IVANA IOZZIA, SPORT E VITA S`INTRECCIANO IN MANIERA INDISSOLUBILE


Lo sport è muoversi
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18/11/2013 -

Ci sono momenti in cui anche lo sport ci tradisce, ci scoraggia e ci delude per certe brutture che la cattiveria dell’essere umano è capace di fare. Ma da sempre lo sport è vita, è l’essenzialità del benessere fisico e mentale che ciascuno di noi dovrebbe poter comprendere, a prescindere di certi fatti di doping e quant’altro che ci deprimono in maniera pesante, facendoci perdere fiducia in noi stessi e in tutto ciò che ci circonda. Ma lo sport, quello vero, quello che ci fa star bene, non è certo quello che vediamo passivamente seduti comodamente sul divano di casa nostra. Lo sport è muoversi, correre, resistere alla fatica, respirare a pieni polmoni, sentire accelerare il battito cardiaco, lo sport è quanto di meglio ci offre la vita. Sono riflessioni che spesso coinvolgono la nostra sensibilità quando ci sentiamo in colpa per esserci  lasciati andare alla nostra pigrizia e di non essere in grado di seguire l’esempio di migliaia di persone che corrono per le strade, nei viottoli di campagna, nei parchi, che partecipano alle maratone della città in cui vivono. Momenti di benessere e di aggregazione sociale che sono impagabili, che vanno oltre il nostro alibi di non avere mai tempo disponibile, di essere sempre stanchi oppure stressati da una vita condotta e imposta non in modo qualitativo. Sono pensieri neanche tanto reconditi che affollano la nostra mente alla visione di chi ha superato certi ostacoli mentali. E poi ci sono esempi che toccano le corde del cuore, come l’atleta Ivana Iozzia che, dopo aver sconfitto il cancro, è stata la prima donna a tagliare il traguardo della Turin Marathon nella grande giornata di sport vero della città piemontese. E come si fa a non essere coinvolti emotivamente quando ai microfoni dei colleghi accorsi alla gara, l’atleta comasca, rinata dal punto di vista fisico e mentale dice: “Bisogna avere tanta fede, credere che c’è sempre la speranza. E lo dico a tutti coloro che sono ammalati, non bisogna mai darsi per vinti e arrendersi. Questa vittoria è la bella conclusione di una stagione lunga in cui ho avuto il problema della malattia. Ma, per fortuna, tutto è finito bene”. Sentire le parole della Iozzia, 40 enne atleta che ha trionfato nella Turin Marathon in 2h34’13”, cogliendo il suo primo grande successo nello sport della sua vita, non possono lasciarci davvero insensibili. Sì, perché attraverso lo sport e la corsa di Ivana c’è tutto il temperamento, il carattere, c’è la grinta e la determinazione di arrivare prima di tutti, anche del cancro che l’ha afflitta facendola soffrire. Ma lei, con questo esempio ci ha insegnato a non lasciarci andare, di mordere, di credere, di correre, di fuggire davanti al nemico, di non perdere mai la speranza, di superare ogni ostacolo che la vita ci pone davanti con la collaborazione di qualcosa in cui crediamo; lo sport, ad esempio. La corsa, l’atletica che ci fa superare gli altri e ci fa tagliare per primi il traguardo. Sono insegnamenti troppo grandi che ci arrivano da una storia come tante, ma che di particolare ha il suo aggrapparsi allo sport per continuare a credere nella vita per sconfiggere la morte. E’ stato bello assistere ad un’importante giornata di sport con la “S” maiuscola. E’ stato bello vedere correre per le strade di Torino tanti appassionati seguaci dello sport attivo, tante famiglie e bambini, ma anche coloro i quali non si fermano mai, neanche davanti alle difficoltà della vita. Questo ci ha insegnato Ivana Iozzia. E per questo le siamo davvero grati.

Salvino Cavallaro         

 

Salvino Cavallaro