LA JUVE E L’IMPERDONABILE ERRORE DI VOLERE VENDERE PAULO DYBALA


Questa estate lo volevano
cedere per creare plusvalenza e incrementare le casse della società. Ma non
sempre la teoria del denaro da acquisire è il toccasana di tutte le cose, perché
nel calcio c’è anche un’altra logica che spesso sfugge a coloro i quali sono al
centro del calciomercato: la persona che c’è dentro il campione e i suoi desideri
di continuare a giocare nell’ambiente in cui si trova bene e vuole continuare a
vincere. Paulo Dybala è stato al
centro di mille possibili scambi con altri giocatori che dessero l’opportunità
alla Juve di dare respiro a un bilancio appesantito dall’acquisto di grandi
campioni e dai loro cospicui contratti. Prima con l’Inter per avere in cambio
Icardi e incassare svariati milioni di euro, poi con il Manchester United per
avere in cambio Lukaku. Noi abbiamo sempre sostenuto la tesi che questo giovane
campione argentino della Juventus, doveva continuare a giocare in questa
società e con quella squadra che è stata concepita per vincere ancor di più di
quanto non lo avesse fatto la scorsa stagione. Per la fantasia, la classe, l’inventiva
e la qualità delle giocate che sa produrre, Dybala fa sempre la differenza, che
lo si voglia impiegare da falso nueve, piuttosto che da trequartista a ridosso
delle punte. E non è un caso che Antonio Conte lo avrebbe voluto all’Inter perché
ritiene il campione argentino il giocatore ideale per il suo 3-5-2. Ma la Juve
e Paratici in testa, preferivano trattare con il Manchester per avere Lukaku,
togliendo così la possibilità che il giocatore belga potesse andare all’Inter e
potenziarla in attacco. Per fortuna non se ne fece nulla per una sola questione
di denaro, e oggi, dopo la maiuscola prestazione offerta da Paulo Dybala nel
derby d’Italia, tutti a magnificarlo come se nulla fosse stato. Certo, in tutto
questo frastuono c’è da ricordare che Maurizio Sarri l’ha sempre sostenuto e che
ha studiato la collocazione tattica affinché il campione argentino potesse dare
alla squadra l’apporto ideale per incrementare tecnicamente il gioco brillante
studiato apposta per la Juve. C’era solo bisogno di tempo, ma così è stato. Sì,
perché oggi Sarri ha fatto sbocciare l’idea di collocare tatticamente Dybala
sia come trequartista schierandolo alle spalle di CR7 e Higuain, che come
seconda punta assieme a Ronaldo. E così “u picciriddu” (come lo chiamavano a
Palermo) o la Joya (come adesso lo si definisce) ha lasciato il segno sulla
partita vinta dalla Juve sull’Inter, non solo per lo straordinario gol che ha
saputo fare di potenza e mirata precisione, ma anche per le giocate di classe
che ha impartito proprio davanti ad Antonio Conte, uno dei tanti estimatori di
Dybala, che per averlo avrebbe fatto qualsiasi cosa. E adesso vorremmo essere
nei pensieri di Agnelli e Paratici per capire cosa stanno pensando e se sono
coscienti del macroscopico errore che stavano per fare. Chissà, forse sono
stati anche consigliati male dall’idea errata che Max Allegri si era fatta su
Dybala, e cioè di un indiscutibile campione di classe che però non è portato al
sacrificio tattico. Lo aveva nominato tutto campista, (ricordate?) e lo faceva
giocare partendo sempre dalla difesa, inibendone così le sue qualità tecniche
di calciatore portato a creare attraverso la fantasia, bellissime giocate
offensive. Poi è arrivato Sarri che l’ha fatto rinascere e ora punta fortemente
nel suo apporto in una intuizione tattica che si avvale di due possibili
soluzioni in base anche all’avversario da affrontare. E allora ci domandiamo se
adesso la società Juventus abbia cambiato finalmente la sua strategia, nel
trattenere Dybala in bianconero almeno fino a fine stagione. A nostro parere
non dovrebbero esserci dubbi di sorta, anche se questa convinzione si doveva
avere già questa estate.
Salvino
Cavallaro