FOTOGRAMMI DI MEMORIA SULLE SOGLIE DELLA NUOVA STAGIONE: COSA RESTERÀ DI UN`ESTATE ITALIANA?


Europei, Olimpiadi e una nuova generazione: ricordi che riverberano nel domani, con la speranza di un tempo migliore.
tempo: 47ms
RSS
24/08/2012 -

Ci siamo: sciarpa beneaugurante, radiolina di emergenza per domeniche fuori porta e soprattutto tanta voglia di perdersi fra statistiche e previsioni di classifica. La vigilia della prima di campionato è arrivata. Domani la Serie A 2012-'13 aprirà le danze, con i due anticipi del sabato. L'estate del mercato, degli Europei, delle sere con il cuore in gola, delle Olimpiadi presto lascerà il posto a quello che qualche giorno fa abbiamo definito l'inverno delle certezze. Ma, a distanza di un anno, cosa ci rimarrà di questi caldi tre mesi? A cosa ripenseremo immediatamente, aguzzando la memoria? I ricordi più vividi saranno senz'altro le notti europee che hanno resuscitato l'Italia sul campo internazionale. Il tiro di Di Natale che supera Casillas all'esordio. Le mille paure che assalgono noi, italiani sospettosi, tutte riassunte in una parola: biscotto. Il ritrovato Balotelli che va a segno contro l'Irlanda. Il cucchiaio di Pirlo che meraviglia il mondo. Ancora SuperMario, che mostra i muscoli dopo aver seppellito la Germania a suon di gol. Infine, il pianto degli azzurri dopo la finale. Immagini che scorrono, come diapositive, nelle nostre menti. Un fiume in piena di grande passione, la quale si traduce in adrenalina anche solo alla semplice rimembranza di quei ricordi. Nient'altro che semplici impulsi, che assumono vita propria nella grande complessità del nostro essere sportivamente passionali, illogicamente appassionati.

E poi il calciomercato, con i suoi immancabili rumors e tormentoni. Il Top Player della Juventus e il romanzo Destro  definirlo telenovela sarebbe riduttivo, visto che si è trattato di un thriller -, che ha trovato casa alla Roma di Zeman, la quale vuole al più presto dimenticare Luis Enrique e spingersi verso vasti orizzonti insieme a Balzaretti, l'altro simbolo del Made in Italy nel mercato di questa estate. E una parola: rivoluzione. rivoluzione Inter, rivoluzione Fiorentina oltre a quella  annunciata - giallorossa cui abbiamo accennato prima. Julio César saluta i tifosi dopo sette anni di successi e si appresta a firmare per il Qpr, in Inghilterra. Aquilani torna definitivamente in Italia, dopo la poco piacevole parentesi in prestito al Milan e alla dolce-amara esperienza bianconera due anni fa, nonché le diciotto presenze ufficiali con i Reds. La Fiorentina potrebbe essere l'ultima chance per ritrovare appoggio e fiducia, che ha smarrito da quando prese la via di Liverpool da Roma, tre anni fa. È stata l'estate degli sceicchi, che di prelievi ne hanno fatti, in Italia. A partire da Ibrahimovic e Thiago Silva, l'accoppiata rossonera che il misterioso magnetismo dei milioni ha attratto  o spinto, dipende da come si leggono le varie dichiarazioni  al Psg. E il Milan, per placare lo scontento dei tifosi ci prova con Kakà, scambia Cassano con Pazzini, cerca il colpo last minute.

Dall'esperienza incrociata Europei-precampionato, con la conferma della buona prova della Nazionale giovane e bella nell'amichevole di Ferragosto contro l'Inghilterra, possiamo tranquillamente affermare che il cambio generazionale si può definire pressoché concluso. Della classe che calcò i campi belgolandesi e nippocoreani all'inizio del primo decennio del 2000 ne rimangono solo pochi in attività  Abbiati, Ambrosini, Buffon, Totti, Nesta che sverna in America -, facendo largo ad una nuova generazione che fa davvero ben sperare per il futuro, in direzione dei Mondiali 2014 e degli Europei 2016, senza naturalmente dimenticare la Confederation Cup dell'anno prossimo. Ragazzi come Ogbonna, Peluso, Verratti, Insigne, El Shaarawy, per dirne solo alcuni, potranno farci sognare in grande.

Restando in tema azzurro, l'unico rammarico è forse, oltre naturalmente alla vittoria sfiorata a Kiev, la mancata partecipazione dell'Italia del calcio alle Olimpiadi di Londra. Sicuramente sarebbe scesa in campo una squadra che avrebbe potuto vantare tanti giovani come quelli di cui sopra: mixato sapientemente il loro frizzante talento all'esperienza di qualche bravo fuoriquota, l'Olimpica avrebbe potuto lottare per una medaglia d'oro che manca dal lontano 1936, ai tempi della Germania del Furher. Ci siamo comunque consolati con ventotto podi nella massima manifestazione sportiva. Unica macchia, il caso Schwazer, strettamente correlato alle dichiarazioni della Pellegrini, la quale vorrebbe prendersi un anno sabbatico per decidere sul futuro. Le pressioni eccessive e le grandi aspettative hanno portato i due atleti, rispettivamente, all'infrazione delle regole di lealtà sportiva e al flop inaspettato. Su La Repubblica di Ferragosto si leggevano le dichiarazioni del nostro olimpionico nel tiro a segno Niccolò Campriani: Bisogna fare entrare lo sport nelle scuole, sul modello americano. Se si riesce a spiegare ai bambini che anche se arrivi quarto non è un fallimento, non ci sarà poi bisogno di ricorrere agli psicologi per atleti di 28 anni in preda alle crisi di panico. E, bisogna dirlo, il tiratore fiorentino anche stavolta ha centrato il bersaglio.

Fra un anno tutto sarà solo l'origine di un'altra storia in evoluzione nel poliedro degli avvenimenti umani e, dunque, sportivi. Ci restano ventiquattr'ore di trepidazione, come bambini il giorno della vigilia di Natale. Il sole tramonta e il manto notturno si stende sul cielo rossastro. Prepariamoci: domani tutto ricomincerà daccapo. Cosa vogliamo aspettarci da questa stagione?Voltare pagina dopo la vicenda calciomercato  con annesse polemiche e accuse -. Stadi pieni, fair play, qualche bella rivelazione, giovani promesse che si confermano e diventano punti fissi delle proprie squadre. La dimostrazione che con poco denaro si può vincere  a questo proposito, per un momento concedetemi un fulmineo abbandono dell'imparzialità per un in bocca al lupo al coraggioso Udinese  e tanti successi in Europa. E a chi, come in Imagine di John Lennon, mi dirà che sono un sognatore, risponderò con il verso successiv But I'm not the only one.

Un'occhiata all'orologio. Manca poco. Salite sul trampolino. Quant'è alto. Nove mesi di campionato vi attendono. Preparatevi: tre, due, uno...

Samuel Boscarello