DAL DITO MEDIO ALLO SCUDETTO


Conte e Agnelli, amici mai!
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Torino, 15/05/2021 -

Sembra ieri che Antonio Conte ha alzato il dito medio all'indirizzo di Andrea Agnelli, il quale ha replicato con un chiaro e netto :«Mettitelo nel c.....». Storie di volgarità, di inaccettabile maleducazione che vorremmo non vedere mai soprattutto da chi ti aspetti maggiore attenzione nella cura dell'esempio e dell'immagine. E invece entrambi sono caduti in basso, molto in basso per quella scurrilità che si evince anche dalla gestualità che è il linguaggio del corpo. Ebbene, da quella infelice volta l'allenatore dell'Inter ingranò la marcia con la sua squadra, fino a raggiungere un meritato scudetto. Non altrettanto ha fatto l'Andrea bianconero che attraverso la sua Juventus allenata dal suo pupillo Pirlo, sta lottando per qualificarsi alla Champions del prossimo anno, con quella macchia pesante e indelebile che si chiama Superlega. Storie che nascono da antiche ruggini in cui le fraterne promesse di amicizia sono state tradite, aumentando fino all'eccesso quell'odio sportivo già esistente tra Juventus e Inter. Tra queste due squadre non è mai stata una partita come le altre - non lo sarà mai - e forse per questo è anche il motivo di giocare questo derby d'Italia che produce sempre la forza di non perdere mai, neanche quando si giocano match amichevoli - si fa per dire -. Già, si fa per dire, perchè tra queste due squadre di amichevole non c'è stato e nè mai ci sarà nulla capace di sintetizzare un calcio di rilassante spettacolo calcistico. Il match di oggi vede l'Inter già forte dello scudetto strappato con merito alla Juventus, plurivincitrice del tricolore per nove anni di seguito. La situazione si è ribaltata, adesso è l'Inter di Conte a farla da padrona, sovvertendo l'egemonia bianconera durata per molto tempo. Una sorta di rivincita tra le due società che verte anche sulla rivalsa personale di Conte e Marotta, i quali si sono tolti quei fastidiosi sassolini dalle scarpe che provocavano disturbo. Ma oggi è la Juve a dovere fare la partita, per non perdere il pulmann che potrebbe significare zona Champions e quegli introiti economici che la società di Andrea Agnelli quest'anno ha perso per strada. Ma c'è poi quel viscerale orgoglio che si associa sempre a questo derby d'Italia che, come dicevamo pocanzi, non ammette di perdere a nessuna delle due contendenti. E poi, non ultimo, c'è da «vendicare» quell'increscioso episodio tra Conte e Agnelli. Due personaggi che a parer nostro hanno perso l'occasione per dimostrare la signorilità perduta. Un episodio da stigmatizzare, ma che resta significativo nel suo infinito modo di guardarsi in cagnesco.

Salvino Cavallaro