ENEA BENEDETTO E FELICE MUNAFÒ, «GRANATA È UNA SECONDA PELLE«


Enea Benedetto e il mondo granata alle prese di sviluppare il progetto di acquisizione del Toro.
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Torino, 08/11/2021 -

Già, «Granata è una seconda pelle». Sembra diventato un modo dire, l'enfatizzazione di ciò che significa amare la propria squadra del cuore che meglio di ogni altra rappresenta la storia che si interseca tra tragedia e fasti pallonari d'altri tempi che è anche cultura. Fatto è che amare il Toro è qualcosa di più, perchè nella sofferenza di quanto ci ha tramandato la storia degli invincibili del Grande Torino, c'è il significato profondo di un volere lottare affinchè la memoria del passato si allinei al presente. Come fare? Come tutti sanno l'ultimo scudetto vinto dal Torino nel campionato 1975 '76 è stato quello di Capitan Sala - il poeta - ma anche quello dei gemelli del gol, Pulici, Graziani e poi tanto altro ancora. Da allora niente più, se non qualche altro momento di illusoria rinascita calcistica in grado di rinvigorire l'entusiasmo dei tifosi granata, i quali hanno conosciuto l'effimera enfasi dei sogni prima illusi e poi delusi. Tuttavia, nonostante il lungo trascorrere del tempo che ne ha anche sancito fallimenti e rovinosi declassamenti in Serie B, il mondo granata ha conservato il suo stile, il suo orgoglio indistruttibile di sentirsi tifosi del Toro contro tutto e tutti. Già, contro tutto e tutti, là dove in questa frase c'è tutta l'inettitudine di ogni proprietà granata che si è dimostrata incapace di far lievitare il senso di entusiasmo in un ambiente dirigenziale che è stato sempre mal gestito nel dopo Pianelli. Ebbene, Felice Munafò, chef di prim'ordine dell''Hotel Les Anglais di Sanremo, ha pensato di raccontarsi, di narrare momenti della sua vita personale legata anche alla sua passione per il Toro che ama fin da bambino. Tanti sono stati gli spunti interessanti nell'ascoltare l'excursus della sua vita e molte sono le sue speranze nella rinascita di un Toro che per un'idea di Enea Benedetto si appoggia sull'unione del popolo granata ed alle varie categorie di imprenditori capaci di unirsi per tentare la scalata al Toro. Per acquistarlo e farne una squadra capace di dare lustro alla sua immensa storia con vittorie in campo nazionale e internazionale. Un qualcosa che non assomigli più all'ennesimo sogno infranto, ma a qualcosa che attraverso il popolo granata dia il senso della concretezza. E' quel famoso progetto Taurinorum, una cordata di imprenditori capaci di coordinare la trattativa per l'acquisizione del Torino Football Club S.p.A. il cui primo tentativo è stato vano. Ma Enea Benedetto, uno dei più arcigni rappresentanti di questa cordata di imprenditori, prosegue il suo lavoro di rammendatore della tela smagliata in alcune sue parti - ma non rotta - per allargare ancor più convintamente il numero dei personaggi capaci di crescere e credere in questa iniziativa popolare. E Felice Munafò, siciliano di Taormina, è uno di questi. Un'anima da Toro che nella vita si è fatto da sè, ma che ora può vantare un grande successo nazionale nel campo della ristorazione.Da poco tempo Munafò è stato insignito da Enea Benedetto come presidente del consorzio Toro Club, una carica importante che funge da coordinatore con i vari club granata d'Italia per sensibilizzarli all'idea di un progetto di acquisizione del Torino, cui Enea Benedetto crede molto. Riusciranno i nostri «eroi» a portare avanti questo progetto tutto granata? Chissà, il tempo darà la sua risposta. Intanto, il passa parola e l'opera di sensibilizzazione granata prosegue, ed Enea Benedetto ne è il massimo esponente.

Salvino Cavallaro




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