JUVE CINICA E LAZIO DISATTENTA IN DIFESA


Non è vero che la Juventus ha affondato la
Lazio, diciamo pure che ha vinto in maniera cinica un incontro che ha visto i
bianconeri essere più sornioni che protagonisti. Le due reti segnate da Tevez e
Bonucci alla squadra di Pioli, sono il frutto di disattenzioni difensive da
parte dei biancocelesti. Con questo, non vogliamo togliere nulla al legittimo
risultato della Vecchia Signora d’Italia che, con questa ennesima vittoria
casalinga, ha praticamente cucito sulla propria maglia il quarto scudetto
consecutivo. Ma l’analisi completa della partita, se vista sotto l’aspetto
puramente tecnico e tattico, parla di un maggior possesso palla da parte della
Lazio, capace di pressare alto e aggredire l’avversario nella trequarti campo.
La Juve è apparsa spesso guardinga, molto attenta a coprire gli spazi e gli
inserimenti improvvisi degli avversari, ma, secondo noi, troppo bassa nel suo
baricentro. Questo vuol dire che la squadra di Allegri ha badato al sodo, senza
abbandonarsi alla tentazione di garantire spettacolo e bel gioco, ma attenta a
colpire in contropiede. E così sono arrivati praticamente i gol di Tevez e
Bonucci, due perle che sanciscono un campionato non ancora vinto di fatto, dal
punto di vista matematico, ma che ormai si avvia ad esserlo per ovvie ragioni
di logica. D’altra parte, le dichiarazioni di Allegri in sede di conferenza
stampa prima del match con la Lazio, erano state precise: ”Chi si vuole divertire vada
al circo”. Una chiara risposta a un collega che a Vinovo aveva fatto l’allusione
a una Juve che ultimamente stenta a divertire, attraverso il bel gioco che
tutti conosciamo. E così c’è stata la risposta sul campo di una Juve concreta,
non bella da vedersi, ma con l’obiettivo raggiunto che è quello della vittoria
finale. Adesso l’aspetta il Monaco in una partita altrettanto difficile, ma che
la Juve, forte del suo esiguo vantaggio di un gol dell’andata, può superare. La
Lazio prende i meriti di averci provato attraverso il bel gioco corale,
dimostrando di essere in questo momento la migliore espressione del calcio
italiano. Ottima la concezione di un calcio offensivo che si basa su criteri di
pressing alto, con la partecipazione di tutti i suoi avanti, nessuno escluso. La
differenza la fanno Felipe Anderson, Lulic, Candreva, Biglia, che garantiscono
l’ossatura di una Lazio che deve però fare più attenzione nel suo reparto
difensivo. Buona la direzione di gara del signor Rizzoli, anche se riteniamo
eccessiva l’espulsione diretta di Cataldi, sul finire della gara, per un fallo
da dietro su Carlitos Tevez.
Salvino
Cavallaro