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11013426NewsCoppeTim Cup: la Juve vince per la quarta volta di fila20180510002541La juve supera per 4-0 ilMilan e si aggiudica la Tim Cup 2018La Coppa Italia 2017/2018 va alla Juventus , che vince per 4 a 0 contro il Milan.<span style="caret-color: #353535; color: #353535; font-family: Merriweather, &quot;Times New Roman&quot;, Times, serif; font-size: medium; -webkit-text-size-adjust: 100%;">Con un perentorio 4 a 0 la Juventus &nbsp;si è aggiudicata la sua quarta Coppa Italia consecutiva, battendo in finale il Milan di Gattuso, che per 50’ minuti ha giocato alla pari. Poi la formazione bianconera è cresciuta e una volta sbloccata la gara con Benatia, ha dilagato e ha impallinato i rossoneri altre tre volte. Sono andati a segno Douglas Costa (su papera di Donnarumma) e ancora Benatia, abile ad approfittare di una goffa respinta del portiere milanista. Sul finire, su azione dalla bandierina, autorete di Kaljnic, che colpiva male di testa e beffava Donnarumma, costretto a subire la quarta marcatura. Passivo troppo pesante per il Milan, che sino al primo gol di Benatia aveva giocato bene, impensierendo Buffon in un paio di circostanze. La Juventus, che non era arrivata a questa finale nel pieno della</span><div><span style="caret-color: #353535; color: #353535; font-family: Merriweather, &quot;Times New Roman&quot;, Times, serif; font-size: medium; -webkit-text-size-adjust: 100%;">sua forma fisica, riesce a conquistare in maniera netta la Tim Cip 2017/2018 facendo esplodere di gioia i suoi sostenitori. Adesso per i bianconeri si attende solo la certezza matematica della vittoria dello scudetto, altro traguardo che dovrebbe arrivare la prossima domenica sempre in questo stadio, dove i bianconeri renderanno visita alla Roma.</span></div>C1012317Juve-vince-40-contro-Milan-finaletimcup2018ivomesivomes219e1621-ce75-46fd-a5dc-c08a503db3fb.jpgSiNcoppa italia-1013426.htmSi100075401,02,03010228
21013425NewsCoppeTim Cup: la Juve vince per la quarta volta di fila20180510002541La juve supera per 4-0 ilMilan e si aggiudica la Tim Cup 2018La Coppa Italia 2017/2018 va alla Juventus , che vince per 4 a 0 contro il Milan.<span style="caret-color: #353535; color: #353535; font-family: Merriweather, &quot;Times New Roman&quot;, Times, serif; font-size: medium; -webkit-text-size-adjust: 100%;">Con un perentorio 4 a 0 la Juventus &nbsp;si è aggiudicata la sua quarta Coppa Italia consecutiva, battendo in finale il Milan di Gattuso, che per 50’ minuti ha giocato alla pari. Poi la formazione bianconera è cresciuta e una volta sbloccata la gara con Benatia, ha dilagato e ha impallinato i rossoneri altre tre volte. Sono andati a segno Douglas Costa (su papera di Donnarumma) e ancora Benatia, abile ad approfittare di una goffa respinta del portiere milanista. Sul finire, su azione dalla bandierina, autorete di Kaljnic, che colpiva male di testa e beffava Donnarumma, costretto a subire la quarta marcatura. Passivo troppo pesante per il Milan, che sino al primo gol di Benatia aveva giocato bene, impensierendo Buffon in un paio di circostanze. La Juventus, che non era arrivata a questa finale nel pieno della</span><div><span style="caret-color: #353535; color: #353535; font-family: Merriweather, &quot;Times New Roman&quot;, Times, serif; font-size: medium; -webkit-text-size-adjust: 100%;">sua forma fisica, riesce a conquistare in maniera netta la Tim Cip 2017/2018 facendo esplodere di gioia i suoi sostenitori. Adesso per i bianconeri si attende solo la certezza matematica della vittoria dello scudetto, altro traguardo che dovrebbe arrivare la prossima domenica sempre in questo stadio, dove i bianconeri renderanno visita alla Roma.</span></div>C1012317Juve-vince-40-contro-Milan-finaletimcup2018ivomesivomes219e1621-ce75-46fd-a5dc-c08a503db3fb.jpgSiNcoppa italia-1013425.htmSi100075401,02,03010250
31012919NewsCalciomercatoJuventus, le strategie di Marotta già funzionano20140912202332Juventus,MarottaIl nuovo talentoIl nuovo talento di casa <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/juventus.cfm">Juventus</a>. E' Kingsley Coman, diciottenne jolly d'attacco della Juventus paragonato subito a Thierry Henry. Pagato 300mila euro, costa ora 5 milioni. "Qui per ripercorrere le orme di Pogba: mi volevano in tanti ma mi hanno convinto i progetti concreti". Sulle orme del Polpo, <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/giuseppe-marotta-1000334.cfm">Marotta</a> e Paratici l'hanno strappato alla concorrenza di Arsenal, Bayern Monaco, Chelsea, Manchester City, Liverpool, Tottenham, Borussia Dortmund, Bayer Leverkusen, Bordeaux.C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-le-strategie-di-marotta-gia-funzionano-1012919.htmSiT1000007100075701,02,03,060301480
41012935NewsCoppeChampions: Atletico Madrid-Juve, Bayern-City per la Roma20140828184556Champions sorteggi,Juve,RomaGirone di ferro per i giallorossiE' andato benissimo alla <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/juventus.cfm">Juve</a> il sorteggio di Champions League: per i bianconeri infatti l'urna di Montecarlo ha regalato l'Atletico Madrid del Cholo Simeone, l'Olympiacos e il Malmoe. <br><br>Girone di ferro, come previsto,&nbsp;invece per la Roma: i giallorossi prendono il Bayern Monaco di Guardiola, Manchester City e Cksa Mosca.<br><br>Ecco tutti i gironi:<br><br>GRUPPO A: Atletico Madrid, Juventus, Olympiacos, Malmoe.<br><br>GRUPPO B: Real Madrid, Basilea, Liverpool, Ludogorets.<br><br>GRUPPO C: Benfica, Zenit, Bayer Leverkusen, Monaco.<br><br>GRUPPO D: Arsenal, Borussia Dortmund, Galatasaray, Anderlecht.<br><br>GRUPPO E: Bayern Monaco, Manchester City, Cska Mosca, <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/roma.cfm">Roma</a>.<br><br>GRUPPO F: Barcelona, Psg, Ajax, Apoel.<br><br>GRUPPO G: Chelsea, Shalke 04, Sporting Lisbona, Maribor.<br><br>GRUPPO H: Porto, Shaktar, Athletic Bilbao, Bate Borisov.<br><br>&nbsp;<br><br>C1012317MontecarloFL0141FL0141ok.jpgSiNchampions-atletico-madrid-juve-bayern-city-per-la-roma-1012935.htmSiT1000007,T1000012100205001,02,03,07,08,090101720
51012931NewsCampionatiAbdoulie Dampha, il campione del futuro venuto dal Gambia20140828162619damphaUn talento pronto a dimostrare le sue enormi qualitàUna storia difficile, come tante che in questi giorni ci vengono raccontate. Protagonisti giovani scappati da una terra difficile alla ricerca di un futuro migliore e che soprattutto portano con sè il desiderio di avere una possibilità al fine di realizzare il proprio sogno.<BR><BR>Abdoulie Dampha, classe '98, è uno di questi giovani. Lui, figlio di genitori separati per motivi religiosi, rimane da solo con la mamma e le sue tre sorelle più piccole dopo l'allontanamento del padre,&nbsp;a causa di queste e altre vicissitudini&nbsp;scappa dal Gambia, piccola nazione africana situata all'interno del Senegal, e a soli 12 anni decide di attraversare l'Africa portandosi&nbsp;dietro&nbsp;soltando il sogno di arrivare in Europa.<br><br> A settembre dell'anno scorso, dopo varie traversie, riesce a raggiungere la Sicilia con i soliti barconi di fortuna, e a novembre viene trasferito in una comunità di minori a Caltagirone, cittadina in provincia di Catania, dove attualmente alloggia. <BR><BR>Un giorno mentre palleggiava e giocava con gli altri ragazzi della comunità, nello spazio esterno dello sbabile, viene notato dall'insegnante che lavora presso la struttura, che subito si accorge delle doti fuori dal comune che mostra di avere il ragazzo. La conferma arriva durante un torneo di calcio giocato sempre a Caltagirone, dove la squadra dei giovani della comunità vince il torneo e dove Abdoulie risulta essere senza ombra di dubbio il miglior giocatore della competizione, vincendo anche il premio personale.<BR><BR>Da quel momento lo stesso insegnante decide di portarlo nel team degli Allievi Regionali della città di Caltagirone, l'Usa Sport, ma non avendo i documenti necessari non può essere tessarato, ma anche lì si distingue per le sue qualità incredibili, tecnica, tiro in porta e soprattutto dribbling sono le sue armi migliori, per un centrocampista completo nonostante la giovanissima età. <BR><BR>In molti hanno notato queste qualità e nel frattempo lui continua ad allenarsi con l'Usa Sport di Caltagirone, in attesa di avere la possibilità di dimostrare il suo enorme talento in un club professionista. <BR><BR><A href="mailto:pascaldesiato24@gmail.com">pascaldesiato24@gmail.com</A><BR><BR><br><br>C1012317adm001adm00120140825_180525.jpgSiNabdoulie-dampha-il-campione-del-futuro-venuto-dal-gambia-1012931.htmSi100075501,02,03,090301991
61012934NewsCalcio EsteroBalo-Reds: l`ultimo «happy ending»20140827164887balotelli Liverpool raiolaDa adesso SuperMario non può più sbagliareMario Balotelli saluta per la seconda&nbsp;volta l’Italia e torna in Inghilterra: la sua nuova casa sarà <strong>Anfield Road</strong>, la tana del Liverpool. Ennesima contrattone confezionato da <strong>Mino Raiola</strong>, ennesima chance per l'attaccante: l’<strong>ultima</strong> questa volta però. <br><br>Mario non può più sbagliare: l’ha detto proprio il suo procuratore, l’ha&nbsp;fatto capire&nbsp;il suo nuovo allenatore&nbsp;Brendan <strong>Rodgers</strong>, lo sa lui; in Inghilterra c’è chi è scettico e chi assolutamente entusiasta. Uno di quelli più felici è proprio il tecnico dei Reds: Balo va gestito con grande attenzione, non lo si deve far sentire un leader (lì con <strong>Gerrard</strong> non si corre questo rischio) ma solamente un giocatore forte tecnicamente che deve essere utile per la causa, e si deve aiutare a fargli mettere per una buona volta la testa a posto. Non è stata&nbsp;inserita alcuna clausola anti-Balotellate sul suo contratto, ma non saranno ammesse mancanze d’impegno in campo, sceneggiate assurde coi compagni in allenamento, comportamento scorretto fuori dal campo: siamo in Inghilterra qui Mario, of course. <br><br>Dal canto suo, l’ormai ex Bad-boy (o almeno questo è quello che dice a ogni presentazione), già promette rose e fiori, oltre a dare una bella spallata al campionato italiano: <em><strong>“Ho sbagliato a tornare in Italia”,</strong></em> ha tuonato alla prima intervista da Reds. Forse tralasciando che, quando Galliani lo prese, lui passava dalla tribuna alla panchina e viceversa, e che, proprio in Inghilterra, <strong>nessuno c’avrebbe puntato un solo centesimo</strong>. Ora Mario deve dimostrare d’esser cambiato, d’esser diventato uomo: questa è la sua ultima chance, l’ultima spiaggia d’un calciatore con un talento immenso ma appeso a un filo che lo separa dall’esser un<strong> talento incompleto senza testa</strong> (un<em> “circo”</em> come l’ha definito qualche tabloid) a un fuoriclasse di livello mondiale. Rodgers l’anno scorso ha allenato Suarez con ottimi risultati: riuscirà nell’impresa ardua anche quest’anno con lui? Tra l’altro Balotelli rischia fortemente di perdere la nazionale: <strong>Conte</strong> è tutto tranne che “leggero” con chi non si comporta a dovere, ed ha già lanciato qualche frecciatina al numero 45 dei Reds durante la presentazione. <br><br>Più che per la Nazionale o per il Liverpool però, Mario, devi crescere per te: non sei più un <strong>ragazzino</strong>, non puoi fare sciocchezze, non devi più lanciare freccette dalla finestra, avrai imparato a 24 anni che non si parcheggia in doppia fila o sulle strisce pedonali, sposati e smettila di mettere sui social anche quando vai in bagno. <strong>Il mondo non è contro di te</strong>, non ce l’hanno tutti con te come se fossi l’uomo più importante dell’universo: esistono problemi più gravi d’ esser rimproverato da Buffon e lo sfarzo e il lusso in cui vivi o i tuoi modi di fare sono un pugno in faccia alla tua nazione e a chi magari fatica ad arrivare a fine mese. Cerca d’essere più <strong>umile</strong> Mario, tu sei solo un <strong>privilegiato</strong>: sei uno che fa un mestiere fantastico, che prende uno stipendio stellare, che ha dei piedi che i bambini invidiano (non per bellezza, altrimenti pubblichi subito la foto), e tu che fai? <strong>Sprechi tutto</strong>? E’ il momento di diventare uomini, il bambino lascialo a Milano, per sempre. The end, <strong>the happy ending</strong>. Speriamo.<br><br>C1012317LiverpoolFL0141FL0141mario-balotelli-gives-his-first.jpgSiNbalo-reds-l-ultimo-happy-ending-1012934.htmSiT1000027100205001,02,03,06,07,08,090101011
71012927NewsCampionatiCatania, buona la prima ma Terracciano salva il risultato in più di un`occasione20140818123956coppa italia, catania, sudtirolDal nostro inviato allo stadio Angelo Massimino di Catania - Pascal DesiatoSuccesso di misura per la squadra di mister Pellegrino, che alla prima ufficiale batte il Sudtirol e passa al turno successivo di Coppa Italia. <br><br> Match che come previsto si è dimostrato pieno di insidie, altoatesini pericolosi in più di una occasione nel primo tempo, ma uno straordinario Terracciano nega la segnatura agli uomini di Rastelli. <br><br> Catania un po' macchinoso, soprattutto nella prima frazione, e con Rosina e Calaiò che faticano a trovarsi, ma al 23' ci pensa Martinho, ben servito da Chrapek, a battere in diagonale il portiere ospite e portare avanti i suoi.<br><br> Ripresa che vede un Catania più propositivo e vicino al raddoppio in due occasioni con Calello, ma il risultato resta fermo sull'1-0, garantendo ai rossazzurri il passaggio del turno.<br><br> Lo stesso mister Pellegrino, a fine partita, ha evidenziato come la squadra faccia giustamente fatica in questo momento a causa dei grossi carichi di lavoro, ma già dal prossimo match, quello in programma domenica contro il Cagliari, i calciatori mostreranno importanti miglioramenti di condizione. Da evidenziare anche l'assenza di giocatori di spessore come Peruzzi, Leto, Spolli e Rolin che certamente avrebbero fatto comodo, anche per pochi minuti, nel match contro il Sudtirol.<br><br> &nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001catania-sudtirol.jpgSiNcatania-buona-la-prima-ma-terracciano-salva-i-suoi-in-piu-di-una-occasione-1012927.htmSiT1000014100075501,02,03,090301131
81012920NewsCampionatiCatania, adesso si ripArte sul serio. La dirigenza e i tifosi hanno lanciato il segnale20140808125004cataniaI rossazzurri partono con il favore dei pronostici E adesso si riparte sul serio. Nella giornata di ieri è stato stilato il calendario definitivo della nuova stagione di Serie B 2014/15. <BR><BR>Un campionato che si preannuncia veramente equilibrato, tante le squadre che si propongono in prima fascia per i tre posti che garantiscono il salto in Serie A. Tra queste il nuovo Bari di Mangia e Paparesta, il Bologna di mister Lopez, lo Spezia di Bjelica tecnico che la passata stagione ha disputato la Champions League con l'Austria Vienna e che a sorpresa ha deciso di intraprendere la sfida lanciata dal club ligure, non dimentichiamo neanche il Latina di mister Beretta che dopo la finale promozione dello scorso anno proverà a raggiungere direttamente la massima serie dai primi due posti, l'ambiziosa neo promossa Virtus Entella, il tenace Livorno, e le possibili sorprese Avellino, Trapani e Modena,&nbsp; ma tra queste non possiano non menzionare il Catania del presidente Pulvirenti e di mister Pellegrino. <BR><BR>Proprio i rossazzurri partono, facendo i dovuti scongiuri, con il favore dei pronostici soprattutto grazie al fantastico lavoro messo in atto sino ad ora dalla dirigenza siciliana. Come rilancia la stessa campagna abbonamenti si vuole ripartire immediatamente e ritornare nella massima serie, sfuggita la passata stagione a causa di un'annata non troppo fortunata ma che con l'arrivo di mister Pellegrino è stata chiusa sfiorando una clamorosa salvezza nel finale di stagione. Le conferme di giocatori importanti come Lodi, Peruzzi e Spolli condite dagli arrivi, tra gli altri, di calciatori del calibro di Calaiò e&nbsp;Rosina, compresa la riconferma di Rinaudo,&nbsp;non faranno pesare certamente le partenze di Barrientos, Bergessio e Izco, salutati anche per decisioni personali. <BR><BR>Il Catania ripartirà il 30 agosto ospitando il Lanciano, partita che non si preannuncia facile, ma una squadra come quella rossazzurra saprà certamente regalare un'intensa stagione ai propri tifosi, il segnale è già forte, visto anche il largo consenso che la nuova campagna abbonamenti sta riscuotendo tra i suoi tanti sostenitori.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>C1012317adm001adm001catania.jpgSiNcatania-adesso-si-riparte-sul-serio-la-dirigenza-e-i-tifosi-hanno-lanciato-il-segnale-1012920.htmSi100075501,02,03,090301215
91012916NewsCalciomercatoInter, arriva Osvaldo e si aspetta Medel20140804173237Calciomercato, Inter, Osvaldo, Medel, Guarin, Campagnaro, BottaL`oriundo sbarca in Italia per le visite mediche. In discesa l`affare per il cileno del Cardiff City, in uscita Guarin, Campagnaro e Botta.<STRONG>Pablo Daniel Osvaldo</STRONG> è sbarcato a Malpensa alle 14.05. Per l'ex giallorosso le visite mediche e poi la formalizzazione del passaggio dal Southampton all'<STRONG>Inter</STRONG>, con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a quota 7 milioni di euro. L'attaccante appare carico e determinato: "Champions o scudetto? Speriamo tutto quello che si può. La Nazionale di sicuro è un obiettivo", dichiara ai microfoni della <EM>Gazzetta dello Sport</EM>. Ma <STRONG>Mazzarri</STRONG> frena, nonostante le buone prestazioni nella Guinness Cup, con un laconico "lasciamo perdere questi discorsi".<br><br> Una nuova sfida per Osvaldo che ha il sapore dell'ultima spiaggia. Dopo la turbolenta conclusione dell'esperienza romanista, tra&nbsp;tweet al veleno e tifosi inviperiti, le risse in Inghilterra e la fugace parentesi in bianconero, si profila con Mazzarri la possibilità di avere spazio sufficiente per poter costituire un'intesa solida con <STRONG>Icardi</STRONG>. A tale proposito, Osvaldo commenta: "Speriamo di fare bene". <br><br> Intanto i nerazzurri continuano a muoversi sul mercato: la settimana appena iniziata si preannuncia decisiva per alcune trattative. Prima tra tutte quella riguardante il centrocampista cileno <STRONG>Medel</STRONG>, in forza al Cardiff City. Pare che manchi solo l'ufficialità, anche se il manager del team gallese Solskjaer ha dichiarato a <EM>Sky Sport News</EM>: "Lo cederemo, ma vogliamo che ci venga pagato il prezzo che chiediamo. Altrimenti rimane con noi. Pensiamo che un annuncio possa essere fatto presto". Il denaro in ballo ammonterebbe ad 8 milioni distribuiti in tre rate annuali, più un milione in caso di qualificazione in Champions League. Se la strada per Medel è in discesa, restano comunque altre questioni di risolvere al più presto, come <STRONG>Guarin</STRONG>, che piace ad Allegri, <STRONG>Campagnaro</STRONG> e <STRONG>Botta</STRONG>. Per il primo c'è un interessamento del Palermo,&nbsp;mentre&nbsp;in merito al secondo si sono fatti avanti Torino e Verona. <br><br>C1012317FL0435FL043520121119_osvaldo4.jpgSiNinter-arriva-osvaldo-medel-1012916.htmSiT1000026100612201,02,030101295
101012807NewsCalciomercatoJuventus, Marotta vuole Mandzukic20140715202226juventusSecondo quanto riferisce il Daily MailAccostato con insistenza alla Juventus, su Mario Mandzukic però ci sono gli occhi della Premier League. Secondo quanto riferisce il Daily Mail sul giocatore ci sono tanti club interessati, ma in pole c'è l'Arsenal. Arsene Wenger fiuta l'affare, considerando che Edinson Cavani sembra orientato allo United e Diego Costa al Chelsea.<BR>C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-vuole-mandzukic-1012807.htmSiT1000007100075701,02,03,060301843
111012876NewsCampionatiVoleva andare ai Mondiali, si traveste da giocatore dell`Inghilterra e sale sull`aereo20140606120730inghilterraSi è procurato una divisa della nazionaleSi è procurato una divisa della nazionale, una giacca, una cravatta ed era pronto per salire sull’aereo che lo avrebbe portato ai Mondiali brasiliani che stanno per iniziare. Tutto questo succedeva a Luton. Come riporta mondoareoporto, dapprima perplessi e poi divertiti da questa situazione, i nazionali inglesi hanno assistito a questa scenetta, prima che Bent fosse “beccato” dalla security e dalla polizia. E’ stato poi accompagnato all’esterno dell’autobus, mentre cercava di divincolarsi scherzosamente tenendo in pugno il proprio passaporto e rivendicando il suo diritto di salire su quel mezzo.<br><br> L’anno scorso, il 16 marzo 2013, durante Manchester City-Everton, Brodkin riuscì a farsi trovare in campo per il riscaldamento pre-gara, accanto ai calciatori Joe Hart e Gareth Barry, prima di essere scovato dagli steward della sicurezza. Bent fu accusato di aver fatto invasione andando in contrasto con la legge sui reati del calcio, ma la pena è stata successivamente ritirata e Brodkin è stato rilasciato con una cauzione condizionale di sei mesi.<br><br>C1012317adm001adm001ben.jpgSiNvoleva-andare-ai-mondiali-si-traveste-da-giocatore-dell-inghilterra-e-sale-sull-aereo-1012876.htmSi100075501,02,030301163
121012845NewsCampionatiPer l`Hellas è «Europa point», Udinese pochi sogni in un campionato scialbo20140509132455Hellas Verona, Udinese, Iturbe, Muriel, Toni, Mandorlini, GuidolinSabato sarà Hellas-Udinese a dare il via alla penultima giornata di Serie A. Nella squadra veronese non ci sarà Iturbe, mentre le zebre faranno a meno di Muriel, partito per il Mondiale. Partita decisiva per gli scaligeri.Il <b>Verona</b> (sponda <b>Hellas</b>) ha fame, tanta. L'<b>Udines</b>e non più di tanto vista la salvezza conquistata contro il <b>Livorno</b>.&nbsp;<div><br></div><div>La sfida che sabato aprirà la<b> 37a</b> e <b>penultima giornata di campionat</b>o si prospetta decisiva per i padroni di casa veneti, dal momento che ci sono solo 4 punti a separarli dalla zona <b>Europa Leagu</b>e, traguardo che incoronerebbe un anno a dir poco sfavillante per gli undici di <b>Mandorlini </b>e che tutta la città di Romeo e Giulietta, tranne ovviamente quelli di Chievo, desiderano a tutti i costi. <b>Toni </b>sarà là in attacco, come al solito, ma dovrà fare a meno del "compagno di giochi" <b>Iturbe</b>, squalificato. <b>Calciomercato.com</b> consiglia di schierarlo al Fantacalcio, chissà cosa deciderà il mister.</div><div><br></div><div>A Udine il <b>Guido </b>è sereno, dietro quella sua faccia pronta al pianto. La sua squadra ha già conquistato i tanto agognati<b> 40 punti</b> (42, per l'esattezza) e ora ha ben pochi altri sogni in testa. Se si riguarda la classifica dell'anno scorso, a questo punto le zebrette friulane lottavano testa a testa con la <b>Lazio </b>per il posto in Europa. Oggi entrambe sembrano fuori dai giochi, anche se Reja potrebbe fare il miracolo e sorpassare l'Inter al'ultima giornata. Comunque sia, il club dei <b>Pozzo </b>il prossimo anno dovrà interrompere la serie di partecipazioni alle competizioni continentali a cui, da qualche stagione, Guidolin aveva abituato tifosi e dirigenti. Sul futuro, suo e della squadra, il mister non si pronuncia. <i>Sperin ben</i>, si dice in friulano...</div><div><br></div><div>L'appuntamento è allo stadio <b>Bentegodi </b>di Verona per sabato alle 18. Per l'Udinese sicuramente non ci sarà <b>Muriel </b>(partito già per la Colombia in vista del Mondiale) mentre ci sono buone notizie per Iturbe e l'Hellas: il <b>Presidente Setti</b> ha dichiarato che la società ha la forza per tenerlo.</div>C1012317uttd01uttd01hellas-verona.jpgSiNhellas-udinese-37esima-campionato-1012845.htmSiT1000101101268101,02,03030959
131012844NewsCampionatiLa Juventus è campione d`Italia per la 30esima volta. La Roma cade a Catania e i bianconeri fanno festa in anticipo20140504165135jyuve, roma, scudetto, tevez, pirlo, conte, buffon, juventus stadiumTerza stella per i bianconeri. Ma per i tifosi siamo a quota 32 scudetti<p style="text-align: justify;"><strong>La Juventus è campione d’Italia.</strong> Senza nemmeno scendere in campo i bianconeri si aggiudicano matematicamente il trentesimo scudetto della loro storia, quello che vuol dire ufficialmente terza stella sulle maglie dalla prossima stagione. <strong>La pesante sconfitta della Roma a Catania,</strong> sancisce ufficialmente una vittoria ormai scritta. La squadra guidata con sicurezza da Antonio Conte si è dimostrata un vero e proprio schiacciasassi. <strong>In testa consecutivamente dalla tredicesima giornata</strong>, con il traguardo dei 100 punti a portata di mano, conquista il terzo alloro della gestione Conte in tre anni. <strong>Trenta le vittorie su 35 partite giocate,</strong> solo 3 pareggi e due sconfitte. Sono numeri che danno la misura del dominio bianconero. <strong>La sconfitta in rimonta subita a Firenze si è rivelata una mera illusione.</strong> La squadra di Conte ha ricominciato, proprio dopo la sconfitta di Firenze, a macinare gioco e punti. Trascinata da Carlos Tevez, il vero protagonista di questa stagione, ha prima agganciato e poi superato la Roma per non lasciare più la vetta del campionato. <strong>E proprio l’argentino è stato quel bomber capace di fare la differenza</strong> mancato nelle scorse stagioni. Con tutta probabilità l’Apache supererà le 20 reti realizzate in campionato. L’anno scorso i bomber principi della squadra furono Vidal e Vucinic con 10 reti ciascuno. Altri numeri che sintetizzano quanto determinante sia stato l’apporto dell’argentino. <strong>Formidabile la coppia formata con Llorente.</strong> Lo spagnolo, arrivato tra tanto scetticismo, ha saputo conquistarsi il suo spazio portando in dote un buon bottino di reti. Adesso è l’idolo dei tifosi che hanno trovato nbel Re Leone un giocatore grintoso e che non si arrende mai, così come è sempre stata questa Juventus. <strong>Tra i protagonisti non possono mancare il capitano Gigi Buffon,</strong> tornato su livelli Mondiali; Barzagli, Bonucci e Chiellini, trio difensivo grintoso ed elegante alo stesso tempo; e quel centrocampo grandioso formato da Vidal, Pirlo, Pogba, Marchisio e Asamoah, con Lichtsteiner abile a fare la spola tra difesa e mediana.<strong> Un collettivo meraviglioso,</strong> con solisti capaci di fare la differenza. L’obiettivo per l’anno prossimo adesso diventa l’Europa, soltanto sfiorata quest’anno. Per dimostrare di poter essere grandissimni anche fuori dai confini nazionali. Peccato solo per l'eliminazione subita ad opera del Benfica 3 giorni fa in semifinale di Europa League, perche questa Juve aveva i mezzi per superare il turno e giocarsi, nel proprio stadio, una finale che probabilmente avrebbe regalato il trofeo europeo ai bianconeri. Adesso bisognerà costruire una squadra ancora più forte per fare bene in Champions l'anno prossimo. Complimenti comunque alla SIGNORA! <br><br><br>C1012317ivomesivomesbuffon 4.jpgSiNjuve-trentesimoscudetto-terzastella-1012844.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000024,T1000026,T1000027,T1000028,T1000091,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101100075401,02,03,06,07,08,09,400102078
141012808NewsCalciomercatoUdinese, Muriel: «Voglio una sistemazione migliore»20140403192226murielQueste"Al termine della stagione mi guarderò intorno per cercare la soluzione migliore". Queste le parole di Luis Muriel (22) in merito al suo futuro. L'attaccante colombiano dell'Udinese ha rilasciato alcune dichiarazioni ai taccuini di Ideal Digital, come riportato dall'edizione online di Tuttosport: "E' stato un anno strano per me, non sto trovando spazio all'Udinese. Io non sto giocando molto, quindi sono un po' triste in questo momento. Allo stesso tempo, sono motivato a continuare la lotta, sto lavorando per uscire presto da questo momento. Ora l'unico pensiero è quello di finire bene la stagione, l'unico pensiero è l'Udinese. Quando terminerà la stagione, guarderemo quali sono le opzioni e ciò che è meglio per il mio futuro". <BR>C1012317adm001adm001guidolin.jpgSiNudinese-muriel-voglio-una-sistemazione-migliore-1012808.htmSi100075701,02,030301112
151012806NewsCalciomercatoManchester City, Aguero verso il Monaco20140403191660manchester cityComeSergio Agüero (25) nel mirino del Monaco per la prossima stagione. Come riporta il portale inglese Football Direct News, il club del Principato ha messo l'attaccante argentino in cima alla lista dei possibili eredi di Radamel FalcaoB (28) qualora il colombiano dovesse lasciare la Ligue 1 durante la prossima estate.C1012317adm001adm001aguero.jpgSiNmanchetser-city-aguero-verso-il-monaco-1012806.htmSi100075701,02,030301107
161012805NewsCalciomercatoPsg, Al Khelaifi: «Non ci serve Pogba»20140403191230psgRispettoIntervistato in esclusiva da Rmc Sport, il presidente del Paris Saint-Germain Nasser Al Khelaifi, ha spento anche i rumors su Messi, Ronaldo e Pogba: "Non abbiamo bisogno di nuovi giocatori. In difesa abbiamo il meglio con Thiago Silva, così come a centrocampo con Thiago Motta, Matuidi e Verratti e in attacco con Cavani, Ibra, Lavezzi e Lucas. Rispetto molto Messi e Ronaldo, ma la nostra star è Ibra, insieme a Cavani. Il Matador è molto importante per noi, un grande professionista, molto generoso in campo, dà tutto e questo mi piace molto".C1012317adm001adm001nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNpsg-al-khelaifi-non-ci-serve-pogba-1012805.htmSiT1000007100075701,02,030301318
171012800NewsCalcio EsteroAncellotti: «Ho fiducia nel mio Real»20140327133889Ancellotti,Real madrid, Champions League, Liga Dopo la sconfitta di domenica contro il Siviglia, ora il Real si sta allontanando sempre più dalla vetta. Ma Ancellotti non si preoccupa ed è fiducioso per la rimonta. <b>Ancellotti</b> non si arrende. L'ex allenatore del <b>Milan</b> ha ancora fiducia in una rimonta del suo <b>Real</b> <b>Madrid</b>, al momento terzo con 70 punti nella Liga, alle spalle di <b>Barcellona</b> e <b>Atletico Madrid</b>, e reduce della sconfitta con il <b>Siviglia</b>, ormai a 6 successi consecutivi in campionato, di domenica scorsa.<div><br></div><div>Il tecnico italiano, dalle colonne del quotidiano “<b>As</b>”, si dice comunque fiducioso per la rimonta dei <i>blancos</i> della vetta, sicuro che i giochi non sono ancora del tutto conclusi. Il segreto, continua, è ritrovare l'equilibrio necessario tra la <b>squadra-leone</b> (come si era presentata il Real nei primi 14 minuti nell'ultima partita) e il <b>profondo stato di dormiveglia</b> che l'aveva colta anche nel <b>Clàssico</b> di due settimane fa.&nbsp;</div><div><br></div><div>I <b>tifosi</b> della squadra madrilena sperano veramente in una svegliata dei giocatori, anche in vista dell'imminente impegno di <b>Champions</b> <b>League</b> contro il <b>Borussia</b> <b>Dortmund</b>. La coppa delle grandi orecchie è un trofeo che manca da troppo tempo nella bacheca delle <i>merenghes</i> e una loro ennesima brutta figura nella competizione potrebbe essere un grosso guaio per <b>Carletto</b>.</div>C1012317,C1012318,C1012319,C1012320,C1012321,C1012322,C1007650,C1007651,C1007653,C1007654,C1007655,C1007855,C1007856,C100000 9,C1000075,C1007858Madriduttd01uttd01carlo-ancelotti.jpgSiNancellotti-madrid-fiducia-1012800.htmSi101268101,02,03030978
181012795NewsCampionatiRoma, il giorno di Toloi?20140325122955roma, toloi, benatia, torinoL`assenza di Mehdi Benatia costringerà Rudi Garcia a cambiare le carte in tavola.In vista dell'anticipo di stasera contro il Torino, la Roma si ritroverà con il problema di dover sostituire Mehdi Benatia, fermato dal giudice sportivo dopo la sfida di Verona. Potrebbe quindi essere il momento dell'esordio del giovane Rafael Toloi, difensore brasiliano arrivato alla Roma dal San Paolo nel corso del calciomercato invernale. <DIV><BR></DIV> <DIV>Per il ventitreenne Toloi, finora, gli spazi sono stati nulli: il momento di forma dei titolari Benatia e Castan non permette turnover, soprattutto perché il ragazzo avrà bisogno di tempo per adattarsi al calcio europeo. La squalifica del difensore marocchino, però, potrebbe accelerare i tempi d'inserimento.</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Toloi è il favorito per una maglia da titolare questa sera: le altre opzioni prevedono il rientrante De Rossi sulla linea dei difensori o lo spostamento di Romagnoli al centro della difesa, in quello che sarebbe il suo ruolo naturale.</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Quel che è certo è che per Toloi sarebbe subito un test importante, visto che si troverebbe ad affrontare uno dei tandem più pericoli dell'intera Serie A, costituito dall'ex Alessio Cerci e dal capocannoniere del campionato Ciro Immobile.</DIV>C1012317Roma Stadio OlimpicoEK1143EK1143stadio-olimpico-roma-curva.jpgSiNroma-torino-toloi-serie-a-1012795.htmSiT1000012101277701,02,030101159
191012785NewsCampionatiRoma, il progetto per il nuovo stadio sarà presentato il 26 marzo20140321075828Roma,stadio,progettoUn messaggio su Twitter conferma le indiscrezioni dei giorni precedenti.Come filtrato nei giorni scorsi, la Roma presenterà il progetto del nuovo stadio il prossimo 26 marzo. Un messaggio sul profilo Twitter della squadra, infatti, ha confermato una conferenza&nbsp;<SPAN style="LINE-HEIGHT: 18px; FONT-FAMILY: Arial, Verdana, Helvetica, sans-serif">presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, alle ore 11.</SPAN>C1012317EK1143EK1143stadio-olimpico-roma-curva.jpgSiNroma-nuovo-stadio-1012785.htmSi101277701,02,03010934
201012781NewsCampionatiLa Roma piega l`Udinese e mantiene il vantaggio sul Napoli20140318094637roma,udinese,serie a,totti,destro,pinzi,torosidis,bastaI giallorossi superano un`Udinese gagliarda con il punteggio di 3-2, rispondendo così al successo del NapoliCostretta al successo dalla vittoria del Napoli, una Roma appannata riesce a superare una buona Udinese con il punteggio di 3-2. Non è stata una serata facile per gli uomini di Garcia, che si sono trovati di fronte una formazione volenterosa e che non ha mai rinunciato ad attaccare.<div><br></div><div>Orfani di Kevin Strootman, i giallorossi hanno schierato al suo posto il brasiliano Rodrigo Taddei, che bene aveva fatto al San Paolo contro il Napoli. Per sostituire gli squalificati Maicon e De Rossi, Garcia si è affidato a Torosidis e Nainggolan, mentre Dodò è stato preferito al giovanissimo Romagnoli, fisicamente non al meglio. In avanti, a far compagnia al solito Gervinho, ci sono Mattia Destro e il rientrante Francesco Totti. L'Udinese si è presentata quasi al completo, col solo Gabriel Silva indisponibile: al suo posto, Guidolin ha scelto Basta, con Widmer ad occupare invece la fascia destra.</div><div><br></div><div>I bianconeri partono alla grande e mettono sotto pressione i capitolini. Al 22°, però, è la Roma a portarsi in vantaggio: una bella azione porta Gervinho alla conclusione ravvicinata, respinta da Scuffet. Per Francesco Totti è un gioco da ragazzi appoggiare la sfera nella porta sguarnita, regalando l'1-0 alla sua squadra.</div><div><br></div><div>L'Udinese reagisce in modo veemente, ma De Sanctis compie un miracolo sul tiro quasi a botta sicura di Badu. Non sarà l'unico grande intervento del portiere in questa serata. Al 30°, un'azione di contropiede della Roma porta Destro a tu per tu con Scuffet, col giovane attaccante che è bravo ad aggirarlo e a depositare la palla in rete per il 2-0 dei giallorossi.</div><div><br></div><div>Ancora una volta, l'Udinese ribatte rabbiosamente e chiama De Sanctis ad un altro grande intervento, col portiere che nega a Di Natale la gioia del gol: bel gesto di fair play dell'attaccante napoletano, che al termine dell'azione fa i complimenti all'estremo difensore della Roma. I friulani alzano il baricentro, ma non riescono a trovare la rete.</div><div><br></div><div>Dopo l'intervallo, la Roma rientra in campo apparentemente svagata e l'Udinese la punisce al 51°: Totti perde un pallone velenoso a metà campo e Pinzi supera De Sanctis con un diagonale di sinistro dal limite dell'area, che si infila sul secondo palo. L'Udinese ha anche la palla per il 2-2, con Di Natale che si trova a tu per tu con De Sanctis, ma il portiere della Roma si supera anche in questa occasione e mantiene in vantaggio la sua squadra.</div><div><br></div><div>Al 70°, la Roma trova il gol del 3-1: un'avanzata apparentemente innocua di Torosidis coglie impreparata la difesa friulana e il greco scaglia un sinistro potente e preciso che non lascia scampo a Scuffet. Un minuto più tardi, l'Udinese potrebbe accorciare lo svantaggio, ma De Sanctis nega ancora una volta la rete a Di Natale, che aveva cercato di superarlo con un destro a giro.</div><div><br></div><div>Al 76°, è clamoroso l'errore di Allan: una triangolazione con Di Natale porta al tiro l'incontrista brasiliano, che cicca clamorosamente il pallone e spedisce la sfera sul fondo. All'81°, l'Udinese trova la rete del 3-2 sugli sviluppi di un calcio d'angolo, con Basta che sfrutta una respinta di De Sanctis e lo supera con un potente sinistro da distanza ravvicinata.</div><div><br></div><div>L'Udinese tenta un forcing finale ma non riesce più a rendersi pericolosa. Il nuovo entrato Florenzi ha invece la palla del 4-2, ma il suo tiro finisce alto sulla traversa di Scuffet. Non accade più nulla fino al termine del recupero, quando Tagliavento fischia la fine dell'incontro. Non senza soffrire, la Roma regala al proprio pubblico il 18° successo stagionale, mentre per l'Udinese resta la beffa di essersi trovata di fronte ad uno straordinario De Sanctis, che non le ha permesso di strappare almeno un punto allo stadio Olimpico.</div>C1012317Roma Stadio OlimpicoEK1143EK1143garcia.jpgSiNrisultati-roma-udinese-campionato-serie-a-1012781.htmSiT1000012101277701,02,030101161
211012779NewsCampionatiRoma, Totti torna in campo dopo oltre un mese d`assenza20140317083556Totti, RomaFrancesco Totti è pronto al rientro in vista della sfida casalinga contro l`UdineseA distanza di oltre un mese dall'ultima partita giocata, Francesco Totti è pronto a tornare in campo. Il capitano della Roma –&nbsp;assente dal derby pareggiato per 0-0 contro la Lazio, in data 9 febbraio&nbsp;– rientrerà in squadra questa sera, in vista della sfida contro l'Udinese. Non è chiaro se Rudi Garcia lo schiererà addirittura dal primo minuto o se preferirà farlo partire dalla panchina, in previsione di una staffetta con Mattia Destro. Quel che è certo è che Totti è ormai recuperato ed è pronto a dare il suo contributo per la lotta al secondo posto finale.C1012318,C1012317Roma Stadio OlimpicoEK1143EK1143totti_nuove_010.jpgSiNroma-totti-pronto-al-rientro-1012779.htmSiT1000012101277701,02,030101214
221012766NewsCampionatiUdine fatale per il Milan, Di Natale vola ancora20140310131331Milan, Udinese, Di Natale, Champions LeagueNell`anticipo di sabato sera Di Natale stende il Milan, che ha nella testa ormai solo la prossima sfida di Champions a Madrid. Punti importanti per il Guido.Troppa Champions in testa e poco campionato. Il <b>Milan</b> paga la tensione per l'imminente partita contro l'<b>Atletico Madrid</b>, match da dentro o fuori, e cade a <b>Udine</b> grazie a <b>Di Natale</b>. E pensare che fino alla fine del primo tempo si poteva sperare per il Diavolo, con i ragazzi di <b>Guidolin</b> apparentemente addormentati per l'ennesima volta in una sfida tanto importante per il loro cammino salvezza.<div><br></div><div>E invece succede l'imprevedibile. Succede che quel Totò che disse "no grazie" proprio ai rossoneri questa estate ci mette lo zampino e aggiusta una partita che cominciava già a parlare un pò di friulano da qualche minuto. Uno due in velocità, difesa che fa dolci sogni mentre Di Natale si infila nello spazio e conclude il facile facile tap in davanti ad <b>Abbiati</b>. Il numero 32 milanese si butta, ma non c'è niente da fare. L'aereoplanino vola ancora.</div><div><br></div><div>Dall'altra parte del campo, il prodigioso <b>Scuffet</b> para tutto, perfino un meteorite proveniente da Marte. Scherzi a parte, una buona dose di...fortuna lo aiuta non poco, come al 14' del primo tempo quando il pallone lo oltrepassa, papera delle papere, ma <b>Pazzini</b> mette a lato. Dicono che la porta vuota gli faccia paura, fatto è che di gol non si vede neanche l'ombra.</div><div><br></div><div>Tre punti d'oro per i bianconeri, che ora salgono a 31 punti e vedono avvicinarsi quei benedetti 40 tanto pianti da Guidolin. <b>Pozzo</b> esulta, i tifosi fanno festa e sperano che la squadra continui così, magari andando oltre quel fisso traguardo ma il campionato sembra troppo breve per rialzare la posta in palio. Per il Milan è uno stop che scotta, soprattutto perché l'Oscar come miglior squadra in campo se la posta via lei, ma ora c'è l'Atletico di <b>Simeone</b> ad attenderla in Spagna. Lì la vittoria è d'obbligo, una Champions senza italiane non si può più vedere.</div>C1012317Udine Stadio Friuliuttd01uttd01toto-di-natale-udinese-milan-1-0.jpgSiNudine-fatale-per-il-milan-di-natale-vola-ancora-1012766.htmSiT1000011,T1000027101268101,02,030301335
231012762NewsCalciomercatoJuventus, Raiola blinda Pogba20140309131134juventusLuiMentre Mino Raiola, agente fra i più famosi in Italia, blinda di fatto Pogba alla Juventus, in tutta Europa cresce l'entusiasmo (e l'interesse) per il centrocampista francese. Si parte, riporta da Tuttosport, da Vieira ("È meglio di me"), mentre van Gaal, che l'ha affrontato mercoledì con la sua Olanda, spiega che "è un caso unico. Lui è molto forte fisicamente ma al tempo stesso è veloce e bravo tecnicamente. Non esistono al mondo tanti giocatori come lui". In Francia ormai è visto come un paladino, un eroe per sognare in grande, magari già dai prossimi mondiali, e France Football l'ha messo in copertina. Si chiude con Gullit: "Paul è una delle stelle della Francia, con la Juve sta giocando alla grande. con un po' di fortuna sarà la futura star della Francia e, quindi, del calcio mondiale".<BR>C1012317adm001adm001nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNjuventus-raiola-blinda-pogba-1012762.htmSiT1000007100075701,02,03,06030740
241012761NewsCampionatiInter, Thoir carica la squadra20140309131028interDueAncora una volta ci sarà un ospite di eccezione per la gara dell'Inter. Anche se forse non è giusto chiamarlo così visto che del resto la squadra è sua; Erick Thohir assisterà al match fra i nerazzurri e il Torino, dopo aver visto i pareggi contro Catania e Cagliari. Due partite non certo eccezionali, ma per la prima volta il tycoon potrà osservare coi proprio occhi le prodezze di Hernanes, il primo acquisto di un certo livello della sua gestione. Ieri, conferma La Gazzetta dello sport, c'è stata la visita allo stadio e al campo, dove Thohir ha potuto confrontarsi con Mazzarri e i giocatori.C1012317adm001adm001thoir.jpgSiNinter-thoir-carica-la-squadra-1012761.htmSiT1000026100075701,02,03,09030647
251012760NewsCampionatiRoma, torna Maicon20140309130852romaUnLa Roma di Rudi Garcia torna al San Paolo dopo la scoppola subita in Coppa Italia. Il tecnico francese, riporta l'edizione romana de La Gazzetta dello Sport ritrova in Maicon. Un elemento chiave per il suo gioco e da parte sua l'esterno brasiliano ha un doppio obiettivo: aiutare a blindare la porta troppo perforata nel precedente, e convincere Scolari a preferirlo a Rafinha in vista del Mondiale. Per lui questi due mesi saranno decisivi e un buon inizia contro il Napoli sarebbe un ottimo biglietto da visita.<br><br>C1012317adm001adm001pjanic-4.jpgSiNroma-torna-maicon-1012760.htmSiT1000012100075701,02,03,08030630
261012759NewsCampionatiTorino, Immobile punta l`Inter20140309130738torinoL`attaccanteDifese da inventare per Inter e Torino quest'oggi e attaccanti che potrebbero beneficiarne. I nerazzurri dovranno fare i conti con un avversario in particolare, che risponde al nome di Ciro Immobile. L'attaccante in comproprietà fra i due club del capoluogo piemontese si esalta quando vede San Siro: ha già castigato l'Inter quando vestiva la maglia del Genoa, e a febbraio ha segnato anche in occasione della sfida dei granata al Milan infilando Abbiati. Inoltre, come sottolinea TuttoSport, l'attaccante deve continuare a fare bene in vista della maglia azzurra per il Mondiale: tutti incentivi con cui dovrà fare i conti la difesa dell'Inter.C1012317adm001adm001barreto-6.jpgSiNtorino-immobile-punta-l-inter-1012759.htmSiT1000099100075701,02,03,07030670
271012758NewsCalciomercatoInter, vicino un altro giocatore del Manchester United20140309130665interL`InterSecondo quanto arriva dall'Inghilterra, riportato in particolare dal Sunday People, l'Inter sarebbe ancora più vicina a Javier Hernandez, attaccante in forza al Manchester United. I nerazzurri vogliono consolidare il "ponte" verso il Regno Unito e verso i Red Devils, e dopo l'arrivo di Vidic hanno puntato forte sul messicano. L'Inter ha parlato col padre e agente del giocatore e sta preparando un'offerta da 12 milioni di sterline, di fatto già molto vicina ai 15 chiesti dal club inglese. Intanto su Hernandez piomba però anche il Valencia.<BR>C1012317adm001adm001mazzarri-inter.jpgSiNinter-vicino-un-altro-giocatore-del-manchester-united-1012758.htmSiT1000026100075701,02,03030729
281012757NewsCalciomercatoRoma, piace un centrocampista del Psg20140309130320romaDopoSecondo quanto riportato dal portale transalpino Le10Sport.com il Chelsea sarebbe intenzionato a mettere i bastoni fra le ruote della Roma nella corsa al giovane centrocampista Adrien Rabiot del Paris Saint-Germain. Dopo Arsenal e Tottenham arriva ancora da Londra una pericolosa rivale per i giallorossi.C1012317adm001adm001stadio-olimpico-roma-curva.jpgSiNroma-piace-un-centrocampista-del-psg-1012757.htmSiT1000012100075701,02,03030675
291012754NewsCampionatiInter, si aspetta Sagna20140307130411interL`ipotesiCome riporta Tuttosport dopo l'ingaggio ufficiale di Nemanja Vidic, il dt Piero Ausilio ha terminato il suo corteggiamento a Bacary Sagna offrendogli un contratto triennale. La società interista ha già effettuato dunque le sue mosse, cercando di convincere il francese a lasciare l'Arsenal dopo 7 anni di permanenza a Londra. L'ipotesi più probabile è quella che il difensore decida di restare alla corte di Wenger, ma i nerazzurri non getteranno la spugna fino al momento del rinnovo del giocatore con i Gunners. Se Sagna dovesse rifiutare l'offerta interista, allora il cambio di obiettivo sarebbe automatico con Vrsaljko primo della lista delle "riserve". <br><br> &nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001mazzarri-inter.jpgSiNinter-si-aspetta-sagna-1012754.htmSiT1000026100075701,02,03030556
301012753NewsCampionatiIl Milan resta italiano20140307125850milanPerSilvio Berlusconi ha detto di no. Quattro volte. "No, no, no, no". La risposta, uscito da Palazzo Giustiniani a Roma per presentare un libro, è sulla possibile vendita del Milan. Il Corriere della Sera scrive però che qualcosa sta succedendo, visto che le voci, ciclicamente, tornano con forza. Secondo Forbes la valutazione del club è 680 milioni di euro ma il mandato a Lazard non significa un'accelerata a breve. Per adesso, Fininvest è interessata a soci di minoranza, per quanto riguarda in particolare il capitolo stadio anche se lì si parla di investitori del Qatar ed il capitolo potrebbe altrettanto mutare.C1012317adm001adm001galliani.jpgSiNil-milan-resta-italiano-1012753.htmSiT1000027100075701,02,03,07030682
311012745NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta vuole Nedelev20140304144994juventusCome riporta TuttosportCome riporta Tuttosport oggi in edicola racconta di un possibile sondaggio per Todor Nedelev da parte della Juventus. In Bulgaria è considerato un novello Stoichkov ed è cresciuto calcisticamente nel Botev Plovdiv. Adesso incanta la Bundesliga da poche settimane con la maglia del Mainz: ala versatile, di classe e qualità, pare che i bianconeri abbiano fatto un sondaggio per il ragazzo. E' presto, però: Nedelev è arrivato da poco, da metà gennaio, al Mainz dalla Bulgaria ed ancora vuole imporsi a Magonza prima di prendere il volo.<BR>C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-vuole-nedelev-1012745.htmSiT1000007100075701,02,03,06030717
321012744NewsCampionatiEuropa League, le probabili formazioni20140227144527europa leagueProbabili formazioniFiorentina (4-3-3): Neto; Diakitè, Compper, Savic,&nbsp; Pasqual; Aquilani,&nbsp; Borja Valero, Fernandez;&nbsp; Ilicic, Gomez, Matos. All. Montella.<BR>Esbjerg (4-4-2): Dúbravka; Ankersen, Drobo,&nbsp; Knudsen,&nbsp; Jakobsen; Bakenga, Lekven, J. Ankersen,&nbsp; Andreasen;&nbsp; Fellah, Lyng, Pušić. All. Frederiksen.<BR>Arbitro: Marijo Strahonja (Cro)<br><br> <BR>Trabzonspor (4-3-3): Kıvrak; Bosingwa, Yumlu, Demir, Keles; Bourceanu, Zokora, Colman; Henrique, Adin, Emre Gural. All: Mandirali.<BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Caceres, Bonucci, Ogbonna; Isla, Pogba, Vidal, Marchisio, Peluso; Osvaldo, Giovinco. All: Conte.<BR>Arbitro: Kràlovec (Cze)<br><br> <BR>Tottenham (4-1-4-1): Lloris; Naughton, Dawson, Vertonghen, Rose; Capoue; Dembelè, Paulinho, Bentaleb, Lennon; Adebayor. All: Sherwood.<BR>Dnipro (4-4-1-1): Boyko; Fedeckyj, Mazuch, Ceberjacko, Strinic; Zozulja, Kankava, Rotan, Konopljanka; Giuliano, Nascimento. All: Ramos.<BR>Arbitro: Antony Gautier (Fra)<br><br> <BR>Az Alkmaar (4-3-3): Esteban; Reijnen, Gouweleeuw, Wuytens, Viergever; Gudelj, Ortiz, Elm; Berghuis, Jóhannsson, Beerens. All: Advicaat.<BR>Slovan Liberech (4-4-2): Kovář; Coufal, Kováč, Rajnoch, Fleišman; Sackey, Šural, Pavelka, Rybalka; Frýdek, Budnik. All: Valovic.<BR>Arbitro: Serhiy Boiko (Ukr)<br><br> Valencia (4-4-2): Guaita; Bernat, Mathieu, Costa, Pereira, Fuego, Keita, Parejo, Jonas, Michel, Alcacer. All: Pizzi.<BR>Dinamo Kiev (4-2-3-1): Shovkovski; Silva, Dragovic, Vida, Makarenko; Veloso, Haruna, Yarmolenko, Belhanda, Lens, Mbokani. All: Blokhin.<BR>Arbitro: Deniz Aytekin (Ger)<br><br> <BR>Genk (4-4-2): Van Hout; Walsh, Simaeys, Kara, Tshimanga; Makisa, Gerkens, Kumordzi, Limbombe; Vossen, Schrijvers. All: Ferrera.<BR>Anzhi Makhachkala (4-2-3-1): Kerzhakov; Grigalava, Ewerton, Adeleye, Agalarov; Jucilei, Epureanu; Sobolev, Burmistrov, Maksimov; Serderov. All: Gadhziev.<BR>Arbitro: Manuel Gräfe (Ger)<br><br> <BR>Benfica (4-2-3-1): Artur, Luisao, Pereira, Garay, Jardel, Sulejmani, Djuricic, Perez, Gaitan, Lima, Cardozo. All. Jesus.<BR>Paok Salonicco (4-2-3-1): Jacobo; Kitsiou, Inigo Lopez, Katsouranis, Lino; Lazar, Tziolis; Lawrence, Lucas, Stoch; Salpingidis. All. Stevens.<BR>Arbitro: Szymon Marciniak (Pol)<br><br> <BR>Lione (4-1-4-1): Vercoutre; Zeffane, Biševac, Koné, Tolisso; Ferri; Malbranque, Mvuemba, Bahlouli, Danic; Briand. All. Garde.<BR>Chornomorets Odessa (4-4-2): Bezotoskyi; Kutas, Berger, Fontanello, Santana; Bobko, Arzhanov, Gay, Kovalchuk; Dja Djedje, Antonov. All. Hryhorcuk.<BR>Arbitro: Aleksandar Stavrev (Mkd)<br><br>C1012317adm001adm001c-33509839.jpgSiNeuropa-league-le-probabili-formazioni-1012744.htmSi100075701,02,03,06030344
331012740NewsCampionatiCruz Azul, una rete incredibile da più di 50 metri dopo una rimessa laterale VIDEO20140227132718calcioPazzescaPazzesca rete&nbsp;di Rogelio Chavez nella partita che ha visto il suo Cruz Azul imporsi per 3-1 sul Queretaro. Inutile stare a spiegare come e’ avvenuto: bisogna guardarlo per crederci!<BR><BR>link: <A href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=er4Ul1WhffY">http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=er4Ul1WhffY</A><BR><BR><BR>C1012317adm001adm001rete.jpgSiNcruz-azul-rete-incredibile-da-cinquanta-metri-partendo-da-una-rimessa-laterale-1012740.htmSi100075701,02,03030394
341012741NewsCampionatiClamoroso Serie A, la classifica senza errori arbitrali: Roma prima indiscussa. Rimonterebbero Fiorentina e Milan20140226150556calcio,arbitri,classificheCome cambierebbe la classifica di serie A senza i presunti errori arbitrali reclamati dalle squadre La ventiseiesima giornata di Serie A ha forse raggiunto l'apice delle polemiche arbitrali. Il rigore non dato al Torino, la mancata espulsione di Vidal o il gol assegnato al Milan sono solo alcuni esempi, senza citare le proteste di Mazzarri e dell'Inter. Ma come sarebbe la classifica al netto degli errori di giudizio arbitrali? E' quello che si è chiesto Panorama.it che, analizzando giornata dopo giornata i diversi episodi, ha stilato la nuova classifica: Roma davanti a tutti.<br><br>Proprio così: i giallorossi di Garcia senza gli interventi arbitrali sarebbe prima con una partita ancora da recuperare, quella col Parma, a quota 63 punti, sei in più dei cinquantasette attuali. Secondo posto per la Juventus che, al contrario, avrebbe un credito proprio di sei punti che la farebbe scendere fino a quota 60. La squadra più penalizzata però è la Fiorentina di Montella, meritevole di un terzo posto sul campo con 52 punti, ben sette in più di quelli realmente conquistati. I viola sarebbero davanti al Napoli e all'Inter (tre punti in meno), mentre il Milan sarebbe sesto in piena zona Europa League con cinque punti in più rispetto a quelli dell'attuale classifica, quaranta contro trentacinque.<br><br>Il mucchio centrale sarebbe praticamente identico dal Torino, settimo con un punto in meno del merito, al Genoa, addirittura avvantaggiato per sei lunghezze. In coda invece il Cagliari sarebbe risucchiato nella lotta bollente per la salvezza (+4) con le altre a giocarsi più o meno con le stesse armi la permanenza in Serie A. Ultimo sarebbe il Catania a quota 17 punti. Indicativi i dati di Parma e Chievo: il loro campionato rispecchia fedelmente i meriti. Per loro sì che i favori e i torti alla fine si stanno compensando.<br><br>C1012317adm001adm001calcio-6.jpgSiNclamoroso-serie-a-la-classifica-senza-gli-errori-arbitrali-roma-prima-indiscussa-rimonterebbero-fiorentina-e-milan-1012741.htmSi100075701,02,03,06,07,08,09030848
351012738NewsCampionatiI partenopei non reggono il passo di Roma e Juve. Ennesimo pareggio casalingo per Higuain e compagni20140224232352benitez, gasperini, genoa, napoli, calaiò, higuain, pandev, callejon, mertens, hamsik, jorginho, inler, reina, perin, burdisso, motta, matuzalem, sculli, gilardino, antonelli, san paoloL`ex Calaiò gela il San Paolo a 6 dalla fine. Finisce 1 a 1 al San Paolo<p align="justify">Nel Monday Night &nbsp;della 25’ giornata del campionato di Serie A, il Napoli di Rafael Benitez non riesce a fare bottino pieno al San Paolo, pareggiando per 1 a 1 con il Genoa. Partono meglio i padroni di casa che passano in vantaggio al 18’ con un gran gol di Higuain, il tredicesimo in campionato: l’argentino, servito in profondità da Hamsik, si presenta davanti a Perin e lo beffa con un delizioso pallonetto di sinistro. Il Genoa però non accusa il colpo, e nonostante giochi tutta la ripresa senza Gilardino (sostituito a fine primo tempo), si riaffaccia spesso e volentieri dalle parti di Reina e conquista il pari con una bellissima punizione dell’ex Calaiò all’84’ che sorvola la barriera, tocca il palo, e s’insacca alle spalle del portiere spagnolo. Con questo pareggio, il Napoli sale a 51 punti, a -6 dalla Roma seconda, con i giallorossi che però devono recuperare il match casalingo con il Parma. Il Genoa, invece, consolida l’undicesimo posto raggiungendo quota 32.<br><br> TABELLINO<br><br>NAPOLI – GENOA: 1 - 1<br><br> MARCATORI: 18’ Higuain (N), 84’ Calaiò (G)<br><br> NAPOLI (4-2-3-1): Reina; Reveillere, Fernandez, Albiol, Ghoulam; Behrami, Jorginho (80’ Inler); Mertens (85’ Pandev), Hamsik (72’ Insigne), Callejòn; Higuain.&nbsp;<br><br> A disposizione: Contini, Colombo, Henrique, Britos, Maggio, Dzemaili, Radosevic, Duvan.<br><br> &nbsp;Allenatore: Rafael Benitez<br><br> GENOA (3-4-3): Perin; Burdisso, De Maio, Antonini; Motta (63’ Calaiò), Matuzalem, Bertolacci, Antonelli; Konate, Gilaridno (46’ Feftatzidis), Sculli (78’ Centurion).<br><br> A disposizione:&nbsp;Bizarri, Albertoni, Cofie, Marchese, Portanova, Cabral, De Ceglie, Sturaro.&nbsp;<br><br> Allenatore: Giampiero Gasperini<br><br> ARBITRO: Banti<br><br>AMMONITI: 31’ Matuzalem (G), 40’ Sculli (G), 43’ Hamsik (N), 53’ Albiol (N), 70’ Higuain (N), 73’ Callejon (N), 83’ Mertens (N) <br><br>C1012317Napoli, Stadio San Paoloivomesivomesgasperini.jpegSiNnapoli-genoa-pareggio-calaio-1012738.htmSi100075401,02,03010538
361012737NewsCampionatiLa Fiorentina si salva in extremis, al Tardini finisce 2-220140224223728montella, fiorentina, cuadrado, mati, amauri, cassano, donadoni, parma, gervasoni, matri, ilicic, ambrosini, neto, aquilani, parolo, miranteDue volte avanti con Fantantonio e Amauri, gli emiliani si fanno rimontare da Cuadrado e Mati, autore di un eurogol nel finaleLa Fiorentina acciuffa nel finale grazie ad una perla di Mati Fernandez il Parma nel primo dei due posticipi del lunedì della 25/a giornata di Serie A. Finisce in parità al Tardini con il Parma che scappa in avanti due volte con Cassano ed Amauri, ma viene ripresa dai viola prima con Cuadrado poi da Mati.&nbsp;La Fiorentina, sempre quarta, sale a 45 punti, il&nbsp;Parma raggiunge quota 37.<br><br><strong>PARMA-FIORENTINA 2-2</strong><br> <strong>Parma (3-5-2):&nbsp;</strong>Mirante; Cassani, Paletta, Lucarelli; Biabiany (42' st Palladino), Gargano, Marchionni (35' st Munari), Parolo, Molinaro; Amauri, Cassano (37' st Schelotto).&nbsp;<br> A disp.: Pavarini, Coric, Gobbi, Felipe, Obi, Mauri, Rossini, Nyantakyi.&nbsp;All.:&nbsp;Donadoni&nbsp;<br> <strong>Fiorentina (4-3-3):&nbsp;</strong>Neto; Diakité, Savic, Rodriguez, Tomovic; Aquilani (32' st Mati Fernandez), Pizarro, Borja Valero; Cuadrado, Matri (20' st Ilicic), Joaquin (14' st Gomez).&nbsp;<br> A disp.: Rosati, Roncaglia, Compper, Ambrosini, Pasqual, Wolski, Matos, Vargas, Anderson.All.:&nbsp;Montella&nbsp;<br> <strong>Arbitro:</strong>&nbsp;Gervasoni<br> <strong>Marcatori:</strong>&nbsp;39' Cassano, 5' st rig Amauri (P), 41' Cuadrado, 40' st Mati Fernandez(F)<br> <strong>Ammoniti:</strong>&nbsp;Diakité, Tomovic, Pizarro, Savic(F), Molinaro, Garganom, Paletta (P)<br> <strong>Espulsi:</strong>&nbsp;8' st Diakité per doppia ammonizione, 49' st Borja Valero e Munari per reciproche scorrettezze<br><br>C1012317Parma, Stadio Tardiniivomesivomescuadrado-4.jpgSiNparma-fiorentina-pareggio-matifeurogol22-1012737.htmSi100075401,02,03010422
371012736NewsCampionatiSanremo, step by step. Tra intenso lavoro e grandi emozioni20140224214820Dal nostro inviatoE’ stataLunedì, 17 febbraio 2014<br><br> Da Torino a Sanremo un viaggio in treno che rispecchia l’Italia di oggi, tra canzoni spensierate, vip che sono l’attrattiva vera, profumatissimi fiori, tanta esteriorità e poi…..l’altra faccia, quella reale, fatta di crisi nera che si taglia a fette e di una rete ferroviaria che è l’emblema della negatività di questo nostro Paese. L’ormai celebre frana di Andora in provincia di Savona, ha tagliato fuori dal mondo Sanremo. In attesa che la linea venga ripristinata, ho pensato di partire da Torino Porta Nuova alle 6,25 in treno fino a Ventimiglia, facendo un percorso diverso dal solito, passando tra le montagne del Col di Tenda tra splendidi pendii e paesaggi mozzafiato che s’intersecano tra terre piemontesi, francesi e poi finalmente la Liguria. Arrivato a Ventimiglia prendo un pullman per Sanremo. Non ho molto tempo a disposizione, perché la prima conferenza stampa del festival è prevista alle 12,30 d oggi. Fabio Fazio, Luciana Littizzetto e tutto lo staff dirigenziale della Rai di Roma non aspettano, anche perché alle 14,30 ci sono le prove e i preparativi fervono a ritmi incessanti. Sale la febbre della prima serata della canzone di Sanremo, prevista per domani 18 febbraio. Mi reco subito all’ufficio stampa della Rai per ritirare il mio accredito e il pass con tanto di foto, che garantisce la mia iscrizione all’Ordine dei Giornalisti e il conseguente libero accesso alle conferenze indette presso la sala stampa “Lucio Dalla” del Palafiori di Sanremo. Un privilegio, visto i ferrei controlli e gli sbarramenti forse eccessivi del personale preposto alla sorveglianza. Bene, dopo avere esaurito le pratiche di rito, arrivo in tempo per la prima conferenza stampa che precede il dì di festa che corrisponde alla prima serata del festival sanremese. Una Kermesse che tantissimi italiani guardano, ma nessuno, o quasi, ha il coraggio di rivelarlo per non so quale pudore. Quasi fosse un qualcosa che ti fa apparire classicamente sorpassato e dai gusti canori non più alla moda. E invece no! Perché il festival di Sanremo 2014 riserva una serie di cantanti, di ospiti d’onore e di personaggi pubblici che attizzano la curiosità di tutti, anche dai giovani. Laetitia Casta, Cat Stevens, Raffaella Carrà saranno ospiti nella prima serata e, a seguire dalla seconda serata in poi, sarà la volta di Claudio Baglioni, Franca Valeri e Rufus Wainwright, Renzo Arbore, Damien Rice, Enrico Brignano, Paolo Nutini, Gino Paoli, Ligabue, Maurizio Crozza e Stromae. E, mentre monta subito la polemica per la presenza di Grillo fuori o dentro l’Ariston e i presunti testi blasfemi di Rufus Wainwright nel mirino dell’associazione telespettatori cattolici Aiart per una canzone del 2005 dal titolo “Gay Messiah”, ci sarà probabilmente una protesta davanti ai cancelli di viale Mazzini a Roma. Vedremo cosa accadrà e, soprattutto, appureremo strada facendo se ci saranno delle defezioni dell’ultimo momento o se effettivamente ci sarà il sale necessario per fare discutere l’opinione pubblica. Ah, dimenticavo la cosa che dovrebbe essere la più importante, ma che invece sembra passare in secondo piano: sono i cantanti un gara. Tra i campioni, Antonella Ruggiero, Arisa, Cristiano De Andrè, Francesco Renga, Francesco Sarcina, Frankie Hi NRG MC, Giuliano Palma, Giusy Ferreri, Noemi, Perturbazione, Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots, Renzo Rubino, Riccardo Sinigallia, Ron. Otto saranno le nuove proposte: Veronica De Simone, Rocco Hunt, Bianca, Diodato, Vadim, Zibba, The Niro, Filippo Graziani. Soltanto uno di loro coronerà il sogno di vincere il festival di Sanremo giovani, scrollandosi di dosso il fardello della’anonimato. A domani amici, il palco del teatro Ariston di Sanremo è pronto, vediamo cosa accadrà.<br><br> Martedì, 18 febbraio 2014<br><br> E’ il giorno dell’inizio del festival di Sanremo ma la sensazione è che sia all’insegna della crisi. A poche ore dall’inizio della Kermesse canora più nota d’Italia, avverto la tipica atmosfera festivaliera che l’ha caratterizzata negli anni passati. Tuttavia, gli alberghi hanno prenotazioni in netto calo e tra le strade neanche i vip si fanno vedere, perché preferiscono stare rinchiusi tra le mura della propria stanza d’hotel fino a poche ore prima di calcare il palco dell’Ariston. La crisi economica investe anche la canzone più popolare d’Italia, meno discografici e meno produttori. I turisti preferiscono fare soggiorni brevi e fanno registrare un calo di presenze del 20-30%. Stasera sarà ospite d’onore Laetitia Casta, bella, affascinante, ma di poche parole. In sala stampa si è detta felice di ritornare a Sanremo, grazie alla grande amicizia che ha da anni con Fabio Fazio. Ad aprire la gara dei big, questa sera sarà Arisa, a seguire Frankie Hi Nrg Mc, Antonella Ruggiero, Raphael Gualazzi, Cristiano De Andrè, i Perturbazione e Giusy Ferreri. Tra gliospiti anche Raffaella Carrà, Ligabue con un omaggio a Fabrizio De Andrè, Yussuf Cat Stevens e, infine, come dicevamo, Laetitia Casta. Inizia dunque il 64° festival di Sanremo, tra attese, polemiche e, soprattutto, tanta crisi economica.<br><br> Mercoledì, 19 febbraio 2014<br><br> Mi trovo al Palafiori “ Lucio Dalla”, la sala stampa di Sanremo dove scrivo i miei pezzi. Le conferenze stampa si susseguono a ritmi incessanti, ma è interessante lavorare assieme a numerosissimi colleghi giornalisti accreditati al festival. Sono qui a commentare la prima serata del festival e dico che ne sono successe davvero di tutti i colori. Dramma e bellezza si intersecano all’apertura ufficiale della kermesse della canzone. Mentre Fazio mette in evidenza la bellezza perduta da un’Italia che invece di essere valorizzata viene sistematicamente bistrattata, due operai disperati minacciano di buttarsi dalla galleria. Grillo fa un “comizio” davanti all’Ariston e urla critiche e offese contro i giornalisti, la Rai, il Governo e chi gli passa per la mente. Poi lo show di Ligabue che ricorda Fabrizio De Andrè in un classico testo dialettale ligure e poi la Casta e la Carrà danno un tocco di classe alla serata. Ma la sensazione è che questo festival sia più attento allo show degli artisti ospiti, piuttosto che ai cantanti e alle canzoni in programma. Un inizio shock dunque nella prima serata di questo festival che passerà alla storia come quello caratterizzato da crisi profonda e lancinanti polemiche. Intanto penso a quello che succederà questa sera nel corso della seconda serata. Tra i big canteranno Francesco Renga, Giuliano Palma, Noemi, Ron, Riccardo Sinigallia, Francesco Sarcina e Renzo Rubino, mentre tra le nuove proposte: Diodato, Filippo Graziani (figlio di Ivan Graziani), Bianca e Zibba. Sul palco anche gli ospiti, Claudio Baglioni, Rufus Wainwright, Franca Valeri e Claudio Santamaria.<br><br> Giovedì, 20 febbraio 2014<br><br> La seconda serata del festival è stata caratterizzata dallo share in calo. Rispetto alla prima serata si sono registrati 2 milioni di spettatori in meno. Il 18% del pubblico televisivo, infatti, ha preferito vedere la partita di Champions League Milan – Atletico Madrid che era data in chiaro su Canale 5. Sul palco dell’Ariston si respira aria retrò e tanta nostalgia che si manifesta attraverso le performance delle gemelle Kessler, di Claudio Baglioni e Franca Valeri. Poca attualità e pochi personaggi contemporanei. Intanto si intensificano le conferenze stampa con grande frenesia. Si comincia alle ore 11,00 con Francesco Renga, il 45enne cantante che appare molto loquace e attento alle domande dei giornalisti presenti. Poi, subito dopo, a mezzogiorno, nella sala stampa “Lucio Dalla”, inaspettatamente si è presentata Luciana Littizzetto. E’ stata una gradita sorpresa. Personalmente non avevo dubbi sulla sua professionalità, ma sono stato sorpreso dalla sua arguzia e intelligenza nel toccare tematiche talora anche profonde. Nel pomeriggio, Raphael Gualazzi, Ron, Rubino, Frankie Hi –NRG MC e Zibba si sono avvicendati in conferenza stampa. Quello che noto è che man mano che si avvicina la sera della finale del festival, aumenta l’ansia e l’adrenalina tra cantanti, autori, discografici e media è davvero alle stelle. La gente stessa che staziona giorno e notte davanti al teatro Ariston per vedere gli artisti, sembra attendere con fretta spasmodica l’ultima serata per conoscere l’epilogo di questo festival 2014. Ma, intanto, ci apprestiamo ad assistere la terza serata e vediamo cosa ci riserveranno Fazio e la Littizzetto. Per quanto mi riguarda, devo segnalare con mia grande soddisfazione, di essere stato estratto a sorte per assistere alla quarta serata del festival, proprio all’interno del teatro Ariston che ho sempre sognato fin da bambino. Sarà sicuramente un’emozione particolare che avrò senz’altro modo di raccontare in seguito. Un caro saluto, cari amici.<br><br> Venerdì, 21 febbraio 2014<br><br> La terza serata del festival ha evidenziato ancora un calo di ascolti. Nell’aria affiora un certo nervosismo e la polemica sulla lunghezza del festival che appare sempre più attento alle parole, alla riflessione, a momenti filosofici e all’attenzione verso gli ospiti, va a discapito della kermesse canora. Persino Fabio Fazio, tacciato di buonismo, ha perso la pazienza e la sua proverbiale compostezza rispondendo: “Non voglio più sentire parlare di buonismo, mi sono rotto le palle”. E’ un po’ come dire che il conduttore si è permesso la mezza parolaccia per significare una costante pressione mediatica che talora risulta davvero eccessiva. Qualcuno ha nominato questo festival “Che Sanremo che fa”, quasi a volere significare una replica della fortunata trasmissione televisiva di Fazio “Che tempo che fa”, Questa similitudine non è stata accettata di buon grado, perché il contesto è totalmente diverso. Intanto, il carrozzone chiamato festival di Sanremo procede tra polemiche ma anche tra mille curiosità. Questa sera è previsto l’omaggio alle canzoni d’autore della musica italiana. Tanti grandi ospiti che canteranno assieme ai big di Sanremo, tra cui Riccardo Scamarcio, Kekko dei Modà, Fiorella Mannoia, Alessio Boni, Alessandro Haber e altri si avvicenderanno a evocare i classici brani scritti da Franco Battiato, New Trolls, Fabrizio De Andrè, Paolo Conte, Edoardo Bennato, Zucchero, Pino Daniele, Enrico Ruggeri, Ivano Fossati, Francesco De Gregori, Domenico Modugno, Giorgio Gaber, Claudio Lolli, Lucio Dalla. Un grande evento emozionante, da non perdere. Io ci sarò. Sì, sarò presente al teatro Ariston e domani vi racconterò le mie emozioni.<br><br> Sabato, 22 febbraio 2014<br><br> Fila 5 posto 13. E’ la mia poltrona prenotata dalla Rai, a beneficio della stampa al teatro Ariston di Sanremo, per seguire la quarta serata del festival. Ma quanta emozione! Ciò che per anni avevo seguito e anche immaginato di quel mitico teatro, adesso posso vederlo in tutto il suo splendore. Il mio pass da giornalista ha fatto sì che si spalancassero le porte dell’Ariston. Chi l’avrebbe mai detto, io inviato a Sanremo al seguito del festival ho avuto modo di assistere alla Kermesse della canzone più importante d’Italia. Ma veniamo alla cronaca. E’ stata la serata dedicata agli autori italiani, da Bindi a Tenco, da De Andrè a Battiato, da Domenico Modugno a Giorgio Gaber. Intanto si apprende che Riccardo Sinigallia è stato escluso dalla competizione perché il suo brano “Prima di andare via” non risulta inedito, in quanto è stato eseguito in pubblico prima della sua partecipazione al festival. Poi l’esito delle nuove proposte. Ha vinto il 19enne salernitano Rocco Hunter, un ragazzo semplice capace di piangere a dirotto dopo avere appreso la sua vittoria. Il cantante rap che ha presentato “Nu juorno buono”, ha colpito tutti per la sua spontaneità ma, soprattutto, per il testo impegnato che parla del tessuto sociale meridionale e, più precisamente, di quella che è la realtà della sua terra campana, così piena di contraddizioni, fragilità senza fine e orgoglio da vendere. Una terra afflitta da mille problemi sociali, ma che appare bella più che mai nella speranza di un futuro migliore, che i giovani come Rocco Hunter desiderano urlare al mondo intero. Il ragazzo ha convinto per il genere musicale, il ritmo rap e la simpatia dettata anche dalle belle parole espresse verso la sua famiglia che con tanti sacrifici l’ha fatto crescere. Il papà netturbino e la mamma di Rocco erano presenti all’Ariston e hanno gioito piangendo insieme sul palco dopo la vittoria. Un ragazzo sveglio, sicuro di se, che ci ha fatto riflettere su un tema che è lontano dalle mille banalità talora espresse in musica per convenienza commerciale. Intanto il festival si accinge ad aprire il sipario per l’ultima serata, quella più attesa, quela che sancirà il vincitore tra i campioni in gara a Sanremo 2014.<br><br> Domenica, 23 febbraio 2014<br><br> E’ finito. Il festival di Sanremo 2014 ha chiuso i battenti. Cala il sipario dell’Ariston e anche la sala stampa “Lucio Dalla” chiude le sue porte. Ha vinto la cantante Arisa con la canzone “Controvento”, confermando quelle che erano state le previsioni della vigilia. In sala stampa ho provato un po’ di tristezza quando, salutando alcuni colleghi diventati poi cari amici, ci siamo ripromessi di rivederci presto. Abbiamo vissuto e insieme condiviso una lunga settimana fatta di continue conferenze stampa, di polemiche, di interviste, di resse per arrivare prima a fotografare il cantante proposto e poi scrivere il pezzo da inoltrare in redazione. Tanti sono stati i momenti di stanchezza, ma altrettante sono state le soddisfazioni di un lavoro talora difficile ma gratificante. Fazio, la Littizzetto, Pif e quanti si sono presentati giornalmente in sala stampa per la conferenza, ritornano a casa, proprio come noi che riprendiamo le nostre abitudini di sempre attraverso il quotidiano scrivere sul web. “Ciascuno in suo pensier farà ritorno” scriveva Giacomo Leopardi nel suo “Sabato del villaggio”. Anch’io ritorno a casa di mattino presto, attraversando le strade di una Sanremo ancora sonnolenta, vista la grande nottata senza fine della finale del festival. Ristoranti, bar e pizzeria sembrano riposare dopo tanti giorni di lavoro. Io riprenderò a scrivere di calcio, in fondo quella è la mia vera radice giornalistica. Per una settimana sono stato prestato alla canzone come inviato a Sanremo al seguito del festival. Una bellissima esperienza che non dimenticherò mai per tante situazioni che hanno sicuramente migliorato e allargato la mia conoscenza giornalistica e il mio percorso letterario. Il pallone e la canzone. Due mondi apparentemente diversi che in fondo si somigliano per la loro centralità mediatica. Ritorno dunque a casa ancora in treno, così come ho fatto all’andata. E, mentre guardo fuori dal finestrino lo scorrere veloce delle case tra aperte campagne e strade polverose, ripasso mentalmente il film di una settimana fatta di canzoni, serate interminabili di attenzioni, curiosità ed emozioni intense. Ma anche i visi dei miei compagni di viaggio giornalistico mi appaiono, come fossero ormai diventati parte di me. Arrivederci Sanremo, al prossimo anno!<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001100_0983.jpgSiNsanremo-step-by-step-tra-intenso-lavoro-e-grandi-emozioni-1012736.htmSi100075701,02,03,07030392
381012735NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Galliani vuole Casemiro del Real Madrid20140224194331milanSecondo quantoSecondo quanto riportato da Fichajes.net il Milan segue con attenzione il brasiliano Casemiro, centrocampista classe '92 in forza al Real Madrid. Il calciatore piace molto a Clarence Seedorf che vorrebbe portarlo in Italia nella prossima stagione. Il Real però non ha intenzione di mollarlo facilmente e sarebbe pronto a chiedere in cambio Riccardo Montolivo.<BR>C1012317adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-vuole-casemiro-del-real-madrid-1012735.htmSiT1000027100075701,02,03,07030826
391012734NewsCampionatiJuventus, Bonucci: «Voglio che la Roma si fermi»20140224194150juventusLa mia 'La mia speranza è che sia proprio la Roma a perdere colpi, visto che non fa da tempo le Coppe...': è la frecciata del difensore della Juventus Leonardo Bonucci. 'La Roma non perde un colpo - scrive il bianconero sul suo sito - E sentendo parlare il loro mister, sono carichi a mille e sperano in un nostro passo falso, visto che facciamo le Coppe. Io trovo che fare le Coppe per una squadra vincente dev'essere uno stimolo in più e mai in meno'.C1012317adm001adm001bonucci-legg.jpgSiNjuventus-bonucci-voglio-che-la-roma-si-fermi-1012734.htmSiT1000007100075701,02,03,06030609
401012733NewsCampionatiPsg, Ibrahimovic incredibile20140224194018psgA questoLa domanda circola insistentemente sui quotidiani francesi: Zlatan Ibrahimovic è il migliore al mondo? A questo quesito hanno provato a rispondere i suoi compagni di squadra, che tramite L'Equipe hanno così commentato: "Ibra è in procinto di segnare la storia del calcio", ha detto il centrocampista Blaise Matuidi. "Ha la tecnica e la fiducia giuste per fare cose magiche", gli fa eco Maxwell. Forte anche la presa di posizione di Marco Verratti: "Siamo fortunati ad averlo, è un giocatore con una volontà straordinaria, fa davvero la differenza".<BR>C1012317adm001adm001877717-14768359-640-360.jpgSiNpsg-ibrahimovic-incredibile-1012733.htmSi100075701,02,03030320
411012732NewsCampionatiInter, Mazzarri: «Siamo sfortunati. Ci prepariamo per il prossimo match»20140224193734interAbbiamoL'allenatore dell'Inter, Walter Mazzarri, è stato intervistato da&nbsp;Sky Sport&nbsp;a Biella per la presentazione del suo libro "Il meglio deve ancora venire".<br><br> Che lunedì è questo dopo la gara di ieri?<BR>"Un lunedì non tanto bello, non sono contento del risultato. Non è una sconfitta, ma pensavamo di aver meritato i 3 punti".<br><br> La prestazione?<BR>"Abbiamo faticato nel primo tempo anche per merito del Cagliari, ma nel secondo tempo abbiamo fatto il massimo sotto tutti i punti di vista. Purtroppo ci è andato un po' tutto male e non è la prima volta: ormai ci mancano diversi punti, direi anche 7-8. C'è rammarico. A volte facciamo fatica a sbloccare il risultato in casa, specie con squadre chiuse. E' successo di non aver giocato bene, ma spesso - come ieri - non siamo stati nemmeno fortunati".<br><br> Sugli errori arbitrali: "Ho già parlato ieri, siamo sfortunati. Ma non mi fate dire di più".<br><br> Su Hernanes e Icardi: "Icardi è migliorato, ha fatto 45' molto bene: valuterò in settimana e vedrete le mie scelte. Hernanes ci può servire tanto quest'anno e anche in futuro: ha caratteristiche che non avevamo in rosa".<br><br> Sabato c'è il match con la Roma: cosa pensa di Garcia?<BR>"E' stato molto bravo al suo primo anno in Italia. Non lo conosco di persona, ma mi piace tanto, anche come si pone. Ha fatto bene al nostro calcio uno come lui. E poi anche la società ha lavorato bene: sono forti. Cercheremo di prepararci al meglio come sempre, è un match dal grande fascino".<br><br> D'Ambrosio non ancora pronto?<BR>"Si sta allenando bene, migliorando anche lui senza problemi. Io chiedo cose particolari agli esterni e chi sta giocando sta facendo bene, quindi ho preferito dare continuità".<BR><br><br>C1012317adm001adm001mazzarri-inter.jpgSiNinter-mazarri-siamo-sfortunati-prepariamo-il-prossimo-match-1012732.htmSiT1000026100075701,02,03030608
421012731NewsCampionatiRoma, nuovo ricorso della società20140224192940romaIl clubNuovo ricorso della Roma all'Alta Corte di giustizia presso il Coni contro la chiusura dei settori dell'Olimpico in occasione di Roma-Inter, decisa per cori di discriminazione territoriale lanciati nella gara con la Samp. Il club ha depositato una richiesta di annullamento della chiusura dei Distinti Sud e della multa di 80mila euro. Il ricorso propone un'istanza cautelare d'urgenza e un'istanza di riunione del procedimento a quello già in corso (in discussione domani) sulla chiusura delle curve.C1012317adm001adm001stadio-olimpico-roma-curva.jpgSiNroma-nuovo-ricorso-della-societa-1012731.htmSiT1000012100075701,02,03030577
431012730NewsCampionatiIl pareggio sofferto dell`Udinese dona a Di Natale la top ten dei cannonieri20140224133850Di Natale, Udinese, Atalanta, Batistuta, BrivioUdinese-Atalanta finisce in un scialbo 1-1 che accontenta pochi. Il capitano delle zebre eguaglia Batistuta, ma i tifosi chiedono più grinta Sembrava persa, ma <b>Di Natale</b> risolve tutto, come al solito. <b>Udinese-Atalanta</b> dice poco, una partita che poteva segnare il tracollo delle zebrette, un altro ancora, ma ci pensa il gol numero <b>184</b> del capitano friulano a far tirare un sospiro di sollievo ai tifosi di casa. La "dea" é raggiunta e pure<b> Batistuta</b>, ovviamente nella classifica cannonieri. Per i bergamaschi sfumano i tre punti, dopo un primo tempo chiuso in vantaggio con un gol di Brivio, e brucia l'occasione buttata via per risalire la classifica.&nbsp;<div><br> L'unica nota positiva per l'Udinese, quindi, é proprio l'approdo del proprio capitano nella top ten dei migliori goleador in <b>Serie A </b>di tutti i tempi. Risultato piú che meritato per Di Natale, dopo tante stagioni ai vertici della classifica capocannonieri, vincendola peraltro per due anni consecutivi, e che incorona una carriera ormai ai titoli di coda. Totò, infatti, ha quasi 37 anni e il ritiro lo ha preannunciato anche lui parecchie volte. <b>Guidolin</b> smentisce sempre, ma già in questo campionato non si é visto spesso il giocatore che tutti avevano ammirato nelle stagioni scorse.&nbsp;</div><div>La vetta dei migliori dieci attaccanti é dominata da Piola, con oltre 270 reti, e raggiungerlo pare missione improbabile per tanti. Ma sicuramente il capitano delle zebrette farà il possibile per aumentare il suo "bottino" nella prestigiosa classifica per rimanerci il piú a lungo possibile.&nbsp;</div><div><br> Meno dolci sono le note dei fischi che ieri i tifosi friulani hanno indirizzato verso la propria squadra al termine della partita. Il presidente <b>Pozzo</b> li ha giudicati ingiusti, perché i supporter vorrebbero lo scudetto, mentre Guidolin con la sua fissa espressione da lutto si dice contento per la prestazione dei suoi ragazzi, pensava a un calo di forma. I tifosi bianconeri molto probabilmente non sono cosí pretenziosi da chiedere il titolo, ma certo é che, dopo le ultime stagioni tra<b> Champions</b> ed <b>Europa League</b>, vorrebbero un vero salto di qualità da grandi. No, Guidolin, non piangere....</div>C1012317Udine Stadio Friuliuttd01uttd01genoa_udinese_di_natale_ansa.jpgSiNil-pareggio-sofferto-dell-udinese-dona-a-di-natale-la-top-ten-dei-cannonieri-1012730.htmSiT1000010101268101,02,03030717
441012729NewsEditorialeVergogna e risalita, i due volti della Serie A20140224132628Juventus, Roma, Torino, Bologna, Roma, Milan, Sampdoria, derby, vergognaLa 25a giornata di Serie A deve ancora concludersi, con due posticipi di Parma e Napoli, e lo spettacolo di Torino fa ancora discutere. Intanto Seedorf e Garcia se la ridono.Schifo. O disgusto se volete, anche vergogna va bene. Lo striscione di ieri allo Juventus Stadium, nel corso del derby <b>Juve-Torino</b>, é uno dei tanti casi di idiozia che non dovrebbero esistere nel calcio e che, puntualmente, accadono ogni volta che si disputano partite tese come la stracittadina torinese.&nbsp;<div><br></div><div>"Quando volo penso al Toro" mostrano trionfanti i drughi ai "cugini" granata, con la piú atroce straffottenza che possa esistere. Un chiaro riferimento alla stage di <b>Superga</b>, dove morirono in un incidente aereo i giocatori del<b> Grande Torino</b> degli anni '20, ma le risate non non si sono. Anzi. Lo sfottò ci sta, un pò di rivalità tra tifoserie é lecito, ma episodi simili sono deplorevoli. Il calcio é divertimento, non insultarsi a vicenda gratuitamente.&nbsp;</div><div><br></div><div>Capitolo <b>derby della Mole</b> chiuso, con <b>Tevez</b> che decide tutto, l'altra notizia della domenica é il ritorno alla vittoria del <b>Milan</b> di <b>Seedorf</b>. Chi si rivede, verrebbe da dire, per la gioia di <b>Mihaijlovic</b> che esce da Sampdoria-Milan di ieri con due gol in piú incassati e un'altra caduta dei blucerchiati in casa. Il progetto a cui sta lavorando il tecnico olandese é ancora in fase di avviamento, ma dopo le prestazioni poco limpide dei rossoneri, che avevano richiamato lo spettro di <b>Allegri</b>, ora piú vicino però alla panchina dell'<b>Italia</b>, sembra che i frutti possano arrivare ben presto. Per i genovesi, invece, il cammino é piú lungo e difficoltoso, ma l'esperienza del mister ex lazio fa ben sperare.&nbsp;</div><div><br></div><div>A far piú paura a tutte é ancora la <b>Roma</b> di <b>Garcia</b>, che insegue la Vecchia Signora a breve distanza con la bava alla bocca. Il <b>Bologna</b> ne ha pagato le spese ed é molto probabile che faranno la stessa fine tante squadre che da quí alla fine del campionato si troveranno sul cammino dei giallorossi. Agneli chiede il terzo scudetto consecutivo a gran voce, ma a <b>Trigoria</b> non sono molto d'accordo. Come si dice: chi vivrà, vedrà. &nbsp;</div>C1012317uttd01uttd01torino-superga.jpgSiNvergogna-e-risalita-i-due-volti-della-serie-a-1012729.htmSiT1000007101268101,02,03030795
451012701NewsCampionatiRoma: Codacons chiede rimborso abbonamenti alla società.20140219150229a.s.roma,giudice sportivo,codaconsA seguito della decisione del giudice sportivo di sanzionare la Roma per i cori discriminatori con la chiusura delle Curve Nord e Sud e del settore distinti durante la partita Roma-Inter, il Codacons chiede alla società sportiva di disporre rimborsi in favore dei tifosi<div>A seguito della decisione del giudice sportivo di sanzionare la Roma per i cori discriminatori con la chiusura delle Curve Nord e Sud e del settore distinti durante la partita Roma-Inter, il Codacons chiede alla società sportiva di disporre rimborsi in favore dei tifosi. “Non è sufficiente rimborsare solo i possessori di biglietto per le aree dello stadio chiuse – spiega il Presidente Carlo Rienzi – anche i titolari di abbonamento devono ottenere un indennizzo in relazione al servizio non usufruito. Chi infatti acquista un abbonamento per seguire tutte le partite della squadra per cui tifa, ha diritto ad avere indietro i soldi quando, come in questo caso, gli viene impedita la possibilità di accedere allo stadio, per responsabilità di terzi”.</div><div>“Per tale motivo – prosegue Rienzi – chiediamo all’ A.S. Roma di disporre rimborsi automatici in favore dei tifosi titolari di regolare abbonamento, proporzionali al costo del servizio non usufruito, e presenteremo in tal senso una istanza all’Alta Corte di Giustizia e alla Procura della Repubblica di Roma, affinché valutino eventuali profili penali in caso di inottemperanza”.</div>C1012317adm001adm001stadio-olimpico-roma-curva.jpgSiNcodacons-chiede-rimborso-abbonamenti-a-tifosi-roma-1012701.htmSiT1000012100075501,02,03,06,07,08,09010948
461012698NewsCampionatiPANINI TOUR: Tornano a Milano le mitiche figurine dei Calciatori20140217165440calcio,serie a,figurine paniniGrande ritorno a Milano del “Panini Tour” con tante novità: oltre alle “mitiche” figurine dei “Calciatori 2013-2014” spazio anche alla nuovissima raccolta sugli animali “Zampe & Co. 2013-2014”<div>Grande ritorno a Milano del “Panini Tour”. L’iniziativa promozionale, organizzata anche quest’anno dall’Azienda modenese, si presenta con tante novità: oltre a rivolgersi agli appassionati delle “mitiche” figurine dei “Calciatori 2013-2014”, dedicherà spazio anche alla nuovissima raccolta sugli animali “Zampe &amp; Co. 2013-2014”. Nel prossimo weekend, il grande “villaggio” della Panini sarà posizionato a Via M. Pagano (parcheggio stazione della metro). Giovani animatori accoglieranno il pubblico, intrattenendo bambini e ragazzi con giochi, quiz e concorsi a premio. Sarà anche possibile scambiare figurine dei “Calciatori” e di “Zampe &amp; Co.” tra collezionisti e con gli addetti della Panini, addirittura prenotandole in anticipo via internet. Spazio inoltre agli appassionati dei fumetti nello stand dedicato al settimanale “Topolino”. Questa tappa del tour si svolgerà sabato 22 e domenica 23 febbraio (ore 10-19.30).</div><div>Il “Panini Tour 2014” sarà articolato in oltre 100 giornate/evento tra piazze e centri commerciali, percorrendo tutta la penisola da sud a nord fino al mese di aprile. Nell’accogliente “villaggio” – articolato su strutture coperte e su alcune aree esterne – sarà organizzato lo scambio di figurine con Panini, fino a 10 figurine per altrettanti doppioni: per evitare la fila, i collezionisti potranno rivolgersi agli animatori, dotati di tablet, per prenotare il proprio turno di accesso allo stand. Nell’area esterna, saranno disponibili una serie di aree di incontro e di tavolini per favorire il libero scambio tra collezionisti.</div><div>Le due giornate del “Panini Tour 2014” saranno scandite da un intenso programma di attività. Nel “villaggio”, innanzitutto, sarà allestito un campetto gonfiabile per ospitare momenti di gioco con il pallone e anche le lezioni di un allenatore, che insegnerà ai più piccoli i fondamentali del calcio giocato. In appositi corner, gli animatori distribuiranno album in omaggio delle collezioni “Calciatori” e “Zampe &amp; Co.”, oltre a proporre simpatici quiz: in palio fantastici premi tra cui l’ “Almanacco Illustrato del Calcio 2014”. Previsti giochi e premi non solo per i bambini, ma anche per i sempre numerosi genitori e nonni. A tutti coloro che si recheranno presso lo stand con il proprio album completo, o con meno di 20 figurine mancanti, sarà riservato un esclusivo gadget Panini e un timbro a rilievo Panini che sancirà l’ufficializzazione della sua collezione completa. Nello stand di “Topolino”, un disegnatore intratterrà piccoli e grandi disegnando i personaggi Disney più amati e saranno anche organizzati simpatici quiz a premio.</div><div>Il “Panini Tour 2014” potrà contare su un’importante presenza sul web e nei maggiori social network. Sarà possibile seguire infatti le varie tappe del tour tramite i siti internet e le pagine Facebook dedicati alle due collezioni, i feed di Twitter, l’App gratuita per smartphone e il profilo Instagram. Il pubblico potrà pure realizzare dei video e segnalarli alla Panini: i video migliori saranno inseriti nel canale Calciatori su YouTube (www.youtube.com/calciatoripanini).</div><div>“Il nostro tour torna a Milano ed è sempre più un appuntamento per tutta la famiglia”, ha dichiarato Antonio Allegra, direttore Mercato Italia di Panini. “Il villaggio Panini diventa un momento di ritrovo, gioco e intrattenimento dove liberamente, nel corso dell’intero fine settimana, i collezionisti potranno condividere la passione e la magia che le nostre raccolte di figurine sanno regalare”.</div><div>La collezione “Calciatori 2013-2014” comprende 865 figurine su giocatori e squadre di Serie A TIM, Serie B Eurobet, Primavera TIM, I e II Divisione di Lega Pro, Serie D e Serie A Femminile, da raccogliere in un album di 128 pagine. Tra le sezioni speciali di questa raccolta, le pagine “Derby - History Remix”, realizzate in collaborazione con Sky Sport HD e dedicate ai 5 derby previsti in questa stagione, con 10 figurine dotate di QR Code per visionare online dei video dedicati ai derby, e la sezione “Essere Calciatori” in cui il campione del Mondo 2006 Gianluca Zambrotta illustra con 8 figurine e varie immagini le tecniche di base del calcio. Alla collezione è legato anche il grande concorso “Panini premia la Scuola”: le scuole elementari e medie inferiori che raccoglieranno le bustine vuote e le spediranno a Panini, potranno ricevere gratuitamente attrezzature e materiali didattici. La raccolta “Zampe &amp; Co 2013-2014” , articolata in 432 figurine e in un album da 96 pagine, presenta in maniera semplice e divertente tutte le fasi della vita degli animali, dalla nascita fino alla riproduzione. Alcune figurine possono anche prendere vita con la tecnologia della “realtà aumentata”, che consente ai giovani collezionisti di divertirsi con una propria mascotte virtuale. La collezione vede la partecipazione di due importanti partner: l’ANMVI per il progetto “Piccole Zampe crescono” e il WWF Italia per il nuovo progetto “Proteggiamo le case degli animali” ed un grande concorso a premi.</div>C1012317,C1012318Modenaadm001adm001panini-tour-2014.jpgSiNpanini-tour-2014-a-milano-le-mitiche-figurine-panini-1012698.htmSi100075501,02,03,05,06,07,08,09,400101304
471012676NewsCampionatiLa 23a giornata di campionato tra conferme e sorprese20140210175012calcioTroppoTuona Antonio Conte dopo il rocambolesco pareggio di Verona: “Serve un bagno di umiltà”. Come se fosse facile mantenere l’umiltà per una squadra che vince, convince e per forza di cose deve scrollarsi di dosso la tentazione di diventare narcisista. E, come se non bastasse, si accorge pure che tranne la Roma non c’è altra squadra italiana che può infastidirla più di tanto. Certo, i due punti persi contro l’Hellas Verona potrebbero pesare alla Juve, proprio nel computo finale per la conquista di un titolo che, a questo punto della stagione, riteniamo possa perderlo soltanto la Juve stessa, piuttosto che vincerlo un’altra squadra. E’ vero, le partite durano in media 95 minuti, tuttavia certi svarioni difensivi la Juve ci ha abituato a vederli periodicamente, nonostante il notevole strapotere di gioco globale che ha dato i suoi frutti. In un gruppo dal gioco così consolidato, Antonio Conte deve essere più psicologo che tecnico. E’ essenziale mantenere mentalmente sulla corda la sua squadra, visto che dal punto di vista tecnico e tattico la Juve è in grado di organizzarsi a memoria. E’ l’eterno problema del calcio, in cui una squadra che è più forte rispetto alle altre deve mantenere nel tempo un passo fatto soprattutto di equilibrio psicologico e condizione fisica. Non è cosa semplice per nessuno, neanche per la Juve dei grandi campioni. E poi, chi gioca contro i bianconeri fa sempre la partita della vita, fosse anche l’ultima in classifica e, come tale, ogni eventuale sgambetto può nascondersi sempre dietro l’angolo. Ma la squadra di Conte ci ha abituato a vedere la sua reazione contro tutto e tutti, siano esse scoppole (vedi Firenze) o mini momenti di riflessione e mea culpa da analizzare (vedi Verona). Vedremo cosa accadrà nel prosieguo della stagione bianconera. A parte il pareggio della Juve a Verona, la 23a giornata del campionato italiano ha messo in evidenza le vittorie del Napoli contro il Milan, della Fiorentina contro l’Atalanta, dell’Inter contro il Sassuolo, rimarcando uno scialbo zero a zero nel derby di Roma. La squadra di Garcia, pur con la mente rivolta all’importante partita di Coppa Italia di mercoledì prossimo in casa del Napoli, ha macinato grande gioco d’attacco sfiorando la vittoria contro una Lazio che si è solo preoccupata di chiudere ogni varco ai giallorossi. Troppo importante per i biancocelesti di Reja non perdere il derby cittadino e quindi, più che preoccuparsi di attaccare ha capito che era meglio interdire a centrocampo e in difesa. Vince il Genoa a Livorno, la Sampdoria contro il Cagliari e l’Udinese contro il Chievo, mentre il Parma si limita a pareggiare 0 a 0 contro un Catania apparso in ripresa di gioco e caparbio a non ammainare ogni speranza residua di restare in Serie A. Un discorso a parte va fatto per il Torino che perde malamente in casa contro il Bologna privo del suo gioiellino Diamanti, passato alla corte cinese di Lippi. Il match che vedeva il ritorno all’Olimpico di Torino per la prima volta da avversario l’ex Rolando Bianchi, è stato di quelli che a dir poco sbalordiscono per quello che non ti aspetti. Il Toro di Ventura è stato irriconoscibile per tutta la partita, nonostante sia passato subito in vantaggio con Immobile. Poi il buio più assoluto, quasi che il Toro temesse sorprendentemente di trovarsi quinto in classifica, con l’Europa lì, a due passi, a fargli l’occhiolino. E’ il segno evidente di un processo di maturazione che non si è ancora completato del tutto e che ha bisogno di tempo per plasmarsi definitivamente. Più che vincere la partita, il Bologna di mister Ballardini si è trovato il piattino pronto e non se l’è fatto scappare. E’ legittimo nel calcio, che quando l’avversario non è in giornata si debba approfittare dell’occasione, soprattutto nella critica situazione di classifica in cui si trova oggi il Bologna. Tuttavia, riteniamo che per il Toro nulla sia perduto e che se saprà rivedere gli errori commessi in questa infausta domenica di febbraio, potrà sicuramente riprendere quel cammino fatto di bel gioco e risultati positivi apprezzato da tutti. Giampiero Ventura, che abbiamo visto al fischio finale del match contro il Bologna, aveva il viso rivolto verso il basso a guardare quel terreno erboso dell’Olimpico, quasi a cercare una spiegazione a una tale involuzione di gioco che nessuno si aspettava, nessuno poteva prevedere. E’ l’imprevedibilità del calcio che, comunque, riserva sempre un suo “perché” razionale a ogni insuccesso. La difficoltà sta nel trovare in fretta il problema e risolverlo.<br><br><br>C1012317FL0711FL0711pjanic-4.jpgSiNla-ventitreesima-giornata-tra-conferme-e-sorprese-1012676.htmSi100451001,02,03,06,07,08,09030484
481012674NewsCampionatiMatch incredibile, otto autoreti in dieci minuti20140209201024calcioAlCi crederete che in Sicilia abbiamo ottenuto il Guiness dei primati per numero di autogol fatti in una partita? Forse, a prima vista, potreste anche crederci,ma appena verrete a sapere come è stato raggiunto il record,probabilmente comincerete a dubitare della notizia.<BR>Siamo a Bagheria,famosa cittadina a 15 Km. da Palermo che ha dato i natali a Renato Guttuso ed altri pittori contemporanei,alla scrittrice Dacia Maraini,al poeta Ignazio Buttitta,al fotogtafo Ferdinando Scianna. Una cittadina però ricca di contraddizioni ,dove l’arte e la bellezza delle sue ville(chi non ha mai sentito parlare o visitato almeno una volta le ville&nbsp;&nbsp; Palagonia e Valguarnera ?) testimoniano di un luogo dove la cultura e la civiltà della sua gente hanno avuto possibilità di nascere e affermarsi in tutto il mondo. Valga per tutti il mitico regista Giuseppe Tornatore,vincitore del premio Oscar a soli 32 anni con il film “Ultimo cinema Paradiso”,che ha dedicato a Bagheria,dove è nato, un film,”Baaria”,&nbsp; considerato un vero capolavoro della cinematografia mondiale. Tuttavia Bagheria non è riuscita&nbsp; a confermare la vocazione culturale,che si era costruita negli anni,anzi le sue vicende in questi ultimi anni spesso si sono confuse con quelle più deleterie del fenomeno mafioso. E’ chiaro che il calcio,che non può essere considerato un’isola felice,&nbsp; spesso riflette con le sue vicende le contraddizioni&nbsp; di un&nbsp; territorio,in cui il patrimonio culturale,che appartiene alle sua memoria,non riesce ancora ad imporsi sul rispetto delle regole da parte dei suoi giovani né tantomeno a modificarne i comportamenti. <BR>Questa premessa è necessaria per&nbsp; capire e ,ad essere buonisti ,anche in parte giustificare, ciò che hanno fatto i giocatori della squadra del Bagheria nell’incontro di Coppa Sicilia contro il Borgata Terrenove,squadra trapanese, mercoledì scorso.<BR>La sfida fra le due squadre militanti in prima categoria è finita 14 a 3 per il Borgata Terrenove ed era valevole per il terzo turno del triangolare di Coppa Sicilia. Il Bagheria&nbsp; disputa il match forte del successo sulla terza squadra&nbsp; del raggruppamento ossia il Partinicaudace,che però a sua volta aveva sconfitto la Borgata Terrenove per ben 7 a 0. <BR>Orbene i giocatori della Borgata Terrenove nell’incontro contro il Bagheria,squadra blasonata caduta in disgrazia,decidono di fare la partita della vita,come si suol dire, e riescono così a condurre all’80’ per 6 a 3 la sfida al Comunale. A quel punto,udite-udite, gli ospiti, vista sfumare la possibilità di qualificarsi ,hanno iniziato a realizzare autoreti a raffica.Alla fine se ne conteranno ben otto cioè il numero sufficiente agli avversari per superare alla differenza-reti il Partinicaudace.<BR>Al triplice fischio di chiusura alla gioia prevale l’incredulità sui volti dei giocatori del Borgata Terrenove,ma il risultato è troppo importante per badare troppo per il sottile: superare il turno di Coppa Sicilia ,vale anche uno strappo così clamoroso alle regole! E chissene frega,se non è un bell’esempio per chi invece si avvicina al calcio e giustamente pensa che alla fine, almeno nello sport,a vincere sia il migliore. A proposito ,sapete qual è a Bagheria,ma non solo perché anche dalle mie parti(abito a Milazzo) il gioco più praticato? Lo dico in dialetto ,ma lo capiranno in tanti:”Futtiri ‘u prossimo”!<br><br> Attilio Andriolo<br><br>C1012317adm001adm001pallone8.jpgSiNmatch-incredibile-otto-autoreti-in-dieci-minuti-1012674.htmSi100075701,02,03030375
491012669NewsCampionatiTorino, squadra e società sono in crescita20140206211939torino D’altra D’altra“Preferirebbe vincere il derby o andare in Europa?” <BR>“E’ come chiedere se è meglio essere belli o ricchi….Tutti e due. Anche se credo che il 95% dei tifosi del Toro forse preferirebbe vincere il derby allo Stadium”. <BR>A rispondere alla domanda fatta dal collega di Tuttosport è Giampiero Ventura, l’allenatore del Toro. E’ una risposta che ben si addice a una squadra e a un ambiente che sta finalmente maturando, che fa dell’autostima la propria arma vincente. Non è da oggi che seguiamo il Torino, passo dopo passo. Abbiamo insieme vissuto lunghi e interminabili anni bui che, quasi sempre, hanno buttato nello sconforto anche chi vive la splendida storia della società granata. Ma il presente non c’è più stato, quasi fosse un qualcosa di inarrivabile, di predestinato da chissà quale malaugurato destino. Oggi, anzi per meglio dire da questo campionato 2013’14, il Torino sta meravigliando anche coloro i quali sono sempre stati ottimisti nonostante certi sconfortanti momenti vissuti. Ventura sta lavorando bene sul campo e, con sorpresa, stiamo anche valutando positivamente l’opera del D.S. Petrachi, il quale dopo essersi sottoposto a critiche talora anche esagerate, ha saputo dimostrare con umiltà e fattiva capacità tutto il suo saper fare nell’ambiente dei procuratori. Un lavoro difficile che comporta la particolare conoscenza di un mestiere che richiede anche capacità di individuare l’affare inteso come investimento, tenendo conto di spendere con oculatezza in base a quelle che sono le direttive del presidente Cairo. Lavoro non facile, soprattutto in considerazione del fatto che prima di intraprendere una qualsiasi trattativa, Gianluca Petrachi consulta il parere del presidente Cairo, del direttore generale Antonio Comi e dell’allenatore Giampiero Ventura. Oggi possiamo dire a chiari lettere che c’è finalmente una società vera, con un programma ben delineato e idee da realizzare. Il Torino calcio sta davvero crescendo e i risultati che si vedono sul campo hanno un loro significato, perché sono il frutto di quanto si sta facendo bene in società. D’altra parte, in tanti anni che seguiamo il calcio a tutti i livelli, possiamo dire di non aver mai visto una grande squadra senza avere alle spalle una grande società. Il calcio è un’azienda e, come tale, il frutto dei risultati positivi si raccoglie grazie all’efficienza di chi sta dietro le scrivanie. E’ vero, ci sono ancora tante cose da fare in casa granata, tuttavia, scorgiamo all’orizzonte una luce che, se pur tenue, non scorgevamo più da tanti anni. Adesso che l’Europa è vicina, la dirigenza granata si sta organizzando non solo per raggiungerla ma anche per restarci negli anni. Questo vuol dire sforzi economici nel trattenere giocatori di categoria che possano adattarsi bene in campo internazionale, ma anche capacità di migliorare l’assetto tecnico e tattico della squadra di mister Ventura. Se tutte queste cose si combineranno tra loro, si potrà procedere anche sul piano dell’immagine da esportare anche oltre confine. Vorremmo comunque non correre troppo, ma il sentire è che questo Toro abbia finalmente trovato la strada giusta che non si limita soltanto a gufare contro gli “odiati” cugini bianconeri, ma si fa carico di credere con autostima nei propri mezzi e di giocarsela a viso aperto con tutte le squadre. Crediamo che il nostro sia un giudizio obiettivo che nasce da ciò che il Toro, questo Toro, sta dimostrando partita dopo partita. Società e squadra si combinano bene all’unisono e, stavolta, siamo davvero sicuri che non deluderanno più i suoi tifosi.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-squadra-e-societa-sono-in-crescita-1012669.htmSiT1000099100451001,02,03030598
501012661NewsCampionatiLa scienza per allevare nuovi talenti nel calcio20140203135736calcioUna rivoluzioneQuali saranno&nbsp; i campioni del domani ? Quale&nbsp; fra i giovani talenti del calcio è più adatto a giocare in difesa&nbsp; o&nbsp; a centro campo o in attacco? E ancora ,come ottimizzare le prestazioni di un atleta sia durante l’allenamento sia&nbsp; in gara? Come evitare che s’infortuni ,”stressando” e affaticando troppo il suo corpo con esercizi fisici non adatti a lui? Ebbene per rispondere a queste e ad altre domande, utili a selezionare le nuove leve del calcio italiano oltre che a massimizzarne&nbsp; il talento&nbsp; innato, confezionando allenamenti&nbsp; “ad hoc” ,molto probabilmente ci penserà&nbsp; la convenzione siglata di recente fra la Lega Italiana Calcio e CriBens-Università Cattolica per studiare i giovani talenti da un punto di vista genomico e molecolare.<BR>Si&nbsp; potranno così programmare scientificamente gli allenamenti&nbsp; ed il regime alimentare ,studiando le caratteristiche di quel&nbsp; giocatore con analisi genetiche e molecolari,tramite prelievi di sangue,urine e saliva alla ricerca di marcatori,ovvero molecole&nbsp; “spie” di stress psico-fisico,oppure del metabolismo e di potenza e resistenza&nbsp; muscolare.<BR>La ricerca scientifica scende in campo&nbsp; quindi a servizio dello sport più bello del mondo,grazie ad una convenzione sottoscritta&nbsp; il 30 Gennaio&nbsp; dall’Università Cattolica del Sacro Cuore-Centro di ricerca in Biochimica e Nutrizione dello Sport (CriBeNS-UCSC) e dalla Lega Italiana Calcio Professionistico (Lega Pro),rappresentate dal presidente della Lega Pro,Mario Macalli,e dal direttore del CriBeNS-UCSC,Bruno Giardina,con la collaborazione della FIGC ,presente Luigi Abete,e della FMSI(Federazione&nbsp; Medici Sportivi Italiani),rappresentata dal presidente dr. Maurizio Casasco.<BR>Ha detto Ettore Capoluongo,responsabile dell’U.O.S.&nbsp; di Diagnostica&nbsp; Molecolare Clinica e Personalizzata:”La letteratura scientifica ha ormai reso disponibili dati importanti di associazione tra varianti di seguenza presenti in alcuni geni (dette polimorfismi,cioè forme alternative di uno stesso gene) e la capacità di adattarsi meglio ad alcune tipologie di attività sportive,di&nbsp; preparazione e di recupero “post-training”.In altri termini ,esistono geni&nbsp; in un certo senso legati al “talento sportivo”,che garantiscono al soggetto,portatore&nbsp; di alcune loro varianti,migliori performance muscolari,migliore resistenza&nbsp; allo sforzo,muscoli più scattanti ed altre caratteristiche&nbsp; corporee e metaboliche ,che rendono un individuo “campione”.Il segreto di molti assi del calcio e di altri sport&nbsp; sta proprio nella combinazione&nbsp; di&nbsp; queste piccole ma sostanziali differenze.<BR>“Molti&nbsp; club stranieri –ha aggiunto Capoluongo- hanno cominciato già da qualche anno ad usare questi ulteriori parametri biomolecolari nella scelta dei ruoli migliori per la squadra o nella modulazione del training”.&nbsp; Ad esempio,un indicatore di performance è determinato dalla composizione dei muscoli dell’atleta ,cioè dalla tipologia di fibre muscolari ,di cui sono composti i suoi muscoli,la quale a sua volta dipende da determinati varianti&nbsp; genetiche.Ci sono giocatori che per la loro composizione muscolare biochimica non potranno mai essere degli attaccanti,ma questo non vuol dire che non potranno diventare&nbsp; eccellenti&nbsp; centrocampisti!<BR>Gli studi monitorizzeranno una quantità abbastanza rappresentativa di atleti,in collaborazione con lo staff medico e tecnico delle società,per studiare le loro varianti genetiche e rapportarle al tipo di preparazione fisica e di selezione dei ruoli. Questo vuol dire in pratica poter evitare quegli stress (ad es. overtraining) ,che sovente causano effetti&nbsp; collaterali importanti che portano l’atleta a dover affrontare periodi&nbsp; di fermo.<BR>A questo proposito la dott.sa Mele del comitato scientifico del CriBeNs&nbsp; ha dichiarato:”Cercheremo infine di individuare marcatori biomolecolari precoci di stress monitorando i giocatori prima e dopo la seduta di allenamento ,in modo da rendere disponibili schemi di recupero per ogni singolo atleta basati su un corretto apporto e comportamento nutrizionale”.<BR>“Il CriBeNS –ha spiegato Bruno Giardina,responsabile scientifico della convenzione e docente di Biochimica Clinica dell’Università Cattolica di Roma-vuole dare il suo contributo all’ottimizzazione della performance sportiva di atleti in varie discipline.Il concetto chiave è quello di “personalizzazione”.&nbsp; Per quanto concerne gli atleti,a livello agonistico o professionistico,a maggior ragione vanno considerate tutte quelle caratteristiche genetiche individuali che possono indicare il tipo di allenamento e di apporto nutrizionale&nbsp; più idoneo per migliorare la performance sportiva e tutelate la salute della persona.Si può infatti –ha concluso- migliorare la prestazione ed insieme prolungare il periodo di attività agonistica ad alto livello personalizzando allenamento e alimentazione dell’atleta e scegliendo il ruolo più adatto a lui”.<BR>Sarà importante rimodulare il fabbisogno nutrizionale&nbsp; del giocatore in base ai carichi di lavoro,agli orari degli allenamenti e delle competizioni. La dieta da seguire dopo un doppio allenamento è completamente diversa da quella di una fase di recupero post-gara.Pertanto diete diverse in base alle variabili,che intervengono nella giornata dello sportivo:differente fabbisogno nutrizionale per un intenso allenamento con i pesi rispetto ad un allenamento diretto a migliorare la velocità e se poi i due allenamenti vengono svolti nella stessa giornata,le cose si complicano ulteriormente da un punto di vista nutrizionale.Anche le condizioni climatiche,in cui si svolgeranno gli allenamenti e la gara,costituiscono una variabile importante per l’adeguamento del supporto nutrizionale:giocare una partita di calcio in inverno in un clima rigido è ben diverso che farlo nella stagione calda in un clima tropicale,come quello, in cui si svolgeranno i prossimi campionati mondiali in Brasile.<BR>Per questo motivo il CriBeNS ha istituito l’Unità mobile di Nutrizione nello Sport,novità assoluta per l’Italia,predisposta per&nbsp; raggiungere gli atleti nelle sedi rispettive di Società,evitando spostamenti&nbsp; ed assenze&nbsp; dagli allenamenti. In questo modo si eseguiranno in loco prelievi biologici di sangue,urine e saliva da trasportare&nbsp; all’U.O.S. di Diagnostica Molecolare Clinica e Personalizzata&nbsp; per valutare le necessità nutrizionali e metaboliche dell’atleta.<BR>Una rivoluzione copernicana nel calcio ,come si intuisce ,che porterà a riconoscere i “campioni” non più dalla giocata ,ma dal loro DNA e dai&nbsp; marcatori nel&nbsp; sangue. Ne guadagnerà il calcio,almeno lo speriamo,ma perderà forse quel valore aggiunto, che lo ha reso lo sport più bello del mondo e che rivediamo nel romanticismo delle&nbsp; storie dei suoi personaggi,a cui non vorremmo propio rinunziare!<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR>Attilio Andriolo<BR>C1012317adm001adm001pallone8.jpgSiNla-scienza-per-allevare-nuovi-talenti-nel-calcio-1012661.htmSi100075701,02,03030394
511012658NewsCampionatiUn Catania mai domo conquista un pari che oramai sembrava insperato. Occasione persa, anche se gli etnei guadagnano un punto su Chievo, Bologna e Sassuolo20140202170651Per gli etnei a segno Bergessio, Barrientos e Almiron, che rimontano i gol di Emeghara (doppietta) e Paulinho.Per gli etnei a segno Bergessio, Barrientos e Almiron, che rimontano i gol di Emeghara (doppietta) e Paulinho.<div align="justify">DAL NOSTRO INVIATO - Non riesce a vincere lo scontro salvezza la squadra di Maran, che regala un tempo agli avversari, ma che alla fine riesce a trovare, con il cuore, un pari insperato e comunque importante, sia per il morale che per la classifica. Perdere significava dire addio alla salvezza, che rimane sempre difficilissima, ma che, grazie ai risultati della giornata odierna, rimane ancora possibile. Bergessio e compagni recuperano tre volte il Livorno e guadagnano un punto su Chievo, Bologna e Sassuolo, tutte e tre sconfitte in casa, e continuano a sperare. Serve comunque un cambio di marcia, un successo esterno e una successiva conferma fra le mura amiche, dove in passato il Catania ha costruito i suoi successi. E' vero anche che 14 dei 15 punti sin qui conquistati i rossazzurri li hanno ottenuti al Massimino, ma è anche vero che gli etnei in casa hanno giocato 11 volte, e su 33 punti a disposizione ne hanno fatti solamente 14, lasciandone ben 19 per strada. Bisogna subito archiviare il match di oggi, in cui sono tornati al gol Bergessio, Barrientos e Almiron (suo il punto del 3 a 3 al minuto 89), e pensare subito alla sfida di domenica prossima a Parma. E fare tesoro degli errori commessi sia in fase di costruzione che in difesa (troppo spazio lasciato alla coppia d'attacco Emeghara-Paulinho), per evitare di ripeterli. La salvezza rimane difficilissima per la formazione di Maran, ma c'è ancora tempo per conquistare un traguardo importantissimo per la città e per la Sicilia. Non è questo il momento di continuare a criticare alcune scelte societarie, per adesso bisogna remare tutti, per il bene del Catania, che ancora può rimanere aggrappato alla massima serie. Forza ragazzi, crediAmoci. <br><br></div>C1012317Catania, Stadio A. Massiminoivomesivomesalmiron.jpgSiNcatania-livorno-3pari-massimino-sfida-salvezz-1012658.htmSi100075301,02,03010578
521012656NewsCampionatiTorino, un dolcissimo profumo d`Europa20140202151220torinoMilan 1 Torino 1. Un pareggio sostanzialmente giusto che è stato caratterizzato da un primo tempo vibrante da parte del Toro e una ripresa in cui il Milan ha spinto con maggiore convinzione e assiduità per riequilibrare le sorti della partita. Ma il Toro sogna l’Europa ed è ben desto. I granata vanno in vantaggio al 17’ del primo tempo con Immobile, mentre i rossoneri pareggiano al 4’ della ripresa con Rami con un destro da fuori area. Per Seedorf è il primo pareggio dopo due vittorie, mentre la squadra di Ventura continua il suo magico momento fatto di grande qualità di gruppo. Il Toro, adesso, è davvero una bella realtà. Vince e convince, dimostra freschezza atletica, autostima, ottimo movimento senza palla, ordine tattico in difesa e a centrocampo, grandi capacità nelle ripartenze; insomma un Toro bello da vedersi, capace di esprimere bene il football spettacolo fatto di passaggi precisi e giocate razionali. In casa granata si respira un’aria nuova fatta di fiducia nei propri mezzi e consapevolezza nel dover ancora lavorare con umiltà per migliorarsi. Sembrano davvero lontani i tempi in cui il Toro esprimeva un gioco noioso e farraginoso, impaurito e sparagnino nell’accontentarsi di non perdere. Adesso la squadra di Ventura è una bella realtà che ambisce giustamente all’Europa. Appare solida in ogni reparto e omogenea nelle due fasi di difesa e attacco. Cerci e Immobile si compensano bene nel gioco d’attacco e nelle ripartenze, ma è tutta la squadra nel suo insieme che è cresciuta in modo esponenziale, dove persino il portiere Padelli ha saputo con il suo ottimo rendimento a ribaltare ogni scettico giudizio nei suoi confronti. C’è da migliorare la tenuta atletica, perché il Toro visto a San Siro ci è sembrato calare vistosamente nel secondo tempo, e non sappiamo se per merito del Milan che è cresciuto o per demerito del Toro. Peccato per quella occasione nel primo tempo sciupata malamente da Farnerud su pennellata di Cerci. Sarebbe stato il 2 a 0 per il Toro e non sappiamo come poi sarebbe andata a finire. La squadra di Seedorf, invece, ha dimostrato gravi lacune in difesa, dove si è fatta trovare spesso impreparata sulle ripartenze di un Torino davvero difficile da domare. Il nuovo corso dell’allenatore olandese non appare semplice, ma ci sono buoni presupposti per far bene. Per quanto riguarda il Toro, c’è da augurarsi che continui su questa strada intrapresa con successo, pensando di scalare la classifica partita dopo partita. Un ultimo appello al presidente Cairo di non vendere Cerci, (se non per una proposta indecente), per ripartire il prossimo campionato proprio da lui, Immobile, Maksimovic, Glik, Darmiam e perché no, anche da Padelli.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-un-dolcissimo-profumo-d-europa-1012656.htmSi100451001,02,03,07030408
531012652NewsCalciomercatoJuventus, Osvaldo è proprio un vero affare?20140201143034juventusPerSi dice che certe occasioni bisogna prenderle al volo, anche perché se non le prendi tu, gli altri ti soffiano l’affare. Sarà, ma noi tutto questo affare della Juventus che ha ingaggiato Pablo Osvaldo, sinceramente non lo vediamo. Marotta si è garantito le prestazioni del giocatore per una cifra di 400 mila euro con un milione di bonus e un diritto di riscatto fissato sui 18 milioni di euro. Per noi è una pazzia, perché quella cifra così alta Osvaldo non li vale, tenuto anche conto che gli inglesi ad inizio campionato l’hanno pagato 15 milioni di euro. E poi, come si inserirà l’ex romanista nello spogliatoio della Juve che da sempre è attenta alle regole e alla massima disciplina? Questo è un bel punto interrogativo da non sottovalutare, anche se Antonio Conte che ha fortissimamente voluto il giocatore è sicuro di poterlo gestire in maniera adeguata. Certo, tenuto conto dello schema tattico 3-5-2, l’allenatore della Juventus dovrà scegliere tra Llorente e Osvaldo, visto che Tevez è inamovibile. E poi, in queste ultime ore di mercato la Juve deve sfoltire almeno uno dei suoi attaccanti tra Vucinic e Quagliarella. Infatti, sono decisamente troppi gli attaccanti bianconeri. Tevez, Llorente, Vucinic, Quagliarella, Giovinco e adesso pure Osvaldo, francamente sono davvero troppi. Dopo la nota vicenda che ha coinvolto Juve e Inter in merito allo scambio tra Vucinic e Guarin, il montenegrino ha già respinto le proposte di Arsenal e Valencia, ma potrebbe dire si all’Inter, visto il suo desiderio di restare in Italia. In queste ultime ore di mercato sembra esserci un timido risveglio delle parti per lo scambio tra Vucinic e Guarin che accontenterebbe tutti, tranne i tifosi interisti. Ma, se non se ne facesse nulla, Quagliarella sarebbe in predicato di partire forse con destinazione Lazio che lo insegue da vicino. Il giocatore campano che ha compiuto 31 anni ha già detto di no per un eventuale trasferimento all’estero tra Cardiff e Siviglia. Vedremo cosa accadrà ancora in casa Juve a pochissime ore dalla chiusura di questo pazzo mercato d’inverno in cui girano pochi soldi, pochi affari, pochi veri campioni che possano fare la reale differenza e molte chiacchiere che invogliano più a fare voli pindarici che reali.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL071120121119_osvaldo4.jpgSiNjuventus-osvaldo-e-proprio-un-vero-affare-1012652.htmSiT1000007100451001,02,03,06030680
541012649NewsCampionatiLa Sicilia e il pallone fatto di sentimenti20140129184331calcioE, a questo proposito, abbiamo pensato di avvalerci della testimonianza di Lucio Stella e Dario Spagnoli, ex calciatori e compagni di squadra nell’Akragas degli anni ‘70, proprio per significare un periodo storico vissuto all’insegna della goliardia, della semplicità e dell’importanza dei valori sportivi e umaniLa Sicilia può essere considerata meritatamente la patria della cultura e della civiltà. Essa, infatti, ha dato i natali a scultori, poeti, filosofi e scrittori di fama indiscussa, come Leonardo Sciascia, Salvatore Quasimodo e Luigi Pirandello, grande drammaturgo, scrittore e poeta agrigentino, insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1934. Agrigento è una delle perle della Sicilia ed è nota in tutto il mondo come Città dei Templi per la sua distesa dei Templi dorici dell’antica città greca posti nella cosiddetta valle dei Templi, ed è stata inserita nel 1997, tra i patrimoni dell’umanità dall’UNESCO. Il clima è mite anche d’inverno e in primavera, al levar del sole, si scorge il vasto e dolce pendio della città antica che si estende tra il verde dei giardini e degli innumerevoli vigneti. Qui, in questo straordinario angolo di mondo è tutto un pullulare di cultura, tra storia, architetture, monumenti, chiese, monasteri e conventi che trasudano di pregiata antichità. C’è poi la Sagra del Mandorlo in fiore, una tradizione popolare che si svolge ogni anno ad Agrigento nella prima settimana di febbraio, per festeggiare l’anticipo della primavera con il rifiorire dei mandorli. A questo straordinario evento partecipano gruppi folkloristici di tutto il mondo. E, tra cultura, paesaggi incantevoli e sublimi sensazioni derivanti dal contatto con la natura, il pallone, inteso come gioco del calcio ha un nutrito seguito di appassionati. L’U.S.D. Akragas – Città dei Templi, più semplicemente conosciuta con il nome di Akragas, è la principale società calcistica di Agrigento. La società dai colori bianco-azzurri, in seguito a un fallimento, ha portato a termine nel 2011 una fusione con la seconda squadra di Agrigento: l’Agrigentina. La squadra, adesso, milita nel campionato di Eccellenza siciliano. Non ricco ma dignitoso il suo Palmarès che la vede soltanto vincitrice della Coppa Sicilia nel 1997 e poi nel 2006. La società bianco-azzurra che ha avuto negli anni illustri allenatori quali, Carmelo Di Bella e Franco Scoglio, ha visto la sua partecipazione a campionati di Serie D, C1 e C2. Ma, nonostante non abbia raggiunto importanti traguardi sportivi, l’Akragas ha saputo lasciare in coloro i quali negli anni hanno partecipato attivamente all’interno dello staff tecnico della società, ricordi indelebili che s’intrecciano a momenti di vita calcistica e umana che, talvolta, superano anche il prestigio del raggiungimento di grandi vittorie. Segno tangibile di un ambiente ideale capace di enfatizzare il piacere e l’amore verso quel calcio che è anche fatto di rapporti umani. E, a questo proposito, abbiamo pensato di avvalerci della testimonianza di Lucio Stella e Dario Spagnoli, ex calciatori e compagni di squadra nell’Akragas degli anni ‘70, proprio per significare un periodo storico vissuto all’insegna della goliardia, della semplicità e dell’importanza dei valori sportivi e umani. Lucio Stella, oggi editore della testata giornalistica “Il Palio dei Quartieri News”, nonché presidente e organizzatore dell’omonimo Torneo di calcio dilettantistico che si svolge a giugno di ogni anno a Torino, è approdato ad Agrigento durante il campionato 1976-’77 quando la squadra militava in Serie D. Proveniente dall’Albese in Serie C e con un bagaglio di esperienze calcistiche di ottimo livello, maturate nel Settore Giovanile del Torino Calcio, Lucio Stella s’inserì rapidamente e in maniera positiva, non solo nel contesto della squadra ma anche tra la gente di Sicilia che lo ha saputo apprezzare per le sue indiscusse qualità calcistiche e umane. Alto, forte fisicamente e con ottimi fondamentali, Stella giocava a centrocampo, in quella zona nevralgica del campo considerata da sempre il fulcro del gioco del calcio.&nbsp;&nbsp; Ma, come dicevamo pocanzi, oltre le sue indiscusse qualità tecniche di calciatore di buon livello, oggettivamente riconosciute, Stella ricorda con piacere quel periodo della sua vita in cui si trovò ad affrontare un’esperienza nuova, in una terra a lui sconosciuta e dove non era mai stato neanche come turista. Oggi, parlando di quegli anni, i suoi occhi brillano di un chiarore e di un’emozione tale che è difficile nascondere. Segno evidente di un qualcosa che ti è rimasto nell’anima e che non morirà mai. Stella, tra gli altri, ci tiene a ricordare l’allenatore Carmelo Del Noce e poi il compagno di squadra e amico Paolo Magliacani ex calciatore dell’Akragas più vecchio di lui di dieci anni, che seppe dargli amicizia e ospitalità fin dal primo giorno in cui arrivò spaesato ad Agrigento.Un esempio di stima reciproca che Lucio Stella non dimenticherà mai. L’altro personaggio “testimone” dei ricordi indelebili di quegli anni ’70 vissuti ad Agrigento e nell’Akragas è Dario Spagnoli che tra gli altri, ha anche militato nelle fila del Ribera, città della provincia di Agrigento. Dario Spagnoli, bergamasco di nascita e modenese di adozione, si è perfettamente integrato in Sicilia attraverso il calcio. Egli è anche autore del libro: “La mia Akragas - Quando i pali erano quadrati” edito da Il Fiorino con prefazione di Carlo Petrini, l’ex calciatore di Serie A recentemente scomparso. Un piacevole percorso di vita personale che s’interseca dolcemente con i suoi trascorsi legati alla rincorsa di quel pallone siciliano chiamato Akragas. Per Spagnoli, rievocare il vissuto di quegli anni è come esternare dall’anima ciò che di più caro appartiene all’intimo della propria vita. “Per questo motivo ho scritto il libro “La mia Akragas”, proprio per significare ai tanti amici agrigentini, siciliani e non, un periodo prezioso della mia vita che si annida tra le pieghe della mia anima” dice con orgoglio Dario Spagnoli.<BR>Dario Spagnoli, in quali anni hai giocato nell’Akragas?<BR>“Arrivai ad Agrigento all’inizio del campionato 1973’74 e, in quell’anno, cominciai a giocare nell’Akragas.Tra le fila di questa squadra rimasi fino al 1978 con il solo intervallo del campionato 1974’75, periodo in cui ho dovuto lasciare il calcio per il servizio militare. Indelebili ricordi mi legano a questo periodo che non fu soltanto prodigo di esperienze calcistiche ma, soprattutto, di rilevanti rapporti umani. Grande merito va ai siciliani e agli agrigentini in particolare, che mi hanno accolto con amicizia e grande senso dell’ospitalità. Ti dirò che per un calciatore di buon livello, così com’eravamo noi semiprofessionisti del calcio, poter svolgere la propria attività in un ambiente sereno, gioioso, fatto d’innumerevoli attenzioni, cui molti di noi non erano abituati, è stata davvero una vera fortuna. Con i siciliani è facile intraprendere simpatia ed empatia, due elementi che s’identificano nelle relazioni e in quell’idem sentire tra le persone, che spesso ricerchiamo vanamente per tutta la vita e che invece io ho avuto la fortuna d’incontrare”. <BR>Che cosa racconti nel tuo libro “La mia Akragas”.<BR>“ E’ lo scorcio della mia vita più bella: ricordo che arrivai ad Agrigento all’età di 19 anni e debuttai in una partita contro il Messina davanti a 9.000 spettatori. Non ero abituato a tanto, perché arrivavo da campionati di livello inferiore alla Serie D e dove al massimo c’erano cinquanta persone a vedere la partita. Giocavo nel campionato Primavera dove, pur affrontando formazioni importanti quali, Juventus, Inter, Milan e Bologna che si avvalevano di giocatori che hanno proseguito la carriera professionistica in Serie A, non&nbsp; avevo sicuramente l’esperienza di partite disputate davanti a una platea così importante”.<BR>In quale ruolo giocavi?<BR>“Inizialmente mi era stata affidata la maglia numero 6, ma poi, viste le mie caratteristiche tecniche, mi diedero la maglia con il numero 8. Ero una mezz’ala di ruolo, quello che nel calcio di ieri si definiva regista e che oggi s’identifica meglio in centrocampista d’attacco . Mi piaceva suggerire, ispirare, rifinire il gioco, mandare in gol il compagno di squadra e, quando segnava, sentivo dentro di me una gratificazione immensa, quasi che quel gol l’avessi fatto io. Per questo motivo, non ho fatto molti gol in carriera. Non ero una punta&nbsp; ma avevo altre caratteristiche”.<BR>Che cosa ricordi del tuo compagno di squadra Lucio Stella?<BR>“Giocava anche lui a centrocampo, era forte fisicamente, dotato di un calcio potente e, soprattutto, dava del “Tu” al pallone. Ricordo che arrivò ad Agrigento a campionato iniziato. Era l’anno 1976’77 e giocavamo in Serie D. Lui è un amico, ed è stato un compagno di squadra corretto e leale”.<BR>Come definisci il calcio in Sicilia?<BR>“Il calcio di oggi, a livello nazionale e internazionale è cambiato tantissimo, e così presumo quello siciliano. Non si bada più alla tecnica, ma si preferisce un calcio con poca qualità e con tanta attenzione alla parte atletica. Non voglio fare retorica, ma il mio calcio era fatto anche di valori sportivi e umani che oggi non ci sono più. Era un calcio più semplice, la cui definizione di gioco si rispecchiava perfettamente con la sua storia” .<BR>Che cosa ti ha dato la terra di Sicilia e Agrigento, che altri posti d’Italia non ti hanno saputo dare?<BR>“Non posso fare altro che parlare bene della Sicilia e dei siciliani, perché mi hanno accolto&nbsp; con simpatia e amicizia. Ho vissuto in quella terra per dieci anni. Ad Agrigento mi sono&nbsp; sposato ed è nata mia figlia e lì è rimasto un pezzo del mio cuore, oltre a tanti amici che si ricordano ancora di me”.<BR>A che età hai lasciato il calcio?<BR>“Avevo solo 24 anni, ma il calcio non m’interessava più perché non mi sentivo parte del gruppo. Ero stato estraniato dai nuovi proprietari dell’Akragas che venivano da Palermo e così ho preferito cercare un calcio minore in quel del Ribera, un paesino in provincia di Agrigento. Lì, non era più la stessa cosa. Giocavo per divertirmi e lavoravo altrove per vivere. Tuttavia, non conservo rancore per questa vicenda che considero soltanto un&nbsp;&nbsp; incidente di percorso”.&nbsp; <BR>Un lato positivo e uno negativo del tuo carattere.<BR>“ Quello positivo è che sono sempre andato d’accordo con tutti e quello negativo è lo stesso: sono sempre andato d’accordo con tutti”.<BR>Se dovessi dare un consiglio ai ragazzi che aspirano a diventare campioni di calcio, cosa gli diresti?<BR>“Di divertirsi, di non esasperare l’impegno, di ritenere il calcio il più bel gioco del mondo e&nbsp; nulla di più”.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR>Salvino Cavallaro <BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR>&nbsp;C1012317FL0711FL0711akragas.jpgSiNla-sicilia-e-il-pallone-fatto-di-sentimenti-1012649.htmSi100451001,02,03,06,07030414
551012648NewsCalciomercatoGli ultimi intrigati scambi del pallone italiano20140129184207calcioIl funambolicoA due giorni dalla chiusura del mercato d’inverno, il football italiano si prepara ai colpi dell’ultimo momento. Spunta all’orizzonte l’interesse della Juve per Osvaldo che, in attesa di collocare Vucinic (probabile la sua destinazione in Inghilterra), si pensa al 28enne attaccante che dopo una lite in allenamento, ha rotto ogni rapporto con il Southampton. L’attaccante potrebbe arrivare alla Juve con la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto. Ma, pur riconoscendo le indubbie qualità tecniche e tattiche di Osvaldo che tanto piace a Conte, c’è da considerare il problema caratteriale del giocatore, i cui precedenti parlano chiaramente d’incapacità d’inserimento nell’ambito dello spogliatoio e difficoltà d’ambientamento. Un nodo alquanto difficile da sciogliere, tenuto anche conto che la Juventus ha sempre tenuto in considerazione la disciplina e il rispetto delle regole in maniera assolutamente marcata. Vedremo cosa ci riserveranno questi altri due giorni prima della chiusura del mercato. Intanto, l’Inter del nuovo presidente Thohir sembra a un passo per chiudere per Hernanes, l’attaccante della Lazio che vestirebbe fin da subito la maglia dell’Inter versando alle casse di Lotito 13 milioni di euro più Mbaye, il giocatore in forza al Livorno che però è di proprietà dell’Inter. Ranocchia sembra salutare Mazzarri per trasferirsi alla corte di Mancini nel Galatasaray, con la formula del prestito oneroso. E, per un difensore che va, un altro ne arriva, anche se non centrale di difesa ma esterno. Si tratta di D’Ambrosio che arriva dal Torino in cambio di 750 mila euro più la metà di Benassi e del giovane Colombi in forza alla Primavera. Anche il presidente Squinzi del Sassuolo vuol dire la sua. Dopo aver esonerato Di Francesco, l’obiettivo principe dovrebbe essere Pippo Inzaghi dal Milan ma Galliani ha già fatto sapere di non essere intenzionato a lasciare partire l’allenatore. E, qualora l’affare non andasse in porto, l’interesse si sposterebbe verso Di Matteo o Malesani. Intanto il Sassuolo ha acquistato Floccari dalla Lazio a titolo definitivo e Sanabria, il rampollo giocatore del Barcellona classe ’96 che arriva tramite la Roma. In casa Milan si affaccia d’improvviso l’interesse verso il 24enne fantasista del Fulham, Adel Taarabt che potrebbe arrivare in cambio del terzino rossonero Zaccardo. Il funambolico attaccante marocchino già da tempo nel mirino della società rossonera, è un giocatore dalle caratteristiche tecniche interessanti capaci di mettere in risalto le sue brucianti accelerazioni con palla al piede. Ottimo in fase di ripartenze. Vedremo se l’affare andrà in porto fin da gennaio o nel mercato estivo. C’è anche un timido interesse per Biabiany ma Galliani sta attento a non intromettersi nella trattativa del giocatore con la squadra di Marcello Lippi in Cina. E’ un fatto di correttezza, cui l’AD del Milan non vuol venir meno. Dopo che lo scambio Costant – Armero è fallito, il Napoli di De Laurentiis è sempre alla ricerca di un esterno. Dopo aver preso Henrique, il Napoli continua a sondare il mercato per acquisire altri rinforzi per Benitez. Interessa il 22enne centrocampista del Wolfsburg Ricardo Rodriguez e il 23enne esterno sinistro del Saint’Etienne Ghoulam che, in passato, è stato inseguito anche dalla Roma. Vedremo se tutti questi tentativi, andranno a buon fine e, soprattutto, saranno in grado di migliorare la squadra partenopea che negli ultimi tempi sembra avere perso lo smalto iniziale. Per il resto è normale amministrazione di un mercato che ormai è quasi giunto al giorno della verità.<BR><BR>Salvino Cavallaro <BR><BR><BR>C1012317FL0711FL0711guarin-inter.jpgSiNgli-ultimi-intrigati-scambi-del-pallone-italiano-1012648.htmSi100451001,02,03,04,06,07,08030592
561012646NewsCampionatiShoah, il giorno della memoria20140128211552calcioTuttavia<BR>Il 27 gennaio di ogni anno si commemora la giornata della memoria.&nbsp; Con il termine Shoah fu ufficialmente indicato lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti tedeschi. Si tratta di un giorno particolare che non può passare inosservato e lasciarci insensibili. Questo non è davvero possibile, per noi, per i nostri figli e per le generazioni che verranno. Noi che ci occupiamo di sport, che scriviamo di calcio e delle sue vicende quotidiane, ci sentiamo coinvolti nel partecipare attivamente al pensiero verso una storia che ha segnato sicuramente la pagina più aberrante della genesi dell’uomo.&nbsp; C’è una frase che ha colpito la nostra sensibilità di giornalisti sportivi: “Lì, in quel luogo di morte e di sterminio, c’era chi credeva che i valori dello sport dovessero comunque vivere anche nell’orrore”. Ci sono tante testimonianze che hanno colpito la nostra anima, una fra queste è la storia di Ferdinando Valletti, un dirigente d’azienda e poi calciatore che, nel campionato 1942’43 giocò come mediano nel Milan. Nel 1944 collaborò alla realizzazione dello sciopero all’Alfa Romeo, e fu subito arrestato. Inviato al carcere di San Vittore è stato poi deportato, prima a Mauthausen e di seguito a Gusen. “ Ho giocato in prima squadra nel Milan come mediano” disse Valletti ai nazisti tedeschi i quali, dopo essersi guardati in faccia hanno stabilito che l’avrebbero provato sul campo e, se non fosse stato vero, l’avrebbero ucciso. Le SS giocavano a calcio tra di loro e in quel periodo erano rimasti in pochi, così Nando Valletti è stato chiamato a giocare una partita assieme a loro. Le SS giocavano con gli stivali e lui a piedi scalzi e, per Valletti, era iniziato il provino più importante della sua vita. Il pallone in quel caso, era come una sfera magica a celare un angolo di futuro, una speranza affidata a stralci di pelle che non ha valore, che non somiglia a niente, che non prova niente se non l’attanagliante paura di sbagliare. E, mentre palleggiava con i suoi aguzzini, la mente di Ferdinando Valletti era altrove. Scalzo e con la sua divisa addosso, esegue passaggi perfetti pensando di giocare a San Siro con i suoi compagni del Milan che sembrano dire: “ Dai Nando, passa la palla, fagli vedere cosa sai fare”. Un pallone “amaro” che ha il significato della disperata voglia di vivere e di cercare di salvare se stesso e qualche compagno. Battere le SS per salvare la propria vita da quell’inferno, in cui gli uomini erano numeri e non persone. Nel 1945 fu liberato dagli americani e portato in Svizzera dove, a causa delle sue pessime condizioni di salute è stato ricoverato presso la Croce Rossa. Quella di Valletti è una storia raccapricciante, incredibile, che assume una connotazione disumana, un qualcosa che non ha nulla a che fare con il senso logico della vita. Ci viene in mente una frase di Giorgio Chiellini che, trovatosi in Polonia con la Nazionale Italiana assieme ai suoi compagni di squadra, varcò la soglia di Auschwitz, un luogo che mette i brividi addosso e che non lascia spazio ad altri pensieri se non al dolore e alla riflessione: “ E’ stata un’esperienza toccante” disse il calciatore della Juventus, “finché non lo vedi con i tuoi occhi, non ti accorgi delle atrocità che sono state commesse in questo luogo. Il filo spinato, le camere a gas, i block dove erano rinchiusi i prigionieri destinati al massacro. Poi a Birkenau, dove c’é la rampa lungo la quale venivano scaricati i cittadini ebrei arrivati da tutta Europa, Italia compresa. E lì, tra i binari di Birkenau, c’è stato il racconto dei testimoni che ha toccato il profondo dell’anima e commosso tutti”. I sopravvissuti dell’Olocausto Piero Terracina e Samuel Modiano descrivono Birkenau come “l’inferno dei vivi”, mentre Anna Weis ricordava i familiari “saliti in fumo e diventati cenere”, come le raccontò con perfidia un nazista del campo delle atrocità. Il calcio, dunque, è stato capace di entrare nel luogo del dolore, un esempio di trasmissibile positività umana, proprio in un momento in cui certi valori sembrano minimalisti. Tuttavia, ritornando alla nostra realtà, possiamo dire che avremo tempo di scrivere del campionato, del calciomercato, dell’acquisto di Vucinic da parte dell’Inter, dell’eterna diatriba tra Inter e Juventus , delle critiche per un rigore non dato e di altre cose che competono il mondo del giornalismo sportivo. Oggi, concediamoci un momento di riflessione, di silenzio, di rispetto verso chi ha perso la vita in maniera assurda quanto atroce. Questa volta è la Shoah che ci ha insegnato a scrivere una pagina indelebile di ricordi e di brutalità dell’uomo che va oltre l’importanza di un pallone che gira in mezzo a un campo di calcio.<BR>&nbsp;<BR>Salvino Cavallaro <BR>C1012317FL0711FL0711pallone8.jpgSiNshoah-il-giorno-della-memoria-1012646.htmSi100451001,02,03,06,07030383
571012647NewsCampionatiJuventus, c`è qualcosa che non va20140128211452juventusAbbiamoC’è qualcosa di indefinibile, di impercettibile nella Juve di questi ultimi tempi. E non è per volere trovare a tutti i costi il pelo nell’uovo, ma ciò che aleggia nell’aria circostante al feudo bianconero sembra qualcosa di strano che fa riflettere. Dopo l’uscita dalla Coppa Italia ad opera di una Roma apparsa ottima squadra ma non irresistibile, la Juve si è rituffata in campionato ripartendo proprio dallo stadio Olimpico di Roma contro la Lazio di Edy Reya. Ebbene, anche in questa circostanza, la Juve di Conte non è sembrata la squadra arrembante, sicura a centrocampo e nelle ripartenze, ma si è evidenziato uno strano approccio alla gara che dava la sensazione di una squadra ferma sulle gambe e stranamente attendista. Ciò che in un primo momento si pensava essere un atteggiamento tattico voluto per aspettare l’avversario e colpirlo poi in contropiede, non è sembrato plausibile anche per l’incapacità dei bianconeri di dare forza alle proprie azioni offensive. Poco movimento senza palla, poco gioco sugli esterni (abituale punto di successo nello scacchiere tattico di Conte) e pochissimi tiri in porta. Abbiamo visto azioni poco convinte che immancabilmente si spegnevano al limite dell’area avversaria. Tevez a dannarsi l’anima e Llorente a tentare di portare su la squadra, lottando talora per mantenere il possesso palla piuttosto che essere messo in condizione di tirare in porta. E così dopo essere andata in svantaggio con un gol di Candreva su rigore e dopo l’espulsione di Buffon al 24’ del primo tempo per atterramento di Klose in area di rigore, la Juve si è trovata ad affrontare il match in dieci uomini per quasi un’ora. Poi, nel secondo tempo, i bianconeri sono sembrati meno impacciati ma sempre lontani dal loro standard abituale. Al 15’ la Juve pareggia con un gol di testa di Llorente, il quale raccoglie un invitante cross di Lichtsteiner. La partita termina in parità dopo aver registrato una traversa di Klose con grande deviazione di Storari e un palo centrato da Keita. Intanto, il giorno dopo la Roma vince a Verona e accorcia le distanze in classifica dai bianconeri, di sei lunghezze. Ma per la Juve, il punto da focalizzare non è aver perso due punti un classifica, ma aver dato la sensazione di stanchezza psico-fisica. Saranno le polemiche dovute alle vicende del mancato scambio tra Vucinic e Guarin, sarà il gossip maligno e destabilizzante che si è instaurato nello spogliatoio della Juve per la presunta relazione di Gigi Buffon con la bella giornalista sportiva di Sky, Ilaria D’Amico, oppure per la separazione di Pirlo da sua moglie. Fatto è che la Juve sembra investita da problemi che vanno a coinvolgere un ambiente che fino a ieri viveva di automatismi fatti solo di pane e calcio. Anche Conte visto a Roma contro la Lazio, nel primo tempo non è sembrato il solito “cane arrabbiato” che tutti conosciamo. Troppo tranquillo il suo atteggiamento, non è da lui. Comunque, a onor del vero, bisogna dire che le 12 partite utili consecutive disputate dalla Juve e la sua attuale posizione in classifica, non danno adito ad allarmismi di sorta. Il prosieguo del campionato ci dirà se le nostre sono autentiche sensazioni, oppure dei dati di fatto preoccupanti. Domenica prossima avremo già una prima risposta, visto che tra le proprie mura la Juve affronterà “l’odiata” Inter di Mazzarri alle prese con un anno calcistico assolutamente da dimenticare. Conte e la sua Juve sono chiamati all’ennesima verifica di squadra che vince e convince. E’ la legge di chi nasce con il concetto radicato che, per scrivere la propria storia, devi vincere per essere primo. Alla Juve, arrivare secondi è stato sempre un insuccesso.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711marchisio.jpgSiNjuventus-c-e-qualcosa-che-non-va-1012647.htmSiT1000007100451001,02,03,06030717
581012651NewsCampionatiPanini: Figurine speciali per celebrare Juventus e Palermo20140125232530figurine panini,calciatori,juventus,palermo,albumL’album “Calciatori 2013-2014” celebra anche Rossi, De Sanctis e Florenzi<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><st1:personname w:st="on" productid="La Panini"><font face="Arial" size="2"><span style="font-family: Arial; font-size: 10pt;">La Panini</span></font></st1:personname><font face="Arial" size="2"><span style="font-family: Arial; font-size: 10pt;"> realizzerà due figurine speciali per celebrare <st1:personname w:st="on" productid="la Juventus">la Juventus</st1:personname> e il Palermo che si sono aggiudicate rispettivamente il titolo di Campione d’Inverno in Serie A TIM e in Serie B Eurobet. Nella nuova collezione “Calciatori 2013-<st1:metricconverter w:st="on" productid="2014”">2014”</st1:metricconverter>, è infatti presente la sezione “Film del Campionato”, che sintetizza i momenti salienti del girone d’andata. Insieme a queste due figurine speciali, <st1:personname w:st="on" productid="La Panini">la Panini</st1:personname> realizzerà anche altre sei figurine per celebrare i maggiori protagonisti della “corsa d’inverno”. In particolare, queste figurine saranno dedicate a Giuseppe Rossi come capocannoniere, Morgan De Sanctis come portiere “saracinesca”, Alessandro Florenzi per il goal più spettacolare (la bellissima rovesciata di Roma-Genoa, nella 19a giornata), Gonzalo Higuaìn come giocatore con il più “alto rendimento”, Domenico Berardi come “emergente” e all’Hellas Verona come “sorpresa” del girone di andata. Queste otto figurine extra saranno distribuite in omaggio lunedì 27 gennaio, in una bustina speciale abbinata ai quotidiani Corriere dello Sport/Stadio e Tuttosport. Inoltre, nella sezione “Film del Campionato” dell’album “Calciatori”, è presente un QR Code tramite il quale sarà possibile, sempre da lunedì prossimo, visionare online una gallery che ripercorrerà i momenti salienti del girone d’andata della Serie A TIM tramite le prime pagine del Corriere dello Sport/Stadio e di Tuttosport.<o:p></o:p></span></font><br><br> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><font face="Arial" size="2"><span style="font-family: Arial; font-size: 10pt;"><o:p>&nbsp;</o:p></span></font><br><br> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><font face="Arial" size="2"><span style="font-family: Arial; font-size: 10pt;">“Quest’anno la sezione Film del Campionato si arricchisce ulteriormente rispetto alle scorse stagioni”, ha dichiarato Antonio Allegra, direttore Mercato Italia di Panini. “Oltre alla conferma della presenza della Serie B Eurobet a fianco delle figurine speciali sulla corsa d’inverno della Serie A TIM, vi è quest’anno, tramite l’album e un supporto multimediale, la possibilità di ripercorrere l’andamento del girone d’andata rileggendo le prime pagine dei quotidiani sportivi. Sempre di più la collezione Calciatori diventa così lo strumento per raccontare e conservare nella memoria questa stagione calcistica”.<o:p></o:p></span></font><br><br> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><font color="red" face="Arial" size="2"><span style="color: red; font-family: Arial; font-size: 10pt;"><o:p>&nbsp;</o:p></span></font><br><br> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><font face="Arial" size="2"><span style="font-family: Arial; font-size: 10pt;">La collezione “Calciatori 2013-<st1:metricconverter w:st="on" productid="2014”">2014”</st1:metricconverter> è in vendita in edicola. Comprende 865 figurine su giocatori e squadre di Serie A TIM, Serie B Eurobet, Primavera TIM, I e II Divisione di Lega Pro, Serie D e Serie A Femminile, da raccogliere in un album di 128 pagine. Tra le novità della raccolta, oltre alla preziosa copertina con effetti speciali (ove campeggia un grande scudetto tricolore – omaggio alla Nazionale – contenente i 20 scudetti delle squadre di Serie A TIM e il “calciatore in rovesciata” simbolo della Panini), si segnala il ritorno delle “mitiche” figurine degli scudetti in raso degli anni ’70 e gli indirizzi twitter di tutti i calciatori di Serie A TIM. Tra le sezioni speciali di questa raccolta, le pagine “Derby - History Remix”, realizzate in collaborazione con Sky Sport HD e dedicate ai 5 derby previsti in questa stagione, con 10 figurine dotate di QR Code per visionare online dei video dedicati ai derby, e la sezione “Essere Calciatori” in cui il campione del Mondo 2006 Gianluca Zambrotta illustra con 8 figurine e varie immagini le tecniche di base del calcio. Alla collezione è legato anche il grande concorso “Panini premia <st1:personname w:st="on" productid="la Scuola">la Scuola</st1:personname>”: le scuole elementari e medie inferiori che raccoglieranno le bustine vuote e le spediranno a Panini, potranno ricevere gratuitamente attrezzature e materiali didattici. Ulteriori informazioni su www.calciatoripanini.it.<o:p></o:p></span></font><br><br><br><br>C1012317ModenaWM01MSWM01MSpanini-calciatori-2013-14.jpgSiNfigurine-panini-album-calciatori-speciale2013-2014-1012651.htmSiT1000007,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000024,T1000026,T1000027,T1000028,T1000091,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101100075601,02,03,05,06,07,08,090101219
591012645NewsEditorialeQuesto pazzo mercato d`inverno20140124133223calcioE cosìA parte il fatto che il vero mercato del pallone italiano si concentra in estate, quello di gennaio è da sempre definito come rattoppatore di momentanee falle tecnico – tattiche inaspettate. Puoi cercare quanto vuoi l’affare, ma non lo trovi perché chi ha i campioni o comunque i buoni giocatori in grado di risolvere i problemi della squadra di appartenenza, se li tiene stretti. A meno che, con l’avvento nel calcio di questi nuovi magnate che fanno impazzire per proposte economiche esorbitanti, ogni discorso logico di programmazione viene bypassato per ovvie ragioni. E così si leggono tanti titoli che al mattino fanno sognare i tifosi e al pomeriggio svaniscono nel nulla. La diatriba eterna tra Inter e Juventus ha raggiunto il suo apice assurdo proprio in questi giorni in cui lo scambio tra Vucinic e Guarin sembrava ormai cosa fatta. C’era l’accordo dei due giocatori, dei rispettivi procuratori e dei dirigenti delle due società che verbalmente avevano messo nero su bianco in attesa di formalizzarlo in via ufficiale. Ma, non appena la notizia ha invaso i social network, si è scatenata tutta una serie di rivolte da parte dei tifosi nerazzurri che hanno fatto sì che la trattativa fosse bloccata e sfumasse nel nulla. Strascichi di ruggine hanno così invaso il rapporto già per nulla idilliaco tra le due società, e così ognuno si è tenuto i due rispettivi calciatori che restano in attesa di essere collocati in altre società. Una brutta storia che, a prescindere dall’affare razionale che avrebbero potuto avere sia Juve che Inter, si mette in evidenza per la forza decisionale che sembra non appartenere più a società e calciatori ma ai tifosi. Un argomento, questo, che meriterebbe essere trattato con maggior approfondimento, per cui ci riserviamo di affrontarlo in un’altra occasione. Intanto il Milan, ovvero tante effimere chiacchiere e zero indicazioni di un vero progetto. Il nuovo corso di Clarence Seedorf sembra più avvolto da offuscate nebbie che da reali e limpide giornate di sole. Dopo la striminzita vittoria in campionato sul Verona per 1 a 0 su rigore battuto da Balotelli, il Milan cade malamente in Coppa Italia dove viene eliminato&nbsp; dall’Udinese di Guidolin che vince 2 a 1. Chiaro segnale di un malessere che non si limita a questo o quel giocatore ma a un vento di forma anarchica e di sbando che dà il segno di un travaglio societario interno che non è per nulla risolto. Il Milan dà la sensazione di una società da rifondare e dove i progetti d’un tempo appaiono davvero troppo lontani. Sempre più lontano appare anche il presidente Berlusconi con i suoi infiniti problemi politici e personali e troppo acerba appare la presenza di Barbara Berlusconi, ovvero il futuro del Milan. Con l’arrivo di Seedorf sulla panchina rossonera si è cercato di eludere, almeno momentaneamente, quelli che sono i veri problemi della società. E così si sta pure facendo con l’acquisto di Michael Essien, il centrocampista del Chelsea che ha già dichiarato di volere lasciare Londra. Sembra ormai certo il suo arrivo a Milano alla corte di lady BB, anche in funzione della ripresa della Champions League, il cui impegno rossonero sarà quello di affrontare l’Atletico Madrid agli ottavi di finale. E, dopo la probabile dipartita di Nocerino e Mexes e il possibile arrivo di Parolo, nella saga delle assurde fantasticherie senza senso, si susseguono nomi di acquisti quali Mattia Perin o Federico Marchetti, piuttosto che Cerci,&nbsp; Darmian e..chi più ne ha, più ne metta. Il Milan, a parer nostro, deve riscrivere il suo nuovo progetto e non serve ritoccarlo qua e là con nomi che non servono alla causa dell’assetto tattico voluto da Seedorf. E, mentre anche Diamanti sembra destinato a trasferirsi in Cina alla corte di Marcello Lippi, il campionato italiano aspetta il 31 gennaio e la fine di questo pazzo mercato delle fantasticherie pallonare, per dire basta a chiacchiere senza costrutto, antiche ruggini e riemersi dissapori che alimentano solo il pericoloso riaccendersi di inopportune e pericolose polemiche. Dal 1° febbraio, finalmente, speriamo di ricominciare a parlare di calcio giocato.<br><br> Salvino Cavallaro<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711galliani.jpgSiNquesto-pazzo-mercato-d-inverno-1012645.htmSi100451001,02,03,06,07030434
601012644NewsCampionatiAntonio Venuto, un allenatore in attesa di panchina20140123141427calcioE’ cosìAntonio Venuto da Villafranca Tirrena in provincia di Messina, è stato allenatore della S.S. Milazzo dal 2008 al 2011 conquistando due promozioni tra Campionato di Eccellenza e poi di Serie D, raggiungendo il terzo posto nel Campionato di Lega Pro di Seconda Divisione nell’anno 2010’11. Una scalata professionale che l’ha visto crescere fin da quando, allenatore dilettante di terza categoria nel 1989 ha deciso di continuare i suoi studi calcistici per conquistare l’abilitazione di allenatore di seconda categoria fin dal 2007. Poi, non contento di quanto ottenuto, si misura con se stesso per verificare le sue potenzialità. Si iscrive al Corso di Allenatori Professionisti di Prima Categoria a Coverciano nell’anno 2011’12 e, con notevoli sforzi economici personali (visto l’ingente esborso che richiede l’iscrizione), s’incammina nell’avventura con l’ardire di chi ama il calcio, desidera studiarne approfonditamente i sistemi di preparazione, l’individuazione e l’abilità nel percepire la chiave tattica giusta (anche a partita in corso), conoscere le varie scuole di pensiero e l’anima da tirar fuori dai giocatori per poterli motivare positivamente. Ma è soprattutto la psicologia di gruppo e anche individuale per ogni singolo giocatore, che lo porta alla fine del corso a discutere la sua interessantissima tesi dal titolo: “Leadership e motivazione: il ruolo dell’allenatore”. Non è un caso che mister Antonio Venuto abbia scelto di ricercare e discutere questa tesi davanti a una commissione d’esame competente, (tra gli altri c’era pure mister Spalletti). Infatti, chi lo conosce bene, sa che il suo desiderio di approfondimento teorico - pratico sulle più moderne discipline tecniche calcistiche europee, lo caratterizza come uomo-allenatore dai connotati personali talmente chiari che non si possono confondere con chi vede la professione di coach in maniera minimalista, raffazzonata e senza l’opportuna etica . Lui sa che nel calcio non c’è nulla di improvvisato e neanche di definitivo e che i risultati positivi sono la chiave del successo ripartito tra società, allenatore, giocatori e tifosi, ma sa anche che ai primi insuccessi chi paga per primo è l’allenatore. Troppo navigato è mister Venuto per illudersi di successi facili che in prospettiva non danno alcuna garanzia. Lui sa come lavorare sodo con i suoi ragazzi, dai quali pretende impegno, serietà e vita ordinata fuori dal campo. Ma è anche pronto a capire se un giocatore non rende come potrebbe a causa di problemi psicologici che non rientrano propriamente nell’infortunio fisico. Ed è questa la peculiarità più naturale e importante di mister Venuto: saper capire i suoi ragazzi e motivarli ad un impegno maggiore dal quale possa scaturire il meglio di loro. Senza stress, ma con la naturalezza e la consapevolezza che si ha quando si ama qualcosa, quando si sogna di raggiungere un obiettivo che è frutto della fatica e del lavoro serio. Sono queste le caratteristiche naturali di Venuto, un allenatore che non ha solo imparato attraverso i libri e gli studi tecnico-calcistici certi valori che sono insiti nel suo DNA, semmai le ha affinate confrontandosi con i suoi compagni di corso dai nomi altisonanti come Roberto Baggio, Valerio Bertotto, Benito Carbone, Benoit Fabiens Cauet, Alessandro Dal Canto, Davide Dionigi, Gianluca Festa, Emanuele Filippini, Devis Mangia, Fabio Pecchia, Lamberto Zauli, Zè Maria, per citarne solo alcuni tra i più famosi. Ma lui, mister Venuto, pur non vantando un curriculum altisonante di calciatore importante, non si è lasciato intimidire da nessuno, anzi si è confrontato consapevolmente con grinta e determinazione di chi deve dimostrare a se stesso e agli altri la propria preparazione. E non è un caso che ha ottenuto uno dei più alti punteggi finali di tutto il corso: 97/110. Eppure, sembrerà strano che un allenatore di tale levatura tecnica e umana non abbia, almeno in questo preciso momento, una panchina a sua disposizione. Ma lui sa aspettare, con pazienza e senza fretta. Sono le sue armi migliori di uomo saggio e di allenatore preparato che aspetta una chiamata da società che possano garantirgli un progetto serio fatto di concretezza e non di effimere parole. Quelle, non possono interessare a chi, come lui, crede nella serietà di allenare e curare con competenza e professionalità un gruppo di ragazzi seri i quali si prefiggono il raggiungimento di un obiettivo che concorda con quello della società. Il resto non interessa, sono solo chiacchiere. I fatti sono quelli che contano, nel calcio e nella vita.<br><br> <BR>Una storia, tante storie. Quando cuore e pallone sono una cosa sola<br><br> Era la fine del 2012, quando ho scritto e pubblicato questo articolo sul profilo professionale e umano di Antonio Venuto, un allenatore in cerca di panchina. Ebbene, ancora oggi dopo un travagliato campionato di Lega Pro nell’Hinterreggio di Reggio Calabria cominciato in maniera eccelsa e poi finito con la retrocessione per motivi non solo a lui imputabili, oggi mister Venuto attende ancora quella chiamata importante che possa coronare il sogno della sua vita: quello di allenare in una società professionistica a un certo livello. Egli, nella vita, è Prof. di Educazione Fisica in un Istituto di Scuola Superiore di Messina. Ama l’insegnamento, i suoi ragazzi, il suo gruppo scolastico, il suo quotidiano vissuto tra colleghi che conosce da anni. Ma la panchina, il profumo dell’erba emanato da un campo di calcio, ebbene, quello gli ronza sempre fisso nel cervello come fosse un qualcosa che prima o poi deve essere raggiunto. Sì, perché quello è il vero significato della sua vita. Certo, il calore degli affetti più cari che gli stanno accanto sono decisamente importanti per lui. Ma la sua testa è sempre là, in mezzo a una squadra di calcio sua, attorno a dei ragazzi forti dalle grandi capacità caratteriali come lui, capaci di raggiungere l’obiettivo fissato attraverso il sacrificio e l’abnegazione. E’ così, Antonio Venuto da Villafranca Tirrena in provincia di Messina. Lui ama la sua terra di Sicilia, con i suoi profumi e le affascinanti tradizioni. Per questo è orgoglioso delle sue radici. D’altra parte, non è un caso che la sua carriera da allenatore si sia sviluppata principalmente in Sicilia, con soli due parentesi nella vicina Calabria. Tuttavia, lui sa che la sua professione non preclude destinazione. Quando il destino chiama, il mister chiude la valigia e si tuffa in una nuova avventura. E’ la vita, è la speranza di chi crede in qualcosa d’importante, in una chiamata che, prima o poi, deve arrivare. Mister Venuto è pronto, è già lì che aspetta, perché si conosce e sa che chiunque lo chiamerà a guidare una squadra di professionisti, state sicuri che non si pentirà.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711venuto-6.jpgSiNantonio-venuto-un-allenatore-in-attesa-di-panchina-1012644.htmSi100451001,02,03030393
611012643NewsCampionatiLo scambio tra Vucinic e Guarin esaspera i tifosi nerazzurri20140121230652calcioIl datoNel calcio come nella vita tutto passa, tutto è relativo e non c’è mai nulla di definitivo. Una considerazione che non è scritta da nessuna parte, ma vivendo il palpitante mondo del pallone e constatandone le sue eterne contraddizioni, questo pensiero sfocia in maniera naturale. Era il tempo di calciopoli, erano gli anni bui del calcio giocato, il periodo storico in cui andava di moda dire: “Così fan tutti”. Un’affermazione codarda di chi si nascondeva dietro un dito, in un sistema calcio che non conosceva più nulla di eticamente sportivo. Sembrava quasi che vincere a tavolino una partita prima ancora di giocarla fosse la virtù dei potenti, artefici di un certo Potere che, invece d’apparire corrotto e corruttibile, mostrava tutto l’orgoglio di chi tramite il mezzuccio delle conoscenze ad alto livello poteva vincere e collezionare trofei e titoli. E allora scandali su scandali che hanno investito migliaia di dirigenti del calcio, della classe arbitrale e di calciatori corrotti che si riempivano le tasche di soldi con la facilità di chi non sa cos’è la coscienza e l’etica professionale. Sembrava tutto eterno, tutti sapevano ma nessuno aveva le prove. E, intanto, la macchina girava senza intoppi all’insaputa anche dei più scettici sostenitori del calcio. Poi, il polverone che sembrava aver risolto tutto, ripulito ogni cosa. La Juventus sembrò essere la principale imputata, ma anche Inter, Milan e altre illustri contendenti del calcio italiano furono coinvolte. La Vecchia Signora pagò con il declassamento in Serie B più nove punti di penalizzazione e la sottrazione dello scudetto che aveva appena vinto. Uno scudetto che crea ancora oggi arcigne polemiche, perché non solo fu sottratto alla Juventus, ma fu dato all’Inter nonostante si fosse classificata terza in quel campionato 2005-‘06. Da qui le furibonde polemiche e odio a non finire, tra società e tifosi bianconeri e nerazzurri. Oggi vengono in mente tutte queste cose a proposito del possibile scambio tra Juve e Inter per Vucinic e Guarin. L’accordo tra le due società sembra definito ma… apriti cielo, i tifosi interisti hanno fatto una sorta di rivolta capace di fermare, almeno momentaneamente, il prosieguo dell’accordo tra le due società che fino a ieri dichiaravano peste e corna, l’una verso l’altra. Dove sta dunque la verità in questo calcio dai grandi interessi economici di parte? Semplicemente nella convenienza. Se tu hai Messi e vuoi cambiarlo con Cristiano Ronaldo possiamo metterci d’accordo, veniamo a una trattativa e mettiamo da parte ogni ruggine precedente. Un ragionamento che i tifosi non accettano, non accetteranno mai, ancorati come sono a certi sentimenti che non ammettono il repulisti dei torti subiti. Già, i torti. Ma chi può dire d’aver subito maggiori torti rispetto all’altro? Chi è in grado di indossare il vestito di chi riflette con onestà intellettuale senza vedere le cose da una sola angolazione? Ma questo è un discorso troppo lungo, il cui sviluppo ci porterebbe troppo lontano. Il dato di fatto è che la fomentazione all’odio delle tifoserie, per opera di certi fatti avvenuti, non deve essere strumentalizzato per nessuna ragione al mondo. Infondo, all’atto pratico, chi ha interessi economici sono le Società di calcio, sono i giocatori, sono i procuratori che, in barba alle ruggini, ai dissapori e ai risentimenti, portano comunque avanti ciò che conviene di più alle parti. Pensiamo dunque che anche questa volta, nonostante il rumore fatto dai tifosi interisti per bloccare la trattativa dell’Inter con la Juve per avere Vucinic in cambio di Guarin, si risolverà in una bolla di sapone. Sì, perché anche grazie a questa ennesima prova, abbiamo appurato cos’è il calcio di oggi. La passione? Un semplice appiglio per emozionarci e vivere meglio. Ma non chiediamoci troppi perché!<br><br> Salvino Cavallaro <br><br>C1012317FL0711FL0711guarin-inter.jpgSiNlo-scambio-tra-vucinic-e-guarin-esaspera-i-tifosi-nerazzurri-1012643.htmSiT1000007100451001,02,03,06,07030685
621012642NewsCampionati«L`adesso» granata del Torino20140120195519torinoQualoraAdesso! Adesso che in casa granata si sogna ma si è ben desti. Adesso che la squadra ha trovato gli equilibri giusti per recitare un ruolo importante nel campionato italiano. Adesso che la grinta e la determinazione sono la logica conseguenza dell’autostima di gruppo e di spogliatoio. Adesso che finalmente s’intravede la possibilità concreta della partecipazione all’Europa League, è indispensabile che il presidente Cairo si soffermi in una serie di fattive riflessioni che portino alla definitiva crescita di questo Torino che, Adesso, fa parte di diritto della zona nobile del campionato italiano. Il calcio, si sa, è l’emblema di mille delicati fattori capaci di portarti alle stelle e, con la stessa facilità, riportarti all’oblio. Dalle stelle alle stalle, come generalmente si dice. Ma il Torino, questo Torino, non può ricadere nei mille errori dirigenziali e di non progetto che hanno caratterizzato la storia fantastica della società granata, che non ha saputo negli anni, entrare di diritto nel nobel pallonaro del nostro Paese. Sempre campionati di sofferenza. Sempre lì a sperare nelle disgrazie altrui senza mai avere una vera forza economica e organizzativa capace di lavorare per la stabilizzazione concreta in un calcio ad alti livelli. Il Torino visto nell’acquitrino di Reggio Emilia contro il Sassuolo, ha finalmente convinto anche i più scettici opinionisti. I granata hanno dimostrato maturità di squadra nell’essere cinici e caparbi quando match di questo livello lo richiedono. Non ci sono state le solite lamentele sul campo, il cui stato appariva obiettivamente al limite di regolamento. Si è giocato con furore agonistico, sovvertendo le attese di un match che sembrava destinato a essere improntato sulle verifiche balistiche di Berardi, il campioncino di proprietà Juventus che ha fatto scomodare persino il Commissario Tecnico della Nazionale Cesare Prandelli. E invece, guarda caso, è stato proprio il possente Immobile a salire in cattedra conquistando la scala delle attenzioni e trascinando con veemenza i suoi compagni a una gara maschia; pochi fronzoli e molta risolutezza. D’altra parte su quel campo, non si poteva pretendere di assistere a un match dai connotati tecnici sopraffini. Ma nel calcio ci vuole anche la lotta fisica e mentale di chi vuole necessariamente arrivare al successo con essenzialità; o di riffa o di raffa. Questo insegna Ventura, e questo i giocatori granata hanno recepito nel tempo. Il Toro, oggi, è davvero una bella realtà che non deve essere sottovalutata dai suoi dirigenti con il “Tira a campà” di lunga memoria. E’ arrivato il tempo di fare investimenti, è arrivato il tempo di fare dei sacrifici economici atti a non disperdere nel nulla ciò che così pazientemente si sta costruendo sul campo. Per questo ci rivolgiamo ancora una volta e sempre al presidente Cairo, uno che nel calcio c’è entrato dopo avere costruito in maniera eccelsa la sua “Cairo Editore” e prima di avere acquisito la proprietà de La7, due colossi industriali che non si possono certamente definire di poco conto. Adesso, il Torino, il suo Torino che a suo tempo non gli è stato imposto da nessuno, ma proposto da persone vicine all’ambiente del Toro, chiede un suo fattivo intervento per riorganizzare una squadra che deve essere migliorata nei suoi valori tecnici con raziocinio ma con grande efficacia. Vorremmo interventi decisi, lasciando stare l’eterna mentalità sparagnina dei prestiti gratuiti o con diritto di riscatto, ma rendendo concreti investimenti e affari che, in qualche modo, possano far lievitare a livello economico i bilanci della società nel tempo, migliorando di conseguenza il fattore tecnico della squadra. Sono suggerimenti, i nostri, dati da chi ha potuto verificare nel tempo che, quando è il caso, (e in questo momento per il Torino è davvero il caso), bisogna intervenire energicamente sul mercato estivo senza se e senza ma. Qualora non ci fossero tutti i fondi necessari per far fronte alle esigenze delle tre aziende di proprietà Cairo, ebbene è la volta in cui questo presidente deve necessariamente dimostrare al popolo granata, di dare priorità al calcio sacrificando gli interessi delle altre due sue aziende. Infondo, finora, le parti si sono sovvertite e il Toro ci è sembrato sempre in lista d’attesa. Adesso, non è più così. Urge una mentalità diversa, adesso è arrivato davvero il momento. Il calcio non aspetta e, talora, è veramente spietato nel suo destino. L’esempio recente del Catania del presidente Pulvirenti ci deve far riflettere su come siano fragili gli equilibri di questo nostro mondo pallonaro. Chi ha tempo non aspetti tempo. E’ già ora di cambiare in fretta e di rottamare la vecchia mentalità, programmando concretamente il nuovo progetto del Torino che deve necessariamente ricominciare dal mercato estivo e da quella casa granata chiamata Stadio Filadelfia, la cui attesa ha sinceramente sfiancato anche gli acerrimi sostenitori. Adesso, Cairo e la Società Torino Calcio sono chiamati a dimostrare con i fatti ciò che intendono fare di questo Toro che è già rinato sul campo. Al momento in cui andiamo in pubblicazione, apprendiamo del passaggio definitivo di D’Ambrosio all’Inter, ma non abbiamo ancora notizie ufficiali riguardanti la contropartita. Anche quest’operazione, se ben portata a termine nell’interesse del Toro, potrebbe essere un segnale significativo su quanto sostenuto fin qui. Staremo a vedere.<br><br> Salvino Cavallaro<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNl-adesso-granata-del-torino-1012642.htmSi100451001,02,03,06,09030338
631012641NewsCampionatiIl Catania dai tanti errori20140120195220cataniaAbbiamoPiace la vicenda umana di Matri, ma non trascuriamo la scarsezza di un Catania nervoso, senza nerbo né grinta. Bruttissimo all’8’ il gesto di Spolli che colpisce con i tacchetti la testa di Matos, quando il giocatore viola era già a terra. Un fatto deprecabile che non vorremmo mai vedere sui campi di gioco. Questa, sembra la sintesi di ciò che abbiamo visto al Massimino di Catania nella prima partita di ritorno del campionato italiano. “A lavorare..andate a lavorare, a lavorare, andate a lavorare”. E’ uno dei cori più consueti e mortificanti che si sprigionano puntualmente dalle curve dei tifosi, non appena i fatti per la squadra del cuore deludono in maniera cocente. Verrebbe da dire, dalle stelle alle stalle. Già, dalla possibile entrata nel campionato europeo a lungo accarezzata l’anno scorso, alla probabile retrocessione in Serie B di quest’anno. Un segnale consueto nel calcio di oggi che vede come essenzialità imprescindibile, quell’essere che non ammette voli pindarici e che non accetta tante chiacchiere a discapito dei fatti. Abbiamo visto più volte il Catania in questo campionato e, tutte le volte, abbiamo avuto la sensazione di assistere a una squadra demotivata, ormai psicologicamente scarica e senza idee, adagiata com’è all’idea di una retrocessione che sembra bussare alla porta della società rosso azzurra. Zero reattività, zero voglia di giocarsela fino all’ultimo e zero orgoglio da dimostrare ai propri tifosi che, fino a prova contraria, riescono ancora, pur nella cocente delusione di perdere, a individuare il tentativo dei giocatori di avercela messa tutta per riparare i danni. Nel calcio si può perdere, ma la dignità no, quella è inammissibile perderla. Il presidente Antonino Pulvirenti, dopo l’ottimo periodo dell’era Montella e l’eccezionale campionato dell’anno scorso, ha sbagliato nel tentativo di modificare un assetto tattico già consolidato negli anni precedenti, senza intervenire proficuamente nel rinforzare la squadra. La partenza di Papu Gomez, Lodi, (prima ceduto al Genoa e poi ripreso in prestito quando ormai le cose per il Catania si sono messe in maniera quasi irreversibile) Marchese, (motorino esterno e cuore palpitante di un Catania verace), non sono serviti alla causa tecnica di una squadra che, anche grazie all’apporto di questi campioni aveva costruito un’ottima ossatura e grandi risultati. In compenso sono stati acquistati Plasil, Thactsidis dalla Roma (insufficiente l’acquisto di questo calciatore che in gennaio è stato spedito al Torino) e Maxi Lopez rientrato per fine prestito dalla Sampdoria che se n’è subito disfatto. In questi giorni, quando ormai la “frittata sembra fatta” il Catania ha acquistato un certo Fabian Rinaudo, centrocampista dello Sporting Club de Portugal che conferma la speranza di Pulvirenti di andare a raccattare in extremis ciò che in passato aveva dato scelte fortunate nel valorizzare certi giocatori stranieri sconosciuti al grande pubblico. Non sempre le ciambelle riescono col buco, perché pensiamo che il pres. Pulvirenti avrebbe dovuto continuare questa logica senza scombinare quella base insostituibile che è stata artefice di tante eccellenti soddisfazioni. Poi, il cambiamento del tecnico, da Maran a De Canio e poi il ritorno a Maran, ha dato l’idea di chi agisce in fase confusa perché non sa più che cosa fare. Ed è proprio qui che il pres. catanese avrebbe dovuto avere il supporto di una dirigenza sportiva e tecnica capace di aiutarlo ad agire nel migliore dei modi. Evidentemente così non è stato e, adesso, si stanno pagando gli errori e la confusione creata. Il dato di fatto è che ora il Catania è fanalino di coda con il Livorno a quota 13 punti. Chievo, Bologna e Sassuolo ne hanno 17. In teoria il divario di punti non è così incolmabile, ma è l’atteggiamento rinunciatario di questo Catania che preoccupa notevolmente.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711catania-8.jpgSiNil-catania-dai-tanti-errori-1012641.htmSiT1000014100451001,02,03,04,09030556
641012640NewsCampionatiLe due sponde sabaude e l`eterno indigesto negli affari calcistici20140115201632calcioCerto<BR>Col mercato estivo 2014, Cerci potrebbe essere l’esterno tanto desiderato da Conte alla Juve. E’ notizia di oggi che gli affari tra le due società di calcio di Torino proseguono con insistenza. Marotta ha messo sul tavolo della trattativa l’altra metà di Immobile ( che diventerebbe proprietà intera del Toro), più tutto Giovinco e 4 o 5 milioni di euro che verrebbero versati nelle casse del Torino. Certo, per la società di Cairo sembrerebbe a tutta prima un buon affare, ma se teniamo conto dell’elevato malumore che creerebbe una simile soluzione nell’ambito del popolo granata, crediamo proprio che l’affare avrà non pochi ostacoli da superare. Non è novità l’apprezzamento del presidente del Toro per Giovinco, tuttavia, vendere Cerci proprio alla Juve non sarebbe perdonato facilmente dai tifosi granata. Il contratto del 26enne esterno del Toro scadrà nel 2015 e, in assenza di rinnovo, è logico ascoltare ogni offerta per il giocatore senza trascurare la sua volontà di restare o meno in casa granata. Cerci prende tempo, assicurando di restare fino a giugno, ma non garantisce nulla per il futuro. E’ la solita storia di ogni professionista del pallone che bada ai propri interessi piuttosto che a certi sentimenti legati alla maglia. Sentimenti che sembrano ormai appartenere soltanto ai pensieri e al cuore dei tifosi, i quali accettano mal volentieri un cambio di maglia così stridente. I tempi sono cambiati ormai da troppo tempo e, con essi, anche il calcio è rimasto sempre più preda del denaro. Si gioca dove più conviene dal punto di vista economico e non importa se prima si giocava al Toro per passare alla Juve o al Milan per andare all’Inter. Ormai anche “l’odio” sportivo deve inginocchiarsi di fronte a tutto ciò che è rappresentato dagli interessi di parte. Quella di Marotta, dunque, sembra al momento l’offerta più interessante per il Torino, ma da qui a giugno le cose potrebbero anche cambiare, soprattutto se Cairo dovesse (e sarebbe anche ora) pensare di rafforzare la sua squadra in vista di palcoscenici più interessanti, piuttosto che indebolirla ulteriormente pensando di rimpinguare le casse societarie. Una volta tanto la7 e la sua editoria, potrebbero passare in secondo piano. Vero signor Cairo?<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNle-due-sponde-sabaude-e-l-eterno-indigesto-calcistico-1012640.htmSi100451001,02,03,06,07030380
651012639NewsCampionatiTassotti, l`eterno secondo20140114191546tassottiTuttaviaDismessi gli abiti del vice Allegri, Mauro Tassotti da 34 anni al Milan, diventa per brevissimo tempo primo allenatore dei rossoneri in attesa di ritornare a fare il secondo di Seedorf. Non sappiamo se quella di continuare a essere l’aiuto di chi periodicamente viene chiamato a essere l’allenatore del Milan sia una sua libera scelta. Tuttavia, pensiamo che dopo tanti anni Tassotti voglia parlare a quattr’occhi, prima con il presidente Berlusconi e poi con sua figlia BB e Galliani, per chiarire la sua posizione. Che il diavolo rossonero sia in via di smobilitazione dei vecchi ranghi, sembra ormai scontato. E forse anche per questo il “vecchio” Tassotti vuole sapere a chiari lettere quale sarà il suo futuro nel Milan. L’idea di lady BB di iniziare un processo di rinnovamento nell’ambito tecnico della società è già in fase di attuazione, nonostante in apparenza Galliani sembri il responsabile di faccende tecniche, con Barbara Berlusconi responsabile della parte amministrativa e commerciale della società. Ma, di fatto, la lady sembrerebbe già l’unica vera responsabile di tutto. Galliani, infatti, fa quel che può e, nonostante avesse difeso fino all’ultimo la panchina di Allegri, la manager figlia di Berlusconi ha aspettato con sornioni fattezze che il Milan naufragasse a Sassuolo per attuare il piano Clarence Seedorf che, peraltro, era già stato portato sul tavolo dei progetti rossoneri molti mesi fa. Intanto Tassotti parla con malinconia dell’addio ad Allegri. “Quando uno di noi svuota definitivamente il proprio armadietto, è un momento triste” dice Tassotti con fare malinconico. Un segno inequivocabile che i sentimenti nel calcio sono ancora radicati nonostante tutto. D’altra parte si avvertiva ormai da tempo che Allegri aveva già fatto il suo tempo sulla panchina del Milan e la mancanza di risultati positivi, non peroravano certamente la sua causa nonostante la strenua difesa di Galliani. Noi siamo convinti che il Milan sia da rivedere nella sua parte tecnica e non da rifondare interamente come ormai predica da diverso tempo Barbara Berlusconi. Il cambio di allenatore non produrrà certamente effetti miracolistici, anche se siamo sicuri che l’arrivo di Seedorf darà una ventata di freschezza, almeno momentanea, all’ambiente. Ma è sulla squadra che bisogna intervenire e anche sugli errori che si sono fatti ripetutamente nel sostenere soltanto l’attacco senza rinforzare difesa e centrocampo, soprattutto dopo certe cessioni eccellenti. Thiago Silva, Ibrahimovic, Gattuso, Nesta, Seedorf, Zambrotta e Inzaghi non si inventano tutti i giorni.&nbsp;&nbsp; Poi, sulla scelta di Clarence Seedorf nuovo coach del Milan pesa certamente il fatto che non ha esperienza in questa nuova veste, anche se la simpatia verso il calciatore che da anni ha giocato tra le fila rossonere è scontata. Bisognerà vedere quale sarà la sua abilità nella gestione dello spogliatoio, prima ancora delle scelte tecniche date dal suo disegno tattico che vorrà apportare alla squadra. Tuttavia, l’esperienza ci insegna che non sempre un grande calciatore diventa un bravo allenatore. Noi aspettiamo per vederlo all’opera e valutarlo. Nel calcio, come in altri settori, i risultati sono quelli che parlano chiaro a discapito di certe demagogie populiste di rottamazione che tanto di moda vanno oggi.<br><br> Salvino Cavallaro<br><br>C1012317FL0711FL0711tassotti.jpgSiNtassotti-l-eterno-secondo-1012639.htmSi100451001,02,03,07030430
661012638NewsCampionatiForza e temperamento. Questo è Marchisio20140113212520juventusE’ un interno “Scusate il ritardo, era ora. Undicesima vittoria consecutiva: questa è la Juve” firmato Claudio Marchisio. Tra la molteplicità dei campioni che il calcio di oggi mette maggiormente in evidenza, il “Principino” bianconero è sicuramente tra quelli che dimostrano maggiore carattere nel montare la sua rabbia agonistica proprio nel momento in cui viene chiamato in causa, dopo essere stato in panchina. Fuori contro la Roma e in panchina a Cagliari, Marchisio non ha dato spazio allo scoramento ma ha dimostrato tutto il forte temperamento di cui è naturalmente dotato. Lui è uno che non molla mai e, al contrario di altri, quando Conte decide la sua momentanea esclusione dai titolari, egli ritorna più forte di prima, proprio nel momento in cui viene richiamato a giocare. Occhi di ghiaccio e faccia d’angelo sempre seria di chi pondera bene i pensieri prima di parlare, Marchisio è uno che piace a tutti: come calciatore e come rettitudine e serietà di uomo. Manchester United e Monaco farebbero carte farse per averlo in squadra, ma la Juve non intende disfarsene per le qualità indubbie del giocatore e per la sua ancora lunga scadenza di contratto che sarà a giugno del 2016. Ma la sua è una storia bellissima che s’incarna perfettamente in quella passione juventina che egli ha conosciuto fin da quando cominciò a dare i primi calci al pallone tra le fila della Vecchia Signora. Poi, una lunga trafila di esperienze nelle varie categorie, cominciata dai Pulcini fino alla Prima Squadra. Sempre serio, grintoso, intelligente tatticamente nell’interdire, nel costruire l’azione nelle ripartenze improvvise e, perché no, anche bravo a finalizzare l’azione raggiungendo l’apice con gol talora di rapina, proprio come fa un attaccante vero. Ma ciò che conquista la Juventus e l’allenatore Conte in particolare, è la serietà negli allenamenti, la caparbietà e il carattere che gli sono connaturati e che gli consentono di essere generoso nell’aiutare i compagni, di non risparmiarsi e di non tirare mai indietro la gamba quando è necessario. Claudio era così anche da ragazzino, non ci stava mai a perdere, mostrava i denti all’avversario, così come fa ancora oggi. E’ il suo modo intelligente di interpretare il calcio attraverso una professione e un ruolo che incarna perfettamente il suo modo d’essere, mai cattivo e sempre agonisticamente pronto a lottare. D’altra parte, questi sono i giocatori che piacciono a Conte. Gente che non molla mai e che non si risparmia fino all’ultimo.&nbsp; E’ un interno eclettico Marchisio, capace di proporsi negli spazi anche in fase d’attacco, con la possibilità di sorprendere le difese avversarie. Fa gruppo, è giovane ed è intelligente. Di uno così la Juve non può davvero farne a meno, altro che venderlo. L’improvviso e prepotente inserimento di Pogba, altro grande campione che tutti vorrebbero, al momento ha messo un po’ in difficoltà Conte nella scelta tattica. Ma l’età avanzata di Pirlo che non può essere eterno, suggerisce la logica di un assetto tattico nell’immediato futuro, che vedrà Pogba e Marchisio entrambi artefici del centrocampo della Juventus. Questo Marchisio lo sa, tuttavia, ci sembra necessario che i vertici della Juve gli parlino chiaro su quello che è e sarà il loro intendimento nei suoi confronti. Noi crediamo che sia solo questione di tempo. Claudio Marchisio e la Juve staranno insieme ancora per tanto tempo, a meno che…..!<br><br> Salvino Cavallaro<BR><br><br>C1012317FL0711FL0711marchisio.jpgSiNforza-e-temperamento-questo-e-marchisio-1012638.htmSiT1000007100451001,02,03,06030638
671012636NewsCampionatiTra calcio e amicizia, inizia la XXIII Edizione de: «Il pallone in maschera»20140112142618calcioPotrei <BR>“Il tempo scorre inesorabile, ma ognuno di noi può dargli un senso diverso….”. Sembra ieri che ho conosciuto per la prima volta il Cit Turin e sembra ieri che la redazione del mitico Piemonte Sportivo diretto dal compianto Domenico Moscatelli m’indicò di seguire il torneo “Il Pallone in Maschera”. Ricordo che ero animato dal “sacro fuoco” di scrivere per fare informazione. Stilare i primi articoli di quella che sarebbe poi stata una lunga carriera giornalistica, aveva per me un profumo e un sapore particolare che ancora oggi sento appiccicato addosso come fosse una mia seconda pelle. Erano gli anni in cui il vecchio presidente Schiffo lasciò le redini della società al più giovane Angelo Frau, un uomo corpulento dallo sguardo intelligente che dava tutta l’impressione di volere fare le cose per bene, con serietà, proprio com’è tipico del popolo sardo e della sua terra d’origine. E, infatti, col senno di poi, non mi ero sbagliato sul suo conto, come non si erano sbagliati neanche i giovani colleghi convocati a una sorta di fugace conferenza stampa per annunciare l’uomo nuovo dell’ASD Cit Turin, una società di calcio dilettantistica di Torino che era destinata a crescere e a diventare tra le società più competenti a seguire i giovani dilettanti del pallone della città sabauda. Un campetto di Corso Ferrucci angolo Corso Vittorio a Torino che appariva scarno, ma orgoglioso della sua piccola e povera struttura destinata un giorno a diventare qualcosa d’importante, soprattutto nella gestione e nella preparazione dell’addestramento tecnico ed educativo dei giovani calciatori. <BR>Ma il vero fiore all’occhiello del Cit Turin è da sempre rappresentato dal Torneo “Il Pallone in Maschera”. Una manifestazione sportiva che fa parte della storia di questa società di calcio, orgogliosa com’è di presentare tutti gli anni qualcosa che a livello di Settore Giovanile e Scolastico Provinciale e Regionale, si fregia probabilmente di essere unica nel suo genere in tutto il Piemonte. Il Torneo, riservato alla categoria Pulcini, rappresenta il giusto ingrediente per far intersecare i colori festosi e bizzarri del carnevale con la spontanea passione sportiva del calcio giocato dai bambini, come sano e puro divertimento. Già, il pallone da rincorrere. Il gioco più antico del mondo è il primo istintivo divertimento per ogni bambino. E qui, al Cit Turin, il bambino in età scolare può trovare sicuramente la palestra di crescita tecnica ma, soprattutto, educativa e sociale. Anche in virtù di questi valori è stato organizzato da 23 anni a questa parte il Pallone in Maschera che è, e resterà per sempre, il simbolo dell’incontro di tanti bambini festanti venuti da tutto il Piemonte. <BR>32 sono le squadre partecipanti, suddivise tra Pulcini nati nel 2003 (che giocheranno a sette) e Pulcini nati nel 2005 (che si presenteranno in campo con cinque giocatori). Otto saranno i gironi composti da quattro squadre ben guidate da Gianduja che darà inizio alla festa. Toccherà poi a Balanzone, Arlecchino, Pulcinella, continuare l’avventura. E’ dunque una festa. La festa dei bambini cui vincere o perdere la partita deve avere lo stesso significato. Certo, i sorrisi si alterneranno alle facce tristi, alle lacrimucce e alla rabbia di aver perso la partita, soprattutto da parte degli inguaribili genitori, ma l’importanza e lo scopo del raggiungimento dell’aggregazione sociale e delle sue relazioni, resta fondamentale e sopra ogni cosa. Potrei parlare dell’ottima qualità delle squadre partecipanti (Juventus, Torino e innumerevoli altre illustri società del Piemonte) e di un albo d’oro che si fregia di una bacheca colma di coppe; ma non avrebbe significato se non dicessi che quelle stesse coppe vinte contengono il grande lavoro e la fatica degli organizzatori, dei dirigenti accompagnatori, degli istruttori, degli addetti ai lavori, che sapientemente e con amore svolgono un oscuro impegno per la buona riuscita del torneo. <BR>Gli anni sono passati inesorabili da quell’ormai lontano 1992 in cui iniziò il Pallone in Maschera. I bambini di allora, oggi sono cresciuti e, pur non essendo diventati calciatori come aspiravano mamma e papà, certamente sono diventati uomini che hanno saputo far propri i veri valori della vita. E quel pallone che prima rincorrevano come semplice gioco, si è trasformato in emblema di un qualcosa da raggiungere per avere successo nella vita. E, di questo, potranno sicuramente dire anche un piccolo grazie al Cit Turin e a quel Pallone in Maschera cui parteciparono tanti anni fa assieme a Gianduja, Balanzone, Arlecchino e Pulcinella. Un po’ come sfogliare l’album dei ricordi di come essi erano prima di crescere.<br><br> Salvino Cavallaro<BR><br><br>C1012317FL0711FL0711logo-del-pallone-in-maschera_0.jpgSiNtra-calcio-e-amicizia-inizia-la-ventitresima-edizione-de-il-calcio-in-maschera-1012636.htmSi100451001,02,03,06030356
681012633NewsCampionatiIl dramma personale di Giuseppe Rossi che ci fa riflettere20140109164880calcioMa quandoCi sono momenti nella vita che ti fanno ricredere sulle persone e sul mondo, quasi sempre appallottolati in un unico fascio di cose negative. Ma quando succedono episodi come quello accaduto al calciatore della Fiorentina Giuseppe Rossi, ecco che ti ricredi e pensi che in fondo non è tutto così negativo e anche nel mondo del calcio, da sempre cinico e spietato nel raggiungimento del successo che è fonte di acquisizione di parecchi milioni di euro, resistono ancora i buoni sentimenti espressi attraverso atteggiamenti e manifestazioni di umanità. Tutti sanno che Rossi nel corso della partita Fiorentina – Livorno ha subito un fallo che gli ha procurato un serio infortunio al ginocchio già operato recentemente. Ebbene, nell’urto con il difensore livornese, Rossi si è procurato un ko che lo costringerà a restare fermo per almeno 7 settimane. Un fulmine a ciel sereno proprio mentre il giocatore della Fiorentina stava riprendendo a giocare ad alti livelli ed era in predicato ad essere convocato con merito da Prandelli per il campionato del mondo che si svolgerà il prossimo giugno in Brasile. La smorfia di dolore e il suo pianto ha commosso l’opinione pubblica sportiva di tutte le fedi calcistiche. Tutti attorno al giocatore che sta vivendo momenti di legittima inquietudine, in un dramma personale che fa capo a un destino che spesso si accanisce senza un perché. E’ bello però sapere che tanta gente è con te a vivere il tuo dolore, il tuo dramma, la tua delusione che ferisce senza pietà. E’ un po’ come non sentirsi solo e dividere con chi ti vuole bene il momento in cui il destino ti è stato avverso. Dice Giuseppe Rossi: “Prima di recarmi in Colorado, dove verrò visitato dal professore che mi ha operato in passato al ginocchio, desidero ringraziare tutti quanti per gli attestati di stima e di affetto ricevuti. Sono state ore difficili e dolorose, ma i messaggi e il sostegno di tutti mi hanno commosso e riempito d’orgoglio. Ringrazio tutta Firenze, la Società e i miei compagni di squadra. Ringrazio anche tutti i tifosi italiani e tutti i colleghi delle altre squadre che hanno avuto parole dolci per me. Grazie a tutti di cuore. Ci vediamo presto”. Che bello il calcio, che bello il pallone quando si ispira a sentimenti così profondi da farti ricredere su certi atteggiamenti che spesso inneggiano alla violenza e alla maleducazione. Questo è lo sport che ci piace, questo vorremmo scrivere tutti i giorni per sensibilizzare e non per fare falsa retorica.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711rossi-8.jpgSiNil-dramma-personale-di-giuseppe-rossi-che-ci-fa-riflettere-1012633.htmSiT1000024100451001,02,03030617
691012632NewsEditorialeIl punto sul campionato di Serie A20140108132558calcioVedremo<BR>La diciottesima giornata del campionato di Serie A, ha evidenziato l’ottimo stato di salute della Juventus, la caparbietà nell’inseguire del Napoli, la voglia di ripresa del Milan, la continuità di risultati positivi della Fiorentina che perde però Rossi per tre mesi a causa di un infortunio al ginocchio, e la rinascita della Lazio che, con Eddy Reja, sembra avere ritrovato grinta e determinazione a discapito di una Inter che sembra lontana parente della squadra che è stata in passato. Il Parma ottiene un’ottima vittoria contro il Torino apparso nervoso soprattutto nel suo allenatore Giampiero Ventura che, alla fine del primo tempo, ha lasciato negli spogliatoi Cerci e Immobile per motivi tecnici. Note positive arrivano da Genoa che vince contro un vivace Sassuolo e da Catania che con il rientro di Berghessio, Barrientos, Izco, Spolli e soprattutto con il ritorno all’ovile di Lodi, è sembrata davvero tutta un’altra squadra. Procede la marcia del sempre più sorprendente Verona che con la rinascita di Toni vince al Friuli di Udine una partita che lo colloca in una classifica di pregevole posizione per l’Europa. Chievo e Cagliari, per finire, si rifugiano in uno scialbo zero a zero capace solo di smuovere la classifica delle due contendenti. Questa, tra l’altro, è stata l’ultima partita di Nainggolan tra le fila del Cagliari, perché la Roma si è assicurata fin da subito l’acquisto del giocatore belga, tanto conteso da Milan e Juventus. Questo acquisto, avvenuto sulla linea del traguardo, è sembrata una rivincita da parte della Roma nei confronti della Juventus che, a onor del vero, non ha insistito più di tanto nell’acquisto di Nainggolan semplicemente perché sta per rinnovare il contratto a Paul Pogba. Il Milan è sembrato in palla contro l’Atalanta di Colantuono che non ha potuto far altro che resistere fino al 100° gol di Kakà, il quale ha poi segnato una doppietta toccando quota 101. Evidentemente l’arrivo del giapponese Honda (che però in questa partita ha fatto da spettatore in tribuna accanto a Galliani) ha dato nuova linfa ed entusiasmo in un ambiente che aveva davvero bisogno di una scossa emotiva per riprendere un cammino che da troppo tempo si è fermato per tanti motivi, non ultimo il riordino societario. All’Inter, invece, già si parla di fallimento di una stagione che, sotto l’attenta egida di Mazzarri, non riesce a decollare. Il tecnico di San Vincenzo si porta dietro i dubbi di un gioco difensivistico e le sue famose ripartenze non sembrano animare il gioco nerazzurro, al cospetto della piazza nobile del calcio italiano. Se è vero che l’Inter di oggi non è paragonabile all’Inter di un tempo, è anche vero che giocando in questo modo non ha futuro. Servono acquisti mirati e partenze di giocatori che non servono alla causa nerazzurra. L’Inter sembra davvero alla deriva e non sappiamo se anche il cambio di presidenza da Moratti a Thohir abbia anche influito negativamente. Fatto è che l’Inter attuale sembra davvero né carne né pesce, nonostante alcune sviste arbitrali che ne hanno obiettivamente penalizzato il suo corso. Vedremo cosa accadrà. Il nuovo presidente parla di “Progetto Inter”. Noi valuteremo&nbsp; a cose fatte, quale sarà il risultato. Tanti punti da sciogliere dunque, a una domenica dal giro di boa. Ma, nonostante alcuni pensino già che questo campionato sia da ritenersi chiuso dopo il largo successo della Juventus sulla Roma, noi avvertiamo nell’aria che proprio adesso stia per cominciare il bello.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1012317FL0711FL0711galliani.jpgSiNil-punto-sul-campionato-di-serie-a-1012632.htmSi100451001,02,03,06,07,08,09030579
701012631NewsCampionatiVentura, perché hai tolto Cerci e Immobile20140107225533calcioE poiDopo il buon approccio alla partita, il Toro a Parma si è perso inspiegabilmente per strada palesando un ritorno ai vecchi problemi di natura psicologica. Dopo tre partite di fila in cui i granata di Ventura avevano ottenuto vittorie, manifestato autostima e fluidità di gioco, ecco riapparire i soliti scheletri nascosti che non sono mai stati debellati definitivamente. E dire che dopo la vittoria della Juventus contro la Roma e l’eventuale altra vittoria dei granata a Parma, avevamo sognato di cominciare la nostra disamina con gli elogi alla città di Torino ritornata finalmente ad essere la capitale del calcio italiano tra la sponda juventina e granata. Una università del football che al momento fa parlare di se e con continuità della Juve, mentre per il Toro si alternano momenti sì ad altri che lasciano l’amaro in bocca. Ma entriamo nell’analisi della partita giocata al Tardini di Parma. Dichiara Giampiero Ventura nel dopo gara: ”Ero arrabbiato per due o tre motivi, perché Immobile aveva dei problemi e il medico mi ha detto che non poteva assolutamente continuare. Il ragazzo voleva rientrare, ma avevamo già pagato per un episodio del genere con Rodriguez. Se il dottore mi dice che non può giocare, mi devo attenere a quello che mi dicono. Abbiamo preso due gol che sono quantomeno bizzarri , c’era rabbia sotto questo aspetto e anche nella ripresa abbiamo avuto la palla del 2 a 2 più volte. E’ stata la partita del rammarico per noi, non per il risultato ma per non averla chiusa. Era una partita che poteva darci uno slancio in più in classifica, ora dovremo analizzare gli errori. Cassano in panchina? Contro di noi Amauri fa sempre gol, quindi non vedo il problema”. Già, rammarico. Una parola che non avremmo voluto più sentire in casa granata. E poi, per quanto riguarda la sostituzione di Cerci, Ventura afferma che si è trattato di una sostituzione tecnica. Non ci convince questa risposta, mister Ventura, come poco ci convince il malessere improvviso di Immobile che a vederlo in campo per tutto il primo tempo non ha dato segni di precarietà dovuto ad infortunio. E allora, qual è il motivo? E’ probabile che il coach granata sia stato preso da una sorta di irrefrenabile nervosismo quando, nel primo tempo, dopo il vantaggio ottenuto da Immobile, lo stesso centravanti granata ha sciupato in maniera goffa una ghiotta occasione per raddoppiare e chiudere probabilmente la partita. Per quanto riguarda Cerci, invece, non capiamo quale scelta tecnica abbia dovuto prendere nei confronti del giocatore, che notoriamente rappresenta la fonte del gioco d’attacco del Toro. Così, dopo il vantaggio di Immobile si è spenta la luce granata e si è accesa quella gialloblu del Parma, il quale pareggia con Marchionni al 34’, realizza il secondo gol con un magistrale tocco di tacco di Lucarelli alla fine del primo tempo e poi realizza con Amauri il terzo e definitivo gol della partita. Legittima dunque la vittoria della squadra di Donadoni che nonostante aver lasciato in panchina Cassano, ha dato segnali di squadra coriacea e difficile da affrontare. Per quanto riguarda il Toro, invece, abbiamo già detto la nostra idea. Speriamo solo che certi errori palesati in questa partita siano da monito per l’immediato futuro granata. Non possiamo davvero pensare che tutto ciò che avevamo visto di interessante in questo Toro, sia svanito in un attimo. Non ci crediamo!<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR>&nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNventura-perche-hai-tolto-cerci-e-immobile-1012631.htmSiT1000099100451001,02,03,06030564
711012629NewsCampionatiJuventus sugli scudi e la Roma si scioglie20140106154438juventusLa partita Alla Juve sono bastati sedici minuti del primo tempo per andare in vantaggio con Vidal, che sfrutta nell’area piccola un prezioso suggerimento di Carlitos Tevez. Diciamo subito che la Vecchia Signora d’Italia ha vinto e convinto contro una Roma che all’inizio della gara è apparsa viva, pericolosa nella fase offensiva con il suo pressing alto e desiderosa di vincere un match che l’avrebbe riavvicinata in classifica alla Juve. Ma la squadra di Garcia dopo una fase iniziale di pregevole calcio, si è sciolta come neve al sole dinnanzi agli attacchi continui della Juve. Eppure la squadra di Conte non aveva cominciato la partita come è solita fare normalmente con squadre che non hanno la levatura tecnica della Roma. Un sistema tattico che avevamo riscontrato contro il Napoli. Inizio in fase d’attesa e copertura degli esterni offensivi avversari, per poi colpire con folate in attacco che prevedono l’apertura a ventaglio di tutta la squadra. E’ la strategia di Conte che, conoscendo bene la sua squadra che ha caratteristiche offensive e di bel gioco, tiene anche conto degli avversari sfruttando il lato negativo dell’avversario di turno. La Juve, presentatasi in campo con la squadra base al completo e con il solito atteggiamento tattico del 3-5-2, è rimasta guardinga nei primi minuti della gara inibendo il suo solito pressing alto che è consono alle proprie caratteristiche di gioco. La Roma di Garcia risponde con il 4-3-3 che vede un attacco formato da Gervinho, Ljajic e Totti, un atteggiamento tattico forse un po’ presuntuoso ma che è chiaro della voglia di vincere la partita. Ma, come dicevamo, la Juve passa al 16’ con Vidal, risultato poi il migliore in campo, che s’incunea nell’area piccola e batte De Santis di destro. Al 21’ la Roma ribatte con un’azione pericolosa ad opera di Pjanic che chiama alla respinta Buffon. Sul finire del primo tempo la Juve alza il ritmo e al 41’ c’è un episodio da moviola: cross dell’onnipresente Vidal e gomito di Dodò. Nel secondo tempo la Juve raddoppia subito con Bonucci, che raccoglie in scivolata una punizione battuta da Pirlo. In questo caso la retroguardia giallorossa ha peccato di disattenzione. Ora la Roma sembra stordita e Garcia decide di sostituire Dodò e Pjanic con Torosidis e Destro. Intanto anche Conte procede al cambio di Tevez (leggero infortunio il suo) con Vucinic. La partita sale di tono e diventa più emozionante. Al 72’ ci prova Pirlo su punizione, ma De Santis para. Subito dopo Garcia provvede all’ultimo cambio: esce Totti ed entra Florenzi. Ma nel finale la partita s’incanala bene per la Juve e, mentre De Rossi falcia Chiellini e viene espulso dall’arbitro Rizzoli, Castan si rende artefice di un fallo da rigore e viene espulso. Succede, infatti, che sulla punizione che ne deriva dal fallo di De Rossi su Chiellini, Castan sulla linea di porta prende la palla con le mani per evitare il gol e viene espulso. Vucinic batte il rigore e porta definitivamente a tre le reti per la Juventus. La Roma resta in 9 uomini e non riesce più a ripartire, mentre la Juve prova addirittura ad infierire con una conclusione di Marchisio entrato da poco al posto dell’esausto Vidal. Finisce dunque con un rotondo 3 a 0 a favore della Juve, il match tanto atteso di inizio anno 2014. A chi si chiede se la Juve ha già vinto anzitempo il suo terzo scudetto consecutivo dell’era Conte, diciamo che oggettivamente la distanza di otto punti sulla Roma che resta seconda in classifica, può sembrare siderale. Tuttavia, pensiamo che i giochi definitivi non siano ancora stabiliti in virtù del fatto che il campionato è ancora lungo e per la squadra di Conte inizia il periodo di difficoltà nel mantenere sempre attiva la condizione mentale, senza lasciarsi andare snobbando i prossimi avversari. Più che vincerlo gli altri, pensiamo che questo scudetto lo possa perdere solo la Juve. Per questo diciamo che dipende solo da lei e dalla bravura di Conte di tenere la sua squadra sempre sulla corda.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp; &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711c-33509839.jpgSiNjuventus-sugli-scudi-e-la-roma-si-scioglie-1012629.htmSiT1000007100451001,02,03,06,08030624
721012627NewsCampionatiJuventu-Roma, Conte attacca Totti e Garcia punta al successo20140105124210juventusAndiamo<BR>La vigilia della più importante partita del campionato di serie A di questo inizio anno 2014 si presenta carica di polemiche,&nbsp; ed è così elettrica da ritenersi in perfetta sintonia con gli umori dei tifosi. Juve –Roma, da sempre acerrime rivali del pallone, si affrontano già a parole. Totti che dichiara l’intenzione della Roma di dare del filo da torcere alla Juve, nonostante benefici sempre di aiutini… e Conte che in sede di conferenza stampa a Vinovo, butta acqua sul fuoco delle polemiche che lui considera da bar. “Le chiacchiere da bar sono per ridere” dice mister Conte “io insegno ai miei calciatori che le risposte si danno sul campo che rende giustizia a tutto e a tutti. Noi abbiamo dimostrato sul campo di essere forti. In campo domani ci saranno due squadre che vogliono vincere, ci sarà la tattica e ci saranno i fatti. Si vedrà sul campo chi ha più voglia di vincere e chi ha adoperato le migliori scelte a livello tecnico. Ogni partita è sempre accompagnata da qualche polemica. Il nostro percorso e quello della Roma sono simili per certi versi, in tre anni noi abbiamo vinto scudetti, supercoppe e siamo in testa alla classifica. La Roma ha avuto maggiore sfortuna e ha sbagliato scelte e non dimentichiamo che i giallorossi sono tra le squadre che hanno speso di più in questi ultimi tre anni. Noi vinciamo e sembra che tutto sia dovuto…..ma non è così”. La Juve e Conte hanno le idee molto chiare e sanno pure che il campo è la risposta a tutto. Essere cinici e badare al sodo è da sempre il primo comandamento di casa bianconera, le parole invece volano come il vento e non creano nulla di pratico. Sul fronte della formazione, Conte si affida al solito 3-5-2 con Chiellini, Bonucci e Barzagli in difesa, Lichtsteiner, Pogba, Pirlo, Vidal, Asamoah a centrocampo e Tevez e Llorente in attacco. E’ in fondo la classica formazione di Conte che tante soddisfazioni ha dato fino ad oggi a lui, alla società e a tutti i tifosi bianconeri. La Roma, dal canto suo, è arrivata a Torino con la certezza di fare risultato allo Juventus Stadium. Dice Garcia “ Tutti pensano che la partita è persa per noi. Bene: vuol dire che abbiamo solo da guadagnare. Andiamo a Torino per vincere, non perché giocheremo contro la Juve ma perché in tutte le partite ci presentiamo con questa mentalità. Aiutini? In campo ci saranno due grandi squadre e un ottimo arbitro e quindi vincerà la migliore”. I giallorossi non rinunceranno al solito tridente d’attacco e con Florenzi recuperato, Garcia non ha voluto svelare chi giocherà a suo fianco. 25 sono i convocati che non possono contare dell’apporto del solo Balzaretti per infortunio. Vedremo dunque chi vincerà. L’augurio resta quello di vedere una partita di calcio che, al di là del risultato, possa garantire spettacolo e football ad alto livello.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1012317FL0711FL0711garcia.jpgSiNjuventus-roma-conte-attacca-totti-e-garcia-punta-al-succeso-1012627.htmSiT1000007100451001,02,03,06030664
731012623NewsCampionatiIl 2014 all`insegna della speranza del calcio italiano, tutti i primi movimenti di mercato20140102192516calcioProcede Finiti i bagordi di fine anno e riposto l’albero di Natale con le luci, i festoni e le palline multicolori, lo sport e il calcio in particolare torna ad essere l’attrazione di sempre. Mentre si sta con il fiato sospeso per la vita di Schumacher, impattato in una fatale disgrazia mentre tentava di aiutare una ragazza finita fuori pista sulle nevi di Meribel, il pallone italiano riprende a battere i suoi palpiti con i primi allenamenti in preparazione alle sfide di campionato del 5 e 6 gennaio 2014 (la più importante è Juventus – Roma nella sera del 5 gennaio allo Juventus Stadium) e l’inizio del mercato invernale, già pronto a fare sognare (si fa per dire, visto che il vero e talora rivoluzionario calciomercato è quello estivo) presidenti, allenatori, addetti ai lavori e tifosi. La Juventus comincia col mettere sul mercato De Ceglie e forse Vucinic e Quagliarella, pensando al colpo d’estate che dovrebbe essere l’attaccante croato Mandzukic. Intanto si sta delineando il rinnovo del contatto a mister Antonio Conte che vorrebbe maggiori poteri sulle decisioni del mercato juventino, assumendo la figura moderna di coach - manager alla Fergusson. Pensiamo che il presidente Andrea Agnelli abbia tutto l’interesse di trattenere il suo allenatore preferito, ma qualora Conte dovesse accasarsi all’Arsenal per una nuova avventura all’estero, si pensa che il suo naturale sostituto potrebbe essere Cesare Prandelli. Intanto squillano trombe pericolose dal PSG che a giugno vorrebbe a tutti i costi Paul Pogba. E qui la Juve deve davvero fare sforzi economici notevoli se vuole trattenere il giovane talento francese. Carlitos Tevez, intanto, è ritornato se pur in ritardo dall’Argentina per un motivo famigliare; sua moglie, infatti, che è al settimo mese di gravidanza è stata ricoverata in ospedale per alcune complicazioni. In questi casi di ritardo, la Juve capisce e non punisce: ci mancherebbe altro. Il Napoli è vicino all’acquisto del centrale de Camerun N’Koulou dal Marsiglia ed è a un passo da Antonelli per il quale De Laurentiis sborserà 4 milioni di euro per la comproprietà col Genoa. Resta in piedi la pista Gonalons del Lione per il quale è pronto un assegno da 11 milioni di euro da versare nelle casse del club francese. Ma ciò che da pensiero al club partenopeo è l’interesse sempre vivo del Barcellona per Reina, perdere il giocatore sarebbe grave per la squadra di Benitez. Matassa ingarbugliata invece in casa Lazio, dove l’allenatore Petkovic dice di non essere stato ufficialmente esonerato dal presidente Lotito che ha a sua volta richiamato Reja sulla panchina biancoceleste. Petkovic che ha accettato di guidare la nazionale Svizzera dal prossimo luglio, ha dato corso a una vertenza legale nei confronti di Lotito. Vedremo cosa accadrà.<BR>&nbsp;In casa della Roma, invece, si sta cercando di addivenire a un accordo per il rinnovo del contratto di Pjanic che ha parecchie richieste di mercato soprattutto all’estero. Per la Roma blindare il bosniaco è una delle priorità assolute, anche se la richiesta di 3 milioni di euro di ingaggio base più premi con scadenza naturale del contratto fino al 2019, rappresenta di certo un impegno gravoso per le casse della società giallorossa. Intanto è stato ingaggiato il baby Radonjic del Partizan, diciassettenne attaccante di cui si dice un gran bene. Alla Roma piace anche Parolo del Parma, ma qui bisogna fare i conti con il Milan che sembra richiederlo con insistenza. Per quanto riguarda il fronte cessioni, la Roma sembra ormai convinta di liberarsi di Marquinho, per il quale c’è un’offerta del Genoa, mentre per Borriello sembra esserci l’interessamento della Sampdoria. <BR>Sul fronte granata del Toro si respira aria nuova. Il settimo posto in classifica, il gioco finalmente ritrovato della squadra di Ventura e il nuovo interesse che sta lievitando attorno all’ambiente granata, lascia presagire la tendenza ad un’impostazione societaria finalmente più convinta nel procedere al definitivo salto di qualità del Torino. Molti sogni sembrano avverarsi, non ultimo l’inizio dei lavori per la rinascita dello stadio Filadelfia e della casa granata. Il presidente Cairo, adesso, deve necessariamente mettere mano al portafoglio costruendo una squadra competitiva anche a livello europeo. Molti sono i nomi che dei giocatori che interessano il Torino della rinascita, dal centrocampista Lodi del Genoa a Saponara del Milan, a Kuzmanovic dell’Inter che potrebbe entrare in ballo qualora il Torino cedesse D’Ambrosio ai nerazzurri. Poi, certi rumors danno per avviate le trattative del mercato estivo per avere Alessandro Diamanti dal Bologna. Ma c’è un’altra notizia “maligna” che gira nell’ambiente granata, e cioè l’interesse da parte della Juve per Cerci. Sarebbe davvero uno smacco se Cairo acconsentisse al trasferimento dell’attaccante granata proprio adesso che il giocatore è entrato a far parte dell’ambiente in maniera totale. Vedremo cosa accadrà, di certo il presidente Cairo è chiamato, questa volta più che mai, a un ruolo determinante per il futuro del Torino. <BR>Sfuma intanto il passaggio di Antonio Cassano dal Parma alla Sampdoria. Il giocatore di Bari vecchia ha precisato in conferenza stampa di non avere avuto mai alcun contatto con il presidente Garrone e di trovarsi perfettamente a suo agio nel Parma con mister Donadoni. In campo meneghino l’Inter sembra sempre più intenzionata a cedere Guarin al Chelsea per incrementare le proprie casse, in attesa di acquistare Lavezzi che resta il pupillo di Mazzarri. Continua anche l’interesse per Lamela il cui costo sarebbe ammortizzato dalla cessione di Guarin. Intanto il Galatasaray sembra interessato a Pereira. In tal caso, Ansaldi o Criscito sarebbero in predicato per sostituirlo. Sul fronte rossonero, invece, Nainggolan è in pole – position ed è possibile la comproprietà sulla base di 7 milioni di euro più la metà del cartellino di Cristante. Intanto sul fronte societario, Braida ha lasciato il suo incarico dopo tanti anni di onorato lavoro. Procede dunque l’opera di rinnovamento della società di Silvio Berlusconi che dopo l’incarico alla figlia Barbara di presiedere la parte commerciale della società e a Galliani (fino a quando?) di seguire la parte tecnica, si delinea una sempre maggiore tendenza a lasciare il futuro del Milan nelle mani di lady BB. Queste, dunque, sono le ultime notizie sul calciomercato di gennaio che, notoriamente, non è mai stato eclatante sotto l’aspetto di trasferimenti eccellenti. Certo, il 2014 si apre all’insegna della speranza, tra sogni da realizzare e realtà di bilanci da far quadrare. Anche questo è un aspetto determinante del calcio italiano di oggi.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711galliani.jpgSiNil-duemilaquattrordici-all-insegna-della-speranza-del-calcio-italiano-tutti-i-primi-colpi-del-mercato-1012623.htmSi100451001,02,03,06,07,08030354
741012622NewsCalciomercatoCalciomercato Roma, spunta Pastore: possibile il prestito20131231190733calciomercato, roma, pastoreI rapporti dell`argentino con il Psg sono incrinati, pronta anche l`ipotesi Parolo. Per la difesa c`è HeitingaLa voce è quella autorevole de <EM>L'Equipe</EM>. Il quotidiano francese, da buon specialista di calciomercato, annuncia che&nbsp;Pastore alla Roma si può fare. <STRONG>L'argentino è in rotta con il Psg e cerca una nuova sistemazione definitiva</STRONG>, che comunque potrebbe difficilmente trovare in Italia, paese che lo ha lanciato con la maglia del Palermo. La dirigenza parigina, che due anni e mezzo orsono sborsò 42 milioni per averlo, non è disposta a svenderlo e le richieste non sembrano alla portata delle casse dei club nostrani. <STRONG>Tuttavia la Roma di Rudi Garcia ha la possibilità di ricevere una considerevole mano d'aiuto da <EM>El Flaco</EM> tramite la formula del prestito secco</STRONG>.<br><br> Pastore o no,&nbsp;i giallorossi si preparano ad un mercato di tutto rispetto. <STRONG>Rimane l'interesse per Nainggolan, mentre entra in orbita anche Parolo</STRONG>: si parla di una comproprietà con il Parma da 2,5 milioni. Sul fronte in uscita, il mister è stato chiaro: "Mi auguro soprattutto di non perdere nessuno dei miei ragazzi". Restano da sistemare gli esuberi di Borriello e Burdisso, con l'attaccante che piace alla Sampdoria e al West Ham. I londinesi sono in corsa anche per il difensore, adocchiato dal Siviglia. <STRONG>In caso di cessione dell'ex interista, Sabatini avrebbe pronta l'alternativa Heitinga</STRONG>.<br><br>C1012317FL0435FL0435pastore.jpgSiNcalciomercato-roma-pastore-1012622.htmSiT1000012100612201,02,03010688
751012621NewsEditorialeIl 31 dicembre e la speranza nell`anno che verrà20131230220816calcioE poiHappy New Year. Tempo di auguri, di buoni propositi, di speranze di un futuro migliore. C’era una volta, primo in classifica, l’augurio di buona salute e poi quello di tanta fortuna, la speranza dell’amore eterno, della felicità, o per meglio dire, il desiderio di serenità. C’è oggi, prima in classifica, sempre la speranza della buona salute e… poi? Tante, tante altre cose interminabili che partono dal cuore di chi non ha più un lavoro e di chi era abituato a una vita agiata, mentre oggi gli restano soltanto i ritagli di ciò che è necessario, accontentandosi di poco o niente per vivere in maniera dignitosa. Come cambiano le cose e come diventa sempre più difficile vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Certo, vedere la vita da un’ottica diversa fa parte del carattere di una persona, dall’umore dettato dal momento e dall’eterna visione della vita che può essere pessimista (realista?) o ottimista (superficiale?), forse. E poi ci sono dei dati di fatto inconfutabili che vanno al di là di ciò che determinano certe&nbsp; filosofie di vita personale. Ma la notte del 31 dicembre di ogni anno è doveroso mettere da parte le tristezze vissute nell’anno che sta per finire, pensando giustamente alla speranza di un anno migliore, più propositivo. E allora ci baciamo sotto il vischio messo accuratamente penzolante nell’uscio di casa, mangiamo le beneauguranti lenticchie apportatrici di buona fortuna e denaro, brindiamo con i calici più belli che possediamo e beviamo fiumi di bollicine che ci aiutano a dimenticare e guardare avanti con fiducia. Già, la fiducia che Lampedusa non sia più lasciata sola e non si assista più a sbarchi mortali di naufraghi eritrei, che la politica italiana diventi più operativa nel migliorare un Paese che chiede lavoro, meno tasse, migliore andamento della sanità, salvaguardia dei diritti e della dignità dell’uomo e anche un tentativo di fatti concreti e non promesse demagogiche spesso sbandierate da furfanti vestiti da persone perbene. In fondo, la gente vuole ciò che è il diritto insindacabile del rispetto della dignità dell’uomo e del suo vivere quotidiano. Vuole il lavoro, desidera poter costruire una famiglia, avere una casa e ripartire in un mondo in cui l’economia riprenda a pulsare in maniera concreta: questo chiede la gente. Ma in questa sera del 31 dicembre non pensiamoci, accarezziamo l’idea che tutto per magia si avveri, abbandoniamoci ai canti, alle feste, ai brindisi, ai botti di fine anno che esorcizzano la speranza che tutto migliori. Scambiamoci gli auguri sinceri che partano ed arrivano direttamente al cuore, stingiamoci insieme all’unisono pensando ai nostri desideri, ai nostri sogni a lungo cullati che potranno realizzarsi. E poi che importa, stiamo in allegria, fuggiamo dai pensieri che rattristano il cuore. Papa Francesco ci ha esortato a non farci rubare la speranza e noi, tra un brindisi e l’altro, proviamo a seguire questo suo consiglio. Buon Anno, cari amici. Buon 2014 a chi sorride e sta bene, ma anche a chi soffre e si sente solo. In questa magica sera dell’anno abbracciamoci, vedrete che prima o poi tante cose cambieranno in meglio. <br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711tanti-auguri-di-buon-anno-rosso.jpgSiNil-trentuno-dicembre-e-la-speranza-nell-anno-che-verra-1012621.htmSi100451001,02,03030314
761012620NewsCampionatiPietro Anastasi, una storia tra tante20131229173220juventusLui il suo<BR>Dream. Il sogno. Sì, si può sognare ad occhi aperti e rendersi a mala a pena conto che quella realtà da sempre sperata ora è viva, vera, legittima. Visitando lo Juventus Museum di Torino mi sono soffermato su alcune fotografie che rappresentano il “Come eravamo” della storia della Juventus. Passa attraverso i miei occhi l’excursus storico della Vecchia Signora, gli anni della gloria e i volti dei campioni che ne hanno fatto la sua straordinaria storia fatta di molti scudetti vinti. Tra tanti , chissà perché, mi soffermo su Pietro Anastasi. Sarà perché è siciliano come sono io, sarà perché quell’espressione del suo volto dopo aver segnato un gol trasmette tutta la sua rivincita di uomo venuto dal sud negli anni della speranza del benessere economico, fatto è che quello sguardo mi ha colpito in particolar modo. Dietro quegli occhi ho rivisto la Sicilia di allora, la terra riarsa dal sole e la fuliggine polverosa eruttata dall’Etnea che cosparge di nero la sua Catania. Lapilli e scatti dorati fecero di lui il giocatore istintivo dalla corsa impetuosa e dai gol di rapina che nascondevano il non perfetto bagaglio tecnico che si evidenziava anche nella precarietà di uno stop non proprio perfetto. Ma Pietruzzu ha rappresentato molto di più che essere semplicemente il famoso calciatore della Juventus che con lui ha vinto il primo scudetto bonipertiano nel campionato 1971- ’72 segnando 11 gol, Pietruzzu venuto da Catania passando per Varese è il simbolo vivente della rivincita sociale di una Sicilia che da sempre è sembrata essere troppo indietro rispetto al nord d’Italia. “Pietro Anastasi finì per essere il simbolo di un’intera classe sociale: quella di chi lasciava a malincuore il meridione per andare a guadagnarsi da vivere nelle fabbriche del Nord”. Così scriveva Alessandro Baricco, torinese di nascita, poeta, saggista, sceneggiatore, regista e noto esponente della narrativa italiana. Dream, il sogno di un ragazzo catanese nato nel lontano 1948 in una famiglia povera, era quello di sfondare nel calcio per aiutare la sua famiglia che viveva un quotidiano fatto di sacrifici veri. Sette persone della sua famiglia, lui compreso, vivevano in due stanze in una casa della Catania di allora che non offriva nulla se non la speranza di una vita migliore. Come per altri ragazzi il suo problema fu la scuola, visto che non gli piaceva. Un giorno a scuola e un altro nei campi impolverati di Catania e provincia a giocare a piedi nudi, giusto per non sporcare le uniche scarpe possedute. Poi il calcio diventò la sua ragione di vita, il sogno da realizzare dal quale non poteva prescindere in nessun modo. Passione e speranza di una vita migliore si intersecavano tra di loro. C’era una spinta che si manifestava in lui e non sapeva bene se era più forte la voglia e la passione di giocare al pallone per arrivare ad alti livelli, oppure era il desiderio profondo di guadagnare quel denaro che potesse migliorare la condizione economico – sociale di tutta la sua famiglia. Ma forse erano entrambi le cose, perché l’una era dipendente dall’altra. E così Pietruzzu, bravo com’era a giocare a pallone fu baciato dalla fortuna che fu rappresentata dai dirigenti del Varese d’allora che si accorsero di lui vedendolo giocare nelle fila della Massiminiana di Catania. La scuola restò un miraggio, ma il calcio lo ripagò di quanto lui sognava di notte ma anche di giorno, quando a piedi scalzi e nei campi polverosi di una Catania povera, Anastasi era uno qualunque, un ragazzo il cui unico scopo era rappresentato dal fare gol alla vita. E’ una bella storia quella di Pietruzzu, una delle tante situazioni di vita che ti emozionano per la difficoltà di scalare un successo da sempre sognato, con la necessità di migliorarsi dal punto di vista sociale ed economico. Eppure lì, in quel Museo della Juventus, tra innumerevoli campioni passati alla storia, lui rappresenta ancora oggi qualcosa di diverso che va oltre il legittimo riconoscimento del campione di calcio che è stato, perché Pietruzzu Anastasi è stato ed è il siciliano orgoglioso di essere venuto dal nulla e di essersi costruito da solo con le proprie forze. Mamma e papà, i suoi fratelli e le sorelle sono orgogliosi di lui che è stato capace di portare alto il buon nome della famiglia Anastasi che, grazie a lui, è conosciuta in tutto il mondo. Com’è strana la vita e com’è legata a momenti, a circostanze, a situazioni che mai avresti detto. Pensate cosa sarebbe stata oggi la sua bellissima storia se quel giorno, in quel campo polveroso di Catania tra le fila della Massiminiana, Anastasi fosse passato inosservato agli occhi di quel dirigente varesino che lo volle portare a nord dell’Italia calcistica. E’ il mistero della vita, è la sua meravigliosa imprevedibilità che non finisce mai di stupire ed affascinare. In fondo ognuno di noi può raccontare la propria storia di vita, ognuno di noi può sfogliare le pagine del percorso della propria vita, ma non tutti possono vantare la bravura e la fortuna di essere arrivati al successo. Pietruzzu Anastasi sì, lui ha alle spalle una storia bellissima fatta di ricordi che sono l’emblema del successo accarezzato fin da quando piccolino, in quel campetto polveroso di Catania, rincorreva quel pallone che da sempre ha rappresentato il sogno da realizzare. Dream! Lui il suo sogno di vita l’ha realizzato, non è stato facile ma l’ha realizzato. Ed ancora oggi con la sua pelle scura che sembra perennemente riarsa dal sole, il suo sguardo fiero e scaltro che spicca sopra le folte sopracciglia e il suo sorriso che mostra i bianchi denti, sembra ancora gioire dopo aver fatto il gol decisivo per lui, per la sua famiglia, per i suoi affetti più cari, per la sua Sicilia e per la sua Juventus di sempre.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711anastasi.jpgSiNpietro-anastasi-una-storia-tra-tante-1012620.htmSiT1000007100451001,02,03,06,09030708
771012619NewsCampionatiTorino, adesso la palla passa a Cairo20131228172820torinoSi esprime Adesso che il Torino occupa una posizione di classifica di tutto riguardo è necessario proseguire sulla strada del rafforzamento dei ranghi tecnici. L’obiettivo Europa non sembra più essere un sogno, perché il Torino si esprime finalmente come una squadra di calcio vera. Si nota il gioco d’assieme, il buon possesso di palla, il gioco sugli esterni, l’attenzione nell’interdire quando l’avversario attacca e poi le ripartenze improvvise, che non sono mai scriteriate ma attente nell’aprirsi a ventaglio e richiudersi con ordine nel momento in cui si perde il possesso di palla. Nulla sembra legato all’improvvisazione, una lunga malattia che per anni, troppi anni davvero, ha fatto del Torino una squadra mediocre capace di soffrire e barcamenarsi tra la Serie A e la Serie B. Adesso che il frutto della logica calcistica voluta da Gianpiero Ventura sta esprimendo quanto di meglio si possa fare con i giocatori a sua disposizione, è necessario incrementare con ordine e intelligenza una squadra che deve poter programmare il futuro di chi aspira a crescere e non più a limitarsi in tutto. E, per questa ragione, è necessario che il presidente Cairo si esponga chiaramente sotto la luce dei riflettori, mettendo la sua azienda calcio Torino come priorità da incrementare rispetto alle altre sue aziende. Cairo deve dare l’opportunità al suo D.S. Petrachi e al D.G. Comi, a stretto contatto con mister Ventura, di organizzare fin da gennaio la logica tecnica che si elevi finalmente dalle acque di una mediocrità che sta troppo stretta a questo Torino. Ritoccare la squadra è un imperativo dal quale non ci si può più sottrarre. L’Europa League è lì, a due passi, e il Toro non può davvero sfuggire l’opportunità di parteciparvi attivamente. Serve un regista di centrocampo, perché non si può pretendere che Vives possa continuare a esprimersi a questi livelli per tutto il resto della stagione. C’è poi da dare un’alternativa a Ciro Immobile, visto che Meggiorini, suo attuale suo sostituto, non può più garantire validità in un calcio di categoria superiore. Se dunque Meggiorini e anche Barreto finissero sul mercato di gennaio, è essenziale cominciare a stringere i tempi con il Genoa per Lodi, il centrocampista che sembra non rientrare nei programmi della squadra di Gasperini. Ma c’è ancora un’altra possibilità che il Toro deve sfruttare nell’ambito della cessione di D’Ambrosio che sembra interessare sia Milan che Inter. Se l’esterno granata finisse col vestire la maglia rossonera potrebbe esserci l’opportunità di acquistare in contropartita Riccardo Saponara, giovane talento che sa esprimersi bene come esterno ma anche come trequartista. Se invece fosse l’Inter ad aggiudicarsi l’esterno campano, Kuzmanovic potrebbe essere la contropartita per il Torino. Ma ci potrebbe essere un’ulteriore salto di qualità per i granata di Ventura, qualora a giugno si arrivasse ad acquistare Alessandro Diamanti, il trequartista in forza al Bologna che ha classe e fantasia tale da far lievitare l’attuale bagaglio tecnico della squadra granata. E poi, che bel vedere calcistico sarebbe nel vederlo giocare alle spalle di Alessio Cerci e Ciro Immobile. C’è poi il problema del&nbsp; portiere che, con tutto il rispetto per Padelli rivelatosi ultimamente meno scarso di quanto si pensasse, resta pur sempre il vero problema della difesa granata. Insomma, ora al Torino si respira un’aria nuova che sa di competizione vera, di squadra che vuole uscire a ragione dai ranghi della mediocrità. E, per fare questo, è essenziale che lei, signor Cairo, capisca coi fatti l’importanza di essere il presidente di una società di calcio che non ne può più di non essere trattata da GRANDE!<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-la-palla-passa-a-cairo-1012619.htmSiT1000099100451001,02,03,07030596
781012617NewsCampionatiDonare il defribillatore, chiunque salva una vita salva il mondo intero20131220191229calcioQuesta Associazione<br>Ho sempre pensato e scritto che la forza dei media, quale io appartengo, non debba limitarsi all’informazione che deve essere necessariamente corretta dal punto di vista etico, ma debba in qualche modo fare anche opera di sensibilizzazione sociale. E, per fare questo, è necessario far passare dei messaggi corretti e rafforzare le coscienze attraverso la propria penna, portando avanti la logica della cultura nei suoi diversi aspetti. E’ il nostro mestiere, è la nostra responsabilità che deve emergere spontanea su ogni altro interesse di parte. E, quando si parla di salvare delle vite umane, ecco che il discorso si fa delicato ed occorre informare con la dovuta delicatezza. Molti di noi hanno sentito parlare del defibrillatore salva vita, e quasi tutti sanno l’importanza di averlo a portata di mano nel caso in cui qualcuno di noi dovesse sentirsi improvvisamente male, perdere coscienza, non respirare più e non sentire più il battito del cuore attraverso il polso o auscultando attraverso il torace. Io che mi occupo di calcio, nel corso degli anni non mi sono limitato a scrivere soltanto di cronaca sportiva ma, purtroppo, ho dovuto informare di tanti improvvisi arresti cardiaci durante una partita di calcio. La recente storia ci dice che sono stati davvero tanti i casi di mortalità improvvisa in un campo di calcio, non ultimo il caso del calciatore Morosini che a Pescara, dopo essersi accasciato al suolo, è morto. In casi come questo la tempistica di soccorso e rianimazione è brevissima, pensate che non possono passare neanche cinque minuti dal momento in cui il soggetto perde conoscenza, proprio perché la mancanza di ossigeno può dare danni irreversibili a carico del cervello. Sono informazioni che abbiamo letto e sentito svariate volte, tuttavia, ritengo non sia mai troppo informare su come comportarsi nel momento in cui ci si trova in situazioni di questo tipo. Ma la cosa che più sconvolge l’immaginario collettivo, convinto com’è che l’arresto cardiaco si verifichi quasi sempre sotto sforzo fisico, è proprio nell’ineluttabilità della morte improvvisa, anche quando il nostro fisico si trova in stato di riposo. Cosa fare dunque per soccorrere immediatamente chi è colpito da arresto cardiaco? La eCampus Università degli Studi di Torino, in collaborazione con l’Associazione Live Onlus e la Progetti S.r.l. fabbrica defibrillatori di Trofarello in provincia di Torino, ha organizzato “Gimmi Five” che non è il testo della canzone di Jovanotti e neanche il popolare saluto dei giovani che tanto di moda va oggi in tutto il mondo dopo essere nato in America, ma è il simbolo di cinque, e cioè i minuti che non devono essere superati per soccorrere chi improvvisamente si accascia al suolo, perde conoscenza e battito cardiaco. Numerose figure professionali si sono alternate per spiegare l’importanza del defibrillatore in casi come questo. Molto attenti sono apparsi i giovani studenti dell’Istituto Sommeiller di Torino che gremivano l’aula magna dell’Istituto Tecnico presso il quale si è svolto l’evento culturale. Ogni anno in Italia, circa 50.000 persone muoiono per arresto cardiaco. Un numero impressionante, soprattutto in considerazione del fatto che in un alta percentuale dei casi, la morte è avvenuta per non essere stati tempestivi nel soccorso. Ecco, questo è il punto nevralgico. Mai attendere, ma agire in fretta premendo fortemente il torace con le due mani e usando immediatamente il defibrillatore salva vita. Oskar Schindler, imprenditore tedesco famoso per aver salvato durante la seconda guerra mondiale circa 1.100 ebrei dallo sterminio, disse: “Chiunque salva una vita, salva il mondo intero”. Una citazione che ci fa riflettere sull’importanza e sulla responsabilità che abbiamo tutti noi, indistintamente, di essere utili alla causa nel momento in cui necessita il nostro aiuto per salvare una vita. All’inevitabile sbigottimento e legittima impressionabilità, deve seguire l’immediatezza dell’agire. Chiamare il 118 dando chiaramente i dati del luogo dove ci si trova è basilare, ma è anche essenziale provvedere nel frattempo a rianimare il paziente con l’ausilio del defibrillatore, che deve essere sempre a portata di mano. Nei campi di calcio o dove si fa sport in genere, ma anche durante la vita di tutti i giorni e nei luoghi più comuni. La ONLUS LIVE è un’associazione no profit che si occupa di beneficenza al fine di donare defibrillatori salvavita. Il suo costo si aggira intorno ai 966,00 euro + iva e non tutti possono permetterselo. Ma, affinché questo non diventi un alibi, l’Associazione Live Onlus raccoglie fondi alfine di potere elargire questo necessario strumento salvavita. Questa Associazione può contare sull’apporto di immagine di diversi calciatori di chiara fama. Sono infatti testimonial Leonardo Bonucci della Juventus, Alessandro Lambrughi del Livorno e altri autorevoli sportivi che si adoperano gratuitamente per il bene comune. La Progetti S.r.l. di Trofarello in provincia di Torino è costruttrice italiana dei defibrillatori. Il logo di questa azienda di progettazione di strumenti e soluzioni mediche è molto chiaro: “Per salvare una (vita), la tua”. Questo, in fondo, è il messaggio corretto che deve accompagnare la nostra presa di coscienza sull’importanza della prevenzione, un fatto culturale che deve essere rafforzato nella nostra società contemporanea. Salvare una vita non s’intende solo quella degli altri, perché quella vita da salvare, un giorno, potrebbe essere anche la nostra!<br><br>Salvino Cavallaro <br><br><br>C1012317FL0711FL0711pallone8.jpgSiNdonare-un-defribillatore-chiunque-salva-una-vita-salva-il-mondo-intero-1012617.htmSi100451001,02,03030362
791012616NewsCampionatiIl Torino va in paradiso l`Udinese in zona pericolosa20131216204522torinoUna posizione L’ultima vittoria del Torino al Friuli di Udine risale al 1987, allorquando Aldo Serena siglava il gol decisivo. Oggi il Toro ha vinto 2 a 0 con gol di Farnerud e Immobile, ma, soprattutto, ha trovato continuità di risultati e comunione d’intenti. Il Torino ha capito finalmente l’importanza di giocare da squadra, adesso sa che nel calcio è essenziale compattarsi in maniera salda. Volevamo un Toro cinico e pragmatico, che fosse in grado di condurre una partita magari non bella sotto il profilo dello spettacolo; ebbene, i granata di Ventura stanno dimostrando che, se vogliono, riescono a ottenere ciò che è nelle loro aspirazioni. Alla squadra di Guidolin, invece, è mancato il gol ma anche il gioco, apparso troppo spesso assente e povero di idee. Nel dopo gara il tecnico bianconero ha palesato tutta la sua amarezza per una situazione difficile della sua squadra, di cui egli si sente il primo responsabile. Rimane a quota 17 l’Udinese e precipita in zona pericolosa. Situazione diversa per il Toro che ha saputo fare muro a metà campo, aprendosi sapientemente a ventaglio nelle ripartenze. I granata raggiungono quota 22 punti in classifica con tre vittorie nelle ultime quattro sfide, ma ciò che più conta è che il Toro si colloca momentaneamente in zona UEFA, trovandosi in settima posizione. Una posizione di lusso per questa squadra che sembra abbia trovato la strada per un futuro degno della sua storia leggendaria.&nbsp; Ma ciò che ci piace di più dei granata è la maturità ritrovata e il temperamento, due aspetti da troppo tempo latitanti tra le fila del Toro. Nel 3-5-2 voluto da Ventura abbiamo ammirato il solito Cerci, ma ci ha convinto Immobile per il suo sacrificio nel ritornare a dare una mano ai compagni. Positivo anche Farnerud, un giocatore la cui intelligenza tattica lo pone spesso ad inserirsi in zona d’attacco e fare gol. Ora la squadra di Ventura pone tutti i presupposti per continuare il filotto di risultati positivi. Ma, come dicevamo, priva di idee è stata l’Udinese, che ha dimostrato furore agonistico ma mancanza di concretezza. Opaco Di Natale, imbrigliato dai difensori granata, mentre Basta ha creato il solito movimento dal centrocampo in su che, tuttavia, non ha prodotto alcun effetto sperato. Adesso per l’Udinese di Guidolin la strada si fa in salita, anche se è ancora presto per fasciarsi la testa. Il Toro, invece, attende domenica prossima il Chievo all’Olimpico per finire un 2013 che, tutto sommato, si può ritenere migliore di quanto si prospettasse alla vigilia. <br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNil-torino-va-in-paradiso-l-udinese-in-zona-pericolosa-1012616.htmSiT1000099100451001,02,03030595
801012614NewsCampionatiUn Catania spuntato domina contro il Verona ma non trova i tre punti20131215104117roma, olimpico, maran, de canio, mihailovic, etnei, rossazzurri, mandorlini, catania, verona, bergessio, lopez, lodi, gomez, izco, barrientosAlvarez: «Ieri meritavamo i tre punti. Crediamo nella salvezza« <div align="justify">DAL NOSTRO INVIATO - Solo un pareggio in una gara che doveva assolutamente vincere per il Catania targato De Canio. Contro il Verona di Mandorlini gli etnei giocano un ottimo primo tempo e, anche nella ripresa, seppur con minore intensità (complice la crescita dei gialloblù dopo la prima frazione di gioco), attaccano alla ricerca della rete della vittoria. Ma, sia per le parate decisive di Rafael, che per l'imprecisione dei suoi giocatori sotto porta (Leto su tutti), i rossazzurri devono accontentarsi di un solo punto. Peccato perchè la sfida di ieri doveva costituire il primo passo per ripartire verso una salvezza non impossibile, ma veramente difficile a questo punto del torneo, con soli 10 punti in 16 partite, peggiore attacco del campionato (solamente 10 i gol realizzati), seconda peggiore difesa (28 reti subite), un ruolino preoccupante per pensare di mantenere la categoria. Anche se, proprio ieri con gli scaligeri, a tratti si è rivisto il Catania che non si vedeva da tempo, aggressivo, determinato,&nbsp; che fa girare palla e chiude tutti gli spazi agli avversari. Però la necessità assoluta di fare punti ha giocato un brutto scherzo ai rossazzurri, che sotto porta hanno mancato il gol clamorosamente in diverse occasioni. Basti pensare che il migliore in campo è stato l'estremo difensore ospite Rafael, che ha eretto un muro dinanzi a sè, consentendo ai suoi di portare a casa un importante punto che consolida il Verona nei piani alti della classifica. Resta l'amaro in bocca al Catania, che avrebbe meritato i tre punti, purtoppo non arrivati, ma che ha ritrovato la consapevolezza dei propri mezzi. Un plauso al pubblico catanese, che ha incitato a squarciagola i propri beniamini per 95 minuti. In casa Catania si spera adesso nei recuperi di Almiron, ancora infortunato, del bomber Bergessio, che ieri ha giocato appena 15 minuti, del capitano Mariano Izco e del "Pitu" Barrientos, ieri entrambi in campo dal primo minuto, affinchè la squadra etnea possa presto risalire posizioni di classifica. Serve un pò più di cattiveria in campo e un pizzico di fortuna. Pablo Alvarez, ieri in campo 90 minuti e autore di una buona gara, si dice fiducioso nel futuro. "Se giochiamo come contro il Verona possiamo senza dubbio sperare nella salvezza. Noi tutti ci crediamo. La classifica è molto pesante - conclude - ma ieri abbiamo espresso un buonissimo calcio e ci è mancato solo il gol. Speriamo anche nel recupero di tutti gli inforntunati e in un pizzico di fortuna in più". Rimane il giallo Maxi Lopez, ieri non convocato da De Canio, in una partita in cui serviva maggiore incisività in fase offensiva, Maxi sarebbe potuto tornare utile alla causa visto che Bergessio, non ancora al meglio, partiva dalla panca. E in tribuna ieri, ancora una volta, diverse le contestazioni indirizzate al presidente Pulvirenti, non solo per le scelte di mercato (vedi cessioni di Lodi, Gomez, Biagianti e Marchese), ma anche per il premuroso cambio effettuato alla guida tecnica e, in secondo luogo, per la scelta del tecnico Gigi De Canio. Non sarebbe stato forse meglio lasciare lavorare ancora Maran oppure prendere quel Sinisa Mihailovic che già conosceva l'ambiente e che aveva fatto benissimo qui a Catania conquistando una salvezza storica dopo l'inizio disastroso degli etnei che avevano cominciato la stagione 2009-2010 con Atzori in panchina? Queste le domande più ricorrenti che gli addetti ai lavori e i tifosi rossazzurri si fanno oramai da diverse settimane? La verità è che la svolta che doveva arrivare non è arrivata, e a due giornate dal termine del girone d'andata i rossazzurri sono ultimi con soli 10 punti in classifica. Basterà adesso una buona campagna acquisti di gennaio per risollevare le sorti di questo Catania? Un altro centrocampista alla "Lodi" e un attaccante servono senza dubbio a questa squadra. I sostenitori etnei si attendono le risposte dalla società e dal presidente Pulvirenti, mentre chiedono ai giocatori il massimo impegno in ogni gara, come hanno fatto ieri col Verona, perchè nulla ancora è perduto. E domenica prossima, prima della sosta, etnei in campo all'Olimpico contro la Roma. <br></div>C1012317Catania Stadio A. Massiminoivomesivomesalvarez pablo.jpgSiNcatania-verona-pareggio-palvarezcredenellasalvezza-1012614.htmSi100075401,02,03010526
811012611NewsCampionatiIn un campo di patate, svanisce il sogno Champions League della Juventus: Galatasaray agli ottavi di finale20131211213957juventusE’ statoDoveva essere l’inferno (presumibilmente di fuoco) e invece al Turk Telekom Arena di Istanbul è stato il giorno, anzi sono stati i giorni del gelo e della tempesta di neve anti calcio. Un rinvio estenuante della partita più attesa di Champions League che, per problemi climatici e per un campo che definirlo di patate è davvero un eufemismo, è stata disputata in due riprese. Com’era facilmente prevedibile non si è visto il gioco del calcio, non si poteva neanche immaginare con l’ausilio della migliore fantasia; in quelle condizioni era un optional. E’ stato un match beffardo quello tra Galatasaray e Juventus finito 1 a 0 a favore dei turchi, che guadagnano così l’accesso agli ottavi di finale della Champions League. Juve dunque sconfitta, non tanto dal gol segnato a cinque minuti dalla fine dall’olandese Sneijder, quanto dalla sfortuna che lascia l’amaro in bocca. Ma è anche giusto dire col senno di poi, che la&nbsp; qualificazione della Juventus è stata pregiudicata da tanti fattori, non ultimo il pareggio che la squadra bianconera ha subito nei minuti finali allo Juventus Stadium proprio contro i turchi del Galatasaray. Un sogno Champions che svanisce ancora una volta e che non può essere imputabile soltanto alla sfortuna. Una squadra come la Juve ha l’obbligo di fare i punti necessari quando si presenta l’occasione. E, invece, è successo che la squadra di Conte ha pareggiato 1 a 1 a Copenhagen, ha pareggiato in casa con il Galatasaray 2 a 2, ha perso 2 a 1 a Madrid contro il Real e pareggiato a Torino per 2 a 2 mentre, prima di perdere la partita decisiva in casa dei turchi, aveva vinto in casa contro i danesi del Copenhagen 3 a 1, l’unica sua vittoria del girone. Non ci si può ridurre all’ultima partita per sperare nella qualificazione. Ma c’è anche un altro aspetto imputabile alla UEFA, ed è quello di una partita che non avrebbe dovuto disputarsi nell’immediato a causa, appunto, delle cattive condizioni meteorologiche che hanno reso il terreno di gioco assolutamente impraticabile. Capiamo che i tempi della UEFA si restringevano, tuttavia, in casi così eccezionali come questo, è obbligo rivedere qualcosa al regolamento. Ma restiamo sempre nell’ambito dei “se” e dei “ma” che non hanno mai fatto la storia in nessun campo della vita. Ci sta tutto; la maledizione delle avversità del meteo e anche l’impreparazione ad un evento di questo genere da parte della UEFA. Ma la Juve è la Juve, e doveva arrivare a questa partita già con la qualificazione in tasca, andando a giocare in Turchia a palle di neve piuttosto che una partita di calcio. Certo, ora è facile commentare l’amarezza di una sconfitta che neanche si può ritenere tale, tuttavia, ripetiamo che la Juve ha le sue responsabilità. Adesso la Vecchia Signora d’Italia deve pensare al campionato, mentre entra a far parte del novero delle squadre che partecipano all’Europa League. La finale di questo torneo internazionale si svolgerà proprio allo Juventus Stadium. Era il segno del destino? Chissà!<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711c-33509839.jpgSiNin-un-campo-di-patate-svanisce-il-sogno-della-juventus-1012611.htmSiT1000007100451001,02,03,06030684
821012610NewsCampionatiTorino, giochi finalmente da squadra20131209205648torinoLa squadraAdesso il Toro sembra aver capito finalmente l’importanza di giocare da squadra. La partita disputata all’Olimpico di Torino contro la Lazio, si è rivelata importante non soltanto nel risultato di 1 a 0 a favore dei granata ma, soprattutto, si è resa essenziale nell’aver messo in evidenza il gioco e la crescita esponenziale della squadra di Ventura. Già da qualche partita, avevamo visto alcuni progressi nella mentalità e nel gioco, apparso mai improvvisato da parte della squadra. Ma, prima di porlo in analisi, volevamo avere la conferma di quanto palesato nelle trame di gioco delle partite precedenti contro Catania e Genoa. A decidere la sfida con la Lazio di Petkovic è stato il gol di Glik al 19’ del primo tempo. Una vittoria che vale il settimo posto in classifica e lascia sperare per un futuro più roseo. La squadra di Ventura sembra aver capito l’importanza di unirsi all’unisono quando necessita difendere il risultato e portarlo alla fine. Infatti, dopo aver chiuso un primo tempo con piacevoli ed apprezzabili giocate di squadra, i granata hanno saputo contenere nel secondo tempo gli attacchi di Hernanes, Lulic e Floccari che, pur sfiorando il gol ripetutamente non hanno centrato mai la porta. E’ lo spirito di squadra che è piaciuto del Toro, mentre i biancocelesti laziali mostrano tutta la crisi di gioco e di risultati che mettono a serio rischio la panchina di Petkovic. Sembra irriconoscibile la squadra del presidente Lotito. I motivi? Forse da ricercarsi all’interno dello spogliatoio. Per quanto riguarda il Toro, invece, è necessario proseguire con continuità ed equilibrio, una mentalità di gioco appagante che non può disperdersi nel nulla.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-giochi-finalmente-da-squadra-1012610.htmSiT1000099100451001,02,03,09030567
831012609NewsCampionatiBalotelli: «Voglio una vita normale»20131205134736balotelliC’è una profonda“Vorrei vivere da persona importante che ha successo nella vita”,(questo è il sogno che persiste da sempre nell’immaginario collettivo). “Vorrei vivere come una persona normale” (I HAVE A DREAM - questo è invece il sogno di Mario Balotelli). Chi niente e chi troppo! E’ l’eterno conflitto mai risolto che coinvolge il genere umano, spesso insoddisfatto della propria posizione sociale ed economica e, qualche volta, più fortunato nell’averla raggiunta. Eppure non si è mai contenti. Se hai raggiunto la notorietà e la ricchezza ti manca la privacy e, se vivi in anonimato, ti manca il successo e il denaro. Ma cos’è meglio? Credo che il meglio sia da ricercarsi in noi stessi, nella nostra capacità di essere equilibrati nel capire che nella vita non c’è nulla di perfetto. Se hai una cosa ti manca l’altra e mai si ha la gioia di possedere entrambi le cose: non esiste, non è di questo mondo. Questa mia riflessione nasce dalle dichiarazioni ufficiali che Mario Balotelli ha scritto in una lettera inviata a Mediaset per il programma “Verissimo” condotto da Silvia Toffannin su Canale 5. “Soprattutto per quel che mi riguarda” dice l’attaccante del Milan “molte volte ogni mio gesto, anche un semplice tweet dedicato a un amico vero, un lottatore, uno sportivo sano come me, viene utilizzato per seconde letture, doppi fini che non mi interessano. All’estero non è così. Ci sarà un motivo se il Time mi ha inserito&nbsp; tra le cento persone più influenti al mondo. So di essere un ragazzo fortunato, ma a volte anche a me piacerebbe vivere come una persona normale”. Le parole di Super Mario sono molto chiare e inconfutabili. Frasi dalle quali si evince il carattere di un ragazzo fondamentalmente fragile che si nasconde dietro la faccia del duro che vuole farsi da solo tutte le proprie ragioni contro il mondo intero. Genio e sregolatezza, campione indiscutibile con il pallone trai piedi e capro espiatorio di problemi che coinvolgono la nostra società, sempre così cruda e aberrante nel fare ancora oggi la differenza del colore della pelle dell’uomo. E’ uno dei tanti problemi culturali che coinvolgono il calcio a livello mondiale e, l’Italia, purtroppo, resta uno dei Paesi ad elevato numero di problematiche legate al razzismo. Cori, scritte razziali irriguardose sugli striscioni esposti allo stadio, avviliscono e mortificano l’essere umano. Ed è “normale” che chi voglia colpire stupidamente l’uomo dalla pelle nera, lo faccia con chi è mediaticamente più famoso ed esposto alla pubblicità immediata. Già, la pubblicità negativa di una cultura assolutamente sbagliata che non può far altro che male al mondo e all’essere umano. Certo, Balotelli non si può ritenere un santo, tuttavia, ritengo che la sua difficoltà di entrare in sintonia con il mondo e i suoi simili, sia dato dal fatto di non sentirsi accettato appieno. Le sue ripetute e istintive reazioni spropositate non lo giustificano, anche se non sappiamo come egli sarebbe se non fosse provocato. C’è una profonda malinconia in lui, ma c’è anche una profonda tristezza in coloro i quali non hanno il suo talento, non sono ricchi e popolari come lui, non possono vivere agiatamente tra automobili di lusso, belle donne e serate in discoteca, come fa lui. Riscontro nei suoi occhi la stessa tristezza di chi vive la vita normale che Balotelli sogna, ma che si trova a non avere un automobile di lusso, delle belle donne, delle serate in discoteca, dei titoli a carattere cubitali sui giornali, che non ha neanche un lavoro, una speranza per il futuro, un significato di vivere e magari dovere pure mantenere una famiglia e dei figli, senza sapere come fare. Com’è strana la vita e com’è strano l’uomo sempre così irrequieto, mai completamente soddisfatto di ciò che ha, del proprio status sociale, ma sempre alla ricerca di qualcosa che in fondo è racchiuso in lui stesso e che non riesce a vedere: la fortuna di vivere serenamente, senza arrovellarsi tra i rimpianti.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711balotelli-6.jpgSiNbalotelli-voglio-una-vita-normale-1012609.htmSiT1000027100451001,02,03,07030642
841012608NewsCampionatiIl calcio è di chi lo ama20131203233718calcioA quanto detto aggiungiamo Questo è lo slogan&nbsp; che la FIFA&nbsp; ha coniato&nbsp; per&nbsp; l’anno&nbsp; 2013/14 allo scopo di avvicinare&nbsp; soprattutto&nbsp; i bambini e le famiglie a questo sport&nbsp; bellissimo,che però perde spettatori&nbsp; ogni anno&nbsp; per motivi&nbsp; diversi ,che vanno dalla violenza al razzismo negli stadi,dalla pressione delle&nbsp;&nbsp; pay-tv&nbsp; a rimanere a casa a godersi lo spettacolo comodamente seduti&nbsp; alle difficoltà per accedere ad un posto allo stadio sia&nbsp; di tipo burocratico quanto&nbsp; di ordine pubblico e così via. <BR>A quanto detto aggiungiamo&nbsp; i sospetti&nbsp; di combine a causa del calcio scommesse ,che tolgono genuinità al risultato ,e così il gioco è fatto. A nulla valgono le prodezze dei campioni&nbsp;&nbsp; se&nbsp; la merce non interessa più e non attrae. Quindi non ci resterebbe che chiudere bottega ed andarcene all’estero? No,basterebbe andare nei campetti di periferia ,degli oratori o comunque in quelli ,dove si gioca per i tornei&nbsp; minori.<BR>“IL CALCIO E’ DI CHI LO AMA” ! E allora&nbsp; cominciamo ad amare le nostre squadre&nbsp; ,tutte, nessuna esclusa,nelle quali&nbsp; ancora è possibile ammirare&nbsp; il calcio dei&nbsp;&nbsp; ricordi,quello “quando i pali erano quadrati” e i terreni&nbsp; eternamente in terra battuta.E mentre&nbsp; da Messina&nbsp; arrivano voci terrificanti su inchieste della Procura federale per&nbsp; un giro di scommesse milionarie sulla partita Messina-Lamezia, che, se accertate,porterebbero molto probabilmente alla scomparsa della squadra&nbsp; peloritana per l’ennesima volta dal calcio professionistico, a Milazzo siamo in molti a ricordare quella stranissima partita del primo campionato di Lega Pro proprio contro il Lamezia al Grotta di Polifemo,che ci vide soccombere inaspettatamente&nbsp; (il Lamezia era una squadra in disarmo, che non vinceva da mesi&nbsp; perché affidata a dei giovani&nbsp; senza esperienza a causa delle difficoltà economiche societarie) e su cui si riversarono sospetti di combine per un gioco di scommesse,che non è stato mai possibile documentare,ma che si sussurra ancora sia stato sicuramente portato a termine da personaggi&nbsp; ben identificati,che,guarda caso,si sono trasferiti a Messina. Certamente i&nbsp; guai&nbsp; dei nostri dirimpettai possono lenire i nostri rimpianti,addolcire le pillole amare ,che abbiamo dovuto ingoiare,ma non basta. Dobbiamo guardare avanti e il futuro è proprio a portata di mano .Oggi si chiama Città di Milazzo,domani&nbsp; forse si libererà anche di quel&nbsp; termine:Città per farci di nuovo gridare :Forza Milazzo! <BR>“IL CALCIO&nbsp; E’&nbsp; DI CHI LO AMA” ,non dimentichiamolo. Questa squadra comincia a divertire,gioca al pallone anche su una risaia come quella di domenica al Grotta di Polifemo .Contro&nbsp; l’Atletico Villafranca ha realizzato&nbsp; 4 reti , potevano essere 6 o 7 ,ma ha deciso di fermarsi a 4 per non venire meno alla tradizione che ormai si porta dietro,quella di vincere con un poker d’assi. In quello stagno ha danzato un cigno nero,si chiama Hien Sasà,ma sembrava che in Costa d’Avorio,la sua terra, avesse sempre fatto quel lavoro anche a 50 gradi all’ombra. Non ha danzato solo lui,ma un po’ tutti .Se aveste visto il terzo gol (splendida triangolazione fra Maisano-un giovane milazzese interessante dal tocco pulito-e Hien) ,vi sareste spellate le mani&nbsp; per applaudirli. Tutti bravi e innamorati della loro maglia:Crisafulli-autore della quarta ed ultima rete- Romeo –il capitano e papà di questi ragazzi-Miroddi .un altro milazzese che per la squadra della sua città ha rinunziato ad altri palcoscenici,Fleri ,che si porta dietro la gioia della cavalcata con il Milazzo di Cannistrà,Torre ,una spina&nbsp; nel&nbsp; fianco di tutte le difese avversarie,Salmeri ,un milazzese che ,nonostante la giovine età,dà sicurezza&nbsp; in difesa&nbsp; e&nbsp; spinta&nbsp; instancabile sulla sua fascia.Dovremmo continuare a citarli tutti,uno per uno,ma lo faremo nei&nbsp; prossimi numeri perchè se lo meritano.<BR>Dove arriveranno? Boh,il bello di questa squadra è che si gioca per vincere ,senza obiettivi&nbsp; da raggiungere.A&nbsp; Maggio si&nbsp; faranno i conti.Il tecnico Gaetano Accetta non li assilla,ma li tiene concentrati&nbsp; sull’applicazione degli schemi provati in settimana. Insomma un ambiente tranquillo,che ci riconcilia con il calcio dopo la bufera dell’anno scorso. “IL&nbsp; CALCIO E’ DI CHI LO AMA” : teniamocelo dentro questo motto,anzi&nbsp; trasmettiamolo ai ragazzini delle scuole,portiamo&nbsp; la nostra squadra fra i banchi di scuola,simpatizziamo con i futuri tifosi ,creiamo le condizioni&nbsp; per riavvicinare i bambini al calcio,come è stato fatto a Torino approfittando della chiusura delle Curve,facciamoli innamorare della nostra squadra.<BR>Essi&nbsp; rappresentano l’assicurazione sulla vita per il calcio,noi, tifosi di ieri e di oggi, forse lo abbiamo amato il calcio un tempo,ma dopo,mi spiace confessarlo,lo abbiamo tradito senza pietà né ripensamenti!<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR>Attilio Andriolo<BR>&nbsp; C1012317adm001adm001milazzo.jpgSiNil-calcio-e-di-chi-lo-ama-1012608.htmSi100075701,02,03030316
851012607NewsEditorialeTra bene e male, il calcio è l`eterna metafora della vita20131202142008calcioE’ un alternarsi Tanti anni fa il pallone da football pesava almeno il doppio di quello attuale. Dentro c’era la camera d’aria, né più né meno della tecnica usata per una ruota, adatta alla bicicletta. Oggi non c’è più nulla, sembra vuoto, e la leggerezza è tale da creare serie difficoltà ai portieri. Dentro quell’involucro di cuoio sono rimasti soltanto il bene e il male del calcio. All’interessante esperimento voluto fortemente dalla Juventus, di ospitare circa tremila bambini under 13 nella curva squalificata per i cori razzisti dei tifosi, si è opposta a distanza la guerriglia di tifosi che fuori dello stadio di Bergamo, dopo la partita Atalanta – Roma, hanno inscenato scontri contro la polizia e i tifosi della squadra avversaria. Una contrapposizione d’incredibile e cruda realtà, che è capace di sbigottire e lasciarci tutti senza parole. L’aberrante e assurda violenza degli adulti si antepone al candore dei bambini che è speranza di buona educazione del tifo per il futuro. E’ un alternarsi continuo tra il bene e il male che fa del calcio l’eterna metafora della vita. Allo Juventus Stadium abbiamo assaporato la semplicità dei bambini di Torino nel condividere teneramente il pacchetto di patatine e biscotti con i bambini provenienti da Udine. E’ stato un messaggio di ospitalità e voglia di stare insieme per condividere la festa del tifo e dello sport. Ognuno ha tifato per la propria squadra senza offendere quella del bimbo accanto, nonostante i colori delle bandiere di Juventus e Udinese fossero casualmente bianconere. Una lezione di comportamento, di calcio fatto per le famiglie, per coloro i quali hanno il senso della buona educazione, così come dovrebbe essere. E quando Pirlo si è fatto male ed è uscito dal campo per infortunio, i piccoli tifosi di entrambe le squadre hanno saputo incoraggiarlo al grido di “PIRLO, PIRLO, PIRLO”. Non dobbiamo sottovalutare queste cose, come segno minimalista dell’innocenza che si tramuterà in inevitabile maliziosa bruttura nella fase evolutiva del bambino stesso. E’ importante vedere questa giornata di calcio allo Juventus Stadiium, come esempio di speranza futura per quel tifo calcistico che oggi è davvero diventato ricettacolo di maleducazione sociale e pericolo per tutti. Il calcio è passione, è tifo, è adrenalina, è patos che non deve però prevaricare nella violenza e negli istinti più aberranti dell’uomo. Non c’è buona educazione e non c’è nemmeno la cultura di fare il tifo per la propria squadra senza offendere l’avversario di turno. Lo sfottò è il sale del calcio, sarebbe insipido senza questo gusto. Ma il limite con l’offesa personale è breve e, come tale, si deve in qualche modo avere il senso della misura, nei cori ma anche nell’esibire le scritte negli striscioni. Il calcio deve unire, non disgregare attraverso la violenza. Questo, ci hanno insegnato oggi i bambini. Sapremo dare continuità per un futuro migliore nel calcio e nella vita?<br><br> Salvino Cavallaro<BR><br><br>C1012317FL0711FL0711pallone8.jpgSiNtra-bene-e-male-il-calcio-e-l-eterna-metafora-della-vita-1012607.htmSi100451001,02,03,06030339
861012605NewsCampionatiC`era una volta il Catania20131201222887cataniaLa scossa tentata Com’è strano il calcio e com’è fragile nei suoi meccanismi che, una volta oleati, perdono improvvisamente la propria efficacia, talora per un non nulla. Questo Catania che rimane in piena bufera è assolutamente irriconoscibile. La scossa tentata dal cambio di allenatore non ha avuto gli effetti desiderati e oggi si trova ad essere fanalino di coda del campionato. Ma chi l’avrebbe detto mai che il Catania dell’anno scorso, così carico di autostima, si sarebbe ridotto in breve tempo così. In casa rosso azzurra vacilla lo spettro della Serie B. Lo vediamo dalla mancanza di risultati positivi, ma anche dal comportamento in campo della squadra, mai aggressivo e penetrante ma rinunciatario avvilente e avvilito. Manca il gioco sugli esterni e le idee per aggredire l’avversario con gli attributi, ma, soprattutto, c’è mancanza di autostima. Non può essere stata la sola partenza di Gomez, Lodi, Marchese e l’indisponibiità di Almiron e Berghessio a ridurre il Catania in questo stato, anche perché gli acquisti di Plasil e Tachtsidis, pur con caratteristiche diverse dai loro predecessori, avrebbero dovuto garantire un disegno tattico e tecnico di buona qualità. Ma non è stato così. Il Catania sembra andare in caduta libera, senza freni inibitori. Il Milan dell’era del doppio amministratore delegato, ha avuto la meglio sugli etnei che sono stati surclassati non solo nel punteggio di 1 a 3, ma anche nella convinzione di voler vincere un match che avrebbe portato un po’ di tregua nella movimentata settimana fatta di continue polemiche tra Galliani e Barbara Berlusconi. Montolivo, Balotelli e Kakà, hanno firmato la vittoria per il diavolo rossonero, mentre Castro aveva portato in vantaggio momentaneamente il Catania al 13° del primo tempo. Un Catania dunque, apparso letteralmente alle corde e incapace di reagire. Solo dopo l’espulsione di Tachtsidis si è registrato un pallido tentativo di “vita” calcistica, ma subito si è avuta la sensazione di essere coinvolti da un effimero fuoco di paglia. Il Milan, pur con tutti i suoi enormi problemi interni, ha vinto meritatamente una partita che ha lo scopo di riportarla lentamente sulla strada della serenità. Per il Catania invece, è notte fonda. Pensiamo davvero che il presidente Pulvirenti, piuttosto che soffrire maledettamente in panchina, preferirebbe andare a dormire per sognare quel suo Catania tanto bello da vedersi, che soltanto un anno fa ha fatto sognare i suoi sostenitori nella partecipazione all’Europa League. Ora, invece, c’è lo spettro del mesto ritorno nel pallone di serie B. Non sappiamo davvero se il Catania questa volta riuscirà a salvarsi, ma la cosa certa è che necessita un cambiamento urgente, una scossa che il troppo metodico mister De Canio non è in grado di dare. Urge un tecnico il cui profilo reattivo deve essere in grado di risollevare un ambiente che sta andando alla deriva. E chissà se il presidente Antonino Pulvirenti, conscio di non aver azzeccato la mossa di esonerare mister Rolando Maran, non stia già pensando di ritornare al recente passato.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711catania-8.jpgSiNc-era-una-volta-il-catania-1012605.htmSiT1000014100451001,02,03,07,09030555
871012604NewsCampionatiUn Torino vivace non s`impone ad un Genoa non brillante20131201222558torinoIl match Commentando la partita Torino – Catania di domenica scorsa, avevamo posto un interrogativo. Non sapevamo, infatti, se dare merito alla squadra granata che aveva vinto il match per 4 a 1, oppure mettere in rilievo l’inconcludenza degli etnei, apparsi davvero poca cosa. Ebbene, dopo il match Genoa – Torino finito con il punteggio di 1 a 1, possiamo dire senza alcun dubbio che il Torino ha ritrovato il gioco, l’ordine tattico, le idee chiare in fase di interdizione e d’attacco e, soprattutto, ha preso consapevolezza delle proprie capacità che sono necessarie per affrontare il campionato in maniera da farsi rispettare da chiunque. Ma bisogna ancora lavorare molto mentalmente, sulla capacità di essere cinici e chiudere le partite quando si presenta l’occasione. Il match di Marassi è l’emblema di una partita dominata dal Toro, il quale ha avuto l’handicap di non siglare il gol della tranquillità. Questa è la sintesi di ciò che abbiamo visto in campo a Genova, in una serata gelida d’autunno inoltrato. Ottima la prestazione dello svedese&nbsp; Farnerud, ma anche Vives e Darmian si sono dimostrati all’altezza della situazione. Pregevole la prestazione di Immobile che ci teneva a ben figurare proprio contro la società rossoblu, per la quale ha giocato fino all’anno scorso assieme a Moretti e Bovo. Valido l’utilizzo da trequartista di El Kaddouri, che ha siglato il gol del momentaneo vantaggio carambolando un tiro da fuori area di Farnerud. Alessio Cerci, intanto, conferma le sue grandi capacità di esterno, mettendo continuamente in difficoltà la retroguardia avversaria. Il Genoa, dal canto suo non è sembrato in serata di grazia, manifestando non solo la sua abituale difficoltà all’approccio della gara, ma ha anche patito il pressing alto della squadra granata. Al 24’ del secondo tempo Biondini ha pareggiato i conti con il Toro, ma il Genoa deve dire grazie a un superlativo Perin se non ha perso la gara sotto gli attacchi di Immobile e Cerci. Bravi Antonini, Matuzalem e Kucka, mentre Gilardino ha fornito una prestazione piuttosto opaca. Il 3-4-3 voluto da Gasperini non ha avuto i frutti desiderati, per la capacità dell’avversario ma anche per la serata piuttosto opaca dei rossoblu genoani. Tuttavia, riteniamo che questa partita non propriamente brillante del Genoa, non vada ad inficiare minimamente il quinto risultato utile consecutivo ottenuto dal Grifone nell’era recente di mister Gasperini. Bella dunque la partita di Marassi, dove a confronto c’erano due squadre spesso simili per temperamento, storia e tifoseria. Il Toro deve continuare questo campionato partendo proprio da ciò che ha saputo dimostrare a Marassi. Il Genoa, invece, deve mettere in cascina il prezioso punto guadagnato questa sera, ripartendo però da ciò che aveva dimostrato nelle precedenti partite.<br><br> Salvino Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNun-torino-non-brillante-s-impone-ad-un-genoa-non-brillante-1012604.htmSiT1000099100451001,02,03,09030566
881012602NewsCampionatiMilan, Galliani e l`insostenibile arroganza della new generation20131130010110milanNegli ultimi cinque E’ notizia di pochi minuti fa che l’ad Adriano Galliani lascia il Milan. Si sente offeso dalle parole di lady BB, il manager rossonero, perché è stata capace con mancanza di stile di estrometterlo dopo 27 anni di militanza milanista. Una ferita aperta che non si è attenuata neanche dopo la vittoria del Milan in Champions contro il Glasgow: “Lascio, con o senza accordo sulla buonuscita” dice Galliani “sono offeso. Non è così che si opera il cambio generazionale, lo si fa con eleganza. Mi dimetto per giusta causa nei prossimi giorni. Penso che aspetterò la sfida di Champions con l’Ajax che è in calendario l’11 dicembre prossimo. Comunque non mi faccio rosolare”. Chiara l’amarezza che traspare dalle parole di Galliani, il quale, dopo tanti anni di militanza al Milan si sarebbe aspettato un altro trattamento, almeno per una uscita più dignitosa dal punto di vista umano. Economicamente non ci sono problemi, perché (così si dice) dovrebbe incassare dai 30 ai 50 milioni di euro di buonuscita. Ma l’ad&nbsp; rossonero su questo problema non fa alcun accenno. Per lui, l’offesa morale di essere estraniato in questo modo e di sentirsi dire da Barbara Berlusconi che il Milan spende male e che la ragnatela di osservatori milanisti non è competitiva come quella della Roma e della Fiorentina, gli dà scoramento fino a ritenersi offeso. “Non è vero quanto si sostiene a mio discapito” dice pubblicamente Galliani, “il Milan è una delle poche squadre italiane che da due anni chiude il bilancio in pareggio, nonostante la grave situazione economica che attraversa il calcio nel nostro Paese. Negli ultimi cinque anni la Roma è andata in Champions soltanto una volta e, la Fiorentina, mai”. Insomma, i toni e la mancanza di rispetto di lady BB non sono andati giù a Galliani che, sentitosi ferito intimamente dopo tutto quello che ha fatto in 27 anni di lavoro per il bene del Milan, non vede altra strada da seguire se non quella di lasciare le redini della società rossonera. L’amarezza è troppa, e certi corsi e ricorsi della storia ci fanno pensare come sia eterna la mancanza di gratitudine morale a tutto ciò che si è fatto negli anni. Senso di appartenenza, progettualità e lavoro continuato per il bene della società per cui si è lavorato, non sono quasi mai riconducibili alla gratitudine e al rispetto di certi sacrosanti valori. Sembra quasi che un certo tipo di ammodernamento gestionale, non debba tenere conto del passato perché, con la parola “rottamazione”, si debba intendere l’allontanamento di ciò che ormai è ritenuto obsoleto per un adeguamento ai tempi. Un refresh fisiologico che solo la new generation può sostenere. Ma se è vero che il trascorrere degli anni è l’emblema che nella vita “Nulla è per sempre”, è altresì vero che l’essere grati a ciò che è stato, deve ritenersi basilare. Il rispetto per l’uomo, in quanto tale, deve essere assolutamente imprescindibile. Barbara Berlusconi, forte del nome e della magna familiarità che ha, rappresenta certamente il presente e il futuro del Milan. Ma saprà eguagliare e/o migliorare ciò che ha fatto il suo predecessore in tanti anni di lavoro? Ai posteri l’ardua sentenza.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711galliani.jpgSiNmilan-galliani-e-l-insostenibile-arroganza-della-new-generation-1012602.htmSiT1000027100451001,02,03,07030591
891012601NewsCampionatiRanking Fifa, l`Italia sale al settimo posto20131128141442italiaL`ItaliaL'Italia sale al settimo posto nella classifica Fifa, +1 rispetto a quella del 17 ottobre scorso, che era però decisiva per definire le teste di serie per il Mondiale in Brasile e che lasciò gli azzurri fuori proprio per un passo. La Spagna resta la nazionale numero 1, davanti a Germania, Argentina e Colombia. Il Portogallo ha fatto un balzo passando al quinto posto e trovandosi così davanti nell'ordine a Uruguay, Italia, Svizzera, Olanda e Brasile, che rientra nella top ten dopo lungo tempo.C1012317adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNranking-fifa-l-italia-risale-al-settimo-posto-1012601.htmSi100075701,02,03030312
901012600NewsCampionatiSilvio, quanto ti sta costando questa situazione20131126202458milanUna semplice linea"I figli so pezz i core": vero Silvio? altrettanto vero però pure che i figli sono "gioie e dolori". Milan- Barbara Belusconi- Silvio Berlusconi- Adriano Galliani: sulla carta sarebbe un quadrato, realmente neanche una figura. Una semplice linea storta che non riesce proprio ad unirsi: e quindi che si fa? Soluzione semplice: si cambia protagonista di uno dei quattro lati, se ne prende uno che concilia le esigenze di tutti, e il quadrato è fatto. Peccato che il lato che si cambia è abbastanza grosso e importante: Adriano Galliani. Non un figlio ma un pezzo di cuore comunque per Silvio, non uno di famiglia ma "semplicemente" il braccio destro dell'ex presidente del Consiglio e colui che per 27 anni ha gestito il giocattolo di casa a tinte rossonere. Anni di successi, affermazioni, colpi di mercato (anche qualche flop, diciamolo) collaborazione e un ruolo di presidente in pectore sistemato per benino sulla giacchettina dell'ad più famoso d'Italia: Berlusconi padre però ormai ha un'età e, impegnato nell'ardua scelta di affidare le proprie eredità, ha deciso di lasciare il Milan all'adorata figlia Barbara. Collaborazione semplice per il buon Adriano con una "ragazzina" in confronto a lui, pronta ad entrare nel vivo della società in punta di piedi e ad apprendere tutto gradualmente da una vecchia volpe con anni e anni d'esperienza, giusto? Manco per sogno. La signorina è pronta a cambiare tutto e tra i due non riesce proprio a sbocciare il feeling: il comando vuole prenderlo lei e delle idee di Galliani non si preoccupa più di tanto. Anzi: stando a qualche rumors, lady Berlusconi starebbe già pensato a Maldini e Pradè con Seedorf allenatore, ovviamente accantonando Galliani. Prima che ciò accada però, quasi certamente, Galliani alzerà bandiera bianca e andrà via (Giugno o prima?), lasciando il suo posto libero: d'altro canto l'Adrianone nazionale è sempre stato chiaro nel ribadire che finquando comanda Berlusconi padre ok, ma se il timone passa alla figlia la cosa diventa diversa. Della riunione ad Arcore di due settimane fa ci si ricorda l'immagine di Berlusconi padre che saluta Galliani andare via: ecco, forse questa è l'immagine attuale che riassume perfettamente la situazione. Adesso però ognuno deve trarre le proprie deduzioni: giusto o sbagliato? Galliani è sempre stato fondamentale all'interno della società, si è sempre occupato egregiamente di tutto lui e ha guadagnato una fama mondiale: se serve rivoluzionare e ricostruire tutto bisogna farlo con oculatezza. Sicuri che non serve più l'amministratore delegato di fiducia di Silvio? Quando tempo fa il buon Adriano aveva confezionato per benino la cessione di Pato e l'acquisto contemporaneo di Tevez, le "dritte" della figlia avevano fatto sì che la trattativa saltasse: a distanza di tempo sembra evidente chi aveva visto giusto tra i due sia a livello economico che a livello tecnico. Ad ogni modo le scelte sembrano ormai prese: Galliani dice che quello che conta è la società, che i dirigenti cambiano e sembra esser, quasi con l'amaro in bocca, pronto ad abbandonare la barca a Giugno, prima che inizi la nuova stagione. Anno nuovo, vita nuova: se è giusto farla questa vita nuova.C1012317FL0141FL0141galliani.jpgSiNsilvio-quanto-ti-sta-costando-questa-situazione-1012600.htmSiT1000027100205001,02,03,07030550
911012599NewsCampionatiCatania, peggio di così non si può20131125172610cataniaIl periodo AAA cercasi disperatamente il Catania: nessun annuncio erotico o immobiliare, soltanto un allarme che dura ormai da tutta questa stagione. Il periodo di crisi attraversato dai rossazzurri continua, nonostante il cambio d'allenatore, e, probabilmente, contro il Torino si è toccato il fondo: una squadra a tratti inguardabile, fantozziana in difesa e umiliata da un avversario incontenibile e in versione Tiqui Taqua. Peccato che gli etnei non giocavano contro il Barcellona, bensì con una squadra che comunque non va oltre metà classifica. Tanti meriti a Ventura e Co ok, ma è come se i granata hanno giocato contro nessuno: il Catania non c'era e francamente troviamo difficile riuscire a trovare qualcosa da salvare nel match di ieri; male la difesa, male il centrocampo, spuntato l'attacco: il primo gol di Leto non può di certo consolare o allietare la giornata. La vita è fatta di confronti e, quello tra il Catania di quest'anno e quello degli anni passati fa impallidire: la squadra non gira, non ha carattere, non ha solidità, manca di fantasia e idee, e le rare occasioni da gol sono frutto d'un gioco confuso e senza un filo logico. Il pesce, come si suol dire, puzza dalla testa però: ergo, se la squadra fa figure così imbarazzanti la colpa è un pò di tutti. Innanzitutto la società: l'avvento di Cosentino al posto di Salerno è stato accolto sin da subito dalla piazza con scetticismo. Previsioni confermate in pieno: a cominciare dal calciomercato. E' stato ceduto il Papu Gomez per un pezzo di pane e non è stato trovato un adeguato sostituto, capace di fare la differenza come lui: la stessa identica cosa è successo per Lodi, esiliato a Genova per motivi extracalcistici, impossibile da sostituire in Sicilia però da nessuno dei giocatori attualmente presenti in rosa. A questo si aggiunge la partenza di Marchese e l'acquisto di giocatori non all'altezza come Tatchsidis (un motivo ci sarà se solo Zeman era capace di preferirlo a De Rossi), Guarente, Biraghi, Monzon e Peruzzi, preso infortunato. Il cambio d'allenatore poi, non sembra esser stata una genialata: lasciando stare la scorsa stagione, quest'anno si è visto un pò di gioco solo nelle prime partite dove c'era lui alla guida. C'era un'idea di gioco almeno: con De Canio invece spesso e volentieri si perde il senso tattico della squadra. Ieri, dopo il 2-0, le due sostituzioni hanno dato ancora più confusione ad una squadra che non riusciva più a raccapezzarsi; gli errori dei singoli (Le Grottaglie sul primo, Keko sul secondo e Plasil sul quarto) non sono colpa del tecnico, ma che in campo non ci sia una guida, un uomo squadra è evidente. Manca il carattere a questo Catania, manca un pò d'ordine, di grinta: la squadra non corre, è molle sulle gambe (i numerosi infortuni accorsi dall'inizio del campionato a ora è un altro bel quesito) e non reagisce. Serve un trascinatore, non pensare alle sirene del calciomercato, concentrarsi solo ed esclusivamente sulla squadra e, soprattutto, iniziare a risalire la china. Al peggio non c'è mai fine si dice, ma peggio di così al Catania non può andare: almeno così si spera.C1012317FL0141FL0141barrientos500.jpgSiNcatania-peggio-di-cosi-non-si-puo-1012599.htmSiT1000014100205001,02,03030484
921012598NewsCampionatiQuando il calcio dà segnali di solidarietà20131125172238calcioLa vicenda umana di Andrea Luci, capitano del LivornoA noi che scriviamo di calcio, ci piace scandagliare qua e là fatti ed episodi che riconciliano con i valori umani e il senso dell’essere. Non solo calcio, inteso come sport da descrivere in tutte le sue forme tecnico – tattiche, ma anche l’importanza dell’aspetto umano vuole la sua parte. ”Grazie Luci per questa lezione di umanità che ci hai dato” scrive un nonno milanista “tutto il resto non conta nulla in questa giornata di calcio. Ti voglio mandare un abbraccio che stringa forte tuo figlio. Forza piccolo Luci, ce la facciamo insieme!”. Andrea Luci capitano del Livorno, in settimana ha reso pubblica la notizia che a suo figlio Marco di appena sei anni, è stata diagnosticata la FOP (Fibrodisplasia Ossificante Progressiva). Si tratta di una malattia rara per la quale in Italia c’è pochissima informazione e ricerca scientifica. Solo negli Stati Uniti d’America la ricerca è avanzata, anche se non ancora in grado di risolvere la malattia. In Italia, purtroppo, per questo tipo di patologia ancora poco conosciuta, non ci sono terapie atte a migliorarla e/o debellarla. Si tratta di una malattia ereditaria gravemente disabilitante che interessa il tessuto connettivo. I bambini affetti da FOP sembrano normali alla nascita, ma poi nella prima decade di vita possono insorgere episodi sporadici con tumefazioni e riacutizzazioni dolorose a carico dei tessuti molli, spesso dovute a lesioni, infezioni virali, stretching muscolare, cadute o affaticamento. Queste riacutizzazioni trasformano i muscoli scheletrici, i tendini e i legamenti, in osso che rende impossibile ogni movimento.&nbsp; Questo è tutto quello che si sa. E’ la triste storia delle malattie rare di cui si conosce poco o niente e, di conseguenza, si investe pochissimo denaro per la ricerca. La guarigione è legata a una cura che oggi non c’è, ma si spera che presto con la collaborazione dei mezzi d’informazione e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, si possa arrivare a risolvere il problema. Certo, ci vorrà molto tempo, ma è importante che si cominci a incrementare la ricerca scientifica attraverso gli aiuti economici di tutti noi. Ieri, allo stadio Armando Picchi prima della partita Livorno – Juventus vinta dai bianconeri per 2 a 0, uno striscione di solidarietà e raccolta fondi per la ricerca sulla malattia spiccava nella curva amaranto per aiutare il bimbo del capitano Luci.&nbsp; “Insieme a te….capitano, per la più grande delle battaglie”. Non ci sono parole per descrivere la forza di una simile frase, capace di coinvolgerti come il patos della partita in cui gioca la tua squadra del cuore. Ma cos’è mai questo calcio che ci fa vivere sentimenti così profondi e talora così diametralmente opposti. Un pallone che ruota in mezzo al campo è talora in grado di raccontarci la vita in tutte le sue più disparate sfaccettature. Ma la cosa più bella è che attraverso la passione sportiva siamo sensibilizzati a vivere le relazioni umane, siano esse conflittuali che amichevolmente legate ai sentimenti. L’importante è viverle intensamente, sperando che l’aiuto e la sensibilità per chi soffre sia maggiore di certi episodi di violenza inaudita che il pallone troppo spesso ci dà. Juve, Roma, Lazio, Napoli, Fiorentina, Milan, Inter, Torino, Genoa, Sampdoria, Livorno, ognuno faccia il tifo per la propria squadra e, magari, in caso di bisogno, si senta vicino alle esigenze di vita di chi è tifoso di un’altra squadra, ma soffre per problemi personali. Anche questo ci ha insegnato oggi la vicenda umana di papà Andrea Luci, capitano del Livorno.<br><br>Salvino Cavallaro <br><br>C1012317FL0711FL0711luci.jpgSiNquando-il-calcio-da-segnali-di-solidarieta-1012598.htmSi100451001,02,03030282
931012597NewsCampionatiTorino agguerrito e Catania inesistente20131125172045torinoVince il TorinoVince il Toro 4 a 1 su un Catania davvero irriconoscibile. I granata dovevano far dimenticare la sfortunata trasferta di Cagliari, mentre il Catania avrebbe dovuto confermare l’ultima positiva sfida contro l’Udinese, dove era stato capace di buttare il cuore oltre l’ostacolo per vincere la gara. Ma solo il Toro è stato in grado di reagire alla precedente partita, mentre gli etnei si sono persi per strada. Ottimi Cerci e Immobile. Eccellente la prestazione di El Kaddouri che da trequartista ha saputo inserirsi in attacco e realizzare una doppietta. Giampiero Ventura (espulso per proteste) ha impostato il modulo che vede D’Ambrosio esterno basso di destra, Darmian preferito a Glik e centrocampo combattivo con Basha, Vives e Farnerud a far da filtro, con Immobile e Cerci in avanti. Il Catania ha risposto con un 4-3-3 e, dopo aver recuperato Plasil a centrocampo e lasciato a casa Almiron, presenta un tridente d’attacco che abbiamo letto solo sulla carta. Al 10’ il Toro è già in vantaggio con Ciro Immobile che approfittando di un liscio di Legrottaglie va direttamente in rete e supera Andujar. Un minuto dopo l’unico pericolo costruito dal Catania in tutto il primo tempo, con una conclusione da distante di Guarente che si perde sul fondo. Al 33’ El Kaddouri raddoppia per il Toro e, grazie a un involontario passaggio di Guarente, supera di sinistro nell’area piccola il portiere etneo. Intanto De Canio cambia tutto. Fuori Castro e Guarente, dentro Barrientos e Leto. Il succo non cambia anche se con la difesa a tre il Catania accorcia le distanze al 4’ della ripresa con Leto. Ma è sempre il Toro a dettare la danza, con il Catania incredibilmente intriso di confusione e incapacità. E intanto non tarda ad arrivare la terza rete per il Toro che, a seguito di un calcio d’angolo battuto da Cerci direttamente per la testa di Moretti, realizza la rete della tranquillità. La partita continua ad essere a senso unico e, con logica conseguenza, il Toro porta definitivamente a quattro i gol della giornata con El Kaddouri, il quale mette in rete una corta respinta di Andujar su tiro di Immobile. Un Toro, dunque, che aveva bisogno dei tre punti in palio e li ha ottenuti senza neanche fare fatica, grazie a un Catania incredibilmente inesistente. Il tribuna stampa ci siamo avvicinati ai colleghi etnei per chiedere se quello visto in campo fosse davvero il Catania. Avevamo ancora negli occhi la squadra ammirata l’anno scorso e, in confronto a quella attuale, sembrava davvero un’altra cosa. Pensiamo che il presidente Pulvirenti questa volta non abbia fatto bene a sostituire Maran con De Canio, in quanto ci è sembrato che il problema della squadra etnea sia riconducibile più a un fatto psicologico e di mancanza di motivazioni all’interno della squadra, che per il reale poco valore tecnico dei giocatori. Sulla carta gli uomini di De Canio sembrano essere più da centro classifica che non una squadra che sta per retrocedere. Il mister etneo ha sbagliato a non mettere in campo una squadra in grado di presentarsi a Torino con la “fame” di chi deve fare punti per togliersi dalle sabbie mobili, tanto è vero che la sostituzione di due giocatori (Castro e Guarente) al 33° del primo tempo, è emblematico del suo ripensare a ciò che aveva sbagliato. Per quanto riguarda il Torino di Ventura, invece, vorremmo giudicarlo dopo un banco di prova più probante. Migliorare la classifica era l’obbligo granata. Questo è stato fatto. In seguito, vedremo cosa accadrà.<br><br>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-aggurrito-e-catania-inesistente-1012597.htmSi100451001,02,03030339
941012595NewsEditorialeSardegna, anche il calcio è con te20131124193022calcioRiemergereUn minuto di raccoglimento su tutti i campi di gioco, ha significato lo stringersi del calcio verso la memoria dei morti della Sardegna, dopo il dramma che l’ha colpita. In tribuna stampa, prima di dare inizio al nostro lavoro, abbiamo avuto momenti di riflessione, pensando che oggi è già difficile reinventarsi dopo aver perso il lavoro, figuriamoci cosa può significare ricominciare dopo aver perso tutto. E’ il dramma del popolo sardo, della meravigliosa terra di Sardegna così falcidiata dall’alluvione “Cleopatra” che l’ha colpita in maniera violenta spazzando via ogni cosa, anche la vita. In questi giorni abbiamo visto e ascoltato innumerevoli messaggi di conforto verso il popolo sardo, notoriamente caparbio e volitivo nel raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati, superando con forza ogni ostacolo della vita. Ma questa volta la botta è stata davvero forte, difficile da superare. Riemergere dal fango dopo avere perso ogni cosa è angosciante, deprimente e, per non cadere nella disperazione, si ha bisogno di tutto e di tutti. Serve calore umano, vicinanza, aiuti materiali ma anche psicologici per non sentirsi abbandonati. In momenti come questi, anche per noi che siamo abituati a scrivere non è facile significare il concetto che ci vuole a fianco di chi soffre, di chi è disperato e di chi rimpiange di non essere morto per non vivere l’angoscia di rialzarsi dopo aver perso ogni cosa. E’ difficile, lo sappiamo, ma la vita vale sempre la pena di viverla e in situazioni come queste abbiamo il dovere filosofico di pensare che chi si è salvato deve ritenersi fortunato, anche se ha perso in un attimo quanto ha creato con i sacrifici di una vita. Ma i sardi devono sapere che siamo accanto a loro, che non li abbandoniamo, e gli “angeli” del fango che sono meravigliosi volontari di grande esempio umanitario, sapranno sicuramente essere fattivi nell’aiuto a ricominciare. Servono soldi, mangiare, indumenti, ma servono soprattutto le mani e le braccia, capaci di affondare nel fango per recuperare piccoli frammenti di ciò che talora resta di più caro. Ma serve anche il cuore, capace com’è di abbracciare un popolo che ha bisogno d’affetto, oggi più che mai. In fondo, loro, sono sempre stati ospitali con noi quando abbiamo passato i mesi estivi nella loro terra così meravigliosamente vacanziera e solare, una terra in cui il colore del mare si confonde sempre con quello del cielo. Ma adesso anche il cielo ha assunto il colore del fango, le facce, le mani e gli sguardi impauriti&nbsp; delle persone sembrano chiedere aiuto. Noi ci siamo, caro popolo sardo, siamo con voi e per voi e, se non basta scrivere per sensibilizzare, diteci cosa possiamo fare di più; noi lo faremo. Perché voi, il vostro incantevole mare e le radici culturali che fanno della Sardegna una regione unica al mondo, meritano la vita e non la morte.&nbsp; FORZA SARDEGNA, RIALZIAMOCI INSIEME. IL MONDO DEL CALCIO E’ CON TE!<br><br> Salvino Cavallaro<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL07110m12zmva--473x264.jpgSiNsardegna-anche-il-calcio-e-con-te-1012595.htmSi100451001,02,03030343
951012589NewsCampionatiInter, ma quanto è simpatico questo Thoir20131123223242interErick Thohir si presenta Faccia rotonda, sorriso accattivante, modi da gentiluomo e, a suo dire, ha l’Inter nel sangue ormai da tanti anni . Erick Thohir si presenta così al grande pubblico italiano, con le credenziali che sembrano cucite addosso per avere successo. I soldi non gli mancano, la simpatia è connaturata in lui come l’aria che respira e il rispetto per i media presuppone una simpatia particolare per il mondo dell’informazione. Già, l’informazione. Un mondo cui è molto legato per essere anche proprietario in Indonesia del giornale “La Repubblica”. Lo abbiamo visto ieri sera da Fabio Fazio in “Che tempo che fa”. Idee chiare e particolare senso dello humour sembrano scolpiti sulla sua pelle come la maglia dell’Inter. “Non so se Berlusconi sia a conoscenza che possiedo un giornale in Indonesia” – scherza – “ma io non voglio presentarmi candidato nel mio Paese….” Poi l’argomento si sposta sul futuro e sul mercato dell’Inter: “Stiamo costruendo un sistema che prevede l’acquisto di giocatori le cui caratteristiche siano compatibili con il modulo tattico di Mazzarri. Ho fiducia in lui e sono molto contento che Moratti lo abbia scelto. Abbiamo una buona base per i prossimi due o tre anni, ma l’Inter deve prepararsi per il 2016, quando la finale di Champions League sarà a Milano”. E’ interessante seguire la sua intervista e, mentre parla, ci chiediamo come un manager della sua levatura venuto dall’altra parte del mondo si sia innamorato così intensamente dell’Inter e, soprattutto, come possa seguirla tutte le settimane. “Ovviamente” dice “non potrò essere in Italia tutte le domeniche, tuttavia, sarò un tifoso nerazzurro a distanza. Infatti, mi alzerò alle 2,45 del mattino per vedere i match dall’Indonesia”. Non l’ha detto, ma dalle sue parole sembra davvero trasparire l’anima del vero tifoso, uno di quelli che alla domanda : “Ma chi te lo fa fare…..?” la risposta è scontata: “Per l’Inter, questo e altro…!”. Ma, su quello che sarà il prossimo scudetto dell’Inter, Thohir non si sbilancia: “Lasciamo che sia Dio a decidere. Non potrò mai fare ciò che ha fatto Moratti in 18 anni, ma punto a ottenere risultati regolari nel tempo”. E come può non essere simpatico un presidente che si presenta così?<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1012317FL0711FL0711thoir.jpgSiNma-quanto-e-simpatico-questo-thoir-1012589.htmSiT1000026100451001,02,03,07030607
961012593NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta vuole un centravanti20131122135889juventusCome riporta TuttosportCome riporta Tuttosport, la Juventus in vista della prossima sessione estiva sta valutando una serie di nomi validi per rafforzare ulteriormente il reparto offensivo di Antonio Conte. Marotta e Paratici avrebbero ristretto il cerchio a due obiettivi: Christian Benteke dell'Aston Villa e Mario Mandzukic del Bayern Monaco. Il belga classe '90 è stato seguito live da Paratici nella sfida contro la Colombia, ma il prezzo del suo cartellino frena gli entusiasmi, fra i 25 e i 30 milioni. Diverso il discorso relativo a Mandzukic: il Bayern lo ha di fatto scaricato per far spazio a Lewandowski, e con circa 20 milioni il croato può arrivare a Torino.C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-vuole-un-centravanti-1012593.htmSiT1000007100075701,02,03,06030615
971012591NewsCampionatiStagione 1975-76, c`era una volta il Toro. Dal libro di Eraldo Pecci: «Il Toro non può perdere» 20131120233886torinoTutte queste cose Come tanti tifosi granata vorrei poter dire: “’C’è oggi il Toro”. Un’affermazione capace di rivoluzionare il concetto filosofico che vuole eterna la retorica della squadra di calcio che fu. E allora mi chiedo quanto sia importante e/o costruttivo fare sempre appello ai ricordi, ogni qualvolta la vasta letteratura granata ci mette di fronte alla storia di quello che è stato il grande passato del pallone targato Toro. Vorrei poter parlare di presente e magari un tantino di futuro, che potesse riconciliare in qualche misura tutti i granata anche attraverso la partecipazione del Toro in una competizione internazionale. Ma è come sognare qualcosa che al risveglio ti ripropone di nuovo le pagine di un libro che ci riporta indietro nel tempo. Un amore che ha bisogno ancora oggi delle fotografie sbiadite in bianco e nero e di alcune riprese che, a mala a pena, ci vengono riproposte dai filmati destinati ai primordi di quella TV a colori che, per l’Italia d’allora, era davvero un lusso. E così, mettendo da parte come al solito l’incerto presente e l’ancor più interrogativo futuro del Toro di oggi, mi capita di sfogliare alcune pagine romantiche del libro scritto da Eraldo Pecci “ Il Toro non può perdere”. Diciamo subito che più che essere un libro rievocativo della magica stagione ‘75’76 in cui il Toro vinse il settimo scudetto, dalle pagine dell’autore si evince un calore tale da far pensare al romanzo di una vera storia d’amore. Non sembri eccessivo l’accostamento, ma il racconto di quel Toro rievocato da Pecci non è univoco e preponderante neanche di fronte al ricordo della Torino di quegli anni, fatta di nebbia ma anche di tanta semplicità. Sì, perché nel volgere delle pagine t’accorgi come Pecci amasse il pallone, il Toro, ma anche la gente di Torino con i quali era solito incontrarsi al ristorante e consumare in allegria e semplicità il pasto frugale dell’amicizia. Tutte queste cose s’intrecciano in modo romantico come fossero stampate su una cartolina illustrata. La cartolina della Torino granata d’allora, con le sue strade, le sue bellissime piazze, i musei, gli antichi portici e gli eleganti bar del centro storico, sempre così orgogliosamente rappresentativi della città sabauda. Ma il Toro in quegli anni era “tremendista” e Castellini, Santin, Salvadori, Patrizio Sala, Mozzini, Caporale, Claudio Sala, Pecci, Graziani, Zaccarelli e Pulici, rappresentavano l’orgoglio granata anche contro gli acerrimi cugini di sempre: i gobbi juventini. “La differenza che c’è tra le città d’Italia dove ci sono due squadre e la città piemontese, è che a Torino ci sono loro, i gobbi. A Milano succede che in un certo periodo vada meglio il Milan e in un altro l’Inter. Succede così anche a Roma tra la Lazio e la Roma o a Genova tra Genoa e Sampdoria. A Torino no, a Torino ci sono loro che sono i padroni del giornale, padroni della TV, padroni della banca e, tramite la Fiat, padroni della città. Non c’è gara” dice Eraldo Pecci. E così, il racconto dell’autore si dipana tra mille altri ricordi, snocciolando quella formazione vincente del Toro come fosse un rosario, un mantra propiziatorio da ripetersi davanti a una prova difficile, come una canzoncina che impari da bambino e che amerai per sempre. “Il Toro non può perdere” dunque, è il libro scritto da Eraldo Pecci edito da Rizzoli. 288 pagine tra fotografie, personaggi e ricordi romantici che amabilmente si intersecano in una commistione di fatti calcistici granata, riflessi in una Torino che tra gli anni ’70 e ’80 si fregiava d’essere una delle città industriali più importanti d’Italia. Ricordi, ricordi e ancora ricordi che, per l’ennesima volta, mi fanno pensare che l’oggi granata al cospetto del passato, si presenti ai miei occhi come fosse un fantasma dalla cui trasparenza vedo ancora in lontananza : “Castellini, Santin………..Claudio Sala, Pecci, Graziani, Zaccarelli, Pulici”. Giusto o sbagliato, questa è la realtà.<br><br> Salvino Cavallaro<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711eraldo-pecci.jpgSiNstagione-settantacinque-settantasei-dal-libro-di-eraldo-pecci-il-toro-non-puo-perdere-1012591.htmSiT1000099100451001,02,03,07030574
981012590NewsEditorialeDisoccupazione giovanile, per l`Italia l`incubo continua20131119235758italiaUna vita che spesso Secondo gli ultimi dati Eurostat, il problema della mancanza di lavoro riguarda 5,6 milioni di giovani sotto i 25 anni in tutta l’Unione Europea, pari a un tasso del 23,5% che sale al 24,1% nell’Eurozona, mentre in Italia è al 40,4% e supera il 50% in Spagna e Grecia. Il piano europeo, approvato la scorsa primavera sotto la pressione di dati sulla disoccupazione che aumentavano di entità di mese in mese, prevede lo stanziamento di 6 miliardi nel 2014 e 2015. Per quanto riguarda l’Italia avrà diritto a poco più di 530 milioni di fondi europei disponibili a partire dal 1° gennaio prossimo, a condizione che il Governo presenti in tempo un piano di attuazione ben preciso. Il Ministro del Lavoro Enrico Giovannini, ha fatto sapere che il piano sarà trasmesso a Bruxelles entro la fine del mese. L’Italia con il suo alto tasso di disoccupazione ha diritto ai fondi UE perché alcune delle Regioni hanno una quota di disoccupati sotto i 25 anni che è superiore al 25%. Le Regioni coinvolte sono 18 dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, con le sole eccezioni di Veneto e Trentino Alto Adige. Dati a dir poco allarmanti che mettono a repentaglio il presente e il futuro dei nostri giovani sempre più propensi a fuggire via da questa nostra Italia incapace di dare fiducia e coraggio per mancanza assoluta di prospettive. Una vita che spesso scade nello sconforto di non potercela fare a superare la delusione cocente che fa capo al sentimento di sentirsi inutili. Situazioni difficili che si prospettano ancora lunghe nel tempo e che non lasciano trasparire alcun barlume di miglioramento. Ma chi potrà mai ridare ai nostri giovani il tempo perduto nella speranza di un lavoro che non c’è? Leggiamo di innumerevoli stuoli di ragazzi e ragazze che si presentano a sparuti concorsi per 1 o al massimo 2 posti di lavoro in settori pubblici. Ressa di persone che si accalca nella speranza (quasi sempre vana) di trovare l’appiglio giusto per un lavoro. E giù a studiare, a prepararsi, a passare notti insonne approfittando che il proprio bimbo piccolo dorma per non disturbare e interrompere lo studio affannoso di mamma o papà. Situazioni al limite di una civiltà sociale che non sembra essere più tale, dove vige sempre più la legge della giungla. Una situazione che mortifica l’essere umano, in tutti i suoi aspetti più nobili rappresentati dal senso della vita: il lavoro, i sogni da raggiungere, i progetti futuri, una casa, una famiglia, dei figli. Niente di tutto questo, niente che possa almeno “illudere” il possibile pensiero. E così l’autostima si perde per far posto all’abbandono e al non credere più a nulla. Promesse da marinaio, miglioramenti che non si vedono e situazioni che invogliano a fuggir via dalla terra che ci ha dato i natali e che non è più in grado di alimentare la certezza e neanche la speranza. Ma andare dove? La Germania della cancelliera Angela Merkel, sembra la Nazione più accreditata al richiamo di chi cerca un lavoro ma, pur essendo il Paese che economicamente sta meglio degli altri, potrebbe non fornire le garanzie adatte a chi si affida alla speranza di costruirsi una vita. Difficile dunque essere giovani oggi. Ma è anche drammatico avere 40 o 50 anni e trovarsi inaspettatamente senza nessuna occupazione. Tuttavia, è bene credere in un mondo migliore senza abbandonarsi al pensiero dell’inutilità dell’essere. Noi che siamo giornalisti sportivi e che prevalentemente ci occupiamo di calcio, pensiamo sempre che per un attaccante arrivi prima o poi il pallone da calciare in porta e fare gol. Il gol della speranza, il gol del ricominciare a credere in se stessi e negli altri, il gol del risveglio da un incubo. Basta aspettare il momento giusto. Per questo non è tempo perduto.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711pallone8.jpgSiNdisoccupazione-giovanile-per-l-italia-l-incubo-continua-1012590.htmSi100451001,02,03030373
991012588NewsEditorialeIvana Iozzia, sport e vita s`intrecciano in maniera indissolubile20131118222771ivana iozziaLo sport è muoversiCi sono momenti in cui anche lo sport ci tradisce, ci scoraggia e ci delude per certe brutture che la cattiveria dell’essere umano è capace di fare. Ma da sempre lo sport è vita, è l’essenzialità del benessere fisico e mentale che ciascuno di noi dovrebbe poter comprendere, a prescindere di certi fatti di doping e quant’altro che ci deprimono in maniera pesante, facendoci perdere fiducia in noi stessi e in tutto ciò che ci circonda. Ma lo sport, quello vero, quello che ci fa star bene, non è certo quello che vediamo passivamente seduti comodamente sul divano di casa nostra. Lo sport è muoversi, correre, resistere alla fatica, respirare a pieni polmoni, sentire accelerare il battito cardiaco, lo sport è quanto di meglio ci offre la vita. Sono riflessioni che spesso coinvolgono la nostra sensibilità quando ci sentiamo in colpa per esserci&nbsp; lasciati andare alla nostra pigrizia e di non essere in grado di seguire l’esempio di migliaia di persone che corrono per le strade, nei viottoli di campagna, nei parchi, che partecipano alle maratone della città in cui vivono. Momenti di benessere e di aggregazione sociale che sono impagabili, che vanno oltre il nostro alibi di non avere mai tempo disponibile, di essere sempre stanchi oppure stressati da una vita condotta e imposta non in modo qualitativo. Sono pensieri neanche tanto reconditi che affollano la nostra mente alla visione di chi ha superato certi ostacoli mentali. E poi ci sono esempi che toccano le corde del cuore, come l’atleta Ivana Iozzia che, dopo aver sconfitto il cancro, è stata la prima donna a tagliare il traguardo della Turin Marathon nella grande giornata di sport vero della città piemontese. E come si fa a non essere coinvolti emotivamente quando ai microfoni dei colleghi accorsi alla gara, l’atleta comasca, rinata dal punto di vista fisico e mentale dice: “Bisogna avere tanta fede, credere che c’è sempre la speranza. E lo dico a tutti coloro che sono ammalati, non bisogna mai darsi per vinti e arrendersi. Questa vittoria è la bella conclusione di una stagione lunga in cui ho avuto il problema della malattia. Ma, per fortuna, tutto è finito bene”. Sentire le parole della Iozzia, 40 enne atleta che ha trionfato nella Turin Marathon in 2h34’13”, cogliendo il suo primo grande successo nello sport della sua vita, non possono lasciarci davvero insensibili. Sì, perché attraverso lo sport e la corsa di Ivana c’è tutto il temperamento, il carattere, c’è la grinta e la determinazione di arrivare prima di tutti, anche del cancro che l’ha afflitta facendola soffrire. Ma lei, con questo esempio ci ha insegnato a non lasciarci andare, di mordere, di credere, di correre, di fuggire davanti al nemico, di non perdere mai la speranza, di superare ogni ostacolo che la vita ci pone davanti con la collaborazione di qualcosa in cui crediamo; lo sport, ad esempio. La corsa, l’atletica che ci fa superare gli altri e ci fa tagliare per primi il traguardo. Sono insegnamenti troppo grandi che ci arrivano da una storia come tante, ma che di particolare ha il suo aggrapparsi allo sport per continuare a credere nella vita per sconfiggere la morte. E’ stato bello assistere ad un’importante giornata di sport con la “S” maiuscola. E’ stato bello vedere correre per le strade di Torino tanti appassionati seguaci dello sport attivo, tante famiglie e bambini, ma anche coloro i quali non si fermano mai, neanche davanti alle difficoltà della vita. Questo ci ha insegnato Ivana Iozzia. E per questo le siamo davvero grati. <br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711ivana-iozzia.jpgSiNivana-iozzia-sport-e-vita-s-intrecciana-in-maniera-indissolubile-1012588.htmSi100451001,02,03030326
1001012585NewsCampionatiLa Juventus promotrice di un`importante iniziativa20131116233958juventusL’imperanteL’imperante idiozia di certa frangia di spettatori che gremisce le curve degli stadi, e non solo, ha penalizzato la Juventus a dover giocare le prossime partite in casa contro Udinese e Sassuolo con le curve vuote. Il Giudice Sportivo, infatti, a seguito dei cori razziali urlati durante la partita Juventus - Napoli, ha deciso di chiudere l’ingresso alle curve dello Juventus Stadium per le due prossime partite casalinghe dei bianconeri. Un danno d’immagine ed economico che penalizza la società in maniera davvero pesante. E, per recuperare in qualche modo l’immagine offuscata da questi fatti inqualificabili, la Juventus sta studiando un’ammirevole iniziativa per riempire le curve chiuse con i ragazzi delle scuole. L’idea sensibilizza positivamente l’opinione pubblica che promuove l’iniziativa a pieni voti. E anche il Presidente del CONI Giovanni Malagò si esprime con toni lusinghieri: “La trovo una bellissima idea. Adesso bisogna che in qualche modo le società che giocano in casa e la Lega, affrontino il problema di tipo normativo. Però l’idea della Juve mi piace molto. E’ un bel segnale. Mi sembra simile alla confisca dei beni alla mafia”. <BR>Adesso il club bianconero deve attivarsi per avere una deroga da parte della FIGC le cui norme attuali non prevedono di realizzare in alternativa simili iniziative. Ma c’è sempre una prima volta. E noi crediamo davvero che un simile segnale debba essere accolto positivamente dalle istituzioni per una giusta continuità. Certo, non si capisce perché al Napoli è stata data soltanto l’ammenda di 50.000 euro per il lancio di sanitari che hanno mandato all’ospedale quattro tifosi della Juve; mentre il fuggire generale di quel malcapitato settore accanto ai tifosi partenopei, dava la netta impressione del terrore. Ma non vogliamo continuare a parlare di un argomento di colpe juventine o napoletane. Non ci porterebbe da nessuna parte, perché demonizzare un popolo per i soliti “senza cervello” non è davvero giusto ed educativo. L’idiozia non ha colore, non si riconosce in nessun dialetto, non ha bandiere da sventolare e non ha neppure cervello perché se l’è bevuto. Resta il grave problema di come risolvere situazioni culturali e di maleducazione che ci penalizzano in tutto il mondo. Ma bisogna pur cominciare ad agire partendo dal basso e cioè proprio dai bambini, entrando nelle scuole statali, negli istituti privati, nelle innumerevoli scuole calcio delle società dilettantistiche e professionistiche. Insomma, è necessario entrare nel cervello e nell’anima di quelli che saranno gli uomini di domani. Intanto, per quanto riguarda il presente, Enrico Letta ha promesso tolleranza zero, ma è giusto che tutti facciano la loro parte collaborando in sinergia per il bene sociale. La Juve, intanto, ha già dato l’esempio per quanto riguarda il suo stadio di proprietà. Adesso si attende la risposta di approvazione ad aprire le porte delle curve squalificate solo ai ragazzi delle scuole. In caso di consenso da parte della FIGC, si inizierebbe sicuramente un percorso educativo che non si limita al mero esempio di regalare ai ragazzi l’entrata allo stadio e la visione della partita della Juventus, ma è importante fargli capire quanto certi adulti di oggi debbano imparare proprio da loro. Insieme caldeggiamo dunque questa iniziativa della Juventus, nella speranza che anche altre società di calcio che saranno colpite in seguito da squalifiche dovute a razzismo territoriale, potranno seguire lo stesso esempio.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1012317FL0711FL0711tevez-6.jpgSiNla-juventus-promotrice-di-un-importante-iniziativa-1012585.htmSiT1000007100451001,02,03,06,08010606
1011012586NewsCampionatiCatania: Peruzzi e Spolli sulla strada del recupero in vista della trasferta di Torino20131115232856spolli, peruzzi, torino, catania, de canio, etnei, roma, milan, sampdoria, verona, massimino, rossazzurri, granata, pulvirentiAlla ripresa il Torino fuori, prima del lunch - match del 1 dicembre contro il Milan al Massimino<div align="justify">Dopo l'importantissimo successo ottenuto contro la squadra di Guidolin grazie al penalty trasformato da Maxi Lopez, arrivato alla vigilia della pausa per via delle amichevoli delle nazionali, si lavora per recuperare gli infortunati e smaltire l'infermeria in casa Catania. Ieri, a Torre del Grifo, prima doppia seduta settimanale per il Catania di mister De Canio. Tra mattino e pomeriggio il tecnico calabrese e il suo staff tecnico hanno tenuto sul campo i rossazzurri complessivamente per tre ore e un quarto. In mattinata, due ore di approfondimenti tattici sulle due fasi di gioco. Nel pomeriggio, lavoro in palestra ed esercitazioni di gioco ad alta intensità. Seconda giornata consecutiva in gruppo per Gino Peruzzi, il terzino destro argentino definito il nuovo "Zanetti" che, seppur non al meglio, risponde bene alle sollecitazioni della preparazione atletica e dunque potrebbe tornare a disposizione già per la trasferta di Torino contro l'undici di Ventura. Sulla via del recupero anche Nicolas Spolli, che tuttavia continua a non rischiare più di tanto, essendo reduce da un problema muscolare. Ancora ai boxe gli altri infortunati, che si allenano&nbsp;<em><span style="cursor: auto;"> </span></em><span style="cursor: auto;">per poter recuperare ed acquisire la giusta condizione: le valutazioni sulla disponibilità sono rinviate alla prossima settimana. Anche il tecnico etneo De Canio preferisce aspettare una settimana in più, in generale, per il recupero definitivo dei suoi atleti, piuttosto che rischiare di perdere un giocatore per maggior tempo. </span>Dopo la sosta i rossazzurri renderanno visita ai granta, prima del match di domenica 1 dicembre del Massimino contro il Milan (fischio d'inizio ore 12,30). Poi, altra trasferta fondamentale in casa della Sampdoria, prima di ospitare, nell'anticipo delle ore 18 di sabato 14 dicembre il Verona al Massimino. Prima della pausa per le vacanze natalizie etnei impegnati in casa dell'attuale capolista Roma. Si tratta di 5 gare che diranno tantissimo per il futuro della compagine catanese del presidente Pulvirenti, che spera nel frattempo di recuperare i tanti infortunati attualmente in infermeria e di risalire lentamente posizioni in classifica. <br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><em><strong style="cursor: auto;"></strong></em></div>C1012317ivomesivomesspolli.jpgSiNcatania-spolli-peruzzi-recupero-1012586.htmSi100075401,02,03010532
1021012584NewsCampionatiJuventus, a Vinovo il prof. Conte cura il coordinamento dello staff tecnico bianconero20131114203743conteConte si è soffermato Per un giorno l’allenatore della Juventus Antonio Conte è diventato Professore. A Vinovo, infatti, ha tenuto una lezione al corso di aggiornamento dedicato agli staff tecnici di tutte le formazioni bianconere. L’obiettivo principale è di creare un metodo di lavoro comune, partendo dai Pulcini fino ad arrivare alla prima squadra. Conte si è soffermato sull’importante cura della tecnica e della tattica, argomentando la sua tesi attraverso video filmati. Ma c’è anche un altro aspetto didattico sul quale Conte ha posto l’accento con assoluta convinzione, ed l’aspetto psicologico. Un argomento spesso messo ai margini della completezza di una buona preparazione, ma che è di fondamentale importanza. Attraverso la psicologia applicata al calcio, si curano i rapporti con il gruppo, il dialogo con i giocatori, la capacità di motivarli o di trasmettere serenità nei momenti più delicati. Risulta assolutamente negativo, soprattutto per i più piccoli calciatori, l’antico sistema della “sgridata” ad ogni errore tecnico o tattico commesso durante l’allenamento o in partita. Si tratta di un metodo assolutamente desueto che la nuova e più moderna cultura calcistica non riconosce già da parecchi anni. Le motivazioni devono essere trasmesse attraverso un dialogo che non deve essere mai punitivo, ma deve avere la funzione di incrementare l’autostima fin dall’età evolutiva. Nozioni interessanti e di notevole levatura didattica, che non danno spazio a motivazioni improvvisate ma a una cultura di crescita mentale che deve essere regolare nel tempo, senza avere picchi improvvisi dati dalla fretta di buttare nella mischia un ragazzino per il fatuo intento di vincere una partita. Una grande idea, dunque, quella del Prof. Antonio Conte, che conferma la capacità della Juventus di curare nei minimi particolari il coordinamento dello staff tecnico, al servizio della qualità e della professionalità calcistica dedicata agli atleti di oggi e di domani.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711c-33509839.jpgSiNjuventus-a-vinovo-il-prof-conte-cura-del-coordinamento-dello-staff-tecnico-bianconero-1012584.htmSiT1000007100451001,02,03,06030590
1031012583NewsCampionatiItalia, Montolivo: «Sfottò e discriminazione un confine molto labile»20131114201843montolivoTra le tante, abbiamo apprezzato Ci fa piacere riscontrare che, ultimamente, vista la situazione che sta vivendo il calcio, certe interviste fatte ai giocatori risultano meno banali e più culturalmente cariche di arricchimento. Tra le tante, abbiamo apprezzato l’intervista a Riccardo Montolivo che, dal ritiro azzurro di Coverciano, ha saputo sapientemente analizzare temi e concetti di scottante attualità. In primis, neanche a dirlo, il tema degli stadi, dei tifosi al suo interno e del razzismo, un problema culturale che sarà difficile da estirpare in breve tempo. “Non solo in curva ma in ogni settore dello stadio ci sono persone che non si comportano da tifosi” dice Montolivo “Lo sfottò deve esserci, fa parte del colore del calcio ma il confine con la discriminazione è assai labile, vanno messe delle regole ben chiare anche se il problema non si risolve così, bisogna partire dalla base. Non sono in grado di dire se le curve sono in mano alla criminalità organizzata. Giudicando da fuori non sembra che sia così”. Parole chiare, inconfutabili e allo stesso tempo costruttive che aiutano a riflettere prima di inoltrarsi su temi più calcistici, inerenti la Nazionale, il Milan e Mario Balotelli. Ma c’è ancora un’idea di Montolivo per quanto riguarda la cultura da stadio. Tuttosport ha lanciato l’ipotesi di fare accedere soltanto i bambini, alle curve squalificate dello Juventus Stadium di Torino. “Personalmente” dice Montolivo “li farei entrare non solo in curva, ma anche in tutti gli altri settori dello stadio”. Noi pensiamo che qualsiasi ipotesi atta a migliorare la cultura sbagliata di chi va allo stadio ad assistere a una partita di calcio sia ben accetta. Questo vuol dire prendere coscienza di una situazione insostenibile che, di fatto, è diventata molto pericolosa. Poi si passa al pallone. “La Nazionale è un’oasi felice per mettersi alle spalle un po’ dei problemi del Milan”. Ma, forse, non è questo il contesto adatto per approfondire le problematiche rossonere, anche se, Montolivo, da buon capitano, si cuce addosso il modello di difensore della “nave” milanista. Egli, infatti, difende Allegri per aver criticato Mario Balotelli. “Le critiche, quando sono costruttive, è bene farle a tutti indistintamente, dai ragazzi che arrivano dalla Squadra Primavera fino a Mario”. E poi, dice ancora, “ci vuole equilibrio nel giudicare. Non si può essere un giorno pallone d’oro e un altro essere ceduti. Non capisco perché ogni cosa che faccia Mario sia una notizia. Non è possibile che sia sempre messo sulla graticola. Adesso si parla addirittura di una sua cessione a gennaio. Non è vero niente, perché sono sicuro che Mario resterà ancora con noi”. Sono queste le parole di Riccardo Montolivo dal ritiro degli azzurri, in attesa di incontrare venerdì 15 novembre la Germania in amichevole. Una cosa è certa, il ragazzo ha dato capacità di maturità e di approfondimento su temi e situazioni che fanno della sua intervista un momento di assoluto interesse.<br><br> Salvino Cavallaro<BR>&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711montolivo-6.jpgSiNitalia-montolivo-sfotto-e-discriminazione-confine-molto-labile-1012583.htmSi100451001,02,03,06,07030313
1041012581NewsCampionatiIl calcio tra orrori comportamentali e sentimenti genuini20131113230545calcioCommento alla lettera di papà Bruno Conti Commento alla lettera di papà Bruno Conti al figlio Daniele. Ci sono storie nel calcio capaci di coinvolgerti emotivamente, talora anche per versi diametralmente opposti. Ho appena girato la pagina degli “orrori del pallone”, commentando nel mio editoriale intitolato “Il calcio italiano alle prese con la stupidità sociale”, lo squallore a proposito dell’aberrante comportamento degli ultras della Nocerina. E adesso mi trovo improvvisamente a scrivere di un meraviglioso fatto di cuore legato ai sentimenti profondi che scaturiscono dal calcio e dalla sua imprevedibilità. Ma che cos’è mai questo pallone che ci fa gioire, soffrire, incazzare, emozionare in maniera così estrema, tanto da far proliferare in noi sentimenti che sono posti agli antipodi della persona. Leggendo la lettera di papà Bruno Conti al figlio Daniele, ho provato sentimenti profondi e allo stesso tempo straordinari, che mi hanno riportato al mio essere padre oltreché giornalista sportivo. Una lettera scritta col cuore, che ho voluto riportare interamente per commentarla con voi e per voi. Quasi tutti ricordano il grande passato e le gesta calcistiche di Bruno Conti, giocatore simbolo della Roma e della Nazionale Italiana di qualche anno fa. E tutti sanno anche chi è Daniele Conti, capitano del Cagliari. Ebbene, in occasione della partita di domenica scorsa Cagliari – Torino, Daniele è stato autore delle due reti che hanno sconfitto il Toro per 2 a 1. Dopo aver segnato il secondo gol che ha dato la vittoria alla sua squadra, lo abbiamo visto correre e abbracciare fortemente suo figlio Manuel che era a bordo campo a fare il raccattapalle. La stessa scena l’avevamo vista in un’altra occasione quando Daniele, dopo aver segnato, ha avuto la stessa reazione emotiva abbracciando in maniera intensa l’altro figlio Brunetto (anch’egli raccattapalle ai bordi del campo). Sono scene che non sono tanto usuali in un mondo in cui il dio denaro impone l’ipocrisia dell’apparire, più della naturalezza dell’essere. Ma anche chi guadagna tantissimo, chi vive un mondo a parte, chi sembra viziato da tanti privilegi, ha un cuore. E la lettera di papà Bruno al figlio Daniele, è l’esatta sintesi di quanto detto. “Quell’abbraccio racconta una famiglia, la nostra famiglia…..”, scrive papà Bruno. Una storia generazionale fatta di sacrifici, che si dipana negli anni a partire dal nonno Andrea, muratore e padre di sette figli, per continuare poi con il figlio Bruno, il nipote Daniele e magari anche con i pronipoti Brunetto e Manuel già avviati un giorno a diventare calciatori. Una storia come tante, un racconto del libro della vita il cui voltar delle pagine dà la dimensione esatta del trascorrere inesorabile del tempo. Un passaggio generazionale i cui trascorsi fanno affiorare il senso profondo della vita stessa che si racchiude spesso nei sacrifici fatti per realizzare il sogno di una esistenza. La famiglia Conti, quel sogno l’ha raggiunto. Ce ne sono altre che, nonostante le stesse difficoltà e lo stesso impegno profuso, non hanno avuto la stessa fortuna. Ma c’è qualcosa che li accomuna, ed è il senso dei valori, del calore della famiglia, dell’emozione di essere padre e di raccontare al mondo la propria storia attraverso&nbsp; l’orgoglio dei figli e dei sacrifici fatti per farli crescere. Si, il calcio è anche questo. Una materia opinabile, capace però di unire quando diventa espressione dei sentimenti legati alla vita.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL07110m12zmva--473x264.jpgSiNil-calcio-tra-orrori-comportamentali-e-sentimenti-genuini-1012581.htmSi100451001,02,03030287
1051012577NewsEditorialeIl calcio italiano alle prese con la stupidità sociale20131113090041calcioRiflessioni sui fatti avvenuti a Torino e SalernoQuante volte abbiamo sentito frasi come: “La madre dei cretini è sempre incinta”, oppure “Perché l’intelligenza umana ha dei limiti e la stupidità no?” e ancora ”Il cervello deve essere una bevanda buona, perché molti ultimamente se lo bevono”. Sono modi di dire, aforismi, parole forti, profonde, rispolverate ogniqualvolta accade qualcosa di assurdo, d’inspiegabile, d’insostenibile, che l’essere umano è capace di produrre, ripetere e perseverare con illogica facilità. I cori anti napoletani sbraitati allo Juventus Stadium dalle curve dei “tifosi” bianconeri e gli striscioni carichi di insulti gratuiti, non potevano far altro che decretare da parte del Giudice Sportivo una squalifica pesante. Infatti, a seguito di fatti così stupidamente gravi, le curve dello Stadium rimarranno chiuse per la gara con l’Udinese, mentre per la successiva partita contro il Sassuolo toccherà soltanto alla curva sud. Ma, la grande riflessione di base è che l’epidemia dilagante del malcostume del football italiano, si genera e si manovra attraverso gruppi organizzati di ultras. Una sorta di potere neanche tanto occulto, capace di gestire e comandare società di calcio e relative squadre. E, come se non fossero già disonorevoli e offensivi i fatti accaduti allo Stadium della Juve, anche a Salerno, nel campionato di Lega Pro si è scatenata la rabbia degli ultras della Nocerina che, impossibilitati ad assistere alla partita Salernitana – Nocerina per divieto assoluto da parte del questore di Salerno Antonio De Iesu, hanno obbligato i giocatori della Nocerina a non giocare la partita, urlando frasi intimidatorie. I calciatori della Nocerina, letteralmente terrorizzati, sono scesi in campo e, ipocritamente, hanno fatto finta di essersi fatti male in gruppo ritornando immediatamente negli spogliatoi. Un fatto di inaudita gravità che offende la cultura sociale e il senso civile. Il questore di Salerno ha firmato 20 DASPO (acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive) per i primi “tifosi” della Nocerina identificati dalle indagini sugli atti di intimidazione ai calciatori in ritiro. Duro il Presidente della FIGC Giancarlo Abete che ha detto: “Era meglio che la società, i giocatori e i tecnici della Nocerina, evidenziassero di non essere nelle condizioni di serenità per entrare in campo. Non ci sta proprio quella sceneggiata. E’ indecorosa, indegna”. Di rimando, gli ultras della Nocerina hanno diramato un comunicato: “Non abbiamo minacciato di morte nessuno, abbiamo chiesto solo un gesto eclatante”. Insomma, chiamarla vergogna è come fare una carezza. Definirla “insostenibile leggerezza della stupidità” è ancora troppo poco. Insomma, la verità è che queste guerriglie, questi fatti incresciosi che mortificano l’umanità e mettono a repentaglio talora anche la vita delle persone, è davvero disonorevole. Ci appelliamo dunque ai Poteri Forti del Calcio, FIGC, CONI, Società di Calcio, Giocatori, Addetti ai lavori, Spettatori, Media, ma anche al Governo Italiano (ci sei ?), di agire con fermezza, non tanto nell’inventare altri pesanti divieti e punizioni che producono soltanto rivolte e disordini a discapito del miglioramento, quanto a cominciare un percorso culturale che possa partire dal basso, denunciando sul nascere e, in sinergia, ciò che non deve allargarsi a macchia d’olio. L’omertà non ha mai fatto il bene sociale; la verità, si.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711salernitana-nocerina.jpgSiNil-calcio-italiano-alle-prese-con-la-stupidita-sociale-1012577.htmSi100451001,02,03,06010306
1061012576NewsCampionatiTorino, per fortuna ci sono i sentimenti20131112125997torinoCom’è in contraddizione Com’è in contraddizione questo Toro, capace d’illuderti che qualcosa sta cambiando in meglio e poi sbatterti di brutto in una realtà angustiante, sempre la stessa per amarezza. E intanto, mentre i granata di Ventura perdono malamente a Cagliari, la Juve strapazza a Torino il Napoli di Benitez. Pioggia di gol, di furore agonistico, di gioco, di grinta, di determinazione e impostazione tattica, che fanno passare persino in secondo piano il millimetrico (21 cm.) di fuorigioco non rilevato dall’arbitro, in occasione del primo gol di Llorente. Un gap che sembra incolmabile tra le due società della città sabauda, due realtà che già in passato abbiamo avuto modo di farne il distinguo. Ma, per fortuna, ci sono i sentimenti, e la variegata e impareggiabile letteratura granata vanta una storia che ormai ha superato di molto il mezzo secolo. Tanti trascorsi che s’intrecciano tra fatti e racconti di grande calcio e poesia pura, in un intersecarsi di emozioni da brividi. Si inizia con la tragedia di Superga e gli Invincibili Campioni del Grande Torino, per continuare poi negli anni con le storie di Giorgio Ferrini, della “Farfalla Granata” personificata da Gigi Meroni, fino ad arrivare al fallimento della società granata avvenuto nel 2005, quando a capo dell’azienda figuravano Franco Cimminelli, azionista di riferimento e Tilli Romero, il presidente che, suo malgrado, fu artefice della morte di Gigi Meroni in un incidente stradale avvenuto proprio a Torino. Già, la farfalla granata, una storia coinvolgente che la Rai TV trasmetterà in prima serata l’11 novembre. Un film che milioni di spettatori potranno ammirare con sentimento e romanticismo, dove la storia del pallone granata s’intreccia perfettamente con la vita di Gigi Meroni, un campione che, per caratteristiche personali, non ha avuto eguali nel corso degli anni. Ma il calcio è calcio e, pur consapevoli e orgogliosi di una lunga, interessante storia letteraria, si scorrono le pagine di questa società granata capace di vincere un solo scudetto in 64 anni di football, post Grande Torino. Un po’ poco, anche in considerazione dell’altra realtà vincente della città piemontese. Ma, ritornando ai fatti attuali, dobbiamo rimarcare una metamorfosi notevole della squadra di Ventura, capace di pareggiare una bella partita in casa contro la Roma capolista, e poi riprendere la strada dell’anonimato a Cagliari, perdendo malamente una partita al cospetto di una squadra per nulla irresistibile. Il Toro visto allo stadio Is Arenas di Cagliari, nel primo tempo è apparso assente ingiustificato; molle, lento, stralunato, con poche e confuse idee. Un film già visto che, purtroppo, non è paragonabile al romanticismo della fiction prima citata; tutt’altro. Su 8 gare il Toro ha perso 3 volte e pareggiato 5 match. No, così non va proprio. Non è l’allenatore da cambiare e non sono neppure i giocatori ad essere sostituiti, perché loro, in fondo, fanno quello che è nelle loro limitate corde tecniche. In mezzo alla squadra c’è un solo giocatore davvero importante: Cerci, che quasi sempre sembra predicare nel deserto. Forse bisognerebbe ripartire dalla società stessa, da una casa granata che non c’è, da una sede che non esiste e che è perennemente provvisoria, da un campo Filadelfia monco e distrutto che è la vergogna della città di Torino, da una rete di osservatori insufficienti, da un Settore Giovanile che una volta era il fiore all’occhiello del Toro vero, e da una mentalità che, per forza di cose, deve essere ammodernata ed adeguata al calcio contemporaneo.&nbsp; E’ vero che non c’è futuro senza passato, ma il presente ha il significato di essere ciò che si è, nonostante il grande passato. Ci piacerebbe davvero (e a chi non piacerebbe?) vedere il Toro sicuro di se, con autostima, sia nella conduzione societaria sia nella parte tecnica. Non esiste una grande squadra se alle spalle non c’è una grande società. Nulla nasce per caso e, rifugiarsi consapevolmente nei sentimenti romantici della storia del Toro, che ci coinvolge sempre in maniera intensa, purtroppo non cambia la realtà mediocre di una società e di una squadra granata senza continuità di risultati, i cui limiti non riescono a proiettata definitivamente in quell’Olimpo del calcio nazionale che da 64 anni l’aspetta ancora a braccia aperte.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-per-fortuna-ci-sono-i-sentimenti-1012576.htmSiT1000099100451001,02,03,06,08030535
1071012575NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 12a giornata20131111143556calcioTanta Juve, vista la splendida prestazione, tra i top di giornataTanta Juve, vista la splendida prestazione, tra i top di giornata. Bene poi anche Fiorentina, Genoa e Cagliari. Trai flop, di contro, il Napoli sconfitto a Torino poi Livorno e Milan.<br><br> TOP<br><br> Pegolo = Co autore, insieme a Berardi, del risultato che non ti aspetti: un pari clamoroso a casa della Roma capolista. Uomo ragno. <br><br> Nagatomo = Il soldatino giapponese sta vivendo una stagione magica, insieme al collega Jonathan. Merito,anche, del particolare rapporto di Mazzarri con gli esterni. Indemoniato.<br><br> Lucarelli = Autoritario dietro, si spinge in attacco per portare al suo Parma un punticino che fa comunque classifica. Leader.<br><br> Conti = Festeggia la sua trecentesima col Cagliari grazie ad una superba doppietta da calcio piazzato. A fine gara avrà offerto la cena a Padelli, complice del regalino. Cecchino.<br><br> Pogba = Quando vede Napoli, scatta qualcosa. Prestazione (ormai non è una novità) assolutamente mostruosa. Tanto quanto la rete spettacolare del 3 a 0. Certezza.<br><br> G. Rossi = Testa indiscussa della classifica marcatori, reti pregevoli e prestazioni confortanti. Pepito è tornato. La Fiorentina e Prandelli ringraziano. Rinato.<br><br> Keita = Giovane talento di belle speranze, tiene a galla una Lazio derelitta e porta un po’ di ossigeno vitale alla banda Petkovic. Speranza.<br><br> Formazione TOP = Pegolo; Nagatomo, Lucarelli, Barzagli; Pogba, Pirlo, Conti, Kucka; G. Rossi, Keita, Llorente.<br><br> FLOP<br><br> Bardi = Regala alla squadra che ancora ne ha la proprietà un gustoso cadeaux pre natalizio. Ha comunque stoffa e si rifarà. Goffo.<br><br> Rosi = Espulsione a parte, non dimostra quasi mai di essere a suo agio pur contro una Lazio che di questi tempi non farebbe paura nemmeno alla selezione scapoli/ammogliati. Nervoso.<br><br> Maggio = Continuamente costretto al ruolo di terzino basso, naufraga come tutto il suo Napoli di fronte alla tempesta bianconera. Spaventato.<br><br> Montolivo = Simbolo di un Milan in crisi piena. Spesso falloso, lascia i suoi in dieci anzitempo e conferma ancora di più di non essere adatto al ruolo di faro in una grande. Spento.<br><br> Hamsik = Quando il richiamo della grande sfida si fa sentire, lui scientificamente si eclissa. Segno che ancora non può considerarsi un campione fatto e finito. Ectoplasma.<br><br> Matri = Doveva essere la salvezza di Allegri che lo ha voluto nonostante i pareri della tifoseria. Potrebbe rivelarsi un vero boomerang. Inutile.<br><br> De Luca = Giovane di belle speranze che però stecca in una delle rare opportunità che gli vengono concesse. Denis è nettamente un altro pianeta. Sfiduciato.<br><br> Formazione FLOP = Bardi; Rosi, Maggio, Sorensen; Montolivo, Hamsik, Hernanes, Ljajic; Matri, De Luca, Emeghara.<br><br> Gabriele Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001c-33509839.jpgSiNserie-a-top-e-fop-della-dodicesima-giornata-1012575.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07,08030670
1081012573NewsCampionatiLe 39 candeline di Del Piero20131110233722juventusNegli anni abbiamo39 anni per Alex Del Piero, un compleanno che lui festeggia con un gol. E’ il gol segnato con il suo Sidney contro il Melbourne Victory; la rete del 3 a 2 siglata su rigore dopo esserselo procurato lui stesso. Standing ovation per l’ex capitano della Juventus che non smette mai di stupire. Negli anni abbiamo scritto fiumi di parole per lui, giocatore esemplare dal punto di vista tecnico ma anche amabile sotto l’aspetto umano. Un calciatore che pur avendo incollata sulla pelle la maglia della Vecchia Signora d’Italia, non ha colore, non ha antipatie di sorta, anzi risulta sempre simpatico anche ai sostenitori di altre squadre che non sono la Juventus. La società bianconera ha provveduto a mandargli un messaggio augurale affettuoso: ”Probabilmente starai dormendo, visto che domani…..pardon, oggi per te, c’è la partita contro il Melbourn. Ma ci fa piacere pensare che, quando ti sveglierai, leggendo queste poche righe, saprai che dall’altra parte del mondo stiamo già festeggiando i tuoi 39 anni. Tanti auguri campione!”. Un segno inconfutabile di affetto e di stima verso un amico, un campione, una persona particolare che non è stata capace, neanche nei momenti più difficili e deludenti del suo rapporto con la Juve, di creare polemiche, di essere sgarbato, di mostrare i denti e di ringhiare contro alcune ingiustizie che dall’esterno sono sembrate evidenti. Ma lui, Alex Del Piero è così. Persona educata e rispettosa verso una società che l’ha adottato e poi ha scritto la sua storia di campione vero. Ci viene da fare certi accostamenti con calciatori spocchiosi che in giro per l’Italia del football e, per il mondo, sono l’emblema dell’antipatia che si manifesta a livello di pelle. Un giocatore come Alex è unico e, forse, irripetibile per certi aspetti. Le manifestazioni di affetto che gli arrivano anche dalla FIGC, non vengono elargite a chiunque. Sono piccole, grandi rivincite che Del Piero sta raccogliendo senza mai aver alzato la voce contro nessuno, anzi è andato via in punta di piedi e senza sbattere la porta. Ce ne fossero di grandi uomini come lui, in un mondo in cui apparire sembra essenziale e “l’essere” non interessa più a nessuno. 39 candeline azzurre e bianconere, dunque, si accendono sulla torta di Alex Del Piero. Ma siamo sicuri che quando se ne potranno contare altre 39, scriveremo sempre le stesse cose di un campione ed un uomo senza tempo, i cui valori sono connaturati perfettamente alla sua persona e al suo stile di vita esemplare. Auguri Alex, anche da parte della redazione de “Il Calcio 24. com”.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711del-piero-sydney-3-e1349513808391.jpgSiNle-trentanove-candeline-di-del-piero-1012573.htmSiT1000007100451001,02,03,06030364
1091012572NewsCampionatiJuventus, Conte: «Higuain forte ma noi abbiamo Tevez in avanti»20131110183458juventusC’eravamoC’eravamo anche noi a rappresentare il Calcio24, alla conferenza stampa indetta da Antonio Conte prima della partita di domenica sera contro il Napoli. Alle 14,30 di sabato 9 novembre, il tecnico juventino si presenta puntuale nella sala stampa di Vinovo. Idee chiare e concetti che non lasciano trasparire incertezze, vengono espressi dal tecnico bianconero sul modulo di gioco da applicare contro i partenopei di Benitez. I temi toccati sono stati i più disparati: dalla difesa che ritorna a 3, all’importanza della partita, alla risposta a ciò che ha detto Benitez in conferenza stampa, a Pepe, a Carlos Tevez e poi anche a Fernando Llorente. Questi i punti e i personaggi volutamente toccati per significare l’importanza del match. <BR>Difesa: “L’assenza di Caceres pesa, perché mi hanno tolto l’unico terzino che mi era rimasto. Per questo motivo sono obbligato al ritorno in campionato con il modulo 3-5-2, dato che il 4-3-3 in queste condizioni è di difficile attuazione. Per quanto riguarda Chiellini, dobbiamo ancora decidere, ma non c’è molto ottimismo e sarà difficile recuperarlo in tempo per domani. La sosta per la Nazionale ci permetterà di recuperare tutti gli infortunati”.<BR>Pensieri e previsioni su Juve– Napoli: “Sarebbe bello che potesse vincere questo importante match, la squadra che ha espresso il miglior calcio sul campo nell’arco dei 90 minuti. Penso che né noi e neanche loro vogliano pareggiare la partita. E’ nell’interesse di tutti il desiderio di superarsi. Ma in un campionato difficile come il nostro, tutte le partite sono importanti e tutte valgono tre punti. Domani, inizialmente terrò fuori un centrocampista, visto che contro il Real hanno giocato tutti e quattro. Poi, a partita in corso, vedrò di inserirlo. Questa, per me, è un’arma importante”.<BR>Benitez: “Il tecnico del Napoli ha detto che la sua squadra è solo al 75%? Pensiamo cosa farà quando raggiungerà il 100%. Magari non ci sarà neanche campionato, visto che attualmente sia noi che loro siamo pari, a tre punti di distacco dalla Roma capolista. Spero che Benitez capisca che se quest’anno non vince il campionato non avrà fatto nulla”.<BR>Pepe: “Giustamente mi chiedete di Pepe. Seguo il suo processo di miglioramento fisico, ma per quanto riguarda i tempi di recupero e la completa guarigione del ragazzo, è giusto che si pronunci lo staff medico. Io sono l’allenatore”.<BR>Carlos Tevez: “Non è solo un giocatore importante, è uno che ha carisma ed è capace di trascinare la squadra. Lui ama segnare, ma la sua qualità tecnica è tale che riesce anche a far segnare. Per me è un bene che il C.T. argentino Sabella non l’abbia convocato in Nazionale. Sarebbe stato un bel guaio. Higuain? è un giocatore di grande spessore e, quest’estate, sarebbe potuto arrivare anch’egli alla Juve. Ma noi stiamo bene con Carlos. E poi, il Napoli ha pagato 40 milioni di euro il centravanti argentino, ed ha preso altri due giocatori dal Real…..!”<BR>Llorente: “Fernando può e deve migliorare. Sta a lui applicarsi con serietà, così come ha fatto in questo primo scorcio di campionato. Penso che più imparerà a conoscere il campionato italiano e i suoi giocatori, e migliori saranno le sue prestazioni in campo. D’altra parte, il ragazzo sa bene che il posto da titolare se lo deve guadagnare come tutti. L’attacco della Juve ha ottimi giocatori e lui deve dimostrare di essere meglio degli altri”. <br><br> Salvino Cavallaro<br><br> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711c-33509839.jpgSiNjuventus-conte-higuain-e-forte-ma-noi-abbaimo-tevez-in-avanti-1012572.htmSiT1000007100451001,02,03,06,08030368
1101012570NewsCampionatiUna Maxi-vittoria che vale oro colato per il Catania20131110091949catania, udinese, maxi lopez, le grottaglie, de canio, guidolin, muriel, basta, capuano, rossazzurri, etnei, friulaniDal dischetto decide il ritrovato Maxi Lopez. Tre punti pesanti contro una buona Udinese, che recrimina per due presunti falli di mano in area etnea. Ora la sosta e poi rossazzurri di scena a Torino contro i granata <!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:View>Normal</w:View> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:HyphenationZone>14</w:HyphenationZone> <w:PunctuationKerning/> <w:ValidateAgainstSchemas/> <w:SaveIfXMLInvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid> <w:IgnoreMixedContent>false</w:IgnoreMixedContent> <w:AlwaysShowPlaceholderText>false</w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:Compatibility> <w:BreakWrappedTables/> <w:SnapToGridInCell/> <w:WrapTextWithPunct/> <w:UseAsianBreakRules/> <w:DontGrowAutofit/> </w:Compatibility> <w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4</w:BrowserLevel> </w:WordDocument> </xml><![endif]--> <p class="MsoNormal" style="text-align:justify">DAL NOSTRO INVIATO DALLO STADIO A.MASSIMINO – Vittoria maxi del Catania, quantomai sofferta ma fondamentale per il prosieguo del torneo. Torna al successo la squadra etnea grazie ad un sacrosanto penalty trasformato dal ritrovato Maxi Lopez, che al 30’ trasforma il tiro dagli undici metri che consente ai rossazzurri di salire a quota 9 e di agganciare temporaneamente Sampdoria e Sassuolo in classifica. La vittoria del cuore, quella ottenuta da una squadra scesa in campo già incerottata e che in corso d’opera ha perso anche Almiron, costretto a lasciare i suoi al 3’ della ripresa. Ma sono queste le partite che possono cambiare il volto di una stagione nata male, con un Catania parecchio trasformato rispetto alla passata stagione, che ha cambiato tecnico da 4 turni con De Canio che è subentrato a Maran prima del match interno contro il Sassuolo. Battere l’Udinese di Guidolin non è mai facile, e non è stata certamente agevole l’impresa del Catania al cospetto di una formazione, quella friulana, che ha lottato per 90 minuti alla ricerca di un risultato positivo sfiorato a più riprese. Dopo la solita partenza arrembante del Catania, vicino al gol con Castro al 12’, tra il 16’ e il 23’ i friulani sfiorano la rete 3 volte (per due volte Muriel spedisce a lato da due passi, mentre Pereyra colpisce il legno). Al 28’ gli etnei mancano clamorosamente il gol con Keko, che su invito di Castro manda fuori a porta praticamente vuota. Al 29’ l’episodio chiave. Domizzi su azione d’angolo strattona visibilmente Le Grottaglie e De Marco indica il dischetto. Dagli undici metri Maxi batte Brkjc con un potente e preciso rasoterra alla sua destra per la gioia dei tifosi etnei. La ripresa vede il calo fisico del Catania e il forcing dei friulani che chiudono i rossazzurri nella propria metà campo. Al 22’ Pinzi dal limite trova sulla sua strada prima le mani di Andujar e poi il palo, per la disperazione di mister Guidolin. Soffre la pressione friulana il Catania, che nel frattempo ha provveduto a rinforzare il pacchetto difensivo con l’ingresso di Alvarez. Gli etnei agiscono di rimessa e al 34’ ancora Maxi impegna Brkjc a terra. Al 39’ Basta imbecca Muriel, ma il suo colpo di testa è troppo centrale e viene bloccato dal portiere catanese. Gli uomini di De Canio reggono sino alla fine con Leto in evidenza nel finale, bravo a tenere palla sulla trequarti e a conquistare falli importanti per i suoi. Dopo 5 lunghissimi minuti di recupero De Marco manda tutti sotto la doccia fra l’esultanza di giocatori, dirigenti e tifosi rossazzurri, consapevoli del successo importantissimo conquistato contro una squadra, quella di Guidolin, davvero tosta, che ha giocato bene, ma che torna a casa a bocca asciutta. I migliori: Maxi Lopez, Capuano, Le Grottaglie e Tachtsidis fra i padroni di casa; Basta, Lazzari, Gabriel Silva e Pereyra per i friulani.<br><br> <p class="MsoNormal" style="text-align:justify"><span style="mso-spacerun:yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>Ivano Messineo<br><br> <!--[if gte mso 9]><xml> <w:LatentStyles DefLockedState="false" LatentStyleCount="156"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--><!--[if !mso]><object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id=ieooui></object> <style> st1:*{behavior:url(#ieooui) } </style> <![endif]--><!--[if gte mso 10]> <style> /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} </style> <![endif]-->C1012317Stadio A. Massimino di Cataniaivomesivomes112012235316b.jpgSiNcatania-udinese-vittoria-maxi-sofferta-fondamentale-1012570.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000024,T1000026,T1000027,T1000028,T1000091,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101100075401,02,03010954
1111012564NewsCampionatiMilan, tutto tranne che Allegri20131108161420milanNo, presidente Berlusconi<span class="null">No, presidente Berlusconi: non ho scritto "tutti tranne Allegri". Sappiamo che lei non gradisce più di tanto quel toscanaccio di allenatore che non le mette il trequartista, e che è tanto benvoluto dalla squadra e da Galliani; Toh, proprio Galliani: il suo uomo fidato, il suo braccio destro e a volte pure quello sinistro, l'uomo dai colpi impossibili, l' uomo che le ha riportato Kakà, adesso è finito sulla graticola pure: colpa di chi? di sua figlia, sangue del suo sangue (nessuna battuta). Capisco che lei ha cose ben più importanti a cui pensare, dalla nostra nazione alla sua pelle e i suoi svariati processi, però la sua presenza sembra mancare e, ai posteri comunque l'ardua sentenza, l'erede designato del "giocattolo" Milan, ossia la Barbara, non sembra aver iniziato col piede giusto: insomma, mettere in dubbio un personaggio come Galliani, a cui vanno molti, ma molti meriti per i successi della sua squadra, non è esattamente una genialata. L'ad è da sempre un presidente in pectore, un factotum con pochi eguali, un "Cristiano Ronaldo" dei dirigenti per definirlo alla Ancelotti, e vederlo rabbuiato accanto alla bella bionda ex di Pato, come l'altra sera al Camp Nou (a proposito, si vedeva benissimo che erano assieme solo per cercare di spazzare via le polemiche, e che non tirava propriouna buona aria), un pò di malinconia la crea. Non è per niente allegro Galliani, e non lo è manco chi dovrebbe esserlo già per il cognome: diciamo comunque che il buon Max, da quando è al Milan, ormai si è abituato ad esser messo in discussione. Il primo anno se la prendevano con lui perchè la squadra non giocava bene: lui però aveva Thiago Silva dietro e Ibra avanti che gli hanno dato lo scudetto: l'anno seguente la Juve l'ha battuto al fotofinish e anche stavolta è finito in discussione. E' stato confermato, ma, come "regalo", gli hanno tolto 13 giocatori tra top player, campioni affermati e gente che ha scritto la storia della squadra. Lui, nonostante tutto, si è inventato un modulo nuovo (che a lei caro Silvio, non va proprio giù), e ha soffiato il terzo posto alla Fiorentina. E quest'anno? Gli è stato imposto di schierare il trequartista quando lui preferisce il tridente, voleva un difensore e gli hanno preso il talentuso ma di certo non eccelso Vergara, gli si sono rotti tutti (sicuri che MilanLab non inizi a fare cilecca?) e Balotelli non vede la porta manco col cannocchiale, confermando, tra l'altro, di avere sempre la solita testa. A questo aggiungiamo anche due suoi ex giocatori (Inzaghi e Seedorf, ndr) che non vedono l'ora che salti, e attendono il "lieto" evento punzecchiandolo; Caro Berlusconi, il suo Milan è una bomba pronta ad esplodere, dal primo all'ultimo uomo: altro che allegri....pardon, Allegri.</span>C1012317adm001adm001allegri400.jpgSiNmilan-tutto-tranne-che-allegri-1012564.htmSiT1000027100075701,02,03030596
1121012561NewsCampionatiUn Torino caparbio interrompe il primato di vittorie della Roma20131106115524torinoIl Toro di Ventura<FONT size=3 face="Times New Roman">Il Toro di Ventura pareggia 1 a 1 contro la Roma di Garcia e scrive una piccola pagina di storia calcistica italiana, nell’aver interrotto ai giallorossi il lungo filotto di dieci partite vinte consecutivamente. Certo, la lunga e impareggiabile letteratura granata non aveva bisogno di essere ricordata anche per questo piccolo “primato”, tuttavia, nell’ambiente del Toro si respira giustamente aria di soddisfazione. Diciamo subito che è stata una bella partita, giocata a viso aperto da entrambe le squadre. Un match che ha messo in rilievo la superiorità tecnica dei giallorossi, una squadra dotata di giocatori di ottimo livello. Ma il Toro questa volta non si è fatto intimidire dalla Roma dei record e, con un iniziale 4-2-4 voluto da Ventura, ha subito dimostrato di volere giocare la partita con una logica tattica per nulla reverenziale. Certo, i granata devono ancora crescere molto sotto l’aspetto della maturità difensiva, una retroguardia spesso ingenua che talora rende vano il sacrificio di costruire azioni e vittorie da parte dei centrocampisti e degli attaccanti granata. Cerci su tutti. L’attaccante granata è ormai regolarmente la spina nel fianco delle difese avversarie del Toro. Ma è giusto mettere in risalto anche la squadra nella sua interezza, per lo spirito di sacrificio, intelligenza tattica e voglia di rimuovere una classifica che cominciava ad essere preoccupante. La Roma di Garcia, andata in vantaggio con Strootman al 28’, ha scelto di infoltire il centrocampo schierando Bradley e spostando Pjanic nel trio offensivo, mentre il Toro affida a Cerci, El Kaddouri, Barreto e Meggiorini le sue convinzioni d’attacco. Il primo tempo sembra dare maggiore impulso di gioco ai giallorossi, mentre nel secondo tempo si delinea da parte del Toro una mentalità più offensiva che è premiata al 63’ quando, su errore di Benatia, Meggiorini va via sulla sinistra e mette al centro per Cerci che s’avventa come un falco e gira in rete pareggiando il risultato. Dopo 800 minuti termina anche l’imbattibilità di Morgan De Santis. Troppo lontano il record di Sebastiano Rossi fissato a 929 minuti. Ma si sa, nel calcio come nella vita nulla è per sempre. Così, oltre a interrompere le 10 vittorie consecutive della Roma, il Torino ferma anche l’imbattibilità di De Santis. La Roma resta comunque in vetta alla classifica a quota 31 punti, mantenendo 3 punti di vantaggio su Napoli e Juventus che hanno vinto rispettivamente su Catania e Parma. Il Toro, dunque, si fregia di essere riuscito là dove altre squadre prima di lui hanno fallito nel fermare la corazzata giallorossa. Ora, i granata di Ventura, sono chiamati ad un riconferma nel proseguire un campionato all’insegna del rispetto del suo nome e della sua impareggiabile storia.</FONT><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman">Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </FONT><BR><BR> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt"><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN><?xml:namespace prefix = o /><o:p></o:p></SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR><br><br>C1012317SpagnaFL0711FL0711barreto-6.jpgSiNun-torino-caparbio-interrompe-il-primato-di-vittorie-della-roma-1012561.htmSi100451001,02,03,06,08,09010330
1131012563NewsCampionatiMilan, il cambio di filosofia societaria20131105164447milanIl momentoIl momento no del Milan non nasconde semplici errori di mercato e non è solo l’eventuale partenza di Massimiliano Allegri che possa risolvere una situazione che non è mai stata valutata a fondo. Barbara Berlusconi riferisce a papà che l’attuale fase negativa del Milan è figlia della mal gestione di aree societarie come ad esempio, il Settore Tecnico, il Marketing e la parte Commerciale dell’Azienda. In poche parole la “croce” viene buttata addosso a Galliani, reo di non aver incrementato nel tempo la rete di osservatori, che è necessaria per scoprire talenti a basso costo. E poi c’è questa errata filosofia di rivolgersi sempre agli stessi procuratori, una formula antica capace solo di grandi esborsi economici che non danno nessun investimento. Certo, al momento non si registrano passaggi di consegna e non ci sono avvisaglie di svuotamenti di cassetti nell’ufficio di Adriano Galliani, ma l’aria che tira in via Turati non è delle migliori. Nei prossimi mesi la BB affiancherà Galliani nelle scelte societarie, e questo è un dato di fatto inconfutabile che lascia presupporre un cambio al vertice rossonero, magari non immediato ma, comunque, indispensabile. Il Cavaliere ha dato alla propria figlia un mandato forte e preciso. L’apprendistato nell’ambito della società rossonera è finito e, per Barbara, inizia di fatto la nuova carriera di rappresentante della proprietà all’interno dell’azienda calcio Milan. Da qui, l’idea di cominciare a contattare nuove figure come Paolo Maldini, cui al momento non si sa ancora se dargli l’incarico di Direttore Sportivo, Ambasciatore o Uomo Immagine. Comunque, nell’attesa, l’ex capitano rossonero si è reso disponibile ad avere un ruolo operativo, non da semplice comparsa. Almeno, questo è il suo volere, non da oggi. Ma c’è ancora un’altra figura importante che Barbara Berlusconi sta mettendo tra i suoi futuribili pensieri milanisti: Demetrio Albertini. Ma con quale incarico? Avendo il buon Demetrio acquisito la giusta mentalità dirigenziale nonostante la sua giovane età, potrebbe essere la figura giusta per mansioni di responsabilità ad alto livello. Poi il marketing, un settore da curare, da migliorare e rivedere in funzione moderna, come elemento di imprescindibile importanza. Si deve dare un’immagine diversa ad un Milan che negli anni ha dato l’impressione di essere refrattario alle innovazioni che cancellassero l’impronta di un’azienda chiusa e non disponibile allo studio di una gestione più attuale. Insomma, sembrerebbe un Milan da rifondare di sana pianta. Altro che cambio di solo allenatore e giocatori, qui si fa sul serio. Parola di Lady BB.<br><br>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711galliani.jpgSiNmilan-il-cambio-di-filosofia-societaria-1012563.htmSiT1000027100451001,02,03030583
1141012562NewsCampionatiReal Madrid, Ancelotti a ILCALCIO24: «Pirlo e Xabi Alonso giocatori decisivi»20131104231225juventusDal nostro inviato a Torino Salvino CavallaroBagno di folla quest’oggi all’aeroporto di Caselle T.se per l’arrivo del Real Madrid. La squadra di Carlo Ancelotti è atterrata alle 12.04 richiamando attorno a se, tifosi di Toro e Juve che approfittano di ogni occasione per creare il derby cittadino. I granata, naturalmente, si alleano con i tifosi del Real Madrid e, gli juventini, certamente contro. E’ passione pallonara di una città che vive di antagonismo e che il tempo non fa altro che acuire. Il più fotografato è, neanche a dirlo, Cristiano Ronaldo che si concede alle fotografie ma non agli autografi. Poi la corsa del pullman verso Torino e il centralissimo albergo della città, prima di andare allo Juventus Stadium per la conferenza stampa e l’ultimo allenamento prima della partita. Juventus e Real Madrid si incontrano dopo la partita d’andata di Champions League finita con il punteggio di 2 a 1 a favore delle “merengues”. L’ultima volta che le due squadre si sono affrontate in Champions League è stato nel 2008, esattamente il 21 ottobre, nella partita d’andata giocata a Torino e vinta dalla Juve per 2 a 1. Poi, il 5 novembre di quell’anno, nella partita di ritorno a Madrid la Juve sconfisse 2 a 0 il Real nella magica e indimenticabile serata di Del Piero che uscì dal campo tra gli applausi del pubblico di Madrid. Una lunga storia di incontri lega questi due club, capaci negli anni di affrontarsi con alterni successi e immancabili sconfitte. Si tratta di un football ad alti livelli, su questo non ci sono dubbi di sorta. Intanto corriamo allo Juventus Stadium dove alle 18,00 ci sarà la conferenza stampa di Carletto Ancelotti e Varane. Noi che rappresentiamo ilcalcio24.com, ci siamo relazionati con i colleghi della Rai, di Mediaset, ma anche coi colleghi spagnoli accorsi in massa all’importante appuntamento. Molte le domande rivolte a Mister Ancelotti che, in perfetta lingua spagnola, risponde con la solita calma e competenza. “Non sono soddisfatto della fase difensiva” dice il tecnico delle merengues, “ma questa squadra ha segnato 42 gol in 15 partite. Non è un problema di difesa ma di equilibrio e consapevolezza nei propri mezzi. La rotazione dei calciatori permette di averli sempre in forma. L’equilibrio è una parola molto semplice, credo che significhi attaccare bene e difendere altrettanto bene. Adesso stiamo attaccando molto bene, ma abbiamo preso troppi gol”. E continua il buon Carletto Ancelotti: “Questa partita con la Juve è davvero importante, per loro potrebbe trattarsi della partita di qualificazione e noi l’affronteremo con la giusta determinazione. La squadra bianconera giocherà con grandissima intensità e dovremo essere molto bravi indipendentemente dal sistema di gioco. All’andata Conte mi sorprese. La Juve ha più problemi di noi nel girone e il suo destino dipenderà da queste tre rimanenti sfide. Ma noi vogliamo la qualificazione; prima arriva e meglio è”. Gli chiediamo cosa vuol dire per un allenatore avere in squadra Pirlo e Xabi Alonso. “Sono due allenatori fantastici. Ho avuto la fortuna di allenare Andrea al Milan, ora ho la fortuna di allenare Xabi”. Poi un collega della Rai chiede, che cosa ne pensa dell’attuale situazione del Milan. “La squadra rossonera sta attraversando un periodo molto delicato, spero lo risolvano in fretta. Ho lavorato molti anni con Galliani e lo ritengo il più grande dirigente che ci sia in circolazione. Lui è di un’altra categoria di dirigenti, così come Cristiano Ronaldo lo è per i calciatori. Loro fanno la differenza nelle categorie in cui lavorano”. Finisce così la conferenza stampa di mister Ancelotti, anche perché la squadra lo attende in campo per l’allenamento sotto i potenti fari dello Juventus Stadium. Uno stadio che è spettacolo unico, capace di affascinare anche se vuoto di spettatori. Noi assistiamo ai bordi del campo all’allenamento. Davanti a noi le figure di Cristiano Ronaldo, Pepe, Bale, Benzema, Ramos, Varane, Casillas, corrono velocemente come fossero frecce inarrestabili. Per loro, la partita di martedì sera sarà davvero importante; ma lo è anche per la Juve. Conte non si sbottona molto, ma la sensazione è che a grandi linee la formazione che affronterà le merengues sarà la stessa vista in campo a Madrid.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br><br>C1012317FL0711FL0711ancelotti-4.jpgSiNreal-madrid-ancelotti-a-il-calcio-24-pirlo-e-xabi-alonso-giocatori-decisivi-1012562.htmSiT1000007100451001,02,03,06,07030774
1151012559NewsEditorialeUffici stampa di società di calcio, tra storture e iniquità20131102194624calcioDeve essere rivista in qualche modo una regolamentazione nella distribuzione degli accrediti non favorendo solo alcune testateNel mondo attuale la comunicazione è essenziale e le Società di Calcio non fanno eccezione. Un club professionistico si relaziona con molteplici destinatari, istituzioni, aziende, tifosi e, soprattutto, con i mass – media a cui solitamente si dà maggiore importanza. Le relazioni con i mass – media, infatti, sono oggetto di un’attenta programmazione. Ogni servizio che compare sui giornali, sui siti Internet, sulle radio e in televisione può essere considerato una forma di pubblicità gratuita in quanto contribuisce allo sviluppo del brand, con un ritorno in termini di ricavi di merchandising, sponsorizzazioni e diritti televisivi. A tale scopo ogni società sportiva è dotata di un ufficio stampa, il cui compito è proprio quello di creare, mantenere e potenziare i rapporti con tutti gli organi di informazione per ottenere consenso e simpatia. Ma c’è una cattiva abitudine tutta italica, che non tiene conto di quanto sin qui detto. Tra le tante mansioni degli uffici stampa di società di calcio professionistiche, c’è l’aspetto importante di curare i rapporti con i giornalisti e l’informazione anche attraverso la concessione di accrediti che possono essere rilasciati in maniera stagionale, settimanale o, addirittura, occasionale. Ed è questa la grave confusione e sistematica iniquità che emerge nelle relazioni tra società di calcio e redazioni giornalistiche che spesso si vedono negare l’accesso all’evento sportivo con giustificazioni che, quasi sempre, denotano il chiaro distinguo tra giornali, televisioni e portali web importanti e quelli con minore cassa di risonanza. Ed è proprio qui che vogliamo rimarcare l’ingiustizia nell’evidenziare scelte che dovrebbero essere fatte con esempio di correttezza nei confronti della comunicazione in genere. Non esiste informazione di Serie A e neanche di Serie B. L’informazione è una, ed è intesa come lavoro del giornalista che non può essere inibito con il divieto di assistere all’evento sportivo in tribuna stampa. Nessuna redazione e di conseguenza nessun giornalista collaboratore, ha la pretesa di andare a vedere una partita di calcio per il solo effimero gusto di assistere gratuitamente in tribuna un evento che invece dovrebbe essere giustamente pagato. Ma il lavoro è lavoro, e il diritto d’informazione non può e non deve tenere conto di certi “NO” a carattere cubitali e di certi ”si” che lasciano presupporre una la legge che non è uniforme e uguale per tutti, in un mondo che mette sempre più in evidenza l’esistenza di “figli” e “figliastri”. No, l’informazione questo non lo può accettare, non è democratico. Se il motivo è la carenza di posti in tribuna stampa, lo si può gestire dando alternanza di accrediti alle varie redazioni giornalistiche. Ma avete mai visto restare fuori una grande testata giornalistica a discapito di un quasi sconosciuto sito sul web? No, questo non esiste proprio e, forse, non sarebbe neanche giusto. Ma pur senza fare la guerra dei poveri e con tutto il rispetto per i colleghi giornalisti preferiti sistematicamente dagli uffici stampa non certo perché più bravi e belli di altri, ci viene da dire che debba necessariamente essere rivista in qualche modo una regolamentazione nella distribuzione degli accrediti, partendo dal fatto che la cronaca sportiva e la conseguente informazione debbano avere accesso in tribuna stampa, se non sistematicamente, almeno in maniera regolare. Non esistono “SI” e “NO” permanenti, si pretendono dei “SI” almeno a turni, in modo da accontentare tutti nell’interesse di tutti. Il fondamento del diritto di cronaca è nell’art.21 della Costituzione, in quanto libera manifestazione di pensiero. La cronaca si distingue in varie forme, ed è riconducibile alla norma costituzionale che, in primo luogo, si rivolge alla “Narrazione dei fatti avvenuti”. Ma come si fa a narrare i fatti avvenuti all’interno di uno stadio di calcio, se a coloro i quali lavorano per informare viene negata l’opportunità di assistere all’evento? Non servono accoglienze in pompa magna e neanche lauti spuntini da consumare con ingordigia, normalmente organizzati dalle società a favore di noi giornalisti prima e dopo la partita. A noi serve semplicemente poter lavorare nel rispetto dell’etica, della libertà d’informazione e di critica, che rappresentano il diritto fondamentale per un giornalista, indipendentemente che la sua firma e la redazione per cui collabora siano importanti o no.<br><br>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>&nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711uffici-stamoa.jpgSiNuffici-stampa-di-societa-di-calcio-tra-storture-e-iniquita-1012559.htmSi100451001,02,03030383
1161012550NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta punta al rinnovo di un giocatore fondamentale20131101123158juventusIn attesa della firma da apporre Come riporta Tuttosport in attesa della firma da apporre sul nuovo contratto, Arturo Vidal si gode il gol su rigore contro il Genoa e la vittoria che scaccia la mini-crisi e riapre la rincorsa sulla Roma. A breve il cileno firmerà il prolungamento con un ingaggio che diventerà da 4,5 milioni di euro a stagione, eguagliando i compagni più pagati. A fine partita si gode la rete dedicandola alla moglie che lo renderà presto nuovamente papà e poi dichiara: "Abbiamo messo in pratica gli allenamenti, siamo tornati quelli dei due scudetti". C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-punta-al-rinnovo-di-un-giocatore-fondamentale-1012550.htmSiT1000007100075701,02,03,06030428
1171012555NewsEditorialeScusate, ma perché la legge non è uguale per tutti?20131030100221juventusLeonardo Bonucci, difensore della Juventus e della NazionaleViene proprio da chiedersi perché in questo nostro Paese che non conosce più il senso del rispetto delle regole, non debba mai esserci parità nelle applicazioni delle sanzioni. Intorno alle 12,30 di&nbsp;ieri pomeriggio, 29-10-2013, in Corso Unità D’Italia a Torino si è verificato un episodio che ci ha fatto riflettere su come il mondo del calcio e i suoi interpreti vivono un’altra realtà, una dimensione fatta di protezione, un mondo che nulla a che fare con i comuni cittadini. Leonardo Bonucci, difensore della Juventus e della Nazionale, a bordo della sua Ferrari Rossa viaggiava a forte velocità. Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, la Polizia l’ha inseguito con sirena spiegata e paletta fuori dal finestrino e, dopo averlo raggiunto all’altezza del Museo dell’Automobile, l’ha costretto a fermarsi per i dovuti controlli. Bonucci non è neanche sceso dalla sua macchina ed ha consegnato patente e libretto senza protestare. E fin qui nulla di strano. Peccato che la Polizia, dopo aver visto di chi si trattava, ha chiuso entrambi gli occhi rifugiandosi dietro un laconico “Bonucci ha esagerato un po’ con la velocità”. Una frase sibillina che non vuol dir nulla, se non il significare semplicemente una piccola tiratina d’orecchie senza tuttavia sanzionare l’infrazione stradale. Ebbene, questo non ci sembra giusto, perché il codice stradale deve essere rispettato da tutti e, se si commettono delle infrazioni, bisogna ricorrere a quelle che tutti noi paghiamo, e cioè le multe con sottrazione di punti sulla patente. Qui non è successo nulla di tutto questo, si è creato un precedente che di certo non ci scandalizza, visto come vanno le cose in questa nostra Italia, ma sicuramente ci conferma la cattiva abitudine di proteggere sempre chi non ne ha bisogno, a discapito di chi invece dovrebbe essere aiutato. Figli e figliastri! E’ un motivo conduttore antico come il mondo, che la nostra cultura mediterranea è capace soltanto di incrementare a dismisura piuttosto che sradicarla. Intendiamoci, approfittiamo di&nbsp; questo episodio avvenuto a Bonucci, non per biasimare il calciatore ma, più semplicemente, per evidenziare certe storture e inefficienze italiche che, continuando così, non miglioreranno mai una cultura totalmente sbagliata. Certo, bello sarebbe stato se Bonucci, dall’alto della sua ricchezza e popolarità, avesse chiesto scusa esortando la Polizia a sanzionare l’infrazione commessa con la relativa multa. Ma, si sa, questo “film” non è trasmesso da nessuna parte……..!<BR><BR>Salvino Cavallaro <BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>C1012317FL0711FL0711bonucci-legg.jpgSiNscusate-ma-perche-la-legge-non-e-uguale-per-tutti-1012555.htmSiT1000007100451001,02,03,06030377
1181012554NewsCampionatiAtalanta-Inter, ecco le formazioni ufficiali20131029201335Atalanta, Inter, anticipoGli schieramenti del match di apertura della decima giornataNell'anticipo della decima giornata di Serie A l'Inter di Mazzarri va in scena a Bergamo contro l'Atalanta. La Dea è in cerca di riscatto dopo la sconfitta esterna contro la Sampdoria, neroazzurri che proveranno ad aggiudicarsi una vittoria lontano da San Siro che manca da più di un mese. Bergamaschi con la difesa a tre e con Moralez alla trequarti che cercherà di innescare Denis e Livaja. Nel Biscione la novità è Samuel, ancora out Campagnaro. Ecco le formazioni ufficiali:<br><br>ATALANTA (3-4-1-2) Consigli; Stendardo, Yepes, Canini; Raimondi, Carmona, Cigarini, Brivio; Moralez; Denis, Livaja All. Colantuono<br><br>INTER (3-5-1-1) Handanovic; Rolando, Samuel, Juan Jesus; Jonathan, Guarin,&nbsp;Cambiasso, Alvarez, Nagatomo; Kovacic; Palacio; All. Mazzarri<br><br>C1007650FL0657FL0657mazzarri-inter.jpgSiNanticipo-inter-atalanta-serie-a-1012554.htmSiT1000010,T1000026100664701,02,03030691
1191012552NewsCampionatiDa Roma a Torino, passando per Piombino: la storia di un incontro. Tra calcio e filosofie di vita20131028233111calcioGià, il calcio. Un mondo diverso, capace di sviluppare attenzioni ed emozioni totalmente opposte alla religiositàSuccede di fare un lungo viaggio in macchina e accade pure di pensare ad un amico e fermarsi a salutarlo. Nei giorni scorsi mi è capitato di ritornare da Roma, dove ho assistito all’udienza generale di Papa Francesco. Emozioni profonde e folla di persone incalcolabile. Piazza San Pietro sembrava il centro del mondo. Migliaia e migliaia di persone accalcate per vedere Francesco, per assistere da vicino al suo sorriso rassicurante, alla sua umiltà, ai suoi gesti teneri e affettuosi verso vecchi e bambini alla ricerca di un bacio, di una carezza simbolica data dalla mano di Dio. E lui, Papa Francesco, non tradisce le attese offrendosi con generosità a tutti. E’ stata davvero una grande emozione che ho voluto scrivere immediatamente recandomi nella Sala Stampa del Vaticano, dove sono stato accolto con molta ospitalità dai colleghi giornalisti di tutto il mondo; preti compresi. Un’esperienza inusuale, unica nel suo genere, soprattutto per me che sono abituato alle sale e alle conferenze stampa dedicate al calcio. Già, il calcio. Un mondo diverso, capace di sviluppare attenzioni ed emozioni totalmente opposte alla religiosità, ma che in fondo si somigliano per enfasi e patos che sono così abili nell’infiltrarsi tra le pieghe più profonde dell’animo umano. Un gol può suscitare sentimenti ed emozioni talora simili all’incontro di migliaia di persone di lingua e culture diverse, che confluiscono in una grande piazza come quella di San Pietro in Vaticano per sentirsi uniti attraverso la richiesta di un conforto che Papa Francesco regala a tutti e che vale più di ogni altra cosa al mondo. Un calcio al pallone e una carezza all’anima. Cose diverse? Forse!<BR>Così, come dicevo pocanzi, ritornando in macchina da Roma verso Torino e, passando da Piombino, ho pensato di andare a trovare un amico caro che non vedevo da molto tempo: Aldo Agroppi. Nelle vicinanze di Grosseto telefono a casa sua per annunciare la mia breve visita. Mi risponde Nadia, la moglie di Aldo, la quale mi dice di essere contenta di sentirmi e che Aldo in quel momento non era in casa, ma sarebbe rientrato da lì a poco. Il cielo plumbeo e la pioggia battente e copiosa, incoraggiano a fermarsi almeno un po’ prima di proseguire il lungo viaggio. Arrivato a Villa Agroppi, Aldo aziona il cancello automatico per darmi libero accesso. Il temporale è insistente e quasi non mi permette di scendere dall’auto per entrare di corsa in casa sua. Poi, dopo aver posteggiato accuratamente l’auto accanto alla porta d’ingresso, faccio una breve corsa che mi consente finalmente di entrare. Prima l’accoglienza affettuosa di Nadia, poi l’abbraccio sincero ad Aldo s’intrecciano in gesti eloquenti che non hanno bisogno di tante e inutili parole, perché parlano da sole. Ci sediamo in salotto e Aldo mi informa che è stato operato da poco all’ospedale di Livorno. “Mi hanno messo un pacemaker coronarico” mi dice con voce roca. Ma lui continua ancora: “Questa operazione mi è stata consigliata dal cardiologo per evitare brutte sorprese e improvvisi pericoli che potrebbero verificarsi a seguito dell’infarto e dell’intervento chirurgico che ho avuto qualche tempo fa”. L’ho trovato smagrito il buon Aldo, forse un po’ stanco, ma sempre attento nelle sue analisi calcistiche e lucido nei concetti riferiti all’andamento del mondo e della sua globalizzazione, capace com’è di cambiare in maniera così repentina a discapito dei valori umani. Pensieri tristi, profondi, talora senza speranza per l’umanità, che sembrano associarsi all’atmosfera di una giornata buia e senza sole. La pioggia continua a battere con violenza sui vetri delle finestre prospicienti al salotto dove noi siamo seduti, quasi a significare i profondi e malinconici pensieri di Aldo. E’ il sintomo della sua depressione, il male oscuro che lo affligge ormai da troppi anni e che ora, a causa del post infarto e degli interventi chirurgici, sembra acuirsi sempre più. Alti e bassi. Un andamento umorale di tipo depressivo che si manifesta con picchi di negatività che soffocano sempre più la positività dei pensieri. Intanto cerco di parlare di calcio, del campionato in corso e del Toro attuale, proprio per sviarlo da certi assillanti pensieri e portarlo su argomenti più consoni a quella che è stata la sua vita di grande calciatore, prima, e di allenatore e opinionista televisivo, poi. “Il Toro fa quello che può” dice Aldo, “la squadra non ha grandi potenzialità tecniche e, purtroppo, è destinata sempre a lottare e soffrire per restare in Serie A. Ci vorrebbero grandi acquisti, ma Cairo non ha la possibilità di farli, soprattutto adesso che ha anche acquistato l’emittente televisiva La7. La Juve mi sembra stanca, non è la stessa squadra che abbiamo ammirato due anni fa in occasione della conquista del primo scudetto dell’era di Antonio Conte. Note positive arrivano invece dalla Roma, una squadra in grado di esprimere un buon calcio e di esaltare le qualità tecniche e tattiche di Totti, nonostante la sua non più giovane età. Tuttavia, penso che è ancora presto per dire che vincerà lo scudetto, anche in considerazione degli eventuali infortuni che potrebbero penalizzare la squadra giallorossa che non possiede una panchina importante. Bella anche la Fiorentina di Montella, mentre per il Napoli bisognerà attendere gli sviluppi del suo cammino in Champions League. L’Inter, dopo il campionato negativo dello scorso anno è in fase di ricostruzione. Mazzarri è un buon allenatore e, nonostante il cambio ai vertici della società nerazzurra, saprà sicuramente riportare la squadra ai livelli che gli competono. Il Milan di Allegri sembra aver perso troppi punti in classifica a causa di una non buona campagna acquisti. Lo stesso dicesi per la Lazio, una squadra dai risultati altalenanti che ha messo a dura prova le indubbie capacità di Petkovic.” L’analisi di Agroppi è lucida, competente, condivisibile, attenta a ogni situazione legata al pallone nostrano, anche se, in tutta confidenza, mi dice che il più delle volte non riesce ad assistere a una partita intera in televisione: “Questo calcio non mi piace più per tanti motivi e, per certi versi, mi ha deluso profondamente”, dice Aldo. Proprio lui che è stato uno degli artefici del grande calcio d’un tempo ormai troppo lontano. <BR>Intanto, il mio sguardo si posa sulla parete accanto, dove spicca un bel quadro che riproduce l’icona di Mina, la più grande cantante italiana di tutti i tempi che gli ha scritto una dedica autografata. E’ orgoglioso Aldo di questo cimelio, “Mina è la mia cantante preferita. Ricordo che tanti anni fa andavo ad ascoltarla dal vivo alla Bussola di Bernardini a Viareggio. Che belli quegli anni…!” Poi si ripiomba nei pensieri tristi e, prima di lasciarci, mi dice: “Sai Salvino, il pensiero della morte mi atterrisce, non la concepisco, soprattutto nel dare un significato alla vita stessa. Ma che senso ha morire dopo una vita di sacrifici per costruire il tuo futuro e quello dei tuoi affetti più cari. Che senso ha tutto ciò?” Ci lasciamo così con Aldo, con una domanda che non ha alcuna risposta. Un abbraccio intenso a lui e a Nadia proprio mentre arriva il nipotino Alessandro, quattordicenne calciatore degli Allievi della Fiorentina allenata dal fratello di Roberto Baggio. Riuscirà il rampollo di casa Agroppi a emulare le gesta calcistiche di nonno Aldo? Chissà, il futuro è dalla sua parte. Per adesso Alessandro si gode il nonno, lo abbraccia e lo stringe forte, quasi a voler significare l’affetto smisurato che prova per lui, nonno splendido che l’ha seguito fin dai suoi primi calci al pallone.<BR>Così, dopo aver salutato e ringraziato tutti, riparto per Torino. Il viaggio è ancora molto lungo ma, grazie a Dio, la pioggia si è attenuata di molto e il sole sembra fare capolino all’orizzonte. E’ stato bello incontrare Aldo Agroppi, è stato emozionante condividere il suo particolare momento di vita e ascoltare i suoi pensieri esistenziali, così profondi da far passare in secondo piano quel calcio che da sempre è stato il senso della sua vita da serio professionista. I primi calci al pallone nel mitico Filadelfia sono stati l’inizio di una vita dedicata al calcio, prima giocato e poi vissuto dalla panchina come allenatore. Dopo è stato opinionista davanti le telecamere delle emittenti televisive più prestigiose d’Italia, a parlare con schiettezza, a raccontare le sue verità senza il timore di offendere nessuno, neanche i vertici del Potere. Ma, in un mondo fatto di ipocrisia, Aldo Agroppi c’è stato sempre male, non si è trovato mai a suo agio. Ha lottato talora contro i mulini a vento, pagando pure di persona nel tentativo di fare un servizio e un’informazione corretta, senza peli sulla lingua, con quel coraggio che non vuole mai nascondere scomode verità. Questo è Aldo Agroppi, il toscanaccio dalla lingua tagliente e biforcuta, tanto amato e odiato per avere sempre detto quello che pensa. E ancora oggi, nonostante il tempo fugga via inesorabile, egli si sente più “incendiario” che “pompiere”, anche se….. certi negativi pensieri che deprimono e invadono la sua mente, sono sempre più lontani dal calcio e più vicini a una realtà sociale ed esistenziale che non lascia spazio all’ottimismo.<BR><BR>Salvino Cavallaro<BR><BR><BR>C1012317FL0711FL0711pallone8.jpgSiNda-roma-a-torino-storia-di-un-incontro-1012552.htmSi100451001,02,03,06,07,08030342
1201012551NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 9a giornata20131028125845serie aTanta Argentina nella formazione Tanta Argentina nella formazione dei Top, grazie alle prestazioni vincenti di Juve, Inter e Napoli. Male invece, Torino, Milan e Genoa.<br><br> TOP<br><br> Perin = Esce sconfitto dallo Juventus Stadium,ma riceve a fine gara l’abbraccio sentito di Buffon. Praticamente un’investitura. Predestinato.<br><br> Crespo = Porta un cognome che ricorda ben altre imprese calcistiche. Ma per una volta, anche il difensore del Bologna, si dimostra degno di portarlo. Decisivo.<br><br> Benatia = Continua a tener banco nella formazione dei Top, semplicemente perché sin qui è il miglior difensore del campionato. Roccioso. <br><br> Parolo = Affonda il Diavolo con l’ennesima doppietta di questa stagione speciale, che racconterà quantomeno ai nipotini. Momento d’oro.<br><br> Cuadrado = Con le sue accelerazioni sta mettendo in ginocchio mezza serie A. Quelli del Chievo poi non sono fulmini di guerra ed il gioco è fatto. Pendolino.<br><br> Higuain = Torna al gol dopo oltre un mese,&nbsp; ma ne guadagna più in fiducia che in numeri. Ed intanto Benitez gongola. Cecchino.<br><br> Tevez = Un’altra prestazione super che regala solidità, concretezza e slancio ad una Juve massacrata da media e risultati. Decisivo.<br><br> Formazione TOP = Perin; Crespo, Benatia, Silvestre; Cambiasso, Parolo, Cuadrado, Candreva; Higuain, Tevez, Palacio.<br><br> FLOP<br><br> Padelli = Ancora una volta fa infuriare i tifosi granata, non tanto per i rigori subiti. Quanto per la sensazione di insicurezza che trasmette. Cairo mediti. Indeciso.<br><br> Constant = Affoga nella sconfitta di Parma senza mai dare la dimostrazione di poter essere adeguato&nbsp; a vestire la casacca rossonera. Pesce fuor d’acqua.<br><br> Maicon = Ingenuo nel farsi ammonire due volte, rischia di impedire ai giallorossi di suonare la nona sinfonia. Ma nonostante questo, la Roma vola. Sprovveduto.<br><br> Cerci = Questa volta stecca tutto, come d’altronde tutto il Toro. Esce a fine primo tempo, con la speranza possa risultare decisivo a Livorno. Ectoplasma.<br><br> Kucka = Gara difficile per il suo Genoa, ma non fa mai nulla per dimostrare anche solo minimamente il contrario. Assente.<br><br> Balotelli = Prestazione tanto scialba quanto chiacchierata. Per essere campioni veri, c’è ancora una marea di strada da percorrere. Immaturo.<br><br> Emeghara = A Livorno lo stanno cercando da qualche tempo. Praticamente inesistente, l’attacco dei labronici piange la sua continua svagatezza. Introvabile.<br><br> Formazione FLOP = Padelli; Maicon, Constant, Stendardo; Kucka, Cerci, Castro, Ederson; Balotelli, Emeghara, Floro Flores.<br><br> Gabriele Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001tevez-6.jpgSiNserie-a-top-e-flop-della-nona-giornata-1012551.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07,08030453
1211012548NewsCampionatiCatania, non sarà facile salvarsi20131027220429cataniaDal nostro inviato al Massimino Pascal DesiatoParte con un pareggio la nuova avventura di De Canio sulla panchina del Catania. I rossazzurri, giocavano contro una diretta concorrente per la lotta salvezza, ma non sono riusciti a trovare in nessun modo la via della rete. Catania positivo nei primi venti minuti di gioco, con Plasil vicino al vantaggio, ma pian piano la squadra è andata spegnendosi.<BR><BR>Ripresa che vede i padroni di casa in netta difficoltà atletica, in particolare con alcuni uomini cardine come Bergessio e Almiron incapaci di dare la giuste direttive. Sassuolo che prende coraggio e con Zaza nel finale sfiora il colpaccio. <BR><BR>Certamente la squadra rossazzurra ha la scusante di aver perso uomini cardine ad inizio stagione, ma servirà molto di più, rispetto a quel poco visto oggi, per riuscire ad inventire la rotta di un campionato cominciato non nel migliore dei modi ma che sistemando qualcosa e ritrovando le giuste motivazioni potrebbe ridare quelle soddisfazioni che il Catania ha regalato negli ultimi anni ai suoi tifosi. <BR><BR>C1012317adm001adm001catania-8.jpgSiNcatania-non-sara-facile-salvarsi-1012548.htmSiT1000014100075501,02,03,09030500
1221012537NewsCampionatiTosi: «Contento di aver fermato il Messina. Il Milazzo ha subito uno scippo»20131025233626calcioIl Messina non ce la fa a superareIl Messina non ce la fa a superare i senesi del Poggibonsi e pareggia la seconda partita in casa,dopo aver perso la prima malamente con i pugliesi del Foggia. Al S. Filippo scoppia la contestazione dei tifosi anche per il penultimo posto in classifica ,che in un campionato, che vedrà retrocedere nell’interregionale ben nove squadre, apre scenari drammatici ed&nbsp; impensabili per i giallorossi peloritani,che erano indicati fra i favoriti al salto di categoria dalla maggior parte degli&nbsp; addetti ai lavori. Eppure in settimana il Messina ,complice il silenzio stampa imposto dalla società a tutto lo staff ,si era preparato nel migliore dei modi e il rientro fra i pali di Lagomarsini,portiere della selezione di Lega Pro,di Silvestri,valido difensore anch’egli reduce da Coverciano,di Mirko Guadalupi a tempo pieno dopo l’infortunio al ginocchio,di Roberto Chiaria,capocannoniere della squadra con tre reti,faceva presagire una vittoria scaccia crisi . Qualcosa all’interno dello spogliatoio comunque si era rotto,perché filtrava la notizia delle dimissioni del preparatore atletico Milazzo,confermate nel post-partita dal d.s. Ferrigno,che invece&nbsp; ridava fiducia a Gaetano Catalano alla guida del Messina nonostante i tifosi avessero richiesto a gran voce il suo allontanamento.<BR>Per capirne di più,ne parliamo con mister Marco Tosi,allenatore del Poggibonsi,ma anche un ex dal dente avvelenato perché l’anno scorso alla guida del Milazzo di proprietà dei Lo Monaco, fu licenziato senza apparente motivo e lasciato senza stipendio per l’intero campionato.<BR>Mister Tosi complimenti per il risultato e per la squadra,che ormai è la rivelazione del campionato,tenendo conto dell’età media, molto bassa.Ci racconti un po’ la partita del S.Filippo.<BR>Grazie per i complimenti ,ma prima di parlare della partita,mi corre l’obbligo di ringraziare l’Amministrazione di Milazzo,i tifosi, la società del Città di Milazzo e Lei ,dr. Andriolo, per l’ospitalità ricevuta in occasione del nostro ritiro: se abbiamo disputato una bella prestazione il merito va ripartito anche a tutti voi ,che ci avete fatto sentire a casa, nonostante i millecinquecento chilometri ,che ci separano. Un ultimo ringraziamento, ma doveroso, a Domenico Andriolo ,che ha osservato i nostri avversari nella domenica antecedente contro il Foggia per conto della mia società ,fornendomi notizie preziose per preparare quest’incontro con le soluzioni tattiche giuste a contrastare i siciliani. Passiamo alla partita: devo riconoscere che nel primo tempo il Messina mi ha sorpreso con un 3-5-2 ,che non mi aspettavo. Ma essendo stato appunto informato sulle singole qualità,sono riuscito a prendere le contromisure in tempo utile ,senza snaturare il gioco della mia squadra ,che è improntato su un 4-4-2 ,che ben si adatta alle caratteristiche dei giovani,che alleno.<BR>Il rigore? Si poteva evitare ,ma il difensore De Vitis è un ’94 ,che l’anno scorso stava in Eccellenza e giocare in Lega pro è un salto fisico e psichico ,che può giocare&nbsp; brutti scherzi. Infatti nel secondo tempo è andata meglio e i ragazzi ,rinfrancati nell’intervallo dall’emozione di giocare in uno stadio così grande ,che ha visto i fasti della serie A,hanno cominciato a spingere di più e a far&nbsp; paura al Messina,che ha tentato di chiudere la partita con Corona in più di un’occasione,ma i miei sono stati bravi a difendersi con Anedda,un portiere sempre attento,sugli scudi assieme a Pera,capocannoniere della mia squadra con tre reti,autore del cross nei minuti finali ,mi pare all’87’,su cui si è avventato Scardina di testa insaccando nella rete avversaria e scatenando la gioia e la commozione anche del nostro Presidente Antonello Pianegiani ,il primo tifoso assieme alla moglie della sua squadra.<BR><BR>Mister Tosi,la svolta della partita?<BR>La partita ha avuto una svolta allorchè la panchina del Messina ha pensato che era meglio difendere il vantaggio,per cui hanno fatto uscire una punta Buongiorno,molto mobile e capace di creare spazi per Chiaria,subentrato intanto a Corona,sostituendolo con Simonetti ,un centrocampista d’interdizione,che&nbsp; conosco bene per averlo allenato l’anno scorso a Milazzo. A quel punto ho tentato la carta coraggiosa della terza punta cosicchè ho sostituito Tafi,un difensore ,con un’altra attaccante:Scardina.Mi è andata bene:proprio lui ha siglato la rete del pareggio. Un po’ di coraggio non guasta e premia a volte.<BR>Mister Tosi un’ ultima domanda e la lascio andare,perché l’aereo non aspetta:Cosa vi siete detti con Lo Monaco appena vi siete incontrati?<BR>Non ci siamo detti nulla,ma ho fatto parlare il campo,sgomberando il campo da qualsiasi illazione. Sono un professionista,che l’anno scorso ha subito una grave perdita familiare,come ben sa,ma&nbsp; telefonai al d.s. Ferrigno dopo il funerale della cara mamma dicendogli che ero disponibile a riprendere la panchina del Milazzo.Mi rispose che non gli interessavo, perché avrebbero preso uno del loro gruppo,Tudisco per l’appunto, e avrebbero mandato via tutti i giocatori presi da Grillo. E’ stato compiuto un vero scippo alla città,ma ancora&nbsp; non capisco perché i tifosi non abbiano reagito e protestato vivacemente. In altre piazze l’avrebbero fatto e di brutto. Il Milazzo era un patrimonio da difendere e non da abbandonare,hanno così reso più facile il compito ai Lo Monaco! Un fatto è certo la squadra del Poggibonsi è fatta da ragazzi in gran parte provenienti dalla serie D o Eccellenza toscane,con un budget ridotto al minimo,ma quel Milazzo, che ho guidato dalla panchina, era più forte sulla carta del mio Poggibonsi e si sarebbe salvato ad occhi chiusi! A proposito ,prima di partire,voglio confessarvi che mi avete commosso seriamente con la targa ,che mi avete consegnato sabato alla fine dell’allenamento al Grotta di Polifemo e per la dedica :”Con nostalgia a Marco Tosi” i tifosi del Milazzo.<BR>Auguri mister Tosi !Chissà che un giorno la sua strada non s’incroci di nuovo con quella del Milazzo,ma forse è più giusto augurarle di poter salutare un giorno i tifosi rossoblu da una panchina di serie A!&nbsp; <BR><BR>Attilio Andriolo<BR><BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1012317adm001adm001messinaregginajw7.jpgSiNesclusiva-il-calcio24-tosi-contento-di-aver-fermato-il-messina-il-milazzo-ha-subito-uno-scippo-1012537.htmSi100075701,02,030302598S
1231012536NewsCampionatiCalciomercato Juventus, Marotta vuole un centravanti20131024124844juventusLa Juventus tornaLa Juventus torna a pensare a Pablo Daniel Osvaldo. La voce rimbalza direttamente dall'Inghilterra, ieri vi abbiamo raccontato che non ci sono però grandi conferme. Il bomber della Nazionale italiana è stato pagato 15 milioni più 2 di bonus dal Southampton, che proprio per questo, in caso di cessione non vuole prendere in considerazione l'ipotesi del prestito. Il giocatore piace molto a Conte, che secondo Tuttosport lo vedrebbe benissimo al fianco di Tevez e l'amicizia che lo lega ai tanti azzurri bianconeri potrebbe favorire un'eventuale scelta del giocatore.C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-vuole-un-centravanti-1012536.htmSiT1000007100075701,02,03030441
1241012528NewsCampionatiSerie A, Top e Flop dell`8a giornata20131021124350serie aRoma, Fiorentina, Genoa e Verona spiccanoRoma, Fiorentina, Genoa e Verona spiccano grazie alle rispettive vittorie e portano linfa alla formazione dei flop. Male le altre big, Napoli e Juventus su tutte. <br><br>TOP<br><br>Pegolo = La prima vittoria in A del suo Sassuolo porta anche la sua firma. Portiere da salvezza, a Torino, sponda granata, si mangiano le mani. Solido.<br><br>Benatia = Continua il momento d’oro del centrale ex Udinese, così come quello della Roma. Ad oggi miglior difesa europea. Granitico.<br><br>Cacciatore = Continua la sua vena realizzativa e creativa (viste le esultanze che già fanno scuola). Il Verona vola, lui si inserisce in zona gol con fare da cecchino. Esaltato.<br><br>Pjanic = Qualificazione mondiale con la Bosnia, doppietta decisiva nel big match contro il Napoli. E dire che, secondo Zeman, era incompatibile con De Rossi. Qualità.<br><br>Jorginho = Altro trascinatore degli scaligeri di Mandorlini. Gioca un’infinità di palloni, si inserisce, segna rigori con sicurezza “balotelliana”. Motorino.<br><br>G. Rossi = Tripletta storica che infiamma Firenze e porta ad una vittoria che sa di clamoroso. Un meritato tributo ad un campione rinato. Cecchino.<br><br>Gilardino = Di riffa o di raffa la butta dentro, regalando a Gasperini un felice ritorno a Marassi. Non sarà bellissimo da vedere, ma i suoi numeri parlano chiaro. Goleador.<br><br>Formazione TOP = Pegolo; Benatia, Cacciatore, Marchese; Pjanic, Jorginho, Birsa, Joaquin; Gilardino,G. Rossi, Palacio. <br><br>FLOP<br><br>Buffon = La più preoccupante di tutte le amnesie juventine è la sua. Per oltre un’ora spettatore non pagante, poi crolla con tutta la squadra. Triste.<br><br>Cannavaro = Prestazione da dimenticare. Entra, si fa ammonire e genera la prima rete giallorossa. Procura il rigore del 2 a 0 e prende il rosso, in nemmeno 90 minuti. Frana.<br><br>Legrottaglie = Patisce la corsa di Ibarbo come gli avversari di Bolt con la freccia giamaicana. Ed il suo Catania affonda. Pensionato.<br><br>Hamsik = Un grande giocatore cui,per diventare grandissimo, manca ancora uno step: non eclissarsi (come a Roma) nelle partite che contano. Assente.<br><br>Hernanes = Altro faro che si sta spegnendo. Ha perso il sorriso, si dice voglia cambiare aria. Intanto traghetta la Lazio in acque pessime. Svogliato.<br><br>Matri = Ancora una volta cecchino spuntato. Non becca la porta manco con le rotelle e conferma i suoi limiti a sopportare le pressioni. Apatico.<br><br>Pandev = Errore macroscopico che poteva dare un altro significato alla gara del suo Napoli. Higuain, anche zoppo, è un altro pianeta. Abulico.<br><br>Formazione FLOP = Buffon; Legrottaglie, Cannavaro, Nagatomo; Hernanes, Hamsik, Luci, Pinzi; Matri, Pandev, Amauri.<br><br>Gabriele Cavallaro<br><br>&nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001pjanic-4.jpgSiNserie-a-top-e-flop-dell-ottava-giornata-1012528.htmSi100075701,02,03030325
1251012500NewsEditorialeIl palpabile disagio azzurro di Balotelli20131018112334balotelliE’ la frase detta da Prandelli dopo la partita che l’Italia<FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt"><SPAN style="mso-spacerun: yes"> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>“Mario ha vissuto giorni di palpabile disagio, dobbiamo stringerci ancora di più intorno a lui”. E’ la frase detta da Prandelli dopo la partita che l’Italia ha pareggiato a fatica contro l’Armenia. E SuperMario calca ancora la mano contro i giornalisti: “Voi parlate male di me e io segno”. Qui c’è davvero qualcosa che non funziona in tutta questa storia assurda di ripicche fanciullesche e di “padri” difensori della causa. Alla fine la colpa ricade sempre su noi giornalisti i quali non facciamo altro che riportare ciò che accade. E’ forse un errore aver scritto che Balotelli ha scontato tre giornate di squalifica per aver detto “Ti ammazzo”all’arbitro Banti? E’ forse ledere sua maestà, se abbiamo scritto che Balo aveva chiesto di lasciare il ritiro e ritornare a casa per un semplice e banale infortunio che faceva dedurre al mondo la sua non voglia di giocare in una Nazionale già qualificata per i Mondiali del 2014? E’ forse una nostra libera deduzione avere scritto che il c.t. Prandelli ha cambiato in corsa il suo codice etico per convocare ugualmente “l’insostituibile calciatore” non avvezzo al rispetto delle regole? Di questo siamo tacciati noi giornalisti colpevoli di parlare troppo, sempre e male di Mario Balotelli? Certo, vorremmo scrivere dell’indubbio campione di calcio quale egli obiettivamente è, della sua abilità e potenza fisica che dimostra in campo, del suo sapere prendere le redini della squadra e fare la differenza, ma anche del suo carisma che emerge sempre nel bene e nel male dei suoi comportamenti. Ma proprio perché lui è il più bravo, dovrebbe dimostrare al mondo le sue capacità di campione vero e maturo. Ma Balo è tutto il contrario, un campione atipico non rispettoso di regole e leggi che si fa da solo. Forse questo non dobbiamo dirlo signor Prandelli? E perché se tutto ciò che è lampante verità dovremmo tacerla? Per quale motivo dovremmo coltivare la non corretta informazione? Perché siamo così antipatici se ci atteniamo scrupolosamente alla nostra deontologia professionale? Non crediamo che non scrivere obiettivamente ciò che fa Balotelli sia il metodo migliore per far crescere un calciatore immaturo che maturo non lo sarà mai, soprattutto con questo errato modo di volerlo sempre assecondare e viziare. Riteniamo che il calcio e soprattutto i giovani, cui creiamo spesso modelli stereotipati che non agevolano la loro maturazione, debbano pretendere qualcosa in più da un ottimo calciatore arrivato per capacità balistiche oltre la media. Tutti noi media e addetti ai lavori, dobbiamo rafforzare l’immagine di uomini che nella consapevolezza di essere più fortunati di altri nel fare un lavoro che amano profondamente e che farebbero anche gratis se potessero, debbano essere rispettosi attraverso un comportamento che deve definirsi esemplare. Questo, per noi, dovrebbe essere il codice etico di un calciatore ricco e famoso che a soli 23 anni ha raggiunto ciò che la maggior parte delle persone non raggiungerà mai, neanche se dovesse vivere più di una sola vita. E’ nell’umiltà e nella consapevolezza del proprio “essere stati fortunati” che si costruisce la maturità di dire almeno “grazie” a se stessi e al mondo che ti dà tanto. Tutto ciò, un eterno e viziato ragazzo non lo capirà mai, qualsiasi sia il suo passato e la fragilità che lo inibisce. Crescere e avere rispetto degli altri è un obbligo! Comunque sia!<BR><BR> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<STRONG>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </STRONG><BR><BR> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><?xml:namespace prefix = o /><o:p></o:p><BR><BR>&nbsp;<BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt"><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><o:p></o:p></SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR></SPAN></SPAN><br><br>C1012317FL0711FL0711italia-6.jpgSiNil-palpabile-disagio-di-balotelli-con-l-italia-1012500.htmSi100451001,02,03030308
1261012494NewsCampionatiMessina, fischi dopo la sconfitta contro il Foggia20131014223444messinaLa squadra peloritana Il Messina stecca la prima delle due partite in casa,che l’attendevano,con le quali sperava di fare bottino pieno per risalire posizioni in classifica e sistemarsi nel novero delle squadre,che aspirano a disputare il prossimo campionato di Lega Pro,che,com’è noto,sarà a girone unico.<BR>La squadra peloritana ha meritato la sconfitta ,che poteva assumere un punteggio più rotondo,solo se le punte del Foggia fossero state più precise sottoporta. Infatti il Messina non ha mai praticamente impensierito la difesa avversaria,se si eccettua un’azione all’80’ di Guerriera,imbeccato sottoporta da un lancio lungo (uno dei pochi)di Bucolo e che da solo, di fronte a Narciso,portiere del Foggia,ha spedito al di sopra della traversa un pallone ,che aspettava solo di essere appoggiato in un angolo della rete avversaria. <BR>Ben poca cosa il Messina visto oggi al S.Filippo,povero di idee e di gioco,lento negli scambi e quindi prevedibile,fondamentalmente stanco fisicamente (ma si allenano?). Il Foggia d’altro canto ha mostrato di essere più squadra,sicuramente vale più dei sei punti, con cui si è presentato al S.Filippo. Ottimi il centravanti Giglio(una spina nel fianco della difesa siciliana),l’esterno alto Vannittelli, il portiere Narciso,l’autore del terzo gol Zizzari,la difesa ben registrata. Sicuramente i primi due gol del Foggia sono stati favoriti da una distrazione della difesa messinese,che in entrambe le occasioni ha dimenticato di porre un uomo sul vertice della piccola area di rigore al momento del tiro del calcio d’angolo avversario. Cosicchè il secondo gol è stato la fotocopia del primo e le responsabilità dell’allenatore Catalano nel non aver disposto la sua difesa secondo i canoni del calcio moderno,sono evidenti. Il terzo gol è arrivato all’ultimo minuto di recupero e quindi non fa testo perché la squadra ormai era rassegnata.<BR>Quali sono i mali di questo Messina? Senza voler presumere ,siamo convinti che la guida tecnica si trovi in forte stato di confusione.Non si spiegherebbe altrimenti il cambio continuo di schema di gioco a partita in corso ,per cui si&nbsp; è passati da un 4-4-2 nel primo tempo,ad un 4-3-3 all’inizio del secondo tempo,che ci è apparso il più congeniale alle forze messe in campo,per finire&nbsp; al 4-2-4 spostando uno sfinito Guerriera,partito esterno alto, in difesa a fare il terzino,senza averne più la testa e la forza. Sarebbe stato meglio far uscire Parachì (insignificante la sua prestazione) e non il terzino Silvestri,mossa che ha indebolito il reparto arretrato. Ma è a centrocampo che il Messina ha mostrato le maggiori lacune: Bucolo è irriconoscibile rispetto a quando giocava nel Milazzo, non gli riesce più di catturare palloni all’avversario o di fare una parvenza di pressing sul portatore di palla.L’unica nota lieta viene dall’esordio dell’argentino Piovi,un giocatore dai piedi buoni,che sa impostare l’azione e che probabilmente deve giocare un po’ più avanzato per dare aiuto alle punte.Invece mister Catalano lo ha sostituito erroneamente,a parer nostro, dopo 5 minuti dall’inizio del secondo tempo per passare ad un 4-2-4 ,vero suicidio di questa squadra. In avanti Corona non può sopportare a 39 anni e da solo il peso dell’attacco,mentre Lasagna,che a Milazzo come ad Avellino ha sempre giocato da seconda punta, un po’ dietro la punta centrale,nel Messina di Catalano dopo metà del primo tempo è stato posto a giostrare molto largo sul fronte di attacco ,con il risultato che è rimasti inoperoso ed inefficace. L’ingresso di Mirko Guadalupi ci è apparso troppo prematuro,la condizione fisica non l’accompagna,al massimo lo si poteva rischiare nell’ultimo quarto d’ora ; mentre Bongiorni,entrato sul due a zero, non ha dato la sensazione di poter fare la differenza. <BR>Il risultato quindi non fa una grinza e molto probabilmente costerà la panchina a mister Gaetano Catalano. Resta il problema di fondo di una squadra assolutamente incolore,senza mordente e che forse ha bisogno di qualcosa in più a centrocampo ed in avanti,oltre che un cambio di rotta nella&nbsp; guida tecnica per poter dare una scossa a tutto l’ambiente. Il campionato intanto non aspetta e domenica prossima arriva il Poggibonsi di mister Tosi,reduce dalla vittoria sull’Aprilia,ma soprattutto con il dente avvelenato per essere stato esonerato l’anno scorso,mentre guidava il Milazzo,dall’attuale proprietà dei Lo Monaco con strascico di polemiche,che non si sono ancora sopite.Un’altra sconfitta sarebbe esiziale e scatenerebbe le proteste della tifoseria,che oggi nonostante la debacle,a cui ha assistito,è stata splendida continuando ad incitare i suoi beniamini,riservandosi di fischiare soltanto dopo aver subito il terzo gol. Un fatto è certo:questa tifoseria non merita di assistere ad un altro spettacolo indecente ,come quello di quest’ultima domenica al S.Filippo!<br><br> Attilio Andriolo<br><br> &nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001messinaregginajw7.jpgSiNmessina-fischi-dopo-la-sconfitta-contro-il-foggia-1012494.htmSi100075701,02,03030217
1271012488NewsCalciomercatoPer Agnelli, la Juventus non ha nessun giocatore incedibile20131013180658juventusE’ la sintesi di un discorso “Alla Juve non esistono giocatori incedibili”. E’ la sintesi di un discorso più ampio che Andrea Agnelli ha fatto al convegno economico sportivo “Leaders in football” che si sta svolgendo a Londra presso lo stadio del Chelsea. E’ la lunga analisi preoccupante del calcio italiano, sottoposto ormai da circa dieci anni ad affrontare una crisi economica nazionale che è davvero allarmante. “Se la situazione italiana non cambia, sarò costretto a cedere i giocatori migliori come, peraltro, è già successo ad altri club. Di fronte ad una vantaggiosa offerta per Paul Pogba, ad esempio, non avremmo la forza economica per trattenerlo”. Parole pesanti che arrivano come pietre sul volto dei bianconeri, un po’ come dire che in Italia il tempo delle vacche grasse è finito e bisogna stare con i piedi per terra, piuttosto che fare voli pindarici che non portano da nessuna parte. Pensiamo che il discorso pur crudo del giovane presidente della Juventus non faccia una grinza dal punto di vista razionale, ma siamo sicuri che queste parole non possano far piacere all’intero ambiente bianconero; Conte e tifosi compresi. Il coach della Juve predica ormai da anni pubblicamente che questa squadra ha bisogno di veri e propri top player che attualmente non ha. Con gli uomini a sua disposizione la Vecchia Signora del calcio italiano ha fatto in due anni ciò che alla vigilia era davvero impensabile; di più non si può. Per questo riteniamo che per Conte, almeno di improvvisi cambiamenti di rotta della società, sarà l’ultimo anno in cui siederà sulla panchina bianconera. Andrea Agnelli ha idee chiare ed è difficile dargli torto, almeno per quanto riguarda le difficoltà economiche in cui riversano le società di calcio italiane, ma anche Conte non ha torto quando pensa che, a questo punto della sua carriera, sia legittimo aspirare a traguardi ancora più prestigiosi e non esclude la pista internazionale. Per quanto riguarda invece il posto che lascerà vacante Prandelli dopo il mondiale del prossimo anno, non pensiamo possa interessare a Conte che, pur dicendosi onorato di essere considerato prossimo c.t. azzurro, non prenderà in considerazione tale carica per una questione economica che non può certamente soddisfarlo. E’ come dire che l’appetito vien mangiando e quindi certe legittime aspirazioni vanno soddisfatte. Ma, ritornando alla Juve e alle parole sconfortanti di Agnelli, c’è da tenere conto del sentimento dei tifosi legati come sono ai propri campioni che non vorrebbero mai vederli vestire un’altra maglia. La piazza bianconera mugugna e proprio quando avrebbe voluto sentire discorsi di rafforzamento della squadra che ambisce alla conquista della Champions League ormai da anni, si vede crollare un sogno che, dopo la conquista del doppio scudetto consecutivo, sembra quasi legittimo aspirare. Vedremo come andrà a finire. Certo, la situazione politico – economica del nostro Paese è lo specchio dei risultati calcistici solo sufficienti delle nostre squadre in campo europeo. Per essere competitivi e raggiungere il tetto dell’Europa ci vuole ben altro. Il pallone italiano non è più da tempo il più bello del mondo, ma come mai potrebbe esserlo in un territorio come il nostro in cui la disoccupazione dell’intera popolazione ha ormai raggiunto la più alta percentuale di tutti i tempi? <BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1012317FL0711FL0711nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNper-agnelli-la-juventus-nesun-incedibile-1012488.htmSiT1000007100451001,02,03,06030336
1281012489NewsCampionatiTorino, quando il calcio diventa passione20131012010942calcioSto parlando Se è vero che il gioco del calcio l’hanno inventato gli inglesi e che i primi calci in Italia a quella strana sfera di cuoio li diedero i genovesi, è anche vero che il calcio ufficiale,quello con le regole per intenderci, nacque a Torino.<BR>Turin, città per alcuni versi ancora tutta da scoprire dopo il ridimensionamento della Fiat, soprattutto per la gente del Sud abituata a vedere la città sabauda, ex capitale d’Italia anche se per poco tempo,come alla Bengodi del lavoro,dove parecchie migliaia di operai siciliani,calabresi,campani,sardi,etc. cullarono prima e realizzarono dopo il sogno del riscatto da una terra che non riusciva più a trattenere i suoi figli.<BR>Fu così che accanto al lavoro in fabbrica e nelle numerose aziende dell’indotto Fiat, in molti coltivarono la passione per il calcio, scoprendo&nbsp; che lavorare per programmare il futuro dei ragazzi non ci si stanca come in fabbrica, anzi si possono ricavare&nbsp; enormi soddisfazioni.<BR>Tutto ciò per raccontarvi la storia di un’associazione calcistica che si è conquistata di recente una bella&nbsp; “casa” nuova e funzionale dalle parti di un antico quartiere di Torino. <BR>Sto parlando del “CIT TURIN LDE”, il “Piccolo Torino Luciano Domenico Esedra”che, scritto in lingua piemontese, non ti dà l’idea di quanto grandi e numerose siano state le falcate compiute da uno splendido gruppo di persone intelligenti, per realizzare il loro piccolo –grande regalo ai giovani di Torino e così coinvolgerli nella passione&nbsp; per il calcio che gli bruciava dentro.<BR>Ho conosciuto di recente Angelo Frau, il presidente del Cit Turin LDE, un omone con i baffi che sembra uscito dalle pagine di “Gian Burrasca” per l’imponenza del personaggio,che dovrebbe incutere paura ai “Gian burrasca” del centro, ma che poi si rivelerà un bonaccione dal cuore grande così, che risalta comunque per la sua operosità, la sua inventiva, il suo modo particolare di proporsi ai giovani. Ai suoi interlocutori tiene a precisare che il&nbsp; lavoro non si è ancora concluso, ma a proseguirlo decorosamente, non è stato lasciato solo perché con lui si sono aggregati, alternati, sostituiti degli amici, alcuni dei quali non ci sono più, volati in cielo, ma hanno lasciato un ricordo indelebile in coloro che hanno condiviso quella visione di sport&nbsp; da frontiera, inteso come percorso di educazione alla vita. Il calcio insomma che diventa attività di aggregazione e di socializzazione in quartieri dove spesso mancano servizi, centri di ascolto, spazi di lettura. Di questi amici tutti ricordano Alessandro “Sandrin” Piccione, fondatore della società di calcio Esedra,nata sui banchi del mercato di piazza Benefica e che rappresenta il primo mattone del Cit Turin LDE. Il secondo mattone si costruisce in una stretta via a ridosso di piazza Risorgimento chiamata via San Rocchetto, dove c’era uno storico circolo ARCI , emanazione culturale di quell’ente di promozione sportiva denominato UISP (Unione Italiana Sport Popolari).<BR>In quel circolo arrivavano molti giovani ad ascoltare i grandi che parlavano di politica. L’avevano chiamato “Luciano Domenico” in memoria&nbsp; di un ragazzino di soli undici anni,che aveva fatto la staffetta partigiana negli anni della Resistenza ai nazifascisti in Piemonte e che a quell’età giovanissima era morto colpito da una raffica di mitra. Il circolo ben presto fu affidato al Angelo Frau per la parte che si occupava dei giovani. Furono anni, mesi e giorni di entusiasmo e quella squadra con la maglietta rossa cominciava a farsi notare sia in città che nelle&nbsp; vicinanze.<BR>Nel 1976 nasce il “Cit Turin Nord-Ovest”, dove Cit Turin è una sorta di aggregazione spontanea mentre quel Nord-Ovest non c’entra nulla con la situazione geografica,tranne a pensare a Mirafiori Nord-Ovest. Il club sorge approfittando di un campo sportivo presente sulla spianata di via Cavalli ed in quella spianata l’associazione calcio Cit Turin prosegue al meglio la storia,che univa la voglia di fare calcio&nbsp; con la passione per dare sfogo a tanta,tanta gioventù.<BR>Dalla voglia di fare sempre meglio,di offrire qualcosa di nuovo ai giovani che in gran parte bighellonavano su quelle strade semi-deserte spesso alla mercè di ignobili individui, si decide d’intraprendere il percorso della graduale fusione prima dell’Esedra con il Cit Turin e poi anche con il “Luciano Domenico”, da cui il nome CIT TURIN LDE (Luciano Domenico Esedra).I colori sociali diventano il verde, già Esedra,il rosso del Luciano Domenico e l’azzurro del Cit Turin.<BR>Ora la società appare agli occhi degli addetti ai lavori di notevole rilevanza,molti saranno i soci&nbsp; che si aggregheranno, tantissime le squadre e di conseguenza anche i dirigenti, intesi come istruttori, allenatori e accompagnatori.<BR>Nel 1990 avviene la svolta epocale. Il Comune decide che verrà costruito un impianto sportivo molto più funzionale di fronte a quelle che erano ancora le Caserme Cavour, anche loro destinate ad essere spianate. Quel grande spiazzo, ex sede del Foro Boario di Torino, verrà chiamato Parco Artiglieri di Montagna e diverrà la nuova sede del Cit Turin LDE.<BR>Ad Angelo Frau&nbsp; non pare vero di questa nuova sistemazione raggiunta e, pertanto, il “progetto” continua ad evolvere mese dopo mese. Così arriviamo all’anno 2004, allorché si stabilisce con i fondi residui delle Olimpiadi invernali di azzerare il vecchio impianto e costruirne uno totalmente nuovo. Dovranno passare altri 4 anni per festeggiare la consegna di un avveniristico impianto sportivo disegnato per stupire: presenta un corpo centrale allungato quanto una nave, sul cui “ponte” sono state sistemate le tribune con a “poppa” le varie strutture di comando (uffici, segreterie, sala riunioni), a prua i locali ristoro e bar. Sulla sinistra un bellissimo campo di calcio a 11 ( l’Olimpo,così lo chiama Frau, per indicare il punto di arrivo di molti calciatori dopo la trafila delle formazioni giovanili) e, sulla destra, un campo a 8 e due campi a 5. Tutto regolarmente in erba sintetica di ultima generazione. E’ pacifico che i dirigenti hanno messo mani in tasca per abbellimenti, re-impostazioni di locali, aggiunta di materiali adatti al nuovo modo di fare calcio. In compenso la soddisfazione è stata enorme ed ora il quartiere possiede una bellissima struttura che viene messa a disposizione della cittadinanza locale. Oggi il “Cit” è una realtà consolidata che ha un futuro assicurato dai numerosi dirigenti che costituiscono il nocciolo duro dell’intero “ambaradan” sorto nel Parco Artiglieri di Montagna. Per ogni squadra attivata c’è sempre una cerchia di altri addetti che seguono lo sviluppo e contribuiscono a migliorare quel famoso “progetto” tanto caro al presidente Angelo Frau e a quanti oggi non ci sono più fra noi, ma che ugualmente hanno voluto dare corpo a quest’impresa le cui difficoltà, le angosce o le paure di non poterla&nbsp; portare a termine, non hanno mai scalfito la tanta passione che li ha animati.<BR>Papa Francesco ha detto di occuparsi delle periferie&nbsp; del mondo, di ogni uomo, della società. <BR>Bene,se volete farvi un giretto nelle periferie dello sport, andate a trovare la&nbsp; “CIT TURIN&nbsp; LDE”.<BR>Non troverete il calcio,che luccica, che si nutre di grandi giri di denaro, che insegue risultati ad ogni costo. Incontrerete uomini e donne”grandi dentro”,capaci di donarsi agli altri senza chiedere nulla in cambio. Capaci di voler bene ai ragazzi ed allo sport, oltre ogni limite.<BR>L’incontro con Angelo Frau vi farà capire che il calcio fatto in periferia, in un quartiere o in una cittadina di provincia, non è qualcosa di piccolo o di meno importante se si affida a gente come Angelo. Dalle sue parole e dal suo progetto ho imparato una grande lezione ovvero che il calcio si può migliorare se non si pensa solo a costruire sulla parte “ricca e opulenta” di esso. Bisogna “sporcarsi” le mani con il calcio di periferia, quello che apparentemente non porta soldi e che non occupa le pagine dei quotidiani sportivi. Dimenticare o considerare solo a parole questo tipo di calcio sarebbe un errore che chi, come noi, ama lo sport e il calcio in particolare, non può permettersi di fare! Grazie, Angelo per la tua lezione.<br><br> Attilio Andriolo<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001barreto-6.jpgSiNtorino-quando-il-calcio-diventa-passione-1012489.htmSi100075701,02,03030313
1291012487NewsCampionatiBalotelli, ancora lui. Ma basta adesso20131011133227balotelliRiteniamo che a questo “Mi fa male il ginocchio”e Prandelli non lo manda a casa, anzi gli ordina di restare in ritiro. Indovinate un po’ chi è il soggetto dell’eterna spinosa questione: SuperMario Balotelli, e chi altro poteva essere. Il suo è un semplice affaticamento all’adduttore, questo è stato il responso del medico della Nazionale dr.Castellacci. Perdonato da Prandelli e, come al solito, destabilizzatore di regole etiche e comportamentali. Balotelli non è più un caso, semmai questa volta il caso è proprio il c.t. Prandelli che, a parer nostro, non avrebbe dovuto modificare in alcuni punti il suo codice etico imposto in Nazionale, proprio per perdonare chi ha subito in campionato una grave squalifica di tre giornate. Riteniamo che a questo punto si sia toccato il paradosso del volere far crescere un ragazzo che adulto non diventerà mai, neanche adottando il perdono continuo e il buonismo nei suoi confronti che, piuttosto di fargli del bene, è assolutamente deleterio per lui e per la sua carriera professionale. Prima di Prandelli hanno fallito l’intento di veder crescere questo campione dalle indubbie doti tecniche, anche fior di allenatori che hanno avuto una proverbiale pazienza nell’aspettarlo e che poi si sono arresi davanti all’evidenza dei fatti. “Basta isterismi” aveva raccomandato a tutti Prandelli lunedì scorso all’arrivo dei giocatori a Coverciano e Balotelli dopo quel “t’ammazzo” rifilato all’arbitro Banti dopo la partita Milan Napoli, avrebbe dovuto essere il primo a raccogliere la frase del c.t. azzurro. Questo è il risultato. Balotelli, invece di obbedire alle regole, chiede di abbandonare il ritiro per un infortunio di poca importanza. Verratti e Insigne soffrono lo stesso suo problema muscolare, eppure non hanno detto nulla anche se sanno che proprio per questo problema difficilmente scenderanno in campo a Copenaghen. Ma, si sa, qui il problema è ben più profondo di quanto non sembri apparentemente e Prandelli deve assolutamente dare l’impressione che la legge è uguale per tutti, anche se tutti sanno che ci sono giocatori insostituibili e altri no. Ma questo è un problema vecchio come il mondo. Nel calcio, mai nessuno avrà il coraggio di dire apertamente certe verità. L’ipocrisia è d’obbligo, ma la ragione deve pur avere la priorità su ogni cosa. O no?<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711italia-6.jpgSiNbalotelli-ancora-lui-ma-basta-adesso-1012487.htmSi100451001,02,03,07,08030346
1301012486NewsCalciomercatoJuventus, il tecnico è il valore in più20131010122148juventusIl successoIl successo e la bravura di un allenatore la si vede anche, e soprattutto, dall'apprezzamento che riscuote fra i giocatori con cui lavora. Se poi gli attestati di stima arrivano anche da calciatori che non hanno lavorato con quel particolare tecnico ecco che tutto assume ancora maggior risalto. E' in quest'ottica che si può leggere il primo posto che Antonio Conte, tecnico della Juventus, ha conquistato nella classifica pubblicata da La Gazzetta dello Sport fra gli allenatori con cui, un campione anonimo di 50 giocatori di Serie A, vorrebbe lavorare in carriera. Per il manager bianconero il 32% delle preferenze, seguito a distanza dall'artefice della nuova, spettacolare, Fiorentina, Vincenzo Montella e da quel Massimiliano Allegri che, nonostante, le difficoltà degli ultimi anni in casa Milan ha sempre portato i rossoneri in zona Champions League.<br>C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-il-tecnico-e-il-valore-in-piu-1012486.htmSiT1000007100075701,02,03030406
1311012484NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 7a giornata20131009203247serie aTanta RomaTanta Roma, vista la settima vittoria di fila e poi le conferme di Verona e Napoli tra i top di giornata. Dietro la lavagna Inter, Milan, Bologna e Livorno. <br><br> TOP<br><br> De Sanctis = Rinascita giallorossa che passa anche da una difesa praticamente ermetica. E lui garantisce sicurezza e solidità. Granitico.<br><br> Cacciatore = Dopo la rete alla Juve, concede il bis ma delude chi sperava nuovamente in un’esultanza folle. Esaltato.<br><br> D’Ambrosio = Continua a confermarsi su livelli altissimi. Conquista il rigore per i suoi ed è il secondo uomo più pericoloso per i granata, dopo Cerci. Rivelazione.<br><br> Florenzi = Corsa inesauribile, reti pregevoli, grinta da vendere. Il prototipo di giocatore che ogni allenatore vorrebbe per il proprio gioco. Spumeggiante.<br><br> Barrientos = Nel Catania segna quasi solamente lui. Ma quanto meno dimostra di aver fatto bene a non abbandonare gli etnei in una stagione particolare. Certezza.<br><br> Totti = Gli aggettivi si sprecano. Ormai una leggenda del calcio internazionale, dimostra anche coi fatti di non essere in declino. Highlander. <br><br> Cassano = Due assist pregevoli, una rete di giustezza. Pareva in affanno,deve ringraziare il Sassuolo per averlo fatto sorridere di nuovo. Contento.<br><br> Formazione TOP = De Sanctis, Cacciatore, D’Ambrosio, Benatia; Pirlo, Florenzi, Barrientos, Iturbe; Cassano, Totti, Pandev.<br><br> FLOP<br><br> Bardi = Questa volta cade anche il talentino scuola Inter, frastornato dai continui attacchi del Napoli. Ma la stoffa c’è. Sotto assedio.<br><br> Mexes = Quando c’è da imporsi con le cattive, esagera e si dimostra una volta di più inadeguato a grandi match. Pugile.<br><br> Pereira = Prestazione negativa su tutta la linea: subisce passivamente&nbsp; le imbarcate romaniste e non si dimostra mai all’altezza. Spaventato.<br><br> Aquilani = Roma, sponda biancazzurra, gli provoca un triste amarcord. Ma non riesce a reagire coi fatti, dimostrandosi spento. Saudage.<br><br> Luci = A dispetto del cognome, non illumina ed anche lui naufraga nel mare partenopeo. Spento.<br><br> Matri = Non vede la porta nemmeno sotto i riflettori del suo ex stadio. L’assenza di Balotelli, l’ha fatta proprio sentire. Spuntato.<br><br> Bianchi = Pessima battuta d’arresto per il suo Bologna che non riesce a rialzarsi. Lui continua a latitare. Chi l’ha visto?<br><br> Formazione FLOP = Bardi; Mexes, Pereira, Acerbi; Aquilani, Luci, Kovacic, F. Anderson; Bianchi, Matri, Pinilla.<br><br> Gabriele Cavallaro<br><br><br>C1012317adm001adm001totti-6.jpgSiNserie-a-top-e-flop-della-settima-giornata-1012484.htmSi100075701,02,03,06,07,08,09030385
1321012485NewsCampionatiPensate fosse successo in Italia, arbitro concede tre rigori di fila VIDEO20131008135446calcioDurante il match tra Dc United e PortlandL'arbitro&nbsp;concede&nbsp;per&nbsp;tre volte di fila un rigore inesistente, e nonostante venissero parati lo fa ripetere fino a quando non segnano è successo durante il match tra Dc United e Portland.<br><br> <A href="http://www.dailymotion.com/video/x15ne51_pensate-se-fosse-accaduto-nel-campionato-italiano_sport">http://www.dailymotion.com/video/x15ne51_pensate-se-fosse-accaduto-nel-campionato-italiano_sport</A><br><br>C1012317adm001adm001arbitri-4.jpgSiNpensate-fosse-successo-in-italia-rigore-cocesso-tre-volte-di-fila-1012485.htmSi100075701,02,03030598
1331012482NewsCampionatiUn brodino per il Catania20131006205990cataniaDal nostro inviato Mariano MessineoPensiamo che nel torneo di quest’anno, chiaramente a due velocità - con sei/sette squadre e un’inevitabile outsider che fanno storia a sé e le altre chiamate a disputare un “altro” campionato -, il Catania sia destinato, per valori tecnici e tattici e per la carica dell’ambiente, a navigare nella fascia medio-alta&nbsp; di questo secondo troncone. Una vittoria al “Massimino”, oggi, sarebbe stata un ottimo viatico, ma sarebbe&nbsp; stata, francamente, troppo&nbsp; per un Catania ancora lontano dalla splendida realtà dell’anno scorso. Gli uomini di Maran hanno giocato soltanto&nbsp; a sprazzi e, specie nel primo tempo, hanno sofferto il fraseggio di un buon Genoa. L’1-1 è maturato grazie a due “regali” difensivi: l’assist involontario di Antonini per Barrientos (lesto a insaccare) e l’inzuccata di Legrottaglie nella porta sbagliata. Peccato per i rossazzurri, perché con tre punti avrebbero capitalizzato nel migliore dei modi il doppio turno casalingo (dopo la vittoria col Chievo), aumentando il vantaggio sulle squadre che occupano i bassifondi della classifica. Invece i padroni di casa hanno dovuto accontentarsi di un brodino. Le difficoltà della squadra etnea sono soprattutto a centrocampo (dove l’amalgama non può certo improvvisarsi e dove non ci sono i cambi di passo di Izco ancora in fase di guarigione e impiegato a mezzo servizio), ma anche in un attacco in cui mancano i gol di un Bergessio comunque sempre generoso.&nbsp; La sosta del campionato potrà servire a Maran a mettere a punto i meccanismi di una “macchina” ancora in rodaggio e a preparare al meglio l’ostico match esterno col Cagliari. <BR>C1012317marmesmarmesbarrientos500.jpgSiNun-brodino-per-il-catania-1012482.htmSiT1000014100075301,02,03,09030423
1341012481NewsCampionatiNapoli-Livorno: le pagelle. Top Pandev e Inler, flop Bardi20131006170725Napoli,Livorno,pagelle,voti,risultato,campionato,pandevI voti del match della 7a giornata di Serie A tra Napoli e LivornoAllo stadio "San Paolo" il Livorno di Nicola sfida i padroni di casa del Napoli, sfortunato reduce della trasferta di Champions League contro l'Arsenal.<br>Gli Azzurri vogliono dimostrare che la netta disfatta dell'"Emirates Stadium" è stata solo un incidente di percorso e mirano alla vittoria in campionato che permetterebbe loro di tornare a -2 dalla Roma capolista; assenti, però, tre pezzi pregiati come Albiol, Zuniga e soprattutto "El Pipita"&nbsp;Higuain.<br>Anche il Livorno è in cerca di riscatto dopo la sconfitta nello scontro fra neopromosse con l'Hellas Verona.<br>Avvio tutto a favore del Napoli che dopo appena tre minuti trova il gol; grande cavalcata dell'ex Psv Mertens che parte dal limite della propria aerea di rigore e serve Pandev che mette dentro in diagonale.<br>I partenopei continuano a macinare gioco e al 14' sfiorano il raddoppio con lo stesso attaccante macedone che mette in difficoltà coi suoi dribbling la difesa amaranto e spara alto. Ma il 2 a 0 è nell'aria e pochi minuti dopo Inler prova la gran botta dalla distanza e coglie impreparato Bardi che interviene goffamente sul pallone.<br>La risposta del Livorno arriva solo sul finire del primo tempo ma è pericolosa. Emeghara fa esplodere una conclusione a volo che ricorda quella di Van Basten agli Europei del 1988 e colpisce l'incrocio.<br>La ripresa è un monopolio del Napoli che trova il gol al 53' con Callejon e che gestisce il risultato fino al 82' quando sugli sviluppi di un contropiede fotocopia del primo gol va in gol anche&nbsp;Marek Hamsik.<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>NAPOLI (4-2-3-1): Reina 6; Mesto 6, Fernandez 6,5, Britos 6, Armero 6,5; Inler 7, Behrami 6,5; Callejon 6,5( 22' s.t. Insigne 6,5), Hamsik 6,5( 38' s.t. Bariti s.v), Mertens 7; Pandev 7,5( 30' s.t Zapata 6). A disposizione: Rafael, Colombo, Uvini, Cannavaro, Dzemaili, Radosevic, Bariti, Insigne, Zapata. All. Benitez 6,5<br><br>&nbsp;<br><br>LIVORNO (3-5-2): Bardi 4,5; Coda 5,5, Rinaudo 5, Ceccherini 5,5; Schiattarella 6, Luci 5( 19' s.t Siligardi 6), Duncan 6, Greco5( 7' s.t Piccini 6 ), Mbaye 5,5; Emeghara 5,5, Paulinho 6. A disposizione: Anania, Valentini, Decarli, Piccini, Benassi, Borja, Emerson, Belingheri, Lambrughi, Siligardi, Mosquera. All. Nicola 5<br><br><br>ARBITRO: Bergonzi di Genova 6<br><br>&nbsp;<br><br>TOP NAPOLI<br><br>Pandev: Autentico incubo della difesa amaranto. Dribbling, gol, assist e numeri di alta scuola per il funambolico attaccante azzurro.<br><br><br>FLOP NAPOLI<br><br>Nessuno<br><br>&nbsp;<br><br>TOP LIVORNO<br><br>Paulinho: Fa a sportellate con la difesa del Napoli, lotta anche sul 4 a 0 ma non è ben assistito dai suoi compagni.<br><br><br>FLOP LIVORNO<br><br>Bardi: Forse la peggior partita di quest'anno per il giovane portiere dell'Under 21 che è responsabile&nbsp;su due dei quattro gol napoletani.<br><br><br>C1012317NapoliFL0657FL0657Goran-Pandev-Wallpaper-2.jpgSiNnapoli-livorno-campionato-serie-a-pagelle-1012481.htmSiT1000091,T1000007100664701,02,03010435
1351012470NewsCampionatiPrandelli, rispetta il codice etico da te stesso voluto20131005184210prandelliContro la Danimarca e l’ArmeniaContro la Danimarca e l’Armenia, Balotelli sarà regolarmente convocato in Nazionale dal c.t. azzurro Prandelli. “Balotelli ha scontato la squalifica, non convocarlo sarebbe una punizione aggiuntiva alla punizione stessa”. Così si esprime Prandelli a una settimana dalle convocazioni azzurre e, francamente, ci delude per diversi motivi. Il codice etico da egli stesso voluto in Nazionale per dare ordine morale a un ambiente spesso snobbato da certi giocatori e società di calcio, nasce come un senso di giustizia che deve essere uguale per tutti. Chi in campo e fuori non si comporta bene, non può vestire la maglia azzurra della Nazionale Italiana. Questo era ed è il senso logico del codice etico. Ma perché allora si dice che SuperMario, dopo avere già scontato la punizione dei tre turni di squalifica in campionato, debba essere convocato per non essere punito ancora una volta? Francamente ci dissociamo da questa logica non logica che disgrega il gruppo anziché compattarlo. Cosa potranno mai dire i compagni di Balotelli nel momento in cui a qualcuno di loro dovesse capitare qualcosa di simile e non sarebbe valutato con lo stesso riguardo? No, caro Cesare, ci dispiace ma avevamo pensato che questa volta ci sarebbe stato un altro significato della “legge che deve essere uguale per tutti”. Certo, capiamo l’importanza di un giocatore “indispensabile” per la Nazionale Italiana e per il modulo tattico del c.t. azzurro. Tuttavia, riteniamo che il fatto tecnico debba necessariamente essere separato dalla logica dell’etica. Il buon comportamento deve essere premiante, come il cattivo esempio debba essere penalizzato per far riflettere il gruppo che un gol non è, e non può essere, più importante del rispetto degli altri. Non siamo qui per condannare un ragazzo che più d’una volta ha dato segni di fragilità e d’insofferenza nell’incapacità di non andare in escandescenza a ogni minima provocazione. Il calcio è fatto di episodi e talora anche di ingiustizie arbitrali che si manifestano nel non fischiare falli che sembrano macroscopicamente evidenti. Tuttavia, riteniamo che nessun calciatore possa permettersi di farsi giustizia da solo attraverso la reazione e la provocazione. Balotelli in questo senso è recidivo, e anche in Champions, dopo aver segnato un rigore inesistente, si è rivolto al pubblico con il dito che avvicinato al naso significa “state zitti”. No, questo non è un comportamento che può essere perdonato, non è possibile chiudere occhi e orecchie a tali provocazioni. Il mondo ci guarda, non possiamo far capire che al mondiale di calcio un capocannoniere (ammesso che lo sia) possa fare il bello e il cattivo tempo. Respect è il motto della Uefa! E noi che facciamo?<br><br> Salvino Cavallaro <BR>&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711cesare-prandelli.jpgSiNprandelli-rispetta-il-codice-etico-da-te-stesso-voluto-1012470.htmSi100451001,02,03030287
1361012469NewsCampionatiChe brutta Juventus20131005184037juventusIl punto di vista di Salvino CavallaroAvevamo visto una brutta Juventus a Verona contro il Chievo, l’abbiamo vista opaca nel derby torinese e l’abbiamo rivista brutta in Champions ieri sera allo Juventus Stadium contro il Galatasaray. Ma dov’è andato a finire il bel calcio espresso dalla Vecchia Signora? Nei primi due anni dell’era Conte in cui la Juve ha vinto due scudetti consecutivi, abbiamo ammirato un calcio bello da vedere, divertente e apprezzabile dal punto di vista dello spettacolo che ha fatto felici coloro i quali hanno il palato fine e intendono un certo tipo di calcio fatto di fraseggi, classe e gesti tecnici sopraffini. Certo, quella Juve faticava sempre per trovare il gol, ma le azioni d’attacco erano fluide, continue, il pressing era alto e asfissiante, difesa centrocampo e attacco sempre corti e attenti a interdire al momento del bisogno. In più si apprezzava il movimento continuo nell’interscambio dei ruoli, che ben si amalgamava al movimento in fase di non possesso palla. Insomma, la Juventus vinceva, divertiva e convinceva. Adesso invece, vince qualche volta, pareggia e annoia maledettamente per gioco farraginoso e stucchevole. Potremmo chiudere qui la sintesi delle ultime tre partite della Juventus viste in poco più di una settimana. Avevamo sostenuto in tempi non sospetti, che questa squadra con il solo acquisto di Tevez, Llorente e Ogbonna, aveva accorciato soltanto in parte il gap con le migliori squadre europee, senza pensare che anche in Italia le più agguerrite avversarie si sono rinforzate in maniera tale da contrastarla con assoluta efficacia. Oggi, la squadra di Conte appare stanca come se fosse a fine campionato, con le idee annebbiate e ferma sulle gambe. C’è sicuramente qualcosa che non va, questa non è la vera Juventus, non può essere. Partita con il modulo del 4-2-4, Conte ha subito capito che in base alle caratteristiche dei suoi giocatori doveva applicare il più redditizio 3-5-2. E così la Juve è subito apparsa più bella da vedersi e più concreta nel gioco degli esterni alti e bassi che a turno creavano scompiglio nelle difese avversarie. La Juve vista ieri contro il Galatasaray, nel secondo tempo ha adottato il 4-3-3 con Tevez, Quagliarella e poi Llorente, inserendo un sempre più evanescente Mauricio Isla che in sostituzione di Lichtesteiner, fermato da un infortunio al retto femorale, avrebbe dovuto garantire le stesse folate in attacco dello svizzero. Non è stato così, perché i suoi inserimenti sono stati spesso non all’altezza della situazione. Il Galatasaray non ci è parso irresistibile, tutt’altro. La squadra del neo coach Mancini si è trovata inaspettatamente in vantaggio per un errore madornale di Bonucci il quale, inavvertitamente, ha passato il pallone all’indietro per Buffon. Drogba che era alle sue spalle, ha ringraziato per l’assist ed ha infilato la porta della Juve con facilità estrema. La Juve ha accusato il colpo, e nel secondo tempo a fatica ha pareggiato su calcio di rigore battuto da Vidal, a seguito di un atterramento in area di rigore di Quagliarella. Poi sulle ali dell’entusiasmo, i bianconeri si sono portati in vantaggio per effetto del gol di testa realizzato da Quagliarella, grazie a un perfetto assist di Pirlo. Ma, esattamente un minuto dopo, grazie all’ennesima grave disattenzione difensiva della serata, la Juve ha regalato il pareggio al Galatasaray che, con un tiro di Bulut ha pareggiato definitivamente il conto con il risultato finale di 2 a 2. Non sarà facile per la Vecchia Signora il prosieguo in Champions League, tuttavia, se teniamo conto che l’anno scorso ha iniziato il suo cammino europeo con tre pareggi consecutivi per poi finire ai quarti di finale, diciamo che in fondo una speranza c’è ancora. L’unico dubbio è che quella Juve ci sembrava davvero migliore, mentalmente e fisicamente. Staremo a vedere che cosa accadrà in seguito.&nbsp; <br><br> Salvino Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711c-33509839.jpgSiNche-brutta-juventus-1012469.htmSiT1000007100451001,02,03,06030370
1371012448NewsCampionatiC`è nell`aria il virus degli errori arbitrali20131001230652serie aSembra Sei giornate di campionato di Serie A e sei settimane in cui evidenziamo gli “orrori” arbitrali che sono sempre più numerosi, eclatanti e capaci di accendere micce e polemiche senza fine. Sembra sempre di sguazzare sui fraintendimenti, piuttosto che cercare la solarità della giustizia senza equivoci. Una storia vecchia come il mondo, quella degli sbagli arbitrali, ma oggi con la velocità del calcio moderno, è davvero impossibile non sbagliare anche ciò che sembra macroscopico. Non bastano sei arbitri in campo e forse non ne basterebbero neanche dodici per non fallire mai. Urge la moviola in campo. E’ assolutamente necessario l’ausilio del mezzo meccanico che possa togliere ogni recondito pensiero di malafede arbitrale e, al contempo, eliminare quella convinzione di sudditanza psicologica che le giacchette nere avrebbero da sempre per Juve, Milan, Inter e altre illustri squadre del nostro mondo pallonaro. Ci sono troppe sviste grossolane che fanno pensare proprio all’occhio di riguardo per certe squadre a discapito di altre. Ma questo non sarebbe calcio, non potrebbe esserlo, e se veramente fosse così, potremmo chiudere i battenti e andare tutti a casa. Tra le altre, la squadra che in questo inizio di campionato di serie A è stata maggiormente favorita dagli “orrori” arbitrali è sicuramente la Juve di Antonio Conte che, peraltro, sembrerebbe più svantaggiata nell’immagine da certi favoritismi non richiesti, piuttosto che agevolata nel vero senso della parola. Certo, le vittorie contro Chievo e Torino che senza errori avrebbero dovuto essere due pareggi, agevola sostanzialmente la posizione in classifica dei bianconeri, tuttavia, essere incolpevoli dall’essere agevolati grazie ai pasticci arbitrali, non mette di buon occhio la Vecchia Signora che già in passato è stata nell’occhio del ciclone. Quindi, se proprio non si vuole utilizzare il mezzo meccanico per stabilire certi falli di gioco, fuorigioco, gol non gol che possono sfuggire all’occhio umano, sarebbe interessante rivedere il regolamento attraverso la prova televisiva, non solo per quanto riguarda l’eventuale squalifica di un giocatore ma anche per una partita vinta immeritatamente per sbagli arbitrali. In quel caso si rivedrebbe il punteggio (senza l’errore) e la conseguente posizione in classifica cui verrebbero detratti i punti alla squadra erroneamente avvantaggiata e compensati alla squadra penalizzata ingiustamente. Potrebbe essere un’idea che non andrebbe a inficiare la suscettibilità della classe arbitrale, sempre così attenta a mantenere il proprio potere. E poi, stabiliamo una volta per tutte che il regolamento si attua e non si interpreta.<BR>&nbsp;<BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR>C1012317FL0711FL0711arbitri-4.jpgSiNce-e-nell-aria-il-virus-degli-errori-arbitrali-1012448.htmSi100451001,02,03,06,07030303
1381012447NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 6a giornata20131001141321serie aRoma, Verona e Napoli Roma, Verona e Napoli tra le formazioni più brillanti di giornata, finiscono di merito tra i top. Male invece l’Udinese, la Lazio e la Samp.<br><br> TOP<br><br> Rafael = Se il Verona stupisce a ripetizione è anche merito del suo portierone. Parate decisive contro il Livorno. Sorpresa. <br><br> Nagatomo = Il piccolo samurai è praticamente sempre in movimento. Viaggia sulla fascia di competenza che è un piacere e fornisce anche assist decisivi. Duracell.<br><br> Barzagli = Se La Juventus finalmente riesce a non subire è anche (ma non solo) merito del rinato trio difensivo delle meraviglie. Concreto.<br><br> Iturbe = Gioiello su punizione che conferma le indiscrezioni sulle sue doti per chi già le conoceva e lo fa scoprire alla platea della massima serie. Ma è ancora presto. Talento. <br><br> Strootman = Il centrocampo della Roma capolista è nettamente il migliore fino a questo punto. E il giovane olandese si è calato nella parte con notevole bravura. Faro.<br><br> Denis = Torna al gol dopo molte giornate e assicura all’Atalanta quella vittoria che senza le sue perle, sembrava non volesse arrivare. Puntero.<br><br> Pandev = Da prma punta o da esterno d’attacco, resta comunque un’alternativa più che valida per il Napoli di Benitez. Infatti appena chiamato, risponde con una doppietta. Prezioso.<br><br> Formazione TOP = Rafael; Nagatomo, Barzagli, Benatia; Iturbe, Strootman, Nainggolan, Pogba; Denis, Pandev, Gervinho.<br><br> FLOP<br><br> Neto = A Firenze sudano freddo ad ogni suo intervento. Per un ruolo delicato come quello del portiere, tutta questa frenesia non è ottimale. Spaventato.<br><br> Antonsson = Imbarcata colossale del Bologna nella Capitale. Il perticone svedese guida la scialuppa in alto mare della retroguardia rossoblu. Groviera.<br><br> G. Silva = Solitamente freccia sulla fascia dell’Udinese, incappa in una giornata pessima per lui e per tutta la truppa di Guidolin. Stanco.<br><br> Ederson = Lazio in piena crisi, si fa raggiungere dal Sassuolo e non snocciola un minimo di gioco. Lui poi latita come non mai. Assente.<BR>Palombo = Spostato nel ruolo che fu, non morde e non imposta. E la Samp barcolla pericolosamente sul fondo della classifica. Sfiduciato.<br><br> Robinho = Sbaglia a due passi dalla porta confermando le sue mirabolanti qualità di brasiliano atipico. Triste.<br><br> Immobile = Una gara di puro contenimento, il suo derby. Condito da un’entrata killer che lascia segni inequivocabili sulle caviglie di Tevez. Agitato.<br><br> Formazione FLOP = Neto; Antonsson, G. Silva, Antonini; R. Alvarez, Palombo, Ederson, Sestu; Di Natale, Robinho,Immobile.<br><br> Gabriele Cavallaro <BR><br><br>C1012317adm001adm001barzagli-6.jpgSiNserie-a-top-e-flop-della-sesta-giornata-1012447.htmSi100075701,02,03,06,08030341
1391012441NewsCampionatiDa calciatore mancato a manager dell`Hotel Idea, la storia di Federico Pinsoglio20130930234991juventusMa è l’essere umano la centralità di ogni cosa, con le sue storie di vitaCi sono storie nel calcio che spesso s’intersecano con la vita di tutti i giorni. Storie che ricordano il nostro passato di come eravamo e che romanticamente affascinano nel ripercorrere momenti e situazioni che appartengono a noi stessi. Una sorta di dolce dietrologia il cui racconto, talora, può essere da esempio anche agli altri, a chi ascolta ed è interessato a scoprire storie che qualche volta si somigliano e che possono aiutarti a capire meglio te stesso. Chi mi conosce sa che per me essere giornalista sportivo al seguito del calcio, significa non solo scrivere di fatti tecnici e di cronache limitate alle partite di calcio. Ho sempre pensato e scritto che attraverso questo pallone che gira in mezzo al campo inseguito da 22 calciatori, ci fosse sempre il lato umano da rispettare, a prescindere dalla popolarità dei calciatori stessi e dalla loro fantasmagorica ricchezza. Ma è l’essere umano la centralità di ogni cosa, con le sue storie di vita, con i suoi percorsi talora impervi e tortuosi, con le sue fragilità, con le delusioni, ma anche con i propri sogni e le proprie legittime aspirazioni. Così, ho sempre dato spazio a storie di vita che in qualche modo possano far riflettere e possano servire anche da esempio agli altri. Ad esempio, chi di noi da bambino non ha mai rincorso un pallone ai giardinetti, all’oratorio, nel cortile sotto casa, in una società di calcio. E chi non ha mai accarezzato il sogno di diventare calciatore e fare le fortune della propria vita e quella delle persone a noi care. Ma, come in tutte le cose, c’è sempre il rovescio della medaglia, nel senso che se tale sogno viene infranto ci si può perdere nei meandri della pericolosa delusione. Dico questo perché ai tempi in cui seguivo il calcio giovanile, ho visto parecchie delusioni che sono poi sfociate nella disperazione. Giovani che si sono abbandonati alla droga o che bighellonavano per le strade con compagnie sbagliate, magari a lanciare pietre da un cavalcavia di autostrada per non sapere cosa fare. Situazioni umane, ai margini sociali, che però danno il senso di quanto il sogno di arrivare a raggiungere un obiettivo s’infranga e provochi traumi assolutamente pericolosi. Ma, per fortuna, ci sono anche racconti e storie che sono da esempio a tanti giovani che invece, pur fallendo un obiettivo non vanno alla deriva, anzi acquistano la spinta necessaria per raggiungere altri obiettivi. Tra i tanti personaggi e storie di vita di tutti i giorni, che il giornalismo mi ha fatto conoscere, c’è quella di Federico Pinsoglio classe 1982. Innamorato del calcio giocato e della Juventus, Federico (seguito da papà Tommaso, anch’egli calciatore nel settore giovanile della Juventus ai tempi in cui in prima squadra giocava Pietro Anastasi) ha fatto tutta la trafila di giovane calciatore fino agli allievi. Buona tecnica, intelligenza, arguzia, capacità di fare gruppo e relazionarsi con compagni e avversari, Federico Pinsoglio ha legittimamente accarezzato il sogno di arrivare un giorno a giocare in prima squadra. Ma, per molteplici motivi, il destino gli ha cambiato orizzonti e aperto scenari professionali di assoluto prestigio, che nulla hanno a che fare con il calcio. La sua intelligenza, l’arguzia e la capacità di relazione che aveva riposto nel mondo del calcio, gli sono ritornati utili nella vita. Federico studia con ottimi risultati, ottiene la maturità scientifica con indirizzo linguistico al Liceo Scientifico Giordano Bruno di Torino, conseguendo il punteggio di 96/100. Le lingue straniere con indirizzo turistico alberghiero sono la sua passione che scopre al pari di quel calcio che, adesso, comincia a non essere più la priorità dei suoi interessi personali. Si, è vero, la Juve lo affascina, lui è sempre grande tifoso della Vecchia Signora, ma adesso la vita gli si presenta diversa, più interessante. Federico, prosegue negli studi e si laurea all’Università di Torino in Scienze della Mediazione Linguistica – Lingue e Letterature Straniere, con una votazione di 101/110. E, non contento di tale prestigioso raggiungimento negli studi, continua il suo percorso di conoscenza linguistica – culturale, frequentando corsi di perfezionamento della lingua inglese, francese, spagnolo, tedesco, con soggiorni in Germania e conseguimento di attestati prestigiosi conseguiti presso scuole di lingue tedesca “In lingua Sprachscule” e “Mittelstufe”. A gennaio 2006 a soli 24 anni, Federico Pinsoglio entra a far parte della grande catena alberghiera degli Hotel Idea. Qui, si mette subito in luce per le sue qualità di intraprendenza, alta professionalità e capacità di appartenenza a un’azienda e a un settore a lui congeniale. Oggi è Direttore dell’Area Hotel Idea e Malpensa (Torino Mirafiori, Moncalieri e Milano Malpensa) ed è uno dei più apprezzati Manager degli Hotel Idea a livello nazionale. Questa è la storia di Federico, la storia di un ragazzo come tanti che comincia con il sogno poi infranto di diventare un calciatore e che continua nella vita con altrettante soddisfazioni. Vorremmo che questa esperienza di vita fosse un esempio per tanti giovani, soprattutto oggi che siamo così soffocati da una crisi occupazionale che è disarmante. Ma ciascuno deve poter credere sempre in se stesso senza mai perdere la speranza e la fiducia, anche coloro i quali come Federico Pinsoglio, non hanno avuto fortuna in quel pallone che hanno rincorso come un sogno fin dalla più tenera età.<br><br> Salvino Cavallaro<BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711juventus.jpgSiNda-calciatore-mancato-a-dirigente-dell-hotel-idea-la-storia-di-federico-pinsoglio-1012441.htmSiT1000007100451001,02,03,06,07030557
1401012440NewsCampionatiLa Juventus vince un derby incolore20130930150041juventusDiciamo subito Diciamo subito che nonostante le trepidanti attese, il derby di Torino è stato davvero brutto da vedersi, non solo sotto l’aspetto tecnico ma anche dal punto di vista agonistico. Ha vinto la squadra più forte che, tuttavia, è sembrata davvero lontana dalla Juve migliore apprezzata l’anno scorso per lunghi tratti del campionato. Il Torino, invece, è stato poca cosa sia per furore agonistico, sia per quanto riguarda l’approccio a una gara che avrebbe dovuto affrontare con maggiore grinta e determinazione. Sostanzialmente ordinata in campo, la squadra di Ventura si è preoccupata più di chiudere gli spazi agli avversari, piuttosto che andare ad aggredirli a metà campo cercando di non farli ragionare. Nullo Immobile, Cerci non ha inciso come suo solito, Rodriguez non è sembrato ancora pronto per affrontare una gara delicata come il derby e Vives che non eccelle in fase di interdizione. Da premiare, almeno per l’impegno, sono stati D’Ambrosio, El Kaddouri (che Ventura ha sostituto, secondo noi sbagliando) e Brighi, un calciatore che è solitamente costante nell’apporto di interdizione e costruzione dell’azione di centrocampo. Poi basta, per il Torino si è spenta la luce. La Juve è stata invece più cinica, nonostante aver vinto con un gol di Paul Pogba che insacca in mezzo a una mischia in area di rigore, a seguito di un calcio d’angolo che evidenzia Tevez in netta posizione di fuorigioco. Ma, in tutta onestà, era davvero difficile da poter valutare. Grande la partita dell’argentino Tevez che, pur non segnando, ha meritato il 7 in pagella grazie a una prestazione volitiva sotto l’aspetto della visione di gioco, del dribbling, della protezione della palla e del movimento continuo, che ha messo in difficoltà gli avversari costringendoli più d’una volta a fare fallo. Diremmo che la sintesi del derby torinese della sesta giornata di campionato si esaurisce qui. Una Juve che vince senza lode e senza gloria, ma che mette in cantiere tre punti importanti per la sua posizione in classifica. Oggi, come mercoledì scorso a Verona contro il Chievo, la squadra di Conte è stata agevolata dagli errori arbitrali, ma non gli si può contestare privilegi preventivati. La Juve però, pur restando fedele al suo 3-5-2 di base, deve a parer nostro migliorare sotto l’aspetto del consolidamento nell’assetto tattico di quei giocatori che non fanno parte solitamente della rosa dei titolari. Giovinco non sembra la spalla ideale per Tevez e Quagliarella avrebbe bisogno di giocare con più assiduità, visto che Llorente resta, almeno per il momento, un oggetto misterioso. Asamoah, poi, è caricato da un lavoro improbo tale, che avrebbe bisogno di rifiatare più d’ogni altro per non avere scompensi di valide prestazioni. Insomma, non vorremmo sbilanciarci molto nella valutazione di questa Juve d’inizio di campionato, ma si ha l’impressione che il solo Tevez non sia sufficiente per tenere a bada in campo nazionale le altre squadre che si sono adeguatamente rinforzate rispetto all’anno scorso. Poi, per quanto concerne il campo internazionale, pensiamo che quel gap rilevato nei confronti di altre compagini europee non sia stato ancora colmato del tutto, perché il gioco della Juve, nel momento in cui sono chiamate in campo le riserve, non sembra essere brillante ma farraginoso e prevedibile. Comunque, vedremo cosa accadrà in seguito. Per quanto riguarda il Toro, invece, pensiamo che debba lavorare molto sulla continuità e, pur senza fare voli pindarici è necessario che Ventura agisca molto sull’autostima dei suoi giocatori, apparsi oggi poco determinati nel pressing, anche se ordinati e attenti a non lasciare spazi agli avversari. Il calcio ci insegna che quando affronti una squadra superiore dal punto di vista tecnico, devi contrastarla a metà campo sotto il profilo della conquista della palla e del suo possesso. Non puoi guardare l’avversario a distanza, senza dare forza ad un pressing asfissiante, tale da non farlo ragionare . Questa, a parer nostro, è stata la grave manchevolezza di un Toro che ha perso il derby contro una Juve assolutamente mediocre.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNla-juventus-vince-un-derby-incolore-1012440.htmSiT1000007100451001,02,03,06030322
1411012422NewsCampionatiTorino, sale la febbre per il derby cittadino20130928184844torinoSi gioca all’Olimpico Eccoci qui a respirare ancora aria di derby. Si gioca all’Olimpico di Torino, quello che prima delle Olimpiadi si chiamava Stadio Comunale. Torino e Juventus sono pronte a duellare e l’attesa per il derby torinese sta per finire. Ancora poche ore e si accenderanno i cuori dei tifosi granata e bianconeri. Dietro ogni partita c’è una storia, ma la storia del derby di Torino è una cosa a parte, un qualcosa che sfugge al semplice incontro di calcio e che si riflette su una città in cui vivono due realtà sostanzialmente diverse per cultura e tradizione. Da una parte la Vecchia Signora con la sua antica aristocrazia della casata Agnelli che è simbolo di potere, dall’altra la parte più proletaria, sanguigna, passionale, romantica sponda granata che ricorda in ogni occasione e con senso di orgoglio i fasti del Grande Torino di capitan Valentino Mazzola. Sono due modi diametralmente opposti di vedere il pallone cittadino che si manifesta attraverso uno status sociale, piuttosto che in un effettivo incontro di calcio dai connotati tecnici da esaminare attentamente. Il divario finanziario tra le due società è imbarazzante. Mentre la Juve vanta notevoli possibilità economiche con il suo Stadium di prima proprietà privata in Italia, il moderno centro di allenamento di Vinovo, il suo museo all’interno dell’Area 12, i prossimi investimenti nella mega area della Continassa per costruire la nuova sede e il campo di allenamento della prima squadra e, come se non bastasse ancora, aggiunge il legittimo orgoglio dei suoi scudetti che la pavoneggiano in ogni occasione. Il Toro risponde più sommessamente con il suo Filadelfia indegnamente rasato al suolo e mai ricostruito, con la sua incantevole storia degli “Invincibili” fatta di vittorie strepitose, ma anche di malinconie e disgrazie che negli anni gli hanno dato la forza di controbattere comunque il potere juventino anche attraverso quel derby cittadino che resta pur sempre il significato più importante per il popolo granata. Chi non vive la storia del pallone della città di Torino, non può capire il significato profondo di vincere il derby. E, mentre ci si prepara alla stracittadina, gli animi si accalorano gli uni contro gli altri. La Juve e i suoi sostenitori hanno i favori del pronostico e pensano di vincere non solo per consolidare la loro posizione in classifica ma, soprattutto, per conquistare quel terzo scudetto consecutivo che farebbe il primato della sua storia. Il Toro e il popolo granata, invece, aspettano da sempre e con ansia questo particolare appuntamento del pallone torinese, proprio per dimostrare ai tifosi bianconeri che la curva maratona e i suoi tifosi non sono inferiori a nessuno. Ma per loro ci sono motivazioni ed emozioni i cui connotati romantici vanno al di là di ogni logica tecnica che li vede obiettivamente inferiori. Ci sono cose amabili nei sentimenti reconditi del tifoso del Toro, c’è la sfida del povero contro il ricco, c’è la differenza tra chi vince sempre e chi non è abituato a calcare certi palcoscenici calcistici europei importanti, c’è la voglia passionale di buttare in campo il cuore oltre l’ostacolo senza risparmiare energie di sorta. Poi, quello che verrà, verrà, e sarà tutto premiante per gli undici granata che affronteranno “l’odiata” Juve se, comunque vada il risultato finale, sapranno fare il loro dovere ed uscire dal campo con la maglia intrisa di sudore. Questo è il sentimento romantico cui è legato il popolo granata nei confronti dei suoi giocatori, della sua squadra, della sua storia, della sua bandiera che sventola orgogliosa e si lega sempre al cuore. Ma gli aristocratici cugini bianconeri non ci stanno, loro vogliono vincere in maniera più cinica, concreta, senza fronzoli alcuni per potere dire al mondo che la Torino del pallone è bianconera e non granata. Ma questo, si sa, è un argomento scottante che i granata non accettano perché ritengono che sia statisticamente provato che i tifosi del Toro a Torino superano numericamente quelli bianconeri, i quali però, vantano invece l’assoluto tifo in campo nazionale. Due mondi diversi dunque, due modi opposti di vedere il pallone che rotola in mezzo al campo inseguito da maglie bianconere e granata con motivazioni sociali opposte che ben si addicono alla storia dei due club cittadini. Suonano le trombe dunque tra Piazza d’Armi e Corso Agnelli, la zona di Torino in cui sorge lo Stadio Olimpico. Il derby di Torino sta per cominciare. Ci saranno i sani sfottò che faranno da corollario indispensabile alla splendida cornice data dalla cromatura di colori granata e bianconeri, i quali invaderanno gli spalti di quel meraviglioso palcoscenico che si chiama stadio dai mille vecchi ricordi del pallone torinese in cui aleggiano ancora gli screzi tra Sivori e Ferrini; due calciatori che non si può proprio dire che si amassero profondamente. Dunque, sarà un mezzogiorno incandescente, dove neanche la voglia del panino potrà sostituirsi al desiderio di vincere quel derby della città sabauda che, nonostante la sua storica signorilità, non può fare a meno di essere sanguigna almeno in questa occasione del pallone cittadino. Sì, perché il derby è sempre il derby, con i suoi sfottò talora feroci e il desiderio di superarsi vicendevolmente. Altrimenti, se non fosse così, che partita sarebbe senza il sale della sana rivalità sportiva?<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-sale-la-febbre-per-il-derby-cittadino-1012422.htmSi100451001,02,03,06030251
1421012412NewsCampionatiCatania, secondo allenamento consecutivo in gruppo per Bergessio e Castro, primi test con i compagni anche per Izco, in fase di recupero20130928081417berghessio, casro, izco, cataniaSecondo allenamento consecutivo in gruppo per Bergessio e Castro, primi test con i compagni anche per Izco, in fase di recupero.Catania nuovamente in campo, nel pomeriggio, a Torre del Grifo. L'amarezza per la sconfitta di Roma ha lasciato spazio ad una grande voglia di riemergere attraverso il lavoro, in campo, nell'arco di una seduta d'allenamento molto positiva, preceduta da una riunione tecnica in sala video. Esercitazioni tattiche e partitella, i contenuti principali della sessione. Secondo allenamento consecutivo in gruppo per Bergessio e Castro, primi test con i compagni anche per Izco, in fase di recupero. Il Giudice Sportivo ha squalificato per una giornata Giuseppe Bellusci e diffidato Pablo Alvarez, giunto alla terza ammonizione. Stamattina, rifinitura e convocazioni: il ritiro pre-gara inizierà all'ora di pranzo. C1012317GP01CTGP01CTbergessio.jpgSiNberghessio-izcosta-recuperando-catania-1012412.htmSiT1000014-01,02,03,09010495
1431012408NewsCampionatiInter, Ranocchia: «Siamo un`Inter lavoratrice e dobbiamo continuare così»20130928075855Ranocchia, Inter, CagliariRanocchia «Siamo un`Inter lavoratrice e dobbiamo continuare così«Le cento gare in serie A celebrate ieri nella partita contro la Fiorentina sono quelle di cui si parla ai microfoni di <EM>Sky Sport 24 </EM>con Andrea <STRONG>Ranocchia</STRONG>, che dice: "Mi sento bene, certo sto invecchiando, cento partite sono tante, ma spero di farne altrettante e anche di più. Voglio continuare a lavorare di più". In che modo, nonostante le ripetute voci di mercato estive, il difensore nerazzurro trovi sempre la forza mentale per conquistarsi il posto in squadra è lo stesso Ranocchia a spiegarlo: "La voglia di rivincita, ogni estate vengo accostato a tantissime squadre, ma la mia voglia è stata sempre quella di rimanere qui. Mi impegno ogni minuto per dare il mio contributo a questa squadra".<BR><BR>Un aggettivo per l'Inter di Mazzarri? "Lavoratrice, - risponde d'istinto Ranocchia - lavoriamo molto". Ed è sempre merito del lavoro il fatto che dall'inizio di questa stagione l'Inter abbia subito così pochi gol: "Stiamo lavorando molto, il lavoro è sempre l'unica cosa che paga, ma dobbiamo ancora ridurre gli errori. Con Mazzarri stiamo continuando a lavorare sui dettagli. Lo stiamo dimostrando e dobbiamo continuare cosi, il campionato è lunghissimo".<BR><BR>Sul possibile turnover che l'allenatore potrà fare nella prossima partita contro il Cagliari: "Sia i ragazzi che hanno giocato ieri sera, sia gli altri stanno lavorando bene e chiunque il mister scelga per entrare in campo domenica darà il massimo".<BR><BR>Sui compagni di reparto, Hugo Campagnaro e Juan Jesus: "Sono molto forti. Hugo ha molta esperienza, conosce bene il mister e in questo ci aiuta tanto. Ma anche i compagni che sono fuori daranno il loro contributo durante la stagione che è lunghissima". <BR><BR>Poi sull'espidosio che ha visto protagonista ieri sera Fredy Guarin: "Posso solo dirgli di stare tranquillo perchè lui è un gran giocatore. Deve continuare a lavorare come sta facendo, anche a me è capitato a volte di ricevere dei fischi. Poi, il Guaro ha anche chiesto scusa, è un bravo ragazzo, magari si era un attimo surriscaldato dopo una partita cosi intensa". <BR><BR>Se questa sia un'annata diversa rispetto alle precedenti, Ranocchia preferisce "dirlo alla fine, diciamo che è un'annata partita bene. La Juventus è la squadra da battere perchè viene dalla vittoria degli ultimi campionati, ma anche la Roma è un'avversaria temibile. Noi però dobbiamo pensare a noi perchè, prima o dopo, dobbiamo affrontare tutte le squadre".<BR><BR>Si chiude parlando di Società e del discorso che il Presidente Moratti ha fatto ai giocatori stessi: "Il Presidente è in questo mondo da tanti anni e sa quale sia la cosa migliore da fare per tutti noi che siamo qui. Ci mettiamo nelle sue mani come sempre abbiamo fatto. Io bandiera dell'Inter? Nelle difficoltà degli ultimi anni mi sono forgiato come interista e spero nel futuro di ripagare tutti i tifosi che mi hanno sempre sostenuto. Si sicuramente, sono un grande interista".<BR><BR>C1012317GP01CTGP01CTranocchia-mercato.jpgSiNranocchia-inter-cagliari-1012408.htmSiT1000026-01,02,03,06010720
1441012407NewsCampionatiMilan, ultimo allenamento settimanale per i rossoneri in vista della sesta partita di campionato contro la Sampdoria20130928075413Samp, Milan, AllegriUltimo allenamento settimanale per i rossoneri in vista della sesta partita di campionato contro la Sampdoria.Allenamento di rifinitura nel pomeriggio, per la squadra di Allegri, in vista della partita contro la Sampdoria che si giocherà domani sera presso lo stadio San Siro alle 20.45. Presente anche <STRONG>Adriano Galliani</STRONG> per assistere al lavoro della squadra.<BR><BR>La squadra è scesa sul campo ribassato di Milanello, dietro la palestra, dove ha svolto una prima fase di <STRONG>riscaldamento</STRONG>, in seguito i ragazzi hanno effettuato una serie di esercizi in corsa, per poi passare a una fase di stretching. Presente in gruppo a lavorare con i compagni anche <STRONG>Riccardo Saponara</STRONG>.<BR><BR>La seduta è poi proseguita con varie esercitazioni <STRONG>tecnico-tattiche</STRONG> per preparare al meglio la partita con i blucerchiati di Delio Rossi.<BR><BR>La rifinitura si è conclusa poi con una <STRONG>partitella</STRONG> di carattere tattico su metà campo con i portieri.<BR><BR>Per quanto riguarda i singoli: <STRONG>Bonera</STRONG> è uscito dalla palestra per effettuare una serie di allunghi con cambi di direzione,&nbsp;così come<STRONG>&nbsp;Montolivo</STRONG>. <STRONG>El Shaarawy</STRONG> invece è uscito dalla palestra per eseguire alcuni esercizi con il pallone. Anche <STRONG>Mario Balotelli</STRONG> ha seguito una parte dell'allenamento. <BR><BR>Al termine dell'allenamento, Mister Allegri ha diramato la lista dei convocati:<BR><BR><EM>Abbiati, Amelia, Gabriel, Abate, Constant, Mexes, Vergara, Zaccardo, Zapata, Birsa, Cristante, Emanuelson, de Jong, Muntari, Nocerino, Poli, Matri, Niang, Robinho.</EM>C1012317GP01CTGP01CTallegri_600x449.jpgSiNsamp-milan-allegri-1012407.htmSiT1000027-01,02,03,07010687
1451012406NewsCampionatiCatania, Pulvirenti: «Serenità, consapevolezza e lavoro: il Catania si tirerà fuori da questa situazione»20130928074939Pulvirenti, CataniaPulvirenti: «Serenità, consapevolezza e lavoro: il Catania si tirerà fuori da questa situazione«Dopo il rientro da Roma ed il pernottamento a Torre del Grifo, il Catania è tornato ad allenarsi giovedì in mattinata: programma differenziato per i calciatori in campo all'Olimpico, chiamati a svolgere&nbsp;un lavoro essenzialmente defaticante. Attivazione in palestra e partitella per tutti gli altri. Bergessio e Castro si avvicinano ulteriormente al&nbsp;pieno recupero in vista della sfida al Chievo.&nbsp;Ieri, in conferenza stampa, il Presidente ha dato coraggio e fiducia alla squadra: "Serenità, consapevolezza e lavoro: il Catania si tirerà fuori da questa situazione".<BR><BR>La domanda è d'obbligo: perchè il presidente Antonino Pulvirenti ha indetto una conferenza stampa? (peraltro con il silenzio stampa dei tesserati rossoazzurri):&nbsp;«<EM>Ho ritenuto che era giusto fare la conferenza senza obiettivi o strategie, i numeri dicono che non è un buon momento le statistiche parlano chiaro. Bisogna prenderne atto e dobbiamo fare sicuramente meglio</EM>». <BR><BR>Ecco, dunque spiegato il perchè. Il numero uno del Catania (che oggi ha un solo punto in classifica) risponde ai quesiti dei media presenti al centro sportivo di Torre del Grifo:&nbsp;«<EM>Non è il momento più delicato in quanto abbiamo avuto momenti più difficili di questo, nulla di straordinario perchè nel calcio capita spesso a tutte le società, capita di raddrizzare il percorso, non è nulla di drammatico la voglia di farlo c’è da parte di tutti, sia da parte della società, dei giocatori, dello staff tecnico. Potrebbe essere una condizione il cambiamento, potrebbe essere causato dagli infortuni, dal calendario ma come fai a dire qual’è? Eravamo dati per aver fatto un’ottima squadra adesso siamo considerati meno che scarsi. Aspettiamo, diamo tempo a questa squadra. Contro il Chievo bisogna vincere, la vittoria è la panacea di tutti i mali. Maran, l’ho detto ai ragazzi ieri, questi giocatori, questo staff, li ha scelti la società e andiamo avanti fino alla fine. Questo è il Catania di oggi e domani. Maran non rischia qualsiasi cosa succede».&nbsp;</EM><BR><BR>Condizione atletica ferrata? «<EM>Sono discorsi da bar perchè lo staff è lo stesso quindi la condizione atletica c’entra poco, dipende da come affronti la gara mentalmente</EM>».<BR><BR>C1012317GP01CTGP01CT181900hp2.jpgSiNpulvirenti-catania-1012406.htmSiT1000014-01,02,03,09010485
1461012404NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 5a giornata20130927143555serie aRoma, Inter e Parma sugli scudi dopo il turno infrasettimanaleRoma, Inter e Parma sugli scudi dopo il turno infrasettimanale. Non benissimo nonostante tutto il Napoli, il Milan e la Juventus. <br><br> TOP<br><br> Puggioni = Mura i tentativi juventini e soccombe solo per due situazioni fortuite. Avrebbe meritato miglior sorte. Sicuro.<br><br> Benatia = Rete spacca match a Marassi che sa di trequartista navigato. Se la Roma arriva a portarlo a queste prestazioni, significa che è veramente in un momento top. Esaltato.<br><br> Jonathan = Viste le ultime stagioni, vista la palma di “bidone” attribuitagli da più parti, è la più clamorosa sorpresa di questo inizio di stagione interista. Rinato.<br><br> Parolo = Una doppietta di pregevole fattura che porta il Parma alla prima vittoria stagionale. Centrocampista solido e di sicuro affidamento. Certezza. <br><br> Cerci = La trasformazione attuata da Ventura sa di miracoloso. Vetta della classifica marcatori, sicurezza, gamba, entusiasmo. Sta guidando da solo il Toro a grandi prestazioni. In stato di grazia.<br><br> Ibarbo = Non proprio avvezzo al gol, l’attaccante del Cagliari sfodera una prestazione tutta muscoli e ripartenze. E risulta decisivo per i suoi. Corridore.<br><br> Zaza = Rete da posizione impossibile, guida l’attacco di un Sassuolo che sembrava derelitto e che grazie a lui porta via il primo punto stagionale. Talentuoso.<br><br> Formazione TOP = Puggioni; Benatia, Jonathan, Vrsaljko; Parolo, Cerci, Pogba, Laxalt; Ibarbo, Zaza, Gervinho.<br><br> FLOP<br><br> Buffon = Una o due gare a stagione le canna completamente. Diciamo che il primo bonus è stato esaurito con la prestazione di Verona contro il Chievo. Sbiadito.<br><br> Armero = Paga più di tutti il massiccio turnover di Benitez e viene annullato dalle giocate degli avversari. Impaurito.<br><br> Constant = Continua il momento pessimo della retroguardia rossonera. Fuori De Sciglio, poi, Allegri non ha un terzino sinistro di valore. Anonimo.<br><br> Guarente = Perde la palla decisiva per il secondo gol laziale e non appare minimamente in grado di far dimenticare uno come Lodi. Spaesato.<br><br> Guarin = Brutto gesto dopo la sostituzione, dimostra un po’ di nervosismo ed in campo non produce il solito apporto di corsa e sostanza. Stanco.<br><br> Matri = Sbaglia tutto ciò che può. Per sua fortuna il Milan torna da Bologna con un punto. Ma senza Balotelli, dovrà essere lui a pungere davanti. Spuntato.<br><br> Amauri = Ancora asecco in zona gol, prende un rosso evitabile e per sua fortuna non pregiudica il risultato dei ducali. Assente.<br><br> Formazione FLOP = Buffon, Armero, Constant, Peluso, Guarente, Guarin, Hamsik, Halfredsson; Matri, Amauri, Calaiò.<br><br> Gabriele Cavallaro <BR>&nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001totti-6.jpgSiNserie-a-top-e-flop-della-quinta-giornata-1012404.htmSi100075701,02,03,06,07,08030417
1471012403NewsCampionatiCatania, che fai?20130927143445cataniaQuattro partite perseDalle stelle alle stalle. Quattro partite perse, un solo punto in classifica per effetto del pareggio interno contro il Parma e gioco che latita alla grande. Il Catania non è neppure la brutta copia della squadra ammirata l’anno scorso. Una metamorfosi negativa che al momento è in analisi da parte della società rosso azzurra, alla ricerca delle motivazioni di un declassamento di idee, di gioco, di grinta e di determinazione, che avevano fatto del Catania la squadra che faceva paura anche alle grandi compagini del nostro campionato. Soltanto pochi mesi fa decantavamo l’abilità del presidente Pulvirenti e dei suoi fidati tecnici, di aver individuato una serie di giocatori argentini che stavano facendo le fortune della squadra siciliana. Oggi, stranamente, dopo la dipartita di Lodi e Gomez il Catania è diventato fragile, prevedibile e per mister Maran sembrerebbe impossibile ritornare a fare i miracoli dell’anno scorso, in cui si è sfiorato per poco l’accesso in Europa. Oggi, con questi chiari di luna, sembra più logico parlare di salvezza piuttosto che di altri ambiziosi traguardi che, obiettivamente, non sono alla portata di questo Catania. La squadra di Maran vista contro la Lazio, è stata protagonista di un match assolutamente brutto da vedere, nonostante che la squadra di Petkovic fosse scesa in campo senza sei giocatori indisponibili per infortunio e due per squalifica. Il Catania ha pure pensato di restare in dieci uomini alla mezz’ora del secondo tempo, per effetto dell’espulsione di Bellusci per doppia ammonizione. I biancocelesti hanno approfittato di una partita in cui l’avversario non era in grado d’impensierirla sotto il profilo tecnico e atletico, e così, senza grandi meriti, hanno portato a casa tre punti importanti per la loro classifica. Ora il Catania deve correre ai ripari con assoluta urgenza, per non compromettere fin dall’inizio un campionato che si preannuncia già in faticosa salita. In questi casi ci sono colpe da ripartire ma, si sa, fermo restando questa situazione, il tecnico (giusto o sbagliato) sarà quello che pagherà per tutti. Certo, Maran dovrà cambiare qualcosa nell’ambito di questa squadra che appare davvero demotivata e stanca come se fossimo già a fine campionato. Non possiamo credere che la forza del Catania sia questa. L’idea di provare a inserire in squadra Maxi Lopez, Castro, Keko e quel Legrottaglie che, se pur con un anno in più, può essere uomo faro in una difesa che appare allo sbando. Bisogna tentarle tutte, perché pensiamo che se è vero che i giocatori del Catania dell’anno scorso non erano dei fenomeni come si diceva, è altresì vero che quelli di quest’anno non sono bidoni. C’è la via di mezzo, ed è quella la strada da seguire. L’entusiasmo e l’euforia fanno spesso brutti scherzi d’inebriante ubriacatura, ma la delusione dei risultati negativi non deve essere disarmante e neanche il capro espiatorio di una profonda crisi. Reagire è l’imperativo e l’orgoglio deve essere l’obbligo dell’unica squadra siciliana rimasta in serie A. Nulla è ancora perduto, a patto che non ci si lasci andare a non sapere come riparare i danni commessi.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711barrientos500.jpgSiNcatania-che-fai-1012403.htmSiT1000014100451001,02,03,09030428
1481012405NewsCampionatiL`Associazione Sportiva Studentesca, al servizio dello sport per i giovani20130927092212calcioQuella di inseguire Quella di inseguire fin da piccoli un pallone, è considerata da sempre la metafora della vita. La palla, si sa, è un elemento affascinante che stuzzica la rincorsa ed è intesa come l’obiettivo da raggiungere, il sogno da accarezzare e realizzare per il proprio scopo di vita. Ma lasciando da parte il senso filosofico di ciò che viene considerato da sempre il fatto educativo ed etico dell’attività sportiva, possiamo dire che la passione di rincorrere una palla nasce con noi e non muore mai. Studi approfonditi di vari professionisti psicologi e specialisti della medicina dello sport, consigliano i genitori di far fare un’attività sportiva ai propri figli fin dall’età scolare, poiché con essa migliorano quelle che sono le varie fasi della crescita evolutiva dell’individuo, sia dal punto di vista fisico che mentale. Una sorta di benessere per il corpo e, al contempo, una spinta alla crescita caratteriale che sfocia in quell’autostima necessaria per ogni uomo per tutto l’arco della vita. Sport, dunque, quale divertimento ludico e, al contempo, come formazione e miglioramento della persona. Tra le tante società sportive presenti nel territorio piemontese nate a questo scopo, l’Associazione Sportiva Studentesca affiliata al CSI (Centro Sportivo Italiano) e riconosciuta dal CONI, si rivolge ai giovani nella fascia d’età compresa tra i 6 e i 14 anni che amano lo sport in genere, si tratti di calcio, roller, mini volley, mini basket, atletica, danza, multi sports, tennis e tante altre attività. L’Associazione Sportiva Studentesca è nata con la volontà di promuovere la cultura dello sport fra i più giovani, in particolare tra i bambini della scuola primaria. L’attività comprende cicli di lezioni all’interno delle scuole in orario curricolare ma anche un’ampia offerta di corsi in orario post scolastico, al fine di garantire alle famiglie una valida alternativa per il tempo libero, nonché soggiorni all’insegna dello sport in località montane o marine. Alla base di ogni insegnamento vi è una costante scelta etica, là dove lo sport è inteso come condivisione del senso della fatica, del raggiungimento della vittoria ma, soprattutto, della cultura della sconfitta. L’esperienza e l’organizzazione dell’ASS, garantiscono competenza e serietà nel seguire passo dopo passo i bambini, con attenzione e dovizia di particolari. Il personale è qualificato nel gestire il gruppo di bambini che, per essere seguiti e gestiti al meglio, sono divisi per fascia d’età. Ogni bambino ha le sue esigenze ed è&nbsp; diverso dal punto di vista caratteriale rispetto a un altro. Il buon inserimento nel gruppo è essenziale, soprattutto per ciò che concerne l’abitudine a vivere con gli altri e condividere la passione per il gioco e non solo. Da quest’anno c’è anche una novità all’interno dell’Associazione Sportiva Studentesca. Infatti, coloro i quali amano il calcio e desiderano migliorarsi sotto l’aspetto dei fondamentali e del perfezionamento tecnico individuale, potranno essere accompagnati al centro “Individual Technique Soccer” che si trova in C.so Allamano a Torino. Per coloro i quali volessero saperne di più sull’Associazione Sportiva Studentesca potranno rivolgersi al responsabile Signor Claudio, telefonando al 346-1749352, oppure scrivendo all’indirizzo mail <a href="mailto:asstorino07@libero.it">asstorino07@libero.it</a> . Per ognuno ci sarà un’attenzione particolare.<br><br>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br><br>C1012317FL0711FL0711elsha420.jpgSiNl-associazione-sportiva-studentesca-al-servizio-dello-sport-per-i-giovani-1012405.htmSi100451001,02,03030197
1491012384NewsEditorialeDalle lacrime di Balzaretti, all`immancabile bravata di Balotelli20130923225539calcioQuesto calcio non finisce Questo calcio non finisce davvero mai di stupire, ma forse è bello proprio per questo. La quarta giornata del campionato italiano ha riservato emozioni contrapposte, mai riconducibili a fatti squisitamente tecnici ma, più propriamente, analizzabili per situazioni comportamentali estreme. La gioia incontenibile di Balzaretti che sigla il primo dei due gol con il quale la Roma ha vinto il derby contro la Lazio, sembra davvero un controsenso al confronto di un Balotelli che alla fine della gara Milan – Napoli si scaglia con frasi ingiuriose contro l’arbitro, il quale lo espelle a partita terminata e dal quale ne scaturisce una squalifica di tre settimane. Due reazioni psicologiche che ci fanno riflettere come nel calcio e forse anche nella vita, si passi da un eccesso all’altro senza mai raggiungere l’equilibrio. Tutto ciò in virtù del fatto che non c’è la cultura della sconfitta e, quando si vince, così come quando si perde, ci si abbandona a eccessi che sono il frutto di un patos esasperato. Federico Balzaretti ha mostrato il suo lato umano che non vogliamo definirlo come “fragilità dell’essere” ma più semplicemente come momento legittimo in cui si sconfigge la paura di una carriera che sta per finire anzitempo. Dopo l’infortunio dell’anno scorso e dopo essere uscito (almeno momentaneamente) dal giro della nazionale italiana, Balzaretti ha vissuto momenti di difficoltà forse più psicologica che fisica. L’abbiamo visto molte volte arrancare contro l’avversario, proprio lui che ci ha abituato a folate irresistibili sulla fascia sinistra del campo, fin da quando giocava nel Torino, poi nella Juventus, nella Fiorentina, nel Palermo e adesso nella Roma. Un percorso professionale fortunato che ha dato fama e ricchezza a un ragazzo che noi ricordiamo fragile fisicamente fin dai suoi primordi di calciatore dilettante e che poi si è rivelato il Balzaretti che tutti conosciamo. Questo gol e queste lacrime di felicità gli hanno ridato autostima nel credere ancora in qualcosa che stava per vacillare nella sua carriera di serio professionista. Da oggi Federico è più tranquillo e, assieme alla sua etoile Eleonora Abbagnato (purtroppo a Parigi per lavoro) e le sue bimbe,&nbsp; si gode questo magico momento di legittima euforia. Di altra natura è l’emozione che si chiama rabbia di Mario Balotelli. Su questo ragazzo sono state spese fiumi di parole, studi di psicologi e sociologi che ne hanno studiato il comportamento anche attraverso i suoi trascorsi di ragazzo difficile sotto l’aspetto emotivo e comportamentale. Ma Mario si sa è così, prendere o lasciare, lui non cambierà mai. E non si tratta di non maturazione personale, bensì di carattere irruento, irrazionale, istintivo, che quasi sempre ha il sopravvento sulla ragione. Balotelli è un campione di calcio dalla indubbie capacità tecniche e balistiche, tuttavia chi crede in lui come calciatore deve fare i conti con mille altre situazioni che con il calcio giocato non hanno proprio nulla a che fare. Subire falli, ingiustizie arbitrali, contrasti al limite di regolamento, fanno parte del gioco e chi è attaccante come Balotelli, deve anche accettare determinate circostanze senza andare in escandescenze. Mario non ce la fa, è più forte di lui e, ad ogni ingiustizia nei suoi confronti, segue sempre la reazione alla ricerca della giustizia personale. Purtroppo per lui, nel calcio non funziona propriamente così e quindi risulta sempre recidivo di comportamenti inaccettabili nei confronti di arbitri e avversari. Se analizziamo la partita Milan – Lazio finita con la sconfitta dei rossoneri milanisti per 2 a 1, ci accorgiamo che Balotelli ha fatto tutto lui. Ha sbagliato il rigore, ha segnato un gran bel gol sul finire della partita, ha inveito contro l’arbitro che non ha fischiato alcuni falli compiuti dagli avversari nei suoi confronti e, a partita finita, ha pure pensato di farsi espellere per reiterate proteste e frasi irriguardose nei confronti del direttore di gara. Scene già viste che ribadiscono ciò che abbiamo detto fin qui. Oltre tutto, il Milan resta penalizzato dal fatto che dovrà fare a meno del suo calciatore più importante, almeno per tre settimane. Tutto questo non è propriamente da trascurare, anche in virtù del fatto che in uno di questi tre turni il Milan dovrà incontrare la Juventus a Torino. Dunque, Balzaretti e Balotelli, due uomini e campioni diversi, due situazioni diverse, due fatti di cronaca sportiva diametralmente opposta, due momenti che ci coinvolgono in sentimenti pallonari che, in fondo, sembrano simili a certi fatti della vita di tutti i giorni.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711Balzaretti1.jpgSiNdalle-lacrime-di-balzaretti-all-ennesima-bravata-di-balotelli-1012384.htmSi100451001,02,03,06,07,08030411
1501012383NewsCampionatiTosi: «Saremo pronti per il Messina»20130923225218calcioMarco Tosi è stato allenatore del Milazzo Marco&nbsp; Tosi è stato allenatore del Milazzo nel campionato precedente, praticamente per le prime due giornate,allorchè una grave malattia della madre lo costrinse ad allontanarsi dalla cittadina siciliana per poterle rimanere più vicino e a buon ragione visto che purtroppo morì a distanza di qualche mese. <BR>Non ritornò più sulla panchina rossoblu, perché la squadra mamertina aveva preferito intanto affidarsi alle cure di mister Tudisco dopo il ritorno della gestione al clan Lo Monaco.<BR>Pur tuttavia ha lasciato un buon ricordo a Milazzo fra i tifosi,che gli inviarono una corona di fiori rossoblu al funerale della madre e questo Marco Tosi non lo ha più dimenticato.<BR>Marco Tosi è nato a Livorno,53 anni fa,e lì abita con la famiglia. Si può dire che la sua carriera di allenatore prende una svolta quando fa da secondo a Walter Mazzari sulla panchina del Livorno nell’anno,in cui la squadra toscana salì in serie A. Da allora ha girovagato sempre&nbsp; per i campi di Lega Pro ,cosicchè è stato a Potenza,San Marino,alla Vibonese,a Giulianova,a Milazzo ed adesso a Poggibonsi,che ha accettato ben volentieri per la vicinanza con casa sua; squadra che ha festeggiato il ritorno fra i professionisti proprio quest’anno.<BR>Chi scrive,ha consolidato un buon rapporto con il mister durante il ritiro a Norcia della squadra milazzese nell’estate scorsa; ci siamo conosciuti al di là del rapporto professionale (ero il&nbsp; medico della società siciliana)&nbsp; nelle pieghe del nostro carattere:lui ,classico toscanaccio abile conversatore, ma anche onesto e grande conoscitore del suo lavoro,io invece, un siciliano di poche parole, con una grande passione per i colori rossoblu,accecato fin al punto da non vedere&nbsp; i guasti di una società,che ben presto si sarebbero rivelati al ritorno in terra siciliana; entrambi impegnati al massimo per preparare i&nbsp; giocatori in ritiro con noi&nbsp; al top della condizione fisica&nbsp; in vista di un campionato molto difficile.<BR>Mister Tosi come va ? Quest’anno allena i” leoni” del Poggibonsi,contento fino adesso delle prestazioni della squadra toscana?<BR>Intanto diamoci del tu e poi ti dico che la squadra è stata fatta con un budget veramente ridotto ed è la formazione con la media –età più bassa dell’intero girone. Questo andrà bene ,com’è noto,per i rimborsi ,ma per chi allena questi ragazzi è un cammino in salita.<BR><BR>Ci puoi raccontare qualche episodio,in cui l’inesperienza ha giocato un brutto scherzo alla squadra?<BR><BR>Sette giorni fa in casa con il Teramo eravamo a metà partita con un uomo in più,ma ci siamo innervositi a tal punto da finire l’incontro in nove contro dieci e naturalmente gli ospiti ci hanno puniti. Ieri a Sorrento, in un campo sintetico e stretto,infuocato come tutti i campi della Campania,siamo caduti nel tranello e alla fine del primo tempo,sull’1-1 ,si è fatto espellere per un fallo,giudicato dall’arbitro grave,Rebuscini ,un promettente ’94 ,che gioca a centrocampo e che mi ha costretto alla fine&nbsp; dell’intervallo a rivoluzionare l’assetto tattico della mia squadra. Che vuoi sono tutti dei ’94 e ’95 ,provenienti dalle Primavera di squadre non professioniste, che cadono facilmente nelle provocazioni,ma che comunque vanno elogiati e capiti perchè danno l’anima in campo.<BR><BR>Domenica mancava Croce,un attaccante centrale,che risulta infortunato,ma oltre a lui chi sono i giocatori più rappresentativi ed esperti nella tua squadra?<BR><BR>In avanti gioca Manuel Pera,bravissimo domenica,forse il migliore,ma che ancora non ha smaltito del tutto un piccolo problema alla caviglia. Con lui si schiera in avanti l’ottimo Ferri Marini,reduce da un campionato vincente con il Perugia un paio d’anni fa. In difesa giostra Manegaz ,che domenica ho dovuto buttare in mischia nonostante non fosse completamente recuperato dall’infortunio,che si trascina da alcune settimane.In porta&nbsp; Anedda garantisce prestazioni super tant’è che domenica ha parato un rigore a Catania,centravanti del Sorrento,sul 2-1 ,che ci ha consentito di restare in partita fino al 94’ quando è stato realizzato il terzo gol dei campani.<BR><BR>Adesso hai paura per la tua panchina?<BR><BR>Nel calcio lo sappiamo non si possono mandare via venti giocatori e quindi a pagare siamo sempre noi allenatori. Io ho la coscienza a posto e&nbsp; credo di essermi meritato finora la fiducia del presidente. Vedremo cosa succederà. Domenica intanto giochiamo in casa con una squadra ,il Castel Rigone,gasata per il successo sul Messina di sabato scorso;sarà importantissimo ritornare al successo e smuovere la classifica. Ho la sensazione che la squadra migliori di partita in partita e che i risultati verranno lasciando maturare via via questi giovani di belle speranze affidatimi.<BR><BR>Marco ,domenica 20 Ottobre ,giocherete al San Filippo contro il Messina ,ci rivedremo?<BR><BR>Certamente,ho deciso in accordo con la società di portare la squadra in ritiro a Milazzo all’hotel “Il Principe” e fare la sgambatura al Grotta di Polifemo.Un amarcord per me,se ci sarò, ma anche un’occasione per incontrarmi con tutti i tifosi milazzesi ,che mi sono rimasti nel cuore. Ricordo ancora la stagione precedente e mi viene il magone al pensiero che è stato fatto morire il calcio rossoblu! Ti ho sempre confessato che con tre giocatori:un centrale di difesa,un centrocampista ed una punta di peso avremmo centrato i play-off.altro che salvezza!. Ma questa è un’altra storia e con i se e con i ma nel calcio non si fa fortuna. Non è vero? <BR><BR>Mister Tosi me lo fa un piacere? Quel giorno al San Filippo nel chiuso dello spogliatoio racconti la storia del Milazzo&nbsp; ai suoi ragazzi e gli dica&nbsp; di mettercela tutta , anche per tutti noi,vittime incolpevoli della scomparsa della squadra rossoblu.<BR><BR>Attilio Andriolo<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1012317adm001adm001milazzo.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-tosi-saremo-pronti-per-il-messina-1012383.htmSi100075701,02,03,090302332S
1511012380NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 4a giornata20130923124752serie aInter, Roma, Fiorentina e Juventus forniscono le migliori prestazioni Inter, Roma, Fiorentina e Juventus forniscono le migliori prestazioni di giornata e affollano coi propri interpreti l’undici dei Top. Male invece la Lazio, il Milan ed il Bologna.<br><br> TOP<br><br> Bardi = Reina? Ormai una certezza, ma di questo giovane che tiene a galla il Livorno a Genova, si sentirà parlare ancora. Speranza.<br><br> Balzaretti = Le sue lacrime dopo la rete spacca derby sono il manifesto di questa giornata. Subissato dalle critiche è un onesto “operaio” della fascia. Grintoso.<br><br> Britos = Non propriamente un fine dicitore nel suo ruolo, ma ha il merito di buttarla dentro e di aver scalzato, nelle gerarchie di Benitez, capitan Cannavaro.<br><br> R. Alvarez = Contro un imbarazzante Sassuolo dilaga, ma col nuovo corso targato Mazzarri sta riuscendo a cancellare certe perplessità. Ritrovato.<br><br> Conti = Spesso decisivo nell’economia di gioco del Cagliari, ha rischiato di far vincere i suoi con una punizione pennellata, non proprio vicina al suo repertorio. Bandiera. <br><br> G. Rossi = Rete da fuoriclasse, tiene in piedi l’attacco della Viola e torna a confermarsi un giocatore assai prezioso per tutto il movimento. Mago.<br><br> Milito = Più per il suo rientro che per l’effettivo valore della sua doppietta. Il vero problema sarà capire ora come l’Inter vorrà orchestrare il reparto d’attacco. Bomber.<br><br> FORMAZIONE TOP = Bardi; Balzaretti, Britos, D’Ambrosio; R. Alvarez, Conti, M. Fernandez, Ljajic; Tevez, G. Rossi, Milito. <br><br> FLOP<br><br> Agazzi = Solitamente attento, regala alla Samp, con due papere abbastanza goffe, un pari che sembrava insperato. Distratto.<br><br> Dias = Entra per farsi espellere e autorizza a pensare che se Petkovic l’ha escluso per leliste Uefa, forse un motivo valido esiste. Rude.<br><br> Emanuelson = Letteralmente spaesato in una difesa, quella del Milan, che fa pericolosamente acqua da più parti. Fuori luogo.<br><br> Lodi = Dalle stelle (il derby) alle stalle. Stecca completamente ed essendo un faro, quando non porta luce i suoi ne risentono. Spento.<BR>Hernanes = Uno di quelli che ti aspetti specie nelle gare che contano. Invece non fa nulla, nemmeno per farsi notare. Assente<br><br> Bianchi = La sua stagione, da quando è approdato al Bologna, deve ancora cominciare. Fuori forma. <br><br> Cassano = Anche per lui stesso discorso. A Catania il Parma gioca il primo tempo in dieci. Viene sostituito per mancanza di voglia. Inesistente.<br><br> FORMAZIONE FLOP = Agazzi; Dias, Emanuelson, Pucino; Lodi, Hernanes, Pirlo, Allan; Bianchi, Cassano, Denis.<br><br> Gabriele Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001C_3_Media_1521781_immagine_obig.jpgSiNserie-a-top-e-flop-della-quarta-giornata-1012380.htmSi100075701,02,03,06,07,09030365
1521012377NewsCampionatiMilan-Napoli, le probabili formazioni20130922113036milanLe probabili formazioniLe probabili formazioni:<br><br> Milan (4-3-1-2) - Abbiati, Abate, Mexes, Zapata, Emanuelson; Poli, De Jong, Muntari; Robinho; Balotelli, Matri.<br><br> Napoli (4-2-3-1) - Reina, Maggio, Albiol, Britos, Zuniga; Dzemaili, Behrami; Callejon, Hamsik, Insigne; Higuain. <BR><br><br>C1012317adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-napoli-le-probabili-formazioni-1012377.htmSiT1000027100075701,02,03,07,08030608
1531012376NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta potrebbe prendere un altro centravanti20130921115244juventusAnche perché adessoCome riporta La Gazzetta dello Sport, Fernando Llorente si sta allenando con serietà e professionalità, in attesa che arrivi il suo momento: se Conte non lo utilizzerà in una delle prossime tre gare, però, a detta del quotidiano si aprirà ufficialmente il caso. Anche perché adesso è la quinta scelta dell'attacco, pur non esistendo gerarchie fisse con Conte e questa è una settimana decisiva per capire se davvero Fernando ha un futuro nella Juventus.C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-potrebbe-prendere-un-altro-centravanti-1012376.htmSiT1000007100075701,02,03,06030398
1541012370NewsCampionatiCalcio e beneficenza, al torneo Giovanni Graglia di Torino20130919092843calcioC’è un appuntamento calcisticoC’è un appuntamento calcistico importante al campo del Cit Turin in corso Ferrucci 66 a Torino. Alle ore 17,00 di sabato 21 settembre si disputerà il Torneo Calcistico Giovanni Graglia, giunto quest’anno alla seconda edizione. Giovanni Graglia, di origine vercellese (Saluggia 1928 – Torino 1998) ma adottato da Torino dove ha studiato, si è laureato e ha portato avanti una prestigiosa carriera professionale lavorativa ricoprendo la funzione di direttore delle risorse umane area nord ovest per la Sip oggi Telecom, era un grande appassionato di teatro, di cinema e di musica. Attore e musicista nel tempo libero, ha ricoperto anche mansioni istituzionali. Per lungo tempo è stato assessore alla cultura del Comune di Giaveno (To). La passione per lo spettacolo è stata trasmessa al figlio Giulio che ha seguito con entusiasmo l’inclinazione paterna. Il premio letterario a lui dedicato è nato nel 2006 e nel 2012 è stato affiancato anche dal trofeo calcistico. L’evento, fortemente voluto da Giulio Graglia, il noto regista torinese figlio di Giovanni, cui è dedicato il torneo, è organizzato da LINGUADOC in collaborazione con PALIO DEI QUARTIERI e vede come protagonisti gli esordienti classe 2001. Ci sarà pure un momento di “spettacolo”, ovvero una partita amichevole che vedrà confrontarsi la squadra degli OLD STARS contro i rappresentanti del PALIO DEI QUARTIERI SENIOR. Al termine della serata, come ormai da consuetudine, Sabrina Gonzatto, scrittrice e Presidente del Premio Letterario Giovanni Graglia nato con il Festival Nazionale Luigi Pirandello, consegnerà il trofeo e vari riconoscimenti agli organizzatori e al miglior talento messosi in luce durante il torneo calcistico. In questa occasione saranno raccolti fondi per CASA AMICA EDOARDO, l’Associazione nata nel 1976 a Torino che ha come obiettivo l’accoglienza dei famigliari che giungono nella città sabauda per accompagnare i loro bambini affetti da grave patologie quali, trapianti, terapie oncologiche, interventi chirurgici per incidenti e altre patologie di diversa natura. La scrittrice torinese Sabrina Gonzatto è da qualche mese membro operativo di questa Associazione che si pone l’obiettivo di intensificare il proprio impegno per fornire una sempre migliore ed adeguata accoglienza a chi soffre. Casa Amica Edoardo è l’alloggio acquistato dai genitori di Edoardo a seguito della sua morte prematura avvenuta nel dicembre 2011. Lo spettacolo della seconda edizione del Torneo Calcistico Giovanni Graglia è garantito dalla fantasia creativa del regista Giulio Graglia e dalla sua macchina da presa, capace di filmare con grande capacità professionale momenti suggestivi ed emozionanti. Oltre la già citata scrittrice Sabrina Gonzatto e il regista teatrale e televisivo Giulio Graglia, saranno ospiti della ricca serata anche Sergio Allamandola (papà del piccolo Edoardo, cui è dedicata Casa Amica) e Lucio Stella presidente del Palio dei Quartieri e aiuto fondamentale nell’organizzazione della manifestazione calcistica. Ci sono dunque tutti i presupposti per una serata di calcio interessante che ben si abbina a certi imprescindibili valori di sensibilità benefica.<br><br>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711giulio-graglia-regista-teatrale-e-televisivo.jpgSiNcalcio-e-beneficenza-al-torneo-giovanni-graglia-di-torino-1012370.htmSiT1000007100451001,02,03030303
1551012366NewsCampionatiCatania, nessuna nuova per Izco. Domani partitella a porte aperte a Torre del Grifo20130918203854Nessuna nuova per Izco. Domani partitella a porte aperte a Torre del GrifoNessuna nuova per Mariano Izco. Il centrocampista, infortunatosi alla caviglia, prosegue il programma di riabilitazione<strong>MASCALUCIA (CT) – </strong>Nessuna nuova per Mariano Izco. Il centrocampista, infortunatosi alla caviglia, prosegue il programma di riabilitazione. &nbsp;Nella doppia seduta d’allenamento odierna curati il rinforzo della muscolatura posturale (palestra), e lo sviluppo di forza individuale sul campo. Al pomeriggio attenzione alla fase difensiva quanto offensiva. Nella partitella che ha concluso l’allenamento in evidenza rete messa a segno Bergessio.&nbsp;Giovedì alle 15.00, allenamento a porte aperte con partitella in famiglia.C1012317GP01CTGP01CTizco.jpgSiNnessuna-nuova -1012366.htmSiT1000014-01,02,03,09010353
1561012365NewsCampionatiKakà e il suo stile da grande uomo20130918112651milanUn momento in cui la riflessione Nel variegato mondo del pallone, durante il nostro girovagare tra i numerosi campi di calcio, abbiamo scritto cronache ed effettuato interviste di ogni genere. Tuttavia, ci siamo accorti che spesso abbiamo tralasciato di descrivere momenti emozionanti, capaci di ricordarci che l’uomo è l’essenza di tutto, nel bene e nel male di ogni evento. Così ci siamo persi in disquisizioni tecnico tattiche che il nostro mestiere di giornalisti sportivi impone per ovvie ragioni. Sembra quasi che non interessi nessuno, nemmeno a noi scriventi, se questo o quel giocatore non renda com’è nelle proprie capacità di grande atleta, a causa di problemi fisici o psicologici. Ma c’è sempre un momento in cui la riflessione è d’obbligo e certi insegnamenti che derivano da alcuni emblematici messaggi devono necessariamente essere presi in considerazione per la loro profondità di pensiero. Nell’osservare la partita Torino – Milan di sabato scorso, ci siamo per un attimo estraniati da certe realtà di gioco e valutazioni arbitrali che spesso sono fonte di polemiche feroci, spietate e talora improduttive ai fini del risultato finale. I nostri occhi si sono soffermati su Kakà e sulle sue difficoltà di inserimento nell’ambito della squadra, causa la lunga assenza dai campi di gioco negli anni in cui è stato a Madrid. Un ritorno, il suo, che ha fatto discutere non certo come uomo ma come atleta. Ma c’è un punto importante da focalizzare che va oltre il minimalismo valutativo della condizione fisica del calciatore, ed è l’anima della persona, la sensibilità dell’uomo che sfocia nei valori e nella fede in Dio. Ebbene durante un’azione di gioco Kakà s’infortuna procurandosi una lesione all’adduttore sinistro e, per questo motivo, deve restare fuori squadra almeno un mese. “Chiedo vicinanza e comprensione. Rinuncio allo stipendio finché non sarò tornato a stare bene e sarò guarito”. Questa è stata la sua risposta. Un’onestà intellettuale che sbalordisce, che disarma, soprattutto in un mondo che fa del dio denaro l’unico vero senso della rincorsa al pallone che ti dà fama, ricchezza e prestigio. Certo, non vogliamo enfatizzare questo raro esempio di sensibilità in maniera da apparire inutili buonisti e ridicoli bacchettoni, tuttavia non possiamo prescindere da ciò che dovrebbe essere consuetudine, soprattutto in considerazione del momento così difficile dal punto di vista economico del nostro Paese, in cui milioni di giovani sono senza lavoro e quindi senza futuro. Kakà è un ragazzo che stimiamo non solo da oggi per il suo sentire, per la sua educazione in campo e fuori, per la sua ammirevole fede in Dio che è il vero significato della sua vita. Il brasiliano bloccato dall’infortunio, riflette su alcuni passi della Bibbia e, in particolare, su alcuni versi del poeta Abacuc: “Anche se il fico non fiorisce e non vi è alcun frutto sulle viti, se cessa il prodotto dell’olivo, i campi non danno più cibo. Anche se il gregge è scomparso dall’ovile e non ci sono buoi nelle stalle, io gioirò nel Signore, esulterò nel Dio della mia salvezza”. Questo è Kakà, questo dovrebbe essere il mondo del calcio e non solo, a prescindere dall’essere credenti o no, di avere la pelle nera o bianca, oppure di essere diversi. Competizione sì, giusti guadagni sì, ma soprattutto sforzarsi di portare avanti la filosofia del rispetto e di quella lealtà che sembra persa inesorabilmente nei meandri dell’egoismo umano. Fare gol è importante, vincere è talora essenziale, ma a tutto c’è un limite. In fondo, non dovrebbe essere così strano per un ricco e famoso calciatore che si infortuna, poter dire: “Chiedo comprensione e vicinanza, non soldi”.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711kaka-6.jpgSiNkaka-e-il-suo-stile-da-grande-uomo-1012365.htmSiT1000027100451001,02,03,07030611
1571012363NewsCampionatiSpecial Rudi e Don Rafè, alla conquista dell`Italia20130917153043napoliTre giornate, tre vittorie e primo posto &nbsp; OK, ancora è presto per giudicare, siamo agli inizi: “chi ben inizia è a metà dell’opera” però dice qualcuno… Tre giornate, tre vittorie e primo posto in coabitazione: Roma e Napoli, le due che non ti aspetti, o forse si. Due squadre nuove, quadrate e spettacolari: due allenatori che sanno vincere, hanno le loro idee, il loro carisma e, soprattutto, sanno quel che vogliono. Rudi Garcia e Rafa Benitez sono già entrati nei cuori dei tifosi, e non era mica semplice: uno doveva far dimenticare la bruciante sconfitta in finale di Coppa Italia nel derby e ricreare uno spogliatoio, l’altro doveva far dimenticare gli addii di Cavani e Mazzarri, che tanto bene avevano fatto in azzurro. Sabatini è stato chiaro fin dal primo momento: voleva Garcia in panchina, e Garcia ha preso. Mai scelta più azzeccata: il francese, che ha pure vinto uno scudetto col Lilla, non esattamente una delle squadre più forti in Francia e comunque prima dell’avvento degli sceicchi nel Principato e sotto la Tour Eiffel, ci sa fare, e sembra aver trasmesso un carattere forte alla sua squadra. Maicon, uno che qualcosina l’ha vinta, appena è arrivato ha dichiarato che, nei metodi d’allenamento e nel rapporto coi giocatori, Rudi ricorda molto il suo grande maestro Josè Mourinho. Special Rudi dunque: speciale nel regalare alla squadra un gioco divertente, nel recuperare mentalmente talenti come Pjanic e De Rossi, o nel dare fiducia a ottimi giocatori come Balzaretti e Castan, nel valorizzare giovani come Florenzi, nell’ instaurare un ottimo rapporto con la squadra e, a dir poco fenomenale, nel rimettere in sesto uno spogliatoio a pezzi peggio d’un puzzle. Garcia inoltre riesce a comunicare con tutti: pensate che durante una partita dal francese per Pjanic e Gervinho, all’inglese per Strootman e Bradley, senza trascurare il perfetto italiano con cui chiama gli azzurri (Totti è Francescò, ndr) e quelli che vivono nel nostro paese già da un bel po’. Poliglotta lo è pure Rafa Benitez, anche se lui ultimamente si sta specializzando col napoletano: il simpatico tecnico spagnolo, per tutti in città è Don Rafè. Lui, più che rimettere in sesto uno spogliatoio o ridare fiducia ad un gruppo, ha dovuto formare una squadra: di milioni da spendere ne ha avuti tanti, ma senz’altro tutti spesi bene. Sono arrivati giocatori con l’indole vincente ma anche con tanta voglia di riscatto, e i risultati sembrano dargli ragione: il Napoli gioca bene, diverte, segna e vince. Lui sin dal primo momento ha dato il pallone ai suoi: tanto possesso palla, prove di tiqui taqua e giusto lavoro sulla forma fisica. Senza esagerare su quest’ultimo aspetto: a correre deve essere il pallone, non loro. Ha tanta voglia di rivalsa Benitez, verso un campionato che ha dovuto abbandonare troppo presto: lui, ai tempi dell’Inter, si sentiva in grado di portare avanti la squadra, ma fu cacciato. Troppo presto, forse ingiustamente visto che a mandarlo fu uno spogliatoio di vedove mourinhane, ma si sa che allenare una squadra che ha vinto tutto non è mai facile. Anche per uno, come lui, che ha lasciato ben poco per strada. Acqua passata comunque caro Don Rafè: adesso c’è il tuo nuovo Napoli, capolista assieme alla Roma dello Special. Rudi però.<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1012317FL0141FL0141benite.jpgSiNspecial-rudi-e-don-rafe-alla-conquista-dell-italia-1012363.htmSiT1000017100205001,02,03,08030600
1581012362NewsCampionatiFiorentina, Gomez out un mese e mezzo. Montella cambia modulo?20130917143013Fiorentina,Gomez,Montella,mercato,europa leagueDopo l`infortunio del tedesco l`allenatore Viola potrebbe accantonare il 3-5-2 Nonostante l'addio della stella Jovetic, il mercato estivo della Fiorentina è stato giudicato uno dei migliori delle venti compagini partecipanti alla Serie A.<br>Il ds Pradè, infatti, si è fatto apprezzare per diversi colpi di buon livello come Ilicic,Joaquin, Ambrosini, senza dimenticare il recupero al 100% di "Pepito" Rossi, acquistato 6 mesi prima. Ma la ciliegina sulla torta delle operazioni della Viola è rappresentata senza dubbio dall'ingaggio di Mario Gomez.<br>L'attaccante ex Bayern ha acceso l'entusiasmo dei suoi nuovi tifosi che hanno cominciato a pronunciare sottovoce anche la parola Scudetto. Ma nonostante un buon inizio del 28enne, 2 gol in 2 partite, ecco la grana che complica e che allontana i sogni più ambiti: Gomez k.o per due mesi. Ma i guai non vengono mai da soli, ed ecco che anche Cuadrado si infortuna nello stesso match casalingo contro il Cagliari. Per lui&nbsp; il verdetto è un po' più clemente: 3 settimane di stop.<br>Il club gigliato, dunque, dovrà fare a meno di due prezzi pregiati durante un mese carico di impegni interni ma anche europei. Ciò che preoccupa più l'ambiente, però, è l'assenza di un centravanti puro in grado sostituire Gomez. Joaquin, Ilicic, il gioiellino Rebic e Jakovenko, oltre all'inamovibile Rossi, possono giocare da seconda punta o in alternativa sugli esterni, ma nessuno ha nella propria cascina i movimenti di un rapace del gol che si rispetti come Gomez.<br>Ecco la soluzione: mister Montella potrebbe rispolverare un suo vecchio "amore", quel 4-3-3 che aveva fatto stropicciare gli occhi durante la prima parte della scorsa stagione. Quest'ipotesi regalerebbe più soluzioni al tecnico campano che avrebbe più giocatori da affiancare a Rossi che per l'occasione agirebbe da "falso nueve".<br>Per quanto riguarda la difesa, Pasqual abbasserebbe il suo raggio d'azione e Tomovic potrebbe spostarsi sulla fascia per comporre una solida linea a 4.<br>L'altra soluzione sarebbe quella di pescare tra gli svincolati. Tra i giocatori privi di contratto compare il nome di Tommaso Rocchi. Ma l'età avanzata e l'incertezza sul rendimento dell'attaccante, proveniente da una stagione deludente all'Inter, potrebbero più verosimilmente convincere il club Viola a non ritoccare ancora la rosa e&nbsp;ad optare per una scelta interna affidandosi alle idee di Montella.&nbsp;<br>C1012317FirenzeFL0657FL065720120730_montella.jpgSiNfiorentina-campionato-gomez-montella-serie-a-mercato-1012362.htmSi100664701,02,03010312
1591012361NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 3a giornata20130917122624serie aGenoa, Torino e Napoli sugli scudi Genoa, Torino e Napoli sugli scudi per le rispettive prestazioni. Sono loro a portare linfa alla formazione dei Top di giornata. Male Catania, Chievo e Milan: alcuni dei rispettivi protagonisti si guadagnano un posto nei Flop. <br><br> TOP<BR>Reina = Arrivato in Italia con qualche dubbio, blinda la porta del San Paolo e vola con la squadra in testa alla classifica. Sicurezza.<br><br> Campagnaro = Non di certo un maestro di estetica. Ma è il “cagnaccio” di cui Mazzarri non può fare a meno per le sue difese. E ai nerazzurri ha già portato il suo carisma. Solido. <br><br> D’Ambrosio = Apre le marcature per i suoi, illudendo i tifosi granata. I cui sogni di vittoria saranno spezzati da una condotta arbitrale discutibile. Certezza. <br><br> Candreva = Prosegue in questa stagione con le magie create nella scorsa. Corsa,visione di gioco, tiro, gol. Ha tutto per essere definito un centrocampista completo. Dominatore.<br><br> Vidal = Anche in questo caso, una certezza che non stupisce. Uno di quei giocatori cui è impossibile rinunciare. Per l’apporto in zona gol e per la mole di lavoro sporco che svolge. Inesauribile.<br><br> Paulinho = Tra i tanti big d’attacco al via in questa stagione, il nome che non ti aspetti. Ma in B l’anno scorso ha fatto furore e potrebbe essere l’uomo giusto per la stagione degli amaranto. Cecchino.<br><br> Higuain = Cavani sembra già un ricordo lontano. Il vero prototipo di bomber: gioca per la squadra, dialoga, segna, fa sognare. Forse 40 milioni non sono stati poi così mal investiti. Goleador.<br><br> FORMAZIONE TOP = Reina; Campagnaro, D’Ambrosio, Antonini; Cerci, Candreva, Vidal, Diamanti; Paulinho, Higuain, Gilardino.<br><br> FLOP<br><br> Andujar = Un Catania in piena ricostruzione dopo le cessioni eccellenti, merita altra certezza fra i pali. Ma l’argentino va a farfalle. Svagato.<br><br> Chiellini = Solitamente attento, spiana la strada per la rete di Icardi e annaspa sino alla fine. Stanco.<br><br> Cesar = Un’imbarcata dopo l’altra ed il suo Chievo chiude il primo tempo sotto di tre reti. Confuso.<br><br> Ljajic = Positivo al suo esordio, stecca nella trasferta di Parma ed ha una sola fortuna. Che la Roma è in stato di grazia. Appannato.<br><br> Cigarini = Rosso che spegne le residue speranze dei suoi di strappare un risultato positivo nel fortino del San Paolo. Irruento.<br><br> Vucinic = In dubbio sino alla fine, Conte pare non volersene privare manco sotto tortura. Eppure se stanco, va messo da parte come tutti. Svogliato.<br><br> Cacia = Doveva essere il suo momento, nella sostituzione del “vecchietto” Toni. Ma forse sono meglio i 36 anni del pennellone. Ectoplasma.<br><br> FORMAZIONE FLOP = Andujar; Chiellini, Cesar, Murru; Ljajic, Cigarini, Joaquin, Castro; Cacia, Vucinic, Robinho.<br><br> Gabriele Cavallaro<BR><br><br>C1012317adm001adm001totti-6.jpgSiNserie-a-top-e-flop-della-terza-giornata-1012361.htmSiT1000007100075701,02,03,07,08,09030420
1601012360NewsCalciomercatoCopenaghen-Juventus, le probabili formazioni20130917120911juventusLe probabili formazioniLe probabili formazioni:<br><br> Copenaghen (3-4-3): Christensen; Jacobsen, Stadsgaard, Margreitter; Delaney, Bolanos, Kristensen, Claudemir; Braaten, Abdellaoue, Vetokele. All.: Solbakken<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon; Ogbonna, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Pirlo, Vidal, Pogba, Asamoah; Tevez, Quagliarella. All.: Conte<br><br>C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNcopenaghen-juventus-le-probabili-formazioni-1012360.htmSiT1000007100075701,02,03,06030334
1611012358NewsCampionatiLa 3^ giornata di Serie A: tris Lazio, Catania e Sassuolo profondo rosso20130915151729serie a, terza giornata, liveCrolla il Chievo all`Olimpico, Livorno e Verona mettono in pericolo Maran e Di Francesco. Stasera il derby della Lanterna.Si concludono le partite della domenica pomeriggio in programma per la <STRONG>terza giornata di Serie A</STRONG>. Vittoria casalinga della <STRONG>Lazio</STRONG> contro il <STRONG>Chievo</STRONG>:<STRONG> </STRONG>i biancocelesti dilagano nel primo tempo e poi si limitano a controllare il risultato. In una partita dai toni blandi <STRONG>Udinese</STRONG> e <STRONG>Bologna</STRONG> pareggiano 1-1, mentre è emergenza per&nbsp;<STRONG>Catania</STRONG> e <STRONG>Sassuolo</STRONG>, relegate in fondo alla classifica a 0 punti insieme al <STRONG>Genoa</STRONG>, che stasera affronta la <STRONG>Sampdoria</STRONG> nell'attesissimo derby. L'ultima gara si giocherà domani sera al Tardini di <STRONG>Parma</STRONG>, dove i ducali affronteranno una lanciatissima <STRONG>Roma</STRONG>.<br><br> <STRONG>Sabato</STRONG><BR><BR>Inter-Juventus 1-1 (73' Icardi [I], 75' Vidal [J])<BR><BR>Napoli-Atalanta 2-0 (71' Higuain, 81' Callejon)<BR><BR>Torino-Milan 2-2 (47' D'Ambrosio [T], 77' Cerci [T],&nbsp;87' Muntari [M], 97' Balotelli [RIG] [M])&nbsp;<BR><BR><STRONG>Domenica</STRONG><BR><BR><STRONG>Ore 12.30</STRONG><BR><BR>Fiorentina-Cagliari1-1 (72' B. Valero [F], 89' Pinilla [C]) <BR><BR><STRONG>Ore 15</STRONG><BR><BR>Lazio-Chievo 3-0 (8' Candreva, 38' Cavanda, 41' Lulic)<BR><BR>Livorno-Catania 2-0 (66', 72'&nbsp;Paulinho)<BR><BR>Udinese-Bologna 1-1 (71' Diamanti [B], 85' Di Natale [U])<BR><BR>Verona-Sassuolo 2-0 (13' Martinho, 92' Romulo)<BR><BR><STRONG>Ore 20.45</STRONG><BR><BR>Sampdoria-Genoa<BR><BR><STRONG>Lunedì</STRONG><BR><BR><STRONG>Ore 20.45</STRONG><BR><BR>Parma-Roma<BR><BR><br><br>C1012317FL0435FL0435petkovic.jpgSiNterza-giornata-serie-a-1012358.htmSi100612201,02,03,06,07,08,09030359
1621012357NewsCampionatiTorino, l`insostenibile leggerezza dell`essere20130915150006torinoTuttavia, il risultato beffardo, il rammarico e la rabbia Poco e inguardabile Milan, tanto e piacevole Toro. Questa la sintesi dell’incontro Torino – Milan finita con il punteggio di 2 a 2. Diciamo subito che se la partita fosse finita all’85°, non avremmo avuto dubbi nel dire che questo Toro è quello che ci piace per grinta, determinazione e antichi valori sanguigni e arrembanti che da sempre hanno caratterizzato la storia granata. Tuttavia, il risultato beffardo, il rammarico e la rabbia data dagli ultimi minuti d’improvvisa follia granata, ci impongono un’analisi diversa. Tuona contro l’arbitro Gianpiero Ventura per i torti subiti in occasione dei due gol rossoneri, ma la realtà dei fatti sposta il nostro pensiero su un Toro ancora immaturo dal punto di vista della difesa del risultato a proprio favore. Incredibile ma vera la leggerezza con la quale i padroni di casa granata hanno buttato alle ortiche una vittoria davvero meritata. In contrapposizione, il Milan di Allegri approfitta della ghiotta occasione offertagli dagli ingenui giocatori del Torino e acciuffa in extremis un pareggio assolutamente immeritato. I rossoneri, a quattro giorni dall’esordio nella fase a gironi di Champions League contro il Celtic, devono fare i conti con i numerosi infortuni ai quali si è aggiunto anche Riccardo Montolivo. Il ritorno di Kakà non ha avuto gli effetti sperati dai milanisti che, peraltro, già prevedevano grandi difficoltà d’inserimento del brasiliano che da troppo tempo ormai non ha più confidenza con la tenuta atletica dei novanta minuti. L’unica nota positiva del Milan è arrivata da Poli, un giocatore intelligente che ha buona visione di gioco ed ha cercato il rigore nel minuto finale della partita, ottenendolo grazie all’ingenuità di Pasquale entrato da lì a poco in sostituzione di D’Ambrosio. Già, le sostituzione di Giampiero Ventura. Anche su questo punto ci chiediamo che bisogno c’era di sostituire Cerci con Larrondo e D’ambrosio con Pasquale, proprio nel bel mezzo di una partita che il Torino stava conducendo per due a zero. A parer nostro, anche questo è stato un grave errore! Ma veniamo ai fatti di cronaca. Il primo tempo non offre grandi emozioni di rilievo, anche se i granata danno a centrocampo un maggior movimento senza palla e grande impulso alle proprie azioni d’attacco. Nel secondo tempo è sempre il Torino a imporre il proprio gioco, mentre il Milan è attonito e in assoluta confusione. Anche Allegri non sembra reagire e, dalla panchina, si hanno segnali di disarmo. Al 2° minuto il Toro va in vantaggio con un destro di D’Ambrosio sferrato dagli undici metri e intanto il Milan non ha né forza né idee per reagire. E’ invece ancora il Toro a raddoppiare al 26° con Cerci che involatosi in un’azione di contropiede, approfitta di un invitante lancio da metà campo di Immobile per battere Abbiati in uscita. A questo punto è il solo Balotelli a sembrare colpito nell’orgoglio, tanto è vero che SuperMario è l’unico dei milanisti a impensierire il portiere granata Padelli. All’86° c’è la svolta della partita per effetto del gol realizzato da Muntari, il quale da fuori area calcia un tiro rocambolesco che s’infila nella porta del Toro in maniera lenta e beffarda. Poi, in pieno recupero, Pasquale atterra ingenuamente Poli in piena area di rigore. Dal dischetto Balotelli non fallisce e, dopo le proteste furibonde dei granata nei confronti dell’arbitro Massa per non aver interrotto l’azione a causa&nbsp; di un infortunio capitato a Larrondo rimasto a terra dall’altra parte del campo, si chiude un match davvero incredibile. Certo, c’è ancora molto tempo per le valutazioni generali sulle due squadre viste stasera all’Olimpico di Torino, tuttavia, resta chiara la difficoltà di un Milan che risente di una campagna acquisti sbagliata almeno per quanto riguarda l’assetto difensivo, mentre il Toro di Ventura ha bisogno di abbandonare la leggerezza con la quale affronta partite già acquisite sotto l’aspetto del punteggio a proprio favore. Crescere è l’imperativo d’obbligo per i granata che, dal punto di vista della maturità, deve ancora convincere. <br><br> Salvino Cavallaro <br><br><br>C1012317FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-non-bastano-grinta-e-determinazione-per-superare-il-milan-1012357.htmSiT1000099100451001,02,03,07030590
1631012356NewsCalciomercatoCatania, si riparte con Barrientos20130915114128cataniaEl Pitu diventa Il Catania di Rolando Maran si affida ai piedi e alla fantasia di Pablo Barrientos per cancellare lo zero in classifica e dare il via al proprio campionato. El Pitu diventa così l'uomo fondamentale per il Catania dopo che nelle ultime ore di mercato sembrava vicinissimo il suo addio alla Sicilia. L'argentino alla fine è rimasto e secondo Tuttosport è lui la vera chiave tattica di Maran, che fatti alla mano sarà sicuramente molto felice della permanenza del suo giocatore.C1012317adm001adm001barrientos500.jpgSiNcatania-si-riparte-con-barrientos-1012356.htmSiT1000014100075701,02,03,09030371
1641012355NewsCampionatiInter-Juventus, amici mai20130914141333inter, juventusNon c’è Juve senza Inter, non c’è Inter senza JuvePotrei iniziare parlando del numero della giornata in corso, delle probabili formazioni, del numero di biglietti venduti, e di tutte le normali informazioni che si danno su una normale partita: peccato che questo non è il caso. Signori e signore, benvenuti ad Inter –Juve: la madre di tutte le partite (almeno in Italia), un pezzo abbastanza grosso di calcio e una rivalità che dura da sempre; “amici mai, per chi come noi si è sempre amato”, cantava Venditti. Come due che si amano, si sono sempre cercate, stuzzicate e provocate: l’Inter faceva il Triplete e pensava alla Juve, i bianconeri vincono e si fanno beffa dei nerazzurri. Non c’è Juve senza Inter, non c’è Inter senza Juve: due schieramenti totali che condizionano l’Italia nei bar, nelle piazze, nei centro scommesse e ovunque si parli di calcio. Inter – Juve significa scudetti, tanti scudetti: da un lato c’è chi rimarca il numero esatto di titoli vinti sul campo, dall’altro lato i rivali stuzzicano dicendo di non averli persi sul campo, ma fuori. Inter – Juve è la partita dei tifosi: in Italia la maggior parte della popolazione o tifa per una o tifa per l’altra. Non mancano le eccezioni ovviamente, pronte comunque a schierarsi da una parte o dall’altra durante il match: indifferenza mai insomma. Inter – Juve significa Mazzarri contro Conte, due che, in perfetto stile derby d’Italia, non si sono mai potuti vedere più di tanto. Orgogliosi, vincenti, grintosi: l’uno non porterà mai i gianduiotti a Natale all’altro, che, viceversa, non lo inviterà mai a mangiare il Caciucco. Da due stagioni battibeccano, e quest’anno, già durante la tourneè americana, ecco le prime scintille: sanno di essere sulle panchine più importanti d’Italia, di rappresentare molto per i propri tifosi e, figuriamoci se diventano amici ora che il gioco entra nel vivo. Conte vuole togliere sicurezza ai nerazzurri: due anni fa la Juve, a seguito di una rifondazione, battè il Milan in casa propria e iniziò a credere di potercela fare; l’Inter sa che la Juve è più forte ma non vuole smettere di crescere e stupire per sognare qualcosa di più. Inter – Juve è il mito: da Ronaldo, eroe nerazzurro, placcato come se fosse un rugbista da Iuliano nello scudetto del ’98, a Zanetti e Del Piero, i due grandi capitani, protagonisti di mille vittorie e stimati reciprocamente anche dalle tifoserie e dirigenze opposte. Da Ibrahimovic, fenomeno scoperto dalla Juve, pronto ad abbandonare la barca che affondava per andare ad abbracciare il “nemico”, a Cannavaro, venduto come “finito” in casa Inter, ma col Pallone d’Oro a casa con la Juve. Senza dimenticare poi la beffa del 5 Maggio (con Conte capitano), gli strascichi di Calciopoli, le esultanze di Balotelli contro i buu razzisti dell’Olimpico di Torino e le scaramucce Stramaccioni - Marotta della scorsa stagione. Inter – Juve è l’ultima (forse) di Moratti: ne ha visti tanti derby d’Italia da quel lontano 25 Febbraio del 1995. Gioie, dolori e comunque emozioni: le casse dicono Thoir, al cuor però non si comanda e un coupe de theatre può materializzarsi in qualsiasi istante. D’altronde la signora Moratti lo sa bene: quel giorno il suo Massimo era andato a prendere il pane, mica a firmare un contratto… Inter – Juve è il 3-5-2 di Conte e Mazzarri: il tecnico toscano da sempre utilizza questo schema di gioco, il pugliese invece l’ha fatto suo dopo quel Napoli-Juve di due anni fa finito 2-2. Stesso modulo ma interpretazioni diverse, soprattutto per esigenze: in casa Inter, con in corso una ricostruzione, prima si pensa a non prenderle, e poi, con ripartenze velocissime, si prova a segnare. Quello bianconero invece è un modulo di spinta: Vidal e Pogba s’inseriscono a meraviglia, gli esterni spesso e volentieri giocano sulla stessa linea degli attaccanti e i difensori impostano il gioco (vedi i due assist di Bonucci con la Lazio). Inter – Juve, oggi, è la sfida dei singoli: Buffon contro Handanovic, ossia i due migliori portieri del campionato a confronto, i due rivitalizzati esterni nerazzurri Nagatomo e Jonathan contro Asamoah e Lichtsteiner, la qualità dei sudamericani Vidal e Guarin, le stelle del futuro Kovacic e Pogba; Carlitos Tevez, ex desiderio nerazzurro, per la prima volta calca San Siro e sfida l’amico Rodrigo Palacio, entrambi a segno già da tre partite e assolutamente fondamentali all’interno delle rispettive squadre. Inter – Juve è il derby d’Italia, la storia in campo, due “religioni” contro, e un solo unico spettacolo; accomodatevi sul divano, sulla sedia di qualche bar o a casa di amici, cercate gli auricolari se siete fuori, sintonizzate i vostri computer se la volete vedere in streaming: lo spettacolo è qui. C1012317FL0141FL0141guarin-inter.jpgSiNinter-juventus-amici-mai-1012355.htmSiT1000007100205001,02,03,06,07,08030480
1651012354NewsCampionatiInter-Juventus, le probabili formazioni20130914115832interInter JuventusLE PROBABILI FORMAZIONI<br><br> INTER (3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan, Cambiasso, Taider, Guarin, Nagatomo; R. Alvarez; Palacio. All.: Mazzarri<br><br> JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Pogba, Pirlo, Vidal, Asamoah; Tevez, Vucinic. All.: Conte<br><br>C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNinter-juventus-le-probabili-formazioni-1012354.htmSiT1000007100075701,02,03,06030359
1661012353NewsCampionatiRoma, Totti rinnova: il capitano giallorosso smetterà a 40 anni20130913141836Roma,Totti,rinnovoPronto anche il contratto da dirigenteOrmai manca solo l'annuncio, pura e semplice formalità di una trattativa già preventivata. Lo sprint finale è avvenuto nella giornata di ieri presso lo studio Tonucci, dove giocatore e società hanno trovato l'intesa definitiva.<br>Francesco Totti firmerà un tirennale e quindi&nbsp;calcherà i campi della Serie A fino alla stagione&nbsp;2015/2016. Ma il sodalizio fra il capitano giallorosso e la Lupa è destinato a durare molto più a lungo. È stato confermato, infatti, il quinquiennale da dirigente che scatterà immediatamente dopo il ritiro.<br>Il numero 10&nbsp;dovrebbe svolgere il compito di ambasciatore del club, come era stato già designato addirittura durante la presidenza Sensi.<br>Totti calciatore guadagnerà circa 3,2 milioni a stagione, a fronte dei 4,8 che percepiva in precedenza. Totti dirigente incasserà 600 mila euro annui.<br>La firma, però, arriverà solo la prossima settimana. Il presidente della Roma, James Pallotta, ha infatti espresso il desiderio di esser presente in prima persona per un evento di tale importanza e si attenderà il suo arrivo dagli States.<br>Quella tra Totti e la Roma è una storia d'amore ormai più unica che rara nel calcio dei nostri tempi. L'esordio del fantasista coi colori della sua città è datato ormai 1993, un ventennio pieno di gol, gioie, dolori, emozioni vissute sempre con la stessa maglia; una maglia che indosserà ancora per tre anni per avvicinare il record di 274&nbsp;segnature in A di Silvio Piola, ma soprattutto per far sognare ancora a lungo i propri tifosi. <br>&nbsp;C1012317RomaFL0657FL0657totti_nuove_010.jpgSiNroma-totti-rinnovo-serie-a-1012353.htmSiT1000012100664701,02,03030784
1671012351NewsCampionatiVucinic si allena, contro l`Inter titolare?20130913074954Vucinic, juve, interBuone notizie per Antonio Conte. Mirko Vucinic quest`oggi si è allenato regolarmente, senza avvertir alcun fastidio al ginocchio che lo teneva in dubbio per il big match di sabato contro l`Inter.Buone notizie per Antonio Conte. <STRONG>Mirko Vucini</STRONG>c quest'oggi si è allenato regolarmente, senza avvertir alcun fastidio al ginocchio che lo teneva in dubbio per il big match di sabato contro l'I<STRONG>nter.</STRONG><BR><BR>A questo punto non è escluso che il montenegrino parta titolare affianco a <STRONG>Tevez</STRONG>, a discapito di Quagliarella che sembrava in pole position per partire dal 1' accanto all'Apache.C1012317gp01ctgp01ctmirko-vucinic-braccia-aperte.jpgSiNvucinic juve inter-1012351.htmSiT1000007,T1000026-01,02,03,06010464
1681012350NewsCampionatiMazzarri, senti Buffon: «Inter? Come la Juventus del 2011»20130912200017inter juventus, terza giornata serie a, buffon«Sono in salute, non hanno coppe e c`è Mazzarri«. Il numero uno bianconero mette in guardia: «Scudetto? Dovremo fare i conti con loro«.Settimana speciale per <STRONG>Gigi Buffon</STRONG>. Prima il record di presenze in azzurro conquistato proprio allo <STRONG>Juventus Stadium</STRONG> (insieme alla qualificazione per i Mondiali brasiliani), mentre dopodomani la sua squadra affronterà l'<STRONG>Inter</STRONG> in una delle sfide più emozionanti della stagione. La Vecchia Signora è sempre la più pericolosa, soprattutto con un certo <STRONG>Tevez</STRONG> davanti, ma <STRONG>Mazzarri</STRONG> ha saputo rivitalizzare una squadra che pure non si è distinta per grandi colpi estivi. Dunque il portierone bianconero avverte i suoi, e lo fa ai microfoni de <EM>La Gazzetta dello Sport</EM>: "Un banco di prova importantissimo per noi. Occhio ai nerazzurri: in un certo senso mi ricordano la Juventus di due anni fa". Lo scenario è effettivamente molto simile. Una squadra che aggiunge un mattone alla volta per rinforzare la propria struttura, un nuovo mister e soprattutto niente impegno europeo, che può fare la differenza soprattutto nelle fasi finali della stagione. "Abbiamo grandissimo rispetto per l’Inter, - continua Buffon -&nbsp;e la temiamo. E' una squadra in salute, non ha le coppe ed è guidata da un bravissimo allenatore come Mazzarri. Credo che per la corsa-scudetto bisognerà fare i conti con l’Inter. E questo non vale solo per noi". <br><br> Intanto l'ora X si avvicina, e cominciano a prendere forma le squadre che scenderanno in campo. Sono rientrati alla Pinetina i sudamericani e Mazzarri spera di recuperare <STRONG>Icardi</STRONG>, che comunque partirebbe dalla panchina. <STRONG>Milito</STRONG>, che&nbsp;oggi si è presentato ad Appiano Gentile con tre ore di anticipo sull'orario di inizio dell'allenamento,&nbsp;potrebbe spuntare una convocazione. Dal canto suo&nbsp;<STRONG>Conte</STRONG> ha pronta&nbsp;l'alternativa a <STRONG>Barzagli</STRONG>, qualora non ce la facesse. <STRONG>Ogbonna</STRONG> scalpita, mentre davanti&nbsp;<STRONG>Quagliarella</STRONG> è in vantaggio su <STRONG>Llorente</STRONG> per affiancare&nbsp;Carlitos Tevez.&nbsp;Out <STRONG>Pepe</STRONG>: per lui venti giorni ai box. Insomma, i presupposti per una partita memorabile ci sono tutti. A San Siro è previsto il tutto esaurito, il resto sarà il campo a deciderlo. <br><br> <STRONG>INTER (3-5-1-1)</STRONG>: Handanovic, Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan, Guarin, Kovacic, Cambiasso, Nagatomo; Alvarez; Palacio. All. Mazzarri.<BR><BR><STRONG>JUVENTUS (3-5-2)</STRONG>: Buffon; Bonucci, Barzagli, Chiellini; Lichsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Tevez, Quagliarella. All. Conte.<br><br>C1012317FL0435FL0435buffon 4.jpgSiNbuffon-inter-come-juve-2011-1012350.htmSiT1000007,T1000026100612201,02,03,06030652
1691012337NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, possono partire altri giocatori20130911110733juventusCome riporta Tuttosport, è Marco Motta della JuventusAnche se il mercato si è chiuso ieri alle 23 ci sono ancora possibilità per alcuni giocatori di trovare una nuova sistemazione. Uno di questi, come riporta Tuttosport, è Marco Motta della Juventus. L'esterno destro non rientra nei piani di Conte e potrebbe prendere in considerazione una nuova avventura all'estero, dove le trattative sono ancora concesse. Romania, Turchia ed Emirati Arabi sono le destinazioni in questione così come la permanenza a Vinovo fino a gennaio è da valutare. Staremo a vedere se qualcosa potrà muoversi.C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-possono-partire-altri-giocatori-1012337.htmSiT1000007100075701,02,03,06030350
1701012348NewsCampionatiInter, Icardi è ancora in dubbio. Emergenza attacco contro la Juve?20130911074454Inter, Juve, mazzarriWalter Mazzarri, per l`attesissima Inter-Juve, sta cercando di preparare e capire come sistemare il suo reparto d`attacco in vista di una difesa solida e preparata come quella bianconera.Se da un lato <STRONG>Antonio Conte</STRONG> sta in queste ore facendo i conti la <STRONG>più che probabile assenza di Vucinic</STRONG>, dall'altro, <STRONG>Walter Mazzarri</STRONG>, per l'attesissima Inter-Juve, sta cercando di preparare e capire come sistemare il suo <STRONG>reparto d'attacc</STRONG>o in vista di una difesa solida e preparata come quella bianconera. I <STRONG>problemi però non mancano: Icardi infatti non è ancora in perfette condizioni,</STRONG> e diversi fastidi lo hanno costretto a non prendere parte all'amichevole contro il Lugano. C'è un cauto ottimismo in casa nerazzurra sul suo recupero, ma la prudenza, specie in questi casi, non è mai troppa. Ed a quel punto, con <STRONG>Milito non ancora pronto ad esordire dal primo minut</STRONG>o, ad essere disponibili <STRONG>per due posti sarebbero in tre: Palacio, Alvarez e Belfodil.</STRONG> Tutti e tre però impegnati con le rispettive nazionali, e quindi a rischio di possibili infortuni nelle prossime ore ma, più realisticamente, alle prese con una brillantezza che potrebbe non essere delle migliori. Toccherà a Mazzarri decidere, nella consapevolezza che contro la Juve servirà qualcosa in più del semplice compito ordinario.<BR><BR>C1012317GP01CTGP01CTmazzarri-inter.jpgSiNinter-mazzarri-1012348.htmSiT1000007,T1000026-01,02,03,06010724
1711012346NewsCalciomercatoItalia-Repubblica Ceca, le probabili formazioni20130910113614italiaLe probabili formazioniLe probabili formazioni:<br><br> Italia (3-5-2): 1 Buffon; 19 Bonucci, 16 De Rossi, 3 Chiellini; 2 Maggio, 18 Montolivo, 21 Pirlo, 6 Candreva, 22 Giaccherini; 9 Balotelli, 11 Gilardino. A disp.: 13 Marchetti, 4 Astori, 5 Ogbonna, 8 Pasqual, 11 Florenzi, 7 Aquilani, 20 Verratti, 23 Diamanti, 14 El Shaarawy, 10 Osvaldo, 12 Sirigu. All.: Prandelli.<br><br> Repubblica Ceca (4-2-3-1 ): 1 Cech; 2 Gebre Selassie, 6 Sivok, 3 M.Kadlec, 8 Limbersky; 13 Plasil, 22 Darida; 7 Husbauer, 10 Rosicky, 19 Jiracek; 9 Kozak. A disp.: 16 Vaclik, 23 Drobny, 4 Suchy, 5 Prochazka, 20 Kusnir, 12 Vanek, 17 Horava, 18 Kolar, 14 V.Kadlec, 21 Lafata, 11 Rabusic. All.: Bilek.<br><br>C1012317adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNitalia-repubblica-ceca-le-probabili-formazioni-1012346.htmSiT1000007100075701,02,03030369
1721012343NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta pensa al rinnovo di Pirlo20130909112821juventusAl giocatore sarà proposto Dopo i rinnovi di Arturo Vidal e Paul Pogba la Juventus si concentrerà anche su quello di Andrea Pirlo. Il regista bianconero avrebbe dovuto incontrare la dirigenza ad anno nuovo, ma il faccia a faccia sarà anticipato e, secondo la Gazzetta dello Sport, anche Pirlo continuerà la propria avventura a Torino. Al giocatore sarà proposto un rinnovo annuale con un'opzione su un'ulteriore stagione.C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-pensa-al-rinnovo-di-pirlo-1012343.htmSiT1000007100075701,02,03,06030385
1731012345NewsCalciomercatoCalciomercato Napoli, rinnova Zuniga20130908115522napoliAvrebbero trovato Ancora pagine saranno scritte per quanto riguarda il rapporto fra Juan Camilo Zuniga ed il Napoli. Secondo quanto riportato quest'oggi da TuttoSport, in realtà le due parti (i partenopei ed il manager del colombiano Riccardo Calleri), avrebbero trovato l'accordo lo scorso 29 agosto, con un'offerta migliore del 40% di quella della Juventus: nel dettaglio, tre milioni e mezzo più bonus netti a stagione con un contratto fino al 2019. A questo punto mancherebbero solo dettagli per la compilazioni dei moduli, poi arriverà l'ufficialità.<BR>C1012317adm001adm001zuniga.jpgSiNnapoli-rinnova-zuniga-1012345.htmSiT1000017100075701,02,03,06,08030691
1741012341NewsCalciomercatoItalia-Bulgaria, Prandelli mette un altro in avanti20130906191727italiaSecondo quanto riportato da Sky SportSecondo quanto riportato da Sky Sport Cesare Prandelli ha deciso di cambiare le carte in tavola in vista del match di questa sera contro la Bulgaria valido per le qualificazione a Brasile 2014. In attacco il ct darà spazio a Lorenzo Insigne anziché a Emanuele Giaccherini.C1012317adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNitalia-prandelli-mette-un-altro-in-avanti-1012341.htmSiT1000007100075701,02,03030316
1751012340NewsCampionatiJuventus, Marchisio verso il recupero: rientro previsto per la fine del mese20130905075660Marchisio verso il recupero: rientro previsto per la fine del mesePotrebbe tornare entro la fine del mese Claudio Marchisio, il cui recupero dopo l’infortunio al ginocchio rimediato nel match di Supercoppa contro la Lazio procede spedito. Nelle scorse ore il ‘Principino’ ha utilizzato la piattaforma sociale ‘twitter’ per rivelare come abbia già fatto la prima corsetta: sicuramente un segnale positivo, che lascia ben sperare.Potrebbe tornare entro la fine del mese&nbsp;<STRONG style="PADDING-BOTTOM: 0px; BORDER-RIGHT-WIDTH: 0px; BACKGROUND-COLOR: transparent; MARGIN: 0px; PADDING-LEFT: 0px; OUTLINE-WIDTH: 0px; PADDING-RIGHT: 0px; BORDER-TOP-WIDTH: 0px; BORDER-BOTTOM-WIDTH: 0px; FONT-SIZE: 13px; VERTICAL-ALIGN: baseline; BORDER-LEFT-WIDTH: 0px; PADDING-TOP: 0px">Claudio Marchisio</STRONG>, il cui recupero dopo l’infortunio al ginocchio rimediato nel match di Supercoppa contro la Lazio procede spedito. Nelle scorse ore il ‘Principino’ ha utilizzato la piattaforma sociale ‘twitter’ per rivelare come abbia già fatto la prima corsetta: sicuramente un segnale&nbsp;<STRONG style="PADDING-BOTTOM: 0px; BORDER-RIGHT-WIDTH: 0px; BACKGROUND-COLOR: transparent; MARGIN: 0px; PADDING-LEFT: 0px; OUTLINE-WIDTH: 0px; PADDING-RIGHT: 0px; BORDER-TOP-WIDTH: 0px; BORDER-BOTTOM-WIDTH: 0px; FONT-SIZE: 13px; VERTICAL-ALIGN: baseline; BORDER-LEFT-WIDTH: 0px; PADDING-TOP: 0px">positivo</STRONG>, che lascia ben sperare. Intanto<U> TuttoSport </U>ha provato ad anticipare il momento in cui Marchisio sarà nuovamente a disposizione di Conte: non per Juve – Inter, in programma sabato 14 settembre, bensì per la partita del turno di campionato successivo, contro l’Hellas&nbsp;<STRONG style="PADDING-BOTTOM: 0px; BORDER-RIGHT-WIDTH: 0px; BACKGROUND-COLOR: transparent; MARGIN: 0px; PADDING-LEFT: 0px; OUTLINE-WIDTH: 0px; PADDING-RIGHT: 0px; BORDER-TOP-WIDTH: 0px; BORDER-BOTTOM-WIDTH: 0px; FONT-SIZE: 13px; VERTICAL-ALIGN: baseline; BORDER-LEFT-WIDTH: 0px; PADDING-TOP: 0px">Verona</STRONG>, quando Marchisio potrebbe sedere in panchina.<BR><BR>C1012317GP01CTGP01CTmarchisio.jpgSiNmarchisio-verso-1012340.htmSiT1000007-01,02,03,06010358
1761012339NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, in partenza un altro giocatore20130904114738milanCome riporta La Gazzetta dello Sport Bakaye Traorè Come riporta La Gazzetta dello Sport Bakaye Traorè potrebbe lasciare il Milan per accasarsi in Turchia al Kayseri Erclyesspor. Dopo essere stato vicino all'Olympiacos, il rossonero effettuerà le visite mediche con il suo nuovo club, con i rossoneri che hanno già trovato l'accordo con la società turca sulla base del prestito. C1012317adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-in-partenza-un-altro-giocatore-1012339.htmSiT1000027100075701,02,03,07030563
1771012338NewsCalciomercatoCatania, niente Qatar per Barrientos20130903144112Catania, niente Qatar per Barrientos“Niente Qatar per Pablo Barrientos: parola di Pulvirenti. Secondo quanto rivelato da ‘Sky Sport’, il patron del Catania ha annunciato la fine della trattativa che avrebbe dovuto portare l’attaccante argentino all’El-Jaich<strong>Catania, niente Qatar per Barrientos Il presidente Pulvirenti smentisce la cessione dell’argentino (Calciomercato.it)</strong><br><br> “Niente Qatar per Pablo Barrientos: parola di Pulvirenti. Secondo quanto rivelato da ‘Sky Sport’, il patron del Catania ha annunciato la fine della trattativa che avrebbe dovuto portare l’attaccante argentino all’El-Jaich.<br><br> <strong>Calciomercato, Barrientos resta al Catania, non va più in Qatar (Calcio Fan Page)</strong>&nbsp;”Dopo aver blindato Spolli, il Catania trattiene alla sua corte anche Barrientos. Il giocatore argentino sembrava davvero ad un passo dall’approdo in Qatar all’El Jaish, ma la trattativa non è andata in porto. Secondo quanto riportato da Sky, il patron Pulvirenti di comune accordo con il calciatore ha comunicato che “Barrientos resterà al Catania”. Il 28enne argentino, già a segno lunedì scorso nella prima di campionato contro la Fiorentina, dopo 59 presenze e 10 reti con la maglia del Catania, dunque, si prepara ad una nuova stagione in terra siciliana.<br><br> <strong>Telenovela finita, Barrientos resta al Catania (Fantagazzetta)</strong><br><br> “Clamoroso risvolto nella trattativa che doveva portare Barrientos in Qatar. Il fantasista argentino, che sembrava ad un passo dall’addio, resterà in Sicilia anche in questa stagione. L’annuncio arriva direttamente dal presidente del club etneo, Pulvirenti: “Ho incontrato il Pitu, ho parlato con lui, mi ha spiegato il suo stato d’animo e ciò che è successo. Alla fine ci siamo abbracciati. Barrientos resta a Catania”<br><br> <strong>Catania, Barrientos «congelato» (Il Corriere del Mezzogiorno)</strong><br><br> “Il «Pitu» ancora in bilico: in Qatar il calciomercato è aperto un altro mese, ma per prenderlo servono 5 milioni<br><br> “Ultimi fuochi di mercato in entrata e qualche cessione indolore, mentre quelle paventate di Bergessio (sondaggi in extremis di Roma, Lazio e Genoa) e Maxi Lopez (sulle sue tracce Lione e Olympiakos) non si sono concretizzate. Ecco la fotografia delle ultimissime ore di mercato del Catania, col rebus Barrientos, che al momento resta intatto. L’argentino – escluso dalla partita con l’Inter per decisione del club – sarebbe nel mirino dei qatarioti dell’Al-Jaish, che però al momento non hanno formalizzato l’offerta giusta: per il «Pitu» il Catania si aspetta almeno 5 milioni più bonus, ma l’affare rimane in sospeso, perché nei paesi mediorientali il calciomercato andrà avanti ancora un mese e, quindi, tutto è possibile.<br><br> <strong>Barrientos resta (La Gazzetta dello Sport)</strong><br><br> “Poi il colpo di scena in serata: niente addio per Barrientos, che resta a Catania. È saltato anche lo scambio con il Parma OkakaMaxi Lopez: a dire no al trasferimento in Sicilia è stato l’attaccante del Parma.<br><br>C1012317GP01CTGP01CTbarrientos500.jpgSiNcatania -niente-qatar-1012338.htmSiT1000014-01,02,03,09010445
1781012334NewsCalciomercatoCalciomercato Catania, arriva Plasil20130902191844cataniaCon il giocatore che ha da poco effettuato le visite mediche con il club etneo Con il giocatore che ha da poco effettuato le visite mediche con il club etneo, il Bordeaux ha ufficializzato il trasferimento di Jaroslav Plasil (31) al Catania. Il centrocampista ceco, già capitano dei transalpini, arriva in Italia con la formula del prestito secco per la durata di un anno. <br>C1012317adm001adm001almiron.jpgSiNcatania-arriva-plasil-1012334.htmSiT1000014100075501,02,03030377
1791012331NewsCampionatiUn Torino sfortunato perde contro l`Atalanta20130902120015torino,atalanta,serie aKo del toro a BergamoKO del Toro a Bergamo contro l’Atalanta ma, questa volta, non ci sentiamo di infierire contro i granata per&nbsp; il 2 a 0 subito. Diciamo subito che la squadra di Ventura è apparsa più sfortunata che incapace, avendo colpito i legni della porta degli orobici per ben due volte e per aver subito il gol decisivo ad opera di Stendardo, viziato da un evidente fuorigioco non rilevato dalla terna arbitrale. Ventura ha inizialmente dovuto rinunciare a Cerci per un indolenzimento muscolare che si è evidenziato durante la rifinitura. Larrondo e Immobile hanno guidato gli attacchi granata in una partita che ha visto un iniziale predominio territoriale dei bergamaschi che sono apparsi molto decisi a voler far sua la posta in palio. Ma il Toro non ci sta e negli ultimi dieci minuti del primo tempo El Kaddouri impegna severamente Consigli in una difficile parata. Poi Darmian colpisce la prima traversa del match a seguito di un calcio d’angolo mentre D’ambrosio si è visto negare il gol da un bellissimo intervento di Consigli.&nbsp; All’inizio della ripresa le due squadre appaiono con ritmi più lenti e meno propensi al gioco offensivo. Poi sugli sviluppi di un calcio di punizione, Stendardo trova quasi casualmente il gol in una mischia in area di rigore granata e porta in vantaggio l’Atalanta. In quest’occasione non è stato rilevato dall’arbitro Bergonzi una chiara posizione di fuorigioco di Yepes. Intanto, al 14’ mister Ventura cerca di correre ai ripari inserendo Cerci al posto&nbsp; del capitano Glik. Ma la serata sembra davvero stregata per il Toro che, proiettato alla ricerca del pareggio, coglie un’altra traversa con El Kaddouri. Poi sugli sviluppi di un’azione seguente, Immobile calcia alto da buona posizione. Al 36’ l’Atalanta raddoppia con Lucchini che si rende protagonista di un gran colpo di testa cui Padelli non può far nulla per neutralizzarlo. Intanto il nervosismo sale e Ventura è espulso nella fase finale della partita, proprio nei minuti di recupero. Il Toro esce così battuto oltre i suoi demeriti dal campo degli orobici. In sintesi possiamo dire che ha vinto la squadra che ha avuto il merito di essere più cinica e fortunata. Ma al di là di ogni considerazione relativa alla sfortuna che nel calcio è spesso ricorrente, pensiamo che il Toro di Ventura debba assumere più convinzione e carattere soprattutto nella fase offensiva, lasciando da parte l’eccessivo timore di subire il gioco degli avversari. E’ un obbligo mentale che i granata devono imporsi, almeno per quanto riguarda gli incontri con squadre alla sua portata. Un atteggiamento essenziale che il Torino deve acquisire, indipendentemente se gioca in casa oppure fuori dalle mura amiche. E’ la ricerca di un nuovo vestito mentale, capace di condurre verso la risalita di un Toro importante come la sua storia. <br><br> Salvino Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br> <br>&nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNun-torino-sfortunato-perde-contro-l-atalanta-1012331.htmSiT1000010100451001,02,03030531
1801012330NewsCampionatiChe Juventus strepitosa20130902115854juventus,napoli,serie aJuve e Napoli fanno PokerSembra davvero che la Juve non abbia mai la pancia piena. Nonostante due anni di vittorie in cui la Vecchia Signora d’Italia ha vinto e convinto, all’inizio del terzo anno della gestione di Antonio Conte sembra che nulla sia cambiato, almeno per quanto concerne la freschezza fisica e mentale. Il merito dell’allenatore juventino è di tenere sempre sulla corda uno spogliatoio che non ammette flessioni, neanche se si giocasse tra scapoli e ammogliati. Infatti, i piccoli insuccessi ottenuti dalla Juve a inizio stagione durante la partecipazione del torneo in America, ha fatto andare su tutte le furie l’allenatore di Lecce, il quale non ammette cali di tensione e nemmeno scuse accampate per chissà quale motivazione. E’ insito nella natura di Conte e nel suo DNA, quello di non essere mai completamente soddisfatto di ciò che si ottiene; e la Juve (la sua Juve) la sta creando a sua immagine e somiglianza, almeno sotto il profilo caratteriale. Contro la Lazio, nella seconda partita di campionato 2013’14, abbiamo visto una Juve arrembante fin dall’inizio della partita. Squadra corta, ben disposta in campo, esterni alti e bassi che si avvicendano e fluidificano un gioco che sembra studiato a memoria, maggior possesso palla, disinvoltura nell’aggredire l’avversario in maniera asfissiante nella sua area di rigore, insomma una Juve davvero in palla. E nemmeno l’unico vero innesto della squadra di Conte di quest’anno, e cioè Carlitos Tevez, dimostra di avere difficoltà nell’inserimento di uno schema tattico che sembra studiato apposta per lui e per le sue grandi potenzialità tecniche. Tuttavia, dopo il momentaneo 2 a 0 della Juve sulla Lazio con doppietta di Vidal, si è avvertito un certo disagio e nervosismo incomprensibile dopo il gol di Klose, il quale raccoglie una respinta difettosa di Buffon per insaccare. A quel punto la Lazio alza il baricentro del centrocampo e sul finire del primo tempo si ha pure la sensazione che se i laziali avessero pareggiato, nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Ma, all’inizio del secondo tempo, la Juve approfittando della scriteriata offensiva della Lazio, impegnata nella ricerca del pareggio, segna il terzo gol in contropiede con Vucinic che, di precisione, supera Marchetti dopo aver ricevuto un magistrale passaggio di Bonucci, il quale è stato capace di verticalizzare il gioco come un grande centrocampista di classe pura. Incredibile! Intanto rimarchiamo che il gol del montenegrino è stato il centesimo gol in Serie A di un calciatore che, se gioca con umiltà e senza la spocchia sufficiente, dimostra tutto il suo valore di atleta tatticamente importante nell’assetto di questa Juve di Conte. Intanto, al 63’ la Lazio resta in dieci uomini per effetto dell’espulsione di Hernanez per doppia ammonizione. A questo punto la Juve va a briglie sciolte e dopo aver colpito la traversa con Tevez al termine di uno scambio spettacolare con Vidal, l’apache argentino trova la rete all’82’ con un tiro chirurgico, cui Marchetti non può far nulla per neutralizzare. Finisce qui un incontro che per lunghi tratti della gara si è dimostrato ideale per gli amanti del bel calcio. I palati fini del football sono stati accontentati, Gol, e belle trame di gioco sono state il sale dl un confronto in cui la Lazio, che ha avuto la sfortuna di incontrare una Juve strepitosa, non può recriminare di aver giocato male, nonostante i quattro gol subiti. Inizia dunque in maniera scoppiettante il campionato di calcio 2013’14 e, se le premesse sono queste, siamo sicuri di assistere a un confronto&nbsp; a distanza tra Juve e Napoli, almeno per quanto concerne la conquista dello scudetto. I partenopei non scherzano, ma anche la Juve fa sul serio.<br><br> Salvino Cavallaro<br><br>C1012317FL0711FL0711tevez-6.jpgSiNche-juventus-strepitosa-1012330.htmSiT1000007100451001,02,03,06,08030284
1811012329NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Zuniga resta a Napoli20130902111822juventus,napoli,zunigaSecondo Tuttosport Zuniga resta al napoliLa Juventus, riporta Tuttosport, non avrebbe perso le speranze di arrivare a Juan Camilo Zuniga del Napoli mettendo sul piatto una cifra di circa 5 milioni. Il colombiano, però, è davvero ad un passo dal rinnovo con il club azzurro. Anzi l'accordo dovrebbe essere già stato trovato, con Zuniga pronto a firmare un rinnovo di 4 o 5 anni a cifre davvero importanti: si parla di 3 milioni netti a stagione. Con buona pace della Juventus, che a questo punto può chiudere per Marquinho, esterno della Roma bloccato da diverse settimane sul quale l'Inter resta vigile. Nel mezzo, il nome di Mauricio Isla, al centro di una lunga querelle di mercato che oggi troverà definitivamente la parola fine.C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-zuniga-resta-a-napoli-1012329.htmSiT1000007100075701,02,03,06,08030360
1821012333NewsCampionatiUn Catania troppo molle cede ad una quadrata Inter20130902091716cataniaDal nostro inviato IVANO MESSINEOCATANIA – Brutto tonfo casalingo al debutto stagionale per gli etnei di mister Maran, che cedono malamente al cospetto di una formazione, quella nerazzurra, che Walter Mazzarri ha già ben plasmato a sua immagine e somiglianza. Inizia male la domenica degli etnei con Barrientos che lascia il ritiro poche ore prima del match per fare le valigie (va in Qatar). Nonostante la notizia choc dell’addio del proprio fantasista, i rossazzurri partono forte, con un paio di occasioni importanti create nei primi 18 minuti (tiro debole di Bergessio al 9’ bloccato da Handanovic, che al 15’ respinge un tiro da due passi di Leto, che si divora un gol quasi fatto). Ma poi, al primo affondo, passano i nerazzurri. Jonathan scappa a Monzon (ancora incerto nella fase difensiva, molto più incisivo nella trequarti) e mette sui piedi dell’implacabile Palacio, il migliore dei suoi, un pallone che deve solo essere spinto in fondo al sacco. Il gol subito spezza le gambe al Catania, che cala visibilmente, mentre i nerazzurri crescono e controllano la gara. Molto solida la formazione di Mazzarri, capace di chiudersi a riccio quando i padroni di casa spingono, e abilissima a ripartire in contropiede con le frecce Nagatomo e Alvarez che riescono sempre a creare grattacapi alla difesa catanese. A fine primo tempo Catania che perde il suo capitano Izco, con Maran che a quel punto decide di arretrare Castro e gettare nella mischia maxi Lopez. Ma le mosse del tecnico di Rovereto non sortiscono gli effetti sperati. A dire il vero i catanesi partono bene ad inizio ripresa, ma il cuore non basta. Troppi giocatori importanti persi da Maran rispetto alla passata stagione (Marchese, Lodi, Biagianti, Gomez e Barrientos), peraltro non tutti rimpiazzati per via di una campagna acquisti forse da rivedere. E’ evidente che la società etnea debba correre ai ripari per consentire al proprio tecnico di ripetere l’esaltante campionato che ha visto chiudere il Catania all’ottavo posto. Così, a poco a poco, si spegne la compagine di casa e Palacio e compagni crescono a vista d’occhio. Proprio l’argentino confeziona l’assist per Nagatomo che di fatto chiude la contesa. Nel finire arriva la terza rete di Alvarez per un secco 3 a 0 che punisce un Catania troppo molle, parecchio distante dalla condizione in cui lo avevamo lasciato lo scorso mese di maggio nel corso dell’ultima gara casalinga vinta al Massimino contro il Pescara. Siamo certi che il presidente Pulvirenti e il suo entourage riusciranno a ragionare bene su questa sconfitta apportando i giusti accorgimenti (vedi Plasil) e, approfittando della sosta, a recuperare la giusta condizione in vista della ripresa del torneo, che vedrà il Catania impegnato in trasferta sull’ostico campo del Livorno.<br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001guarin-inter.jpgSiNun-catania-cede-all-inter-1012333.htmSiT1000014100075401,02,03030400
1831012328NewsCalciomercatoReal-Milan, l`accordo! Biennale da 4,4 mln per Kakà: arriva stamattina20130902075127Real-Milan, l`accordo! Biennale da 4,4 mln per Kakà: arriva stamattinaReal-Milan, l`accordo! Biennale da 4,4 mln per Kakà: arriva stamattina-&nbsp;Galliani a <u>Sky </u>ha spiegato che la trattativa con Kakà deve chiudersi subito:<em> &nbsp;“O stasera o mai più. Kakà deve accettare stasera, perchè domani dovrebbe fare le visite mediche”.</em> L’a.d. è comunque apparso molto sereno e in vena di scherzare. Un buon segno. Il tempo, però, stringe: lo stesso Galliani a Mediaset ha ribadito che la decisione va presa in nottata e che <em>"noi partiamo in aereo alle 10 domani mattina, quindi ha tempo sino alle 9 circa". </em>L'affare, però, si farà: <strong>biennale a 4,4 milioni netti all'anno.<em>&nbsp;</em></strong> - E' un&nbsp;Galliani cauto quello che parla a <u>Sky </u>all'uscita dagli uffici del Real:<em> "c'è l'accordo con il Real, ce l'ho qui nella cartellina. adesso manca l'accordo con il giocatore. Per una trattativa sono necessari entrambi".</em><br><br>- Stando a quanto ci risulta, l'affare è sostanzialmente chiuso. Le firme sul contratto tra Real e Milan sono state messe, si attende la soluzione della trattativa economica con il calciatore. Si lavora, come dicevamo, <strong>per un biennale nel quale l'unica variabile ancora da discutere sarebbe quella dei bonus.</strong> Si ricomincerà a trattare dopo la fine delle partite serali, non a cena quindi, come previsto, ma dopo cena. Ci sarà anche Bosco Leite. Galliani, però, chèta i toni: <em>"Ancora non è un giocatore del Milan".</em><br><br>Così Galliani:&nbsp;<em>"Abbiamo l'accordo con il Real Madrid, adesso dobbiamo trattare con il giocatore".&nbsp;</em>Tassotti: <em>"Kakà è un giocatore con qualche anno di più, forse ha avuto anche qualche problema fisico, ma io credo che questo ambiente potrebbe aiutarlo, sicuramente"</em>.<br><br>- Nessun problema tra Real Madrid e Milan: i blancos hanno trovato l'accordo con Galliani. Adesso si deve solo risolvere il problema relativo all'ingaggio. <strong>Dall'accordo restano esclusi i Los Angeles Galaxy.&nbsp;</strong>Alcuni colleghi parlano anche dell'inserimento nell'affare di El Shaarawy da una parte, ed Ozil dall'altra, considerata anche l'esclusione dall'undici iniziale del faraone: a noi di tale trattativa non risulta nulla. Almeno per il momento.<br><br>- Stando a quanto risulta alla nostra redazione, però,<strong> la trattativa sarebbe ancora in bilico. Tra domanda (di Bosco) ed offerta (di Galliani) ballano ancora circa 2 milioni netti</strong>, ed un bonus legato alle presenze che il Milan vuole inserire nel contratto, mentre l'entourage di Kakà no.&nbsp;<br><br>-&nbsp;È ancora <u>As </u>a dare nuovi dettagli: poco prima delle 18, l’edizione web del quotidiano sportivo di Madrid racconta di un <a href="http://www.canalemilan.it/news/live-galliani-rinvia-as-107017" target="_blank"><strong>Kakà ormai arrivato al Bernabeu</strong></a> per definire con Galliani gli ultimi dettagli del contratto che lo legherà al Milan.<br><br>- Arrivano dalla Spagna ulteriori dettagli sulla trattativa per Kakà. Secondo il quotidiano madrileno l’accordo sarebbe praticamente raggiunto, ma <strong>Galliani aspetterebbe a dire l’ultima parola per prudenza</strong>. L’ad del Milan, che aveva inizialmente previsto di tornare a Milano in serata, avrebbe però avvisato di aver cambiato i piani: passerà la notte a Madrid.<br><br>- Discorso chiuso, o quasi, per <u>AS</u>, che analizza così l'avvicendarsi della trattativa in piedi in quel di Madrid.<em> "L'accordo per il trasferimento di Kakà al Milan è imminente e Adriano Galliani, vice presidente del club, già al Bernabeu, dove si è incontrato con il direttore generale del Real Madrid Florentino Perez, sta &nbsp;negoziando i dettagli finali della firma.</em><br><br><em>[...] La riunione è iniziata alle 15.00 ed il Milan sta per convincere i blancos a liberare gratuitamente il centrocampista brasiliano, cosa che comunque si tradurrebbe, per il Real, in un risparmio annuale dei 10 milioni di euro del suo ingaggio (come Cristiano Ronaldo). Pur di tornare in Italia, Kakà ha accettato di ridursi lo stipendio della metà (cinque milioni all'anno) e firmare per due anni".&nbsp;</em>Sempre secondo gli spagnoli<strong>, lo stesso Kakà starebbe rggiungendo Galliani, Bronzetti, Perez</strong> e gli altri dirigenti blancos per chiudere l'operazione. L'affare, però, potrebbe andare avanti a oltranza. Per stasera a cena, difatti, è già stata fissata la seconda parte della folta riunione tra le parti.<br><br>-&nbsp;“<em>Difficilissimo</em>”: così Adriano Galliani al telefono con <u>Milan Channel</u>, a frenare un po’ l’ottimismo che filtrava nelle ultime ore su un affare che resta complicato, questa volta più sul fronte Kakà che non con il Real Madrid.<br><br>- E' iniziato il <a href="http://www.canalemilan.it/news/kaka-milan-incontro-in-corso-107131" target="_blank">pranzo con Florentino Perez</a> al ristorante Puerta 57 all’interno del Santiago Bernabeu. Galliani alla carica per (ri)portare il brasililiano a Milano. L’intenzione del presidente del Real Madrid pare quella di liberare Kakà. Se così fosse l’incontro clou sarà nel pomeriggio con il padre di Ricky &nbsp;per trovare un (difficile) accordo sull’ingaggio.&nbsp;<br><br>- Adriano Galliani stamane alle 11:30 è volato a Madrid per incontrare il presidente del Real Madrid Florentino Perez e definire l’accordo per Kakà. Trovare l’accordo con il Real non dovrebbe essere cosa complicata, <strong>quindi la patata bollente passerebbe a Kakà che dovrà scegliere di decurtarsi buona parte dello stipendio se vuole tornare in rossonero.&nbsp;</strong>Intanto resta a casa per la partita di oggi con l’Atletico Madrid. Al suo posto Ancelotti ha convocato il suo nuovo pupillo Jesè Rodriguez. Al termine dell'incontro, quindi circa intorno alle 14:00 , inizierà il pranzo di lavoro tra l'A.D. rossonero e Perez. Pochi istanti prima di partire, Galliani ha così commentato l'incipit formale della trattativa: <em>"Un ritorno di Kakà resta difficilissimissimissimo”.&nbsp;</em><br><br><u>- As</u>, peraltro, riferisce che il partente Kakà non fa gola solo al Milan. Sul brasiliano ci sono infatti anche Manchester United e Arsenal, che hanno inziaito i loro contatti venerdì. Ma, a sorpresa anche un secondo club italiano (la <strong>Roma</strong>?) si è fatto avanti ieri per l’ex Pallone d’Oro. In ogni caso il Milan è in vantaggio perchè ha la preferenza assoluta del ragazzo, ma non è detto che basti a colmare le differenza economiche sia con il Real che, soprattutto, con il giocatore.<br><br>- Ed un'<a href="http://www.canalemilan.it/news/anche-la-doyen-sports-nellincontro-per-kaka-107121" target="_blank">ulteriore spinta alla felice conclusione dell'affare</a>, peraltro, può arivare dal Brasile. Oltre Galliani, Perez, Gandini, il padre di Kakà e probabilmente la dirigenza dei Galaxy (via Skype), oggi a Madrid a parlare dell'affare <strong>ci sarà anche Nelio Lucas, proprietario brasiliano del fondo Doyen Sports Investments</strong>, secondo quanto riporta <u>Sky</u>. E’ possibile un aiuto economico di Lucas, che già più volte quest’estate ha incontrato Galliani, in cambio di una percentuale sui diritti del giocatore possa sbloccare l’affare.<br><br>C1012317GP01CTGP01CTkaka-1.jpgSiNreal-milan -1012328.htmSiT1000027-01,02,03,07010736
1841012307NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Galliani riprende Kakà20130901120246milanCome riporta La Gazzetta dello Sport Potrebbe arrivare già oggi una risposta definitiva per il ritorno di Kakà al Milan. In queste ore, infatti, Adriano Galliani volerà a Madrid per trattare il giocatore con il presidente del Real Madrid Florentino Perez. L'ottimismo, come riporta La Gazzetta dello Sport è imperante fra le parti: il giocatore ha già detto di voler lasciare Madrid e per farlo è disposto a decurtarsi pesantemente l'ingaggio e il Milan ha capito che il Real ha finalmente aperto le porte ad una cessione a titolo gratuito pur di liberarsi dei 30 milioni lordi d'ingaggio che il brasiliano ha diritto d'incassare per i prossimi due anni di contratto.C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-riprende-kaka-1012307.htmSiT1000027100075701,02,03,07030722
1851012305NewsCampionati2° di Campionato: Le ultime dai campi!201308312305562° di Campionato: Le ultime dai campi!2° di Campionato: Le ultime dai campi!<strong>CHIEVO - NAPOLI</strong><em> (sabato h 18)</em><br><br>Sannino <strong>non recupera Dainelli, in difesa conferma per Papp</strong>. Le fasce di centrocampo saranno presidiate da Sestu e Hetemaj, panchina per Improta. In attacco Paloschi favorito su Pellissier per appoggiare Thereau. <strong>Non convocato Estigarribia,</strong> appena arrivato in Veneto.<br>Benitez <strong>recupera Higuain</strong>, l'argentino sarà regolarmente in campo dopo l'incidente in cui è incappato lunedì scorso a Capri. A centrocampo<strong> ballottaggio Inler-Dzemaili,</strong> invece sugli esterni d'attacco<strong> Callejon e Insigne potrebbero spuntarla su Pandev.</strong><br><br><br><strong>JUVENTUS - LAZIO</strong><em> (h 20,45)</em><br><br>Conte deve fare a meno dell'infortunato Marchisio e di Pepe che sta recuperando la forma migliore. <strong>A centrocampo Pogba prenderà il posto del numero 8 bianconero</strong>, mentre in attacco conferma per la <strong>coppia Vucinic-Tevez.</strong><br>Petkovic <strong>recupera Cana</strong> che stringerà i denti dopo la forte contrattura ravvisata domenica scorsa, <strong>al suo fianco Biava o Novaretti</strong> che si giocano un posto. In mediana possibile che Biglia venga confermato a discapito di Ledesma, infine <strong>Candreva andrà a sistemarsi alle spalle l'unica punta Klose</strong>. Indisponibili Ciani, Konko e Felipe Anderson.<br><br><br><strong>ROMA - VERONA</strong><em> (domenica h 18)</em><br><br>Garcia <strong>recupera Strootman</strong> che ha smaltito la distorsione alla caviglia rimediata a Terni due settimana fa.<strong> In avanti Ljajic, seppur non con i 90 minuti nelle gambe, </strong>si candida per una maglia dal 1' minuto al fianco di Totti e Florenzi, ma Borriello conserva le sue chances di partire titolare.<br>Mandorlini recupera<strong> Hallfredsson che potrebbe partire titolare</strong> in mezzo al campo. In difesa <strong>da monitorare le condizioni di Albertazzi</strong>, mentre Gonzalez e Sala sono ristabiliti e dovrebbero essere convocati. In attacco Toni sarà spalleggiato da Jankovic e Martinho.<br><br><br><strong>ATALANTA - TORINO</strong><em> (h 20,45)</em><br><br>Colantuono dovrebbe <strong>recuperare Del Grosso</strong> che lamenta un leggero fastidio alla caviglia, in preallarme Nica. In mediana assente l'<strong>infortunato Migliaccio, ci sarà ancora Konè.</strong> Indisponibili Bellini, Brienza e Giorgi.<br>Ventura<strong> non convocato Brighi </strong>che non ha recuperato dalla contrattura rimediata contro il Sassuolo. In mediana spazio a Basha, poi in cabina di regia<strong> Vives appare favorito su Bellomo</strong>. In attacco conferma per la coppia <strong>Cerci-Immobile.</strong> Arruolato anche il nuovo acquisto Pasquale.<br><br><br><strong>BOLOGNA - SAMPDORIA</strong> <em>(h 20,45)</em><br><br>Pioli non può contare in difesa sugli infortunati Sorensen e Cherubin,<strong> non al meglio anche Morleo </strong>che dovrebbe essere rimpiazzato da Cech. In mediana Della Rocca favorito su Perez, mentre <strong>in avanti Moscardelli potrebbe essere preferito</strong> a Christodoulopoulos.<br>Delio Rossi <strong>recupera in extremis Gastaldello</strong> rientrato da ieri in gruppo, resta valida l'opzione Mustafi se il capitano blucerchiato non volesse rischiare. A centrocampo <strong>Renan e Regini dovrebbero trovare una maglia dal 1' minuto</strong>. Squalificato Castellini.<br><br><br><strong>CATANIA - INTER</strong> <em>(h 20,45)</em><br><br>Maran<strong> recupera Almiron, ma Leto appare favorito</strong> sul compagno argentino ed il tecnico potrebbe confermare il 4-2-3-1 visto a Firenze. Indisponibile Capuano.<br>Mazzarri conferma <strong>Ranocchia al centro della difesa</strong>: infatti Samuel non sarà convocato perchè alla ricerca della forma migliore dopo l'infortunio. A centrocampo<strong> Kovacic ritrova una maglia da titolare</strong>, mentre in attacco Alvarez favorito su Icardi per far coppia con Palacio.<br><br><br><strong>GENOA - FIORENTINA</strong><em> (h 20,45)</em><br><br><strong>Kucka ce la fa</strong> malgrado una leggera forma influenzale, in mediana Matuzalem insidia la titolarità di Cofie. In avanti Gilardino unica punta con Bertolacci e Santana a supporto.<br><strong>Cuadrado tiene in apprensione</strong> l'ambiente viola: il colombiano lamenta un fastidio al polpaccio e dovrebbe lasciare il posto a Joaquin. In difesa Montella deve scegliere chi tra Tomovic e Compper andrà a completare il terzetto di difesa, <strong>non convocato Roncaglia.</strong><br><br><br><strong>MILAN - CAGLIARI</strong><em> (h 20,45)</em><br><br>Allegri valutare come sostituire il partente Boateng: <strong>possibile conferma del 4-3-3 con Robinho o Niang nel tridente</strong>. Avanza anche l'ipotesi di Montolivo trequartista dietro Balotelli-El Shaarawy, decisiva la rifinitura. In difesa<strong> De Sciglio non dovrebbe esserci</strong> per un fastidio al ginocchio.<br>Il duo Pulga-Lopez potrebbe restituire una maglia <strong>dal 1' minuto ad Astori </strong>anche se il difensore è al centro del mercato dei rossoblu. Intanto <strong>Cossu è rientrato in gruppo,</strong> ma non dovrebbe essere convocato.<br><br><br><strong>SASSUOLO - LIVORNO</strong><em> (h 20,45)</em><br><br>Di Francesco ritrova Acerbi che contende una maglia a Rossini in difesa. In mediana <strong>Magnanelli non è al meglio e potrebbe essere rimpiazzato da Chibsah,</strong> mentre in attacco Zaza è l'unico certo del posto. Squalificato Berardi.<br>Mister <strong>Nicola ha convocato i nuovi arrivati Emeghara, Biagianti, Coda e Rinaudo</strong>, ma valuterà con calma se schierarli dal 1' minuto. L'ex senese potrebbe per<strong> far coppia con Paulinho</strong>, mentre l'ex catanese potrebbe andare ad infoltire la <strong>mediana con Duncan, Luci e Greco.</strong><br><br><br><strong>UDINESE - PARMA</strong> <em>(h 20,45)</em><br><br>Guidolin monitora le condizioni di <strong>Domizzi e Pinzi afflitti da guai fisici</strong>, possibile maglia dal 1' minuto per Naldo e Lazzari. In attacco dovrebbe rivedersi la<strong> coppia Muriel-DiNatale</strong>, panchina per Zielinski e Maicosuel.<br>Donadoni deve fare a meno degli<strong> infortunati Paletta e Galloppa, in dubbio anche Benalouane </strong>per un torcicollo. In difesa conferma per Lucarelli, mentre in cabina di regia <strong>Valdes è insidiato da Munari ed Acquah</strong>. Le fasce infine dovrebbero essere presidiate da <strong>Biabiany e Gobbi</strong>, ma Rosi preme per un posto da titolare.<br><br><br><em><strong>Vincenzo Di Mauro</strong></em><br><br><strong><em>Su <a href="http://www.fantagazzetta.it">www.fantagazzetta.it</a></em></strong><br><br>C1007650GP01CTGP01CTmazzarri-inter.jpgSiNultime-dai-campi-1012305.htmSi-01,02,03,06,07,08,09010428
1861012306NewsCampionatiVidal-Tevez, Lazio affondata: 4-1 allo Juventus Stadium20130831221815juventus lazio, serie a, terza giornataBianconeri in gran forma raggiungono il Napoli. Nulla da fare per la compagine di Petkovic, in dieci per l`ultima mezz`ora.Altro che squadra indebolita: <STRONG>Conte</STRONG> sarà ben felice che le sue dichiarazioni riguardo alle cessioni di Giaccherini e Matri siano state sonoramente smentite dal verdetto del campo. Fortuna per i bianconeri che <STRONG>Vidal</STRONG> è ancora lì, insieme ad un <STRONG>Tevez</STRONG> in stupenda forma. Se si aggiunge una difesa biancoceleste disattenta e spesso troppo lenta, il risultato è un successo su tutta linea. Apre le danze il cileno dopo appena un quarto d'ora, raccogliendo uno squisito lancio di <STRONG>Pogba</STRONG>.&nbsp;L'ex Bayer&nbsp;la spinge in rete e bissa al 26', trasformando in oro un pallone di <STRONG>Bonucci</STRONG> partito da distanza siderale. I laziali accorciano due minuti dopo, quando <STRONG>Klose</STRONG> ribadisce in rete un tiro dalla distanza di <STRONG>Hernanes</STRONG>, respinto da Buffon. <br><br> Nella ripresa è ancora Bonucci a servire da centrocampo la palla del 3-1 a <STRONG>Vucinic</STRONG>, che brucia Novaretti e scavalca Marchetti con un tocco morbido. Al minuto 63 la Lazio resta in dieci a causa di un errore grossolano di <STRONG>Hernanes</STRONG>. Il brasiliano, già ammonito, intercetta di mano un cross in area bianconera. Doppio giallo e doccia anticipata. Nell'ultima mezz'ora è dominio assoluto juventino, con Tevez che prima colpisce una traversa e poi piazza&nbsp;in rete un tiro dall'angolazione perfetta. I bianconeri procedono a punteggio pieno insieme al Napoli, che nel pomeriggio ha rifilato un poker al Chievo, in attesa di conoscere l'esito degli incontri di Inter, Roma, Torino, Cagliari, Fiorentina e Verona&nbsp;in campo domani.&nbsp;Terzo gol in tre partite per Carlitos, otto reti subite dalla formazione di Petkovic contro la Juve. I bianconeri rispondono forte e chiaro alla chiamata di Benitez e pensano già alla prossima prova: ad attenderli c'è l'Inter di Mazzarri.<br><br>C1007650Juventus StadiumFL0435FL0435juventus.jpgSiNjuventus-lazio-4-1-tevez-vidal-1012306.htmSiT1000007,T1000018100612201,02,03,06030636
1871012304NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta pensa ai rinnovi20130831111952juventusCome riporta La Gazzetta dello Sport Come riporta La Gazzetta dello Sport il Conte "scontento" si potrà consolare presto con il rinnovo del proprio guerriero Arturo Vidal. A mercato chiuso infatti, il cileno sottoscriverà il proprio rinnovo contrattuale diventando di fatto il bianconero più pagato con un accordo da 4 milioni netti all'anno fino al 2018. Subito dopo, sarà il turno di Paul Pogba, con Marotta e Paratici che sono già a lavoro per trovare la giusta formula per blindare, dopo il centrocampista, anche il talento francese che nell'immaginazione dei tifosi juventini è il presente ma sopratutto il futuro della squadra bianconera.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-pensa-ai-rinnovi-1012304.htmSiT1000007100075701,02,03,04,06030456
1881012303NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Boateng va allo Schalke 0420130830111660milanCome riporta la BildCome riporta la&nbsp;Bild: ci sarebbe l'accordo tra lo Schalke 04 e Kevin Prince Boateng per il trasferimento del calciatore in Bundesliga. Le cifre di quello con il Milan non sono ancora note ma secondo il quotidiano sarebbero di circa 15 milioni di euro. Sono addirittura in corso le visite mediche del calciatore col club tedesco.C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-baoteng-allo-schalke-1012303.htmSiT1000027100075701,02,03030651
1891012301NewsCoppeChampions, ecco i gironi: Messi e Ronaldo per Milan e Juve, il Napoli trova il Borussia20130829185356champions league, fase a gironi, sorteggio, milan, napoli, juventusAnche Ajax e Celtic per la squadra di Allegri, mentre Benitez se la vedrà con Arsenal e Marsiglia. Juve: attenzione al Galatasaray<STRONG>Milan</STRONG> promosso a pieni voti grazie a <STRONG>Boateng</STRONG> e compagni, ma adesso viene il difficile. L'urna di Montecarlo si rivela decisamente invisa alle italiane, riservando avversarie di lusso alle tre formazioni nostrane impegnate in <STRONG>Champions League</STRONG>. Milan e Juventus, partite in seconda fascia, dovranno vedersela con titani come <STRONG>Barcellona e Real Madrid</STRONG>; mentre il <STRONG>Napoli</STRONG> (quarta fascia) si ritrova a tu per tu con il<STRONG> Borussia Dortmund</STRONG>. Il primo turno è fissato per il 17-18 settembre, mentre la finale si giocherà il 24 maggio all'Estadio da Luz di Lisbona. <br><br> <TBODY><TR><TD><br><br> <TABLE border=1 cellSpacing=1 cellPadding=1> <TBODY> <TR> <TD><STRONG>GRUPPO A</STRONG></TD> <TD><STRONG>GRUPPO B</STRONG></TD> <TD><STRONG>GRUPPO C</STRONG></TD> <TD><STRONG>GRUPPO D</STRONG></TD></TR> <TR> <TD>Manchester United</TD> <TD>Real Madrid</TD> <TD>Benfica</TD> <TD>Bayern Monaco</TD></TR> <TR> <TD>Shakhtar Donetsk</TD> <TD>JUVENTUS</TD> <TD>Psg</TD> <TD>Cska Mosca</TD></TR> <TR> <TD>Bayer Leverkusen</TD> <TD>Galatasaray</TD> <TD>Olympiacos</TD> <TD>Manchester City</TD></TR> <TR> <TD>Real Sociedad</TD> <TD>Copenaghen</TD> <TD>Anderlecht</TD> <TD>Viktoria Plzen</TD></TR></TBODY></TABLE><STRONG><FONT size=3>&nbsp;</FONT></STRONG> <TABLE border=1 cellSpacing=1 cellPadding=1> <TBODY> <TR> <TD><STRONG>GRUPPO E</STRONG></TD> <TD><STRONG>GRUPPO F</STRONG></TD> <TD><STRONG>GRUPPO G</STRONG></TD> <TD><STRONG>GRUPPO H</STRONG></TD></TR> <TR> <TD>Chelsea</TD> <TD>Arsenal</TD> <TD>Porto</TD> <TD>Barcellona</TD></TR> <TR> <TD>Schalke 04</TD> <TD>Marsiglia</TD> <TD>Atlético Madrid</TD> <TD>MILAN</TD></TR> <TR> <TD>Basilea</TD> <TD>B.Dortmund</TD> <TD>Zenit San Pietroburgo</TD> <TD>Ajax</TD></TR> <TR> <TD>Steaua Bucarest</TD> <TD>NAPOLI</TD> <TD>Austria Vienna</TD> <TD>Celtic</TD></TR></TBODY></TABLE> Il girone meno ostico è capitato alla Juve: i bianconeri si contendono la testa del girone con la compagine di Ancelotti, riservando un occhio di riguardo al pericoloso <STRONG>Galatasaray</STRONG>. I turchi hanno dimostrato in passato di essere terribili quanto le armate degli ottomani, specialmente tra le mura amiche. La "Cenerentola" è senza dubbio il <STRONG>Copenaghen</STRONG>, che lotta soprattutto per raggiungere un posto in Europa League.<br><br> I rossoneri incontrano il Barcellona per la terza volta consecutiva. Ad Allegri brucia ancora il 4-0 con cui l'anno scorso&nbsp;venne rispedito a casa agli ottavi di finale, dopo una fantastica vittoria a San Siro per 2-0.&nbsp;Se il Milan ha imparato dai propri errori (niente spavalderia al Camp Nou, possesso palla attento e assetto difensivo senza fronzoli), può aspirare persino alla testa del girone. <STRONG>Ajax e Celtic sono squadre&nbsp;ben poco malleabili</STRONG>, dai giocatori determinati e possenti come carpentieri del porto di Rotterdam o pescatori delle Highlands. I Lancieri possiedono <STRONG>Eriksen</STRONG>, il giovane <STRONG>Blind</STRONG> e il capitano <STRONG>de Jong</STRONG> (che darà non pochi grattacapi ai cronisti se farà a sportellate con il rossonero Nigel), oltre alle vecchie conoscenze italiane <STRONG>Poulsen</STRONG> e <STRONG>Bojan</STRONG>. Non sarà la squadra <EM>totale </EM>di Crujiff, Neeskens e Rep, ma basta a spaventare chi passa dalle parti dell'Amsterdam ArenA.<br><br> <STRONG>De Laurentiis</STRONG> avrà certo già dimenticato i cento milioni di risarcimento per i punti di sutura di Higuain: <STRONG>lo aspettano&nbsp;trasferte a Dortmund, Londra (sponda Arsenal) e Marsiglia</STRONG>. Ma stavolta a tranquillizzare i tifosi&nbsp;c'è una squadra più forte e matura, oltre alla consapevolezza di non essere gli ultimi arrivati. Insomma, il panico da palcoscenico non dovrebbe essere un problema. Se riuscissero a superare il girone anche i partenopei, la scommessa più grande di questa Champions,&nbsp;si potrebbe davvero sperare&nbsp;in un en plein tutto italiano.&nbsp;Questa sarebbe davvero la vittoria più grande.&nbsp;&nbsp; <br><br>C1007650MontecarloFL0435FL0435champions.jpgSiNsorteggi-champions-league-1012301.htmSiT1000007,T1000017,T1000027100612201,02,03,06,07,08030822
1901012297NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta vuole Kempf20130828111554juventusCome riporta Sky Sport Come riporta Sky Sport&nbsp;la Juventus continua a muoversi sul fronte giovani e l'ultimo nome circolato tra le fila bianconere è quello di Marc-Oliver Kempf (18), difensore in forza all'Eintracht Francoforte. Il club tedesco attende nelle prossime ore la risposta della Vecchia Signora in merito al trasferimento del calciatore teutonico, qualora la Juventus dovesse decidere di non acquistarlo ci sarebbe il Borussia Dortmund pronto a chiudere la trattativa. C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-vuole-kempf-1012297.htmSiT1000007100075701,02,03,06030490
1911012294NewsCampionatiHiguain, De Laurentiis fiume di rabbia: «Voglio 100 milioni di danni»20130827201422de laurentiis, napoli, higuainL`argentino mal suturato, scoppia la polemica: «Faccio causa alla Regione e al Comune di Capri«. Il sindaco di Capri: «Dichiarazione di un non competente«.Il <STRONG>Napoli</STRONG> supera brillantemente la prova <STRONG>Bologna</STRONG>, grazie ad una squadra che parte in prima fila nella corsa allo scudetto e ad un <STRONG>Hamsik</STRONG> in grande spolvero. Ma <STRONG>De Laurentiis</STRONG> tiene il broncio: ai microfoni di Radio Kiss Kiss <STRONG>ha annunciato di voler fare causa alla Regione Campania e al Comune di Capri</STRONG>. Il motivo della discordia? Uno scoglio. Chissà se immaginava una tale bagarre <STRONG>Gonzalo Higuain</STRONG>, protagonista di una piccola disavventura a bordo di uno yacht, mentre passava la giornata di riposo nell'isola dei Faraglioni. Il bomber argentino è caduto su uno scoglio, rimediando alcune ferite cui sono stati applicati punti di sutura. E' proprio questo il motivo della rabbia del patron partenopeo: "Volevo vedere questo taglio che ha per poter fare causa alla regione Campania e a Capri. Ho le scatole piene di non avere dei presidi medici di livello. Un attore o un calciatore o una persona qualunque, va in ospedale e non gli si sanno mettere neanche dei punti in un modo umano. Appena ho visto la fotografia e ho detto ai miei avvocati: chiediamo cento milioni di danni alle istituzioni, da devolvere poi a chi ne ha bisogno". Poi prosegue: "A Capri può arrivare una barca con un carico da bilioni con un grande personaggio, ma che figura facciamo? Nemmeno in Africa". <BR><BR>Altrettanto tagliente la risposta del sindaco di Capri, <STRONG>Ciro Lembo</STRONG>. "Si tratta di una dichiarazione avventata da un non competente. Riguardo al risarcimento danni potremmo valutare di chiederli noi e l'Asl per le sue dichiarazioni, per completare i lavori all'ospedale Capilupi. Quella uscita Aurelio De Laurentiis se la poteva risparmiare.&nbsp;Non capisco di quali colpe veniamo accusati. Noi ci preoccupiamo della salute di tutti, non solo dei grandi nomi famosi e di vip, siano miliardari o calciatori. Mi risulta da informazioni raccolte che il signor Higuain è stato assistito prontamente sin dai primi minuti successivi all'incidente, in mare dalla Guardia Costiera e a terra dal 118, ed affidato alle cure dei sanitari del Capilupi che lo hanno curato con molta tempestività e professionalità".&nbsp;Infine, un augurio da parte del primo cittadino caprese: "Mi auguro che questo clamore mediatico messo in piedi da Aurelio De Laurentiis, che tra l'altro è uno dei cittadini benemeriti dell'isola di Capri, possa servire ad accelerare la ripresa dei lavori sospesi da tempo, mirati all'ammodernamento strutturale del Capilupi". Da un lato&nbsp;la minaccia di un salasso "alla Robin Hood" da parte della società azzurra, che se tuttavia venisse multata per le accuse del presidente, contribuirebbe&nbsp;ai lavori dell'ospedale di Capri. Forse non tutto il male viene per nuocere. <BR><BR>C1007650NapoliFL0435FL0435delaurentiis67.jpgSiNhiguain-de-laurentiis-cento-milioni-di-danni-1012294.htmSiT1000017100612201,02,03,080301076
1921012293NewsCalciomercatoL`estenuante lunghezza del mercato calciatori20130827143242calcioIl mercato calciatori Il mercato calciatori chiuderà i battenti il prossimo 2 settembre alle ore 23. Una campagna acquisti e cessione estenuante, lunghissima e mal organizzata nel suo ordinamento visto che i campionati di calcio di Serie A e B in quella data avranno già consumato la seconda giornata di calendario. Riteniamo che l’attuale sistema allineato dall’Italia agli altri Paesi europei, non possa far altro che creare confusione nel mondo del calcio. Società, procuratori, calciatori, addetti ai lavori e tifosi non ne capiscono più nulla, confusi come sono tra seguire i campionati appena iniziati e le vicende di mercato ancora in corso. Tutto questo senza tenere conto che tra quattro mesi, esattamente il 3 gennaio 2014 e fino al 31 dello stesso mese, risentiremo ancora parlare di trasferimenti di calciatori per la riapertura del mercato, con il conseguente andirivieni di giocatori da una squadra all’altra. Un accavallamento di situazioni che durante lo svolgimento del campionato, non si addice all’attenzione della stragrande maggioranza degli appassionati del pallone che mal digeriscono il trasferimento dei propri beniamini dalla propria squadra a un’altra compagine magari “odiata” da sempre. E’ la legge del mercato moderno, anzi è l’imprescindibilità del dio denaro che non ha tempo né convenienza a soffermarsi dietro filosofie e concetti astratti che nulla hanno a che fare con la concretezza degli iperbolici interessi economici. Tutti sanno che ormai da molto tempo il calcio non è più un gioco, ma un apparente teatro sul cui palcoscenico salgono stabilmente gli interessi privati di sponsor e televisioni che del calcio fanno le loro fortune. E, se in un’Italia stabilizzata ormai da anni in una crisi economica perniciosa che ne identifica una recessione che appare senza freni inibitori, l’azienda calcio pur risentendo solo in parte di questa situazione involutiva, rappresenta pur sempre una delle industrie più fiorenti del sistema mondiale anche grazie all’avvento dei danarosi sceicchi. Ma a tutto c’è un limite. Incominciamo ad esempio a calmierare un mercato diventato eccessivo sotto il profilo della valutazione di calciatori e del relativo esborso economico delle società per il loro acquisto. E, allo stesso tempo, limitiamo la chiusura di calcio mercato soltanto nel periodo estivo, fissando una data che corrisponda esattamente con l’inizio dei campionati di Serie A e B. Ne guadagnerebbero sicuramente le squadre nella loro organizzazione interna e, al contempo, ci sarebbe più ordine nel programmare il raggiungimento degli obiettivi prefissati dalle società stesse. I tifosi, intanto, riacquisterebbero quell’identità di squadra e di calciatori nei quali vogliono riconoscersi, in una sorta di ritrovamento di valori perduti. Tutto ciò, naturalmente, abolendo anche l’inutile mercato di gennaio che non ha mai apportato efficaci miglioramenti in termini tecnici nell’ambito di ciascuna squadra di calcio, neanche per chi lotta per non retrocedere nella serie inferiore. Questa è statistica, non concetti astratti. Pensiamo dunque, che se si riuscisse a ottenere un simile sistema nell’ambito del calcio mercato d’Europa, ne guadagnerebbe sicuramente il mondo del pallone, chi ne usufruisce e chi lo vive da sempre come grande e insostituibile passione.<br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711pjanic-4.jpgSiNl-estenuante-lunghezza-del-mercato-calciatori-1012293.htmSi100451001,02,03030514
1931012292NewsCampionatiFiorentina: Buona la prima! Il Catania resta a guardare20130827082855Fiorentina: Buona la prima! Il Catania resta a guardare.Si è chiuso al Franchi il primo atto della nuova Serie A. C`era tanta curiosità per l`esordio della Fiorentina di Mario Gomez chiamata quest`anno alla conferma dopo l`ottimo quarto posto del 2013; altrettanta attesa per l`argentino Catania di Maran, forse la più grande sorpresa della stagione scorsa. Si è chiuso al Franchi il primo atto della nuova Serie A. C'era tanta curiosità per l'esordio della Fiorentina di Mario Gomez chiamata quest'anno alla conferma dopo l'ottimo quarto posto del 2013; altrettanta attesa per l'argentino Catania di Maran, forse la più grande sorpresa della stagione scorsa. Gli etnei si presentano con Tachtsidis e Leto al posto degli emigrati Lodi e Papu Gomez. Le premesse per un grande spettacolo non mancano. Uno spettacolo al quale non parteciperà Adem Ljajic, ormai in partenza verso altri lidi e lasciato fuori dalla lista dei convocati.<BR>La novità tattica risiede nella scelta di Montella di schierare due mancini nella linea dei tre difensori: sia Roncaglia che Tomovic partono dalla panchina mentre assieme a Gonzalo Rodriguez giostreranno Compper e Savic.<BR>&nbsp;<BR><STRONG>Giuseppe Rossi</STRONG> sblocca il match. Un segno per un buon debutto? Forse. Il Catania protesta per un presunto fallo di mano di Aquilani che avvia l'azione rifinita da Cuadrado e finalizzata da Pepito che mette la firma sulla prima rete viola del nuovo campionato.<BR>Il pareggio degli ospiti non tarda ad arrivare. L'azione è avviata dall'intraprendente Leto che, spostatosi sulla sinistra, fa penetrare la sfera in area trovando uno sciagurato tacco di <STRONG>Pizarro</STRONG> che serve l'assist involontario per <STRONG>Barrientos</STRONG>: 1-1. Il cileno si fa perdonare qualche minuto più tardi riportando in vantaggio la viola con uno splendido destro che si infila sotto l'incrocio, parte finale della splendida incursione dalla destra di uno straripante Cuadrado. Aumenta il nervosismo, il gioco non è fluido come nella prima parte di tempo e Gomez fa in tempo a calciare sul palo il pallone fornitogli dall'assist al bacio di Rossi.<BR>&nbsp;<BR>Nella ripresa Maran corre ai ripari lasciando Monzon negli spogliatoi e sostituendolo con Rolin, spostando poi Alvarez a sinistra nel tentativo di arginare Cuadrado; il colombiano non si fa impressionare ed inizia subito col far ammonire l'argentino.<BR>Il secondo tempo è meno brillante del primo come è normale che sia in una sfida di fine agosto ma nel finale è il Catania che cerca di schiacciare i padroni di casa senza alcun risultato.<BR>&nbsp;<BR>La Fiorentina parte col piede giusto e conquista i primi tre punti stagionali.C1007650GP01CTGP01CTmontella_viola.jpgSiNfiorentina-buona-la-prima-il-catania-resta-a-guardare-1012292.htmSiT1000014-01,02,03,09010587
1941012290NewsCalciomercatoCalciomercato Catania, preso Guarente20130826104452cataniaLa Gazzetta dello Sport Il Catania piazza il colpo a centrocampo. Secondo l'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport il club etneo non ha ancora finito con gli acquisti e dal Siviglia sta per arrivare il centrocampista Tiberio Guarente, l'anno scorso in forza al Bologna ma il cui cartellino appartiene ancora al club andaluso. Beffato dunque il Parma, che da settimane stava sondando la pista per il giocatore.C1007650adm001adm001guarente.jpgSiNcatania-preso-guarante-1012290.htmSiT1000014100075701,02,03,09030439
1951012291NewsCampionatiE` qui la festa? Sì, ricomincia il calcio che conta20130825111925calcioSembraSembra ieri che la Juve ha festeggiato il suo secondo scudetto consecutivo dell’era Conte, che già siamo qui a ripresentare il nuovo campionato italiano 2013’14. Le solite squadre si contenderanno lo scudetto, le solite compagini ambiranno a posti tranquilli di centro classifica e le altre si contenderanno il diritto di restare in Serie A. Durante questi mesi di preparazione, abbiamo assistito ai soliti teatrini estivi che, quasi sempre, hanno penalizzato le squadre tecnicamente più forti a favore di altre che, grazie anche ad una preparazione atletica più adatta a dare maggiore impulso nell’immediato, hanno avuto ragione. Un “film” già visto che, tuttavia, lascia sempre spazio a polemiche senza fine. E’ la legge del calcio, della sua opinabilità, del suo fascino incredibile cui non possiamo fare a meno neanche per poco tempo. E allora eccoci qua a scrivere ancora di temi tecnici che s’intersecano a sempre più gravi episodi di razzismo che sembrano non smettere e che alimentano quel pericoloso virus della stupidità che non ha mai fine. Vorremmo scrivere e parlare di calcio giocato ma, a memoria, sono anni che non riusciamo più a fornire soltanto informazioni tecniche senza avere il fardello di una vergogna razzista che sembra impadronirsi dello sport che ha maggiori attenzioni mediatiche. Si dice sempre che si tratta di cellule sparute cui non bisogna dare troppa importanza. E invece, l’importanza a questa feroce stupidità galoppante che si annida sugli spalti dello stadio dobbiamo darla tutti, a cominciare da chi, come noi, scrive di calcio e non solo. Tutti insieme contro i “BU” vergognosi, insieme per il rispetto, insieme per la condanna a chi fomenta idee razziali di qualsiasi genere. Si parte dunque per una nuova avventura del pallone nostrano. La Juve ha già cominciato con il botto vincendo la Supercoppa italiana e si colloca di diritto come squadra da battere. I bianconeri vorrebbero vincere il terzo scudetto consecutivo che rappresenterebbe un primato nella lunga storia gloriosa della “Vecchia Signora” del calcio italiano. Il Napoli, dopo aver venduto Cavani a peso d’oro, si è attrezzata in maniera tale da essere la squadra anti Juve. Seguono Milan, Fiorentina e forse Lazio, mentre la Roma e l’Inter che si sono rinnovate, sono alla ricerca della loro vera identità. L’Udinese di Francesco Guidolin non starà sicuramente a guardare, abituata com’è da anni a vendere i suoi pezzi migliori senza risentirne minimamente nella qualità del gioco. Il Catania di Maran ha l’assillo di migliorare il campionato strepitoso che ha condotto l’anno scorso. Certo non sarà facile ripetersi come squadra che fa paura anche alle grandi, tuttavia, i siciliani se lo pongono come primo obiettivo da raggiungere. Anche il Parma di Donadoni in qualche modo è chiamato a ripetere un campionato tranquillo come Chievo, Cagliari, Bologna, Torino e Sampdoria, mentre Genoa, Livorno, Atalanta, Verona e Sassuolo, si contenderanno il diritto di racimolare punti per non incappare in spiacevoli sorprese di retrocessione. Naturalmente, si tratta di previsioni e discorsi che accompagnano la prima giornata del calcio italiano, notoriamente ancora estivo per clima e preparazione. E, anche se il popolo italiano si appresta al controesodo e a ricominciare con i soliti problemi di sempre, le squadre di calcio sono già allineate tutte ai nastri di partenza per farci sognare, arrabbiare, discutere, penare, gioire. E, checché se ne dica, questo pallone resta pur sempre la medicina essenziale per dare significato a chi ha perso anche la voglia di credere in qualcuno o qualcosa che possa migliorare le sorti di questo nostro Paese dilaniato da problemi mai risolti. Passione effimera il calcio? Forse! Ma il pallone non può mancarci, purché sia quello giocato in un rettangolo verde e mai strumentalizzato da mille altre torbide malignità.<br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNe-qui-la-festa-si-ricomincia-il-calcio-che-conta-1012291.htmSiT1000007100451001,02,03,06,07,08,09030351
1961012289NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Ljajic molto vicino20130824115614milanCome riporta La Gazzetta dello SportCome riporta La Gazzetta dello Sport. Ieri l'incontro tra Adem Ljajic si è concluso con uno 0-0 che non lascia spazio a dubbi. Le parti non sono poi così vicine e lunedì (al massimo martedì) la situazione verrà sbloccata definitivamente nell'ultimo incontro tra Mario Cognigni e l'entourage del giocatore. Un weekend per decidere il dà farsi. Un fine settimana che permetterà alle pretendenti di presentare le proprie offerte. La Roma sta per cedere Erick Lamela e poi si potrebbe gettare sul giovane talento serbo, ma in corsa resta anche l'Atletico Madrid, primo club ad essersi interessato all'attaccante. Infine il Milan. La soluzione sarebbe la più gradita al giocatore, ma dalla Fiorentina arriva il diktat presidenziale: "Niente rossoneri". C1007650adm001adm001ljajic-6.jpgSiNmilan-ljajic-molto-vicino-1012289.htmSiT1000027100075701,02,03,07030966
1971012288NewsCalciomercatoTorino, ora ci mancava pure Maresca20130823151922torinoTra tanti giocatori a disposizione Storie di corna, bicorna e fattura ca nun quaglia. Era il detto di Peppino De Filippo in arte “pappagone”, che voleva esorcizzare la sfortuna. E, pensando al Toro, potremmo dire che l’esempio calzi a pennello vista la cosmica sfiga che accompagna la lunga storia granata. Tra tanti giocatori a disposizione del mercato calciatori, il DS Petrachi ha pensato bene d’interessarsi a Maresca, il giocatore che in un lontano derby, quando vestiva la maglia della Juventus, dopo aver segnato il gol del pareggio mimò con le corna lo sfottò a Ferrante (che era solito gioire in questa maniera dopo aver segnato un gol) e a tutta la curva Maratona. Un gesto d’indubbia caduta di stile, che è rimasto nella storia degli sfottò più cocenti tra i tifosi del calcio italiano. I rumors riferiscono di un malcontento generale dei tifosi granata i quali non hanno dimenticato quello “smacco” rimasto indelebile nella loro memoria. Sono gli scherzi del calcio che evidenzia spesso&nbsp; tifosi che non accettano “offese”. Certo, nel calcio professionistico in cui ormai siamo abituati a vedere giocatori che cambiano casacca continuamente senza alcun problema di sorta, parlare di valori legati alla non vestizione di maglie “proibite” dai tifosi, sembra ormai anacronistico. Tuttavia, senza certamente volersi prendere troppo sul serio, esiste un codice sentimentale che i tifosi pretendono ancora oggi: l’attaccamento alla maglia da parte dei propri beniamini. Da qui si cerca poi di disprezzare colui il quale passa dal Toro alla Juve, dal Milan all’Inter, dalla Roma alla Lazio, dal Genoa alla Sampdoria e viceversa. Ci sono poi gesti, sgarbi, sfottò e quant’altro, che offendono la suscettibilità dei tifosi più arcigni. Giusto o sbagliato è purtroppo così. E, ritornando all’acquisto eventuale di Maresca da parte del Toro, si scatenerebbero sicuramente controversie per nulla facili da digerire. Dal punto di vista della capacità del centrocampista in termini tecnici non ci sono dubbi e, probabilmente, per ironia della sorte, potrebbe essere proprio il giocatore adatto al centrocampo granata. Ma come potrà mai la curva del Toro, ammettere di far vestire la maglia granata a colui il quale li ha presi in giro in maniera così eloquente? Storie grottesche del calcio di sempre che, se vissute con toni e metodi civili, rappresentano il sale in una pietanza che altrimenti sarebbe senza gusto.<br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-adesso-ci-macava-pure-maresca-1012288.htmSiT1000099100451001,02,03,06,07030750
1981012287NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marrone va al Monaco20130823120931juventusTuttosportSì a Luca Marrone, no a Claudio Marchisio. E' la risposta al Monaco, come riporta Tuttosport, data dalla juventus. I monegaschi corteggiano da tempo il giovane mediano, sul quale ci sono già Benfica e Siviglia. Le trattative col club del Principato sono però già iniziato e l'affare si può fare. No, invece, alla richiesta per Marchisio: il Principino è incedibile, anche davanti all'offerta del Monaco.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marrone-va-al-monaco-1012287.htmSiT1000007100075701,02,03,06030418
1991012286NewsCalciomercatoCalciomercato Inter, si avvicina Eto`o20130822112040interCome riporta La Gazzetta dello Sport Come riporta La Gazzetta dello Sport la settimana prossima l'Inter si muoverà ufficialmente per provare a riportare a Milano Samuel Eto'o. Il camerunense non sembra essere concvinto dall'ipotesi inglese, anche se il Chelsea resta comunque la favorita. Il club di Londra ha presentato per il momento soltanto un'offerta informale con un solo anno di contratto, formula che non piace nè al giocatore nè al suo procuratore Vigorelli. I nerazzurri potrebbero inserirsi qui dunque, con gli uomini di mercato interisti che sono già al lavoro per presentare all'entourage del giocatore, un'offerta che lo convinca a riprendere l'aereo per vestire nuovamente la maglia che lo ha portato a vincere il Triplete.C1007650adm001adm001mazzarri-inter.jpgSiNinter-si-avvicina-eto-o-1012286.htmSiT1000026100075701,02,03,04,07030963
2001012285NewsCalciomercatoTorino, che fai? Già sei fuori dalla Coppa20130821141117torinoTorino ha subito nella prima “Dispiace uscire subito dalla Coppa Italia ma questa serata ci aiuterà a sistemare parecchie cose. Cerci fuori all’inizio? Quando sarà al top della forma sarà fondamentale per noi”. A parlare è Giampiero Ventura subito dopo la scoppola che il Torino ha subito nella prima partita di Coppa Italia in casa con il Pescara. Una sconfitta che ha subito avuto la reazione immediata della Triade composta da Cairo, Petrachi e Comi che, riunitisi nello spogliatoio in un summit d’urgenza, hanno cercato di analizzare una sconfitta che brucia, amareggia e che sa anche di delusione profonda. L’avversario non era dei più irresistibili, eppure il Toro è riuscito a rovinare una serata d’agosto in cui i tifosi granata si erano preparati ad accogliere i suoi beniamini. Pare che dal summit granata, espresso a denti stretti dal presidente Cairo contro Ventura, sia emerso il problema del centrocampo in cui non spicca il giocatore dai piedi buoni; il regista, il metodista o, se volete, il playmaker capace di amministrare i tempi e illuminare quel gioco granata apparso senza anima. Annoso il problema del centrocampo del Toro e ripetitivo è il concetto di non ravvedersene mai in tempo utile. Adesso si cerca Valdes del Parma, ma, giustamente, sia Ghirardi che Leonardi rispondono un secco NO. Troppo importante è il centrocampista gialloblù per il Parma di Donadoni, ci vorrebbe un’offerta allettante che possa stuzzicare l’appetito della dirigenza: ma i soldi di Cairo, dove sono? E’ sempre la solita storia, situazioni mai risolte e sofferenze che s’intrecciano nel mondo granata, quasi a significare l’emblema di una storia fatta di tragedie e tortuosi episodi legati a un pallone che sembra non sorridere mai ai colori granata. Esce un presidente e ne entra un altro, si esce da un fallimento e si rivede la luce della speranza che non c’è mai. Cambiano i personaggi ma la sostanza resta sempre la stessa. E intanto le altre squadre vincono, si attrezzano in maniera consona al prossimo campionato e sono in grado di pianificare un futuro almeno sereno. Il Toro no! Sempre le stesse cose. Prestiti con diritto di riscatto e mille altre soluzioni precarie che parlano continuamente di stiracchiamenti di una coperta sempre corta e mai capace di coprire magagne evidenti a tutti. Continua Ventura: ”Abbiamo cambiato modulo e uomini; non sono preoccupato per il risultato”. Certo, ma ci dica signor Ventura, qual è quella squadra che a questo punto della stagione non si è rinnovata negli uomini e nei moduli tattici? Sono i grandi giocatori che fanno grandi le squadre e, purtroppo, il Toro continua a non averli. Papa Francesco ci dice di non farsi rubare la speranza. Ebbene, i tifosi del Toro per pazienza infinita, sono proprio l’emblema della speranza mai perduta. D’altra parte, cosa resta se non sperare?<br><br> Salvino Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-che-fai-gia-sei-fuori-dalla-coppa-1012285.htmSiT1000099100451001,02,03030619
2011012284NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta prende Paulinho20130821114137juventusCome riporta Tuttosport Come riporta Tuttosport la Juventus avrebbe prenotato per il 2014 il centravanti del Livorno, Paulinho. Che il presidente dei labronici, Aldo Spinelli, ha blindato in casa dei toscani, rifiutando anche offerte importanti dalla Sampdoria. Dopo Gabbiadini, Zaza, Immobile e Boakye, potrebbe arrivare un altro attaccante prenotato per i bianconeri.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-prende-paulinho-1012284.htmSiT1000007100075701,02,03,06030533
2021012283NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, in tante su Ljajic20130820113621milanThe TimesOggi sarà una giornata molto calda per la Fiorentina per quanto riguarda il mercato. In occasione della presentazione della squadra allo stadio Artemio Franchi, è probabile che i dirigenti viola ne approfittino per tenere il colloquio decisivo con Adem Ljajic ed il suo entourage. La Fiorentina vuole il rinnovo con la clausola rescissoria fra i 12 ed i 15 milioni, gli agenti massimo 12 ed un contratto migliore di quello offerto. L'Atletico Madrid, che ha già formulato un'offerta da 10 milioni, resta alla finestra, ma secondo quanto riferito da The Times, per Ljajic si starebbe rifacendo sotto anche il Tottenham, nel caso fallisse l'assalto a Willian.C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-in-tante-su-ljajic-1012283.htmSiT1000027100075701,02,03,04,07030749
2031012280NewsCalciomercatoCalciomercato Genoa: via Granqvist, si avvicina Gamberini20130819094040genoa, calciomercato, gamberini capuano, granqvist, astoriLo svedese va in russia, al Krasnodar. Si cerca il sostituto: bloccato Capuano, Astori spinge Gamberini al Marassi.Adesso è ufficiale: <b>Granqvist </b>si trasferisce dal Genoa al Krasnodar, in Russia. La notizia è stata comunicata con una nota sul sito ufficiale della società rossoblu, che intanto incassa la sconfitta nel derby&nbsp;di Coppa Italia contro lo <b>Spezia</b>. Il tecnico <b>Fabio Liverani</b> ha rivelato ai microfoni de <em>Il Secolo XIX </em>che "gli obiettivi sono noti e se ci saranno delle cessioni prenderemo dei sostituti. Ma il Genoa sarà una delle squadre che cambierà meno". E' probabile dunque che arriverà nei prossimi giorni il sostituto dello svedese, precedentemente accostato anche al Milan e alla Lazio. L'ultima idea si chiama <b>Gamberini</b>, l'alternativa <b>Marco&nbsp;Capuano</b>. Più facile riuscire a strappare un accordo per il difensore partenopeo, in quanto il Pescara ha già rifiutato una importante offerta giunta dal Celtic Glasgow. L'ago della bilancia però è <b>Astori</b>. Il difensore bolognese infatti lascerà il San Paolo solo a seguito dell'ufficializzazione dell'acquisto del cagliaritano, che potrebbe giungere già nella giornata di domani.&nbsp;C1007650GenovaFL0435FL0435granqvist.jpgSiNcalciomercato-genoa-granqvist-va-in-russia-1012280.htmSiT1000022100612201,02,030301136
2041012282NewsCalciomercatoCalciomercato Catania, preso Boateng20130818114031cataniaCome riporta Sky Sport Come riporta Sky Sport domani sarà una giornata impegnativa per Kingsley Boateng, che dapprima firmerà in via Turati il rinnovo triennale fino al 2017 col Milan e poi si accorderà per il trasferimento al Catania. Un'operazione che si chiuderà in prestito con diritto di riscatto della metà.C1007650adm001adm001almiron.jpgSiNcatania-preso-boateng-1012282.htmSiT1000014100075701,02,03,07,09030522
2051012281NewsCalciomercatoCalciomercato Roma, Osvaldo verso il Tottenham20130817145227romaDaily Star Il Daily Star ne è certo: ha rifiutato il trasferimento al Southampton. L'attaccante della Roma infatti sta aspettando altre offerte, e le uniche che prenderà in considerazione, si legge, sono quelle che arriveranno dal Tottenham o dall'Inter. I Saints avevano trovato l'accordo con la Roma sulla base di 20 milioni di euro, ma il no di Osvaldo costringerà la dirigenza del club inglese a puntare su altri obiettivi.C1007650adm001adm00120121119_osvaldo4.jpgSiNroma-osvaldo-verso-il-tottenham-1012281.htmSiT1000012100075701,02,03030853
2061012279NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, il Catania vuole Boateng20130816122950milanKingsley BoatengIl Catania continua a guardare in casa Milan. Il club rossazzurro sta proseguendo i contatti con i rossoneri per Kingsley Boateng. Si va avanti, un'operazione che si può chiudere comunque dopo il preliminare di Champions League. Il Catania preme per Boateng junior.C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-il-catania-vuole-boateng-1012279.htmSiT1000027100075701,02,03,07,09030966
2071012278NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta vuole Eriksen20130815155028juventusDaily Express Shopping in Italia e concorrenza alle italiane. Il Tottenham si intromette negli affari di casa nostra. Dal Daily Express arrivano conferme circa la trattativa per Erik Lamena, intanto gli Spurs continuano ad avere nel mirino anche Christian Eriksen, giocatore che piace molto alla Juventus; per il danese dell'Aajx è pronta un'offerta da 8 milioni di sterline.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-vuole-eriksen-1012278.htmSiT1000007100075701,02,03,06030639
2081012276NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Galliani punta Kozak20130814110114milanNuovo obiettivo per il MilanNuovo obiettivo per il Milan, scrive oggi Tuttosport: è Libor Kozak della Lazio, che Adriano Galliano ha chiesto a Claudio Lotito. Il nome nuovo, quello del ceco, è in uscita dalla Capitale e costerebbe ai rossoneri tra i 6 e gli 8 milioni di euro. Lotito per adesso dice no al prestito, il giocatore però vuole assolutamente lasciare Roma: sinora, le richieste arrivate, da Udinese, Livorno, Sunderland e mezza Premier, non sono state accettate.C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-punta-kozak-1012276.htmSiT1000027100075701,02,03,07030875
2091012275NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta fa partire Matri20130813134717juventusSecondo quanto riporta TuttosportSecondo quanto riporta Tuttosport, l'entourage di Alessandro Matri sarebbe già a Capri per un primo summit con la dirigenza azzurra. Oggi potrebbero esserci novità importanti sul trasferimento dell'ex Cagliari che potrebbe dare a breve una risposta al Napoli pronto ad offrirgli un quinquennale da 2,7 milioni a stagione, proposta impareggiabile almeno in Italia. C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-fa-partire-matri-1012275.htmSiT1000007100075701,02,03,06,08030719
2101012274NewsCoppeMilan, Allegri chiama Robinho per il Psv. E aspetta Honda...20130812234331milan, playoff champions league, honda, robinho, psvIl mister ritrova il brasiliano e tiene il posto al giapponese. Accuse a vicenda tra i dirigenti, Bronzetti difende Galliani.Sono state diramate le <STRONG>convocazioni di Massimiliano Allegri per i playoff di Champions League</STRONG>, la cui gara di andata si disputerà il 20 agosto ad Eindhoven contro il coriaceo <STRONG>Psv</STRONG>. La resa dei conti è prevista per la settimana successiva a San Siro, dove i tifosi sperano di vedere all'opera <STRONG>Robinho</STRONG>. Il brasiliano infatti compare nella lista, ma&nbsp;è probabile che resti a riposo per&nbsp;i primi '90. Insieme a <STRONG>De Sciglio</STRONG>, <EM>Binho</EM> lavora ancora a parte per recuperare la distrazione muscolare riportata il 28 luglio, ma i segnali sono incoraggianti. <br><br> Ecco i 24 che sono stati chiamati per il doppio confronto con i biancorossi: Abbiati, Amelia, Gabriel, Abate, Antonini, Constant, De Sciglio, Mexes, Silvestre, Zaccardo, Zapata, K.P. Boateng, Cristante, De Jong, Emanuelson, Montolivo, Muntari, Nocerino, Poli, Traoré, Balotelli, El Shaarawy, Niang, Robinho. <br><br> Restano a casa <STRONG>Pazzini</STRONG>, ancora in fase di recupero per i problemi al ginocchio, Vergara, Saponara e Bonera. In Lista B i giovani Andrenacci, Kingsley Boateng, Iotti, Petagna e&nbsp;Pinato. Intanto resta posto per un venticinquesimo uomo nella Lista A, che potrebbe essere proprio <STRONG>Honda</STRONG>. L'ostacolo per il giapponese, che non fa mistero della sua volontà di vestire la maglia rossonera, è sempre il <STRONG>Cska</STRONG>. Il presidente <STRONG>Giner</STRONG> chiude le porte in faccia a <STRONG>Galliani</STRONG>, reo a detta sua di aver "deciso di scavalcare il Cska e metterci in conflitto con Honda". Tuttavia in un'intervista realizzata da <EM>La Gazzetta dello Sport </EM>Ernesto Bronzetti accusa i russi: "Il Milan non è stato scorretto, è il Cska ad aver cambiato idea". Insomma, tante chiacchiere ma la sostanza è sempre quella. Per usare le parole dell'ad milanista: "Honda arriva a gennaio, se vogliono darcelo prima bene. Altrimenti aspetteremo". Semplice, no?<br><br>C1007650FL0435FL0435fesrf.jpgSiNmilan-allegri-chiama-robinho-honda-1012274.htmSiT1000027100612201,02,03,07030745
2111012273NewsCalciomercatoCalciomercato Napoli, vicino Luiz Gustavo20130812220327napoliSecondo quanto riporta SportbildLuiz Gustavo potrebbe lasciare il Bayern Monaco per trovare maggiore continuità. Il centrocampista brasiliano è il nome nuovo per il Napoli. Il club campione d'Europa vorrebbe circa 18 milioni di euro e il patron Aurelio De Laurentiis sarebbe pronto ad investire quella cifra per regalare a Rafa Benitez il forte mediano. Su Luis Gustavo c'è da registrare anche la forte concorrenza dell'Arsenal ma, in un'intervista rilasciata al quotidiano tedesco Sportbild, l'agente del calciatore Roger Wittmann ha negato qualsiasi contatto sia con l'Arsenal che con il Chelsea per il suo assistito.C1007650adm001adm001GONZALO-HIGUAIN580.jpgSiNnapoli-vicino-luiz-gustavo-1012273.htmSiT1000017100075701,02,03,08030924
2121012269NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, vicino Martins Indi20130811111448milanCome riporta TuttosportHonda e Ljajic. Il Milan non ha solo uno, ma ben due tormentoni estivi che si stanno surriscaldando in questa estate di calciomercato. In attesa che si possa sbloccare qualcosa, i rossoneri però sono attivi su altre piste, ed in questo senso potrebbe tornare l'alleanza con il Genoa: tre anni dopo l'operazione per Boateng, come riporta Tuttosport i due club potrebbero cooperare per Bruno Martins Indi, uno dei difensore più interessanti in Europa. Si tratta di un giovane, classe 1992, che colpisce soprattutto per la duttilità: bravo in copertura e nel far ripartire l'azione da centrale, si disimpegna bene anche da terzino destro. Il Feyenoord chieda circa 10 milioni, per 6-7 si potrebbe anche pensare di chiudere. Il Genoa di Preziosi ci lavora da alcune settimane, soprattutto per superare la concorrenza di Napoli, Tottenham ed Everton.C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-vicino-martins-indi-1012269.htmSiT1000027100075701,02,03,07,08030625
2131012272NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta vuole Biabiany20130810105242juventusCome riporta TuttosportDue piste in parallelo per la Juventus: victor Ibarbo e Jonathan Biabiany. Secondo Tuttosport i bianconeri hanno intenzione di piazzare un altro colpo (escludendo al momento Zuniga) entro la fine del mercato; naturalmente prima l'attenzione degli uomini di mercato sarà rivolt aalle uscite. Per quanto riguarda Ibarbo al momento sembre avanti il Napoli, pronto a offrire 10 milioni di euro oltre ad una contropartita gradita come Walter Gargano. Ieri il ds del Parma Pietro Leonardi è tornato ad informarsi su Stefano Beltrame, giocatore per il quale i ducali hanno già trattato con la Juve a gennaio quando i bianconeri volevano Belfodil. La pista Biabiany riprende così vigore: il francese piace per la duttilità, dato che è capace a destreggiarsi a destra e a sisnistra, a centrocampo o come esterno d'attacco. Nel caso le cose dovessero andare avanti, i bianconeri dovranno trattare anche con la Samp, che detiene metà del cartellino.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-vuole-biabiany-1012272.htmSiT1000007100075701,02,03030441
2141012271NewsCalciomercatoCalciomercato Inter, Mazzarri vuole Osvaldo20130809104436interSecondo Il Corriere dello Sport Secondo Il Corriere dello Sport oggi in edicola, c'è un grande obiettivo in casa Inter: Pablo Daniel Osvaldo. Secondo il giornale c'è già l'accordo con l'entourage del giocatore, che nel frattempo ha rifiutato Zenit e Southampton. Il club giallorosso vuole cederlo, nonostante il parere contrario di Garcia, Totti e dello spogliatoio. Osvaldo vuole restare in Italia ancher per conquistare la Nazionale e Mazzarri lo ritiene perfetto per la sua nuova avventura a Milano. Cifre? Colpo da ultimi giorni, 12 milioni di euro in due anni.C1007650adm001adm00120121119_osvaldo4.jpgSiNinter-mazzarri-vuole-osvaldo-1012271.htmSiT1000026100075701,02,03,07030862
2151012268NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta vuole sfoltire20130807120830juventusCome riporta Tuttosport Come riporta Tuttosport la cifra che la Juventus avrebbe fissato con l'Everton per un'eventuale cessione di Luca Marrone. Per far partire il centrocampista, il club bianconero vorrebbe 8 milioni di euro: pupillo di Antonio Conte, la società di Corso Galileo Ferraris potrebbe però accettare una proposta importante da parte dei Tofees come accaduto in occasione di Emanuele Giaccherini, finito al Sunderland.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-vuole-sfoltire-1012268.htmSiT1000007100075701,02,03,06030564
2161012267NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Galliani vuole un difensore20130806215652milanAccostato a MilanAccostato a Milan e Roma, Vlad Chiriches (23) resterà ancora per qualche mese in Romania. Il difensore della Steaua Bucarest ha visto svanire la possibilità di trasferirsi al Tottenham: "Con gli spurs niente, per questo il ragazzo fino a dicembre giocherà con la maglia della Steaua Bucarest con massimo impegno e professionalità. A gennaio poi vedremo la situazione, per ora è inutile parlare di una cosa che dovrebbe accadere tra tre-quattro mesi".C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-vuole-un-difensore-1012267.htmSiT1000027100075701,02,03,07030583
2171012265NewsCampionatiJuventus-Inter, la prima sfida20130805223039juventus, interDerby d`Italia in AmericaDerby d'Italia in America. Ma tra deluse. Juventus e Inter, sconfitte nei rispettivi gironi nell'ambito della Guinnes Cup, si incontrano domani (le 0:30 del 7 agosto in Italia) a Miami per una amichevole estiva certamente di fascino, alla quale tuttavia le due squadre approdano da perdenti. La Juventus sconfitta 3-1 dai Galaxy, l'Inter 4-0 dal Valencia. Entrambi i tecnici hanno giustificato la delusione dicendo che gli organici vengono da un periodo di lavoro fisico intensissimo.C1007650adm001adm001guarin-inter.jpgSiNjuventus-inter-la-prima-sfida-1012265.htmSiT1000007100075701,02,03,06030334
2181012266NewsCoppeInter, mea culpa Mazzarri: «Troppo lavoro»20130805222129inter, guinness international champions cup, juventus, mazzarri, belfodil, guarinSei gol incassati in due partite e attacco inesistente: «Lavoreremo sulle sconfitte. La Juve? Se recuperiamo...«Il bilancio della<STRONG> Guinness International Champions Cup</STRONG> è disastroso per l'<STRONG>Inter</STRONG> di Mazzarri: tra <STRONG>Chelsea</STRONG> e <STRONG>Valencia</STRONG> i nerazzurri hanno subìto sei gol, accompagnati da un disarmante zero alla voce delle marcature segnate. L'ultima sberla è arrivata ieri, quattro reti per gli spagnoli e una prestazione da rappresentativa di dilettanti per la compagine milanese. Nervosismo e distrazioni, la difesa si taglia come burro. E il mister si prende la sua parte di colpa: "Ho fatto allenare troppo la squadra, ma in Italia siamo costretti a lavorare così". Ma i tifosi non devono scoraggiarsi. "Se si vuole fare una bella figura in queste amichevoli cosi importanti bisogna lavorare poco,&nbsp;- continua - io invece in questa fase privilegio il lavoro, perché sono convinto che il lavoro pagherà". <br><br> A farsi carico della delusione della squadra è <STRONG>Ishak Belfodil</STRONG>, che pone l'attenzione anche sui problemi in attacco. "Abbiamo l'impressione, in questo torneo, che all'avversario basti anche un solo tiro per fare gol, mentre noi ci proviamo e riproviamo ma la palla non entra. Ma non c'è niente che non va nella preparazione: non importa che il lavoro paghi subito, l'importante è essere pronti per gli appuntamenti che contano". Forse quello che conta più di tutti, prima dell'inizio del campionato,&nbsp;è il prossimo. <STRONG>Inter-Juventus</STRONG> sarà la partita del cucchiaio di legno, quella per assegnare il settimo e l'ottavo posto, ma è pur sempre un Derby d'Italia in terra straniera. La Juve dal canto suo viene da una brutta sconfitta per 3-1 contro gli abbordabilissimi <STRONG>Los Angeles Galaxy</STRONG>, ma da entrambe le parti si respira aria di battaglia. E se <STRONG>Conte</STRONG> impone di "cambiare musica", il tecnico livornese la prende con filosofia. "Se facciamo in tempo a recuperare... Scherzi a parte, speriamo di fare il meglio possibile e comunque lavoreremo anche su queste sconfitte". <STRONG>Guarin</STRONG> invece&nbsp;guarda già al 25 agosto:&nbsp;"Sarà un duello fra sconfitte, ma dobbiamo essere consapevoli che la preparazione è importante e lo è anche per il messaggio che dobbiamo mandare al campionato".<br><br>C1007650FL0435FL0435mazzarri-inter.jpgSiNinter-mazzarri-troppo-lavoro-1012266.htmSiT1000026100612201,02,03030668
2191012263NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, preso Arras20130804112017juventusCome riporta Sky Sport Come riporta Sky Sport la Juventus continua a lavorare sul mercato in prospettiva. Il club bianconero ha definito l'ingaggio di Davide Arras, attaccante classe '98 scuola Vicenza. Il giocatore nella scorsa stagione ha segnato oltre 30 gol con i Giovanissimi Nazionali e verrà aggregato agli Allievi Nazionali.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-preso-arras-1012263.htmSiT1000007100075701,02,03,06030621
2201012264NewsCampionatiMoratti, lezioni di marketing: «Un socio asiatico apre al mondo»20130803201856moratti, inter, thohit, mercato«Basta divertirsi, adesso disciplina« Il patron nerazzurro mette tutti in riga. E sul Triplete: «Gioia immensa, ma che occasione sprecata...«<STRONG>Moratti-Thohir è un binomio che si presta a diverse interpretazioni</STRONG>. Da una parte il petroliere tifoso e padre amorevole di una squadra che ha raccolto tante delusioni e altrettante soddisfazioni, il tipico patron italiano legato da un doppio filo sentimentale al proprio club. Dall'altra il colosso venuto dall'Oriente, l'ultimo arrivato della nuova generazione di magnati dal braccio potente e dalle tasche senza fondo. Il passaggio di testimone è annunciato da settimane, ma sembra che ci sia ancora una curva da affrontare prima del traguardo. Con o senza un ruolo in società, sembra che Massimo Moratti voglia offrire nuovi orizzonti ad una squadra che nella stagione appena conclusa ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte ad infortuni, acquisti poco convincenti e più in generale uno scarso morale. Ma quali siano le motivazioni della sua scelta, il presidente lo rivela ai microfoni della <EM>Gazzetta dello Sport</EM>: "Il problema non sono i debiti, ma il fatturato. Sono le risorse necessarie per lo sviluppo. Ciò di cui mi preoccupo è il futuro della squadra. E questo non può prescindere dall’espansione del marchio sul mercato internazionale”. <br><br> Un terreno in cui il calcio italiano si trova in difficoltà, impossibilitato a contrastare le cifre roboanti del <STRONG>Real</STRONG> che sborsa 120 milioni per Bale o del <STRONG>Psg</STRONG>, che porta Cavani sotto la Tour Eiffel con 64&nbsp;milioni. "Per anni&nbsp;- continua - il calcio italiano, e mi assumo la mia parte di colpe, ha vinto all’estero sul campo, ma finanziariamente ha giocato una partita casalinga e l’ha persa. Siamo incapaci di fare sistema, senza un format che possa attrarre un interesse planetario. Creare un solido mercato all’estero è un’operazione lunga, difficile e costosa, la concorrenza è fortissima". Insomma, le parole di <STRONG>Pellegrini</STRONG>, disposto a sostenere il club con una cordata di investitori piuttosto che vendere a Thohir, suonano piuttosto anacronistiche. Moratti rifiuta l'offerta e va avanti, spiegando che "l'ingresso di un socio asiatico, quel mercato fondamentale te lo porta in casa. Ti costringe a cambiare indirizzo e abitudini manageriali. Ti apre al mondo e a nuove risorse in modo quasi automatico. Insomma, ti internazionalizza persino più di un Triplete...". <br><br> <STRONG>Tempi lontani, quelli della stagione mourinhana 2009-'10</STRONG>. Anche se, egli ammette, si è trattato di "un'immensa gioia e una altrettanto immensa occasione sprecata". Il problema è il bilancio che, nonostante i tagli agli ingaggi, non è roseo. Le ripercussioni sul mercato sono forti: mentre gli altri club si scatenano a colpi di grandi nomi, e perfino il <STRONG>Milan</STRONG> è vicino ad ufficializzare <STRONG>Ljajic</STRONG> e <STRONG>Honda</STRONG>, i tifosi nerazzurri devono accontentarsi di un <STRONG>Belfodil</STRONG> spompato (causa Ramadan), del trentatreenne <STRONG>Campagnaro</STRONG> e del giovane <STRONG>Icardi</STRONG>. Per questo la svolta è necessaria. "L'Inter è come una figlia- spiega Moratti -. Una ragazza bellissima, con doti straordinarie. Una ragazza di una volta... Le dai tutto per farla divertire, perché è giusto così. Ma viene un tempo in cui è opportuno mandarla in collegio. La disciplina e l'educazione sono fondamentali per la sua crescita. Solo così imparerà a camminare da sola". A camminare, e magari anche a vincere.<br><br>C1007650FL0435FL0435moratti_inter.jpgSiNmoratti-socio-asiatico-apre-al-mondo-1012264.htmSiT1000026100612201,02,03030689
2211012260NewsEditorialeRegine d`estate, un trono per tre: Juventus, Napoli e Fiorentina 20130802110352calciomercato, juventus, napoli, fiorentina, higuain, cavani, tevez, llorente, gomez, joveticAcquisti ad otto cifre e squadre da scudetto, la lotta comincia da adesso: Tutti gli avvicendamenti delle big estive.La resa dei conti comincerà il 25 agosto, quando si tireranno le somme dell'operato estivo. Ma se nomi ed ipotesi si rincorrono sui giornali a cadenza quotidiana, non ci sono dubbi sulle tre squadre in corsa per aggiudicarsi lo scudetto d'agosto, giocato tra comitati di benvenuto all'aeroporto, dirigenti trafelati e agenti dalla bocca cucita. "Platonico ma ambito", direbbe Alfredo Provenzali. Tuttavia se la squadra campione d'inverno è solitamente, a scanso di ribaltoni da cinque maggio, quella che a fine stagione alza la coppa; la regina dell'estate scalda i cuori delle curve, i prati degli stadi e incute timore il fatidico giorno della presentazione dei calendari. A<STRONG> contendersi la corona sono naturalmente Juventus, Napoli e Fiorentina</STRONG>, che hanno operato con astuzia ed oculatezza durante la prima parte del mercato. Osserviamo i movimenti&nbsp;dei tre club per ogni settore:<BR><BR><STRONG>PORTA</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Nessun problema per i bianconeri, che mantengono intatto il trio di senatori Buffon-Storari-Rubinho. Esperienza (età media 33,6 anni) e classe, quella sopraffina dell'estremo difensore della Nazionale, si uniscono a tanti talenti in maturazione. <STRONG>Leali</STRONG> giocherà in prestito allo Spezia, <STRONG>Nocchi</STRONG> al Carpi. Via per una stagione anche <STRONG>Branescu</STRONG> (Juve Stabia), mentre <STRONG>Costantino</STRONG> è stato ceduto al Modena.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Rivoluzione sotto la traversa: il trentaseienne <STRONG>De Sanctis</STRONG> va alla Roma e lascia spazio al nuovo arrivato <STRONG>Rafael</STRONG>, giovane di&nbsp;scuola Santos dalle grandi aspettative. <STRONG>Rosati</STRONG> difenderà la porta del Sassuolo e a ricoprire il suo ruolo è stato chiamato <STRONG>Pepe Reina</STRONG>, che ha già lavorato con Benitez ai tempi del Liverpool. Lo spagnolo rimarrà sotto il Vesuvio in prestito per tutta la stagione.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- <STRONG>Viviano</STRONG> torna all'ovile di Gattuso e <STRONG>Seculin</STRONG> viene ceduto al Chievo (che, per la cronaca, lo ha già girato all'Avellino): in rosa restano il nuovo arrivato <STRONG>Munua</STRONG>, trentacinquenne svincolato dal Levante,&nbsp;il coetaneo <STRONG>Lupatelli</STRONG> e <STRONG>Neto</STRONG>. Il brasiliano è tenuto d'occhio dal Verona e non è escluso che possa difendere i pali dell'Hellas la prossima stagione. Al momento il candidato numero uno per i viola è <STRONG>Agazzi</STRONG>, seguito da <STRONG>Storari</STRONG> e <STRONG>Sorrentino</STRONG>. Spunta fuori anche <STRONG>Julio César</STRONG>, ma l'ostacolo è ancora una volta l'ingaggio elevato dell'ex nerazzurro.<BR><BR><STRONG>DIFESA</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Il colpaccio è senz'altro <STRONG>Angelo Ogbonna</STRONG>, che si colloca perfettamente nella già forte difesa bianconera. Riscattato <STRONG>Peluso</STRONG>, ottimo sostituto in vista di una stagione densa di impegni. Nel frattempo le metà&nbsp;di <STRONG>Masi</STRONG> e <STRONG>Belfasti</STRONG>, giovani&nbsp;da&nbsp;osservare attentamente, sono state cedute rispettivamente a Ternana e Pro Vercelli. Dopo l'esperienza al Vicenza, il francese <STRONG>Gouano</STRONG> va ad irrobustirsi le ossa in casa Lanciano.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Il mercato ha rinforzato un settore che negli anni passati ha sempre rappresentato un tallone di Achille per la squadra partenopea. Arriva <STRONG>Albiol</STRONG> dal Real Madrid, che sicuramente non farà rimpiangere l'argentino <STRONG>Campagnaro</STRONG>, all'Inter al seguito di Mazzarri. Torna da Siena il promettente ma&nbsp;poco utilizzato&nbsp;<STRONG>Uvini</STRONG>, ventidue anni e già qualche esperienza in nazionale brasiliana, insieme a <STRONG>Fernandez</STRONG>, <STRONG>Vitale</STRONG>, <STRONG>Fideleff</STRONG> e <STRONG>Petrarca</STRONG> i cui prestiti sono scaduti.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- Reparto migliorabile nella corazzata viola, seppur contando che gli assi nella manica di Pradè sono tutt'altro che esauriti. Al posto del partente <STRONG>Roncaglia</STRONG>, destinazione Brasile o Russia, potrebbero arrivare <STRONG>Granqvist</STRONG> o <STRONG>Spolli</STRONG>. Intanto si è accasato a Firenze lo spagnolo classe '90 <STRONG>Marcos Alonso</STRONG>, svincolato dal Bolton. Sul fronte delle cessioni <STRONG>Felipe</STRONG> ha lasciato l'Artemio Franchi per il&nbsp;Parma e&nbsp;<STRONG>Camporese</STRONG> giocherà in prestito al Cesena. I meno esperti <STRONG>Piccini</STRONG>, <STRONG>Rozzio</STRONG> e <STRONG>Bittante</STRONG> vestiranno le maglie di Livorno, Pisa ed Avellino.<BR><BR><STRONG>CENTROCAMPO</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Squadra che vince non si cambia, vale anche per i reparti di gioco. <STRONG>Il centrocampo juventino vanta nomi come Marchisio, Pirlo e&nbsp;Vidal</STRONG> ed&nbsp;è uno dei più efficaci d'Europa. Occhio a <STRONG>Pogba</STRONG>, che ha mostrato sprazzi di gran classe durante la stagione passata, e ai ventenni <STRONG>Gabriel</STRONG> e <STRONG>Bouy</STRONG>. Tornano da un'annata in Serie B (il primo a Vercelli, l'altro a Brescia) e probabilmente non resteranno alla casa madre, ma tra un paio d'anni&nbsp;potrebbero far luccicare gli occhi. In uscita risolto definitivamente il caso <STRONG>Melo</STRONG>, al Galatasaray per 3,7 milioni di euro, mentre <STRONG>Giaccherini</STRONG> si accasa al Sunderland per 7,5 milioni.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Via <STRONG>Cigarini</STRONG> (in comproprietà con l'Atalanta), <STRONG>Santana</STRONG> (Genoa) ed <STRONG>El Kaddouri</STRONG> (prestato al Torino), si fa spazio al nuovo arrivo <STRONG>Callejon</STRONG> e ai riscattati <STRONG>Armero</STRONG> e <STRONG>Radosevic</STRONG>. Ritorno a casa&nbsp;anche per <STRONG>Gargano</STRONG> e <STRONG>Dossena</STRONG>, anche se l'uruguagio è seguito dal Fulham. Al contrario, l'esterno lombardo ha più volte dichiarato di voler restare nonostante le voci che a più riprese lo hanno accostato alla Sampdoria o al Verona.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- <STRONG>Ilicic</STRONG> garantirà ottima copertura sulla fascia destra insieme a <STRONG>Cuadrado</STRONG>, riscattato dopo un'eccellente stagione. Rosa irrobustita dagli arrivi low cost di <STRONG>Joaquin</STRONG>, <STRONG>Ambrosini</STRONG> e <STRONG>Iakovenko</STRONG>, che garantiranno buona copertura nel turnover. Aria di prestito per <STRONG>Salifu</STRONG>, piace in Spagna e nella serie cadetta, e per uno tra <STRONG>Bakic</STRONG> e <STRONG>Wolski</STRONG>. Quest'ultimo sta dando prova nel precampionato delle qualità che lo hanno portato a vestire la maglia della nazionale polacca.&nbsp;Si trasferisce invece&nbsp;a Pavia&nbsp;con la formula della comproprietà il trequartista classe '92 <STRONG>Federico Carraro</STRONG>.<BR><BR><BR><STRONG>ATTACCO</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Si cercava un top player, ne sono arrivati due. <STRONG>Tevez</STRONG> non&nbsp;sarà Van Persie, vicino la scorsa estate&nbsp;prima della virata in direzione Manchester,&nbsp;ma insieme a <STRONG>Llorente</STRONG>&nbsp;garantisce&nbsp;incisività e continuità. Un occhio di riguardo alle nuove leve: <STRONG>Simone Zaza</STRONG> è stato prelevato dalla Sampdoria e adesso il suo cartellino&nbsp;si trova a metà tra&nbsp;Juve e Sassuolo,&nbsp;<STRONG>Gabbiadini</STRONG> giocherà in blucerchiato.&nbsp;<STRONG>De Silvestro</STRONG>, appena tornato dall'esperienza in B con la Pro Vercelli, potrebbe vestire la maglia del Lanciano, mentre <STRONG>Boakye</STRONG> è&nbsp;marcato stretto dai tedeschi dell'Eintracht Frankfurt per averlo in prestito. Non è detto tuttavia che vada, in quanto se si&nbsp;liberasse un posto (probabilmente quello attualmente occupato da <STRONG>Matri</STRONG>,&nbsp;corteggiato in Inghilterra e Russia, oltre che dal Milan)&nbsp;resterebbe a Torino.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- La cessione più remunerativa dell'estate, quella di <STRONG>Cavani</STRONG>, ha portato 63 milioni di euro nelle casse del&nbsp;club. De Laurentiis non ha deluso i tifosi e ha portato al San Paolo&nbsp;<STRONG>Higuain</STRONG>, degno sostituto del <EM>Matador</EM>. Arriva anche&nbsp;<STRONG>Mertens</STRONG> dal Psv, versatile ala che si adatta facilmente al ruolo di seconda punta. Insomma, Benitez&nbsp;ha a disposizione i migliori pezzi per costruire un attacco d'oro, contando anche su&nbsp;Insigne e&nbsp;sul sempre affidabile Pandev.&nbsp;Contemporaneamente è stato riscattato <STRONG>Calaiò</STRONG> dal Siena, invece&nbsp;<STRONG>Dumitru</STRONG>&nbsp;andrà a giocare al Cittadella.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- Il&nbsp;colpo di lusso è <STRONG>Mario Gomez</STRONG>,&nbsp;uno capace di mandare in visibilio una città&nbsp;intera e di far registrare all'Artemio Franchi un'affluenza quasi da Champions League per la sua presentazione. La sensazione è che i&nbsp;tifosi viola dimenticheranno presto <STRONG>Jovetic</STRONG> e il suo addio&nbsp;verso il City. Per il resto, pochi movimenti. Torna <STRONG>Vargas</STRONG> dal Genoa, in direzione opposta rispetto a <STRONG>Toni</STRONG>, al&nbsp;Verona a parametro zero, e a <STRONG>Seferovic</STRONG>, acquistato per&nbsp;tre milioni dal&nbsp;Real Sociedad.&nbsp;E intanto si aspetta anche il ritorno&nbsp;in scena di <STRONG>Giuseppe Rossi</STRONG>, ansioso di tornare il <EM>Pepito </EM>di una volta e di conquistare&nbsp;un biglietto per il Brasile a fine stagione.C1007650FL0435FL0435GONZALO-HIGUAIN580.jpgSiNun-trono-per-tre-juve-napoli-fiorentina-1012260.htmSiT1000007,T1000017,T1000024100612201,02,03,04,06,07,080301009
2221012262NewsCalciomercatoCalciomercato Roma, altro acquisto in avanti20130801112648romaCome riporta Il MessageroCome riporta Il Messaggero oggi in edicola per la Roma ci vorrebbero un paio di esterni necessari per la formazione di Rudi Garcia. Non solo Gervinho dall'Arsenal, dunque, secondo il quotidiano romano: tra i tanti nomi usciti negli ultimi tempi, è sempre più caldo quello di Abel Hernandez. Uruguaiano del Palermo, i rosanero lo considerano incedibile ma la Roma di Walter Sabatini resta in pressing sul ragazzo.C1007650adm001adm001pjanic-4.jpgSiNroma-altro-acquisto-in-avanti-1012262.htmSiT1000012100075701,02,03030807
2231012261NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta vuole Ibarbo20130731123337juventusSecondo quanto riportato da La Gazzetta dello SportSi studia un nuovo colpo per l'attacco di Antonio Conte in casa Juventus. Il nome nel mirino è quello di Victor Ibarbo, velocissima punta colombiana del Cagliari. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport la società bianconera partirà all'assalto del numero 23 isolano dopo aver ceduto sia Alessandro Matri che Fabio Quagliarella. Il primo approccio con il presidente Cellino è avvenuto nelle scorse ore con il numero uno rossoblu che ha chiesto a Giuseppe Marotta 15 milioni di euro.<br>C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-vuole-ibarbo-1012261.htmSiT1000007100075701,02,03030693
2241012255NewsCalciomercatoCalciomercato Napoli, allerta per Verratti e Martinez 20130730175750calciomercato napoli, martinez, verratti, de laurentiis, benitez, psgIl centrocampista in rotta con il Psg, De Laurentiis smentisce: «Non è in vendita«. Su Martinez deciderà il mister.Il <strong>Napoli</strong> <strong>di Benitez</strong> sta prendendo forma giorno dopo giorno, i tifosi entusiasti sognano lo scudetto a più di vent'anni&nbsp;di distanza dall'era Maradona e anche i giocatori puntano a grandi traguardi, con <strong>Hamsik</strong> che ha definito la Juve "vicina", a patto di non commettere errori. Per adesso la campagna acquisti promette molto bene, considerando la possibilità di puntellare la squadra con altri due ottimi innesti. <strong>Marco Verratti</strong> non trova l'intesa per il rinnovo del contratto con il <strong>Psg</strong>, che è disposto a offrire 1,7 milioni di euro a stagione a fronte degli almeno 3 milioni chiesi dal giocatore. Nonstante il procuratore del centrocampista ex Pescara <strong>Donato Di Campli</strong> definisca la situazione "dolorosa", facendo presagire un possibile divorzio tra il suo assistito e il club parigino, oggi <strong>De Laurentiis</strong> su Twitter ha fatto sapere che&nbsp;"non è in vendita. Siamo amici del Psg. Alcuni media riportano notizie senza controllare la fonte", scagliandosi anche contro gli agenti "che cercano di esercitare pressioni nei confronti del Psg per ottenere un aumento di stipendio". <br><br>Situazione diversa per <strong>Jackson Martinez</strong>, che nonostante da tempo sia accostato al club partenopeo, è elusivo riguardo al suo futuro: &nbsp;"So di questo interessamento solo attraverso i media, ma con me non ha parlato nessuno e nemmeno il mio procuratore mi ha riferito qualcosa. Al <strong>Porto</strong> sono tranqullo e, senza nulla di ufficiale, è inutile parlare di queste cose". Dal canto suo&nbsp;il patron azzurro&nbsp;non si sbottona, ma d'altra parte non chiude le porte al colombiano&nbsp;e sempre sul social network dei cinguettii&nbsp;scrive: "L'innesto potrebbe essere lui o anche molti altri. Deciderà Benitez, con il quale analizzeremo forza e qualità a nostra disposizione". La palla adesso passa al mister spagnolo, consapevole che le aspettative della tifoseria sono pressanti più che mai quest'anno e certo che bisognerà allestire una Invincibile Armata per non deluderla. Non diciamolo troppo forte, ma i presupposti per un altro colpo di lusso ci sono eccome. Ciò che resta da fare è attendere gli sviluppi, ricordando che rimangono ancora 23 milioni dalla cessione di Cavani. E per portare sotto il Vesuvio almeno uno dei due, sono più che sufficienti.<br><br>C1007650FL0435FL0435verratti-psg.jpgSiNcalciomercato-napoli-allerta-per-verratti-e-martinez-1012255.htmSiT1000007,T1000017100612201,02,03,08030716
2251012259NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta insiste20130729111776juventusCome riporta Sky SportCome riporta Sky Sport,&nbsp;la Juventus non molla la pista che porta a Juan Camilo Zuniga del Napoli. Marotta nella giornata di oggi non ha chiuso la porta all'arrivo dell'esterno colombiano anche se la trattativa non è facile. Il Napoli infatti appare irremovibile sulle sue posizioni e potrebbe tenere il giocatore fino alla scadenza del contratto consapevole che il giocatore non rinnoverà e ha già un accordo di massima coi bianconeri.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-insiste-1012259.htmSiT1000007100075701,02,03,06,08030341
2261012256NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Galliani vuole Ola John20130728102632milanCome riporta La Gazzetta dello Sport Come riporta La Gazzetta dello Sport nuova idea per l'attacco del Milan confermata ieri dallo stesso ad rossonero Adriano Galliani. Si tratta del liberiano naturalizzato olandese Ola John (21) del Benfica. Il dirigente milanista, nei giorni passati ha incontrato più volte Nelio Lucas, presidente della Doyen, società proprietaria di molti calciatori interessanti. Il Nazionale orango è un attaccante che non piace al tecnico dei portoghesi e che quindi potrebbe finire presto sul mercato. Il Milan proverà a cercare la formula del prestito con diritto di riscatto, ma il club lusitano, che può trattare il 50% del suo cartellino visto che l'altra metà è appunto della Doyen, pretende di sviluppare questo affare sulla base di 30 milioni cash previsti dalla clausola rescissoria. Una cifra che allontana i rossoneri e che lo rende soltanto un'altra buona dea per il futuro. C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-vuole-ola-john-1012256.htmSiT1000027100075701,02,03,04,07030642
2271012254NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, in arrivo Zuniga20130726121917juventusPotrebbe essere Potrebbe essere lunedì la giornata decisiva per il futuro di Juan Camilo Zuniga. Secondo quanto riportato da Tuttosport il Napoli avrebbe infatti aperto le porta ad un addio del colombiano e nelle prime ore della prossima settimana, in occasione del Consiglio di Lega a Milano, potrebbe incontrare la Juventus, prima pretendente per l'ex Siena. Sul tavolo della trattativa potrebbe entrare anche il cartellino di Alessandro Matri.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-in-arrivo-zuniga-1012254.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07,08030597
2281012253NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Galliani insiste per Ljajic20130725112252milanCome riporta TuttosportCome riporta Tuttosport con Keisuke Honda sempre più difficile da raggiungere, l'ad del Milan Adriano Galliani è pronto a tornare alla carica per l'attaccante della Fiorentina Adem Ljajic. Il giocatore non ha ancora rinnovato il suo contratto in scadenza nel 2014, e nel caso in cui l'accordo non dovesse essere trovato nei prossimi giorni, per ordine di Andrea Della Valle, il giocatore dovrà essere ceduto entro agosto per evitare un nuovo caso Montolivo. E' proprio qui che i rossoneri vorrebbero inserirsi senza però alzare il pressing. I rapporti con Pradè sono ottimi e solo nel caso in cui, i viola non trovassero il giusto accordo con il serbo, il club milanista tornerebbe alla carica con un'offerta concreta. I prossimi giorni saranno determinanti anche per questa possibile trattativa. C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-insiste-per-ljajic-1012253.htmSiT1000027100075701,02,03,07030545
2291012251NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta prova per il sostituto di Pirlo20130724114910juventusCome riporta TuttosportCome riporta Tuttosport la Juventus continua a trattare con Parma e Sampdoria per arrivare a Jonathan Biabiany, ma tra una chiacchierata e l'altra con i blucerchiati è spuntato anche il nome di Nenad Krsticic. Marotta ha chiesto un'opzione sul centrocampista classe '90 reputandolo in prospettiva un ottimo erede di Pirlo. Per adesso si tratta solo di un primo sondaggio, ma il dg bianconero sembra pronto a puntare su di lui con decisione in vista delle prossime stagioni. C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-prova-il-sostituto-di-pirlo-1012251.htmSiT1000007100075701,02,03030434
2301012250NewsCalciomercatoCalciomercato Napoli, finalmente Higuain!2013072318034340 milioni per strapparlo alla concorrenza, quadriennale pronto per lui. Intanto De Laurentiis blinda Zuniga: «E` un giocatore del Napoli«Forse è la vera telenovela dell'estate che si conclude. <STRONG>Dopo Tevez, Llorente e Gomez un altro campione è in procinto di sbarcare in Italia</STRONG>. Dalla Spagna il quotidiano As dà per conclusa la trattativa tra <STRONG>Higuain</STRONG> e il <STRONG>Napoli</STRONG>, specificandone anche i dettagli economici. <STRONG>37 milioni più 3 di bonus</STRONG>, mentre&nbsp;<EM>El Pipito </EM>guadagnerà 6 milioni per quattro anni, un milione in più di quanto percepiva a Madrid. Così&nbsp;gli azzurri battono la concorrenza dell'<STRONG>Arsenal </STRONG>la cui maggiore offerta, sempre secondo il giornale iberico, ammonta a 28 milioni. Adesso il Real starebbe puntando su <STRONG>Suarez</STRONG> del Liverpool per rimpiazzarlo, mentre si attende l'arrivo nella capitale spagnola di Norberto Recanses, manager dell'attaccante argentino, chiamato a concludere gli ultimi ostacoli rappresentati dalla burocrazia e dai diritti di immagine. <br><br> Da una parte la stella del Real in arrivo, dall'altra una <STRONG>secca chiusura</STRONG>&nbsp;da parte del patron partenopeo a <STRONG>Juventus ed Inter per Zuniga</STRONG>. Con un tweet <STRONG>De Laurentiis</STRONG> fa sapere che l'esterno&nbsp;colombiano <EM>"è un giocatore del Napoli. Ha dato tanto alla maglia e continuerà a farlo"</EM>, ribadendo la volontà di regalare a Benitez una squadra che possa partecipare senza problemi alla corsa scudetto.<br><br>C1007650FL0435FL0435GONZALO-HIGUAIN580.jpgSiNcalciomercato-napoli-higuain-zuniga-1012250.htmSiT1000017100612201,02,03,080301029
2311012249NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta vuole Diamanti20130723092626juventusLa Gazzetta dello SportAlessandro Diamanti resta in cima alla lista dei desideri di Antonio Conte. Lo scrive e lo racconta oggi La Gazzetta dello Sport, ma Alino è stato blindato e sigillato a Bologna dal presidente Albano Guaraldi. "Resta ed è il nostro capitano", ha detto. Parole alle quali fanno eco quelle di ieri di Pioli, con il solo Diamanti che potrebbe cambiare le carte in tavola, per non farsi sfuggire il treno bianconero.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-vuole-diamanti-1012249.htmSiT1000007100075701,02,03030687
2321012247NewsCalciomercatoInter, Thoir si prende i nerazzurri20130722111416interSecondo La Gazzetta dello SportSi avvicina sempre di più il passaggio della maggioranza delle quote dell'Inter da Massimo Moratti a Erick Thohir. Secondo La Gazzetta dello Sport la società nerazzurra avrebbe addirittura fissato per il 28 luglio (è domenica ma per le trattative di questo livello non esistono weekend, ndr) il notaio Giuseppe Calafiori proprio per questioni relative al passaggio di proprietà. Intanto fra domani e mercoledì le parti si rivedranno a Londra per valutare anche il rilancio a 380 milioni di euro che pare essere disposto a fare Thohir per accontentare l'attuale patron dell'Inter.C1007650adm001adm001thoir.jpgSiNinter-thoir-si-prende-i-nerazzurri-1012247.htmSiT1000026100075701,02,03030849
2331012246NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24 - Anastasi: «Giaccherini era fondamentale. Tevez e Llorente faranno bene»20130721124029calcioPietruzzo Anastasi <br>Pietruzzo Anastasi, detto “Petru u tuccu” (Pietro il turco) per la sua carnagione scura, è stato calciatore della Juventus dal 1968 al 1976. Centravanti di manovra ma anche di sostanza, ha realizzato numerosi gol condivisi con Roberto Bettega, suo compagno di squadra nella Juve di allora. E’ stato campione d’Europa con la Nazionale Italiana nel 1968. Si considera juventino doc, non solo perché ha militato tra le fila della “Vecchia Signora”, ma anche perché, come lui dice, si tratta di una passione che ha radici lontane. E, come tutti gli juventini, in questo momento appare raggiante di gioia per il secondo scudetto consecutivo ottenuto dall’era di Antonio Conte e per i grandi obiettivi che la squadra bianconera si prefigge per il nuovo anno calcistico 2013’14. Il nostro incontro avvenuto a Milazzo in un pomeriggio assolato d’estate è amichevole, spontaneo, lontano da ogni logica professionale. Pietro è rimasto così, un ragazzo semplice lontano da ogni schema predestinato a farsi pubblicità gratuita. Lui non ne ha bisogno, non ne ha mai avuto la mentalità, neanche quando la ribalta ha acceso per lunghi anni i riflettori sulla sua persona. Insieme a sua moglie Anna, all’amico Dr. Attilio Andriolo e a mia moglie, gli facciamo vedere Milazzo, visitare il Castello e ammirare il paesaggio da mozzafiato che offre la cittadina mamertina. Uno spettacolo per gli occhi e per l’anima che, nonostante la calura del giorno estivo, il faticoso saliscendi di ripide salite, i gradini sconnessi dal tempo e le mura antiche del Castello che esprimono tutto l’orgoglio di una storia davvero unica nel suo genere, non tiene conto dei disagi e dello sforzo fisico per arrivare fino in cima ad assistere al meraviglioso panorama . Ma Pietro Anastasi e Anna non si arrendono alla fatica, sono caparbi perché capiscono l’importanza di visitare le stanze, i cunicoli e gli angoli crepati di una storia antica le cui radici affondano attraverso le sue pieghe più profonde. E, dopo questo tuffo tra storia e magnifici scorci panoramici, ci rechiamo all’Hotel “Il Principe” di Milazzo per la nostra intervista. Lì, nel borgo antico di Vaccarella, fulcro della pesca e del duro lavoro della gente di mare, sorge il magnifico albergo gestito con sapienza e professionalità da Pino Ragusi. L’accoglienza e l’ospitalità del personale dell’elegante albergo sono perfette e lo sparuto gruppo di amici e sostenitori venuti ad assistere all’intervista, fa da cornice perfetta a ciò che Anastasi desiderava, e cioè un incontro informale fatto di semplicità, privo di orpelli e clamori. Noi che siamo giornalisti di lungo corso, non possiamo far altro che rispettare il volere di un ex campione calcio che non perde occasione per dimostrare la sua semplicità d’animo e il desiderio profondo di ritrovarsi a rievocare i suoi trascorsi calcistici e umani con pochi intimi rappresentanti della sua Sicilia.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>Anastasi, quali sentimenti provi nel ritornare ogni anno nella tua terra natia?<br>“E’ sempre una grande emozione. Quando arriva l’estate mia moglie mi dice che sono ansioso; in effetti sento a livello di pelle questo ritorno annuale nella mia terra d’origine e non vedo l’ora di rivedere i miei fratelli, gli amici, il mio mare e risentire i profumi particolari che solo la nostra Sicilia è in grado di emanare”.<br>Che cosa pensi della città di Milazzo?<br>“Bellissima città, uno straordinario angolo di mondo che dovrebbe essere protetto e curato come un tesoro da custodire. Purtroppo, ho seguito da lontano le vicende legate al declassamento repentino del calcio Milazzo. Non conosco i motivi di questa disfatta, tuttavia, ritengo un vero peccato aver disperso ciò che faticosamente si era creato in breve tempo. Auguro a Milazzo e a tutti i tifosi mamertini di ritrovare presto la tranquillità e la soluzione al problema. Il calcio è linfa di aggregazione sociale, apportatore di grande turismo e movimenti economici e commerciali assolutamente rilevanti per la vita di una città. No, il calcio a Milazzo non può morire. Sarebbe un sacrilegio!”<br>Cosa ti dà la Sicilia che altri posti al mondo non ti hanno saputo dare?<br>“La Sicilia mi dà la spensieratezza e la rilassatezza di una vacanza serena. Poi si ritorna a casa e, chissà perché, ricominciano i problemi dovuti a una quotidianità che non ha più il sapore intenso della vacanza“.<br>Il pallone, la tua vita. Prima praticato per passione e poi da professionista del calcio. Che cosa ricordi del tuo glorioso passato?<br>“ Ripenso spesso a tanti momenti della mia vita legata al pallone, a un excursus fatto di arrivi e ripartenze. Ricordo gli anni dei giochi all’Oratorio San Filippo Neri di Catania e la mia partecipazione ai campionati CSI con la squadra Juniores della Trinacria. Poi, a sedici anni, sono passato alla Massiminiana di Catania dove sono rimasto per due anni, conquistando assieme ai miei compagni la Serie C. Poi, per caso, Il direttore sportivo del Varese Casati mi vide giocare e mi fece acquistare dalla squadra lombarda per 40 milioni di lire”.<br>Ti ritieni più fortunato o più bravo?<br>“La vita ci insegna che per raggiungere certi obiettivi c’è bisogno di entrambe le cose e, come tale, ritengo di essere stato fortunato ma anche bravo”.<br>Come nasce la tua fede sportiva per la Juventus?<br>“ Fin dai tempi in cui facevo il raccattapalle al Cibali di Catania. Ricordo che la Juve di allora composta da Charles, Sivori,&nbsp; Boniperti e altri illustri giocatori mi conquistò. Feci una foto con Charles e, ancora oggi, la conservo tra le mie cose più care. Chi l’avrebbe mai detto che da lì a qualche anno dopo, avrei indossato la maglia che ho sognato per una vita!”.<br>Quando ti volle l’allora dirigente della Juventus Catella, diventasti subito l’emblema sociale di tanti meridionali che in quel periodo storico lasciarono la propria terra in cerca di fortuna al Nord d’Italia. Sentivi una certa responsabilità per questo?<br>“ Ero il terrone venuto dal Sud e con me lo erano anche Causio, Cuccureddu, Furino. Diciamo che non era facile essere titolare della Juventus a vent’anni. Noi rappresentavamo il sogno di tanti giovani calciatori di allora che desideravano di poter inseguire con lo stesso successo quello che noi avevamo ottenuto”.<br>Ricordo il bagno di folla nel ritiro estivo di Villar Perosa e il delirio di tuoi fan alla ricerca di un autografo o di una foto con dedica. Perché tu più di altri?<br>“Diciamo che ho sempre avuto un buon rapporto con i tifosi. Io non so se mi hanno voluto bene più di altri, so soltanto che tra di noi si era creato un feeling colmo di simpatia e affetto che era assolutamente reciproco”.<br>Alcuni dicevano che non sapevi stoppare la palla!<br>“Forse. Ma ero veloce, arrivavo sempre prima degli altri sul pallone e, qualche volta, pressato com’ero dagli avversari di turno, mi capitava di sbagliare alcuni gesti tecnici fondamentali”.<br>Certi maligni d’allora dicevano che non andavi d’accordo con Bettega. E’ vero?<br>“Non è vero. Con Roberto si era instaurata una bella amicizia. Allora eravamo entrambi giovani. Poi lui si ammalò ed io fui molto dispiaciuto di non averlo in squadra accanto a me per un certo periodo. Quando tornò in squadra, fui felice per lui e per me”.<br>E lasciamo per un attimo i ricordi per tuffarci nel presente. Che cosa pensi della Juventus di oggi che ha acquistato Tevez, Llorente, Ogbonna, è interessata a Zuniga e Diamanti ma ha anche ceduto Giaccherini?<br>“ Giaccherini era una pedina troppo importante per Conte che poteva sistemarlo in diversi ruoli del suo schema tattico. Tuttavia, per la necessità di fare cassa e arrivare all’acquisto di un Top Player, era necessario dover vendere. Ritengo che il processo di sfoltimento della rosa della Juve non sia ancora terminato e penso che qualcuno tra Matri, Quagliarella, Giovinco, debbano essere ceduti per forza di cose”.<br>Pensi che alla Juve bastino già questi acquisti per essere finalmente competitiva in Champions League?<br>“Sicuramente è stato fatto un notevole salto di qualità e il gap tra la Juve e le altre squadre europee si è accorciato di molto. Peccato non essere arrivati ad acquistare Jovetic, perché con lui in squadra sarebbe stata un’altra cosa”.<br>Pensi che un trequartista come Diamanti potrebbe servire alla causa della Juventus?<br>“Sicuramente. Diamanti é un giocatore che mi piace; è estroso e capace di giocate interessanti. Sono certo che con il suo eventuale acquisto, la rosa della Juventus si avvantaggerebbe sotto l’aspetto della qualità”.<br>Vucinic e Marchisio sono richiesti da alcune squadre estere. Pensi che sia opportuno cederli per un fatto economico?<br>“ Vucinic è importante per la Juve ma non è un giocatore che assicura continuità di rendimento. Marchisio, invece, vista la sua giovane età e la sua importanza nell’assetto tattico del centrocampo bianconero, può diventare l’emblema di questa Juventus”.<br>A questo punto del mercato di calcio, quale squadra può rappresentare realmente l’anti Juventus?<br>“Sempre le stesse squadre. Penso che alla fine si contenderanno lo scudetto sia la Juve, che il Milan, l’Inter, il Napoli, la Fiorentina, la Roma, la Lazio. Non vedo altre novità nello scenario del calcio italiano”.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>Tu che hai rappresentato una parte storica importante della Juve di tutti i tempi, perché a fine carriera non sei rimasto nei ranghi della società con incarichi differenti?<br>“ Perché le società non si possono inventare dei ruoli per tutti i calciatori che hanno giocato tra le proprie fila. Furino, Bettega, Morini, hanno deciso di rimanere a Torino e hanno assunto ruoli importanti nell’ambito della società bianconera. Io non volli propormi; forse aspettavo una proposta che non arrivò mai. Avrei dovuto chiedere, ma non l’ho mai fatto forse per orgoglio. Ma, con il senno di poi……!” <br>Pietro Anastasi davanti allo specchio. Il bello e il brutto del tuo carattere.<br>“Ero abbastanza permaloso, ma nel tempo sono cambiato in meglio. Il lato buono del mio carattere? l’applicazione che ho sempre messo nel mio lavoro”.<br>Che cosa hai provato dopo aver segnato quello storico gol nella Nazionale Italiana contro la Jugoslavia, nel corso dei Campionati Europei del 1968?<br>“Avevo vent’anni e sinceramente non ricordo bene neanche come ho fatto a fare quel gol. Sarà stata la forza dei miei giovani anni, oppure l’istinto che alberga in me da sempre come qualità importante del mio essere calciatore. Fatto è che ho provato una gioia indescrivibile, un qualcosa di così grande che ancora oggi a parlarne mi suscita forti emozioni”.<br>Per finire. Se dovessi tornare indietro nel tempo a ripercorrere la strada professionale che ti ha dato tanto, rifaresti le stesse cose o cambieresti qualcosa?<br>“Forse avrei dato più ascolto a mia moglie Anna nell’essere meno impulsivo e più riflessivo in certe decisioni importanti della mia vita. Ma si sa che la vita è anche fatta di queste cose. Si nasce, si cresce e si cambia. L’importante è ravvedersi e migliorare! Anche se tornare indietro, non è più possibile”.<br><br>Salvino Cavallaro<br>&nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711anastasi.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-anastasi-giaccherini-era-fondamentale-teve-e-llorente-faranno-bene-1012246.htmSiT1000007100451001,02,03030669
2341012245NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Galliani prende Astori20130721114882milanSecondo quanto riportato da TuttosportNon c'è solo Honda nella testa degli uomini mercato del Milan. L'altro obiettivo dichiarato è un difensore centrale di livello che possa giostrare da titolare assieme a Mexes, Zapata e Bonera. Dopo le dichiarazioni di ieri di Andrea Ranocchia, secondo quanto riportato da Tuttosport l'obiettivi primario per la retroguardia rossonera porta il nome di Davide Astori del Cagliari. Il giocatore ha già vestito la maglia del Milan nel settore giovanile e dopo essersi consacrato in Sardegna sta seriamente pensando di lasciare il club rossoblù. L'idea di un ritorno a Milanello non gli dispiacerebbe affatto.C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-prende-astori-1012245.htmSiT1000027100075501,02,03030768
2351012243NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta blocca l`esterno20130720111310juventusL`arrivo di Beppe MarottaL'arrivo di Beppe Marotta ieri nel ritiro di Chatillon ha dato una spinta al mercato. Secondo Sky Sport infatti il dirigente bianconero nella serata di ieri ha avuto un colloquio con Antonio Conte nel quale ha fatto il punto sulle ultime novità riguardanti le varie trattative, con un occhio particolare alle cessioni. Come detto, uno dei 6 attaccanti partirà. Ma il tema più caldo è stato senza dubbio Isla: la trattativa con l'Inter è ferma, come confermato dallo stesso Marotta. "Per ora resta qui", sono state le sue parole a riguardo. Ma proprio quel "per ora" lascia aperti altri scenari: la sensazione è che l'affare si possa ancora fare, ma serviranno almeno altre 48 ore visto che nel week end le trattative subiscono dei naturali rallentamenti.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-blocca-l-esterno-1012243.htmSiT1000007100075701,02,03030594
2361012241NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, in arrivo Honda e Ljajic20130719103250milanCome riporta TuttosportCome riporta Tuttosport questo weekend sarà decisivo per conoscere il futuro di Keisuke Honda e Adem Ljajic, per il primo, prendono il via a Mosca i negoziati alla presenza del fratello procuratore Hiro, Bronzetti e De Vecchi che incontreranno a partire da oggi i vertici del CSKA per convincerli a lasciarlo partire già questa estate anziché alla conclusione del contratto nel prossimo dicembre. Per il secondo invece, nel fine settimana ci sarà un incontro tra il presidente esecutivo della Fiorentina Mario Cognigni e lo stesso giocatore, per parlare del rinnovo. Offerti 1,2 milioni di euro per 4 anni con clausola rescissoria fissata a 15 milioni di euro. Se accetterà, la rincorsa rossonera sarebbe troppo complicata, altrimenti la partenza dovrà comunque arrivare in questa sessione di mercato, perché il club viola non vuole trovarsi alle prese con un caso Montolivo bis.C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-in-arrivo-honda-e-ljajic-1012241.htmSiT1000027100075701,02,03030519
2371012240NewsCalciomercatoCalciomercato Napoli, in arrivo Julio Cesar e Damiao20130718111352napoliCome riporta La Gazzetta dello Sport Come riporta La Gazzetta dello Sport con la cessione di Chavez al Pas Giannina in Grecia, si liberano automaticamente i due posti per giocatori extracomunitari che porteranno a Napoli sia Leandro Damiao che Julio Cesar. Per il primo, il club partenopeo è alla stretta finale, c'è ottimismo per una chiusura a breve. Il ds Bigon è pronto a partire per il Brasile per chiudere l'affare anche perché l'accordo con i dirigenti dell'Internacional a questo punto è davvero molto vicino. Per il secondo già oggi potrebbe arrivare la fumata bianca che darebbe anche il via libera alla cessione di Morgan De Sanctis alla Roma. C1007650adm001adm001Julio_cesar_Vicario.JPGSiNnapoli-in-arrivo-julio-cesar-e-damiao-1012240.htmSiT1000017100075701,02,03,08030647
2381012238NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta ha deciso l`esterno20130717132520juventusCome riporta La Gazzetta dello Sport Come riporta La Gazzetta dello Sport Beppe Marotta non lavora bene soltanto al mercato in entrata, ma anche a quello in uscita, incassando 7,5 milioni dalla cessione di Giaccherini; più di 7 milioni da quella di Isla ed infine circa 4,5 milioni da quella di Felipe Melo al Galatasaray. Un tesoretto questo che oltre a coprire le spese sostenute fin qui, apre le porte ad un nuovo assalto ad un esterno con Juan Zuniga in pole nei pensieri dei dirigenti bianconeri ma anche del tecnico Antonio Conte. Le alternative si chiamano Kolarov e Diamanti, anche se all'allenatore juventino piace molto anche l'idea che porta a Jonathan Biabiany. C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-ha-deciso-l-esterno-1012238.htmSiT1000007100075701,02,03,06030623
2391012236NewsCalciomercatoRoma e Lazio, in ritiro tra sfoghi e veleni20130715182774roma, lazio, zarate, osvaldo, burdisso, calciomercato, lotito, garciaI tifosi bersagliano la squadra di Garcia, Osvaldo sbotta: «Ma che ca... volete«. Zarate choc dall`Argentina: «Non riuscivo più a guardare il calcio«.Da una parte i tifosi delusi e inferociti che mostrano i denti a <STRONG>Rudi Garcia</STRONG>, dall'altra <STRONG>Zarate</STRONG> che vuota il sacco sui suoi quattro anni alla corte di Lotito. Inquietudini ed amarezze che accomunano i destini delle due squadre romane, provenienti da due stagioni molto diverse. I giallorossi hanno tanto buon materiale su cui lavorare, una squadra allo sbando che deve acquisire un metodo, un allenatore cui si chiede il bis dopo l'ottima esperienza al Lille. Stamattina a finire sotto il fuoco delle polemiche sono stati <STRONG>Osvaldo</STRONG> e <STRONG>Burdisso</STRONG>, bersagliati dalle critiche durante la sessione di autografi. Mentre diversi tifosi gli chiedono di non cedere alle avance di mercato,&nbsp;uno di&nbsp;loro&nbsp;rimbrotta l'attaccante: "Tu non hai capito Roma, qui potevi essere un imperatore". L'italo-argentino risponde per le rime, "Avete capito tutto voi, invece. Ho segnato 200 gol, che ca... volete?". Peggio ancora del campionato, ciò che non va giù ai più affezionati è aver perso la finale di Coppa Italia contro la Lazio. "Voi credete che non lo sappiamo? Noi siamo i primi a star male" dichiara il difensore ex Inter. Mentre imperversa la burrasca, la dirigenza cerca nuovi tasselli per rinforzare la squadra. Oggi a Riscone di Brunico è stato presentato alla stampa <STRONG>Tin Jedvaj</STRONG>, difensore croato giovanissimo (classe '95) e taciturno, ma con le idee molto chiare. "Voglio vincere e rimanere a lungo alla Roma, una società che ha una grande storia e in cui c’è Francesco Totti.&nbsp;Ho scelto la maglia numero 33 come Thiago Silva, mi piacerebbe diventare come lui. Fuori dal campo sono un ragazzo normale, in campo per me gli attaccanti sono tutti uguali, non ho paura di nessuno". <BR><BR>Circa settecento chilometri più a sud <STRONG>Maicon</STRONG> è sbarcato a Fiumicino per sostenere le visite mediche al Gemelli. Sarà a disposizione del mister entro domani. Nel frattempo si aspetta <STRONG>De Sanctis</STRONG>, mentre subisce una battuta d'arresto l'affare <STRONG>Gervinho</STRONG> a cause delle pretese dell'Arsenal (10 milioni di euro), ancora lontane dalla disponibilità della Roma che si ferma a 3-4 milioni. Tuttavia l'operazione imboccherebbe una rapida discesa se Osvaldo andasse via, destinazione Zenit. <BR><BR>I tifosi laziali sono molto più tranquilli di quelli dei <EM>Lupi</EM>, ma la rivelazione del giorno giunge dall'argentina. Mauro Zarate ritorna nel suo primo club, il <STRONG>Velez Sarfield</STRONG>, e spara a zero contro tutti. "Da quando sono tornato dall'Inter, il presidente Lotito e la sua cupola, composta da due o tre giocatori, il ds e l'allenatore mi hanno fatto fuori. Sono loro che decidono tutto. Non mi era mai successo nulla di simile". Il giocatore poi&nbsp;ammette di essere felice per il suo ritorno a casa, dichiarando che "avevo bisogno di sentirmi importante ed amato. Gli ultimi tempi sono stati molto duri per me. L'ultima volta che mi sono allenato in gruppo era novembre, non ho mai sentito la fiducia di nessuno. Sono tornato perché amo questo club. Non ho giocato neanche un minuto in quindici partite, ed è qualcosa che mi ha danneggiato molto. Mi hanno sporcato ed è stata una situazione folle. Guardavo una partita e mi chiudevo al bagno a piangere per non farmi vedere da mia moglie.<STRONG> Non riuscivo più a guardare il calcio</STRONG>". Intanto il patron biancoceleste parla di mercato, smentendo l'interessamento per <STRONG>Matri</STRONG>: "Mai trattato per una lunga serie di motivi. Non farà parte della Lazio, non è un nostro obiettivo".&nbsp;Ma promette che "la squadra sarà rinforzata per aumentare ancora il tasso tecnico e il morale del gruppo". Aspettiamo così di vedere le Aquile in azione, primo test la Supercoppa Italiana contro la temibile Juventus.<BR><BR>C1007650FL0435FL043520121119_osvaldo4.jpgSiNroma-e-lazio-in-ritiro-tra-sfoghi-e-veleni-1012236.htmSiT1000012,T1000018100612201,02,03030808
2401012235NewsCalciomercatoCalciomercato Roma, presi De Sanctis e Maicon20130715112990romaCome riporta La Gazzetta dello SportCome riporta La Gazzetta dello Sport, il ritiro della Roma si sta per arricchire di due nuovi arrivi. Morgan De Sanctis e Maicon sono ad un passo da vestire la maglia giallorossa. Entrambi arriveranno per circa 500mila euro, due affari che non potevano essere persi dalla società capitolina. Per il brasiliano oggi è il giorno delle firme sul contratto biennale a circa 3 milioni a stagione, 2 in meno di quanto guadagnava a Manchester. Anche il portiere firmerà oggi un biennale da 1,2 milioni a stagione, e chiuderà di fatto la telenovela portiere che ha animato le ultime settimane di Sabatini. C1007650adm001adm001813002-13886046-640-360.jpgSiNroma-presi-de-sanctis-e-maicon-1012235.htmSiT1000012100075701,02,03030858
2411012233NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta ha deciso chi prendere20130714125731juventusLa priorità della JuveentusLa priorità della Juventus, dopo aver sistemato l'attacco, è un esterno sinistro che possa alternarsi con Asamoah. I nomi preferiti dalla dirigenza juventina, riporta Tuttosport, sono quelli di Kolarov e Zuniga. Per il primo Marotta è arrivato ad offrire circa 7 milioni al Manchester City, club "amico" dopo l'operazione Tevez. In alternativa rimane sempre Zuniga, in scadenza di contratto col Napoli ma che Benitez difficilmente lascerà partire.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-ha-deciso-chi-prendere-1012233.htmSiT1000007100075701,02,03,06,08030570
2421012232NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Galliani vuole uno scambio20130713095850milanCome riporta Tuttosport Come riporta Tuttosport con il mercato che sembra sempre più povero, il Milan cerca di fare affari nel modo meno oneroso possibile: ovvero con gli scambi di giocatori. Come già successo in passato, Adriano Galliani sta lavorando ad uno scambio con l'Inter, questa volta con protagonisti Antonio Nocerino e Zdravko Kuzmanovic. Entrambi gradirebbero l'inversione di maglie, il primo perchè è sempre stato corteggiato da Walter Mazzarri e perchè l'ipotesi nerazzurra lo intriga; il secondo perchè ha ottimi rapporti con i rossoneri, sopratutto tra il suo agente Naletilic e lo stesso ad milanista. Le parti ci stanno lavorando, novità importanti potrebbero arrivare nei prossimi giorni. C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-vuole-uno-scambio-1012232.htmSiT1000027100075701,02,03,07030611
2431012230NewsCalciomercatoMarquinhos salta il ritiro20130712123352Marquinhos, Roma, PSG, SabatiniIl baby fenomeno giallorosso non parte per il ritiro, ieri è stata avviata la trattativa con il PSG.Il giovanissimo difensore centrale della Roma non parte per il ritiro di Riscone di Brunico. La società l'ha deciso in questi minuti, le condizioni fisiche del giocatore non sono ottimali. La scelta di non far partire il ragazzo potrebbe dipendere esclusivamente dagli attacchi febbrili degli ultimi giorni, ma ormai si sa, il giocatore piace a tantissime big d'Europa tra cui Barcellona e Paris Saint-Germain. Proprio con la società transalpina Walter Sabatini si è incontrato nella giornata di ieri per discutere sull'eventuale passaggio del talentino classe '94. Il costo dell'operazione verrebbe a costare ai francesi una somma non al di sotto di 30 milioni, che dopo il colpo ormai quasi certo di Cavani sarebbero un investimento pesante anche per gli sceicchi.&nbsp;C1007650FL0881FL0881marquinhos.jpgSiNmarquinhos-non-parte-1012230.htmSiT1000012101199701,02,03030679
2441012229NewsCalciomercatoRobinho non più Santos20130712122773Milan, Robinho, Ljajić Salta la trattativa con il club brasiliano, Robinho resta a Milano.<span style="color: #333333; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 17px;">In questa sessione di mercato il Milan ha avuto un solo motto: prima si vende, poi si compra. Il reparto attaccanti conta ben sette giocatori, dunque anche numericamente un nuovo arrivo sembra impossibile. La mancata cessione di Robinho in Brasile complica un po' i piani rossoneri, ma il club presieduto da Berlusconi ha fatto tutto il possibile per cedere il giocatore. Mancavano i presupposti, il Santos non poteva versare nelle casse del Milan più di 8 milioni, ma il Milan inizialmente ne chiedeva 10. Con il giocatore l'accordo si sarebbe probabilmente trovato anche se le parti erano ancora molto distanti. A questo punto si cerca di arrivare al rinnovo, mentre la pista che porta a</span><font color="#222222" face="arial, sans-serif" size="2"><span style="line-height: 16px;">&nbsp;Ljajić&nbsp;</span></font><font color="#333333" face="lucida grande, tahoma, verdana, arial, sans-serif" size="2"><span style="line-height: 17px;">sembra ormai congelata.</span></font>C1007650FL0881FL0881451460_robinho.jpgSiNrobinho-non-piu-santos-1012229.htmSiT1000027101199701,02,03030547
2451012228NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, rinnovo importante20130712100559juventusCome riporta La Gazzetta dello SportCome riporta La Gazzetta dello Sport, passi in avanti per il rinnovo del contratto di Arturo Vidal. In cantiere un prolungamento di un anno che confermi la grande stima che il club bianconero ha nei confronti del centrocampista cileno. In questo momento l'accordo scade nel 2016 e l'ingaggio è fermo a 3,7 milioni di euro. La richiesta di Fernando Felicevich, agente del calciatore che ha incontrato ieri Beppe Marotta a Milano, è di un aumento fino a 4,5 milioni, mentre la Juventus vorrebbe fermarsi a 4 più bonus. Sostanzialmente balla mezzo milione di euro, ma le sensazioni sono positive e le parti si incontreranno con calma ad agosto. C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-rinnovo-importante-1012228.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07030465
2461012226NewsCalciomercatoNapoli pigliatutto!20130711173716Napoli, Benitez, Julio Cesar, Leandro Damiao, Mertens, Dzeko, CallejonCon i soldoni di Cavani il Napoli si rivoluzionerà sia nel modulo che nella rosa. La faraonica trattativa Cavani sta per concludersi. Il PSG verserà nelle casse del club partenopeo &nbsp;la bellezza di 64 milioni di euro, soldi che saranno interamente reinvestiti nel mercato. Benitez ha già in mente qualche nome e la dirigenza farà di tutto per soddisfarlo. Il primo obiettivo è il sostituto del "matador", si parla di Abel Hernandez e Leandro Damiao, ma rimane in pista anche Dzeko. Sulle fasce gli arrivi del belga Mertens, già del Napoli, e di Callejon renderebbero superfluo un altro rinforzo, dunque il mercato napoletano si sposta in difesa. Ranocchia potrebbe essere un buon affare, mentre Julio Cesar è un nome caldo per la porta. L'addio di De Sanctis è sempre più vicino e il portiere brasiliano potrebbe sostituirlo ricoprendo anche il ruolo di mentore del giovane Rafael, non ancora pronto a un campionato da titolare in Italia.&nbsp;C1007650FL0881FL0881Julio_cesar_Vicario.JPGSiNnapoli-pigliatutto-1012226.htmSiT1000017101199701,02,03030630
2471012224NewsCalciomercatoCalciomercato Juve, i sacrifici valgono otto milioni: goodbye Giaccherini20130711161314calciomercato juventus, giaccherini, di canio, sunderlandDi Canio lo vuole al Sunderland, il sì è vicino. Ma il suo addio lascia l`amaro in bocca.Cinque anni fa<STRONG> Emanuele Giaccherini</STRONG> era uno dei tanti, un cavallo della scuderia <STRONG>Cesena</STRONG> che con tanta fortuna era arrivato a gareggiare sui circuiti più importanti del paese. Un ragazzo con la faccia pulita e senza fronzoli, che al massimo rimaneva un po' ammaccato tentando una percussione sulla fascia, non nell'ultima entrata in scivolata sulla soubrette di turno.&nbsp;Non ritireranno la sua maglia quando si ritirerà, ma <STRONG>Giaccherini è uno di quei giocatori che vengono ricordati con affetto dai tifosi</STRONG>, come Cuccureddu o Zaccarelli,&nbsp;che non si fanno vedere spesso ma rimangono nel profondo del cuore della curva. <br><br> Ma oggi tutto a un prezzo, e così basta l'arrivo di <STRONG>Tevez</STRONG> e <STRONG>Llorente</STRONG> per silurare un ragazzo che dai campi della provincia di Arezzo è arrivato a provocare un'aritmia a Casillas (e ad un buon numero di italiani) centrando un palo ai tempi supplementari durante la&nbsp;semifinale di Confederations Cup. Otto milioni più bonus legati al rendimento, una pacca sulla spalla e un biglietto aereo di sola andata per l'Inghilterra, casa <STRONG>Sunderland</STRONG>. Di Canio vuole una formazione robusta per mantenere la sua squadra in Premier League e vuole con sé il centrocampista di Talla. L'affare è destinato a concludersi positivamente, visto anche l'ingaggio di due milioni promesso al giocatore, ma si tratterà di una sconfitta morale per il calcio italiano. E' giusto dare via in questo modo un giocatore che si adatta a qualsiasi ruolo, sopporta di buon grado la panchina (dote peraltro rara di questi tempi, in cui se un nazionale sta fuori per tre partite invoca la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo) e lavora di gomito più dei coccolati <STRONG>Giovinco</STRONG> e <STRONG>Vucinic</STRONG>? La risposta è sì, perché ha già 28 anni e tra due stagioni il suo valore si dimezzerà. Del resto, il denaro è tutto ciò che conta. Non è importante nemmeno che il <EM>Messi di Talla</EM>, com'è noto nella sua zona natale, <STRONG>possa rischiare di diventare uno dei tanti che si sono bruciati provando la strada estera, come Rosina, Santon e Bocchetti</STRONG>. Ma va bene cosi;&nbsp;a noi non resta che ringraziarti, <EM>Giak</EM>. Dimostra il tuo valore in Inghilterra, ti aspettiamo in nazionale. Vederti giocare ai Mondiali sarà un piacere e, chissà, magari quel gol a Casillas potrai finalmente segnarlo.<br><br>C1007650TorinoFL0435FL0435giaccherini.jpgSiNjuventus-giaccherini-otto-milioni-sunderland-1012224.htmSiT1000007100612201,02,03,06030484
2481012223NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Galliani vuole Ljajic20130711093754milanCome riporta La Gazzetta dello SportCome riporta La Gazzetta dello Sport la brusca frenata per la cessione di Robinho non ferma le trattative tra Fiorentina e Milan per Adem Ljajic. Ieri il ds viola Daniele Pradè ha pranzato da Giannino insieme a Giuseppe Riso, uomo di fiducia dei rossoneri, oltre ad aver parlato più volte al telefono con lo stesso Adriano Galliani. I rossoneri sono in attesa di capire cosa succederà sul fronte rinnovo per il serbo. La Fiorentina è disposta ad offrire un contratto fino al 2017 raddoppiando l'ingaggio del giocatore (fino circa a 1,4 milioni di euro l'anno). Lo stesso attaccante si dice preso dal progetto viola, ma il probabile arrivo di Ilicic potrebbe convincerlo a cambiare aria. A breve ci sarà l'ultimo incontro tra i dirigenti viola e lo stesso attaccante, poi il Milan saprà se si potrà trattare o se arriverà il rinnovo che toglierebbe il giocatore dal mercato.&nbsp; C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-vuole-ljajic-1012223.htmSiT1000027100075701,02,03030543
2491012222NewsCampionatiQuando il calcio si tinge di rosa20130710114156calcioNel variegato mondo del pallone ho conosciuto Nel variegato mondo del pallone ho conosciuto arbitri, calciatori, allenatori, preparatori tecnici, giornalisti e tifosi che spesso mi hanno fatto riflettere sull’importanza degli incontri e delle relazioni umane. Sensazioni ed emozioni che ho cercato di trasmettere al lettore attraverso il mio lungo corso di giornalista sportivo. Volti che incuriosiscono, che arricchiscono, che hanno qualcosa da insegnarti con le loro storie di vita e il loro percorso professionale. Da tutti ho imparato qualcosa che è valso ad aumentare le mie esperienze di vita nel processo conoscitivo dell’uomo, inteso come essere umano. Un pallone che gira intorno a un rettangolo di gioco, infatti, non può essere visto soltanto con occhi che scrutano esclusivamente il lato tecnico e tattico delle partite, disquisendo sulle impostazioni e sulle ideologie di allenatori che professano il loro credo calcistico. No, il calcio è qualcosa di più. E’ costume, é incontri, è cultura, è emozione, è aggregazione sociale, ma è anche conoscenza di figure che per certi versi sono in grado di carpire la tua curiosità, proprio per certe peculiarità che ne evidenziano l’originalità dell’individuo. <BR>Giulia Andriolo ha solo sedici anni, frequenta la prima classe del liceo classico di Milazzo, gioca a pallavolo in una formazione della sua città, ma soprattutto è grande tifosa della Juventus fin dall’età di otto anni. E fin qui nulla di particolarmente singolare. Ma ciò che attrae di questa esile e intelligente ragazzina è la competenza tecnica con la quale segue ogni partita di calcio della “sua” Juve e della Nazionale Italiana. Un rito settimanale al quale non si sottrae mai. Prima viene il calcio e dopo l’incontro con gli amici; mai il contrario. Mi sono trovato ospite dei suoi genitori, ad assistere a diverse partite estive della Condeferations Cup disputata in Brasile e, in tutte le occasioni, ho potuto constatare la competenza calcistica di Giulia. “Prandelli deve cambiare. Non può continuare a giocare senza attacco. Dato che Balotelli è infortunato e Gilardino non dimostra di essere in forma, perché non mette El Shaarawy? E’ chiara la nostra superiorità tattica, evidenziata contro una Spagna che abbiamo surclassato per lunghi tratti della partita. Ma, purtroppo,ci manca il gol”, dice Giulia con evidente sicurezza. Roba da restare a bocca aperta. Da non credere! Una ragazzina di sedici anni che non solo s’interessa alle partite di calcio, ma sa anche dare giudizi tecnici e tattici talmente mirati e condivisibili che non possono fare altro che aprire un dibattito in piena regola. Più l’ascolti su discorsi calcistici che non sembrerebbero consoni alla sua giovane età, e più non credi alle tue orecchie. La sua è l’età della spensieratezza, della scelta dell’amica del cuore, delle prime confidenze, delle prime simpatie maschili che si trasformano poi in cotte talora passeggere. Ma Giulia una cotta ce l’ha, ed è per Claudio Marchisio, il “Principe” della Juve che ama su tutti gli altri giocatori. Il suo sogno chiuso nel cassetto della speranza è di potere incontrare un giorno il “Principe” della Juve, magari abbracciarlo, baciarlo e chiedergli una foto con dedica esclusiva solo per lei: “A Giulia con simpatia bianconera!“ Firmato, 8 Claudio Marchisio. Che goduria e che sogno realizzato sarebbe! Un bellissimo quadro che esprimerebbe tutta la passione che in Giulia si divide tra sentimenti di ammirazione verso il campione prediletto e…perché no, anche per il ragazzo preferito. Sogni teneri, desideri piccoli ma al contempo grandi che si manifestano nell’intensità di una vera fan. La Juve è dentro di lei come l’aria che respira, come amore calcistico che sa di solida convinzione e che non cambierà mai per promessa fatta al suo cuore. Eppure papà Gaetano è dell’Inter, mamma è timidamente interessata al calcio, suo fratello Domenico (più grande di lei) è juventino fino al collo, e pure lo zietto Attilio è bianconero. In famiglia si urla e si respira aria da stadio, specie quando si affrontano Juventus e Inter. “Il derby d’Italia in casa Andriolo”. Si potrebbe davvero scrivere un testo teatrale. Ma la capacità di Giulia è di essere tifosa e anche competente. Infatti, non si è depressa per l’eliminazione della Juve in Champions League, perché ha capito diligentemente che quel Bayern così ben messo in campo e assortito di grandi campioni, era effettivamente superiore a quella Juve. Ma l’esplosione di gioia si è scatenata il giorno in cui ha festeggiato assieme a tanti juventini di Milazzo la conquista del 29° (31°?) scudetto, (papà Gaetano sostiene naturalmente che sono 29). La maglietta e la bandiera della Juve come testimoni della sua passione, mentre il sorriso e lo sguardo carico di felicità s’imprimono sul suo volto. Si corre tutti in piazza e per le vie cittadine a festeggiare il secondo scudetto consecutivo dell’era di Antonio Conte. <BR>Insomma, Giulia è l’espressione delle pari opportunità femminili anche in campo calcistico. Una conquista generazionale che si colloca come maturità sociale e culturale del nostro tempo, capace di cancellare quell’antica figura femminile relegata a certi ruoli stereotipati. Oggi, il calcio è diventato materia culturale e qualcosa di affascinante anche per le donne. Un pallone che, pur con tutta la sua eterna opinabilità, non finisce mai di stupire. E così Giulia, frutto ed espressione del tempo moderno, continuerà a studiare, a diplomarsi, a laurearsi, a realizzare i suoi legittimi sogni di vita, nella speranza di trovare un giorno colui il quale assomigli in tutto e per tutto al suo amore ideale: il “Principe” Claudio Marchisio.<br><br> Salvino Cavallaro<BR><br><br>C1007650FL0711FL0711rosa.jpgSiNquando-il-calcio-si-tinge-di-rosa-1012222.htmSi100451001,02,03,06030307
2501012220NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, in arrivo il difensore20130709223423juventusSecondo quanto riportato da Sky Sport Secondo quanto riportato da Sky Sport è iniziato a Milano il terzo incontro nel giro di dieci giorni tra Juventus e Torino per il passaggio in bianconero di Angelo Ogbonna. Presenti nel capoluogo lombardo sia Beppe Marotta che Urbano Cairo.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-in-arrivo-il-difensore-1012220.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07030653
2511012219NewsCalciomercatoCalciomercato Fiorentina, sogno Gomez ora è realtà. Napoli, virata su Lamela20130708180339calciomercato, fiorentina, napoli, roma, gomez, cavani, borriello, gilardino, dzeko, lamela, leandro damiaoIl tedesco a breve in Italia, al Bayern 20 milioni di euro. Il Napoli vuole Lamela, Roma con le mani legate.E' bastata una telefonata tra Rummenigge e Andrea Della Valle a sbloccare una situazione che sarebbe potuta diventare un caso di mercato. Perché di <STRONG>Mario Gomez</STRONG> a Firenze si parla dall'inizio dell'estate, ma solo pochi giorni fa il <STRONG>Napoli</STRONG> ha cominciato ad insidiare i rapporti faticosamente intessuti tra il club viola e il <STRONG>Bayern</STRONG>. L'annuncio è stato dato dal club bavarese, che riceverà dall'operazione 16 milioni di euro (rateizzati) ed altri 4 di bonus. <EM>"Il desiderio di Gomez era quello di andare alla Fiorentina e noi lo abbiamo accontentato. Lo ringraziamo per quanto ha dato al Bayern e gli auguriamo buona fortuna per l'avventura a Firenze"</EM>. Con queste parole Rummenigge ha dato l'addio al <EM>Torero</EM>, che viene accolto con grande gioia dai tifosi viola e dai suoi prossimi compagni. <EM>"Se è vero, è bello"</EM>, commenta un cauto <STRONG>Giuseppe Rossi</STRONG> alla notizia del prossimo trasferimento del tedesco, che compirà 28 anni dopodomani e si ipotizza che possa essere presentato alla stampa proprio il giorno del suo compleanno. <br><br> Il Napoli così deve guardare altrove per sostituire <STRONG>Cavani</STRONG>, ormai sul piede di partenza verso Parigi, per il quale Blanc spende parole al miele: <EM>"E' un giocatore generoso, che divora gli spazi, con una presenza importantissima sotto porta. Con Ibrahimovic sono complementari"</EM>. <STRONG>Il pallino di De Laurentiis è Erik Lamela</STRONG>, per il quale il patron partenopeo sarebbe disposto ad offrire 30 milioni di euro. Molto convincenti anche gli argomenti a supporto del trasferimento dell'argentino: in primis l'opportunità di giocare la Champions League con Benitez, oltre ad un contratto da 3,5-4 milioni annui. Tuttavia resta calda la pista <STRONG>Dzeko</STRONG>, che con ogni probabilità sarà rimpiazzato da Osvaldo, e si continua a tenere d'occhio il talentuoso&nbsp;<STRONG>Leandro Damiao</STRONG> dell'Internacional Porto Alegre. Sul fronte <STRONG>Roma</STRONG> battuta d'arresto per lo <STRONG>scambio Borriello-Gilardino</STRONG>, dovuta alla mancanza di un accordo per quanto riguarda il conguaglio economico dell'ingaggio dell'attaccante giallorosso, quasi doppio di quello del <EM>Gila</EM>. Garcia sarà costretto a pazientare per avere nuovi rinforzi, soprattutto dopo l'intromissione del Tottenham negli affari Strootman e Nani.<br><br>C1007650FL0435FL0435gomez.jpgSiNcalciomercato-fiorentina-arriva-gomez-napoli-lamela-1012219.htmSiT1000017,T1000024,T1000012100612201,02,03,08030900
2521012217NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta vuole l`esterno20130707123545juventusSecondo TuttosportFra Inter e Juventus il mercato principale è quello che riguarda gli esterni. Detto di Isla e Lichtsteiner, e detto anche di Zuniga (che Mazzarri vuole portarsi dietro ma per il quale è in atto un'ipotesi di scambio fra Juve e Napoli), i bianconeri adesso si inseriscono anche per Dusan Basta. In realtà, secondo TuttoSport, la mossa bianconera è una semplice cautela, un'ancora di salvezza nel caso la cessione di Lichtsteiner dovesse concretizzarsi. Considerati anche i rapporti fra i bianconeri e la famiglia Pozzo, ecco che niente può essere escluso a priori.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-vuole-l-esterno-1012217.htmSiT1000007100075701,02,03,06,08030520
2531012212NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Galliani vuole Lavezzi e Ljajic20130706102888milanCome riporta Tuttosport Come riporta Tuttosport con la probabile partenza di Robinho, il Milan pensa a come trovare un giocatore che possa sposarsi perfettamente al nuovo piano tattico di Massimiliano Allegri. Detto dell'interesse per Adem Ljajic, un'altra ipotesi suggestiva potrebbe essere quella che porta a Ezequiel Lavezzi. Con l'arrivo a Pargi di Cavani, l'attaccante ex Napoli sarebbe l'ideale per i moduli pensati dal tecnico rossonero e lui farebbe carte false per tornare in Italia. Il problema resta il costo del cartellino, visto ce i francesi lo hanno pagato 26 milioni di euro solo un anno fa. Se Leonardo dovesse aprire ad un prestito con diritto di riscatto allora cambierebbero tutte le prospettive, anche perchè l'ingaggio di 4 milioni di euro è all'intero del tetto fissato dal club di Via Turati. C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-vuole-lavezzi-e-ljajic-1012212.htmSiT1000027100075701,02,03,07,08030597
2541012210NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, in arrivo un altro centravanti20130704103668juventusTuttosportOggi arriveranno le firme di Simone Zaza con la Juventus: la punta andrà in prestito al Sassuolo, al contempo i bianconeri e la Sampdoria apriranno una comproprietà per Manolo Gabbiadini. E' Tuttosport che fa oggi il punto sull'affare, che racconta di come i blucerchiati rileveranno la metà del cartellino di Gabbiadini dall'Atalanta, versando ai nerazzurri 5,5 milioni di euro, di cui 4 saranno coperti dalla Juve per il pagamento di Zaza. Beffata la Lazio, che aveva cercato un assalto last second per Gabbiadini.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-in-arrivo-un-altro-centravanti-1012210.htmSiT1000007100075701,02,03,06030595
2551012209NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta non chiude per Ogbonna20130703195858juventusSecondo le ultime indiscrezioni Secondo le ultime indiscrezioni la frenata nella trattativa per Angelo Ogbonna alla Juve è dovuta soprattutto alle modalità di pagamento da parte dei bianconeri al Torino. L'interruzione della trattativa non porterà alla rottura si apprende a Sky Sport perchè c'è la volontà di chiudere l'operazione da parte di Ogbonna che vuole vestire bianconero. C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-non-chiude-per-ogbonna-1012209.htmSiT1000007100075701,02,03,06030496
2561012207NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Galliani incontra El Shaarawy20130702105145milanCome riporta La Gazzetta dello Sport Come riporta La Gazzetta dello Sport oggi è il giorno del faccia a faccia tra Stephan El Shaarawy e l'ad rossonero Adriano Galliani. L'italo-egiziano si presenterà in Via Turati accompagnato dal padre Sabri e dal procuratore Roberto Lo Florio e avrà un colloquio con il dirigente del Milan ovviamente parlare del proprio futuro in chiave mercato. Difficile che arrivi un aut aut per l'attaccante, troppo pubblicizzato l'evento, più facile invece che Galliani si sia reso conto che al momento non ci sono grandi possibilità di cessione e che voglia recuperare un rapporto leggermente sfilacciato negli ultimi mesi. Il Faraone verrà anche avvertito che in questo momento non è sul mercato, ma che se poi arrivasse l'offerta giusta, il futuro economico del club viene prima di tutto e che quindi sostanzialmente, c'è da aspettare che le trattative entrino nel vivo prima di toglierlo dalla lista dei partenti. C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-incontra-el-shaarawy-1012207.htmSiT1000027100075701,02,03,07030519
2571012205NewsCampionatiBorgonovo, un eroe dei nostri tempi20130701172935calcioLa notiziaE’&nbsp; morto Stefano Borgonovo! La notizia&nbsp; non ci coglie impreparati,ma arriva&nbsp; nell’immediata vigilia della semifinale di&nbsp; Confederation Cup fra la nostra nazionale e quella iberica,campione del mondo in carica nonché vera “bestia nera “ degli azzurri,che da quasi dieci anni non riescono a sconfiggerla.La morte di Stefano ha significato un momento di riflessione di tutto il mondo calcistico,che in coincidenza con l’evento era presente in Brasile e davanti agli schermi delle televisioni satellitari. Sicuramente Stefano non pensava che la sua morte sarebbe stata comunicata in diretta mondiale al pianeta calcio,ma,sono certo, non gli sarà dispiaciuto che, anche nel momento estremo del passaggio all’aldilà, la sua storia sia diventata motivo di attenzione e di commozione per milioni di sportivi. In molti quella sera, osservando il lutto al braccio degli azzurri,si saranno chiesti chi era Stefano Borgonovo e perché la sua morte faceva notizia. Per quei pochi che non lo conoscevano,Stefano Borgonovo è stato un grande centravanti degli anni ’80,autore di storici gol (tutti ricordano quello ai supplementari nella sfida Bayern Monaco-Milan ,che permise ai rossoneri di disputare la finale di Coppa dei Campioni),ma anche di semplici prodezze accanto a Roberto Baggio nella Fiorentina o a&nbsp; Marco Van Basten nel Milan di Arrigo Sacchi. Quando appese le scarpe al chiodo,tentò la carriera di allenatore cominciando dalle giovanili del Como,ma dopo pochi anni abbandonò definitivamente quel mondo,che tanto amava e che tanto gli aveva dato.<br>Stefano non sapeva però che quello stesso calcio,come una “mantide gelosa”,gli avrebbe richiesto indietro e con gli interessi la gioia e il benessere,che lui aveva conquistato in tutti quegli anni passati ad inseguire un pallone negli stadi di mezza Italia:Como,Pescara,Fiorentina,Milan,Udinese.<br>La&nbsp; SLA (Sclerosi laterale amiotrofica) si era impossessata del suo corpo e l’avrebbe lasciato soltanto dopo averlo devastato.”La stronza”&nbsp; gli piacque chiamarla ed anche a noi non dispiacque chiamarla così,perché subdolamente ti mina nel fisico, distruggendo i tuoi neuroni e immobilizzando lentamente ma inesorabilmente tutti i muscoli. Inguaribile finora anche perché non se ne conoscono le cause (anche se le staminali hanno aperto nuovi orizzonti nella cura di questa malattia),la sua incidenza fra la popolazione è in netto aumento,ma la particolarità del caso di Stefano Borgonovo è che si tratta dell’ennesimo calciatore colpito da essa. Perché? Se lo stanno chiedendo in molti ed anche in Federazione,che non ha potuto fare a meno di nominare una commissione di esperti per studiare eventuali cause ed effetti nella comparsa della Sla legati al gioco del calcio. Ciò che ci preme scrivere però è che Stefano,coadiuvato dalla moglie Chantal,non si è arreso facilmente alla “stronza”,ha combattuto con tutte le sue forze,che non erano più quelle che mostrava ai difensori nelle mischie in area di rigore,ma quelle che trovava dal di dentro del suo corpo,dal suo spirito di guerriero:l’unico che la “stronza” non avrebbe mai distrutto.Con questa forza d’animo creò la&nbsp; Fondazione Borgonovo,i cui fondi serviranno per far avanzare le ricerche scientifiche sulla Sla e, alla ricerca di donazioni,non ebbe timore a mostrarsi alla gente,così com’era, in quegli stessi stadi,in cui ancora ricordavano le sue splendide azioni da rete. <br>Un&nbsp; EROE&nbsp; dei nostri tempi o forse&nbsp; di altri tempi, perché i nostri,a pensarci bene,non&nbsp; sono tempi di eroi ma di comici e soubrette, non da teatro, ma da aule di giustizia! Stefano,nonostante ci abbia lasciati, sarà l’unico che continuerà a vivere&nbsp; in un mondo popolato da&nbsp; “zombi” e da “fantasmi”, figure umane insignificanti ,che adesso,dopo la lezione di&nbsp; Stefano, non ci fanno più paura.&nbsp;&nbsp; <br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>Attilio Andriolo<br>C1007650adm001adm001borgonovo.jpgSiNborgonovo-un-eroe-dei-nostri-tempi-1012205.htmSi100075701,02,03030656
2581012204NewsCalciomercatoMilazzo, i ricordi di un calcio che non c`è20130701172880calcioCapita a volte di rifugiarsiCapita a volte di rifugiarsi nei ricordi e di inondarsi di romanticismo, soprattutto quando il presente non dà speranza per il futuro. Conquiste e vittorie anche umili del passato, assumono connotazioni che s’ingrandiscono forse a dismisura. E’ l’amarezza di un pallone che non c’è più, una malinconica discesa nel mondo dei dilettanti che mortifica la storia del calcio milazzese. E così, quasi per caso, mi ritrovo a parlare del Milazzo che fu tra gli anni 1957 e 1963. Il mio interlocutore è l’ex calciatore del Milazzo Agostino La Franca, grande centromediano metodista di quella squadra rossoblu che, pur partecipando a campionati di Promozione, segnò la storia di una Milazzo povera ma ricca di orgoglio e passione per il pallone giocato tra le mura antiche del glorioso stadio “Grotta Polifemo”. Sono ospite a casa di La Franca, invitato ad assistere alla partita di Confederations Cup Italia – Uruguay, valevole per la conquista del terzo posto. E’ il pretesto per parlare di calcio a 360 gradi, divagando tra pareri tecnici e tattici verso una nazionale azzurra che non ha convinto appieno e che suscita pareri negativi contro Prandelli, capaci di farci diventare tutti Commissari Tecnici improvvisati. E’ la bellezza del calcio che conquista tutti proprio per la sua opinabilità. Ma i commenti di Agostino La Franca sono competenti, mirati, lungimiranti di chi il calcio l’ha vissuto e praticato in lungo e in largo, conoscendo tattiche, allenatori, calciatori e situazioni calcistiche giocate che hanno arricchito il suo lungo corso di calciatore dilettante, serio e attaccato affettivamente ai colori rossoblù delle aquile milazzesi. “Era un calcio diverso, povero di soldi ma ricco di qualità. Io ho sempre giocato in Promozione, ma non mi sento inferiore a chi ha conosciuto categorie superiori. La differenza era data dallo stipendio. Ricordo che aspettavo 10 mila lire come fosse manna dal cielo e, qualche volta, non arrivavano neppure” dice Agostino La Franca. Ma Milazzo gli è rimasta nel cuore perché, anche se palermitano di nascita, quando ha appeso le fatidiche scarpe al chiodo, è voluto rimanere in questa città assieme alla sua famiglia. Da poco tempo è stato colpito da un grave lutto; sua moglie, infatti, è deceduta dopo lunga malattia. Un pezzo di storia affettiva che se ne va, un percorso di vita insieme che va ad aumentare i trascorsi di un bellissimo passato personale. E adesso la sua casa pullula di ricordi, le pareti delle stanze trasudano di malinconici pensieri sul tempo che scorre via velocemente senza tregua alcuna, capace com’è di metterti di fronte a una realtà colma di fragile solitudine. Scorrono intanto le immagini televisive della nazionale italiana. Maggio, Montolivo, Chiellini, Gilardino, De Rossi, sono visibilmente stanchi e non offrono uno spettacolo degno dell’importanza dell’incontro. La Franca capisce, ma commenta con una punta d’amarezza rivolta a un calcio che, pur con tutte le attenuanti della stanchezza fisica, non diverte. E così, alla fine del primo tempo, insoddisfatto di assistere a una partita incolore e senza emozioni, mi fa vedere le vecchie fotografie di quando giocava. Ricordi in bianco e nero sparsi qua e là per il tavolo in maniera disordinata, ma capaci di emozionarti nonostante l’ingiallimento che è testimone dell’oltre mezzo secolo volato via inesorabilmente. Tanti i ricordi sul campo polveroso del Grotta Polifemo, tanti i compagni che oggi non ci sono più e che hanno rappresentato quel calcio milazzese fatto di valori, di amicizia vera, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. I pali delle porte erano quadrati, la polvere s’infiltrava malignamente nei polmoni, il pallone pesava quanto un macigno, ma la tecnica, il gioco di squadra, il gol e il senso d’appartenenza alla gloriosa società mamertina, erano i veri testimoni di un pallone che esaltava i sentimenti. “Vedi Salvino”, mi dice La Franca con smisurato orgoglio, “guarda i muscoli delle mie gambe, sono ancora sodi e testimoni della mia lunga attività di calciatore. Una passione viscerale partita con me da Palermo e proseguita poi per buona parte della Sicilia, prima d’approdare a Milazzo”. E intanto continua il lungo ma piacevole racconto della dietrologia del calcio milazzese che non c’è più. La partita dell’Italia contro l’Uruguay termina in parità. Si disputano i tempi supplementari e poi i calci di rigore. Questa volta, al contrario della partita contro la Spagna, l’Italia vince e conquista la terza posizione della Confederations Cup. Tuttavia, sembra smorzato l’entusiasmo per una vittoria italiana che sa più di recriminazioni su quello che avrebbe potuto essere e non è stato, piuttosto che di voglia di gioire. Agostino La Franca è consapevole di questo. In fondo il ricordo della Milazzo del pallone che oggi non c’è più, è stato sicuramente più bello, romantico e pieno di motivazioni, rispetto a una vittoria azzurra che sa più di rimpianto che di gloria. Già, più rimpianto che gloria; ma non è la storia recente del Milazzo Calcio?<br><br>Salvino Cavallaro<br><br><br>C1007650FL0711FL0711milazzo.jpgSiNmilazzo-i-ricordi-di-un-calcio-che-non-c-e-piu-1012204.htmSi100451001,02,03030420
2591012203NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, in arrivo anche l`esterno20130701112254juventusCon la trattativa Con la trattativa per Ogbonna in dirittura d'arrivo la Juventus ha iniziato a lavorare concretamente sulla pista che porta ad Aleksandar Kolarov. Il terzino serbo del Manchester City, secondo quanto riportato da Tuttosport, ha superato nelle preferenze degli uomini mercato bianconeri il colombiano Zuniga e per questo si cercherà di chiudere a breve sfruttando i canali già aperti per l'affare Tevez. Il nodo da sciogliere sull'operazione è però legato ad una cessione: quella di Paolo De Ceglie. Il terzino percepisce un ingaggio vicino al milione e mezzo di euro e questo ne rallenta l'uscita. La Sampdoria lo ha chiesto ma alle stesse cifre non è possibile una trattativa. C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-in-arrivo-anche-l-estrno-1012203.htmSiT1000007100075701,02,03,06030660
2601012196NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta vuole anche Jovetic20130629102818juventusI bianconeriLa Stampa oggi in edicola racconta che la Juventus è sempre su Stevan Jovetic, nonostante il colpo Carlitos Tevez. I bianconeri, però, adesso non hanno fretta: il montenegrino vuole andarsene dalla Fiorentina, alla finestra ci sono anche Manchester City e Chelsea ma le richieste viola non cambiano. 30 milioni cash. L'affare è complicato, la Juventus vuole inserire contropartite tecniche nell'affare ma il tutto potrebbe riaprirsi con le possibili cessioni di Alessandro Matri, Mirko Vucinic e Fabio Quagliarella, una delle tre contropartite che Montella gradirebbe insieme a Luca Marrone e Manolo Gabbiadini.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-vuole-anche-jovetic-1012196.htmSiT1000007100075701,02,03,06030645
2611012197NewsCampionatiMorire di Sla a soli 49 anni20130629090336calcioStefano BorgonovoStefano Borgonovo, il simbolo della lotta alla Sla è deceduto giovedì 27 giugno a soli 49 anni. Presto, troppo presto per morire. E anche se la vita l’aveva condannato a vegetare, non si può accettare una fine così prematura. E’ l’eterno dilemma sul senso della vita, che in circostanze estreme come quelle di Stefano Borgonovo, ti pone davanti a quesiti profondi sulla validità dell’esistenza che molto spesso non hanno alcuna risposta. C’è chi si rifugia nella fede in Dio, chi cerca comunque di dare un significato all’importanza di svegliarsi al mattino e chiudere gli occhi la sera prima di dormire, per ritornare a rivedere l’alba del mattino dopo. E non importa se è dalla propria stanza da letto e da quell’unica finestra capace di illuderti di vedere il mondo che sembra non volerti più, l’importante è non morire. Ex calciatore di Como, Milan, Pescara e Fiorentina, era da tempo malato di sclerosi laterale amiotrofica, una malattia altamente invalidante che ha colpito molti sportivi. Sono tanti gli interrogativi che il mondo dello sport si pone da diversi anni su questo particolare tema più volte dibattuto a livello medico scientifico e mai risolto. Ci si chiede perché lo sport che da sempre considerato “Mens sana in corpore sano” debba essere causa (volontaria o involontaria?) di una così grave malattia neurologica che porta inevitabilmente alla morte. Si è spesso volutamente considerata anche la probabile correlazione verso quelle sostanze chimiche lecite che in carriera i calciatori sono autorizzati ad assumere. Un viaggio nell’apparente trasparenza di un mondo carico di punti interrogativi, che spesso fa pensare al torbido pensiero legato a prestazioni atletiche non propriamente sorrette dalle semplici forze naturali. Ma di ciò non c’è certezza, non è dato sapere, e la ricerca in questo settore non dà purtroppo ancora nessuna risposta. Al momento, l’unica cosa certa è la Fondazione Onlus che sostiene la ricerca contro la Sla e che porta il nome di Stefano Borgonovo. “ La stronza”, la chiamava così Stefano, quella maledetta malattia che l’ha colpito e che l’ha condannato a “vivere” una vita da infermo, comunicando solo grazie a un sintetizzatore vocale. Ma Stefano Borgonovo è stato qualcosa di più che un semplice ex calciatore colpito da una terribile malattia incurabile, lui è stato campione di vita, dentro e fuori dal campo. Tra il 1985 e il 1989, Borgonovo ha vestito la maglia della Nazionale Italiana, passando dall’Under 21 alla Under 23 e poi alla Nazionale maggiore. Nel 2000 iniziò a Como la sua carriera di allenatore del Settore Giovanile e poi nel 2005 abbandonò il mondo del pallone. Nel 2008 l’annuncio della malattia e da quel momento iniziò la sua battaglia con la Sla. Oggi tutti piangono la sua prematura scomparsa e un destino beffardo che dopo avergli regalato una carriera da professionista del pallone a ottimi livelli, gli ha tracciato un percorso di vita che non è stata più tale.<br><br> Salvino Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711borgonovo.jpgSiNmorire-di-sla-a-soli-quarantanove-anni-1012197.htmSi100451001,02,03,07030326
2621012194NewsCampionatiLa magia della maglia numero dieci20130628160520juventusCarlos Alberto TevezCarlos Alberto Tevez è della Juventus. Il Manchester City lo ha ceduto per 12 milioni di euro e firmerà un contratto di 5,5 milioni. Test clinici e conferenza stampa di presentazione sono già stati eseguiti a conferma che il desiderio di Agnelli, Marotta e Paratici era di chiudere in fretta l’affare e anticipare Galliani e il Milan in dirittura d’arrivo. 29 anni, altezza 1,73, argentino di Ciudadela, Carlos Alberto Tevez ha percepito dal Manchester City soltanto per il 2012, qualcosa come 12,2 milioni di sterline. Una pazzia che da sola non può giustificare la bravura di un attaccante che è stato spesso al centro delle cronache sportive per essere “genio” e “sregolatezza”. Oggi si presenta alla Juve con la solita frase che sa di ruffiana circostanza. “Sono consapevole di cosa significa giocare nella Juve e dello sforzo che la società ha fatto”. E ancora: “Assumo la responsabilità di indossare una maglia simbolo come quella che mi è stata affidata. Ricordo che il numero 10 è la maglia di Maradona, è una maglia che rappresenta una sfida”. Ma la maglia numero 10 della Juve non è mai stata di Maradona. Da Sivori, a Platini, da Baggio a Del Piero, è un pezzo di storia bianconera che se ne va e che non permette il lusso di abbandonarsi a sentimenti romantici di dietrologia, legati a un passato importante che non s’impone però alla voglia di guardare avanti per costruire la storia della Juve di domani. Storie di fuoriclasse, ricordi di talenti del calcio bianconero legati a un numero 10 che, per definizione, é connaturato con le spiccate caratteristiche del leader di gruppo. Dice Tevez: “Del Piero è stato il capitano della Juventus, è un emblema. Per me è un grande piacere indossare lo stesso numero di maglia che aveva lui”. Già, la maglia numero 10 di Alex Del Piero, un giocatore che ha significato tantissime emozioni capaci di contribuire a tantissimi successi. Ma si sa, nulla è per sempre e, come tale, l’esigenza di costruire l’oggi e il domani bianconero non può più intrattenersi molto su ciò che è stata la gloria di ieri. Eppure si era detto che quella maglia apparteneva a Del Piero e che per un po’ di anni non sarebbe stata assegnata a nessuno. Parole che scorrono come fiumi in piena di passioni e che hanno la stessa validità dei contratti di oggi stipulati nel mondo del calcio, e cioè: “Nessuna”. Il pallone costruisce campioni, ed è capace di idolatrarli per quello che rappresentano in quel determinato periodo storico. Poi si gira pagina e, con il tempo, altri leader con la maglia numero 10 entreranno nel cuore della gente. E’ la dura legge della vita, l’inconfutabile segno dello scorrere veloce del tempo che ammette drasticamente soltanto i ricordi, le passioni e le emozioni vissute. “Ah come gioca Del Piero” diceva l’indimenticato Maurizio Mosca toccandosi la fronte con il palmo della mano in segno di meraviglia. Un giorno non lontano, potremo dire la stessa cosa del numero 10 Carlos Alberto Tevez, ammesso che riesca a solcare un piccolo frammento d’importante storia bianconera? Si vedrà!<br><br>Salvino Cavallaro<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711tevez-6.jpgSiNla-magia-della-maglia-numero-dieci-1012194.htmSiT1000007100451001,02,03030414
2631012193NewsCalciomercatoJuventus, entusiasmo per Tevez ma i delpieristi non ci stanno20130628160330juventusTanto entusiasmo era probabilmente inaspettato Tanto entusiasmo era probabilmente inaspettato. Ma evidentemente la voglia di ambire sempre più ad obiettivi ambiziosi e il desiderio di sognare grandi palcoscenici, da parte della platea juventina, ha fatto sì che lo sbarco a Torino di Carlitos Tevez si rivelasse particolarmente concitato. <br>Tifosi in delirio, dunque. Dirigenza juventina che (a ragion veduta) gongola per aver piazzato un colpo a budget moderatamente ridotto, per aver superato la concorrenza spietata di un altro paio di top club e soprattutto per aver ritrovato quella credibilità extra territoriale che compete a chi vuole dominare il tetto d’Europa.<br>Questo l’obiettivo per cui Conte e la Juventus hanno insistito su Tevez, questo il vero motivo per cui il popolo bianconero esulta in maniera così fragorosa. E’ arrivato il top player. O almeno così pare.<br>Le indubbie qualità tecniche e agonistiche del giocatore argentino, infatti sono note. Ma ripercorrendo la sua carriera, qualche dubbio sulla sua così netta attribuzione di una piazza d’onore tra i veri top player mondiali, resta. Tevez fin da bambino è soprannominato l'Apache, poiché il barrio dov'è nato, Ejército de los Andes, veniva anche detto Fuerte Apache, dal celebre film con Paul Newman. <br>Un incidente domestico gli procura delle vistose bruciature che ancora oggi ne sfigurano il volto e forse una vita ai limiti gli infonde una cattiveria sportiva che negli anni diverrà proverbiale.<br>La nazionale argentina, Boca Juniors, Corinthians, poi West Ham, i due Manchester ed ora la Juventus, i club di cui ha vestito con alterne vicende le casacche. Specie con tecnici dal carattere forte si è scontrato più volte, vedi Mancini, e quasi mai ha collezionato statistiche da goleador di razza.<br>E’ un’ottima seconda punta, questo va detto. Ma se il vero problema dei due recenti anni targati Conte è sempre stata la carenza di un uomo d’area, forse Tevez non arriverà per sopire tutti i problemi.<br>Ma tant’è, nulla più del campo dirà come stanno veramente i fatti e chi avrà avuto ragione. Certo è che indossare quel 10 sulle spalle sarà una responsabilità non di poco conto. Per l’Apache, che ha vestito anche “el dies” di Maradona al Boca, non sarà probabilmente un problema. Ha già espresso la sua stima per Alex Del Piero e confessato di non esser intimorito da questa investitura. <br>Qualche dubbio potrà pervadere i sentimenti di molti che, con ancora negli occhi la fantastica carriera in bianconero dell’ex capitano, avrebbero preferito un altro numero per Tevez. Ma si sa, le ragioni di mercato e di marketing hanno più valore di quelle del cuore. Quella maglia prima o poi andava assegnata, l’ha sempre augurato anche Del Piero. <br>L’importante che porti i successi che merita. E che sia indossata con quel garbo e quello spessore che solo certi grandi campioni del passato juventino hanno saputo dimostrare.<br><br>Gabriele Cavallaro<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001del-piero-sydney-3-e1349513808391.jpgSiNjuventus-entisiasmo-per-tevez-ma-i-delpieristi-non-ci-stanno-1012193.htmSiT1000007100075701,02,03030398
2641012192NewsCalciomercatoCalciomercato Roma, arriva Gilardino20130628095939romaCome riporta La Gazzetta dello SportCome riporta La Gazzetta dello Sport ieri la lampadina si è accesa improvvisamente: Genoa e Roma hanno iniziato a parlare di un possibile scambio alla pari tra Alberto Gilardino e Marco Borriello ed in pochissimo tempo l'idea si è trasformata in trattativa. Il bomber di Biella sarebbe perfetto per sostituire il partente Pablo Osvaldo, mentre Borriello è rimasto molto legato al Grifone e gradirebbe la possibilità di rimanere il Liguria. Oggi previsto un incontro decisivo per prendere questa decisione, con le parti che sembrano molto vicine a concludere e sopratutto con il Gila pronto a firmare il contratto con i giallorossi al rientro dal Brasile. Se i pezzi del puzzle dovessero congiungersi in questo modo, il Bologna, che perderebbe il suo numero 10, virerebbe su Rolando Bianchi. C1007650adm001adm0011458879-34ad6442743e8dcc8db85af4fefe6858.jpgSiNroma-arriva-gilardino-1012192.htmSiT1000012100075701,02,03030732
2651012188NewsCampionatiItalia-Spagna, le probabili formazioni20130627192959italia, spagnaLe probabili formazioni Le probabili formazioni:<BR><BR>Italia (3-4-2-1) - Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Maggio, Pirlo, De Rossi, Giaccherini; Candreva, Marchisio; Gilardino.<BR><BR>Spagna (4-3-3) - Casillas; Arbeloa, Sergio Ramos, Piqué, Jordi Alba; Xavi, Busquets, Iniesta; Pedro, Fernando Torres, Silva. <BR><BR>C1007650adm001adm0010mjrynar--473x264.jpgSiNitalia-spagna-le-probabili-formazioni-1012188.htmSi100075701,02,03030360
2661012191NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, occasione Vidic per la difesa20130627172157calciomercato, milan, vidic, manchester united, inter, ranocchia, guarin, benatiaDall`Inghilterra segnali per i rossoneri. Pista Ranocchia per lo United, Benatia l`alternativaLa notizia giunge direttamente dall'Inghilterra, precisamente dal quotidiano <em>Daily Express</em>, che rivela&nbsp;l'interessamento di <strong>Allegri</strong>&nbsp;verso il difensore&nbsp;centrale del <strong>Manchester United Nemanja Vidic</strong>. Si tratta ancora di voci di corridoio,&nbsp;ma vi sono alcuni fattori&nbsp;che agevolerebbero la trattativa, una volta iniziata. Innanzitutto lo scarso utilizzo del 31enne serbo nell'ultima stagione sotto <strong>Ferguson</strong> (solo 19 presenze in Premier League, complice anche un infortunio al ginocchio che lo ha tenuto fuori due mesi), in secondo luogo la volontà del nuovo tecnico <strong>David Moyes</strong> di svecchiare la squadra. <br><br> A tale proposito, i Red Devils potrebbero pescare nelle acque della Serie A: <em>La Gazzetta dello Sport </em>riporta un approccio nei confronti di uno tra <strong>Ranocchia</strong> (corteggiato anche dallo Zenit) e <strong>Guarin</strong>, anche se Moratti ha affermato di non aver ricevuto nessuna offerta, almeno per il momento. Non è da escludere un ritorno di fiamma per <strong>Mehdi Benatia</strong>, sotto osservazione da tempo. In entrambi i casi bisognerà sborsare almeno 12-13 milioni di euro, ma se all'Old Trafford giungerà un nuovo difensore, quello sarà il segnale per il divorzio da Vidic. Il prezzo del cartellino del serbo si aggira intorno ai 20 milioni, ma l'idea di poter affiancare un giocatore di tale esperienza a Mexes potrebbe spalancare il portafogli del club di via Turati.<br><br>C1007650MilanoFL0435FL0435Nemanja+Vidic+Chelsea+v+Manchester+United+eA08Ogt_dSvl.jpgSiNmilan-vidic-per-la-difesa-1012191.htmSiT1000027100612201,02,03,07010646
2671012190NewsCalciomercatoTutto dipende da Jovetic20130627121444jovetic, fiorentina, tevez, juventus, gomezLa Fiorentina aspetta un`offerta importante per il talento montenegrino.I 30 milioni che riscuoterebbe la Fiorentina dalla cessione di Jovetic sono la chiave per poter cominciare seriamente a trattare ed acquistare giocatori. Della Valle non lascerà partire il suo fenomeno al di sotto di questa cifra, coincidente con la clausola rescissioria. Questi soldi verrebbero poi reinvestiti nell'affare Gomez, ma il tedesco non può aspettare a lungo per trovare una sistemazione. La "fretta" complica i piani viola, dato che la principale pretendente del montenegrino non ha più necessità di comprare subito essendosi già assicurata un altro fuoriclasse, Carlos Tevez.C1007650FL0881FL088120120419_sj.jpgSiNtutto-dipende-da-jojo-1012190.htmSiT1000024101199701,02,03030915
2681012189NewsCalciomercatoMarquinhos e Neymar per un Barça più brasiliano20130627115518Marquinhos, Barcellona, Roma, SanchezDopo l`acquisto faraonico di Neymar, il Barcellona si prepara a rinforzare il proprio reparto difensivo.Dopo l'acquisto faraonico di Neymar, il Barcellona si prepara a rinforzare il proprio reparto difensivo. L'obiettivo è un volto noto della nostra Serie A, il giovane Marquinhos, attualmente in forza alla Roma. Conoscendo la qualità del giocatore, che è stato in grado di ritagliarsi un ruolo da titolare in una delle top team del campionato italiano, il club giallorosso non si lascerà certo sfuggire il talentino brasiliano per meno di 40 milioni. Nella trattativa potrebbe rientrare Sanchez, ala blaugrana che da tempo ha manifestato la propria voglia di lasciare la regione catalana. <br>C1007650FL0881FL0881marquinhos.jpgSiNmarquinhos-barca-roma-trattativa-1012189.htmSiT1000012101199701,02,030301075
2691012187NewsCampionatiQuando il calcio è preda delle rivolte sociali20130626162054calcioLa Confederations CupLa Confederations Cup 2013 che si sta svolgendo in questi giorni in Brasile, ci ha dato lo spunto per soffermarci a riflettere su situazioni di vita che troppo spesso sono apparentemente mascherati dalla fervente passione per il pallone. Fatti che s’intrecciano tra l’iperbolica ricchezza del calcio e un quotidiano sociale che talora si presenta irruente e impetuoso per la reale difficoltà di vivere in maniera dignitosa. Un rovescio della medaglia che stravolge l’essere umano, diviso com’è tra passione sportiva e realtà di vivere una vita che a volte non è tale. E’ l’eterna diatriba tra potere e popolo, tra ricco e povero, tra giustizia e ingiustizia, tra l’estremo senso dell’avere troppo e non avere nulla. Temi dibattuti nel tempo, antichi come il mondo, la cui storia ci ha insegnato a vivere come rivolte sociali per il rispetto dei diritti e dei bisogni dell’uomo. Sembrerebbero tematiche da trattare su pagine dedicate a fatti politici, piuttosto che alla cronaca della “vetrina”del calcio che conta. Ebbene, proprio in quel Brasile in cui il pallone è da sempre l’emblema della fantasia e della classe pura del calcio mondiale, i fatti socio – politici stanno imperversando a discapito della cronaca sportiva. Neymar, Fred, Hulk, Iniesta, Torres, Balotelli, Pirlo e altri illustri campioni di calcio, si trovano a dover fare i conti non solo con il rettangolo di gioco ma anche con la contestazione furibonda che avviene fuori dagli stadi. In campo lo spettacolo è assicurato, su questo non c’è dubbio di sorta, ma la mente vola altrove. Le stelle del calcio mondiale emozionano il pubblico degli stadi brasiliani, ma è all’entrata e all’uscita del campo di calcio che c’è da stare con gli occhi aperti. Sembra che si giri un film in cui si rivivono gli scontri nelle favelas, tra gang e forze dell’ordine. Una lotta spietata che non tiene conto dell’importanza della vita, dinanzi alla conquista di un pezzo di pane che non c’è più. E’ la classica “guerra” dei poveri. Ma questa volta non siamo davanti a un set cinematografico; purtroppo si tratta di pura realtà, di puro disordine pubblico. Proteste, arresti, feriti, morti e scontri si moltiplicano. E intanto la Confederations Cup 2013 continua imperterrita il suo svolgimento per volere e imposizione dell’UEFA, che rende evidente la forza del potere e mostra i suoi lustrini abbaglianti fatti di organizzazione, di sponsor e televisioni mondiali che sfociano sul dio denaro. Chi scende in piazza o vicino agli stadi per manifestare ciò che crede sia stato violato o abusato, è la gente comune. La contestazione verte sulle alte spese sostenute dagli importanti eventi sportivi che il Brasile sta ospitando e ospiterà nei prossimi anni tra Confederations Cup 2013, Mondiali di calcio 2014 e Olimpiadi 2016. Queste competizioni aggregheranno milioni di persone in arrivo da tutto il mondo, che invaderanno le metropoli utilizzando i mezzi pubblici. Così le Amministrazioni Comunali hanno deciso di aumentare i costi, facendo lievitare i prezzi dei trasporti in maniera esponenziale. Agli studenti, agli operai e ai pendolari che prendono i mezzi pubblici tutti i giorni per andare a lavorare, viene aumentato il loro “Bihete Unico” che equivale al nostro abbonamento. Il servizio è lo stesso, così com’è lo stesso anche il perenne ritardo dei mezzi pubblici. Ma lo Stato vuole incassare e spendere soldi per il calcio, mentre molte persone continuano a vivere un quotidiano sempre più impossibile. Da qui la protesta contro lo Stato che danneggia un Paese la cui classe politica è spesso corrotta. Anche la Sanità resta uno dei settori più danneggiati del Brasile. E, nonostante le continue promesse da parte della presidente Delma Rousseff, il popolo brasiliano continua la sua rivolta senza fine, mostrando negli stadi striscioni che sono vietati dalla Fifa. Gli scontri fuori dagli stadi sono furibondi. La polizia usa proiettili di gomma, lacrimogeni e gas urticanti. Ci sono morti, feriti e arresti, mentre la stella verdeoro Neymar ha espresso il suo appoggio alle proteste sociali. Già, l’appoggio morale da parte di un calciatore pagato dal Barcellona a suon di quattrini, che basterebbero da soli a risolvere i problemi di milioni di brasiliani in difficoltà. E intanto il pallone multimilionario continua imperterrito a girare per il campo, quasi incurante di chi ci ha rimesso la vita per il rispetto della propria dignità. Dare un calcio all’ingiustizia è sempre più impresa ardua. Noi non sappiamo ancora se il Brasile, la Spagna o l’Italia vincerà la Confederations Cup 2013, ma siamo certi che la gioia e la passione fervente per un pallone che entra dentro la rete dell’avversario, rappresentano l’effimero che non illude la speranza di un mondo migliore.<br><br>Salvino Cavallaro<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711cesare-prandelli.jpgSiNquando-il-calcio-e-preda-delle-rivolte-sociali-1012187.htmSi100451001,02,03030261
2701012186NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, dopo Tevez altro acquisto di Marotta20130626121539juventusL`appuntamento per definireL'appuntamento per definire l'operazione è slittato, ma la trattativa tra il Torino e la Juventus per Angelo Ogbonna volgerà al termine. Entro domani, spiega Tuttosport, le parti in causa si troveranno per ratificare il passaggio de difensore. I dettagli: la Juventus cederà la metà di Ciro Immobile (4 milioni) ai granata che ne incasserà altri 9 cash. Al difensore andranno invece 1,8 milioni di euro fino a giugno del 2017.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-dopo-tevez-altro-acquisto-di-marotta-1012186.htmSiT1000007100075701,02,03030502
2711012184NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, desico il prossimo difensore20130625110315milanCome riporta TuttosportTuttosport oggi in edicola fa il punto sul mercato in difesa del Milan e sull'obiettivo Davide Astori. Domenica sera Galliani ha ribadito l'interesse per il centrale al presidente del Cagliari, Massimo Cellino. Un obiettivo 'congelato', visto che il reparto arretrato conta adesso tanti giocatori, da Mexes a Zapata, da Bonera a Zaccardo ai giovani Salamon e Vergara. Intanto Galliani, ieri, ha blindato Riccardo Montolivo, definendolo incedibile, mentre in Brasile è tutto fermo sul fronte Robinho.C1007650adm001adm001elsha420.jpgSiNmilan-deciso-il-prossimo-difensore-1012184.htmSiT1000027100075701,02,03,07030612
2721012182NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, arriva il primo acquisto20130624112349juventusTornato Tornato dal viaggio di nozze, Antonio Conte farà il summit di mercato con la dirigenza per Marotta e Paratici, prima di ripartire per il Salento. Lo scrive La Stampa oggi in edicola, che spiega come mercoledì dovrebbe tenersi il cda per stabilire i budget, compreso quello per il mercato. Senza cessioni, però, sarà tosta fare robusti investimenti anche se in settimana sarà chiuso il primo colpo ovvero Angelo Ogbonna.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-arriva-il-primo-acquisto-1012182.htmSiT1000007100075701,02,03,06030642
2731012181NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Tevez vuole i rossoneri20130623155005milanIl quotidiano argentino OlèIl quotidiano argentino Olè si è concentrato sul futuro di Carlitos Tevez, sempre più vicino all'Italia. L'attaccante del Manchester City con molta probabilità lascerà la Premier League per sbarcare in serie A, anche se il corteggiamento del Real Madrid è reale. In tutto questo il City è disposto a negoziare. Kia Joorabchian, il suo rappresentante ha discusso dell'affare sia con il Milan che con i bianconeri. Il suo grande rapporto con Adriano Galliani fa spostare l'ago della bilancia verso il club rossonero che, però, deve prima vendere Robinho. Fanno sapere in Argentina. Il Milan e' in vantaggio anche perché la Juve ha annunciato che "non parteciperà ad aste per Tevez". Insomma nei prossimi giorni la resa dei conti, ad oggi più Milano che Torino, scrivono dall'Argentina.C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-tevez-vuole-i-rossoneri-1012181.htmSiT1000027100075701,02,03,06,07030642
2741012180NewsCampionatiBufera Miccoli: «Quel fango di Falcone». I tifosi: «Radiatelo»20130622173115palermo, miccoli, mafia, zampariniLe intercettazioni inchiodano il rosanero, scatta l`avviso di garanzia. La rabbia di Palermo, Zamparini: «Spero sia un lapsus della Procura«.La maglia rosanero di <STRONG>Miccoli</STRONG> si sporca di nuovo, e sarà difficile lavare via questa macchia. Fango, come <STRONG>l'epiteto rivolto al giudice Falcone dal numero dieci del Palermo</STRONG>. A rivelarlo&nbsp;le intercettazioni telefoniche tra il capitano del club isolano e <STRONG>Mauro Lauricella</STRONG>,&nbsp;figlio di Antonino, <STRONG>boss mafioso arrestato l'anno scorso</STRONG>. Durante una telefonata, Miccoli avrebbe detto al giovane Mauro, incensurato:&nbsp;<EM>"Ci vediamo davanti all'albero di quel fango di Falcone".</EM> Ma non è tutto. In un altro frangente i due salgono in macchina e cominciano a cantare il ritornello <EM>"Quel fango di Falcone". </EM>L'amicizia dell'attaccante pugliese con il figlio del boss della Kalsa era già nota, <STRONG>ma sembra che ci sia qualcosa di più</STRONG>. La Procura di Palermo ha notificato un avviso di garanzia per il <EM>Pibe di Nardò</EM>, rivela <EM>Repubblica</EM>, indagato per estorsione. Miccoli avrebbe infatti chiesto a Lauricella di recuperare dei crediti che vantava presso dei conoscenti, tuttavia le grane giudiziarie del calciatore non finiscono qui. Secondo gli inquirenti, l'attaccante sarebbe entrato in possesso di schede telefoniche contraffatte, intestate a persone che però hanno ammesso di non conoscerlo personalmente. <br><br> Le reazioni sono state forti e sdegnate. La sorella del giudice vittima di mafia, <STRONG>Maria Falcone</STRONG>, commenta così il fatto ai microfoni dell'<EM>Italpress</EM>: <EM>"Che una persona dello sport che ha partecipato alle Partite del Cuore, quando dedicava i suoi gol proprio a Falcone e Borsellino, si esprima in quella maniera è inqualificabile. Si vede che preferisce i boss alla legalità"</EM>. Indignazione anche dai tifosi e dalla rete. Sui principali social network&nbsp;cominciano ad apparire pagine che chiedono la sua radiazione. A tal proposito <STRONG>activism.com</STRONG> ha aperto una petizione, che in poche ore ha già raccolto 125 firme. Unica voce fuori dal coro, <STRONG>Zamparini</STRONG> che lo difende, seppur solo in parte: <EM>"Mi dispiace tantissimo, speriamo sia un lapsus della Procura. Conoscendo Miccoli non credo faccia estorsioni a qualcuno. Le parole su Falcone? Mamma mia... No comment, bisogna vedere esattamente"</EM>.<br><br>C1007650PalermoFL0435FL0435miccoli.jpgSiNbufera-miccoli-quel-fango-di-falcone-1012180.htmSiT1000023100612201,02,03030826
2751012179NewsCampionatiItalia-Brasile, le probabili formazioni20130622111722italia, brasileItalia BrasileLe probabili formazioni:<br><br>Italia (4-3-2-13): 1 Buffon; 20 Abate, 19 Bonucci, 3 Chiellini, 5 De Sciglio; 8 Marchisio, 18 Montolivo, 7 Aquilani; 23 Diamanti, 6 Candreva; 9 Balotelli. A disp.: (12 Sirigu, 13 Marchetti, 2 Maggio, 4 Astori, 15 Barzagli, 22 Giaccherini, 10 Giovinco, 11 Gilardino, 14 El Shaarawy, 17 Cerci). All.: Prandelli.<br><br>Brasile (4-2-3-1): 12 Julio Cesar; 2 Dani Alves, 3 Thiago Silva, 13 Dante, 6 Marcelo; 8 Hernanes, 17 Luiz Gustavo; 19 Hulk, 11 Oscar, 10 Neymar; 9 Fred. A disp.: (1 Jefferson, 22 Cavalieri, 4 David Luiz, 14 Filipe Luis, 15 Jean, 16 Rever, 5 Fernando, 23 Jadson, 7 Lucas, 20 Bernard, 21 Jo). All.: Scolari. <br><br>C1007650adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNitalia-brasile-probabili-formazioni-1012179.htmSi100075701,02,03030324
2761012178NewsCalciomercatoComproprietà, i verdetti delle buste: il Genoa perde tutto20130621173727calciomercato, comproprietà, merkel, genoa, udinese, busteVia Merkel, Acquafresca, Anselmo e Tomovic. Basha resta a Torino, Tallo è giallorosso al 100%.E' arrivato il momento di sciogliere il nodo delle comproprietà, con l'apertura delle buste che ogni anno ci riserva qualche sorpresa. Non sono certo accaduti errori di battitura e pasticci vari, come quello che decise il futuro di <STRONG>Viviano</STRONG> due anni fa, ma gli esiti ci hanno regalato qualche colpo interessante. In primis la risoluzione della comproprietà di <STRONG>Merkel</STRONG>, che va a <STRONG>Udine</STRONG>, con il <STRONG>Genoa</STRONG> che perde quasi tutti i cartellini in ballo. Non solo il centrocampista tedesco infatti abbandona la maglia rossoblù, ma anche <STRONG>Acquafresca</STRONG>, che indosserà la divisa del <STRONG>Bologna</STRONG>. <STRONG>Anselmo</STRONG> e <STRONG>Tomovic</STRONG> vanno rispettivamente al <STRONG>Palermo</STRONG> e alla <STRONG>Fiorentina</STRONG>, e al Marassi resta solo <STRONG>Marco Cane</STRONG>, prelevato dall'Aprilia. <br><br> Ecco tutti gli affari: <br><br> Acquafresca (Bologna-Genoa) <STRONG>BOLOGNA</STRONG><br><br> Alhassan (Udinese-Genoa) <STRONG>UDINESE</STRONG><br><br> Bakic (Fiorentina-Torino) <STRONG>FIORENTINA</STRONG><br><br> Baselli (Cittadella-Atalanta) <STRONG>ATALANTA</STRONG><br><br> Basha (Torino-Atalanta) <STRONG>TORINO</STRONG><br><br> Brighenti (Vicenza-Chievo) <STRONG>CHIEVO</STRONG><br><br> Calliari (Monza-Chievo) <STRONG>MONZA</STRONG><br><br> Cane (Aprilia-Genoa) <STRONG>GENOA</STRONG><br><br> Caracciolo (Brescia-Genoa) <STRONG>BRESCIA</STRONG><br><br> Deleidi (Barletta-Atalanta) <STRONG>BARLETTA</STRONG><br><br> Di Vincenzo (Aprilia-Siena) <STRONG>SIENA</STRONG><br><br> Ilari (Juventus-Ascoli) <STRONG>JUVENTUS</STRONG><br><br> Mancosu (Benevento-Cagliari) <STRONG>BENEVENTO</STRONG><br><br> Merkel (Udinese-Genoa) <STRONG>UDINESE</STRONG><br><br> Montini (Benevento-Roma) <STRONG>BENEVENTO</STRONG><br><br> Pisano (Genoa-Palermo) <STRONG>PALERMO</STRONG><br><br> Tallo (Roma-Chievo) <STRONG>ROMA</STRONG><br><br> Tomovic (Fiorentina-Genoa) <STRONG>FIORENTINA</STRONG><br><br>C1007650,C1007651FL0435FL0435secolo18-024.jpgSiNcomproprieta-esito-buste-genoa-perde-tutto-1012178.htmSi100612201,02,03,060301337
2771012177NewsCalciomercatoCalciomercato Roma, reazione a catena: Nainggolan se Pjanic va via20130621163428roma, borussia dortmund, inter, nainggolan, pjanicGotze al Bayern chiama il bosniaco, pronto Nainggolan. Quale sarà la mossa dell`Inter?La verità la conosceremo il&nbsp;primo luglio, quando<STRONG> Mario Gotze</STRONG> diventerà ufficialmente un giocatore del <STRONG>Bayern Monaco</STRONG>. Per allora il<STRONG> Borussia Dortmund</STRONG> avrà già concluso la ricerca del suo erede, ma secondo le ultime indiscrezioni pubblicate dal quotidiano tedesco <EM>Bild</EM>, la squadra di Jurgen Klopp starebbe cercando di arrivare a <STRONG>Pjanic</STRONG>. Il centrocampista della <STRONG>Roma</STRONG> è stato laconico e piuttosto elusivo riguardo al suo futuro ("Non ne voglio parlare per rispetto del club, torno ad allenarmi a Roma e poi vedremo") e questo potrebbe essere un indizio a conferma dell'interessamento del club della Vestfalia, considerando anche la duttilità del giocatore che ne farebbe un punto di forza per il suo impiego nella squadra. Tuttavia sussiste la probabilità che si tratti solo di una falsa pista, al pari dell'altro nome che compariva sui giornali qualche giorno fa, quello di <STRONG>Eriksen</STRONG>.<BR><BR>Se Pjanic andasse via, <STRONG>i giallorossi</STRONG> <STRONG>avrebbero pronta l'alternativa</STRONG>. Infatti Sabatini&nbsp;è disposto ad investire circa 10 milioni di euro sul belga del Cagliari <STRONG>Radja Nainggolan</STRONG>. Nell'affare, i cui dettagli sono riportati dalla <EM>Gazzetta dello Sport</EM>, sono previste anche alcune contropartite tecniche, ossia <STRONG>Verre</STRONG> (già coinvolto nell'affare Destro l'anno scorso) e <STRONG>Caprari</STRONG>. Se Nainggolan firmasse per la Roma, i due andrebbero a Cagliari in comproprietà. L'esito dell'operazione è <STRONG>cruciale</STRONG>, poiché riguarda anche il mercato dell'<STRONG>Inter</STRONG>. Chi sarebbe l'alternativa di Mazzarri a Nainggolan? Per adesso i dirigenti nerazzurri si concentrano solo su <STRONG>Isla</STRONG> (vicino) e <STRONG>Kolarov</STRONG> (su cui bisogna ancora lavorare), ma è possibile azzardare un paio di nomi per formulare un'ipotesi. <STRONG>Lodi</STRONG> ha i piedi buoni ed è valutato sette milioni, prenderlo sarebbe un ottimo colpo.&nbsp;La seconda opzione è&nbsp;<STRONG>Candreva</STRONG>, più giovane di tre anni, che si adatterebbe bene al gioco del tecnico livornese, potendo spostarsi sulla fascia destra all'occorrenza. <BR><BR>C1007650FL0435FL0435pjanic-4.jpgSiNroma-nainggolan-se-pjanic-va-via-1012177.htmSiT1000012,T1000026100612201,02,03030899
2781012176NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta ha fatto l`offerta per Tevez20130621114411juventusSecondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport è previsto per la prossima settimana un viaggio a Manchester del dg della Juventus Giuseppe Marotta. Obiettivo: Carlos Tevez. Per l'attaccante argentino il dirigente bianconero ha già preparato un'offerta da 10 milioni di euro a fronte di una richiesta del Manchester City di 15. Per quanto riguarda, invece, il Milan, prima di rilanciare per l'ex Boca Juniors è necessaria la cessione di Robinho al Santos. Un ritardo, quello dei rossoneri, che potrebbe risultare decisivo a favore della Juventus.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-ha-fatto-l-offerta-per-tevez-1012176.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07030508
2791012174NewsCalciomercatoTorino, preso Alexander Farnerud. E chi è?20130620074154torinoDopo il portiere PadelliDopo il portiere Padelli, (gran nome, questo), il secondo colpo di mercato del Toro è Farnerud, “chi?” Alexander Farnerud, “e chi è ?”. Con queste domande che si moltiplicano legittime da parte di chi non ne può più di vedere un Toro sempre imbottito di illustri sconosciuti, sembra di interpretare il pensiero del popolo granata. Dopo la dipartita di Bianchi, quella ormai scontata di Ogbonna e il probabile addio di Cerci, il presidente Cairo si presenta con questi due “grandi” colpi di mercato che lasciano pensare alla frase: “Se il buongiorno si vede dal mattino……”. E, infatti, apprendiamo pure che il club granata è interessato a Eji Kawashima, portiere giapponese dello Standard Liegi, valutato 1,5 milioni di euro. Non scriviamo da ieri, e da sempre sappiamo che in casa granata non circolano grandi possibilità economiche, oggi più di ieri. Tuttavia, la continua ricerca del prestito con diritto di riscatto o l’acquisto di calciatori non più tanto giovani che sono sconosciuti e che assicurano solo una spesa di pochi milioni di euro, non fa altro che farci rivedere un orizzonte granata in cui non s’intravvede altro che la continua sofferenza per restare in Serie A. Ma, comunque sia, proviamo a presentare questo nuovo acquisto del Toro che da pochi giorni ha già sostenuto le visite mediche presso l’Istituto di Medicina dello Sport di Torino. 29 anni, altezza 1,84, centrocampista scandinavo che arriva dal club svizzero Young Boys, Alexander Farnerud è trequartista che predilige il piede sinistro. Il Torino l’ha preso per 1,8 milioni di euro, con un triennale da 400 mila euro l’anno. Ha anche giocato tra le fila dello Stoccarda, dove però non è riuscito ad affermarsi. Con lo Young Boys è stato protagonista in Europa League contro l’Udinese nel girone eliminatorio. Centrocampista dinamico capace d’inserirsi in zona gol, sa all’occorrenza interdire in aiuto alla propria difesa. A tutta prima sembrerebbe adatto al modulo di Ventura, che quest’anno ha risentito non poco dell’assenza prolungata di Matteo Brighi, andando spesso in difficoltà a centrocampo dove Gazzi ha garantito un buon contributo, ma si è trovato solo con Basha, il quale ha dato segni di evidente fatica. Farnerud non è evidentemente un nome di primissima fascia, ma potrebbe appunto rappresentare ciò che al Toro manca a centrocampo. Il nostro timore è di rivedere dei flop del passato che, presentati come acquisti di sicuro interesse, si sono poi rivelati veri e propri “brocchi” del pallone. Intanto, per la difesa c’è nel mirino la conferma di Guillermo Rodriguez, con Cairo pronto a spendere 1,5 milioni di euro per riscattarlo dal Penarol. E’ l’ennesima storia di prestiti con diritto di riscatto tanto cara al presidente Urbano Cairo che, se potesse, utilizzerebbe la stessa formula di contratto anche per gestire le altre sue più illustri aziende. Vedremo cosa accadrà, anche se siamo consapevoli che difficilmente potremmo riferire di acquisti che potranno far sognare, almeno una volta tanto, l’ammirevole popolo granata sempre così intriso di grandi e storici ricordi che non si tramutano mai in realtà contemporanea. <br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711farnerud.jpgSiNtorino-preso-alexander-farnerud-e-chi-e-1012174.htmSiT1000099100451001,02,03,04030764
2801012172NewsCalciomercatoCavani-Real: Morata complica tutto 20130619162714cavaniTrattativa sempre più difficileNon c'è pace per Edinson Cavani: proprio mentre le cose sembravano andare per il verso giusto, ecco i problemi.<br><br>L'ultima offerta del Real (soldi, più Kheidira e Morata), sembrava finalmente aver convinto ADL: a mettere il bastone fra le ruote però, proprio il 21enne neo campione d'Europa con la sua Under 21.<br><br>Morata, infatti, ha dichiarato a fine partita: <em>" Mi ha chiamato Perez, mi ha fatto i complimenti e mi ha detto che l'anno prossimo non mi muovo dal Real".</em> <br><br>Doccia fredda dunque per il Matador, che vede affievolirsi le ultime possibilità di andare a Madrid, dato che tra l'altro i blancos non sono disposti a pagare l'intera clausola. <br><br>A questo punto, nel futuro di&nbsp;Cavani,&nbsp;o Psg, o Monaco...o Napoli!<br><br>C1007650FL0141FL0141cavani-disperato.jpgSiNcavani-real-morata-complica-tutto-1012172.htmSiT1000017100205001,02,03,06,07,08,09030875
2811012171NewsCampionatiPirlo, l`antitesi della vecchiaia20130619121846juventus, pirlo34 anni e non li dimostra34 anni e non li dimostra. 100 volte in azzurro e non sembra. Vedere giocare oggi Andrea Pirlo è un piacere per gli occhi, una carezza all’anima dei più raffinati amanti del bel calcio, quello inteso come fondamentali sopraffini che racchiudono un repertorio fatto di stop da fermo e in movimento, di dribbling, di grande classe e visione di gioco, di passaggi filtranti e di punizioni che accarezzano la traversa e s’infilano dritto dentro il sette, là dove nessun portiere al mondo può arrivarci. Dopo la prima partita disputata dagli azzurri nella competizione della Confederations Cup contro il Messico vinta per 2 a 1, è stato un osanna unico verso questo giocatore bresciano che ha saputo deliziare non solo i tifosi italiani, ma anche gli avversari e pure i brasiliani, notoriamente capostipiti del calcio inteso come arte pura del pallone. Cento volte in azzurro proprio sul terreno del mitico Maracanà, e lui lo conquista con classe ed eleganza. Così il tempio del calcio l’ha onorato, ammirandolo con rispettoso omaggio. Pirlo è stato il vero protagonista assieme a Mario Balotelli, della partita dell’Italia contro il Messico. Da loro due sono arrivati i gol decisivi che hanno permesso di superare i volitivi messicani che, per lunghi tratti della gara, hanno dato l’impressione di volere far propria l’intera posta in palio. Ma, nel computo totale delle occasioni da gol, l’Italia ha meritato la vittoria, anche se dal punto di vista atletico non ha dimostrato la necessaria lucidità. Pirlo ha fatto un gol da magia ed ha propiziato durante l’arco di tutto il match, diverse azioni da rete per i suoi compagni. “Sognavo un gol su punizione al Maracanà” dice Pirlo con il suo fare sempre misurato “Meglio di così non poteva andare. Era importante vincere la prima partita, ora abbiamo tre giorni per recuperare. Fa piacere essere osannati in uno stadio mitico come questo”. Già, uno stadio mitico come il Maracanà. Il sogno di potere giocare qui, di calpestare questa erba che profuma di gloria e trasuda di storico passato pallonaro fatto di tocchi di classe e magie senza fine. Il pensiero legittimo entra nell’anima di ogni ragazzino che rincorre per passione il pallone inteso come gioco e divertimento e che poi, per alcuni fortunati, si tramuterà in professionismo. E’ l’università del calcio, una laurea quinquennale, un punto d’arrivo per chi ha studiato e praticato calcio ad alti livelli. Ebbene, Andrea Pirlo da Brescia, nonostante i suoi lunghi trascorsi calcistici di ammirevole professionista è riuscito a emozionarsi, così come hanno fatto tutti i suoi compagni di squadra. Eppure, dopo la sua esemplare partita che resterà nella storia del calcio italiano e tra i suoi ricordi personali più belli, Andrea è sereno, soddisfatto di quello che lui e i suoi compagni hanno prodotto in campo, ma niente di più. Già pensa alla prossima partita contro il Giappone; “Sì, perché questa squadra ha il dovere di andare più lontano possibile”, dice con convinzione. Un vero campione, non c’è che dire, lui è la vera essenza della classe genuina ma anche l’esempio di atleta dai sani principi etici che rende evidenti nel suo ultimo libro “Penso, quindi gioco”, dove emerge la perfetta efficienza della macchina chiamata Pirlo. Egli usa i piedi per calciare, la testa per pensare e la lingua per dire ciò che sente, senza tatticismo o giri di parole. Fra le tante prese di posizione contenute in questo libro, Pirlo è categorico sui colleghi calciatori coinvolti nelle scommesse e suggerisce provvedimenti drastici per combattere la violenza negli stadi e il crescente razzismo che colpisce gli atleti di pelle nera. Mostra acredine verso i dirigenti che hanno provato a rottamarlo anzitempo, mentre ha qualche rimpianto verso quegli addetti ai lavori (Barcellona, Real Madrid, Chelsea) che gli hanno fatto una corte spietata, ma mai al momento giusto. C’è anche il lato scherzoso di Andrea Pirlo che solitamente appare riservato e lontano dal desiderio di mostrarsi al centro della luce dei riflettori, ed è la sua simpatica voglia di scherzare e stuzzicare il sorriso dei compagni di spogliatoio. Negli anni trascorsi in rossonero, il suo bersaglio migliore è stato Rino Ringhio Gattuso. Oggi, la sua voglia di divertirsi e sdrammatizzare i momenti no che il calcio talora impone, gli fa trovare continuamente nuove prede, nella Juve e in Nazionale. Questo è Andrea Pirlo da Brescia, un calciatore simbolo che, pur disponendo di un repertorio ad altissima qualità tecnica, ha da sempre la piccola negatività di non avere un passo svelto. Spesso, in tanti incontri della sua lunga e onorata carriera, lo abbiamo visto a metà campo essere risucchiato dall’avversario che lo pressa alle spalle. Al contrario di tanti colleghi dalla critica acerrima che oggi si associano giustamente alle oggettive lodi, noi riteniamo questo suo naturale passo lento, semplicemente un dettaglio che non può da solo inficiare la grandezza di un atleta che la storia del calcio italiano ci propone come tra i più importanti campioni di tutti i tempi.<br><br> Salvino Cavallaro<BR><br><br>C1007650FL0711FL0711c_3_media_1727352_immagine_obig.jpgSiNpirlo-l-antitesi-della-vecchiaia-1012171.htmSiT1000007100451001,02,03,06010351
2821012170NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta vuole Tevez20130619121228juventusCome riporta La Gazzetta dello Sport Come riporta La Gazzetta dello Sport dopo l'offerta da 10-12 milioni già presentata dalla Juventus al Manchester City per Carlitos Tevez, Giuseppe Marotta sta aumentando i contatti giornalieri con Ferran Soriamo, amministratore delegato dei Citizens, in attesa di un cenno per prendere il primo aereo e chiudere la trattativa in Inghilterra. Il City continua a chiedere almeno 15 milioni, ma non sarà certo un braccio di ferro, anche a causa della scadenza di contratto dell'Apache che scadrà nel 2014. Se il Milan non rilancerà la situazione potrebbe pendere presto in favore della Vecchia Signora, con l'argentino che ha ormai superato Gonzalo Higuain nella lista dei top player da poter regalare ad Antonio Conte.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-vuole-tevez-1012170.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07010644
2831012169NewsCampionatiCagliari, speranza per Is Arenas: arriva nulla osta20130618205023Cagliari, Is ArenasScongiurata l`ipotesi Brescia, ma ad una condizione: terminare i lavori per ottenere il via libera.Se il mercato è una telenovela, la vicenda Is Arenas è una via crucis. Tuttavia il lento cammino, fatto di <STRONG>gare giocate a porte chiuse e proteste ambientaliste</STRONG>, si avvia alla conclusione. Il prefetto di Cagliari Alessio Giuffrida ha rilasciato alla società rossoblù il <STRONG>nulla osta</STRONG> per disputare le gare di casa del prossimo campionato nell'impianto di Quartu, a patto che il club si impegni ad ultimare i lavori in progetto per ottenere l'agibilità. Infatti, specifica la Prefettura, sarà competenza del Comune di Quartu&nbsp;"autorizzare l’uso dello stadio in parola previo rilascio delle licenze previste". <br><br> Il permesso è giunto in extremis, ad appena due giorni dal termine previsto dalla Lega per presentare il nome dello stadio in cui le squadre disputeranno le gare casalinghe. <STRONG>Cellino</STRONG> può tirare un sospiro di sollievo, in quanto la prospettiva di un campionato da giocare senza fissa dimora (era già pronta la proposta di <STRONG>Brescia</STRONG>) sembra più lontana. Ma adesso bisogna rimettersi in pari con il piano di lavoro.<br><br>C1007650CagliariFL0435FL0435stadi.jpgSiNcagliari-is-arenas-arriva-nulla-osta-1012169.htmSiT1000019100612201,02,03030818
2841012168NewsCalciomercatoCalciomercato Inter, si svecchia la rosa: via Cassano, c`è Belfodil20130618201621calciomercato, inter, cassano, mariga, belfodilArriva il sì del barese, adesso la parola all`attaccante ducale. Mariga l`altra contropartita tecnica.Ore 17.15, i vertici di <STRONG>Inter</STRONG> e <STRONG>Parma</STRONG> si incontrano per discutere di affari. La missione dei dirigenti nerazzurri è di concretizzare l'ipotesi dell'arrivo di <STRONG>Ishak Belfodil</STRONG> alla Pinetina. Obiettivo che è possibile raggiungere, ma ad una condizione: i ducali vogliono <STRONG>Cassano</STRONG>. Il barese accetterebbe certo non a malincuore di tornare a lavorare con <STRONG>Donadoni</STRONG>, che ai tempi in cui ricopriva il ruolo di ct della nazionale <STRONG>manifestava un notevole feeling con l'attaccante</STRONG>, soprattutto perché Cassano vuole ritornare ad essere Fantantonio, nonostante l'età non più verde (30 anni). Tuttavia la punta pugliese si trasferirebbe a Parma con la formula del prestito, probabilmente accompagnato dal compagno <STRONG>Mariga</STRONG>. D'altro canto nemmeno Belfodil sarà interista al cento per cento, poiché è più probabile che l'Inter lo acquisti in comproprietà. Se l'affare andasse in porto, un altro tassello si aggiungerebbe all'attacco di Mazzarri, che potrebbe prediligere la coppia Palacio-Icardi, ma non&nbsp;necessariamente. In un'eventuale variante 3-4-3 del suo tradizionale modulo a due punte, il tecnico livornese avrà la possibilità di inserire Belfodil sulla fascia sinistra, nel ruolo di ala, trasferendo sul settore opposto l'argentino. A chiudere il tridente Icardi, posizionato&nbsp;al centro dell'asse.C1007650MilanoFL0435FL0435belfodil.jpgSiNcalciomercato-inter-via-cassano-arriva-belfodil-1012168.htmSiT1000026,T1000016100612201,02,03030904
2851012167NewsCalciomercatoAmbrosini alla Fiorentina: è fatta20130618182856AmbrosiniMassimo Ambrosini, al Milan dal 1995Massimo Ambrosini, dopo 18 anni al Milan, passa alla Fiorentina. <br><br>Dopo il 30 Giugno infatti, il centrocampista bresciano firmerà un contratto annuale di 800 mila euro, più altri 200 di bonus: dopo la conferma di Cuadrado, questo è il secondo colpo per il centrocampo di Vincenzo Montella.<br><br>C1007650FL0141FL0141ambrosini.jpgSiNambrosini-alla-fiorentina-e-fatta-1012167.htmNoT1000024100205001,02,03,06,07,08,09030746
2861012166NewsCalciomercatoCavani: il Real torna in vantaggio20130618180043cavani city real Chelsea Offerti 40 milioni più Morata e KheidiraTutti lo vogliono, ma nessuno lo prende. Almeno per ora.<br><br>Edinson Cavani e la sua cessione sta diventando una telenovelas che, soprattutto, sta stancando pure lui.&nbsp;<br><br>City, Real, Chelsea e Psg&nbsp;vogliono strappare l'uruguaiano a De Laurentiis che però, non sembra sentire da quest'orecchio, a meno che non gli portino un bell'assegno da 63 milioni, ossia la clausola rescissoria del Matador, o qualche bella contropartita tecnica, accompagnata da tanti cash.<br><br>Nonostante le idee confuse in famiglia (il padre dice che il figlio vuole il Real, mentre la madre dichiara che Eddy vuole il City, ma ora inizia a non disdegnare pure i galacticos, ndr) il sogno di Cavani sembra essere proprio il Real Madrid: Ancelotti lo accoglierebbe a braccia aperte e l'ultima offerta, fresca fresca, fa riflettere. Perez offre infatti 40 milioni più Morata, giovane della <em>cantera blanca, </em>e Sami Kheidira, nazionale tedesco di grande affidamento. L'idea stuzzica ADL, ma bisogna valutare tante cose: innanzitutto al Real si deve insediare Ancelotti, allenatore già scelto, ma ancora non ufficiale. Poi si deve guardare la volontà dei due giocatori e, successivamente, il Matador deve battere la concorrenza di Luis Suarez, che piace ai blancos e costa anche molto di meno. Senza trascurare il fatto che i galacticos&nbsp;quest'anno hanno già dichiarato d'esser pronti a far follie per Bale.<br><br>Insomma, il Real c'è, è in vantaggio, ma non ha vinto: il City infatti non molla e, dopo il rifiuto di Dzeko a trasferirsi a Napoli, l'unica possibilità resta quella di pagare per intero la clausola di rescissione. Tanti soldi, ma non troppi per Monsour, che dovrà pure regalare Isco al suo nuovo allenatore Pellegrini, e ha già speso 25 mln per Jesus Navas.<br><br>Lo stesso discorso fatto per il City vale per il Chelsea: anche qui la soluzione è quella di pagare per intero i 63 milioni visto che Torres, pupillo di Benitez,&nbsp;si è&nbsp;rifiutato di seguire Rafa in Italia. Mou vuole&nbsp;Cavani, ma il sogno di Abramovich è Rooney, in rotta con il Manchester. Poche chances invece per il Psg, destinazione che non piace più di tanto al Matador.<br><br>E al posto di Edinson chi arriva? L'ipotesi numero uno è Cardozo del Benfica. Se l'affare salta si vira dritti dritti sul brasiliano Leandro Damiano.<br><br>C1007650FL0141FL0141cavani100.jpgSiNcavani-il-real-torna-in-vantaggio-1012166.htmSiT1000017100205001,02,03,06,07,08,09030736
2871012165NewsCalciomercatoBlitz Juve per Tevez: giovedì incontro col City20130618173032juve tevezMarotta è intenzionato a chiudereLa Juve sferra l'attacco decisivo per Carlitos Tevez: stando a quanto riporta in esclusiva <em>Sportmediaset </em>infatti, dopo il colloquio telefonico di ieri, Beppe Marotta giovedì prenderà un aereo per Manchester e incontrerà Soriano, responsabile di mercato del City, con l'intento di chiudere la trattativa per portare l'Apache a Torino.<br><br>I Citizens chiedono 15 milioni, la Juve ne offre dieci: come spesso accade, l'accordo potrà essere trovato a metà strada, ossia a 12 milioni. Per quanto riguarda Tevez invece, l'accordo già c'è ed è di 5.5 milioni più bonus legato alla vittoria della Champions.<br><br>La Juve, a questo punto, è passata in vantaggio sul Milan, a prescindere dai buoni rapporti col giocatore, che sembra più che altro interessato ad ottenere sempre di più da ambo le squadre.<br><br>C1007650FL0141FL0141manchester-city-striker-carlos-tevez-attracts-inter-milan-and-barcelona-56648.jpgSiNblitz-juve-per-tevez-giovedi-incontro-col-city-1012165.htmSiT1000007100205001,02,03,06,07,08,09030408
2881012164NewsCalciomercatoMilan: incontro col Monaco per Boa, per El Shaarawy niente City20130618171011milan mercato el shaarawy boateng astori tevezIntanto per Astori è praticamente fattaDopo tante voci, adesso si tratta: Kevin Prince Boateng, nonostante recentemente abbia smentito ogni possibile voce circa il suo trasferimento, è sul mercato, e oggi Galliani incontrerà il Monaco.<br><br>L' ad rossonero chiede 18 milioni, ma non è escluso che la trattativa si possa chiudere sui 15: al giocatore non dispiacerebbe trasferirsi nel Principato di Monaco, e il Milan potrebbe reinvestire subito i liquidi guadagnati con la sua cessione. <br><br>Come? innanzitutto col trequartista: Alessandro Diamanti è l'obiettivo numero uno. Il Bologna chiede dieci milioni: il Milan ne vuole spendere al massimo 7 inserendo qualche contropartita tecnica. Successivamente si dovrà pensare all'attaccante: su Tevez c'è una cauta fiducia, visti i buoni rapporti col giocatore e col club, ma la Juve fa sul serio. L'alternativa all'argentino è Matri, stimato da Allegri, che conosce l'ambiente avendo già vestito il rossonero, e con poco spazio nel suo club, specie se dovesse arrivare l'Apache. Dopo i tre gol di ieri intanto Galliani ha deciso che vuol vedere meglio Oudamadi in ritiro, prima di mandarlo in caso in prestito. <br><br>Per quanto riguarda la difesa, ormai è fatta per Astori: Cellino ha deciso di far partire il giocatore che, dopo aver rifiutato il trasferimento all'estero, ritornerà al Milan per una cifra vicino ai dieci milioni. <br><br>Capitolo El Shaarawy: Galliani ha detto che il Faraone non è incedibile ma poco ci manca. La sensazione è che il giocatore possa andare via solo per una cifra vicino ai 40 milioni: il City, visto anche il prezz, ha deciso di tirarsi fuori dalla bagarre, puntando sul pupillo di Pellegrini Isco. A questo punto o il Napoli fa qualche follia (difficile), o Stephen non si muove. Intanto per Robinho si aspetta soltanto la chiamata del Santos: rinnovata invece ieri&nbsp;la comproprietà di Constant.<br><br>C1007650FL0141FL014110965292_small-770x501.jpgSiNmilan-incontro-col-monaco-per-boa-per-el-shaarawy-niente-city-1012164.htmSiT1000027100205001,02,03,06,07,08,09030444
2891012159NewsCalciomercatoJuve: Marotta conferma Marchisio (o quasi)20130617233548tevez juve milanIntanto oggi contatto Juve-City per TevezBeppe Marotta, a calciomercato.com, &nbsp;chiude ad una possibile cessione di Claudio Marchisio:<em> "Non abbiamo mai pensato di venderlo, ne ora ne mai"</em><br><br>Finquì tutto liscio, se non fosse che, successivamente, l' ad bianconero apre uno spiraglio: <em>"Riapriremo la questione solo se ci pervenisse un'offerta stratosferica e decisamente fuori mercato. Cosa che fino a questo momento non si è arrivato."</em><br><br>Traducendo il tutto, Marchisio non si muove, ma se ci danno 30 milioni ve lo diamo: tra l'altro, proprio questa è la cifra per poter prendere o Higuain o Jovetic, obiettivi primari del mercato bianconero. Il Principino vuole sentirsi importante, e il saper assolutamente incedibile Vidal e Pogba, suoi compagni di reparto, un po' lo infastidisce: lui si sente fondamentale per questa squadra, e se proprio deve andar via lo farebbe solo per un top club estero.<br><br>Intanto oggi&nbsp;la Juve è entrata ufficialmente in contatto col City, dichiarandosi interessata a Tevez e chiedendo così d'aprire un tavolo di trattative: il giocatore vuole parlare col nuovo tecnico Pellegrini prima di far le sue scelte comunque. In ogni caso adesso, i bianconeri, sembrano in vantaggio sul Milan, nonostante la volontà del giocatore di vestirsi di rossonero. Si parte da 8-10 milioni.<br><br>C1007650FL0141FL0141c_3_media_1610657_immagine_ts673_400.jpgSiNjuve-marottaconferma-marchisio-o-quasi-1012159.htmSiT1000007100205001,02,03,0603