHh8Qpei+dHj5Sp9v/QV+H7oa1Xj52ICwPQOpGIDRjXfTlnJ+q7Z/BgVZqPmSsbUYoh3xC0tj6gICAgINZpflBSUpaKmoigLr4BK9rS4DeQCbkLMRM8BrXcv9Fj89gPc6/wXr3dfVP2YzHW/H/6Jor/zIve/gnu6+qTlR1v03WDos/nkI9Ilo8SEm3XHRP2OVHW6GlqWSMa+NzZGOALHsIc1wO4gjIheGWVAQEBAQEBAQEFW68ajKij6zO/iwMaP2pWq7wXewac6iqeqn1hVSjusEBBgrOYeHxCl6L50ePlKn2/9BX4fuhrVePnYgLA9Cak3f9LjHVLUDxkc795Vl/5krK3PwQ7xaXsQEBBqtO8oqSjbiqZmQ3vhaTd7rfRYLudwCzETO6GJmI4qw5Ra6HG7aGG39tU/FsTT4Fzu9qk0aWqeduaKtRTHDerGv0zUzSumml20jw0F7wLgNN2hobYNAI3AAZnrKkRYimMQ0zezvl+DpSX6MeW7IgZFp3bvMb4dqx7j8z39naz738x/VkZWyyHdGLDt629n6oWm9NNmnMxnM9fZPYn6DR162uaaKojEZ3x2pAlluTeNt8jZpItZoyFx0Mb3cVDnU0zGIj9e/wDld0eztzPxXI8I/mW85McqqygBbDLijLi4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width=184 height=181><IMG style="WIDTH: 239px; HEIGHT: 206px" src="http://sphotos-g.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/541894_566757336707752_1873080654_n.jpg" width=599 height=686><BR><BR>L'ufficialità non c'è ancora, ma da tempo circolano questi modelli. Prima maglia tradizionale a tinta rossoblù, mentre la divisa da trasferta sarebbe bianca con una striscia bicolore che la percorre in diagonale. Completamente blu la terza maglia, mentre la casacca del portiere potrebbe essere nera con due strisce orizzontali rossoblù.<BR><BR><STRONG>CATANIA</STRONG><BR><BR>-<BR><BR><STRONG>CHIEVO</STRONG><BR><BR><STRONG>-</STRONG><BR><BR><STRONG>FIORENTINA</STRONG><BR><BR><STRONG>-</STRONG><BR><BR><STRONG>GENOA</STRONG><BR><BR>Anche se non si sa ancora nulla riguardo alle divise, i tifosi si sbizzarriscono e&nbsp;il web pullula di suggestive immagini riguardanti maglie ispirate alla storia del club:<BR><BR><IMG style="WIDTH: 232px; HEIGHT: 193px" src="http://s20.postimage.org/hxr5n2ur1/GENOACFC_1_2a_Maglia_Storia_SPOILER_001.png" width=314 height=193><IMG style="WIDTH: 220px; HEIGHT: 194px" src="http://s20.postimage.org/zcbdvcrvx/GENOACFC_2a_Maglia_80_SPOILER_001.png" width=265 height=258><BR><BR><IMG style="WIDTH: 234px; HEIGHT: 184px" src="http://s20.postimage.org/8sist7rcd/GENOACFC_2_3a_Maglia_80_SPOILER_002.png" width=293 height=287><BR><BR><STRONG>HELLAS VERONA</STRONG><BR><BR><IMG style="WIDTH: 339px; HEIGHT: 144px" src="http://www.passionemaglie.it/wp-content/uploads/2013/06/hellas-terza-maglia-13-14.jpg" width=379 height=172><BR><BR>La società ha gettato via i teli e mostrato al pubblico la terza maglia, che reca la prestigiosa firma Nike. Si tratta di un completo totalmente nero che si accompagnerà alle altre due divise, le quali probabilmente presenteranno i classici colori gialloblù.<BR><BR><STRONG>INTER</STRONG><BR><BR><IMG src="data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAkGBxQSEhQUEhQUFRUVFRUVFhUUEBQVFRAVFRUWFxQUFBQYHSggGBolGxUVIT0iJSkrLi4uFx8zODMsNygtLisBCgoKDg0OGhAQGiwcHRwrLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCw3LCssLDc3NywrLCssLDcrLDc3LP/AABEIAL0BCwMBIgACEQEDEQH/xAAcAAAABwEBAAAAAAAAAAAAAAABAgMEBQYHAAj/xABLEAABAwIDAwgHBQUFBQkAAAABAAIDBBEFEiEGMUEHEyIyUWFigRQVM3GRouEjobHB8EJScpLRJEN0grMIJVOT8RY1RFRjhLLCw//EABkBAAMBAQEAAAAAAAAAAAAAAAABAgMEBf/EACsRAAICAQMDAwQBBQAAAAAAAAABAgMREiExBDJBEyJRIzNhcUIUNENEUv/aAAwDAQACEQMRAD8Aw5LNCRCXZuXRSt2TIGy5CuXSjMFcVy66bwuQOsu/X6KseDYVGyn9MqgXRF+SKIGzqlzeub8GtuPvV4w7a3B8gbJTe8GnzW7tGqNeeEPBkeiHT47lsM212CsALaUX7qW2nm1TFYaGbDZKmelEcWUiIOaGPedzSzKAQc1/gola1s0VgwZGCTc4XNtNd3Z3JRhWtckyJI5cjIpWuCQEdqIjAoQBly665Mk6yMAiowCpAcAhAXKwbMbH1Fb0mMLIRq+Z+jWtHWIvv0Uyko8jSbK+D+uxASO0fFaBs7tBhlOSx9O8hpIzuaHmTXVx0J8lPO2swQ6+jA/+1P45Vn6z+ClDJkVx+ihAW37KYxRVspipqTogXe4xNaxg7Ddu8pHa/kqimvJRkQybzGdY5P4degVEepWd1gbrMWsgT7F8KmpZDHURujeODtzv4SN6ZLqjJPdGTTQC5CuVCAISdQNEqkqjcs7e0qPIxKBCUC8jydQKXZuSCXZuW1PJMgwQXQpRsVrHiV07+CBIlGjYTu+KVrKfKB2p1TNyxpwocpNMmVmI5Rpj9nm4rhdG2jewS0gka6Jxt0nPJIPZrc371D0XJZiOcZoow3jeYWVJwerkjeXRvcw9rHFp87KTxHa+uJy+lTW/jI+9TGqcI6lwNyzLBoDtlqOhInxOZkjmAc3Tx3IuO0AkuVE2820lxCQNI5uGPSOEWsOFzbebBR7nkgucSXEalxJJ8ymT6B7S0yNLQ8Xbf9odoTuoftWd2EJ8/gj7IzZLKRrKUAXUcyIncsZ0zqlgqMlJZF2G6FJ0z7O1TupitqNy6avdDPlES2YguCCyFUIEIyICjBUhNBh+u5WDZvY6rrdYIuhxkf0WDzO9PuTTZltdVfbaQRDPJc2DtQGsv7yF6Kpeba0NjLQ1o6LWEaDdpbcua25x4LhFPkomyvJRS04a+pPpEm+xu2IHubfXzurpiVIJYZIQcrXxui0FgwObl0HZqnQ7yPMga/mjfrfv7VxOcnuzbGODz7NyT4gxxa1kb2gmzhMBmHDS2+ysOFclk5aGzvZEx1s4Y4ue7TUXvYLYC3+vvRcv636rb+omok6ERGA4JBRRCKnZkbxO90ju1x4qRslHN/PggyrCWXuytkiPxfC4aqMxVDBIzXQ7230u07x5LHtruS6aAukpCZogC4tPtYx3D9oBbdN3pGnJP63e5XC6UBNJo8qEWvfhv7Qe8cCuK27lZ2IZLC6rp2Bs0QLpA0e2YNXHvcFiAXo03a0c8o4BSdR1UoEnP1Vpb2ihyMCgQoF5DOoFLsSCXYtqeSZB2hSZi1Hco2LrBTLDqP1wXq9NFNN/By2yaGlbCXOa1oJJ3AC5PuAS9bA6JuVws4Dcd4v29inq7aYsiZHBDHFIG5HTjpSObe/RzDoHXeNVXa8ktJN7nU3NySd5ujfM2w/5QhhjdCUlKLyJzh46KRjH2nmk4ZhBP5Hn3stOy+z5rJWx8DpcnQC1zf4hTe3GyTaYMfnL+iWgm92huXS1yLanXuVcwXHnUcgkF9DvA1HaLcR/RPdoNsHVoA1sO6wF99hqdbDW/ALKyMpdQl4Q4NKtlUxF1mouHNFigxU7kTDHakKm0+pwwSxXsJ1keVyexuzMSeJN0ugw128IitF0o/IN5gmNyFyNK3UohUy5KRwCOEUIwS8Aa1sdhf8AuCqkA1leT3kRvt+CquB7ZzYcZOYYx2YDM54Jyi4FhwGtlrHJcwPwaKM7nCVpPZc2VC2XwmriqKqKCmimcG2dzouGWcCx7b6HUDRcqsSWl/JThvqGO0u0FZVBk8/2LQLNa0ujvuOYNvc7hqUfZrlRlpIxCIRL0iS98ry51z71F7c0VVA5prBZ8l8t3A6DsaNABcKM2e2cqKhpkhhfI0OylzbWzeZXTP024wRnHKTkyZxrbGqmlfNzskeb9hkrg1g7BqrRhHLDljZE2le5waGhxmBLj2m4Wb4/TvgdzUrSx4Fy0kXHv1Ujs7gs45uUQSOYTcODLgjtCdirlLSsYQ4asZZecNxLEcj5pHSuYSCXN0EYvchp7OF7JxinKySx8cNO+KUDKHue1wZ4rW1UjNtfEyk5u1ntjMZbcBrTly6G/b3LMK6jlc9z+ZlDTqCY3DQbiVhRCNk257JFzbjHYuWwG0FbVVjY5ah7o2tL3tytF7HTUD3rXaVixzkR6U1W88GRtHm5y2Fj9w4rDqpR14jwaVp6dx+GAix3HQ+e9eWdsMJ9EraiHcGyOLB2Mc4lg/lIC9StWI8vlCG1VPMP7yItd3ljjb7rJdNLEgmsozFJz7ilAkqjcvRs7DnjyMSgQoF5LOoFLsSCXYtqeSZAtOqlnHo3USN6lT1PJen0zaTOe3wHnOcB3aEWvb0PgtD2P2aopcOpZJmZppXTgdKTURyOGgY07hZSUmx9DK0lrCQDl6M83RI0I9l2hYx6pe7PkcqvcsGUUQ6CQhP2i1GHZCi6rc1xvAqiSL7rhzB96ZnYilzXDpGnf7aF1/IuCt9TD2r4BVvLZnuI9XzRMPfoVfqrYGN+6eRuoAuyB2/tIl/JGxDksfTRSSNqoHhrc1r2dbs370ncvXyKMPpmcYjJcpPD3WcjYgOki0Y1WG76jP5NMfTH9cOgmuGHpJ7UNu0qOojZ4XV1G18WZV7waFqoWcUinNaNU2CmzuZUeAQhQBDdSM3zkRmz4a6P/hyv3djiTZaDhtgXaC51vaxNuBPFZryBsIo6k8HSgDyBVp2qxKaBkZp7c4+eKKxAOYPdYgAkC/mvMs7joRZqrDIpT9pGx5AtdzA4gHgL7uHwSdHRsiBbExrG3vlaLBVBmO1gDzckMNnHmoCGHscRPoUlHtNVEm1nfw0zXW7+jMVLDBZcS2ZpJnl81PG953uOa7vfYqRp4GRsbGwBrGjK1o0DW7gAqNJtfU/uxk9hp5gflulmbYzAdOKI+dQ3/wDEpAO3bC4aH5zSx5g7NfPIele+brb1NYhNHIx0buk14IcAbXB3i4VJxDlKZE4Nko5XXF80Re4fMwK1YLVR1cDJ2MewPGjJG2cLGyE8BhENgmBU1E6QwMMbZALjO5wJB01KslNIDqmWL04yE66a6JemZoDbgPwSGS0btFln+0FBenpX/uyvaT3Fun3rT4NyovLlBmwwm3UmjPuB0K0reJIT4MAai1HV8kLUE56K9Sb9hzruGBQISgXlM6AUsxIpdm5bU8smQdrrEHfY399uBViqcXppBf0fI62uSSzffuVcRV2Rm4mbSZpOyW3rKSOlbzDiIBU/3mp55xPZwU1hvKJDBTlj4XvzVD5T0gLNkkc82PaMyyulf0AO8p5U9ROuiEotszssaksGm4dygUprqmpc1wjliijjvE3M0sDg7NwOrkww/bCiGJGV5PN+juiF4gbPJJ3WWd0R6PmmbDaXzTn00cRa8jjN5Zpez9fQU5qxNOxwnb9m8xPsxxc86jhbMNyY4RU0kVBWRPmZPMSOZdaTUWbfLm3cVScSPRXYa7oqnQnelklTfp5G2I9ZBRxOcQGgk9gFyhxLrJVjS1oINj3LLT9Vv4NM+xfklHUUhFubde27IU0p9n6ku9k4DxEN+8lN/WUn7x+JSBqXne95/wA7v6q77FPGPAq46VgksboXRFuYtuRezXB1rdtklguGuqaiKBnWkeG+4E9J3kNUzgks4EgOsblrr2dbgbLeuSWPDqn+0QUnMzw9F3WLQXNIJYeN9fisrrfJcY7GJYzhzqeeWF/WjeW7rXtuPwTArd+Vmmw2ldz1RTmWomuWgEta4tH7Z3cQsMneC4kANB1sNbdyKrNSE0aZyW7c01FA+CcvjJeX5w3Mwgk6EDUK7YdjVLilRFHFUZnQyNqA3mSL824G1yV55V85EJsuKxj96OQfdf8AJY2VLGUXGRqNXyeuNNWwtmGaqnbMCWEBlrdE237kTDNhJoKt03PB7OYMTBcsIcW2u8DQhaGCk5d65DQzXY/Y+rpHxmYtfZz3ZxI49a9hr70fZfB6+mp6qGRhe6YyOjk58Hm8zTkHS13ngtDlST0AZ9hmG17MMlpnRP8ASckhZNzkTg5xJygG9xp2q27KwSx0dO2ovzzY2h9yD0ra6jRSMM3Ao70ARWN+zPYhpapmUdNu4ce5OK6APY4Hs/ELEdouUetp6meGMxZI5HsbeME2a4ga37lUYahG4x1TLdYfFVzlMc1+GVQ1Noy4HKbXaDbVY9Lyp4iRYSMb3tiA/FQmKbU1lS0tnqJHtO9ugHwAC3jS0S5EUxBP1UZgRajcu6XYYruGJQISgXlM6AU4ZuTdLs3LanlkyDIbIoKMV1+DMcQf1T2c/Zpg3QH3Afen0/s/JdFPbJGNnMRKgPRTU+1805oNyaz+0Tm/pxY49zHWIDopLCzoUtXdQpDDRvTf9whL7bEcQ6yc/wB2E3xAdJLs9msYfckW+1DMJQIrQn2F4bJUStihY573mzWtG/tJ7AO1ZbRNMDNW3Cds5qWi9Gow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UcOinbcP1HS3kDq9vmrZtNsdFTUFJM1zjJM54eT1bAaWbwSbwg8mfLk/9X+L5fqg9XeL5fquUs//2Q==" width=251 height=174><IMG src="https://encrypted-tbn2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSQj5L77l1SWYxQGijDfwQi9Hb4GD1_uvjlB-KL9y50svnB_7J95g" width=205 height=184><BR><BR>In rete circolano varie anteprime. Per quanto riguarda la prima maglia le voci di corridoio convergono su un elemento, ossia che le strisce saranno&nbsp;più strette. Invece la maglia away presenta due varianti, che comunque segnerebbero un cambio di rotta rispetto al rosso dominante nella stagione appena finita.<BR><BR><STRONG>JUVENTUS</STRONG><BR><BR><IMG 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width=187 height=184><BR><BR>Niente stelle e slogan da manifestazione sindacale, la maglia casalinga dei bianconeri sarà molto più&nbsp;sobria. Strisce più strette e nuovo sponsor, mentre la vera novità è rappresentata dalla divisa esterna, in un'inedita tinta gialla.<BR><BR><STRONG>LAZIO</STRONG><BR><BR><IMG src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSIZmeUIFpqJpt4Ogr4baoBAXG8MM1p3_fGdvMAQfucym6a5_GH" width=250 height=158><BR><BR>Lo sponsor tecnico sarà ancora Macron, che riproporrà una divisa a tinta unita e con pochi inserti. I colori delle maglie dovrebbero essere rispettivamente celeste, giallo e blu, e rimbalzano voci secondo cui il modello base sarebbe la maglia speciale che i biancocelesti hanno sfoggiato alla finale di Coppa Italia. Bella e, visti i risultati, anche fortunata.<BR><BR>C1007650FL0435FL0435isla-6.jpgSiNmaglie-serie-a-2013-14-1012136.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100612201,02,03,07,080301623
1181012043NewsCampionatiSerie A, 37a giornata: le probabili formazioni20130512102555serie aLe probabili formazioni della 37a giornata di Serie ALe probabili formazioni della 37a giornata di Serie A.<BR><BR>Fiorentina – Palermo<BR><BR>Fiorentina (3-5-2): Viviano; Savic, Rodriguez, Compper; Cuadrado, Mati Fernandez, Pizarro, Borja Valero, Pasqual; Jovetic, Toni.<BR><BR>Palermo(3-5-2): Sorrentino; Munoz, Von Bergen, Aronica; Morganella, Rios, Donati, Kurtic, Dossena; Ilicic, Miccoli.<BR><BR>Genoa – Inter<BR><BR>Genoa (4-3-1-2): Frey; Granqvist, Portanova, Manfredini, Antonelli; Kucka, Matuzalem, Vargas; Bertolacci; Floro Flores, Borriello. Indisponibili: Rossi, Olivera, Ferronetti.<BR><BR>Inter (4-3-2-1): Handanovic; Benassi, Ranocchia, Cambiasso, Chivu; Kuzmanovic, Kovacic, Schelotto; Guarin, Alvarez; Rocchi. Squalificati: Juan Jesus, Pereira. Indisponibili: Castellazzi, Mudingayi, Obi, Milito, Stankovic, Palacio, Mbaye, Gargano, Samuel, Zanetti, Silvestre, Jonathan.<BR><BR>Parma – Bologna<BR><BR>Parma (4-3-3): Mirante; Benalouane, Paletta, Lucarelli, Ampuero; Marchionni, Valdés, Parolo; Biabiany, Amauri, Belfodil. Squalificato: Gobbi. Indisponibili: Mariga, Mesbah, Sansone.<BR><BR>Bologna (4-2-3-1): Stojanovic; Garics, Sorensen, Naldo, Morleo; Taider, Khrin; Christodoupoulos, Diamanti, Gabbiadini; Moscardelli. Squalificati: Gilardino, Perez, Kone. Indisponibili: Cherubin, Curci, Antonsson, Carvalho.<BR><BR>Udinese – Atalanta<BR><BR>Udinese (3-4-1-2): Brkic; Benatia, Danilo, Domizzi; Basta, Allan, Badu, Gabriel Silva; Pereyra, Muriel; Di Natale. Indisponibile: Lazzari.<BR><BR>Atalanta (4-4-1-1): Consigli; Scaloni, Lucchini, Canini, Giorgi; Carmona, Radovanovic, Biondini, Del Grosso; Bonaventura, Denis. Squalificati: A. Masiello, Cigarini, Stendardo. Indisponibili: Marilungo, Cazzola, Brienza, Budan, Raimondi.<BR><BR>Napoli – Siena<BR><BR>Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Rolando, Cannavaro, Britos; Maggio, Dzemaili, Inler, Armero; Hamsik; Cavani, Pandev. Indisponibile: Campagnaro.<BR><BR>Siena (3-4-2-1): Pegolo; Terzi, Paci, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Sestu, Agra; Emeghara. Squalificati: Vitiello, Rosina. Indisponibile: Matheu.<BR><BR><BR>Lazio – Sampdoria<BR><BR>Lazio (4-4-2): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Candreva, Ledesma, Hernanes, Lulic; Floccari, Klose.Indisponibili: Brocchi, Mauri, Ederson.<BR><BR>Sampdoria (3-5-2): Da Costa; Gastaldello, Palombo, Castellini; De Silvestri, Poli, Obiang, Renan, Estigarribia; Icardi, Eder. Indisponibili: Krsticic.<BR><BR>Chievo – Torino<BR><BR>Chievo (5-3-2): Puggioni; Sardo, Andreolli, Dainelli, Cesar, Dramé; Cofie, Rigoni, Hetemaj; Stoian, Thereau. Squalificati: Bentivoglio, Papp, Luciano. Indisponibili: Spyropoulos, Pellissier, Acerbi, Paloschi.<BR><BR>Torino (4-2-4): Gillet; Darmian, Ogbonna, Glik, Rodriguez, S. Masiello; Basha, Brighi; Cerci, Barreto, Meggiorini, Vives.Indisponibili: Stevanovic, Diop, A. Gomis, Santana.<BR><BR>&nbsp;<BR>Milan – Roma<BR><BR>Milan (4-3-3): Abbiati; Abate, Zapata, Mexes, Constant; Flamini, Muntari, Nocerino; Boateng, Balotelli, El Shaarwy. Indisponibili: De Jong, Bojan, Montolivo, Bonera, Antonini.<BR><BR>Roma (4-2-3-1): Lobont; Torosidis, Marquinhos, Castan, Balzaretti; De Rossi, Bradley; Lamela, Totti, Florenzi; Osvaldo. Indisponibile: Stekelenburg.<BR><BR>C1007650adm001adm001elsha420.jpgSiNserie-a-le-probabili-formazioni-della-trentasettesima-giornata-1012043.htmSi100075501,02,03,06,07,08,09030423
1191012040NewsCampionatiTorino e Genoa, ma il calcio dov`è?20130510111774serie a, torino, genoaIl calcio non può prescindereIl calcio non può prescindere dal gioco e, tra Torino e Genoa, il gioco è stato latitante, anzi per meglio dire è stato un optional. Brutta, davvero brutta partita di fine stagione i cui connotati si sono riassunti nella paura di perdere per non rischiare di retrocedere in Serie B. D’altra parte i risultati provenienti dai campi delle dirette concorrenti, Palermo e Siena, hanno contribuito ad un sonnecchiante, quanto sterile e noioso incontro di calcio tra granata e rossoblu genoani. Una partita che non c’è stata e, lo squallido 0 a 0 cui abbiamo assistito, ha fatto sì che le due squadre conquistassero un punto prezioso, perdendo però la faccia. Tutto ciò, senza tenere alcun conto del pubblico pagante, il quale giustamente spazientito, si è lasciato andare ad epiteti quali: “vergognatevi” e anche “buffoni”. Un classico e legittimo sfogo di chi vorrebbe giustamente rispetto della dignità sportiva. E invece, Torino e Genoa hanno pensato bene di trotterellare a metà campo, come chi teme di offendere l’altro per non essere a propria volta offeso. Il calcio è davvero un’altra cosa, e noi cronisti pur non meravigliandoci di certi atteggiamenti che tutti gli anni si verificano sul finire del campionato, non possiamo far altro che rimarcare la deplorevole abitudine del non gioco. Il Genoa non ha mai tirato in porta e il Torino ha apportato soltanto due timide insidie con Bianchi di testa nel primo tempo e poi con Birsa sul finire della gara. Per il resto, si può dire che l’antico gemellaggio tra le due tifoserie si è rinsaldato ancor di più nel considerare in maniera univoca la non sportività da parte delle loro rispettive squadre. Il Torino a quota 37, deve ancora affrontare il Chievo a Verona e il Catania fra le proprie mura e, almeno di spiacevoli colpi di scena, dovrebbe ritenersi salvo a tutti gli effetti. Il Genoa che ha toccato quota 36, invece, giocherà domenica prossima al Ferraris contro l’Inter e poi farà visita al Bologna nell’ultima partita di campionato. Anche per i rossoblu genoani non sembrano esserci grandi pericoli, soprattutto in considerazione della sconfitta di ieri subita da Palermo e Siena ad opera di Udinese e Fiorentina. Insomma, un calcio fatto di “freddi”computi matematici, piuttosto che di caloroso spettacolo calcistico. Che brutta cosa però! E, nell’analisi più approfondita del campionato visto in casa granata, continuiamo a dissociarci da pensieri banali quanto riduttivi e minimalisti, che spesso fanno capolino alla proverbiale e cosmica “sfiga” del Toro. La verità è che questo Toro ha assoluto bisogno di diventare una vera e propria squadra di calcio. Come? Investendo in giocatori importanti che conoscano bene la massima categoria. Tuttavia, pur capendo l’eterna difficoltà economica della Società Torino F.C. che è fatta d’impareggiabile storia e viscerale passione, è davvero ora di cambiare rotta e inserirsi di diritto tra le grandi del nostro campionato. Vero, presidente Urbano Cairo? Il popolo granata merita maggiore attenzione e più soddisfazioni. In fondo, non è scritto da nessuna parte che il Torino è soltanto simbolo di <BR>sofferenza! <br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711rolando-bianchi.jpgSiNtorino-genoa-il-calcio-dov-e-1012040.htmSiT1000022,T1000099100451001,02,03,09030817
1201012020NewsCampionatiSerie A, 36 giornata: le probabili formazioni20130508111120serie aLe Probabili FormazioniMercoledì 8 maggio<br><br> PESCARA-MILAN ore 18<br><br> Pescara (4-2-3-1): Perin; Zanon, Capuano, Kroldrup, Balzano; Rizzo, Togni; Celik, Cascione, Sculli; Sforzini<BR>A disp.: Falso, Zauri, Bianchi Arce, Bocchetti, Cosic, Blasi, Bjarnason, Di Francesco, Abbruscato, Caraglio, Mancini. All.: Bucchi<BR>Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: D'Agostino, Modesto, Weiss, Quintero, Caprari, Pelizzoli<br><br> Milan (4-3-3): Abbiati; Abate, Zapata, Mexes, De Sciglio; Flamini, Muntari, Nocerino; Niang, Balotelli, Robinho<BR>A disp.: Gabriel, Amelia, Yepes, Constant, Salamon, Ambrosini, Zaccardo, Traoré, Cristante, Pazzini, El Shaarawy. All.: Allegri<BR>Squalificati: Boateng (1)<BR>Indisponibili: De Jong, Bojan, Montolivo, Antonini, Bonera<br><br> ATALANTA-JUVENTUS ore 20.45<br><br> Atalanta (4-4-2): Consigli; Raimondi, Stendardo, Canini, Del Grosso; Carmona, Cigarini, Biondini, Bonaventura; Moralez, Denis<BR>A disp.: Polito, Frezzolini, Ferri, Lucchini, Bellini, Contini, Brivio, Radovanovic, Scaloni, Giorgi, De Luca, Parra. All.: Colantuono<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Troisi, Budan, Cazzola, Marilungo, Brienza, Lucchini<br><br> Juventus (3-5-2): Storari; Caceres, Bonucci, Chiellini; Padoin, Giaccherini, Pirlo, Marchisio, De Ceglie; Matri, Quagliarella<BR>A disp: Rubinho, Branescu, Marrone, Peluso, Lichtsteiner, Isla, Vidal, Vucinic, Giovinco, Anelka. All.: Conte<BR>Squalificati: Pogba (3)<BR>Indisponibili: Pepe, Asamoah, Buffon, Bendtner, Barzagli<br><br> &nbsp;<br><br> BOLOGNA-NAPOLI ore 20.45<br><br> Bologna (4-2-3-1): Stojanovic; Motta, Sorensen, Antonsson, Abero; Perez, Taider; Kone, Diamanti, Christodoulopoulos; Gilardino<BR>A disp.: Agliardi, Naldo, De Carvalho, Krhin, Natali, Morleo, Garics, Pazienza, Riverola, Pasquato, Gabbiadini, Moscardelli. All.: Pioli<BR>Squalifica: Guarente (1) <BR>Indisponibili: Cherubin, Curci<br><br> Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Gamberini, Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Dzemaili, Zuniga; Hamsik; Cavani, Pandev<BR>A disp.: Rosati, Colombo, Grava, Rolando, Mesto, Inler, Donadel, Armero, El Kaddouri, Calaiò, Insigne. All.: Mazzarri<BR>Squalifica: nessuno<BR>Indisponibili: Campagnaro<br><br> CAGLIARI-PARMA<br><br> Cagliari (4-3-2-1): Agazzi; Perico, Rossettini, Astori, Murru; Dessena, Conti, Ekdal; Nainggolan; T. Ribeiro, Sau<BR>A disp.: Avramov, Anedda, Avelar, Ariaudo, Eriksson, Cossu, Ibarbo, Casarini, Loi, Nenè. All.: Pulga-Lopez<BR>Squalificati: Pinilla (1) <BR>Indisponibili: Cabrera, Pisano<br><br> Parma (3-5-2): Mirante; Benalouane, Paletta, Coda; Rosi, Parolo, Valdes, Ampuero, Gobbi; Biabiany, Amauri <BR>A disp.: Pavarini, Santacroce, MacEachen, Morrone, Palladino, Strasser, Marchionni, Ninis, Galloppa, Palladino, Belfodil, Boniperti. All.: Donadoni<BR>Squalificati: Lucarelli (1)<BR>Indisponibili: Mariga, Sansone, Mesbah<br><br> INTER-LAZIO ore 20.45<br><br> Inter (4-3-1-2): Handanovic; Jonathan, Ranocchia, Juan Jesus, Pereira; Kuzmanovic, Kovacic, Cambiasso; Guarin; Alvarez, Rocchi<BR>A disp.: Carrizo, Belec, Chivu, Pasa, Ferrara, Spendlhofer, Benassi, Schelotto, Garritano, Forte, Colombi. All.: Stramaccioni Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Obi, Mudingayi, Milito, Castellazzi, Stankovic, Palacio, Mbaye, Gargano, Samuel, Silvestre, Zanetti, Cassano, Nagatomo<br><br> Lazio (4-4-2): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Candreva, Gonzalez, Hernanes, Lulic; Klose, Floccari<BR>A disp.: Bizzarri, Guerrieri, Ciani, Onazi, Cana, Pereirinha, Stankevicius, Kozak, Ledesma, Rozzi, Saha. All.: Petkovic<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Ederson, Brocchi, Mauri<br><br> PALERMO-UDINESE ore 20.45<br><br> Palermo (3-5-2): Sorrentino; Muñoz, Von Bergen, Aronica; Morganella, Barreto, Rios, Kurtic, Garcia; Ilicic, Miccoli<BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Mantovani, Anselmo, Faurlin, Viola, Nelson, Dossena, Fabbrini, Hernandez, Formica, Sperduti, Boselli, Dybala. All.: Sannino<BR>Squalificati: Donati (1)<BR>Indisponibili: nessuno<br><br> Udinese (3-4-2-1): Brkic; Benatia, Angella, Hertaux; Basta, Pereyra, Allan, Badu, G. Silva; Zielinski; Muriel.<BR>A disp.: Padelli, Pawlowski, Ranegie, Siku, Merkel, Pasquale, Faraoni, Maicosuel, Di Natale, Campos Toro, Rodriguez. All.: Guidolin<BR>Squalificati: Danilo (1), Domizzi (1), Pinzi (1)<BR>Indisponibili: Lazzari<br><br> &nbsp;<br><br> SAMPDORIA-CATANIA ore 20.45<br><br> Sampdoria (3-5-2): Romero; Mustafi, Palombo, Gastaldello; De Silvestri, Munari, Obiang, Poli, Pulsen; Sansone, Eder<BR>A disp.: Da Costa, Berni, Castellini, Savic, Renan, Rossini, Berardi, Estigarribia, Icardi, Maresca, Rodriguez, Maxi Lopez. All.: Rossi<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Krsticic, Costa<br><br> Catania (4-3-3): Frison; Potenza, Legrottaglie, Spolli, Marchese; Izco, Lodi, Almiron; Barrientos, Bergessio, Gomez<BR>A disp.: Terracciano, Messina, Augustyn, Ricchiuti, Cani, Rolin, Biagianti, Castro, Salifu, Keko, Doukara. All.: Maran<BR>Squalificati: Andujar (1)<BR>Indisponibili: Sciacca, Alvarez, Capuano<br><br> SIENA-FIORENTINA ore 20.45<br><br> Siena (3-4-2-1): Pegolo; Terzi, Paci, Texeira; Angelo, Della Rocca, Vergassola, Rubin; Rosina, Sestu; Emeghara<BR>A disp.: Farelli, Grillo, Terlizzi, Verre, Bolzoni, Calello, Pozzi, Agra, Valiani, Reginaldo, Paolucci, Bogdani. All.: Iachini<BR>Squalificati: Vitiello (10/5/2013), Felipe (1)<BR>Indisponibili: Matheu<br><br> Fiorentina (3-5-2): Viviano; Savic, Rodriguez, Compper; Cuadrado, Migliaccio, Pizarro, B. Valero, Pasqual; Jovetic, Larrondo<BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Hegazy, Llama, Roncaglia, Mati Fernandez, Romulo, Wolski, Toni, El Hamdaoui, Rossi. All.: Montella<BR>Squalificati: Ljajic (2), Tomovic (1)<BR>Indisponibili: Camporese, Aquilani, Sissoko<br><br> &nbsp;<br><br> TORINO-GENOA ore 20.45<br><br> Torino (4-2-4): Gillet; Darmian, Glik, Ogbonna, Masiello; Brighi, Gazzi; Cerci, Barreto, Bianchi, Santana<BR>A disp.: Coppola, Rodriguez, Darmian, D'Ambrosio, Vives, Bakic, Menga, Di Cesare, Birsa, Basha, Jonathas, Meggiorini. All.: Ventura<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Stevanovic<br><br> Genoa (3-5-1-1): Frey; Granqvist, Portanova, Manfredini; Cassani, Kucka, Matuzalem, Vargas, Moretti; Bertolacci; Borriello<BR>A disp.: Tzorvas, Donnarumma, Antonelli, Bovo, Floro Flores, Nadarevic, Pisano, Rigoni, Jankovic, Immobile, Jorquera, Tozser. All.: Ballardini<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Olivera, Rossi, Ferronetti<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001elsha420.jpgSiNserie-a-trentaseiesima-giornata-le-probabili-formazioni-1012020.htmSi100075701,02,03,06,07,08,09030347
1211012006NewsEditorialeSerie A: la spinta di Bergessio l`urlo di Cavani e la convalescenza di Guarin. Top e Flop della 35a giornata20130506113932serie aNapoli, Juventus, Lazio e Genoa portanoNapoli, Juventus, Lazio e Genoa portano, con le rispettive vittorie, linfa e giocatori alla formazione dei top di giornata. Male Bologna, Samp, Inter e Palermo che annoverano alcuni dei propri nel flop undici.<BR><BR>TOP<BR><BR>Abbiati = Mura gli attacchi del Torino ed alla fine risulta più decisivo di Balotelli per una vittoria che vale doppio in chiave Champions League. Saracinesca.<BR><BR>Manfredini = Blinda la difesa genoana, anche se contro ha Sforzini e non Rooney. Ma per i tre punti in chiave salvezza, basta ed avanza. Solido.<BR><BR>Paletta = Ancora una volta nei top, per concretezza, solidità e affidabilità. Tra i migliori del campionato, senza dubbio. Realtà. <BR><BR>Vidal = Simbolo della seconda Juve sculettata dell’era Conte. Tocca quota 10 reti e mette il timbro nella gara che vale i festeggiamenti. Possente.<BR><BR>Hernanes = Si risveglia dopo un periodo di appannamento e torna al gol con una rete delle sue, un misto di forza e poesia. Completo.<BR><BR>Klose = Cinque reti in una sola gara di campionato le aveva fatte Pruzzo, anno di grazia da cercare negli annali. Fuoriclasse estremo. Valanga.<BR><BR>Cavani = Annienta da solo un’Inter di burro e supera quota 100 reti in maglia azzurra. Ne restano una manciata per superare Maradona. Ma deve restare a Napoli. Matador.<BR><BR>Formazione Top = Abbati; Manfredini, Paletta, Mexes; Vidal, Hernanes, Barrientos, Parolo; Klose, Cavani, Bergessio.<BR><BR>FLOP <BR><BR>Romero = Regala con una papera colossale il terzo gol all’Udinese e chiude in bruttezza una gara da assoluto protagonista. In negativo. Goffo.<BR><BR>Felipe = Devastato dalle accelerazioni dei centrocampisti catanesi, lascia il Siena in dieci e contribuisce alla disfatta dei suoi. Inefficace.<BR><BR>Antonsson = Simbolo di una difesa letteralmente sgretolata di fronte a Klose. Nemmeno i mobili dell’Ikea sono così fragili. Spaventato.<BR><BR>Ilicic = Questa volta stecca e per il suo Palermo la salvezza è sempre più una questione di miracoli. Giornata di pausa. Stanco.<BR><BR>Guarin = Rientra per mettere un ulteriore cerotto ad una Inter alla frutta. Ma da convalescente, non può che essere lontanissimo dal farlo bene. Spuntato.<BR><BR>Barreto = Si divora occasioni colossali, ipnotizzato da Abbiati in campo e forse da Ventura negli spogliatoi. Per chi si deve salvare, errori imperdonabili. Svagato.<BR><BR>Gilardino = Impegna Marchetti solo ad inizia gara, quando la stretta di mano durante i saluti di rito risulta un po’ impegnativa. Assente.<BR><BR>Formazione Flop = Romero; Felipe, Antonnson, Aronica; Boateng, Ilicic, Guarin, Pogba; Barreto, Gilardino, Icardi.<BR><BR>Gabriele Cavallaro<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001124157881-ced6d0bc-0c7f-4179-914e-291887bb94bf.jpgSiNserie-a-la-spinta-di-bergessio-l-urlo-dicavani-e-la-convalescenza-di-guarin-top-e-flop-della-trentacinquesima-giornata-1012006.htmSi100075701,02,03,06,08030589
1221012002NewsCampionatiLIVE - Serie A, risultati e marcatori20130505175144serie aRisultati e marcatori I risultati e marcatori di Serie A. Match ore 15.<br><br> Finali<br><br> Catania-Siena 3-0: 14' 52' e 71' Bergessio<br><br> Genoa-Pescara 4-1: 19' Floro Flores, 30' e 54' Borriello, 35' Sculli (P), 70' Bertolacci<br><br> Juventus-Palermo 1-0: 58' Vidal rigore<br><br> Lazio-Bologna 6-0: 22' 36' 39' 50' e 61' Klose, 32' Hernanes<br><br> Milan-Torino: 84' Balotelli<br><br> Parma-Atalanta 2-0: 45' Parolo, 58' Biabiany <br><br>C1007650adm001adm001vidal.jpgSiNserie-a-trantacinquesima-giornata-risultati-e-marcatori-1012002.htmSi100075501,02,03,06,07,09030294
1231011986NewsCampionatiNon basta il cuore Toro, contro una cinica Juventus20130429211449serie a, torino, juventusIl derby di Torino si è intriso di molte motivazioni romantiche Il derby di Torino si è intriso di molte motivazioni romantiche e di poca bellezza di gioco. Una partita tutto sommato equilibrata che non ha espresso i canoni di un gioco piacevole, ma, sicuramente, ha evidenziato grande intensità. E, quando tutto faceva supporre la reale spartizione dei punti in palio, sul finire del match la Juventus ha avuto un’impennata di otto minuti di furore agonistico che gli è valsa la vittoria, grazie a una rete di Vidal e poi di Marchisio. Il Toro ha messo in campo tutta la sua anima, il suo smisurato orgoglio, ma non è bastato di fronte alla superiorità tecnica dei bianconeri. Per i granata è davvero un peccato non aver portato a casa un punto che gli sarebbe servito a migliorare la sua non più tranquilla posizione di classifica. Già, un punto che, tutto sommato, sarebbe anche stato meritato, visto che la squadra di Ventura ha saputo contenere in maniera ordinata gli attacchi di una Juventus che, in verità, non è mai sembrata così volitiva nel desiderio di vincere la partita. D’altra parte, la squadra di Conte non aveva alcun interesse a forzare le proprie azioni di gioco poiché già con il Palermo bisserà probabilmente il suo secondo scudetto dell’era Conte. Tuttavia, un derby è sempre un derby e tutti vorrebbero vincerlo per l’importanza che ha. A Torino il cielo è plumbeo, carico di pioggia, così come si conviene al periodo storico della leggenda granata legato a quel 4 maggio 1949, in cui l’aereo che portava a casa il Grande Torino capitanato da Valentino Mazzola si schiantò contro Superga. Bella la cornice delle due curve, ed è fantastico vedere la cromatura spettacolare delle due opposte fazioni, ispiratrici di storie diametralmente opposte. La partecipazione emotiva è alle stelle. La partita comincia sotto il diluvio, ma il terreno dell’Olimpico di Torino sembra contenere egregiamente l’acquitrino. Al fischio d’inizio prevale l’equilibrio tra le due squadre che danno l’impressione di studiarsi a vicenda. Il Torino è pimpante e volitivo e, sotto la pressione del tifo granata, imbastisce con Cerci e Santana alcune occasioni da gol che sono davvero apprezzabili. Poi, superato il quarto d’ora iniziale, la Juventus alza il suo baricentro e, fino al termine della prima parte di gioco, si nota una maggiore insistenza dei bianconeri sotto la porta difesa da Gillet. Un solo acuto per il Torino al 42’ con Santana che da fuori area lascia partire un tiro che mette in seria difficoltà Gigi Buffon. Poi, nella ripresa, al 55’ il Toro sostituisce Meggiorini con Jonathas per cercare una più valida alternativa in attacco. Ma è la Juve che continua ad spigere in avanti, prima con Lichsteiner e poi con Asamoah, i due esterni di fiducia di Conte che, in realtà, sono apparsi un po’ stanchi e lontani dal loro standard abituale.&nbsp; Intanto, al 73’ la Juve sostituisce Lichesteiner con Caceres e Vucinic con Quagliarella, mentre il Toro cambia D’Ambrosio con Di Cesare. E, quando la partita sembra avviata verso lo 0 a 0, ecco che all’86 la Juve va in vantaggio con Vidal il guerriero che da fuori area inventa uno dei suoi soliti tiri imparabili di destro che l’hanno reso famoso. Nulla da fare per Gillet, ma la difesa del Toro non avrebbe dovuto dare l’opportunità all’avversario di tirare in porta con tale facilità. Entusiasmo alle stelle per gli juventini che esplodono in un’irrefrenabile, legittima gioia. Al 90’ il direttore di gara signor Bergonzi applica 4 minuti di recupero e la Juve ne approfitta per sostituire l’esausto Asamoah con Peluso.&nbsp; E, da lì a poco, raddoppia la Juve con Marchisio su sponda di Quagliarella. E’ l’apoteosi juventina che ora vede lo scudetto a un solo punto da conquistare. Facile pensare che già domenica prossima contro il Palermo, la Torino bianconera potrà abbandonarsi ai festeggiamenti di rito. Intanto, sul finire della partita, è espulso Glik per somma di ammonizioni. Il Torino e la mitica curva maratona, pur nell’amarezza della sconfitta, dimostra ugualmente l’orgoglio e tutto il suo attaccamento alla squadra granata, applaudendo in segno di ringraziamento per quello che avrebbe potuto essere e non è stato. Alla squadra di Ventura non si può certo rimproverare il mancato impegno, ma adesso urge conquistare i quattro punti necessari alla salvezza. Milan, Genoa, Chievo e Catania sono alle porte. <br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNnon-basta-il-cuore-toro-contro-una-cinica-juventus-1011986.htmSiT1000007,T1000099100451001,02,03,06,07,09030650
1241011981NewsCampionatiSerie A, la classifica senza torti arbitrali: Juventus prima e il Milan dietro l`Inter20130429123733serie aLa classifica virtuale La classifica virtuale di Serie A, al netto dei favori/torti arbitrali. La Juventus e il Napoli si confermano al comando dell’Italia anche se i bianconeri sono in credito di un punto mentre gli azzurri sarebbero stati favoriti addirittura con 7 punti. Ma la posizione più sorprendente, se non quasi clamorosa, è quella del Milan, che dovrebbe trovarsi al sesto posto in classifica, a quota 51, con ben 11 punti in meno rispetto ai 62 attuali, e dietro a Fiorentina, Roma e Inter.<br><br> CLASSIFICA VIRTUALE (Squadra – Punti virtuali – Punti reali – Saldo):<BR>Juventus 81 80 (-1)<BR>Napoli 62 69 (+7)<BR>Fiorentina 61 61 (0)<BR>Roma 59 55 (-4)<BR>Inter 54 53 (-1)<BR>Milan 51 62 (+11)<BR>Udinese 48 54 (+6)<BR>Catania 47 48 (+1)<BR>Lazio 45 52 (+7)<BR>Parma 43 40 (-3)<BR>Bologna 42 40 (-2)<BR>Torino 41 36 (-5)<BR>Cagliari 41 42 (+1)<BR>Atalanta 40 39 (-1)<BR>Palermo 34 32 (-2)<BR>Sampdoria 33 38 (+5)<BR>Genoa 33 32 (-1)<BR>Siena 32 30 (-2)<BR>Chievo 30 39 (+9)<BR>Pescara 25 22 (-3).<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNserie-a-la-classifica-senza-torti-arbitrali-juventus-prima-milan-dietro-l-inter-1011981.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07,08,09030386
1251011976NewsCampionatiSerie A, 34a giornata: le probabili formazioni20130428111751serie aSerie A Probabili FormazioniDomenica 28 aprile<BR><BR>CHIEVO-GENOA ore 15:00<BR><BR>Chievo (3-5-2): Puggioni; Andreolli, Dainelli, Jokic; Sardo, Guana, L. Rigoni, Hetemaj, Dramé; Paloschi, Thereau<BR>A disp.: Squizzi, Ujkani, Sampirisi, Farkas, Vacek, Papp, Luciano, Seymour, Cofie, Stoian, Hauche, Samassa. All.: Corini<BR>Squalificati: Cesar (1), Frey (1)<BR>Indisponibili: Spyropoulos, Pellissier, Acerbi<BR><BR>Genoa (3-5-2): Frey; Granqvist, Manfredini, Moretti; Pisano, M. Rigoni, Matuzalem, Antonelli, Vargas; Floro Flores, Borriello<BR>A disp.: Tzorvas, Donnarumma, Cassani, Bovo, Ferronetti, Nadarevic, Immobile, Jankovic, Jorquera, Bertolacci, Tozser. All.: Ballardini<BR>Squalificati: Portanova (1)<BR>Indisponibili: Rossi, Oliveira, Kucka<BR><BR><BR>PALERMO-INTER ore 15:00<BR><BR>Palermo (3-5-2): Sorrentino; Von Bergen, Donati, Aronica; Morganella, Barreto, Rios, Kurtic, Garcia; Ilicic, Miccoli<BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Munoz, Nelson, Anselmo, Faurlin, Viola, Fabbrini, Formica, Hernandez, Boselli, Dybala, Sperduti. All.: Sannino<BR>Squalificati: Dossena (1)<BR>Indisponibili: Mantovani<BR><BR>Inter (3-5-2): Handanovic; Ranocchia, Silvestre, Juan Jesus; Jonathan, Zanetti, Kovacic, Kuzmanovic, Pereira; Alvarez, Rocchi<BR>A disp.: Carrizo, Belec, Chivu, Pasa, Ferrara, Schelotto, Benassi, Garritano, Forte. All.: Stramaccioni<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Obi, Mudingayi, Milito, Castellazzi, Nagatomo, Stankovic, Palacio, Cassano, Mbaye, Gargano, Cambiasso, Guarin, Samuel<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>PARMA-LAZIO ore 15:00<BR><BR>Parma (4-3-3): Mirante; Rosi, Coda, Paletta, Gobbi; Marchionni, Valdes, Parolo; Biabiany, Amauri, Sansone<BR>A disp.: Bajza, Pavarini, Mesbah, Lucarelli, Benalouane, Strasser, Santacroce, Belfodil, Morrone, Ampuero, Palladino, Ninis, Galloppa, Boniperti. All.: Donadoni<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Mariga, MacEachen<BR><BR>Lazio (4-5-1): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Candreva, Onazi, Ledesma, Hernanes, Mauri; Klose<BR>A disp.: Bizzarri, Scarfagna, Cana, Ciana, Crecco, Stankevicius, Pereirinha, Ederson, Rozzi, Floccari, Kozak, Saha. All.: Petkovic <BR>Squalificati: Gonzalez (1)<BR>Indisponibili: Lulic, Brocchi<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>ROMA-SIENA ore 15:00<BR><BR>Roma (4-2-3-1): Stekelenburg; Piris, Burdisso, Castan, Balzaretti; Pjanic, De Rossi; Lamela, Florenzi, Totti; Osvaldo.<BR>A disp.: Goicoechea, Lobont, Romagnoli, Tachtsidis, Torosidis, Taddei, Perrotta, Bradley, Lucca, Lopez. All.: Andreazzoli<BR>Squalificati: Destro (1), Guberti (fino ad agosto 2015)<BR>Indisponibili:&nbsp; Marquinhos, Dodò<BR><BR>Siena (3-4-2-1): Pegolo; Terzi, Paci, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Rosina, Agra; Emeghara<BR>A disp.: Farelli, Marini, Grillo, Terlizzi, Teixeira, Bolzoni, Calello, Mannini, Valiani, Verre, Reginaldo, Paolucci, Bogdani. All.: Iachini<BR>Squalificati: Vitiello (fino al 10/05/2013)<BR>Indisponibili: Matheu, Sestu, Pozzi<BR><BR><BR>SAMPDORIA-FIORENTINA ore 15:00<BR><BR>Sampdoria (3-5-2): Romero; Gastaldello, Palombo, Berardi; De Silvestri, Munari, Obiang, Poli, Estigarribia; Sansone, Maxi Lopez. <BR>A disp.: Da Costa, Berni, Castellini, Mustafi, Renan, Rossini, Poulsen, Eder, Soriano, Maresca, Rodriguez, Icardi. All.: Rossi<BR>Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: Gavazzi, Costa, Krsticic<BR><BR>Fiorentina (4-3-3): Viviano; Tomovic, Rodriguez, Savic, Pasqual; Aquilani, Pizarro, Borja Valero; Cuadrado, Jovetic, Ljajic<BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Compper, Romulo, Mati Fernandez, Sissoko, Wolski, Migliaccio, Larrondo, Toni, El Hamdaoui. All.: Montella<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Hegazi, Rossi, Camporese, Llama, Roncaglia<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>TORINO-JUVENTUS ore 15:00<BR><BR>Torino (4-2-4): Gillet; D'Ambrosio, Glik, Ogbonna, Masiello; Basha, Gazzi; Cerci, Bianchi, Barreto, Santana<BR>A disp.: Coppola, Di Cesare, Caceres, Rodriguez, Bakic, Menga, Brighi, Birsa, Jonathas, Meggiorini. All.: Ventura<BR>Squalificati: Vives (1), Darmian (1) Brighi<BR>Indisponibili: Diop<BR><BR>Juventus (3-5-1-1): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Marchisio; Vucinic<BR>A disp.: Storari, Rubinho, Caceres, Peluso, Marrone, De Ceglie, Isla, Giaccherini, Matri, Giovinco, Quagliarella, Bendtner. All.: Conte<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Pepe<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>MILAN-CATANIA ore 20:45<BR><BR>Milan (4-3-3): Amelia; Abate, Bonera, Mexes, De Sciglio; Flamini, Montolivo, Nocerino; Boateng, Balotelli, El Shaarawy<BR>A disp.: Gabriel, Petkovic, Constant, Yepes, Antonini, Zaccardo, Muntari, Traoré, Pazzini, Niang, Robinho. All.: Allegri<BR>Squalificati: Zapata (1) Petkovic<BR>Indisponibili: De Jong, Ambrosini, Abbiati, Bojan<BR><BR>Catania (4-2-3-1): Frison; Izco, Legrottaglie, Rolin, Marchese; Lodi, Almiron; Barrientos, Castro, Gomez; Bergessio<BR>A disp.: Messina, Terracciano, Cabalceta, Potenza, Augustyn, Capuano, Ricchiuti, Biagianti, Salifu, Keko, Cani, Doukara. All.: Maran<BR>Squalificati: Andujar (3), Bellusci (3), Spolli (1)<BR>Indisponibili: Sciacca, Terracciano, Alvarez<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001barrientos500.jpgSiNserie-a-trentaquattresima-giornata-le-probabili-formazioni-1011976.htmSi100075501,02,03,06,07,09030363
1261011920NewsCampionatiGenoa, si ferma Kucka20130422173754genoa, kuckaDue giorniDue giorni di riposo, prima di riprendere la preparazione a Pegli. L’appuntamento è, per il momento, fissato alle 15: ci saranno da valutare le condizioni di Kucka&nbsp;e Rossi, alle prese con problemi fisici. Lo slovacco, in particolare, è uscito dal campo zoppicante, ha già avuto problemi con il ginocchio e quindi dovrà essere attentamente monitorato.C1007650adm001adm001kucka_juraj1.jpgSiNgenoa-si-ferma-kucka-1011920.htmNoT1000022100075701,02,03030486
1271011842NewsCampionatiUnder 21, non convocati Verratti e Destro per lo stage20130419182927under 21Sono ventotto Sono ventotto gli 'azzurrini' convocati da Devis Mangia per uno stage di preparazione al Campionato Europeo. Assenti Verratti e Destro, 'promossi' in pianta stabile nella nazionale maggiore. C'è, invece, Florenzi. Prima convocazione per il centrocampista del Bari, Fedato.<br><br>Di seguito l'elenco, reso noto attraverso il sito della Figc:<br><br>Portieri: Bardi (Novara), Colombi (Modena), Leali (Virtus Lanciano).<br>Difensori: Antei (Sassuolo), Bianchetti (Hellas Verona), Biraghi (Cittadella), Caldirola (Brescia), Capuano (Pescara), Crimi (Grosseto), Donati (Grosseto), Frascatore (Sassuolo), Regini (Empoli), Romagnoli (Spezia), Sala (Amburgo).<br>Centrocampisti: Baselli (Cittadella), Bellomo (Bari), Bertolacci (Genoa), Fedato (Bari), Florenzi (Roma), Insigne (Napoli), Marrone (Juventus), F. Rossi (Brescia), Sansone (Parma), Saponara (Empoli), Viviani (Padova).<br>Attaccanti: Gabbiadini (Bologna), Immobile (Genoa), Paloschi (Chievo Verona).<br><br><br>C1007650adm001adm001Devis+Mangia+Udinese+Calcio+v+Citta+di+Palermo+zQ-5HfbFUBWl.jpgSiNunder-venntuno-non-convocati-verratti-e-destro-per-lo-stage-1011842.htmNo100075701,02,03030190
1281011815NewsCampionatiSerie A, Banti per la sfida tra Juventus e Milan20130418131990serie a, juventus, milanSarà Banti Sarà Banti ad arbitrare il big match di domenica sera fra Juventus e Milan. Questo il quadro completo delle designazioni della 14esima giornata di ritorno di Serie A.<br><br> Bologna-Sampdoria: PERUZZO<BR>Catania-Palermo: MAZZOLENI<BR>Fiorentina-Torino: CALVARESE<BR>Genoa-Atalanta: GIANNOCCARO<BR>Inter-Parma: DAMATO<BR>Juventus-Milan: BANTI<BR>Napoli-Cagliari: DE MARCO<BR>Roma-Pescara: MASSA<BR>Siena-Chievo: VALERI<BR>Udinese-Lazio: GUIDA<br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNserie-a-banti-per-juventus-e-milan-1011815.htmSiT1000007,T1000027100075701,02,03,06,07,08,09030239
1291011963NewsCampionatiAgroppi: «Il Torino non ha giocatori di valore. Alla Juventus basterebbe Ibrahimovic»20130418033880agroppi, torino, juventusAgroppi ci appare come rinatoAldo Agroppi da Piombino, classe 1944. Da qualche giorno ha compiuto 69 anni, davvero ben portati. Dopo la brutta parentesi di salute a causa di un infarto che l’ha colpito lo scorso anno, Agroppi ci appare come rinato. E’ loquace come sempre, pronto alla battuta e a non nascondersi mai dietro inutili ipocrisie. E’ la sua natura di uomo fatto tutto d’un pezzo che combatte sempre per quelle verità nascoste che quasi sempre non si dicono per non turbare la suscettibilità altrui. Lui è un toscano verace dalla lingua tagliente che, tuttavia, non intende mai offendere nessuno ma, se è il caso, dire pubblicamente certe verità per un puro senso di giustizia. L’ultima volta che lo abbiamo sentito non ci appariva così in forma come oggi che, invece, sembra piacevolmente tornato a essere come desiderano tutti coloro che gli vogliono bene davvero. Va a ruota libera Aldo, ed è davvero un fiume in piena. Ricorda&nbsp; con affetto e,&nbsp; come se fosse ieri, la sua crescita calcistica e umana nel Settore Giovanile del Toro, ed il suo sogno di giocare in prima squadra che è diventato poi realtà il 15 Ottobre 1967 contro la Sampdoria. Da allora, il suo cuore e la sua passione calcistica hanno avuto un solo colore: quello granata del Toro. Ed è per questo motivo che, nonostante il passare degli anni e la sua lontana dimora da Torino (tutti sanno che Agroppi vive a Piombino), lo hanno legato affettivamente al Toro in maniera indissolubile. E, ogni volta che gli si chiede un giudizio sul Toro, egli è prodigo di utili consigli. Anche in questa occasione, da noi intervistato sull’attuale situazione del Toro e sull’imminente derby di Torino, Aldo Agroppi si rivela come sempre un opinionista di grande competenza e cultura calcistica.<BR><BR><BR>Agroppi, cosa pensi del prossimo derby di Torino?<BR><BR>“Mi piacerebbe che il Toro potesse vincere, non tanto per un fatto di costume cittadino ma, soprattutto, per la classifica che vede i granata affrontare la Juve, il Milan a San Siro, poi lo scontro diretto con il&nbsp; Genoa e così via. Il Toro non è ancora salvo e, considerando la forza della Juve, non può perdere assolutamente il derby. Tuttavia, devo dire che non sono fiducioso nel risultato finale in quanto la Juve, pur conducendo da sola il campionato, nei derby trova sempre tutte le sue forze, le determinazioni e la sua voglia di vincere. La Juve non regalerà niente, anche se è quasi già campione d’Italia per la seconda volta consecutiva. Il Toro deve fare una grossa partita sotto il profilo tecnico e tattico, perché questa Juventus è obiettivamente più forte”.<BR><BR>Tu che hai vissuto tanti derby torinesi, qual è quello che ricordi maggiormente?<BR><BR>“ Il derby scudetto del marzo ’72, quando si vinse 2 a 1. Ricordo che la Juventus segnò prima con Anastasi, poi pareggiò Claudio Sala su punizione e io feci il gol vincente. Ci portammo a un punto dalla Juve e quello fu l’anno in cui mi annullarono il gol a Genova. Fu così che alla fine del campionato arrivammo dietro alla Juve. Quello non fu l’unico gol che feci ai bianconeri juventini, perché ne seguirono altri due in derby diversi. Tuttavia, quello che ricordo maggiormente fu quello legato a quel fatidico anno ‘72”.<BR><BR>Perché il derby di Torino si differenzia particolarmente dagli altri?<BR><BR>“E’ una partita diversa dalle altre e bisogna viverla per rendersene conto. E’ il confronto tra la razza padrona e quella operaia. Già in settimana avverti qualcosa nell’aria che è diverso dagli altri giorni. C’è aspettativa e tensione per le strade, nei negozi, in famiglia. I tifosi ti permettono tutto ma non di perdere un derby. E’ un fatto personale con i propri calciatori che non ammette la sconfitta e, se si perde, per un certo periodo di tempo non ti sono più amici. Se invece vinci sei il padrone della città almeno per una settimana. Si tratta davvero di una partita diversa, anche perché c’è il problema che lunedì si torna al lavoro e se hai perso il derby, non mancano gli sfottò talora anche pesanti”.<BR><BR>Il Torino gioca bene e non fa punti. Perché?<BR><BR>“Perché non sono giocatori di valore. Possiamo disquisire di tattiche, geometrie di gioco e anche di cuore granata, ma se non hai i giocatori validi non si va da nessuna parte. Il valore antico del Cuore Granata, il Toro l’ha avuto anni fa quando giocavano i vari Pulici, Graziani, Sala, Zaccarelli, Pecci, Castellini, io, e via discorrendo. La gente si affezionava a questo sentimento legato al Cuore Granata, all’ardore, all’agonismo e alla maglia intrisa di sudore, associandolo al vero valore tecnico della squadra che poteva contare su veri campioni di calcio. Oggi, il Toro, non ha giocatori all’altezza della situazione e si limita a fare quel che può. Poi, quando si perde, viene spontaneo dire che non c’è più il Cuore Granata per i motivi che ho appena detto”.<BR><BR>Quindi, se mancano i giocatori importanti la colpa è della società?<BR><BR>“ I giocatori importanti li conoscono anche Cairo e Petrachi, ma le possibilità economiche sono quelle che sono e di conseguenza ti devi adattare con quello che hai senza potere fare una grande squadra. A mio avviso l’obiettivo del Torino sarà ancora per molti anni quello di salvarsi, perché nel Toro non vedo ombra di grandi calciatori. Bisogna anche capire che un presidente non può rischiare di fallire. Gestire oggi una squadra di calcio come il Toro vuol dire un esborso di denaro incredibile, dove non si hanno nemmeno molti ritorni economici a causa della scarsa media di spettatori e dei pochi sponsor a disposizione. Quindi, penso che per il Torino, fermo restando questo stato di cose, la salvezza è sicuramente un obiettivo davvero importante da non sottovalutare”.<BR><BR>Pensi che, nonostante la sconfitta, gli applausi finali della curva maratona ai suoi giocatori, rappresenti un fatto di civiltà sportiva?<BR><BR>“Sicuramente. I tifosi del Toro hanno capito che in certe partite perse, tipo quelle contro il Napoli e la Roma, i propri giocatori hanno dato il massimo, enfatizzando quel senso del cuore granata che vuole l’impegno fino all’ultimo minuto della partita. Ma se tutto quello che la squadra ha dato in campo non è bastato, vuol dire che non è certo colpa dei giocatori. L’applauso, a seguito di una sconfitta, è sicuramente un segnale importante di maturità sportività da non sottovalutare”.<BR><BR>Un’ultima domanda di football a carattere generale. Sei d’accordo con Conte quando afferma che ci vorranno ancora degli anni, prima che una squadra italiana possa vincere in Europa?<BR><BR>“Ma che ne sa Conte cosa potrà succedere in futuro. Basta che la Juve acquisti Ibrahimovic e non deve più cambiare nient’altro per risolve tutti i suoi problemi. Sento dire che la sua presenza possa destabilizzare lo spogliatoio bianconero. Io penso che non ci sarebbe nulla di questo, perché è un giocatore capace di risolvere il problema della carenza del gol della Juve. A Conte è stata apposta l’etichetta dell’allenatore che sbraita, che è irrequieto e irrefrenabile, ma in realtà ritengo che non ci sia bisogno di tale atteggiamento, in quanto ha in mano una squadra di giocatori forti. Vorrei vedere cosa accadrebbe se ritornasse ad allenare squadre di provincia”.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0711FL0711agroppi.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-agroppi-il-torino-non-ha-giocatori-di-valore-alla-juventus-basterebbe-ibrahimovic-1011963.htmSiT1000007,T1000099100451001,02,03,06,07,080301143S
1301011776NewsCampionatiSampdoria, Krsticic non perdona Matuzalem: «Spero di rincontrarti nel caso resti in Serie A»20130416164946sampdoriaNessun perdonoNessun perdono perché non c'è stata alcuna scusa: Krsticic attacca Matuzalem dopo il fallo killer dei brasiliano del Genoa che ha di fatto chiuso la stagione del centrocampista della Sampdporia. In un'intervista al 'Secolo XIX', il giovane blucerchiato ha affermato: "Matuzalem è entrato per far male. Non mi ha chiesto scusa, mi ha chiesto come stavo, ma ridacchiava. Se saranno ancora in Serie A ci vedremo l'anno prossimo...". <br><br>Il 22enne serbo continua: "È entrato con il piede a martello, voleva far male: andava espulso. Già prima del derby si sapeva che potevano picchiare, ma non si può fare così: c'è differenza tra gioco duro e gioco cattivo". <br><br>C1007650adm001adm001krsticic.jpgSiNsampdoria-krsticic-non-perdona-matuzalem-spero-di-rincontrart-se-resti-in-serie-a-1011776.htmNoT1000022,T1000097100075701,02,03030676
1311011775NewsEditorialeSerie A: le doppiette di Vidal e Pinilla più l`irriconoscibile Guarin. Top e Flop della 32a giornata20130416161992serie aAncora Juventus, poi Udinese, Cagliari, Roma e FiorentinaAncora Juventus, poi Udinese, Cagliari, Roma e Fiorentina portano tra i top di giornata alcuni dei propri giocatori, protagonisti di vittorie convincenti. Di contro Palermo, Inter, Lazio e Atalanta portano i propri alla formazione dei flop, dopo gare in tono negativo.<br><br>TOP<br><br>Buffon = Un paio di interventi salva risultato, un piccolo smacco a chi inopinatamente ha voluto pensionarlo. Un pezzo di scudetto, oltre che di storia bianconera, è tutto suo. Insuperabile.<br><br>Angelo = Non un fine dicitore della biglia, ma un brasiliano atipico, tutto corsa e agonismo. Si sblocca e porta legna per la salvezza del Siena. Tignoso.<br><br>Danilo = Diga che argina le offensive di un Parma a dire il vero spuntato, gestisce il pacchetto arretrato udinese con notevole sicurezza. Davanti fanno il resto. Deciso.<br><br>Vidal = Doppietta fondamentale per stendere la Lazio. Concretezza spaziale, agonismo fondamentale. Chi pensa di cederlo, solo a pensarlo, commette un delitto. Prezioso.<br><br>Lamela = Il miglior gol di giornata, un sinistro a giro di delicatezza commovente. La definitiva conferma di un talento davvero purissimo. Ispirato.<br><br>Muriel = Discontinuo, ancora non totalmente maturo, ma dotato di grandi numeri. Quando si accende diventa un calciatore importante. Cinico.<br><br>Pinilla = Furbo nel conquistarsi il rigore, sgomita per un posto da titolare che in questo momento gli spetterebbe di diritto. Cobra.<br><br>Formazione Top = Buffon; Angelo, Danilo, Lichsteiner; Ilicic, Lamela, Vidal, Pizarro; Pinilla, Muriel, Pandev.<br><br>FLOP<br><br>Sorrentino = Era tanto tranquillo al Chievo, ha scelto il pericolo della lotta retrocessione. Ed i nervi son saltati. Spaventato.<br><br>Cana = Rigore procurato, papera davanti a Buffon, interventi maldestri dietro. Non proprio una gara da ricordare, la sua contro la capolista. Molle.<br><br>Ogbonna = Gli infortuni ne hanno pregiudicato la seconda parte di stagione, ma quella che era una sicurezza per i granata è diventata una preoccupazione. Balbettante.<br><br>Gomez = Il Catania ha tirato un po’ i remi in barca ed anche il suo potenziale si è affievolito. Che pensi già alla prossima stagione, chissà lontano da Catania? Stanco.<br><br>Guarin = Sulle gambe, non riesce a tirar fuori dalla crisi la sua Inter, già a pezzi. Sarebbe l’unico che potrebbe farlo. Spuntato.<br><br>Denis = Dalla tripletta all’Inter all’espulsione contro la Fiorentina. Nella vita, come nel calcio, esiste anche il giusto mezzo. Nervoso.<br><br>Immobile = Di cognome e di fatto, questa volta. Non aiuta il Genoa a piazzare la zampata decisiva per una salvezza più sudata della sua maglietta dopo il derby. Incolore.<br><br>Formazione Flop = Sorrentino; Cana, Ogbonna, Santacroce; Gomez, Guarin, Hernanes, Flamini; Denis, Immobile, Klose.<br><br>Gabriele Cavallaro. <br><br><br>C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNserie-a-le-doppiette-di-vidal-e-pinilla-piu-l-irriconoscibile-guarin-top-e-flop-della-trentaduesima-giornata-1011775.htmSiT1000007,T1000027100075701,02,03030493
1321011750NewsCampionatiTorino, non basta essere spumeggianti: anche la Roma ti punisce20130415155842serie a, torino, romaDal nostro inviatoNella disamina della partita di campionato Torino - Roma si sono evidenziati due aspetti fondamentali: un Torino che perde non di sola sfortuna e una Roma concreta e decisa a vincere per migliorare la sua classifica che possa aprirle le porte dell’Europa. I granata di Ventura si sono presentati in campo con l’ormai collaudato modulo 4-2-4, con Darmian, Glik, Ogbonna e Masiello sulla linea di difesa, Vives e Gazzi a centrocampo e con Bianchi e Meggiorini in attacco, supportati da Cerci e Santana. Questa per Ventura è, almeno al momento, la migliore formazione del Toro anti Roma, tenuto conto delle assenze di Basha (squalificato) e degli infortunati Brighi e Birsa. La Roma di Andreazzoli, invece, in vista della partita di mercoledì prossimo in Coppa Italia, ha lasciato inizialmente in panchina capitan Totti, Marquinhos, Fiorenzi, Teodoridis e Destro, mentre De Rossi è ancora fuori a causa del mancato recupero dopo l’infortunio alla caviglia. I giallorossi sono scesi in campo all’Olimpico di Torino con Osvaldo (ripresentatosi titolare a tempo pieno dopo oltre 40 giorni) e con Lamela, Dodò, Perrotta e Pjanic a supportarlo in tutte le iniziative d’attacco. La cronaca mette in luce un iniziale gioco d’affondo da parte delle due squadre che esprimono subito la volontà di volersi superare. Al 22’ Roma in vantaggio. Balzaretti s’invola sulla sinistra e crossa per la testa di Osvaldo che mette in rete sul palo lontano di Gillet. Per Osvaldo è il dodicesimo gol stagionale, il più alto da quando gioca in Italia. Il Toro, pungolato da questo svantaggio immeritato, attacca con azioni veementi e coglie un palo con Cerci al 28’. L’ex fiorentino è l’autentica spina nel fianco nella retroguardia giallorossa, che stenta a tenerlo a freno. Egli è l’emblema di un Toro caparbio che non ci sta a perdere in nessuna occasione. Al 31’, infatti, ecco il Toro che pareggia con Bianchi, il quale approfitta di un’indecisione nell’area piccola di Burdisso e colpisce il pallone con irruenza tale da gonfiare la rete difesa da Stekelemburg. Al 9’ della ripresa la Roma sostituisce Pjanic (un po’ incolore la sua prova) con Totti che inaugura la sua 530esima gara. Ma il Toro continua ad attaccare a testa bassa proprio come fanno i tori di razza, volitivo e impetuoso, ma, purtroppo, gli manca il gol che talora sfiora anche per un soffio. Come al 13’, quando il solito Cerci parte da metà campo in dribbling e, dopo aver seminato un nugolo di avversari, piazza il suo tiro che Stekelemburg devia sulla traversa. Ma il calcio, si sa, è talora crudele. E dal possibile gol mancato del Toro si passa al raddoppio romanista. Al 15’, infatti, Lamela infila di sinistro dal limite il secondo gol per la Roma. Splendido e ammirevole il suo gesto tecnico, ma cosa faceva la difesa del Toro? La partita termina sotto i continui e forsennati attacchi del Torino che vorrebbe un pareggio che non arriva, neanche dopo che Ventura ha messo in campo forze fresche in una giornata di primavera dalle decise temperature estive. Bello l’applauso finale del popolo granata che, pur nell’amarezza d’aver perso la partita, hanno tributato un simbolico “grazie lo stesso” alla sua squadra. E, in estrema sintesi, possiamo dire che adesso per il Torino si prospetta la sofferenza di non sapere fino all’ultimo se sarà salvo da ogni pericolo di restare in Serie A, mentre la Roma torna a casa entusiasta del suo quinto posto in classifica che la fa sperare in una sua partecipazione europea. Il Toro dovrà giocare le prossime partite con maggiore acume, facendo molta attenzione soprattutto nella fase di interdizione e di non possesso palla. C’è assoluto bisogno di limitare ulteriori sconfitte. Fiorentina, Juventus e Milan l’attendono al varco fin dalle prossime gare, mentre Genoa, Chievo e Catania segneranno la fine delle partite granata della stagione 2012’13. Già da molte partite i granata di Ventura hanno trovato il gioco, ma non i risultati. Il tempo adesso stringe e, come tale, è opportuno pensare al sodo e raccogliere punti. Comunque sia!<br><br>Salvino Cavallaro <br><br><br>C1007650FL0711FL0711rolando-bianchi.jpgSiNtorino-non-basta-essere-spumeggianti-anche-la-roma-ti-punisce-1011750.htmSiT1000099100451001,02,03030279
1331011747NewsCalciomercatoClamoroso Torino, Cerci torna alla Fiorentina20130415034830torino, cerciCome riferisce La NazioneCome riferisce La Nazione, la Fiorentina avrebbe già fatto sapere al Torino che a fine stagione Alessio Cerci dovrebbe rientrare a Firenze. La mossa si è resa necessaria per far sì che il diritto di riscatto fissato dal club granata l’estate scorsa per riscattare il giocatore (3,5 milioni di euro) è sicuramente insufficiente per portarsi a casa l’esterno offensivo. La sensazione è che Montella (per ragione tattiche) e soprattutto Pradè e Macia (per questioni economiche) abbiano deciso di valutare con attenzione, prendendosi un po’ di tempo rispetto al prossimo mercato estivo, la posizione di Cerci. Giocatore che grazie alla buona stagione nel Toro, sfociata anche nella convocazione in Nazionale, ha adesso una valutazione superiore ai 3,5 milioni. Oggi il prezzo giusto del cartellino del giocatore si è assestato intorno ai 7 milioni di euro.<br><br>&nbsp;<br>Rileggendo anche un’altra posizione relativa a un viola in prestito secco, Manuel Vargas, anche in questo caso Pradè e Macia vorrebbero risolvere la situazione entro l’inizio delle trattative d’estate. Difficile che il Genoa riscatti il peruviano, semmai opterà per un rinnovo del prestito, così la Fiorentina sembra intenzionata a proporlo come pedina di scambio per arrivare a un obiettivo per la prossima stagione. Da qualche giorno si parla di un possibile inserimento di Vargas nella trattativa con il Bayern Monaco per arrivare a Contento. La prima risposta dei tedeschi è stata decisamente fredda.<br><br>&nbsp;<br>Ogni giorno che passa spunta una nuova pretendente anche per un vecchio pallino della Fiorentina, Pierre Emerick Aubameyang del Saint-Etienne. L’attaccante, cresciuto nel Milan ed attualmente in Francia, piace molto anche in Germania e più precisamente al Borussia Dortmund che, in estate, dovrà fare i conti con l’addio al bomber Lewandowski.<br>Al momento, tuttavia, non ci sarebbe nulla più che un interessamento senza alcun passo concreto vero e proprio. Ma le pretedenti aumentano ed il compito della Fiorentina si fa sempre più difficile.<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001barreto-6.jpgSiNtorino-cerci-torna-alla-fiorentina-1011747.htmSiT1000099100075701,02,03030535
1341011737NewsCampionatiLIVE - Serie A: risultati e marcatori20130414192250serie aRisultati e MarcatoriI risultati e marcatori della 32a giornata di Serie A. Match ore 15.<br><br>Finali<br><br>Cagliari-Inter 2-0: 63' e 76' Pinilla rigore<br><br>Chievo-Catania 0-0<br><br>Genoa-Sampdoria 1-1: 28' Eder, 80' Matuzalem (G)<br><br>Parma-Udinese 0-3: 12' e 43' Muriel, 62' Pereyra<br><br>Torino-Roma 1-2: 22' Osvaldo, 31' Bianchi (T), 60' Lamela<br><br><br>C1007650adm001adm001sampdoria-6.jpgSiNserie-a-trentaduesima-giornata-risultati-marcatori-1011737.htmSiT1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100075501,02,03030873
1351011732NewsCampionatiLa decaduta delle squadre italiane in Europa: i dettagli delle ultime cinque stagioni20130414180622serie aCome ormai è notoCome ormai è noto, ed è purtroppo sotto gli occhi di tutti, il campionato italiano è sempre meno “cool” . Da qualche tempo a questa parte si sentono dire cose come cessioni illustri, sacrifici dovuti, fair play finanziario e altre parole che sono tutte figlie della situazione di decadenza che sta attanagliando il nostro campionato. Oltre alla tanto sponsorizzata crisi economica, il declino del nostro campionato è dovuto principalmente all’incopetenza ed alla cecità di chi ha governato, e governa tutt’ora, il nostro sistema calcio. Stadi vecchi e poco frequentati, scarsa attenzione ai settori giovanili e una non oculata gestione delle risorse delle nostre società, hanno fatto si che la serie A abbia avuto questa metamorfosi negativa. Ovviamente ciò che conta, come sempre sono i numeri e le partite quindi andiamo ad analizzare il cammino delle nostre squadre in Europa e il declassamento combinato dal ranking uefa, a danno dei nostri club partendo dalla stagione 07-08 anno dopo la vittoria della penultima champions italiana, conquistata ad Atene dal Milan, perché è questo il momento in cui l’Italia calcistica tocca l’apice e si avvia verso il declino che stiamo vivendo ora.<br><br>• Anno 07-08: le squadre qualificate per la C.L sono Milan,Inter,Roma e Lazio ; la Lazio viene eliminata ai gironi,le altre tre a parte la Roma agli ottavi, mente i giallorossi si arrendono allo Utd ai quarti, per la cronaca saranno proprio gli inglesi ad alzare il trofeo; in coppa Uefa (ancora si chiamava così) delle 4 squadre qualificate, Empoli,Palermo,Fiorentina e Sampdoria, passano alla fase ai gironi solo i viola che poi verranno eliminati in semifinali dai Rangers, sconfitti poi in finale dallo Zenit.<br><br>• Anno 08-09: 4 squadre arrivano ai gironi di Champions Roma,Inter,Juve e Fiorentina ,quest’ultima che non supera i gironi mentre le altre 3 eliminate tutte agli ottavi. Nell’ultima edizione della coppa Uefa il Napoli esce al primo turno, mentre Samp,Milan e Udinese che superano i gironi vengono raggiunti dalla Fiorentina terza in Champions. Tutte fuori nella fase ad eliminazione diretta eccetto l’Udinese che si fermerà poi ai quarti.<br><br>• Anno 09-10: l’anno della rinascita apparente questo, perché sebbene l’inter riesca a conquistare la sua terza coppa continentale sarà l’unica delle 4 qualificate a superare gli ottavi. Nella prima edizione dell’E.L. Genoa, Roma e Lazio raggiungono i gironi, passerà alla fase successiva solo la Roma raggiunta poi dalla Juve , con le due squadre che verranno eliminate poi rispettivamente ali sedicesimi e agli ottavi.<br><br>• Anno 10-11: si qualificheranno ai gironi solo Roma,Milan ed Inter, tutte eliminate poi agli ottavi le prime due e ai quarti i nerazzurri. In E.L. delle quattro qualificate ai gironi saranno tutte elimiate in questa fase tranne il Napoli che uscirà però ai 32esimi.<br><br>• Anno 11-12: ultimo anno per noi con le 4 ammesse alla C.L, si perde subito l’Udinese ai preliminari, Inter e Napoli raggiungono ma non passano gli ottavi ,i rossoneri del Milan invece non andrà oltre i quarti. In E.L. invece salutano subito la compagnia senza nemmeno arrivare ai gironi il Palermo e la Roma,mentre si arrenderanno ai sedicesimi la Lazio e agli ottavi l’Udinese.<br><br>Il campo come sempre è sovrano e, soprattutto in Europa League abbiamo dimostrato di essere diventati sempre meno competitivi rispetto non solo ai campionati inglesi,spagnoli e tedeschi ma anche nei confronti di altri campionati “emergenti” come quello russo o portoghese che da qualche anno a questa parte continuamente piazzano più squadre nelle fasi finali delle due competizioni europee. L’imperativo ormai, dovrà essere quello di onorare al meglio le competizioni evitando di far giocare le seconde linee soprattutto in Europa League dove troppo speso le nostre squadre hanno fallito miseramente.<br><br>Fabrizio Passalacqua<br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNla-decaduta-delle-squadre-italiane-in-europa-i-dettagli-1011732.htmSi100075701,02,03030206
1361011703NewsCampionatiInter, a San Siro difesa da zona retrocessione20130412130112interCome riporta Il Corriere dello Sport Come riporta Il Corriere dello Sport nel 2013 gli errori cosano caro: 24 gol subiti. In caso hanno fatto peggio solo Pescara e Genoa. E al Meazza l'Inter non chiude imbattuta dal 12 gennaio. Infortuni e squalifiche hanno contribuito a far saltare gli equilibri.C1007650adm001adm001stramaccioni.jpgSiNinter-a-san-siro-difesa-da-zona-retrocessione-1011703.htmNoT1000026100075701,02,03030184
1371011701NewsCampionatiIl calatino Sampirisi: «Occhio al Catania, squadra che gioca a memoria. A noi serve la zampata decisiva per metterci al sicuro»20130412115152samnpirisi, chievo, genoa, genova, verona, seymour, corini, maran, catania, pulvirentiA Verona sto benissimo. Spero di trovare più spazio d`ora in avanti.<div align="justify">&nbsp;</div><div align="justify">&nbsp;</div><div align="justify">&nbsp;Contattato in esclusiva dalla redazione de ILCALCIO24, il giovane terzino siciliano del Chievo classe 1992, ci parla della delicata sfida di domenica pomeriggio contro gli etnei e del suo futuro.<br>&nbsp;<br>Come va affrontato questo Catania? "I rossazzurri giocano a memoria, esprimono un bel calcio, sono davvero un'ottima squadra ben messa in campo da mister Maran. Tra l'altro i calciatori etnei si conoscono bene perchè da diversi anno giocano insieme. Dobbiamo stare attenti e cercare di imporre il nostro gioco, senza tuttavia scoprirci. Loro sono molto insidiosi nelle ripartenze veloci. Per noi la vittoria significherebbe fare un significativo passo in avanti verso la salvezza".</div><div align="justify">&nbsp;</div><div align="justify">Come ti trovi a Verona? "La città è bellissima, la società è molto seria. Anche con mister Corini e con i compagni mi trovo splendidamente. Mi spiace solo che in questo momento delicato sto trovando poco spazio, soprattutto perchè Frey sta vivendo un momento di ottima forma e garantisce maggiore esperienza al mister. Spero di giocare di più d'ora in avanti, io continuerò ad allenarmii dando sempre il massimo, e cercherò di farmi trovare sempre pronto dal mister, qualora decidesse di impeigarmi".</div><div align="justify">&nbsp;</div><div align="justify">A fine anno quale sarà il destino di Mario Sampirisi, cresciuto nell'Us Aldini Bariviera prima di passare al Milan a 16 anni? "A gennaio, sono arrivato al Chievo dal Genoa di Preziosi con la formula del prestito con diritto di riscatto della metà. Quindi è ancora presto per capire se rimarrò a Verona o tornerò a Genova, non dipende da me. Io mi trovo bene qui nella società clivense e in questa città, ma anche nel capoluogo ligure stavo benissimo e ho ottimi rapporti con la società, con i compagni di squadra e con i tifosi".</div><div align="justify">&nbsp;</div><div align="justify">Da siciliano, o meglio, da catanese, hai mai pensato di giocare con la maglia rossazzurra? "Sono andato via da bambino, ma sono legatissimo alla Sicilia, alla mia Caltagirone e al capoluogo etneo. E' ovvio che mi piacerebbe indossare la casacca rossazzurra. Diversi colleghi che hanno giocato in questi anni nel Catania, ad esempio Felipe Seymour, mi parlano benissimo della società etnea e di tutto l'ambiente. In Sicilia potrei anche contare sull'affetto dei miei amici e parenti. Chissà, un giorno, se dovesse arrivarmi una chiamata dal club del presidente Pulvirenti".</div><div align="justify">&nbsp;</div><div align="justify"><br>&nbsp;</div>C1007650ivomesivomessampirisi.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-sampirisi-chievo-e-catania-1011701.htmSiT1000014,T1000028100075401,02,03,04,07,090301538S
1381011685NewsCampionatiPescara-Siena, sfida salvezza a Rizzoli20130411165245serie aIl quadro delle designazioniIl quadro delle designazioni per il prossimo turno di Serie A.<br><br>Atalanta-Fiorentina: RUSSO<br>Cagliari-Inter: CELI<br>Chievo-Catania: GIACOMELLI<br>Genoa-Sampdoria: ORSATO<br>Lazio-Juventus: GIANNOCCARO<br>Palermo-Bologna: DOVERI<br>Parma-Udinese: MERCHIORI<br>Pescara-Siena: RIZZOLI<br>Torino-Roma: ROMEO<br><br>C1007650adm001adm001quintero-6.jpgSiNpescara-siena-sfida-salvezza-a-rizzoli-1011685.htmNoT1000025,T1000095100075701,02,03030187
1391011684NewsCampionatiGenoa, Bertolacci al posto di Kucka20130411163834genoaPer il momentoPer il momento non è ancora sicuro chi giocherà al posto di Kucka come mezz'ala destra. In rosa di fatto non esiste un sostituto naturale e così potrebbe toccare a Olivera, che in quella posizione ha già giocato in passato. Non è neppure da escludere Bertolacci con Immobile e Jankovic vicino a Borriello.C1007650adm001adm001kucka_juraj1.jpgSiNgenoa-bertolacci-al-posto-di-kucka-1011684.htmNoT1000022100075701,02,03030470
1401011661NewsCampionatiPalermo, il ritorno che non ti aspetti20130410161519palermoNon si tratta di una resurrezioneNon si tratta di una resurrezione. La Pasqua è già trascorsa. Piuttosto la vittoria dei rosanero a Genova non è frutto del caso. La Sampdoria era lontana parente della miglior gara dell'anno e poco ha fatto per opporsi ai palermitani, rivitalizzati dalle urla di Sannino più che dalle conseguenze della possibile retrocessione. La Sampdoria sembra guardare già al futuro ma intanto i suoi errori difensivi hanno coperto bene bene quelli dela squadra siciliana. Beninteso non è accaduto nulla di scandaloso in campo, coi rosanero che hanno trovato un assetto sufficiente a proteggere la difesa, che rimane da rivedere, e proiettare i suoi non eccelsi difensori verso due reti. Il tabellino dei marcatori mostra i nomi dello svizzero Von Bergen e dell'argentino Garcìa ovvero due tizi che fino al mese scorso erano i nemici del bel gioco. Ancora a segno lo sloveno Josip Iličič che sembra lui sì un'altro giocatore, a prescindere dall'aver segnato, nella ricerca della giusta posizione in campo e nella precisione al tiro. Non sono miracoli ma risultati del lavoro di un allenatore serio, preparato e sopratutto per dimostrare ancora una volta che il manico conta, eccome. Stavolta il presidente rosanero ha commentato con pudore il risultato perché sanno tutti che nonostante l'inversione di tendenza c'è da sudare fino all'ultimo. La rimonta è completata con il grande ausilio di Genoa e Robur Siena, che hanno rallentato vistosamente; le altre sembrano fuori dalla portata ma un calo fisico è ancora possibile dato che ancora si gioca a temperature al di sotto della media. C'è tempo per recuperare ma piano con gli entusiasmi: tre settimane fa la squadra rosanero era data per persa con annesso malcontento, oggi il cielo è ancora variabile. <br><br>Fabio Zerillo<br><br>C1007650adm001adm001miccoli.jpgSiNpalermo-il-ritorno-che-non-ti-aspetti-1011661.htmSiT1000023100075701,02,03030388
1411011632NewsEditorialeSerie A: lo spogliarello di Vucinic, il muro di Pelizzoli e l`ingenuità di Balotelli. Top e Flop della 31a giornata 20130409120334serie aLo stoico Pelizzoli, poi i migliori giocatori di Juve, Palermo, Atalanta e Udinese figurano tra i top di questa giornataLo stoico Pelizzoli, poi i migliori giocatori di Juve, Palermo, Atalanta e Udinese figurano tra i top di questa giornata. Male, con la sua paperissima, Puggioni più giocatori di Inter, Milan, Pescara e Sampdoria tra i peggiori.<BR><BR>TOP<BR><BR>Pelizzoli = Sfoggia la prestazione della vita, da raccontare ai figli e forse ai nipoti. Se avesse anche portato punti al Pescara avrebbe guadagnato un contratto da quarto portiere nella prossima Juventus. Epico.<BR><BR>Von Bergen = Uno dei meno peggio nel Palermo di questa stagione, trova un gollonzo importante e permette ai rosanero di essere ancora aggrappati alla salvezza. Concreto.<BR><BR>Benatia = Torna sui suoi standard, mettendo a segno la terza rete dell’Udinese e sfruttando il cioccolatino di Di Natale. Galvanizzato.<BR><BR>Bonaventura = Gol, assist e l’Inter si squaglia sotto i suoi colpi di classe. Giovane dal futuro brillante. Ispirato.<BR><BR>Montolivo = Torna da ex nella sua Firenze e viene subissato di fischi, in maniera ingenerosa. Ma rispondere con una prestazione come la sua è stata la miglior vendetta. Sicurezza.<BR><BR>Vucinic = Fino alla doppietta che stende il Pescara gioca con indolenza. Poi si accende, si spoglia e fa infuriare Conte. Tutto in uno, prendere o lasciare. Decisivo.<BR><BR>Di Natale = Non poteva dedicare al Califfo un gollonzo come il primo. Allora si inventa una seconda rete da fuoriclasse assoluto. Eterno.<BR><BR>Formazione Top = Pelizzoli; Von Bergen, Benatia, Lichsteiner; Montolivo, Ilicic, Bonaventura, Dzemaili; Denis, Vucinic, Di Natale.<BR><BR>FLOP<BR><BR>Puggioni = A figli e nipoti meglio non raccontare nulla della trasferta di Udine. Se ci fosse stato “Mai dire gol” sarebbe diventato un nuovo idolo. Impacciato.<BR><BR>Ranocchia = Sbaglia sul finale una rete che avrebbe messo dentro anche Crisantemi, il funereo giocatore di Oronzo Canà in “L’allenatore nel pallone”. Smarrito.<BR><BR>Bianchi Arce = Entra e aiuta il Pescara a perdere. Ma spendere meno e prenderli giovani ed italiani, i difensori? Carneade.<BR><BR>Matuzalem = Non ci capisce più nulla, stordito dalle trame di gioco del Napoli ed affonda come tutto il Genoa. Imbambolato.<BR><BR>Schelotto = Di lui i posteri ricorderanno solo la fidanzata. <BR>Protagonista solo di un’inutile rissa a fine gara. Arrabbiato.<BR><BR>Balotelli = Galliani lo becca a fumare sul treno che porta il Milan a Firenze. In campo si fa ammonire, salterà la sfida col Napoli e confermerà il detto “il lupo perde il pelo, non il vizio”. Immaturo.<BR><BR>Icardi = Stordito dai rumors di mercato, ha perso la sua vena realizzativa e la sua pericolosità in attacco. Spuntato.<BR><BR>Formazione Flop = Puggioni; Ranocchia, B. Arce, De Sciglio; Matuzalem, De Rossi, Schelotto, Estigarribia; Icardi, Balotelli, Kozak.<BR><BR>Gabriele Cavallaro<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp; <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001mirko-vucinic-braccia-aperte.jpgSiNserie-a-lo-spogliarelo-di-vucinic-il-muro-di-pelizzoli-e-l-ingenuita-di-balotelli-top-e-flop-della-trentunesima-giornata-1011632.htmSiT1000007,T1000027,T1000095100075701,02,03,06,07,08030708
1421011539NewsCampionatiSerie A, successe del Napoli. A San Siro succede di tutto e l`Atalanta ribalta il risultato20130407224520serie aSerie A Probabili Formazioni<BR>&nbsp;<BR>Finale 2-0: 18' Pandev, 29' Dzemaili <BR><BR>Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Gamberini; Maggio, Behrami (31' st Inler), Dzemaili, Zuniga; Hamsik (43' st El Kaddouri); Pandev (33' st Insigne), Cavani. A disp: Rosati, Grava, Rolando, Britos, Mesto, Donadel, Armero, Calaiò. All.: Mazzarri<BR><BR>Genoa (3-4-2-1): Frey; Granqvist, Portanova, Antonelli; Moretti, Matuzalem, Kucka (23' st Jorquera), Rigoni; Jankovic (13' st Olivera); Bertolacci (7' st Vargas); Immobile. A disp: Tzorvas, Donnarumma, Borriello, Cassani, Tozser, Nadarevic, Floro Flores, Pisano. All.: Ballardini<BR><BR><BR>Finale 3-4: 43' Rocchi (I), 11' st Bonaventura (A), 12' st, 17' st Alvarez (I), 20' st, 26' st, 32' st Denis (A)<BR><BR><BR>Inter (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Zanetti, Cambiasso (37' st Schelotto), Kovacic, Pereira; Guarin; Rocchi, Cassano (32' Alvarez). A disp: Carrizo, Belec, Silvestre, Kuzmanovic, Nagatomo, Pasa, Benassi, Colombi, Forte. All.: Stramaccioni<BR><BR>Atalanta (3-5-1-1): Polito; Scaloni, Stendardo, Canini; Raimondi, Biondini, Cigarini, Carmona (9' st Livaja), Del Grosso (29' st Brivio); Bonaventura; Denis (38' st Cazzola). A disp: Frezzolini, Contini, Ferri, Brivio, Carmona, Giorgi, Radovanovic, Troisi, Brienza, De Luca, Parra. All.: Colantuono<BR>Arbitro: Gervasoni<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001124157881-ced6d0bc-0c7f-4179-914e-291887bb94bf.jpgSiNserie-a-trentunesima-giornata-le-probabili-formazioni-1011539.htmSiT1000010,T1000017,T1000022,T1000026100075701,02,03,06,07,08,090301190
1431011522NewsCalciomercatoCalciomercato Genoa, Preziosi stasera con Galliani20130404205128genoaSky Sport Kucka e il Milan si avvicinano. Ma Enrico Preziosi, presidente del Genoa, a Sky Sport&nbsp; smentisce: “Kucka col Milan non l’ho mai trattato. Per lui ho avuto una chiamata dalla Lazio o dall’Udinese, non ricordo, ma non l’ho mai trattato e con Galliani non ne parlerò stasera quando andremo a cena”.C1007650adm001adm001kucka_juraj1.jpgSiNgenoa-prezioni-stasera-incontra-galliani-1011522.htmNoT1000022100075701,02,03,07030457
1441011495NewsCampionatiSerie A, il derby tra Roma e Lazio a Mazzoleni20130404132317serie aSono stati designati Sono stati designati i direttori di gara per la 12esima giornata del girone di ritorno. Questo il quadro completo.<br><br> Bologna-Torino: DE MARCO<BR>Catania-Cagliari: VALERI<BR>Fiorentina-Milan: TAGLIAVENTO<BR>Inter-Atalanta: GERVASONI<BR>Juventus-Pescara: PERUZZO<BR>Napoli-Genoa: BANTI<BR>Roma-Lazio: MAZZOLENI<BR>Sampdoria-Palermo: GUIDA<BR>Siena-Parma: BERGONZI<BR>Udinese-Chievo: DAMATO<br><br>C1007650adm001adm001petkovic.jpgSiNserie-a-il-derby-tra-roma-e-lazio-a-mazzoleni-1011495.htmNoT1000012,T1000018100075501,02,03,06,07,08,09030341
1451011444NewsCampionatiNapoli, De Sanctis e Campagnaro sulla via del recupero20130403075511De Sanctis, Campagnaro, Mazzarri, NapoliIeri pomeriggio a Castel Volturno seduta pomeridiana di allenamenti, con la quale Mazzarri ha potuto valutare le condizioni di alcuni elementi Ieri pomeriggio&nbsp;a Castel Volturno seduta pomeridiana di allenamenti, con la quale <STRONG>Mazzarri</STRONG>&nbsp;ha potuto valutare le condizioni di alcuni elementi che nell’ultima partita contro il Torino non sono scesi in campo: incerto se Morgan <STRONG>De Sanctis</STRONG> tornerà fra i pali per difendere la porta dagli assalti genoani, e ciò dipenderà dalle condizioni del suo gomito. Quasi certa invece la presenza di Hugo <STRONG>Campagnaro</STRONG>: il difensore era stato tenuto a riposo precauzionale dopo la partita dell’Argentina a La Paz contro la Bolivia, ma non dovrebbe esserci alcun problema sul suo impiego domenica sera. L'argentino dovrebbe prendere il posto di Britos, disastroso in quel di Torino.&nbsp;<BR><BR>GP01CTGP01CTmazzarri.jpgSiNde-sanctis-campagnaro-mazzarri-napoli-1011444.htmNo-01,02,03,08010249
1461011399NewsCampionatiSerie A, la classifica dopo il mercato di riparazione: primo il Milan. Lazio e Inter in zona retrocessione20130401222416serie aIl Milan è primoIl Milan è primo, seguito a ruota dalla Juventus (a -1). Terzo posto per il Cagliari, che nonostante le vicende relative all'Is Arenas' ha messo in serie risultati strabilianti. Conferma il quarto posto la Fiorentina, mentre scorrendo verso il fondo della classifica si scopre che Inter e Lazio, rispettivamente a quota 8 e 7 punti, rischierebbero fortemente di scendere in Serie B.<br><br> La classifica dopo il mercato di gennaio:<br><br> Milan 20 punti, Juventus 19, Cagliari 17, Fiorentina 15, Bologna 14, Napoli 14, Roma 13, Sampdoria 12, Siena 12, Torino 11, Atalanta 11, Catania 10, Udinese 9, Genoa 9, Inter 8, Chievo 7, Palermo 7, Parma 7, Lazio 7, Pescara 1.<br><br>C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNserie-a-la-classifica-dopo-il-mercato-di-riparazione-milan-primo-lazio-e-inter-in-zona-retrocessione-1011399.htmSiT1000027100075701,02,03,06,07,08,09030563
1471011392NewsCampionatiPalermo, a volte ritornano20130401190323palermoA volte ritornanoA volte ritornano. In un momento di lucidità il ritorno al comando di Giuseppe Sannino ha dato un'impronta di squadra al gruppo rosanero. D'altronde nel bene e nel male questi giocatori dovevano interpretare il suo disegno tecnico. Nel tabellino dei marcatori sono tornati lo sloveno Josip Iličič e il capitano, Fabrizio Miccoli. Le due mezze punte hanno trascinato la squadra contro la Roma;segnando e facendo segnare l'anno scorso erano pezzi pregiati solo che una prestazione simultanea sopra la sufficienza quest'anno ancora non era arrivata. Niente di speciale in fondo ma quanto basta per sentire qualche coro d'incitamento e passare alla pratica dell'auto esaltazione calcistica. Sannino non è un mago e nemmeno un profeta ma ha la carica giusta per questa squadra o almeno deve dimostrare che la società ha sbagliato pesantemente nei suoi confronti quando non ha concesso il giusto tempo per l'amalgama. La Roma era in campo ma deve avere pensato troppo presto che si poteva ottenere tre punti senza faticare troppo e forse hanno dato una grande mano ai rosanero. Questa vittoria potrebbe restituire la fiducia che finora è mancata; certo non può migliorare le doti dei difensori e le pecche dei centrocampisti. Però Genoa e Robur Siena stanno facendo il passo del gambero e l'ultima giornata ha riaperto le scommesse sul terzultimo posto. La Roma ha perso il treno per l'Europa che conta, adesso sì, ma c'è ancora spazio per recuperare qualcosa dagli impegni di chi sta davanti. Il Città di Palermo avrà la settimana peggiore: non si può pensare di avere già raggiunto l'obiettivo e nemmeno di aver perso la paura di riportare questa società in serie B. Adesso il livello è “Difficile, ma non impossibile”.<br><br> Fabio Zerillo<br><br>C1007650adm001adm001miccoli.jpgSiNpalermo-a-volte-ritornano-1011392.htmSiT1000023100075701,02,03030396
1481011385NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Galliani ne vuole quattro del Genoa20130331223240milan, gallianiIl Milan guarda Il Milan guarda spesso in casa Genoa per rinforzare la rosa in vista della stagione successiva. Nel mirino dei rossoneri ci sono soprattutto quattro giocatori del Genoa che potrebbero fare al caso del Milan. Uno di questi è il portiere Perin che gioca nel Pescara ma è di proprietà del presidente Preziosi. Nel Genoa c’è anche quel Kucka che potrebbe far litigare Milan e Napoli, mentre a centrocampo gli occhi di Galliani sono puntati anche su Bertolacci, giovane centrocampista classe ’91 di scuola Roma. L’ultimo nome è l’esterno Antonelli.C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-ne-vuole-quattro-del-genoa-1011385.htmSiT1000027100075701,02,03,07,08030622
1491011377NewsCampionatiLIVE - Serie A: risultati e marcatori20130330173524serie aI risultati e marcatori della 30a giornata di Serie AI risultati e marcatori della 30a giornata di Serie A. Match ore 15.<br><br> Finali<br><br> Atalanta-Sampdoria 0-0<br><br> Cagliari-Fiorentina 2-1: 6' e 39' Pinilla rigore, 73' Cuadrado (F)<br><br> Genoa-Siena 2-2: 6' Borriello, 44' Emeghara (S), 52' Rosina rigore (S), 71' Jankovic<br><br> Inter-Juventus 1-2: 3' Quagliarella, 54' Palacio (I), 60' Matri<br><br> Lazio-Catania 2-1: 50' Izco (C), 79' Legeottaglie autogol, 81' Candreva rigore<br><br> Palermo-Roma 2-0: 21' Ilicic, 35' Miccoli<br><br> Parma-Pescara 3-0: 18' Benalouane, 52' Paletta, 65' Amauri<br><br> Udinese-Bologna 0-0 <br><br>C1007650adm001adm001quagliarella21.jpgSiNserie-a-risultati-marcatori-1011377.htmSi100075501,02,03,06,09030304
1501011370NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, tris di affari col Genoa20130330070952milan, genoaSecondo l`edizione odierna di TuttosportKucka sì, Perin e Bertolacci pure. Secondo l'edizione odierna di Tuttosport ci sono le condizioni affinché in estate possa sbarcare a Milanello un trio proveniente dal Genoa. Oltre al centrocampista slovacco anche il portierino ora al Pescara e il centrocampista classe 1991 sono nel mirino di Via Turati e il Grifone è disposto a parlarne.C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-tris-di-affari-col-genoa-1011370.htmSiT1000027100075701,02,03,07010385
1511011363NewsCampionatiSerie A, 30a giornata: le probabili formazioni20130330051116serie aSerie A Probabili formazioniATALANTA-SAMPDORIA ore 15<BR><BR>Atalanta (4-4-1-1): Consigli; Raimondi, Stendardo, Lucchini, Del Grosso; Giorgi, Cigarini, Biondini, Bonaventura; Moralez; Denis.<BR>A disp.: Frezzolini, Radovanovic, Ferri, Cazzola, Canini, Carmona, Brivio, Parra, Brienza, Livaja, De Luca. All.: Colantuono.<BR>Squalificati: Polito (fino al 5 aprile)<BR>Indisponibili: Bellini, Budan, Capelli, Marilungo, Scaloni<BR><BR>Sampdoria (3-5-2): Romero; Gastaldello, Palombo, Rossini; De Silvestri, Obiang, Krsticic, Poli, Estigarribia; Eder, Icardi.<BR>A disp.: Da Costa, Berardi, Castellini, Mustafi, Rodriguez, Maresca, Renan, Poulsen, Munari, Soriano, Sansone, Maxi Lopez. All.: Rossi.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Costa<BR><BR><BR>CAGLIARI-FIORENTINA ore 15<BR><BR>Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Rossettini, Astori, Avelar; Ekdal, Conti, Nainggolan; Cossu; Ibarbo, Sau.<BR>A disp.: Avramov, Perico, Casarini, Murru, Cabrera, Eriksson, Dessena, Pinilla, Thiago Ribeiro. All.: Lopez-Pulga.<BR>Squalificati: Nenè (1)<BR>Indisponibili: nessuno<BR><BR>Fiorentina (4-3-3): Viviano; Tomovic, Rodriguez, Savic, Pasqual; Aquilani, PIzarro, Migliaccio; Cuadrado, Jovetic, Ljajic.<BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Roncaglia, Sissoko, Mati Fernandez, Llama, Wolski, Llama, Toni, Compper, El Hamdaoui. All.: Montella.<BR>Squalificati: Borja Valero (1)<BR>Indisponibili: Camporese, Rossi, Hegazi<BR><BR><BR>GENOA-SIENA ore 15<BR><BR>Genoa (3-5-1-1): Frey; Granqvist, Portanova, Manfredini; Pisano, Kucka, Matuzalem, Antonelli, Moretti; Jorquera; Borriello.<BR>A disp.: Tzorvas,Donnarumma, Cassani, Ferronetti, Bovo, Oliveira, Rossi, Rigoni, Jankovic, Immobile. All.: Ballardini.<BR>Squalificati: Bertolacci (1)<BR>Indisponibili: Vargas, Floro Flores<BR><BR>Siena (3-4-2-1): Pegolo; Teixeira, Terlizzi, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Rosina, Sestu; Emeghara.<BR>A disp.: Farelli, Uvini, Paci, Calello, Valiani, Verre, Bolzoni, Reginaldo, Agra, Paolucci, Bogdani. All.: Iachini.<BR>Squalificati: Vitiello fino al 10/5<BR>Indisponibili: Pozzi<BR><BR><BR>INTER-JUVENTUS ore 15<BR><BR>Inter (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Chivu; Zanetti, Gargano, Kovacic, Cambiasso; Guarin; Cassano, Palacio.<BR>A disp.: Carrizo, Belec, Pereira, Nagatomo, Belloni, Jonathan, Kuzmanovic, Schelotto, Stankovic, Alvarez, Pasa, Benassi, Rocchi. All.: Stramaccioni.<BR>Squalificati: Juan Jesus (1)<BR>Indisponibili: Milito, Obi, Mudingayi, Silvestre, Castellazzi<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Marrone; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Matri, Quagliarella.<BR>A disp.: Storari, Rubinho, Padoin, Chiellini, De Ceglie, Isla, Pogba, Peluso, Giaccherini, Anelka, Vucinic, Giovinco. All.: Conte.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Caceres, Bendtner, Pepe<BR><BR><BR>LAZIO-CATANIA ore 15<BR><BR>Lazio (4-4-1-1): Marchetti; Pereirinha, Cana, Radu, Lulic; Candreva, Onazi, Ledesma, Hernanes; Ederson; Kozak.<BR>A disp.: Bizzarri, Scarfagna, Gonzalez, Strakosha, Cataldi, Saha, Rozzi, Klose. All.: Petkovic<BR>Squalificati: Ciani (1)<BR>Indisponibili: Stankevicius, Konko, Dias, Brocchi, Biava, Floccari, Mauri<BR><BR>Catania (4-3-3): Andujar; Alvarez, Legrottaglie, Bellusci, Marchese; Izco, Lodi, Almiron; Barrientos, Bergessio, Gomez.<BR>A disp.: Frison, Terracciano, Rolin, Ricchiuti, Salifu, Castro, Cani, Biagianti, Keko, Doukara, Petkovic. All.: Maran<BR>Squalificati: Spolli (1), Potenza (1)<BR>Indisponibili: Augustyn, Capuano, Sciacca<BR><BR>PALERMO-ROMA ore 15<BR><BR>Palermo (3-5-2): Sorrentino; Munoz, Von Bergen, Garcia; Morganella, Barreto, Donati, Kurtic, Dossena; Ilicic, Boselli.<BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Aronica, Nelson, Anselmo, Faurlin, Rios, Viola, Formica, Fabbrini, Miccoli, Dybala. All.: Sannino.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Hernandez, Mantovani<BR><BR>Roma (3-4-2-1): Stekelenburg; Piris, Burdisso, Castan; Torosidis, De Rossi, Tachtsidis, Marquinho; Lamela, Florenzi; Totti<BR>A disp.: Goicoechea, Lobont, Taddei, Balzaretti, Bradley, Lucca, Perrotta, Lopez, Osvaldo, Destro. All.: Andreazzoli<BR>Squalificati: Guberti (fino ad agosto 2015)<BR>Indisponibili: Pjanic, Marquinhos, Dodò, Romagnoli<BR><BR>PARMA-PESCARA ore 15<BR><BR>Parma (4-3-3): Mirante; Benalouane, Paletta, Lucarelli, Rosi; Marchionni, Parolo, Gobbi; Biabiany, Amauri, Sansone.<BR>A disp.: Pavarini, MacEachen, Morrone, Galloppa, Belfodil, Strasser, Cerri, Ampuero, Boniperti, Ninis. All.: Donadoni<BR>Squalificati: Valdes (1)<BR>Indisponibili: Coda, Mariga, Santacroce, Mesbah, Palladino<BR><BR>Pescara (4-3-3): Pelizzoli; Zauri, Bianchi Arce, Bocchetti, Modesto; Blasi, D'Agostino, Cascione; Sculli, Sforzini, Celik.<BR>A disp.: Falso, Cosic, Kroldrup, Bjarnason, Caraglio, Quintero, Abbruscato, Zanon, Caprari, Vukusic. All.: Bucchi<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Perin, Weiss, Capuano, Balzano, Rizzo, Togni<BR><BR>UDINESE-BOLOGNA ore 15<BR><BR>Udinese (3-5-1-1): Brkic; Benatia, Danilo, Domizzi; Basta, Badu, Allan, Campos Toro, Gabriel Silva; Maicosuel; Di Natale.<BR>A disp.: Padelli, Pawlowski, Angella, Heurtaux, Faraoni, Pasquale, Lazzari, Muriel, Pereyra, Zielinski, Ranegie. All.: Guidolin.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Pinzi<BR><BR>Bologna (4-3-1-2): Curci; Garics, Antonsson, Cherubin, Morleo; Kone, Khrin, Taider; Christodolopoulos; Gabbiadini; Gilardino.<BR>A disp.: Agliardi, Stojanovic, Naldo, Carvalho, Sorensen, Motta, Pazienza, Guarente, Abero, Pasquato, Moscardelli. All.: Pioli<BR>Squalificati: Diamanti (1)<BR>Indisponibili: Perez<BR><BR>CHIEVO-MILAN ore 18.30<BR><BR>Chievo (5-3-2): Puggioni; Frey, Andreolli, Dainelli, Acerbi, Dramè; Guana, Rigoni, Cofie; Thereau, Paloschi.<BR>A disp.: Ujkani, Sampirisi, Squizzi, Cesar. Seymour, Luciano, Hetemaj, Papp, Jokic, Stoian, Pellissier, Hauche. All.: Corini<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Sardo, Spyropoulos, Samassa<BR><BR>Milan (4-3-3): Abbiati; Abate, Mexes, Yepes, De Sciglio; Flamini, Montolivo, Muntari; Niang, Balotelli, El Shaarawy.<BR>A disp.: Amelia, Bonera, Antonini, Constant, Zaccardo, Ambrosini, Traorè, Nocerino, Bojan, Robinho. All.: Allegri.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: De Jong, Pazzini, Zapata, Boateng<BR><BR>TORINO-NAPOLI ore 21<BR><BR>Torino (4-2-4): Gillet; Darmian, Glik, Rodriguez, D'Ambrosio; Vives, Gazzi; Cerci, Meggiorini, Barreto, Santana.<BR>A disp.: Coppola, S.Masiello, Di Cesare, Ogbonna, Bakic, Caceres, Menga, Basha, Jonathas, Stevanovic, Bianchi, Diop. All.: Ventura<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Brighi, Birsa<BR><BR>Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Dzemaili, Zuniga; Hamsik; Pandev, Cavani.<BR>A disp.: Rosati, Grava, Gamberini, Mesto, Donadel, Rolando, Armero, Inler, El Kaddouri, Insigne, Calaiò. All.: Mazzarri<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: nessuno<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001juventus-inter-immagini-della-partita-54.jpgSiNserie-a-trentesima-giornata-le-probabili-formazioni-1011363.htmSi100075501,02,03,06,07,08,09010714
1521011350NewsCampionatiSuazo si ritira: «Non sono più lo stesso»20130329120826suazoHa giocato in Italia con Cagliari, Inter, Genoa e CataniaDavid Suazo ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato. Il 33enne attaccante honduregno, che ha giocato in Italia con Cagliari, Inter, Genoa e Catania, ha parlato in una conferenza stampa indetta in lacrime nel suo paese natale a San Pedro Sula. "Sono un giocatore che ha sempre dato il massimo. Mi fa male pensare di dover scendere in campo sapendo di non essere lo stesso. Ho voluto annunciare il mio ritiro qui in Honduras perché qui sento la mia casa, ho iniziato a giocare qui".C1007650adm001adm001suazo.jpgSiNsuazo-si-ritira-non-sono-piu-lo-stesso-1011350.htmSi100075501,02,03,09010259
1531011318NewsCalciomercatoCalciomercato Catania, cominciano i rinnovi: obiettivo confermare i senatori20130328130032cataniaTuttosportTuttosport oggi in edicola fa il punto sui rinnovi di casa Catania. Per Sergio Almiron c'è una trattativa in corso con l'agente: l'accordo attuale scade nel 2014. Poi Nicola Legrottaglie, il cui contratto scade a giugno, mentre Giovanni Marchese è destinato ad andare al Genoa. Occhio, però, anche al mercato: il Catania vuole confermare la sua squadra in blocco, per far aumentare ulteriormente il valore dei suoi offettivi a meno di offerte irrinunciabili.C1007650adm001adm001barrientos500.jpgSiNcatania-cominciano-i-rinnovi-obiettivo-confermare-i-senatori-1011318.htmSiT1000014100075501,02,03,09030538
1541011317NewsCampionatiInter-Juventus: la sfida a Rizzoli 20130328125219inter, juventusQuesto il quadro completoQuesto il quadro completo.<BR><BR>Atalanta-Sampdoria: ROMEO<BR>Cagliari-Fiorentina: ORSATO<BR>Chievo-Milan: CELI<BR>Genoa-Siena: ROCCHI<BR>Inter-Juventus: RIZZOLI<BR>Lazio-Catania: MASSA<BR>Palermo-Roma: CALVARESE<BR>Parma-Pescara: DI BELLO<BR>Torino-Napoli: GIANNOCCARO<BR>Udinese-Bologna: GIACOMELLI<BR><BR>C1007650adm001adm001juventus-inter-immagini-della-partita-54.jpgSiNinter-juventus-la-sfida-a-rizzoli-1011317.htmNoT1000007100075501,02,03,06,07,08,09030249
1551011308NewsCalciomercatoCalciomercato Inter, Cassano tra Genoa e Fenerbahce20130328114651inter, cassanoSecondo quanto riporta Tuttosport Secondo quanto riporta Tuttosport il futuro di Antonio Cassano sarà lontano dall'Inter in caso di permanenza alla Pinetina di Andrea Stramaccioni. Moratti in persona, in seguito allo scontro tra i due, ha bloccato tutte le pratiche per il rinnovo in attesa della conclusione della stagione e intanto si accendono le prime voci di mercato intorno a Fantantonio. Detto che Garrone non lo rivuole alla Samp, le alternative sono due: la prima è il Genoa, dove Cassano stava già per accasarsi prima dello scambio con Pazzini la scorsa estate; la seconda è il Fenerbahce, che vuole rispondere con un grande colpo al duo Drogba-Sneijder schierato dai rivali del Galatasaray. C1007650adm001adm001cassano.jpgSiNinter-cassano-tra-genoa-e-fenerbahce-1011308.htmSiT1000026100075701,02,03030303
1561011372NewsCampionatiMilan, comunicato: «Il campionato è stato alterato»20130328112733milanIl Milan aveva giocato il 10 febbraio 2013 dinanzi a uno stadio pieno"Alterato il normale svolgimento del campionato". Questo il titolo del comunicato emesso dal Milan dal proprio sito ufficiale, in merito all'ennesima diatriba che ha riguardato l'agibilità dello stadio del Cagliari "Is Arenas". Questo il testo integrale del Comunicato Ufficiale dell'A.C. Milan:<BR><BR>La Lega ha comunicato che la gara Cagliari-Fiorentina si giocherà a porte chiuse. Il Milan aveva giocato il 10 febbraio 2013 dinanzi a uno stadio pieno, come altre 6 squadre; 3 squadre hanno giocato davanti ai soli abbonati; 3 a porte chiuse; una soltanto, la Juventus, in campo neutro; in un caso è stato assegnato lo 0-3 a tavolino; nessuno sa cosa accadrà nelle prossime giornate. Lo scenario è ben rappresentato dalla tabella che segue.<BR><BR>GARE INTERNE CAGLIARI CALCIO STAGIONE 2012/2013<BR><BR>Cagliari-Atalanta 1-1, 2 Settembre 2012, PORTE CHIUSE<BR>Cagliari-Roma 0-2, 23 Settembre 2012, PORTE CHIUSE (persa a tavolino)<BR>Cagliari-Pescara 1-2, 30 Settembre 2012, SOLO TIFOSI FIDELIZZATI<BR>Cagliari-Bologna 1-0, 21 Ottobre 2012, SOLO TIFOSI FIDELIZZATI<BR>Cagliari-Siena 4-2, 31 Ottobre 2012, SOLO TIFOSI FIDELIZZATI<BR>Cagliari-Catania 0-0, 10 Novembre 2012, APERTO (capienza 13.045)<BR>Cagliari-Napoli 0-1, 26 Novembre 2012, APERTO (capienza 16.077)<BR>Cagliari-Pescara (TIM Cup) 4-2, 5 Dicembre 2012, APERTO (capienza 16.077)<BR>Cagliari-Chievo 0-2, 9 Dicembre 2012, APERTO (capienza 16.077)<BR>Cagliari-Juventus 1-3, 21 Dicembre 2012, CAMPO NEUTRO PARMA<BR>Cagliari-Genoa 2-1, 13 Gennaio 2013, APERTO (capienza 16.077)<BR>Cagliari-Palermo 1-1, 27 Gennaio 2013, APERTO (capienza 16.077)<BR>Cagliari-Milan 1-1, 10 Febbraio 2013, APERTO (capienza 16.077)<BR>Cagliari-Torino 4-3, 24 Febbraio 2013, PORTE CHIUSE<BR>Cagliari-Sampdoria 3-1, 10 Marzo 2013, PORTE CHIUSE<BR><BR>Al di là delle responsabilità di decisioni che qualunque persona di buon senso giudicherebbe incomprensibili perché diverse tra loro per casi sostanzialmente identici, è certo che il normale svolgimento del Campionato di Serie A ne risulta alterato.<BR><BR>L'A.C. Milan si riserva ogni conseguente iniziativa nelle sedi competenti<BR><BR>C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-comunicato-su-inagibilita-is-arenas-campionato-alterato-1011372.htmSiT1000027100075501,02,03,06,07,08,09010299
1571011258NewsCalciomercatoCalciomercato Genoa, possibile il ritorno di Criscito20130326205232genoa, criscitoDifensore dello Zenit San Pietroburgo Possibile ritorno al Genoa per Domenico Criscito (26), difensore dello Zenit San Pietroburgo ai box per un serio infortunio al ginocchio che lasciò i rossoblù nel 2011 per tentare l'esperienza in Russia. Come rivela Sky Sport il calciatore di origine napoletana potrebbe rientrare in Liguria - con conseguente riduzione dell'ingaggio - nel giro dei prossimi mesi visto il possibile addio al Grifone di Luca Antonelli, esterno mancino finito nel mirino dei club milanesi. <br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001n_criscito-bonucci-italia.jpgSiNgenoa-possibile-il-ritorno-di-criscito-1011258.htmSiT1000022100075701,02,03030535
1581011250NewsCalciomercatoGenoa, Foschi: «In tante vogliono Kucka»20130326171116genoa, foschiIl direttore sportivo del Genoa Rino FoschiIl direttore sportivo del Genoa Rino Foschi, è intervenuto sule frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli. "Kucka è un giocatore importante, è in continua crescita e ha tanta qualità e quantità. E' appetito da tante società, specie all'estero: non mi va di parlare di calciomercato ora perché il nostro momento è delicato però, sicuramente, al Napoli piaceva anche l'anno scorso. Non è vero che l'entourage del Napoli ha offerto 11 milioni: qualora fosse stato così avremmo già firmato".<br><br>"Ciro in azzurro? Non lo escludo per il semplice motivo che il Napoli è un top club non perché c'è in piedi un qualcosa di calciomercato".<br><br>C1007650adm001adm001kucka_juraj1.jpgSiNgenoa-foschi-in-tante-vogliono-kucka-1011250.htmNoT1000022100075701,02,03030460
1591011246NewsCalciomercatoCalciomercato Lazio, Barrientos il colpo a sorpresa20130326162221lazio, barrientosC`è un nome nuovo C'è un nome nuovo per il centrocampo della Lazio: è quello di Pablo Barrientos del Catania. Secondo quanto riportato da 'Il Secolo XIX', la società biancoceleste sarebbe interessata all'argentino così come il Genoa, club da sempre attento ai gioielli che crescono all'ombra dell'Etna.C1007650adm001adm001barrientos500.jpgSiNlazio-barrientos-il-colpo-a-sorpresa-1011246.htmSiT1000018100075701,02,03030255
1601011240NewsCalciomercatoSampdoria, Icardi: «Voglio segnare all`Inter»20130326151240sampdoria, icardiIl talento della Sampdoria Mauro IcardiIl talento della Sampdoria Mauro Icardi è intervenuto ai microfoni di Sky Sport: "Non mi aspettavo di far bene così presto. Spero di continuare così. Il gol più importante fin qui? Quello nel derby, è stata una partita bellissima. Devo lavorare ancora tanto, aiutare la squadra, mancano ancora tante partite. Il futuro? Sono tranquillo, non devo fare il fenomeno, ma lavorare a testa bassa. Devo solo fare gol. Il Sudamericano? Il mister ha deciso di farmi stare qua e io l'ho ripagato con i gol. Un gol all'Inter? Sarebbe bellissimo, è importante segnare alle squadre forti. L'ho già fatto alla Juve, al Genoa, quindi sarebbe una bella cosa".C1007650adm001adm001sampdoria-6.jpgSiNsampdoria-icardi-voglio-segnare-all-inter-1011240.htmSiT1000097100075701,02,03030609
1611011195NewsCampionatiCalciomercato Catania, rinnovo del contratto in vista per Sergio Almiron20130325140252Catania, Almiron, rinnovo contrattoUn rinnovo a sorpresa. Nuovo contratto in arrivo per Sergio Almiron, si tratta con il Catania<STRONG>Un rinnovo a sorpresa. Nuovo contratto in arrivo per Sergio Almiron, si tratta con il Catania</STRONG>. E’ una notizia su cui ha lavorato <STRONG>Peppe Di Stefano</STRONG>. Nonostante le ultime voci e le <STRONG>offerte di Genoa e Torino</STRONG>, il centrocampista argentino<STRONG> sta per prolungare il suo contratto in scadenza nel 2014. Il rinnovo fino al 2015 è molto vicino, prenderà più degli 850 mila euro che guadagna al momento.</STRONG> Il suo agente<STRONG> Vagheggi</STRONG> è stato a Catania, c’è un accordo di massima. La trattativa per il rinnovo non è ancora definitivamente chiusa, <STRONG>ci vorrà un nuovo incontro in questi giorni. Ma tra Almiron e il Catania, ormai, c’è aria di rinnovo.</STRONG>C1007650GP01CTGP01CTalmiron.jpgSiNcatania-almiron-rinnovo-contratto-1011195.htmSiT1000014101114901,02,03,09010198
1621011188NewsCalciomercatoCalciomercato Lazio, tutti gli obiettivi per diventare grandi20130325114831lazioLa Gazzetta dello SportLa Gazzetta dello Sport, nel pezzo dei '100 talenti' sul mercato nell'apertura del quotidiano oggi in edicola, fa il punto anche sulla Lazio. I contatti con Felipe Anderson del Santos, proseguono spediti, così come quelli per Granit Xhaka, esterno svizzero del Borussia Monchengladbach. Federico Marchetti, intanto, piace al Milan, da dove potrebbe arrivare Christian Abbiati, mentre i biancocelesti seguono sempre il centrale del Genoa, Andreas Granqvist e potrebbero far partire Libor Kozak, sul quale c'è il Bologna. Occhio al movimento sugli esterni: sarebbe sfida con il Genoa per Pablo Cesar Barrientos del Catania, mentre in mediana resterebbe nel mirino Luca Cigarini dell'Atalanta.C1007650adm001adm001petkovic.jpgSiNlazio-tutti-gli-obiettivi-per-diventare-grandi-1011188.htmSiT1000018100075701,02,03,07,09030448
1631011158NewsCampionatiGenoa, Ballardini: «Col Siena non è decisiva»20130323142629genoa, ballardiniUn impegno difficile, ma che il Genoa porterà a termineUn impegno difficile, ma che il Genoa porterà a termine: Davide Balladini è convinto che i rossoblu riusciranno a risalire la china. Ai microfoni di 'Sky Sport 24', il tecnico dei liguri afferma: "Sapevamo che le difficoltà erano, sono e saranno tante, ma siamo pronte ad affrontarle e superarle. Contro il Siena è una partita importante, ma non decisiva. Qui ci sono le basi per fare un gran bel lavoro: le persone, la squadra. Le fondamenta sono buonissime. Il Genoa sta bene, ha fatto buone partite, ma la sosta ci torna utile per dare la possibilità di recuperare a qualche nostro calciatore: Borriello, Frey, Matuzalem, Manfredini sono fuori e questa pausa ci viene buona. Balotelli? Ha qualità straordinarie, è uno degli attaccanti più forti al mondo, ma deve anche raggiungere la maturità e il buon senso: ha 22 anni e un po' di immaturità è giustificata. Immobile? Se sta facendo bene in nazionale è anche grazie al lavoro che fa qua al Genoa: siamo contenti di vederlo giocare e fare bene".C1007650adm001adm001ballardini.jpgSiNgenoa-ballardini-col-genoa-non-e-decisiva-1011158.htmNoT1000022100075701,02,03030459
1641011137NewsCampionatiInter, Palacio sta per battere un record20130322160910inter, palacioNumeri da capogiro Numeri da capogiro quelli sciorinati da Rodrigo Palacio alla sua prima stagione con la maglia dell'Inter. Il nazionale argentino ex Genoa ha già toccato quota 19 nel proprio bottino stagionale: solo due gol in meno rispetto al suo primato 'italiano' raggiunto la scorsa stagione. Andando più a ritroso, 'El Trenza' mise a segno 24 reti nella stagione 2006/2007 quando militava ancora in Argentina con la maglia del Boca Juniors.<br>C1007650adm001adm001palacio-4.jpgSiNinter-palacio-vicino-a-battere-un-record-1011137.htmSiT1000026100075701,02,03030157
1651011125NewsCalciomercatoGenoa, Bertolacci: «Tornare a Roma non è la priorità»20130322113210genoa, bertolacciAndrea Bertolacci, centrocampista in comproprietà tra Roma e GenoaAndrea Bertolacci, centrocampista in comproprietà tra Roma e Genoa, ha parlato del suo futuro al 'Corriere dello Sport'. Queste le sue parole: "Tornare alla Roma e mettermi in coda a strappare minuti di partite non mi sembra il caso. Se un giorno sarà, tornerò perchè c'è un progetto che prevede Bertolacci in quella realtà tecnica, altrimenti non ha senso. Sì, la Roma in questo momento non è una priorità. Sto benissimo a Genova, dove posso giocare e crescere. In questo momento penso solo a giocare e a far bene perchè devo e voglio ritagliarmi uno spazio importante. Questi sono gli anni più cruciali, quelli che determinano se un giocatore è di una certa categoria o no. Voglio dare la precedenza a una squadra che mi dia la possibilità di giocare e crescere".C1007650adm001adm001secolo18-024.jpgSiNgenoa-bertolacci-tornare-a-roma-non-e-la-priorita-1011125.htmNoT1000022100075701,02,03030486
1661011113NewsCampionatiGenoa, Jankovic vuole dimostrare il suo valore20130321162531genoa, jankovicNe ha superata un`altraNe ha superata un'altra, dopo i mille calvari di una carriera per niente fortunata. Domenica scorsa a Firenze Bosko Jankovic ha vissuto l'ennesima resurrezione, entrando nel secondo tempo al posto di uno spento Pisano. Insieme a Jorquera il serbo ha cambiato il modo di stare in campo del Grifone, anche se la sconfitta è arrivata lo stesso. La pubalgia, ormai, sembra un ricordo messa alle spalle come tanti infortuni del passato.<br>C1007650adm001adm001secolo18-024.jpgSiNgenoa-jankovic-vuole-dimostrare-il-suo-valore-1011113.htmNoT1000022100075701,02,03030449
1671011089NewsCalciomercatoCalciomercato Napoli, il Wolfsburg vuole Dzemaili20130320171028napoli, dzemailiIl Wolsburg è pronto a fare spese in ItaliaIl Wolsburg è pronto a fare spese in Italia: secondo Sky il club della Bundesliga segue diversi centrocampisti italiani. Tra questi Nainggolan del Cagliari e Kucka del Genoa. Ma tra i nomi più 'fattibili' c'è soprattutto quello di Dzemaili, che sarebbe anche stato osservato dal club tedesco. C1007650adm001adm001dzemaili.jpgSiNnapoli-il-wolfsburg-vuole-dzemaili-1011089.htmNoT1000017100075701,02,03030231
1681011082NewsCalciomercatoCalciomercato Palermo, pronta altra rivoluzione20130320170139palermoCome riporta ReteRete24 Come riporta ReteRete24 dopo quella andata in scena nel mese di gennaio con oltre venti operazioni di mercato, a Palermo è pronta una nuova rivoluzione in vista della prossima stagione. Con la sola matematica a separare i rosanero dai crismi dell’ufficialità della retrocessione nella serie cadetta infatti, saranno diversi i giocatori che diranno addio e che non faranno parte dell’organico chiamato ad una pronta risalita in A.<br><br>Buona parte dei giocatori arrivati nel mercato di gennaio saluteranno il rosanero dopo pochi mesi, con Boselli, Faurlin, Formica e Fabbrini pronti a riprendere valigie forse mai disfatte. Appare improbabile che il Palermo possa far valere il diritto di riscatto sui cartellini 'salati' degli interpreti argentini, con la scadenza dei termini legati al prestito secco che sanciranno il ritorno in 'Friuli' da parte del fantasista di proprietà dell'Udinese. Caso 'spinoso' sarà quello legato al centrocampista brasiliano Anselmo, in compartecipazione con il Genoa e in grado di lasciare il segno a Palermo solo per le sue bizzarre capigliature.<br><br>Con la retrocessione in serie cadetta, molto probabilmente verranno riposte nell'armadio le bandiere slovene, con Ilicic e Kurtic destinati a lasciare la Sicilia. Il primo potrebbe esser il candidato principe a sostituire Hamsik al Napoli in caso di partenza dello slovacco, per il secondo non mancano le pretendenti: Atalanta, Torino e Chievo su tutte. Viaggio inverso rispetto a quello di Ilicic, dovrebbe compierlo l’esterno sinistro Dossena, pronto a tornare al Napoli in attesa di una sistemazione in un club della massima serie.<br><br>Nemmeno il miglior idraulico riuscirà però a rimediare alla perdita nel 'rubinetto del pianto' dei tifosi del Palermo, ormai pronti a dire addio al proprio capitano Fabrizio Miccoli. L’ipotesi di un rinnovo contrattuale infatti è sempre più remota, con il 'Romario del Salento' scaricato dal patron Zamparini poco soddisfatto del suo apporto in quest’ultima annata.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001miccoli.jpgSiNpalermo-pronta-altra-rivoluzione-1011082.htmNoT1000023100075701,02,03030365
1691011072NewsCampionatiCalciomercato Napoli, ag. Nocerino: «Fa piacere l`interesse degli azzurri»20130320164758napoli, nocerinoMarco Sommella, procuratore di Antonio NocerinoMarco Sommella, procuratore di Antonio Nocerino e Ciro Immobile, è intervenuto ai microfoni di Radio KissKiss Napoli nel corso di Radio Goal. Ecco quanto evidenziato da Tuttonapoli.net: "Da dopo Natale Antonio non ha più trovato una collocazione fissa in squadra al Milan. Non è mai una cosa bella perdere il posto da titolare ma siamo sempre qui ad attendere le scelte del mister. Mai dire mai su un suo passaggio al Napoli. Se la società azzurra è interessata a lui per rinforzare il centrocampo non può farci altro che piacere ma per ora sia a noi che al Milan non sono arrivate proposte".<br><br>IMMOBILE: "Ciro, come ben sapete è in comproprietà tra Genoa e Juventus. A giugno parleremo con le due società del suo futuro. Il ragazzo è concentrato anche sull'europeo under 21 dove ritroverà il suo gemello del gol Lorenzo Insigne. Il problema per un suo possibile approdo al Napoli sarebbe il 50% del cartellino appartenente alla Juventus. Il ragazzo piace molto a Conte e non credo che l'allenatore bianconero lo ceda molto volentieri ad una diretta avversaria. A gennaio già ci fu un pour parler tra le società e noi ma non se ne fece nulla".<br><br>C1007650adm001adm001Antonio+Nocerino+AC+Milan+v+Lecce+Serie+mHH3I8rIh5Ql.jpgSiNnapoli-agente-nocerino-fa-piacere-l-interesse-degli-azzurri-1011072.htmSiT1000017100075701,02,03030171
1701011059NewsCampionatiFiorentina, torna Rossi20130319172454fiorentina, rossiSu di giri, e per buoni motiviSu di giri, e per buoni motivi. Dopo il sofferto successo sul Genoa che le ha permesso di conservare il quarto posto e continuare a sognare la zona-Champions (è rimasta a soli 3 punti), la Fiorentina da oggi riabbraccia Pepito Rossi. L'attaccante comincerà a lavorare al Centro sportivo dove proseguirà il lavoro di recupero e potenziamento effettuato finora a New York fino al nuovo consulto, previsto il 4 aprile in Colorado, dal professor Steadman, lo stesso che lo ha operato. Un controllo che servirà per valutare meglio i modi e i tempi di recupero. La speranza della Fiorentina e del giocatore reduce dal doppio grave infortunio al ginocchio, è vederlo in campo per qualche spezzone nella fase finale del campionato, diciamo nelle ultime 4-5 gare. Sia chiaro, nessuno vuole forzare i tempi e correre i rischi inutili, però sarebbe davvero un bel regalo per lo stesso attaccante, che non vede l'ora di recuperare tutto il tempo perduto, oltreché per il club viola e tutti i tifosi.<br><br>Pepito Rossi è uno di quei colpi che fanno sognare in grande, c'è chi l'ha considerata una operazione a rischio considerata la lunga inattività del giocatore ma da parte dei medici, della dirigenza viola e dell'entourage dell'attaccante la fiducia è enorme. Lo dimostra anche il grosso investimento varato dai Della Valle che sull'ex goleador del Villareal hanno investito 11 milioni di euro più bonus per arrivare a un totale di 16 e lo hanno blindato fino al 2017 con una clausola da 35 milioni e un ingaggio da 2,2 milioni netti l'anno più incentivi legati al rendimento personale e agli obiettivi della squadra. Restando in tema di gol, la Fiorentina di Montella si tiene stretti quei 53 segnati finora che mettono il suo attacco al 3° posto in campionato dietro solo a quelli di Roma (60) e Juventus (57). Gol che rappresentano un elemento fondamentale, anche perché ben ripartiti, con Jovetic capocannoniere a quota 12 ma i vari Toni, Ljajic (molto cresciuto nell’ultimo mese), Aquilani, Gonzalo &amp;c che hanno tutti portato parecchi mattoni importanti.<br><br>C1007650adm001adm001135919hp2.jpgSiNfiorentina-torna-rossi-1011059.htmNoT1000024100075701,02,03030175
1711011055NewsCampionatiItalia, Antonelli: «Vorrei andare ai Mondiali»20130319171932italia, antonelliLuca Antonelli è nuovamente nel giro della NazionaleLuca Antonelli è nuovamente nel giro della Nazionale dopo tre anni di assenza. L'esterno del Genoa, in conferenza stampa, ha ammesso: "Sogno di giocare il Mondiale 2014, e spero di conquistare la fiducia di Prandelli. Totti? A mio dire è ancora tra i migliori in Italia, ha colpi che solo lui riesce a fare. Inoltre è un campione dentro e fuori dal campo".C1007650adm001adm001antonelli.jpgSiNitalia-antonelli-vorrei-andare-ai-mondiali-1011055.htmNo100075701,02,03030109
1721011014NewsEditorialeSerie A: il ritrovato Cavani la forma di Balotelli e il discutibile Naldo. Top e Flop della 29a giornata20130318161059serie aCatania, Fiorentina, Milan e soprattutto Napoli e Juventus Catania, Fiorentina, Milan e soprattutto Napoli e Juventus con le loro decise vittorie portano tra i migliori di giornata alcuni dei propri giocatori. Male invece quelli di Genoa, Bologna, Palermo e Lazio. <br><br>TOP<br><br>Buffon = Un solo intervento in 90’, deciso e decisivo per stoppare Gilardino che poteva portare sotto i suoi. Con lui sono dieci punti in più a campionato. Top player.<br><br>De Sciglio = Conquista giustamente la Nazionale e si appresta ad un futuro roseo in casa Milan. A meno che il denaro e la fama guastino tutto, ma non si direbbe. Maturo.<br><br>Antonelli = Anche lui convocato da Prandelli, si prende la soddisfazione di bucare la Fiorentina ma non di portare punti al Genoa. In crescita.<br><br>Gomez = Folletto dotato di gran tecnica e grande senso tattico. Gioca da prima punta e sgretola l’Udinese&nbsp; con una doppietta e persino un gol di testa. La rivincita dei nani. Imprendibile.<br>&nbsp;<br>Marchisio = Qualità e quantità ripartite perfettamente al servizio della Vecchia Signora. Il futuro capitano, tampona, pressa e va in rete. Prezioso.<br><br>Cavani = Torna prepotentemente al gol ridando fiato al Napoli e zittendo le male lingue. Il vero uomo in più in una rosa che però difficilmente potrà competere per lo scudetto. Cobra.<br><br>Balotelli = Contro il derelitto Palermo di quest’anno avrebbe segnato anche dalla panchina. Decisivo nella rimonta del Diavolo, segna con continuità disarmante. Cecchino.<br><br>Formazione Top = Buffon; De Sciglio, Antonelli, Chiellini; Marchisio, Gomez, Cuadrado, Lamela; Cavani, Balotelli, Vucinic.<br><br>FLOP<br><br>Tzorvas = Regala una rete alla Fiorentina con un’uscita a farfalle che ha del pazzesco. Ora si capisce per Frey gioca sempre, anche con la febbre. Inadeguato.<br><br>Naldo = Entra per far perdere il Bologna, favorire Vucinic e farsi copriredi fischi daisuoi tifosi. Di difensori decenti ne è pieno il mondo, andiamoli a cercare. Spaventato.<br><br>Cassani = Autogol da ex che sa di beffa doppia. Osannato dai tifosi fiorentini per il gentile cadeaux, meno da quelli genoani per l’inopinata zuccata nella propria porta. Sfortunato.<br><br>Perez = Graziato dall’arbitro per un’espulsione che è apparsa sacrosanta, randella come un dannato e tenta persino la conclusione. Facendo spesso meta. Nervoso.<br><br>Bertolacci = Espulsione forse decisiva ai fini della sconfitta dei suoi. Di solito prezioso per appoggiare l’azione offensiva del Genoa, questa volta stecca clamorosamente. Affannato.<br><br>El Shaarawy = Faraone appannato, subisce forse una fase di stanca per aver tirato a lungo la carretta. Ma è giovane, si rifarà. Pile da ricaricare.<br><br>Meggiorini = Se persino il carneade Jonathas è più funzionale alla causa granata, c’è (per lui) da preoccuparsi. Bomber con la caratteristica del non gol. Spuntato.<br><br>Formazione Flop = Tzorvas; Cassani, Naldo, Aronica; Perez, Bertolacci, Kurtic, Quintero; El Shaarawy, Meggiorini, Emeghara.<br><br>Gabriele Cavallaro<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001124157881-ced6d0bc-0c7f-4179-914e-291887bb94bf.jpgSiNserie-a-il-ritrovato-cavani-la-forma-di-balotelli-e-il-discutibile-naldo-top-e-flop-della-ventinovesima-giornata-1011014.htmSi100075701,02,03,06,07,08,09030594
1731011015NewsCampionatiPalermo, la salvezza passerà dalla Favorita20130318122884palermoSettimane di passione gettate al ventoSettimane di passione gettate al vento. Un ritorno in panchina dell'allenatore che ha iniziato la stagione ed esonerato per incompetenza. Una sconfitta decisa da episodi favoriti dal talento puro calcistico di Mario Balotelli. Si condensa così la situazione della squadra rosanero dopo il turno di campionato. Il ritorno di Giuseppe Sannino non deve stupire nessuno. La fiducia riposta nel tecnico Gian Piero Gasperini era a tempo e dettata dalla necessità di dare una scossa all'ambiente senza fare troppi sforzi economici. I risultati non potevano essere che deludenti dato che l'allenatore piemontese non ha mai avuto il termometro della squadra e come tanti colleghi avrebbe meritato di iniziare e proseguire il lavoro. La piazza palermitana non ha mai amato lui e così si è tornati sulla scena del delitto ovvero richiamare il tecnico che questa squadra avrebbe dovuto plasmare nella sua mente e per cui sarebbe stata costruita. C'è poca qualità tecnica nell'undici di base che ha affrontato il Milan, reduce dal pesante passivo di Barcellona ma forse più convinto dei propri mezzi. Proprio i siciliani hanno dato al Milan la convinzione che poteva mancare dopo una gara intensa, che chiama i dubbi e le preoccupazioni nella mente dei calciatori giovani come i gioielli rossoneri. Decide Mario Balotelli, il grande assente della sfida con i catalani, dando un dispiacere agli amici di Palermo, con la grande complicità dei difensori ospiti. Potrebbe essere il colpo di grazia per il morale dei rosanero, aiutati a rimanere in corsa dalla sconfitta del Genoa a Firenze. Il tempo stringe intorno ad una squadra che non riesce a raccapezzarsi in difesa e non ha più la qualità di Fabrizio Miccoli, persa fin dalle storiacce cittadine che lo hanno coinvolto. Nemmeno il presidente è lo stesso leone e l'ennesimo annuncio di una cessione del potere di firma in casa palermitana potrebbe migliorare l'umore dei tifosi che ogni giorno di più perdono la speranza della permanenza e si lamentano come mai. Tanti errori di valutazione sopratutto per quanto riguarda la fiducia in talune figure chiave dell'undici di base ( salviamo due professionisti come Massimo Donati e Roberto Sorrentino ) oltre a quelle tecniche. La serie B pare difficilmente evitabile e passa tutta per l'impianto della Favorita. <br><br> Fabio Zerillo<br><br>C1007650adm001adm001miccoli.jpgSiNpalermo-la-salvezza-passera-dalla-favorita-1011015.htmSiT1000023100075701,02,03,07030346
1741011012NewsCampionatiSerie A, 29a giornata: la Juve mette le mani sullo scudetto. Lotta a viso aperto per il terzo posto.20130318095514serie aLa 29` giornata di serie A sancisce di fatto l`attribuzione <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri></FONT></FONT></SPAN>&nbsp;<BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>La 29' giornata di serie A sancisce di fatto l'attribuzione dello scudetto alla Juventus, che espugna il Dall'Ara di Bologna nell'anticipo del sabato. Il Napoli non molla, ma, nonostante la vittoria in casa contro un'ottima Atalanta, resta a 9 punti dalla capolista. Il Milan sembra la favorita al terzo posto, ma la Fiorentina resta in agguato e la Roma potrebbe rientrare clamorosamente nei giochi. Sembra abbandonare la corsa, invece la Lazio, che cade malamente in quel di Torino, sponda granata, sotto la neve. In coda, sempre più vicine alla serie Bwin Pescara e Palermo, entrambe sconfitte, mentre appare chiaro che il terzo nome della squadra retrocessa verrà fuori tra Genoa e Siena. Prima dei riassunti delle singole partite, i consueti TOP/FLOP della giornata:<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>TOP: Totti(Roma): protagonista nella vittoria capitolina contro il Parma, "Er Pupone" segna il gol numero 226 in serie A. Inarrestabile!<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>FLOP: Ciani(Lazio): due fallacci in un quarto d'ora gli valgono il doppio giallo, che comporta l'inferiorità numerica alla sua squadra, poi sconfitta a Torino. Disastroso!<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>CATANIA-UDINESE 3-1: un super Catania sogna l' Europa League, dopo aver battuto una diretta concorrente come l'Udinese. Gioco frizzante, passaggi rapidi e imprevedibili e grande rapidità di manovra sono le caratteristiche peculiari della squadra di Maran. E proprio al termine di due contropiedi fulminei Gomez segna la sua personale doppietta (49' e 67'). Poi ci pensa Lodi a chiudere i conti. Per l'Udinese il gol speranza porta il nome di Muriel, minuto numero 81, ma ormai la partita è compromessa e il Catania continua a volare.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>BOLOGNA-JUVENTUS 0-2: la Juventus supera l'ostacolo Bologna e mette la parola fine al discorso scudetto. La partita non regala grandi emozioni nel primo tempo, poche le occasioni, nonostante il ritmo sia piuttosto alto. Nella ripresa il discorso cambia e la Juventus legittima la propria leadership: il neo entrato Naldo si lascia sfuggire Vucinic, che batte Curci e sigla l'1-0(61' minuto). Al 73' poi è di nuovo Naldoa tenere in gioco Marchisio, che sigla il gol del raddoppio. Il Bologna resta in piedi fino alla fine, ma le occasioni per riaprire la partita mancano.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>SIENA-CAGLIARI 0-0: la noia ha la meglio sulle due squadre. Punto più utile al Cagliari che al Siena. I toscani comunque rimangono in corsa per la salvezza.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>FIORENTINA-GENOA 3-2: pirotecnico susseguirsi di emozioni al Franchi di Firenze, dove scende in campo uno tra i migliori Genoa della stagione. Al vantaggio di Aquilani al 33', risponde Portanova al 58' minuto, dopo una grave disattenzione della difesa viola. Cuadrado riporta in vantaggio i toscani su papera di Tzorvas, ma poco dopo Antonelli è lesto a deviare in rete un pallone vagante. A dieci minuti dal termine, l'ex Cassani mette nella porta sbagliata sugli sviluppi di un corner, condannando il Genoa ad una sconfitta immeritata.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>MILAN-PALERMO 2-0: un super Balotelli regna assoluto a San Siro e punisce un buon Palermo, ormai pronto alla retrocessione. SuperMario prima si procura e trasforma un calcio di rigore dopo 10 minuti, e poi, dopo numeri e giocate da vero fuoriclasse, ribadisce in rete una corta respinta di Sorrentino(minuto 66).<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>NAPOLI-ATALANTA 3-2: emozioni a non finire al San Paolo, dove il Napoli tiene ipoteticamente aperto il discorso scudetto. Doppietta di Cavani(il primo gol è su calcio di rigore), con tanto di polemica a chi l'aveva criticato, e nel mezzo l'autorete di Cannavaro. Al 73' è Denis a pareggiare i conti, ma poco dopo Pandev riporta in vantaggio i partenopei, al termine di una bella azione collettiva.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>PESCARA-CHIEVO 0-2: partita poco spettacolare. Nella prima frazione sono gli abruzzesi a provarci di più e reclamano un netto rigore, non concesso. Il Chievo colpisce solo negli ultimi secondi di partita, ma è letale: Stoian e Thèrèau(88', 93') condannano di fatto il Pescara alla serie Bwin.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>ROMA-PARMA 2-0: una ritrovata Roma, dopo la cura Andreazzoli, super un discreto Parma. Match in discesa fin dai primi minuti, quando Lamela devia in rete un tiro di De Rossi. Parma pericoloso con Paletta e Amauri, mentre i giallorossi colgono la traversa, dopo una punizione bolide di Totti. Ed è proprio il capitano a chiudere i conti al 70', sempre su calcio piazzato.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>TORINO-LAZIO 1-0: la partita di decide di fatti dopo 15 minuti, quando Ciani si fa espellere per doppio giallo. L'uomo in meno è avvertito dalla Lazio, che tenta di reagire ma concede troppi spazi ai veloci contropiedisti del Torino, come Jonathas, che al 78' trova il gol partita.<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri>SAMPDORIA-INTER: rinviata per neve<o:p></o:p></FONT></FONT></SPAN><BR><BR><br><br>C1007650FL0761FL0761c-33509839.jpgSiNserie-a-ventinovesima-giornata-juventus-prende-scudetto-lotta-aperta-per-il-terzo-posto-1011012.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100844901,02,03,06,07,08,09030783
1751010984NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, i dettagli del contratto di Kucka20130316122776milan, kuckaSecondo quanto riporta Tuttosport Secondo quanto riporta Tuttosport sarebbe vicinissima la conclusione del passaggio di Jurai Kucka dal Genoa al Milan. Accordo già trovato tra rossoneri e giocatore, che andrà a guadagnare un milione e 200mila euro a stagione più bonus per cinque anni. Il grifone aveva già dato la disponibilità di trattare tra i dirigenti milanisti e l'entourage del giocatore ed ora manca solo l'accordo economico tra Preziosi e Galliani. Il prezzo non sarà inferiore ai 10 milioni di euro, ma complici gli ottimi rapporti tra le parti, il passaggio dello slovacco alla corte di Allegri sembra praticamente cosa fatta. C1007650adm001adm001kucka_juraj1.jpgSiNmilan-i-dettagli-del-contratto-di-kucka-1010984.htmSiT1000027100075701,02,03,07030268
1761010975NewsCampionatiGenoa, Frey costretto a saltare la Fiorentina20130315175049genoa, freyBrutte notizie in casa GenoaBrutte notizie in casa Genoa: Sebastien Frey si è infortunato oggi al bicipite femorale di sinistra. Gli accertamenti eseguiti hanno evidenziato una lesione muscolare, costringendo il francese a saltare la partita contro la Fiorentina, tra l'altro speciale per il portiere considerati i suoi trascorsi in viola. Frey potrebbe essere disponibile per la partita decisiva contro il Siena di sabato 30 marzo.<br>C1007650adm001adm001secolo18-024.jpgSiNgenoa-frey-costretto-a-saltare-la-fiorentina-1010975.htmNoT1000022100075701,02,03030441
1771010968NewsCalciomercatoCalciomercato Fiorentina, anche Arnautovic tra gli obiettivi20130315155151fiorentina, arnautovic`La Nazione` parla dei possibili obiettivi'La Nazione' parla dei possibili obiettivi di mercato della Fiorentina. Con il Werder Brema la dirigenza viola proverà a parlare di due giocatori, entrambi provenienti dal campionato italiano. Si tratta di Arnautovic, ex Inter, e Papastathopoulos, ex Genoa. Le operazioni sono fattibili, sia per il prezzo del cartellino che per l'ingaggio dei due giocatori.C1007650adm001adm001fiorentina.jpgSiNfiorentina-anche-arnautovic-tra-gli-obiettivi-1010968.htmNoT1000024100075701,02,03030148
1781010937NewsCampionatiGenoa, Kucka: «Penso solo a salvarci»20130314155723genoa, kuckaKucka, centrocampista del Genoa Kucka, centrocampista del Genoa seguito con insistenza dal Milan, ha rilasciato un'intervista alla 'Gazzetta dello Sport'. Queste le sue dichiarazioni:<br><br>IO, KUCKA - "Sono contento che il mister abbia detto che sono insostituibile. Forse non ho una tecnica sopraffina come altri, ma lavoro sodo per la squadra. Ho sempre avuto grande resistenza. Quando posso, corro: a volte finisco in riserva, altre al fischio finale ricomincerei dall'inizio. Quando sono di fronte a un avversario, l'istinto mi porta ad aggredirlo subito per rubargli il pallone. Non va bene così: dovrei ragionare di più. Il mio modello? Paul Scholes! E' unico".<br><br>LA SQUADRA - "Vogliamo salvarci, c'è la convinzione di farcela nello spogliatoio. Ora siamo più squadra, ogni partita è attesa e vissuta tutti insieme. Così è più facile vincere e giocare bene. Noi siamo sulla strada giusta, ma dobbiamo guardare davanti, una partita alla volta. Di certo, la partita alla vigilia di Pasqua sarà determinante. Contro il Siena conterà vincere".<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001kucka_juraj1.jpgSiNgenoa-kucka-penso-solo-a-salvarci-1010937.htmNoT1000022100075701,02,03030442
1791010934NewsCampionatiSiena, Rosina: «Vogliamo salvarci. A Palermo successo importante»20130314155237siena, rosina«A Palermo abbiamo ottenuto una vittoria importantissima sul campo di una diretta concorrente, non era facile ma ora dobbiamo subito pensare alla partita con il Cagliari perché sarà una gara altrettanto complicata«"A Palermo abbiamo ottenuto una vittoria importantissima sul campo di una diretta concorrente, non era facile ma ora dobbiamo subito pensare alla partita con il Cagliari perché sarà una gara altrettanto complicata". Così il centrocampista del Siena, Alessandro Rosina ha parlato in conferenza stampa in vista della prossima sfida di campionato.<br><br>"Il mio rendimento? Sto cercando di esprimermi su buoni livelli, ho fallito alcune occasioni da rete importanti ma ho sempre pensato a garantire un buon livello di prestazioni, convinto che i gol sarebbero arrivati. Ora è un buon momento, riesco a concretizzare di più, spero di continuare".<br><br>Nel mirino c'è il Genoa, a due lunghezza di distanza. "Adesso pensiamo al Cagliari, poi ci concentreremo sulle sfide successive senza fare tabelle: domenica dovremo avere l'approccio giusto alla gara, cancellando l'inizio della partita con l'Atalanta. È vero che in classifica il Genoa è la squadra più vicina, ma in tante ancora devono inseguire il traguardo di quota 40 punti. Il bilancio, di squadra e personale, potremo farlo solo alla fine".<br><br>C1007650adm001adm001C_3_Media_469575_immagine_l.jpgSiNsiena-rosina-vogliamo-salvarci-a-palermo-successo-importante-1010934.htmNoT1000025100075701,02,03030176
1801010933NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, il Wolfsburg vuole Quagliarella20130314155137Juventus, quagliarellaRimbalzano da numerose fonti continentali Rimbalzano da numerose fonti continentali, evidenziate da Transfermarkt.de, le indiscrezioni relative a un ritorno di fiamma del Wolfsburg sulle tracce di Fabio Quagliarella (30). La dirigenza biancoverde sembrerebbe infatti intenzionata a ritentare l'ingaggio dell'atleta stabiese, per convincerlo a compiere il percorso inverso a quello effettuato dall'attuale compagno di squadra Andrea Barzagli. Attualmente legato ai colori bianconeri fino al giugno 2015 e in possibile uscita dopo tre stagioni, l'ex-Torino, Sampdoria e Napoli è stato accostato anche a un eventuale nuovo approdo italiano, con Inter, Lazio, Udinese (alle cui fortune già contribuì nel 2007/08 e nel 2008/09), Fiorentina (di cui vestì i colori nel 2002/03, all'epoca della rifondata Florentia Viola) e Genoa.<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001quagliarella21.jpgSiNjuventus-il-wolfsburg-vuole-quagliarella-1010933.htmNoT1000007100075701,02,03030238
1811010930NewsCampionatiSerie A, 29a giornata: le designazioni arbitrali. Bergonzi per la Juventus20130314125958serie a, arbitriSarà Mauro Bergonzi ad arbitrare la sfida di sabato fra Bologna e JuventusSarà Mauro Bergonzi ad arbitrare la sfida di sabato fra Bologna e Juventus. Sono state diramate tutte le designazioni per il prossimo turno di Serie A, il decimo del girone di ritorno. Questo il quadro completo.<br><br> Bologna-Juventus: BERGONZI<BR>Catania-Udinese: DE MARCO<BR>Fiorentina-Genoa: RIZZOLI<BR>Milan-Palermo: PERUZZO<BR>Napoli-Atalanta: VALERI<BR>Pescara-Chievo: MAZZOLENI<BR>Roma-Parma: RUSSO<BR>Sampdoria-Inter: BANTI<BR>Siena-Cagliari: DOVERI<BR>Torino-Lazio: TAGLIAVENTO<br><br>C1007650adm001adm001isla-6.jpgSiNserie-aventinovesima-giornata-le-designazioni-arbitrali-bergonzi-per-la-juventus-1010930.htmSiT1000007100075501,02,03,06,07,08,09030180
1821010916NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, concreta l`ipotesi Podolski20130313211335juventus, podolskiStando a quanto riportato dal Daily MailL'attaccante della nazionale tedesca Lukas Podolski (27), al primo anno tra i Gunners, continua a suscitare rumours che lo accostano all'interessamento della Juventus. Stando a quanto riportato infatti sulle pagine dell'edizione odierna del Daily Mail, per il cartellino dell'ex-Colonia e Bayern Monaco il club bianconero sarebbe pronto a formulare un'offerta ammontante a circa 17 milioni di euro. Il giocatore, seguito in passato da Inter, Roma, Napoli, Fiorentina e Genoa, piace anche all'Atletico Madrid; difficile in ogni caso che il club londinese lo lasci partire facilmente, nonostante l'ormai improbabile qualificazione alla prossima Champions League.C1007650adm001adm001podolskiarsenalesult.jpgSiNjuventus-concreta-l-ipotesi-podolski-1010916.htmSiT1000007100075701,02,03,04,06,08030342
1831010915NewsCampionatiChampions League, Barcellona troppo superiore per questo Milan20130313203613Champions League, barcellona, milanC’è chi ha dato la colpa al palo di Niang e chi, addirittura, al fallaccio di Portanova su Pazzini C’è chi ha dato la colpa al palo di Niang e chi, addirittura, al fallaccio di Portanova su Pazzini in Genoa – Milan di venerdì scorso. Per carità, tutte le opinioni sono degne di essere proferite e sostenute, ma nascondere l’oggettiva superiorità del Barcellona, è atto assolutamente inutile. <BR><BR>Così è se vi pare, avrebbe detto qualcuno. La dimostrazione di una forza disarmante è arrivata ieri, dal netto 4 a 0 che i blaugrana hanno inflitto al Diavolo. Perché quando Xavi, Iniesta e Messi girano, non c’è difesa che regga il colpo, tanto meno se a formarla ci sono Constant o Mexes. Perché quando la palla gira da destra a sinistra, in profondità, con tocchi minuziosi, secchi, ipnotici come suole fare il Barcellona, nessuno può nulla. Si può sperare in una serata negativa degli interpreti catalani, come successe all’andata quando un buon Milan riuscì a portare a casa la posta ma lasciando a tutti la sensazione che al ritorno l’antifona sarebbe stata differente. Come in effetti è stato. <BR><BR>Certo, forse la presenza di Balotelli avrebbe dato più peso. Forse se Pazzini non fosse stato proditoriamente azzoppato dall’intervento di Portanova avrebbe potuto buttarla dentro, quella palla che lo sbarbato Niang ha fatto terminare sul palo. Ma il Barcellona ieri sera ha dimostrato di essere ancora la squadra tecnicamente più completa del panorama pallonaro mondiale. Questa volta senza forse. <BR><BR>Messi, frettolosamente sminuito all’andata per non aver ancora una volta segnato ad una italiana su azione, ha siglato la sua 16esima doppietta in Europa, portando a 56 il bottino totali di reti in stagione. Numeri mostruosi, numeri da fantascienza. Vero poi che la qualità globale del campionato spagnolo non è paragonabile a quella tatticamente esasperata del nostro massimo torneo, ma la controprova di vedere Messi contro Portanova forse non ce l’avremo mai. E per la Pulce e per tutti coloro che amano il calcio, questo sì&nbsp; è lecito sostenerlo, è solo un bene. <BR><BR>Gabriele Cavallaro<BR><BR>C1007650adm001adm001messi.jpgSiNchampions-league-barcellona-troppo-superiore-per-questo-milan-1010915.htmSiT1000027100075701,02,03,07030168
1841010913NewsCampionatiMilan, continua la polemica tra Pazzini e Portanova20130313161427milanLa polemica a distanzaLa polemica a distanza: il milanista, dopo il fallo che l'aveva messo ko, aveva ironizzato. "Non voglio dare risalto a uno non famoso". Il difensore del Genoa replica: "Usa i giornali invece del confronto per straparlare".<br>C1007650adm001adm001giampaolo-pazzini-in-azione_53753914_500x375.jpgSiNmilan-continua-la-polemica-tra-pazzini-e-portanova-1010913.htmNoT1000022,T1000027100075701,02,03030432
1851010881NewsCampionatiGenoa, rischio cartellini20130312162011genoaPericolo giallo domenica a Firenze Pericolo giallo domenica a Firenze in vista dello scontro salvezza del 30 marzo contro il Siena. Tra i rossoblù sono diffidati Portanova e Manfredini, che sono anche due dei giocatori più preziosi per la difesa del Genoa. Un'ammonizione contro i viola, dunque, farebbe saltare ad uno dei due - o ad entrambi - una gara dall’enorme peso specifico in questo momento della stagione.<br>C1007650adm001adm001secolo18-024.jpgSiNgenoa-rischio-cartellini-1010881.htmNoT1000022100075701,02,03030417
1861010878NewsCampionatiGenoa, recupera Floro Flores20130312161620genoa, floro floresFloro e forzaFloro e forza, è ciò su cui lavorerà con intensità moltiplicata l'attaccante. La risonanza magnetica effettuata ieri ha confortato Antonio Floro Flores e così l'allenamento sulla forza può aumentare, programmando per la settimana prossima la ripresa della corsa, in modo da avere speranze per lo scontro diretto post-sosta, contro il Siena.<br>C1007650adm001adm001floroflores_genoa_r400_9mag11.jpgSiNgenoa-recupera-floro-flores-1010878.htmNoT1000022100075701,02,03030437
1871010877NewsCalciomercatoCalciomercato Pescara, ipotesi De Canio20130312161514pescara, de canioL`allenatore è sotto contratto con il Genoa L'allenatore è sotto contratto con il Genoa sino a fine stagione.<br>Il Pescara pensa a De Canio per la rinascita.<br>Incontro giovedì scorso a cena in città col presidente Sebastiani.C1007650adm001adm001de-canio-2.jpgSiNpescara-ipotesi-de-canio-1010877.htmNoT1000095100075701,02,03030232
1881010875NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, accordo trovato per Kucka20130312161252milan, kuckaL`interesse del Milan per il centrocampista L'interesse del Milan per il centrocampista slovacco del Genoa Juraj Kucka (26) fosse forte è fatto assodato da tempo. Nel post-partita della sfida di venerdì scorso contro il Genoa, l'ad rossonero Adriano Galliani avrebbe chiuso col presidente del Genoa Preziosi l'affare.<br><br>Kucka andrebbe a guadagnare 1,2 milioni di euro a stagione, mente non è nota la cifra che il Milan investirà per portare a casa il giocatore rossoblù.<br><br><br>C1007650adm001adm001kucka_juraj1.jpgSiNmilan-accordo-trovato-per-kucka-1010875.htmSiT1000027100075701,02,03030209
1891010846NewsCalciomercatoCalciomercato Genoa, Criscito: «Ho voglia di tornare»20130311163334genoa, criscitoIntervistato dal `Secolo XIX` Intervistato dal 'Secolo XIX' l'ex capitano del Genoa Mimmo Criscito ha parlato di un suo ritorno al 'Ferraris': "Ho ancora 3 anni di contratto allo Zenit, ma la voglia di tornare è molto forte, e magari potessi riuscire a farlo prima dei 30 anni".C1007650adm001adm001n_criscito-bonucci-italia.jpgSiNgenoa-criscito-ho-voglia-di-tornare-1010846.htmNoT1000022100075501,02,03030358
1901010837NewsCampionatiMilan, Pazzini: «Portanova ce l`ha con me. Ma non voglio dare risalto a una persona non famosa»20130311124648milan, pazzini“L’atteggiamento lo fa chi va in campo, e loro hanno ‘fatto la guerra’ fin dal primo minuto. Non capisco”A seguire l’intervista realizzata dalla Gazzetta dello Sport a Giampaolo Pazzini, ricca di spunti e contenuti interessanti.<br><br> Pazzini, con Portanova ci sono vecchie ruggini? <BR>“In passato è già successo qualcosa. Può anche essere che ce l’abbia con me perché quest’anno, prima del gol di Marassi, gliene avevo già fatti due quando giocava col Bologna… Ma francamente non mi interessa parlarne, non voglio dare risalto a una persona non famosa”.<br><br> Ha ragione Balotelli quando dice che gli attaccanti non sono tutelati dagli arbitri? <BR>“Assolutamente sì. Io non mi lamento delle botte, ma se ai difensori si concede tutto allora non va bene. Se l’arbitro avesse tenuto lo stesso metro di giudizio per tutta la gara il Genoa avrebbe finito in quattro. Pensate che Portanova dopo quell’intervento si è pure lamentato dicendo all’arbitro che era il suo primo fallo. Come se i difensori avesse una sorta di bonus da spendere. Loro lo sanno e sfruttano la cosa”.<br><br> Come giudica l’atteggiamento del Genoa di venerdì sera? <BR>“L’atteggiamento lo fa chi va in campo, e loro hanno ‘fatto la guerra’ fin dal primo minuto. Non capisco”.<br><br> Però l’ambiente rossoblù ha giudicato la sua esultanza una provocazione. <BR>“E quale sarebbe? Non ho fatto nulla di particolare. Vogliamo parlare di tutti i cori e gli insulti che ricevo ogni volta che torno a Marassi?”.<br><br> Quindi il gol le avrà dato una soddisfazione particolare. <BR>“Enorme, perché hanno provato ad affossarmi e non ce l’hanno fatta. Sapevo che la mia partita stava per finire e aver segnato mi ha dato un grande senso di rivincita. Visto tutto il contesto, per bellezza e importanza metto questo gol nei primi cinque della carriera”.<br><br> Segnare al Camp Nou sarebbe stato ancora più importante… <BR>“Già, per un gol lì darei anche un perone (ride, ndr). Non ci ho mai giocato, è una partita che aspettavo dal giorno del sorteggio. Era tutto perfetto, fantastico. Sono molto arrabbiato per questo guaio, ma non ho rimpianti per aver giocato a Genova: magari restavo a casa e scivolavo su uno scalino”.<br><br> Qualche consiglio ai compagni? <BR>“Non dobbiamo tirarci indietro subito, ma metterci con le punte corte e la difesa alta, senza lasciare spazi, senza paura”.<br><br> Il Milan che va a Barcellona per giocarsi i quarti è un Milan rinato: come è successo? <BR>“A inizio stagione la partenza dei senatori ha tolto fiducia ed entusiasmo e i nuovi hanno trovato un ambiente depresso. Poi ci siamo guardati negli occhi. La svolta è stata il due a due di Napoli”.<br><br> Quanto c’è di Allegri in questa rinascita? <BR>“Ha il grande pregio di essere sempre equilibrato, nel bene e nel male. E poi se vinciamo lo fa la squadra, e se perdiamo perde lui. Ci ha sempre protetto. Se ha poco dialogo coi giocatori? Chi lo afferma non ha mai davvero lavorato con un tecnico che parla poco”.<br><br> Dopo l’arrivo di Balotelli si è parlato di un suo addio a fine stagione. “Ho apprezzato molto la telefonata di spiegazioni, peraltro non dovuta, di Galliani. Io non mi sono mai abbattuto e poi non sono uno invidioso dei compagni. Al Milan sto benissimo, il progetto mi piace, i giovani si fanno consigliare volentieri dai compagni più esperti come me. E poi sento la fiducia di tutti, e voglio continuare a fare gol pesanti. I numeri dicono che sono fra i primi cinque attaccanti in Italia, mi sento un giocatore importante. Al momento la strada che sto percorrendo mi piace, anche in chiave Nazionale”.<br><br> Come giudica quanto avvenuto fra Cassano, che lei conosce bene, e Stramaccioni? <BR>“Non mi ha sorpreso, avrebbe potuto capitare diverse volte anche quando ero un suo compagno, magari in partitella. Lui è uno focoso e generoso, poi il giorno dopo è tutto finito. Io non ci ho mai litigato”.<br><br> Qual è il difensore che le dà più filo da torcere? <BR>“Il più ostico è Chiellini, tra l’altro un mio amico. E’ una cosa fuori dal comune, io lo chiamo un ‘osso clamoroso’ perché non avendo grandi doti tecniche sopperisce con la sua grande fisicità”.<br><br>C1007650adm001adm001giampaolo-pazzini-in-azione_53753914_500x375.jpgSiNmilan-pazzini-portanov-ce-l-ha-con-me-ma-non-voglio-parlare-di-una-persona-non-famosa-1010837.htmSiT1000027100075701,02,03,07,08030225
1911010829NewsCampionatiIl punto del lunedì sulla serie A: colpo di c...oda della Juventus, cadono Napoli e Lazio. Palermo e Pescara si preparano alla serie Bwin20130311102632serie aLa 28` giornata di serie A avvicina ulteriormente la Juventus allo scudetto, grazie ad una fortunosa vittoria contro il Catania<DIV> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">La 28' giornata di serie A avvicina ulteriormente la Juventus allo scudetto, grazie ad una fortunosa vittoria contro il Catania, strettamente connessa alla debacle del Napoli, in quel di Verona. Ora sono 9 i punti che separano i partenopei dai bianconeri. Le inseguitrici non fanno certo meglio, dato che Lazio e Inter escono con le ossa rotte dal loro stadio, sconfitte rispettivamente dalla Fiorentina e dal Bologna. In coda, Palermo e Pescara salutano quasi matematicamente la serie A, dopo le gravi sconfitte contro Siena, unica in grado di poter riaprire il discorso salvezza, e Atalanta. </SPAN><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">GENOA-MILAN 0-2: il Milan prosegue l'ottimo periodo ed espugna Marassi, affossando un Genoa ancora non tranquillo e invischiato nei bassifondi della classifica. E' Pazzini a sbloccare la partita dopo appena 22 minuti, su assist di De Sciglio. I padroni di casa provano a recuperare, ma la porta della squadra di Allegri sembra stregata: palo di Bovo su una punizione telecomandata, e possibile rigore non concesso per fallo di mano di Niang in piena area. Ecco che quindi la conseguenza è il raddoppio degli ospiti, al 60' grazie al solito Mario Balotelli, che non sbaglia a tu per tu con Frey. </SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">UDINESE-ROMA 1-1: poche emozioni nel match del sabato sera. Roma e Udinese provano a farsi male, ma non troppo. Lamela regala il vantaggio agli ospiti, dopo 20 minuti. Le occasioni mancano da ambo le parti, ma al 62' arriva l'insperato pareggio dei friulani grazie a Muriel. L'Europa rimane lontana per tutte e due le squadre.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">ATALANTA-PESCARA 2-1: l'Atalanta chiude in maniera quasi definitiva il discorso salvezza, battendo in casa un sempre meno speranzoso Pescara, a cui non è servito il cambio di panchina. La squadra del neo allenatore Bucchi, in realtà, si porta in vantaggio grazie a D'Agostino, dopo una ventina di minuti. Ma i padroni di casa reagiscono d'orgoglio e ritrovano uno dei protagonisti della scorsa stagione, ovvero Gustav German Denis. El Tanque prima pareggia di rigore, al 34', e attorno al 60' porta il vantaggio ai suoi.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">CAGLIARI-SAMPDORIA 3-1: sfida salvezza, tra due squadre comunque relativamente tranquille. Dominano in lungo e in largo i sardi, con il mattatore dell'incontro Ibarbo, autore di una strepitosa tripletta(18', 52', 72' minuto). Sampdoria non pervenuta, a parte il gol su rigore di Maxi Lopez, quando ormai l'arbitro stava fischiando la fine dei giochi.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">CHIEVO-NAPOLI 2-0: il Chievo trova 3 punti sicurezza in chiave salvezza e allo stesso tempo chiude ogni discorso relativo allo scudetto: il Napoli cade, e male, e vede la Juve capolista più in alto di 9 punti. Dramè al 12' mette subito la partita in salita per i ragazzi di Mazzarri, il quale capisce ben presto che per i suoi non è giornata. Thereau raddoppia in scioltezza al 43' minuto del primo tempo.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">JUVENTUS-CATANIA 1-0: scudetto sì, scudetto no. La Juventus trova sul fil di sirena il gol che vale 3 punti e probabilmente lo scudetto, vista anche la sconfitta del Napoli. I problemi della squadra di Conte sono gli stessi da un paio d'anni a questa parte: il reparto offensivo latita e sciupa l'incredibile (vedi Vucinic). Laddove mancano gli uomini, ecco che interviene la fortuna: ultimi scampoli di partita, Giaccherini in area conclude in maniera poco convinta, ma ne esce un tiro "sporco" su cui il portiere ospite non può fare nulla. </SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">PALERMO-SIENA 1-2: la sfida che valeva una stagione intera vede il Palermo farsi recuperare in casa da un ottimo Siena. Anselmo illude i palermitani sul finire del primo tempo. Ma Emeghara al 51' e Rosina, su rigore, al 72' ribaltano il match e lanciano i toscani verso un'insperata salvezza. Sui siciliani piovono fischi: ormai la serie Bwin è ad un passo.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">PARMA-TORINO 4-1: i ducali confermano di essere una delle migliori squadre tra le mura amiche. Eppure sono i granata a passare in vantaggio, al 56' minuto, dopo un primo tempo in cui sono i padroni di casa a dominare il match. Il marcatore è Santana. Poi si scatena l'istinto da goleador di Amauri, che segna una tripletta in tutte le maniere possibili ed immaginabili. Nel mezzo la rete sicurezza di Sansone.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">INTER-BOLOGNA 0-1: l'Inter cade ancora, dopo la folle serata di Europa League. Al Bologna basta un gol, quello di Gilardino, per piegare una squadra che tale non è, o meglio non lo è più. Nel primo tempo i rossoblù la fanno da padroni, ma sprecano troppo con Gabbiadini e lo stesso Gilardino. Ma il "violino" al 57' sfrutta al meglio un assist di Perez e batte Carrizo. L'Inter tenta di tornare in partita, ma Curci sfodera alcune ottime parate, che chiudono la porta in faccia alla banda di Stramaccioni.</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">LAZIO-FIORENTINA 0-2: Fiorentina corsara all'Olimpico. Lazio battuta grazie ai due "terribili" ragazzini serbi: prima Jovetic al 20' poi Ljajic al 50' complicano il cammino dei biancocelesti verso la Champions League. Il solo Lulic tenta di rimettere in piedi la partita, ma senza esito.</SPAN><BR><br><br> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">In chiusura la consueta rubrica TOP/FLOP: </SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">TOP - Amauri(Parma): strepitosa la prova di "Gesù" Amauri, che in periodo pasquale resuscita e sfodera una prestazione ai limiti dello straordinario. Riesumato!</SPAN><BR><BR> <P style="LINE-HEIGHT: 13pt; TEXT-INDENT: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 10pt; MARGIN-LEFT: 0pt; MARGIN-RIGHT: 0pt"><SPAN style="FONT-SIZE: 11pt">FLOP - Stramaccioni(allenatore Inter): evento più unico che raro, vedere un allenatore protagonista di questa rubrica. Nel bene o nel male è la squadra che gioca, che vince o perde. Il flop di Strama è però doveroso: dopo la vittoria in casa Juventus, la squadra non l'ha più seguito. Inutili le prediche ai giornalisti, inutili le difese a spada tratta dei suoi giocatori. Ormai da mesi è abbandonato a se stesso. Indifendibile!</SPAN><BR><BR><BR><BR><BR><BR><br><br></DIV>C1007650FL0761FL0761c-33509839.jpgSiNserie-a-colpo-di-coda-della-juventus-1010829.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100844901,02,03,06,07,08,09030815
1921010817NewsCampionatiMilan, Galliani a Conte: «Siamo milanisti. Col Barcellona ce la giocheremo»20130309125230milan, gallianiAdriano Galliani, ha parlato del momento rossoneroAdriano Galliani, ha parlato del momento rossonero. "Ringrazio Balotelli e De Jong di essere qui. Mario è un tifoso rossonero come noi e quando c'è un po' di sentimento si fa qualcosa di più. Complimenti a Mario per il suo gol di ieri e sono in ansia per le condizioni di Pazzini del quale ancora non ho novità. Sarò presente al varo della MSC Preziosa e faremo a giugno la terza edizione della Crociera Rossonera che farà tappa nella città santa del milanismo come Atene dove abbiamo vinto due Champions League e faremo visita allo stadio Olimpico di Atene. E' una crociera che i milanisti devono fare come un pellegrinaggio. Faccio un pubblico invito i tifosi a partecipare anche per rivivere delle emozioni. Con chi abbiamo vinto nel '94? (Ride). Sono eccitato per martedì. Il rapporto tra Milan e MSC dura dal 2005 e spero che possa durare per molti anni ancora".<br><br> Una precisazione, sullo 'scatto della discordia'. "La foto dove mi ritraggono vicino alla famiglia Agnelli è stata scattata durante lo spareggio contro la Sampdoria del 23 maggio 1987".<br><br> Sul Genoa. "E' stata una partita molto dura e difficile che il Milan ha vinto. Molti episodi e visto che sono molto amico del presidente Preziosi non voglio commentare. Dico solo che il Genoa, se metterà in campo la grinta che ha usato con noi, si salverà di sicuro. La partita con il Barcellona è da collocare nelle grandi partite che abbiamo giocato nei 26 anni passati. Adesso, dopo Real-Manchester tocca a noi. Andiamo a giocare contro la squadra più forte del Mondo. Abbiamo un po' di ansia per le condizioni di Pazzini e Mexes che stanno facendo le visite adesso. Ma chi gioca non fa rimpiangere chi non gioca. Si fa male Balotelli e segna Pazzini e viceversa. Abbiamo una squadra molto duttile che dalla prossima stagione ritroverà Nigel. Mi dispice molto per lui e per il suo infortunio e il suo rientro sarà importante. Barcellona-Milan sarà vista da tutto il Mondo e l'importante è tornare, nella prossima stagione, in Champions League. Il Barcellona ha sempre considerato il Milan un top club come pensiamo d'essere".<br><br> Sulla gara con il Barcellona. "Non faremo Fort Apache. Il Milan giocherà la sua partita con il suo modulo tattico e con il suo modo di essere".<BR>Sul secondo posto. "Non abbiamo mai abbassato l'asticella. Abbiamo fatto in fretta e riprenderci dopo l'inizio e da allora, sono passate 20 partite e siamo primi. Stanotte ho fatto un ragionamento e nel 2013, in 10 partite, abbiamo fatto 24 punti che è una roba incredibile. Potevamo fare percorso pieno avento lasciato 2 punti con Inter, Cagliari e Sampdoria. Checché ne dica Conte, siamo milanisti".<br><br>C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-a-conte-siamo-milanisti-col-barcellona-ce-la-giocheremo-1010817.htmSiT1000027100075701,02,03,07030163
1931010811NewsCampionatiMilan, Constant: «Ho sbagliato. Dovevo evitare»20130309111641milan, constantIl terzino rossonero Kevin ConstantIl terzino rossonero Kevin Constant, intervenuto sul suo profilo Twitter ufficiale, si è scusato per l'espulsione rimediata nella ripresa di Genoa-Milan: "Ho sbagliato stasera. Chiedo scusa alla squadra. Non posso prendere un rosso in questa maniera. Scusate".<BR>C1007650adm001adm001constant-4.jpgSiNmilan-constant-ho-sbagliato-dovevo-evitare-1010811.htmNoT1000027100075501,02,03,07030166
1941010807NewsCampionatiGenoa-Milan, le pagelle. Top Vargas e Abbiati. Flop Cassani20130308230444serie a, genoa, milanSerie A Genoa Milan PagelleFinale 0-2 (p.t. 0-1): 22' Pazzini, 60' Balotelli<br><br> ammoniti: Portanova, Bovo, Antonelli, Balotelli, Flamini&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi: Constant (M)<br><br> Genoa (3-5-1-1): Frey 6; Granqvist 5.5 (32' st Jankovic s.v.), Portanova 5, Moretti 5.5; Cassani 5 (14' st Immobile 5), Bovo 6 (23' st Jorquera 5.5), Tozser 5.5, Vargas 6, Antonelli 6; Bertolacci 5.5; Borriello 6. A disp.: Tzorvas, Donnarumma, Rigoni, Pisano, Ferronetti. All.: Ballardini 6<br><br> Milan (4-3-3): Abbiati 7; De Sciglio 6, Mexes 6 (1' st Yepes 6), Zapata 6, Constant 5; Flamini 6.5, Montolivo 6, Muntari 6; Niang 6.5, Pazzini 6.5 (25' Balotelli 6.5), El Shaarawy 6 (23' st Abate 6). A disp.: Amelia, Gabriel, Zaccardo, Ambrosini, Nocerino, Traoré, Bojan, Robinho. All.: Allegri 6.5<br><br> &nbsp;<br><br> <STRONG><EM>Top Genoa</EM></STRONG><br><br> Vargas: sembra aver ritrovato una buona condizione dopo un difficile avvio di stagione.<br><br> <STRONG><EM>Flop Genoa</EM></STRONG><br><br> Cassani: spinge poco.<br><br> <STRONG><EM>Top Milan</EM></STRONG><br><br> Abbiati: tieni in partita i suoi con delle parate importanti.<br><br> <STRONG><EM>Flop Milan</EM></STRONG><br><br> Constant: l'espulsione era evitabile e costringe i suoi ad un finale difficoltoso.<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001balotelli-6.jpgSiNserie-a-genoa-milan-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010807.htmSiT1000022,T1000027100075501,02,03,07030413
1951010798NewsCampionatiGenoa, Foschi: «Battere il Milan per fare un favore al Napoli»20130308161823genoa, foschiRino Foschi vuole rinforzare l`amicizia tra Genoa e NapoliRino Foschi vuole rinforzare l'amicizia tra Genoa e Napoli. Il Direttore sportivo del 'Grifone', intervistato da 'Radio Crc', ha dichiarato: "Il Napoli sta facendo molto bene, e ha tifosi innamorati della squadra. Proveremo a battere il Milan stasera per le ambizioni degli azzurri: siamo decimati ma cercheremo comunque una prestazione importante. Il Napoli deve credere nello Scudetto, mentre per quanto riguarda Genoa-Milan il passato tra le due tifoserie è stato messo a posto: deve prevalere lo sport, ci auguriamo che il pubblico sia una bella cornice".<br><br>ROMA-GENOA - "Kucka non ci sarà stasera, e avete visto tutti le immagini della gara contro la Roma. Ballardini? Squalificarlo sarebbe stato il massimo: stava chiedendo ai suoi di buttare fuori la palla, è stato espulso per fair play. Due pesi e due misure? Diciamo che è stata una giornata sfortunata per l'arbitro. Quando si lamenta un dirigente del Genoa è brutto, ma quando lo fa uno della Juventus o del Milan è tutto regolare. Siamo stati penalizzati a Roma".<br><br>C1007650adm001adm001secolo18-024.jpgSiNgenoa-foschi-battere-il-milan-per-fare-un-favore-al-napoli-1010798.htmNoT1000022100075701,02,03030217
1961010786NewsCampionatiGenoa-Milan, giocano Borriello e Pazzini: le probabili formazioni20130308132530serie a, genoa, milanIl Milan affronta un Genoa in formaIl Milan non vuole fermarsi. E' stato chiaro il tecnico rossonero Massimiliano Allegri alla vigilia della sfida contro il Genoa. Guai ad abbassare la guardia proprio ora che è stato agguantato il terzo posto.<BR><BR><BR>LE PROBABILI FORMAZIONI<BR><BR>Genoa (3-5-1-1) - Frey; Granqvist, Portanova, Moretti; Pisano, Tozser, Rigoni, Vargas, Antonelli; Bertolacci; Borriello.<BR><BR>Milan (4-3-3) - Abbiati; De Sciglio, Mexes, Yepes, Constant; Flamini, Montolivo, Muntari; Boateng, Pazzini, El Shaarawy.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001C_3_Media_1114773_immagine_l.jpgSiNserie-a-genoa-milan-giocano-borriello-e-pazzini-1010786.htmSiT1000022,T1000027100075501,02,03,07030385
1971010791NewsCampionatiRoma, multato Osvaldo20130308122733roma, osvaldoIl Messaggero oggi in edicola svela un retroscena Il Messaggero oggi in edicola svela un retroscena a proposito di Pablo Daniel Osvaldo. L'attaccante italo-argentino sarebbe stato dunque multato per come si è comportato nel corso della gara tra Roma e Genoa, senza essere rimasto in panchina dopo essere uscito dal campo. A Udine ci sarà, nonostante i pochi allenamenti svolti. "Se sta bene, è dei nostri", fa sapere intanto la società giallorossa, ma il caso balla sempre, con l'addio sempre più probabile in estate.<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm00120121119_osvaldo4.jpgSiNroma-multato-osvaldo-1010791.htmSiT1000012100075701,02,03030118
1981010783NewsCampionatiGenoa, i convocati per il Milan20130307191112genoaAl termine dell`allenamento di rifinituraAl termine dell'allenamento di rifinitura, il tecnico del Genoa Davide Ballardini ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di domani contro il Milan, anticipo della 28esima giornata di Serie A. <br><br>Portieri - Donnarumma, Frey, Tzorvas.<br><br>Difensori - Bovo, Cassani, Ferronetti, Granqvist, Moretti, Portanova.<br><br>Centrocampisti - Antonelli, Bertolacci, Jorquera, Pisano, Rigoni, Tozser, Vargas.<br><br>Attaccanti - Borriello, Immobile, Jankovic. <br><br><br>C1007650adm001adm001secolo18-024.jpgSiNgenoa-i-convocati-per-il-milan-1010783.htmNoT1000022100075701,02,03030154
1991010781NewsCampionatiMilan, i convocati per il Genoa: ci sono Bojan e Balotelli20130307173558milanAl termine dell`allenamento di rifinituraAl termine dell'allenamento di rifinitura, mister Massimiliano Allegri ha diramato la lista dei convocati per la partita di Genova contro il Genoa valida per la 28° giornata di campionato.<br><br>Abbiati, Amelia, Gabriel, Abate, De Sciglio, Constant, Mexes, Yepes, Zaccardo, Zapata, Ambrosini, Boateng, Flamini, Montolivo, Muntari, Nocerino, Traorè, Balotelli, Bojan, El Shaarawy, Niang, Pazzini, Robinho.<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001elsha420.jpgSiNmilan-i-convocati-per-il-genoa-ci-sono-bojan-e-balotelli-1010781.htmSiT1000027100075501,02,03030230
2001010776NewsCalciomercatoCalciomercato Genoa, Antonelli: «Per ora sto bene qui»20130307170545genoa, antonelliIntervistato da Sky SportIntervistato da 'Sky' in occasione della sfida con il Milan assieme al padre (ex giocatore rossonero) ed al fratello, Luca Antonelli ha parlato anche del suo futuro al Genoa: "Se chiamasse il Milan? Io adesso penso al Genoa. Non so se tornerò ma mi trovo veramente bene al 'Ferraris'".C1007650adm001adm001antonelli.jpgSiNgenoa-antonelli-per-ora-sto-bene-qui-1010776.htmNoT1000022100075701,02,03030207
2011010773NewsCampionatiRoma, Stekelenburg: «Voglio il terzo posto. Ambiente motivato»20130307170059roma, stekelenburgIntervistato da Sky Sport Intervistato da 'Sky Sport', il portiere della Roma Marteen Stekelenburg ha parlato, per la prima volta in italiano, del suo momento e di quello della squadra giallorossa: "Contro il genoa ho fatto una buona partita e buone parate, ma ormai è il passato e io voglio pensare al futuro. Totti è un giocatore fantastico, e anche una bella persona". L'Udinese il prossimo avversario: "Di Natale è un giocatore fortissimo, sarà una partita molto dura e bisognerà impegnarci molto. Terzo posto? Secondo me è possibile, adesso siamo solo a 5 punti e ci crediamo". Cambiamento drastico per lui da Zeman ad Andreazzoli: "Adesso gioco. Per me l'importante è essere titolare".<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001134025372.jpgSiNroma-stekelenburg-voglio-il-terzo-posto-ambiente-motivato-1010773.htmSiT1000012100075501,02,03030214
2021010770NewsCampionatiMilan, Allegri: «Balotelli non è in forma. Cassano con me si è comportato bene»20130307133667milan, allegriConferenza stampa di Massimiliano Allegri alla vigilia di Genoa-MilanConferenza stampa di Massimiliano Allegri alla vigilia di Genoa-Milan. Queste le sue parole.<br><br> Sulla sfida col Genoa: Hanno delle buone qualità, a livello psicologico e fisico hanno trovato una condizione importante, con la Roma li ho visti bene. Giocare a Genova non sarà per niente facile. Loro hanno bisogno di punti per rimanere in Serie A. Per noi sarà una partita importante, non dovremo commettere errori. Per noi sarebbero dei punti importanti per difendere il terzo posto.<br><br> Sull'eventuale turnover: Non ci sarà nessun turnover, giocherò con la miglior formazione possibile. Stanno tutti bene fortunatamente. L'unico che penso di tenere a riposo è Abate, e forse Ambrosini.<br><br> Su Kucka: E' un buon giocatore, ma anche Borriello, Immobile e Bertolacci sono buoni giocatori. Dovremo giocare bene, avere pazienza e saper difendere quando loro attaccheranno sospinti dal loro pubblico.<br><br> Sul terzo posto: Le squadre che sono vicine a noi sono pronte a darci fastidio. Noi dobbiamo continuare a stare sereni, senza dimenticarci i primi tre mesi della stagione. Arrivare nei terzi è il primo obiettivo della stagione.<br><br> Sulla sfida col Barcellona: Adesso pensiamo al Genoa, cominceremo a pensare a questa partita da sabato. Può succedere di tutto in Champions, un episodio, come quello di Manchester United-Real Madrid può cambiare la partita. Noi crediamo alla Champions, ma l'obiettivo primario è quello di difendere il terzo posto.<br><br> Sulla corsa al terzo posto: Domenica sembrava che l'Inter potesse perdere la partita. La Fiorentina, che è senza impegni europei può ambire al terzo posto. Idem la Roma, che viene da tre vittorie consecutive. Abbiamo anche diversi scontri diretti, può succedere di tutto.<br><br> Sullo scambio Cassano-Pazzini: A noi faceva comodo una prima punta, a loro faceva comodo un giocatore come Antonio. Alla fine credo che siano tutti felici e contenti.<br><br> Su Balotelli: E' stato otto giorni fuori dal gruppo, ieri è tornato con noi. Credo che non partirà titolare domani, ma abbiamo un'ampia scelta per quanto riguarda l'attacco. Mario non ha i 90' nelle gambe.<br><br> Sul rinnovo: Non è una priorità, ci sono due partite importanti prima, ma soprattutto una stagione da portare a termine nel migliore dei modi.<br><br> Sullo Scudetto: Al 99% lo vince la Juventus.<br><br> Sulla Remuntada del Barça: E' sempre la squadra più forte al mondo. Perdere due volte di fila col Real Madrid ci può stare. In una partita del genere può succedere di tutti.<br><br> Su Balotelli e Pazzini insieme: Perché no. Giampaolo è la classica prima punta, Mario ha dimostrato di poter gravitare intorno all'area di rigore.<br><br> Su Cassano: Con me si è sempre comportato bene, ed è stato fondamentale per la corsa allo Scudetto. <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001allegri_600x449.jpgSiNmilan-allegri-balotelli-non-e-in-forma-cassno-con-me-si-e-comportato-bene-1010770.htmSiT1000027100075701,02,03,06,07030228
2031010721NewsCampionatiIl punto del lunedì sulla serie A: la Juventus ad un passo dallo scudetto, Milan a valanga e rimontone Inter20130304161057serie aSerie A<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">La 27' giornata di serie A avvicina la Juventus alla conquista dello scudetto;i tifosi della vecchia Signora possono fare tutti gli scongiuri del caso ma i bianconeri frenano la rincorsa del Napoli, a cui il pareggio nello scontro diretto serve a poco. Continua invece la corsa al terzo posto del Milan, implacabile contro una Lazio ben lontana dalla forma migliore. L' Inter è corsara a Catania, dove riesce a compiere la rimonta perfetta e a conquistare i tre punti. In coda, il destino per Palermo, Siena e Pescara sembra già scritto e la serie Bwin è sempre più vicina. A nulla serve infatti il pari per i siciliani in casa del Torino, mentre le sconfitte interne delle altre due, rispettivamente contro Atalanta e Udinese, pregiudicano una situazione di classifica già deficitaria. Prima dei riassunti delle singole partite, in evidenza i TOP/FLOP della giornata. <!--?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /--><o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">TOP: Diamanti(Bologna)- trascina il Bologna alla vittoria contro l'ostica squadra del Cagliari. Il gol del trequartista ex West Ham e Brescia è un pezzo di bravura non da poco. Regala assist ai compagni e il mancino è sempre caldo. Dio in terra!<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">FLOP: Candreva(Lazio)- una bella partita la sua (siamo naturalemente ironici), durata appena 15 minuti, nei quali si distingue per un intervento scellerato al limite dell'area su El Shaarawy: le conseguenze sono, nell'ordine, rosso diretto al centrocampista laziale, uomo in meno che si fa sentire e biancocelesti che rischiano il tracollo in quel di San Siro. Autolesionista!<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">NAPOLI-JUVENTUS 1-1:<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>il match decisivo per lo scudetto va in scena in un San Paolo stracolmo e sognante. L'idillo viene però stroncato dopo appena dieci minuti, quando un cross di Pirlo pesca Chiellini in area, che dopo aver anticipato Britos, insacca di testa alle spalle di De Sanctis. Per il resto, il primo tempo è storia vecchia, i bianconeri continuano a presentare clamorose lacune in attacco, dove Vucinic spreca l'impossibile. E cosi' Inler prende l'ultimo treno per il pareggio, al termine della prima frazione, con un tiro deviato da Bonucci direttamente sotto l'incrocio dei pali. La ripresa è tutta partenopea ma Hamsik e ancora Inler trovano sulla loro strada un super Buffon. <o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">MILAN-LAZIO 3-0: la partita clou per il terzo posto resta aperta appena 15 minuti, ovvero prima che Candreva si faccia espellere per un fallaccio su El Shaarawy. L'uomo in più è oro colato per i ragazzi di Allegri che schiacciano la Lazio nella propria metà campo e passano in vantaggio con Pazzini al 40', per raddoppiare poco dopo con Boateng. E' ancora il Pazzo a chiudere i discorsi nella ripresa (minuto numero 60). Lazio sostanzialmente assente ingiustificata.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">TORINO-PALERMO 0-0: poche emozioni in questo scontro-salvezza, con il Torino più pericoloso degli ospiti, ma che alla fine si accontenta del pari. Per il Palermo la situazione è davvero drammatica: classifica più che precaria cui si somma la mancanza di gioco e di condizione.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">BOLOGNA-CAGLIARI 3-0: nella giornata del ricordo di Lucio Dalla, il Bologna incassa probabilmente i 3 punti che vogliono dire salvezza. La squadra di Pioli è ora a +11 sulla terz'ultima e anche i sardi restano relativamente tranquilli. Tre splendide reti regalano grandi emozioni al Dall'Ara: Taider al 5', Diamanti al 19' e Pasquato a tempo scaduto. Cagliari non pervenuto.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">CATANIA-INTER 2-3: la squadra di Maran si conferma bella, vivace frizzante, ma fallisce la partita che poteva permettere di coltivare sogni europei. Suicido perfetto in campo: avanti di due gol nel primo tempo, grazie a Bergessio e Marchese (7' e 19' minuto), grazie anche ad un Inter mal schierata. Ma la ripresa è un'altra storia: dentro Stankovic e soprattutto Palacio, il quale segna la doppietta decisiva, dopo il gol riapri-partita di Alvarez. <o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">FIORENTINA-CHIEVO 2-1: una Fiorentina poco bella ma cinica si rilancia dopo la sconfitta a Bologna. Il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-3 non convince molto, ma dopo appena 4 minuti i viola sono già in vantaggio grazie a Pasqual. Il Chievo non ci sta ed è Cofie a riportare il risultato in parità. I clivensi tentano il colpaccio, per poi venire puniti a 10 minuti dalla fine dal rinforzo di Gennaio Larrondo.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">PESCARA-UDINESE 0-1: massimo risultato, minimo sforzo. L'Udinese di Guidolin porta a casa tre punti in quel di Pescara. Di Natale torna al gol, mentre gli abruzzesi non entrano mai in partita. Sconfitta che costa l'esonero a Bergodi, cui subentrerà probabilmente Bucchi.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">SAMPDORIA-PARMA 1-0: non è stata una partita entusiasmante quella tra due squadre di metà classifica, senza particolari patemi. La spuntano i padroni di casa, grazie a Icardi(58' minuto), mentre gli emiliani ci credono sino alla fine, ma non vanno oltre un palo di Amauri.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">SIENA-ATALANTA 0-2: il Siena spreca la possibilità di riaprire il discorso salvezza, cadendo in casa contro un'ottima Atalanta, in vantaggio già al 3' grazie a Bonaventura e pericolosa per tutta la prima frazione, soprattutto con Denis. Gli uomini di Iachini stentano, delude Emeghara e i bergamaschi raddoppiano al 68' ancora con Bonaventura.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">ROMA-GENOA 3-1: continua l'ottimo periodo della nuova Roma di Andreazzoli, che supera un ostico Genoa. Su rigore entrambe le prime realizzazioni: Totti al 16'(con "Er Pupone" che raggiunge Nordahl nella classifica dei migliori marcatori di sempre della serie A, con 225 reti) e Borriello al 42'. Un decisivo Stekelenburg stoppa i liguri e al 58' la Roma mette la freccia: sugli sviluppi di un corner Romagnoli, classe 1995, insacca alle spalle di Frey, mentre all'88 è il neo entrato Perrotta a chiudere il match.<o:p></o:p></font></font></span><br><br><br><br>C1007650FL0761FL0761milan-6.jpgSiNil-punto-del-lunedi-sulla-serie-a-juventus-ad-un-passo-dallo-scudetto-milan-a-valanga-e-rimontone-inter1010721.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100844901,02,03,06,07,08,09030673
2041010708NewsCampionatiRoma-Genoa, le pagelle. Top Romagnoli e Kucka. Flop Frey 20130303231991serie a, roma, genoaSerie A Roma Genoa PagelleFinale 3-1 (p.t. 1-1): 16' Totti rigore (R), 41' Borriello rigore, 58' Romagnoli (R), 88' Perrotta (R)<br><br> ammoniti: Vargas, Kucka, Burdisso, Lamela, Totti, Bradley&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi: <br><br> Roma: Stekelenburg 7, Piris 6, Burdisso 5, Romagnoli 7.5; Torosidis 6, Pjanic 6 (39' Bradley 6), De Rossi 6.5, Balzaretti 6 (56' Marquinho 6); Lamela 6, Totti 6.5; Osvaldo 6 (80' Perrotta 7). A disp: Goicoechea, Lobont, Dodò, Taddei, Bradley, Perrotta, Marquinho, Tachtsidis, Florenzi, Lucca, Lopez. All.: Andreazzoli 7<br><br> Genoa: Frey 5, Bovo 6, Portanova 6, Moretti 6; Pisano 5.5 (60' Jorquera 6), Kucka 6.5, Toszer 6 (60' Immobile 5.5), Vargas 6, Antonelli 6; Bertolacci 6 (70' Rigoni 5.5); Borriello 6.5. A disp: Tzorvas, Donnarumma, Ferronetti, Cassani, Rigoni, Jorquera, Rossi, Jankovic, Immobile. All. Ballardini 6<br><br> <BR><STRONG><EM>Top Roma</EM></STRONG><br><br> Romagnoli: esordio con rete per il giovane difensore. <br><br> <STRONG><EM>Flop Roma</EM></STRONG><br><br> Burdisso: troppo incerto e rischia in più circostanze.<br><br> <STRONG><EM>Top Genoa</EM></STRONG><br><br> Kucka: presente in tutte le zone del campo.<br><br> <STRONG><EM>Flop Genoa</EM></STRONG><br><br> Frey: incerto sulla seconda rete subita. <br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001totti-6.jpgSiNserie-a-roma-genoa-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010708.htmSiT1000012,T1000022100075501,02,03030353
2051010707NewsCampionatiPalermo, il pareggio è una mezza sconfitta20130303195559palermoMeno uno. Il numero uno simboleggia uno scontro in meno. Ma anche una possibilità in meno di potere fare davvero la rimonta al quartultimo postoMeno uno. Il numero uno simboleggia uno scontro in meno. Ma anche una possibilità in meno di potere fare davvero la rimonta al quartultimo posto. Il campo del Torino non era quello indicato per grandi giocate giacché di solito ci sono grandi battaglie all'arma bianca. In effetti il primo tempo è scivolato via con minima gradevolezza che però si è smarrita completamente nel secondo tempo. Comunque il pareggio è una mezza sconfitta stavolta; per entrambe. Il toro deve rinviare l'arrivo alla quota salvezza ma gran parte della strada è stata fatta. I rosa nero devono invece continuare a sperare che davanti commettano degli errori perché loro non sono in grado più di vincere. Si è rivista la coerenza tattica del tecnico Gian Piero Gasperini e con essa qualche azione imbastita coralmente. Per il resto nulla sposta l'attenzione dalla serie B a meno che il Genoa non decida di suicidarsi fin dal posticipo con la Roma. L'attacco non ha brillato nemmeno oggi ma la notizia è che stavolta non si torna a casa con reti al passivo. Immarcabile il capitano granata Rolando Bianchi ma Sorrentino ha resistito. Poco da rammaricarsi in fondo; sembra che rivedere il tecnico piemontese abbia spinto i giocatori ad essere più attenti ma la squadra palermitana rimane in fondo alla classifica e attende tempi migliori. Che potrebbero arrivare già Domenica con uno scontro diretto tutto da giocare. Per il resto i tifosi palermitani probabilmente invidiano quelli granata, con una punta di narcisismo se si pensa ai risultati degli ultimi anni; bisogna però rimarcare che la prossima stagione le due squadre potrebbero non incontrarsi sul campo di gioco causa cambio categoria.<br><br> Fabio Zerillo<br><br>C1007650adm001adm001formica.jpgSiNpalermo-il-pareggio-e-una-mezza-sconfitta-1010707.htmSiT1000023100075701,02,03030227
2061010706NewsCampionatiCatania-Inter, le pagelle. Top Gomez e Palacio. Flop Juan Jesus20130303195242serie a, catania, interSerie A Catania Inter PagelleAl Cibali si gioca l’Europa: gli etnei per coronare un sogno impensabile a inizio anno, i nerazzurri per riprendere il cammino dopo la sconfitta a Firenze e il pareggio nel derby.<BR>Una partita a dir poco pazzesca: dopo un primo imbarazzante dei nerazzurri con un Catania superlativo, si va negli spogliatoi sul parziale di 2-0.<BR>Dentro Palacio e Stankovic. Qui cambia la partita.<BR>L’Inter con il cuore, con la grinta, con la ferocia.<BR>Prima Alvarez, poi Palacio e infine, a tempo ormai scaduto, ancora l’argentino ex Genoa timbra il cartellino con un bel gol.<BR>L’Inter si rilancia per la corsa terzo posto, mentre gli etnei abbandonano oggi il loro sogno.<BR>È proprio il caso di lasciarsi andare al classico: clamoroso al Cibali!<br><br> Risultato finale Catania-Inter 2-3: 7’ Bergessio, 18’ Marchese, 51’ Ricky Alvarez, 70’ Palacio, 91’ Palacio<BR>Ammoniti: 36’ Alvarez, 55’ Rolin, 69’ Handanovic, 69’ Bergessio, 84’ Schelotto, 86’ Cani<br><br> Catania (4-3-3): Andujar 6, Alvarez 7, Rolin 6, Spolli 5.5, Marchese 6.5, Izco 6.5, Lodi 6.5, Biagianti 6 (77’ Almiron 5.5), Gomez 7, Bergessio 6.5 (85’ Cani 5.5), Castro 6.5<BR>All. Maran 6<br><br> Inter (4-2-3-1): Handanovic 6.5, Zanetti 5.5, Chivu 5, Juan Jesus 4, Alvaro Pereira 6, Gargano 5, Kuzmanovic 5.5 (45’ Stankovic 7), Schelotto 6, Guarin 5.5 (77’ Cambiasso 7), Alvarez 6.5, Rocchi 5 (45’ Palacio 8.5)<BR>All. Stramaccioni 6.5<br><br> <STRONG><EM>Top Catania</EM></STRONG><br><br> Gomez: faro di una squadra mai banale, sempre messa bene in campo. Fa impazzire letteralmente la difesa nerazzurra con giocate e assist spettacolari. Non un caso che Branca abbia messo gli occhi proprio su di lui.<br><br> <STRONG><EM>Flop Catania</EM></STRONG><br><br> Spolli: brutto l’errore sul gol di Alvarez. In generale non brilla come sempre: impreciso.<br><br> <STRONG><EM>Top Inter</EM></STRONG><br><br> Palacio: cambia il volto di un’Inter ridotta al lastrico. Dopo un primo tempo orribile, entra l’argentino: un assist bellissimo, un gol importantissimo e la realizzazione allo scadere che può cambiare una stagione. Don Rodrigo è l’anima di questa squadra.<br><br> <STRONG><EM>Flop Inter</EM></STRONG><br><br> Juan Jesus: incredibile come il brasiliano classe ’91 sia calato nel corso della stagione. Prestazione horror del difensore che sbaglia quasi tutto. Imbarazzante l’errore sul gol di Bergessio.<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0882FL0882palacio-4.jpgSiNserie-a-catania-inter-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010706.htmSiT1000014,T1000026100877901,02,03,09030249
2071010700NewsCampionatiSerie A, 26a giornata: Inter a Catania e la Roma aspetta il Genoa. Le probabili formazioni20130303123313serie aLe probabili formazioni della 26a giornata di Serie ALe probabili formazioni della 26a giornata di Serie A.<br><br> &nbsp;<br><br> BOLOGNA-CAGLIARI ore 15<br><br> Bologna (4-2-3-1): Curci; Motta, Sorensen, Cherubin, Morleo; Perez, Taider; Kone, Diamanti, Gabbiadini; Gilardino.<BR>A disp.: Agliardi, Lombardi, Garics, De Carvalho, Naldo, Abero, Pazienza, Guarente, Khrin, Moscardelli, Pasquato, Christodouloupoulos. All.: Pioli<BR>Squalificati: Antonsson (1)<BR>Indisponibili: Natali<br><br> Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Rossettini, Astori, Avelar; Dessena, Conti, Nainggolan; Cossu; Sau, Ibarbo.<BR>A disp.: Avramov, Ariaudo, Perico, Ekdal, Cabrera, Casarini, Pinilla, Nenè, Thiago Ribeiro. All.: Pulga-Lopez<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Murru<br><br> &nbsp;<br><br> CATANIA-INTER ore 15<br><br> Catania (4-2-3-1): Andujar; Alvarez, Spolli, Rolin, Marchese; Lodi, Biagianti; Izco, Castro, Gomez; Bergessio.<BR>A disp.: Frison, Terracciano, Potenza, Augustyn, Sciacca, Ricchiuti, Salifu, Cani, Keko, Almiron, Doukara. All. Maran<BR>Squalificati: Legrottaglie (2), Bellusci (1)<BR>Indisponibili: Barrientos, Capuano<br><br> Inter (4-3-3): Handanovic; Zanetti, Juan Jesus, Chivu, Pereira; Guarin, Kuzmanovic, Gargano; Schelotto, Rocchi, Alvarez.<BR>A disp.: Carrizo, Di Gennaro, Mbaye, Jonathan, Pasa, Cambiasso, Benassi, Stankovic, Palacio, Kovacic, Colombi. All.: Stramaccioni<BR>Squalificati: Ranocchia (1)<BR>Indisponibili: Castellazzi, Samuel, Silvestre, Obi, Mudingayi, Milito, Nagatomo, Belec<br><br> &nbsp;<br><br> FIORENTINA-CHIEVO ore 15<br><br> Fiorentina (4-3-3): Viviano; Tomovic, Rodriguez, Compper, Pasqual; Aquilani, Pizarro, Borja Valero; Ljajic, Toni, Jovetic.<BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Roncaglia, Savic, Migliaccio, Sissoko, Romulo, Llama, Mati Fernandez, Woski, El Hamdaoui, Larrondo. All.: Montella<BR>Squalificati: Cuadrado (1) <BR>Indisponibili: Camporese, Hegazi, Rossi <br><br> Chievo (5-3-2): Puggioni; Frey, Andreolli, Dainelli, Acerbi, Jokic; Guana, L. Rigoni, Cofie; Thereau, Paloschi.<BR>A disp.: Ujkani, Squizzi, Sampirisi, Cesar, Papp, Hauche, Seymour, Luciano, Dramé, Stoian, Pellissier, Samassa. All. Corini<BR>Squalificati: Hetemaj (1)<BR>Indisponibili: Sardo, Spyropoulos, Vacek, Farkas<br><br> &nbsp;<br><br> PESCARA-UDINESE ore 15<br><br> Pescara (5-3-2): Perin, Balzano, Cosic, Bocchetti, Capuano, Zauri; Rizzo, Cascione, Bjarnason; Weiss, Abbruscato<BR>A disp.: Pelizzoli, Bianchi Arce, Zanon,&nbsp; Blasi, Quintero, Vukusic, Sculli, Caprari, Celik, Caraglio. All.: Bergodi <BR>Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: Togni, Sforzini, Modesto, D'Agostino<br><br> Udinese (3-4-2-1): Brkic; Heurtaux, Danilo, Domizzi; Basta, Allan, Badu, Pasquale; Pereyra, Muriel; Di Natale. <BR>A disp.: Padelli, Pawlowski, Angella, Faraoni, Merkel, Zielinski, Gabriel Silva, Rodriguez, Maicosuel, Ranegie, Campos Toro. All.: Guidolin<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Pinzi, Lazzari, Benatia<br><br> &nbsp;<br><br> SAMPDORIA-PARMA ore 15<br><br> Sampdoria (3-5-1-1): Romero; Gastaldello, Palombo, Costa; De Silvestri, Obiang, Krsticic, Poli, Estigarribia; Sansone; Icardi.<BR>A disp.: Da Costa, Berni, Rodriguez, Castellini, Renan, Rossini, Mustafi, Maresca, Munari, Soriano, Eder, Maxi Lopez. All.: Rossi<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Gavazzi, Poulsen, Berardi<br><br> Parma (3-5-2): Mirante; Benalouane, Coda, Lucarelli; Rosi, Marchionni, Valdes, Gobbi, Mesbah; Biabiany, Amauri.<BR>A disp.: Pavarini, Bajza, Coda, Ampuero, Paletta, Strasser, Morrone, Ninis, Parolo, Palladino, Sansone, Belfodil. All.: Donadoni<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Mariga, Santacroce, Galloppa<br><br> &nbsp;<br><br> SIENA-ATALANTA ore 15<br><br> Siena (3-4-2-1): Pegolo; Texeira, Terlizzi, Felipe; Angelo, Bolzoni, Della Rocca, Rubin; Rosina, Sestu; Emeghara.<BR>A disp.: Farelli, Marini, Uvini, Paci, Belmonte, Agra, Grillo, Mannini, Valiani, Pozzi, Bogdani, Paolucci. All.: Iachini<BR>Squalificati: Vitiello (5/2013), Terzi (3/2013)<BR>Indisponibili: Vergassola<br><br> Atalanta (4-4-2): Consigli; Raimondi, Stendardo, Lucchini, Del Grosso; Giorgi, Carmona, Biondini, Bonaventura; Livaja, Denis.<BR>A disp.: Polito, Frezzolini, Canini, Brivio, Ferri, Radovanovic, Troisi, Moralez, Brienza, De Luca, Budan, Parra. All.: Colantuono<BR>Squalificati: Contini (1), Cazzola (1)<BR>Indisponibili: Capelli, Marilungo, Cigarini, Bellini, Scaloni<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>ROMA-GENOA ore 20.45<br><br> Roma (3-4-2-1): Stekelenburg; Piris, Burdisso, Marquinhos; Torosidis, Pjanic, De Rossi, Marquinho; Lamela, Totti; Osvaldo.<BR>A disp.: Goicoechea, Lobont, Taddei, Dodò, Bradley, Perrotta, Lucca, Romagnoli, Tachtsidis, Balzaretti, Florenzi, N. Lopez. All.: Andreazzoli<BR>Squalificati: Guberti (8/2015)<BR>Indisponibili: Castan, Destro<br><br> Genoa (3-5-1-1): Frey; Bovo, Portanova, Moretti; E. Pisano, Kucka, Tozser, Vargas, Antonelli; Bertolacci; Borriello.<BR>A disp.: Tzorvas, Donnarumma, Cassani, Ferronetti, Rigoni, Jankovic, Jorquera, Immobile. All.: Ballardini<BR>Squalificati: Granqvist (1), Matuzalem (1)<BR>Indisponibili: Floro Flores, Olivera, Manfredini, Nadarevic, Rossi<br><br>C1007650adm001adm001totti.jpgSiNserie-a-ventiseiesima-giornata-le-probabili-formazioni-1010700.htmSi100075501,02,03,09030447
2081010697NewsCampionatiGenoa, i convocati per la Roma20130302144739genoaQuesto l`elenco dei 20 convocati diramato dallo staff tecnico del Genoa Questo l'elenco dei 20 convocati diramato dallo staff tecnico del Genoa per la gara di domani contro la Roma: 13 Antonelli, 91 Bertolacci, 22 Borriello, 3 Bovo, 26 Cassani, 32 Donnarumma, 4 Ferronetti, 1 Frey, 17 Immobile, 11 Jankovic, 19 Jorquera, 33 Kucka, 24 Moretti, 87 Pisano, 90 Portanova, 14 Rigoni, 7 Rossi, 28 Tozser, 30 Tzorvas, 8 Vargas.C1007650adm001adm001ballardini.jpgSiNgenoa-i-convocati-per-la-roma-1010697.htmNoT1000022100075501,02,03030139
2091010695NewsCampionatiRoma, i convocati per il Genoa: torna Totti20130302144528romaAurelio Andreazzoli ha diramato la lista dei giocatoriAurelio Andreazzoli ha diramato la lista dei giocatori che prenderanno parte alla sfida che la Prima Squadra disputerà domani allo Stadio Olimpico. Lista convocati A.S. Roma:<br><br> Balzaretti, Bradley, Burdisso, De Rossi, Dodo', Florenzi, Goicoechea, Lamela, Lobont, Lopez, Lucca, Marquinho, Marquinhos, Osvaldo, Perrotta, Piris, Pjanic, Romagnoli, Stekelenburg, Tachtsidis, Taddei, Torosidis, Totti<br><br>C1007650adm001adm001andreazzoli.jpgSiNroma-i-convocati-per-il-genoa-torna-totti-1010695.htmSiT1000012100075501,02,03030173
2101010672NewsCampionatiMilan, Allegri: «Balotelli molto probabilmente non ci sarà. Torna Robinho»20130301150137milan, allegriQueste le parole di Massimiliano Allegri in conferenza stampa: «Domani sarà una gara molto diversa da quella del derbyQueste le parole di Massimiliano Allegri in conferenza stampa: "Domani sarà una gara molto diversa da quella del derby. La Lazio è brava a far giocare male gli avversari, ha individualità ed è capace di chiudere gli spazi. Ci vorrà pazienza. Non mi aspetto una gara spettacolare a meno di non sbloccarla subito. In questo momento abbiamo il dovere di cercare di vincere domani, ma ancora ci sono tanti punti a disposizione per la corsa europea. Il pubblico? Sarà importante.<br><br> La gara con il Barcellona? Dobbiamo pensare al campionato. Prima del Barça ci sono ancora due gare di campionato contro Lazio e Genoa. Quella contro gli spagnoli è comunque l'unica decisiva.<br><br> Domani due risultati su tre a disposizione? E' vero che se vinciamo domani andiamo terzi in classifica da soli, ma ci sono molte gare ancora da giocare e quindi non è decisiva per l'esito finale. Ci sono altre 11 partite. Se domani facciamo punti le possibilità di arrivare terzi aumentano ma niente è decisivo.<br><br> Troppi gol subiti di testa? E' un punto debole su cui crescere. Dobbiamo migliorare sia in aria che fuori. Dobbiamo limitare i cross.<br><br> Balotelli? Al 99,99% non ci sarà. Ha una botta importante alla tibia che gli ha creato un ematoma. Non si è mai allenato in settimana.<br><br> Constant? E' ancora in dubbio. Ha avuto un affaticamento muscolare la scorsa settimana, niente di grave, ma rischiare di perderlo a lungo per giocare una gara non credo ne valga la pena.<br><br> Salomon? Ha buone qualità fisiche e tecniche, ma deve abituarsi alla Serie A.<br><br> El Shaarawy? Ha smaltito i suoi problemi e penso che giocherà. Ma c'è anche Robinho che sta bene anche se è tanto che non gioca. In più c'è Pazzini che sta bene e che giocherà al posto di Balotelli.<br><br> Il secondo posto? Ci vuole equilibrio. Dopo quattro mesi alla grande bisognerà stare tranquilli senza caricare troppo la situazione. Vediamo cosa faremo con la Lazio per centrare il terzo posto in solitaria. Poi ci sarà il Genoa venerdì prossimo e anche lì serviranno punti.<br><br> La gara d'andata contro il Barcellona? E' stata una partita importante dove abbiamo arginato gli avversari e creato occasioni importanti. Nel derby invece abbiamo fatto bene la fase offensiva.<br><br> La Lazio? E' una squadra che gioca con grande equilibrio e riesce a fare bel gioco quando il risultato è ancora in bilico.<br><br> Abbiamo mandato in crisi il Barcellona? Il Barcellona ha già ucciso la Liga e ha perso contro il Real Madrid che tecnicamente vale il Barça.<br><br> Robinho? Si è sempre allenato con professionalità anche se aveva espresso il desiderio di tornare in Brasile. Sarà utile fino alla fine.<br><br> Per chi farò il tifo fra Napoli e Juventus? Per nessuno. Penso solo a fare tre punti domani.<br><br> Petkovic? E' sicuramente una persona intelligente perché un tecnico straniero che ha capito subito il nostro campionato non è da tutti i giorni. Sicuramente è stato importante il contributo di Manicone, ma lui è stato bravo nella continuità e nel dare un'identità alla squadra. La Lazio lo sta seguendo e lui ha tutti i meriti assieme ai giocatori.<br><br> Io credo sempre molto in quello che faccio. Da giocatore ho fatto una carriera mediocre, genio e sregolatezza, una cosa che mi è servita da allenatore.<br><br> Se con il Barcellona si è parlato di partita perfetta, cosa che non credo, io invece dico che nel derby ho visto il miglior Milan della stagione per i primi 60' di gioco.<br><br> Se ho avuto paura che Balotelli non reggesse la pressione del derby? Ho parlato molto con lui durante la partita perché la sentiva però credo che abbia giocato nel derby una partita molto buona sul piano caratteriale. Se avesse fatto gol magari sarebbe stata un'altra cosa...<br><br> Marchetti? Credo che sia uno dei migliori portieri italiani. Ha dato alla Lazio molti punti.<br><br>C1007650adm001adm001allegri_600x449.jpgSiNmilan-allegri-balotelli-molto-probabilmente-non-ci-sara-torna-robinho-1010672.htmSiT1000027100075501,02,03,06,07,08030242
2111010671NewsCalciomercatoCalciomercato Roma, l`Anzhi vuole Osvaldo20130301133442roma, osvaldoL`attaccante della Roma, grazie alla buona stagione con la maglia giallorossa, sta attirando L'attaccante della Roma, grazie alla buona stagione con la maglia giallorossa, sta attirando su di se le attenzioni di diversi club, italiani ed esteri. Fra le squadre interessate, riporta Sky Sport, ci sarebbe anche il ricchissimo Anzhi di Eto'o. I russi, a testimonianza dell'interesse, invieranno un loro emissario all'Olimpico domenica sera per seguire il match fra la Roma ed il Genoa. L'obiettivo dichiarato, come detto, è Pablo Daniel Osvaldo.C1007650adm001adm001osvaldo-6.jpgSiNroma-l-anzhi-vuole-osvaldo-1010671.htmSiT1000012100075501,02,03030578
2121010649NewsCalciomercatoMilan, Allegri ha raddoppiato il valore di De Sciglio, Constant, Niang e El Shaarawy20130228110131milan, allegriSecondo La Gazzetta dello Sport, il lavoro di Allegri è riuscito a far aumentare il valore di alcuni giocatori rossoneriSecondo La Gazzetta dello Sport, il lavoro di Allegri è riuscito a far aumentare il valore di alcuni giocatori rossoneri: iniziando da Mattia De Sciglio, prodotto del vivaio che oggi vale addirittura oltre dieci milioni di euro. Stessa valutazione, milione in più milione in meno, per Mbaye Niang, arrivato in estate per 1,5 milioni e oggi titolare dell'attacco. Sorpresa della difesa è, invece, Kevin Costant: l'ex Genoa, approdato a Milanello per fare il centrocampista è stato "riciclato" come terzino sinistro da Allegri. Una scelta che ha praticamente raddoppiato la sua valutazione di mercato. Infine, Stephan El Shaarawy. Sa talento emergente a campione affermato: se qualcuno volesse portarlo via dal club della famiglia Berlusconi oggi dovrebbe investire non meno di trenta milioni di euro.C1007650adm001adm001niang-4.jpgSiNmilan-allegri-ha-raddoppiato-il-valore-di-de-sciglio-constant-niang-e-el-shaarawy-1010649.htmSiT1000027100075501,02,03,07030487
2131010636NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, forte interesse per Criscito20130227130044milan, criscitoIl giornale russo Izvestia parla di un interesse del Milan per Domenico Criscito, 26enne difensore dello Zenit San PietroburgoIl giornale russo Izvestia parla di un interesse del Milan per Domenico Criscito, 26enne difensore dello Zenit San Pietroburgo. il terzino della nazionale, ex Genoa e Juventus, è un vecchio pallino di Adriano Galliani che ha già tentato più volte di acquistarlo senza successo. Una pedina importante potrebbe essere Ignazio Abate, obiettivo mai nascosto di Luciano Spalletti. Difficile comunque che il Milan si privi di uno dei migliori terzini italiani ed in continua crescita di rendimento.C1007650adm001adm001n_criscito-bonucci-italia.jpgSiNmilan-forte-interesse-per-criscito-1010636.htmSiT1000027100075501,02,03,06,07030249
2141010572NewsCampionatiPalermo-Genoa, si decide la salvezza: rosanero costretti al successo. Le probabili formazioni20130223161948serie a, palermo, genoaPoche ore dal fischio d`inizio della sfida tra Città di Palermo e Genoa Poche ore dal fischio d'inizio della sfida Città di Palermo – Genoa ed il presidente Zamparini cerca ancora tanta energia positiva. Per riempire curve e tribuna; magari senza guadagnarci alcunchè in più. Negli ultimi tempio le parole del presidente non sono state particolarmente piene di acceso tifo calcistico ma semmai di umile amministratore del pallone rosanero cui non siamo abituati. Serpeggia senza mezzi termini l'ipotesi del disimpegno dall'attività diretta, per parte sua, allo stato attuale mai ammesso. Tuttavia il continuo riferimento alla ricerca di capitali esteri e l'attuale situazione sportiva pongono diversi quesiti circa l'impegno immobiliare della società.&nbsp; Ad esempio avrebbe senso parlare di nuovo stadio in serie B? Probabilmente no. Così come una eventuale retrocessione metterebbe sul mercato automaticamente i pezzi migliori o farebbe chiudere il ciclo ad altri. Insomma la gara contro il Genoa riveste un ruolo importante nell'economia rosanero. Il presidente ha parlato in settimana, accusando anche la sfortuna, dei risultati fin qui ottenuti.&nbsp; Del futuro nulla in più che un'invocazione d'aiuto alla città, colpevole di snobbare squadra e categoria quando non si portano a casa i tre punti. Palermo non reagisce così per la prima volta ed è noto che senza vittorie la disaffezione sarà assicurata anche in caso di permanenza. <BR><BR>PROBABILI FORMAZIONI<BR><BR>Palermo 4-3-2-1 - Sorrentino; Nelson, Munoz, Aronica, Garcia; Barreto, Rios, Kurtic; Ilicic, Fabbrini; Miccoli<BR><BR>Genoa 3-5-1-1 - Frey; Granqvist, Portanova; Manfredini; Rossi, Kucka, Matuzalem, Vargas, Antonelli; Bertolacci; Borriello<BR><BR><BR>Fabio Zerillo<BR><BR><BR><BR>C1007650adm001adm001miccoli.jpgSiNserie-a-palermo-genoa-si-decide-la-salvezza-rosanero-costretti-al-successo-1010572.htmSiT1000023100075701,02,03030224
2151010565NewsCalciomercatoCalciomercato Catania, Marchese firma un quadriennale col Genoa20130222171916genoa, marcheseSecondo quanto riportato Secondo quanto riportato questa mattina dal Corriere Mercantile il Genoa avrebbe chiuso nelle ultime ore l'arrivo a parametro zero nel prossimo giugno del terzino oggi al Catania Giovanni Marchese. Per il giocatore contratto quadriennale con il Grifone.C1007650adm001adm001marchese.jpgSiNcatania-marchese-firma-un-quadriennale-col-genoa-1010565.htmSiT1000014100075501,02,03,09030366
2161010541NewsCampionatiIl Siena sogna con Emeghara: conosciamo il nuovo protagonista della Serie A20130220112331sienaFino a due settimane fa era impossibile prevederloFino a due settimane fa era impossibile prevederlo.<BR>Nessuno avrebbe scommesso un solo centesimo sulla possibilità che il Siena potesse ancora rientrare nella corsa per salvarsi dal baratro della retrocessione.<BR>Ripercorrendo velocemente la stagione dei toscani, tre sono i momenti chiave.<BR>Il primo, indubbiamente, è la penalizzazione subita durante l’estate degli scandali.<BR>Non era facile iniziare il campionato con sei punti in meno rispetto gli avversari ma i bianconeri hanno saputo reagire a testa alta: con Serse Cosmi le cose non andavano male, ma indubbiamente sarebbero potute andare meglio.<BR>Ed è così che il mister tutto coppola e vocione è stato sostituito da Giuseppe Iachini, ‘reo’ di aver cambiato radicalmente la situazione.<BR>Il Siena, dopo venticinque giornate, si trova terzultimo a quota ventuno punti (ventisette conquistati sul campo) a meno quattro dal Genoa.<BR>Il merito è certamente dell’allenatore, del gruppo e della società.<BR>Ma come si fa a non nominare colui che sta rendendo possibile il sogno proibito?<BR>Innocent Emeghara nasce nel maggio del 1989 a Lagos, in Nigeria.<BR>Naturalizzato svizzero, cresce nello Zurigo, ma esordisce nella massima divisione elvetica con la maglia del Grasshoppers, dove realizza quattordici gol in quaranta partite.<BR>Approda quindi in Francia, al Lorient, dove gioca una stagione e mezza: la prima molto positiva con tante presenze e qualche gol mentre nella seconda trova poco spazio.<BR>Ecco quindi che nel mercato invernale appena concluso il Siena piazza il colpo: nessuno lo conosceva bene, nessuno poteva immaginarselo.<BR>Quattro partite per il giovane Innocent: esordisce contro l’Udinese a fine gennaio, in una partita sfavorevole per mostrare le proprie qualità.<BR>Il tre febbraio l’occasione della vita: parte dal primo minuto contro l’Inter di Stramaccioni ed è protagonista indiscusso.<BR>Segna dopo pochi minuti il suo primo gol in Serie A, per poi conquistare il calcio di rigore e provocare l’espulsione di Chivu che segneranno la partita.<BR>La settimana dopo è ancora decisivo: firma la marcatura che porta avanti i bianconeri a Bologna, marcatura che dopo novanta minuti di gioco varrà un punto prezioso.<BR>E per concludere, ecco la definitiva consacrazione: lunedì sera, nel posticipo contro la Lazio firma una doppietta che rimarrà negli annali e il Siena batte la Lazio 3-0.<BR>Come andrà a finire la stagione del Siena è ovviamente un mistero ma una cosa è certa: nulla è dato per scontato, soprattutto ora, con la zona salvezza a soli quattro punti.<BR>Emeghara, ormai, è già diventato l’idolo di Siena, l’idolo del Franchi.<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650FL0882FL0882emeghara.jpgSiNil-siena-sogna-con-emeghara-conosciamo-il-nuovo-protagonista-della-serie-a-1010541.htmSiT1000025100877901,02,03030198
2171010523NewsCampionatiCalciomercato Milan, Galliani torna a trattare Kucka e Antonelli20130219110744milan, gallianiCome riporta La Gazzetta dello Sport tra Genoa e Milan Come riporta La Gazzetta dello Sport tra Genoa e Milan si torna a parlare di mercato per il futuro, con i due amici per eccellenza del calcio italiano ovvero Enrico Preziosi e Adriano Galliani che stanno iniziando a parlare della possibilità che il prossimo anno Juraj Kucka e Luca Antonelli vestano la maglia rossonera. Per il primo l'ad milanista ci aveva fatto già un pensierino a gennaio con secco no di Preziosi che ha rifiutato anche 12 milioni dalla Russia prediligendo il discorso salvezza, ma in estate sarà tutta un'altra cosa. Il Genoa vorrebbe trattare su una base di 8 milioni per la comproprietà, il Milan non va oltre i 5, c'è tempo. Per Antonelli sarebbe un ritorno a casa visto che è cresciuto nel vivaio dei rossoneri, dato da non sottovalutare considerando il posto qualificato (conterebbe come giocatore cresciuto nelle giovanili) nelle competizioni Uefa in caso di acquisto da parte della società di Berlusconi. C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-torna-a-trattare-kucka-e-antonelli-1010523.htmSiT1000027100075701,02,03,07030147
2181010522NewsCampionatiSerie A, 25a giornata: batoste per Inter e Lazio. Cade anche la Juventus20130218225824serie a Il 25’ turno di serie A si apre al venerdì con la vittoria del Milan, che approda incredibilmente al terzo posto<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal><SPAN style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010" lang=it><FONT size=3><FONT face=Calibri></FONT></FONT></SPAN>&nbsp;Il 25’ turno di serie A si apre al venerdì con la vittoria del Milan, che approda incredibilmente al terzo posto, dopo un avvio di stagione disastroso. Le altre big deludono e non poco: il Napoli non va oltre uno scialbo 0-0 casalingo contro un’ottima Sampdoria, mentre il trio Juventus-Inter-Lazio riesce a fare addirittura peggio. I bianconeri di Conte cadono all’Olimpico di Roma, risentendo probabilmente delle fatiche di Champions. Zero scuse, invece, per i ragazzi di Stramaccioni e Petkovic: clamorose cadute rispettivamente a Firenze e a Siena. In coda, vittoria importante per il Cagliari, che inguaia il Pescara di Bergodi. La rubrica TOP/FLOP vede come protagonista positivo il nigeriano del Siena Emeghara, mattatore nel 3 a 0 alla Lazio. Quattro gol in altrettante presenze rilanciano la squadra di Iachini alla ricerca di un’insperata salvezza. Da dimenticare invece la giornata di Paletta(Parma), autore di un’autorete nel giorno del suo compleanno, che condanna di fatto alla sconfitta il suo ottimo Parma.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>MILAN-PARMA 2-1: l'anticipo del venerdì lancia al terzo posto un sempre più sorprendente Milan. Nel primo tempo è, però la squadra di Donadoni a mettere in seria difficoltà quella di Allegri, ma il gol non arriva. E così, al 39' minuto, ecco la regola "gol sbagliato, gol subito": cross blando di Boateng e Paletta decide di festeggiare il compleanno con una goffa autorete. Nella ripresa il Parma continua a fare la sua partita, ma per gli attaccanti ducali non è decisamente giornata. Il Milan è poco brillante, ma al 78' minuto il solito Balotelli si rende protagonista: conquista una dubbia punizione, litiga un po' con tutti per calciarla e sfodera un destro imprendibile all'incrocio dei pali. E' la rete che chiude i giochi e solo per dovere di cronaca segnaliamo l'inutile gol di Sansone a tempo scaduto.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>CHIEVO-PALERMO 1-1: davvero poco da dire su questo scontro salvezza. I siciliani partono meglio e al 5' minuto passano in vantaggio con Formica. I clivensi faticano a trovare spazi e per trovare il pareggio devono sfruttare un rigore al 55', trasformato in gol da Thèrèau. Il punto è più utile ai veneti, con il Palermo che rimane sempre più invischiato nei bassifondi della classifica.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>ROMA-JUVENTUS 1-0: il sabato calcistico si chiude con una sorpresa. Alla Roma riesce l'impresa di battere la capolista e di interrompere la crisi nella quale era da tempo immersa. Decide la giocata del singolo, della bandiera, della storia passata e presente dei capitolini: Francesco Totti, al minuto 58, sfodera un colpo dei suoi e porta in vantaggio i padroni di casa. La squadra di Conte è apparsa stanca, probabilmente a causa degli impegni infrasettimanali, ma il problema in zona gol continua a ripresentarsi puntuale come un orologio svizzero. Juventus sempre in testa, ma i pericoli sono dietro l'angolo.<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none" class=MsoNormal>CATANIA-BOLOGNA 1-0: al Massimino è un monologo dei padroni di casa. Un gol di Almiron, sul finire del