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11013784NewsEditoriale2021052409:36<p>Ultimato l'ultimo turno di campionato con la qualificazione in Champions di Milan e Juventus, si apre l'inizio del progetto riguardante i club di Serie A per il nuovo anno 2021'22. Una nuova stagione calcistica che si prepara all'insegna dell'arrivo di Jos&#232; Mourinho quale nuovo allenatore della Roma, mentre c'&#232; tutta una serie di coach che costituiscono il balletto delle panchine. E mentre Ringhio Gattuso &#232; stato liquidato con uno squallido twitter dal presidente Aurelio De Laurentiis, per il resto ascoltiamo soltanto voci all'orizzonte, con le relative conferme e smentite tipiche di questo periodo di cambiamenti che si protrarr&#224; fino a settembre prossimo. Dunque, altro giro - altra corsa. Il pallone inizia a girare vorticosamente tra i sogni dei suoi tifosi i quali, tra l'altro, riassaporano il gusto di un ritorno allo stadio anche se sar&#224; ancora contingentato.E allora oggi, in virt&#249; di quanto detto sin qui, proviamo a cominciare con l'analisi del pallone della citt&#224; della Mole con le eventuali nuove idee e progetti relativi a Juventus e Torino.</p><p>Juventus - Potremmo dire che tutto &#232; bene ci&#242; che finisce bene. Adesso il popolo bianconero esulta dopo la paura, mentre Andrea Pirlo pone l'accento su due trofei conquistati in questa stagione e la speranza di essere riconfermato alla guida tecnica della Juventus per l'anno 2021'22. Tuttavia, non ci si pu&#242; nascondere dietro i marchiani errori commessi dalla societ&#224; bianconera che si &#232; trascinata un campionato da dimenticare sotto l'aspetto tecnico e non solo. In tanti articoli pubblicati su questo giornale abbiamo pi&#249; volte definito fallimentare il campionato di una Juventus irriconoscibile anche sotto l'aspetto della mentalit&#224; vincente che &#232; stata trascinata nel baratro della mancanza di gioco, di reattivit&#224; e di quel furore agonistico che si &#232; perso per strada. La Juve di Pirlo ha deluso, diciamocelo in tutta franchezza e anche con i meriti dei due trofei vinti. S&#236;, ha deluso come spesso all'inizio si era temuto, proprio per una panchina cos&#236; pesante per un neofita come Andrea Pirlo, il quale era stato prima destinato sulla panchina dell'Under 23 e dopo una settimana &#232; stato ufficializzato dal presidente Agnelli, come l'allenatore della Prima Squadra. Tutti i media ci siamo guardati in faccia quasi increduli di quanto alla Juventus, che si presentava con 9 scudetti vinti di seguito, stesse succedendo e come questa incredibile scommessa di Agnelli avesse una sua logica razionale in virt&#249; di un campionato da difendere e, soprattutto, di una Champions da affrontare per l'ennesima volta con il sogno di vincerla. E non ci siamo sbagliati, perch&#232; con il senno di poi, la Juventus ha fallito i suoi obiettivi pi&#249; importanti, arrivando ad acciuffare la partecipazione alla Champions targata 201'22 soltanto all'ultimo respiro e per il rotto della cuffia. No, tutto ci&#242; non &#232; da Juventus, una societ&#224; che si presenter&#224; ai nastri di partenza della nuova stagione agonistica con gravi problemi economici, mentre c'&#232; ancora da chiarire il rapporto - Uefa Ceferin - Juventus Agnelli -. Vedremo cosa accadr&#224;, per intanto sul fronte squadra, si susseguono le voci della partenza di Cristiano Ronaldo che si aggiunge all'addio gi&#224; ufficializzato di Buffon. Per il resto si attende l'arrivo di Zinedine Zidane, anche se la candidatura di Max Allegri &#232; sempre molto forte, visto il rapporto di amicizia che c'&#232; da sempre tra Andrea Agnelli e l'allenatore livornese, Vedremo, certo &#232; che alla Juve c'&#232; bisogno di un cambiamento che noi vediamo anche nei ruoli dirigenziali della societ&#224;. C'&#232; chi rimpiange ancora Marotta, mentre Paratici sembra non averlo sostituito degnamente, almeno per quanto riguarda una campagna acquisti ritenuta sbagliata sotto l'aspetto tecnico di un centrocampo carico di doppioni e al contempo di poca qualit&#224;. Anche in questo vedremo gli sviluppi della societ&#224; Juventus.</p><p>Torino -</p>fl0711fl0711SIncalcio-1013784.htmSI0101030n
21013783NewsEditorialeAll`Allianz Stadium torna la Partita del Cuore2021052116:20I campioni dello sport, dello spettacolo e della cultura, si uniscono per giocare la partita contro il cancro. <p>Insieme per sconfiggere il cancro. E' il motto di quella squadra del cuore che da sempre si &#232; occupata della raccolta fondi per la ricerca scientifica. Una bellissima iniziativa che per anni ha coinvolto attraverso il pallone tanti personaggi illustri del mondo dello sport e dello spettacolo che attraverso l'unione d'intenti hanno saputo portare avanti un progetto che anno dopo anno ha dato significativi risultati di crescita. Marted&#236; 25 maggio con la diretta TV su Canale 5 torneranno in campo i Campioni per la Ricerca, la squadra della fondazione piemontese per la ricerca sul campo, nata nel 2013 per sostenere le attivit&#224; di ricerca e cura <strong>dell'Istituto di Candiolo IRCCS</strong>.Per il <strong>Presidente della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Gianmarco Sala - figlio di Claudio, il «Poeta del gol» capitano dell'ultimo scudetto del Torino - «La trentesima edizione della Partita del Cuore vedr&#224; ancora una volta la partecipazione significativa di esponenti del mondo dello sport, dello spettacolo, della cultura e dell'imprenditoria, che si sfideranno per una grande causa: sostenere la ricerca sul campo. Pur senza la tradizionale cornice di pubblico, che nelle ultime edizioni ha sempre fatto registrare il tutto esaurito all'Allianz Stadium di Torino, sar&#224; una serata speciale dedicata alla nostra Fondazione che proprio nel 2021 compie 35 anni. Siamo sicuri che non mancheranno l'affetto e il sostegno delle persone, che in questi trentacinque anni hanno consentito la nascita e lo sviluppo dell'Istituto di Candiolo IRCCS». Componendo il numero solidale 45527 si possono donare 2 euro per ciascun sms inviato dal cellulare e chiamando con lo stesso numero dalla rete fissa si possono invece donare 5 o 10 euro.</strong> I campioni che parteciperanno alla serata saranno tra gli altri: <strong>John Elkann Andrea Agnelli, Neri Marcor&#232;, Pavel Nedved, i piloti della Ferrari Lecrerce Sainz, Shade, Antonio Giovinazzi, Gigi Buffon, Andrea Pirlo, Davide Cassani</strong> e tanti altri ancora. <strong>Jeep, Intesa San Paolo e Grimaldi Lines</strong> saranno i partners vicini alla Fondazione; grazie a loro, nonostante l'assenza del pubblico, si potranno destinare importanti risorse per la cura e la ricerca sul cancro dell'Istituto di Candiolo. La Fondazione Onlus sulla ricerca sul cancro &#232; stata istituita nel 1986 per offrire un contributo significativo alla sconfitta del cancro attraverso la realizzazione in Piemonte di un centro oncologico, l'Istituto di Candiolo (TO) capace di coniugare la Ricerca Scientifica con la pratica clinica e di mettere a disposizione dei pazienti le migliori risorse umane e tecnologiche. Dunque, marted&#236; 25 maggio sar&#224; un'occasione in pi&#249; per dare forza a questa nobile causa, mentre il pallone calciato da illustri personaggi che stuzzicano la curiosit&#224; di tutti noi, si render&#224; partecipe nell'unire divertimento e impegno sociale.</p><p>Salvino Cavallaro </p>Torinofl0711fl0711foto-mole-antonelliana.jpgSIncalcio-1013783.htmSI0101080n
31013782NewsEditorialeLa Juventus vince meritatamente la sua 14ma Coppa Italia2021052016:04Una finale di Coppa Italia che ha visto il ritorno dei tifosi allo stadio.<p>E' stata la prima notte di football in cui dopo tanto tempo abbiamo rivisto una parvenza di ritorno alla normalit&#224;. Abbiamo gustato l'antico piacere di sentire le urla, il tifo, gli sfott&#242;, i fischi, gli applausi e quello sventolio di bandiere che racchiude l'essenziale delle emozioni del pallone: <strong>i tifosi allo stadio</strong>. Ieri sera allo Stadio Mapei di Reggio Emilia si &#232; svolta la finale di Coppa Italia tra Atalanta e Juventus. La 74ma edizione ha visto la vittoria dei bianconeri per 2 a 1, regalando un match godibile sotto il profilo della qualit&#224; tecnica e agonistica. La Juventus &#232; andata in vantaggio alla mezzora del primo tempo con <strong>Kulusevski</strong> che ha concretizzato il suo primo tiro in porta della partita. L'Atalanta, che fino a quel punto aveva disputato un'ottima gara, ha pareggiato sul finire del primo tempo con <strong>Malinovskyi</strong>. Nella ripresa, a venti minuti dal termine e con un'Atalanta in difficolt&#224;, <strong>Federico Chiesa</strong> ha siglato il gol della vittoria prima di essere sostituito con <strong>Dybala.</strong> <strong>Per la Juventus &#232; la 14ma Coppa Italia vinta in venti finali disputate</strong> e per <strong>Andrea Pirlo</strong> &#232; il secondo trofeo conquistato da allenatore. Un trofeo che arriva proprio sul finire di un anno calcistico che per i bianconeri &#232; stato negativo sotto ogni aspetto, mentre in campionato spera ancora di raggiungere all'ultima giornata la qualificazione alla prossima Champions League, dopo avere perso lo scudetto. Per l'Atalanta, invece, che &#232; seconda in campionato, si tratta della quarta sconfitta in cinque finali disputate dal 1963 ad oggi.</p><p>Detto questo passiamo all'analisi della partita. Innanzi tutto diciamo che la vittoria della Juventus &#232; stata meritata per la voglia di dimostrare il suo ritorno a se stessa, proprio quando il gioco si fa duro e necessitano cattiveria agonistica e qualit&#224; di gioco. Tutto ci&#242;, nonostante la squadra di <strong>Gasperini</strong> si fosse presentata a questa finale con il cipiglio di squadra dal gioco fluido, armonioso e con quelle verticalizzazioni capaci di scardinare anche le difese pi&#249; arcigne. L'Atalanta resta una bella realt&#224; del nostro campionato, tanto &#232; vero che fino al primo gol della Juventus ha sfoderato la solita aggressione con pressing alto e alta velocit&#224; negli interscambi tra centrocampisti e attaccanti. Diciamo che non &#232; stata fortunata negli episodi di qualche situazione discutibile nelle decisioni dell'arbitro, tuttavia, a onor del vero, nel secondo tempo la Juventus &#232; salita in cattedra, producendo grande gioco d'assieme e chiara tendenza ad arrivare sempre prima su ogni pallone. Ecco, possiamo tranquillamente dire che la Juventus vista allo Stadio Mapei ha fatto l'Atalanta, l'ha emulata nel gioco, nel carattere, nella voglia di cattiveria, di fame di vittoria con la massima determinazione di fare calcio dando sfogo allo spettacolo e alla concretezza. E la Juventus ha vinto cos&#236;, facendo un secondo tempo in cui la convinzione di fare propria la partita si &#232; materializzata in ogni attacco, in ogni ordinato modo di offendere senza mai lasciare sguarnita la fase di interdizione. E' stata la Juventus che non vedevamo da tanto, da troppo tempo, che abbiamo criticato quando &#232; stato giusto farlo e che adesso, in questa finale di Coppa Italia, gli diamo i meriti dovuti. Per la Juventus, non da oggi, <strong>Cuadrado</strong> &#232; diventato insostituibile anche dal punto di vista dell'intelligenza e dell'adattabilit&#224; dei ruoli. Lui si &#232; formato come vero regista di questa squadra, anche se da difensore adattato fa quello che pu&#242;. C'&#232; poi <strong>Chiesa</strong> che si &#232; rivelato un ottimo acquisto, uno su cui la Juventus potr&#224; fare affidamento per l'avvenire, cos&#236; come <strong>De Ligt, McKennie</strong> e poco altro. S&#236;, perch&#232; la Juve deve ricominciare con chiarezza di idee a partire dal centrocampo, zona nevralgica in cui quest'anno si sono avute molte delusioni. E poi la societ&#224;, i suoi vertici e l'allenatore, tutti temi che al momento sono solo discorsi carichi di ipotesi e che probabilmente a partire dalla prossima settimana si avr&#224; maggiore chiarezza. Staremo a vedere gli addii e gli eventuali acquisti, dopodich&#232; valuteremo l'operato in altro momento. Intanto la Juve di <strong>Andrea Pirlo</strong> &#232; ritornata a Torino con la Coppa Italia, un trofeo vinto che, tuttavia, non cancella la delusione di un anno sconfortante per la lunga schiera dei tifosi bianconeri.</p><p>Salvino Cavallaro</p>Reggio Emiliafl0711fl0711ab7182c2-2164-44c7-b673-6d287e3d6cec.jpgSIncalcio-1013782.htmSI0101051n
41013780NewsEditorialeDal dito medio allo scudetto2021051513:49Conte e Agnelli, amici mai!<p>Sembra ieri che <strong>Antonio Conte</strong> ha alzato il dito medio all'indirizzo di <strong>Andrea Agnelli,</strong> il quale ha replicato con un chiaro e netto :<strong>«Mettitelo nel c.....».</strong> Storie di volgarit&#224;, di inaccettabile maleducazione che vorremmo non vedere mai soprattutto da chi ti aspetti maggiore attenzione nella cura dell'esempio e dell'immagine. E invece entrambi sono caduti in basso, molto in basso per quella scurrilit&#224; che si evince anche dalla gestualit&#224; che &#232; il linguaggio del corpo. Ebbene, da quella infelice volta l'allenatore dell'Inter ingran&#242; la marcia con la sua squadra, fino a raggiungere un meritato scudetto. Non altrettanto ha fatto l'Andrea bianconero che attraverso la sua Juventus allenata dal suo pupillo Pirlo, sta lottando per qualificarsi alla Champions del prossimo anno, con quella macchia pesante e indelebile che si chiama Superlega. Storie che nascono da antiche ruggini in cui le fraterne promesse di amicizia sono state tradite, aumentando fino all'eccesso quell'odio sportivo gi&#224; esistente tra Juventus e Inter. Tra queste due squadre non &#232; mai stata una partita come le altre - non lo sar&#224; mai - e forse per questo &#232; anche il motivo di giocare questo derby d'Italia che produce sempre la forza di non perdere mai, neanche quando si giocano match amichevoli - si fa per dire -. Gi&#224;, si fa per dire, perch&#232; tra queste due squadre di amichevole non c'&#232; stato e n&#232; mai ci sar&#224; nulla capace di sintetizzare un calcio di rilassante spettacolo calcistico. Il match di oggi vede l'Inter gi&#224; forte dello scudetto strappato con merito alla Juventus, plurivincitrice del tricolore per nove anni di seguito. La situazione si &#232; ribaltata, adesso &#232; l'Inter di Conte a farla da padrona, sovvertendo l'egemonia bianconera durata per molto tempo. Una sorta di rivincita tra le due societ&#224; che verte anche sulla rivalsa personale di Conte e Marotta, i quali si sono tolti quei fastidiosi sassolini dalle scarpe che provocavano disturbo. Ma oggi &#232; la Juve a dovere fare la partita, per non perdere il pulmann che potrebbe significare zona Champions e quegli introiti economici che la societ&#224; di Andrea Agnelli quest'anno ha perso per strada. Ma c'&#232; poi quel viscerale orgoglio che si associa sempre a questo derby d'Italia che, come dicevamo pocanzi, non ammette di perdere a nessuna delle due contendenti. E poi, non ultimo, c'&#232; da <strong>«vendicare»</strong> quell'increscioso episodio tra <strong>Conte e Agnelli.</strong> Due personaggi che a parer nostro hanno perso l'occasione per dimostrare la signorilit&#224; perduta. Un episodio da stigmatizzare, ma che resta significativo nel suo infinito modo di guardarsi in cagnesco.</p><p>Salvino Cavallaro</p>Torinofl0711fl0711antonio-conte.jpgSIncalcio-1013780.htmSI0101048n
51013777NewsEditorialeJuventus, società da rifondare2021051011:50L'opinione sulla disarmante situazione della società bianconera.<p>Riflettendo su quanto espresso dalla Juventus in questo suo annus horribilis, ci verrebbe da dire che sia stata proprio lei ad autoescludere la sua egemonia nel calcio italiano. Porre in analisi la situazione attuale di questa societ&#224;, ci fa pensare che ogni opinione in merito sarebbe come sparare sulla croce rossa. E intanto cominciamo a riflettere sull'eccessivo sbandierare di Conte e Marotta - forse anche legittimo - che si fregiano di avere tolto alla Juventus l'egemonia durata ben nove anni di scudetti vinti di seguito. Ma a questo punto lo stesso discorso potrebbero farlo tutti, a cominciare dal Milan per finire alla Fiorentina e persino al Benevento, capaci di venire a vincere all'Allianz Stadium che &#232; diventato il regno di tutti. La Juve, come dicevamo pocanzi, ha fatto harakiri a partire dalla questione Suarez, per continuare poi con la scelta di Pirlo allenatore della Prima Squadra, una campagna acquisti e vendite errata e poi la ciliegina sulla torta rappresentata da quell'indemoniata idea chiamata Superlega. Tutta una serie di inaccettabili errori che hanno sconquassato un giocattolo perfetto curato da anni e che adesso appare come qualcosa di insignificante, inutile, disamorevole agli occhi stessi della numerosissima tifoseria bianconera che per anni &#232; stata deliziata di ben altri risultati e palcoscenici. E non &#232; certo la sberla subita dal Milan di Pioli, che pur avendogli rifilato 3 gol l'ha messa quasi in disparte per la lotta Champions. No, la causa &#232; data da tutto il regredire di una squadra irriconoscibile che non ha gioco, anima, entusiasmo, attributi. Non ha pi&#249; nulla, perch&#232; non fa calcio e si trova in un mare di guai per il decadimento di una societ&#224;, la cui governance ha fallito i principi di quelle regole che da sempre hanno fatto della Juventus la prima della classe.</p><p>E' dunque un problema da analizzare a fondo per ripartire con figure diverse che possano in qualche modo rinnovare l'immagine perduta malamente. I vertici devono cominciare ad andare a casa per far posto a personaggi nuovi, capaci di proporre un progetto serio di risalita d'immagine che non sar&#224; facile acquisire nell'immediato. A decidere le sorti di Andrea Agnelli sar&#224; il cugino John Elkann, presidente e amministratore delegato di Exor, la societ&#224; che detiene il 63,8% del capitale sociale della Juve. E la possibilit&#224; che l'attuale presidente della Juventus faccia un passo indietro &#232; pi&#249; che concreta, soprattutto in considerazione del fatto che ha rotto le relazioni con la UEFA, la FIFA e anche con i presidenti di Serie A, esponendosi al contempo contro il numero uno della UEFA Ceferin. Quali dunque sono i nomi papabili alla pi&#249; alta carica della dirigenza della Juventus? In primis c'&#232; Alessandro Nasi, cugino di Andrea Agnelli e vicepresidente di Exor. In lizza c'&#232; anche Evelina Christillin, attuale menbro del consiglio FIFA, una figura ritenuta perfetta soprattutto per la sua esperienza internazionale e per il dialogo che garantirebbe con FIFA e UEFA, con i quali i rapporti sono ai minimi storici. Non &#232; poi da escludere neanche la pista «calcistica» in cui si fa avanti anche il nome di Marcello Lippi, ex tecnico della Juventus. Per quanto riguarda la panchina, ieri circolava voce di un accordo di massima con Zidane. Tuttavia, pensiamo che allo stato attuale delle cose non crediamo che tecnici e campioni di prima fascia ambiscano almeno per ora a venire alla Juventus. Vedremo cosa accadr&#224; a breve, alla chiusura di queste tre partire di Campionato (Sassuolo fuori casa, Inter in casa, Bologna fuori) e di una finale di Coppa Italia che molti vedono come il consumarsi di un'agonia che sarebbe meglio chiudere qui.</p><p>Salvino Cavallaro.</p>Torinofl0711fl0711andrea-agnelli1.jpgSIncalcio-1013777.htmSI0101085n
61013776NewsEditorialeAl Milan lo scontro diretto contro la Juve, sempre più in crisi e fuori dalla Champions2021051006:49juve, mila, crisi, pirlo, pioli, ronaldo, diaz,tomori,ibra,rebic,donnarumma, chiellini,morata,championsProva di forza dei rossoneri che sbancano meritatamente l'Allianz e mettono nei guai la Juve<p>Grande impresa da parte del Milan che, a sole tre giornate dalla fine del campionato, vince per tre reti a zero all'Allianz Stadium, portandosi in terza posizione, a +3 dai bianconeri, e proiettandosi verso la tanto desiderata Champions. A sbloccare la situazione ci pensa Brahim Diaz nel corso del recupero del primo tempo, seguono Rebic e Tomori rispettivamente al 78' e al 82'. Vincere questa partita sarebbe stato molto importante per il Milan poich&#233;, trattandosi di uno scontro diretto per la zona Champions, gli avrebbe permesso di guadagnare un vantaggio importante, e cos&#236; &#232; stato. Ma &#232; ancora presto per festeggiare, come afferma lo stesso Pioli e commenta cos&#236; la partita ai microfoni di Sky Sport: «La squadra ci ha creduto, con sacrificio e mentalit&#224;. Ma, soprattutto stasera, non pu&#242; essere la vittoria di un singolo. Abbiamo vinto meritatamente. La prossima partita sar&#224; ancora pi&#249; difficile. Abbiamo fatto una grande partita. &#200; uno scontro diretto, con questa classifica, molto importante da aver vinto. Purtroppo, non &#232; l'ultima gara e non possiamo esultare ancora. La dirigenza ci ha sempre sostenuto, sentivamo tutti l'importanza della gara e ci tenevamo a fare bene. Sono sempre attento alle vostre valutazioni. Spirito, sacrificio e collaborazione. Sotto questi punti di vista siamo stati i migliori per molto tempo. Stanchezza mentale e i tanti impegni ci hanno poi penalizzato. Sapevamo che dovevamo portare in campo una prestazione diversa e lo abbiamo fatto«. Sconforto, invece, in casa Juve, dove Pirlo continua ad essere in discussione e la squadra, adesso fuori dalla Champions, dimostra i suoi limiti partita dopo partita. E quando steccano anche i campioni come Ronaldo, ieri impalpabile, e Morata, fuori dalla manovra, diventa davvero difficile per tutta la squadra. Se poi i cambi li fai quando sei sotto di 2 gol e a 10' minuti dalla fine, diventa impossibile rientrare in partita contro chiunque. A tre turni dalla fine solo un'impresa potrebbe riportare i bianconeri in zona Champions, mentre per il Milan adesso tutto diventa pi&#249; facile, anche se non bisogna mai abbassare la guardia, a cominciare dalla sfida di mercoled&#236; all'Olimpico Grande Torino contro i granata, a caccia di punti salvezza. I bianconeri, invece, sono obbligati a vincere sino alla fine per sperare ancora nella qualificazione Champions, a partire dalla delicatissima partita di mercoled&#236; in casa del Sassuolo.</p><p>Alessandro Vispo</p> ivomesivomesstefano-pioli.jpgSISalmilanloscontrodirettoejuveneiguai-1013776.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010188n
71013775NewsEditorialeGrazie Roma2021050614:30L'importante significato di portare in Italia lo special one Josè Mourinho<p>S&#236;, proprio cos&#236;. Grazie Roma! Ma non &#232; l'inno della squadra capitolina scritto da Antonello Venditti, quello a cui facciamo riferimento, ma ad un vero e proprio ringraziamento da innamorato del calcio ad una societ&#224; che, assumendo <strong>Jos&#232; Mourinho</strong> come allenatore, ha reso un grande favore innanzitutto a se stessa e poi a tutto il movimento calcistico italiano. Eh s&#236;, bisogna riconoscere che il calcio in Italia ha preso una brutta piega, poich&#232; il gioco dal basso che ha avuto il suo profeta in <strong>Andrea Pirlo</strong> ha proprio stufato. Il gioco &#232; lento, farraginoso, prevedibile, nessun cambiamento di ritmo nel corso dei novanta minuti, organizzazione di gioco fumosa, atleti distratti e confusionari che mostrano carenze di tecnica di base e nessuna fantasia di gioco.</p><p>L'arrivo di <strong>Mourinho</strong> quindi, pu&#242; aiutare a insegnare nuove tecniche di allenamento, di comportamento in campo, pu&#242; mostrarci le carenze di preparazione dei nostri giocatori, pu&#242; indirizzare a una diversa formazione anche psicologica del team nell'affrontare e curare lo stress prima di un appuntamento agonistico di rilievo, pu&#242; cambiare le regole di formazione a Coverciano che sforna ogni anno migliaia di allenatori.</p><p>Il calcio &#232; in crisi e cerca nuovi sponsor per fare fronte al deficit economico delle sue societ&#224;, ma non sta tenendo conto dei giovani che cominciano a disamorarsi di un gioco sempre pi&#249; prevedibile e monotono, oltre che sospetto a causa degli scandali che lo stanno attraversando negli ultimi anni.</p><p><strong>L'ECA</strong> <strong>(Associazione dei Club Europei di Calcio)</strong> ha svolto un'analisi in 7 Paesi (Italia esclusa), dove ha rilevato che il <strong>27% dei &#171;Millenials&#187;</strong> (convenzionalmente chi ha dai 24 ai 39 anni di et&#224;) intervistati - dice testualmente il testo - <strong>&#171;Di non avere alcun interesse per il calcio&#187;</strong> - e il <strong>13% di odiarlo</strong>. Chi &#232; invece maggiore di <strong>13 anni</strong> dice di avere smesso di seguire il calcio: <strong>&#171;perch&#232; ho meglio da fare&#187;.</strong></p><p>Ecco, quindi, che l'arrivo di <strong>Mourinho</strong> pu&#242; segnare una svolta per fare avvicinare di nuovo i giovani a questo sport cos&#236; bello e imprevedibile, ma cos&#236; fragile da essere arrivato, almeno in Italia, sul viale del tramonto!</p><p><strong>Attilio Andriolo</strong></p>Milazzo (Me)fl0711fl0711roma_calcio.jpgSIncalcio-1013775.htmSI0101037n
81013773NewsEditorialeE fu scudetto. L`Inter si laurea campione d`Italia 2020 `212021050311:14L'analisi di uno scudetto meritato<p>Per l'Inter &#232; finalmente arrivato il tanto sospirato 19vesimo scudetto. Un traguardo meritato, voluto dopo 11 lunghi anni di attesa e, soprattutto, realizzato con la consapevolezza di avere annullato il gap con la Juventus, interrompendo un'egemonia scudetto durata 9 anni di seguito. Il popolo interista di tutta italia si &#232; riversato in massa sulle piazze, interrompendo drasticamente (questo non si fa) le misure e i vari distanziamenti imposti dalle leggi sanitarie e ministeriali anti covid. Il tutto si &#232; trasformato in un delirio nerazzurro passionale quanto esagerato, come se ci si volesse svuotare di antiche rabbie pregresse. Tuttavia, pur sapendo che in questi casi l'adrenalina portata all'eccesso ha il suo effetto nell'opacizzare la razionalit&#224;, biasimiamo tale comportamento per non avere salvaguardato la salute pubblica. Detto questo, passiamo a fare un'analisi dei meriti indiscussi dell'Inter targata Antonio Conte. Vincere uno scudetto &#232; pur sempre un'opera collettiva, tuttavia, in questa precisa situazione dobbiamo rendere omaggio a mister Conte per quanto ha saputo fare in due anni dal suo avvento in casa Inter. Si denota chiaramente la sua mano di allenatore che continua a parlare del raggiungimento di &#171;qualcosa di importante&#187; - dove in questo qualcosa di importante c'&#232; non soltanto la conquista dello scudetto dopo tanti anni di attesa, ma c'&#232; soprattutto il cambiamento mentale di una societ&#224; di calcio che a parte l'anno del triplete conquistato dalla gestione tecnica di Mourinho, ha avuto sempre problemi organizzativi di ruoli non sempre chiari nello sviluppo delle loro mansioni. Insomma, una sorta di anarchia dove tutto diventava dispersivo e si rifletteva automaticamente sulla squadra. &#171;Pazza Inter&#187;, non &#232; un caso il testo del suo inno in cui si evince proprio questo altalenare di situazioni che spesso non ha portato a vincere nulla. Ora, con l'avvento di Marotta e Conte, l'Inter sembra pi&#249; ordinata nella sua gestione dirigenziale e tecnica. Un ordine aziendale che si riflette benissimo sull'avere vinto uno scudetto che non &#232; casualit&#224;, nonostante i problemi finanziari emersi dalla societ&#224; del presidente Zhang che adesso, sulle ali dell'entusiasmo, parla di diffondere l'obiettivo &#171;Energia Positiva&#187;. Ecco, &#232; proprio quella mancanza di energia positiva in casa Inter, di cui parlavamo pocanzi e che Conte e Marotta hanno individuato essere il neo da estirpare della societ&#224; nerazzurra. E poi ci sono i meriti (non per ultimi) della squadra di Conte. Da Lukaku a Barella, da Lautaro a Eriksen (uno che Conte ha capito in extremis) e poi da Bastoni (talento scoperto da Conte) a Matteo Darmian, da Alexis Sanchez (gestito in maniera intelligente dal punto di vista tecnico - tattico) fino ad arrivare a quel Marcelo Brozovic che secondo noi resta il punto nevralgico dell'impostazione tattica voluta da Conte. E' il metronomo intelligente di centrocampo che si mette in luce per essere sempre presente nella fase di attacco e di interdizione. Certo, il suo carattere a volte indisponente non lo rende sempre simpatico agli allenatori, tuttavia, bisogna dire che Conte ha saputo capirlo e ne ha colto i benefici. L'unico errore di Conte, se cos&#236; possiamo definirlo, &#232; stato quello di insistere per l'acquisto di Kolarov che ha disilluso le aspettative e poi di Vidal, un giocatore che non poteva risultare insostituibile a centrocampo, cos&#236; come aveva fatto vedere ai tempi in cui giocava nella Juventus. Ecco, secondo noi questi sono sostanzialmente i meriti racchiusi in questo scudetto numero 19 conquistato dall'Inter. Una squadra che dopo avere fallito la Champions League, non essersi qualificata per l'Europa League e aver stentato in Coppa Italia, ha capito che doveva ingranare la marcia per potere vincere lo scudetto nel girone di ritorno del campionato. E c'&#232; riuscita alla grande. Complimenti all'Inter, alla societ&#224; e a tutti i suoi tifosi, con la raccomandazione di non fare pi&#249; pericolosi assembramenti di massa.</p><p>Salvino Cavallaro .</p>Torinofl0711fl0711foto-conte.jpgSIncalcio-1013773.htmSI0101057n
91013772NewsEditorialeRonaldo salva una brutta Juve 2021050221:56Pirlo,gotti,molina,ronaldo,udinese,juve,champions,dybala,morata,bonucciNel finale due gol del fuoriclasse portoghese tengono a galla la Juve<p>Nel giorno in cui l'Inter vince con largo anticipo un meritato scudetto, una Juventus per lunghi tratti imbarazzante conquista a Udine tre punti di platino nella corsa - Champions. L'unica cosa da salvare, per i bianconeri, in una partita giocata sotto ritmo e costellata da tanti, troppi errori tecnici, &#232; proprio il risultato, frutto di una doppietta del redivivo Ronaldo, maturata in rimonta. Per il resto, una prestazione da dimenticare che conferma i limiti caratteriali della squadra di Pirlo, i tanti equivoci tattici specie a centrocampo e le amnesie della difesa, riconducibili pure a un deficit di concentrazione che una squadra come la Juve non pu&#242; e non deve permettersi. E domenica arriva il Milan, in uno scontro che sa tanto di spareggio Champions.</p><p>Mariano Messineo</p>ivomesivomesronaldo.jpgSISRonaldosalvajuveeforsechampions-1013772.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,10,11010199n
101013769NewsEditorialeSolo un pari per la Juve, che rischia seriamente di non entrare in Champions2021042517:57juve, fiorentina, pirlo, iachini, ronaldo, ramsey,morata,vlaovic,franchi,championsI bianconeri nella ripresa agguantano il pareggio, ma giocano al di sotto delle proprie possibilità<p>Una Juventus da dimenticare nel primo tempo, assolutamente incolore, rimedia un punto al «Franchi» grazie a una seconda frazione di gioco un po' pi&#249; convincente, disputata per lo meno con una maggiore cattiveria agonistica. Per i viola di Iachini un punto meritato e utile in chiave salvezza. Per gli uomini di Pirlo, molti dei quali autori di una prestazione modesta - Ramsey ancora una volta deludente, Rabiot protagonista in negativo nel rigore assegnato ai padroni di casa - la conquista di un posto Champions torna in seria discussione. A preoccupare &#232; soprattutto l'incapacit&#224; di imporre il proprio gioco e di comportarsi «da Juve», con un'eccessiva timidezza persino negli atleti pi&#249; rappresentativi, da Ronaldo a Dybala. Pesante l'assenza di Chiesa, uno dei pochi a salvarsi in questa sciagurata stagione.</p><p>Mariano Messineo</p>ivomesivomesfoto-dybala.jpgSISlajuverimediasolounpareggioafirenze.championsarischio-1013769.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010246n
111013766NewsEditorialeZONA CHAMPIONS: LOTTA A 5 PER 3 POSTI2021042006:34juve,atalanta,champions,milan,inter,lazio,napoli,roma,torino,pirloScontro Champions all'Atalanta che supera i bianconeri di Pirlo, Napoli a -2 dalla Juve, ma sale minacciosa anche la Lazio<p >Quando mancano ancora 7 giornate alla conclusione del campionato cominciano a delinearsi le possibili posizioni in classifica, soprattutto per quanto riguarda la zona Champions. Sicuramente la posizione pi&#249; stabile &#232; quella dell'Inter, oramai ad un passo dallo scudetto, con i nerazzurri che, nonostante il pareggio allo stadio Maradona, mantengon ben 9 punti di vantaggio sui rossoneri, vittoriosi contro il Genoa per 2 reti ad 1, in una gara sofferta ma che bisognava vincere a tutti i costi. Amara ed immeritata sconfitta invece per la Juve, che pur giocando bene viene superata dall'Atalanta per una rete a zero, e slitta al quarto posto con 2 punti di ritardo proprio sui bergamaschi e con altrettanti punti di vantaggio sul Napoli stoppato sull'1 a 1 dall'Inter. Gara che resta quindi ancora aperta anche per la Lazio, vincente per 5 reti a 3 contro il Benevento, che la porta in sesta posizione, a -2 dal Napoli. Adesso non resta che attendere i risultati delle prossime partite, che saranno sicuramente decisive nella corsa alla Champions, di cui rimangono disponibili solamente tre posti, contesi appunto fra Milan, Atalanta, Juve, Napoli e Lazio. Per la Roma sfuma ogni sogno dopo la sconfitta dell'Olimpico contro i granata.</p><p >Alessandro Vispo</p>ivomesivomessimone-inzaghi.jpgSISatalantasuperajuve.pericolonapolielazioperlajuve.agguerritalottachampions-1013766.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101096n
121013762NewsEditorialeLotta serrata in chiave Champions2021041112:00Juve,pirlo,dybala,ronaldo,milan,atalanta,Napoli,lazio,romaLa Juve cerca punti contro il Genoa. Napoli a Marassi in casa della Samp<p><span>In questa tiepida e mite domenica d'Aprile, gli appassionati di calcio non assisteranno a big match decisivi da cui passano le intere stagioni, ma ad altre partite fondamentali per la corsa champions, che vede protagoniste la Juve, il Milan, la Lazio, l' Atalanta, il Napoli e la Roma. Tre posti per ben sei squadre, di cui la met&#224; raccolte in soli tre punti e che, nel rush finale del campionato, daranno il tutto per tutto per raggiungere l'obiettivo tanto sperato. Alla Juve (che ormai ha quasi abbandonato lo scudetto) non rimane nient'altro che il posto in Champions per risollevare le sorti di una stagione fallimentare al termine della quale sono tutti messi in discussione, dall'emergente Pirlo ai veterani come Bonucci e Chiellini. Quest'oggi, avranno davanti a s&#233; una squadra compatta e difficile da battere (il Genoa) , ma la vecchia Signora si affider&#224; alla classe del ritrovato Dybala, allo straripante Chiesa (un trascinatore a tutti gli effetti) e all'intramontabile Ronaldo, giocatore decisivo e la cui qualit&#224; non va messa mai in discussione. Inoltre, i tre punti serviranno a mettere pressione al Milan, secondo in classifica e distante di una sola lunghezza sulla compagine bianconera. Invece, il Napoli giocher&#224; contro l'altra fazione genovese : la Sampdoria. I partenopei tenteranno di riacciuffare il quarto posto, sfumato dopo la deludente sconfitta all'Allianz Stadium. Dovranno stare attenti alla Lazio, che oggi affronter&#224; il Verona, squadra capace di esprimere un ottimo gioco e dare molta continuit&#224; ai propri risultati. La Roma, con alle spalle l'importante vittoria alla Johan Cruijff Arena, giocher&#224; al Dall'Ara, campo ostico e da cui vorranno uscirne vittoriosi. Infine, la 30esima giornata si concluder&#224; con l'Atalanta che sfider&#224; la Fiorentina di Iachini. Posticipo dal pronostico incerto e con cui l'Atalanta pu&#242; continuare ad inanellare successi per guadagnarsi un posto fra le grandi d'Europa.</span></p><p><span>Matteo Messineo</span></p>ivomesivomesfoto-dybala.jpgSISChampionslottaapiusquadraapertalacorsa-1013762.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010116n
131013758NewsEditorialeBianconero tenebra e splendore granata2021040409:50Il pareggio di un derby che lascia molti rimpianti al Toro di mister Nicola<p>E' finito in parit&#224; il derby della Mole che si tinge di sgargiante colore granata, piuttosto che del buio bianconero. Ecco, potremmo dire che questa &#232; la sintesi di un derby cittadino che ha messo in evidenza i gravissimi problemi della societ&#224; bianconer&#224; e della squadra di Pirlo, esaltando al contempo i valori di un Toro che pur non avendo risolto i suoi problemi di classifica precaria, ha comunque dimostrato in campo di essersi ricordato del suo cuore granata. Un 2 a 2 che non risolve i problemi di entrambe le squadre ma, certamente, ne d&#224; consapevolezza del momento che le due squadre stanno vivendo . Alla doppietta di Sanabria la Juve ha risposto arrancando con aspettati segni di confusione totale, mancanza di memoria juventina che ha dato l'immagine di una squadra allo sbando, piuttosto che di una Juventus lontana dal suo «Vincere non &#232; importante ma &#232; l'unica cosa che conta». Il Toro di mister Nicola aveva annusato alla vigilia che questo avrebbe potuto essere finalmente quello buono, quello che l'avrebbe portato alla vittoria proprio per quanto sta succedendo in casa bianconera. Ed in effetti c'&#232; andato vicino a vincerlo questo derby, prova ne &#232; che i granata sono usciti dal campo con l'orgoglio di avere fatto di tutto per vincere meritatamente il match. Per come l'ha interpretato questo derby, per come l'ha giocato e per come l'ha impostato sfruttando tutte le debolezze dell'avversario che sono apparse davvero tante. Alla fine il pareggio dell'evanescente Ronaldo non ha fatto altro che salvare la faccia e forse la panchina di Pirlo, apparso sempre pi&#249; confuso che persuaso per quanto sta succedendo all'interno della sua squadra e forse anche della societ&#224; che l'ha voluto mettere prematuramente in un posto di rilievo. In attesa della finale di Coppa Italia, possiamo definire quello della Juventus un annus horribilis sotto tutti i punti di vista. Un grave errore di programmazione che parte dal presidente Agnelli e continua con il vicepresidente Nedved e di quel Fabio Paratici che avrebbe dovuto essere la mente illuminante di una Juve competitiva. Ma il Toro che ha i suoi grossi problemi da risolvere ha saputo capire tutto questo e, intelligentemente, ha fatto di tutto per raggiungere la soddisfazione ma soprattutto il desiderio dei tre punti in classifica che avrebbero significato un gran passo avanti nella lotta per non retrocedere. Ecco, diremmo che la sintesi di questo derby della Mole &#232; racchiusa in tutto ci&#242;. Adesso vedremo cosa accadr&#224; nel futuro delle due societ&#224; torinesi.</p><p>Salvino Cavallaro ..</p>Torinofl0711fl0711davide-nicola.jpgSIncalcio-1013758.htmSI0101073n
141013756NewsEditorialeLa 29° giornata ci regala il derby della Mole2021040311:00seriea,torino,juve,atalanta,roma, inter,bologna,udinese,lazio,29,pirlo,pioli,conte,classificaInter in serata a Bologna, mentre il Milan riceve la Samp a ora di pranzo<p ><span>Tutte le dieci partite della 29esima giornata di serie A verranno spalmate lungo il giorno di oggi, un evento pi&#249; unico che raro e che, senza dubbio, ci far&#224; rimanere incollati sul divano e rimander&#224; i pi&#249; nostalgici ai tempi in cui tutte le partite venivano disputate esclusivamente la domenica. La giornata si apre con Milan-Sampdoria, un match che regalerebbe tre punti al Milan che potrebbe continuare a sognare lo scudetto, ormai sempre pi&#249; distante e difficile da raggiungere. La Sampdoria, invece, reduce da un'ardua vittoria per uno a zero ai danni del Torino, prover&#224; a dare continuit&#224; al proprio cammino ai fini di rimanere nella parte sinistra della classifica. Alle 15, una maratona attende i telespettatori, i quali assisteranno a ben sette partite, fondamentali per raggiungere l'obiettivo champions per squadre come la Roma, il Napoli e l'Atalanta. La prima giocher&#224; con il Sassuolo di De Zerbi, allenatore capace di far esprimere un ottimo gioco da parte dei suoi giocatori, valorizzandone le qualit&#224;. Il Napoli, invece, affronter&#224; il Crotone che, presumibilmente, sar&#224; arrabbiato e in cerca di riscatto in seguito alla pesante sconfitta in casa subita in rimonta da parte del Bologna. L'Atalanta giocher&#224; contro un'Udinese trascinata da Rodrigo De Paul, giocatore dalle straordinarie qualit&#224; grazie alle quali si sta mettendo in mostra e sta dimostrando, sempre di pi&#249;, di essere un calciatore all'altezza di importanti palcoscenici. Sar&#224; un scontro per la salvezza, invece, Benevento-Parma, rispettivamente 16esima e 19esima in classifica. Entrambe sono alla ricerca di un'importantissima vittoria per risollevare il morale e cercare di dare una svolta (in positivo) a questa stagione. All'Olimpico di Roma, vedremo sfidarsi la Lazio, il cui obiettivo &#232; cercare di approdare in Europa League, e la compagine Spezzina, autrice di un campionato pi&#249; che dignitoso anche considerando che &#232; la sua prima apparizione in Serie A. Una partita combattuta sar&#224; Genoa-Fiorentina, quest'ultima protagonista di un campionato molto deludente e che la vede 14esima in classifica. Un'altra partita di questo interminabile filotto, &#232; Cagliari-Hellas Verona. La squadra di mister Semplici prover&#224; a sconfiggere il Verona che, ormai, sta diventando sempre di pi&#249; una certezza del campionato italiano. Alle 18.00, invece, andr&#224; in scena la partita pi&#249; emozionante da seguire : Torino-Juventus. La Juve dovr&#224; vincere necessariamente per cercare di conquistare un posto fra le grandi d'Europa, ma davanti a s&#232; trover&#224; una squadra ostica come il Torino che, nonostante il rendimento al di sotto delle aspettative, dar&#224; filo da torcere alla compagine bianconera. Ultima ma non meno importante, &#232; Bologna-Inter, una partita tutt'altro che facile per i nerazzurri, autori di una grande cavalcata che li vede in testa e a sei punti sulla seconda. Dunque, per gli appassionati di calcio, una giornata come questa rappresenta un piacevole augurio per le festivit&#224; pasquali.</span></p><p ><span>Matteo Messineo</span></p>ivomesivomesdavide-nicola.jpgSISmlan-samp-bolognainter-toro-juve.29giornata-1013756.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010172n
151013755NewsEditorialeJuve, ammetti i tuoi errori2021032218:23juventus,paraticiE' successo a Paratici l'ingrato compito di difendere l'indifendibile<p>E' la societ&#224; pi&#249; blasonata d'Italia, la pi&#249; scudettata e con il maggior numero di tifosi, ma c'&#232; troppa propensione a nascondere sempre le cose. Capiamo che ci stia pure un certo modus operandi di non fare trapelare notizie che riguardano la societ&#224; e i suoi progetti, tuttavia, sarebbe opportuno che di fronte a un fallimento stagionale di tale portata, tu Juve avresti dovuto quantomeno presentarti davanti alle telecamere di Sky senza arrampicarti sui vetri. E' successo a Paratici l'ingrato compito di difendere l'indifendibile, presentandosi inaspettatamente per raccontarci che non ci si pu&#242; dimenticare che la Juve ha vinto nove scudetti consecutivi, che in Champions &#232; arrivata due volte in finale, che contro il Benevento si &#232; giocato male e perso meritatamente, che &#232; giusto riflettere per i giocatori quanto pesa indossare questa maglia, che Pirlo continuer&#224; il progetto intrapreso con la Juve, che.....che.....che....Ma quante banali e precostituite risposte che sanno di aria fritta! La Juve ha sbagliato sonoramente tutti i suoi calcoli tecnici, tattici ed ha buttato al vento un patrimonio di denaro facendo l'errore imperdonabile di pensare che il sacrificio economico per Ronaldo potesse significare fare quel salto di qualit&#224; tale da vincere finalmente la Champions League. Tuttavia, non ci sentiamo di penalizzare CR7, del quale riconosciamo l'importanza di averlo in squadra nonostante che nessuno sia in grado di dirgli di farsi da parte quando si tratta di tirare le punizioni, ma &#232; sui vari Rabiot, Ramsey, Arthur, Kulusevski, Bentancur (impiegato in un ruolo davanti alla difesa che per sue caratteristiche tecniche non gli &#232; congeniale) che bisogna porre il punto di una supervalutazione tale da disperdere denaro inutilmente. Dunque, la societ&#224; &#232; per noi la prima ad essere sotto accusa a cominciare dal Presidente Andrea Agnelli, per continuare con Nedved e per finire con Paratici. La triade non &#232; sempre di comune accordo nelle varie decisioni importanti della societ&#224;, come ad esempio la scelta degli allenatori, infatti, fonti vicine ai vertici societari riferiscono del licenziamento di Allegri sostituito da Sarri per volere di Nedved e Paratici, mentre Agnelli dopo avere mandato a casa Sarri ha imposto la panchina di Pirlo. Non sappiamo se questo corrisponda alla verit&#224; di questa societ&#224; sempre ermetica e intrapelabile nelle sue scelte, tuttavia, quando i nodi vengono al pettine come in questo caso, c'&#232; da rimboccarsi le maniche e chiedere scusa al popolo bianconero. Ripetiamo che non &#232; scritto da nessuna parte che la Juve debba vincere tutti gli anni il campionato ed essere in corsa per tutte le competizioni, ma quando il fallimento &#232; cos&#236; evidente, ebbene, bisognerebbe non nascondere l'evidenza dei fatti. Fatti incresciosi che sono cominciati questa estate con il caso Suarez finito in Procura a Perugia e poi continuati con una serie di errori dirigenziali che non sanno di Juve ma hanno qualcosa di simile a gestioni di societ&#224; dilettantistiche. E poi Pirlo, la ciliegina su una torta bella in apparenza ma lavorata in maniera raffazzonata. Un allenatore neo patentato messo l&#236; per giustificare l'errore anche economico sostenuto dalla societ&#224; bianconera per rispettare a vuoto il contratto di Sarri. Altro errore! Prima allenatore dell'Under 23 e dopo una settimana coach della Prima Squadra. Un susseguirsi di situazioni che sembrano rattoppare falle profonde ed errori che fanno pensare al tentativo di sperare nella mano benevola del fato. No, questo sistema non &#232; da Juve, non pu&#242; esserlo. Rischiare con Pirlo, pensando a una scommessa da vincere &#232; quantomeno azzardato e pericoloso, proprio perch&#232; sei la Juve e non puoi rischiare la faccia anche a livello internazionale. Altro errore &#232; stato quello di dare l'opportunit&#224; a Marotta e Conte di andare a rafforzare proprio l'Inter, l'antagonista di sempre, proprio perch&#232; Agnelli non ha voluto che l'allenatore tornasse alla Juve. Insomma tutta una serie di situazioni che giustificano il fallimento di un'annata in cui la Juve pur essendo stata in corsa su tutto, adesso si ritrova con la sola finale di Coppa Italia da giocare contro un'Atalanta che la sovrasta per gioco, mentalit&#224; e chiarezza tattica. Adesso bisogner&#224; voltare pagina mettendo da parte i soliti stereotipi qualunquistici come «Vincere &#232; l'unica cosa che conta» oppure «La maglia della Juve pesa molto addosso ai calciatori», tutte cose trite e ritrite. Adesso la Juve deve risprendere dall'alto dei suoi vertici quello stile e quell'immagine di societ&#224; ben organizzata che sta perdendo. Non basta dire ai tifosi che ogni anno si tenta di vincere la Champions, perch&#232; se non ci sono i presupposti &#232; meglio tacere.</p><p><strong>Salvino Cavallaro</strong></p>fl0711fl0711paratici.jpgSISjuve-ammetti-i-tuoi-errori-1013756.htmSI01,02,03,060108n
161013754NewsEditorialeCADE A SORPRESA LA JUVE, VINCONO MILAN, ATALANTA, NAPOLI E LAZIO2021032200:30juve,roma,milan,inter,atalanta,verona,udinese,sconfitta,pirlo,pioli,stadium,olimpico,napoli,gattusoGattuso espugna anche l'Olimpico. Bella rimonta del Milan che passa a Firenze. Bene anche Atalanta e Lazio<p>La 28esima giornata di campionato, giornata molto importante per le inseguitrici dell'Inter, ci regala un'inatteso tonfo casalingo per la Juve, sconfitta allo Stadium per 1 a 0 dal Benevento, mentre vincono e convincono Milan, Napoli, Atalanta e Lazio. In attesa del recupero Inter- Sassuolo (gara non giocata per i tanti affetti da Covid-19), il turno di campionato ci ha regalato l'exploit dei ragazzi di Pippo Inzaghi che inguaiano la Juventus di Pirlo, che rimane a -10 dalla capolista. Dopo ben tre vittorie di fila, decide il goal di Adolfo Gaich, a soli venti minuti dal fischio finale, propiziato da un errato passaggio di Arthur. Resta comunque la pessima prestazione da parte della squadra di Pirlo, con tanti errori a centrocampo, in difesa e sottoporta (eroe della giornata il portiere Montip&#242;, autore di almeno tre interventi decisivi). Ottima prestazione invece per il Milan, che riesce ad imporsi per 3 goal a 2 dopo una grande rimonta, grazie alle reti di Ibrahimovic, Diaz e Chalanoglu. I rossoneri si portano cos&#236; temporaneamente a -6 punti dalla capolista. Partita combattuta e segnata da alti e bassi per entrambe le squadre. Dopo la sconfitta col Napoli e l'eliminazione dall'Europa League contro lo United, serviva una prova di carattere. E Pioli, nonostante le assenze, ha mandato in campo una squadra carica, tonica, che con la giusta determinazione ha sconfitto l'ostica Fiorentina di Prandelli a domicilio. Per i viola pesano i numerosi errori in fase difensiva.Vittorie convincenti anche per l'Atalanta a Verona (2 a 0 per i bergamaschi che agganciano la Juve), per la Lazio a Udine (vittoria quantomai importante e sofferta per a 1 a 0 al Friuli) e per il Napoli all'Olimpico. La banda-Gattuso dopo aver espugnato il Meazza passa nettamente anche a Roma imponendosi per 2 a 0 con la doppietta del ritrovato Mertens, che rilancia i partenopei a 53 punti e con la gara di Torino da recuperare. Adesso non resta che attendere e vedere come si evolver&#224; la &#171;situazione Inter&#187;, che dovr&#224; recuperare la partita con il Sassuolo e vedere se ci saranno ripercussioni sul campionato dovute a questa &#171;pausa&#187;, o se invece i nerazzurri continueranno la loro marcia verso il titolo, che a questo punto sembra davvero vicino per gli uomini di Antonio Conte. Adesso arriva la sosta, con il campionato che riprender&#224; sabato 3 aprile, vigilia di Pasqua, con Milan-Samp, Atalanta-Udinese, Napoli-Crotone, Sassuolo-Roma, Benevento-Parma, Genoa-Fiorentina, Lazio-Spezia, Cagliari-Verona, Bologna-Inter e Torino-Juve.</p><p>Alessandro Vispo</p>ivomesivomes27d06bf3-52c1-4a61-803f-7fe90217ee64.jpgSISnapolivince20aroma-juvepessima-belmilan-benedea.lazio-1013754.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101078n
171013753NewsEditorialeASPETTANDO L`INTER FERMATA DAL COVID, JUVE E MILAN CERCANO PUNTI CON BENEVENTO E FIORENTINA2021032111:26juve, inter, cr7,milan, lazio,napoli,spesia,roma, crotone,udinese,samp,pirlo,classifica,atalanta,torinoA pranzo l'Atalanta cerca punti al Bentegodi, mentre CR7 e compagni alle 15 attendono il Benevento<p>La ventottesima di campionato ci regala Juventus-Benevento alle 15 allo Stadium e Fiorentina-Milan alle 18 al Franchi. I campioni d'Italia cercano conferme dopo la vittoria di Cagliari con tripletta di CR7 contro un ostico Benevento, allenato da Pippo Inzaghi. I bianconeri di Pirlo devono vincere per sperare ancora nello scudetto e avvicinarsi all'Inter (bloccata dal Covid e che ha saltato la gara di ieri col Sassuolo), e consolidare comunque la propria posizione nei piani alti della graduatoria per guadagnarsi la partecipazione alla prossima Champions League. I rossoneri, invece, dopo lo stop interno col Napoli e l'eliminazione dall'Europa League, cercano punti in casa della Viola di Prandelli, per evitare di essere avvicinati ulteriormente da Roma, Napoli, Atalanta e Lazio, che inseguono e non mollano, costituendo un'insidia costante per la conquista di un posto in Champions. Dopo gli anticipi di venerdi sera (vittoria esterna del Genoa a Parma per 2 a 1 che conferma la crescita del Genoa e le difficolt&#224; dei ducali) e le due gare di ieri, che risaltano le qualit&#224; dello Spezia di Italiano, che si tira fuori dai bassifondi della classifica sconfiggendo il Cagliari per 2 a 1 tenendo a debita distanza proprio i sardi (terzultimi), e la rocambolesca vittoria in rimonta del Bologna a Crotone, che condanna quasi sicuramente i calabresi alla serie B, oggi vanno di scena Verona-Atalanta, Udinese-Lazio, Samp-Torino, e in serata il big-match Roma-Napoli. Gara difficile per la Dea sul terreno difficile di Verona, mentre la Lazio potrebbe tentare il colpaccio a Udine, contro una squadra in forma che per&#242; si &#232; gi&#224; tirata fuori dalla secchie della bassa classifica (33 sono i punti dei friulani). Si preannuncia interessante la sfida del Ferraris con la Samp tranquilla a quota 32 punti e il Toro di Nicola ritrovato che vuole fare punti per risalire ancora dal quartultimo posto con 23 punti e una gara da recuperare in casa della Lazio, mentre promette scintille la sfida serale dell'Olimpico di Roma con le due squadre appaiate a 50 punti al 5&deg; posto, con i partenopei che devono ancora recuperare la gara con la Juve (recupero previsto il 7 aprile alle 18.45).</p><p>Ivano Messineo</p>ivomesivomesronaldo.jpgSISjuvebenevento.milanafirenze.intercovid.udineselazio.seraleromanapoli-1013753.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101077n
181013751NewsEditorialeIL NAPOLI PASSA A SAN SIRO. PERDONO ANCORA TERRENO DALLA VETTA I ROSSONERI 2021031511:10MILAN, INTER, JUVE, PIOLI, PIRLO, CR7,GATTUSO, CONTEVOLA L'INTER E STACCA IL MILAN ORA A - 9<p >Un brutto Milan perde in casa contro il Napoli e si allontana ulteriormente dai cugini nerazzurri, ora avanti con 9 punti di vantaggio sui rossoneri. Alla luce del successo esterno dei bianconeri di Pirlo per 3 a 1 contro il Cagliari (tripletta di CR7), e della vittoria importante degli uomini di Conte all'Olimpico di Torino contro i granata per 2 reti a 1, il Milan era obbligato a vincere il match contro il Napoli per non perdere ulteriore terreno dalla vetta e per tenere a bada la Juventus. Purtroppo per i rossoneri cos&#236; non &#232; stato. Decisivo &#232; stato il goal di Politano a inizio ripresa, che ha regalato cos&#236; tre punti fondamentali alla squadra di Gattuso, rimettendola in gioco nella rincorsa alla Champions. Duro colpo invece per i rossoneri, che rischiano di essere scavalcati dai bianconeri (in caso di successo di Ronaldo e compagni nel recupero del 17 marzo contro i partenopei). Passo indietro quindi per gli uomini di Pioli, che sono apparsi in calo fisico e involuti nel gioco rispetto alle ultime gare. Si sar&#224; sicuramente fatta sentire la stanchezza accumulata dopo la gara con il Manchester United in Europa League, in cui i rossoneri hanno disputato un'ottima prestazione conquistando un prezioso 1 a 1 fuori casa che significa tanto in chiave qualificazione. Aldil&#224; del risultato finale, comunque la partita contro i partenopei &#232; stata abbastanza combattuta, nonostante il Milan non abbia brillato. Sicuramente meritata la vittoria del Napoli, soprattutto per la prestazione offerta nel primo tempo. Gattuso torna a sorridere, dunque, ma non c'&#232; tempo di festeggiare che mercoled&#236; 17 arriva il recupero contro la Juve, altra gara fondamentale in chiave Champions per il Napoli.</p><p >Alessandro Vispo</p>ivomesivomesstefano-pioli.jpgSISvolainter-milansconfitto-salenapoli-juvevince-1013751.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101051n
191013741NewsEditorialeJuve, al San paolo un passo indietro2021021322:20insigne,gattuso,pirlo,juve,napoli,classifica,scudetto, vertice,bernardeschi,chielliniInsigne dagli undici metri salva la panchina di Gattuso<p ><span>Gattuso salva la panchina battendo la Juventus con un rigore ineccepibile (ma frutto di una grossa ingenuit&#224; di capitan Chiellini) e con una partita coraggiosa, in cui Insigne si assume anche stavolta, nonostante le cocenti delusioni dal dischetto proprio con i bianconeri, la responsabilit&#224; di tirare (e trasformare) il rigore che decide il match. Per il resto &#232; soprattutto Juve, che trova sulla propria strada un ottimo Meret e che avrebbe meritato il pari. Ma gli uomini di Pirlo compiono un passo indietro</span> <span>tanto nel gioco, riuscendo soltanto a tratti ad alzare il ritmo e a fare le necessarie verticalizzazioni, quanto in classifica, con il distacco dalle primissime che comincia a farsi pesante. L'unico che prova con costanza a superare l'uomo e a dare cos&#236; superiorit&#224; numerica alla squadra &#232; Chiesa, che si esprime meglio se schierato a destra. Per il resto una chiara superiorit&#224; territoriale che non si traduce in reti anche per un pizzico di sfortuna. Ma invocare la cattiva sorte non serve a giustificare una sconfitta che &#232; principalmente attribuibile a una prestazione non all'altezza delle precedenti. Dal San Paolo esce fuori una Juve con qualche punto interrogativo in pi&#249; (per esempio, perch&#233; insistere ancora su Bernardeschi che, pur non risparmiandosi, ha bisogno di cambiare aria?), a conferma di una discontinuit&#224; non ancora superata, mentre il Napoli, che oggi, in crisi e privo, specie in difesa, di alcuni titolari di primo piano, non poteva oggettivamente fare di pi&#249;, trae da questa vittoria ossigeno per ridare un senso alla propria stagione.</span></p><p ><span>Mariano Messineo</span></p>Napoliivomesivomesinsigne.jpgSISinsigne-fa-felice-gattuso-e-il-napoli-che-risale-1013741.htmSI01,02,03,06,07,08,09,10,11010176n
201013738NewsEditorialeCuadrado, emblema del gioco voluto da Pirlo 2021020715:17cuadrado,pirloLa Juve batte la Roma e risale la classifica posizionandosi alla terza posizione.<p>Se &#232; vero che la Juve &#232; molto condizionata dalla presenza di <strong>Cristiano Ronaldo,</strong> dal suo carisma e dalle sue finalizzazioni, &#232; altres&#236; vero che nella nuova idea di gioco impostata da Andrea Pirlo, Cuadrado ha assunto un ruolo dal quale la Juve non pu&#242; prescindere. Ed &#232; subito evidente il suo apporto alla squadra per fluidit&#224; di gioco, di inserimento tra le linee e passaggi filtranti tali da mettere in condizione i compagni di andare in gol con facilit&#224;. Lo abbiamo visto in pi&#249; occasioni e lo abbiamo messo a fuoco anche nell'ultima partita di campionato contro la Roma. Infatti, non appena entrato nella seconda parte della gara a circa mezzora dalla fine, si &#232; rivista l'armonia di gioco corale che ha contribuito a migliorare il centrocampo formato da un Artur e Rabiot apparsi fino a quel momento privi di idee. La Roma, da parte sua, ha messo in difficolt&#224; la Juve attraverso le sue ripartenze, ma ha mostrato gravi carenze nella finalizzazione del gioco per la mancanza di una punta vera Dzeko entrato sul finire della gara no ha inciso per chiara mancanza di forma e per polemiche contro il suo allenatore Fonseca che l'ha lasciato in disparte per qualche settimana. Il 4-4-2 di Pirlo si &#232; dunque imposto sul 3-4-2-1 di Fonseca e il 2 a 0 con il quale la Juve ha superato la Roma con un gol di Cristiano Ronaldo al 13&deg; del primo tempo e l'autorete di Ibanez, giustificano una superiorit&#224; territoriale che se pur non protratta per tutto l'arco della gara, ha dato evidenti segni di superiorit&#224;. E adesso la Juve continua la sua marcia nel recupero delle posizioni perse, nella convinzione che il recupero della partita di campionato contro il Napoli dia il l&#224; verso i pretendenti dello scudetto. Il tutto tra Coppa Italia e Champions, impegni che mettono a ferro e fuoco un calendario pieno di impegni. Dunque, possiamo propio dire che la Juve non muore mai, anzi con il rientro di Chiellini ha dato ulteriore garanzia a una difesa che ad oggi ha subito meno gol in campionato rispetto al resto delle altre squadre.Vedremo cosa accadr&#224; cammin facendo e, soprattutto, se la squadra di Pirlo riuscir&#224; a dare continuit&#224; fisica, mentale e di risultati che la dovrebbero avvantaggiare sotto il profilo del raggiungimento degli obiettivi prefissati fin dall'inizio, nonostante quella spada di damocle data da un allenatore neofita come Andrea Pirlo sul quale noi, ancora oggi, manteniamo le nostre riserve,</p><p><strong>Salvino Cavallaro</strong> .</p>fl0711fl0711juan-cuadrado.jpgSIScuadrado-emblema-del-gioco-voluto-da-pirlo-1013738.htmSI01,06010196n
211013737NewsEditorialeInter - Juventus, l`analisi della prima semifinale di Coppa Italia.2021020318:16inter,juve ,coppa italiaInter - Juve 1 a 2. I bianconeri di Pirlo sfoderano un`ottima prestazione che l`avvantaggiano verso la finale. <p><span>C'&#232; una Juventus senza Cuadrado e una Juventus con Cuadrado.</span> <span>E c'&#232; un'Inter senza Lukaku e Hakimi che manca di tanto, di troppo. A vedere la semifinale d'andata tra Inter - Juventus, ponendo in analisi i vari sviluppi tecnico tattici emersi durante la gara, si pu&#242; sintetizzare come un qualcosa di simile a un confronto che nulla ha avuto a che fare con la copia del precedente incontro di campionato tra le due squadre. Ed &#232; proprio vero che nel calcio ogni partita fa storia a s&#233; per impostazioni tattiche ma anche per scelta, talora anche forzata, di giocatori che inevitabilmente cambiano la fisionomia dell'incontro nell'approccio e nel suo sviluppo. La Juve vista a San Siro ha meritato di vincere con il risultato di 2 a 1, ma soprattutto ha dimostrato grande carattere, superando l'iniziale empasse di uno sbandamento difensivo che ha fatto s&#236; che Lautaro Martinez infilasse la rete dell'1 a 0 per l'Inter, con una incertezza anche di Buffon. Poi, prendendo le redini da grande squadra ha spostato il suo baricentro in avanti, pressando e facendo circolare la palla con azioni orizzontali e verticali che per precisione hanno ottenuto l'effetto di maggior possesso palla nei confronti dell'Inter, la quale &#232; invece apparsa sorpresa da tanto furore agonistico messo in campo dalla Juve. Un 4-4-2 che Pirlo ha studiato per mettere in difficolt&#224; il 3-5-2 di Conte che nonostante il super Barella, la buona prestazione di Darmian, ha risentito in maniera eclatante l'assenza di Lukaku, della sua potenza fisica che associata alla mancanza della veloce ripartenza dell'esterno Hakimi, hanno pesato in negativo sul rendimento globale dei nerazzurri. Ma qui, si sa, viaggiamo sui s&#232; e sui ma, che non hanno mai fatto la storia del calcio. Fatto &#232; che la Juve di Pirlo con la difesa a 4 che in varie fasi si disponeva a 3 per effetto di un centrocampo a 5 con l'avanzamento continuo di Cuadrado e Alex Sandro, ha centrato il modo di mettere in difficolt&#224; l'Inter di Conte che ha cercato per lunghi tratti della gara di arginare le folate offensive dei bianconeri nel ripartire con Barella e Brozovic, anche se l&#236; davanti Martinez e l'inconcludente Sanchez hanno fatto ben poco. Con questo modulo e con questo centrocampo arricchito da Mc Kennie, Betancur e Rabiot, persino Bernardeschi ha dato timidi segnali di ripresa da quel torpore che l'ha assalito ormai da troppo tempo. CR7 ha segnato la sua doppietta realizzando un gol su rigore e una rete da classico rapinatore di una palla della quale Bastoni e Handanovic si sono resi complici di un pasticcio colossale. Detto questo, per onest&#224; intellettuale dobbiamo dire che la Juve di Pirlo che abbiamo pi&#249; volte criticato per mancanza di gioco di squadra e idee mai supportate dalla qualit&#224; che &#232; pur esistente in questa squadra, pur nel forte ritardo dai vertici del campionato, resta in corsa su tutti i fronti con un gioco ritrovato ma ancora con la continuit&#224; da dimostrare. Vedremo cosa succeder&#224; in seguito per i bianconeri. Per quanto riguarda l'Inter di Conte, invece, siamo certi che con il rientro di Lukaku e Hakimi dar&#224; filo da torcere alla Juve, nella seconda semifinale di Coppa Italia che si svolger&#224; all'Allianz Stadium di Torino la prossima settimana. Se cos&#236; non fosse, sfumerebbe per i nerazzurri un altro obiettivo stagionale, con il conseguente obbligo di vincere lo scudetto. I problemi dell'Inter partono dalla situazione societaria che &#232; in difficolt&#224; dal punto di vista economico, tuttavia, i lauti stipendi percepiti dai suoi tesserati che pongono in passivo il bilancio, devono avere un riscontro almeno nella conquista dello scudetto. Vedremo.</span></p><p><strong><span>Salvino Cavallaro</span></strong></p>Milano Stadio San Sirofl0711fl0711foto-inter-juve.jpgSIScoppa-italia-2021-inter-juventus-1013737.htmSI01,02,03,06,1001043n
221013735NewsEditorialeNel calcio dove sta la verità? 2021011911:27sky,processo del lunedìL`angolo del tifoso bianconero. Considerazioni sui commenti giornalistici di Sky nel dopo gara di Inter - Juventus <br /><p><span>Nel vedere il post-partita di Inter - Juventus su Sky, qualsiasi spettatore ha notato che gli opinionisti , quasi tutti ex giocatori , hanno graziato l'allenatore bianconero di critiche feroci per la prestazione della sua squadra, anzi ad una richiesta di Caressa, detta sottovoce ma non abbastanza se &#232; filtrata fino a noi, di chiedere ad Alex Del Piero di porre una domanda al suo ex compagno di squadra Andrea Pirlo, c'&#232; stato un diniego che la dice lunga sulla voglia di evitare di mettere in difficolt&#224; il tecnico juventino da parte di un Del Piero, per ovvi motivi molto abbottonato sulle scelte tattiche dell'allenatore bianconero.</span><br /></p><p><span><span>Cosicch&#233; mi sono venute alla mente alcune puntate del &#171;Processo del Lunedi&#187;, dove nonostante fossero passate 24 h. dalla partita e quindi si fossero sbolliti gli animi, si assisteva ad uno spettacolo da parte di giornalisti , non ex giocatori, che davano una lettura critica, ricca di note tecniche e di strategie in campo, da &#171;leccarsi i baffi&#187; per il pubblico pi&#249; esigente della &#171;pelota italiota&#187;. Non facevano sconti a nessuno, anche perch&#233; non ci avevano giocato insieme fino a ieri, ma nessuno si offendeva o gli toglieva il saluto, se il suo modulo di gioco era massacrato da Maurizio Mosca o Bruno Bernardi o Maurizio Biscardi o Gianpiero Galeazzi. Eh s&#236;, grandi firme del giornalismo sportivo, che hanno lasciato un ricordo indelebile in tutti i tifosi di calcio e non solo , ma che apprezziamo ancora di pi&#249; dopo aver ascoltato i commenti degli opinionisti del cosiddetto &#171;salotto calcistico &#171; di Sky.</span></span><br /></p><p><span><span>Se ieri sera qualcuno di quelli seduti intorno al tavolo rotondo avesse chiesto a mister Pirlo come mai la sua squadra ad esempio ha giocato per la prima volta in campionato con un modulo con 4 difensori e non il suo solito 3-5-2 , speculare a quello di Antonio Conte, che fra l'altro Pirlo avrebbe dovuto prevedere, visto che il modulo di Conte lo conosce alla perfezione per averci giocato, ebbene se glielo avessero chiesto non avrebbero commesso un delitto di lesa maest&#224;, ma ci avrebbero fatto capire quali sono i limiti di questo tecnico rapportati ai valori dei suoi atleti in campo. E se avessero domandato sempre ad Andrea Pirlo come mai insiste a centrocampo su Rabiot e Ramsey , che non hanno mai convinto , lasciando in panchina McKenzie ed Arthur, soprattutto l'americano che sembra l'unico a correre l&#236; in mezzo raccogliendo palloni su palloni fino a colpire di testa sotto rete avversaria segnando goal importanti, pensate che se l'avessero chiesto Pirlo si sarebbe offeso e, se anche fosse stato, non avrebbero rispettato il calcio e i tifosi che comunque pagano l'abbonamento?</span></span><br /></p><p><span><span>Potrei continuare ancora per molto a snocciolare tutti i perch&#233;, che avrebbero potuto essere chiesti all'allenatore della squadra pi&#249; blasonata d'Italia su una sconfitta senza attenuanti, ma soprattutto su una squadra ,che appare lo specchio del suo allenatore : timorosa nel condurre quel poco di gioco, che riesce a confezionare e quindi votata al &#171;passaggio al portiere&#187;, unico &#171;refrain &#171; di un modulo difensivo sempre poco propositivo e piantato sulla linea Maginot del limite della propria area.</span></span><br /></p><p><span><span>Mi sono chiesto quanto faccia bene al calcio italiano un giornalismo sportivo-calcistico, che non affonda il bisturi sull'involuzione del modo di giocare al pallone, che si nota in quasi tutti i campi di gioco di serie A e quanto sia producente glissare nelle interviste post-partita sui rilievi tecnici della prestazione. Sinceramente ho paura che questo atteggiamento dei commentatori calcistici molto generoso, sia una delle cause del non gioco delle nostre squadre e della loro inferiorit&#224; rispetto alle squadre del continente europeo.</span></span><br /></p><p><span><span>Rimedi? E se riducessimo il numero degli ex-calciatori opinionisti negli studi televisivi durante il post-partita e richiamassimo le penne del nostro giornalismo sportivo che magari non hanno mai dato un calcio al pallone, ma danno ancora del Lei all'intervistato?.</span></span><br /></p><p><span><strong><span>Attilio Andriolo</span></strong></span><br /><br /><br /></p>Milazzo (Me)fl0711fl0711dr.-attilio-andriolo.jpgSISnel-calcio-diove-sta-la-verita-1013735.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010172n
231013734NewsEditorialeInter - Juventus, mille motivi in più per vincere.2021011517:05Sale la febbre del derby d`Italia<br /><p><span>Per i tifosi sar&#224; il primo Inter - Juve virtuale; un derby d'Italia vissuto sul divano, davanti alla televisione e senza l'ausilio degli sfott&#242; da stadio. Tuttavia, non per questo si rende meno importante dal punto di vista dell'intensit&#224; emotiva e dell'ansia di attesa. Inter - Juve &#232; sempre una partita a parte, un incontro di antica tradizione fatta di rancori, ruggini e antipatie calcistiche mai sfumate nel tempo. L'espressione «Derby d'Italia» &#232; stata coniata da Gianni Brera nel 1967 per indicare due formazioni che, pur risiedendo in due Citt&#224; e Regioni diverse, sono caratterizzate da una profonda rivalit&#224; reciproca, tipica delle sfide stracittadine. E ci sono tanti motivi in pi&#249; in questo incontro della 18ma giornata del Campionato Italiano di Serie A che lo rende ancora pi&#249; piccante. Basti pensare che le recenti reminiscenze di appartenenza juventina di Antonio Conte e Beppe Marotta, si arrovellano nell'immaginario collettivo dei tifosi bianconeri come uno sgarbo che non doveva essere fatto. Ma si sa che il tifoso non bada al razionale senso del professionismo pallonaro e si perde tra mille altri tortuosi pensieri che convergono nella parola: «tradimento». Tuttavia, lasciando da parte tutte queste annose polemiche di parte, soffermiamoci su quelli che sono i motivi di interesse che coinvolgono le due squadre dal punto di vista tecnico. Diciamo subito che sia per la Juventus di Pirlo che per l'Inter di Conte &#232; assolutamente vietato perdere per non buttare via punti in classifica. La Juve, infatti, pur con una partita da recuperare, perdendo contro l'Inter si troverebbe troppo distanziata dai vertici della classifica, mentre per i nerazzurri si potrebbe accendere l'ennesima polemica su una squadra che manca di cattiveria nel sapere gestire le partite. E poi Lukaku contro Ronaldo, chi &#233; pi&#249; decisivo? Due bomber a confronto che sono devastanti nel Campionato Italiano. Il gigante nerazzurro ha totalizzato 17 gol in 22 partite, mentre Ronaldo &#232; a quota 19 su 18 gare giocate. In Campionato CR7 comanda la classifica cannonieri con 15 gol contro le 12 reti segnate da Lukaku. Ma a parte queste considerazioni, il derby d'Italia non si pu&#242; sminuire in quest'unico concetto di base, perch&#233; sul piatto ci sono molte altre considerazioni tecniche che rendono questa partita davvero affascinante. Due squadre diverse ma simili nella ricerca di continuit&#224; di risultati e nella solidit&#224; di un centrocampo che non ha ancora messo a fuoco certi meccanismi che identificano la grande squadra. Pirlo si trover&#224; privo di Dybala infortunato, pi&#249; Cuadrado, De Ligt e Alex Sandro messi in quarantena dal Covid. Conte, invece, deve fare a meno del solo D'Ambrosio, di Sensi che stenta a entrare in forma dopo l'infortunio subito, e poi si ritrova con l'eterno problema mai risolto di un super pagato come Eriksen, che nel 3-5-2 dell'allenatore dell'Inter non troverebbe posto nel suo ruolo di trequartista. Dunque, sono tanti i temi di questo ennesimo confronto tra le due pi&#249; amate squadre d'Italia che hanno voglia di superarsi a prescindere da ogni considerazione tecnica, tattica e di natura storica. Vedremo come andr&#224; a finire. Pirlo che sostiene di essere uno che da sempre ha apprezzato il modo d'allenare di Conte fin dai tempi della Juve, e poi Conte, che forte del suo carattere caparbio che non prevede mai la sconfitta, sta preparando attentamente una partita che, come lui dice, deve essere affrontata con forza, determinazione e «pedalare». Ci riuscir&#224; a battere la sua ex squadra? E la Juve sapr&#224; stare sul pezzo di una gara che &#232; carica di stimoli? Vedremo. Tutto pu&#242; essere. Solo il campo dar&#224; la risposta. Intanto sappiamo che l'arbitro sar&#224; il Signor Doveri coadiuvato da Carbone e Peretti. Il quarto uomo sar&#224; Maresca, mentre al Var ci sar&#224; Calvarese.</span><br /><br /></p><p><strong><span>Salvino Cavallaro</span></strong><br /><br /></p>MilanoFL0711FL0711foto-inter-juve.jpgSIS-1013734.htmSI01,02,03,06,1001069n
241013728NewsEditorialeIl derby Juventus Torino s`intreccia alla storia della città piemontese.2020120418:27Juve Toro tra passato e presente<br /><p><span>Erano gli anni di piombo che si alternavano nello sfondo mai opaco delle gesta calcistiche di una Torino suddivisa tra tifo bianconero e granata. Tragedie di morti e gambizzazioni provocati dal terrorismo dilagante, ma con il rovescio di una medaglia che sapeva raccontare le emozioni del pallone torinese. Brigate Rosse tra paure e fermento di un movimento operaio che ha segnato la storia di quella Torino che si chiamava Fiat e si identificava nel bene e nel male nel cuore pulsante operaio di Mirafiori. Erano gli anni delle lotte di classe in cui la storia della Torino si incrociava con i destini di Juventus e Torino separati da un solo punto in quel campionato 1977, in cui i bianconeri con 51 punti prevalsero sui granata che di punti ne realizzarono 50. Bettega e Zoff contro Pulici e Graziani, derby sanguigni carichi di intensit&#224; emotiva si dipanavano in un quotidiano sociale che la citt&#224; della Mole ha vissuto in maniera ansiogena e preoccupata per un futuro che all'orizzonte appariva incerto dal punto di vista politico e sociale. Ma il calcio e il derby in particolare, &#232; sempre stato per la citt&#224; di Torino qualcosa di significativo soprattutto nel suo intendere sociale, prima ancora che supportato da disparit&#224; di valore tecnico che spesso si &#232; evidenziato nel tempo tra le due agguerrite contendenti. E oggi, come ieri, la storia si ripete nella rivalsa della squadra meno abbiente, dal punto di vista economico e finanziario, la quale porta in campo sentimenti che vanno oltre il pallone e le tante teorie di superiorit&#224; tecniche oggettive di una compagine sull'altra. Non &#232; retorica, ma il derby di Torino racconta la storia di due squadre che si «odiano» sportivamente fin dai tempi in cui il Grande Torino la faceva da padrona sul campo, cui si &#232; poi continuato con gli innumerevoli scudetti conquistati dalla pi&#249; aristocratica Vecchia Signora d'Italia. Era la storia del pallone di Torino che si dipanava tra lotta operaia e quel potere economico che si identificava nella Fiat dell'Avvocato Agnelli. Eppure un derby &#232; sempre un derby, anche oggi che la Juve di Pirlo si trova al quarto posto in classifica con 17 punti e il Toro di Giampaolo &#232; al terzultimo posto con soli 6 miseri punti. Una disparit&#224; eccessiva che, nonostante quanto detto in precedenza, non rispecchia esattamente la pur reale differenza tra le due squadre di Torino. La Juve per proseguire il suo intento di squadra alla ricerca di una nuova identit&#224; di gioco e mentalit&#224; attraverso i suoi nuovi interpreti, e poi un Toro che &#232; in chiara difficolt&#224; ed immerso nel cantiere della costruzione di una squadra che desidera risalire la china dell'attuale classifica. Per i suoi tifosi e per la stessa societ&#224; granata. Vedremo cosa accadr&#224; in quel rettangolo di gioco che &#232; pur sempre il vero arbitro di ogni valutazione tecnica. E intanto Torino aspetta il suo derby, non pi&#249; tra le angosce degli anni di piombo ma, semmai, tra la preoccupazione di un virus che offusca il pensiero dell'oggi e del domani.</span><br /><br /></p><p><strong><span>Salvino Cavallaro</span></strong><br /><br /></p>Allianz StadiumFL0711FL0711foto-mole-antonelliana.jpgSIn-1013728.htmSI01,02,03,0601075n
251013724NewsEditorialeTutti contro Dybala, ma la colpa non è sua.2020111018:28Confusione Juve<br /><p><span>La Juventus di Andrea Pirlo non va bene. Mancano gli equilibri di gioco e i meccanismi tra difesa, centrocampo e attacco sono ancora da perfezionare. Se a questo si aggiungono le pesanti assenze di De Ligt, Alex Sandro, Chiellini, Ramsey, di Bernardeschi che si &#232; perso nella nebbia di Torino e la forma precaria di Dybala, ecco che si procede a fasi alterne e con rendimenti ben al di sotto delle proprie potenzialit&#224;. Ma il pareggio di domenica scorsa contro la Lazio, avvenuto all'ultimo secondo di partita, ha scatenato furibonde critiche soprattutto nell'atteggiamento della difesa che in quell'occasione non &#232; apparsa abbastanza attenta nel gestire la situazione. Ma c'&#232; un altro imputato tra le cause di questo amaro pareggio della Juve contro la Lazio, ed &#232; <strong>Paulo Dybala.</strong> L'argentino entrato in campo al posto di CR7 infortunatosi alla caviglia, &#232; stato incolpato per avere gestito male un pallone nell'out di destra che andava stoppato e difeso, cercando di farsi fare fallo per arrivare praticamente al fischio finale. Noi pensiamo sia ingiusto incolparlo per un episodio che ci sta e pu&#242; accadere a chiunque. Che Dybala sia in sofferenza per un'infezione urinaria e una precaria forma generale, questo ci sembra evidente. Tuttavia, un campione della sua levatura non pu&#242; fare da parafulmine a problemi da ricercarsi in altri ambiti. Tra questi motivi poniamo l'attenzione verso <strong>Andrea Pirlo,</strong> il coach che sta cercando di capire cosa significhi essere allenatore della Juventus. Lui, pur conoscendo l'ambiente bianconero per avere giocato ad alti livelli tra le fila della Vecchia Signora, adesso si trova a dovere attuare i suoi concetti tecnici di un calcio da gestire nell'ambito della squadra e di uno spogliatoio da tenere in pugno, senza farselo sfuggire di mano. L'impresa &#232; ardua, questo lo si sapeva anche all'inizio di campionato, tuttavia, la dirigenza bianconera confida in lui, nella sua crescita e in quella di un collettivo che ancora non c'&#232;. Ma sapr&#224; aspettare un ambiente abituato a vincere sempre? Sapranno i tifosi juventini avere la necessaria pazienza nel rivedere magari situazioni come quelle riscontrate contro la Lazio, dove per quel finale incredibile ci si &#232; incolpati tra Bonucci, Cuadrado, Dybala e altri? Pensiamo che prima di guidare una squadra come la Juve si debba partire dallo spogliatoio e poi dalla tattica, con idee ben precise che adesso non vediamo da parte di Andrea Pirlo, un allenatore troppo compassato, amorfo nel manifestare espressioni di entusiasmo e delusione. Mani conserte, sguardo al gioco, ogni tanto un piccolo suggerimento, ma mai un atteggiamento carismatico di sicurezza da impartire alla squadra. Chi ci segue ormai da diverso tempo tra le pagine di questo giornale, ricorder&#224; certamente che abbiamo sempre sostenuto la candidatura di <strong>Simone Inzaghi</strong>, quale perfetto profilo di allenatore della Juventus. Un giovane che ha stile, carisma, eleganza nel porsi con i media e grande capacit&#224; di unire e tenere compatto lo spogliatoio. In campo poi &#232; uno spettacolo nel vederlo sempre a bordo campo e gestire situazioni talora anche difficili nella lettura della partita. Comunque, a parte queste considerazioni e ritornando a ci&#242; che &#232; oggi la Juventus, diciamo che si debba ancora attendere gli sviluppi di una squadra che &#232; ancora in cantiere per gioco e chiarezza di idee. Dopo la sosta della Nazionale, gli impegni di Campionato, Champions e Coppa Italia saranno ravvicinati e decisivi, almeno per quanto riguarda la vera fisionomia di una Juve che Juventus non &#232; ancora. Vedremo cosa accadr&#224; con il rientro degli infortunati e, soprattutto, con il frutto di un lavoro che ha ancora molto bisogno di perfezionare gli schemi tattici nel collettivo di una squadra che ha bisogno di ricordarsi che si chiama Juventus.</span><br /><br /></p><p><strong><span>Salvino Cavallaro</span></strong><br /><br /><br /><br /></p>Torino FL0711FL0711foto-dybala.jpgSIS-1013724.htmSI01,02,03,0601047n
261013721NewsCalciomercatoAlvaro Morata e il suo ritorno alla base20200922150531Lo spagnolo è il nuovo centravanti della Juventus.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Come la vita anche il calcio ci ha insegnato che nulla è per sempre. Sì, perché talora un momentaneo partire può segnare il probabile ritorno. I motivi? Possono essere innumerevoli e con svariate argomentazioni. La singolarità è data dal destino tracciato in ognuno di noi, che quasi sempre è il vero giudice del nostro percorso di vita. Così nell’esistenza umana, così nel calcio, impareggiabile mondo di sorprese cui ormai abbiamo fatto l’abitudine a considerarle normalità. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Alvaro Morata</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">è tornato alla Juventus</i></b> dopo averla lasciata nel 2016. Arrivato a Torino nel 2014, in due anni la città sabauda gli ha dato modo di diventare uomo attraverso gli insegnamenti di Max Allegri e, soprattutto, tramite Alice, un amore che lo ha reso padre felice di due gemelli, mentre adesso è in attesa del terzo figlio. Pensiamo che per Alvaro sia un ritorno positivo dal punto di vista ambientale in un gruppo allenato da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">mister Pirlo</i></b>, suo ex compagno di squadra e maestro suggeritore di tanti assist che hanno verticalizzato il gioco facendogli fare gol, immortalando momenti di calcio ad alti livelli. E poi? Poi c’è il ritorno in una città che ha segnato il passaggio personale nella sua vita adulta. Lui, arrivato da Madrid ancora ragazzo acerbo che amava andare sui kart mentre abitava nel centro di Torino che subito lo accolse con simpatia, come se fosse un piemontese acquisito e ospitato da tanti anni. Certo, per Alvaro è un bel tornare nella Torino bianconera, dove ogni angolo della città gli ricorda sicuramente momenti impossibili da dimenticare, forti di un biennio intenso di maturità calcistica e umana. Al Chelsea e all’Atletico Madrid non fu la stessa cosa, perché gli anni trascorsi tra luci e ombre hanno determinato una sorta di storia appiattita, incolore e priva di quel gusto che in ogni professionista fa la differenza nel condurre parimenti la professione con i sentimenti. Arrivato a Torino Caselle a notte fonda con un volo privato da Madrid, oggi Morata sosterrà le visite mediche di rito presso il J Medical. Il cielo plumbeo e carico di pioggia autunnale, non hanno scoraggiato i tifosi bianconeri che lo hanno accolto all’entrata dell’istituto sanitario della Juventus. Un po' come dire che non è l’esteriorità del malinconico e piagnucolone tempo torinese a essere significativo di questo ritorno di Alvaro Morata, ma è nell’entusiasmo che si è manifestato tra il giocatore e i tifosi che si deve percepire il segnale del comune sentire. Se vogliamo poi fare delle considerazioni riguardanti la parte tecnica, basata sull’analisi dell’effettiva importanza di fare ritornare questo giocatore al centro dell’attacco della Juve, diciamo che Paratici si è trovato,suo malgrado a dovere decidere in fretta, dando un taglio netto all’esasperante situazione che si era creata nella indecisione del passaggio di Milik alla Roma, il quale avrebbe dato il via libera a Dzeko di passare alla Juve. Un giro di centravanti sbloccato da Suarez, cui è seriamente interessato l’Atletico Madrid, ha praticamente offerto alla Juve l’assist per chiudere su Morata in prestito a 10 milioni di euro, più il riscatto di 45 milioni il prossimo anno. Nell’accordo tra le parti c’è anche la possibilità da parte della Juve di tenere in prestito ancora per un anno Morata, versando ulteriori 10 milioni e riscattarlo l’anno dopo con 35 milioni di euro. In buona sostanza e a conti fatti, Morata costerà alla Juve ben 55 milioni di euro. Un affare? Dal punto di vista economico non ci sembra proprio. Tuttavia, dal punto di vista tecnico tattico potrebbe essere stato un affare alla luce di un sistema di gioco cui mister Pirlo crede, nel suo evolvere offensivo fatto di intese con CR7. Vedremo cosa accadrà, anche se noi avremmo visto meglio la duttilità e l’intelligenza tattica di un Dzeko capace di enfatizzare meglio il gioco della Juventus nel possesso e nel non possesso palla. Certo, a favore della Juve gioca il fatto che Morata è più giovane del romanista e può anche intendersi come futura plusvalenza nel caso di una ipotetica cessione. Vedremo, il campo è sovrano. Intanto, Alvaro Morata, la Juve e i suoi tifosi si godono questo ritorno tanto voluto, più dal destino che dal volere degli stessi uomini.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711alvaro-morata.jpgSiN-1013721.htmSi100451001,02,03,1001047
271013716NewsCampionatiIl giorno dopo lo choc, il nulla cambia e il radicale cambiamento.2020082617223725 Agosto 2020. Una data da ricordare per gli sportivi italiani.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ la sintesi del giorno dopo, in cui si è vissuto lo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Choc”</i></b> provocato dalla notizia ufficiale che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Leo</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Messi</i></b> ha detto addio al Barcellona, il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Nulla Cambia”</i></b> di marca interista che conferma Conte e tutti i quadri dirigenziali, e poi il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Radicale</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Cambiamento”</i></b> della Juve di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b>, che resta il grande mistero del popolo bianconero. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ma andiamo per ordine e analizziamo i tre punti:</span></i></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Lo “Choc” provocato da Leo Messi:</span></i></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'> </span><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dall’Argentina la Pulce ha già preso la sua decisione e l’ha comunicata ai blaugrana con il chiaro intento di volere andarsene gratis. A lanciare l’indiscrezione è il portale <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">TyC Sports</i></b> che tra le righe battute informa che Messi, tramite fax, avrebbe comunicato al Barca la sua intenzione di cambiare squadra e di volersi avvalere della clausola che gli permette di rescindere unilateralmente il contratto al termine della stagione. Un colpo a ciel sereno, capace di alimentare le speranze delle tante pretendenti che aspirano ad assicurarsi il campione argentino: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">l’Inter, il Manchester City, il Manchester United</i></b> e il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Paris Saint – Germain</i></b>, mentre qualcuno ci aggiunge pure il nome della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Juventus</i></b> in un’eventuale operazione commerciale promossa dallo sponsor <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Adidas.</i></b> Ma a parte quest’ultima possibilità bianconera che noi riteniamo molto remota e suggestionabile, tutti sperano in questo sogno che fino a ieri sembrava tale e che oggi assume i contorni di una possibile realtà. Intanto arrivano conferme dalla Spagna sulla decisione definitiva di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Messi</i></b> che in questo fine settimana non prenderà parte ai test e agli allenamenti previsti agli ordini del nuovo tecnico del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Barca Ronald Koeman</i></b>. Insomma, un vero e proprio uragano si è abbattuto sulla società blaugrana la quale, dopo avere dato il benservito a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Luis Suarez, Vidal, Rakitic,</i></b> dopo aver venduto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Artur</i></b> alla Juve e avere incassato i malumori di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Piquè </i></b>e compagni, adesso si trova a dovere sbrogliare la matassa assai ingarbugliata da Messi, proprio lui, il simbolo blaugrana per antonomasia, il capitano dei capitani che non ha sopportato l’8 a 2 subito in Champions dal Bayern Monaco. Uno sfacelo maturato secondo i malumori nati da molto tempo all’interno dello spogliatoio blaugrana, per l’inadeguatezza della presidenza di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Josep Maria Bartomeu</i></b>, reo di non avere capito in tempo il repentino cambiamento di una società che aveva bisogno di essere ammodernata a partire dalle figure tecniche e dirigenziali. Un po’ come dire che era finito il grande ciclo del Barca e si doveva cominciare a cambiare in maniera graduale. Questo non è accaduto e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Messi</i></b> che da sempre è il personaggio più rappresentativo del Barcellona, già da molto tempo aveva avvertito il generale malumore della squadra nei confronti della società. Morale della favola, adesso il presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Bartomeu</i></b> si trova praticamente solo contro la squadra e i tifosi che hanno manifestato in piazza sotto il grido <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Vattene”.</i></b> Dunque, mala tempora currunt in quel del Barca Calcio. E adesso il Messi tanto sognato dal mondo del calcio, diventa realtà per le squadre che economicamente se lo possono permettere. Sempre che il capitano del Barca faccia un passo indietro a fronte delle dimissioni del presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Bartomeu.</i></b> Ipotesi, questa, che riteniamo molto improbabile, viste le dichiarazioni agguerrite del massimo dirigente del Barca. Staremo a vedere i prossimi sviluppi!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>--------------------------------------------------------------------------------------------------</span></i></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Il “Nulla Cambia” dell’Inter:</span></i></b><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> </span></i></b><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Antonio Conte</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> resta allenatore dei nerazzurri e anche i quadri dirigenti restano intatti. Il teatrino è finito, andate in pace! <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Zhang</i></b> ha fatto da paciere facendo condividere la strategia tecnica con quella dirigenziale, evitando l’addio dell’allenatore che ha ancora due anni di contratto firmato. Tre ore di incontro a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Villa Bellini</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">di</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Somma Lombardo in provincia di Varese,</i></b> hanno decretato una riappacificazione per il bene della società nerazzurra. Al momento non sono emersi i punti d’incontro per il lieto vivere, ma si presume che alla base ci siano motivi economici da mettere in primo piano, uno su tutti il lauto contratto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Conte</i></b> firmato l’anno scorso a 12 milioni netti a stagione. Poche note trapelano da un incontro che ha visto uscire alla spicciolata sia il presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Zhang </i></b>che l’allenatore e tutti i dirigenti nerazzurri. Ciò che si è saputo è che questo accordo non prevede la forzatura della società di vincere lo scudetto il prossimo anno e di lavorare il più possibile tranquilli, portando avanti il lavoro triennale previsto già lo scorso anno con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Antonio Conte.</i></b> Non ci sarà un mercato con colpi da Top Player come quello fatto l’anno scorso con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Lukaku</i></b> e dove è facile pensare all’addio di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Asamoah, Vecino </i></b>(per lui si parla dell’interessamento del Cagliari) e poi<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"> Skriniar,</i></b> cui è possibile farlo rientrare nell’operazione <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Ndombèlè </i></b>con il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Tottenham</i></b>. Vedremo cosa accadrà. Una cosa pensiamo di questa Inter sempre alle prese con la sua vera identità mai trovata a parte gli anni del pre e post <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Mourinho, </i></b>ed è sempre quella latente immagine di società fragile dal punto di vista organizzativo, in cui tutti parlano, tutti dicono la propria idea pubblicamente anche contro la società stessa. Tutto ciò crea disordine, anarchia, non rispetto delle gerarchie in un ambiente in cui si vorrebbe arrivare a quel <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta”</i></b> che è l’emblema dell’odiata Juve. Per far questo, però, c’è bisogno di fatti concreti, di un’organizzazione societaria perfettamente organizzata nei suoi quadri dirigenziali e tecnici, ma non di parole spifferate pubblicamente che sono devastanti per la coesione del gruppo e l’interruzione continua di progetti iniziati e mai conclusi. Anche in questo caso, il tempo sarà giudice di quanto la società cinese <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Suning </i></b>e il giovane presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zhang</b> ha optato per lasciare le cose come stanno, ovviando alla gravità dei pensieri espressi pubblicamente da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Conte </i></b>nei confronti del società.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>--------------------------------------------------------------------------------------------------</span></i></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>IL&nbsp;“RADICALE CAMBIAMENTO” DELLA JUVE&nbsp;DI&nbsp;ANDREA PIRLO:</span></i></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> Anche per la Vecchia Signora ieri è stata una giornata importante. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo </i></b>si è presentato in conferenza stampa con: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“Voglio riportare un po’ di entusiasmo che è mancato nell’ultimo periodo. Voglio un calcio propositivo con grande padronanza del gioco. Ai ragazzi ho detto solo due cose: dobbiamo avere sempre il pallone e quando lo perdiamo dobbiamo recuperarlo velocemente. Sono due concetti importanti a livello mentale, da fare entrare nella testa dei giocatori. Dybala? Mai stato sul mercato! Higuain? Ciclo finito! Con Ronaldo ho già parlato. Per il mercato ho già in testa un certo tipo di giocatori che ho richiesto al club”. </i></b>La sua voce è bassa, lenta, così come sempre è stato Andrea Pirlo, l’artefice della “maledetta” che s’infilava liscia nel sette della porta avversaria. Il regista di centrocampo dotato di intelligenza. Ma essere allenatore della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Prima Squadra della Juventus</i></b> è tutta un’altra cosa, soprattutto per lui che è neofita della panchina. Il mondo bianconero ascolta in silenzio ed è più confuso che persuaso su quelle che sono le aspirazioni di una Juventus, la quale si è affidata con coraggio a un allenatore fatto in casa ma senza nessuna esperienza da coach. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Pirlo</i></b> è un vero e proprio outsider per una Juventus che si è scoperta con poche possibilità economiche e l’idea di fare un reale cambiamento per cominciare un nuovo ciclo. E’ un rischio forse anche calcolato, ma resta pur sempre un azzardo, soprattutto perché stiamo parlando di una Juventus delusa dall’anno quasi fallimentare di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Maurizio</i></b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Sarri </i></b>che ha vinto il nono scudetto consecutivo, ma ha deluso sotto le aspettative europee di squadra che non è andata oltre gli ottavi di Champions. Riuscirà Pirlo a riportare l’interesse dei tifosi bianconeri, nei quali regna lo scetticismo più forte di sempre? Il tempo darà le risposte a domande che in<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>questo momento appaiono lecite, ma neanche tanto convinte per avere una certezza che non c’è. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-leo-messi.jpgSiN-1013716.htmSi100451001,02,03,1001058
281013712NewsEditorialeLa Juve e il suo ridimensionarsi. Che c`è dietro?202008159:17Rebus bianconero<p>Da tanta carne a fuoco, a preoccupanti incertezze. La Juve sta facendo perdere il sonno ai suoi tifosi, i quali sono increduli dopo aver visto arrivare Pirlo sulla panchina bianconera e, soprattutto, non riescono a capire cosa stia succedendo in seno alla societ&#224; pi&#249; scudettata d'Italia. La partenza di Matuidi e la chiara idea di uno svecchiamento globale dei suoi giocatori, porta a pensare che la Juve 2020'21 sar&#224; una squadra composta in massima parte da giovani. Almeno, queste sono ad oggi le indicazioni di massima. Ma cerchiamo insieme di fare ordine.<br /><br />Ecco la lista dei possibili partenti<br /><br />Gonzalo Higuain - per lui la Juve vorrebbe incassare almeno 10 milioni di euro -<br /><br />Federico Bernardeschi - un anno deludente che pregiudica la sua partenza dalla Juve senza tanti rimpianti. Paratici cerca di inserirlo con lo scambio di qualche giocatore che interessi a mister Pirlo. La sua valutazione di partenza &#232; di circa 35 milioni di euro,<br /><br />Daniele Rugani - un altro giocatore che non ha avuto modo di mettersi in luce e quando gli &#232; stata data questa possibilit&#224; ha praticamente mostrato lacune e insicurezze di reparto. La sua valutazione si aggira intorno ai 12 milioni di euro.<br /><br />Aaron Ramsey - qualora dovesse arrivare un'offerta per il gallese della Juve, nessuno farebbe resistenza per un calciatore che &#232; sempre stato n&#233; carne n&#233; pesce. Con lui la Juve porterebbe in cassa una discreta plusvalenza.<br /><br />Mattia De Sciglio - E' stato fermato dalla sfortuna e da tanti infortuni, tuttavia nel corso degli anni che &#232; rimasto alla Juve non ha dimostrato grandi valori tecnici, tali da considerarlo mai incedibile. Ha un discreto mercato all'estero e potrebbe partire a fronte di 12 milioni di euro.<br /><br />Douglas Costa - anche il brasiliano &#232; incappato in continui infortuni muscolari che ne hanno compromesso la stagione in seno alla Juventus che sborsa per lui un contratto troppo oneroso. Potrebbe essere il momento dell'addio, anche perch&#233; garantirebbe l'entrata di 40 milioni di euro. E per il bilancio della Juve di adesso, sarebbe un apporto importante nel riequilibrio del bilancio.<br /><br />Sami Khdira - &#232; ormai fuori dal progetto Juve. La societ&#224; vorrebbe guadagnare qualcosa dalla sua partenza ma c'&#232; anche la probabilit&#224; che il suo contratto venga rescisso.<br /><br />Adrien Rabiot - prima del lockdown &#232; stato praticamente nullo. Poi, alla ripresa del campionato &#232; sembrato riprendersi. Tuttavia, il fatto che abbia un lauto contratto e la possibilit&#224; che abbia un'ottima valutazione di mercato, la sua partenza garantirebbe alla Juve una buona plusvalenza liberandosi cos&#236; da un ingaggio piuttosto gravoso.<br /><br />Cristian Romero - rientrer&#224; dal prestito al Genoa, ma per lui non sembra esserci posto nella retroguardia bianconera. Con una valutazione di 20 milioni di euro potrebbe essere inserito come merce di scambio.<br /><br />Luca Pellegrini - anch'egli &#232; un rientro, ma dal Cagliari. La Juve per cederlo chiede almeno 12 milioni di euro.<br /><br />Griezmann, Aubameyang, Depay, Zapata, Jmenez, Kaio Jorge, Lacazette, Pinamonti, Dzeko, Milik. 10 nomi che naturalmente hanno una loro classifica di priorit&#224;. In cima c'&#232; Milik, ma attenzione anche alle candidature di Dzeko, Lacazette, Raul Jmenez e Zapata. I giovani Kaio Jorge e Pinamonti sarebbero inseriti eventualmente come ipotesi di prospettiva, vista la necessit&#224; della dirigenza della Juve di volere dare un colpo netto di svecchiamento alla squadra. Ma dopo lo scambio di Pjanic con Arthur e l'acquisto di Kulusevski fatto a gennaio, nella lista di Paratici si leggono questi nomi. Oltre il gi&#224; citato Griezmann, ci sono Verratti, Zaniolo, Milinkovic Savic, Donnarumma, Pogba, Gabriel Jesus. Naturalmente molti di questi nomi rappresentano una vera e propria suggestione per una Juve che mai come quest'anno si trova ad essere in chiare difficolt&#224; economiche dopo essersi «dissanguata» per acquistare e mantenere Cristiano Ronaldo. A proposito di CR7, sembrerebbe che anche il campione portoghese possa essere venduto per liberarsi della gravosit&#224; di un contratto davvero pesante. Evidentemente gli introiti commerciali derivanti dall'ottimo merchandising, non coprono a sufficienza i pesanti oneri per mantenere in rosa Ronaldo. E, come se non bastasse, nell'entourage bianconera circola voce di un possibile addio a Dybala, qualora dovesse arrivare dall'estero un'offerta irrinunciabile. Insomma, ad oggi, parrebbe che la Juve debba scegliere di tenere soltanto uno dei due campioni: o CR7 o Dybala, che tra l'altro, e non a caso, non gli &#232; stata data ancora la possibilit&#224; di rinnovare il contratto che era stato previsto come allungamento fino al 2025 a 10 milioni l'anno. Dunque, il cambiamento in squadra della Juve parte proprio dai conti in bilancio, che mai come in questa occasione si sta rivelando essenziale. Non aver vinto la Supercoppa, la Coppa Italia ed essere uscita agli ottavi dalla Champions, ha comportato perdite economiche non previste per una societ&#224; che con l'arrivo di Sarri pensava, o almeno sperava vivamente, di potere centrare almeno un'altra finale di Champions. Ma il parziale fallimento della stagione 2019'20, ha fatto ritornare la Juventus con i piedi per terra, fino al punto di dare al neo allenatore Pirlo una squadra che forse da quest'anno si ridimensioner&#224; dal punto di vista della strategia per la conquista dei grandi trofei. E magari chiss&#224;, cominciando in sordina e con i malumori e le incertezze dei tifosi bianconeri, hai visto mai che potrebbe essere l'anno buono? Chiss&#224;! Nel calcio tutto &#232; possibile.<br /><br />Salvino Cavallaro<br /></p>TorinoFL0711FL0711andrea-agnelli1.jpgSISjuve-calciomercato-tifosi-preoccupati-1013712.htmSI01,02,03,06,1001028n
291013711NewsCampionatiQuando si dice: “Non ha esperienza”.20200809142515Andrea Pirlo è il nuovo allenatore della Juventus.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>“Ubi maior minor cessat”.</span></i></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'> Per tutti quanti, in ventiquattro ore ha deciso il capo in testa. Dopo l’uscita agli ottavi di Champions e dopo un anno di gravi incertezze tecniche e tattiche della Juve di Sarri, il siluramento dell’ex allenatore di Napoli e Chelsea era nell’aria, nonostante abbia vinto uno scudetto dal sapore molto insipido. Ma la scelta di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b> come suo successore ha creato sbigottimento, non certo per la qualità dell’uomo e dell’ex calciatore dotato di tecnica sopraffina, ma per il grosso punto interrogativo dato dal suo essere un neofita allenatore che, peraltro, è ancora senza patentino. Apprendiamo infatti da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Renzo Ulivieri</i></b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">presidente dell’Associazione Italiana Allenatori</i></b>, che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b> ha il permesso di allenare perché ha frequentato e ultimato il corso allenatori a Coverciano, e nel mese di ottobre, dopo avere consegnato la tesi, sarà ufficializzato allenatore a tutti gli effetti. Ma ciò che a molti sta sembrando una decisione troppo affrettata, diciamo che non è nello stile della Juventus fare delle scelte senza discuterle a livello dirigenziale, valutando attentamente i pro e i contro di ogni operazione da fare. Infatti, ci si doveva già porre delle domande quando qualche giorno prima dell’ufficializzazione ad allenatore della prima squadra della Juventus, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b> è stato presentato in pompa magna come allenatore della Under 23. Troppa enfasi, troppa accademia, troppa pomposità, per essere una semplice info ai media convocati in conferenza stampa per un allenatore di Under 23, anche se questo faceva pensare al ritorno a casa di un ex campione dalla indiscussa juventinità. A dire il vero qualcuno l’aveva già intuito, ma troppe erano le legittime domande nell’affidare una panchina così importante a un personaggio che si è appena affacciato in quel mondo allenatori così tanto diverso dal calcio giocato. Così commenta <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Ringhio Gattuso: “Pirlo allenatore della Juve? Adesso sono tutti c……suoi”.</i></b> </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Tuttavia, l’eterno dubbio pallonaro in cui vige da sempre il detto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">- <i style="mso-bidi-font-style: normal;">“non ha esperienza” -</i></b> viene a decadere in un calcio moderno che si è giustamente liberato da certe stereotipate idee qualunquiste, incapaci di dare fiducia a chi propone idee progressiste, giovani e di fresca iniziativa, pronta a mettersi in luce senza timori ma con l’idea di proporre un calcio di ottima fattura, capace di smitizzare il principio alienante che soltanto certi parrucconi sostenitori di esperienza in campo internazionale, possano essere affidabili. E’ certo che in qualsiasi panchina da allenatore di calcio, ogni cosa deve essere equilibrata e assecondata dalle figure che compongono l’area tecnica. E alla Juve questo c’è, per questo riteniamo che mister Pirlo sarà aiutato nella fase esplicativa del suo ruolo, sia nelle scelte tecniche che tattiche, pur avendo rispetto delle idee dell’allenatore cui è stata data fiducia. E poi, in base a quanto riferito da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Renzo Ulivieri, Andrea Pirlo</i></b> durante il corso allenatori ha dimostrato di essere attento e acuto anche nell’analizzare possibili strumenti di un calcio proiettato al futuro. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Pirlo, dice Ulivieri</i></b>, è uno che guarda sempre avanti ed è preciso, ordinato, ascolta tutto e poi riassume le cose che ritiene più importanti. Insomma, non ci piove sull’aver affidato la Juve a una persona concretamente valida. Ma in primis resta comunque una scommessa di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Agnelli</i></b> che questa volta ha preso in mano la questione allenatore, dopo avere ascoltato l’anno scorso i suoi fidi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Nedved e Paratici</i></b> nella scelta di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Sarri.</i></b> Per noi, questa scelta che ha sorpreso tutti resta un punto interrogativo che solo all’atto pratico si potrà eventualmente cancellare. Una cosa è certa, con la scelta di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Pirlo </i></b>come allenatore della Juventus si profila l’ennesimo tentativo di cambiamento tecnico in un sistema moderno di gioco, che si dovrebbe accostare a quel calcio europeo ad alto livello che dia la possibilità di vincere quella tanto agognata Champions che sfugge sempre di anno in anno. Già, rimandare di anno in anno quell’alzata al cielo della coppa dalle grandi orecchie che sta diventando una vera persecuzione. Ma chi ha tempo non aspetti tempo. Lo dice anche Cristiano Ronaldo, il quale adesso non è più sicuro di volere restare alla Juve. Un altro punto interrogativo da sciogliere nel caso che il leader dei bianconeri riflettesse sul fatto che neanche la sua presenza in seno alla squadra sia stata sufficiente a vincere la Champions. Con il suo arrivo, due anni fa, questo era l’obiettivo da raggiungere. Oggi, a distanza di tempo, questo obiettivo non è stato raggiunto per molti motivi, che il leader della Juve, consapevole della sua età e del fatto che non abbia più tempo da perdere, dà probabilmente colpe alla stessa società di non avere centrato ciò che maggiormente vuole. E allora? Chissà! Tutto è possibile. Intanto la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">“maledetta”</i></b> di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Pirlo</i></b> si fa avanti come garanzia di affidabilità. Il resto lo commenteremo strada facendo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pirlo-6.jpgSiN-1013711.htmSi100451001,02,03,1001069
301013699NewsCampionatiAndrea Belotti, il gallo canta per il Toro20200718165717E` il calciatore più rappresentativo della squadra granata.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Contro il Genoa ad <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Belotti</i></b> gli abbiamo visto fare il terzino, il mediano, l’esterno, il trequartista, il regista e la punta. Che altro mancava? Ah sì, forse non ha fatto il portiere! Già, ma in quel ruolo il Toro ha un altro campione: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Salvatore Sirigu</i></b>. Sono gli unici calciatori sui quali si basa tutto il senso del Toro, inteso come squadra di Serie A che per emergere dall’eterna sofferenza avrebbe bisogno di tanto altro; una società vera, prima di ogni altra cosa! Ma ritornando al gallo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Belott</i></b>i, possiamo dire di trovarci davanti a un campione che incarna perfettamente lo spirito del Toro, più come indole naturale nella capacità di saper soffrire che da una reale capacità tecnica e tattica che sfocia in un’intelligenza calcistica non comune a molti. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Belotti</i></b> sa cosa significa essere capitano di una squadra, sa come metterci la faccia, sa come fare da traino e cucirsi addosso la maglia e la squadra, soprattutto quando è in difficoltà. Gli manca solo di tirarsi su le maniche come faceva il grande <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Valentino Mazzola</i></b> e poi è tutto fatto. Un giocatore moderno con lo spirito d’altri tempi, in cui si esprimeva un calcio di alto senso di unione di squadra e spogliatoio, che restano da sempre il segreto dei grandi successi. Certo, da soli nel calcio non si va da nessuna parte se non si è assecondati dalla squadra e dallo spirito di gruppo. Tuttavia, quando si crea una leadership nell’ambito dello spogliatoio, in campo si avverte sempre il desiderio di luce. Già, quella luce che è esempio nel trascinare tutti i compagni di squadra che sono in difficoltà, proprio come Andrea Belotti che in campo si danna, carpisce palloni agli avversari, corre, pressa, prende tanti falli cattivi, ma si rialza ed è capace di far fare gol ad un compagno, oppure si porta avanti per tentare il tiro da fuori area anche se è stremato. Il gallo è davvero l’esempio di un Toro che si è smarrito, che si è preso paura di retrocedere (anche se ancora non c’è la matematica sicurezza di restare in Serie A) e sul quale tutti hanno puntato come cavallo vincente di una squadra sbrindellata nel gioco e persa nella sua mediocrità. E’ un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Belotti</i></b> da leggenda! E non è un caso che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Antonio Conte</i></b> lo preferisca a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Griezmann</i></b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Dzeko</i></b>. Per questo diciamo fin da ora che se veramente il Toro intende mettere sul tavolo un progetto serio di società di calcio vera di Serie A (vera e non finta come quella attuale), allora deve ripartire da Belotti come punto fermo. Se invece tutto questo non sarà possibile per mancanza di investimenti e di altre situazione negative che opacizzano la storia del Toro, allora si dia la possibilità a questo calciatore di impeccabile serietà professionale di proseguire la sua fulgida carriera altrove. Là dove non si senta sprecato. Là dove possa esprimere ciò che merita in maniera costante e non con l’amarezza di avere sprecato un altro anno inutilmente. Questo lo diciamo noi anche perché lui non lo dirà mai, visto che è un professionista serio che sa cosa significa il senso di appartenenza e di rispetto per chi ti versa la retribuzione prevista dal contratto pattuito. Dunque, lo diciamo chiaro. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><i style="mso-bidi-font-style: normal;">Andrea Belotti</i></b> è il vero capitano di un Toro che non ricorda da molti anni di avere un calciatore così rappresentativo di storia e valori come quelli del Grande Torino. La società ha tantissime responsabilità. Se non è in grado di capirlo, allora si faccia da parte!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: "Times New Roman"; mso-bidi-theme-font: minor-bidi; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro&nbsp;<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b>Torinofl0711fl0711foto-belotti.jpgSiN-1013699.htmSi100451001,02,0301043
311013632NewsCampionatiFabio Viglione, “Il Toro? Un contrasto tra luci e ombre”20191119060915Il parere di un autorevole avvocato tifoso granata.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>L’Avvocato Fabio Viglione</span></b><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> è uno di quei tifosi del Toro che maggiormente si sono distinti nel tempo, per qualità di opinioni calcistiche espresse sempre con la massima oggettività. Tante volte abbiamo avuto modo di intervistarlo per avere una sua idea sulla situazione della sua squadra del cuore, e in ogni occasione non ha mai deluso le nostre aspettative. Così come in questa esaustiva intervista, in cui pone l’accento, con evidente amarezza, sul momento negativo del suo Toro che ha deluso le aspettative di tanti tifosi granata. Giurista patrocinante in Cassazione, l’Avvocato Fabio Viglione vive a Roma ormai da molti anni e svolge la sua attività professionale presso il suo avviatissimo studio legale che si avvale dell’apporto di numerosi qualificati professionisti. Ma il lunedì di ogni settimana, quando il Toro vince, pareggia o perde, per lui c’è sempre modo di fare un’analisi critica e competente con amici e colleghi, con la stessa meticolosa attenzione e precisione che pone nel suo quotidiano, quando deve garantire assistenza in ambito giudiziale. Ascoltiamolo dunque in questa intervista.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dopo il 4 a 0 del Toro inflitto al Brescia in terra lombarda, il tuo giudizio sulla squadra è cambiato?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“No, non è cambiato. Resta un giudizio in chiaroscuro. Un contrasto tra luci e ombre. La parte luminosa è la potenzialità della squadra, espressa nella stagione scorsa quando tutto girava al meglio. Le ombre sono rappresentate dal gioco che non mi ha mai completamente convinto. Neanche quando assistito dai risultati. Naturalmente tengo stretta la vittoria di Brescia e soprattutto i 3 punti perché cominciavo ad essere in astinenza e cominciavo a guardarmi alle spalle…” <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>A cosa pensi sia dovuto il periodo negativo che la squadra di Mazzarri sta attraversando?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Confesso che non sono riuscito a capirlo fino in fondo. Forse un calo della condizione atletica, una sfiducia dopo le prime impreviste difficoltà, un gioco troppo prevedibile e privo di coraggio e di un po’ di sana spregiudicatezza. Una punta come Belotti, isolata e senza rifornimenti, si sbatte facendo di tutto per conquistare palloni giocabili, ma è uno sforzo titanico con uno spreco mostruoso di energie. Essendo l’unico riferimento in attacco viene continuamente raddoppiato dai difensori avversari”. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tu, come tanti tifosi del Toro, che idea ti eri fatto di questa squadra all’inizio del campionato?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Avevo tante aspettative. Pensavo che, confermando tutto il gruppo e soprattutto non cedendo i cosiddetti “prezzi pregiati”, giocatori come Sirigu, Belotti e Izzo, tanto per fare tre nomi, saremmo stati in grado di mettere in campo una squadra solida e competitiva. Non cedere calciatori tanto richiesti sul mercato, poi, l’ho letto come una evidente dimostrazione di forza da parte del club. C’è un progetto e si porta avanti con continuità. Pensavo, poi, che l’affiatamento del gruppo, con una stagione in più sulle spalle avrebbe ulteriormente aumentato il tasso di esperienza e la complessiva affidabilità. Maggiore assimilazione degli schemi, più affiatamento. Gli acquisti di Verdi e Laxalt avrebbero dato poi ulteriore qualità. Due giocatori in cerca di riscatto dopo annate difficili. Si, in estate ero molto fiducioso. Ad oggi sono stato smentito dal campo. Ma credo ci voglia equilibrio di giudizio soprattutto nelle situazioni difficili, quando tutte le certezze sembrano venire meno”.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Se ci sono delle colpe, a chi sono maggiormente imputabili?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Credo che quando, a quasi un terzo del campionato, si determini una situazione come quella attuale, è evidente che siano stati commessi errori. Preferisco parlare di errori e non di colpe, forse per la mia deformazione professionale. Errori commessi da tutti naturalmente. Credo che possano suddividersi in due tipi di errori. Quelli di valutazione iniziale, diciamo “programmatici”, sulle potenzialità dell’organico e quelli chiamiamoli “esecutivi” sulla realizzazione pratica del progetto. Dopo quasi un terzo di campionato, il bilancio parziale è certamente negativo. Abbiamo perso la metà delle partite, la maggior parte delle quali contro squadre costruite con diversi e meno ambiziosi obiettivi, certamente con organici meno competitivi. Credo che attualmente la squadra si esprima al di sotto delle proprie reali potenzialità”.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Se tu fossi il Presidente Cairo, cosa faresti?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Non è facile sostituirsi al Presidente e fare valutazioni dall’esterno. Io personalmente punterei sul potenziamento dei quadri dirigenziali della società, investendo su figure di massima professionalità ed esperienza. Per una società come il Torino saper individuare, in anticipo, prima che “esplodano”, i calciatori su cui puntare può essere determinante. E’ inutile far finta di niente: i fatturati delle società, i contributi dei diritti Tv creano fossati. La competizione oggi in Italia è figlia di questi dislivelli, in parte incolmabili. Guardiamo le classifiche finali degli ultimi 10 anni per averne una dimostrazione. Negli ultimi anni il Presidente Cairo attraverso una serie di investimenti - basti pensare a quanto sia salito il monte ingaggi e quanto abbia speso per acquistare alcuni calciatori da club di prima fascia - <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>ha cercato di far salire il livello del Toro. D’altronde, anche quest’anno, l’aver trattenuto tutti, l’aver acquistato Verdi e riscattato Aina per cifre importanti, rappresentava il chiaro intendimento di puntare ancora più in alto del precedente settimo posto. Qualcosa evidentemente, ad oggi, non ha funzionato. Ma credo che il Presidente Cairo sia perfettamente in grado di diagnosticare i problemi ed abbia la voglia e la capacità per cercare e trovare le soluzioni più appropriate.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sabato prossimo il Toro affronterà in casa l’Inter di Antonio Conte. Che partita sarà?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sarà una partita difficile per il valore dell’avversario e le motivazioni che spingono i nerazzurri. Ma il Toro ci ha abituati a meglio figurare contro questo tipo di squadre. Anche perché, a mio parere, quando è chiamato ad imporre il proprio gioco contro squadre chiuse fatica moltissimo. Credo che il Toro giocherà una partita ordinata ed attenta ed avrà l’atteggiamento giusto. Poi nelle singole partite, anche un episodio può indirizzare l’andamento e conseguentemente il risultato”.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>A parte il divario tecnico esistente tra queste due squadre, pensi davvero che sia possibile un’impennata d’orgoglio da parte del Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Credo che la partita possa essere l’occasione per far scoccare la scintilla e riaccendere una stagione che oggi sembra essere andata in letargo. Perdere contro Sampdoria, Lecce, Parma, Udinese… A tacere dello sconfortante tonfo contro la Lazio. E’ inutile giraci intorno, tutti ci saremmo aspettati un’altra classifica a questo punto del campionato. Ma la squadra deve essere in grado di non farsi condizionare e vivere l’evento liberandosi di zavorre mentali e di un velato senso di sfiducia.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Se potessi togliere qualche giocatore ai nerazzurri e inserirlo tra i granata, chi sceglieresti?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“E’ dura. L’Inter ha un organico molto competitivo ed un allenatore in grado di far tirar fuori il meglio delle potenzialità di ciascun calciatore. Ma dico Nicolò Barella anche perché credo che il centrocampo sia il punto di crisi del Torino. Un problema antico. E’ quello il luogo nevralgico del gioco. Un gioco che, purtroppo, anche per le difficoltà in quella zona e la penuria di uomini di qualità non consente verticalizzazioni e manovre ariose. Barella potrebbe farci davvero molto comodo…” <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Fabio, da grande tifoso del Toro quale tu sei, come vivi la tua passione granata a Roma, città in cui abiti ed eserciti la tua professione di avvocato?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Con grande orgoglio. Anche mio figlio, tredicenne, tifa Toro a testa alta. Ha seguito la passione di suo padre e, pur senza averlo mai conosciuto, di suo nonno, capostipite della tradizione granata in famiglia. Noi siamo tifosi di una squadra speciale, unica, ammirata per la storia e l’identità che esprime. A Roma la passione per il calcio è vissuta in modo molto intenso ma sia i tifosi romanisti che laziali hanno grande rispetto per la nostra identità calcistica. Ne siamo fieri ed il nostro sentirci un po’ fuori dal coro ci rafforza nella nostra passione. Certo il lunedì, lui a scuola ed io in Tribunale, quando il Toro vince o perde catalizziamo i commenti di tutti…Dobbiamo sempre essere sul pezzo… <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa ti auguri per il futuro del Toro? </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Una crescita continua, una stabilizzazione nella parte alta della classifica. Una dimensione che possiamo migliorare soprattutto facendo salire l’asticella delle ambizioni. Io credo nella crescita graduale purché sempre assistita da un progetto. Puntare all’Europa o alla vittoria della coppa Italia deve diventare la normalità. Nel far ciò non dovremo mai perdere di vista la nostra storia e le nostre peculiarità. Dalla valorizzazione del Filadelfia come fucina di “granatismo” al rafforzamento costante del settore giovanile. Continuo a pensare che dalla Primavera debbano essere selezionati in buona parte i calciatori “da Toro”. Proprio pensando a quella distinzione del nostro grande Emiliano Mondonico tra giocatori “del Toro” e giocatori “da Toro”. Abbiamo bisogno di questi ultimi, anche in un calcio ormai votato sempre più al freddo <i style="mso-bidi-font-style: normal;">business</i>. Noi siamo il Toro, non una semplice squadra di calcio…”. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Romafl0711fl0711foto-avv.-fabio-viglione.jpgSiNfabio-viglione-il-toro-un-contrasto-tra-luci-e-ombre-1013632.htmSi100451001,02,03030393
321013624NewsCampionatiDalla parte del tifoso del Toro20191021173638Dopo l`ennesima prestazione incolore del Torino a Udine, si pongono i soliti interrogativi di una squadra incapace di crescere.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Già, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">FORZA TORO. Sempre!</b> Ma quante volte ancora il popolo granata deve fare di questo mantra la ragione di sentirsi tifosi del Toro sulla pelle, nella testa e nel cuore, sorpassando gli altalenanti momenti di illusione e poi di disillusione? A Udine come contro Lecce, Sampdoria e Parma, sempre lo stesso problema, sempre lo stesso atteggiamento di squadra che non intende incidere, far parlare di sé in termini ammirevoli ma soltanto in modo negativo. E non è certo il mancato rigore su Laxalt che può far gridare allo scandalo nel match che il Toro ha perso a Udine, ma per un complesso di cose che l’hanno reso avulso dal gioco e incapace di dare un’immagine di gioco moderno che s’intende fatto con sanguigna propulsione in avanti con l’attenzione a essere corti quanto basta, per potere far fronte ai vari momenti che si riferiscono al non possesso palla. Nella squadra di Mazzarri si parla da sempre di difetti atavici dovuti a ingenuità, distrazioni difensive, mancanza di concentrazione mentale nell’affrontare con la stessa attenzione le squadre forti e quelle che stimolano meno. Discorsi senza fine che non hanno portato nel tempo alcuna modifica mentale, oltre che tattica e tecnica. E non è tanto lo schema tattico che Mazzarri ha imposto a questa squadra fin dal primo giorno in cui si è insediato allenatore del Toro, ma a parer nostro sussiste quella mancanza di stimoli a produrre un gioco moderno, che si concretizza attraverso una mentalità propositiva e senza timori reverenziali verso l’avversario che probabilmente nemmeno lo stesso Mazzarri ha insito in sé. Va bene rispettare l’avversario, ma c’è un calcio d’oggi in cui non si prevede più il dovere aspettare l’avversario per colpirlo nelle ripartenze. L’avversario, anche se superiore tecnicamente, lo devi aggredire alto, non farlo ragionare e inibirlo nella sua naturale fonte di gioco.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Per fare questo c’è bisogno di una preparazione fisica e mentale che il Toro non ha perché è l’espressione dell’insegnamento del proprio allenatore. Chi ha mai visto il Toro aggredire dal primo minuto l’avversario di turno fino alla fine della partita? Crediamo che in questo campionato (ma se non ricordiamo male neanche in altri) soltanto in pochi sprazzi di match la squadra di Mazzarri si sia espressa in questo senso. Eppure, squadre come Parma, Hellas Verona, Lecce, Brescia, che sono inferiori tecnicamente al Toro, hanno un gioco aggressivo, mai riverenziale verso l’avversario e scendono in campo con la mentalità rafforzata da un’autostima che aiuta a moltiplicare le proprie reali qualità. Il Toro non può continuare ad andare sempre indietro come i gamberi, perché se dovesse continuare così, ci sembrerebbe opportuno puntare lo sguardo su Mazzarri come probabile imputato della mancanza di crescita dei granata. Non serve andare davanti alle telecamere dopo l’ennesima sconfitta e ripetere sempre: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“ non siamo stati capaci di chiudere la partita”</b> oppure <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“i ragazzi sono</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">stati ingenui e su quest’aspetto dobbiamo continuare a lavorare molto…..”.</b> Ma quanti anni ci vogliono ancora affinché il popolo del Toro possa vivere un presente capace di inorgoglirsi non solo per la sua immensa, grande storia? Il Torino deve entrare stabilmente a far parte del novero delle grandi squadre italiane in cui c’è entrata anche l’Atalanta di Gasperini con un concetto di gioco a tutto campo che va oltre le reali potenzialità tecniche dei suoi giocatori che vede nel Papu Gomez, Muriel, Duvan Zapata e Ilicic, i fari di orientamento dei vari Toloi, Palomino, Gosens, Castagne, Freuler, mentre i granata di Sirigu, Izzo, Ansaldi, De Silvestri, Nkoulou, Baselli, Rincon, Laxalt, Belotti, Iago Falque, Zaza e Verdi, non fanno da traino ai vari Millico, Parigini, Meitè, Ola Aina e altri giovani? Un motivo ci sarà pure. Qual è? Secondo noi sta proprio nella mentalità generale di un’idea di calcio moderno che il Toro non ha!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711walter-mazzarri-al-toro.jpgSiNdalla-parte-del-tifoso-del-toro-1013624.htmSi100451001,02,03030294
331013534NewsCoppeJuventus, è arrivato il giorno della verità20190312174951Per Allegri,CR7 e compagni è l`ora della verità. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ da quella assurda sera del Wanda Metropolitano, che i tifosi bianconeri aspettano la notte della rivincita. Quella squadra scesa in campo non era la vera Juventus e non era neanche la lontana parente di quella che è veramente, nonostante certe manchevolezze tattiche che spesso imputiamo ad Allegri. Una notte mortificante per il popolo bianconero, il quale mise da parte persino l’immenso distacco in campionato dal Napoli, che già preannunciava la conquista dell’ottavo scudetto consecutivo per la Juventus. L’amarezza di quella partita di Champions contro l’Atletico Madrid fu troppo intensa, bruciante ed impossibile da assorbire. Per questo, fin dal giorno dopo quella incredibile sconfitta, il mondo bianconero ha vissuto con ansia la spasmodica attesa della rivincita all’Allianz Stadium. Ebbene, adesso quella notte tanto attesa sta per arrivare. A Torino, nella sua parte di fede bianconera si respira aria e voglia di partita perfetta, in cui solo la Juventus stessa, prima ancora dei Colchoneros, può essere la vera antagonista di sé. Certo, resettare completamente tutto è praticamente impossibile, tuttavia, nella notte più importante della stagione della Juventus, il popolo bianconero deve mobilitarsi e provare in qualche modo a non essere prevenuto su pensieri anti Allegri, su insoddisfazioni e idee di programmazione sulla sua probabile sostituzione e di tante innumerevoli disapprovazioni contro la società per il caro biglietti. Pensiamo che a tempo dovuto i sostenitori della Vecchia Signora d’Italia abbiano la legittimità, se lo riterranno opportuno, di scegliere il modo migliore per contestare. Ma questa notte, no! La Juventus ha bisogno del dodicesimo giocatore in campo, perché l’eventuale remuntada sugli spagnoli significherebbe l’accesso ai quarti di finali e la possibilità di arrivare fino in fondo, partecipando a quella finale tanto attesa per poterla vincere. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ stato il sogno delle notti juventine già da questa estate, proprio quando la Juventus ufficializzò l’acquisto di Cristiano Ronaldo. Già, perché lui è senza dubbio l’uomo Champions, il calciatore che ha vinto cinque volte la Coppa dalle grandi orecchie ed ha segnato 122 reti. CR7 ha scelto la Juve, ma anche la società lo ha voluto insistentemente senza badare a spese, sicura di colmare finalmente quel fastidioso gap che le ha impedito di vincere una Champions che nel tempo è persino apparsa stregata per i colori bianconeri. E’ stato come incontrarsi in un intersecarsi di situazioni che fanno capo alla convinzione di un affare comune, capace di portare benefici ad entrambi. Quindi, in questa notte di football ad alti livelli in cui si spera in un’impresa storica da parte della Juventus, la differenza la farà sicuramente il campione tanto voluto da tutto il mondo bianconero. E se è vero che nel calcio contano gli episodi e certi meccanismi di squadra che si devono incastrare perfettamente come tessere che completano un puzzle, è altresì vero che il campione fa sempre la differenza. E CR7 la fa la differenza; su questo non ci sono dubbi! <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sono sicuro al 200% che Cristiano farà Cristiano”</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">dice capitan</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini.</b> Un chiaro pensiero di quello che significa avere in squadra, nello spogliatoio, in campo e nei vari allenamenti quotidiani, un leader di tale spessore tecnico e umano, capace di migliorare l’autostima di tutti i propri compagni di squadra. E in momenti come questo c’è proprio bisogno dell’unione d’intenti, c’è bisogno di vedere l’avversario con rancore sportivo, per aver creato tanti malumori dopo quell’infausta notte al Wanda Metropolitano, capace di destabilizzare l’armonia dell’ambiente juventino che comprende, oltre ai tifosi, anche gli addetti ai lavori. C’è poi la fase tattica da analizzare da parte di Allegri, che sta studiando da giorni il modo migliore per superare la squadra del Cholo Simeone. Proprio il Max livornese che ha le sue responsabilità e che si trova ormai in mezzo a un mare di contestazioni, deve dimostrare che sa di Europa e che non è vero che tende ad un calcio fatto di antiche idee, dove basta attendere sempre l’avversario per poi colpirlo nelle ripartenze. Il calcio in Europa si gioca con aggressività, forza fisica, velocità, e con uno, o massimo due tocchi, capaci anche di verticalizzare il gioco e trovarsi in area di rigore ed essere pronti al tiro in porta. Ma snaturare le caratteristiche di certi calciatori, nel fare di Allegri sembra essere la sua specialità, il suo modo di intendere un calcio fatto di tuttologi. Naturalmente è ancora tutto da dimostrare, visto che in campo europeo conta vincere e lui non ha mai vinto nulla, al contrario dei vari Guardiola, Mourinho, Zidane, la cui prossima presenza sulla panchina della Juve sembrava già cosa fatta, se non ci fosse stato l’intervento furbesco e repentino di Florentino Perez, il quale gli ha dato maggiori poteri per convincerlo a ritornare ad allenare il Real Madrid. Ma questa notte il campo parlerà chiaro e Massimiliano Allegri lo sa bene. Le chiacchiere sono già state spazzate via dall’impetuosità del vento che in questi giorni è soffiato violentemente sull’Allianz Stadium. Dunque, signor Allegri, dimostri che in campo internazionale ci sa fare. I giocatori li ha. E <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>una volta per tutte, metta pure il turbo a questa “Ferrari” bianconera che ha a sua disposizione. Altrimenti s’ingolfa……… </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Allianz Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNjuventus-e-arrivato-il-giorno-della-verita-1013534.htmSi100451001,02,03030245
341013399NewsCampionatiAdesso c’è un “Mondo” anche lassù20180329204252Il calcio piange la morte di Emiliano Mondonico<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sono contento di tornare a respirare il profumo dell’erba”.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> Una frase emblematica che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Emiliano Mondonico</b> disse sette anni fa dopo avere subito un delicato intervento chirurgico per un tumore all’addome. Sembra ieri che è ritornato a vivere in mezzo ai suoi giocatori, al pallone che è vita e che per lui non ha mai smesso di rotolare. Negli ultimi anni è apparso spesso in TV come opinionista della Domenica Sportiva durante gli Europei del 2014. Da qualche tempo si era ritirato dalle scene pubbliche per riposarsi, ma senza mai mollare quello spirito combattivo che lo ha caratterizzato lungo l’arco della sua vita. Ma oggi, dopo avere lottato tanto ed essere stato l’allenatore che portò la classe operaia del calcio in paradiso, il “Mondo” ci ha lasciato. Aveva 71 anni ed era un gran conoscitore di quel calcio che per lui era fatto di pragmatismo piuttosto che di fatiscenti estetismi. Palla lunga e pedalare. Era concettualmente il suo calcio, la sua idea di gioco in cui bisognava fare molta attenzione all’avversario per poi colpirlo in contropiede. Una cultura antica che ha dato i suoi frutti e che lo ha reso l’allenatore che disse: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“la partita non è finita finché non è finita”.</b> Un po’ come dire che bisogna crederci fino alla fine e non mollare mai. Così come ha fatto con la sua malattia, capace com’è stato di affrontarla e combatterla a viso aperto. Mondonico viveva un mondo a sé rispetto ai colleghi più illustri e blasonati di lui, era uno che preferiva i fatti alle parole. Ha allenato molte squadre, ma quelle con cui ha scritto una parte di storia indelebile sono state principalmente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Atalanta e Torino</b>. A Bergamo è arrivato dalla Cremonese e nel campionato ’87- ’88 ha guidato l’Atalanta di Stromberg che militava in Serie B. Finalista in Coppa Italia, ha partecipato alla Coppa delle Coppe arrivando in semifinale. Il 4-4-2 era il suo credo tattico, quello pragmatico che si opponeva all’estro del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Napoli di Maradona, del Milan di</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sacchi e dell’Inter</b> che mieteva successi su successi. Così l’Atalanta, pur non avendo in squadra i grandi campioni, con Mondonico si piazzò al sesto posto nell’89 e fu settima nel ’90. Comincia quindi la sua scalata al Toro di Borsano, dove trova quel <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lentin</b>i che sembrava essere il suo erede ufficiale per caratteristiche simili alle sue. Ma in quel Toro c’erano anche <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mussi</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fusi</b> in difesa, l’ex giocatore del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Real Madrid Martin Vasquez</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vincenzo Scifo,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Casagrande</b> e un giovanissimo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Christian Vieri</b>. Quel campionato ’91-’92 per il Toro fu un anno da ricordare per i dettami del “Mondo”, per i suoi giocatori di grande levatura tecnica e per il fatto che i granata si classificarono al terzo posto in campionato e furono finalisti di Coppa Uefa dietro l’Ajax, dopo avere eliminato il Real Madrid. Ma l’immagine indelebile di Mondonico, cui è legato il vero spirito Toro, resta sempre quell’episodio di storia granata in cui il 13 maggio del 1992 in occasione della finale di ritorno contro l’Ajax ad Amsterdam, alzò al cielo una sedia in segno di protesta contro l’arbitro, il quale non diede al Torino un sacrosanto rigore che gli costò l’ingiusta sconfitta. In quella occasione emerse l’animo di un Mondonico capace di controbattere vivacemente il macroscopico errore arbitrale, che sgretolò il grande sogno granata di vincere quella Coppa. Nostalgie e rimpianti si intersecarono ai ricordi in agrodolce di quegli anni che rappresentarono il simbolo di un Toro che si sposò bene al temperamento del “Mondo”. Sembravano nati l’uno per l’altro. Così lo ricordano oggi al Toro, con l’affetto incommensurabile verso chi ha dato tanto nel rispetto della grande storia granata. E’ la storia di un allenatore unico e di un uomo che ha saputo associare alla tecnica e alla tattica delle sue squadre, quei valori sportivi che vanno oltre le mode di un calcio che è cambiato nel tempo. Per questo oggi il pallone rotola a fatica; piange la scomparsa di un uomo speciale e pragmatico come il calcio che intendeva. Adesso, c’è un “Mondo” anche lassù.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-mondonico.jpgSiNadesso-c-e-un-mondo-anche-lasso-1013399.htmSi100451001,02,03030212
351013387NewsEditorialeIl mondo del calcio dà l’ultimo saluto a Davide Astori20180308171928Ecco i momenti di vita in cui ogni cosa si ferma<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Che cos’è la vita. Che cos’è la morte. E che cos’è il calcio, capace di racchiudere sentimenti così profondi, controversi e al contempo uguali. Già, da quanti pensieri sono stato assalito durante i funerali di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Astori</b>. Pensare alla sua incredibile morte fa male. E Firenze gli ha dato l’ultimo saluto in una piazza gremita di persone, proprio davanti alla Basilica di Santa Croce in cui si sono svolti i funerali. Oltre diecimila persone con striscioni, bandiere, sciarpe e immagini con il volto di Davide, con fare composto si sono radunati in un silenzio rispettoso, commosso e assordante. Intanto il sindaco di Firenze ha proclamato il lutto cittadino che si prolungherà per tutta la giornata odierna, mentre i personaggi del mondo del calcio che entravano mestamente in chiesa si sono stretti in un unico abbraccio. Tutti, indistintamente. Perché ci sono momenti nella vita in cui certi antagonismi costruiti su basi di antiche ruggini non hanno motivo di esistere. E men che meno nel calcio, in cui lo scontro fisico, la smania di vincere per la supremazia tecnica, il prestigio e l’interesse economico, talora diventano accecanti e fanno perdere il sapore principe del senso del rispetto dell’altrui colore sportivo. Ed è stato bello vedere la riunione di tutte le bandiere, di tutti i giocatori, di tanti dirigenti che spesso usano toni al di sopra del dovuto e si perdono in spicciole polemiche da cortile. Ma oggi no, davanti alla morte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Astori</b>, al suo ricordo e a ciò che ha saputo lasciare come preziosa eredità di stile e corretto comportamento, qualsiasi segno di inimicizia sarebbe stata stonata e fuori luogo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea e Diego Della Valle</b>, e poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Totti, Nainggolan, Florenzi, Spalletti,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Borja Valero, Vecino, Pirlo e Marco Van Basten</b>, si sono associati alle delegazioni del Milan,del Napoli, della Spal,del Genoa, della Sampdoria,dell’Ascoli, della Cremonese. Ma soprattutto mi hanno fatto pensare positivamente gli scroscianti applausi dedicati alla Juventus, allorquando <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allegri, Landucci, Barzagli, Chiellini, De Sciglio e Buffon</b> sono entrati mestamente in chiesa. Poche ore di sonno per i ragazzi della Juve che con un aereo privato sono partiti da Londra per essere puntuali all’ultimo saluto di Astori, amico e per molti anche compagno di Nazionale. Ciascuno con la sua storia, con il suo bagaglio di esperienze fatte sul campo e nella vita privata, che pur si riflettono sul carattere e il proprio modo d’essere, ma che si concretizzano univocamente nella voglia di sentirsi uniti. La vita spezzata di Davide che è stata interrotta sul più bello da un destino beffardo, non fa altro che farci sentire partecipi all’unisono. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fiorentini, juventini, interisti, milanisti, torinisti, laziali,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">romanisti, napoletani</b> e tutti gli amanti passionali del calcio giocato, hanno dato prova di maturità e di grandi sentimenti di partecipazione. Sì, perché la vita è unica e quando si perde in questo modo assurdo e in così giovane età, ogni cosa non ha più senso, neanche l’odio pallonaro. E intanto quella vita che fu di Davide Astori continua il suo incedere per chi resta e per chi da questa terribile storia ne ha ricavato momenti di saggezza e lunghi attimi di riflessione. Il calcio è vita, e come tale deve continuare. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“The Show Must Go On”</b> – “<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lo spettacolo deve andare avanti” -</b> non si può fermare, perché adesso la vita e il calcio continueranno a far parlare di sé per i suoi fatti e misfatti. Essere cronisti vuol dire anche non distrarsi mai e restare ancorati sul pezzo. Io, in questa occasione l’ho fatto, proprio nel momento in cui mi si richiede l’analisi sulla partita di Champions Tottenham Juventus che scriverò subito dopo. Ma davanti all’ultimo saluto a Davide Astori, alla sua storia, alla cronaca di una giornata di lutto per il mondo del calcio, nient’altro poteva avere precedenza.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Firenzefl0711fl0711foto-davide-astori.jpgSiNil-mondo-del-calcio-da-l-ultimo-saluto-a-davide-astori-1013387.htmSi100451001,02,03030212
361013375NewsCampionatiPaolo Aghemo, tra ricordi personali e analisi approfondite 20180215155325Il giornalista di Sky Sport ripercorre il suo passato e il presente della sua attività professionale.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Torino, Juventus, la Champions, il campionato e tanto di più è stato approfondito con il giornalista di Sky Sport, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paolo Aghemo.</b> Nato a Torino, Paolo è figlio del compianto ex presidente del Toro Beppe Aghemo, il quale gli ha trasmesso la passione per il calcio. Ama la storia ma soprattutto lo sport e il calcio che ha praticato fin da bambino. Dopo avere frequentato il liceo scientifico all’Istituto Sociale di Torino, dal quale ha attinto valori etici e sociali capaci di formarlo e indirizzarlo alla vita, si è laureato in Scienze Politiche ed ha iniziato a lavorare nei giornali locali. Una professione, quella del giornalista, che ama in maniera particolare perché si confà con il suo modo d’essere. Segue in maniera attenta e competente le vicende sportive di Juventus e Torino curando le interviste ai bordi del campo, oppure in sala stampa per informarci delle varie novità quotidiane delle due società torinesi. Oggi abbiamo pensato di intervistarlo per conoscerlo meglio, parlando di tante cose interessanti che riguardano non solo il calcio. Il suo è un narrare piacevole fatto di ricordi affettivi che lo rendono orgoglioso, mentre rivelano un certo tipo di personalità che si evidenzia anche dal punto di vista professionale. Ascoltiamolo dunque in questa esaustiva intervista, capace di farci conoscere meglio la persona dal punto di vista professionale e umano. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Paolo, cosa si prova ad essere figlio d’arte?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Si prova una sensazione di grande orgoglio e soddisfazione per quella che è stata la storia, la vita di mio padre. E ancora adesso sono tanti<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>gli attestati di stima ricevuti, quando vado in giro e sentono il cognome che porto con grande orgoglio. Io so che quella sua vita è stata vissuta con grande passione e che ha saputo trasmettere dei valori, dei principi e un modo di stare al mondo e rapportarsi con gli altri che, vedendo queste testimonianze adesso che papà non c’è più, mi fanno capire che è una strada da seguire. Dall’altra parte dico che non è facile essere figlio d’arte. Non lo era ai tempi del calcio in cui mio papà era grande protagonista ed io giocavo, ma non lo è in generale per tutti. Infatti, avendo una figura genitoriale così importante, forse dall’esterno ci si aspetta che il figlio sia all’altezza del nome che porta, nell’essere capace di fare ciò che hanno fatto il padre o la madre. Non è così perché ognuno di noi è diverso, e <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>oggi devo dire che questo confronto l’ho patito per un certo periodo della mia vita. Poi ho trovato la mia strada e adesso sto cercando di seguire quel percorso precedentemente tracciato. E’chiaro che per me papà resta un punto fermo, una luce capace di illuminarmi nei momenti di difficoltà. E’ come segnare il sentiero da seguire, ma con la consapevolezza che non potrò mai essere come lui e neanche alla sua altezza. Lui è stato unico, così come ognuno di noi”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ma c’è qualcosa in particolare di papà che ricordi più d’ogni altra cosa?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La generosità e la naturalezza, che però è una caratteristica che ognuno ha oppure no. Ma papà era un istintivo, un passionale. Tutte doti che però gli hanno creato più problemi che altro, soprattutto nel periodo in cui è stato presidente del Torino calcio in cui forse sarebbe stato meglio essere più diplomatici, frenando istinto e passione. Ma lui era fatto così, non c’era nulla da fare! Dunque, ciò che mi è rimasto di lui è la generosità, la passione, il rispetto degli altri e anche quell’intendere la propria professione come qualcosa che ti diverte. E io sono così nel mio intendere il lavoro di giornalista, esattamente come quando mio padre curava le pubbliche relazioni all’Unione Industriale di Torino. Sempre con passione!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E’ vero che quando eri piccolo facevi la radiocronaca delle partite di calcio del Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Non solo del Toro, ma anche di tutte le partite del “Novantesimo Minuto”. A casa replicavo i servizi di domenica sprint con il pallone di spugna. Giocavo, facevo l’azione e intanto facevo il commento dell’azione stessa e mi inventavo i risultati. E, come se non bastasse, lunedì con i compagni di scuola elementare ricreavamo lo studio di Paolo Valenti”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tu sei stato alunno dell’Istituto Sociale di Torino per 13 anni. Quale importanza ha avuto per la tua formazione personale nella vita.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Fondamentale, perché mi ha permesso di vivere un’esperienza di serenità nell’adolescenza e nell’infanzia. L’Istituto Sociale è stato un ambiente che mi ha messo nelle condizioni migliori per crescere, sia da un punto di vista delle strutture,dei rapporti, degli insegnanti e del clima che si respirava e coinvolgeva tantissimo la famiglia. Crescendo, i valori<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>cristiani, cattolici, di rispetto e di generosità che già si respiravano in famiglia, venivano assorbiti anche a scuola. Ma anche i valori più tecnici, tipo la disciplina e le regole da rispettare e seguire, sono state formative. C’è poi un’apertura mentale che il Sociale è riuscito a darmi, ed è la capacità di avere dei dubbi e mettersi in discussione con forma di autocritica. Una sorta di apertura mentale che l’Istituto che ho frequentato per 13 anni è riuscito a darmi”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dal 2007 sei reporter di Sky Sport. Come nasce la tua passione per il giornalismo?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Nasce da bambino, proprio quando facevo le cronache delle partite ed avevo una particolare passione per il calcio, visto che ho anche giocato fin da quando avevo sei anni. Poi, crescendo, ho sempre avuto l’idea di fare quel tipo di mestiere. Volevo fare il calciatore, ma ho capito ben presto che non era possibile farlo. Così, all’età di 17 anni ho cominciato a scrivere sui giornali locali. Da lì in avanti ho capito che era una cosa che mi piaceva fare e così ho continuato”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Parlando del Toro, che idea ti sei fatto della squadra di Walter Mazzarri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Mi piace e penso positivo. Con Mihajlovic c’era una situazione difficile a livello di feeling, di clima pesante tra lo staff tecnico e la proprietà. Non si percepiva più anche a pelle quell’unità di intenti e condivisione che è necessaria tra le parti. E poi alcune divergenze sulla comunicazione e la valorizzazione di alcuni giocatori, che si concretizzavano in risultati negativi. Con Mazzarri credo che Cairo abbia trovato un allenatore che sa valorizzare quello che ha. Il nuovo tecnico non chiede più di quanto la società possa dare, e poi in questa squadra che è da ritenersi buona per come è stata costruita, il nuovo tecnico sta apportando delle modifiche tattiche tali da valorizzare i giocatori che già dimostrano un ottimo atteggiamento in campo e grande attenzione in fase difensiva. Tutto questo dimostra che Mazzarri è in grado di sfruttare al meglio le caratteristiche tecniche di ogni giocatore. Ad esempio c’è il Baselli di turno che è stato messo in un ruolo diverso, piuttosto che Ansaldi inserito a centrocampo, Niang che sta facendo bene e Iago Falque che continua a fare benissimo e non viene mai tolto. Tutto ciò ci fa capire come Mazzarri stia cercando il miglior schema tattico, funzionale alle caratteristiche tecniche dei suoi giocatori e non viceversa”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Paolo, ma perché il Torino non vince più lo scudetto da troppi anni?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Il primo motivo è economico, visto che c’è un gap talmente alto con le prime in classifica che hanno un cospicuo fatturato. Oggi come oggi è impossibile sostenere il costo dei grandi campioni e dei loro ingaggi. Un monte ingaggi come quello che ha la Juventus, per il Torino è praticamente impossibile sostenerlo e anche soltanto immaginarlo. Una volta si cercava di coprire queste differenze lavorando sui giovani. Adesso i giovani di valore ambiscono ad alti livelli con grandi palcoscenici e vengono subito acquistati da altre società. Quindi è praticamente impossibile trattenerli, a causa di una alta richiesta economica che il Torino non può sostenere”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ecco Paolo, tu hai toccato un tema di grande attualità: i settori giovanili. Quanto è responsabile la FIGC di avere ormai da troppi anni non supportato le società di calcio a incrementare la valorizzazione dei giovani calciatori?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Credo che la Federazione interverrà presto, perché c’è stato questo cambio di rotta oltreché di uomini, per un intervento con i centri federali piuttosto che con altri sistemi e metodologie atte ad aiutare i giovani e le società. Quindi, si auspicano maggiori incentivi affinché i club siano portati ad investire ancor più di quanto non facciano adesso, cambiando un certo tipo di cultura nella reale valorizzazione dei giovani calciatori”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Qual è il tuo pensiero sul campionato attuale?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Il Napoli gioca benissimo, è una squadra spettacolare, ma la Juventus è la grande squadra che vince anche quando non gioca bene e quindi è più forte. All’estetica del Napoli si oppone la mentalità vincente dei bianconeri, che per me sono i favoriti a vincere lo scudetto. La rosa della Juventus a livello di qualità e alternativa, è sicuramente superiore a quella della squadra di Sarri. Io credo che il Napoli farà molta fatica a mantenere il livello attuale, perché giocare su due fronti significa avere una rosa ampia di giocatori di qualità. La Juventus, invece, andrà fino in fondo in tutte e tre le competizioni, o comunque ci proverà perché ha i mezzi per farcela”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Parlando di Napoli. Pensi che sia soltanto un limite economico quel suo insistere sempre sugli stessi giocatori, oppure è una mentalità apportata da Sarri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“A livello economico il Napoli non ha le stesse possibilità della Juve che ha un fatturato superiore. Però la Juve insegna che certi affari economici si possono fare spendendo poco e a parametro zero. Questa società è brava ad andare a prendere giocatori, prima ancora che esplodano e che diventino calciatori a livello internazionale. Aveva preso Vidal che era un buon giocatore ma non grandissimo come poi è diventato, aveva preso Pogba a parametro zero, Coman che poi era andato al Bayern a parametro zero. E quindi bisogna avere anche la capacità di fare certi colpi, anche senza grandi potenzialità economiche. Il Napoli ha fatto sicuramente grandissime operazioni, ma probabilmente in questo momento la Juve è più brava, grazie anche alle idee e alla vasta rete di osservatori capaci di scoprire quei giocatori che servono a quel tipo di squadra”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Che idea ti sei fatto del mezzo passo falso della Juve di Champions contro il Tottenham?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Un blackout inaspettato. La Juventus ha iniziato la gara nel migliore dei modi, ha segnato due reti con Higuain e giocato un ottimo calcio, ma poi ha dato troppo campo agli avversari che hanno approfittato della situazione e hanno terminato la gara in parità. Ma ha ragione Allegri quando sostiene che non è il caso di drammatizzare per questo mezzo passo falso della Juve. Il Tottenham è un’ottima squadra dal centrocampo in avanti, ma è apparsa vulnerabile in difesa”. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Cosa pensi delle critiche che sono state fatte in questa occasione al pipita Higuain?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Le ritengo esagerate. A mio avviso, pur avendo sbagliato un rigore, l’argentino ha fatto un’ottima partita non solo per aver segnato due gol, ma anche per aver sostenuto il centrocampo in fase di contenimento dell’avversario. Ma attenzione, perché il pipita si esalta sempre quando viene pungolato dalla critica, e poi nella partita successiva in genere sfodera prestazioni ancora più grandi. Per questo motivo penso che sarà il primo giocatore della Juve, che il Toro dovrà temere nel derby”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Già, il derby di domenica prossima. Qual è il tuo pensiero in merito?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“La Juve è nettamente favorita, però attenzione a Mazzarri e al Toro che soprattutto contro le squadre più forti riescono a leggere gli aspetti che rappresentano i punti deboli dell’avversario. Il Toro ha incartato molto bene la Sampdoria, con l’Udinese ha fatto una partita intelligente, essendo disposta bene in campo e dimostrando la capacità ad adattarsi bene all’avversario. Ed è proprio attraverso la rivoluzione tattica che c’è stata con l’avvento di Mazzarri, che si riescono a trovare i punti deboli dell’avversario per poi colpirlo; a differenza del Toro di Mihajlovic in cui bisognava attaccare e fare la partita con il pericolo di esporsi immancabilmente alle qualità dell’avversario. Quindi, Juve favorita. Ma attenzione a questo Toro che non parte sconfitto e cercherà di aggredirla alta”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Secondo te i granata riusciranno ad entrare finalmente in Europa?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Ritengo che quest’anno sia difficile, perché c’è la Sampdoria che sta facendo una grande stagione, c’è il Milan che verrà fuori, c’è l’Atalanta che è una squadra che ha uno zoccolo duro e Gasperini la fa giocare benissimo e con meccanismi giusti. Mazzarri è arrivato in corsa, il Torino non è stato costruito da lui e per forza di cose si trova a far rendere al meglio una squadra non sua. Credo che il Torino abbia ancora bisogno di un paio di innesti da inserire su questo telaio. Mi riferisco soprattutto a un centrocampista di qualità superiore da inglobare in un centrocampo già ricco di incontristi. E poi tutto dipenderà dal gallo Belotti, se resterà o meno. Sì, perché se le strade tra il centravanti e il Torino dovessero dividersi, la società dovrà pensare a un sostituto che sia all’altezza della situazione come ad esempio Duvan Zapata, che secondo me è il giocatore perfetto per l’attacco del Toro”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-paolo-aghemo.jpgSiNpaolo-aghemo-tra-ricordi-personali-e-analisi-approfondite-1013375.htmSi100451001,02,03030225
371013332NewsEditorialeInsigne, fulgido talento relegato in panchina.20171114141885L`incomprensibile scelta di lasciare la fantasia in panchina.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Tra le tante incomprensibili malefatte del C.T. azzurro Gian Piero Ventura, c’è l’assoluto non ricordarsi dello spreco in panchina di Lorenzo Insigne. In una Nazionale già priva di talenti, dove c’è il rimpianto di non avere più i vari Pirlo, Del Piero, Totti, e dove gli esponenti della classe pura si contano ormai con poche dita, sarebbe stato interessante vedere in campo fin dall’inizio e possibilmente nella sua posizione di esterno sinistro, il piccolo napoletano che avrebbe dato sicuramente una sferzata di fantasia a un’Italia povera di inventiva e troppo banalmente scolastica nella ripetitività di un gioco, che gioco non è mai stato. Tutto ciò mette in risalto i limiti di Ventura, storicamente frenato da un calcio la cui filosofia resta ancorata alla praticità che si sviluppa senza tanti orpelli. Tutto ciò potrebbe pure essere vero ma ogni partita, ogni avversario di turno, ha bisogno di essere studiato in modo da carpire il metodo migliore per aggirarlo attraverso le sue fragilità tecnico – tattiche. Ebbene, contro la Svezia, squadra povera dal punto di vista tecnico e ricca di valori fisici e atletici, sarebbe stato opportuno aumentare la fantasia proprio attraverso quel talento chiamato Insigne che è rimasto in panchina, fatto scaldare e poi pregato di riaccomodarsi in panchina nonostante la fatica immane di creare gioco e gol da parte degli azzurri in campo. Queste non sono vedute soggettive, ma rientrano nell’ambito di una logica oggettiva di calcio giocato in cui, contro avversari così possenti e fisicamente molto alti, i giocatori piccoli di statura, con un baricentro basso e veloce nel dribbling, rappresentano l’ideale per stanare l’avversario arroccato nella sua area per difendere strenuamente uno striminzito risultato che in questo caso li ha portati dritti alla partecipazione del calcio mondiale in Russia. Certo, questa è la storia dei “se”, ma non ci dicano i milioni di tifosi italiani, gli addetti ai lavori e gli allenatori che hanno assistito alla partita, se neanche per un attimo si sono chiesti perché non giocasse Lorenzo Insigne. Peccato, perché avrebbe potuto rappresentare quel finto nueve di sarriana memoria, che nel Napoli dal gioco spumeggiante sta recitando Mertens. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma per fare questo, a nostro parere ci vuole un tecnico dal credo calcistico e vedute molto aperte, elastiche, disposto anche a inventarsi qualcosa di nuovo senza paura di sbagliare. E invece abbiamo assistito alla confusione più concreta e persino a momenti di polemica, quando le telecamere si sono soffermate impietosamente su De Rossi, il quale dopo essere stato invitato a riscaldarsi per entrare in campo, ha esclamato: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ma cosa entro a fare, se dobbiamo fare gol è meglio Insigne e</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">non io. Mica dobbiamo difendere qualcosa”.</b> Ecco, diremmo proprio che questo è stato l’emblema di una Nazionale condotta in maniera raffazzonata, con poche idee e tanta voglia di calcio antico. Certo, come abbiamo già detto in un altro nostro articolo, questa bruciante bocciatura per la Nazionale Italiana che è stata estromessa dal Mondiale 2018 in Russia, ha radici ben più profonde che partono da molto lontano. Tuttavia, se ci si fosse orientati verso un altro C.T. dalle vedute più larghe, elastiche e ammodernanti di un calcio fatto di fantasia ma anche di corsa e determinazione, probabilmente quel pallone mai entrato in porta nelle due partite eliminatorie contro la Svezia, chissà, così facendo si sarebbero aperti spiragli di luce. E invece l’azzurro tenebra è piombato a San Siro, in una notte di pianti, lacerazioni interne, perdite economiche e d’immagine che ora, forse, potrà recuperare quel <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Carletto Ancelotti</b> che secondo noi resta l’unico vero timoniere per una rinascita lunga e laboriosa.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 18pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milano Stadio San Sirofl0711fl0711foto-insigne.jpgSiNinsigne-fulgido-talento-relegato-in-panchina-1013332.htmSi100451001,02,03030231
381013228NewsCoppeUna Juventus cinica, apre le porte dei quarti di Champions20170223163942Agli ottavi di finale, la Juventus ha battuto il Porto 2 a 0 all`Estadio Do Dragao.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Avevamo ancora negli occhi la bellissima partita di Champions League che il Manchester City ha giocato contro il Monaco. Un calcio offensivo fatto di grande velocità, pressing a tutto campo, gol a grappoli e difese deboli. Poi è arrivata la serata di Porto – Juventus e per lunghissimi tratti della gara abbiamo assistito a un calcio dall’impronta totalmente diversa da quella offerta la sera precedente dal City e dal Monaco. Allo Estadio Do Dragao di Oporto decidono i due panchinari Pjaca e Dani Alves, che mister Allegri ha messo in campo al posto di Cuadrado e Lichtsteiner. Così la Juve vince 2 a 0 contro il Porto rimasto in 10 dal 27’ del primo tempo, per doppio giallo dato dall’arbitro a Telles. Una vittoria che apre le porte dei quarti di finale ad una Juve che ha saputo raccogliere il massimo con il minimo sforzo. Cinici e astuti, i bianconeri hanno colpito al momento giusto, dopo avere avuto la pazienza di aspettare. Il Porto ha abbassato notevolmente il suo baricentro, chiudendo ogni spazio disponibile all’avversario e mettendolo così in difficoltà nell’esplicazione del proprio gioco. Per lunghi tratti della gara, infatti, la Juve ha prodotto soltanto un possesso palla estenuante che è apparso persino stucchevole sotto il profilo di un gioco che non è mai stato verticalizzato. Passaggi precisi, brevi, e talora di scolastica facilità, sono stati l’emblema di un gioco che non è facilmente riscontrabile in una Juventus che ultimamente ci ha abituato allo spettacolo, ai gol e alle verticalizzazioni di gioco. E’ il problema di una Juve che trova delle difficoltà quando gioca contro squadre chiuse e arroccate in difesa, che non lasciano spazio agli attaccanti per l’inserimento tra le linee. Ma i bianconeri di Allegri, con questo modulo del 4-2-3-1 applicato con successo in campionato, hanno capito che possono adottarlo con esito positivo anche in Champions League, nonostante i timori della vigilia. Allo Estadio Do Dragao è emersa la voglia repressa di un Pjaca che scalpitava giustamente in panchina e che, al di là del gol segnato, ha dato segnali tangibili di maturità quando l’abbiamo visto arretrare per aiutare difesa e centrocampo. In fondo è proprio quello che vuole da lui Max Allegri, innamorato com’è dei giocatori bravi tecnicamente e duttili nel sapersi districare all’occorrenza in ruoli diversi dal proprio, come ad esempio fa Mario Mandzukic. Un po’ sottotono ci sono parsi Cuadrado e Dybala, mentre Higuain ha dato dimostrazione dell’importanza della sua presenza in squadra anche quando non segna. Ma, a nostro parere, la vera ciliegina sulla torta chiamata Juventus è stata rappresentata da Miralem Pjanic, un giocatore a lungo atteso, che finalmente ha trovato quel ruolo giusto che si confà esattamente con le sue caratteristiche tecniche. E’ la posizione ricoperta per lunghi anni da Andrea Pirlo. Cabina di regia, intelligenza tattica, visione di gioco, capacità di interdire per far filtro a centrocampo, e precisione di tiro e gol su palle inattive. Ecco, diremmo proprio che aver trovato questo giocatore di qualità che occupa una posizione così nevralgica nello scacchiere di centrocampo voluto da Allegri, rappresenta per la Juve il valore aggiunto. Tutto ciò grazie anche a Khedira, capace di aiutare il bosniaco nel momento in cui produce il suo sforzo in attacco. Per il resto ci sembra una Juve tutta in salute, nonostante le critiche e le polemiche di questi giorni, relative alla querelle tra mister Allegri e Bonucci. Tutto chiarito tra i due. Pace fatta ed episodio chiuso. Adesso si può pensare alla partita di campionato contro l’Empoli e quella di Coppa Italia contro il Napoli allo Stadium. Per la Juve gli esami non finiscono mai. D’altra parte, questo si sapeva già. Nel calcio che conta, questi sono i mesi cruciali. Importante&nbsp;farsi trovare pronti. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Oportofl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNuna-juventus-cinica-apre-le-porte-dei-quarti-di-champions-1013228.htmSi100451001,02,03030340
391013223NewsCampionatiAldo Agroppi: “Il Toro? Sbaglia troppi rigori”20170209193951Intervista ad uno dei grandi rappresentanti della storia del Torino<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Toscano di Piombino (Li), lingua sciolta e senza peli, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Aldo Agroppi</b> è l’emblema di verità scomode dette sempre senza freni inibitori. Con lui abbiamo parlato del Toro e del suo momento difficile, ma abbiamo volutamente toccato altri temi come il campionato di calcio, la Juve e le relative polemiche dell’Inter, piuttosto che Sanremo e il suo festival. Ma abbiamo anche fatto cenno alla prossima uscita del suo libro intitolato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Non so parlare sottovoce”.</b> Insomma di tutto un po’, in questa intervista che stuzzica la curiosità. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Aldo, che idea ti sei fatto di questo Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“E’ un Toro che sbaglia i rigori e continua a buttare via dei punti. C’era la speranza di vedere una leadership dettata da qualche giocatore in più, tipo Ljajic. Ma questo non si è visto e così siamo ricaduti nella mediocrità”.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Se ci sono delle colpe, a chi le attribuisci?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Non saprei dire. Quello che invece posso dirti che seguo marginalmente il calcio. Pensa che non riesco neanche più a vedere una partita per intero in televisione. Preferisco assistere ai gol e alle immagini che riportano spezzoni di partita. Quindi, per me è molto difficile rispondere alla tua domanda, anche perché sarebbe giusto, prima di parlare, essere dentro all’ambiente, vivere le giornate di allenamento e gli umori dello spogliatoio. E’ un fatto di correttezza, per questo ribadisco ciò che vedo da lontano, e cioè un Toro che ha cominciato bene ma che adesso si trova a metà classifica.” </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Cosa ti piace e cosa non ti piace di Mihajlovic?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Non lo conosco personalmente. Non gli ho mai parlato e non so cosa dice nello spogliatoio. Per me gli allenatori sono tutti uguali, perché contano il 20%. L’importante è avere dei giocatori validi e una squadra che abbia un alto tasso tecnico da poter gestire al meglio. Provate a dare al fenomeno Conte la squadra del Crotone; cosa farebbe? E quindi sono i giocatori che contano.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Il Filadelfia che sta per rinascere, un’aria granata che sembra più respirabile rispetto a prima, allenatore nuovo e giocatori nuovi. Tuttavia, il risultato non cambia mai e siamo sempre alle solite. Perché?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Ma dove sono i Graziani, Pulici, Claudio Sala, Zaccarelli, Pecci. Dove sono? Oltre Belotti non vedo grandi calciatori che possano fare la differenza in una squadra che ha desiderio di primeggiare. Diciamocelo pure, la qualità non è eccelsa. Certo, se fossero andati a segno quei calci di rigore sbagliati, il Torino avrebbe avuto 4 o 5 punti in più in classifica, senza tuttavia cambiare la sostanza di una squadra senza grandi campioni.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Parlando di calci di rigore sbagliati, perché nel Toro non si stabilisce la gerarchia che altre squadre hanno? E’ positivo il gesto di prendere il pallone, carpirlo ai compagni e metterlo sul dischetto per tirare?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Sono gli allenatori che decidono chi deve tirare i calci di rigore, già durante gli allenamenti della settimana. Spesso succede che sbagliano, com’è capitato a Belotti all’inizio di campionato. Quindi, il giocatore stesso non si sente più in grado di tirarli e così si decide di assegnare ad altri il compito. Ma, a quanto pare sia Ljajic, sia Iago Falque, continuano a sbagliare. Certo, è difficile dire perché. Evidentemente c’è un problema di timore che si è venuto a creare per mancanza di tranquillità.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Pensi che il Torino sia destinato a non eccellere mai?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Quando c’erano Cerci e Immobile, se non sbaglio la squadra aveva fatto un buon campionato e la società aveva ottenuto considerevoli incassi economici. Poi, tutto è cambiato. Sono annate che vanno e che vengono, perché manca la continuità di proseguire la giusta strada intrapresa. E’ un po’ come cominciare e ricominciare, che è la cosa più difficile da fare. Sento le stesse cose a Firenze, dove non vedo grandi calciatori come non li vedo al Toro. Voglio dire che le società fanno quello che possono, ma poi sul campo ci vanno i calciatori.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Senti Aldo, pensi che la Juve ha già vinto il campionato?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Credo che debbano già pensare al prossimo.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Cosa mi dici delle feroci polemiche che ci sono state dopo la partita Juventus – Inter? Pensi che i due rigori che non sono stati dati dal signor Rizzoli, dovevano essere concessi?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Non ti so rispondere perché la Juve non la guardo. E poi, ti sembrerà strano, ma come ti dicevo prima mi sono distaccato dal calcio. Questa, comunque, è storia vecchia. Diciamo sempre le stesse cose da anni e non cambia mai nulla.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>So che hai scritto un nuovo libro che dovrebbe uscire a maggio, il cui titolo è: “Non so parlare sottovoce”. Ci puoi dare qualche anticipazione?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Al momento mi sembra opportuno non dare alcuna anticipazioni, perché l’Editore, che è Cairo, sta vagliando i contenuti di ciò che ho scritto. Diciamo che il titolo è l’unica cosa sicura di questo libro, composto da tanti paragrafi che delineano molte situazioni della mia vita. E’ un libro cui tengo davvero tanto e mi auguro che possa essere pubblicato e presentato nel prossimo mese di maggio.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Tu che sei un estimatore di canzoni e che ami Mina, Lucio Battisti, Modugno e altri che hanno accompagnato la tua generazione e fatto la storia della canzone italiana, stai seguendo il Festival di Sanremo?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Il Festival di Sanremo è diventato un baraccone. Io sono rimasto a Domenico Modugno, Claudio Villa, Celentano, Peppino Di Capri. Oggi è diventata la passerella delle scosciate e dei cantanti che presentano canzoni che fra 50 anni non le ricorderà più nessuno.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Senti Aldo, se per ipotesi un giorno dovessi vedere il Torino primo in classifica, ti piacerebbe vederlo giocare come il Napoli di Sarri?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Devo dirti che il Torino di Radice non era meno bello e forte di questo Napoli. Certo, la bellezza del gioco che applica Sarri in un Napoli fatto di giocatori tecnicamente validi e veloci, è indubbia. Ma se questa squadra trova delle compagini come il Palermo che è stato capace di essere attento alle ripartenze degli avversari, costruendo una ragnatela a centrocampo, allora il Napoli va in difficoltà perché non trova gli spazi necessari che gli consentono di realizzare il suo gioco.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-agroppi.jpgSiNaldo-agroppi:-il-toro-sbaglia-troppi-rigori-1013223.htmSi100451001,02,03030380
401013216NewsCoppeJuventus, espressione di calcio sublime20170126163631Tra Juventus e Milan, un match di Coppa Italia divertente e calcio giocato in grande stile.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>I lettori che sono soliti seguirci attraverso le pagine di calcio pubblicate su questo sito web, nel tempo si saranno accorti quanto sia equilibrato il nostro metro di giudizio su questa o quella squadra. Certo, non abbiamo la presunzione di trattare un argomento di così alto indice di opinabilità, senza quell’oggettiva misurazione che è tipica dei cronisti sempre attenti a riportare ciò che vedono, piuttosto che enfatizzare senza costrutto ciò che nessuno ha visto. Questione di stile, di coerenza, di rispetto della deontologia che va oltre ogni fede sportiva, ma che ha l’obbligo di manifestarsi costantemente in modo da esprimersi come super partes. Detto questo, vogliamo mettere il punto sulla Juventus che abbiamo visto ieri sera allo Stadium, nel corso della partita dei quarti di finale di Coppa Italia contro il Milan. Spesso abbiamo criticato aspramente la Vecchia Signora d’Italia, mettendo sotto accusa Massimiliano Allegri per una non precisa connotazione tattica, in una squadra dall’alto potenziale tecnico che non poteva certamente essere quella vista all’inizio di stagione contro l’Inter, poi contro il Milan in campionato e a Doha, e ancora contro il Genoa e la Fiorentina. Scoppole causate da una incredibile confusione tattica, che è stata l’artefice di una inspiegabile mancanza di autostima di calciatori ad altissimo livello tecnico, spesso dominati anche da avversari inferiori. E allora ci siamo prodigati in analisi anche acerrime, manifestate sempre nell’intento di costruire e mai per il gusto satanico di distruggere. E, quando abbiamo evidenziato l’incertezza e il non coraggio di Allegri nel sapere assemblare un centrocampo di qualità a beneficio dell’armonia del gioco d’attacco, attraverso quei giocatori le cui caratteristiche assicurano pressing alto e abnegazione nei momenti in cui c’è da interdire, non ci sbagliavamo. Dopo la figuraccia rimediata a Firenze, la Juve ha deciso di cambiare se stessa nella consapevolezza della sua reale forza. E così, dopo averla ammirata in campionato contro la Lazio, abbiamo avuto il replay contro il Milan, nella partita di Coppa Italia. Il 4-2-3-1 di fresca attuazione bianconera, garantisce una squadra con un baricentro alto e destinata a un pressing corale e avanzato, capace di soffocare sul nascere le velleità di ripartenza dell’avversario. Il coraggio di far giocare lì davanti, Cuadrado, Dybala, Higuain, Pjanic e Mandzukic ha dato i suoi frutti, perché la squadra si è espressa in maniera da far vedere giocate di calcio di alta scuola, non solo a beneficio dello spettacolo, ma con la concretezza mentale di fare gol per vincere. Ed è stata tale la propulsione ad offendere l’avversario, che già nei primi 20 minuti del match la Juve vinceva 2 a 0, avendo segnato prima con Dybala attraverso un destro sferrato in velocità , e poi con Pjanic, grazie a un bellissimo calcio piazzato degno del miglior Andrea Pirlo. Poi, nel secondo tempo, il Milan di Montella per lunghi tratti ha messo in seria difficoltà la Juve che ha abbassato, forse per fatica, il suo baricentro di centrocampo, dando così l’opportunità a Bacca di dimezzare lo svantaggio iniziale. Poi, pur restando in dieci uomini per l’espulsione di Locatelli per doppia ammonizione, il diavolo rossonero ha continuato a crederci con caparbietà, senza tuttavia alcuna seria concretezza di pareggiare i conti. La Juve, che non è stata quella del primo tempo, ha però sfiorato il terzo e il quarto gol con Mandzukic e Pjanic in due delle tante ripartenze bianconere. Ma, il non mettere al sicuro il risultato fin dal primo tempo, in cui la Juve ha continuato ad avere superiorità numerica a centrocampo e aggressività fuori dalla norma, lascia riflettere che c’è ancora da lavorare sulla tenuta mentale e fisica, per mettere al sicuro il risultato e poi saperlo gestire con razionalità, senza dover soffrire il ritorno pericoloso degli avversari. E adesso che Max Allegri si è convinto dell’importanza di far giocare insieme i cinque giocatori (Cuadrado, Dybala, Higuain, Pjanic e Mandzukic) che fanno la differenza e che hanno capito l’importanza di sacrificarsi a turno in fase di contenimento dell’avversario, ci auguriamo che anche fuori dalle mura dello Stadium si continui su questa strada, che prepara degnamente i bianconeri al prossimo turno di Champions League. Un assetto tattico premiante, capace di valorizzare le caratteristiche tecniche di un Pjanic che fino ad oggi sembrava essere un misterioso calciatore, e un Higuain che abbiamo scoperto nella maturità e completezza di campione, non solo di fare la differenza nel segnare gol, ma anche di dare concretamente una mano alla squadra nel momento del bisogno. Così Mandzukic, Cuadrado, Pjanic e Dybala. Ecco, diremmo proprio che la nostra analisi su questa “nuova” Juventus dal volto stellare finisce qui, ma con un punto interrogativo che adesso riguarda il coraggio di saper continuare su questa strada anche fuori casa. Ma Allegri, ci sorprenderà ancora nel volere cambiare la squadra in maniera guardinga, affidandosi a un centrocampo di quantità? Vedremo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNjuventus-espressione-di-calcio-sublime-1013216.htmSi100451001,02,03030332
411013210NewsCampionatiAllegri: ”Contro la Juve fanno tutti la partita della vita”20170116192008Il commento alla brutta partita della Juventus al Franchi di Firenze<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Mai banalità fu più grande nell’affermare che contro la Juventus ogni squadra moltiplica le proprie forze per incorniciare la partita della vita. Ma qual è la novità? Qual è la notizia? E’ come parlare del nulla, visto che quando la Juve perde fa felice mezza Italia, quella non bianconera. Tutte le volte che il Max della Juve si presenta davanti alle telecamere dopo una bruciante sconfitta, non fa altro che ripetere ciò che sanno tutti, che hanno visto e vissuto tutti. Dopo le sconfitte ad opere di Inter, Milan (campionato e supercoppa) e Genoa, anche a Firenze la Vecchia Signora d’Italia esce a testa bassa dal campo, completamente cosciente d’aver disputato un primo tempo da dimenticare e un secondo tempo che non ha sortito gli effetti desiderati di una reazione da grande squadra che non c’è stata. La Fiorentina di Paulo Sousa ha dominato in lungo e largo, infliggendo una vera lezione di calcio agonistico, di ordine tattico e di grande aggressività. E’ il calcio di chi sa che la squadra che hai di fronte ti sovrasta dal punto di vista tecnico e che c’è solo un modo per superarla, attraverso l’intensità agonistica, il pressing alto e asfissiante, mettendo anche grande concentrazione nel non concedere una minima occasione all’avversario. E la viola, con una stadio Franchi colmo fino all’eccesso, quel compito l’ha eseguito con grande diligenza, agevolata com’è stata da una Juventus che in campo non si è mai vista. Troppi sono stati gli errori tecnici e troppe le macroscopiche confusioni manifestate da una squadra amorfa che è sempre stata in balìa dell’avversario. Ma a prescindere dalla solita banalità che fa sempre capo alla Juve che stimola l’avversario a far la partita della vita, ci sembra di poter dire che gli sbagli di Allegri stiano diventando purtroppo una costante negativa per la squadra. Soprattutto fuori casa, la Juve è messa in campo per contenere l’avversario e cercare di ripartire. Al contrario delle partite casalinghe allo Juventus Stadium, in cui i bianconeri, fin dall’inizio, aggrediscono l’avversario attraverso un gioco corale, una difesa a quattro, tre centrocampisti, un trequartista, una mezza punta e una punta effettiva di ruolo. Una disposizione tattica che vede due centrali di difesa, due esterni (Lichtsteiner, Alex Sandro) tre centrocampista (Marchisio, Kedira, Sturaro) un trequartista (Pjanic), una mezza punta che agisce dalla trequarti campo in avanti (Dybala che aiuta sia Pjanic che Higuain) e una classica punta pronta a segnare (Higuain). Fuori casa, come a Firenze, Allegri schiera la difesa a tre ( la vecchia BBC), cinque centrocampisti con il confusionario Cuadrado che funge da esterno alto, porta palla, qualche volta salta l’uomo e cento altre volte cade a terra. E poi? Già, dimenticavamo la “magnifica” idea di far girare a vuoto per il campo un Dybala che si fa trovare nella zona della difesa, di centrocampo, di esterno destro e sinistro, con l’obbligo di stare larghissimo e quasi attaccato alla linea laterale. Ma come potrà mai questo talento argentino, sacrificato com’è nelle partite fuori casa, ad arrivare in porta, segnare e/o aiutare Higuain che resta immancabilmente solo? E poi, a parer nostro, sarebbe pure opportuno chiedersi perché Kedira che cammina e non corre, sia sempre in campo senza mai incidere. E persino Marchisio non sembra più lui. Certo, mancando Pogba, Vidal e Pirlo, la situazione è cambiata di molto, ma non si può certo dire che questa squadra non sia infarcita di campioni capaci di fare la differenza. E per fare questa differenza è necessaria una quadratura del cerchio che si chiama assetto tattico soprattutto a centrocampo, che si chiama ordine, che si chiama collegamento tra i reparti, linearità di manovra e verticalizzazione di gioco che fa capo a un pressing alto e continuo. Ma, per fare questo, ci vuole grande preparazione fisica, mentale, intensità e tenuta continua. Certo, ha un bel dire il Max della Juve che non c’è nessuna squadra al mondo che riesce ad avere un possesso palla per 60 o 70 minuti della partita. E’ vero, nessuno pretende che questi giocatori vestiti con la maglia bianconera diventino dei marziani capaci di vincere sempre e magari stravincere il campionato anzitempo. Si chiede più semplicemente di vedere un calcio consono alle reali capacità tecniche e agonistiche, fatto da campioni quali essi sono. Ma è il direttore d’orchestra che deve prima di ogni altra cosa avere le idee chiare sulla sua squadra, sulle caratteristiche tecniche di ognuno di loro e assemblarli ad una formula tattica definitiva. E anche se ci si rifugia dietro al paravento dei discorsi che la Juve è prima in Campionato, che si è qualificata per gli ottavi di finale di Champions ed è in corsa per la Coppa Italia, oggi, 16 gennaio 2017, dopo sei mesi di partite, vediamo ancora troppa confusione e insicurezza, basti vedere Allegri che continuamente si rivolge al suo secondo Landucci per sapere cosa ne pensa, cosa fare, cosa cambiare, quando e chi togliere. Noi riteniamo che Barzagli e Chiellini debbano cominciare a stare in panchina e fare gruppo con la squadra, dando spazio a un Rugani che ha già ampiamente dimostrato l’eleganza di gioco e maturazione personale . E poi Marko Pjaca deve essere considerato di diritto un titolare. Lui ha i numeri per diventare un punto fermo di questa Juve. E adesso ci si aspetta una partita d’orgoglio contro la Lazio, tra le mura casalinghe. Noi siamo pronti a scommettere che vedremo un’altra Juve, proprio per l’analisi che abbiamo fatto fin qui. Ma a partire dalle prossime partite fuori casa, vedremo la stessa Juve dello Stadium? Chissà! D’altra parte, sia in casa che fuori, tutti vogliono fare la partita della vita contro la Juve. Vero mister Allegri?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Firenze Stadio Franchifl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNallegri:-contro-la-juve-fanno-tutti-la-partita-della-vita-1013210.htmSi100451001,02,03030319
421013192NewsCampionatiLa Juventus e il male (non tanto) oscuro20161127201742Poco alla volta emergono i problemi della Vecchia Signora d`Italia<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Genoa batte Juve 3 a 1. Non è tanto la sconfitta a far parlare di sé, ma come è maturata. Ci si potrebbe appellare alle assenze o all’avversario arrembante, forte fisicamente e capace di non farti più capire niente, disputando la partita della vita, fatto è che a questa Juve manca l’anima. E’ dall’inizio del campionato che ne parliamo, che scriviamo di una squadra senza gioco e senza un centrocampo capace di illuminare e interdire nella stessa misura. Ma, evidentemente, il suo primato nelle classifiche di Campionato e di Champions ha azzittito quella parte di critica costruttiva che, nonostante tutto, ha sempre cercato di fare un’analisi approfondita che potesse vedere oltre la positività data dalle vittorie maturate attraverso il non gioco. Questo stato di cose ha fatto prolungare l’emergere dei fatidici nodi al pettine e prendere coscienza della situazione. E’ come avere assorbito il cortisone, che pur con tutte le sue controindicazioni è capace di togliere il dolore senza però andare alla radice del problema e risolverlo. Ecco, ci sembra che questa metafora si addica perfettamente alla Juventus di quest’anno, che fino ad oggi è riuscita a nascondere i suoi gravi problemi di un assetto di squadra che non fa emergere le idee di gioco, nonostante i vari primati. Sono tanti i campioni di questa Juve di Allegri, ed è per questo motivo che le tre sconfitte subite in campionato tra Inter, Milan e Genoa, fanno particolarmente rumore per come sono maturate. Moduli di gioco che cambiano e giocatori che tra infortuni e scelte tecniche sono messi in campo saltuariamente, dando la sensazione di una confusione che non è da Juve. Il passo lento, la mancanza di movimento senza palla e l’ostinazione di portarla avanti senza sapere a chi darla, hanno fatto sì che gli avversari hanno capito come aggredire alto una Juve che è troppo flemmatica e incapace di reagire all’intensità di gioco avversario. La partita vista a Genova è la fotocopia di quelle viste a San Siro contro Inter e Milan. Una squadra che viene aggredita costantemente dall’avversario all’altezza della sua difesa senza farti ragionare, deve dimostrare dall’alto della sua esperienza di sapersi districare con calma, senza cadere in confusione. Questo atteggiamento la Juve di oggi non è in grado di farlo, perché non è sorretta dall’intendimento globale di squadra capace di accorciare il suo gioco tra difesa, centrocampo e attacco. Pjanic (che ha battuto una punizione alla Pirlo, siglando l’unico gol bianconero contro il Genoa), non ha le caratteristiche di Pogba, sia per forza fisica nell’interdire e costruire il gioco, sia per mancanza di continuità. Ma non è l’unico neo di questa Juve infarcita di grandi campioni, ma incapace di avere una sua ben precisa fisionomia di squadra. I tifosi aspettano fiduciosi e la società che ha speso un patrimonio di Euro, si augura di risolvere questi problemi almeno entro il prossimo marzo, il mese in cui riprenderà la Champions League. Sì, perché in questa condizione non vediamo proprio come la Vecchia Signora possa ambire alla conquista di quella Coppa che la casa bianconera quasi pretende.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Genovafl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juventus-e-il-male-non-tanto-oscuro-1013192.htmSi100451001,02,03030314
431013167NewsCampionatiPer la Nazionale di Ventura, male la prima e buona la seconda.20160906155916Buona prova degli azzurri di Ventura <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Dopo la prima partita amichevole contro la Francia (che è tutta da dimenticare), nel secondo match della gestione <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ventura</b> abbiamo visto cose pregevoli e alcune ombre da non sottovalutare. Contro l’Israele, partita valevole per la qualificazione ai mondiali del 2018, si è vista una squadra più concreta soprattutto a centrocampo, dove <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Verratti</b> posto davanti alla difesa (alla Pirlo), ha contribuito largamente alla vittoria degli azzurri per 3 a 1. Il ragazzo ha mostrato grande carisma e maturità da vendere, ergendosi a pedina indispensabile per qualità di gioco e distribuzione di palloni con i giusti tempi. Una posizione nevralgica di centrocampo, quella di Verratti, che gli calza a pennello per essere sempre presente in fase di possesso e non possesso palla. Sempre nel vivo del gioco, sempre alla ricerca di palloni da distribuire con efficacia e sagacia tattica; insomma, gli azzurri hanno trovato il leader che cercavano ormai da tanto tempo. Per il resto, il cambio di guida tecnica ha evidenziato che, nonostante lo stesso schema tattico del 3-5-2 utilizzato da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Conte,</b> la Nazionale di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ventura</b> tende ad aspettare l’avversario per colpirlo poi con ripartenze improvvise. Modus operandi diversi, di chi crede in un calcio aggressivo (Conte) e chi invece sa attendere (Ventura). L’importante è che la sostanza non cambi e che si proceda con il cipiglio che abbiamo apprezzato contro l’Israele, dove per quasi tutto il secondo tempo, gli azzurri hanno dovuto affrontare la partita in dieci uomini per effetto dell’espulsione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini</b>. Già, Chiellini. E’ stato l’unico vero neo della serata. Ha sbagliato una serie innumerevole di palloni, forse più di quanto non abbia fatto lungo l’arco della sua carriera. Segno di una non perfetta forma fisica e mentale, che avrebbe bisogno di maggiore attenzione da parte di chi gestisce il giocatore, che non è più giovane come un tempo. E non è un caso che la Juventus stia già pensando a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Matteo Darmian</b> per il mercato di Gennaio, approfittando del fatto che il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manchester United</b> e il suo coach <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mourinho</b>, lo hanno estromesso dalla rosa dei titolari. Un segnale in più, che in casa Juve si sta valutando con la solita attenzione programmatica. E quindi, tornando alla Nazionale di Ventura, questi tre punti conquistati contro l’Israele valgono oro, soprattutto in considerazione del fatto che quest’anno si qualificherà di diritto ai Mondiali soltanto la prima squadra classificata di ciascun girone. Il 6 Ottobre, allo Juventus Stadium di Torino, la Nazionale ospiterà la Spagna e poi il 9 ci sarà Macedonia – Italia, mentre il 12 Novembre si svolgerà il match contro il Liechtenstein e il 24 Marzo 2017 sarà la volta di Italia – Albania, quale ultima partita d’andata del girone. Non c’è che dire, il percorso di qualificazione degli azzurri non si presenta per nulla semplice, non solo per la presenza della Spagna che abbiamo già battuto agli Europei, ma per la necessità di risultati positivi e continuativi, che è necessario fare per garantirsi una tranquilla qualificazione. Altrimenti sarebbe un guaio, perché per qualificarsi ai Mondiali, le migliori seconde classificate dovranno giocare i play – off. Vedremo cosa accadrà. Una cosa è certa, questa Nazionale di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Giampiero Ventura</b> è chiamata a combattere con se stessa, ma anche con l’ombra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Antonio Conte</b>, l’irrequieto condottiero di panchina, che è stato capace di rivitalizzare un ambiente che sembrava quasi demotivato. Tuttavia, pensiamo sia giusto ormai mettere da parte i recenti ricordi europei della <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nazionale targata Conte</b>, per dare credito al nuovo percorso azzurro chiamato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Giampiero Ventura</b>.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNper-la-nazionale-di-ventura-male-la-prima-e-buona-la-seconda-1013167.htmSi100451001,02,03030357
441013151NewsCampionatiInter, “Mala tempora currunt”.20160806175746L`Inter di Mancini preoccupa Suning<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>In casa nerazzurra continua a imperare la confusione. Il cielo sopra Appiano Gentile continua a essere plumbeo e le nuvole nere non promettono nulla di buono. Questo precampionato ha registrato per Mancini una serie di cattive figure che lasciano davvero disarmati. Pur con tutte le attenuanti del caso, dobbiamo dire che l’Inter continua a essere la brutta copia della squadra che negli anni è stata l’emblema della grande corazzata. Ma dov’è quell’organizzazione di gioco, quella solidità di difesa e di quel centrocampo capace di assistere le punte in uno scambio di ruoli che si identificava in un automatismo collettivo? Si diceva che Mazzarri non sapeva mettere in campo la squadra, ma Roberto Mancini che fa? Dalle casse di Thohir, che ha assecondato il volere del tecnico nerazzurro, il quale ha ricoperto il doppio ruolo di manager e allenatore, sono usciti soldi a palate. Ma quali sono stati i risultati? Beh, sono sotto gli occhi di tutti. Reduci dalle pesanti sconfitte negli Stati Uniti in cui hanno perso 3 a 1 contro il Psg e poi hanno rimediato un secco 4 a 1 contro il Bayern, i nerazzurri di Mancini sono incappati in una scoppola di 6 gol a 1 contro il Tottenham. E’ vero, l’Inter ha giocato contro squadre forti e anche più avanti nella preparazione, tuttavia, non può essere ammissibile un risultato così eclatante nella sua negatività, che è simile a una squadra dilettantistica. No, c’è qualcosa che non va in questa Inter. Più volte abbiamo percepito aria di nervosismo in casa nerazzurra, soprattutto dopo l’insediamento dei nuovi padroni cinesi di Suning. Ma non può essere questo il nocciolo del problema, visto che anche nella gestione Thohir le cose non andavano meglio. Ma allora qual è il problema di questa società che non sa esprimere il calcio ad alti livelli come da antico copione? A parer nostro c’è una confusione di base che nasce dalla società stessa e si propaga alla squadra. Zanetti, Ausilio e Mancini, non sembrano essere la triade ideale e la nuova società cinese sembra riflettere sul da farsi, mentre il mercato nerazzurro che va a rilento nonostante l’ottimo acquisto di Candreva, non sembra essere all’altezza della situazione per rientrare a far parte del novero delle squadre partecipanti alla Champions League. Poco, troppo poco è stato fatto fino adesso, tenuto conto che l’assillo di rischiare di perdere anche Icardi e Jovetic, non fa certo piacere a Mancini. Ma è la difesa che dovrebbe essere potenziata, cercando di registrare un reparto che sembra davvero in confusione totale. E non è un caso che contro Psg, Bayern e Tottenham si siano incassati ben 13 gol, da parte di una difesa che si è fatta trovare sempre impreparata. Certo, anche il centrocampo ha le sue colpe nel non aver cercato di interdire e correre in aiuto del reparto difensivo. Ma sono i meccanismi di un gioco che sembra essere sempre improvvisato e mai chiaro nelle sue iniziative. Obiettivamente, non vediamo con ottimismo una situazione futuribile che ha bisogno di riflettere sui punti nevralgici sin qui esposti. Ci auguriamo di sbagliare, ma ciò che questa Inter ha proposto da due anni a questa parte, non lascia spazio a un miglioramento sul piano organizzativo e tecnico. Non crediamo che il solo cambio di allenatore cambierebbe la situazione attuale, forse potrebbe essere un tentativo. Ma è nei membri della società che si deve intervenire e Suning ci impiegherà un po’ a capirlo. Non perché non sia in grado di farlo, ma più semplicemente perché per entrare a conoscere i meccanismi del calcio italiano ci vuole del tempo. I tifosi interisti avranno questa pazienza?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milanofl0711fl0711roberto_mancini_01.jpgSiNinter-mala-tempora-currunt-1013151.htmSi100451001,02,03030321
451013118NewsEditorialeTonino Asta, allenatore in attesa di panchina20160511164126La difficoltà del calcio italiano, di far crescere i giovani allenatori.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Più che da calciatore, vorremmo parlare di Tonino Asta allenatore. Sarà perché tutti ricordano i suoi recenti fasti di calciatore arrivato alla ribalta in età matura, sarà per il ricordo del suo essere capitano – trascinatore di un Torino che ha divertito e fatto sognare i suoi tifosi, fatto è che di Asta allenatore, oggi più nessuno ne parla. Eppure, la sua carriera da mister è cominciata in maniera superlativa, allorquando dal 2005 al 2007 è stato allenatore degli Allievi Regionali del Torino, dal 2007 al 2008 ha condotto gli Allievi Nazionali e poi dal 2009 al 2012 ha dato lustro alla squadra Primavera del Toro. Dal 2012 al 2014 è passato ad allenare il Monza in Lega Pro e dal 2014 al 2015 è stato sulla panchina del Bassano. Poi, nel 2015 il Lecce ripone in lui la speranza di una promozione che avrebbe dovuto dare una risposta immediata. Ma si sa che nel calcio, così come in tutti gli altri settori professionali, è il tempo a dare la risposta sui risultati. E a Lecce,in quel fatidico 2015, a mister Asta non è stato dato il tempo materiale per capirlo, per conoscere fino in fondo la sua preparazione professionale, il suo credo calcistico, la capacità di motivatore e assemblatore di un gruppo coeso che significa vera squadra di calcio. Ma per fare questo occorre pazienza, assiduo lavoro, ricerca di empatia con i propri giocatori e, nel frattempo, la capacità della società di aspettare che tutte queste cose maturino assieme all’allenatore. Per vedere un po’ di luce, si parla sempre di una continuità minima di almeno 5 o 6 mesi di lavoro. Ma quando certe componenti importanti vengono oscurati da chissà quali motivazioni, ecco che il calcio frettoloso trancia di netto ciò che di importante avrebbe potuto essere e non è stato. E così, dopo poche partite dall’inizio del campionato di Lega Pro 2015, mister Asta è stato esonerato dal Lecce. Da allora, non abbiamo più notizie di lui, che aspetta con pazienza la chiamata di una società in grado di dargli fiducia collaborando attraverso un serio progetto di base. 45 anni, ma non li dimostra. Mister Asta è pronto ad affrontare valide esperienze, purché, come dicevamo pocanzi, siano suffragate da seri progetti. Le sue squadre prediligono un gioco propositivo, per concetto di base. Tuttavia, Asta sa bene che essere allenatore di un gruppo di calciatori, significa studiarne bene le caratteristiche tecniche prima di adottare l’eventuale modulo tattico da mettere in campo. Troppo arguto e intelligente è mister Asta, per non capire che non sono i giocatori ad adattarsi all’allenatore, ma è l’allenatore che deve adattarsi ai suoi giocatori. E oggi che stiamo ammirando il gioco espresso dal Napoli di Sarri, un allenatore che viene dalla gavetta, ci domandiamo perché in questa nostra Italia del pallone, non si possa dare più spazio e voce a giovani allenatori fatti in casa. Si cerca l’esperienza, ma se non ti è data l’occasione per farla,come si potrà mai dare affidamento a chi ha qualità da dimostrare? <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>E poi non facciamo altro che riflettere su certi errori di valutazione, quando spuntano i casi come quello di Claudio Ranieri, che a 65 anni di età è stato capace di vincere il campionato inglese con la favola del suo Leicester. Di lui, in Italia, si diceva che non avrebbe mai vinto nulla.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711asta.jpgSiNtonino-asta-allenatore-in-attesa-di-panchina-1013118.htmSi100451001,02,03030369
461013107NewsCampionatiLa Juventus è Campione d’Italia per la quinta volta consecutiva.20160427135997Lo scudetto e i tanti record della Vecchia Signora d`Italia targata 2015`16.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Maradona</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”La Juventus? Ha giocatori fenomenali in federazione e fra gli arbitri”.</b> E’ l’eterna storia antijuventina che si manifesta in quella parte d’Italia che non ama i colori bianconeri. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Diego Armando Maradona</b> rimasto legato al Napoli e ai napoletani, con la frase sopracitata si è reso portavoce di un retro pensiero antico come il mondo che, tuttavia, non porta a nulla di concreto. La realtà è che la Juve ha vinto il suo quinto scudetto consecutivo con un irripetibile ribaltone di + 25 punti sulla Roma e 21 sul Napoli. A Ottobre 2015, infatti, tutti pensavano che la Juve di quest’anno, dopo aver venduto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Tevez,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vidal </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pirlo</b>, oltreché <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Llorente</b>, avrebbe dato un addio anticipato allo scudetto. Tutti erano pronti a emarginare mister Allegri, perché si era affidato a un cambio tattico che prevedeva l’inserimento del trequartista che nella Juve di fatto non c’è. E così dopo le prime mortificanti sconfitte contro Udinese e Roma, il percorso della Juve si è fatto impervio e irto di mille figuracce tipiche da squadra provinciale, fino alla partita contro il Sassuolo in casa dei nero verdi. Una domenica in cui i bianconeri toccarono il fondo della loro dignità. In quella occasione capitan Buffon, a nome della vecchia guardia ha smosso l’orgoglio della squadra, coinvolgendo soprattutto i nuovi arrivati. E galeotto fu quel momento in cui, a cominciare dal derby torinese in cui Cuadrado ha infilato il pallone della vittoria all’ultimo minuto. Da quel momento la Juve ha ottenuto 24 vittorie consecutive su 25 partite, ha costruito il record di imbattibilità di Buffon ed è arrivata alle porte dei quarti di finale di Champions, dopo essere stata estromessa immeritatamente dal Bayern Monaco. Tutte cose che non si inventano dalla sera alla mattina, ma che hanno bisogno di tempo, di qualità, di concentrazione massima e di lavoro. E allora cosa vogliamo ancora dire oggettivamente a una squadra e a un gruppo così compatto, gestito in maniera egregia da una società capace di conoscere il segreto di “non morire mai”. Da sempre sappiamo che nel calcio non esiste una squadra forte se alle spalle non c’è una grande società. E la Juve è una grande società, perché questo dicono i fatti, gli scudetti vinti, la sua storia. Poi, ognuno può dire quel che vuole per antipatia verso i colori bianconeri, o perché dopo calciopoli ognuno ha affondato i suoi pensieri nei torbidi convincimenti di chissà quale oscuro disegno. La sostanza è che la Juve resta ancora da cinque anni la squadra da battere in campo nazionale, ma che deve ancora colmare un piccolo gap con le più titolate squadre europee. Questo è l’eterno cruccio di una società che storicamente ha vinto troppo poco in campo internazionale, ma che sta studiando per diventare grande anche in Europa. Adesso i tifosi aspettano fiduciosi di conquistare quella Champions che la storia bianconera ricorda come qualcosa di stregato. Agnelli, Marotta, Nedved e Paratici sono già all’opera, cominciando proprio dal rinnovo del contratto di quel Massimiliano Allegri che all’inizio della sua avventura bianconera nessuno voleva. Con lui si programmerà il futuro immediato di un’Europa che significa conquista della Champions League. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNla-juventus-e-campione-d-italia-per-la-quinta-volta-consecutiva-1013107.htmSi100451001,02,03030368
471013081NewsCampionatiTotti, malinconia di un tramonto.20160219183228Francesco Totti e la fine di una splendida carriera.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Quando in ognuno di noi si avvicina il crepuscolo della carriera e i riflettori cominciano a sbiadire quella luce che prima era brillante e luminosa, ecco che affiora una legittima malinconia che ti fa vivere con amarezza i momenti più belli del film della tua vita lavorativa che sta per finire. Tocca a tutti, prima o poi, perché l’inesorabile tempo che fugge via, non guarda in faccia nessuno. E allora capisci che nulla è per sempre, neanche ciò che pensavi fosse infinito. Non potevi capirlo prima, non c’era tempo per riflettere ciò che si chiama vita. C’era l’entusiasmo delle mille cose da fare, c’era l’orgoglio di raggiungere i propri obiettivi che significavano il successo. E poi? Chissà …. La frase: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“ Io? E che ce fai con me?”</b> che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Francesco Totti</b> ha rivolto a un cronista, mentre gli chiedeva un suo parere circa la partita di Champions League tra Roma e Real Madrid, è l’emblema di una delusione profonda per aver giocato soltanto 4 minuti sul finire dell’incontro. Una frase malinconica fatta di rassegnazione ma anche di provocazione verso chi non crede più in lui e gli dà segnali eloquenti che è ora di farsi da parte. Quasi quarant’anni ma non li dimostra, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Francesco Totti</b> ha ancora la voglia e il cervello di quando ha cominciato la sua splendida carriera. Ma la forza fisica, la corsa e la tenuta di una partita intera, quella non è più la stessa, non può esserlo. Eppure tocca anche a lui, la leggenda, il grande mito della storia romanista, il capitano dei capitani giallorossi, il pupone amato da tutti i romanisti. E’ chiaro che la frase di Totti voleva non solo dribblare il collega giornalista, ma aveva anche il sapore amaro di chi sente avvicinarsi quel futuro che, per un calciatore, significa appendere le scarpe al chiodo. Spalletti è stato chiaro: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Io devo allenare la squadra, non i singoli giocatori”</b> una frase eloquente che vuol dire che l’esperienza non basta e quindi bisogna far giocare i calciatori più preparati a sostenere uno sforzo fisico capace di pressare, attaccare e interdire per tutta la partita. Totti, oggi, non è più in grado di farlo, soprattutto dopo quell’infortunio di fine settembre che l’ha fatto penare prima del suo rientro in squadra. Oggi, Francesco, si è chiuso in un mutismo assordante. Lo abbiamo visto svogliato, quando sul finire della partita contro il Real Madrid, Spalletti gli ha detto di riscaldarsi. La Roma perdeva già 2 a 0, ed è sembrato quasi irriverente, se non umiliante, chiamarlo in causa per 4 minuti di partita. Ma questo è, purtroppo, anche se è difficile da accettare. Capiamo mister Spalletti, ma capiamo anche Francesco Totti e gli siamo accanto nella sua malinconia di un tramonto che sente ormai troppo vicino. E’ la metafora della vita. C’è l’alba che si tinge di rosa, di luminosità e di legittima speranza per il futuro. Ma c’è anche il tramonto e la tristezza del giorno che finisce. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711totti_nuove_010.jpgSiNtotti-malinconia-di-un-tramonto-1013081.htmSi100451001,02,03030426
481013056NewsEditorialeJuventus. La sua forza? La Società!20150310151831La Juventus si avvia a conquistare il suo quarto scudetto consecutivo, tuttavia, spesso ci si dimentica di dare i giusti meriti a una Società che è emblema di organizzazione interna e valida programmazione. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo la vittoria contro il Sassuolo per 1 a 0, la Juventus allunga il suo vantaggio a 11 punti sulla Roma. Diciamo subito che non è stata una bella partita, per merito della squadra di Eusebio Di Francesco che ha saputo tenere testa a una Juve apparsa stanca, talora pure pasticciona, che ha sbagliato molti passaggi, ma che alla fine ha raccolto tre punti fondamentali, grazie a una bella rete di Pogba. Oggi questa Juventus di campionato che si avvia a conquistare il suo quarto scudetto consecutivo, è sotto gli occhi di molti. Tutti parlano dei giocatori, del suo staff tecnico, del suo allenatore, ma nessuno, o quasi, ricorda di dare i meriti alla società. Sì, una società che è stata capace di supportare l’improvviso abbandono di Conte, di scegliere in corsa Allegri come sostituto di Conte, di contenere il disagio e il malcontento dei tifosi bianconeri che non volevano Allegri sulla panchina bianconera, di gestire il suo parco giocatori con diligenza e, non ultimo, di aver affrontato in maniera abile il disappunto dei media per non aver praticamente comprato alcun giocatore di valore. Tutti dicevano che con gli stessi giocatori, (Conte compreso) la Juve non avrebbe potuto continuare a vincere perché i vari Chiellini, Bonucci, Lichtsteiner, Pirlo, Marchisio, Llorente, erano stati “spremuti” a dovere dalla dispendiosa e frenetica tattica voluta da Conte. E invece, alla fine, la società bianconera ha avuto ragione su tanti punti. Ha speso poco, ha affidato la squadra ad un allenatore che ha dato una sua fisionomia ben precisa alla squadra che, nonostante la visibile stanchezza dei suoi cardini principali che non brillano più come un tempo, continua ad essere la padrona assoluta del campionato italiano. Insomma, un po’ come dire che cambia il mezzo, ma il fine è sempre lo stesso. In questo periodo la Juve è in netta difficoltà per la carenza fisico – atletica di Vidal, Pogba, Bonucci, Chiellini, che non sono più quelli degli anni passati. Tuttavia, nonostante le mille difficoltà che caratterizzano una Juve non più così bella da vedersi sotto il profilo del gioco, alla fine riesce a pareggiare il confronto dell’Olimpico contro la Roma inseguitrice sia pure a distanza, e a vincere a fatica contro il Sassuolo. A questo punto, chi vorrebbe che la Juve primeggiasse anche in campo europeo, sviluppando magari un gioco brillante, riteniamo che debba ancora pazientare. Sì, pazientare perché Agnelli, Marotta, Nedved e Paratici stanno lavorando dietro le quinte un progetto per riportare a casa la Coppa dalle Grandi Orecchie che tutto il popolo juventino s’aspetta ormai da troppi anni. Ma la capacità della società Juventus è quella di sapere procedere lentamente, programmare in silenzio ma con convinzione, con capacità di settore, pensando a progetti solidi che mirano alla buona gestione economica e tecnica. Poi, si può scrivere e commentare ciò che si vuole. Possiamo evidenziare la brutta Juve vista in Coppa Italia contro la Fiorentina, discutere di scelte sbagliate, di tattiche e gioco diverso rispetto al recente passato, ma alla fine la Juve vincerà per la quarta volta il suo scudetto. Cambiano gli allenatori, cambia lo staff tecnico, si incamerano le critiche (quando ci sono), ma la società è sempre lì, giovane e concreta, con le idee chiare su ciò che c’è da fare per continuare a vincere in Italia e poi anche in Europa. E, in questo momento di crisi del Milan, dell’Inter, della Roma, e di altre squadre che ambiscono a primeggiare nel campionato italiano, la Juve continua la sua storia grazie ai sani progetti della sua Società. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; tab-stops: 414.75pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711marotta.jpgSiNjuventus-la-sua-forza-la-societa-1013056.htmSi100451001,02,03030692
491013054NewsEditorialeRoma - Juventus 1 a 1. L’analisi di Salvino Cavallaro20150303164555Un pareggio che scontenta la Roma, per aver perso l`appuntamento con la speranza dello scudetto, ma che lascia l`amaro in bocca anche alla Juve, per aver perso banalmente l`occasione di vincere la partita e allungare il vantaggio a + 12. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Come spesso accade nei match point tanto attesi, la delusione del gioco visto in campo è prevalsa su ogni altra cosa. All’Olimpico di Roma, nella notte che avrebbe dovuto dare una svolta decisiva al campionato, non c’è stato nulla che potesse dare il significato di una partita dai connotati determinanti. La Juventus, ben disposta in campo dal punto di vista tattico, ha saputo aspettare gli avversari per poi colpirli in contropiede. I giallorossi di Garcia avrebbero dovuto fare la partita, ma, in realtà, si è vista solo una squadra nervosa, il cui comportamento non ha fatto altro che peggiorare la situazione. Per 70 minuti la Juve di Allegri, tornata al vecchio modulo 3-5-2, ha macinato gioco, ha saputo attaccare con ordine e intelligenza, è andata in vantaggio con un bellissimo gol su calcio di punizione di Tevez, ed è stata molto attenta anche in fase di interdizione. Poi, 20 minuti finali di follia hanno decretato il pareggio della Roma e persino l’inaspettato pericolo di perdere la partita immeritatamente. La squadra di Garcia, infatti, dopo il rocambolesco pareggio di Keita, ha preso animo e si buttata in avanti con vigoria e decisione, cogliendo inaspettatamente impreparata una Juventus che improvvisamente è sembrata attonita e priva di idee. Una sorta di cambiamento repentino che i bianconeri ricorderanno a lungo per la sua negatività. Eppure, quel bellissimo gol di Tevez che avrebbe portato la Juve a più 12 punti dalla Roma, poteva significare il capitolo chiuso di uno scudetto già conquistato. Certo, i 9 punti rimasti di distacco tra Juve e Roma sono significativi per i bianconeri di Allegri, che possono proseguire con tranquillità un campionato che ha ancora 13 partite da disputare fino alla fine. Ma come ha dichiarato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Claudio Marchisio</b> alla fine della partita di Roma, questi ultimi 20 minuti della Juve devono fare riflettere. Già, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Marchisio</b>. Riteniamo che, al di là del piccolo pasticcio difensivo che l’ha coinvolto in occasione del gol del pareggio della Roma, pensiamo che il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Principino”</b> sia indenne da colpe, anche se, nella circostanza, in un’area affollatissima di giocatori, avrebbe dovuto spazzare via quel pallone. Claudio Marchisio, a parer nostro, ha disputato una partita da centrocampista moderno, unendo quantità ed eleganza in un ruolo di regia che solitamente occupa Pirlo. Il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Principino”</b> ha sfoderato grande grinta in una zona nevralgica del campo che richiedeva sacrificio nell’interdizione e immediatezza nel costruire le manovre d’attacco. Copre, morde, è dinamico, è sufficientemente “cattivo” e attento contro l’avversario e, se capita, sa anche inquadrare la porta con efficacia. Un giocatore completo del quale questa Juve di Allegri non può fare a meno. Ma, oltre Marchisio, ci è anche piaciuto Pereyra, un giocatore che copre bene il centrocampo, che sa fare bene il movimento senza palla, crea superiorità numerica ed è spesso una spina nel fianco delle difese avversarie. Juve di oggi, dunque, e Juve che sta già costruendo il futuro anche per quanto riguarda Morata e Coman, due gioiellini che fungono da freccia penetrante nell’arco bianconero. Per quanto riguarda la Roma, invece, è stata l’espressione della squadra affetta da pareggite. Molta voglia di primeggiare per buona parte del campionato, che contrasta con l’attuale carenza atletica e di idee che fanno emergere un nervosismo di base, che è deleterio ai fini di un’idea di squadra compatta. Adesso, quella frase celebre di Garcia: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sono convinto che la Roma vincerà lo scudetto”</b> è stata chiarità dallo stesso autore, il quale ha precisato di averla detta per stimolare un ambiente depresso, dopo la sconfitta d’andata allo Juventus Stadium. Attualmente, la Roma resta la seconda forza del campionato, anche se Napoli, Lazio e Fiorentina sembrano volerla contrastare in maniera convinta. Intanto, vogliamo fare una nota di elogio all’arbitro Orsato, perché ha saputo arbitrare in maniera corretta una partita che, alla vigilia, non si presentava certamente con le credenziali di match facile da dirigere.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711marchisio.jpgSiNroma-juventus-1-a-1-l-analisi-di-salvino-cavallaro-1013054.htmSi100451001,02,03030623
501013021NewsEditorialeChampions League, in cinque minuti la Juventus passa dallo sconforto alla gioia20141105185669Altalena di emozioni allo Juventus Stadium<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Neve o pioggia, Conte o non Conte, Allegri o non Allegri, la Juve di Champions non cambia mai faccia, è sempre la stessa. Sempre maledettamente stregata da mille insicurezze che ne inibiscono il suo lato migliore: la consapevolezza nei propri mezzi. Anche la partita contro L’Olympiacos di Atene, preparata da Allegri come una partita da vincere a tutti i costi per continuare il cammino di Champions League verso gli ottavi di finale, ha rispolverato temi che si ripetono ogni qualvolta si esibiscono in Europa. Ma, per adesso, tutto è bene quel che finisce bene, visto che dopo una rocambolesca partita giocata sotto una pioggia incessante, la Juve ci ha messo una pezza vincendo 3 a 2 un match che si era messo su canali di criticità. E persino Buffon è apparso non al meglio del suo abituale standard, con Chiellini e Bonucci che per lunghi tratti della partita sono sembrati l’ombra di sé. La Juve di Max Allegri si è presentata in campo con un assetto tattico inusuale, quel 4-3-1-2 che non è mai stato il credo di Antonio Conte. Difesa a quattro, con tre centrocampisti, un trequartista e due punte che a turno partono da lontano e svariano a sinistra, a destra e al centro dell’attacco. Non male sulla carta, ma in campo è sembrato tutto più difficile per effetto di un Vidal ammirevole per impegno ma in chiara mancanza di forma per i tanti, troppi errori in fase di interdizione e di costruzione del gioco. E’ sembrato migliorato Pirlo, mentre Pogba ha dato un eccellente saggio delle sue indiscutibili qualità. La Juve parte subito con veemenza, ma trova davanti a sé un Olympiacos che non ci sta a perdere questa partita. Il primo sussulto si ha al 21’ quando l’arbitro Atkinson punisce un fallo su Pogba al limite dell’area. Batte Pirlo che indovina il sette da lui preferito e la Juve va in vantaggio. Ma la gioia dura solo tre minuti, perché al 24’ l’Olympiacos pareggia con Botia il quale da calcio d’angolo riceve un pallone che di testa anticipa Chiellini e s’infila a fil di palo nella porta di Buffon che non tenta nemmeno il tuffo. A questo punto la Juve sembra colpita nell’entusiasmo e si smarrisce dando campo all’avversario, il quale comincia a macinare gioco e al 61’ va addirittura in vantaggio con N’Dinga, il calciatore di colore che di testa fa schizzare in rete un pallone che sorprende ancora la difesa della Juve apparsa insicura in più d’una circostanza. A questo punto lo Juventus Stadium sembra raggelare e persino i giocatori in campo avvertono la delusione profonda dell’ambiente. Il rischio di perdere ed essere eliminati è un dato di fatto e, a questo punto si deve assolutamente reagire: o la va, o la spacca. E così al 65’ Llorente, entrato per sostituire Morata, trova il tempo di deviare sottomisura un cross di Lichtsteiner. I tiro dello spagnolo non è irresistibile, ma va a sbattere sullo stinco del portiere greco Roberto, il quale cincischia e il pallone finisce in rete. A questo punto la Juve riprende animo e un minuto dopo, esattamente al 66’ va in vantaggio con Pogba che da fuori area lascia partire un tiro imprendibile per il portiere Roberto. Da qui in avanti i bianconeri attaccano con convinzione e con la consapevolezza che avendo maggior possesso palla si ha la possibilità di neutralizzare le ambizioni residue dell’avversario. Con questa logica la Juve di Allegri finisce in crescendo il match e, addirittura, ha la possibilità di andare ancora in gol, ma il rigore concesso dall’arbitro per atterramento di Tevez in area di rigore è fallito da Vidal. Peccato, perché quello scarto di due gol sull’Olympiacos avrebbe consentito alla Juventus di stare più tranquilla in caso di qualificazione per miglior differenza reti. Furibondo Agnelli in tribuna che, stizzito per l’errore del cileno, scatta come una molla e lascia anzitempo lo Juventus Stadium. Insomma, una partita adatta soltanto a coloro i quali possono contare di efficienti coronarie, tali e tante sono state le altalenanti emozioni che ne hanno fatto una partita avvincente. Pericolo scampato dunque per la Juventus che può guardare con più tranquillità (ma non troppa) al prosieguo del suo cammino in Champions. Adesso restano ancora due partite da giocare nel proprio girone, per entrare di diritto agli ottavi di finale. La truppa di Allegri deve infatti far visita al Malmo e poi ospitare l’Atletico Madrid che conduce in testa alla classifica. Ma la Juventus che stenta in Europa, non è soltanto l’emblema di un calcio italiano declassato, è anche la sua storia fatta di tanti scudetti e due sole Coppe dei Campioni vinte. Un neo mai cancellato in cotanto splendore sportivo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>Torino, Juventus StadiumFL0711FL0711altaknteljzrhkjpscmwjkvsm3hkmrvqiy2sltun1avryxx.jpgSiNchampions-league-in-cinque-minuti-la-juventus-passa-dallo-sconforto-alla-gioia-1013021.htmSi100451001,02,03030712
511013019NewsEditorialeLa Juve di Allegri non convince20141030161411Dopo la prima sconfitta di campionato della Juve, diamo spazio ad alcune considerazioni.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nel calcio, non siamo ancora riusciti a capire come mai gli allenatori propendano per certi giocatori palesemente fuori forma, piuttosto che per altri chiaramente più brillanti e affidabili. Sembra quasi che ci siano dei pupilli da tutelare, da preservare dagli attacchi dei media. D’accordo il rispetto delle gerarchie, va bene la logica della scelta di chi vede tutti i giorni i giocatori in allenamento e ne stabilisce la titolarità, ma quando in partita ci si accorge che un tal giocatore è fuori forma, ebbene bisogna provvedere subito a cambiare senza aspettare che sia troppo tardi. E’ il discorso di Allegri che sta insistendo a far giocare Llorente, un giocatore che è in chiara difficoltà fin dall’inizio del campionato. In panchina, invece, scalpita Morata, il rampollo arrivato quest’anno da Madrid che ha già dato ampie garanzie di affidamento. Lucidità nella corsa, freschezza atletica&nbsp;e grande voglia di fare per mettersi in mostra. E allora, perché insistere su un giocatore come Llorente che sembra così evanescente rispetto all’anno scorso? Intendiamoci, non è che solo lui sia la causa negativa della Juve di Allegri che, rispetto a quella di Conte, ha di simile soltanto l’assetto tattico del 3-5-2. Dopo aver visto la partita infrasettimanale di campionato contro il Genoa a Marassi, abbiamo analizzato la sconfitta dei bianconeri come qualcosa che va oltre il palo colpito da Llorente, la traversa di Ogbonna e le parate incredibili di Perin che in una partita di calcio ci stanno pure. E, se il Genoa ha vinto una partita che non&nbsp;pensava di&nbsp;vincere, il demerito è sicuramente di una Juve che è affetta da molti problemi. La precaria condizione di forma di Pirlo (tenuto fuori da Allegri), di Vidal, Asamoah, Lichtsteiner, oltreché di Llorente, ci fa pensare che una squadra come la Juve non possa fare a meno di giocatori che sono stati essenziali per la conquista di tre&nbsp;scudetti consecutivi&nbsp;e record da vendere. Come dicevamo pocanzi, la Juventus di Allegri ha soltanto una similitudine con quella di Conte, e cioè l’assetto tattico del 3-5-2. Per il resto la squadra di quest’anno appare molto meno spronata e&nbsp;pungolata ad agire fino al 94’ minuto senza mai subire rallentamenti di sorta. Il gol di Antonini, subito dalla Juve all’ultimo secondo, è la chiara conferma di una squadra che non morde più come una volta. Sembra più compassata, riflessiva, meno frenetica nel pressing che non è più asfissiante come prima. Le due punte, Tevez e Llorente, erano abituate a variare, a spostarsi a destra e a sinistra, favorendo l’inserimento dei centrocampisti e, soprattutto, dei due esterni, cui Conte non faceva sconti nel dare loro respiro. L’ordine era di non&nbsp;fermarsi mai, anche se vincevi con tre gol di scarto dovevi crossare e dare palloni giocabili per le due punte che, comunque, non dovevano mai essere statiche. E così, se Allegri, suo malgrado, deve inventarsi Marchisio nel ruolo di regista per sostituire Pirlo che non riesce ad entrare in forma e Pogba che da solo non può certamente coprire le manchevolezze degli altri, ecco che la Juve fatica a centrocampo. E quando nel calcio è proprio il centrocampo a non fare&nbsp;filtro tra difesa e attacco, ecco che tutti i nodi vengono al pettine. E’ vero che la Juve è prima in classifica al pari della Roma con 22 punti, ottenendo 7 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta con 16 gol fatti e 4 subiti, tuttavia, la mancanza di fluidità della manovra, le amnesie riscontrate e l’apparente mancanza di quell’umiltà che aveva manifestato nel triennio di vittorie ottenute, fa suonare un campanello d’allarme tutt’altro che trascurabile. In questi due mesi che mancano alla fine dell’anno 2014, la Juventus è chiamata al passaggio del turno in Champions League, a proseguire in testa alla classifica del campionato e a pensare alla sfida di Supercoppa Italiana contro il Napoli, che si svolgerà il 23 dicembre prossimo a San Siro. Niente male come impegni di squadra di calcio a un certo livello. Ma la Juve è una squadra di qualità che deve dimostrare ancora tanto. Il gioco prima di tutto. E poi ritrovare quella brillantezza di manovra che sembra aver perso per strada. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Genovafl0711fl0711allegri400.jpgSiNla-juve-di-allegri-non-convince-1013019.htmSi100451001,02,03030635
521013012NewsEditorialeJuventus, prima brutta e poi tardivamente sufficiente20141023174553Ci risiamo. La Juventus riesuma i suoi soliti problemi di Coppa.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Approfondimento e analisi della sconfitta di Atene</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Sembra incredibile, ma quando la Juventus gioca in Champions League si trasforma in maniera negativa. Una metamorfosi, una sorta di dottor Jekyll e Mr. Hyde del quale non si capisce bene il perché. Sono ormai tanti anni che la squadra bianconera e i suoi tifosi <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>ambiscono a conquistare questa benedetta Coppa con le orecchie, che per loro sembra stregata. La Juventus vista ad Atene contro l’Olympiacos ha avuto due facce. Nel primo tempo è stata inguardabile e timorosa, sciupando una serie incredibile di passaggi che venivano regalati sistematicamente agli avversari. Nella ripresa, invece, ha capito che bisognava cambiare passo, avere maggiore determinazione e, pur non cambiando il risultato nella sostanza, ha avuto una specie d’impennata d’orgoglio. E’ vero che nei secondi quarantacinque minuti la squadra di Allegri ha dimostrato il giusto cipiglio ma, nonostante aver giocato praticamente sempre sotto la porta dell’avversario e colto pure una traversa con Morata (unica nota lieta bianconera della partita), non è riuscita a raggiungere quel pareggio che, in base a ciò che abbiamo visto, sarebbe stato sicuramente meritato. Ma non è giusto recriminare su ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, perché la storia di questa partita ha dato altri spunti di riflessione. Innanzitutto ci viene da dire che in Europa non puoi permetterti di regalare un tempo agli avversari, chiunque essi siano. E poi è necessario essere più incisivi nel pressare l’avversario dal centrocampo in su, con convinzione, con determinazione e cattiveria agonistica, senza mai abbassare il baricentro e regalare campo all’avversario. Ma c'è un altro aspetto da non trascurare, ed è il palese distinguo di mentalità tra il calcio europeo e quello italiano. Il nostro è ancora un calcio non sufficientemente propositivo, in cui l’idea di pareggiare una partita ci porta al pensiero che in fondo si poteva perdere, senza pensare che quella stessa partita si poteva anche vincere. Insomma, è un accontentarsi vecchia maniera in modo metodico. Dal punto di vista atletico, poi, al cospetto del calcio europeo ci sembra di camminare piuttosto che correre. E così l’avversario arriva prima sul pallone, ha migliore gamba e forza atletica, pressa alto e non ti lascia ragionare. Differenze che vengono alla luce proprio nel confronto con il calcio d’Europa, mentre non ce ne accorgeremmo mai se seguissimo soltanto il pallone nazionale. La partita contro l’Olympiacos ha messo a nudo la mancanza di forma di Andrea Pirlo, un giocatore essenziale nell’assetto tattico della Juventus. Pirlo ha sbagliato una serie innumerevole di passaggi, si è fatto anticipare sempre dagli avversari e persino la sua “maledetta”, e cioè il calcio di punizione che da sempre rappresenta l’emblema del suo eccellente bagaglio tecnico, non è stato all’altezza della situazione. Ma anche Tevez, Asamoah, Pogba non sono stati i giocatori che conosciamo. Ci è piaciuta invece l’intraprendenza di Vidal che a parer nostro è stato sufficiente per impegno e grinta, almeno in fase di interdizione. Sostanzialmente, dunque, la Juventus alla terza partita di Champions <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>è praticamente la stessa dell’anno scorso. Nelle prime tre partite, infatti, aveva conquistato solo due punti perché aveva pareggiato a Copenaghen e in casa con il Galatasaray, mentre aveva perso fuori casa a Madrid contro il Real. Quest’anno ha raggranellato tre punti vincendo in casa con il Malmo e perdendo a Madrid contro l’Atletico e ad Atene contro l’Olympiacos. Risultati che, come l’anno scorso, mettono in seria difficoltà la Juventus per il passaggio&nbsp;al turno successivo, tenuto conto che Atletico e Olympiacos sono appaiate a 6 punti e i bianconeri dividono il fanalino di coda a 3 punti con il Malmo. Ma, a prescindere dai punti e dalla situazione di classifica che è ancora recuperabile nelle tre partite rimanenti del girone, ciò che lascia perplessi della Juve di Coppa è questo suo atteggiamento indefinibile nella mancanza di approccio alla partita, soprattutto all’estero. Forse è mancanza di maturità che tarda ad arrivare, ma c’è molto di mentalità nazionalistica pallonara che, evidentemente, non è ancora all’altezza del calcio europeo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Atenefl0711fl0711marotta.jpgSiNjuventus-prima-brutta-e-poi-tardivamente-sufficiente-1013012.htmSi100451001,02,03030621
531012965NewsCampionatiBuona la prima di Champions della Juve di Allegri20140917122614Massimiliano Allegri,Juventus,Carlitos Tevez,Andrea Pirlo,Gianluigi BuffonOttimo ritorno internazionale della Vecchia Signora contro gli svedesi del Malmoe E chissà cosa staranno pensando adesso gli acerrimi denigratori di <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/massimiliano-allegri-1000296.cfm">Massimiliano Allegri</a>. Certo, è ancora presto per significarne il suo lavoro, tuttavia, in base a quello che la <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/juventus.cfm">Juventus</a> sta esprimendo in questo inizio di campionato e di Champions League, possiamo tranquillamente dire che si apre un nuovo corso. Altro che ciclo finito! La Juve vista ieri sera contro il Malmoe, ha battezzato un inizio di Champions all’altezza della sua fama internazionale. Diciamo subito che la partita è apparsa dai due volti. Infatti, a un primo tempo sottotono, la Juve ha risposto nella seconda parte della gara con vigoria e voglia di vincere il match. I due gol di <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/carlitos-tevez-1000159.cfm">Carlitos Tevez</a>, con i quali i bianconeri hanno battuto il Malmoe, sono l’emblema di un gioco dalla chiara fisionomia offensiva. Mancando gli infortunati <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/andrea-pirlo-1000190.cfm">Pirlo</a>, <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/arturo-vidal-1000191.cfm">Vidal</a> e <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/andrea-barzagli-1000183.cfm">Barzagli</a>, la Juve di Allegri si affida all’ormai consolidato schema tattico del 3-5-2, in cui si evidenzia lo spostamento a interno di centrocampo di Asamoah, mentre il nuovo arrivato Evra lo sostituisce nel ruolo di esterno alto. Un po’ in ombra è apparso Pogba che nella sua posizione di centrocampista risente in qualche modo l’assenza della regia di Pirlo. Interessanti note sono arrivate invece da Lichtsteiner. L’esterno alto della Juventus è apparso instancabile nella sua fascia di appartenenza, anche se, a dire il vero, più di una volta ha peccato nel tiro in porta. Troppo altruista il suo gioco, anche quando l’azione l'avrebbe portato a una conclusione personale. Ottimo il lavoro di Llorente, sacrificatosi quasi sempre in un lavoro oscuro ma intelligente, fatto di suggerimenti da play maker avanzato a beneficio di Tevez. L’argentino, poi, è stato la ciliegina sulla torta bianconera. Il suo apporto in fase risolutiva di attaccante indemoniato, mai fermo sulle gambe e sempre lì a giostrare da destra a sinistra e poi ancora al centro dell’area di rigore avversaria, è il focus della squadra di Allegri. Due gol di ottima fattura che si riconciliano con la sua lunga astinenza di reti in Champions League. Pensate che l’ultimo gol segnato da Tevez nell’ambito della competizione europea risale ai tempi in cui giocava con il Manchester United. Era un altro giocatore allora, non soltanto perché portava i capelli lunghi, ma anche perché non aveva ancora espresso il meglio del suo repertorio che oggi coincide con la sua maturità professionale. Per il resto, non ci sembra di dover riferire altre situazioni degne di nota, se non l’ingresso a dieci minuti dalla fine della gara di Morata al posto di Llorente. Troppo poco per valutare il gioiellino da poco arrivato dal Real Madrid, che rientrava dopo un infortunio. Tuttavia, in qualche occasione, ha fatto vedere cose interessanti quali ad esempio la capacità di saltare l’avversario e puntare dritto in porta. Per finire diamo un cenno agli svedesi del Malmoe. Diciamo subito che non ci è sembrata una squadra irresistibile, anche se nel primo tempo ha creato qualche brivido nei pressi di <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/gianluigi-buffon-1000177.cfm">Buffon</a>. Dal punto di vista tecnico, la superiorità della Juve è stata evidente soprattutto nel secondo tempo, quando la maggiore convinzione dei bianconeri ha assunto i connotati di una gara da vincere a tutti i costi. Adesso la squadra di Allegri si trova ad essere prima in classifica assieme all’Olympiakos che a sua volta ha battuto il temibilissimo Atletico Madrid. Vedremo cosa accadrà in seguito. Una cosa è certa, la Juve del nuovo corso targato Allegri si profila con la filosofia di chi bada ai fatti senza tante inutili parole. Step by step, siamo convinti che ne vedremo ancora delle belle. La Juve non aveva finito un ciclo, ha semplicemente girato la pagina del suo libro fatto di vittorie e di illustri personaggi, che ne hanno scritto e caratterizzato la sua lunga storia. Sì, perché gli uomini passano, ma le società di calcio continuano coi loro mutamenti generazionali e il loro guardare avanti per progredire. Così, com’è il mondo che non finisce mai e che chiede agli uomini di abituarsi ai cambiamenti che talora sono repentini. Già, i cambiamenti. Proprio come il passaggio di consegne tra <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/antonio-conte-1000008.cfm">Conte</a> e Allegri. <br><br> <b>Salvino Cavallaro </b><br><br> <br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>TorinoFL0711FL0711tevez-6.jpgSiNbuona-la-prima-di-champions-della-juve-di-allegri-1012965.htmSi100451001,02,03030716
541012941NewsCampionatiTegola Juve: Pirlo out un mese20140828140530pirlo juve,Juve,Andrea PirloTrauma contusivo-distorsivo all`anca per luiBrutte notizie in casa <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/juventus.cfm">Juve</a>: <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/andrea-pirlo-1000190.cfm">Andrea Pirlo</a> dovrà stare fermo un mese per un trauma all'anca destra.<br><br>Ecco il comunicato della società bianconera riguardo le condizioni del numero 21: <br><br><em>"Andrea Pirlo, a seguito del trauma contusivo-distorsivo riportato in occasione del trofeo Tim, è stato sottoposto ad una risonanza magnetica. L'esame ha evidenziato una distrazione muscolo-tendinea del retto femorale per cui saranno necessari 30 giorni per il recupero. Il centrocampista proseguirà nel suo programma riabilitativo e verrà sottoposto a nuovi accertamenti tra 15 giorni."</em><br><br>C1012936TorinoFL0141FL0141pirlo-6.jpgSiNtegola-juve-pirlo-out-un-mese-1012941.htmSiT1000007100205001,02,03,06,07,08,09010647
551012908NewsEditorialeJuventus, basta un attimo e il giocattolo si rompe20140716151031Massimiliano Allegri approda in casa Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Massimiliano Allegri</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> è il nuovo allenatore della Juventus, ma i tifosi bianconeri sono in apprensione perché l’84% si dimostra a sfavore e soltanto il 16% degli intervistati pensa che sia il tecnico adatto alla Vecchia Signora. Ci sono troppe cose che conducono al pensiero che per l’ex allenatore del Milan questo approdo in casa Juventus non sia dei più facili, non solo perché eguagliare ciò che ha fatto Conte è impresa, se non ardua sicuramente difficile per chiunque, ma<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>per Allegri lo sarà ancor di più. Troppe cose lo mettono in svantaggio agli occhi dei bianconeri e le recenti polemiche contro la Juve di Conte che vinse il campionato nonostante fosse in svantaggio dal Milan di ben sette punti, non è il solo neo da sottolineare. Sì, perché oltre questo episodio c’è il suo non rapporto con Andrea Pirlo che lasciò il Milan proprio per i contrasti con l’allenatore livornese. Il regista della Juventus che si trova ancora in vacanza alle isole Baleari, ha già fatto sapere alla società bianconera che vuole delle garanzie tecniche, altrimenti andrà al Galatasaray di Cesare Prandelli, che lo accoglierebbe a braccia aperte. Allegri, intanto, ha già firmato un contratto che lo lega alla Juve per due anni, con il compenso di due milioni di euro più i premi partita. E’ lo stesso stipendio che percepiva al Milan e, al cospetto di Mancini e Spalletti che erano stati nominati quali probabili sostituti di Conte, la scelta è ricaduta su Allegri proprio perché percepisce meno dei suoi colleghi. Magra consolazione questa, per una Juventus che dovrebbe avere mire alte. Adesso, anche la campagna acquisti entra in confusione. Iturbe, che sembrava già della Juve nonostante il no secco di Conte che voleva Cuadrado e Sanchez, è stato acquistato dalla Roma per 31 milioni di euro. Al momento, dunque, l’unico acquisto è Morata, un ragazzo di belle speranze che è stato riserva del Real Madrid. Resta calda la pista Romulo e spunta l’idea Astori come centrale di difesa. Insomma, nulla è per sempre, e nel calcio men che meno. Il problema è ripartire da zero con una strada in salita, vista anche la freddezza dimostrata dai tifosi juventini nell’apprendere tutta questa storia. Un fulmine a ciel sereno in quest’estate capricciosa, che sembra fare le bizze non soltanto dal punto di vista meteorologico. Il calcio italiano, dopo il fallimento del campionato mondiale in Brasile, dimostra di essere in crisi nera, sia dal punto di vista economico ma anche come idee e progettazione. C’è molta confusione in merito, e il risultato non può essere altro che quello che abbiamo visto. In campo europeo contiamo poco e in campo nazionale esportiamo i migliori giocatori per importare delle mezze figure straniere. Vedremo cosa accadrà in casa Juve che per tre anni ha rappresentato il meglio del calcio italiano. Conte lascia la Juve probabilmente anche per la dipartita di Vidal che si accaserà al Manchester United per circa quaranta milioni di euro. E forse la chiave del discorso sta proprio in questa goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mentre Agnelli e Marotta mettono in primis le plus valenze a beneficio del bilancio societario, Conte che è uomo di campo, ha sempre ragionato in maniera diversa. Pensiamo che le due mentalità che convergono per il bene della Juventus, non si siano incontrate perché se è vero che c’era l’esigenza di migliorare una Juve che ha dato tutto quanto era nelle sue possibilità, è altresì vero che l’orientamento della proprietà è quello di andare al risparmio sperando di ottenere il massimo da ciò che ha. Questo è successo nei tre anni della gestione di Antonio Conte, sarà la stessa cosa con la nuova gestione tecnica di Massimiliano Allegri? Ai posteri l’ardua sentenza! Intanto il giocattolo s’è rotto (anzi, l’hanno rotto?) e per ricostruirlo ci vorrà sicuramente del tempo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711allegri400.jpgSiNjuventus-basta-un-attimo-e-il-giocattolo-si-rompe-1012908.htmSi100451001,02,03030489
561012894NewsEditorialeGl effetti negativi dell`eliminazione al mondiale20140626181737Il disinteresse momentaneo per il calcio, si abbina all`indifferenza manifestata al ritorno in Patria degli azzurri. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Eppure, il campionato del mondo di calcio continua, così come&nbsp;il pallone, le partite da disputare e la vita che continua il suo naturale giro delle cose. C'è chi piange e c'è chi spera in un sogno. E' tutto normale, legittimo, non fa una piega. In questi giorni di delusioni e tristezze del pallone italiano, presi come siamo dalla malinconia di non vedere più la nostra nazionale al campionato del mondo, ci siamo persino dimenticati di seguire il calciomercato e i sogni fatti sotto l’ombrellone che sono tipici della stagione estiva, sembrano quasi non sfiorarci. La <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juve</b> che insegue <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Morata</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Iturbe,</b> il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Torin</b>o che vorrebbe <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sau</b> e si propone per acquistare <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Quagliarella</b>, il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milan</b> che s’interessa a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dzemaili </b>mentre non sa ancora se <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kakà</b> vuole ritornare in Brasile e non sa neppure se vendere <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Balotelli,</b> la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Roma</b> che è alle prese con il nodo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benatia</b>, il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cagliari</b> del nuovo presidente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Giulini</b> che ripesca in panchina <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zeman</b> per cominciare un nuovo corso, e poi tante altre trattative che non abbiamo più voglia di approfondire.. Un mondo che abbiamo perso di vista, almeno per il momento, per la forte delusione del fallimento azzurro in Brasile. Forse, questo accresce la nostra improvvisa non voglia di pallone, una sorta di rigetto diventato un misto d’amarezza che s’interseca all’abbondanza della visione di calcio. Si chiama distacco, si chiama indifferenza. Già, la stessa indifferenza degli sportivi italiani che nemmeno hanno voluto contestare gli azzurri al loro arrivo all’aeroporto di Milano e di Roma. Un’indifferenza che è eloquente più di mille parole e che ferisce ancor più di un’aspra contestazione. In fondo è una manifestazione civile, una forma disarmante che entra ancor più nell’anima degli atleti che, nonostante i lauti contratti e la ricchezza economica, restano pur sempre degli uomini. Il focus mediatico è sempre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Balotelli</b>, nel bene e nel male di ogni discorso, di ogni fatto positivo o negativo. C’è una spaccatura forse insanabile nel gruppo della nazionale, tra lui e la vecchia guardia formata da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Buffon,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pirlo</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Rossi</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli</b>. E c’è pure chi si schiera da una parte e dall’altra, in un continuo andirivieni di colpe che non fanno il bene di nessuno. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Prandelli</b> ha certamente sbagliato a creare la squadra attorno a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mario Balotelli</b>, (questo l’abbiamo già detto), perché lui, semmai, doveva essere uno dei tanti e non il cardine di ogni situazione. Lui non è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Messi</b> e neanche <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Neymar</b>, lui non è il campione che farà mai la differenza. Sì, perché a questo ragazzo dalle indubbie qualità tecniche, manca e mancherà la testa, l’equilibrio comportamentale, la prestazione che non sarà mai supportata dalla continuità, ma che sarà sempre soggetta all’ansia da prestazione. Forse <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Prandelli </b>si è sentito tradito, perché aveva creduto in <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Balo </b>soprattutto dal punto di visto umano, ed era convinto nella sua completa maturazione di uomo e atleta. Così non è stato, perché attorno a lui si è creato un polverone tale da far saltare i sacri equilibri da spogliatoio. Certo che quella maledetta partita del 24 giugno 2014, giocata a Natal alle ore 13, 00 in Brasile (ore 18,00 in Italia) sarà ricordata per sempre, nel bene e nel male del suo significato. Nel bene, perché ha tirato fuori verità a lungo sommerse, e nel male per una eliminazione che per lungo tempo brucerà ancora.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Milanofl0711fl0711cesare-prandelli.jpgSiNgl-effetti-negativi-dell`eliminazione-al-mondiale-1012894.htmSi100451001,02,03030379
571012891NewsEditorialeL`unico errore? E` di aver costruito la Nazionale attorno a Balotelli20140623181831La confusione e le incertezze del C.T. Prandelli<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>A <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Natal</b>, nella partita che deciderà se gli azzurri potranno continuare il loro cammino mondiale, ci sarà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">l’ItalJuve</b>. Dopo aver dichiarato il suo deciso diniego per il 3-5-2 di Conte memoria, il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">C.T. Prandelli</b> nelle partite giocate contro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Inghilterra</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Costa Rica</b>, ha provato due formazioni diverse. Contro gli inglesi ha schierato un 3-1-5-1, con Chiellini a sinistra, Barzagli<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>e Paletta difensori centrali, De Rossi davanti alla difesa, un centrocampo composto da Candreva, Verratti, Pirlo, Marchisio, Darmian, con la sola punta Balotelli. Nella partita contro il Costa Rica, Prandelli rivoluziona ancora le carte e presenta un 4-1-4-1 con Chiellini e Barzagli al centro della difesa, esterni Abate e Darmian, davanti alla difesa De Rossi, un centrocampo composto da Candreva, Thiago Motta, Pirlo e Marchisio, con il solito Balotelli solo all’attacco. Come tutti sanno, gli azzurri hanno rimediato una sonora sconfitta, tale da poter pregiudicare il cammino nel campionato del mondo. E così, il C.T. Prandelli contro l’ultima partita del girone contro l’Uruguay pensa di cambiare ancora schierando l’assetto tattico che fin dall’inizio aveva negato, e cioè quel 3-5-2 che ha dato tre scudetti consecutivi alla Juve di Conte. L’Italia, dunque, domani sera giocherà con Chiellini, Bonucci, Barzagli, classici tre di difesa juventini, che dovrebbero contrastare Cavani e Luis Suarez. A centrocampo<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Verratti (con un suo ruolo ben definito) Pirlo, Marchisio (riportato nel suo naturale ruolo di interno) e gli esterni Darmian e De Sciglio. In avanti le due punte Immobile e Balotelli. Così la squadra ci sembra più quadrata, tuttavia, questo continuo cambiar le carte di Prandelli sa più di chi è arrovellato da molte insicurezze che di certezze. Strana questa presa di posizione del C.T. azzurro il quale si ricrede in extremis sul 3-5-2, dando proprio l’impressione di chi non ha le idee chiare e si sta arrampicando sui vetri. Eppure ricordiamo quando lui è stato allenatore della Fiorentina, in cui aveva disegnato un gioco propositivo, mai sparagnino e farraginoso come quello che stiamo vedendo in Nazionale. A parer nostro, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>l’errore è stato quello di impostare tutto sull’unica punta Mario Balotelli, tenendo in panchina la vera prima punta che è stato il capocannoniere della serie A: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ciro Immobile</b>. Un equivoco tattico che è cominciato fin dall’inizio, credendo in Balotelli come prima punta, che secondo noi non è. Sono fissazioni tattiche che nell’arco degli anni, spesso i vari tecnici ci hanno abituato. D’altra parte, di loro è la responsabilità e per questo sono pagati. Tuttavia, se è vero che un C.T. deve andare dritto per la sua strada senza ascoltare le idee diverse, nel caso di Prandelli ci è sembrato che ci fosse un unico equivoco tattico dato dalla presenza di un’unica punta che, per noi,<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>non ha le caratteristiche di primo attaccante. A questo punto, speriamo davvero che i due risultati utili ( pareggio o vittoria contro l’Uruguay) potranno dare via libera alla continuità del mondiale azzurro. In questo specifico caso, conta solo il risultato e non il gioco.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Natal - Brasile-fl0711fl071116534-balotelli-e-prandelli.jpgSiNl`unico-errore-e`-di-aver-costruito-la-nazionale-attorno-a-balotelli-1012891.htmSi100451001,02,03030368
581012886NewsEditorialeContro la Costa Rica, un`inguardabile Italia20140620213952Prevedibile, lenta, confusionaria. L`Italia incappa in una involuzione di gioco disarmante<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Si potrebbero sprecare tantissimi aggettivi (tutti negativi, naturalmente) sull’Italia vista in campo contro la Costa Rica, ma nessuno darebbe veramente il senso della delusione profonda che i tifosi italiani hanno dovuto sopportare. E’ stata un’Italia imbarazzante dal punto di vista tattico, partita con il 4-1-4-1 e poi per 30 minuti sul finire della partita, si è disposta con 4 difensori 2 centrocampisti e addirittura 4 attaccanti, viste le sostituzioni di Thiago Motta, Candreva e Marchisio ad opera di Cassano, Insigne e Cerci, anche loro deludenti. Un gol di Ruiz al 44’ decide la partita a favore della Costa Rica, ma siamo stati graziati dall’arbitro Osses che non ha fischiato un calcio di rigore netto a nostro svantaggio, per fallo di Chiellini in area di rigore su Campbell. In fondo c’è andata pure bene…..! Abbiamo visto una squadra azzurra confusa, senza corpo né anima, incapace di costruire la minima azione da gol e di non cadere continuamente nella trappola del fuorigioco. Una sola azione degna di nota nel primo tempo, quando Balotelli spreca una pennellata di Pirlo che lo mette in condizione di fare gol. Poi il buio, e l’Italia è stata in balia degli avversari. Adesso il C.T. Prandelli ha il compito di riordinare le idee e ricaricare i suoi giocatori in vista della partita decisiva contro l’Uruguay. Gli azzurri, per effetto della differenza reti hanno il vantaggio di due risultati su tre, infatti, sia il pareggio che la vittoria gli consentirebbe di passare il turno. Ma sono considerazioni davvero minime, queste, pensieri che danno il senso della pochezza di un’Italia che dopo la partita contro l’Inghilterra si era illusa di valere molto di più di quanto in realtà non valga. Irriconoscibile Chiellini, Abate mai incisivo sulla fascia, Thiago Motta inconcludente e persino Marchisio ha corso a vuoto, cercando di dare un supporto a Balotelli che è stato chiuso dai due centrali del Costa Rica. No, così non va proprio. Sinceramente non crediamo che in questa situazione bastino soltanto 3 giorni per rivedere un’Italia all’altezza della situazione contro l’Uruguay, squadra sanguigna che fa dell’attacco la sua arma migliore. Gli azzurri visti contro la Costa Rica sembravano già con un piede sulla scaletta dell’aereo che li riporta a casa. Troppo avvilente la non reazione al gol degli avversari. Mai un passaggio in verticale, mai un sincronismo perfetto del centrocampo a lanciare l’unica punta Balotelli che, sistematicamente, finiva in fuori gioco. Non è Italia, questa. Perlomeno non è l’Italia che tutto il mondo si aspetta. Sì, è vero, la Costa Rica si è dimostrata un’ottima squadra, ma c’è anche da dire che ha giocato contro nessuno!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Brasilefl0711fl0711cesare-prandelli.jpgSiNcontro-la-costa-rica-un`inguardabile-italia-1012886.htmSi100451001,02,03030410
591012880NewsEditorialePalla al centro. Inizia l`avventura mondiale dell`Italia20140614165911Tra speranze e certezze,la fantasia azzurra accarezza un sogno.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dopo la vittoria del Brasile contro la Croazia, del Messico sul Camerun, dell’Olanda sulla Spagna (che botta!) e del Cile sull’Australia, oggi tocca all’Italia contro l’Inghilterra. Finalmente è arrivato il giorno tanto atteso. Le speranze e i cuori si tingono d’azzurro, mentre la passione per il pallone Mondiale tocca l’apice dell’adrenalina. Tutta l’Italia pallonara è davanti allo schermo, in casa, in piazza, nei bar, nei ritrovi pubblici, tutti a fare il tifo per gli azzurri. Saremo tutti lì a sbandierare i vessilli nazionali, a dimostrare il proprio nazionalismo attraverso il pallone. E’ un fatto di costume, un qualcosa che va oltre ogni logica calcistica che coinvolge anche coloro i quali con il mondo del pallone non hanno alcuna attinenza. Verranno le urla di gioia del gol realizzato e la delusione per quello mancato, ma verranno anche la gioia profonda per una vittoria ottenuta e la tristezza per una partita persa. Poi, giù con le critiche, le esagerazioni in positivo e in negativo e la ricerca continua di un equilibrio di sentimenti calcistici che non ci sarà mai: in fondo è proprio questa la bellezza. E intanto il calcio mondiale prosegue la sua strada, con ciò che è prevedibile alla vigilia e ciò che non ti saresti mai aspettato. E’ l’imprevedibilità del pallone, che in una kermesse mondiale amplifica all’ennesima potenza ciò che normalmente sembra già incredibile. Adesso l’attesa è finita, questa notte l’Italia esordirà e potremmo farci l’idea sullo stato di forma della squadra, disquisire su schemi tattici e tecnici, cercando di stemperare l’eventuale delusione per una vittoria mancata, o attenuare l’effetto enfasi per la vittoria conquistata. E’ l’eterna diatriba tra gli estremismi emotivi che spesso non lasciano spazio all’imparzialità di giudizio. Ma veniamo alla vigilia dell’incontro Inghilterra – Italia e al suo specifico. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Prandelli</b> ha già fatto sapere a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Hodgson </b>che l’Italia vuole vincere, mentre il collega inglese ribatte: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Siamo pronti a battervi”.</b> Dichiarazioni che ci stanno alla vigilia di ogni partita, creano forza, convinzione e carica necessaria da inculcare alla propria squadra. Gli azzurri si presentano con l’incertezza della non perfetta forma di Buffon, il quale si è procurato in allenamento una distorsione alla caviglia. Non sappiamo se il numero uno azzurro ce la farà, in caso contrario è già pronto Sirigu. Intanto, il CT azzurro dichiara: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sono convinto che l’Italia potrà regalarci grandi soddisfazioni. Non temiamo l’Inghilterra, anche se ne rispettiamo il valore tecnico”.</b> La probabile formazione degli azzurri che prevede <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Balotelli </b>quale unica punta, potrà contare su <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Candreva </b>che avrà il compito di spingere sull’out destro. La regia sarà affidata a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pirlo</b> e in alternativa a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Verratti,</b> qualora il centrocampista della Juventus fosse marcato in maniera asfissiante. Gli inglesi, invece, con un assetto tattico che prevede il 4-2-3-1, faranno affidamento sul gioco degli esterni che proveranno a mettere in serie difficoltà gli azzurri. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Prandelli,</b> vista l’indisposizione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Sciglio</b> opterà per un 4-1-4-1, con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barzagli</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paletta </b>centrali, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiellini </b>a sinistra e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Abate</b> o <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Darmian</b> sull’out opposto. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Rossi</b> perno centrale davanti alla difesa. A centrocampo ci saranno, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Candreva, Pirlo, Marchisio e Verratti</b> con il solo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Balotelli</b> in avanti. Formazione, a parer nostro molto discutibile, perché non convince a centrocampo la presenza dei due registi, Pirlo e Verratti. E poi, lì davanti, SuperMario sembrerebbe troppo solo, tenuto conto che viene sacrificato in panca un certo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ciro Immobile</b> che, con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Insigne,</b> è il giocatore più in forma degli azzurri. Tuttavia, Prandelli ha già fatto sapere a chiare lettere che non vuol sentire parlare dello schema tattico che prevede il 3-5-2. Speriamo che non abbia a pentirsene. Adesso, il campo darà la risposta. Non è più tempo di chiacchiere e filosofie tattiche. Il pallone azzurro entra nel vivo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Brasilefl0711fl0711cesare-prandelli.jpgSiNpalla-al-centro-inizia-l`avventura-mondiale-dell`italia-1012880.htmSi100451001,02,03030300
601012877NewsEditorialeImmobile? Sarà lo Schillaci della situazione20140609163523Dopo la partita amichevole con il Fluminense, l`Italia trova in Immobile e Insigne due giocatori in forma<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Per il Ciro di Torre Annunziata, classe 1990, adesso comincia il bello in azzurro. Non è da oggi che sosteniamo la candidatura di Immobile, come punto fisso dell’attacco della Nazionale di Prandelli. E non è neppure da oggi che diciamo che questo giovanotto di belle speranze, capocannoniere del campionato italiano appena concluso, rappresenterà per l’Italia che sta per cominciare il cammino mondiale in Brasile, quello che è stato Salvatore Schillaci in Italia ’90. Il calcio è così, talora strano e qualche volta capriccioso. Ci sono delle annate in cui la palla non ti va dentro neanche a morire e altre che da qualsiasi parte tiri si infila in porta con notevole facilità. E’ la stranezza ma anche la bellezza del pallone, capace di meravigliarti e talora anche di capovolgere ciò che sembra già scontato. E allora, perché non sfruttare il momento positivo di questo ragazzo che, oltre ad avere il fiuto del gol da prima punta, è anche in grado di dialogare con i compagni di reparto fornendo numerosi assist. Non ha grande bagaglio tecnico, il Ciro da Torre Annunziata, sicuramente ha carattere, forza fisica, fiuto del gol, ed è capace di far salire la squadra nelle ripartenze. Detto questo, non vorremmo creare un dualismo con Mario Balotelli che prima punta non è. Diciamo più semplicemente che i due giocatori possono benissimo giocare insieme, grazie alle diverse caratteristiche tecniche. Ma, per fare questo, è necessario che Prandelli riveda l’assetto tattico che, con i due attaccanti schierati in campo, non può certamente pensare al 4-3-3 ma a quel 3-5-2 che tanti consensi ha ottenuto in Nazionale, nella Juventus, ma anche nel Torino di Giampiero Ventura che ha saputo schierare Cerci e Immobile nel classico 3-5-2. A parer nostro, questa sarebbe la strada da seguire, o perlomeno, quella che darebbe maggiori garanzie agli azzurri di Prandelli. La difesa a tre con Chiellini, Barzagli e De Rossi al centro, alle spalle di Pirlo, ci sembra una garanzia da non sottovalutare. I cinque di centrocampo con gli esterni Abate e Darmian (o De Sciglio), il centrale Pirlo affiancato da Marchisio (o Aquilani) e Candreva ci sembrano un’ottima soluzione. E poi, Immobile e Balotelli a offendere e portare su la squadra nelle ripartenze. A parer nostro, questo schieramento ci sembra più lineare, anche perché, come dicevamo pocanzi, dà modo ai due attaccanti di giocare insieme senza dualismo alcuno. Adesso la palla passa al C.T. Prandelli, a lui l’ardua sentenza. Inizia l’avventura azzurra nel calcio mondiale do Brazil. Auguri Italia, facci divertire, facci vivere notti di emozione e, soprattutto, facci sognare. Una volta tanto i tifosi di tutte le squadre italiane saranno accomunati in un unico urlo: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">FORZA ITALIA! </b>L’unione è la forza, separarsi disgrega.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Volta Redonda - Brasile-fl0711fl0711cesare-prandelli.jpgSiNimmobile-sara-lo-schillaci-della-situazione-1012877.htmSi100451001,02,03030368
611012874NewsCampionatiGli azzurri cominciano a preoccupare20140605124637Comincia l`avventura mondiale degli azzurri, non proprio sotto i migliori auspici<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>In questi tempi di preparazioni calcistiche all’imminente mondiale di calcio che il prossimo 12 giugno aprirà i battenti in Brasile, si moltiplicano le partite amichevoli. L’Inghilterra, nostra prossima avversaria, sembra procedere tra luci e ombre, mentre già molto in forma sembrano essere l’Uruguay di Cavani, l’Argentina e il Cile. Gli azzurri invece preoccupano abbastanza, dopo gli squallidi pareggi ottenuti con Irlanda e Lussemburgo. Mentre il match contro l’Irlanda poteva essere visto come calo psicologico dovuto agli infortuni di Montolivo e Aquilani (poi ripresosi alla grande da una brutta botta alla tempia), la partita contro il Lussemburgo ha offerto alcuni spunti tattici che ci lasciano davvero perplessi. A Perugia gli azzurri segnano in apertura con Marchisio e nella ripresa due traverse colpite rispettivamente da Candreva e Balotelli, si sono anteposte al clamoroso pareggio di Chanot. Lo schema tattico iniziale disegnato dal C.T. Prandelli in previsione della partita contro l’Inghilterra, prevede il 4-1-4-1 con De Rossi davanti alla difesa in fase di interdizione, che diventa poi un 4-1-3-1-1 quando si attacca, per effetto della ripartenza d’azione che inizia proprio dal romanista. Uno schema tattico confusionario, difficile da assorbire in tempi così brevi e in un centrocampo in cui Pirlo e Verratti mal si combinano in fase di regia. Più ordine abbiamo visto nella ripresa, in cui l’entrata in campo di Cassano, l‘uscita di Verratti e il ritorno in posizione centrale di centrocampo di Pirlo, hanno dato maggiore influsso al gioco d’attacco diventato più verticalizzato. Balotelli, che centravanti puro non è, ha bisogno di un aiuto in attacco. Non può essere certamente il pur bravo Marchisio, (che nel primo tempo è apparso più attaccante che centrocampista), ad aiutarlo. Pensiamo che Prandelli debba ritornare al più collaudato 3-5-2, con i tre giocatori della difesa juventina, il centrocampo a cinque che prevede Darmian e De Sciglio come esterni, De Rossi, Pirlo, Marchisio in posizione centrale e, in avanti, Immobile (o Cerci) e Balotelli. Siamo convinti che questa squadra avrebbe maggiore intesa tattica, più ordine, e sarebbe più affidabile sia in fase di interdizione che di attacco. Certo che pareggiare in casa contro una Nazionale che non rientra neanche tra le prime 100 squadre del ranking Fifa non è certamente positivo dal punto di vista dell’immagine e della presentabilità nel calcio mondiale. Tuttavia, la speranza di un campionato mondiale ad alti livelli deve rincuorarci, proprio perché in passato in questa fase di preparazione abbiamo sempre pareggiato con squadre inferiori alla nostra Nazionale, ricavandone immancabili polemiche. Intanto, domani si parte alla volta del Brasile. Il tempo delle prove è finito, adesso Prandelli deve trarre le conclusioni, deve avere necessariamente le idee più chiare.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Perugiafl0711fl0711cesare-prandelli.jpgSiNgli-azzurri-cominciano-a-preoccupare-1012874.htmSi100451001,02,03030353
621012863NewsCoppeNazionale Italiana: Prove generali20140522091436Nazionale ItalianaProve generaliProve tattiche per l'Italia di Prandelli a Coverciano, si va verso una difesa a quattro. Niente partitella per Andrea Pirlo, impegnato ancora una volta in sauna stile Brasile.<BR><BR>Dopo la movimentata mattinata, l'Italia di Prandelli ha proseguito nel pomeriggio di martedi la preparazione ai Mondiali brasiliani. Dopo il lavoro atletico, la squadra si è così trasferita sul campo dove, divisi in due gruppi, gli azzurri hanno provato una linea difensiva a quattro e gli inserimenti senza palla dei centrocampisti, con gli attaccanti impegnati dal vice di Prandelli, Pin, nei movimenti offensivi.<BR><BR>Subito dopo l'intera rosa ha preso parte alla tradizionale partitella. Tutta la rosa, dicevamo, fatta eccezione per Andrea Pirlo. Il regista della Juventus, infatti, si è trasferito nella struttura che riproduce le condizioni climatiche brasiliane. Anche così, d'altronde, si prepara un'avventura iridata dall'altra parte del mondo.<BR><BR>Per tutto il pomeriggio il centro tecnico di Coverciano è stato presidiato da una pattuglia dei Carabinieri. Domani gli azzurri sosterrano solo un leggero allenamento in mattinata prima del sciogliete le righe con rientro previsto entro le ore 19 dello stesso giorno.<BR><BR>E bisogna anche iniziare a trovare una soluzione ai dubbi che assillanoo Prandelli. Riguardo ai terzini sono in quattro per due maglie. Per Darmian essere a Coverciano è già stata una lieta sorpresa e le possibilità che Prandelli lo porti anche in Brasile sono decisamente poche . Un po' a sorpresa anche la convocazione di Pasqual: il capitano della Fiorentina è rientrato nel giro azzurro dopo 6 anni di assenza lo scorso settembre e a 32 anni il Mondiale sarebbe il più insperato dei regali. <BR><BR>Pasqual, mancino puro, potrebbe pagare la duttilità di De Sciglio e Chiellini, che sanno giocare a sinistra. Nonostante siano stati frenati da scelte tecniche (Abate) e da problemi fisici (Maggio), i terzini di Milan e Napoli rimangono i favoriti per le ultime due casacche. <BR><BR>Sempre in difesa, per il ruolo di quarto centrale, insieme agli juventini Chiellini, Barzagli e Bonucci, è ballottaggio a due tra Ranocchia e Paletta. L'interista è tornato in auge nella seconda parte della stagione, mentre l'italo-argentino è stato una delle colonne del Parma che ha conquistato un posto in Europa League proprio all'ultima giornata. <BR><BR>A centrocampo inamovibili i senatori De Rossi, Marchisio, Montolivo, Pirlo e Thiago Motta, sono rimasti in cinque per due maglie. Candreva è stato uno dei migliori un anno fa in Confederations Cup ed è reduce da una grande annata a livello personale alla Lazio. <BR><BR>Difficilmente Prandelli se ne priverà.&nbsp;Stesso ruolo, ma con caratteristiche più difensive, quelle di Romulo, grande rivelazione del Verona: l'italo-brasiliano è stato impiegato da Mandorlini anche come esterno basso e questa sua duttilità dovrebbe garantirgli la convocazione.<BR><BR>Infine c'è Verratti: la stellina del Psg rappresenta il futuro della Nazionale dopo che a fine Mondiale Pirlo saluterà. Il dilemma è se convocarlo pur sapendo che se la salute assisterà lo juventino il campo lo vedrà ben poco, oppure affidargli le chiavi azzurre a settembre quando cominceranno la qualificazione europee (25%).<BR><BR>Balotelli è l'unico attaccante sicuro di avere un posto sull'aereo per il Brasile. Rimangono quindi 4 posti, due seconde punte e due prime punte. Per il ruolo di spalla sono in tre per due posti: Cerci, Cassano e hanno ancora pochi giorni per convincere Prandelli. <BR><BR>Il torinista, nonostante il rigore sbagliato all'ultimo minuto che ha negato al Toro l'Europa, ha un biglietto da visita di tutto rispetto: goal e assist che hanno fatto sognare il popolo granata. Difficilmente Prandelli si priverà di lui. Grazie allo straordinario campionato con il Parma, Cassano può sognare di giocare a 32 anni il primo Mondiale in carriera: se dal punto di vista tecnico non ci sono dubbi, le perplessità riguardano la tenuta atletica in un clima umido come quello brasiliano. <BR><BR>Insigne,come Verratti, rappresenta di sicuro il futuro azzurro. Nelle ultime settimane ha ritrovato la via del goal e ha giocato con una certa continuità, ma per diversi mesi ha sofferto la forte concorrenza di Mertens in casa Napoli. <BR>Il dilemma più grande è la scelta dei due attaccanti che con Balotelli andranno a completare il reparto delle prime punte. Rossi, Immobile e Destro hanno dimostrato di essere dei bomber implacabili davanti alla porta, realizzando complessivamente 51 goal in campionato.&nbsp; <BR><BR>Se l'attaccante della Fiorentina darà garanzie e dimostrerà che il brutto infortunio al ginocchio non ha lasciato scorie, Prandelli non rinuncerà alla sua classe e imprevidibilità e lo porterà in Brasile. Immobile e Destro hanno entrambi poca esperienza internazionale, ma possono buttarla dentro in ogni momento, anche se schierati a gara in corso. <BR><BR>L'attaccante del Toro è nel suo anno di grazia e i 22 goal senza rigori in campionato ne sono la chiara dimostrazione. Poi con Cerci si trova a occhi chiusi, particolare da non trascurare in una competizione di solo un mese. <BR><BR>CovercianoFL0411FL0411cesare-prandelli.jpgSiNnazionale italiana-1012863.htmSi100427901,02,03,06,07,08030362
631012844NewsCampionatiLa Juventus è campione d`Italia per la 30esima volta. La Roma cade a Catania e i bianconeri fanno festa in anticipo20140504165135jyuve, roma, scudetto, tevez, pirlo, conte, buffon, juventus stadiumTerza stella per i bianconeri. Ma per i tifosi siamo a quota 32 scudetti<p style="text-align: justify;"><strong>La Juventus è campione d’Italia.</strong> Senza nemmeno scendere in campo i bianconeri si aggiudicano matematicamente il trentesimo scudetto della loro storia, quello che vuol dire ufficialmente terza stella sulle maglie dalla prossima stagione. <strong>La pesante sconfitta della Roma a Catania,</strong> sancisce ufficialmente una vittoria ormai scritta. La squadra guidata con sicurezza da Antonio Conte si è dimostrata un vero e proprio schiacciasassi. <strong>In testa consecutivamente dalla tredicesima giornata</strong>, con il traguardo dei 100 punti a portata di mano, conquista il terzo alloro della gestione Conte in tre anni. <strong>Trenta le vittorie su 35 partite giocate,</strong> solo 3 pareggi e due sconfitte. Sono numeri che danno la misura del dominio bianconero. <strong>La sconfitta in rimonta subita a Firenze si è rivelata una mera illusione.</strong> La squadra di Conte ha ricominciato, proprio dopo la sconfitta di Firenze, a macinare gioco e punti. Trascinata da Carlos Tevez, il vero protagonista di questa stagione, ha prima agganciato e poi superato la Roma per non lasciare più la vetta del campionato. <strong>E proprio l’argentino è stato quel bomber capace di fare la differenza</strong> mancato nelle scorse stagioni. Con tutta probabilità l’Apache supererà le 20 reti realizzate in campionato. L’anno scorso i bomber principi della squadra furono Vidal e Vucinic con 10 reti ciascuno. Altri numeri che sintetizzano quanto determinante sia stato l’apporto dell’argentino. <strong>Formidabile la coppia formata con Llorente.</strong> Lo spagnolo, arrivato tra tanto scetticismo, ha saputo conquistarsi il suo spazio portando in dote un buon bottino di reti. Adesso è l’idolo dei tifosi che hanno trovato nbel Re Leone un giocatore grintoso e che non si arrende mai, così come è sempre stata questa Juventus. <strong>Tra i protagonisti non possono mancare il capitano Gigi Buffon,</strong> tornato su livelli Mondiali; Barzagli, Bonucci e Chiellini, trio difensivo grintoso ed elegante alo stesso tempo; e quel centrocampo grandioso formato da Vidal, Pirlo, Pogba, Marchisio e Asamoah, con Lichtsteiner abile a fare la spola tra difesa e mediana.<strong> Un collettivo meraviglioso,</strong> con solisti capaci di fare la differenza. L’obiettivo per l’anno prossimo adesso diventa l’Europa, soltanto sfiorata quest’anno. Per dimostrare di poter essere grandissimni anche fuori dai confini nazionali. Peccato solo per l'eliminazione subita ad opera del Benfica 3 giorni fa in semifinale di Europa League, perche questa Juve aveva i mezzi per superare il turno e giocarsi, nel proprio stadio, una finale che probabilmente avrebbe regalato il trofeo europeo ai bianconeri. Adesso bisognerà costruire una squadra ancora più forte per fare bene in Champions l'anno prossimo. Complimenti comunque alla SIGNORA! <br><br><br>C1012317ivomesivomesbuffon 4.jpgSiNjuve-trentesimoscudetto-terzastella-1012844.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000024,T1000026,T1000027,T1000028,T1000091,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101100075401,02,03,06,07,08,09,400102076
641012820NewsEditorialeConte e il suo moto perpetuo20140415193342La tranquillità non è nella logica di Conte e della sua Juventus<BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Ci è capitato più volte di recensire le partite della Juventus e, tutte le volte, abbiamo seguito soprattutto gli avvenimenti agonistici del match per meglio espletare la nostra cronaca sportiva. Ma durante la partita Udinese Juventus, svoltasi allo stadio Friuli di Udine, abbiamo pensato di seguire con un occhio particolare l’operato di Antonio Conte dalla sua panchina. Sconvolgente il suo moto perpetuo, incredibile il suo essere sempre sull’azione della sua Juve, sull’operato dei suoi giocatori, siano essi posizionati nel lungo linea a lui vicino o dall’altra parte del campo. Urla, gesti e richiami si alternano all’ansia di fare arrivare la sua voce ai giocatori, per impartire loro come stare in campo e come districarsi da situazioni pericolose. Ognuno deve avere in mente cosa fare, ognuno deve dare una mano, nessuno deve stare fermo a guardare, sia esso attaccante, centrocampista o difensore. Alza i pugni al cielo, urla e sgrida chi allenta la concentrazione. Sì, perché Conte non ammette neanche sul 2 a 0 per la sua Juve un piccolo rilassamento. Tutti devono essere sul pezzo, tutti devono correre fino al 95° senza “se” e senza “ma”. La Juve segna il primo gol con Giovinco; un colpo di sinistro che manda in visibilio il suo allenatore il quale salta come un grillo, abbraccia tutti i componenti della panchina e poi ricomincia a urlare ai suoi giocatori come se nulla fosse stato, come se ancora la partita fosse ferma sullo 0 a 0. Ma Conte non si accontenta mai, non vuole vedere chi s’accontenta e vive di rendita, perché nel calcio basta un attimo di disattenzione e sei subito punito. Ed è per questo che Conte riprende la sua gestualità di incitamento, esorta a continuare e a non mollare mai. Spesso gli vediamo portare gli indici delle due mani alle rispettive tempie, in segno di stare attenti, non perdere mai la testa e non lasciarsi andare in facili e pericolosi entusiasmi. Antonio Conte è l’allenatore dalle grandi motivazioni in campo e negli spogliatoi. Non si ferma un attimo, neanche quando non ha più voce e le forze vengono a mancare. Poi il gol di Fernando Llorente che sigla il 2 a 0 per i bianconeri, invece di tranquillizzarlo lo stimola ancor di più a non pensare che la partita sia chiusa. Appena il tempo di gioire, di saltare ancora come un grillo, di rivolgersi ai tifosi alzando le braccia al cielo in segno di incitamento al tifo per la Juve, e poi…..palla al centro, si ricomincia. Chiama i tre di difesa e dice loro di stare attenti perché Di Natale può far male se gli dai spazio. Raccomanda ai due esterni Asamoah e Lichtsteiner di aiutare la difesa ma di non abbassarsi troppo, continuando l’incedere che è insito nello schieramento del 3-5-2. Insomma, Conte vuole continua corsa nell’interdire ma anche nell’offendere l’avversario a prescindere dal risultato. Ma anche Giovinco e Lllorente hanno il compito di aiutare il centrocampo e, al contempo, devono farsi trovare pronti a sfruttare le occasioni da gol. Insomma, Conte vuole tutto da tutti, anche da Pirlo, Marchisio e Pogba, soprattutto quando quest’ultimo si fa prendere dall’entusiasmo e si lascia andare a colpi di tacco che servono per la platea ma non per il gioco di squadra. Conte vuole cose semplici, grande corsa, gioco di squadra e grande attenzione che significa ridurre al minimo ogni distrazione. Tutto deve essere come studiato in allenamento, non sono ammesse iniziative individuali. E intanto la partita volge al termine e la Vecchia Signora d’Italia fa un ulteriore passo in avanti verso lo scudetto, con + 8 punti sulla Roma a cinque partite dal termine e con la possibilità di raggiungere 100 punti in classifica che si possono raggiungere con quattro vittorie e un pareggio. L’arbitro Rizzoli fischia la fine della gara, la Juve ha battuto 2 a 0 l’Udinese e Conte abbraccia tutti, anche il magazziniere. Poi, durante l’intervista del dopogara, chiarisce che i 100 punti in classifica non sono un obiettivo da raggiungere per la Juve. Ciò che è importante, invece, è vincere il terzo scudetto consecutivo. Un traguardo storico che, tuttavia, non preclude qualcosa di importante anche in Europa League, là dove la sua Juve è rimasta la sola squadra italiana a difendere l’immagine del nostro calcio all’estero. Insomma, un po’ come dire che anche la prossima gara casalinga con il Bologna sarà per lui e la sua Juve un altro momento topico, come ce ne sono stati tanti in questo anno 2013’14. Il traguardo è vicino e Conte lo sa bene. Ed è per questo motivo che fin dalla prossima partita riprenderà il suo moto perpetuo dalla panchina. Senza “se” e senza “ma”, i ragazzi devono fare il loro dovere fino in fondo.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Salvino Cavallaro<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN></SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR><br><br>UdineFL0711FL0711conte-6.jpgSiNconte-e-il-suo-moto-perpetuo-1012820.htmSi100451001,02,03,04,06030618
651012786NewsCampionatiMilan, il caos della dirigenza si riflette anche in campo20140321183333Da Allegri a Seedorf, il Milan sprofonda per le scelte tecniche sbagliate da parte della dirigenza<font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Una storia nata male che si trascina faticosamente e mette in cattiva luce l’immagine degli allenatori chiamati a sedere sulla panchina del Milan. Che il problema della società rossonera non fosse racchiuso soltanto nell’allenatore di turno è storia saputa. Che ci fossero invece delle perplessità di coabitazione tra vecchia dirigenza (Galliani) e nuova progettualità manageriale (Barbara Berlusconi) è altrettanto risaputo. Ma il problema affonda radici ben più lontane nel tempo, e cioè a una programmazione tecnica sbagliata che si riflette soprattutto nella scelta di giocatori che mal si sono inseriti nell’ambito della sostituzione di campioni quali, Seedorf (calciatore) Gattuso, Pato, Inzaghi, Ibrahimovic, Nesta, Zambrotta, Pirlo, Ambrosini, Boateng, Thiago Silva, Cassano, Van Bommel. Un po’ per rinnovare un ciclo storico che appariva ormai in declino e un po’ per rimpinguare sostanzialmente le casse della società (vedi le cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva), si è andati incontro a scelte programmatiche sbagliate, evidenziate da un sempre maggiore distacco dalla società rossonera del presidente Berlusconi per problemi politici, e da una lievitata crescita decisionale di Galliani che si è trovato a fare il presidente, l’amministratore delegato, il direttore sportivo (Braida era ormai demotivato perché percepiva il suo allontanamento) e, talora, anche l’allenatore. Certo, Galliani prima di decidere ogni eventuale acquisto telefonava sempre a Berlusconi, tuttavia, non era come quando seduti a un tavolo di lavoro si prendevano le decisioni del caso, ciascuno con la propria responsabilità nell’ambito della società. Oggi è tutto cambiato, Galliani deve convivere suo malgrado con Barbara Berlusconi e, pur occupando la responsabilità della parte tecnica con Lady B manager della gestione commerciale, c’è fra i due una evidente antipatia generazionale. Intanto, la curva rossonera si schiera con la figlia di Berlusconi e contesta apertamente l’amministratore delegato del Milan. A Seedorf, che continua a raggranellare sconfitte allucinanti, dopo sette partite è già in discussione. Accolto come il salvatore della patria, adesso si parla già di avvicendamento. E, pur rimarcando il fatto che l’attuale allenatore del Milan non ha alcuna esperienza di coach per avere dismesso le scarpe da calcio e venire in fretta e furia a Milano, bisogna dire che a onor del vero è la squadra che è mal assortita sotto l’aspetto tattico e tecnico. Sparito El Shaarawy per lungo infortunio, in attacco restano Balotelli (eterni i suoi problemi di anarchia tattica e ambientamento allo spogliatoio), Honda (inefficace) Pazzini (rientrato da poco, da un lungo infortunio e in difficoltà nello schema tattico voluto da Seedorf), Kakà diligente e volenteroso come sempre nell'andare a pressare l’avversario.&nbsp;Poi il mediocre Robinho, un calciatore che è tutto&nbsp;il contrario di tutto, capace di fare le cose più difficili e sbagliare clamorosamente quelle più semplici. Poi, tra difesa e centrocampo c’è un Christian Abbiati in evidente difficoltà di rendimento grazie anche a una difesa inguardabile, dove i soli Abate e De Sciglio si possono salvare al cospetto di Costant, Mexes, Bonera, Rami, Silvestre, Vergara, Zaccardo, Zapata, (ma dov’è il leader?&nbsp;dov'è il Thiago Silva della situazione? oppure, andando ancora a ritroso, dove sono i Maldini e i Baresi capaci di fare la differenza?). Resta poi un centrocampo composto da Birsa, Essien, De Jong, Emanuelson, Montolivo, Muntary, Taarabat, Saponara e Poli che si alternano in base al volere di mister Seedorf e dove&nbsp;Poli e Montolivo sembrano i soli efficaci nell’interdire e nelle ripartenze. Poca cosa davvero, questo non può essere il Milan che conosciamo. Con questa squadra e in una simile confusione societaria non si va davvero da nessuna parte. A nostro parere il Milan deve rinascere dalla dirigenza e poi dalla squadra.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br>Milanofl0711fl0711galliani.jpgSiNmilan-il-caos-della-dirigenza-si-riflette-anche-in-campo-1012786.htmSi100451001,02,03030383
661012739NewsCampionatiArbitri, ingiustizie e cattiverie. Questo non è più calcio20140225212834<FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Storie di ruberie, lazzi e intrallazzi. Ma cos’è diventato mai questo calcio e la nostra squadra del cuore che tutti amiamo come fosse nostra moglie, la mamma o, in qualche caso, anche l’amante. Guai a toccarle, a nessuno è dato di mancarle di rispetto. E così il carrozzone chiamato calcio va avanti trascinandosi polemiche furibonde, cattiverie immani e sviste arbitrali che sembrerebbero più viste che non viste. Il sacrosanto rigore non dato al Torino nel derby della Mole per un fallo di Pirlo in area di rigore su El Kaddouri, fa gridare allo scandalo. Una decisione inspiegabile, quella dell’arbitro internazionale Rizzoli, il quale in occasione dell’azione si trovava lì, a due passi dell’accaduto. Impossibile non vedere, inspiegabile non fischiare il rigore. Tuttavia, non vorremmo perderci banalmente in dietrologie e sciocchezze che spesso fanno capo ad aggettivi come “ladri” e verbi come “rubare”, che spesso sentiamo a proposito della squadra che negli anni ha vinto più scudetti in Italia: la Juventus. Ci vogliamo invece soffermare sull’esigenza ormai necessaria della moviola in campo che annullerebbe ogni polemica e ogni qualsivoglia dubbio di sorta su arbitri incapaci o, peggio ancora, corrotti da un insano senso di sudditanza psicologica, in barba alla giustizia del pallone e a ciò che dovrebbe essere rispettato come regolamento. E poi un flash sui soliti cretini la cui mamma è sempre incinta da secoli. Ci riferiamo a certi striscioni da condannare per la crudeltà e l’infinita cattiveria interiore nell’offendere la sacralità dei morti e delle tragedie. Quanta demenza senza colore calcistico, quanta delinquenza gratuita. Ma perché non parliamo di calcio, perché non affrontiamo il nostro avversario tifando per la nostra squadra senza offenderlo nei suoi ricordi più cari, nelle sue tragedie, nei suoi drammi e nelle sue fragilità. Perché calcare la mano su ciò che non appartiene al rettangolo di gioco, al pallone che gira in mezzo al campo che può essere talora inteso come veicolo di aggregazione sociale? Forse perché il tifoso o presunto tale, parte dal presupposto che vincere è l’unica cosa e che certe ingiustizie anche arbitrali non devono essere ammesse. Questo, purtroppo, è un discorso che ci porterebbe troppo lontano e che fa parte della notte dei tempi. Così come oggi è inteso il gioco del calcio, non può avere altre soluzioni se non la moviola in campo. Solo così si archivieranno discorsi di favoreggiamenti, subdoli pensieri di corruzione che già in passato hanno fatto capo a una classe arbitrale non proprio indenne da colpe. Tuttavia, ci piace non apparire generalisti nel condannare sempre tutti e tutto, e quindi diciamo che ogni professione ha sempre la sua anima, il suo pensiero dettato dall’uomo e che non tutti sono eguali. Le stanze segrete e i vertici arbitrali internazionali, non possono continuare a manifestare il “non vedo”, “non sento” e “non parlo”. Il calcio e il mondo che gli ruota attorno ha bisogno di chiarezza, di certezza nel non sbagliare. Ma dato che sbagliare è umano e perseverare è diabolico, perché non affidarsi alla tecnologia? E chissà se ancora, davanti all’evidenza, certe curve rabbiose esporrebbero striscioni che di umano non hanno davvero un bel niente.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><BR><BR><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt"> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><STRONG>Salvino Cavallaro <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN></STRONG><BR><BR><SPAN style="mso-spacerun: yes"> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><STRONG>&nbsp;</STRONG><FONT face="Times New Roman"> </FONT><BR><BR> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt"><SPAN style="mso-spacerun: yes"><BR></SPAN></SPAN></B><BR><BR> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><FONT face="Times New Roman"></FONT><BR><BR></SPAN> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><BR><BR></SPAN> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR><br><br>FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNarbitri-ingiustizie-e-cattiverie-questo-non-e-piu-calcio-1012739.htmSi100451001,02,03,06030296
671012647NewsCampionatiJuventus, c`è qualcosa che non va20140128211452juventusAbbiamoC’è qualcosa di indefinibile, di impercettibile nella Juve di questi ultimi tempi. E non è per volere trovare a tutti i costi il pelo nell’uovo, ma ciò che aleggia nell’aria circostante al feudo bianconero sembra qualcosa di strano che fa riflettere. Dopo l’uscita dalla Coppa Italia ad opera di una Roma apparsa ottima squadra ma non irresistibile, la Juve si è rituffata in campionato ripartendo proprio dallo stadio Olimpico di Roma contro la Lazio di Edy Reya. Ebbene, anche in questa circostanza, la Juve di Conte non è sembrata la squadra arrembante, sicura a centrocampo e nelle ripartenze, ma si è evidenziato uno strano approccio alla gara che dava la sensazione di una squadra ferma sulle gambe e stranamente attendista. Ciò che in un primo momento si pensava essere un atteggiamento tattico voluto per aspettare l’avversario e colpirlo poi in contropiede, non è sembrato plausibile anche per l’incapacità dei bianconeri di dare forza alle proprie azioni offensive. Poco movimento senza palla, poco gioco sugli esterni (abituale punto di successo nello scacchiere tattico di Conte) e pochissimi tiri in porta. Abbiamo visto azioni poco convinte che immancabilmente si spegnevano al limite dell’area avversaria. Tevez a dannarsi l’anima e Llorente a tentare di portare su la squadra, lottando talora per mantenere il possesso palla piuttosto che essere messo in condizione di tirare in porta. E così dopo essere andata in svantaggio con un gol di Candreva su rigore e dopo l’espulsione di Buffon al 24’ del primo tempo per atterramento di Klose in area di rigore, la Juve si è trovata ad affrontare il match in dieci uomini per quasi un’ora. Poi, nel secondo tempo, i bianconeri sono sembrati meno impacciati ma sempre lontani dal loro standard abituale. Al 15’ la Juve pareggia con un gol di testa di Llorente, il quale raccoglie un invitante cross di Lichtsteiner. La partita termina in parità dopo aver registrato una traversa di Klose con grande deviazione di Storari e un palo centrato da Keita. Intanto, il giorno dopo la Roma vince a Verona e accorcia le distanze in classifica dai bianconeri, di sei lunghezze. Ma per la Juve, il punto da focalizzare non è aver perso due punti un classifica, ma aver dato la sensazione di stanchezza psico-fisica. Saranno le polemiche dovute alle vicende del mancato scambio tra Vucinic e Guarin, sarà il gossip maligno e destabilizzante che si è instaurato nello spogliatoio della Juve per la presunta relazione di Gigi Buffon con la bella giornalista sportiva di Sky, Ilaria D’Amico, oppure per la separazione di Pirlo da sua moglie. Fatto è che la Juve sembra investita da problemi che vanno a coinvolgere un ambiente che fino a ieri viveva di automatismi fatti solo di pane e calcio. Anche Conte visto a Roma contro la Lazio, nel primo tempo non è sembrato il solito “cane arrabbiato” che tutti conosciamo. Troppo tranquillo il suo atteggiamento, non è da lui. Comunque, a onor del vero, bisogna dire che le 12 partite utili consecutive disputate dalla Juve e la sua attuale posizione in classifica, non danno adito ad allarmismi di sorta. Il prosieguo del campionato ci dirà se le nostre sono autentiche sensazioni, oppure dei dati di fatto preoccupanti. Domenica prossima avremo già una prima risposta, visto che tra le proprie mura la Juve affronterà “l’odiata” Inter di Mazzarri alle prese con un anno calcistico assolutamente da dimenticare. Conte e la sua Juve sono chiamati all’ennesima verifica di squadra che vince e convince. E’ la legge di chi nasce con il concetto radicato che, per scrivere la propria storia, devi vincere per essere primo. Alla Juve, arrivare secondi è stato sempre un insuccesso.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br>C1012317FL0711FL0711marchisio.jpgSiNjuventus-c-e-qualcosa-che-non-va-1012647.htmSiT1000007100451001,02,03,06030717
681012638NewsCampionatiForza e temperamento. Questo è Marchisio20140113212520juventusE’ un interno “Scusate il ritardo, era ora. Undicesima vittoria consecutiva: questa è la Juve” firmato Claudio Marchisio. Tra la molteplicità dei campioni che il calcio di oggi mette maggiormente in evidenza, il “Principino” bianconero è sicuramente tra quelli che dimostrano maggiore carattere nel montare la sua rabbia agonistica proprio nel momento in cui viene chiamato in causa, dopo essere stato in panchina. Fuori contro la Roma e in panchina a Cagliari, Marchisio non ha dato spazio allo scoramento ma ha dimostrato tutto il forte temperamento di cui è naturalmente dotato. Lui è uno che non molla mai e, al contrario di altri, quando Conte decide la sua momentanea esclusione dai titolari, egli ritorna più forte di prima, proprio nel momento in cui viene richiamato a giocare. Occhi di ghiaccio e faccia d’angelo sempre seria di chi pondera bene i pensieri prima di parlare, Marchisio è uno che piace a tutti: come calciatore e come rettitudine e serietà di uomo. Manchester United e Monaco farebbero carte farse per averlo in squadra, ma la Juve non intende disfarsene per le qualità indubbie del giocatore e per la sua ancora lunga scadenza di contratto che sarà a giugno del 2016. Ma la sua è una storia bellissima che s’incarna perfettamente in quella passione juventina che egli ha conosciuto fin da quando cominciò a dare i primi calci al pallone tra le fila della Vecchia Signora. Poi, una lunga trafila di esperienze nelle varie categorie, cominciata dai Pulcini fino alla Prima Squadra. Sempre serio, grintoso, intelligente tatticamente nell’interdire, nel costruire l’azione nelle ripartenze improvvise e, perché no, anche bravo a finalizzare l’azione raggiungendo l’apice con gol talora di rapina, proprio come fa un attaccante vero. Ma ciò che conquista la Juventus e l’allenatore Conte in particolare, è la serietà negli allenamenti, la caparbietà e il carattere che gli sono connaturati e che gli consentono di essere generoso nell’aiutare i compagni, di non risparmiarsi e di non tirare mai indietro la gamba quando è necessario. Claudio era così anche da ragazzino, non ci stava mai a perdere, mostrava i denti all’avversario, così come fa ancora oggi. E’ il suo modo intelligente di interpretare il calcio attraverso una professione e un ruolo che incarna perfettamente il suo modo d’essere, mai cattivo e sempre agonisticamente pronto a lottare. D’altra parte, questi sono i giocatori che piacciono a Conte. Gente che non molla mai e che non si risparmia fino all’ultimo.&nbsp; E’ un interno eclettico Marchisio, capace di proporsi negli spazi anche in fase d’attacco, con la possibilità di sorprendere le difese avversarie. Fa gruppo, è giovane ed è intelligente. Di uno così la Juve non può davvero farne a meno, altro che venderlo. L’improvviso e prepotente inserimento di Pogba, altro grande campione che tutti vorrebbero, al momento ha messo un po’ in difficoltà Conte nella scelta tattica. Ma l’età avanzata di Pirlo che non può essere eterno, suggerisce la logica di un assetto tattico nell’immediato futuro, che vedrà Pogba e Marchisio entrambi artefici del centrocampo della Juventus. Questo Marchisio lo sa, tuttavia, ci sembra necessario che i vertici della Juve gli parlino chiaro su quello che è e sarà il loro intendimento nei suoi confronti. Noi crediamo che sia solo questione di tempo. Claudio Marchisio e la Juve staranno insieme ancora per tanto tempo, a meno che…..!<br><br> Salvino Cavallaro<BR><br><br>C1012317FL0711FL0711marchisio.jpgSiNforza-e-temperamento-questo-e-marchisio-1012638.htmSiT1000007100451001,02,03,06030638
691012629NewsCampionatiJuventus sugli scudi e la Roma si scioglie20140106154438juventusLa partita Alla Juve sono bastati sedici minuti del primo tempo per andare in vantaggio con Vidal, che sfrutta nell’area piccola un prezioso suggerimento di Carlitos Tevez. Diciamo subito che la Vecchia Signora d’Italia ha vinto e convinto contro una Roma che all’inizio della gara è apparsa viva, pericolosa nella fase offensiva con il suo pressing alto e desiderosa di vincere un match che l’avrebbe riavvicinata in classifica alla Juve. Ma la squadra di Garcia dopo una fase iniziale di pregevole calcio, si è sciolta come neve al sole dinnanzi agli attacchi continui della Juve. Eppure la squadra di Conte non aveva cominciato la partita come è solita fare normalmente con squadre che non hanno la levatura tecnica della Roma. Un sistema tattico che avevamo riscontrato contro il Napoli. Inizio in fase d’attesa e copertura degli esterni offensivi avversari, per poi colpire con folate in attacco che prevedono l’apertura a ventaglio di tutta la squadra. E’ la strategia di Conte che, conoscendo bene la sua squadra che ha caratteristiche offensive e di bel gioco, tiene anche conto degli avversari sfruttando il lato negativo dell’avversario di turno. La Juve, presentatasi in campo con la squadra base al completo e con il solito atteggiamento tattico del 3-5-2, è rimasta guardinga nei primi minuti della gara inibendo il suo solito pressing alto che è consono alle proprie caratteristiche di gioco. La Roma di Garcia risponde con il 4-3-3 che vede un attacco formato da Gervinho, Ljajic e Totti, un atteggiamento tattico forse un po’ presuntuoso ma che è chiaro della voglia di vincere la partita. Ma, come dicevamo, la Juve passa al 16’ con Vidal, risultato poi il migliore in campo, che s’incunea nell’area piccola e batte De Santis di destro. Al 21’ la Roma ribatte con un’azione pericolosa ad opera di Pjanic che chiama alla respinta Buffon. Sul finire del primo tempo la Juve alza il ritmo e al 41’ c’è un episodio da moviola: cross dell’onnipresente Vidal e gomito di Dodò. Nel secondo tempo la Juve raddoppia subito con Bonucci, che raccoglie in scivolata una punizione battuta da Pirlo. In questo caso la retroguardia giallorossa ha peccato di disattenzione. Ora la Roma sembra stordita e Garcia decide di sostituire Dodò e Pjanic con Torosidis e Destro. Intanto anche Conte procede al cambio di Tevez (leggero infortunio il suo) con Vucinic. La partita sale di tono e diventa più emozionante. Al 72’ ci prova Pirlo su punizione, ma De Santis para. Subito dopo Garcia provvede all’ultimo cambio: esce Totti ed entra Florenzi. Ma nel finale la partita s’incanala bene per la Juve e, mentre De Rossi falcia Chiellini e viene espulso dall’arbitro Rizzoli, Castan si rende artefice di un fallo da rigore e viene espulso. Succede, infatti, che sulla punizione che ne deriva dal fallo di De Rossi su Chiellini, Castan sulla linea di porta prende la palla con le mani per evitare il gol e viene espulso. Vucinic batte il rigore e porta definitivamente a tre le reti per la Juventus. La Roma resta in 9 uomini e non riesce più a ripartire, mentre la Juve prova addirittura ad infierire con una conclusione di Marchisio entrato da poco al posto dell’esausto Vidal. Finisce dunque con un rotondo 3 a 0 a favore della Juve, il match tanto atteso di inizio anno 2014. A chi si chiede se la Juve ha già vinto anzitempo il suo terzo scudetto consecutivo dell’era Conte, diciamo che oggettivamente la distanza di otto punti sulla Roma che resta seconda in classifica, può sembrare siderale. Tuttavia, pensiamo che i giochi definitivi non siano ancora stabiliti in virtù del fatto che il campionato è ancora lungo e per la squadra di Conte inizia il periodo di difficoltà nel mantenere sempre attiva la condizione mentale, senza lasciarsi andare snobbando i prossimi avversari. Più che vincerlo gli altri, pensiamo che questo scudetto lo possa perdere solo la Juve. Per questo diciamo che dipende solo da lei e dalla bravura di Conte di tenere la sua squadra sempre sulla corda.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp; &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711c-33509839.jpgSiNjuventus-sugli-scudi-e-la-roma-si-scioglie-1012629.htmSiT1000007100451001,02,03,06,08030624
701012627NewsCampionatiJuventu-Roma, Conte attacca Totti e Garcia punta al successo20140105124210juventusAndiamo<BR>La vigilia della più importante partita del campionato di serie A di questo inizio anno 2014 si presenta carica di polemiche,&nbsp; ed è così elettrica da ritenersi in perfetta sintonia con gli umori dei tifosi. Juve –Roma, da sempre acerrime rivali del pallone, si affrontano già a parole. Totti che dichiara l’intenzione della Roma di dare del filo da torcere alla Juve, nonostante benefici sempre di aiutini… e Conte che in sede di conferenza stampa a Vinovo, butta acqua sul fuoco delle polemiche che lui considera da bar. “Le chiacchiere da bar sono per ridere” dice mister Conte “io insegno ai miei calciatori che le risposte si danno sul campo che rende giustizia a tutto e a tutti. Noi abbiamo dimostrato sul campo di essere forti. In campo domani ci saranno due squadre che vogliono vincere, ci sarà la tattica e ci saranno i fatti. Si vedrà sul campo chi ha più voglia di vincere e chi ha adoperato le migliori scelte a livello tecnico. Ogni partita è sempre accompagnata da qualche polemica. Il nostro percorso e quello della Roma sono simili per certi versi, in tre anni noi abbiamo vinto scudetti, supercoppe e siamo in testa alla classifica. La Roma ha avuto maggiore sfortuna e ha sbagliato scelte e non dimentichiamo che i giallorossi sono tra le squadre che hanno speso di più in questi ultimi tre anni. Noi vinciamo e sembra che tutto sia dovuto…..ma non è così”. La Juve e Conte hanno le idee molto chiare e sanno pure che il campo è la risposta a tutto. Essere cinici e badare al sodo è da sempre il primo comandamento di casa bianconera, le parole invece volano come il vento e non creano nulla di pratico. Sul fronte della formazione, Conte si affida al solito 3-5-2 con Chiellini, Bonucci e Barzagli in difesa, Lichtsteiner, Pogba, Pirlo, Vidal, Asamoah a centrocampo e Tevez e Llorente in attacco. E’ in fondo la classica formazione di Conte che tante soddisfazioni ha dato fino ad oggi a lui, alla società e a tutti i tifosi bianconeri. La Roma, dal canto suo, è arrivata a Torino con la certezza di fare risultato allo Juventus Stadium. Dice Garcia “ Tutti pensano che la partita è persa per noi. Bene: vuol dire che abbiamo solo da guadagnare. Andiamo a Torino per vincere, non perché giocheremo contro la Juve ma perché in tutte le partite ci presentiamo con questa mentalità. Aiutini? In campo ci saranno due grandi squadre e un ottimo arbitro e quindi vincerà la migliore”. I giallorossi non rinunceranno al solito tridente d’attacco e con Florenzi recuperato, Garcia non ha voluto svelare chi giocherà a suo fianco. 25 sono i convocati che non possono contare dell’apporto del solo Balzaretti per infortunio. Vedremo dunque chi vincerà. L’augurio resta quello di vedere una partita di calcio che, al di là del risultato, possa garantire spettacolo e football ad alto livello.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1012317FL0711FL0711garcia.jpgSiNjuventus-roma-conte-attacca-totti-e-garcia-punta-al-succeso-1012627.htmSiT1000007100451001,02,03,06030664
711012607NewsEditorialeTra bene e male, il calcio è l`eterna metafora della vita20131202142008calcioE’ un alternarsi Tanti anni fa il pallone da football pesava almeno il doppio di quello attuale. Dentro c’era la camera d’aria, né più né meno della tecnica usata per una ruota, adatta alla bicicletta. Oggi non c’è più nulla, sembra vuoto, e la leggerezza è tale da creare serie difficoltà ai portieri. Dentro quell’involucro di cuoio sono rimasti soltanto il bene e il male del calcio. All’interessante esperimento voluto fortemente dalla Juventus, di ospitare circa tremila bambini under 13 nella curva squalificata per i cori razzisti dei tifosi, si è opposta a distanza la guerriglia di tifosi che fuori dello stadio di Bergamo, dopo la partita Atalanta – Roma, hanno inscenato scontri contro la polizia e i tifosi della squadra avversaria. Una contrapposizione d’incredibile e cruda realtà, che è capace di sbigottire e lasciarci tutti senza parole. L’aberrante e assurda violenza degli adulti si antepone al candore dei bambini che è speranza di buona educazione del tifo per il futuro. E’ un alternarsi continuo tra il bene e il male che fa del calcio l’eterna metafora della vita. Allo Juventus Stadium abbiamo assaporato la semplicità dei bambini di Torino nel condividere teneramente il pacchetto di patatine e biscotti con i bambini provenienti da Udine. E’ stato un messaggio di ospitalità e voglia di stare insieme per condividere la festa del tifo e dello sport. Ognuno ha tifato per la propria squadra senza offendere quella del bimbo accanto, nonostante i colori delle bandiere di Juventus e Udinese fossero casualmente bianconere. Una lezione di comportamento, di calcio fatto per le famiglie, per coloro i quali hanno il senso della buona educazione, così come dovrebbe essere. E quando Pirlo si è fatto male ed è uscito dal campo per infortunio, i piccoli tifosi di entrambe le squadre hanno saputo incoraggiarlo al grido di “PIRLO, PIRLO, PIRLO”. Non dobbiamo sottovalutare queste cose, come segno minimalista dell’innocenza che si tramuterà in inevitabile maliziosa bruttura nella fase evolutiva del bambino stesso. E’ importante vedere questa giornata di calcio allo Juventus Stadiium, come esempio di speranza futura per quel tifo calcistico che oggi è davvero diventato ricettacolo di maleducazione sociale e pericolo per tutti. Il calcio è passione, è tifo, è adrenalina, è patos che non deve però prevaricare nella violenza e negli istinti più aberranti dell’uomo. Non c’è buona educazione e non c’è nemmeno la cultura di fare il tifo per la propria squadra senza offendere l’avversario di turno. Lo sfottò è il sale del calcio, sarebbe insipido senza questo gusto. Ma il limite con l’offesa personale è breve e, come tale, si deve in qualche modo avere il senso della misura, nei cori ma anche nell’esibire le scritte negli striscioni. Il calcio deve unire, non disgregare attraverso la violenza. Questo, ci hanno insegnato oggi i bambini. Sapremo dare continuità per un futuro migliore nel calcio e nella vita?<br><br> Salvino Cavallaro<BR><br><br>C1012317FL0711FL0711pallone8.jpgSiNtra-bene-e-male-il-calcio-e-l-eterna-metafora-della-vita-1012607.htmSi100451001,02,03,06030339
721012575NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 12a giornata20131111143556calcioTanta Juve, vista la splendida prestazione, tra i top di giornataTanta Juve, vista la splendida prestazione, tra i top di giornata. Bene poi anche Fiorentina, Genoa e Cagliari. Trai flop, di contro, il Napoli sconfitto a Torino poi Livorno e Milan.<br><br> TOP<br><br> Pegolo = Co autore, insieme a Berardi, del risultato che non ti aspetti: un pari clamoroso a casa della Roma capolista. Uomo ragno. <br><br> Nagatomo = Il soldatino giapponese sta vivendo una stagione magica, insieme al collega Jonathan. Merito,anche, del particolare rapporto di Mazzarri con gli esterni. Indemoniato.<br><br> Lucarelli = Autoritario dietro, si spinge in attacco per portare al suo Parma un punticino che fa comunque classifica. Leader.<br><br> Conti = Festeggia la sua trecentesima col Cagliari grazie ad una superba doppietta da calcio piazzato. A fine gara avrà offerto la cena a Padelli, complice del regalino. Cecchino.<br><br> Pogba = Quando vede Napoli, scatta qualcosa. Prestazione (ormai non è una novità) assolutamente mostruosa. Tanto quanto la rete spettacolare del 3 a 0. Certezza.<br><br> G. Rossi = Testa indiscussa della classifica marcatori, reti pregevoli e prestazioni confortanti. Pepito è tornato. La Fiorentina e Prandelli ringraziano. Rinato.<br><br> Keita = Giovane talento di belle speranze, tiene a galla una Lazio derelitta e porta un po’ di ossigeno vitale alla banda Petkovic. Speranza.<br><br> Formazione TOP = Pegolo; Nagatomo, Lucarelli, Barzagli; Pogba, Pirlo, Conti, Kucka; G. Rossi, Keita, Llorente.<br><br> FLOP<br><br> Bardi = Regala alla squadra che ancora ne ha la proprietà un gustoso cadeaux pre natalizio. Ha comunque stoffa e si rifarà. Goffo.<br><br> Rosi = Espulsione a parte, non dimostra quasi mai di essere a suo agio pur contro una Lazio che di questi tempi non farebbe paura nemmeno alla selezione scapoli/ammogliati. Nervoso.<br><br> Maggio = Continuamente costretto al ruolo di terzino basso, naufraga come tutto il suo Napoli di fronte alla tempesta bianconera. Spaventato.<br><br> Montolivo = Simbolo di un Milan in crisi piena. Spesso falloso, lascia i suoi in dieci anzitempo e conferma ancora di più di non essere adatto al ruolo di faro in una grande. Spento.<br><br> Hamsik = Quando il richiamo della grande sfida si fa sentire, lui scientificamente si eclissa. Segno che ancora non può considerarsi un campione fatto e finito. Ectoplasma.<br><br> Matri = Doveva essere la salvezza di Allegri che lo ha voluto nonostante i pareri della tifoseria. Potrebbe rivelarsi un vero boomerang. Inutile.<br><br> De Luca = Giovane di belle speranze che però stecca in una delle rare opportunità che gli vengono concesse. Denis è nettamente un altro pianeta. Sfiduciato.<br><br> Formazione FLOP = Bardi; Rosi, Maggio, Sorensen; Montolivo, Hamsik, Hernanes, Ljajic; Matri, De Luca, Emeghara.<br><br> Gabriele Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001c-33509839.jpgSiNserie-a-top-e-fop-della-dodicesima-giornata-1012575.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07,08030670
731012562NewsCampionatiReal Madrid, Ancelotti a ILCALCIO24: «Pirlo e Xabi Alonso giocatori decisivi»20131104231225juventusDal nostro inviato a Torino Salvino CavallaroBagno di folla quest’oggi all’aeroporto di Caselle T.se per l’arrivo del Real Madrid. La squadra di Carlo Ancelotti è atterrata alle 12.04 richiamando attorno a se, tifosi di Toro e Juve che approfittano di ogni occasione per creare il derby cittadino. I granata, naturalmente, si alleano con i tifosi del Real Madrid e, gli juventini, certamente contro. E’ passione pallonara di una città che vive di antagonismo e che il tempo non fa altro che acuire. Il più fotografato è, neanche a dirlo, Cristiano Ronaldo che si concede alle fotografie ma non agli autografi. Poi la corsa del pullman verso Torino e il centralissimo albergo della città, prima di andare allo Juventus Stadium per la conferenza stampa e l’ultimo allenamento prima della partita. Juventus e Real Madrid si incontrano dopo la partita d’andata di Champions League finita con il punteggio di 2 a 1 a favore delle “merengues”. L’ultima volta che le due squadre si sono affrontate in Champions League è stato nel 2008, esattamente il 21 ottobre, nella partita d’andata giocata a Torino e vinta dalla Juve per 2 a 1. Poi, il 5 novembre di quell’anno, nella partita di ritorno a Madrid la Juve sconfisse 2 a 0 il Real nella magica e indimenticabile serata di Del Piero che uscì dal campo tra gli applausi del pubblico di Madrid. Una lunga storia di incontri lega questi due club, capaci negli anni di affrontarsi con alterni successi e immancabili sconfitte. Si tratta di un football ad alti livelli, su questo non ci sono dubbi di sorta. Intanto corriamo allo Juventus Stadium dove alle 18,00 ci sarà la conferenza stampa di Carletto Ancelotti e Varane. Noi che rappresentiamo ilcalcio24.com, ci siamo relazionati con i colleghi della Rai, di Mediaset, ma anche coi colleghi spagnoli accorsi in massa all’importante appuntamento. Molte le domande rivolte a Mister Ancelotti che, in perfetta lingua spagnola, risponde con la solita calma e competenza. “Non sono soddisfatto della fase difensiva” dice il tecnico delle merengues, “ma questa squadra ha segnato 42 gol in 15 partite. Non è un problema di difesa ma di equilibrio e consapevolezza nei propri mezzi. La rotazione dei calciatori permette di averli sempre in forma. L’equilibrio è una parola molto semplice, credo che significhi attaccare bene e difendere altrettanto bene. Adesso stiamo attaccando molto bene, ma abbiamo preso troppi gol”. E continua il buon Carletto Ancelotti: “Questa partita con la Juve è davvero importante, per loro potrebbe trattarsi della partita di qualificazione e noi l’affronteremo con la giusta determinazione. La squadra bianconera giocherà con grandissima intensità e dovremo essere molto bravi indipendentemente dal sistema di gioco. All’andata Conte mi sorprese. La Juve ha più problemi di noi nel girone e il suo destino dipenderà da queste tre rimanenti sfide. Ma noi vogliamo la qualificazione; prima arriva e meglio è”. Gli chiediamo cosa vuol dire per un allenatore avere in squadra Pirlo e Xabi Alonso. “Sono due allenatori fantastici. Ho avuto la fortuna di allenare Andrea al Milan, ora ho la fortuna di allenare Xabi”. Poi un collega della Rai chiede, che cosa ne pensa dell’attuale situazione del Milan. “La squadra rossonera sta attraversando un periodo molto delicato, spero lo risolvano in fretta. Ho lavorato molti anni con Galliani e lo ritengo il più grande dirigente che ci sia in circolazione. Lui è di un’altra categoria di dirigenti, così come Cristiano Ronaldo lo è per i calciatori. Loro fanno la differenza nelle categorie in cui lavorano”. Finisce così la conferenza stampa di mister Ancelotti, anche perché la squadra lo attende in campo per l’allenamento sotto i potenti fari dello Juventus Stadium. Uno stadio che è spettacolo unico, capace di affascinare anche se vuoto di spettatori. Noi assistiamo ai bordi del campo all’allenamento. Davanti a noi le figure di Cristiano Ronaldo, Pepe, Bale, Benzema, Ramos, Varane, Casillas, corrono velocemente come fossero frecce inarrestabili. Per loro, la partita di martedì sera sarà davvero importante; ma lo è anche per la Juve. Conte non si sbottona molto, ma la sensazione è che a grandi linee la formazione che affronterà le merengues sarà la stessa vista in campo a Madrid.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br><br>C1012317FL0711FL0711ancelotti-4.jpgSiNreal-madrid-ancelotti-a-il-calcio-24-pirlo-e-xabi-alonso-giocatori-decisivi-1012562.htmSiT1000007100451001,02,03,06,07030774
741012524NewsCampionatiPer la Juve beffa al Franchi20131021080739juve, fiorentinaPer la Juve beffa al FranchiDal paradiso all’inferno, in un quarto d'ora: una vittoria che per un’ora sembrava cosa fatta si trasforma in una sconfitta cocente e fin troppo punitiva nel punteggio per quanto visto in campo. Perché al Franchi è soprattuto la Juve a fare la partita e il 2-0 per i bianconeri con cui si era chiuso il primo tempo sembrava il preludio di una goleada. E goleada in effetti è stata, ma per i viola, che capitalizzano al massimo due episodi e poi la foga con cui i bianconeri, dopo essere stati agguantati, avevano cercato di riportarsi in vantaggio, lasciando però troppi spazi liberi in difesa.<br><br> E dire che l’inizio del match poteva far pensare ad una partita dal punteggio basso perché, nonostante &nbsp;Juve e Fiorentina si affrontino a viso aperto, per più di un quarto d’ora sono le difese a dominare e si deve aspettare il 17’ per vedere il primo tiro in porta: Tevez parte in velocità e prova un sinistro rasoterra dal limite, bloccato senza difficoltà da Neto. La risposta viola arriva poco più tardi, con Buffon che segue con lo sguardo il destro di Roncaglia perdersi sul fondo.<br><br> Le azioni offensive dei bianconeri passano spesso per i piedi di Tevez, che imposta e conclude di testa dopo un bello scambio con Pogba, ma mette a lato. Fuori, deviato in angolo da Neto, termina anche il destro di Marchisio dal limite.<br><br> Al 36’ arriva la svolta del match: Tevez combina con Llorente, riceve in area e viene steso senza complimenti da Pizarro, proprio a due passi da Rizzoli, che indica il dischetto. E dopo essersi guadagnato il rigore, l’Apache trasforma con un destro potente e centrale e sigla il suo quarto gol in campionato.<br><br> Il vantaggio garantisce più spazi e la Juve ne approfitta immediatamente. 40’ minuto: Pogba dal limite piazza il pallone in area, a metà strada tra Tevez e Asamoah. Cuadrado è il primo ad arrivarci, ma nel tentativo di rinviare anticipa Neto e alza un pallone a campanile che si trasforma in un assist prezioso per Pogba. Il francese arriva in corsa e conclude in rete l’azione da lui stesso iniziata.<br><br> Pensare che il 2-0 possa bastare alla Juve, sarebbe un grossolano errore. I bianconeri partono forte anche nella ripresa, chiudendosi bene, tenendo vicini i reparti e cercando subito la verticalizzazione. All’8’ la partita potrebbe essere definitivamente chiusa se il tocco di Marchisio, entrato in area con un numero d’alta scuola, non sbattesse sul volto di Neto in uscita. Il portiere viola è ancora decisivo &nbsp;quando blocca il colpo di testa ravvicinato di Chiellini e devia in angolo la punizione di Pirlo, indirizzata nel sette.<br><br> Non c’è un bianconero che non corra, raddoppi sugli avversari, e aggredisca gli spazi. Llorente valga da esempio per tutti: lo trovi quasi sulla linea dei centrocampisti a recuperare il pallone e un attimo dopo è in avanti, a suggerire la sponda per Asamoah, che entra in area centralmente, ma calcia su Neto.<br><br> Proprio quando la partita sembra orami avere un padrone ben definito, ecco che si riapre improvvisamente: Fernandez termina a terra dopo un contrasto con Asamoah &nbsp;in area e Rizzoli fischia il secondo rigore di giornata, questa volta per i viola. Dal dischetto Giuseppe Rossi non sbaglia.<BR>Il gol rianima il pubblico del Franchi, ammutolito fino a quel momento, e anche la squadra di Montella, che in dieci minuti agguanta il pareggio. Ancora Rossi a mettere firma sul gol, con un sinistro dal limite piazzato nell’angolino. Conte manda in campo Vidal al posto di Marchisio, ma non c’è tempo di vedere l’effetto del cambio che la Fiorentina passa ancora con Joaquin che quando riceve in area l’assist di Borja Valero ha tutto il tempo di controllare, aspettare l’uscita di Buffon e piazzare il pallone in rete. La Juve si butta in avanti alla ricerca del pareggio e lascia delle praterie scoperte, nelle quali Cuadrado può far valere la sua velocità. E al 36’ il contropiede del colombiano, con l’assist per la tripletta di Giuseppe Rossi, chiude una gara che definire assurda è un eufemismo &nbsp;e condanna la Juve alla prima sconfitta stagionale <br><br> <STRONG>FIORENTINA-JUVENTUS 4-2</STRONG><br><br> <STRONG>RETI: </STRONG>Tevez 37’ pt, Pogba 40’ pt, Rossi 21’ st, Rossi 31, Joaquin 33’ st , Rossi 36’ st<br><br> <STRONG>FIORENTINA</STRONG><BR>Neto; Roncaglia, Rodriguez, Savic; &nbsp;Cuadrado, Aquilani (11’ st Joaquin), Pizarro, Ambrosini (23’ pt Fernandez), Pasqual; Borja Valero; Rossi (40’ st Matos).
<BR>A disposizione: Munua, Tomovic, Compper, Bakic, Vecino, Alonso, Vargas, Wolski, Iakovenko.<BR>Allenatore: Montella
<br><br> <STRONG>JUVENTUS</STRONG><BR>Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Padoin (38’ st Motta), Pogba, Pirlo, Marchisio (32’ st Vidal), Asamoah (35’ st Giovinco); Tevez, Llorente.
<BR>A disposizione: Storari, Rubinho, Caceres, Ogbonna, &nbsp;Peluso, De Ceglie, Isla, Bouy.<BR>Allenatore: Conte <br><br> <STRONG>ARBITRO</STRONG>: Rizzoli<BR><STRONG>ASSISTENTI:</STRONG> Di Fiore, Stefani<BR><STRONG>QUARTO UFFICIALE</STRONG>: Dobosz<BR><STRONG>ARBITRI D’AREA: </STRONG>Valeri, Calvarese <br><br> <STRONG>AMMONITI</STRONG>: 12’ pt Tevez, 15’ pt Aquilani, 22’ pt Barzagli, 36’ pt Cuadrado, 12’ st Savic, 21’ st Asamoah, 23’ st Pirlo, 42’ st Motta, 44’ st Bonucci<br><br>gp01ctgp01ctjuventus.jpgSiNjuve fiorentina-1012524.htmSi-01,02,03,06010176
751012493NewsCampionatiBendtner spaventa gli azzurri20131012090754Danimarca, Italia, L’ex bianconero si regala una serata da protagonista e costringe l’Italia al 2-2. Tre bianconeri in campo: Buffon, Chiellini e MarchisioTutti ad aspettare l’Italia, invece a Copenaghen il protagonista assoluto è un ex juventino. Niklas Bendtner si regala una grande serata e rovina in parte la festa agli azzurri, comunque già qualificati in anticipo per Brasile 2014. Contro la Danimarca finisce 2-2, con reti azzurra in apertura con Osvaldo e in pieno recupero con Aquilani.<BR><BR>Per Buffon, Chiellini e Marchisio in campo dall’inizio (i primi due dentro per tutti i 90 minuti), ma anche per Bonucci e Pirlo rimasti in panchina, il Parken Stadium continua a non regalare soddisfazioni. Un altro pareggio, dopo i due con la Juventus in Champions contro Nordsjaelland e Copenaghen.<BR><BR>Per la squadra di Prandelli, martedì c’è ancora una partita da giocare. Quella del San Paolo di Napoli contro l’Armenia.<BR><BR>gp01ctgp01ctbendtner-4.jpgSiNdanimarca italia -1012493.htmSi-01,02,03,06010192
761012484NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 7a giornata20131009203247serie aTanta RomaTanta Roma, vista la settima vittoria di fila e poi le conferme di Verona e Napoli tra i top di giornata. Dietro la lavagna Inter, Milan, Bologna e Livorno. <br><br> TOP<br><br> De Sanctis = Rinascita giallorossa che passa anche da una difesa praticamente ermetica. E lui garantisce sicurezza e solidità. Granitico.<br><br> Cacciatore = Dopo la rete alla Juve, concede il bis ma delude chi sperava nuovamente in un’esultanza folle. Esaltato.<br><br> D’Ambrosio = Continua a confermarsi su livelli altissimi. Conquista il rigore per i suoi ed è il secondo uomo più pericoloso per i granata, dopo Cerci. Rivelazione.<br><br> Florenzi = Corsa inesauribile, reti pregevoli, grinta da vendere. Il prototipo di giocatore che ogni allenatore vorrebbe per il proprio gioco. Spumeggiante.<br><br> Barrientos = Nel Catania segna quasi solamente lui. Ma quanto meno dimostra di aver fatto bene a non abbandonare gli etnei in una stagione particolare. Certezza.<br><br> Totti = Gli aggettivi si sprecano. Ormai una leggenda del calcio internazionale, dimostra anche coi fatti di non essere in declino. Highlander. <br><br> Cassano = Due assist pregevoli, una rete di giustezza. Pareva in affanno,deve ringraziare il Sassuolo per averlo fatto sorridere di nuovo. Contento.<br><br> Formazione TOP = De Sanctis, Cacciatore, D’Ambrosio, Benatia; Pirlo, Florenzi, Barrientos, Iturbe; Cassano, Totti, Pandev.<br><br> FLOP<br><br> Bardi = Questa volta cade anche il talentino scuola Inter, frastornato dai continui attacchi del Napoli. Ma la stoffa c’è. Sotto assedio.<br><br> Mexes = Quando c’è da imporsi con le cattive, esagera e si dimostra una volta di più inadeguato a grandi match. Pugile.<br><br> Pereira = Prestazione negativa su tutta la linea: subisce passivamente&nbsp; le imbarcate romaniste e non si dimostra mai all’altezza. Spaventato.<br><br> Aquilani = Roma, sponda biancazzurra, gli provoca un triste amarcord. Ma non riesce a reagire coi fatti, dimostrandosi spento. Saudage.<br><br> Luci = A dispetto del cognome, non illumina ed anche lui naufraga nel mare partenopeo. Spento.<br><br> Matri = Non vede la porta nemmeno sotto i riflettori del suo ex stadio. L’assenza di Balotelli, l’ha fatta proprio sentire. Spuntato.<br><br> Bianchi = Pessima battuta d’arresto per il suo Bologna che non riesce a rialzarsi. Lui continua a latitare. Chi l’ha visto?<br><br> Formazione FLOP = Bardi; Mexes, Pereira, Acerbi; Aquilani, Luci, Kovacic, F. Anderson; Bianchi, Matri, Pinilla.<br><br> Gabriele Cavallaro<br><br><br>C1012317adm001adm001totti-6.jpgSiNserie-a-top-e-flop-della-settima-giornata-1012484.htmSi100075701,02,03,06,07,08,09030385
771012469NewsCampionatiChe brutta Juventus20131005184037juventusIl punto di vista di Salvino CavallaroAvevamo visto una brutta Juventus a Verona contro il Chievo, l’abbiamo vista opaca nel derby torinese e l’abbiamo rivista brutta in Champions ieri sera allo Juventus Stadium contro il Galatasaray. Ma dov’è andato a finire il bel calcio espresso dalla Vecchia Signora? Nei primi due anni dell’era Conte in cui la Juve ha vinto due scudetti consecutivi, abbiamo ammirato un calcio bello da vedere, divertente e apprezzabile dal punto di vista dello spettacolo che ha fatto felici coloro i quali hanno il palato fine e intendono un certo tipo di calcio fatto di fraseggi, classe e gesti tecnici sopraffini. Certo, quella Juve faticava sempre per trovare il gol, ma le azioni d’attacco erano fluide, continue, il pressing era alto e asfissiante, difesa centrocampo e attacco sempre corti e attenti a interdire al momento del bisogno. In più si apprezzava il movimento continuo nell’interscambio dei ruoli, che ben si amalgamava al movimento in fase di non possesso palla. Insomma, la Juventus vinceva, divertiva e convinceva. Adesso invece, vince qualche volta, pareggia e annoia maledettamente per gioco farraginoso e stucchevole. Potremmo chiudere qui la sintesi delle ultime tre partite della Juventus viste in poco più di una settimana. Avevamo sostenuto in tempi non sospetti, che questa squadra con il solo acquisto di Tevez, Llorente e Ogbonna, aveva accorciato soltanto in parte il gap con le migliori squadre europee, senza pensare che anche in Italia le più agguerrite avversarie si sono rinforzate in maniera tale da contrastarla con assoluta efficacia. Oggi, la squadra di Conte appare stanca come se fosse a fine campionato, con le idee annebbiate e ferma sulle gambe. C’è sicuramente qualcosa che non va, questa non è la vera Juventus, non può essere. Partita con il modulo del 4-2-4, Conte ha subito capito che in base alle caratteristiche dei suoi giocatori doveva applicare il più redditizio 3-5-2. E così la Juve è subito apparsa più bella da vedersi e più concreta nel gioco degli esterni alti e bassi che a turno creavano scompiglio nelle difese avversarie. La Juve vista ieri contro il Galatasaray, nel secondo tempo ha adottato il 4-3-3 con Tevez, Quagliarella e poi Llorente, inserendo un sempre più evanescente Mauricio Isla che in sostituzione di Lichtesteiner, fermato da un infortunio al retto femorale, avrebbe dovuto garantire le stesse folate in attacco dello svizzero. Non è stato così, perché i suoi inserimenti sono stati spesso non all’altezza della situazione. Il Galatasaray non ci è parso irresistibile, tutt’altro. La squadra del neo coach Mancini si è trovata inaspettatamente in vantaggio per un errore madornale di Bonucci il quale, inavvertitamente, ha passato il pallone all’indietro per Buffon. Drogba che era alle sue spalle, ha ringraziato per l’assist ed ha infilato la porta della Juve con facilità estrema. La Juve ha accusato il colpo, e nel secondo tempo a fatica ha pareggiato su calcio di rigore battuto da Vidal, a seguito di un atterramento in area di rigore di Quagliarella. Poi sulle ali dell’entusiasmo, i bianconeri si sono portati in vantaggio per effetto del gol di testa realizzato da Quagliarella, grazie a un perfetto assist di Pirlo. Ma, esattamente un minuto dopo, grazie all’ennesima grave disattenzione difensiva della serata, la Juve ha regalato il pareggio al Galatasaray che, con un tiro di Bulut ha pareggiato definitivamente il conto con il risultato finale di 2 a 2. Non sarà facile per la Vecchia Signora il prosieguo in Champions League, tuttavia, se teniamo conto che l’anno scorso ha iniziato il suo cammino europeo con tre pareggi consecutivi per poi finire ai quarti di finale, diciamo che in fondo una speranza c’è ancora. L’unico dubbio è che quella Juve ci sembrava davvero migliore, mentalmente e fisicamente. Staremo a vedere che cosa accadrà in seguito.&nbsp; <br><br> Salvino Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711c-33509839.jpgSiNche-brutta-juventus-1012469.htmSiT1000007100451001,02,03,06030370
781012456NewsCoppeJuve, capolavoro a metà20131003075000juve, galatasaray, pirlo, conteI bianconeri, sotto tono e in svantaggio nel primo tempo, nella ripresa dominano e ribaltano il risultato, ma i turchi pareggiano immediatamente. E alla fine è 2-2Come lo scorso anno la Juve deve accontentarsi di un pareggio nella prima di Champions allo Juventus Stadium, ma rispetto alla gara contro lo Shakthar Donetsk, quella contro il Galatasaray segue tutto un altro copione. Perché i bianconeri, sotto di un gol e poco incisivi nel primo tempo, nella ripresa si ritrovano e ribaltano il risultato. Potrebbe essere una festa bellissima e forse l’errore è proprio quello di lasciarsi prendere dall’euforia per la rimonta completata, perché mentre sugli spalti ancora si grida al gol, i turchi trovano un insperato pareggio.<br><br> Tanto emozionante è il finale, quanto banali i minuti iniziali. Il 4-2-3-1 di Mancini &nbsp;copre bene il centrocampo e Pirlo viene seguito come un’ombra da Snejider. Si deve così ricorrere al lancio in profondità più che alla manovra corale, ma manca un po’ di precisione. Le squadre sono più attente a non scoprirsi che ad aumentare il ritmo e il primo quarto d’ora scorre via senza sussulti. Il primo spunto è di Drogba che entra in area dalla sinistra e, tallonato da Barzagli, si defila, ma riesce a trovare l’angolo giusto per calciare verso il primo palo, sul quale è appostato Buffon. Al 23’ Pirlo pesca Vucinic sul filo del fuorigioco. Il controllo a seguire con il tacco è un pezzo di rara bravura, ma nello scatto il montenegrino perde l’equilibrio e non solo viene recuperato, ma sente fastidio al muscolo ed è costretto a uscire dal campo.<br><br> Al suo posto entra Quagliarella, che mostra subito una buona intesa con Tevez e arriva a deviare il suggerimento dell’argentino, ma è pressato e mette sull’esterno della rete.<BR>La Juve prende campo, attacca con maggior convinzione e proprio nel suo momento migliore subisce un gol evitabilissimo: Bonucci sbaglia la misura di un retropassaggio e sul pallone si avventa Drogba, che evita l’uscita fuori area di Buffon e deposita in rete. <br><br> Il vantaggio turco è una doccia fredda, ma i bianconeri cercano di scuotersi immediatamente. Tevez arriva per tre volte al tiro: il primo è deviato in angolo, il secondo è da posizione irregolare, il terzo termina fuori di poco. Ci provano anche Asamoah e Quagliarella, ma entrambi trovano Muslera perfettamente piazzato.<br><br> Sotto di un gol all’intervallo, la Juve si ripresenta con Isla al posto di Lichsteiner e con un piglio diverso. La manovra è più veloce ed efficace e le occasioni non tardano ad arrivare. Tevez conclude centralmente, Asamoah, Quagliarella e Pirlo cercano il tiro da fuori, calciando alto, ma la gara ora ha un padrone ben definito.<br><br> I bianconeri provano anche soluzioni coraggiose, come le due sventole di Vidal nell’arco di un minuto, tra il 13’ e il 14’, &nbsp;perfette come esecuzione, meno come mira. Il Galatasaray si limita a contenere e a giocare di rimessa, affidandosi alla rapidità di Snejider e alla potenza di Drogba, e Conte aumenta le “bocche da fuoco”, inserendo Llorente al posto di Bonucci. A presidiare la metà campo rimangono solo Chiellini e Barzagli, con Isla e Asamoah che arretrano sulla linea dei difensori nelle rare occasioni in cui i turchi entrano in possesso di palla. Il Re Leone, appena messo piede in campo, stacca su un traversone dalla sinistra di Asamoah, ma alza sopra la traversa.<br><br> La Juve non molla e poco dopo la mezz’ora arriva il giusto premio. Quagliarella controlla in area e salta Amrabat che lo stende senza troppi complimenti, proprio sotto lo sguardo di Kassai. Il fischietto ungherese indica il discetto e Vidal piazza il pallone nel “sette”.<br><br> Adesso lo Stadium “ribolle” come aveva chiesto Conte alla vigilia e spinge la squadra a completare l’opera. E la Juve risponde. Al 42’ Pirlo batte una punizione corta per Tevez che spara dal limite, ma il tiro viene respinto ancora sui piedi del regista. Questa volta il pallone viene indirizzato verso l’area, perfetto per la testa di Quagliarella che da due passi insacca. L’urlo resta soffocato in gola però. Perché appena riprende il gioco il Galatasaray pareggia: Drogba &nbsp;di testa serve il liberissimo Bulut che si inserisce in area e batte Buffon.<br><br> L’assalto finale a questo punto è inutile. L’impresa riesce solo a metà e la Juve incassa il secondo pareggio in Champions, in attesa di sfidare al Bernabeu, il Real Madrid.<br><br> <STRONG>JUVENTUS-GALATASARAY 2-2</STRONG><br><br> <STRONG>RETI</STRONG>: Drogba 36’ pt, Vidal (rig) 33’ st, Quagliarella 42’ st, Bulut 43’ st<br><br> <STRONG>JUVENTUS</STRONG><BR>Buffon; Barzagli, Bonucci (25’ st Llorente), &nbsp;Chiellini; Lichsteiner (1’ st Isla), Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Tevez, Vucinic (26’ pt Quagliarella)<BR>A disposizione: Storari, Ogbonna, Peluso, Marchisio<BR>Allenatore: Conte. <br><br> <STRONG>GALATASARAY</STRONG><BR>Muslera; Eboue, Semih Kaya (26’ pt Gokhan Zan), Chedjou, Hakan Balta; Felipe Melo, Selcuk; Riera (15’ st Amrabat), Snejider (29’ st Bulut), Bruma; Drogba<BR>A disposizione: Ceylan, Sarioglu, Baytar, Yilmaz Burak<BR>Allenatore: Mancini. <br><br> <STRONG>ARBITRO</STRONG>: Viktor Kassai (HUN)<BR><STRONG>ASSISTENTI</STRONG>: György Ring (HUN) , Vencel Tóth (HUN)<STRONG><BR>QUARTO UFFICIALE</STRONG>: Robert Kispal (HUN)<STRONG><BR>ARBITRI D’AREA</STRONG>: Tamás Bognar (HUN) , Mihaly Fabian (HUN) <br><br> <STRONG>AMMONITI</STRONG>: 27’ st Muslera, 35’ st &nbsp;Gokhan Zan<br><br>gp01ctgp01ctpirlo-6.jpgSiNjuve galatasaray pirlo conte-1012456.htmSi-01,02,03,06010177
791012419NewsCampionatiVentura: «Toro, se vogliamo possiamo»20130928162886ventura, torino, juveVentura: «Toro, se vogliamo possiamo«Alla vigilia del derby della Mole il tecnico granata Giampiero <STRONG>Ventura </STRONG>ha presentato ai media la sfida: "Erano 33 anni che non vincevamo a Bologna, ora sono 18 che non cogliamo un successo nel derby...speriamo che sia di buon auspicio. Il derby è una sfida particolare, a sè. Sarebbe bello sfatare questo tabù: rispetto allo scorso anno c'è maggiore consapevolezza. Abbiamo grande rispetto per una squadra che ha vinto due scudetti negli ultimi due anni, ma non abbiamo timore. La Juve sembra meno forte degli ultimi anni? Non credo: ha sempre vinto a parte contro l'Inter. Hanno rinforzato una squadra che era già molto competitiva. Però essendo una partita a sè quella di domani, abbiamo la presunzione di provare a fare risultato. Siamo in un campionato dove ci sono dei valori in campo alti e non ti puoi permettere di sbagliare. Pirlo? Se resta fuori per scelta tecnica significa che il tecnico ha qualcuno più in forma di lui o più funzionale per questa sfida, dunque per noi non può essere un vantaggio.<br><br> Tra Toro e Juve credo che ad essere cresciuti maggiormente siano stati i granata, ma per il semplice motivo che i bianconeri erano ad un livello altissimo già l'anno scorso e i margini di miglioramento erano minimi. Quest'anno il Torino ha molta più consapevolezza dei propri mezzi e credo che il campionato lo stia confermando. La Juventus? Resta la squadra da battere in serie A. Roma e Napoli si sono rinforzate molto e l'Inter si è ripresa: è per questo motivo che il campionato di quest'anno è più difficile e competitivo.&nbsp;<br><br> Lo slogan di questo derby? Non credo ce ne sia uno in particolare. Il mio, che porto avanti da quando sono arrivato, è che questo gruppo "se vuole può". La partita di quest'anno sarà sicuramente diversa da quella della passata stagione perchè cambiano sia il modulo che gli interpreti. Immobile? Sta abbastanza bene, quindi se non succede nulla dovrebbe essere della partita. Sono sicuro che sarà un derby giocato a viso aperto.<br><br> Tevez? E' stato un acquisto importante per loro perchè ha aumentato la mentalità e la qualità della rosa della Juve. Ogbonna? Dal punto di vista professionale sono contento per lui perchè tra i nostri obiettivi c'è quello di lanciare e valorizzare i giovani: è un ragazzo molto serio e si merita di raggiungere i suoi obiettivi. Detto questo però speriamo di dargli un dispiacere domani.<br><br> Il derby non sarà mai una partita normale. Arriviamo a questo match con qualche rimpianto perchè sarebbe stato bello avere 10 punti. Spero che domani ci sia un Olimpico pieno per supportarci".<br><br>gp01ctgp01ctGiampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNventura torino juve-1012419.htmSi-01,02,03,06010134
801012395NewsCampionatiJuventus, Conte e il suo diktat20130926232551juventusIl calcio diventaIl calcio diventa sempre più destinato a essere meno democratico e più dittatoriale per chi non rispetta le regole. Il diktat impartito da Antonio Conte alla sua Juventus a seguito del comportamento di Andrea Pirlo che, dopo essere stato sostituito si è rifugiato negli spogliatoi anziché sedersi in panchina come solitamente si fa, ha creato un po’ d’irrequietezza nell’ambiente juventino. “Quando un giocatore esce dal campo, a meno che non sia in barella o con una gamba rotta, deve restare a guardare la partita insieme ai compagni. Altrimenti ci sarà una forte multa e il giocatore starà un mese fuori rosa; chiunque sia, io non faccio distinzioni. Le regole devono essere rispettate da tutti, nessuno escluso”. Queste le parole di Antonio Conte in sede di conferenza stampa in quel di Vinovo a fine allenamento. “Voglio che questo discorso sia chiaro per tutti, fin dalla prossima partita”, continua il mister juventino. I colleghi in sala che avevano sollevato il problema, prendono appunti e quasi non credono a una presa di posizione così netta e inconfutabile. Non sappiamo se questa presa di posizione di Conte sia avvenuta anche a seguito dei fatti avvenuti a San Siro dopo la partita Milan - Napoli da parte di Balotelli, giocatore che non conosce le regole del vivere e appartenere a una società di calcio. Certo è che Conte, prendendo come spunto l’uscita di Pirlo che per dimostrare la sua delusione per la sostituzione è entrato subito negli spogliatoi, ha voluto tenere in pugno una situazione che in futuro avrebbe potuto dare risvolti negativi da parte di qualcuno. Ma la Juve un calciatore dal carattere difficile come quello di Balotelli non ce l’ha, tuttavia, è bene far capire a giocatori professionisti e super pagati che certe regole vanno rispettate. E’ un calcio che deve necessariamente ritornare con i piedi per terra, senza strani voli pindarici e senza allargare il senso dell’anarchia. Crediamo che la tirata d’orecchie fatta ad Andrea Pirlo, giocatore e uomo sostanzialmente corretto, sia da esempio soprattutto per il gruppo che è anche formato da giocatori più giovani di lui. Noi ci allineiamo al pensiero di Conte, non certo perché lo riteniamo una sorta di duce nella sua Juventus, ma per quel senso etico della professione che deve essere da esempio in campo e nella vita privata. Pirlo non è un caso nella sua Juventus, semmai è più semplicemente l’uomo e il calciatore da imitare, per questo Conte ha ripreso un comportamento che non è certamente consono al giocatore bresciano. <br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>FL0711FL0711c-33509839.jpgSiNjuventus-conte-e-il-suo-diktat-1012395.htmSiT1000007100451001,02,03,06,07,08030285
811012394NewsCampionatiAl Bentegodi anche le statistiche dicono Juve20130926165856Juve, bentegodi, ConteQuella di Verona contro il Chievo è stata una vittoria sudata, ma qualsiasi altro risultato sarebbe davvero stata una beffa per la Juventus. Scorrendo le statistiche del post gara non si può non giungere a questa conclusione, perché dai dati emerge chiaramente come siano stati solo i bianconeri a cercare di produrre gioco. Oltre al 71% di possesso palla, il diverso atteggiamento delle due squadre è evidente dal baricentro medio: alto, quello della Juve che si attesta sui 55 metri, molto basso quello dei clivensi, fermo a 47 metri. Quella di Verona contro il Chievo è stata una vittoria sudata, ma qualsiasi altro risultato sarebbe davvero stata una beffa per la Juventus. Scorrendo le statistiche del post gara non si può non giungere a questa conclusione, perché dai dati emerge chiaramente come siano stati solo i bianconeri a cercare di produrre gioco. Oltre al 71% di possesso palla, il diverso atteggiamento delle due squadre è evidente dal baricentro medio: alto, quello della Juve che si attesta sui 55 metri, molto basso quello dei clivensi, fermo a 47 metri.<br><br> La squadra di Conte ha cercato di far girare il pallone, toccandolo 889 volte, contro le 473 degli avversari, collezionado 605 passaggi a fronte dei 187 del Chievo, e sfruttando le fasce, tanto che la larghezza della squadra è indicata in 47,6 metri, contro i 33,4 metri dei gialloblu.<br><br> 18 i tiri totali della Juve, di cui otto tra i pali. Meno delle ultime uscite, ma molti di più rispetto ai cinque del Chievo, tre dei quali indirizzati nello specchio.<br><br> A livello individuale spicca la prova di Fabio Quagliarella, non solo per il gol siglato, ma anche per le quattro conclusioni piazzate in porta. Al suo fianco, Fernando Llorente si mette in luce per le 10 sponde effettuate, mentre a centrocampo brillano Pirlo, in cabina di regia, con 101 passaggi riusciti e Pogba, con 11 cross. Proprio da due suoi traversoni sono nate le reti bianconere.<br><br>gp01ctgp01ctbuffon 4.jpgSiNjuve bentegodi conte-1012394.htmSi-01,02,03,06010183
821012380NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 4a giornata20130923124752serie aInter, Roma, Fiorentina e Juventus forniscono le migliori prestazioni Inter, Roma, Fiorentina e Juventus forniscono le migliori prestazioni di giornata e affollano coi propri interpreti l’undici dei Top. Male invece la Lazio, il Milan ed il Bologna.<br><br> TOP<br><br> Bardi = Reina? Ormai una certezza, ma di questo giovane che tiene a galla il Livorno a Genova, si sentirà parlare ancora. Speranza.<br><br> Balzaretti = Le sue lacrime dopo la rete spacca derby sono il manifesto di questa giornata. Subissato dalle critiche è un onesto “operaio” della fascia. Grintoso.<br><br> Britos = Non propriamente un fine dicitore nel suo ruolo, ma ha il merito di buttarla dentro e di aver scalzato, nelle gerarchie di Benitez, capitan Cannavaro.<br><br> R. Alvarez = Contro un imbarazzante Sassuolo dilaga, ma col nuovo corso targato Mazzarri sta riuscendo a cancellare certe perplessità. Ritrovato.<br><br> Conti = Spesso decisivo nell’economia di gioco del Cagliari, ha rischiato di far vincere i suoi con una punizione pennellata, non proprio vicina al suo repertorio. Bandiera. <br><br> G. Rossi = Rete da fuoriclasse, tiene in piedi l’attacco della Viola e torna a confermarsi un giocatore assai prezioso per tutto il movimento. Mago.<br><br> Milito = Più per il suo rientro che per l’effettivo valore della sua doppietta. Il vero problema sarà capire ora come l’Inter vorrà orchestrare il reparto d’attacco. Bomber.<br><br> FORMAZIONE TOP = Bardi; Balzaretti, Britos, D’Ambrosio; R. Alvarez, Conti, M. Fernandez, Ljajic; Tevez, G. Rossi, Milito. <br><br> FLOP<br><br> Agazzi = Solitamente attento, regala alla Samp, con due papere abbastanza goffe, un pari che sembrava insperato. Distratto.<br><br> Dias = Entra per farsi espellere e autorizza a pensare che se Petkovic l’ha escluso per leliste Uefa, forse un motivo valido esiste. Rude.<br><br> Emanuelson = Letteralmente spaesato in una difesa, quella del Milan, che fa pericolosamente acqua da più parti. Fuori luogo.<br><br> Lodi = Dalle stelle (il derby) alle stalle. Stecca completamente ed essendo un faro, quando non porta luce i suoi ne risentono. Spento.<BR>Hernanes = Uno di quelli che ti aspetti specie nelle gare che contano. Invece non fa nulla, nemmeno per farsi notare. Assente<br><br> Bianchi = La sua stagione, da quando è approdato al Bologna, deve ancora cominciare. Fuori forma. <br><br> Cassano = Anche per lui stesso discorso. A Catania il Parma gioca il primo tempo in dieci. Viene sostituito per mancanza di voglia. Inesistente.<br><br> FORMAZIONE FLOP = Agazzi; Dias, Emanuelson, Pucino; Lodi, Hernanes, Pirlo, Allan; Bianchi, Cassano, Denis.<br><br> Gabriele Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001C_3_Media_1521781_immagine_obig.jpgSiNserie-a-top-e-flop-della-quarta-giornata-1012380.htmSi100075701,02,03,06,07,09030365
831012360NewsCalciomercatoCopenaghen-Juventus, le probabili formazioni20130917120911juventusLe probabili formazioniLe probabili formazioni:<br><br> Copenaghen (3-4-3): Christensen; Jacobsen, Stadsgaard, Margreitter; Delaney, Bolanos, Kristensen, Claudemir; Braaten, Abdellaoue, Vetokele. All.: Solbakken<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon; Ogbonna, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Pirlo, Vidal, Pogba, Asamoah; Tevez, Quagliarella. All.: Conte<br><br>C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNcopenaghen-juventus-le-probabili-formazioni-1012360.htmSiT1000007100075701,02,03,06030334
841012354NewsCampionatiInter-Juventus, le probabili formazioni20130914115832interInter JuventusLE PROBABILI FORMAZIONI<br><br> INTER (3-5-1-1): Handanovic; Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan, Cambiasso, Taider, Guarin, Nagatomo; R. Alvarez; Palacio. All.: Mazzarri<br><br> JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Pogba, Pirlo, Vidal, Asamoah; Tevez, Vucinic. All.: Conte<br><br>C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNinter-juventus-le-probabili-formazioni-1012354.htmSiT1000007100075701,02,03,06030359
851012350NewsCampionatiMazzarri, senti Buffon: «Inter? Come la Juventus del 2011»20130912200017inter juventus, terza giornata serie a, buffon«Sono in salute, non hanno coppe e c`è Mazzarri«. Il numero uno bianconero mette in guardia: «Scudetto? Dovremo fare i conti con loro«.Settimana speciale per <STRONG>Gigi Buffon</STRONG>. Prima il record di presenze in azzurro conquistato proprio allo <STRONG>Juventus Stadium</STRONG> (insieme alla qualificazione per i Mondiali brasiliani), mentre dopodomani la sua squadra affronterà l'<STRONG>Inter</STRONG> in una delle sfide più emozionanti della stagione. La Vecchia Signora è sempre la più pericolosa, soprattutto con un certo <STRONG>Tevez</STRONG> davanti, ma <STRONG>Mazzarri</STRONG> ha saputo rivitalizzare una squadra che pure non si è distinta per grandi colpi estivi. Dunque il portierone bianconero avverte i suoi, e lo fa ai microfoni de <EM>La Gazzetta dello Sport</EM>: "Un banco di prova importantissimo per noi. Occhio ai nerazzurri: in un certo senso mi ricordano la Juventus di due anni fa". Lo scenario è effettivamente molto simile. Una squadra che aggiunge un mattone alla volta per rinforzare la propria struttura, un nuovo mister e soprattutto niente impegno europeo, che può fare la differenza soprattutto nelle fasi finali della stagione. "Abbiamo grandissimo rispetto per l’Inter, - continua Buffon -&nbsp;e la temiamo. E' una squadra in salute, non ha le coppe ed è guidata da un bravissimo allenatore come Mazzarri. Credo che per la corsa-scudetto bisognerà fare i conti con l’Inter. E questo non vale solo per noi". <br><br> Intanto l'ora X si avvicina, e cominciano a prendere forma le squadre che scenderanno in campo. Sono rientrati alla Pinetina i sudamericani e Mazzarri spera di recuperare <STRONG>Icardi</STRONG>, che comunque partirebbe dalla panchina. <STRONG>Milito</STRONG>, che&nbsp;oggi si è presentato ad Appiano Gentile con tre ore di anticipo sull'orario di inizio dell'allenamento,&nbsp;potrebbe spuntare una convocazione. Dal canto suo&nbsp;<STRONG>Conte</STRONG> ha pronta&nbsp;l'alternativa a <STRONG>Barzagli</STRONG>, qualora non ce la facesse. <STRONG>Ogbonna</STRONG> scalpita, mentre davanti&nbsp;<STRONG>Quagliarella</STRONG> è in vantaggio su <STRONG>Llorente</STRONG> per affiancare&nbsp;Carlitos Tevez.&nbsp;Out <STRONG>Pepe</STRONG>: per lui venti giorni ai box. Insomma, i presupposti per una partita memorabile ci sono tutti. A San Siro è previsto il tutto esaurito, il resto sarà il campo a deciderlo. <br><br> <STRONG>INTER (3-5-1-1)</STRONG>: Handanovic, Campagnaro, Ranocchia, Juan Jesus; Jonathan, Guarin, Kovacic, Cambiasso, Nagatomo; Alvarez; Palacio. All. Mazzarri.<BR><BR><STRONG>JUVENTUS (3-5-2)</STRONG>: Buffon; Bonucci, Barzagli, Chiellini; Lichsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Tevez, Quagliarella. All. Conte.<br><br>C1012317FL0435FL0435buffon 4.jpgSiNbuffon-inter-come-juve-2011-1012350.htmSiT1000007,T1000026100612201,02,03,06030652
861012346NewsCalciomercatoItalia-Repubblica Ceca, le probabili formazioni20130910113614italiaLe probabili formazioniLe probabili formazioni:<br><br> Italia (3-5-2): 1 Buffon; 19 Bonucci, 16 De Rossi, 3 Chiellini; 2 Maggio, 18 Montolivo, 21 Pirlo, 6 Candreva, 22 Giaccherini; 9 Balotelli, 11 Gilardino. A disp.: 13 Marchetti, 4 Astori, 5 Ogbonna, 8 Pasqual, 11 Florenzi, 7 Aquilani, 20 Verratti, 23 Diamanti, 14 El Shaarawy, 10 Osvaldo, 12 Sirigu. All.: Prandelli.<br><br> Repubblica Ceca (4-2-3-1 ): 1 Cech; 2 Gebre Selassie, 6 Sivok, 3 M.Kadlec, 8 Limbersky; 13 Plasil, 22 Darida; 7 Husbauer, 10 Rosicky, 19 Jiracek; 9 Kozak. A disp.: 16 Vaclik, 23 Drobny, 4 Suchy, 5 Prochazka, 20 Kusnir, 12 Vanek, 17 Horava, 18 Kolar, 14 V.Kadlec, 21 Lafata, 11 Rabusic. All.: Bilek.<br><br>C1012317adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNitalia-repubblica-ceca-le-probabili-formazioni-1012346.htmSiT1000007100075701,02,03030369
871012343NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta pensa al rinnovo di Pirlo20130909112821juventusAl giocatore sarà proposto Dopo i rinnovi di Arturo Vidal e Paul Pogba la Juventus si concentrerà anche su quello di Andrea Pirlo. Il regista bianconero avrebbe dovuto incontrare la dirigenza ad anno nuovo, ma il faccia a faccia sarà anticipato e, secondo la Gazzetta dello Sport, anche Pirlo continuerà la propria avventura a Torino. Al giocatore sarà proposto un rinnovo annuale con un'opzione su un'ulteriore stagione.C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-pensa-al-rinnovo-di-pirlo-1012343.htmSiT1000007100075701,02,03,06030385
881012342NewsCoppeItalia-Bulgaria 1-0, gli azzurri ipotecano la qualificazione: ma che fatica20130906214530live, italia bulgaria, qualificazioni mondiali 2014Italia-Bulgaria 1-0L'<STRONG>Italia </STRONG>di Prandelli batte 1-0 la <STRONG>Bulgaria</STRONG> e si prepara alla qualificazione, che potrebbe giungere contro la <STRONG>Repubblica Ceca</STRONG>. Grande prova di <STRONG>Buffon</STRONG>, che salva più volte il risultato con parate strepitose (delle quali una strappando letteralmente il pallone dallo specchio a pochi centimetri dalla linea di porta), ma a decidere il risultato è <STRONG>Alberto Gilardino</STRONG>. Nella ripresa cala il ritmo, anche a causa degli acciacchi di <STRONG>Antonini</STRONG> e <STRONG>Abate</STRONG> che finiscono k.o., così la squadra di <STRONG>Penev</STRONG> si rende sempre più pericolosa in avanti. Tuttavia gli azzurri tengono duro e il fischio di Carlos Velasco Carballo è una liberazione. Adesso il Brasile è qualcosa di più che un orizzonte sfocato.<BR><BR><STRONG>ITALIA-BULGARIA 1-0</STRONG><BR><BR><STRONG>Italia- </STRONG>Buffon; Abate (80' Maggio), Bonucci, Chiellini, Antonelli (63' Astori); De Rossi, Pirlo, T. Motta; Candreva, Insigne (64' Giaccherini); Gilardino. All. Prandelli<BR><BR>A disposizione: Marchetti, El Shaarawy,&nbsp;Diamanti, Aquilani, Ranocchia, Florenzi, Verratti, Gabbiadini,&nbsp;Sirigu.<BR><BR><STRONG>Bulgaria- </STRONG>Mihaylov; Y. Minev, Bodurov, Ivanov, V. Minev; Dyakov (75' Delev); Nedelev, Gadzhev, Popov, Manolev (55' Iliev); Tonev (61' Rangelov). All. Penev<BR><BR>A disposizione: Stoyanov,&nbsp;Y.&nbsp;Hristov, Milanov, Zlatinski, Zanev, Aleksandrov,&nbsp;Gargorov, V. Hristov.<BR><BR>Arbitro: Carlos Velasco Carballo (SPA)<BR><BR>Reti: 38' Gilardino.<BR><BR>Ammoniti:&nbsp;84' Giaccherini.&nbsp;<BR><BR>Espulsi: -<BR><BR><BR><BR><BR><BR>Palermo, Renzo BarberaFL0435FL0435bulgaria-italia.jpgSiNitalia-bulgaria-live-1012342.htmSi100612201,02,03,07030321
891012277NewsCalcio EsteroItalia-Argentina, le probabili formazioni20130814172330italia argentina, amichevole internazionale, probabili formazioniPirlo c`è dal primo minuto,per la Seleccion dubbio Lamela: spazio a Palacio-Higuain.Calcio d'inizio alle ore 20,45, quando l'<STRONG>Olimpico</STRONG> saluterà uno spettacolo tutto italiano. Perché in fondo quest'amichevole sarà una riunione di famiglia tra chi è rimasto e chi è andato via, verso un paese spagnolo di nascita e italiano di adozione. Non ci saranno <STRONG>Messi</STRONG> e <STRONG>Balotelli</STRONG>, forse nemmeno l'uomo del giorno, <STRONG>Papa Francesco</STRONG>, in onore del quale è stato organizzato l'incontro. A parte questo, i presupposti per un grande spettacolo ad un anno di distanza dai Mondiali ci sono tutti. <STRONG>Prandelli</STRONG> sceglie <STRONG>Pirlo</STRONG> e <STRONG>Florenzi</STRONG> a centrocampo, mentre <STRONG>Osvaldo</STRONG> sarà l'ariete della squadra. A supporto dell'attaccante giallorosso <STRONG>Candreva</STRONG> e <STRONG>Giaccherini</STRONG>, che si spera ripeteranno le ottime prestazioni della Confederations Cup. Tra le file della nazionale di Sabella <STRONG>Lamela</STRONG> è ancora in dubbio, dunque spazio in avanti alla coppia made in Italy <STRONG>Palacio-Higuain</STRONG>. <br><br> <STRONG>ITALIA (4-3-2-1):</STRONG> Buffon; Maggio, De Rossi, Chiellini, Antonelli: Florenzi, Pirlo, Marchisio; Candreva, Giaccherini; Osvaldo. <br><br> <STRONG>A disposizione</STRONG>: Sirigu, Marchetti, Bonucci, Astori, De Silvestri, Ranocchia, Aquilani, Cerci, Diamanti, Verratti, Gilardino, El Shaarawy, Insigne, Montolivo. <STRONG>Allenatore:</STRONG> Prandelli <br><br> <STRONG>ARGENTINA&nbsp;(4-4-2): </STRONG>Andujar; Campagnaro, Garay, F. Fernandez, Zabaleta; Di Maria, Biglia, Mascherano, Maxi Rodriguez; Palacio, Higuain. <br><br> <STRONG>A disposizione</STRONG>: Ustari, Ansaldi, Basanta, Coloccini, Alvarez, A. Fernandez, Banega, Lamela, Lavezzi. <STRONG>Allenatore:</STRONG> Sabella<br><br>RomaFL0435FL0435cesare-prandelli.jpgSiNitalia-argentina-probabili-formazioni-1012277.htmSi100612201,02,03030391
901012260NewsEditorialeRegine d`estate, un trono per tre: Juventus, Napoli e Fiorentina 20130802110352calciomercato, juventus, napoli, fiorentina, higuain, cavani, tevez, llorente, gomez, joveticAcquisti ad otto cifre e squadre da scudetto, la lotta comincia da adesso: Tutti gli avvicendamenti delle big estive.La resa dei conti comincerà il 25 agosto, quando si tireranno le somme dell'operato estivo. Ma se nomi ed ipotesi si rincorrono sui giornali a cadenza quotidiana, non ci sono dubbi sulle tre squadre in corsa per aggiudicarsi lo scudetto d'agosto, giocato tra comitati di benvenuto all'aeroporto, dirigenti trafelati e agenti dalla bocca cucita. "Platonico ma ambito", direbbe Alfredo Provenzali. Tuttavia se la squadra campione d'inverno è solitamente, a scanso di ribaltoni da cinque maggio, quella che a fine stagione alza la coppa; la regina dell'estate scalda i cuori delle curve, i prati degli stadi e incute timore il fatidico giorno della presentazione dei calendari. A<STRONG> contendersi la corona sono naturalmente Juventus, Napoli e Fiorentina</STRONG>, che hanno operato con astuzia ed oculatezza durante la prima parte del mercato. Osserviamo i movimenti&nbsp;dei tre club per ogni settore:<BR><BR><STRONG>PORTA</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Nessun problema per i bianconeri, che mantengono intatto il trio di senatori Buffon-Storari-Rubinho. Esperienza (età media 33,6 anni) e classe, quella sopraffina dell'estremo difensore della Nazionale, si uniscono a tanti talenti in maturazione. <STRONG>Leali</STRONG> giocherà in prestito allo Spezia, <STRONG>Nocchi</STRONG> al Carpi. Via per una stagione anche <STRONG>Branescu</STRONG> (Juve Stabia), mentre <STRONG>Costantino</STRONG> è stato ceduto al Modena.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Rivoluzione sotto la traversa: il trentaseienne <STRONG>De Sanctis</STRONG> va alla Roma e lascia spazio al nuovo arrivato <STRONG>Rafael</STRONG>, giovane di&nbsp;scuola Santos dalle grandi aspettative. <STRONG>Rosati</STRONG> difenderà la porta del Sassuolo e a ricoprire il suo ruolo è stato chiamato <STRONG>Pepe Reina</STRONG>, che ha già lavorato con Benitez ai tempi del Liverpool. Lo spagnolo rimarrà sotto il Vesuvio in prestito per tutta la stagione.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- <STRONG>Viviano</STRONG> torna all'ovile di Gattuso e <STRONG>Seculin</STRONG> viene ceduto al Chievo (che, per la cronaca, lo ha già girato all'Avellino): in rosa restano il nuovo arrivato <STRONG>Munua</STRONG>, trentacinquenne svincolato dal Levante,&nbsp;il coetaneo <STRONG>Lupatelli</STRONG> e <STRONG>Neto</STRONG>. Il brasiliano è tenuto d'occhio dal Verona e non è escluso che possa difendere i pali dell'Hellas la prossima stagione. Al momento il candidato numero uno per i viola è <STRONG>Agazzi</STRONG>, seguito da <STRONG>Storari</STRONG> e <STRONG>Sorrentino</STRONG>. Spunta fuori anche <STRONG>Julio César</STRONG>, ma l'ostacolo è ancora una volta l'ingaggio elevato dell'ex nerazzurro.<BR><BR><STRONG>DIFESA</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Il colpaccio è senz'altro <STRONG>Angelo Ogbonna</STRONG>, che si colloca perfettamente nella già forte difesa bianconera. Riscattato <STRONG>Peluso</STRONG>, ottimo sostituto in vista di una stagione densa di impegni. Nel frattempo le metà&nbsp;di <STRONG>Masi</STRONG> e <STRONG>Belfasti</STRONG>, giovani&nbsp;da&nbsp;osservare attentamente, sono state cedute rispettivamente a Ternana e Pro Vercelli. Dopo l'esperienza al Vicenza, il francese <STRONG>Gouano</STRONG> va ad irrobustirsi le ossa in casa Lanciano.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Il mercato ha rinforzato un settore che negli anni passati ha sempre rappresentato un tallone di Achille per la squadra partenopea. Arriva <STRONG>Albiol</STRONG> dal Real Madrid, che sicuramente non farà rimpiangere l'argentino <STRONG>Campagnaro</STRONG>, all'Inter al seguito di Mazzarri. Torna da Siena il promettente ma&nbsp;poco utilizzato&nbsp;<STRONG>Uvini</STRONG>, ventidue anni e già qualche esperienza in nazionale brasiliana, insieme a <STRONG>Fernandez</STRONG>, <STRONG>Vitale</STRONG>, <STRONG>Fideleff</STRONG> e <STRONG>Petrarca</STRONG> i cui prestiti sono scaduti.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- Reparto migliorabile nella corazzata viola, seppur contando che gli assi nella manica di Pradè sono tutt'altro che esauriti. Al posto del partente <STRONG>Roncaglia</STRONG>, destinazione Brasile o Russia, potrebbero arrivare <STRONG>Granqvist</STRONG> o <STRONG>Spolli</STRONG>. Intanto si è accasato a Firenze lo spagnolo classe '90 <STRONG>Marcos Alonso</STRONG>, svincolato dal Bolton. Sul fronte delle cessioni <STRONG>Felipe</STRONG> ha lasciato l'Artemio Franchi per il&nbsp;Parma e&nbsp;<STRONG>Camporese</STRONG> giocherà in prestito al Cesena. I meno esperti <STRONG>Piccini</STRONG>, <STRONG>Rozzio</STRONG> e <STRONG>Bittante</STRONG> vestiranno le maglie di Livorno, Pisa ed Avellino.<BR><BR><STRONG>CENTROCAMPO</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Squadra che vince non si cambia, vale anche per i reparti di gioco. <STRONG>Il centrocampo juventino vanta nomi come Marchisio, Pirlo e&nbsp;Vidal</STRONG> ed&nbsp;è uno dei più efficaci d'Europa. Occhio a <STRONG>Pogba</STRONG>, che ha mostrato sprazzi di gran classe durante la stagione passata, e ai ventenni <STRONG>Gabriel</STRONG> e <STRONG>Bouy</STRONG>. Tornano da un'annata in Serie B (il primo a Vercelli, l'altro a Brescia) e probabilmente non resteranno alla casa madre, ma tra un paio d'anni&nbsp;potrebbero far luccicare gli occhi. In uscita risolto definitivamente il caso <STRONG>Melo</STRONG>, al Galatasaray per 3,7 milioni di euro, mentre <STRONG>Giaccherini</STRONG> si accasa al Sunderland per 7,5 milioni.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Via <STRONG>Cigarini</STRONG> (in comproprietà con l'Atalanta), <STRONG>Santana</STRONG> (Genoa) ed <STRONG>El Kaddouri</STRONG> (prestato al Torino), si fa spazio al nuovo arrivo <STRONG>Callejon</STRONG> e ai riscattati <STRONG>Armero</STRONG> e <STRONG>Radosevic</STRONG>. Ritorno a casa&nbsp;anche per <STRONG>Gargano</STRONG> e <STRONG>Dossena</STRONG>, anche se l'uruguagio è seguito dal Fulham. Al contrario, l'esterno lombardo ha più volte dichiarato di voler restare nonostante le voci che a più riprese lo hanno accostato alla Sampdoria o al Verona.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- <STRONG>Ilicic</STRONG> garantirà ottima copertura sulla fascia destra insieme a <STRONG>Cuadrado</STRONG>, riscattato dopo un'eccellente stagione. Rosa irrobustita dagli arrivi low cost di <STRONG>Joaquin</STRONG>, <STRONG>Ambrosini</STRONG> e <STRONG>Iakovenko</STRONG>, che garantiranno buona copertura nel turnover. Aria di prestito per <STRONG>Salifu</STRONG>, piace in Spagna e nella serie cadetta, e per uno tra <STRONG>Bakic</STRONG> e <STRONG>Wolski</STRONG>. Quest'ultimo sta dando prova nel precampionato delle qualità che lo hanno portato a vestire la maglia della nazionale polacca.&nbsp;Si trasferisce invece&nbsp;a Pavia&nbsp;con la formula della comproprietà il trequartista classe '92 <STRONG>Federico Carraro</STRONG>.<BR><BR><BR><STRONG>ATTACCO</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Si cercava un top player, ne sono arrivati due. <STRONG>Tevez</STRONG> non&nbsp;sarà Van Persie, vicino la scorsa estate&nbsp;prima della virata in direzione Manchester,&nbsp;ma insieme a <STRONG>Llorente</STRONG>&nbsp;garantisce&nbsp;incisività e continuità. Un occhio di riguardo alle nuove leve: <STRONG>Simone Zaza</STRONG> è stato prelevato dalla Sampdoria e adesso il suo cartellino&nbsp;si trova a metà tra&nbsp;Juve e Sassuolo,&nbsp;<STRONG>Gabbiadini</STRONG> giocherà in blucerchiato.&nbsp;<STRONG>De Silvestro</STRONG>, appena tornato dall'esperienza in B con la Pro Vercelli, potrebbe vestire la maglia del Lanciano, mentre <STRONG>Boakye</STRONG> è&nbsp;marcato stretto dai tedeschi dell'Eintracht Frankfurt per averlo in prestito. Non è detto tuttavia che vada, in quanto se si&nbsp;liberasse un posto (probabilmente quello attualmente occupato da <STRONG>Matri</STRONG>,&nbsp;corteggiato in Inghilterra e Russia, oltre che dal Milan)&nbsp;resterebbe a Torino.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- La cessione più remunerativa dell'estate, quella di <STRONG>Cavani</STRONG>, ha portato 63 milioni di euro nelle casse del&nbsp;club. De Laurentiis non ha deluso i tifosi e ha portato al San Paolo&nbsp;<STRONG>Higuain</STRONG>, degno sostituto del <EM>Matador</EM>. Arriva anche&nbsp;<STRONG>Mertens</STRONG> dal Psv, versatile ala che si adatta facilmente al ruolo di seconda punta. Insomma, Benitez&nbsp;ha a disposizione i migliori pezzi per costruire un attacco d'oro, contando anche su&nbsp;Insigne e&nbsp;sul sempre affidabile Pandev.&nbsp;Contemporaneamente è stato riscattato <STRONG>Calaiò</STRONG> dal Siena, invece&nbsp;<STRONG>Dumitru</STRONG>&nbsp;andrà a giocare al Cittadella.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- Il&nbsp;colpo di lusso è <STRONG>Mario Gomez</STRONG>,&nbsp;uno capace di mandare in visibilio una città&nbsp;intera e di far registrare all'Artemio Franchi un'affluenza quasi da Champions League per la sua presentazione. La sensazione è che i&nbsp;tifosi viola dimenticheranno presto <STRONG>Jovetic</STRONG> e il suo addio&nbsp;verso il City. Per il resto, pochi movimenti. Torna <STRONG>Vargas</STRONG> dal Genoa, in direzione opposta rispetto a <STRONG>Toni</STRONG>, al&nbsp;Verona a parametro zero, e a <STRONG>Seferovic</STRONG>, acquistato per&nbsp;tre milioni dal&nbsp;Real Sociedad.&nbsp;E intanto si aspetta anche il ritorno&nbsp;in scena di <STRONG>Giuseppe Rossi</STRONG>, ansioso di tornare il <EM>Pepito </EM>di una volta e di conquistare&nbsp;un biglietto per il Brasile a fine stagione.C1007650FL0435FL0435GONZALO-HIGUAIN580.jpgSiNun-trono-per-tre-juve-napoli-fiorentina-1012260.htmSiT1000007,T1000017,T1000024100612201,02,03,04,06,07,080301009
911012251NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta prova per il sostituto di Pirlo20130724114910juventusCome riporta TuttosportCome riporta Tuttosport la Juventus continua a trattare con Parma e Sampdoria per arrivare a Jonathan Biabiany, ma tra una chiacchierata e l'altra con i blucerchiati è spuntato anche il nome di Nenad Krsticic. Marotta ha chiesto un'opzione sul centrocampista classe '90 reputandolo in prospettiva un ottimo erede di Pirlo. Per adesso si tratta solo di un primo sondaggio, ma il dg bianconero sembra pronto a puntare su di lui con decisione in vista delle prossime stagioni. C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-prova-il-sostituto-di-pirlo-1012251.htmSiT1000007100075701,02,03030434
921012201NewsCoppeUruguay-Italia, probabili formazioni20130630170444italia, uruguay, confederations cup, probabili formazioni, finaleBen cinque infortunati, Prandelli deve reinventare la squadra: El Shaarawy partirà titolare.Ecco le probabili formazioni di Uruguay-Italia, finale per l'assegnazione del terzo e quarto posto della Confederations Cup (calcio d'inizio 19,00 ora italiana). <br><br> Uruguay&nbsp;(4-3-3): Muslera; Maxi Pereira, Lugano, Godin, Caceres; Perez, Arevalo Rios, C.Rodriguez; Suarez, Cavani, Forlan<EM><BR></EM>A disposizione: Castillo, Silva, Coates, Aguirregaray, Gargano, A.Pereira, Eguren, Hernandez, Lodeiro, Ramirez, Scotti, Gonzalez<BR>Allenatore: Tabarez<BR>Squalificati: nessuno - Indisponibili:&nbsp;nessuno<BR><br><br> Italia&nbsp;(4-3-3): Buffon; Maggio, Bonucci, Astori, De Sciglio; Candreva, De Rossi, Montolivo; Diamanti, Gilardino, El Shaarawy<BR>A disposizione: Marchetti, Sirigu, Chiellini, Giaccherini, Aquilani, Cerci, Giovinco<BR>Allenatore: Prandelli<BR>Squalificati: nessuno - Indisponibili: Balotelli, Abate, Pirlo, Marchisio, Barzagli<BR><br><br>FL0435FL0435cesare-prandelli.jpgSiNuruguay-italia-probabili-formazioni-1012201.htmSi100612201,02,03030339
931012188NewsCampionatiItalia-Spagna, le probabili formazioni20130627192959italia, spagnaLe probabili formazioni Le probabili formazioni:<BR><BR>Italia (3-4-2-1) - Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Maggio, Pirlo, De Rossi, Giaccherini; Candreva, Marchisio; Gilardino.<BR><BR>Spagna (4-3-3) - Casillas; Arbeloa, Sergio Ramos, Piqué, Jordi Alba; Xavi, Busquets, Iniesta; Pedro, Fernando Torres, Silva. <BR><BR>C1007650adm001adm0010mjrynar--473x264.jpgSiNitalia-spagna-le-probabili-formazioni-1012188.htmSi100075701,02,03030359
941012187NewsCampionatiQuando il calcio è preda delle rivolte sociali20130626162054calcioLa Confederations CupLa Confederations Cup 2013 che si sta svolgendo in questi giorni in Brasile, ci ha dato lo spunto per soffermarci a riflettere su situazioni di vita che troppo spesso sono apparentemente mascherati dalla fervente passione per il pallone. Fatti che s’intrecciano tra l’iperbolica ricchezza del calcio e un quotidiano sociale che talora si presenta irruente e impetuoso per la reale difficoltà di vivere in maniera dignitosa. Un rovescio della medaglia che stravolge l’essere umano, diviso com’è tra passione sportiva e realtà di vivere una vita che a volte non è tale. E’ l’eterna diatriba tra potere e popolo, tra ricco e povero, tra giustizia e ingiustizia, tra l’estremo senso dell’avere troppo e non avere nulla. Temi dibattuti nel tempo, antichi come il mondo, la cui storia ci ha insegnato a vivere come rivolte sociali per il rispetto dei diritti e dei bisogni dell’uomo. Sembrerebbero tematiche da trattare su pagine dedicate a fatti politici, piuttosto che alla cronaca della “vetrina”del calcio che conta. Ebbene, proprio in quel Brasile in cui il pallone è da sempre l’emblema della fantasia e della classe pura del calcio mondiale, i fatti socio – politici stanno imperversando a discapito della cronaca sportiva. Neymar, Fred, Hulk, Iniesta, Torres, Balotelli, Pirlo e altri illustri campioni di calcio, si trovano a dover fare i conti non solo con il rettangolo di gioco ma anche con la contestazione furibonda che avviene fuori dagli stadi. In campo lo spettacolo è assicurato, su questo non c’è dubbio di sorta, ma la mente vola altrove. Le stelle del calcio mondiale emozionano il pubblico degli stadi brasiliani, ma è all’entrata e all’uscita del campo di calcio che c’è da stare con gli occhi aperti. Sembra che si giri un film in cui si rivivono gli scontri nelle favelas, tra gang e forze dell’ordine. Una lotta spietata che non tiene conto dell’importanza della vita, dinanzi alla conquista di un pezzo di pane che non c’è più. E’ la classica “guerra” dei poveri. Ma questa volta non siamo davanti a un set cinematografico; purtroppo si tratta di pura realtà, di puro disordine pubblico. Proteste, arresti, feriti, morti e scontri si moltiplicano. E intanto la Confederations Cup 2013 continua imperterrita il suo svolgimento per volere e imposizione dell’UEFA, che rende evidente la forza del potere e mostra i suoi lustrini abbaglianti fatti di organizzazione, di sponsor e televisioni mondiali che sfociano sul dio denaro. Chi scende in piazza o vicino agli stadi per manifestare ciò che crede sia stato violato o abusato, è la gente comune. La contestazione verte sulle alte spese sostenute dagli importanti eventi sportivi che il Brasile sta ospitando e ospiterà nei prossimi anni tra Confederations Cup 2013, Mondiali di calcio 2014 e Olimpiadi 2016. Queste competizioni aggregheranno milioni di persone in arrivo da tutto il mondo, che invaderanno le metropoli utilizzando i mezzi pubblici. Così le Amministrazioni Comunali hanno deciso di aumentare i costi, facendo lievitare i prezzi dei trasporti in maniera esponenziale. Agli studenti, agli operai e ai pendolari che prendono i mezzi pubblici tutti i giorni per andare a lavorare, viene aumentato il loro “Bihete Unico” che equivale al nostro abbonamento. Il servizio è lo stesso, così com’è lo stesso anche il perenne ritardo dei mezzi pubblici. Ma lo Stato vuole incassare e spendere soldi per il calcio, mentre molte persone continuano a vivere un quotidiano sempre più impossibile. Da qui la protesta contro lo Stato che danneggia un Paese la cui classe politica è spesso corrotta. Anche la Sanità resta uno dei settori più danneggiati del Brasile. E, nonostante le continue promesse da parte della presidente Delma Rousseff, il popolo brasiliano continua la sua rivolta senza fine, mostrando negli stadi striscioni che sono vietati dalla Fifa. Gli scontri fuori dagli stadi sono furibondi. La polizia usa proiettili di gomma, lacrimogeni e gas urticanti. Ci sono morti, feriti e arresti, mentre la stella verdeoro Neymar ha espresso il suo appoggio alle proteste sociali. Già, l’appoggio morale da parte di un calciatore pagato dal Barcellona a suon di quattrini, che basterebbero da soli a risolvere i problemi di milioni di brasiliani in difficoltà. E intanto il pallone multimilionario continua imperterrito a girare per il campo, quasi incurante di chi ci ha rimesso la vita per il rispetto della propria dignità. Dare un calcio all’ingiustizia è sempre più impresa ardua. Noi non sappiamo ancora se il Brasile, la Spagna o l’Italia vincerà la Confederations Cup 2013, ma siamo certi che la gioia e la passione fervente per un pallone che entra dentro la rete dell’avversario, rappresentano l’effimero che non illude la speranza di un mondo migliore.<br><br>Salvino Cavallaro<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711cesare-prandelli.jpgSiNquando-il-calcio-e-preda-delle-rivolte-sociali-1012187.htmSi100451001,02,03030261
951012183NewsCoppeTegola Italia: niente Spagna per Balotelli20130624181326italia, spagna, confederations cup, balotelliEdema alla gamba sinistra, Castellacci: «Molto difficile che recuperi«. Abate torna in Italia, speranza per Pirlo.Che SuperMario fosse carico come un toro, lo avevamo capito dalle frasi comparse su Facebook dopo il&nbsp;4-2 di Salvador de Bahia: <EM>"E' da un anno che aspetto la Spagna, la vendetta è un piatto che va consumato freddo"</EM>. Eppure sembra che <STRONG>giovedì Balotelli non sarà della partita</STRONG>, causa un edema alla gamba sinistra. Il dottor Castellacci, dopo aver avuto conferma dell'entità dell'infortunio dalla risonanza magnetica, ha dichiarato all'Ansa che "<EM>in questo momento appare molto, ma molto difficile che possa recuperare per la partita di giovedì"</EM>, aggiungendo che<EM> "si può tentare qualcosa, di comune accordo con il giocatore e con il ct Prandelli, eventualmente per la partita di domenica</EM>“. Ma naturalmente prima di poter fare programmi a lungo termine, bisognerà superare l'ostacolo più grande, la squadra che un anno fa annichilì gli azzurri con un perentorio poker in finale agli Europei. <br><br> Prandelli dovrà mescolare le carte in tavola, reinventando un attacco privato del suo punto di riferimento. Si contendono il ruolo di prima punta <STRONG>Gilardino</STRONG> e <STRONG>Giovinco</STRONG>, mentre l'altro attaccante sarà <STRONG>El Shaarawy</STRONG>. Per la fascia dovrebbe essere confermato l'impiego di <STRONG>Maggio</STRONG> dal primo minuto, dopo il rientro in Italia di <STRONG>Abate</STRONG> a seguito della lussazione alla spalla destra rimediata contro il Brasile. A centrocampo potrebbe rientrare <STRONG>Pirlo</STRONG>, mentre&nbsp;<STRONG>Montolivo </STRONG>ha imboccato velocemente la via della ripresa.&nbsp;Nel frattempo dal fronte spagnolo <STRONG>Iniesta</STRONG> lancia la carica: <EM>"Non abbiate mai paura dell'Italia, meno che mai adesso"</EM> ha detto all'emittente Tele 5.&nbsp;La Roja è forte nelle gambe, nel cuore e nella mente; noi&nbsp;confidiamo&nbsp;nell'orgoglio della squadra e nel lavoro di Prandelli. Sperando che l'intera formazione sia contagiata dalla grinta che ha manifestato Balotelli.<br><br>FL0435FL0435italia-6.jpgSiNniente-italia-spagna-per-balotelli-1012183.htmSi100612201,02,03030369
961012171NewsCampionatiPirlo, l`antitesi della vecchiaia20130619121846juventus, pirlo34 anni e non li dimostra34 anni e non li dimostra. 100 volte in azzurro e non sembra. Vedere giocare oggi Andrea Pirlo è un piacere per gli occhi, una carezza all’anima dei più raffinati amanti del bel calcio, quello inteso come fondamentali sopraffini che racchiudono un repertorio fatto di stop da fermo e in movimento, di dribbling, di grande classe e visione di gioco, di passaggi filtranti e di punizioni che accarezzano la traversa e s’infilano dritto dentro il sette, là dove nessun portiere al mondo può arrivarci. Dopo la prima partita disputata dagli azzurri nella competizione della Confederations Cup contro il Messico vinta per 2 a 1, è stato un osanna unico verso questo giocatore bresciano che ha saputo deliziare non solo i tifosi italiani, ma anche gli avversari e pure i brasiliani, notoriamente capostipiti del calcio inteso come arte pura del pallone. Cento volte in azzurro proprio sul terreno del mitico Maracanà, e lui lo conquista con classe ed eleganza. Così il tempio del calcio l’ha onorato, ammirandolo con rispettoso omaggio. Pirlo è stato il vero protagonista assieme a Mario Balotelli, della partita dell’Italia contro il Messico. Da loro due sono arrivati i gol decisivi che hanno permesso di superare i volitivi messicani che, per lunghi tratti della gara, hanno dato l’impressione di volere far propria l’intera posta in palio. Ma, nel computo totale delle occasioni da gol, l’Italia ha meritato la vittoria, anche se dal punto di vista atletico non ha dimostrato la necessaria lucidità. Pirlo ha fatto un gol da magia ed ha propiziato durante l’arco di tutto il match, diverse azioni da rete per i suoi compagni. “Sognavo un gol su punizione al Maracanà” dice Pirlo con il suo fare sempre misurato “Meglio di così non poteva andare. Era importante vincere la prima partita, ora abbiamo tre giorni per recuperare. Fa piacere essere osannati in uno stadio mitico come questo”. Già, uno stadio mitico come il Maracanà. Il sogno di potere giocare qui, di calpestare questa erba che profuma di gloria e trasuda di storico passato pallonaro fatto di tocchi di classe e magie senza fine. Il pensiero legittimo entra nell’anima di ogni ragazzino che rincorre per passione il pallone inteso come gioco e divertimento e che poi, per alcuni fortunati, si tramuterà in professionismo. E’ l’università del calcio, una laurea quinquennale, un punto d’arrivo per chi ha studiato e praticato calcio ad alti livelli. Ebbene, Andrea Pirlo da Brescia, nonostante i suoi lunghi trascorsi calcistici di ammirevole professionista è riuscito a emozionarsi, così come hanno fatto tutti i suoi compagni di squadra. Eppure, dopo la sua esemplare partita che resterà nella storia del calcio italiano e tra i suoi ricordi personali più belli, Andrea è sereno, soddisfatto di quello che lui e i suoi compagni hanno prodotto in campo, ma niente di più. Già pensa alla prossima partita contro il Giappone; “Sì, perché questa squadra ha il dovere di andare più lontano possibile”, dice con convinzione. Un vero campione, non c’è che dire, lui è la vera essenza della classe genuina ma anche l’esempio di atleta dai sani principi etici che rende evidenti nel suo ultimo libro “Penso, quindi gioco”, dove emerge la perfetta efficienza della macchina chiamata Pirlo. Egli usa i piedi per calciare, la testa per pensare e la lingua per dire ciò che sente, senza tatticismo o giri di parole. Fra le tante prese di posizione contenute in questo libro, Pirlo è categorico sui colleghi calciatori coinvolti nelle scommesse e suggerisce provvedimenti drastici per combattere la violenza negli stadi e il crescente razzismo che colpisce gli atleti di pelle nera. Mostra acredine verso i dirigenti che hanno provato a rottamarlo anzitempo, mentre ha qualche rimpianto verso quegli addetti ai lavori (Barcellona, Real Madrid, Chelsea) che gli hanno fatto una corte spietata, ma mai al momento giusto. C’è anche il lato scherzoso di Andrea Pirlo che solitamente appare riservato e lontano dal desiderio di mostrarsi al centro della luce dei riflettori, ed è la sua simpatica voglia di scherzare e stuzzicare il sorriso dei compagni di spogliatoio. Negli anni trascorsi in rossonero, il suo bersaglio migliore è stato Rino Ringhio Gattuso. Oggi, la sua voglia di divertirsi e sdrammatizzare i momenti no che il calcio talora impone, gli fa trovare continuamente nuove prede, nella Juve e in Nazionale. Questo è Andrea Pirlo da Brescia, un calciatore simbolo che, pur disponendo di un repertorio ad altissima qualità tecnica, ha da sempre la piccola negatività di non avere un passo svelto. Spesso, in tanti incontri della sua lunga e onorata carriera, lo abbiamo visto a metà campo essere risucchiato dall’avversario che lo pressa alle spalle. Al contrario di tanti colleghi dalla critica acerrima che oggi si associano giustamente alle oggettive lodi, noi riteniamo questo suo naturale passo lento, semplicemente un dettaglio che non può da solo inficiare la grandezza di un atleta che la storia del calcio italiano ci propone come tra i più importanti campioni di tutti i tempi.<br><br> Salvino Cavallaro<BR><br><br>C1007650FL0711FL0711c_3_media_1727352_immagine_obig.jpgSiNpirlo-l-antitesi-della-vecchiaia-1012171.htmSiT1000007100451001,02,03,06010351
971012163NewsCalciomercatoPirlo prende la maglia numero...10020130618163917pirloIl centrocampista premiato dalla FigcPrima dell'inizio dell'allenamento di ieri, Andrea Pirlo è stato premiato dalla Federcalcio con una maglia della nazionale col numero 100, tanto quanto le sue presenze in azzurro. <br><br>Il "premio", di fronte a tutto il clan azzurro, è stato consegnato dal vicepresidente federale Albertini, dal ct Prandelli e dal capitano Buffon.<br><br>&nbsp;<br><br>FL0141FL0141c_3_media_1727352_immagine_obig.jpgSiNpirlo-prende-la-maglia-numero-100-1012163.htmNo100205001,02,03,06,07,08,09030370
981012158NewsEditorialeItalia: con un Balo così puoi solo sognare20130617232539balotelli italiaSuperMario è già amatissimo in BrasileE' iniziata nel migliore dei modi l'avventura degli azzurri in Brasile, alla conquista della Confederation Cup: il Messico era un avversario ostico, c' ha dato filo da torcere ma, alla fine, è stato battuto.<br><br>A decidere il match, al Maracanà,&nbsp;tanto per cambiare,&nbsp;Balotelli: Super Mario, l'uomo più chiacchierato, atteso e soprattutto temuto dagli avversari, con la sua devastante potenza atletica,&nbsp;oltre ad aver tenuto&nbsp; in scacco praticamente da solo la difesa avversaria, ha segnato pure la rete della vittoria, grazie ad un mix&nbsp;di potenza, tecnica e senso del gol. <br><br>In Brasile è scoppiata già la Balo-mania: Pelè, Adriano, Ronaldo, Neymar hanno espresso grande ammirazione per il talento azzurro, mentre, da parte sua, Prandelli lo coccola e gli ricorda di non farsi&nbsp;prendere colpi di testa. E' l'Italia di Balotelli: Funny sembra avergli una grande stabilità mentale, il Milan sembra averlo "inquadrato", e la grande amicizia con El Shaarawy, più piccolo di lui ma senz'altro con meno grilli sulla testa, sembra averlo riportato nella giusta dimensione di un 23enne.<br><br>Alle sue spalle comunque, al di là della prova con la Repubblica Ceca e, soprattutto, con Tahiti, la squadra sembra esser ritornata quella di sempre: difesa ok, (apparte qualche sbavatura di troppo di Barzagli), centrocampo propositivo con Montolivo e Pirlo e, in avanti, si attende il Faraone. Male Marchisio, troppo distratto dalle voci di mercato, e da rivedere Giaccherini.<br><br>&nbsp;Ad ogni modo, questa, è l'Italia di Super Mario: prenditela e trascinala!<br><br>&nbsp;<br><br>FL0141FL01410mjrynar--473x264.jpgSiNitalia-con-un-balo-cosi-puoi-solo-sognare-1012158.htmSi100205001,02,03,06,07,08,09030657
991012155NewsCampionatiItalia-Messico, le probabili formazioni20130616105554italia, messicoItalia Messico Probabili FormazioniLe Probabili Formazioni<br><br> Messico (4-4-2) - Corona; Flores, Moreno, Rodriguez, Salcido; Barrera, Herrera, Zavala, Guardado; de Nigris, Hernandez.<br><br> Italia (4-3-2-1) Buffon; Abate, Barzagli, Chiellini, De Sciglio; De Rossi, Pirlo, Montolivo; Giaccherini, Marchisio, Balotelli. <br><br>C1007650adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNitalia-messico-le-probabili-formazioni-1012155.htmSi100075701,02,03030299
1001012107NewsCampionatiItalia-San Marino, le probabili formazioni20130531134109italia, san marinoItalia San MarinoLe probabili formazioni:<BR><BR>Italia (4-3-3): Buffon, Maggio, Ranocchia, Ogbonna, Antonelli, Poli, Pirlo, Aquilani, Diamanti, Gilardino, Bonaventura. A disp.: Sirigu, Agazzi, Abate, Ogbonna, Bonucci, Chiellini, De Sciglio, Barzagli, Marchisio, Montolivo, Cerci, Giaccherini, Balotelli, El Shaarawy, Giovinco, Sau. All.: Prandelli<BR><BR>San Marino (4-4-2): A.J. Simoncini, F. Vitaioli, Della Valle, G. Bollini, D. Simoncini, Gasperoni, Mazza, Cibelli, Coppini, D. Rinaldi, M. Vitaioli. A disp.: Manzaroli, Valentini, Andreini, Genghini, F. Rinaldi, Buscarini, Calzolari, Cervellini, Berretti, Bianchi, Selva. All.: Mazza<BR><BR>C1007650adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNitalia-san-marino-probabili-formazioni-1012107.htmNo100075701,02,03030300
1011012064NewsCampionatiIl Torino è salvo, ma quanta sofferenza20130515115628torinoIl Toro si assicura Soffrire sta diventando un’abitudine. Anche nel campionato 2006-’07 e 2007-’08 il Torino si salvò con un turno d’anticipo. Pareggiando 1 a 1 al Bentegodi di Verona, il Toro si assicura così la partecipazione in Serie A nel prossimo campionato 2013’14. Altro giro altra corsa e, almeno per il prossimo anno, il derby della Mole mette in sicurezza l’importantissimo evento del football cittadino. Ma quanto è stato difficile e stiracchiato questo campionato per il Toro, anche se, a onor del vero, i granata di Ventura avevano dato la sensazione di un andamento abbastanza regolare, almeno fino a buona parte del campionato stesso. A tratti abbiamo pure visto bel gioco; poi si è spenta la luce, e il Torino è ripiombato inaspettatamente nel vortice della bassa classifica che spesso preclude a un inevitabile retrocessione. Ma, per fortuna, dopo la grande paura, ecco che sono arrivati quegli striminziti punti capaci di evitare il peggio. Ora comincia il bello, perché programmazione e volontà d’investire devono necessariamente fondersi per far lievitare le ambizioni di un Toro che non può più essere relegato tra le squadre meno importanti d’Italia. Tutto ha un limite e Cairo deve capirlo una volta per tutte. I bilanci della sua prima azienda, ovvero l’editoria, vanno a gonfie vele nonostante le difficoltà economiche generali del nostro Paese. Dopo l’acquisto de La7, stentiamo a capire quale delle tre aziende in possesso del presidente granata sia per lui quella di minore importanza. E, come abbiamo già detto, se la priorità viene data alla Cairo Editore, quale tra La7 e il Torino F.C. risulta essere di maggiore importanza? E’ un amletico dilemma cui soltanto il tempo potrà dare la giusta risposta. C’è però un dato di fatto inconfutabile, e cioè che per il Torino non ci sono mai soldi. Una storia annosa le cui considerazioni ci porterebbero troppo lontano nel tempo, tenuto conto dell’avvicendarsi negli anni di presidenti poco inclini a fare il bene del Toro e molto attenti a fare i propri interessi. Ma, lasciando perdere ogni dietrologia di sorta, cerchiamo di porre sotto analisi la situazione del Toro intesa come squadra. Partendo dal presupposto che il Toro ha l’assoluto bisogno di crescere, di diventare grande tra le grandi del nostro campionato, urge mettere da parte ogni mezzuccio o mentalità risparmiatrice atta a tamponare chiare voragini di qualità tecnica. Intanto bisogna ripartire da Cerci, un giocatore che per il Toro rappresenta il valore aggiunto. E, ammesso che nel suo intendimento ci sia il desiderio di rimanere in casa granata, per fare questo urge riscattarlo con 5 o 6 milioni di euro. Riuscirà Cairo a investire su di lui? Poi, tenuto conto della ormai sicura partenza di Bianchi e della probabile cessione di Angelo Ogbonna, bisognerà rinforzare i reparti di difesa che conta già di Glik e del “pelado” Rodriguez come centrali, e di Meggiorini, Barreto e Jonathas come attaccanti. Troppo poco, davvero troppo poco, per affrontare un campionato almeno dignitoso e di media alta classifica di serie A. E poi le note dolenti del centrocampo, dove Gazzi, Brighi, Basha, Santana, Birsa e Vives hanno assoluto bisogno di un giocatore che possa rappresentare il faro, una sorta di collante, di leadership di gruppo che attualmente non c’è. E poi, Giampiero Ventura: siamo sicuri che il prossimo anno sarà ancora l’allenatore del Torino? Alcuni rumors insistenti ci dicono che il coach ligure stia pensando di trasferirsi a Palermo, là dove l’elemento di ricostruzione ha la priorità su ogni altra cosa. D’altra parte, le caratteristiche dell’ormai navigato mister Ventura, fanno pensare a un profilo d’allenatore capace di lavorare bene proprio in ambienti che desiderano rinascere, così come era successo al Toro fin dal giorno in cui è arrivato. Insomma, tutto è possibile, anche in considerazione del fatto che Ventura sembra non godere più in toto la fiducia del popolo granata, il quale lo ritiene responsabile di scelte tecniche che, talora, si sono rivelate impopolari. Vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane. Una cosa è certa, il presidente Cairo deve sapere che il popolo granata è stanco di soffrire sempre e, come tale, urge l’acquisto di giocatori veri, capaci di far fare il salto di qualità al Torino.&nbsp; Non ci sono i soldi? Per il Toro si devono trovare, così come li ha trovati per comprare La7. Oggi si chiede d’investire con oculatezza, capacità programmatica e idee chiare. L’improvvisazione e il minimalismo del risparmio a tutti i costi non si addicono al calcio che conta, né ai suoi ambiziosi progetti. Per tanti anni il Toro è stato vittima di troppa sbagliata mentalità dell’accontentarsi. Ora basta, il Torino merita un posto al sole. Vero signor Cairo?&nbsp; <br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNil-torino-e-salvo-ma-quanta-sofferenza-1012064.htmSiT1000099100451001,02,03030566
1021012054NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, vicino il vice Pirlo20130513112626juventus, pirloGli interessi maggiori della Juventus Gli interessi maggiori della Juventus per quanto riguarda il mercato concernono il reparto avanzato. Tuttavia i bianconeri tengono d'occhio anche gli altri settori. In particolare, riporta TuttoSport, la Vecchia Signora è alla ricerca di un vice-Pirlo. Il nome caldo è quello di Francesco Lodi (29), già entrato nel mirino da tempo anche di Inter e Milan. Già alcuni abbozzi di trattativa ci sarebbero con il Catania, che parte da una richiesta di 6-7 milioni di euro. La Juventus vorrebbe cercare di abbassarla inserendo alcune contropartite tecniche come Immobile o alcuni giovani interessanti della Primavera come Padovan e Beltrame.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-vicino-il-vice-pirlo-1012054.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07,09030686
1031012020NewsCampionatiSerie A, 36 giornata: le probabili formazioni20130508111120serie aLe Probabili FormazioniMercoledì 8 maggio<br><br> PESCARA-MILAN ore 18<br><br> Pescara (4-2-3-1): Perin; Zanon, Capuano, Kroldrup, Balzano; Rizzo, Togni; Celik, Cascione, Sculli; Sforzini<BR>A disp.: Falso, Zauri, Bianchi Arce, Bocchetti, Cosic, Blasi, Bjarnason, Di Francesco, Abbruscato, Caraglio, Mancini. All.: Bucchi<BR>Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: D'Agostino, Modesto, Weiss, Quintero, Caprari, Pelizzoli<br><br> Milan (4-3-3): Abbiati; Abate, Zapata, Mexes, De Sciglio; Flamini, Muntari, Nocerino; Niang, Balotelli, Robinho<BR>A disp.: Gabriel, Amelia, Yepes, Constant, Salamon, Ambrosini, Zaccardo, Traoré, Cristante, Pazzini, El Shaarawy. All.: Allegri<BR>Squalificati: Boateng (1)<BR>Indisponibili: De Jong, Bojan, Montolivo, Antonini, Bonera<br><br> ATALANTA-JUVENTUS ore 20.45<br><br> Atalanta (4-4-2): Consigli; Raimondi, Stendardo, Canini, Del Grosso; Carmona, Cigarini, Biondini, Bonaventura; Moralez, Denis<BR>A disp.: Polito, Frezzolini, Ferri, Lucchini, Bellini, Contini, Brivio, Radovanovic, Scaloni, Giorgi, De Luca, Parra. All.: Colantuono<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Troisi, Budan, Cazzola, Marilungo, Brienza, Lucchini<br><br> Juventus (3-5-2): Storari; Caceres, Bonucci, Chiellini; Padoin, Giaccherini, Pirlo, Marchisio, De Ceglie; Matri, Quagliarella<BR>A disp: Rubinho, Branescu, Marrone, Peluso, Lichtsteiner, Isla, Vidal, Vucinic, Giovinco, Anelka. All.: Conte<BR>Squalificati: Pogba (3)<BR>Indisponibili: Pepe, Asamoah, Buffon, Bendtner, Barzagli<br><br> &nbsp;<br><br> BOLOGNA-NAPOLI ore 20.45<br><br> Bologna (4-2-3-1): Stojanovic; Motta, Sorensen, Antonsson, Abero; Perez, Taider; Kone, Diamanti, Christodoulopoulos; Gilardino<BR>A disp.: Agliardi, Naldo, De Carvalho, Krhin, Natali, Morleo, Garics, Pazienza, Riverola, Pasquato, Gabbiadini, Moscardelli. All.: Pioli<BR>Squalifica: Guarente (1) <BR>Indisponibili: Cherubin, Curci<br><br> Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Gamberini, Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Dzemaili, Zuniga; Hamsik; Cavani, Pandev<BR>A disp.: Rosati, Colombo, Grava, Rolando, Mesto, Inler, Donadel, Armero, El Kaddouri, Calaiò, Insigne. All.: Mazzarri<BR>Squalifica: nessuno<BR>Indisponibili: Campagnaro<br><br> CAGLIARI-PARMA<br><br> Cagliari (4-3-2-1): Agazzi; Perico, Rossettini, Astori, Murru; Dessena, Conti, Ekdal; Nainggolan; T. Ribeiro, Sau<BR>A disp.: Avramov, Anedda, Avelar, Ariaudo, Eriksson, Cossu, Ibarbo, Casarini, Loi, Nenè. All.: Pulga-Lopez<BR>Squalificati: Pinilla (1) <BR>Indisponibili: Cabrera, Pisano<br><br> Parma (3-5-2): Mirante; Benalouane, Paletta, Coda; Rosi, Parolo, Valdes, Ampuero, Gobbi; Biabiany, Amauri <BR>A disp.: Pavarini, Santacroce, MacEachen, Morrone, Palladino, Strasser, Marchionni, Ninis, Galloppa, Palladino, Belfodil, Boniperti. All.: Donadoni<BR>Squalificati: Lucarelli (1)<BR>Indisponibili: Mariga, Sansone, Mesbah<br><br> INTER-LAZIO ore 20.45<br><br> Inter (4-3-1-2): Handanovic; Jonathan, Ranocchia, Juan Jesus, Pereira; Kuzmanovic, Kovacic, Cambiasso; Guarin; Alvarez, Rocchi<BR>A disp.: Carrizo, Belec, Chivu, Pasa, Ferrara, Spendlhofer, Benassi, Schelotto, Garritano, Forte, Colombi. All.: Stramaccioni Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Obi, Mudingayi, Milito, Castellazzi, Stankovic, Palacio, Mbaye, Gargano, Samuel, Silvestre, Zanetti, Cassano, Nagatomo<br><br> Lazio (4-4-2): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Candreva, Gonzalez, Hernanes, Lulic; Klose, Floccari<BR>A disp.: Bizzarri, Guerrieri, Ciani, Onazi, Cana, Pereirinha, Stankevicius, Kozak, Ledesma, Rozzi, Saha. All.: Petkovic<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Ederson, Brocchi, Mauri<br><br> PALERMO-UDINESE ore 20.45<br><br> Palermo (3-5-2): Sorrentino; Muñoz, Von Bergen, Aronica; Morganella, Barreto, Rios, Kurtic, Garcia; Ilicic, Miccoli<BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Mantovani, Anselmo, Faurlin, Viola, Nelson, Dossena, Fabbrini, Hernandez, Formica, Sperduti, Boselli, Dybala. All.: Sannino<BR>Squalificati: Donati (1)<BR>Indisponibili: nessuno<br><br> Udinese (3-4-2-1): Brkic; Benatia, Angella, Hertaux; Basta, Pereyra, Allan, Badu, G. Silva; Zielinski; Muriel.<BR>A disp.: Padelli, Pawlowski, Ranegie, Siku, Merkel, Pasquale, Faraoni, Maicosuel, Di Natale, Campos Toro, Rodriguez. All.: Guidolin<BR>Squalificati: Danilo (1), Domizzi (1), Pinzi (1)<BR>Indisponibili: Lazzari<br><br> &nbsp;<br><br> SAMPDORIA-CATANIA ore 20.45<br><br> Sampdoria (3-5-2): Romero; Mustafi, Palombo, Gastaldello; De Silvestri, Munari, Obiang, Poli, Pulsen; Sansone, Eder<BR>A disp.: Da Costa, Berni, Castellini, Savic, Renan, Rossini, Berardi, Estigarribia, Icardi, Maresca, Rodriguez, Maxi Lopez. All.: Rossi<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Krsticic, Costa<br><br> Catania (4-3-3): Frison; Potenza, Legrottaglie, Spolli, Marchese; Izco, Lodi, Almiron; Barrientos, Bergessio, Gomez<BR>A disp.: Terracciano, Messina, Augustyn, Ricchiuti, Cani, Rolin, Biagianti, Castro, Salifu, Keko, Doukara. All.: Maran<BR>Squalificati: Andujar (1)<BR>Indisponibili: Sciacca, Alvarez, Capuano<br><br> SIENA-FIORENTINA ore 20.45<br><br> Siena (3-4-2-1): Pegolo; Terzi, Paci, Texeira; Angelo, Della Rocca, Vergassola, Rubin; Rosina, Sestu; Emeghara<BR>A disp.: Farelli, Grillo, Terlizzi, Verre, Bolzoni, Calello, Pozzi, Agra, Valiani, Reginaldo, Paolucci, Bogdani. All.: Iachini<BR>Squalificati: Vitiello (10/5/2013), Felipe (1)<BR>Indisponibili: Matheu<br><br> Fiorentina (3-5-2): Viviano; Savic, Rodriguez, Compper; Cuadrado, Migliaccio, Pizarro, B. Valero, Pasqual; Jovetic, Larrondo<BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Hegazy, Llama, Roncaglia, Mati Fernandez, Romulo, Wolski, Toni, El Hamdaoui, Rossi. All.: Montella<BR>Squalificati: Ljajic (2), Tomovic (1)<BR>Indisponibili: Camporese, Aquilani, Sissoko<br><br> &nbsp;<br><br> TORINO-GENOA ore 20.45<br><br> Torino (4-2-4): Gillet; Darmian, Glik, Ogbonna, Masiello; Brighi, Gazzi; Cerci, Barreto, Bianchi, Santana<BR>A disp.: Coppola, Rodriguez, Darmian, D'Ambrosio, Vives, Bakic, Menga, Di Cesare, Birsa, Basha, Jonathas, Meggiorini. All.: Ventura<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Stevanovic<br><br> Genoa (3-5-1-1): Frey; Granqvist, Portanova, Manfredini; Cassani, Kucka, Matuzalem, Vargas, Moretti; Bertolacci; Borriello<BR>A disp.: Tzorvas, Donnarumma, Antonelli, Bovo, Floro Flores, Nadarevic, Pisano, Rigoni, Jankovic, Immobile, Jorquera, Tozser. All.: Ballardini<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Olivera, Rossi, Ferronetti<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001elsha420.jpgSiNserie-a-trentaseiesima-giornata-le-probabili-formazioni-1012020.htmSi100075701,02,03,06,07,08,09030351
1041012016NewsCampionatiJuventus, sono 29 o 31 scudetti?20130507190723juventusSarà l’eterno amletico dilemma che inseguiràSarà l’eterno amletico dilemma che inseguirà le future vittorie della Juventus. 29 scudetti sono quelli assegnati alla Juventus dalla giustizia sportiva dopo i fatti di calciopoli e 31 sono quelli che Società e tifosi bianconeri rivendicano come quelli legittimamente conquistati sul campo. Un tunnel dal quale non se ne esce facilmente e chissà per quanti anni ancora rappresenterà il tormentone mai risolto. Ma, comunque sia, la Juventus bissa il suo secondo scudetto dell’era Conte. Vince 1 a 0 contro il Palermo e si aggiudica il campionato 2012- ’13 con tre giornate d’anticipo: e questo non è davvero poco. 26 partite vinte su 35 giornate di campionato, lasciano capire quanto questa Juventus abbia sempre badato al sodo senza fronzoli e inutili orpelli. Un’andatura costante che ha spesso avvilito e scoraggiato le più accreditate inseguitrici, le quali non sono state in grado di tenere il passo dei bianconeri. La squadra di Conte è andata forse oltre al suo reale valore tecnico di squadra che manca di un vero e proprio top player. Ma il coach bianconero ha saputo plasmare la squadra con motivazioni che, talora, sono apparse addirittura maniacali nell’assumere una mentalità ossessivamente vincente. Allentare la tensione non è possibile in casa bianconera, almeno fino a quando ci sarà Conte. E dire che dopo la batosta psicologica della doppia sconfitta consecutiva contro il Bayern Monaco, tutto lasciava presupporre a una delusione psicologica che avrebbe in qualche modo rallentato il progredire della Juventus. E invece, anche da questa forse prevedibile defaillance, i bianconeri hanno saputo ritrovare la linfa per proseguire in campionato la strada del successo. E’ l’interminabile “fame” di vittorie che Conte ha saputo inculcare a questa squadra, fin dal primo giorno in cui due anni fa nel ritiro di Bardonecchia, ha guardato negli occhi tutti i suoi giocatori a disposizione, catechizzandoli in maniera&nbsp; convincente ed entrando tra pieghe più profonde della loro coscienza . La Juve veniva da due campionati fallimentari che si riassumevano in due settimi posti in classifica. Non era possibile! Non era da Juventus! “Dobbiamo smettere di fare schifo” disse Conte in quell’occasione e così nel suo team si cementò il senso dell’appartenenza juventina in quel “tutti per uno e uno per tutti”che è alla base dei successi. Eppure, se pensiamo allo strapotere juventino che si identifica nei suoi numerosi scudetti vinti , che sono da sempre stati emblema di una casata aristocratica come quella degli Agnelli, sembra davvero impossibile che Conte sia riuscito a inculcare una mentalità da provinciale sempre arrembante, agguerrita, ringhiante come chi è affamato e cerca sempre un tozzo di pane per riempirsi lo stomaco. Non è certo nella retorica dei sentimenti che intendiamo cadere, tuttavia, questo ci sembra trasparire da una conduzione tecnica che è significativamente vincente. “Solo chi vince fa la storia, gli altri la leggono”. Conte è arrivato ad allenare la Juve con lo stesso spirito e la medesima mentalità di quando allenava il Siena e l’Atalanta. Non si è mai imborghesito nel sistema Juve, ma ha trasmesso valori di sacrificio e dedizione molto simili a quando giocava nella sua Juventus. Grinta e determinazione nel suo interdire in campo; ma anche il cuore oltre l’ostacolo, nella generosità di spendere tutte le proprie forze fino alla fine di ogni gara. Questo è il suo esempio, questo è il suo messaggio inconfutabile, questo è quanto i suoi giocatori hanno recepito e fatto proprio. Tutti, da Buffon a Pirlo, da Chiellini a Barzagli, ma anche da Marchisio al baby Pogba hanno capito cos’è questa Juventus. Adesso comincia la parte più difficile: proseguire sulla strada del successo. Come? Rimpolpando un’intelaiatura già competitiva in campo nazionale, che ha però bisogno di alcuni ritocchi importanti per tessere il mosaico internazionale. Su tutti, il valido apporto del tanto desiderato Top Player; il fuoriclasse che la Juve non ha. Poi anche altre alternative importanti che possano rendere la squadra competitiva anche in campo internazionale. Per il prossimo anno, Conte vuole avere garanzie e idee chiare su quelli che sono i programmi della Società. Agnelli e Marotta sanno già che la Juve non può più continuare solo con questi giocatori. Urgono validi fuoriclasse in grado di colmare quel gap tecnico già emerso quest’anno in campo internazionale. Sì, perché questa Juve, adesso, ha davvero grandi e legittime aspirazioni di crescita.<br><br>Salvino Cavallaro <br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711juventusscudetto.jpgSiNjuventus-sono-ventinove-o-trentuno-scudetti-1012016.htmSiT1000007100451001,02,03030258
1051012005NewsCampionatiJuventus, le pagelle del 29° scudetto: Top assoluti Vidal e Conte20130506113510juventusUna cavalcata vincente che ha portato Una cavalcata vincente che ha portato ad uno Scudetto più che meritato. Nel segno di Conte, Vidal, della difesa. Ma prima di tutto nel segno di un collettivo realmente insuperabile. Almeno in Italia.<br><br> BUFFON 8 – L’assetto difensivo è talmente collaudato che dei suoi miracoli c’è stato meno bisogno del solito. Un paio di passaggi a vuoto (Samp e Bayern), poi la solita garanzia di personalità. Pilastro.<br><br> BARZAGLI 8.5 – Classe, eleganza, sicurezza, personalità. Il miglior difensore del campionato italiano. Ed il secondo giocatore della storia juventina ad essere stato pagato per un tozzo di pane, su cui poi è stato messo sopra del caviale. Monumentale.<br><br> BONUCCI 8 – Forse il calciatore che più ha saputo far tesoro degli errori della scorsa stagione. Si è imposto con grinta ed umiltà in un ruolo che gli calza ormai a pennello, sorretto ai lati da due mastini grazie a cui è impossibile avere paura. Maturo.<br><br> CHIELLINI 7.5 – Il più tartassato dagli infortuni del trio difensivo, ma anche l’unico che ormai viaggia a memoria. Rete fondamentale a Napoli, produce la solita dose di ferocia sportiva che ormai ne fa il gladiatore bianconero per eccellenza. Roccia.<br><br> LICHTSTEINER 7 – Come sempre parte a mille, sfreccia come un treno sulla sua fascia di competenza poi, essendo umano, accusa la fatica ed arranca. Ma risulta preziosissimo per gli schemi del suo tecnico. Pendolino.<br><br> CACERES 6 – Una sola rete, in casa contro il Napoli e meno presenze del primo scudetto dell’era Conte. Ma è il primo rincalzo per la difesa e in questo ruolo può ancora garantire sicurezza alla squadra. Pronto.<br><br> PELUSO 6 – Il primo impatto con la realtà di una big è stato traumatico. Poi, a volte difensore a volte esterno, ha saputo meritarsi la chiamata. Ma per entrare nell’Olimpo è ancora poco. Rivedibile.<br><br> ISLA 5 – Delude rispetto agli standard dimostrati nell’Udinese. Condizionato da alcuni acciacchi fisici, non riesce quasi mai a meritare la fiducia risposta in lui dalla dirigenza. Inesperto.<BR>DE CEGLIE 5 – Forse sopravvalutato. Né difensore, né centrocampista offensivo, sparisce ben presto dalle rotte di Conte per finire dritto nel dimenticatoio. Anonimo.<br><br> ASAMOAH 6.5 – Una prima parte di stagione da vera sorpresa. Si inserisce a meraviglia nel gioco bianconero, sgroppa che è una meraviglia. Poi, dopo la Coppa d’Africa, crolla ed arranca riprendendosi nel finale. Ma può essere un tassello anche per il futuro. Corridore.<br><br> PIRLO 7.5 – Se nel primo scudetto dell’era Conte in bianconero è stato il vero simbolo, in questa stagione ha saputo con maestria fare solo e bene, ciò per cui è stato programmato: reggere i fili e coordinare dalla regia. Elogio della semplicità. Faro.<br><br> MARCHISIO 8 – Il vero “canterano”. Cuore, attaccamento alla causa, animo, sentimento. Il capitano del futuro, solido in mezzo al campo, ficcante negli inserimenti, decisivo in zona gol. Chi ha pensato anche solo per un secondo di cederlo, forse ha bevuto troppo. Principesco.<br><br> VIDAL 9 – Guerriero che festeggia col cuoricino, pugnace ma col sorriso. Dieci gol, una solidità ed una personalità mostruose, Arturo è il vero re di questo scudetto bianconero. Impossibile pensare di privarsene. Eroe.<br><br> POGBA 8 – Nemmeno vent’anni e non dimostrarli. Almeno a livello calcistico. La vera scoperta della stagione, ad un certo punto diventa così fondamentale, da indurre Conte a sacrificare una punta. Destinato ad onori e successi. Maturo.<br><br> GIACCHERINI 6.5 –Rete spacca campionato contro il Catania al ritorno, umiltà da vendere, serietà da poter insegnare ai molti sbarbati multi milionari che affollano la serie A. Uno di quelli che senti poco, ma che è meglio avere sempre. Solido.<br><br> PADOIN 6 –Non certo un fine dicitore della biglia, ma si è saputo calare nella parte con serietà ed ha tappato quei buchi che nelle necessità qualcuno deve pur tappare. Utile.<br><br> VUCINIC 7 – Punto fermo ed inamovibile di Conte, è quel classico giocatore che potrebbe fare, ma alla fine non fa. O fa quando gli gira. Sarà dura restare così al centro del progetto con l’arrivo di nuovi attaccanti. Ma è pur sempre un fuoriclasse. Intermittente.<br><br> MATRI 6 – Comunque timbra sempre. Forse ha poco credito nell’ambiente, ma è uno che sarebbe titolare in quasi tutte le rose di serie A. Per meritare la Juve, però, non basta. Cinico.<br><br> QUAGLIARELLA 6.5 – Gemma di rara classe all’Inter, sempre in rampa di lancio ma mai definitivamente in volo. Attaccante di razza, pecca di continuità. Ma può starci alla grande. Cecchino.<br><br> GIOVINCO 6.5 – Ennesima occasione persa per fare il salto di qualità in una grande. Chissà, forse sarà anche l’ultima. La stoffa è evidente, lui come sarto deve ancora lavorare. Formichina. <br><br> CONTE 9 – La storia la scrive chi vince, gli altri possono solo leggere. La sua creatura ad immagine e somiglianza del suo condottiero. Asticella ancora più in alto, direzione Europa. Se la dirigenza saprà accontentarlo. Ma non farlo sarebbe da stupidi. Guida.<br><br> Gabriele Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001juventusscudetto.jpgSiNjuventus-le-pagelle-del-ventinovesimo-scudetto-top-assoluti-vidal-e-conte-1012005.htmSiT1000007100075701,02,03,06,08,09030309
1061011996NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, la squadra vuole Ibrahimovic20130503214436Juventus, ibrahimovicCome riporta TuttosportDopo il si arrivato direttamente da Zlatan Ibrahimovic, la Juventus incassa anche altri due via libera per la clamorosa operazione che potrebbe portare lo svedese a vestire nuovamente la casacca bianconera. Il primo arriva direttamente dallo spogliatoio di Antonio Conte, dove i veterani come Buffon e Chiellini (che rimansero anche in Serie B) e Pirlo (compagno di squadra al Milan) hanno già dato il proprio assenso al ritorno del campione di Malmoe. L'altro via libera arriva direttamente dallo sponsor tecnico della società juventina di cui Zlatan è testimonial. Un affare che coinvolgerebbe 14 milioni di tifosi bianconeri e che fa gola anche da un punto di vista commerciale. L'agente Mino Raiola e Pavel Nedved stanno lavorando alacremente per trovare una soluzione economica che soddisfi tutte le parti in causa, ma man mano che si avvicina il via del mercato, anche questa operazione sembra sempre più possibile. A riportarlo è Tuttosport. C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-la-squadra-vuole-ibrahimovic-1011996.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07030528
1071011985NewsCampionatiTorino-Juventus, le pagelle sul derby che da la sicurezza del titolo ai bianconeri20130429170126serie a, torino, juventusDal nostro inviato a Torino&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>Il post derby, anche a Torino, è sempre tempo di bilanci e pagelle. Questi i giudizi dei giocatori che hanno infiammato la stracittadina piemontese, vinta dalla Juventus per 2 a 0 sul Torino.<br><br>&nbsp;<br><br>Torino<br><br>GILLET – 6 = Forse un po’ in ritardo sulla sassata di Vidal, ma amministra l’area granata con alcune uscite decise. Peccato davanti non abbia il trio bianconero. Presente.<br><br>D’AMBROSIO – 6 = Senza infamia e senza lode, potrebbe far più male sulla sua fascia di competenza ma gioca col freno a mano tirato. Trattenuto. (DI CESARE – 6)<br><br>OGBONNA – 6 = Indubbiamente merita altri palcoscenici, però pecca di lentezza e pensa troppo al dilettevole, più che all’utile. Pensieroso.<br><br>GLIK - 5.5 = Regge il colpo, palla su palla. Ma sente particolarmente la gara e finisce per collezionare la seconda espulsione nei derby. Rude.<br><br>MASIELLO – 5 = Tanti errori in fase di impostazione, poca spinta e anche troppa apprensione. E dire che Lichtsteiner praticamente non lo impegna. Impaurito.<br><br>BASHA – 5.5 = A volte schermo davanti la difesa, a volte disturbatore di Pirlo. Riesce meglio nel primo caso, ma per costruire non basta. Rintanato.<br><br>GAZZI – 6 = In mezzo alla pochezza granata, dimostra sempre e comunque spirito di iniziativa e voglia di sacrificio. Ma è pur sempre una goccia in mezzo al mare. Puntuale.<br><br>SANTANA – 5.5 = Suo l’unico vero tiro nel primo tempo, prova qualche sortita sulla fascia sinistra, ma nessuna è veramente degna di nota. Impalpabile. (BIRSA – s.v.)<br><br>CERCI – 5 = L’uomo forse più atteso alla fine si è dimostrato anche il più deludente. Per fare il salto di qualità servono prestazioni degne, in gare degne. Assente.<br><br>MEGGIORINI – 5 = Sgomita come un forsennato ma non è mai produttivo. Spesso nervoso, si macchia anche di una frase irriguardosa verso Pogba. Stralunato. (JONATHAS – 5.5)<br><br>BIANCHI – 5.5 = Ha subito un’occasione in avvio, ma predica nel deserto e di fronte ha un trio di bulldozer che in pratica lo annullano. Volenteroso.<br><br>VENTURA – 5.5 = Dovrebbe infondere più coraggio ai suoi, in bilico com’è in zona calda. Ma la caratura tecnica degli avversari era palesemente troppa. Ma c’è speranza.<br><br>Juventus<br><br><br>BUFFON - 6.5 = Due soli interventi in tutti i novanta minuti, ma una maestria ormai proverbiale nell’essere pronto anche se per il resto della gara tocca saltellare coi tifosi della curva. Magistrale.<br><br>CHIELLINI – 6 = In pratica si adatta a fare il terzino sinistro, tiene il campo con la solita rudezza. Senza strafare, ma comunque puntellando una difesa sempre impeccabile. Attento.<br><br>BARZAGLI – 6.5 = Ancora una volta (e ormai non si contano più) praticamente perfetto. Annullata la coppia d’attacco granata, gara intrisa di recuperi, passaggi a testa alta, sicurezza. Granitico.<br><br>BONUCCI – 6.5 = E’ cresciuta enormemente la sua consapevolezza nell’essere difensore modello, più per impostazione che per precisione difensiva. Ingenuo su Jonathas, ma era fuorigioco. Sicuro.<br><br>LICHTSTEINER – 5.5 = Terzino basso con poche licenze di spingere, è arrivato alla fine particolarmente stanco dopo una stagione da maratoneta. Appannato. (CACERES – s.v)<br><br>POGBA – 7 = Se Conte ha deciso di infoltire il centrocampo, è tutta colpa o forse merito del talentino francese. Personalità impressionante. Scoperta.<br><br>PIRLO – 6 = Braccato dalla mediana granata, trova sempre il modo ed il tempo per le sue geometrie. Ariose, ordinate, lucide. Indispensabile.<br><br>MARCHISIO – 6.5 = Dietro all’unica punta mostra un po’ di disagio iniziale, poi di lotta e di governo tiene in piedi la fase offensiva e sigilla la vittoria nel recupero. Prezioso.<br><br>ASAMOAH – 6 = Ha esaurito il turbo, già dopo la Coppa d’Africa. Ma è pur sempre il prototipo di giocatore che piace a Conte. E questo lo sa. Deciso. (PELUSO – s.v)<br><br>VIDAL - 7.5 = “Se devo andare in guerra, sportiva si intende, io mi porto sempre lui”. Così Conte dopo la gara, come dargli torto. E oltre alla spada, tantissima qualità. Rete spettacolare e decisiva. Spettacolare. <br><br>VUCINIC - 5 = Forse si sente solo, forse non ha più benzina. Sta di fatto che non è più lui. Impreciso in zona gol, poco presente in area. Gioca di sponda, ma non basta. Svagato. (QUAGLIARELLA – 6)<br><br>A.&nbsp;CONTE – 7 = Poliedrico, grintoso, affamato. La sua squadra ha preso questa fisionomia.<br><br><br>Gabriele Cavallaro<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001torinojuventus.jpgSiNserie-a-le-pagelle-sul-derby-che-da-la-certezza-del-titolo-ai-bianconeri-1011985.htmSiT1000007,T1000099100075701,02,03030663
1081011976NewsCampionatiSerie A, 34a giornata: le probabili formazioni20130428111751serie aSerie A Probabili FormazioniDomenica 28 aprile<BR><BR>CHIEVO-GENOA ore 15:00<BR><BR>Chievo (3-5-2): Puggioni; Andreolli, Dainelli, Jokic; Sardo, Guana, L. Rigoni, Hetemaj, Dramé; Paloschi, Thereau<BR>A disp.: Squizzi, Ujkani, Sampirisi, Farkas, Vacek, Papp, Luciano, Seymour, Cofie, Stoian, Hauche, Samassa. All.: Corini<BR>Squalificati: Cesar (1), Frey (1)<BR>Indisponibili: Spyropoulos, Pellissier, Acerbi<BR><BR>Genoa (3-5-2): Frey; Granqvist, Manfredini, Moretti; Pisano, M. Rigoni, Matuzalem, Antonelli, Vargas; Floro Flores, Borriello<BR>A disp.: Tzorvas, Donnarumma, Cassani, Bovo, Ferronetti, Nadarevic, Immobile, Jankovic, Jorquera, Bertolacci, Tozser. All.: Ballardini<BR>Squalificati: Portanova (1)<BR>Indisponibili: Rossi, Oliveira, Kucka<BR><BR><BR>PALERMO-INTER ore 15:00<BR><BR>Palermo (3-5-2): Sorrentino; Von Bergen, Donati, Aronica; Morganella, Barreto, Rios, Kurtic, Garcia; Ilicic, Miccoli<BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Munoz, Nelson, Anselmo, Faurlin, Viola, Fabbrini, Formica, Hernandez, Boselli, Dybala, Sperduti. All.: Sannino<BR>Squalificati: Dossena (1)<BR>Indisponibili: Mantovani<BR><BR>Inter (3-5-2): Handanovic; Ranocchia, Silvestre, Juan Jesus; Jonathan, Zanetti, Kovacic, Kuzmanovic, Pereira; Alvarez, Rocchi<BR>A disp.: Carrizo, Belec, Chivu, Pasa, Ferrara, Schelotto, Benassi, Garritano, Forte. All.: Stramaccioni<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Obi, Mudingayi, Milito, Castellazzi, Nagatomo, Stankovic, Palacio, Cassano, Mbaye, Gargano, Cambiasso, Guarin, Samuel<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>PARMA-LAZIO ore 15:00<BR><BR>Parma (4-3-3): Mirante; Rosi, Coda, Paletta, Gobbi; Marchionni, Valdes, Parolo; Biabiany, Amauri, Sansone<BR>A disp.: Bajza, Pavarini, Mesbah, Lucarelli, Benalouane, Strasser, Santacroce, Belfodil, Morrone, Ampuero, Palladino, Ninis, Galloppa, Boniperti. All.: Donadoni<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Mariga, MacEachen<BR><BR>Lazio (4-5-1): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Radu; Candreva, Onazi, Ledesma, Hernanes, Mauri; Klose<BR>A disp.: Bizzarri, Scarfagna, Cana, Ciana, Crecco, Stankevicius, Pereirinha, Ederson, Rozzi, Floccari, Kozak, Saha. All.: Petkovic <BR>Squalificati: Gonzalez (1)<BR>Indisponibili: Lulic, Brocchi<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>ROMA-SIENA ore 15:00<BR><BR>Roma (4-2-3-1): Stekelenburg; Piris, Burdisso, Castan, Balzaretti; Pjanic, De Rossi; Lamela, Florenzi, Totti; Osvaldo.<BR>A disp.: Goicoechea, Lobont, Romagnoli, Tachtsidis, Torosidis, Taddei, Perrotta, Bradley, Lucca, Lopez. All.: Andreazzoli<BR>Squalificati: Destro (1), Guberti (fino ad agosto 2015)<BR>Indisponibili:&nbsp; Marquinhos, Dodò<BR><BR>Siena (3-4-2-1): Pegolo; Terzi, Paci, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Rosina, Agra; Emeghara<BR>A disp.: Farelli, Marini, Grillo, Terlizzi, Teixeira, Bolzoni, Calello, Mannini, Valiani, Verre, Reginaldo, Paolucci, Bogdani. All.: Iachini<BR>Squalificati: Vitiello (fino al 10/05/2013)<BR>Indisponibili: Matheu, Sestu, Pozzi<BR><BR><BR>SAMPDORIA-FIORENTINA ore 15:00<BR><BR>Sampdoria (3-5-2): Romero; Gastaldello, Palombo, Berardi; De Silvestri, Munari, Obiang, Poli, Estigarribia; Sansone, Maxi Lopez. <BR>A disp.: Da Costa, Berni, Castellini, Mustafi, Renan, Rossini, Poulsen, Eder, Soriano, Maresca, Rodriguez, Icardi. All.: Rossi<BR>Squalificati: nessuno <BR>Indisponibili: Gavazzi, Costa, Krsticic<BR><BR>Fiorentina (4-3-3): Viviano; Tomovic, Rodriguez, Savic, Pasqual; Aquilani, Pizarro, Borja Valero; Cuadrado, Jovetic, Ljajic<BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Compper, Romulo, Mati Fernandez, Sissoko, Wolski, Migliaccio, Larrondo, Toni, El Hamdaoui. All.: Montella<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Hegazi, Rossi, Camporese, Llama, Roncaglia<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>TORINO-JUVENTUS ore 15:00<BR><BR>Torino (4-2-4): Gillet; D'Ambrosio, Glik, Ogbonna, Masiello; Basha, Gazzi; Cerci, Bianchi, Barreto, Santana<BR>A disp.: Coppola, Di Cesare, Caceres, Rodriguez, Bakic, Menga, Brighi, Birsa, Jonathas, Meggiorini. All.: Ventura<BR>Squalificati: Vives (1), Darmian (1) Brighi<BR>Indisponibili: Diop<BR><BR>Juventus (3-5-1-1): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Marchisio; Vucinic<BR>A disp.: Storari, Rubinho, Caceres, Peluso, Marrone, De Ceglie, Isla, Giaccherini, Matri, Giovinco, Quagliarella, Bendtner. All.: Conte<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Pepe<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>MILAN-CATANIA ore 20:45<BR><BR>Milan (4-3-3): Amelia; Abate, Bonera, Mexes, De Sciglio; Flamini, Montolivo, Nocerino; Boateng, Balotelli, El Shaarawy<BR>A disp.: Gabriel, Petkovic, Constant, Yepes, Antonini, Zaccardo, Muntari, Traoré, Pazzini, Niang, Robinho. All.: Allegri<BR>Squalificati: Zapata (1) Petkovic<BR>Indisponibili: De Jong, Ambrosini, Abbiati, Bojan<BR><BR>Catania (4-2-3-1): Frison; Izco, Legrottaglie, Rolin, Marchese; Lodi, Almiron; Barrientos, Castro, Gomez; Bergessio<BR>A disp.: Messina, Terracciano, Cabalceta, Potenza, Augustyn, Capuano, Ricchiuti, Biagianti, Salifu, Keko, Cani, Doukara. All.: Maran<BR>Squalificati: Andujar (3), Bellusci (3), Spolli (1)<BR>Indisponibili: Sciacca, Terracciano, Alvarez<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001barrientos500.jpgSiNserie-a-trentaquattresima-giornata-le-probabili-formazioni-1011976.htmSi100075501,02,03,06,07,09030367
1091011909NewsCalciomercatoCalciomercato Inter, Zenga: «Allenerò i nerazzurri»20130422163328inter, zengaArrivano altre dichiarazioniArrivano altre dichiarazioni da parte di Walter Zenga, tecnico dell'Al Nasr, che ha parlato a ruota libera di un suo possibile futuro sulla panchina dell'Inter: "Un giorno sarò alla guida dell'Inter - riporta fcinternews.it -. Dico questo basandomi sulla mia personalità, sulla mia forza e sulla mia abilità di ottenere ciò che voglio. Non è difficile capirlo, se mi chiamasse la società nerazzurra, io sarei libero di andare. Tutti sanno che il mio sogno è allenare l'Inter, chiudendo il cerchio e tornando a Milano. I nerazzurri sono sempre nel mio cuore", le parole di Zenga, che aveva già confessato il suo "ottimo rapporto" con il presidente Moratti.C1007650adm001adm001zenga.jpgSiNinter-zenga-allenero-i-nerazzurri-1011909.htmSiT1000026100075701,02,03030469
1101011895NewsCampionatiJuventus-Milan, le pagelle. Top Vidal e Boateng. Flop Amelia20130421234412serie a, juventus, milanSerie A Juventus Milan PagelleVince la Juventus contro il Milan allo Juventus Stadium. Un'altra vittoria della squadra di Conte e questa volta un pezzo di scudetto i bianconeri lo portano a casa. <br><br> Finale 1-0: 56' Vidal rigore<br><br> ammoniti: Amelia, Zapata, Mexes&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi:<br><br> Juventus (3-5-1-1): Buffon 6; Barzagli 6, Bonucci 6, Chiellini 6; Lichtsteiner 5.5 (36' st Padoin s.v.), Vidal 6.5, Pirlo 6, Pogba 6.5, Asamoah 6 (45' st Peluso s.v.); Marchisio 5.5; Vucinic 6.5 (45' st Quagliarella s.v.). A disp.: Storari, Rubinho, Caceres, De Ceglie, Marrone, Giaccherini, Isla, Bendtner, Matri. All.: Conte 6<br><br> Milan (4-3-3): Abbiati 6 (14' Amelia 5); Abate 5, Zapata 5.5, Mexes 6, Constant 5.5; Montolivo 6, Ambrosini 6 (1' st Muntari 6), Boateng 6.5; Robinho 6 (26' st Bojan 5) , Pazzini 5, El Shaarawy 5. A disp.: Narduzzo, Bonera, Yepes, Zaccardo, Antonini, De Sciglio, Traoré, Nocerino, Niang. All.: Allegri 5<br><br> &nbsp;<br><br> <STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Vidal: pulito e preciso.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Marchisio: si vede poco.<br><br> <STRONG><EM>Top Milan</EM></STRONG><br><br> Boateng: tanta corsa, prova a manovrare.<br><br> <STRONG><EM>Flop Milan</EM></STRONG><br><br> Amelia: uscita disastrosa su Asamoah e assolutamente senza senso.<br><br> &nbsp;<BR><br><br>C1007650adm001adm001vidal.jpgSiNserie-a-juventus-milan-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1011895.htmSiT1000007,T1000027100075501,02,03,06,07030411
1111011834NewsCampionatiSerie A, 33a giornata: le probabili formazioni20130421030832serie aSerie A Probabili FormazioniSabato 20 aprile<BR><BR>Domenica 21 aprile<BR><BR>INTER-PARMA ore 12.30<BR><BR>Inter (3-4-3): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Zanetti, Kuzmanovic, Kovacic, Pereira; Alvarez, Rocchi, Schelotto<BR><BR>Parma (3-5-2): Mirante; Benalouane, Coda, Lucarelli; Rosi, Marchionni, Valdes, Parolo, Gobbi; Amauri, Sansone<BR><BR><BR>BOLOGNA-SAMPDORIA ore 15<BR><BR>Bologna (4-2-3-1): Curci; Motta, Antonsson, Cherubin, Morleo; Khrin, Taider; Christodoulopoulos, Diamanti, Gabbiadini; Gilardino<BR><BR>Sampdoria (3-5-2): Romero; Mustafi, Palombo, Gastaldello; Berardi, Munari, Obiang, Poli, Estigarribia; Sansone, Icardi<BR><BR><BR>CATANIA-PALERMO ore 15<BR><BR>Catania (4-2-3-1): Andujar; Alvarez, Bellusci, Spolli, Marchese; Izco, Lodi, Biagianti; Barrientos, Bergessio, Gomez<BR><BR>Palermo (3-5-2): Sorrentino; Von Bergen, Donati, Aronica; Morganella, Barreto, Kurtic, Rios, Dossena, Hernandez, Boselli<BR><BR>FIORENTINA-TORINO ore 15<BR><BR>Fiorentina (4-3-3): Viviano; Roncaglia, Rodriguez, Compper, Tomovic; Aquilani, Pizarro, Borja Valero; Cuadrado, Larrondo, Ljajic<BR><BR>Torino (4-2-4): Gillet; Darmian, Ogbonna, Glik, Masiello; Basha, Gazzi; Cerci, Bianchi, Barreto, Santana<BR><BR><BR>NAPOLI-CAGLIARI ore 15<BR><BR>Napoli (3-4-1-2): Rosati; Gamberini, Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Dzemaili, Zuniga; Hamsik; Pandev, Cavani<BR><BR>Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Perico, Rossettini, Astori, Murru; Dessena, Nainggolan, Ekdal; Cabrera;&nbsp; Ibarbo, Thiago Ribeiro<BR><BR><BR>ROMA-PESCARA ore 15<BR><BR>Roma (4-3-3): Stekelenburg; Piris, Marquinhos, Castan, Torosidis; Perrotta, Bradley, Marquinho; Lamela, Totti, Osvaldo<BR><BR>Pescara (4-2-3-1): Pelizzoli; Zanon, Bianchi Arce, Capuano, Balzano; Rizzo, Togni; Celik, Cascione, Caprari; Sforzini<BR><BR><BR>SIENA-CHIEVO ore 15<BR><BR>Siena (3-4-2-1): Pegolo; Teri, Paci, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Rosina, Sestu; Emeghara<BR><BR>Chievo (5-3-2): Puggioni; Sardo, Andreolli, Dainelli, Cesar, Jokic; Guana, L. Rigoni, Cofie; Thereau, Paloschi<BR><BR>JUVENTUS-MILAN ore 20.45<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Peluso; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Matri, Vucinic<BR><BR>Milan (4-3-3): Abbiati; De Sciglio, Zapata, Mexes, Constant; Ambrosini, Montolivo, Muntari; Boateng, Pazzini, El Shaarawy<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001juventusmilan.jpgSiNserie-a-trentatreesima-giornata-le-probabili-formazioni-1011834.htmSiT1000007,T1000027100075501,02,03,06,07,08,09030665
1121011858NewsCampionatiJuventus, Conte: «Abbiamo fatto molto meglio del Milan»20130420152558juventus, conteQueste le dichiarazioni del tecnico della JuventusQueste le dichiarazioni del tecnico della Juventus, Antonio Conte, alla vigilia della sfida al Milan.<br><br> "Milan forte come la Juve? Galliani ha ragione, ma non sempre vincono i più forti. Negli ultimi due anni sicuramente abbiamo fatto meglio del Milan. Chiellini? Giorgio si è allenato con noi ieri e sta abbastanza bene. È a disposizione e vediamo, siamo sereni perché comunque dietro a Giorgio c'è Peluso, c'è Caceres che finalmente si è ripreso dal brut incidente che ha avuto. È logico che se Giorgio sta bene, gioca. Per quanto riguarda la formazione manca ancora un allenamento, ma anche con la Lazio il nostro gioco, i concetti, sono rimasti uguali. Le parole di Pirlo sul libro? Sono contento dei complimenti che mi ha fatto, quando dice che mi arrabbio anche quando vinciamo è la verità. Vanno distinte le vittorie, ce ne sono alcune che arrivano perché magari si è un po' fortunati e che quindi lasciano un po' di rammarico e rabbia. Se in quelle situazioni l'allenatore fosse felice farebbe il male della squadra. Se mi piacerebbe riproporre il 4-2-4? Penso che ogni allenatore bravo debba adattare le proprie idee ai giocatori che ha disposizione. Bonucci ha parlato di vestito cucito addosso alla Juventus in base alle caratteristiche dei giocatori. Per tornare al 4-2-4 bisogna stravolgere la rosa e prendere i giocatori adatti. Noi dobbiamo continuare su questa strada e non è importante con quante punte giochi ma quanti giocatori mandi nella fase offensiva. Ibrahimovic? Parlare di mercato è irriguardoso e poco elegante nei confronti dei miei giocatori. La sconfitta dell'andata? Fu una partita molto strana, il Milan non era in un buon periodo, vinsero con un episodio discusso. Loro furono bravi perché riuscirono comunque a sfoderare una grande prestazione e un po' ci sorpresero; noi ci siamo svegliati troppo tardi e fu una sconfitta meritata. Strategie di mercato in funzione al nuovo modulo? Noi allenatori dobbiamo cercare di far giocare i più bravi e cercare di trovare nell'undici iniziale i più bravi. A volte è difficile perché bisogna cercare di collimare equilibri e ruoli. Non dimentichiamoci che l'anno scorso siamo partita con l'idea del 4-2-4, poi l'arrivo di Vidal mi ha fatto capire che per trarne a pieno le potenzialità dovevo cambiare. Da parte mia c'è la volontà sempre di far quadrare i conti e mandare in campo i migliori. Pensiamo al presente, pensiamo a conquistare questo secondo scudetto. I ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario e, ripeto, parlare di mercato mi sembra inopportuno. Puntare sui giovani? Dicono che parlo bisogna essere coraggiosi; ma per quale motivo? Io punto sul giovane se è bravo; per me uno a 16 anni può giocare se è bravo. Io ho debuttato in Serie A a 16 anni. Non è la data anagrafica quella che conta ma capire se ci sono potenzialità forti. El Shaarawy ha dimostrato di essere forte, Pogba sta dimostrando questo con le potenzialità di diventare un top. Pogba ha avuto una crescita e un percorso davvero importante, frutto del lavoro e grazie all'aver avuto intorno compagni importanti".<br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNjuventus-conte-abbiamo-fatto-molto-meglio-del-milan-1011858.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07030202
1131011847NewsCampionatiJuventus-Milan, bianconeri pronti a vendicare la gara di andata. Il diavolo cerca punti utili per la Champions League20130419223939juventus,milan,campionato,posticipoLe ultime indicazioni dell`affascinante posticipo della 33esima giornataJuventus-Milan, si sa, è una delle gare d'elite del nostro campionato. Per tradizione, palmares, campioni indimenticati e capacità di far innamorare tifosi di tutto il mondo i due club rappresentano una grossa fetta della storia calcistica del nostro Paese.&nbsp;Spesso, infatti, ci regalano sfide di altissimo livello e di grande spettacolo, talvolta valide per la vittoria finale. Quest'anno ciò non avverrà; colpa di una superiorità e di una costanza di rendimento dei bianconeri che è traducibile nei 15 punti di vantaggio sul Milan, vulnerabile all'avvio ma capace di rinascere e di raccogliere più punti di tutti nella seconda parte di campionato.<BR>Altrettanto spesso, però, la sfida è alimentata da polemiche, toni accesi e battute al veleno che hanno infiammato il dopopartita. Emblematica in questo senso è la querelle dello scorso anno provocata da un evidente goal non concesso ai rossoneri su tap-in di Muntari o quella meno esagitata in seguito ad un penalty erroneamente fischiato ai danni della Signora nella gara di andata di questa stagione. Questa vigilia, però, non sembra così sovraccaricata e piena di tensione. I protagonisti hanno infatti da subito smorzato i toni attraverso complimenti e galanterie reciproche. È quello che si evince dalle parole del capitano rossonero Ambrosini che ha riconosciuto la forza dei prossimi avversari che si esprime nei punti in classifica o quello che emerge dalle dichiarazioni di Pavel Nedved che si augurava di vedere in campo anche lo squalificato Balotelli. Ma "SuperMario" non ci sarà. La corte federale, infatti, ha ridotto solo di una giornata il provvedimento disciplinare inflitto dopo la gara contro la Fiorentina all'attaccante che quindi sarà costretto a saltare il big match dello Juventus Stadium. Allegri dovrà fare affidamento su Pazzini che sarà la punta centrale del suo 4-3-3 che dovrebbe clamorosamente non prevedere la presenza di El Shaarawy, troppo appannato nelle ultime uscite. Al suo posto probabile è l'inserimento di Robinho. <BR>È chiaro che il reparto più forte&nbsp; e prolifico della Juventus è il centrocampo; con l'esplosione del giovane Pogba rilegare uno tra Marchisio, Pirlo e Vidal&nbsp;e lo stesso 20enne in panchina è sembrato spesso uno spreco, ma Conte si è inventato il modo per farli giocare tutti insieme senza snaturare il proprio modulo. Con Marchisio alle spalle di Vucinic e Pogba promosso in mediana, il tecnico salentino sembrerebbe intenzionato a confermare il 3-5-1-1 che ha già sperimentato con successo in qualche spezzone di partita ma anche nell'ultima vittoria esterna contro la Lazio.<BR>I bianconeri tenteranno di mantenere il margine già esteso di 12 punti nei confronti del Napoli, ma certamente per il Milan la sfida è un pizzico più decisiva. Il diavolo, infatti, ha bisogno di punti per provare a raggiungere gli stessi partenopei, ma anche per tenere lontana la Fiorentina che non nasconde l'ambizione di raggiungere l'ultimo posto utile per l'Europa che conta.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nonostante ciò abbiamo pochi dubbi sull'abnegazione e sulla voglia di vincere che metteranno di pari modo nel rettangolo di gioco le due squadre. Qualunque sia il risultato dopo il triplice fischio, ciò che ci&nbsp;auguriamo è che al termine di Juventus-Milan non si parli di recriminazioni ed errori arbitrali ma solo delle gesta tecniche dei protagonisti in campo.&nbsp; <BR><BR>C1007650FL0657FL0657juventusmilan.jpgSiNjuventus-milan-serie-a-balotelli-scudetto-champions-1011847.htmSiT1000007,T1000027100664701,02,03,06,07,08030389
1141011722NewsCampionatiLazio-Juventus, le ultimissime sulle probabili formazioni20130415125426serie aSerie A Probabili Formazioni<br>Lunedì 15 aprile<br><br>LAZIO-JUVENTUS ore 20.45<br><br>Lazio (4-5-1): Marchetti; Gonzalez, Ciani, Cana, Stankevicius; Candreva, Onazi, Ledesma, Hernanes, Mauri; Klose<br><br>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Quagliarella, Vucinic<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNserie-a-trentaduesima-giornatale-le-ultimissime-probabili-formazioni-1011722.htmSi100075501,02,03,06,07,08,09030721
1151011678NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Vidal sarà il sacrificato 20130411121811juventus, vidalCome riporta La Gazzetta dello SportCome riporta La Gazzetta dello Sport, oltre a Llorente, la Juve dovrà ingaggiare un centravanti di prima fascia e un altro attaccante di spessore, persino a costo di sacrificare una colonna come Vidal.<BR>Il salto di qualità solo se arriva la grande punta.<BR>Per un’ora alla pari, nonostante le assenze pesantissime di Lichtsteiner e Vidal. Juve in gara coi vicecampioni d’Europa sia a livello di organizzazione sia sotto il profilo dell’intensità. Ma se quando porti la palla là davanti poi non arriva il guizzo, allora oltre un certo livello non vai, gli altri mettono la freccia e ti salutano. È ciò che Conte va dicendo da tempo: organizzazione, compattezza e atteggiamento competono al tecnico, ma per alzare la posta servono i «carichi pesanti», i fuoriclasse, gli specialisti.<br><br> Non una, ma due punte... È una questione di semplice qualità. Il doppio confronto con il Bayern non può non aver tolto ogni dubbio ai vertici della Juve: bisogna intervenire pesantemente in attacco. E forse, a prescindere da Llorente, non basta un solo innesto. Servono due grandi punte: un top player e un giocatore di livello appena inferiore, magari un giovane già con grandi prospettive. A costo di sacrificare un big fra quelli con maggiore mercato.<br><br> Vidal? Sì, anche Vidal se necessario, considerato che Pogba ha definitivamente dimostrato di essere pronto per i palcoscenici più prestigiosi. E allora occhi aperti sui fronti Higuain, Benzema, Suarez, Tevez e Ibrahimovic per quanto riguarda le carte sicure. E a seguire le piste giovanissime che portano a Jovetic, Muriel e Sanchez.<br><br> Solo ritocchi invece negli altri reparti: prima fare cassa con i vari Quagliarella, Matri, anche Giovinco e De Ceglie; quindi andare a caccia di un vice Pirlo (Verratti su tutti), di un difensore di prospettiva e magari anche di una punta esterna (se Pepe non si riprende) per consentire a Conte più soluzioni tattiche (le tre punte o il «rombo»), cosa ai limiti dell’impossibile con l’attuale rosa. <br><br>C1007650adm001adm001vidal.jpgSiNjuventus-vidal-sara-il-sacrificato-1011678.htmSiT1000007100075701,02,03,06030547
1161011666NewsCampionatiJuventus-Bayern Monaco, le pagelle. Top Buffon e Robben. Flop Asamoah20130410224773champions league, juventus, bayern monacoI tedeschi vincono I tedeschi vincono per 2 a 0 con due reti nel secondo tempo di Mandzukic e Pizzarro. La squadra di Conte non riesce ad arginare la forza della squadra di Heynckes, che vola in semifinale e dimostra di essere una formazione solida e pragmatica. Ecco il tabellino della gara:<br><br> Finale 0-2: 19' st Mandzukic, 46' st Pizarro<br><br> ammoniti: Mandzukic, Bonucci&nbsp;&nbsp; espulsi:<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon 6.5; Barzagli 5.5, Bonucci 5.5, Chiellini 5.5; Padoin 5 (24' st Isla 5.5), Pogba 5.5, Pirlo 5, Marchisio 5 (34' st Giaccherini s.v.), Asamoah 5; Quagliarella 6 (21' st Matri 5.5), Vucinic 6 A disp.: Storari, Caceres, De Ceglie, Peluso. All.: Conte 5.5<br><br> Bayern Monaco (4-2-3-1): Neuer 6; Lahm 6, Van Buyten 6 (35' Boateng 6), Dante 6, Alaba 6; Martinez 6, Schweinsteiger 6.5; Robben 6.5, Muller 6.5, Ribery 6.5 (35' st Luiz Gustavo s.v.); Mandzukic 6.5 (38' st Pizarro 6.5). A disp.: Starke, Rafinha, Shaqiri, Gomez. All.: Heynckes 6.5<br><br> <BR><STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Buffon: para il parabile. Riscatta parzialmente la prova dell'andata.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Asamoah: si vede molto poco.<br><br> <STRONG><EM>Top Bayern Monaco</EM></STRONG><br><br> Robben: anche se non ha segnato risulta il più pericoloso dei suoi.<br><br> <STRONG><EM>Flop Bayern Monaco</EM></STRONG><br><br> nessuno<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001robben.jpgSiNchampions-league-juventus-bayern-monaco-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1011666.htmSiT1000007100075501,02,03,06030271
1171011648NewsCampionatiJuventus-Bayern Monaco, le ultimissime sulle formazioni ufficiali20130410160559champions league, juventus, bayern monacoDopo la sconfitta per Dopo la sconfitta per 2 a 0 dell'andata, i bianconeri in casa daranno il massimo per ribalatare un risultato pesante contro la squadra di Jupp Heynckes, una delle formazioni più forti d'Europa, che con ben 6 giornate d'anticipo si è aggiudicato il campionato tedesco. Conte pensa in avanti di mettere insieme due punte, con Quagliarella e Vucinic. <BR><BR>Le formazioni:<BR><BR><BR>JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Padoin, Pogba, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Vucinic, Quagliarella.<BR>A disposizione:&nbsp; Storari, Caceres, De Ceglie, Peluso, Giaccherini, Matri, Isla. All.: Conte<BR><BR>BAYERN (4-2-3-1): Neuer; Lahm, Van Buyten, Dante, Alaba; Martinez, Schweinsteiger; Robben, Muller, Ribery; Mandzukic.<BR>A disposizione:&nbsp; Rafinha, Boateng, Luiz Gustavo, Shaqiri, Pizarro, Gomez. All.: Heynckes<BR><BR><BR>C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNchampions-league-juventus-bayern-monaco-le-ultimissime-probabili-formazioni-1011648.htmSiT1000007100075501,02,03,06030431
1181011586NewsCampionatiJuventus, archiviato il Pescara: ora tocca al Bayern Monaco20130407121837juventus“Juve, storia di un grande amore, bianco che abbraccia il nero, coro che si alza davvero per te”“Juve, storia di un grande amore, bianco che abbraccia il nero, coro che si alza davvero per te”. E’ una delle frasi che compongono il ritornello dell’inno della Juventus, che è cantato dai tifosi bianconeri nel rito di apertura e chiusura di tutte le partite disputate dalla Vecchia Signora tra le mura dello Juventus Stadium. Già, lo Juventus Stadium. Un palcoscenico che si apre sempre a un football inteso come spettacolo. E non importa se in campo c’è la prima squadra contro l’ultima della classe, perché l’atmosfera è sempre vibrante, intensa, intrisa di emozioni che anche se le vivi con fede sportiva diversa, resti coinvolto nel frastuono del dodicesimo giocatore in campo rappresentato dai tifosi. E noi che siamo seduti nella bellissima tribuna stampa a esplicare il nostro lavoro di giornalisti, non siamo indenni dal pensare come questo stadio costruito in maniera avveniristica, sia sempre occupato in tutti i suoi posti a prescindere dall’importanza dell’evento calcistico. Detto questo, veniamo alla cronaca della partita Juventus – Pescara. Diciamo subito che la squadra di Conte, reduce dalla brutta partita disputata all’Allianz di Monaco contro il Bayern, aveva necessità di conquistare contro il Pescara i tre punti in palio, e li ha ottenuti anche se non con la facilità sperata. Alla vigilia Conte temeva questa partita, e il campo ha confermato queste previsioni. La Juve ha giocato quasi tutta la partita sotto la porta degli abruzzesi ma, non trovando il gol fino al 70’, ha rischiato d’impantanarsi. Per lunghi tratti i bianconeri hanno giocato contro un Pelizzoli in giornata di grazia, poi sul finire del match il Pescara è persino riuscito ad impensierire gli avversari. La Juve si presenta in campo con il suo solito 3-5-2, privi di Buffon (in panchina), degli squalificati Barzagli e Chiellini e senza Pirlo che aveva bisogno di rifiatare. Il Pescara di mister Bucchi, invece, adotta un più prudente 4-2-3-1. Iniziale prevalenza territoriale della Juve che dà subito la sensazione di voler chiudere in fretta la partita contro il Pescara. Al 7’ un tiro di Pogba sorvola la traversa e un minuto dopo anche Vucinic tira alto. All’11’ gran palla gol della Juve. Lichsteiner involatosi sulla destra, crossa al centro per Giaccherini che in mezza rovesciata lascia partire un tiro che, se il pallone fosse entrato in porta sarebbe apparso negli annali di tutti i tempi. Passano i minuti e la fisionomia della partita non cambia. Juve che attacca con veemenza e Pescara che sembra uno sparring partner. Al 16’ ancora Juve vicina al gol con Giovinco che s’incunea bene nell’area avversaria, ma Pelizzoli respinge con sicurezza. Al 24’ Vidal, su passaggio di Vucinic sfiora il gol ma, sottoporta, il portiere abruzzese gli nega il gol con un ottimo guizzo in tuffo. Al 26’ ancora Pogba tira da fuori area, ma è impreciso. Al 27’, magistrale suggerimento di Vidal a Lichsteiner il quale passa a Giovinco che, nel tentativo di tirare in porta, impatta con il ginocchio di Capuano e si procura uno stiramento del collaterale della gamba destra. Lascia così il campo in barella e ne avrà per qualche settimana. Al suo posto entra Quagliarella. Si gioca a una sola porta, ma la Juve produce il solito immenso volume di gioco che non si termina in gol. E la storia si ripete al 37’ quando Lichsteiner da destra crossa per Giaccherini che titubante inciampa sulla palla, rendendo vano ogni tentativo di andare in gol. Al 38’ palo di Quagliarella che tira da fuori area, ma Pelizzoli in uscita manda a sbattere la palla sul palo di destra. Il gol sembra essere nell’aria, tuttavia tarda ancora ad arrivare. Al 43’ Pelizzoli (ancora lui) si supera sul tiro da fuori area di Giaccherini. Finisce intanto il primo tempo con il risultato di 0 a 0. Nella ripresa, al 53’ spettacolare azione della Juve; Vidal passa a Quagliarella che al volo tira in porta e Pelizzoli in tuffo si supera ancora una volta. La Juve continua ad aggredire l’avversario con un gioco asfissiante e con un super Vidal che sale in cattedra come suggeritore e finalizzatore del gioco. Al 58’ il Pescara sostituisce Quintero con Bjarnason. Al 61’ il Pescara si affaccia in area di rigore della Juventus, ma il calcio d’angolo battuto da Caprari non subisce nessun effetto. Al 65’ gli abruzzesi sostituiscono Caprari con Cascione. Al 68’ registriamo l’ennesima palla gol della Juve. Lichsteiner giunto in area di rigore, invece di tirare in porta passa la palla al centro e l’azione s’infrange nel nulla. Intanto il Pescara provvede a un’altra sostituzione con Kroldrup che viene rilevato da Bianchi Arce. Al 71’ la Juve approfitta di un calcio di rigore assegnato dall’arbitro Peruzzo, per atterramento in area di rigore di Vidal per opera di Rizzo che viene espulso. Batte Vucinic e segna il tanto sospirato gol della Juventus. E’ stata esagerata la sua gioia, nel togliersi i pantaloncini e sbandierarli ai tifosi come di solito si fa con la propria maglia. Ma Conte non ha gradito questo gesto ritenuto poco serio e, pur felice del gol, ha inveito contro il montenegrino. Al 75’ Juve ancora in gol con Vucinic, ma l’arbitro annulla per fuorigioco dello stesso giocatore. Ma due minuti dopo ancora Vucinic sigla la sua doppietta personale e raddoppia per la Juve dopo essersi liberato dell’asfissiante marcatura degli abruzzesi sferrando un tiro di destro nell’angolino basso di Pelizzoli. Al 78’ esce Vucinic ed entra Matri; mentre due minuti dopo Bonucci lascia il posto a Isla. All’82’ il Pescara va in gol con Cascione che da 30 metri lascia partire un tiro che s’infila nel sette della porta di Storari. Incredibile ma vero! E, sul finire del match, ancora il Pescara fa venire i brividi a Conte e alla sua squadra con Sculli, che da fuori area impegna severamente Storari in quella che è l’ultima occasione della partita. Vince dunque la Juventus 2 a 1 contro il Pescara e adesso il pensiero corre già all’attesissimo scontro contro il Bayern.<br><br> Salvino Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711mirko-vucinic-braccia-aperte.jpgSiNjuventus-archiviato-il-pescara-ora-tocca-al-bayern-monaco-1011586.htmSiT1000007100451001,02,03,06030230
1191011438NewsCampionatiJuventus, Conte: «Bayern Monaco troppo forte per noi»20130402230925juventus, conteIl tecnico dei bianconeri Antonio ConteIl tecnico dei bianconeri Antonio Conte:<br><br> Il Bayern di stasera è la squadra più forte che hai incontrato nella tua esperienza in bianconero<BR>"Sicuramente abbiamo incontrato una squadra molto forte, non è stata una sorpresa questa partita. Abbiamo incontrato una squadra favorita e incattivita dalle. Squadra forte tecnicamente e fisicamente, ulteriormente incattivita dalla finale persa contro il Chelsea l'anno scorso. Ai miei calciatori non ho nulla da rimproverare, complimenti al Bayern. Abbiamo affrontato una squadra molto forte in casa loro, bisogna ammetterlo quando incontri una squadra più forte. Queste partite ci devono aiutare a misurare la distanza da queste squadre. Ora abbiamo la gara di sabato e poi prepararemo il ritorno. La prendiamo come esperienza e cercheremo di migliorare dove è possibile".<br><br> Sarebbe cambiato qualcosa nella preparazione della gara con Vucinic disponibile?<BR>"La partita l'avevamo preparata in questa maniera, penso bene su tutti i punti di vista. E' inevitabile che devi fare i conti con gli avversari e penso che oggi il Bayern era oltre le nostre possibilità. Hanno messo grande fisicità e cattiveria, complimenti a loro. Noi dobbiamo tornare e lavorare per cercare di migliorarci sempre più.".<br><br> Come mai Pirlo ha sbagliato così tanto stasera?<BR>"Il Bayern ha fatto grandissima pressione, è una squadra molto fisica lo ribadisco. Anche nel corpo a corpo siamo andati in grandissima difficoltà. Mi riesce difficile arrabbiarmi o puntare il dito. Abbiamo affrontato una squadra molto molto forte, più di noi. Prendiamo questa sconfitta e ce la portiamo a casa".<br><br> Alla luce di quanto visto cosa si può fare di diverso per mettere in difficoltà una squadra come il Bayern?<BR>"Quando siamo riusciti a fare un possesso finalizzato a certi tipi di movimenti li abbiamo messi in difficoltà ma troppo di rado e gran parte del merito va dato a loro".<br><br> Nelle 8 d'Europa devi avere per forza giocatori che fanno la differenza da soli?<BR>"Noi ci siamo già, queste partite sono utili per capire la differenza che c'è tra noi e questi squadroni, ma io sono orgoglioso di allenare questi ragazzi. Certo fa strano pensare che loro per un singolo giocatore abbiano speso 48 milioni di euro...".<br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNjuventus-conte-bayern-monaco-troppo-forte-per-noi-1011438.htmSiT1000007100075701,02,03,06030212
1201011436NewsCampionatiJuventus, Pirlo: «Possiamo rimontare»20130402225836juventus, pirloBreve intervista Breve intervista rilasciata ai microfoni di Mediaset Premium dal centrocampista della Juventus Andrea Pirlo al termine della gara persa 2-0 contro il Bayern Monaco: "Il gol dopo 30 secondi non ci ha agevolato, ma dobbiamo fare i complimenti a loro perché hanno disputato una grande partita. Non siamo riusciti a fare quello che avevamo preparato in allenamento. Speranze in vista del ritorno? Le partite si possono rimontare tutte, nel calcio tutto è possibile. Finché c'è da giocare possiamo sperare". C1007650adm001adm001pirlo-6.jpgSiNjuventus-pirlo-possiamo-rimontare-1011436.htmSiT1000007100075701,02,03,06030196
1211011435NewsCampionatiBayern Monaco-Juventus, le pagelle. Top Alaba e Bonucci. Flop Buffon20130402223629champions league, bayern monaco, juventusSuccesso meritato dei bavaresi, ma discorso qualificazione ancora apertoSuccesso meritato dei bavaresi, ma discorso qualificazione ancora aperto.<br><br> Finale 2-0: 1' Alaba, 63' Muller<br><br> ammoniti: Mandzukic, Luiz Gustavo, Chiellini, Vidal, Lichtsteiner <br><br> <BR>BAYERN MONACO (4-2-3-1): Neuer 6; Lahm 6.5, Dante 6.5, Van Buyten 6.5, Alaba 7.5; Schweinsteiger 7, Luiz Gustavo 7; Muller 6.5, Kroos s.v. (16' Robben 6.5), Ribery 7 (92' Shaqiri); Mandzukic 6.5 (91' Gomez s.v.). A disp. Starke, Boateng, Tymoshchuk, Shaqiri, Robben, Pizarro, Gomez. All. Heynckes 7<br><br> JUVENTUS (3-5-2): Buffon 5; Barzagli 6, Bonucci 6.5, Chiellini 6; Lichtsteiner 5.5, Vidal 6, Pirlo 5, Marchisio 5, Peluso 5 (75' Pogba 6); Matri 5 (66' Vucinic 6), Quagliarella 5 (65' Giovinco 5). A disp. Storari, Marrone, Pogba, Padoin, Asamoah, Giovinco, Vucinic. All. Conte 5<br><br> <BR><STRONG><EM>Top Bayern Monaco</EM></STRONG><br><br> Alaba: oltre alla rete tanta corsa e qualità<br><br> <STRONG><EM>Flop Bayern Monaco</EM></STRONG><br><br> nessuno<br><br> <STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Bonucci: prova a reggere l'urto bavarese, sfiora il pareggio di testa.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Buffon: la prima rete è un suo sbaglio, deve rifarsi.<br><br>C1007650adm001adm001muller.jpgSiNchampions-league-bayern-monaco-juventus-pagelle-top-alaba-e-bonucci-flop-buffon-1011435.htmSiT1000007100075501,02,03,06030390
1221011407NewsCampionatiBayern Monaco-Juventus: termina il match20130402170648champions league, bayern monaco, juventusAntonio Conte al cospetto dei vice-campioni d`EuropaAntonio Conte al cospetto dei vice-campioni d'Europa, di una delle squadre più accreditate per la vittoria finale. Due finali raggiunte nelle ultime tre edizioni della Champions League e un andamento in campionato che non lascia spazio a dubbi.<BR><BR>Le formazioni:<BR><BR><BR>Finale&nbsp;2-0: 1' Alaba, 63' Muller<BR><BR>BAYERN MONACO (4-2-3-1): Neuer; Lahm, Dante, van Buyten, Alaba; Schweinsteiger, Luiz Gustavo; Muller, Kroos (16' Robben), Ribery; Mandzukic. A disp. Starke, Boateng, Tymoshchuk, Shaqiri, Robben, Pizarro, Gomez. All. Heynckes<BR><BR>JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Peluso; Matri, Quagliarella. A disp. Storari, Marrone, Pogba, Padoin, Asamoah, Giovinco, Vucinic. All. Conte<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR><BR>C1007650adm001adm001ribery.jpgSiNchampions-league-bayern-monaco-juventus-le-ultimissime-probabili-formazioni-1011407.htmSiT1000007100075501,02,03,06030611
1231011406NewsCoppeJuventus, dubbio Vucinic per la sfida contro il Bayern20130402073741Conte, Vucinic, Juve, BayernLa Juventus continua la preparazione in campo della sfida di Champions col Bayern Monaco.La <STRONG>Juventus </STRONG>continua la preparazione in campo della sfida di Champions col <STRONG>Bayern Monaco.</STRONG> Per <STRONG>Conte</STRONG> scelte quasi ufficiali, ma c'è ancora qualche dubbio. Sicuramente ci sarà Buffon in porta, Barzagli, Bonucci e Chiellini dietro, Lichtsteiner a destra con Vidal, Pirlo e Marchisio al centro, <STRONG>Asamoah o Peluso</STRONG> a sinistra.<BR><BR>Per il resto ecco i dubbi: se Vucinic recupera (il tecnico bianconero ha confermato che l'attaccante è ancora in dubbio), gioca, poi ballottaggio Quagliarella-Matri, ma attenzione a Pogba. In questo caso centrocampo più folto con Marchisio in appoggio al montenegrino. Giovinco, sia per la botta rimediata con l’Inter che per questioni di gerarchie, sembra lontano da una maglia di titolare almeno in questa sfida d’andata.<BR><A href="http://www.canalejuve.it/news/3-5-2-o-3-5-1-1-domani-sera-80894"></A><BR><BR>C1007650GP01CTGP01CTc-33509839.jpgSiNconte-vucinic-juve-bayern-1011406.htmSiT1000007101114901,02,03,06010522
1241011382NewsCampionatiJuventus, i convocati per il Bayern Monaco20130331203627juventus, convocatiIl tecnico della JuventusIl tecnico della Juventus Antonio Conte ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di domani contro il Bayern Monaco. Saranno 22 i calciatori a disposizione dell'allenatore bianconero. Tra questi ci sono anche Mirko Vucinic e Sebastian Giovinco, calciatori non al meglio fisicamente. Ecco l'elenco completo:<br><br> Portieri - Buffon, Storari, Rubinho.<br><br> Difensori - Chiellini, De Ceglie, Peluso, Barzagli, Bonucci, Lichtsteiner.<br><br> Centrocampisti - Pogba, Marchisio, Padoin, Pirlo, Asamoah, Vidal, Giaccherini, Marrone.<br><br> Attaccanti - Vucinic, Giovinco, Anelka, Quagliarella, Matri. <br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNjuventus-i-convocati-per-il-bayern-monaco-1011382.htmSiT1000007100075501,02,03,06030421
1251011363NewsCampionatiSerie A, 30a giornata: le probabili formazioni20130330051116serie aSerie A Probabili formazioniATALANTA-SAMPDORIA ore 15<BR><BR>Atalanta (4-4-1-1): Consigli; Raimondi, Stendardo, Lucchini, Del Grosso; Giorgi, Cigarini, Biondini, Bonaventura; Moralez; Denis.<BR>A disp.: Frezzolini, Radovanovic, Ferri, Cazzola, Canini, Carmona, Brivio, Parra, Brienza, Livaja, De Luca. All.: Colantuono.<BR>Squalificati: Polito (fino al 5 aprile)<BR>Indisponibili: Bellini, Budan, Capelli, Marilungo, Scaloni<BR><BR>Sampdoria (3-5-2): Romero; Gastaldello, Palombo, Rossini; De Silvestri, Obiang, Krsticic, Poli, Estigarribia; Eder, Icardi.<BR>A disp.: Da Costa, Berardi, Castellini, Mustafi, Rodriguez, Maresca, Renan, Poulsen, Munari, Soriano, Sansone, Maxi Lopez. All.: Rossi.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Costa<BR><BR><BR>CAGLIARI-FIORENTINA ore 15<BR><BR>Cagliari (4-3-1-2): Agazzi; Pisano, Rossettini, Astori, Avelar; Ekdal, Conti, Nainggolan; Cossu; Ibarbo, Sau.<BR>A disp.: Avramov, Perico, Casarini, Murru, Cabrera, Eriksson, Dessena, Pinilla, Thiago Ribeiro. All.: Lopez-Pulga.<BR>Squalificati: Nenè (1)<BR>Indisponibili: nessuno<BR><BR>Fiorentina (4-3-3): Viviano; Tomovic, Rodriguez, Savic, Pasqual; Aquilani, PIzarro, Migliaccio; Cuadrado, Jovetic, Ljajic.<BR>A disp.: Neto, Lupatelli, Roncaglia, Sissoko, Mati Fernandez, Llama, Wolski, Llama, Toni, Compper, El Hamdaoui. All.: Montella.<BR>Squalificati: Borja Valero (1)<BR>Indisponibili: Camporese, Rossi, Hegazi<BR><BR><BR>GENOA-SIENA ore 15<BR><BR>Genoa (3-5-1-1): Frey; Granqvist, Portanova, Manfredini; Pisano, Kucka, Matuzalem, Antonelli, Moretti; Jorquera; Borriello.<BR>A disp.: Tzorvas,Donnarumma, Cassani, Ferronetti, Bovo, Oliveira, Rossi, Rigoni, Jankovic, Immobile. All.: Ballardini.<BR>Squalificati: Bertolacci (1)<BR>Indisponibili: Vargas, Floro Flores<BR><BR>Siena (3-4-2-1): Pegolo; Teixeira, Terlizzi, Felipe; Angelo, Vergassola, Della Rocca, Rubin; Rosina, Sestu; Emeghara.<BR>A disp.: Farelli, Uvini, Paci, Calello, Valiani, Verre, Bolzoni, Reginaldo, Agra, Paolucci, Bogdani. All.: Iachini.<BR>Squalificati: Vitiello fino al 10/5<BR>Indisponibili: Pozzi<BR><BR><BR>INTER-JUVENTUS ore 15<BR><BR>Inter (3-4-1-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Chivu; Zanetti, Gargano, Kovacic, Cambiasso; Guarin; Cassano, Palacio.<BR>A disp.: Carrizo, Belec, Pereira, Nagatomo, Belloni, Jonathan, Kuzmanovic, Schelotto, Stankovic, Alvarez, Pasa, Benassi, Rocchi. All.: Stramaccioni.<BR>Squalificati: Juan Jesus (1)<BR>Indisponibili: Milito, Obi, Mudingayi, Silvestre, Castellazzi<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Marrone; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Matri, Quagliarella.<BR>A disp.: Storari, Rubinho, Padoin, Chiellini, De Ceglie, Isla, Pogba, Peluso, Giaccherini, Anelka, Vucinic, Giovinco. All.: Conte.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Caceres, Bendtner, Pepe<BR><BR><BR>LAZIO-CATANIA ore 15<BR><BR>Lazio (4-4-1-1): Marchetti; Pereirinha, Cana, Radu, Lulic; Candreva, Onazi, Ledesma, Hernanes; Ederson; Kozak.<BR>A disp.: Bizzarri, Scarfagna, Gonzalez, Strakosha, Cataldi, Saha, Rozzi, Klose. All.: Petkovic<BR>Squalificati: Ciani (1)<BR>Indisponibili: Stankevicius, Konko, Dias, Brocchi, Biava, Floccari, Mauri<BR><BR>Catania (4-3-3): Andujar; Alvarez, Legrottaglie, Bellusci, Marchese; Izco, Lodi, Almiron; Barrientos, Bergessio, Gomez.<BR>A disp.: Frison, Terracciano, Rolin, Ricchiuti, Salifu, Castro, Cani, Biagianti, Keko, Doukara, Petkovic. All.: Maran<BR>Squalificati: Spolli (1), Potenza (1)<BR>Indisponibili: Augustyn, Capuano, Sciacca<BR><BR>PALERMO-ROMA ore 15<BR><BR>Palermo (3-5-2): Sorrentino; Munoz, Von Bergen, Garcia; Morganella, Barreto, Donati, Kurtic, Dossena; Ilicic, Boselli.<BR>A disp.: Benussi, Brichetto, Aronica, Nelson, Anselmo, Faurlin, Rios, Viola, Formica, Fabbrini, Miccoli, Dybala. All.: Sannino.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Hernandez, Mantovani<BR><BR>Roma (3-4-2-1): Stekelenburg; Piris, Burdisso, Castan; Torosidis, De Rossi, Tachtsidis, Marquinho; Lamela, Florenzi; Totti<BR>A disp.: Goicoechea, Lobont, Taddei, Balzaretti, Bradley, Lucca, Perrotta, Lopez, Osvaldo, Destro. All.: Andreazzoli<BR>Squalificati: Guberti (fino ad agosto 2015)<BR>Indisponibili: Pjanic, Marquinhos, Dodò, Romagnoli<BR><BR>PARMA-PESCARA ore 15<BR><BR>Parma (4-3-3): Mirante; Benalouane, Paletta, Lucarelli, Rosi; Marchionni, Parolo, Gobbi; Biabiany, Amauri, Sansone.<BR>A disp.: Pavarini, MacEachen, Morrone, Galloppa, Belfodil, Strasser, Cerri, Ampuero, Boniperti, Ninis. All.: Donadoni<BR>Squalificati: Valdes (1)<BR>Indisponibili: Coda, Mariga, Santacroce, Mesbah, Palladino<BR><BR>Pescara (4-3-3): Pelizzoli; Zauri, Bianchi Arce, Bocchetti, Modesto; Blasi, D'Agostino, Cascione; Sculli, Sforzini, Celik.<BR>A disp.: Falso, Cosic, Kroldrup, Bjarnason, Caraglio, Quintero, Abbruscato, Zanon, Caprari, Vukusic. All.: Bucchi<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Perin, Weiss, Capuano, Balzano, Rizzo, Togni<BR><BR>UDINESE-BOLOGNA ore 15<BR><BR>Udinese (3-5-1-1): Brkic; Benatia, Danilo, Domizzi; Basta, Badu, Allan, Campos Toro, Gabriel Silva; Maicosuel; Di Natale.<BR>A disp.: Padelli, Pawlowski, Angella, Heurtaux, Faraoni, Pasquale, Lazzari, Muriel, Pereyra, Zielinski, Ranegie. All.: Guidolin.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Pinzi<BR><BR>Bologna (4-3-1-2): Curci; Garics, Antonsson, Cherubin, Morleo; Kone, Khrin, Taider; Christodolopoulos; Gabbiadini; Gilardino.<BR>A disp.: Agliardi, Stojanovic, Naldo, Carvalho, Sorensen, Motta, Pazienza, Guarente, Abero, Pasquato, Moscardelli. All.: Pioli<BR>Squalificati: Diamanti (1)<BR>Indisponibili: Perez<BR><BR>CHIEVO-MILAN ore 18.30<BR><BR>Chievo (5-3-2): Puggioni; Frey, Andreolli, Dainelli, Acerbi, Dramè; Guana, Rigoni, Cofie; Thereau, Paloschi.<BR>A disp.: Ujkani, Sampirisi, Squizzi, Cesar. Seymour, Luciano, Hetemaj, Papp, Jokic, Stoian, Pellissier, Hauche. All.: Corini<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Sardo, Spyropoulos, Samassa<BR><BR>Milan (4-3-3): Abbiati; Abate, Mexes, Yepes, De Sciglio; Flamini, Montolivo, Muntari; Niang, Balotelli, El Shaarawy.<BR>A disp.: Amelia, Bonera, Antonini, Constant, Zaccardo, Ambrosini, Traorè, Nocerino, Bojan, Robinho. All.: Allegri.<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: De Jong, Pazzini, Zapata, Boateng<BR><BR>TORINO-NAPOLI ore 21<BR><BR>Torino (4-2-4): Gillet; Darmian, Glik, Rodriguez, D'Ambrosio; Vives, Gazzi; Cerci, Meggiorini, Barreto, Santana.<BR>A disp.: Coppola, S.Masiello, Di Cesare, Ogbonna, Bakic, Caceres, Menga, Basha, Jonathas, Stevanovic, Bianchi, Diop. All.: Ventura<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Brighi, Birsa<BR><BR>Napoli (3-4-1-2): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Dzemaili, Zuniga; Hamsik; Pandev, Cavani.<BR>A disp.: Rosati, Grava, Gamberini, Mesto, Donadel, Rolando, Armero, Inler, El Kaddouri, Insigne, Calaiò. All.: Mazzarri<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: nessuno<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001juventus-inter-immagini-della-partita-54.jpgSiNserie-a-trentesima-giornata-le-probabili-formazioni-1011363.htmSi100075501,02,03,06,07,08,09010718
1261011367NewsCampionatiJuventus, i convocati per l`Inter20130329175448juventusLa Juventus dovrà fare a menoLa Juventus dovrà fare a meno di Mirko Vucinic e Mauricio Isla nell'importante derby d'Italia contro l'Inter. Ecco la lista dei convocati da parte di mister Antonio Conte.<br><br>1 Buffon<br>3 Chiellini<br>6 Pogba<br>8 Marchisio<br>11 De Ceglie<br>12 Giovinco<br>13 Peluso<br>15 Barzagli<br>18 Anelka<br>19 Bonucci<br>20 Padoin<br>21 Pirlo<br>22 Asamoah<br>23 Vidal<br>24 Giaccherini<br>26 Lichtsteiner<br>27 Quagliarella<br>30 Storari<br>32 Matri<br>34 Rubinho<br>39 Marrone<br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNjuventus-i-convocati-per-l-inter-1011367.htmSiT1000007100075501,02,03010294
1271011359NewsCampionatiJuventus, il Bayern Monaco dimostra di temere i bianconeri20130329131652juventus, bayern monacoIl Bayern Monaco potrebbe Il Bayern Monaco potrebbe diventare matematicamente campione di Germania già in questo weekend. Ma dalla Baviera nessuno dei componenti del club biancorosso festeggerà il traguardo raggiunto, visto che tre giorni dopo c’è la sfida contro la Juventus. Queste le parole di Bastian Schweinsteiger: ”Abbiamo un obiettivo davanti agli occhi ed è fare bene contro la Juve. Quella di martedì è una partita troppo importante. Giochiamo contro una delle squadre più forti d’Europa e serve la massima concentrazione. Vogliamo la semifinale e da sabato sera non dobbiamo pensare ad altro. Hanno degli ottimi giocatori, uno su tutti Pirlo, sarà dura”.<BR>C1007650adm001adm001ribery.jpgSiNjuventus-il-bayern-monaco-dimostra-di-temere-la-juventus-1011359.htmNoT1000007100075701,02,03,06010144
1281011310NewsCampionatiInter, Kovacic: «Giocare come con il Tottenham per battere la Juventus»20130328114917inter, kovacicIl giovane croato Ancora due giorni e sarà Inter-Juve. Atteso protagonista del match Mateo Kovavic, trequartista croato dell'Inter. Il giovane croato si racconta in vista di questa importante sfida a Il Giornale. Il paragone con Pirlo ("uno dei più grandi"), la Juventus ("Gioca bene, è la miglior squadra") e l'arrivo in nerazzurro dopo una maxi operazione sulla quale l'ex Dinamo Zagabria spiega: "Nessuna pressione per il costo della trattativa. Sono felice di essere stato scelto dall'Inter". Anche sulla corsa Champions Kovacic dice la sua: "E' un momento in cui non siamo andando bene, ma se giocassimo come nel ritorno con il Tottenham potremmo farcela".<BR>C1007650adm001adm001kovacic-6.jpgSiNinter-kovacic-giocare-come-con-il-tottenham-per-battere-la-juventus-1011310.htmNoT1000026100075701,02,03,06030114
1291011263NewsCampionatiMalta-Italia, le pagelle. Top Haber e Balotelli. Flop Mifsud20130326225216malta, italiaMalta Italia PagelleFinale 0-2 (p.t. 0-2): 8' e 44' Balotelli rigore<br><br> ammoniti: Buffon&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi:<br><br> &nbsp;<br><br> Malta (4-4-2): Haber 6, Caruana 5.5, Dimech 5.5, Muscat 5.5, Sciberras 5.5, Herrera 5.5, Briffa 5.5, Camilleri 5.5, Failla 5.5 (82' Cohen s.v.), Schembri 6, Mifsud 5 (88' Vella s.v.) All.: Ghedin 5.5<br><br> Italia (4-4-2): Buffon 7.5, Abate 6, Bonucci 6.5, Barzagli 6.5, De Sciglio 7, Montolivo 7, Pirlo 6.5, Marchisio 6, Giaccherini 6 (62' Candreva 6), El Shaarawy 6.5 (75' Cerci 6), Balotelli 7.5 (86' Gilardino s.v.) All.: Prandelli 6.5<br><br> <STRONG><EM>Top Malta</EM></STRONG><br><br> Haber: non può niente sulle reti subite<br><br> <STRONG><EM>Flop Malta</EM></STRONG><br><br> Mifsud: sbglia il rigore che poteva rimettere in partita i suoi.<br><br> <STRONG><EM>Top Italia</EM></STRONG><br><br> Balotelli: trascina la squadra al successo.<br><br> <STRONG><EM>Flop Italia</EM></STRONG><br><br> nessuno<br><br>C1007650adm001adm001italia-6.jpgSiNmalta-italia-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1011263.htmSi100075501,02,03030329
1301011222NewsCampionatiMalta-Italia, azzurri per consolidare il primato: le probabili formazioni20130326095551malta, italiaGli azzurri di Prandelli affrontano Malta Questa sera alle 20.45, gli azzurri di Prandelli affrontano Malta in una partita sulla carta dall'esito scontato.<br><br> <BR>Malta (4-4-2): Hogg; A. Ajus, Dimech, Caruana, Failla; Herrera, Sciberras, Briffa, R. Fenech; Schembri, Mifsud. A disp.: Haber, Camilleri, Borg, P. Fenech, A. Muscat, R. Muscat, Cohen, Vella. All.: Ghedin<br><br> Italia (4-3-3): Buffon; Abate, Barzagli, Bonucci, De Sciglio; Montolivo, Pirlo, Marchisio; Cerci, El Shaarawi, Balotelli. A disp.: De Sanctis, Astori, Maggio, Ranocchia, Candreva, Diamanti, Florenzi, Poli, Giaccherini, Giovinco, Gilardino, Sirigu. All.: Prandelli<br><br> Arbitro: Serdar Gözübüyük (NED)<br><br> Stadio: Ta' Qali National Stadium, Ta' Qali (MLT)<br><br>C1007650adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNmalta-italia-azzurri-per-consolidare-il-primato-probabili-formazioni-1011222.htmSi100075501,02,03030340
1311011196NewsCampionatiRio 2014: A Malta nazionale con formazione bicolore: 6 juventini, 5 rossoneri20130325143652Nazionale, Rio 2014, Malta, PrandelliGiorno di vigilia, in casa Italia. A poche ore dalla delicata sfida di domani contro Malta, Prandelli sceglie accuratamente i suoi, per portare a casa 3, fondamentali, punti in ottica Rio 2014.Giorno di vigilia, in casa Italia. A poche ore dalla delicata sfida di domani contro Malta, Prandelli sceglie accuratamente i suoi, per portare a casa 3, fondamentali, punti in ottica Rio 2014. Senza <strong>Chiellini</strong>, la difesa è obbligata, con un solo dilemma sulla destra che riguarda Maggio e Abate, con il rossonero favorito. <strong>Sulla sinistra De Sciglio in pole, con Bonucci e Barzagli al centro davanti a Buffon.</strong> A centrocampo potrebbe esser risparmiato De Rossi a vantaggio di Marchisio, con Montolivo 'retrocesso' nel prediletto ruolo di mezzala, a destra di Pirlo. Il vero ballottaggio riguarda la presenza di uno tra Cerci e Giaccherini con Balotelli ed El Shaarawy, con il bianconero favorito, stando alle parole del C.T. di poco fa: <em>"Non siamo ancora pronti per il modulo a tre attaccanti. La formazione non la do perché ho un dubbio Giaccherini-Cerci".</em> Poi una notazione sulle condizioni meteo, che rischiano di compromettere la gara: <em>"a Malta c'è molto vento e se le condizioni restano queste, si rischia di non poter atterrare".</em><br><br>Malta, però, non sarà sfida meno ostica di quella di giovedi:<em> "Quando ho detto che Malta è più organizzata del Brasile non volevo offendere il Brasile ma semplicemente dire che sono molto bene organizzati e chiusi. Potrebbe essere una partita semplice se noi saremo bravi nel creare spazi. Questa squadra è come una squadra di club, abbiamo grande considerazione di loro. Contano i punti: può andar bene anche un 1-0, dipende anche da come lo ottieni".</em><br><br>Se tutto prosegue nella direzione dell'allenamento odierno, quindi, conferme per Giaccherini sulla trequarti, a far movimento. Se così fosse, per la Nazionale si tratterebbe d'un caso abbastanza anomalo, <strong>cui s'era maggiormente abituati negli anni '90: gli azzurri in campo domani sarebbero di sole due squadre, Milan (5) e Juventus (6).</strong><br><br>GP01CTGP01CTcesare-prandelli.jpgSiNnazionale-rio-2014-malta-prandelli-1011196.htmSi101114901,02,03,06,07010244
1321011132NewsCalciomercatoCalciomercato Catania, Lodi: «Non penso all`Inter. Sulla Nazionale decide Prandelli»20130322160221catania, lodiQueste le parole di Francesco LodiQueste le parole di Francesco Lodi, centrocampista del Catania, a SkySport: "Il migliore allenatore? Credo che sia Conte e per lui parlano i risultati fra campionato e Champions League. La Nazionale? Ha fatto un'ottima partita. Non meritava il doppio svantaggio ma c'è stata una grande reazione. Io in azzurro? Io rispondo solo sul campo, poi sta al ct decidere. Se non mi ha chiamato avrà i suoi motivi. Quest'anno è stato importante dopo una stagione positiva come quella passata. Volevo confermarmi e oggi punto a migliorarmi ancora. Zona Europa? Non c'è paura, ma una gratificazione importante. Con qualche risultato sfuggito al 90' avremmo avuto anche una classifica migliore. Adesso ci aspettano nove finali che cercheremo di affrontare nel modo migliore. Montella? Ha avuto il grande merito di cambiarmi di ruolo sotto anche la spinta dell'ex ad Pietro Lo Monaco. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Io il vice Pirlo? E' un onore essere accostato ad un giocatore che per me è da pallone d'oro. Io all'Inter? Non penso al mercato. Voglio solo giocare al massimo per meritarmi le lusinghe dei grandi club. Il Napoli? Fa piacere. Ci sono state delle chiacchiere quando il Napoli era in Serie B ma poi non se ne fece niente. Catania è una piccola Napoli, più tranquilla. Mi manca la mia città e la mia famiglia ma sarò sempre tifoso del Napoli".C1007650adm001adm001238691hp2.jpgSiNcatania-lodi-non-penso-all-inter-sulla-nazionale-decide-prandelli-1011132.htmSiT1000014100075701,02,03030290
1331011116NewsCampionatiBrasile-Italia, le pagelle. Top Balotelli e Hulk. Flop Osvaldo20130321222914brasile, italiaBrasile Italia PagelleAllo Stade de Geneve ecco l’attesissimo derby del mondo.<BR>Nove mondiali in campo, talenti strepitosi e fenomeni consacrati: Brasile-Italia è molto più di una semplice amichevole.<BR>Finisce 2-2 a Ginevra con gli Azzurri capaci di rimontare il 2-0 emerso nel primo tempo.<BR>In generale tanta Italia, poco, pochissimo Brasile.<BR>Una buona squadra, una buona condizione quella mostrata dagli undici (e più) di mister Prandelli: avanti così, verso il vero obiettivo, il mondiale brasile 2014<BR><BR>Risultato fisso Brasile-Italia 2-2: 32’ Fred, 41’ Oscar, 54’ De Rossi, 56’ Balotelli<BR>Ammoniti: 27’ Fred, 62’ Hernanes, 69’ Felipe Luiz, 77’ Maggio<BR><BR>Brasile (4-3-3): Julio Cesar 6; Dani Alves 5, David Luiz 5, Dante 6, Felipe Luiz 6.5 (77’ Marcelo 6); Hernanes 6.5 (90’ Luis Gustavo s.v), Fernando 6.5, Oscar 7 (62’ Kakà 5.5); Fred 6.5 (67’ Diego Costa 6), Hulk 7 (85’ Jean s.v.), Neymar 6.5<BR>All.: Scolari 6<BR><BR>Italia (4-3-1-2): Buffon; Maggio, Bonucci, Barzagli, De Sciglio 7 (74’ Antonelli 6); De Rossi (80’ Diamanti 6), Pirlo 6.5 (45’ Cerci 6.5), Giaccherini 6 (67’ Poli 6); Montolivo; Balotelli 7.5 (83’ Gilardino s.v), Osvaldo 5 (45’ El Shaarawy 6)<BR>All.: Prandelli 7<BR><BR><STRONG><EM>Top Brasile</EM></STRONG><BR><BR>Oscar: oltre al goal, una grande prestazione del piccolo talento del Chelsea. Dopo aver punito in Champions League la Juve con una sontuosa doppietta, segna anche all’Italia, restando freddo davanti a Buffon. Una curiosità? Anche quella sera di Stamford Bridge finì 2-2.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Brasile</EM></STRONG><BR><BR>David Luiz: ormai lo conosciamo bene. Testa alta e palla al piede mostra grandi doti, ma quante imprecisioni ed errori in fase di chiusura. Spesso disorientato, poche volte sicuro.<BR><BR><STRONG><EM>Top Italia</EM></STRONG><BR><BR>Balotelli: un gol da fantascienza. Mario, Super Mario, è ormai il fenomeno assoluto di questa nazionale. Sbaglia il gol che poteva decidere il match, ma è in generale il migliore dell’Italia.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Italia</EM></STRONG><BR><BR>Osvaldo: la vera domanda è perché un giocatore come lui, che fatica ormai da mesi a trovare il gol con la maglia della Roma, sia partito da titolare. Da ritrovare e al più presto.<BR><BR>FL0882FL0882cesare-prandelli.jpgSiNbrasile-italia-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1011116.htmSi100877901,02,03,06030390
1341011068NewsCampionatiItalia-Brasile, Prandelli vuole il successo: le probabili formazioni20130321093520italia, brasileDomani sera a Ginevra alle 20.30 Stasera a Ginevra alle 20.30, amichevole da prima serata per la squadra di Prandelli. Si affrontano infatti le formazioni più titolate al Mondo in una sfida ad alta intensità di tecnica. <br><br> Brasile (4-3-1-2): Julio Cesar; Dani Alves, David Luiz, Thiago Silva, Marcelo; Hernanes, Luiz Gustavo, Oscar; Kakà; Diego Costa, Neymar. All.: Scolari.<br><br> Italia (4-3-1-2): Buffon; Maggio, Bonucci, Barzagli, De Sciglio; De Rossi, Pirlo, Marchisio; Montolivo; Balotelli, Osvaldo. All.: Prandelli.<br><br>C1007650adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNitalia-brasile-match-di-lusso-le-probabili-formazioni-1011068.htmSi100075501,02,03030344
1351011073NewsCampionatiFiorentina, Borja Valero: «La rete più bella al Milan. Vorrei ripetermi»20130320164931fiorentina, borja valeroBorja Valero, uno dei migliori in questa stagione della FiorentinaBorja Valero, uno dei migliori in questa stagione della Fiorentina, ha rilasciato un'intervista a BetClic.it, nella quale ha parlato di Firenze e della sua vita privata tra i social network e i suoi idoli del passato: "Quando sei lontano da casa cerchi qualcosa per tenerti in contatto con i tuoi amici. Per me i social network sono una cosa buona e preferisco Twitter a Facebook, anche se in passato comunicavo di più attraverso quest'ultimo. Il gol mio più importante? Quello al Milan, contro una grande squadra in uno stadio molto importante. Firenze mi piace tantissimo, basta fare una passeggiata in centro per vedere qualcosa di bello - riporta firenzeviola.it -. Il mio idolo? quando ero piccolo era Fernando Redondo. Fantacalcio? I tre giocatori ideali sono Totti, El Sharaawy e Pirlo. La squadra di Basket preferita? I New York Knicks, ma il giocatore che vorrei essere è Michel Jordan. Un viaggio che voglio fare? Vorrei andare a Tokio in Giappone perché è una cultura che mi interessa e mi piace molto il sushi".C1007650adm001adm001fiorentina.jpgSiNfiorentina-borja-valero-la-rete-piu-bella-al-milan-vorrei-ripetermi-1011073.htmSiT1000024100075701,02,03030141
1361011032NewsCampionatiItalia, Prandelli: «Se Totti continua così lo porto al Mondiale. Conte ha ragione»20130318172444italia, prandelliCesare Prandelli non può dimenticare le polemiche Come riporta Eurosport Cesare Prandelli non può dimenticare le polemiche dell’ultimo weekend di Serie A alla ripresa dei lavori a Coverciano. Partendo proprio dal caso scottante di sabato sera a Bologna, quando Antonio Conte ha esultato in faccia ai tifosi rossoblù che lo avevano ricoperto di insulti per 90’. Il ct dell’Italia lancia un nuovo allarme sullo stato del nostro calcio, ma non solo.<br><br>CLIMA TROPPO ESASPERATO – Il tema scottante non è trascurato. E Prandelli dice la sua sul caso Conte: “Anche a me questo clima non mi piace, ma dobbiamo dare un contributo perché possa migliorare. Con i nostri comportamenti e anche parlando. Conte ha ragione, certe situazioni sono troppo esasperate e fanno pensare di poter cambiare nazione per poter lavorare con una dignità, perché è di quello che si parla. L’esultanza? Il calcio è emozione, però c’è una linea sottile tra l’esultare e il mancare di rispetto agli avversari. Noi siamo responsabili del nostro comportamento, che è determinante per tanti discorsi. Iniziamo noi a comportarci diversamente, poi potremo gonfiare il petto. Se ci sono delle manifestazioni violente bisogna avere la forza di reagire, ma con educazioni. C’è modo e modo di essere presente a un problema”. Anche Prandelli lancia l’allarme: “Dovremmo essere tutti preoccupati, all’estero questi aspetti non ci sono. La partita è un evento sportivo e basta, noi non siamo in grado di far passare i giusti valori. Ma c’è molta violenza e molta esasperazione. E anche rispondere a 90 domande che non hanno niente a che vedere con il calcio giocato diventa imbarazzante per un allenatore”.<br><br>MIELE PER CERCI E BALOTELLI – Finalmente, poi, si parla di calcio giocato. La novità nella lista è quella del torinista Alessio Cerci, alla prima convocazione in azzurro: “Ha dato continuità alle prestazioni buone degli ultimi anni. Ventura gli è riuscito a trasmettere le giuste motivazioni. È un ragazzo interessante, con una progressione ottima e gran tiro. In più sa valutare anche i movimenti delle punte. Abbiamo voluto iniziare un percorso con lui, pensando a poter utilizzare due attaccanti esterni in futuro”. Poi, un commento su Balotelli: “Le sue maggiori realizzazioni sono dovute al fatto che resta concentrato per larghi tratti della partita. Era un’occasione straordinaria quella del Milan e lo sta confermando”. Niente da fare, invece, per un suo ex giocatore che è protagonista di un gran campionato: “Pasqual sta giocando molto bene, ma gioca trenta metri più avanti rispetto a una linea a quattro e ho preferito dare una possibilità a un ragazzo di vent’anni che ha più prospettiva. Di lui, però, ho alta stima”. Il piano di Prandelli è chiaro: “Abbiamo cinque milanisti e otto juventini perché mi piace l’idea di poter lavorare su dei blocchi. Con poco lavoro, così possiamo colmare le lacune e aumentare lo spirito di squadra. Ma le scelte sono dettate dal merito”.<br><br>TOTTI OUTSIDER? – La sorpresa arriva quando si tocca l’argomento del capitano giallorosso, mai convocato da Prandelli dal suo arrivo in azzurro nell’estate 2010: “Ho già detto più volte che voglio lavorare con ragazzi di prospettiva, ma mi hanno colpito molto le parole di Carlo Mazzone. Ha detto che in queste condizioni può fare ancora la differenza in Nazionale. Cosa posso dirvi? Vi dico che se la prossima estate sarà in queste condizioni non potremo non prenderlo in considerazione per il Mondiale. Speriamo soltanto di essere qualificati”. Il discorso equivale dunque a quello fatto su Antonio Di Natale per l’ultimo Europeo. Mai convocato perché giocatore di sicuro rendimento e poi chiamato soltanto per la lista definitiva per Polonia e Ucraina. Certo è che il ritorno in azzurro di Totti nel 2014, a otto anni dall’ultima partita in Nazionale (la finale del Mondiale 2006) sarebbe più che clamoroso.<br><br>LA NUOVA MAGLIA – Prima della conferenza stampa di Prandelli è stata svelata la prima divisa che gli azzurri indosseranno contro il Brasile e poi nella Confederations Cup del prossimo giugno. Una maglia con forti richiami al tricolore, presente ai bordi delle maniche con i colori verde, rosso e bianco. La divisa piace eccome ad Andrea Pirlo, che guarda già al match con il Brasile: “Fa sempre piacere giocare partite così importanti, anche se sono amichevoli. Quando indossi questa maglia sai che è ogni sfida conta tantissimo”. Stesso pensiero per Gigi Buffon: “Con il Brasile negli ultimi anni abbiamo giocato poche volte e quelle volte che è accaduto è andata piuttosto male. Le risposte che avremo giovedì saranno significative per le scelte future e per darci convinzione. Sono gare che ti aiutano a crescere. Sia che vada bene sia che vada male”.<br><br>&nbsp;<br><br><br>C1007650adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNitalia-prandelli-se-totti-continua-cosi-lo-porto-al-mondiale-conte-ha-ragione-1011032.htmSi100075701,02,03030195
1371010999NewsCampionatiSerie A, Bologna-Juventus 0-2, le pagelle: Top Vucinic e Marchisio. Flop Naldo20130317000037Bologna,Juventus,pagelle,serie aI voti dell`anticipo della 29esima giornata di Serie AIl Bologna più in forma di questa stagione, quattro vittorie nelle ultime cinque giornate, sfida al "Dall'Ara" la capolista Juventus alla ricerca di punti utili per l'obiettivo tricolore.<BR>Parte meglio il Bologna che dopo appena sei minuti sorprende con Gilardino la difesa avversaria, bravo Buffon, però, a scongiurare il pericolo con un'abile tackle in uscita. Con il passare dei minuti crescono i bianconeri che sfiorano il gol con Vidal che spara incredibilmente alto da posizione molto favorevole. Al 36' Padoin trova un ottimo spunto sull'esterno, mette in mezzo ma Vucinic viene anticipato dal difensore a pochi passi dalla rete. Allo scadere del primo tempo un ottimo contropiede permette&nbsp;a Vidal di trovarsi in aerea di fronte al portiere, ma è ancora imprecisa la conclusione del cileno.<BR>Nella ripresa partono forte i bianconeri con Giovinco che al 2' manca inverosimilmente la porta con un tiro a giro. Dopo pochi minuti Gilardino la mette dentro di testa sugli sviluppi di un calcio da fermo, ma il gol viene annullato perchè viziato dal fuorigioco di partenza dell'attaccante biellese.<BR>Ma al 16' la Juventus passa in vantaggio: Marchisio recupera una palla a metà campo, serve Vucinic che elude la marcatura del difensore felsineo e trafigge Curci. Al 28' il duetto si ripete a parti inverse: uno-due tra il montenegrino e il numero otto bianconero che piazza lucidamente la sfera nell'angolino basso.<BR>I rossoblù provano ad accorciare le distanze con il solito Diamanti e con un'azione individuale di Moscardelli, ma il risultato non cambia. Prevalgono i bianconeri dopo una partita a viso aperto, giocata abbastanza bene e senza paura da parte di tutte e due le squadre. Il Bologna resta comunque largamente fuori dalle zone più basse della classifica, i bianconeri allungano momentaneamente a +12 sul Napoli e vedono sempre più da vicino l'opportunità di divenire bicampioni d'Italia.<BR><BR>BOLOGNA (4-2-3-1): Curci 6,5; Garics 5,5 ( dal 24' s.t Christodoulopoulos 6), Antonsson 5,5, Cherubin 5,5, Morleo 6; Perez 6, Taider 6; Kone 5,5 ( dal 13' s.t Naldo 5 ), Diamanti 6,5, Gabbiadini 6; Gilardino 6,5( dal 29's.t Moscardelli 6). All: Pioli 6<BR><BR><BR>JUVENTUS&nbsp; (3-5-2): Buffon 6,5; Barzagli 6,5, Bonucci 6,5, Chiellini 6,5; Padoin 7, Vidal 6,5 ( dal 45 s.t Quagliarella s.v), Pirlo 7, Marchisio 7,5, Peluso 6,5; Vucinic 7,5( dal 37's.t Matri s.v), Giovinco 6,5( dal 31' s.t Pogba 6). All: Conte 6,5<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>TOP BOLOGNA<BR><BR>Diamanti: Come succede da diverse domeniche, è lui il trascinatore dei rossoblù. Partita di grande corsa e sacrificio, spesso pericoloso con i suoi cross taglienti e precisi.<BR><BR><BR>FLOP BOLOGNA<BR><BR>Naldo: Pioli pensa a lui per dare più protezione alla propria difesa, ma&nbsp;il giovane brasiliano si rende&nbsp;protagonista negativo in entrambi i gol bianconeri. Troppo semplice il modo&nbsp;in cui si fa aggirare da Vucinic.<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0657FL0657vucinic 2.jpgSiNpagelle-bologna-juventus-serie-a-1010999.htmSiT1000007,T1000020100664701,02,03,06,08030590
1381010983NewsCampionatiBologna-Juventus, i bianconeri vogliono allungare: le probabili formazioni20130316115114serie a, bologna, juventusLe formazioni di Bologna-JuventusLe formazioni di Bologna-Juventus, partita valida per la ventinovesima giornata del campionato italiano di calcio di Serie A. Match ore 20.45.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>Bologna (4-2-3-1): Curci; Garics, Antonsson, Cherubin, Morleo; Perez, Taider; Kone, Diamanti, Gabbiadini; Gilardino.<BR>A disp.: Agliardi, Lombardi, Motta, Abero, Naldo, Carvalho, Khrin, Pazienza, Guarente,Christodoulopoulos, Pasquato, Moscardelli. All.: Pioli<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Sorensen<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Vucinic, Giovinco.<BR>A disp.: Storari, Caceres, Peluso, De Ceglie, Marrone, Isla, Padoin, Pogba, Giaccherini, Anelka, Matri, Quagliarella. All.: Conte<BR>Squalificati: nessuno<BR>Indisponibili: Bendtner, Pepe<BR><BR>C1007650adm001adm001bologna-juventus.jpgSiNserie-a-bologna-juventus-i-bianconeri-vogliono-allungare-probabili-formazioni-1010983.htmSiT1000007,T1000020100075501,02,03,06030476
1391010974NewsCalciomercatoJuventus, i convocati per il Bologna: torna Vidal20130315171345juventusJuventus al gran completo Juventus al gran completo per la sfida di domani sera contro il Bologna. Antonio Conte porta con sé in Emilia l'intero gruppo. Rispetto all'ultima sfida contro il Catania, riporta il sito ufficiale bianconero, tornano infatti a disposizione anche Martin Caceres, che ha recuperato dalla lombalgia, e Arturo Vidal, che domenica scorsa ha scontato il turno di squalifica, inflittogli dal giudice sportivo dopo il giallo rimediato a Napoli. Restano a casa solo Pepe e Bendtner, per i quali la stagione può considerarsi conclusa. In tutto sono 24 i giocatori convocati. Questo l'elenco completo:<br><br>PORTIERI: Buffon, Storari, Rubinho<br>DIFENSORI: Chiellini, Caceres, De Ceglie, Peluso, Barzagli, Bonucci, Lichtsteiner<br>CENTROCAMPISTI: Pogba, Marchisio, Padoin, Pirlo, Asamoah, Vidal, Giaccherini, Isla, Marrone<br>ATTACCANTI: Vucinic, Giovinco, Anelka, Quagliarella, Matri<br><br>C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-i-convocati-per-il-bologna-torna-vidal-1010974.htmSiT1000007100075701,02,03030319
1401010827NewsCampionatiJuventus-Catania, successo bianconero nel finale: le pagelle. Top Giaccherini e Andujar. Flop Giovinco20130310165813serie a, juventus, cataniaSerie A Juventus Catania PagelleFinale 1-0 (p.t. 0-0): 92' Giaccherini<BR><BR>ammoniti: Gomez, Biagianti, Spolli, Giaccherini&nbsp; espulsi: Maran <BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6; Chiellini 6, Bonucci 6, Barzagli 6; Asamoah 6 (74' Giaccherini 6.5), Marchisio 5.5, Pirlo 5.5, Pogba 6.5, Lichtsteiner 6; Giovinco 5 (65' Matri 5), Vucinic 5 (76' Quagliarella 5.5). A disposizione: Storari, Rubinho, Peluso, Isla, De Ceglie, Marrone, Padoin, Anelka. Allenatore: Antonio Conte 6<BR><BR>Catania (3-5-2): Andujar 6.5; Alvarez 6, Spolli 6 (85' Rolin s.v.), Bellusci 6; Izco 6, Biagianti 6 (80' Salifu 5.5), Lodi 6, Almiron 6, Marchese 6; Castro 6, Gomez 5 (82' Cani s.v.). A disposizione: Frison, Terracciano, Potenza, Sciacca, Augustyn, Ricchiuti, Keko, Barrientos, Doukara. Allenatore: Rolando Maran 6<BR><BR><BR><STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><BR><BR>Giaccherini: entra e risolve la partita.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><BR><BR>Giovinco: tocca pochi palloni e si vede poco.<BR><BR><STRONG><EM>Top Catania</EM></STRONG><BR><BR>Andujar: non troppo impegnato ma è perfetto nel respingere le poche occasione degli avversari.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Catania</EM></STRONG><BR><BR>Gomez: non incide.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNserie-a-juventus-catania-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010827.htmSiT1000007,T1000014100075701,02,03,06,09030264
1411010772NewsCampionatiCatania, Andujar: «Con la Juventus partita perfetta»20130307165920catania, andujarConferenza stampa a Torre del Grifo per il portiere del CataniaConferenza stampa a Torre del Grifo per il portiere del Catania, Mariano Andujar. "Juventus? La gara d'andata è ormai chiusa per noi. Affrontiamo la squadra più in forma del campionato e tra le più forti d'Europa. Giocare contro di loro è uno stimolo, dobbiamo fare la gara perfetta per portare a casa qualcosa dopo la sconfitta pesante contro l'Inter. Gli errori arbitrali dell'andata? Per me è un capitolo chiuso. Tutti ricordiamo cosa è successo, ma non si può pensare sempre a quelle cose. La sconfitta contro l'Inter? C'è rabbia e rammarico. Sappiamo che abbiamo perso un perso un treno importante, ma non cambia nulla. Abbiamo sbagliato tutto nel secondo tempo, ma andiamo avanti e pensiamo a non farli più. Per quanto mi riguarda io mi farò trovare sempre pronto e farò attenzione alle conclusioni da fuori area dato che con Pirlo e Pogba, i bianconeri sono sempre pericolosi. Difesa a tre o quattro? Se giocassimo a tre, i terzini avranno compiti più offensivi. Ieri abbiamo provato sia la difesa a tre sia a quattro ed oggi proveremo altrettanto. Buffon? Rimane per me il miglior della storia. Ieri ha fatto una parata incredibile. Un esempio per il mio ruolo. Argentina? Mi auguro di conquistarmi il posto da titolare, ma Romero è bravo. Ormai sono cinque anni che faccio parte della seleccion. Spero di guadagnarmi il posto, ma se non fosse così, sarei lo stesso contento".C1007650adm001adm001andujar.jpgSiNcatania-con-la-juventus-partita-perfetta-1010772.htmNoT1000014100075501,02,03030233
1421010761NewsCampionatiJuventus-Celtic Glasgow, le pagelle. Top Pogba e Quagliarella. Flop Izaguirre20130306225539champions league, juventus, celtic glasgowChampions elague Juventus Celtic Glasgow PagelleAllo Juventus Stadium i bianconeri di Conte non hanno problemi a chiudere la pratica ottavi di finale.<BR>Dopo il rassicurante 3-0 del Celtic Park, ci pensano Matri e Quagliarella, coppia offensiva finora inedita, a mettere in cassa forte la qualificazione.<BR>Esce dalla Champions League quindi il modesto Celtic di Lennon, incapace di tenere testa al team di Torino nei 180 minuti complessivi.<BR>La Juve passa con grande merito ed entra nel G8 d’Europa.<br><br> Risultato finale Juventus-Celtic 2-0: 24’ Matri, 66’ Quagliarella<BR>Ammoniti: 17’ Peluso, 65’ Izaguirre<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon 7, Barzagli 7, Marrone 6.5, Bonucci 6.5, Peluso 6 (58’ Asamoah 6), Pirlo 6.5 (69’ Giaccherini 6), Vidal 6.5 (66’ Isla 6), Pogba 7, Padoin 5.5, Matri 6.5, Quagliarella 7<BR>All. Conte 7<br><br> Celtic (4-2-3-1): Forster 6, Izaguirre 5, Wilson 5.5, Kayal 5.5, Matthews 6 (52’ Forrest 6), Wanyama 5 (45’ Ambrose 5.5), Ledley 6, Mulgrew 6, Commons 5 (73’ Nouioui 6), Samaras 5.5, Hooper 5.5<BR>All. Lennon 5<br><br> <EM><STRONG>Top Juventus</STRONG></EM><br><br> Pogba: partita magistrale del ragazzo francese classe ’93. Impressionante la tranquillità con cui gestisce ogni pallone, ogni difficoltà. Non c’è palcoscenico o competizione che lo metta in affanno. Paul Pogba vuol dire sicurezza.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Nessuno<br><br> <STRONG><EM>Top Celtic</EM></STRONG><br><br> Matthews: è obiettivamente difficile trovare un migliore in campo fra gli undici bianco-verdi scozzesi ma il terzino del team di Glasgow non fa una brutta figura. Fino al momento dell’infortunio non gioca una brutta gara. Certo, non crea azioni magiche, ma non commette nemmeno errori grossolani.<br><br> <STRONG><EM>Flop Celtic</EM></STRONG><br><br> Izaguirre: uno dei peggiori dello scacchiere di Lennon. In fase difensiva sbaglia tutto nell’occasione della realizzazione di Quagliarella, in fase offensiva spinge poco e male.<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0882FL0882nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNchampions-league-juventus-celtic-glasgow-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010761.htmSiT1000007100877901,02,03,06030383
1431010748NewsCampionatiChampions League, Juventus-Celtic Glasgow: giocano Isla e Marrone. Le probabili formazioni20130306110125champions, league, juventus, celtic glasgowQuesta sera alle 20.45 la JuventusQuesta sera alle 20.45 la Juventus forte del 3 a 0 dell'andata si gioca in casa il passaggio ai quarti di finale di Champions League. <br><br> Le probabili formazioni:<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Marrone; Isla, Pogba, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Quagliarella, Matri. A disposizione: Storari, Peluso, Lichtsteiner, Vidal, Giaccherini, Giovinco, Anelka. All.: Conte<br><br> Celtic Glasgow (4-4-2): Forster; Matthews, Ambrose, Wilson, Izaguirre; Ledley, Wanyama, Mulgrew, Forrest; Hooper, Samaras. A disposizione: Zaluska, Brown, Lustig, Watt, Commons, Miku, Lassad. All.: Lennon<br><br> Arbitro: Aydinus (Turchia)<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001isla-6.jpgSiNchampions-league-juventus-celtic-glasgow-giocano-isla-e-marrone-le-probabili-formazioni-1010748.htmSiT1000007100075501,02,03,06030301
1441010721NewsCampionatiIl punto del lunedì sulla serie A: la Juventus ad un passo dallo scudetto, Milan a valanga e rimontone Inter20130304161057serie aSerie A<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">La 27' giornata di serie A avvicina la Juventus alla conquista dello scudetto;i tifosi della vecchia Signora possono fare tutti gli scongiuri del caso ma i bianconeri frenano la rincorsa del Napoli, a cui il pareggio nello scontro diretto serve a poco. Continua invece la corsa al terzo posto del Milan, implacabile contro una Lazio ben lontana dalla forma migliore. L' Inter è corsara a Catania, dove riesce a compiere la rimonta perfetta e a conquistare i tre punti. In coda, il destino per Palermo, Siena e Pescara sembra già scritto e la serie Bwin è sempre più vicina. A nulla serve infatti il pari per i siciliani in casa del Torino, mentre le sconfitte interne delle altre due, rispettivamente contro Atalanta e Udinese, pregiudicano una situazione di classifica già deficitaria. Prima dei riassunti delle singole partite, in evidenza i TOP/FLOP della giornata. <!--?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /--><o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">TOP: Diamanti(Bologna)- trascina il Bologna alla vittoria contro l'ostica squadra del Cagliari. Il gol del trequartista ex West Ham e Brescia è un pezzo di bravura non da poco. Regala assist ai compagni e il mancino è sempre caldo. Dio in terra!<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">FLOP: Candreva(Lazio)- una bella partita la sua (siamo naturalemente ironici), durata appena 15 minuti, nei quali si distingue per un intervento scellerato al limite dell'area su El Shaarawy: le conseguenze sono, nell'ordine, rosso diretto al centrocampista laziale, uomo in meno che si fa sentire e biancocelesti che rischiano il tracollo in quel di San Siro. Autolesionista!<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">NAPOLI-JUVENTUS 1-1:<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>il match decisivo per lo scudetto va in scena in un San Paolo stracolmo e sognante. L'idillo viene però stroncato dopo appena dieci minuti, quando un cross di Pirlo pesca Chiellini in area, che dopo aver anticipato Britos, insacca di testa alle spalle di De Sanctis. Per il resto, il primo tempo è storia vecchia, i bianconeri continuano a presentare clamorose lacune in attacco, dove Vucinic spreca l'impossibile. E cosi' Inler prende l'ultimo treno per il pareggio, al termine della prima frazione, con un tiro deviato da Bonucci direttamente sotto l'incrocio dei pali. La ripresa è tutta partenopea ma Hamsik e ancora Inler trovano sulla loro strada un super Buffon. <o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">MILAN-LAZIO 3-0: la partita clou per il terzo posto resta aperta appena 15 minuti, ovvero prima che Candreva si faccia espellere per un fallaccio su El Shaarawy. L'uomo in più è oro colato per i ragazzi di Allegri che schiacciano la Lazio nella propria metà campo e passano in vantaggio con Pazzini al 40', per raddoppiare poco dopo con Boateng. E' ancora il Pazzo a chiudere i discorsi nella ripresa (minuto numero 60). Lazio sostanzialmente assente ingiustificata.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">TORINO-PALERMO 0-0: poche emozioni in questo scontro-salvezza, con il Torino più pericoloso degli ospiti, ma che alla fine si accontenta del pari. Per il Palermo la situazione è davvero drammatica: classifica più che precaria cui si somma la mancanza di gioco e di condizione.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">BOLOGNA-CAGLIARI 3-0: nella giornata del ricordo di Lucio Dalla, il Bologna incassa probabilmente i 3 punti che vogliono dire salvezza. La squadra di Pioli è ora a +11 sulla terz'ultima e anche i sardi restano relativamente tranquilli. Tre splendide reti regalano grandi emozioni al Dall'Ara: Taider al 5', Diamanti al 19' e Pasquato a tempo scaduto. Cagliari non pervenuto.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">CATANIA-INTER 2-3: la squadra di Maran si conferma bella, vivace frizzante, ma fallisce la partita che poteva permettere di coltivare sogni europei. Suicido perfetto in campo: avanti di due gol nel primo tempo, grazie a Bergessio e Marchese (7' e 19' minuto), grazie anche ad un Inter mal schierata. Ma la ripresa è un'altra storia: dentro Stankovic e soprattutto Palacio, il quale segna la doppietta decisiva, dopo il gol riapri-partita di Alvarez. <o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">FIORENTINA-CHIEVO 2-1: una Fiorentina poco bella ma cinica si rilancia dopo la sconfitta a Bologna. Il passaggio dal 3-5-2 al 4-3-3 non convince molto, ma dopo appena 4 minuti i viola sono già in vantaggio grazie a Pasqual. Il Chievo non ci sta ed è Cofie a riportare il risultato in parità. I clivensi tentano il colpaccio, per poi venire puniti a 10 minuti dalla fine dal rinforzo di Gennaio Larrondo.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">PESCARA-UDINESE 0-1: massimo risultato, minimo sforzo. L'Udinese di Guidolin porta a casa tre punti in quel di Pescara. Di Natale torna al gol, mentre gli abruzzesi non entrano mai in partita. Sconfitta che costa l'esonero a Bergodi, cui subentrerà probabilmente Bucchi.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">SAMPDORIA-PARMA 1-0: non è stata una partita entusiasmante quella tra due squadre di metà classifica, senza particolari patemi. La spuntano i padroni di casa, grazie a Icardi(58' minuto), mentre gli emiliani ci credono sino alla fine, ma non vanno oltre un palo di Amauri.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">SIENA-ATALANTA 0-2: il Siena spreca la possibilità di riaprire il discorso salvezza, cadendo in casa contro un'ottima Atalanta, in vantaggio già al 3' grazie a Bonaventura e pericolosa per tutta la prima frazione, soprattutto con Denis. Gli uomini di Iachini stentano, delude Emeghara e i bergamaschi raddoppiano al 68' ancora con Bonaventura.<o:p></o:p></font></font></span><br><br> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none;"><span lang="it" style="mso-ascii-font-family: Calibri; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-ansi-language: #0010;"><font size="3"><font face="Calibri">ROMA-GENOA 3-1: continua l'ottimo periodo della nuova Roma di Andreazzoli, che supera un ostico Genoa. Su rigore entrambe le prime realizzazioni: Totti al 16'(con "Er Pupone" che raggiunge Nordahl nella classifica dei migliori marcatori di sempre della serie A, con 225 reti) e Borriello al 42'. Un decisivo Stekelenburg stoppa i liguri e al 58' la Roma mette la freccia: sugli sviluppi di un corner Romagnoli, classe 1995, insacca alle spalle di Frey, mentre all'88 è il neo entrato Perrotta a chiudere il match.<o:p></o:p></font></font></span><br><br><br><br>C1007650FL0761FL0761milan-6.jpgSiNil-punto-del-lunedi-sulla-serie-a-juventus-ad-un-passo-dallo-scudetto-milan-a-valanga-e-rimontone-inter1010721.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100844901,02,03,06,07,08,09030676
1451010687NewsCampionatiNapoli-Juventus, le pagelle. Top Inler e Chiellini. Flop Vucinic20130301225414serie a, napoli, juventusSerie A Napoli Juventus PagelleLa partita tanto attesa del San Paolo finisce in parità. Apre Chiellini e riporta in parità il match Inler.<BR><BR>Finale 1-1 (p.t. 1-1): 10' Chiellini, 42' Inler (N)<BR><BR>ammoniti: Vidal, Chiellini, Peluso, Cavani, Behrami, Cannavaro, Zuniga espulsi: <BR><BR>Napoli (3-4-1-2): De Sanctis 6.5; Campagnaro 6, Cannavaro 6, Britos 5 (1' st Dzemaili 5.5); Maggio 5.5, Behrami 5.5, Inler 7 (39' st Armero s.v.), Zuniga 6; Hamsik 6.5; Pandev 5 (22' st Insigne 6), Cavani 5.5.<BR>A disp.: Rosati, Rolando, Gamberini, Mesto, Donadel, El Kaddouri, Calaiò. All.: Mazzarri 6<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6.5; Barzagli 6, Bonucci 6, Chiellini 7; Lichtsteiner 6, Vidal 6, Pirlo 6.5, Marchisio 6 (46' st Padoin s.v.), Peluso 6; Vucinic 5 (40' st Pogba s.v.), Giovinco 5 (29' st Matri 5.5).<BR>A disp: Storari, Rubinho, Asamoah, Marrone, Isla, Giaccherini, Quagliarella. All.: Conte 6<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><STRONG><EM>Top Napoli</EM></STRONG><BR><BR>Inler: una prodezza quella che consente ai suoi di paeggiare.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Napoli</EM></STRONG><BR><BR>Britos: tanti errori e soprattutto si va sovrastare nell'episodio della rete subita.<BR><BR><STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><BR><BR>Chiellini: rientra da titolare e fa valere la sua stazza sulla rete del momentaneo vantaggio.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><BR><BR>Vucinic: poche palle giocate e si divora la rete del possibile raddoppio.<BR><BR>C1007650adm001adm001giorgio_chiellini_infortunio_polpaccio-586x390.jpgSiNserie-a-napoli-juventus-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010687.htmSiT1000007,T1000017100075501,02,03,06,08030418
1461010679NewsCampionatiNapoli, ag. Maggio: «E` condizionato dal tutore»20130301165151napoli, maggioMancano poche ore al big-match del San PaoloLuci su Napoli-Juventus. Mancano poche ore al big-match del 'San Paolo' e Walter Mazzarri si affiderà per l'occasione molto probabilmente al 'fidato' Maggio per arginare la freccia Asamoah: "Non so se Christian questa sera sarà titolare - ha esordito a 'Radio CRC' Massimo Braschi, agente del calciatore -. L'infortunio del mio assistito è caduto in un momento brillante e questo condiziona parecchio le sue prestazioni: giocare con un tutore, infatti, procura sempre fastidio. Un pronostico? Sono sicuro che stasera assisteremo ad una bella partita, immagino che ci saranno anche tanti gol. Pirlo si marca ad uomo. Gli appellativi al centrocampista bianconero si sprecano e, fossi in Mazzarri, metterei Behrami su di lui". C1007650adm001adm001maggio-6.jpgSiNnapoli-agente-maggio-e-condizionato-dal-tutore-1010679.htmNoT1000017100075501,02,03030172
1471010667NewsCampionatiNapoli-Juventus, decisiva solo per gli azzurri. Le probabili formazioni20130301115845napoli, juventusUna partita che vale una stagioneUna partita che vale una stagione, inutile girarci intorno. <br><br> <BR>LE PROBABILI FORMAZIONI<br><br> Napoli (3-4-1-2) - De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Britos; Maggio, Behrami, Inler, Zuniga; Hamsik; Pandev, Cavani.<br><br> Juventus (3-5-2) - Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Giovinco, Vucinic.<br><br>C1007650adm001adm0011426276-cama.jpgSiNnapoli-juventus-decisiva-solo-per-gli-azzurri-le-probabili-formazioni-1010667.htmSiT1000007,T1000017100075501,02,03,06,08030336
1481010646NewsCampionatiSerie A, Napoli e Juve a confronto: i testa a testa del big match del San Paolo20130227214031Napoli,Juventus,Serie A,scudettoI duelli più interessanti della partita che vale una grossa fetta dello scudetto Dopo la 26esima giornata di campionato che ha visto la Juventus archiviare con facilità la pratica Siena e il Napoli accontentarsi del pari nella dura trasferta di Udine, la classifica recita un +6 dei bianconeri che assegna ancor di più il ruolo di match decisivo e spartiacque allo scontro diretto di Venerdì sera fra le prime due forze della Serie A. Il big match, infatti, profuma un po' di ultima chance per gli azzurri di avvicinarsi alla testa della classifica e di ghiotta occasione, invece, per gli uomini di Conte, che&nbsp;metterebbero una seria ipoteca sulla conquista del titolo. Ma presentiamo le probabili sfide individuali del match del San Paolo mettendo a confronto per ruolo le stelle delle due formazioni.<BR><BR>CAVANI vs VUCINIC: Apparentemente è un duello senza storia perchè i 18 gol del Matador contro i 6 di Vucinic dovrebbero parlare da sè, ma la crisi del gol che nelle ultime settimane ha colpito l'uruguaiano scalfisce ogni certezza degli azzurri in fase di realizzazione i quali, Europa League inclusa, non vanno in rete da quattro partite consecutive.<BR>Due calciatori molto diversi tra loro, ma fondamentali per le loro rispettive squadre. Veloce, potente, a tratti devastante Cavani, imprevedibile, tecnico e pieno di fantasia il montenegrino.<br><br> HAMSIK vs MARCHISIO: Più offensivo e più predisposto a servire assist prelibati per i compagni lo slovacco, più arretrato e utilissimo in fase di copertura il "Principino". I due, però, hanno una caratteristica molto importante in comune: l'inserimento. Sia Hamsik che Marchisio, infatti, sono estremamente abili nell'inserirsi da dietro essendo capaci di sorprendere&nbsp;diverse volte le retroguardie avversarie, un fiuto particolare nella lettura dell'azione che permette ad entrambi di terminare spesso in doppia cifra la stagione. Il trequartista napoletano, però, ha dalla sua l'appellativo di "bestia nera" della Juventus grazie alle sei reti con cui ha trafitto Buffon nell'arco della sua carriera.<BR><BR>INLER vs PIRLO: I giocatori da cui partono quasi tutte le azioni delle due squadre. Registi dal talento sopraffino che sono in grado di sfornare all'occorrenza lunghi lanci in grado di&nbsp;trovare impreparate&nbsp;le difese e mettere in condizione i compagni di andare in gol. Molto efficace è&nbsp;l'asse Pirlo-Lichtsteiner con cui la Juve è andata spesso&nbsp;in gol grazie ai tagli del terzino svizzero prontamente pescato dai piedi raffinati del mediano bianconero. Da tenere d'occhio il tiro da fuori di Inler, nonchè le punizioni di Pirlo che sono andate ben 5 volte a buon fine in questa stagione.<BR><BR>CANNAVARO vs BARZAGLI: Il capitano azzurro è l'anima della sua compagine. Difensore di grande carattere e di sicuro affidamento che negli ultimi anni ha migliorato in modo esponenziali le sue prestazioni. Barzagli, insieme a Pirlo, è il grande colpo low cost di cui può vantarsi la Juventus. Davvero ai limiti del possibile la costanza di rendimento che da un anno e mezzo a questa parte esprime il difensore toscano, sempre impeccabile nelle chiusure e insuperabile nel gioco aereo.<BR><BR>DE SANCTIS vs BUFFON: Ed ecco i numeri uno. Morgan De Sanctis è un portiere molto esperto, dotato di ottimi riflessi e buon mestiere. Ha rappresentato sempre una sicurezza fra i pali, anche se il meglio di sè lo ha dato proprio a Napoli, riconquistando anche la Nazionale. Una leggenda vivente il portiere bianconero, simbolo dell'attaccamento alla maglia e della juventinità mai abbandonata neanche dopo gli esiti di Calciopoli che hanno visto la Juve disputare la Serie B. Secondo molti è ancora il migliore al mondo nel suo ruolo, ciò che è certo è che Gigi è&nbsp;ancora una certezza&nbsp;su cui costruire presente e futuro della Signora. Staremo a vedere, dunque, se i protagonisti del match più atteso dell'anno saranno quelli appena citati o altri uomini che faranno parte dell'undici titolare&nbsp;di Mazzarri e Conte o&nbsp;magari se saranno decisivi&nbsp;i cambi in corso d'opera, vedi&nbsp;gli ingressi&nbsp;di Caceres e Pogba che hanno&nbsp;permesso di portare a casa&nbsp;il primo round della sfida a Torino.&nbsp;&nbsp;<BR><BR><BR><BR><BR><br><br>C1007650FL0657FL06571426276-cama.jpgSiNnapoli-juventus-serie-a-i-testa-a-testa1010646.htmSiT1000007,T1000017100664701,02,03,06,08030462
1491010593NewsCampionatiJuventus-Siena, le pagelle. Top Lichsteiner e Pogba. Flop Pegolo20130224170319serie a, juventus, sienaSerie A Juventus Siena Pagelle Andare a più sette era l’obiettivo numero uno.<BR>Conte aveva richiamato pubblico e giocatori: l’imperativo era non sottovalutare il Siena di Iachini, capace di rientrare in una corsa salvezza insperata.<BR>I suoi uomini hanno risposto egregiamente, impacchettando una partita perfetta e priva di sbavature: 3-0 e tutti a casa.<BR>La Juve domina il Siena senza troppi problemi: ottima come sempre la retroguardia, perfetti gli inserimenti di Lichsteiner, bellissime le due conclusioni di Giovinco e Pogba.<BR>Ora tutti a guardare Udinese-Napoli, nella speranza di arrivare al confronti di venerdì con un buon vantaggio.<br><br> Risultato finale Juventus-Siena 3-0: 30’ Lichsteiner, 75’ Giovinco, 90’ Pogba<BR>Ammoniti: 24’ Della Rocca, 39’ Bonucci<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon 6.5, Peluso 6.5, Barzagli 7, Bonucci 7, Lichsteiner 7, Pogba 7, Marchisio 6, Pirlo 6.5, Asamoah 6 (77’ Chiellini 6), Vucinic 6 (65’ Matri 6), Giovinco 7 (81’ Giaccherini s.v)<BR>All. Conte 7<br><br> Siena (3-4-2-1): Pegolo 4.5, Texeira 6, Terlizzi 5, Felipe 5, Belmonte 5.5, Bolzoni 5, Della Rocca 5.5, Rubin 6, Rosina 5 (74’ Salvador Agra 6), Valiani 5.5 (65’ Pozzi 5), Emeghara 6<BR>All. Iachini 5<br><br> <STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Lichsteiner: apre le danze con un gol fortunato ma pesantissimo. Mette la partita in discesa e di fatto apre e chiude il match. La sfida tra svizzeri con Emeghara la vince indubbiamente Stephan.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Nessuno<br><br> <STRONG><EM>Top Siena</EM></STRONG><br><br> Emeghara: invisibile fino al 80’ quando stacca su un cross bellissimo di Salvador Agra e rischia di realizzare un gol strepitoso. Buffon nega al giovane Innocent il quinto gol in serie A, in altrettante partite.<br><br> <STRONG><EM>Flop Siena</EM></STRONG><br><br> Pegolo: d’accordo, è anche sfortunato nell’occasione del primo gol, ma certo non è proprio un’uscita perfetta. Totalmente impreciso anche sul gol di Giovinco, quando si fa bucare sul primo palo.<br><br>C1007650FL0882FL0882lichsteiner.jpgSiNserie-a-juventus-sinea-pagelle-top-flop-risultati-marcatori-1010593.htmSiT1000007,T1000025100877901,02,03,06,08030412
1501010579NewsCampionatiJuventus, i convocati: torna Chiellini20130223144913juventus, sienaQuesto l`elenco completo dei giocatori a disposizione di Antonio Conte Questo l'elenco completo dei giocatori a disposizione di Antonio Conte per la sfida contro il Siena:<br><br> 1 Buffon, 3 Chiellini, 6 Pogba, 8 Marchisio, 9 Vucinic, 12 Giovinco, 13 Peluso, 15 Barzagli, 18 Anelka, 19 Bonucci, 20 Padoin, 21 Pirlo, 22 Asamoah, 23 Vidal, 24 Giaccherini, 26 Lichtsteiner, 27 Quagliarella, 30 Storari, 32 Matri, 33 Isla, 34 Rubinho, 39 Marrone.<br><br>C1007650adm001adm001giorgio_chiellini_infortunio_polpaccio-586x390.jpgSiNjuventus-i-convocati-torna-chiellini-1010579.htmSiT1000007100075501,02,03,06030168
1511010526NewsCampionatiMilan, Berlusconi: «Mi hanno sottratto Pirlo alle spalle. Volevo tenerlo. Mi piace Verratti»20130219120026milan, berlusconiIntervista esclusiva di Silvio Berlusconi Intervista esclusiva di Silvio Berlusconi ai microfoni di SportMediaset. Il patron rossonero torna sulla marcatura a uomo per Leo Messi "Muntari e Flamini giocheranno sull'argentino", così come sull'addio di Andrea Pirlo: "Lo volevo tenere - afferma Berlusconi, me l'hanno sottratto dalle spalle. Ma ora abbiamo Montolivo. E per il futuro siamo interessati a Verratti". Infine, conferma Allegri: "Può aprire un ciclo, ma dipende dai risultati". C1007650adm001adm001pirlo-6.jpgSiNmilan-berlusconi-mi-hanno-sottratto-pirlo-alle-spalle-volevo-tenerlo-mi-piace-verratti-1010526.htmSiT1000027100075501,02,03,07010245
1521010519NewsCampionatiConte che fai. Perché non cambi?20130218202840juventus, conteLa deludente ma non tanto sorprendente prestazione della Juventus all’Olimpico di Roma, pone molti interrogativi. Già da molto tempo sosteniamo la necessità di dare fiato a un gruppo di giocatori che in un anno e mezzo di campionato, hanno tirato fuori l’anima e forse qualcosa di piùLa deludente ma non tanto sorprendente prestazione della Juventus all’Olimpico di Roma, pone molti interrogativi. Già da molto tempo sosteniamo la necessità di dare fiato a un gruppo di giocatori che in un anno e mezzo di campionato, hanno tirato fuori l’anima e forse qualcosa di più. Bonucci, (Chiellini si salva perché infortunato) Barzagli, Lichtsteiner, Pirlo, Marchisio, Vidal, Asamoah, Vucinic e a turno Giovinco e Matri. Sempre gli stessi a correre, interdire e attaccare gli spazi in maniera forsennata, così come pretende Conte, il coach premiato con la panchina d’oro come riconoscimento al miglior allenatore del campionato 2011-’12. Un Tour de Force&nbsp; di incredibile sforzo psicofisico, un dispendio di energie mentali e fisiche che non permettono a nessun campione al mondo di non riposare per qualche turno. Ma la Juventus ha un parco giocatori invidiabile. Quagliarella, Peluso, Caceres, Isla, Giaccherini, Marrone, utilizzati a spizzichi e bocconi, perché? Dopo la stupenda partita di Champions contro il Celtic, Conte avrebbe dovuto cambiare almeno quattro o cinque giocatori che costituiscono l’asse portante della Juventus che apprezziamo ormai dall’anno scorso e che si trova a meraviglia nel sistema tattico voluto dal suo allenatore. E’ vero che squadra che vince non si tocca, tuttavia, sembra quasi un pensiero comune quello di non cambiare alcuni giocatori pur senza sconvolgere l’assetto tattico ormai consolidato. Sembra quasi non volere far torto a giocatori che hanno dato tanto ottenendo ottimi risultati, ma che non si devono cambiare per non urtare la loro suscettibilità. <br><br> Queste considerazioni ci riportano indietro nel tempo, quando il C.T. Prandelli non si sentì di cambiare alcuni giocatori della Nazionale in occasione della finale Europea contro la Spagna. Un errore fatale che costò una bruttissima figura alla nostra Nazionale Italiana e la conseguente vittoria degli spagnoli offertagli in un piatto d’oro. Riteniamo che certe scelte debbano essere prese in considerazione del fatto che un gruppo di professionisti del pallone deve capire l’importanza di stare in panchina o in tribuna, anche dopo essere stati artefici di tante vittorie. Riposare non è per niente irriverente e avvilente, anzi la cosa deve inorgoglire. Ma questo tipo di cultura sembra non essere consona a quasi tutti gli allenatori che, forse per timore di sbagliare e di non creare musi lunghi, si affidano ai soliti affidabili “condottieri”. La Juventus, e Conte in particolare, avrebbe dovuto agire in questo modo. Vidal, Asamoah, Vucinic, non sono mai entrati in partita e gli altri non sono mai arrivati prima sul pallone. Sempre in ritardo e con idee confuse. Quella non era la vera Juventus, non poteva esserlo. Adesso urge ravvedersi, almeno se si vuole portare avanti con la stessa determinazione sia il Campionato che la Champions. Oltretutto, la Juve di Conte deve rallegrarsi che il Napoli non ha saputo approfittare della ghiotta occasione di recuperare tre punti. Questo è un segnale evidente, che la sorte è dalla parte dei bianconeri. Ma fino a quando?<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711c-33509839.jpgSiNconte-che-fai-perche-non-cambi-1010519.htmSiT1000007100451001,02,03,06,08030353
1531010478NewsCampionatiSerie A, Roma-Juventus 1-0. Le pagelle: Top Totti e Lamela. Flop Vidal e Asamoah20130216231719Roma,Juventus,anticipo,pagelleI voti della sfida dell`Olimpico tra Roma e JuventusAll'Olimpico la nuova Roma di Andreazzoli cerca di scacciare la crisi di risultati che non la vede ancora vittoriosa in questo 2013, ma ha di fronte la capolista Juve che proviene dal trionfo di Champions League&nbsp;in terra scozzese contro il Celtic.<BR>Diametralmente opposto, dunque, è il morale delle due squadre ma è unico l'obiettivo di entrambe: portare a casa i tre punti. I bianconeri impongono il proprio gioco guidato dalle solite geometrie di Pirlo e dalla corsa ininterrotta degli esterni, ma il tridente giallorosso dimostra di aver le capacità di impensierire gli ospiti. Al 10' minuto, infatti, Osvaldo riesce ad eludere la marcatura della difesa della Signora e supera anche Buffon, ma si defila eccessivamente e fallisce l'occasione di portare in vantaggio i suoi. Al 18' Pirlo con una punizione precisa chiama Stekelemburg ad un grande intervento negando la gioia del gol al centrocampista bresciano. Pochi minuti dopo, lo stesso regista bianconero subisce un brutto fallo da Francesco Totti che interviene con i tacchetti direttamente sul ginocchio destro dell'avversario. Ma per fortuna non è nulla di grave. Il primo tempo si chiude&nbsp;quindi sullo 0 a 0. <BR>Nella ripresa parte bene la Roma che sfiora il gol ancora con Osvaldo. Risponde Vucinic con un tiro pericoloso al limite dell'aria che sembrava rievocare il gol contro la Fiorentina e poi Matri che però non trova disattento il portiere giallorosso. L'occasione più nitida del match arriva sulla testa di Osvaldo che a un metro dalla porta non riesce ad angolare la traiettoria. Ma il gol è nell'aria e all' 11' Totti sfrutta una respinta molle di Vidal sugli sviluppi di un calcio da fermo e lascia partire un bolide che coglie di sorpresa Buffon e che si infila all'incrocio dei pali. Dieci minuti dopo, un'azione di contropiede sorpende i bianconeri e libera De Rossi in aerea di rigore ma il mediano della Nazionale cicca clamorosamente l'appuntamento con il pallone e con il raddoppio. Sterile la controffensiva della Juventus che cerca il pareggio facendo esordire anche Anelka nel nostro campionato e provando a mettere pressione con il 4-3-3 ridisegnato da Conte, ma non c'è nulla da fare. Vince la Roma che , soprattutto nel secondo tempo, ha dato l'impressione di sovrastare gli avversari come poche altre squadre erano riuscite a fare nel corso di questa stagione.&nbsp;Le tre partite in sette giorni&nbsp;hanno&nbsp;pesato palesemente sulle gambe dei bianconeri che pagano soprattutto&nbsp;il grande dispendio di energie della gara del&nbsp;Celtic Park.&nbsp;<BR><BR>ROMA (3-4-2-1): Stekelenburg 6; Piris 7, Burdisso 6,5, Marquinhos 7; Torosidis 7, Pjanic 6,5 (dal 22' s.t Bradley 6), De Rossi 6,5, Marquinho 6 (dal 37' s.t Balzaretti s.v); Lamela 7, Totti 7,5 (dal 42' s.t Florenzi s.v); Osvaldo 6,5. Allenatore: Andreazzoli.<BR><BR>JUVENTUS (3-5-2): Buffon 6; Barzagli 5,5, Bonucci 5,5, Caceres 6,5; Lichtsteiner 6,5, Vidal 5(dal 26' s.t Anelka 6), Pirlo 5,5, Pogba 6, Asamoah 5 (dal 10' s.t Padoin 5,5); Matri 5, Vucinic 5 (dal 10 s.t Giovinco 5). Allenatore: Conte.<BR><br><br> TOP ROMA<BR><BR>Totti: In un momento così delicato per la storia recente dei giallorossi non poteva che essere lui a risollevare la squadra dalla crisi. Fondamentale la sua fantasia al servizio dei compagni, micidiale come sempre il suo destro.<BR><BR>FLOP ROMA<BR><BR>Nessuno.<BR><BR>TOP JUVENTUS<BR><BR>Lichtsteiner: Le sue sortite offensive sulla fascia sembrano l'unica arma in grado di dare fastidio alla formazione romanista<BR><BR><BR>FLOP JUVENTUS<BR><BR>Vidal: Spento, a tratti irriconoscibile. Non il guerriero che siamo abituati a veder lottare in campo<BR><BR>Asamoah: Soffre visibilmente il rientro dalla Coppa d'Africa. Non spinge quasi mai e va in difficoltà sulle discese di Torosidis nella sua zona di competenza.<BR><BR><br><br>C1007650RomaFL0657FL0657totti_nuove_010.jpgSiNroma-juventus-pagelle-anticipo-1010478.htmSiT1000007,T1000012100664701,02,03,06030402
1541010470NewsCampionatiRoma-Juventus, Totti e Matri favoriti dall`inizio. Le probabili formazioni20130216122155roma, juventusAnticipo che si preannuncia spettacolare tra Roma e JuventusAnticipo che si preannuncia spettacolare tra Roma e Juventus. Giallorossi reduci da un periodo molto negativi e bianconeri che di contro cercano continuità dopo il roboante successo col Celtic. Match ore 20.45.<BR><BR>Probabili formazioni:<BR><BR><BR>ROMA (3-5-2): Stekelenburg; Piris, Marquinhos, Burdisso; Torosidis, De Rossi, Bradley, Pjanic, Balzaretti; Lamela, Totti.<BR>A disposizione: Goicoechea, Lobont, Romagnoli, Taddei, Perrotta, Lucca, Tachtsidis, Florenzi, Marquinho, Nico Lopez, Osvaldo.<BR>Allenatore: Andreazzoli<BR><BR>JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Caceres; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Matri, Vucinic.<BR>A disposizione: Storari, Rubinho, Giaccherini, Isla, Marrone, Padoin, Quagliarella, Anelka, Giovinco.<BR>Allenatore: Conte<BR><BR>C1007650adm001adm001romma.jpgSiNroma-juventus-totti-e-matri-dall-inizio-le-probabili-formazioni-1010470.htmSiT1000007,T1000012100075501,02,03,06030337
1551010462NewsCampionatiJuventus, i convocati per la Roma20130215185542roma, juventusSono 20 i giocatori convocati da Antonio Conte Sono 20 i giocatori convocati da Antonio Conte per la gara contro il Roma, in programma sabato sera alle 20.45, allo stadio Olimpico. Nella lista diramata dal tecnico al termine della rifinitura sostenuta a Vinovo, non figurano gli squalificati Marchisio e Peluso, mentre rientra Bonucci che, dopo l'ottima prova di Glasgow, torna anche in campionato, avendo scontato contro Chievo e Fiorentina i due turni di stop inflittigli dal giudice sportivo.<br><br> Era già presente in Scozia e ora è nuovamente a disposizione anche per la competizione nazionale anche Kwadwo Asamoah, impegnato nell'ultimo mese in Coppa d'Africa.<br><br> Questo l'elenco completo dei giocatori che prendono parte alla trasferta nella capitale:<br><br> 1 Buffon<BR>4 Caceres<BR>6 Pogba<BR>9 Vucinic<BR>12 Giovinco<BR>15 Barzagli<BR>18 Anelka<BR>19 Bonucci<BR>20 Padoin<BR>21 Pirlo<BR>22 Asamoah<BR>23 Vidal<BR>24 Giaccherini<BR>26 Lichtsteiner<BR>27 Quagliarella<BR>30 Storari<BR>32 Matri<BR>33 Isla<BR>34 Rubinho<BR>39 Marrone<br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNjuventus-i-convocati-per-la-roma-1010462.htmNoT1000007100075501,02,03,06030184
1561010410NewsCampionatiChampions League, Celtic-Juventus: le pagelle. Top Marchisio e Vucinic. Flop Wilson20130212225615champions league, celtic, juventusChampions League Celtic Juventus PagelleFinale 0-3 (p.t. 0-1): 3' Matri, 78' Marchisio, 83' Vucinic<br><br> <BR>ammoniti: Lichtsteiner, Padoin, Marchisio, Hooper, Forrest, Brown&nbsp; espulsi: <br><br> Celtic (4-4-2): Forster 5; Lustig 6 (14' st Matthews 5), Wilson 5, Ambrose 5, Izaguirre 5; Forrest 5, Brown 5 (35' st Kayal 5), Wanyama 5, Mulgrew 5; Commons 5 (28' st Watt 5), Hooper 5.5. A disp.: Zaluska, Nouioui, Ledley, Miku. All.: Lennon 5<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon 6.5; Barzagli 7, Bonucci 7, Caceres 7; Lichtsteiner 6, Marchisio 7.5, Pirlo 6.5, Vidal 6.5, Peluso 6 (24' st Padoin 6); Matri 6.5 (36' st Pogba s.v.), Vucinic 7 (40' st Anelka s.v.). A disp.: Storari, Marrone, Giovinco, Quagliarella. All.: Conte 7<br><br> <BR><STRONG><EM>Top Celtic</EM></STRONG><br><br> nessuno<br><br> <STRONG><EM>Flop Celtic</EM></STRONG><br><br> Wilson: il reparto non regge le offensive dei bianconeri.<br><br> <STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Marchisio: ovunque trascina i suoi al successo e alla probabili qualificazione.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> nessuno<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001marchisio.jpgSiNchampions-league-celtic-juventus-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010410.htmSiT1000007100075501,02,03,06030236
1571010385NewsCampionatiChampions League, Celtic-Juventus: Matri favorito su Giovinco. Le probabili formazioni20130212165835celtic, juventusCeltic Juventus Probabili FormazioniQuesta sera alle 20.45, visibile su Sky e Mediaset Premium, riparte anche la Champions League per l'andata degli ottavi. La Juventus affronterà il Celtic di Glasgow. Bisogna risalire al 2005 per ritrovare le due formazioni contro e addirittura al 2001 per trovare un precedente in cui gli scozzesi sempre agli ottavi ebbero la meglio sui bianconeri. <BR><BR>Le probabili formazioni:<BR><BR>Celtic (4-4-2): Forster; Lustig, Wilson, Mulgrew, Izaguirre; S. Brown, Wanyama, Ledley, Commons; Samaras, Hooper. A disp.: Zaluska, Rogne, Igrhim, Watt, Miku, Lassad. All.: Lennon.<BR><BR>Juventus(3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Caceres; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Peluso; Matri, Vucinic. A disp.: Storari, Marrone, Pogba, Asamoah, Giaccherini, Giovinco, Quagliarella. All.: Conte.<BR><BR>Arbitro: Undiano Mallenco (Spagna)<BR><BR>C1007650adm001adm001mirko-vucinic-braccia-aperte.jpgSiNchampions-league-celtic-juventus-matri-favorito-su-giovinco-le-probabili-formazioni-1010385.htmSiT1000007100075501,02,03,06030363
1581010362NewsEditorialeSerie A: il ritorno di Milito, le manovre di Pirlo e lo «scippo» di Osvaldo. Top e Flop della 24a giornata20130211165026serie aSerie ALa rinascita fragorosa della Juventus, il ritorno dell’Inter e la solidità di Napoli e Lazio fra i top di giornata. Il tonfo della Fiorentina, con i brutti gesti di Viviano e dei tifosi fiorentini con i beceri riferimenti all’Heysel, il gestaccio di Delio Rossi e l’ennesimo stop della Roma, tra i flop. <BR><BR>TOP<BR><BR>Agazzi – Quando vede le grandi si esalta. Frena Balotelli nel finale di Cagliari–Milan e tiene in vita un pari che sa persino di beffa.<BR><BR>Ranocchia – Imperioso sullo stacco del secondo gol interista al Chievo. Rinato dopo la scorsa stagione da brividi.<BR><BR>Barzagli – Qualcuno dice che potrebbero togliere la Mole Antonelliana e metterci lui. Granitico.<BR><BR>Pirlo – Tocca una quantità mostruosa di palloni a gara. E ne sbaglia, allo stesso modo, una quantità minima. Mago.<BR><BR>Diamanti – Il vero fulcro del Bologna. Non in grandissimo spolvero, ma sempre decisivo per lesorti dei suoi.<BR><BR>Floccari – Sostituisce Klose come meglio non potrebbe, è l’uomo più in forma della Lazio.<BR><BR>Milito – Torna al gol dopo tempo e certifica la tanto attesa rinascita della truppa nerazzurra.<BR><BR>Formazione Top: Agazzi; Campagnaro, Ranocchia, Barzagli; Vidal, Pirlo, Diamanti, Lamela; Floccari, Milito, G. Sansone.<BR><BR>FLOP<BR><BR>Viviano – Ha perso il posto da titolare, l’ha riguadagnato a fatica. Ma dopo la prestazione incerta dello Juventus Stadium,è possibile che torni alle origini. Cioè in panchina.<BR><BR>Astori – Da un Nazionale ci si aspetta meno ingenuità. Regala un rigore ingenuo al Milan e lascia i suoi in dieci.<BR><BR>Burdisso – Naufraga in una Roma ancora nelle sabbie mobili e si rende protagonista di un brutto battibecco con Delio Rossi.<BR><BR>Donati – Palermo ancora in grande crisi nonostante il nuovo tecnico. La sua esperienza dovrebbe spiccare, invece non rende.<BR><BR>Muntari – Fa parlare ancora per il suo gol – non gol di Milan–Juventus della scorsa stagione. Dopo di che solo tanto fumo e pochissimo arrosto. <BR><BR>Osvaldo – Pessima idea rubare la scena a Totti sul rigore che poteva riaprire qualche spiraglio alla Roma. Pessima idea tirarlo in quella maniera.<BR><BR>Pandev – Continua ad essere il vero tassello negativo della rosa di Mazzarri. Evanescente.<BR><BR>Formazione Flop: Viviano; Mexes, Astori, Burdisso; Donati, Muntari, Bradley, Pizarro; Osvaldo, Pandev, Jovetic.<BR><BR>Gabriele Cavallaro<BR><BR><BR>C1007650adm001adm001osvaldo-6.jpgSiNserie-a-il-ritorno-di-milito-le-manovre-di-prilo-e-lo-scippo-di-osvaldo-top-r-flop-della-ventiquattresima-giornata-1010362.htmSi100075701,02,03,06,07,08,09030580
1591010346NewsCampionatiIncredibile: Viviano scambia la maglia con Pirlo e poi la getta FOTO20130210121831vivianoVivianoInsolito episodio successo alla fine della del match tra Juventus e Fiorentina. Viviano dopo aver scambiato la maglia con Pirlo, getta la stessa prima di rientrare negli spogliatoi. Sopra la foto tratta dal web.C1007650adm001adm001viviano-6.jpgSiNincredibile-viviano-scambia-la-maglia-con-pirlo-e-poi-la-getta-1010346.htmSiT1000024100075501,02,03,06030298
1601010334NewsCampionatiJuventus inarrestabile contro la Fiorentina. Decidono Vucinic e Matri20130209202115juventus, fiorentinaJuventus FiorentinaLa Juventus vince l'accesa sfida contro la Fiorentina. Prova convincente anche sotto l'aspetto caratteriale dei ragazzi di Conte. Decidono Vucinic e Matri.<br><br> Finale Juventus-Fiorentina 2-0 (p.t. 2-0): 20' Vucinic, 41' Matri<br><br> ammoniti: Cuadrado, Viviano, Marchisio, Peluso&nbsp; espulsi:<br><br> <BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Marrone, Peluso; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, De Ceglie (15' st Caceres); Vucinic (17' st Giovinco), Matri (30' st Pogba). A disp.: Storari, Rubinho, Padoin, Giaccherini, Quagliarella, Anelka. All. Alessio<br><br> Fiorentina (3-5-2): Viviano; Roncaglia, Rodriguez, Savic (1' st Tomovic); Cuadrado, Romulo, Pizarro, Borja Valero, Pasqual; Jovetic (29' st Ljajic), Toni (12' st El Hamdaoui). A disp.: Neto, Lupatelli, Compper, Bernardeschi, Wolski, Capezzi, Llama, Larrondo. All.: Montella.<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001mirko-vucinic-braccia-aperte.jpgSiNjuventus-inarrestabile-contro-la-fiorentina-decidono-vucinic-e-matri-1010334.htmSiT1000007100075501,02,03,06030253
1611010335NewsCampionatiSerie A, Juventus-Fiorentina: le pagelle. Top Vucinic e Vidal. Flop Jovetic e Roncaglia20130209195914Juventus,Fiorentina,anticipoI voti del primo anticipo della 24esima giornata di Serie AL'anticipo delle 18 della 24esima giornata di Serie A ha visto in scena una delle sfide storiche del nostro campionato: Juventus-Fiorentina. Primo tempo tutto a tinte bianconere. Come raramente si è visto nelle ultime due stagioni, Pirlo non riceve nessuna marcatura ad uomo e viene lasciato volutamente libero di agire. Il regista bresciano prova ad approfittarne disegnando delle parabole che permettono più volte ai suoi compagni di concludere davanti la porta, ma senza fortuna.<BR>Ma al 20' Vucinic si inventa una conclusione da lontano che si infila alle spalle di Viviano. Qualche minuto più in là lo stesso centravanti si trova tutto solo di fronte al portiere ma si fa ipnotizzare dallo stesso e fallisce clamorosamente una ghiotta occasione per firmare il bis. Il raddoppio però è nell'aria. Al 41' Vidal riesce ad eseguire uno stop difficile in mezzo a due avversari, dribbla Savic e ha la lucidità di servire Matri che mette in rete, perdendo insolitamente una scarpa nell'impatto col pallone. Nella ripresa il copione resta sempre lo stesso: monologo Juve e Fiorentina poco incisiva. <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6&nbsp;; Barzagli 6,5, Marrone 6, Peluso 6, Lichtsteiner 6,5, Marchisio 6, Pirlo 7, Vidal 7, De Ceglie 6,5(dal 13' s.t Caceres 6&nbsp;)&nbsp;; Vucinic 7(dal 16' s.t Giovinco 6), Matri 7(Pogba 30)<BR><BR>Fiorentina (3-5-2): Viviano 6; Savic 5 (dal 1' s.t Tomovic 6 ), Rodriguez 5, Roncaglia 5, Cuadrado 6,5 ,Romulo 5,5 ,Pizarro 6,Borja Valero 5,5 ,Pasqual 5,5; Jovetic 4,5 (dal 28' s.t Ljajic 6,5), Toni 5(dal 11' s.t El Hamdaoui 5,5)<BR><BR>Top Juventus<BR><BR>Vucinic: realizza un gran gol che mette subito in discesa la gara per i bianconeri. Una spina nel fianco per i difensori della Fiorentina che spesso si vedono soffiare anche il pallone.<BR><BR>Vidal: Il guerriero del centrocampo juventino si distingue ancora in battaglia. Tanta corsa che si abbina a&nbsp;tanta qualità, come quella che sfodera nell'azione del 2 a 0.<BR><BR>Flop Juventus<BR><BR>Nessuno.<BR><BR>Top Fiorentina<BR><BR>Cuadrado: Scambiandosi spesso di posizione con Romulo e con il suo proverbiale doppio passo tenta più volte di dare fastidio alla retroguardia avversaria; si spegne un po' nel secondo tempo.<BR><BR>Flop Fiorentina<BR><BR>Jovetic: Assolutamente inconsistente, molto deludente la prova del montenegrino.<BR><BR>Roncaglia: Sbaglia la respinta sul gol di Vucinic. Fuori posizione sul raddoppio di Matri.<BR><BR>C1007650TorinoFL0657FL0657juventus-fiorentina-ultime-news-e-probabili-formazioni_1_mid.jpgSiNjuventus-fiorentina-pagelle-serie a-1010335.htmSiT1000007,T1000024100664701,02,03030169
1621010310NewsCampionatiJuventus, i convocati per la Fiorentina20130208183770juventus, fiorentinaJuventus FiorentinaNella lista diramata dal tecnico al termine dell'allenamento di rifinitura sostenuto a Vinovo, rispetto all'ultima uscita contro il Chievo rientrano Marchisio, che ha recuperato dal fastidio all'anca, e Vucinic, che a Verona ha scontato il turno di stop inflittogli dal giudice sportivo. Sarà invece assente Bonucci, che deve scontare ancora una giornata di squalifica.<BR><BR>Questo l'elenco completo dei giocatori a disposizione:<BR><BR>1 Buffon<BR>4 Caceres<BR>6 Pogba<BR>8 Marchisio<BR>9 Vucinic<BR>11 De Ceglie<BR>12 Giovinco<BR>13 Peluso<BR>15 Barzagli<BR>18 Anelka<BR>20 Padoin<BR>21 Pirlo<BR>23 Vidal<BR>24 Giaccherini<BR>26 Lichtsteiner<BR>27 Quagliarella<BR>30 Storari<BR>32 Matri<BR>34 Rubinho<BR>39 Marrone<BR><BR><br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNjuventus-i-convocati-per-la-fiorentina-1010310.htmNoT1000007100075501,02,03,06030142
1631010295NewsCampionatiFiorentina, Montella: «Decisiva la sfida tra Pirlo e Pizarro»20130208110635fiorentina, montellaFiorentina MontellaQueste le parole in conferenza stampa di Vincenzo Montella, tecnico della Fiorentina, alla vigilia del match contro la Juventus in programma domani alle ore 18 allo Juventus Stadium: "Quale delle nostre qualità potrà essere decisiva domani? Ce ne sono tante, sarà necessario metterle tutte in campo. Non possiamo prevalere solo su una caratteristica perché la Juve è molto forte.<br><br> Mazzoleni l'arbitro? Non sto molto attento alle designazioni arbitrali. Spesso non associo il nome al volto. Un arbitro vale l'arbitro.<br><br> Capezzi? E' un giovane di qualità. E' in prima squadra per lavorarci. Adesso siamo in pochi a centrocampo quindi verrà in panchina ma spero di non doverlo utilizzare perché la gara di domani è complicatissima.<br><br> Cosa mi accomuna a Conte come tecnico? Non lo conosco bene nel suo modo di lavorare. Credo che abbia creato una mentalità importante alla Juve e non è una cosa semplice. Negli ultimi due anni ha dimostrato di essere il più vincente del campionato. Abbiamo un modo diverso di vivere la partita. Non ne esiste uno giusto fra i due. Ognuno vive le proprie tensioni in maniera diversa.<br><br> La rivalità con la Juventus? E' una rivalità sportiva, sana e stimolante. Io dovrò trasformare questa rivalità in energia sportiva e non in arroganza. Ricordiamoci che è una gara di calcio.<br><br> Pirlo contro Pizarro?Sicuramente sono gli interpreti che hanno dimostrato maggiore continuità. Molto dipenderà da loro domani. Non ci sono però solo loro.<br><br> El Hamadaoui? Ci sto pensando per domani. Non l'ho mai visto così carico e motivato e con una buona condizione fisica come ha oggi. Ha qualità diverse da Toni. Ci sto pensando.<br><br> Come si batte la Juve?<br><br> Statistiche negative a Torino? E' una gara sentita, stimolante per tutti noi. Dovremo preparare la partita bene anche per come la città vite la gara. Non dobbiamo arrivarci scarichi e consumati dall'attenzione.<br><br> Jovetic? Domenica si è sbloccato dopo un periodo non semplice. Siamo consapevoli del suo talento e speriamo di vederlo domani.<br><br> Ripetere la gara d'andata? E' bello ricordarla, ma dobbiamo pensare a quella di domani. A Torino sarà una partita diversa, non vorrei che la gara d'andata possa trasformarsi in un rischio.<br><br> Come sta Cuadrado? Sta arrivando in questi minuti. Speriamo di non avere brutte sorprese.<br><br> Romulo titolare a centrocampo? Ha dimostrato di poter stare in questa squadra e ha giocato contro la Juve all'andata.<br><br> Jovetic VS Vucinic? Sono giocatori simili, che sanno giocare nello stretto e sfruttare la profondità. Ultimamente mi pare che Stevan abbia un po' più di gol nel sangue. Mirko invece si diverte più a giocare che a segnare. Mi auguro che sia più decisivo Jovetic. Soprattutto domani.<br><br> Messaggi dal tifo? C'è voglia e attesa. Spesso mi chiedono cosa faremo sabato... Boh! (ride)<br><br> Lotta per il terzo posto? E' tutto aperto con molte squadre invischiate di cui magari qualcuna rimarrà addirittura fuori dall'Europa.<br><br> Telefonate da Napoli? Sono arrivate... anche più che da Firenze.<br><br> Se non andrò mai alla Juve? Non voglio accattivarmi i tifosi in questo modo... Preferisco una proposta di rinnovo.<br><br> Troppi stranieri? Ci sono moltissime regole e ancora non le conosco tutte. Diciamo che sarebbe più giusto garantire un posto minimo ai calciatori italiani.<br><br> Quanto può essere importante segnare già nel primo tempo? Molto, anche perché la Juventus ha grande continuità ed è fortissima nei secondi tempi.<br><br> Domani con la difesa a quattro? Non credo che sarebbe un messaggio positivo per la squadra cambiare qualcosa quando si affronta una grande squadra. Credo molto nella ripetitività delle cose.<br><br> Nelle prossime due partite potremo capire molto della stagione della Fiorentina, anche a prescindere dai risultati. Finora non abbiamo praticamente mai sbagliato approccio alla partita. Sotto questo punto di vista sono sereno in vista dei prossimi impegni. Anche sul piano nervoso.<br><br>C1007650adm001adm001montella_viola.jpgSiNfiorentina-montella-decisiva-la-sfida-tra-pirlo-e-pizarro-1010295.htmSiT1000024100075701,02,03,06,08030204
1641010283NewsCampionatiOlanda-Italia, le pagelle. Top Lens e Buffon. Flop Astori20130206230112olanda, italiaOlanda Italia PagelleOlanda-Italia 1-1, le pagelle: Top Lens e Buffon, Flop Astori<BR><BR>Finale Olanda-Italia 1-1: 33’ Lens, 91’ Verratti<BR>Ammoniti: nessuno<BR><BR>Olanda (4-3-3): Krul 6, Janmaat 7 (86’ Van Rhijn s.v.), De Vrij 7, Martins Indi 7.5, Blind 6.5, Strootman 7, Maher 6, Clasie 6 (45’ De Guzman 6), Lens 7.5, Ola John 5.5 (59’ Kuyt 6), Van Persie 6 (45’ Robben 6.5),<BR>All. Van Gaal 7<BR><BR>Italia (4-3-3): Buffon 7.5, Abate 5.5, Barzagli 6.5 (73’ Ranocchia 6), Astori 5, Santon 5.5, De Rossi 5 (61’ Verratti 6.5), Pirlo 5.5 (45’ Florenzi 6), Montolivo 5, Candreva 6 (45’ Diamanti 6.5), Balotelli 5 (60’ Osvaldo 6.5), El Shaarawy 5 (70’ Gilardino 7)<BR>All. Prandelli 6<BR><BR><STRONG><EM>Top Olanda</EM></STRONG><BR><BR>Lens: la lista dei positivi fra gli undici arancioni sarebbe davvero molto lunga, ma è giusto premiare colui che ha deciso questa amichevole con una perla. Un gol molto bello, quello del giovane del PSV, ‘reo’ di aver già punito il Napoli in Europa League. Un giocatore molto interessante di cui potremmo sentire parlare in ambiti ancora più importanti.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Olanda</EM></STRONG><BR><BR>Ola John: non un grande primo tempo, coronato da qualche sbavatura sulla corsia. Non una prestazione orribile, è certo, ma tra il bel gioco degli olandesi, stasera, lui c’entrava poco.<BR><BR><STRONG><EM>Top Italia</EM></STRONG><BR><BR>Buffon: quando è il portiere a essere il migliore in campo, allora è già comprensibile come la squadra non abbia giocato una grande partita. Le para tutte, tranne una.<BR>Una nota di merito al duo Gilardino-Verratti, che impacchettano un gol bellissimo.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Italia</EM></STRONG><BR><BR>Astori: scegliere il peggiore in campo fra gli undici Azzurri è davvero una missione ardua. E quindi, malgrado, la scelta deve ricadere sul giocatore che stecca nell’occasione del vantaggio dei padroni di casa. Un errore collettivo in cui pesa anche la sua sbavatura. In generale piuttosto impreciso.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0882FL0882cesare-prandelli.jpgSiNolanda-italia-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010283.htmSi100877901,02,03,08030273
1651010276NewsCampionatiJuventus, Pirlo: «Pronti per il Celtic»20130206180118juventus, pirloJuventus PirloAndrea Pirlo dice la sua in vista del Celtic: "Siamo pronti per qualsiasi cosa il Celtic proporrà. Se vogliono giocare a calcio, giocheremo; se vogliono combattere, lo faremo". Queste le parole del centrocampista bianconero a SkySports.com. "Abbiamo visto che hanno battuto il Barcellona ma siamo pronti ad adattarci forse meglio di quanto abbiano fatto i catalani. I 'blaugrana' praticano un calcio fantastico ma il Celtic ha vanificato il loro gioco", ha aggiunto il centrocampista bianconero.<BR>Pirlo non sembra spaventato nemmeno dall'ambiente "caldo" che attende la Juventus: "So che il Celtic Park è come un'arena per gladiatori ma siamo pronti; abbiamo giocatori che hanno vinto i Mondiali e la Champions, siamo abituati a questo tipo di partite. Sono sicuro che il rumore che faranno i tifosi del Celtic sarà pazzesco ma non farà altro che aumentare la nostra determinazione"<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001pirlo-6.jpgSiNjuventus-pirlo-pronti-per-il-celtic-1010276.htmSiT1000007100075501,02,03,06030169
1661010209NewsCampionatiChievo-Juventus, le pagelle. Top Thereau e Lichtsteiner. Flop Cesar20130203141447chievo, juventusChievo Juventus PagelleFinale 1-2 (p.t. 2-2): 10' Matri, 42' Lichtsteiner, 52' Thereau (C)<br><br> ammoniti: Cesar, Cofie, De Ceglie&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi:<br><br> <BR>Chievo (5-3-2): Puggioni 6, Sampirisi 5 (47' Seymour 5.5), Dainelli 6, Andreolli 6, Cesar 5 (47' Acerbi 6), Jokic 6, Cofie 5.5 (74' Pellissier s.v.), Rigoni 6, Hetemaj 6, Thereau 6.5, Paloschi 5.5 All.: Corini 5.5<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon 6.5, Barzagli 6.5, Marrone 6, Caceres 6, Lichtsteiner 7 (79' Padoin), Vidal 7, Pirlo 6, Pogba 6, De Ceglie 5.5, Giovinco 6 (58' Quagliarella 6), Matri 6.5 (88' Isla) all.: Conte 6.5<br><br> <STRONG><EM>Top Chievo</EM></STRONG><br><br> Thereau: ha il merito di riaprire il match. Si muove bene su tutto il fronte d'attacco.<br><br> <STRONG><EM>Flop Chievo</EM></STRONG><br><br> Cesar: distratto e poco reattivo, giusta la sostituzione con Acerbi.<br><br> <STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Lichtsteiner: corre per tutta la partita. Sigla il raddoppio per i suoi.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> De Ceglie: spinge poco, deve migliorare in molti fondamentali.<BR><br><br>C1007650adm001adm001lichsteiner.jpgSiNchievo-juventus-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010209.htmSiT1000007,T1000028100075501,02,03,06030533
1671010199NewsEditorialeLa Juventus in tempi di crisi, exploit a basso costo20130202093142juventusSalvino Cavallaro giornalista iscritto all`Ordine Regionale del Piemonte. Nasce a Milazzo (Me) ma ormai da anni vive e lavora a Torino. Ha collaborato con le redazioni di Sprint & Sport, Piemonte Sportivo, Torino Sera, La Nuova Metropoli, Arte & Dintorni, Stadio Goal. Attualmente, scrive per il Palio dei Quartieri News di Torino e collabora con IlCalcio24. In questi ultimi anni ha scoperto il fascino discreto della letteratura ed ha pubblicato il libro Quello che ho scritto, pensato e pubblicatoe Tra interviste e altroedito da Progetto Immagine In tempi di crisi finanziaria, la Juventus ha rispettato alla grande l’impegno di non spendere soldi per acquistare giocatori di una certa importanza. Una scelta aziendale che si allinea alla filosofia voluta da Andrea Agnelli assieme all’A.D. Beppe Marotta, in cui si predilige l’investimento sulle strutture societarie. Dopo la costruzione dell’avveniristico Juventus Stadium, la società bianconera ha allargato i suoi confini acquistando il terreno della Continassa, una zona di Torino adiacente al nuovo stadio. Lì sorgerà il nuovo centro di allenamento della prima squadra, in un’area prevista di grandi proporzioni. Il centro di Vinovo, invece, sarà adibito esclusivamente a tutte le esigenze del Settore Giovanile, creando così la logica separatista delle diverse appartenenze. E, seguendo la “ratio” in base alla quale non è possibile far tutto senza rinunciare a qualcosa, la Juve ha appunto adottato il sistema del risparmio per quanto riguarda la spesa relativa alla parte tecnica. E così, dopo avere avuto numerosi colpi di fortuna nell’avere acquistato ad esempio Barzagli a prezzo irrisorio, e Pirlo (arrivato a zero euro) che tutti davano per giocatore dalla carriera finita, la Juve ha raggranellato con poca spesa l’acquisto di Pogba, Giaccherini e valorizzato prodotti fatti in casa come Marchisio, Giovinco e De Ceglie. Vidal, Asamoah e Isla sono il frutto di un’operazione fatta con ragionata oculatezza, anche per la necessità di assecondare il disegno tattico voluto da Conte. Dopo l’anno di Delneri, risultato assolutamente fallimentare, la Juventus è stata affidata a Conte ed ha vinto la terza stella, poi la Supercoppa italiana, quindi il passaggio del turno in Champions League come prima classificata del proprio girone,&nbsp; regalandosi una sfida impegnativa contro il Celtic, il prossimo 12 febbraio a Glasgow e poi il ritorno a Torino il 6 marzo. A oggi, tuttavia, dopo essere uscita dalla Coppa Italia in maniera discutibile, la Juventus dovrà fare fronte a Champions e Campionato italiano. Per il bene dei sostenitori bianconeri ci auguriamo di sbagliare, ma solleviamo dei seri dubbi (in verità non da oggi) per quanto riguarda la tenuta psicofisica della squadra di Conte. Il nervosismo che aleggia perseverante in questi ultimi tempi in casa bianconera, è a parer nostro un campanello d’allarme da non sottovalutare. La squadra ci sembra stressata dal continuo faticare fisico in fase d’interdizione e di impostazione delle azioni d’attacco con ripartenze talora veementi. Ma, negli ultimi venti metri la Juve si perde, non è incisiva in fase risolutiva, così come dovrebbe essere una grande squadra che ambisce a importanti traguardi. E così, l’eventuale esile vantaggio di un solo gol, è spesso l’affanno e il rammarico di non aver chiuso la partita per gestirla in maniera tranquilla. E’ un continuo affrontare l’avversario nel timore di essere puniti in contropiede; cosa che ultimamente si sta verificando con regolarità. Stendiamo un velo pietoso sull’eterno problema della Juve che è rappresentato dalla mancanza di un top player capace di fare 20 gol a stagione, e sorvoliamo pure sull’inutilità dell’acquisto immediato di Anelka e di Poli e Belfodil a giugno. C’è un chiaro obiettivo da parte dei dirigenti della Juventus, di andare a caccia del campione spendendo poco o quasi niente, per continuare a investire sui lavori avanzati delle proprie strutture. Ma, con tutto il rispetto per Poli e Belfodil, che pur sono bravi giocatori, la Juve che ha bisogno nell’immediato di garantirsi il proseguimento in Champions e in Campionato, non può continuare a spremerei suoi&nbsp; giocatori che, a parer nostro, hanno già dato molto, e forse anche troppo. Noi vediamo così la Juve dell’immediato, per il prossimo campionato si vedrà se la stella di Fernando Llorente brillerà sotto il cielo torinese tinto di bianconero.<br><br> Salvino Cavallaro <BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711cavallaro 2.JPGSiNla-juventus-in-tempi-di-crisi-exploit-a-basso-costo-1010199.htmSiT1000007100451001,02,03,06030369
1681010191NewsCampionatiJuventus, tante assenze in vista del Chievo20130201171451juventusJuventusChiuso il mercato è tempo di tornare a pensare al calcio giocato. Come riporta La Gazzetta dello Sport, Antonio Conte dovrà affrontare diversi problemi, su tutti l'infortunio di Marchisio, che sarà assente per una decina di giorni. Domenica quindi, con Vidal e Pirlo ci sarà Pogba: anche la difesa è in emergenza, viste le assenze di Bonucci e Chiellini. Insieme a Barzagli dovrebbero giocare Marrone e Caceres, con quest'ultimo favorito su Peluso. In attacco sarà assente Vucinic, squalificato dopo l'ammonizione per proteste in Juve-Genoa. Giovinco titolare, con uno fra Matri e Quagliarella al suo fianco. Panchina per Anelka, pronto a debuttare nel finale.<BR>C1007650adm001adm001peluso-6.jpgSiNjuventus-tante-assenze-in-vista-del-chievo-1010191.htmSiT1000007100075701,02,03,06030144
1691010152NewsCampionatiLazio-Juventus, le pagelle. Top Floccari e Vidal. Flop Radu20130129234214lazio, juventusLazio JuventusOlimpico di Roma.<BR>Semifinale di Coppa Italia.<BR>Si partiva dal pareggio di Torino: 1-1.<BR>Finisce con l'Olimpico in festa.<BR>Una partita incredibile.<BR>Dopo il vantaggio biancoceleste di Gonzalez, la Juve trova il pareggio al 90' ma dopo pochi istanti Floccari infila dal corner il gol del trionfo.<BR>La Lazio torna in finale di Coppa Italia dopo tre anni.<BR>Sfuma l'obiettivo triplete per la Juve.<br><br> Risultato finale Lazio-Juventus 2-1: Gonzalez 52', 90' Vidal, 90' Floccari<BR>Ammoniti: 4' Giaccherini, 25' Isla, 29' Konko, 50' Vidal, 80' Giovinco, 84' Bonucci<br><br> Lazio (3-5-1-1): Marchetti 6.5, Ciani 6.5, Dias 6.5, Biava 6, Konko 6.5, Ledesma 7, Gonzalez 7 (85' Cana), Radu 5, Mauri 6.5, Hernanes 6 (62' Lulic 6), Klose 6.5 (68' Floccari 7)<BR>All. Petkovic 7<br><br> Juventus (3-5-2): Storari 6, Bonucci 6, Barzagli 6, Peluso 4.5, Padoin 5 (67' Pirlo 6.5 ), Giaccherini 5 (75' Quagliarella 6), Vidal 6.5, Marrone 5 (69' Marchisio 4.5) , Isla 5, Vucinic 5.5, Giovinco 4.5<BR>All. Conte 5.5<br><br> <STRONG><EM>Top Lazio</EM></STRONG><br><br> Floccari: diventa idolo dei tifosi. Un gol, decisivo. Una corsa, frenetica per andare sotto la Nord dove coglie il calore dei suoi tifosi.<br><br> <STRONG><EM>Flop Lazio</EM></STRONG><br><br> Radu: si perde Vidal nell’1-1 e la Lazio rischia la qualificazione per il suo errore . Gli va bene.<br><br> <EM><STRONG>Top Juventus</STRONG></EM><br><br> Vidal: segna il gol che sembra dare i supplementari. Non basta.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Peluso: stecca, nuovamente. Si perde clamorosamente l'uomo nell'occasione del gol del vantaggio laziale. Brutta prestazione dell'ex Atalanta.<BR>Giovinco divora di tutto e Marchisio, all’ultimo secondo, fallisce a porta libera.<br><br>C1007650FL0882FL0882esultanza-ciani-floccari-onazi-e1353255690451.jpgSiNcoppa-italia-lazio-juventus-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1010152.htmSiT1000007,T1000018100877901,02,03,06030202
1701010080NewsCampionatiPaul Pogba ed il rimpianto di sir Alex20130122124251pogbaPogbaChi non ne conosceva le potenzialità, adesso può veramente capire perché Sir Alex Ferguson, autentico guru del calcio mondiale, si sia stizzito a tal punto quando la Juventus l’ha soffiato al suo Manchester. Il soggetto in questione è Paul Pogba, uomo del momento in casa bianconera dopo la terrificante doppietta contro l’Udinese ed autentico rimpianto per l’esperto tecnico dei Reds. Sì perche quella dinamite nei piedi, mista ad una fisicità dirompente e ad alcuni lampi di sublime impostazione, sono stati forgiati anche nella scuola dei pluricampioni d’Inghilterra. La storia del quasi ventenne Paul, una cresta folcloristica quasi a ricordarne la carta d’identità nonostante la sua impressionante personalità, parte dal vivaio del Le Havre nel 2006. E se da lì a tre anni, lo stesso Manchester United lo porterà a studiare con sé il calcio inglese, era certamente perchè si trattava (e si tratta) di un potenziale campione. Addirittura gli inglesi sfidarono la legge sportiva, pur di accaparrarselo. Nel 2009 proprio il Le Havre denuncia alla FIFA delle irregolarità nella trattativa, sostenendo che lo United, per convincere la famiglia del giocatore, aveva promesso loro una casa e quasi novantamila sterline. Peso politico delle due società assai sproporzionato, la faccenda si chiuse in seguito con la società francese che decide di chiudere il contenzioso accordandosi col Manchester per un conguaglio in denaro. Insomma Ferguson non si fermò dietro a nulla, Paul poteva essere il futuro. Ma poi, come capita spesso anche nelle migliori famiglie, a luglio 2012 rimane svincolato e ad agosto viene ufficializzato il suo passaggio in Italia, nella Juventus scudettata di Antonio Conte, a prendere lezioni di calcio alla cattedra del professor Pirlo. Ma a dire il vero, di imparare, Paul non ne ha bisogno, se non dal punto di vista della maturità. Bacchettato in qualche occasione dal suo tecnico, Pogba salta qualche gara per intemperanze, ma quando è assente uno dei tre intoccabili di centrocampo fa sentire tutto il suo peso, reggendo una manovra molto articolata e propositiva come quella che ama mettere sul campo Conte ed andando anche in gol, come contro il Napoli. I due missili terra aria di sabato scorso ne certificano, forse definitivamente, una consacrazione che però dovrà essere corroborata nel tempo. Il calcio crea e distrugge con la stessa semplicità, quindi Paul è avvisato. Occhio vigile e piedi per terra ed il futuro è assicurato. Poi magari fra qualche anno, una telefonata di ringraziamento a Sir Alex, per averlo lanciato nel calcio che conta, si potrà anche fare. Sempre che Ferguson non stia ancora rosicando. <BR><BR>Gabriele Cavallaro<BR><BR><BR>C1007650adm001adm001nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNpaul-pogba-ed-il-rimpianto-di-sir-alex-ferguson-1010080.htmSiT1000007100075701,02,03,06,08030269
1711010037NewsCampionatiJuve: chi gioca a centrocampo?20130118105939vidal pirlo conteOut anche Pirlo e VidalEmergenza in casa Juve: ieri infatti si è fermato anche Pirlo e, se non dovesse recuperare, Conte dovrà inventarsi il centrocampo di sana pianta in vista del match con l'Udinese. in formissima.<br><br> Il centrocampista della Nazionale ieri non si è allenato per via di un affaticamento al muscolo soleo del polpaccio destro e il tecnico prenderà una decisione solo oggi: oltre a Pirlo quasi certa anche l'assenza di Vidal che ha subito un trauma contusivo distorsivo alla caviglia destra e ieri si è allenato a parte. <br><br> Restando così le cose Conte sarà costretto per forza maggiore a puntare sul trio Giaccherini-Marrone-Pogba in mezzo, con Lichtsteiner e De Ceglie larghi: una soluzione anomala che non convince granchè il tecnico senza alternative.<br><br>C1007650FL0141FL0141c-33509839.jpgSiNjuve-chi-gioca-a-centrocampo-1010037.htmSiT1000007100205001,02,03,06030176
1721010016NewsCampionatiCatania, e se vincesse anche in trasferta?20130114200644cataniaCataniaC’è una frase storica che in passato aveva avuto molto successo dal punto di vista mediatico. Ricordate il buon Maurizio Mosca quando disperatamente, passandosi le mani tra i capelli, diceva: “Ah, come gioca Del Piero!”. Ebbene, noi quella frase vogliamo interpretarla in maniera diversa e dedicarla al Catania di oggi: “Ah, Se il Catania vincesse anche in trasferta….!”. La squadra di Rolando Maran non finisce davvero di stupire tutti. Le vittorie interne del Catania hanno il sapore della conquista ottenuta con carattere dal collettivo. Tuttavia, non sempre le prestazioni degli etnei sono da ritenersi spettacolari sotto il profilo della linearità del gioco ma nulla può essere disconosciuto se l’analisi di questo Catania si riassume su basi inerenti la sostanza, la determinazione, il cinismo e la voglia di non mollare mai. Grande merito è da accreditare a Maran, un allenatore umile ma concreto nel suo agire di schemi tattici e atletici. I suoi ragazzi, poi, lo seguono con fiducia, sicuri come sono che i suoi insegnamenti sono in grado di dare le giuste soddisfazioni. E così, ogni domenica, assistiamo a un Catania diverso e, comunque, mai eguale a quello visto tra le proprie mura. Una metamorfosi incredibile che è di difficile analisi, ma che, alla luce dei fatti è giusto sviscerarne i motivi. Secondo un nostro parere, il Catania ha grandi possibilità di crescita perché, dopo avere superato la filosofia di squadra con la mentalità di chi deve lottare per salvarsi, ha assunto una connotazione più consona alle proprie aspirazioni di compagine matura per il grande salto verso l’Europa. Ma, come dicevamo, per far questo è indispensabile la continuità di risultati, in casa e fuori. La squadra di Antonino Pulvirenti, Sergio Gasparin e Rolando Maran, se, come ci auspichiamo, non sarà indebolita quest’estate con la vendita dei suoi giocatori più rappresentativi, deve fin da subito avere un atteggiamento offensivo e carico di autostima anche fuori dal Massimino. La condizione psicologica capace di imprimere il proprio gioco in casa non può rivoluzionarsi fuori dalle proprie mura con un atteggiamento attendista e poco proficuo. La vera natura della squadra di Maran è sì quella di sapere aspettare l’avversario per poi colpirlo in contropiede, ma è anche quella di sapere imprimere il proprio gioco con chiarezza di idee, aggressività e pressing alto. E allora, perché non utilizzarlo anche fuori casa? Certo, in campo ci sono anche le avversarie che non ti concedono di esprimere il tuo gioco, ma in casa non è lo stesso? E’ vero che il Catania può vantare di una tifoseria calda, capace di essere il dodicesimo giocatore in campo, ma non può essere solo questo il segreto del Catania cinico e bello che vediamo in casa. Nel calcio si nasce, si cresce e si vola. Oggi il Catania è davvero cresciuto in tutti i suoi reparti occupati da validi argentini fino a ieri sconosciuti, ma anche di sorprese come l’evergreen Le Grottaglie e come Lodi, splendida espressione dello scacchiere del centrocampo etneo. Quindi, a prescindere dalle motivazione che presto o tardi porteranno il Catania a maturare l’dea di far parte dell’ambito del calcio europeo, rivolgiamo al presidente Pulvirenti l’invito a stringere i denti dal punto di vista economico e di non smembrare un Catania che è stato costruito a fatica negli anni, con duttilità, giusta programmazione e chiarezza di idee. Proprio adesso che è nel “bel mezzo del cammin di nostra vita……” il Catania non vuol ritrovarsi in “una selva oscura…”.&nbsp; <BR><BR>Salvino Cavallaro <BR><BR><BR>C1007650FL0711FL0711barrientos500.jpgSiNcatania-e-se-vincesse-anche-in-trasferta-1010016.htmSiT1000014100451001,02,03,09030189
1731010015NewsEditorialeJuventus, che fai?20130114092883juventusSalvino Cavallaro giornalista iscritto all`Ordine Regionale del Piemonte. Nasce a Milazzo (Me) ma ormai da anni vive e lavora a Torino. Ha collaborato con le redazioni di Sprint & Sport, Piemonte Sportivo, Torino Sera, La Nuova Metropoli, Arte & Dintorni, Stadio Goal. Attualmente, scrive per il Palio dei Quartieri News di Torino e collabora con IlCalcio24. In questi ultimi anni ha scoperto il fascino discreto della letteratura ed ha pubblicato il libro Quello che ho scritto, pensato e pubblicatoe Tra interviste e altroedito da Progetto Immagine I risultati della 20° giornata di calcio di Serie A ci danno lo spunto per fare un’analisi su quanto emerso di nuovo. Vincono Inter, Lazio, Napoli, perde per la seconda volta consecutiva la Fiorentina di Montella di fronte a un’Udinese apparsa in netta ripresa, vince meritatamente il Catania di Maran contro la Roma di Zeman e pareggia il Milan in casa della sorprendente Sampdoria di Delio Rossi. E la Juve? Pareggia al Tardini di Parma, dove quest’anno nessuno è ancora riuscito a vincere. Si dirà che in fondo la squadra di Conte è sempre prima a tre punti sulla Lazio e cinque sul Napoli, il quale ha già fatto ricorso per riottenere i punti che gli sono stati tolti. Ma, il punto focale non è questo. Nell’analisi spicciola di quanto si è detto e scritto fin a oggi sulla Juventus, emerge sempre un punto nevralgico che, per certi versi, sta diventando inconfutabile e, cioè, alla squadra bianconera manca un top player da 20 gol per campionato. Non è importante che si chiami Drogba, Lloriente Cavani, El Shaarawy o chissà chi, perché potrebbe chiamarsi Di Natale, Jovetic, Osvaldo, Milito, insomma un giocatore che abbia il senso innato del gol. Questo la Juve non l’ha! E, se pensiamo che il primo della Juve a figurare nella classifica cannonieri è Quagliarella con 6 reti, Pirlo e Vidal a 5 e Vucinic e Marchisio fermi a 4 gol segnati, tutto ciò lascia spazio a innumerevoli domande che lasciano sempre più emergere l’opinabilità di pensiero su un calcio che proprio per questo appassiona e lascia parlare di sé. E’ dall’anno scorso che, nonostante la Juve appaia come la squadra da battere, dal gioco obiettivamente migliore rispetto alle altre contendenti, si leggono titoli quali: “L’assetto tattico voluto da Conte, non prevede nessun Top Player”. Ci siamo chiesti più di una volta, se questo sia un pretesto o, se volete, un alibi per nascondere una realtà economica societaria che, nonostante tutto, non è più fulgida come il blasone bianconero impone. Questa non è più una novità, anche in considerazione che la profonda e lacerante crisi economica che attraversa da tanto tempo il nostro Paese, si ripercuote inevitabilmente anche sulle forze calcistiche notoriamente più forti del nostro campionato. Anche Inter, Milan, Lazio, Roma, Napoli, sono coinvolte e anche loro devono in qualche modo convivere con questa situazione. Tuttavia, ritornando ai problemi tattici della Juve, sarebbe più opportuno dire chiaramente le cose come stanno realmente senza nascondersi dietro un dito. E’ vero che la Juve fino ad oggi ha vinto uno scudetto, è stata prima nel suo girone in Champions League, è prima in campionato ed ha pure conquistato il diritto di partecipare alla semifinale di Coppa Italia. Tuttavia, è lecito chiedersi: “La squadra di Conte, fino a quando potrà sostenere tutte queste competizioni ad alto livello senza un attaccante da 20 gol per campionato?” E’ lecito pensare che, visti i primi scricchiolii emersi a inizio 2013 con la brutta sconfitta in casa contro la Sampdoria e il pareggio di Parma, si debba in qualche modo provvedere per dare respiro ad una squadra che sembra avere perso lo smalto e la fluidità di gioco emerse fino ad oggi. Da sempre siamo fautori del pensiero che a questa Juve manca proprio la soluzione degli ultimi metri. Tutto è bene fino all’area di rigore avversaria, poi la difficoltà di tradurre in gol le tante trame di gioco efficaci per bellezza, ma non abbastanza da essere cinici, potrebbe pesare su tutta la squadra. Non si può continuare a non chiudere le partite aggravando di conseguenza lo stress fisico sulla squadra stessa. Ora che la Juve di Conte ha superato magnificamente l’iniziale approccio al campionato dell’anno scorso con l’aspetto di squadra dai connotati provinciali, ha bisogno di pensare in grande. La Juve ha enormi potenzialità di squadra e legittime aspirazioni per l’apertura di un ciclo duraturo nel tempo, a patto che si individuino in tempo utile quelle carenze da correggere senza trascinare a lungo ciò che è evidente a tutti. Matri, Quagliarella, Vucinic, Giovinco, dov’è la prima punta?<br><br> Salvino Cavallaro<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711cavallaro 2.JPGSiNjuventus-che-fai-1010015.htmSiT1000007100451001,02,03,06,07,08,09030270
1741010003NewsCampionatiParma-Juventus 1-1, le pagelle: Top Pirlo e Sansone, Flop Giovinco20130113170524Juventus, Parma, Giovinco, PirloPirlo non basta: finisce 1-1 tra Parma e Juve<P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><FONT size=3><?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></SPAN>&nbsp;<br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><o:p><FONT size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><FONT size=3>Al Tardini per ripartire.<BR>Dopo lo stop casalingo contro la Sampdoria, altro impegno complicatissimo per l’armata di Antonio Conte: il Parma di Donadoni, ancora imbattuto fra le mura di casa.<BR>Il rischio c’era: i 120 minuti disputati in Coppa Italia mercoledì si sono fatti sentire fin da subito sulle gambe dei bianconeri.<BR>Il rischio si è verificato: a Parma non passa nessuno, neanche i campioni d’Italia in carica. <BR>Finisce 1-1 tra Emiliani e Piemontesi.<BR>Dopo il vantaggio di Pirlo su punizione, decisivo è un errore di Vucinic, che favorisce un contropiede letale: è Sansone a chiudere i giochi.<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><o:p><FONT size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><FONT size=3>Risultato finale Parma-Juventus 1-1: 51’ Pirlo, 77’ Sansone<BR>Ammoniti: 24’ Padoin, 45’ Paletta, 90’ Acquah<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><o:p><FONT size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><FONT size=3>Parma (3-5-2): Mirante 6.5, Santacroce6, Paletta 6.5, Zaccardo 6, Parolo 6, Valdes 6.5, Gobbi 6, Marchionni 5 (82’ Acquah 6), Biabiany 5.5, Amauri 5 (69’ Sansone 7), Belfodil 6.5<BR>All. Donadoni 6.5<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><o:p><FONT size=3>&nbsp;</FONT></o:p></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times','serif'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-theme-font: minor-bidi"><FONT size=3>Juventus (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 6, Bonucci 6, Caceres 5, Lichsteiner 5.5, Vidal 6.5, Pogba 6, Pirlo 7, Padoin 6 (60’ De Ceglie 5.5), Giovinco 5, Quagliarella 5.5 (69’ Vucinic 5</FONT><A name=_GoBack></A><FONT size=3>)<BR>All. Conte 6<BR><BR>Top Parma<BR><BR>Sansone: gli bastano solo otto minuti per timbrare il cartellino. Dopo l’Inter, punisce anche i campioni d’Italia in carica e il Tardini rimane un fortino.<BR><BR>Flop Parma<BR><BR>Amauri: doveva essere la sua giornata, la sua vendetta personale. Invece fatica e sembra totalmente imballato dalla difesa bianconera, che non gli concede mezzo centimetro.<BR><BR>Top Juventus<BR><BR>Pirlo: mai stanco, mai senza idee. Segna come all’andata a Mirante da punizione, complice anche un tocco dell’ex interista Biabiany. Sempre il migliore in mezzo al campo, dove dà la qualità che serve ma che spesso non viene sfruttata.<BR><BR>Flop Juventus<BR><BR>Giovinco: copia incolla di Amauri. Tornava nella città che l’ha reso grande. Voleva segnare, ma evidentemente non era proprio giornata. Una delle peggiori prove della formica atomica, reduce da ottime partite.<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br>C1007650Parma, Stadio TardiniFL0882FL0882pirlo-6.jpgSiNrisultati-campionato-serie-a-1010003.htmSi100877901,02,03,06030243
1751010002NewsCampionatiHIGHLIGHTS ILCALCIO24 - Parma-Juventus 1-1 - Guarda Ora20130113170032Serie AVideoLink Video: <A href="http://livehighlights24.wordpress.com/2013/01/13/serie-a-parma-juventus-1-1/">http://livehighlights24.wordpress.com/2013/01/13/serie-a-parma-juventus-1-1/</A><br><br> Non basta Pirlo alla Juventus, Sansone pareggia. La squadra di Antonio Conte, dopo la sconfitta interna contro la Sampdoria, non è riuscita nemmeno contro il Parma a portare a casa i tre punti.<br><br>ParmaFL0411FL0411214204hp2.jpgSiNhighlights-ilcalcio24-parma-juventus-video-1010002.htmSi100427901,02,03,06030114
1761009999NewsCampionatiLIVE ILCALCIO24 -Serie A - Risultati Finali20130113145500Serie ARisultati Live&nbsp;<BR><BR><STRONG>Live IlCALCIO24 segui la diretta -&nbsp;Finali</STRONG><br><br> <STRONG>Parma-Juventus 1-1&nbsp;&nbsp; 52'Pirlo(J) - 77'Sansone(P)<BR><BR>Napoli-Palermo 3-0&nbsp;&nbsp; 30'Maggio-34'Inler-73'Insigne</STRONG><BR><BR><STRONG>Cagliari-Genoa 2-1&nbsp;&nbsp; 48'Pisano(G) - 55'Sa-82'Conti(C)&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Esp. 83' Seymour(G)<BR></STRONG><BR><STRONG>Catania-Roma 1-0&nbsp;&nbsp; 62'Gomez</STRONG><BR><BR><STRONG>Udinese-Fiorentina 3-1&nbsp;&nbsp; 20'A.gol Brkic(F) - 45'+1-66' Di Natale-67'Muriel(U)<BR><BR>Lazio-Atalanta 2-0&nbsp;&nbsp;&nbsp;67'Floccari-77'A.gol Brivio&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Esp.83'Carmona(A)<BR></STRONG><BR>Sampdoria-Milan h 20:45<BR><BR><STRONG>Torino-Siena 3-2&nbsp;&nbsp; 5'Brighi-38'Bianchi-45'Cerci(T) - 32'Reginaldo-76'Paolucci(S)<BR></STRONG><BR><STRONG>Bologna-Chevo 4-0&nbsp;&nbsp; 13'Kone-44'-59'Gilardino-89'Gabbiadini</STRONG><BR><BR><STRONG>Inter-Pescara 2-0&nbsp;&nbsp; 31'Palacio-54'Guarin</STRONG><BR><BR><br><br>ItaliaFL0411FL0411serie-a-4.jpgSiNlive-ilcalcio24-segui-la-diretta-1009999.htmSi-01,02,03,06,07,08,09030197
1771009993NewsCampionatiSerie A Parma-Juventus:la «classica» degli anni `9020130113100917Serie AProbabili formazioniRoberto Donadoni ha problemi d'abbondanza e l'unico dubbio è legato alla scelta tra Belfodil e Amauri per&nbsp;la maglia&nbsp;di punta centrale nel suo 4-3-3, che sarà coadiuvata da Biabiany e Sansone. A meno che opti per un 4-4-2 e allora sia Belfodil che Amauri potrebbero accomodarsi in panchina.&nbsp;Scontata la squalifica torna a centrocampo Valdes. Squalificati Lucarelli e Benalouane, Santacroce è favorito su Rosi per la maglia da titolare come terzino destro.<br><br> Nella Juventus, Marchisio ai aggiunge agli infortunati Bendtner, Pepe e Chiellini. Al posto del numero 8 bianconero ci sarà Pogba. Scontata la squalifica torna Lichtsteiner e sull'altra fascia dovrebbe essere favorito De Ceglie. Caceres e Peluso si giocano una maglia da titolare al fianco di Bonucci e Barzagli. In attacco, Conte dovrebbe schierare Giovinco e Quagliarella anche perchè Matri&nbsp;è stato titolare negli ultimi due incontri disputati dalla Vecchia Signora&nbsp;e le forze di Vucinic vanno centellinate.&nbsp;<br><br> Probabili formazioni<br><br> Parma (4-3-3): Pavarini; Santacroce, Paletta, Zaccardo, Gobbi; Marchionni, Valdes, Parolo; Biabiany, Belfodil, Sansone. All.: Donadoni.<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Caceres; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, De Ceglie; Giovinco, Quagliarella. All.: Conte.<br><br>ParmaFL0411FL0411donadoni.jpgSiNserie-a-parma-juventus-probabili-formazioni-1009993.htmSi100427901,02,03,06010201
1781009943NewsCoppeJuventus-Milan 2-1 dts, le pagelle: Top Vucinic e Ambrosini, Flop Acerbi e Mexes20130110002004Juventus Quarto di Finale di Coppa ItaliaJuventus Stadium tutto esaurito ed atmosfera delle grandi occasioni un po' insolita per la Coppa Italia. Partenza sprint dei rossoneri che si portano in vantaggio dopo appena 6 minuti con la rete di El Shaarawy.<BR>Pareggia i conti Giovinco che delizia il proprio pubblico con una meravigliosa punizione. Non bastano i 90 minuti, dopo diverse occasioni da una parte e dall'altra si va ai tempi supplementari. Dopo soli 5 minuti, proprio come l'anno scorso, Vucinic regala ai suoi la qualificazione che vedrà la Signora affrontare la Lazio in semifinale.<BR>&nbsp;<BR>Storari 7. Miracolosi gli interventi finali con cui permette alla sua squadra di portare a casa la qualificazione.<BR><BR>Barzagli 6. Soffre la presenza di El Shaarawy nella sua zona di competenza, poi compie ottime chiusure.<BR><BR>Bonucci 6,5. Buona partita del centrale bianconero che talvolta è apprezzabile anche in fase di costruzione.<BR><BR>Caceres 6,5. Attento, preciso, grintoso, limita al minimo l'operato di Emanuelson.<BR>&nbsp;<BR>Lichtsteiner 6,5. Non è ancora al massimo della condizione ma per 80 minuti assicura un ottima spinta.<BR><BR>Vidal 5,5. Il cileno è ancora fuori condizione. Non mette in campo il suo solito furore agonistico e perde alcuni palloni.<BR>&nbsp;<BR>Marrone 6. Più che sostituire Pirlo nel mestiere di playmaker agisce da mediano puro facendo da schermo davanti alla propria difesa con buoni risultati.<BR><BR>Giaccherini 7. Grande dinanismo, efficacia e imprevedibilità, una spina nel fianco per i rossoneri. Contribuisce al contropiede che porta al gol di Vucinic.<BR><BR>Isla 5,5. Non sono molte le sue discese sulla sua fascia. Sbaglia anche un gol facile nel secondo tempo supplementare.<BR><BR>Giovinco 6,5. Di positivo c'è la splendida punizione con cui il fantasista bianconero rimette subito in gioco i suoi; di negativo le due occasioni nitide sciupate sotto porta tra primo e secondo tempo.<BR><BR>Matri 6. Dopo lo svantaggio sfiora il gol con un buon colpo di testa, poi tanto lavoro sporco per la squadra.<BR><BR>VUCINIC(64') 7,5. Non è la prima volta che il montenegrino entra dalla panchina e cambia il volto di una partita, con lui in campo è tutta un'altra Juve. Oltre al gol fornisce diversi assist e giocate preziose che illuminano l'offensiva bianconera.<BR><BR>Pirlo(76') 6. Il suo ingresso dona più qualità alla manovra.<BR><BR>De Ceglie(82') 6. Suo l'ultimo tocco che permette a Vucinic di infilare Amelia.<BR><BR><BR>Amelia 6,5. Un po' statico sulla punizione di Giovinco, poi rimedia con tante buone parate. Ha i riflessi di un felino quando impedisce ad Isla di chiudere la partita.<BR><BR>Abate 6. Qualche buon cross e tanta corsa sulla fascia.<BR><BR>Mexes 5. Rischia di essere espulso già nel primo tempo quando impatta stoltamente con Storari per fermare la sua corsa. Nel secondo gol accenna un tackle ma manca il pallone.<BR>&nbsp;<BR>Acerbi 5. Regala più volte palla a Giovinco e con interventi goffi combina alcuni disastri difensivi.<BR><BR>De Sciglio 6. Comincia la partita un po' troppo timidamente, cresce nel secondo tempo regalando ottimi cross.<BR><BR>Montolivo 6. Ci prova diverse volte con il tiro da fuori. Dopo il forfait di Ambrosini si piazza davanti la difesa ma le diverse caratteristiche gli fanno concedere campo agli avversari. <BR><BR>AMBROSINI 6,5. Partita generosa del capitano rossonero che interrompe sul nascere molte azioni avversarie e maschera alcune lacune difensive dei suoi compagni. Prova stoicamente a rimanere in campo nonostante i crampi ma è costretto a cedere.<BR><BR>Boateng 6. Allegri lo schiera qualche metro più indetro della sua posizione abituale e il ghanese ne risente. Buono il lavoro da intermedio che si trasforma in trequartista in fase di possesso, ma a volte resta un po' fuori dal gioco.<BR><BR>Emanuelson 5. Opaca la prestazione dell'esterno olandese che manca della sua solità imprevedibilità.<BR><BR>El Shaarawy 6,5. Ammutolisce lo Juventus Stadium con il gol nei primi minuti di gara. Tanto sacrificio anche in fase di ripiegamento, si spegne un po' nel finale.<BR>&nbsp;<BR>Pazzini 5,5. Dopo l'ottimo velo che permette ad El Shaarawy di concludere con successo a rete, vaga senza una metà per il resto del match.<BR><BR>Niang(71') 6,5. Si concede alcune giocate di puro talento con cui elude con eleganza gli avversari. Dà una scossa al Milan e sfiora più volte la rete.<BR><BR>Bojan(71') 6. Con qualche buon dribbling costringe più volte al fallo i difensori bianconeri ma non riesce d essere incisivo.<BR><BR>Traorè(90') 5,5. Fallisce clamorosamente l'occasione che avrebbe potuto portare i rossoneri ai rigori tirando addosso a Storari.<BR><BR>C1007650TorinoFL0657FL0657mirko-vucinic-braccia-aperte.jpgSiNjuventus-milan-tim-cup-pagelle-1009943.htmSiT1000007,T1000027100664701,02,03,06,07030511
1791009937NewsCoppeQuarti di Coppa Italia, Juventus-Milan: chi vince troverà la Lazio20130109085519Coppa ItaliaProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Sfida di prestigio, questa sera con inizio alle ore 20:45, nei quarti di finale di Coppa Italia tra Juventus e Milan. Chi avrà la meglio sfiderà in semifinale la Lazio di Petkovic, già qualificata in virtù della vittoria di ieri sera sul Catania.<BR><BR>Antonio Conte ha&nbsp;già preannunciato che&nbsp;centellinerà le forze e quasi sicuramente darà un po' di riposo a Pirlo. Scalpita, dunque, Luca Marrone, che potrà così essere impiegato nel suo ruolo naturale. Gioco forza sarà assente anche&nbsp;Marchisio uscito&nbsp;malconcio dalla partita giocata&nbsp;contro la Sampdoria. In avanti probabilmente sarà confermata&nbsp;la coppia Matri-Giovinco, ma c'è la possibilità che venga schierato Vucinic, magari a partita in corso. Tra i pali ci sarà Marco Storari.<BR><BR>Allegri non ha ancora risolto tutti i dubbi, anche se molte scelte appaiono obbligate. In porta rientra Amelia. Assenti Robinho, Bonera, Yepes, Constant, Mesbah, Zapata, Muntari e Strasser. In attacco ci sarà Pazzini, squalificato in campionato, mentre Boateng, recuperato, potrebbe agire da mezzala. Emanuelson favorito su Bojan e Niang per un posto nel tridente.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>Juventus(3-5-2):Storari; Barzagli; Bonucci; Peluso; Isla; Vidal; Marrone; Giaccherini; Lichtsteiner; Matri; Giovinco.<BR><BR>Milan(4-3-3): Amelia; Abate, Mexes, Acerbi, De Sciglio; Montolivo, Ambrosini, Boateng; Emanuelson, Pazzini, El Shaarawy.<BR><BR>C1007650TorinoFL0411FL0411conte-6.jpgSiNquarti-coppa-italia-juventus-milan-probabili-formazioni-1009937.htmSiT1000007,T1000027100427901,02,03,06,07,09010318
1801009935NewsCalciomercatoTorino, tra dubbi e perplessità20130108165822torinoTorinoDopo la partita di campionato disputata sabato scorso dal Torino in casa del Catania, abbiamo letto molti titoli, tipo: “Abbiamo perso un’ottima occasione per vincere” o “Un pareggio brutto e fortunato” oppure “Quando il gioco si fa duro, i duri devono giocare”. Nell’analisi tecnica della partita a dir poco incolore che il Toro ha giocato al Massimino di Catania, emergono preponderanti due aspetti che si associano a legittimi dubbi: è questa la reale forza del Toro, oppure c’è timore psicologico di disporsi con convinzione ed efficacia con un assetto tattico più dignitosamente offensivo? Il Toro visto fino ad oggi in diverse partite, non ha mai mostrato la sua vera identità di squadra che può e deve ambire a campionati condotti in maniera più importante e consona al suo blasone. Tuttavia, abbiamo ancora negli occhi l’abulia, la paura, la mancanza di idee e di aggressività che il Toro ha manifestato a Catania. La squadra di Maran ha giocato per quasi tutta la partita in dieci uomini per effetto di un fallo di reazione assolutamente ingenuo, fatto da Lodi ai danni di Meggiorini. Ebbene, dopo l’uscita anzitempo del numero dieci rosso azzurro, il Catania è apparso ancora più incattivito, ha creato innumerevoli azioni da gol con grinta e determinazione ed ha anche sbagliato un rigore con Bergessio che, se l’avesse realizzato, avrebbe significato probabilmente la sconfitta per i granata di Ventura. Ma il Toro, dov’era? Pochissime sono state le sue azioni d’attacco, forse due in tutta la partita, una con Bianchi e l’altra sul finire della partita con Verdi. E il resto? Niente. Nebbia sotto il sole di Sicilia. Pur con la stima che nutriamo verso mister Ventura, ci viene il dubbio che il timore di far osare di più questo Toro che, sulla carta si schiera con un 4-2-4 ma che di fatto in campo esprime un 4-4-1-1 per effetto dell’arretramento dei due esterni e della mezza punta di turno, fa apparire la squadra granata come espressione di un calcio minore. Mai azioni in verticale, poco proponimento e movimento senza palla, mai nessun suggerimento di nota da parte del centrocampo verso le punte. Tutto ciò rende il Toro guardingo e preoccupato a distruggere il gioco avversario piuttosto che costruire il proprio. E neanche l’idea di accontentarsi dell’attuale situazione di classifica può essere un attenuante a certe prestazioni incolori. Se è vero che il Torino è una squadra neo promossa e, come tale, recita la parte di chi ha bisogno del punto striminzito per salvarsi, è altresì vero che la sua storia impone un adeguamento della propria immagine. Ci sono squadre come Cagliari, Pescara, Sampdoria che, in qualche modo, esprimono una fisionomia di gioco atta a farsi rispettare. Concordiamo con chi pensa che il Toro non abbia grande qualità tecnica tra i suoi reparti, tuttavia, siamo convinti che ci sia un meccanismo psicologico oltre che tattico da perfezionare. La grinta, la determinazione, l’autostima, non si inventano improvvisamente ma devono essere coltivate fino a farle emergere proprio in partite come quelle contro il Catania, in cui il Toro, visto come si erano messe le cose, avrebbe potuto e forse dovuto imporre il proprio gioco tentando con convinzione la vittoria che era lì, a portata di mano. Invece ha subìto, sofferto fino all’ultimo, pur essendo in superiorità numerica e, se i siciliani avessero vinto, non ci sarebbe stato nulla da dire. In poche parole, assistiamo costantemente al gioco del Toro che non è mai bello, arioso, piacevole, ma sempre sparagnino, timoroso, timido e incolore. Forse è proprio qui il nocciolo di una situazione che ha bisogno di essere spronata a destarsi nonostante i rumors del calciomercato. E’ importante scrollarsi di dosso timori riverenziali che, l’andirivieni tra Campionati di Serie A e Serie B ha evidenziato, oscurando quell’antico furore agonistico che è sempre stato tra le corde e la passione granata del Toro. In questi giorni di mercato invernale, abbiamo sentito mister Ventura cui, ironicamente, vorrebbe Pato e Robinho al Toro. Se questo vuol essere un commento che, tra le righe lascia intendere che il Toro di Cairo non può permettersi più di quello che ha già, possiamo capirlo. Tuttavia, tentare alternative valide al gioco granata, è obbligo.<BR><BR>Salvino Cavallaro<BR><BR><BR>C1007650FL0711FL0711ventura-6.jpgSiNtorino-tra-dubbi-e-perplessita-1009935.htmSiT1000099100451001,02,03,09030222
1811009903NewsCampionatiSerie A, Juventus-Sampdoria: tanti assenti20130106121048Serie Aprobabili formazioniAsamoah è partito per la Coppa d'Africa, Lichtsteiner è squalificato: a Conte mancheranno entrambi gli esterni titolari. Fuori causa anche Chiellini e Bendtner, i bianconeri ripartiranno da Peluso, Padoin e De Ceglie, con l'ex Atalanta pronto al suo debutto con la nuova maglia. Davanti dovrebbe toccare a Matri al fianco di Giovinco. Probabile l'inserimento di Pogba in mediana al posto di Vidal.<BR><BR>Delio Rossi dovrà fare a meno dello squalificato Soriano e degli acciaccati Pozzi, Maxi Lopez e Maresca. Il modulo (3-5-2) sarà speculare a quello proposto dalla Juve: in difesa dovrebbe esserci Palombo, che verrà impiegato da libero, sugli esterni spazio a Berardi e all'ex Estigarribia, davanti Icardi affiancherà Eder. In mezzo al campo, dovrebbe toccare ad uno tra Tissone e Krsticic &nbsp;il compito di completare il trio di&nbsp;centrali con Poli e Obiang. <BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>JUVENTUS (3-5-2) Buffon, Barzagli, Bonucci, Peluso, De Ceglie, Pirlo, Vidal, Marchisio, Padoin, Matri, Giovinco. Allenatore Conte<BR><BR>SAMPDORIA (3-5-2) Romero, Gastaldello, Palombo, Costa, Krsticic, Poli, Obiang,Estigarribia, Berardi, Icardi, Eder. Allenatore Rossi<BR><BR>C1007650TorinoFL0411FL0411conte-6.jpgSiNserie-a-juventus-sampdoria-probabili-formazioni-1009903.htmSiT1000007,T1000097100427901,02,03,06010187
1821009845NewsCampionatiSpeciale 2012: 365 giorni di gioie e dolori20121231182014calcioEmozioni e polemiche di un anno indimenticabile di calcioSta per finire anche quest'anno solare: è stato un 2012 indimenticabile per più e più motivi. Ci siamo entusiasmati per l'Italia di Prandelli, indignati per calcioscommesse, commossi per la morte di Morosini: è stato l'anno dell'esodo dei nostri big dal nostro campionato, del gran ritorno alla vittoria della Juve, del trionfo in Champions del nostro Di Matteo, in Premier di Mancini e tanto altro: riviviamo insieme in questo Speciale di <EM>IlCalcio24</EM> dove raggruppiamo tutte le emozioni degli ultimi 365 giorni.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>GENNAIO: <BR><BR>Pronti via, il 9 Gennaio, Leo Messi conquista il Pallone d'Oro. E' il suo terzo trionfo consecutivo. Come lui solo Cruijff, Van Basten e Platini. Alla fine dedica il trofeo a Xavi: <EM>"anche lui lo meritava di vincere".&nbsp; </EM>In Italia invece è tempo di calciomercato: Galliani chiude per Tevez, ricavando i soldi dalla cessione di Pato al Psg: Berlusconi però ci ripensa, tiene il Papero, e fa saltare tutto. La scelta non si rivelerà esattamente azzeccata. I rossoneri alla fine si consoleranno con Maxi Lopez in prestito dal Catania. Tra gli altri colpi l'Inter prende Guarin, la Juve Caceres, il Napoli Edu Vargas, mentre Thiago Motta vola al Psg.&nbsp;Il 15 Gennaio Diego Milito decide il derby: in panca in casa Inter siede Ranieri&nbsp;(subentrato da poco a Gasperini ndr) e il Principe sfrutta al meglio un erroraccio di Abate. Nerazzurri secondi dietro ad una Juve già tritatutto. In Inghilterra ritornano&nbsp;a casa due vecchietti coi piedi d'oro: Paul Scholes a Manchester, e Titì Henry all'Arsenal.<BR><BR>FEBBRAIO<BR><BR>Il secondo mese dell'anno parte col botto: Fabio Capello l'8 Febbraio si dimette dalla panchina dell'Inghilterra:&nbsp;il motivo scatenante è la revoca da parte della federazione della fascia di capitano a Terry, capitano per Don Fabio. Febbraio non lo gioca invece Zlatan Ibrahimovic: Milan-Napoli, Aronica&nbsp;attacca Nocerino dopo un fallo, Ibra&nbsp;gli rifila uno schiaffo e si becca tre punti saltando così il match scudetto con la Juve. Scontro che arriva il 24 Febbraio: è la partita dello scandalo, quella del gol&nbsp;di Muntari non visto dall'arbitro. Finisce 1-1 e&nbsp;le due squadre si pizzicheranno da qui alla fine del campionato&nbsp;su questa partita. Delude in campionato, ma vola in Champions il Napoli di Walter Mazzarri: i partenopei emozionano tutti e fanno innamorare l'Italia quando schiantano il Chelsea 3-1 al San Paolo grazie ai gol di Lavezzi e Cavani (doppietta)<BR><BR>MARZO<BR><BR>Muamba fa tremare l'Inghilterra: nel match del suo Bolton col Tottenham il giocatore si accascia a terra colpito da infarto. Decisivo l'utilizzo del defibrillatore che ha consentito che il calciatore arrivasse all'ospedale in gravissime condizioni si, ma ancora in vita. Il ragazzo ha da poco deciso di smenttere col calcio. In Italia la Juve è sempre più formidabile: cinque gol alla Fiorentina al Franchi e la consapevolezza di essere in grado di poter lottare fino alla fine. In Champions crollano Inter e Napoli: i nerazzurri perdono a Marsiglia 1-0 e vincono 2-1 a San Siro mentre i partenopei crollano 4-1 a Londra col Chelsea. Marzo intanto è anche il mese di Andrea Stramaccioni: la sua Inter Primavera vince la Next Generation (la Champions giovanile) e Moratti, dopo aver esonerato Ranieri, punta forte su di lui siedendolo sulla panchina della prima squadra.<BR><BR>APRILE<BR><BR>Questo è il mese dell'affondo decisivo della Juve e del sorpasso al Milan: i bianconeri tritano Napoli in casa e Palermo in trasferta, mentre i rossoneri prima si bloccano a Catania 1-1 e poi perdono incredibilmente 2-1 in casa con la Fiorentina. Decisivo il gol di Amauri, ex juventino. Aprile però è il mese più brutto di quest'anno per la terribile e assurda morte di Piermario Morosini: il calciatore al 31' del secondo tempo improvvisamente cade a terra colpito da infarto, l'autoambulanza tarda ad arrivare, i defibrillatori mancano e il Moro non ce la fa. Iniziano le polemiche, l'Italia si ferma, il mondo mostra solidarietà nei confronti dell'ex giocatore del Livorno e la sua maglia viene ritirata per sempre. Tornando al calcio giocato, in Spagna Mourinho e il suo Real espugnano il Camp Nou e volano verso la vittoria della Liga: anche in Champions i blaugrana crollano col Chelsea, che in finale troverà il Bayern Monaco che a sua volta ha battuto ai rigori il Real.<BR><BR>MAGGIO<BR><BR>Il mese inizia con la lite Ljaic-Rossi che fa il giro dell'Italia: è il 2 Maggio, il tecnico sostituisce il serbo con Olivera, lui la prende male, lo applaude e dice qualcosa all'allenatore, che non ci vede più lo aggredisce. Rossi a fine partita verrà esonerato dalla Fiorentina. Il 6 Maggio la Juve ritorna Campione d'Italia: i bianconeri battono il Cagliari in campo neutro e in contemporanea l'Inter disintegra nel derby il Milan. La settimana dopo in casa con la Juve è grande festa: Del Piero segna e saluta&nbsp;i suoi tifosi&nbsp;nel migliore dei modi. Lasciano&nbsp;tra le lacrime anche Inzaghi, Nesta e Seedorf.&nbsp;Cavani e Hamsik invece regalano la&nbsp;Coppa Italia alla Juve: battuti i bianconeri di Conte.&nbsp;All'estero Mancini vince la Premier, Di Matteo la Champions League. Si parte per le Nazionali: l'Europeo è in arrivo, ma non solo. Il 28 Maggio infatti ecco il colpo di scena: la Polizia irrompe a Coverciano con l'ordine di perquisire la camera di Mimmo Criscito, indagato per presunta combine insieme ai compagni Kaladze, Milanetto e Sculli. Prandelli ritiene che il giocatore non sia tranquillo e lo lascia a casa: convocato regolarmente Bonucci, indagato dalla procura di Bari. Esce fuori da un'altra indagine anche il nome di Antonio Conte: l'accua è quella di associazione a delinquere. <BR><BR>GIUGNO<BR><BR>Risalgno dal Purgatorio della Serie B il Toro e la Samp: assieme a loro il Pescara spettacolo di Zdenek Zeman, Verratti, Insigne e Immobile. Tutt'e quattro lasceranno la squadra a fine anno: il tecnico boemo ritorna a Roma tredici anni dopo. Iniziano intanto gli Europei: ci presentiamo con una squadra giovane su cui c'è tanta fiducia; le squadre da battere però sono la Germania e la Spagna: proprio con le Furie Rosse alla prima del torneo riusciamo a non perdere. Finisce 1-1, loro col tiqui taqua ci mettono in difficoltà. ma alla fine Totò Di Natale aggiusta le cose. Grazie alla Spagna e al mancato tra loro e la Croazia passiamo ai quarti dove troviamo l'Inghilterra, orfana di Capello da un pò di mesi: dominiamo il match ma non sblocchiamo il match. Si arriva ai rigori, Montolivo sbaglia, Pirlo segna di cucchiaio, Diamanti regala la semifinale. Tra noi e la finalissima c'è un solo ostacolo adesso: si chiama Germania, la solita avversaria di sempre, abbattuta però anche stavolta. Li dominiamo, Balotelli in 45' segna prima di testa e poi con una fucilata su cui Neur non può nulla. Nella ripresa meriteremmo di dilagare ma invece arriva allo scadere il 2-1 di Ozil su rigore: troppo tardi, è finale!<BR><BR>LUGLIO<BR><BR>1 Luglio: finale con la Spagna. Loro sono forti, però noi gli abbiamo tenuto testa nel girone: la nazione ci crede e quei ragazzi d'azzurro vestiti sono i nostri eroi. Il campo però dice tristemente altro: ci umiliano 4-0 e l'immagine finale di Balotelli in lacrime racchiude tutta la delusione d'un intero popolo. Si torna a casa: è tempo di mercato. Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva lasciano il Milan e si accasano al Psg&nbsp;dopo settimane di trattative: è un'operazione choccante nei prezzi visto che i rossoneri guadagnano tra soldi risparmiati e cash la bellezza di quasi 170 milioni d'euro. Il mese poi si chiude col botto: arrivano i deferimenti per calcioscommesse. Omessa denuncia per Conte,&nbsp;Pepe, &nbsp;Di Vaio&nbsp;(tra i 6 e i 12 mesi di squalifica per tutti e quattro), illecito sportivo per Bonucci e Portanova&nbsp;(fino a tre anni).<BR><BR>AGOSTO<BR><BR>Arrivano le sentenze: ilo 10 Agosto Antonio Conte viene squalificato per 10 mesi con l'accusa di omessa denuncia. Rispetto a quanto aveva chiesto Palazzi il tecnico bianconero ha avuto 5 mesi di sconto. Squalificato anche Alessio, in panca per l'inizio della stagione va Massimo Carrera: sul campo la Juve è la stessa dell'anno scorso e&nbsp;conquista&nbsp;il&nbsp;primo trofeo dell'anno contro il Napoli tra le polemiche generali. I bianconeri vincono 4-2 ai supplementari, i partenopei finiscono il match in 9 e non si presentano alla presentazione. Si ha comunque la sensazione che&nbsp;la squadra di Mazzarri possa lottare fino alla fine per lo scudetto.&nbsp;Fuori dal campo intanto impazza il mercato:&nbsp;Inter&nbsp;e Milan confezionano lo scambio Cassano-Pazzini, la Fiorentina&nbsp;acquista ben 12 giocatori nuovi, i&nbsp;rossoneri&nbsp;all'ultimo comprano pure&nbsp;De Jong e Bojan,&nbsp;la Juve prende Bendtner in attacco e la Roma brucia tutti per Balzaretti e&nbsp;Destro. Il campionato sta per iniziare.<br><br> SETTEMBRE<br><br> Il mese si apre con l'accordo tanto atteso: Alessandro Del Piero&nbsp;va in Australia&nbsp;per vestire la maglia del Sidney. Numero 10 per lui e una federazione, la A-League, che lo indica come ambasciatore nel mondo del campionato. La sua ex squadra intanto in campionato macina puntio su punti e ritorna in Champions con una prestazione maiuscola a Stanford Bridge col Chelsea: 2-2 il finale&nbsp;con prova maestosa di tutta la squadra e reti decisive di Vidal e Quagliarella dopo la doppietta iniziale di Oscar. Chi non sta bene invece è il Milan: i rossoneri mostrano il peggio&nbsp;di se e&nbsp;perdono sia in campionato che in&nbsp;Champions: Allegri cambia ben 4 moduli, ma la soluzione a tutto alla fine sembra essere Stephen El Shaarawy, astro nascente&nbsp;rossonero.<br><br> OTTOBRE<br><br> Tempo di derby:&nbsp;l'Inter di Stramaccioni&nbsp;parte da favorita contro i cugini del Milan e vince la stracittadina grazie al gol di Samuel a inizio match.&nbsp;Le polemiche arbitrali non mancheranno per via&nbsp;d'un&nbsp;gol annullato a Montolivo e&nbsp;per l'espulsione dubbia di Nagatomo. Settembre&nbsp;è il mese nero degli arbitri e il clou si ha durante Catania-Juve: ai rossazzurri viene annullato un gol regolarissimo mentre ai bianconeri viene convalidata una rete dubbia. Scoppia la bufera. Intanto a Conte&nbsp;viene&nbsp;ridotta la squalifica a 4 mesi: col Palermo lui ci sarà. In campo&nbsp;tra l'altro i bianconeri tritano 3-0 il Napoli.<br><br> NOVEMBRE<br><br> Inizio choc del mese: la Juve, imbattuta da 49 partite in campionato, perde in casa proprio con i "nemici" dell'Inter. In svantaggio grazie al gol di Vidal (viziato comunque da un grossolano errore arbitrale), i nerazzurri nella ripresa stupiscono tutti vincendo 1-3 grazie alle reti di Milito (due) e Palacio. Dopo il match dello Juventus Stadium però in nerazzurri incappano in un periodaccio: tra infortuni, squalifiche e scivoloni i punti dalla Juve aumentano. Nel Milan intanto esplode definitivamente El Shaarawy: il Faraone si conquista anche la Nazionale&nbsp;segnando per giunta&nbsp;contro la Francia. <br><br> DICEMBRE<br><br> L'ultimo mese dell'anno si apre col tormentone Sneijder: il giocatore, da due mesi ai box per infortunio, continua a non essere convocato, almeno finquando non firma il rinnovo, stando alle dichiarazioni di Branca. L'Inter chiede all'olandese di ridursi lo stipendio, ma Wes non ne vuole sentire: il 2013 sarà l'anno della sua cessione? Anche dicembre continua ad essere il mese della Juve: i bianconeri in Champions&nbsp;escono come prima del girone strapazzando in casa il Chelsea e andando a vincere in Ucraina con lo Shakthar; in Italia il 9 dicembre torna Conte (a Palermo, ndr) e con due turni d'anticipo Pirlo e co si laureano anche&nbsp;campioni d'Inverno. Messi intanto batte ogni record: con 90 gol è il giocatore che ha segnato più gol nella storia del calcio in un anno solare. <br><br> <BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR><BR><br><br>C1007650FL0141FL0141ilcalcio24-i-protagonisti-2012.jpgSiNspeciale-2012-365-giorni-di-gioie-e-dolori-1009845.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100205001,02,03,06,07,08,09030484
1831009822NewsCampionatiJuventus, Pirlo ottavo nel mondo: ecco la classifica di The Guardian20121225183258the Guardian Solo 67° BalotelliCome ogni anno The Guardian, noto tabloid inglese, ha stilato la classifica dei migliori cento giocatori del mondo attraverso un sondaggio tra undici esperti di calcio: primo Messi, seguito da Ronaldo, Xavi, Iniesta e Ibra.<BR><BR>Primo tra gli italiani Andrea Pirlo, ottavo: gli altri azzurri in lista sono Buffon (20°), Chiellini (50°), El Shaarawy (52°), Balotelli (67°), Bonucci (88°).<BR><BR>Di seguito la classifica completa:<BR><BR>1 Lionel Messi (Barcellona)<BR>2 Cristiano Ronaldo (Real Madrid)<BR>3 Xavi (Barcelona)<BR>4 Andres Iniesta (Barcellona)<BR>5 Zlatan Ibrahimovic (PSG)<BR>6 Radamel Falcao (Atletico Madrid)<BR>7 Robin van Persie (Man Utd)<BR>8 Andrea Pirlo (Juventus)<BR>9 Yaya Toure (Man City)<BR>10 Edinson Cavani (Napoli)<BR>11 Sergio Aguero (Man City)<BR>12 Iker Casillas (Real Madrid)<BR>13 Neymar (Santos)<BR>14 Sergio Busquets (Barcelona)<BR>15 Xabi Alonso (Real Madrid)<BR>16 Thiago Silva (PSG)<BR>17 Mesut Ozil (Real Madrid)<BR>18 David Silva (Man City)<BR>19 Bastian Schweinsteiger (Bayern Munich)<BR>20 Gianluigi Buffon (Juventus)<BR>21 Luis Suarez (Liverpool)<BR>22 Sergio Ramos (Real Madrid)<BR>23 Vincent Kompany (Man City)<BR>24 Gerard Pique (Barcelona)<BR>25 Philipp Lahm (Bayern Munich)<BR>26 Willian (Shakhtar Donetsk)<BR>27 Marco Reus (Borussia Dortmund)<BR>28 Franck Ribery (Bayern Munich)<BR>29 Manuel Neuer (Bayern Munich)<BR>30 Ashley Cole (Chelsea)<BR>31 Wayne Rooney (Man Utd)<BR>32 Juan Mata (Chelsea)<BR>33 Thomas Muller (Bayern Munich)<BR>34 Mario Götze (Borussia Dortmund)<BR>35 Karim Benzema (Real Madrid)<BR>36 Cesc Fabregas (Barcelona)<BR>37 Oscar (Chelsea)<BR>38 Fernandinho (Shakhtar Donetsk)<BR>39 Javier Mascherano (Barcelona)<BR>40 Gareth Bale (Tottenham)<BR>41 Javier Zanetti (Internazionale)<BR>42 Daniele De Rossi (Roma)<BR>43 Dani Alves (Barcelona)<BR>44 Petr Cech (Chelsea)<BR>45 Mats Hummels (Borussia Dortmund)<BR>46 Carles Puyol (Barcelona)<BR>47 Angel Di Maria (Real Madrid)<BR>48 Carlos Tevez (Man City)<BR>49 Didier Drogba (Shanghai Shenhua)<BR>50 Giorgio Chiellini (Juventus)<BR>51 Marcelo (Real Madrid)<BR>52 Stephan El Shaarawy (Milan)<BR>53 Toni Kroos (Bayern Munich)<BR>54 Samuel Eto'o (Anzhi Makhachkala)<BR>55 Jordi Alba (Barcelona)<BR>56 Mario Gomez (Bayern Munich)<BR>57 Arturo Vidal (Juventus)<BR>58 Eden Hazard (Chelsea)<BR>59 James Rodriguez (Porto)<BR>60 Marouane Fellaini (Everton)<BR>61 Ramires (Chelsea)<BR>62 David Villa (Barcelona)<BR>63 Klaas Jan Huntelaar (Schalke)<BR>64 Nemanja Vidic (Man Utd)<BR>65 Joe Hart (Man City)<BR>66 Arjen Robben (Bayern Munich)<BR>67 Mario Balotelli (Man City)<BR>68 Mathieu Valbuena (Marseille)<BR>69 Pierre-Emerick Aubameyang (St Etienne)<BR>70 Robert Lewandowski (Borussia Dortmund)<BR>71 Hernanes (Lazio)<BR>72 Pedro (Barcelona)<BR>73 Santi Cazorla (Arsenal)<BR>74 Christian Eriksen (Ajax)<BR>75 Ezequiel Lavezzi (PSG)<BR>76 Joao Moutinho (Porto)<BR>77 Mario Mandžukić (Bayern Munich)<BR>78 Patrice Evra (Man Utd)<BR>79 David Luiz (Chelsea)<BR>80 Luka Modric (Real Madrid)<BR>81 Victor Wanyama (Celtic)<BR>82Mapou Yanga-M'Biwa (Montpelier)<BR>83 Hulk (Zenit St Petersburg)<BR>84 Darijo Srna (Shakhtar Donetsk)<BR>85 Emmanuel Mayuka (Southampton)<BR>86 John Terry (Chelsea)<BR>87 Kwadwo Asamoah (Juventus)<BR>88 Leonardo Bonucci (Juventus)<BR>89 Javier Pastore (PSG)<BR>90 Henrikh Mkhitaryan (Shakhtar Donetsk)<BR>91 Moussa Dembele (Tottenham)<BR>92 Hatem Ben Arfa (Newcastle)<BR>93 Samir Nasri (Man City)<BR>94 Shinji Kagawa (Man Utd)<BR>95 Wesley Sneijder (Internazionale)<BR>96 Pepe (Real Madrid)<BR>97 Marek Hamsik (Napoli)<BR>98 Javi Martinez (Bayern Munich)<BR>99 Diego Forlan (Internacional)<BR>100 Paulinho (Corinthians)<BR><BR>FL0141FL0141214204hp2.jpgSiNpirlo-ottavo-nel-mondo-ecco-la-classifica-di-the-guardian-1009822.htmSi100205001,02,03,06,07,08,09030309
1841009816NewsCampionatiMassimo Caputi: «Ecco la mia top 11»20121224151080massimo caputi«Sneijder? ha finito ormai il suo tempo all`Inter«Dopo avervi chiesto di scegliere i migliori giocatori del 2012 ruolo per ruolo, noi della redazione de "IlCalcio24" abbiamo intervistato in esclusiva Massimo Caputi, chiedendogli di stilare tra l'altro la sua top 11;<br><br> <EM>"Allora, sicuramente&nbsp;<STRONG>Marchetti</STRONG> in porta, difesa con<STRONG> Lichtsteiner</STRONG> e <STRONG>De Sciglio</STRONG> esterni, <STRONG>Barzagli </STRONG>e <STRONG>Ogbonna</STRONG> centrali: <STRONG>Pirlo</STRONG>, <STRONG>Vidal</STRONG> e <STRONG>Marchisio</STRONG> a centrocampo, <STRONG>El Shaarawy</STRONG>, <STRONG>Lamela</STRONG> e <STRONG>Cavani</STRONG> in avanti. In panchina? sarebbe troppo facile dire Conte, mettiamo <STRONG>Montella</STRONG>: per tutto quello che ha fatto l'anno scorso a Catania e quest'anno a Firenze ci sta!"</EM><br><br> Dicembre è tempo di Pallone d'oro: <EM>"Io lo darei a <STRONG>Messi</STRONG>: ci sono tanti altri giocatori bravi come Iniesta e Xavi però io sceglierei ancora lui." </EM><br><br> Capitolo Champions:<EM> "Nel calcio dagli ottavi in poi <STRONG>non c'è niente di scontato</STRONG> però è anche vero che il Celtic è un avversario nettamente<STRONG> alla portata</STRONG> della Juve: tra tutte quelle che potevano capitare era impossibile che andasse meglio. I bianconeri hanno<STRONG> l'80% di possibilità</STRONG> di passare il turno. Il Milan? Tra Pato e Robinho terrei, visto il rendimento, <STRONG>Binho</STRONG>. Se deve migliorare la squadra rossonera lo deve fare in <STRONG>difesa</STRONG> e a <STRONG>centrocampo</STRONG>. Se li cede entrambi secondo me dovrebbe investire su questi due reparti: in avanti con El Shaarawy, Pazzini, Bojan, etc etc, secondo me sono sulla buona strada. Io, comunque entrambi non li venderei: <STRONG>ne leverei uno solo</STRONG>."</EM><br><br> Il colpo di questo mercato però molto probabilmente sarà Sneijder:<EM> "Io credo che il giocatore <STRONG>abbia finito il suo tempo all'Inter</STRONG> oramai perchè quello che è accaduto non promette niente di buono e gli stimoli del giocatore sono diminuiti: la cosa più importante però è che l'Inter, attraverso la cessione di Sneijder, possa comunque da una parte risparmiare, dall'altra puntellare una rosa che comunque può essere migliorata soprattutto dietro e in mezzo."</EM> <br><br> A inizio anno Caputi, sempre intervistato da noi, aveva pronosticato la Fiorentina come grande sorpresa del campionato: detto-fatto.<EM> "Sono contento d'averci azzeccato: la Fiorentina è proprio una gran<STRONG> bella squadra</STRONG>. Sorprese da qui in avanti? non credo, ormai lotteranno per l'Europa queste sei, sette squadre che stanno dietro la Juve. Il Napoli?&nbsp;c'è stato un<STRONG> calo&nbsp;sia sul punto di vista atletico che su quello&nbsp;nervoso</STRONG>. Inoltre poi secondo me sta influendo sul periodo no anche il fatto che&nbsp;Mazzarri non è stato bene fisicamente, che comunque<STRONG> non sarà l'allenatore del Napoli la prossima stagione</STRONG>,&nbsp;l'incubo penalizzazzione e la squalifica di Cannavaro.&nbsp;Scudetto? La Juve è <STRONG>padrone del suo destino</STRONG> ormai in campionato:<STRONG> o lo vince&nbsp;o lo perde</STRONG>. Non credo che ci sia qualche squadra in grado di poterselo prendere questo campionato. I bianconeri sembrano nettamente più forti e con delle certezze e con quella maturità che le altre squadre per un motivo o per un altro non hanno." </EM><br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0141FL0141dsc04749.jpgSiNmassimo-caputi-ecco-la-mia-top-11-1009816.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100205001,02,03,06,07,08,090301464S
1851009790NewsCampionatiCagliari-Juventus, le pagelle. Top Pinilla e Matri. Flop Vidal20121221224339cagliari, juventusCagliari Juventus PagelleIl 2012 non si poteva che chiudere con polemiche e musi lunghi.<BR>Solo ieri si è finalmente capito che la partita non si sarebbe giocata a Quartu, ma a Parma.<BR>Un anno da concludere al meglio per i bianconeri, già laureati campioni d'Inverno.<BR>È stata una partita incredibile: dopo il rigore messo a segno da Pinilla, i bianconeri hanno dominato il match trovando il gol solo a quindici minuti dalla fine con Matri.<BR>Non pesa il rigore sbagliato da Vidal perché succede tutto nel finale.<BR>Primo ancora l'ex Cagliari, poi il Montenegrino Vucinic.<BR>La Juve è imbattibile.<br><br> Risultato finale Cagliari-Juventus 1-3: 15' Pinilla (R), 75' Matri, 92' Matri, 94' Vucinic<BR>Ammoniti: 20' Ariaudo, 27' Vidal, 28' Murru, 36' Astori, 53' Lichsteiner, 56' Dessena, 59' Pisano, 64' Astori<BR>Espulsi: 64' Astori, 64' Pulga<br><br> Cagliari (4-3-1-2): Agazzi 7, Murru 6 (53' Perico 6), Astori 5, Ariaudo 6, Pisano 6, Nainggolan 6.5, Ekdal 6.5, Dessena 6, Thiago Ribeiro 5.5, Sau 6.5 (66' Del Fabro 5), Pinilla 6.5 (76' Nenè 6)<BR>All. Pulga 5.5<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 6.5, Bonucci 6.5, Caceres 5.5 (61' Padoin 6.5), Lichsteiner 6 (71' Vucinic 6.5), Pirlo 6.5, Marchisio 6, Vidal 5, Asamoah 7, Quagliarella 5 (59' Matri 7.5), Giovinco 6<BR>All. Conte 6.5<br><br> <STRONG><EM>Top Cagliari</EM></STRONG><br><br> Pinilla: timbra il cartellino con un rigore perfetto e regge l'attacco con continui inserimenti.<br><br> <STRONG><EM>Flop Cagliari</EM></STRONG><br><br> Astori: un fallo ingenuo condiziona il resto della partita. Un'espulsione che certamente avrebbe potuto evitare.<br><br> <STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Matri: il ritorno di Alessandro. Proprio contro i suoi vecchi compagni.<BR>Una doppietta fondamentale, per lui e per la Juventus.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Vidal: prima provoca un rigore, poi ne sbaglia uno.<BR>Brutta partita del cileno<br><br>C1007650FL0882FL0882pinilla51.jpgSiNcagliari-juventus-pagelle-top-flop-risultato-e-marcatori-1009790.htmSiT1000007,T1000019100877901,02,03,06030248
1861009788NewsCampionatiLIVE ILCALCIO24 - Cagliari-Juventus 1-3 - Guarda ora20121221211335Serie AVideo&nbsp;<BR><BR>Vantaggio Cagliari al 16 su rigore. Dubbio fallo in area su Sau e trasforma Pinilla. Link Video: <A href="http://videa.hu/videok/sport/cagliari-vs-juventus-10-pinilla-uTDSzn7AZGaAvyjC?start=0">http://videa.hu/videok/sport/cagliari-vs-juventus-10-pinilla-uTDSzn7AZGaAvyjC?start=0</A><BR><BR>Finisce il primo tempo sul punteggio di 1-0 per il Cagliari. Juve sotto tono anche grazie all'intelligente marcatura su Pirlo.<BR><BR>Al 72' Vidal sbaglia un rigore. Link Video: &nbsp;<A href="http://videa.hu/videok/sport/vidal-penalty-miss-vs-cagliari-fwLUQLKoqdrTAmr4?start=0.089">http://videa.hu/videok/sport/vidal-penalty-miss-vs-cagliari-fwLUQLKoqdrTAmr4?start=0.089</A><BR><BR>Al 75' arriva il pareggio. E' Matri che scaglia in porta tutta la rabbia della Juve con un tap-in vincente, sfruttando al meglio una corta respinta di Agazzi su tiro di Vucinic dal limite. Link Video: <A href="http://videa.hu/videok/sport/cagliari-vs-juventus-11-matri-FnM5tr2fxvsbmAGs?start=0.134">http://videa.hu/videok/sport/cagliari-vs-juventus-11-matri-FnM5tr2fxvsbmAGs?start=0.134</A><BR><BR>All'88 la Juve si porta in vantaggio. E' ancora Matri che approfitta di un pallone carambolato su Vidal dopo il rilancio di un difensore.&nbsp; <BR><BR>In pieno recupero terzo gol della Juve. E' Vucinic a spingere in rete un diagonale di Giovinco.&nbsp; <BR><BR><SPAN id=divAdnetKeyword>La Juventus&nbsp;batte il Cagliari 3-1 nel secondo anticipo di giornato della 18esima di A. Al rigore realizzato da Pinilla al minuto 16 (fallo di Vidal ai danni di Sau) ha risposto l'ex Matri nella ripresa con una doppietta, prima del tris finale di Vucinic.</SPAN><BR>HIGHLIGHTS: <A href="http://videa.hu/videok/sport/cagliari-vs-juventus-1.3-goals-highlights-AfTDDl4u549YMBUB?start=0.381">http://videa.hu/videok/sport/cagliari-vs-juventus-1.3-goals-highlights-AfTDDl4u549YMBUB?start=0.381</A><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR>ParmaFL0411FL0411pinilla51.jpgSiNlive-ilcalcio24-cagliari-juventus-video-1009788.htmSi100427901,02,03,0601093
1871009779NewsCampionatiSerie A, Cagliari-Juventus: al Tardini i bianconeri vogliono chiudere in bellezza il 201220121221161833Serie AProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>La Juve proverà a fare suoi i tre punti. Conte vuole chiudere con una vittoria un 2012 che ha regalato&nbsp;il ritorno ad altissimo livello&nbsp;della Vecchia Signora. Il Cagliari dovrà affrontare i Campioni d’Italia lontano da casa e Pulga si affiderà alla velocità di Sau e alla fantasia di Cossu per&nbsp;cercare di castigare&nbsp;con&nbsp;rapidi contropiedi la solidissima difesa bianconera, orfana di Chiellini.&nbsp; <BR><BR>Pulga dovrebbe confermare conferma il "suo" classico 4-3-1-2. In difesa l’ex Ariaudo farà coppia con Astori al centro con Pisano e Avelar&nbsp;sulle fasce. A centrocampo i sardi, privi dello squalificato Daniele Conti,&nbsp;dovrebbero affidarsi&nbsp;al trio Nainggolan, Dessena ed Ekdal. Cossu opererà alle spalle della coppia d’attacco formata da Sau e Pinilla.<BR><BR>Conte recupera Bonucci,&nbsp;che ha scontato la&nbsp;squalifica ma, come è risaputo, perderà Chiellini per qualche mese. La difesa, quindi, dovrebbe essere composta da Bonucci, Barzagli e Caceres. Lichsteiner e Asamoah dovrebbero essere gli stantuffi sulle fasce; Pirlo agirà da regista con a fianco gli scudieri Marchisio e Vidal. Davanti Vucinic e Quagliarella si contendono una maglia al fianco di Giovinco.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>Cagliari(4-3-1-2): AGAZZI - PISANO - ASTORI - ARIAUDO - AVELAR - DESSENA - NAINGGOLAN - EKDAL - COSSU - PINILLA - SAU<BR><BR>Juventus(3-5-2): BUFFON - BARZAGLI - BONUCCI - CACERES - LICHTSTEINER - VIDAL - PIRLO - MARCHISIO - ASAMOAH - QUAGLIARELLA - GIOVINCO<BR><BR><BR>ParmaFL0411FL0411vidal.jpgSiNserie-a-cagliari-pescara-probabili-formazioni-1009779.htmSi100427901,02,03,06010193
1881009783NewsCampionatiIlCalcio24 awards: il 2012 è tutto loro!20121221150214ilcalcio24Vincono Buffon, Barzagli, Vidal ed El ShaarawyGianluigi Buffon, Andrea Barzagli, Arturo Vidal e Stephen El Shaarawy: sono loro, per voi lettori de IlCalcio24 i migliori del 2012.<br><br> Il numero 1 bianconero ha battuto negli istanti il collega della Lazio Marchetti, in quello che è stato il duello più entusiasmante: alla fine Gigi ha trionfato per solo due voti.<br><br> In difesa non c'è stata storia: Andrea Barzagli più forte di tutti: annientata la concorrenza di Paolo Cannavaro (secondo) e il compagno Giorgio Chiellini (terzo).<br><br> A centrocampo la lotta era tra Vidal, Pirlo e Hamsik: ha trionfato per pochissimo il cileno, precedendo l'azzuro e lo slovacco. <br><br> In avanti la bagarre era tanta e alla fine l'ha spuntata Stephen El Shaarawy: dietro di lui Cavani, Klose e Vucinic.<br><br>C1007650FL0141FL0141ilcalcio24.jpgSiNilcalcio24-awards-il-2012-e-tutto-loro-1009783.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100205001,02,03,06,07,08,09030274
1891009766NewsCampionatiJuventus, Conte: «Sostituire le partenze di Lucio e Asamoah»20121220104131juventus, conteJuventus, conteQueste le parole di Antonio Conte, tecnico della Juventus, alla vigilia del match di Serie A contro il Cagliari al "Tardini" di Parma: "Lucio? A 34 anni aveva ancora voglia di mettersi in gioco e anche se dispiaciuto nel lasciarsi ha avuto l'opportunità di tornare a casa, nel San Paolo, su espressa richiesta della famiglia.<br><br> L'infortunio di Chiellini? Dispiace perché Giorgio è un giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero per quello che da in campo e fuori. E' un leader. Sono convinto che tornerà più forte di prima e cercando di guarire più forte di prima.<br><br> Infortunio che incide sulle strategie di mercato? No, perché non sappiamo ancora quanto sarà il suo stop. Le nostre idee però sono state fissate prima del suo infortunio. Dobbiamo trovare una soluzione che copra l'addio di Lucio e il viaggio di Asamoah in Coppa d'Africa.<br><br> Giocatori in dubbio per il Cagliari? C'è Vucinic che ha un problemino quindi vediamo chi sarà in campo. Ci sono anche altri ragazzi che non stanno benissimo ma la squadra sono sicuro che darà risposte importanti.<br><br> Difficoltà nella preparazione dell'ultima gara dell'anno? E' una riflessione giusta perché alcuni hanno già le valigie pronte e perché arriviamo da una settimana di elogi dopo la conquista del titolo di campione d'inverno. C'è il pericolo dell'appagamento e della presunzione di pensare già alle vacanze. E' in questi momenti però che io mi aspetto le risposte importanti. Questa squadra mi ha sempre sorpreso in positivo e lo farà anche domani di fronte a questi grandi pericoli.<br><br> Se domani avessero ragione i Maya a chi darei l'oscar bianconero dell'ultimo anno e mezzo? Al gruppo dei giocatori e alla società. Sono stati entrambi speciali perché hanno fatto qualcosa di straordinariamente bello. Per me è un onore essere l'allenatore di questa società.<br><br> Campioni d'inverno con due giornate d'anticipo per meriti o per demeriti degli altri? Noi stiamo viaggiando ad una velocità molto elevata. Lo scorso anno abbiamo girato a 41 punti mentre oggi abbiamo lo stesso bottino con due giornate ancora da giocare. Il nostro è un ritmo superiore. Quello che serve però è sempre la vittoria finale.<br><br> Pallone d'Oro? Lo avrei visto bene a Pirlo, ma quando hai un giocatore come Messi che segna 90 gol all'anno è chiaro che il premio vada a lui. Andrea l'avrei visto bene sul podio.<br><br> Sorteggio Champions League? Arriverà durante l'allenamento sapendo benissimo che non verrà intaccata l'attenzione dei ragazzi al lavoro sul campo. Sarà un altro step nel processo di crescita che stiamo portando avanti con questa società. La squadra che uscirà dall'urna avrà il nostro più grande rispetto, ma senza alcun tipo di paura.<br><br>C1007650adm001adm001conte-6.jpgSiNjuventus-conte-sostituire-le-partenze-di-lucio-e-asamoah-1009766.htmSiT1000007100075701,02,03,06030149
1901009743NewsCampionatiIlCalcio24 awards 2012, categoria Centrocampisti: Andrea Pirlo20121219102776Andrea PirloVota il miglior centrocampista della Serie AQuando si ha di fronte un fuoriclasse come Andrea Pirlo non può che saltare ogni fede calcistica, qualunque essa sia, e per amor di questo sport riconoscerere la prelibatezza del talento e delle giocate del calciatore bresciano.<BR>Dopo un'esperienza decennale e ricca di trofei e successi al Milan, ha dimostrato a quest'ultimi che lasciarlo andare così facilmente sia stato un grave errore che ha permesso alla Juventus di compiere quel salto di qualità che ha contribuito a lottare per il titolo proprio con i rossoneri.<BR>Il Mozart del centrocampo ,infatti, ha condotto l'orchestra bianconera verso la conquista dello scudetto.<BR>Il 2012 ,dunque, per Pirlo non può che esser stato un anno da incorniciare. La scorsa stagione ha collezionato 37 presenze delle 38 disponibili, mettendo a segno anche 3 gol e una grande quantità di assist e di giocate che son partite dalla sua raffinata regia. Nonostante asfissianti marcature ad uomo con cui ogni allenatore avversario cerca di limitare la sua fantasia, in questa stagione sembra sia partito ancora meglio, almeno dal punto di vista realizzativo,&nbsp;segnando 4 gol e insidiando nella classifica delle punizioni due altri grandi ex bianconeri come Baggio e Del Piero.<BR>Inoltre, non va dimenticato l'eccellente Europeo disputato dal mediano juventino, impreziosito da giocate sopraffine come quella con cui si è liberato di due avversari e ha servito l'assist a Di Natale nella partita inaugurale contro la Spagna, oppure il "cucchiaio" che ha deliziato gli occhi e che ha fatto urlare di gioia tutti gli italiani nel match contro l'Inghilterra.<BR>Tutto questo lo ha portato ad essere presente nella lista dei candidati del Pallone d'Oro, ma non è bastato per entrare nella Top 3 del premio che forse&nbsp;lo stesso&nbsp;giocatore avrebbe anche meritato.<BR>A dispetto dei duoi 33 anni ,inoltre, Pirlo sembra possedere ambiziosi progetti futuri, volendo collezionare ancora successi con il suo club e puntando senza nascondersi a disputare il Mondiale brasiliano del 2014. E considerate tutte le volte che ci ha sorpreso e che ha dimostrato di essere ancora tra i migliori al mondo nel suo ruolo, bisogna credergli.C1007650FL0657FL0657pirlo-6.jpgSiNilcalcio24-awards-pirlo-1009743.htmSiT1000007100664701,02,03,06,07010213
1911009700NewsCampionatiJuventus, unica avversaria di se stessa20121216202223juventusJuventus“Contro questa Juve c’è poco da fare”. Sono le parole dette a caldo da mister Colantuono, subito dopo la partita che i bianconeri hanno giocato contro la sua Atalanta. La 17° giornata d’andata del Campionato Italiano ha sentenziato che la Juve, che si prepara a raggiungere il titolo di campione d’inverno, sia l’unica avversaria di se stessa. Una squadra che gioca un calcio moderno, bello da vedersi, apprezzabile nello spettacolo, ma molto dispendioso per gli undici messi in campo da Conte che, attraverso il suo modulo vincente di gioco, richiede sempre alla squadra uno sforzo fisico costante e dispendioso di energie. I bianconeri visti contro l’Atalanta sono apparsi irresistibili per chiarezza di idee, fluidità di gioco e capacità di verticalizzazione delle proprie azioni offensive. La Juve, infatti, firma tre reti in meno di mezz’ora con Vucinic, Pirlo e Marchisio. Il centravanti dell’Atalanta Denis, solo davanti a Buffon, spreca l’unica occasione per la sua squadra di portarsi sul 1 a 1. Poi, quando viene espulso Manfredini per somma di ammonizioni, non c’è più storia. La Juve di Conte ha voluto caparbiamente approfittare della sconfitta dell’Inter per allungare il suo distacco in panchina e tentare una mini fuga. C’è riuscita alla grande, perché la Juve ha vinto e convinto. Il 3-5-2, divenuto ormai una sorta di lezionario recitato a memoria da tutta la squadra, si avvale a centrocampo della magistrale opera illuminante di Pirlo che, coadiuvato da Lchtsteiner, Vidal, Marchisio e Asamoah, completa uno scacchiere di gioco fatto di tecnica, corsa, incontrismo e capacità di offendere. Le due punte Vucinic e Giovinco sembrano ormai essersi inseriti definitivamente e in maniera costante negli schemi di mister Conte, anche se, a dire il vero, l’indiscussa capacità tecnica di Vucinic non sempre è garanzia di continuità. Abbiamo sostenuto da sempre che questa squadra, per ambire ad altissimi livelli europei, ha bisogno di un top player e, ancora oggi, confermiamo questa nostra convinzione. Adesso, pare che Drogba sia già alle porte della sede di Corso Galileo Ferraris&nbsp; fin da gennaio e, se così fosse, riteniamo importante l’acquisto proprio in virtù della finalizzazione dell’enorme volume di gioco sviluppato costantemente dalla Juventus. Bisognerà vedere come potrà inserirsi il campione l’ivoriano nello schema tattico voluto da Conte. Ma, vista l’intelligenza tattica del giocatore, il suo alto tasso di tecnica e l’accoglienza positiva dei compagni di squadra bianconeri, siamo certi che in breve tempo sia la Juve che Drogba sapranno trovare la quadra e, per gli avversari, saranno davvero dolori. La Juve, adesso, sta veramente pensando in grande, perché sembra che a giugno arrivi anche Llorente. Un bel colpo di top player ma, su questo, aspettiamo a pronunciarci a cose avvenute. Discorso diverso è per la difesa, dove Lucio sembra di fatto un separato in casa. Ma, al contempo,&nbsp; c’è anche da sopperire alla prossima assenza di Asamoah, impegnato nella Coppa d’Africa. Peluso e Bocchetti sono da tempo nei desideri di Marotta e Paratici. Vedremo cosa accadrà. Una cosa è certa, questa Juve oltre ad aver costruito un presente fatto di bel gioco e mentalità vincente, adesso vuole disegnare un futuro degno della sua straordinaria storia fatta di lunghi cicli importanti anche in campo europeo. Le fondamenta sono già state fissate con grande abilità, ora si deve continuare a costruire il futuro. I presupposti ci sono tutti.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711marotta.jpgSiNjuventus-unica-avversaria-di-se-stessa-1009700.htmSiT1000007100451001,02,03,06030162
1921009696NewsCampionatiHIGHLIGHTS ILCALCIO24 Juventus-Atalanta 3-0 Guarda il Video20121216172110Serie AGuarda il video&nbsp;<br><br> <SPAN id=divAdnetKeyword>Una grandissima Juventus demolisce allo Juventus Stadium un’Atalanta apparsa rinunciataria e priva di idee. Di Vucinic, Pirlo e Marchisio le reti di un 3-0 che sarebbe potuto diventare ben più rotondo se Giovinco, Quagliarella e Vidal avessero aggiustato la mira. </SPAN><br><br> Link Video <A href="http://videa.hu/videok/sport/juventus-vs-atalanta-30-goals-highlights-Hd8pqaQrLVsXvpJ0?start=1.498">http://videa.hu/videok/sport/juventus-vs-atalanta-30-goals-highlights-Hd8pqaQrLVsXvpJ0?start=1.498</A><br><br>TorinoFL0411FL0411marchisio.jpgSiNhighlights-ilcalcio24-juventus-3-atalanta-0-1009696.htmSi100427901,02,03,06010191
1931009691NewsCampionatiLIVE ILCALCIO24 - Serie A - Risultati Finali20121216125519serie aSerie ASegui su IlCalcio24.com la diretta della Serie A. Match ore 15.<BR><BR><BR>Parziali<BR><BR><STRONG>Fiorentina-Siena 4-1 &nbsp;16'-79'Toni-18'Pizarro(R)-44'Aquilani(F) - 70'Reginaldo(S)<BR></STRONG><BR><STRONG>Catania-Sampdoria 3-1&nbsp; 29'Maresca(S) - 55'Paglialunga-65'Bergessio-90'Castro(C)<BR><BR>Chievo-Roma 1-0&nbsp; 87'Pellissier<BR></STRONG><BR><STRONG>Genoa-Torino 1-1&nbsp;&nbsp; 19'Bianchi(T) - Granvquist(G)<BR><BR>Juventus-Atalanta 3-0&nbsp;&nbsp; 2' Vucinic-14'Pirlo-27'Marchisio&nbsp; (Esp.Manfredini)<BR><BR>Milan-Pescara 4-1&nbsp; 1'Nocerino-51'A.gol Abbruscato-79'A.gol Jonathas-81'ElShaarawy(M) - 56'Terlizzi(P)<BR><BR>Parma-Cagliari 4-1&nbsp;&nbsp; 20'Sau(C) - 21'Belfodil-54'Biabiany-65'Valdès-86'Belfodil(P)<BR></STRONG><BR>Napoli-Bologna stasera<BR><BR><BR><BR>C1007650FL0411FL0411elsha420.jpgSiNlive-serie-a-risultati-e-marcatori-segui-la-diretta-1009691.htmSi100427901,02,03,06,07,08,09010258
1941009684NewsCampionatiSerie A, Juventus-Atalanta: una sfida mai banale20121216113548Serie AProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Defezioni importanti in casa bianconera, infatti, Conte dovrà fare a meno di Bonucci squalificato,&nbsp;per cui&nbsp; in difesa dovrebbero agire Barzagli, Marrone e Chiellini. Lichsteiner e Asamoah&nbsp;saranno gli stantuffi sulle fasce&nbsp;sulle fasce,. A centrocampo Vidal è recuperato, ma difficlmente Conte lo getterà nella mischia, per cui Pogba dovrebbe occupare il suo posto al fianco diPirlo e Marchisio.&nbsp;In avanti confermato&nbsp;Giovinco, al suo fianco dovrebbe rientrare Fabio Quagliarella.<BR><BR>Colantuono&nbsp;dovrebbe poter schierare l'undici tipo. Qunid, confermato il 4-4-1-1, la cui linea difensiva sarà composta da Bellini, Manfredini, Lucchini e Peluso. A centrocampo Cigarini Radovanovic e sugli esterni Schelotto e Bonaventura. Maxi Moralez giocherà alle spalle di Denis. <BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>Juventus(3-5-2):&nbsp;BUFFON - BARZAGLI - MARRONE - CHIELLINI - LICHTSTEINER - POGBA - PIRLO - MARCHISIO - ASAMOAH -&nbsp;QUAGLIARELLA - GIOVINCO<BR><BR>Atalanta(4-4-1-1): CONSIGLI - LUCCHINI - MANFREDINI - PELUSO - SCHELOTTO - RADOVANOVIC- CIGARINI - BONAVENTURA - MORALEZ -DENIS<BR><BR>TorinoFL0411FL0411marchisio.jpgSiNserie-a-juventus-atalanta-probabili-formazioni-1009684.htmSi100427901,02,03,06010199
1951009607NewsCoppeOttavi di Coppa Italia, Juventus-Cagliari20121212093417Ottavi di Coppa ItaliaProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Anche&nbsp;in Juventus-Cagliari assisteremo ad un ampissimo turn over e ciò potrebbe anche stravolgere ogni pronostico.&nbsp;Vincerà la formazione che non solo saprà meglio sopperire allo stravolgimento dell'ossatura di squadra, ma anche le motivazioni che gli allenatori sapranno infondere alle seconde linee.<BR><BR>Nella Juventus mister Conte, che ritorna sulla panchina dello Juventus Stadium, dovrebbe schierare Buffon o addirittura Runbinho perchè Storari è squalificato. In difesa Bonucci dovrebbe essere titolare&nbsp;perchè squalificato per&nbsp;il prossimo&nbsp;turno di campionato, affiancato da Barzagli e da Marrone. A centrocampo dovrebbero trovare spazio Pogba al posto di Pirlo, Padoin e Giaccherini interni e Isla e De Ceglie sulle corsie laterali. In&nbsp;avanti, Conte dovrebbe schierare dal primo minuto&nbsp;il danese Bendtner coadiuvato&nbsp;da Giovinco.<BR><BR>Pulga e Lopez dovrebbero&nbsp;affidarsi per il match in programma anche alcuni ragazzi della Primavera. In porta&nbsp;dovrebbe esserci&nbsp;Avramov,&nbsp;protetto da una&nbsp;difesa formata dai primavera Murru e Del Fabro, con Rossettini e Perico.&nbsp;A centrocampo&nbsp;Casarini ed Ekdal, in avanti Cepellini, Thiago Ribeiro ed Ibarbo&nbsp;dovrebbero agire da&nbsp;trequartisti a supporto dell'unica punta Pinilla.<BR><BR>La vincente affronterà una tra Milan e Reggina.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>JUVENTUS(3-5-2): Buffon - Barzagli - Bonucci - Marrone- Isla - Giaccherini - Pogba - Padoin - De Ceglie - Giovinco - Bendtner<BR><BR>CAGLIARI(4-2-3-1): Avramov - Perico - Rossettini - Del Fabro - Murru - Casarini - Ekdal - Ibarbo - Thiago Ribeiro - Cepellini - Pinilla <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>TorinoFL0411FL0411bendtner-4.jpgSiNottavi-di-coppa-italia-juventus-cagliari-probabili-formazioni-1009607.htmSi100427901,02,03,06,07010284
1961009570NewsCampionatiPalermo-Juventus 0-1, le pagelle: Top Lichsteiner e Kurtic, Flop Matri 20121209165757serie a, juventus, palermoLichsteiner regala tre punti fondamentali alla armata di Conte.Al Barbera gli occhi di tutti erano puntati tutti su Antonio Conte. Il grande ritorno del mister vincente dei bianconeri che&nbsp;finiva di scontare&nbsp;la sua pena. Un match importante per entrambe le squadre: i rosanero per ritrovare la vittoria, i bianconeri per non fermarsi più. <BR>Ha vinto la Juve, come sempre, come il solito. Una prestazione convinta e bella. Bella la sicurezza di un reparto difensivo che non sa subire gol. Convincente la prova di Vucinic, vero uomo in più dell'attacco del team di Torino.<BR>Ora, tutti i tifosi bianconeri vorrano sapere quale sarà l'anti-Juve che emergerà questa sera, se ne esiste realmente uno. <BR><BR>Risultato finale Palermo-Juventus 0-1: 49’ Lichsteiner <BR>Ammoniti: 36’ Lichsteiner, 67’ Morganella, 77’ Pirlo, 87’ Bonucci <BR>Espulsi: 75’ Morganella <BR><BR>Palermo (3-5-2): Ujkani 6.5, Von Bergen 5.5, Donati 6 (70’ Dybala 6), Munoz 5.5, Garcia 5.5, Pisano 5 (45’ Brienza 5.5), Kurtic 6.5 (75’ Viola 5.5), Barreto 5, Morganella 5, Miccoli 6.5, Ilicic 6 <BR>All. Gasperini 5.5 <BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 7, Bonucci 6.5, Chiellini 7, Asamoah 6.5, Pirlo 6.5, Marchisio 6, Vidal 6 (54’ Pogba 6), Lichsteiner 7 (65’ Padoin 6), Matri 5 (73’ Bendtner 6), Vucinic 7 <BR>All. Conte 7 <BR><BR>Top Palermo <BR><BR>Kurtic: nel primo tempo gestisce bene numerose situazioni in mezzo al campo. Cala, insieme a tutta la squadra, nella seconda frazione, ma insieme a capitan Miccoli, vero faro dei rosanero, è il migliore dei suoi. <BR><BR>Flop Palermo <BR><BR>Pisano: un brutto primo tempo, quello del difensore palermitano che sbaglia tanto e alla fine viene sostituito senza troppi complimenti. <BR><BR>Top Juventus <BR><BR>Lichsteiner: merita il titolo di MVP per il gol che decide tre punti pesantissimi. Quando segna lo svizzero, la Juve vince sempre.&nbsp;Ma la prestazione di Vucinic è davvero strepitosa: non smette più di regalare assist ai compagni. <BR><BR>Flop Juventus <BR><BR>Matri: ovviamente non poteva che essere lui il peggiore in campo fra i bianconeri. Sbaglia tutto quello che può sbagliare sotto porta e Conte decide di provare a inserire il danese Bendtner.C1007650Palermo, Stadio BarberaFL0882FL0882lichsteiner.jpgSiNrisultati-campionato-serie-a-1009570.htmSi100877901,02,03,06030163
1971009564NewsCampionatiSerie A Palermo-Juventus:ritorna Antonio Conte20121209095257Serie AProbabili formazioni&nbsp;<br><br> Gasperini dovrebbe poter contar di nuovo su Fabrizio Miccoli, che, probabilmente, verrà supportato da Brienza e Ilicic. Sulla linea mediana dovrebbero agire Morganella, Kurtic, Barreto&nbsp;e uno tra&nbsp;Garcia e Pisano. Donati, invece, dovrebbe essere&nbsp;confermato al centro della difesa insieme a Von Bergen e Munoz. <br><br> Dall'altra parte&nbsp;i fari saranno puntati su Antonio Conte, che&nbsp;potrà sedersi di nuovo in panchina.&nbsp;Dovrà. però,&nbsp;rinunciare&nbsp;a Giovinco squalificato. In attacco, quindi, dovrebbero esserci&nbsp;Vucinic e uno tra Quagliarella e Matri. A centrocampo&nbsp;dovrebbe esserci&nbsp;ancora una volta il francese&nbsp;Pogba, magari per&nbsp;concedereun po' di riposo a&nbsp;Vidal. Per il resto dovrebbe essere tutto secondo la consuetudine a parte che per Chiellini, anche lui leggermente affaticato, che potrebbe dunque essere rimpiazzato da Caceres. <br><br> Probabili formazioni<br><br> Palermo(3-4-2-1): UJKANI - MUNOZ - DONATI - VON BERGEN - MORGANELLA - BARRETO - KURTIC - PISANO- ILICIC - BRIENZA - MICCOLI<br><br> Juventus(3-5-2): BUFFON - BARZAGLI - BONUCCI - CACERES - ISLA - POGBA - PIRLO - MARCHISIO - DE CEGLIE - VUCINIC - MATRI<br><br>PalermoFL0411FL0411conte-6.jpgSiNserie-a-palermo-juventus-probabili-formazioni-1009564.htmSi100427901,02,03,06010215
1981009558NewsCampionatiPalermo, Zamparini: «Eccetto Pirlo la Juve ha solo giocatori normali, non fenomeni»20121208142752JuventusIl presidente del Palermo ha parlato così riguardo alla rosa della capolista Il patron rosanero Maurizio Zamparini, come si sa, non è mai banale o monotono nelle sue dichiarazioni. Anzi, l'effervescente presidente del club siciliano è molto rinomato per le sue parole sempre bollenti e sempre in grado di fare notizia.<BR>Seguendo questa scia, ha rilasciato delle dichiarazioni sulla Juventus, prossimo avversario della sua squadra domani pomeriggio al Barbera: "La Juventus è composta da giocatori normali, non da grandi fenomeni. Solo Pirlo è un grandissimo giocatore, mentre gli altri sono buoni giocatori. Possiamo metterli in difficoltà soprattutto con i nostri attaccanti che sono molto bravi“.<BR>Ciò che è certo è che i vari Buffon, Marchisio, Vidal e Vucinic potrebbero aver qualcosa da ridire.<BR>Il Palermo ,comunque, reduce dalle ultime buone prestazioni, potrebbe davvero impensierire la formazione bianconera, magari approfittando delle fatiche di Champions contro lo Shakhtar e puntando sul proprio capitano, Fabrizio Miccoli, che ha spesso perforato la porta di Buffon.&nbsp; <BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1007650PalermoFL0657FL0657zamparini-.jpgSiNzamparini-juve-1009558.htmSiT1000007,T1000023100664701,02,03,06030206
1991009534NewsCoppeShakthar Donetsk-Juventus, le pagelle. Top Rat e Giovinco. Flop Pogba20121205230227shakthar donetsk, juventusShakthar Donetsk Juventus PagelleAlla Donbass Arena di Donetzk l'armata di Conte sognava l'impresa: bastava un punto per superare il primo ostacolo di questa Champions League.<BR>Ma si sa, i campioni veri non si accontentano mai: tre punti ottenuti grazie a un autogol in un match piuttosto noioso.<BR>Ma che importa? 1-0 e primo posto.<BR>Viva la Juventus che approda agli ottavi.<BR>Viva l'Italia.<BR>Risultato finale Shaktar Donetzk-Juventus 0-1: 55' Kucher (aut)<BR>Ammoniti: 8' Vidal, 20' Stepanenko, 30' Eduardo, 40' Kucher, 71' Mkhitaryan, 86' Chiellini<br><br> Shakthar (5-4-1): Pyatov 6, Kucher 4.5, Rakitskiy 5.5, Srna 6, Rat 6.5, Mkhitaryan 6, Texeira 5 (64' Ilsinho 5.5), Fernandinho 5.5, Willian 5, Stepanenko 5, Eduardo 5 (45' Devic 5.5)<BR>All. Lucescu 5<br><br> Juventus (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 6, Bonucci 6.5, Chiellini 6.5, Pirlo 6.5, Pogba 5.5, Vidal 6, Lichsteiner 6.5, Asamoah 6, Vucinic 6 (86' Matri s.v.), Giovinco 6.5 (90' Giaccherini s.v)<BR>All. Conte (Alessio) 7<br><br> <STRONG><EM>Top Shakthar</EM></STRONG><br><br> Rat: senza dubbio il migliore fra i suoi. Prova a creare anche se i compagni non sono molto d'aiuto.<br><br> <STRONG><EM>Flop Shakthar</EM></STRONG><br><br> Kucher: che errore nell'occasione del gol. Spesso scoordinato, rischia di prendere il secondo giallo più volte.<br><br> <STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><br><br> Giovinco: non tocca ma è comunque decisivo per il gol e la vittoria. Rinato e confermato.<br><br> <STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><br><br> Pogba: più impreciso del solito, non brilla e non crea. Malino.<br><br>C1007650FL0882FL0882e0146039498c1d24c40515b23bf3d37a-1297236724-id-41708-560x372.jpgSiNchampions-league-shakthar-donetsk-juventus-pagelle-top-flop-risultato-marcatori-1009534.htmSiT1000007100877901,02,03,06030179
2001009516NewsCoppeChampions League, Gruppo E: Juventus, un punto per gli ottavi20121205084651Champions League Gruppo EProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Nel Gruppo E il match clou di stasera sarà quello che si giocherà tra lo Shaktar e la Juventus. Con gli ucraini già matematicamente qualificati, ai bianconeri manca solo un punto per formalizzare il passaggio agli ottavi di finale, con una vittoria sarebbe primo posto e ciò consentirebbe ai torinesi di evitare potenze calcistiche come il Barcellona o lo United. Ma, a questo punto della competizione, poco importa perchè tutte diventano avversarie temibilissime.<BR><BR>Lucescu dovrà rinunciare a Luiz Adriano squalificato. In avanti come unico&nbsp;attaccante ci sarà il brasiliano naturalizzato croato Eduardo.&nbsp;Il modulo dovrebbe essere il solito&nbsp;4-2-3-1, con Stepanenko al posto di Hubschmann al fianco di Fernandinho e il trio di trequartisti formato da Texeira, Willian e Mkhitaryan. In difesa dovrebbero esserci i veterani Rat e Srna.<BR><BR>Conte, invece, dovrà rinunciare allo squalificato Marchisio e&nbsp;dovrebbe sostituirlo&nbsp;con Pogba, che affiancherà quindi Pirlo e Vidal in regia. Sulle fasce ci saranno Lichtsteiner e Asamoah. In difesa c'è fiducia riguardo al recupero di Chiellini, come esternato da Alessio in conferenza stampa. In avanti la coppia dovrebbe essere quella formata da Vucinic e Giovinco.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>SHAKHTAR(4-2-3-1): Pyatov - Rat - Kucher - Rakytskyi - Srna - Stepanenko - Fernandinho<BR>Teixeira - Mkhitaryan - Willian - Eduardo<BR><BR>JUVENTUS(3-5-2): Buffon - Chiellini - Bonucci - Barzagli - Asamoah - Pogba - Pirlo - Vidal - Lichtsteiner - Vucinic - Giovinco<BR><BR>Arbitro:Eriksson (SVE)<BR><BR>L'altro incontro sarà, presumibilmente, una formalità per il Chelsea. La formazione allenata da Rafa Benitez&nbsp; è obbligata a vincere se vuole sperare di accedere agli ottavi di finale di champions league e, al contempo, sperare in una sconfitta della Juve. Gli inglesi, con il tecnico spagnolo subentrato a Di Matteo, ancora non hanno vinto. In attacco Benitez si dovrebbe affidare ai trequartisti Mata, Hazard e Oscar dietro&nbsp;a FernandoTorres.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>Chelsea(4-2-31): Cech - Azpilicueta - Ivanovic - Cahill - Cole - Mikel - Ramires - Mata - Hazard - Oscar - Torres<BR><BR>Nordsjaelland (4-2-3-1): Hansen - Parkhurst - Okore - Runje - Mtiliga - Stokholm - Adu - Lorentzen - Christensen - John -&nbsp;Beckmann<BR><BR>Arbitro:Nijhuis (OLA)<BR><BR>Classifica<BR><BR>Shaktar 10<BR>Juventus 9<BR>Chelsea 7<BR>Nordsjelland 1<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR><BR>EuropaFL0411FL0411asamoah-juventus-napoli.jpgSiNchampions-league-gruppo-e-probabili-formazioni-1009516.htmSi100427901,02,03,06010209
2011009514NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, seconda chance per Verratti?20121204181664JuventusIl giovane abbruzzese potrebbe tornare sul mercato Marco Verratti, rivelazione assoluta dello scorso campionato di serie B, è sicuramente uno dei giovani talenti più preziosi del panorama europeo che rappresenta anche un patrimonio su cui&nbsp;puntare per il presente ma soprattutto per il futuro della Nazionale italiana.<BR>Dopo un anno straordinario col Pescara di Zeman, che a suo tempo lo inventò regista, i più grandi club europei hanno messo gli occhi su di lui, tra&nbsp;cui la Juve.<BR>Il centrocampista, sin da piccolo di fede bianconera, finì però al Psg di Carlo Ancelotti che non ha esitato ad affidargli le chiavi della mediana parigina, a dispetto della sua la giovanissima età.<BR>Dopo un inizio promettente, il club è incappato in una serie di risultati assai negativi che hanno messo in discussione il tecnico ex Milan e insieme a lui il regista abbruzzese che egli stesso aveva fortemente richiesto. L'esonero di Ancelotti comporterebbe anche la cedibilità del giocatore.<BR>A distanza di qualche mese, dunque, la Juventus ha la possibilità di rimediare al mancato affare estivo e per Verratti si riaffaccia l'opportunità di coronare il suo sogno di giocare per la sua squadra del cuore.<BR>Il calciatore, intanto, ha rilasciato delle dichiarazioni che fanno ben sperare i tifosi juventini e riguardo all'eventuale ruolo di erede di Andrea&nbsp;Pirlo ha dichiarato: "Io come nuovo Pirlo?Mi piace come soprannome, peccato non sia facile giocare insieme a lui, ma sarebbe un sogno perchè mi diverto a giocare con i campioni."&nbsp;&nbsp; <BR>Il valore del giocatore si aggira attorno ai 15 milioni di euro. Un buon risultato domani sera contro lo Shakhtar permetterebbe alla società di corso Galileo Ferraris di incassare i 10 milioni di euro destinati ai club che acquisiscono il pass per gli ottavi di finale di Champions League che costituirebbero una somma non indifferente per agevolare la possibilità di intavolare&nbsp;una trattativa.C1007650FL0657FL0657192157142-f5e7ee95-bf7a-4d7b-b259-b7f6cd346f6b.jpgSiNjuve-vuole-verratti-1009514.htmSiT1000007100664701,02,03030269
2021009489NewsCampionatiIl deludente derby della Mole20121202124840juventus, torinoJuventus TorinoCome ogni partita di calcio che si rispetti, anche il derby non sfugge mai ad analisi e disamine che, quasi sempre, appaiono discordanti se viste da diverse angolazioni. Ma il calcio è bello proprio per questo, capace com’è di farti dire fiumi di parole mettendoti il dubbio di aver assistito a una partita diversa da quella che il giornalista di turno ha recensito. Nel dopo derby tra Juventus e Torino abbiamo letto diverse analisi che si sono contrapposte tra loro, facendoci riflettere quanto il calcio sia davvero materia opinabile e mai scienza perfetta. Noi riteniamo che il derby di Torino si possa sintetizzare in tre definizioni: 1) Partita brutta, 2) Toro inesistente, 3) Juve vittoriosa ma assai lontana dalla squadra che l’anno scorso ha espresso il miglior calcio del campionato. Questa la nostra sintetica analisi che, se volessimo utilizzarla come espressione di capacità di sintesi, potremmo già definirla ampia nei concetti più sostanziali. Tuttavia, per correttezza di pensiero, ci sembra importante approfondire i tre concetti messi in evidenza. “Partita Brutta”: è oggettivo il pensiero di non aver assistito a una bella partita tra Juve e Toro. D’altra parte i derby, come tutte le partite che sono asfissiate da motivazioni tattiche in cui nessuno vuol rischiare di perdere, non esaltano mai il bel gioco che viene sostanzialmente spezzettato da falli anche brutti che non agevolano lo spettacolo inteso come giocate prelibate e appassionanti. “Toro inesistente”: Anche questo aspetto emerso oggettivamente dalla partita, si può sintetizzare in una presenza granata fatta solo di 31° minuti del primo tempo, fino a quando cioè Glik ha deciso in maniera ingenua e spregiudicata di fare un fallo brutto quanto inutile su Giaccherini, in una posizione di campo indenne da alcun pericolo per il Toro stesso. Un errore imperdonabile che tra professionisti della pelota professionistica è tacciata come fallo da mancanza di razionalità e quindi di cervello. Tuttavia, sarebbe riduttivo far passare il messaggio errato che il Toro ha perso la partita solo perché rimasto in dieci per l’espulsione di Glik, diciamo che ha compromesso certamente la partita. Dalle dichiarazioni di Ventura prima della gara, “Noi siamo pronti, ma loro fanno paura” è facile percepire uno stato d’ansia che andava oltre la logica di una partita di calcio. L’indiscutibile divario tecnico emerso fin dall’inizio della partita tra le due squadre, non giustifica questa rinuncia al gioco che si è fatta forzatamente più marcata per il Toro fin dal momento in cui è rimasto in dieci uomini. Persino Meggiorini che ha avuto l’unica possibilità di fare gol in tutta la partita, non è sembrato neanche convinto in un tiro in porta che, se fosse stato tramutato in gol sullo 0 a 0, poteva in qualche modo cambiare le sorti della partita. Ma il “se fosse” non aggiunge molto di più a quello che è emerso da un Toro apparso non all’altezza di un derby atteso spasmodicamente per tre lunghi anni e speso in maniera sbracata quanto assurda. Terza e ultima analisi: “Juve vittoriosa ma assai lontana dalla squadra che l’anno scorso ha espresso il miglior calcio del campionato”. Troppe volte nel calcio universale si tende a dare giudizi positivi o negativi in base al risultato di una partita, specie se terminata con punteggi altisonanti. In realtà, a nostro avviso, la Juve pur avendo vinto il derby meritatamente con il punteggio di 3 a 0, non ci ha convinto sotto il profilo del gioco, delle idee, della partecipazione globale di squadra e, soprattutto, negli innumerevoli errori che si sono ripetuti a centrocampo, per linee esterne e nell’affollata area granata. Ai nostri occhi la Juve è apparsa sostanzialmente eguale a quella vista a San Siro contro il Milan, con la differenza che in quella occasione i bianconeri si sono trovati di fronte un Milan caparbio e in crescita di gioco, mentre nel derby si sono confrontati contro un Toro incredibilmente evanescente, nervoso, rinunciatario, attanagliato dalla superiorità tecnica degli avversari e incapace di creare un minimo di gioco offensivo. Troppe volte abbiamo visto larghe praterie nel centrocampo bianconero dove Pirlo (pur sbagliando un rigore assurdo che ha ricordato quello battuto da Salas in un derby di tanti anni fa) e Marchisio hanno fatto il bello e il cattivo tempo. A nostro parere non è stato dunque un bel derby ma non è stata neanche una bella Juve che, attraverso le difficoltà di gioco messe in mostra sul campo, ha dato sintomi di stanchezza tra i suoi uomini cardini, e cioè: Barzagli, Vucinic, Giovinco, Lichtsteiner e poi i sostituti Giaccherini, Pogba (non apparsi al meglio delle loro qualità) e De Ceglie, la cui presenza in campo ha indotto Conte a schierare una inedita difesa a quattro che ha dato chiari segnali di precarietà e improvvisazione. Questa a nostro parere l’analisi di una partita che ha visto la Juve, forte del suo unico giocatore migliore, e cioè Marchisio, vincere una partita che se sostenuta contro una squadra migliore del Toro, avrebbe potuto far emergere in maniera più netta e chiara certe carenze di una squadra che procede il suo cammino con apparente stanchezza fisica e di idee. Adesso i bianconeri sono chiamati a una sfida in Champions League contro uno Shakhtar Donetsk che non sarà certamente il Toro visto nel derby. Ci auguriamo davvero che la Vecchia Signora possa riprendersi in fretta e affrontare la difficile trasferta senza lo squalificato Marchisio, in maniera più consona alla sua antica tradizione di squadra di grande livello internazionale.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711marotta.jpgSiNil-deludente-derby-della-mole-1009489.htmSiT1000007100451001,02,03,06,07030141
2031009480NewsCampionatiUna grande Juve stende i cugini del Torino e arriva alla sfida di Champions col morale a mille20121201225931marchisio, conte, vucinic, torino, giovinco, pogba, glik, basha, gillet, rocchiSubito dimenticato il ko di San Siro. Gara equilibrata sino al minuto 35, poi Glik abbatte Giaccherini e lascia i suoi in dieci e per i bianconeri tutto diventa più facile<div align="right"><div align="justify"><span style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><font size="3"><font size="3">Sino al 35' un buon Toro, che con Meggiorini manca incredibilmente il vantaggio, tiene bene il campo e mette in difficoltà una Juve con la testa <font size="3">alla decisiva sfida di Champions di mercoledì. Poi, <font size="3">dopo <font size="3">l'assurdo fallo di Glik a centrocampo, che per poco non spezza una gamba al malcapitato Giaccherini, </font></font></font>è monologo Juve, con Pirlo che manda alle stelle un sacrosanto penalty concesso per una parata in area di <font size="3">Basha (che già ammonito viene graziato da Rocchi), e con </font>un grande Gillet che tiene a galla i suoi sino al 55', quando uno juventino purosangue cresciuto nelle giovanili bianconere, Claudio Marchisio, sblocca il match. Tutto diventa più facile per Vucinic e compagni, che raddoppiano con il pimpante Giovinco, poco dopo ammonito (era in diffida e salterà Palermo) e sfiorano più volte il tris con Bentdner, Pogba e Vucinic. <font size="3">Il Toro prova a riapri<font size="3">re <font size="3">l'incontro, ma in contropiede è ancora <font size="3">il migliore in campo, Marchisio, a firmare la sua personale doppietta e a chiudere i conti per un 3 a 0 ineccepibile a favore dei ragazzi di Antonio Conte. Un'ottima ini<font size="3">ezione di fiducia in vista della decisiva gara d<font size="3">i mercoledì 5 in terra u<font size="3">craina, dove ai bianconeri, basterà un pari per strappare il pass per il passaggio al turno successivo della competizione europea più <font size="3">prestigio<font size="3">sa. Non sarà facile, occorre<font size="3">rà la massima concentrazione e la fame<font size="3"> che da oltre un anno contraddistingue la Juve<font size="3"> targata Conte, che deve compiere un ultimo sforzo per non vanificare la bellissima serata in cui ha messo sotto i campioni uscenti del Chelsea<font size="3"> <font size="3">un <font size="3">paio di settimane f<font size="3">a. S<font size="3">ono </font>giorni decisivi in casa Juve, <font size="3">bisognerà evitare di <font size="3">abbassare la guardia, perchè la squadra di Lucesc<font size="3">u ha già dimostrato sin qui il suo valore. Peccato che non sarà della partita Marchisio, che stasera ha dimostrato di essere tornato in <font size="3">grandissima forma, ma la rosa <font size="3">bianconera è<font size="3"> </font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></font></span>di grandissimo spessore e i sostituti del "principino" sicuramente metteranno la stessa grinta e lo stesso cuore che mette in campo solitamente il numero 8 bianconero<span style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><font size="3">. <br></font></span></div></div>Torino Juventus Stadiumivomesivomesvucinic.jpgSiNjuve-toro-marchisio-champions-mercoledi-1009480.htmSi100075401,02,03010190
2041009479NewsCampionatiJuventus-Torino 3-0, le pagelle: Top Marchisio e Giovinco, Flop Glik20121201223512Juventu, Torino, SeriA, MarchisioLa Juve annienta il Torino e riprende la marcia gloriosa. Torino è bianconera.<P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><FONT size=3>Il derby della Mole tornava, in uno scenario totalmente nuovo: lo Juventus Stadium. <BR>Dopo mezzo secolo di storia e di passione la stracittadina piemontese si giocava in uno stadio in cui i padroni di casa si sentivano a tutti gli effetti padroni. <BR>Padroni dello stadio, padroni del proprio futuro. La Juventus di Conte non poteva più sbagliare dopo i soli quattro punti ottenuti nelle ultime quattro partite. <BR>Il Toro di Ventura, dal canto suo, bramava il miracolo, possibile solo dando il 200% delle proprie capacità contro un avversasio nettamente superiore.<BR>Com’è finita?<BR>Piano. Andiamo con calma e analizziamo il primo tempo, un tempo davvero strano in cui è successo di tutto. Tre episodi chiave. <BR>Il primo momento clue si sviluppa dopo una bella azione del team di Cairo: Meggiorini solo contro Buffon calcia fuori, provando a beffarlo con il mancino quando con il destro sarebbe stato tutto molto più facile<BR>Il secondo accade al 35’ quando Glik in formato killer entra malissimo sugli stinchi di Giaccherini: l’espulsione è ineccepibile, inspiegabile l’intervento del difensore granata. <BR>Il terzo episodio, ovviamente, è quello che accade a cinque minuti dalla fine quando Basha combina la frittata, scivolando in area e colpendo il pallone con le mani: il rigore è netto e il giallo che avrebbe lasciato il Torino in nove uomini poteva starci.<BR>Pirlo sul dischetto calcia malissimo spedendo palla in tribuna e la prima frazione si chiude con un particolare 0-0.<BR>Particolare, invece, il secondo tempo non è proprio stato: tutto normale, tutto come doveva andare. <BR>Prima Marchisio di testa, poi un bel gol di Giovinco, poi ancora Claudio e il Toro dalle corna granata viene abbattuto senza problemi. <BR>Una partita non bellissima soprattutto a causa dell’espulsione di Glik, reo di aver lasciato i suoi in dieci per quasi tutta la partita.<BR>La Juve riprende il cammino e si avvia a giocare la partita più importante della stagione: lo Shaktar è alle porte.<BR><BR>Risultato finale Juventus-Torino 3-0: 55’ e 83’ Marchisio, 67’ Giovinco<BR>Ammoniti: 19’ De Ceglie, 21’ Basha, 59’ Barzagli, 62’ Giovinco, 79’ Vucinic<BR>Espulsi: 35’ Glik<BR><BR>Juventus (4-3-3): Buffon 6, Lichsteiner 6, Bonucci 6.5, Barzagli 6.5, De Ceglie 5 (60’ Asamoah 6), Pogba 5.5, Pirlo 5, Marchisio 8, Giaccherini 5 (45’ Bendtner 6), Giovinco 7(78’ Matri s.v.), Vucinic 5.5<BR>All. Conte (Alessio) 6.5<BR><BR>Torino (4-2-4): Gillet 5.5, Darmian 5, Glik 4, Ogbonna 6, D’Ambrosio 5.5, Basha 4.5, Gazzi 6, Cerci 5 (77’ Sansone 6), Meggiorini 5 (39’ Di Cesare 5), Santana 5.5, Bianchi 5 (62’ Stevanovic 5.5)<BR>All. Ventura 5.5<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><FONT size=3>Top Juventus<BR><BR>Marchisio: ha il grande merito di abbattere una porta che sembrava stregata. Il gol dell’ 1-0 apre e di fatto chiude la partita.<I style="mso-bidi-font-style: normal"> </I>Poi si concede anche la doppietta e una serata memorabile.<BR><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>Doveva essere il grande protagonista anche perchè lui a Donetzk non ci sarà causa squalifica.<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><FONT size=3>Flop Juventus<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><FONT size=3>Pirlo: vuole battere a tutti i costi il rigore e lo dimostra anche a Vucinic chiedendogli il pallone. Ma dal dischetto calcia malamente spedendo palla in tribuna.<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><FONT size=3>Top Torino<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><FONT size=3>Ogbonna:<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>trovare a tutti i costi un meno peggio non è facile ma la scelta deve ricadere ovviamente su Angelo, spesso sicuro e mai agitato nonostante l’importanza della partita.<o:p></o:p></FONT></SPAN><br><br> <P style="MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class=MsoNormal><SPAN style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman','serif'"><FONT size=3>Flop Torino<BR><BR>Glik: nemmeno a dirlo, signore e signori, ecco a voi il peggiore in campo. Un fallo scelerato, senza senso e automaticamente autodistruttivo. La partita finisce di fatto quando il difensore lascia il campo per andare a farsi la doccia. </FONT><BR style="mso-special-character: line-break"><BR style="mso-special-character: line-break"><o:p></o:p></SPAN><br><br> &nbsp;<br><br>C1007650Torino, Juventus StadiumFL0882FL0882marchisio.jpgSiNrisultati-campionato-serie-a-1009479.htmSiT1000007100877901,02,03,06030175
2051009471NewsCampionatiSerie A, Juventus-Torino: probabili formazioni20121201083723Serie AProbabili formazioniStasera andrà di nuovo in scena&nbsp;uno dei derby più importanti d'Italia, quello di Torino. L'ultimo fu giocato nel 2009 e da allora sono cambiate molte cose:&nbsp;i bianconeri sono tornati ad altissimi livelli e i granata&nbsp;sono tornati in&nbsp;Serie A dopo avere patito il purgatorio della B.&nbsp;<BR><BR>La&nbsp;buona notizia per la Juventus&nbsp;è&nbsp;certamente il recupero di Chiellini. Il difensore torna in difesa insieme a Bonucci e Barzagli; a centrocampo dovrebbe essere previsto un avvicendamento in vista della Champions e dovrebbe esserci dall'inizio Pogba al posto di Vidal, Lichtsteiner e forse anche De Ceglie. Completeranno il reparto Pirlo e Marchisio. Soliti dubbi&nbsp;in attacco ma Vucinic e Giovinco dovrebbero essere favoriti su Quagliarella e Matri.<BR><BR>Ventura non rinuncia al suo 4-2-4. Suciu, Bakic e Vives sono indisponibili e dovrebbe scendere in campo la stessa formazione che ha pareggiato contro la Fiorentina. Bianchi e Meggiorni saranno le punte centrali, Cerci e Santana gli esterni offensivi. Confermati Basha e Gazzi; in difesa Ogbonna e Glik sono intoccabili, D'Ambrosio e Darmian giocheranno come terzini.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>Juventus(3-5-2): BUFFON - BARZAGLI - BONUCCI - CHIELLINI - L'STEINER - POGBA - PIRLO - MARCHISIO - GIACCHERINI - VUCINIC - GIOVINCO<BR><BR>Torino(4-2-4):GILLET - DARMIAN - GLIK - OGBONNA - D'AMBROSIO - BASHA - GAZZI - CERCI - BIANCHI - MEGGIORINI - SANTANA<BR><BR><BR>TorinoFL0411FL0411pirlo-6.jpgSiNserie-a-juventus-torino-probabili-formazioni-1009471.htmSi100427901,02,03,06010165
2061009455NewsCampionatiPallone d`Oro, ecco i finalisti20121129160554Nessun italiano nella top 3Nessun italiano nella Top 3La Fifa ha reso noti i nomi dei 3 giocatori che si contenderanno il più ambito premio individuale del vecchio continente.<BR>Se le candidature di Lionel Messi e di Cristiano Ronaldo potevano apparire scontate, suscitava curiosità e incertezza la scelta del terzo giocatore che li avrebbe affiancati.<BR>La scelta è caduta su Andrès Iniesta, centrocampista del Barcellona, che andrà a completare un podio che per il terzo anno consecutivo sarà prodotto esclusivo della Liga Spagnola.<BR>Andrès era già stato inserito nel terzetto finale nel 2010, anno in cui un suo gol allo scadere dei tempi supplementari, permise alla Spagna di trovarsi per la prima volta sul tetto del mondo. In quell'occasione ,però, per molti ingiustamente, il centrocampista arrivò a sorpresa dietro il compagno di squadra Messi, che portò a casa il secondo dei tre&nbsp;premi attuali.<BR>Staremo a vedere ,dunque, se quest'anno verrà messa in atto una sorta di compensazione a favore dello spagnolo, per cancellare lo "sgarbo" di due anni fa, o se a trionfare sarà ancora la "Pulce" argentina, che centrerebbe un poker che non è mai riuscito a nessun altro nella storia del calcio. <BR>Come si è visto, le speranze di vedere almeno&nbsp;un calciatore italiano nei primi tre&nbsp;dopo il 2006 sono ancora svanite. Non ce l'hanno fatta Buffon,Pirlo e Balotelli che erano stati precedentemente inseriti nella lista dei 23, ma che possono nutrire speranze per far parte del miglior Top 11 dell'anno.<BR>Per quanto riguarda le altre nomination, Guardiola, Del Bosque e Mourinho sono in lizza per&nbsp;la palma di miglior allenatore. Falcao, Stoch e Neymar ,invece, si contenderanno il premio Puskas per il più bel gol dell'anno.<BR>La cerimonia di premiazione avverrà a Zurigo il 7 Gennaio 2013. <BR>&nbsp;&nbsp; FL0657FL0657messi_pallone_oro.jpgSiNtre-finalisti-fifa-1009455.htmSi100664701,02,03030246
2071009409NewsCampionatiMilan-Juventus, le pagelle: Top El Shaarawy e Barzagli. Flop Vidal20121125223930Milan, Juventus, Serie AIl Milan compie l`impresa. La Madonnina abbatte la Juventus.Allo stadio Meazza in San Siro si giocava la partita più bella di questo turno del nostro campionato: un big match fra due delle squadre più gloriose della storia della Serie A. <BR>La spunta il Milan che ottiene una vittoria impensabile ma meritata, meritatissima. Certo, il rigore che decide la partita è causato dalla schiena di Isla e non certamente dalla mano. L’errore di Rizzoli è grave ma i rossoneri hanno in generale dominato il pallino del gioco nel primo tempo. Forse la Juve peggiore dell’era Conte-Alessio con Vidal e Pirlo fuori forma. Bene Robinho che ritrova la via del gol, benissimo El Shaarawy faro di un Milan che vuole iniziare un nuovo campionato.<BR><BR>Risultato finale Milan-Juventus 1-0: 30’ Robinho (rigore)<BR>Ammoniti:17’ Nocerino, 30’ Isla, 43’ Bonucci, 64’ Mexes, 85’ Marchisio, 94' Yepes, 94' Giovinco<BR><BR>Milan (4-3-3): Amelia 6, Constant 6, Mexes 7 (71’ Zapata 6), Yepes 6.5, De Sciglio 7, De Jong 7, Montolivo 6.5, Nocerino 6.5, Boateng 5.5 (81’ Flamini), Robinho 7 (64’ Pazzini 6), El Shaarawy 7.5<BR>All. Allegri 7 <BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6, Caceres 5.5, Barzagli 6.5, Bonucci 6, Isla 5 (45’ Padoin 6), Vidal 4.5, Pirlo 4.5, Marchisio 5, Asamoah 5.5 (71’ Pogba 6), Vucinic 5, Quagliarella 5 (55’ Giovinco 5.5)<BR>All. Conte (Alessio) 5 <BR><BR>Top Milan <BR><BR>El Shaarawy: semplicemente una partita mostruosa del giovano italo-egiziano che, pur non trovando il gol, crea tanto ma soprattutto corre. Corre per tutta la partita e corre per tutta la corsia, percorrendola avanti e indietro per novanta interi minuti. Attacca e difende senza problemi: faraonico. Ovviamente da sottolineare la prova di Robinho che, oltre ad aver ritrovato il gol dopo lo splendido assist a Napoli, gioca una partita da premiare: ritrovare un attaccante come il brasiliano per Allegri e compagni è fondamentale.<BR><BR>Flop Milan<BR><BR>Boateng: ancora non bene Kevin Prince. Il Ghanese è il meno brillante dei suoi anche se dei piccoli e leggeri miglioramenti ci sono stati. Fa fatica a innescare i suoi compagni che, per fortuna del Milan, riescono senza troppi problemi a fare reparto da soli.<BR><BR>Top Juventus<BR><BR>Barzagli: trovare un migliore in campo fra i bianconeri sembra un’impresa ardua ma la scelta deve ricadere sul difensore centrale della squadra di Conte. Gioca meglio rispetto ai compagni e mostra anche una buona dose di sicurezza nel suo sporco lavoro di contenere giocatori in gran serata come Robinho ed El Shaarawy. Il migliore della Juve anche perché spesso prende palla e conduce i suoi, cercando di trovare degli spazi da sfruttare.<BR><BR>Flop Juventus<BR><BR>Vidal: non è cosa nota che nell’ultimo periodo il cileno aveva un rendimento tra alti e bassi. Ma un basso come questa sera, il centrocampista ex Bayer Leverkusen non l’aveva mai toccato. La peggiore prova da quando indossa la maglia bianconera: non ne azzecca una e sbaglia più o meno tutto quello che poteva sbagliare. Indubbiamente il peggiore insieme al compagno Pirlo.<BR><BR>C1007650Milano, Stadio MeazzaFL0882FL0882robinho.jpgSiNrisultati-campionato-serie-a-1009409.htmSi100877901,02,03,06,07,08030291
2081009407NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, nel mirino un altro acquisto a parametro zero20121125184320JuventusJuventusNegli ultimi anni la Juventus sembra proprio essersi specializzata per quanto riguarda gli acquisti a parametro zero o low cost.<br>Sono infatti diversi i giocatori che in queste stagioni sono arrivati a titolo gratuito o quasi: da Barzagli a Pogba, dall'acquisto meno fortunato di Lucio al capolavoro di mercato che ha portato a Torino Andrea Pirlo.<br>Negli ultimi giorni ,inoltre, si è fatto il nome di Didier Drogba, che non dovrebbe aver problemi a rescindere il proprio contratto con lo Shanghai Shenhua e che potrebbe rivestire il ruolo di quel tanto rinomato Top Player.<br>Ma anche un altra bandiera del Chelsea suscita l'interesse della "Vecchia Signora".<br>Si tratta di Frank Lampard, centrocampista inglese che è in scadenza di contratto con il club londinese e che andrebbe a rinforzare la mediana già eccellente che possono vantare i bianconeri. La chiave della trattativa sembra essere nelle mani dello stesso giocatore, chiamato a scegliere tra i cospicui guadagni offerti dai club orientali e l'opportunità di rimanere nel vecchio continente, chiudendo la sua gloriosa carriera ad altissimi livelli.<br><br><br>C1007650TorinoFL0657FL0657lampard.jpgSiNjuventus-idea-lampard-1009407.htmSiT1000007100664701,02,03030242
2091009406NewsCampionatiSerie A Milan-Juventus:probabili formazioni20121125182554Serie AProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Allegri dovrebbe&nbsp;confermare il&nbsp;4-3-3 visto contro Napoli e Anderlecht,&nbsp;con Emanuelson che dovrebbe prendere il posto di Nocerino a centrocampo, accanto a Montolivo e De Jong. In&nbsp;attacco, nonostante i consigli del presidente, Boateng dovrebbe giocare ancora a destra, con Bojan prima punta ed El Shaarawy a sinistra. Robinho, molto probabilmente, ancora una volta partirà dalla panchina. I dubbi in difesa&nbsp;su Mexes sono risolti: il francese&nbsp;ci sarà a afr coppia con&nbsp;Yepes.<BR><BR>Conte&nbsp;dovrà fare a meno&nbsp;di Chiellini uscito malconcio dalla sfida con il Chelsea, per lui un problema muscolare al polpaccio. Caceres dovrebbe sostituirlo. Bonucci ha avuto un pò di febbre ma&nbsp;dovrebbe farcela. A destra Isla dovrebbe essere preferito a Lichtsteiner e&nbsp;davanti Giovinco dovrebbe&nbsp;far coppia con Mirko Vucinic. <BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>MILAN(4-3-3): Abbiati - De Sciglio - Yepes - Mexes - Constant - Montolivo - De Jong - Emanuelson - Boateng - Bojan - El Shaarawy<BR><BR>JUVENTUS(3-5-2): Buffon - Caceres- Bonucci - Barzagli - Asamoah - Marchisio - Pirlo - Vidal - Isla - Vucinic - Giovinco<BR><BR>MilanoFL0411FL0411milan-cagliari-video-goal-450x304.jpgSiNserie-a-milan-juventus-probabili-formazioni-1009406.htmSi100427901,02,03,06,07030180
2101009389NewsCampionatiJuventus, i convocati per il Milan20121124190512juventus, milanJuventusAlla vigilia della sfida contro il Milan, la Juventus ha diramato, tramite il proprio sito ufficiale, ha diramato la lista dei 24 giocatori convocati disponibili per il match contro i rossoneri. Spicca l'assenza di Giorgio Chiellini, fermato da un problema al polpaccio accusato nella gara di Champions League contro il Chelsea, mentre farà parte del gruppo Leonardo Bonucci: 1 Buffon, 2 Lucio, 4 Caceres, 6 Pogba, 7 Pepe, 8 Marchisio, 9 Vucinic, 11 De Ceglie, 12 Giovinco, 15 Barzagli, 17 Bendtner, 19 Bonucci, 20 Padoin, 21 Pirlo, 22 Asamoah, 23 Vidal, 24 Giaccherini, 26 Lichtsteiner, 27 Quagliarella, 30 Storari, 32 Matri, 33 Isla, 34 Rubinho, 39 Marrone.<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001vucinic.jpgSiNjuventus-i-convocati-per-il-milan-1009389.htmSiT1000007100075501,02,03,06,07030148
2111009386NewsCampionatiPalermo-Catania: un derby da commedia20121124114578catania palermoSi preannuncia un match caldissimoPrendete un poeta, un regista, uno con molto fantasia insomma, e chiedetegli di pensare ad uno scenario assurdo per una semplice partita: oddio, semplice il derby non lo è stato mai, ma quest'anno si è raggiunto il top. Secondo voi questo tizio riuscirebbe ad inventare qualcosa di più interessante di questo derby di Sicilia? Difficile. Palermo e Catania, il calcio in Sicilia: le due squadre più forti diametralmente opposte in tutto.&nbsp;Poi il&nbsp;derby si sa, è la partita più attesa, e quest'anno a mettere ancora più pepe ecco la presenza di un tipo che questo pepe, fino alla scorsa stagione, lo metteva dall'altra parte della barricata: Pietro Lo Monaco, ex amministratore delegato del Catania, factotum della società etnea ed ex <EM>compare</EM> del presidente Pulvirenti. Poi, un pò per smania di protagonismo, un pò per varie vicissitudini i due hanno tagliato i ponti,&nbsp;Lo Monaco&nbsp;ha&nbsp;sbattuto la porta in faccia alla società etnea rifiutandosi anche di rispondere a domande riguardanti la sua ex società, se ne è andato a Genova, è stato licenziato, ed è successivamente approdato a Palermo, la terra nemica in casa Catania. Scandalo! Roba che manco Pirlo dal Milan alla Juve a zero euro... Dall'altra parte il presidente etneo si è preso sulle spalle anche il lato manageriale della società dimostrando di riuscire a far a meno del suo ex ad ottenendo ottimi risultati comunque. E ora? ora siamo arrivati al grande giorno: lo scontro diretto. Lo Monaco provoca, Pulvirenti non risponde: Lo Monaco dice che non saluterà Pulvirenti, quest'ultimo manco si pone il problema. Pre-tattica senz'altro, ma non esattamente una genialata per far stare buoni i tifosi: la tensione è a mille: ognuno, chiaramente, sceglie da che parte stare e i tifosi iniziano a pensare al passato. Da quando entrambe le squadre sono in Serie A i rosanero in casa&nbsp;hanno vinto tre volte, due volte è uscita l'X, e una sola volta ha vinto il Catania: roboante la vittoria dei rossazzurri per&nbsp;0-4 con un gol da centrocampo di Mascara che ancora fa sognare gli etnei. Il derby è pieno di storie infinite: se da un lato infatti c'è Topolinik, dall'altro lato&nbsp; è vivo il ricordo di Javier Pastore, due anni fa, e della sua tripletta. Poi, ripercorrendo il passato, è duopo ricordare quanto dia fastidio a Zamparini perdere il derby: Ballardini e Zenga ne sanno qualcosa...<BR><BR>Ma veniamo ad oggi: sarà il derby dei piccoletti. Da un lato, immancabile, c'è Fabrizio Miccoli, gran capitano rosanero che ha fatto di tutto per recuperare dagli acciacchi, e ci sarà: alle sue spalle Franco Brienza, oggetto del desiderio catanese nelle ultime due sessioni estive di mercato finito però al Palermo. Pure lui questa settimana si è lasciato andare ad esternazioni in cui diceva che ha comunque sempre preferito&nbsp;tra le&nbsp;due la società di Zamparini: <EM>de gustibus no disputanda est</EM>, dicevano i saggi latini...<BR><BR>Dall'altro lato ecco il mini tridente di Rolando Maran, primo derby per lui come per il collega Gasperini che però oggi rischia grosso: molto probabilmente non ce la farà Bergessio, e quindi al suo posto ecco Lucas Castro comporre il tridente offensivo insieme al Papu Gomez e al Pitu Barrientos. Tutti e tre argentini, proprio come piace a Lo Monaco...<BR><BR>Signori e signore il grande derby è arrivato: sedetevi comodi sul divano e gustatevi il meglio che la Sicilia propone. Preparatevi&nbsp;a vedere i colpi&nbsp;di Gomez e Miccoli, le geometrie di Lodi e Brienza, i muscoli di Izco, Almiron e Donati, la grinta di Marchese e le giocate di Ilicic: che derby sia...anche senza il saluto&nbsp;tra quei due!<BR><BR>C1007650FL0141FL0141palect.jpgSiNpalermo-catania-un-derby-da-commedia-1009386.htmSiT1000014,T1000023100205001,02,03,09030246
2121009346NewsCoppeChampions League Gruppo E: Juve, dentro o fuori20121120082742Champions League - Girone EProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Conte ha convocato tutti e 25 i giocatori dell'organico e dovrebbe&nbsp;confermare il&nbsp;più che collaudato&nbsp;3-5-2. In difesa&nbsp;ci saranno gli inamovibili&nbsp;Barzagli, Bonucci e Chiellini. A centrocampo dovrebbe tornare Lichtsteiner sulla fascia destra con Asamoah&nbsp;sul lato&nbsp;opposto. Pirlo, naturalmente,&nbsp;si occuperà della regia, coadiuvato da Marchisio e Vidal. Davanti, al fianco di Quagliarella, non dovrebbe farcela Vucinic, reduce dall'influenza: pronto al suo posto Giovinco.<BR><BR>Di Matteo è&nbsp;in discussione, soprattutto&nbsp;dopo il&nbsp;grave ko subito in Premier sabato scorso e non può permettersi un passo falso che comprometterebbe il prosieguo del cammino Blues in Champions League. Il tecnico italiano dovrebbe scegliere il 4-3-3, con Ivanovic, Cahill, David Luiz e Cole in difesa. A centrocampo agiranno Ramires, Mikel, Lampard. Il tridente sarà composto invece da Mata, Torres e Oscar.&nbsp;Assente capitan Terry.<BR><BR>La Juventus dovrà attaccare per vincere, ma con raziocinio. Infatti il Chelsea&nbsp;è il detentore della Coppa&nbsp;grazie a un gioco tutto incentrato sulla difesa e sui rapidi contropiede. <BR><BR>PROBABILI FORMAZIONI<BR><BR>JUVENTUS(3-5-2): Buffon -&nbsp;Barzagli - Bonucci - Chiellini - Lichtsteiner - Vidal - Pirlo - Marchisio - Asamoah - Giovinco - Quagliarella<BR><BR>CHELSEA(4-3-3): Cech - Cole - Cahill - Luiz - Ivanovic&nbsp; - Lampard - Mikel - Ramires -Mata - Torres - Oscar<BR><BR>Arbitro:Cakir (TUR)<BR><BR>Nordsjaelland - Shakhtar Donetsk è l'altra gara del gruppo E, con gli ucraini&nbsp;a un passo&nbsp;dalla qualificazione. Appuntamento storico per gli uomini di Lucescu, evidenziato&nbsp;anche dal massiccio turn over adottato in campionato (gara persa). I danesi non hanno nulla da perdere e sono matematicamente eliminati ma schiereranno ugualmente la formazione tipo per onorare al meglio la competizione. <BR><BR>PROBABILI FORMAZIONI<BR><BR>NORDSJAELAAND(4-5-1): Hansen; Mtiliga, Runje, Okore, Parkhurst; Adu, Lorentzen, Stokholm, Laudrup, John; Beckmann.<BR><BR>SHAKHTAR DONETSK(4-2-3-1): Pyatov; Rat, Kucher, Rakitskiy, Srna; Hubschman, Fernandinho; Willian, Mkitharian, Ilsinho; Adriano. All. Lucescu<BR><BR>Arbitro:Gautier (FRA)<BR><BR>EuropaFL0411FL0411conte-6.jpgSiNchampions-league-gruppo-e-probabili-formazioni-1009346.htmSi100427901,02,03,06010310
2131009344NewsCampionatiJuventus, Pirlo: «Sono stato molto vicino al Chelsea»20121119151531juventus, pirloJuventus PirloAndrea Pirlo, fenomenale in campo quanto taciturno e riservato fuori. In linea di massima è questo il ritratto che si può fare del regista e anima della Juventus di Antonio Conte. Dalle colonne del Daily Mail, arriva, invece, una lunga intervista che l'ex giocatore di Inter e Milan ha concesso alla stampa inglese alla vigilia del match di Champions League contro il Chelsea. La prima domanda per il numero 21 bianconero è però riferita alla sua avventura al Milan e a quanto sia realmente stato vicino proprio alla maglia del Blues durante la gestione di Carlo Ancelotti: "A dire il vero il Milan non mi avrebbe lasciato andare. Ho un legame molto forte con Ancelotti ed ero in contatto con lui quando era al Chelsea così come oggi che è il tecnico del PSG. Avevo intavolato la trattativa con i dirigenti londinesi, ma il Milan non mi ha lasciato andare. Sarebbe stata un esperienza diversa da solito e che mi sarebbe piaciuto fare. Sfortunatamente non è successo. In Premier League in futuro? Forse, chi lo sa. Non so cosa può accadere. Ho ancora due anni di contratto con la Juventus. Il calcio inglese però mi piace molto, ci sono molte squadre ottime. E' bello vedere le partite di Premier League. Non credo che per me sarebbe un problema l'adattamento visto che in carriera ho giocato con calciatori molto diversi fra loro".<br><br> Sul match di martedì allo Juventus Stadium Pirlo ha poi detto: "Quella è una partita fondamentale per noi. Non possiamo rischiare di arrivare all'ultima partita del girone con un punto di svantaggio. Per questo puntiamo molto sulla gara di domani".<br><br>C1007650adm001adm001pirlo-6.jpgSiNjuventus-pirlo-sono-stato-molto-vicino-al-chelsea-1009344.htmSiT1000007100075701,02,03,06030198
2141009331NewsCampionatiJuventus, il gol questo sconosciuto20121118180118juventus, lazioJuventus LazioSe nel calcio vigessero le stesse regole del pugilato, la Juventus, probabilmente, non avrebbe avversari nel computo dei punti accumulati per meriti di gioco. Ma nelle regole esistenti che fanno la bellezza del gioco del pallone, il gol resta pur sempre la “conditio sine qua non” senza la quale non si può certamente ambire alla vittoria. La Juve vista allo Stadium di Torino contro la Lazio, ha evidenziato i soliti problemi di finalizzazione della notevole mole di gioco prodotto. Tranne la parentesi dei sei gol realizzati a Pescara e i quattro segnati in Champions nella partita contro il Nordsjaelland, i bianconeri di Conte evidenziano sempre più la fatica di andare in gol. A memoria non ricordiamo un significativo S.V. dato a Buffon nell’arco dei novanta minuti di una partita. Ebbene, contro la Lazio, il migliore portiere al mondo non ha avuto l’occasione di parare neanche un tiro da parte della squadra avversaria. Questo la dice tutta sull’analisi di una partita che, finita con il punteggio di 0 a 0, c’induce a fare il solito pensiero, reso ormai monotematico, su una Juve che manca essenzialmente di un top player. I bianconeri senza Pirlo e Vucinic hanno attaccato e creato numerose occasioni da rete, rese vane dall’imprecisione degli attaccanti e dalle grandi parate di Marchetti, sembrato galvanizzato dal continuo parare palloni arrivati da più parti, senza tuttavia impensierirlo (tranne in una occasione) più di tanto. Il muro alzato dai biancocelesti di Vlado Petkovic è valso a conquistare un punto importante per smuovere la classifica e, soprattutto, per essere usciti indenni dal catino dello Juventus Stadium. D’altra parte, le squadre che vengono a Torino per giocare contro la Juventus, adottano una tattica difensiva cercando di bloccare sul nascere le azioni bianconere che, forti del proprio centrocampo, attaccano smaniosamente nel tentativo di segnare. Ma è proprio lì che si evidenziano i nodi al pattine. La sostanza di un gioco spumeggiante, fatto di pressing alto, asfissiante e di un’alta percentuale di possesso palla, non garantisce la vittoria di una Juve che non riesce a fare gol. E, nell’altra partita serale, neanche il Napoli di Mazzarri ha saputo approfittare del mezzo passo falso della Juve. In vantaggio di 2 reti a 0, si è fatta rimontare dal Milan, grazie a una doppietta del capocannoniere El Shaarawy, astro nascente del calcio italiano. I rossoneri sono apparsi meno brutti delle precedenti partite, dando una parvenza di carattere e anche di quel gioco che fino ad oggi, per i rosoneri, è stato latitante. Evidentemente, il cavaliere Berlusconi, grazie all’incontro avuto in settimana con la squadra e il suo allenatore, ha saputo infondere quel senso dell’amor proprio che sembrava essersi perso da tempo. Per quanto riguarda invece il Napoli notiamo che, nonostante i gol e il bel gioco costruito in maniera globale dalla squadra, ci siano dei limiti caratteriali che non la rendono ancora matura per quel salto definitivo di qualità auspicato dai tifosi partenopei e, in primis, dal presidente De Laurentiis. Vedremo quello che ci riserverà il futuro prossimo del campionato del pallone italiano. D’altra parte, l’opinabilità e l’imprevedibilità di una materia per nulla esatta come il calcio, ci ha abituato da tempo che certe analisi emerse oggi, possano essere tranquillamente smentite già da domani. Tutto è possibile. In fondo, è anche per questo che il calcio ci conquista sempre più.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711giovinco-6.jpgSiNjuventus-il-gol-questo-sconosciuto-1009331.htmSiT1000007100451001,02,03,06030266
2151009309NewsCampionatiSerie A, Juventus-Lazio: Conte rilancia Pogba20121117101142Serie AProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Con Pirlo squalificato&nbsp;la Juventus si affida a Pogba&nbsp;in cabina di regia, al fianco di Vidal e Marchisio. Isla in vantaggio su Lichtsteiner a destra, in attacco verrà confermato Fabio Quagliarella. Molto probabile che&nbsp;gli venga affiancato nuovamente Giovinco, con Vucinic a riposo in vista del Chelsea.<BR><BR><BR>Biancocelesti senza&nbsp;i titolari della fascia&nbsp;sinistra: salteranno la gara dello Juventus Stadium sia Lulic che Mauri, entrambi squalificati. Il bosniaco verrà sostituito da Radu, mentre al posto del vice-capitano potrebbe esserci Brocchi (con lo spostamento di Gonzalez sulla destra e Candreva sulla corsia opposta) o il brasiliano Ederson: favorito l'ex Milan. Davanti, Klose sarà l'unico riferimento offensivo.<BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR>Juventus(3-4-3): BUFFON - BARZAGLI - BONUCCI - CHIELLINI - SLA - VIDAL - POGBA - MARCHISIO - ASAMOAH - QUAGLIARELLA - GIOVINCO<BR><BR>Lazio(4-4-1-1): MARCHETTI - KONKO - BIAVA - DIAS - RADU - GONZALEZ - BROCCHI - LEDESMA - CANDREVA - HERNANES - KLOSE<BR><BR>TorinoFL0411FL0411nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNserie-a-juventus-lazio-probabili-formazioni-1009309.htmSi100427901,02,03,06,07010350
2161009302NewsCampionatiSerie A, tredicesima giornata: match di lusso Juventus-Lazio e Napoli-Milan20121116205932serie aSerie A Tredicesima GiornataJuventus-Lazio: si parte dal dolce. Perché l’anticipo delle 18.00 di domani ha un sapore tutto particolare. Due squadre in salute, reduci da vittorie altrettanto eccezionali: i bianconeri hanno letteralmente asfaltato la piccola armata di Stroppa, gli aquilotti hanno vinto la partita più importante, la stracittadina contro il nemico Zeman. Ora Petkovic, ormai osannato dalla tifoseria, suona la carica e crede nel possibile sgambetto ai campioni d’Italia. Per non sbagliare sceglie il solito 4-5-1 con Klose prima punta: a Hernanes e Ledesma il compito di impostare gioco. Per Antonio Conte ritorni importanti, quelli di Pogba e di Vucinic pronti a spingere il club di Torino. <BR>L’impressione è che sarà una partita molto difficile per la capolista: quanto peserà l’assenza di Pirlo e quanto spazio occuperà, nella testa dei giocatori, la super sfida di martedì sera contro il Chelsea? Meno di ventiquattro ore e avremo il responso.<br><br> Napoli-Milan: si procede con il big match del sabato sera. Anche questo match ha un gusto, come dire, straordinario. Dopo molti anni si gioca a parti inverse: ora sono i partenopei a combattere per il primo posto, sono, invece, i rossoneri quelli che faticano a scalare posizioni. Il risultato sembra scontato ma non è così: anche se Cavani e compagni continuano a mostrare una forma spaventosa, la riunione di Berlusconi sembra aver rivitalizzato gli uomini di mister Allegri che, dopo aver visto Italia-Francia, ha capito definitivamente di non poter rinunciare a individui come Montolivo ed El Shaarawy, unici veri fari della squadra. Pazzini torna titolare, Pato ritorna in panchina: quanto pesa il rigore sbagliato contro la Fiorentina. Anche Mazzarri, però, propone novità: una su tutti è vedere Insigne in campo dal primo minuti a sostituire Goran Pandev, il macedone infatti non gode di un gran momento di forma. Pochi dubbi. Al San Paolo sarà una partita infuocata.<br><br> Inter-Cagliari: Stramaccioni sta recuperando, piano piano, diversi infortunati. Questa è stata la notizia migliore della settimana. Torna Ranocchia fra i titolari, tornano, forse, Sneijder e Coutinho almeno fra i convocati. Solo la conferenza del mister romano di domani potrà svelarci gli ultimi segreti. Per il resto poco altro, solo un imperativo: vincere, tornare a trionfare dopo l’imprevedibile sconfitta a Bergamo. I tifosi presenti a San Siro vedranno ancora tridente, ancora Cassano-Palacio-Milito, i magnifici tre nerazzurri. Pulga, dal canto suo, dopo quattro vittorie di fila si è fermato prima con la Fiorentina, perdendo 4-1 a casa dei toscani, poi con il brutto pareggio contro il Catania. Il Cagliari si affida a Pinilla e Sau per compiere il miracolo al Meazza, dove una vittoria manca dal lontano 1995.<br><br> Bologna-Palermo: è una bella sfida quella che andrà in scena al Dall’Ara di Bologna dove si affrontano due squadre che di simile hanno solo la classifica. Una classifica preoccupante per ambedue le formazioni che hanno entrambe un’importante chance di conquistare tre punti. Gasperini, però, ha appena ottenuto la seconda vittoria da quando siede sulla panchina rosanero: sconfiggere i blucerchiati di Ferrara non è stata proprio una mission impossible. Impossibili, invece, sono state le giocate e i gol di Dybala, nuovo fenomeno del nostro campionato. L’attacco dei siculi si baserà totalmente sui suoi piedi. Sembrava rinato e invece no: Gilardino, dopo un inizio scoppiettante, ha nuovamente un complicato rapporto con la porta, diventata un muro nelle ultime uscite. Diamanti agirà come trequartista proprio alle spalle di Alberto e anche di Gabbiadini, giovane che ha ancora molto da dimostrare. Pioli-Gasperini: si salvi chi può.<br><br> Siena-Pescara: ‘si salvi chi può’ è la frase adattissima anche per questa sfida. Importante si, decisiva no. Dopo la vittoria contro il Genoa e il pareggio contro il Parma, è nato un nuovo entusiasmo intorno a Cosmi e ai suoi beniamini. La prima sensazione è che per Rosina e Calaiò non dovrebbe essere un problema bombardare la porta di Perin: il Pescara, dopo la sconfitta per 6-1 contro la Juve, dovrà ritrovare una convinzione che forse non c’è mai stata. Stroppa deve puntare sui soliti noti, non avendo una formazione così ampia: Jonathas e Abbruscato saranno le punte con Quintero in mezzo al campo a sfornare palloni giocabili. Weiss, vera stella degli abruzzesi, potrebbe non essere convocato per problemi fisici.<br><br> Fiorentina-Atalanta: è questa la partita che suscita più curiosità nel pomeriggio domenicale. Due squadre belle, due squadre giovani, due squadre molto sudamericane. Una sfida spettacolare soprattutto perché le due formazioni sono reduci da momenti di forma straordinari: Fiorentina e Atalanta sono padrone incontrastate di Milano: i Viola hanno appena abbattuto il Milan tra le mura del Meazza, i bergamaschi hanno sconfitto in una rocambolesca partita i nerazzurri di Stramaccioni. Ora Montella e Colantuono vogliono contendersi l’Europa: i padroni di casa sono quarti, gli ospiti addirittura sesti. Il team del giovane allenatore ex Catania ha mostrato di saper camminare anche senza l’appoggio di un top player come Jovetic: anche domenica i favoriti per un posto da titolare sono Ljajic e Toni che agiranno grazie alla collaborazione di un centrocampo duro e roccioso con Borja Valero, Pizarro e Aquilani.&nbsp; Colantuono schiera il solito 4-4-1-1 con il piccolo Maxi Moralez e German Denis a ricoprire le posizioni offensive.<br><br> Catania-Chievo: il Catania di Maran vuole continuare a stupire e proverà a farlo contro un Chievo Verone non in grande condizione. Il tecnico ex Varese si basa sulla freschezza, sulla rapidità e sulla corsa di giocatori come Gomez e Barrientos che supporteranno il solito buon vecchio Bergessio, sempre pericoloso in mezzo all’area avversaria. Per Corini, invece, le scelte non solo moltissime: Thereau e Pellissier fanno ormai coppia fissa ma Di Michele e soprattutto un Paloschi tornato al gol, anche se su rigore, sono pronti a subentrare nel momento del bisogno. La partita si deciderà, sempre se finirà con la vittoria di una sull’altra, a centrocampo. I siculi faranno partire tutte le loro azioni dai piedi fatati di Ciccio Lodi che avrà accanto a sé uomini d’esperienza come Izco e Almiron. I gialloblù invece si appoggeranno alle incursioni e agli inserimenti di Luciano e di Hetemaj.<br><br> Udinese-Parma: che i friulani di mister Guidolin non abbiano più la spinta dello scorso anno ormai è cosa risaputa. Il problema, ora e prima di tutto, è la mancanza di vittorie che sta agitando il tecnico. La classifica, pur non bellissima, non preoccupa ancora anche se i bianconeri, già da questa domenica, dovranno fare bottino pieno. L’avversario non è dei più facile: il Parma, quando vuole, sa giocare bene a pallone ma in trasferta a faticato ovunque. Di Natale e Maicosuel ormai sono un must, per i biancoblu invece accanto ad Amauri sarà schierato Belfodil. <BR>Entrambe le squadre vengono da due pareggi, pareggio però molto diversi fra loro: i bianconeri hanno acciuffato due volte il Chievo grazie alla storica doppietta di Angella. La formazione di Donadoni, invece, non ha saputo battere il Siena e la partita è terminata a reti inviolate. Che sia la X di pareggio il segno più adeguato anche per questa partita?<br><br> Sampdoria-Genoa: questa volta è più di una stracittadina. Innanzitutto il derby della Lanterna non si gioca ormai da tempo: l’ultimo se lo ricordano entrambe le tifoserie molto bene. Rammentate Boselli? No? Beh non chiedetelo ai blucerchiati allora. Perché nella sua breve e poco significativa carriera italiana, l’attaccante argentino ha segnato il gol più importante della sua carriera, quello che alla fine condannò i sampdoriani a un anno di purgatorio in Serie B. E’ un derby speciale anche e soprattutto perché le due squadre arrivano a questo match in una condizione ai limiti dell’imbarazzo: Del Neri ha conquistato solo sconfitte da quando è arrivato sulla panchina dei Grifoni, Ferrara, invece, ha perso le ultime sette partite consecutive. Maxi Lopez non dovrebbe farcela, Borriello invece si. Sarà una partita accesa, dura, forse troppo dura. Sarà una partita tesissima, un’atmosfera particolare. Sarà una partita fantastica.<br><br> Roma-Torino: si chiude lunedì all’Olimpico di Roma dove i giallorossi di Zeman proveranno nuovamente a rialzarsi dopo la nuova e cocente delusione del derby contro la Lazio. Troveranno di fronte il Torino: sfida peggiore per la formazione del Boemo non ci poteva essere. I granata infatti non hanno ancora perso in trasferta e vengono da una convincente vittoria contro il Bologna. Lamela, unico vero insostituibile degli undici romanisti, farà coppia con Totti e Osvaldo: il sostituto di De Rossi, squalificato, sarà Marquinho, affiancato da Florenzi e Bradley, reduce da un bel gol con la nazionale statunitense. Ventura invece schiera il solito 4-2-4 che si trasforma in un classico 4-4-2 in fase di non possesso: Santana, Cerci, Bianchi, Sansone. Sono questi i fantastici 4 che dovranno conquistare Roma.<br><br>C1007650FL0882FL0882classificaseriea2011201212giornata.jpgSiNserie-a-tredicesima-giornata-match-di-lusso-tra-juventus-lazio-e-napoli-milan-1009302.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100877901,02,03,06,07,08,09030264
2171009282NewsCampionatiItalia-Francia, le pagelle. Top Montolivo e Valbuena. Flop Marchisio20121114224526italia, franciaItalia Francia PagelleNon chiamatela amichevole. <BR>Perché Italia-Francia non è mai una partita normale. Lo dicono i precedenti, lo dice la storia.&nbsp; Al Tardini di Parma si affrontavano prima di tutto due progetti, due squadre ancora in costruzione.&nbsp; Evra, prima della gara, ha elogiato Prandelli, capace di rifondare una nazionale che pochi anni prima si era laureata campione del mondo.&nbsp; Il mondiale in Sudafrica del 2010, poi, aveva visto le due finaliste di Berlino uscire ai gironi, tra l’altro piuttosto mediocri.&nbsp; Da quel mondiale solo una squadra è risorta dalle proprie ceneri: è l’Italia delle vecchie glorie come Pirlo, è l’Italia dei nuovi fenomeni come Balotelli. Com’è andata quindi? Purtroppo come non doveva andare: i galletti s’impongono per 2-1 grazie alle reti di Valbuena prima, Gomis poi. Resta comunque una buona prestazione degli azzurri di Prandelli, calati soprattutto nel secondo tempo dopo una prima frazione di grande intesa e gioco.<BR><BR>Risultato Italia-Francia 1-2: 34’ El Shaarawy, 36’ Valbuena, 68’ Gomis<BR><BR>Ammoniti: Balotelli<BR><BR>Italia (4-3-3): Sirigu 6, Balzaretti 6, Chiellini 6. Barzagli 5.5 (45’ Bonucci 6), Maggio 6, Montolivo 7 (49’ Florenzi 5.5), Marchisio 5 (49’ Giaccherini 6), Verratti 6 (49’ Pirlo 5.5), Candreva 6.5 (70’ Giovinco 6.5), Balotelli 7, El Shaarawy 6.5 (72’ Diamanti 6)<BR>All. Prandelli 6<BR><BR>Francia (4-3-3): Lloris 6, Debuchy 5.5 (45’ Reveillere 6), Sakho 6.5, Koscielny 6, Evra 6.5, Capoue 6.5 (84’ Gonalons s.v.), Matuidi 6.5, Sissoko 6.5 (90’ Tremoulinas s.v.), Valbuena 7 (72’ Gourcuff 5.5), Giroud 5.5 (62’ Gomis 6.5), Ribery 5 (62’ Menez 6.5)<BR>All. Deschamps 7<BR><BR><STRONG><EM>Top Italia</EM></STRONG><BR><BR>Montolivo: finché resta in campo gioca un’egregia partita. Fa girare il centrocampo in maniera eccelsa e regala un assist preziosissimo al piccolo faraone. Non ci sono dubbi, il Milan deve ripartite da questi due.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Italia</EM></STRONG><BR><BR>Marchisio: esattamente la partita opposta a quella del centrocampista rossonero. Una prestazione sottotono di un giocatore forse stanco. Nulla di più normale per Claudio, che disputa una partita ogni tre giorni con la sua Juventus.<BR><BR><STRONG><EM>Top Francia</EM></STRONG><BR><BR>Valbuena: chi ancora non lo conoscesse, beh, non si sorprenda.<BR>È recidivo: il piccolo giocatore del Marsiglia segna sempre così, con il suo destro, fatato. Per ulteriori informazioni guardare il gol realizzatio contro il Liverpool e la rete decisiva contro il Borussia Dortmund nella scorsa Champions League.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Francia</EM></STRONG><BR><BR>Ribery: il fenomeno del Bayern Monaco non entra mai in partita, per fortuna. Non riesce a pungere e non salta mai l’uomo. Poi fa spazio a Bafetimbi Gomis che entra e segna dopo pochi istanti.<BR><BR>FL0882FL0882montolivo-6.jpgSiNitalia-francia-pagelle-top-flop-risultato-e-marcatori-1009282.htmSi100877901,02,03,06030285
2181009281NewsCampionatiLIVE ILCALCIO24 - Italia-Francia: risultato e marcatori20121114223547italia, franciaSegui gli aggiornamenti su IlCalcio24.comSegui su IlCalcio24.com la sfida tra Italia e Francia. Match ore 20.45.<BR><BR>Finale&nbsp;1-2 (p.t. 1-1): 33' El Shaarawy (I), 36' Valbuena, 67' Gomis<BR><BR>ammoniti:&nbsp;Balotelli &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; espulsi:<BR><BR><BR>ITALIA (4-3-3): 16 Sirigu, 2 Maggio, 15 Barzagli (47' Bonucci), 3 Chiellini, 6 Balzaretti, 18 Montolivo (50' Florenzi), 4 Verratti (51' Verratti), 8 Marchisio (50' Giaccherini), 7 Candreva (70' Giovinco), 9 Balotelli, 14 El Shaarawy (75' Diamanti) (1 Buffon, 12 De Sanctis, 5 Astori, 19 Bonucci, 13 Peluso, 20 Santon, 24 Florenzi, 23 Giaccherini, 21 Pirlo, 22 Diamanti, 11 Destro, 10 Giovinco,&nbsp; 17 Viviano). All. Prandelli<BR><BR>FRANCIA (4-3-3): 1 Lloris, 2 Debuchy (47' Reveillere), 5 Sakho, 21 Koscielny, 3 Evra, 20 Capoue (82' Gonalons), 12 Matuidi (75' Gourcuff), 11 Sissoko (88' Tremoulinas), 8 Valbuena, 9 Giroud (64' Gomis), 7 Ribery (63' Menez) (23 Landreau, 16 Mandanda, 4 Rami, 15 Yanga Mbiwa, 13 Reveillere, 22 Tremoulinas, 6 Cabaye, 19 Gourcuff, 17 Gonalons, 18 Gomis, 10 Payet, 14 Menez) All. Deschamps<BR><BR>adm001adm001cesare-prandelli.jpgSiNlive-italia-francia-formazioni-ufficiali-risultato-marcatori---1009281.htmSi100075501,02,03030288
2191009272NewsCampionatiAmichevole, Italia-Francia: Prandelli lancia Verratti20121114105118Nazionale ItalianaProbabili formazioniStasera saranno importanti la solidità difensiva e il lavoro&nbsp;di quantità a&nbsp;centrocampo. Gli azzurri dovranno puntare sulla velocità di El Shaarawy e Balotelli e sulle doti balistiche di Candreva dalla lunga distanza. Per la squadra di Prandelli sarà determinante avere il predominio sulle fasce, per tagliare i rifornimenti a Menez e Ribery. Viceversa la Francia cercherà di servirli con regolarità, per provare a mettere in mezzo dei palloni interessanti per il centravanti Giroud o per i centrocampisti che di volta in volta si inseriranno.<BR><BR>Prandelli cambia modulo e passa&nbsp;al 4-3-3. In porta spazio a Sirigu al posto di Buffon, con Maggio e Balzaretti esterni di difesa. La coppia centrale sarà tutta bianconera, con Barzagli e Chiellini, mentre a centrocampo in cabina di regia, nel ruolo di Andrea Pirlo, ci sarà Marco Verratti. Montolivo arretra a mezz'ala. In attacco il ct schiererà sugli esterni Candreva a destra ed il rossonero El Shaarawy a sinistra. Mario Balotelli sarà invece la punta centrale. <BR><BR>Modulo speculare per la Francia di Didier Deschamps. I transalpini dovrebbero presentarsi al Tardini con Lloris fra i pali e Koscielny difensore centrale accanto a Sakho. Sugli esterni confermati Debuchy a destra ed Evra a sinistra. Linea mediana molto solida, con Matuidi centrale&nbsp;e Cabaye e Gonalons mezze ali offensive. In avanti l'ex allenatore della Juventus punta tutto sulla rapidità e sulla vena degli esterni offensivi Menez e Ribery, annunciati in gran forma, con il centravanti dell'Arsenal, Giroud, a completare il reparto nel ruolo di punta centrale.<BR><BR>PROBABILI FORMAZIONI<BR><BR>ITALIA(4-3-3): Sirigu - Maggio - Barzagli - Chiellini - Balzaretti - Montolivo - Verratti - Marchisio -<BR>Candreva - Balotelli - El Shaarawy <BR><BR>FRANCIA(4-3-3): Lloris - Evra- Sakho - Koscielny - Debuchy - Gonalons - Matuidi - Cabaye -<BR>Ribery - Giroud - Menez<BR><BR>ParmaFL0411FL0411cesare-prandelli.jpgSiNamichevole-italia-francia-probabili-formazioni-1009272.htmSi100427901,02,03010293
2201009229NewsCampionatiSerie A, Pescara-Juventus: i bianconeri cercano il riscatto20121110083726Serie AProbabili formazioni&nbsp;<BR><BR>Il Pescara, oltre&nbsp;Blasi ko per un mese, deve rinunciare anche a Terlizzi e Crescenzi. Nel consueto 3-4-2-1 degli abruzzesi ci sarà Abbruscato come unica punta, in rete nell'ulima giornata, supportato da Weiss ed il giovane Quintero, su cui gli avversari di sabato hanno messo gli occhi da tempo. Zanon e Modesto sulle fasce di centrocampo, in difesa dovrebbe esserci Cosic.<BR><BR>ll solito dilemma di Conte è quello dell'attacco: si riparte dalla coppia messa in mostra sabato scorso, vale a dire Vucinic-Giovinco, anche se è stato provato anche Quagliarella tra i titolari. Nessun cambio tra il terzetto titolare in difesa (Bonucci-Chiellini-Barzagli), a centrocampo out Pogba per motivi disciplinari. Lichtsteiner, reduce dalle polemiche interiste, riprenderà il suo posto sulla fascia destra.<BR><BR><BR>Per la prima volta dopo un anno e diversi mesi, la Juventus deve riscattare una sconfitta subita in campionato.&nbsp;La champions&nbsp;ha riportato il sorriso allo Juventus Stadium ma ora serve rivederlo anche nella massima serie, considerando il tallonamento dell'Inter&nbsp;distante solo un punto. Padroni di casa, invece, che hanno finalmente ritrovato la vittoria, salva-panchina, contro il Parma. <BR><BR>Probabili formazioni<BR><BR><STRONG>Pescara:</STRONG>PERIN - COSIC - ROMAGNOLI - BOCCHETTI - ZANON - NIELSEN - CASCIONE - QUINTERO - MODESTO -&nbsp;ABBRUSCATO - JONATHAS<BR><BR><STRONG>Juventus:</STRONG>BUFFON -&nbsp;BARZAGLI&nbsp;- BONUCCI - CHIELLINI - LICHTSTEINER- VIDAL - PIRLO - MARCHISIO - ASAMOAH - VUCINIC - QUAGLIARELLA o GIOVINCO<BR><BR><BR><BR>PescaraFL0411FL0411C_3_Media_1336867_immagine_ts673_400.jpgSiNserie-a-pescara-juventus-probabili-formazioni--1009229.htmSi100427901,02,03,06010168
2211009226NewsCampionatiJuventus, i convocati per Pescara. Pogba escluso per punizione20121109190536juventus, pescaraPescara JuventusAntonio Conte ha convocato 22 calciatori per l'anticipo di sabato sera a Pescara. Per la sfida in Abruzzo, il tecnico bianconero non potrà contare su Paolo De Ceglie, Simone Pepe e Paul Pogba.<BR><BR>Come comunica il sito ufficiale del club, per la sfida con gli abbruzzesi De Ceglie non è disponibile a causa di un lieve affaticamento muscolare all'adduttore della coscia sinistra. Pepe disputerà la partita di domenica con la Primavera (a Siena) per recuperare la migliore condizione. Pogba non rientra nella lista dei convocati per essersi presentato in ritardo a due allenamenti.<BR><BR>Questo l'elenco completo<BR><BR>1 Buffon<BR>2 Lucio<BR>3 Chiellini<BR>4 Caceres<BR>8 Marchisio<BR>9 Vucinic<BR>12 Giovinco<BR>15 Barzagli<BR>17 Bendtner<BR>19 Bonucci<BR>20 Padoin<BR>21 Pirlo<BR>22 Asamoah<BR>23 Vidal<BR>24 Giaccherini<BR>26 Lichtsteiner<BR>27 Quagliarella<BR>30 Storari<BR>32 Matri<BR>33 Isla<BR>34 Rubinho<BR>39 Marrone<BR><BR><BR>C1007650adm001adm001nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNjuventus-i-convocati-per-pescara-pogba-escluso-per-punizione-1009226.htmSiT1000007100075501,02,03,06030179
2221009225NewsCampionatiJuventus, il centrocampo fa la differenza20121109135636juventusJuventusSulle pagine di Tuttosport si parla dei numeri da paura del centrocampo della Juventus, un reparto in grado di segnare ben 15 gol in 15 partite, una media di una rete ogni 90 minuti. In testa a questa speciale classifica c'è Arturo Vidal, capace di segnare 4 reti in campionato e 2 in Champions. Vidal viene seguito da Pirlo (3 reti in campionato) e Marchisio (un centro in campionato ed uno in Champions).Seguono a ruota tutti gli altri, da Pogba ed Asamoah, passando da Lichsteiner e Caceres.<BR>C1007650adm001adm001pirlo-6.jpgSiNjuventus-il-centrocampo-fa-la-differenza-1009225.htmSiT1000007100075701,02,03,06030118
2231009203NewsCoppeJuve tonica, ma brutte notizie da Londra 20121107223958juve,giovinco,conte,matri,vidalDecisivi, per i bianconeri, gli scontri con Chelsea e ShakhtarLa Juventus domina dall'inizio alla fine e liquida senza problemi (4-0) la pratica con i modesti danesi. Marchisio, Vidal e Pirlo (i primi due in gol) si confermano l'asse insstituibile della squadra di Conte. Segnano pure Giovinco e Quagliarella, ma non si sblocca Matri, sempre più involuto e incapace di segnare. Ma le peggiori notizie arrivano da Londra, con la vittoria all'ultimo respiro del Chelsea, che obbligherà i bianconeri a vincere a Torino con gli inglesi e a giocarsi tutto in Ucraina con lo Shakhtar Donetsk.&nbsp; <BR>Torinomarmesmarmesasamoah-juventus-napoli.jpgSiNjuve-conte-chelsea-vidal-marchisio-1009203.htmSi100075301,02,03,06010227
2241009193NewsCoppeJuventus-Nordsjaelland, probabili formazioni20121107114531champions league, juventus, nordsjaelland, probabili formazioniJuventus Nordjaelland Probabili FormazioniLa Juventus torna in campo per la quarta giornata di Champions League nel ritorno del match contro il Nordsjaellans. I bianconeri possono solo sperare in un successo per poter riprendere il cammino qualificazione. Match ore 20.45.<BR><BR>Queste le probabili formazioni:<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Matri, Quagliarella. All.: Alessio<BR><BR>Nordsjaelland (4-3-3): Hensen; Parkhurst, Okore, Runje, Mtiliga; Adu, Lorentzen, Stockholm; Laudrup, Beckmann, John. All.: Kasper Hjulmand<BR><BR>Arbitro: Aleksandar Stavrev (MKD)<BR><BR>Stadio: Juventus Stadium, Torino (ITA)<BR><BR>C1007650adm001adm001vucinic-4.jpgSiNjuventus-nordsjaelland-probabili-formazioni-1009193.htmSiT1000007100075501,02,03030291
2251009157NewsEditorialeJuventus-Inter, the day after: termina l`imbattibilità dei bianconeri 20121104083130juventus, interSalvino Cavallaro giornalista iscritto all`Ordine Regionale del Piemonte. Nasce a Milazzo (Me) ma ormai da anni vive e lavora a Torino. Ha collaborato con le redazioni di Sprint & Sport, Piemonte Sportivo, Torino Sera, La Nuova Metropoli, Arte & Dintorni, Stadio Goal. Attualmente, scrive per il Palio dei Quartieri News di Torino e collabora con IlCalcio24. In questi ultimi anni ha scoperto il fascino discreto della letteratura ed ha pubblicato il libro Quello che ho scritto, pensato e pubblicatoe Tra interviste e altroedito da Progetto Immagine. Contatti: salvinocavallaro@libero.itFacendo ricorso ai sempre più rari concetti di lealtà e di onestà intellettuale espressi solo occasionalmente dallo sport contemporaneo, pensiamo che, dopo le furibonde polemiche che hanno fatto seguito alla partita Catania – Juventus,&nbsp; neanche al più irriducibile tifoso juventino sarebbe piaciuto vincere contro l’Inter per 1 a 0 con un gol segnato in netta posizione di fuorigioco. Da un’attenta disamina della partita vista sabato sera allo Juventus Stadium, che ha decretato la vittoria dell’Inter sulla Juve per 3 a 1, notiamo che sono emersi preponderanti due gravi lacune bianconere: una di carattere tecnico e l’altra di natura psicologica. A prescindere dall’ennesimo errore arbitrale che per fatalità ha ancora favorito in maniera dannosa la Juventus per buona parte del primo tempo, si è resa evidente per la Juve stessa, la difficoltà di chiudere la partita (e quindi di fare gol) che, nelle ultime partite, ha dato gravi segni premonitori di una patologia realizzatrice mai curata a fondo. L’altra lacuna è di natura psicologica. Sì, perché la Juve, nonostante la volontà assoluta di non perdere il derby d’Italia proprio contro l’acerrima avversaria di sempre, si è messa in un latente stato di angoscia che ha finito per penalizzarla nelle idee e nel gioco. Era chiaro che, prima o poi, la Juve dovesse perdere la sua imbattibilità durata per ben 49 partite utili consecutive, ma cadere in questa maniera, nel suo bellissimo stadio, tra la sua gente, non poteva essere ammesso neanche attraverso i più orripilanti incubi bianconeri. <BR><BR>Ma il calcio è questo, bello e impossibile, capace di farci riflettere che al pari della vita nulla è per sempre, importante è sapere accettare la realtà e ripartire a testa alta. L’Inter di Stramaccioni, presentatasi caparbiamente con tre punte, è venuta a Torino nel chiaro intento di fare lo sgambetto alla Juve dei record. Ebbene, c’è riuscita in maniera egregia, non solo perché è stata superiore nel gioco e nel carattere ma, soprattutto, perché non ha perso la testa dopo un inizio così sconvolgente che avrebbe messo ko qualsiasi squadra. Prendere un gol a freddo e oltretutto in fuorigioco di un metro proprio a 30 secondi dall’inizio della gara, pensiamo che dal punto di vista nervoso avrebbe messo in ginocchio chiunque. L’Inter, invece, nonostante le naturali e legittime proteste che si sono protratte durante tutto l’arco del primo tempo, si è rimboccata le maniche pazientemente, ricucendo una matassa davvero difficile da sbrogliare. Un esame di maturità che l’Inter ha superato con pieno merito. Adesso il suo cammino si tinge di rosa e, anche se appena all’inizio, riteniamo che debba procedere con la necessaria umiltà per continuare su questa strada che, a nostro parere, la porterà ancora più in alto. La Juve, questa Juve, non può più aspettare. La squadra nel suo complesso ha supportato per tutto l’arco dello scorso campionato e parte di quello in corso, la grave lacuna di non avere un top player, un giocatore (e forse due) che potesse fare la differenza finalizzando il grande volume di gioco espresso dalla squadra. A nostro parere la società bianconera ha aspettato troppo e, pur avendo da molto tempo evidenziato l’importanza di avere un attaccante di qualità che non ha, non si è mossa sul mercato con la necessaria caparbietà e tempestività, adottando un sistema di attesa che non poteva certo premiarla a lungo nella sostanza dei risultati. L’anno scorso la Juve aveva l’obbligo di risorgere dalle ceneri. Ebbene, ha superato l’esame a pieni voti vincendo lo scudetto e fallendo solo in finale la conquista della Coppa Italia contro il Napoli. Ma, non dimentichiamocelo, la Vecchia Signora era chiamata ad assolvere il suo compito solo in campo nazionale. <BR><BR>Quest’anno si è aggiunta la tanto sospirata partecipazione alla Champions League, ed era assolutamente impensabile che potesse andare avanti vincendo sempre tutto con gli stessi giocatori che, tra l’altro, sono chiamati a rispondere anche&nbsp; alle convocazioni delle rispettive nazionali. In attacco la Juve le ha provate tutte. Vucinic che punta vera non è, alterna partita di alto livello ad altre mediocri e talvolta anche scadenti ma, d’altra parte, lui è sempre stato così anche quando giocava con la Roma. Giovinco che, altra punta non è, appare spesso fuori dal vivo del gioco pur con la buona volontà di fare movimento con palla al piede o senza, cercando di&nbsp; superare in dribbling l’avversario: ma, alla fine, è spesso evanescente nell’intestardirsi e produrre azioni personali fini a se stesse. Quagliarella e Matri, uniche vere punte di ruolo, sono scomparsi dalla scena. Conte li ha provati più volte alternativamente, ma sono state più ombre che luci. Poi Bendtner, un danese quasi sconosciuto che, onestamente, sembra più adatto a livelli di calcio inferiore. Con tutto il rispetto per questo ragazzo che non ha colpa alcuna, riteniamo che tecnicamente non possa avere la pretesa di giocare titolare in una Juventus che ambisce a grandi traguardi. E quindi, riepilogando ciò che ci ha suggerito tecnicamente e tatticamente l’attesissimo derby d’Italia, possiamo dedurre concretamente che l’Inter ha larghi margini di miglioramento, mentre la Juve, che era già migliorata fin dall’anno scorso, deve assolutamente riprendere con vigoria fisica, mentale e con l’aiuto di giocatori nuovi e soprattutto determinanti in attacco, quel cammino già iniziato in maniera eccelsa per 49 partite. Pensiamo anche che il giovane Pogba, (grande acquisto il suo), debba trovare presto spazio. Lui è una bella e fresca realtà della Juve di oggi, per questo Conte deve necessariamente trovare il modo di inserirlo nello scacchiere del suo centrocampo non soltanto nel ruolo di vice Pirlo. E, mentre Massimo Moratti gioisce giustamente perché la sua Inter ha vinto il confronto contro l’acerrima rivale di sempre, si congratula con se stesso per avere azzeccato la scelta di un allenatore giovane e capace di promuovere il progetto nerazzurro. E, nell’Italia in cui manca la cultura della sconfitta, pensiamo che sarebbe idealmente bello che, una volta tanto, juventini e nerazzurri si stringessero la mano ammettendo (almeno per questa partita) la superiorità dell’Inter che ha prevalso sulla Juve. Fantascienza? Forse, ma il calcio che è fenomeno culturale e di aggregazione sociale, ha bisogno di certi gesti esemplari capaci di stemperare in qualche misura l’assurda cultura dell’odio.<BR><BR>Salvino Cavallaro <BR><BR><BR>C1007650FL0711FL0711cavallaro 2.JPGSiNjuventus-inter-the-day-after-termina-l-imbattibilita-dei-bianconeri-1009157.htmSi100451001,02,03,06030180
2261009150NewsCampionatiJuventus-Inter, le pagelle. Top Vidal e Milito. Flop Giovinco20121103224531juventus, interJuventus Inter PagelleFinale 1-3 (p.t. 1-0): 1' Vidal, 59' e 75' Milito su rigore, 91' Palacio<BR><BR>ammoniti: Chiellini, Bonucci, Pirlo, Lichsteiner, Zanetti, Samuel&nbsp; espulsi:<BR><BR>Juventus (3-5-2): Buffon 6, Barzagli 5.5, Bonucci 5.5, Chiellini 5.5, Lichsteiner 5 (38' Caceres 5, 78' Quagliarella 6 ), Vidal 6, Pirlo 5.5, Marchisio 5.5, Asamoah 6, Vucinic 6 (46' Bendtner 5.5), Giovinco 5 All.: Conte 5<BR><BR>Napoli (3-4-1-2): Handanovic 7, Juan Jesus 7.5, Samuel 7, Ranocchia 7, Gargano 7, Zanetti 7, Cambiasso 7, Nagatomo 7, Palacio 7, Milito 7.5 (80' Mudingayi s.v.), Cassano 6 (69' Guarin 7) All.: Stramaccioni 7<BR><BR><STRONG><EM>Top Juventus</EM></STRONG><BR><BR>Vidal: porta in vantaggio i suoi, poi cala.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Juventus</EM></STRONG><BR><BR>Giovinco: non riesce ad entrare in partita.<BR><BR><STRONG><EM>Top Inter</EM></STRONG><BR><BR>Milito: protagonista con la rimonta che porta al successo.<BR><BR><STRONG><EM>Flop Inter </EM></STRONG><BR><BR>nessuno<BR><BR>C1007650adm001adm001C_3_Media_1521781_immagine_obig.jpgSiNjuventus-inter-pagelle-top-flop-risultato-e-marcatori-1009150.htmSiT1000007,T1000026100075501,02,03,06030274
2271009149NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24 - Juventus, Inter e Campionato visti da Anastasi e Mazzola20121103200131juventus, inter, anastasi, mazzolaJuventus Inter Anastasi MazzolaJuventus – Inter. Dopo i recenti risultati positivi ottenuti consecutivamente dalla squadra di Stramaccioni e il perdurare dell’imbattibilità dei bianconeri di Conte, giunti a 49 risultati utili consecutivi, tutti parlano di questa partita come l’attesissimo match dell’anno. E, in effetti, in aggiunta alla storica rivalità tra le due contendenti si è inserita l’ipotesi, per nulla remota, che l’Inter possa essere la reale antagonista della Juventus, per la conquista dello scudetto 2012’13. Molti sono i temi legati a questo incontro di calcio che, per storica importanza, è giustamente definito con l’appellativo di derby d’Italia. Sono molti i media al seguito del match, tantissimi sono i tifosi delle due contendenti che si allineano a pensieri di vittoria legittima della propria squadra. Ma sono anche numerosi gli aficionados “eccellenti”che, nella fervida attesa dell’incontro, si sbizzarriscono in probabili pronostici e autorevoli disamine. E, a questo proposito, in esclusiva, noi de “Il Calcio24.com”, abbiamo pensato di intervistare due grandi ex calciatori del passato, storicamente rappresentativi delle due squadre in questione: Sandro Mazzola e Pietro Anastasi.<BR><BR><STRONG>Sandro Mazzola</STRONG> è stato considerato giustamente uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi. Figlio di Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino, si è legato alla storia dell’Inter fin dalla gestione presieduta da Angelo Moratti, padre dell’attuale presidente Massimo. Scatto bruciante e agilità di dribbling sono state le sue caratteristiche più importanti. Finita la carriera di calciatore, ha occupato il ruolo di Dirigente Sportivo nell’Inter e nel Torino, ed è commentatore televisivo presso le reti RAI. Resta una delle più importanti bandiere nerazzurre della storia.<BR><BR>Mazzola, ritieni che a questo punto del campionato il confronto diretto tra Juve e Inter possa essere indicativo ai fini dell’assegnazione dello scudetto?<BR>“Credo di no, perché ci sono ancora troppe partite da disputare. Il confronto tra Juve e Inter potrà dare al massimo delle valide indicazioni, però non possiamo parlare certamente di match decisivo”.<BR><BR>Come consideri l’attuale momento dell’Inter?<BR>“Ultimamente l’ho vista giocare bene. Buona condizione atletica, buona disposizione tattica e tecnica, grazie anche a giocatori che in attacco possono far male all’avversario di turno”. <BR><BR>Pensi che Stramaccioni, grazie anche all’inserimento di Cassano, sia riuscito a trovare finalmente l’assetto tattico giusto?<BR>“Credo che Stramaccioni, il quale sostiene appieno il progetto dell’Inter, dopo aver provato due o tre moduli interessanti, abbia finalmente trovato l’assetto tattico giusto. Questa squadra può giocare indifferentemente con due o tre punte e avere delle ottime alternative. D’altra parte, i risultati positivi raggiunti in queste ultime partite dai nerazzurri, sono l’espressione della chiarezza di idee che la squadra ha saputo esprimere in campo”.<BR>&nbsp;<BR>Che cosa deve temere maggiormente l’Inter, nell’affrontare questa Juve?<BR>“Credo che l’Inter debba andare a Torino con il piglio giusto, e cioè quello di disputare la partita contenendo gli attacchi della Juve almeno per un’ora del match. E’ importante fare diga a centrocampo, producendo pressing e possibilmente ripartire in contropiede. E’ assolutamente importante non dare spazio alla Juve, contenere le sue folate offensive e non concedere il possesso palla. Perché quella è la vera forza della Juventus di oggi. Non farla ragionare è essenziale, altrimenti ti castiga”. <BR><BR>E’ quindi necessario che i nerazzurri non diano spazio ai suggerimenti di Pirlo?<BR>“Pirlo è un campione, ed è anche uno che ti inventa il passaggio e detta il lancio giusto. La Juve, tatticamente, ha trovato il modo di dargli una posizione in campo, capace di far beneficiare tutta la squadra. L’Inter deve essere attenta, proprio in quella zona di campo”.<BR><BR>A quale Inter del passato può essere paragonata quella di oggi?<BR>“Voi giornalisti, amate spesso fare paragoni con il passato di squadre e calciatori. Sinceramente non vedo alcuna similitudine da accostare a questa Inter; almeno per il momento. E poi ogni epoca ha avuto il suo calcio e i suoi campioni. Oggi è tutto diverso”.<BR><BR>A parte l’Inter, chi può essere la vera antagonista della Juve per la conquista dello scudetto?<BR>“Di sicuro il Napoli che, nonostante i suoi alti e bassi, è comunque la squadra che ha giocatori di qualità che fanno davvero la differenza. Comunque, tutto dipende dalla Juve, perché è lei in testa alla classifica”. <BR><BR>Che cosa pensi della Roma di Zeman?<BR>“ A me Zeman piace. E’ un allenatore che fa giocare a calcio, anche se in maniera un po’ troppo offensiva. Poi, in campo, ci vanno i giocatori e sono solo loro che devono saper esprimere in modo pratico tutto il credo tattico del proprio allenatore. Ci vorrà del tempo, ma penso che la Roma possa riprendersi”.<BR><BR>Infine, qual è il tuo pensiero sul Torino attuale?<BR>“Mi piace molto, ho rivisto la grinta del Toro sanguigno. Penso che Ventura abbia fatto un ottimo lavoro, che il Toro farà un buon campionato e che si salverà senza soffrire”.<BR><BR>“Pietro Anastasi finì per essere il simbolo vivente di un’intera classe sociale: quella di chi lasciava a malincuore il meridione per andare a guadagnarsi da vivere nelle fabbriche del Nord”.<BR><BR>&nbsp;Così scriveva Alessandro Baricco, torinese di nascita, scrittore, saggista, sceneggiatore, regista e fra i più noti esponenti della narrativa italiana contemporanea. E, in effetti, Pietruzzu <STRONG>Anastasi</STRONG> ha rappresentato attraverso il calcio, un periodo storico importante del nostro Paese. La sua lunga carriera di calciatore siciliano partito dalla Massiminiana di Catania per passare al Varese e poi procedere il suo destino con la Juventus, si è legato indissolubilmente alla squadra dell’avvocato Agnelli e, soprattutto, a Giampiero Boniperti che l’ha subito accolto a braccia aperte. Oggi è opinionista sulle reti private di Quarta rete.<BR><BR>Anastasi, pensi che la Juve, imbattuta ormai da diverso tempo, possa inciampare su questa Inter dal gioco concreto?<BR>“ Il risultato è aperto a ogni pronostico, soprattutto in considerazione del buon momento dell’Inter. Mi auguro che la Juve non perda l’imbattibilità proprio contro i nerazzurri. E’ importante conquistare un risultato positivo”.<BR><BR>La difficoltà di andare in gol della Juve, si è palesata soprattutto in questi ultimi incontri. Qual è il tuo pensiero in merito?<BR>“ E’ l’annoso problema di questa Juventus, incapace di rendere concreto l’alto volume di gioco prodotto. Penso che se ci fosse in area di rigore un giocatore come Treseguet, si risolverebbero molti problemi. Purtroppo, come dici te, il problema si evidenzia in maniera lampante e, alla fine, potrebbe pesare sulla squadra e sui risultati. A gennaio, urge l’intervento della società per ovviare a questo grave problema”.<BR><BR>In cosa si differenzia e/o somiglia la Juve di Conte con l’Inter di Stramaccioni?<BR>“ Si tratta di squadre e due allenatori di grande qualità. Conte e la Juve, hanno dimostrato fin dall’anno scorso la loro potenzialità e grande capacità di risultati. Stramaccioni e la sua Inter, hanno cominciato in sordina un percorso importante e capace di portare i nerazzurri ai livelli che gli competono. Stramaccioni ha saputo fare un mix tra giocatori esperti e giovani promesse. Comunque, è presto per dare dei giudizi o fare paragoni affrettati