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11013002NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24.COM, Cosatti - SkySport24: «Io, Agnelli e quella volta con Del Piero in una favelas di Rio»20141010160445Francesco Cosatti, intervista, Sky, JuventusFrancesco Cosatti, giornalista di Sky, ci ha raccontato la sua lunghissima intervista con Andrea Agnelli fino a Tokyo e molto altro ancora.Poter parlare con un giornalista che segue una delle squadre più blasonate d'Italia, peraltro per una delle emittenti satellitari più importanti del mondo, non é cosa da ogni giorno. Accade però un pomeriggio che ti trovi in un bar in centro a Udine e difronte ti trovi Francesco Cosatti, giovane inviato di Sky Sport 24 al seguito della Juventus. Friulano, abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo in questa pausa del campionato per la Nazionale per chiacchierare un po' sulle recenti polemiche di Juve-Roma ma non solo. <DIV><BR> <DIV>Iniziamo con l'argomento topico di questa settimana: Juve-Roma. Cosa ne pensi delle recenti polemiche?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Fa parte del gioco. Credo sia nella tradizione italiana, dopo una grande partita, parlare di episodi molto discussi...ognuno vuol dire la sua opinione. Per quanto ci riguarda (Sky, ndr) abbiamo cercato di presentare un ventaglio di quello che é successo, degli episodi, nella maniera più chiara possibile dando spazio a tutte le voci nel post-partita. Ovviamente guardando le immagini, che però riguardandole più volte non hanno lasciato un'idea certa. Ho visto un "box" dove i diversi moviolisti, di tutte le reti, avevano idee diverse. Per dire quanto è stato difficile e quanto, su certi episodi, non ci fosse un unico punto di vista. Ho apprezzato moltissimo la lettera del Presidente della Roma Pallotta, che ha ottenuto una grande visibilità perché la merita: probabilmente il fatto che arrivi da molto lontano lo ha aiutato in tutto questo. Ha rimandato alla gara di ritorno, per la voglia di un confronto e ha fatto capire che la Roma c'è."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Tu segui la Juventus, appunto: che idea ti sei fatto di lei dopo gli scandali di questi ultimi anni che l'hanno coinvolta?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Sicuramente é una cosa che ha segnato la storia recente della Juventus e ce se ne accorge quotidianamente, quando di questi scandali se ne continua a leggere sui giornali, social media...É una cosa su cui ancora si discute. La nuova gestione di Andrea Agnelli, da quando è arrivato nel 2010, ha voluto andare oltre questi aspetti. Ovvio, ci sono cose che rendono chiaro che la Juve conosce il suo successo, come il diverso conteggio degli scudetti rispetto alla FIGC, e quelle sono scelte della società. Altrettanto vero é che la gestione Andrea Agnelli é mirata ad andare avanti. Anche punto di vista delle decisioni tecniche, dei giocatori, e ciò non ha niente a che fare con le precedenti gestioni. Stiamo andando verso il futuro. Mi piacerebbe che se ne parlasse (degli scandali, ndr) sempre di meno e che nuovi sfottò derivassero per risultati nuovi. Io credo che, con il passare del tempo, queste cose accadranno."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Proprio con Andrea Agnelli hai girato una lunga intervista, fino a Tokyo andata e ritorno. Che impressione hai avuto di lui come uomo, dirigente e soprattutto com'è nata l'idea?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"L'idea é nata attraverso la Juventus e Sky, che insieme hanno pensato di seguire il Presidente Agnelli da Parigi a Tokyo, in questo viaggio dalle finalità ben precise. É andato a Tokyo per inaugurare lo Juventus Lunch, un punto di ristoro che é rimasto aperto per pochi mesi, e quello é un motivo commerciale; poi ha avuto anche altri momenti e incontri formali, di cui abbiamo ripreso il 90%: con giornalisti stranieri; il Tokyo Football Club, con il Presidente vigente non solo per conoscerli ma per instaurare collaborazioni; ha incontrato l'ambasciatore italiano in Giappone e altri manager. É stato un tour de force assurdo, perché siamo partiti giovedì mattina da Linate per Parigi, lì abbiamo seguito la giornata di Andrea Agnelli all'UNESCO dove ha parlato di due grossi progetti legati al calcio e al razzismo che la Juventus sta portando avanti. Il materiale girato a Parigi abbiamo subito inviato a Milano; alle 18.30 abbiamo preso il volo alle 14 di venerdì siamo arrivati a Tokyo. Da lì in hotel, abbiamo lavorato tutto il giorno e quello seguente. Sabato alle 21 siamo ripartiti e siamo tornati, andando indietro nelle ore, alle 15.30 a Parigi e da lì a Torino, alle 9.30 di domenica mattina. Calcola, in quei quattro giorni, noi abbiamo dormito una sola notte, quella del venerdì. Abbiamo viaggiato in quattro, insieme al Presidente: lui, il suo braccio destro e responsabile alla comunicazione Claudio Albanese, io e il mio operatore. Abbiamo vissuto per quei quattro giorni sempre insieme, posso assicurarti che la telecamera é stata per il 90% del tempo accesa. Ci sono stati casi, anche per privacy, che é stata spenta ma abbiamo veramente testimoniato quasi tutto. É una rarità, perché Andrea Agnelli é un Presidente diverso da tutti gli altri: non ama parlare ogni giorno ma lo fa solo in sedi precise. É capitato ad esempio con noi a fine stagione o in Lega quando parla agli altri Presidenti. Proprio un anno fa parlò a Londra, al Leaders In Football, un evento che peraltro penso ci sarà anche quest'anno...É molto attento ai media internazionali, come quando c'è stata la tournée in Asia, rilasciando diverse interviste come a Fox Australiana e a un'altra televisione di Hong Kong, se non sbaglio. É molto attento alla visione internazionale del brand, e in questo c'è strategia della comunicazione. Personalmente, sono stati quattro giorni molto intensi...ovvio che viaggiare con un membro della famiglia Agnelli é diverso per la sicurezza, l'organizzazione perché si é corso tanto e dovevamo sbrigarci. Ho trovato un Presidente, un manager molto attento, che veramente non si è mai fermato un attimo. É stata una bella intervista, abbiamo parlato del suo rapporto con il Giappone, e poi siamo andati su temi d'attualità: mi ricordo che allora mi disse che il rapporto con Antonio Conte sarebbe durato molto, molto a lungo secondo quelle che erano le volontà di entrambi. Così non è stato."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Spesso si parla dei giovani per rilanciare il calcio italiano. Ma, dal dietro le quinte, si punta veramente tanto su di loro o é più uno slogan?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"É una domanda complessa. Io ho uno sguardo molto specifico su quella che è una grossa realtà nazionale e internazionale, com'è la Juventus, e un po' più largo sulla Serie A. Banalmente ti dico che di giovani se ne vedono. Poi, é vero, che lanciare un giovane in una società di medio livello é un conto, farlo in una come la Juventus è un altro. Sono rimasto molto sorpreso quando, alla prima di campionato, ho visto Komand giocare dal primo minuto, causa l'influenza di Llorente. Ecco, quindi, che puntare sui giovani alla Juventus è più difficile che farlo in un'altra società. É altrettanto vero che, se il giovane che arriva alla Juventus è forte, é veramente forte. É facile pensare a Pogba, ha il potenziale per diventare uno dei centrocampisti più forti del calcio moderno. Quindi, per quello che è il mio sguardo, i giovani li vedo. Guardando anche alla Serie A, ci sono: penso al ruolo di Scuffett l'anno scorso all'Udinese, un '96 che si è imposto da titolare. Forse sì, mi piacerebbe vedere qualche giovane italiano di più, e forse straniero in meno, banalmente. Perché credo che, a lungo andare, anche la nostra Nazionale possa essere meno competitiva. Non so e non mi va di entrare nel merito dei sistemi più complessi delle serie minori...ecco lì si potrebbe fare ancora di più. Però è solo una mia personalissima opinione."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Il Presidente della Sampdoria Ferrero ha dichiarato, qualche tempo fa, che l'Udinese é un fuoco di paglia destinato a spegnersi presto. Cosa ne pensi? Con Stramaccioni tornerà ai risultati di Guidolin?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Credo che il lavoro cominciato sia molto positivo. Sicuramente Stramaccioni é stato un netto cambiamento rispetto al passato. É vero che, sostanzialmente, la squadra non è cambiata molto: Basta e Pereyra, due giocatori di grande qualità, sono andati via. Però alla fine la struttura è rimasta quella: Widmer ha preso il posto di Basta, su cui ci sono gli occhi di società importanti tra cui la Juventus stessa, e davanti é arrivato Thereau, si é data fiducia a Muriel...Credo che la qualità all'Udinese ci sia e, forse, con l'arrivo di Stramaccioni sono arrivate quelle cose mancate l'anno scorso. Ossia una continuità di risultati e penso che, dopo la salvezza, sia un Udinese dalla parte sinistra della classifica. Solo una piccola nota: l'importanza di Dejan Stankovic in tutto questo. Perché so che è molto apprezzato dallo spogliatoio, dai "vecchi" perché in una società di provincia lavorare con un giocatore come lui porta a tanto. Poi mi dicono che è molto legato allo spogliatoio, é un uomo di campo, é viceallenatore ma ha anche un ruolo in campo. La piazza di Udine é stata la scelta ideale per Stramaccioni per ripartire, non era facile. So che ha studiato a lungo come lavorano i grandi allenatori in tutta Europa, é stato molto apprezzato con commentatore a Fox Tv, e bisogna fargli i complimenti per la scelta di Stankovic con secondo. Anche perché a Strama manca il "pedigree" internazionale."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Di Natale é spesso stato accostato alla Juventus. Personalmente non ci ho mai creduto, ma é stato veramente vicino a lei?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Sì, quattro anni fa si può dire che fu praticamente un giocatore della Juventus. La società e il suo procuratore avevano trovato l'intensa, anche per noi (Sky, ndr) era una cosa praticamente fatta. Poi si dice che Totò parlò con il patron, lui era disponibile a lasciarlo andare e pare che lì Di Natale disse che non voleva andare via. Perché la sua vita a Udine aveva trovato radici profonde, anche se quella privata viene spesso messa in secondo piano e quando non é così é una novità. Le scelte di cuore sono una rarità, in un ambiente dove il denaro fa da padrone, ma ti posso confermare che Di Natale é stato vicinissimo alla Juventus, era praticamente suo ma poi decise il contrario. Vediamo anche il risvolto della medaglia, perché la scelta di legarsi all'Udinese é stata molto apprezzata dai tifosi e lui é il giocatore più forte della storia di questa squadra. Ho avuto tante volte la fortuna di vederlo a bordo campo, i suoi gol pazzeschi, e le qualità che ha, cito Andrea Carnevale, lui le ha viste fare a Maradona. A Torino, invece, é stata una scelta criticata perché in quel caso Di Natale non ebbe il coraggio di andare in una grande società."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Hai parlato di scelte di cuore. Un altro grande giocatore attaccato alla maglia é stato Del Piero. Come hai vissuto il suo addio e il passaggio dall'Australia all'India?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Ero presente quel giorno, Atalanta-Juve ma soprattutto quello é il giorno in cui Del Piero la Juventus. Ti posso assicurare che rimane una delle emozioni professionali più forti che abbia mai provato ma come fortunato spettatore di quel momento storico. Perché quando, in una partita in corso, tutto lo stadio guarda tutt'altro: questo calciatore che fa il giro e saluta, raccoglie sciarpe e ringrazia, é un qualcosa di assolutamente mai visto. Del Piero é veramente la storia della Juventus e per i tifosi é stato uno shock, perché ha rappresentato per la maggior parte di noi un qualcosa di simbolico ed è riuscito ad andare oltre i colori della Juventus. Un giocatore apprezzato anche dai tifosi delle altre squadre, perché ha le caratteristiche del bravo ragazzo e in Serie A spesso vengono celebrati i "bad boy". L'addio arrivò dopo due anni molto complessi, basti pensare al videomessaggio girato da lui in cui diceva "firmo in bianco". La società accettò e il contratto fu firmato nel cantiere dello Juventus Stadium...Ecco, la Juventus è una società che da molta importanza ai simboli e ai luoghi. Luoghi speciali per momenti speciali, lo ritroviamo spesso nella sua storia. Poi, mesi dopo, il Presidente Agnelli all'assemblea dei soci disse "Ringrazio Del Piero - prepensionandolo in pratica - ma questa è l'ultima stagione che fa con noi". Anticipò i tempi ad ottobre, forse per anticipare un altro video, no? Qualcuno ha criticato Alessandro per la scelta fatta, doveva finire la carriera lì, invece io credo che sia una persona molto intelligente. E quindi é andato dall'altra parte del mondo, non solo con stella dei Sidney ma come ambasciatore del calcio australiano. Ho lavorato con lui l'anno scorso a Jesolo, in quello che fu il primo ritiro di una squadra australiana in Italia. A ogni allenamento, pensa, c'erano circa mille tifosi! Ore e ore di autografi e questo fa capire quanto Del Piero, in quell'occasione, sembrò una rock star in tournée. Adesso c'è la scelta dell'India, da curioso del mondo. So che poi l'ultimo suo grande sogno é giocare nella Lega americana, e questa scelta di tre mesi glielo permetterà, perché l'MLS inizia a gennaio. É un giocatore, icona globale che la gente possa riconoscere. Ho avuto di lavorare con lui anche in Brasile, ho trovato tantissima attenzione da parte di tanti media, ed è stato l'unico giocatore italiano ad andare in onda nella trasmissione tv di Diego Armando Maradona. La sera ero con lui, fuori dallo studio poiché potevano entrarci solo Maradona, il conduttore della trasmissione e Del Piero. É particolarissima, un'ora in cui a Maradona si chiede un giudizio praticamente su tutto, senza immagini e fa record di ascolti. Chiudo con un ricordo piacevolissimo: la giornata che abbiamo passato insieme in una favelas a nord di Rio, con una visuale pazzesca. L'abbiamo trascorsa con dei ragazzini, vedere la felicità di loro giocare con lui é un qualcosa che mette ancora i brividi a ricordare adesso, abbiamo fatto una bella intervista e la cosa che fece ridere, soprattutto Alex, é: primo pallone della partita, un ragazzino gli fa un sombrero! Del Piero c'è rimasto malissimo (rude, ndr). Gli ho visto luccicare gli occhi in quell'occasione, parlò per un'ora con questi ragazzi e sono cose che in televisione non riescono neanche a rendere. Fu un bel progetto, legato all'UNICEF."</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Un ultima domanda: pensi che questa stagione le squadre italiane riusciranno finalmente a farsi valere? Magari anche in Europa League?</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>"Sono tanti anni che l'Italia non riesce ad arrivare fino in fondo, la Juve l'anno scorso arrivò fino alle semifinali, era una finale scritta quella all'Juventus Stadium e fu veramente una doccia per fredda per lei non arrivarci. Avere la possibilità di giocarla in casa non credo capiterà mai più nella sua storia. Quest'anno è molto forte, é stata criticata per la sconfitta a Madrid ma ha fatto un primo tempo in cui a momenti ha dominato sull'Atletico. Non so dirti dove arriverà, perché poi il livello si alza tantissimo. Ma se esce bene dai gironi, io credo che a gennaio potremo assistere a qualcosa di nuovo sul mercato. A Torino valuteranno sicuramente un grande giocatore per andare avanti. Il primo giorno di Allegri si è detto che l'obiettivo é i quarti di finale, é dichiarato. Roma: ci ha fatto grande impressione, ha preso molto il carattere di Garcia ma è in un girone molto, molto complesso...Potrei dire che già il calcio che ha dimostrato in queste prime partite potrebbe essere un passo in avanti. Quanti anni erano che la Roma non era in Champions League? Se la gioca. In Europa League vedo molto positivo, non so dirti quante di queste squadre hanno messo la coppa nel mirino e che valore gli hanno dato. Sicuramente é importante per il Napoli, però è anche vero che in certi momenti l'Europa League viene sfruttata per un grande turn-over dei giocatori. E quindi i grandi risultati fatti domenica non vengono replicati giovedì perché vengono usate seconde linee. Anche l'Inter ha bisogno di una ribalta europea. Sarebbe bello ritrovare una squadra italiana fino alle fasi finali e, con spettatore e amante del calcio, vedere già a febbraio che non c'è nessuna a portare avanti il calcio italiano é un po' deprimente. Perché è vero che siamo appassionati delle grandi sfide, Bayer Monaco, Barcellona, Real Madrid...ma quando c'è un'italiana in campo é diverso. Il mio é un augurio e credo che Roma e Juve possono darci qualche soddisfazione."</DIV></DIV>C1012936Udineuttd01uttd01altaknteljzrhkjpscmwjkvsm3hkmrvqiy2sltun1avryxx.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-francesco-cosatti-intervista-juventus1013002.htmSiT1000007101268101,02,03,06,07,080302640S
21012992NewsCoppeESCLUSIVA ILCALCIO24.COM, Salvatore Lo Presti:«Il calcio europeo è diverso dal nostro. La Juventus non è andata a Madrid per pareggiare»20141005111351Intervista alla firma storica della Gazzetta dello Sport<FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">"Juventus -&nbsp;Roma&nbsp;sarà certamente un'altra storia"</SPAN></B><BR><BR> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">Salvatore Lo Presti,</SPAN></B><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin"> una vita dedicata al giornalismo sportivo. Firma storica de La Gazzetta dello Sport, Lo Presti è un siciliano di Marsala. Nel 2012 è stato premiato per i suoi 50 anni di giornalismo con una pergamena ricordo, dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Piemonte e Valle D’Aosta, Alberto Sinigaglia. Un riconoscimento importante che si interseca perfettamente come tessera nel suo puzzle di vita professionale, fatta di innumerevoli esperienze dedicate allo sport e al calcio in particolare. Egli è l’unico giornalista ad aver lavorato per tutti i quotidiani sportivi italiani, nessuno escluso. Dal Corriere dello Sport, al Tuttosport, alla Gazzetta dello Sport, ma ha anche scritto per il Corriere della Sera e il Giornale Nuovo. Sempre con grande professionalità e lontano da ogni accostamento di fede sportiva. Sempre super partes, sempre obiettivo sulle analisi del dopo gara, nonostante il calcio si riconosca come materia opinabile. Salvatore Lo Presti è anche fondatore dell’Annuario del calcio mondiale, manuale dell’editoria sportiva italiana, affermato ed apprezzato strumento di lavoro per dirigenti, tecnici, procuratori, giornalisti.<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>Ma la sua immagine è particolarmente legata al giornale rosa, a quella Gazzetta dello Sport in cui è stato responsabile dal 1989 al 2002 nella redazione di Torino, cui egli è ancora molto legato. E, per questa storica testata giornalistica, è stato anche inviato speciale ai mondiali di Argentina nel 1978 e poi ai mondiali di Francia nel 1998. Lo Presti è considerato, a ragione, una tra firme più brillanti e autorevoli del giornalismo italiano. Passione e sacro fuoco sono alla base di una carriera autorevole, prestigiosa, esemplare per coloro i quali amano il mondo del giornalismo dedicato allo sport. Raccontare i fatti del pallone, le sue vicissitudini, le cose tecniche e umane che si avvicendano e si intersecano tra loro, quasi a manifestarne la metafora della vita, è il senso che si dà a una professione unica quale è, appunto, il giornalismo. Noi, in tribuna stampa, abbiamo avuto il piacere e l’onore di scambiare con lui alcune opinioni sul calcio di questi giorni e, soprattutto, sulla recente debacle della Juve in quel di Madrid. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Penso che la Juventus non sia andata a</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Madrid per pareggiare la partita. Credo invece a una strana forma psicologica che ha inibito la</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">grande potenzialità tecnica e agonistica della squadra di Allegri. Sembravano</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">timorosi e il gioco non appariva fluido come al solito, forse per merito degli avversari che</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">hanno saputo chiudere tutti i varchi.</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Questo, però, non giustifica una prestazione senza</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">idee. Comunque, ritengo che sarebbe stato più giusto un risultato di parità, in quanto se</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">è vero che la Juve non ha fatto neanche un tiro in porta nell’arco dei 94 minuti di</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">gioco, è altresì vero che l’Atletico Madrid</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">ha tirato in porta soltanto due volte. Nella prima occasione Buffon ha neutralizzato il loro tentativo e nella seconda situazione</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">hanno fatto gol”.</B> E’ lineare l’analisi tecnica di <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Salvatore Lo Presti</B> sulla partita di Champions dei bianconeri. E’ competente e piacevole ad ascoltarsi. Certo, si può anche non essere d’accordo, tuttavia, è giusto ammettere che la disanima ha il sapore dell’oggettività. E intanto continua: <B style="mso-bidi-font-weight: normal">”Ciò che noto nella Juve è la forma precaria di Vidal, mentre Pogba stenta a</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">tornare il giocatore che abbiamo apprezzato lo scorso anno. Comunque, non è il caso</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">di drammatizzare su una partita persa e anche giocata male dalla Juve. I bianconeri ci hanno abituato a metamorfosi repentine, anche perché la forza di questa squadra non si</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">discute”</B>. Certo, diciamo noi, la forza della Juve non si discute, tuttavia, sembra che certi scheletri riemergano sempre in occasione della partecipazione in Champions League. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Il calcio europeo è diverso dal nostro”</B> dice Lo Presti. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Quando vai a giocare fuori</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">casa devi comunque cercare di imporre il tuo gioco. Ha ragione Buffon quando afferma che</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">bisogna conquistarsi sui campi europei il diploma di maturità”.</B> E’ piacevole parlare di calcio con Lo Presti, ma è arrivato il momento di lasciarci. Non prima però di avergli chiesto un parere sul big match di domenica prossima <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Juventus –Roma</B>. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Sarà certamente un’altra storia. Una partita che scriveremo in maniera diversa, perché diversa sarà l’impostazione alla</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">gara delle due squadre.</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">La Roma è sicuramente più forte dell’anno scorso, anche perché gode di una panchina invidiabile. Peccato che la Juve non sia riuscita ad</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">acquistare Nainggolan</B>, <B style="mso-bidi-font-weight: normal">perché sarebbe stato sicuramente un acquisto importante dal punto di vista del completamento del centrocampo bianconero. Comunque, credo che Juventus -</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Roma sarà una partita molto tattica, in cui entrambe le</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">squadre vorranno vincere. Una cosa è certa, la Juve nel suo stadio non ha quasi mai sbagliato</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">partita”. </B></SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin">Salvino Cavallaro <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN></SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><br><br>C1012936TorinoFL0711FL0711pallone8.jpgSiNesclusiva-il-calcio-ventiquattro-giuseppe-presti-il-calcio-europeo-e-diverso-dal-nostro1012992.htmSi100451001,02,03,060301938S
31012964NewsCampionatiCatania, Sannino a ILCALCIO24.COM: «Mi aspetto che i giocatori rimasti qui siano da traino per i nuovi». Cosentino: «Col Presidente abbiamo deciso di cambiare»20140916211059catania,cosentino,Catania,Giuseppe SanninoDal nostro inviato a Torre del Grifo Pascal Desiato Di seguito la conferenza stampa del nuovo tecnico del <A class=link-6 href="/squadre/catania.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Catania</A>, <A class=link-6 href="/personaggi/giuseppe-sannino-1000362.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Giuseppe Sannino</A>, seguita da IlCalcio24.com:<BR><BR>"Da poco sono andato via dall'Inghilterra e ve lo dico col cuore: avrei voluto che il Catania non si trovasse in questa situazione. Perché sono andato via dall'Inghilterra? Voglio fare l'allenatore! In Inghilterra ci sono tante belle realtà che non ti fanno vivere questo lavoro con passione. Adesso andiamo a lavorare e cerchiamo di far sentire questi ragazzi protagonisti: hanno in mano le sorti di questa città e di questa società e hanno una guida. Bisogna capire il momento: so che è importantissimo farli sentire parte della squadra. L'aspetto tattico? I numeri lasciano i tempi che trovano: sarebbe da stupidi snaturare il progetto del 4-3-3. Ciò che chiedo è avere tutti la stessa idea, ovvero quella di sopraffare l'avversario con la qualità e la voglia di vincere ogni duello. Bisogna essere concreti: niente particolarismi. Io non voglio essere amico di nessino: ognuno deve fare questo mestiere al massimo e quando questo coincide col pensiero dell'allenatore, la strada è sempre dritta. C'è tanto da lavorare e confido molto in ciò che possono dare i giocatori dal punto di vista mentale: bisogna togliere qualche "Io" e mettere dei "Noi". Io non sono un inventore: mi piace mettere in campo la voglia di scendere in campo a guadagnare punti pensando che gli altri siano più bravi di noi.Ho voluto un anno di contratto perché credo poco ai progetti: non mi piace essere un peso alla società, facciamo un passo alla volta."<BR><BR>A IlCalcio24.com, Mister lo slogan del Catania quest'anno è stato "RipartiAmo" ciò mette subito in chiaro quale sia l'obiettivo della società, come pensa di raggiungerlo e da quali giocatori si aspetta il salto di categoria?: "So che il nostro obittevo deve essere quello, ma il campionato di Serie B non è facile, è lungo e pieno di insidie, certamente mi aspetto molto da tutti in particolare che i vecchi che sono rimasti a Catania donino lo spirito giusto ai nuovi". <BR><BR>Continua Sannino: "Ogni squadra andrà ad affrontare il Catania con molta fame, con la voglia di emergere e di salire in Serie A, come dobbiamo fare noi. Il portiere? Siamo stati sfortunati ad avere questi infortuni. Io la penso così: chi è disponibile e va in campo, è il migliore giocatore del mondo. Credo che i giocatori debbano contare sul proprio allenatore: io voglio capirli: il compito principale è quello di dargli sicurezza. L'esperienza di Varese in B? E' un'altra situazione rispetto a quei tempi! Ho trovato dei ragazzi che ho già avuto e loro sanno che c'è tanta strada da fare. Io sono qui non per curare, ma per lavorare e raggiungere un obiettivo: non so come e non so in quanto tempo. Il calcio è anche gioia: dobbiamo essere consapevoli che ci sono 20.000 persone che si battono per noi al Massimino. Conta essere un blocco unico, poi deve essere un allenatore a mettere il giocatore in condizione di rendere al meglio: difendiamo in 11, attacchiamo in 11. Cosa è accaduto nel Catania? E' la vita! Lo scorso campionato era già segnato per il Catania: adesso, però, molti vogliono ridare ai tifosi ciò che gli hanno tolto".<BR><BR>La parola poi passa all'a.d. del Catania, Pablo Cosentino: "La scelta del mister è stata fatta perché pensiamo si tratti della persona adatta in questo momento. La squadra è completa sono tutti i punti di vista. Cosa è successo dall'anno scorso? Il calcio non è una scienza esatta: se nella prima partita non entrava il pallone, stavamo parlando di altro! Pellegrino non deve avere nulla da rimproverarsi e sono molto contento del lavoro che ha fatto. Se c'è delusione? La delusione è grandissima, ma la voglia di riparare agli errori è altrettanto grande! Che tipo di pubblico devo aspettarmi sabato? Un pubblico che apprezza lo sforzio dei giocatori e che li sostiene. Gli infortunati? Hanno avuto dei piccoli problemi, ma stanno recuperando. La reazione di Leto? Non verrà multato: è un gesto di rabbia che può capitare a chiunque, anche a me! Io multo un giocatore che non si impegna, non un giocatore che reagisce così." <BR><BR>A IlCalcio24.com, la decisione di cambiare il mister è stata prettamente sua o condiviso con il Presidente: "Qui prendiamo tutte le decisioni in due, sia che il sottoscritto che il Presidente abbiamo deciso che cambiare era la decisione giusta".<BR><BR><BR>C1012936adm001adm00120140916_161941.jpgSiNcatania-sannino-a-il-calcio-ventiquattro-mi-aspetto-tanti-dai-siano-da-traino-per-i-nuovi-cosentino-con-il-presidente-abbiamo-deciso-1012964.htmSi100075501,02,03,090302014S
41012955NewsCampionatiLuciano Moggi: «Sono 34 gli scudetti della Juventus. Del Piero? Troppo permaloso»20140914165650luciano moggi, del piero, juventusUn Moggi agguerrito si toglie i sassolini nella scarpa.Ci vediamo con&nbsp; Luciano Moggi a S. Lucia del Mela durante l’incontro organizzato dal locale Juve Club e gli chiediamo un’intervista in esclusiva per IlCalcio24.com. Acconsente subito con estrema&nbsp; cordialità e ci rimanda così&nbsp; a mangiare al ristorante, dove potremo parlare con calma.<br><br>La prima impressione che se ne ricava è quella che il tempo e le traversie giudiziarie non hanno scalfito minimamente la sua sicurezza, lo spirito di combattente nato, e il fisico che non mostra il peso degli anni.<br><br>Direttore – iniziamo l’intervista mentre distribuisce autografi e pazientemente si sottopone ai selfie- nel suo libro “Ve lo do io il pallone” (ed. Mondadori) il primo capitolo è dedicato all’episodio dell’atterramento di Ronaldo da parte di Juliano, in quella famosa partita&nbsp; Juve-Inter divenuta ormai l’emblema, per tutti gli anti-juventini, del potere che Lei esercitava sulla classe arbitrale. Ma si parla anche, sempre nel primo capitolo del suo libro, del contratto che Lei tiene gelosamente in cassaforte, sottoscritto da Moratti e da Lei e che non fu onorato per cause a tutt’oggi sconosciute. Questi due episodi sono all’origine di calciopoli,se è mai esistita, e del rancore di Moratti verso di Lei?<br><br>"La partita in questione- ci risponde- non si sarebbe mai dovuta giocare. Questa è l’unica verità accertata perché l’Inter in realtà doveva essere retrocessa quell’anno per il tesseramento irregolare di Recoba ed il regolamento della Federazione parla chiaro:” La società che&nbsp; deposita un contratto irregolare, ovvero con dati falsi quali la nazionalità, deve essere retrocessa”. Ebbene lo sa cosa mi confidò il signor Carraro,presidente della FIGC di allora?&nbsp; “ Non me la sento di&nbsp; retrocedere l’Inter dopo tutti&nbsp; i soldi spesi da Moratti”. Le pare una giustificazione accettabile questa? <br><br>Il contratto sottoscritto da me e da Moratti è vero, ma per capire perché non fu mai onorato ho invitato il signor Moratti a uscirlo dalla sua cassaforte e renderlo pubblico, così anch’io lo tirerei fuori e allora ne vedremmo delle belle. Moratti non l’ha mai fatto!&nbsp; Perché? Ve lo dico io: perché è un coniglio, un pavido! Lo scriva pure sul suo giornale, perché io non ho paura di essere querelato,anzi li invito a querelarmi, tutti quanti! Perché non lo fanno?" <br><br>Adesso si accende il solito sigaro,con cui si fa immortalare nelle foto e così ho il tempo di respirare, riordinare le idee e fargli un’altra domanda. <br><br>Direttore, gli chiedo, quanti scudetti ha effettivamente&nbsp; vinto la Juve 32 o 33 ,secondo Lei? <br><br>Mi risponde con una vampata di fumo di sigaro in viso per dirmi:” Eh no,caro Attilio,ti sbagli perché non sono né 32,né 33, ma 34 perché tutti quanti vi siete scordati lo scudetto della Roma,che vinse con il tesseramento irregolare del giapponese Nakatà, che segnò,proprio lui,un gol alla Juve e ne propiziò un altro con un terribile assist. In realtà anche in quel caso la Roma doveva essere retrocessa per il passaporto falso di Nakatà,ma il Commissario della FIGC era Petrucci,che era anche presidente del Coni e che era stato anche dirigente della Roma fino a qualche anno prima e poi era il 2000, l’anno del Giubileo, così fecero durare il Giubileo un anno in più!" <br><br>Ha&nbsp; quel sorriso un po’ sfottente che lo ha reso famoso in mezza Italia, rendendolo però&nbsp; inviso al resto dell’Italia calcistica. Sembra proprio un “boss”, lasciateci passare il termine in senso benevolo, naturalmente, e simpatico . <br><br>Senta- lo pressiamo- come mai&nbsp; Antonio Conte, da allenatore della nazionale di calcio, in una intervista ha affermato che per lui gli scudetti vinti dalla Juve e che Lui ricorda da giocatore e da allenatore bianconero sono otto e non nove,come dichiarava quando era il mister della Juve?<br><br>“A dire il vero Antonio Conte ha cercato di difendere se stesso e non la Juve in questo caso ed ha fatto riferimento soltanto a quelli, dove era presente da atleta o da allenatore. Ma per lui, se devo dire cosa penso, è normale farsi i fatti suoi! A buon intenditor, poche parole!”. <br><br>Ritornando al libro “ Ve lo do io il pallone” , proseguo con le domande, lei ha scritto che Del Piero non è stato e non sarà mai un giocatore simbolo della Juve come invece Totti lo è stato e lo sarà per la Roma. Cosa c’è che non va in Alessandro Del Piero?&nbsp; <br><br>Mi risponde molto sinteticamente, forse non mi dice tutta la verità:<br><br>“Del Piero è troppo permaloso, volubile, instabile, introverso. Ci vuole ben altro per fare l’uomo simbolo di una squadra come la Juve. Le sue spalle sono troppo leggere per reggere il carico di una storia così importante come quella bianconera.” <br><br>Proseguiamo con la nostra intervista e gli chiediamo cosa pensa della dichiarazione dell’ex portiere dell’Inter Toldo: “Dopo Calciopoli il calcio in Italia è cambiato.”<br><br>“Ha ragione Toldo, il calcio è cambiato, perché prima vincevamo le Champions League e la Coppa del Mondo e adesso invece ci buttano fuori dopo il girone di qualificazione. “&nbsp; Adesso s’incavola e ci dice:” Toldo si dovrebbe vergognare di ciò che ha detto, perché lui sa che prima di un Juve-Inter , il presidente della FIGC Carraro,che tifava Milan perché era stato presidente della squadra rossonera, telefonò a Bergamo,designatore degli arbitri, e gli disse.” Chi arbitra domenica Juve-Inter?”&nbsp; . Bergamo gli rispose :” Rodomonti”. “ Bene. Digli di non favorire la Juve” gli aggiunse Carraro, sottintendendo di favorire l’Inter e così anche il Milan che ci superava in classifica di un paio di punti. Bergamo telefonò due ore prima della partita a Rodomonti e gli disse testualmente: “Stai attento,come sei salito puoi scendere; lo sai che è più facile scendere che salire. Arbitra bene e non favorire la Juve e ,se riveli questa telefonata, ne pagherai le conseguenze!”. Un ricatto bello e buono. Noi pareggiammo 2-2 quella partita e il Milan aumentò il distacco,mentre Toldo fece un fallo in area di rigore e non fu espulso! Capito? Si dovrebbe vergognare Toldo di aver detto quelle&nbsp; parole!”.&nbsp; <br><br>“Direttore- incalziamo- c’è qualcosa che l’ha rammaricata nei comportamenti della società bianconera nei suoi confronti al di là delle vicende di Calciopoli?”. <br><br>Ci risponde con un velo di tristezza che s’intuisce dalla smorfia del suo viso, perché porta sempre gli occhiali scuri che impediscono di scrutare nei suoi occhi:” Quando sono andato a visitare lo Juve Museum, mi è presa la tristezza perché hanno cancellato la storia fantastica della Juve degli anni dal ’96 al 2006. Anche se ci sono gli scudetti,mancano le immagini più significative e i personaggi che portarono a termine&nbsp; quelle imprese gloriose di un decennio che non si potrà più cancellare nei cuori dei tanti tifosi juventini. Non è bello,vi assicuro, e vivo con la speranza che un giorno possano rimediare a questa vergognosa dimenticanza,chiamiamola&nbsp; così!”<br><br>Un’ultima domanda, Moggi, prima che finisca il suo sigaro: “Lei si è sempre dichiarato vittima,ma di chi e di che cosa?”<br><br>Stavolta posa il sigaro e diventa serio,come finora non si era mai mostrato.<br><br>“Tutto è iniziato con la morte dell’Avv. Agnelli perché si innescò una guerra senza esclusioni di colpi fra gli eredi. Qualcuno pensò che io,Giraudo e Bettega volessimo impadronirci della Juve. Proprio noi che non abbiamo mai preso una lira più di quello che ci spettasse e abbiamo fatto incassare lauti dividendi agli azionisti. Attraverso i giornali di famiglia, La gazzetta dello Sport e La Stampa, fummo attaccati duramente . Il presidente della Juve era l’avv. Grande Stevens, legale della famiglia Agnelli, il quale si presento al processo sportivo auto –accusando la società e chiedendo di essere retrocessi in serie B! Incredibile! Stento a crederci tuttora! La società rinunziò a difendersi e si autoaccusò! Questo comportamento ha avuto ripercussioni anche nei successivi procedimenti civili,danneggiandomi grandemente. Fummo denunciati per irregolarità nei bilanci per cifre molto inferiori a quelli dei bilanci di Milan e Inter: ebbene Grande Stevens chiese il patteggiamento,riconoscendo quindi anche in questo caso la colpa. Sai come finì? Il giudice respinse la richiesta di patteggiamento per chiara insussistenza del reato contestato. Pensa il processo durò due anni, mentre quelli del Milan e dell’Inter ancora si devono concludere. Hai capito adesso come sono andate le cose veramente? Pensa che se Grande Stevens fosse rimasto,alla Juve avremmo avuto mautro direttore sportivo e Vialli allenatore. Era già stato deciso. Chissà che allegria!&nbsp; Non&nbsp; aggiungo altro se non l’invito a tutti i tifosi juventini a continuare a tifare per la maglia,per Allegri ,che è un allenatore stile Juve e non vi deluderà,anche se non è vero che l’ho suggerito io ad Andrea Agnelli, ma soprattutto tifate per Andrea Agnelli che è un grande presidente, e anche se i cordoni della borsa li tiene Elkann, lui è figlio di quell’Umberto e sarà degno del padre”. <br><br>Finisce qui la nostra chiacchierata con Luciano Moggi, che resta pur sempre nel cuore di tutti gli juventini che non hanno mai dimenticato i suoi eroi :Zidane,Ibrahimovic,Nedved,Vialli,Buffon,Del Piero, con i quali ci fece salire sul tetto del mondo. Buona fortuna Direttore! <br><br>&nbsp; <br><br>Attilio Andriolo&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1012936FL0711FL0711moggi.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-luciano-moggi-gli-scudetti-trentaquattro-del-piero-permalosodella-juventus-1012955.htmSiT1000007100451001,02,03,06,070302862S
51012861NewsEditorialeIl Conte pensiero20140521161857Allenatore - psicologo, Antonio Conte è stato insignito del premio Manlio Scopigno, quale miglior coach del campionato 2013`14<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Antonio Conte sarà ancora l’allenatore della Juventus nel prossimo campionato 2014’15. Dopo tanti tira e molla è arrivato l’accordo con il presidente Andrea Agnelli. Un accordo che ufficialmente sembra davvero scarno, almeno in alcune motivazioni che lasciano adito a dubbi su cosa effettivamente si sono detti a quattrocchi, presidente e allenatore. Ma, conoscendo il Conte pensiero, possiamo dedurre che il coach bianconero sia stato in qualche modo accontentato sulla sua posizione di tecnico-manager nell’essere incluso come parte determinante nell’ambito delle strategie bianconere e della campagna acquisti, in funzione degli obiettivi da raggiungere in campo internazionale. Conte, che è stato insignito del premio <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manlio Scopigno</b>, quale miglior allenatore del campionato 2013’14, è stato ospite alla Fiat di Melfi in veste di prof che insegna a fare gruppo. Una platea di operai e dirigenti che hanno ascoltato l’esperienza personale di Conte in termini di leadership e gestione di gruppo. Un incontro davvero interessante da parte di un allenatore – relatore, capace di arrecare cultura calcistica che s’incarna attraverso le motivazioni, gli stimoli, le menti da seguire attentamente come fulcro determinante di ogni cosa. Un giro d’Italia a tappe, quello che ha appena iniziato Conte, una sorta di invito in tavole rotonde dove si parla della gestione di gruppo, di una crescita esponenziale data da atleti, ma soprattutto da uomini in grado di rispettare le regole del gioco. Una forma maniacale nell’inculcare ai propri atleti la propria convinzione che la vittoria, l’arrivare primi, è l’unica cosa che conta, l’unica cosa che ti fa scrivere la storia. Non c’è che dire, Conte è proprio un professionista maniacale in cui lo stress s’incunea attraverso l’io personale che dà origine al <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non mollare mai”</b> al <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Restare sempre sulla corda”</b> a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Crederci sempre, per</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">arrivare prima degli altri”.</b> Un rafforzamento della propria autostima che si riflette sempre su chi gli sta vicino. Non sono frasi fatte, ma è un lavoro interiore, un percorso psicologico che Conte fa sempre su di sé come fatto caratteriale, come convinzione naturale che quella è la strada giusta da seguire per arrivare primi. Ma il bello è che lui, con questo suo modo di fare, è in grado di sensibilizzare il gruppo sul quale lavora e convincerlo&nbsp;dell’importanza mentale, prima ancora che fisica e tecnica. Uno psicologo che tanto pretende da se stesso e dagli altri. Un allenatore che non s’accontenta mai perché dopo aver vinto una partita non si ferma sugli allori e va avanti come se nulla fosse accaduto. Vincere aiuta a vincere. Questo è il frutto dei tanti record raggiunti dalla sua Juventus, dei 102 punti conquistati, del terzo scudetto consecutivo, delle 33 vittorie su 38 partite giocate e di mille altre cose conquistate. Un lavoro difficile, quasi sempre pesante per i suoi calciatori che sono sempre invitati all’impegno, al lavoro, alla professionalità, come forma comportamentale e di pensiero da seguire attentamente. E il gruppo lo segue sempre senza il senso dell’imposizione mentale, senza la fatica costrittiva, ma nella consapevolezza che quella è la strada giusta da seguire. I risultati? Sono sotto gli occhi di tutti, perché Conte per questa Juventus, per il suo gruppo di calciatori è l’esempio da seguire, la garanzia di affidamento, un allenatore moderno che fa del suo essere perfezionista l’esempio da seguire.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Melfifl0711fl0711c-33509839.jpgSiNil-conte-pensiero-1012861.htm100451001,02,030301580S
61012537NewsCampionatiTosi: «Contento di aver fermato il Messina. Il Milazzo ha subito uno scippo»20131025233626calcioIl Messina non ce la fa a superareIl Messina non ce la fa a superare i senesi del Poggibonsi e pareggia la seconda partita in casa,dopo aver perso la prima malamente con i pugliesi del Foggia. Al S. Filippo scoppia la contestazione dei tifosi anche per il penultimo posto in classifica ,che in un campionato, che vedrà retrocedere nell’interregionale ben nove squadre, apre scenari drammatici ed&nbsp; impensabili per i giallorossi peloritani,che erano indicati fra i favoriti al salto di categoria dalla maggior parte degli&nbsp; addetti ai lavori. Eppure in settimana il Messina ,complice il silenzio stampa imposto dalla società a tutto lo staff ,si era preparato nel migliore dei modi e il rientro fra i pali di Lagomarsini,portiere della selezione di Lega Pro,di Silvestri,valido difensore anch’egli reduce da Coverciano,di Mirko Guadalupi a tempo pieno dopo l’infortunio al ginocchio,di Roberto Chiaria,capocannoniere della squadra con tre reti,faceva presagire una vittoria scaccia crisi . Qualcosa all’interno dello spogliatoio comunque si era rotto,perché filtrava la notizia delle dimissioni del preparatore atletico Milazzo,confermate nel post-partita dal d.s. Ferrigno,che invece&nbsp; ridava fiducia a Gaetano Catalano alla guida del Messina nonostante i tifosi avessero richiesto a gran voce il suo allontanamento.<BR>Per capirne di più,ne parliamo con mister Marco Tosi,allenatore del Poggibonsi,ma anche un ex dal dente avvelenato perché l’anno scorso alla guida del Milazzo di proprietà dei Lo Monaco, fu licenziato senza apparente motivo e lasciato senza stipendio per l’intero campionato.<BR>Mister Tosi complimenti per il risultato e per la squadra,che ormai è la rivelazione del campionato,tenendo conto dell’età media, molto bassa.Ci racconti un po’ la partita del S.Filippo.<BR>Grazie per i complimenti ,ma prima di parlare della partita,mi corre l’obbligo di ringraziare l’Amministrazione di Milazzo,i tifosi, la società del Città di Milazzo e Lei ,dr. Andriolo, per l’ospitalità ricevuta in occasione del nostro ritiro: se abbiamo disputato una bella prestazione il merito va ripartito anche a tutti voi ,che ci avete fatto sentire a casa, nonostante i millecinquecento chilometri ,che ci separano. Un ultimo ringraziamento, ma doveroso, a Domenico Andriolo ,che ha osservato i nostri avversari nella domenica antecedente contro il Foggia per conto della mia società ,fornendomi notizie preziose per preparare quest’incontro con le soluzioni tattiche giuste a contrastare i siciliani. Passiamo alla partita: devo riconoscere che nel primo tempo il Messina mi ha sorpreso con un 3-5-2 ,che non mi aspettavo. Ma essendo stato appunto informato sulle singole qualità,sono riuscito a prendere le contromisure in tempo utile ,senza snaturare il gioco della mia squadra ,che è improntato su un 4-4-2 ,che ben si adatta alle caratteristiche dei giovani,che alleno.<BR>Il rigore? Si poteva evitare ,ma il difensore De Vitis è un ’94 ,che l’anno scorso stava in Eccellenza e giocare in Lega pro è un salto fisico e psichico ,che può giocare&nbsp; brutti scherzi. Infatti nel secondo tempo è andata meglio e i ragazzi ,rinfrancati nell’intervallo dall’emozione di giocare in uno stadio così grande ,che ha visto i fasti della serie A,hanno cominciato a spingere di più e a far&nbsp; paura al Messina,che ha tentato di chiudere la partita con Corona in più di un’occasione,ma i miei sono stati bravi a difendersi con Anedda,un portiere sempre attento,sugli scudi assieme a Pera,capocannoniere della mia squadra con tre reti,autore del cross nei minuti finali ,mi pare all’87’,su cui si è avventato Scardina di testa insaccando nella rete avversaria e scatenando la gioia e la commozione anche del nostro Presidente Antonello Pianegiani ,il primo tifoso assieme alla moglie della sua squadra.<BR><BR>Mister Tosi,la svolta della partita?<BR>La partita ha avuto una svolta allorchè la panchina del Messina ha pensato che era meglio difendere il vantaggio,per cui hanno fatto uscire una punta Buongiorno,molto mobile e capace di creare spazi per Chiaria,subentrato intanto a Corona,sostituendolo con Simonetti ,un centrocampista d’interdizione,che&nbsp; conosco bene per averlo allenato l’anno scorso a Milazzo. A quel punto ho tentato la carta coraggiosa della terza punta cosicchè ho sostituito Tafi,un difensore ,con un’altra attaccante:Scardina.Mi è andata bene:proprio lui ha siglato la rete del pareggio. Un po’ di coraggio non guasta e premia a volte.<BR>Mister Tosi un’ ultima domanda e la lascio andare,perché l’aereo non aspetta:Cosa vi siete detti con Lo Monaco appena vi siete incontrati?<BR>Non ci siamo detti nulla,ma ho fatto parlare il campo,sgomberando il campo da qualsiasi illazione. Sono un professionista,che l’anno scorso ha subito una grave perdita familiare,come ben sa,ma&nbsp; telefonai al d.s. Ferrigno dopo il funerale della cara mamma dicendogli che ero disponibile a riprendere la panchina del Milazzo.Mi rispose che non gli interessavo, perché avrebbero preso uno del loro gruppo,Tudisco per l’appunto, e avrebbero mandato via tutti i giocatori presi da Grillo. E’ stato compiuto un vero scippo alla città,ma ancora&nbsp; non capisco perché i tifosi non abbiano reagito e protestato vivacemente. In altre piazze l’avrebbero fatto e di brutto. Il Milazzo era un patrimonio da difendere e non da abbandonare,hanno così reso più facile il compito ai Lo Monaco! Un fatto è certo la squadra del Poggibonsi è fatta da ragazzi in gran parte provenienti dalla serie D o Eccellenza toscane,con un budget ridotto al minimo,ma quel Milazzo, che ho guidato dalla panchina, era più forte sulla carta del mio Poggibonsi e si sarebbe salvato ad occhi chiusi! A proposito ,prima di partire,voglio confessarvi che mi avete commosso seriamente con la targa ,che mi avete consegnato sabato alla fine dell’allenamento al Grotta di Polifemo e per la dedica :”Con nostalgia a Marco Tosi” i tifosi del Milazzo.<BR>Auguri mister Tosi !Chissà che un giorno la sua strada non s’incroci di nuovo con quella del Milazzo,ma forse è più giusto augurarle di poter salutare un giorno i tifosi rossoblu da una panchina di serie A!&nbsp; <BR><BR>Attilio Andriolo<BR><BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1012317adm001adm001messinaregginajw7.jpgSiNesclusiva-il-calcio24-tosi-contento-di-aver-fermato-il-messina-il-milazzo-ha-subito-uno-scippo-1012537.htmSi100075701,02,030302598S
71012383NewsCampionatiTosi: «Saremo pronti per il Messina»20130923225218calcioMarco Tosi è stato allenatore del Milazzo Marco&nbsp; Tosi è stato allenatore del Milazzo nel campionato precedente, praticamente per le prime due giornate,allorchè una grave malattia della madre lo costrinse ad allontanarsi dalla cittadina siciliana per poterle rimanere più vicino e a buon ragione visto che purtroppo morì a distanza di qualche mese. <BR>Non ritornò più sulla panchina rossoblu, perché la squadra mamertina aveva preferito intanto affidarsi alle cure di mister Tudisco dopo il ritorno della gestione al clan Lo Monaco.<BR>Pur tuttavia ha lasciato un buon ricordo a Milazzo fra i tifosi,che gli inviarono una corona di fiori rossoblu al funerale della madre e questo Marco Tosi non lo ha più dimenticato.<BR>Marco Tosi è nato a Livorno,53 anni fa,e lì abita con la famiglia. Si può dire che la sua carriera di allenatore prende una svolta quando fa da secondo a Walter Mazzari sulla panchina del Livorno nell’anno,in cui la squadra toscana salì in serie A. Da allora ha girovagato sempre&nbsp; per i campi di Lega Pro ,cosicchè è stato a Potenza,San Marino,alla Vibonese,a Giulianova,a Milazzo ed adesso a Poggibonsi,che ha accettato ben volentieri per la vicinanza con casa sua; squadra che ha festeggiato il ritorno fra i professionisti proprio quest’anno.<BR>Chi scrive,ha consolidato un buon rapporto con il mister durante il ritiro a Norcia della squadra milazzese nell’estate scorsa; ci siamo conosciuti al di là del rapporto professionale (ero il&nbsp; medico della società siciliana)&nbsp; nelle pieghe del nostro carattere:lui ,classico toscanaccio abile conversatore, ma anche onesto e grande conoscitore del suo lavoro,io invece, un siciliano di poche parole, con una grande passione per i colori rossoblu,accecato fin al punto da non vedere&nbsp; i guasti di una società,che ben presto si sarebbero rivelati al ritorno in terra siciliana; entrambi impegnati al massimo per preparare i&nbsp; giocatori in ritiro con noi&nbsp; al top della condizione fisica&nbsp; in vista di un campionato molto difficile.<BR>Mister Tosi come va ? Quest’anno allena i” leoni” del Poggibonsi,contento fino adesso delle prestazioni della squadra toscana?<BR>Intanto diamoci del tu e poi ti dico che la squadra è stata fatta con un budget veramente ridotto ed è la formazione con la media –età più bassa dell’intero girone. Questo andrà bene ,com’è noto,per i rimborsi ,ma per chi allena questi ragazzi è un cammino in salita.<BR><BR>Ci puoi raccontare qualche episodio,in cui l’inesperienza ha giocato un brutto scherzo alla squadra?<BR><BR>Sette giorni fa in casa con il Teramo eravamo a metà partita con un uomo in più,ma ci siamo innervositi a tal punto da finire l’incontro in nove contro dieci e naturalmente gli ospiti ci hanno puniti. Ieri a Sorrento, in un campo sintetico e stretto,infuocato come tutti i campi della Campania,siamo caduti nel tranello e alla fine del primo tempo,sull’1-1 ,si è fatto espellere per un fallo,giudicato dall’arbitro grave,Rebuscini ,un promettente ’94 ,che gioca a centrocampo e che mi ha costretto alla fine&nbsp; dell’intervallo a rivoluzionare l’assetto tattico della mia squadra. Che vuoi sono tutti dei ’94 e ’95 ,provenienti dalle Primavera di squadre non professioniste, che cadono facilmente nelle provocazioni,ma che comunque vanno elogiati e capiti perchè danno l’anima in campo.<BR><BR>Domenica mancava Croce,un attaccante centrale,che risulta infortunato,ma oltre a lui chi sono i giocatori più rappresentativi ed esperti nella tua squadra?<BR><BR>In avanti gioca Manuel Pera,bravissimo domenica,forse il migliore,ma che ancora non ha smaltito del tutto un piccolo problema alla caviglia. Con lui si schiera in avanti l’ottimo Ferri Marini,reduce da un campionato vincente con il Perugia un paio d’anni fa. In difesa giostra Manegaz ,che domenica ho dovuto buttare in mischia nonostante non fosse completamente recuperato dall’infortunio,che si trascina da alcune settimane.In porta&nbsp; Anedda garantisce prestazioni super tant’è che domenica ha parato un rigore a Catania,centravanti del Sorrento,sul 2-1 ,che ci ha consentito di restare in partita fino al 94’ quando è stato realizzato il terzo gol dei campani.<BR><BR>Adesso hai paura per la tua panchina?<BR><BR>Nel calcio lo sappiamo non si possono mandare via venti giocatori e quindi a pagare siamo sempre noi allenatori. Io ho la coscienza a posto e&nbsp; credo di essermi meritato finora la fiducia del presidente. Vedremo cosa succederà. Domenica intanto giochiamo in casa con una squadra ,il Castel Rigone,gasata per il successo sul Messina di sabato scorso;sarà importantissimo ritornare al successo e smuovere la classifica. Ho la sensazione che la squadra migliori di partita in partita e che i risultati verranno lasciando maturare via via questi giovani di belle speranze affidatimi.<BR><BR>Marco ,domenica 20 Ottobre ,giocherete al San Filippo contro il Messina ,ci rivedremo?<BR><BR>Certamente,ho deciso in accordo con la società di portare la squadra in ritiro a Milazzo all’hotel “Il Principe” e fare la sgambatura al Grotta di Polifemo.Un amarcord per me,se ci sarò, ma anche un’occasione per incontrarmi con tutti i tifosi milazzesi ,che mi sono rimasti nel cuore. Ricordo ancora la stagione precedente e mi viene il magone al pensiero che è stato fatto morire il calcio rossoblu! Ti ho sempre confessato che con tre giocatori:un centrale di difesa,un centrocampista ed una punta di peso avremmo centrato i play-off.altro che salvezza!. Ma questa è un’altra storia e con i se e con i ma nel calcio non si fa fortuna. Non è vero? <BR><BR>Mister Tosi me lo fa un piacere? Quel giorno al San Filippo nel chiuso dello spogliatoio racconti la storia del Milazzo&nbsp; ai suoi ragazzi e gli dica&nbsp; di mettercela tutta , anche per tutti noi,vittime incolpevoli della scomparsa della squadra rossoblu.<BR><BR>Attilio Andriolo<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1012317adm001adm001milazzo.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-tosi-saremo-pronti-per-il-messina-1012383.htmSi100075701,02,03,090302332S
81011881NewsCampionatiAntonio Caprarica: «Deluso dal calcio italiano dopo gli scandali che hanno coinvolto la mia squadra del cuore. Bisogna cambiare»20130421202719antonio capraricaEsclusiva a cura di Pascal DesiatoOspite a Caltagirone dell'Accademia italiana della Cucina per parlare della sua esperienza ospite a pranzo dalla Regina Elisabetta,&nbsp;avvenuta qualche anno fa, e presentare il suo ultimo capolavoro "Ci vorrebbe una Thatcher", omaggio all'omonima lady di Ferro britannica, ha parlato in esclusiva per IlCalcio24.com l'inviato per la Rai a Londra Antonio Caprarica. <BR><BR>Il giornalista, nativo di Lecce, ha esordito come redattore sindacale del settimanale Mondo Nuovo; tra il 1976 e il 1978 ha commentato prima la cronaca romana e poi la politica interna su l'Unità, in seguito è stato per soli nove mesi da febbraio a ottobre 1989 condirettore del quotidiano romano Paese Sera. Con Giorgio Rossi, ha scritto il suo primo libro: La ragazza dei passi perduti, nel 1986.<BR><BR>Nel 1989 ha lasciato la carta stampata per dedicarsi alla televisione: entrato in Rai, si è occupato di politica estera, poi è inviato e, quindi, corrispondente fisso del Tg1 nei paesi mediorientali, con base al Cairo ed a Gerusalemme. È inviato in Afghanistan, sui carri armati sovietici, che si ritirano sotto l'offensiva dei mujaheddin. Poi a Baghdad, nell'autunno del 1990. Quando è scoppiata la prima guerra del Golfo, si è trovato a Gerusalemme e ha raccontato la caduta degli Scud su Israele.<BR><BR>Nel 1993 è trasferito a capo dell'ufficio di corrispondenza Rai di Mosca, sotto la presidenza di Boris El'cin. Ha intervistato Michail Gorbačëv, è si è recato a Groznyj, capitale della Cecenia. Nel 1997&nbsp;&nbsp;viene inviato&nbsp;a Londra, occupando lo stesso incarico per la Rai, ma per la capitale britannica. Dopo nove anni nel Regno Unito, nel marzo 2006 è stato posto a capo della Rai di Parigi.<BR><BR>È ritornato in Italia nel novembre 2006: viene nominato direttore del Giornale Radio Rai (GRR) e di Rai Radio Uno, incarichi che ha mantenuto sino ad agosto 2009. Nel settembre 2010 ritorna nella sede di corrispondenza britannica della Rai. Insieme a Claudio Icardi commenta la cerimonia d'apertura dei Giochi della XXX Olimpiade.<BR><BR>Caprarica affronta i temi caldi della politica nostrana, cercando di analizzare anche cosa potrebbe cambiare nel nostro bel paese.<BR><BR>Dottor Caprarica come vede la situazione politica italiana? "Sono tuttora sbalordito e costernato da quello che sta succedendo. Sono ormai più di vent'anni che non si riesce ad andare avanti e la situazione peggiora in maniera radicale".<BR><BR>Cosa servirebbe a questo paese per provare a cambiare? "Serve maggiore&nbsp; responsabilità individuale, cercare di trovare un percorso comune, questa paralisi è un lusso che possiamo permetterci di mantenere".<BR><BR>I maggiori partiti hanno riportato Napolitano come Presidente della Repubblica nonostante lo stesso non fosse in un primo momento disponibile. "Stimo molto Napolitano sia come persona che come politico, due anni fa ci salvò dal collasso, ma ora era giusto anche per lui voltare pagina anche perché a 87 anni aveva anche il diritto di non rimettersi in gioco e quanto successo certamente è un avvenimento storico per la nostra nazione".<BR><BR>Come bisogna fare nell'immediato? "Bisogna cambiare questa legge elettorale, come in Inghilterra dove vi è una legge elettorale maggioritaria, in qualsiasi paese del mondo civile il giorno dopo le elezioni si sa chi ha vinto, da noi sono più di due mesi che siamo in balia dei venti, senza un governo. Bisogna intervenire o si rischia il tracollo".<BR><BR>Direttore cambiamo argomento e parliamo un po' di Sport. Dal punto di vista dell'etica sportiva certamente apprezzerà molto di più il modello inglese rispetto a quello italiano. Cosa si può cambiare da noi per avere nello specifico un calcio migliore fuori e dentro gli stadi? "Sarebbe inutile fare proclami, in Italia non si riesce ad andare ad una partita senza aver la paura che possa succedere qualcosa. Circa 25 anni fa ricorderete che in Inghilterra c'era il grosso problema degli hooligans che è stato risolto. Ora succede che un tifoso inglese va a Roma e viene accoltellato, abbiamo veramente sostituito la testa con i piedi e viceversa".<BR><BR>Segue dal Regno Unito il calcio italiano? "Devo dire la verità dopo&nbsp;calciopoli, che coinvolse la Juventus nel 2006, non ebbi più lo stesso entusiasmo che ora è del tutto svanito dopo che la mia squadra del cuore, il Lecce, la scorsa stagione è retrocessa per lo scandalo delle partite truccate. Però in compenso sono un fan sfegatato della Nazionale".<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001capraricaant.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-antonio-caprarica-deluso-dal-calio-italiano-dopo-gli-scandali-che.hanno-coinvolto-la-mia-squadra-del-cuore-bisogna-cambiare-1011881.htmSiT1000007,T1000012,T1000017,T1000018,T1000026,T1000014,T1000027100075501,02,03,06,080302681S
91011662NewsCampionatiLea Di Leo si confessa: tra sesso, ricatti e calciatori coinvolti20130420221233lea di leoCalciatori e donne dello spettacoloCalciatori e donne dello spettacolo è da sempre un binomio più che vincente, che dà notorietà ad ambo le parti e comunque fa parlare nel bene o nel male: quando però esce fuori che la donna è quella sbagliata, allora sono guai.<br><br>Ne sa qualcosa Sonia Faccio, meglio conosciuta come Lea Di Leo, per molti calciatori la donna “sbagliata”: oddio a guardarla bene di sbagliato sembra aver ben poco, se non fosse che gli incontri avuti con gli aitanti uomini del nostro mondo pallonaro, tutti o quasi con tanto di famiglia a carico, avvenivano in maniera clandestina e con l’intenzione da ambo le parti di non far trapelare nulla.<br><br>Alla fine nella vita però, tutto esce fuori, e se poi la sexy star scrive dei “diari” in cui racconta le sue mirabolanti avventure, ecco che il dado è tratto: da qui la palla ( mai gioco di parole più appropriato) passa agli editori che, ingolositi all’idea di far scoppiare un polverone mediatico inimmaginabile, “strappano” i nomi alla ragazza e ricattano i “protagonisti” di questo libri. Mica gente qualsiasi poi: si va dai bomber in amore Vieri e Borriello, a Galante, Reginaldo, Ambrosini, Simone Inzaghi, Iaquinta, Toni, Bojinov e Coco. In mezzo a loro cantanti come Fabri Fibra, politici come Baldassarri, giornalisti come Amedeo Goria e attori come Matteo Branciamore, ossia il “Marco” dei Cesaroni.<br><br>A spiegarci il tutto, in esclusiva per noi, ecco proprio Lea Di Leo: “Io&nbsp; non ho fatto uscire i nomi: questi due editori (Aleci e Richici, ndr) mi hanno estorto i nomi dicendomi che chiedevano il permesso alle varie persone di firmare la liberatoria. Io non ero assolutamente intenzionata a scrivere i nomi.”<br><br>Nonostante ci sia un processo in corso tanta è la confusione: “Sono usciti fuori nomi, e sono state chiamate persone con cui io non sono stata, e altra gente, invece, ha smentito. Solo qualcuno ha confessato, altri no. Non sono stati chiamati tutti: sono solo un paio e basta. La cosa in ogni caso non è finita qui: io ho le prove e le conferme che ci sono stata. Ho degli sms e ci sono delle conversazioni salvate: i fatti sono proprio questi.”<br><br>Tra i tanti calciatori finiti sulle pagine del libro della Di Leo, ecco Massimo Ambrosini definito “il più superdotato”, che si è affrettato tra l’altro a smentire categoricamente: “Di Ambro ho tutti i messaggi salvati ancora: non m’invento che è superdotato però qualche suo collega calciatore l’ha superato!” <br><br>“Chi lascio in panchina di tutti i calciatori con cui sono stata? nessuno, perchè non mi sono pentita di quello che ho fatto. Balotelli? No, non lo conosco. Baldassari? No no, preferisco non di parlare di politici.”, continua la sexy star.<br><br>In conclusione poi ecco l’attacco: “In questo processo la vera vittima sono io.”&nbsp; Qualcosa ci dice che siamo solo all’inizio…<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1007650FL0141FL0141lea-di-leo.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-lea-di-leo-si-confessa-tra-sesso-ricatti-e-calciatori-coinvolti-1011662.htmSiT1000007,T1000027100205001,02,03,04,05,06,07,08,090308137S
101011801NewsCampionatiRetroscena sul derby di Sicilia: Pulvirenti, Gomez e Bergessio a contatto coi tifosi prima del derby20130419204035cataniaMistero sul derby<H6><SPAN style="TEXT-ALIGN: left; TEXT-TRANSFORM: none; BACKGROUND-COLOR: #ffffff; TEXT-INDENT: 0px; DISPLAY: inline !important; FONT: 14px/21px 'Trebuchet MS', Arial, Verdana, sans-serif; WHITE-SPACE: normal; FLOAT: none; LETTER-SPACING: normal; COLOR: #000000; WORD-SPACING: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px"><FONT size=2 face=Tahoma>Clamoroso retroscena dietro al derby di Sicilia: stando ad alcune indiscrezioni raccolte da alcune fonti,&nbsp;in esclusiva&nbsp;per IlCalcio24, alcuni tifosi, intimoriti dall'idea che il Catania potesse "cedere" agevolmente al Palermo, imbrigliato nella lotta per non retrocedere, avrebbero avuto un colloquio col presidente Pulvirenti e con alcuni membri della squadra.</FONT></SPAN></H6> <H6><SPAN style="TEXT-ALIGN: left; TEXT-TRANSFORM: none; BACKGROUND-COLOR: #ffffff; TEXT-INDENT: 0px; DISPLAY: inline !important; FONT: 14px/21px 'Trebuchet MS', Arial, Verdana, sans-serif; WHITE-SPACE: normal; FLOAT: none; LETTER-SPACING: normal; COLOR: #000000; WORD-SPACING: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px"><FONT size=2 face=Tahoma>Nella fattispecie al patron rossazzurro è stato raccomandato di non "regalare" la partita ai rosanero perchè in caso contrario avrebbero stracciato gli abbonamenti e non avrebbero più seguito la squada: la discussione comunque si sarebbe conclusa brevemente in quanto Pulvirenti avrebbe rassicurato la delegazione di tifosi sul perfetto andamento del match.</FONT></SPAN></H6> <H6><SPAN style="TEXT-ALIGN: left; TEXT-TRANSFORM: none; BACKGROUND-COLOR: #ffffff; TEXT-INDENT: 0px; DISPLAY: inline !important; FONT: 14px/21px 'Trebuchet MS', Arial, Verdana, sans-serif; WHITE-SPACE: normal; FLOAT: none; LETTER-SPACING: normal; COLOR: #000000; WORD-SPACING: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px"><FONT size=2 face=Tahoma>Oltre al presidente sono stati interpellati Gomez ("devi segnare"), e Bergessio ("spaccagli la porta"). </FONT></SPAN></H6>C1007650FL0141FL0141181900hp2.jpgSiNpulvirenti-gomez-e-bergessio-a-contatto-coi-tifosi-prima-del-derby-1011801.htmSiT1000014,T1000023100205001,02,03,06,07,08,090302603S
111011923NewsCampionatiIl talento Ficili detto Memmo si racconta: «E` stato emozionante arrivare in Serie A»20130419173735Guglielmo ficiliDai piedi dell`Etna ai vertici del calcio a 5 italianoDai piedi dell'Etna ai vertici del calcio a 5 italiano. Si chiama Guglielmo Ficili ma nella squadra in cui gioca, Acqua e Sapone Fiderma, è noto come&nbsp; Memmo. La sua è una vera e propria fiaba sportiva. Ventiquattro anni, studente universitario iscritto a Farmacia, all'università di Catania, siciliano, originario di Scicli, Memmo è il nuovo volto della serie A di calcio a 5.&nbsp; In poco tempo è passato dalla serie C1 siciliana (Futsal Battiati), dove già si metteva in luce segnando gol a raffica, alla serie A. A 24 anni l’Acqua e Sapone Fiderma gli ha dato la chance della vita: misurarsi tra i grandi del calcio nazionale. E così, con una valigia carica di sogni, Memmo è volato alla volta di Pescara ingaggiato come nuovo laterale dell'AcquaeSapone. Ficili, laterale con propensione offensiva, è stato una delle rivelazioni del club siciliano nella stagione della promozione in A2. Gli allenatori siciliani lo hanno premiato come miglior giocatore del campionato regionale isolano consegnandoli l’ambito “Pallone d’oro siciliano”. Ed è grazie alla sua bravura e al supporto del suo procuratore Vincenzo Portelli - unico referente italiano della società spagnola “ Proneo Sports “ specializzata nelle procure sportive – che adesso Memmo gioca in serie A. lo abbiamo incontrato e intervistato. <BR><BR><BR>1) Dal campionato regionale siciliano alla serie A. Quanto è stato difficile lasciare la tua terra e gli affetti per inseguire un sogno? <BR><BR>Ciao Angela prima di tutto volevo ringraziarti per avermi dedicato parte del tuo tempo con questa piacevole intervista. Ritornando alla tua domanda posso dirti&nbsp; che ho preso al volo questo treno, senza pensarci due volte. Grazie all’amico Vincenzo Portelli - unico referente italiano della società spagnola “ Proneo Sports “ specializzata nelle procure sportive - mi è stata data questa opportunità in estate. Per la prima volta ho lasciato la Sicilia. Questo mi ha stimolato molto, avevo voglia di mettermi alla prova, in più l’ idea di confrontarmi nel massimo campionato italiano non mi ha fatto avere ulteriori tentennamenti. <BR><BR><BR>2) Il debutto in serie A, che emozioni hai provato? <BR><BR>Un po’ teso ed emozionato! Anche se non ho avuto tempo di rendermene conto, ero abbastanza concentrato sulla partita e su quello che dovevo fare. <BR><BR><BR>3) Che&nbsp; rapporto hai con Bellarte e con la dirigenza? <BR><BR>Ho un bel rapporto col mister e la dirigenza. Entrambi mi hanno messo subito nelle condizioni di stare bene ed ambientarmi al meglio in questa nuova realtà.&nbsp; <BR><BR><BR>4) Inizialmente il mister ti ha tenuto in panchina. E’ stato difficile accettare questa decisione? <BR><BR>Difficilmente si accetta volentieri di non giocare. In questo caso, posso dire che venendo da una categoria inferiore, ero già preparato a questo. Il mio rapporto con il mister sta migliorando giorno dopo giorno, sotto tutti i punti di vista. Il mio pensiero è quello di mettermi al pari coi miei compagni di squadra così da poter&nbsp; dare il mio contributo ogni volta che vengo chiamato in causa. <BR><BR><BR>5) Quali sono le tue caratteristiche di calciatore? <BR><BR>Sono un laterale molto dinamico, che fa di velocità e potenza fisica i suoi punti di forza.&nbsp; <BR><BR><BR>6) Perché hai scelto di giocare a calcio a 5? <BR><BR>Ho giocato a calcio fino all’età di 18 anni, anche se con le giovanili c’erano dei periodi in cui facevamo anche calcio a 5. Poi con l’ iscrizione all’università ho iniziato a giocare a calcio a 5, col mio primo campionato in C2. Da lì la scalata di tutte le categorie fino alla serie A. <BR><BR><BR>7) Credi che il calcio a 5 futsal sia sottovalutato rispetto al grande calcio? <BR><BR>Si penso proprio di si!!Nonostante i sacrifici siano gli stessi di un qualsiasi giocatore di calcio, il calcettista non viene riconosciuto come professionista, quindi non otterrà mai gli stessi benefici di un calciatore. Purtroppo tutto gira intorno al “ dio denaro “ gli investimenti del calcio non sono minimamente paragonabili a quelli del calcio a 5. La visibilità che danno i media al calcio a 5 è ridotta e anche la promozione risulta rallentata. Tuttavia, devo dire che negli ultimi anni sono stati fatti numerosi passi avanti. Spero che col passare del tempo almeno possa diventare una disciplina olimpica, magari già a partire dalle prossime olimpiadi in Brasile, patria del calcio a 5. <BR><BR><BR>8) Il tuo più bel goal in serie A, descrivicelo. <BR><BR>Sinceramente non ho ancora fatto goal particolarmente belli con l’Acqua &amp; Sapone. Sicuramente il goal segnato nel derby abruzzese contro il Pescara è stato il più importante. Grazie a quella segnatura siamo poi riusciti a portare a casa la vittoria in una partita molto difficile ed importante per noi. <BR><BR><BR>9) Sei iscritto alla facoltà di Farmacia, a Catania. Quanto è difficile giocare e studiare al tempo stesso? <BR><BR>E’ difficilissimo far coincidere le due cose. Ci alleniamo tutti i giorni, spesso anche due volte al giorno. Spero, terminata la stagione, di riuscire a trovare del tempo da dedicare ai miei studi.&nbsp; <BR><BR><BR>10) La tua famiglia condivide la tua scelta? <BR><BR>Si hanno condiviso la mia scelta, senza influenzarmi minimamente, ovviamente con la promessa di continuare e terminare gli studi. <BR><BR><BR>11) A 24 anni sei approdato alla serie A. Sogni la maglia azzurra? <BR><BR>Penso che per la maggior parte delle persone che praticano sport a livello agonistico la massima aspirazione sia quella di vestire la maglia della nazionale. Io lavoro tutti i giorni per migliorarmi e cercare di affermarmi nella massima categoria,&nbsp; poi se arrivasse pure la chiamata della nazionale sarei pronto ad accoglierla a braccia aperte, sarebbe una grandissima gratificazione per i sacrifici fatti in tutti questi anni.&nbsp; <BR><BR><BR>12) Cosa ti aspetti per il futuro? <BR><BR>Come ti ho detto prima, sono arrivato in Serie A e spero di rimanerci più a lungo possibile. Cercherò di impegnarmi al massimo per raggiungere traguardi sempre più ambiziosi e che mi possano rendere felice. Queste esperienze so che saranno importanti, non solo a livello calcistico ma anche per la mia formazione personale, cercherò di godermele fino in fondo. <BR><BR><BR>Angela Failla <BR><BR><BR>C1007650adm001adm001ficili.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-il-talento-ficili-detto-memmo-si-racconta-e-stato-emozionante-arrivare-in-serie-a-1011923.htmSi100075701,02,03,090301366S
121011967NewsCampionatiBrucato, tecnico del Mantova: «Il Monza di Gasbarroni mi ha impressionato»20130419092943lega pro, brucatoDopo la partita con il Milazzo Dopo la partita con il Milazzo non abbiamo avuto il tempo di intervistarlo, perché la sua squadra ,il Mantova, andava di fretta per raggiungere l’aeroporto di Catania,dove c’era un aereo che l’aspettava. Tuttavia ci siamo dati appuntamento&nbsp;&nbsp; e così lo chiamiamo al telefono&nbsp; a distanza di alcuni giorni dal pareggio conseguito al “Grotta di Polifemo “. <BR>Giuseppe Brucato è&nbsp; siciliano&nbsp; ed è lui stesso a dichiararlo con un pizzico di orgoglio al telefono,quando lo chiamiamo. E’ nato a Caltanissetta 53 anni fa e ci tiene a precisare che conosce bene la Sicilia ,anche se ormai da parecchi anni vive al Nord. La sua storia di allenatore è impreziosita da numerose panchine di grande tradizione&nbsp; calcistica. Infatti&nbsp; dopo l’Orbassano,l’Ivrea.l’Aosta ,arrivo’ al Moncalieri,che trascinò in 3 anni dall’Eccellenza piemontese alla C2 nel 2001.Quindi dopo l’esperienza con la Biellese,con lui iniziò nel campionato 2004-2005 il&nbsp; progetto&nbsp; Sassuolo, che sta per concludersi con la conquista della Serie A,com’è noto quest’anno. Il 25 febbraio del 2008 però è una data che mister Brucato non dimenticherà facilmente perché è il giorno del suo esordio in serie B alla guida del Mantova,che eredita in quella occasione da Attilio Tesser,il quale a sua volta passerà al Novara l’anno successivo. Riconfermato sulla panchina dei virgiliani l’anno dopo,viene però esonerato la domenica della sconfitta con il Parma in casa per 1-3 e sostituito il 27 Ottobre del 2008 da Alessandro Costacurta,che però dopo qualche tempo abbandonerà per dedicarsi anima e corpo alla carriera di commentatore sportivo. Nel campionato 2009-2010&nbsp; il presidente del Taranto lo chiama alla guida della squadra pugliese,ma dopo la sconfitta casalinga con il Foligno viene licenziato ed al suo posto chiamato Davide Dionigi,che quest’anno ha allenato per gran parte del campionato la Reggina.<BR><BR>Un anno fa è lui ad essere chiamato al posto del collega Osvaldo Jaconi sulla panchina del Bassano,che però retrocede in seconda divisione. Infine il 28 Dicembre il Mantova gli regala una gioia immensa richiamandolo a distanza di 4 anni,avendo licenziato mister Sauro Frutti,che aveva salvato la squadra biancorossa l’anno precedente agli spareggi di playout con la Vibonese. Inizia così la nuova avventura sulla panchina da lui più amata,con la speranza di conquistare i playoff,che però sono svaniti,ma è rimasta la fiducia di tutto l’ambiente,che conserva ancora un buon ricordo di lui per l’ultimo campionato di Serie B.<BR><BR>Mister Brucato a Milazzo un pareggio,che non si aspettava? I ragazzi hanno forse affrontato la trasferta in Sicilia senza l’opportuna concentrazione pensando ad una vittoria facile?<BR>Non credo perché conosco i miei ragazzi e li avevo già catechizzati a dovere. Probabilmente ha inciso la lunga trasferta,&nbsp; se pensa che siamo arrivati all’una di notte !<BR><BR>E poi devo riconoscere che il Milazzo ci ha affrontato a viso aperto perché insegue la prima vittoria in campionato e&nbsp; non avendo più nulla da chiedere a questo torneo,giocano con la mente libera da pressioni di qualsiasi genere.<BR>Con quale modulo preferisce schierare i suoi?<BR>In genere un 3-5-2&nbsp; anche se non mi irrigidisco e preferisco cambiare tenendo conto delle caratteristiche dei miei giocatori,per cui ,specialmente in casa, non è difficile vedermi giocare ad esempio con un 4-3-3 leggermente più aggressivo. Importante è ottimizzare il patrimonio di giocatori,che la società mi mette a disposizione.<BR><BR>Cosa ne pensa,mister,della regola dell’utilizzo degli “under”&nbsp; in campo per ottenere i rimborsi a fine torneo?<BR>In linea di massima sono contrario per una serie di motivazioni,tutte valide. Intanto un giovane, quando possiede la qualità e le doti naturali,gioca senza bisogno di regole e senza tener conto della sua data di nascita. Ai miei tempi i giovani,se valevano,rubavano il posto ai titolari più anziani e nessuno ci obbligava a mandarli in campo. Oggi si rischia di creare false aspettative in ragazzi,che non si rendono&nbsp; conto di non essere all’altezza della categoria,in cui vengono impiegati. Oltrepassato il limite d’età previsto sarà dura per un giovane riadattarsi, scendendo di categoria e la sua maturazione ne potrebbe risentire.<BR><BR>Quale squadra l’ha più impressionata in questo girone?<BR>Il Monza mi è sembrato meglio organizzato,più propositivo,gioca alla palla ed anche se fra le sue fila gioca un certo Gasbarroni, un vero lusso per la categoria, è un gruppo&nbsp; che gira bene in attacco e sa chiudersi con ordine in difesa. Puo’ fare bene se arriva a qualificarsi per i playoff!<BR><BR>I suoi programmi per il futuro?<BR>Mi piacerebbe restare qui a Mantova e programmare una bella squadra ,che sia all’altezza della storia di questa società ,che merita di ritornare a quella serie B ,in cui ha militato con onore per tanti anni.<BR><BR>Un’ultima domanda:le è piaciuta la città di Milazzo? E’ stato accolto bene dai tifosi milazzesi?<BR>Sono nato in&nbsp; Sicilia,come vi ho confessato all’inizio dell’intervista,conosco la mia terra abbastanza, ma non conoscevo Milazzo. Non ho avuto modo di girare molto per&nbsp; visitarla ,ma abbiamo fatto la domenica mattina una breve passeggiata lungo la cortina del porto e la Marina Garibaldi,che è un posto splendido,dove finalmente ho potuto respirare la brezza del vostro e del mio mare,che mi manca molto lassù al Nord. Ma ho saputo che i nostri tifosi,ben accolti dai vostri, non hanno aspettato granchè per farsi una bella nuotata nelle acque del mar di Ponente. Cosa ricorderò di questo soggiorno in Sicilia? Sicuramente quella granita con brioshe ,gustata al mio arrivo all’una di notte, con il suono delle onde&nbsp;&nbsp; e l’odore del vostro mare a fare da splendida cornice :sono sensazioni uniche, che sicuramente mi accompagneranno&nbsp; per molto tempo ancora durante le mie giornate in quel di Mantova!<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR>Attilio Andriolo<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>adm001adm001brucato.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-brucato-tecnico-del-mantova-il-monza-di-gasbarroni-mi-ha-impressionato-1011967.htmSi100075701,02,03,090301080S
131011959NewsCampionatiAnastasi: «Juventus nettamente favorita contro il Torino»20130419071156juventus, anastasiPietro Anastasi, tra passato, presente e futuro della sua JuventusPietro Anastasi, tra passato, presente e futuro della sua Juventus<br>“Pietro Anastasi finì per essere il simbolo vivente di un’intera classe sociale: quella di chi lasciava a malincuore il meridione per andare a guadagnarsi da vivere nelle fabbriche del Nord”. Così scriveva Alessandro Baricco, torinese di nascita, scrittore, saggista, sceneggiatore, regista e noto esponente della narrativa italiana contemporanea. E, in effetti, Pietruzzu Anastasi ha rappresentato attraverso il calcio un periodo storico importante del nostro Paese. La sua lunga carriera di calciatore siciliano partito dalla Massiminiana di Catania per passare al Varese e poi percorrere la strada del suo destino glorioso con la Juventus, si è legato indissolubilmente alla squadra dell’avvocato Agnelli e, soprattutto, a Giampiero Boniperti che l’ha subito accolto a braccia aperte come fosse un figlio. Oggi è opinionista sulle reti private di Quarta Rete Tv e, in occasione del derby di Torino, abbiamo pensato di interloquire con lui che è stato artefice di tante “battaglie” stracittadine del passato sotto la mole, ma anche di disquisire insieme del presente e del futuro della sua Juventus.&nbsp; <br><br>Anastasi, come vedi il prossimo derby di Torino?<br>“Visto come stanno andando in campionato le due squadre, sulla carta dovrebbe vincere la Juve. Tuttavia, io che ho vissuto in prima persona tanti derby, so che in queste partite non esiste nessun favorito o sfavorito. Sarà banale, ma il derby è davvero una partita a sé, aperta a qualsiasi risultato. Su questo non ci sono dubbi di sorta”.<br><br>Tra i tanti derby di Torino che hai giocato, ce n’è uno che ti è rimasto particolarmente impresso nel cuore?<br>“Ricordo con affetto il primo derby che ho giocato con la Juventus contro il Toro. In quella occasione segnai all’ultimo minuto e vincemmo 2 a 1. Quello era il primo anno che giocavo nella Juve, e quasi non mi rendevo conto dell’importanza di vestire quella maglia e di giocare un derby che aveva ed ha una valenza e un significato particolare, per la città di Torino e per le contrapposte tifoserie”.<br><br>Tu che hai vissuto sul campo i derby di Torino e Milano, quali dei due ritieni più carico di motivazioni?<br>“Sicuramente quello di Torino. A Milano si affrontano due squadre che in genere sono abituate ai vertici della classifica. A Torino, invece, la Juve è abituata a lottare per lo scudetto, mentre il Toro, tranne alcune episodiche occasioni, non ha mai avuto una certa regolarità di rendimento. E poi la Juve, non solo per Torino, è sempre stata emblema di aristocrazia dettata dalla Fiat e dalla famiglia Agnelli, mentre i granata rappresentano il proletariato sanguigno e orgoglioso di battere gli odiati cugini”.<br><br>Fermo restando che la Juve abbia già bissato il suo secondo scudetto consecutivo, pensi che questo successo sia legato esclusivamente ai propri meriti o, piuttosto, anche ai demeriti delle altre squadre inseguitrici?<br>“ In casi di questo genere è difficile quantificare realmente quanto ci sia di merito proprio e quanto di demerito altrui. Tuttavia, se pensiamo al notevole divario di punti che c’è tra la Juve e la seconda in classifica, devo dire che ci sono tanti meriti da parte dei bianconeri che sono stati capaci di mantenere una continuità di risultati che le altre non hanno saputo fare. D’altra parte, il Milan ha cominciato il campionato in maniera disastrosa, l’Inter si è persa per strada, il Napoli ha avuto un grande exploit iniziale, ma poi non ha retto i carichi degli impegni europei e a un certo punto ha mollato per poi riprendersi. Poi la Lazio che fino a un certo punto del campionato è stata l’anti Juve assieme al Napoli, non ha retto fino in fondo. E, per quanto riguarda la Roma, tutti sanno quali sono stati i risultati durante la gestione di Zeman”. <br><br>Ritieni che il livello tecnico del campionato italiano sia peggiorato rispetto a qualche anno fa?<br>“Diciamo che mancano i fuoriclasse. Il Milan ha ceduto Thiago Silva e Ibrahimovic, l’Inter ha venduto Samuel Eto’o, Thiago Motta, Maicon e quindi il problema nasce proprio per la mancanza di calciatori di un certo livello. Oggi mancano i grandi top player, nella Juve e anche nelle altre squadre italiane di alta classifica. Loro, farebbero sicuramente la differenza per il calcio italiano”.<br><br>Qual è stato il tuo pensiero dopo i due incontri di Champions che la Juve ha disputato contro il Bayern?<br>“In quel caso abbiamo capito la differenza che c’è tra la Juventus e le grandi forze calcistiche europee. Tuttavia, dopo aver visto le due semifinali tra Bayern e Barcellona e tra Borussia Dortmund e Real Madrid, ci siamo ricreduti su un gap che non è poi così incolmabile come pensavamo. La Juve, ha certamente bisogno di comprare giocatori di un certo livello internazionale, tuttavia, non penso che tra noi e loro ci sia tutto questo distacco”.<br><br>Allora non sei d’accordo con Conte, quando sostiene che dovrà passare ancora qualche anno prima che una squadra italiana possa vincere una coppa europea?<br>“ A me non sembra una cosa così esagerata. Io ripeto che si tratta di avere in seno alla squadra dei fuoriclasse in grado di fare la differenza. E’ tutta una questione di denaro da potere spendere. Certo, se pensiamo che il Bayern ha acquistato dal Borussia Dortmund Goetze per 37 milioni di Euro e Lewandowski per altrettanti soldi, allora è sicuro che c’è un divario tra la Juve e loro. Marotta ha dichiarato che la società bianconera non può spendere tanto e quindi si devono cercare valide alternative. Credete, non è questione di scuola calcistica superiore alla nostra, semplicemente una carenza di campioni”.<br><br>Pensi, dunque, che la difficoltà economica delle aziende del calcio italiano si rispecchi nella crisi del nostro Paese?<br>“Sono perfettamente d’accordo con quanto sostieni. Il momento del calcio italiano è l’espressione della tremenda crisi economica che sta attraversando il nostro Paese. Tuttavia, rimanendo sempre in seno alla Juventus e ai suoi bilanci, ritengo che quest’anno, a differenza di quello precedente, abbia acquisito buoni introiti dalla sua partecipazione in Champions League, per cui deve necessariamente investire per essere maggiormente competitiva il prossimo anno”.<br><br>In definitiva, cosa manca realmente a questa Juve per ritornare a essere ancor più grande in Europa?<br>“Quando guardo la classifica cannonieri, mi rattrista vedere che ai vertici non appare mai un giocatore della Juventus. Avere uno o più calciatori in grado di segnare 10 o 15 gol in più all’anno, è essenziale per questa Juve che produce molto gioco ma che spesso fatica ad andare in gol”.<br><br>Salvino Cavallaro <br>&nbsp;<br>&nbsp;&nbsp; <br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br><br>C1007650FL0711FL0711anastasi.jpgSiNesclsuiva-il-calcio-24-anastasi-juventus-favorittisma-contro-il-torino-1011959.htmSiT1000007,T1000099100451001,02,03,06,07,08,090302190S
141011963NewsCampionatiAgroppi: «Il Torino non ha giocatori di valore. Alla Juventus basterebbe Ibrahimovic»20130418033880agroppi, torino, juventusAgroppi ci appare come rinatoAldo Agroppi da Piombino, classe 1944. Da qualche giorno ha compiuto 69 anni, davvero ben portati. Dopo la brutta parentesi di salute a causa di un infarto che l’ha colpito lo scorso anno, Agroppi ci appare come rinato. E’ loquace come sempre, pronto alla battuta e a non nascondersi mai dietro inutili ipocrisie. E’ la sua natura di uomo fatto tutto d’un pezzo che combatte sempre per quelle verità nascoste che quasi sempre non si dicono per non turbare la suscettibilità altrui. Lui è un toscano verace dalla lingua tagliente che, tuttavia, non intende mai offendere nessuno ma, se è il caso, dire pubblicamente certe verità per un puro senso di giustizia. L’ultima volta che lo abbiamo sentito non ci appariva così in forma come oggi che, invece, sembra piacevolmente tornato a essere come desiderano tutti coloro che gli vogliono bene davvero. Va a ruota libera Aldo, ed è davvero un fiume in piena. Ricorda&nbsp; con affetto e,&nbsp; come se fosse ieri, la sua crescita calcistica e umana nel Settore Giovanile del Toro, ed il suo sogno di giocare in prima squadra che è diventato poi realtà il 15 Ottobre 1967 contro la Sampdoria. Da allora, il suo cuore e la sua passione calcistica hanno avuto un solo colore: quello granata del Toro. Ed è per questo motivo che, nonostante il passare degli anni e la sua lontana dimora da Torino (tutti sanno che Agroppi vive a Piombino), lo hanno legato affettivamente al Toro in maniera indissolubile. E, ogni volta che gli si chiede un giudizio sul Toro, egli è prodigo di utili consigli. Anche in questa occasione, da noi intervistato sull’attuale situazione del Toro e sull’imminente derby di Torino, Aldo Agroppi si rivela come sempre un opinionista di grande competenza e cultura calcistica.<BR><BR><BR>Agroppi, cosa pensi del prossimo derby di Torino?<BR><BR>“Mi piacerebbe che il Toro potesse vincere, non tanto per un fatto di costume cittadino ma, soprattutto, per la classifica che vede i granata affrontare la Juve, il Milan a San Siro, poi lo scontro diretto con il&nbsp; Genoa e così via. Il Toro non è ancora salvo e, considerando la forza della Juve, non può perdere assolutamente il derby. Tuttavia, devo dire che non sono fiducioso nel risultato finale in quanto la Juve, pur conducendo da sola il campionato, nei derby trova sempre tutte le sue forze, le determinazioni e la sua voglia di vincere. La Juve non regalerà niente, anche se è quasi già campione d’Italia per la seconda volta consecutiva. Il Toro deve fare una grossa partita sotto il profilo tecnico e tattico, perché questa Juventus è obiettivamente più forte”.<BR><BR>Tu che hai vissuto tanti derby torinesi, qual è quello che ricordi maggiormente?<BR><BR>“ Il derby scudetto del marzo ’72, quando si vinse 2 a 1. Ricordo che la Juventus segnò prima con Anastasi, poi pareggiò Claudio Sala su punizione e io feci il gol vincente. Ci portammo a un punto dalla Juve e quello fu l’anno in cui mi annullarono il gol a Genova. Fu così che alla fine del campionato arrivammo dietro alla Juve. Quello non fu l’unico gol che feci ai bianconeri juventini, perché ne seguirono altri due in derby diversi. Tuttavia, quello che ricordo maggiormente fu quello legato a quel fatidico anno ‘72”.<BR><BR>Perché il derby di Torino si differenzia particolarmente dagli altri?<BR><BR>“E’ una partita diversa dalle altre e bisogna viverla per rendersene conto. E’ il confronto tra la razza padrona e quella operaia. Già in settimana avverti qualcosa nell’aria che è diverso dagli altri giorni. C’è aspettativa e tensione per le strade, nei negozi, in famiglia. I tifosi ti permettono tutto ma non di perdere un derby. E’ un fatto personale con i propri calciatori che non ammette la sconfitta e, se si perde, per un certo periodo di tempo non ti sono più amici. Se invece vinci sei il padrone della città almeno per una settimana. Si tratta davvero di una partita diversa, anche perché c’è il problema che lunedì si torna al lavoro e se hai perso il derby, non mancano gli sfottò talora anche pesanti”.<BR><BR>Il Torino gioca bene e non fa punti. Perché?<BR><BR>“Perché non sono giocatori di valore. Possiamo disquisire di tattiche, geometrie di gioco e anche di cuore granata, ma se non hai i giocatori validi non si va da nessuna parte. Il valore antico del Cuore Granata, il Toro l’ha avuto anni fa quando giocavano i vari Pulici, Graziani, Sala, Zaccarelli, Pecci, Castellini, io, e via discorrendo. La gente si affezionava a questo sentimento legato al Cuore Granata, all’ardore, all’agonismo e alla maglia intrisa di sudore, associandolo al vero valore tecnico della squadra che poteva contare su veri campioni di calcio. Oggi, il Toro, non ha giocatori all’altezza della situazione e si limita a fare quel che può. Poi, quando si perde, viene spontaneo dire che non c’è più il Cuore Granata per i motivi che ho appena detto”.<BR><BR>Quindi, se mancano i giocatori importanti la colpa è della società?<BR><BR>“ I giocatori importanti li conoscono anche Cairo e Petrachi, ma le possibilità economiche sono quelle che sono e di conseguenza ti devi adattare con quello che hai senza potere fare una grande squadra. A mio avviso l’obiettivo del Torino sarà ancora per molti anni quello di salvarsi, perché nel Toro non vedo ombra di grandi calciatori. Bisogna anche capire che un presidente non può rischiare di fallire. Gestire oggi una squadra di calcio come il Toro vuol dire un esborso di denaro incredibile, dove non si hanno nemmeno molti ritorni economici a causa della scarsa media di spettatori e dei pochi sponsor a disposizione. Quindi, penso che per il Torino, fermo restando questo stato di cose, la salvezza è sicuramente un obiettivo davvero importante da non sottovalutare”.<BR><BR>Pensi che, nonostante la sconfitta, gli applausi finali della curva maratona ai suoi giocatori, rappresenti un fatto di civiltà sportiva?<BR><BR>“Sicuramente. I tifosi del Toro hanno capito che in certe partite perse, tipo quelle contro il Napoli e la Roma, i propri giocatori hanno dato il massimo, enfatizzando quel senso del cuore granata che vuole l’impegno fino all’ultimo minuto della partita. Ma se tutto quello che la squadra ha dato in campo non è bastato, vuol dire che non è certo colpa dei giocatori. L’applauso, a seguito di una sconfitta, è sicuramente un segnale importante di maturità sportività da non sottovalutare”.<BR><BR>Un’ultima domanda di football a carattere generale. Sei d’accordo con Conte quando afferma che ci vorranno ancora degli anni, prima che una squadra italiana possa vincere in Europa?<BR><BR>“Ma che ne sa Conte cosa potrà succedere in futuro. Basta che la Juve acquisti Ibrahimovic e non deve più cambiare nient’altro per risolve tutti i suoi problemi. Sento dire che la sua presenza possa destabilizzare lo spogliatoio bianconero. Io penso che non ci sarebbe nulla di questo, perché è un giocatore capace di risolvere il problema della carenza del gol della Juve. A Conte è stata apposta l’etichetta dell’allenatore che sbraita, che è irrequieto e irrefrenabile, ma in realtà ritengo che non ci sia bisogno di tale atteggiamento, in quanto ha in mano una squadra di giocatori forti. Vorrei vedere cosa accadrebbe se ritornasse ad allenare squadre di provincia”.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0711FL0711agroppi.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-agroppi-il-torino-non-ha-giocatori-di-valore-alla-juventus-basterebbe-ibrahimovic-1011963.htmSiT1000007,T1000099100451001,02,03,06,07,080301144S
151011761NewsCampionatiCatania, Marchese: «Abbiamo tanta voglia di riscattare la sconfitta del derby di andata. Sogno la mia prima doppietta in A»20130415191885Chievo,Catania,intervista,Marchese,terzino,sicilia,siciliano,derby,doppiettaLe parole del terzino etneo il giorno dopo del pareggio esterno in territorio scaligeroGiovanni Marchese,&nbsp;uno degli uomini più attesi del match di ieri visti i suoi trascorsi con la maglia clivense, è uno di quei giocatori in grado di farsi apprezzare non solo dentro ma anche&nbsp;fuori dal campo. A Verona, infatti, ha lasciato un buon ricordo, come può dimostrare un gruppetto di tifosi, in gran parte&nbsp;gialloblù, che&nbsp;ha voluto aspettare fuori dai cancelli il pullman catanese&nbsp;per donargli un saluto. Contattato in esclusiva da Pierluca Lo Porto per ILCALCIO24.COM ha dimostrato una gentilezza nobile almeno quanto il suo cognome concedendoci l'intervista che riportiamo di seguito:<br><br> La partita di ieri pomeriggio ha avuto sicuramente un gusto speciale per te. Il Chievo, infatti, è la squadra che ti ha fatto esordire in A e in quella che allora era nota come "Coppa Uefa".&nbsp;Che ricordi hai dei tuoi anni in questo club? Provi un sentimento di rivalsa quando lo affronti dal momento che non hanno creduto fino in fondo alle qualità che hai largamente dimostrato soprattutto negli ultimi due anni?<br><br> "Sicuramente provo delle belle sensazioni. È sempre un piacere giocare lì. C'è una piazza ed una tifoseria tranquilla con una società sana che sa svolgere bene il proprio lavoro. Onestamente mi aspettavo di poter fare di più, però l'importante è essere riuscito in seguito a dimostrare il mio valore qui a Catania."<br><br> Il Catania ha disputato una partita attenta in fase difensiva e talvolta, soprattutto nella ripresa, ha creato qualche discreta opportunità per andare in rete. Cosa vi è mancato per la vittoria?<br><br> "Hai detto bene, siamo rimasti un po' dietro perchè non volevamo perdere, anche se magari poteva starci qualcosa in più. Però volevamo arrivare al derby con un risultato positivo e ci siamo riusciti portando a casa un buon punto".<br><br> L'Europa League rimane un obiettivo o è ormai irraggiungibile?<br><br> "Fino a quando la matematica non ci darà per spacciati, noi ci crederemo."<br><br> Il match di ieri è stato un banco di prova importante. Inutile negare che i pensieri dei tifosi catanesi sono però già da qualche settimana rivolti al derby contro il Palermo. Quanta voglia avete di riscattare la sconfitta dell'andata?<br><br> "È sicuramente una partita che conta perchè per un calciatore disputare un derby è speciale. Sappiamo quanto è importante per i nostri tifosi e c'è grande desiderio di fare risultato per riscattare l'andata."<br><br> È un dato di fatto che ogni volta che realizzi un gol questo risulti di pregevole fattura. Da qui a fine campionato, ti senti di promettere un'altra rete delle tue?<br><br> "Me lo auguro. Mi piacerebbe realizzare una doppietta anche se aldilà del numero dei gol andare in rete è sempre bello; spero di riuscirci ancora nelle rimanenti giornate."<br><br> C'è un giocatore di A con cui hai in comune il ruolo, il piede preferito, l'anno di nascita ed anche la stagione in cui vi siete affermati a livello nazionale, ovvero la scorsa. Stiamo parlando di Federico Peluso, oggi in forza alla Juventus. Sei rimasto un po' deluso quando il C.T della Nazionale Prandelli ha cominciato a convocare lui e non te?<br><br> "No, assolutamente. L'allenatore è libero di fare le sue scelte. La convocazione, si sa, fa sempre piacere; però non ci penso perchè l'importante è fare bene nel proprio club perchè solo in questo modo potrebbe aprirsi qualche porta."<br><br> Tu sei uno dei simboli di quello che probabilmente passerà alla storia come "il Catania dei record". Qual è il segreto di questa squadra che riesce talvolta a classificarsi davanti o vicino a club più blasonati e ricchi economicamente?<br><br> "La cosa fondamentale è avere alle spalle una società sana. Aldilà di questo molto dipende dalla preparazione che svolgiamo prima di affrontare ogni partita e dal fatto che costituiamo un buon gruppo; tutto questo ci consente di raggiungere ottimi risultati."<br><br> Cosa vuol dire per te&nbsp;essere l'unico siciliano all'interno di una squadra sicula? E cosa significa per te indossare la fascia di capitano, come è successo diverse volte, di questo club?<br><br> "Sicuramente è una soddisfazione grandissima&nbsp;per quanto riguarda entrambe le cose. Da siciliano sono più che fiero di giocare per una squadra siciliana ed è sempre emozionante indossare quella fascia perchè in quel momento rappresenti una terra, i tuoi compagni e sei chiamato a dare il doppio. Ma anche quando non la indosso ci tengo a dare sempre il massimo per il mio team."<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650VeronaFL0657FL0657260110hp2.jpgSiNchievo-catania-intervista-esclusiva-il-calcio-24-marchese-derby-sicilia-1011761.htmSiT1000014100664701,02,030301059S
161011701NewsCampionatiIl calatino Sampirisi: «Occhio al Catania, squadra che gioca a memoria. A noi serve la zampata decisiva per metterci al sicuro»20130412115152samnpirisi, chievo, genoa, genova, verona, seymour, corini, maran, catania, pulvirentiA Verona sto benissimo. Spero di trovare più spazio d`ora in avanti.<div align="justify">&nbsp;</div><div align="justify">&nbsp;</div><div align="justify">&nbsp;Contattato in esclusiva dalla redazione de ILCALCIO24, il giovane terzino siciliano del Chievo classe 1992, ci parla della delicata sfida di domenica pomeriggio contro gli etnei e del suo futuro.<br>&nbsp;<br>Come va affrontato questo Catania? "I rossazzurri giocano a memoria, esprimono un bel calcio, sono davvero un'ottima squadra ben messa in campo da mister Maran. Tra l'altro i calciatori etnei si conoscono bene perchè da diversi anno giocano insieme. Dobbiamo stare attenti e cercare di imporre il nostro gioco, senza tuttavia scoprirci. Loro sono molto insidiosi nelle ripartenze veloci. Per noi la vittoria significherebbe fare un significativo passo in avanti verso la salvezza".</div><div align="justify">&nbsp;</div><div align="justify">Come ti trovi a Verona? "La città è bellissima, la società è molto seria. Anche con mister Corini e con i compagni mi trovo splendidamente. Mi spiace solo che in questo momento delicato sto trovando poco spazio, soprattutto perchè Frey sta vivendo un momento di ottima forma e garantisce maggiore esperienza al mister. Spero di giocare di più d'ora in avanti, io continuerò ad allenarmii dando sempre il massimo, e cercherò di farmi trovare sempre pronto dal mister, qualora decidesse di impeigarmi".</div><div align="justify">&nbsp;</div><div align="justify">A fine anno quale sarà il destino di Mario Sampirisi, cresciuto nell'Us Aldini Bariviera prima di passare al Milan a 16 anni? "A gennaio, sono arrivato al Chievo dal Genoa di Preziosi con la formula del prestito con diritto di riscatto della metà. Quindi è ancora presto per capire se rimarrò a Verona o tornerò a Genova, non dipende da me. Io mi trovo bene qui nella società clivense e in questa città, ma anche nel capoluogo ligure stavo benissimo e ho ottimi rapporti con la società, con i compagni di squadra e con i tifosi".</div><div align="justify">&nbsp;</div><div align="justify">Da siciliano, o meglio, da catanese, hai mai pensato di giocare con la maglia rossazzurra? "Sono andato via da bambino, ma sono legatissimo alla Sicilia, alla mia Caltagirone e al capoluogo etneo. E' ovvio che mi piacerebbe indossare la casacca rossazzurra. Diversi colleghi che hanno giocato in questi anni nel Catania, ad esempio Felipe Seymour, mi parlano benissimo della società etnea e di tutto l'ambiente. In Sicilia potrei anche contare sull'affetto dei miei amici e parenti. Chissà, un giorno, se dovesse arrivarmi una chiamata dal club del presidente Pulvirenti".</div><div align="justify">&nbsp;</div><div align="justify"><br>&nbsp;</div>C1007650ivomesivomessampirisi.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-sampirisi-chievo-e-catania-1011701.htmSiT1000014,T1000028100075401,02,03,04,07,090301543S
171011631NewsCampionatiL`ex portiere Alberto Fontana analizza per noi l`evoluzione dei palloni: «Buffon ne sa qualcosa»20130409155999alberto fontana«Quanto è importante nel calcio moderno l`uso dei palloni continuamente rielaborati e quanto penalizzano i portieri?« Da una ricerca-inchiesta sul tema specifico con la consulenza tecnica dell`ex portiere Alberto Fontana. Dopo il rocambolesco gol subito da Gigi Buffon nella partita di Champions League contro il Bayern, e nel continuo assistere alle difficoltà sempre maggiori dei portieri nel bloccare la palla, ci siamo chiesti se il problema è di natura tecnica o, piuttosto, del continuo cambiare il peso e la struttura del pallone stesso. Diciamo subito che ci sono due tipi di palloni ufficiali: uno destinato al Campionato di calcio italiano e l’altro alla Champions League. Il nuovo pallone originale utilizzato ufficialmente nell’attuale Campionato italiano 2012’13 si chiama Nike Maxim Hi –Vis. La sua grafica geometrica è molto decisa e l’abbinamento dei colori è capace di creare durante il gioco, un forte effetto di bagliore con bordi netti anche in condizioni di scarsa visibilità, migliorandola in modo importante. Ma ci sono altri vantaggi con questo nuovo pallone: il rendimento in PU (plastica poliuretanica) con micro scanalature, che stabilizza il volo della palla aumentandone l’efficacia e l’accuratezza, la schiuma ad azoto espanso flessibile e reticolata, per una sensibilità costante in qualsiasi condizione atmosferica, lo strato esterno in gomma strutturata per maggiore potenza e velocità e, infine, il rinforzo in poliestere che migliora la struttura e la stabilità del pallone. <BR><BR>In Champions League, invece, da febbraio 2013 e con gli inizi degli ottavi di finale, la UEFA ha ufficializzato l’uso esclusivo di “Finale Wembley”, il nuovo pallone ufficiale svelato da Adidas che accompagnerà le squadre fino alla finale in programma il 25 maggio a Wembley. All’interno dell’iconico design a stella del nuovo pallone europeo, compaiono gli anni in cui sono state giocate le precedenti finali oltre a quella di quest’anno 2013. Adidas ha una lunga storia legata allo sviluppo di palloni, essendo fornitore ufficiale per i massimi eventi UEFA e FIFA dal 1970. Il Finale Wembley è il ventesimo pallone ufficiale prodotto per la Champions League ed è dotato di camera d’aria in gomma butilica per una tenuta ottimale. I palloni FIFA Approved misura 5, devono avere un peso compreso tra 420 e 445 grammi, mentre i palloni FIFA Inspected misura 5, devono pesare tra i 410 e 450 grammi. Circonferenza, sfericità, rimbalzo, perdita di pressione, assorbimento dell’acqua e peso specifico devono avere determinate caratteristiche imposte dall’UEFA.<BR><BR>&nbsp;Tuttavia, per spronarci a una miglior ricerca e approfondimento sul tema specifico, ci siamo chiesti tante volte se certe caratteristiche imposte dagli organi federali vadano più incontro a interessi di tipo economico - commerciale e di sponsor, piuttosto che ai reali vantaggi per un calcio migliore dal punto di vista tecnico. Più di una volta abbiamo visto portieri in difficoltà per la traiettoria della palla che, dopo il tiro dell’avversario, assume un cambio improvviso di direzione non certamente dovuto soltanto al tiro ad effetto. Per questo vogliamo approfondire questo tema d’attualità che si propone interessante sotto l’aspetto squisitamente culturale. E per meglio sviscerare i segreti del ruolo del portiere e dei suoi eterni problemi legati a gol che si sarebbero potuti evitare, ci siamo avvalsi della consulenza tecnica e dell’esperienza di Alberto Fontana detto Jimmy che è stato per lunghi anni portiere professionista.<BR><BR>Alberto Maria Fontana è nato a Torino il 2 dicembre del 1974 ed è stato portiere dell’Aosta, Voghera, Verona, Reggiana, San Donà, Pistoiese, Roma, Palermo, Torino e Novara. Da poco ha chiuso la sua carriera sul campo e dopo aver superato l’esame per diventare Agente FIFA, si accinge a occupare un ruolo che ha sempre sperato di ricoprire fin da quando era più giovane. Ultimamente è stato invischiato nello scandalo del calcio scommesse, ma a seguito del suo ricorso, il Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport (TNAS) ha sentenziato la sua estraneità alla presunta combine del match di Coppa Italia Chievo – Novara del 2010 finita con la vittoria del Chievo per 3 a 0. Pertanto, la squalifica di tre anni e sei mesi ricevuta in primo grado e confermata dalla Corte di Giustizia Federale, è stata annullata. Per Jimmy Fontana sono stati 5 mesi d’angoscia, mesi emotivamente terribili per una persona come lui che è veramente speciale sotto il profilo umano. <BR><BR>Ciao Jimmy, come stai?<BR>“Bene. Dopo aver chiuso con il calcio giocato, proseguo la mia attività didattica nella mia scuola portieri “Fontana – Accorsi”. Poi sto aspettando l’esito dell’esame che ho sostenuto per Agente FIFA e conto di iniziare presto la mia nuova attività”.<BR><BR>Come spieghi il primo gol che Gigi Buffon ha subito contro il Bayern, all’Allianz Arena Stadium?<BR>“E’ uno di quei gol in cui un portiere non può fare assolutamente nulla. E’ dal 2007-2008, anno in cui c’è stato l’avvento del pallone unico, che facciamo presente i benefici per chi calcia il pallone e non per chi sta in porta. E’ l’eterno problema dei nuovi palloni, che quando sono calciati di collo pieno assumono, all’ultimo momento una traiettoria ingannevole per il portiere, soprattutto se il tiro arriva da lunga distanza”.<BR><BR>Allora sostieni che nel calcio moderno sia questa una delle cause che penalizzano i portieri?<BR>“Questa è una cosa acclarata, nel senso che anche il presidente della FIFA Blatter è stato molto chiaro. Il pallone unico è stato creato per il calcio spettacolo e per fare tanti gol. D’altra parte l’essenza del calcio è il gol e non il cercare di neutralizzarlo. E chi pensa che i portieri sbaglino di più rispetto a prima, non tengono realmente conto di questo importante problema, e cioè che i palloni di adesso assumono traiettorie che, talvolta, lasciano di stucco anche i più bravi portieri”.<BR><BR>Pensi che questi continui restyling del pallone di calcio, vadano soltanto a beneficio economico degli sponsor?<BR>“Vanno sicuramente a beneficio del gioco perché, secondo la FIFA, questi palloni producono più gol rispetto a prima e quindi maggiore interesse e introiti. Poi, esistono certamente gli interessi legati al marketing e alle case costruttrici, come ad esempio la Nike che fornisce i palloni per la Serie A, Puma che invece dà i palloni per la Serie B e Adidas che li dà alla Champions League. I proventi sono distribuiti nei vari settori ”.<BR><BR>Per finire Alberto, due giudizi sulle squadre torinesi. Intanto, cosa pensi del Torino di oggi?<BR>“Penso già da un paio di mesi che il Toro si salverà e che questo sia un anno di transizione per migliorarsi nel prossimo futuro”.<BR><BR>Pensi che la Juve possa fare la remuntada di Champions contro il Bayern?<BR>“Penso che sia un’impresa impossibile, anche se la Juve in casa esprime un ottimo calcio. Purtroppo all’Allianz Arena Stadium di Monaco, i bianconeri sono incappati in una brutta serata e adesso penso che la rimonta sia davvero difficile”.<BR><BR>Ma in definitiva, cosa manca a questa Juve per essere di nuovo competitiva in Europa?<BR>“Alcuni giocatori in grado di avere l’esperienza del calcio europeo. La Juve, in Italia, ha dimostrato di essere prima nella spettacolarità del gioco. Ma in Europa, è tutta un’altra cosa”.<BR><BR>Salvino Cavallaro <BR><BR>C1007650FL0711FL0711fontana.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-alberto-fontana-analizza-per-noi-l-evoluzione-dei-palloni-buffon-ne-sa-qualcosa-1011631.htmSiT1000007,T1000026,T1000027,T1000017,T1000014,T1000012,T1000018100451001,02,03,060301210S
181011259NewsCampionatiAntonio Venuto, un allenatore dai metodi moderni e vincenti20130327033418antonio venutoAllenatore dell’Hinterreggio squadra di Seconda Divisione del Campionato di Lega ProAntonio Venuto da Villafranca Tirrena in provincia di Messina, oggi allenatore dell’Hinterreggio squadra di Seconda Divisione del Campionato di Lega Pro, è stato allenatore della S.S. Milazzo dal 2008 al 2011 conquistando due promozioni tra Campionato di Eccellenza e poi di Serie D, raggiungendo il terzo posto nel Campionato di Lega Pro di Seconda Divisione nell’anno 2010’11. Una scalata professionale che l’ha visto crescere fin da quando, allenatore dilettante di terza categoria nel 1989, ha deciso di continuare i suoi studi calcistici per conquistare l’abilitazione di allenatore di seconda categoria fin dal 2007. Poi, non contento di quanto ottenuto, si misura con se stesso per verificare le sue potenzialità. Si iscrive al Corso di Allenatori Professionisti di Prima Categoria a Coverciano nell’anno 2011’12 e, con notevoli sforzi economici personali (visto l’ingente esborso che richiede l’iscrizione) s’incammina nell’avventura con l’ardire di chi ama il calcio, desidera studiarne approfonditamente i sistemi di preparazione, l’individuazione e l’abilità nel percepire la chiave tattica giusta (anche a partita in corso), conoscere le varie scuole di pensiero e l’anima da tirar fuori dai giocatori per poterli motivare positivamente. Ma è soprattutto la psicologia di gruppo e anche individuale per ogni singolo giocatore che alla fine del corso lo porta a discutere la sua interessantissima tesi dal titolo, “Leadership e motivazione: il ruolo dell’allenatore”. Non è un caso che mister Antonio Venuto abbia scelto di discutere questa tesi davanti a una commissione d’esame competente, (tra gli altri c’era pure mister Spalletti). <BR><BR>Infatti, chi lo conosce bene, sa che il suo desiderio di approfondimento teorico - pratico sulle più moderne discipline tecniche calcistiche europee lo caratterizza come uomo-allenatore dai connotati personali talmente chiari che non si possono confondere con chi vede la professione di coach in maniera minimalista, raffazzonata e senza l’opportuna etica . Lui sa che nel calcio non c’è nulla d’improvvisato e neanche di definitivo e che i risultati positivi sono la chiave del successo ripartito tra società, allenatore, giocatori e tifosi, ma sa anche che ai primi insuccessi chi paga per primo è l’allenatore. Troppo navigato è mister Venuto per illudersi di successi facili che in prospettiva non danno alcuna garanzia. Lui sa come lavorare sodo con i suoi ragazzi, dai quali pretende impegno, serietà e vita ordinata anche fuori dal campo. Ma è anche pronto a capire se un giocatore non rende come potrebbe a causa di problemi psicologici che non rientrano propriamente nell’infortunio fisico. Ed è questa la peculiarità più naturale e interessante di mister Venuto: Saper capire i suoi ragazzi e motivarli a un impegno maggiore dal quale possa scaturire il meglio di loro. Senza stress, ma con la naturalezza e la consapevolezza che si ha quando si ama qualcosa, quando si sogna di raggiungere un obiettivo che è frutto della fatica e del lavoro serio. Sono queste le caratteristiche naturali di Venuto, un allenatore che non ha solo imparato attraverso i libri e gli studi tecnico-calcistici certi valori che sono insiti nel suo DNA, semmai le ha affinate confrontandosi con i suoi compagni di corso dai nomi altisonanti come Roberto Baggio, Valerio Bertotto, Benito Carbone, Benoit Fabiens Cauet, Alessandro Dal Canto, Davide Dionigi, Gianluca Festa, Emanuele Filippini, Devis Mangia, Fabio Pecchia, Lamberto Zauli, Zè Maria, per citarne solo alcuni tra i più famosi. Ma lui, mister Venuto, pur non vantando un curriculum altisonante di calciatore importante, non si è lasciato intimidire da nessuno, anzi si è confrontato consapevolmente con grinta e determinazione di chi deve dimostrare a se stesso prima che agli altri la propria preparazione. E non è un caso che ha ottenuto uno dei più alti punteggi finali di tutto il corso: 97/110. <BR><BR>Oggi, come dicevamo, Mister Venuto allena l’Hinterreggio, la Società calabrese che, dopo una difficile partenza in campionato con un altro allenatore, ha deciso di affidargli la guida tecnica. C’era molto da fare in quella squadra e, soprattutto, bisognava risalire la china e tirarsi fuori dalla bassa classifica. Così, mister Venuto, mette in campo pazientemente tutto il suo sapere di uomo e allenatore, rimboccandosi le maniche. E oggi l’Hinterreggio incomincia a respirare un’aria più serena, ma non ancora completamente tranquilla. E la vera forza di questa squadra creata dal suo allenatore, è l’unione di gruppo coeso che sa cementare meriti e&nbsp; demeriti da ripartire in egual misura a tutti, indistintamente. Ma lui, mister Venuto, è il vero condottiero della “nave” Hinterreggio, capace di assumersi ogni responsabilità e lasciare i giusti meriti ai suoi ragazzi. Possiamo dunque dire che l’altra squadra di Reggio Calabria ha intrapreso la strada giusta, quella via maestra che la condurrà alla salvezza anche attraverso il bel gioco. Tutto ciò è merito della società, della squadra e del suo condottiero. <BR><BR>E, per meglio conoscere il sentire e gli intendimenti di Antonio Venuto, allenatore che stuzzica curiosità e interesse per il suo modus operandi nell’ambito della preparazione del calcio moderno, abbiamo pensato di intervistarlo. <BR><BR>Mister Venuto, a parte lo scivolone esterno che la sua squadra ha subito domenica scorsa in casa del Chieti, l’Hinterreggio ha avuto una striscia di risultati positivi che l’ha collocato in una posizione di classifica interessante, anche se ancora non tranquilla. Come spiega tutta questa escalation?<BR>“E’ tutto frutto del lavoro serio e dell’applicazione continua, valori cui ho sempre creduto. Penso che i grandi risultati che si ottengono nello sport e nella vita si raggiungono soltanto se dietro c’è un grande impegno nell’applicazione e la passione per il lavoro che si fa. Questi, secondo me, sono stati gli ingredienti che hanno permesso all’Hinterreggio di risollevarsi dalla bassa classifica. Per quanto riguarda invece lo scivolone che ci ha visto battuti in casa del Chieti, devo dire che si è trattato di un match particolare che si è sviluppato maggiormente su alcuni episodi quantomeno discutibili che dovrebbero essere rivisti, in quanto hanno condizionato fortemente l’andamento della gara, nonostante che i miei ragazzi abbiamo fatto per l’ennesima volta una splendida prestazione. Questi episodi, purtroppo, hanno innescato un eccessivo nervosismo che è stato ancor più penalizzante per la mia squadra. Su questo, dobbiamo riflettere e lavorare ancora molto durante la settimana, perché bisogna evitare di penalizzarci a causa di qualche espulsione di troppo”.<BR><BR>Non ritiene che la Forma mentis inculcata alla sua squadra, che è proiettata costantemente all’attacco, possa a gioco lungo essere penalizzante?<BR>“Non sono d’accordo su questo pensiero di ordine tattico, in quanto sono sempre stato, e sempre sarò, fautore di un calcio propositivo. Non riesco a vedere la mia squadra attuale, ma anche quelle che ho allenato in passato, capaci di gestire il risultato e attendere l’avversario. Penso che quello non sia il vero calcio. La mia mentalità è prettamente offensiva, capace di andare a pressare l’avversario nella sua metà campo, non concedendogli spazi e possibilità di sviluppare il loro gioco. Aggredire l’avversario significa non farlo ragionare, inibendo al contempo le fonti del loro gioco. D’altra parte, sono convinto che se l’Hinterreggio non avesse assunto questo modo d’agire, probabilmente ancora oggi si troverebbe nella zona bassa della classifica”.<BR><BR>Mister Venuto, ma dove vuole arrivare questo Hinterreggio?<BR>“In primis l’Hinterreggio deve pensare a salvarsi prima possibile. Partite perse, come quelle contro il Chieti, che è una signora squadra e che non avrebbe avuto bisogno di essere agevolata dalla terna arbitrale, devono farci riflettere profondamente su tante cose. Dopo sette risultati utili consecutivi ottenuti dopo il mio avvento, ci ritroviamo a 2 punti dalla zona play out&nbsp; e a pochi dalla zona play off. E’ necessario dunque, vista la classifica così corta, fare più punti possibili per allontanarsi dalla zona retrocessione. L’Hinterreggio, purtroppo, paga ancora oggi a caro prezzo i pochi punti totalizzati a inizio campionato”.<BR><BR>Qual è stato il suo primo pensiero, quando a fine ottobre 2012 l’Hinterreggio le ha affidato la panchina?<BR>“L’anno scorso, ho avuto parecchio coraggio nel non accettare la riconferma alla guida della Squadra Primavera di una società come la Reggina, perché ho sempre aspirato ad allenare una Prima Squadra. Il mio excursus parla chiaro. Io ho allenato fin da giovane tutte Prime Squadre, anche se in campionati dilettanti. Poi ero entrato a far parte del mondo dei professionisti vincendo il Campionato di Serie D a Milazzo, e il mio primo pensiero era sempre quello di allenare le Prime Squadre. Chiaramente, l’esperienza maturata in Lega Pro ha fatto si che in me si instaurasse un grandissimo spirito di rivalsa e un desiderio profondo di accasarmi, fin dall’inizio dell’attuale campionato, presso una società capace e dal progetto ambizioso che potesse in qualche modo valorizzare anche le mie capacità professionali. E’ l’eterno gioco del dare e dell’avere, creato da sempre dalle opportunità. Oggi, ringrazio il presidente Pellicanò e la società Hinterreggio, per aver creduto in me e dal quale desidero un rinnovamento del contratto per continuare insieme quel processo di miglioramento che è nelle corde di questa giovane ma competente società di calcio professionista”.<BR><BR>Tra le sue esperienze precedenti, a quale può essere paragonabile quella attuale?<BR>“Ricordo la mia esperienza alla Spadaforese, squadra che partecipava al campionato di Eccellenza siciliana. Mi affidarono la squadra dopo la prima partita del girone di ritorno, ed era ultima in classifica a otto punti di distacco dalla possibile salvezza. All’apparenza sembrava una Mission Impossible, tuttavia, in quelle 14 partite rimanenti abbiamo centrato 8 vittorie, 5 pareggi e solo una sconfitta. Un trend che ci ha permesso di disputare i play out contro il Messina (oggi Città di Messina). Ricordo che disputammo quella partita sul campo neutro di Acireale e che soltanto una nostra vittoria ci avrebbe salvato definitivamente dalla retrocessione. Ebbene, quella partita la vincemmo 1 a 0 e così si è potuto coronare il sogno della Spadaforese di restare di diritto nel Campionato di Eccellenza siciliana. Penso che quell’esperienza fatta d’impegno, motivazioni e fatica di lavoro, possa essere emblematica e paragonabile a quella che sto vivendo oggi all’Hinterreggio”.&nbsp;&nbsp; <BR><BR>Mister Venuto, qual è il segreto che unisce le motivazioni di un gruppo di calciatori alla volontà di conquistare risultati positivi. Forse la fame calcistica?<BR>“ Penso che questo sia il vero segreto che racchiuda il senso della vittoria. Fame agonistica significa voglia di vincere e raggiungimento di grandi traguardi che, nel calcio, hanno il significato di migliorarsi e di scalare vette che, talora, appaiono irraggiungibili. Da quando faccio l’allenatore, ho sempre cercato di trasmettere ai miei ragazzi il mio credo, la forza di volontà, il mio carattere e la voglia di vincere come unica logica ai sacrifici, al lavoro intenso e, non ultimo, all’esaltazione dei valori sportivi e umani, che consentono promozioni anche verso categorie più importanti”. <BR><BR>Quanto è importante la cura dell’aspetto psicologico nell’ambito di una squadra di calcio?<BR>“Penso che nel calcio di oggi, sia di vitale importanza curare la qualità della squadra. Dal punto di vista tecnico, tattico e atletico i giocatori di oggi si equivalgono specie nel calcio d’elite, ed hanno una preparazione di base che ha raggiunto livelli davvero importanti. La differenza è data dalla concentrazione, dall’attenzione, dalla voglia di fare bene. Tutte qualità che rientrano nella sfera emotiva. Per questo, un allenatore moderno deve essere bravo a incidere e inculcare determinati valori che nello sport sono premianti. Partecipare non vuol dire vincere, ma è vincere che dà il significato alla propria partecipazione. Antonio Conte, ad esempio, è l’emblema di certe motivazioni essenziali che un allenatore deve saper trasmettere ai propri giocatori. In fondo, la Juventus esprime un bel calcio e vince nonostante non abbia, secondo me, dei grandissimi calciatori in grado di conquistare ciò che stanno invece ottenendo. Questa è la prova provata che non sono i singoli a fare la squadra, ma è la coesione di gruppo a fare la differenza”.<BR><BR>A prescindere dal divario di punti in classifica, ritiene che dal punto di vista tecnico ci sia realmente tutta questa differenza tra l’Hinterreggio e le prime della classe?<BR>“L’Hinterreggio sta pagando a caro prezzo le incertezze d’inizio campionato. Dopo la ristrutturazione avvenuta in corso d’opera, si sono attuati miglioramenti che ne hanno determinato la qualità della squadra. Certo, il gap accumulato dall’inizio del campionato con le prime della classe sembra incolmabile, tuttavia, ritengo che se si fosse iniziato a lavorare in un certo modo, sono sicuro che oggi l’Hinterreggio avrebbe una posizione di classifica ben più importante di quella attuale”.<BR><BR>Pensare che la sua squadra possa oggi ambire ai play off, è azzardato?<BR>“Chieti era lo sparti acqua importante per poter ambire a qualcosa di questo tipo. Per questo avevo detto ai ragazzi di scendere in campo per vincere la partita. Era davvero troppo importante la nostra vittoria per scacciare l’incubo della retrocessione e avvicinarsi alla zona play off. E non è un caso che la prestazione dei ragazzi sia stata ammirevole sotto il profilo del gioco e della convinzione, soprattutto nel primo tempo che abbiamo chiuso in vantaggio nonostante essere rimasti in dieci dopo l’espulsione di Angelino. Tuttavia, nulla è perduto, anche perché alla fine di questo campionato restano 6 partite da disputare e, se riuscissimo a conquistare i 18 punti a disposizione, nulla ci sarebbe precluso anzitempo”.<BR><BR>Antonio Venuto, allenatore professionista emergente nel panorama calcistico italiano. Quali sono le sue ambizioni e il suo sogno chiuso nel cassetto?<BR>“Tanti anni fa, ho cominciato a praticare l’atletica, uno sport duro che ti dà modo di capire quanto ogni vittoria sia conquistata attraverso la fatica e l’impegno. Poi mi sono appassionato al calcio e da allora mi sono dedicato anima e corpo a questo sport affascinante. Ma fin da quando ho cominciato ad amare lo sport in genere, ho capito l’importanza di essere ambiziosi nel volere raggiungere traguardi sempre più importanti, senza mai adagiarsi sugli allori. E’ il mio modo d’essere, è la mia concezione di vita. In me c’è sempre stato radicato quell’orgoglio che non è presunzione, ma più semplicemente un continuo misurarsi con se stesso e con gli altri. Per quanto riguarda invece il mio sogno chiuso nel cassetto, devo ribadire che mi piacerebbe realizzare con l’Hinterreggio una salvezza tranquilla, cosa che al momento non è. Poi, se riuscissimo a vincere tutte le 6 partite restanti, probabilmente per noi si aprirebbero scenari importanti, inaspettati e sognati. In fondo i sogni si possono realizzare anche nella vita di tutti i giorni e non solo nelle favole. Importante è crederci, continuare a lavorare sodo e avere fiducia. I conti li faremo alla fine!". <BR><BR>Salvino Cavallaro <BR><BR><BR>FL0711FL0711venuto-6.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-antonio-venuto-un-allenatore-dai-metodi-moderni-e-vincenti-1011259.htmSi100451001,02,03,06030915S
191010172NewsCampionatiMonza, Asta: «Contro il Savona, successo sofferto»20130130132538astaAstaDopo la vittoria sul Savona per 2 -1 nel posticipo serale di Lega Pro, mandato in onda su Rai Sport 1,chiamiamo al telefono Tonino Asta allenatore del Monza, per fargli i complimneti per la splendida prestazione della sua squadra,anche a nome della tifoseria milazzese la quale conserva un buon ricordo di lui e del Monza dopo la gara disputata al Grotta di Polifemo. La partita finì a reti bianche in un campo veramente impossibile a causa della pioggia caduta incessante durante e prima della partita.<br><br> Tonino, sei contento della vittoria di ieri sera sul Savona? "Certamente. Una vittoria sofferta contro una grande di questo campionato".<br><br> Negli ultimi secondi di recupero hai rischiato grosso. "Già, caro Attilio, ci ha salvato una parata superlativa del nostro pipelet Castelli e un pizzico di fortuna. Sarebbe stata comunque un'ingiustizia perchè il Savona, dopo il nostro primo gol aveva avuto un'ottima reazione fino al pareggio di Virdis. Subita la rete di Gasbarroni si è come adagiato e non ha più costruito azioni da gol ,tranne quella di cui hai accennato tu nei minuti di recupero".<br><br> Tonino finchè Gasbarroni giocherà a quei livelli, in cui tutta l'Italia lo ha visto giocare ieri sera, puoi ancora aspirare a entrare nei posti che valgono i play-off ? "Beh,si.Noi riponiamo grande fiducia in lui: è un vero trascinatore per tutta la squadra.Un esempio per i giovani.Ma è anche vero che i 6 punti di penalizzazione pesano anche psicologicamente, per cui non prometto nulla: giochiamo tutte le partite con l'intensità di ieri sera e nessun risultato ci sarà precluso!".<br><br> Sto per fare un'altra domanda, ma Tonino mi anticipa e mi chiede del Milazzo: "Come vanno le cose lì da voi?" mi domanda con affetto.<br><br> Gli riaspondo che ormai la retrocessione è cosa certa,speriamo di tenere il titolo perchè i debiti sono ancora lì e pesano come un macigno sulle sorti della squadra siciliana. "Peccato veramente; è l'unica squadra siciliana rimasta in Lega Pro con il Trapani ed il prossimo anno avrebbe potuto con un po' di fortuna, aspirare a disputare il campionato a girone unico e sarebbe stata una grande soddisfazione per tutti,anche per me, che mi sento siciliano, nonostante la lontananza. Come te e tutti i milazzesi".<br><br> Prima di lasciarlo agli affetti familiari,gli ricordo che ieri sera a Milazzo hanno tifato per lui e per il suo Monza e gli augurano tutte le fortune che il calcio,suo grande amore, gli può ancora riservare.<br><br> Attilio Andriolo<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>adm001adm001asta.jpgSiNmonza-asta-vittoria-sofferta-sul-savona-ma-meritata-1010172.htmSi100075701,02,03030496S
201010024NewsCampionatiIntervista a Gianfranco Jannuzzo20130116094720jannuzzoJannuzzoGianfranco Jannuzzo, una bellissima storia di vita che parte dalla sua Sicilia.<BR>Più volte abbiamo avuto modo di decantare la Sicilia, terra d’arte, storia, cultura e tradizioni, terra riarsa dal sole che ha dato i natali a nomi illustri, poeti e narratori, scrittori e commediografi dalla pregiata raffinatezza intellettuale quali, Pirandello, Sciascia, Quasimodo, che hanno saputo trasmettere al mondo il fascino culturale di una regione che, per certi versi, è davvero unica. L’intenso profumo della citronella, del finocchio selvatico, del gelsomino e della zagara, sono capaci d’inebriarti e consapevolmente farti capire di trovarti in un luogo che non ha eguali. Chiudere gli occhi, respirare a pieni polmoni e guardare in lontananza il mare che si confonde con l’azzurro del cielo, è la bellezza di questi luoghi naturali. Ma la Sicilia, come dicevamo pocanzi, è anche terra di grandi tradizioni culturali e artistiche. E, tra gli altri, ha dato anche i natali a un attore teatrale di pregiata bravura e grandi capacità artistiche, apprezzate e riconosciute da tutti.&nbsp; <br><br> Gianfranco Jannuzzo nasce ad Agrigento il 7 dicembre 1954. Attore teatrale e commediografo italiano di grande spessore artistico, è anche attore cinematografico e intrattenitore televisivo. Giovanissimo si trasferisce a Roma con la famiglia. Iniziati gli studi universitari, frequenta il Laboratorio di Esercitazioni Sceniche diretto da Gigi Proietti. Diplomatosi nel 1982, partecipa ai varietà televisivi della RAI “Attore amore mio” e “A come Alice”, per la regia di Antonello Falqui. E, sempre con la stessa regia, partecipa alle commedie musicali “Applause”. Continua con “Tito Andronico” di W. Shakespeare con Turi Ferro per la regia di Gabriele Lavia. Gianfranco Jannuzzo è un vulcano di entusiasmo, simpatia, cortesia e personalità. E noi, che da anni seguiamo il suo percorso professionale e umano, siamo testimoni di cotanta verità per avere costatato di persona il suo eclettismo ma, soprattutto, la sua affabilità che si antepone a un’innata simpatia di uomo semplice e al contempo intelligente. La sua sicilianità traspare dalla sua predisposizione ai rapporti umani e da quell’accattivante sorriso vero, sincero e mai di circostanza, che è sinonimo di simpatia. Emblematica una sua recente intervista in cui si definisce semplicemente “Uno di voi”. Ama la Sicilia con i suoi profumi, adora i suoi conterranei e ne parla con orgoglio perché gli hanno sempre dimostrato calore e affetto.<br><br> Gianfranco, come nasce la sua passione per il teatro?<BR>“ Io e la mia famiglia ci siamo trasferiti a Roma nel ’57 ma, d’estate, ritornavamo sempre ad Agrigento per le vacanze estive. Ricordo che in quel periodo seguivo con passione un grandissimo attore siciliano che si chiamava Renzino Barbera. Mi piaceva molto il suo particolare modo d’intrattenere il pubblico in un modo molto affascinante. Conservai quel ricordo bellissimo per tanti anni fino a che, per varie vicissitudini, sono riuscito a conoscerlo con mia grande soddisfazione. Intanto, a Roma, frequentavo la scuola di recitazione di Gigi Proietti poiché, da ragazzino, avevo coltivato questo desiderio di recitare e di fare l’attore. In un primo momento ebbi paura di dirlo a mio padre perché pensavo che mi avrebbe negato il piacere di farlo. Poi, invece, fu fiero della mia scelta perché vide in me l’entusiasmo di frequentare una scuola che, grazie anche alla filosofia artistica di Proietti, mi dava l’opportunità di diventare attore a tutto campo. Egli, infatti, su modello dei grandi attori americani, sostiene che un artista debba saper recitare, cantare, ballare, suonare uno strumento, essere divertente e al contempo drammatico; insomma un attore completo e senza differenze. Come vede, la mia passione per il teatro parte da lontano; proprio da quando ero ragazzino”.<BR>&nbsp; <BR>La sua tendenza a imitare gli altri, è un fatto naturale?<BR>“Imitare, è per me un fatto naturale. Fin da piccolo, ricordo che mi veniva spontaneo raccogliere le impressioni degli altri. Mi piaceva vedere cosa facevano le persone intorno a me e, così, imitavo in dialetto siciliano i miei compagni di scuola e gli amici durante le mie vacanze estive. Ho sempre sostenuto che il dialetto è una forma di comunicazione immediata che dà l’opportunità di essere più spontanei e ricchi di vocaboli. Il dialetto, poi, ha avuto il pregio di unificare questo nostro Paese così pieno di contraddizioni, ma che, spesso, si rivede in un’Italia unita. Mi auguro davvero, che tutti i dialetti siano interpretati come patrimonio culturale da tramandare anche alle nuove generazioni ”.<BR>Che cosa ricorda del periodo in cui si trasferì con la famiglia da Agrigento a Roma?<BR>“E’ stata un’avventura fantastica. Io sono il più grande di cinque figli e quando ci siamo trasferiti a Roma avevo dodici anni. Ricordo che prima di partire ci fu una riunione di famiglia, in cui abbiamo stabilito all’unisono che a Roma avremmo studiato e ci saremmo laureati. Questa è stata la promessa, poi mantenuta, fatta a mio padre. D’estate tornavamo ad Agrigento, era come continuare a coltivare l’amore per la propria terra d’origine. Un amore profondo che negli anni non è stato mai reciso. E, ancora adesso, se non riesco ad andare a causa dei miei impegni professionali, mi manca qualcosa. Ho bisogno di respirare l’aria e il profumo della mia terra, odori particolari che ricordano la mia infanzia”.<br><br> Lei si è sposato nel 1989 con Gabriella Carlucci a Vulcano, splendida isola della schiera delle Eolie. Come mai scelse proprio quella località?<BR>“ Fu una casualità. Ricordo che c’era un mio carissimo amico, l’architetto Cancina, che possedeva una casa a Vulcano. Ci propose di far celebrare le nozze all’arcivescovo di Lipari che era un suo amico. Così, Gabriella ed io accettammo volentieri. Come lei sa, quel matrimonio non andò bene. Oggi, sono felicemente sposato con Ombretta, una ragazza milanese molto affettuosa, cara e anche bella. Sono molto felice con lei, anche perché ci attraiamo pur essendo caratterialmente diversi. Lei milanese, sempre di fretta, io siciliano, riflessivo e metodico”.<br><br> La cultura che affonda nel mare della crisi economica. Che cosa pensa di questo grave problema che investe i teatri italiani?<BR>“Il teatro è un luogo sacro e, come tale, deve sempre essere aperto a tutti e mai chiuso; per nessuna ragione al mondo. Purtroppo ci sono dei politici che non ne comprendono appieno l’importanza. Il Teatro è il luogo di comunicazione tra gli spettatori e gli attori, è il seme di tutto. Dobbiamo essere tutti molto grati al teatro, capace di sviluppare i valori di democrazia e dell’agorà. Purtroppo, i nostri politici sono miopi e non capiscono l’importanza vitale di sostenere i teatri, quale luogo per incrementarne lo sviluppo. Io, quando sento certe cose, non faccio altro che arrabbiarmi sonoramente. Non si può sottovalutare l’importanza storica di luoghi che hanno visto crescere la cultura, da Plauto ad Aristofane; un gioco meraviglioso d’interscambiabilità tra pubblico e attori che si perpetua da anni. Penso che, per questo problema, dovrebbe esserci un’insurrezione di massa, una protesta popolare capace di far cambiare idea a questi nostri politici che non sanno neanche di ciò che parlano. I teatri bisogna aprirli, altro che chiuderli”.&nbsp; <br><br> Quali sono le differenze tra attore di cinema, teatro e televisione?<BR>“I più bravi attori di cinema sono soprattutto grandi attori di teatro. Infatti, quando andiamo a&nbsp; vedere un film con Al Pacino, Dustin Hoffman oppure Marlon Brando ne apprezziamo la qualità interpretativa. Spesso, tuttavia, dimentichiamo che questi grandi attori provengono tutti dal teatro; una palestra necessaria per proseguire la professione artistica. I nostri attori più grandi, da Gian Maria Volonté a Enrico Maria Salerno, da Giancarlo Giannini a Sergio Castellitto, per fare qualche esempio, sono soprattutto attori nati in teatro. Poi li vediamo al cinema e, incantati dalla loro qualità di recitazione, ci dimentichiamo qual è la loro provenienza. In Italia abbiamo i più grandi attori di teatro, pensi che Salvo Randone avrebbe dovuto recitare al cinema “Il Padrino” al posto di Marlon Brando, poi non se ne fece nulla, ma non per questo sarebbe stato interpretato in maniera minore. Penso, dunque, che tra gli attori di teatro e del cinema non ci siano sostanziali differenze per i motivi appena esposti. Per quanto riguarda invece la televisione, devo dire che è diventata una cosa di massa, un mezzo di mercificazione dove si pensa solo agli ascolti. Si penalizza la qualità e si premia la quantità intesa anche come linguaggio becero e scurrile, ma che porta ascolti e introiti commerciali. Personalmente, non mi scandalizzo di cotanta volgarità, tuttavia, penso che si perda l’opportunità di assistere a programmi di un certo spessore, capaci di lasciare dentro lo spettatore qualcosa d’importante che resti duraturo nel tempo”.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> Per questo motivo, oggi non fa più televisione?<BR>“ No, non è per questo motivo e non mi piace nemmeno avere un atteggiamento snobistico nei confronti della televisione. Dico solo che mi piacerebbe farla bene come in passato. Recentemente, per esempio, me la faceva fare bene Paolo Limiti, il quale&nbsp; metteva a mia disposizione lo studio, mi dava l’opportunità di fare le prove anche un’ora prima d’andare in onda, funzionavano a meraviglia le luci, le coreografie e l’orchestra: insomma una cosa fatta bene. Adesso, invece, ti chiamano per fare il tuttologo e parlare di aria fritta. Insomma, se dovessero chiamarmi per fare un programma d’intrattenimento con interviste e parlando al pubblico di temi di qualità, sarei assolutamente disponibile. Al contrario, non accetterei. Desidero fare una&nbsp; televisione come la intendo io, non come la impongono gli altri”. <br><br> Jannuzzo, oggi è più difficile far ridere rispetto a ieri?<BR>“E’ sempre stato difficile far ridere. Noi italiani, ma direi anche gli europei in genere, siamo stati sempre sollecitati dalle corde malinconiche. Ridere è un’arte. Fare scaturire la risata e saperla fare senza vergognarsi, è un privilegio di pochi”.<BR>&nbsp;“Cercasi tenore” è la commedia del drammaturgo americano Ken Ludwing, che lei sta recitando con successo nei migliori teatri italiani. Nonostante l’esilarante e piacevole commedia ambientata a Broadway negli anni ’30, non ha pensato che potesse disorientare coloro i quali si aspettano da lei la comicità siciliana?<BR>“ Non è presunzione, ma devo dire che mi piace fare l’attore a tutto tondo, anche perché durante il corso di tutti questi anni di recitazione mi è stata data la patente di credibilità, sia nella parte comica che in quella drammatica. Ho recitato Pirandello, Shakespeare e altri grandi autori, proprio perché lo ritengo un completamento artistico e culturale di notevole importanza. E poi, è importante rinnovarsi per avere nuovi stimoli e, soprattutto, non rischiare di stancare il pubblico. Detto questo, voglio però assicurare il mio pubblico che, periodicamente, ritornerò in teatro, come per altro faccio da anni, nel ruolo di One man show che diverte anche me”.<br><br> Che cosa le è rimasto dentro, della sua Sicilia?<BR>“Tutto! Vedo molti pregi in noi siciliani, dal senso dell’amicizia, della lealtà, dell’ospitalità, dell’aggregazione, dal rispetto verso la propria donna che è qualcosa di più che la semplice compagna di vita, la persona che tu sposi o l’amante che hai avuto nell’età adolescenziale. Per noi siciliani, la donna è la madre, la terra, la radice, l’appartenenza, un qualcosa che ti accompagna durante il percorso della tua vita. Per questo sono&nbsp; molto orgoglioso di essere siciliano, perché mi rivedo in tutti questi valori, anche se ho mille altri difetti!” .<br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711cavallaro 2.JPGSiNintervista-a-gianfranco-jannuzzo-1010024.htmSi100451001,02,03030627S
211009942NewsCampionatiAntonio Cabrini, tra passato e presente: «La Juventus è la favorita»20130109171139cabriniCabrini“Mi sono presentato da solo, avevo quattordici anni. Cercavano ragazzini, quel giorno eravamo una cinquantina. C’erano diversi allenatori, fra i quali Nolli, ex giocatore della Sampdoria ai tempi di Baldini. E’ stato il mio vero scopritore, lui mi ha creato come giocatore. Inizialmente giocavo all’attacco, ala sinistra. Negli allievi c’era bisogno di un terzino e Nolli mi mise lì”. Comincia così la bella storia calcistica di Antonio Cabrini, il “Bell’Antonio” e “Fidanzato d’Italia” che tutti ricordano, in particolar modo le giovani ragazze d’allora. Nato l’8 ottobre 1957 tra i paesi di Casalbuttano e Casalverde, a pochi chilometri da Cremona, Cabrini approda alla Juventus nel 1977 ed esordisce il 13 febbraio dello stesso anno. Proveniente dall’Atalanta, che allora militava in Serie B, Cabrini bruciò subito le tappe della sua carriera e, divenuto titolare inamovibile in bianconero, ebbe ben presto anche la promozione di titolare anche in Nazionale, dove è diventato campione del mondo nel 1982 con gli azzurri di Enzo Bearzot.”Ho un carattere abbastanza espansivo e aperto” dice il bell’Antonio, “per cui non ho avuto difficoltà di ambientamento a Torino e non ho mai avuto problemi di solitudine; per questo ringrazio Tardelli e il povero Scirea, due ragazzi straordinari con i quali ho legato moltissimo, sin dai primi giorni del mio arrivo alla Juventus”. Ma, come dicevamo pocanzi, Antonio Cabrini è stato anche l’idolo delle teenager. Non beve, non fuma, ama leggere soprattutto Hemingway, gli piace la musica leggera e apprezza Bob Dylan. Al cinema l’hanno appassionato Jacqueline Bisset e Robert De Niro. Qualcuno, in passato, gli ha pure proposto di fare l’attore, ma lui, con aria sorpresa, ha mormorato: “Sarebbe bello girare un film con Ingmar Bergman”. Ma la vera vita di Cabrini è nel calcio, è proprio lì che ha espresso il meglio di sé fino all’ultimo, proprio quando, dopo tredici anni di Juventus ad alti livelli passò al Bologna, dove chiuse la sua splendida carriera di calciatore con molti rimpianti, perché, dice: “Con il senno di poi avrei dovuto restare alla Juve fino a fine carriera..”. Oggi ci concede questa particolare intervista, in esclusiva per Il Calcio 24. In questa occasione, Cabrini esprime molto sinceramente e con l’ausilio di quella sintesi verbale che è l’emblema della sua concretezza d’espressione priva di inutili orpelli, i ricordi del passato che sono ancora vividi in lui e la realtà del suo presente che lo vede impegnato nel ruolo di C.T. della Nazionale di Calcio Femminile. Un destino segnato? Forse, ma lui è contento così.<BR><BR>Cabrini, come si trova un ex campione di calcio come te, nella veste di C.T. azzurro della Nazionale di calcio femminile?<BR>“Benissimo, trovo poca differenza con il calcio maschile. Alta professionalità da parte delle donne e buoni rapporti che si manifestano in maniera professionistica in campo e fuori”.<BR><BR>Ricordo il tuo essere stato grande calciatore della Juventus. Perché la società bianconera d’allora non ha pensato a te, come anche a Gentile e Tardelli, nell’affidare un incarico tecnico nell’ambito della Juve stessa?<BR>“Nel periodo in cui abbiamo smesso di giocare, ci sono stati alcuni cambiamenti ai vertici della società Juventus. Così sono state fatte altre scelte. Ma va bene così, dai”.<BR><BR>Dopo tutto ciò che avevi dato alla Juventus, ti è dispiaciuto?<BR>“Non è sempre scontato che un giocatore che ha avuto una lunga milizia in una società di calcio, debba necessariamente rientrare nei loro progetti. La Juventus di allora si era espressa chiaramente su altre scelte. Per cui, è stato importante accettare la realtà”.<BR><BR>Che cosa ricordi dei tuoi anni vissuti alla Juve?<BR>“Sono passati tanti anni da allora, ma sono convinto ancora oggi di essere stato particolarmente fortunato per aver fatto parte di una grande società di calcio come la Juventus”.<BR><BR>C’è un aneddoto particolare di quegli anni, che ricordi con particolare affetto?<BR>“Sono stati tredici anni della mia vita assolutamente meravigliosi. E sono davvero tanti gli aneddoti che mi legano affettivamente alla Juve, tutti egualmente belli e talmente emozionanti che mi è difficile estrapolarne qualcuno in particolare. Tuttavia, posso raccontare quello legato alla figura del presidente Boniperti. Lui è stato un grande dirigente. Un personaggio carismatico e decisivo che viveva per la Juventus, ventiquattrore su ventiquattro. Tra i tanti episodi di vita in comune ce n’è uno più significativo di ogni altro. Ricordo che, appena fui operato al ginocchio, la prima cosa che fece fu quella di rinnovarmi il contratto. Un gesto che va al di là degli aspetti materiali e che dà il senso della vera forza di quella squadra”.<BR><BR>Rispolverando i ricordi della tua esemplare carriera, viene anche in mente quel famoso rigore che hai fallito in occasione della finale di Coppa del Mondo in Spagna, contro la Germania. Che cosa si prova in certi momenti?<BR>“Confesso che non è stato un bel momento. Tuttavia, me ne sono fatto subito una ragione, perché ho pensato che, in fondo, l’errore ci può stare e quindi ho continuato a giocare in modo tranquillo. Ero convinto che ci fosse ancora tutto il tempo per riparare e, infatti, così è stato….”.<BR><BR>Che cosa pensi della Juve di oggi, subito dopo la sconfitta subita in casa da una Sampdoria rimasta in dieci uomini?<BR>“ La Juve ha un grande gruppo, e lo sta dimostrando con i risultati. Ritengo che la partita persa in casa contro la Sampdoria, sia un incidente di percorso”.<BR><BR>Secondo te, quale squadra potrà contrastarla in campionato per la vittoria finale?<BR>“Non lo so. Forse, la Juve stessa”.<BR><BR>A tuo avviso, che cosa manca ancora a questa Juve per primeggiare anche in Europa?<BR>“Penso l’esperienza. Secondo me, alcuni giocatori non hanno ancora acquisito la necessaria esperienza internazionale, anche se sono in una fase di crescita”.<BR><BR>Non pensi che a questa Juve, manchi un top player?<BR>“Sono scelte della società. La Juve ha puntato su una squadra e su un allenatore il cui gioco globale, inteso come scambio di ruoli, non prevede un giocatore da venti gol per campionato che abbia caratteristiche particolari. Tutti possono andare in gol e, al contempo, aiutare difesa e centrocampo. Comunque, i risultati stanno dando ragione alla società bianconera che ha scelto un gruppo che è stato capace di vincere uno scudetto, di essere prima in campionato, di esprimere un bel gioco, di aver vinto il proprio girone di Champions League e di essere in corsa per la Coppa Italia. Nel calcio, in fondo, sono i risultati che contano, non le parole”.<BR><BR>In generale, pensi che il calciomercato d’inverno serva davvero a migliorare la situazione di alcune squadre?<BR>“Penso per tanti motivi, che il vero calciomercato sia quello estivo. Tuttavia, ritengo importante la riparazione invernale per alcune squadre che hanno l’obiettivo di salvarsi. In quel caso, può essere determinante scegliere sul mercato ciò che può aiutare alla salvezza e restare in Serie A”.<BR><BR>Cabrini, cosa resta in te di quel Bell’Antonio e Fidanzato d’Italia che ti ha contraddistinto per tanti anni?<BR>“Sono gli altri che mi hanno coniato tali aggettivi. Voglio dire ancora una volta che tali appellativi che hanno costruito la mia immagine, non mi hanno mai interessato più di tanto. Da sempre sono stato abituato ad andare dritto per la mia strada, senza ascoltare ciò che intorno a me ritengo fatuo. Oggi, faccio ancora così”.<BR><BR>Finisce qui la nostra lunga e interessante intervista ad Antonio Cabrini, campione di un calcio diverso che, tuttavia, è rimasto sempre uguale nel creare miti e personaggi stereotipati. In fondo, tutti noi abbiamo bisogno di affezionarci a campioni e personaggi, la cui immagine è desiderata dalla nostra fantasia ma, anche, da ciò che ci viene imposto dai media.<BR><BR>Salvino Cavallaro <BR>&nbsp;<BR><BR><BR>C1007650FL0711FL0711cabrini.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-antonio-cabrini-tra-passato-e-presente-la-juventus-e-la-favorita-1009942.htmSiT1000007100451001,02,03,06030617S
221009859NewsCampionatiMario Giordano: «I giovani ormai preferiscono il calcio estero a quello italiano. Continuo la mia battaglia contro le caste»20130101213008giordanoMario Giordano Giornalista, scrittore e direttore della rete televisiva all – news TGcom24, Mario Giordano è anche conosciuto per essere intenditore di calcio (sport che ama profondamente) ma, soprattutto, per essere un grande tifoso del Toro, la sua squadra del cuore. Nato ad Alessandria nel 1966, Mario Giordano è laureato in Scienze Politiche. Sposato con 4 figli, inizia la sua carriera di giornalista a Torino presso la redazione del “Nostro Tempo”, settimanale diocesano, fino poi ad approdare a “Il Giornale” di Vittorio Feltri. Quello, fu un passaggio importante per la carriera e la formazione giornalistica di Mario Giordano. Infatti, a seguire, è stato direttore di “Studio Aperto”, il Tg di Italia 1 e poi è ritornato alla redazione de “Il Giornale”, questa volta nelle vesti di direttore. Il resto è storia recente, una storia di giornalista e scrittore che fa emergere il grande spessore e la qualità culturale dell’uomo. Oggi lo intervistiamo in esclusiva per Il Calcio 24.Com, toccando temi calcistici granata del “suo” Toro, non dimenticando, al contempo, la realtà attuale del mondo del pallone nostrano, i cui problemi, spesso, sono riflessi dall’andamento difficoltoso della nostra vita politica, economica e sociale. <BR><BR>Direttore buongiorno. Grazie di avere acconsentito a questa intervista esclusiva per “IlCalcio24. Com”.<BR>“Grazie, a voi”.<BR><BR>Vogliamo fare un primo bilancio sul campionato di calcio di Serie A sin qui svolto?<BR>“Ci si aspettava un campionato sottotono, rispetto a quelli che eravamo abituati a vedere negli ultimi anni, e così è stato. Evidentemente la crisi si fa sentire anche sui campi di calcio. Diciamo che non abbiamo visto, almeno fino ad oggi, un grandissimo campionato fatto da grandi campioni. Vedo mio figlio, in particolare, che tende a fuggire dal nostro calcio appassionandosi alle partite del calcio estero. Questo non mi sembra un bel segno per il nostro pallone, che non riesce ad appassionare i giovani. Per il resto, vedo la Juventus indirizzata alla vittoria finale, lasciando agli altri la lotta per entrare in Champions League, che mi pare ancora molto aperta. Poi, c’è il gruppetto di squadre (cui noi del Toro siamo purtroppo coinvolti) che vede la lotta per non retrocedere”.<BR><BR>Parlando di calcio spettacolo redditizio, quale squadra secondo lei esprime meglio questo concetto?<BR>“Anche se da tifoso del Toro mi è difficile ammetterlo, devo dire per onestà intellettuale, che la Juve è la squadra che esprime meglio di tutte certi concetti di calcio spettacolo e continuità. Tuttavia, mi pare che anche la Fiorentina di Montella, nonostante la mancanza per lungo tempo di Jovetic, suo giocatore più rappresentativo, ha saputo dare sprazzi di bel gioco ma, al pari della Roma di Zeman, manca ancora di continuità”.<BR><BR>E veniamo al “suo” Toro. Lei è contento o solo moderatamente soddisfatto dell’andamento in campionato della squadra granata?<BR>“Dico sempre che bisogna scindere la ragione dal cuore, perché se si ragiona col cuore, il tifoso del Toro non può essere contento di avere vinto con il Chievo e avere raggiunto quota 20 punti conquistati sul campo, (ricordiamo che il Toro è partito con 1 punto di penalizzazione per effetto del calcio scommesse). Il posto del Toro non può essere questo. Chi, come me, ha vissuto le vittorie del Torino dell’ultimo scudetto (ricordo che avevo 10 anni) e continua a vivere la straordinaria storia degli “Invincibili”, non può essere soddisfatto di tale situazione, perché pensa col cuore. La ragione, invece, come sostiene il presidente Cairo, ci dice che la vittoria sul Chievo deve farci riflettere sull’importanza di avere messo un mattoncino in più per la salvezza e, soprattutto, di averci dato la consapevolezza di un Toro cinico e reattivo che, di fronte al rischio di abbandonarsi a un periodo di crisi di risultati, ha saputo rispolverare la sua vera entità di squadra aggressiva. Questo, ci deve far sperare in bene per il prossimo futuro e, soprattutto, dobbiamo dare merito al lavoro di Giampiero Ventura”.<BR><BR>Che cosa pensa quando vede il mega Stadium della Juve e lo mette in contrapposizione con i ruderi vergognosi e desolanti del mitico stadio Filadelfia?<BR>“Dicevo ad alcuni amici che, siccome vivo a Milano, quando prendo la tangenziale di Torino e vedo la segnalazione per lo Juventus Stadium, mi si torcono le budella. Premetto che io non ci sono mai entrato, ma coloro i quali l’hanno fatto, mi riferiscono di uno stadio molto bello. Questo mi fa arrabbiare ancora di più, perché è inimmaginabile che Torino non abbia lo stadio del Toro. Il Filadelfia era qualcosa di più che uno stadio. Non dico delle banalità ma delle cose che i tifosi del Toro sanno benissimo. Io, che ho avuto la fortuna di iniziare la mia carriera di aspirante giornalista alle prime armi, ho vissuto e respirato il sapore di quelle stanze, di quel luogo che era un qualcosa di più che un posto fisico, ma la casa della storia e dei valori calcistici e umani perpetrati nel tempo”.<BR><BR>Possiamo dire che questi preziosi concetti, ripetuti mille volte nel tempo, possono essere percepiti e capiti soltanto dai tifosi del Toro?<BR>“Premetto che queste frasi possono sembrare apparentemente retoriche. Tuttavia, chi ha vissuto il Torino, chi ha frequentato quelle stanze e le mura dello spogliatoio, sa che non sono parole vuote ma qualcosa che appartiene all’anima. Sono cose che non centrano nulla con la vittoria della squadra. Si tratta di un qualcosa di molto più concreto. L’odore di quegli stanzoni, la memoria, i ragazzini che sostavano nell’attesa di vedere i giocatori da vicino, era tutto molto importante. Oggi, l’Olimpico di Torino, con i suoi mille difetti strutturali e la vicinanza dei ruderi del mitico Fila, non può essere considerato il vero stadio del Toro; manca l’anima. E, intanto, la Juve si gode il suo bellissimo Stadium……!”<BR><BR>Direttore, due anni fa, in occasione della contestazione del popolo granata nei confronti del presidente Cairo, lei disse: ” Se fossi in lui, andrei via e venderei il Toro”. Oggi, la pensa ancora così?<BR>“ Penso che Cairo non abbia guadagnato nulla dal Toro e che si sia preso alcune palate di me…. dai tifosi, in maniera assolutamente gratuita. Non ho mai negato che abbia commesso degli errori di gestione. Tuttavia, è innegabile che abbia messo del denaro di tasca sua, pagando regolarmente gli stipendi e non lasciando alcun debito. E questo, in considerazione delle difficoltà economiche in cui viviamo, non è cosa da poco. Per questo avevo sostenuto quella tesi, anche per rafforzare l’idea di tenersi stretto questo presidente, senza sperare in maniera velleitaria nell’arrivo del “cavaliere bianco” che, con la bacchetta magica, possa risolvere tutto. Proprio in questo momento in cui anche l’Inter di Moratti, che in passato comprava i campioni del mondo, adesso si limita ad acquistare Rocchi dalla Lazio a costo zero. Tutto ciò deve farci riflettere attentamente”.<BR><BR>Il Toro in ritiro a Ragusa. Che cosa pensa di questa idea della società granata di svernare in Sicilia?<BR>“ Sono molto contento che il Toro abbia deciso di fare un ritiro in Sicilia, dove so che ci sono molti tifosi granata. Certo, meglio in Italia piuttosto che a Dubai, anche se, il Torino, non ha purtroppo quell’importanza tale da interessare commercialmente una grande struttura come quella degli Emirati Arabi. Detto questo, devo dire che questi raduni non mi piacciono molto, perché spezzettano in maniera esagerata il campionato, facendo perdere continuità”.<BR><BR>Direttore, ma qual è oggi il vero significato di tifare per il Toro?<BR>“Quello di partire in una situazione di svantaggio e, alla fine, riuscire a rimontare. Il messaggio del Toro è racchiuso tutto qui. Chi tifa Toro sa di non partire benedetto dall’alto della fortuna, dagli arbitri e dalla sorte. Parte sempre in una posizione di svantaggio, ma ha la grinta, la voglia e la capacità di sovvertire ogni pronostico negativo ”.<BR><BR>Se potesse cambiare qualcosa nel calcio di oggi, cosa cambierebbe?<BR>“Cambierei tantissime cose, nel senso che il calcio di oggi mi fa venire tanta nostalgia di quello di ieri. Intanto comincerei a togliere i cinque arbitri in campo che mi sembrano davvero inutili. Poi toglierei l’abitudine di scendere in campo con la seconda o terza maglia, quando proprio non è necessaria. E, non ultimo, come filosofia generale, darei al campionato più continuità, lasciando spazio al calciomercato, esclusivamente nei mesi estivi. E’ una maniera come un’altra, per sognare un calcio più giocato e meno chiacchierato”.<BR><BR>Direttore, che cosa butterebbe via del vecchio anno 2012 e cosa si augura per il nuovo 2013?<BR>“ Avendo passato buona parte della mia vita professionale pensando di continuare a dedicarla alla lotta contro le sanguisughe e le caste, ho notato che si sono continuati a perpetrare furti ai danni dei contribuenti in modo vergognoso. Penso agli scandali del Lazio, della Lombardia, delle Regioni, penso a quelli che compravano con i soldi pubblici, dal lecca lecca, al tosa erbe, alle serate in discoteca, alle vacanze ai Caraibi con la fidanzata. E, nonostante si siano denunciati questi fatti ripugnanti, si continua ad andare avanti imperterriti con questi vizi che offendono l’essere umano. Ecco, a proposito del nuovo anno 2013, chiederei un moto di ribellione per porre fine a questa indecenza che colpisce le famiglie, che fanno davvero fatica ad arrivare alla fine del mese e pagare le spese. Speriamo davvero che non si continuino più a perpetrare scandali e privilegi di questo genere”.<BR><BR>Per dovere di cronaca, riferiamo che a quest’ultima domanda la voce del direttore Mario Giordano ha assunto un tono pacato, serio, sicuro del proprio pensiero vissuto in maniera quasi sofferta. Un sentimento d’intima convinzione che gli fa onore ed esprime ancora una volta l’alto senso di umanità e di giustizia che alberga in lui.<BR><BR>Salvino Cavallaro <BR>&nbsp; <BR><BR><BR>C1007650FL0711FL0711giordano.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-mario-giordano-i-giovani-preferiscono-il-calcio-estero-continuo-la-lotta-alle-caste-1009859.htmSi100451001,02,03,04,06,070302218S
231009854NewsCampionatiVentura: «Del mercato se ne occupa Petrachi. Se devo scegliere vorrei Robinho e Pato. Gillet: Pronti per il Catania«20121230211757torino, gillet, venturaDal nostro inviato Pascal DesiatoAl termina dell'amichevole vinta dal Torino per 5-0 contro il Ragusa, hanno parlato ai nostri microfoni il portiere dei granata Gillet e mister Ventura. Visibilmente soddisfatti della prova offerta dai suoi.<BR><BR>Gillet buon test in vista della difficile sfida contro il Catania di Maran?<BR>"Si, siamo molto contenti della prova di oggi e certamente vogliamo preparare al meglio la&nbsp;sfida contro i rossazzurri".<BR><BR>Certamente molto temibili saranno le punizioni di Lodi, come si prepara in questi casi un portiere? "Studiando bene il piazzamento del pallone e cercando di inviduare il prima possibile la traiettoria della sfera".<BR><BR>Ventura:<BR><BR>Mister come sta preparando la trasferta di Catania?<BR>"Innanzitutto ci tengo a ringraziare il magnifico pubblico che ha gremito gli spalti qui a Ragusa. Passando al campionato, non sarà una trasferta facile, il Catania gioca molto bene in velocità e dovremo stare attenti e non concedere troppi spazi alla squadra di Maran".<BR><BR>Dopo il successo col Chievo la squadra si trova in una posizione migliore in classifica, in vista del mercato di gennaio&nbsp; ha chiesto qualche rinforzo in particolare?<BR>"Di questo non me ne occupo in prima persona, c'è il ds Petrachi e il presidente che si muovono per quanto concerne il mercato. Certo non nascondo che mi piacerebbe prendere Robinho e Pato (ride, ndr)".<BR><BR><BR>C1007650adm001adm001gillet.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-ventura-prenderei-robinho-e-pato-gillet-pronti-per-il-catania-1009854.htmSiT1000099100075501,02,03,09030713S
241009816NewsCampionatiMassimo Caputi: «Ecco la mia top 11»20121224151080massimo caputi«Sneijder? ha finito ormai il suo tempo all`Inter«Dopo avervi chiesto di scegliere i migliori giocatori del 2012 ruolo per ruolo, noi della redazione de "IlCalcio24" abbiamo intervistato in esclusiva Massimo Caputi, chiedendogli di stilare tra l'altro la sua top 11;<br><br> <EM>"Allora, sicuramente&nbsp;<STRONG>Marchetti</STRONG> in porta, difesa con<STRONG> Lichtsteiner</STRONG> e <STRONG>De Sciglio</STRONG> esterni, <STRONG>Barzagli </STRONG>e <STRONG>Ogbonna</STRONG> centrali: <STRONG>Pirlo</STRONG>, <STRONG>Vidal</STRONG> e <STRONG>Marchisio</STRONG> a centrocampo, <STRONG>El Shaarawy</STRONG>, <STRONG>Lamela</STRONG> e <STRONG>Cavani</STRONG> in avanti. In panchina? sarebbe troppo facile dire Conte, mettiamo <STRONG>Montella</STRONG>: per tutto quello che ha fatto l'anno scorso a Catania e quest'anno a Firenze ci sta!"</EM><br><br> Dicembre è tempo di Pallone d'oro: <EM>"Io lo darei a <STRONG>Messi</STRONG>: ci sono tanti altri giocatori bravi come Iniesta e Xavi però io sceglierei ancora lui." </EM><br><br> Capitolo Champions:<EM> "Nel calcio dagli ottavi in poi <STRONG>non c'è niente di scontato</STRONG> però è anche vero che il Celtic è un avversario nettamente<STRONG> alla portata</STRONG> della Juve: tra tutte quelle che potevano capitare era impossibile che andasse meglio. I bianconeri hanno<STRONG> l'80% di possibilità</STRONG> di passare il turno. Il Milan? Tra Pato e Robinho terrei, visto il rendimento, <STRONG>Binho</STRONG>. Se deve migliorare la squadra rossonera lo deve fare in <STRONG>difesa</STRONG> e a <STRONG>centrocampo</STRONG>. Se li cede entrambi secondo me dovrebbe investire su questi due reparti: in avanti con El Shaarawy, Pazzini, Bojan, etc etc, secondo me sono sulla buona strada. Io, comunque entrambi non li venderei: <STRONG>ne leverei uno solo</STRONG>."</EM><br><br> Il colpo di questo mercato però molto probabilmente sarà Sneijder:<EM> "Io credo che il giocatore <STRONG>abbia finito il suo tempo all'Inter</STRONG> oramai perchè quello che è accaduto non promette niente di buono e gli stimoli del giocatore sono diminuiti: la cosa più importante però è che l'Inter, attraverso la cessione di Sneijder, possa comunque da una parte risparmiare, dall'altra puntellare una rosa che comunque può essere migliorata soprattutto dietro e in mezzo."</EM> <br><br> A inizio anno Caputi, sempre intervistato da noi, aveva pronosticato la Fiorentina come grande sorpresa del campionato: detto-fatto.<EM> "Sono contento d'averci azzeccato: la Fiorentina è proprio una gran<STRONG> bella squadra</STRONG>. Sorprese da qui in avanti? non credo, ormai lotteranno per l'Europa queste sei, sette squadre che stanno dietro la Juve. Il Napoli?&nbsp;c'è stato un<STRONG> calo&nbsp;sia sul punto di vista atletico che su quello&nbsp;nervoso</STRONG>. Inoltre poi secondo me sta influendo sul periodo no anche il fatto che&nbsp;Mazzarri non è stato bene fisicamente, che comunque<STRONG> non sarà l'allenatore del Napoli la prossima stagione</STRONG>,&nbsp;l'incubo penalizzazzione e la squalifica di Cannavaro.&nbsp;Scudetto? La Juve è <STRONG>padrone del suo destino</STRONG> ormai in campionato:<STRONG> o lo vince&nbsp;o lo perde</STRONG>. Non credo che ci sia qualche squadra in grado di poterselo prendere questo campionato. I bianconeri sembrano nettamente più forti e con delle certezze e con quella maturità che le altre squadre per un motivo o per un altro non hanno." </EM><br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0141FL0141dsc04749.jpgSiNmassimo-caputi-ecco-la-mia-top-11-1009816.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100205001,02,03,06,07,08,090301464S
251009280NewsCampionatiInghilterra on the road: viaggio nella terra del calcio20121114183313InghilterraL`inghilterra e gli Inglesi: calcio a 360 gradiNonostante abbia perso un pò di spessore, è vero il campionato di calcio italiano mantiene l'antico fascino dei tempi andati. Poi c'è la Liga che, nonostante offra uno spettacolo a due in cui unici protagonisti sono Real e Barça ormai da anni, vanta alcuni dei giocatori più forti del mondo, inevitabile se si considera i successi dei due club e quelli della nazionale spagnola negli ultimi anni. Ma per equilibrio tra i vari club, e perché no, anche per spettacolo, la Premier è considerata dai più il campionato più bello al mondo (sperando che nel giro di qualche anno il nostro campionato si riprenda ciò che aveva fino a qualche anno fa). E quando vai per 4 settimane in Inghilterra, anche se non vivi un'esperienza diretta con il calcio inglese andando ad esempio allo stadio per vedere una partita, inevitabilmente a contatto con il mondo del pallone ci finisci. Tralasciando i tantissimi negozi e le numerose bancarelle a Londra in cui è possibile acquistare i gadgets di una delle tante squadre che militano in Premier e trovano casa proprio nella capitale (Arsenal, Chelsea, Tottenham giusto per citarne 3, gli inglesi lo vivono giorno per giorno il calcio ed inutile dire che proprio a Londra, da città cosmopolita qual'è, non puoi aspettarti di trovare semplicemente il tifoso della squadra della propria città (anche perché sono davvero tante) o della big di turno. E quindi ti capita di trovarti a discutere di calcio con un tifoso dell'Everton, che odia a morte i "cugini" del Liverpool e che, nonostante i rimpianti per l'ex M.Arteta (ceduto quest anno all'Arsenal) si gode un Fellaini più in forma che mai, conscio del fatto però che la propria squadra, nonostante un attuale quarto posto in Premier, non vive uno stato finanziario esaltante e quindi potrebbe anche cedere il centrocampista belga dalla particolare capigliatura alla solita big (Chelsea, Man.United) che ogni fine anno bussa alla porta di qualche altro club di Premier con un assegno bello sostanzioso e si porta via un pezzo pregiato. Poi ovviamente chi è stato a Londra sa che ci si muove quasi solamente con la Metro e lì di incontri se ne fanno davvero tanti, soprattutto quando il Chelsea gioca in Champions e di conseguenza ti ritrovi la metro e le stazioni piene di gente che indossa o la sciarpa o la felpa dei blues, e perché no, pure qualche tifoso della squadra avversaria (in questo caso dello Shakhtar). E ovviamente in qualsiasi quotidiano free che puoi prendere o davanti la stazione della metro o negli alberghi trovi un ampissimo spazio dedicato al mondo del pallone, chiaro segno che tutto si adegua, anche i media, alla richiesta del popolo londinese, con parti dedicate ovviamente alle grandi protagoniste della Premier, con spesso un tocco italico se si considera ad esempio che due di queste sono allenate da due tecnici nostrani (Mancini e Di Matteo), ma con spazio anche alle tantissime leghe e squadre minori che ci sono in Inghilterra, più di quanto se ne possa pensare. Certo diciamo che il calcio in Inghilterra può andare vissuto in maniera diversa, stadio, pub durante la partita, ci sarebbero diversi modi in cui si potrebbe sentire la passione britannica per "football", ma anche guardandolo dal lontano, proprio come in Italia, il calcio è parte integrante della cultura e della vita inglese e chi meglio di noi italiani può capirli? Se non ci fosse il calcio..LondraFL0676FL0676premier-league-4.jpgSiNinghilterra-on-the-road-viaggio-nella-terra-del-calcio--1009280.htmSi100664801,02,03030479S
261009149NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24 - Juventus, Inter e Campionato visti da Anastasi e Mazzola20121103200131juventus, inter, anastasi, mazzolaJuventus Inter Anastasi MazzolaJuventus – Inter. Dopo i recenti risultati positivi ottenuti consecutivamente dalla squadra di Stramaccioni e il perdurare dell’imbattibilità dei bianconeri di Conte, giunti a 49 risultati utili consecutivi, tutti parlano di questa partita come l’attesissimo match dell’anno. E, in effetti, in aggiunta alla storica rivalità tra le due contendenti si è inserita l’ipotesi, per nulla remota, che l’Inter possa essere la reale antagonista della Juventus, per la conquista dello scudetto 2012’13. Molti sono i temi legati a questo incontro di calcio che, per storica importanza, è giustamente definito con l’appellativo di derby d’Italia. Sono molti i media al seguito del match, tantissimi sono i tifosi delle due contendenti che si allineano a pensieri di vittoria legittima della propria squadra. Ma sono anche numerosi gli aficionados “eccellenti”che, nella fervida attesa dell’incontro, si sbizzarriscono in probabili pronostici e autorevoli disamine. E, a questo proposito, in esclusiva, noi de “Il Calcio24.com”, abbiamo pensato di intervistare due grandi ex calciatori del passato, storicamente rappresentativi delle due squadre in questione: Sandro Mazzola e Pietro Anastasi.<BR><BR><STRONG>Sandro Mazzola</STRONG> è stato considerato giustamente uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi. Figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino, si è legato alla storia dell’Inter fin dalla gestione presieduta da Angelo Moratti, padre dell’attuale presidente Massimo. Scatto bruciante e agilità di dribbling sono state le sue caratteristiche più importanti. Finita la carriera di calciatore, ha occupato il ruolo di Dirigente Sportivo nell’Inter e nel Torino, ed è commentatore televisivo presso le reti RAI. Resta una delle più importanti bandiere nerazzurre della storia.<BR><BR>Mazzola, ritieni che a questo punto del campionato il confronto diretto tra Juve e Inter possa essere indicativo ai fini dell’assegnazione dello scudetto?<BR>“Credo di no, perché ci sono ancora troppe partite da disputare. Il confronto tra Juve e Inter potrà dare al massimo delle valide indicazioni, però non possiamo parlare certamente di match decisivo”.<BR><BR>Come consideri l’attuale momento dell’Inter?<BR>“Ultimamente l’ho vista giocare bene. Buona condizione atletica, buona disposizione tattica e tecnica, grazie anche a giocatori che in attacco possono far male all’avversario di turno”. <BR><BR>Pensi che Stramaccioni, grazie anche all’inserimento di Cassano, sia riuscito a trovare finalmente l’assetto tattico giusto?<BR>“Credo che Stramaccioni, il quale sostiene appieno il progetto dell’Inter, dopo aver provato due o tre moduli interessanti, abbia finalmente trovato l’assetto tattico giusto. Questa squadra può giocare indifferentemente con due o tre punte e avere delle ottime alternative. D’altra parte, i risultati positivi raggiunti in queste ultime partite dai nerazzurri, sono l’espressione della chiarezza di idee che la squadra ha saputo esprimere in campo”.<BR>&nbsp;<BR>Che cosa deve temere maggiormente l’Inter, nell’affrontare questa Juve?<BR>“Credo che l’Inter debba andare a Torino con il piglio giusto, e cioè quello di disputare la partita contenendo gli attacchi della Juve almeno per un’ora del match. E’ importante fare diga a centrocampo, producendo pressing e possibilmente ripartire in contropiede. E’ assolutamente importante non dare spazio alla Juve, contenere le sue folate offensive e non concedere il possesso palla. Perché quella è la vera forza della Juventus di oggi. Non farla ragionare è essenziale, altrimenti ti castiga”. <BR><BR>E’ quindi necessario che i nerazzurri non diano spazio ai suggerimenti di Pirlo?<BR>“Pirlo è un campione, ed è anche uno che ti inventa il passaggio e detta il lancio giusto. La Juve, tatticamente, ha trovato il modo di dargli una posizione in campo, capace di far beneficiare tutta la squadra. L’Inter deve essere attenta, proprio in quella zona di campo”.<BR><BR>A quale Inter del passato può essere paragonata quella di oggi?<BR>“Voi giornalisti, amate spesso fare paragoni con il passato di squadre e calciatori. Sinceramente non vedo alcuna similitudine da accostare a questa Inter; almeno per il momento. E poi ogni epoca ha avuto il suo calcio e i suoi campioni. Oggi è tutto diverso”.<BR><BR>A parte l’Inter, chi può essere la vera antagonista della Juve per la conquista dello scudetto?<BR>“Di sicuro il Napoli che, nonostante i suoi alti e bassi, è comunque la squadra che ha giocatori di qualità che fanno davvero la differenza. Comunque, tutto dipende dalla Juve, perché è lei in testa alla classifica”. <BR><BR>Che cosa pensi della Roma di Zeman?<BR>“ A me Zeman piace. E’ un allenatore che fa giocare a calcio, anche se in maniera un po’ troppo offensiva. Poi, in campo, ci vanno i giocatori e sono solo loro che devono saper esprimere in modo pratico tutto il credo tattico del proprio allenatore. Ci vorrà del tempo, ma penso che la Roma possa riprendersi”.<BR><BR>Infine, qual è il tuo pensiero sul Torino attuale?<BR>“Mi piace molto, ho rivisto la grinta del Toro sanguigno. Penso che Ventura abbia fatto un ottimo lavoro, che il Toro farà un buon campionato e che si salverà senza soffrire”.<BR><BR>“Pietro Anastasi finì per essere il simbolo vivente di un’intera classe sociale: quella di chi lasciava a malincuore il meridione per andare a guadagnarsi da vivere nelle fabbriche del Nord”.<BR><BR>&nbsp;Così scriveva Alessandro Baricco, torinese di nascita, scrittore, saggista, sceneggiatore, regista e fra i più noti esponenti della narrativa italiana contemporanea. E, in effetti, Pietruzzu <STRONG>Anastasi</STRONG> ha rappresentato attraverso il calcio, un periodo storico importante del nostro Paese. La sua lunga carriera di calciatore siciliano partito dalla Massiminiana di Catania per passare al Varese e poi procedere il suo destino con la Juventus, si è legato indissolubilmente alla squadra dell’avvocato Agnelli e, soprattutto, a Giampiero Boniperti che l’ha subito accolto a braccia aperte. Oggi è opinionista sulle reti private di Quarta rete.<BR><BR>Anastasi, pensi che la Juve, imbattuta ormai da diverso tempo, possa inciampare su questa Inter dal gioco concreto?<BR>“ Il risultato è aperto a ogni pronostico, soprattutto in considerazione del buon momento dell’Inter. Mi auguro che la Juve non perda l’imbattibilità proprio contro i nerazzurri. E’ importante conquistare un risultato positivo”.<BR><BR>La difficoltà di andare in gol della Juve, si è palesata soprattutto in questi ultimi incontri. Qual è il tuo pensiero in merito?<BR>“ E’ l’annoso problema di questa Juventus, incapace di rendere concreto l’alto volume di gioco prodotto. Penso che se ci fosse in area di rigore un giocatore come Treseguet, si risolverebbero molti problemi. Purtroppo, come dici te, il problema si evidenzia in maniera lampante e, alla fine, potrebbe pesare sulla squadra e sui risultati. A gennaio, urge l’intervento della società per ovviare a questo grave problema”.<BR><BR>In cosa si differenzia e/o somiglia la Juve di Conte con l’Inter di Stramaccioni?<BR>“ Si tratta di squadre e due allenatori di grande qualità. Conte e la Juve, hanno dimostrato fin dall’anno scorso la loro potenzialità e grande capacità di risultati. Stramaccioni e la sua Inter, hanno cominciato in sordina un percorso importante e capace di portare i nerazzurri ai livelli che gli competono. Stramaccioni ha saputo fare un mix tra giocatori esperti e giovani promesse. Comunque, è presto per dare dei giudizi o fare paragoni affrettati tra le due squadre. In questo momento, la Juve è a un livello superiore perché è cresciuta in maniera esponenziale fin dall’anno scorso. L’Inter, invece, sta appena iniziando il suo percorso. Vedremo che cosa accadrà in seguito”. <BR><BR>Oltre l’Inter, quale altra squadra può intralciare la Juve per la conquista dello scudetto?<BR>“ Sicuramente la Lazio, ma anche il Napoli e l’Inter stessa, hanno buone probabilità di vittoria finale. Devo dirti che mi piace molto il gioco della Fiorentina di Montella, un allenatore che apprezzo davvero. Tuttavia, non ritengo ancora che La Viola possa dire la sua in tema scudetto”.<BR><BR>Che cosa hai pensato dopo le furibonde polemiche di Catania – Juventus?<BR>“Non è facile rispondere a questa domanda perché, come tu sai, io sono catanese, adoro il Catania e amo la Juve. Ma, se devo proprio risponderti, ti dico che se facciamo una disamina concreta di tutta la partita, la Juve ha meritato la vittoria. Certamente, non è facile vedersi annullare un gol valido e subire quello della vittoria finale in posizione di fuorigioco da parte dell’avversario. Un abbaglio degli arbitri che hanno creato confusione e danni nei confronti di un Catania apparso concreto e pimpante fino al fattaccio. La Juve non ha certo bisogno di sbagli arbitrali a favore. Tutto ciò non fa altro che deturparne l’immagine. Questo non lo merita”.<BR><BR>Come vedi il Catania di quest’anno?<BR>“Assolutamente bene. Il Catania mi aveva impressionato positivamente già l’anno scorso con Montella. Quest’anno sta continuando sulla falsa riga della precedente esperienza anche con Rolando Maran. Al Massimino, il Catania è in grado di giocarsela con chiunque, basti pensare come ha messo sotto anche la Juve dei record. Penso che si salverà con assoluta tranquillità”.<BR><BR>La zona UEFA è un sogno per questo Catania?<BR>“Nulla è precluso. Questo Catania non finisce mai di stupire e, se continua così, è possibile realizzare il sogno in realtà. I presupposti ci sono tutti”.<BR><BR>Per finire, torniamo all’incontro Juventus – Inter. Qual è il tuo pronostico?<BR>“ 1 x 2. Ma io spero di cuore che vinca la Juve, anche se un pari la potrebbe pure accontentare”.<BR><BR>Salvino Cavallaro<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0711FL0711mazzola.jpgSiNesclusiva-ilcalcio-juventus-inter-e-campionato-visti-da-anastasi-e-mazzola-1009149.htmSi100451001,02,03,06,08,09030604S
271008840NewsCampionatiIntervista a Bagni: «Napoli-Juve per lo scudetto,dietro solo l`Inter; Messi vale mezzo Maradona»20121003195046Bagni intervista esclusivaIntervista esclusiva a Salvatore Bagni, ex Perugia, Inter e NapoliAbbiamo contatto in esclusiva per Ilcalcio24, Salvatore Bagni, ex giocatore dell'Inter e del Napoli. L'ex centrocampista, che ha vestito per 3 anni i colori nerazzurri e per 4 quelli del Napoli vincendo 1 scudetto con i campani e 2 coppe italiane, una con l'Inter e l'altra con i partenopei, ha vestito per ben 41 volte la maglia della Nazionale e da un paio d'anni è ormai opinionista e commentatore per le partite proprio degli azzurri con la Rai. Per lui anche un'esperienza da dirigente con il Bologna durata però solo qualche mese. Abbiamo chiesto all'ex Napoli cosa ne pensasse del Napoli e delle altre protagoniste del nostro campionato, rispolverato un pò della sua esperienza da calciatore e confrontato, come ormai tutti fanno, il suo ex compagno Diego Armando Maradona a quello che sembra essere l'erede naturale dell'argentino, Lionel Messi.<BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal"><STRONG>Come vede l'inserimento di Cassano negli schemi della nuova Inter di Stramaccioni?</STRONG><BR>"Credo che per rendere al meglio Cassano debba essere felice. Lui all'Inter è felice, si trova bene, forse non ha mai avuto un inizio di stagione così brillante e direi proprio che sia per lui che per l'Inter questo è davvero positivo".<BR><BR><STRONG>Il Napoli continua ad andare sempre più in alto, grazie anche alle reti di Cavani, ormai diventato un vero leader. Dove possono arrivare gli azzurri?</STRONG><BR>"Credo che i partenopei possanno assolutamente ambire alla vittoria del campionato. E' una squadra che è attrezzata, hanno 22 titolari, una squadra che quindi può far riposare i giocatori il giovedì quando è impegnata in Europa League, cosa che la Juve non può fare dato che la Champions è una priorità. Poi ci sono da considerare varie varianti, l'anno scorso per il Napoli la Champions aveva la priorità, come per la Juve quest anno.. comunque le squadre che però possono vincere il campionato, al momento, sono solo due, o vince l'una o vince l'altra (Juve o Napoli ndr)".<BR><BR><STRONG>Lei è stato un forte centrocampista ai suoi tempi. Oggi vede qualcuno che si potrebbe definire il suo erede?</STRONG><BR>"Non saprei, so che sono stato fortunato perché nasco attaccante e quando mi hanno portato a centrocampo dovevo gestire le due fasi (difensiva-offensiva), ed è stata anche questione di fortuna. I centrocampisti di oggi però sono o più offensivi o più difensivi, difficilmente riescono a giostrare bene entrambe le fasi. Il Conte di una volta, quelli che si inserivano e poi riuscivano anche a difendere, è difficile da ritrovare, però già fare una delle due fasi bene è importante e fondamentale".<BR><BR><STRONG>Qual'è il suo ricordo più bello dell'esperienza da calciatore?</STRONG><BR>"Non c'ho un ricordo specifico a cui sono particolarmente legato. Il ricordo è propria tutta la bellissima esperienza della mia carriera da calciatore. Ho avuto l'opportunità, per fortuna, di poter giocare a buoni livelli, ma credo che sarebbe stata la stessa cosa se avessi giocato a livelli diversi".<BR><BR><STRONG>Lei ha detto che vede il Napoli come unica rivale al dominio della Juventus nel nostro campionato. Chi potrebbe fare però da terzo incomodo? Una delle milanesi?</STRONG><BR>"Forse l'Inter. Ma c'è solo ed assolutamente l'Inter che credo possa disturbare Juve e Napoli".<BR><BR><STRONG>Proprio l'Inter è guidata da Andrea Stramaccioni, un tecnico giovane ma che sembra poter riportare i nerazzurri sui binari giusti. Che ne pensa del tecnico romano?</STRONG><BR>"Stramaccioni è alla prima esperienza, ha l'appoggio da parte della società, onestamente non penso che possa vincere il campionato come ho detto, ma già arrivare tra i primi tre per lui, che è al primo anno in una stagione "completa", credo sarebbe un successo".<BR><BR><STRONG>Cosa pensa della nuova nazionale di Cesare Prandelli che sembra essere pronto a lanciare diversi giovani?</STRONG><BR>"Credo che lui non voglia anticipare i tempi, del resto ha fatto bene agli Europei. E' ovvio che quando ci sono partire che, almeno sulla carta, sembrano più abbordabili, come quella giocata a Modena, è ovvio provare qualche giovane alle prime esperienze in nazionale maggiore, ammettendo però la possibilità che possano toppare la partita. Ma in ogni caso l'obiettivo del tecnico, ovviamente, è quello di costruire una squadra forte da poter portare ai Mondiali".<BR><BR><STRONG>Nel corso della sua carriera vinse lo scudetto col Napoli, che poteva vantare in squadra un certo Maradona, da tutti considerato il giocatore più forte della storia del calcio. Oggi invece i campioni, scappano dalla serie A. Di cosa ha bisogno la serie A per ritrovare il proprio appeal?</STRONG><BR>"Il livello è molto più basso. Non ci sono più i giocatori che c'erano quando giocavamo noi o fino a qualche anno fa. Già solo il fatto di aver avuto la fortuna di giocare con i vari Platini, Rummenigge e Maradona, Van Basten, Gullit, i più forti giocatori al mondo, credo basti, il resto sono chiacchere. C'erano giocatori fenomenali mentre adesso, con tutto il rispetto, il livello oggettivamente è differente".<BR><BR><STRONG>Ultima domanda proprio su Maradona. Il paragone con Messi ormai si spreca da diversi anni. Lei chi preferisce: Messi o Maradona?</STRONG><BR>"A Messi manca il 50% delle qualità di Maradona, e cioè la parte caratteriale. Magari se si guarda solo al lato tecnico, i goal che fa, le statistiche che sono anche migliori rispetto a quelle di Diego, il paragone regge, ma per essere un trascinatore gli manca quel 50% che aveva Diego, il carattere appunto. Il carattere del campione che se anche non è in condizione riesce a trascinare ugualmente i compagni e a fargli dare quel qualcosa in più che serve per vincere le partite. Sicuramente Messi ha grandi doti, ma quando non è in giornata non è che riesce a trasmettere qualcosa ai propri compagni come faceva el Pibe de Oro".<BR><BR><BR><BR><BR><br><br>C1007650FL0676FL0676bagni.jpgSiNesclusiva-intervista-a-bagni-1008840.htmSi100664801,02,03010538S
281008827NewsCampionatiA Messina, sponda ACR, torna l`entusiamo:«La storia siamo noi»20121003154419ACR MessinaIntervista alla Gioventù Giallorossa di MessinaNei giorni scorsi ci siamo occupati dei derby giocati a Messina tra l'ACR e il Città di Messina. Per la cronaca ricordiamo che la doppia sfida si è conclusa per 1-0 per il Città, in una partita valida per la coppa Italia di serie D, e 2-1 per l'ACR in campionato, Serie D Giorne I. <BR><BR><BR>Per questo abbiamo raggiunto e intervistato in esclusiva per IlCalcio24.com&nbsp;lo zoccolo duro degli ultras dell'ACR e, in particolare, la fantastica e colorita&nbsp;GIOVENTÙ GIALLOROSSA di Gioiosa Marea.<BR><BR><BR>Con noi si è fermato a parlare Giuseppe Donzelli, responsabile del club "Gioventù Giallorosa Messina sezione di Gioiosa Marea". <BR><BR><BR><STRONG>1)</STRONG> Giuseppe parlaci un po' della storia delle GGR di Gioiosa Marea.<BR>"Il gruppo nasce nei primi anni '90 come un gruppo di amici appassionati di calcio e del Messina. A partire della stagione 90/91 incominciammo a frequentare la Curva Sud del Celeste. In quegli anni siamo stati molto attenti alle vicissitudini del calcio Messinese, vivendo gli anni di Mister Materazzi, Protti ma anche il fallimento dell'ACR Messina con alla guida della Società i figli di Turi Massimino. Successivamente con il passare degli anni e con l'avvento alla guida del calcio Messinese del Presidente Aliotta l'entusiasmo crebbe e da qui la volontà di darci una vera e propria organizzazione come tifosi del Messina della costa tirrenica. La prima uscita ufficiale con lo stendardo "Gioiosa Marea" con il disegno del cinque di spade avvenne il 28 Marzo 1998 a Capo D'Orlando contro l'Orlandina in serie D. Vincemmo 1-0 con rete di Criaco su punizione. Ma la data storica rimane, certamente, l'inaugurazione ufficiale del nostro club avvenuta il 6 Dicembre 1999 presso il Circolo Mediterraneo di Gioiosa Marea alla presenza del bomber Vittorio Torino, Emanuele Manitta e del direttivo GGR di Messina. Negli anni successivi abbiamo molto spesso organizzato incontri e feste con giocatori, dirigenti ed allenatori del Messina con la squadra che dalla Serie D arrivò in Serie A. Un'altra data importante è una festa organizzata il 17&nbsp; maggio 2004 presso l'Auditorium di Gioiosa Marea qualche settimana prima della promozione in serie A con i giocatori Alessandro Parisi, Ametrano e dirigenti vari.Erano presenti centinaia di persone provenienti da tutta la costa tirrenica e un entusiasmo alle stelle. Negli anni di maggiore entusiasmo abbiamo conosciuto e intrecciato rapporti con tanti ragazzi di tantissimi centri della provincia tirrenica da Patti, S.Giorgio di Gioiosa Marea, Naso, Librizzi, Rocca Caprileone, S.Piero Patti, Tusa, Sinagra etc etc con i quali eravamo legati dalla passione giallorosa. Anche oggi che militiamo in Serie D non abbiamo mai mollato e siamo certi che tutti questi ragazzi torneranno allo stadio".<BR><BR><STRONG>2)</STRONG> Raccontaci di qualche partita che è rimasta nel cuore dei tifosi.<BR>"Tantissimi sono i ricordi legati al Messina e veramente mi viene molto difficile stilare una&nbsp; graduatoria. Come non ricordare, per esempio, la vittoria alla Favorita contro il Palermo per 2-1 nel Dicembre del 2000 in C1. Perdevamo dopo solo 14 secondi 1-0 con rete di Cappioli o la vittoria per 2-1 a S.Siro con il Milan in serie A o la vittoria di Foggia nel &nbsp;2000 con rete di Scaringella o la vittoria di Catanzaro 2-1 nel 1999 o le vittorie interne &nbsp;contro l'Inter con rete di Rafael all'ultimo minuto o, ancora, l'indimenticabile 4-3 contro la Roma con il cucchiaio di Zampagna. Emozioni e sensazioni fortissime che solo il Messina ci ha saputo regalare".<BR><BR><STRONG>3)</STRONG> Nella stagione 2008/09 all'ACR non viene permesso iscriversi al campionato di Serie B. Come avete vissuto quella circostanza?<BR>"La mancata iscrizione al campionato di Serie B 2008/2009 è stata vissuta dalla tifoseria Messinese con molta maturità e dignità. Siamo ripartiti dalla Serie D con tanti presidenti faccendieri che si sono succeduti in questi ultimi anni. Ne abbiamo viste veramente di tutti i colori ed abbiamo rischiato la radiazione ma non ci siamo mai arresi perché l'attaccamento ai colori giallorossi va oltre ogni cosa e non ci importa la categoria di appartenenza".<BR><BR><STRONG>4)</STRONG> Adesso c'è Pietro Lo Monaco e sembra che i risultati inizino a vedersi. Vi preoccupa che, adesso, abbia preso impegni anche con il Palermo?<BR>"Nei confronti del gruppo Lo Monaco c'è molta fiducia e si registra molto ottimismo all'interno della tifoseria.&nbsp;I Lo Monaco hanno dimostrato di essere persone serie, credibili e capaci.<BR>Sono dirigenti molto radicati nel Messinese e questa entrata di Pietro Lo Monaco nel Palermo non credo che ci debba molto preoccupare anche perché riteniano che per i Lo monaco il Progetto Messina sia un capitolo a parte, fermo restando che ad inizio stagione nonostante i Lo Monaco avessero rilevato il Messina, Pietro Lo Monaco aveva assunto un ruolo nel Genoa che comunque non precludeva il progetto Messina".<BR><BR><STRONG>5)</STRONG> Che tipo di rapporti avete, se ne avete, con i tifosi del Città di Messina ex Camaro?<BR>"Con i tifosi del Città di Messina non vi è alcun tipo di rapporto anche perché il Città di Messina non ha una propria tifoseria organizzata ma è seguita solo da amici dei dirigenti e dai parenti e fidanzate dei giocatori. La storia siamo noi, la storia di Messina intera appartiene a noi".<BR><BR><STRONG>6)</STRONG> Infine, quali sono le speranze per il futuro?<BR>"Siamo molto fiduciosi per il cammino del nostro amato Messina. Non è solo un caso che, sia nella partita contro il Città di Messina che contro l'Agropoli eravamo circa 5 mila persone al S.Filippo; numeri quasi impossibili da riscontrare in un campionato di serie D ed ancora siamo solo all'inizio. Siamo certi che tra poco torneremo a calcare i palcoscenici calcistici che ci appartengono e che&nbsp;la città e l'intera provincia meritano". <BR><BR>C1007655,C1007654MessinaFL0411FL0411messinaregginajw7.jpgSiNtorna-l-entusiasmo-a-messina-intervista-esclusiva-alla-ggr-1008827.htmSi100427901,02,030101426S
291008609NewsCampionatiBruno Bernardi: «La Juventus ha una forza incredibile. Il Torino può fare bene»20120922101531juventus, torino, bernardiJuventus Torino Bruno BernardiUn incontro piacevole allo <STRONG><EM>Sporting Club</EM></STRONG> di Corso Agnelli a Torino, là dove da sempre si sono fissati gli appuntamenti di grandi nomi dello sport e del giornalismo italiano. Ci incontriamo con <STRONG>Bruno Bernardi</STRONG>, il "Bibì" di arpiniana memoria per gli amici e il "maestro" per tutti noi giornalisti. Di poco accanto, sembra soffiarti sul collo lo Stadio Olimpico e noi lo guardiamo, come se non l'avessimo mai visto, attraverso la luminosa vetrata del bar che si affaccia sull'immenso parco dello Sporting che è adibito a campi di calcio, da tennis e piscine. Un polmone verde che ti rasserena, anche per il cinguettio piacevole degli uccellini capaci di enfatizzare il riaffiorare di lontani ricordi di una Juventus che si allenava al vecchio e glorioso Campo Combi che si trovava qui accanto. <BR><BR>Oggi quel campo non c'è più, le moderne tecnologie e le esigenze pallonare hanno spostato il cuore nevralgico bianconero nella splendida struttura di Vinovo e qui restano incancellabili i ricordi. Ma, lo Sporting Club, resta pur sempre un lussuoso salottino posto nel cuore della città piemontese che oggi, finita l'estate, si prepara ad affrontare il mite autunno con i suoi impareggiabili colori. Sivori, Stacchini, Nicolè, Charles, Boniperti, fino ad arrivare a Zoff, Anastasi, Bettega, Platini, Scirea, Gentile, Cabrini, Morini, Rossi, Tardelli, Baggio, Del Piero e tanti altri. Qui tutto trasuda di gloria calcistica e ogni angolo ti parla in maniera bianconera, una lingua, un comportamento e un modus vivendi che, ai tempi dell'Avvocato Giovanni Agnelli si chiamava stile Juventus. Con il maestro ci soffermiamo al bar dello Sporting, scegliamo un tavolino e ci sediamo per sorseggiare piacevolmente il caffè dell'amicizia. Tra noi c'è sintonia, armonia scorrevole e il nostro disquisire di vicende calcistiche non ha il sapore di un appuntamento ufficiale ma, più semplicemente, di un incontro tra amici che hanno piacere periodicamente di incontrarsi, guardarsi negli occhi e parlare di vicende legate all'italico pallone. Più volte il tema è volutamente monotematico, tuttavia, la qualità, la competenza calcistica del maestro e il suo narrare di atleti e uomini veri, ti trasporta come se fosse sempre la prima volta. Naturalmente, non ci dilunghiamo più sul suo glorioso passato di giornalista e cronista sportivo inviato speciale per mezzo secolo da "la Stampa" di Torino in tutti i campi di calcio del mondo, perché sarebbe un ripetere cose che ormai sanno tutti. Di lui e con lui, oggi vogliamo parlare del presente. Sì perché l'orgoglio di chi sa di calcio a tutto tondo come il maestro, è di apparire attuale, sempre sulla cresta dell'onda, sull'informazione di oggi e non solo a quella relativa a ieri. Ed è per questo che lo troviamo in ogni dove, allo stadio, in tribuna stampa, nelle conferenze, tra le mura della redazione de "La Stampa", nei circoli sportivi privati, negli studi televisivi, tra le telecamere di Juventus Channel e di 7 Gold, insomma il "maestro" deve, anzi vuole vivere il presente pallonaro per essere sempre attendibile e attuale, informato per informare. E così decidiamo di chiacchierare insieme di calcio nazionale ed europeo, con l'interesse giornalistico capace di carpire idee e curiosità per poterli divulgare. Con il maestro c'eravamo lasciati il 13 luglio a Milazzo, la ridente cittadina in provincia di Messina, dove abbiamo vissuto insieme un'indimenticabile esperienza culturale grazie a un incontro voluto dai colleghi giornalisti siciliani e da Attilio Andriolo, medico chirurgo appassionato di calcio e di giornalismo sportivo. Oggi ci rivediamo per la prima volta dopo due mesi.<BR><BR><STRONG><EM>Ciao maestro, piacere di rivederti.<BR></EM></STRONG>"Grazie a te e a tutti gli amici di Milazzo che mi hanno accolto con affetto. Di quell'esperienza, mi resta un bel ricordo che difficilmente dimenticherò".<BR><BR><STRONG><EM>Bene, vogliamo fare il punto sul campionato sin qui svolto?<BR></EM></STRONG>"Con piacere. Prima, però, consentimi di salutare tutti i colleghi della redazione de "Il calcio24" che ci ospita e del quale ho apprezzato da qualche tempo il difficile e competente lavoro nel fornire informazioni calcistiche attendibili anche in tempo reale. Per rispondere alla tua domanda, posso dirti che tra tutte le squadre pretendenti al titolo di Campione d'Italia 2012-13 il Napoli mi sembra la più qualificata a contrastare la Juventus che si profila quale squadra da battere. I bianconeri si sono rinforzati con il ritorno di Giovinco, gli acquisti di Isla e, soprattutto, di Asamoah, un calciatore capace di fare la differenza. Tutti si lamentano per il mancato arrivo di un Top Player, ma io penso che per il modulo voluto da Conte e per il suo credo calcistico fatto di motivazioni di gruppo, la Juventus possa ovviare a questa figura almeno fino a Gennaio. Poi si vedrà. Per quanto riguarda il resto, vedo il Milan come squadra che ha ultimato un ciclo ed è alle prese con quella fase di ricostruzione che nel calcio non è mai immediata. L'Inter ha dato segni di ripresa rispetto all'anno scorso, la Roma non è continua come tutte le squadre di Zeman e la Lazio, pur avendo cominciato con il piglio giusto, credo che alla lunga non possa tenere il passo di Napoli e Juve".<BR><BR><STRONG><EM>Maestro, diamo uno sguardo anche alla Champions?<BR></EM></STRONG>"Volentieri. L'altra sera ho visto la Juventus contro il Chelsea. Mi ha impressionato la sua reattività e il suo carattere che, nonostante il passivo momentaneo di 2 a 0 ha saputo ribaltare il risultato in maniera convincente. Certo, la Juve non è tra le favorite, tuttavia, come l'anno scorso in campionato, può essere l'outsider del torneo, grazie a quel calcio provinciale ma di forte impatto caratteriale che la Juve ha manifestato attraverso l'unione di gruppo. Per il resto vedo favorite le solite squadre. Barcellona, Real Madrid, Manchester City, Bayern Monaco e poi il Psg che potrebbe inserirsi tra le pretendenti al titolo finale."<BR><BR><STRONG><EM>E la Juve?<BR></EM></STRONG>"Aspettiamo gli eventi e tra qualche tempo ne riparliamo".<BR><BR><STRONG><EM>Un'ultima domanda sul Torino. Come vedi il suo ritorno in Serie A?<BR></EM></STRONG>"La squadra granata è quadrata, ben messa in campo, ed esprime un calcio ordinato, grazie anche al 4-4-2 voluto da mister Ventura. Ci sono i presupposti per ben figurare, anche se, a dire il vero, c'è bisogno di tempo affinché i nuovi acquisti possano integrarsi nell'intelaiatura granata. Non scoraggi la sconfitta subita in casa domenica scorsa dall'Inter, perché ho visto un Toro vivo e orgoglioso, soprattutto in quel Rolando Bianchi a cui la cura Ventura sembra davvero aver fatto bene. Ottimo l'inserimento di Brighi nello scacchiere granata di metà campo. Sono certo che vedremo un gran derby. Lo aspettiamo tutti con gran curiosità."<BR><BR>Finisce qui il nostro incontro con Bruno Bernardi, anche perché la sera imminente ci consiglia di congedarci. E' stato bello rivedersi e parlare di pallone tra piacevoli ricordi che si sono intrecciati con il presente. Il calcio è materia che ci unisce e, soprattutto, ci ha fatto scoprire il valore infinito dell'amicizia. Arrivederci maestro, al prossimo incontro.<BR><BR>Salvino Cavallaro<BR>&nbsp;<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1007650TorinoFL0711FL0711bernabai.jpgSiNesclusiva-il-calcio-bruno-bernardi-la-juventus-ha-una-forza-incredibile-il-torino-puo-fare-bene-1008609.htmSiT1000007,T1000099100451001,02,03,06010555S
301008439NewsCampionatiIn viaggio con Mirko Vucinic e Cristina Chiabotto. L`attaccante bianconero: «Siamo più forti dell`anno scorso» 20120913163130juventus, vucinicSalvino Cavallaro giornalista iscritto all`Ordine Regionale del Piemonte. Nasce a Milazzo (Me) ma ormai da anni vive e lavora a Torino. Ha collaborato con le redazioni di Sprint & Sport, Piemonte Sportivo, Torino Sera, La Nuova Metropoli, Arte & Dintorni, Stadio Goal. Attualmente, scrive per il Palio dei Quartieri News di Torino e collabora con IlCalcio24. In questi ultimi anni ha scoperto il fascino discreto della letteratura ed ha pubblicato il libro «Quello che ho scritto, pensato e pubblicato« e «Tra interviste e altro« edito da Progetto Immagine. Contatti: salvinocavallaro@libero.itSul volo Alitalia AZ1417 Roma&nbsp;- Torino del 12 settembre 2012, ho avuto modo di viaggiare assieme a Mirko Vucinic e Cristina Chiabotto. L'incontro è stato casuale, una piacevole coincidenza che ci ha accomunato in un viaggio di ritorno a Torino. Il centravanti montenegrino era reduce dalla partita della sua nazionale contro il San Marino. Una "passeggiata" calcistica dal risultato tennistico. Un 6 a 0 a favore del Montenegro che non si presta a nessun commento di sorta e che non ha avuto neanche il bisogno di fare giocare il suo campione più rappresentativo. Vucinic, infatti, è rimasto in panchina. Ha l'aria rilassata Mirko, con l'espressione di chi si è dovuto spostare da Torino solo per onorare la convocazione della sua nazionale impegnata in un incontro di calcio di facile portata. Ci incontriamo sui gradini della scaletta che porta all'interno dell'aereo e, dopo essermi accorto di lui, mi presento con il mio titolo di giornalista sportivo. Non abbiamo avuto mai l'occasione d'incontrarci prima d'ora, se non per le interviste del dopo partita in conferenza stampa che, di solito, sono rappresentative di un covo di banalità. Così, approfittando dell'appetibile occasione della nostra vicinanza dettata dal fato, gli faccio i complimenti per il suo nuovo look personale. "Senza barba né baffi, sembri più giovane" gli dico per rompere il ghiaccio. "Sarà", risponde lui con tono scherzoso "l'ho fatto per pesare meno e, di conseguenza, faticare ancora meno nella corsa". Ma, bando agli scherzi, parliamo di cose serie, gli dico salendo a rilento la scaletta.<EM> Che cosa pensi della Juve di oggi? "Posso dirti che è più forte dell'anno scorso e, anche se non è arrivato il top player che tutti desideravano, sono sicuro che io, Giovinco, Matri e Quagliarella non lo faremo rimpiangere. Senza dimenticare il danese Bendtner che è un campione e sono certo che si integrerà presto nella nostra squadra"</EM>. Intanto, frettolosamente, arriviamo in alto alla scaletta e, entrati in aereo, lui si accomoda in un posto che però è lontano dal mio. Ciao Mirko e auguri per il tuo futuro. Mentre proseguo per la ricerca del mio posto numerato, vedo Cristina Chiabotto. Alta, statutaria, bella come l'avevo vista due anni fa. Ricordo che la intervistai per "Stadio Goal" in veste di tifosa juventina. Commentavamo insieme quella Juventus di Del Neri che, nonostante fosse la brutta copia della squadra di oggi, non fu mai criticata dalla bella Cristina che stravede da sempre per la "Signora del calcio italiano". Ricordo che non fu un'intervista imperniata sull'approfondimento di concetti tecnici e tattici, non lo poteva essere per una bella tifosa come lei che s'intende solo di passione legata alla sua Juventus e, nonostante il mio insistere velato, per fomentare la polemica del pallone bianconero di allora, lei non si scompose più di tanto. Oggi la rivedo, mi guarda con gli occhi di chi sta pensando "Ma questo dove l'ho visto?". Le stringo la mano, la saluto cordialmente e le tolgo il piccolo dilemma e la fatica di ricerca mnemonica sulla mia persona. "Sono Salvino Cavallaro, il giornalista sportivo di Torino, ricordi?". <EM>"Si, come no! Ecco chi sei. La mia Juve è sempre più forte anche senza Alex Del Piero. Devo però dirti che mi manca. Per me è il simbolo del calcio pulito, un autentico campione che ha fatto grande una certa Juventus".</EM> A questo punto, non posso ancora continuare il mio dialogo con lei perché dietro di me la gente spinge per andare avanti e, io, non posso più dilungarmi, altrimenti intralcerei tutto. La saluto frettolosamente con un arrivederci alla prossima volta. Volevo anche dirle che quell'intervista l'ho pubblicata nel mio ultimo libro intitolato "Tra interviste e altro", ma non ho proprio fatto in tempo. Pensavo di poterglielo dire al nostro arrivo all'aeroporto di Caselle Torinese, ma non è stato possibile. Mirko e Cristina sono scomparsi misteriosamente tra la folla, ma è stato bello ugualmente incontrare persone che, nonostante la notorietà, non disdegnano le relazioni con la gente comune. Non avere la "puzza sotto il naso" è segno d'intelligenza e di rispetto verso le persone. Questo ci piace davvero!<BR><BR>Salvino Cavallaro <BR>&nbsp;<BR><BR><BR>C1007650TorinoFL0711FL0711vucinic.jpgSiNin-viaggio-con-mirko-vucinic-e-cristina-chiabotto-l-attaccante-bianconero-siamo-piu-forti-dell-anno-scorso-1008439.htmSiT1000007100451001,02,03,060101819S
311008348NewsCampionatiIntervista a Rayden: Oltre le donne e il calcio20120910122347Rayden Le donne e il calcioIntervista esclusiva al rapper RaydenRayden (Marco Richetto), conosciuto anche col nome di "Faccia d'angelo", è uno dei rapper italiani che ultimamente ha riscosso più successo (grazie anche al boom che questo genere ha avuto negli ultimi mesi nel nostro paese) riuscendo a fare avvicinare sempre più anche coloro che erano più diffidenti nei confronti di questo tipo di musica e ad imporsi sulla scena musicale italiana e nelle classifiche dei brani più ascoltati e venduti insieme anche ad altri suoi colleghi. Ma prima del meritato successo, tanto sudore, tanto lavoro, tanta gavetta che hanno portato "Faccia d'angelo" ad essere l'artista completo che oggi è, dopo una carriera iniziata nel 1999 e che annovera alcuni dei pezzi migliori dell'hip hop italiano degli ultimi anni, se si considera il lavoro sia da solista che in gruppo del cantante. Rayden è infatti tra le altre cose uno dei tre componenti degli One Mic, insieme a Ensi (uno dei freestyler più famosi e bravi della scena italiana) e Raige. 5 album all'attivo (2 One Mic, 3 da solista, l'ultimo di questi "L'uomo senza qualità" uscito pochi mesi fa), Rayden vanta all'attivo anche numerose collaborazioni con diversi pezzi grossi dell'hip hop italiano, nonché una carriera (e una capacità) da freestyler di tutto rispetto, che lo ha visto arrivare fino in fondo in alcune delle più famose competizioni di freestyle in Italia e che ci permette di considerarlo, senza troppi problemi, uno dei migliori anche in questo ambito. Contattato in esclusiva per <EM>Ilcalcio24,&nbsp;</EM>il rapper torinese ha parlato di una delle sue grande passioni (oltre alla musica si intende): il calcio. Numerosi i riferimenti sia nei testi sia nei titoli delle canzoni al mondo del pallone (si pensi anche alla canzone intitolata "Samuel Eto'o"), uno dei pezzi più recenti dell'artista torinese si intitola "Le donne e il calcio", pezzo che ha riscosso parecchio successo diventando anche sigla di uno dei programmi di punta della rete di Sportitalia.<BR><BR><BR><EM><STRONG>Ciao Marco. Sei conosciuto con il nome di "Rayden" e "Faccia d'Angelo". Puoi spiegare ai nostri lettori come sono nati questi nomi?</STRONG><BR></EM>"Ho scelto il nome Rayden perché "Rayden" è una divinità giapponese, rappresentata come un guerriero saggio, mi piaceva l'accostamento e ho scelto questo nome. "Faccia d' angelo" mi è stato invece "affibbiato" alle battle di freestyle, se non ricordo male al Tecniche Perfette (nota competizione di freestyle ndr) da Mastafive, è un nome che mi è piaciuto e che ho tenuto come secondo nome, anche perché contrapponeva un pò il fatto dell'aggressività delle battle all'aspetto tipico magari del bravo ragazzo che ho".<BR><BR><BR><EM><STRONG>Da cosa nasce una canzone come "Le Donne e il Calcio"?</STRONG><BR></EM>"In ogni lavoro che faccio, specie in quelli solisti in cui comunque ho un margine decisionale più ampio, amo fare canzoni nuove e adottare soluzioni diverse dai miei lavori precedenti.<BR>In quella che era la mia discografia mancava un pezzo più leggero e ironico. Perciò ho voluto cimentarmi in questa canzone, senz'altro autentica, che rispecchia la mia persona nei lati più leggeri, meno introspettivi e descrittivi. Ho deciso dunque di fare questa canzone che paragona l'universo femminile a quello che è il mondo del calcio, in chiave prettamente ironica, giocando anche su quelli che sono gli stereotipi-luoghi comuni. E' nata poi dal fatto che Vox aveva fatto questo beat (poi riarrangiato e modernizzato) qualche anno fa, le cui sonorità sembrano quasi da villaggio vacanze (ride ndr). Ascoltando la base mi è venuto in mente il ritornello e poi le strofe le ho scritte molto in fretta. Ci tengo però a precisare che non è che mi sia stato detto da quelli di Sportitalia (la canzone è diventata sigla di uno dei programmi di punta della rete sportiva ndr) di fare una sigla per loro, è stato un pezzo proprio nato da me in modo del tutto spontaneo. Dopo avere sentito la canzone l'hanno scelta come sigla e per me è stato un onore, dato che sono un fan di Criscitiello, Pedullà e tutti i giornalisti che lavorano a Sportitalia".<BR><BR><STRONG><EM>In molti hanno criticato la canzone definendola "commerciale". Come rispondi a chi critica e cosa rappresenta secondo te una canzone del genere?<BR></EM></STRONG>"Secondo me il discorso è molto semplice: mettere delle etichette alle canzoni è una perdita di tempo fondamentalmente. Nel mio vissuto, se io ascolto una canzone e mi piace continuerò ad ascoltarla, altrimenti non perdo tempo a dire "questa è commerciale, non va bene" oppure "questa è hip hop-underground, va bene". Secondo me bisogna vivere la musica in modo molto più spensierato, senza paletti e pregiudizi. Detto questo, credo che ognuno abbia i propri gusti e io rispetto tutti i tipi di giudizi e pareri, specie se stimolano a riflessioni originali e intelligenti. "Le donne e il calcio" è strutturata come un tormentone, proprio per la tipologia di canzone: se uno fa un pezzo di questo tipo di certo non vuole salvare il mondo, vuole fare una cosa che sia semplice e immediata e che faccia sorridere.<BR>Questa canzone non è frutto di un'operazione commerciale col fine di vendere qualche disco in più, è solo una canzone in cui parlo di 2 mondi che mi piacciono e li metto a confronto ironicamente/provocatoriamente. Io sono io, in tutte le mie sfaccettature e ci tengo a dimostrare che riesco a fare anche pezzi più leggeri. Il fatto che persone di 50 anni, 60 anni, genitori di amici miei mi cantino la sigla del programma divertendosi non può che farmi piacere.&nbsp; Un'artista debba dimostrare a 360° quello che è in grado di fare e mi piace fare proprio questo, perché se no mi cullerei sui traguardi già raggiunti. Preferisco invece sempre re-inventarmi facendo musica autentica. Ho fatto una canzone che parla delle mie passioni se ti piace l'ascolti altrimenti ascolti qualcos'altro".<BR><BR><BR><EM><STRONG>Ci sono sempre stati dubbi sulla tua fede calcistica. Cosa ci puoi dire a riguardo?</STRONG><BR></EM>"Da piccolo ero un tifoso granata perché mio nonno era tifoso del Toro e guardavo le partite con lui. Nella mia famiglia però sono tutti juventini, quindi era bella questa "diatriba" e questo derby casalingo. Poi ho iniziato a interessarmi al calcio a 360°, gli anni dei primi importanti investimenti in Premier League etc. Etc. Quindi il fattore del tifoso mi si è proprio spento, mentre sono andato ad apprezzare altri aspetti Mi è capitato addirittura di andarmi a leggere le tesi di Coverciano sul sito della FIGC e ho cercato sempre di informari comunque il più possibile su questo fantastico mondo.&nbsp; Simpatizzo per i granata proprio per questo ricordo affettivo che ho di quando mio nonno era in vita, però allo stesso tempo quando lo scorso anno ha vinto il campionato la Juve sono stato contentissimo perché è una squadra della mia città ed è la realtà meglio proiettata al futuro attualmente nel calcio italiano. Però veramente non è roba tanto per non schierarsi (ride ndr), mi piace informarmi, seguire un pò di tutto e guardare il calcio come un vero e proprio spettacolo piuttosto che come un tifoso accanito e non obiettivo".<BR><BR><EM><STRONG>Quale sarebbe l'11 ideale della serie A di Rayden?</STRONG><BR></EM>"Come modulo credo che opterei per un 4-3-1-2. In porta sicuramente Gigi Buffon; centrali punterei sulla coppia Barzagli-Samuel, una sicurezza; mentre come terzini con Lichtsteiner a destra e Balzaretti a sinistra le fasce sono coperte; centrocampo a 3 con Pirlo in regia, e Guarin-De Rossi ad affiancarlo; in attacco sicuramente la coppia Cavani-Jovetic e a supportarli come trequartista scommetterei su Lamela".<BR><BR><BR><EM><STRONG>E' nota la tua amicizia con il giocatore del Napoli Behrami. Sei amico di altri calciatori?</STRONG><BR></EM>"Oltre a Valon (Behrami), per il quale ho una stima infinita sia come calciatore sia come uomo, ho avuto la fortuna di conoscere Luca Marrone, centrocampista della Juventus e della nazionale under 21. E' un ragazzo (classe 90) con tutte le possibilità di fare molta strada perchè ha culto del lavoro e la serietà necessaria per gestire al meglio la sua carriera.<BR>Inoltre, nelle prime uscite stagionali della Juventus, ha dimostrato una sicurezza, senso della posizione e visione di gioco da veterano, anche schierato da perno centrale della difesa a 3".<BR><BR><EM><STRONG>In chiave musicale, con quali artisti italiani, con cui non l'hai ancora fatto, ti piacerebbe collaborare?</STRONG><BR></EM>"In ambito rap mi farebbe piacere collaborare con Marracash, Dargen D'Amico, Guè Pequeno e Vacca; fuori da quest'ambito con Giorgia, Elisa e Battiato".<BR><BR><EM><STRONG>Chiudiamo con la seguente domanda: cosa c'è per Rayden oltre alle donne e al calcio?</STRONG><BR></EM>"C'è la musica, che è la mia grande passione da quando ho 14 anni ed ora è il mio lavoro. Il bello di tutto questo è che pur essendo arrivato a un livello professionale, dove è necessario ottenere dei risultati tangibili e concreti, non ho ancora perso la componente romantica, il che è fondamentale".<BR><BR>CataniaFL0676FL0676Rayden.jpgSiNintervista-a-rayden-oltre-le-donne-e-il-calcio-1008348.htmSi100664801,02,030101448S
321008160NewsCalciomercatoZenit, presi Hulk e Witsel per la Champions!20120903193800zenit,hulk,witsel,spallettizenit ecco hulk e witselLo Zenit San Pietroburgo allenato da Luciano Spalletti è vicinissimo a piazzare il doppio colpo per la storia. Secondo i quotidiani sovietici e in particolare anche in Portogallo, <EM>Abola</EM>, lo Zenit avrebbe concluso l'accordo con Hulk del Porto. Infatti come riporta la nostra redazione nelle scorse ore Mitrofano (Dg dello Zenit) e la dirigenza dei lusitani, si sarebbero seduti intorno ad un tavolo in Portogallo per chiudere la trattativa. Si parla di una cifra addirittura superiore ai 50 milioni offerti nei giorni scorsi dallo Zenit. Nelle prossime ore le visite mediche per Hulk, forse in Portogallo, appunto. Invece per Witsel il discorso è un pochino piu'&nbsp;complicato ma anche lui&nbsp;sarebbe in procinto di vestire la maglia dei "Meskhi", per la gioia dei loro calorosi supporter.<BR><BR>C1007650OportoFL0765FL0765hulk.jpgSiNesclusiva-ilcalcio-zenit-hulk-witsel-verso-lo-zenit-san-pietroburgo-1008160.htmSi100772901,02,03010507S
331007944NewsCalciomercatoSartori, ds Chievo: «L`Inter non ci ha chiesto Andreolli. Il Milan piazzerà il colpo ad effetto»20120828161657Chievo mercato sartori esclusiva Inter AndreolliIl ds del Chievo, contattato in esclusiva, ha parlato della trattativa Andreolli-InterAbbiamo contattato in esclusiva per <EM>Ilcalcio24,&nbsp;</EM>Giovanni Sartori, ex calciatore e oggi direttore sportivo del Chievo che, nonostante i tanti impegni inevitabili di questi ultimi giorni di mercato, si è soffermato a rispondere ad alcune voci riguardanti il mercato del Chievo e a commentare l'esordio in campionato della squadra clivense<BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Quali sviluppi ci sono sul discorso Andreolli-Inter?</STRONG><BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><EM>"Al momento nessuno. L'Inter non ci ha chiesto il giocatore".</EM><BR><BR><STRONG>Quante possibilità ci sono di vedere il giocatore in nerazzurro?</STRONG><BR><BR><EM>"Quasi nessuna. Come ho detto i nerazzurri non si sono fatti avanti per avere il ragazzo e in ogni caso noi non puntiamo la pistola a nessuno per prendersi un giocatore importante per noi. Se un club non ci chiede un giocatore, è lecito pensare che semplicemente questo non sia interessato".</EM><BR><BR><STRONG>Come giudica l'esordio in campionato del Chievo?</STRONG><BR><BR><EM>"Penso sia stato un buon esordio, 3 ottimi punti dovuti ad un'ottima prestazione".</EM><BR><BR><STRONG>Chi crede che piazzerà il colpo ad effetto degli ultimi 4 giorni di mercato?</STRONG><BR><BR><EM>"Tra i club italiani? vista la situazione, credo Milan".</EM><BR><BR><STRONG>Vi muoverete sul mercato in questi ultimi giorni?</STRONG><BR><BR><EM>"Non credo che ci muoveremo ulteriormente sul mercato".</EM><STRONG><BR></STRONG><BR><BR><BR><BR><br><br>C1007651,C1007650VeronaFL0676FL0676sartori.jpgSiNesclusiva-sartori-ds-chievo-inter-non-ci-ha-chiesto-andreolli-1007944.htmSiT1000028100664801,02,03010572S
341007816NewsCampionatiAg. Bonucci: «Soddisfatti della sentenza. Auguro a Conte di dimostrare la propria estraneità» 20120824170131bonucci torchia conte «Conte? gli auguro di poter dimostrare la propria estraneità»Davide Torchia, procuratore di Leonardo Bonucci, in esclusiva per IlCalcio24, racconta della sua soddisfazione dopo il proscioglimento, anche in secondo grado di giudizio, del suo assistito Leonardo Bonucci:<BR><BR><EM>"Siamo soddisfatti e felici perchè finisce una parentesi che, come potete ben capire, è stata incresciosa&nbsp;dopo una stagione poi che sotto il profilo tecnico ha portato a grandissimi successi vista la consacrazione con la Juventus, diventando Campioni d'Italia e, da protagonista, &nbsp;vicecampione d'Europa: era una stagione da incorniciare insomma. Noi però abbiamo avuto sempre piena fiducia negli organi di giustizia federale che hanno giustamente fatto le loro indagini e&nbsp;hanno&nbsp;tratto le loro conclusioni.&nbsp;Noi poi ci siamo assoggettati a tutti i gradi di giudizio, e questo è stato un bene visto che&nbsp;cosi la nostra figura&nbsp;ne è uscita pulita:&nbsp;questo ci fa molto piacere"</EM><BR><BR>Il discorso poi ovviamente va su Antonio Conte, che, come sappiamo tutti,&nbsp;non è stato invece prosciolto nel suo caso:&nbsp;<EM>"Conoscendo la sua interità morale, toccandola con mano in questi ultimi anni sono certo e gli auguro vivamente di poter dimostrare la propria estraneità. Noi tutti&nbsp;facciamo il tifo&nbsp;per lui ma ovviamente&nbsp;non possiamo entrare in merito alle sue vicende. L'umore all' interno della squadra, da quello che si può capire dalle dichiarazioni dei ragazzi,&nbsp;è buono e c'è una grande&nbsp;unione. Queste sono cose che&nbsp;provocano dispiacere, ma loro hanno mostrato dentro e fuori dal campo l' anno scorso che proprio in questi momenti di difficoltà riescono ad uscire fuori. Ci sono stati grandi attestati di stima da parte di Conte e della società per Bonucci e&nbsp;Pepe, e la stessa cosa avverrà con&nbsp;lui,&nbsp;Alessio e gli altri. Questa è la dimostrazione della&nbsp;grandissima unione che c'è&nbsp;tra di loro&nbsp;oltre che&nbsp;la certezza di aver fondato un gruppo di uomini&nbsp;per bene.</EM><BR><BR>FL0141FL0141Bonucci_Leonardo.jpgSiNesclusiva-ilcalcio-agente-bonucci-abbiamo-sempre-e-avuto-fiducia-nella-giustizia-federale-1007816.htmSi100205001,02,03010463S
351007740NewsCampionatiMassimo Caputi: «Juve favorita, poi Napoli. Serve la tecnologia in campo» 20120822195030massimo caputiIntervista fiume al giornalista sportivoAbbiamo intervistato, in esclusiva per IlCalcio24, il giornalista sportivo Massimo Caputi, con cui abbiamo fatto il punto sulla stagione che sta per iniziare.<BR><BR>Notizia di oggi è la conferma della squalifica di Conte, proprio a ridosso dell'inizio del campionato:&nbsp;<EM> "E' una situazione anomala e strana: è chiaro che il gran lavoro un tecnico lo fa durante la settimana, però anche la presenza durante i 90'minuti di gioco, per il suo carisma, per scelte tecniche e tattiche, ha il suo peso. Non è ne facile ne piacevole gestire per dieci mesi questa situazione."&nbsp; </EM><BR><BR>Nonostante questo comunque per Caputi la favorita è sempre la Vecchia Signora:<EM> "In pole position per il titolo vinto, per gli acquisti fatti e per la forza generale metto la Juventus: ha il ruolo da squadra da battere. Dopo metto Napoli, Inter e Roma: poi il Milan"</EM><BR><BR>Campionato che non vedrà al via giocatori come Lavezzi, Ibra e T.Silva: <EM>"E' chiaro che il nostro campionato perde giocatori di grande talento, però credo che grazie a scambi interni e ricerche di giovani talenti all'estero si possa compensare con un discorso in prospettiva: noi sappiamo che le nostre squadre non possono comprare i giocatori più importanti europei, però possono investire sui giovani e sui giocatori di prospettiva. Questo alla lungasarà un bene per noi. La cessione di Thiago Silva e Ibra? Se uno ha un castello e non se lo può mantenere, vende il castello e va a vivere in una villa..."</EM><BR><BR>Capitolo mercato; si inizia dalla Juve<EM>:&nbsp;"Top player? è difficile da dirsi. Io comunque non ritego un top player Llorente: diciamo che Dzeko dei due potrebbe essere quello di maggiore affidamento e spessore. Non credo che ci sia tanta chiarezza in giro: aspettiamo comunque gli ultimi giorni, che sono quelli che possono portare delle sorprese. Credo che la Juve vada bene già così: è chiaro che per fare il salto di qualità in Europa servirebbe un attaccante di spessore, ma di spessore vero. Llorente non mi sembra così di spessore: preferisco tenermi Matri a questo punto."</EM><BR><BR>Cassano-Pazzini, chi ci guadagna?: <EM>"A primo impatto mi viene da dire Milan visto che aveva bisogno di un attaccante con delle caratteristiche diverse da quelli che aveva: è un acquisto giusto per i rossoneri visto che mancava un attaccante d'area di rigore. Cassano per caratteristiche invece è simile ad altri giocatori già presenti all'Inter: però se sta bene e si mette a disposizione della squadra può essere un valore aggiunto. Dal punto di vista tecnico il Milan ha completato un reparto, mentre l'Inter l'ha allargato ulteriormente con Cassano."</EM><BR><BR>In casa Milan però il sogno resta Kakà: <EM>"Ptrebbe arrivare, negli ultimi giorni di mercato però quando i prezzi scendono un pò, come è successo negli ultimi anni. Il Milan non può spedere tanto, ed è altrettanto vero che il Real si ritroverebbe sul groppone un giocatore che costa tanto e che non serve più&nbsp;di tanto alla causa madridista. Tirando un pò si potrebbe ottenere ciò che si vuole: da una parte l'acquisto, dall'altra la cessione. In ogni caso a prescindere dall'arrivo del brasiliano, se il Milan vuole restare ad alti livelli qualcosa sul mercato la deve prendere. I rossoneri hanno vinto tanto regalando grandi soddisfazioni ai tifosi oltre che a livello&nbsp;internazionale al Paese, ma questo credo che possa essere un anno di transizione. E' una squadra forte ma, rispetto alla Juventus, rispetto ad altre squadre e rispetto all'anno scorso, è più scarsa."</EM><BR><BR>Elogi poi per Inter e Roma: <EM>"La Juve parte favorita, davanti al Napoli, squadra forte e con un gruppo già collaudato negli anni, e alle novità Roma e Inter: io metterei queste due squadre come due squadre da seguire con particolare attenzione. Saranno le guastafeste del campionato.&nbsp; A me piacciono: hanno due allenatori molto diversi ma con idee molto interessanti. Sono due squadre sottovalutate ma che nascondono grandi potenzialità: l'Inter è una squadra con meno stelle ma con grandi prospettive&nbsp; che può fare grandi cose specialmente se vince molte partite all'inizio. Lo stesso discorso vale per la Roma: ci sono grandi potenzialità a livello di gioco e di singoli che possono man mano far diventare più ambizioso il progetto. De Rossi? Ha scelto di rimanere alla Roma non ieri ma sei mesi fa: io in lui avrei lasciato la Roma solo per Real, Barca o United. Il City può vincere ma&nbsp;non è una squadra di grande tradizione. Per lui meglio la Roma visto che è di&nbsp;Roma, romanista e soprattutto simbolo di squadra e città."</EM><BR><BR>Il giornalista punta forte poi sulla Fiorentina come squadra rivelazione del campionato:<EM> "A me piace tantissimo la Fiorentina. Mi piace il suo allenatore e credo che abbiano fatto una campagna acquisti intelligente: ha un centrocampo molto forte, che dipende comunque dalla disponibilità e dalla continuità di Aquilani: lui con Borja Valero e Pizarro forma un gran centrocampo. Penso che possano fare un'ottima stagione."</EM><BR><BR>Umori diversi nell'altra parte della Capitale: se in casa Roma si sogna, alla Lazio regna lo scetticismo.<EM> " E' una squadra vecchia con un allenatore nuovo. Vecchia non di età ovviamente, ma è lo stesso gruppo da un pò di tempo: ha fatto molto bene fino all'anno scorso, quest'anno però è un'incognita. Ha delle ottime potenzialità ma mi sembra disorientata, un pò perchè&nbsp; ha un allenatore nuovo che non conosce il campionato, un pò perchè non ha quegli stimoli che aveva negli anni passati. Vedremo sul campo comunque."</EM><BR><BR>Italiane in&nbsp;Europa già spacciate? &nbsp;<EM>"Intanto speriamo che stasera l'Udinese si porti avanti col lavoro e riesca a partecipare ai gironi: poi credo che per la Juve sia molto importante questo ritorno nell'Europa che conta e pensa che voglia farlo nel migliore dei modi. La gestione delle competizione in casa Juve sarà uno degli aspetti più interessanti della stagione visto che l'anno scorso ha potuto dedicarsi solo al campionato: sappiamo tutti quanto il doppio confronto logori mentalmente e fisicamente. La squadra è stata rafforzata: può far bene, ma dobbiamo essere realisti e sapere che le nostre squadre vengono dopo le big d'Europa.</EM><BR><BR>La nuova Nazionale, giovane e spettacolare, entusiasma tutti:<EM> "A me piace tantissimo. Ho sempre apprezzato sin dall'inizio il lavoro di Prandelli perchè ha dato un qualcosa di nuovo alla nostra Nazionale: una Nazionale che finalmente è propositiva, fa il suo gioco e il suo calcio. E' giusto, pensando ai prossimi Mondiali, lavorare con dei giovani: l'Europeo ha dimostrato che in Italia ci sono dei buoni calciatori e dei giovani su cui vale la pena puntare."</EM><BR><BR>Arbitri scarsi o squadre esagerate? la risposta di Caputi, in conclusione, è<EM> innovativa</EM>: <EM>"nè l'uno, nè l'altro. Gli arbitri sbagliano ma sono esseri umani e quindi continueranno a sbagliare. D'altra parte molte volte le reazioni a queste decisioni non sembre sono lucide e composte, però credo che il calcio abbia bisogno della tecnologia per evitare una serie di situazioni antipatiche che al giorno d'oggi appaiono anacronistiche. Credo che solo l'ottusità di chi governa il calcio impedisca a quest'ultimo di godere della tecnologia quanto meno in alcuni momenti codificati, visto che sarebbero di grande aiuto e porterebbero una maggiore serenità."</EM><BR><BR><EM></EM>&nbsp;<BR><BR><EM></EM>&nbsp;<BR><BR><EM></EM>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>FL0141FL0141Quelli+Che+Il+Calcio+E+Press+Conference+Photocall+-dSQdAYoxiTl.jpgSiNesclusiva-il-calcio-massimo-caputi-juventus-favorita-poi-napoli-serve-la-tecnologia-in-campo-1007740.htmSi100205001,02,03010343s
361007739NewsCampionatiROMA, STEKELENBURG POTREBBE ESSERE OPERATO!20120822174185stekelenburg-romastekelenburg operazioneSembra non avere pace Marteen Stekelenburg portierone della Roma e della nazionale orange. Infatti da quanto appreso dalla nostra redazione, ci sarebbe un indiscrezione, tra l'altro confermata da Di Livio a <EM>Radio Manà Manà</EM>, che vedrebbe il portiere olandese costretto ad operarsi alla spalla in seguito ai problemi avuti la scorsa stagione. Infatti se fosse questo il responso dei medici, probabilmente Stekelenburg starà sei mesi lontano dai campi da gioco. Sembra che questa sera sarà diramato un comunicato dalla Roma per chiarire queste notizie.C1007650FL0765FL0765stekelenburg.jpgSiNesclusiva-il-calcio-stekelemburg-potrebbe-essere-operato-roma-1007739.htmSiT1000012100772901,02,03010307s
371007691NewsCalciomercatoAg. Rolin: «Tra mercoledì e giovedi la firma col Catania»20120821091531alfaro pazienza rolin«Pazienza al Torino? gli ultimi giorni si chiude»Vincenzo D'Ippolito, intervistato in esclusiva da noi di IlCalcio24, svela un importante scenario di mercato&nbsp;e fa il punto sui suoi assistiti: <BR><BR><EM>" Rolin è vicino al Catania: nei prossimi giorni si chiuderà. Credo tra Mercoledì e Giovedì." </EM>Altra trattativa bloccata è quella riguardante Michele Pazienza al Torino:<EM> "Per ora no, negli ultimi giorni però si sbloccherà e si chiuderà l'affare"</EM><BR><BR>Alla Lazio invece non rimarrà Alfaro:<EM> "Andrà in prestito. La Lazio ha qualche offerta già e adesso tocca a loro decidere dove mandarlo"</EM><BR><BR>FL0141FL0141rolin.jpgSiNesclusiva-il-calcio-ag-rolin-tra-mercoledi-giovedi-la-firma-col-catania-1007691.htmSi100205001,02,03,09010498s
381007684NewsCampionatiClaudio Chiellini: «Pazzini-Cassano? conviene ad entrambi...»20120820194531chiellini«Maicon alla Juve? Invenzioni giornalistiche...»Abbiamo intervista in esclusiva per <EM>IlCalcio24.com</EM> <STRONG>Claudio Chiellini</STRONG>, agente Fifa oltre che fratello del centrale della Juve Giorgio: "<EM>Come procede il suo recupero? procede bene, non so però se ce la fa a recuperare per la prima col Parma"</EM><BR><BR>Chi sicuramente col Parma non ci sarò invece è Antonio Conte:<EM> "Difficile valutare il peso della sua assenza da fuori, queste sono cose di campo che solo i giocatori possono giudicare"</EM>&nbsp;. Sul mercato bianconero invece Chiellini non crede ad una Juve vicina a Maicon <EM>"Ne so quanto voi ma secondo me queste sono solo invenzioni giornalistiche",</EM><EM> </EM>e non mostra particolare sorpresa di fronte allo scambio Pazzini-Cassano:<EM> "Se lo fanno è perché conviene ad entrambi i club..."</EM><BR><BR>Chiusura dedicata a Michele Camporese, centrale della Fiorentina e suo assistito: "<EM>Michele ha rinnovato qualche mese fa quindi è impossibile che vada via. A Firenze si sta costruendo una squadra nuova e c'è tanto entusiasmo. Jovetic? E' incedibile, l'hanno detto più volte i Della Valle..."</EM><BR><BR>FL0141FL01412m4ufeq.jpgSiNesclusiva-il-calcio-claudio-chiellini-e-pazzini-cassano-conviene-ad-entrambi-1007684.htmSi100205001,02,03010504s
391007577NewsCalciomercatoNela: «Entusiasmo a Roma. Per Llorente alla Juventus si vedrà. Le milanesi devono comprare»20120817161531Sebino Nela Esclusiva Inter Milan Juve mercato Roma calcio RamirezAbbiamo contattato l`ex giallorosso che ha espresso il proprio parere sul mercato<P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm">Contattato in esclusiva per <EM>Ilcalcio24.it,&nbsp;</EM>Sebino Nela, ex difensore di Genoa, Napoli e Roma, quest'ultima con cui collezionò più di 280 presenze e con cui vinse lo scudetto del 1983, e ora commentatore tecnico per Mediaset Premium, ha dato il proprio parere sul mercato che le big hanno fatto fino ad ora e che potrebbero fare in queste ultime due settimane di mercato.<BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><STRONG>Considerando che dovrà puntare su un giocatore comunitario, chi proverà a prendere il Milan per sostituire Ibra? </STRONG><EM>Non riesco a fare un nome esatto, quel che è certo è che vista la partenza sia di Ibra che di Thiago Silva il Milan è un'incognita, credo che ancora la rosa dei rossoneri sia da completare e che sicuramente qualche operazione la faranno. I nomi sono difficili da fare, Galliani è sempre bravo a tenere nascoste le trattative e a non far capire a nessuno quale siano le strategie di mercato del Milan</EM><BR><BR><STRONG>Llorente può essere effettivamente il giocatore che serve alla Juventus? </STRONG><EM>La Juventus sta cercando una punta. Bisogna vedere però se è veramente lo spagnolo l'uomo che stanno cercando o se poi alla fine dirotteranno e cercheranno il grande colpo. Sicuramente Llorente è un ottimo giocatore, bisogna però vedere quanto sia funzionale a quello che è il gioco dei bianconeri. La Juve ha comunque cercato dall'inizio del mercato questo top player la davanti, le piste possono essere diverse, vedremo.</EM><BR><BR><STRONG>Quali possono essere i 2-3 acquisti che servono all'Inter per poter essere competitiva? </STRONG><EM>Come in ogni squadra, tutto si può migliorare. Ormai però il calcio italiano attraversa un momento di crisi economica, quindi bisogna anche vedere quale sia il budget per poter migliorare la rosa e in base a quello muoversi sui singoli calciatori. Per l'Inter non saprei, magari un terzino sinistro, o meglio ancora un giocatore per reparto potrebbe essere l'ideale per completare la rosa. Poi comunque ci sono giocatori da 1 milione, giocatori da 10 e giocatori da 30, dipende da quella che sarà la volontà e la disponibilità economica della società.</EM><BR><BR><STRONG>Come giudica il mercato della Roma? </STRONG><EM>Credo che la Roma abbia fatto una squadra decisamente interessante, c'è grande entusiasmo a Roma, potrebbe essere importantissima la partenza in campionato per valutarne le ambizioni. Mi sembra sulla carta una buonissima squadra, aspettiamo anche in questo caso la conclusione del mercato per vedere come si muoverà ancora in entrata ma anche in uscita. Comunque come ho già detto è una squadra molto interessante, si parte con un grande vantaggio che è l'entusiasmo per l'arrivo di Zeman, tutti conosciamo la bravura di questo allenatore e la capacità che ha di far girare bene gli attaccanti soprattutto.</EM><BR><BR><STRONG>Chi ha fatto il miglior mercato finora? </STRONG><EM>Difficile da valutare, parlassimo con tutti i dirigenti delle squadre ognuno voterebbe per se stesso (ride ndr). Credo che le società ogni anno lavorino in base alle strategie che scelgono di adottare ad inizio mercato e che ognuno di loro abbia fatto il meglio che si poteva fare per quanto riguarda le operazioni in entrata, sia per disponibilità economica sia per altri fattori esterni. Ritengo che tutte abbiano fatto abbastanza bene, ma così, su due piedi, mi verrebbero da dire Juventus, Roma e Napoli che sono le tre squadre che sinceramente intrigano di più, ma occhio alle milanesi: bisogna vedere come si muoveranno in queste ultime settimane di mercato dato che sicuramente qualcosa faranno.</EM><BR><BR><STRONG>Chi in queste 2 ultime settimane di mercato può piazzare il miglior colpo? </STRONG><EM>Dipende sia da cosa serve alle varie squadre sia dalla disponibilità economica che esse hanno, come ho detto in precedenza, perché a certe cifre credo si possano ancora prendere giocatori di un certo livello e questo potrebbe cambiare il volto di una squadra</EM><BR><BR><STRONG>Perché il calcio italiano ha perso ormai il suo fascino, considerando che, tra situazioni economiche e appeal di altri campionati, i nostri campioni e talenti preferiscono lasciare il nostro campionato, ultimo tra questi Ramirez in procinto di passare ad una neo promossa in Premier (Southampton)? </STRONG><EM>Credo che il nostro paese sia in una situazione particolare in questo momento, visto che non ci sono grandissime risorse economiche, e penso che una società non se la sente di spendere parecchi soldi per un giocatore che non considera secondo me nemmeno un giocatore di primissimo livello in grado di poter cambiare volto alla squadra, mentre negli altri campionati questa disponibilità di soldi c'è, e qualcuno non bada a spese, diciamo così.</EM><BR><BR> <P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><BR><BR><BR><BR><BR><br><br>FL0676FL06761286715-zeman.JPGSiNesclusiva-ilcalcio-nela-entusiasmo-roma-le-milanesi-devono-comprare-1007577.htmSi100664801,02,03010504s
401007365NewsCalciomercatoMaldini: «Milan devi comprare. Difficile competere a questi livelli»20120809134111Maldini Milan mercato calcioscommesseAbbiamo contattato Cesare Maldini che ha parlato del mercato del Milan e dello scandalo scommesse<P style="MARGIN-BOTTOM: 0cm">Contattato in esclusiva per <EM>Ilcalcio24.it,&nbsp;</EM>Cesare Maldini, storico allenatore di Milan e della Nazionale, ha commentato il mercato del suo ex club e parlato dello scandalo calcioscommesse.<STRONG><BR><BR><BR>Come giudica il mercato del Milan?</STRONG><BR><EM>Non bene sicuramente. E' molto diffic</EM><EM>ile competere a grandi livelli perdendo giocatori di quel calibro che fino a questo momento non sono stati sostituiti affatto bene</EM><BR><BR><STRONG>Cosa servirebbe ai rossoneri per tornare a poter lottare per lo scudetto?</STRONG><BR><EM>Giocatori di grande spessore tecnico. Se non hai giocatori di un certo livello non vai da nessuna parte nè in Italia nè in Europa. Non faccio nomi, ma è certo che con l'arrivo di Zapata dovranno cercare qualche soluzione con qualche giocatore comunitario</EM><BR><BR><STRONG>Chi ha fatto finora il miglior mercato?</STRONG><BR><EM>Direi la Juventus. Credo che, oltre ad avere già una bella squadra, abbia ancora la possibilità di prendere qualche buon giocatore e rinforzarsi ancora di più</EM><BR><BR><STRONG>Come commenta la scandalosa situazione del calcioscommesse?</STRONG><BR><EM>Sono cose che non mi riguardano quindi non mi sento di commentare più di tanto. Sono cose che fanno davvero schifo, cose che non ci meritiamo e che sono accadute perché 4 deficienti hanno combinato ciò che hanno combinato</EM><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><br><br>C1000009FL0676FL0676152197hp2.jpgSiNesclusiva-il-calcio-maldini-milan-devi-comprare-1007365.htmSi100664801,02,03010543s
411007301NewsCalciomercatoChievo, parla il ds Sartori: «Resa dei conti dopo Ferragosto. Possibilità per Vazquez e Kurtic»20120807182454Calciomercato, Chievo, Andreolli, Kurtic, Vazquez, SeymourSecca smentita su Seymour. E apre al Palermo: «Kurtic-Vazquez? E` una possibilità...».<STRONG>Andreolli</STRONG>, <STRONG>Kurtic</STRONG>, <STRONG>Vazquez</STRONG>: quanti affari passano da Verona. In esclusiva per <EM>IlCalcio24.com </EM>il ds del Chievo <STRONG>Giovanni Sartori</STRONG> dice la sua sul mercato dei gialloblù: <EM>«Fino a Ferragosto non ci muoveremo. L'allenatore vuole valutare lo stato attuale della rosa. Restano ancora più di venti giorni di mercato: nella seconda metà del mese si vedrà. Andreolli? In questo momento non vi so dire nulla, e poi abbiamo deciso di non parlarne»</EM>. <BR><BR>Per quanto riguarda il fronte in entrata,&nbsp;alla nostra domanda sulla fondatezza delle voci che vorrebbero&nbsp;<STRONG>Seymour</STRONG> al Bentegodi Sartori risponde con un secco e laconico: <EM>«No»</EM>. Una dichiarazione anche su Kurtic e Vazquez: <EM>«E' una possibilità, vedremo»</EM>. <BR><BR>Frase eloquente, a dispetto della sua brevità: proprio ieri il ds del Palermo <STRONG>Perinetti</STRONG> ha ribadito che lo sloveno rimarrà in Sicilia.<BR><BR>C1000009VeronaFL0435FL0435sartori.jpgSiNesclusiva-il-calcio-chievo-ds-sartori-vazquez-kurtic-resa-dei-conti-dopo-ferragosto-1007301.htmSiT1000023,T1000028100612201,02,03010468s
421007297NewsCampionatiGiuseppe Giannini: «Zeman è una garanzia. Favorita la Juventus poi Roma e Milan»20120807173059giannini«Calcioscommesse? se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi»<EM>«La&nbsp;Roma può far molto bene»,</EM> &nbsp;parola di Giuseppe Giannini, uno che di trionfi in casa giallorossa se ne intende. Intervistato in esclusiva per <EM>IlCalcio24</EM>, il «Principe» fa il punto sulla situazione dei giallossi:<BR><BR><EM>«Zeman è una garanzia, con lui la squadra può fare davvero molto bene. Se dovessi mettere in ordine le big del campionato dico Juve prima, poi Roma, Milan, Inter e Napoli...»</EM><BR><BR>Capitolo mercato: <EM>«Io penso che con Destro e Balzaretti la squadra sia fatta. Forse manca un centrale di difesa, ma credo che comunque prenderanno un giovane. De Rossi al City? non penso proprio. Non se ne è fatto niente l'anno scorso che la trattativa a livello economico era più vantaggiosa&nbsp; non credo&nbsp;che si&nbsp;faccia quest'anno.&nbsp;Secondo me&nbsp;De Rossi rimarrà. Osvaldo? l'anno scorso ha fatto bene ed è stimato da Zeman, come lo è anche Destro. Penso che se la giocheranno: sarebbe un peccato privarsi di un giocatore come lui.»</EM><BR><BR>Inevitabile parlare di Calcioscommesse:<EM> «Dispiace&nbsp;sentire cose del genere che magari sono anche avvenute: certo&nbsp;è che finquando non ci saranno le prove ufficiali è inutile dire cosa è giusto e cosa no. Se qualcuno ha&nbsp;sbagliato, è giusto che paghi:&nbsp;a prescindere dal nome o dalle società! »</EM><BR><BR>FL0141FL0141giannini-giuseppe.jpgSiNesclusiva-il-calcio-giuseppe-giannini-zeman-e-una-garanzia-1007297.htmSi100205001,02,03010446s
431007178NewsCalciomercatoGiorgi vicino al Palermo, l`agente: «Vuole tornare da Sannino. Su Gabbiadini non dico niente»20120804085435Esclusiva, Calciomercato, Giorgi, Palermo, Novara, Gabbiadini«Anche altri due club su di lui. Gabbiadini? No comment».Il centrocampista <STRONG>Luigi Giorgi</STRONG>, in partenza dal <STRONG>Novara</STRONG>, potrebbe firmare per il <STRONG>Palermo</STRONG>. E' quanto si evince dalle parole del suo agente, <STRONG>Silvio Pagliari</STRONG>. <BR><BR><EM>«C'è stato un contatto con i rosanero, ma non è facile</EM> - ha dichiarato ai microfoni di <EM>IlCalcio24 </EM>il procuratore - <EM>.&nbsp;Di sicuro non rimarrà a Novara. Oltre al Palermo sono&nbsp;interessate a lui un paio di squadre, ma Luigi, che&nbsp;ha già lavorato con <STRONG>Sannino</STRONG> e <STRONG>Perinetti</STRONG></EM> (al <STRONG>Siena</STRONG>, ndr<EM>), gradirebbe molto questa destinazione. <STRONG>Gabbiadini</STRONG>? Non voglio parlare di lui»</EM>.<BR><BR>Messaggi chiari di un giocatore che vorrebbe tornare con il tecnico campano, per far parte del nuovo progetto Palermo di <STRONG>Zamparini</STRONG> - che, tra l'altro,&nbsp;ha promesso ai tifosi la <STRONG>Champions</STRONG> entro quattro anni - e del direttore sportivo romano&nbsp;ex Siena.<BR><BR>PalermoFL0435FL0435giorgi11.jpgSiNesclusiva-il-calcio-giorgi-vicino-al-palermo-vuole-tornare-da-sannino-1007178.htmSi100612201,02,03010628s
441007167NewsCalciomercatoUrbani: «Benassi non andrà all`Udinese. Vitale presto alla Ternana»20120803145742Calciomercato, Benassi, Udinese, Vitale, TernanaSmentita netta riguardo alle voci che vorrebbero il portiere del Lecce al Friuli. Gli umbri ad un passo dal centrocampista del Napoli.Nelle ultime ore l'interessamento dell'<STRONG>Udinese</STRONG>, in cerca di un&nbsp;vice <STRONG>Brkic</STRONG>, si&nbsp;sarebbe rivolto, tra gli altri, verso l'estremo difensore del <STRONG>Lecce</STRONG> <STRONG>Massimiliano Benassi</STRONG>. Arriva però la pronta risposta da parte del procuratore <STRONG>Luca Urbani</STRONG>: «Benassi non andrà a Udine. Queste voci si smentiscono categoricamente». <BR><BR>Per quanto riguarda, invece, <STRONG>Vitale</STRONG>, ormai pronto a fare le valigie per andare via da <STRONG>Napoli</STRONG>, Urbani rivela il nome della squadra che con ogni probabilità sarà quella che a breve si assicurerà le prestazioni del centrocampista campano: «A Vitale sono interessate 3-4 società. In questo momento in pole c'è la <STRONG>Ternana</STRONG>, e l'affare dovrebbe concludersi nel fine settimana». <BR><BR>C1000009FL0435FL0435benassi.jpgSiNesclusiva-il-calcio-urbani-benassi-non-andra-all-udinese-vitale-presto-alla-ternana-1007167.htmSiT1000013,T1000017,T1000011100612201,02,03,08010841s
451007142NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Andreolli ad un passo20120802214531AndreolliJuve e Chievo stanno trattando<STRONG>Marco Andreolli</STRONG> è vicino alla <STRONG>Juventus</STRONG>: l'ormai sicura squalifica di Bonucci costringerà i bianconeri ad acquistare un centrale e la trattativa per l'ex Inter e Roma è ben avviata.<BR><BR>Secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione de&nbsp;<EM>IlCalcio24</EM> arriva infatti la conferma sulle voci, uscite stamattina su tutti i giornali, di un avvicinamento della Juve al clivense, non sono semplici illazioni ma bensì c'è in corso una trattativa: i numeri dell'affare restano ancora top secret, ma non è da escludere che si possa chiudere a breve. <BR><BR>Marco Andreolli, 26 anni, col Chievo in due anni ha totalizzato 48 presenze, andando anche&nbsp; a segno una volta. 22 invece le presenze in Under 21.<BR><BR>FL0141FL0141andreolli.jpgSiNesclusiva-il-calcio-calciomercato-juve-andreolli-e-vicino-1007142.htmSi100205001,02,03010599s
461007144NewsCampionatiLa cavalcata di Antonio Venuto, il mister dei miracoli20120802194239Antonio, Venuto, Milazzo, Reggina, Messina Prese in groppa il Milazzo e lo portò nel calcio che conta, «Ai mamertini auguro la promozione». Ed è pronto per una nuova sfida: «Aspetto chiamata importante».<SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>Da un mese si è concluso il master per il conseguimento del patentino di allenatore professionista di Prima Categoria a Coverciano. Tra i vari Baggio, Cauet e Zé Maria, conoscenze consolidate del calcio italiano, c'era anche lui: <STRONG>Antonio Venuto</STRONG>, messinese di Villafranca, il <EM><SPAN style=««FONT-FAMILY: » Arial»>Mago </SPAN></EM>del <STRONG>Milazzo</STRONG> che ha portato i rossoblù dall'Eccellenza alle porte della Prima Divisione in tre anni. Quest'anno è reduce da una positiva stagione alla guida della Primavera della <STRONG>Reggina</STRONG>. Indubbiamente in futuro si sentirà parlare di lui, che incontriamo per parlare della sua carriera, cominciata tra i pesanti e polverosi campi di Prima Categoria, e il futuro:<?xml:namespace prefix = o ns = ««urn:schemas-microsoft-com:office:office»» /><o:p></o:p></SPAN><BR><BR><B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Di tempo ne è passato dai suoi esordi sulle panchine di prima categoria ad oggi. Ci ricorda come cominciò ad allenare? </SPAN></B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;><o:p></o:p></SPAN><BR><BR><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Questo è stato il mio ventiduesimo anno da allenatore. Dal 1990-`91 ho allenato <?xml:namespace prefix = st1 ns = ««urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags»» /><st1:PersonName Orlandina» Piana ProductID=««la» w:st=««on»»>la <STRONG><SPAN style=««FONT-FAMILY: » Arial»>Piana Orlandina</SPAN></STRONG></st1:PersonName>, in Prima Categoria. Siamo arrivati secondi e abbiamo immediatamente fatto il salto in Promozione. Per il primo anno ho ricoperto il ruolo di allenatore-giocatore. Il presidente mi diede questa possibilità, avendo visto che avevo le capacità di condurre il gruppo, e i fatti gli hanno dato ragione. Con l`Orlandina abbiamo disputato tre campionati di Promozione, finché non siamo riusciti a passare in Eccellenza. Da calciatore ho sempre giocato tra Promozione e Serie D, quindi conosco bene queste categorie. <B>-</B><o:p></o:p></SPAN><BR><BR><B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>&nbsp;Dopodichè si sono susseguite diverse panchine di altre squadre&</SPAN></B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;> - Si. Dopo sono stato al <STRONG>S. Agata Militello</STRONG>, di cui ho un bellissimo ricordo perché è una piazza molto calda e passionale, di quelle che mettono tanta entusiasmo da poter trasferire ai giocatori. Militello (Catania, ndr) è stata un`oasi felice: tre anni in Eccellenza con ottimi risultati. Dopodichè ho cominciato una nuova esperienza in Promozione nel <STRONG>Due Torri</STRONG>. Credo che la mia carriera si possa dividere in due parti: il <EM>Primo Venuto </EM></SPAN><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>che si concluderà nel ritorno all`Orlandina, e il <EM>Secondo Venuto</EM> dall`esperienza alla <STRONG>Spadaforese</STRONG> in poi. <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Quali sono i suoi ricordi più vividi del periodo trascorso tra Spadaforese e Milazzo?</SPAN></B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;> <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- A Spadafora (Messina, ndr) ho preso la squadra a gennaio, praticamente retrocessa. Era ultima in classifica. E con la società siamo riusciti a fare un autentico miracol abbiamo raggiunto la salvezza allo spareggio contro il <STRONG>Camaro</STRONG>, disputatosi ad Acireale (Catania, ndr). È stato sicuramente il risultato più difficile ed entusiasmante che abbia mai raggiunto nella mia carriera, perché a gennaio al 99% saremmo retrocessi. Questa esperienza rimarrà sempre nei miei ricordi sia per il risultato che per l`affetto nei miei confronti dei tifosi e del presidente Miceli. Anche se l`anno dopo le nostre squadre si divisero: fui chiamato a <STRONG>Villafranca</STRONG> (Messina, ndr), e dopo un accordo con il presidente andai ad allenare lì, nella mia città natale, nella squadra in cui giocai da calciatore in Serie D. Al primo anno arrivammo secondi con un gioco entusiasmante, perdendo però lo spareggio promozione. <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Fu maggiore la delusione per la vittoria mancata o la soddisfazione per il lavoro svolto fin lì?</SPAN></B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;> <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Villafranca era una piazza abbastanza tranquilla, non ci sono mai state tante pressioni. Ho sempre detto che questa squadra è un laboratorio calcistico in cui fare esperimenti. Quindi la società e la tifoseria erano già contente del risultato ottenuto. L`anno dopo infatti con una rosa ringiovanita guadagnammo un buon sesto posto, e questo era il preludio perché io andassi al Milazzo. <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Ci parla della sua esperienza in questa squadra, che è riuscito a portare dall`Eccellenza alle soglie della Prima Divisione Lega Pro?</SPAN></B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;> <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Fra Spadafora e Villafranca ero cresciuto parecchio. Mentre nella fase del <EM>Primo Venuto</EM> non riuscivo a dare qualcosa per emergere, mi ero appassionato al ruolo di allenatore e frequentai nel 2007 il corso per allenatori professionisti di Seconda Categoria a <STRONG>Coverciano</STRONG>, dove sviluppai migliori conoscenze tecniche, che mi dava l`abilitazione ad allenare anche in Lega Pro. Avevo il presentimento che sarei finito nei professionisti. Arrivai a Milazzo ricco non solo di esperienza ma anche di nuove nozioni apprese al corso. Devo ringraziare la società e il ds <STRONG>Bottari</STRONG>, che mi hanno dato sempre l`opportunità di lavorare secondo il mio pensiero. Milazzo è una splendida piazza: calorosa, appassionata. Non ho mai visto tifosi così vicini alla squadra come quelli mamertini. E questo è il motivo predominante per cui nascono i miracoli, perché è un miracolo se una squadra nel giro di tre anni arriva dall`Eccellenza in Seconda Divisione, perdendo lo spareggio promozione per <st1:PersonName ProductID=««la» w:st=««on»» Divisione» Prima>la Prima Divisione</st1:PersonName> contro l`<STRONG>Avellino</STRONG>. Più che di grande valore tecnico, il Milazzo era una squadra di grandi valori umani. Una famiglia allargata. La squadra rappresentava la comunità cittadina. Io sono stato il conduttore che ha permesso che i sentimenti dei tifosi venissero trasferiti nello spogliatoio, e l`aria che si respirava in squadra venisse palpata all`esterno. Questa perfetta simbiosi ci ha permesso di fare questo miracolo. Con la passione e con il cuore si possono fare cose straordinarie: la passione ci permette di fare sempre qualcosa di positivo. È quello che ritengo ci debba essere nel mondo dello sport. Non è possibile vincere se non c`è la motivazione. <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Ha allenato nell`ultima stagione la primavera della Reggina, ottenendo un`ottima sesta posizione che ha portato i calabresi ad un soffio dai play-off&</SPAN></B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;> <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Nel mio ultimo anno a Milazzo ci fu un cambio di società, con il gruppo Lo Monaco che diventò proprietario del club. Si era creato un gruppo nuovo, ma sotto l`onda emotiva degli anni precedenti riuscimmo a fare bene anche in Seconda Divisione, raggiungendo il risultato più alto della storia del Milazzo. A fine stagione la società non mi interpellò riguardo al futuro. Nel frattempo mi era stata data l`occasione di allenare <st1:PersonName ProductID=««la» w:st=««on»» Primavera»>la Primavera</st1:PersonName> della <STRONG>Reggina</STRONG> ed ero stato ammesso al master a Coverciano (per conseguire il patentino professionistico di Prima Categoria) che mi ha impegnato fino al 3 luglio e accettai. Per me fu una scelta importante perché essa mi permetteva di stare a stretto contatto con un ambiente altamente professionale. Questi fattori mi hanno dato l`opportunità di crescere ulteriormente. <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Quali sono i giovani più promettenti nel panorama attuale del Campionato Primavera? </SPAN></B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;><o:p></o:p></SPAN><BR><BR><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Nella Primavera ci sono squadre di livello nazionale che possono sfornare ogni anno giocatori importanti per <st1:PersonName ProductID=««La» w:st=««on»» A» Serie>la Serie A</st1:PersonName> e <st1:PersonName ProductID=««la» w:st=««on»» Serie B.»>la Serie B.</st1:PersonName> Mi viene in mente <STRONG>Piscitella</STRONG>, l`anno scorso alla <STRONG>Roma</STRONG> (ora al <STRONG>Genoa</STRONG> come contropartita nell`affare Destro, ndr), ma anche <STRONG>Caprari</STRONG>  ora al <STRONG>Pescara</STRONG>  e <STRONG>Viviani</STRONG>. Nel <STRONG>Napoli</STRONG> ci sono alcuni giovani interessanti come <STRONG>Insigne</STRONG>, fratello dell`attaccante ex Pescara.&nbsp;Da segnalare anche&nbsp;<STRONG>Malcore</STRONG> del <STRONG>Lecce</STRONG>. Nella stessa Reggina c`è <STRONG>Di Lorenzo</STRONG>, in prestito al <STRONG>Cuneo</STRONG> e tanti altri, come <STRONG>Longo</STRONG> dell`<STRONG>Inter</STRONG> che ho affrontato al Torneo di Viareggio. I giovani del Campionato Primavera si trovano davvero a un passo dal calcare gli importantissimi campi di Serie A. La nostra scuola italiana, tanto vituperata, è importantissima e insegna tanto ai ragazzi. <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Secondo lei qual è stato il salto più grande della sua carriera?</SPAN></B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;> <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Dal punto di vista del risultato sicuramente gli straordinari successi a Milazzo. Da quello tecnico la stagione appena conclusa. Fra il campionato con <st1:PersonName ProductID=««la» w:st=««on»» Reggina»>la Reggina</st1:PersonName> e il corso a Coverciano tecnicamente ho avuto una profonda crescita. <B>-</B><o:p></o:p></SPAN><BR><BR><B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>&nbsp;Ha ricevuto offerte per la panchina, o ci sono interessamenti nei suoi confronti soprattutto ora che è diventato allenatore professionista di Prima Categoria?</SPAN></B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;> <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Sono sempre andato avanti solo grazie alle mie capacità, sia tra i dilettanti che tra i professionisti; ognuno le conosceva e magari richiedeva le mie prestazioni tecniche. Ho avuto offerte da qualche importante società di Serie D che ho declinato perché spero di accasarmi in una società professionistica. A Reggio Calabria avevo già parlato con il presidente Foti  una persona splendida e assolutamente competente  poiché l`esperienza del Campionato Primavera sarebbe potuta interessarmi solo per un anno, perché avevo intenzione di misurarmi nuovamente alla guida di prime squadre. L`esperienza alle giovanili mi è servita soprattutto come esperienza completiva di formazione professionale. Adesso mi aspetto una chiamata importante nel mondo del calcio professionistico. C`è stata qualche voce riguardante un mio ritorno a Milazzo, ma non ci sono state le condizioni perché questo potesse accadere. <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>&nbsp;- Ha un sogno che vorrebbe realizzare?</SPAN></B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;> <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Voglio mettere subito in pratica i miglioramenti acquisiti durante l`ultimo anno. In un campo in cui vi sia un`alta professionalità. <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Quest`anno il calcio siciliano ha fatto vedere buone cose, con Catania e Palermo, ma anche con Trapani e Siracusa, soprattutto con i granata che sono arrivati ad un passo dalla promozione in serie B. Secondo lei l`anno prossimo potranno avvenire le svolte tanto attese, magari con il Milazzo in prima divisione?</SPAN></B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;> <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Potrebbe accadere di tutto. Il <STRONG>Catania</STRONG> potrebbe davvero migliorare sempre di più. Il <STRONG>Palermo</STRONG> dipenderà sempre dall`umorale e volubile <STRONG>Zamparini</STRONG>. Il <STRONG>Trapani</STRONG> ha fatto qualcosa di straordinari in Seconda Divisione era la grande rivale del Milazzo, ed è arrivata ad un passo dalla B. Ha fatto cose davvero grandi. Il <STRONG>Siracusa</STRONG> deve rammaricarsi per i punti di penalizzazione che non le hanno regalato quella Serie B che secondo me avrebbe dato alla società la possibilità di sopravvivere. Invece gli aretusei non hanno potuto iscriversi al prossimo campionato, ma il risultato resta di assoluto valore dal punto di vista tecnico. Al <STRONG>Milazzo</STRONG> sono particolarmente legato: auguro ai mamertini la promozione in Prima Divisione. <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Un pronostico sul campionato di quest`anno: qual è la sua classifica delle prime sei?</SPAN></B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;><o:p></o:p></SPAN><BR><BR><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- Non è facile. <st1:PersonName ProductID=««La» w:st=««on»» A» Serie>La Serie A</st1:PersonName> l`ho vista sempre in televisione& ma mi farebbe piacere che <STRONG>Zeman</STRONG> potesse avere la soddisfazione di vincere anche nella massima serie. L`ho visto allenare al Licata e al Messina, e lo ritengo un siciliano acquisito  anche perché è sposato con una palermitana  . Mi piacerebbe vederlo più in alto possibile. <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- & E un ottimo colpo giovane di calciomercato?</SPAN></B><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;> <o:p></o:p></SPAN><BR><BR><SPAN style=««FONT-SIZE: » Arial» FONT-FAMILY: 9pt;>- <STRONG>Destro</STRONG> è stato un ottimo acquisto da parte della Roma. Il Milan purtroppo per motivi di bilancio si è dovuto privare di calciatori di assoluto valore ma sono convinto che abbia le potenzialità per fare bene. <st1:PersonName ProductID=««La» w:st=««on»» Juve»>La Juve</st1:PersonName> si è consolidata e potrebbe ripercorrere il cammino dell`anno scorso. <o:p></o:p></SPAN><BR><BR>MessinaFL0435FL0435venuto.jpgSiNesclusiva-il-calcio-la-cavalcata-di-antonio-venuto-il-mister-dei-miracoli-1007144.htmSi100612201,02,03010567s
471007062NewsCalciomercatoAg. Dossena: «L`Inter? voci di mercato. Balzaretti andrà a Roma»20120731170131napoli«Moretti? Piace a Novara e Varese»<EM>«Dossena? Non c'è assolutamente niente, non mi ha cercato nessuno, sono solo voci di mercato.&nbsp;Adesso&nbsp;il Napoli&nbsp;ha solo bisogno di tranquillità: fra dieci giorni avrà una partita delicatissima e non può permettersi&nbsp;di distrarsi»</EM>&nbsp;: <STRONG>Roberto La Florio</STRONG>, procuratore di <STRONG>Andrea Dossena</STRONG>, intervistato in esclusiva dalla redazione de <EM>IlCalcio24.com</EM>, spegne sul nascere le voci che volevano il suo assistito vicino all'<STRONG>Inter</STRONG>.<BR><BR><EM>«Se la società acquista qualche altro terzino sinistro, o comunque esterno,&nbsp;mi chiameranno&nbsp;e ci diranno qualcosa.-</EM> continua l'agente-.&nbsp;<EM>Balzaretti? Non arriva a Napoli. Non credo proprio, mi sembra che preferisca andare a Roma.»</EM><BR><BR>Trattative in corso anche per un altro suo assistito, Federico Moretti del Catania:<EM> «Ci sono due squadre interessate a lui, che sono Novara e Varese. Vedremo un pochino il da farsi: ci sono il 50% di possibilità per l'una e per l'altra. Di sicuro comunque a Catania non rimane: il ragazzo deve giocare e i rossazzurri numericamente in questo momento non gli possono garantire continuità, di conseguenza andrà via.»</EM><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>FL0141FL014111c60fcb90f3107348c037bf27a14831-21344-d41d8cd98f00b204e9800998ecf8427e.jpgSiNesclusiva-il-calcio-ag-dossena-nessuna-chiamata-dall-inter-roma-1007062.htmSi100205001,02,03010703s
481007068NewsCalciomercatoFiorentina, su Aquilani solo montature. Jovetic non si muoverà20120731152339Calciomercato, Fiorentina, Gargano, Aquilani, Jovetic, JuventusDefinitiva smentita per la cessione del montenegrino, nessuna offerta avanzata per Gargano.Il mercato della Fiorentina si infiamma: <STRONG>Aquilani</STRONG> o <STRONG>Gargano</STRONG> in entrata, <STRONG>Jovetic</STRONG> ora incedibile, ora desideroso di passare in una big. Tante ipotesi si sono rincorse negli ultimi giorni, ma sembra che nessuna di queste sia fondata su solide basi. <BR><BR>Secondo indiscrezioni raccolte da <EM>IlCalcio24.com </EM>da fonti vicine ai viola,&nbsp;il passaggio di Aquilani ai gigliati - rivelato nientemeno che dalla <EM>Bbc - </EM>al momento è solo una voce di mercato senza fondamento. Non è stata inoltre ancora avanzata nessuna offerta per Gargano, considerato il sostituto ipotetico del centrocampista del <STRONG>Liverpool</STRONG>, mentre il 31 agosto sotto la voce 'cessioni' non comparirà il nome di Stevan Jovetic. Il presidente<STRONG> Della Valle</STRONG> lo ha già dichiarato incedibile, e quello della <STRONG>Juventus</STRONG> resterà solamente un mero&nbsp;interessamento, poiché rimarrà certamente a Firenze.<BR><BR>C1000009FirenzeFL0435FL0435aquilani.jpgSiNesclusiva-il-calcio-fiorentina-su-aquilani-solo-montature-jovetic-non-si-muovera-1007068.htmSiT1000024100612201,02,03010490s
491006906NewsCampionatiAgente Bonucci: «Preferiamo non commentare»20120726221531bonucciLeonardo Bonucci<STRONG>Leonardo Bonucci</STRONG> indagato per illecito sportivo: questa la mazzata della Procura Federale che inguaia il centrale della Juventus, il quale con ogni probabilità sarà squalificato, per un massimo della pena di tre anni.<BR><BR>La redazione de <EM>IlCalcio24.com</EM>&nbsp;ha contattato l'agente del giocatore<STRONG>&nbsp;Davide Torchia</STRONG> che, però, ha preferito non rispondere: «Su Bonucci non commentiamo, preferiamo non dire nulla»<BR><BR>Chiara la linea del giocatore e, probabilmente, della società di non commentare i fatti di oggi per non aggiungere altra legna sul fuoco in una situazione già complicatissima di suo.<BR><BR>FL0141FL01411275420-bo.jpgSiNesclusiva-il-calcio-agente-bonucci-preferiamo-non-commentare-1006906.htmSi100205001,02,03010534s
501006779NewsCalciomercatoIntervista a Gaetano Monachello, il Vieri d`Ucraina20120723104417Monachello Metalurg Inter Parma Intervista esclusiva per Ilcalcio24.it a Gaetano Monachello (`94) ex Inter, ora al Metalurg Donetsk<P style=««««margin-bottom: » normal» font-weight: 0cm; »>Gaetano Monachello, classe 1994&nbsp;è originario di Agrigento, è un attaccante forte fisicamente e con un ottimo senso del gol. Per vedere però le qualità dell'ex bomber dell'Inter anche in Italia dovremo aspettare ancora un altro po'. Terminato infatti il contratto con l'Inter (seppur avesse giocato da gennaio in prestito al Parma), Monachello decide, nonostante le offerte provenienti da numerosi club, di passare al Metalurg Donetsk, squadra che milita nella prima divisione ucraina e che disputerà l'Europa League, in cui il bomber siciliano potrà trovare spazio in prima squadra, oltre che un buon ingaggio e una buona esperienza in un paese diverso. Un altro talento del calcio italiano costretto ad andare all'estero per potersi mettere in mostra, ma ovviamente c'è da aspettarsi un ritorno dell'ex Parma ed Inter in Italia nel giro di qualche anno, dopo ovviamente l'esperienza appena iniziata con il Metalurg.<BR><BR><B>Come è stata la tua esperienza all'Inter?<BR></B><I><SPAN style=««««font-weight: » normal» »>È stata un'esperienza molto positiva, dove ho fatti moltissimi goal e ho fatto parte del gruppo che è stato campione d' Italia nel 2008-2009. Dopo due anni grazie al lavoro svolto nell Inter è arrivata la chiamata dalle nazionale (giovanile si intende) per disputare le qualificazioni all europeo</SPAN></I><BR><BR> <P style=««««margin-bottom: » normal» font-weight: 0cm; »><I><SPAN style=««««font-weight: » normal» »></SPAN></I><B>Quali sono stati i compagni con cui hai legato di più in questi anni?<BR></B><I><SPAN style=««««font-weight: » normal» »>Il mio gruppo dei '94 è uno dei migliori, ho legato con tutti. Diciamo che ero quello che teneva in piedi lo spogliatoio tenendo l umore in squadra sempre con battute e scherzi. Poi naturalmente ci sono l eccezioni ma ho paura che dimenticherei qualcuno</SPAN></I><BR><BR><B>Poi l'esperienza a Parma e ora la scelta di sperimentare il calcio dell'Europa dell'Est. Perché hai scelto di andare a giocare in Ucraina? <BR></B><I><SPAN style=««««font-weight: » normal» »>L'esperienza a Parma è stata davvero positivissima, sono maturato tanto perché lì mi sono confrontato con gente che aveva 1-2 anni più di me e questo mi ha aiutato molto. La scelta di andare in Ucraina è stata fatta soprattutto per il fatto che potrò giocare in prima squadra e confrontarmi con gente molto più grande di me, gente che potrebbero essere i miei genitori, quindi cercherò di imparare da loro in modo da poter maturare più in fretta. E comunque qui verrò ripagato bene.</SPAN></I><BR><BR><B>Quali altre richieste ti sono arrivate, soprattutto dall'Italia?<BR></B><I><SPAN style=««««font-weight: » normal» »>Il Parma mi voleva fortemente per far parte del gruppo della squadra e giocare con la primavera. Però in Italia nessuna società adesso è in condizione di pagare il parametro, dato che il mio si aggira intorno ai 600.000 ¬, quindi non si sarebbero mai messi d accordo con l'Inter mentre la società dove sono approdato (il Metalurg ndr) mi ha voluto fortemente. Ma il mio scopo comunque è quello di tornare nel calcio che conta in Europa nel giro di 2 anni.</SPAN></I><BR><BR><B>Qual'è stato l'aspetto più difficile nel lasciare l'Italia e come ti stai ambientando?<BR>P</B><I><SPAN style=««««font-weight: » normal» »>ensavo di avere difficoltà nell'ambientarmi, invece mi sto ambientando benissimo soprattutto con un brasiliano e un cipriota (Danilo e Makridis ndr) con i quali adesso condivido la stanza. Sto veramente bene, sono più grandi e mi chiamano «piccolo», però sono soddisfatto. Lasciare il tuo paese è sempre dura però nella vita i miei familiari mi hanno sempre insegnato che bisogna fare sacrifici per arrivare in alto, ed io sono disposto a farli fino a quando ce ne sarà bisogno</SPAN></I><BR><BR><B>Perché un giovane, che è stato anche nel giro della nazionale è costretto ad andare fuori dall'Italia per poter essere integrato in prima squadra? Perché le nostre big non si fidano dei giovani?<BR></B><I><SPAN style=««««font-weight: » normal» »>Perché in Italia non si fidano dei giovani e questo è sbagliato, dovrebbero dargli più spazio</SPAN></I><B><BR><BR>Qual'è il tuo idolo/modello calcistico e per quale squadra tifavi da bambino/tifi tutt'ora?</B><BR><I>Diciamo da bambino tifavo Inter però crescendo e praticando questo sport come lavoro non tifavo più niente mi piaceva vedere le partite e stop. Il mio modello calcistico rimane sempre Ronaldo, il fenomeno, anche se siamo differenti come caratteristiche. I telecronisti mi paragonano invece a Vieri..pero credo di essere più tecnico (ride ndr)</I><BR><BR><B>Oltre al calcio, quali sono le tue passioni?<BR></B><I><SPAN style=««««font-weight: » normal» »>Le mie passioni sono la mia famiglia e la mia ragazza che è di Milano quindi prima o poi dovrò passare da lì. Per il resto non ho altre grandi passioni.</SPAN></I><BR><BR><B>Chiudiamo con: quali sono i sogni e le speranze (calcistiche si intende) di Gaetano Monachello per il futuro?</B><BR><I>Il sogno è sempre quello di arrivare il più in alto possibile. Un giorno, anche tardi, spero di tornare in Italia da buon giocatore, spero che, in questo senso, ci sia un futuro roseo per me. Io sono qui e mi impegnerò sempre al massimo. Ringrazio sempre tutta la mia famiglia per tutti i sacrifici che hanno fatto, Papa Biagio, Mamma Paola e i nonni soprattutto </I><BR><BR><B>Manda un saluto alla redazione e ai lettori di Ilcalcio24.it</B><BR><I>Un saluto a tutti, e ringrazio te Alessio principalmente per questa intervista. Voglio mandare poi un saluto particolare ai miei lettori siciliani, dal momento che io sono siciliano puro sangue e mai potrò dimenticare la mia bellissima terra!</I><BR><BR><BR><BR><BR><BR><br><br>DonetskFL0676FL0676monachello.jpgSiNesclusiva-intervista-a-gaetano-monachello-il-vieri-ucraina-1006779.htmSi100664801,02,030101992s
511006726NewsCalciomercatoL`agente di Hernandez chiude le porte all`Inter20120721162251Calciomercato, Hernandez, Longo, Palermo, Inter, esclusiva«Il Presidente ha deciso: non va via».Negli ultimi giorni l'asse Milano-Palermo si è infuocata per un probabile scambio <STRONG>Hernandez-Longo</STRONG>, ipotizzando una possibile cessione in comproprietà&nbsp;del talento nerazzurro per sbloccare l'uruguagio, che andrebbe a rinforzare dunque l'attacco dell'<STRONG>Inter</STRONG>. <BR><BR>A riguardo è intervenuto&nbsp;in esclusiva&nbsp;<EM>per IlCalcio24.com</EM>&nbsp;l'agente del gioiello rosanero, <STRONG>Vincenzo D'Ippolito</STRONG>, che ha commentato laconicamente le voci di trasferimento: «Non c'è nessun «caso»: il presidente <STRONG>Zamparini</STRONG> ha dichiarato che non partirà. <STRONG>Hernandez resta a Palermo</STRONG>». <BR><BR>Si spengono così le speranze nerazzurre, ma anche di altri club come il <STRONG>Milan</STRONG>, di vederlo indossare la propria maglia per la prossima stagione.<BR><BR>FL0435FL0435Abel+Hernandez+SSC+Napoli+v+Citta+di+Palermo+F1uiZ9x0z8Hx.jpgSiNesclusiva-hernandez-resta-a-palermo-1006726.htmSi100612201,02,03010398s
521006515NewsCampionatiag. El Shaarawy: «Deve dimostrare di essere da Milan. Moretti? Spero resti a Catania»20120714183028la florio-elshaarawy«Sthephan al Toro? mai nulla di vero»<P>Abbiamo intercettato in esclusiva per <EM>IlCalcio24 </EM><STRONG>Roberto La Florio</STRONG>, procuratore del talento del Milan <STRONG>Stephan El Shaarawy</STRONG>.</P> <P>Tempi di ritiro per il faraoncino: <EM>"<STRONG>Sta bene, sta benissimo</STRONG>. L'ho sentito ieri sera al telefono, era stanco perché corrono molto, ma è&nbsp;molto soddisfatto."</EM></P> <P>Ritiro a cui non farà parte mai più <STRONG>Zlatan Ibrahimovic</STRONG>, ceduto al&nbsp;Psg assieme a Thiago Silva.&nbsp;Chissà se sarà&nbsp;un bene per i giovani, spesso offuscati dalla sua&nbsp;luce, anche se loro punto di riferimento, come nel caso di El Shaarawy:&nbsp; <EM>"Tutto dipende da Stephan, da come giocherà e dalle opportunità che gli daranno e da quelle che lui saprà sfruttare. Probabilmente avrà un pò più di spazio, ma il Milan certamente non si fermerà a lui. Qualcuno sicuramente lo prenderanno. Dispiace molto però perchè<STRONG> Ibra era un punto di riferimento per tutta la squadra</STRONG>, soprattutto per gli attaccanti."</EM></P> <P>Due punti di riferimento venduti tra l'altro nell'anno della partenza della vecchia guardia e gettando nello sconforto i tifosi, ma risanando il club: <EM>"<STRONG>Purtroppo il mercato è questo</STRONG>. Se rifletto da tifoso è normale che sono molto deluso, ma chi fa parte di questo mondo sa che <STRONG>certi stipendi oramai non possono essere supportati dalle società di calcio</STRONG> perchè&nbsp;esse non hanno patrimonio, e finquando non ci sarà la legge che consente alle squadre di avere gli stadi propri, dilatando così&nbsp;i propri ricavi, la situazione non cambierà.&nbsp;Ogni anno c'è un <STRONG>dissanguamento economico</STRONG>: sono sempre di meno i club che possono acquistare. Le uniche società che investono infatti&nbsp;oramai sono <STRONG>Malaga</STRONG>, <STRONG>City </STRONG>e <STRONG>Psg,</STRONG> guarda caso&nbsp;<STRONG>gestite da sceicchi</STRONG>. Tutto il resto del mondo certe spese non se le può permettere."</EM></P> <P>Qualche settimana fa il nome di El Shaarawy è stato accostato al <STRONG>Torino</STRONG>: <EM>"<STRONG>Non c'era niente di vero</STRONG>, non c'è mai stato nulla perchè&nbsp;Stephan non è mai stato messo in discussone e non lo sarà adesso. Sarebbe stato sciocco tra l'altro, perchè lui <STRONG>è l'unico investimento fatto dal Milan negli ultimi tre anni</STRONG>. E'&nbsp;stato pagato&nbsp;20 milioni, &nbsp;(10 l'anno scorso per la prima metà e altri 10 quest'anno, compreso il cartellino di Merkel) ed&nbsp;era quindi impensabile che i rossoneri mandassero via un giocatore&nbsp;costato così tanto in questi periodi. Era assolutamente impossibile"</EM></P> <P>Per il&nbsp;Faraoncino intanto sta per iniziare una delle stagioni più importanti della sua carriera: <EM>"Tutti ci auguriamo che sia il suo anno, in questo momento <STRONG>lui è un patrimonio del calcio italiano</STRONG>. Per lui questo è l'<STRONG>anno zero:</STRONG> deve veramente dimostrare di riuscire a migliorarsi anno dopo anno perchè è un giovane e deve crescere, e&nbsp;inoltre <STRONG>deve dimostrare di essere un giocatore da Milan</STRONG>. Questo è l'augurio mio e di tutti i tifosi."</EM></P> <P>Stesso augurio che il procuratore rivolge ad un altro suo assistito, <STRONG>Federico Moretti</STRONG>, giovane talento del <STRONG>Catania</STRONG>: <EM>"Io spero che resti al Catania<STRONG>. E' un giocatore che merita tantissimo</STRONG>: ha avuto un infortunio quest'anno, che comunque ha superato brillantemente. Mi auguro che i rossazzurri gli diano fiducia: dopo tre ritiri con gli etnei sarebbe giusto che gli diano una chances quest'anno. Poi ovviamente sarà lui a doversela meritare. <STRONG>Maran</STRONG>?&nbsp;è un bravissimo allenatore e, soprattutto <STRONG>una persona per bene</STRONG>: purtroppo spesso nel calcio le persone così non sono sempre molto apprezzate e questo è un peccato, ma lui, ho avuto modo di conoscerlo, e per me è un bravissimo allenatore&nbsp;oltre che&nbsp;una&nbsp;grandissima persona, lo stimo molto. Sono contento che abbia questa grande opportunità di mettersi in mostra in una grande piazza quale è Catania, che negli ultimi anni ha lanciato sempre grandi allenatori. Mi auguro che lui abbia la fortuna e la possibilità di <STRONG>esprimersi al meglio</STRONG> perchè è davvero un grande allenatore. <STRONG>Sono contento per lui e per il Catania</STRONG>."</EM></P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P>1007858FL0141FL0141laflorio.pngSiNesclusiva-il-calcio-la-florio-el-shaarawy-deve-dimostrare-di-essere-da-milan-1006515.htmSi100205001,02,03,09010638s
531006440NewsCampionatiDe Sisti: «Fiorentina devi costruire senza vendere Jojò.»20120712162041de sisti-zeman-montella-roma-fiorentina-jovetic«Zeman? farà bene, ma i giocatori devono essere alla sua altezza»<P>Contattato in esclusiva&nbsp;da IlCalcio24 <STRONG>Giancarlo De Sisti</STRONG>, conosciuto ai più come <EM>Picchio, </EM>e gli abbiamo chiesto come vede questo progetto di ristrutturazione della Fiorentina, suo grande amore; </P> <P>La ricostruzione sarà affidata a Vincenzino Montella, ex tecnico del Catania, è l'uomo giusto?: <EM>"Il tempo ci dirà se è l uomo giusto per risollevare la Fiorentina.&nbsp;E' in gamba, ha idee ed entusiasmo, degli ingredienti&nbsp;ottimi&nbsp;per fare bene. Lui col Catania è stato bravissimo, e presumo possa <STRONG>ripetersi</STRONG> anche in viola."</EM></P> <P>Nella casa del gigli comunque i lavori procedono a rilento:<EM> "Io penso&nbsp;che&nbsp;per fare le squadre&nbsp;bisogna mettere <STRONG>giocatori forti accanto ad altri giocatori altrettanto forti.</STRONG>&nbsp;Se qualche buon giocatore va via siamo punto e a capo: nn si miglioria mai così ma si staziona sempre al solito punto. La campagna acquisti non mi pare decollata ancora: è bene&nbsp;che arrivi qualche&nbsp;giocatore valido. <STRONG>Jovetic</STRONG>? se si da via Jojò per non prendere poi nessuno vuol dire che non si vuole marcare il muro della mediocrità. Lui è fortissimo e se viene ceduto deve essere rimpiazzato in qualche modo. Se va via però l'orizzonte è ancora meno chiaro, specialmente se non viene nessuno"</EM></P> <P>Cosa serve a questa squadra? a riguardo De Sisti è chiaro e preciso come lo era in campo: <EM>"Serve un equilibrio. Le squadre si fanno con <STRONG>buonsenso e portafoglio</STRONG>. Usare il buonsenso significa andare a prendere quei giocatori&nbsp;che costano poco. E poi&nbsp;qualche&nbsp;giocatore bravo&nbsp;per forza.&nbsp;Non si può sempre stare ad aspettare che esploda qualche giocatore: il tempo c'è ma&nbsp;la piazza è esigente.&nbsp;E questo i&nbsp;dirigenti lo sanno."</EM></P> <P>A proposito di dirigenti, da Firenze la scorsa stagione è andato via uno che ha fatto comunque un pezzo di storia viola, come Pantaleo Corvino:<EM> "sinceramente non lo&nbsp;so se si è fatto bene o male a farlo andare via. Certo è che si era creato&nbsp;un programma di valorizzazione giovanile che&nbsp; fino ad un certo punto era stato compiuto splendidamente: poi probabilmente&nbsp;è mancato il passaggio alla prima squadra.<STRONG> La gente forte è meglio tenersela</STRONG> ma se è andato via nn finisce il calcio."</EM></P> <P>Nel cuore di De Sisti c'è anche la Roma quindi come non parlare di Zdenek Zeman? <EM>"Penso che <STRONG>farà bene</STRONG>, è ancora vispo, bravo e sveglio. Ha&nbsp;fatto bene a Pescara ed è animato dal desiderio di <STRONG>rivincita</STRONG> di fare Non è facile perchè la Roma ha avuto un anno di transizione e la gente <STRONG>non ha voglia di aspettare</STRONG>. Lui è un grande allenatore: adesso sta ai giocatori dimostrarsi all'altezza della situazione. </EM></P> <P>Chiusura dedicata alla crisi economica che sta colpendo il nostro calcio:<EM> "I&nbsp;giocatori sono <STRONG>costosi&nbsp;e&nbsp;impegnativi</STRONG> da mantenere.&nbsp;Il calcio ormai è diventata un'azienda, un'industria e i giocatori di se per se&nbsp;sono la prima&nbsp;azienda visto quanto guadagna un buon calciatore. Uno come&nbsp;Totti ("serve acquistare buoni giocatori") parla in base a considerazioni sue: dall'altra parte poi c'è la società&nbsp;che sta seguendo una<STRONG> linea di conservazione</STRONG> di buoni giocatori. Ci&nbsp;sono&nbsp;quelli ke non fanno più parte del progetto come Pizarro, Borriello che hanno grossi ingaggi e che la società sta cercando di vendere: questo è un buon esempio di<STRONG>&nbsp;fair play finanziario</STRONG>. Purtroppo credo che piano piano possano inciampare anche i grandi club: e siamo arrivati a questo punto solo perchè ci sono degli ingaggi assurdi. Le società non ce la fanno a sostenerli tanti di questi. Prendi Ibra: si ok, ti fa vincere lo scudetto, ma gli puoi dare un milione d'euro la settimana?&nbsp;qua si fa a fatica anche a campare, figuriamoci...Io credo che fra due-tre anni molte società faranno fatica anche ad iscriversi.&nbsp;La crisi non si risolve in un anno: con questi sceicchi poi&nbsp;non si può fare più nulla:<STRONG> tutto quello che gli chiedi loro ti prendono</STRONG>:&nbsp;mi ricordano la pubblicità "ti piace vincere facile?" (ride ndr)</EM></P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P>FL0141FL0141de sisti.jpgSiNesclusiva-il-calcio-de-sisti-fiorentina-devi-costruire-non-vendere-jojo-1006440.htmSi100205001,02,03010566s
541006275NewsCalciomercatoRoma, ag. Guberti: «In questi giorni ci incontreremo con la dirigenza, poi valuteremo»20120706110550roma, gubertiRoma Guberti<P>Contattato in esclusiva da<EM> IlCalcio24.it</EM>, <STRONG>Claudio De Nicola</STRONG>, procuratore di <STRONG>Stefano Guberti</STRONG>, centrocampista della <STRONG>Roma</STRONG> la passata stagione in prestito al <STRONG>Torino</STRONG>, ci fa il punto sulla situazione riguardante il suo assistito:</P> <P>"Al momento siamo in attesa, in questi giorni ci incontreremo con la dirigenza della Roma per valutare meglio la situazione".</P> <P>Su un prossibile ritorno a Torino dal tecnico Ventura. "Innanzitutto bisognerà capire se ci saranno le possibilità di fare una stagione da protagonista in giallorosso, altrimenti si valuteranno altre situazioni, anche perché non si sta in paradiso a dispetto dei santi".<BR></P>C1000009Romaadm001adm001guberti.jpgSiNesclusiva-il-calcio-roma-agente-guberti-ci-incontrermo-con-la-dirigenza-e-poi-prenderemo-la-nostra-decisione-1006275.htmSiT1000012100075501,02,03010633s
551006245NewsCalciomercatoAg. Bradley: «Oggi pomeriggio incontro decisivo»20120705120131bradley«Le due parti sono vicine»<P>Michael Bradley&nbsp;praticamente alla Roma: parola di Paolo Alberto Faccini. Intercettato in esclusiva da IlCalcio24.it, il&nbsp;procuratore del giocatore statunitense del Chievo, nonchè agente Fifa, ha confermato che la trattativa è in fase avanzata, e che le due società oggi si incontreranno per chiudere.</P> <P><EM>"In questo momento Michael sta facendo le visite mediche al Gemelli. Le due parti sono vicine, il giocatore piace a Zeman e questo pomeriggio si incontreranno per discutere. Chiudere oggi? non penso. Le cifre? Non posso parlare...bisogna chiederle alle società. Sabatini e il Chievo dovranno essere bravi a mettersi d'accordo."</EM></P> <P>&nbsp;</P>C1000009RomaFL0141FL014120120701_c5_bradley.jpgSiNesclusiva-il-calcio-ag-bradley-oggi-incontro-roma-chievo-1006245.htmSiT1000012100205001,02,03010829s
561006166NewsEuro 2012Fabrizio Biasin: «Prandelli ha cambiato l`Italia. Adesso giochiamo sempre a viso aperto»20120703090131Euro 2012,Italia,Prandelli,Mondiali 2014,Fabrizio BiasinSulla mancata vittoria finale: «Stanchezza e troppo ottimismo le cause della sconfitta»<P>Contattato in esclusiva da<EM> IlCalcio24</EM>, <STRONG>Fabrizio Biasin</STRONG>, caporedattore della sezione sportiva di <EM>Libero</EM> ed esperto di calciomercato, ci fa un'analisi sul cammino europeo dell'Italia di Prandelli. "Al primo posto c'è la stanchezza. Poi viene l'eccesso di ottimismo che non ci ha fatto entrare in partita, e queste cose contro la Spagna non si possono fare". </P> <P>Una battuta anche sulla condizione attuale dell'Italia: "Prandelli ha cambiato la Nazionale. Non siamo più quelli del contropiede, ma quelli che se la giocano a viso aperto. I giocatori non sono ancora dei fenomeni, ma ci sono. I Mondiali fra due anni? La vittoria finale è difficilmente pronosticabile, perché c'è il Brasile che gioca in casa, ma di sicuro c'è qualche giovane che verrà inserito e rinforzerà la squadra".</P>FL0435FL0435cesare_prandelli_italia_getty.jpgSiNfabrizio-biasin-prandelli-ha-cambiato-l-italia-1006166.htmSi100612201,02,03010910s
571006094NewsCalciomercatoJuventus, prossima settimana incontro decisivo per Bruno Alves20120629234531juventus, marotta, bruno alvesJuventus Bruno Alves Marotta<P>Secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione de IlCalcio24 la prossima settimana sarebbe in programma un incontro decisivo tra il dg della <STRONG>Juventus Marotta</STRONG> e l'entourage di <STRONG>Bruno Alves (30)</STRONG>.</P> <P>La volontà del giocatore appare chiara, il nodo da sciogliere è sempre l'eventuale pagamento allo<STRONG> Zenit di San Pietroburgo</STRONG> e successivamente l'ingaggio del giocatore.</P> <P>Il club russo ha già fatto sapere di essere disponibile alla cessione ma senza contropartite tecniche, la Juventus spinge sempre per un prestito con diritto di riscatto.</P>C1000009Torinoadm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-prossima-settimana-incontro-decisivo-per-bruno-alves-1006094.htmSiT1000007100075501,02,03,06010481s
581005959NewsCampionatiUna granita, una brioche ed un pallone. Intervista a FRANCESCO CERNUTO, difensore del Treviso ma milazzese doc20120624151531treviso, cernutoHo cominciato nel campetto dell`oratorio di San Papino<P>Ha vinto due campionati di seguito con la maglia del Treviso, giungendo dalla serie D alle soglie della I^ Divisione di Lega Pro. Si chiama Francesco, ma per gli amici è Ciccio, Cernuto, classe `92, 1,80 m. di altezza all`incirca, muscolarmente ben dotato per il suo ruolo. Gioca da due anni nel Treviso con il ruolo di difensore&nbsp;centrale.<BR>Lui è di Milazzo, stupenda&nbsp;cittadina baciata dal mare, di fronte alle isole Eolie, decidiamo di conoscerlo dandoci appuntamento al bar u Ciattittunel rione Vaccarella, regno dei pescatori milazzesi. <BR>Quella mattina fin dalle prime ore&nbsp; la giornata si preannuncia molto calda, ma in compenso respiriamo a pieni polmoni l`odore di salsedine, che sale dalle variopinte imbarcazioni, messe a riposare da poche ore dopo aver portato a riva le reti ricolme del pescato. Da lontano ci arrivano le voci dei pescatori, inviti urlati ai turisti presenti ad acquistare u sciabacchellu (acciughe piccole), totani e polipi ancora vivi! Uno spettacolo di suoni, colori, odori,che solo a Vaccarella si può apprezzare.<BR>In questa cornice di&nbsp; acquarello d`autore iniziamo la nostra intervista. Ci&nbsp; sediamo ad un tavolo e ordiniamo la colazione tipo di un milazzese: la granita caffè con panna ed una brioche, possibilmente soffice ed ancora calda dal forno. Per chi ci legge e non è mai venuto a Milazzo, vi posso assicurare che sedersi al tavolo di un bar al mattino, così vicino al mare da restare storditi dall`infrangersi delle onde sul bagnasciuga, gustare una granita caffè o limone o fragola è la sublimazione del piacere, la vittoria della sicilianità, come l`hanno descritta, senza mancare di rispetto, gente come Verga, Tomasi di Lampedusa, Gesualdo Bufalino, Camilleri, tanto per intenderci. <BR>Scusate il prologo, ma penso che ne valesse la pena. Il ragazzo, Francesco Cernuto, comunque è già calato nella parte e rinunzia ad una bomba calorica, come la nostra granita, e si accontenta di un caffè freddo, che dalle nostre parti non è poi tanto male.<BR>Mi spiace dargli un cattivo esempio ,ma fra una domanda e l`altra non riesco a fare a meno d`inzuppare la mia brioche in quel mix delizioso, che&nbsp;si crea mescolando&nbsp;la granita con lo strato sovrastante di panna. <BR>D.:Dove hai iniziato, Francesco, a tirare i primi calci al pallone?<BR>R.:Ho cominciato nel campetto dell`oratorio di San Papino. Ero un pulcino spiumato allora,ma in tre anni m`innamorai di questa palla,che sembrava tanto pesante per i miei piedi. Tornavo a casa stanco,sudato ma felice di aver battuto i miei amici nella partitella. I miei genitori non mi dicevano nulla perché non trascuravo di studiare.</P> <P>D.:Quindi sei stato un anno alla Folgore,una società che cura il vivaio talchè fosti convocato nella rappresentativa provinciale.<BR>R.:Iniziò così la mia fortuna perché a Spadafora, un comune vicino Milazzo, il selezionatore, un certo Rasà, mi notò e mi invitò a fare un mini torneo a Reggio Calabria sotto l`osservazione dei tecnici della Reggina, che ogni anno riuniva tutte le squadre ad essa affiliate e fra queste c`era la Spadaforese. Io fui prescelto e mi ritrovai di colpo in una società importante, come quella calabrese. Con me venne un altro milazzese Dall`Oglio,che quest`anno ha giocato nella primavera del Parma.</P> <P>D.: I tuoi genitori non si opposero al trasferimento a Reggio ?<BR>R.:No, anzi mi diedero coraggio assecondandomi nella mia scelta. Approfitto dell`occasione per ringraziarli,anche se gli promisi di continuare a studiare. Cosa che feci fino alla maturità scientifica.</P> <P>D.: Racconta del tuo salto al Treviso. Come avvenne che un ragazzo del Sud conquistò la fiducia della società veneta?<BR>R.:Dopo due anni con la squadra degli allievi il direttore sportivo Giacchetta mi chiamò in disparte e mi propose di trasferirmi al Treviso, dove allenava un suo ex compagno di squadra, mister Zanin, perché era venuto il momento di misurarmi in un campionato più impegnativo.</P> <P>D.: A Treviso trovi un ambiente un po` demotivato perché l`anno precedente in eccellenza la squadra si era fermata a centroclassifica,tranne poi ad essere ripescata in serie D.Tu però ti metti in mostra e ti guadagni la stima del mister che ti dà i galloni di titolare da centrale in difesa.<BR>R.: Il mister preferiva un modulo 4-3-3 molto spinto sulle corsie e per noi in difesa c`era da stare molto attenti. Sorprendentemente vincemmo il campionato di serie D 2010-11 soffiandolo al Venezia, che si era presentato con una grossa squadra.</P> <P>D.:Arrivi quindi in Lega Pro-2° div. a poco più di 18 aa. Immagino la tua felicità e quella dei tuoi genitori, che vedevano realizzarsi un sogno, ancora più grande per chi vive al Sud.<BR>R.:Un sogno, l`hai detto.Non ci dormivo la notte al pensiero: da Milazzo a Treviso nel calcio che conta. Ma non era finita, perché la squadra era ormai un gruppo; ci ritrovavamo ad occhi chiusi,vivevamo le stesse emozioni,trascorrevamo anche fuori dal campo insieme le nostre giornate.Vorrei ricordarli: Sartorello il portiere; la difesa a 4 composta da Biagini,io,Di Girolamo e Paoli.A centrocampo gioca il capitano Bandiera assieme a Spinosi e Marocchi; mentre sulle fasce giostrano Torromino e Ferretti con al centro dell`attacco il bomber Perna. </P> <P>D.: Ma avete vinto anche questo campionato,incredibile!<BR>R.:Bravo, proprio incredibile. Pensa: all`ultima giornata quando neppure il mister ci sperava più, andiamo a giocare a Montichiari. Loro non possono perdere perché altrimenti retrocedono, ma al 94` sul 2 a 2 realizziamo una rete storica, che ci fa staccare il biglietto per la 1^ divisione di Lega Pro fra la gioia dei nostri tifosi e le lacrime dei giocatori del Montichiari.</P> <P>D.: La tifoseria trevigiana è calda? Vi segue?<BR>R.:Questo è l`unico neo perché il Treviso, secondo me, meriterebbe maggior calore e seguito dai suoi tifosi. Il massimo di spettatori quest`anno è stato di 1800 paganti. Peccato; ma lì in Veneto ci sono molte grosse società in un raggio di pochi chilometri e gli sponsor,a causa della crisi, cominciano a scarseggiare a cominciare dai Benetton, che sono i principali sostenitori del calcio a Treviso e non solo.</P> <P>D.: Ho letto che in questi giorni il Treviso ha cambiato gestione tecnica e si è affidato a mister Domizi,ex Viareggio. E tu cosa farai? Verrai riconfermato?<BR>R.:Non so ancora nulla,non mi sono sentito con la società. Mi dispiace per mister Zanin,ma il calcio non ammette rimpianti ed io sono un professionista che deve adeguarsi alle decisioni della società.<BR>Finisce qui la nostra chiacchierata con Francesco Cernuto, un giovane milazzese, emigrato del calcio,che da un campetto di provincia di un oratorio ,che oggi,ironia della sorte, ha chiuso i battenti,è giunto&nbsp; sul palcoscenico del calcio che conta con le doti della modestia e della sincerità ,che appartengono al suo modo di farsi rispettare in una terra, che ci appare talora così diversa dalla nostra.<BR>Ci salutiamo con una vigorosa stretta di mano; lo accompagno con lo sguardo, ma non rinuncio&nbsp; all`ultimo boccone di brioche da inzuppare nella mia favolosa&nbsp; granita caffè con panna.<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR>Attilio&nbsp; Andriolo </P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P>adm001adm001cernuto.jpegSiNuna-granita-una-brioche-ed-un-pallone-intervista-a-francesco-cernuto-difensore-del-treviso-ma-milazzese-doc-1005959.htmNo100075701,02,03010675s
591005745NewsCalciomercatoAGROPPI: «Gli sceicchi portano soldi ma anche tanti problemi. Cassano ha fatto una brutta caduta di stile»20120614151531agroppi, torino, cassanoSono molto felice del ritorno del Torino in Serie A<P>Spesso, camminando per strada, ci fermano i tifosi del <A class=link-6 href="/squadre/torino.cfm" target="">Toro</A> chiedendoci notizie di <A class=link-6 href="/personaggi/aldo-agroppi.cfm" target="">Aldo Agroppi</A>. In effetti, dopo l`infarto che l`ha colpito il 16 novembre 2011, abbiamo avuto poche notizie di lui. Sappiamo di sicuro che oggi si è ripreso molto bene dal male che l`ha attaccato improvvisamente, tuttavia, nonostante tutto, il suo stato d`animo non è dei migliori. Colpa della sua depressione che lo affligge ormai da diversi anni, capace di contrapporre in lui momenti di euforia ad altri di buio scoraggiamento. Così, nonostante la sua voglia di non rilasciare interviste e di non incontrare nessuno, abbiamo insistito per incontrarlo.</P> <P>Come stai Aldo?<BR>Adesso meglio, grazie. Ho passato un brutto momento, ma ora sto bene, grazie anche alle cure che il cardiologo mi ha imposto di fare. Sono molto attento a non sgarrare, anche se in certi momenti della giornata mi intristisco, probabilmente perché mi attacca quella depressione che, ormai da tanti anni, non vuole più lasciarmi in pace. Convivo con questa maledetta malattia che, in momenti come questo, mi lascia un po` più tranquillo e in altri mi attacca ferocemente. Adesso comincio a patire anche il caldo improvviso; tuttavia in confronto a quanto ho sofferto a causa dell`infarto, non posso certo lamentarmi.</P> <P>Parliamo di calcio, dai!<BR>Sì, molto volentieri.</P> <P>Cosa pensi del ritorno in serie A del Toro?<BR>Qualche settimana fa ho espresso il mio pensiero tra le pagine di Tuttosport. Ribadisco che sono molto felice. Era ora, dopo tre lunghi anni vissuti nel purgatorio della serie B, finalmente si ritorna in quel posto che, una società storica come il Toro merita di diritto. Adesso bisogna sapere gestire e programmare la serie A in maniera lungimirante, evitando quelle improvvisazioni approssimative e quella mancanza di un serio progetto che sono state le cause dei ripetuti insuccessi del Toro di questi anni. Sappiamo che il presidente Cairo non può fare grandi investimenti, tuttavia è importante che faccia tesoro degli errori precedenti, affidando la programmazione tecnica a Ventura e Petrachi e cercando di ricostruire un patrimonio di giocatori di proprietà che oggi purtroppo non ha. Si deve programmare un Toro capace di mantenere la categoria a tutti i costi.</P> <P>Si parla dell`avvento degli sceicchi nel campionato italiano. Pensi che sia un bene per il nostro calcio?<BR>Loro sono portatori di quattrini, ma anche di tanti problemi. Le squadre più piccole sarebbero indubbiamente penalizzate e soffrirebbero tremendamente dal punto di vista della competitività. Ritengo che possano destabilizzare il mercato di un calcio che ha già iperboliche ricchezze. Certo, per loro spendere 100 milioni di euro è niente, tuttavia è necessario riflettere che a tutto c`è un limite.</P> <P>Che cosa pensi della piaga mai rimarginata del calcio scommesse?<BR>La notorietà e la ricchezza fanno diventare stupidi anche i saggi. Quando i calciatori non avevano ancora assunto la notorietà e la ricchezza, si comportavano in maniera più saggia e dignitosa. Poi, una volta raggiunta la fama, non si sono più accontentati delle grandi ricchezze, delle macchine veloci, e del lusso che il calcio stesso gli garantisce. Stupidamente e per immaturità, hanno tentato di andare ancora oltre l`iperbolica ricchezza, sfidando ingenuamente il rischio di fallimento della carriera, della propria immagine, dei propri affetti più cari, bruciando letteralmente la propria vita. Se manifesti la tua avidità e non riesci a fare un distinguo sostanziale della differenza tra il bene e il male, quella è la prova provata di una fragilità e di un equilibrio interiore mai raggiunto.</P> <P>E veniamo al calcio d`attualità. Qual è il tuo giudizio sul Campionato Europeo sin qui svolto? <BR>Ogni campionato, sia esso mondiale o europeo, parte sempre in sordina. Poi, strada facendo, vanno delineandosi più marcatamente i valori tecnici delle nazionali più accreditate alla vittoria finale. Fino ad oggi non abbiamo ancora visto brillare le stelle del campionato. I vari Robben, Cristiano Ronaldo e altri nomi illustri non hanno ancora espresso tutta la loro potenzialità. Sono convinto che non tarderanno a fare la differenza per le proprie squadre.</P> <P>Che cosa pensi della Nazionale Italiana e del 3-5-2 adottato da <A class=link-6 href="/personaggi/Claudio-Cesare-Prandelli.cfm" target="">Prandelli</A>?<BR>E` un`ottima nazionale che è ben assemblata da Cesare Prandelli. Il modulo scelto non è essenziale ai fini del migliore risultato della squadra. Sono le caratteristiche dei giocatori messi in campo che determinano il modulo migliore. E poi quando si parla di difesa a tre, spesso non si tiene conto che nella fase di interdizione, con l`arretramento degli esterni di centrocampo, la difesa diventa a 5 e non più a 3. Ottimo l`adattamento forzato di De Rossi in sostituzione dell`infortunato <A class=link-6 href="/personaggi/Andrea-Barzagli.cfm" target="">Barzagli</A>. Penso che questa squadra, se lasciata tranquilla e lontana da polemiche, possa davvero dare molte soddisfazioni.</P> <P>A proposito di polemiche. Qual è il tuo pensiero sulle dichiarazioni di <A class=link-6 href="/personaggi/Antonio-Cassano.cfm" target="">Cassano</A> in sede di conferenza stampa, a proposito dei gay in Nazionale?<BR>Una caduta di stile che preferisco non commentare. Comunque, penso che l`errore sia nato in primis dall`ufficio stampa il quale, scegliendo Cassano per parlare davanti a giornalisti di tutto il mondo, sapeva già in partenza delle possibili figuracce cui sarebbe andata incontro.</P> <P>Salvino Cavallaro</P> <P>&nbsp;</P>FL0711FL0711agroppi.jpgSiNagroppi-sceicchi-portano-soldi-ma-anche-problemi-caduta-di-stile-di-cassano-1005745.htmSi100451001,02,03010621s
601005613NewsCampionatiMASSIMO CAPUTI: «L`Italia sarà la sorpresa del torneo»20120609121531caputi-bonaccorso-ilcalcio24MASSIMO CAPUTI<P>Abbiamo sentito, in esclusiva per Il Calcio 24, il giornalista Massimo Caputi, toccando in un'intervista fiume&nbsp;tutti gli argomenti caldi degli ultmi giorni.</P> <P>Domenica inizia il nostro Europeo, e l'Italia è attesa da un impegno non molto agevole, dopo tra l'altro un periodo non proprio idilliaco: <EM>"E' un'Italia tutta da vedere: certo, gli eventi che hanno caratterizzato l'ultimo periodo è normale che tocchino abbastanza l'ambiente, ma io credo che non siamo messi così male."&nbsp; </EM>Arriva la Spagna che probabilmente sarà affrontata con una difesa a tre: <EM>"credo che la scelta di schierare questo modulo sia dovuta alle assenze e al fatto che con una nazionale come quella spagnola occorre un centrocampo più folto. L'Italia punterà ad&nbsp;andare&nbsp;in campo per non perdere innanzitutto. De Rossi? è un gran giocatore, all'occorrenza può fare anche il centrale di difesa,&nbsp;ma certo quello non è il suo ruolo.</EM></P> <P><EM>"Le favorite? io punto su Germania e Olanda- </EM>continua Caputi-<EM>, anche se la Spagna è fortissima, per la legge dei grandi numeri e anche perchè&nbsp;comunque&nbsp;ha&nbsp;perso qualcosa con le assenze di certi giocatori </EM>(Villa e Puyol ndr.), <EM>&nbsp;penso che questo possa essere l'anno di Germania e Olanda: l'Olanda è una gran squadra".</EM></P> <P>Dopo Grecia e Portogallo, sorprese delle ultime edizioni degli Europei, Caputi "scommette" sull'Italia: <EM>"Io spero nell'Italia, noi siamo una nazionale che nei momenti di difficoltà esce fuori come abbiamo anche dimostrato nel 2006.&nbsp;Credo che il&nbsp;nostro campionato non è ad alti livelli, ma noi abbiamo grandi giocatori: rispetto agli altri quello che ci manca è il gioco, noi non abbiamo gioco e in Italia solo poche squadre mostrano un buon gioco; Ed è proprio questo aspetto che ha provato a curare Prandelli in questi anni:&nbsp;credo che abbiamo una buona squadra e proprio noi potremmo essere la squadra rivelazione. Francia e Inghilterra? due potenziali big, la Francia, solo a guardare i nomi mette paura e, devo dire che delle due è quella che mi piace di più."</EM></P> <P>Il discorso poi si sposta su Scommessopoli<EM>: "è molto triste e amaro vedere che nel calcio italiano ci sia questa piaga del calcio scommesse, una piaga enorme, soprattutto se riferita al calcio di massima serie perchè, e non voglio giustificare comunque nessuno, mentre posso immaginare una cosa del genere&nbsp;in&nbsp;un calcio di bassi livelli, dove gli stipendi sono diversi, non mi aspetto che in un calcio di alti livelli, con giocatori di Serie A, che guadagnano bene avvenga una cosa del genere.&nbsp;E' molto triste e avvilente, e quello che fa più male è che in questa maniera viene tradita la passione dei tifosi, gente che in questo momento di crisi fa i sacrifici per andare allo stadio&nbsp;a vedere la propria squadra, e poi scopre che ci sono giocatori di quelle squadre che si comprano le partite: questo&nbsp;è molto triste.&nbsp;Mi auguro che di tutto quello che si legge siano vere solo poche cose. Monti dice che bisogna fermare il calcio due-tre anni? Beh prima di fermare il calcio ci sono tante altre cose che si dovrebbero fermare in Italia per qualche anno".</EM></P> <P>Arrivi e ritorni nella capitale: in casa Lazio ecco Petkovic, a Roma invece ritorna Zeman. <EM>"Petkovic? sono curioso di vederlo all'opera, sarà uno delle novità di questo campionato, perchè è un'allenatore straniero, perchè presenta delle novità e perchè si presenta con un bel piglio: vediamo di cosa sarà capace. Lotito, anche se sempre criticato, è un presidente che ha tenuto la sua squadra su ottimi livelli tutti questi anni nonostante le difficoltà societarie: vediamo se sarà questa un'altra scommessa vinta da lui. Zeman? Vedo coerenza da parte della società che già con Luis Enrique prima&nbsp;e ora con Zeman vuole proporre un calcio divertente. La scelta del boemo è affascinante e, a differenza di quanto visto con lo spagnolo, c'è il consenso popolare: Zeman voleva la Roma e la Roma voleva Zeman, questo porterà grande entusiasmo oltre che la gente allo stadio.</EM></P> <P>Calciomercato: le voci sule stelle del Milan hanno infiammato gli ultimi giorni. "<EM>Thiago Silva?</EM>&nbsp; <EM>secondo me va al Barcellona. Non c'è da fidarsi di quello che dice Galliani: anche due anni fa al 99,9% Ibra non doveva venire a Milano. Ibrahimovic? Se il Milan vende lui e Thiago Silva perde due grandissimi calciatori: però è altrettanto vero che vendendo due calciatori di questo tipo può fare una squadra, e il Milan è una grande squadra che però va rinnovata. Ci sta anche vengano ceduti."</EM></P> <P><EM></EM>&nbsp;</P> <P><EM>&nbsp;</EM></P> <P><EM></EM>&nbsp;</P> <P><EM></EM>&nbsp;</P> <P><EM></EM>&nbsp;</P>FL0141FL014110607122_640.jpgSiNesclusiva-il-calcio-massimo-caputi-l-italia-sara-la-sorpresa-del-torneo-1005613.htmSi100205001,02,03010714s
611005592NewsEuro 2012CESARE MALDINI: «Finale Germania-Spagna. Gli azzurri sono tutti validi»20120606161531cesare maldiniEuro 2012 Cesare Maldini Italia Spagna Germania Girone <P>Intervistato in esclusiva da IlCalcio24 <STRONG>Cesare Maldini</STRONG> ha indicato come possibili finaliste del prossimo Europeo Germania e Spagna:<EM> "Ci sono molte squadre che arrivano al torneo maniera migliore, basta guardare i recenti risultati:&nbsp; però diciamo che Spagna e Germania hanno tutto per confermare i pronostici della viglia."</EM></P> <P>Alle domande sulla nazionale l'ex ct risponde cauto:<EM> "io credo che la squadra sia pronta, in ogni caso ciò che provano, come si sentono in questo periodo lo possono sapere solo loro all'interno del gruppo: queste sono cose che non usciranno mai fuori. Qualche big non convocato? Sono scelte dell'allenatore. Il ct sta mesi e mesi a provare dei giocatori e con questi si crea un gruppo composto da un tot di giocatori. Gli azzurri sono tutti validi, non mi sento d'indicare un trascinatore o comunque uno al di sopra degli altri. La frase di Prandelli? ("</EM>se serve non partiamo<EM>" ndr) una frase buttata li, non la vedo manco come una provocazione"</EM></P> <P><EM></EM>&nbsp;</P>FL0141FL0141balbuzienti-famosi-cesare-maldini.jpgSiNesclusiva-il-calcio-euro-cesare-maldini-finale-germania-spagna-1005592.htmSi100205001,02,03010401s
621005588NewsCampionatiTONINO ASTA, allenatore della Primavera del Torino, si racconta parlando del nostro calcio e non solo20120606120131torino, astaTorino Asta<P>Incontro Tonino Asta nel ritrovo, attiguo al campo di allenamento delle giovanili del Torino, lì dove crescono le speranze della prima squadra granata. A farle crescere bene, calcisticamente parlando, ci pensa proprio Tonino . Siciliano, è nato&nbsp; infatti ad Alcamo, una città di circa 50.000 abitanti in provincia di Trapani, il 14-11-1970 da genitori, che decidono presto di emigrare al Nord. Tonino finisce così a servire fra i tavoli del bar, che i genitori hanno aperto appena arrivati in Lombardia, mentre inizia a tirare i suoi primi calci nel Corbetta,una squadra di dilettanti allo sbaraglio. Ma lui ha stoffa e si vede; così viene subito ingaggiato dall`Abbiategrasso, in promozione, e poi dal Saronno. E` contento, Tonino, e gli sembra di toccare il cielo con un dito quando il Monza lo tessera per un campionato di serie C. Gli dispiace dover lasciare i clienti del bar di famiglia, ma ormai ha deciso che il calcio deve diventare la sua grande scommessa. Un&nbsp; giorno in effetti la fortuna lo aiuta, perchè Gigi Radice assiste dagli spalti ad una partita del Monza , intuisce le qualità del&nbsp; ragazzo e lo fa acquistare dal Torino. Sarà Emiliano Mondonico a farlo esordire in serie A nel ruolo di esterno alto dx contro il Bologna il 28/8/1999. Ma è in serie B,l`anno successivo,che Tonino Asta conquista il cuore dei tifosi granata assieme alla fascia di capitano: sotto la guida di Camolese, allenatore della primavera del Torino,chiamato in prima squadra&nbsp; in sostituzione di Gigi Simoni, la squadra granata compie un miracolo e scala la classifica dall`ultimo posto al primo; lui, Tonino, entra nella storia realizzando la rete decisiva nello scontro al vertice con il Piacenza. L`anno successivo in serie A realizza il sogno di ogni giocatore :vestire&nbsp; la maglia azzurra e poco importa che si tratti di un`amichevole: Italia-USA al Cibali. Giovanni Trapattoni lo fa giocare da titolare il 13-2-2002 in una nazionale,in cui Del Piero suggella il risultato con una splendida rete! Gli amici di Alcamo fanno un tifo impressionante per lui,che fa onore alla sua terra. A fine campionato lascia il Torino per ritornare in Sicilia,a Palermo in serie B. Purtroppo in una partita contro il Lecce, decisiva per la promozione in serie A, s`infortuna alla caviglia in maniera seria, chiede la sostituzione ma i cambi sono&nbsp; esauriti e Tonino si sacrifica per la squadra della sua terra:resta in campo stoicamente. I rosanero perdono 3-0 e finiscono al 5° posto, fallendo la promozione. Tonino Asta dopo circa 6 mesi passati&nbsp; a soffrire per ritornare in campo,riceve una lettera di licenziamento per giusta causafirmata da d.g. del Palermo Foschi. Ci rimane male, non se l`aspettava: lui siciliano, dopo aver sacrificato la sua caviglia per il bene del Palermo, viene licenziato! Forse lontano dalla sua terra ha dimenticato che spesso la Sicilia si comporta&nbsp; come un coccodrillo, bravo a piangere dopo aver mangiato i suoi figli. Vincerà la battaglia legale, ma la sua delusione è troppa grande, per cui decide di appendere le scarpe al chiodo.<BR>Nell`estate del 2005 inizia ad allenare gli allievi del Torino. Fino al 2009 resta con i suoi ragazzi per poi passare, nel campionato 2009-2010, nella panchina della primavera, dove viene confermato, per i brillanti risultati ottenuti, nelle due stagioni successive.<BR>E arriviamo ai giorni nostri. Mi presento, gli dico che sono siciliano come lui, ma di Milazzo. E`&nbsp; bene informato di ciò che accade nella città mamertina; conosce Amura per aver fatto il corso a Coverciano insieme. <BR>Se io fossi un presidente di serie A o B non indugerei un attimo ad investire nel calcio siciliano, soprattutto la squadra del Milazzo è in lega Pro e non dovrebbe avere problemi a trovare una società disposta a rilevarla per piazzare i suoi giovani più promettenti ed ancora non abbastanza maturi per giocare in prima squadra.&nbsp; </P> <P>Gli chiedo se un maggior impegno nel settore giovanile possa portare a migliori risultati nella squadra maggiore.<BR>Senza dubbio le società di serie A e B dovrebbero prestare più attenzione ai giovani,che militano nelle squadre del loro vivaio; e quando ciò accade, arrivano anche i risultati di prestigio.Gli allenatori in questo caso contano relativamente&nbsp; perché alla base dei risultati ci dev`essere una buona organizzazione,che curi il settore,non lasciando nulla al caso o all`improvvisazione.</P> <P>Domanda: Ma è proprio vero&nbsp; che nel calcio i soldi sono tutto? La qualità e la competenza contano ancora?<BR>I soldi sono una componente importante per riuscire ad ottenere risultati, ma, se non vengono utilizzati per la ricerca della competenza e della qualità, possono arrecare un danno alla promozione ed alla valorizzazione del patrimonio giovanile delle società.</P> <P>Nel corso di uno stage di giovani calciatori provenienti da tutta la Sicilia svoltosi di recente a Milazzo , il presidente della Lega Sicula Morgana ebbe a dire: Vedi questi ragazzi,di loro solo 1-2 su 4000 all`incirca riusciranno ad arrivare a giocare a certi livelli. Io sono rimasto un po` perplesso perché se questa è la media,è colpa delle strutture,dei tecnici,dei giovani,dei loro genitori o di altro?. Dico questo perché altrimenti non si spiega il fenomeno della canteradel Barcellona,che fa da serbatoio a quella grande squadra.<BR>Non sei il solo a porti questo problema. Io non so se in Sicilia la media sia di 1-2 ragazzi ogni 4000 ad emergere,ma ciò che accade in Spagna è frutto di anni e anni di investimenti nel settore giovanile; non s`inventa un percorso per formare un campione in poco tempo;occorrono sforzi ed impegni economici non indifferenti ma anche fortuna perché la classe non s`insegna: o ce l`hai&nbsp; o non la trovi da nessuna parte.Questo discorso tuttavia non assolve alcuni&nbsp; dirigenti dalla loro pigrizia,che li porta a guardare solo ai campioni della prima squadra tralasciando di seguire quelli che hanno sotto i loro occhi,senza accorgesene!</P> <P>Finisce qui la&nbsp; chiacchierata con Tonino Asta;il caffè che ci aveva offerto si è raffreddato, ma siamo rimasti attratti dalle parole di un allenatore giovane,ma entusiasta ed esperto più di tanti suoi colleghi con parecchi anni di panchina sulle spalle. Ha lo sguardo di chi è orgoglioso del suo passato calcistico;gli&nbsp; occhi neri,come quelli della&nbsp; maggior parte dei suoi amici di Alcamo, non mostrano&nbsp; paura a&nbsp; fissarti perché non hanno nulla da nascondere,ma sanno anche abbassarsi, perché conoscono la modestia e l`umiltà dei grandi. Prima di congedarsi da noi ci confessa che la sua avventura nel Toro è arrivata al capolinea. Cerca altri stimoli,che qui non riesce più a trovare. Parla senza alcun risentimento verso la sua squadra,di cui fu la bandiera solo pochi anni fa: casi come quelli di Montella o di Stramaccioni evidentemente non sono serviti a tante società per guardare con maggior interesse ai tecnici cresciuti in casa.<BR>Si legge in viso,che avrebbe tanto da dare al Toro,se venisse chiamato,ma da buon siciliano rispetta le decisioni di chi sta sopra di lui e si prepara per un`altra avventura.<BR>Dove? Chissà.Anche Milazzo gli piacerebbe: L`importante è un progetto serio alla base di ogni avventura. Il Torino non ha società affiliate,potrebbe cominciare proprio dal Milazzo.</P> <P>Adesso è proprio finita; mentre mi saluta, mi sussurra però ad un orecchio che adesso&nbsp; gli verrà più facile venire in Sicilia e magari ritornare a&nbsp; giocare su quella piazza di Alcamo, dove con i soliti compagni di scuola, affondava i piedi sull`asfalto, reso molle dal calore dei raggi del sole delle sue&nbsp; parti, a rincorrere una palla,&nbsp; che prima o poi sarebbe finita&nbsp; sulla finestra&nbsp; del suo caro ma&nbsp; sfortunato vecchietto.<BR>&nbsp;</P> <P>Attilio Andriolo</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P>Torinoadm001adm001asta.jpgSiNasta-allenatore-primavera-torino-si-racconta-parlando-del-nostro-calcio-1005588.htmSi100075701,02,03010446s
631005585NewsCampionatiIntervista a VALERIO LIBONI tra arte e calcio granata20120606111831liboni, torinoLiboni Torino<P>Da Donna felicitàa Leonardo da Vinci il salto di qualità è abissale. Eppure, Valerio Liboni, artista e musicante di lungo corso, agli inizi della sua carriera non avrebbe mai pensato di coniugare nell`interesse personale due mondi così diversi ma al contempo eguali tra loro; la canzonetta e l`arte. Creare musica è arte, così com`è artistico, creativo e culturale dipingere un affresco. La vita, a volte, ti porta a percorrere strade che mai avresti immaginatodice Liboni con senso di fatalismo. Nato a Torino sotto il segno dei Pesci, Liboni è figlio d`arte. Suo padre Gianni, infatti, è stato stimatissimo autore cabarettista ma anche ultima spalla di Macario, il celebre comico torinese. Ed era naturale che Valerio, vivendo nel magico mondo luccicante dei lustrini da palcoscenico, fosse indirizzato ad amare l`arte illuminata dai riflettori. Comincia così il suo percorso professionale debuttando come batterista e inizia prestissimo a comporre testi per cimentarsi come cantante, produttore e arrangiatore, toccando nel tempo con sempre maggiore prestigio tutti i punti più importanti della carriera di musicista professionista. Nel 1971 fonda il gruppo La Strana Societàe con loro partecipa, cinque anni dopo, al Festival di Sanremo. Nel 1977 entra a far parte come batterista del complesso dei Nuovi Angelie da qui si moltiplicano tutta una serie di esperienze artistico- musicali che lo portano al successo. Ma Valerio Liboni è anche autore di tanti inni ufficiali del suoToro, squadra della quale è tifoso dalla nascita. Oggi scopre il magico e affascinante mondo di Leonardo da Vinci, un`incontro che stuzzica la curiosità non solo dei suoi fan.</P> <P>Valerio Liboni, musica e interesse per Leonardo da Vinci. Come nasce quest`incontro nella tua vita?<BR>Si chiama Il Genio di Leonardo, un`interessantissima mostra promossa dal Dott. Meccia, uno scienziato che si è sempre occupato di musei e mostre e che ho avuto la fortuna di conoscere per puro caso. Egli, già in passato, mi aveva proposto di entrare a far parte della Fondazione Antroposche promuove la cultura italiana nel mondo. La sua passione verso i disegni di Leonardo mi ha coinvolto e incuriosito al punto tale che ho accettato di far parte di questo progetto. La mostra, che è già esposta in undici paesi del mondo, la offriremo gratuitamente al governo cubano e tutti gli incassi derivanti dagli ingressi, saranno devoluti per opere umanitarie legate a Cuba. La mostra, che consta di 104 pezzi, sarà inaugurata a L`Avana il 23 giugno prossimo. Tutto ciò è un piccolo fiore all`occhiello verso il paese che ha dato i natali a mia moglie, una terra che amo profondamente e dove spero di stabilirmi per sempre alla fine della mia carriera.</P> <P>Da Donna felicitàa Leonardo da Vinci, il salto di qualità è notevole, non trovi?<BR>Sì, in effetti è così. La vita a volte ti porta a percorrere strade che mai avresti immaginato prima. Comunque, sono molto contento di ciò che faccio e ho fatto in passato.</P> <P>E passiamo alla musica. Dopo tanti anni, c`è stata la storica reunion con il gruppo dei Nuovi Angeli. Un caso o un effettivo desiderio di ritorno al passato?<BR>Direi che è stato un caso nefasto in quanto i Nuovi Angeli qualche anno fa hanno perso il chitarrista Alberto Pasetti che era uno dei fondatori del gruppo. Così Alberto Sabbioni, che è il bassista ereditario dei Nuovi Angeli, mi ha coinvolto nell`iniziativa di incidere due cd, uno dei quali dedicato alle mamme, intitolato Mamma è..che è uscito l`8 maggio scorso. Quindi, io, Sabbioni e Silvano Borgatta abbiamo ricostruito il gruppo musicale che è partito per una tournée dal Teatro Romagnoli di Monza il 2 maggio e proseguirà con varie tappe per tutta l`Italia. </P> <P>Parliamo della tua compilation Toro mio. Un raggruppamento di tanti inni ufficiali granata che hai scritto e cantato nel tempo.<BR>E` vero. Ho scritto il mio primo inno ufficiale per il Toro Forza Toro alénel 1982 ai tempi di Leo Junior e Dossena, fino ad arrivare a quello attuale dal titolo Ancora Toroche, a mio avviso, è forse l`inno che maggiormente rappresenta la Società Calcio Torino F.C. Devo dire che è un inno che mi emoziona particolarmente, soprattutto quando vado allo stadio e sento i tifosi della Curva Maratona che cantano assieme a me. Sono davvero soddisfatto della mia compilation che sta avendo un particolare successo di pubblico. Si tratta di pezzi scritti e cantati con il cuore. Non ha caso ho inserito nel cd, anche il pezzo intitolato Con il Toro nel cuore.</P> <P>Torino, la tua città. Cosa si prova a vivere una vita fatta di continui viaggi e poi ritornare a casa propria?<BR>E` bello ritornare a casa dopo lunghi viaggi. Torino è la mia città, il posto in cui sono nato e che amo profondamente. Tuttavia, devo dire che è molto cambiata rispetto alla Torino che io ricordo. Ma sono molto affezionato anche a Roma che considero la mia seconda città, anche perché ci abita mia figlia. Poi L`Avana, un luogo d`incanto dove si vive a dimensione umana. </P> <P>A quale quartiere di Torino sei maggiormente legato affettivamente?<BR>Al quartiere Sassi Borgo Po, perché lì ho abitato per tanti anni.</P> <P>Da tifoso granata doc quale sei, cosa provi per il ritorno in Serie A del Toro?<BR>Sono molto felice. Ora, dopo tanto penare, si deve costruire un futuro degno di questa grande società di calcio.</P> <P>Salvino Cavallaro</P> <P><BR>&nbsp;</P>TorinoFL0711FL0711liboni.jpgSiNvalerio-liboni-tra-arte-e-calcio-granata-1005585.htmSi100451001,02,03010520s
641005552NewsCampionatiLa Sicilia e il pallone fatto di sentimenti. DARIO SPAGNOLI racconta la sua Akragas20120604161531spagnoli, akragasSpagnoli attraverso il suo libro rivive l`esperienza all`Akragas<P>La Sicilia può essere considerata meritatamente la patria della cultura e della civiltà. Essa, infatti, ha dato i natali a scultori, poeti, filosofi e scrittori di fama indiscussa, come Leonardo Sciascia, Salvatore Quasimodo e Luigi Pirandello, grande drammaturgo, scrittore e poeta agrigentino, insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1934. Agrigento è una delle perle della Sicilia ed è nota in tutto il mondo come Città dei Templi per la sua distesa dei Templi dorici dell`antica città greca posti nella cosiddetta valle dei Templi, ed è stata inserita nel 1997, tra i patrimoni dell`umanità dall`UNESCO. Il clima è mite anche d`inverno e in primavera, al levar del sole, si scorge il vasto e dolce pendio della città antica che si estende tra il verde dei giardini e degli innumerevoli vigneti. Qui, in questo straordinario angolo di mondo è tutto un pullulare di cultura, tra storia, architetture, monumenti, chiese, monasteri e conventi che trasudano di pregiata antichità. C`è poi la Sagra del Mandorlo in fiore, una tradizione popolare che si svolge ogni anno ad Agrigento nella prima settimana di febbraio, per festeggiare l`anticipo della primavera con il rifiorire dei mandorli. A questo straordinario evento partecipano gruppi folkloristici di tutto il mondo. E, tra cultura, paesaggi incantevoli e sublimi sensazioni derivanti dal contatto con la natura, il pallone, inteso come gioco del calcio ha un nutrito seguito di appassionati. L`U.S.D. Akragas  Città dei Templi, più semplicemente conosciuta con il nome di Akragas, è la principale società calcistica di Agrigento. La società dai colori bianco-azzurri, in seguito a un fallimento, ha portato a termine nel 2011 una fusione con la seconda squadra di Agrigento: l`Agrigentina. La squadra, adesso, milita nel campionato di Eccellenza siciliano. Non ricco ma dignitoso il suo Palmarès che la vede soltanto vincitrice della Coppa Sicilia nel 1997 e poi nel 2006. La società bianco-azzurra che ha avuto negli anni illustri allenatori quali, Carmelo Di Bella e Franco Scoglio, ha visto la sua partecipazione a campionati di Serie D, C1 e C2. Ma, nonostante non abbia raggiunto importanti traguardi sportivi, l`Akragas ha saputo lasciare in coloro i quali negli anni hanno partecipato attivamente all`interno dello staff tecnico della società, ricordi indelebili che s`intrecciano a momenti di vita calcistica e umana che, talvolta, superano anche il prestigio del raggiungimento di grandi vittorie. Segno tangibile di un ambiente ideale capace di enfatizzare il piacere e l`amore verso quel calcio che è anche fatto di rapporti umani. E, a questo proposito, abbiamo pensato di avvalerci della testimonianza di Lucio Stella e Dario Spagnoli, ex calciatori e compagni di squadra nell`Akragas degli anni 70, proprio per significare un periodo storico vissuto all`insegna della goliardia, della semplicità e dell`importanza dei valori sportivi e umani. Lucio Stella, oggi editore della testata giornalistica Il Palio dei Quartieri News, nonché presidente e organizzatore dell`omonimo Torneo di calcio dilettantistico che si svolge a giugno di ogni anno a Torino, è approdato ad Agrigento durante il campionato 1976-`77 quando la squadra militava in Serie D. Proveniente dall`Albese in Serie C e con un bagaglio di esperienze calcistiche di ottimo livello, maturate nel Settore Giovanile del Torino Calcio, Lucio Stella s`inserì rapidamente e in maniera positiva, non solo nel contesto della squadra ma anche tra la gente di Sicilia che lo ha saputo apprezzare per le sue indiscusse qualità calcistiche e umane. Alto, forte fisicamente e con ottimi fondamentali, Stella giocava a centrocampo, in quella zona nevralgica del campo considerata da sempre il fulcro del gioco del calcio.&nbsp;&nbsp; Ma, come dicevamo pocanzi, oltre le sue indiscusse qualità tecniche di calciatore di buon livello, oggettivamente riconosciute, Stella ricorda con piacere quel periodo della sua vita in cui si trovò ad affrontare un`esperienza nuova, in una terra a lui sconosciuta e dove non era mai stato neanche come turista. Oggi, parlando di quegli anni, i suoi occhi brillano di un chiarore e di un`emozione tale che è difficile nascondere. Segno evidente di un qualcosa che ti è rimasto nell`anima e che non morirà mai. Stella, tra gli altri, ci tiene a ricordare l`allenatore Carmelo Del Noce e poi il compagno di squadra e amico Paolo Magliacani ex calciatore dell`Akragas più vecchio di lui di dieci anni, che seppe dargli amicizia e ospitalità fin dal primo giorno in cui arrivò spaesato ad Agrigento.Un esempio di stima reciproca che Lucio Stella non dimenticherà mai. L`altro personaggio testimonedei ricordi indelebili di quegli anni `70 vissuti ad Agrigento e nell`Akragas è Dario Spagnoli che tra gli altri, ha anche militato nelle fila del Ribera, città della provincia di Agrigento. Dario Spagnoli, bergamasco di nascita e modenese di adozione, si è perfettamente integrato in Sicilia attraverso il calcio. Egli è anche autore del libro: La mia Akragas - Quando i pali erano quadratiedito da Il Fiorino con prefazione di Carlo Petrini, l`ex calciatore di Serie A recentemente scomparso. Un piacevole percorso di vita personale che s`interseca dolcemente con i suoi trascorsi legati alla rincorsa di quel pallone siciliano chiamato Akragas. Per Spagnoli, rievocare il vissuto di quegli anni è come esternare dall`anima ciò che di più caro appartiene all`intimo della propria vita. Per questo motivo ho scritto il libro La mia Akragas, proprio per significare ai tanti amici agrigentini, siciliani e non, un periodo prezioso della mia vita che si annida tra le pieghe della mia animadice con orgoglio Dario Spagnoli.</P> <P>Dario Spagnoli, in quali anni hai giocato nell`Akragas?<BR>Arrivai ad Agrigento all`inizio del campionato 1973`74 e, in quell`anno, cominciai a giocare nell`Akragas.Tra le fila di questa squadra rimasi fino al 1978 con il solo intervallo del campionato 1974`75, periodo in cui ho dovuto lasciare il calcio per il servizio militare. Indelebili ricordi mi legano a questo periodo che non fu soltanto prodigo di esperienze calcistiche ma, soprattutto, di rilevanti rapporti umani. Grande merito va ai siciliani e agli agrigentini in particolare, che mi hanno accolto con amicizia e grande senso dell`ospitalità. Ti dirò che per un calciatore di buon livello, così com`eravamo noi semiprofessionisti del calcio, poter svolgere la propria attività in un ambiente sereno, gioioso, fatto d`innumerevoli attenzioni, cui molti di noi non erano abituati, è stata davvero una vera fortuna. Con i siciliani è facile intraprendere simpatia ed empatia, due elementi che s`identificano nelle relazioni e in quell`idem sentire tra le persone, che spesso ricerchiamo vanamente per tutta la vita e che invece io ho avuto la fortuna d`incontrare. </P> <P>Che cosa racconti nel tuo libro La mia Akragas.<BR>E` lo scorcio della mia vita più bella: ricordo che arrivai ad Agrigento all`età di 19 anni e debuttai in una partita contro il Messina davanti a 9.000 spettatori. Non ero abituato a tanto, perché arrivavo da campionati di livello inferiore alla Serie D e dove al massimo c`erano cinquanta persone a vedere la partita. Giocavo nel campionato Primavera dove, pur affrontando formazioni importanti quali, Juventus, Inter, Milan e Bologna che si avvalevano di giocatori che hanno proseguito la carriera professionistica in Serie A, non&nbsp; avevo sicuramente l`esperienza di partite disputate davanti a una platea così importante.</P> <P>In quale ruolo giocavi?<BR>Inizialmente mi era stata affidata la maglia numero 6, ma poi, viste le mie caratteristiche tecniche, mi diedero la maglia con il numero 8. Ero una mezz`ala di ruolo, quello che nel calcio di ieri si definiva regista e che oggi s`identifica meglio in centrocampista d`attacco . Mi piaceva suggerire, ispirare, rifinire il gioco, mandare in gol il compagno di squadra e, quando segnava, sentivo dentro di me una gratificazione immensa, quasi che quel gol l`avessi fatto io. Per questo motivo, non ho fatto molti gol in carriera. Non ero una punta&nbsp; ma avevo altre caratteristiche.</P> <P>Che cosa ricordi del tuo compagno di squadra Lucio Stella?<BR>Giocava anche lui a centrocampo, era forte fisicamente, dotato di un calcio potente e, soprattutto, dava del Tual pallone. Ricordo che arrivò ad Agrigento a campionato iniziato. Era l`anno 1976`77 e giocavamo in Serie D. Lui è un amico, ed è stato un compagno di squadra corretto e leale.</P> <P>Come definisci il calcio in Sicilia?<BR>Il calcio di oggi, a livello nazionale e internazionale è cambiato tantissimo, e così presumo quello siciliano. Non si bada più alla tecnica, ma si preferisce un calcio con poca qualità e con tanta attenzione alla parte atletica. Non voglio fare retorica, ma il mio calcio era fatto anche di valori sportivi e umani che oggi non ci sono più. Era un calcio più semplice, la cui definizione di gioco si rispecchiava perfettamente con la sua storia.</P> <P>Che cosa ti ha dato la terra di Sicilia e Agrigento, che altri posti d`Italia non ti hanno saputo dare?<BR>Non posso fare altro che parlare bene della Sicilia e dei siciliani, perché mi hanno accolto&nbsp; con simpatia e amicizia. Ho vissuto in quella terra per dieci anni. Ad Agrigento mi sono&nbsp; sposato ed è nata mia figlia e lì è rimasto un pezzo del mio cuore, oltre a tanti amici che si ricordano ancora di me.</P> <P>A che età hai lasciato il calcio?<BR>Avevo solo 24 anni, ma il calcio non m`interessava più perché non mi sentivo parte del gruppo. Ero stato estraniato dai nuovi proprietari dell`Akragas che venivano da Palermo e così ho preferito cercare un calcio minore in quel del Ribera, un paesino in provincia di Agrigento. Lì, non era più la stessa cosa. Giocavo per divertirmi e lavoravo altrove per vivere. Tuttavia, non conservo rancore per questa vicenda che considero soltanto un&nbsp;&nbsp; incidente di percorso. <BR>&nbsp;<BR>Un lato positivo e uno negativo del tuo carattere.<BR>Quello positivo è che sono sempre andato d`accordo con tutti e quello negativo è lo stesso: sono sempre andato d`accordo con tutti.</P> <P>Se dovessi dare un consiglio ai ragazzi che aspirano a diventare campioni di calcio, cosa gli diresti?<BR>Di divertirsi, di non esasperare l`impegno, di ritenere il calcio il più bel gioco del mondo e&nbsp; nulla di più.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </P> <P>Salvino Cavallaro <BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P>FL0711FL0711akragas.jpgSiNla-sicilia-e-il-pallone-fatto-di-sentimenti-spagnoli-rivive-la-sua-esperienza-all-akragas-1005552.htmSi100451001,02,03030922s
651005521NewsCampionatiMAZZONE: «Zeman alla Roma farà benissimo, i tifosi giallorossi lo amano»20120603103130mazzone-«Guardiola? Era stressato, non andrà al Chelsea»<P><EM>"Zeman? farà benissimo alla Roma. Lì i tifosi lo amano tutti e sarà accolto benissimo".</EM></P> <P>Ecco la benedizione, in esclusiva per IlCalcio24, di Carletto Mazzone all'ormai quasi certo prossimo allenatore della Roma Zdenek Zeman.&nbsp; </P> <P><EM>"Zeman già è stato a Roma, conosce bene la città e l'ambiente che circonda la squadra. E' un grande allenatore e sono convinto che con i giallorossi farà benissimo: forse l'unico neo può essere l'aver allenato la Lazio ma, visto il personaggio e l'amore dei tifosi per lui, alla fine non influirà. Luis Enrique? anche lui all'inizio lo volevano bene, poi però sono venuti a mancare i risultati"</EM></P> <P>Il discorso poi passa su Pep Guardiola, suo "figlio" calcistico: <EM>"Pep ha finito la stagione stressatissimo. Noi allenatori abbiamo dei valori e non mi va che si pensi che&nbsp;guardiamo solo ai soldi. Resisterà ai soldi di Abramovich? Si penso proprio di si, per lui la famiglia è molto importante. I soldi non sono tutto."</EM></P> <P>Gli europei si avvicinano e ieri l'Italia non ha convinto più di tanto: <EM>"Gli azzurri hanno peccato di concentrazione, hanno sottovalutato la partita prendendola sotto gamba. A differenza dei russi che hanno mostrato una grandissima determinazione. Non sono affatto&nbsp;preoccupato. Calcioscommesse? avrà un grande effetto su di loro. Saranno ancora più motivati e giocheranno con la bava alla bocca."</EM></P> <P>&nbsp;</P>FL0141FL0141mazzone.jpgNoNesclusiva-il-calcio-carlo-mazzone-zeman-alla-roma-fara-benissimo-1005521.htmSi100205001,02,03030451s
661005415NewsCampionatiMalati di scommesse, tra combine e gioco d`azzardo. Intervista alla dr.essa BOMPARD20120528213130serie a, calcioscommesseIntervista a cura di Salvino Cavallaro<P>Mentre l`Italia notturna delle persone oneste, dorme nell`attesa del suono della sveglia mattutina per andare a lavorare, il mondo del pallone consuma ancora le infinite nefandezze nauseabonde di alcuni suoi protagonisti. Nella notte, infatti, i calciatori, Stefano Mauri, Omar Milanetto, Alessandro Pellicori, Paolo Domenico Acerbis, Marco Turati e Christian Bertani sono stati arrestati. Indagati Conte, Sculli, Criscito e Pellissier. Aiutateci a non indignarci più, a non commentare con fiumi di parole retoriche fatti d`inqualificabile bassezza umana. Tuttavia, il nostro mestiere di cronisti sportivi c`impone di stare sulla notizia e fare informazione corretta su ciò che accade nell`italico panorama calcistico. Ci piacerebbe parlare di calcio, inteso come sport sano, di campioni e uomini veri, ma, purtroppo, l`attualità non ci permette un simile lusso. E quindi proviamo a entrare nel meccanismo perverso della ricerca illecita del dio denaro, dando una risposta scientifica a ciò che accade nel cervello umano. Gioco d`azzardo patologico (GAP), voglia irrefrenabile di vivere le proprie giornate allucinatidalle ingannevoli luci colorate delle slot machines, scommesse truccate e combine su partite di calcio. La vita sembra essere diventata un inferno dal quale non ci si può più separare. Un meccanismo diabolico che diventa persecuzione, ossessione di vincere per arricchirsi sempre di più anche attraverso mezzi occulti e illeciti. Il riferimento al mondo del pallone è d`attualità. Che il calcio non sia più un gioco è ormai chiaro a tutti da un`infinità di anni. Che sia un mondo a parte, fatto d`iperboliche ricchezze, vizi e soldi che sono prelevati a palate, non lo scopriamo da oggi. A chi è fortunato di entrare a far parte di questo particolare mondo del pallone, è assicurato il successo, la notorietà, la ricchezza, il benessere, macchine di grossa cilindrata, meravigliose donne tra attrici e veline; insomma una vita da nababbo. E noi che siamo cronisti sportivi legati a questo mondo della pelota da lunghi anni, abbiamo più di una volta messo in evidenza l`abisso e la differenza sostanziale che esiste tra gli straguadagni degli operatori di calcio e la maggioranza della popolazione italiana che vive tra mille difficoltà quotidiane. Eppure, come se non bastasse, si è aggiunta la combine sul calcio scommesse cui partecipano gli stessi calciatori. Fatti reali e non supposizioni, hanno portato la magistratura ordinaria a intervenire con fermezza e perseguire legalmente calciatori di fama e altri meno conosciuti. La cronaca del recente passato riferiva l`arresto di Cristiano Doni, ex- capitano dell`Atalanta, per aver partecipato assieme ad altri calciatori alla combine di diversi incontri di calcio, truccando partite di Serie A e anche di B. Una combine che ha dato modo (non solo a lui), di intascare illecitamente centinaia di migliaia di euro. Un mondo sommerso, fatto d`inganni e ruberie. Un polverone che in breve tempo, si è allargato a macchia d`olio. Nella sporcavicenda che è pilotata da un`organizzazione che ha radici molto lontane, sono anche coinvolti altri nomi illustri del calcio italiano apparentemente sopra ogni sospetto; una catena senza fine che non smette mai di disgustarci.&nbsp; Ci sentiamo traditi da un mondo del quale ci fidavamo a stento, ma che ora, dopo queste certezze, impareremo a viverlo con meno enfasi e più razionalità. Tuttavia, ci stuzzica l`idea di capire cos`è che fa scattare nell`uomo, soprattutto di chi già vive nell`agiatezza del benessere economico, quel vizio e quell`arsura di denaro che solleciti il pensiero non tanto recondito, di essere corrotto e corruttibile. Per rispondere a questa e ad altre domande ci siamo avvalsi della preziosa consulenza della dr.ssa Antonella Bompard, psicologa, docente al Liceo delle Scienze Umane di Torino e Master in psicologia evolutiva e sociale, proprio per fare un`analisi concreta dell`oscuro mondo del gioco d`azzardo, dando una risposta scientifica a quei perchéche, apparentemente, sembrerebbero senza risposta. Un viaggiofatto di dipendenza e di drammi che di solito finiscono miseramente per rovinare la vita di chi scommette e di coloro i quali gli sono vicino.&nbsp;&nbsp;&nbsp; </P> <P><BR>Dr.ssa Bompard, è vero che il gioco d`azzardo patologico (GAP) visto come disturbo ossessivo, ha grande attinenza con la tossicodipendenza, tanto da far parte delle dipendenze senza sostanze?</P> <P>"Il GAP è considerato scientificamente un disturbo del controllo degli impulsi. Tuttavia, ha talmente tanti punti di similitudine con la dipendenza dalla droga che attualmente è stato riconsiderato come un comportamento dipendente. In tutto il mondo, i terapeuti che si occupano dei pazienti con GAP sono specialisti nelle dipendenze".&nbsp;&nbsp; </P> <P>Come nasce nella mente umana questo desiderio sfrenato del gioco d`azzardo?</P> <P>"Come bere vino non è sinonimo di alcolismo, anche giocare non è sinonimo di patologia. L`approccio al gioco, come verso le altre droghe, è nella maggior parte dei casi casuale o per curiosità e per ricerca di divertimento. In genere l`aggancio patologico con il gioco avviene grazie ad una vincita, che illude che possa essere facile aver fortuna e diventare ricchi in questo modo; il gioco può anche rappresentare la speranza di un cambiamento radicale della propria situazione per chi non ha altri orizzonti esistenziali. Una volta entrati nel gioco, le perdite rapidamente si sommano e allora si gioca per rifarsifino a che i debiti sono tali che la disperazione porta a considerare tutto perduto e, paradossalmente, a perseverare nel gioco come unica possibilità di uscita".</P> <P>&nbsp;Calcio scommesse e gioco d`azzardo. Esiste una certa correlazione tra questi due mondi?</P> <P>"Le scommesse, qualsiasi sport o evento riguardino, sono una forma di gioco d`azzardo".</P> <P>Come vede il fenomeno delle partite di calcio truccate e manovrate da una parte degli stessi calciatori?</P> <P>"Questa è tutta un`altra questione. I giocatori d`azzardo scommettono, mentre i truccatori e manovratori non vogliono rischiare, anzi desiderano essere sicuri del profitto. Loro rischiano solo di essere scoperti e arrestati: questo è l`unico aspetto di azzardo. Qui siamo in tutta un`altra area che è quella dalla criminalità o, se si vuole restare sul piano della psicologia, del disturbo antisociale".&nbsp; </P> <P>Essere tendenzialmente corrotti e corruttibili, rientra in una sfera emotiva che ne caratterizza la fragilità umana?</P> <P>"La cosiddetta corruzione può avere radici diverse: cognitiva, come la sottovalutazione del rischio o la convinzione di essere intoccabili o insospettabili; emotiva, come l`incapacità di controllare i propri desideri impulsivi; culturale, derivante dal costume diffuso e trasmesso dai mass-media. Certamente, riguarda uno squilibrio nella formazione della persona, che non ha sviluppato adeguatamente il sentimento sociale e non ha ben bilanciato la spinta interna del desiderio con il contatto con i limiti e i vincoli posti con la realtà esterna".</P> <P>Come spiega l`irrefrenabile desiderio di alcuni calciatori che vogliono arricchirsi ancor di più in maniera illecita, inquinando le regole dell`etica professionale e del gioco del calcio?</P> <P>"E` possibile che nella formazione della personalità di giovani che accedono al successo e alla ricchezza quando sono ancora immaturi, soprattutto se non hanno intorno un contesto in grado di contenerli ed aiutarli a non perdere il contatto con la realtà, si introducano sensazioni di onnipotenza e di perdita del limite e delle proporzioni. Cifre che per le persone comuni sono una vera ricchezza, per loro rappresentano un valore. Parlare di etica a queste persone è prematuro, non possono coglierne il significato: prima dovrebbero essere messe nelle condizioni di maturare e formarsi come uomini".&nbsp; </P> <P>&nbsp;Pensa che sia il vizio, l`unica spiegazione più semplice a tutto ciò che non ha un filo logico e che francamente stentiamo di capire?</P> <P>"Il vizio è un concetto morale. Sul piano psicologico è meglio parlare d`immaturità della persona, o addirittura di patologia nel senso di disturbi di personalità antisociali, o di psicopatologia della società, che ufficialmente biasima certi comportamenti, ma mette in atto meccanismi evidentemente dannosi e patologici. Tra il comportamento dei corrotti e le dinamiche del mercato consumistico c`è poi tanta differenza sul piano del valore sociale?" </P> <P>Per finire dr.ssa Bompard. E` giusto puntare il dito, dire vergognae indignarsi di fronte a chi è già ricco e vive un mondo di agiatezze ma corrompe e si lascia corrompere per arricchirsi ancor di più in modo illecito? </P> <P>"Credo di aver già risposto a questa domanda. Certamente chi si comporta in quel modo è condannabile, se si vuole utilizzare un parametro etico  sociale o anche giudiziario. Ma sul piano della psicologia sociale questi episodi sono utili per far riflettere tutta la società sulle scelte che sta facendo. Ha senso pagare un giocatore di calcio milioni di euro?".</P> <P>Salvino Cavallaro </P> <P><BR>&nbsp;</P>FL0711FL0711calcioscommesse.jpgSiNmalati-di-scommesse-tra-combine-e-gioco-d-azzardo-intervista-alla-dottoressa-bompard-1005415.htmSi100451001,02,03030444s
671005406NewsCampionatiAgire e non dimenticare. Intervista al dottor INGIGNOLI sulla morte di Morosini20120528140131serie a, morosiniIntervista a cura di Salvino Cavallaro<P>Nel vorticoso sistema mediatico che bruciala notizia nel breve volgere di pochi istanti, spesso non si tiene conto come si trascuri con troppa facilità l`importanza di continuare a parlare per agiree non dimenticare. Sì, perché ci sono notizie che per importanza sociale, non possono essere racchiuse nel cassetto di quei fatti avvenuti che, l`inesorabile trascorrere del tempo renderà inevitabilmente sbiadite e poco inclini all`attualità dell`informazione. Certi fatti, come quelli che stiamo per ricordare di seguito, rappresentano purtroppo una realtà che non si può non rendere sempre attuale. Proviamo dunque a riaffrontare il grave problema delle morti improvvise durante una partita di pallone. Il calcio italiano si era fermato in segno di lutto lo scorso 14 aprile. Infatti, durante la partita di Serie B Pescara  Livorno, improvvisamente si era accasciato al suolo per un malore il calciatore del Livorno Pier Mario Morosini. Il cuore di un ragazzo di 25 anni, un atleta dall`apparente e prestante vigoria fisica che smette di battere all`improvviso. Eppure, sembra impossibile che un giovane calciatore possa perdere la vita in maniera così tragica. Nell`immaginario collettivo, infatti, lo sport è sinonimo di benessere fisico, di vita e non di morte, ed è questo che lascia davvero perplessi e con un po` d`inquietudine. Le ripetute e raccapriccianti immagini che ci erano state proposte dai media televisivi, avevano colpito la sensibilità del mondo intero. I primi risultati, dopo l`esame autoptico, avevano escluso l`infarto e l`aneurisma come causa di morte, mentre era stata stabilita la malformazione genetica sollevando forti dubbi sul mancato utilizzo del defibrillatore che, se usato subito, forse avrebbe potuto salvare la vita dello sfortunato calciatore. La morte di questo giovane atleta bergamasco ex di tante squadre quali Atalanta, Bologna, Udinese, Reggina e Vicenza con un passato nell`Under 21 di Casiraghi, ha riproposto annosi problemi legati allo screening inteso come prevenzione sanitaria sportiva che, purtroppo, non sempre viene eseguito dai medici con la dovuta attenzione. C`è difatti una netta distinzione del modus operandi medico, tra calcio professionistico e dilettantistico. Il protocollo sancito dalla normativa nazionale e dalle società scientifiche prevede, infatti, i seguenti esami: visita generale, elettrocardiogramma da sforzo, step test con il gradino, spirometria, visita oculistica, esame urine, peso corporeo. Naturalmente, questi controlli devono essere eseguiti presso i centri della FSMI (Federazione Sportiva Medici Italiani) oppure, presso le Unità Operative per lo Sport delle Aziende Sanitarie o dei Policlinici Universitari. Oltre a questo, è anche previsto l`uso dei defibrillatori in campo, si tratti di calcio professionistico o dei dilettanti. Non ci risulta, purtroppo, che tale accorgimento, essenziale per la vita di un cuore che cessa improvvisamente di battere per vari motivi, sia preso in considerazione nella stramaggioranza dei campi di calcio italiani. Ma, per meglio analizzare le problematiche sin qui esposte, abbiamo pensato d`intervistare il Dott. Biagio Ingignoli, Cardiologo e Primario del Reparto Riabilitazione Post Infartuati dell`Ospedale Maria Pia di Torino. </P> <P>Dott. Ingignoli, parliamo del caso Morosini. L`esame autoptico ha evidenziato la malformazione genetica come causa di morte. Com`è possibile che a un`atleta di 25 anni non sia mai stata riscontrata simile malformazione?<BR>Le morti improvvise hanno sempre una spiegazione ben precisa. In merito al caso Morosini, si è accertato che la morte è avvenuta per arresto cardiaco dovuto a malformazione genetica. E` possibile sospettare le malformazioni cardiache ereditarie studiando dapprima la familiarità dell`individuo e poi facendo tutta una serie d`indagini mirate a chiarire la diagnosi. In genere, anche attraverso l`elettrocardiogramma, si manifestano le sindromi di Brugada e di QT Lungo, capaci di segnalare la malformazione genetica. Questo campanello d`allarme induce il cardiologo a eseguire sul paziente delle indagini più approfondite attraverso una risonanza magnetica. E` difficile dire perché non sia emersa tale malformazione dai controlli eseguiti sull`atleta Morosini, tuttavia, ritengo che se pur di non facile individuazione e, se studiato attentamente, il problema sarebbe&nbsp; sicuramente stato scoperto. </P> <P><BR>Screening e prevenzione sportiva in Italia. Qual è il suo pensiero in merito?<BR>Penso che a livello professionistico, la prevenzione sportiva in Italia sia tra le migliori al mondo. Basti pensare a Kanu, giocatore professionista di qualche anno fa cui è stata diagnosticata in tempo una malformazione cardiaca tale da fargli sospendere immediatamente l`attività sportiva. Ritengo, invece, che certe note dolenti per quanto riguarda lo screening sportivo in Italia provengano dallo sport dilettantistico che, purtroppo, ancora oggi è eseguito in maniera superficiale e poco approfondito. E` vero che il dilettantismo non prevede interessi economici elevati come il professionismo, tuttavia, in tema di medicina sportiva si ha l`obbligo di trattare gli atleti con la stessa attenzione ed etica&nbsp; professionale.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </P> <P>L`uso improprio di farmaci e i recuperi affrettati che spesso avvengono nel calcio professionistico, possono essere una delle cause probabili d`infarto?<BR>Può essere una causa scatenante, soltanto se c`è un problema di base. Se un cuore è sano, può sopportare benissimo gli sforzi e i recuperi affrettati che spesso le società di calcio impongono. Per quanto riguarda l`uso improprio di farmaci nello sport, che spesso garantiscono un miglioramento temporaneo delle prestazioni fisiche, è opportuno non sottovalutare le controindicazioni che a lungo andare, sono causa di pericolose malattie che si possono sviluppare nel tempo!. </P> <P>Lei che cura i malati post-infartuati e che fa del movimento fisico la terapia essenziale per la riabilitazione alla vita normale, le viene qualche volta il dubbio che non sempre lo sport sia indicato a tutti?<BR>Lo sport è vita. Questo è un dato inconfutabile e scientificamente provato. Il movimento fisico è essenziale per il miglior funzionamento di tutti gli organi del nostro corpo, circolazione sanguigna e muscoli compresi. E` chiaro che l`attività fisica deve essere mirata all`individuo, in base all`età e ai problemi di salute. Per ritornare ai giovani calciatori ribadisco l`importanza della seria prevenzione sportiva e, se il soggetto risulta sano a tutti gli effetti, ritengo essenziale la sua attività sportiva.</P> <P><BR>Qual è l`importanza di avere un defibrillatore a portata di mano, da parte dei medici ufficiali e/o dirigenti accompagnatori delle squadre di calcio?<BR>Ci sono due tipi di defibrillatore; quello normale che in genere usa solo il medico e quello automatico che è semplicissimo e che può usare benissimo qualsiasi persona che abbia fatto un breve corso di rianimazione. Il costo si aggira intorno ai mille euro e, secondo me, è di vitale importanza. Ogni società di calcio, professionistica e non, dovrebbe avere a portata di mano il defibrillatore che, nel 90% dei casi, se usato tempestivamente, salva delle vite umane evitando al contempo danni irreversibili al cervello. A questo proposito sono convinto che, se nel caso Morosini fosse stato usato con urgenza il defibrillatore semiautomatico, il ragazzo si poteva salvare.</P> <P>Dott. Ingignoli, cosa consiglia a certi genitori che dopo questo ennesimo episodio di morte improvvisa sui campi di calcio, temono di fare intraprendere l`attività sportiva al proprio figlio?<BR>Non devono temere perché lo sport è essenziale, soprattutto nell`età evolutiva dei giovani. Tuttavia, prima e durante l`attività agonistica del proprio figlio, è importante rivolgersi a centri autorizzati che diano garanzie serie sulla salute del ragazzo e, se in famiglia dovessero esserci stati casi di morti improvvise, sottoporre il problema a un cardiologo il&nbsp; quale procederà, come dicevamo prima, a una serie di controlli specifici e mirati al raggiungimento di una diagnosi precisa.</P> <P>Salvino Cavallaro<BR></P>TorinoFL0711FL0711morosini 6.jpgNoNagire-e-non-dimenticare-intervistaal-dottor-ingignoli-su-morte-morosini-1005406.htmSi100451001,02,03030653s
681005166NewsCalciomercatoInter in pole per Destro. Battuta tutta la concorrenza 20120518141531inter, destro, juventus, lazioE` fortemente voluto da Stramaccioni<P>Secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione de<EM> IlCalcio24.com</EM>, l'<STRONG>Inter </STRONG>sarebbe in netto vantaggio rispetto a <STRONG>Juventus </STRONG>e<STRONG> Lazio</STRONG> per la corsa a <STRONG>Mattia Destro</STRONG>. </P> <P>Il giocatore in comproprietà tra <STRONG>Siena</STRONG> e<STRONG> Genoa</STRONG>, tornerà in rossoblu per poi approdare ai nerazzurri. Al club di Preziosi andrebbero l'altra metà di<STRONG> Kucka</STRONG>, la comproprietà del promettente attaccante della primavera nerazzurra<STRONG> Longo</STRONG> e circa 6,5 milioni di euro per l'intero cartellino. Tra l'altro Destro è fortemente voluto da <STRONG>Stramaccioni</STRONG>, prossimo alla conferma.<BR></P>C1000009adm001adm001destro.jpgSiNesclusiva-inter-in-pole-per-destro-battuta-tutta-la-concorrenza-lazio-juventus-1005166.htmSiT1000026100075501,02,03030577s
691004889NewsCalciomercatoMilan: il vero obiettivo in attacco è Balotelli20120509151531milan, galliani, balotelliRiformare la coppia con IbrahimovicIl vero obiettivo di <STRONG>Adriano Galliani</STRONG> si chiama<STRONG> Mario Balotelli</STRONG>. L'attaccante ai margini dei citizens ha una voglia matta di tornare in Italia, in particolare a Milano, dopo i due anni in Inghilterra. La società inglese è pronta ad ascoltare qualsiasi offerta purché si parta da una base di almeno 25 milioni di euro. Il <STRONG>Milan</STRONG> che in estate perderà <STRONG>Inzaghi </STRONG>in scadenza, probabilmente uno tra <STRONG>Pato</STRONG> e <STRONG>Robinho</STRONG>, aggiungendo l'incerto riscatto di <STRONG>Maxi Lopez</STRONG>, vorrebbe completare l'attacco con l'innesto dell'ex interista, favorito su <STRONG>Tevez</STRONG> e <STRONG>Van Persie</STRONG>, tornando a formare una coppia fortissima con <STRONG>Zlatan Ibrahimovic</STRONG>.<BR>C1000009adm001adm001balotelli.jpgNoNmilan-galliani-vuole-balotelli-1004889.htmSiT1000027100075501,02,03,07030608s
701004412NewsCampionatiMilan: Allegri sempre più sulla graticola20120424171831milan, allegriHa definitivamente rotto con i senatori dello spogliatoioSecondo indiscrezioni raccolte da<EM> IlCalcio24.it</EM> <STRONG>Massimiliano Allegri</STRONG> rischia seriamente di non essere riconfermato per la prossima stagione, nonostante abbia un contratto con scadenza a giugno 2014. Il tecnico ha definitivamente rotto con i senatori dello spogliatoio, in particolare con Seedorf dopo la sostituzione contro il Bologna e il battibecco successivo negli spogliatoi. A mettere il carico ci ha pensato Berlusconi, voglioso di portare in rossonero Pep Guardiola, lo stesso presidente già da qualche settimana ha manifestato il suo dissenso su alcune scelte del tecnico.C1000009adm001adm001allegri 2.jpgNoNmilan-sulla-graticola-allegri-1004412.htmSiT1000027100075501,02,03,07030491s
711004229NewsCalciomercatoJuventus: conferme sull`interesse dello Zenit per Matri20120420203831juventus, matri, zenit san pietroburgoIl club russo avrebbe pronta Arrivano conferme sul forte interesse manifestato nei giorni scorsi dallo <STRONG>Zenit San Pietroburgo </STRONG>per <STRONG>Alessandro Matri</STRONG>. Infatti, secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione de <EM>IlCalcio24.it</EM>, il club russo avrebbe pronta per giugno un'interessante offerta, superiore ai 15 milioni di euro, da presentare alla<STRONG> Juventus</STRONG> per accaparrarsi le prestazioni dell'attaccante bianconero. Matri, fresco di rinnovo, potrebbe prendere seriamente in considerazione l'ipotesi di raggiungere in Russia il compagno di Nazionale Criscito e il tecnico Spalletti.C1000009,C1000075adm001adm001matri.jpgNoNjuventus-esclusiva-lo-zenit-san-pietroburgo-insiste-per-matri-1004229.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000083,T1000085,T1000086,T1000087,T1000088,T1000091,T1000092,T1000093,T1000094,T1000096,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101,T1000102,T1000081,T1000082,T1000089,T1000090,T1000095,T1000084100075501,02,03,06,07,090301023s
721004113NewsCampionatiMilan: Nesta pensa al rinnovo con i rossoneri20120417155131milan, nesta, juventusE` stato accostato più volte alla JuventusSecondo indiscrezioni raccolte dalla redazione de <EM>IlCalcio24.it</EM>, il difensore del <STRONG>Milan Alessandro Nesta</STRONG> sarebbe più vicino al rinnovo. Il&nbsp;centrale, in scadenza di contratto e&nbsp;accostato in questi giorni più volte alla <STRONG>Juventus,</STRONG> starebbe prendendo sempre più in considerazione l'ipotesi di giocare ancora un altro anno con la maglia rossonera e non seguire le orme dell'ex compagno di squadra <STRONG>Pirlo</STRONG>, approdato la scorsa estate alla <STRONG>Juventus</STRONG>.C1000009adm001adm001nesta 2.jpgNoNnotizie-calcio-milan-nesta-vicino-al-rinnovo-1004113.htmSiT1000027100075501,02,03,07030577s
731003144NewsCampionatiDE SISTI: «Milan attento alla Roma. Juventus leggermente favorita sull`Inter»20120323164644juventus, inter, roma, milanCredo che la Roma, dopo la sconfitta nel derby, stia attraversando un momento positivo<P>Intervistato in esclusiva da IlCalcio24.it, mister Giancarlo De Sisti parla dei big match del 29° turno di Serie A, tra Milan-Roma e Juventus-Inter.</P> <P><BR><STRONG><EM>Quante chance ha la <A class=link-6 href="/squadre/roma.cfm" target="">Roma</A> di espugnare San Siro?<BR></EM></STRONG>"Credo che la Roma, dopo la sconfitta nel derby, stia attraversando un momento positivo. Il <A class=link-6 href="/squadre/milan.cfm" target="">Milan</A>, deve stare attento anche perché è reduce da una serie di partite senza mai fermarsi, e i giallorossi ne potrebbero approfittare.&nbsp; <A class=link-6 href="/personaggi/Francesco-Totti.cfm" target="">Totti</A> potrebbe essere il protagonista del match, se è in serata può veramente dire la sua, senza dimenticare naturalmente i campioni presenti nel Milan".</P> <P><STRONG><EM><A class=link-6 href="/squadre/juventus.cfm" target=""><STRONG><EM>Juventus</EM></STRONG></A>-<A class=link-6 href="/squadre/inter.cfm" target="">Inter</A>?<BR></EM></STRONG>"Una classica del calcio italiano, la Juventus quest'anno contro le grandi non ha perso un colpo, ma l'Inter è ancora viva e potrebbe creare dei fastidi ai bianconeri. Certo bisogna dire che la Juventus ha qualche possibilità in più di vincere questa sfida". </P>C1000009,C1000075adm001adm001de sisti.jpgNoNroma-milan-juventus-inter-1003144.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000083,T1000085,T1000086,T1000087,T1000088,T1000091,T1000092,T1000093,T1000094,T1000096,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101,T1000102,T1000081,T1000082,T1000089,T1000090,T1000095,T1000084100075501,02,03,06,07,09030625s
741003047NewsCampionatiGIANNI DI MARZIO: «Per lo scudetto sarà al fotofinish» 20120321193531«Stasera in Coppa vincerà il Napoli»<P>"Milan e Juventus si daranno battaglia sino alla fine. E la lotta fra questi due giganti si concluderà al fotofinish. Credo che gli attuali quattro punti che separano le due squadre siano un margine colmabile ma, con la conquista della finale di Coppa Italia da parte dei bianconeri, adesso i due team&nbsp;sono pari: doppio impegno e obiettivo (per il Diavolo campionato e Champions, per la Vecchia Signora campionato e Coppa) per entrambi. Bisognerà vedere chi reggerà di più e meglio allo stress fisico&nbsp;e mentale".</P> <P>Parole di <STRONG>Gianni Di Marzio</STRONG>, ex allenatore di Catania e Napoli, intervistato in esclusiva da <EM>IlCalcio24.com</EM>. Sul big-match di ieri sera che ha visto sorridere gli uomini di Conte, Di Marzio (che sta facendo un ottimo lavoro a Londra, come consulente dell'area tecnica del Queens Park Rangers)&nbsp;non ha dubbi: "Considerato quanto espresso nei due incontri, qualificazione meritata. Ma al Milan bisogna riconoscere il merito di avere venduto cara la pelle, costringendo i padroni di casa ai supplementari".</P> <P>Infine, un pronostico sulla semifinale di Coppa Italia che stasera vedrà contrapposti Napoli e Siena: "Partenopei nettamente più forti e partita da 1 fisso. Anche perché le loro motivazioni, di fronte a 60mila spettatori, saranno sicuramente molto forti".</P> <P>&nbsp;&nbsp;&nbsp; </P>C1000009Londramarmesmarmesdi marzio gianni.jpgSiNdimarzio-juventus-milan-napoli-catania-siena-1003047.htmSiT1000007,T1000017,T1000025,T1000027100075301,02,03,06,07030795s
751002830NewsCampionatiMARCELLO LIPPI: «Il Milan accuserà l`impegno col Barcellona. La Juventus deve approfittarne»20120316213531juventus, lippi, milan, fiorentinaPer i bianconeri impegno difficile contro la Fiorentina <P>Contattato in esclusiva da IlCalcio24.it, Marcello Lippi, commenta il prossimo impegno in campionato della Juventus, di scena domani sera a Firenze, e il duro sorteggio di Champions League che vedrà di scena il Milan al cospetto del Barcellona.</P> <P>La Fiorentina potrebbe realmente essere il primo vero bivio per la Juventus? <BR>"Da qui alla fine saranno tutte gare difficili per la Juventus. Impegno importante soprattutto per la Fiorentina, che deve cercare di risollevarsi. I bianconeri dovranno fare di tutto per vincere la partita e continuare la rincorsa al Milan".</P> <P>Quanto potrà pesare, per il Milan, l'impegno contro il Barcellona?<BR>"L'impegno contro il Barcellona toglierà tante energie al Milan, soprattutto mentali. I rossoneri accuseranno questo doppio impegno, soprattutto dopo aver preso il Barcellona".</P> <P>La Juventus potrà approfittarne?<BR>"La squadra di Conte dovrà per forza cercare di approfittarne, anche perché dietro, soprattutto il Napoli, dopo l'eliminazione dalla Champions League farà di tutto per raggiungere le posizioni per l'Europa che conta".</P> <P>&nbsp;</P>C1000009,C1000075adm001adm001lippi marcello.jpgNoNmilan-fiorentina-lippi-juventus-1002830.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000083,T1000085,T1000086,T1000087,T1000088,T1000091,T1000092,T1000093,T1000094,T1000096,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101,T1000102,T1000081,T1000082,T1000089,T1000090,T1000095,T1000084100075501,02,03,06,07,09030810s
761002503NewsCampionatiDARIO CANOVI: «La Roma è da settimo posto e si sapeva. Per il futuro punto su Destro. Titolo al Milan»20120309190131roma, canovi, juventus, milan, destro, siena, genoa, luis enriqueIn proiezione futura, vedo l`esplosione di Mattia Destro<P>Contattato in esclusiva dalla redazione de <EM>IlCalcio24.com</EM>, <STRONG>Dario Canovi</STRONG> agente Fifa ed esperto di calciomercato, dice la sua sulla lotta scudetto, sul momento difficile della Roma e parla del possibile bomber del futuro: </P> <P>Tra Milan e Juventus, a questo punto del campionato, chi vede favorito?<BR>"Lo scudetto oramai credo che lo vincerà il Milan. In questo turno i rossoneri ne potranno approfittare visto che la Juventus, in emergenza difesa, fa visita ad un Genoa che in casa ha sempre fatto bene". </P> <P>Giuste le critiche piovute sulla Roma e in particolare a Luis Enrique?<BR>"La Roma è una squadra formata da giocatori molto giovani, l'andamento della stagione era prevedibile, le critiche a Luis Enrique sono veramente ingiuste che colpe né ha il tecnico se Heinze, giocatore con 15 anni di carriera alle spalle, fa un errore incredibile regalando il pallone ad Hernanes, che colpa né ha se Taddei si perde completamente Mauri in occasione del secondo gol. La verità è una sola, la Roma non è mai stata da terzo posto, è una squadra da sesta o settima posizione, e questo lo hanno sempre saputo anche i dirigenti. Infatti un uomo intelligente come Sabatini l'ha capito e continua a confermare il tecnico asturiano. Certamente ci sono da mettere anche gli acquisti sbagliati di Kjaer, Bojan e José Angel". <BR>&nbsp;<BR>Un giovane che secondo lei potrà fare la differenza in futuro? <BR>"In proiezione futura, vedo l'esplosione di Mattia Destro. Un bravissimo giocatore, in comproprietà tra Siena e Genoa, che certamente sarà monitorato attentamente dalle big".</P>C1000009adm001adm001procuratori.jpgSiNroma-destro-milan-juventus-1002503.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028100075501,02,03,09030611s
771002238NewsCampionatiMICCICHE`, v.p. Palermo: «Contro il Milan saremo molto rimaneggiati. Loro sono in formissima ma io punto tutto su Miccoli»20120302132222palermo, milan, miccihe, ilicci, budan, ibrahimovic, miccoliSperiamo che anche Ilicic trovi la sua strada accanto a questi campioni<P>La redazione de <EM>IlCalcio24.com</EM> ha contattato in esclusiva il vice presidente del <STRONG>Palermo</STRONG>, <STRONG>Guglielmo Micciché</STRONG>, per parlare del match che aspetta i rosanero, domani, allo stadio Barbera contro il<STRONG> Milan</STRONG>:</P> <P><STRONG>Come sta vivendo il Palermo la vigilia del match contro il Milan?<BR></STRONG>"Con grande attesa e attenzione, purtroppo saremo abbastanza rimaneggiati, mancherà Silvestre, Balzaretti è squalificato, Migliaccio non è stato bene in questi giorni, Pisano dovrebbe recuperare dopo alcuni problemini. Affrontiamo il Milan in un grande stato di forma e non sarà facile avremo bisogno di tutto il pubblico e il tifo palermitano". </P> <P><STRONG>Contro i rosanero torna Ibrahimovic...<BR></STRONG>"Per loro è un recupero importante quello di Ibrahimovic, ci creerà certamente problemi, ma io credo che assisteremo a una bella partita".</P> <P><STRONG>Su chi punterebbe per battere il Milan?<BR></STRONG>"Certamente su Miccoli. E' il trascinatore della squadra, l'ho visto mercoledì in allenamento e mi ha ancora una volta impressionato è in uno stato di forma fantastico. Con lui in campo è cresciuto molto anche Budan, ora speriamo che anche Ilicic trovi la sua strada accanto a questi campioni". </P>C1000009adm001adm001micciche.jpgSiNpalermo-micciche-ibrahimovic-miccoli-milan-1002238.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028100075501,02,03,07,09030633s
781002189NewsCampionatiDE SISTI: «Derby? Roma leggermente favorita sulla Lazio. Per lo scudetto dico Juventus»20120301161820roma, lazio, juventus, de sisti, milanIn queste partite tutto può succedere<P>Intervistato in esclusiva da<EM> IlCalcio24.com</EM>, mister <STRONG>Giancarlo De Sisti</STRONG> parla del prossimo derby tra <STRONG>Roma</STRONG> e <STRONG>Lazio,</STRONG> e della lotta al vertice tra<STRONG> Juventus</STRONG> e<STRONG> Milan</STRONG>.</P> <P><STRONG>Mister come arrivano al derby Roma e Lazio. E chi vede favorita?<BR></STRONG>"Vedo un derby all'insegna dell'incertezza. La Lazio viene da una vittoria, mentre la Roma dopo la dura sconfitta con l'Atalanta vorrà a tutti i costi rifarsi. Sono sicuro che assisteremo ad una partita spettacolare, con&nbsp;la Roma leggermente favorita, ma solo perché grazie al fattore casa, nonostante sia il derby, avrà quasi tutte le tribune giallorosse. Poi in queste partite si sà tutto può succedere".<BR><STRONG>&nbsp;&nbsp; <BR>In ottica scudetto?<BR></STRONG>"Adesso la Juventus dovrà recuperare il match contro il Bologna che non sarà facile, però in vista di domenica con il Milan che va a Palermo e i bianconeri che ospitano il Chievo, se gli uomini di Conte fanno bottino pieno in ottica futura sono più avvantaggiati". </P>C1000009adm001adm001de sisti.jpgSiNroma-lazio-de-sisti-juventus-milan-1002189.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028100075501,02,03,06,07,09030596s
791002056NewsCampionatiLUCA SERAFINI: «La Juventus è dalla prima giornata che si lamenta. Galliani e Allegri sono caduti nel tranello. L`Inter è meglio che non faccia le Coppe»20120227220520milan, serafini, juventus, interSpero che sia Milan che Juventus riacquistino serenità e soprattutto che dicano che il campionato non è falsato o condizionato né a favore di una né a favore di un`altra<P>Contattato in escluisva da <EM>IlCalcio24.com</EM> <STRONG>Luca Serafini</STRONG>, giornalista&nbsp;<EM>Mediaset</EM>, analizza il post <STRONG>Milan</STRONG>-<STRONG>Juventus</STRONG>, dopo gli errori arbitrali che potrebbero condizionare l'andamento del campionato:</P> <P><STRONG>Tutte queste polemiche, esplose definitivamente con gli episodi di Milan-Juventus, che conseguenze avranno nell'arco di tutto il campionato?<BR></STRONG>"Mi sembra che molte volte si continuano ad avere toni esagerati e fuori luogo. Per la gente assistere a queste cose non è un bene, troppe risse, troppe polemiche, ma questo non riguarda solo Milan e Juventus ma ogni domenica su almeno tre campi ci sono polemiche ed insulti. Spero che sia Milan che Juventus riacquistino serenità e soprattutto che dicano che il campionato non è falsato o condizionato né a favore di una né a favore di un'altra. Purtroppo ci sono polemiche dalla prima giornata, la Juventus ha cominciato a piangere dal match vinto 4-1 contro il Parma, facendo in questo modo si creano dei veleni e degli strascichi che hanno portato a tutto questo". </P> <P><STRONG>Come giudica la posizione di Galliani e Allegri?<BR></STRONG>"Non è da condividere, perché si sono fatti trascinare nel tranello delle polemiche alzando i toni, quando invece dovevano distaccarsene".</P> <P><STRONG>Sull'Inter?<BR></STRONG>"Si sapeva già, nonostante le sette vittorie di fila, la squadra si vedeva che era ormai bollita. A questo punto le conviene fare come la Juventus, non qualificarsi per le Coppe e pianificare con calma la prossima stagione".</P>C1000009adm001adm001serafini.jpgSiNmilan-serafini-inter-juventus-1002056.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028100075501,02,03,06,07,09030680s
801001855NewsCampionatiRIZZITELLI: «Milan-Juventus? Prima o poi i bianconeri dovranno perdere. Con Ibrahimovic sarebbe stata un`altra storia. All`Inter bisogna rifondare»20120223200837rizzitelli,juventus, inter, milanI bianconeri cercheranno almeno di pareggiare anche perché hanno dalla loro il vantaggio del recupero contro il Bologna<P>La redazione de <EM>IlCalcio24.com</EM> ha contattato in esclusiva un grandissimo ex bomber come <STRONG>Ruggiero Rizzitelli</STRONG>, per commentare il big match della prossima giornata di Serie A tra <STRONG>Milan </STRONG>e <STRONG>Juventus</STRONG> e dare un giudizio sul momento dell'<STRONG>Inter</STRONG>.</P> <P><STRONG>Un pronostico su Milan-Juventus?<BR></STRONG>"Dura dare pronostici, però la Juventus non ha mai perso e per la legge dei grandi numeri prima o poi succederà. I bianconeri cercheranno almeno di pareggiare anche perché hanno dalla loro il vantaggio del recupero contro il Bologna, il Milan invece vorrà certamente vincere per riuscire a mantenere il vantaggio e il primo posto". </P> <P><STRONG>Con Ibrahimovic o senza cosa cambierebbe?<BR></STRONG>"Sicuramente con Ibrahimovic in campo sarebbe un'altra storia. Ibra è tanta roba, tutti i tifosi del Milan lo vorrebbero in campo fa sempre la differenza e Milan-Juventus con lui sarebbe ancora più bella. Credo che ci aspetta una grande sfida". </P> <P><STRONG>Come valuta il momento dell'Inter?<BR></STRONG>"I nerazzurri stanno attraversando un momento veramente difficile. Anche quando avevano fatto le sette vittorie di fila, io sono stato scettico, avevano superato l'avversario sempre con un po' di fortuna o con la giocata del singolo. Bisogna solo ringraziare questi giocatori, perché hanno vinto tanto ma adesso bisogna cambiare, è finito un ciclo, come era successo col Milan adesso è successo con l'Inter". </P>C1000009,C1000075adm001adm001rizzitelli.JPGSiNrizzitelli-inter-juventus-milan-1001855.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000083,T1000085,T1000086,T1000087,T1000088,T1000091,T1000092,T1000093,T1000094,T1000096,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101,T1000102,T1000081,T1000082,T1000089,T1000090,T1000095,T1000084100075501,02,03,06,07,09030534s
811001692NewsCampionatiMORABITO, agente Fifa: «Il Napoli deve chiudere i conti al San Paolo. Marsiglia favorito sull`Inter. Villas Boas ha i minuti contati, Di Matteo traghettatore»20120220220825morabito, inter, marsiglia, villa boas, di matteo, chelsea, napoliL`Inter si presenta come in campionato. Non mi piace la posizione un po` ibrida in cui Ranieri vorrebbe schierare Sneijder<P>Contattato in esclusiva&nbsp;da <EM>IlCalcio24.com</EM> <STRONG>Vincenzo Morabito</STRONG>, agente Fifa ed esperto di calcio internazionale, ci parla dei prossimi impegni in Champions League che vedranno protagoniste il <STRONG>Napoli</STRONG>, al San Paolo con il <STRONG>Chelsea</STRONG>, e l'<STRONG>Inter</STRONG> in trasferta a <STRONG>Marsiglia</STRONG>:</P> <P><STRONG>Come si presenta al San Paolo il Chelsea?<BR></STRONG>"Il Chelsea non si presenta bene. C'è una grande frattura all'interno dello spogliatoio, Villas Boas ha i minuti contati l'ambiente è letteralmente spaccato. Credo che il Napoli ne possa approfittare e il consiglio che do ai partenopei è di chiudere il match al San Paolo, perché in caso di esonero di Villas Boas con l'arrivo del nuovo tecnico sarebbe dura poi allo Stamford Bridge".</P> <P><STRONG>Chi arriverebbe sulla panchina degli inglesi in caso di esonero di Villas Boas?<BR></STRONG>"La dirigenza londinese è orientata verso un traghettatore che in questo caso sarebbe Di Matteo, e poi a giugno si punterebbe su Guardiola o sull'ipotesi di un ritorno di Mourinho".</P> <P><STRONG>Come si presenta l'Inter a Marsiglia?<BR></STRONG>"L'Inter si presenta come in campionato. Non mi piace la posizione&nbsp;un po'&nbsp; ibrida in cui Ranieri vorrebbe schierare Sneijder. Non sarà facile per i nerazzuri, anche se il Marsiglia ha pareggiato in campionato, ma lì c'è una vecchia volpe come Deschamps che ha già elimininato Ranieri in una semifinale di Champions League quando allenava il Monaco".</P> <P><STRONG>Chi è favorito per il passaggio del turno?<BR></STRONG>"Vedo il Napoli in vantaggio sul Chelsea per il passaggio del turno. Invece per quanto riguarda l'Inter favorito il Marsiglia per l'approdo ai quarti".<BR></P>C1000009,C1000075adm001adm001villas boas.jpgSiNmorabito-napoli-inter-chelsea-champiosn-league-marsiglia-1001692.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000083,T1000085,T1000086,T1000087,T1000088,T1000091,T1000092,T1000093,T1000094,T1000096,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101,T1000102,T1000081,T1000082,T1000089,T1000090,T1000095,T1000084100075501,02,03,09030508s
821001479NewsCoppeALESSANDRO CANOVI: «Milan-Arsenal? Partita da tripla. Ma con Nesta e Thiago sarà dura sfondare per i gli inglesi»20120215190320milan, arsenal, canovi, henry, nesta, van persie, chamberlain, thiago silva, calciomercato"La partita si deciderà a centrocampo"<P>Contattato in esclusiva dalla redazione de <EM>IlCalcio24.com</EM>, <STRONG>Alessandro Canovi</STRONG> agente Fifa ed esperto di calcio internazionale, dice la sua sul match di stasera tra Milan e Arsenal, gara d'andata degli ottavi di Champions League:</P> <P><STRONG>Un commento su Milan-Arsenal?<BR></STRONG>"E'una partita da tripla. Le due squadre si equivalgono in tutti i reparti, sarebbe veramente difficile puntare su una delle due. Credo che sia la sfida più in bilico di tutti gli ottavi di finale". </P> <P><STRONG>Quale reparto&nbsp;potrà essere decisivo stasera, la difesa del Milan o l'attacco dei gunners con la velocità di Van Persie, Chamberlain e senza dimenticare Henry?<BR></STRONG>"Tra i rossoneri se giocano Nesta e Thiago Silva sarà dura per gli inglesi sfondare, a mio avviso la partita si deciderà a centrocampo, chi riuscirà ad avere la superiorità lì avrà la meglio". </P>C1000009adm001adm001thiago silva 2.jpgSiNnesta-thiago-silva-canovi-milan-1001479.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028100075501,02,03,07,09030486s
831001419NewsCalciomercatoL`agente di PIRLO sulle voci di un possibile rinnovo di un altro anno con la Juventus20120214220131pirlo, tinti, juventus, milanL`ex centrocampista del Milan è sotto contratto con la Juventus fino al 30 giugno 2014Contattato dalla redazione de <EM>IlCalcio24.com</EM>, <STRONG>Tullio Tinti</STRONG>, procuratore di <STRONG>Andrea Pirlo</STRONG>, risponde sulle voci che davano come previsto nei prossimi giorni un incontro con la società per discutere di un eventuale rinnovo, di un altro anno, con i bianconeri. "Al momento sono in vacanza, non credo che nei prossimi giorni o comunque a breve potranno esserci degli incontri con la società bianconera. Le voci che circolano sono infondate". L'ex centrocampista del Milan è sotto contratto con la Juventus fino al 30 giugno 2014.C1000009adm001adm001pirlo.jpgSiNpirlo-tinti-juventus-1001419.htmSiT1000007100075701,02,03,06030437s
841001435NewsCampionatiNELA: «Gara spettacolare tra Milan e Arsenal. Non saprei su chi puntare. Parma-Juventus? Una buona occasione per i bianconeri»20120214211531nela, milan, arsenal, parma, juventus, champions league, calciomercato"Gli episodi potrebbero decidere il passagio del turno dall`una o dall`altra parte"<P>Contattato in esclusiva dalla redazione de <EM>IlCalcio24.com</EM>, <STRONG>Sebino Nela</STRONG> commentatore per <EM>Mediaset</EM> ed ex calciatore, dice la sua sul prossimo match di Champions League tra <STRONG>Milan</STRONG> e <STRONG>Arsenal</STRONG> e sul recupero di campionato tra <STRONG>Parma</STRONG> e <STRONG>Juventus</STRONG>.</P> <P><STRONG>Che match sarà Milan-Arsenal?<BR></STRONG>"E' la classica partita di grande livello e dallo spettacolo assicurato. Le due squadre si equivalgono e gli episodi potrebbero decidere il passagio del turno dall'una o dall'altra parte. Il Milan è abituato acerte sfide ma con i gunners dovrà stare molto attento, soprattutto per i ritmi alti che mettono inn campo gli inglesi".</P> <P><STRONG>Su chi punterebbe un euro per il passaggio del turno?<BR></STRONG>"Sinceramente su nessuna delle due perché avrei paura di perdere la puntata. Hanno il 50 e 50 di possibilità entrambe di passare il turno".</P> <P><STRONG>Passiamo al campionato, come la vede Parma-Juventus?</STRONG><BR>"Potrebbe essere una buona occasione per i bianconeri. Quest'anno la squadra di Conte ha sofferto con le piccole e il Parma di Donadoni venderà cara la pelle. La Juventus per vincere deve dare sempre il massimo. Poi dipenderà anche dalle condizioni del campo".</P> <P><STRONG>I bianconeri possono teneri questi ritmi anche per le prossime gare?<BR></STRONG>"Credo di si. La squadra è formata da giocatori di ottimo livello che giocano sempre a ritmi altissimi e questo è certamente un vantaggio per loro è un problema per gli avversari". </P> <P>&nbsp;</P>C1000009adm001adm001ibrahimovic.jpgSiNmilan-champions-league-parma-juventus-1001435.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028100075501,02,03,06,07,09030546s
851001275NewsCalciomercatoMARIO SAMPIRISI: «Al Genoa sto benissimo. Fa piacere tornare in Sicilia»20120210210131sampirisi, genoa, catania, cibali"Speriamo di fare risultato contro un Catania che, soprattutto in casa, è temibilissimo"<P style="MARGIN-RIGHT: 24.3pt; TEXT-ALIGN: justify"><FONT face="Times New Roman" size=3>Contattato in esclusiva da ILCALCIO24, il ventenne calciatore del Genoa nativo di Caltagirone ci racconta la sua storia e parla anche del match di domenica contro il Catania. Sampirisi, terzino destro classe '92, andò via da Caltagirone&nbsp;a soli 6 anni, quando si trasferì con la famiglia a Milano. Cresciuto nelle giovanili della società milanese U.S. Aldini Bariviera, società satellite del Milan, a 16 anni approda alla società rossonera e gioca con la Beretti prima e con la Primavera dopo. Sinchè, lo scorso 31 agosto, nell`ultimo giorno utile di mercato estivo, il direttore del settore giovanile del Genoa, Donatelli, lo vuole in Liguria. E Mario, simpatizzante interista da bambino, fa il suo esordio proprio a San Siro contro l`Inter nella gara di Coppa Italia persa per <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" /><st1:metricconverter ProductID="2 a" w:st="on">2 a</st1:metricconverter> 1 dal Grifone. Esordire in uno degli stadi più belli al mondo contro una grande squadra come l`Inter  dice  è stato fantastico, lo auguro a tutti i giovani che, come me, amano il calcio e sognano di arrivare ai massimi livelli. Mario, anche se oramai vive in Lombardia da diversi anni, è legatissimo alla sua città natale. Ogni anno  racconta  con la mia famiglia trascorriamo il mese di luglio nella nostra Caltagirone, proprio in occasione della festa del patrono, San Giacomo. Qui ho diversi amici e tantissimi parenti. <STRONG><SPAN style="FONT-WEIGHT: normal; mso-bidi-font-weight: bold">Il cartellino di Mario è in comproprietà tra Milan e Genoa, e il giocatore, nel caso fosse la società del presidente Preziosi a riscattarlo, ha già trovato l`accordo sino al 2015 con la società ligure. Il mio obiettivo per adesso è giocare e </SPAN></STRONG>fare più partite possibili per trovare la giusta continuità con il Genoa, poi a fine stagione si vedrà. Io mi <STRONG><SPAN style="FONT-WEIGHT: normal; mso-bidi-font-weight: bold">trovo benissimo a Genova e col mister, Pasquale Marino, un tecnico preparato che crede tanto nei giovani</SPAN></STRONG>. Ho un bellissimo rapporto con lui, e anche con tutti i compagni di squadra, siamo un gruppo molto affiatato".&nbsp;E della gara di domenica, come vedi questo Catania-Genoa?&nbsp;Stiamo attraversando un buon momento. Speriamo di fare bene anche al Cibali  prosegue  anche se sappiamo che gli etnei fra le mura amiche sono terribili. Chiudiamo con un tuo parere sulla lotta al vertice, sul Catania e sul tuo Genoa. Il Milan è favorito per la vittoria del titolo. Il Catania gioca bene e si salverà tranquillamente. Noi speriamo di arrivare più in alto possibile.</FONT></P> <P class=MsoNormal style="MARGIN: 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p><FONT face="Times New Roman" size=3>&nbsp;</FONT></o:p></P>C1000009ivomesivomessampirisi.jpgSiNgenoa-catania-sampirisi-cibali-1001275.htmSiT1000014,T1000022100075401,02,03,09030659s
861001238NewsCampionatiParla il ds del Catania BONANNO: «Decisive le prossime 5 gare»20120209224531catania, bonanno, direttore sportivo, genoa, romaGli etnei in campo 5 volte nel giro di 15 giorni<DIV style="TEXT-ALIGN: justify">Intervistato in esclusiva da IlCalcio24, Giuseppe Bonanno, direttore sportivo del Catania, parla del match di ieri con la Roma, del prossimo impegno degli etnei e dei 15 giorni di fuoco che attendono i rossazzurri.<BR></DIV><BR> <DIV style="TEXT-ALIGN: justify"><SPAN style="FONT-STYLE: italic; FONT-WEIGHT: bold">Come avete preso il pareggio di ieri? </SPAN><BR>"Un buon punto che muove la classifica. Anche se per intensità di gioco avremmo meritato di vincere. I maggiori rimpianti però li abbiamo per non aver chiuso la gara contro i giallorossi il 14 gennaio scorso".<BR><BR><SPAN style="FONT-STYLE: italic; FONT-WEIGHT: bold">Come vede la sfida col Genoa di domenica?</SPAN><BR>"La squadra di Pasquale Marino è molto tosta, e gioca un bel calcio. Ma noi dobbiamo assolutamente tornare al successo per allontanarci dalle zone calde della classifica. Non sarà facile, contiamo tanto nell'apporto nel nostro pubblico. Con 3 punti in tasca potremmo affrontare più serenamente le prossime partite contro Cesena, Juve, Siena e Novara, solo quest'ultima al Massimino".<BR><BR style="FONT-WEIGHT: bold"><SPAN style="FONT-WEIGHT: bold">Giudica decisiva questa fase per la corsa salvezza del suo Catania?</SPAN><BR>"Certamente i conti si tirano alla fine. Ma è anche vero che nei prossimi quindici giorni giocheremo ben 5 volte, e abbiamo tre scontri diretti contro Cesena, Siena e Novara. Speriamo di incamerare quanti più punti è possibile per stare più tranquilli. Sono fiducioso , vedrete che faremo bene".<BR></DIV>C1000009ivomesivomesbarrientos.jpgSiNcatania-bonannogiuseppe-direttoresportivo-1001238.htmSiT1000014100075401,02,03,09030445s
871001239NewsCampionatiFACCINI, agente Fifa: «E` normale che il Milan segua Eriksen. Questo il suo valore di mercato»20120209202030eriksen, milan, ajax"Sappiamo tutti che l`Ajax è una bottega cara"<P>Il calcio olandese propone sempre dei grossi talenti, in merito a questo la redazione de <EM>IlCalcio24.com</EM> ha contattato <STRONG>Albero Faccini</STRONG>, agente Fifa ed esperto di Eredivisie, il campionato di massima serie olandese.</P> <P><STRONG>Il giocatore più in luce, al momento, in Olanda?<BR></STRONG>"Direi senza ombra di dubbio Christian Eriksen dell'Ajax". </P> <P><STRONG>In passato si è parlato di lui come possibile acquisto del Milan, è vero?<BR></STRONG>"Sicuramente è un giocatore richiestissimo, nonostante la Eredivisie non sia un campionato di eccelso livello, tolte 3/4 squadre, anche in campo europeo sta dimostrando di essere un giocatore importante segnando anche in Champions League, è logico che una squadra importante come il Milan possa averlo seguito". </P> <P><STRONG>Qual è l'attuale valore di mercato del trequartista danese?<BR></STRONG>"Sappiamo tutti che l'Ajax è una bottega cara, credo che il suo valore oscilli tra i 20/25 milioni di euro, che confrontati con i sudamericani arrivati ultimamente in Italia, credo che li valga tutti". </P> <P>&nbsp;</P>C1000009,C1000075adm001adm001eriksen.jpgSiNeriksen-ajax-milan-1001239.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000083,T1000085,T1000086,T1000087,T1000088,T1000091,T1000092,T1000093,T1000094,T1000096,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101,T1000102,T1000081,T1000082,T1000089,T1000090,T1000095,T1000084100075501,02,03,07,09030205s
881001227NewsCampionatiDARIO CANOVI: «Vittoria strameritata della Juventus. Per il futuro punto su El Shaarawy. Soddisfatto di Luis Enrique»20120209140131luis enrique, roma, milan, el shaarawy, juventus, borini, piscitella, calciomercato"I bianconeri hanno dimostrato di essere più compatti"<P>Contattato in esclusiva dalla redazione de<EM> IlCalcio24.com</EM> l'avvocato <STRONG>Dario Canovi</STRONG>, agente Fifa e noto procuratore - protagonista del passaggio di Thiago Motta, suo assistito, al PSG - commenta la partita di <STRONG>Coppa Italia</STRONG> tra <STRONG>Milan</STRONG> e <STRONG>Juventus,</STRONG> e ci parla anche dei giovani del nostro campionato: </P> <P><STRONG>Su Milan-Juventus?<BR></STRONG>"Ho visto una bella partita, giocata su buoni ritmi ed è stata una vittoria strameritata da parte della Juventus, che ha dimostrato di essere più compatta e più forte del Milan in questo momento" </P> <P><STRONG>Sui giovani del nostro campionato?<BR></STRONG>"La Roma sta puntando molto su Borini e ieri a sorpresa ha giocato&nbsp; Piscitella contro il Catania, naturalmente senza dimenticare El Shaarawy che sta facendo benissimo al Milan. Finalmente ci sono dei giovani allenatori che stanno dando spazio a questi giocatori emergenti". </P> <P><STRONG>Su quale giovane punterebbe per la seconda parte di campionato?<BR></STRONG>"Un nome su tutti certamente è quello di Stephan El Shaarawy. Allegri gli sta dando fiducia".</P> <P><STRONG>E' stato lei a consigliare Luis Enrique a Sabatini, quanto è soddisfatto del campionato che sta disputando il tecnico asturiano con la Roma?<BR></STRONG>"Quando dicono che Luis Enrique è il miglior allenatore che la Roma abbia mai avuto, è il miglior complimento che mi si possa fare".</P> <P>&nbsp;</P>1007858adm001adm001procuratori.jpgSiNmilan-el-shaarawy-canovi-1001227.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000083,T1000085,T1000086,T1000087,T1000088,T1000091,T1000092,T1000093,T1000094,T1000096,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101,T1000102,T1000081,T1000082,T1000089,T1000090,T1000095,T1000084100075501,02,03,06,07,09030276s
891001198NewsCampionatiCESARE MALDINI: «Milan-Juventus? In queste partite il fattore casa non conta niente»20120208182520maldini, milan, udinese, juventus, lazio, roma, coppa, italia"Per il campionato Udinese, Lazio, Inter, Napoli e Roma sono fuori dai giochi" <P>In merito al match di stasera tra <STRONG>Milan</STRONG> e <STRONG>Juventus</STRONG>, semifinale d'andata di Coppa Italia, la redazione de<EM> IlCalcio24.com</EM> ha contattato&nbsp; <STRONG>Cesare Maldini</STRONG>, bandiera storica del Milan, chiedendogli un pronostico sulla gara che andrà in scena a San Siro alle ore 20.45:</P> <P><STRONG>Mister un pronostico per Milan-Juventus di stasera?<BR></STRONG>"E' difficile dare pronostici per questo tipo di partite, innanzitutto spero che non si registrino temperature gelide che potrebbero danneggiare lo spettacolo, già contro il Napoli c'è stata poca gente a San Siro e presumo che anche stasera sia la stessa cosa. Entrambe la squadre domenica non hanno fatto bottino pieno e credo che daranno il massimo per vincere la gara. I rossoneri giocano in casa ma in questo tipo di partite questo fattore conta poco".</P> <P><STRONG>Per il campionato chi è favorito?<BR></STRONG>"Anche se mancano veramente tante partite credo che oramai Udinese, Lazio, Inter, Napoli e Roma siano fuori dai giochi. Sarà solo lotta a due tra Milan e Juventus".</P>C1000009,C1000075adm001adm001cesare maldini 2.jpegSiNmilan-maldini-juventus-coppa-italia-1001198.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000083,T1000085,T1000086,T1000087,T1000088,T1000091,T1000092,T1000093,T1000094,T1000096,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101,T1000102,T1000081,T1000082,T1000089,T1000090,T1000095,T1000084100075501,02,03,06,07,09030429s
901001168NewsCampionatiMARCELLO LIPPI: «Milan-Juventus? Difficile dare un pronostico. I risultati non sempre rispecchiano la forma di una squadra»20120207233130lippi, milan, juventus«Per il campionato se la giocheranno fino all`ultimo Juventus e Milan». <P>L'ex c.t. della nazionale Campione del Mondo, <STRONG>Marcello Lippi</STRONG>, è stato contattato in esclusiva dalla redazione de <EM>IlCalcio24.com</EM> per sapere un pronostico sulla semifinale di andata tra <STRONG><A class=link-6 href="/squadre/milan.cfm" target=""><STRONG>Milan</STRONG></A></STRONG> e <STRONG><A class=link-6 href="/squadre/juventus-fc.cfm" target=""><STRONG>Juventus</STRONG></A></STRONG> che andrà in scena domani sera allo stadio<STRONG> San Siro</STRONG>:</P> <P><STRONG>Mister un pronostico per Milan-Juventus di Coppa Italia?<BR></STRONG>"Fare pronostici in queste gare è sempre molto difficile. Specialmente nelle gare di andata e ritorno, io dico che per il passaggio del turno se la giocano entrambe al 50%" </P> <P><STRONG>Chi vede più in forma, alla luce degli ultimi risultati?<BR></STRONG>"E' difficile dirlo. I risultati a volte non sono&nbsp;il sintomo di un buono o cattivo stato di forma, ad esempio il Milan domenica ha giocato bene ma non ha vinto, quindi non è detto".</P> <P><STRONG>Per il campionato?<BR></STRONG>"Stesso discorso che ho fatto per la semifinale, se la giocheranno fino all'ultimo Juventus e Milan".</P> <P>&nbsp;</P>C1000009adm001adm001lippi marcello.jpgSiNlippi-juventus-milan-coppa-italia-1001168.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028100075501,02,03,06,07,09030425s
911001159NewsCampionatiSTEFANO PIOLI: «Mi aspetto una prestazione importante contro la Juventus. Lotta a due per il titolo. L`Inter punterà al terzo posto»20120207231531pioli, bologna, juventus, inter, milan«Ci prepareremo al massimo per affrontare un avversario che è meritatamente primo in classifica» per contatti: info@ilcalcio24.it<P>Contattato in esclusiva da<EM> IlCalcio24.com</EM> il tecnico del <STRONG><A class=link-6 href="/squadre/bologna.cfm" target=""><STRONG>Bologna</STRONG></A></STRONG>, <STRONG><A class=link-6 href="/personaggi/Stefano-Pioli.cfm" target=""><STRONG>Stefano Pioli</STRONG></A></STRONG>, parla del prossimo avversario in campionato ovvero la capolista <STRONG><A class=link-6 href="/squadre/juventus-fc.cfm" target=""><STRONG>Juventus</STRONG></A></STRONG> e dice la sua in merito alla lotta per il titolo:<BR>&nbsp;<BR><STRONG>Mister come sta preparando l'impegno contro la Juventus?<BR></STRONG>"Al momento con le palle di neve (ride ndr)". </P> <P><STRONG>Si aspetta una prestazione importante da parte della sua squadra?<BR></STRONG>"E' certo, ci prepareremo al massimo per affrontare un avversario che è meritatamente primo in classifica. L'unica speranza è di riuscire a farlo al meglio visto le cattive condizioni meteo che ci stanno condizionando la preparazione al match". </P> <P><STRONG>Quindi Juventus favorita al titolo?<BR></STRONG>"Secondo me sarà solo lotta a due tra <A class=link-6 href="/squadre/milan.cfm" target="">Milan</A> e Juventus sino alla fine. I rossoneri non molleranno di certo e sarà veramente un duello avvincente sino all'ultimo".</P> <P><STRONG>E l'<A class=link-6 href="/squadre/inter.cfm" target="">Inter</A>?<BR></STRONG>"Per lo scudetto oramai è fuori, al massimo potrà competere per il terzo posto, anche se non sarà facile vista la concorrenza di <A class=link-6 href="/squadre/lazio.cfm" target="">Lazio</A> e <A class=link-6 href="/squadre/udinese.cfm" target="">Udinese</A>".</P>C1000009adm001adm001pioli.jpgSiNpioli-juventus-milan-1001159.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028100075501,02,03,06,07,09030304s
921001130NewsCampionatiLUCA SERAFINI: «Grave la situazione del Milan. La Juventus ha un gioco troppo dispendioso. Inter fuori dalla corsa al titolo»20120206204531inter, roma, juventus, calciomeracto"Nonostante il pari contro il Napoli il Milan resta la favorita al titolo"<P>Contattato in escluisva da <EM>IlCalcio24.com</EM> <STRONG>Luca Serafini</STRONG>, giornalista&nbsp; <EM>Mediaset</EM>, ci illustra le sue sensazioni alla luce dei risultati di ieri in campionato:</P> <P><STRONG>Come giudica il momento del <A class=link-6 href="/squadre/milan.cfm" target="">Milan</A>?<BR></STRONG>"I rossoneri sono in grave emergenza, c'è un bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno. Il mezzo vuoto è che tra squalificati e infortunati, compresi <A class=link-6 href="/personaggi/Gennaro-Gattuso.cfm" target="">Gattuso</A> e <A class=link-6 href="/personaggi/Antonio-Cassano.cfm" target="">Cassano</A> che ormai non vengono più contati tra gli infortuni, sia veramente difficile per <A class=link-6 href="/personaggi/Massimiliano-Allegri.cfm" target="">Allegri</A> riuscire ad imbastire una squadra decente da mettere in campo. Il mezzo pieno può essere rappresentato dal recupero alcuni infortunati. Nonostante il pari contro il <A class=link-6 href="/squadre/napoli.cfm" target="">Napoli</A>, il Milan resta la favorita al titolo". </P> <P><STRONG>La <A class=link-6 href="/squadre/juventus-fc.cfm" target="">Juventus</A>?<BR></STRONG>"La Juventus credo che abbia e che ha avuto il pacchetto attaccanti più folto di tutte le squadre d'Europa. Il gioco che produce la squadra di <A class=link-6 href="/personaggi/Antonio-Conte.cfm" target="">Conte</A> è molto dispendioso e alla lunga può portare a dei cali. Resto comunque del parere che la rosa dei bianconeri è ancora nettamente inferiore a quella del Milan."</P> <P><STRONG><A class=link-6 href="/squadre/inter.cfm" target=""><STRONG>Inter</STRONG></A> ormai fuori dai giochi dopo la sconfitta con la <A class=link-6 href="/squadre/roma.cfm" target="">Roma</A>?<BR></STRONG>"Non c'è mai un equilibrio nel giudicare l'Inter la verità è solo che negli ultimi due anni hanno venduto <A class=link-6 href="/personaggi/Samuel-Eto-o-Fils.cfm" target="">Eto'o</A> e <A class=link-6 href="/personaggi/Mario-Balotelli.cfm" target="">Balotelli</A> e hanno preso i vari <A class=link-6 href="/personaggi/Diego-Forlan.cfm" target="">Forlan</A>, <A class=link-6 href="/personaggi/Mauro-Zarate.cfm" target="">Zarate</A>, <A class=link-6 href="/personaggi/Luc-Castaignos.cfm" target="">Castaignos</A> che al momento non sono all'altezza della situazione. Scudetto? Ormai sono fuori dalla corsa".</P>C1000009adm001adm001serafini.jpgSiNserafini-milan-napoli-1001130.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028100075501,02,03,06,07,09030582s
931001074NewsCampionatiDE SISTI: «Lotta Juve-Milan per il titolo, Inter fuori dai giochi»20120205115430juve-milan-napoli-roma-inter-udinese-lazio-catania"La delusione del torneo è il Napoli"<P align=justify>Intervistato in esclusiva da IlCalcio24, <STRONG><EM>mister Giancarlo De Sisti </EM></STRONG>risponde ad alcune domande sul massimo campionato di calcio.</P> <P align=justify><STRONG><EM>Come giudica il livello della Serie A di questa stagione?</EM></STRONG> "Sicuramente buono. Direi che rispetto agli ultimi anni si è addirittura elevato".</P> <P align=justify><STRONG><EM>Chi vede favorita per lo scudetto?</EM></STRONG> "Sarà una sfida tra bianconeri&nbsp;e rossoneri sino alla fine. L'Inter è troppo incostante e ha un ritardo notevole dalle battistrada. Anche la Lazio va a corrente alternata. Da elogiare l'Udinese, che potrebbe conquistare un posto in Champions. Al momento la delusione del campionato è il Napoli. Discorso a parte merita la&nbsp;Roma, che&nbsp; è stata rifondata completamente, sia dal punto di vista societario, che da quello tecnico e delle rosa dei giocatori. </P> <P align=justify><STRONG><EM>E, infine, per la sfida salvezza quali squadre vede interessate? </EM></STRONG>"Sicuramente Novara, Lecce, Cesena, Siena e Bologna, anche per via dell'attuale posizione, al momento sembrerebbero le squadre invischiate nella lotta per mantenere la massima categoria. Vedremo cosa succederà dopo&nbsp;l'arrivo dei rinforzi avuti&nbsp;dal&nbsp;mercato di gennaio. Escluderei per adesso&nbsp;le altre, come&nbsp; Parma e&nbsp;Catania. A proposito degli&nbsp;etnei, che devono recuperare i 25 minuti con la Roma e hanno una gara in meno rispetto alle ultime 3 della classe, vedrete che presto scaleranno posizioni in classifica. Montella è un ottimo tecnico, la squadra gioca bene e la società è molto solida e organizzata.</P>C1000009ivomesivomesallegri.jpgSiNdesisti-juve-milan-esclusiva-campionato-1001074.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028100075401,02,03,06,07,09030323s
941001028NewsCampionatiAg. BORRIELLO: «Si trova benissimo alla Juventus. Il pubblico ha capito»20120203151830borriello, juventus, roma, calciomercato"Per il futuro ancora c`è tempo"<P>Contattato in esclusiva da <EM>IlCalcio24.com</EM> <STRONG>Tiberio Cavalleri</STRONG>, procuratore di <STRONG><A class=link-6 href="/personaggi/Marco-Borriello.cfm" target=""><STRONG>Marco Borriello</STRONG></A></STRONG>, parla del momento che sta vivendo il suo assistito, passato in questa sessione di mercato dalla <STRONG><A class=link-6 href="/squadre/roma.cfm" target=""><STRONG>Roma</STRONG></A></STRONG> alla <STRONG><A class=link-6 href="/squadre/juventus-fc.cfm" target=""><STRONG>Juventus</STRONG></A></STRONG> di <STRONG><A class=link-6 href="/personaggi/Antonio-Conte.cfm" target=""><STRONG>Conte</STRONG></A></STRONG>: </P> <P><BR><STRONG>Come si sta trovando Marco alla Juventus?<BR></STRONG>"Benissimo, è molto contento di questa scelta".</P> <P><STRONG>Sulla iniziale contestazione?<BR></STRONG>"Il pubblico ha capito che non è stato lui a rifiutare la Juventus, la passata stagione. E quando entra in campo si vede che dà tutto se stesso".</P> <P><STRONG>L'obiettivo per il futuro è restare a Torino o tornare a Roma?<BR></STRONG>"Per ora è fare bene in bianconero, poi per il futuro ancora c'è tempo. Vedremo".</P> <P>&nbsp;</P>C1000009adm001adm001borriello.jpgSiNborriello-juventus-roma-marotta-1001028.htmSiT1000007,T1000012100075501,02,03,06030209s
951001002NewsCampionatiRIZZITELLI su Milan, Juventus, Inter, Napoli, Roma e Lazio20120202200131genoa, roma, milan, napoli, juventus, lazio, inter, udinese, calciomercato"Per il titolo solo Milan e Juventus le altre sono fuori. Genoa regina del mercato"<P>Contattato in esclusiva dalla redazione de <EM>IlCalcio24.com</EM>, <STRONG>Ruggiero Rizzitelli</STRONG>, ex tra le altre di <STRONG><A class=link-6 href="/squadre/roma.cfm" target=""><STRONG>Roma</STRONG></A></STRONG>,<STRONG> <A class=link-6 href="/squadre/torino.cfm" target="">Torino</A></STRONG> e <STRONG>Bayern Monaco</STRONG>, fa un'analisi sul mercato appena concluso, sulla lotta al titolo e alla Champions League: </P> <P><STRONG>Regina del mercato?<BR></STRONG>"Direi il <A class=link-6 href="/squadre/genoa.cfm" target="">Genoa</A> che continua a fare oltre il suo mercato anche quello degli altri, muovendo in continuazione giocatori, e avendo preso un giocatore importante come Gilardino".</P> <P><BR><STRONG>Come vede questa Roma caduta a <A class=link-6 href="/squadre/cagliari.cfm" target="">Cagliari</A>?<BR></STRONG>"Se <A class=link-6 href="/personaggi/Luis-Enrique-Martinez-Garcia.cfm" target="">Luis Enrique</A> continua a giocare così spregiudicato continuerà con i cattivi risultati. In Italia dopo un po' ti prendono le misure e diventa difficile fare quel tipo di gioco".</P> <P><STRONG>Per la lotta scudetto?<BR></STRONG>"Ci sono solo <A class=link-6 href="/squadre/milan.cfm" target="">Milan</A> e <A class=link-6 href="/squadre/juventus-fc.cfm" target="">Juventus</A>, i rossoneri possono permettersi dei passi falsi visto l'organico, i bianconeri devono sempre andare a mille altrimenti sarà molto dura&nbsp;stare ancora lassù al primo posto".</P> <P><STRONG>Per il terzo posto che dà i preliminari di Champions League?<BR></STRONG>"Vedo molto bene l'Udinese che dicono che prima o poi crolla e invece non crolla mai. Poi c'è la Lazio, veramente in forma in questo periodo e che potrà dire la sua sino alla fine. L'Inter la vedo molto lontana nonostante quel filotto di sette vittorie, non credo che possa recuperare".</P> <P><STRONG>Sul <A class=link-6 href="/squadre/napoli.cfm" target="">Napoli</A>?<BR></STRONG>"E' normale questo calo. Non è attrezzato per fare tre competizioni. Ha già fatto il miracolo in Champions eliminando una squadra che aveva investito 200 milioni. Ingiusti i fischi nel match contro il Cesena".</P>C1000009adm001adm001rizzitelli.JPGSiNroma-milan-rizzitelli-juventus-1001002.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028100075501,02,03,06,07,09030259s
961000956NewsCalciomercatoMICCICHE`, v.p. Palermo: «Mercato molto modesto. Contro l`Inter gara stimolante. Miccoli è un trascinatore»20120201151531palermo, micciche, miccoli, inter, gilardino, lazio, calciomercato"L`Europa League è complicata anche perché abbiamo perso una squadra per le coppe"<P>La redazione de<EM> IlCalcio24.com</EM> ha contattato in esclusiva il vice presidente del<STRONG> Palermo</STRONG>, <STRONG>Guglielmo Micciché</STRONG>, per parlare del match che aspetta stasera i rosanero, impegnati a San Siro contro l'<STRONG>Inter</STRONG>, e del mercato appena concluso: </P> <P><STRONG>Che mercato è stato per voi?<BR></STRONG>"Un buon mercato ci siamo mossi in anticipo prendendo Vazquez e&nbsp; Memethi e poi Viviano e Donati, Emiliano è un grande portiere Massimo lo abbiamo preso perché ci serviva un regista, nonostante avessimo già un buon centrocampo, è stato il tassello che ci ha permesso di completare la rosa". </P> <P><STRONG>Il mercato delle altre?</STRONG> "Niente di trascendentale, vissuto sulla vicenda Tevez-Milan. Mercato abbastanza modesto, fatta eccezione forse per Gilardino al Genoa, anche squadre come Lazio e Inter non hanno fatto innesti importanti".&nbsp; </P> <P><STRONG>Su Inter-Palermo</STRONG> "Mi auguro che possiamo fare una buona gara in campo esterno, cosa che quest'anno non è mai successa, spero che Mutti possa trasmettere il giusto carattere alla squadra, anche perché l'ambiente è stimolante". </P> <P><STRONG>Dove vuole arrivare questo Palermo?</STRONG> "L'Europa League è complicata anche perché abbiamo perso una squadra per le coppe, per noi è un anno di transizione viste le cessione di inizio anno". </P> <P><STRONG>Protagonista in questo Palermo?<BR></STRONG>"Credo che il protagonista assoluto sia Miccoli. E' un trascinatore, anche nella gara d'andata contro l'Inter ha disputato un match eccezionale".<BR></P>C1000009adm001adm001micciche.jpgSiNmicciche-inter-palermo-1000956.htmSiT1000023,T1000026100075501,02,03030344s
971000913NewsCalciomercatoDARIO CANOVI: «Decide l`Inter se tenere Thiago Motta o meno» 20120131124531thiago motta, inter, psg, calciomercato"Vediamo se l`Inter accetta"Contattato in esclusiva da <EM>IlCalcio24.com</EM> <STRONG>Dario Canovi</STRONG>, procuratore di <STRONG><A class=link-6 href="/personaggi/Thiago-Motta.cfm" target=""><STRONG>Thiago Motta</STRONG></A></STRONG>, non conferma le voci che davano il suo assistito ad un passo dalla firma con il <STRONG>PSG</STRONG>. Queste le parole dell'agente: "Decide l'<A class=link-6 href="/squadre/inter.cfm" target="">Inter</A> se tenerlo&nbsp;o meno, se accettano l'offerta o no. Fino all'ultimo vedremo cosa succederà. Non dipende certo da me". 1007858adm001adm001thiago motta.jpgSiNthiago-motta-inter-psg-moratti-1000913.htmNoT1000026100075501,02,03030295s
981000908NewsCalciomercatoAg. ARONICA: «Fase di stallo nella trattativa con il Genoa»20120131121425aronica, genoa, napoli, moggi, calciomecato"Vedremo se ci saranno novità nelle prossime ore"Stamane<EM> la Gazzetta dello Sport</EM> riporta di un importante interesse da parte del <STRONG>Genoa</STRONG> per il difensore del <A class=link-6 href="/squadre/napoli.cfm" target="">Napoli </A>&nbsp;<STRONG>Salvatore Aronica (33)</STRONG>. In merito a questo la redazione de <EM>IlCalcio24.com</EM> ha contattato il procuratore del calciatore azzurro, <STRONG>Alessandro Moggi</STRONG>, per saperne di più. Queste le parole dell'agente: "Al momento non ci sono sviluppi nella trattativa, siamo in una fase di stallo. Sono molto impegnato, vedremo se ci saranno delle novità nelle prossime ore".C1000009adm001adm001aronica.jpgSiNaronica-genoa-de-napoli-1000908.htmSiT1000017,T1000022100075501,02,03,08030295s
991000883NewsCampionatiSAMPIRISI, terzino Genoa: «Cerco continuità con il Genoa. In difesa mi ispiro a Mesto»20120130171825sampirisi, atalanta, milan, genoa, marino, calciomercato"Marino è un tecnico eccezionale"<P>Contattato in esclusiva da <EM>IlCalcio24.com</EM>, <STRONG>Mario Sampirisi</STRONG>, giovane terzino del Genoa nativo di&nbsp;<STRONG>Caltagirone</STRONG> e classe '92, risponde sul suo futuro, sul rapporto con il tecnico Marino e i prossimi obiettivi personali:</P> <P><STRONG>Il tuo cartellino è in comproprietà tra Milan e Genoa, a fine stagione vorresti tornare in rossonero o restare a Genova?<BR></STRONG>"Io penso solo a giocare, l'obiettivo è fare più partite possibili e trovare la continuità con il Genoa, poi a fine stagione si vedrà".</P> <P><STRONG>Come ti trovi con Marino?<BR></STRONG>"Veramente molto bene, è un tecnico che ti spiega le cose e ti insegna i movimenti giusti in campo, sempre disponibile. Ho un bellissimo rapporto con lui".</P> <P><STRONG>Con quale compagno ti trovi meglio?<BR></STRONG>"Devo dire con tutti, siamo un gruppo molto affiatato".</P> <P><STRONG>Preferisci giocare a tre o a quattro in difesa.&nbsp;A chi ti ispiri per i movimenti?<BR></STRONG>"Preferisco la difesa a quattro, perché mi permette di sganciarmi sulla fascia. Per i movimenti mi ispiro a Mesto, lo osservo sempre con attenzione".</P> <P><STRONG>Sul match contro il Napoli.<BR></STRONG>"E' stato bellissimo battere i partenopei, in mezzo a tutta un'atmosfera fantastica, con un pubblico eccezionale".</P> <P><STRONG>Prossimo obiettivo?<BR></STRONG>"Andare a Bergamo e portare a casa i tre punti, anche se non sarà facile".</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P><BR>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P>C1000009adm001adm001sampirisi.jpgSiNsampirisi-genoa-milan-1000883.htmSiT1000022100075501,02,03030362s
1001000789NewsCalciomercatoDARIO CANOVI: «Per Thiago Motta al PSG trattativa ferma. Alla Roma consiglio Rossettini»20120127193130thiago motta, inter, psg, rossettini, siena, roma, sabatini, luis enriqueParla l`agente che consigliò Luis Enrique alla Roma<P>Contattato da <EM>Il Calcio 24.com</EM> l'agente Fifa <STRONG>Dario Canovi</STRONG>, colui che consigliò a <STRONG>Sabatini </STRONG>di prendere <STRONG>Luis Enrique</STRONG>, risponde sul mercato della <A class=link-6 href="/squadre/roma.cfm" target="">Roma</A> e soprattutto sulla difesa che dopo l'infortunio di <STRONG>Nicolas Burdisso</STRONG> necessita ancora di qualche rinforzo: "Al momento non mi sento di consigliare a Sabatini qualcuno in particolare, lui è un ottimo ds in grado di guardarsi intorno in maniera efficace. Se devo farle un nome potrei dire Luca Rossettini del Siena, anche se non è un mio assistito. Per quanto riguarda la pista estera credo che oramai sia molto tardi, visto che mancano pochi giorni alla chiusura del mercato, ma negli ultimi istanti è sempre tutto possibile".</P> <P><STRONG>Su Thiago Motta al PSG</STRONG> "Al momento non c'è nessuna novità. La trattativa è in fase di stallo". </P>1007858adm001adm001thiago motta.jpgSiNthiago-motta-psg-rossettini-roma-sabatini-1000789.htmSiT1000012,T1000026100075501,02,03030345s
1011000798NewsCampionatiNELA: «Ecco le favorite per il titolo. Prima di ritorno senza grosse sorprese»20120127192318nela, juve, milan, roma, inter, napoli, bologna, cagliari, udinese, lecce, palermo, genova, conte, siciliaSino alla fine sarà lotta a due<P>L'ex centrocampista della Roma, attuale commentatore sportivo, Sebino Nela, contattato in esclusiva da <EM>Il Calcio 24.com </EM>dice la sua sulle favorite per la vittoria del campionato&nbsp;e sulla prima giornata di ritorno. </P> <P><STRONG>Chi vede ad oggi protagonista per la lotta scudetto?</STRONG> "Sarà un problema tra <A class=link-6 href="/squadre/juventus-fc.cfm" target="">Juve</A> e <A class=link-6 href="/squadre/milan.cfm" target="">Milan</A>, difficilmente potranno inserirsi <A class=link-6 href="/squadre/roma.cfm" target="">Roma</A> e <A class=link-6 href="/squadre/inter.cfm" target="">Inter</A>, seppur in netta ripresa".</P> <P><STRONG>Che giornatà sarà la prima del girone di ritorno?</STRONG> "Penso che le&nbsp;favorite non steccheranno l'impegno casalingo. Gara difficile per la Juve, ma credo che i bianconeri torinesi alla fine la spunteranno grazie al fattore campo contro un'ostica <A class=link-6 href="/squadre/udinese.cfm" target="">Udinese</A>, che venderà cara la pelle agli uomini di <A class=link-6 href="/personaggi/Antonio-Conte.cfm" target="">Conte</A>.&nbsp;Il Milan con il <A class=link-6 href="/squadre/cagliari.cfm" target="">Cagliari</A> e la Roma con il <A class=link-6 href="/squadre/bologna.cfm" target="">Bologna</A>&nbsp;non dovrebbero fallire l'appuntamento con il successo. Anche l'Inter, impegnata a <A class=link-6 href="/squadre/lecce.cfm" target="">Lecce</A>, dovrebbe mantenere il trend delle ultime gare conquistando i tre punti, anche se non sarà per nulla facile contro i salentini, che stanno risalendo la china. Più arduo il compito del <A class=link-6 href="/squadre/napoli.cfm" target="">Napoli</A>, che andrà a <A class=link-6 href="/squadre/genoa.cfm" target="">Genova</A> per vincere e non perdere terreno dalle battistrada, ma dall'altra parte&nbsp;troverà una formazione che vorrà riscattare il passo falso rimediato in Sicilia sette giorni fa".</P> <P>Postato anche sul blog:<BR><A href="http://ilcalcio24.blog.kataweb.it/2012/01/29/hello-world/">http://ilcalcio24.blog.kataweb.it/2012/01/29/hello-world/</A></P> <P>&nbsp;</P>C1000009ivomesivomesconte.jpgSiNnela-juve-milan-inter-napoli-roma-1000798.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028100075401,02,03,06,07,09030354s
1021000800NewsCalciomercatoMilan, trattativa in fase di stallo per Montolivo20120127190531montolivo, milan, fiorentina, allegri, calciomercatoAllegri vorrebbe accelerare i tempi Secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione de&nbsp;<EM>Il Calcio 24.com</EM> sarebbe ancora in fase di stallo la trattativa che potrebbe portare già a gennaio <STRONG><A class=link-6 href="/personaggi/Riccardo-Montolivo.cfm" target=""><STRONG>Riccardo Montolivo</STRONG></A></STRONG> a vestire la maglia del <A class=link-6 href="/squadre/milan.cfm" target="">Milan</A>. Dopo le tante defezioni nel centrocampo rossonero mister<STRONG> <A class=link-6 href="/personaggi/Massimiliano-Allegri.cfm" target="">Allegri</A></STRONG> vorrebbe il giocatore,&nbsp;già bloccato per giugno,&nbsp;sin da subito&nbsp;invece di aspettare l'apertura del mercato estivo. C1000009adm001adm001montolivo.jpgSiNmilan-montolivo-allegri-fiorentina-galliani-1000800.htmSiT1000024,T1000027100075501,02,03,07030178s
1031000766NewsCampionatiCLAUDIO CHIELLINI: «Giorgio è felice del momento della Juve. La lotta per il campionato è aperta a sette squadre»20120126181531chiellini, milan, juventus, inter, napoli, lazio, roma, calciomercatoContattato in esclusiva da Il Calcio 24.com l`agente Fifa Claudio Chiellini, fa il punto sul momento che sta attraversando il fratello gemello Giorgio, difensore della Juventus, e analizza la lotta per il campionato.<P>Contattato in esclusiva da <EM>Il Calcio 24.com </EM>&nbsp;l'agente Fifa <STRONG>Claudio Chiellini</STRONG>, fa il punto sul momento che sta attraversando il fratello gemello&nbsp;<STRONG><A class=link-6 href="/personaggi/Giorgio-Chiellini.cfm" target=""><STRONG>Giorgio</STRONG></A></STRONG>, difensore della <A class=link-6 href="/squadre/juventus-fc.cfm" target="">Juventus</A>, e analizza la lotta per il campionato:</P> <P><STRONG>Giorgio come vive il primato in classifica?<BR></STRONG>"E' molto contento sono primi dopo il girone d'andata, ma ancora la strada è lunga ci sono altre 19 partite da disputare e tutto può ancora succedere".</P> <P><STRONG>L'obiettivo principale?<BR></STRONG>"L'obiettivo è continuare certamente così fino alla fine, ma ripeto la strada da fare è ancora tanta"</P> <P><STRONG>C'è solo il Milan come concorrente per il campionato?<BR></STRONG>"Dalla prima alla settima o ottava sono tutte distanziate di pochi punti, inserirei nella lotta anche Udinese, Lazio, Roma, Inter e Napoli".</P> <P><STRONG>L'Inter?<BR></STRONG>"E' una grande squadra e con l'arrivo di Ranieri ha trovato un'identità di gioco. E' lontana solo sei punti dalla Juventus e certamente sarà protagonista".</P> <P><STRONG>A fine stagione ci sono gli Europei<BR></STRONG>"Giorgio punta certamente ad andarci, ha quasi 50 presenze in nazionale e negli anni ha dimostrato anche con la maglia azzurra il suo valore". <BR></P>C1000009adm001adm001chiellini.jpgSiNchiellini-giorgio-juventus-milan-inter-roma-lazio-italia-napoli-1000766.htmSiT1000007,T1000011,T1000012,T1000017,T1000018,T1000026,T1000027100075501,02,03,06,07030585s
1041000732NewsCalciomercatoAg. El SHAARAWY: «Resta al Milan. Non esiste l`ipotesi Genoa»20120125190525el shaarawy, milan, genoa, calciomercato"L`ipotesi Genoa non esiste"<P>Contattato in esclusiva da <EM>Il Calcio 24</EM> <STRONG>Roberto La Florio</STRONG> procuratore di <A class=link-6 href="/personaggi/Stephan-El-Shaarawy.cfm" target="">Stephan El Shaarawy </A>&nbsp;ribadisce la ferma volontà del giocatore di restare al <A class=link-6 href="/squadre/milan.cfm" target="">Milan</A> anche in questa seconda parte di stagione, soprattutto&nbsp;alla luce delle ultime prestazioni, specie in Coppa Italia e campionato, fornite dal suo assistito: "Il giocatore resta al Milan, non si muove. La società punta forte su di lui e sulla sua crescita, ed è giusto dare spazio ai giovani".</P> <P><STRONG>Ci sono ancora possibilità che torni al Genoa in prestito? <BR></STRONG>"L'ipotesi <A class=link-6 href="/squadre/genoa.cfm" target="">Genoa</A> non esiste, vestirà ancora il rossonero anche perché hanno fatto un investimento importante sul ragazzo".</P>C1000009adm001adm001el shaarawy.jpgSiNel-shaarawy-milan-genoa-agente-1000732.htmSiT1000022,T1000027100075501,02,03,070301067s

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Tosi: «Contento di aver fermato il Messina. Il Milazzo ha subito uno scippo»
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