LA NAZIONALE DI CALCIO FEMMINILE CHE SA EMOZIONARE.


Barbara
Bonansea, Sara Gama, Laura Giuliani. Nomi che fino a poco tempo fa
non si sapeva chi fossero. E adesso, con grande stupore, scopriamo che sono le
artefici di un football nazionale femminile capace di inorgoglirci ai
campionati mondiali che si stanno svolgendo in Francia. Ma la cosa che
maggiormente sorprende è la capacità della Nazionale Femminile di Calcio
Italiana di sviluppare un football all’altezza del calcio maschile. Per buoni
fondamentali, per gioco corale, per forza agonistica e per ordine tattico, le
ragazze del football italiano stanno mostrando tutto il proprio valore tecnico
in un avanzamento culturale che ha fatto passi da gigante. E non è un caso che
nella partita contro l’Australia, vinta all’ultimo minuto per 2 a 1 con
doppietta di Barbara Bonansea, ci sia stato un alto indice di telespettatori
che si sono appassionati né più e né meno come se avessero assistito alla
Nazionale di Mancini. Le signore del calcio mandano messaggi propositivi di
sport, al contrario del calcio maschile sempre sottoposto a stress e
aggressività. Così dichiara la C.T. della Nazionale Italiana Milena Bertolini:” Molto è cambiato, prima
si svolgeva quasi tutto sul campo. Adesso le ore passate sul campo sono un po’ meno,
circa dieci giorni al mese, ma è un lavoro a 360 gradi. Allenare la Nazionale è
creare sinergia, legami con i vari club. E’ molto più complesso. Lo staff deve
essere formato da persone che hanno qualità e più competenze di me per certi
aspetti. La figura dello psicologo è proprio questo. E’ quella persona in grado
di fare emergere le grandi potenzialità interiori nelle ragazze. Serve anche da
supporto allo stesso staff. Soprattutto durante il mondiale sarà
importantissimo per la gestione della tensione e dello stress.” E intanto si
profila all’orizzonte la seconda partita delle azzurre in questo mondiale di
calcio femminile contro la Giamaica. L’Italia deve vincere per proseguire senza
intoppi il suo percorso mondiale, ma soprattutto deve emozionare così come ha
saputo fare contro l’Australia, in un match da incorniciare per voglia di
superare una squadra che dal punto di vista tecnico, sulla carta avrebbe dovuto
sovrastare le calciatrici azzurre. Dunque, l’attesa per questa sfida di calcio
mondiale al femminile è davvero tanta. E chi l’avrebbe mai detto qualche anno
fa, che le signore del pallone italiano avrebbero saputo incantare il pubblico,
tenerlo in suspense, farlo gioire per un gol fatto e soffrire per uno mancato.
Un calcio femminile che sta lievitando a vista d’occhio, mettendo da parte gli antichi
stereotipi di stampo maschilista, in base al quale questo sport non sarebbe
adatto ad essere praticato dalle donne. Ecco, la risposta è stata data proprio
in occasione di questo mondiale francese, in cui gli stadi stracolmi di tifosi si
mischiano ai media di tutto il mondo. E chissà se presto assisteremo pure a un
calcio femminile italiano che si qualificherà come professionista e non più da dilettanti.
La strada è quella giusta e i tempi ci sembrano anche maturi per una
rivoluzione culturale in ambito calcistico.
Salvino
Cavallaro