LUTTO NEL MONDO GRANATA


Sabato 21 settembre presso la
Chiesa di Santa Rita in Torino, si è svolto il funerale del Prof. Antonio Bertolusso. Molti sono stati i parenti, gli amici e i tifosi
granata presenti, assieme agli ex calciatori Eraldo Pecci, Antonino Asta e Renato Salvadori. Ma anche il mondo
della cultura ha voluto dare il suo estremo saluto, partecipando con personaggi
noti come Franco Ossola, scrittore e
figlio dell’omonimo ex calciatore del Grande Torino, il regista teatrale Giulio Graglia, il manager del settore
automobilistico Enrico Maria Rosso, il
giornalista SKY Paolo Aghemo, il
giornalista di Tuttosport Andrea Pavan, lo
scrittore Claudio Calzoni, l’ex conduttore
di Granata Doc Carlo Testa e la scrittrice Sabrina
Gonzatto, che per commemorare la figura dell’amico scomparso ha letto un suo
commovente testo. Professore
all’Università di Torino presso la scuola di Biotecnologie, Bertolusso è stato promotore di diverse
iniziative benefiche verso i bambini delle Case Famiglia e dell’Istituto
Charitas, con i quali ha avuto un rapporto di continua opera sociale. Tifoso
del Toro e amante della storia del Grande Torino è stato fondatore di ACUTO,
l’Associazione Cuore Toro che non aveva scopo di lucro ma si adoperava esclusivamente
per fini benefici. Un signore d’altri tempi, un galantuomo che ha fatto della
sua esperienza di vita personale irta di difficoltà e tragedie, un motivo per
dedicarsi alle persone che soffrono e ai bambini affidati a Istituti di
Accoglienza, i quali rappresentano il lato più fragile e indifeso del nostro
mondo. Era il suo pensiero costante, il motivo per il quale dare un senso alla
sua vita già costellata di molte difficoltà fin da quando egli, giovane
studente lavoratore, decise di fare sacrifici per diplomarsi e poi laurearsi.
Essere Prof. all’Università di Torino, non era per lui un effimero vanto che
potesse far incrementare il proprio ego, ma un modo culturale per stare con i
giovani, dedicarsi all’insegnamento e alle relazioni sociali. Ma il Toro, e
soprattutto il Grande Torino, gli era entrato nel cuore proprio come tanti
bimbi abbandonati. Ed è per loro che il Prof.
Bertolusso, ha sensibilizzato un gruppo di amici a sostenere tramite la
fede granata l’impegno ad aiutare chi ha più bisogno degli altri. “Nel nome del Toro vogliamo aiutare i
bambini in difficoltà che vivono in alcune case famiglia. Il nostro sogno è di
potere sensibilizzare tanta gente a non dimenticare chi soffre”. Queste sono le parole emblematiche di Antonio
Bertolusso. Un nobile esempio sociale da seguire, ricordando la sua figura e il
suo operato che deve avere nel tempo una fattiva continuità.
Salvino
Cavallaro