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Giovedì, 10 Giugno 2021
Comincia il sogno azzurro    Leggi
Sabato, 05 Giugno 2021
Maledetto razzismo    Leggi
Sabato, 29 Maggio 2021
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Mercoledì, 26 Maggio 2021
L`inguaribile romanticismo del tifoso di calcio    Leggi



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11013581NewsEditorialeStefano Abatangelo, quando il pugilato è esempio di vita.20190530194555Un campione che conquista per la sua umanità<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Chi pensa che il pugilato sia uno sport feroce, adatto a chi è dotato soltanto di forza fisica, probabilmente non conosce a fondo i meccanismi di questo antico modo di duellare su un ring contro uno sfidante. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Stefano Abatangelo</b> tornato sul trono nazionale dei mediomassimi a giugno dello scorso anno, è un pugile che sa di vita, di esperienza, di lavoro e sacrifici. Nobile di pensiero e fine conoscitore di filosofie di vita che sono il retaggio di un’educazione famigliare che gli ha trasmesso i veri valori umani, Stefano ama questo sport fin da ragazzino. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Nel</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">pugilato devi metterci soprattutto cervello. Su ogni cosa, è la testa che comanda tutto. Senza di quella</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">non si va da nessuna parte”</b>. Sono pillole di saggezza che escono spontanee dalla bocca di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Stefano Abatangelo</b>, 37enne campione italiano dei mediomassimi e professionista dal 2005. Il suo palmares parla di 20 vittorie (6 prima del limite), un pareggio e sei sconfitte. Nella sua carriera ha conquistato 2 titoli italiani, ha combattuto e perso 2 titoli europei, prima in Germania nel 2013 contro Braehemer e poi in Danimarca nel 2014 contro Skoglund. Sconfitte che sanno di dignità morale e di forza mentale, per essere riuscito ad ultimare questi incontri perdendo ai punti. Poi, il 25 maggio scorso, in un incontro internazionale sugli 8 round, organizzato come match di preparazione ad un evento intercontinentale, Stefano Abatangelo ha battuto alla quinta ripresa Mile Nikolic per kot. Ma ciò che impressiona di questo pugile campione dei mediomassimi di Montanaro in provincia di Torino, è la qualità della persona capace di non fermarsi mai davanti a nulla. Il coraggio è il suo pane quotidiano e l’intelligenza è il suo supporto di vita. Ma Stefano è un lavoratore instancabile capace di dividersi tra mille impegni, cui fa fronte ogni giorno con assoluta capacità personale. A nessuno fa mancare il suo apporto, si parli della famiglia, piuttosto che del lavoro nel suo banco di generi alimentari al mercato di Corso Racconigi a Torino, che divide con la fatica degli allenamenti in palestra in preparazione a match da disputare. E’ come svestirsi dell’abito di tutti i giorni e poi andare in palestra, infilare guantoni, scarpette e pantaloncini e allenarsi a dovere. Due momenti che racchiudono la sua giornata, in cui nulla fa mancare a nessuno. Ai figli, alla moglie, ai suoi affetti più cari, ai suoi clienti di mercato, ma anche agli amici che passano, lo salutano e desiderano sapere come va, cosa si dice e cosa si fa. Per tutti c’è un’attenzione particolare da parte di Stefano, e una stretta di mano o una sana pacca sulle spalle non si nega a nessuno. E poi quel suo modo di intrattenersi con la gente per raccontare un po’ di lui, di com’è realmente, di cosa pensa del suo sport preferito, del suo mondo, delle sue abitudini e della sua giornata che inizia sempre di buon mattino. Estate o inverno, Stefano Abatangelo è sempre là, a guadagnarsi da vivere per lui e la sua famiglia con l’orgoglio di esporre le foto e le locandine dei suoi match di pugilato. Sì, Stefano è un grande personaggio, è la serietà fatta in persona, e tutto ciò che la vita gli dà, se l’è guadagnato con il sacrificio, con la forza e la determinazione di chi non deve dire grazie a nessuno se non a se stesso. Questo è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Stefano Abatangelo</b>, campione italiano dei mediomassimi. Un esempio, cui non ti basta mai ascoltarne i pensieri.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-stefano-abatangelo.jpgSiNstefano-abatangelo-quando-il-pugilato-e-esempio-di-vita-1013581.htmSi100451001,02,03030291
21013219NewsCampionatiJuventus – Inter, tra storia e rivalità20170201191223Cresce l`attesa per il derby d`Italia<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Fu Gianni Brera a definirlo “Il derby d’Italia”, non per gli scudetti, le retrocessioni o il numero dei tifosi, ma più semplicemente per quella rivalità che era già epica ancor prima degli anni ’60. E’ inutile dirlo, Juventus – Inter non è una partita come le altre, non può esserlo per sua natura storica fatta di ruggini e veleni sportivi mai dissipati. C’è poi un immaginario collettivo che fa sempre capo a un antagonismo che è forse superiore ai derby della stessa città. Juventus Torino, Inter – Milan, Genoa – Sampdoria, Roma – Lazio, sono stracittadine al fulmicotone. Ma Juventus – Inter resta il derby d’Italia più chiacchierato, più stuzzicato, grazie anche a quell’antica definizione DOC del maestro Gianni Brera che ha fatto la storia del giornalismo sportivo italiano, raccontando il pallone italico come pochi altri hanno saputo fare. Detto questo, veniamo all’attualità di un’attesa che è già febbrile, non solo per quanto abbiamo significato sin qui, ma, soprattutto, per la qualità delle due squadre che si incontreranno in un periodo di particolare forma. A parte la fuoriuscita dalla Coppa Italia subita ad opera della Lazio a San Siro, l’Inter di Pioli viene da una sequela di sette vittorie consecutive, capaci di far ricredere coloro i quali, dopo la dipartita di Mancini e il mega flop di De Boer, aveva perso ogni speranza di rivedere una squadra capace di produrre un gioco di qualità e vittorie convincenti. Ebbene, con l’avvento di Stefano Pioli, allenatore intelligente e capace sotto l’aspetto della conoscenza del calcio italiano, l’Inter è rinvigorita, ha trovato un gioco, un’anima, un’armonia e una coesione di squadra che aveva perso per strada. Prova ne è che la squadra di Pioli è quarta in classifica con 42 punti, alle spalle di Juventus, Roma e Napoli, cioè il meglio del calcio italico in questo preciso momento. Dall’altra parte c’è la Juventus. Ma che dire della Vecchia Signora d’Italia? Si sono sprecati fiumi di parole, commenti talora anche aspri contro certe scelte di Max Allegri, responsabile di non aver avuto coraggio nel presentare una Juve che ha un altissimo potenziale di qualità tecnica, ma che in partite come quelle disputate a Milano, Genova e Firenze ha dimostrato grande pochezza di idee e coraggio. E dopo la scoppola subita contro la viola al Franchi di Firenze, si è accesa finalmente la luce della presa di coscienza di una squadra costruita per vincere, convincere, divertire, dando spazio allo spettacolo e all’armonia di gioco. E così, dopo essersi leccata le ferite rimediate a Firenze, la Juventus di Allegri contro la Lazio si è presentata aggressiva, caparbia, ben disposta in campo e consapevole della sua forza. Ma soprattutto è lo schema tattico messo in campo, che ha avuto ed ha il sapore di un calcio d’avanguardia, propositivo e allo stesso tempo capace nell’interdizione, attraverso il sacrificio di attaccanti e centrocampisti. Cuadrado, Dybala, Pjanic, Higuain, Mandzukic, schierati tutti insieme, senza se e senza ma! E chi l’avrebbe mai detto che mister Allegri avesse questa giusta pensata offensiva, aggressiva, che non lascia spazio ai suoi ben noti timori di essere troppo propositivi e proiettati in avanti, con la paura di subire le ripartenze avversarie? Niente affatto, perché i campioni sopracitati hanno saputo dissipare tutti i timori del loro mister, attraverso il sacrificio tattico di sapere interdire al momento del bisogno con intelligenza e con il desiderio di mettersi al servizio della squadra. La fase di possesso palla e non possesso, sono interpretati in maniera fluida e con poche possibilità di sbagliare. Nel nuovo schema del 4-2-3-1 della Juventus, scopriamo infatti un Higuain che difende, produce assist per i compagni e segna pure; Mandzukic che diventa insostituibile per il suo pressing e capace di recuperare una miriade di palloni che aiutano le ripartenze. E poi Dybala e Cuadrado, che si inseriscono sempre tra le linee creando superiorità numerica, mentre Pjanic sembra rinato in quel ruolo di play maker che funge da ago della bilancia, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>mentre è insostituibile nel saper mettere la palla nel sette, in occasione dei calci dal limite dell’area. Tutte cose che non s’inventano dal nulla, ma che sono il frutto della cultura del lavoro e del coraggio. Dunque, una Juventus capace di divertire i suoi tifosi e coloro i quali sanno apprezzare oggettivamente il calcio fatto di deliziose giocate, a prescindere dalle simpatie o antipatie che si hanno verso i bianconeri. Sarà quindi un derby d’Italia sicuramente apprezzabile, quello tra Juventus e Inter di questo inizio febbraio 2017. Due squadre in forma che vogliono superarsi, dimostrando il loro eccellente stato di salute. La Juve per incrementare il suo primato in classifica e l’Inter con chiare aspirazioni di volere entrare a far parte della Champions del prossimo anno. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Dunque, una partita che riserverà bel gioco, con quel retrogusto dell’odio sportivo che siamo sicuri emergerà e sarà il motivo conduttore di questa tanto attesa Juventus - Inter. Signori, sta per aprirsi il sipario!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNjuventus-inter-tra-storia-e-rivalita-1013219.htmSi100451001,02,03030278
31012898NewsCalcio EsteroAuguri a Di Stefano, stella del secolo scorso che illuminò Madrid20140704105028Di Stefano, Real MadridOggi é il compleanno di Di Stefano, ex stella del Real Madrid...e dei due mondiImmaginatevi una partita lunga quasi quanto 500 incontri tutti insieme, dove un singolo attaccante realizza più di 700 gol da solo. E quell'uomo non é certo un giocatore qualunque, ma uno dei nomi più importanti che siano stati scritti sugli almanacchi di calcio dal '900 a oggi. Ossia un certo Alfredo Di Stefano, la leggenda del Real Madrid.<div><br></div><div>Alfredo Stefano Di Stefano Lauché nacque a Buenos Aires esattamente 88 anni fa, il 4 luglio del 1926. Figlio di un italo-argentino e di un'argentina di origini franco-portoghesi, la futura stella dei blancos iniziò a giocare nel settore giovanile del River Plate a 15 anni e dopo qualche tempo giunse in prima squadra, giocando 6 partite della futura Coppa Libertadores e segnato 4 gol.&nbsp;</div><div><br></div><div>Dopo una parentesi in Colombia con i Milioneros, finalmente la "Saetta Rubia" (come era soprannonimato) nel 1953 approdò in Spagna al Real Madrid. Ci arrivò da argentino e con una Coppa America in bacheca, vinta nell'edizione del '47 in Ecuador. Ma tre anni dopo il suo sbarco nel Vecchio Continente, Di Stefano prese la cittadinanza spagnola e vestì da lì in poi soltanto la maglia della Roca.&nbsp;</div><div><br></div><div>Nella capitale iberica, l'attaccante delle merengues diventò una vera leggenda vivente, giocando 11 campionati e vincendo una quantità incredibile di trofei, a livello di club e persoali. Su tutti vanno ricordate 5 Coppe Campioni consecutive, peraltro le prime in assoluto, e due Palloni d'Oro. Lasciò il Real nel 1964, dopo la finale di Coppa Campioni persa contro l'Inter a Vienna (primo trionfo per i nerrazzurri nella competizione).&nbsp;</div><div><br></div><div>Gli scarpini li appese al chiodo soltanto nel '66, però, dopo l'avventura con l'Espanyol. Nella Lingua, con la maglia dei madrileni, collezionò 372 presenze e andò in gol 322 volte, diventando inoltre il giocatore che più di tutti ha segnato al Barcellona (18 reti).&nbsp;</div><div><br></div><div>Ma dopo il grande passato da giocatore, De Stefano non disse addio completamente al calcio e scelse di allenare. Debuttò con l'Elche in Spagna poco dopo il ritiro dal campo e nel 1969/70 fu il mister del Bocca Juniors. Tornò anche nel "suo" River Plate nella stagione 81/82 ma quella dopo fu chiamato dal Real Madrid. Vi rimase per due anni, tornandoci nel 1990/91, anno del suo ritiro come allenatore.</div><div><br></div><div>Giocatore icona per tantissime altre stelle a lui contemporanee e future, Di Stefano é da molti considerato il più grande calciatore di tutti i tempi. Sicuramente rientra nell'elenco dei grandi protagonisti di questo sport, come testimonia il 22º posto che l'AFS (Association Football Statistians') gli ha riservato in questa graduatoria. Pesa sicuramente il fatto che non giocò mai un Mondiale, poiché nel 1950 l'Argentina scelse di non partecipare, nel 1954 la Spagna non si qualificò e nell'edizione del '60 un infortunio lo costrinse a rimanere a casa. Da li in poi lasciò la nazionale.</div><div><br></div><div>E oggi, quando stampa e tifosi rimangono interdetti se una stella come Ibrahimovic o Riberynon non partecipano alla Coppa del Mondo, fa effetto sapere che uno dei più grandi calciatori del secolo scorso non vi hai mai preso parte. Ma la vita va comunque avanti, e allora non resta che dire "buon compleanno Saetta Rubia"!</div>uttd01uttd01alfredo-di-stefano_20180.jpgSiNdi-stefano-compleanno-1012898.htmSi101268101,02,03030472
41012541NewsCalcio EsteroLiga,10a giornata: il «Classico» promette spettacolo20131026102333Liga 10a giornata, Barcellona-Real MadridBarcellona-Real Madrid promette spettacoloIniziata&nbsp;ieri sera la 10a giornata di Liga spagnola con Rayo Vallecano-Valladolid. Hanno avuto la meglio gli ospiti con un rotondo 0-3&nbsp;in virtù delle&nbsp;reti di Ebert, Javi Guerra e Larsson e, soprattutto, grazie alla splendida prestazione dell'italiano Fausto Rossi, autore di due assist e, più in generale, vero e proprio faro del gioco del Valladolid. Risultato giusto che evidenzia ancora una volta come il Rayo sia una delle squadre che più gol ha subito (24) in questa scorcio di stagione; per il Valladolid si tratta della seconda vittoria stagionale, che allo stato attuale vale la tredicesima posizione.<br>Il sabato di Liga, come di consueto, prevede 4 incontri e tutti gli occhi saranno puntati sul "Classico" Barcellona-Real Madrid con calcio d'inizio alle 18.<br>Alle 16, alla "Rosaleda", scenderanno in campo Malaga e Celta Vigo. Entrambe non navigano in acque tranquille. I padroni di casa, con 9 punti, sono lontani dai posti che varrebbero l'Europa, mentre gli ospiti, guidati da Luis Enrique, hanno fatto anche peggio con appena 6 punti. Certamente gli andalusi sono favoriti nel match odierno, contando anche su una buona difesa, solo 9 gol subiti fin qui e terzo miglior reparto del campionato; di contro, un attacco spuntato con appena 11 reti realizzate. Gli ospiti, invece, hanno subito tanto (13 gol) e&nbsp;segnato pochissimo (8).<br>Alle 20 si affronteranno Elche e Granada al "Martinez Valero" e sarà una partita considerata ad alto rischio a causa delle polemiche e degli incidenti scaturiti dopo la partita play off del giugno 2011. Per quanto riguardo l'aspetto tecnico della gara, entrambi gli allenatori dovranno vedersela con&nbsp;pesanti assenze. Da un lato mancheranno Cisma, Sapunaru e, probabilmente, Edu Albacar; dall'altro non saranno dell'incontro Diakhaté, Piti, Yebda e Dani Benítez.<br>Alle 22, il sabato di Liga si chiuderà al "Ciutat de Valencia" dove scenderanno in campo Levante ed Espanyol. Sarà una sfida di medio-alta classifica tra due squadre che stanno facendo bene. Dopo un inizio tremebondo (0-7 a Barcellona), il Levante ha subito solo un'altra sconfitta (contro il Real) ed ha collezionato 3 vittorie e 3 pareggi. I valenciani, però, non hanno ancora vinto tra le mura amiche e stasera potrebbe essere l'occasione giusta. L'Espanyol con 14 punti è reduce dall'impresa casalinga contro l'Atletico Madrid, ma in trasferta ha ottenuto solo una vittoria in 4 incontri disputati. <br>Come detto, alle 18 tutti gli occhi saranno puntati sul Camp Nou dove si disputerà la partita delle partite, quella tra Barcellona e Real Madrid e, sicuramente,&nbsp;merita uno spazio a parte. <br>Il Barcellona è reduce dal pareggio a Pamplona contro l'Osasuna, che ha interrotto la striscia di 8 vittorie consecutive in campionato, e dal pareggio per 1-1 sul campo del Milan in Champions league. Risultati, dunque, che hanno evidenziato alcune lacune della squadra allenata da Martino, il cui potenziale, però, rimane senza dubbio di altissimo livello. Per l'occasione, spazio ai titolari e al trio d'attacco composto da Pedro, Sanchez e Messi.<br>Il Real è reduce dalla vittoria in Champions contro la Juventus, ma la squadra è apparsa in difficoltà in più di un'occasione nonostante la superiorità numerica. Oggi si presenta l'occasione per ridurre le distanze dalla capolista e Carlo Ancelotti sta pensando qualche accorgimento tattico; primo fra tutti, un possibile "finto 9" con Bale, Di Maria e Cristiano Ronaldo in attacco. <br>Una partita come questa è una fonte interminabile di dati statistici, curiosità e numeri. Per esempio, il Barcellona non batte il Real, considerando tutte le competizioni, da 5 gare (2 pareggi e 3 sconfitte) e nelle ultime 10 stagioni la striscia non è mai andata oltre i 5 incontri consecutivi. Il Real ha vinto gli ultimi due incontri disputati e, stasera, potrebbe inanellare la terza vittoria consecutiva contro gli eterni rivali, cosa che non succede dal lontanissimo 1979. Se Messi dovesse segnare superebbe il mitico Alfredo Di Stefano nella classifica dei bomber di sempre nella storia di questa sfida (18). <br>Insomma le premesse ci sono tutte per assistere ad un incontro che, come sempre e comunque vada, scriverà la storia del calcio iberico. <br><br><br>Ecco il programma completo della 10a giornata<br><br>Ieri<br>Rayo-Valladolid 0-3&nbsp;&nbsp; 31'Ebert-40'Guerra-48'Larsson<br><br>Oggi<br>Malaga-Celta<br>Barcellona-Real Madrid<br>Elche-Granada<br>Levante-Espanyol<br><br>Domani<br>Siviglia-Osasuna<br>Villareal-Valencia<br>Real Sociedad-Almeria<br>Atletico Madrid-Betis<br><br>Lunedì<br>Getafe-Athletic Bilbao<br>&nbsp;&nbsp; <br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>SpagnaFL0411FL0411220908416-0f27d4c6-d0d9-4bf1-a53d-433bc821b539.jpgSiNliga-giornata-10-barcellona-real-madrid-promette-spettacolo-1012541.htmSi100427901,02,03010244
51012205NewsCampionatiBorgonovo, un eroe dei nostri tempi20130701172935calcioLa notiziaE’&nbsp; morto Stefano Borgonovo! La notizia&nbsp; non ci coglie impreparati,ma arriva&nbsp; nell’immediata vigilia della semifinale di&nbsp; Confederation Cup fra la nostra nazionale e quella iberica,campione del mondo in carica nonché vera “bestia nera “ degli azzurri,che da quasi dieci anni non riescono a sconfiggerla.La morte di Stefano ha significato un momento di riflessione di tutto il mondo calcistico,che in coincidenza con l’evento era presente in Brasile e davanti agli schermi delle televisioni satellitari. Sicuramente Stefano non pensava che la sua morte sarebbe stata comunicata in diretta mondiale al pianeta calcio,ma,sono certo, non gli sarà dispiaciuto che, anche nel momento estremo del passaggio all’aldilà, la sua storia sia diventata motivo di attenzione e di commozione per milioni di sportivi. In molti quella sera, osservando il lutto al braccio degli azzurri,si saranno chiesti chi era Stefano Borgonovo e perché la sua morte faceva notizia. Per quei pochi che non lo conoscevano,Stefano Borgonovo è stato un grande centravanti degli anni ’80,autore di storici gol (tutti ricordano quello ai supplementari nella sfida Bayern Monaco-Milan ,che permise ai rossoneri di disputare la finale di Coppa dei Campioni),ma anche di semplici prodezze accanto a Roberto Baggio nella Fiorentina o a&nbsp; Marco Van Basten nel Milan di Arrigo Sacchi. Quando appese le scarpe al chiodo,tentò la carriera di allenatore cominciando dalle giovanili del Como,ma dopo pochi anni abbandonò definitivamente quel mondo,che tanto amava e che tanto gli aveva dato.<br>Stefano non sapeva però che quello stesso calcio,come una “mantide gelosa”,gli avrebbe richiesto indietro e con gli interessi la gioia e il benessere,che lui aveva conquistato in tutti quegli anni passati ad inseguire un pallone negli stadi di mezza Italia:Como,Pescara,Fiorentina,Milan,Udinese.<br>La&nbsp; SLA (Sclerosi laterale amiotrofica) si era impossessata del suo corpo e l’avrebbe lasciato soltanto dopo averlo devastato.”La stronza”&nbsp; gli piacque chiamarla ed anche a noi non dispiacque chiamarla così,perché subdolamente ti mina nel fisico, distruggendo i tuoi neuroni e immobilizzando lentamente ma inesorabilmente tutti i muscoli. Inguaribile finora anche perché non se ne conoscono le cause (anche se le staminali hanno aperto nuovi orizzonti nella cura di questa malattia),la sua incidenza fra la popolazione è in netto aumento,ma la particolarità del caso di Stefano Borgonovo è che si tratta dell’ennesimo calciatore colpito da essa. Perché? Se lo stanno chiedendo in molti ed anche in Federazione,che non ha potuto fare a meno di nominare una commissione di esperti per studiare eventuali cause ed effetti nella comparsa della Sla legati al gioco del calcio. Ciò che ci preme scrivere però è che Stefano,coadiuvato dalla moglie Chantal,non si è arreso facilmente alla “stronza”,ha combattuto con tutte le sue forze,che non erano più quelle che mostrava ai difensori nelle mischie in area di rigore,ma quelle che trovava dal di dentro del suo corpo,dal suo spirito di guerriero:l’unico che la “stronza” non avrebbe mai distrutto.Con questa forza d’animo creò la&nbsp; Fondazione Borgonovo,i cui fondi serviranno per far avanzare le ricerche scientifiche sulla Sla e, alla ricerca di donazioni,non ebbe timore a mostrarsi alla gente,così com’era, in quegli stessi stadi,in cui ancora ricordavano le sue splendide azioni da rete. <br>Un&nbsp; EROE&nbsp; dei nostri tempi o forse&nbsp; di altri tempi, perché i nostri,a pensarci bene,non&nbsp; sono tempi di eroi ma di comici e soubrette, non da teatro, ma da aule di giustizia! Stefano,nonostante ci abbia lasciati, sarà l’unico che continuerà a vivere&nbsp; in un mondo popolato da&nbsp; “zombi” e da “fantasmi”, figure umane insignificanti ,che adesso,dopo la lezione di&nbsp; Stefano, non ci fanno più paura.&nbsp;&nbsp; <br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>Attilio Andriolo<br>C1007650adm001adm001borgonovo.jpgSiNborgonovo-un-eroe-dei-nostri-tempi-1012205.htmSi100075701,02,03030656
61012197NewsCampionatiMorire di Sla a soli 49 anni20130629090336calcioStefano BorgonovoStefano Borgonovo, il simbolo della lotta alla Sla è deceduto giovedì 27 giugno a soli 49 anni. Presto, troppo presto per morire. E anche se la vita l’aveva condannato a vegetare, non si può accettare una fine così prematura. E’ l’eterno dilemma sul senso della vita, che in circostanze estreme come quelle di Stefano Borgonovo, ti pone davanti a quesiti profondi sulla validità dell’esistenza che molto spesso non hanno alcuna risposta. C’è chi si rifugia nella fede in Dio, chi cerca comunque di dare un significato all’importanza di svegliarsi al mattino e chiudere gli occhi la sera prima di dormire, per ritornare a rivedere l’alba del mattino dopo. E non importa se è dalla propria stanza da letto e da quell’unica finestra capace di illuderti di vedere il mondo che sembra non volerti più, l’importante è non morire. Ex calciatore di Como, Milan, Pescara e Fiorentina, era da tempo malato di sclerosi laterale amiotrofica, una malattia altamente invalidante che ha colpito molti sportivi. Sono tanti gli interrogativi che il mondo dello sport si pone da diversi anni su questo particolare tema più volte dibattuto a livello medico scientifico e mai risolto. Ci si chiede perché lo sport che da sempre considerato “Mens sana in corpore sano” debba essere causa (volontaria o involontaria?) di una così grave malattia neurologica che porta inevitabilmente alla morte. Si è spesso volutamente considerata anche la probabile correlazione verso quelle sostanze chimiche lecite che in carriera i calciatori sono autorizzati ad assumere. Un viaggio nell’apparente trasparenza di un mondo carico di punti interrogativi, che spesso fa pensare al torbido pensiero legato a prestazioni atletiche non propriamente sorrette dalle semplici forze naturali. Ma di ciò non c’è certezza, non è dato sapere, e la ricerca in questo settore non dà purtroppo ancora nessuna risposta. Al momento, l’unica cosa certa è la Fondazione Onlus che sostiene la ricerca contro la Sla e che porta il nome di Stefano Borgonovo. “ La stronza”, la chiamava così Stefano, quella maledetta malattia che l’ha colpito e che l’ha condannato a “vivere” una vita da infermo, comunicando solo grazie a un sintetizzatore vocale. Ma Stefano Borgonovo è stato qualcosa di più che un semplice ex calciatore colpito da una terribile malattia incurabile, lui è stato campione di vita, dentro e fuori dal campo. Tra il 1985 e il 1989, Borgonovo ha vestito la maglia della Nazionale Italiana, passando dall’Under 21 alla Under 23 e poi alla Nazionale maggiore. Nel 2000 iniziò a Como la sua carriera di allenatore del Settore Giovanile e poi nel 2005 abbandonò il mondo del pallone. Nel 2008 l’annuncio della malattia e da quel momento iniziò la sua battaglia con la Sla. Oggi tutti piangono la sua prematura scomparsa e un destino beffardo che dopo avergli regalato una carriera da professionista del pallone a ottimi livelli, gli ha tracciato un percorso di vita che non è stata più tale.<br><br> Salvino Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711borgonovo.jpgSiNmorire-di-sla-a-soli-quarantanove-anni-1012197.htmSi100451001,02,03,07030326
71011756NewsCampionatiReal Madrid, e` un Cristiano Ronaldo da record20130415125748Cristiano RonaldoRecord di golPer la terza stagione consecutiva, dopo la doppietta di ieri sera contro l'Athletic Bilbao, il fuoriclasse portoghese, ha segnato già 50 goal ufficiali nelle varie competizioni con la maglia Blanca: nello specifico 31&nbsp;in Liga, 6 in Coppa del Re, 2 in Supercoppa Spagnola e 11 in Champions League.<br><br> Salgono quindi a 196 in 192 partite le reti segnate dal giocatore in quattro stagioni nella capitale spagnola. Non è certo impossibile veder battuto il suo personale record di 60 fatto registrare lo scorso anno, in cui ne mise a segno 46 solo in campionato.<br><br> Il calciatore del Real Madrid è attualmente al sesto posto nella classifica dei marcatori all-time della Casa Blanca, primatista però per media realizzativa, più di Raul, Hugo Sanchez, Puskas, Santillana e Di Stefano, che lo precedono&nbsp;in graduatoria.<br><br> &nbsp;<br><br>MadridFL0411FL0411cristiano-ronaldo.jpgSiNcristiano-ronaldo-e-record-di-go-1011756.htmSi100427901,02,03010302
81011618NewsCampionatiArbitri, clamoroso Paparesta: «Con Nicchi si perde credibilità del sistema»20130408175226paparestaNon è stato Non è stato un week end facile per gli arbitri. Direzioni non all'altezza a Firenze e a Milano con Tagliavento e Gervasoni contestati da Milan e Inter. La squadra di Braschi insomma non è in forma in questo finale di campionato pieno di sospetti e accuse anche gravi al sistema arbitrale. Itasportpress ha contattato l'ex arbitro Gianluca Paparesta, uno che dice quello che pensa non facendo uso del "politichese" come spesso avviene nel mondo del calcio. Dichiarazioni forti dell'ex fischietto di Bari nei confronti di Marcello Nicchi, presidente degli arbitri e di Stefano Braschi, referente della Can di A.<br><br>"C'è molta confusione in questo momento a causa dell'utilizzo di sei arbitri in campo e per il modo in cui comunicano tra di loro-attacca Paparesta-. Questo genera delle grandi incomprensioni durante le partite che fa prendere poi decisioni sbagliate. Non c'è una logica chiara nell'interpretazione di tante azioni e situazioni. La direzione di gara di Tagliavento a Firenze conferma questa grande confusione che regna in campo. L'arbitro ieri ha mostrato il rosso a Tomovic vedendo la situazione di gioco da oltre 40 metri senza avere nessuna sicurezza e sembrando molto titubante quando ha mostrato il cartellino al giocatore viola. Credo che il provvedimento sia venuto su segnalazione di qualche componente della delegazione arbitrale presente. A Milano invece Gervasoni ne ha fatta un'altra e stavolta senza la complicità di Maggiani. Vorrei ricordare che l'assistente Maggiani a Catania prese una posizione ben precisa a vantaggio della Juve facendo annullare il gol a Bergessio, ieri però sul fallo di mani di Samuel non è intervenuto per far cambiare la decisione sbagliata a Gervasoni".<br><br>Buona fede-"Credo che gli arbitri siano in buona fede e non mi trovo d'accordo con Moratti che ha espresso quel giudizio sulla categoria in un momento di amarezza. Il problema è diverso: c'è una mancata preparazione degli arbitri a dirigere partite così "cooperative" tra assistenti e addizionali. Questo porta alla confusione che si vede in campo". Esonerare i dirigenti arbitrali? "Marcello Nicchi (presidente Assoarbitri ndr.) smentisce tutti e dice che gli arbitri italiani non sbagliano mai e sono i migliori al mondo ma i risultati sono evidenti. Bisogna invece riconoscere gli errori e porre rimedio. Nicchi anziché risolvere la criticità, si preoccupa di aspetti legati alla Federcalcio e il suo voto per l'elezione di Demetrio Albertini a vice presidente è stato decisivo svantaggiando un rappresentante della serie A (Lotito ndr.). Questa è un'anomalia del sistema visto che un presidente degli arbitri fa escludere dalla Federcalcio un rappresentante della Lega di serie A e tra l'altro presidente di club. Mi chiedo: gli arbitri quando dirigeranno le partite di quella squadra (Lazio ndr) che atteggiamento avranno?. E' la prima volta che un presidente degli arbitri entra con decisione nel governo del calcio e decide col suo voto. Prima gli altri presidenti si astenevano". <br><br>C1007650adm001adm001paparesta.jpgSiNarbitri-clamoroso-paparesta-con-nicchi-si-perde-credibilita-nel-sistema-1011618.htmNo100075701,02,03030161
91011195NewsCampionatiCalciomercato Catania, rinnovo del contratto in vista per Sergio Almiron20130325140252Catania, Almiron, rinnovo contrattoUn rinnovo a sorpresa. Nuovo contratto in arrivo per Sergio Almiron, si tratta con il Catania<STRONG>Un rinnovo a sorpresa. Nuovo contratto in arrivo per Sergio Almiron, si tratta con il Catania</STRONG>. E’ una notizia su cui ha lavorato <STRONG>Peppe Di Stefano</STRONG>. Nonostante le ultime voci e le <STRONG>offerte di Genoa e Torino</STRONG>, il centrocampista argentino<STRONG> sta per prolungare il suo contratto in scadenza nel 2014. Il rinnovo fino al 2015 è molto vicino, prenderà più degli 850 mila euro che guadagna al momento.</STRONG> Il suo agente<STRONG> Vagheggi</STRONG> è stato a Catania, c’è un accordo di massima. La trattativa per il rinnovo non è ancora definitivamente chiusa, <STRONG>ci vorrà un nuovo incontro in questi giorni. Ma tra Almiron e il Catania, ormai, c’è aria di rinnovo.</STRONG>C1007650GP01CTGP01CTalmiron.jpgSiNcatania-almiron-rinnovo-contratto-1011195.htmSiT1000014101114901,02,03,09010199
101011080NewsCalciomercatoBologna, tante interessate a Pioli20130320165933bologna, pioliL`ottimo lavoro di Stefano Pioli L'ottimo lavoro di Stefano Pioli sulla panchina del Bologna non è passato inosservato. Per il tecnico rossoblu si parla di un futuro al Napoli e intanto il club emiliano si sta guardando intorno per l'eventuale erede. Secondo 'Sky Sport' attualmente in pole ci sarebbe Marco Giampaolo.C1007650adm001adm0011458879-34ad6442743e8dcc8db85af4fefe6858.jpgSiNbologna-tante-interessate-a-pioli-1011080.htmNo100075701,02,03030283
111009501NewsCampionatiE` uscito «Nel cuore della Juve», il libro-intervista della «nostra» Diletta Sirna20121203093118juventusUn viaggio tra Personaggi e valori della Juventus. Il primo titolo della nuova collana de Il Castello EditoreIl libro-intervista per entrare<EM> Nel cuore della Juve</EM>. Un viaggio tra Personaggi e valori della Juventus. Il primo titolo della nuova collana de Il Castello Editore “Nel cuore dello sport”<BR><BR>"La Juve è gente forte, sicura del fatto suo perché grazie alla Juve ha vinto e può con fierezza raccontare, come attraverso questo volume, cosa significhi sentirsi addosso responsabilità, pressione, obblighi, doveri". Gianni Balzarini<BR><BR>Nel cuore della Juve è un libro nato per cercare di raccontarvi il dietro le quinte della squadra bianconera, quella parte viva e vitale proprio come il cuore stesso.<BR><BR>Il libro, scritto dalla "nostra" Diletta Sirna, è un viaggio attraverso le parole e le immagini dei protagonisti e delle glorie che hanno contribuito a rendere leggenda intramontabile la squadra torinese. Il bianco e il nero come unico sfondo alle oltre trenta voci ascoltate dalle autrici per arrivare dritte al cuore pulsante e vibrante della Vecchia Signora. <BR><BR>Che cosa ha rappresentato la Juventus per i suoi giocatori? Che cosa c’è dietro il lavoro maniacale degli allenatori? Che cosa significa indossare la maglia bianconera? Un vero e proprio viaggio nel mondo juventino raccontato dagli stessi protagonisti: Sabatini e Scantamburlo con la loro testimonianza sugli esordi del campione Alessandro del Piero, l’amico del campione, Canobio, il racconto delle sfide più significative dalla visuale dell’intramontabile Dino Zoff, gli emozionanti ringraziamenti ad Agnelli e Boniperti di Pablito Rossi, le parate più difficili di Stefano Tacconi, la voce del grande plasmatore della Juve Marcello Lippi, il fotografo ufficiale della squadra Salvatore Giglio che regala alcuni tra i suoi scatti storici. E poi Padovano, Pepe, Marchisio, Chiellini, Conte, Adamo, Matri, Legrottaglie, Di Livio, Torricelli e le testimonianze di alcuni illustri tifosi, tra cui Paolo Belli, Roberto Buonfiglio, DJ Nanà, Massimo Giletti.<BR><BR>Conclude il libro una raccolta di frasi significative di celebri personaggi legati al mondo juventino e calcistico, fra tutti Antonio Conte: “La Juventus non ha amici. O la si ama o la si odia, questo è fuori dubbio.” e una galleria dei momenti celebrativi della squadra.<BR><BR><EM>Le autrici</EM><BR><BR>Roberta Zambianchi Studentessa universitaria di Scienze Giuridiche all’Università degli Studi di Pavia, ha una forte passione per lo sport dall’età di 6 anni, grazie anche all’attività agonistica svolta per 12 anni nella pallacanestro. Nonostante la giovane età, collabora con diverse riviste sportive tra le quali Tuttojuve.com e Orgogliobianconero.net. È redattore di 24oredisport.com e parte attiva dello staff redazionale di Formanotizie.eu. È anche autrice del libro: Dialogo sull’Italia degli anni di piombo (ExCogita, 2011). Il desiderio più grande è quello di poter condividere e trasmettere la gioia che accomuna i tifosi nel sostenere la propria squadra del cuore.<BR><BR>Diletta Sirna Studentessa di Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Catania, ha una grande passione per il giornalismo sportivo e spera che questa passione diventi la sua professione. È redattrice di 24oredisport.com e collaboratrice di Ilcalcio24.com e Tuttojuve.com. È grande tifosa della Juventus, dall’età di 6 anni. <BR><BR>La Collana “Nel Cuore dello Sport”<BR><BR>La Collana nasce per passione, dalla voglia di creare proposte editoriali che noi stessi, da appassionati e lettori, vorremmo trovare sul mercato. Si distingue per una o più delle seguenti caratteristiche: la novità e l’interesse delle fonti su cui si basano i contenuti, l’aspetto grafico e il taglio innovativo. Ritenendo che la creatività sia un’inclinazione naturale, innata e imprescindibile, la Collana vuole far emergere anche il talento di autori giovani. Le idee spesso arrivano all’improvviso, quasi folgorandoci, ma poi bisogna tradurle in qualcosa di concreto, in una progettualità interessante e credibile, in un prodotto di qualità. Verranno privilegiate anche le opere a carattere monografico, basate su curiosità, ricerche originali e documentazione inedita.<BR><BR>Il Direttore della Collana, Giampiero Filella<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001juve.jpgSiNe-uscito-nel-cuore-della-juve-il-libro-intervista-1009501.htmSiT1000007100075501,02,03,06,09030241
121008642NewsCampionatiUn buon Catania ferma il Napoli e si morde le mani per le occasioni sprecate20120923193130catania, napoliDal nostro inviato a Catania Ivano MessineoComplimenti davvero al Catania e al suo mister. Non era facile uscire indenni oggi pomeriggio dal Massimino contro un Napoli che ha avuto il vantaggio di giocare in superiorità numerica per 90 minuti. Coraggioso, eroico, mai rinunciatario nonostante l'uomo in meno per l'espulsione (giusta) rimediata al 2' da Alvarez, che sbaglia un retropassaggio per Andujar e poi è costretto a fermare Cavani che si sarebbe trovato a tu per tu con il portiere etneo. Gara in salita per i rossazzurri, che tuttavia non si smarriscono e danno subito l'impressione di volersela comunque giocare contro i partenopei. Il Napoli, che ha molto rispetto del Catania, minuto dopo minuto cresce e prende il pallino del gioco, ma a parte qualche conclusione da fuori di Pandev e Cavani, che termina fuori o viene prontamente respinte dal numero uno catanese, gli azzurri combinano ben poco. Così Maran è bravo al 22' quando decide di cambiare il pimpante Barrientos (che lascia il posto a Bellusci) per non soffrire troppo sulla fascia destra la pressione napoletana, riuscendo nell`intento di non subire reti. La ripresa si apre con Izco che rileva un Biagianti non ancora in perfetta forma e Insigne che prende il posto di Inler, con i partenopei decisi a far proprio il match. Ma Le Grottaglie e i suoi sono bravissimi ad arginare le folate offensive di un Napoli che col passare dei minuti appare sempre meno lucido negli ultimi 20 metri, con il Catania bravo a ripartire senza rinunciare ad avvicinarsi dalle parti di De Sanctis. E nei minuti finali, con due azioni da manuale, è proprio la squadra di casa a recriminare per le due nitide palle-gol capitate allo sgusciante Gomez, che prima si vede respingere da De Sanctis in corner un preciso diagonale da destra, e poi vede il pallone stamparsi sul palo poco prima del novantesimo su un gran tiro di collo pieno calciato alla sinistra del portiere partenopeo. Al triplice fischio a mordersi le mani è la compagine di Rolando Maran, che ha giocato per tutta la gara con l'uomo in meno, ma che è stata protagonista di una gara perfetta sia dal punto di vista mentale che tattico. Con un pizzico di fortuna in più il Catania poteva vincere con merito, ma un punto preso contro una formazione quotata come il Napoli, specie per come si erano messe le cose dopo 2 minuti, va considerato un risultato ampiamente positivo. Se la formazione del presidente Pulvirenti giocherà con lo stesso piglio e con la grinta messa in campo oggi contro la squadra di Walter Mazzarri vedrete che i tifosi etnei anche quest'anno si divertiranno e si prenderanno grosse soddisfazioni. Ma guai ad abbassare la guardia, occorre la massima concentrazione sempre, gara dopo gara, a cominciare dalla sfida di mercoledì contro l'Atalanta di Stefano Colantuono.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650Cataniaivomesivomesspolli.jpgSiNun-buon-catania-ferma-il-napoli-e-si-morde-le-mani-per-le-occasioni-sprecate-1008642.htmSiT1000014100075401,02,03,09010247
131008558NewsCampionatiLazio, Mauri di nuovo nei guai: questa volta per riciclaggio20120919174531lazio, mauriSembrerebbe essere lui il Mister XCome riporta sportmediaset.it <STRONG>Stefano Mauri</STRONG> è di nuovo nei guai. Dopo l'arresto dello scorso 28 maggio per il presunto coinvolgimento nel calcioscommesse, il giocatore della <STRONG>Lazio </STRONG>è accusato di riciclaggio dalla <STRONG>Procura di Berna-Mittelland</STRONG>. Secondo La Gazzetta dello Sport' è proprio lui il Mister X per cui gli inquirenti svizzeri hanno chiesto un interrogatorio urgente. Sul conto dei genitori di Mauri sono transitate somme di denaro sospette. Il giocatore sarà ascoltato venerdì.<br><br> Il centrocampista biancoceleste comparirà di fronte al gip di Cremona, Guido Salvini, e al procuratore Roberto di Martino. Il pm potrebbe utilizzare l'indagine svizzera per capire se il conto dei coniugi Mauri sia stato depositario di denaro frutto di eventuali combine: non va dimenticato, infatti, che il laziale ha già un conto aperto con la giustizia italiana perché ritenuto responsabile, in concorso con altri calciatori e con i vertici dell'organizzazione criminale, della combine di Lazio-Genoa 4-2 e Lecce-Lazio 2-4 della stagione 2010-11. Accusa per cui il giocatore, arrestato lo scorso maggio, si è già proclamato innocente.<br><br> In Svizzera, invece, l'accusa è di riciclaggio. Sul conto intestato ai genitori di Mauri, sono transitate cifre "importanti": fra queste, un versamento di 100 mila euro effettuato con un bonifico. Anche se la data dell'operazione non sembra coincidere con quelle relative all'inchiesta sul calcioscommesse. La Procura di Berna, attraverso la maxi rogatoria internazionale, ha chiesto inoltre di ascoltare altre quattro persone.<br><br> <STRONG>LA DIFESA DEI LEGALI DI MAURI<BR></STRONG>I difensori di Stefano Mauri <STRONG>avv.ti Amilcare Buceti</STRONG> e <STRONG>Matteo Melandri</STRONG>, con riferimento alla convocazione del proprio assistito come rassegnata dal GIP di Cremona a seguito della rogatoria avanzata dalla<STRONG> Autorità Giudiziaria Svizzera </STRONG>dichiarano:<br><br> Si prende atto dell`ennesimo episodio di fuga di notizie dal Palazzo di Giustizia di Cremona. L'atto di notifica ricevuto da Stefano Mauri palesa come lo stesso debba essere sentito in qualità di testimone per conto dell'autorità giudiziaria elvetica. Contrariamente alla realtà dei fatti invece si legge oggi praticamente su tutte le testate giornalistiche che Stefano Mauri sarebbe indagato per il reato di riciclaggio, e che lo stesso dovrà essere INTERROGATO dal GIP dr. Salvini. Trattandosi di rogatoria, e quindi di procedimento a mezzo del quale una autorità straniera chiede di ascoltare un cittadino italiano, non si comprende per quale motivo l'adempimento non debba svolgersi secondo le regole ordinamentali, e quindi davanti al Magistrato del Tribunale di residenza del soggetto interessato. Resta quindi incomprensibile la designazione dell`unico Magistrato sul territorio nazionale che, non solo sta svolgendo il ruolo di GIP (che peraltro questa difesa ritiene incompetente territorialmente) nell`indagine nella quale Stefano Mauri è attualmente indagato, ma che nel contesto della medesima indagine ha già emesso un`ordinanza di custodia cautelare".<br><br> "L'inevitabile e gravemente lesivo impatto mediatico che, per la seconda volta (e qui davvero del tutto gratuitamente) investe il calciatore é di rimarchevole evidenza - continuano gli avvocati di Mauri -, per l'altrettanto inevitabile accostamento che le iniziative deputate al Tribunale di Cremona evocano nell'opinione pubblica (conto svizzero-riciclaggio-calcio scommesse). Quando  sempre inevitabilmente  tutto verrà ricondotto al nulla di nulla, Mauri resterà comunque segnato dalla qualifica di Mr x, porterà la croce di un'altra macchia -dolorosa perchè del tutto INGIUSTIFICATA- che rischia di pesare sul procedimento sportivo che sopra ogni cosa sta a cuore al calciatore (...) A chi ci chiede se tale ulteriore vicenda abbia minato la concentrazione o la tranquillità del giocatore, il comportamento in campo di Mauri in queste prime giornate di Campionato, costituisce la prova granitica della sua assoluta tranquillità, disposizione dettata dalla consapevolezza della propria totale estraneità a qualunque fatto gli venga contestato. L`unica preoccupazione del calciatore nella giornata di Martedì, al momento della notifica del provvedimento per l`audizione di venerdì era l`incontro con il Tottenham previsto per giovedì sera a Londra".<br><br>C1007650Romaadm001adm001amichevole.jpgSiNlazio-mauri-di-nuovo-nei-guai-questa-volta-per-riciclaggio-1008558.htmSiT1000018100075701,02,03010265
141007986NewsCalciomercatoDel Piero - Sion, domani la risposta dell`attaccante20120829184331juventus, sion, del pieroJuventus Sion Del Piero20.00 - "E' stato un colloquio più approfondito rispetto a quello di lunedì. Serve ancora tempo per poter dare una risposta definitiva al Sion": è la prima reazione di Stefano Del Piero, fratello-manager di Alessandro, dopo l'incontro con i dirigenti del Sion, in serata a Torino. "D'altra parte - ha aggiunto Stefano Del Piero - soltanto oggi Ale ha parlato di persona con i dirigenti svizzeri"<br><br> 17.00 - Come conferma il giornale svizzero <EM>Le Matin</EM>, il presidente del<STRONG> Sion</STRONG>, Christian Constantin e il direttore sportivo Marco De Gennaro sarebbero a Torino negli uffici di corso Marconi della Edge, la società che cura gli interessi del giocatore, dove sono presenti lo stesso Del Piero, il fratello-manager Stefano e il consulente Dario Tosetti, per chiudere il passaggio dell'attaccante al club biancorosso.<BR><BR><STRONG>Del Piero</STRONG> avrebbe così accettato il trasferimento al club svizzero.<BR><BR><BR><br><br>C1007650Torinoadm001adm001562873_10150963307486227_506195389_n.jpgSiNjuventus-del-piero-ha-accettato-il-sion-1007986.htmSi100075701,02,03010466
151007031NewsCalciomercatoMilan, Sahin ad un passo dall`Arsenal20120730141531milan, real madrid, sahinMilan Real Madrid SahinSecondo quanto riferito da Beppe Di Stefano a <EM>Sky Sport</EM> il centrocampista del<STRONG> Real Madrid</STRONG> <STRONG>Nuri Sahin</STRONG> sarebbe sempre più lontano dal <STRONG>Milan</STRONG>, squadra pretendente al turco. <br><br> Il giocatore, che in Spagna anche per motivi fisici ha avuto poco spazio, sarebbe vicinissimo all'Arsenal.<br><br>C1000009adm001adm001sahin.jpgSiNmilan-sahin-ad-un-passo-dall-arsenal-1007031.htmSiT1000027100075701,02,03,07010353
161006563NewsCalciomercatoPista calda Juventus-Bologna20120717083813JuventusLa Juventus in vantaggio per Ramirez<P>Sembra che si stiano infittendo i contatti tra la <STRONG>Juventus</STRONG> e il <STRONG>Bologna</STRONG> per chiudere una serie di operazioni di mercato che potrebbero portare <STRONG>Gaston Ramirez</STRONG> a Torino.</P> <P><SPAN id=divAdnetKeyword><STRONG>Marco Motta</STRONG> attende solo il via libera per poter emigrare definitivamente in Emilia Romagna. Il terzino destro lombardo è felice di approdare alla corte di Stefano Pioli e, a fronte di tutto ciò, si considera già mentalmente un nuovo elemento bolognese. La Juventus questa destinazione gliel`ha già trovata da qualche settimana e, per sancire definitivamente questo trasferimento, attende di capire se i rossoblù accoglieranno la richiesta juventina, ossia quella di acquisirne il 50 per cento. </SPAN></P> <P><SPAN><SPAN id=divAdnetKeyword>Pioli alla sua dirigenza ha chiesto anche&nbsp;di poter sondare il discorso per quanto concerne un esubero del reparto metodista bianconero. Uno su tutti: <STRONG>Luca Marrone</STRONG>. <SPAN id=divAdnetKeyword>Antonio Conte <SPAN id=divAdnetKeyword>potrebbe decidere di farlo partire&nbsp;affinchè possa&nbsp;giocare con continuità.</SPAN></SPAN></SPAN></SPAN></P> <P><SPAN><SPAN><SPAN><SPAN><SPAN id=divAdnetKeyword><STRONG>Michele Pazienza</STRONG>, dal canto suo, si appresta a salutare definitivamente la Mole Antonelliana. Il dg bolognese Zanzi, anche in questo caso, ha provato a valutare la fattibilità di un ipotetico affare. Ma in Corso Galileo Ferraris l`ex partenopeo vogliono cederlo a titolo definitivo per ottenere una plusvalenza e, nello specifico, Fiorentina e Torino sarebbero in pole per ingaggiarlo.</SPAN></SPAN></SPAN></SPAN></SPAN></P> <P><SPAN><SPAN><SPAN><SPAN><SPAN><SPAN id=divAdnetKeyword>Sullo sfondo c`è lui, nato il 2 dicembre del 1990 a Fray Bentos in Uruguay, talento cristallino, ormai prossimo a congedarsi da Piazza Maggiore per spiccare il volo. Stiamo parlando ovviamente di <STRONG>Gaston Ramirez</STRONG>, fantasista rossoblù, nonché vero e proprio uomo mercato. L`ex Penarol ha declinato con convinzione la proposta del Wolfsburg e, su di lui, vi sono una serie di illustri pretendenti. </SPAN></P></SPAN></SPAN></SPAN></SPAN></SPAN>TorinoFL0411FL0411Gaston-Ramirez_0.jpgSiNasse-di-mercato-juventus-bologna-1006563.htmSi100427901,02,03010283
171006144NewsCalciomercatoPescara, preso Abbruscato. Ceduti Giacomelli e Sansovini20120701151531pescara, abbruscato, sansoviniPescara Giacomelli Abbruscato Sansovini<P>"La Delfino Pescara 1936 Srl comunica - si legge sul sito ufficiale della società del presidente Sebastiani - che sono state acquisite a titolo definitivo le prestazioni sportive del calciatore Elvis Abbruscato, attaccante classe 1981 dal Vicenza calcio: il giocatore si lega al Pescara fino al 2014, mentre ha ceduto a titolo definitivo le prestazioni sportive di Stefano Giacomelli, attaccante 1990.</P> <P>Con molta soddisfazione tra le parti si rende ufficiale anche il prolungamento di contratto del centrocampista Emmanuel Cascione che ha rinnovato con i biancazzurri fino al 2015. La Delfino Pescara comunica, altresì, di aver ceduto a titolo definitivo, le prestazioni sportive dell'attaccante Marco Sansovini a La Spezia, neopromossa in serie B".</P>C1000075Pescaraadm001adm001pallone.jpgSiNpescara-preso-abbruscato-ceduti-giacomelli-e-sansovini-1006144.htmNoT1000095100075701,02,03010248
181005793NewsCampionatiLa firma storica de «La Stampa» Bruno Bernardi il 13 luglio a Milazzo20120616153994bernardiCi ha raccontato di Juventus, di calcio mondiale, di campioni del pallone <P>Ci ha raccontato di Juventus, di calcio mondiale, di campioni del pallone e di uomini veri per oltre mezzo secolo, esattamente dall`inizio degli anni `60. Per chi non l`avesse capito, stiamo parlando di Bruno Bernardi firma storica de La Stampa. Il nostro incontro avviene proprio lì, ai piedi della collina di Torino nel tratto che divide il Ponte Isabella da quello di Corso Bramante, in zona Molinette. Prospiciente alla redazione de La Stampa, ci sono dei giardinetti e, con il maestro, decidiamo di comune accordo di accomodarci in una panchina. Abbiamo voglia di stare all`aria aperta e non è un caso avere scelto questa soluzione per l`intervista. Infatti, sarà la dolce aria di primavera o puramente il desiderio di rendere l`incontro meno ufficiale, fatto è che entrambi, in quel luogo, ci siamo subito sentiti a nostro agio. La gente passa incuriosita e, qualche volta, tergiversa volutamente nel vano tentativo di carpire una parola, una frase detta dall`illustre interlocutore. Il paesaggio, l`aria dolce di primavera, i colori variopinti dei fiori appena sbocciati e il lento fluire del Po, ci introduce in un conversare cordiale, fatto di ricordi e di commozione legata al tempo che fugge via velocemente. Bruno Bernardi è in pensione da diversi anni, tuttavia, continua caparbiamente a interessarsi di calcio e a frequentare quella storica redazione de La Stampa (che per lui è diventata una seconda casa), con il desiderio di stare al passo dei tempi, di non perdere la notizia, di cavalcare l`attualità sportiva inerente soprattutto la sua Juve, per poterla riferire come opinionista negli studi di Juventus Channel piuttosto che al Processo di Biscardi o altre televisioni private con le quali collabora proprio come se lavorasse ancora. Un piacevole impegno di presenza quotidiana che s`interseca al desiderio di recuperare quelle lunghe assenze dalla sede di via Marenco, dovute al suo impegno d`inviato speciale al seguito della Juventus. Un lavoro bellissimo che gli ha dato modo di conoscere il mondo in lungo e in largo. Bernardi nasce a Torino da mamma Margherita, ultranovantenne che adora, e papà Eligio tifoso granata DOC, amico di Ossola e Gabetto. Ci rimase un po` male papà Eligio, quando il figlio Bruno, all`età di sette anni, nel negozio di articoli sportivi di Parola, scelse la maglia della Juventus e non quella granata del Toro che, peraltro, gli era già stata regalata da papà nel periodo natalizio. Ricordi lontani nel tempo che s`intrecciano tra figure affettuose e momenti che fanno parte della sua sfera intima di uomo sensibile. Oggi, Bruno Bernardi è legato sentimentalmente a sua moglie Giovanna che egli definisce La mia luce. Nel periodo della guerra abitava a Torino, in Corso Valdocco e poi, a causa di un bombardamento, dovette trasferirsi con mamma e papà in Via Garibaldi. Barriera di Milano e Regio Parco sono i suoi quartieri preferiti, per avervi vissuto lunghi anni della sua vita. Era un bravo calciatore. Giocava con il Pino Maina e si atteggiava a Omar Sivori, il suo idolo, non solo nell`emulazione tecnica ma anche nel portare giù i calzettoni arrotolati alla caviglia, proprio come faceva il campione argentino. Giocò una volta sola contro la sua Juve al campo Combi nella categoria Juniores, segnando un memorabile gol e regalando la vittoria per 1 a 0 al Pino Maina, la sua squadra. E, tra tanto passato, ecco il riferimento alla Juventus di oggi che gli ricorda quella di Heriberto Herrera. Quella Juve vinse uno scudetto di misura davanti all`Inter, nonostante i nerazzurri di allora fossero superiori ai bianconeri dal punto di vista tecnico. Il Milan è avvertito. Ma, la squadra di Conte, per la sua cattiveria agonistica, per la continuità e per il modo di pressare a tutto campo l`avversario, Bernardi la paragona alla prima Juve di Marcello Lippi e la ritiene da podio, cioè classificabile nei primi tre posti del campionato. A maggio, ci sarà anche la finale di Coppa Italia contro il Napoli, un`occasione da non perdere. Poi, il riferimento a Del Piero è d`obbligo:Un grande campione cui ho dedicato un libro, grande classe, grande educazione in campo e fuori; purtroppo la carta d`identità lo penalizza e le logiche aziendali vanno oltre il rispetto per i giocatori considerati simbolo. Oggi il calcio è prevalentemente atletico e bisogna stare al passo con la vigoria fisica. Penso che Alex giocherà ancora un anno in America e, in futuro, farà parte del gruppo dirigente della Juventus. Il maestro è instancabile nel suo dire, ma è piacevole ascoltarlo come quando tiene a precisare che dal punto di vista professionale e personale, la Juventus gli ha dato tante soddisfazioni, avendola vista vincere per ben 19 volte, così come ha raccontato nel suo libro La Juventus, regina di Coppe. Poi, un ricordo speciale del suo amico e maestro Giovanni Arpino, scrittore, poeta e giornalista di grande qualità che gli attribuì affettuosamente il nome di Bibì: Con Giovanni nacque un feeling naturale; io avevo 33 anni e lui era un maestro, mai distante da nessuno. L`ho visto scrivere una colonna in otto minuti che, cronometrati, sono più o meno settanta righe scritte senza neppure una sbavatura. Abbiamo girato il mondo insieme per dieci anni, da Cruijff alla lattina in testa a Bordon. Arpino aveva vinto il premio Strega e il Campiello; per questo non dettava mai a braccio. Poi, come in un film, rivede i grandi campioni da Di Stefano a Sivori, Pelè, Maradona, Baggio, Paolo Rossi, Gigi Riva, Rivera, Mazzola, Platini, Scirea, Zidane, fino ad arrivare a Buffon, Del Piero, Giovinco, Marchisio, De Ceglie. Una carrellata di atleti e di uomini che s`identificano nel calcio di ieri e di oggi e del quale si fregia di essere amico. Tanti sono i suoi racconti legati al mondo del calcio e tutti di notevole interesse e qualità. E intanto, sul calar della sera, l`umidità provocata dalle acque del Po s`impone sul fievole tepore del sole di primavera. L`intervista con il maestro Bernardi volge al termine. E` stato bello incontrarsi, il tempo è volato via velocemente, quasi come il suo mezzo secolo di giornalismo. Ma il nostro è un arrivederci perché ci rivedremo a Milazzo in provincia di Messina il 13 luglio prossimo, in occasione di una conferenza stampa organizzata dai colleghi giornalisti siciliani. Sarà interessante e piacevole per noi giornalisti e per coloro i quali amano il calcio da sempre, ascoltare e rivivere attraverso le parole del maestro i trascorsi di un`esperienza professionale e umana di straordinaria intensità culturale.&nbsp; </P> <P>Salvino Cavallaro </P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P>&nbsp;</P> <P><BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR></P>FL0711FL0711bernabai.jpgSiNla-firma-storica-de-la-stampa-bruno-bernardi-il-luglio-a-milazzo-1005793.htmNo100451001,02,030104250
191004850NewsCoppeEuropa League, comincia l`attesa per la finale Atletico Madrid-Athletic Bilbao20120508161531atletico madir, athletic bilbaoStoricamente questa sarà la quarta finale tra le due compagini<P>La finale di Europa League di domani che si giocherà a Bucarest vedrà di fronte l'Atletico Madrid e l'Atletico Bilbao, le due squadre che hanno segnato di più nell'attuale edizione del torneo, rispettivamente 30 e 28 reti nei 14 incontri fin qui disputati.<BR>Le due compagini si presentano all'appuntamento dello National Arena di Bucarest con i loro più rappresentativi goleador, da un lato il colombiano Radamel Falcao(10 gol) e dall'altro Fernando Llorente(7 reti) .</P> <P><BR>Falcao non è solo il bomber dell'Atletico M. ma anche il capocannoniere della competizione, ex aequo con l'olandese Jan Huntelaar dello Schalke 04. Adrián Lopez con 8 e l'argentino Eduardo Salvio con 4, sono gli altri realizzatori della squadra diretta dall'argentino Diego Simeone. L'ex juventino Diego Ribas, invece, è il miglior assistman del torneo con 6 passaggi decisivi a rete.<BR>Nell'Atletico Bilbao seguono Llorente, Markel Susaeta e Iker Muniaín con 5 reti realizzate e Óscar de Marcos con 4. Insieme hanno realizzato 21 delle 28 reti della squadra basca. </P> <P><BR>L'incontro sarà diretto dal tedesco Wolfgang Stark alla sua prima finale.</P> <P><BR>Domani si troveranno di fronte i due tecnici argentini Diego Simeone, vecchia conoscenza del calcio italiano, e Marcelo Bielsa. Due amici contro alla ricerca della vittoria in una competizione europea. Un successo ottenuto in precedenza solo da altri 3 allenatori argentini: Alfredo Di Stefano, Helenio Herrera e Luis Carniglia. <BR>La vittoria più recente è stata quella di Di Stefano che vinse la Coppa delle Coppe nel 1980 allenando il Valencia; Helenio Herrera conquistò due Coppe dei Campioni nel 1964 e nel 1965 allenando l'Inter; due Coppe dei Campioni allenando il Real Madrid(1958 e 1959) ed una Coppa delle Fiere(1961) allenando la Roma, per Carniglia. <BR>Nuova sfida dunque tra Simeone e Bielsa, che si reincontrano un mese e mezzo dopo il loro primo incontro in Liga. Vinse l'Atletico Madrid 2-1.<BR>Entrambi si conoscono da moltissimi anni, quando uno era giocatore e l'altro selezionatore della nazionale argentina. Hanno partecipato insieme al mondiale del 2002.</P> <P><BR>Storicamente questa sarà la quarta finale tra le due compagini. Le tre precedenti, tutte di Coppa del Re vedono in vantaggio i baschi per 2-1. Mentre se si analizzano i precenti di campionato i biancorossi di Madrid sono in vantaggio con 64 vittorie contro le 59 dell'Atletico Bilbao su 150 partite disputate.<BR>L'unica finale europea dell'Atletico è stata quella persa del 1977 contro la Juventus in Coppa UEFA che allora si giocava al meglio di due partite.<BR>Per l'Atletico, invece, sarà l'ottava finale di una competizione UEFA, compresa la Supercoppa europea 2010 e la Coppa Intercontinentale del 1975. Inoltre, è stato proprio l'Atletico Madrid a vincere la prima edizione della Uefa Europa League, nella stagione 2009-10, battendo il Fulham per 2-1 ad Amburgo.<BR>Per una delle due squadre, domani sera a Bucarest, la vita può diventare meravigliosa.</P>FL0411FL0411europa league.jpgSiNeuropa-legaue-finale-atletico-madrid-athletic-bilbao-1004850.htmSi100427901,02,03030360
201004160NewsCalciomercatoGenoa, anche Del Neri per la prossima stagione20120419083130genoa, del neriSi allontana Sannino<P>Ancora in lotta per la salvezza, il <STRONG>Genoa</STRONG> di <STRONG>Enrico Preziosi</STRONG> sta già comunque programmando il futuro societario e tecnico. Per la poltrona di Direttore Sportivo è ormai fatta per l'arrivo di Sean Sogliano, il quale prenderà il posto di Stefano Capozucca, ma il club rossoblù monitora anche la situazione relativa agli allenatori.</P> <P>Con <STRONG>Giuseppe Sannino</STRONG> più volte accostato alla panchina del grifone, ecco spuntare un nome tanto amato dai cugini blucerchiati: <STRONG>Luigi Delneri</STRONG>. Stando a quanto riferisce <EM>il Corriere Mercantile</EM>, il presidente Preziosi sta pensando da diverso tempo al tecnico di Aquileia, che accetterebbe ben volentieri la proposta. Delneri a giugno concluderà il proprio impegno contrattuale con la Juventus e sarà libero di accasarsi altrove. Contestualmente le quotazioni di Sannino in rossoblù sarebbero in ribasso, visto il forte interessamento del Palermo.</P> <P>&nbsp;</P>C1000009adm001adm001del neri.jpgSiNgenoa-panchina-futuro-tecnico-del-neri-sannino-1004160.htmSiT1000022100075701,02,03030407
211003783NewsCampionatiCalcioscommesse, rischiano dieci club di Serie A20120409141531calcioscommesse, serie a, juventus, milanEntro fine aprile ci saranno i primi deferimenti<P>Tolta la corsa-scudetto, come riferisce <EM>La Repubblica</EM>, (<STRONG>Juventus </STRONG>e<STRONG> Milan</STRONG> con questa storiaccia non c'entrano nulla), tutto il resto, dalla volata-Europa alla lotta-salvezza, rischia di essere spazzato via nei prossimi mesi. Che si gioca a fare da qui sino a maggio se davvero rischiano di essere coinvolte 10 squadre di A? E' un campionato virtuale quello cui stiamo assistendo? Le classifiche saranno sconvolte? Entro fine aprile ci saranno i primi deferimenti di Stefano Palazzi, il superprocuratore Figc che con il suo staff sta lavorando a tempo pieno (in settimana audizioni eccellenti, fra cui Mauri e Brocchi): riguarderanno le carte di Cremona. Per quelle di Bari, con il terremoto di questi giorni (vedi Masiello e c.), si dovrà ancora aspettare. Poi, potrebbe arrivare anche Napoli... Non si finisce più con il calcioscommesse ma la colpa è dei Masiello, dei Doni, degli Zamperini, eccetera. Di un calcio fortemente inquinato alle sue radici da anni. Di dirigenti e allenatori (Bari per esempio) che come minimo dormivano e non si accorgevano di nulla. Come detto, i club di A coinvolti, e a rischio, potrebbero essere addirittura la metà, dieci:&nbsp; Atalanta (già punita con un meno 6 e ora coinvolta in altre due gare); Bologna, Cesena; Chievo; Genoa; Lazio; Lecce; Novara; Siena; Udinese. In serie B nei guai (seri) il Bari e la Sampdoria. Molti coinvolti anche in Lega Pro. Ma non tutte queste squadre potrebbero essere già punite&nbsp; con il processo-bis (poi ci sarà il ter, eccetera eccetera...) che si terrà&nbsp; forse a giugno-luglio (la Figc, se possibile, preferirebbe ad Europei appena chiusi). Sconti di pena per chi collabora, e stavolta sono parecchi. Un anno per omessa denuncia (e dovrebbero essere tantissimi); cinque anni con radiazione per chi ha taroccato, o tentato di taroccare le partite; due anni per chi ha "solo" scommesso. E i club? Rischiano da tre punti di penalizzazione in su. Se ci sono dirigenti coinvolti, prevista la retrocessione. Le penalizzazioni devono essere afflittive. Esempio:&nbsp; devono cancellare un traguardo (la qualificazione Uefa o la salvezza). E se un club finisce a metà classifica, lontano da tutto? I punti di penalizzazione li sconta nella stagione successiva: così si creano disparità, è vero. Ma non c'è nulla da fare, anche perché sia Coni che Figc vogliono che i processi si tengano in questa stagione sportiva e quindi la stragrande maggioranza delle condanne saranno applicate a questo campionato, anche se già chiuso.&nbsp; Ricordiamo, inoltre, che in base alle regole Uefa&nbsp; chi è condannato per illecito sportivo non si può iscrivere a nessuna Coppa europea.</P> <P>Tema amnistia: Giovanni Petrucci, n.1 dello sport italiano, ha ribadito che non se ne parla. Giusto. Non scherziamo nemmeno: troppo comodo, che segnale di serietà sarebbe? E poi, chi ha pagato in passato che direbbe? Lo sport deve dare un colpo durissimo a questo marcio che sta venendo pericolosamente a galla e forse è peggio ancora del (vecchio) Calciopoli, lì almeno i soldi non erano girati e ora si è scoperto pure che le partite non erano truccate. Michel Platini tuona, preoccupatissimo, contro l'ondata del calcio scommesse che invade non solo l'Italia:"Chi bara, squalifica a vita". Giancarlo Abete sostiene, con convinzione assoluta, che ci vuole "tolleranza zero".&nbsp; La Lega di serie A finalmente si sveglia: il 20 aprile, per la prima volta, sollecitata dall'Inter, parlerà del problema-scommesse. D'accordo che la responsabilità oggettiva, in molti casi, è estremamente penalizzante per i club, ma per ora esiste, è un caposaldo del calcio (anzi, dello sport), e quindi va applicata: semmai, se ne parlerà per il futuro. La Lega Pro, in questo (e in altro) , è all'avanguardia:&nbsp; si è dotata, per prima (ed unica sinora), di un sistema di controllo sulle scommesse. Ha studiato un codice etico. "Quando il treno parte, non si ferma più...", sostiene il direttore generale Francesco Ghirelli. Ora c'è attenzione massima ai calciatori: in caso di gare "sospette" subito segnalazione alla procura federale e quindi alla procura della Repubblica. Le altre Leghe, per ora, non si sono ancora mosse su questo fronte: quella di A, come detto, ne parlerà il 20 aprile. Non solo soldi, quindi... La Figc in futuro, speriamo presto, si doterà di una Procura federale all'altezza. Non che Palazzi e i suoi non lo siano. Anzi, sono preparati. Ma non ce la fanno. La diaria (30-40 euro) al giorno è bassissima, non viene pagata nemmeno l'assicurazione quando usano mezzi propri. Che 007 sono? Sono ex questori, avvocati, ex magistrati (il Csm vieta l'impiego di quelli in attività) che lo fanno con grande passione. Ma un po' di malcontento c'è e il pool di Palazzi ha mezzi troppo scarsi per spazzare via questo marcio che sta inquinando (anzi, ha inquinato) il nostro calcio. Speriamo che Abete questa estate voglia provvedere.</P>C1000009,C1000075adm001adm001masiello andrea.jpgSiNcalcioscommesse-serie-a-milan-juventus-1003783.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000083,T1000085,T1000086,T1000087,T1000088,T1000091,T1000092,T1000093,T1000094,T1000096,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101,T1000102,T1000081,T1000082,T1000089,T1000090,T1000095,T1000084100075701,02,03,06,07,09030259
221003370NewsCampionatiLazio, ag. Mauri: «Calcioscommesse? Stefano è tranquillo. Ora pensa alla Champions League»20120329133130lazio, mauriE` un semplice interrogatorio, lui continua ad allenarsi e ad impegnarsi come prima<P>Tiziano Gonzaga, agente di Stefano Mauri, ha parlato a cittàceleste.it del suo assistito coinvolto nel ciclone del calcioscommesse: "Interrogatorio? Lui è tranquillo. Era tranquillo prima, sta bene, si sente bene. E' un semplice interrogatorio, lui continua ad allenarsi e ad impegnarsi come prima". In una stagione importante per la Lazio, che si ritrova terza a 9 giornate dal termine del campionato, Stefano Mauri ha saltato diversi mesi: "Peccato che sia mancato per tanto tempo. Aveva iniziato in maniera eccellente la stagione. Quando poi si è fatto male è stato programmato un intervento chirurgico concordato, con rientro previsto a fine Marzo. Lui ha fatto di tutto per tornare già a Febbraio. Ha lavorato duramente, con professionalità e dedizione per questa maglia al fine di tornare. Ha dimostrato attaccamento alla Lazio."</P> <P>Sulla corsa Champions League: "E' tornato per il rush finale. Ci sono diverse squadre che si contendono il posto. La Lazio è davanti, ma tutto è ancora in gioco. Facendo gli scongiuri del caso, speriamo che si arrivi alla competizione europea più importante".</P>C1000009adm001adm001mauri.jpgSiNmauri-roma-lazio-1003370.htmSiT1000018100075301,02,03030181
231002832NewsCampionatiCapozucca, ds Genoa: «Destro e Palacio alla Roma? Tutto è possibile»20120316161531destro, palacio, capozucca, genoa, romaNoi siamo concentrati sul finale di campionatoIl futuro del Genoa sarà con Marino? Noi siamo concentrati sul finale di campionato, non abbiamo fatto un campionato come pensavamo potesse essere. Non guardiamo al futuro ma alle prossime importanti partite. Destro ha parlato bene della Roma. E` possibile una trattativa? Ovvio che sia un interesse per tutti andare a giocare nella Roma, un`ambizione per tutti. Noi ora non parliamo di mercato ma siamo concentrati su una posizione di classifica che non ci fa stare tranquilli. Palacio? Io posso dire che i rapporti tra Genoa e Roma sono ottimi, tutto è possibile. Sono le parole di Stefano Capozucca, direttore sportivo del Genoa, ai microfoni di Te la do io Tokyo su Centro Suono Sport.C1000009adm001adm001palacio.jpgSiNdestero-palacio-genoa-roma-1002832.htmSiT1000012,T1000022,T1000025100075301,02,03030206
241002047NewsCampionatiAtalanta, Marino: «Pensiamo solo alla salvezza, anche se abbiamo i punti per l`Europa»20120227170131marino, atalantaE` un successo che volevamo a tutti i costi centrare, ci siamo riusciti e son felice perché è il frutto di un lavoro attento e accurato avviato sin dal mertedì<P>L'Atalanta strapazza la Roma con un secco 4-1. Gli uomini di Luis Enrique non entrano mai in partita, a fare la differenza è tutta la squadra di Stefano Colantuono che interpreta al meglio la sfida contro i giallorossi. Questo il punto del Direttore Tecnico, riportato da <EM>tuttoatalanta</EM>,&nbsp;della Dea <STRONG>Pierpaolo Marino</STRONG>.</P> <P>Direttore, una vittoria che entrerà nelle pagine di storia di questo club: Roma sconfitta con un poker al Comunale.<BR>«E' un successo che volevamo a tutti i costi centrare - confida a TuttoAtalanta.coim -, ci siamo riusciti e son felice perché è il frutto di un lavoro attento e accurato avviato sin dal mertedì».</P> <P>Roma imbrigliata, o meglio sconfitta e colpita nei punti deboli.<BR>«Questo successo va ripartito non alle prestazioni di ciascun componente della squadra che ha interpretato alla perfezione l'incontro e, soprattutto, all'allenatore Colantuono: ripartenze veloci, pressing alto e concretezza nel sfruttare le palle-gol a disposizione».</P> <P>Ritorna al gol Denis, ma non si accontenta..<BR>«German è un giocatore che ha ritrovato, contro la Roma, la gioia più grande per un attaccante, cioè il gol. Ha trascorso un periodo difficile solo per questo digiuno, ma per noi Denis è sempre stato fondamentale nel nostro gioco anche nelle sfide in cui non era andato in rete. E' una punta completa, esperta e che tanto fa piacere alla società che ha investito su di lui vederlo là in alto in classifica marcatori».</P> <P>E Marilungo?<BR>«Sta crescendo in maniera notevole sotto la chiave della continuità delle sue prestazioni, grazia anche allo spazio e alla fiducia che è riuscito meritatamente a ritagliarsi. Ha lottato come se fosse stato il primo difensore dell'Atalanta nella fase di non possesso contro la Roma, cinico e altruista sottorete. Ma non è l'unico che piace in avanti..».</P> <P>Cioè?<BR>«Mi riferisco a Moralez, che ha compiuto una prestazione di grande classe e qualità. Ha attraversato un periodo buio, ma tutti noi sapevamo della forza e tecnica di questo giocatore. Son felice che abbia regalato, davanti ai suoi tifosi, una prestazione da Maxi. Moralez è questo, imprevedibile e in grado di dare un valore aggiunto ad una squadra. Siamo felici di averlo tra le nostre fila e non da avversario».</P> <P>E' una Dea che ha meritato il successo, una gara perfetta. Demeriti della Roma?<BR>«Darei i meriti, giustamente, ai miei ragazzi perché sono stati bravissimi ad intercarlarsi con la perfetta mentalità contro una delle squadre più forti di questo torneo, per gioco e qualità in rosa. Battere la Roma per l'Atalanta significa che la strada intrapresa è quella giusta, a partire dalla conferma del suo miglior direttore d'orchestra, cioè Stefano Colantuono».</P> <P>Dando un'occhiata ai risultati Direttore: Siena e Lecce vincenti. <BR>«Non dobbiamo pensare troppo agli altri - taglia corto sul tema Marino - Dobbiamo pensare a vincere e fare la corsa su noi stessi. Abbiamo i punti per sognare e puntare all'Europa League, ma non siamo affatto salvi. Dobbiamo continuare su questa direzione e in un approccio simile contro chiunque».</P> <P>E ora l'Udinese di Di Natale, bomber a confronto con il nostro Denis.<BR>«Ogni sfida è difficile, questa Serie A ci conferma che nulla è scontato. Sono convinto che l'Atalanta saprà farsi rispettare al Friuli. Godiamoci questo meritato successo e poi pronti per l'Udinese».</P>C1000009adm001adm001marino pierpaolo.jpgSiNatalanta-roma-marino-1002047.htmSiT1000010100075701,02,03030147
251001752NewsCampionatiCalcio Scommesse: dal 28 riprendono le audizioni20120221183130doni, atalanta, scommesseSi riprende con GervasoniAl via le nuove audizioni della procura della Federcalcio per la fase due dell'inchiesta di Cremona sul calcioscommesse: il primo ad essere ascoltato dall'ufficio di Stefano Palazzi sara' Carlo Gervasoni, giocatore della Cremonese, martedi' 28 febbraio. Il giorno dopo tocchera' a Cristiano Doni.C1000009,C1000075adm001adm001pallone 2.jpgSiNscommesse-doni-atalanta-1001752.htmNoT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000013,T1000014,T1000015,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000083,T1000085,T1000086,T1000087,T1000088,T1000091,T1000092,T1000093,T1000094,T1000096,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101,T1000102,T1000081,T1000082,T1000089,T1000090,T1000095,T1000084100075701,02,03,09030136
261000764NewsCalciomercatoBologna, ipotesi Inzaghi20120126100559pippo inzaghi, milan, pioli, bolognaColpo in vista per il BolognaIl Bologna di Stefano Pioli sogna&nbsp;Pippo Inzaghi, che oramai&nbsp;non trova spazio al Milan. Un&nbsp;sogno last minute da provare a confezionare in tempi rapidissimi, visto che manca pochissimo alla chiusura del mercato. (<A href="http://www.gazzetta.it">www.gazzetta.it</A>)<BR><BR>C1000009ivomesivomesfilippo-inzaghi.jpgSiNinzaghi-bologna-milan-1000764.htmSibologna,T1000020,T1000027100075401,02,03,07030188

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