STEFANO ABATANGELO, QUANDO IL PUGILATO È ESEMPIO DI VITA.


Chi pensa che il pugilato sia uno sport feroce,
adatto a chi è dotato soltanto di forza fisica, probabilmente non conosce a
fondo i meccanismi di questo antico modo di duellare su un ring contro uno
sfidante. Stefano Abatangelo tornato
sul trono nazionale dei mediomassimi a giugno dello scorso anno, è un pugile
che sa di vita, di esperienza, di lavoro e sacrifici. Nobile di pensiero e fine
conoscitore di filosofie di vita che sono il retaggio di un’educazione
famigliare che gli ha trasmesso i veri valori umani, Stefano ama questo sport
fin da ragazzino. “Nel pugilato devi metterci soprattutto
cervello. Su ogni cosa, è la testa che comanda tutto. Senza di quella non si va da nessuna parte”. Sono pillole
di saggezza che escono spontanee dalla bocca di Stefano Abatangelo, 37enne campione italiano dei mediomassimi e
professionista dal 2005. Il suo palmares parla di 20 vittorie (6 prima del
limite), un pareggio e sei sconfitte. Nella sua carriera ha conquistato 2
titoli italiani, ha combattuto e perso 2 titoli europei, prima in Germania nel
2013 contro Braehemer e poi in Danimarca nel 2014 contro Skoglund. Sconfitte
che sanno di dignità morale e di forza mentale, per essere riuscito ad ultimare
questi incontri perdendo ai punti. Poi, il 25 maggio scorso, in un incontro
internazionale sugli 8 round, organizzato come match di preparazione ad un evento
intercontinentale, Stefano Abatangelo ha battuto alla quinta ripresa Mile
Nikolic per kot. Ma ciò che impressiona di questo pugile campione dei
mediomassimi di Montanaro in provincia di Torino, è la qualità della persona
capace di non fermarsi mai davanti a nulla. Il coraggio è il suo pane
quotidiano e l’intelligenza è il suo supporto di vita. Ma Stefano è un
lavoratore instancabile capace di dividersi tra mille impegni, cui fa fronte
ogni giorno con assoluta capacità personale. A nessuno fa mancare il suo
apporto, si parli della famiglia, piuttosto che del lavoro nel suo banco di generi
alimentari al mercato di Corso Racconigi a Torino, che divide con la fatica
degli allenamenti in palestra in preparazione a match da disputare. E’ come
svestirsi dell’abito di tutti i giorni e poi andare in palestra, infilare guantoni,
scarpette e pantaloncini e allenarsi a dovere. Due momenti che racchiudono la
sua giornata, in cui nulla fa mancare a nessuno. Ai figli, alla moglie, ai suoi
affetti più cari, ai suoi clienti di mercato, ma anche agli amici che passano,
lo salutano e desiderano sapere come va, cosa si dice e cosa si fa. Per tutti c’è
un’attenzione particolare da parte di Stefano, e una stretta di mano o una sana
pacca sulle spalle non si nega a nessuno. E poi quel suo modo di intrattenersi
con la gente per raccontare un po’ di lui, di com’è realmente, di cosa pensa
del suo sport preferito, del suo mondo, delle sue abitudini e della sua
giornata che inizia sempre di buon mattino. Estate o inverno, Stefano
Abatangelo è sempre là, a guadagnarsi da vivere per lui e la sua famiglia con l’orgoglio
di esporre le foto e le locandine dei suoi match di pugilato. Sì, Stefano è un
grande personaggio, è la serietà fatta in persona, e tutto ciò che la vita gli dà,
se l’è guadagnato con il sacrificio, con la forza e la determinazione di chi
non deve dire grazie a nessuno se non a se stesso. Questo è Stefano Abatangelo, campione italiano
dei mediomassimi. Un esempio, cui non ti basta mai ascoltarne i pensieri.
Salvino
Cavallaro