FRANCESCO TOTTI, “MI DIMETTO PERCHÉ SONO STATO TENUTO FUORI DA TUTTO”


Essere ingombranti. E’ il
destino dei calciatori importanti che poi, a fine carriera, si preferisce
mandarli via perché fanno ombra ai vertici della società. Storie che si
ripetono nel calcio di oggi, sempre più soggetto a rispettare gerarchie e ruoli
importanti. Del Piero come Totti. Due capitani che hanno fatto la storia delle
loro rispettive società, sono apparsi subito ingombranti per il loro successo
mediatico a discapito dello stato maggiore societario. E così pure Totti ha
dato l’addio alla sua Roma in una lunga conferenza stampa organizzata al Salone
d’onore del Coni, tra emozione e tanta sicurezza di non avere più alcun
ripensamento. “Mi dimetto non per colpa mia, ma perché sono stato tenuto fuori da
tutto”. Così Francesco Totti si presenta ad una
platea gremita di colleghi giornalisti i quali il più delle volte restano
disarmati dalla chiarezza e dalla trasparenza dell’ex direttore tecnico della
Roma. “Non è stata una decisione facile, ma non potevo più restare con una
dirigenza che non mi ha mai fatto sentire parte in causa” dice Totti,
che aggiunge di avere contattato soltanto Conte come allenatore della Roma, perché
ritenuto adatto al progetto di ricostruzione, ma la cosa non è andata a buon
fine per diversi motivi. “Per il resto ho sentito parlare di altri
allenatori che avrei contattato per sedere sulla panchina della Roma. Non è
vero niente, sono tutte storie inventate”. E la sua tanta voglia di
sincerità lo porta a raccontare ciò che gli esce da dentro il cuore: “Non
ho mai avuto la possibilità di lavorare nell’area tecnica della Roma. Non avevo
mai chiesto soldi, ma penso di avere le competenze per fare il direttore
tecnico. Invece hanno fatto l’allenatore e il D.S. senza neppure chiamarmi. Mi
hanno invitato a Londra due giorni prima, quando avevano deciso tutto, senza
chiedermi se mi andavano bene o meno. Il pensiero fisso di alcune persone fin
dall’inizio era fare fuori i romani dalla Roma. Adesso hanno ottenuto quello
che volevano. Baldini? Mai avuto un rapporto con lui e mai ci sarà: si doveva
scegliere e mi sono fatto da parte io.” Amare le parole di Totti che
dice pure che a Trigoria qualcuno “l’ha pugnalato”. Insomma uno sfogo a tutto
campo contro chi non lo ha mai preso in considerazione per la posizione che
occupava nella dirigenza della Roma. Intanto i tifosi giallorossi sono già in
fermento, perché perdere in una volta sola due bandiere come Francesco Totti e
Daniele De Rossi non è cosa da poco. Adesso si attende la risposta di Pallotta,
Baldini e dei vertici della società. L’affare si complica e la gestione della
comunicazione continua ad essere davvero carente. Ma lui, Francesco Totti, eterno
capitano della Roma apre la porta ad un eventuale ritorno soltanto se un giorno
cambierà la proprietà. Per adesso promette di andare a vedere qualche volta la
sua Roma in curva, magari assieme a De Rossi. Tra la sua gente, il suo popolo
che lo ha idolatrato, coccolato come uno di loro. Ma la Roma no!
Salvino
Cavallaro