CALCIO, IL MONDO DILETTANTISTICO CHIEDE AIUTI ECONOMICI.


E’ un grido di dolore, quello
urlato dalle società di calcio dilettantistiche italiane. Una situazione
drammatica, che dal punto di vista economico e sociale investe le tante aree e
impianti sportivi i cui sostegni sono venuti a mancare in maniera esponenziale.
Se pensiamo che in tempi normali le società di calcio dilettantistiche si
arrabattano per far quadrare bilanci fatti di piccoli introiti dovuti alle
iscrizioni dei tesserati, al consumo di caffè, panini e quant’altro nei vari
bar interni, alle molteplici iniziative sportive e sociali per raggranellare
qualche euro in più e dare continuità alle strutture, non possiamo fare altro
che constatare il danno provocato dalla lunga chiusura imposta dai vari decreti
ministeriali imposti a causa del contagio del covid 19. Ma c’è ancora il vuoto
economico creato dalla mancanza dell’affitto dei vari campi di calcio che
rappresentano forse il maggior introito, nonostante le spese dovute alla luce,
all’acqua, alla pulizia e l’igienizzazione delle docce, dei bagni e la cura del
manto in erba o sintetico dei vari campi. E c’è poi il lato ludico e sociale
che tutte le società di calcio dilettantistiche del Piemonte e di tutta Italia
garantiscono ai bambini e alle loro famiglie, che in questa situazione viene
ovviamente a mancare. A Torino il presidente del Cit Turin Angelo Frau, lamenta
come tanti altri responsabili del settore, le difficoltà economiche ingenti e
chiede aiuti allo Stato, alla Regione e alla Federazione Gioco Calcio, per una
ripresa che non può più attendere, pena la chiusura degli impianti. Una
situazione gravissima, sintetizzata chiaramente dal Presidente Frau che si fa da tramite al grido comune di aiuto
immediato, invocato anche da parte di tanti altri presidenti di società di
calcio dilettantistiche. Così dice il presidente Frau: “Questo stop ci è costato circa 150 mila euro: sono mancate
le entrate degli affitti dei campi, quelle delle partite e di tutti i tornei,
che a loro volta creavano introiti connessi, quali ad esempio quelli del bar.
Difficoltà delle famiglie? Dico che a livello nazionale deve essere previsto un
aiuto diretto che copra almeno in parte la quota d’iscrizione individuale. Nel
calcio, come in qualsiasi sport. Sono certo che la nostra Federazione manterrà
gli impegni e adatterà i costi di iscrizione per la nuova stagione”. La società di Angelo Frau consta di 700 tesserati, ed è
tra le società dilettantistiche più importanti del tessuto pallonaro piemontese.
Una realtà che per volere del suo presidente ha molteplici altre iniziative
oltre il calcio, che arricchiscono l’interesse sociale e promuovono quell’aggregazione
da sempre importante nella formazione dei ragazzi, e che oggi, in un momento in
cui si raccomanda il distanziamento da tutto e da tutti, si predilige la
chiusura ermetica piuttosto che il sopraggiungere del pericolo di contagio
virus. Ma se vuole Dio questo momento passerà, e quando si ritornerà a vivere
la vita vera, in che stato saranno le società che si sono accollate spese di
acqua, luce e tanto altro, pur restando chiuse? Dunque, si dia una mano di
aiuto a chi sta soffrendo una situazione di incredibile difficoltà economica,
che a cascata va anche a colpire le famiglie, i ragazzi e tutto ciò che si
chiama VITA DELLO SPORT!
Salvino Cavallaro