PIER LUIGI PIZZABALLA, IL PORTIERE «PIÙ RICERCATO« DI SEMPRE


La storia di un grande portiere degli anni '60.
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Bergamo, 15/09/2021 -

Il tempo è passato inesorabile, gli anni si fanno sentire e quel calcio di ieri lascia qualche volta rimpianti dovuti ai ricordi di un periodo storico che non ritornerà più. Pier Luigi Pizzaballa è oggi per tutti il mito di quella figurina Panini introvabile ma lui tra i pali ha fatto molto di più, coronando una carriera di calciatore piena di soddisfazioni. Bergamasco doc, Pier Luigi Pizzaballa nasce il 14 Settembre 1939 ed ha difeso i pali di Atalanta, Roma, Milan ed Hellas Verona a partire da quegli anni '60 in cui il ruolo di portiere si definiva tecnicamente come semplice estremo difensore della propria squadra. E anche se oggi quel ruolo è cambiato per effetto di un calcio che prevede l'inizio dell'azione proprio dal portiere che ha il compito di essere bravo anche con i piedi, quella di estremo difensore resta pur sempre la figura di un ruolo particolare, determinante sotto l'aspetto della sicurezza della propria difesa. Una sorta di regista della propria area di rigore in cui il guardiano dei pali deve essere sicuro nelle uscite e impeccabile nel far suo il pallone con perfetta scelta di tempo. Era ed è il ruolo più delicato di una squadra di calcio, anche se da sempre, per definizione, si guarda l'attaccante come il vero simbolo del gol che poi è tutto quanto concerne un'eventuale vittoria. Tuttavia, nel tempo ci si è accorti che una parata decisiva in particolari momenti di una gara, può essere determinante quanto e forse più del gol di un attaccante. Ieri come oggi. E poi quell'attrattiva di ogni bambino, ragazzo e anche uomini di allora che collezionavano figurine Panini, era l'aspirazione di completare l'album dei ricordi dei tanti campioni che ricordavano i fasti di un pallone che ha fatto gioire e sognare al contempo come fosse una cosa cara da riporre con cura nel cassetto dei ricordi. Ma quando c'era l'intoppo di qualche figurina che non si trovava, quell'album diventava un qualcosa di incompleto, quasi fosse non volarizzato per la sua mancanza di interezza. Così è successo a Pier Luigi Pizzaballa, il quale è passato alla storia più per l'introvabile sua figurina nella collezione 1963 '64 che per le 300 gare disputate in carriera, suddivise tra tante esperienze professionistiche che, tuttavia, non hanno mai fatto mistero dei suoi colori del cuore: il nerazzurro della Dea Bergamasca. E non sappiamo se quel dire «Mi manca Pizzaballa» sia stato in fondo una fortuna per questo campione di un pallone di altri tempi, o piuttosto qualcosa che possa oscurare in qualche modo il ricordo di una brillante carriera professionistica. Chissà, ma il ricordo di quel bimbo che muove le sue prime parate nel settore giovanile del Verdello che poi passa all'Atalanta appena diciannovenne e viene aggregato in Prima Squadra nel Campionato 1958 '59 esordendo in Coppa Italia, ebbene, tutto questo nessuno potrà mai toglierlo al ricordo di un portiere giustamente descritto dagli annali del calcio come un campione che ha atto un pezzetto di storia di Atalanta, Roma, Milan, Hellas Verona, e che ha poi chiuso la carriera là dove l'ha cominciata, e cioè in quell'Atalanta che ancora oggi segue con una passione che s'interseca ai ricordi di campo che mai più nessuno potrà cancellare. Altro che figurine Panini, Pier Luigi Pizzaballa è stato un campione e portiere vero, simbolo di grandi valori sportivi e serietà professionale. Poi, l'essere ricordato come mito di una figurina introvabile ci sta pure. Ma non è stato questo il Pizzaballa da Bergamo.

Salvino Cavallaro




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