E’ UFFICIALE, LA JUVE HA SCELTO SARRI


Alla Juve è rivoluzione
copernicana. Dalla tecnica, alla tattica, dal vestito elegante, alla tuta, dal
pragmatismo di Max Allegri, all’ossessione maniacale di un calcio sarriano perfetto
nei passaggi, nel pressing alto, nel continuo correre e verticalizzare il
gioco. Ma basterà al popolo juventino vedere un buon calcio con il punto
interrogativo di continuare a vincere? Questo lo sapremo cammin facendo! Al momento
possiamo solo commentare che alla Juventus è finalmente arrivata la fumata
bianca: “Habemus Sarri” e poi eventualmente, “morto” un Sarri se ne fa
un altro. Scherziamo, naturalmente! Ma c’è qualcosa di nuovo in questo agire
della triade Agnelli, Paratici, Nedved, ed è la
consapevolezza di volere cambiare aspetto a una Juventus che ha bisogno di
essere rinfrescata dal punto di vista tattico e quindi del bel gioco sul campo.
Si passa dall’essenzialità alla ricerca di un calcio brillante, moderno e più
consono a quelli che sono i canoni dell’attuale football europeo, quello che
tutti gli anni ammiriamo in Champions, piuttosto che in Premier League. Ma, per
far questo, si prevede pure una sorta di cambiamento anche per quanto riguarda
gli interpreti, visto che alcuni giocatori che fanno parte dell’attuale rosa
della Vecchia Signora, non avrebbero le caratteristiche tecniche per soddisfare
il gioco voluto da Sarri. Insomma, è come dire che cambiando il maestro di musica
è inevitabile che cambino pure i suonatori. Signori si cambia, perché con l’arrivo
del sessantenne Maurizio Sarri si passa a qualcosa che era inimmaginabile soltanto
qualche tempo fa, nel regno dello stile Juventus. E ci piacerebbe sapere cosa
ne pensa da lassù l’Avv. Giovanni Agnelli, nel vedere la sua Juve così legata a
certi valori nella cura dell’immagine - dentro e fuori dal campo - che decide
dopo una lunga e ponderata analisi, di cambiare l’abito indossato per tanti
anni. Ma forse è il frutto di un calcio che cambia nella sua fase culturale,
più che in quella tecnica e tattica. Svanisce dunque il sogno di tanti tifosi
juventini che sulla panchina bianconera avrebbero voluto vedere Pep Guardiola.
Un matrimonio che non si è potuto fare, nonostante i ripetuti corteggiamenti,
le speranze, i mille contorti ragionamenti che sono stati il frutto del nulla. E così la Juve nel primo pomeriggio di oggi,
ha annunciato ufficialmente sul proprio sito l’arrivo dell’ex allenatore di
Napoli e Chelsea, con un contratto triennale che lo legherà alla società
bianconera fino al 2022. Pensiamo che Maurizio Sarri prima di firmare, abbia
valutato i pro e i contro di venire ad allenare la squadra della società prima
in Italia, dove “Vincere è l’unica cosa che conta”. Lui sa che al suo gioco
brillante deve aggiungere inevitabilmente la vittoria in Champions League con l’annesso
nono scudetto consecutivo. Altrimenti, se così non sarà, per lui si potrà
parlare di fallimento. Ecco, diremmo che a tutto ciò che la Juve ha saputo fare
in questi anni, Sarri deve apportare l’armonia e la brillantezza di gioco, fermo
restando la mentalità di vincere. Ci riuscirà a ribaltare anche culturalmente
quel suo grossolano modo di essere anti juventino davanti ai media e agli
stessi tifosi? Certe cose non si cambiano con l’esile vento che spira oggi a
suo favore, perché c’è da constatare tutta una serie di cose. Intanto vediamo
come si presenta il giorno di buon mattino, per il resto si vedrà. Vincere crea
entusiasmo, fa allontanare i cattivi pensieri e fa persino diventare amici i
più acerrimi nemici. E’ il calcio del nostro tempo, capace di rimuovere offese
che sembravano incancellabili.
Salvino Cavallaro