UNA SIGNORA PER LA VECCHIA SIGNORA D’ITALIA


Anche in Champions League avanza la cultura delle pari opportunità.
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Allianz Stadium, 02/12/2020 -


Dai e dai, finalmente un arbitro donna è stato assegnato dalla Uefa a dirigere una partita di Champions League. Sarà, infatti, Stephanie Frappart, 37 anni il 14 dicembre, a fare rispettare le regole di gioco a Cristiano Ronaldo, compagni e avversari questa sera nell’incontro di calcio Juventus Dinamo Kiev della Champions League tutta al maschile. Una vittoria culturale che l’Uefa ha premiato con la speranza che presto la donna arbitro possa aumentare e allargare la sua candidatura nella massima competizione del football europeo. Così si presenta Stephanie Frappart: «Sono alta 1,64, ma sul campo non ho mai riscontrato un problema legato alla mia altezza - ha raccontato la francese arbitro internazionale da 11 anni -. Diciamo che uso i trucchi per non trovarmi in difficoltà a causa di ciò: ho istituito una bolla sociale, ovvero una distanza minima di un metro tra me e i giocatori che mi impedisce di trovarmi in una posizione di inferiorità. Abbiamo provato che tecnicamente e fisicamente siamo come gli uomini, non abbiamo paura di sbagliare. Dopo il debutto in Ligue 1 (aprile 2019 in Amiens-Strasburgo, ndr) la mia vita è cambiata e ora sono più popolare nel mondo. Conosco le mie emozioni e so come gestirle: mi sono allenata anche per questo. Spero che il mio esempio serva per tutti gli arbitri donna e per le ragazze che aspirano a fare questo lavoro». Ma questa presenza importante sul terreno dell’Allianz Stadium va oltre il pur significativo fatto sportivo, in quanto va ad inserirsi in quella lotta di genere che è culturalmente presente ormai da molti anni in vari settori della società di tutto il mondo. Tante parole si sono fatte sul tema delle pari opportunità e tanto ancora si deve fare a livello culturale come uguaglianza dei sessi. E’ quella condizione nella quale ci si deve convincere che la donna deve avere pari trattamento dell’uomo coi fatti e non solo con le parole. Pari trattamento che vuol dire anche rispetto della sua figura, spesso avvilita e sopraffatta da violenze che ancora oggi rappresentano il male della nostra società. Ci vorrà ancora tanto tempo, ma va detto che siamo sulla strada buona per la fase di sensibilizzazione sociale su un tema che sta molto a cuore all’umano essere. E Stephanie Frappart, questa sera all’Allianz Stadium sarà l’esempio di tutto ciò che significa essere donna. Sì, perché non è certo il fischietto in bocca che fa la differenza nel dirigere un gruppo di uomini calciatori del football europeo di alto vertice, ma è la sostanza di un ruolo che soltanto pochi anni fa non sarebbe stato preso neanche in considerazione. Brava Stephanie, comunque vada sarà un successo per te, per tutte le donne del mondo e per noi tutti che aspiriamo in un mondo capace di rispettare e valorizzare la donna in tutto ciò che vale.

Salvino Cavallaro

Salvino Cavallaro


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