GENETICA, LA NUOVA FRONTIERA DEL DOPING


L`inchiesta del settimanale Nature: mutazioni genetiche mirate a prestazioni migliori.
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19/07/2012 -

Efedrina, metadone, bumetanide... presto queste sostanze potrebbero essere solo un ricordo nella storia del doping. Il prestigioso settimanale di divulgazione scientifica Nature, infatti rivela quali saranno i prossimi metodi che verranno usati dagli atleti per migliorare le loro prestazioni. E' chiamato «doping genetico», e consiste nella manipolazione mirata dei geni del DNA per migliorare le prestazioni del corpo senza l'introduzione di sostanze estranee all'organismo. L'inchiesta viene pubblicata a poco più di una settimana dall'inizio delle Olimpiadi, che hanno già visto le prime squalifiche per doping, come quella inflitta alla statunitense Debbie Dunn (staffetta 4x400) e al greco Gervasios Filippis (lancio del giavellotto).

Almeno duecento varianti genetiche sono in grado di modificare le prestazioni sportive. Nella storia si sono verificati diversi casi in cui degli atleti sono stati avvantaggiati dalla propria configurazione genica. Per fare un esempio, lo sciatore finlandese (vincitore di 7 medaglie olimpiche negli anni '60) Eero Antero Mäntyranta - come ricorda Nature - recava una mutazione genetica congenita grazie alla quale il suo sangue poteva trasportare anche il 50% di ossigeno in più rispetto al normale. Il settimanale ipotizza tre scenari differenti, qualora venisse utilizzata l'ingegneria genetica relativamente al miglioramento volontario delle prestazioni atletiche:

1- La situazione verrebbe lasciata invariata. Il doping non sarebbe di tipo farmacologico, e in fondo nella storia molti atleti sotto questo nuovo punto di vista sarebbero, anche se involontariamente, «dopati».

2- Verrebbero introdotti degli «handicap» (partenze ritardate ecc...) per gli atleti «OGM», livellando le possibilità di vittoria.

3- Consentire il «doping genetico controllato», per evitare problemi di salute collaterali dovuti alla manipolazione dei geni.

Comunque sia, lo sport è nato come momento di confronto delle abilità fisiche tra atleti in uguali condizioni. Il doping non è stato tollerato fino ad oggi, e probabilmente non riceverà l'approvazione da parte delle istituzioni sportive nemmeno in futuro, anche se nelle forme di doping genetico. Senza contare i rischi distruttivi che potrebbe provocare un errore nella manipolazione dei parametri genetici. Godiamoci queste Olimpiadi, rito di sportività e valori già dall'antica Grecia. E ancora una volta respireremo l'aria sacra del santuario di Olimpia.

Samuel Boscarello