MIHAJLOVIC SOSTIENE LA RICERCA CONTRO LE LEUCEMIE.


“Sono
passati quasi sette mesi dal trapianto. Il peggio dovrebbe essere passato, ma
ci vuole un anno prima che si torni alla normalità, ma dipende da persona a
persona”. A parlare è Sinisa
Mihajlovic, l’ex calciatore e attuale allenatore del Bologna che scende in
campo per sostenere la ricerca sulle leucemie,
sui linfomi, sul mieloma e finanziare il lavoro di 30 giovani ricercatori dell’Istituto
Seràgnoli del Policlinico Sant’Orsola di Bologna. Oggi più che mai, l’esperienza
che sta vivendo Mihajlovic mi ha
fatto riflettere molto sul significato del dolore e dell’improvviso destino che
in un attimo ti cambia la vita, quasi fosse l’appuntamento con il conto salato da
pagare. Sono pensieri che sorgono spontanei soprattutto in questo periodo di post
lockdown legato al covid 19 che ci ha forse cambiato, reso più vulnerabili e in
qualche modo anche ferito nell’anima. Stesse le paure, uguali le ansie,
medesimo il senso del dolore legato alle morti di una pandemia che ha distrutto
tutto in maniera disumana. E allora penso quanto sia importante fare qualcosa
per gli altri, per chi soffre, per chi si sente solo e si domanda quel “Perché proprio a me” che non ha
nessuna risposta. Penso che questa domanda se la sia fatta chissà quante volte
anche Mihajlovic fin dal primo
momento in cui gli è stata diagnosticata la sua grave malattia. Lui come tanti
altri al mondo che lottano per la vita e per riassaporare il gusto
inconfondibile di quelle cose semplici che non hai saputo apprezzare durante il
vorticoso incedere verso non si sa bene cosa, che non ti ha fatto ragionare a
fermarti un attimo per riflettere cos’è la vita. E allora ti rammarichi di
avere sprecato il tempo nel non sapere viverla la vita, così com’è giusto che
sia nella sua unicità e non ripetitivo dono che la natura ci ha regalato fin da
quando siamo venuti al mondo. Ma c’è qualcosa di strano nell’essere umano che
sembra mettere al centro la ragione soltanto quando si è in difficoltà,
soltanto quando la sofferenza prende il sopravvento. Quasi fosse l’unico motivo
per maturare sentimenti che hanno bisogno di essere stimolati dal dolore per
risvegliare tutto ciò che è sopito in quell’angolo nascosto di noi. “C’è una grande soddisfazione nel sapere
che puoi salvare una vita” - dice Mihajlovic – “se avessi saputo, avrei donato
il midollo. Un piccolo sacrificio per chi lo fa, ma un grande dono per chi lo riceve.” Ecco, credo proprio che in
questa frase ci sia racchiuso il rimpianto di ciò che avremmo dovuto essere
quando non siamo stati.
Salvino
Cavallaro