L`IDEA DI CALCIO DI IVAN JURIC FA VOLARE IL TORINO


Il Toro di quest'anno, sembra avere imboccato la strada giusta. Sarà così?
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Torino, 19/09/2021 -

In tanti anni che seguiamo le sorti del Toro, spesso ci siamo trovati a raccontare situazioni di calcio che poi sono state immancabilmente disilluse da fattori tecnici avversi, registrando inevitabili malumori da parte della tifoseria granata. «Stendiamo un velo pietoso» si diceva al centro del popolo del Toro, il quale frustrato da mille risultati negativi, soffriva l'altalena di un incubo da Serie B che è quasi diventato costante. Così la contestazione nei confronti del Presidente Cairo si è fatta sempre più aspra e duratura nel tempo. Oggi, dopo solo poche partite di campionato e dopo avere raggiunto risultati insperati, il Toro di Ivan Juric sembra avere indossato il vestito giusto, quello delle idee di un calcio che si intende cinico ma anche capace di divertire nella sua essenzialità di portare a casa punti che necessitano per la classifica. La partita vinta in casa del Sassuolo ha dato risposte positive da questo punto di vista, ma soprattutto oltre il pur importante successo per 1 a 0 ottenuto contro la più accreditata avversaria, è emersa un'idea di calcio che si sintetizza nel forte credo del suo allenatore. Ivan Juric è forse l'allenatore che negli ultimi decenni appare il più adatto alle caratteristiche del Torino e della sua piazza, per quel suo modo di intendere il calcio capace d'intersecarsi tra forme atletiche, tattiche e di continuo movimento tra i vari reparti. Mai attendere staticamente la palla dal compagno, ma proporsi continuamente in fase di costruzione di gioco, per poi ritornare a difendere nella fase di non possesso palla. Una mentalità più rigenerante di un calcio che fa unione di squadra, che si assembla in un unico grande blocco anche nel carpire la palla all'avversario ed avere un maggior possesso. E' il credo di Juric che « tomo tomo,quatto quatto» (Totò dixit) sta plasmando lentamente una squadra a sua immagine e somiglianza, così come lui intende il calcio. Ma, nonostante l'eccellente risultato ottenuto dalla sua squadra, Juric mostra ancora quel carattere di eterna ricerca verso un miglioramento soprattutto nella fase conclusiva, il quale deve necessariamente essere più cattiva nel tramutare in gol ciò che si crea. «Non era paura di non vincerla» dice nel post gara contro i neroverdi «ma contro il Sassuolo abbiamo fatto sempre grandi partite e di solito perdevamo: un pò ci ho pensato. Oggi abbiamo giocato veramente molto bene contro una grande squadra, tante occasioni avute e poche concesse. Quando prendi pali e salvataggi sulla linea non puoi dire molto ai ragazzi, abbiamo fatto un gol di classe e magari potevamo avere un pò più di cattiveria sotto porta. Spero che la prossima volta ci basti meno per segnare. Tanti trequartisti? Nessun imbarazzo, va bene così. Pjaca deve essere determinante, mi spiace per Praet che si è fatto male». Ecco, questo è Ivan Juric, l'allenatore sempre alla ricerca di quella perfezione che sta inculcando alla squadra con quel quasi a dire di non sbandierare mai facili entusiasmi, ma piuttosto soffermarsi su ciò che si deve migliorare. Dunque, i presupposti ci sono tutti per un campionato di buon livello. Adesso si cerchi di non smentire strada facendo ciò che si prospetta di buono all'orizzonte.

Salvino Cavallaro




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