ARBITRI, DAL MONDIALE A VALERI: PENSIAMO, PRIMA DI PARLARE


Dopo le polemiche per l`arbitraggio di Brasile-Croazia ai Mondiali, non si smette di discutere sull`argomento. Nonostante tutto, gli arbitri italiani sono ancora sotto accusa.
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06/12/2014 -

Il corretto o meno arbitraggio, con il recente caso di polemiche da parte dell'Udinese verso Valeri settimana scorsa, è ogni giorno argomento di dibattito in salitti tv e giornali. Basti pensare a qualche mese fa, durante il match inaugurale di Brasile 2014.


Il Mondiale era iniziato da appena 70 minuti e le polemiche infiammarobo già televisioni e giornali di tutto il mondo. “Rigore o no rigore?” era, è il dilemma amletico dell'uomo moderno, una domanda così problematica che nemmeno quell'inglese di Shakespeare sarebbe riuscito a dar risposta, a meno che non fosse capitato ai Leoni contro l'Italia. 

Certo è che la risposta data dall'arbitro Yuichi Nishimura, l'unico che la sera della partita inaugurale del Mondiale e oggetto di mille polemiche Brasile-Croazia, non ha convinto quasi nessuno. Anzi, a colpi di replay e moviola il “quasi” non ci sta neanche più. Quel rigore non s'era da dà, citando i Bravi del Manzoni che di calcio sapeva poco o niente, non certo per colpa sua. Ma l'opinione di tutti è questa e le immagini lasciano ben poco spazio all'immaginazione.

Ora provate voi a trovarvi lì, sul campo dell'immensa Arena Corinthias di San Paolo, davanti a oltre 60 mila spettatori “in carne e ossa” e quasi 11 milioni davanti alla tv in tutto il mondo. Un boato immenso, voci e cori che si mischiano e il caldo soffocante del Brasile. La tensione che ti opprime, azioni veloci come un battere di ciglia e rovesciamenti di campo che pretendono scatti alla Usein Bolt. 

Concentratevi sulla scena adesso: area di rigore, Fred con le spalle alla porta e il pallone tra i piedi. Tenta di girarsi, il difensore Lovren lo tocca e il brasiliano, colpito a morte forse da qualcuno sugli spalti frana a terra...il dilemma lo risolve Nishimura, prima ancora che qualcuno se lo ponga. Fischio, corsa (abbastanza curiosa, sembrava Holly e Benji) verso il fondo dell'area indicando il dischetto e giallo al croato. In sincerità, siete sicuri che non avreste dato rigore anche voi? 

In meno che non si dica in tutto il mondo scoppia la polemica. “Servilismo arbitrale” è la cosa più delicata che si sente dire, insieme a svariati epiteti verso il fischietto giapponese degni di frequentatori di osteria. Twitter ovviamente si riempie di esclamazioni di dissenso, insulti all'arbitro e al Mondiale che si presenta come una farsa per favorire il Brasile. 

Nell'immaginario collettivo tornano alla mente le prestazioni molto poco condivisibili dell'arbitro Byron Moreno durante la Coppa del Mondo 2002, quando la stampa italiana (e non solo) diede a lui la colpa della sconfitta degli azzurri contro la Corea del Sud.

Criticare l'arbitro è un'abitudine vecchia come il mondo, siamo tutti super esperti e maghi della tattica per cui possiamo permetterci di mettere alla gogna qualcuno soltanto perché è stato tradito da una svista o un calo di concentrazione durato un millesimo di secondo. Cosa che in un evento importantissimo come il Mondiale non dovrebbe capitare mai, ma gli arbitri sono esseri umani come tutti. È questo che tanti non ricordano facilmente, ieri come oggi dopo ogni faticoso weekend calcistico. Perfino i più bravi opinionisti e commentatori sportivi.  

Timothy Dissegna

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