LA JUVENTUS VINCE MERITATAMENTE LA SUA 14MA COPPA ITALIA


Una finale di Coppa Italia che ha visto il ritorno dei tifosi allo stadio.
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Reggio Emilia, 20/05/2021 -

E' stata la prima notte di football in cui dopo tanto tempo abbiamo rivisto una parvenza di ritorno alla normalità. Abbiamo gustato l'antico piacere di sentire le urla, il tifo, gli sfottò, i fischi, gli applausi e quello sventolio di bandiere che racchiude l'essenziale delle emozioni del pallone: i tifosi allo stadio. Ieri sera allo Stadio Mapei di Reggio Emilia si è svolta la finale di Coppa Italia tra Atalanta e Juventus. La 74ma edizione ha visto la vittoria dei bianconeri per 2 a 1, regalando un match godibile sotto il profilo della qualità tecnica e agonistica. La Juventus è andata in vantaggio alla mezzora del primo tempo con Kulusevski che ha concretizzato il suo primo tiro in porta della partita. L'Atalanta, che fino a quel punto aveva disputato un'ottima gara, ha pareggiato sul finire del primo tempo con Malinovskyi. Nella ripresa, a venti minuti dal termine e con un'Atalanta in difficoltà, Federico Chiesa ha siglato il gol della vittoria prima di essere sostituito con Dybala. Per la Juventus è la 14ma Coppa Italia vinta in venti finali disputate e per Andrea Pirlo è il secondo trofeo conquistato da allenatore. Un trofeo che arriva proprio sul finire di un anno calcistico che per i bianconeri è stato negativo sotto ogni aspetto, mentre in campionato spera ancora di raggiungere all'ultima giornata la qualificazione alla prossima Champions League, dopo avere perso lo scudetto. Per l'Atalanta, invece, che è seconda in campionato, si tratta della quarta sconfitta in cinque finali disputate dal 1963 ad oggi.

Detto questo passiamo all'analisi della partita. Innanzi tutto diciamo che la vittoria della Juventus è stata meritata per la voglia di dimostrare il suo ritorno a se stessa, proprio quando il gioco si fa duro e necessitano cattiveria agonistica e qualità di gioco. Tutto ciò, nonostante la squadra di Gasperini si fosse presentata a questa finale con il cipiglio di squadra dal gioco fluido, armonioso e con quelle verticalizzazioni capaci di scardinare anche le difese più arcigne. L'Atalanta resta una bella realtà del nostro campionato, tanto è vero che fino al primo gol della Juventus ha sfoderato la solita aggressione con pressing alto e alta velocità negli interscambi tra centrocampisti e attaccanti. Diciamo che non è stata fortunata negli episodi di qualche situazione discutibile nelle decisioni dell'arbitro, tuttavia, a onor del vero, nel secondo tempo la Juventus è salita in cattedra, producendo grande gioco d'assieme e chiara tendenza ad arrivare sempre prima su ogni pallone. Ecco, possiamo tranquillamente dire che la Juventus vista allo Stadio Mapei ha fatto l'Atalanta, l'ha emulata nel gioco, nel carattere, nella voglia di cattiveria, di fame di vittoria con la massima determinazione di fare calcio dando sfogo allo spettacolo e alla concretezza. E la Juventus ha vinto così, facendo un secondo tempo in cui la convinzione di fare propria la partita si è materializzata in ogni attacco, in ogni ordinato modo di offendere senza mai lasciare sguarnita la fase di interdizione. E' stata la Juventus che non vedevamo da tanto, da troppo tempo, che abbiamo criticato quando è stato giusto farlo e che adesso, in questa finale di Coppa Italia, gli diamo i meriti dovuti. Per la Juventus, non da oggi, Cuadrado è diventato insostituibile anche dal punto di vista dell'intelligenza e dell'adattabilità dei ruoli. Lui si è formato come vero regista di questa squadra, anche se da difensore adattato fa quello che può. C'è poi Chiesa che si è rivelato un ottimo acquisto, uno su cui la Juventus potrà fare affidamento per l'avvenire, così come De Ligt, McKennie e poco altro. Sì, perchè la Juve deve ricominciare con chiarezza di idee a partire dal centrocampo, zona nevralgica in cui quest'anno si sono avute molte delusioni. E poi la società, i suoi vertici e l'allenatore, tutti temi che al momento sono solo discorsi carichi di ipotesi e che probabilmente a partire dalla prossima settimana si avrà maggiore chiarezza. Staremo a vedere gli addii e gli eventuali acquisti, dopodichè valuteremo l'operato in altro momento. Intanto la Juve di Andrea Pirlo è ritornata a Torino con la Coppa Italia, un trofeo vinto che, tuttavia, non cancella la delusione di un anno sconfortante per la lunga schiera dei tifosi bianconeri.

Salvino Cavallaro




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    11013782NewsEditorialeLa Juventus vince meritatamente la sua 14ma Coppa Italia2021052016:04Una finale di Coppa Italia che ha visto il ritorno dei tifosi allo stadio.<p>E' stata la prima notte di football in cui dopo tanto tempo abbiamo rivisto una parvenza di ritorno alla normalit&#224;. Abbiamo gustato l'antico piacere di sentire le urla, il tifo, gli sfott&#242;, i fischi, gli applausi e quello sventolio di bandiere che racchiude l'essenziale delle emozioni del pallone: <strong>i tifosi allo stadio</strong>. Ieri sera allo Stadio Mapei di Reggio Emilia si &#232; svolta la finale di Coppa Italia tra Atalanta e Juventus. La 74ma edizione ha visto la vittoria dei bianconeri per 2 a 1, regalando un match godibile sotto il profilo della qualit&#224; tecnica e agonistica. La Juventus &#232; andata in vantaggio alla mezzora del primo tempo con <strong>Kulusevski</strong> che ha concretizzato il suo primo tiro in porta della partita. L'Atalanta, che fino a quel punto aveva disputato un'ottima gara, ha pareggiato sul finire del primo tempo con <strong>Malinovskyi</strong>. Nella ripresa, a venti minuti dal termine e con un'Atalanta in difficolt&#224;, <strong>Federico Chiesa</strong> ha siglato il gol della vittoria prima di essere sostituito con <strong>Dybala.</strong> <strong>Per la Juventus &#232; la 14ma Coppa Italia vinta in venti finali disputate</strong> e per <strong>Andrea Pirlo</strong> &#232; il secondo trofeo conquistato da allenatore. Un trofeo che arriva proprio sul finire di un anno calcistico che per i bianconeri &#232; stato negativo sotto ogni aspetto, mentre in campionato spera ancora di raggiungere all'ultima giornata la qualificazione alla prossima Champions League, dopo avere perso lo scudetto. Per l'Atalanta, invece, che &#232; seconda in campionato, si tratta della quarta sconfitta in cinque finali disputate dal 1963 ad oggi.</p><p>Detto questo passiamo all'analisi della partita. Innanzi tutto diciamo che la vittoria della Juventus &#232; stata meritata per la voglia di dimostrare il suo ritorno a se stessa, proprio quando il gioco si fa duro e necessitano cattiveria agonistica e qualit&#224; di gioco. Tutto ci&#242;, nonostante la squadra di <strong>Gasperini</strong> si fosse presentata a questa finale con il cipiglio di squadra dal gioco fluido, armonioso e con quelle verticalizzazioni capaci di scardinare anche le difese pi&#249; arcigne. L'Atalanta resta una bella realt&#224; del nostro campionato, tanto &#232; vero che fino al primo gol della Juventus ha sfoderato la solita aggressione con pressing alto e alta velocit&#224; negli interscambi tra centrocampisti e attaccanti. Diciamo che non &#232; stata fortunata negli episodi di qualche situazione discutibile nelle decisioni dell'arbitro, tuttavia, a onor del vero, nel secondo tempo la Juventus &#232; salita in cattedra, producendo grande gioco d'assieme e chiara tendenza ad arrivare sempre prima su ogni pallone. Ecco, possiamo tranquillamente dire che la Juventus vista allo Stadio Mapei ha fatto l'Atalanta, l'ha emulata nel gioco, nel carattere, nella voglia di cattiveria, di fame di vittoria con la massima determinazione di fare calcio dando sfogo allo spettacolo e alla concretezza. E la Juventus ha vinto cos&#236;, facendo un secondo tempo in cui la convinzione di fare propria la partita si &#232; materializzata in ogni attacco, in ogni ordinato modo di offendere senza mai lasciare sguarnita la fase di interdizione. E' stata la Juventus che non vedevamo da tanto, da troppo tempo, che abbiamo criticato quando &#232; stato giusto farlo e che adesso, in questa finale di Coppa Italia, gli diamo i meriti dovuti. Per la Juventus, non da oggi, <strong>Cuadrado</strong> &#232; diventato insostituibile anche dal punto di vista dell'intelligenza e dell'adattabilit&#224; dei ruoli. Lui si &#232; formato come vero regista di questa squadra, anche se da difensore adattato fa quello che pu&#242;. C'&#232; poi <strong>Chiesa</strong> che si &#232; rivelato un ottimo acquisto, uno su cui la Juventus potr&#224; fare affidamento per l'avvenire, cos&#236; come <strong>De Ligt, McKennie</strong> e poco altro. S&#236;, perch&#232; la Juve deve ricominciare con chiarezza di idee a partire dal centrocampo, zona nevralgica in cui quest'anno si sono avute molte delusioni. E poi la societ&#224;, i suoi vertici e l'allenatore, tutti temi che al momento sono solo discorsi carichi di ipotesi e che probabilmente a partire dalla prossima settimana si avr&#224; maggiore chiarezza. Staremo a vedere gli addii e gli eventuali acquisti, dopodich&#232; valuteremo l'operato in altro momento. Intanto la Juve di <strong>Andrea Pirlo</strong> &#232; ritornata a Torino con la Coppa Italia, un trofeo vinto che, tuttavia, non cancella la delusione di un anno sconfortante per la lunga schiera dei tifosi bianconeri.</p><p>Salvino Cavallaro</p>Reggio Emiliafl0711fl0711ab7182c2-2164-44c7-b673-6d287e3d6cec.jpgSIncalcio-1013782.htmSI0101051n

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