tempo: 19ms
RSS
Query
Template: /notizie/index.cfm:19
Execution Time: 292 ms
Record Count: 14
Cached: No
Lazy: No
SQL:
SELECT * FROM news
where tipo ='news' and (data<'20210730' or (data='20210730' and ora<='224238'))
and( titolo like '% popolazione%' or keywords like '% popolazione%' or descrizione like '% popolazione%')
and azienda like '%01%'
order by data desc,ora desc,id_arg desc
id_argtipoareaTitoloDataoraKeywordsdescrizionebreveDescrizioneufficiocittaAutoreid_inserimentoimmagineinhomeINSLIDERfonteinevidenzaidargomeidteampeopledoccorrelatiStartDateEndDateaziendaPROPRIETARIOriservatocontalettureesclusiva
11013671NewsCampionatiCoronavirus e Campionato di calcio: la strada è in salita.20200513114935Il parere del medico sportivo Dr. Attilio Andriolo, sui vari problemi emersi sull`eventuale riapertura del Campionato di calcio.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Le linee guida emanate dal CTS (Comitato Tecnico Scientifico) cui dovranno adeguarsi le società di calcio di Serie A per riprendere il campionato e così assegnare sul campo lo scudetto 2019/20, oltre che i posti in Champions League ed Europa League, fanno molto discutere in queste ore soprattutto i medici sportivi del calcio. Le notizie trapelate sui protocolli da adottare, a mio parere in qualità di medico di calcio, rendono la ripartenza del campionato alquanto difficile, se non impossibile. Ci vorranno, pare, almeno undicimila tamponi per sottoporre a screening tutti i giocatori almeno 2-3 volte prima dell’inizio del campionato; il che è un’impresa, non tanto per il mondo del calcio ma per il nostro paese, che ha assoluta penuria di questi test diagnostici, di cui invece può vantarsi di possedere la Germania, che si è approvvigionata in tempi non sospetti di tamponi e test sierologici. E non per niente la Bundesliga è iniziata regolarmente già da qualche settimana, mentre l’Italia fra le disfunzioni del suo sistema sanitario, deve accusare le difficoltà a reperire i tamponi necessari per testare la popolazione, non essendosi preoccupata di acquistarne un numero sufficiente<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>all’inizio della pandemia. Pur tuttavia, immaginiamo che tutte le società di calcio si riforniscano dei tamponi necessari per eseguire le indicazioni del CTS, seguirà un ritiro severo per tutta la durata del campionato dei giocatori e degli addetti alla squadra per evitare contagi dall’esterno. I medici delle società saranno i<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>responsabili del mantenimento del ritiro e quindi dovranno vigilare sui giocatori e lo staff, perché nessuno si allontani dalla sede scelta per il ritiro e perché nessuno entri in contatto dall’esterno. Se dovesse accadere che un atleta si mostri positivo al tampone che dovrebbe essere eseguito ogni tre-quattro giorni, dovrà fermarsi tutta la squadra che uscirà fuori dal campionato per almeno 14 giorni. In pratica, il campionato si fermerà e molto probabilmente non ricomincerà. Chi pensa che queste linee guida del CTS siano funzionali alla ripresa del calcio, alzi la mano! <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>In serie B quante società potranno adattarsi alle linee guida emanate dagli scienziati del Ministero? Credo poche, molto poche. C’è da aggiungere che il Comitato Tecnico Scientifico non ha avvertito l’esigenza di ascoltare il parere di quella rappresentanza dei medici delle società calcistiche, che hanno il polso della condizione logistica dei club e che perciò hanno minacciato di dimettersi se non cambieranno le norme, in quanto non si sentono abbastanza tutelati per le responsabilità penali della sorveglianza sull’isolamento dei giocatori e dell’intero staff tecnico-dirigenziale. Inoltre i rischi aumenteranno inevitabilmente giocando fuori casa, allorché i controlli sulla squadra non potranno essere rispettati ed eseguiti alla perfezione, mentre i giocatori potrebbero approfittarne per sfuggire alla vigilanza e prendersi una “botta” di libertà. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Eh no! Così non va, cari politici. Se da un lato si enuncia con enfasi l’inizio degli allenamenti a Giugno, dall’altro senza clamori e facendo prendere la patata bollente al CTS, si varano delle linee guida impossibili da attuare, finendo con annunciare in realtà il “de profundis” del calcio italiano. Stiamo pensando ai ragazzi dei vivai, delle scuole calcio, dei campionati minori, a tutto il movimento del calcio dilettantistico che non ha alcuna possibilità di ritornare a praticare questo sport. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Credo che la politica debba svolgere un ruolo decisivo per trovare la soluzione, la quadratura del cerchio, che<a name="_GoBack"></a> pur nel rispetto delle condizioni di sicurezza, consenta di rivedere i protocolli asettici del CTS.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>La popolarità di questo sport, la sua importanza trainante per l’economia del nostro paese, l’orgoglio della tradizione calcistica italiana rapportata a quella di altri paesi come la Germania, sono motivi sufficienti per rimodulare regole che non appaiono in grado di restituire agli italiani<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>la gioia di tifare di nuovo per i colori della loro squadra.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Attilio Andriolo</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milazzo (Me)fl0711fl0711dr.-attilio-andriolo.jpgSiNparere-medico-sportivo-attilio-andriolo-1013671.htmSi100451001,02,03010231
21013553NewsEditorialeJMedical, l’eccellenza sanitaria in Italia20190424180127JMedical è al servizio di tutti, non solo dei campioni della Juventus!<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Forse non tutti sanno che a Torino, nell’Area 12 dell’Allianz Stadium, c’è un modello sanitario all’avanguardia in tema di diagnostica, di medicina specialistica e di riabilitazione alla medicina sportiva, ideato per accogliere e accompagnare i pazienti in un percorso completo di prevenzione e cura. JMedical con la sua filosofia di soddisfare il bisogno crescente della popolazione insoddisfatta del sistema pubblico sanitario, mette a disposizione di tutti la propria professionalità di alto livello, che si accompagna ad una strumentazione moderna di massima precisione. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Già, a disposizione di tutti! Sì, perché nell’immaginario collettivo si pensa che questa moderna struttura sanitaria sia destinata soltanto ai calciatori della Juventus. Non è così, perché per volere della stessa Juventus che divide il diritto di proprietà con Santa Clara Group, si è deciso di dare a tutti i cittadini la possibilità di potere usufruire di questa</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">eccellenza sanitaria.</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Tutti, a prescindere dalla fede sportiva,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">possono fruire di un’assistenza privata davvero innovativa.</b> Un’equipe di 60 specialisti di alto livello si adoperano in un ambiente ideale per mettere in atto le cure ai pazienti che arrivano da tutta l’Italia e sono assistiti in ambulatori polispecialistici, due sale operatorie per interventi di chirurgia ambulatoriale, in un modello organizzativo che consente al paziente di programmare il proprio percorso senza perdite di tempo. Noi siamo stati testimoni oculari di quanto stiamo scrivendo, per avere avuto modo di visitare la struttura in un percorso dettagliato dove gli spazi riservati alla salute e al benessere sono davvero rassicuranti per ogni paziente. In tutte le lettere dell’alfabeto specialistico sanitario che va dall’Allergologia all’Urologia e poi alla Fisioterapia, alla Radiologia e Diagnostica per immagini, alla Medicina Legale e delle Assicurazioni, in JMedical si può avere la risposta ad ogni domanda, ad ogni dubbio che legittimamente invade ogni paziente. Dunque, provare per credere. JMedical non cura solo i campioni della Juventus, ma anche tutti noi che nel nostro piccolo siamo campioni di aspettative mediche e diagnosi di alta qualità professionale.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711immagine-jmedical-torino.jpgSiNjmedical-l-eccellenza-sanitaria-in-italia-1013553.htmSi100451001,02,03030252
31013159NewsEditorialeMaledette scosse di terremoto20160826225720Dopo il sisma la distruzione di tutto <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-family:;" 12pt;"="" cambria","serif";="">Nella giornata in cui è stato proclamato il lutto nazionale per le vittime del terremoto avvenuto nelle zone di Rieti e dell’Ascolano, anche noi che solitamente ci occupiamo di calcio e descriviamo le sue vicende, vogliamo una volta tanto mettere da parte il mondo del pallone per scrivere un articolo che è la riflessione di un momento della storia d’Italia che ci ha colpito profondamente per la crudeltà di un sisma che ha raso al suolo interi paesi. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>“Perché…….perchè”.</b> Quante volte in occasione di calamità naturali ci siamo fatti questa domanda. Interrogativi che spesso fanno vacillare la nostra fede religiosa, il nostro credere nella vita e il senso di essere venuti al mondo. Domande legittime che ci rattristano e ci commuovo alla visione di case distrutte, di polvere e macerie, di vite spezzate, di borghi, paesi e città in cui incredulità e paura sono il riflesso di attimi di terrore dovuti ad un maledetto sisma che non si pone nessuno scrupolo di sorta. E’ la catastrofe che succede all’evento naturale che tutto spiana al suolo quando meno te lo aspetti, mentre dormi o sei sveglio. Uomini, donne, bambini e vecchi sotto le macerie, sotto case che sembrano fatte di cartone, talmente sono crollate con facilità durante il terremoto. Dimore che erano il rifugio di una quotidianità serena e che illudevano alla certezza di trovarsi al sicuro. Ad <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Amatrice, Accumoli,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pescara del Tronto,</b> la vita scorreva serena con il senso di sicurezza, lontani dal pensiero di cosa stava per accadere alle 3 e 37 di mercoledì 24 Agosto, in un presto mattino in cui il sonno non induce ad essere preda di brutti pensieri. E invece è proprio lì, in quel lasso di tempo che si è consumata la tragedia. La terra si scuote calcolando il sesto grado della scala Ritter e poi propone a ripetizione le scosse di assestamento. Un film del terrore che invece è realtà. Tutto intorno è disperazione e paura. C’è chi fugge e c’è pure chi è rimasto sotto le macerie e ha trovato la morte. Al momento sono 247 i sepolti vivi, 190 nel Reatino e 57 nell’Ascolano, ma si tratta di un numero che è destinato a crescere. Sono 264 le persone ferite e ricoverate negli ospedali di Roma, Pescara e in altri centri della zona di Rieti e Ascoli. E intanto, sotto quelle costruzioni crollate e la montagna di macerie, c’è ancora la speranza di trovare la vita. 1059 scosse di terremoto si susseguono a ritmo infernale. Nel frattempo si apprende che alle ricerche lavorano 880 pompieri con 250 mezzi. 5400 uomini, tra forze dell’ordine e volontari sono impegnati nei soccorsi con un lavoro massacrante e instancabile. Sono tutti lì a dare una mano nella speranza di cogliere ancora l’attimo per salvare delle vite umane, mentre quel mucchio di macerie cosparse di sangue e polvere rappresentano la distruzione di ciò che è stato costruito attraverso i sacrifici di una vita. La casa che non c’è più e la morte dei propri cari rappresenta il dramma che si è consumato in pochi attimi. Ma il maledetto sisma è sempre lì, in agguato, pronto a manifestare la sua presenza con movimenti sussultori e ondulatori, quasi non fosse ancora soddisfatto dell’immane tragedia procurata alla popolazione; a quella gente indifesa che nulla ha fatto di male per meritare tale catastrofe. Ed ecco che viene ancora spontanea quella domanda che s’interseca legittima tra la disperazione e le lacrime di dolore: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Perché tutto</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">questo?”.</b> Una domanda che continueremo a fare sempre, nonostante siamo perfettamente convinti che non ci sia alcuna risposta. Sono i dubbi amletici che evidenziano la vita stessa, un bene prezioso che qualche volta ci mette di fronte alla riflessione di quanto sia valso nascere.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-family:;" 12pt;"="" cambria","serif";="">Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>Rietifl0711fl0711pallone8.jpgSiNmaledette-scosse-di-terremoto-1013159.htmSi100451001,02,03030273
41013058NewsCampionatiUn calcio per la Pace20150316182739Grande evento culturale a Torino e provincia: « Lo sport come Strumento Internazionale di Pace« <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Torino accoglie gli ambasciatori di pace “PEACE DREAMERS” </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La pace nel mondo. Il sogno dei sogni che non è utopia, ma qualcosa che prima o poi si avvererà. Ne siamo sicuri. Si deve però lavorare col pensiero di crederci tanto, senza riserve. Sì, perché è obbligo credere con tutte le proprie forze a questo sogno di pace universale, desti come siamo nel compenetrarci nella parte di chi sa che certi obiettivi si raggiungono soltanto attraverso l’amore, l’unione d’intenti, la fratellanza. La pace globale è un lungo cammino, un percorso da fare in una strada impervia, che spesso s’interseca tra ripide salite e angoli oscuri che non lasciano intravvedere la dirittura d’arrivo. Ma “IL DIRITTO DEI POPOLI ALLA PACE” è il Diritto dei Diritti della giurisprudenza che riconosce il valore della persona umana nei suoi bisogni più essenziali, non solo relativi al benessere materiale ma, soprattutto, allo sviluppo del cuore e dell’anima. Già, lo sviluppo del cuore e dell’anima, due elementi sostanziali per sensibilizzare le coscienze in un mondo che mette in evidenza, troppe volte davvero, la parte più negativa dell’uomo; la sopraffazione e quindi la mancanza di rispetto. E allora, per ovviare a questo meccanismo perverso che attenta continuamente la pace nel mondo, si deve alimentare la speranza nell’esaltazione dei valori umani. Ad esempio, il conflitto tra Israele e la Palestina non influenza solamente la regione medio orientale. Molte iniziative sono state fatte negli anni per portare la pace, dare speranza e alleviare la sofferenza delle persone nelle zone in conflitto. Tuttavia, anche se le soluzioni politiche sono indubbiamente importanti, non sono efficaci se non c’è fiducia e riconciliazione tra la popolazione. E così si è pensato allo sport e al calcio in particolare, quale veicolo pregnante per fare incontrare i ragazzi, aiutarli a creare armonia ed abbattere le barriere della diversità che, apparentemente, sembrano insormontabili. Il calcio, questo straordinario mezzo di aggregazione sociale che ci fa abbracciare, gioire per un gol fatto e unirci attraverso lo spirito di squadra, nella speranza di pareggiare e magari vincere la partita dei sogni. Sentimenti che solo il pallone riesce a dare. Proprio quel pallone che racchiude il mondo, non solo nella sua forma naturale, ma anche come passione comune. Il progetto della Universal Peace Federation (l’Organizzazione che lavora per la Pace nel Mondo) vuole essere di supporto nel creare le condizioni, affinché si costituisca una piattaforma di riconciliazione ed educazione verso i giovani, proprio attraverso quel calcio ispiratore di unione. L’idea, nata nel 2008 a seguito di un incontro con il Ministro Palestinese dello Sport Abu Daqqa e poi con il Ministro Israeliano dello Sport Majadle, si sintetizzava nel suggerimento che una ONG – Organizzazione non Governativa - Internazionale, potesse creare un punto d’incontro in una zona neutrale fra Israele e la Palestina. E così, da quell’incontro, nel mondo si è perfezionata questa straordinaria idea verso lo sport, quale strumento di Pace. Dal 20 al 25 Marzo 2015, a Torino si realizzerà l’evento: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Un Calcio per la Pace”.</b> 14 bambini (7 arabo – israeliani e 7 ebreo – israeliani) dell’età di 11 anni, vivranno&nbsp;una settimana&nbsp;di soggiorno sotto la Mole. Un allenamento insieme per costruire fiducia reciproca da parte della delegazione mista di 18 persone composta da 14 giovani e 4 adulti, tutti provenienti dall’area israelo – palestinese. Nutrita l’agenda degli appuntamenti sportivi e culturali della città di Torino, in cui sono previsti gli incontri con la Juventus, con il Torino, ma anche la visita presso società di calcio dilettantistiche di Torino e provincia. Ma ci saranno anche incontri culturali, quali ad esempio la visita ai musei dello sport, (Juventus Museum e Museo del Grande Torino), al museo dell’automobile e altre innumerevoli iniziative che si stanno sviluppando in questi giorni. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Questo è il nutrito programma nel dettaglio: </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Venerdì 20 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Visita della città di Torino e incontro dei bambini e della delegazione con il Sindaco della città, on. Piero Fassino.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sabato 21 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Giornata Internazionale contro le Discriminazioni Razziali indetta dalle Nazioni Unite. I bambini del progetto “Gioca con me” incontrano sul campo i Peace Dreamers presso lo Juventus Football Club – Via Stupinigi 182 Vinovo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Domenica 22 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – I bambini e la delegazione incontrano il settore giovanile del Torino FC: i pulcini 2004 allenati da Gianluca Cabella incontrano in un match amichevole i Peace Dreamers presso il Centro Sportivo Blu Station, Via Gozzano, 11 Orbassano. I bambini assistono come spettatori alla partita di campionato Juventus – Genoa presso lo Juventus Stadium. Visita Juventus Museum.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Lunedì 23 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Visita della città – Lucio Stella presidente dell’Antico Borgoretto organizza la partita dei pulcini 2004 contro Peace Dreamers. Campo di Santa Maria, Via Saluzzo 6 Moncalieri. Poi, presso il Cinema Fratelli Marx, Corso Belgio, 53 a Torino, ci sarà il dibattito organizzato da Gaetano Renda e proiezione del docu film Walk on regia di Michele Michelazzo.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Martedì 24 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Arrivo a Bruzolo (TO) e incontro con gli alunni delle scuole elementari di Bruzolo. Partita amichevole Peace Dreamers vs Union Valle di Susa 2004.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Mercoledì 25 Marzo</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Incontro con la squadra del Torino e il Mister Gianpiero Ventura (in alternativa visita al Museo del Grande Torino e/o Basilica di Superga). Poi UN CALCIO PER LA PACE al CIT TURIN, Corso Ferrucci 63, Torino. Saranno presenti il sindaco di Torino, on. Piero Fassino, l’assessore allo sport del Comune diTorino Stefano Gallo, l’Assessore allo Sport della Regione Piemonte Giovanni Maria Ferraris <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dunque, una grande iniziativa che Torino, Capitale Europea dello Sport 2015, si avvia ad attuare tra i tanti appuntamenti sportivi di un anno che sarà sicuramente da ricordare. Così si esprime in merito all’evento il sindaco di Torino on. Piero Fassino: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Semi di pace: chi meglio dei bambini può rappresentare la speranza che possa esserci un futuro senza conflitti? Quale strumento meglio del gioco di squadra può rappresentare la capacità di superare le fratture, le divisioni? E’ questa l’immagine che crediamo debba accompagnare l’iniziativa “Un calcio per la Pace”, con la quale Torino Capitale Europea dello Sport guarda fuori dai propri confini e getta – appunto- un seme di amicizia. Lo sport può e sa essere dialogo, accoglienza, coscienza civica e solidarietà. Una partita che veda insieme bambini israeliani e palestinesi, rappresenta un motivo di fiducia. Quella stessa fiducia che guida l’impegno di molti di noi per raggiungere</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">la pace in quella terra”.</b> E, in effetti, ospitare il pallone che arriva da luoghi così lontani, che sono eternamente in conflitto tra loro, è un’opera sicuramente significativa nell’intento di essere buoni intermediari per la pace. E non è un caso che gli ospiti saranno proprio dei giovani di 11, simbolo di incolpevolezza della cattiveria degli adulti. Ma il tentativo è proprio questo, e cioè di integrare i più piccoli, educandoli in maniera tale da costruire una forma mentis che sia l’emblema dell’unione, della fratellanza, dell’amore reciproco quale essenza di pace. Questa, naturalmente, è soltanto una goccia nel mare del conflitto dell’area israelo – palestinese. Tuttavia, desideriamo promuovere a pieni voti una iniziativa di nobili pensieri che, siamo certi, non andrà dispersa nel nulla. Tutto ciò che sembra apparentemente impossibile, deve dare maggiore forza per renderlo possibile. E la passione per il gioco del calcio sicuramente ci aiuterà.<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> </b>Nel mondo siamo tanti<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> “PEACE DREAMERS”. </b>E allora uniamoci! </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torinofl0711fl0711pace.jpgSiNun-calcio-per-la-pace-1013058.htmSi100451001,02,03030738
51012488NewsCalciomercatoPer Agnelli, la Juventus non ha nessun giocatore incedibile20131013180658juventusE’ la sintesi di un discorso “Alla Juve non esistono giocatori incedibili”. E’ la sintesi di un discorso più ampio che Andrea Agnelli ha fatto al convegno economico sportivo “Leaders in football” che si sta svolgendo a Londra presso lo stadio del Chelsea. E’ la lunga analisi preoccupante del calcio italiano, sottoposto ormai da circa dieci anni ad affrontare una crisi economica nazionale che è davvero allarmante. “Se la situazione italiana non cambia, sarò costretto a cedere i giocatori migliori come, peraltro, è già successo ad altri club. Di fronte ad una vantaggiosa offerta per Paul Pogba, ad esempio, non avremmo la forza economica per trattenerlo”. Parole pesanti che arrivano come pietre sul volto dei bianconeri, un po’ come dire che in Italia il tempo delle vacche grasse è finito e bisogna stare con i piedi per terra, piuttosto che fare voli pindarici che non portano da nessuna parte. Pensiamo che il discorso pur crudo del giovane presidente della Juventus non faccia una grinza dal punto di vista razionale, ma siamo sicuri che queste parole non possano far piacere all’intero ambiente bianconero; Conte e tifosi compresi. Il coach della Juve predica ormai da anni pubblicamente che questa squadra ha bisogno di veri e propri top player che attualmente non ha. Con gli uomini a sua disposizione la Vecchia Signora del calcio italiano ha fatto in due anni ciò che alla vigilia era davvero impensabile; di più non si può. Per questo riteniamo che per Conte, almeno di improvvisi cambiamenti di rotta della società, sarà l’ultimo anno in cui siederà sulla panchina bianconera. Andrea Agnelli ha idee chiare ed è difficile dargli torto, almeno per quanto riguarda le difficoltà economiche in cui riversano le società di calcio italiane, ma anche Conte non ha torto quando pensa che, a questo punto della sua carriera, sia legittimo aspirare a traguardi ancora più prestigiosi e non esclude la pista internazionale. Per quanto riguarda invece il posto che lascerà vacante Prandelli dopo il mondiale del prossimo anno, non pensiamo possa interessare a Conte che, pur dicendosi onorato di essere considerato prossimo c.t. azzurro, non prenderà in considerazione tale carica per una questione economica che non può certamente soddisfarlo. E’ come dire che l’appetito vien mangiando e quindi certe legittime aspirazioni vanno soddisfatte. Ma, ritornando alla Juve e alle parole sconfortanti di Agnelli, c’è da tenere conto del sentimento dei tifosi legati come sono ai propri campioni che non vorrebbero mai vederli vestire un’altra maglia. La piazza bianconera mugugna e proprio quando avrebbe voluto sentire discorsi di rafforzamento della squadra che ambisce alla conquista della Champions League ormai da anni, si vede crollare un sogno che, dopo la conquista del doppio scudetto consecutivo, sembra quasi legittimo aspirare. Vedremo come andrà a finire. Certo, la situazione politico – economica del nostro Paese è lo specchio dei risultati calcistici solo sufficienti delle nostre squadre in campo europeo. Per essere competitivi e raggiungere il tetto dell’Europa ci vuole ben altro. Il pallone italiano non è più da tempo il più bello del mondo, ma come mai potrebbe esserlo in un territorio come il nostro in cui la disoccupazione dell’intera popolazione ha ormai raggiunto la più alta percentuale di tutti i tempi? <BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1012317FL0711FL0711nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNper-agnelli-la-juventus-nesun-incedibile-1012488.htmSiT1000007100451001,02,03,06030336
61012355NewsCampionatiInter-Juventus, amici mai20130914141333inter, juventusNon c’è Juve senza Inter, non c’è Inter senza JuvePotrei iniziare parlando del numero della giornata in corso, delle probabili formazioni, del numero di biglietti venduti, e di tutte le normali informazioni che si danno su una normale partita: peccato che questo non è il caso. Signori e signore, benvenuti ad Inter –Juve: la madre di tutte le partite (almeno in Italia), un pezzo abbastanza grosso di calcio e una rivalità che dura da sempre; “amici mai, per chi come noi si è sempre amato”, cantava Venditti. Come due che si amano, si sono sempre cercate, stuzzicate e provocate: l’Inter faceva il Triplete e pensava alla Juve, i bianconeri vincono e si fanno beffa dei nerazzurri. Non c’è Juve senza Inter, non c’è Inter senza Juve: due schieramenti totali che condizionano l’Italia nei bar, nelle piazze, nei centro scommesse e ovunque si parli di calcio. Inter – Juve significa scudetti, tanti scudetti: da un lato c’è chi rimarca il numero esatto di titoli vinti sul campo, dall’altro lato i rivali stuzzicano dicendo di non averli persi sul campo, ma fuori. Inter – Juve è la partita dei tifosi: in Italia la maggior parte della popolazione o tifa per una o tifa per l’altra. Non mancano le eccezioni ovviamente, pronte comunque a schierarsi da una parte o dall’altra durante il match: indifferenza mai insomma. Inter – Juve significa Mazzarri contro Conte, due che, in perfetto stile derby d’Italia, non si sono mai potuti vedere più di tanto. Orgogliosi, vincenti, grintosi: l’uno non porterà mai i gianduiotti a Natale all’altro, che, viceversa, non lo inviterà mai a mangiare il Caciucco. Da due stagioni battibeccano, e quest’anno, già durante la tourneè americana, ecco le prime scintille: sanno di essere sulle panchine più importanti d’Italia, di rappresentare molto per i propri tifosi e, figuriamoci se diventano amici ora che il gioco entra nel vivo. Conte vuole togliere sicurezza ai nerazzurri: due anni fa la Juve, a seguito di una rifondazione, battè il Milan in casa propria e iniziò a credere di potercela fare; l’Inter sa che la Juve è più forte ma non vuole smettere di crescere e stupire per sognare qualcosa di più. Inter – Juve è il mito: da Ronaldo, eroe nerazzurro, placcato come se fosse un rugbista da Iuliano nello scudetto del ’98, a Zanetti e Del Piero, i due grandi capitani, protagonisti di mille vittorie e stimati reciprocamente anche dalle tifoserie e dirigenze opposte. Da Ibrahimovic, fenomeno scoperto dalla Juve, pronto ad abbandonare la barca che affondava per andare ad abbracciare il “nemico”, a Cannavaro, venduto come “finito” in casa Inter, ma col Pallone d’Oro a casa con la Juve. Senza dimenticare poi la beffa del 5 Maggio (con Conte capitano), gli strascichi di Calciopoli, le esultanze di Balotelli contro i buu razzisti dell’Olimpico di Torino e le scaramucce Stramaccioni - Marotta della scorsa stagione. Inter – Juve è l’ultima (forse) di Moratti: ne ha visti tanti derby d’Italia da quel lontano 25 Febbraio del 1995. Gioie, dolori e comunque emozioni: le casse dicono Thoir, al cuor però non si comanda e un coupe de theatre può materializzarsi in qualsiasi istante. D’altronde la signora Moratti lo sa bene: quel giorno il suo Massimo era andato a prendere il pane, mica a firmare un contratto… Inter – Juve è il 3-5-2 di Conte e Mazzarri: il tecnico toscano da sempre utilizza questo schema di gioco, il pugliese invece l’ha fatto suo dopo quel Napoli-Juve di due anni fa finito 2-2. Stesso modulo ma interpretazioni diverse, soprattutto per esigenze: in casa Inter, con in corso una ricostruzione, prima si pensa a non prenderle, e poi, con ripartenze velocissime, si prova a segnare. Quello bianconero invece è un modulo di spinta: Vidal e Pogba s’inseriscono a meraviglia, gli esterni spesso e volentieri giocano sulla stessa linea degli attaccanti e i difensori impostano il gioco (vedi i due assist di Bonucci con la Lazio). Inter – Juve, oggi, è la sfida dei singoli: Buffon contro Handanovic, ossia i due migliori portieri del campionato a confronto, i due rivitalizzati esterni nerazzurri Nagatomo e Jonathan contro Asamoah e Lichtsteiner, la qualità dei sudamericani Vidal e Guarin, le stelle del futuro Kovacic e Pogba; Carlitos Tevez, ex desiderio nerazzurro, per la prima volta calca San Siro e sfida l’amico Rodrigo Palacio, entrambi a segno già da tre partite e assolutamente fondamentali all’interno delle rispettive squadre. Inter – Juve è il derby d’Italia, la storia in campo, due “religioni” contro, e un solo unico spettacolo; accomodatevi sul divano, sulla sedia di qualche bar o a casa di amici, cercate gli auricolari se siete fuori, sintonizzate i vostri computer se la volete vedere in streaming: lo spettacolo è qui. C1012317FL0141FL0141guarin-inter.jpgSiNinter-juventus-amici-mai-1012355.htmSiT1000007100205001,02,03,06,07,08030480
71012205NewsCampionatiBorgonovo, un eroe dei nostri tempi20130701172935calcioLa notiziaE’&nbsp; morto Stefano Borgonovo! La notizia&nbsp; non ci coglie impreparati,ma arriva&nbsp; nell’immediata vigilia della semifinale di&nbsp; Confederation Cup fra la nostra nazionale e quella iberica,campione del mondo in carica nonché vera “bestia nera “ degli azzurri,che da quasi dieci anni non riescono a sconfiggerla.La morte di Stefano ha significato un momento di riflessione di tutto il mondo calcistico,che in coincidenza con l’evento era presente in Brasile e davanti agli schermi delle televisioni satellitari. Sicuramente Stefano non pensava che la sua morte sarebbe stata comunicata in diretta mondiale al pianeta calcio,ma,sono certo, non gli sarà dispiaciuto che, anche nel momento estremo del passaggio all’aldilà, la sua storia sia diventata motivo di attenzione e di commozione per milioni di sportivi. In molti quella sera, osservando il lutto al braccio degli azzurri,si saranno chiesti chi era Stefano Borgonovo e perché la sua morte faceva notizia. Per quei pochi che non lo conoscevano,Stefano Borgonovo è stato un grande centravanti degli anni ’80,autore di storici gol (tutti ricordano quello ai supplementari nella sfida Bayern Monaco-Milan ,che permise ai rossoneri di disputare la finale di Coppa dei Campioni),ma anche di semplici prodezze accanto a Roberto Baggio nella Fiorentina o a&nbsp; Marco Van Basten nel Milan di Arrigo Sacchi. Quando appese le scarpe al chiodo,tentò la carriera di allenatore cominciando dalle giovanili del Como,ma dopo pochi anni abbandonò definitivamente quel mondo,che tanto amava e che tanto gli aveva dato.<br>Stefano non sapeva però che quello stesso calcio,come una “mantide gelosa”,gli avrebbe richiesto indietro e con gli interessi la gioia e il benessere,che lui aveva conquistato in tutti quegli anni passati ad inseguire un pallone negli stadi di mezza Italia:Como,Pescara,Fiorentina,Milan,Udinese.<br>La&nbsp; SLA (Sclerosi laterale amiotrofica) si era impossessata del suo corpo e l’avrebbe lasciato soltanto dopo averlo devastato.”La stronza”&nbsp; gli piacque chiamarla ed anche a noi non dispiacque chiamarla così,perché subdolamente ti mina nel fisico, distruggendo i tuoi neuroni e immobilizzando lentamente ma inesorabilmente tutti i muscoli. Inguaribile finora anche perché non se ne conoscono le cause (anche se le staminali hanno aperto nuovi orizzonti nella cura di questa malattia),la sua incidenza fra la popolazione è in netto aumento,ma la particolarità del caso di Stefano Borgonovo è che si tratta dell’ennesimo calciatore colpito da essa. Perché? Se lo stanno chiedendo in molti ed anche in Federazione,che non ha potuto fare a meno di nominare una commissione di esperti per studiare eventuali cause ed effetti nella comparsa della Sla legati al gioco del calcio. Ciò che ci preme scrivere però è che Stefano,coadiuvato dalla moglie Chantal,non si è arreso facilmente alla “stronza”,ha combattuto con tutte le sue forze,che non erano più quelle che mostrava ai difensori nelle mischie in area di rigore,ma quelle che trovava dal di dentro del suo corpo,dal suo spirito di guerriero:l’unico che la “stronza” non avrebbe mai distrutto.Con questa forza d’animo creò la&nbsp; Fondazione Borgonovo,i cui fondi serviranno per far avanzare le ricerche scientifiche sulla Sla e, alla ricerca di donazioni,non ebbe timore a mostrarsi alla gente,così com’era, in quegli stessi stadi,in cui ancora ricordavano le sue splendide azioni da rete. <br>Un&nbsp; EROE&nbsp; dei nostri tempi o forse&nbsp; di altri tempi, perché i nostri,a pensarci bene,non&nbsp; sono tempi di eroi ma di comici e soubrette, non da teatro, ma da aule di giustizia! Stefano,nonostante ci abbia lasciati, sarà l’unico che continuerà a vivere&nbsp; in un mondo popolato da&nbsp; “zombi” e da “fantasmi”, figure umane insignificanti ,che adesso,dopo la lezione di&nbsp; Stefano, non ci fanno più paura.&nbsp;&nbsp; <br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>Attilio Andriolo<br>C1007650adm001adm001borgonovo.jpgSiNborgonovo-un-eroe-dei-nostri-tempi-1012205.htmSi100075701,02,03030656
81012104NewsCampionatiQuando il calcio sostiene la speranza20130530112538calcioA volte ci sono sentimenti A volte ci sono sentimenti che si sprigionano da cose apparentemente materiali, come un semplice pallone che gira in mezzo a un campo di calcio tra 22 giocatori. Pensieri che coinvolgono ed emozionano fino a farti riflettere quanto è bello fare qualcosa di buono per le persone meno fortunate. E così, allo Juventus Stadium di Torino nel corso della Partita del Cuore 2013, nel vedere 41.000 spettatori inneggianti spensieratezza e felicità, ho pensato quanto è straordinario “gioire” a beneficio di coloro che soffrono. Sembra un controsenso, eppure nel vedere il coinvolgente entusiasmo della gente assiepata sugli spalti di questo armonioso stadio torinese, mi sono emozionato al pensiero che eravamo accorsi tutti lì per loro, per noi, per coloro i quali sono legati a quell’unica speranza di vita che si chiama “RICERCA”. Pensieri profondi che ti assalgono tra il frastuono gioioso, lo sbandierare colorato dei vessilli della Ferrari, le bellissime coreografie, le “ola” e i flash delle macchine fotografiche che immortalano con comprensibile curiosità i campioni e gli artisti del mondo dello spettacolo. Sfilano a due passi da noi con tanto di maglietta e calzoncini corti, Raul Bova, Matteo Renzi, Andrea Agnelli, Antonio Conte, Pavel Nedved, Ciro Ferrara, Paolo Montero, Claudio Sala, Alessandro Preziosi, Massimo Giletti, Fernando Alonso, l’ex granata Lentini, Luca Barbarossa e tanti altri artisti e campioni di calcio convenuti qui per una causa nobile. Equità nel risultato finale, che ha visto la squadra Nazionale cantanti pareggiare 9 a 9 contro il team “Campioni per la ricerca”. 18 i gol realizzati in 90 minuti, 1 milione e mezzo di euro raccolti per la ricerca scientifica, di cui 457 mila euro sono stati ricavati dalla vendita dei biglietti allo Juventus Stadium e un milione di Euro sono arrivati dagli sms solidali, il cui numero 45501 è possibile fare fino al prossimo 31 maggio.&nbsp; Davvero un successo di pubblico senza precedenti, una presenza di spettatori pari ad una attesa partita di Champions League. Non so dire se è stato più il cuore a richiamare tante persone arrivate da ogni dove, piuttosto che la giustificata curiosità di vedere da vicino i propri beniamini dello sport e dello spettacolo, fatto è che si è raggiunto un obiettivo di vera importanza storica. Sia Telethon che l’Istituto per la ricerca e la cura contro i tumori di Candiolo, non hanno mai raggiunto un traguardo d’incasso così alto a beneficio della ricerca scientifica. Un segno di civiltà e generosità commovente, proprio nel periodo di crisi economica che investe la stragrande maggioranza della popolazione italiana. Non importa se abbiamo tutti pochi soldi, importante è stringersi insieme all’unisono per un bene comune, e cioè a quella ricerca cui chiediamo accoratamente di fare presto. E così, a fine gara, quella Coppa alzata al cielo dai due capitani, Antonio Conte e Luca Barbarossa, ha avuto un significato diverso dal solito. Infatti, una volta tanto, sul campo di calcio non ci sono stati vincitori e neanche vinti, ma è stata premiata la solidarietà e il cuore della gente. Grazie, caro, vecchio pallone!<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711calcio.jpgSiNquando-il-calcio-sostiene-la-speranza-1012104.htmSi100451001,02,03,06030430
91009276NewsCampionatiDiritti tv, trovato l`accordo: tanti milioni per la Juventus20121114114432serie a, diritti tvSerie A Diritti TvC'è l'accordo per la ripartizione dei diritti Tv per il triennio 2012-2015. Nella lunga assemblea di ieri i presidenti hanno raggiunto l'accordo che dovrà essere ratificato la prossima settimana. Il presidente Maurizio Beretta ha fatto sapere che la novità è rappresentata da un paracadute di 30mln di euro per le tre retrocesse e che nel secondo biennio ci saranno ulteriori ricavi per le prime dieci in classifica.<BR><BR>Per la stagione 2012-2013 l'importo totale da ripartire è di 966mln di euro e la cifra viene suddivisa con questa formula: 40% di base uguale per tutti; 30% in base del bacino d'utenza (a sua volta diviso in 25% sulla base dei sostenitori e 5% sulla base della popolazione residente nel Comune in cui gioca la squadra); 30% sulla base dei risultati ottenuti dalla squadra (5% sulla base dei risultati della stagione, 15% sulla base dei risultati del quinquennio precedente, 10% sulla base dei risultati storici dal 1946/47).<BR><BR>Con questi criteri la Juventus nelle prossime stagioni volerebbe verso una cifra di circa 100mln di euro, circa dieci milioni in meno per le milanesi mentre Napoli e Roma si fermerebbero a 65mln di euro. Circa 50mln per la Lazio, poi la Fiorentina a 45, Udinese e Palermo a 40. Balzo della Sampdoria, neo-promossa, a quota 37mln, mentre un blocco di squadre che comprende Genoa, Bologna, Cagliari, Atalanta e Catania si fermerebbe a 35. 34 al Torino, 32 al Parma e chiudono il Chievo con 29, il Siena con 27 ed il Pescara con 24mln di euro.<BR><BR>C1007650adm001adm001classificaseriea2011201212giornata.jpgSiNdiritti-tv-trovato-l-accordo-tanti-milioni-per-la-juventus-1009276.htmSiT1000007100075701,02,03,06030374
101009053NewsEditorialeNoi giornalisti, responsabili di ciò che diciamo20121024083130giornalistiSalvino Cavallaro giornalista iscritto all`Ordine Regionale del Piemonte. Nasce a Milazzo (Me) ma ormai da anni vive e lavora a Torino. Ha collaborato con le redazioni di Sprint & Sport, Piemonte Sportivo, Torino Sera, La Nuova Metropoli, Arte & Dintorni, Stadio Goal. Attualmente, scrive per il Palio dei Quartieri News di Torino e collabora con IlCalcio24. In questi ultimi anni ha scoperto il fascino discreto della letteratura ed ha pubblicato il libro Quello che ho scritto, pensato e pubblicatoe Tra interviste e altroedito da Progetto Immagine. Contatti: salvinocavallaro@libero.itCi sono storie legate al calcio che non finiscono davvero mai di stupire. Spesso ci lamentiamo per le ingiustizie legate a un mondo stratosfericamente ricco e al contempo corrotto e corruttibile. Ma la globalizzazione del mondo contemporaneo, con il suo repentino cambiar delle regole e delle leggi che di solito ci fanno cadere in uno stato confusionale, spesso ci fa dimenticare che anche certe passioni non sono più vivibili in maniera solare, serena e gioiosa. C’è sempre qualcosa che ne deturpa l’attimo, che è sfuggente e non sai mai se, nel bene e nel male, possa ripresentarsi un’altra volta. Avevamo appena narrato la bellissima storia di Vincenzo, il tifoso juventino che, partito dalla Sicilia per assistere alla partita Juventus – Napoli, ha vissuto “ingenue” e profonde emozioni nel ripercorrere la storia della sua squadra del cuore, rivisitata all’interno dello Juventus Museum di Torino. Ebbene, tutti sanno cosa è successo nel frattempo all’esterno dello Juventus Stadium. <br><br> Un collega di RAI REGIONE PIEMONTE, nell’intervistare un tifoso juventino si è lasciato andare in un commento ingiurioso e inqualificabile rivolto ai napoletani. Una frase irriguardosa, offensiva, gratuita, di cui tutti sono a conoscenza e che non vogliamo ripetere per non assecondare certa aberrante cultura della stupidità. Che la società contemporanea sia caduta ormai nella voragine della mancanza di valori è un fatto innegabile, che il calcio sia sempre sotto l’occhio del ciclone per fatti e misfatti che non finiscono mai di stupire e indignare, è altrettanto chiaro, ma, onestamente, a tutto c’è un limite. Nel nostro mestiere di giornalisti ci sono regole che vanno rispettate in maniera attenta, responsabile, costante e rigorosa, senza mai perdere di vista l’importanza assoluta dell’etica e della deontologia che ne fanno la vera professione. Senza volere impartire lezioni a nessuno ma con l’apporto benevolo della riflessione, desideriamo soffermarci su quante volte la penna e/o la parola sono scivolate via superficialmente senza prima pensare ciò che si scrive e/o si dice. E’ vero che sbagliare è umano, tuttavia, pensiamo che la leggerezza con la quale troppe volte si manifestino pubblicamente determinati concetti, non ammette scuse. Pensiamo che nel nostro mestiere sia di vitale importanza non alimentare mai certe forme di razzismo che già, attraverso il calcio, nel passato sono stati resi evidenti in maniera subdola, strisciante e pericolosa. Deve cambiare la cultura della sconfitta, dell’arroganza di vincere a tutti i costi, della prepotenza, della sopraffazione e del maligno pensiero recondito che alimenta l’odio tra razze, storie e culture diverse. In questo nostro Paese dalle mille sfaccettature e contrarietà senza fine, noi giornalisti abbiamo il dovere etico di essere messaggeri del bene e non aizzare gli animi verso il male che, inesorabilmente, mette i popoli gli uni contro gli altri. <br><br> E’ vero che in questo nostro mondo del pallone, i cui iperbolici interessi non ammettono più il pensiero romantico del passato, debba essere visto in maniera più realistica, tuttavia, siamo convinti che oggi, ancor più di ieri, si debba dare attraverso la corretta informazione, un messaggio di pace e mai di “guerra”. E poi, chi può dire per assurdo che una regione o una popolazione è più o meno civile di altre, nonostante la sua storia, la cultura, il modus vivendi, solo perché la propria squadra di calcio ha vinto di più rispetto a un’altra? Per favore, abbandoniamo questi pensieri insolenti e di basso profilo. Con la nostra penna e/o con la nostra parola, contribuiamo in maniera favorevole a costruire un mondo migliore, dentro e fuori uno stadio di calcio. <br><br> Salvino Cavallaro <br><br>C1007650FL0711FL0711cavallaro 2.JPGSiNnoi-giornalisti-responsabili-di-cio-che-diciamo-1009053.htmSi100451001,02,03030180
111007204NewsLondra 2012Londra 2012: il «medagliere ponderato»20120804180826Londra 2012, medagliere, ponderato, rapporto, popolazione, Pil Tiene conto del rapporto medaglie-popolazione: prima la Nuova Zelanda, Italia ventottesima.Non è certo un caso se ad ogni edizione dei <STRONG>Giochi Olimpici</STRONG> in cima al medagliere, con&nbsp;distacco considerevole, si trovano <STRONG>Usa</STRONG> e <STRONG>Cina</STRONG>, i due paesi con il più elevato rapporto popolazione-ricchezza del mondo.&nbsp;Per&nbsp;scoprire però quale&nbsp;Paese sta offrendo le prestazioni migliori&nbsp;alle Olimpiadi, basta calcolare&nbsp;il quoziente popolazione-medaglie, per calcolare la densità di popolazione «medagliata» in una nazione.<BR><BR>In questo speciale medagliere, stilato dal sito&nbsp;<EM>MedalsPerCapita </EM>e attualmente aggiornato a questa mattina - quindi non comprendente, ad esempio, l'oro vinto dalla <STRONG>Rossi</STRONG> nel Trap per l'<STRONG>Italia</STRONG> - conduce la <STRONG>Nuova Zelanda</STRONG>, seguita da <STRONG>Slovenia</STRONG> e <STRONG>Danimarca</STRONG>. I due giganti Usa e Cina si piazzano rispettivamente in 34esima e 48esima posizione.<BR><BR>Ecco le graduatorie complete, tra cui ne è presente una che tiene conto anche del <STRONG>Pil</STRONG> dei Paesi:<BR><BR><A href=««http://www.medalspercapita.com/#medals-per-capita:2012»»>http://www.medalspercapita.com/#medals-per-capita:2012</A><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>LondraFL0435FL0435medaglie-olimpiche-londra-2012.jpgSiNlondra-il-medagliere-ponderato-1007204.htmSi100612201,02,030101029
121006751NewsCampionatiDel Piero ritorna al gol per beneficenza20120722142020del piero«E` stata una bella sensazione tornare al gol...»Mentre la sua Juve era impegnata a Bari in un Trofeo, il Tim, che l'ha sempre visto protagonista, Alex Del Piero era in Giappone, in campo per un'amichevole benefica, organizzata dalla J. League, dove è anche andato a segno.<BR><BR>Al Kashima Stadium, in Giappone, Alex ha segnato il gol del momentaneo 2-0 (è finita 4-0 per la sua squadra ndr.) regalando così un sorriso allo stadio intero, innamorato di lui, e ritrovando le sensazioni dell'andare in rete. Tra l'altro l'ex capitano bianconero è vicino al Giappone già da un anno, visto che col suo progetto «Ale10friendsforJapan», anche l'anno scorso ha aiutato la popolazione del Sol Levante «guadagnandosi» così l'invito anche quest'anno; <BR><BR>A fine partita Del Piero ha voluto ringraziare tutti quanti sul proprio sito:<BR><BR>«E` terminata da poco la partita che ho giocato al Kashima Stadium e ancora mi risuona nelle orecchie il piacevole frastuono dei tifosi che mi hanno accompagnato dal primo all`ultimo minuto (e in tutta questo breve viaggio in Giappone) con la loro passione e il fantastico calore che sanno trasmettere.<BR><BR>Organizzata dalla J-League per celebrare i vent`anni della Lega giapponese (incasso devoluto alle vittime del terremoto 2011) la partita contro la JLeagueAllStar è terminata 4-0 in favore della squadra dove ho giocato, il Team as One, e io ho segnato la rete del 2-0.<BR><BR>E` stata una bella sensazione tornare al gol& E soprattutto è stato stupendo farsi abbracciare da questo pubblico meraviglioso, che ha confermato una volta di più l`affetto che nutre nei miei confronti. Non posso che ringraziare tutti, il Giappone rimane nel mio cuore.»<BR><BR>FL0141FL0141391290_10150922487916227_1651935957_n.jpgSiNdel-piero-ritorna-al-gol-per-beneficenza-1006751.htmSi100205001,02,03010297
131005415NewsCampionatiMalati di scommesse, tra combine e gioco d`azzardo. Intervista alla dr.essa BOMPARD20120528213130serie a, calcioscommesseIntervista a cura di Salvino Cavallaro<P>Mentre l`Italia notturna delle persone oneste, dorme nell`attesa del suono della sveglia mattutina per andare a lavorare, il mondo del pallone consuma ancora le infinite nefandezze nauseabonde di alcuni suoi protagonisti. Nella notte, infatti, i calciatori, Stefano Mauri, Omar Milanetto, Alessandro Pellicori, Paolo Domenico Acerbis, Marco Turati e Christian Bertani sono stati arrestati. Indagati Conte, Sculli, Criscito e Pellissier. Aiutateci a non indignarci più, a non commentare con fiumi di parole retoriche fatti d`inqualificabile bassezza umana. Tuttavia, il nostro mestiere di cronisti sportivi c`impone di stare sulla notizia e fare informazione corretta su ciò che accade nell`italico panorama calcistico. Ci piacerebbe parlare di calcio, inteso come sport sano, di campioni e uomini veri, ma, purtroppo, l`attualità non ci permette un simile lusso. E quindi proviamo a entrare nel meccanismo perverso della ricerca illecita del dio denaro, dando una risposta scientifica a ciò che accade nel cervello umano. Gioco d`azzardo patologico (GAP), voglia irrefrenabile di vivere le proprie giornate allucinatidalle ingannevoli luci colorate delle slot machines, scommesse truccate e combine su partite di calcio. La vita sembra essere diventata un inferno dal quale non ci si può più separare. Un meccanismo diabolico che diventa persecuzione, ossessione di vincere per arricchirsi sempre di più anche attraverso mezzi occulti e illeciti. Il riferimento al mondo del pallone è d`attualità. Che il calcio non sia più un gioco è ormai chiaro a tutti da un`infinità di anni. Che sia un mondo a parte, fatto d`iperboliche ricchezze, vizi e soldi che sono prelevati a palate, non lo scopriamo da oggi. A chi è fortunato di entrare a far parte di questo particolare mondo del pallone, è assicurato il successo, la notorietà, la ricchezza, il benessere, macchine di grossa cilindrata, meravigliose donne tra attrici e veline; insomma una vita da nababbo. E noi che siamo cronisti sportivi legati a questo mondo della pelota da lunghi anni, abbiamo più di una volta messo in evidenza l`abisso e la differenza sostanziale che esiste tra gli straguadagni degli operatori di calcio e la maggioranza della popolazione italiana che vive tra mille difficoltà quotidiane. Eppure, come se non bastasse, si è aggiunta la combine sul calcio scommesse cui partecipano gli stessi calciatori. Fatti reali e non supposizioni, hanno portato la magistratura ordinaria a intervenire con fermezza e perseguire legalmente calciatori di fama e altri meno conosciuti. La cronaca del recente passato riferiva l`arresto di Cristiano Doni, ex- capitano dell`Atalanta, per aver partecipato assieme ad altri calciatori alla combine di diversi incontri di calcio, truccando partite di Serie A e anche di B. Una combine che ha dato modo (non solo a lui), di intascare illecitamente centinaia di migliaia di euro. Un mondo sommerso, fatto d`inganni e ruberie. Un polverone che in breve tempo, si è allargato a macchia d`olio. Nella sporcavicenda che è pilotata da un`organizzazione che ha radici molto lontane, sono anche coinvolti altri nomi illustri del calcio italiano apparentemente sopra ogni sospetto; una catena senza fine che non smette mai di disgustarci.&nbsp; Ci sentiamo traditi da un mondo del quale ci fidavamo a stento, ma che ora, dopo queste certezze, impareremo a viverlo con meno enfasi e più razionalità. Tuttavia, ci stuzzica l`idea di capire cos`è che fa scattare nell`uomo, soprattutto di chi già vive nell`agiatezza del benessere economico, quel vizio e quell`arsura di denaro che solleciti il pensiero non tanto recondito, di essere corrotto e corruttibile. Per rispondere a questa e ad altre domande ci siamo avvalsi della preziosa consulenza della dr.ssa Antonella Bompard, psicologa, docente al Liceo delle Scienze Umane di Torino e Master in psicologia evolutiva e sociale, proprio per fare un`analisi concreta dell`oscuro mondo del gioco d`azzardo, dando una risposta scientifica a quei perchéche, apparentemente, sembrerebbero senza risposta. Un viaggiofatto di dipendenza e di drammi che di solito finiscono miseramente per rovinare la vita di chi scommette e di coloro i quali gli sono vicino.&nbsp;&nbsp;&nbsp; </P> <P><BR>Dr.ssa Bompard, è vero che il gioco d`azzardo patologico (GAP) visto come disturbo ossessivo, ha grande attinenza con la tossicodipendenza, tanto da far parte delle dipendenze senza sostanze?</P> <P>"Il GAP è considerato scientificamente un disturbo del controllo degli impulsi. Tuttavia, ha talmente tanti punti di similitudine con la dipendenza dalla droga che attualmente è stato riconsiderato come un comportamento dipendente. In tutto il mondo, i terapeuti che si occupano dei pazienti con GAP sono specialisti nelle dipendenze".&nbsp;&nbsp; </P> <P>Come nasce nella mente umana questo desiderio sfrenato del gioco d`azzardo?</P> <P>"Come bere vino non è sinonimo di alcolismo, anche giocare non è sinonimo di patologia. L`approccio al gioco, come verso le altre droghe, è nella maggior parte dei casi casuale o per curiosità e per ricerca di divertimento. In genere l`aggancio patologico con il gioco avviene grazie ad una vincita, che illude che possa essere facile aver fortuna e diventare ricchi in questo modo; il gioco può anche rappresentare la speranza di un cambiamento radicale della propria situazione per chi non ha altri orizzonti esistenziali. Una volta entrati nel gioco, le perdite rapidamente si sommano e allora si gioca per rifarsifino a che i debiti sono tali che la disperazione porta a considerare tutto perduto e, paradossalmente, a perseverare nel gioco come unica possibilità di uscita".</P> <P>&nbsp;Calcio scommesse e gioco d`azzardo. Esiste una certa correlazione tra questi due mondi?</P> <P>"Le scommesse, qualsiasi sport o evento riguardino, sono una forma di gioco d`azzardo".</P> <P>Come vede il fenomeno delle partite di calcio truccate e manovrate da una parte degli stessi calciatori?</P> <P>"Questa è tutta un`altra questione. I giocatori d`azzardo scommettono, mentre i truccatori e manovratori non vogliono rischiare, anzi desiderano essere sicuri del profitto. Loro rischiano solo di essere scoperti e arrestati: questo è l`unico aspetto di azzardo. Qui siamo in tutta un`altra area che è quella dalla criminalità o, se si vuole restare sul piano della psicologia, del disturbo antisociale".&nbsp; </P> <P>Essere tendenzialmente corrotti e corruttibili, rientra in una sfera emotiva che ne caratterizza la fragilità umana?</P> <P>"La cosiddetta corruzione può avere radici diverse: cognitiva, come la sottovalutazione del rischio o la convinzione di essere intoccabili o insospettabili; emotiva, come l`incapacità di controllare i propri desideri impulsivi; culturale, derivante dal costume diffuso e trasmesso dai mass-media. Certamente, riguarda uno squilibrio nella formazione della persona, che non ha sviluppato adeguatamente il sentimento sociale e non ha ben bilanciato la spinta interna del desiderio con il contatto con i limiti e i vincoli posti con la realtà esterna".</P> <P>Come spiega l`irrefrenabile desiderio di alcuni calciatori che vogliono arricchirsi ancor di più in maniera illecita, inquinando le regole dell`etica professionale e del gioco del calcio?</P> <P>"E` possibile che nella formazione della personalità di giovani che accedono al successo e alla ricchezza quando sono ancora immaturi, soprattutto se non hanno intorno un contesto in grado di contenerli ed aiutarli a non perdere il contatto con la realtà, si introducano sensazioni di onnipotenza e di perdita del limite e delle proporzioni. Cifre che per le persone comuni sono una vera ricchezza, per loro rappresentano un valore. Parlare di etica a queste persone è prematuro, non possono coglierne il significato: prima dovrebbero essere messe nelle condizioni di maturare e formarsi come uomini".&nbsp; </P> <P>&nbsp;Pensa che sia il vizio, l`unica spiegazione più semplice a tutto ciò che non ha un filo logico e che francamente stentiamo di capire?</P> <P>"Il vizio è un concetto morale. Sul piano psicologico è meglio parlare d`immaturità della persona, o addirittura di patologia nel senso di disturbi di personalità antisociali, o di psicopatologia della società, che ufficialmente biasima certi comportamenti, ma mette in atto meccanismi evidentemente dannosi e patologici. Tra il comportamento dei corrotti e le dinamiche del mercato consumistico c`è poi tanta differenza sul piano del valore sociale?" </P> <P>Per finire dr.ssa Bompard. E` giusto puntare il dito, dire vergognae indignarsi di fronte a chi è già ricco e vive un mondo di agiatezze ma corrompe e si lascia corrompere per arricchirsi ancor di più in modo illecito? </P> <P>"Credo di aver già risposto a questa domanda. Certamente chi si comporta in quel modo è condannabile, se si vuole utilizzare un parametro etico  sociale o anche giudiziario. Ma sul piano della psicologia sociale questi episodi sono utili per far riflettere tutta la società sulle scelte che sta facendo. Ha senso pagare un giocatore di calcio milioni di euro?".</P> <P>Salvino Cavallaro </P> <P><BR>&nbsp;</P>FL0711FL0711calcioscommesse.jpgSiNmalati-di-scommesse-tra-combine-e-gioco-d-azzardo-intervista-alla-dottoressa-bompard-1005415.htmSi100451001,02,03030442s
141003824NewsCampionatiNapoli, De Laurentiis: «Siamo una società modello. Mazzarri non ha colpe»20120410154531napoli, de laurentiisNel calcio può capitare di tutto<P>Il presidente del <STRONG>Napoli</STRONG> <STRONG>Aurelio De Laurentiis</STRONG>, è intervenuto ai microfoni di <EM>Radio Marte</EM> nel corso della trasmissione <EM>Marte Sport Live</EM>: "All'inizio mi inquietavo quando i giornalisti napoletani tifavano per le squadre del nord e godevano per qualche incidente azzurro, sono un po' come la parabola del figliuolo prodigo. Capisco questo loro allontanamento, ma non devono tornare a me ma al Napoli. Quando venivo a Napoli all'inizio e vedevo i bambini giocare con altre maglie restavo sorpreso, avevano perso dimestichezza e familiarità con i colori del Napoli, che spesso militava in Serie B e non vinceva. Non mi meraviglio quando si parla con maggior favore dei club del nord, che in questi anni hanno preso spazio. Gli italiani sono famosi per pendere dalla parte della bandiera vincente".</P> <P>Mazzarri? "Il mister ha poche colpe per il ko di Roma. Ha messo in campo la miglior formazione possibile, non avendo Zuniga e Maggio, con Dossena fuori forma ha fatto benissimo. Abbiamo rischiato di vincere o di pareggiare, a un certo punto pochi notano che l'intervento di Cana su Pandev senza preoccuparsi del pallone. Era nettamente rigore, inoltre a un certo punto c'è stato un laser sul volto di De Sanctis. Sarà capitato anche a Napoli, non voglio mettere questo fattore sul conto delle giustificazioni. Il fuorigioco di Cavani non c'era, mentre era netto il rigore per la Lazio. A Britos non restava che dare una spallata all'avversario, ma per questo non è responsabile, al massimo lo è Inler. Ma non è giusto addossare le colpe al difensore azzurro, che sta recuperando da un lungo infortunio. Non dobbiamo dargli un brutto voto, così incidiamo negativamente sul ragazzo. Non faccio sconti a nessuno, però si dicono tante cose senza senso. La Champions non ci ha tolto energie, questo è il gioco del calcio. Capita anche al Milan, non è che possiamo avere 50 calciatori a disposizione per essere sempre al top".</P> <P>Le mie dichiarazioni sul calcio? "Sempre dette in buona fede e per migliorare il sistema, adesso anche Platini vuole eliminare l'Europa League. Acquisti e cessioni senza Champions? Le partenze le decide chi possiede i contratti, la massima rassegna europea non perderà fascino con l'allargamento a 64 squadre. Tutto dipenderà da come sarà promosso il campionato europeo, se chi organizza non è in grado di farlo allora sarà un altro aspetto. Cercheremo di non far appiattire il nuovo torneo, chiederei a Platini di anticipare questa rivoluzione di un anno per far fare le prove generali e portare più soldi nelle casse di tutti".</P> <P>Terzo posto? "Nel calcio può capitare di tutto. Quando tornerà Zuniga avremo l'intera rosa a disposizione. Ai miei dicono di non farsi influenzare dai media, non sono sgonfi. La condizione fisica con i medici e i preparatori c'è tutta, non dobbiamo farci mettere nell'angolo da nessuno. Abbiamo difficoltà come Lazio, Inter, Udinese e Roma. La Juve è gasata dal successo, ma è normale. Noi abbiamo rispettato le regole del fair-play, non ho nulla da rimproverare a Mazzarri e ai tifosi. I supporter sono sempre geniali attraverso l'affetto e la comprensione verso la squadra, i nostri tifosi hanno mostrato grande maturità in Italia e all'estero e lo dimostreranno anche nella finale di Coppa Italia".</P> <P>Abete ha speso belle parole per me e i napoletani? "Mi fa piacere, a Napoli buttano sempre la croce sulle spalle ma adesso cerchiamo di essere un faro che può illuminare per il futuro".</P> <P>Finale di Coppa Italia? "Il Viminale sta studiando le formule per l'organizzazione. Io rappresento i desideri dei tifosi che vengono allo stadio, ma non mi permetterei mai di criticare l'operato del Viminale. Capisco che deve essere una festa e che ci saranno gli occhi di tutt'Italia sulla finale, è una manifestazione all'insegna dello sport e dell'amicizia. Le due tifoserie rappresentano venti milioni di italiani, cioè un terzo della popolazione italiana. Vedremo cosa accadrà, se la Juve dovesse vincere lo scudetto noi saremmo già a Pechino. Sembra che nel Napoli ci sia una continuità della rivalità con la Juve, fin dal trofeo Birra Moretti. C'è una similitudine sul piano del percorso delle due squadre".</P> <P>Napoli-Atalanta di domani: "I bergamaschi sono complicati da affrontare, ci sono delle identità come Cigarini e Denis che vogliono dimostrare l'errore del Napoli sulla loro cessione. Denis è una prima punta tradizionale che deve giocare sempre, altrimenti non entra nella sua dimensione per fare bene e diventare il bomber della sua squadra. Il Napoli deve avere una moltitudine di persone che possano segnare, in fondo è la nostra mentalità. Credo che alcuni giornalisti non ascoltino le mie parole, non dico che devono giocare i giovani e non i meno giovani. Farei come in Spagna, una serie A e la Serie B con molte seconde squadre. Lì chi gioca in B può giocare anche in A, non si resta mai all'asciutto e si continua a crescere. Se avessi il Napoli di Serie B, Insigne giocherebbe in entrambe le categorie. La Primavera ha fatto il suo tempo, credo che possiamo cominciare a far giocare i giovani in questi tornei. Queste mie dichiarazioni sono state fraintese da molti giornali, io ho semplicemente detto che i nostri 24 calciatori possono essere ricambiati. A inizio stagione avevamo 4 centrocampisti, ma Donadel non è stato mai impiegabile a causa di problemi fisici. È chiaro che con tre elementi si può andare in difficoltà. Inoltre con le assenze degli esterni Mazzarri ha ridisegnato la squadra. Non c'entra la stanchezza, sento dire molte inesattezze. Questo viene dai giornalisti che patteggiano per le squadre del nord. Non li biasimo, ma lo faccio quando rompono le scatole. È normale che possiamo sbagliare sul mercato e su altri aspetti, siamo qui a prenderci le nostre responsabilità e difendere i colori azzurri che non tradiremo mai. Bigon non è nato a Napoli, ma si comporta come un tifoso. Io ho il sangue blu, sono azzurro dalla testa ai piedi. Adesso dobbiamo però far sentire alla squadra il nostro calore, non dobbiamo criticare".</P>C1000009adm001adm001de laurentiis.jpgSiNnapoli-de-laurentiis-mazzarri-1003824.htmSiT1000017100075701,02,03,08030182

Le nostre Esclusive

notizie calcio
Il Conte pensiero
di Salvino Cavallaro, Mercoledì 21 Maggio 2014
Tosi: «Contento di aver fermato il Messina. Il Milazzo ha subito uno scippo»
della nostra redazione, Venerdì 25 Ottobre 2013
Tosi: «Saremo pronti per il Messina»
della nostra redazione, Lunedì 23 Settembre 2013