LA COMMEDIA DEL PALLONE


A causa dell'avanzare dei contagi Covid 19, il calcio è sotto la lente d'ingrandimento.
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Torino, 08/01/2022 -

Apri, chiudi, dimezza, diminuisci il pubblico in maniera drastica e entra solo con super green pass, mascherina FFP2 e distanziamento ai tornelli. E' la commedia del pallone che in queste ore a causa del galoppare dei contagi da Omicron virus sta mettendo a ferro e fuoco il calcio e lo sport in genere. La Lega di Serie A ha convocato un'assemblea straordinaria per fronteggiare l'emergenza da Covid 19 con l'ordine del giorno che verte nella possibile chiusura degli stadi. Nella giornata di ieri Mario Draghi ha telefonato a Gabriele Gravina, presidente della FIGC, per valutare un possibile stop del campionato o la chiusura degli stadi. Più complicata e improbabile appare la prima ipotesi, mentre sembra prendere sempre più forza la possibilità di una Serie A a porte chiuse per le prossime giornate di campionato. L'assemblea odierna potrebbe limitare queste misure, diminuendo in maniera drastica il pubblico, ma senza chiudere del tutto gli stadi. Non è da escludere che la decisione del massimo campionato non possa avere delle ricadute anche sul torneo cadetto. Questo è quanto è dato sapere nel momento in cui stiamo scrivendo il nostro articolo. E allora non possiamo fare altro che fare delle considerazioni di tipo sociale e politico che si intersecano al mondo del calcio. Sì, proprio quel mondo del pallone in cui gli interessi economici sono talmente alti che persino la salute viene messa in secondo piano davanti a ciò che significa denaro. Ma la cosa che più fa rabbia in tutta questa confusione di proposte, ripensamenti e idee mai chiare, mai ben definite, è proprio questo alternarsi di competenze e intromissioni tra le ASL, le Regioni, la Lega Calcio e la FIGC, che spesso ricorrono al TAR per essere tutelati nella ragione, mentre il Governo in carica non prende posizione su normative che dovrebbero essere chiare e inconfutabili per essere poi seguite come regole da rispettare. Tutto ciò ci fa pensare a una volontà di non prendere posizione giocando sempre a rimpiattino e aspettando che l'altro decida per te. Incredibile, davvero farsesca queste situazione che era prevedibile già all'inizio dell'autunno scorso, allorquando i segnali di un peggioramento dei contagi da Covid 19 arrivavano chiari e forti da numerose nazioni europee. E intanto il nostro calcio ha continuato la sua strada come se nulla fosse, con stadi gremiti e incapacità nel pensare di prepararsi in modo adeguato perché i contagi avrebbero presto superato anche i nostri confini. I segnali che la scienza ci ha dato sono stati di evidente attenzione nel prepararsi all'onda d'urto che la variante covid 19 - detta Omicron - avrebbe portato presto in Italia. Ma le varie istituzioni non hanno dato retta, confidando probabilmente nella speranza che tutto ciò non accadesse. E invece è accaduto, e ora tutti i nodi sono venuti al pettine. Giocatori positivi al covid che mettono in difficoltà il regolare svolgimento delle gare di campionato e confusione totale, in cui le ASL intervengono per non far partire le squadre in cui vengono segnalati casi di positività. Insomma, siamo come sempre nella confusione più totale. Adesso non ci resta d'aspettare la tardiva decisione, proprio in un momento in cui il calcio non può fermare il suo proseguire di impegni fitti. Campionati, Supercoppa, Coppa Italia, Champions League, ripresa del nuovo Campionato 2022/'23 anticipato al prossimo Luglio per effetto dei Campionati Mondiali che si svolgeranno il prossimo dicembre, insomma il pallone è sotto la lente d'ingrandimento. E mentre le gare non disputate restano sub iudice e comincia il calciomercato di gennaio, s'attende di capire che cosa accadrà.

Salvino Cavallaro




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