LETTERA A CRISTIANO RONALDO


Hai sbagliato Cristiano. Sì,
hai sbagliato per più di un motivo, quando il tuo allenatore Maurizio Sarri ha
deciso nell’arco di tre giorni di sostituirti, prima con Douglas Costa in
Champions contro la Dinamo Mosca e poi con Paulo Dybala in Campionato contro il
Milan. Non è stata lesa maestà, la tua, ma più semplicemente un cambio che tu
stesso avresti dovuto accettare con intelligenza, consapevole che da circa un
mese a questa parte il tuo stato di forma non è consono alle aspettative che si
hanno su di te che sei pluripremiato di Palloni d’Oro e Campione che
costituisce per le società con le quali hai giocato in carriera, un Brand
insostituibile dal punto di vista commerciale. Ed è così anche oggi per la
Juventus che nell’estate 2018 ha acquistato il tuo cartellino per 100 milioni
di euro, più 12 milioni di commissioni, più 58 milioni di stipendio lordo
annuale, per avere da te l’accesso a nuovi mercati europei con l’eventuale
assalto alla tanto sospirata conquista della Champions League. Un contratto che
non avviene propriamente tutti i giorni per giocatori non solo ritenuti “normali”,
ma anche per quelli come te che extraterrestre sei ritenuto. E’ vero, il management
della Juventus ha fatto con te l’affare del secolo, tenuto conto che nella
scorsa stagione si sono ricavati 55 milioni di euro in più rispetto al passato,
tuttavia, tutto questo dare e avere sviluppato nel tuo rapporto con Andrea
Agnelli e il suo entourage, non pregiudica il fatto che tu resti pur sempre un
calciatore dalle immense qualità tecniche, dotato di un indiscutibile spessore
carismatico all’interno della squadra e quindi dello spogliatoio, il quale ti
deve caricare di responsabilità in tutti quegli sviluppi di calciatore
professionista che riconducono a momenti di grande forma ad altri di
appannamento fisico, tecnico e mentale. E’ un fatto naturale che investe i
calciatori come te e anche quelli più giovani e meno dotati tecnicamente, ma
che si vedono a dover gestire, pur tra piccoli mugugni di delusione personale, quell’accettare
i momenti di difficoltà che devono essere presi con intelligenza e forza di
volontà, nel superare quella particolare situazione delicata della propria
carriera. Ecco, Cristiano, tu questo non l’hai fatto, perché quel tuo uscire
dall’Allianz Stadium nel momento del cambio senza sederti in panchina ma
andando via direttamente, mormorando frasi probabilmente irriguardose nei
confronti del tuo allenatore, hai messo in evidenza una presupponenza che non è
da grande campione quale tu sei. Tutto ciò va a inficiare a tuo discapito i
buoni rapporti con i tuoi compagni di squadra, che quotidianamente condividono
con te uno spogliatoio fatto di relazioni non solo tecniche ma anche umane. E
pensa se Del Piero o il tuo amico Gigi Buffon, si fossero dimostrati in
carriera quello che tu hai espresso in un attimo con quell’atteggiamento negativo,
che non si addice alla grandezza dei tuoi trascorsi pallonari. E’ vero, in
carriera sei stato sostituito soltanto poche volte, ma il tuo stato di forma fisica
e mentale era tale, per cui non si poneva il problema. Ora, che a 35 anni è
possibile qualche momento di legittimo appannamento di forma, nonostante la tua
grandezza da extraterrestre, sei messo alla prova anche sotto l’aspetto della tua
maturità personale. E chiedere scusa ai tuoi compagni di squadra, alla società
Juventus che ti coccola, ai tifosi che da quando sei arrivato a Torino si
assoggettano a pagare un biglietto salatissimo per assistere alle tue giocate,
credimi, non è mortificarsi, ma, semmai, è dare un ulteriore segnale della tua
grandezza.
Salvino
Cavallaro