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11013354NewsEditorialeUn anno di sport e……altro.20171229170435I più importanti avvenimenti del 2017 <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Siamo nei giorni in cui facciamo il bilancio di ciò che è&nbsp;accaduto nell'anno che sta per finire. E così percorriamo le tappe più importanti dello sport, dei vari accadimenti internazionali e anche di ciò che in genere ha rappresentato il percorrere la strada del nostro interesse personale e quello legato alla Nazione che ci rappresenta. Top e flop si intersecano tra loro e si manifestano in noi come gioie, delusioni e rimpianti di quello che avrebbe potuto essere e non è stato. E mentre si materializza in noi una sottile speranza per l’anno che sta per cominciare, dove ci auguriamo tanta salute, benessere, serenità per noi, per le persone che vogliamo bene, ma anche per chi non conosciamo e ai quali sentiamo vivamente di auspicare una buona vita, facciamo alcune riflessioni. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Dicevamo delle tappe più importanti che ci ha riservato il 2017 in un anno di sport e altro. Parlando di calcio non possiamo non dare precedenza alla grande delusione per la mancata partecipazione dell’Italia ai mondiali del 2018 in Russia. Un fatto che non accadeva da 60 anni, tuttavia, pur con l’amarezza tipica di chi è deluso di non vedere la propria nazionale di calcio nella vetrina più importante del mondo, a pochi giorni dalla fine del 2017 proviamo a tracciare i Top e i Flop dei vari avvenimenti. E’ stato l’anno dell’addio al calcio giocato di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Francesco Totti</b>, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Federica Pellegrini</b> si è aggiudicata la medaglia d’oro nei 200 stile libero ai mondiali di Budapest. Ma tra i <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Top</b> calcistici di quest’anno c’è sicuramente la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus,</b> che con la conquista del suo sesto scudetto consecutivo è entrata nella leggenda. Per l’automobilismo, la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mercedes</b> si conferma la macchina da battere, visto che dal 2014 ha vinto il campionato piloti e costruttori. Nella <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">MotoGP, Marc Marquez</b> vince meritatamente il mondiale battendo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Dovizioso</b> che ha avuto il merito di portare in alto la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ducati.</b> Tra i <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Flop</b> del nostro italico sport, invece, c’è ancora la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus</b> che è stata sconfitta a Cardiff nella Finale di Champions League contro il Real Madrid, perdendo l’ennesima occasione di ritornare a vincere quella Coppa dalle grandi orecchie che per lei sembra davvero stregata. Ma anche Milan e Napoli hanno deluso. I rossoneri, dopo il passaggio di società tra l’ex presidente Berlusconi e il cinese Li Yonghong, sono irriconoscibili dal punto di vista tecnico e organizzativo. Il Napoli, invece, pur contrastando bene la Juve in campionato, ha deluso in Champions League per non essere entrata almeno agli ottavi di finale. E poi l’Italia di Ventura, della quale abbiamo già largamente manifestato la delusione di tutto il nostro Paese per non essersi qualificata ai mondiali del 2018 in Russia. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E poi tanto altro è accaduto in Italia e nel mondo in questo 2017. Ricordiamo quel maledetto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">18 gennaio in cui a Farindola</b>, a causa di una slavina che si è abbattuta <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">nell’Hotel Rigopiano</b> posto nell’Appennino Centrale, persero la vita 29 persone e 11 furono i superstiti. Il 20 gennaio <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Donald Trump</b> si insidia alla Casa Bianca, ma le ombre della sua elezione aleggiano ancora oggi per effetto di quel Russiagate in cui è sempre più tangibile il sospetto che la Russia abbia influenzato l’esito elettorale favorendo il tycoon e boicottando <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hillary Clinton</b>. Ma i primi mesi dell’anno che sta per finire, si sono caratterizzati anche per i flussi migratori nel Mediterraneo che sono apparsi subito allarmanti. E intanto, con gli attentati dell’Isis che soffiano sulla xenofobia, il populismo che imperversa in tutta Europa e la Brexit che fa tremare l’Unione Europea, il 2017 è anche caratterizzato dalle elezioni presidenziali in Francia, dove il “ragazzo d’oro” <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Emmanuel Macron</b> ha salvato (almeno per ora) la Francia e l’Europa dal pericolo populista. E mentre si accende la tensione tra Stati Uniti e Corea del Nord, la crisi catalana si fa strada e realizza un referendum per la sua indipendenza. E poi che dire dell’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Isis </b>che continua a macchiare l’Europa e il mondo intero con il suo terrorismo? <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manchester, Londra, Barcellona</b> e la strage nella <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Moschea nel Nord del Sinai</b>, sono state centro di stragi che hanno provocato sangue e numerose vittime. A tutto ciò si sono pure interposte le molestie sessuali di almeno otto donne da parte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Harvey Weinstein</b>, il potente produttore cinematografico che ha scatenato un vero e proprio subbuglio su un tema che si è poi allargato a macchia d’olio nel mondo del cinema e dell’arte. E ancora, come non ricordare le lacrime di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Emma Bonino</b> nel giorno del 14 dicembre scorso in cui è stata approvata la legge sul biotestamento? A questo successo hanno certamente contribuito le commoventi storie di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">DJ Fabo</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Loris Bertocco</b> e le battaglie del radicale <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marco Cappato</b>. Storie di un anno che se ne va via con la velocità di quel vento che qualche volta soffia in maniera impetuosa, ma che in altre circostanze ci addolcisce lievemente per i suoi accadimenti più lieti. E’ la vita che scorre tra giorni luminosi e altri più bui, ma pieni di consapevolezza nell’assoluta responsabilità dell’uomo sul futuro del mondo. Che il 2018 sia migliore!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pallone.jpgSiNun-anno-di-sport-e-altro-1013354.htmSi100451001,02,03030227
21013136NewsEditorialeAlex Schwazer e la tentazione mai smarrita.20160622181037Doping, eterno problema dell`uomo.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Nella vita come nello sport ci sono tentazioni che vanno oltre ogni logica. In genere chi si immette nell’impervio percorso del doping, è difficile che possa rientrare nella logica di uno sport fatto per mettersi a confronto con se stessi. Conoscere i propri limiti senza aiutarsi con sostanze dopanti, è il senso di un’etica che lo sport a tutti i livelli impone. Ma quella tentazione di andare a mille, di superare tutti (anche se stessi), è sempre dietro l’angolo e ti accarezza con mano malvagia e non ti fa pensare ai tanti problemi cui vai incontro. Una sorta di voragine del male che all’apparenza ti illude di volare. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Schwazer</b> è ricaduto nella trappola del doping, segno di un ritorno all’effimero di cui non puoi più fare a meno. Eppure c’è stato un periodo florido in cui questo fuoriclasse della marcia non aveva bisogno di nessun aiuto chimico. Ha vinto la 50Km di marcia nel 2005 e poi nel 2007 non si è accontentato di vincere la medaglia di bronzo, perché quella volta l’avrebbe voluta d’oro. Sembra quasi la schizofrenia di un bambino viziato che pretenda di essere primo sempre, di vincere comunque e in qualsiasi modo. Così ricadi nel vizio di assumere sostanze chimiche che oltre a uccidere la lealtà nello sport, uccide pure te stesso. Una sorta di ossessione che non ti lascia più vivere, perché arrivare primo e salire su quell’ambito podio più in alto di tutti, rappresenta il tuo smisurato orgoglio. Ma non può essere orgoglio servirsi di anabolizzanti, ingannando le leggi dello sport e dell’onestà interiore. Sei falso e non te ne rendi conto, anche perché appena vieni controllato attraverso le analisi sei finito. Così è successo la prima volta in cui <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Schwazer</b> è stato trovato positivo rimediando una lunga squalifica, e così succede probabilmente oggi in cui è ritornato a doparsi. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Federica Pellegrini</b> dichiara che chi viene trovato ad assumere anabolizzanti deve essere radiato a vita. Su questo siamo tutti d’accordo, non esiste alcun dubbio. Ma se l’atleta viene estromesso dallo sport attivo, resta pur sempre la parte più importante da recuperare: l’uomo. Ed è questa la strada più difficile da percorrere, quella del recupero di un ragazzo che si è fatto illudere, esaltare e stordire da false vittorie che eludevano con l’inganno a conquiste da primo della classe. Quella bandiera intorno al collo esibita con orgoglio dopo ogni vittoria, per Schwazer era come sentirsi un re, il più grande di tutti. Fragilità di un ragazzo che non ha capito l’importanza di uno sport sano, fatto di resistenza fisica, di conoscenza dei propri limiti e della ragionevolezza di capire che una sconfitta può significare più di una falsa vittoria. E’ il senso dell’umano che si scontra con lo sport, quando ti annebbia la vista con il desiderio per nulla rinunciabile, di essere primo non solo con le proprie forze. La storia dello sport di tutti i tempi ci ha insegnato a vivere momenti di questo tipo, in cui l’atleta perde totalmente il senso logico delle cose per abbandonarsi all’effimero del sentirsi potente, più forte di tutto e tutti. Amara storia di un falso orgoglio in cui non si accetta che nello sport, come nella vita, è meglio perdere con le sole proprie forze, piuttosto che vincere con la falsità che mette a nudo la persona. Medaglie d’oro che diventano di cartone nel volgere di un attimo. Ma che senso ha?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Romafl0711fl0711schwazer.jpgSiNalex-schwazer-e-la-tentazione-mai-smarrita-1013136.htmSi100451001,02,03030315
31011952NewsCampionatiFederica Nargi esplode contro i gionalisti: «Non sanno che ca..o scrivere su me e Matri»20130424130719federica nargi, matriDopo le voci e gli articoli Dopo le voci e gli articoli apparsi nelle ultime settimane che parlavano di crisi sentimentale tra l'ex velina Federica Nargi e l'attaccante della Juventus Alessandro Matri, con tanto di intromissione di Christian Vieri nella love story, la showgirl ha deciso di sfogarsi direttamente sul proprio profilo 'Twitter'. "Crisi, crisi, crisi! Tra me e Matri c'è sempre crisi! Ma perché? Hahahahaha! Perché non hanno un c... da scrivere!". Dichiarazioni pesanti, alle quali è seguita anche una risposta di Bobo Vieri, da sempre poco amico dei giornalisti e invischiato nei presunti problemi della coppia. Sincera presa di posizione o tattica da latin lover per avvicinarsi alla bella Federica? Giudicate voi stessi.C1007650adm001adm001federicanrgi.jpgSiNfederica-nargi-espolde-contro-i-giornali-non-sanno-che-cazzo-scrivere-su-me-e-matri-1011952.htmSiT1000007100075701,02,03,06030333
41011745NewsCampionatiTra Matri e Federica Nargi entra Vieri: l`ex centravanti si fa notare con l`ex velina FOTO20130415194510matri, federica nargi, vieriMentre Matri prepara la sfida di campionato contro la LazioMentre Matri prepara la sfida di campionato contro la Lazio, la sua fidanzata - Federica Nargi - si diverte e scherza con Christian Vieri su 'Twitter'. L'ex attaccante ha postato una foto che ritrae loro due, con il messaggio: "Federica è ancora arrabbiata con me. Stasera le offro un gelato". La velina mora stoppa sul nascere le chiacchiere: "Siete un po' troppo maliziosi qui mi sembra". In un altro post, invece, rivolta allo stesso Vieri aveva detto scherzando: "Non meriti la mia amicizia".C1007650adm001adm001nargi.jpgSiNtra-matri-e-federica-nargi-entra-vieri-l-ex-centravanti-si-fa-notare-l-ex-velina-1011745.htmSi100075701,02,03030703
51011739NewsCampionatiSara Tommasi, scandaloso twitt rivolto a Vieri: «Flirti con la Nargi e con me che te l`ho.....per anni non mi caghi»20130415070410sara tommasiSara Tommasi fa ancora scandaloSara Tommasi fa ancora scandalo. Questo l'ultimo cinguettio lanciato su twitter e rivolto a Vieri: "@vieri_bobo adesso flirti anche con @NargiFederica? E non caghi me che te l'ho data per anni? Che uomo arrugginito che sei!"<br>C1007650adm001adm001sara-tommasi.jpgSiNsara-tommasi-scandaloso-twitt-rivolto-a-vieri-flirti-con-la-nargi-e-a-me-che-l-ho-data-per-anni-non-mi-caghi-1011739.htmSiT1000026,T1000027100075701,02,030301827
61007719NewsLondra 2012Montano: «La Pellegrini? l`unica un po` stronzetta che manco salutava... »20120822091032montano «Schwazer? mi ha fatto tenerezza e mi è sembrato sincero »Aldo Montano, intervistato da <EM>Vanity Fair</EM>,&nbsp; torna a parlare delle Olimpiadi, e lo fa parlando di due grandi protagonisti mancati come Alex&nbsp;Schwazer e Federica Pellegrini.<BR><BR>L'Aldo nazionale, parlando dello splendido ambiente olimpico presente nella nazionale azzurra trova una nota stonata:<EM> "L`unica un po` stronzetta era la Pellegrini. Se incontri uno con la tuta del tuo Paese è normale salutarsi, lei invece tirava dritto". </EM>Montano poi all'Ansa ha corretto il tiro onde evitare polemiche: <EM>"Non nego di pensare che la mia collega sia una persona poco socievole, il termine stronzetta l'ho usato in modo ironico e non era mia intenzione essere offensivo nei suoi confronti". </EM><BR><BR>Capitolo Schwazer: <EM>"Non riesco a essere incazzato con lui, anche se da sportivo dovrei esserlo per primo.</EM> <EM>Mi ha fatto tenerezza, e mi è sembrato sincero. In un mondo in cui tutti si arrampicano sugli specchi e negano perfino l`evidenza, lui in conferenza stampa, davanti a 50 microfoni, si è letteralmente tirato giù le mutande e ha detto: fatemi quel che volete".</EM><BR><BR><BR>FL0141FL0141sd.jpgSiNmontano-la-pellegrini-l-unica-un-po-stronzetta-che-manco-salutava-1007719.htmSi100205001,02,03010709
71007415NewsLondra 2012Il consiglio di Naomi Campbell alla Pellegrini20120811130051naomi campbell- federica pellegriniFederica aveva soffiato una parte in uno spot alla venene neraNaomi Campbell si vendica e, dopo che la nostra Federica Pellegrini era stata preferita a lei in uno spot,&nbsp; attacca duramente la nuotatrice.<BR><BR><EM>"La Pellegrini ha perso troppo tempo davanti ai riflettori, doveva dedicarsi di più alla sua professione anziché pensare di sostituirsi a una top model nelle sue numerose comparsate. Le sportive non hanno i fisici adatti, sono troppo muscolose e di certo non rappresentano i canoni della femminilità classica, anzi alcune sembrano dei veri e propri maschiacci!</EM><BR><BR>FL0141FL0141Naomi-Campbell-imagenes.jpgSiNil-consiglio-di-naomi-campbell-alla-pellegrini-1007415.htmNo100205001,02,03010693
81007042NewsLondra 2012Riscatto Pellegrini: va in finale nei 20020120731073013pellegriniSemifinale vinta con 1:56:67Federica Pellegrini, dopo il flop dei 400 sl chusi al quinto posto, si rifà subito subito qualificandosi per la finale dei 200: l'atleta veneziana ha vinto la sua semifinale con 1:56:67.<br><br> Non si presenta però come la più veloce: nell'altra veloce infatti ben 3 atlete (Barrat, Schmith, Muffat) hanno fatto meglio in quanto a tempo. Federica proverà il colpaccio come già successo nelle ultime Olimpiadi, dove la vittoria nei 200&nbsp;era stata&nbsp;preceduta proprio&nbsp;dal flop dei 400.<br><br> A fine qualificazione la nuotatrice si è così espressa:<EM> «Domani (oggi ndr.)&nbsp;sarà sicuramente un'altra gara. Le critiche non mi interessano, io so che ho fatto il massimo e mi basta. Se mi accontenterei del terzo posto? No, no. Non firmo, voglio giocarmi tutto fino all'ultima bracciata. Vado »all in« e poi vediamo. Gli italiani potranno tornare a sognare? Spero di tornare a sognare io».</EM><br><br>FL0141FL0141federica-pellegrini_620x410.jpgSiNriscatto-pellegrini-va-in-finale-1007042.htmSi100205001,02,03010430
91007016NewsLondra 2012Pellegrini flop nei 400: «Ho bisogno di staccare per un po`»20120730083013pellegrini«Vedremo se avrò ancora voglia di continuare...»Dopo il deludente quinto posto nei 400 stile libero, Federica Pellegrini analizza la sua gara e manifesta la voglia di voler staccare per un pò:<BR><BR><EM>«Sono entrata in acqua oggi pomeriggio per fare una gara all'attacco e mantenere il più possibile - ha continuato la campionessa veneta rileggendo la sua prestazione - . Non ci sono riuscita. Non so che altro dire, non do colpe a nessuno, me le prendo tutte io. Ho dato tutto, nello sport si vince e si perde, e basta. Studieremo i passaggi ma di certo il tempo che ho fatto oggi e non questa fatica è deludente. Vedremo. Se sono arrabbiata? No, non mi fa rabbia essere stata battuta. Mi dispiace aver dato tutto e non aver raccolto niente, speravo di fare nettamente meglio, ma c'est la vie. A questo punto penso di aver bisogno di un anno di stacco. Ora ci sono questi 200, che non farò con uno spirito grandioso, poi, l'anno dopo vedremo se avrò ancora voglia di nuotare».</EM> <BR><BR>FL0141FL0141federica-pellegrini_620x410.jpgSiNpellegrini-flop-nei-ho-bisogno-di-staccare-per-un-po-1007016.htmSi100205001,02,03010474
101007002NewsCampionatiIl pallone italiano tra calendari, deferimenti, mercato e Olimpiadi20120729140554calcioSalvino Cavallaro giornalista iscritto all`Ordine Regionale del Piemonte. Nasce a Milazzo (Me) ma ormai da anni vive e lavora a Torino. Ha collaborato con le redazioni di Sprint & Sport, Piemonte Sportivo, Torino Sera, La Nuova Metropoli, Arte & Dintorni, Stadio Goal. Attualmente, scrive per il Palio dei Quartieri News di Torino e collabora con IlCalcio24. In questi ultimi anni ha scoperto il fascino discreto della letteratura ed ha pubblicato il libro Quello che ho scritto, pensato e pubblicatoe Tra interviste e altroedito da Progetto Immagine. Contatti: salvinocavallaro@libero.itSembra passato un anno e invece sono solo trascorsi pochi mesi dalla fine del Campionato di Serie A 2011`12 e meno di trenta giorni dall`illusione azzurra che ci aveva accomunati tutti in maniera patriottica. Si ricomincia dunque, altro giro e altra corsa. Il campionato di calcio italiano aprirà ufficialmente i battenti il prossimo 26 agosto. Scorrendo i nomi delle venti squadre partecipanti alla Serie A, si direbbe quasi di assaporare un vago gusto retrò che ci fa pensare a un passato non lontano in cui per anni si contavano nomi eccellenti. Infatti, oltre la Juve, il Milan, l`Inter, la Roma, la Lazio, il Napoli, la Fiorentina e altri, si sono aggiunte squadre che per storia e blasone per qualche tempo non hanno fatto più parte del calcio che conta e, tra queste, il Torino e la Sampdoria. Un po` come dire che oltre i derby di Milano e Roma, potremo rivedere e recensire quelli di Torino e Genova. <BR>C`è più sugo nel piatto del pallone importante, ma ci sono anche più critiche e curiosità morbose che si riflettono su certe dichiarazioni del presidente del Napoli De Laurentiis il quale, per il secondo anno consecutivo, polemizza contro il mancato riguardo nei confronti degli azzurri partenopei che, a suo dire, si vedono impegnati in un inizio di stagione difficile. Ci sono figli e figliastrituona il presidente del Napoli Campionato non equilibrato, deve esserci lo zampino di qualcuno&. È tutto fatto a favore di Juve e Milan. Davvero pesanti le dichiarazioni di De Laurentiis, ma fanno parte del gioco; evidentemente la minestra senza sale non sa di niente.<BR>E intanto fioccano i deferimenti del giudice Palazzi che colpiscono 45 tesserati: 33 per illecito sportivo che rischiano da tre anni di squalifica alla radiazione, 11 per omessa denuncia che vanno incontro a una squalifica che può variare dai 4 agli 8 mesi (patteggiando) o due anni (in caso di aggravanti) e un tesserato per violazione art.1 e cioè mancanza di lealtà sportiva. La Juve sembrerebbe la squadra maggiormente penalizzata. Infatti, con l`omessa denuncia di Conte e Pepe (all`epoca dei fatti accaduti erano tesserati del Siena e dell`Udinese) e l`illecito sportivo di Bonucci (all`epoca tesserato dal Bari) rischia di compromettere certi programmi già stabiliti da tempo. Ma anche Siena, Torino, Bologna, Sampdoria, Udinese e Pescara rischiano penalizzazioni in Serie A. Trema il Bari mentre sono preoccupate anche Lecce e Grosseto che vedono avvicinarsi lo spettro del declassamento in Lega Pro. Insomma, un tale minestrone bollente il cui mestolo versa sul piatto del pallone una pietanza che brucia la lingua senza respiro.<BR>Nel frattempo non si ferma il mercato della pelota italiana che sta per toccare il suo clou stagionale prima dell`inizio del campionato. Avanzano i nomi di Balzaretti, che dovrebbe passare alla corte di De Laurentiis, mentre Ricky Kakà sembrerebbe in procinto di ritornare al Milan se dal suo contratto attuale che lo vede incassare 15 milioni di euro annui, accettasse di ridurli a 4 o al massimo 5 milioni di euro all`anno. Vedremo, dipende da lui. Ma anche la Juve deve cercare un centrale di difesa che possa sostituire l`eventuale squalifica di Bonucci. Astori del Cagliari sembra il più indicato, ma il d.s. Giuseppe Marotta deve ancora fare i conti con il presidente Cellino; un ostacolo duro che non è tanto facile da superare. <BR>E, mentre attendiamo gli sviluppi delle situazioni, gustiamoci i giochi olimpici di Londra che ci promettono 17 giorni di sport e di emozioni. Da Bolt a Phelps la caricadei campioni più attesi, mentre le nostre patriottiche attese si focalizzano su Federica Pellegrini, Valentina Vezzali, Clemente Russo, Sara Errani, Sara Cagnotto e altri autorevoli nomi dello sport italico. Dunque, un`estate di sport che s`interseca tra attese, emozioni, critiche e delusioni derivanti da un mondo che non finisce mai di stupirci per la sua imprevedibilità.<br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>FL0711FL0711cavallaro 2.JPGSiNil-pallone-italiano-tra-calendari-deferimenti-mercato-e-olimpiadi-1007002.htmSi100451001,02,03010428
111006719NewsCampionatiVerona, parte la sfida al campionato20120721143130verona, setti Verona Setti«Soli contro tutti. Come sempre». Lo ha detto Andrea Mandorlini riassumendo in uno slogan la missione che attende il nuovo Verona. Soli, ma in ottima e numerosa compagnia. Perché la presentazione della squadra tenutasi ieri sera, alla vigilia della partenza per il ritiro di Santa Caterina, in Val Gardena, ha avuto il pubblico delle grandi occasioni. Quattromila persone a riempire la tribuna del campo di via Sogare: i veri protagonisti della serata. Certo: i giocatori si sono presentati uno ad uno, facendo passerella sotto la guida a tratti incerta delle due giornaliste televisive Federica Masolin di Sky e Daniela Scalia di SportItalia. Ma in realtà è stato quello che il presidente Maurizio Setti ha definito il «dodicesimo uomo dell'Hellas» a presentarsi ai giocatori: alle vecchie conoscenze, gratificate dalle ovazioni maggiori; ma soprattutto ai nuovi arrivati sorpresi da tanto calore. Si è trattato di uno spettacolo nello spettacolo. Iniziato alle 20.30 e terminato un'ora dopo con una certezza: l'entusiasmo dei tifosi per l'Hellas Verona non ha bisogno di ritiri, preparazioni o allenamenti, È già perfettamente in forma. Pronto a spingere la squadra e la società verso quel traguardo che tutti si ostinano a non pronunciare, ma che tutti hanno ben chiaro nei loro pensieri. Lo ha detto il presidente di oggi, che ha voluto a fianco a sé sul palco quello di ieri: «Il vero presidente è lui». Una continuità che il pubblico ha apprezzato e gratificato. Così come Setti si è dichiarato «esterrefatto» per quel «pubblico da pelle d'oca». «Il mio compito è fare in modo che tutti facciano il massimo», ha poi sottolineato, «per trovare gli stimoli giusti e fare un campionato al meglio possibile. Poi vedremo dove andare». Dopo la passerella di politici - l'assessore veronese allo Sport Marco Giorlo ed il vicepresidente della Provincia Fabio Venturi - e degli sponsor è toccato dunque alla rosa sgranare i suoi petali gialloblù. Dando il là allo spettacolo: una sorta di duetto tra pubblico e giocatori, con tanto di tormentone. È iniziato con il terzino spagnolo José Angel Crespo, presentatosi con le scarpe di un colore assai vivace e salutato dal coretto «Ti gà le scarpe rosse...». È continuato con il «Pe-pe-pe Pesoli, pe-pe-pe Pesoli» a salutare il difensore arrivato dal Siena e con il «Ti gà le scarpe normali...» per il meno estroso Grossi: «Ma mi comprerò le scarpe gialle!». Ed ha toccato l'apice con il «Mandorlini teròn» scandito a salutare il mister che è salito sul palco per ultimo. «Calmi... quest'anno mi hanno messo in gabbia», ha spiegato l'allenatore al suo popolo. «È bello rivedervi ed ancora di più risentirvi. Il nuovo Hellas ripartirà da quanto fatto in questi due anni di risultati incredibili raggiunti anche grazie a chi stasera non è qui perchè è andato a giocare in altre squadre. Ripartiremo dalla fine ma non troppo: in veronese ma no massa!». Un chiaro riferimnento a quell'ultima maledetta partita con il Varese ed agli strafalcioni dell'arbitro di Imperia. Una battuta studiata, come lui stesso ha ammesso, per poi chiudere con l'ordine di servizio: «Giocare e tifare per l'Hellas non è mai facile. Ti regala qualcosa di grande e ti chiede di essere forte. Me lo avete insegnato voi: siamo sempre soli contro tutti». Il resto è stato coreografia. Dalle nuove maglie, con la terza in nero con lo stemma giolloblù crociato a richiamare colori e marchi degli anni tra le due guerre mondiali. Alle piccole mascotte Aurora e Sofia in maglia gialloblù e con gli orecchini a forma di scala. Dalla gente ammassata sulle cancellate a destra della tribuna, troppo piena per ospitare tutti i tifosi che hanno voluto salutare la loro squadra. All'applausometro che ha premiato Nicola Ferrari strappandogli un'evidente commozione.<br><br> (l'arena)<br><br>adm001adm001ferrari nicola.jpgSiNverona-parte-la-sfida-al-campionato-1006719.htmNo100075701,02,03010296

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