“I LUOGHI DEL TORO”, IL LIBRO DI CLAUDIO CALZONI


Nonostante la vasta letteratura
granata quasi scoraggi chi si accinge a scrivere un nuovo libro che possa in
qualche modo dare delle nuove idee narrative sulla mitica squadra del Grande
Torino, c’è sempre qualche autore che, spinto dall’amore e dalla passione
granata, riesce a interessare i lettori di questa particolare collana
editoriale. Claudio Calzoni,
scrittore e poeta torinese, ha una forte passione per il Toro che ha esternato
nella sua ultima fatica letteraria intitolata “I luoghi del Toro” edito da Yume. Sfogliando le pagine del libro,
si avverte lo sforzo letterario dell’autore nell’andare a ricercare attraverso
la storia, quello che è stato il rapporto tra la città di Torino e la squadra
immortale del Grande Torino, diventata Leggenda dopo la tragedia di Superga.
Gli aneddoti, i locali che frequentavano i giocatori, i mestieri, le buone e le
cattive amicizie e poi anche le case e i quartieri di Torino che hanno ospitato
la dimora dei calciatori, sanno di poesia in una narrazione romantica che
profuma di antico e lascia trasparire tra le sue pieghe un qualcosa che va
oltre la storia stessa delle vicende sportive del Grande Torino. Già, epiche
vicende pallonare che Claudio Calzoni tratta sullo sfondo di una Torino travagliata,
prima dalla guerra e poi anche dal periodo postbellico, andando a rievocare le
difficoltà del vivere quotidiano con l’attenzione di chi non vuol cadere nel
tentativo della facile retorica, ma col desiderio di rivivere il respiro di
quella che fu la prima capitale d’Italia che si appassionò al Grande Torino. E
non è un caso che l’autore strutturi il suo libro in quattro parti, proprio per
dare al lettore una sequenza descrittiva ordinata, in cui partendo sempre dal
fulcro della storia inerente al Grande Torino, si dirama poi nella narrazione
economico – sociale della Torino di allora. Infatti, Claudio Calzoni riserva la
prima parte del libro alla storia della squadra granata, poi ha affrontato il
rapporto tra la città piemontese e la squadra, ha continuato la sua ricerca
individuando le case in cui vivevano i calciatori del Grande Torino e, come se
non bastasse ancora, si è dedicato agli stadi della città, quelli ancora
presenti e quelli demoliti, giusto per offrire agli appassionati un completo
sguardo sulle attività non solo calcistiche della città Sabauda. Davvero
ammirevole questo sforzo letterario di Claudio Calzoni che con questo libro ha
non solo toccato le corde del cuore al popolo granata, ma ha saputo interessare
anche quei lettori che amano il racconto di come eravamo, facendo capire ai
giovani cos’è stata la storia che ha reso elegante Torino e passionale la
squadra del Grande Torino. Sì, perché certe storie e certi spaccati di vita non
devono essere dispersi nel tempo, ma devono essere custoditi come un’eredità
preziosa che sappia di continuità. Così lo sfondo della Torino che fu, si
intreccia perfettamente alla bellissima storia del Grande Torino che fu, che è,
e sarà sempre. Entrambi concepiti per stare insieme e vivere in simbiosi, quasi
che l’uno avesse bisogno dell’altro per dare il senso della grandezza nel
desiderio di risorgere dalle ceneri. Ecco, diremmo proprio che questo è il vero
significato del libro di Claudio Calzoni, un raccoglitore di storie, aneddoti e
posti dei calciatori che hanno fatto Grande il Torino. 159 pagine che sanno di
cose granata e di vita vissuta.
Salvino
Cavallaro