ANTONIO FANTIN, OVVERO QUANDO LA DISABILITÀ NON È UNA BARRIERA.


Una storia, tante storie.
tempo: 40ms
RSS
Tokyo, 07/09/2021 -

Le paralimpiadi rappresentano un' occasione data dallo sport per dimostrare che la disabilità non è una barriera ma un'opportunità per misurarsi con la propria forza caratteriale, fisica e mentale. Antonio Fantin nato a Latisana nel 2001, a soli tre anni e mezzo è stato colpito da una (MAV) malformazione artero - venosa e si è avvicinato al mondo dello sport come forma di riabilitazione dopo un'operazione chirurgica. Da quel febbraio 2005 ne è passato di tempo, quando Antonio, figlio di quella fertile pianura veneto - friulana, scopriva qualcosa che non andava e preoccupava molto i suoi genitori. Così il nuoto l'ha scoperto un pò per caso e un pò per forza di cose. Il suo primo approccio con la piscina non fu proprio un bell'incontro, infatti, il piccolo Antonio aveva paura di immergersi in quell'acqua e, soprattutto, dentro quella enorme vasca che lo turbava solo a vederla. Più volte la mamma che lo accompagnava in piscina ha dovuto fare opera di convincimento, ma Antonio non voleva neanche scendere dalla carrozzina. Ebbene, oggi Antonio Fantin ha compiuto vent'anni ed è uno dei più tenaci campioni paralimpici. Dopo avere vinto tante medaglie d'oro, la più bella è forse quella vinta a Tokyo, in quella terra d'Asia così lontana dalle sue radici venete in cui cominciò la sua storia di campione di razza. Un minuto, tre secondi e sessantuno centesimi è il tempo con il quale ha vinto la medaglia d'oro nei 100 metri stile libero con bracciate di forza che lasciano ben lontani i ricordi di quel primo giorno di paura in cui si avvicinò alla piscina. Non più il dolore della malattia ma la rinascita, l'orgoglio di avere conquistato il primato del mondo superando il suo stesso record precedente.«Nascere non basta. E' per rinascere che siamo nati», così scriveva Pablo Neruda. una frase che si dimostra appropriata alla storia di Antonio Fantin, ragazzo campione che con il suo impegno,la sua determinazione e la sua forte personalità, ha saputo tracciare un percorso di vita personale che attraverso lo sport è rinata. Ricordiamo anche che alle paralimpiadi di Tokyo, Fantin ha conquistato la medaglia d'argento nei 400 metri stile S6 e la medaglia di bronzo nella 4x100 mista maschile. E' bello raccontare storie come quella di Antonio Fantin, storie che fanno riflettere soprattutto noi media addetti a una comunicazione spesso distratta e finalizzata al legittimo orgoglio di una splendida vittoria sportiva, piuttosto che alla rinascita umana che ci racconta l'emozione di superarsi nell'avere conquistato il sogno più bello: quello di essere rinati.

Salvino Cavallaro




    Query
    Template: /notizie/index.cfm:19
    Execution Time: 0.692 ms
    Record Count: 1
    Cached: No
    Lazy: No
    SQL:
    SELECT * FROM news
    where tipo ='news' and (data<'20210918' or (data='20210918' and ora<='003033'))
    and id_arg = 1013816
    and azienda like '%01%'
    order by data desc,ora desc,id_arg desc
    id_argtipoareaTitoloDataoraKeywordsdescrizionebreveDescrizioneufficiocittaAutoreid_inserimentoimmagineinhomeINSLIDERfonteinevidenzaidargomeidteampeopledoccorrelatiStartDateEndDateaziendaPROPRIETARIOriservatocontalettureesclusiva
    11013816NewsEditorialeAntonio Fantin, ovvero quando la disabilità non è una barriera.2021090705:03Una storia, tante storie.<p>Le paralimpiadi rappresentano un' occasione data dallo sport per dimostrare che la disabilit&#224; non &#232; una barriera ma un'opportunit&#224; per misurarsi con la propria forza caratteriale, fisica e mentale. <strong>Antonio Fantin nato a Latisana nel 2001</strong>, a soli tre anni e mezzo &#232; stato colpito da una (MAV) malformazione artero - venosa e si &#232; avvicinato al mondo dello sport come forma di riabilitazione dopo un'operazione chirurgica. Da quel febbraio 2005 ne &#232; passato di tempo, quando Antonio, figlio di quella fertile pianura veneto - friulana, scopriva qualcosa che non andava e preoccupava molto i suoi genitori. Cos&#236; il nuoto l'ha scoperto un p&#242; per caso e un p&#242; per forza di cose. Il suo primo approccio con la piscina non fu proprio un bell'incontro, infatti, il piccolo Antonio aveva paura di immergersi in quell'acqua e, soprattutto, dentro quella enorme vasca che lo turbava solo a vederla. Pi&#249; volte la mamma che lo accompagnava in piscina ha dovuto fare opera di convincimento, ma Antonio non voleva neanche scendere dalla carrozzina. Ebbene, oggi <strong>Antonio Fantin</strong> ha compiuto vent'anni ed &#232; uno dei pi&#249; tenaci campioni paralimpici. Dopo avere vinto tante medaglie d'oro, la pi&#249; bella &#232; forse quella vinta a Tokyo, in quella terra d'Asia cos&#236; lontana dalle sue radici venete in cui cominci&#242; la sua storia di campione di razza. <strong>Un minuto, tre secondi e sessantuno centesimi &#232; il tempo con il quale ha vinto la medaglia d'oro nei 100 metri stile libero</strong> con bracciate di forza che lasciano ben lontani i ricordi di quel primo giorno di paura in cui si avvicin&#242; alla piscina. Non pi&#249; il dolore della malattia ma la rinascita, l'orgoglio di avere conquistato il primato del mondo superando il suo stesso record precedente.<strong>&#171;Nascere non basta. E' per rinascere che siamo nati&#187;,</strong> cos&#236; scriveva <strong>Pablo Neruda.</strong> una frase che si dimostra appropriata alla storia di <strong>Antonio Fantin</strong>, ragazzo campione che con il suo impegno,la sua determinazione e la sua forte personalit&#224;, ha saputo tracciare un percorso di vita personale che attraverso lo sport &#232; rinata. <strong>Ricordiamo anche che alle paralimpiadi di Tokyo, Fantin ha conquistato la medaglia d'argento nei 400 metri stile S6 e la medaglia di bronzo nella 4x100 mista maschile.</strong> E' bello raccontare storie come quella di <strong>Antonio Fantin</strong>, storie che fanno riflettere soprattutto noi media addetti a una comunicazione spesso distratta e finalizzata al legittimo orgoglio di una splendida vittoria sportiva, piuttosto che alla rinascita umana che ci racconta l'emozione di superarsi nell'avere conquistato il sogno pi&#249; bello: <strong>quello di essere rinati.</strong></p><p><strong>Salvino Cavallaro</strong></p>Tokyofl0711fl0711fantin.jpgSIncalcio-1013816.htmSI0101014n

    Le nostre Esclusive

    notizie calcio
    Il Conte pensiero
    di Salvino Cavallaro, Mercoledì 21 Maggio 2014
    Tosi: «Contento di aver fermato il Messina. Il Milazzo ha subito uno scippo»
    della nostra redazione, Venerdì 25 Ottobre 2013
    Tosi: «Saremo pronti per il Messina»
    della nostra redazione, Lunedì 23 Settembre 2013