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11013796NewsEditorialeLe notizie dal fronte bianconero2021062811:48Allegri e la Juventus preparano la nuova stagione calcistica.<p>Mentre procede il Campionato Europeo e l'Azzurro Italia che scender&#224; in campo venerd&#236; prossimo per affrontare i quarti di finale contro il Belgio, la programmazione della Juventus va avanti con la data fissata per il ritrovo dopo le vacanze e il mercato che tra entrate e uscite comincia a vivere il suo periodo pi&#249; intenso. La Vecchia Signora si raduner&#224; agli ordini di Max Allegri il 14 o il 15 luglio (tranne gli azzurri che avranno naturalmente una o pi&#249; settimane di permesso prima del rientro alla base) e rimarr&#224; tutto il periodo della preparazione alla Continassa e al suo JHotel, l&#224; dove il gruppo dei calciatori potr&#224; pranzare, riposare ed allenarsi nella vicina struttura che comprende campi di calcio, palestre e piscine. Comincer&#224; anche il periodo delle visite mediche presso il JMedical e secondo quanto reso noto dalla societ&#224; bianconera, &#232; molto probabile che l'unica partita amichevole pre campionato si svolger&#224; al Camp Now contro il Barcellona di Messi. Per il resto si attende la decisione di Cristiano Ronaldo che ieri con il suo Portogallo &#232; stato eliminato dal Belgio. Resta o va via? Decisione ancora lontana, ma Cherubini si porta avanti con il lavoro programmando incontri per l'acquisto di Locatelli, e Dusan Vlahovic della Fiorentina. C'&#232; poi da vedere di sistemare il possibile ritorno alla base di Pjanic e la partenza di Demiral, Arthur, Frabotta, Ramsey, mentre si procede a grandi passi per rinnovare il contratto a Dybala. Al momento &#232; tutto in working, ma le scelte di Allegri sono gi&#224; abbastanza chiare, almeno per quanto riguarda l'utilit&#224; di Dybala e Morata. Il resto si vedr&#224; cammin facendo.</p><p>Salvino Cavallaro</p>Torinofl0711fl0711max-allegri.jpgSIncalcio-1013796.htmSI0101049n
21013777NewsEditorialeJuventus, società da rifondare2021051011:50L'opinione sulla disarmante situazione della società bianconera.<p>Riflettendo su quanto espresso dalla Juventus in questo suo annus horribilis, ci verrebbe da dire che sia stata proprio lei ad autoescludere la sua egemonia nel calcio italiano. Porre in analisi la situazione attuale di questa societ&#224;, ci fa pensare che ogni opinione in merito sarebbe come sparare sulla croce rossa. E intanto cominciamo a riflettere sull'eccessivo sbandierare di Conte e Marotta - forse anche legittimo - che si fregiano di avere tolto alla Juventus l'egemonia durata ben nove anni di scudetti vinti di seguito. Ma a questo punto lo stesso discorso potrebbero farlo tutti, a cominciare dal Milan per finire alla Fiorentina e persino al Benevento, capaci di venire a vincere all'Allianz Stadium che &#232; diventato il regno di tutti. La Juve, come dicevamo pocanzi, ha fatto harakiri a partire dalla questione Suarez, per continuare poi con la scelta di Pirlo allenatore della Prima Squadra, una campagna acquisti e vendite errata e poi la ciliegina sulla torta rappresentata da quell'indemoniata idea chiamata Superlega. Tutta una serie di inaccettabili errori che hanno sconquassato un giocattolo perfetto curato da anni e che adesso appare come qualcosa di insignificante, inutile, disamorevole agli occhi stessi della numerosissima tifoseria bianconera che per anni &#232; stata deliziata di ben altri risultati e palcoscenici. E non &#232; certo la sberla subita dal Milan di Pioli, che pur avendogli rifilato 3 gol l'ha messa quasi in disparte per la lotta Champions. No, la causa &#232; data da tutto il regredire di una squadra irriconoscibile che non ha gioco, anima, entusiasmo, attributi. Non ha pi&#249; nulla, perch&#232; non fa calcio e si trova in un mare di guai per il decadimento di una societ&#224;, la cui governance ha fallito i principi di quelle regole che da sempre hanno fatto della Juventus la prima della classe.</p><p>E' dunque un problema da analizzare a fondo per ripartire con figure diverse che possano in qualche modo rinnovare l'immagine perduta malamente. I vertici devono cominciare ad andare a casa per far posto a personaggi nuovi, capaci di proporre un progetto serio di risalita d'immagine che non sar&#224; facile acquisire nell'immediato. A decidere le sorti di Andrea Agnelli sar&#224; il cugino John Elkann, presidente e amministratore delegato di Exor, la societ&#224; che detiene il 63,8% del capitale sociale della Juve. E la possibilit&#224; che l'attuale presidente della Juventus faccia un passo indietro &#232; pi&#249; che concreta, soprattutto in considerazione del fatto che ha rotto le relazioni con la UEFA, la FIFA e anche con i presidenti di Serie A, esponendosi al contempo contro il numero uno della UEFA Ceferin. Quali dunque sono i nomi papabili alla pi&#249; alta carica della dirigenza della Juventus? In primis c'&#232; Alessandro Nasi, cugino di Andrea Agnelli e vicepresidente di Exor. In lizza c'&#232; anche Evelina Christillin, attuale menbro del consiglio FIFA, una figura ritenuta perfetta soprattutto per la sua esperienza internazionale e per il dialogo che garantirebbe con FIFA e UEFA, con i quali i rapporti sono ai minimi storici. Non &#232; poi da escludere neanche la pista «calcistica» in cui si fa avanti anche il nome di Marcello Lippi, ex tecnico della Juventus. Per quanto riguarda la panchina, ieri circolava voce di un accordo di massima con Zidane. Tuttavia, pensiamo che allo stato attuale delle cose non crediamo che tecnici e campioni di prima fascia ambiscano almeno per ora a venire alla Juventus. Vedremo cosa accadr&#224; a breve, alla chiusura di queste tre partire di Campionato (Sassuolo fuori casa, Inter in casa, Bologna fuori) e di una finale di Coppa Italia che molti vedono come il consumarsi di un'agonia che sarebbe meglio chiudere qui.</p><p>Salvino Cavallaro.</p>Torinofl0711fl0711andrea-agnelli1.jpgSIncalcio-1013777.htmSI0101081n
31013769NewsEditorialeSolo un pari per la Juve, che rischia seriamente di non entrare in Champions2021042517:57juve, fiorentina, pirlo, iachini, ronaldo, ramsey,morata,vlaovic,franchi,championsI bianconeri nella ripresa agguantano il pareggio, ma giocano al di sotto delle proprie possibilità<p>Una Juventus da dimenticare nel primo tempo, assolutamente incolore, rimedia un punto al «Franchi» grazie a una seconda frazione di gioco un po' pi&#249; convincente, disputata per lo meno con una maggiore cattiveria agonistica. Per i viola di Iachini un punto meritato e utile in chiave salvezza. Per gli uomini di Pirlo, molti dei quali autori di una prestazione modesta - Ramsey ancora una volta deludente, Rabiot protagonista in negativo nel rigore assegnato ai padroni di casa - la conquista di un posto Champions torna in seria discussione. A preoccupare &#232; soprattutto l'incapacit&#224; di imporre il proprio gioco e di comportarsi «da Juve», con un'eccessiva timidezza persino negli atleti pi&#249; rappresentativi, da Ronaldo a Dybala. Pesante l'assenza di Chiesa, uno dei pochi a salvarsi in questa sciagurata stagione.</p><p>Mariano Messineo</p>ivomesivomesfoto-dybala.jpgSISlajuverimediasolounpareggioafirenze.championsarischio-1013769.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010216n
41013762NewsEditorialeLotta serrata in chiave Champions2021041112:00Juve,pirlo,dybala,ronaldo,milan,atalanta,Napoli,lazio,romaLa Juve cerca punti contro il Genoa. Napoli a Marassi in casa della Samp<p><span>In questa tiepida e mite domenica d'Aprile, gli appassionati di calcio non assisteranno a big match decisivi da cui passano le intere stagioni, ma ad altre partite fondamentali per la corsa champions, che vede protagoniste la Juve, il Milan, la Lazio, l' Atalanta, il Napoli e la Roma. Tre posti per ben sei squadre, di cui la met&#224; raccolte in soli tre punti e che, nel rush finale del campionato, daranno il tutto per tutto per raggiungere l'obiettivo tanto sperato. Alla Juve (che ormai ha quasi abbandonato lo scudetto) non rimane nient'altro che il posto in Champions per risollevare le sorti di una stagione fallimentare al termine della quale sono tutti messi in discussione, dall'emergente Pirlo ai veterani come Bonucci e Chiellini. Quest'oggi, avranno davanti a s&#233; una squadra compatta e difficile da battere (il Genoa) , ma la vecchia Signora si affider&#224; alla classe del ritrovato Dybala, allo straripante Chiesa (un trascinatore a tutti gli effetti) e all'intramontabile Ronaldo, giocatore decisivo e la cui qualit&#224; non va messa mai in discussione. Inoltre, i tre punti serviranno a mettere pressione al Milan, secondo in classifica e distante di una sola lunghezza sulla compagine bianconera. Invece, il Napoli giocher&#224; contro l'altra fazione genovese : la Sampdoria. I partenopei tenteranno di riacciuffare il quarto posto, sfumato dopo la deludente sconfitta all'Allianz Stadium. Dovranno stare attenti alla Lazio, che oggi affronter&#224; il Verona, squadra capace di esprimere un ottimo gioco e dare molta continuit&#224; ai propri risultati. La Roma, con alle spalle l'importante vittoria alla Johan Cruijff Arena, giocher&#224; al Dall'Ara, campo ostico e da cui vorranno uscirne vittoriosi. Infine, la 30esima giornata si concluder&#224; con l'Atalanta che sfider&#224; la Fiorentina di Iachini. Posticipo dal pronostico incerto e con cui l'Atalanta pu&#242; continuare ad inanellare successi per guadagnarsi un posto fra le grandi d'Europa.</span></p><p><span>Matteo Messineo</span></p>ivomesivomesfoto-dybala.jpgSISChampionslottaapiusquadraapertalacorsa-1013762.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010113n
51013760NewsEditorialeInter e Juve in campo domenica. Oggi tocca al Milan2021041012:00Juve, inter,serie,a,napoli,lazio,roma,atalanta,milan,champions,scudetto,salvezzaLotta avvincente per entrare in Champions. In coda turno importante per lo Spezia<p><span>Dopo un emozionante turno di Champions ed Europa League, i calciatori di serie A torneranno in campo per la 30esima giornata. Le danze verranno aperte da un attesissimo match in chiave salvezza: Spezia - Crotone. Da una parte, la squadra di Italiano cercher&#224; di trovare la via della vittoria per allungarsi dalla zona retrocessione e superare i rivali della Fiorentina. I pitagorici, ormai sempre pi&#249; lontani dalla salvezza, vogliono onorare un campionato in cui sembra, purtroppo, sempre pi&#249; chiaro il loro destino, nonostante, da come si pu&#242; evincere dalle ultime partite, mister Cosmi</span> <span>abbia</span> <span>cercato di dare un'anima ad una squadra</span> <span>e anche trovando in</span> <span>Simy</span> <span>un gran trascinatore che merita di restare in serie A. Alle 18.00, l'arbitro Maresca dar&#224; il fischio d'inizio di Parma-Milan, match in cui gli emiliani tenteranno di vincere per staccarsi dal Crotone e prendere un po' d'ossigeno</span> <span>e quindi,</span> <span>punti molto importanti. Essi sfideranno un Milan reduce da un deludente pareggio in casa con la Sampdoria e dunque arrabbiato e desideroso di tenersi stretto il secondo posto e provare a mettere pressione ai rivali concittadini (primi in classifica). L'anticipo delle 20.45 vedr&#224; opporsi l'Udinese e</span> <span>il</span> <span>Torino</span><span>, con quest'ultimi motivati dal pareggio ottenuto nell'ostico e sentito derby della Mole. Dunque, dai granata ci aspettiamo una buona partita al fine di ottenere tre punti fondamentali per non rischiare una clamorosa retrocessione, che mai, come quest'anno, &#232; sembrata vicina. La compagine bianconera, invece, tenter&#224; di ritrovare la vittoria che manca da</span><span>ben tre partite, anche se disputate con squadre di livello qualitativo pi&#249; alto come Atalanta e, prima, Lazio. La Domenica di serie A si aprir&#224; con Inter-Cagliari</span><span>. Dai nerazzurri &#232; lecito aspettarsi i tre punti con una vittoria facile e non sofferta, ma affronteranno un Cagliari pronto a dare il tutto per tutto per ottenere la salvezza che, mai come quest'anno, sembra distante. Una partita ostica</span> <span>attender&#224;</span> <span>la Juve, la quale ospiter&#224; fra le mura domestiche il Genoa, squadra divenuta pi&#249; organizzata e solida grazie alla cura di Ballardini e che sta conducendo un cammino tran</span><span>quillo, ma sempre stando attenta</span> <span>alle</span> <span>zone basse della classifica. La Juve arriver&#224; a quest'incontro con alle spalle una fondamentale vittoria ai danni del Napoli, tre punti importantissimi per approdare nell'Europa che conta e cercare di onorare una stagione ben al di sotto delle aspettative. Il Napoli, dopo la cocente sconfitta subita all'Allianz</span> <span>Stadium</span><span>, affronter&#224; la Sampdoria, formazione allenata da mister Ranieri e che, di sicuro, dar&#224; filo da torcer alla compagine partenopea. Lazio-Verona sar&#224; un'importante partita in ottica Europa, dato che i laziali cercheranno di vincere per accorciare sul Napoli e tentare il difficile approdo fra le prime quattro del campionato. Anche la Roma, orm</span><span>ai unica squadra a rappresentar</span><span>e l'Italia in Europa, cercher&#224; di trovare i tre punti al Dall'</span><span>Ara</span> <span>per risalire in classifica al fine di uscire</span> <span>dalla postazione in Conference League che, di certo, pesa parecchio. La Domenica del campionato italiano si chiuder&#224; con Fiorentina-Atalanta, match presumibilmente piacevole in cui si affrontano squadre con un cammino assai diverso alle spalle e con posizioni</span> <span>in classifica</span><a name="_GoBack"></a> <span>opposte, infatti, i viola sono poco su la zona retrocessione e i bergamaschi in zona Champions. Infine, la giornata si concluder&#224; con Benevento-Sassuolo. Da questo posticipo, entrambe le fazione cercheranno di vincere e regalare emozioni.</span></p><p><span>Matteo Messineo</span></p>ivomesivomeslautaro-martinez.jpgSISIntervicinascudetto.lottachampionsaperta-1013760.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,11010105n
61013757NewsEditorialeL`INTER PASSA A BOLOGNA E SI AVVICINA ALLO SCUDETTO2021040408:11juve,torino,milan,atalanta, napoli,inter,conte,bologna,lukaku,roma,spezia,champions,lazio,sassuolo,crotoneRALLENTANO JUVE E MILAN, RISALGONO NAPOLI, ATALANTA E LAZIO<p>&#171;E' stato un grande passo in avanti&#187;: Sono queste le parole di Antonio Conte dopo la difficile vittoria dell'Inter in casa del Bologna. E' stato proprio il suo Bomber, Lukaku , a spedire i cugini rossoneri a - 8 in classifica. Conte ai microfoni, nel dopo partita sembra essere molto cauto, ma lo stop del Milan in casa 1-1 con la Sampdoria e della sempre temibile Juve nel derby con il Torino (pareggio 2-2), fanno ben sperare in una volata finale per lo scudetto con una partita ancora da recuperare mercoled&#236; 7 aprile contro il Sassuolo. Importanti vittorie del Napoli contro il Crotone (4-3), dell'Atalanta contro l'Udinese (3-2) e della Lazio contro lo Spezia ( 2-1), mentre la Roma viene fermata con un pari (2-2) dall'ottimo Sassuolo. Si fa avvincente, dietro la capolista Inter, la lotta per la zona Champions. Sono ben sei squadre in 9 punti: Milan 60 Pt, Atalanta 58 Pt, Juventus e Napoli a 56 Pt, Lazio 52 Pt e Roma a 51 Pt. Sar&#224; un finale di stagione avvincente a 9 giornate dalla fine. Pane per i denti degli appassionati di calcio che si godranno fino alla fine un campionato che quest'anno sta regalando una tanto attesa adrenalina. E mercoledi 7, il recupero di Torino che vedr&#224; in campo Juve e Napoli si preannuncia decisivo in chiave Champions. In coda sembra spacciato il Crotone, che ieri ha comunque dato filo da torcere al Napoli, mentre in 4 punti ci sono Parma (20 pt), Cagliari (22 pt) e Torino (24 pt). Ancora invischiate anche Spezia (29 pt), Benevento e Fiorentina (30pt).</p><p>Giacomo Barletta</p>ivomesivomesantonio-conte.jpgSISvolalinter-frenanojuvemilan-salelazionapoliatalanta-1013757.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101067n
71013754NewsEditorialeCADE A SORPRESA LA JUVE, VINCONO MILAN, ATALANTA, NAPOLI E LAZIO2021032200:30juve,roma,milan,inter,atalanta,verona,udinese,sconfitta,pirlo,pioli,stadium,olimpico,napoli,gattusoGattuso espugna anche l'Olimpico. Bella rimonta del Milan che passa a Firenze. Bene anche Atalanta e Lazio<p>La 28esima giornata di campionato, giornata molto importante per le inseguitrici dell'Inter, ci regala un'inatteso tonfo casalingo per la Juve, sconfitta allo Stadium per 1 a 0 dal Benevento, mentre vincono e convincono Milan, Napoli, Atalanta e Lazio. In attesa del recupero Inter- Sassuolo (gara non giocata per i tanti affetti da Covid-19), il turno di campionato ci ha regalato l'exploit dei ragazzi di Pippo Inzaghi che inguaiano la Juventus di Pirlo, che rimane a -10 dalla capolista. Dopo ben tre vittorie di fila, decide il goal di Adolfo Gaich, a soli venti minuti dal fischio finale, propiziato da un errato passaggio di Arthur. Resta comunque la pessima prestazione da parte della squadra di Pirlo, con tanti errori a centrocampo, in difesa e sottoporta (eroe della giornata il portiere Montip&#242;, autore di almeno tre interventi decisivi). Ottima prestazione invece per il Milan, che riesce ad imporsi per 3 goal a 2 dopo una grande rimonta, grazie alle reti di Ibrahimovic, Diaz e Chalanoglu. I rossoneri si portano cos&#236; temporaneamente a -6 punti dalla capolista. Partita combattuta e segnata da alti e bassi per entrambe le squadre. Dopo la sconfitta col Napoli e l'eliminazione dall'Europa League contro lo United, serviva una prova di carattere. E Pioli, nonostante le assenze, ha mandato in campo una squadra carica, tonica, che con la giusta determinazione ha sconfitto l'ostica Fiorentina di Prandelli a domicilio. Per i viola pesano i numerosi errori in fase difensiva.Vittorie convincenti anche per l'Atalanta a Verona (2 a 0 per i bergamaschi che agganciano la Juve), per la Lazio a Udine (vittoria quantomai importante e sofferta per a 1 a 0 al Friuli) e per il Napoli all'Olimpico. La banda-Gattuso dopo aver espugnato il Meazza passa nettamente anche a Roma imponendosi per 2 a 0 con la doppietta del ritrovato Mertens, che rilancia i partenopei a 53 punti e con la gara di Torino da recuperare. Adesso non resta che attendere e vedere come si evolver&#224; la &#171;situazione Inter&#187;, che dovr&#224; recuperare la partita con il Sassuolo e vedere se ci saranno ripercussioni sul campionato dovute a questa &#171;pausa&#187;, o se invece i nerazzurri continueranno la loro marcia verso il titolo, che a questo punto sembra davvero vicino per gli uomini di Antonio Conte. Adesso arriva la sosta, con il campionato che riprender&#224; sabato 3 aprile, vigilia di Pasqua, con Milan-Samp, Atalanta-Udinese, Napoli-Crotone, Sassuolo-Roma, Benevento-Parma, Genoa-Fiorentina, Lazio-Spezia, Cagliari-Verona, Bologna-Inter e Torino-Juve.</p><p>Alessandro Vispo</p>ivomesivomes27d06bf3-52c1-4a61-803f-7fe90217ee64.jpgSISnapolivince20aroma-juvepessima-belmilan-benedea.lazio-1013754.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101077n
81013753NewsEditorialeASPETTANDO L`INTER FERMATA DAL COVID, JUVE E MILAN CERCANO PUNTI CON BENEVENTO E FIORENTINA2021032111:26juve, inter, cr7,milan, lazio,napoli,spesia,roma, crotone,udinese,samp,pirlo,classifica,atalanta,torinoA pranzo l'Atalanta cerca punti al Bentegodi, mentre CR7 e compagni alle 15 attendono il Benevento<p>La ventottesima di campionato ci regala Juventus-Benevento alle 15 allo Stadium e Fiorentina-Milan alle 18 al Franchi. I campioni d'Italia cercano conferme dopo la vittoria di Cagliari con tripletta di CR7 contro un ostico Benevento, allenato da Pippo Inzaghi. I bianconeri di Pirlo devono vincere per sperare ancora nello scudetto e avvicinarsi all'Inter (bloccata dal Covid e che ha saltato la gara di ieri col Sassuolo), e consolidare comunque la propria posizione nei piani alti della graduatoria per guadagnarsi la partecipazione alla prossima Champions League. I rossoneri, invece, dopo lo stop interno col Napoli e l'eliminazione dall'Europa League, cercano punti in casa della Viola di Prandelli, per evitare di essere avvicinati ulteriormente da Roma, Napoli, Atalanta e Lazio, che inseguono e non mollano, costituendo un'insidia costante per la conquista di un posto in Champions. Dopo gli anticipi di venerdi sera (vittoria esterna del Genoa a Parma per 2 a 1 che conferma la crescita del Genoa e le difficolt&#224; dei ducali) e le due gare di ieri, che risaltano le qualit&#224; dello Spezia di Italiano, che si tira fuori dai bassifondi della classifica sconfiggendo il Cagliari per 2 a 1 tenendo a debita distanza proprio i sardi (terzultimi), e la rocambolesca vittoria in rimonta del Bologna a Crotone, che condanna quasi sicuramente i calabresi alla serie B, oggi vanno di scena Verona-Atalanta, Udinese-Lazio, Samp-Torino, e in serata il big-match Roma-Napoli. Gara difficile per la Dea sul terreno difficile di Verona, mentre la Lazio potrebbe tentare il colpaccio a Udine, contro una squadra in forma che per&#242; si &#232; gi&#224; tirata fuori dalla secchie della bassa classifica (33 sono i punti dei friulani). Si preannuncia interessante la sfida del Ferraris con la Samp tranquilla a quota 32 punti e il Toro di Nicola ritrovato che vuole fare punti per risalire ancora dal quartultimo posto con 23 punti e una gara da recuperare in casa della Lazio, mentre promette scintille la sfida serale dell'Olimpico di Roma con le due squadre appaiate a 50 punti al 5&deg; posto, con i partenopei che devono ancora recuperare la gara con la Juve (recupero previsto il 7 aprile alle 18.45).</p><p>Ivano Messineo</p>ivomesivomesronaldo.jpgSISjuvebenevento.milanafirenze.intercovid.udineselazio.seraleromanapoli-1013753.htmSI01,02,03,04,05,06,07,08,09,10,1101076n
91013689NewsCampionatiToro, che sberla a Cagliari.20200629191116Per il Toro c`è da soffrire<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 12pt;'>Dopo la vittoria sull’Udinese, la squadra di Moreno Longo presentatasi a Cagliari con le velleità di uscire almeno indenne dal terreno sardo, ha fatto una partita anonima palesando ingenuità che non si addicono a giocatori come Nkoulou, il quale ha procurato un rigore per gli avversari come se fosse un neofita. Certo, non vogliamo fargliene una colpa come se lui solo fosse stato l’unica causa di una sconfitta che deve essere attribuita a tutta la squadra. L’ambiente non è tranquillo, questo è evidente. Tuttavia, pur rendendoci conto delle difficoltà fisiche e psicologiche di un Toro che avverte il pericolo di essere risucchiato nella zona retrocessione è essenziale imparare a stringere i denti facendo gruppo e badando al sodo, senza razionalizzare troppo le evidenti carenze tecniche già manifestate nel corso del campionato. Non vorremmo riaprire antichi discorsi imputabili alla dirigenza e, soprattutto, al patron Cairo reo di aver buttato al vento i milioni di euro per Verdi (responsabilità da suddividere con Mazzarri, il quale ne aveva caldeggiato l’acquisto) e adesso si trova in zona rimpianti come chi si arrampica sui vetri per rattoppare e salvare il salvabile. La cassa integrazione chiesta per tutti gli impiegati del Torino F.C. (eccetto quelli che operano in prima linea) ci parla di una crisi profonda in cui parlare di assetto di squadra e situazioni tecniche, non può farci pensare a un raffazzonarsi di situazioni che si traducono in un Toro che, per ovvi motivi, avrebbe preferito non ricominciare questo strano campionato colpito e stoppato per lungo tempo a causa del coronavirus. E adesso si spera nel rientro di Ansaldi (uno dai piedi buoni), nel ritorno di Verdi da affiancare a capitan Belotti e poco altro, visto che in mezzo al centrocampo si scoprono le lacune di sempre. Va già bene che in contemporanea alla sconfitta del Toro, anche Fiorentina, Udinese e Sampdoria hanno perso i loro incontri contro Lazio, Atalanta e Bologna. Fatto è che adesso, in pochi giorni di distanza, il Toro si trova a dovere affrontare Lazio, Juve, Brescia, Inter e così via fino al 2 agosto. La situazione è difficile, anche Longo predica giustamente calma nel vedere tra la vittoria con l’Udinese e la sconfitta con il Cagliari, quel bicchiere mezzo pieno che conforta le idee a un ambiente poco tranquillo. Vedremo cosa accadrà. Una cosa è certa. Da che mondo e mondo, le nozze con i fichi secchi non si sono mai fatte.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 8pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 107%; font-family: "Cambria",serif; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711moreno-longo.jpgSiN-1013689.htmSi100451001,02,0301042
101013645NewsCampionatiCampionato di calcio. L’anno nuovo non cambia il nome delle pretendenti al titolo.20200107190536Un campionato da vivere fino in fondo<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Inter, Juve e Lazio sono le papabili alla vittoria finale.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Finito lo stop per le vacanze di Natale, il campionato di calcio di Serie A riapre i battenti di un pallone che ha ripreso a far vivere i palpiti ansiosi ai suoi tifosi, impazienti com’erano di continuare a vivere il fine settimana all’insegna della sfrenata passione calcistica. Si è cominciato a giocare domenica 5 gennaio con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Brescia – Lazio</b>, una partita che ha visto la squadra di Inzaghi vincere 2 a 1 un incontro che ha confermato lo stato di salute dei biancocelesti i quali aspirano ad essere il terzo incomodo per la lotta scudetto, proponendosi anche per entrare a far parte delle squadre che parteciperanno alla prossima Champions League. Nel pomeriggio anche il Genoa del nuovo allenatore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Nicola</b> ha superato il Sassuolo con il risultato di 2 a 1. Il cuore del Genoa si è imposto all’ordine tattico e alla piacevolezza delle trame di gioco di un Sassuolo che ha subito non pochi errori arbitrali, i quali ne hanno decretato la sconfitta. Un match che ha riproposto l’importanza di dare maggiore credito al Var, piuttosto che all’arbitro in campo. C’è stata poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spal – Verona</b>, una gara vinta per 2 a 0 dagli scaligeri che hanno sfruttato l’ottimo momento di forma già palesato sul finire del vecchio anno 2019. Male la Spal di Semplici che con questa sconfitta si è ritrovata ad essere fanalino di coda della classifica. La serata della 18ma giornata di Serie A è terminata con la partita <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Roma – Torino</b>, un incontro che ha visto vincere meritatamente i granata per 2 a 0, ribaltando un pronostico che alla vigilia li dava sconfitti. Così, ad una Roma che evidentemente ha risentito non poco dell’imminente cambio al vertice della proprietà, ha fatto eco un Torino che Mazzarri ha preparato nella consapevolezza di non avere altra scelta che vincere e convincere, anche per attenuare in qualche modo gli intensi venti di contestazione che spirano tra i tifosi di casa Toro. In realtà possiamo dire che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti </b>(autore della doppietta) e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sirigu</b> (sempre formidabili le sue parate) sono stati gli eccellenti interpreti di un Toro che non brilla per gioco corale, ma che spesso si rifugia nella forza del suo capitano per togliere le castagne dal fuoco. Detto questo, passiamo all’Epifania calcistica che è partita all’ora di pranzo con il derby dell’Appennino <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bologna – Fiorentina</b> finita 1 a 1. La viola del nuovo tecnico Iachini, è andata in vantaggio con un bellissimo gol di Benassi, ed ha condotto una gara accorta e attenta a portare a casa l’intera posta in palio. Tuttavia, allo scadere della gara ha subito il pareggio ad opera di Orsolini, il quale si è inventato un eurogol da palla inattiva, posta in una posizione defilata della destra dell’area viola. Dunque, è sostanzialmente giusto il risultato finale. C’è poi da commentare un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Atalanta – Parma,</b> il cui risultato di 5 a 0 non fa altro che dare splendore assoluto alla <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dea </b>di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gasperini</b>, una squadra in forma, bella da gustare e, soprattutto, capace di finire la sua ultima partita dello scorso anno con lo stesso punteggio contro il Milan. 10 gol in due partite! Onestamente abbiamo esaurito tutti gli aggettivi superlativi, per questa interprete del calcio spettacolo di casa nostra. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milan –</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sampdoria </b>è finita 0 a 0. Ibra, Ibra e sempre Ibra. E’ stato l’urlo a San Siro del popolo rossonero, ma lo svedese entrato in campo nel secondo tempo non ha fatto il miracolo sperato. La squadra di Pioli si arrovella in problemi che vanno oltre l’apporto del possibile beneficio di un campione 38enne, che secondo il nostro parere resta positivo sotto l’aspetto commerciale con riferimento al marketing e di entusiasmo per i tifosi del Milan, piuttosto che per un reale fatto di positività in campo tecnico per la squadra stessa. Ottimo il punto conquistato da Ranieri, con una Sampdoria che ha addirittura sfiorato la vittoria. Pregevole poi la vittoria dell’Udinese che ha superato il Lecce allo stadio di Via del Mare per 1 a 0. Anche qui ci sono state delle recriminazioni leccesi sulle decisioni arbitrali contestate dall’allenatore Liverani. Ma la sostanza dice che i bianconeri friulani hanno conquistato tre punti d’oro per la loro classifica.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E dulcis in fundo, veniamo alle due ultime gare di questa 18esima giornata di Serie A.</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Partiamo con</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus – Cagliari, 4 a 0 – Tripletta di Ronaldo e gol di Higuain-</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La partita è finita con tre gol di CR7 e uno di Higuain. Un 4 a 0 che maschera le solite incertezza della squadra di Sarri, la quale ha l’alibi di essere ancora un cantiere in fase di ultimazione di quell’opera che si chiama: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Fluidità di manovra e Continuità”.</b> Nel primo tempo, infatti, la Juve ha sì dimostrato grande spinta in avanti con evidente voglia di pressare e chiudere l’avversario nella propria zona difensiva, ma ha rischiato più di una volta di subire le ripartenze di un Cagliari che, a onor del vero, sembra aver perso la brillantezza di gioco di qualche settimana fa. Poi, nel secondo tempo, causa un banale errore della difesa cagliaritana, la Juve è andata in vantaggio con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cristiano Ronaldo</b>, il quale non si è fatto sfuggire l’invito così godereccio. Da qui in avanti la Juve è uscita alla grande con trame di gioco eccellenti che effettivamente hanno dato splendore al quel gioco tanto sperato in casa juventina e che si tramuta nel vincere, convincere e divertire divertendosi. Ma, per arrivare a questo nell’arco degli oltre 90 minuti di gioco, Sarri deve ancora lavorare molto sui meccanismi di centrocampo, dove si esalta molto la costruzione del gioco a discapito dell’interdizione in appoggio alla difesa. E’ l’equilibrio non ancora trovato tra i vari momenti di possesso e non possesso palla, che vanno disciplinati per evitare di prendere troppi gol che si potrebbero evitare. Ottimo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Demiral,</b> non troppo convinto <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ramsey </b>e<b style="mso-bidi-font-weight: normal;"> Rabiot</b> ancora alla ricerca di capire cosa vuole Sarri da lui. Eccellente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b> che deve essere sfruttato più da esterno d’attacco, mettendo alle sue spalle un terzino di ruolo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Matuidi</b> non è ancora il giocatore ammirato l’anno scorso e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Alex Sandro</b> soffre più del previsto il compito di involarsi sulla fascia sinistra, per poi ritornare a coprire il ruolo di difensore. Vedremo cosa accadrà in seguito. Una cosa è certa, la Juve lotterà fino alla fine per vincere lo scudetto e lo farà in dirittura finale assieme a Inter e Lazio.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Napoli – Inter, 1 a 3 – doppietta di Lukaku e gol di Lautaro Martinez </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Continua il testa a testa di classifica dell’Inter con la Juve. Per far questo la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Conte </b>doveva vincere e l’ha fatto nella gara del San Paolo contro un Napoli che è la pessima copia di quello che è stato lo scorso campionato. La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ringhio Gattuso</b> ha fatto quello che ha potuto al cospetto di una squadra come l’Inter che quest’anno pressa alto l’avversario, forte dei suoi due attaccanti <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lukaku</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lautaro Martinez,</b> sempre pronti a sfruttare tutte le occasioni offerte dal proprio centrocampo e dagli esterni. La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Antonio Conte</b> è cinica, sicura di sé e convinta di rendere difficile la strada a una Juve che vede ancor di più come un avversario ostico da battere a tutti i costi. Tutto questo, fermo restando della consapevolezza di non essere ancora allo stesso livello della squadra di Sarri, ma che attraverso il lavoro, la grinta, la convinzione e la determinazione, sia possibile accorciare questo gap tecnico e di rosa allargata che vanta la Juve. Dunque, assisteremo sicuramente a un bel campionato e a domeniche da gustare intensamente nella consapevolezza di vedere fino alla fine Juve e Inter appaiate, con l’incomodo della Lazio e il probabile disturbo di un’Atalanta che si farà valere anche in Champions.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone-ufficiale-serie-a-2019-20.jpgSiNcampionato-di-calcio-l-anno-nuovo-non-cambia-il-nome-delle-pretendenti-al-titolo-1013645.htmSi100451001,02,03030189
111013642NewsCampionatiIl Toro e la serenità perduta.20191223175336C`è bisogno di calma e ragionevolezza.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>L’analisi della situazione attuale del Torino ci porterebbe concretamente ad assumere un atteggiamento giornalisticamente esacerbato contro un ambiente, quello granata, che si rende spesso disunito a torto o a ragione all’interno dei tifosi stessi. Purtroppo, l’andamento negativo della squadra di Mazzarri è coinciso con le vicende avvenute all’interno della Curva Primavera subito supportata in uno sciopero da una parte della Curva Maratona, che si è allineata al malcontento dei granata dirimpettai dello Stadio Grande Torino. Ma questo ci porterebbe ad <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>un discorso molto ampio di rapporti poco curati, che coinvolge la dirigenza, la squadra, l’allenatore e i tifosi. A ciascuno il suo, perché in tutta questa situazione in cui non si percepisce più il senso di quell’empatia che è l’emblema del buon andamento e dei risultati di una società di calcio, c’è la corresponsabilità di ogni singolo personaggio legato al Toro. E non è giusto puntare il dito sull’altra persona, quando non ci si accorge quanta responsabilità ha il singolo in fase oggettiva. Detto questo, veniamo alla squadra e al suo condottiero. E’ evidente che questo Toro abbia perso l’acume tattico e soprattutto l’autostima ritrovata l’anno scorso nella seconda parte del campionato, quando ha avuto un andamento di risultati positivi capaci di portare la squadra di Mazzarri nei livelli alti di classifica. Oggi il Toro non riesce ad avere continuità e sicurezza nei propri mezzi. La squadra gioca con il timore di perdere e si abbandona in errori in difesa e a centrocampo, che sono inaccettabili per giocatori professionisti di Serie A. Dopo buone prestazioni contro Genoa e Fiorentina, la difesa del Toro ha incassato 5 gol in 180 minuti; un’enormità rispetto a quanto aveva fatto vedere lo scorso campionato. I numeri parlano chiaro e dicono che la squadra di Mazzarri a oggi ha subito 26 gol e 66 parate di Sirigu, un portiere che spesso salva pure l’impossibile. E se pensiamo che l’anno scorso di questi tempi i gol subiti sono stati 18 e a fine campionato 36, ecco spiegata l’instabilità prodotta dalla squadra e soprattutto da un centrocampo poco adatto a supportare una difesa che non si avvale più dell’ottima forma di Nkoulou e Izzo e che arranca per la cronica indisponibilità di Lyanco che è quasi sempre infortunato, Djidji che si è perso per strada, Bremer ancora molto grezzo tecnicamente, Bonifazi (chi l’ha più visto?). E così, evidenziando sempre la dietrologia del mondo granata, si rimpiange anche il buon Moretti che dava comunque un apporto concreto di esperienza e fattiva opera carismatica all’interno del gruppo. Ma questi non possono essere discorsi da prendere in considerazione, soprattutto alla luce di una squadra che ha iniziato l’anno calcistico 2019’20 disputando alcune partite nei preliminari di Europa League senza superarli e che si è presentata in questo campionato con la presunzione di conquistare un posto per l’Europa. Non ci sono i presupposti e non c’è neanche l’adeguata conduzione tecnica in grado di dare un’impronta di gioco moderno, pipante, consapevole che il calcio di oggi consiglia squadre di mediocre livello tecnico come il Toro, di andare ad aggredire alto l’avversario in maniera sistematica, tanto da inibire la fonte del gioco degli avversari, specie se ti sovrastano dal punto di vista tecnico. Tuttavia, pur rendendoci conto che quanto sostenuto a livello di scuola di pensiero tattico ci sia bisogno di una robusta preparazione atletica capace di supportare lo sforzo fisico, si intravvede anche la necessità di avere il coraggio anche a livello di cultura societaria, di mettere in atto un processo di cambiamento di mentalità capace di un ammodernamento dirigenziale e tecnico. In buona sostanza il Toro di oggi deve investire il suo futuro attraverso cambiamenti culturali che partono dall’alto e finiscono alla conduzione tecnica e alla squadra. Si prosegua pure con Mazzarri fino a giugno e poi si ricominci con un allenatore giovane, dalle vedute di calcio moderno come Roberto D’Aversa, oppure si sostituisca subito il tecnico toscano con Davide Nicola (soluzione secondo noi molto remota, visto il pensiero di Cairo che dichiara la sua piena fiducia nell’attuale panchina). E poi a livello di ambiente granata, si cerchi la serenità perduta. Chissà, magari è proprio dietro l’angolo e nessuno la vede. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-cairo-presidente.jpgSiNil-toro-e-la-serenita-perduta-1013642.htmSi100451001,02,03030227
121013636NewsCampionatiChe cosa sta succedendo al Torino? Lo abbiamo chiesto a Claudio Sala20191204120155Assieme al poeta del gol, abbiamo analizzato il momento negativo della squadra di Mazzarri.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“L’unico rammarico è di avere avuto poco spazio in Nazionale, perché prima avevo davanti Rivera e Mazzola, poi Franco Causio. Da lì, sono nate le difficoltà di trovare un posto in azzurro".</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> A parlare è <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Claudio Sala</b>, uno degli ultimi interpreti del calcio inteso come fantasia e poesia. Capitano del Torino dell’ultimo scudetto conquistato nella stagione 1975’76, questo poeta del gol che con i suoi dribbling e le discese sulla destra del campo, metteva sempre i <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Gemelli del gol” Pulici e Graziani</b> in condizione di segnare numerose reti. Quello fu un Torino davvero particolare, proprio per quella concezione innovativa di un football che si ispirava molto a quello olandese. Atleta corretto e fantasioso, Claudio Sala per le sue undici stagioni giocate con la maglia granata, è considerato da tutti un fedelissimo del Toro. E non è un caso che abbiamo pensato di fargli questa intervista, proprio per affrontare insieme i vari temi che possano spiegare in qualche modo la situazione non certo brillante del Torino attuale.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Claudio, che cosa sta succedendo al Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Penso che a questa domanda potresti rispondere meglio tu che sei dentro le cose del Toro, rispetto a quanto non lo sia io. Personalmente non credo alle favole di chi dice che nella squadra ci sia chi gioca contro l’allenatore e neanche a chi sostiene che ci siano giocatori che non passano la palla al compagno per partito preso. Questo è fantacalcio. Ogni squadra gioca per vincere e quindi non sono da considerare certe situazioni. Certo, per il Toro è un momento difficile, tuttavia, nonostante fosse partito bene in campionato, ha avuto quella sconfitta in casa con il Lecce, una squadra che poi a dimostrato fuori casa di farsi valere. Adesso sono arrivati questi tre punti conquistati contro il Genoa fuori casa. Questo secondo me è un dato importante, perché fa vedere le cose sotto un’ottica diversa e sicuramente più ottimistica.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Condividi i malumori dei tifosi che sono delusi anche dopo la vittoria esterna di Genova?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“I tifosi hanno sempre il diritto di potere esprimere il loro stato d’animo, però non è che si possa accettare sempre un certo tipo di atteggiamento, soprattutto quando la squadra si presenta sotto la curva per essere incoraggiata. E anche se a Genova si è vinto pur giocando male, il calcio ci insegna che la cosa che conta è il risultato. Io sono pratico oggi, così com’ero ieri quando giocavo.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Dal punto di vista tecnico, che motivazioni dai a questo cattivo andamento di un Toro che all’inizio di campionato prometteva ben altro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Sì, è vero. Il Toro prometteva ben altro, anche se ha fatto una campagna acquisti negli ultimi giorni, per inserire due pedine come Laxalt e Verdi e potenziare la squadra. Io avrei cercato di farlo molto tempo prima, una volta saputo che dovevi andare a giocare l’Europa League. Quindi, penso che tutto ciò sia stato un premio ai tifosi, i quali si aspettano sempre l’arrivo di giocatori di un certo livello.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Tu che sei stato capitano del Toro, ricordi momenti di questo tipo nell’ambito della squadra? Come si vivevano certe situazioni all’interno dello spogliatoio?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Certo, prima di vincere i campionati, qualche volta ci sono stati degli screzi con i tifosi. Tuttavia, devo dirti che adesso è cambiato tutto nel calcio e quindi è difficile fare un paragone. Per quanto riguarda la situazione attuale, penso che ci siano delle cose che noi non possiamo sapere e quindi i giocatori possono anche fare delle scelte sbagliate, come quelle di andare o no sotto la curva dopo la fine della gara.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>E adesso sta per arrivare la Fiorentina. Sarà una gara tra deluse?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Tra deluse non direi, perché il Torino viene da un risultato positivo fuori casa, mentre la Fiorentina ha perso malamente in casa e aveva pure perso la partita precedente. La squadra di Montella ha fatto un buon avvio di campionato e anche lei probabilmente sta patendo qualche problema.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Per finire Claudio. Tu sei ottimista o no, per quanto riguarda il prosieguo del campionato del Toro?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Io sono sempre ottimista, anche perché non considero mai che l’allenatore sia l’unica causa del cattivo andamento della squadra. Spero che da adesso in poi il Toro affronti le partite con un pizzico di morale in più, perché è una squadra che può fare molto bene e sicuramente meglio di quanto non abbia fatto fino adesso.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-claudio-sala.jpgSiNche-cosa-sta-succedendo-al-torino-lo-abbiamo-chiesto-a-claudio-sala-1013636.htmSi100451001,02,03030230
131013599NewsCalciomercatoParatici contro Marotta. Cinque strategie in atto per disturbare il mercato dell’Inter.20190731182950Tra Juventus e Inter, «guerre« di mercato<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Lotta tra scrivanie di lusso e maligne trattative di mercato che tendono più a far fallire l’affare all’avversario, piuttosto che pensare alla propria crescita. E’ l’intendere moderno di un calciomercato che evidenzia strategie tra due potenze calcistiche italiane: Juventus e Inter. Paratici che non dorme neanche la notte per potere mettere il bastone tra le ruote a Marotta nell’eventuale acquisto di Lukaku. Così, a conti fatti, cinque sono le strategie bianconere che si fondano sullo scambio <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala – Lukaku</b> con il Manchester United. Nella prima mossa si può notare come Paratici rovini la festa a Marotta sull’affare Lukaku, proponendo un contratto quinquennale al giocatore belga, proponendo al Manchester United lo scambio con Dybala. Tutto questo con la furbizia di un furetto che conosce bene le mosse dell’avversario, avvantaggiandosi anche della chiusura del mercato inglese che sarà l’8 agosto prossimo. Dunque, la Juve appare nettamente in vantaggio sull’Inter che è stata privata della trattativa quasi definita. Nella seconda strategia c’è la questione Icardi che la Juve non forza, proprio in virtù del fatto che l’Inter ha bisogno di disfarsi del giocatore ma non lo vuole svendere a un prezzo stracciato. Paratici conosce bene la situazione e aspetta in maniera sorniona che Marotta si liberi per svilimento della sua mina vagante. La terza strategia mette in risalto la voglia di Paratici di portare Icardi alla Juve ma di non volere acconsentire allo scambio con Dybala con i rivali dell’Inter. Così Marotta incassa la decisione di Paratici di volere cedere Dybala all’estero per molti soldi o soltanto in cambio di Lukaku. La quarta strategia si evidenzia con l’interesse di Marotta che vorrebbe accontentare Conte nell’acquisto di due giocatori della Juve: Cuadrado e Moise Kean. Ma la risposta di Paratici è negativa, in quanto Kean è già stato ceduto all’Everton e Cuadrado non si vende all’Inter, semmai si potrebbe trattare se la società nerazzurra ammorbidisse le richieste per Icardi. Nella quinta strategia di mercato, Paratici sembra scatenato nel volere mettere in atto un ribaltone sul fronte dell’attacco della Juventus e ancora una volta si inserisce sull’affare Chiesa che sembrava destinato all’Inter. Marotta l’ha trattato per molto tempo, ma di fatto non ha potuto portare avanti nessuna concretezza. E così Fabio Paratici sorpassa ancora Marotta perché Chiesa vuole venire alla Juve e, se non sarà per quest’anno (vista l’idea di Commisso di volere trattenere il giocatore ancora tra le fila della Fiorentina) sarà sicuramente per il prossimo campionato. Dunque, un altro giocatore è stato soffiato all’Inter, rendendo difficile ogni tentativo di mercato ad alto livello a Beppe Marotta. E adesso che certe strategie sembrerebbero chiarire certi movimenti di mercato di Juve e Inter, aspettiamo di vedere le evoluzioni soprattutto di convincimento dell’argentino Dybala, che pare abbia chiesto al Manchester United un contratto di 10 milioni l’anno. Ci sembra impensabile che la società inglese accetti, visto che Lukaku percepiva circa 8 milioni l’anno. Vedremo. Intanto non c’è più molto tempo da pensarci. Il mercato in Inghilterra sta per chiudersi e le parti devono sbrigarsi se vogliono concludere l’affare. E intanto l’Inter sembra esclusa dai giochi. Pensiamo che si rivolgerà alla Roma per Dzeko e al PSG per Cavani. Il resto si vedrà.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-marotta-e-paratici.jpgSiNparatici-contro-marotta-cinque-strategie-in-atto-per-disturbare-il-mercato-dell-inter-1013599.htmSi100451001,02,03030433
141013594NewsCalciomercatoIl calciomercato che fa sognare20190712080150Juventus, Napoli e Inter, regine del calciomercato.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>In questi tempi di calciomercato in cui i tifosi sognano a occhi aperti e i discorsi da bar si moltiplicano di evanescenti pensieri di parte, è legittimo che ognuno vinca il proprio scudetto estivo. E anche sotto l’ombrellone, tra un bagno e l’altro, si sentono i più disparati pareri che sanno di scommessa personale. E’ il bello del calcio d’estate fatto di poco o nulla, in cui basta solo un titolo di giornale per scatenare l’adrenalina dei tifosi e sviluppare esagerate immaginazioni di vittorie. Dal punto di vista mediatico tiene sempre banco la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus,</b> la quale dopo l’arrivo di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sarri</b> e gli acquisti di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Rabiot, Demiral, Romero, Ramsey, Pellegrini,</b> il ritorno di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Buffon </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain,</b> promette ancora colpi importanti come l’acquisto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Chiesa</b> e le inevitabili cessioni di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Spinazzola, Perin, Mandzukic, (Matuidì?) Caceres, Khedira, Cuadrado, Kean.</b> C’è poi l’<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Inter</b> di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Conte, Marotta</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ausilio </b>capaci di portare a casa <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Godin </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barella</b>, mentre si nutrono reali possibilità di far vestire di nerazzurro anche <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lukaku</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dzeko</b>. Tutto questo a seguito delle pubbliche dichiarazioni della società, che non intende inserire nel proprio progetto i nomi di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Icardi </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Nainggolan.</b> Una sorta di benservito che fa chiarezza sull’intendimento della nuova direzione nerazzurra, la quale non ammette la mancanza di rispetto delle regole. Altrettanto vivace è il mercato estivo del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Napoli</b>, il quale dopo avere acquistato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manolas,</b> sta puntando dritto su <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">James Rodriguez</b>. Ci sono poi squadre come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milan, Roma, Lazio, Fiorentina, Atalanta e Torino</b> che non danno segni di eclatanti strombazzamenti di sorta, ma non per questo meno operativi sul mercato. Tutto ciò, mentre i granata di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mazzarri </b>lavorano a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Bormio</b> per preparare i preliminari di Europa League. Così dice il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Direttore Operativo del Torino F.C. Alberto Barile:</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">”Vogliamo fare crescere il Torino nel mondo”.</b> Certo non sarà facile, tuttavia, in casa Toro si respira un’aria diversa dal solito. C’è più consapevolezza di potere aggiungere al grande valore di società perfetta nei conti in bilancio, quella volontà di raggiungere un buon livello europeo che farebbe lievitare l’immagine granata. Dunque, attendiamo la fine del calciomercato per valutare certe situazioni che ad oggi sembrerebbero già contrassegnate dai duelli circoscritti tra <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus, Inter e Napoli</b>. Ma sono valutazioni estive, basate soltanto sui nomi eclatanti di un mercato pallonaro che eccita la fantasia dei tifosi Tuttavia, c’è da considerare che anche le altre squadre non staranno sicuramente a guardare, perché nessuno vorrà inchinarsi alle più titolate regine di mercato.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pace.jpgSiNil-calciomercato-che-fa-sognare-1013594.htmSi100451001,02,03030386
151013580NewsCampionatiIl romanzo del pallone, tra lacrime e addii.20190527180756L`ultima domenica del campionato di Serie A, ha riservato molte emozioni. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Si è concluso il campionato di Serie A 2018/’19. Una domenica di tristezze in cui il calcio italiano ha manifestato una summa di sentimenti capaci di contrapporsi tra lacrime di gioia e malinconici addii. Gioisce l’Atalanta di Gasperini che vincendo contro il Sassuolo si è piazzata al terzo posto in classifica con 69 punti assieme all’Inter, la quale soffrendo smisuratamente contro un ottimo Empoli, entra a far parte della Champions League del prossimo anno. Milan, Roma e Lazio, (che vincendo la Coppa Italia si è qualificata ai gironi di Europa League) entrano in Europa, mentre Chievo, Frosinone ed Empoli vanno mestamente in Serie B. Si salvano per il rotto della cuffia Genoa e Fiorentina, che pareggiando una partita priva di intensità per evidente paura di offendersi reciprocamente, accolgono con entusiasmo la sconfitta dell’Empoli. Peccato per la squadra di mister Andreazzoli, che ha espresso un buon calcio fino alla fine e capace di mettere in serie difficoltà la pazza Inter di Spalletti. Emozioni e adrenalina ad alti livelli per gli appassionati di calcio che, tranne le partite Sampdoria – Juventus (gara insignificante), Cagliari – Udinese e Frosinone – Chievo, hanno tenuto il fiato in sospeso. Ha vinto il Bologna contro il Napoli (straordinaria l’impresa fatta da Mihajlovic) ed ha vinto anche il Toro di Mazzarri e la Roma di Ranieri che hanno salutato gli addii eccellenti di Emiliano Moretti che ha appeso le scarpe al chiodo, quello di Daniele De Rossi che ha lasciato la sua Roma per volere della società giallorossa. E ancora mister Ranieri, prima chiamato per risolvere i problemi della Roma nel dopo Di Francesco e poi frettolosamente non confermato. Film che si ripetono col passare degli anni, ingratitudini e struggenti visioni di un pallone sempre pronto a raccontarti la vita con tutte le sue sfaccettature. Una metafora perfetta dove lo sgorgare delle lacrime è il significato di momenti di gioia e di dolore, di sorrisi, di braccia alzate al cielo e di tristezze su volti che manifestano la propria delusione. Così come l’Empoli che va in Serie B dopo aver creduto legittimamente fino alla fine di restare in Serie A. E così come i tifosi di Torino e Roma che perdono due calciatori e un allenatore tanto amato. Diverse queste figure, diverse queste storie che comunque raccontano l’unico senso romantico di un pallone che fa dell’emozione il significato di ogni cosa. E allora ci chiediamo cosa mai sarebbe il calcio senza il gol e senza i suoi personaggi che gli ruotano attorno, costruendo percorsi professionali che sfociano nell’umano dei sentimenti più profondi. Nulla è per sempre, tutto si può protrarre per lungo tempo, ma niente ti garantisce l’eterno, almeno tra noi comuni mortali. E quando vedi stadi come quelli di Torino e Roma che sono gremiti di tifosi non tanto per l’esclusivo senso del gioco del calcio, ma per quello che rappresenta nei suoi valori umani, allora tutto ritorna come qualcosa che dà il significato profondo a chi in maniera superficiale vede soltanto il calcio al pallone come una semplice pedata per fare gol. No, dentro c’è l’emozione, c’è la rabbia, ci sono gli abbracci, c’è la persona in quanto tale. Schegge di momenti di sport che enfatizzano la fragilità dell’uomo nella sua essenza. E’ stata dunque la domenica della commozione ma anche dei verdetti finali, delle giustizie, delle ingiustizie, delle gioie e delle delusioni talora inaspettate. Ma non è proprio come il nostro quotidiano?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711l'addio-di-de-rossi.jpgSiNil-romanzo-del-pallone-tra-lacrime-e-addii-1013580.htmSi100451001,02,03030304
161013577NewsCampionatiIl giorno di Emiliano Moretti, l’ultimo del calcio giocato20190525122032Un campione anche nella vita.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Il popolo granata gli sta preparando una grande festa e il Gallo Belotti, assieme ai suoi compagni, sta pensando di cedergli la fascia di capitano proprio nella sua ultima partita. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Emiliano Moretti, 38 anni, 600 partite giocate in Serie A, 6 stagioni al Torino dopo avere indossato le maglie di Fiorentina, Juventus, Modena, Bologna, Valencia e Genova</b>, una carriera da calciatore eticamente perfetta, chiude con il calcio giocato. Lo ha ufficializzato nel corso della conferenza stampa cui ha partecipato anche il presidente Cairo. Un attimo di inevitabile commozione ha assalito Moretti nel momento in cui si è rivolto ai presenti dicendo: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Grazie</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Toro, è il momento giusto”.</b> Una parabola calcistica, la sua, che sa di storia, di dedizione al lavoro, di alto senso dell’appartenenza che sfocia immancabilmente nella serietà di un professionista che ha fatto del pallone la sua vita, il suo lavoro. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Un <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>ricordo indelebile che è scritto tra le pagine del suo libro personale e fa da esempio a tanti giovani che amano il calcio e intorno ad esso ne costruiscono i propri sogni. Sembra incredibile che attorno a calciatori come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Emiliano Moretti</b> si costruiscano percorsi di sport e di vita da far riflettere, annullando per una volta i qualunquistici pensieri di calciatori ricchi, strapagati e senza anima. Non è così, perché pur vivendo in un mondo particolare che ti dà indubbiamente benessere e notorietà, c’è sempre il risvolto umano che deve essere rispettato. E quando si parla di emozioni, di brividi che scorrono come rigagnoli sulla schiena, di lacrime che avvalorano la sensibilità della persona, allora possiamo parlare di grandi uomini che vanno sempre oltre ogni cosa. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Domenica contro la Lazio sarà l’ultima volta che mi vestirò da calciatore”</b> dice Moretti al centro della sala stampa dello stadio Grande Torino, mentre il presidente Cairo e Walter Mazzarri seduti accanto a lui lo ascoltano in religioso silenzio. E mentre tutti i suoi compagni di squadra presenti assieme alla moglie di Emiliano e i figli che sono seduti in prima fila, Moretti continua il suo discorso rotto dall’emozione: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Questo non è un momento facile per me – sono contento, sono felice perché chiudo una parentesi importante e bellissima della mia vita. La chiudo cosciente di stare ancora bene, e quindi ringrazio il presidente Cairo, Walter Mazzarri per avere provato a convincermi di cambiare idea, ma credo che sia il momento giusto. Devo dire grazie alla mia famiglia e a tutte le persone che mi hanno dato qualcosa dentro e fuori dal campo”. </b>Già, le persone che gli hanno dato qualcosa dentro e fuori dal campo! Un po’ come dire che anche in questo mondo del pallone così particolare e ricco di denaro, c’è sempre bisogno degli altri, di non sentirsi soli facendo un distinguo tra millantatori e persone perbene. Significa restare coi piedi per terra, significa non fare voli pindarici e non abbandonarsi a effimere illusioni di onnipotenza. C’è l’uomo con tutte le sue fragilità, c’è il campione che rincorre il pallone per tanti anni e poi si accorge che nulla è per sempre. E’ una legge di vita che non risparmia nessuno e che rende il gusto dolce – amaro delle cose fatte senza rimpianto alcuno. Ecco, pensiamo davvero che in quella conferenza stampa così nutrita di colleghi, amici, affetti più cari di Emiliano Moretti, siano passati alla mente questi pensieri, queste riflessioni di vita che immancabilmente rispolveriamo in questi momenti. E allora diciamo grazie A Emiliano Moretti che chiude con il calcio giocato, ma continuerà ad essere utile al Torino magari in veste di dirigente della società granata.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Grande Torinofl0711fl0711foto-emiliano-moretti.jpgSiNil-giorno-di-emiliano-moretti-l-ultimo-del-calcio-giocato-1013577.htmSi100451001,02,03030286
171013569NewsCampionatiL’Atalanta delle meraviglie20190516175998La Dea, nonostante la sconfitta nella finale di Coppa Italia contro la Lazio, resta la migliore realtà calcistica del nostro campionato.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>La Dea, prossima avversaria della Juventus nel penultimo turno di campionato, nonostante la delusione della sconfitta da parte della Lazio nella finale di Coppa Italia, possiamo definirla come una squadra che più d’ogni altra gode dei favori del bel gioco, paragonabile per dinamismo, brillantezza e ordine tattico, alle migliori compagini inglesi di questo momento. I bergamaschi, infatti, con 65 punti in classifica occupano il quarto posto a un solo punto dall’Inter. Un obiettivo intrigante per i giocatori di Gasperini, che accarezzano il sogno di partecipazione alla Champions 2019/’20. Tuttavia, il cammino in questo campionato della Dea non è sempre stato così brillante, come da un certo punto in avanti. Se infatti proviamo a ripercorrere le prestazioni della squadra di Gasperini fin dall’inizio dell’attuale campionato, ci accorgiamo delle tante traversie sostenute prima di arrivare a tale livello. L’iniziale esclusione del Milan in Europa League avrebbe portato la Dea ad accedere direttamente alla fase a girone, ma dopo che il ricorso presentato dai rossoneri è stato accettato, ai bergamaschi è toccato disputare in piena estate i turni preliminari, eliminando il Sarajevo e l’Hapoel Haifa. Nel frattempo è iniziato l’attuale campionato di Serie A, e l’Atalanta con il 4 a 0 inflitto al Frosinone, realizza come numero di gol un qualcosa che alla prima giornata di campionato non si verificava da dieci anni. E intanto continua il percorso degli orobici in Europa League con il match d’andata contro i danesi del Copenaghen terminato a reti bianche, ma la squadra di Gasperini sembra decisa a vendere cara la pelle nello scontro di ritorno. Intanto, la partita di campionato contro la Roma finisce 3 a 3 e l’Atalanta si avvia subito a disputare il match di ritorno in Europa League. La partita termina a reti inviolate e la Dea è costretta a effettuare i tempi supplementari e i calci di rigore, che la estromettono dalla competizione europea per effetto degli errori dal dischetto di Papu Gomez e Cornelius. Questa delusione, davvero cocente per gli orobici, ha subito creato un periodo negativo a livello mentale e fisico, dovuto anche a una preparazione inaspettatamente anticipata per i fatti prima citati. E così i nerazzurri di Gasperini perdono in casa contro il Cagliari, perdono a Ferrara contro la Spal, pareggiano contro il Milan e il Torino e ripiombano nella sconfitta fuori casa contro la Fiorentina e poi in casa contro la Sampdoria. A questo punto il cielo sopra lo Stadio Atleti Azzurri d’Italia, comincia a essere nuvoloso e carico di polemiche. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Che succede dunque a questa Atalanta così piena di promesse di bel gioco e risultati? Gasperini cerca una spiegazione a questa improvvisa carenza di gioco e si discolpa nell’asserire che mai si è sognato di dire che la sua Atalanta potesse arrivare in Europa, semmai il primo obiettivo sarebbe stato quello di salvarsi. Un classico del calcio che acclama quando le cose vanno bene e distrugge tutto al primo insuccesso. Comunque, tra una polemica e l’altra, la Dea e il suo allenatore s’impongono di non smarrirsi e cercano di riprendere la strada bruscamente interrotta. Così, all’inizio dell’autunno, gli orobici azzeccano un filotto di 4 vittorie, cominciando con un corposo 5 a 1 a Verona contro il Chievo e finendo con un bel 4 a 1 casalingo inflitto all’Inter di Spalletti. Segno di una ritrovata vena e una ripresa che sapeva di orgoglio, ma anche di qualche ravvedimento tattico effettuato da mister Gasperini. Poi, sul finire del girone d’andata, l’Atalanta beneficia dell’improvvisa vena di Zapata il quale realizza gol importanti per il gioco, l’ambiente e la classifica, che dopo 19 giornate la vede salire all’ottavo posto con l’avanzare del suo cammino in Coppa Italia. Nel girone di ritorno la squadra mantiene una grande regolarità di risultati, grazie anche alla crescita di giocatori tecnicamente forti come Ilicic e Papu Gomez che spalleggiano la forza fisica di Duvan Zapata. La squadra sembra rifiorita anche sul piano mentale, per il suo essere perfettamente coesa tra difesa (con il redivivo Masiello e poi Castagne, Djimsiti, Gosens, Mancini, Palomino e Toloi) centrocampo (con De Roon, Freuler, Pasalic) e attacco. Ma nulla sarebbero questi giocatori, se non ci fosse la sapiente mano di Gian Piero Gasperini da Grugliasco, il 60enne allenatore di un’Atalanta cui si sono ormai sprecati i migliori aggettivi nell’espressione del bel calcio. Certo, perdere la finale di Coppa Italia brucia molto all’ambiente orobico, soprattutto in virtù di come è maturata questa sconfitta. Tuttavia, possiamo tranquillamente dire che questa Atalanta, la quale oggi consideriamo come una ex provinciale, ci induce a pensare come anche nelle piccole realtà si possa instaurare l’idea di un calcio ad alti livelli. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Bergamofl0711fl0711foto-gian-piero-gasperini.jpgSiNl-atalanta-delle-meraviglie-1013569.htmSi100451001,02,03030231
181013549NewsCoppeAl Filadelfia, il Toro Primavera vuole vincere la Coppa Italia20190411191830C`è grande attesa a Torino, per la finale di Coppa Italia Primavera contro la Fiorentina. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ecco. Ci siamo! Il giorno della sfida finale tra Torino Primavera e la Fiorentina è arrivato. I granata di Coppitelli vogliono alzare al cielo la Coppa Italia, dopo quell’infausta partita d’andata a Firenze che decretò tutta una serie di polemiche. E’ la voglia di dimostrare la rabbia e la delusione accumulata in quella occasione che fa la forza del giovane gruppo granata, il quale da molti giorni non pensa altro che a questo match in programma alle ore 19 di venerdì 12 aprile allo stadio Filadelfia. Un appuntamento che sta molto a cuore al presidente Cairo, alla società e ai tifosi granata, i quali accorreranno in massa per rappresentare il 12esimo giocatore in campo. Una spinta necessaria per galvanizzare i ragazzi di Coppitelli che sono già carichi e preparati ad affrontare una Fiorentina che non verrà certamente a Torino con l’idea di far passare il tempo per difendere il 2 a 0 dell’andata. Ma il Toro vuole rimontare quello svantaggio con una prestazione maiuscola sotto il profilo caratteriale. Importante non abbandonarsi a momenti di scriteriata foga, che spesso porta a non ragionare e lasciarsi sopraffare dall’ansia di segnare in fretta per ribaltare presto lo svantaggio. Siamo sicuri che i ragazzi di Coppitelli non cadranno in questo errore che potrebbe trasformarsi in un boomerang, ma sapranno costruire una vittoria con acume tattico e grande voglia di dimostrare la buona qualità tecnica che è insita in questa squadra. Peccato per quello sfortunato infortunio di Millico che proprio nel momento di maggiore forma ha fatto mancare alla squadra il suo prezioso apporto. Tuttavia, nel contesto globale della squadra di mister Coppitelli si è subito avvertita la voglia di non piangersi addosso, di reagire e continuare alla grande ogni impegno agonistico della stagione. Prova ne è che Nicola Rauti si è fin da subito caricato sulle spalle il peso della squadra, proprio come fanno i veri leader. Ma possiamo dire con tutta certezza che la forza dei granata è rappresentata dal suo insieme, dal suo intendere il credo calcistico di mister Coppitelli. E non è un caso il successo di Supercoppa contro l’Inter e anche gli ottimi risultati ottenuti in Campionato, in Coppa Italia e al Torneo di Viareggio. Adesso è arrivato il momento della sfida finale di Coppa Italia. Davanti c’è una Fiorentina da superare con tre palloni da fare entrare nella sua porta. A ogni gol il Filadelfia si scuoterà come una volta, come ai tempi della gloriosa storia granata, come le urla di gioia che ancora riecheggiano tra quelle mura. Che onore per i ragazzi di Coppitelli calcare quel prato, in una notte di magia granata dal sapore vagamente retrò. L’incredibile rimonta sulla Fiorentina ci sta, è nelle corde di questa squadra che ha tanta voglia di alzare al cielo la Coppa Italia 2018- ’19 riservata alle squadre Primavera. Per questo, la bomboniera del Fila sarà piena di tifosi granata. L’appuntamento è troppo importante!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Filadelfiafl0711fl0711foto-primavera-torino-2018-19.jpgSiNal-filadelfia-il-toro-primavera-vuole-vincere-la-coppa-italia-1013549.htmSi100451001,02,03030295
191013532NewsCoppeLa Primavera del Toro conquista la partecipazione alla finale di Coppa Italia20190307181625Il grande merito di tutto lo staff tecnico della Squadra Primavera.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nella semifinale di ritorno di Coppa Italia, la squadra Primavera del Torino ha battuto 2 a 0 l’Atalanta. I gol sono stati segnati da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Rauti </b>su calcio di rigore al 18’ del secondo tempo e da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belkheir</b> al 48’, proprio nei minuti di recupero. Diciamo subito che la partita ha offerto alcuni spunti di calcio, intervallati da alterne ingenuità prodotte soprattutto dall’ansia di giocare una semifinale di grande importanza. Due settori giovanili a confronto, che storicamente rappresentano quanto di meglio sia stato prodotto in Italia a livello di calciatori dal grande futuro. La <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dea Primavera di mister Brambilla</b>, si è presentata allo stadio Filadelfia sicura della qualità tecnica dei suoi giocatori e forte di una sistemazione tattica adatta a chiudere le offensive granata. Infatti, fin dall’inizio, l’Atalanta è apparsa ben messa in campo, attenta in difesa e pronta a ripartire, sfiorando nel primo tempo il gol in più occasioni. Ottimi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kulusevki,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Colley </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gyabuaa</b>, mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Colpani, Okoli</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Delprato,</b> ci sono sembrati molto attenti in fase di interdizione. Detto questo, passiamo al Torino di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">mister Coppitelli</b>. I granata sono subito apparsi molto ben preparati sotto l’aspetto psicologico, mettendo in mostra un’apprezzabile intensità di gioco che, tuttavia, nella foga ansiosa di voler segnare subito e mettere sotto gli avversari, sono incorsi in errori talora veniali e qualche volte anche molto rischiosi. Ottimo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">capitan Ferigra</b> che al 26’ del secondo tempo ha dovuto lasciare il campo per infortunio, poi <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gilli, Onisa</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Rauti </b>e l’onnipresente <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Kone</b>, sono piaciuti nei loro compiti tattici impartiti da mister Coppitelli. Un 4-3-1-2 che nel corso della gara si è trasformato anche in un prudente 4-4-1-1, il quale, per eccessivo timore di restare scoperti in difesa, ha inibito il gioco sugli esterni. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Ma a parte queste considerazioni tattiche, ci preme dire che la meritata vittoria ottenuta sull’Atalanta da parte dei ragazzi di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Coppitelli</b>, si può sintetizzare come emblema di un calcio coeso, capace di fare emergere valori significativi di unione e partecipazione globale, anche dei ragazzi rimasti in panchina. E’ il merito di questa squadra capace di superare attraverso la grinta, la determinazione e la voglia di arrivare sempre primi su ogni pallone, quella qualità che tante volte in campionato, al cospetto di altre squadre, non risulta essere la migliore in senso assoluto. Ma è proprio nell’intendere il calcio moderno con aggressività, forza fisica e compattezza di squadra, che s’innesca il motivo portante del gioco caratterizzato dalla squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Coppitelli.</b> Prova ne è che il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">numero 10 Kone Ben,</b> dopo essersi infortunato in uno scontro a metà campo, ha voluto continuare a giocare nonostante il suo allenatore avesse già preparato la sostituzione. E con che grinta il ragazzo di colore ha ripreso a giocare! </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Non sembrino fatti minimalisti, questi esempi positivi che nell’ambito di un gruppo si allargano e vengono assorbiti e imitati anche dagli altri compagni. Ecco, secondo noi la vera forza della Primavera del Toro sta proprio in questo atteggiamento di squadra umile e operaia che bada sempre alla sostanza. Certo, la mancanza di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Millico,</b> il bomber infortunato, ha costretto il mister a far assumere alla squadra un atteggiamento tattico diverso. Tuttavia, nella sua sostanza di squadra le cui caratteristiche l’hanno portata a vincere una Supercoppa, conquistato l’accesso nella finale di Coppa Italia per il secondo anno consecutivo e l’ottimo comportamento in campionato, si evince una notevole e attenta preparazione di base da parte di tutto lo staff tecnico. E’ vero, in primis il merito delle conquiste della Squadra Primavera è dei <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">giocatori</b> e del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">mister Coppitelli</b>, tuttavia, è giusto dare merito anche <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">ai dirigenti, al</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">medico, ai massaggiatori</b> e a tutti i personaggi che ne fanno parte con lo spirito vincente. Noi siamo testimoni della serietà e del lavoro dello staff della squadra Primavera del Torino, per essere stati più d’una volta a Rivalta a respirare l’aria di un calcio che si prepara con la cura dei minimi particolari. Che nelle segrete stanze del complesso sportivo di Rivalta si stabilisca la tattica per la partita del giorno dopo, piuttosto che la seduta tecnica e fisica sul campo, l’iter è sempre lo stesso, fatto di partecipazione globale di tutti i componenti lo staff tecnico. Per questo, pensiamo che il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Presidente Cairo, il Direttore Generale Antonio Comi e il Responsabile del Settore Giovanile Massimo Bava</b> (a proposito, grande è stata la strategia della società granata che ha blindato fino al 2022 questa figura importante, che tante società di rilievo avrebbero voluto all’interno del proprio Settore Giovanile) debbano essere soddisfatti di ciò che ha fatto e farà nell’immediato questa Squadra Primavera. Già, perché nel calcio nulla s’inventa e i fatti concreti sostituiscono sempre le fatue parole di propaganda. E adesso la Primavera del Toro attende il 5 e il 12 aprile per giocare la finale di Coppa Italia contro la Fiorentina. I presupposti per vincerla ci sono tutti.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino Stadio Filadelfiafl0711fl0711la-primavera-del-toro-2019.jpgSiNla-primavera-del-toro-conquista-la-partecipazione-alla-finale-di-coppa-italia-1013532.htmSi100451001,02,03030252
201013530NewsEditorialeAl 13° minuto, 13 secondi per ricordare Davide Astori.20190304170257Tra momenti di riflessione e commozione, l`incancellabile ricordo del capitano della Fiorentina.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Che cos’è la vita. Che cos’è la morte. E che cos’è il calcio, capace di racchiudere sentimenti così profondi, controversi e al contempo uguali. Un anno senza <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Astori</b>. Il calcio si è fermato al 13° del primo tempo e per 13 secondi in tutti gli stadi d’Italia. 13 come il numero della sua maglia che resta il simbolo di un ragazzo che il destino ha prematuramente strappato alla vita. Lunghi applausi in tutti gli stadi, qualche inevitabile lacrima e tanta commozione. C’è stata molta compostezza e partecipazione da parte di tutti, ed è sembrato quasi che migliaia di persone di fede calcistica diversa si unissero in un ipotetico abbraccio per riflettere, per ricordare ciò che il tempo non cancellerà mai. Sì, perché ci sono momenti nel mondo del calcio e nella vita in genere, in cui certi antagonismi costruiti da antiche ruggini non hanno motivo di esistere. E’ sembrato quasi che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Astori</b> per 13 secondi avesse messo tutti d’accordo in un’atmosfera surreale. In alto al tabellone la sua immagine che ormai abbiamo imparato a volere bene come un’icona di famiglia. Da Cagliari a Bergamo, da Roma a Milano,Torino e tutti gli stadi, hanno ricordato Davide come se avesse indossato tutte le maglie del calcio italiano. Sembra ieri, eppure è passato un anno da quel 4 marzo 2018 in cui Astori morì nel sonno in quell’albergo di Udine in cui pernottava con la sua Fiorentina, nell’attesa di disputare il giorno dopo l’incontro con l’Udinese. Ma lui, capitano della viola, quella partita non la giocò mai, lasciando attoniti i suoi compagni che sconfortati non si dettero pace, esattamente come succede ancora oggi. Così, in quei 13 secondi in cui il fischio dell’arbitro ha interrotto il gioco, l’amato pallone ha fatto spazio ai pensieri su Davide e alla sua scomparsa troppo&nbsp;frettolosa, che non ha dato neanche il tempo di salutarsi, di stringersi in un abbraccio intenso, proprio come dopo avere fatto un gol. A Bergamo hanno destato forte commozione le copiose lacrime versate da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ilicic</b>, il quale in un articolo apparso oggi su diversi quotidiani sportivi, ha detto che in quegli attimi ha ricordato l’amico Davide, con il quale ha giocato nella Fiorentina, ma gli è anche venuto in mente il suo dramma vissuto questa estate, quando è stato ricoverato in ospedale per un’infezione batterica ai linfonodi del collo. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Quello che è successo ad Astori mi è rimasto in testa per tanti giorni. C’è stato un periodo in cui avevo paura di andare a letto e addormentarmi. Temevo di non svegliarmi più e di non vedere più la mia famiglia. Ho smesso di guardare le partite e il calcio in TV. Pensavo solo a guarire e stare con la mia famiglia. A un certo punto ho sperato di poter camminare e non di ritornare a giocare. Poi tutto è passato e ne sono uscito. Prima mi arrabbiavo per stupidaggini, ora vivo meglio”.</b> Pensieri e sentimenti che raccontano le fragilità dei campioni del pallone come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ilicic,</b> il quale, nel ricordare il dramma di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Astori,</b> si è immedesimato nella sua storia personale sfociata in un pianto dirotto in quei 13 secondi, in mezzo a quel prato verde di Bergamo in cui il pallone, la partita e i giocatori di Atalanta e Fiorentina si sono fermati. Il calcio è anche questo. Giri le pagine della commedia del pallone e ne esce il racconto della vita e della morte come un fatto naturale, come se l’una fosse direttamente collegata all’altra. Poi, al fischio dell’arbitro, il gioco riprende e la vita continua il suo scorrere naturale. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“The Show Must</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Go On” – “Lo spettacolo deve andare avanti”.</b></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-davide-astori.jpgSiNal-13-minuto-13-secondi-per-ricordare-davide-astori-1013530.htmSi100451001,02,03030157
211013526NewsCoppeFiorentina - Atalanta di Coppa Italia, un divertimento allo stato puro20190228194132Uno show di calcio <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>In Italia ci sono rare partite che per la spettacolarità di gioco, di gol, di movimento e grandi numeri di tecnica sopraffina, ti sembra quasi che servano da insegnamento per le scuole calcio. Un pallone inteso con quell’antica purezza che predilige lo spettacolo, distruggendo quasi con disprezzo ogni tatticismo esasperato. E’ la bellezza di un calcio che sa di gioco fatto al parco, negli antichi cortili di casa, dove le porte erano fatte di indumenti o di zaini che avevano ancora dentro i libri di scuola. Puro e semplice divertimento che visto su un campo di calcio di Serie A quasi stona, abituati come siamo a quella inevitabile forma mentale costituita da tattiche fatte per inibire il gioco avversario. Eppure, incredibile ma vero, anche in Italia come in Premier League si è verificato il miracolo di assistere a una partita maschia, con gesti tecnici e corse furibonde per oltre 90 minuti, tali da lasciarti a bocca aperta e farti stropicciare gli occhi per l’incredulità. Fiorentina e Atalanta sono le squadre che hanno offerto questo gran calcio, nel corso della prima semifinale di Coppa Italia finita 3 a 3. Ma non sono solo i sei gol realizzati ad avere fatto spettacolo, perché questa partita deve essere vista nel suo insieme come una grande voglia di superarsi con forza decisionale e con il pensiero primario di offendere l’avversario piuttosto che contenerlo con mezzucci noiosi, tipici di quell’italico calcio che annoia. Tinti di viola sono stati gli spalti del Franchi di Firenze, che ha beneficiato del grande spettacolo sul rettangolo verde offerto dalle squadre di Pioli e Gasperini. Qualche fissato di tattica ostinata, potrà dire che il risultato di 3 a 3 è dovuto a difese disattente e magari disposte malamente a 3 o 4 giocatori. Noi diciamo, invece, che abbiamo visto due squadre arrembanti, le quali hanno sbagliato poco o nulla, badando a verticalizzare il gioco con aperture perfette, costruite con massimo due tocchi. Tutto fatto con grande velocità da una parte all’altra, quasi a non avere ancora avuto il tempo di apprezzare le incursioni di Chiesa e Benassi, che già sei conquistato dall’incedere del Papu Gomez piuttosto che di Ilicic. Uno show esaltante di squadre e giocatori capaci di accendersi in campo con qualità, badando a superarsi attraverso il pensiero fisso che nel calcio chi fa più gol vince. E se è vero che con quel punteggio di 3 a 3 l’Atalanta potrà avvalersi nella partita di ritorno di un pareggio o una vittoria per potere partecipare alla finale di Coppa Italia, la Fiorentina di Pioli vista al Franchi, se metterà la stessa determinazione nell’esprimere la purezza di gioco espressa in questa circostanza, allora potrà anche ambire a una vittoria che le spalancherebbe le porte della finale. Dunque, è errato pensare e scrivere di un calcio italiano che è inferiore per sostanza e spettacolo, rispetto al calcio inglese. I numeri li abbiamo anche noi, basta volerlo! Imparino i ragazzi che fanno calcio perché il gioco del pallone è semplice, è fatto di passione, corsa, duri contrasti, lealtà e tecnica sopraffina. La tattica? Lasciamola a chi millanta parole e snatura il senso vero di uno sport che appassiona. Brava Fiorentina e brava Atalanta, la vostra lezione di calcio ha fatto bene a noi e dà speranza a chi vuole emulare tale filosofia.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Firenze Stadio Franchifl0711fl0711foto-calciatore-chiesa.jpgSiNfiorentina-atalanta-di-coppa-italia-un-divertimento-allo-stato-puro-1013526.htmSi100451001,02,03030205
221013519NewsCampionatiIl Toro sta imparando a non aver paura20190218155848Buona prova dei granata al San Paolo di Napoli.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La partita di Napoli ha dato delle indicazioni di maturità crescente nell’ambito della squadra granata. Da una serie di partite a questa parte, il Toro di Mazzarri sembra avere trovato la strada giusta per capire bene chi è, cosa aspira in questo campionato e, soprattutto, cosa significa pensare, agire e comportarsi da grande squadra. Senza paura, senza reconditi timori capaci di frenare il processo di crescita di un Torino in cui finalmente si evidenzia il carattere forte e la voglia di giocarsela con tutti per entrare in Europa. E così si denota un’ottima qualità di gioco, minori errori in difesa centrocampo e attacco, con una sensibile diminuzione di quell’eterno senso di vittimismo granata (anche se in qualche circostanza motivato) che per anni ha rappresentato l’alibi di tante proprie carenze. Il Toro ammirato a Napoli è coriaceo, ben messo in campo sotto l’aspetto tattico, ma con qualche problema ancora da risolvere in attacco, là dove il gallo Belotti ha ritrovato la sua antica vena aggressiva nel carpire palloni all’avversario, ma che a partire da trequarti campo risulta essere troppo solo per la fase risolutiva. Il fatto che Iago Falque sia ormai da qualche tempo fuori forma e Zaza che con il suo non essere mai vero titolare sembra destinato a non rientrare nei programmi futuri del Toro, creano lacune in attacco che sono molto evidenti. Peccato, proprio in questo periodo in cui il centrocampo con Ansaldi mezz’ala, Rincon, Lukic, Berenguer e De Silvestri e Aina esterni, è in grado di garantire un’ottima diga a supporto della difesa, mentre tutti si rendono utili anche nelle ripartenze. Sirigu, poi, è il vero baluardo da superare per qualsiasi attacco. Sempre sicuro tra i pali e ottimo organizzatore della difesa, il portiere granata ricopre alla grande<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>quel ruolo che ormai da tanti anni il Torino non aveva. Dunque, un Toro tosto che sta imparando a essere concreto e a non lasciare spazi tra le linee agli avversari. D’altra parte, avere 35 punti in classifica assieme alla Fiorentina ed essere a 3 punti di distanza da Lazio e Atalanta che verrà a far visita ai granata nel prossimo turno di campionato, non è cosa da poco. L’importante è continuare nella consapevolezza di voler percorrere la strada che porta in Europa con la stessa autostima, con lo stesso spirito di gruppo che bada al sodo senza perdersi in disarmanti conti di quello che avrebbe potuto essere senza certi errori arbitrali e non è stato. E’ la forza di chi crede in se stesso e non deve dire grazie a nessuno. Il Toro può farcela.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Napolifl0711fl0711foto-belotti.jpgSiNil-toro-sta-imparando-a-non-aver-paura-1013519.htmSi100451001,02,03030154
231013504NewsCampionatiBelotti, questo sconosciuto20190114171888La crisi del gallo<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ il capitano ed è il giocatore più rappresentativo del Torino. Prima dell’infortunio era considerato il perno insostituibile su cui puntare per quel progetto Europa che tanto sta a cuore al mondo granata. Su di lui il presidente Cairo aveva addirittura messo una clausola di 100 milioni di euro (solo per eventuale trasferimento in Europa), quale garanzia che il giocatore sotto contratto con il Torino potesse avere proposte anche indecenti dal punto di vista economico. Insomma, un giocatore da blindare per programmare attorno a lui il futuro del Toro. Oggi, a distanza di un solo anno o poco più, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Andrea Belotti</b> è irriconoscibile dal punto di vista psicologico. Infatti, superato il problema post infortunio e ritrovato il tono muscolare e la tenuta fisica, il gallo non pressa come una volta, non si butta con coraggio a carpire il pallone all’avversario e, soprattutto, in area di rigore è la pallida figura di ciò che è stato poco tempo fa. Il problema secondo noi non sta tanto nello sbloccarsi e fare gol, ma nella mancata convinzione mentale di volersi ritrovare. Sì, perché qualche gol l’ha pure fatto in questo campionato, tuttavia, come dicevamo, manca quel volere dare continuità del gol che ogni attaccante di razza ha per sua natura. Lui ha perso queste caratteristiche e, come tale, anche la squadra percepisce che qualcosa è venuto a mancare nel proprio capitano, il quale dovrebbe trascinare i compagni con carisma e senso di spiccata personalità. E invece ci si accorge che nell’attacco del Toro di Mazzarri, dopo qualche gol di Iago Falque non c’è più nessuno a buttare dentro i palloni. Quindi, tenuto conto di un Belotti fuori forma e di uno Zaza che non si è quasi mai visto per essere stato sempre impiegato a spizzichi e bocconi, non vediamo come questo Toro che pur ben messo in difesa e a centrocampo, possa in qualche modo concretizzare alcune trame di gioco che a tratti appaiono pure non occasionali ma sorrette da un gioco studiato anche in allenamento. Ma il gol che rappresenta tutto, non c’è. Questo è un elemento che a nostro avviso è penalizzante per un Toro che sistematicamente avvantaggia l’avversario e viene castigato. Così è successo in Coppa Italia contro la Fiorentina che al Grande Torino ha fatto semplicemente la sua onesta partita, ma furbescamente ha realizzato due gol in ripartenza con Chiesa ed ha estromesso così il Toro da una Coppa Italia che avrebbe avuto un significato immenso continuare, almeno in virtù della tanto agognata Europa. Intanto, in questi giorni di mercato, si parla di un interessamento di Belotti da parte della Roma per sostituire Dzeko. L’affare potrebbe costare alla Roma 50 milioni di euro, ma crediamo davvero che, vista la situazione economica che attraversa la società giallorossa, sembrerebbe un’idea e nulla più. E allora che può fare il Toro? Secondo noi ha il dovere di recuperare non solo il talentuoso capitano granata ma anche Zaza, che forse anche per timore di Mazzarri di affidarsi alla coppia d’attacco, non si capisce la sua inutilità. Una cosa è certa, stante questa situazione d’attacco, sarebbe opportuno che Cairo e Petrachi (assieme a Mazzarri) risolvessero questa situazione che è a dir poco penalizzante per un Torino che ha bisogno di stimoli, risultati, continuità, carattere e autostima. Almeno se si vuole ancora sperare in un piazzamento che porti in Europa e crescere anche come società. Si faccia in fretta però, perché certe decisioni nel calcio devono essere talora prese drasticamente e supportate da quella chiarezza che determina anche la personalità. L’indecisione è cattiva consigliera. Il Toro ha bisogno di fatti concreti. Adesso, non domani.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Grande Torinofl0711fl0711foto-belotti.jpgSiNbelotti-questo-sconosciuto-1013504.htmSi100451001,02,03030155
241013467NewsCampionatiTifo Inter, vietato ai deboli di cuore.20180925102632Nervosismo e ansia da prestazione,coinvolgono il popolo interista<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ la squadra italiana che espone maggiormente a rischio le coronarie dei suoi tifosi. Partite come quelle di Champions contro il Tottenham e quella disputata in campionato contro la Sampdoria a Genova, rappresentano davvero un rischio per chi soffre di cuore e vive sempre con intensa emozione le sorti dell’Inter. La squadra di Spalletti ha cominciato il campionato a fasi alterne, evidenziando certi chiaro scuri che sanno ancora di un work in progress più <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>confuso che persuaso. La difficoltà di Icardi a fare gol (bravo nei 16 metri ma inconcludente quando parte da lontano), i vari errori di confusione di Perisic, la mancanza di continuità di Brozovic e Vecino, la non ancora perfetta forma di Nainggolan, l’infortunio di Vrsaljko, sembrano essere alla base dei veri problemi dell’Inter di Spalletti. Unica nota lieta sembra essere l’acquisto di Asamoah, diligente tatticamente e poco propenso a sbagliare. Dunque, un’Inter che ripete anno dopo anno gli stessi errori che non la fanno più ritornare ai fasti di un tempo, come vorrebbe il tifoso nerazzurro così affettivamente legato a quel triplete di ormai lontana memoria mourinhiana. E allora, nonostante i notevoli acquisti che la società nerazzurra ha fatto quest’anno, la storia dell’Inter si ripete nella sua ormai cronica incertezza del gioco giusto da fare in base alle caratteristiche tecniche dei suoi calciatori. E allora è colpa dell’allenatore, della società o dei giocatori? Un dilemma che si sta protraendo ormai da troppi anni in casa nerazzurra e che ancora oggi non ha saputo risolvere. Sempre legati all’ultimo minuto, sempre appesi all’esile filo di quella speranza che a lungo andare nuoce la tranquillità di tutto l’ambiente. Basti pensare come l’Inter dell’anno scorso è entrata in Champions League e come quest’anno ha risolto la sua prima partita nella manifestazione europea. Sempre all’ultimo, sempre con fatica immensa, sempre lì a scatenare l’entusiasmo del popolo interista dopo le sofferenze somatizzate da tanta deludente attesa. Sarà perché come dice il suo inno ufficiale è “Pazza Inter” (ma tu amala), sarà perché certa storia si lega ai risvolti dei cicli calcistici, fatto è che anche la sofferenza e la gioia sportiva hanno i loro limiti. Per questo l’Inter di Spalletti deve trovare presto la sua continuità, il suo gioco che abbiamo visto soltanto a fasi alterne e sempre improvvisato dal gesto tecnico di questo o quel campione, ma mai dalla coralità della squadra. E dopo la partita rocambolesca contro la Sampdoria, in cui la squadra nerazzurra ha evidenziato ancora il suo nervosismo e i suoi limiti, pur vincendo il match in extremis, adesso deve convincere se stessa proprio contro una Fiorentina che sta facendo bene in campionato. Un risultato positivo nel gioco e nel risultato, che potrebbe significare il ritrovato cammino sulla strada della continuità. Solo così il tifo nerazzurro sarebbe libero a tutti. Anche ai deboli di cuore!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milanofl0711fl0711icardi.jpgSiNtifo-inter-vietato-ai-deboli-di-cuore-1013467.htmSi100451001,02,03030153
251013454NewsCampionatiPrima giornata di Serie A e primi errori arbitrali20180820090147Tra delusioni e sorprese,inizia il campionato di calcio di Serie A<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Rinviate le partite Milan – Genoa e Sampdoria – Fiorentina per onorare le vittime della tragedia causata dal crollo del ponte Morandi a Genova, la Serie A inizia con non pochi spunti di polemica. C’è chi dice che il calcio avrebbe dovuto fermarsi rinviando tutte le partite in programma nella prima giornata di Serie A e c’è chi è d’accordo con il governo del calcio per ciò che è stato deciso. Ma questo non è stato il solo punto posto in discussione, infatti, c’è stato un altro motivo del contendere che ha caratterizzato l’inizio del campionato di Serie A 2018/’19: quale? La direzione arbitrale e il VAR. Le partite che sono state maggiormente prese in esame dalla lente d’ingrandimento televisivo sono state Sassuolo – Inter e Torino Roma. Sia Inter che Torino sembrano essere state penalizzate da decisioni sbagliate in occasioni di rigori non dati a loro favore per estrema decisione dell’arbitro che, come vuole la regola del VAR, resta l’unico e insindacabile giudice di gara. Detto questo, passiamo ad analizzare i vari risultati. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Soffre la Juventus a Verona contro un Chievo sceso in campo per vendere cara la pelle. Tutti aspettavano il gol di CR7 e invece la Juve vince in extremis e con sofferenza, grazie ai gol di Khedira, un’autorete del Chievo Verona e la rete liberatoria di Bernardeschi che rende vani i precedenti gol di Stepinski e Giaccherini. In una giornata caldissima la Juventus ha mostrato una condizione fisica e di idee ancora da mettere a fuoco, mentre il Chievo ha fatto la sua onesta partita con la consapevolezza che quella fosse la partita della vita. La Juve di Allegri resta la squadra da battere e ci sarà tempo per verificarne lo stato organizzativo dal punto di vista tattico. Bene il Napoli che batte 2 a 1 la Lazio sul suo campo. La squadra di Ancelotti, contrariamente agli umori negativi della vigilia, ha saputo ribaltare un risultato che inizialmente la vedeva in svantaggio per effetto del gol segnato da Immobile. Poi, dopo avere preso le giste misure e un assetto tattico appropriato al confronto con un avversario proiettato all’attacco, il Napoli di Carletto Ancelotti ha messo in mostra delle buone ripartenze con un gioco sugli esterni che resta la caratteristica dei partenopei. Di Milik e Lorenzo Insigne sono stati i gol della vittoria. Per quanto riguarda la Lazio, invece, pensiamo che Inzaghi abbia ancora molto da lavorare per riorganizzare attraverso i nuovi arrivati quel gioco che l’anno scorso l’ha portato sui piani alti della classifica.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>In Torino – Roma, nonostante le condizioni climatiche davvero proibitive per un alto tasso di umidità che sovrastava la città piemontese, abbiamo potuto ammirare un calcio che da parte dei granata di Mazzarri è apparso volenteroso e pure di buona fattura. La Roma non ci è parsa all’altezza della situazione, tanto è vero che la sua difesa con in testa i suoi centrali, è stata lenta e incapace di sostenere le veloci incursioni di Iago Falque e Belotti. Un rigore negato, un gol annullato per fuorigioco millimetrico e una traversa colpita da Iago Falque, rappresentano il magro bottino della squadra granata che a parer nostro è stata penalizzata da un arbitro che non è apparso all’altezza della situazione. La Roma di Di Francesco poco ha fatto per ottenere un risultato positivo che va oltre i suoi meriti. Di Edin Dzeko il gol che all’89 sconfigge immeritatamente il Torino. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Malissimo dal punto di vista del gioco e del risultato, la prima uscita della rinnovata Inter di Spalletti che perde sul campo della sua bestia nera: il Sassuolo di De Zerbi. Ma c’è da dire che anche in questo caso, l’Inter è stata penalizzata dall’arbitro Mariani soprattutto nella decisione di non dare un rigore netto per atterramento in area di Asamoah. Certo, questo non avrebbe cancellato la brutta prestazione di Icardi e compagni, tuttavia avrebbe potuto cominciare un campionato in maniera meno traumatica. Ottimo il gioco del Sassuolo che brilla per una vittoria che fa capo al gol su rigore di Domenico Berardi.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Per il resto, Parma e Udinese hanno pareggiato 2 a 2 una partita dominata dai parmigiani ma calati alla distanza per un calo fisico che ha agevolato il ritorno dei friulani. Vince l’Empoli con due gol contro un Cagliari apparso ancora troppo fragile, mentre perde in casa il Bologna che subisce il gioco e il gol di una Spal davvero sorprendente.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pallone.jpgSiNprima-giornata-di-serie-a-e-primi-errori-arbitrali-1013454.htmSi100451001,02,03030185
261013403NewsCampionatiSpalletti, se non porti l’Inter in Champions hai toppato20180410174930Il tecnico toscano non sembra indenne da colpe che evidenziano la mancanza di continuità di risultati. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Lo ritenevamo (e forse lo riteniamo ancora) il salvatore della patria interista. Un allenatore capace di apportare ordine in una società e uno spogliatoio non sempre esemplare nelle idee da seguire. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Luciano Spalletti</b> è arrivato quest’anno sulla panchina nerazzurra, reduce da un anno di Roma in cui pur avendo fatto sostanzialmente bene, è stato coinvolto da mille polemiche e contrasti con i tifosi per la questione legata a Totti. Da quest’anno, come dicevamo, è arrivato a Milano in quella sponda nerazzurra che essendo fuori da ogni competizione europea, vuole raggiungere un posto per la partecipazione alla Champions League del prossimo anno. A questo punto del campionato, Lazio, Roma e Inter si giocano l’accesso alla coppa più importante che garantisce prestigio, ma soprattutto quegli introiti economici che sono importantissimi per queste tre società. Più che la Lazio di Inzaghi che è la vera novità non prevista all’inizio di campionato, per Roma e Inter se dovessero fallire l’obiettivo Champions si potrebbe parlare di fallimento. Ma la squadra che domenica scorsa ha deluso le aspettative dei suoi tifosi è stata maggiormente l’Inter di Spalletti che non ha saputo approfittare della sconfitta della Roma, la quale <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>contro la Fiorentina già pensava al ritorno del match di Champions contro il Barcellona. Ebbene, l’Inter di Spalletti che aveva fatto un’ottima partita nel recupero del derby infrasettimanale, nonostante non fosse riuscita ad andare oltre lo 0 a 0, ha perso malamente il match fuori casa contro un Torino che ha sfoderato una prestazione maiuscola. Questa debacle della squadra di Spalletti, si pone davanti a un quadro di situazioni che lasciano pensare a momenti in cui il coach toscano non riesce a costruire un gruppo capace di ottenere continuità di risultati. Infatti, non dimentichiamo la positiva partenza dell’Inter all’inizio di campionato, che si è protratta fino a metà dicembre. Poi, un lungo periodo di crisi di risultati ha fatto temere i tifosi nerazzurri di non potere più recuperare i punti persi per entrare all’interno della quarta posizione. Ma da tre partite a questa parte Spalletti ha sostituito <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Borja Valero</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Vecino,</b> spostando davanti alla difesa quel Brozovic che aveva fallito come trequartista e inserendo Raphina a centrocampo. Così l’Inter ha subito ripreso il cammino interrotto e ritrovato gioco e risultati. E, visto i buoni risultati ottenuti, non capiamo perché il tecnico nerazzurro contro i granata abbia deciso di rimettere in squadra <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Borja Valero</b>, lasciando in panchina <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Raphina</b>. Secondo noi è stata una decisione errata, visto che il giocatore brasiliano ha dimostrato di essere in forma e di aver capito come inserirsi nella manovra d’attacco interista. E’ vero, Sirigu ha fatto delle grandissime parate, ma l’Inter di Spalletti non era la stessa, perché mancava l’inventiva in un zona del campo nevralgica per aiutare gli attacchi di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Icardi</b>, apparso troppo solo e mai supportato dagli avanti nerazzurri. Riteniamo dunque che l’apparente sicurezza di mister Spalletti, questa volta si sia tramutata in una sorta di chissà quale improvviso pensiero nel rispolverare un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Borja Valero</b> visibilmente avulso dal gioco. E adesso che mancano sette partite alla fine del campionato, pensiamo che se Spalletti porterà l’Inter in Champions avrà raggiunto quell’obiettivo minimo che la società nerazzurra si era prefissata all’inizio. Se invece non dovesse riuscirci, allora si parlerà giustamente di flop e cioè di un fallimento che ridimensionerà il mister toscano tanto osannato inizialmente, come fosse la soluzione necessaria per risolvere tutti i mali dell’Inter. Vedremo cosa accadrà!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milanofl0711fl0711foto-spalletti.jpgSiNspalletti-se-non-porti-l-inter-in-champions-hai-toppato-1013403.htmSi100451001,02,03030183
271013395NewsCampionatiLa crisi del Toro parte da lontano20180319163734La sconfitta interna del Torino contro la Fiorentina ha aperto la crisi. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Essere presidente del Toro non vuol dire vedere il calcio come semplice passione distensiva della domenica. E non vuol neppure giustificare la sistematica dipartita da Milano per venire a Torino, sistemarsi sulla seggiola della tribuna vip dello stadio e rilassarsi allontanando gli eventuali pensieri di lavoro legati a <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>RCS, LA7 e CAIRO COMMUNICATION. No, non basta, perché si dà il caso che quella squadra di Torino che viene a vedere per sola passione calcistica è un’altra delle sue aziende, presidente Cairo. Questo è bene ricordarlo, qualora se ne fosse dimenticato! Parlare della crisi del Toro ci sembra quasi di continuare a sparare sulla croce rossa. Dopo avere scritto di tutto e di più su questo argomento che è stato pensato e pubblicato senza mai un riscontro di miglioramento, adesso è anche difficile non disarmarsi davanti a un’evidenza diventata persino stucchevole. Quattro sconfitte consecutive non sono cosa da poco. La contestazione manifestata durante la partita casalinga contro la Fiorentina, è chiara di una situazione insostenibile che affonda le sue radici proprio nei meandri di una molteplicità di errori fatti senza fine. A questo punto disamorarsi di Toro diventa quasi terapeutico, anche in coloro che quando si incontrano per strada hanno ancora voglia di dire la solita frase: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“FORZA TORO” – “SEMPRE”.</b> Sì, forza Toro per sempre! Ma la delusione di una società vecchia, incapace, pragmaticamente portata al denaro da incassare e spendere centellinando ogni minimo movimento&nbsp;capace di inibire le idee progressiste nel fondare un progetto moderno di calcio vero, beh, lasciatecelo dire, snerverebbe persino i più tiepidi affezionati a una tifoseria che storicamente è tra le più appassionate d’Italia. Figuriamoci tra i più accesi! Il Torino è ammalato. Questo è evidente! Due tecnici (Miahajlovic e poi Mazzarri), una squadra di mediocri, un presidente, un direttore tecnico e uno staff dirigenziale preposto a studiare il presente e il futuro granata, hanno fallito su tutto. </span><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Forse la cultura del Torino calcio deve cambiare cominciando dalla propria gente e dagli antichi pensieri che parlano sempre di “sfiga cosmica”, piuttosto che di “tragedie senza fine”. Non c’è passato se non c’è presente. E se non c’è presente, come potrà mai esserci un futuro? La dirigenza Pianelli fu la prima a fondare una nuova era dopo il Grande Torino, ma nessuno ne raccolse mai l’esempio per una continuità di ammodernamento mentale e gestionale che si presentava necessario. L’orgoglio e la retorica di un passato davvero unico, ha sempre prevalso sul “mai andare avanti” e sul “mai adeguarsi ai tempi”, compiacendosi sempre dietro mille alibi. E’ tempo di cambiare dal basso, dando un chiaro messaggio di voglia di ammodernamento per il presente e il futuro. Stimolare la società per dire di essere cresciuti, di avere delle ambizioni e di non accontentarsi più del quasi niente. Non sappiamo quanto questo possa servire, ma siamo certi che la società prima o poi capirà che il Torino vuole stare sempre in alto alla classifica per raggiungere mete ambiziose. Non bastano più i perenni ricordi di una società fallita, poi rimessa in sesto dai lodisti e acquistata con evidenti pensieri di investimento commerciale e promozione d’immagine da parte dell’attuale presidente Cairo. Il Toro deve crescere nel suo interno. E’ il presente che conta, per costruire le fondamenta in un futuro che vuole interessare e appassionare le nuove generazioni di fede granata. Altrimenti si resterà sempre fermi con i nostalgici parrucconi, un Toro da metà classifica e attento a non retrocedere in Serie B. Quasi fosse una vittoria, quasi fosse un orgoglio. No, l’orgoglio granata è di tutt’altra natura. Si provi a dirlo con l’esempio dei fatti a questa presidenza e a questa squadra. La maglia del Toro deve rappresentare il presente e il futuro. Il passato è storia, è amore, è orgoglio. Sacro e intoccabile resti il pensiero commemorativo del Grande Torino, della tragedia di Superga, di Meroni, di Ferrini, del sentimento romantico legato al vecchio e glorioso Fila e di tutto ciò che appartiene alla storia granata, ma basta girarsi indietro perché così facendo si perderà di vista il domani.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Grande Torinofl0711fl0711foto-cairo-presidente.jpgSiNla-crisi-del-toro-parte-da-lontano-1013395.htmSi100451001,02,03030202
281013389NewsCampionati96 sfumature di granata20180310164559L`illusorio primo tempo del Torino contro la Roma, delude i suoi tifosi con l`amaro retrogusto della disfatta.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>96 <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>sono i minuti complessivi della durata del match Roma – Torino (1’ di recupero nel primo tempo e 5’ nella ripresa). Le sfumature sono quelle apparse di intenso granata nel primo tempo, ma che poi sono diventate sbiadite ed evanescenti fino a decolorarsi definitivamente. E’ la sintesi metaforica e cromatica di una gara in cui il Torino non ha saputo essere cinico al momento opportuno, svuotandosi poi di energie psico - fisiche con l’inizio del secondo tempo. Eppure, questa sarebbe stata un’ottima occasione per risollevarsi in qualche modo dalle brutte sconfitte subite nel derby e poi a Verona. Ma non è stato così. Nel primo tempo, infatti, la Roma di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Di Francesco</b> priva degli squalificati <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dzeko</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Fazio</b> e di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Perotti</b> tenuto volontariamente in panchina in vista della partita di ritorno di Champions contro lo <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Shakhtar Donetsk</b>, è apparsa confusa nel gioco e insicura nelle iniziative d’attacco, soprattutto con i deludenti <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Schick </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">El Shaarawy.</b> Il Torino, invece, si è dimostrato sufficientemente volenteroso nell’approfittare di una situazione propizia e forse pure inaspettata. Ma un po’ la mancanza di mentalità cinica e un po’ per le straordinarie parate di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Allison,</b> il quale si è reso protagonista sui tiri di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Iago Falque</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Acquah,</b> hanno fatto sì che i granata spegnessero la luce proprio all’inizio della ripresa. La Roma, dopo essere stata strigliata negli spogliatoi dal suo tecnico <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Di Francesco</b>, ha iniziato il secondo tempo con vero cipiglio e veementi azioni d’attacco. Così, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Florenzi,</b> all’11’ <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Manolas</b> con un colpo di testa supera <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sirigu.</b> Questo gol accende di furore i capitolini, i quali prima raddoppiano con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Rossi</b> al 28’ e poi triplicano il loro vantaggio con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pellegrini.</b> </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma il Toro dov’è andato a finire? E’ scomparso letteralmente da tutto e da tutti. E come se non bastasse, al 23’ <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mazzarri </b>ha fatto pure danno nel sostituire proprio <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Iago Falque</b> che è stato il miglior giocatore del Toro, con un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Niang </b>apparso assolutamente evanescente. Poi anche <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Silvestri</b> è stato sostituito per infortunio da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barreca, </b>mentre <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Acquah </b>ha lasciato il posto a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Edera</b>. Ma sono stati i cambi di chi non sa più che fare, talmente la squadra granata si è sciolta come neve al sole. E adesso per il Toro si conta pure la terza sconfitta consecutiva in una situazione di assoluta confusione, in cui ci si comincia a chiedere che senso abbia tutto questo. L’arrivo di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mazzarri</b> ha illuso in un cambiamento positivo, ma a parte un inizio fortunato, oggi non si ha più modo di credere nel suo progetto tattico. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti</b> è purtroppo l’ombra di quello che è stato, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Niang</b> sembra sempre avulso dal gioco di squadra, mentre il centrocampo granata resta sempre incompiuto e alla ricerca di ciò che forse non c’è. Volenteroso <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Iago Falque</b> e persino ammirevole per sforzo profuso è stato <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Rincon,</b> duro e talora anche cattivo per interventi fatti non con la necessaria scelta di tempo. Ma il centrocampo della Roma è stato superiore ai granata, i quali con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Baselli,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Acquah </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Berenguer,</b> non hanno saputo costruire la diga necessaria per intralciare la propulsione d’attacco degli avversari. La pochezza di possesso palla dimostrata nel secondo tempo, è stata parimente insufficiente anche nel non possesso. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Ma il mali del Toro risalgono sempre da lontano, e il presidente Cairo adesso è al centro di questa disfatta granata. Dimostri una volta per tutte di spendere del denaro e costruire una squadra degna di tale nome. Ma che senso ha avuto la cessione di Zappacosta (30 milioni di euro) e Benassi (10 milioni di euro), quando si sa da sempre che una squadra di calcio senza lo zoccolo duro non può andare da nessuna parte. D’accordo, è importante far quadrare il bilancio, ma il Torino non può vivacchiare sempre in una zona di classifica anonima. E per favore si faccia in modo di non parlare più di Europa, perché sarebbe come illudere ancora una volta i sostenitori granata che non meritano di incassare queste reiterate e cocenti delusioni. Adesso il Toro ha il dovere di dimostrare la resilienza di gruppo. La Fiorentina incombe al prossimo turno in casa granata. C’è bisogno di una reazione immediata. Si scuota questo Toro, una volta per tutte.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711walter-mazzarri-al-toro.jpgSiN96-sfumature-di-granata-1013389.htmSi100451001,02,03030218
291013385NewsEditorialeTrovare un senso a ciò che un senso non ce l’ha20180306200990Davide Astori e la sua incredibile morte <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La morte di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Astori</b> ha lasciato tutti perplessi e smarriti per la sua incredibile realtà. Dopo l’esito dell’autopsia, infatti, il direttore del Centro di patologia vascolare dell’Università di Padova <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gaetano Thiene</b> e il professore di medicina legale dell’Università di Udine <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Carlo Moreschi</b>, hanno stabilito che <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Astori</b> è mancato per <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“morte cardiaca con evidenza</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">macroscopica, verosimilmente su base bradiaritmica”.</b> Ma per capire meglio le cause della sua morte, saranno necessari gli approfonditi esami istologici i cui risultati saranno resi noti tra due mesi. Da quel momento si potrà avere un quadro completo su ciò che è successo in <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Astori</b> durante quella maledetta notte. Ma resta il fatto che morire a 31 anni disteso sul letto di un albergo mentre assapori il sonno notturno prima di scendere in campo per giocare una partita di pallone, è davvero impressionante. Davide era il capitano della Fiorentina, era il capitano che indossava la maglia numero 13 che da oggi in poi non sarà più indossata da nessuno che giochi con la viola o con i colori rossoblu del Cagliari. Sono le squadre in cui ha militato e in cui ha lasciato un incredibile ricordo di signorilità, di educazione che rasentava una discrezione forse neppure adatta al suo mestiere di calciatore. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Astori</b> era un campione che giocava con grazia, mai arrogante e mai desideroso di prevaricare sull’altro, per questo suscitava ammirazione e affetto. Proprio come certi campioni del passato che pur avendo indossato una maglia sembrava le avessero indossate tutte; per questo si dice che è stato “un campione senza maglia” benvoluto da tutti. E <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Davide Astori</b> era così, amato da tutti per quel suo carattere schivo e al contempo trascinatore della sua squadra. Un fisico eccellente da sportivo vero, forte, cui non difettava mai la propensione allo sforzo fisico nell’allenamento, per migliorare le sue prestazioni da professionista serio. Per questo quella sua morte così improvvisa, fa rumore ancor più della morte stessa. E’ come cercare di trovare un senso a ciò che un senso non ce l’ha. Ma noi lo ricordiamo così, esemplare sotto ogni aspetto. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Udinefl0711fl0711foto-davide-astori.jpgSiNtrovare-un-senso-a-cio-che-un-senso-non-ce-l-ha-1013385.htmSi100451001,02,03030206
301013358NewsCampionatiIl commento alla 20esima giornata di Serie A20180107184516In Serie A si delinea un campionato a due tra Napoli e Juve.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>La 20esima giornata di Serie A, prima di ritorno, ha messo in chiaro alcune cose che fino a qualche domenica fa sembravano ancora incerte. Prima di tutto si evidenzia il delinearsi di un campionato che per la conquista dello scudetto sembra ristretto a due sole squadre: Napoli e Juventus. Le altre pretendenti al titolo, infatti, sembrano perdere punti a causa di un gioco inizialmente illusorio di speranza e poi sfumato nel nulla. Su questo piano mettiamo l’Inter di Spalletti e la Roma di Di Francesco, mentre prosegue bene la Lazio di Inzaghi e l’Atalanta di Gasperini, che dopo avere perso qualche punto in partenza, adesso sta recuperando attraverso la concretezza di un gioco che ha saputo mettere in ginocchio il Napoli in Coppa Italia e la stessa Roma in campionato. Per il resto c’è da rilevare la lenta e faticosa risalita del Milan di Gattuso che pur faticando in casa contro il Crotone, riesce a portare a casa tre punti importantissimi per la sua classifica e il morale. Vince il Toro del neo allenatore Walter Mazzarri, di cui abbiamo largamente descritto lo spirito propositivo in un altro articolo. Cade malamente la Sampdoria a Benevento, l’Udinese pareggia a Verona contro il Chievo e il Genoa ha la meglio sul Sassuolo all’80esimo. Questo è il quadro dei risultati della domenica di calcio di Serie A che si appresta a iniziare una settimana di riposo invernale. Dicevamo della deludente Inter che si è fatta raggiungere dalla Fiorentina in terra toscana, dopo aver segnato uno striminzito gol frutto di un gioco farraginoso, che nasconde quanto di interessante si era detto dei nerazzurri di Spalletti per buona parte del girone d’andata. Stessa delusione per la Roma, alle prese com’è nella gestione etica di un Nainggolan escluso dai convocati dopo la folle diretta Instagram di Capodanno, la crisi del gol di Dzeko e tanti altri problemi che forse inaspettatamente si sono abbattuti su Eusebio Di Francesco e la sua squadra. Sorride invece la Lazio dopo il 2 a 5 a Ferrara contro la Spal. 4 gol di Immobile e una condizione di squadra invidiabile sotto il profilo atletico e tecnico, fanno dei biancocelesti la squadra più in forma del campionato. Il Napoli soffre più del dovuto ad avere la meglio sul Verona allo Stadio Fuorigrotta. Un 2 a 0 che porta la firma di Koulibaly e Callejon nella squadra di Sarri che inceppa la fluidità del proprio gioco brillante, ma che comunque resta in testa alla classifica con un punto davanti alla Juve. Già, la Juventus! I bianconeri soffrono al Sardegna Stadium contro un Cagliari che ha fatto la partita della vita. Un solo gol segnato da Bernrdeschi, un palo, una traversa e un andamento di partita che se fosse finita in parità (vedi l’errore dell’arbitro e del Var nel non valutare con un penalty il fallo di mani in area di rigore di Bernardeschi) nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Si infortuna seriamente Dybala e adesso è incerta la sua presenza nella partita d’andata in Champions League, che si svolgerà a Torino contro il Tottenham il prossimo 13 febbraio. C’è da dire che Allegri è riuscito a fare un corpo unico tra giocatori vecchi e nuovi arrivati. Di questo dobbiamo dargli atto, anche nell’inculcare ai suoi giocatori quella mentalità vincente che caparbiamente si evince in partite come quella di Cagliari, in cui si soffre più del dovuto, si stringono i denti, non si riesce a fare il proprio gioco per incontrare un avversario agguerrito, ma alla fine ci si rende conto che sono proprio queste le gare che ti fanno vincere lo scudetto. Ciniche strategie di chi ha esperienza da vendere e sa gestire i vari momenti legati alle varie competizioni cui si partecipa. E intanto vedremo cosa accadrà in seguito.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 16pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711foto-sarri.jpgSiNil-commento-alla-20esima-giornata-di-serie-a-1013358.htmSi100451001,02,03030219
311013300NewsCampionatiTra storia ed emozioni, il Filadelfia riapre l’ufficialità del gioco20170915185712L`avvio del Campionato Primavera del Toro, in quello che fu il Tempio del football del Grande Torino. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Più che la partita in sé, il match del Torino Primavera contro l’Atalanta rappresenta un momento storico. Infatti, quella di sabato pomeriggio 16 settembre è una data importante, perché sarà la prima partita ufficiale che il Torino Primavera effettuerà allo Stadio Filadelfia. E pensiamo che mister Coppitelli, nell’accomodarsi in quella panchina che non è come le altre, riuscirà a dare una spinta in più ai suoi ragazzi che calpesteranno quell’erba che fu di Valentino Mazzola e dove si sono formati giocatori come Pulici e Ferrini. Emozioni vibranti che sfuggono a qualsiasi analisi tecnica, ma che devono necessariamente esserci per significare la seconda giornata del Campionato Primavera che da quest’anno, in base alla nuova riforma, si preannuncia molto più difficile rispetto al passato per la presenza delle migliori squadre giovanili d’Italia. Una riforma davvero interessante, atta a migliorare la qualità tecnica di un campionato che è già l’anticamera di quello scenario del pallone italiano fatto di campioni. Il campionato Primavera 1 è composto da 16 squadre, tutte di Serie A e tutte impegnate tra di loro in un week end calcistico che attrae, emoziona e fa alzare l’adrenalina dei più esigenti palati fini, che seguono il pallone fatto di tecnica a ottimo livello. Contro l’Atalanta si prevede un Filadelfia esaurito, con i posti di tribuna scoperta riservata agli ospiti e la tribuna coperta che si tingerà di granata, proprio come quella che rappresentò l’incommensurabile storia del Grande Torino. La squadra del tecnico Coppitelli che abbiamo già apprezzato in altre occasioni, affronterà dunque gli orobici di Massimo Brambilla un ex granata che bene sta facendo nell’ambito del settore giovanile bergamasco. Purtroppo, per la sua squadra, la prima partita di campionato che l’Atalanta ha disputato in Campionato contro l’Inter è stata persa con il risultato di 2 a 0. Tuttavia, questa prima sconfitta non sminuisce il valore di una squadra che ben figurerà in questo campionato. Come dicevamo, sul fronte granata diretto da Coppitelli ci sono diverse individualità di valore, ma è proprio la squadra che nel suo complesso fa sperare in un campionato al vertice, nonostante le mille insidie provenienti da compagini che sono davvero ad alto livello. In realtà, per la Primavera del Toro questa è la prima partita di campionato della stagione, in quanto il primo turno, che l’avrebbe vista giocare in casa della Sampdoria, è stato rinviato per l’allerta meteo. I granata di Federico Coppitelli (che in settimana ha iniziato il Master di Coverciano per conseguire l’abilitazione ad allenare in Serie A e B) in queste ore sta pensando alla migliore squadra da mettere in campo. Contro gli orobici ci sono mille motivazioni per ben figurare, e questo tecnico molto preparato e di sicuro affidamento sa bene che ha bisogno di cominciare con il piede giusto. Il difensore Ferigra proveniente dalla Fiorentina, il centrocampista Ruggiero arrivato da Palermo e il trequartista Leveque ex Akragas, si sono da poco inseriti nell’organico già interessante di un Torino Primavera che farà sicuramente parlare di sé per qualità di gioco. Dunque, non ci resta che aspettare per ammirare da vicino una giornata di calcio al Filadelfia, che resterà negli annali della storia. Da queste parti ci sono mille motivi per emozionarsi, non solo di calcio ma anche di indelebili ricordi.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Filadelfiafl0711fl0711foto-coppitelli-federico.jpgSiNtra-storia-ed-emozioni-il-filadelfia-riapre-l-ufficialita-del-gioco-1013300.htmSi100451001,02,03030241
321013290NewsCampionatiVar o non Var?20170821224926L`analisi sul nuovo mezzo meccanico e sulla prima giornata di campionato di Serie A<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Prima domenica del campionato 2017’18 e prima domenica del Var. Doveva essere la prova per confermare l’attenuarsi delle polemiche, invece ci siamo accorti che in certi casi le ha fomentate. Il mezzo meccanico apparso ai bordi del campo per sciogliere ogni dubbio su falli da rigore, punizioni e quant’altro, si è rivelato non sempre attendibile. C’è poi questo continuo spezzettare il gioco delle partite in corso, che non sempre piace. Sarà che ogni innovazione ha bisogno del suo tempo per oliare i meccanismi, sarà pure la novità assoluta che ha bisogno di entrare nella logica dei contendenti in campo, degli arbitri stessi e degli addetti ai lavori, fatto è che non tutti sono d’accordo con questa innovazione tecnologica che si intromette tra patos e momenti clou che fanno del calcio l’essenza di ogni cosa. A Torino e Milano gli arbitri hanno fatto ricorso al mezzo meccanico con alterno successo. Mentre a Torino nel corso di Juventus Cagliari si è risolto il dubbio del calcio di rigore a favore dei sardi, a Milano durante Inter Fiorentina sono rimaste le perplessità su un calcio di rigore non concesso ai viola. C’è poi l’indecisione marchiana dell’arbitro Massa che grazie all’errore dell’assistente di linea, ha annullato il regolare gol della vittoria del Torino sul Bologna. In questo caso, addirittura, il Var non era neppure funzionante e l’arbitro ha dovuto comunicare con il quarto uomo attraverso una coppia di ricetrasmittenti. Indecisione su indecisioni, partita spezzettata e gol regolare per il Torino che è stato annullato per un fuorigioco inesistente, poiché un difensore del Bologna ha rimesso in gioco l’avversario. Altro che evitare gli errori, qui si è trattato di un macroscopico abbaglio dell’assistente di linea, che alzando anticipatamente la bandierina, non ha dato tempo all’azione di evolversi. Ma in questo caso perché non funzionava il Var? Frutto dell’imprevedibilità dell’entrata in vigore di un mezzo meccanico che non poteva ancora essere perfetto e che ha bisogno ancora di tempo per raggiungere l’obiettivo prefissato. Vedremo cosa accadrà in seguito. Intanto la prima di campionato ha visto vincere la Juventus, il Napoli, la Roma, il Milan, l’Inter, mentre ha steccato la Lazio di Inzaghi che non è andata oltre lo 0 a 0 casalingo contro l’agguerritissima Spal. Vince la Sampdoria contro la matricola Benevento, pareggia il Sassuolo contro il Genoa e perde 1 a 2 in casa l’Udinese ad opera di un coriaceo Chievo. Di Bologna Torino abbiamo già detto in precedenza, mentre resta il rammarico per i granata di avere pareggiato una partita che, per quanto si è visto in campo, doveva essere vinta meritatamente. Certo, è ancora presto per fare delle valutazioni, tuttavia, nell’attesa della fine del calciomercato estivo, si dovrebbero tracciare certi pronostici finali che al momento sono solo molto teorici.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNvar-o-non-var-1013290.htmSi100451001,02,03030247
331013284NewsEditorialeBernardeschi, “Alla Juve la maglia numero 10 bisogna meritarsela”20170730101616Il nuovo acquisto della Juventus si presenta bene<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sivori, Platini, Baggio, Del Piero. Numeri 10 con maglia bianconera che hanno fatto una grande parte della storia della Juventus. E’ il numero più importante per una squadra di calcio, il più significativo di carisma, di forza trascinante. Per indossarla devi possedere tutte queste caratteristiche connaturate a una personalità non comune. Non basta essere il più bravo tecnicamente, serve essere il più rappresentativo per la società, i compagni di squadra, i tifosi. E alla Juve devi saperla meritare quella maglia, quel numero stampato a doppia cifra che pesa per responsabilità e merito. Forse anche per questo motivo, al nuovo acquisto della Juventus <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Federico Bernardeschi</b> è stata affidata la maglia con il numero 33, perché quel numero 10 bisogna meritarselo attraverso una maturazione graduale, capace anche di non alterare una responsabilità eccessiva che potrebbe essere deleteria per un ragazzo di indubbie qualità tecniche, ma che è giusto aspettare dal punto di vista dell’inserimento nell’ambito di un nuovo ambiente. Segno evidente che le cose fatte in casa Juventus non sono mai improvvisate, ma tutto è studiato nei minimi particolari, così come un’azienda calcio ad alti livelli pretende. “Se fosse stato per me, la maglia numero 10 l’avrei presa subito” dice Bernardeschi “tuttavia,<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>bisogna che io la meriti, perché è giusto che un calciatore si prenda le proprie responsabilità.” Dichiarazioni che inquadrano subito la personalità di un ragazzo dalle idee chiare, equilibrato e consapevole della svolta importante della sua carriera di professionista del pallone. E continua così, Bernardeschi: “Della Juve mi ha colpito subito l’accoglienza dei tifosi e poi la squadra mi ha sempre impressionato per la mentalità messa in campo, la grinta, la tenacia, la determinazione; tutte cose che noti e avverti subito.” Poi, per quanto riguarda il suo rapporto con la Fiorentina, dice: ”Voglio ringraziare la società viola per come mi ha fatto crescere e fatto diventare uomo. Non dimenticherò mai tutte le persone che mi sono state accanto. C’è poi una parte della società malsana, come il tifoso che augura la morte e tutti i mali del mondo, mentre io non sono qui per alimentare questa parte. Ma ci sono anche tifosi leali che, nel farmi un in bocca al lupo, mi hanno detto che non mi seguiranno più.” Ma adesso è ora di guardare avanti, il futuro è sempre una strada da percorrere con le incognite che la vita presenta, con le curve da superare e i rettilinei da compiere come positività. Questo lo sa Federico Bernardeschi, con la Juve ogni cosa bisogna meritarsela. Anche la maglia numero 10!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711bernardeschi.jpgSiNbernardeschi-alla-juve-la-maglia-numero-10-bisogna-meritarsela-1013284.htmSi100451001,02,03030203
341013283NewsCalciomercatoIl punto sul calciomercato 2017’18.20170725180662Il calciomercato tra trattative e pazze idee<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Mentre la <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juventus</b> con Bernardeschi si gode il suo acquisto migliore, ad oggi il calciomercato propone imminenti colpi e sogni che possono diventare realtà. Restando in casa bianconera l’acquisto del centrocampista Emre Can dal Liverpool sembra essere quello più possibile, visto che per N’Zonzi del Siviglia e Matic del Chelsea si è raffreddato l’interesse della dirigenza bianconera. La <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Roma,</b> invece, dopo aver blindato Nainggolan per avergli rinnovato il contratto, Monchi sta trattando l’esterno algerino Riyad Mahrez che la Roma considera una prima scelta per rinforzare la fascia destra. Il Leicester vuole 45 milioni di euro, mentre la Roma è orientata a darne 30 più bonus. Il giocatore ha già preso un accordo di massima con la società giallorossa, tuttavia, resta il nodo dell’accordo tra le due società che al momento sembra difficile da risolvere. Il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Milan</b> si prepara ad affrontare i preliminari di Europa League e Montella chiede ancora uno sforzo alla sua società per avere un attaccante, un esterno e una mezz’ala. Quanta roba in questo Milan cinese capace di raccattare campioni come fossero frutti caduti dall’albero. Già, è l’albero della cuccagna in cui basta parlare che tutto è fatto. Tenuto conto che Bacca sarà probabilmente ceduto in prestito con diritto di riscatto al Marsiglia, la società rossonera sta cercando di convincere Cairo per la cessione di Belotti che, tuttavia, appare lontano nella logica di un’offerta che nemmeno s’avvicina alla clausola rescissoria di 100 milioni di euro. A questo punto Nikola Kalinic sembra essere l’attaccante più vicino a indossare la maglia del Milan, dato l’accordo con la Fiorentina per 25 milioni di euro più bonus. Ma nell’intento di Fassone e Mirabelli c’è anche l’idea Aubameyang, l’attaccante del Borussia Dortmund che nel campionato 2007-’08 giocava nel Milan e che tornerebbe volentieri a vestire la maglia rossonera. Vedremo cosa accadrà in seguito. Sul fronte <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Inter</b>, invece, si attendono una serie di interventi importanti da parte della società Suning per completare la squadra che vorrebbe Spalletti. E, anche se al momento sembra tutto in fase di stallo, trapela insistente il nome di Keita quale migliore soluzione per sostituire eventualmente Perisic. L’acquisto di Matias Vecino è praticamente da formalizzare, in quanto ci sarebbe già un accordo definitivo con la Fiorentina sul pagamento della clausola rescissoria di 24 milioni di euro. Ma c’è ancora troppo da fare in casa nerazzurra che, evidentemente, sta aspettando sorniona di piazzare alcuni colpi eccellenti dei quali trapela poco. Sul fronte <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Napoli, </b>c’è il disappunto di Maurizio Sarri che non vuole sentirsi favorito per la conquista dello scudetto, senza neanche aver cominciato il campionato. E mentre è imminente il rinnovo di contratto per Pepe Reina, il Napoli sta programmando il futuro dei suoi pali con l’interessamento al portiere del Real Societad Geronimo Rulli, cui è stata fatta una valutazione di 20 milioni di euro. Questo è quanto il calciomercato di fine luglio propone in Italia, mentre il panorama calcistico europeo si avvale di sogni che potrebbero diventare realtà. Certi rumors, infatti, darebbero già per possibile il passaggio di Neymar dal Barcellona al PSG che pagherebbe la clausola rescissoria di 222 milioni di euro. A questo punto potrebbe anche verificarsi un’offerta eccellente del Barca alla Juventus per avere Dybala. Fantasie calcistiche di mercato? Forse! Ma ormai non ci meravigliamo più di nulla!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNil-punto-sul-calciomercato-2017-18-1013283.htmSi100451001,02,03030390
351013260NewsCampionatiLa Juventus impatta a Roma. 20170515181227La nostra analisi.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p align="center" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: center;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>E’ un campanello d’allarme?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>A due giorni dalla finale di Coppa Italia contro la Lazio, a sei giorni dalla penultima partita di campionato contro il Crotone (che potrebbe dare la matematica certezza del sesto scudetto consecutivo) e a tre settimane dalla finale di Champions League contro il Real Madrid, la Juventus impatta malamente all’Olimpico di Roma contro i giallorossi. Dopo 53 partite giocate ad alto livello (tranne le due debacle contro Genoa e Fiorentina), tra Campionato, Coppa Italia e Champions League, la squadra di Max Allegri è apparsa stanca nonostante ci sia stato un naturale avvicendamento, soprattutto in difesa e a centrocampo. In realtà, è da tre partite che vediamo i bianconeri in difficoltà. Prima a Bergamo contro l’Atalanta, poi nel derby e ora contro la Roma, la Juventus sembra quasi trascinarsi in dirittura d’arrivo tra calcoli matematici e programmazioni gestionali, nel far rifiatare i calciatori che sono stati maggiormente impegnati nelle tre competizioni. Certo, a questo punto della stagione ci sembra anche fisiologico centellinare le forze per avere maggiore freschezza fisica e mentale. Ma c’è a parer nostro un campanello d’allarme in tutto questo; ed è l’inspiegabile mancanza di controllo della situazione, che alla Juventus a un certo punto della partita spesso sfugge di mano per dare spazio e motivazioni all’avversario che è lì, e non aspetta altro per aggredirti. E’ successo contro l’Atalanta, è successo per buona parte dell’inizio della gara contro il Monaco, si è ripetuto nel derby contro il Toro, (dove abbiamo visto molti errori in difesa a centrocampo e soprattutto in attacco) e infine anche a Roma, dove nonostante essere passata in vantaggio e fatto un primo tempo apprezzabile, nella ripresa la squadra di Allegri ha perso completamente il bandolo della matassa. Fino ad oggi la Juventus ha abituato i suoi sostenitori a non preoccuparsi, perché dopo le uniche due avvilenti partite di campionato di Genova e Firenze, sono sempre seguite reazioni degne della grande squadra, quale la Juventus è. Ma adesso, a questo punto della stagione, con le forze fisiche e mentali non più completamente lucide come prima, Buffon e compagni riprenderanno ancora una volta quel cammino di calcio propositivo fatto di fame, orgoglio e cattiveria agonistica dimostrata fino ad oggi? La risposta potremo averla già mercoledì sera, dopo la finale di Coppa Italia contro la Lazio di Inzaghi che, nonostante abbia perso in campionato in casa della Fiorentina, dimostra più freschezza fisica. Ecco, diremmo proprio che al di là della delusione generale dell’ambiente bianconero che sperava di conquistare a Roma quel punto che le avrebbe dato la matematica certezza di aver conquistato lo scudetto, la Juve ha bisogno di guardarsi allo specchio, di compattarsi e di ritrovarsi come gruppo coeso. A questo punto emergerà ancora una volta la professionalità di Allegri e quel suo valore di magnifico gestore del suo gruppo, che è stato già tante volte osannato. Cuadrado è stanco e deve fare posto a Dani Alves nel ruolo di esterno alto. La difesa deve stringere i denti e deve essere targata BBBC, sia in Coppa Italia che in campionato contro il Crotone. Poi, a cose fatte e in attesa della finale di Champions, si pongano pure a riposo per l’ultima partita di campionato. Con questa nostra analisi, non crediamo di scoprire l’acqua calda se scriviamo che a questa Juve che ambisce di conquistare il triplete, si debba chiedere l’ultimo sforzo. Allegri scelga il meglio che ha nella sua rosa fin dalla finale di Coppa Italia, nel convincimento di raggiungere un traguardo alla volta, senza pensare di preservare più nessuno in previsione della finale di Champions League. Tutti sanno che quella finale di Cardiff è il tarlo della società, il chiodo fisso di tutto l’ambiente bianconero. Il pensiero è davvero legittimo, ma cosa sarebbe a questo punto della stagione, se proprio sul traguardo finale si perdesse di vista ciò che a fatica si è seminato con l’ambizione di vincere su tre fronti?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711buffon 4.jpgSiNla-juventus-impatta-a-roma-1013260.htmSi100451001,02,03030295
361013227NewsEditorialeCompiere 50 anni e festeggiarli con chi soffre.20170222161350Un grande messaggio di solidarietà da parte di Roberto Baggio.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Non è da tutti dedicare il giorno del proprio compleanno alle persone che soffrono. E non è neanche usuale per un campione di calcio, pensare di festeggiare mezzo secolo di vita stando vicino a chi non ha neppure un centesimo di quello che hai guadagnato tu in carriera. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Roberto Baggio</b>, il Divin Codino campione di calcio del Vicenza, della Fiorentina, della <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Juventus, del Milan, del Bologna, dell’Inter, del Brescia <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>e della Nazionale Italiana, ha dato dimostrazione di grande sensibilità. Soltanto pochi giorni fa, infatti, –il 18-02-2017- Baggio ha compiuto 50 anni e si è recato con la sua famiglia tra Amatrice e Norcia, ovvero i luoghi che sono stati colpiti dal terremoto e che ancora oggi sono lontani da quella ripresa che significa normalità di vita e recupero di una casa che non hanno più. In questa visita di Baggio traspare chiaramente lo sforzo di un personaggio importante che ha voluto portare con la sua presenza un segnale di vicinanza, di conforto nel luogo del dolore e della disperazione. Un pomeriggio dedicato ai giovani, ma anche ai vecchi, ai bambini e a coloro i quali attraverso i loro sguardi sfiduciati, esprimono tutto il loro scoraggiamento verso il presente e il futuro della loro terra. E’ quel sentirsi soli e abbandonati che conquista anche l’animo meno sensibile a sentirsi in dovere di fare qualcosa. Una pacca sulle spalle, un abbraccio, una stretta di mano, una buona parola che possa aiutare a capire di sentirsi uniti e mai soli. A volte basta poco per portare un rinnovato entusiasmo, nel credere ancora nella ripresa di una vita che vuol dire stare insieme nel momento del bisogno. E quando questo messaggio viene portato da un personaggio importante come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Roberto Baggio</b>, ecco che l’azione benefica assume i connotati di terapia di vita. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Così dice Roberto Baggio: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“ Per capire cosa è successo bisogna vederlo. Le immagini della televisione non rendono ciò che stanno</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">vedendo i miei occhi.”</b> Poi si rivolge ai giovani: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“ A tutti i giovani, e tra questi ci sono pure i miei tre figli, dico che per vent’anni ho fatto il calciatore. Questo non mi rende certamente un maestro di vita, ma ora mi piace occuparmi di voi che siete così preziosi e insostituibili. So che non amate i consigli, anch’io quando ero giovane non li amavo, tuttavia, senza alcuna presunzione quest’oggi vorrei darvene qualcuno.”</b> Sono momenti di particolare intensità emotiva, capace di scavare dentro e infiltrarsi tra le pieghe dell’anima. E allora ti chiedi dov’è finito il campione di calcio che abbiamo ammirato tutti, che ha vinto il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pallone d’oro, il Fifa World</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Player e il Golden Foot</b>. Dove sono i suoi dribbling, gli assist e i gol che hanno fatto impazzire i suoi tanti tifosi, che hanno fatto gioire l’Italia pallonara azzurra, ma anche soffrire e piangere dopo quel maledetto rigore sbagliato a Pasadena in quella finale del ’94? Dov’è? Lui è qui, ad Amatrice, a Norcia, in queste terre martoriate di Abruzzo e Umbria a offrire i suoi 50 anni di vita, con la sua storia di campione e di uomo. Sì, in questo luogo del dolore che ha bisogno di entusiasmo per vedere il futuro con occhi diversi, c’è proprio bisogno di umanità, di calore, di infinite attenzioni che toccano le corde del cuore. E Roberto Baggio, che ha ancora negli occhi le luci della ribalta dei suoi tanti successi ottenuti, l’ha fatto proprio nel giorno del suo compleanno più importante, quei 50 anni di vita che di solito si festeggiano con le persone care. E qui, in questo luogo immerso dalle macerie, dove tutto appare surreale, di persone care ne ha trovate proprio tante. Un bel messaggio il suo, che ci fa anche riflettere su come nella vita ti trovi a fare qualcosa per gli altri, mentre inaspettatamente ricevi molto di più.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Amatricefl0711fl0711foto-roberto-baggio.jpgSiNcompiere-50-anni-e-festeggiarli-con-chi-soffre-1013227.htmSi100451001,02,03030335
371013220NewsCampionatiPietro Anastasi, “Allo Stadium la Juve è favorita, ma non vorrei……”20170202191249Intervista al giocatore che ha scritto pagine importanti nella storia della Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Alla vigilia dell’attesissimo derby d’Italia che vede la Juventus affrontare l’Inter tra le mura del suo Stadium, abbiamo pensato di ascoltare l’opinione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietro Anastasi</b>, il campione siciliano che ha indossato la maglia bianconera dal 1968 al 1976, giocando 205 partite e segnando 78 reti in Serie A. Attaccante di razza, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pietruzzu Anastasi</b> ha scritto pagine importanti della storia della Vecchia Signora d’Italia. Nato a Catania, è stato il simbolo di un’Italia che cambiava dal punto di vista sociale. Lo chiamavano “terrone”, ma fu l’orgoglio di un meridione che fece parlare finalmente di sé, come conquista di un’immagine rivalutata nel tempo. Oggi Anastasi vive a Varese, quella città che lo accolse tanti anni fa dopo aver lasciato la sua Catania, per realizzare quel sogno diventato poi realtà. Ascoltiamolo dunque in questa intervista. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Pietro, cosa pensi di questa Juve a trazione anteriore?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Mi piace molto, perché vedo una squadra compatta. Soprattutto a Reggio Emilia, dove tutti gli attaccanti sono stati bravi a sacrificarsi per la squadra. Certo, se Mandzukic, Higuain, Dybala, Cuadrado e Pjanic vogliono giocare insieme, devono sacrificarsi. Devo dire che lo stanno facendo molto bene. E poi, soprattutto come gioco, si è fatto un grande salto di qualità.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Pensi che questo schema di gioco così offensivo, sia proponibile anche in Champions?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Penso proprio di si. Se i giocatori che ho citato prima, sapranno sacrificarsi come hanno fatto a Reggio Emilia, sono convinto che anche in Champions League si potranno avere grandi soddisfazioni.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Si dice che il prossimo anno Allegri lascerà la Juve per andare ad allenare in Premier League. Se così fosse, tu chi vedresti bene sulla panchina della Juve?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Vedrei un allenatore capace di continuare a percorrere la strada intrapresa prima da Conte e poi continuata da Allegri. Si parla di Paulo Sousa, un allenatore che ha fatto molto bene con la Fiorentina, dando una fisionomia di gioco propositivo. Ecco, direi proprio che lui, per il suo profilo di tecnico e per la sua conoscenza della società bianconera, potrebbe essere la persona giusta a proseguire il percorso di crescita tracciato dai suoi predecessori. E poi, avere a disposizione i giocatori che ti dà la Juve, significa indubbiamente farti fare un notevole salto di qualità anche come allenatore.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Se la Juve dovesse vincere la partita di domenica prossima contro l’Inter, pensi che metterà una seria ipoteca per la vittoria finale in campionato?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Il campionato non finisce certamente domenica, anche se la Juve dovesse battere l’Inter. Tuttavia, darebbe un segnale molto forte a squadre come la Roma, il Napoli e la stessa Inter che sta andando molto bene.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Vedi delle insidie in questo incontro con i nerazzurri di Pioli che arrivano da sette vittorie consecutive, nonostante siano usciti dalla Coppa Italia ad opera della Lazio?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“L’Inter ha trovato finalmente la quadratura del cerchio. Pioli sta facendo davvero un bel lavoro, ha inquadrato bene la squadra e i risultati ottenuti sono l’emblema di questa serie di vittorie consecutive. La sconfitta in Coppa Italia ci può anche stare, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>perché dopo tante vittorie la ritengo fisiologica. E poi, forse sono stati distratti dal pensiero della partita di domenica contro la Juve. Chissà!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Tu che hai giocato tante partite contro l’Inter, è vero che durante la settimana preparavate questo incontro in maniera particolare?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Sai Salvino, queste partite non c’è bisogno di prepararle perché si predispongono da sole. Solo il nome dell’avversario ti galvanizza e non c’è bisogno di motivare i giocatori. L’allenatore, semmai, ha l’obbligo di tenere alta la concentrazione della propria squadra, proprio quando si affrontano partite che sulla carta sembrerebbero di facile portata. Il calcio ci ha insegnato che ogni partita fa storia a sé, per cui è fondamentale prepararsi a dovere e con mentalità da seri professionisti, prima di affrontare qualsiasi match. Poi, se si incontra l’Inter c’è un motivo in più per far bene.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Pietro, se tu fossi l’allenatore della Juve, come la sistemeresti tatticamente in campo per battere l’Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“Proseguirei con lo stesso modulo, anche se mi sembra che Allegri sia intenzionato ad inserire Marchisio. In questo caso si dovrebbe scegliere tra Khedira e Pjanic, perché uno dei due dovrebbe restare fuori. Personalmente penso che Pjanic potrebbe essere l’escluso, almeno inizialmente. Questo giocatore dalle grandi qualità tecniche, lo stiamo tutti aspettando. Lui può dare molto di più di quanto ha fatto vedere alla Juve fino adesso, nonostante abbia dato segni di miglioramento nelle ultime partite. Vedremo. Comunque, ribadisco che se io fossi al posto di Allegri inserirei Marchisio al posto di Pjanic.”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dunque, qual è il tuo pronostico sulla partita Juventus – Inter?</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>“E’ una partita difficile da pronosticare, anche per la forma attuale e la bella espressione di gioco messa in mostra dalle due squadre. Tuttavia, è indubbio dare un leggero favore a questa Juve che statisticamente ha collezionato tante vittorie allo Juventus Stadium. Ma nel calcio non c’è nulla di scontato e anche le statistiche fanno storia a se. Sai, è vero che non si può sempre vincere, ma non vorrei perdere proprio contro l’Inter!”</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711anastasi.jpgSiNpietro-anastasi-allo-stadium-la-juve-e-favorita-ma-non-vorrei-1013220.htmSi100451001,02,03030351
381013216NewsCoppeJuventus, espressione di calcio sublime20170126163631Tra Juventus e Milan, un match di Coppa Italia divertente e calcio giocato in grande stile.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>I lettori che sono soliti seguirci attraverso le pagine di calcio pubblicate su questo sito web, nel tempo si saranno accorti quanto sia equilibrato il nostro metro di giudizio su questa o quella squadra. Certo, non abbiamo la presunzione di trattare un argomento di così alto indice di opinabilità, senza quell’oggettiva misurazione che è tipica dei cronisti sempre attenti a riportare ciò che vedono, piuttosto che enfatizzare senza costrutto ciò che nessuno ha visto. Questione di stile, di coerenza, di rispetto della deontologia che va oltre ogni fede sportiva, ma che ha l’obbligo di manifestarsi costantemente in modo da esprimersi come super partes. Detto questo, vogliamo mettere il punto sulla Juventus che abbiamo visto ieri sera allo Stadium, nel corso della partita dei quarti di finale di Coppa Italia contro il Milan. Spesso abbiamo criticato aspramente la Vecchia Signora d’Italia, mettendo sotto accusa Massimiliano Allegri per una non precisa connotazione tattica, in una squadra dall’alto potenziale tecnico che non poteva certamente essere quella vista all’inizio di stagione contro l’Inter, poi contro il Milan in campionato e a Doha, e ancora contro il Genoa e la Fiorentina. Scoppole causate da una incredibile confusione tattica, che è stata l’artefice di una inspiegabile mancanza di autostima di calciatori ad altissimo livello tecnico, spesso dominati anche da avversari inferiori. E allora ci siamo prodigati in analisi anche acerrime, manifestate sempre nell’intento di costruire e mai per il gusto satanico di distruggere. E, quando abbiamo evidenziato l’incertezza e il non coraggio di Allegri nel sapere assemblare un centrocampo di qualità a beneficio dell’armonia del gioco d’attacco, attraverso quei giocatori le cui caratteristiche assicurano pressing alto e abnegazione nei momenti in cui c’è da interdire, non ci sbagliavamo. Dopo la figuraccia rimediata a Firenze, la Juve ha deciso di cambiare se stessa nella consapevolezza della sua reale forza. E così, dopo averla ammirata in campionato contro la Lazio, abbiamo avuto il replay contro il Milan, nella partita di Coppa Italia. Il 4-2-3-1 di fresca attuazione bianconera, garantisce una squadra con un baricentro alto e destinata a un pressing corale e avanzato, capace di soffocare sul nascere le velleità di ripartenza dell’avversario. Il coraggio di far giocare lì davanti, Cuadrado, Dybala, Higuain, Pjanic e Mandzukic ha dato i suoi frutti, perché la squadra si è espressa in maniera da far vedere giocate di calcio di alta scuola, non solo a beneficio dello spettacolo, ma con la concretezza mentale di fare gol per vincere. Ed è stata tale la propulsione ad offendere l’avversario, che già nei primi 20 minuti del match la Juve vinceva 2 a 0, avendo segnato prima con Dybala attraverso un destro sferrato in velocità , e poi con Pjanic, grazie a un bellissimo calcio piazzato degno del miglior Andrea Pirlo. Poi, nel secondo tempo, il Milan di Montella per lunghi tratti ha messo in seria difficoltà la Juve che ha abbassato, forse per fatica, il suo baricentro di centrocampo, dando così l’opportunità a Bacca di dimezzare lo svantaggio iniziale. Poi, pur restando in dieci uomini per l’espulsione di Locatelli per doppia ammonizione, il diavolo rossonero ha continuato a crederci con caparbietà, senza tuttavia alcuna seria concretezza di pareggiare i conti. La Juve, che non è stata quella del primo tempo, ha però sfiorato il terzo e il quarto gol con Mandzukic e Pjanic in due delle tante ripartenze bianconere. Ma, il non mettere al sicuro il risultato fin dal primo tempo, in cui la Juve ha continuato ad avere superiorità numerica a centrocampo e aggressività fuori dalla norma, lascia riflettere che c’è ancora da lavorare sulla tenuta mentale e fisica, per mettere al sicuro il risultato e poi saperlo gestire con razionalità, senza dover soffrire il ritorno pericoloso degli avversari. E adesso che Max Allegri si è convinto dell’importanza di far giocare insieme i cinque giocatori (Cuadrado, Dybala, Higuain, Pjanic e Mandzukic) che fanno la differenza e che hanno capito l’importanza di sacrificarsi a turno in fase di contenimento dell’avversario, ci auguriamo che anche fuori dalle mura dello Stadium si continui su questa strada, che prepara degnamente i bianconeri al prossimo turno di Champions League. Un assetto tattico premiante, capace di valorizzare le caratteristiche tecniche di un Pjanic che fino ad oggi sembrava essere un misterioso calciatore, e un Higuain che abbiamo scoperto nella maturità e completezza di campione, non solo di fare la differenza nel segnare gol, ma anche di dare concretamente una mano alla squadra nel momento del bisogno. Così Mandzukic, Cuadrado, Pjanic e Dybala. Ecco, diremmo proprio che la nostra analisi su questa “nuova” Juventus dal volto stellare finisce qui, ma con un punto interrogativo che adesso riguarda il coraggio di saper continuare su questa strada anche fuori casa. Ma Allegri, ci sorprenderà ancora nel volere cambiare la squadra in maniera guardinga, affidandosi a un centrocampo di quantità? Vedremo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNjuventus-espressione-di-calcio-sublime-1013216.htmSi100451001,02,03030332
391013204NewsCampionatiIl Toro pareggia contro il Sassuolo e scivola verso l’anonimato20170109180335Nell`ultima partita di andata,i granata evidenziano un periodo di appannamento.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Peccato! Questo Toro tecnicamente interessante e nuovo sotto l’aspetto della mentalità, sta ritornando a condurre un campionato anonimo. Segno che qualcosa non va ancora per potere ambire all’Europa. E’ davvero difficile porre in analisi un Torino che dimostra due facce di una medaglia, che dovrebbe essere uguale d’ambo i lati. Dopo una serie di sconfitte accumulate prima della pausa invernale, la squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sinisa Mihajlovic</b> si è presentata a Reggio Emilia con l’intento di portare a casa i tre punti in palio, per potere risalire posizioni in classifica. E, in effetti, abbiamo visto (almeno nel primo tempo) un Toro che ha dimostrato il giusto atteggiamento e la concentrazione tipica di chi sa che per centrare l’Europa ci vuole fatica, lavoro e grande coralità di squadra tra i vari reparti. Ma nel secondo tempo abbiamo visto più confusione che altro; così Ljajic e compagni sono tornati a casa con uno sterile 0 a 0 che non cambia la sostanza di un Torino che ha velleità europee. Così si esprime Mihajlovic a fine partita: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Sono amareggiato. Abbiamo fatto un grande primo tempo e questi sono due punti persi. Quando è così, e giochi un primo tempo con tutte queste occasioni, devi avere la cattiveria e la lucidità di segnare e fare tua la partita. Quando non la butti dentro, non vinci”.</b> E’ proprio così, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">- Quando non butti dentro la palla, non vinci –</b> è la legge del calcio. Ma adesso, in quest’anno magico di attaccanti di valore, il Torino ha l’obbligo di buttarla dentro questa palla. E allora perché non lo fa più come all’inizio? I motivi sono tanti: mancanza di cattiveria, di esperienza, di essenzialità e di umiltà nel capire, che essere cinici nella sostanza è più importante che specchiarsi e dire – “Quanto siamo belli” -. Ecco, forse questa potrebbe essere una delle cause tecniche e tattiche che affiorano nel Torino di oggi, il quale ha affidato la direzione d’orchestra a un Ljajic, che pur avendo grandi mezzi tecnici, pecca da sempre di continuità e maturazione. Da lui si pretende molto di più, proprio perché dal punto di vista della qualità tecnica si erge sugli altri. Ma il suo non essere in grado di prendere in mano la squadra da vero e proprio leader, non consente ai compagni di avere in lui l’affidabilità richiesta. Sono situazioni ed elementi chiari che non sfuggono, e sono l’emblema di un Torino che sta crescendo ma che non è ancora abbastanza maturo. Manca ancora qualcosa, quel qualcosa che potrebbe identificarsi in qualche acquisto che dovrebbe alzare l’asticella dell’esperienza. L’acquisto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Juan Iturbe</b>, a nostro avviso non è male. Tuttavia, se visto sotto l’aspetto della sostanza nell’ambito della fase d’attacco e di interdizione, non si può pretendere che l’argentino rappresenti come per incanto l’immediatezza di un giocatore che deve ritrovare quella forma espressa nell’ormai lontano Hellas Verona di qualche anno fa. Questo giocatore da troppo tempo fa panchina, ed è giusto che gli sia dato del tempo per ritrovarsi, soprattutto in un ambiente totalmente nuovo per lui. Quindi, i problemi sono da ricercarsi nella squadra che deve essere aiutata a maturare nella sua globalità e non in un solo giocatore. Ljajic è un giocatore estroso che ha classe, tecnica, ma non garantirà mai l’ordine tattico e la continuità che gli si richiede. Era così con la Fiorentina, è stato così nella Roma e poi nell’Inter. Quindi, vedremo cosa accadrà in casa granata. C’è tutto il girone di ritorno per ravvedersi. L’Europa è lì, pronta per essere acciuffata da chi più se lo merita. Riuscirà il Toro?</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: "Times New Roman"; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro&nbsp;<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br>Reggio Emiliafl0711fl0711foto-ljajic.jpgSiNil-toro-pareggia-contro-il-sassuolo-e-scivola-verso-l-anonimato-1013204.htmSi100451001,02,03030290
401013200NewsCampionatiMirko Ferretti, “Sono molto orgoglioso di essere stato allenatore nell’ombra”20161228145528Allenatore in seconda e il fascino di un ruolo importante per il calcio. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><font face="Calibri"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;">“Una vita da secondo – L’allenatore nell’ombra”</span></b><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"> è l’autobiografia di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mirko Ferretti</b>, l’ex calciatore degli anni ’50 - ’60, che poi intraprese anche la carriera da allenatore restando però sempre fedele al ruolo di secondo. Ed è proprio questa figura così particolare per la vasta letteratura dedicata al calcio, che ha interessato gli autori <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Michele Ruggiero (giornalista Rai) e Alessandra Demichelis,</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">storica scrittrice della provincia di Cuneo</b>. Mirko Ferretti è figlio d’arte, in quanto suo padre è stato calciatore professionista negli anni ’30 – ’40, restando fedele alla Sicilia e in particolare alla città di Messina. Mirko Ferretti da calciatore ha vestito diverse maglie, ma è rimasto legato al Torino per aver vissuto ben 15 anni della sua vita. Con questa nostra intervista abbiamo voluto entrare nell’anima di un calciatore capace di percorrere una strada fatta di sport, ma anche di vita culturale, politica e sociale. <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></font><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Signor Ferretti, come nasce l’idea di scrivere un libro su di lei, da parte dei due autori Michele Ruggiero e Alessandra Demichelis?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Con il giornalista Rai Michele Ruggiero siamo amici da tanti anni. Un giorno mi chiese se avessi delle cose da raccontare della mia lunga carriera di calciatore e poi di allenatore. Ma ciò che ha subito incuriosito gli autori del libro, è stato proprio questo mio racconto da allenatore in seconda. Una figura che apparentemente potrebbe sembrare di poco interesse, ma che invece ha dei risvolti sportivi e umani davvero impensabili. Ecco, direi proprio che attraverso il mio racconto sportivo nell’ombra, è emerso uno spaccato di vita che coglie anche il mio interesse di calciatore sempre attento alla vita sociale e politica”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Già, il suo interesse verso la politica. E’ vero che lei è stato uno dei rari casi di calciatore degli anni ’50 – ’60, a manifestare pubblicamente le sue idee politiche di sinistra?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Mio padre era di estrazione politica rivolta a sinistra. Finita la guerra sono cresciuto attraverso i valori e le idee di sinistra, ritenendomi sempre un socialista nel vero senso della parola. Negli anni in cui giocavo a calcio, ho sempre dichiarato apertamente e con onestà intellettuale il mio credo politico. Ricordo che in quegli anni in cui mi trovavo a Torino, conobbi il giornalista Nello Pacifico e poi Diego Novelli, due personaggi storici della sinistra italiana. La loro amicizia mi ha arricchito molto sotto il profilo culturale e politico. Con loro ci siamo frequentati a lungo, rafforzando ancor di più quelle che erano già le mie idee di base. Ecco, questo è stato uno dei tanti risvolti che si è intrecciato alla vita sportiva, quando ero a Torino come allenatore e secondo di Gigi Radice”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; tab-stops: right 481.9pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Suo papà Renato giocava nel Messina. In quali squadre siciliane ha poi allenato?<span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Ha allenato per un certo periodo il Messina e poi per due anni il Canicattì”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Da quali sentimenti siete stati legati alla bellissima terra di Sicilia?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Papà ha fatto il calciatore per sette anni a Messina. Era il capocannoniere indiscusso e non ha mai acconsentito a un eventuale trasferimento altrove, anche se a quell’epoca era stato richiesto da squadre importanti come la Roma, il Genoa, l’Alessandria. Ma lui ha avuto una sorta di affetto per quella città di Messina che gli ha tributato molto calore dal punto di vista umano. Sono sentimenti che allora significavano tanto, forse tutto, in un mondo del pallone che ti metteva a contatto con la gente e ti faceva sentire importante”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Senta Mirko, come nasce la sua amicizia con il giornalista Rai Michele Ruggiero?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“E’ proprio il pallone che ci ha unito fin dal tempo in cui sono stato a Torino e nel Toro. Gli ho raccontato la mia storia di calciatore e di uomo. A lui piacque molto, fino al punto di rielaborarla assieme ad Alessandra Demichelis che è una storica della provincia di Cuneo. A detta di molti ne è uscito fuori un libro interessante, proprio per le situazioni che le ho specificato prima”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Ritornando alla politica. Cosa è rimasto in lei di quella ideologia di sinistra, professata durante la sua carriera di calciatore?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Sono ancora molto convinto di ciò. E’ un po’ come la Costituzione che vogliono cambiarla senza mai averla applicata. Da sempre è stata staccata e vilipesa, perché c’è scritto che la legge è uguale per tutti e non è così, che il lavoro è per tutti, ma non è così, che la casa è per tutti e all’atto pratico non è così. Sono quindi per una giustizia socialmente avanzata, perché se no, oggi come oggi, rischiamo di disperdere ciò che i nostri padri ci hanno lasciato in eredità. Spiace dirlo, ma il nostro Paese sembra diventato solo per i furbi e non si fa nulla per il bene collettivo”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Ritornando al calcio. Cosa c’è ancora che lo attrae di questo mondo?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Il pallone e basta. Non sono d’accordo con l’inserimento della tecnologia. Penso che con questo sistema si snatura l’essenza di un gioco del calcio che è natura, vita, inventiva, un qualcosa che fa discutere ma che sa darti profonde emozioni”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Lei è stato definito un allenatore nell’ombra. Non le dispiace&nbsp;sentirselo dire?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“ E’ proprio il contrario. Sono molto orgoglioso di essere stato allenatore in seconda, perché a parte la figura principale di tecnico che segue la squadra, è la figura del secondo che riesce a legare i rapporti tra tutto l’ambiente e lo spogliatoio. I giocatori vanno seguiti, non solo dal punto di vista tecnico e tattico, ma anche da piccole sfumature che sfociano nell’umano. E’ vero che il calcio è gioco di squadra, ma ogni singolo ha il suo carattere, la sua vita privata e una storia che non è mai uguale agli altri. Ecco, direi che il mio ruolo è stato sempre quello di aiutare l’allenatore sotto l’aspetto di alcune problematiche dei singoli giocatori. Quella sorta di complicità che si instaura tra il secondo allenatore e i calciatori. Infatti, loro si confidavano più con me che con altri. Anche questo è il segreto di tanti successi nel calcio”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Lei ha giocato nel Canelli, nel Como, nel Catania, nella Fiorentina, nel Torino, ed ha chiuso la sua carriera nell’Alessandria. Quale di queste squadre le è rimasta nel cuore?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Sono stato nel Torino per 15 anni. Ho giocato, allenato, e sono stato anche responsabile del Settore Giovanile. Quella era la mia casa e quella maglia mi è rimasta nel cuore”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Per finire, cosa pensa del Torino di oggi?</font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">“Chi conosce il Toro, come lo abbiamo vissuto noi fino ai componenti dell’ultimo scudetto, può capire cosa voleva dire <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Campo Filadelfia”.</b> So che sta risorgendo dalle ceneri e presto sarà inaugurato, ma difficilmente potrà crearsi quell’ambiente famigliare che conoscevamo noi. Ricordo che i tifosi ci aspettavano dopo l’allenamento. Era una festa. Pacche sulle spalle e discorsi amichevoli ti facevano sentire il calore della gente granata. C’era un filo conduttore che legava tutto e tutti, a partire dal presidente fino al magazziniere e ai tifosi. Oggi si tende a chiudere le porte per non scoprire segreti tattici che potrebbero favorire l’avversario di turno della domenica. Così i tifosi restano ingiustamente fuori dalle porte. E’ vero, è cambiato il calcio. Ma sono cambiate anche le persone”.</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></font></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">&nbsp;</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri">&nbsp;</font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="line-height: 115%; font-size: 12pt;"><font face="Calibri"><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></font></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711foto-libro-mirko-ferretti.jpgSiNmirko-ferretti-sono-molto-orgoglioso-di-essere-stato-allenatore-nell-ombra-1013200.htmSi100451001,02,03030303
411013185NewsCampionatiL’analisi della nona giornata di Serie A20161024165917Disamina aggiornata sul campionato di calcio.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo il tonfo di sabato sera della Juventus a Milano contro i rossoneri di Montella e la vittoria della Sampdoria nel derby di Genova, la domenica calcistica ha dato parecchi spunti di riflessione. Una su tutte la conferma della Roma che vincendo 4 a 1 contro un rabberciato Palermo, si propone in maniera convinta ad essere tra le più titolate squadre pretendenti al titolo di campione d’Italia. La squadra di Spalletti si trova assieme al Milan al secondo posto in classifica, con due punti di distacco dalla capolista Juventus. Ma, mentre la giovane compagine di Montella deve ancora crescere sotto il profilo della maturità e quindi della continuità di risultati, i giallorossi di Spalletti garantiscono maggiore esperienza e campioni che stanno lentamente trovando un gioco d’assieme che lascia ben sperare per il futuro. Anche il Napoli, sempre alle prese con il problema Gabbiadini che è stato espulso a Crotone per fallo di reazione, vincendo in Calabria si porta a terzo posto in classifica a 4 punti dalla Juve. Ma ciò che più conta è che la squadra di Maurizio Sarri è decisa ad uscire fuori da un periodo particolare che ha destabilizzato l’armonia e la tranquillità di inizio campionato. Bene per Torino e Lazio che si dividono la posta in palio e mettono in evidenza grandi presupposti per continuare a far bene in un campionato che potrebbe vederle illuminate da mille motivazioni agonistiche. Chievo e Atalanta proseguono la marcia di una raccolta punti da mettere in cascina per il prosieguo del campionato. La prima ha pareggiato 0 a 0 in casa dell’Empoli, mentre i bergamaschi di Gasperini vincendo 2 a 1 contro l’Inter, si confermano squadra ostica e difficile da affrontare per tutti. Già, l’Inter di Frank de Boer e la sua crisi. Un argomento più volte trattato, discusso e affrontato da noi con particolare attenzione. Una società, quella nerazzurra, che sta forse pagando i tanti errori commessi in questi anni dopo il triplete conquistato da Josè Mourinho. Con l’avvento in società da parte del filippino Erik Thohir e poi della società cinese Suning, le cose si sono aggravate in maniera esponenziale. Prima Mancini in veste di allenatore – dirigente con libertà di far comprare costosissimi giocatori che poi si sono rivelati inutili alla causa nerazzurra e adesso De Boer, l’olandese chiamato a sostituire il Mancio in corsa, che sta pagando forse più del dovuto il suo non conoscere il calcio e la lingua italiana. Insomma, fatto è che anche lui è sulla graticola e in procinto di essere sostituito sulla panchina dell’Inter, qualora dovesse perdere ancora nella prossima partita contro il Torino. Ma, proseguendo ancora nella nostra analisi della nona giornata di Serie A, dobbiamo mettere in evidenza il largo punteggio di 5 a 3 che la Fiorentina di Paulo Sousa ha conquistato contro il Cagliari in terra sarda. Una partita strana, in cui si è evidenziata una giornata in cui le rispettive difese sono apparse molto disattente a beneficio degli attaccanti. Ma la giornata davvero positiva degli avanti viola, hanno dato lustro alle giocate di un centrocampo molto propositivo in fase di ripartenza. Il Cagliari, da parte sua, è incappato in una giornata negativa che ha fatto smaltire la sbornia della vittoria conseguita a Milano contro l’Inter. Per il resto, Bologna e Sassuolo si sono divise la posta in palio pareggiando 1 a 1 una partita vivace, che a tratti ha evidenziato piacevoli spunti tecnici e agonistici. Vince l’Udinese in casa contro il Pescara. Un 3 a 1 molto eloquente del nuovo corso targato Del Neri, capace di far ben sperare i friulani verso una risalita in classifica che significherebbe mettere al sicuro un campionato tranquillo. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNl-analisi-della-nona-giornata-di-serie-a-1013185.htmSi100451001,02,03030402
421013175NewsCampionatiQuando il calcio è umanità20161005195220Mihajlovic e Bonucci, autori di profonde dichiarazioni che fanno riflettere. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Chi vive di emozioni come fatto essenziale dell’esaltazione dei sentimenti, sa che a volte basta un gesto, una parola o riflessioni su tematiche profonde di vita, per suscitare <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>brividi che coinvolgono cuore e cervello. Il calcio, mezzo di comunicazione e grande aggregazione sociale, è uno dei principali sviluppatori di emozioni dettati non solo dai gesti tecnici o dai gol segnati in campo, ma anche dalle parole dei giocatori e dagli addetti ai lavori, capaci di rafforzare il senso dell’umano. Già, perché tutto ciò che mette al centro l’uomo attraverso il suo fare e il suo dire, può suscitare emozione. E così succede che smaltita l’adrenalina del match, capita pure di trovarsi in sede di conferenza stampa e capire che in fondo non sono solo parole di circostanza, quelle che si dicono in quella particolare sede, ma c’è anche qualcosa che ti fa pensare e scrivere di getto ciò che neppure t’aspetti. Dopo la partita di domenica scorsa tra Torino e Fiorentina, l’allenatore del Toro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sinisa Mihajlovic</b> ha dato dimostrazione di grande umanità nel rispondere di getto a un collega giornalista, il quale gli ha chiesto se per un ragazzo di 22 anni come <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benassi</b>, non sia difficile portare la fascia di capitano. A questo punto, senza neanche pensarci un attimo, il tecnico serbo ha detto: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“ Non è facile alzarsi ogni mattina alle 4 e mezza, andare a lavorare alle 6 per tutto il giorno e non arrivare a fine mese. Questo non è facile. La fascia da capitano, invece, è un piacere, un orgoglio: lui è una persona</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">fortunata come tutti noi che facciamo questo lavoro”.</b> Grande riflessione capace di sconvolgere il piano di lavoro di noi giornalisti, che prevede come sempre considerazioni di tipo tecnico. Ma questa volta no, Sinisa ha colpito in pieno ed ha suscitato sentimenti di grande stima nei suoi confronti. Poi, parlando sempre dei fatti umani che suscitano emozioni nel calcio, vogliamo citare le parole di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Leonardo Bonucci,</b> anch’egli in conferenza stampa da Coverciano, dove la Nazionale sta preparando l’importante incontro con la Spagna, allo Juventus Stadium di Torino. Ebbene, in questa circostanza, abbiamo visto le lacrime del centrale difensivo della Juventus, che nel ricordare il recente periodo difficile da lui vissuto a seguito della malattia di suo figlio Matteo, ha detto: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Quello che ho vissuto negli ultimi due mesi mi ha dato una grande forza, ringrazio mio figlio e mia moglie, sono stati momenti duri. Matteo mi ha trasmesso tanta forza, così come Lorenzo e la stessa cosa ha fatto mia moglie. Sono situazioni che ti fanno crescere, che ti fanno vedere la reale importanza delle cose. Adesso, alcune critiche, alcune discussioni, alcuni rimproveri e certi mugugni mi fanno capire che sì c’è sempre da migliorare, ma l’importanza di quello che ti accade nella vita è molto più importante di un passaggio sbagliato. Quando stai bene con la testa e con il cuore, funziona tutto”. </b>Ecco, possiamo proprio ritenerci fortunati noi giornalisti, quando si presenta l’occasione di fare informazione di così alto spessore umano. In fondo, sono proprio queste riflessioni che ci inorgogliscono, di un mondo del pallone non sempre meritevole di fatti da raccontare.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711bonucci-legg.jpgSiNquando-il-calcio-e-umanita-1013175.htmSi100451001,02,03030376
431013174NewsCampionatiIl Torino produce un calcio ad alti livelli.20161003192443Granata in ottimo stato di forma. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Qualcuno, tra i tifosi del Toro, si lascia andare dicendo: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Era ora!”.</b> Qualche altro, invece, incrocia le dita per scaramanzia, viste le ripetute delusioni che si sono avvicendate in tanti anni di speranze e di sogni mai realizzati. Ma oggi c’è da dire che si respira un’aria nuova, diversa dal solito. Un ambiente che è meno piagnone e più consapevole nei propri mezzi organizzativi, con spiccate capacità di gestione che si riflettono nella parte tecnica. Quindi, non c’è che dire su questo Toro che ha dato le sue avvisaglie di ambiente migliore fin da quest’estate, quando il presidente Cairo è sceso in campo con il ds Petrachi, per fare i fatti e non per sbandierare le solite illusorie demagogie calcistiche. E di questa serietà se ne stanno raccogliendo i frutti sul campo, esattamente come se rappresentassero la naturale logica di un lavoro fatto con scrupolosa attenzione. E siccome nel calcio, come nella vita, non si inventa o improvvisa nulla che non sia studiato nei minimi particolari, ecco che il Torino di oggi vince, diverte e, soprattutto, si diverte. Il gioco voluto da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sinisa Mihajlovic</b> prevede un assetto tattico del 4-3-3; ma nulla sarebbe se non avesse a disposizione giocatori con spiccate caratteristiche tecniche, capaci di eseguire a memoria il credo calcistico del suo allenatore. Pressing a tutto campo, verticalizzazioni che inibiscono il possesso palla dell’avversario, gioco sugli esterni, movimento continuo e sovrapposizioni che garantiscono molti cross da fondocampo, sono soltanto alcune prerogative messe in mostra da questo bel Torino di Mihajlovic, prima contro la Roma e poi contro la Fiorentina. Stesso è l’atteggiamento tattico, stessa la fame calcistica messa in campo, e uguale è la capacità di arrivare sotto porta avversaria attraverso un gioco semplice, lineare e propositivo. Il risultato è sotto gli occhi di coloro i quali amano un calcio divertente e mai stressato da impedimenti tattici che sviliscono l’armonia del gioco. E così, anche contro la Fiorentina di Paulo Sousa, abbiamo visto il Toro che aveva fatto bene contro la Roma, con il tridente d’attacco formato da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Iago Falque, Belotti</b>, <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Boyè, con Ljajic </b>prima in panchina, ma pronto ad entrare in campo non appena Mihajlovic ne avvertisse l’esigenza. Il primo tempo si tinge di color granata per le molte incursioni degli avanti del Toro, anche se, a onor del vero, dalla mezz’ora la Fiorentina è venuta fuori alla distanza. A sbloccare il risultato ci pensa l’esterno granata Iago Falque, il quale a quindici minuti dell’inizio della partita si invola nell’area di rigore viola e batte il portiere Tatarusanu con un tiro di rara precisione. Questo gol carica di entusiasmo il Toro, il quale si affida a molte giocate d’attacco che arrivano impetuose dagli esterni <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Barreca </b>e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zappacosta</b>. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Belotti</b> si danna in attacco, ed è intelligente tatticamente nonostante non riesca a trovare la via del gol. Intanto gli ospiti provano a ribattere per arrivare al pareggio, ma i traversoni effettuati dall’esterno per Kalinic non trovano alcun effetto. Nella ripresa <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ilicic </b>è sostituito da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Zarate</b>, ma al 15’ è ancora il Toro ad andare in vantaggio con <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Benassi</b> su passaggio di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Iago Falque</b>. Una prova maiuscola, quella dello spagnolo, che non solo ha segnato il primo gol del Toro, ma per buona parte della partita ha rappresentato la spina nel fianco della difesa viola. Al 40’ la Fiorentina riapre i giochi con un gol di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Babacar</b>, ma il Torino di oggi è ben lungi da quella sofferenza conosciuta per tanti anni della sua storia, e così finisce in crescendo. Al fischio finale dell’arbitro c’è solo una considerazione da fare: il Toro ha vinto con merito una partita che è stata il frutto di un match giocato con grinta, determinazione, senso di compattezza di squadra e grande acume tattico. Questo è il Toro di oggi. Adesso, i tifosi granata si aspettano la continuità.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torino Stadio Grande Torinofl0711fl0711mihajlovic.jpgSiNil-torino-produce-un-calcio-ad-alti-livelli-1013174.htmSi100451001,02,03030325
441013171NewsCampionatiInter aggressiva e Juve snaturata da Allegri20160920173156Contro l`Inter una bruttissima prestazione della Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Il calcio ci insegna che le partite sono soggette a vittorie, ma anche a sconfitte talora brucianti. Ma c’é modo e modo di perdere. E, quando questo accade, é giusto dare sportivamente merito a chi ha vinto. Il derby d’Italia tra Inter e Juventus, caricato da antiche ruggini sportive mai dissipate, si è concluso con la meritata vittoria della squadra nerazzurra per 2 a 1. Nel secondo tempo è andata in vantaggio la Juve con Lichtsteiner, ma poco dopo l’Inter ha pareggiato con un colpo di testa di Icardi, per poi chiudere i conti con Perisic incolpevolmente lasciato solo dalla difesa juventina. Per lunghi tratti della gara abbiamo visto una sola squadra in campo: l’Inter. Ma l’analisi del match ci induce a fare alcune considerazioni che non sono sfuggite alla maggioranza dei media e a chi di calcio si alimenta. Fermo restando che la squadra di Frank De Boer, (dopo la figuraccia rimediata in Europa League) è stata sorretta da giuste motivazioni, la Juventus dei supercampioni che ambiscono alla conquista del sesto scudetto consecutivo per entrare nella leggenda con l’obiettivo di conquistare pure la Champions League, in quel di San Siro è apparsa timida, titubante, senza cattiveria e, soprattutto, confusa nelle idee di gioco. La Vecchia Signora dopo la partita con la Fiorentina, Lazio e Sassuolo, stenta a trovare la sua vera identità grazie al disordine tattico provocato proprio dal suo allenatore. Un Max Allegri che per tanti motivi non si sta rivelando all’altezza della situazione. Sbaglia molto nelle scelte dei giocatori da mandare in campo, mentre sta creando confusione tattica a una squadra che ha grandissime potenzialità tecniche. Il dato di fatto, che l’arcigna difesa bianconera incassi così tanti gol, è emblematico di un centrocampo male assemblato e di un attacco che tale non é. Il tanto sbandierato 3-5-2 della Juve di Allegri, in campo si materializza con un 5-3-1-1 che è indicativo di un calcio attendista e poco portato ad attaccare. Già in Champions League contro&nbsp;il Siviglia, il tecnico toscano ha sbagliato le sue scelte lasciando il panchina Pianjc. Contro l’Inter, Allegri ha lasciato in panchina Higuain, preferendogli un Mandzukic che non è mai entrato in partita, ha schierato Pianjc lasciando fuori Lemina e dando fiducia a un Asamoah in chiara difficoltà. E poi, mister Allegri, ci deve spiegare la posizione di Kedira, che spesso si trova a fare la punta senza averne le caratteristiche. A nostro avviso il tedesco deve stare davanti alla difesa, spostando Pianjc dietro le punte. Ma c’è ancora un altro inspiegabile disguido tattico in questa Juve dai tanti problemi fatti affiorare da Allegri: la posizione di Dybala. L’argentino sembra catechizzato a giocare lontano dalla porta; fa il terzino, il centrocampista, s’inventa il ruolo di trequartista e spesso lo vediamo pure sull’esterno di destra e di sinistra, mentre il suo vero ruolo di mezzapunta non gli è dato fare. Risultato? Il ragazzo si affatica in maniera incredibile, non arriva mai a tirare in porta per ovvi motivi e produce pure uno sforzo fisico che va oltre la resistenza della sua corporatura. Tutto il contrario dell’anno scorso, in cui ha segnato tanti gol da una posizione sicuramente più avanzata. Insomma, Allegri ha bisogno di rivedere molte cose e deve pure dimostrare di azzeccare i cambi a partita in corso, senza aspettare il 70esimo minuto del match per decidere sul da farsi. Ci dispiace dire queste cose di un tecnico del quale apprezziamo il suo lavoro negli anni post Conte, tuttavia, se la Juve vuole primeggiare nel campionato italiano e in Europa, è opportuno capire presto l’importanza della giusta collocazione tattica di campioni, che solo in questo caso riusciranno a fare la differenza. E’ una Juve che risente del centrocampista che non è arrivato nel mercato d’estate e di un Marchisio di cui si avverte la mancanza proprio in una zona del campo che è cruciale per il gioco della Vecchia Signora. Detto questo, dobbiamo dire che abbiamo apprezzato l’Inter di De Boer che di colpo è sembrata risuscitata dai suoi mille problemi di gioco, di difesa e di organizzazione in campo, che come per incanto sono stati centrati in maniera positiva. Evidentemente, incontrare la Juve è anche terapeutico. E poi, se c’è di mezzo Max Allegri……..</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>fl0711fl0711massimiliano-allegri.jpgSiNinter-aggressiva-e-juve-snaturata-da-allegri-1013171.htmSi100451001,02,03030382
451013166NewsCampionatiJuventus regina del mercato, ma saprà mantenere le promesse?20160903181735L`analisi del mercato della Juventus<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ci sono storie nel calcio che spesso sorprendono per la loro imprevedibilità. E così accade che squadre attrezzate per vincere, qualche volta sul campo non mantengano le promesse che la teorica “carta” suggerisce all’inizio di campionato. Tuttavia, se questo discorso è accaduto in passato, non è possibile oggettivamente pensare, che la stessa cosa possa accadere per la Juventus che è stata regina del mercato. Il 9 con lode in pagella è la logica di un’estate maestosa, fatta di un mercato ricco e intraprendente per i colori bianconeri. E’ il risultato di una campagna acquisti e vendite che non ha precedenti nella storia del calcio italiano. L’acquisto record di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain</b> e l’altrettanto iperbolica cessione di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Paul Pogba</b>, sono l’emblema di operazioni virtuose quanto esplicite di un chiaro obiettivo da raggiungere<b style="mso-bidi-font-weight: normal;">: la</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Champions League</b> e il sesto scudetto consecutivo, che stabilirebbe il record nella storia bianconera di tutti i tempi. Gli arrivi di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dani Alves, Benatia, Pjanic, Pjaca</b> e il ritorno di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Cuadrado</b>, si integrano in maniera superba al già grande valore tecnico rappresentato da <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Dybala</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Mandzukic</b> il quale, con la sua presenza in campo, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>sta dando grande respiro alla manovra bianconera, nell’attesa di vedere il migliore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain. </b>Tutto sembra perfetto e magistralmente organizzato in tutti i settori. Difesa rocciosa, centrocampo in cui spiccano valori tecnici di superba classe, con un attacco che, se mette in pratica certe premesse, sarà da definire come stellare. E non importa se il mancato arrivo di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Witsel </b>potrà sembrare un piccolo rimpianto in un centrocampo che dovrà fare a meno di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Asamoah</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Lemina</b> che parteciperanno alla Coppa d’Africa e di Marchisio che potrà essere disponibile soltanto a inizio anno 2017. E mentre Marotta si fregia giustamente dei suoi conti in aumento, Allegri si gode la sua nuova Juve pensando all’eventuale nuovo assetto tattico, che dovrà essere inerente alle caratteristiche tecniche dei campioni che si ritrova nella rosa bianconera. E intanto la Juve si trova già in testa al campionato con il punteggio pieno di 6 punti in classifica, avendo vinto la prima partita in casa contro la Fiorentina e poi il match esterno con la Lazio. E’ stato come acquisire il massimo risultato con il minimo sforzo. In effetti, la Juve vista in campo nelle due partite citate, non è stata all’altezza della situazione. Ma se pensiamo che quella è stata una Juve di fine agosto e una squadra che era priva di parecchi titolari, possiamo davvero chiederci cosa sarà il gioco e il rendimento di una Juventus al completo, che sta lavorando con una preparazione adatta a trovare il picco della sua forma intorno a marzo - aprile del prossimo anno. L’interruzione del campionato a beneficio degli impegni della Nazionale, dà respiro alla Juventus (ma anche alle altre squadre) che risentono ancora della fatica della preparazione estiva. Dunque, il popolo juventino che è già in fermento per seguire i fasti della propria squadra, lievita speranze di bel gioco, gol, divertimento e, soprattutto, di speranza di tante altre vittorie da scrivere tra le pagine della lunga storia bianconera. D’altra parte, qui è sempre di casa la famosa frase: “Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta”. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711marotta.jpgSiNjuventus-regina-del-mercato-ma-sapra-mantenere-le-promesse-1013166.htmSi100451001,02,03030338
461013160NewsCalciomercatoPossibile scambio Gabbiadini – Kalinic, più conguaglio alla Fiorentina20160828162123Napoli e Fiorentina si incontrano per scambiare i propri centravanti<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Il Napoli sfiducia Gabbiadini e propone lo scambio con Kalinic, aggiungendo 10 milioni di Euro. Un affare per De Laurentiis e Sarri che vorrebbero disfarsi dell’attaccante azzurro, per acquisire le prestazioni del giocatore croato che bene ha fatto lo scorso campionato in maglia viola. A parer nostro l’affare lo farebbe la Fiorentina che, acquistando Gabbiadini, si garantirebbe un centravanti più giovane e con maggiori motivazioni. Dopo la partenza di Higuain, infatti, l’ex giocatore della Sampdoria era sicuro di potere dare quell’apporto nell’attacco del Napoli, che l’anno precedente non ha potuto dare perché chiuso dal titolare argentino. E, infatti, nelle prime uscite di precampionato, Gabbiadini ha dimostrato a suon di gol che in questo attacco napoletano ci può stare, eccome. Ma, evidentemente, il giocatore non è riuscito a entrare nelle simpatie di Maurizio Sarri che continua ad avere delle serie perplessità su un giocatore che pur garantendo movimento in zona d’attacco, non si pone con il carisma e la necessaria esperienza per potere effettuare una Champions League ad alti livelli. Cosa che è invece nelle corde di Kalinic, il quale ha giocato nel Dnipro e viene da un’esperienza calcistica più importante in campo europeo. Tuttavia, sosteniamo ancora che se a Gabbiadini gli si dà fiducia, è un attaccante capace di fare parecchi gol garantendo movimento in attacco, duttile anche a centrocampo e capace nelle ripartenze improvvise. Pantaleo Corvino, il DS della Fiorentina che ha molta esperienza di calciatori, vedrebbe di buon occhio l’operazione che porterebbe dieci milioni nelle casse della società viola, più un giocatore che troverebbe a Firenze il suo ambiente ideale. In questo caso, il meno contento sarebbe Paulo Sousa, il quale a suo tempo caldeggiò l’acquisto del giocatore croato, facendo spendere soltanto 5,5 milioni di euro ai Della Valle. Oggi ne vale 35, con una plusvalenza di 29,5 milioni di euro. Niente male per un giocatore che sta facendo le proprie fortune proprio con la maglia viola, segnando gol importanti di testa e anche di piede. Ma Manolo Gabbiadini ha dalla sua parte la voglia e la “fame” repressa per troppo tempo, fin da quando lasciò la Sampdoria nel mercato di Gennaio di due anni fa. Vedremo cosa accadrà da qui alle ore 23,00 del 31 Agosto, giorno in cui il calciomercato chiuderà i suoi battenti, relativi all’anno in corso. Il Napoli sogna un attacco composto da Milik e Kalinic, mentre la Fiorentina, a nostro avviso, rinvigorirebbe un attacco che ha proprio bisogno di caratteristiche più simili a Gabbiadini che a Kalinic. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>fl0711fl0711gabbiadini.JPGSiNpossibile-scambio-gabbiadini-kalinic-pio-conguaglio-alla-fiorentina-1013160.htmSi100451001,02,03030448
471013157NewsCampionatiIl Milan di Montella batte un Torino troppo fragile in difesa20160823074813A San Siro la prima uscita di campionato con tanti gol <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Buona la prima per il diavolo rossonero che ha incontrato in casa il Torino dell’ex<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Sinisa Mihajlovic. Sotto gli occhi del nuovo C.T. azzurro Giampiero Ventura presente in tribuna, le due squadre si sono affrontate a viso aperto. Il Milan di Montella ha vinto 3 a 2 una partita che ha evidenziato la tripletta di Bacca, ma ha accompagnato momenti di alti e bassi di un gioco che ha bisogno di oliare i meccanismi di squadra voluti dal nuovo tecnico. Strano destino, quello del colombiano, che fino a una settimana fa doveva essere ceduto per far cassa e adesso è diventato il punto insostituibile dell’attacco rossonero. E poi c’è anche da considerare la fase di transizione che la società rossonera sta vivendo dopo l’acquisto da parte della cordata cinese. Montella ha schierato i due esterni Abate e Antonelli con il centrale Romagnoli che ha perso il duello con Belotti, autore di un gol e di un rigore sbagliato al 94’ minuto. Ma l’eroe della giornata, dopo Bacca, è stato il portiere Donnarumma, che ha parato il rigore e ha neutralizzato alcune palle gol del Torino facendo vincere la sua squadra. La compagine granata, da parte sua, ha mostrato gravi lacune in difesa, dove Molinaro e Moretti hanno peccato di disattenzione in occasione dei gol di Carlos Bacca. Ma è tutta la difesa del Torino a essere sottoaccusa per le numerose amnesie dimostrate in più momenti di gioco. D’altra parte, è troppo presto per valutare una retroguardia torinese che ha subito messo in campo i neo acquisti De Silvestri e Rossettini, inseriti in una difesa a quattro che è sembrata impacciata nel sincronizzare i movimenti. A centrocampo, poi, Obi e Acquah danno un apporto di interdittori spesso esageratamente irruenti, con entrate fuori tempo che mettono in difficoltà la squadra di Mihajlovic. In avanti Belotti è sembrato troppo solo, specialmente dopo l’uscita dal campo per infortunio di Ljajic. Ma ritornando al Milan di Montella che ha ricevuto i complimenti dal presidente uscente Silvio Berlusconi, ha rischiato di pareggiare in extremis una partita che, dopo i gol di Bacca, avrebbe dovuto amministrare con più logica tattica. Segno evidente di un centrocampo che avrebbe bisogno di un apporto più autorevole nella fase di costruzione del gioco e di interdizione più intelligente. E’ una lacuna che il Milan, in questa fase complessa di transizione delle figure societarie non può risolvere nell’immediato. Il credo tattico di Montella, dunque, dovrà fare a meno della sua logica di centrocampo finalizzato al gioco offensivo che tanto bene dimostrò nella Fiorentina. Vedremo se i cinesi sapranno accontentarlo in seguito, almeno dopo che sarà terminata la fase di assetto societario, che resta pur sempre la priorità di ogni società di calcio che aspira ad alti livelli.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Milanofl0711fl0711montella_viola.jpgSiNil-milan-di-montella-batte-un-torino-troppo-fragile-in-difesa-1013157.htmSi100451001,02,03030320
481013155NewsEditorialeE se il Torino fosse da primi posti in classifica?20160814175722Per il Torino si prospetta un ottimo campionato.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>In questa pazza estate di calciomercato in cui si sono spesi e incassati milioni di euro che sembrano noccioline, ci si chiede chi davvero abbia fatto l’affare che sia inteso come <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>economico e tecnico. Infatti, l’aver ceduto un campione dal nome altisonante, non sempre è indicativo di indebolimento di squadra. E’ inutile dire che quest’anno la Juventus l’’ha fatta da padrona con i suoi numerosi acquisti di qualità e la cessione di un Pogba, che se pur giovane e indiscusso campione, ha garantito una plusvalenza di 119 milioni di euro. Pazzesco sarebbe stato non cederlo. Per il resto, abbiamo assistito a un mercato che ancora si protrarrà fino al 31 Agosto e che ci sembra più ragionato che spericolato. Dopo la cessione di Higuain, il Napoli sta operando in maniera oculata sul mercato e le prime uscite stanno confermando quanto la squadra di Sarri sia convinta a migliorare il già eccellente campionato dell’anno scorso. Per il resto, la Roma di Spalletti ha cominciato anzitempo il suo ritrovo annuale, in virtù di una preparazione che deve far fronte ai preliminari di Champions League, così come il Sassuolo che deve affrontare i preliminari di Europa League. E tenuto conto dei problemi di Milan e Inter e dell’anonimato messo in mostra da Lazio e Fiorentina, ci sembra che il Torino del nuovo corso targato Sinisa Mihajlovic sia il più accreditato a viaggiare tra le sfere alte della classifica. Tutto questo ha un suo perché. Infatti, crediamo che il presidente Cairo e Petrachi stiano per ultimare un mercato che da più parti è considerato come quello più qualitativamente interessante degli ultimi anni. Sempre con l’occhio vigile alla spesa, i due alti rappresentanti di casa granata hanno acquistato Liajic e Iago Falque che si completano nello scacchiere tattico dell’allenatore serbo, che avrà l’opportunità di valorizzare le potenzialità tecniche e tattiche dei giovani Baselli, Belotti, Zappacosta, che avevano bisogno di essere integrati da giocatori dello stesso spessore tecnico ma con maggiore esperienza. Peccato che non sia arrivato Giaccherini che è poi passato al Napoli, perché altrimenti sarebbe stata davvero la ciliegina su una torta davvero succulenta. Con la probabile partenza di Bruno Peres che non da oggi è fortemente voluto dalla Roma, resta la grana Maksimovic. Il giocatore serbo, infatti, sembra orientato a cambiare aria perché vorrebbe andare a Napoli per giocare la Champions League e perché gli sarà assicurato dal presidente De Laurentiis un contratto che difficilmente potrà proporgli Cairo. Così fa le bizze, non presentandosi agli allenamenti e facendo arrabbiare proprio il suo allenatore, che fin dal primo momento in cui si è insediato in casa granata l’ha ritenuto uno dei punti di forza del Toro. Ma si sa che di mezzo ci sono i procuratori che propongono strade diverse e lauti guadagni. Vedremo come si evolverà la situazione. Tenuto conto di quanto detto, c’è ancora da dire che a parer nostro il Torino deve risolvere il problema del portiere. Padelli e Gomis non garantirebbero tra i pali quella tranquillità che una squadra che aspira giustamente a proporre una continuità di risultati, deve dare. Padelli sembra interessare all’Atalanta e, se così fosse, Cairo e Petrachi dovrebbero agevolarne la cessione pensando ad un acquisto importante in un ruolo che deve essere di prima fascia. Tuttavia, analizzati questi aspetti, riteniamo che già così il Torino ci sembra ben attrezzato per proporre un campionato di ottima fattura. C’è un vento nuovo che soffia verso lo Stadio Grande Torino, una nuova aria che spira dallo Stadio Filadelfia di nuova costruzione, che rinnova una passione mai sopita di antica storia granata e che da quest’anno vuole sprigionare tutto l’entusiasmo represso in tanti anni di attesa. Una ricostruzione che sembrava incepparsi nei meandri dell’eterna burocrazia di questo nostro Paese che spesso si perde tra problematiche politiche che nulla hanno a che fare con lo sport. Pensiamo davvero che, se non interverranno cause impreviste, il campionato 2016’17 rappresenterà per il Torino un anno da ricordare anche per la crescita esponenziale di una mentalità vincente che da troppi anni è apparsa opaca in tutti i suoi lati più importanti. Per questo siamo convinti che quest’anno vedremo un Torino che sarà a ridosso delle grandi squadre del campionato italiano, con il cipiglio e la grinta che deriva da una storia mai dimenticata.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711mihajlovic.jpgSiNe-se-il-torino-fosse-da-primi-posti-in-classifica-1013155.htmSi100451001,02,03030287
491013148NewsCalciomercatoLa Juventus è padrona del calciomercato20160727153541Higuain, Pianjc,Dani Alves, Benatia, Pjaca e tanto altro, nella Juve targata 2016`17<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Beppe Marotta</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> l’aveva detto. Dopo il primo incontro avvenuto con il presidente del Napoli <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Laurentiis</b> per l’acquisto di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Gonzalo Higuain</b>, le parti si erano lasciate con un nulla di fatto. Ma l’amministratore delegato della Juventus aveva aggiunto un <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Per ora”</b> che era emblematico della volontà della società di Corso Galileo Ferraris di riprendere la trattativa in termini ancora più decisi. Così è stato. La Juventus ha acquistato il Pipita pagando la clausola rescissoria di 90 milioni di Euro in due anni al Napoli, mentre al giocatore argentino è stato riservato un contratto quinquennale di 7,5 milioni di Euro a stagione. Pazzo mercato che dichiara di non avere soldi e poi li spende alla grande. Ma la Juventus, i suoi conti se li sa fare molto bene, perché ha calcolato quanto percepirà dalla partecipazione alla Champions League, mentre ha ancora in riserbo l’asse nella manica concernente l’operazione <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Pogba,</b> che dovrebbe fruttare ben 115 milioni di Euro per la cessione al Manchester. Cessione che sarà probabilmente ufficializzata a fine Luglio. L’argentino sarà a Torino per la seconda parte delle visite mediche Giovedì 28 (la prima l’ha già effettuata a Madrid), mentre arriverà in gran segreto all’aeroporto di Caselle alle ore 10,30 di Mercoledì 27 Luglio. Lunedì 1° Agosto comincerà gli allenamenti a Vinovo. Questo è quanto ci risulta sulla questione <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Higuain.</b> Un’operazione che ha scombussolato il calciomercato nel suo evolversi. Un puzzle che deve ricomporre le tante tessere mancanti di società come il Napoli, l’Inter, il Milan e tutte le maggiori squadre di calcio italiane che da questa mega operazione della Juventus, cercano di inserirsi per capire come organizzarsi meglio. E partiamo proprio dai partenopei.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>Napoli</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> - Rientrati per fine prestito, il portiere Sepe dalla Fiorentina, il centrocampista De Guzman dal Carpi e dopo avere acquistato il difensore Tonelli dall’Empoli e il centrocampista Giaccherini dal Bologna via Sunderland, il presidente De Laurentiis ha acquistato la punta polacca Milik ed ha ceduto il portiere Gabriel al Milan, il centrocampista Chalobah al Chelsea e il difensore Regini per fine prestito alla Sampdoria. Adesso si profilano una serie di obiettivi da raggiungere e si fanno i nomi di Icardi, Candreva, Rog (centrocampista della Dinamo di Zagabria), Soriano dalla Sampdoria, Herrera (centrocampista dal Porto), Pereyra dalla Juventus, Widmer e Zielisnki dall’Udinese. Ma, dopo la partenza del Pipita, per il Napoli resta ancora il punto fermo relativo alla sua sostituzione. Dopo Milik, probabile Icardi. Vedremo cosa accadrà.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Inter</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> - Tenuto conto che la nuova proprietà Suning ha dato segnali di cambiamenti non immediati, come la guida tecnica della squadra, il mercato procede a rilento con il rientro per fine prestito di Ranocchia, Dodò, Andreolli, Bessa, Yao, gli acquisti di Erkin (difensore del Fenerbahce), Ansaldi (difensore dal Genoa), Banega (centrocampista del Siviglia). Ceduti Ljajic, Telles, Manaj e Juan Jesus, l’Inter si pone questi obiettivi: Gabbiadini, Yaya Tourè, Berardi, Witsel (anche se sembra in procinto di passare alla Juve).</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Milan</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> - La società rossonera sta per essere ceduta da Berlusconi a un gruppo cinese, pare addirittura con il 100% delle azioni. Il nuovo allenatore Montella sta cercando di capire assieme a Galliani, qual è la strada migliore da percorrere per essere competitivi in campionato con obiettivi europei. Rientrati dal fine prestito il portiere Gabriel, Paletta, Matri, Suso e dopo avere acquistato Lapadula dal Pescara e il difensore Vangioni dal River Plate, il Milan ha ceduto Balotelli al Liverpool per fine prestito, Mexes, Boateng e Alex per fine contratto, mentre Abbiati ha chiuso la sua carriera. Al momento gli obiettivi rimangono focalizzati in Musacchio, difensore del Villareal, Kovacic, centrocampista del Real Madrid e poi Paredes, Sosa, Zielinski, Arbeloa e Mustafi.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Roma </span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>– La squadra di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Luciano Spalletti</b> sembra quasi lavorare in sordina. Dopo aver rinnovato il contratto a Francesco Totti ancora per un anno, il presidente americano Pallotta non ha ancora fatto vedere acquisti scoppiettanti, e forse non li farà neppure vedere neanche al termine del calciomercato. Rientrati dal fine prestito i vari Iturbe, Ricci e Paredes, al momento i veri acquisti si riducono nei nomi del difensore Seck, del centrocampista della Fluminense Gerson, del portiere Alisson, del difensore dell’Empoli Mario Rui e del difensore dell’Inter Juan Jesus, mentre sono stati ceduti Digne, Ucan, Keita (svincolato), Maicon, De Santis, Pjanic, Castan, il portiere Szczesny all’Arsenal per fine prestito, Iago Falque e Zukanovic. Insomma, oltre mezza squadra è stata sfoltita e adesso bisognerà ricostruire. Al momento gli obiettivi sembrano essere il difensore del Barcellona Vermaelen, l’esterno Zappacosta dal Torino, Caceres che è stato svincolato dalla Juventus, il difensore del Manchester City Zabaleta e il centrocampista della Fiorentina Badelj. Troppo poco per una squadra che giocherà i preliminari di Champions League e ha in mente di fare un ottimo campionato agli ordini del suo coach Spalleetti.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 14pt;'>Torino</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> – Agli ordini del nuovo allenatore <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Sinisa Mihajlovic</b>, la società di <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Urbano Cairo</b> si propone come squadra dallo spirito aggressivo, così com’è nella sua storica natura. Dopo avere acquistato il difensore Ajeti dal Frosinone, il difensore Barreca dal Cagliari, l’attaccante Boyè dal River Plate, l’attaccante Iago Falque dalla Roma e il serbo Ljajic dall’Inter, i granata hanno ceduto alla Lazio l’attaccante Immobile, il difensore Glik al Monaco, il portiere Castellazzi per fine carriera e il centrocampista Farnerud. Questi gli obiettivi da raggiungere: il difensore De Silvestri, il difensore della Fiorentina Tomovic, il centrocampista del Milan Kucka (che piace tanto a Mihajlovic) il centrocampista Badelj della Fiorentina, il centrocampista Valdifiori del Napoli e Grenier, il centrocampista del Lione. Vedremo cosa accadrà da qui al 31 di Agosto, giorno della chiusura del calciomercato. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Della Juventus abbiamo già parlato abbondantemente. Possiamo solo aggiungere che nella lista degli acquisti della triade composta da Agnelli, Marotta e Paratici c’è anche Witsel, il centrale di difesa belga che attualmente milita nello Zenit di Pietroburgo. Arriverà anche lui? Con quest’andazzo nulla è precluso alla società bianconera.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711GONZALO-HIGUAIN580.jpgSiNla-juventus-e-padrona-del-calciomercato-1013148.htmSi100451001,02,03030554
501013117NewsCampionatiUna brutta Juve, si perde tra le lacrime d’addio di Luca Toni.20160509191254Al Bentegodi, più Luca Toni che Juve. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Una Juve irriconoscibile perde a Verona,ultima della classe e intenta a celebrare l’addio al calcio giocato di Luca Toni. Molte le concause di una sconfitta indolore ma al contempo roboante, se si tiene conto dell’abissale punteggio di classifica tra le due squadre. Approccio alla gara sbagliato e mancanza di stimoli, sembrano essere i primi e più eclatanti motivi di un risultato negativo che si abbatte sulla Juve, esattamente dopo 193 giorni dalla fatidica notte di Sassuolo. Amareggiato ma non preoccupato appare Massimiliano Allegri dopo la gara,il quale si appella ad un approccio mentale sbagliato della sua squadra, anche se, ogni tanto, uno “schiaffo” ci vuole per far riflettere. Chiaro accenno alla preparazione della finale di Coppa Italia contro il Milan, che deve essere presa con ben altra vigoria. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Dobbiamo rimetterci subito a posto, perché quello è un obiettivo da</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">raggiungere”</b> afferma con tutta franchezza il Max Allegri, fresco di contratto appena firmato. Tuttavia, pensiamo che a questa sconfitta di 2 a 1 della Juve in quel di Verona, si debba tenere conto di alcune assenze importanti. Buffon, Pogba, Morata, Marchisio, Mandzukic, Khedira, Evra, Lichtsteiner, tenuti volutamente a riposo (tranne Marchisio e Khedira infortunati), significa privarsi dell’80% del valore della squadra. Una percentuale così alta, che nessuna squadra al mondo potrebbe sostenere senza subire conseguenze nell’assetto tattico. Certo,nel caso della Juve presentata a Verona non c’è da obiettare, visto che lo scudetto è stato vinto largamente e che ci si prepara,come dicevamo, a una finale di Coppa Italia che la Juventus è orientata a conquistare. E,in questo caso, nemmeno l’analisi dell’accoppiata d’attacco Zaza – Dybala, può essere considerata come fatto negativo, visti gli innumerevoli errori di appoggio da parte di un centrocampo che vagava nel nulla e incapace di affondare tra le linee difensive di un Verona che con grande dignità ha dato l’addio alla Serie A. Ma, come dicevamo, è stata la partita dell’addio di Luca Toni, attaccante di razza, campione del mondo nel 2006 che lascia il calcio giocato all’età di 39 anni, dopo oltre 600 partite giocate e oltre 300 gol in carriera. Ecco, diremmo proprio che più della brutta sconfitta rimediata dalla Juve, sia doveroso parlare di un addio che ti fa rammaricare con il tempo che fugge via in maniera frettolosa e che ti fa rimpiangere gli atleti veri, i campioni seri di un calcio che stenta a riproporre certe esemplari continuità. Eppure, Luca Toni, nel suo The End, si è anche inventato il “cucchiaio” sul rigore che ha battuto per la sua squadra, per la sua gente che l’ha seguito durante tutto il suo percorso calcistico partito da Modena, finito a Verona e passando attraverso Empoli, Fiorenzuola, Lodigiani, Treviso, Vicenza, Brescia, Palermo, Fiorentina, Bayern Monaco, Roma, Genoa, Juventus, Al-Nasr e ancora Fiorentina. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Verona Stadio Bentegodifl0711fl0711Luca-Toni.jpgSiNuna-brutta-juve-si-perde-tra-le-lacrime-d-addio-di-luca-toni-1013117.htmSi100451001,02,03030400
511013099NewsCampionatiL’analisi della 31/ma giornata di Serie A.20160404192149Il nervosismo di Higuain e compagni, favoriscono la Juve che sente vicino il quinto scudetto consecutivo.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>A sette giornate della fine del Campionato di Calcio di Serie A, sono emersi tanti spunti da analizzare. Diciamo subito che non è stata una giornata felice per gli arbitri, che in quasi tutti i campi hanno lasciato la propria impronta di negatività. Udine e Milano sono stati i terreni in cui i fischietti sono andati maggiormente nel pallone. Rigore sì o rigore no, simulazione o non simulazione, fatto sta che assistenti di linea e addizionali di porta, spesso non sanno dare le giuste indicazioni all’arbitro della gara. Ma a prescindere da queste annose considerazioni che potranno essere almeno attenuate dalla moviola in campo, possiamo affermare che la Juventus si è quasi aggiudicata il suo quinto scudetto consecutivo, vincendo in casa con un Empoli per nulla rinunciatario nel gioco e nell’agonismo. Quella dello Juventus Stadium non è stata una bella partita, tutt’altro, ma era la vittoria che contava più di ogni altra cosa. E la Juve l’ha ottenuta. Bella o brutta che sia, l’ha ottenuta. Il Napoli, dal canto suo, è incappato in un mezzogiorno di fuoco di un’apparente domenica tranquilla, che alla vigilia sembrava di normale amministrazione. Ma, con nostra sorpresa, abbiamo subito notato in Higuain e compagni un nervosismo esagerato, una straripante ansia da risultato che si è manifestata nel desiderio affannoso di voler chiudere subito una partita, che avrebbe dovuto riportare i partenopei a tre i punti di distacco dalla Juve, già vincitrice sabato sera. E’ vero, l’arbitro e i suoi collaboratori hanno sbagliato molto, tuttavia, l’esasperato nervosismo del Napoli ha dimostrato che questa squadra non è abituata ad amministrare certi stress provocati da un lungo ed estenuante campionato che li ha obbligati ad inseguire sempre quella Juve che non molla mai. Sarri e Higuain si sono fatti espellere, creando ancor più un clima di nervosismo e, nel caso dell’argentino, anche uno spettacolo poco edificante per un giocatore che, pur avendo subito un’ingiustizia, appare rissoso e non limita mai il suo carattere focoso da contestatore. Eppure, lui che è l’emblema del Napoli e dei napoletani, dovrebbe in qualche modo calmare certi bollenti spiriti che danneggiano la squadra. Così, l’Udinese, rinfrescata nella mente e nei muscoli da mister De Canio che ha sostituito l’esonerato Colantuono sulla panchina dei friulani, ha sfoderato una prestazione di grande spessore agonistico, vincendo la partita per 3 reti a 1. A Milano, l’Inter di Mancini perde contro un Torino che aveva assoluto bisogno di muovere una classifica che si stava facendo pericolosa. I nerazzurri hanno chiuso la prima parte della gara in vantaggio, per effetto di un rigore ( che non c’era) realizzato da Icardi. Poi, nel secondo tempo, il Toro di Ventura è entrato in campo deciso a rimontare lo svantaggio. Così è andato in gol, prima con Molinaro e poi con Belotti, che trasforma un rigore (che non c’era), assegnato dall’arbitro Guida per atterramento in area di rigore dello stesso Belotti, ad opera dell’incolpevole Nagatomo che è stato pure espulso. Insomma, errori su errori marchiani, madornali. Errori che hanno falsato una partita che avrebbe potuto essere descritta in maniera diversa. Nelle altre gare, si è evidenziato il derby di Roma che non ha detto altro che quello che si prevedeva alla vigilia. Di gran lunga superiori sono stati i giallorossi di Spalletti, che vincono 4 a 1 un derby senza storia. Esonerato Stefano Pioli, adesso la Lazio si affida a Simone Inzaghi in un ritiro punitivo. Stessi problemi per il Milan di Sinisa Mihajlovic, apparso addirittura imbarazzante nel gioco e nelle idee, contro la pimpante Atalanta che, vincendo 2 a 1, raggiunge quota salvezza. Per il resto c’è da annotare il pareggio casalingo di una calante Fiorentina che pareggia 1 a 1 contro la Sampdoria dell’ex Montella. Il Chievo batte 3 a 1 un Palermo che sente già odore di Serie B, mentre il Genoa di Gasperini trafigge 4 a 0 il Frosinone, mettendo sugli scudi un Suso che, con una splendida tripletta, mette in evidenza tutto il suo potenziale tecnico che gli ha dato un meritato 8 in pagella e una ferrea risposta al Milan che non ha creduto in lui. Intanto, anche il Sassuolo di Di Francesco prosegue il suo brillante campionato, andando a vincere 3 a 1 sul campo di un Carpi che crede ancora in un’esigua speranza di salvezza. A chiusura della 31ma giornata di Serie A, resta ancora il posticipo tra Bologna e Verona che, tuttavia, non ha più nulla da dire ai fini del campionato.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; tab-stops: right 481.9pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-tab-count: 1;">Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>&nbsp;</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNl-analisi-della-31-ma-giornata-di-serie-a-1013099.htmSi100451001,02,03030426
521013075NewsCampionatiUno sguardo al Campionato di calcio di Serie A20160215193553Un turno di calcio che ha proposto tanti temi interessanti. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>La 25ma giornata di calcio di Serie A ha sancito il sorpasso in classifica della Juventus sul Napoli e ha offerto tanti altri spunti significativi. Intanto, la Fiorentina è ritornata ad occupare la terza posizione di classifica dopo aver battuto per 2 a 1 l’Inter di Mancini, che resta la delusione più eclatante del campionato. Bella e arrembante la squadra viola, che ha assorbito il credo calcistico del suo coach Paulo Sousa. Se questa squadra riuscirà ad acquisire continuità di risultati, nonostante la sua insufficiente panchina, potrà sicuramente dire la sua per un posto in Champions League. Dicevamo dell’Inter, che delusione! La squadra nerazzurra è in piena crisi di gioco e risultati, che lasciano pensare a seri problemi di impostazione da parte di Roberto Mancini. Questa squadra continua a non avere un’anima, ed è triste e quasi timorosa nell’interpretare sul campo ciò che significa la sua gloriosa storia. La situazione è davvero difficile da risolvere a breve. Adesso è la società a dover dimostrare di avere gli attributi; ci riuscirà? Intanto la Roma, che ha vinto 3 a 1 a Carpi, sta assorbendo la cura Spalletti e al contempo ritrova sorrisi e serenità nell’ambiente giallorosso. Adesso, la speranza di un posto in Champions non è più una chimera. Vince 2 a 1 il Milan contro il Genoa e dà significanti segnali di risveglio di gioco e di compattezza di squadra. Ora deve continuare su questa strada. Il Genoa di Gasperini, invece, scivola sempre più nella zona a rischio di retrocessione. D’altra parte, non si può pretendere di più da una squadra cui sono stati tolti i giocatori più importanti. Stesso discorso per la Sampdoria di Montella che non va oltre lo 0 a 0 contro un’Atalanta che mister Reja ha reso sempre più ostica e capace di badare all’essenziale. Perde in casa 3 a 1 il Palermo, contro un Torino apparso vibrante e deciso a uscire fuori da un periodo nero di risultati che hanno fatto pensare alla crisi. La realtà è che la squadra granata ha bisogno di continuità di gioco e di vittorie, per essere definitivamente collocata tra le più importanti squadre del nostro campionato. Il Palermo, invece, ha dimostrato una notevole involuzione di gioco, di autostima e, conseguentemente, di risultati. A questo punto il presidente Zamparini ha mandato in ritiro anticipato la squadra, richiamando Iachini sulla panchina rosanero. Che bel valzer di allenatori ha inscenato Zamparini, che da Zaccheroni a oggi ha preso e ripreso ben 11 allenatori. Il 5 a 2 della Lazio contro un ormai rassegnato Verona, non fa storia, mentre incuriosisce la vittoria per 2 a 1 del Frosinone a Empoli, che mette in evidenza il serio tentativo di salvarsi da parte dei laziali e il momento di stanca di un Empoli che sembra in fase calante. Per il resto, la 25ma giornata di calcio ha segnalato il pareggio di 1 a 1 del Chievo che ha giocato in casa contro il Sassuolo. Poi, la vittoria esterna del Bologna per 1 a 0 in casa dell’Udinese, ha riproposto l’ottimo stato di salute della squadra felsinea, che adesso aspetta la Juventus in casa propria.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Times New Roman","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNuno-sguardo-al-campionato-di-calcio-di-serie-a-1013075.htmSi100451001,02,03030433
531013056NewsEditorialeJuventus. La sua forza? La Società!20150310151831La Juventus si avvia a conquistare il suo quarto scudetto consecutivo, tuttavia, spesso ci si dimentica di dare i giusti meriti a una Società che è emblema di organizzazione interna e valida programmazione. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Dopo la vittoria contro il Sassuolo per 1 a 0, la Juventus allunga il suo vantaggio a 11 punti sulla Roma. Diciamo subito che non è stata una bella partita, per merito della squadra di Eusebio Di Francesco che ha saputo tenere testa a una Juve apparsa stanca, talora pure pasticciona, che ha sbagliato molti passaggi, ma che alla fine ha raccolto tre punti fondamentali, grazie a una bella rete di Pogba. Oggi questa Juventus di campionato che si avvia a conquistare il suo quarto scudetto consecutivo, è sotto gli occhi di molti. Tutti parlano dei giocatori, del suo staff tecnico, del suo allenatore, ma nessuno, o quasi, ricorda di dare i meriti alla società. Sì, una società che è stata capace di supportare l’improvviso abbandono di Conte, di scegliere in corsa Allegri come sostituto di Conte, di contenere il disagio e il malcontento dei tifosi bianconeri che non volevano Allegri sulla panchina bianconera, di gestire il suo parco giocatori con diligenza e, non ultimo, di aver affrontato in maniera abile il disappunto dei media per non aver praticamente comprato alcun giocatore di valore. Tutti dicevano che con gli stessi giocatori, (Conte compreso) la Juve non avrebbe potuto continuare a vincere perché i vari Chiellini, Bonucci, Lichtsteiner, Pirlo, Marchisio, Llorente, erano stati “spremuti” a dovere dalla dispendiosa e frenetica tattica voluta da Conte. E invece, alla fine, la società bianconera ha avuto ragione su tanti punti. Ha speso poco, ha affidato la squadra ad un allenatore che ha dato una sua fisionomia ben precisa alla squadra che, nonostante la visibile stanchezza dei suoi cardini principali che non brillano più come un tempo, continua ad essere la padrona assoluta del campionato italiano. Insomma, un po’ come dire che cambia il mezzo, ma il fine è sempre lo stesso. In questo periodo la Juve è in netta difficoltà per la carenza fisico – atletica di Vidal, Pogba, Bonucci, Chiellini, che non sono più quelli degli anni passati. Tuttavia, nonostante le mille difficoltà che caratterizzano una Juve non più così bella da vedersi sotto il profilo del gioco, alla fine riesce a pareggiare il confronto dell’Olimpico contro la Roma inseguitrice sia pure a distanza, e a vincere a fatica contro il Sassuolo. A questo punto, chi vorrebbe che la Juve primeggiasse anche in campo europeo, sviluppando magari un gioco brillante, riteniamo che debba ancora pazientare. Sì, pazientare perché Agnelli, Marotta, Nedved e Paratici stanno lavorando dietro le quinte un progetto per riportare a casa la Coppa dalle Grandi Orecchie che tutto il popolo juventino s’aspetta ormai da troppi anni. Ma la capacità della società Juventus è quella di sapere procedere lentamente, programmare in silenzio ma con convinzione, con capacità di settore, pensando a progetti solidi che mirano alla buona gestione economica e tecnica. Poi, si può scrivere e commentare ciò che si vuole. Possiamo evidenziare la brutta Juve vista in Coppa Italia contro la Fiorentina, discutere di scelte sbagliate, di tattiche e gioco diverso rispetto al recente passato, ma alla fine la Juve vincerà per la quarta volta il suo scudetto. Cambiano gli allenatori, cambia lo staff tecnico, si incamerano le critiche (quando ci sono), ma la società è sempre lì, giovane e concreta, con le idee chiare su ciò che c’è da fare per continuare a vincere in Italia e poi anche in Europa. E, in questo momento di crisi del Milan, dell’Inter, della Roma, e di altre squadre che ambiscono a primeggiare nel campionato italiano, la Juve continua la sua storia grazie ai sani progetti della sua Società. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; tab-stops: 414.75pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torino Juventus Stadiumfl0711fl0711marotta.jpgSiNjuventus-la-sua-forza-la-societa-1013056.htmSi100451001,02,03030692
541013055NewsEditorialeCoppa Italia, la Juventus perde ad opera di una Fiorentina superba20150307122936La partita di Coppa Italia contro la Fiorentina,ha evidenziato forti dubbi sulla condizione mentale e fisica della Juventus.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Sembrava essere nell’aria questa sconfitta della Juve che perde 2 a 1 proprio nel suo Stadium. L’ultima partita persa in casa da parte dei bianconeri risale a più di due anni fa. Ma questa sconfitta non si può considerare un semplice scivolone nel percorso pallonaro della Vecchia Signora d’Italia, c’è di più. A sentire Allegri in conferenza stampa, prima della partita contro la viola, sembrava che questo appuntamento fosse importantissimo per la sua squadra che da troppo tempo ormai non vince la Coppa Italia. E allora, diciamo noi, perché fare un turnover così radicale quando lo si poteva invece rimandare per la partita di campionato contro il Sassuolo, che è in programma lunedì 9 marzo? Comunque, a parte questa considerazione, ci sembra che la squadra di Allegri abbia dato la sensazione di essere stanca anche con le seconde scelte. Nel calcio si può perdere una partita senza fare drammi, tuttavia, è il modo con cui la Juventus ha perso contro la Fiorentina che fa venire seri dubbi. La squadra di Montella pratica un buon calcio. E poi questa fortunata new entry di Salah nella viola, ha dato ancora più ambizione ad una squadra che appare davvero bella da vedere. Un 4-3-3 molto pratico che rende veloce la Fiorentina nelle ripartenze, ed è capace di costruire con facilità la superiorità numerica. Difficile dire quanto sia stato merito della squadra di Montella o demerito della Juventus, fatto è che la squadra di Allegri questa sera è apparsa disarmante in tutti i suoi reparti. Una media di insufficienze globali che da tempo non registravamo nella Juventus. Ma ciò che più fa pensare negativamente è che la squadra, proprio alla vigilia della partita di ritorno di Champions League contro il Borussia, abbia mostrato segni di preoccupante stanchezza fisica e mentale. I 20 minuti finali di follia, vissuti a Roma contro i giallorossi, non rappresentano un fatto episodico. La stessa cosa, infatti, era successa a Cesena, poi contro l’Inter e in qualche altra occasione. Perdere di botto il senso del gioco, lasciandosi perdere dall’ansia e non capirci più nulla non è la prerogativa della Juve e neanche di giocatori della qualità di Vidal, Pogba, Bonucci, Chiellini, Marchisio. E poi Llorente la cui unica cosa che sa fare è tramutare in gol di testa il cross proveniente dall’esterno. Ma nell’assetto tattico di Allegri non è previsto il gioco asfissiante degli esterni che invece era la prerogativa del gioco di Conte. Insomma, la brutta sconfitta subita ad opera della Fiorentina, suona come un campanello d’allarme per una Juve che ha assoluto bisogno di ritrovarsi in fretta. Ad Allegri, l’opera di riparare in tempo i danni provocati. Ci riuscirà? Vedremo!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; tab-stops: 408.0pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torino, Juventus Stadiumfl0711fl0711buffon 4.jpgSiNcoppa-italia-la-juventus-perde-ad-opera-di-una-fiorentina-superba-1013055.htmSi100451001,02,03030682
551013033NewsEditorialeSerie A, il Campionato Italiano al giro di boa. Il punto di Salvino Cavallaro20150119185014La Juventus si laurea campione d`inverno e chiude il girone d`andata con cinque punti di vantaggio sulla Roma. La finestra su tutte le altre squadre.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Torino - Meritatamente in testa con ben cinque punti di vantaggio sulla Roma, la Juventus si laurea ancora una volta campione d’inverno. Uno strapotere di gioco, di fraseggi, di tocchi di alta scuola e di gol, hanno fatto la differenza tra la Vecchia Signora e il resto delle squadre. Un ruolino di marcia che non è certamente da record, ma che evidenzia una Juventus più duttile, razionale, sicuramente meno ossessiva e ossessionata di quella vista l’anno scorso. La Roma, pur con tutta la buona volontà di squadra dagli ottimi valori tecnici, mette in evidenza la mancanza di tenuta nel non riuscire a tenere il passo dei bianconeri, dimostrando che senza l’apporto dell’ivoriano Gervinho, impegnato nella Coppa d’Africa, diminuisce di gran lunga la sua potenzialità offensiva. Si potrebbe dire: “Più Pogba e meno Gervinho”, giusto per sintetizzare la situazione delle due squadre in questo momento. Ma, per quanto riguarda la Juve, sarebbe più giusto dare un valore più globale di squadra, piuttosto che soffermarsi sulle singole giocate di classe di Polpo Pogba, il calciatore dal valore di 100 milioni di euro. Nel corso di buona parte delle partite d’andata, la Juve ha accusato alcune difficoltà di tenuta fisica e anche non trascurabili problemi nell’essere cinica nel momento di chiudere le partite. Tuttavia, dopo la partita giocata a Napoli, la squadra di Max Allegri ha ingranato la marcia del bel gioco e delle vittorie che l’hanno portata a una mini fuga di più 5 punti in classifica sulla Roma. </span><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Ma la vera sorpresa di questo primo round del campionato italiano è la Sampdoria. La squadra di Mihajlovic e del presidente Ferrero che condivide il terzo posto in classifica con il Napoli a 33 punti, intende proseguire la traccia di questo percorso anche nel girone di ritorno, prova ne è l’acquisto di Eto’o e Muriel, anche se si è praticamente sbarazzata di Okaka per incompatibilità di carattere con il coach Sinisa Mihajlovic. Parlando della città ligure, non possiamo non fare riferimento anche ai rossoblu di Gasperini, i quali nonostante alcune flessioni, assieme a Palermo e Sassuolo si sono distinti per gioco di squadra e risultati eccellenti. Per i rosanero c’è la bella novità Dybala, un giocatore che fa gol, gioco, punti in classifica e sta pure facendo le fortune delle casse della società del presidente Zamparini. Anche il Sassuolo produce bel gioco, potendo vantare giocatori di alto rango come Zaza, Berardi, Sansone, Missiroli. Intanto, al momento del giro di boa, dobbiamo elencare tra le peggiori deluse proprio le due milanesi, Inter e Milan. La squadra del presidente Thoir partita male con l’allenatore Mazzarri, sta cercando di recuperare l’immagine attraverso il nuovo corso targato Roberto Mancini. Il Milan di Inzaghi, invece, dopo un avvio a fase alterne è in crisi di gioco e di identità, dimostrando tutta la difficoltà di squadra da ricostruire. </span><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Parlando di squadre deluse, Parma e Cesena pensiamo che abbiano già il destino segnato, mentre tra Cagliari e le due squadre di Verona dovrebbe uscire la terza compagine che lascerà la serie A. Una nota a parte per il Torino di Giampiero Ventura che, dopo l’eccellente campionato dello scorso anno, aveva fatto intendere in qualcosa di più di quello che ha fatto quest’anno nel girone d’andata. La squadra granata vincendo a Cesena ha conquistato tre punti pesanti, grazie a un gol del neo acquisto Maxi Lopez che, comunque, resta da valutare. Urgono acquisti per questo Toro dalla rosa numericamente ristretta e qualitativamente insufficiente. Buone note per la Lazio di Pioli che è quinta in classifica con 31 punti, ma che gli si deve imputare una mancanza di continuità di gioco e risultati. La Fiorentina di Montella che è sesta con 30 punti, può recriminare una serie infinita di infortuni proprio nei suoi giocatori più importanti. Per questo rimandiamo ogni giudizio globale sulla squadra a fine campionato. Ottimo l’Empoli di Sarri, una squadra che sul suo campo ha intimidito squadre titolate come la Juventus, l’Inter e altre grandi. Resta l’Atalanta di Colantuono, una realtà di provincia sempre arcigna e agguerrita, che nel corso del girone d’andata è riuscita a mettere in discussione persino il suo allenatore, proprio per gli scarsi risultati raggiunti. Ma la vittoria degli orobici in casa del Milan, ha dato vigore ad una classifica che si stava facendo pericolosa e che, comunque, non sarà facile fino alla fine.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-bidi-font-family: "Times New Roman"; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;'>Salvino Cavallaro&nbsp;<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><br><br><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNserie-a-il-campionato-italiano-al-giro-di-boa-il-punto-di-salvino-cavallaro-1013033.htmSi100451001,02,03030604
561013020NewsCampionatiL`intervista del Direttore su superscommesse.it: dove troverete pronostici e tanto altro20141031134999calcioLa rubrica di superscommesse.it Torna, come di consueto, l'appuntamento settimanale con Dietro le Quinte, la rubrica di <a href="http://www.superscommesse.it">www.superscommesse.it</a> dedicata a retroscena, avvenimenti e curiosità sul mondo dello sport, dei pronostici e delle scommesse.<br><br>Oggi andiamo a conoscere meglio IlCalcio24, testata di informazione dedicata al calcio e al calciomercato. Per l'occasione abbiamo intervistato Ivano Messineo, Direttore Responsabile del progetto editoriale.<br><br>Buongiorno Direttore, come e quando nasce IlCalcio24?<br>Un'idea di 4 amici amanti dello sport, del calcio in particolare, che dopo aver collaborato con diverse testate giornalistiche decidono di creare un sito dedicato allo sport, principalmente dedicato al calcio. IlCalcio24 nasce a gennaio del 2012.<br><br>Come nasce la sua passione per il calcio?<br>La mia passione per il calcio<br>nasce da bambino, sia perchè mio fratello maggiore, Mariano, era un grande appassionato di calcio, sia per la predisposizione verso questo sport di squadra, che ho iniziato a praticare a solo 5 anni.<br><br>Chi lavora in redazione?<br>In redazione lavora Pascal Desiato, vice direttore editoriale, e Michele Scaletta, responsabile web. Loro coordinano l'attività dei vari collaboratori.<br><br>Quali notizie possiamo trovare sul sito?<br>Calcio, quindi notizie dalle squadre del massimo campionato italiano, ma anche dai principali campionati esteri, sport in genere, ma sul portale IlCalcio24 trovi anche notizie di gossip, attualità e cronaca.<br><br>Molto seguito ha la sezione dedicata ai pronostici. Quali suggerimenti potresti dare a chi si avvicina alle scommesse per la prima volta?<br>Pensare poco e non farsi trasportare dai sentimenti. Dare un occhio ai suggerimenti è importante, ma spesso è solo questione di fortuna.<br><br>Sul sito è disponibile anche una sezione dedicata al calcio estero. Che cosa ci distingue e che cosa invece ci manca rispetto ai maggiori campionati europei?<br>Certamente il fattore economico sta incidendo molto. Campionati come la Premier League e Liga sono molto avanti a noi sia come ricavi che, di conseguenza, come&nbsp; valore della squadre. La possibilità di costruire&nbsp;&nbsp;&nbsp; nuove strutture piu moderne e a portata delle famigle contribuirebbe notevolemente ad aumentare i ricavi e gli investimenti.<br><br>Vogliamo concludere con un pronostico. Chi vincerà il campionato?<br>La Juventus e la Roma sono le favorite, mentre stentano Inter e Napoli. La Fiorentina, orfana dei suoi attaccanti titolari, alla lunga recupererà terreno anche se è partita male. Al Milan di Inzaghi bisogna dare il tempo giusto, ma credo che i rossoneri possano ambire alle prime posizioni, anche se siamo molto distanti dai livelli delle due battistrada. La sorpresa dell'anno sembra essere la Samp di Sinisa Mihajlovic.<br><br>C1012936adm001adm001superscommesse.jpgSiNl-intervista-del-direttore-su-superscommesse-sito-di-pronostici-e-tanto-altro-1013020.htmSi100075701,02,03030854
571013013NewsCoppeArmonia Toro contro un Helsinki sprovveduto20141024185347Ottima prova dei granata in Europa League.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Quando meno ci pensi, ecco arrivare il Torino che ti aspetti. In Campionato tentennante e in Europa League ai vertici della classifica. Il confronto dei granata contro l’Helsinki è stato piacevole, ricco di gioco ed entusiasmante nelle trame offensive, capace anche di sviluppare tanti <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>temi. Primo su tutti il ritorno al gol dell’italo brasiliano Amauri, che ha finalmente ritrovato la via del gol. Ma è stata tutta la squadra a far registrare un crescendo di situazioni tattiche e agonistiche capaci di far pensare a un Toro dal futuro positivo, tutto rosa, anzi, per meglio dire, tutto granata. Il Torino comanda la classifica del suo girone con 7 punti all’attivo, punti che significano la quasi certezza di passare il turno. E dire che tanti sono ancora convinti che per questo Torino, l’Europa League rappresenti un problema in più, vista la ristretta rosa a sua disposizione. Certo, fare fronte a due impegni così importanti non è facile per una squadra come i granata di Ventura che deve tenere conto degli infortuni e della buona gestione dei giocatori da far riposare periodicamente. Ma questo fa parte del sistema, perché nel calcio moderno si gioca tanto, forse più del dovuto, e il turnover diventa essenziale. Ma il Toro ha l’orgoglio di partecipare finalmente, dopo tanti anni, a una competizione europea che dia lustro alla sua grande storia. Il Torino ha vinto 2 a 0 contro l’Helsinki ma, soprattutto, ha convinto nel suo gioco d’assieme, nei meccanismi tattici voluti da mister Ventura e in quel gioco propositivo e atletico che sono l’essenza del calcio moderno in Europa. E’ vero, il test per il Torino è stato tutt’altro che difficile, in quanto la squadra finlandese è sembrata davvero poca cosa, tuttavia, la grande voglia del fare che è stata messa in campo dagli esterni granata, Molinaro da una parte e Darmian dall’altra, hanno spinto la squadra in attacchi arrembanti e sanguigni. E’ piaciuto molto il centrale di difesa Jansson, classe 1991. Un atleta molto forte fisicamente, dotato di buona tecnica, elevazione e ottima coordinazione. Ma la vera, lieta sorpresa, è arrivata da quel Martinez classe 1993, che è stato per tutta la gara la spina nel fianco della difesa dell’Helsinki. Buona la sua intesa con Amauri e il reparto d’attacco. Martinez è un giocatore di sicuro avvenire, perché è intelligente tatticamente e con un movimento continuo che sa di moto perpetuo. Poi dicevamo di Amauri. Il giocatore, non solo ha ritrovato il gol ma anche la vivacità atletica, la continuità nel proporsi a ricevere il passaggio e anche a farlo. Purtroppo gli è stato negato anche un altro gol dall’arbitro per un fuorigioco assolutamente inesistente. Peccato, perché per lui sarebbe stata l’apoteosi. E poi ci è piaciuto molto il suo sacrificarsi per la squadra, quando lo abbiamo visto dare una mano a centrocampo e anche in difesa. Segno che il giocatore è ritrovato dal punto di vista fisico e mentale. Adesso, dal<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Toro ci si aspetta la continuità nel gioco e nei risultati, esattamente ciò che è mancato fino adesso in campionato. Sì, perché la posizione che attualmente occupa la squadra granata non è esattamente confacente a ciò che è la sua attuale espressione di gioco. A parer nostro, per quello che abbiamo visto, questo Torino merita davvero di occupare la parte alta della classifica, visto che Napoli, Fiorentina e Inter stentano a ritrovarsi. Vedremo cosa accadrà in seguito. Una cosa è certa, il maggior nemico del Torino è il Torino stesso. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torino, Stadio Olimpicofl0711fl0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNarmonia-toro-contro-un-helsinki-sprovveduto-1013013.htmSi100451001,02,03030582
581013009NewsCampionatiQuagliarella, tra sentimenti e serietà professionale20141021160257Il giocatore del Torino rientrato in punta di piedi, si propone come il più rappresentativo della squadra granata. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Fabio Quagliarella, 31 anni ma non li dimostra. Nel calcio, in genere, un giocatore di quella età è ritenuto oltre la maturazione, e cioè avviato verso fine carriera. Ma Quagliarella è integro fisicamente e anche dal punto di vista mentale dimostra la voglia di un ragazzino che si deve mettere in mostra per farsi notare. Ma lui non ha più nulla da dimostrare, semmai c’è questa lotta con se stesso e con chi non ha creduto ultimamente in lui, che lo tiene sul pezzo, sempre pronto a buttar dentro quella palla che, tramutatasi in gol, resta pur sempre il significato di uno sport che lui ama e pratica da serio professionista. Partito dalle giovanili del Torino, Quagliarella ha fatto parte di molte squadre italiane che, ancora oggi, si pentono per non averlo trattenuto fin dall’inizio, appiccicandogli addosso una sola maglia che rappresenta l’emblema di calciatore bandiera, così come sono Totti e De Rossi per la Roma e lo è stato Del Piero per la Juventus. Logiche, pensieri e sentimenti romantici che ormai sono legati a un calcio che non esiste più, ma che dà pur sempre il significato di un legame che viene posto in tentazione e poi interrotto soltanto dal dio denaro. Egli ha giocato con Fiorentina, Chieti, Torino, Udinese, Ascoli, Sampdoria. Ritornato all’Udinese, ha proseguito poi la sua carriera giocando a Napoli, alla Juventus e, da quest’anno, è ritornato da dove era partito, e cioè alla sua casa naturale, a quel Toro che l’ha lanciato verso la grande carriera. Ha già segnato quattro gol in campionato, rispettivamente al Cagliari, alla Fiorentina, al Napoli e all’Udinese, mentre in Europa League ha segnato al Copenaghen. Tutti gol pesanti, gol importanti che contano e qualche altro reso vano dal risultato finale che non ha concesso i meritati tre punti al suo Toro. Sempre a testa bassa, senza mai esultare dopo una rete segnata alla sua ex squadra. Un modo molto personalizzato, talora anche non condiviso, ma che sicuramente ti parla dell’uomo, della serietà dell’atleta, del rispetto che nutre verso i sentimenti. Quagliarella non ha caratteristiche mondane. La sua carriera esemplare parla di calcio, famiglia e poco altro. Un solo intermezzo verso lo spettacolo televisivo, che l’ha visto partecipare l’anno scorso al programma di Milly Carlucci “Ballando con le stelle”. Una nota artistica che lo ha messo in luce in una veste inedita, e cioè in quella di bravo ballerino, capace di sacrificarsi e dividersi tra prove di spettacolo e allenamenti per la sua squadra. E, visti i risultati che sta ottenendo in questo inizio di stagione al Toro, pensiamo proprio che la Juventus si stia mordendo le mani per averlo messo da parte con troppa facilità. “Quaglia” ha bisogno di sentire l’affetto della gente, della società, del suo allenatore, dei suoi compagni di squadra e solo allora riesce a dare il meglio di sé. Al Toro l’ha trovato, anzi l’ha ritrovato dopo essersi lasciato con un arrivederci qualche anno fa. In fondo, lui che da buon napoletano ai sentimenti è molto legato, in granata e in questo Toro ha ritrovato i pensieri, i sogni sognati e poi realizzati che ha vissuto fin da ragazzo. Una bella storia di ragazzo venuto dal sud che vuole diventare calciatore. Fabio lo sa, lo sente quasi come gratitudine a una società che per prima ha creduto in lui. E questi sono i risultati.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br><br><br>Torino, Stadio Olimpico fl0711fl0711qugliarella-foto.jpgSiNquagliarella-tra-sentimenti-e-serieta-professionale-1013009.htmSi100451001,02,03030707
591013006NewsEditorialeDopo Totti, anche De Santis parla contro la Juve20141016190339Continua la furiosa polemica tra Roma e Juventus. Ma attenti ad alzare troppo i toni. A tutto c`è un limite! <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Che noia. Che argomento monotematico. Che stucchevolezza di frasi dette e ridette. Gli uni contro gli altri. Eppure, nonostante l’intermezzo della Nazionale, il disastro idrogeologico che ha colpito Genova e altre città del nord d’Italia, l’argomento preferito resta sempre lo stesso: i veleni e l’odio tra Roma e Juventus. Non se ne verrà mai più fuori da questo tema noioso, ripetitivo fino alla nausea. Più parole che gioco, più offese che desiderio di chiarirsi in maniera democratica. Dopo le pesanti parole di Totti nel post gara di Juventus Roma e le risposte non certo affettuose di Bonucci e Buffon, adesso anche il portiere della Roma Morgan De Santis, in un’intervista al fulmicotone, parte a testa bassa contro i bianconeri. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Con la Juve mai ad armi</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">pari. Lì conta vincere, non come”,</b> è una delle tante frasi estrapolate dall’intervista a <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Santis,</b> pubblicata dalla Gazzetta dello Sport. Noi, che da sempre scriviamo di sport e di calcio in particolare, ci siamo sempre schierati a favore della moderazione, promuovendo un’opinione soft e possibilmente oggettiva. Sempre superpartes e mai con intenti maligni di volere favorire nessuno. Da anni sentiamo sempre lo stesso ritornello contro la Juve, contro gli arbitri che la favorirebbero per una sorta di sudditanza che viene a crearsi nei confronti del Potere: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Il sistema italiano si muove con leggi non scritte, in cui il potente ha sempre ragione e</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">gli si può concedere tutto”</b> dice <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">De Santis</b> nella sua intervista. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Fa riflettere la sproporzione su quanto hanno vinto in Italia e in Europa: qui il potente ha sempre ragione e</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">loro studiano come influenzare gli arbitri” </b>continua senza freni inibitori il portiere giallorosso. Innanzitutto ci preme rilevare l’inadeguatezza di certi toni esacerbati che provengano da De Santis, da Totti, ma anche da Bonucci e Buffon, indiscutibili campioni di calcio, cui le parole hanno un peso determinante sulla psiche del tifoso che, inevitabilmente, si sente autorizzato alla diatriba per difendere a spada tratta la propria squadra. Certi discorsi sbandierati ad alta voce pesano come macigni, e si dovrebbe avvertire la responsabilità di ponderarle prima di dirle. C’è una coscienza sportiva che fa capo all’etica professionale che, troppe volte davvero, viene disillusa per chissà quale altro principio. Come abbiamo già fatto, possiamo disquisire ancora sui fatti avvenuti in campo durante la partita Roma e Juventus di quest’anno, e potremmo anche parlare dei precedenti match che si sono svolti in tanti anni di storia calcistica italiana, che ci portano persino al fatidico gol di Turone. Ma il tema è sempre lo stesso, monotematico e stucchevole, perché si parte sempre a priori dal presupposto che l’arbitro designato sia pervaso dal sentimento di sudditanza verso il Potere. E il Potere, a detta dei non juventini, si chiama Juventus. Noi, invece, parleremmo di errori arbitrali e disattenzioni di assistenti di linea e di porta, che nel tempo hanno penalizzato (ma anche favorito) le squadre, si chiamino Roma, Juventus, Inter, Milan, Napoli, Lazio, Fiorentina, e chi più ne ha più ne metta. Per porre fine o almeno attenuare questo stillicidio di interminabili polemiche e vicendevoli colpe, ci vuole la moviola in campo. Dissentiamo sul pensiero di Platini, in base al quale la moviola in campo non servirebbe a migliorare la situazione. Può darsi, ma almeno il mezzo meccanico non è certamente imputabile di riverenze e sudditanze verso il Potere. La moviola&nbsp;ci fa vedere ciò che è successo e ne stabilisce il rispetto delle regole per tutti. Diminuirebbero di conseguenza certe dichiarazioni e imperdonabili offese reciproche che provocano delle pericolose fomentazioni all’odio, là dove non vince nessuno e perdono tutti. Calcio, compreso.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: major-latin; mso-hansi-theme-font: major-latin;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Romafl0711fl0711pallone8.jpgSiNdopo-totti-anche-de-santis-parla-contro-la-juve-1013006.htmSi100451001,02,03030610
601012986NewsEditorialeE` sempre più Juventus-Roma20140930125139Roma,Juventus,Marotta,Lotito,Lazio,serie aAlcune riflessioni che nascono su ciò che ci propone il calcio italiano<P align=justify>Le convincenti vittorie della <A class=link-6 href="/squadre/roma.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Roma</A> sul <A class=link-6 href="/squadre/hellas-verona.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Verona</A> e della <A class=link-6 href="/squadre/juventus.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Juventus</A> a Bergamo contro l’<A class=link-6 href="/squadre/atalanta.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Atalanta</A> di <A class=link-6 href="/personaggi/stefano-colantuono-1000385.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Colantuono</A>, ci lasciano fare alcune considerazioni. In primis, l’indiscussa superiorità tecnica di due squadre che già nello scorso campionato hanno rappresentato l’unica alternativa per la conquista del titolo italiano. Ed è proprio su questo punto che vogliamo riflettere, e cioè su un campionato italiano che appare sempre più limitato nell’interesse. <BR>C’è un notevole livellamento dei valori tecnici verso il basso, che diventa sempre più preoccupante se lo si considera dal punto di vista della mancanza di spunti e argomenti da affrontare, che non siano sempre gli stessi. Noi che scriviamo, rischiamo a volte di risultare monotematici, visto che per ovvie ragioni il nostro focus si rivolge inevitabilmente a chi vince ed è in testa alla classifica. Parliamo continuamente di Juventus e Roma, quasi fossero le uniche squadre iscritte al campionato italiano. <BR>E’ vero che gli unici spunti di interesse calcistico vengono proposti proprio da queste due squadre, tuttavia, è rimarchevole l’appiattimento di un calcio italiano che poi, inevitabilmente, trova difficoltà ad inserirsi in maniera autorevole a livello di club nell’Europa che conta. Le cause? Sono tante, troppe. Il calcio italiano risente delle difficoltà economiche del nostro Paese ma, soprattutto, di una eclatante incapacità da parte dei vertici di Lega che ormai si rivolge al calcio come fatto prettamente politico e mai con reali stimoli a migliorarne la sua organizzazione collettiva. <BR>Dopo la debacle della nostra Nazionale ai recenti campionati mondiali in Brasile, si è scritto di tutto per sollecitare un cambiamento che non solo non c’è stato, ma che non è neanche nell’aria. I continui battibecchi tra <A class=link-6 href="/personaggi/claudio-lotito-1000468.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Lotito</A> (paladino del neo presidente della F.I.G.C. Carlo Tavecchio) contro <A class=link-6 href="/personaggi/giuseppe-marotta-1000334.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Marotta</A>, lasciano&nbsp;intravvedere &nbsp;una diatriba dai toni troppo alti e, talora, anche offensivi. Una situazione che non solo non fa bene al calcio italiano, ma che è invece capace di rallentarne quel processo di crescita organizzativa tanto invocata dalla totalità degli addetti ai lavori del pallone nostrano. <BR>Non è certamente solo questo il motivo per cui l’interesse del calcio italiano vada scemando, anche se è sicuramente uno dei tanti problemi che si mescolano in un calderone in cui gli interessi di parte superano di gran lunga il miglioramento della collettività. Le società di calcio sono sempre più in difficoltà economica e di organizzazione interna. <BR>E così si trovano spesso a dovere affrontare una crisi profonda che sfocia sul terreno di gioco in maniera evidente. Come dicevamo pocanzi, reggono alla grande soltanto Juve e Roma, capaci come sono, di avere azzeccato da qualche anno il modus di un calcio non improvvisato, ma costruito in maniera oculata anche dal punto di vista economico. E i risultati si vedono sul campo, almeno in Italia. La crisi del Napoli (parzialmente alleggerita dalla vittoria&nbsp;esterna contro il Sassuolo) e&nbsp;della <A class=link-6 href="/squadre/lazio.cfm" name=nome target="" classname="link-6">Lazio</A> (che giocherà il posticipo di lunedì a Palermo) si intreccia alla mediocrità generale, dove l'Inter&nbsp;(che perde&nbsp; 4 a 1 in casa contro il Cagliari), il Milan (che pareggia a Cesena),&nbsp;la Fiorentina e il Torino, spesso si trovano in difficoltà contro Udinese, Verona , Sassuolo, Sampdoria, Genoa, Palermo, Empoli, Cesena, (per il Cagliari ci sarebbe da fare un discorso a parte) e il Parma che è alle prese con problemi di vertice interno. Insomma, un campionato che è iniziato come era finito. Senza luci e&nbsp;novità di nessun genere. Un po’ come le prime nebbie d’autunno, in cui la trasparenza si può solo immaginare e mai vedere.<BR><BR><B>Salvino Cavallaro </B><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><BR><br><br>C1012936RomaFL0711FL0711pallone8.jpgSiNcalcio-campionato-serie-a-juventus-roma-classifica-1012986.htmSiT1000007,T1000012,T1000018,T1000010,T1000011,T1000016,T1000017,T1000019,T1000021,T1000022,T1000023,T1000024,T1000026,T1000027,T1000028,T1000087,T1000097,T1000098,T1000099,T1000101100451001,02,03,06,07,080301341
611012974NewsCampionatiJuve e Roma su tutte. Le altre, un gradino più in basso20140926142251Juventus,Roma,Milan,Empoli,Inter,UdineseBianconeri e giallorossi si confermano le squadre da battere.<span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " 12pt;?="" font-size:="" cambria?,?serif?;="">La quarta giornata di serie A si è svolta come turno infrasettimanale tra martedì -mercoledì – giovedì e, anche di notte, ci ha praticamente confermato quanto di giorno è apparso evidente; la superiorità di <a class="link-6" href="/squadre/juventus.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Juventus</a> e <a class="link-6" href="/squadre/roma.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Roma</a> rispetto alle altre squadre. Anche per il campionato 2014-15, dunque, si prospetta quel testa a testa tra bianconeri e giallorossi che fu il leitmotiv dello scorso campionato per la conquista del titolo di campione d’Italia. La Juventus si è sbarazzata del Cesena con un secco 3 a 0 casalingo, mentre la Roma ha vinto 2 a 1 a Parma. Due partite dai contenuti diversi che, tuttavia, sono simili nella sostanza di vincere per restare in testa alla classifica. Dopo il rocambolesco 2 a 2 del <a class="link-6" href="/squadre/milan.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Milan</a> a <a class="link-6" href="/squadre/empoli.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Empoli</a>, i cugini dell’<a class="link-6" href="/squadre/inter.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Inter</a> rispondono con la vittoria casalinga sull’Atalanta per 2 a 0. Una vittoria, quella dei nerazzurri interisti che si consolida con un gioco non sempre impeccabile nelle sue trame di centrocampo, ma che in attacco hanno sfoderato vivacità e voglia di vincere. A secco di gol invece la Fiorentina di Montella che pareggiando 0 a 0 contro il <a class="link-6" href="/squadre/sassuolo.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Sassuolo</a>, dimostra di patire oltremodo le assenze di Giuseppe Rossi e di Gomez. Pareggia 2 a 2 il sorprendente Verona contro il Genoa di Gasperini che ritrova Matri in una doppietta d’altri tempi. Vince la Sampdoria contro il Chievo, portandosi così in un’interessante posizione di classifica. Stesso discorso per l’<a class="link-6" href="/squadre/udinese.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Udinese</a> di Stramaccioni che espugnando l’Olimpico di casa Lazio, si colloca nella zona alta di classifica. Ritorna alla vittoria il <a class="link-6" href="/squadre/torino.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Torino</a> a <a class="link-6" href="/squadre/cagliari.cfm" name="nome" target="" classname="link-6">Cagliari</a>, dando un attimo di respiro alle furibonde polemiche nate dopo la caduta casalinga avvenuta la domenica precedente contro il Verona. La Squadra di Ventura ha bisogno di ritrovarsi in fretta, mentre il Cagliari di Zeman, diventato fanalino di coda della classifica, deve in qualche modo ridimensionare certe idee di alta classifica che erano state percepite da alcune interviste del tecnico boemo. Pareggia malamente 3 a 3 il Napoli di Benitez contro un Palermo velleitario, presentatosi sul campo dei partenopei con tre punte. Evidentemente i rosanero credevano fin dall’inizio nel colpaccio che, allo stato attuale della crisi del Napoli, non avrebbe sicuramente fatto meraviglia. Si chiude così la quarta giornata del campionato di calcio di serie A che, oltre a confermare la forza delle due squadre in testa, evidenzia la crisi tecnica del Napoli e quella della Lazio di Pioli. E’ ancora presto per trarre delle conclusioni, tuttavia, siamo dell’avviso che sia Juventus che Roma allungheranno il vantaggio sulle dirette concorrenti al titolo, le quali sembrano ancora alla ricerca della continuità di gioco e di risultati. </span><br> <p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><br><font size="3" face="Times New Roman"></font><br><br><br><br><br><br> <br><br><br><br><p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><b style="mso-bidi-font-weight: normal"><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " 12pt;?="" font-size:="" cambria?,?serif?;="">Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font size="3" face="Times New Roman"></font><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>C1012936TorinoFL0711FL0711garcia.jpgSiNcampionato-serie-a-juve-e-roma-gia-in-fuga-1012974.htmSiT1000007,T1000012,T1000087,T1000027,T1000026,T1000011,T1000019,T1000098100451001,02,03,06,07,080301296
621012962NewsEditorialeDa Conte ad Allegri, la Juve è sempre in vetta alla classifica20140915201846Dopo la pausa della Nazionale, riparte il campionato di calcio <span style="line-height: 115%; font-family: " cambria","serif";="" font-size:="" 12pt;"="">Sono tanti gli spunti offerti dalla seconda giornata di Serie A del nostro campionato. Innanzitutto la conferma della Juventus che, passata da Antonio Conte a Massimiliano Allegri, si trova ad essere ancora prima assieme a Roma e Milan . Un po’ come dire che cambiando i fattori il risultato non cambia. Stessa la cornice dello Juventus Stadium, stesso l’appeal, stesso l’inno, e perfino uguale l’enfasi di accogliere i calciatori&nbsp;in campo,&nbsp;nella sgambata&nbsp;riscaldatrice dei muscoli,&nbsp;prima dell’inizio della gara. Un iter che si tramanda ormai da tre anni, sempre uguale, sempre apportatore di forte emozione per i tanti tifosi juventini. Qualche volta ci siamo soffermati a curiosare all’esterno dello Juventus Stadium. Ebbene, dai volti scrutati, dall’entusiasmo&nbsp;evidenziato e dalla voglia di entrare allo stadio, sembra sempre che quell’ansia&nbsp;di far festa sia&nbsp;come la prima volta. Stessa l’emozione, stesso il desiderio di cantare un inno coinvolgente, stessa la voglia di andare e tifare per i propri campioni. Conte o Allegri? non importa!&nbsp;è la Juve che interessa ai tifosi della Vecchia Signora. La facilità con la quale la Juventus ha vinto contro l’Udinese e la chiarezza di idee dimostrata nella fluida manovra, lascia presupporre un campionato di prim’ordine. Stenta la Roma a Empoli, ma vince con un gol di Naiggolan che evidenzia in qualche modo il desiderio dei giallorossi di ritornare a rappresentare l’alternativa alla Juve. Seconda vittoria anche per il Milan che esce fuori dal Tardini di Parma, in un festival fatto di gol, emozioni,&nbsp;ma anche di tanti&nbsp;errori ingigantiti da due difese che devono essere ancora registrate nei movimenti e nelle attenzioni. I rossoneri vincono dunque 5 a 4 contro il Parma di Donadoni, contrapponendosi al 7 a 0 che i cugini dell’Inter hanno inflitto in casa al malcapitato Sassuolo. Punteggi e prestazioni che sono l’emblema di un campionato dai mediocri contenuti tecnici, che non&nbsp;è più, chissà per quanti anni ancora, il più bello del mondo. Tre gol fa la Lazio in casa contro il Cesena. Le reti portano la firma Made in Italy di Candreva, Parolo e Mauri, ovvero l’ossatura portante dei biancocelesti, che si mettono in evidenza in un campionato firmato quasi esclusivamente da pedate esterofile. Si smarrisce come un lieve soffio di vento il Torino di Ventura, il quale appare contratto, privo di idee e mal disposto in campo, al cospetto di una Sampdoria sanguigna e volitiva, che ha presentato un Okaka potente fisicamente e un Gabbiadini che ormai non è più soltanto una promessa del panorama calcistico italiano. Domenica nera, anzi nerissima per il Napoli, che viene battuto in casa dal modesto Chievo e da un gol di quel Maxi Lopez che è sembrato risuscitato dalle ceneri. I Partenopei, dopo l’esclusione dai preliminari di Champions League, sembrano essersi smarriti. Duro sarà ancora il lavoro che attende la squadra agli ordini del suo allenatore Rafa Benitez, mentre, a sentire gli umori dei napoletani, “mala tempora currunt”. Tra le proprie mura, pareggia la Fiorentina di Montella contro il Genoa, mentre vince fuori casa l’Atalanta di Colantuono contro il Cagliari di Zeman.<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; Il </span>Verona vince 2 a 1 contro il&nbsp;Palermo, chiudendo la seconda giornata di calendario nel posticipo serale di Lunedì 15. Non c’è che dire, dunque, il campionato italiano di calcio di serie A si presenta con due novità: Milan e Inter, che sembrano davvero intenzionate a fare da terzo incomodo tra Juve e Roma. </span><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><br><font size="3" face="Times New Roman"> </font><br><br><br><br><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="line-height: 115%; font-family: " cambria","serif";="" font-size:="" 12pt;"="">Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font size="3" face="Times New Roman"> </font><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>TorinoFL0711FL0711allegri400.jpgSiNda-conte-ad-allegri-la-juve-e-sempre-in-vetta-alla-classifica-1012962.htmSi100451001,02,03,06,07030548
631012948NewsCalciomercatoCampionato indiano, il FC Goa chiama Zico20140904104733Zico, Indian Super League, OrienteL`ex numero 10 di Udinese e Brasile sarà il nuovo allenatore del FC Goa, club indiano. Nuovo arrivo nel subcontinente dopo Del Piero e Trezeguet.Il mondo del calcio ruota a una velocità impressionante, tanto che ormai si stenta a delineare dei punti fissi. Una volta era l'Europa a fare da padrona, con i top club come Benefica, Real Madrid e Milan che erano le mete più ambire per qualsiasi giocatore. Poi arrivarono i magnati russi e gli sceicchi arabi, che iniziarono a comprare calciatori e allenatori come se fossero figurine Panini per i loro club europei o in madrepatria (Russia, Arabia Saudita..). Ecco quindi entrare in scena il mercato asiatico, vedi il Ghouazu di Marcello Lippi in Cina o l'Inter dell'indonesiano Erik Tohir.&nbsp;<div>&nbsp;</div><div>É notizia di soli pochi giorni fa, ultima novità nell'estate poco calda del calciomercato, che perfino l'India ha iniziato la propria "corsa al calcio" con l'arrivo di una delle stelle del football mondiale ed ex Udinese: <b>Zico</b>. Il fantasista brasiliano è stato ingaggiato, infatti, dal FC Goa, squadra dell'Indian Super League che il 12 ottobre debutterà in campionato, come allenatore. Il contratto è stato firmato a Rio de Janeiro nei giorni scorsi e presto l'ex numero 10 sarà in India per iniziare a lavorare. Nuova sfida in oriente per Zico, dopo aver guidato per poco tempo la nazionale dell'Iraq qualche tempo fa.</div><div><br></div><div>Oltre all'idolo anni '80 bianconero, laggiù hanno trovato "casa" anche David Trezeguet e l'ex Udinese Belardi, nel Pune City di proprietà della Fiorentina. Ultimo, e che ha suscitato parecchio scalpore, approdo è quello di Del Piero al Delhi Dynamos dopo la parentesi australiana. Il calcio moderno ha parecchie strade, spesso strane e contorte, ma è anche questo il bello del gioco. Dicono.</div>Udineuttd01uttd01zico_2642877.jpgSiNzico-india-allenatore-1012948.htmSi101268101,02,03030717
641012949NewsCalciomercatoSogni, aspettative, realtà: i tre passi del mercato dei poveri20140902152747calciomercato,Juve,Inter,Ezequiel LavezziPochi soldi, nessun colpo “I sogni son desideri…” cantavano i topini di Cenerentola: adesso, in Italia, probabilmente questa canzoncina la cantano i dirigenti italiani in tempo di trattative. E’ finito il calciomercato, finalmente direi: dispiacerà sicuramente non vedere più con così tanta assiduità i Pedullà, Criscitiello, Di Marzio, Bonan e compagnia bella, ma non se ne poteva più: si arriva ogni anno alla fine del calciomercato sfiniti, illusi e delusi. In Italia ci sono pochi soldi, ma tanti sogni: c’ha sperato con tutte le sue forze la <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/juventus.cfm">Juve</a> di poter prendere Falcao, ma avete mai visto un poveraccio che si compra una Ferrari? Prestito oneroso da 12 milioni (che poi è la prima rata del pagamento per un totale di 65) e 24 milioni l’anno d’ingaggi già. Abbordabile. In alternativa i bianconeri provavano a prendere il Chicarito Hernandez: timida offerta di prestito, un’estate intera di voci, arriva il Real e se lo prende con tanti saluti a tutti. Un altro sogno l’ha fatto l’<a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/squadre/inter.cfm">Inter</a>: <a name="nome" target="" classname="link-6" class="link-6" href="/personaggi/ezequiel-lavezzi-1000161.cfm">Ezequiel Lavezzi</a>; per molti il Pocho era in arrivo qualora Guarin fosse stato cedut alla fine non se ne è fatto, ma credete davvero che un giocatore che prende il suo popò di stipendio in Francia, gioca la Champions, è spesso e volentieri titolare, lascia il Psg per una squadra che fa l’Europa League e comunque vive un momento di restauro?Sogni. Come quelli del Napoli: da anni si insegue Gonalons, poi si è passati a Lucas Leiva e alla fine Sandro, che ha preferito un club di medio-basso livello come il Qpr ai partenopei: niente soldi ok, ma appeal sempre più basso. <br><br> <br><br>Dai sogni passiamo alle aspettative: tutte più o meno rispettate. Alla fine in questo mercato, l’obiettivo di molti era perfezionare la propria squadra con innesti di qualità (low cost ovviamente) atti a dare delle alternative maggiori agli allenatori. E sotto questo punto di vista il mercato diciamo che è perfettamente riuscitla Juve ha tenuto Pogba e Vidal, ha preso Morata sperando in un Llorente-bis, due jolly come Pereyra e Romulo e un uomo d’esperienza come Evra, utile soprattutto in una difesa a 4. In avanti tutti s’aspettavano un attaccante ma, vuoi per mancanza di cash, vuoi per dar fiducia ai giovani, Marotta ha deciso di puntare su Coman. Il nuovo Pogba? Durante il mercato di Gennaio lo scopriremo.<br><br> <br><br>Benissimo la Roma: Iturbe è il colpo più fragoso di questo mercato, Cole e Keita quelli di grande esperienza, Ucan la stellina del futuro, Manolas una certezza già ora ed Holebas e Yanga Mbiwa due ottimi rincalzi. Bene anche il Milan, col <i>Nino</i> Torres, con Bonaventura alla fine, Armero e Van Ginkel, ok la Lazio con De Vrij, Parolo e Djordjevic, l’Inter con Osvaldo, Vidic, Medel, Mvila e Dodo, qualcosa in più dei soli Koulibaly e De Guzman al Napoli serviva, sempre ottima e mirata all’acquisto dei giovani la Fiorentina che prende Badelj e Kurtic, ma che punta anche su gente d’esperienza come Micah Richards.<br><br> <br><br>Eccoci però alla dura realtà: anche in questa sessione di mercato abbiamo notato che i giocatori in Italia non ci vengono. Tralasciando il discorso Falcao l’esempio di Van Ginkel salta subito all’occhi il ragazzo al Chelsea quest’anno non avrebbe giocato quasi mai. Eppure lui preferiva restare lì, a fare panchina, anziché trasferirsi in Italia, al Milan: è servita una grande opera di convincimento da parte di Mourinho, ma nelle sue intenzioni l’Italia era una seconda scelta. Altro cas per far spazio al giocatore olandese, Galliani ha venduto Cristante, gioiellino italiano. Ma siamo fuori? Cioè in un periodo in cui ci lamentiamo che non abbiamo giovani italiani li facciamo andare all’estero? Misteri del mercato.<br><br> <br><br>Obiettivamente siamo diventati l’ultima ruota del carro e il nostro campionato è diventato ormai solamente una bottega da saccheggiare per i suoi gioielli più preziosi: se ne sono andati Benatia, Immobile, Balotelli, Cerci. E noi? Noi prendiamo giocatori a fine carriera (Torres e Saviola), infoltiamo le nostre Primavera di stranieri (sia la Juve che l’Inter sabato avevano in campo appena 4 italiani), non riusciamo a prendere un giocatore, dico uno, d’un altro campionato a titolo definitivo.<br><br> In Italia c’è la crisi, soldi non ce ne sono per la nazione, figuriamoci peril calciomercat ma se provassimo a dare una mossa a questo sistema totalmente esterofilo, magari in questo nostro mercato dei poveri qualche sogno ci riusciamo a trasformarloin realtà.<br><br>C1012936RomaFL0141FL0141marotta.jpgSiNsogni-aspettative-realta-i-tre-passi-del-mercato-dei-poveri-1012949.htmSi100205001,02,03,06,07,08,09010968
651012932NewsCampionatiL`incertezza del campionato che sta per cominciare20140826160017A pochi giorni dall`inizio del campionato rimangono molte incertezze<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Torres, Falcao, Cerci, Lavezzi, Cuadrado, Insigne, Guarin. Tutti nomi che hanno tenuto banco in questa interminabile estate di mercato del pallone. Per fortuna si contano i giorni alla chiusura delle trattative dei campioni (o presunti tali) che attraggono i sogni dei tifosi. E, mentre comincia a scemare l’interesse verso questo o quel giocatore che potrebbe cambiare maglia da un momento all’altro, ecco che all’orizzonte si riaffaccia il campionato di calcio con tutto il suo fascino e le contraddizioni di sempre. Le candidate allo scudetto sono sempre le stesse, Juve, Roma, Napoli, forse Inter, Fiorentina, Milan e poche altre. La Juve di Massimiliano Allegri, in partenza non ha più i favori del pronostico della squadra da battere. I motivi sono tanti, a cominciare dalle caratteristiche diverse del nuovo coach<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>al cospetto di Antonio Conte. Allegri è sicuramente un ottimo allenatore, tuttavia, è statisticamente provato che le sue squadre sono molto lente a ingranare. Questo potrebbe rappresentare un handicap per la Vecchia Signora che, perdendo punti in partenza, non avrebbe più modo di recuperare sulle dirette avversarie. Se così fosse, comincerebbero i mugugni in una piazza che, da tre anni a questa parte, è stata abituata a dominare la scena calcistica nazionale. Si creerebbe malcontento nello spogliatoio e nelle tribune che si rifletterebbe inevitabilmente sul campo. Queste, naturalmente, sono tutte ipotesi che, in caso di non risultati positivi da parte della squadra di Allegri, accentuerebbero ancor di più il malcontento verso un allenatore che fin dall’inizio ha avuto pochissimi consensi. Solo i risultati positivi possono far cambiare idea nel calcio, un po’ come dire che le simpatie o le antipatie non contano nulla di fronte alla concretezza dei risultati. Vedremo! La Juve ha sicuramente una rosa valida a livello di confronti nazionali, mentre rimangono forti dubbi per ciò che riguarda il gap con le più titolate squadre europee. Intanto la Roma di Garcia sembra essere cresciuta. Pur non avendo cambiato molti giocatori, i giallorossi non rappresentano più la novità del calcio italiano, perché la maturazione del gioco voluto dal suo tecnico ha dato il senso della continuità e della compattezza, che ben si accompagnano all’unità d’intenti, all’entusiasmo e a quella “fame” di gloria che è sempre stato il focus di ogni vittoria. Napoli e Inter rappresentano invece l’eterno punto interrogativo che li accompagna ormai da troppo tempo. Per loro c’è bisogno di un periodo di assestamento e, dal punto di vista psicologico, anche un bagno di autostima perduta per strada. E’ anche un po’ il discorso di Fiorentina e Milan. La squadra di Montella pare da sempre bloccata nel momento della sua crescita definitiva, nonostante il bel gioco a tratti anche spumeggiante espresso dai viola. A oggi il pezzo pregiato di casa Della Valle, e cioè Cuadrado, sembrerebbe ancora per quest’anno in forza ai toscani. Forse le pretese iniziali per la sua vendita sono state troppo esose, così l’interessamento dei club europei è praticamente scemato. Il Milan di Filippo Inzaghi potrebbe invece rappresentare la novità. La cessione di Balotelli sembrerebbe un affare per la società rossonera, non solo dal punto di vista psicologico per la migliore gestione e compattezza di gruppo, ma anche per la definitiva valorizzazione di El Shaarawy, un talento ancora giovane del quale non si conosce ancora completamente il suo valore. E poi Galliani sembra orientato a dare a Inzaghi un giocatore importante. Si parla con insistenza di Torres, per il quale si potrebbe sfruttare la formula del prestito con riscatto. Vedremo cosa accadrà, anche se è già chiaro che la squadra di Filippo Inzaghi ha dato segnali di efficienza nell’ambito della compattezza del gruppo, mentre ha saputo correggere quegli svarioni difensivi che sono stati la vera preoccupazione della dirigenza e dei tifosi milanisti, nel corso dei vari tornei estivi in Inghilterra. In casa rossonera c’è tanta voglia di far bene e di riportare i propri tifosi allo stadio. Inzaghi sembra ricalcare la storia che fu di Conte tre anni fa alla Juve. Stesse motivazioni, stessa voglia di mettersi in gioco. Vedremo se queste nostre impressioni sul campionato che sta per cominciare saranno azzeccate o, più semplicemente, rimarranno soltanto pensieri dettati dalla sensazione e dall’esperienza di chi ha vissuto tante pagine di calcio nostrano. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711pallone8.jpgSiNl`incertezza-del-campionato-che-sta-per-cominciare-1012932.htmSi100451001,02,03030312
661012930NewsEditorialeIce Bucket Challenge, la «secchiata» raggiunge anche Udine20140825162130Ice Bucket Challenge, Di Natale, Udinese, SlaDopo aver coinvolto centinaia di star e sportivi di ogni dove, la moda di versarsi acqua gelata per la ricerca contro la Sla arriva anche in Friuli. Testimonial: Antonio Di Natale.La mania della doccia gelata, nota anche come <b>Ice Bucket Challenge,</b> a favore della ricerca per combattere la terribile sindrome della <b>SLA </b>arriva anche a Udine. Alcuni giocatori dell’Udinese, infatti, si sono fatti immortalare nei video mentre si fanno versare secchiate di acqua ghiacciata in testa come tanti altri sportivi e personaggi illustri dello spettacolo e della politica.&nbsp;<div><br></div><div>L’inizio della catena friulana l’ha dato il portiere Kelava, il numero uno croato in procinto di lasciare il capoluogo friulano destinazione probabilmente Granada. Da lì una secchiata tira l’altra e anche il capitano<b> Di Natale</b> si presta alla nobile campagna, in questi giorni coinvolta da accese polemiche per la possibile vanità delle celebrità che si versano l’acqua addosso. A parte questo, la moda coinvolge pure il difensore Mlinar, Domizzi, Widmer, Allan e pure il medico sociale Fabio Tenore.&nbsp;</div><div><br></div><div>Dall’Inghilterra, sponda Watford, il portiere polacco<b> <a href="https://www.facebook.com/WojciechPawlowskiOfficial?hc_location=timeline">Wojciech Pawłowski</a> </b>ha da poco postato su Facebook il video dove anche lui prende parte alla campagna, nominando a sua volta il bianconero Piotr Zielinski, il collega di reparto Artur Boruc (ex Fiorentina) e Sebastian Mila. Una doccia che non risparmia nessuno quindi, dopo testimonial come Cristiano Ronaldo, Messi, Maradona e tantissimi altri. Sperando comunque che dopo la “rinfrescata” ci sia anche il sostegno economico a favore della ricerca. Niente braccino corto dopo la doccia, mi raccomando. &nbsp;</div>Udineuttd01uttd01udinese-arsenal-champions-league-2012-di-natale.jpgSiNudine-acqua-ghiacciata-di-natale-1012930.htmSi101268101,02,03030469
671012917NewsCampionatiCairo a Cerci, «Resta con noi solo se sei felice»20140805224340L`esterno granata è in procinto di lasciare il Toro, ma......<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>A 48 ore dal match di ritorno dei preliminari di Europa League contro gli svedesi del Brommapojkarna già battuto per 3 a 0 all’andata, l’Olimpico di Torino si prepara al tutto esaurito. 20.700 biglietti sono già stati venduti e fanno prevedere una grande passione. Sembra incredibile l’attesa del popolo granata che, nonostante il risultato già quasi acquisito, la pochezza dell’avversario e la concomitanza delle ferie estive, riesca a vestirsi di entusiasmo per il sapore tanto atteso di giocare in Europa. E’ la storia di chi ha fame di gloria, una gloria troppo lontana per un Toro che deve sfogliare gli annali del calcio che conta per sentirsi il primo della classe. Ma adesso la musica sembra davvero cambiare e nell’aria si avvertono stimoli e presupposti che lasciano pensare a una svolta storica che ha soltanto lontanissimi eguali. Il Toro cresce step by step e sta maturando, perché sembra percorrere quella diritta via che era smarrita. Una citazione dantesca che ben si addice a chi, come il Toro, per troppi anni si è ritrovato in una selva oscura. Cairo sta lavorando bene sul mercato e, mentre Larrondo si propone in maniera efficace a concorrere nel ruolo di attaccante titolare, l’unico nodo da sciogliere resta quello legato ad Alessio Cerci. Il presidente del Toro è disposto ad allungargli il contratto adeguandolo a quello dei top player, un impegno pari a 1,5 milioni di euro a stagione. Non male per un giocatore che negli ultimi due anni si è imposto come giocatore leader dei granata. Ma Cerci aspetta una proposta importante che arrivi da una squadra che partecipi alla Champions League. Interessati a lui ci sono in primis il Milan, poi il Monaco e l’Inter. I rossoneri sono in prima fila per aggiudicarsi l’attaccante granata, ma la loro non partecipazione al calcio europeo lascia perplesso l’ex giocatore di Fiorentina e Roma. Il suo sogno è di ritornare a giocare con la Roma, ma allo stato attuale delle cose, un’opportunità di questo tipo sembrerebbe davvero improbabile. <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Alessio può restare al Toro, se con noi è</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">felice”</b> dice Cairo, pur sapendo che non intende costringere nessuno a restare controvoglia. E’ una decisione che spetta soltanto a Cerci che, in accordo con il suo procuratore, ha ancora un po’ di tempo per decidere. </span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro </span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Torinofl0711fl0711barreto-6.jpgSiNcairo-a-cerci-«resta-con-noi-solo-se-sei-felice»-1012917.htmSi100451001,02,03030320
681012913NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24 - Franco Leonetti «La Juve? Aspettiamo a valutare il lavoro di Allegri»20140729065516La situazione della Juventus analizzata dal giornalista Franco Leonetti <BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Giornalista, scrittore di romanzi, editorialista su siti web a tinte bianconere, presentatore di eventi, opinionista, già autore del romanzo <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Linea d’Ossigeno”</B> pubblicato nel febbraio 2008, ha scritto e pubblicato anche <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Sei note di Pentagramma</B>” edito da <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Lettere</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Animate editore”</B>, in libreria da dicembre 2012. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Franco Leonetti</B> si divide tra grandi passioni calcistiche per la “sua” amata Juventus e il diletto di scrivere libri e comporre testi che manifestano il suo interesse verso l’analisi, le ispezioni e le osservazioni dell’individuo contemporaneo, in una sorta d’introspezione capace di dare una logica spiegazione a certi comportamenti apparentemente insignificanti che emergono preponderanti nell’uomo di oggi. Uno scrutatore dei nostri tempi, capace di analizzare attentamente tutto ciò che sembra privo di logica. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Sei note di Pentagramma”</B> é un titolo che prende spunto dal suo amore per la musica. Tutti sanno che le note musicale sono sette, ma nel suo libro se ne manifestano solo sei. La nota che non c’è, infatti, è quella che manca alla nostra società per ritenersi compiuta. Proprio quello che i media contemporanei ci illudono che ci sia per chissà quale interesse suggerito dal dio denaro. Ma la vera vita di tutti i giorni manca della settima nota, un ammanco considerevole che, nonostante appaia insignificante, assume invece connotazioni di vitale importanza che si riflettono su una non buona qualità di vita. Di questi temi ci parla l’autore <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Franco Leonetti</B> nel suo ultimo libro. Un’analisi concreta della realtà contemporanea che si manifesta con una punta d’amarezza e delusione su quello che potrebbe essere con l’aggiunta di quella magica nota mancante del pentagramma musicale, e che invece non é. Un libro che parla dell’uomo, con i propri progetti, i sogni, le delusioni, le vittorie, le amarezze e le speranze che s’infiltrano in un quotidiano difficile, fatto comunemente di difficoltà di vivere. Questo è Franco Leonetti, uomo sensibile, aperto al dialogo, pronto alle relazioni sociali che sono l’essenza e il vero significato della vita di sempre. Come dicevamo altre due passioni lo caratterizzano: l’amore per la musica e per il calcio, del quale é ottimo giornalista competente e vero tifoso della Juventus. Egli è opinionista di punta, con la sua rubrica <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Il ruggito di Leonetti”</B> nella trasmissione televisiva <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Forza</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Juve”</B>, in onda su Rete 7 Piemonte e sul canale SKY 825. Ed è proprio in questa veste di giornalista che oggi abbiamo pensato di intervistarlo, anche in considerazione del momento delicato che la Juventus e tutto il popolo bianconero sta vivendo, dopo le scioccanti dimissioni di Antonio Conte. Da questa lunga ed esaustiva intervista, si evince la razionalità giornalistica di <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Franco Leonetti</B> che, nonostante il polverone sollevato da una situazione che non era prevista, anche se era già nell’aria da tempo, non si lascia trascinare da commenti emotivi che, aprioristicamente, assumerebbero soltanto connotati distruttivi, senza neanche aver visto ancora all’opera il nuovo corso juventino targato <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Massimiliano Allegri</B>; il coach della Juventus chiamato a sostituire Antonio Conte.<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </SPAN></SPAN><SPAN><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; BACKGROUND: white; COLOR: #333333; FONT-SIZE: 12pt; mso-bidi-font-family: Helvetica">&nbsp;</SPAN></SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Franco, cosa succede a questa Juventus?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Beh è accaduto l’imprevedibile, un vero cataclisma, ovvero Conte e la Società si sono separati al secondo giorno di ritiro, una cosa scioccante per tutto il popolo bianconero, una vicenda mai accaduta nella storia della Juventus. Traumatizzante, sia per le modalità che per il risultato finale, che hanno portato repentinamente Allegri ad occupare la panchina bianconera. Un flash accecante, improvviso e mal gestito a mio parere”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Pensi che il giocattolo perfetto si sia rotto, dopo la dipartita di Conte?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Certamente la Juve di Conte, come siamo stati abituati a conoscerla nell’ultimo triennio, non esiste più, questo mi pare fuor di dubbio. Ogni allenatore ha le proprie caratteristiche nella gestione del gruppo, nel motivare gli interpreti, nello svolgere la preparazione, nell’apparecchiare il gioco. Ora resta da capire come verrà schierata in campo la Juventus dal nuovo allenatore e quali saranno le scelte tecnico-tattiche del nuovo corso,<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>a parere mio non si può aprioristicamente affermare che il giocattolo perfetto si è rotto: solo il campo darà una risposta chiara e netta. Certo che Antonio Conte era Antonio Conte, punto”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Quali sono i motivi per cui Conte ha deciso di lasciare la Juve?</SPAN></B> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“ Sul mercato si sono incentrate le principali distonie tra le due parti, Conte voleva nuovi arrivi capaci di rafforzare fortemente la squadra, per tentare di poter competere a grandi livelli europei, per cercare di stare nell’Olimpo della Champions servono investimenti e campioni. Tutto ciò non è accaduto e il Mister, che non aveva rinnovato il suo contratto, ha deciso di levare le tende in maniera eclatante, giustamente o meno, ognuno ormai si è fatto una propria opinione. In ogni caso i malumori non sono sbocciati all’improvviso, ma la questione rafforzamento era una situazione che permaneva da qualche tempo. Peccato davvero perdere Conte in questa maniera”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Secondo il tuo punto di vista, perché è stato scelto Allegri?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“ Allegri era già un nome che circolava nell’ambiente, a maggio, quando i mal di pancia di Conte si erano fatti più veementi: insieme a quelli di Mancini e Spalletti era tra i più gettonati. La Juve, improvvisa orfana di Conte , ha avuto la necessità di non far passare troppo tempo, non poteva rimanere nemmeno un’ora in più senza la figura basilare del tecnico. Quindi la dirigenza ha colmato subito la falla apertasi, virando su Max Allegri perché ha un profilo alto, ha già vinto in Italia, è abituato a certi palcoscenici europei, costa relativamente poco d’ingaggio e viene considerato adatto. Le eventualità di Mancini e Spalletti nascondevano motivazioni e insidie variegate, da ingaggi troppo onerosi a contratti in essere, vedasi Spalletti”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN></B><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Che cosa pensi del mercato della Juve sin qui svolto?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Un buon mercato sino ad oggi, 28 luglio, ci sono però dei nodi importanti da sciogliere, e penso a quello di Vidal , anzitutto. La dirigenza ha saputo portare a Torino giocatori che vanno ad occupare caselle scoperte, rafforzando i vari reparti, penso a Evra sulla corsia mancina, a Pereyra duttile e abile in vari ruoli a centrocampo, penso a Romulo sulla destra e a Morata che purtroppo starà fuori per due mesi. Se la Juve manterrà tutti i suoi campioni in rosa, questo sarà un mercato egregio, magari in attesa di un centrale difensivo e di un grande campione la davanti. Senza dimenticare che Coman, il francesino, potrebbe stupire molti e Morata, se in condizioni,<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>smentirà molti dubbiosi”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Pensi che ci siano malumori all’interno della dirigenza bianconera?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“No, la Società è compatta e unita verso l’obiettivo che in casa Juventus, da sempre, è uno e uno solo: vincere”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">R</SPAN></B><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">oma e Napoli sembrano sulla carta le più accreditate a vincere il prossimo scudetto. Tu pensi la stessa cosa?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Già lo scorso anno, molto più la Roma in verità, si sono dimostrate avversarie considerevoli e competitive per lo scudetto, quindi entrambe partono da una base importante. In questa prima fase di mercato i capitolini hanno operato parecchio e si sono nettamente rinforzati sulla carta, con nomi e spese ingenti, il Napoli, invece, continua ad avere problemi a centrocampo e in difesa, e ritengo, opererà sino alla scadenza del 1° settembre quando il mercato chiuderà i battenti. Teoricamente queste sono le due squadre che possono ambire a contendere il tricolore alla Juventus, ma ricordo che dopo estati a parlare e a teorizzare, il campo, spesso, regala realtà ben diverse dai proclami sotto l’ombrellone. Non basta rilasciare dichiarazioni bellicose o erigere proclami che fanno scalpore, i campionati si vincono con il gioco, i gol e i punti in classifica. Insomma fatti non parole. Sono poi curioso di vedere cosa sapranno produrre la nuova Fiorentina di Montella e l’Inter di Mazzarri con Thohir a fare capolino”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Che cosa manca alla Juve per essere competitiva ad alti livelli anche in Europa?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“I campioni sono coloro i quali fanno sollevare la coppa dalle grandi orecchie. Molti colleghi portano l’esempio delle ultime due finaliste Borussia Dortmund e Atletico Madrid, per cercare di scardinare il teorema, ma io ricordo che a gioire tra i coriandoli sono state Bayern Monaco e Real Madrid, compagini zeppe di campionissimi. La grande qualità ha sempre fatto la differenza in Europa e così sempre sarà. Chi vuole ambire al sommo gradino continentale ha bisogno di tante cose, ma i campioni con la C maiuscola sono la base su cui costruire. Alla Juventus non mancano i campioni, mi pare evidente, ma andrebbero implementati ”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Non ti preoccupa la prima negativa sgambata della Juve a Vinovo, che ha perso contro i dilettanti del Lucento?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Una sgambata non ufficiale, tra l’altro la prima della stagione, non può e non deve preoccupare sul finire di luglio, i test importanti saranno altri e cominceranno a dare un forte antipasto a riguardo della Juventus “reggenza Allegri”. Il Lucento è calcio di luglio e non può fare testo, ai più catastrofisti ricordo solo che mancavano tutti i nazionali e la formazione era infarcita di ragazzini con pochissimi titolari”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">In questo momento l’ambiente juventino sembra essere caduto in depressione. Secondo te, qual è la medicina adatta per far riprendere entusiasmo ai tifosi bianconeri?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“L’ambiente del tifo non è in depressione, è stato fortemente scosso dall’abbandono di Conte, e credo che tutto ciò sia innegabilmente fisiologico. L’entusiasmo da parte dei tifosi fedeli <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>si recupera e rigenera con prove convincenti e vittoriose sul terreno di gioco, con la voglia di non mollare mai e di onorare la maglia fino alla fine. Ora è normale che molti siano sul chi va là, creando sacche di resistenza e titubanza, ma alle prime vittorie il tifoso sosterrà e accompagnerà con passione questo nuovo corso bianconero. Non ho dubbi a riguardo”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Pensi che Allegri riuscirà a farsi accettare dal popolo bianconero?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Mai come ora sta al Mister conquistarsi l’affetto della gente juventina, schierando formazioni vincenti e portando a se lo Stadium con un gioco efficace e brillante. Con i risultati tutto passa in seconda battuta, anche il suo passato milanista e certe frasi non felicissime quando guidava dalla panca colori diversi. Succedere a Conte non sarebbe stato facile per nessuno, figuriamoci dopo un ribaltone improvviso di mezza estate. Allegri ha esperienza, e sa bene ciò che deve fare, senza farsi prendere dalla frenesia”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">La trasmissione televisiva “Forza Juve” che va in onda sull’emittente privata Rete7 Piemonte e in contemporanea su Sky, prevede novità rispetto all’anno calcistico appena trascorso?</SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Ripartiremo con l’inizio del nuovo campionato, i primi di settembre torneremo in video. Ci sono al vaglio alcune novità, anche se il canovaccio che ci ha contraddistinti e premiati con grandi ascolti, rimarrà pressoché invariato. Chi sceglie di sintonizzarsi su Forza Juve sa già chi e cosa troverà”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Pensi che il tuo “Ruggito di Leonetti” sarà combattivo come sempre e capace di risollevare gli animi sconsolati di molti juventini? </SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Il mio Ruggito è sempre coerente, sincero e schietto: commento con il mio stile personale la realtà che osservo settimanalmente. In questo momento dico a tutto il popolo bianconero di stare calmo, di attendere la Juve in campo, anche perché sino ad oggi non si è praticamente mai vista, e di essere paziente, la vera stagione parte nell’ultimo week-end di agosto. Quindi al bando lo scetticismo, in attesa delle competizioni ufficiali, solo allora potremo capire di che Juve stiamo parlando. <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>La mia speranza è di poter illustrare un’altra stagione trionfale di successi, se così non dovesse essere, naturalmente, non farò mancare mai i miei rilievi e critiche all’ambiente, così come duramente feci negli anni pre –Conte”.</SPAN><FONT size=3 face="Times New Roman"> </FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN></B><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Per finire. Tutti sanno che oltre il calcio, la tua grande passione è la musica. Come fai a conciliare due mondi così diversi?&nbsp;<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN></SPAN></B><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Le passioni sono le travi portanti della mia vita, senza passioni, l’esistenza perde nerbo. Quindi, anche se di primo acchito alcune possono apparire inconciliabili, ben vengano sentimenti di questa tipologia, che mantengono alto il carico di entusiasmo e voglia bruciante di vita. Un caro saluto a te Salvino e un immenso abbraccio a tutti gli amici siciliani che ci leggono, amo profondamente la vostra terra. Grazie e a presto, magari di persona”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Salvino Cavallaro</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">&nbsp;</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR><br><br>TorinoFL0711FL0711franco-1.jpgSiNesclusiva-ilcalcio24-franco-leonetti-«la-juve-aspettiamo-a-valutare-il-lavoro-di-allegri»-1012913.htmSi100451001,02,03,06,08030804
691012893NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24 - Intervista a Beppe Gandolfo, giornalista Mediaset20140625202826Abbiamo sentito il parere di uno dei più autorevoli giornalisti italiani, sul fallimento della nostra nazionale in Brasile <BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0cm 0cm 10pt" align=center><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“I motivi del fallimento della nostra Nazionale? E’ colpa di un sistema sbagliato”</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">In questi giorni in cui il calcio italiano è sottoaccusa per il fallimento della nostra nazionale ai campionati del mondo in Brasile, abbiamo pensato di avvalerci dell’autorevole opinione del <B style="mso-bidi-font-weight: normal">giornalista Mediaset, Beppe Gandolfo.</B> Volto conosciuto dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica, <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Beppe Gandolfo</B> è anche famoso per la sua competenza calcistica che sa essere oggettiva, nonostante la sua grande fede di parte granata per il Torino. Gandolfo scopre quasi per caso la sua passione per il giornalismo e, quando razionalizza il sacro fuoco che c’è in lui, comincia a lavorare nei piccoli schermi regionali piemontesi di GRP e Telesubalpina. In questa emittente privata, Gandolfo ha il compito di creare il nuovo telegiornale e, a soli 22 anni, mette in pratica ciò che aveva imparato nella sua piccola esperienza di giornalista in GRP. Dopo dieci anni di televisione, percorre una nuova esperienza presso l’ANSA come redattore della cronaca giudiziaria, inviato per i fatti del Piemonte e giornalista sportivo. Beppe Gandolfo inizia così a seguire la sua Torino, nella cronaca, nei fatti di tutti i giorni, nei palpiti che emergono dalla città sabauda che gli ha dato i natali e alla quale è particolarmente affezionato. Poi, nel ’92, destino ha voluto che Beppe Gandolfo seguisse passo dopo passo la storia del Torino, proprio in quell’anno in cui i granata giocarono la finale di Coppa Uefa ad Amsterdam. Intanto, la sua avventura giornalistica continua con l’entrata in Mediaset, al TG5 e Italia 1 come corrispondente del Piemonte e della Valle d’Aosta. Una bella storia la sua, fatta di sacrifici, passione e tanta voglia d’arrivare là, dove oggi, voltandosi indietro, ne percepisce la carriera fatta ad ottimi livelli. Beppe Gandolfo, oltre a essere uno dei più preparati giornalisti italiani è anche scrittore di numerosi libri, tra cui la sua ultima fatica letteraria: <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Il mio Toro”-</B> <B style="mso-bidi-font-weight: normal">La mia missione-</B> E’ il suo racconto del Toro che, assieme a Don Aldo Rabino, Padre Spirituale del Torino Calcio, ci fa riflettere su quanto la storia di questa straordinaria e al contempo particolare società di calcio, sia una vera e propria religione per tutti i tifosi granata. Tuttavia, come dicevamo pocanzi, la preparazione giornalistica di <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Beppe Gandolfo</B> va oltre ogni giudizio di parte, nonostante il suo cuore palpiti per una sola squadra: il suo Toro. Con lui, oggi parliamo del tema scottante che riguarda il presente e il futuro della nostra Nazionale di calcio.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Beppe Gandolfo, qual è il tuo commento sulla dèbacle della nostra Nazionale di calcio ai campionati mondiali in Brasile?</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“E’ il risultato del calcio italiano. Se noi pensiamo a quella finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina ci accorgiamo che in campo c’erano solo due giocatori italiani: Insigne e Pasqual. A questo punto è impossibile trovare il meglio. Se non si cambia qualcosa radicalmente, a partire dai settori giovanili, e se non si mettono delle regole sulle squadre Primavera e Beretti per dare modo di portare in panchina della Prima Squadra almeno tre o quattro giovani calciatori del vivaio, non riusciremo mai ad uscire da questo giro. Troppe squadre sono infarcite da stranieri, proprio nei ruoli più importanti”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Quindi, sostieni che la colpa è del sistema calcio italiano.</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Assolutamente si. Poi, possiamo disquisire se era meglio portare Rossi anziché Cassano, oppure far giocare Cerci piuttosto che qualche altro. Tutto questo ci può stare, tuttavia, ritengo che non sia questo il punto focale del fallimento degli azzurri in Brasile. E’ nel sistema, il vero errore. Non si può continuare a comprare all’estero giocatori che, talora, sono meno bravi dei nostri. Dieci anni fa, un ragazzino su trentamila arrivava a essere professionista; oggi è solo uno su quarantamila”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Che cosa pensi delle dimissioni del Presidente Federale Abete e del C.T. Prandelli?</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Mi dispiace molto per <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Prandelli,</B> che reputo un signore nell’aver dato le sue dimissioni con onestà intellettuale. Per quanto riguarda invece <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Abete</B>, penso che questa sia un’occasione per rifondare davvero il calcio italiano”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">A prescindere dai nomi, quale deve essere il profilo professionale del nuovo Presidente Federale e anche del nuovo C.T.?</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">“Mi auguro che il nuovo presidente federale sia una persona che arrivi completamente da fuori, così ci potrà essere una ventata di aria completamente nuova. Una persona che vada oltre certi pastrocchi legati al rispondere a certe maggioranze o minoranze, in base alle quali non se ne esce mai fuori. Per quanto riguarda il Commissario Tecnico, invece, mi piacerebbe avesse maggiore spessore internazionale. Prandelli è senza dubbio un ottimo allenatore di squadra di club, tuttavia, ritengo che in questo momento ci sia bisogno di un C.T. che respiri un aria più internazionale. <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Mancini </B>potrebbe essere la persona ideale”.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 14pt">Salvino Cavallaro</SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt"><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp; </SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN></SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><BR><BR><BR><BR><br><br>TorinoFL0711FL0711giuseppe-gandolfo.jpgSiNesclusiva-ilcalcio24-intervista-a-beppe-gandolfo-giornalista-mediaset-1012893.htmSi100451001,02,03,08030808
701012891NewsEditorialeL`unico errore? E` di aver costruito la Nazionale attorno a Balotelli20140623181831La confusione e le incertezze del C.T. Prandelli<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>A <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Natal</b>, nella partita che deciderà se gli azzurri potranno continuare il loro cammino mondiale, ci sarà <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">l’ItalJuve</b>. Dopo aver dichiarato il suo deciso diniego per il 3-5-2 di Conte memoria, il <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">C.T. Prandelli</b> nelle partite giocate contro <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Inghilterra</b> e <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Costa Rica</b>, ha provato due formazioni diverse. Contro gli inglesi ha schierato un 3-1-5-1, con Chiellini a sinistra, Barzagli<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>e Paletta difensori centrali, De Rossi davanti alla difesa, un centrocampo composto da Candreva, Verratti, Pirlo, Marchisio, Darmian, con la sola punta Balotelli. Nella partita contro il Costa Rica, Prandelli rivoluziona ancora le carte e presenta un 4-1-4-1 con Chiellini e Barzagli al centro della difesa, esterni Abate e Darmian, davanti alla difesa De Rossi, un centrocampo composto da Candreva, Thiago Motta, Pirlo e Marchisio, con il solito Balotelli solo all’attacco. Come tutti sanno, gli azzurri hanno rimediato una sonora sconfitta, tale da poter pregiudicare il cammino nel campionato del mondo. E così, il C.T. Prandelli contro l’ultima partita del girone contro l’Uruguay pensa di cambiare ancora schierando l’assetto tattico che fin dall’inizio aveva negato, e cioè quel 3-5-2 che ha dato tre scudetti consecutivi alla Juve di Conte. L’Italia, dunque, domani sera giocherà con Chiellini, Bonucci, Barzagli, classici tre di difesa juventini, che dovrebbero contrastare Cavani e Luis Suarez. A centrocampo<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>Verratti (con un suo ruolo ben definito) Pirlo, Marchisio (riportato nel suo naturale ruolo di interno) e gli esterni Darmian e De Sciglio. In avanti le due punte Immobile e Balotelli. Così la squadra ci sembra più quadrata, tuttavia, questo continuo cambiar le carte di Prandelli sa più di chi è arrovellato da molte insicurezze che di certezze. Strana questa presa di posizione del C.T. azzurro il quale si ricrede in extremis sul 3-5-2, dando proprio l’impressione di chi non ha le idee chiare e si sta arrampicando sui vetri. Eppure ricordiamo quando lui è stato allenatore della Fiorentina, in cui aveva disegnato un gioco propositivo, mai sparagnino e farraginoso come quello che stiamo vedendo in Nazionale. A parer nostro, <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span>l’errore è stato quello di impostare tutto sull’unica punta Mario Balotelli, tenendo in panchina la vera prima punta che è stato il capocannoniere della serie A: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">Ciro Immobile</b>. Un equivoco tattico che è cominciato fin dall’inizio, credendo in Balotelli come prima punta, che secondo noi non è. Sono fissazioni tattiche che nell’arco degli anni, spesso i vari tecnici ci hanno abituato. D’altra parte, di loro è la responsabilità e per questo sono pagati. Tuttavia, se è vero che un C.T. deve andare dritto per la sua strada senza ascoltare le idee diverse, nel caso di Prandelli ci è sembrato che ci fosse un unico equivoco tattico dato dalla presenza di un’unica punta che, per noi,<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>non ha le caratteristiche di primo attaccante. A questo punto, speriamo davvero che i due risultati utili ( pareggio o vittoria contro l’Uruguay) potranno dare via libera alla continuità del mondiale azzurro. In questo specifico caso, conta solo il risultato e non il gioco.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Natal - Brasile-fl0711fl071116534-balotelli-e-prandelli.jpgSiNl`unico-errore-e`-di-aver-costruito-la-nazionale-attorno-a-balotelli-1012891.htmSi100451001,02,03030368
711012878NewsCampionatiIl Torino Primavera gioca per lo scudetto20140610190443Decisivo per il titolo nazionale Primavera, il match Torino - Chievo<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Quella di domani sera a Rimini tra Torino e Chievo, sarà la finale che porterà sul podio la squadra vincitrice del Campionato Primavera. I ragazzi di Moreno Longo hanno ben figurato in un campionato difficile che, all’inizio, nessuno li vedeva favoriti. E invece, i granata passo dopo passo hanno solcato la strada del vertice. Un merito che va al mister Longo, ai suoi ragazzi, ma che va finalmente anche e soprattutto alla società granata, capace di tracciare un programma serio in quel Settore Giovanile che da sempre è stato il suo fiore all’occhiello e che, da qualche anno a questa parte, ha risentito delle tante traversie che hanno colpito il Torino. I ragazzi della Primavera stanno facendo qualcosa di straordinario e adesso che sono lì, ad un passo dal titolo nazionale, non possono davvero lasciarsi sfuggire questa ghiotta opportunità. Negli ultimi due anni la società di Cairo ha fatto passi da gigante, non solo come Prima Squadra ma anche come Settore Giovanile. Adesso si respira aria diversa al Toro, meno lasciata al caso e più regolarmente programmata con un progetto serio che si sta rilevando davvero importante. La partita contro il Chievo non sembra essere impossibile, tenuto conto che ai veneti mancheranno due giocatori di spicco come l’attaccante Da Silva e Alimi. Tuttavia, la squadra veneta per essere arrivata in finale, e dopo aver battuto Juventus e Fiorentina, ha grandi aspirazioni di vincere il titolo, nonostante sia ad un livello inferiore dal punto di vista tecnico, rispetto ai ragazzi di Longo. Emmanuel Gyasi e Mattia Aramu sono i veri protagonisti granata di questa squadra Primavera, due giovani di sicuro avvenire nel palcoscenico del pallone che conta. Sale dunque la febbre di una finale che sancirà la migliore squadra di questo calcio giovanile che non finisce mai d’appassionare.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; tab-stops: right 481.9pt;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino&nbsp;Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-tab-count: 1;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Riminifl0711fl0711pallone8.jpgSiNil-torino-primavera-gioca-per-lo-scudetto-1012878.htmSi100451001,02,03030337
721012863NewsCoppeNazionale Italiana: Prove generali20140522091436Nazionale ItalianaProve generaliProve tattiche per l'Italia di Prandelli a Coverciano, si va verso una difesa a quattro. Niente partitella per Andrea Pirlo, impegnato ancora una volta in sauna stile Brasile.<BR><BR>Dopo la movimentata mattinata, l'Italia di Prandelli ha proseguito nel pomeriggio di martedi la preparazione ai Mondiali brasiliani. Dopo il lavoro atletico, la squadra si è così trasferita sul campo dove, divisi in due gruppi, gli azzurri hanno provato una linea difensiva a quattro e gli inserimenti senza palla dei centrocampisti, con gli attaccanti impegnati dal vice di Prandelli, Pin, nei movimenti offensivi.<BR><BR>Subito dopo l'intera rosa ha preso parte alla tradizionale partitella. Tutta la rosa, dicevamo, fatta eccezione per Andrea Pirlo. Il regista della Juventus, infatti, si è trasferito nella struttura che riproduce le condizioni climatiche brasiliane. Anche così, d'altronde, si prepara un'avventura iridata dall'altra parte del mondo.<BR><BR>Per tutto il pomeriggio il centro tecnico di Coverciano è stato presidiato da una pattuglia dei Carabinieri. Domani gli azzurri sosterrano solo un leggero allenamento in mattinata prima del sciogliete le righe con rientro previsto entro le ore 19 dello stesso giorno.<BR><BR>E bisogna anche iniziare a trovare una soluzione ai dubbi che assillanoo Prandelli. Riguardo ai terzini sono in quattro per due maglie. Per Darmian essere a Coverciano è già stata una lieta sorpresa e le possibilità che Prandelli lo porti anche in Brasile sono decisamente poche . Un po' a sorpresa anche la convocazione di Pasqual: il capitano della Fiorentina è rientrato nel giro azzurro dopo 6 anni di assenza lo scorso settembre e a 32 anni il Mondiale sarebbe il più insperato dei regali. <BR><BR>Pasqual, mancino puro, potrebbe pagare la duttilità di De Sciglio e Chiellini, che sanno giocare a sinistra. Nonostante siano stati frenati da scelte tecniche (Abate) e da problemi fisici (Maggio), i terzini di Milan e Napoli rimangono i favoriti per le ultime due casacche. <BR><BR>Sempre in difesa, per il ruolo di quarto centrale, insieme agli juventini Chiellini, Barzagli e Bonucci, è ballottaggio a due tra Ranocchia e Paletta. L'interista è tornato in auge nella seconda parte della stagione, mentre l'italo-argentino è stato una delle colonne del Parma che ha conquistato un posto in Europa League proprio all'ultima giornata. <BR><BR>A centrocampo inamovibili i senatori De Rossi, Marchisio, Montolivo, Pirlo e Thiago Motta, sono rimasti in cinque per due maglie. Candreva è stato uno dei migliori un anno fa in Confederations Cup ed è reduce da una grande annata a livello personale alla Lazio. <BR><BR>Difficilmente Prandelli se ne priverà.&nbsp;Stesso ruolo, ma con caratteristiche più difensive, quelle di Romulo, grande rivelazione del Verona: l'italo-brasiliano è stato impiegato da Mandorlini anche come esterno basso e questa sua duttilità dovrebbe garantirgli la convocazione.<BR><BR>Infine c'è Verratti: la stellina del Psg rappresenta il futuro della Nazionale dopo che a fine Mondiale Pirlo saluterà. Il dilemma è se convocarlo pur sapendo che se la salute assisterà lo juventino il campo lo vedrà ben poco, oppure affidargli le chiavi azzurre a settembre quando cominceranno la qualificazione europee (25%).<BR><BR>Balotelli è l'unico attaccante sicuro di avere un posto sull'aereo per il Brasile. Rimangono quindi 4 posti, due seconde punte e due prime punte. Per il ruolo di spalla sono in tre per due posti: Cerci, Cassano e hanno ancora pochi giorni per convincere Prandelli. <BR><BR>Il torinista, nonostante il rigore sbagliato all'ultimo minuto che ha negato al Toro l'Europa, ha un biglietto da visita di tutto rispetto: goal e assist che hanno fatto sognare il popolo granata. Difficilmente Prandelli si priverà di lui. Grazie allo straordinario campionato con il Parma, Cassano può sognare di giocare a 32 anni il primo Mondiale in carriera: se dal punto di vista tecnico non ci sono dubbi, le perplessità riguardano la tenuta atletica in un clima umido come quello brasiliano. <BR><BR>Insigne,come Verratti, rappresenta di sicuro il futuro azzurro. Nelle ultime settimane ha ritrovato la via del goal e ha giocato con una certa continuità, ma per diversi mesi ha sofferto la forte concorrenza di Mertens in casa Napoli. <BR>Il dilemma più grande è la scelta dei due attaccanti che con Balotelli andranno a completare il reparto delle prime punte. Rossi, Immobile e Destro hanno dimostrato di essere dei bomber implacabili davanti alla porta, realizzando complessivamente 51 goal in campionato.&nbsp; <BR><BR>Se l'attaccante della Fiorentina darà garanzie e dimostrerà che il brutto infortunio al ginocchio non ha lasciato scorie, Prandelli non rinuncerà alla sua classe e imprevidibilità e lo porterà in Brasile. Immobile e Destro hanno entrambi poca esperienza internazionale, ma possono buttarla dentro in ogni momento, anche se schierati a gara in corso. <BR><BR>L'attaccante del Toro è nel suo anno di grazia e i 22 goal senza rigori in campionato ne sono la chiara dimostrazione. Poi con Cerci si trova a occhi chiusi, particolare da non trascurare in una competizione di solo un mese. <BR><BR>CovercianoFL0411FL0411cesare-prandelli.jpgSiNnazionale italiana-1012863.htmSi100427901,02,03,06,07,08030362
731012858NewsCampionatiCalcio e cultura, Vicino/Lontano si conclude con il gioco più bello del mondo (ma a volte il più brutto)20140519130621cultura, udine, vicino/lontano, LeggerMente, ultras, giovani, A Udine si è concluso ieri la decima edizione del festival Vicino/Lontano, dedicato al giornalista Tiziano Terzani. Per l`occasione si è parlato di calcio, con degli ospiti d`eccezione. <B>Calcio</B> e <B>cultura</B>, a sentire questo binomio non pochi <B>intellettuali</B> si metterebbero le mani tra i capelli per la disperazione. Che cosa centra uno <B>sport</B> rozzo, dove ventidue scalmanati si rincorrono per tirare pedate a un pallone, con i grandi pensatori e artisti della storia dell'<B>uomo</B>? Come si può inserire nella stessa frase, addirittura pensare che possano andare d'accordo?&nbsp; <DIV><B><BR></B></DIV> <DIV><B>Paolo</B><B> Patui,</B> ideatore della rassegna letteraria <B>LeggerMente</B> di <B>San</B><B> Daniele</B><B> del</B><B> Friuli</B>, sfida <B>pregiudizi</B> e <B>perplessità</B> dei cosidetti “ben pensanti” e intreccia questi mondi apparentemente lontani anni luce tra loro, ma in realtà uniti da un legame incredibilmente potente. Succede tutto in una <B>ex</B><B> chiesa</B><B> di</B><B> San</B><B> Francesco</B><B> di Udine</B> che saluta tristemente, anche quest'anno, l'ultima serata di <B>Vicino/Lontano</B>, appuntamento ormai decennale attesissimo da tutti. Il tema l'abbiamo già citato, quel calcio che il più grande dei giornalisti sportivi, <B>Gianni</B><B> Brera</B>, definì senza mezzi termini “<B>il</B><B> gioco</B><B> più</B><B> bello</B><B> del</B><B> mondo</B>”. Difficile dargli torto, in un <B>Paese</B> che si paralizza per le partite della <B>Nazionale</B> e che stima più i <B>calciatori</B> che i politici. Ma non lo è sempre, anzi, spesso e volentieri mette un certo senso di <B>nausea</B>. Basti vedere quello che c'è dietro, come i recenti scontri tra <B>ultras</B> durante la <B>finale</B><B> di</B><B> Coppa</B><B> Italia</B><B> Fiorentina-Napoli</B> di qualche settimana fa o gli <B>scandali</B><B> di</B><B> scommesse</B> (più o meno clandestine) che partono da <B>Hong</B><B> Kong</B> e finiscono <B>fino</B><B> a</B><B> Lecce</B>.&nbsp;</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Nasce così l'incontro “<B>Quando</B><B> il</B><B> gioco</B><B> si</B><B> fa</B><B> brutto</B>” di domenica 18, animato dalle note della <B>Pordenone</B><B> Big</B><B> Band</B>. Sul palco, insieme a Patui, si sono susseguiti tre ospiti diversissimi tra loro ma che hanno dato una loro testimonianza di quanto il calcio sia radicato nel profondo della nostra società. Personaggi come <B>Gianpaolo</B><B> Ormezzano</B>, una delle firme storiche del giornalismo sportivo italiano e torinista “di ferro” che, nonostante i suoi 70 anni di età, rivela una mente brillante e incredibilmente dinamica quando parla di questo sport con passione. Uno che ha iniziato a scrivere quando ancora la gente si appassionava di più alle vittorie in bicicletta di <B>Coppi</B> e <B>Bartali</B> piuttosto che allo scudetto del <B>Milan</B>, tempi ormai lontani e &lt;<DIVERSI, migliori non>&gt;. Stupisce tutti quando rivela il numero di morti a causa di scontri tra tifosi dentro gli stadi italiani: &lt;<UNO solo>&gt;. E i suoi racconti di una vita, passata a raccontare quei ventidue scalmanati che rincorrono un pallone, sono vere perle di storia.&nbsp;</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Ma il calcio non è solo quello dei grandi nomi della <B>Serie</B><B> A</B>, lo si gioca anche la domenica mattina nei campi di periferia. Lì i protagonisti sono i <B>bambini</B>, troppo spesso spettatori di avvilenti spettacoli dove genitori-ultras riversano rabbia e frustrazione, gridando insulti a ragazzini che sbagliano un rigore o intimidendo gli avversari. Grande assente della serata è stato<B> Alessandro</B><B> Brindelli,</B><B> ex</B><B> difensore</B><B> della</B><B> Juventus</B><B> e</B><B> della</B><B> Nazionale</B> e oggi <B>direttore</B><B> sportivo</B><B> delle</B><B> giovanili</B><B> del</B><B> Pisa</B>. Allenando gli <B>esordienti</B>, ha ritirato la squadra a causa della lite accesa scoppiata tra i genitori sugli spalti, sfatando il tabù che non si può lasciare il campo altrimenti si perde. Purtroppo, a causa di un problema di salute dell'ultimo minuto, non è potuto essere presente per raccontare quella brutta storia. Ma per parlare sempre di quei contesti c'era <B>Massimo</B><B> Priviero</B>, voce del rock italiano e padre di un giocatore talentuoso che ha rinunciato alla Serie A. A lui ha dedicato il suo libro “<B>Piedi</B><B> dolci</B>”, non ancora edito e di cui ha letto alcuni estratti al pubblico presente. <B>Emozioni</B> incredibili, nate dalla voce di un padre che ama il proprio figlio.&nbsp;</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>L'ultima ospite è stata la <B>campionessa</B><B> di</B><B> salto</B><B> in</B><B> alto</B><B> Sara</B><B> Simeoni</B>, <B>oro</B><B> olimpico</B><B> nel</B><B> 1980 a</B> <B>Mosca</B>, che ha visto il “<I>football</I>” con gli <B>occhi</B><B> della</B><B> spettatrice</B><B> donna</B><B> </B>e notandone subito gli <B>aspetti</B><B> maschilisti</B><B> </B>che lo contraddistinguono.&nbsp;</DIV> <DIV><BR></DIV> <DIV>Alla fine, Patui ci ha insegnato (e con lui i suoi ospiti) che questo tirare calci a un pallone non è poi tanto distante dalla cultura, anzi ne è lui stesso parte integrante e imprescendibile. Soprattutto in <B>Brasile</B>, dove tra circa di un mese inizierà il <B>Mondiale</B> che i tifosi di ogni Paese aspettavano con ansia. La mente, durante il corso della serata, è volata più volte laggiù e lo sarà anche nelle prossime settimane, con il televisore acceso per tifare l'<B>Italia</B>. Se vincerà nessuno lo sa con certezza, ma non cruciamoci. <B>Il</B><B> calcio</B><B> è</B><B> lo</B><B> sport</B><B> più</B><B> bello</B><B> del</B><B> mondo</B>, come le risate di un bambino che si diverte a giocarlo con gli amici. Ma troppo spesso ce ne dimentichiamo.</DIV>Udine Ex Chiesa di San Francescouttd01uttd01ultras_sampdoria_getty_1.jpgSiNcalcio-cultura-udine-vicino-lontano-1012858.htmSi101268101,02,03,06,07,08030571
741012857NewsCampionatiIl Torino a Firenze, tra malignità e retro pensieri di favoritismi20140517165028Gemellaggi o no, il Torino va a Firenze per entrare in Europa.<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Nell’era dei sospetti, delle malignità pallonare e degli antichi “biscotti” accomodanti, anche il Torino dei 56 punti in classifica è messo in guardia da fastidiosi “si dice che…”. La squadra di Ventura dopo aver condotto un campionato di assoluto interesse, si trova a dover decidere delle proprie sorti europee proprio sul campo della Fiorentina, la cui antica amicizia tra i rispettivi tifosi fa sospettare un’agevolazione particolare verso il Torino che ha assoluto bisogno di vincere. Sospetti infondati, senza senso, che non possono essere attendibili semplicemente perché in campo ci vanno le squadre e non i tifosi. E poi, a perdere non ci sta mai nessuno, neanche quando si gioca una partita amichevole per beneficienza. Che interesse avrebbe la Fiorentina a perdere la sua ultima partita di campionato al Franchi davanti al suo pubblico, dopo essere stata sconfitta malamente in casa dal Sassuolo? Nessuno, diciamo noi. Il Torino ha preparato questa partita in settimana con notevole e minuziosa attenzione, perché sa che deve essere attenta e non può sbagliare. Il Presidente Cairo parla dei suoi tre gioielli Cerci, Immobile e Darmian che sono stati convocati in Nazionale e non nasconde le lodi per la sua squadra:<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>“Sono molto contento della stagione del Torino, a prescindere da come andrà a finire a Firenze. Siamo cresciuti strada facendo e possiamo coronare un sogno. Spero che i nostri ragazzi vengano confermati nella lista ufficiale di Prandelli, se lo meritano”. Al riguardo delle voci su un’eventuale dipartita di Cerci e Immobile, il Presidente Cairo sostiene che è nel suo volere trattenere i due calciatori in granata e che farà di tutto affinché si concretizzi questo desiderio suo e del popolo granata. Ma, ritornando alla partita di Firenze, 38esima di campionato, i viola già aritmeticamente certi del 4° posto in classifica, dovrebbero presentarsi in campo con il solito 4-3-3 voluto da Montella; in porta Rosati, poi Roncaglia, Rodriguez, Savic e Pasqual come retroguardia, mentre centrocampo e attacco vedranno Aquilani, Pizarro, B.Valero, Cuadrado, G.Rossi e Ilic con Mario Gomez in panchina, pronto ad entrare in campo all’occorrenza. Il Torino di Ventura, invece, si presenterà con il classico 3-5-2 che tanti frutti ha dato in questo anno pieno di soddisfazioni. In porta ci sarà Padelli, Moretti Glik e Darmian (esterno alto) in difesa, mentre il centrocampo e l’attacco granata potranno contare su Vesovic, Maksimovic, Kurtic, Vives, El Kaddouri, con Cerci e Meggiorini ad offendere. Non ci sarà Immobile, fermato dal Giudice Sportivo per un turno di squalifica, e questo potrebbe pesare nell’intento dei granata di vincere la partita. Tuttavia, il calcio ci ha insegnato che ciò che sulla carta sembra&nbsp;difficile, talora sul campo risulta più facile. E, come dice il Presidente Cairo, comunque andrà a finire, nulla potrà cancellare il bellissimo campionato del Torino. Ma, a questo punto del campionato, sarebbe davvero amaro non poter partecipare all’Europa League 2014-’15.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><br><br>Firenze Stadio Franchifl0711fl0711barreto-6.jpgSiNil-torino-a-firenze-tra-malignita-e-retro-pensieri-di-favoritismi-1012857.htmSi100451001,02,03030358
751012852NewsEditorialeIl pallone italiano ha perso ancora un`occasione20140512171032Riflessioni scaturite dalla brutta partita tra Roma e Juventus<BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">A una giornata dal termine il campionato di calcio italiano vive le ultime emozioni tra polemiche, veleni, paure e imperdonabili cattivi esempi che ci arrivano direttamente dal campo. E così, abbiamo assistito a partite oltre il limite della regolarità negli interventi e scontri tra calciatori che si possono considerare assolutamente negativi nel processo di un miglioramento della cultura sociale riguardante il mondo pallonaro. Nel corso della partita Roma Juventus abbiamo visto l’esaltazione del non calcio, l’enfasi di un odio calcistico che va oltre il gioco stesso. Interventi sull’uomo che sanno di vendetta personale, piuttosto che errori di valutazione sulle entrate scomposte per carpire il pallone all’avversario. Ci si dimentica con troppa facilità quanto l’esempio dato dai contendenti in campo sia emulato da una platea che non aspetta altro che mettere in pratica la cattiveria data da quell’orrendo pensiero che sfocia nella non logica di quel “occhio per occhio e dente per dente”. Esasperare gli animi non è proprio il caso, non era per niente opportuno. Eppure il non calcio che abbiamo visto durante Roma Juventus ci allontana da ciò che più ci piace del gioco del pallone e cioè, l’agonismo sano, le bellissime giocate dei campioni, le tattiche, i dribbling perfetti, le trame di gioco, la fluidità con la quale attraverso il gioco di squadra ti <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN>permette di andare in rete e urlare di gioia per il gol fatto. Emozioni allo stato puro e non cattiverie fatte esclusivamente per colpire e far male. Non c’è, non ci può essere calcio attraverso la cattiveria e il semplice gusto di far male fisicamente all’avversario, lasciando perdere di vista il pallone e preoccuparsi soltanto di colpire le gambe e altro, con la chiara volontà di farlo. E allora, anche i calciatori devono ritenersi responsabili dei fatti incresciosi che avvengono sistematicamente dentro e fuori dagli stadi, dove talora ci scappa pure il morto. A Roma ci illudevamo di vedere una partita di calcio tra le due prime della classe, tra le maggiori contendenti di un calcio fatto di record e vittorie senza fine. E, invece, abbiamo visto l’espressione peggiore di ciò che s’intende per il non calcio. Gli scontri tra Totti, Chiellini, Pianic e altri giocatori, non ci fanno disquisire su chi ha cominciato prima a far male, né su di chi è la maggior colpa. Ci preme semplicemente dire che se andiamo ad analizzare minuto per minuto l’intera partita, non ne verremmo più fuori se cercassimo le colpe di una parte e dell’altra. Ci sembra aberrante il pensiero di una premeditazione a dimostrare all’avversario di essere più forti, non giocando a pallone ma colpendolo con l’intento di farlo senza chiedere neppure scusa.<SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </SPAN>Ciascuno dirà che la colpa è dell’altro, in base all’angolazione dalla quale viene vista e da quale fede sportiva vengono evidenziate le brutture. Ma se ci fermassimo solo un attimo a capire che in una partita del genere nessuno ha vinto, tutti hanno perso, e che soprattutto è proprio il calcio, inteso come arte del pallone ad essere stato sotterrato, calpestato, inibito, ebbene allora ci uniremmo in un unico pensiero solidale che fa capo alla sconfitta del gioco del calcio. Dopo i recenti gravi fatti di ordine pubblico avvenuti proprio a Roma prima della partita di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, c’era bisogno di distrarsi, c’era bisogno di un messaggio certamente diverso da quello che ci hanno dato Roma e Juventus, le due maggiori espressioni del calcio italiano 2013’14. Si è persa un’occasione d’oro, prima ancora di perdere o vincere la partita. Si è perso il senso del gioco, ma, soprattutto, si è persa l’opportunità di dimostrare al mondo quanto noi italiani, così inguaribili e incapaci di fare a meno della magia del pallone, sappiamo ancora essere consapevoli della netta differenza che c’è tra il bene e il male.</SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Salvino Cavallaro <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN></SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><br><br>Il pallone italiano ha perso ancora un'occasioneFL0711FL0711pallone.jpgSiNroma stadio olimpico-1012852.htmSi100451001,02,03,06,08030294
761012851NewsCampionatiToro, cogli l`Europa. Dipende solo da te!20140512151992Dopo il pareggio interno contro il Parma, in casa granata si prepara l`ultima domenica per abbracciare l`Europa. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Prima dell’incontro con il Parma, tra il popolo granata veleggiava lo strano pensiero che il Torino fosse penalizzato in extremis nella corsa all’Europa a beneficio di Inter e Milan. Un chiodo fisso difficile da estirpare, un qualcosa che nasce con la storia granata fatta di tragedie e di sfortune varie che ne hanno amplificato in maniera esagerata ed esasperata, una mentalità spesso disarmante. Un’antica convinzione del <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Ce l’hanno tutti con noi, perché</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">non siamo tutelati da nessuno”.</b> E chissà, forse un fondo di verità c’è pure in tutto questo esagerato dire che storicamente vacilla tra i colori granata, tuttavia, ci sentiamo di dissociarci in modo netto da qualsiasi retro pensiero occulto che faccia capo a un disegno penalizzante come quello di favorire per la corsa all’Europa squadre e società con maggiore fama internazionale. E, infatti, il dopo match tra Torino e Parma ha evidenziato quanto il Torino sia realmente l’unico giudice di se stesso, se solo fosse meno ingenuo e disattento in tante occasioni come ad esempio il pareggio del Parma ad opera di Biabiany, il quale lasciato imperdonabilmente solo in area di rigore, ha segnato tranquillamente dopo essersi trovato tra i piedi un pallone ribattuto da Padelli in occasione del rigore calciato malamente da Cassano. Se il Torino avesse vinto contro il Parma si sarebbe posizionato a quota 58 punti in classifica, lasciando il Parma,<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>il Milan e il Verona a 54 punti. Ma, con il pareggio ottenuto contro il Parma, tutto cambia per i granata di Ventura che, di fatto, adesso si trovano a quota 56 con il Parma a 55 e Milan e Verona a 54 punti. Questo vuol dire che per sapere quale altra squadra accederà all’Europa League oltre l’Inter, bisogna ancora attendere l‘ultima partita di campionato. Un po’ come dire che il Toro ha buttato al vento una possibile vittoria casalinga che le avrebbe dato la certezza matematica di andare in Europa. E dire che i granata di Ventura erano partiti bene, nonostante il Parma di Donadoni fosse ben messo in campo e attento a chiudere ogni varco a Ciro Immobile e Alessio Cerci. Il Torino si presenta con tutti i suoi titolari e il Parma invece attua un 4-3-3 in cui si vede il solo Cassano di punta, supportato da Biabiany e Molinaro come esterno alto. La partita è essenzialmente giocata dal Toro che sospinto da uno Stadio Olimpico tutto esaurito, si carica di adrenalina nella smania di segnare subito un gol che possa rendere più facile la vittoria. Ma non è così semplice, perché la squadra di Donadoni blocca magistralmente le linee esterne, dove normalmente il Toro si esalta soprattutto con Cerci. Nei minuti finali il Torino va in vantaggio grazie a un errore di Paletta che, pressato da tergo da Immobile, passa malamente a Mirante un pallone che viene carpito dallo stesso giocatore granata che segna a porta vuota. Nel secondo tempo il Parma sostituisce Molinaro con Schelotto, il quale non inciderà positivamente nel corso della partita. Ma è l’atteggiamento del Toro che favorisce il gioco del Parma, un arretramento eccessivo che sa di strenua resistenza fino alla fine della partita. Questo, secondo noi, è stato l’errore della squadra di Ventura che, invece di alzare il centrocampo come ha fatto dall’inizio, si è reso arrendevole dando lo spunto di attaccare alla squadra di Donadoni. Così, a poco più di dieci minuti dalla fine, dopo l’espulsione di Lucarelli per fallo da ultimo uomo su Immobile, Acquah parte palla al piede da centrocampo, entra in area e Glik lo stende in maniera rude. L’arbitro fischia il rigore. Batte Cassano, Padelli respinge e Biabiany segna il pareggio per il Parma. Una vera doccia fredda, inaspettata per il Torino che già pregustava la festa dell’entrata certa in Europa. Intanto anche i granata restano in dieci per effetto della doppia ammonizione subita da Immobile per simulazione in area di rigore. Nel finale ci sono state una serie di occasioni per entrambe le squadre che, tuttavia, non hanno portato a nessuna conclusione di rilievo. Adesso si volge già lo sguardo a domenica prossima, ultima di campionato, in cui i granata faranno visita alla Fiorentina con la mancanza del suo giocatore più importante, quel Ciro Immobile capo cannoniere della Serie A e indiscutibile artefice dello straordinario momento di questo Torino. Il Parma sarà impegnato in casa con il già retrocesso Livorno, mentre il Milan affronterà a San Siro un Sassuolo già salvo dalla retrocessione e il Verona farà visita al Napoli. Pensate cosa sarebbe stato oggi per il Torino, se quella disattenzione di lasciare solo Biabiany non ci fosse stata. Altro che dipendere dagli altri! Torino, sei solo tu a decidere di andare o no in Europa…!</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Toro, cogli l'Europa. Dipende solo da te!fl0711fl0711barreto-6.jpgSiNtoro-cogli-l`europa-dipende-solo-da-te-1012851.htmSi100451001,02,03030376
771012843NewsCampionatiIl Catania più bello della stagione abbatte la Roma al Massimino, e la Juve si laurea Campione d`Italia senza giocare20140504210000totti, pellegrino, massiminio, cibali, roma, catania, bergessio, de sanctis, izco, leto, barrientos, frison, de rossi, romagnoli, dodo`, rinaudo, lodi, plasil, monzon, salvezza, bologna, sassuolo, livorno, atalanta, fiorentina, scudetto, juve, pianijcGiallorossi rimaneggiati e sotto tono. Rossazzurri in palla e adesso tornano a sperare nella salvezzaDAL NOSTRO INVIATO<br><br>Vittoria meritata e netta del Catania contro la seconda forza del torneo, arrivata scarica al Cibali e con la testa al big-match della stagione di domenica prossima contro la Juve. Etnei straripanti, che segnano ben 4 reti e ne falliscono almeno altre 2, bravo De Sanctis nel finale a negare altre due segnature al "Toro" Bergessio, con i giallorossi privi di motivazioni, ma non per questo giustificati. Dopo l'uno-due fulminante del capitano rossazzurro Izco, la Roma riapre la gara con Totti, che da pochi passi fa secco Frison. Ma neanche l'ingresso in campo di Gervinho rianima la formazione di Garcia, che sfiora il pari con il brasiliano sul finire di tempo (ottima la respinta con il corpo di Frison). Nella ripresa è solo Catania, con Bergessio che firma il 3 a 1 raccogliendo una respinta di De Sanctis su una bordata di Leto, prima della rete del definitivo 4 a 1 firmata da Barrientos a conclusione di una veloce azione catanesi che ha liberato il mancino del fantasista argentino, bravo a piazzare la sfera alla sinistra dell'incolpevole portiere romano. Poi, archiviata la gara, tutti con la testa sugli altri campi, con le buone notizie per il Catania che giungevano da Verona, dove il Torino ha conquistato la vittoria sul Chievo per 1 a 0, da Udine, con il Livorno che usciva sconfitto per 5 a 3, e da Marassi, dove il Bologna non andava oltre il pari (0-0) contro il Genoa. Così, a due giornate dalla fine, qualche speranza di ottenere la salvezza il Catania ancora ce l'ha, visto che la salvezza oggi è distante 3 punti e si chiama Bologna. E proprio domenica prossima i rossazzurri si recheranno allo stadio Dall'Ara per affrontare i felsinei, dove si giocheranno l'ultimo match-ball per sperare ancora di mantenere una categoria che sino a poche ore fa sembrava già persa. Ma quanti rimpianti dopo la gara vista oggi al Massimino. In un campionato così scadente, dove la quota salvezza sarà bassissima (probabilmente 32 punti), viene da mordersi le mani per le tante occasioni sprecate dal Catania, sia nel girone d'andata, ma soprattutto al ritorno. Alla squadra etnea sarebbero bastati solamente 4-5 punti in più per poter oggi dormire sonni tranquilli. Ma adesso bisogna solamente pensare a giocarsi il tutto per tutto a Bologna, dove sarà difficilissimo fare bottino pieno, ma a questo punto gli etnei devono provarci a tutti i costi. E servirà anche l'apporto del pubblico rossazzurro, che sino a oggi ha criticato le scelte societarie e ha contestato prima della gara poi vinta con la Roma, ma al Catania domenica prossima servirà il sostegno dei propri tifosi,&nbsp; che siamo certi staranno vicini alla squadra nella gara più importante della stagione.<br>Catania, Stadio A. Massiminoivomesivomesizco.jpgSiNcatania-batte-roma4-1-scudettojuventus-etneisperano-1012843.htmSi100075401,02,03,06,09,40010867
781012842NewsEditorialeChe senso ha! 20140504203250Il ritorno della violenza nel calcio, ci fa riflettere sul senso di parlare e scrivere ancora di questo sport. <br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Che senso ha scrivere ancora di calcio quando non si ha rispetto per la vita. Ma che senso ha? Mi verrebbe voglia di buttare tutto all’aria, mi verrebbe voglia di cancellare in un attimo i miei lunghi anni di cronista sportivo trascorsi a scrivere di calcio, a recensire partite su partite, a parlare di tattiche, di tecnica, trofei vinti e persi, di emozioni che scaturiscono da un abbraccio che scalda il cuore per un gol fatto o di una lacrima versata per una cocente delusione. Mi verrebbe voglia di dire basta di scrivere e sensibilizzare il mondo del pallone e di tutto ciò che ci sta intorno. Pensieri che partono da lontano, che toccano il cuore e che mi ricordano la gioia di quel giorno in cui sono entrato a far parte dell’Ordine dei Giornalisti, con l’ausilio di quel “sacro fuoco” di scrivere che ancora oggi arde in me in maniera copiosa. Sempre dietro al pallone, sempre a raccontare le vicissitudini legate a questo mondo, ai personaggi che ruotano intorno, alle cose belle e a quelle brutte, alle cose che mi hanno emozionato e quelle che mi hanno addolorato. Già, quelle che mi hanno addolorato e più d’una volta mi hanno fatto sentire sconfitto a causa di un mondo in cui il giornalismo talora non riesce a incidere positivamente nel processo di crescita culturale, sociale e civile. Lo stadio di calcio, teatro da sempre di incontro di popoli e di aggregazione sociale, è spesso considerato (anche nelle sue immediate vicinanze) luogo di scontri feroci che toccano l’anima che abbruttiscono in maniera aberrante l’uomo che diventa animale e peggio ancora. I fatti successi a Roma nei pressi dello stadio Olimpico prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, mi hanno colpito in maniera particolare e mi hanno fatto pensare a una sorta di responsabilità del mondo mediatico e dell’informazione sportiva, (quale io faccio parte), nel non essere riusciti negli anni a buttare acqua sul fuoco delle critiche, delle polemiche, dei battibecchi e delle situazioni di accesa passione calcistica che spesso si tramutano in odio e guerriglia, in cui l’uomo è contro se stesso e non lo sa, in cui l’essere umano fa emergere l’animale che c’è in lui. E così, dopo il poliziotto Raciti ucciso durante i disordini di un derby di Sicilia tra Catania e Palermo e tanti altri che hanno perso la vita precedentemente per il pallone, torniamo ciclicamente a parlare di altri fatti di delinquenza e di inorridita ferocia. Stessa la radice, stessa la meccanica della violenza, stessa la provocazione, stesso l’odio, stessa la VERGOGNA! Ciro Esposito il tifoso napoletano ferito nella sparatoria proprio accanto allo stadio Olimpico di Roma, ora versa in coma farmacologico. In base a quanto riferito dal bollettino medico dell’ospedale di Roma, Esposito è arrivato con il polmone e l’addome invasi di sangue e adesso c’è il pericolo (se si salverà) che resti paralizzato per effetto di un proiettile che l’ha colpito e si è conficcato nella zona della spina dorsale. E intanto, all’interno dello stadio Olimpico lo Stato Italiano assisteva disarmato. C’era il Presidente del Consiglio, il Presidente del Coni, il Presidente della Lega Gioco Calcio, i Presidenti di Napoli e Fiorentina e tutti gli alti funzionari del Potere Italiano, tutti lì ad assistere inermi ad una vergogna senza fine, a guardare dalla tribuna l’orrendo spettacolo del capitano del Napoli Hamsik e dei dirigenti della società Partenopea che vanno sotto la curva dei tifosi napoletani per andare a concordare l’inizio o no della partita, come se loro fossero l’ago della bilancia del sì oppure del no decisivo. Che vergogna, che sconfitta di fronte al mondo che ci guarda e a noi stessi che ci guardiamo allo specchio. Ciascuno con la propria responsabilità, ciascuno con il fardello carico di pensieri rivolti a quel ragazzo che versa in fin di vita in un letto di ospedale di Roma. Ma che male ha fatto, quale torto ha un ragazzo napoletano di 30 anni per essere stato coinvolto in un agguato di balordi ed essere ridotto in quello stato? Eppure il pallone, quella sfera sulla quale versiamo tante ansie, aspettative e delusioni del nostro vivere quotidiano, rappresenta l’effimera vittoria a tutto ciò che ci dà delusione. Ma il calcio è una passione, deve essere un diversivo, uno svago, un qualcosa che ti prende dentro ma che deve essere circoscritto,<span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp; </span>non può essere una rivincita alle disgrazie quotidiane e neanche alla delusione di tutto ciò che avremmo voluto essere e non siamo stati. Discorsi scritti e riscritti mille volte, che non hanno seguito nell’ambito di un miglioramento sociale, umano e civile. Non ricordo più quante volte ho scritto la parola “SPERIAMO CHE NON ACCADA PIU’”. Poi, immancabilmente, tutto ritorna con ciclica periodicità, con assurda e aberrante violenza inaudita. E allora mi chiedo, a cosa servono tante parole, tanti pensieri, tante riflessioni, tanti proponimenti nel tentativo di migliorarci e di migliorare le generazioni che verranno? Servirò ancora alla causa se continuerò a scrivere di Juventus, Torino, Milan, Inter, Napoli, Roma, Lazio, Fiorentina, del calcio e delle partite della nostra Nazionale? Ma il mondo del pallone, con i suoi schemi, le tattiche, il credo calcistico dei suoi ben remunerati allenatori e le Coppe alzate al cielo, resta pur sempre legato alla storia dell’uomo e alle sue imperdonabili vergogne.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro <span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp;</span></span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Roma Stadio Olimpicofl0711fl0711Roma-stadio-Olimpico-bis.jpgSiNche-senso-ha-1012842.htmSi100451001,02,03030327
791012837NewsCampionatiLega, hai perso un`occasione importante per.......!20140430104349L`irrevocabile decisione della Lega di non anticipare o posticipare la partita tra Chievo e Torino<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>“Questioni di regolarità di campionato……”.</span></b><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'> Questa la motivazione in base alla quale la Lega non ha acconsentito di anticipare, né di posticipare, l’incontro di campionato Chievo Torino in programma domenica 4 maggio 2014, giorno in cui si commemora tutti gli anni la tragedia di Superga e la morte del Grande Torino. Certo, non siamo così romanticamente ingenui da non pensare che il calcio di oggi possa anteporre qualsiasi cosa davanti agli altissimi interessi economici. Ma la commemorazione della Tragedia di Superga che 65 anni fa alle ore 17,05 di quel fatidico 4 maggio ’49 mandò in fumo le certezze di un pallone italiano che dava la speranza di resurrezione post bellica a un’Italia che si stava sollevando lentamente dalle macerie, ebbene, non può essere considerata una <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“qualsiasi cosa”. </b>E poi c’è il rispetto mancato verso la città di Torino, verso i sentimenti profondi del popolo granata che ha da sempre impresso il ricordo di una giornata che conserva gelosamente nello scrigno degli affetti più personali. Un rito annuale che rasenta la sacralità, ammantato com’è in una sorta del ripetersi che sa di religiosità, di affetto, di cuore, di smisurata passione verso quegli invincibili giocatori del Grande Torino che ha fatto la storia del calcio italiano riconosciuta in tutto il mondo. Un orgoglio indescrivibile, legittimo, da rispettare anche se non sei del Toro, se non ne condividi la passione, se non riesci a capirne il significato della sofferenza che nasce proprio da quel giorno, da quella tragedia che si dirama come radici profonde che sono sempre vitali e prolifiche di significati che vanno ben oltre la semplice passione per il gioco del calcio. Ma, a quanto pare, alla Lega Italiana tutto ciò non interessa o, per meglio dire, non è così importante da posticipare o anticipare l’incontro di calcio che possa permettere alla squadra del Torino di stringersi alla propria gente, alla propria storia, ai propri ricordi, ai propri tifosi, dentro quella Basilica di Superga dalle cui mura trasuda ancora la tragedia del Grande Torino. Di fronte a tanta sacralità, riteniamo banali e anche superficiali le motivazioni della più alta Istituzione Italiana del calcio, la quale si rifugia dicendo: <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">“Se avessimo spostato la partita Chievo Torino, avremmo creato un precedente. E poi, dove la mettiamo la regolarità nel rispetto della contemporaneità dello svolgimento di partite che sono legate alla salvezza e</b> <b style="mso-bidi-font-weight: normal;">alla conquista di una partecipazione ai campionati UEFA?”.</b> Frasi di circostanza che non convincono, soprattutto in considerazione della decisione di posticipare la partita Fiorentina Sassuolo, spostata il martedì 6 maggio perché i viola saranno impegnati sabato prossimo nella finale di Coppa Italia contro il Napoli. Forse il Sassuolo non è impegnato per la salvezza come il Chievo? Non c’è che dire, anzi sì, diciamo pure che la legge non è uguale per tutti. Tuttavia, il Torino e i suoi tifosi, non solo rispetteranno la commemorazione e il ricordo indelebile del 4 maggio 1949 (ci mancherebbe non fosse così), ma avranno anche la presenza della squadra granata al completo. Tutto ciò grazie anche all’interessamento del presidente Cairo che dopo la partita di Verona contro il Chievo, metterà a disposizione della squadra un volo charter che li porterà intorno alle 20,30 a Superga per l’inizio della Messa di suffragio. La città di Torino, il Torino F.C. e tutti i tifosi del Toro, rispondono così ad una presa di posizione della Lega che sa tanto di mancanza di rispetto.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Torinofl0711fl0711barreto-6.jpgSiNlega-hai-perso-un`occasione-importante-per--1012837.htmSi100451001,02,03030351
801012818NewsCampionatiTorino, riecco quel profumo d`Europa che sembrava svanito20140416145110A cinque partite dalla fine del campionato,i granata sperano nell`Europa League<BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Com’è strano il calcio e com’è unico nel suo impossessarsi delle nostre emozioni, dei nostri sogni, dei nostri sentimenti che spesso passano da un estremo all’altro. Sembrava che per il Toro di Ventura fosse svanito il sogno europeo. E invece eccoci qua dopo due partite vinte di seguito, a conclamare una crescita esponenziale che si evidenzia più nel carattere della squadra che nel suo gioco effettivo. Questo Toro ha imparato a essere pragmatico. Non è tanto bello da vedersi, ma è sicuramente efficiente nell’intendere l’importanza del risultato. D’altra parte, nulla avviene all’improvviso e tutto è frutto di grande lavoro, dedizione e pazienza che, prima o poi, danno i giusti risultati. Il gioco verrà di conseguenza ma, adesso, apprezziamo la grande capacità del Toro di reagire, di essere coriaceo e mai domo. Il Torino visto in campo contro il Genoa ha sonnecchiato per 85 minuti, poi, dopo il gol di Gilardino che ha portato in vantaggio momentaneamente il Genoa di Gasperini, ecco la vera forza del Toro che riemerge preponderante come fosse qualcosa che incarna la sua storia di squadra sanguigna e arrembante. Prima con Immobile e poi con Cerci, i granata vincono la partita mettendo a segno due gol a ripetizione in un solo minuto. Al 47° infatti, Immobile da fuori area sulla sinistra fa partire un destro improvviso che s’insacca a fil di traversa, rendendo inutile l’intervento di Perin. Neanche un minuto dopo sembra un replay: Cerci porta palla, incrocia e, quasi dalla stessa posizione di Immobile, batte di sinistro un tiro che s’infila nel sette alle spalle dell’incolpevole portiere genoano. Incredibile ma vero, un gol fatto quasi con lo stampo e in fotocopia dai nuovi gemelli, anzi gioielli, del gol granata. I deboli di cuore sicuramente hanno rischiato grosso, perché simili emozioni non sono davvero consigliate a loro. Ha ragione Gasperini quando afferma: <B style="mso-bidi-font-weight: normal">“Avevamo già vinto e invece abbiamo perso!”,</B> un’amara e legittima recriminazione, la sua. Ma il Toro di questi tempi sembra spietato contro chi lo pungola, chi lo desta, chi cerca di superarlo. La squadra tutta, con a capo quei due lì davanti a offendere l’avversario, sembra non temere nessuno. E’ un momento positivo per il Toro che, trovandosi con 48 punti in classifica assieme a Lazio e Milan, aspira giustamente a un posto per l’Europa League. Questa è davvero musica per le orecchie dei tifosi granata. Una sinfonia armoniosa della quale non sono più abituati ad ascoltare da tempo immemorabile. Ora, a cinque partite dalla fine del campionato, i granata di Ventura devono affrontare la Lazio, il Chievo e la Fiorentina fuori casa, mentre tra le proprie mura amiche riceverà l’Udinese e il Parma. Certo, non sarà facile. Ma non c’è nulla di semplice in questo mondo del pallone così imprevedibile, capace di esaltarti e poi deluderti da un momento all’altro. Tuttavia, a questo punto del campionato c’è un dato di fatto inconfutabile per il Torino targato 2013’14, ed è la sua ritrovata autostima da troppo tempo smarrita. Cerci e Immobile sono l’emblema più eclatante di questa rinascita e, mentre Prandelli ne prende atto in vista dei prossimi mondiali in Brasile, desideriamo mettere in risalto quell’insieme che questo Toro dall’antica vocazione operaia è stato amalgamato dall’impareggiabile esperienza di mister Giampiero Ventura. </SPAN><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT> <P style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt"><B style="mso-bidi-font-weight: normal"><SPAN style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Cambria','serif'; FONT-SIZE: 12pt">Salvino Cavallaro <SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;</SPAN><SPAN style="mso-spacerun: yes">&nbsp;&nbsp;&nbsp;</SPAN></SPAN></B><BR><BR><FONT size=3 face="Times New Roman"></FONT><br><br>Torino Stadio OlimpicoFL0711FL0711Giampiero-Ventura-tecnico-del-Bari.jpgSiNtorino-riecco-quel-profumo-d`europa-che-sembrava-svanito-1012818.htmSi100451001,02,03,07030498
811012794NewsEditorialeTracce di bellezza calcistica italiana che non c`è più20140324185422Il calcio italiano perde la bellezza e l`armonia del gioco<br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Era il campionato più bello del mondo, quello italiano. Tutti ce lo invidiavano e persino i calciatori più importanti al mondo facevano a gara per poter giocare in Italia. E, anche se questo mondo pallonaro ci ha abituato a pensare che i calciatori vanno là, dove la moneta brilla di ricchezza e benessere, c’è stato un periodo in cui dal punto di vista professionale e qualitativo il calcio italiano dava garanzia di grande immagine e crescita di prestigio. Oggi non è più così. Il pallone italiano, infatti, non dà più garanzie di bel gioco. E, se pensiamo che solo la Juventus, la Roma e a tratti anche il Napoli, sono in grado di offrire il calcio spettacolo adatto ai palati fini, il resto è carente di bellezza pura. La 29ma giornata di calcio di Serie A, ha offerto un piatto povero di emozioni calcistiche ed è stato davvero carente di quello che è il vero significato del calcio: il gioco. Napoli – Fiorentina finita con la vittoria dei viola per 1 a 0 non ha entusiasmato particolarmente, come neppure ha sollecitato interesse la partita dell’Olimpico Lazio – Milan finita 1 a 1. Vince la Sampdoria contro il Verona per 5 a 0 e pure il Torino segna un rotondo 3 a 1 contro uno spento Livorno. Perde in casa l’Inter di Mazzarri per 1 a 2 contro l’Atalanta, pareggia il Parma 1 a 1 contro il Genoa e vincono Udinese, Bologna e Roma, rispettivamente contro Sassuolo, Cagliari e Chievo, in incontri in cui il calcio noioso e farraginoso non stuzzica interesse alcuno. Poi, al Massimino di Catania i rosso celesti affrontano la partita della vita contro la prima della classe, Juventus. Abbiamo visto tutti la qualità scadente dell’incontro fatto di ripetuti falli, cattiverie senza fine, scontri che sanno più di rugby che di calcio. Una partita noiosa, dove il gioco del pallone, quello vero, è stato offeso in maniera vergognosa. Non una trama di gioco degna di nota, mai la sensazione di volere giocare una partita di calcio a viso aperto e con logiche tattiche consone al credo calcistico dei rispettivi allenatori. Eppure in campo c’era la prima della classe contro l’ultima. Non vogliamo dire che questa mancanza di calcio e della sua bellezza sia stata imposta solo dal Catania che aveva bisogno di punti, tuttavia, possiamo affermare con tutta franchezza che ai siciliani è imputabile molta responsabilità. Più che un campo di calcio con due squadre contendenti, sembrava un ring in cui i giocatori si preparavano a mettere i guantoni. No, quello visto a Catania non è calcio, non può esserlo, anche se la Juventus certamente superiore dal punto di vista tecnico, in maniera sorniona si è cucita il terzo scudetto consecutivo dell’era Conte. Magra consolazione, diciamo noi, anche perché la Vecchia Signora d’Italia ci ha abituato davvero a ben altro. E’ vero, per giocare a calcio, quello con la C maiuscola, bisogna essere in due a farlo, tuttavia, ci corre l’obbligo di affermare che i bianconeri di Conte, dall’alto della loro superiorità tecnica e tattica, avrebbero potuto e dovuto non cadere nel tranello della provocazione del non gioco, senza rispondere fallo su fallo in maniera del tutto sbagliata. Insomma uno spettacolo calcistico davvero deprimente, che ha evidenziato in contemporanea l’espulsione dei due allenatori, Maran e Conte e, a seguire, anche quella di Berghessio per somma di ammonizioni. E così, annoiati com’eravamo di vedere tale scempio pallonaro, abbiamo pensato di ossigenarci assistendo a spizzichi e a bocconi al “derby” spagnolo tra Real Madrid e Barcellona. Tutto un altro calcio, anzi, questo è il vero calcio che non è dato dal solo risultato di 3 a 4 in favore del Barcellona, ma da tutta una serie di azioni di gioco che fanno del calcio lo spettacolo vero. Al Bernabeu è stato tutto un godere per gli amanti di calcio puro. Sblocca Iniesta, segue la doppietta di Benzema e poi la tripletta di Messi che rende vano anche il gol di Ronaldo. Certo, qui in questa terra spagnola il calcio è arte anche grazie alla presenza di due tra i più forti giocatori al mondo che tutti gli anni si contendono il pallone d’oro: Cristiano Ronaldo e Leo Messi. Tuttavia, pur non volendo paragonare l’incontro tra Catania – Juventus a Real Madrid – Barcellona, è giusto segnalare che al di là dell’evidente divario tecnico, la differenza sta proprio nel concetto di base che sta nell’intendimento di un calcio essenzialmente concepito come spettacolo e divertimento. Certo, ci stanno i falli, gli scontri, la grinta, la determinazione, la cattiveria agonistica, tutte fasi importanti che fanno parte del gioco del calcio. Ma il non calcio fatto di continue ripicche, di gomitate reciproche e continui falli oltre ogni limite, quello no! Non è davvero accettabile! E allora, noi che siamo eterni amanti e&nbsp;gelosi del nostro calcio, non meravigliamoci quando nelle Coppe Europee non vediamo più nostre squadre se non all’inizio delle varie competizioni. Nulla nasce dal nulla, questa è l’espressione del nostro calcio. La Juventus, ci ha abituato a vedere un buon calcio e, a onor del vero, le diamo atto di essere una delle pochissime superstiti del bel gioco, tranne alcune partite come quella disputata appunto a Catania. In fondo, la Vecchia Signora è l’unica squadra italiana rimasta in Europa in questo 2014. Non sarà mica un caso, no? Riprendiamoci dunque la bellezza del gioco più bello del mondo, magari migliorando la cultura della sconfitta. Forse così si potrà superare l’ansia e l’angoscia del perdere, a beneficio dello spettacolo e del senso propositivo del gioco stesso.</span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'>Salvino Cavallaro</span></b><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font><p style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style='line-height: 115%; font-family: "Cambria","serif"; font-size: 12pt;'><span style="mso-spacerun: yes;">&nbsp;&nbsp; </span></span><br><br><font face="Times New Roman" size="3"> </font>Cataniafl0711fl0711pallone8.jpgSiNtracce-di-bellezza-calcistica-italiana-che-non-c`e-pio-1012794.htmSi100451001,02,03030342
821012764NewsCampionatiLa ventisettesima giornata consacra la Juventus. Il Napoli si avvicina alla Roma, battuta al San Paolo 20140309235625europa, scudetto, juve, roma. napoli, bologna, catania, sassuolo, cagliari. udinese, sampdoria, salvezza, scudetto<div align="justify">IL PUNTO SULLA 27' GIORNATA - La Juventus, che nel lunch-match supera la Fiorentina con una prodezza di Asamoah, mette in cassaforte il terzo scudetto consecutivo. Bianconeri a + 14 dai giallorossi, che devono recuperare la gara contro il Parma, ma che devono stare attenti al Napoli, distante adesso solo 3 punti. La rete decisiva arriva a 10' dalla fine grazie ad un perfetto stacco aereo di Callejon, anche se la Roma non meritava la sconfitta per quanto dimostrato nell'arco dei novanta minuti. Si rifà sotto l'Inter, che supera di misura il Torino e si porta al 5' posto ad un solo punto dai viola, sempre quarti. Sale anche il sorprendente Parma, che batte il Verona e si porta al 6' posto a soli 2 punti dal 4' posto. Rallentano in chiave Europa-League il Verona, che cade a Parma, la Lazio, sconfitta all'Olimpico ad opera dell'Atalanta e il Torino. Non fanno certamente meglio Milan e Genoa, che perdono rispettivamente a Udine e al Bentegodi contro il Chievo. Salgono verso zone tranquille raggiungendo praticamente la salvezza, la Sampdoria (4 a 2 al Livorno), l'Atalanta (che sbanca Roma e batte per 1 a 0 la Lazio), e l'Udinese (che passa al Friuli contro i rossoneri grazie alla rete del solito Di Natale). In zona calda il Cagliari porta a casa un punto dal Massimino, il Chievo grazie a due tiri dagli undici metri supera il Genoa, il Bologna impatta contro il Sassuolo, che torna a far punti con Di Francesco (nuovamente in&nbsp; panca dopo 6 turni in cui il suo sostituto, Malesani, non aveva raccolto punti per i neroverdi). Pesante la sconfitta del Livorno, avanti al riposo 2 a 0, ma che poi perde clamorosamente 4 a 2 contro la Sampdoria. Inutile anche il pareggio interno del Catania contro il Cagliari, mentre positivo il pari esterno del Sassuolo al Dall'Ara. Saranno quasi certamente Sassuolo, Catania, Livorno, Bologna e Chievo a lottare per mantenere la Serie A. Archiviato il discorso scudetto, sarà lotta sino alla fine tra Roma e Napoli per il secondo posto, mentre per l'Europa lotterano ben 8 squadre, dal Genoa (undicesimo con 35 punti) alla Fiorentina (che è quarta e di punti ne ha 45).<br></div>ivomesivomesc-33509839.jpgSiNasamoah-1012764.htmSi100075401,02,03010571
831012741NewsCampionatiClamoroso Serie A, la classifica senza errori arbitrali: Roma prima indiscussa. Rimonterebbero Fiorentina e Milan20140226150556calcio,arbitri,classificheCome cambierebbe la classifica di serie A senza i presunti errori arbitrali reclamati dalle squadre La ventiseiesima giornata di Serie A ha forse raggiunto l'apice delle polemiche arbitrali. Il rigore non dato al Torino, la mancata espulsione di Vidal o il gol assegnato al Milan sono solo alcuni esempi, senza citare le proteste di Mazzarri e dell'Inter. Ma come sarebbe la classifica al netto degli errori di giudizio arbitrali? E' quello che si è chiesto Panorama.it che, analizzando giornata dopo giornata i diversi episodi, ha stilato la nuova classifica: Roma davanti a tutti.<br><br>Proprio così: i giallorossi di Garcia senza gli interventi arbitrali sarebbe prima con una partita ancora da recuperare, quella col Parma, a quota 63 punti, sei in più dei cinquantasette attuali. Secondo posto per la Juventus che, al contrario, avrebbe un credito proprio di sei punti che la farebbe scendere fino a quota 60. La squadra più penalizzata però è la Fiorentina di Montella, meritevole di un terzo posto sul campo con 52 punti, ben sette in più di quelli realmente conquistati. I viola sarebbero davanti al Napoli e all'Inter (tre punti in meno), mentre il Milan sarebbe sesto in piena zona Europa League con cinque punti in più rispetto a quelli dell'attuale classifica, quaranta contro trentacinque.<br><br>Il mucchio centrale sarebbe praticamente identico dal Torino, settimo con un punto in meno del merito, al Genoa, addirittura avvantaggiato per sei lunghezze. In coda invece il Cagliari sarebbe risucchiato nella lotta bollente per la salvezza (+4) con le altre a giocarsi più o meno con le stesse armi la permanenza in Serie A. Ultimo sarebbe il Catania a quota 17 punti. Indicativi i dati di Parma e Chievo: il loro campionato rispecchia fedelmente i meriti. Per loro sì che i favori e i torti alla fine si stanno compensando.<br><br>C1012317adm001adm001calcio-6.jpgSiNclamoroso-serie-a-la-classifica-senza-gli-errori-arbitrali-roma-prima-indiscussa-rimonterebbero-fiorentina-e-milan-1012741.htmSi100075701,02,03,06,07,08,09030805
841012737NewsCampionatiLa Fiorentina si salva in extremis, al Tardini finisce 2-220140224223728montella, fiorentina, cuadrado, mati, amauri, cassano, donadoni, parma, gervasoni, matri, ilicic, ambrosini, neto, aquilani, parolo, miranteDue volte avanti con Fantantonio e Amauri, gli emiliani si fanno rimontare da Cuadrado e Mati, autore di un eurogol nel finaleLa Fiorentina acciuffa nel finale grazie ad una perla di Mati Fernandez il Parma nel primo dei due posticipi del lunedì della 25/a giornata di Serie A. Finisce in parità al Tardini con il Parma che scappa in avanti due volte con Cassano ed Amauri, ma viene ripresa dai viola prima con Cuadrado poi da Mati.&nbsp;La Fiorentina, sempre quarta, sale a 45 punti, il&nbsp;Parma raggiunge quota 37.<br><br><strong>PARMA-FIORENTINA 2-2</strong><br> <strong>Parma (3-5-2):&nbsp;</strong>Mirante; Cassani, Paletta, Lucarelli; Biabiany (42' st Palladino), Gargano, Marchionni (35' st Munari), Parolo, Molinaro; Amauri, Cassano (37' st Schelotto).&nbsp;<br> A disp.: Pavarini, Coric, Gobbi, Felipe, Obi, Mauri, Rossini, Nyantakyi.&nbsp;All.:&nbsp;Donadoni&nbsp;<br> <strong>Fiorentina (4-3-3):&nbsp;</strong>Neto; Diakité, Savic, Rodriguez, Tomovic; Aquilani (32' st Mati Fernandez), Pizarro, Borja Valero; Cuadrado, Matri (20' st Ilicic), Joaquin (14' st Gomez).&nbsp;<br> A disp.: Rosati, Roncaglia, Compper, Ambrosini, Pasqual, Wolski, Matos, Vargas, Anderson.All.:&nbsp;Montella&nbsp;<br> <strong>Arbitro:</strong>&nbsp;Gervasoni<br> <strong>Marcatori:</strong>&nbsp;39' Cassano, 5' st rig Amauri (P), 41' Cuadrado, 40' st Mati Fernandez(F)<br> <strong>Ammoniti:</strong>&nbsp;Diakité, Tomovic, Pizarro, Savic(F), Molinaro, Garganom, Paletta (P)<br> <strong>Espulsi:</strong>&nbsp;8' st Diakité per doppia ammonizione, 49' st Borja Valero e Munari per reciproche scorrettezze<br><br>C1012317Parma, Stadio Tardiniivomesivomescuadrado-4.jpgSiNparma-fiorentina-pareggio-matifeurogol22-1012737.htmSi100075401,02,03010422
851012708NewsCampionatiGiovani talenti si nasce: Luca Lezzerini, il gigante «buono»20140220111856Luca Lezzerini, Italia, Fiorentina, Mtv, giovani, NazionaleInizia il viaggio alla scoperta dei più promettenti talenti italiani del futuro. Si incomincia con un volto già noto e con i guantoni ben saldi: Luca Lezzerini (Fiorentina)<span class="Apple-style-span" style="color: #444444; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; line-height: 21px; ">Al pubblico di&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><a class="zem_slink" title="MTV" href="http://en.wikipedia.org/wiki/MTV" target="_blank" rel="wikipedia" sl-processed="1" style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #0DA4D3; text-decoration: none; -webkit-transition-property: all; -webkit-transition-duration: 0.18s; -webkit-transition-timing-function: ease-out; -webkit-transition-delay: initial; ">MTV</a></strong>&nbsp;il suo nome non è nuovo.&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Luca Lezzerini</strong>, classe ’95, è infatti uno dei protagonisti della fortunata serie tv “Calciatori, Giovani Speranze”, ossia la versione “maschile” di “Ginnaste, Vite Parallele”. Ma è anche uno dei più apprezzati calciatori&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Under 19</strong>&nbsp;</span><span class="Apple-style-span" style="color: #444444; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; line-height: 21px; ">italiani e uno dei portieri più promettenti che siano usciti dai vivai nostrani.</span><div><font class="Apple-style-span" color="#444444" face="'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif"><span class="Apple-style-span" style="line-height: 21px;"><br></span></font><div><span class="Apple-style-span" style="color: #444444; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; line-height: 21px; "><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">LA SCHEDA&nbsp;</strong>Fisico possente e altezza da cestista, con la bellezza di 1.93 m, Lezzerini è un giocatore molto stimato a livello giovanile per le sue qualità tecniche.<br><br><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Nato a&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><a class="zem_slink" title="Rome" href="http://maps.google.com/maps?ll=41.9,12.5&amp;spn=0.1,0.1&amp;q=41.9,12.5%20(Rome)&amp;t=h" target="_blank" rel="geolocation" sl-processed="1" style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #0DA4D3; text-decoration: none; -webkit-transition-property: all; -webkit-transition-duration: 0.18s; -webkit-transition-timing-function: ease-out; -webkit-transition-delay: initial; ">Roma</a></strong>&nbsp;nel 1995, è destrorso di piede, con il quale riesce anche ad effettuare rinvii decisi e lunghi, e riesce a trasmettere sicurezza all’intera difesa grazie alla sua determinazione. Spesso non è bello da vedere stilisticamente, ma sa essere decisivo fra i pali e possiede una certa agilità nonostante il suo fisico da “armadio”.<br><br><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Sulle uscite può migliorare, sia su tiri bassi che alti, dal momento che possiede le qualità ideali per controllare appieno la sua area. Da segnalare, inoltre, il senso della posizione che qualche volta non gli ha permesso di difendere bene la sua porta.<br><br><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">CARRIERA</strong>&nbsp;Nasce come &nbsp;centrocampista centrale nella&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Roma Team</strong>&nbsp;(2005), ma l’anno dopo approda alla&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Lazio</strong>&nbsp;e il suo allenatore gli fa provare i guantoni da portiere. Sarà amore a prima vista e per tre anni difenderà la porta dei biancocelesti&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Giovanissimi regionali</strong>. Qui ottiene diversi premi, come quello per miglior portiere al torneo internazionale “Città di&nbsp;<a class="zem_slink" title="Cairo Montenotte" href="http://maps.google.com/maps?ll=44.4,8.26666666667&amp;spn=0.1,0.1&amp;q=44.4,8.26666666667%20(Cairo%20Montenotte)&amp;t=h" target="_blank" rel="geolocation" sl-processed="1" style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #0DA4D3; text-decoration: none; -webkit-transition-property: all; -webkit-transition-duration: 0.18s; -webkit-transition-timing-function: ease-out; -webkit-transition-delay: initial; ">Cairo Montenotte</a>“.<br><br><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Cambia città nel 2009, acquistato dalla&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><a class="zem_slink" title="ACF Fiorentina" href="http://en.wikipedia.org/wiki/ACF_Fiorentina" target="_blank" rel="wikipedia" sl-processed="1" style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #0DA4D3; text-decoration: none; -webkit-transition-property: all; -webkit-transition-duration: 0.18s; -webkit-transition-timing-function: ease-out; -webkit-transition-delay: initial; ">Fiorentina</a></strong>&nbsp;che punterà molto su di lui. La stagione 2010/11 la gioca negli&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Allievi</strong>&nbsp;viola, alternandosi con la seconda squadra in qualche partita. Viene eletto miglior portiere al trofeo “<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><a class="zem_slink" title="Nereo Rocco" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nereo_Rocco" target="_blank" rel="wikipedia" sl-processed="1" style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #0DA4D3; text-decoration: none; -webkit-transition-property: all; -webkit-transition-duration: 0.18s; -webkit-transition-timing-function: ease-out; -webkit-transition-delay: initial; ">Nereo Rocco</a></strong>” di Firenze e raggiunge addirittura la convocazione di&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Montella</strong>&nbsp;in prima squadra per la partita contro il&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Napoli</strong>. Andrà in tribuna, ma comunque è un’ottimo inizio.<br><br><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">La stagione dopo gioca sempre con più continuità tra Allievi e&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Primavera</strong>, vincendo con questa la Supercoppa italiana all’<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Olimpico</strong>&nbsp;di Roma e viene perfino convocato dal c.t. azzurro&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Prandelli</strong>&nbsp;per uno stage a<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">&nbsp;<a class="zem_slink" title="Coverciano" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Coverciano" target="_blank" rel="wikipedia" sl-processed="1" style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #0DA4D3; text-decoration: none; -webkit-transition-property: all; -webkit-transition-duration: 0.18s; -webkit-transition-timing-function: ease-out; -webkit-transition-delay: initial; ">Coverciano</a></strong>&nbsp;a fine maggio. Nel 2012/13 è uno dei protagonisti del cammino viola a&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><a class="zem_slink" title="Viareggio" href="http://maps.google.com/maps?ll=43.8666666667,10.2333333333&amp;spn=0.1,0.1&amp;q=43.8666666667,10.2333333333%20(Viareggio)&amp;t=h" target="_blank" rel="geolocation" sl-processed="1" style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; color: #0DA4D3; text-decoration: none; -webkit-transition-property: all; -webkit-transition-duration: 0.18s; -webkit-transition-timing-function: ease-out; -webkit-transition-delay: initial; ">Viareggio</a></strong>, che però termina agli ottavi contro il&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Parma</strong>ai rigori, nonostante Lezzerini fosse riuscito a pararne uno.<br><br><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">NAZIONALE</strong>&nbsp;Entra nel giro azzurro nel 2010 con l’<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Under 15</strong>&nbsp;e a ottobre viene convocato come titolare nell’<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Under 16</strong>&nbsp;a&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Latina</strong>, giocando contro la Danimarca e mettendo in luce il suo grande potenziale, vincendo così 1-0.<br><br></span><span class="Apple-style-span" style="color: #444444; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; line-height: 21px; "><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Esordisce subito dopo con gli&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Under 17</strong>&nbsp;contro la Francia nella fase a qualificazione agli<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Europei</strong>&nbsp;di categoria: finirà 2-1 per noi.<br><br><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Causa impegni con i rispettivi club, i tre portieri della nazionale maggiore non vanno in ritiro per la preparazione agli Europei e Lezzerini ha quindi l’occasione di allenarsi con i suoi idoli sportivi. La stagione scorsa viene anche convocato con gli Under 19, giocano quattro partite.<br><br><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">ACCOSTAMENTI&nbsp;</strong>Il numero uno romano è cresciuto con&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Buffon</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Cech</strong>&nbsp;come punti di riferimento, ammirando inoltre anche&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Jeremie Janot</strong>&nbsp;del&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Saint Etienne</strong>. E proprio al portiere ceco del&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Chelsea</strong>&nbsp;Lezzerini è stato accostato, per le sue qualità tecniche e le ottime doti da saracinesca. Se poi diventerà forte come lui solo il tempo ce l’ho dirà, ma una cosa è certa: Luca è un predestinato e sicuramente lo vedremo presto solcare i campi della nostra&nbsp;<strong style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; ">Serie A</strong>.<br><br></span><span class="Apple-style-span" style="color: #444444; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; line-height: 21px; "><p style="line-height: inherit; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; font-family: inherit; font-size: 12px; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 1.75em; margin-left: 0px; outline-width: 0px; outline-style: initial; outline-color: initial; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; vertical-align: baseline; "><br><br><br></span></div></div>uttd01uttd01lezzerini-portiere-fiorentina.jpgSiNlezzerini-promesse-fiorentina-1012708.htmSi101268101,02,03030461
861012687NewsCampionatiUdinese, il mistero del dopo-Totò20140214091924Di Natale, Muriel, Nico Lopez, Ighalo, Vydra, storia, tifosiA Udine il calcio è una cosa seria, e Di Natale esalta da anni i tifosi con le sue prodezze. ma ormai è prossimo a finire la carriere e più volte l`Udinese ha sofferto senza di lui. Cosa succederà dopo il suo ritiro?Giocare a calcio è uno sport, giocarci bene è un'arte. E non sono molti gli artisti, oggigiorno, che veramente incantano i cuori dei tifosi con le loro prodezze in campo.&nbsp;<div><br></div><div>E a Udine i tifosi delle zebrette friulane hanno avuto il privilegio di avere alcune delle più grandi stelle del football di tutti i tempi. Basti pensare all'ormai dimenticato Josiah “Paddy” Sloan, irlandese, che nel 1950 portò l'Udinese a suon di gol per la prima volta in Serie A.&nbsp;</div><div><br></div><div>Ma senza andare così tanto indietro negli anni c'è ancora vivido il ricordo in molti friulani del “Galinho” Zico, detto anche il “Pelè bianco”, arrivato in Italia dal Flamengo dopo che i più prestigiosi club italiani (come Milan e Fiorentina) gli avevano fatto la corte senza successo.&nbsp;</div><div><br></div><div>E chi si scorda della carica da “panzer” del bomber tedesco Oliver Bierhoff, che fece vincere alla Germania l'Europeo del 1996, partendo dalla panchina?&nbsp;</div><div><br></div><div>Ma colui che più di tutti ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della squadra friulana è IL capitano, Antonio Di Natale.Con i suoi oltre 150 gol in Serie A, Totò è stato per anni il motore e la macchina da gol dell'Udinese, ed è grazie a lui che l'Europa si è trasformata da sogno a una realtà molto più che ipotetica.&nbsp;</div><div><br></div><div>Ma oggi, dopo tante stagioni con la maglia bianconera, dopo aver rifiutato più volte le proposte di grandi club come Juventus e Milan, ci si chiede cosa succederà quando il capitano appenderà le scarpette al chiodo.&nbsp;</div><div><br></div><div>Con quasi 37 anni sulle spalle, infatti, non è facile mantenere il ritmo della massima serie ad alti livelli. Certo, Di Natale è ancora oggi più agile e scattante di molti giovani che si stanno affacciando al nostro campionato. Ma tutti sappiamo che Totò (come peraltro ha dichiarato lui stesso) non giocherà ancora per molto. Il sogno sarebbe concludere la carriera nel nuovo stadio, ma la chiusura dei lavori andrà probabilmente per le lunghe. Difficile che accada, dunque.&nbsp;</div><div><br></div><div>La speranza nel trascinatore di un domani della nostra Udinese è da riporre nel talentuoso Muriel, protagonista però di troppi sbalzi nelle sue prestazioni. L'importante è che si stabilisca sul livello che aveva qualche tempo fa a Lecce con Cosmi, potendosi così affermarsi veramente come grande stella. Ci sono poi i vari Vydra e Ighalo, giovanissimi, che all'estero stanno facendo bene, e un Nico Lopez scuola Roma che può fare la differenza in futuro.&nbsp;</div><div><br></div><div>Ma a Udine serve un punto fisso in attacco, che non se ne vada alla prima offerta di una grande squadra. Certo, quando il grande nome chiama è difficile non rispondere, e nessuno è costretto a fare il santo. Però la speranza per i tifosi bianconeri è l'ultima a morire.&nbsp;</div><div><br></div><div>Sognando il Totò di domani. &nbsp;</div>Udineuttd01uttd01di_natale_esultanza.jpgSiNudinese-dinatale-futuro-giovani-1012687.htm101268101,02,03010300
871012676NewsCampionatiLa 23a giornata di campionato tra conferme e sorprese20140210175012calcioTroppoTuona Antonio Conte dopo il rocambolesco pareggio di Verona: “Serve un bagno di umiltà”. Come se fosse facile mantenere l’umiltà per una squadra che vince, convince e per forza di cose deve scrollarsi di dosso la tentazione di diventare narcisista. E, come se non bastasse, si accorge pure che tranne la Roma non c’è altra squadra italiana che può infastidirla più di tanto. Certo, i due punti persi contro l’Hellas Verona potrebbero pesare alla Juve, proprio nel computo finale per la conquista di un titolo che, a questo punto della stagione, riteniamo possa perderlo soltanto la Juve stessa, piuttosto che vincerlo un’altra squadra. E’ vero, le partite durano in media 95 minuti, tuttavia certi svarioni difensivi la Juve ci ha abituato a vederli periodicamente, nonostante il notevole strapotere di gioco globale che ha dato i suoi frutti. In un gruppo dal gioco così consolidato, Antonio Conte deve essere più psicologo che tecnico. E’ essenziale mantenere mentalmente sulla corda la sua squadra, visto che dal punto di vista tecnico e tattico la Juve è in grado di organizzarsi a memoria. E’ l’eterno problema del calcio, in cui una squadra che è più forte rispetto alle altre deve mantenere nel tempo un passo fatto soprattutto di equilibrio psicologico e condizione fisica. Non è cosa semplice per nessuno, neanche per la Juve dei grandi campioni. E poi, chi gioca contro i bianconeri fa sempre la partita della vita, fosse anche l’ultima in classifica e, come tale, ogni eventuale sgambetto può nascondersi sempre dietro l’angolo. Ma la squadra di Conte ci ha abituato a vedere la sua reazione contro tutto e tutti, siano esse scoppole (vedi Firenze) o mini momenti di riflessione e mea culpa da analizzare (vedi Verona). Vedremo cosa accadrà nel prosieguo della stagione bianconera. A parte il pareggio della Juve a Verona, la 23a giornata del campionato italiano ha messo in evidenza le vittorie del Napoli contro il Milan, della Fiorentina contro l’Atalanta, dell’Inter contro il Sassuolo, rimarcando uno scialbo zero a zero nel derby di Roma. La squadra di Garcia, pur con la mente rivolta all’importante partita di Coppa Italia di mercoledì prossimo in casa del Napoli, ha macinato grande gioco d’attacco sfiorando la vittoria contro una Lazio che si è solo preoccupata di chiudere ogni varco ai giallorossi. Troppo importante per i biancocelesti di Reja non perdere il derby cittadino e quindi, più che preoccuparsi di attaccare ha capito che era meglio interdire a centrocampo e in difesa. Vince il Genoa a Livorno, la Sampdoria contro il Cagliari e l’Udinese contro il Chievo, mentre il Parma si limita a pareggiare 0 a 0 contro un Catania apparso in ripresa di gioco e caparbio a non ammainare ogni speranza residua di restare in Serie A. Un discorso a parte va fatto per il Torino che perde malamente in casa contro il Bologna privo del suo gioiellino Diamanti, passato alla corte cinese di Lippi. Il match che vedeva il ritorno all’Olimpico di Torino per la prima volta da avversario l’ex Rolando Bianchi, è stato di quelli che a dir poco sbalordiscono per quello che non ti aspetti. Il Toro di Ventura è stato irriconoscibile per tutta la partita, nonostante sia passato subito in vantaggio con Immobile. Poi il buio più assoluto, quasi che il Toro temesse sorprendentemente di trovarsi quinto in classifica, con l’Europa lì, a due passi, a fargli l’occhiolino. E’ il segno evidente di un processo di maturazione che non si è ancora completato del tutto e che ha bisogno di tempo per plasmarsi definitivamente. Più che vincere la partita, il Bologna di mister Ballardini si è trovato il piattino pronto e non se l’è fatto scappare. E’ legittimo nel calcio, che quando l’avversario non è in giornata si debba approfittare dell’occasione, soprattutto nella critica situazione di classifica in cui si trova oggi il Bologna. Tuttavia, riteniamo che per il Toro nulla sia perduto e che se saprà rivedere gli errori commessi in questa infausta domenica di febbraio, potrà sicuramente riprendere quel cammino fatto di bel gioco e risultati positivi apprezzato da tutti. Giampiero Ventura, che abbiamo visto al fischio finale del match contro il Bologna, aveva il viso rivolto verso il basso a guardare quel terreno erboso dell’Olimpico, quasi a cercare una spiegazione a una tale involuzione di gioco che nessuno si aspettava, nessuno poteva prevedere. E’ l’imprevedibilità del calcio che, comunque, riserva sempre un suo “perché” razionale a ogni insuccesso. La difficoltà sta nel trovare in fretta il problema e risolverlo.<br><br><br>C1012317FL0711FL0711pjanic-4.jpgSiNla-ventitreesima-giornata-tra-conferme-e-sorprese-1012676.htmSi100451001,02,03,06,07,08,09030484
881012633NewsCampionatiIl dramma personale di Giuseppe Rossi che ci fa riflettere20140109164880calcioMa quandoCi sono momenti nella vita che ti fanno ricredere sulle persone e sul mondo, quasi sempre appallottolati in un unico fascio di cose negative. Ma quando succedono episodi come quello accaduto al calciatore della Fiorentina Giuseppe Rossi, ecco che ti ricredi e pensi che in fondo non è tutto così negativo e anche nel mondo del calcio, da sempre cinico e spietato nel raggiungimento del successo che è fonte di acquisizione di parecchi milioni di euro, resistono ancora i buoni sentimenti espressi attraverso atteggiamenti e manifestazioni di umanità. Tutti sanno che Rossi nel corso della partita Fiorentina – Livorno ha subito un fallo che gli ha procurato un serio infortunio al ginocchio già operato recentemente. Ebbene, nell’urto con il difensore livornese, Rossi si è procurato un ko che lo costringerà a restare fermo per almeno 7 settimane. Un fulmine a ciel sereno proprio mentre il giocatore della Fiorentina stava riprendendo a giocare ad alti livelli ed era in predicato ad essere convocato con merito da Prandelli per il campionato del mondo che si svolgerà il prossimo giugno in Brasile. La smorfia di dolore e il suo pianto ha commosso l’opinione pubblica sportiva di tutte le fedi calcistiche. Tutti attorno al giocatore che sta vivendo momenti di legittima inquietudine, in un dramma personale che fa capo a un destino che spesso si accanisce senza un perché. E’ bello però sapere che tanta gente è con te a vivere il tuo dolore, il tuo dramma, la tua delusione che ferisce senza pietà. E’ un po’ come non sentirsi solo e dividere con chi ti vuole bene il momento in cui il destino ti è stato avverso. Dice Giuseppe Rossi: “Prima di recarmi in Colorado, dove verrò visitato dal professore che mi ha operato in passato al ginocchio, desidero ringraziare tutti quanti per gli attestati di stima e di affetto ricevuti. Sono state ore difficili e dolorose, ma i messaggi e il sostegno di tutti mi hanno commosso e riempito d’orgoglio. Ringrazio tutta Firenze, la Società e i miei compagni di squadra. Ringrazio anche tutti i tifosi italiani e tutti i colleghi delle altre squadre che hanno avuto parole dolci per me. Grazie a tutti di cuore. Ci vediamo presto”. Che bello il calcio, che bello il pallone quando si ispira a sentimenti così profondi da farti ricredere su certi atteggiamenti che spesso inneggiano alla violenza e alla maleducazione. Questo è lo sport che ci piace, questo vorremmo scrivere tutti i giorni per sensibilizzare e non per fare falsa retorica.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711rossi-8.jpgSiNil-dramma-personale-di-giuseppe-rossi-che-ci-fa-riflettere-1012633.htmSiT1000024100451001,02,03030617
891012632NewsEditorialeIl punto sul campionato di Serie A20140108132558calcioVedremo<BR>La diciottesima giornata del campionato di Serie A, ha evidenziato l’ottimo stato di salute della Juventus, la caparbietà nell’inseguire del Napoli, la voglia di ripresa del Milan, la continuità di risultati positivi della Fiorentina che perde però Rossi per tre mesi a causa di un infortunio al ginocchio, e la rinascita della Lazio che, con Eddy Reja, sembra avere ritrovato grinta e determinazione a discapito di una Inter che sembra lontana parente della squadra che è stata in passato. Il Parma ottiene un’ottima vittoria contro il Torino apparso nervoso soprattutto nel suo allenatore Giampiero Ventura che, alla fine del primo tempo, ha lasciato negli spogliatoi Cerci e Immobile per motivi tecnici. Note positive arrivano da Genoa che vince contro un vivace Sassuolo e da Catania che con il rientro di Berghessio, Barrientos, Izco, Spolli e soprattutto con il ritorno all’ovile di Lodi, è sembrata davvero tutta un’altra squadra. Procede la marcia del sempre più sorprendente Verona che con la rinascita di Toni vince al Friuli di Udine una partita che lo colloca in una classifica di pregevole posizione per l’Europa. Chievo e Cagliari, per finire, si rifugiano in uno scialbo zero a zero capace solo di smuovere la classifica delle due contendenti. Questa, tra l’altro, è stata l’ultima partita di Nainggolan tra le fila del Cagliari, perché la Roma si è assicurata fin da subito l’acquisto del giocatore belga, tanto conteso da Milan e Juventus. Questo acquisto, avvenuto sulla linea del traguardo, è sembrata una rivincita da parte della Roma nei confronti della Juventus che, a onor del vero, non ha insistito più di tanto nell’acquisto di Nainggolan semplicemente perché sta per rinnovare il contratto a Paul Pogba. Il Milan è sembrato in palla contro l’Atalanta di Colantuono che non ha potuto far altro che resistere fino al 100° gol di Kakà, il quale ha poi segnato una doppietta toccando quota 101. Evidentemente l’arrivo del giapponese Honda (che però in questa partita ha fatto da spettatore in tribuna accanto a Galliani) ha dato nuova linfa ed entusiasmo in un ambiente che aveva davvero bisogno di una scossa emotiva per riprendere un cammino che da troppo tempo si è fermato per tanti motivi, non ultimo il riordino societario. All’Inter, invece, già si parla di fallimento di una stagione che, sotto l’attenta egida di Mazzarri, non riesce a decollare. Il tecnico di San Vincenzo si porta dietro i dubbi di un gioco difensivistico e le sue famose ripartenze non sembrano animare il gioco nerazzurro, al cospetto della piazza nobile del calcio italiano. Se è vero che l’Inter di oggi non è paragonabile all’Inter di un tempo, è anche vero che giocando in questo modo non ha futuro. Servono acquisti mirati e partenze di giocatori che non servono alla causa nerazzurra. L’Inter sembra davvero alla deriva e non sappiamo se anche il cambio di presidenza da Moratti a Thohir abbia anche influito negativamente. Fatto è che l’Inter attuale sembra davvero né carne né pesce, nonostante alcune sviste arbitrali che ne hanno obiettivamente penalizzato il suo corso. Vedremo cosa accadrà. Il nuovo presidente parla di “Progetto Inter”. Noi valuteremo&nbsp; a cose fatte, quale sarà il risultato. Tanti punti da sciogliere dunque, a una domenica dal giro di boa. Ma, nonostante alcuni pensino già che questo campionato sia da ritenersi chiuso dopo il largo successo della Juventus sulla Roma, noi avvertiamo nell’aria che proprio adesso stia per cominciare il bello.<BR><BR>Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1012317FL0711FL0711galliani.jpgSiNil-punto-sul-campionato-di-serie-a-1012632.htmSi100451001,02,03,06,07,08,09030579
901012602NewsCampionatiMilan, Galliani e l`insostenibile arroganza della new generation20131130010110milanNegli ultimi cinque E’ notizia di pochi minuti fa che l’ad Adriano Galliani lascia il Milan. Si sente offeso dalle parole di lady BB, il manager rossonero, perché è stata capace con mancanza di stile di estrometterlo dopo 27 anni di militanza milanista. Una ferita aperta che non si è attenuata neanche dopo la vittoria del Milan in Champions contro il Glasgow: “Lascio, con o senza accordo sulla buonuscita” dice Galliani “sono offeso. Non è così che si opera il cambio generazionale, lo si fa con eleganza. Mi dimetto per giusta causa nei prossimi giorni. Penso che aspetterò la sfida di Champions con l’Ajax che è in calendario l’11 dicembre prossimo. Comunque non mi faccio rosolare”. Chiara l’amarezza che traspare dalle parole di Galliani, il quale, dopo tanti anni di militanza al Milan si sarebbe aspettato un altro trattamento, almeno per una uscita più dignitosa dal punto di vista umano. Economicamente non ci sono problemi, perché (così si dice) dovrebbe incassare dai 30 ai 50 milioni di euro di buonuscita. Ma l’ad&nbsp; rossonero su questo problema non fa alcun accenno. Per lui, l’offesa morale di essere estraniato in questo modo e di sentirsi dire da Barbara Berlusconi che il Milan spende male e che la ragnatela di osservatori milanisti non è competitiva come quella della Roma e della Fiorentina, gli dà scoramento fino a ritenersi offeso. “Non è vero quanto si sostiene a mio discapito” dice pubblicamente Galliani, “il Milan è una delle poche squadre italiane che da due anni chiude il bilancio in pareggio, nonostante la grave situazione economica che attraversa il calcio nel nostro Paese. Negli ultimi cinque anni la Roma è andata in Champions soltanto una volta e, la Fiorentina, mai”. Insomma, i toni e la mancanza di rispetto di lady BB non sono andati giù a Galliani che, sentitosi ferito intimamente dopo tutto quello che ha fatto in 27 anni di lavoro per il bene del Milan, non vede altra strada da seguire se non quella di lasciare le redini della società rossonera. L’amarezza è troppa, e certi corsi e ricorsi della storia ci fanno pensare come sia eterna la mancanza di gratitudine morale a tutto ciò che si è fatto negli anni. Senso di appartenenza, progettualità e lavoro continuato per il bene della società per cui si è lavorato, non sono quasi mai riconducibili alla gratitudine e al rispetto di certi sacrosanti valori. Sembra quasi che un certo tipo di ammodernamento gestionale, non debba tenere conto del passato perché, con la parola “rottamazione”, si debba intendere l’allontanamento di ciò che ormai è ritenuto obsoleto per un adeguamento ai tempi. Un refresh fisiologico che solo la new generation può sostenere. Ma se è vero che il trascorrere degli anni è l’emblema che nella vita “Nulla è per sempre”, è altresì vero che l’essere grati a ciò che è stato, deve ritenersi basilare. Il rispetto per l’uomo, in quanto tale, deve essere assolutamente imprescindibile. Barbara Berlusconi, forte del nome e della magna familiarità che ha, rappresenta certamente il presente e il futuro del Milan. Ma saprà eguagliare e/o migliorare ciò che ha fatto il suo predecessore in tanti anni di lavoro? Ai posteri l’ardua sentenza.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1012317FL0711FL0711galliani.jpgSiNmilan-galliani-e-l-insostenibile-arroganza-della-new-generation-1012602.htmSiT1000027100451001,02,03,07030591
911012598NewsCampionatiQuando il calcio dà segnali di solidarietà20131125172238calcioLa vicenda umana di Andrea Luci, capitano del LivornoA noi che scriviamo di calcio, ci piace scandagliare qua e là fatti ed episodi che riconciliano con i valori umani e il senso dell’essere. Non solo calcio, inteso come sport da descrivere in tutte le sue forme tecnico – tattiche, ma anche l’importanza dell’aspetto umano vuole la sua parte. ”Grazie Luci per questa lezione di umanità che ci hai dato” scrive un nonno milanista “tutto il resto non conta nulla in questa giornata di calcio. Ti voglio mandare un abbraccio che stringa forte tuo figlio. Forza piccolo Luci, ce la facciamo insieme!”. Andrea Luci capitano del Livorno, in settimana ha reso pubblica la notizia che a suo figlio Marco di appena sei anni, è stata diagnosticata la FOP (Fibrodisplasia Ossificante Progressiva). Si tratta di una malattia rara per la quale in Italia c’è pochissima informazione e ricerca scientifica. Solo negli Stati Uniti d’America la ricerca è avanzata, anche se non ancora in grado di risolvere la malattia. In Italia, purtroppo, per questo tipo di patologia ancora poco conosciuta, non ci sono terapie atte a migliorarla e/o debellarla. Si tratta di una malattia ereditaria gravemente disabilitante che interessa il tessuto connettivo. I bambini affetti da FOP sembrano normali alla nascita, ma poi nella prima decade di vita possono insorgere episodi sporadici con tumefazioni e riacutizzazioni dolorose a carico dei tessuti molli, spesso dovute a lesioni, infezioni virali, stretching muscolare, cadute o affaticamento. Queste riacutizzazioni trasformano i muscoli scheletrici, i tendini e i legamenti, in osso che rende impossibile ogni movimento.&nbsp; Questo è tutto quello che si sa. E’ la triste storia delle malattie rare di cui si conosce poco o niente e, di conseguenza, si investe pochissimo denaro per la ricerca. La guarigione è legata a una cura che oggi non c’è, ma si spera che presto con la collaborazione dei mezzi d’informazione e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, si possa arrivare a risolvere il problema. Certo, ci vorrà molto tempo, ma è importante che si cominci a incrementare la ricerca scientifica attraverso gli aiuti economici di tutti noi. Ieri, allo stadio Armando Picchi prima della partita Livorno – Juventus vinta dai bianconeri per 2 a 0, uno striscione di solidarietà e raccolta fondi per la ricerca sulla malattia spiccava nella curva amaranto per aiutare il bimbo del capitano Luci.&nbsp; “Insieme a te….capitano, per la più grande delle battaglie”. Non ci sono parole per descrivere la forza di una simile frase, capace di coinvolgerti come il patos della partita in cui gioca la tua squadra del cuore. Ma cos’è mai questo calcio che ci fa vivere sentimenti così profondi e talora così diametralmente opposti. Un pallone che ruota in mezzo al campo è talora in grado di raccontarci la vita in tutte le sue più disparate sfaccettature. Ma la cosa più bella è che attraverso la passione sportiva siamo sensibilizzati a vivere le relazioni umane, siano esse conflittuali che amichevolmente legate ai sentimenti. L’importante è viverle intensamente, sperando che l’aiuto e la sensibilità per chi soffre sia maggiore di certi episodi di violenza inaudita che il pallone troppo spesso ci dà. Juve, Roma, Lazio, Napoli, Fiorentina, Milan, Inter, Torino, Genoa, Sampdoria, Livorno, ognuno faccia il tifo per la propria squadra e, magari, in caso di bisogno, si senta vicino alle esigenze di vita di chi è tifoso di un’altra squadra, ma soffre per problemi personali. Anche questo ci ha insegnato oggi la vicenda umana di papà Andrea Luci, capitano del Livorno.<br><br>Salvino Cavallaro <br><br>C1012317FL0711FL0711luci.jpgSiNquando-il-calcio-da-segnali-di-solidarieta-1012598.htmSi100451001,02,03030282
921012592NewsCampionatiSampdoria, Mihaijlovic torna da mister20131121074651SAMP: MIHAJLOVIC TORNA DA MISTER CON GRINTA, APPARTENENZA E ORGANIZZAZIONESAMP: MIHAJLOVIC TORNA DA MISTER CON GRINTA, APPARTENENZA E ORGANIZZAZIONELa leggenda racconta che, quand'era ancora un ragazzino, suo padre Bogdan fosse costretto a cambiare la saracinesca del garage una volta ogni due mesi. Il piccolo di casa la utilizzava come bersaglio prediletto per tenere caldo un piede sinistro fuori dal comune per potenza e precisione. Un mancino chirurgico che ha accompagnato il cecchino jugoslavo per un'intera carriera - da esterno offensivo prima e da difensore poi -, spesa tra l'amata patria e l'Italia conquistando titoli e soddisfazioni con sei maglie differenti. Vojvodina, Stella Rossa, Roma, Lazio, Inter e ovviamente Sampdoria, la più bella di tutte, maglia che Sinisa Mihajlovic ha sempre ricordato con partigiana simpatia. Adesso quella divisa tornerà - finalmente, verrebbe da dire dopo giorni d'interminabile attesa - ad indossarla: niente più "bombe" da sparare all'incrocio avversario come gli chiedeva la Sud, ma schemi, tattica, carisma, gruppo e tutto ciò che può servire per risollevare le sorti blucerchiate nelle vesti di allenatore, ruolo già sfiorato nell'estate 2010. <BR><BR><STRONG>Subentri</STRONG>. Ironia della sorte, toccherà proprio al serbo nato a Vukovar, in Croazia, il 20 febbraio 1969 sostituire Delio Rossi, colui che il 7 novembre di due anni fa aveva preso il suo posto sulla panchina della Fiorentina. E gli strani intrecci non finiscono qui: Mihajlovic - passaporto tricolore, una moglie e sei figli - subentra dopo una sconfitta in casa dei viola e, nella prossima giornata, troverà la Lazio, formazione con cui, il 13 dicembre del '98, contribuì con una storica tripletta dell'ex da calcio piazzato a far saltare l'allora mister doriano Luciano Spalletti.<BR><BR><STRONG>Avventura</STRONG>. Tralasciando corsi e ricorsi storici, i consueti richiami alla guerra fratricida vissuta sulla propria pelle e il glorioso passato da calciatore - 16 trofei a curriculum, 128 presenze e 11.123 minuti complessivi in campo da blucerchiato dal '94 al '98, arricchiti da 15 reti, 28 cartellini gialli e 6 rossi -, il quarantaquattrenne Sinisa, nono straniero di sempre al timone della Samp, si ritrova oggi ad affrontare la quinta avventura da tecnico responsabile di una prima squadra.<BR><BR><STRONG>Gambe</STRONG>. Dopo un biennio bi-scudettato sulla panchina interista accanto a un certo Roberto Mancini, nel 2008 Mihajlovic decide di camminare con le proprie gambe. L'esperienza, le competenze e la personalità non gli mancano e, ai primi di novembre, accetta la proposta del Bologna, invischiato nella lotta per non retrocedere. All'ombra delle due Torri eredita una situazione ambientale e di spogliatoio non semplice, una congiuntura negativa che il successivo 13 aprile paga con il primo esonero.<BR><BR><STRONG>Record</STRONG>. Nel dicembre 2009 una nuova opportunità in Serie A arriva grazie all'allontanamento di una futura meteora genovese chiamata Gianluca Atzori. Assunto il comando del Catania - con Dario Marcolin al proprio fianco - Sinisa punta sul 4-3-3 e i risultati gli danno ragione: togliendosi lo sfizio di battere Juventus, Inter e Palermo, i rossazzurri conquistano salvezza anticipata e record di punti (45) nella propria storia recente. Storia che però non prosegue: il 24 maggio 2010 il mister si dimette dall'incarico e lascia la Sicilia lusingato dalla proposta della Fiorentina, orfana di Cesare Prandelli.<BR><BR><STRONG>Sogno</STRONG>. In viola - dove porta con sé un altro ex blucerchiato come Giulio Nuciari, in qualità di allenatore dei portieri - il serbo ottiene un nono posto che, nonostante le sirene nerazzurre giunte a fine stagione da Milano, gli vale la riconferma. Nell'autunno 2011, come detto, viene sollevato dall'incarico gigliato con un bilancio di 15 vittorie, altrettante sconfitte e 18 pareggi. Il lavoro resta a metà ma Mihajlovic riparte dal sogno di una vita: guidare da commissario tecnico la sua Serbia, pronta a giocarsi il Mondiale 2014. L'obiettivo brasiliano - con l'ennesimo ex blucerchiato al proprio fianco: il suo vice Nenad Sakic - svanisce per tre punti pochi mesi fa.<STRONG><BR><BR>Impresa</STRONG>. Oggi, però, risolto il contratto con la Federazione slava, un'altra scommessa lo solletica e non poco: rimettere piede a Bogliasco e fare uscire la Sampdoria dalle secche della bassa classifica. Impresa non facile, ma grinta, appartenenza e organizzazione giocano tutte a favore di Sinisa, un duro, un combattente nato.<STRONG><BR><BR>Sinisa Mihajlovic: la scheda</STRONG><STRONG><BR><BR>Luogo e data di nascita</STRONG>:&nbsp;Vukovar (Croazia), 20/02/1969.<STRONG><BR><BR>Carriera da calciatore</STRONG>: Vojvodina (1988/90), Stella Rossa (1990/92), Roma (1992/94), Sampdoria (1994/98), Lazio (1998/04), Inter (2004/06).<STRONG><BR><BR>Palmarès da calciatore</STRONG>: tre campionati jugoslavi (Vojvodina 1988/89, Stella Rossa 1990/91, 1991/92), una Coppa dei Campioni (Stella Rossa 1990/91), una Coppa Intercontinentale (Stella Rossa 1991), tre Supercoppe Italiane (Lazio 1998 e 2000, Inter 2005), una Coppa delle Coppe (Lazio, 1998/99), una Supercoppa Europea (1999), due campionati italiani (Lazio 1999/00, Inter 2005/06), quattro Coppe Italia (Lazio 1999/00 e 2003/04, Inter 2004/05 e 2005/06).<STRONG><BR><BR>Carriera da allenatore</STRONG>: Inter (vice, 2006/08), Bologna (2008/09), Catania (2009/10), Fiorentina (2010/11), Serbia (2012/13). <BR><BR>GP01CTGP01CTmihajlovic.jpgSiNsamp: mihajlovic torna da mister con grinta appartenenza e organizzazione-1012592.htmSi-01,02,03,06,07,09010222
931012575NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 12a giornata20131111143556calcioTanta Juve, vista la splendida prestazione, tra i top di giornataTanta Juve, vista la splendida prestazione, tra i top di giornata. Bene poi anche Fiorentina, Genoa e Cagliari. Trai flop, di contro, il Napoli sconfitto a Torino poi Livorno e Milan.<br><br> TOP<br><br> Pegolo = Co autore, insieme a Berardi, del risultato che non ti aspetti: un pari clamoroso a casa della Roma capolista. Uomo ragno. <br><br> Nagatomo = Il soldatino giapponese sta vivendo una stagione magica, insieme al collega Jonathan. Merito,anche, del particolare rapporto di Mazzarri con gli esterni. Indemoniato.<br><br> Lucarelli = Autoritario dietro, si spinge in attacco per portare al suo Parma un punticino che fa comunque classifica. Leader.<br><br> Conti = Festeggia la sua trecentesima col Cagliari grazie ad una superba doppietta da calcio piazzato. A fine gara avrà offerto la cena a Padelli, complice del regalino. Cecchino.<br><br> Pogba = Quando vede Napoli, scatta qualcosa. Prestazione (ormai non è una novità) assolutamente mostruosa. Tanto quanto la rete spettacolare del 3 a 0. Certezza.<br><br> G. Rossi = Testa indiscussa della classifica marcatori, reti pregevoli e prestazioni confortanti. Pepito è tornato. La Fiorentina e Prandelli ringraziano. Rinato.<br><br> Keita = Giovane talento di belle speranze, tiene a galla una Lazio derelitta e porta un po’ di ossigeno vitale alla banda Petkovic. Speranza.<br><br> Formazione TOP = Pegolo; Nagatomo, Lucarelli, Barzagli; Pogba, Pirlo, Conti, Kucka; G. Rossi, Keita, Llorente.<br><br> FLOP<br><br> Bardi = Regala alla squadra che ancora ne ha la proprietà un gustoso cadeaux pre natalizio. Ha comunque stoffa e si rifarà. Goffo.<br><br> Rosi = Espulsione a parte, non dimostra quasi mai di essere a suo agio pur contro una Lazio che di questi tempi non farebbe paura nemmeno alla selezione scapoli/ammogliati. Nervoso.<br><br> Maggio = Continuamente costretto al ruolo di terzino basso, naufraga come tutto il suo Napoli di fronte alla tempesta bianconera. Spaventato.<br><br> Montolivo = Simbolo di un Milan in crisi piena. Spesso falloso, lascia i suoi in dieci anzitempo e conferma ancora di più di non essere adatto al ruolo di faro in una grande. Spento.<br><br> Hamsik = Quando il richiamo della grande sfida si fa sentire, lui scientificamente si eclissa. Segno che ancora non può considerarsi un campione fatto e finito. Ectoplasma.<br><br> Matri = Doveva essere la salvezza di Allegri che lo ha voluto nonostante i pareri della tifoseria. Potrebbe rivelarsi un vero boomerang. Inutile.<br><br> De Luca = Giovane di belle speranze che però stecca in una delle rare opportunità che gli vengono concesse. Denis è nettamente un altro pianeta. Sfiduciato.<br><br> Formazione FLOP = Bardi; Rosi, Maggio, Sorensen; Montolivo, Hamsik, Hernanes, Ljajic; Matri, De Luca, Emeghara.<br><br> Gabriele Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001c-33509839.jpgSiNserie-a-top-e-fop-della-dodicesima-giornata-1012575.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07,08030670
941012567NewsCampionatiAllegri: Ci sarà da battagliare20131110091001Allegri: Ci sarà da battagliareAllegri: Ci sarà da battagliareLe dichiarazioni di Mister Allegri in conferenza stampa il giorno della vigilia di Chievo-Milan:<BR><BR>Le prime parole del mister sul match di domani contro il Chievo: <EM>"La partita sarà molto difficile, il Chievo nonostante la classifica viene da tre ottime prestazioni, fisicamente sta bene, sarà una partita che dovremo affrontare nel migliore dei modi mettendoci sul loro piano per poter portare a casa un risultato importante che potrebbe farci passare la sosta più serenamente. Speriamo domani di tornare a vincere in trasferta, col Chievo ci sarà da battagliare, loro concedono poco e quindi non sarà semplice. Io non guardo la classifica, noi dobbiamo vincere domani, gli obiettivi più vicini sono il passaggio del turno in Champions e la Coppa Italia, in campionato ci sono ancora 27 partite e tanti punti a disposizione, cerchiamo di affrontare la sosta nel migliore dei modi, cercando di vincere domani e magari di recuperare qualcuno per la ripresa del campionato".</EM><BR><BR>Successivamente il mister ha parlato degli infortunati: "<EM>Bonera non è pronto per giocare dall’inizio, ho forzato per portarlo a Barcellona, è a disposizione ma non è ancora pronto. Io e i ragazzi dobbiamo pensare solo agli aspetti tecnici e tattici, iniziamo a fare risultato, domani abbiamo la possibilità di farlo.&nbsp;Aspettiamo che recuperino anche gli infortunati, De Sciglio ed El Shaarawy che è quello che ci è mancato di più soprattutto per le caratteristiche che ha. Il suo sarà un recupero importante. El Shaarawy ha questa microfrattura e speriamo che dopo la sosta possa tornare a lavorare con la squadra. Dal 13 novembre vedremo, in base agli esami, come starà. Pazzini sta correndo, è a buon punto. De Sciglio spero di averlo dopo la sosta, fino ad oggi ha giocato solo contro il PSV e con la Lazio, dopo è stato operato al menisco. Pazzini sta andando bene, non so tra quanto sarà pronto ma i tempi si stanno accorciando. Silvestre credo che sarà pronto dopo la sosta"</EM>.<BR><BR>Nel corso della conferenza il mister ha risposto a varie domande sulle vicende societarie: "<EM>Dobbiamo rimanere distaccati dalle vicende societarie. La stima fa sempre piacere e aiuta nel lavoro, è un momento difficile, non possiamo risolvere tutto e subito, pensiamo intanto a fare una buona partita domani e a trovare il risultato, ora vediamo tutto nero ma poi nel calcio le cose possono cambiare in fretta. Non commento quello che è stato scritto, il Milan ha un buon organico, purtroppo abbiamo avuto molti infortuni traumatici, due menischi in una settimana, una frattura della rotula, due infortuni alla spalla, tanti infortuni che hanno fatto sì che la squadra non fosse al completo. Per un allenatore lavorare con la rosa al completo è più facile</EM>".<BR><BR>In conclusione il mister ha parlato del momento di alcuni singoli viste anche le varie assenze: "<EM>In questo momento, visto le assenze, dobbiamo lavorare in un modo un po’ diverso. Devo guardare le caratteristiche dei miei giocatori, Kakà col Barcellona si è sacrificato molto ma non è il suo ruolo, lui è una punta o una seconda punta, quella è la sua posizione ideale, lo stesso discorso vale per gli altri giocatori, ognuno deve giocare nel proprio ruolo. Kakà sta facendo delle buone partite, tecnicamente è sopra la media, è un campione nel modo di essere, di porsi e di mettersi in discussione, si sta prendendo anche delle responsabilità che un campione si deve prendere. Conta molto per la squadra, è un campione dentro e fuori dal campo. In questi momenti pensare troppo fa male, più lavoriamo e più riusciamo a fare bene. Domani sarà un’altra partita, perché il Chievo è molto diverso dal Barcellona, sarà importante e bisognerà fare qualcosa in più di quanto fatto fino ad ora. Rami è un ottimo professionista, ha molta voglia di giocare, è un difensore tosto, di gran carattere, ha voglia di fare le cose per bene. Ci sono stati momenti in cui abbiamo avuto solo due difensori centrali, mercoledì Zapata e Mexes hanno fatto una buona gara. Il calcio è bello perché è opinabile, Matri ha fatto delle buone prestazioni, è vero che ha sbagliato dei gol in situazioni importanti, a Parma ha fatto molto bene, lo stesso a Torino, credo che gli manchi qualche gol ma a livello di sacrificio per la squadra si sta comportando molto bene, tutti dobbiamo migliorare ma lui non deve avere tutta la pressione addosso, per trovare il risultato dobbiamo lavorare tutti insieme, nessuno si deve sentire una grossa responsabilità addosso, perché quella ce l’ho io che sono l'allenatore e di conseguenza la loro guida</EM>".<BR><BR>Le ultime parole sulle ultime giornate di campionato: "<EM>Con Parma e Fiorentina abbiamo preso due gol su due episodi, una punizione che passa tra le gambe di Muntari e l’altra da 30 metri. In Champions abbiamo giocato bene mercoledì, abbiamo preso un gol su un rigore discutibile, il secondo in fuorigioco, non dobbiamo pensare a parlare ma solo a lavorare. I fischi con la Fiorentina ci possono stare, perché i tifosi da 3 anni e mezzo che sono al Milan non li ho mai sentiti contestare la squadra e l’anno scorso quando andavamo più o meno come adesso ci hanno sempre sostenuto, non ci deve essere nessun problema psicologico</EM>".gp01ctgp01ctallegri400.jpgSiNallegri: ci sara da battagliare-1012567.htmSi-01,02,03,07010209
951012564NewsCampionatiMilan, tutto tranne che Allegri20131108161420milanNo, presidente Berlusconi<span class="null">No, presidente Berlusconi: non ho scritto "tutti tranne Allegri". Sappiamo che lei non gradisce più di tanto quel toscanaccio di allenatore che non le mette il trequartista, e che è tanto benvoluto dalla squadra e da Galliani; Toh, proprio Galliani: il suo uomo fidato, il suo braccio destro e a volte pure quello sinistro, l'uomo dai colpi impossibili, l' uomo che le ha riportato Kakà, adesso è finito sulla graticola pure: colpa di chi? di sua figlia, sangue del suo sangue (nessuna battuta). Capisco che lei ha cose ben più importanti a cui pensare, dalla nostra nazione alla sua pelle e i suoi svariati processi, però la sua presenza sembra mancare e, ai posteri comunque l'ardua sentenza, l'erede designato del "giocattolo" Milan, ossia la Barbara, non sembra aver iniziato col piede giusto: insomma, mettere in dubbio un personaggio come Galliani, a cui vanno molti, ma molti meriti per i successi della sua squadra, non è esattamente una genialata. L'ad è da sempre un presidente in pectore, un factotum con pochi eguali, un "Cristiano Ronaldo" dei dirigenti per definirlo alla Ancelotti, e vederlo rabbuiato accanto alla bella bionda ex di Pato, come l'altra sera al Camp Nou (a proposito, si vedeva benissimo che erano assieme solo per cercare di spazzare via le polemiche, e che non tirava propriouna buona aria), un pò di malinconia la crea. Non è per niente allegro Galliani, e non lo è manco chi dovrebbe esserlo già per il cognome: diciamo comunque che il buon Max, da quando è al Milan, ormai si è abituato ad esser messo in discussione. Il primo anno se la prendevano con lui perchè la squadra non giocava bene: lui però aveva Thiago Silva dietro e Ibra avanti che gli hanno dato lo scudetto: l'anno seguente la Juve l'ha battuto al fotofinish e anche stavolta è finito in discussione. E' stato confermato, ma, come "regalo", gli hanno tolto 13 giocatori tra top player, campioni affermati e gente che ha scritto la storia della squadra. Lui, nonostante tutto, si è inventato un modulo nuovo (che a lei caro Silvio, non va proprio giù), e ha soffiato il terzo posto alla Fiorentina. E quest'anno? Gli è stato imposto di schierare il trequartista quando lui preferisce il tridente, voleva un difensore e gli hanno preso il talentuso ma di certo non eccelso Vergara, gli si sono rotti tutti (sicuri che MilanLab non inizi a fare cilecca?) e Balotelli non vede la porta manco col cannocchiale, confermando, tra l'altro, di avere sempre la solita testa. A questo aggiungiamo anche due suoi ex giocatori (Inzaghi e Seedorf, ndr) che non vedono l'ora che salti, e attendono il "lieto" evento punzecchiandolo; Caro Berlusconi, il suo Milan è una bomba pronta ad esplodere, dal primo all'ultimo uomo: altro che allegri....pardon, Allegri.</span>C1012317adm001adm001allegri400.jpgSiNmilan-tutto-tranne-che-allegri-1012564.htmSiT1000027100075701,02,03030596
961012560NewsCalcio EsteroLiga, 12a giornata: Barcellona, Real ed Atletico inarrestabili20131103095524Liga spagnola, Barcellona, Real, Atletico MadridVincono le prime della classe&nbsp;<BR><BR>Nessuna sorpresa eclatante ma tante emozioni nella 12a giornata di Liga spagnola. Nell'anticipo del venerdì il Barcellona fà suo, di misura, il derby catalano.<BR>Un Barcellona poco in partita, forse con la testa già alla Champions League, ha la meglio sui "cugini" dell'Espanyol grazie al gol di Alexis Sanchez al minuto 68. La capolista, dunque, prosegue la marcia raggiungendo quota 34 punti ed ottenendo la 12a vittoria stagionale. L'Espanyol, nonostante la buona&nbsp;prestazione inanella la seconda sconfitta nelle ultime tre gare.<BR>Domina, soffre e vince il Real Madrid in casa del Rayo Vallecano. Le "merengues" avanti di tre reti grazie alla doppietta di Cristiano Ronaldo e al centro di Benzema, mollano la presa e subiscono nell'arco di due minuti due reti su calcio di rigore entrambi trasformati da Viera. Sul 2-3 la reazione del Rayo si fà ancora più&nbsp;veemente ma "los vallecanos"&nbsp;non riescono a sfruttare nessuna delle ben sei occasioni da gol create.<BR>La Real Sociedad sembra finalmente essere tornata sui livelli della passata stagione e ne rifila 5 all'Osasuna. Le reti di Ansotegi, Martinez, Griezmann, Castro e dell'ex Fiorentina Seferovic regalano ai baschi la terza vittoria nelle ultime quattro partite disputate. <BR>Nelle altre due sfide del sabato da segnalare la seconda vittoria di fila per l'Almeria che, dopo avere battuto il Valencia al Mestalla, vince di misura anche contro il Valladolid raggiungendo quota 9 punti e risollevandosi dall'ultimo posto in solitaria, che adesso condivide con Rayo e Betis. Il Siviglia, dopo la goleada&nbsp;subita dal Real Madrid, si fa sorprendere in casa da un rinvigorito Celta Vigo, che grazie alla rete decisiva di Lopez ottiene la seconda vittoria <BR>consecutiva in trasferta.<BR>Tra gli incontri disputati ieri, l'Atletico Madrid liquida la pratica Athletic Bilbao col più classico dei risultati. 2-0 il finale con le reti di Villa e Diego Costa che valgono l'11a vittoria stagionale. Per Costa si tratta del tredicesimo centro&nbsp;che vale&nbsp;anche la leadership nella classifica marcatori<BR>condivisa, però,&nbsp;con Cristiano Ronaldo.<BR>Dopo tre sconfitte consecutive sembra rivedere la luce anche il Valencia di Miroslav Djukic vittorioso sul difficilissimo campo del Getafe grazie ad una magnifica realizzazione dai 25 metri dell'ex Parma, Dorlan Pabon.<BR>Si morde le mani, invece, l'altra squadra di Valencia, ossia il Levante, che ogni volta che raggiunge le parti alte della classifica non riesce mai ad assestare il colpo decisivo per spiccare il volo. E allora succede che il Granada colga l'intera posta in palio al 91 minuto grazie al gol di Piti e, soprattutto, grazie all'errore dal dischetto di El Zhar, il quale tira centralmente e non sorprende l'estremo difensore andaluso Roberto Fernandez.<BR>Infine, tanti gol ed emozioni nel derby d'Andalusia tra Malaga e Betis Siviglia. 3-2 il finale, con la zampata vincente al 90'di Samuel Garcia, entrato al posto di Tissone al minuto 85 e che fa esplodere "La Rosaleda".<BR>Stasera il posticipo vedrà di fronte due delle piacevoli sorprese della Liga spagnola. Al "Martinez Valero" si affronteranno Elche e Villareal per dare vita ad uno dei tanti derby della regione valenciana. Dei 5 precedenti tra le due squadre ad Elche, il Villareal non ha mai vinto ed il bilancio è di 2 pareggi e tre sconfitte.<BR>Stasera, però, il Villareal vorrà e dovrà cogliere il successo se vuole continuare a navigare in compagnia delle "big". Non sarà semplice perchè il piccolo&nbsp; Elche è maturato giornata dopo giornata ed ha bisogno di muovere la classifica per tenere la zona retrocessione a debita distanza.<BR><BR>LIGA – Risultati 12/a Giornata<BR><BR>VENERDI'<BR><BR>Barcellona-Espanyol 1-0&nbsp; 68'Sanchez)<BR><BR>SABATO<BR><BR>Real Sociedad-Osasuna 5-0&nbsp; 34'Ansotegi-47'Martinez-56'Griezmann-81'Castro-88'Seferovic<BR>Almeria-Valladolid 1-0&nbsp; 39'Rios<BR>Rayo Vallecano-Real Madrid 2-3&nbsp; 2'-49'C.Ronaldo-30'Benzema(RM) - 53'-55'Viera(RV)<BR>Siviglia-Celta Vigo 0-1&nbsp; 47'Lopez<BR><BR>IERI<BR><BR>Getafe-Valencia 0-1&nbsp; 41'Pabon<BR>Atletico Madrid-Athletic Bilbao 2-0&nbsp; 33'Villa-41'Diego Costa<BR>Levante-Granada 0-1&nbsp; 91'Piti<BR>Malaga-Betis Siviglia 3-2&nbsp; 13'Santa Cruz-61'Eliseu-93'S.Garcia(M) - 33'Verdu-63'Figueras(B)<BR><BR>OGGI<BR><BR>Elche-Villareal<BR><BR>CLASSIFICA<BR><BR>1)Barcellona 34<BR>2)At.Madrid 33<BR>3)Real Madrid 28<BR>4)Villareal 20<BR>5)At.Bilbao 20<BR>6)Getafe 19<BR>7)Levante 17<BR>8)Real Sociedad 17<BR>9)Valencia 16<BR>10)Espanyol 15<BR>11)Granada 14<BR>12)Siviglia 13<BR>13)Elche 13<BR>14)Malaga 13<BR>15)Celta 12<BR>16)Valladolid 11<BR>17)Osasuna 10<BR>18)Rayo 9<BR>19)Betis 9<BR>20)Almeria 9<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR><BR>&nbsp;<BR><BR>SpagnaFL0411FL0411sanchez.jpgSiNliga-spagnola-giornata-12-barcellona-real-madrid-atletico-madrid-inarrestabili-1012560.htmSi100427901,02,03010224
971012557NewsCampionatiBenitez: A Firenze sfida importante 20131030141040Benitez: A Firenze sfida importante Benitez: A Firenze sfida importante "<EM>A Firenze sarà una sfida importante</EM>". <STRONG>Rafa Benitez </STRONG>è chiaro e diretto come sempre. Il tecnico azzurro conferisce la giusta dimensione alla gara del Franchi e analizza questo primo scorcio di stagione del suo Napoli...<br><br> <STRONG>Mister può definirsi un duello per il vertice</STRONG>?<br><br> "<EM>Sì, perchè noi siamo vicini alla testa del campionato ed anche la Fiorentina punta a quello. Ma da oggi in poi saranno tutte così le partite che giocheremo con le dirette avversarie. La Fiorentina è forte, è una squadra di qualità e sarà una bella sfida</EM>"<br><br> <STRONG>Sarà anche un match tra due squadre che privilegiano il possesso palla</STRONG>...<br><br> "<EM>Loro hanno un bel palleggio ma sanno anche andare in porta con alternative diverse e questo ne fa una squadra completa. Io dico che noi per avere equilibrio dobbiamo fare bene la fase offensiva e difensiva. Se riusciamo a farlo possiamo contendere il possesso palla ed il controllo della partita alla Fiorentina. Ma ci sono tanti modi per vincere una partita</EM>".<br><br> <STRONG>Da Firenze in poi vi aspetta un ciclo di partite che possono risultare decisive per l'andamento della stagione</STRONG>...<br><br> "<EM>Sì questo è un momento importante per noi, ma sarà sempre così mese dopo mese. Ci giochiamo il vertice della classifica e la Champions. Momenti importanti ce ne saranno tanti, noi cerchiamo di pensare al presente per ottenere il massimo</EM>".<br><br> <STRONG>Che bilancio trae dai primi 3 mesi di Napoli?</STRONG><br><br> "<EM>Positivo al cento per cento. Non solo per la squadra ma anche per la Società. Siamo in crescita e speriamo di crescere ancora di più</EM>".<br><br> <STRONG>Con il Torino forse ci voleva più cattiveria sotto porta. Ha parlato di questo con la squadra</STRONG>?<br><br> "<EM>Quando io allenavo in Inghilterra si parlava di passione, in Italia si parla di cattiveria. La cattiveria significa chiudere le partite. Se noi ci riusciamo è meglio anche per l’allenatore che può lavorare con più tranquillità. Ma sono soddisfatto della prestazione sapendo bene&nbsp; che sempre si deve migliorare</EM>".<br><br> <STRONG>Napoli che ha scoperto un Mertens in forma smagliante</STRONG>...<br><br> "<EM>Mertens lo abbiamo comprato perché conoscevamo le sue qualità. Chi arriva in Italia ha bisogno di tempo per arrivare al top, c’è chi ha bisogno di maggiore tempo e chi mano ma tutti gli uomini della rosa sono fondamentali per noi</EM>”.<br><br> <STRONG>Qual è invece la condizione di Cannavaro</STRONG>?<br><br> "<EM>Per me Cannavaro è un esempio, lavora benissimo ed è un professionista impeccabile. C’è tempo per tutti e tutti avranno spazio e tempo per giocare. Stesso discorso vale per Fernandez, adesso sta giocando lui ma io voglio che tutti migliorino e crescano perché mi aspetto il massimo da ogni calciatore</EM>”<br><br> <STRONG>Ci sarà turnover a Firenze</STRONG>?<br><br> "<EM>Io cerco di fare un bilancio psico fisico partita per partita per decidere quale calciatore è meglio che vada in campo o riposi. Valutiamo dopo l’ultimo allenamento e poi penserò alla formazione</EM>".<br><br> <STRONG>Si aspettava la Roma così lanciata in classifica</STRONG>?<br><br> "<EM>Non è una sorpresa per noi vedere la Roma così in alto, era una delle squadre candidate per il titolo. Se continueranno così vinceranno certamente. Ma ci sono anche altre squadre che possono inserirsi, però al momento la Roma è lì e complimenti a loro</EM>”.<br><br> <STRONG>E' stato inserito nella lista dei candidati al premio "allenatore dell'anno 2013" dalla Fifa e France Football. Insieme a lei ci sono altri grandi tecnici, chi pensa che vincerà</STRONG>?<br><br> "<EM>Io dico che per essere inseriti in quella lista non basta essere un buon allentore ma bisogna avere anche doti fuori dal campo. Bisogna essere un esempio come tecnico e come uomo. Io penso che vincerà Jupp Heynkes perchè si parla di una persona che ha vinto in campo ed è un esempio di professionalità fuori dal campo</EM>"<br><br> <IMG alt="" src="http://www.sscnapoli.it/shared/UserFiles/image/NAPOLI%202013%20ANDATA/nasu%20(2).jpg" width=532 height=355><br><br> &nbsp;<br><br>gp01ctgp01ctbenitez.jpgSiNbenitez: a firenze sfida importante -1012557.htmSi-01,02,03,08010174
981012552NewsCampionatiDa Roma a Torino, passando per Piombino: la storia di un incontro. Tra calcio e filosofie di vita20131028233111calcioGià, il calcio. Un mondo diverso, capace di sviluppare attenzioni ed emozioni totalmente opposte alla religiositàSuccede di fare un lungo viaggio in macchina e accade pure di pensare ad un amico e fermarsi a salutarlo. Nei giorni scorsi mi è capitato di ritornare da Roma, dove ho assistito all’udienza generale di Papa Francesco. Emozioni profonde e folla di persone incalcolabile. Piazza San Pietro sembrava il centro del mondo. Migliaia e migliaia di persone accalcate per vedere Francesco, per assistere da vicino al suo sorriso rassicurante, alla sua umiltà, ai suoi gesti teneri e affettuosi verso vecchi e bambini alla ricerca di un bacio, di una carezza simbolica data dalla mano di Dio. E lui, Papa Francesco, non tradisce le attese offrendosi con generosità a tutti. E’ stata davvero una grande emozione che ho voluto scrivere immediatamente recandomi nella Sala Stampa del Vaticano, dove sono stato accolto con molta ospitalità dai colleghi giornalisti di tutto il mondo; preti compresi. Un’esperienza inusuale, unica nel suo genere, soprattutto per me che sono abituato alle sale e alle conferenze stampa dedicate al calcio. Già, il calcio. Un mondo diverso, capace di sviluppare attenzioni ed emozioni totalmente opposte alla religiosità, ma che in fondo si somigliano per enfasi e patos che sono così abili nell’infiltrarsi tra le pieghe più profonde dell’animo umano. Un gol può suscitare sentimenti ed emozioni talora simili all’incontro di migliaia di persone di lingua e culture diverse, che confluiscono in una grande piazza come quella di San Pietro in Vaticano per sentirsi uniti attraverso la richiesta di un conforto che Papa Francesco regala a tutti e che vale più di ogni altra cosa al mondo. Un calcio al pallone e una carezza all’anima. Cose diverse? Forse!<BR>Così, come dicevo pocanzi, ritornando in macchina da Roma verso Torino e, passando da Piombino, ho pensato di andare a trovare un amico caro che non vedevo da molto tempo: Aldo Agroppi. Nelle vicinanze di Grosseto telefono a casa sua per annunciare la mia breve visita. Mi risponde Nadia, la moglie di Aldo, la quale mi dice di essere contenta di sentirmi e che Aldo in quel momento non era in casa, ma sarebbe rientrato da lì a poco. Il cielo plumbeo e la pioggia battente e copiosa, incoraggiano a fermarsi almeno un po’ prima di proseguire il lungo viaggio. Arrivato a Villa Agroppi, Aldo aziona il cancello automatico per darmi libero accesso. Il temporale è insistente e quasi non mi permette di scendere dall’auto per entrare di corsa in casa sua. Poi, dopo aver posteggiato accuratamente l’auto accanto alla porta d’ingresso, faccio una breve corsa che mi consente finalmente di entrare. Prima l’accoglienza affettuosa di Nadia, poi l’abbraccio sincero ad Aldo s’intrecciano in gesti eloquenti che non hanno bisogno di tante e inutili parole, perché parlano da sole. Ci sediamo in salotto e Aldo mi informa che è stato operato da poco all’ospedale di Livorno. “Mi hanno messo un pacemaker coronarico” mi dice con voce roca. Ma lui continua ancora: “Questa operazione mi è stata consigliata dal cardiologo per evitare brutte sorprese e improvvisi pericoli che potrebbero verificarsi a seguito dell’infarto e dell’intervento chirurgico che ho avuto qualche tempo fa”. L’ho trovato smagrito il buon Aldo, forse un po’ stanco, ma sempre attento nelle sue analisi calcistiche e lucido nei concetti riferiti all’andamento del mondo e della sua globalizzazione, capace com’è di cambiare in maniera così repentina a discapito dei valori umani. Pensieri tristi, profondi, talora senza speranza per l’umanità, che sembrano associarsi all’atmosfera di una giornata buia e senza sole. La pioggia continua a battere con violenza sui vetri delle finestre prospicienti al salotto dove noi siamo seduti, quasi a significare i profondi e malinconici pensieri di Aldo. E’ il sintomo della sua depressione, il male oscuro che lo affligge ormai da troppi anni e che ora, a causa del post infarto e degli interventi chirurgici, sembra acuirsi sempre più. Alti e bassi. Un andamento umorale di tipo depressivo che si manifesta con picchi di negatività che soffocano sempre più la positività dei pensieri. Intanto cerco di parlare di calcio, del campionato in corso e del Toro attuale, proprio per sviarlo da certi assillanti pensieri e portarlo su argomenti più consoni a quella che è stata la sua vita di grande calciatore, prima, e di allenatore e opinionista televisivo, poi. “Il Toro fa quello che può” dice Aldo, “la squadra non ha grandi potenzialità tecniche e, purtroppo, è destinata sempre a lottare e soffrire per restare in Serie A. Ci vorrebbero grandi acquisti, ma Cairo non ha la possibilità di farli, soprattutto adesso che ha anche acquistato l’emittente televisiva La7. La Juve mi sembra stanca, non è la stessa squadra che abbiamo ammirato due anni fa in occasione della conquista del primo scudetto dell’era di Antonio Conte. Note positive arrivano invece dalla Roma, una squadra in grado di esprimere un buon calcio e di esaltare le qualità tecniche e tattiche di Totti, nonostante la sua non più giovane età. Tuttavia, penso che è ancora presto per dire che vincerà lo scudetto, anche in considerazione degli eventuali infortuni che potrebbero penalizzare la squadra giallorossa che non possiede una panchina importante. Bella anche la Fiorentina di Montella, mentre per il Napoli bisognerà attendere gli sviluppi del suo cammino in Champions League. L’Inter, dopo il campionato negativo dello scorso anno è in fase di ricostruzione. Mazzarri è un buon allenatore e, nonostante il cambio ai vertici della società nerazzurra, saprà sicuramente riportare la squadra ai livelli che gli competono. Il Milan di Allegri sembra aver perso troppi punti in classifica a causa di una non buona campagna acquisti. Lo stesso dicesi per la Lazio, una squadra dai risultati altalenanti che ha messo a dura prova le indubbie capacità di Petkovic.” L’analisi di Agroppi è lucida, competente, condivisibile, attenta a ogni situazione legata al pallone nostrano, anche se, in tutta confidenza, mi dice che il più delle volte non riesce ad assistere a una partita intera in televisione: “Questo calcio non mi piace più per tanti motivi e, per certi versi, mi ha deluso profondamente”, dice Aldo. Proprio lui che è stato uno degli artefici del grande calcio d’un tempo ormai troppo lontano. <BR>Intanto, il mio sguardo si posa sulla parete accanto, dove spicca un bel quadro che riproduce l’icona di Mina, la più grande cantante italiana di tutti i tempi che gli ha scritto una dedica autografata. E’ orgoglioso Aldo di questo cimelio, “Mina è la mia cantante preferita. Ricordo che tanti anni fa andavo ad ascoltarla dal vivo alla Bussola di Bernardini a Viareggio. Che belli quegli anni…!” Poi si ripiomba nei pensieri tristi e, prima di lasciarci, mi dice: “Sai Salvino, il pensiero della morte mi atterrisce, non la concepisco, soprattutto nel dare un significato alla vita stessa. Ma che senso ha morire dopo una vita di sacrifici per costruire il tuo futuro e quello dei tuoi affetti più cari. Che senso ha tutto ciò?” Ci lasciamo così con Aldo, con una domanda che non ha alcuna risposta. Un abbraccio intenso a lui e a Nadia proprio mentre arriva il nipotino Alessandro, quattordicenne calciatore degli Allievi della Fiorentina allenata dal fratello di Roberto Baggio. Riuscirà il rampollo di casa Agroppi a emulare le gesta calcistiche di nonno Aldo? Chissà, il futuro è dalla sua parte. Per adesso Alessandro si gode il nonno, lo abbraccia e lo stringe forte, quasi a voler significare l’affetto smisurato che prova per lui, nonno splendido che l’ha seguito fin dai suoi primi calci al pallone.<BR>Così, dopo aver salutato e ringraziato tutti, riparto per Torino. Il viaggio è ancora molto lungo ma, grazie a Dio, la pioggia si è attenuata di molto e il sole sembra fare capolino all’orizzonte. E’ stato bello incontrare Aldo Agroppi, è stato emozionante condividere il suo particolare momento di vita e ascoltare i suoi pensieri esistenziali, così profondi da far passare in secondo piano quel calcio che da sempre è stato il senso della sua vita da serio professionista. I primi calci al pallone nel mitico Filadelfia sono stati l’inizio di una vita dedicata al calcio, prima giocato e poi vissuto dalla panchina come allenatore. Dopo è stato opinionista davanti le telecamere delle emittenti televisive più prestigiose d’Italia, a parlare con schiettezza, a raccontare le sue verità senza il timore di offendere nessuno, neanche i vertici del Potere. Ma, in un mondo fatto di ipocrisia, Aldo Agroppi c’è stato sempre male, non si è trovato mai a suo agio. Ha lottato talora contro i mulini a vento, pagando pure di persona nel tentativo di fare un servizio e un’informazione corretta, senza peli sulla lingua, con quel coraggio che non vuole mai nascondere scomode verità. Questo è Aldo Agroppi, il toscanaccio dalla lingua tagliente e biforcuta, tanto amato e odiato per avere sempre detto quello che pensa. E ancora oggi, nonostante il tempo fugga via inesorabile, egli si sente più “incendiario” che “pompiere”, anche se….. certi negativi pensieri che deprimono e invadono la sua mente, sono sempre più lontani dal calcio e più vicini a una realtà sociale ed esistenziale che non lascia spazio all’ottimismo.<BR><BR>Salvino Cavallaro<BR><BR><BR>C1012317FL0711FL0711pallone8.jpgSiNda-roma-a-torino-storia-di-un-incontro-1012552.htmSi100451001,02,03,06,07,08030342
991012528NewsCampionatiSerie A, Top e Flop dell`8a giornata20131021124350serie aRoma, Fiorentina, Genoa e Verona spiccanoRoma, Fiorentina, Genoa e Verona spiccano grazie alle rispettive vittorie e portano linfa alla formazione dei flop. Male le altre big, Napoli e Juventus su tutte. <br><br>TOP<br><br>Pegolo = La prima vittoria in A del suo Sassuolo porta anche la sua firma. Portiere da salvezza, a Torino, sponda granata, si mangiano le mani. Solido.<br><br>Benatia = Continua il momento d’oro del centrale ex Udinese, così come quello della Roma. Ad oggi miglior difesa europea. Granitico.<br><br>Cacciatore = Continua la sua vena realizzativa e creativa (viste le esultanze che già fanno scuola). Il Verona vola, lui si inserisce in zona gol con fare da cecchino. Esaltato.<br><br>Pjanic = Qualificazione mondiale con la Bosnia, doppietta decisiva nel big match contro il Napoli. E dire che, secondo Zeman, era incompatibile con De Rossi. Qualità.<br><br>Jorginho = Altro trascinatore degli scaligeri di Mandorlini. Gioca un’infinità di palloni, si inserisce, segna rigori con sicurezza “balotelliana”. Motorino.<br><br>G. Rossi = Tripletta storica che infiamma Firenze e porta ad una vittoria che sa di clamoroso. Un meritato tributo ad un campione rinato. Cecchino.<br><br>Gilardino = Di riffa o di raffa la butta dentro, regalando a Gasperini un felice ritorno a Marassi. Non sarà bellissimo da vedere, ma i suoi numeri parlano chiaro. Goleador.<br><br>Formazione TOP = Pegolo; Benatia, Cacciatore, Marchese; Pjanic, Jorginho, Birsa, Joaquin; Gilardino,G. Rossi, Palacio. <br><br>FLOP<br><br>Buffon = La più preoccupante di tutte le amnesie juventine è la sua. Per oltre un’ora spettatore non pagante, poi crolla con tutta la squadra. Triste.<br><br>Cannavaro = Prestazione da dimenticare. Entra, si fa ammonire e genera la prima rete giallorossa. Procura il rigore del 2 a 0 e prende il rosso, in nemmeno 90 minuti. Frana.<br><br>Legrottaglie = Patisce la corsa di Ibarbo come gli avversari di Bolt con la freccia giamaicana. Ed il suo Catania affonda. Pensionato.<br><br>Hamsik = Un grande giocatore cui,per diventare grandissimo, manca ancora uno step: non eclissarsi (come a Roma) nelle partite che contano. Assente.<br><br>Hernanes = Altro faro che si sta spegnendo. Ha perso il sorriso, si dice voglia cambiare aria. Intanto traghetta la Lazio in acque pessime. Svogliato.<br><br>Matri = Ancora una volta cecchino spuntato. Non becca la porta manco con le rotelle e conferma i suoi limiti a sopportare le pressioni. Apatico.<br><br>Pandev = Errore macroscopico che poteva dare un altro significato alla gara del suo Napoli. Higuain, anche zoppo, è un altro pianeta. Abulico.<br><br>Formazione FLOP = Buffon; Legrottaglie, Cannavaro, Nagatomo; Hernanes, Hamsik, Luci, Pinzi; Matri, Pandev, Amauri.<br><br>Gabriele Cavallaro<br><br>&nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001pjanic-4.jpgSiNserie-a-top-e-flop-dell-ottava-giornata-1012528.htmSi100075701,02,03030325
1001012524NewsCampionatiPer la Juve beffa al Franchi20131021080739juve, fiorentinaPer la Juve beffa al FranchiDal paradiso all’inferno, in un quarto d'ora: una vittoria che per un’ora sembrava cosa fatta si trasforma in una sconfitta cocente e fin troppo punitiva nel punteggio per quanto visto in campo. Perché al Franchi è soprattuto la Juve a fare la partita e il 2-0 per i bianconeri con cui si era chiuso il primo tempo sembrava il preludio di una goleada. E goleada in effetti è stata, ma per i viola, che capitalizzano al massimo due episodi e poi la foga con cui i bianconeri, dopo essere stati agguantati, avevano cercato di riportarsi in vantaggio, lasciando però troppi spazi liberi in difesa.<br><br> E dire che l’inizio del match poteva far pensare ad una partita dal punteggio basso perché, nonostante &nbsp;Juve e Fiorentina si affrontino a viso aperto, per più di un quarto d’ora sono le difese a dominare e si deve aspettare il 17’ per vedere il primo tiro in porta: Tevez parte in velocità e prova un sinistro rasoterra dal limite, bloccato senza difficoltà da Neto. La risposta viola arriva poco più tardi, con Buffon che segue con lo sguardo il destro di Roncaglia perdersi sul fondo.<br><br> Le azioni offensive dei bianconeri passano spesso per i piedi di Tevez, che imposta e conclude di testa dopo un bello scambio con Pogba, ma mette a lato. Fuori, deviato in angolo da Neto, termina anche il destro di Marchisio dal limite.<br><br> Al 36’ arriva la svolta del match: Tevez combina con Llorente, riceve in area e viene steso senza complimenti da Pizarro, proprio a due passi da Rizzoli, che indica il dischetto. E dopo essersi guadagnato il rigore, l’Apache trasforma con un destro potente e centrale e sigla il suo quarto gol in campionato.<br><br> Il vantaggio garantisce più spazi e la Juve ne approfitta immediatamente. 40’ minuto: Pogba dal limite piazza il pallone in area, a metà strada tra Tevez e Asamoah. Cuadrado è il primo ad arrivarci, ma nel tentativo di rinviare anticipa Neto e alza un pallone a campanile che si trasforma in un assist prezioso per Pogba. Il francese arriva in corsa e conclude in rete l’azione da lui stesso iniziata.<br><br> Pensare che il 2-0 possa bastare alla Juve, sarebbe un grossolano errore. I bianconeri partono forte anche nella ripresa, chiudendosi bene, tenendo vicini i reparti e cercando subito la verticalizzazione. All’8’ la partita potrebbe essere definitivamente chiusa se il tocco di Marchisio, entrato in area con un numero d’alta scuola, non sbattesse sul volto di Neto in uscita. Il portiere viola è ancora decisivo &nbsp;quando blocca il colpo di testa ravvicinato di Chiellini e devia in angolo la punizione di Pirlo, indirizzata nel sette.<br><br> Non c’è un bianconero che non corra, raddoppi sugli avversari, e aggredisca gli spazi. Llorente valga da esempio per tutti: lo trovi quasi sulla linea dei centrocampisti a recuperare il pallone e un attimo dopo è in avanti, a suggerire la sponda per Asamoah, che entra in area centralmente, ma calcia su Neto.<br><br> Proprio quando la partita sembra orami avere un padrone ben definito, ecco che si riapre improvvisamente: Fernandez termina a terra dopo un contrasto con Asamoah &nbsp;in area e Rizzoli fischia il secondo rigore di giornata, questa volta per i viola. Dal dischetto Giuseppe Rossi non sbaglia.<BR>Il gol rianima il pubblico del Franchi, ammutolito fino a quel momento, e anche la squadra di Montella, che in dieci minuti agguanta il pareggio. Ancora Rossi a mettere firma sul gol, con un sinistro dal limite piazzato nell’angolino. Conte manda in campo Vidal al posto di Marchisio, ma non c’è tempo di vedere l’effetto del cambio che la Fiorentina passa ancora con Joaquin che quando riceve in area l’assist di Borja Valero ha tutto il tempo di controllare, aspettare l’uscita di Buffon e piazzare il pallone in rete. La Juve si butta in avanti alla ricerca del pareggio e lascia delle praterie scoperte, nelle quali Cuadrado può far valere la sua velocità. E al 36’ il contropiede del colombiano, con l’assist per la tripletta di Giuseppe Rossi, chiude una gara che definire assurda è un eufemismo &nbsp;e condanna la Juve alla prima sconfitta stagionale <br><br> <STRONG>FIORENTINA-JUVENTUS 4-2</STRONG><br><br> <STRONG>RETI: </STRONG>Tevez 37’ pt, Pogba 40’ pt, Rossi 21’ st, Rossi 31, Joaquin 33’ st , Rossi 36’ st<br><br> <STRONG>FIORENTINA</STRONG><BR>Neto; Roncaglia, Rodriguez, Savic; &nbsp;Cuadrado, Aquilani (11’ st Joaquin), Pizarro, Ambrosini (23’ pt Fernandez), Pasqual; Borja Valero; Rossi (40’ st Matos).
<BR>A disposizione: Munua, Tomovic, Compper, Bakic, Vecino, Alonso, Vargas, Wolski, Iakovenko.<BR>Allenatore: Montella
<br><br> <STRONG>JUVENTUS</STRONG><BR>Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Padoin (38’ st Motta), Pogba, Pirlo, Marchisio (32’ st Vidal), Asamoah (35’ st Giovinco); Tevez, Llorente.
<BR>A disposizione: Storari, Rubinho, Caceres, Ogbonna, &nbsp;Peluso, De Ceglie, Isla, Bouy.<BR>Allenatore: Conte <br><br> <STRONG>ARBITRO</STRONG>: Rizzoli<BR><STRONG>ASSISTENTI:</STRONG> Di Fiore, Stefani<BR><STRONG>QUARTO UFFICIALE</STRONG>: Dobosz<BR><STRONG>ARBITRI D’AREA: </STRONG>Valeri, Calvarese <br><br> <STRONG>AMMONITI</STRONG>: 12’ pt Tevez, 15’ pt Aquilani, 22’ pt Barzagli, 36’ pt Cuadrado, 12’ st Savic, 21’ st Asamoah, 23’ st Pirlo, 42’ st Motta, 44’ st Bonucci<br><br>gp01ctgp01ctjuventus.jpgSiNjuve fiorentina-1012524.htmSi-01,02,03,06010176
1011012518NewsCampionatiConte: «Occhi aperti»20131019174616Conte: «Occhi aperti»Fiorentina e Real Madrid. Due partite che nel giro di pochi giorni potranno dire parecchio sulla stagione della Juventus. E proprio perché si tratta di sfide delicate, Conte chiede ai suoi di concentrarsi esclusivamente sulla gara contro i viola: «Meglio una partita del genere che una contro una squadra di seconda fascia - spiega il tecnico - che magari potrebbe a sottovalutare il match e a pensare già a quello di Champions. Oggi per me il Real non ha importanza. La partita della vita adesso è quella contro la Fiorentina. Solo dopo il 90’ inizieremo a pensare alla gara con gli spagnoli». Fiorentina e Real Madrid. Due partite che nel giro di pochi giorni potranno dire parecchio sulla stagione della Juventus. E proprio perché si tratta di sfide delicate, Conte chiede ai suoi di concentrarsi esclusivamente sulla gara contro i viola: <FONT face="Times New Roman, serif">«</FONT>Meglio una partita del genere che una contro una squadra di seconda fascia - spiega il tecnico - che magari potrebbe a sottovalutare il match e a pensare già a quello di Champions. Oggi per me il Real non ha importanza. La partita della vita adesso è quella contro la Fiorentina. Solo dopo il 90’ inizieremo a pensare alla gara con gli spagnoli<FONT face="Times New Roman, serif">»</FONT>.<br><br> La sfida del Franchi è ancor più importante dopo il risultato di Roma-Napoli, con i giallorossi che hanno centrato l’ottava vittoria consecutiva, allungando in classifica: <FONT face="Times New Roman, serif">«</FONT>Se continuano di questo passo frantumeranno ogni record e dovremo solo applaudire. Per noi dev’essere uno stimolo a vere qualcuno davanti e la partita di ieri servirà a farci tenere le antenne dritte. E’ un bene che stia accadendo questo, perché se c’era qualcuno nel nostro ambiente che pensava che sarebbe stato semplice, ora starà aprendo gli occhi. Dovremo superarci per fare qualcosa di straordinario per il terzo anno consecutivo, ma se saremo tutti consci delle difficoltà le nostre possibilità aumenteranno. E per tutti intendo tutti: dal magazziniere ai tifosi, dallo staff tecnico, alla società a chi cura il campo<FONT face="Times New Roman, serif">»</FONT>.<br><br> La fuga della Roma mette pressione a tutte le inseguitrici, Fiorentina compresa: <FONT face="Times New Roman, serif">«E’ stata costruita per migliorare il quarto posto dell’anno scorso, ci sono stati investimenti importanti e si devono fare i complimenti alla società e a Montella. Sarà più difficile anche per loro perché non sono più una sorpresa».</FONT><br><br> <FONT face="Times New Roman, serif">Al Franchi la Juve troverà un ambiente come sempre caldissimo, con una novità in più: la totale assenza di barriere tra campo e tribune. «Se dovessi preoccuparmi smetterei oggi stesso di fare l’allenatore. C’è la polizia? Ma tanto siamo in Italia, non ci meravigliamo di nulla. Il calcio lo viviamo così, non come in Inghilterra, Spagna o Germania, dove si va allo stadio, si tifa per la propria strada e poi, si vinca o si perda, si torna a casa sereni. Qui sembra di andare in guerra ogni volta ed è uno schifo. Penso che abbiano fatto bene a togliere le barriere. I fiorentini sono educati e civili, un esempio per l’Italia e lo saranno anche domani».</FONT><br><br> <FONT face="Times New Roman, serif">Domenica Conte dovrà gestire assenze importanti, soprattuto in attacco: «E’ una situazione che va affrontata con serenità: gli infortuni fanno parte della stagione e vanno messi in preventivo quando si prepara la rosa. Abbiamo cinque attaccanti e il momentaneo stop di Vucinic e Quagliarella darà più spazio agli altri tre. Ho piena fiducia, in Tevez, Giovinco e Llorente, che sta facendo grandi progressi. </FONT>Fernando ha vissuto un anno da turista a Bilbao. Ha giocato pochissimo ed era inviso all’ambiente, quindi anche dal punto di vista psicologico non è stato semplice per lui. E’ un ragazzo pulito e sensibile e credo che l’anno scorso abbia inciso molto. Si è calato in un nuovo calcio, dove i difensori sono meno gentili e si sta ambientando, da un punto di vista tecnico, tattico e fisico. Sta crescendo, spero di portarlo ai migliori livelli insieme alla squadra e chissà che anche il ct spagnolo non possa ripensare a lui<FONT face="Times New Roman, serif">»</FONT>.<br><br> <FONT face="Times New Roman, serif">La Juve insomma ha gli uomini giusti per sopperire alle assenze e non è necessario nessun cambio di modulo: «In questi due anni e tre mesi credo di aver dimostrato elasticità adattando le mie idee di calcio ai calciatori. Ero partito con il 4-2-4, sono passato al 4-3-3 e ho trovato l’abito giusto con il 3-5-2. Ci siamo arrivati per gradi. Rispetto allo scorso anno abbiamo un solo giocatore nuovo tra i titolari, Tevez. Tra lo scrivere e il pensare c’è il fare e io devo lavorare con le caratteristiche di giocatori che in questi due anni hanno vinto e convinto. Non devo accontentare i giornali, ma fare il bene della Juventus. Poi chissà, magari tra qualche mese schiererò un 1-10... tutti in attacco... Il nostro modulo è di moda in Italia? Bisogna distinguere: il 3-5-2 può diventare offensivo con gli esterni alti, o difensivo se li tieni bassi. In Italia non sono in tanti a giocare come noi. Attacchi con cinque, a volte sei uomini e per adesso ci ha dato risultati importanti. Nella fase offensiva ci offre tante soluzioni, in difesa forse ci fa abbassare troppo, ma stiamo lavorando per modificare questo aspetto».</FONT><br><br> Su Vidal infine, rientrato ieri dal Cile, Conte spiega di non aver ancora parlato con il giocatore: <FONT face="Times New Roman, serif">«</FONT>E’ giusto che chieda ad Arturo perché si è presentato con un giorno di ritardo saltando due allenamenti. Ci sono delle regole e quando avrò le idee abbastanza chiare le faremo rispettare, per il bene di tutti<FONT face="Times New Roman, serif">»</FONT>.<br><br>gp01ctgp01ctconte-6.jpgSiNconte: «occhi aperti»-1012518.htmSi-01,02,03,06010205
1021012505NewsCampionatiCaceres a Filo Diretto: «Pronto a rientrare»20131019085653Cáceres, juveCaceres a Filo Diretto: «Pronto a rientrare»Un salto a Jtv prima del ritorno definitivo in campo. Antonio Conte ha recuperato una pedina importante della sua rosa: Martin Caceres è nuovamente in rampa di lancio. Dimenticato l’infortunio al menisco rimediato in Nazionale a settembre, smaltito l’intervento e trascorso il periodo di riabilitazione, l’uruguaiano è tornato regolarmente in gruppo.<br><br> In attesa di rientrare quanto prima nella lista dei convocati, magari già per la trasferta di Firenze, Caceres è stato protagonista della puntata di Filo Diretto, la prima “targata” Cristina Chiabotto. Ospite negli studi di Vinovo, il difensore ha risposto a tutte le curiosità dei tifosi bianconeri.<br><br> Innanzitutto il punto sulla sua situazione personale. «Sono stato fermo 40 giorni a causa di questo intervento al menisco. Ora sono tornato finalmente ad allenarmi con i compagni. Sono contento e ho tanta voglia di tornare in campo. In mia assenza comunque la squadra ha fatto davvero bene, ha avuto un grande avvio di stagione, giocando un ottimo calcio».<br><br> Questa appena trascorsa è stata una pausa un po’ diversa per Martin. Nessun viaggio intercontinentale e nessuna gara con l’Uruguay. Se ne riparlerà a novembre, quando la Celeste si giocherà tutto per accedere al Mondiale in Brasile. «Ci aspetta la doppia partita con la Giordania, uno spareggio che vogliamo vincere. Ora però devo pensare solo alla Juve, qui ci attendono altre partite importanti. Come quella con il Real, anche se adesso l’unica che ci interessa veramente è quella di domenica contro la Fiorentina. Andremo a Firenze con la solita cattiveria e la solita voglia di vincere. Dobbiamo fare bene perché vogliamo vincere un altro Scudetto e sappiamo che ci sono tante squadre forti pronte a lottare con noi. Come ad esempio Roma e Napoli che si affrontano stasera, speriamo che esca un bel pareggio…»<br><br> Con il rientro di Caceres, Antonio Conte potrà avere a disposizione un vero e proprio jolly. In grado di ricoprire più di un ruolo, in difesa come in fascia. Senza dimenticare la sua capacità di essere decisivo sotto porta, soprattutto nei big match. Caratteristica, questa, che aveva contraddistinto anche la sua prima esperienza torinese. «Finora questa seconda parentesi si sta dimostrando diversa dalla prima. Soprattutto per le vittorie che siamo riusciti ad ottenere in questi due anni. Ma anche per la presenza in panchina di Antonio Conte. Il mister ha fatto davvero un grande lavoro e da lui c’è da imparare tanto ogni giorno. A Torino la mia famiglia si sente a casa e io voglio molto bene alla Juve, spero di restare qui ancora tanti anni e ottenere altre vittorie importanti».<br><br>gp01ctgp01ctcaceres.jpgSiNcáceres juve-1012505.htmSi-01,02,03,06010145
1031012486NewsCalciomercatoJuventus, il tecnico è il valore in più20131010122148juventusIl successoIl successo e la bravura di un allenatore la si vede anche, e soprattutto, dall'apprezzamento che riscuote fra i giocatori con cui lavora. Se poi gli attestati di stima arrivano anche da calciatori che non hanno lavorato con quel particolare tecnico ecco che tutto assume ancora maggior risalto. E' in quest'ottica che si può leggere il primo posto che Antonio Conte, tecnico della Juventus, ha conquistato nella classifica pubblicata da La Gazzetta dello Sport fra gli allenatori con cui, un campione anonimo di 50 giocatori di Serie A, vorrebbe lavorare in carriera. Per il manager bianconero il 32% delle preferenze, seguito a distanza dall'artefice della nuova, spettacolare, Fiorentina, Vincenzo Montella e da quel Massimiliano Allegri che, nonostante, le difficoltà degli ultimi anni in casa Milan ha sempre portato i rossoneri in zona Champions League.<br>C1012317adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-il-tecnico-e-il-valore-in-piu-1012486.htmSiT1000007100075701,02,03030406
1041012478NewsCampionatiCambiasso «Abbiamo fatto la partita e giocato bene, peccato...»20131006091543Inter, CambiassoCambiasso «Abbiamo fatto la partita e giocato bene, peccato...«Al termine della gara persa contro la Roma, Esteban <STRONG>Cambiasso</STRONG> ha rilasciato alcune dichiarazioni esclusive a <EM>Inter Channel</EM>. Queste le parole del centrocampista argentino: "Loro sono stati bravi, noi abbiamo voluto fare la partita e abbiamo avuto anche momento di buon calcio, possesso palla e occasioni... ma il calcio sono i gol, presi e fatti, e se loro ne fanno più di te va a finire così... Il fallo del rigore era fuori area, ma non cerchiamo alibi. Certo è arrivato nel momento peggiore, il momento della nostra reazione, e avevamo avuto due occasioni poco prima. Il tiro di Guarin sta ancora facendo tremare la porta, abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare e la gente lo ha anche visto. Bisogna continuare, avremmo detto la stessa cosa anche se avessimo vinto. La strada è lunga e ci vuole concentrazione per tornare sulla strada giusta. Penso che in una partita così segnare per primo vuol dire tanto, oggi nel calcio italiano non è facile ribaltare il risultato come abbiamo fatto con la Fiorentina, li avevamo avuto più cuore che gioco, oggi più gioco ma non siamo riusciti. Sono serate così, inutile cercare scuse. Complimenti a loro, sono stati bravi. Anche la situazione del gol di Ranocchia poteva essere importante e cambiare l'inerzia della gara, tutto quello che poteva essere non è stato, ma ripeto, merito alla Roma che sta vivendo un momento di grazia. Siamo amareggiati perchè è normale che perdere non piaccia mai, ma il Campionato è una maratona, cercheremo di recuperare punti e di arrivare più in alto possibile". <BR><BR>gp01ctgp01ctcambiasso.jpgSiNinter cambiasso-1012478.htmSi-01,02,03010157
1051012464NewsCoppeGonzalo-Ambrosini per i goal, ma la Fiorentina è più squadra che mai20131004073514fiorentina, ambrosiniGonzalo-Ambrosini per i goal, ma la Fiorentina è più squadra che maiUna vittoria di cuore, di testa, di squadra. La Fiorentina accetta la battaglia nel pantano reso ancora più viscido dalla nevicata dei primi 45' di gioco. Nella ripresa con il clima che regala una breve tregua la squadra di Montella accelera con Matos che si procura il rigore del vantaggio trasformato da Gonzalo. Appena cinque minuti e la pressione del Dnipro e del suo pubblico fa procurare un penalty per un fallo di mani di Pizarro (con tanto di giallo) su tiro ravvicinatissimo che Seleznyov realizza. I padroni di casa provano a buttare qualche palla nel mezzo per sfruttare il fisico, Neto allontana ogni minaccia. Minuti di qualità e quantità per Borja Valero che subentra a Bakic e serve l'assist per il goal vittoria di Ambrosini al 73'. Per poco nei contropiedi finali il risultato non è ancora più largo per la Fiorentina che però resta in 10 per l'espulsione per doppio giallo a Pizarro a 5' dalla fine. <br><br> Montella commenta a fine gara: “Campo pesante a cui non eravamo abituati, ma la squadra ha fatto un'ottima partita senza sbagliare mai l'atteggiamento. <br><br> Abbiamo iniziato bene, con il giusto approccio, poi nella ripresa quando le squadre si sono allungate abbiamo avuto spazi per giocare meglio. Il Dnipro è una squadra forte, che non perdeva in casa da 16 partite, questo per dare valore alla partita. Poi va considerato che hanno giocato anche giocatori che di solito hanno meno spazio eppure hanno dimostrato di essere integrati nei meccanismi di squadra”. <br><br>gp01ctgp01ctmontella_viola.jpgSiNfiorentina ambrosini-1012464.htmSi-01,02,03010183
1061012444NewsCampionatiUn Parma dal bel gioco e dal cuore infinito pareggia a Firenze 2-220131001082328Parma, Fiorentina, Un Parma dal bel gioco e dal cuore infinito pareggia a Firenze 2-2Un grande Parma, dal bel gioco e dal cuore infinito, torna dal difficile campo di Firenze con un meritato punto in più nella sua classifica. I ragazzi crociati, in vantaggio all’intervallo, hanno anche sperato di portare nel Ducato una vittoria, perché nel primo tempo, con un possesso palla orchestrato da perfette trame collettive, che ha imbrigliato i padroni di casa, hanno dominato la scena dello stadio Artemio Franchi, concretizzando la mole prodotta nel minuto di recupero grazie alla generosità di Walter Gargano. Il centrocampista uruguaiano ci ha creduto tirando di sinistro all’ingresso dell’area, provocando il tocco decisivo del giocatore viola Gonzalo Rodriguez.<br><br> Nella ripresa il Parma ha subito la voglia di riscatto della Fiorentina, scesa in campo molto più aggressiva. Pur difendendosi molto bene e cercando di ripartire con insidiosi contropiede, la nostra squadra è stata raggiunta, al 63’, da un colpo di testa dello stesso Gonzalo Rodriguez su corner velenoso di Borja Valerio e ha patito il raddoppio del neo entrato Vargas, al 77’ pescato in area da Pizarro, abile nel girarsi per colpire al volo di sinistro e segnare.<br><br> I crociati hanno avuto il grande merito di non scoraggiarsi, di guardarsi dentro, di ricordarsi le parole che Roberto Donadoni aveva seminato nel loro animo alla vigilia della partita, che chiedevano una condotta fatta più di determinazione che di disposizione tattica.<br><br> Hanno così perseverato alla ricerca di un punto che non pregiudicasse la loro bella prestazione e sono stati giustamente premiati, in extremis, ancora nell’ultimo minuto di recupero, come nel primo tempo.<br><br> E’ stato Massimo Gobbi a imprimere in rete questa volontà comune e unanime, spingendo dal secondo palo una pennellata di Jonathan Biabiany, che era stato servito da Stefano Okaka. Credendoci tutti insieme. Il Parma c’è, si è ritrovato e domenica torna nella sua casa, lo stadio Ennio Tardini, contro il Sassuolo. Per cercare il secondo successo in campionato, proseguendo la sua risalita in graduatoria.<br><br> <STRONG>Il tabellino</STRONG><br><br> Fiorentina-Parma 2-2 (46' Gargano; 18' st Gonzalo; 32' st Vargas; 47' st Gobbi)<br><br> FIORENTINA: Neto; Gonzalo (vc), Alonso, Roncaglia (dal 28' st Cuadrado), Pizarro (c), Aquilani, Savic, Joaquin, Borja Valero, Wolski (dal 1'st Vargas), Rossi (dal 35' Rebic). All. Montella.<BR>A disp.: Munua Vera, Compper, Bakic, Fernandez, Vecino Falero, Ambrosini, Matos Santos, Tomovic, Ilicic.<br><br> PARMA: Mirante; Cassani (dal 39' st Okaka), Felipe, Lucarelli (c); Biabiany, Parolo, Marchionni (vc), Gargano, Gobbi; Palladino (dal 20'st Sansone), Cassano (dal 27' st Rosi). All.: Donadoni.<BR>A disp.: Bajza, Pavarini; Mesbah, Valdes, Mendes, Munari, Benalouane, Acquah.<br><br> ARBITRO: Davide Massa di Imperia.<br><br> Note - Calci d'angolo: 6-5. Ammoniti Marchionni, Lucarelli, Gargano, Aquilani, Pizarro e Gonzalo. Recupero: 1' pt; 2' st.<br><br>gp01ctgp01ctdonadoni.jpgSiNparma fiorentina -1012444.htmSi-01,02,03010257
1071012433NewsCampionatiMazzarri «Creato tanto, raccolto poco: dobbiamo essere più cinici»20130930074112Inter, Cagliari,Mazzarri «Creato tanto, raccolto poco: dobbiamo essere più cinici«"I ragazzi sono partiti bene, nonostante il campo pesante che ci ha fermato a volte la manovra, ma abbiamo fatto tante belle trame, meritavamo di passare in vantaggio nel primo tempo, peccato. I ragazzi hanno giocato bene e il loro portiere ha parato tutto: forse noi siamo stati un po' leziosi e imprecisi in alcuni momenti, scivolando al momento di tirare prima, fermati da una pozzanghera poi... dobbiamo essere più cinici, più cattivi, questo dico ai miei se proprio devo dire loro qualcosa. Ma non ho di che lamentarmi", queste le prime parole di Walter<STRONG> Mazzarri </STRONG>nel post partita, rilasciate ai microfoni di <STRONG>Sky</STRONG>. Un commento, poi, sulla prestazione di Belfodil, partito dall'inizio: "Finchè ha avuto le forze Belfodil ha fatto bene. I ragazzi giovani poi hanno bisogno di un po' di tempo per esplodere, è questa la differenza con i campioni già affermati".<br><br> A Mazzarri vengono poi riportate alcune dichiarazioni odierne di Vincenzo Montella a tirare in ballo ancora una volta l'Inter e il suo tecnico: "Evidentemente - risponde Mazzarri - lui, che vuol far vedere che è sempre sereno, non ha sentito bene a fine partita o non lo era: ho detto che la Fiorentina è una squadra da scudetto. A differenza di quanto ha fatto lui, non l'avevo citato prima della gara, non gli ho risposto quando ha parlato di Inter, ora insiste e dico che parla senza essere sicuro di quello che dice, l'Inter è al terzo posto, non al secondo nella classifica monte ingaggi. Poi c'è da dire che da 190 milioni di monte ingaggi l'Inter è passata a 80 milioni, c'è da dire che ci sono altre squadre che la superano. Queste sono le cose precise, ma se invece si vuole solo guardare in casa degli altri...".<br><br> A <STRONG>Mediaset Premium </STRONG>il tecnico ha poi dichiarato: "Che tipo di pareggio è? Il pareggio di una squadra ha fatto un'ottima gara, non siamo stati troppo fortunati, ma quello che interessa a me è vedere i miglioramenti della squdra. Dispiace, avevamo i 3 punti in mano e li abbiamo persi. Se abbiamo pagato per il turnover? Ma forse solo eventualmente in fase realizzativa, ma io sono contento. Poi a volte nel calcio quando la palla non vuole entrare non entra. Se faccio i complimenti a Lopez dopo la partita come ho fatto con Montella? Montella non è attento, vuole fare vedere che la sconfitta non gli brucia e invece... Io della Fiorentina ho parlato benissimo, forse lui è stato disattento e gli piace parlare. Due punti persi? Il Cagliari è una signora squadra che non dimentichiamoci ha messo in difficoltà tutti. Io mi sono lamentato del calendario? Non era una lamentela, siamo l'unica squadra che ha giocato a così poco tempo di distanza tra una partita e l'altra. Belfodil credo che finchè ce l'ha fatta è stato il migliore in campo. Se ho fatto questa scelta è perchè ho guardato gli allenamenti di Belfodil e di Icardi. Guarin pecca di anarchia? Ci sto lavorando, è un ragazzo eccezionale e capisce anche i pochi difetti che ha. Stiamo lavorando sulla tenuta di concentrazione. Derby di Torino? Non commento i miei di episodi arbitrali, figuriamoci quelli degli altri".<BR><BR>A <STRONG>Rai Sport</STRONG>: "Due punti persi? Se si guarda la prestazione e come si è svolta la gara sì, di sicuro. Adesso però a me interessa vedere come gioca la squadra. Sono contento della prestazione. Mi dispiace perchè avevamo il risultato in mano e con una deviazione sfortunata... Io in panchina per il primo tempo non mi sono mai agitato. Bastava far gol, è stato bravo il portiere del Cagliari in un paio di occasioni. Belfodil? Grande partita, è stato sfortunato sotto porta. Calendari? Dico solo che ci sono squadre che riposano di più e squadre che riposano di meno. Bisognerebbe stare un po' più attenti. Se la Fiorentina ha giocato con noi e gioca lunedi sera ha comunque 24 ore in più. Il Cagliari non aveva esigenze particolari. Basta stare attenti nel decidere. Il non giocare le coppe un vantaggio? Se si crede nel lavoro, nel riposo e nel fare le cose bene, un vantaggio c'è. Poi dipende dal valore della rosa. Dichiarazioni di Montella? Lui deve stare più attento nel dire le cose esatte. Poi se vogliamo dire altre cose si può continuare, ma non mi sembra il caso. Inter-Roma scontro diretto? Sono partite importanti, anche la Fiorentina io dico che è da scudetto. Gli sconti diretti allora sarebbero 3: Juventus, Fiorentina e Roma... Inter non ancora da scudetto? Io non mi pongo la domanda, penso a lavorare".<BR><BR>A <STRONG>Radio Rai</STRONG>: "L'Inter mi è piaciuta tanto, meritavamo di più. Sono venuti fuori loro senza quasi creare granchè. Avete visto come è venuto fuori il gol loro... Kovacic? Sta migliorando, crescendo, sta iniziando a capire che cosa voglio da lui. A che punto è il lavoro di trasformazione? Si vede una squadra che gioca bene, come se non avessimo giocato 2 giorni fa".<BR><BR>Infine in conferenza: "Agitato nel finale con l'arbitro? Dispiace, con tutto quel bel gioco, non aver capitalizzato i tre punti. Belfodil ha avuto sfortuna, non ha avuto la lucidità di dare il colpo finale. Anche coloro che erano stanchi oggi hanno fatto bene. Quando una squadra attacca bene non concede nulla o quasi nulla. Montella? Ha fatto tutto lui. Dopo la partita se si guarda in casa d'altri parlando di ingaggi bisogna essere precisi. Sarebbe da entrare in un altro argomento perchè ci sono certi parametri che vanno considerati diversamente. Nainggolan? Siamo contenti dei giocatori che abbiamo". <br><br>gp01ctgp01ctmazzarri.jpgSiNinter cagliari -1012433.htmSi-01,02,03010184
1081012408NewsCampionatiInter, Ranocchia: «Siamo un`Inter lavoratrice e dobbiamo continuare così»20130928075855Ranocchia, Inter, CagliariRanocchia «Siamo un`Inter lavoratrice e dobbiamo continuare così«Le cento gare in serie A celebrate ieri nella partita contro la Fiorentina sono quelle di cui si parla ai microfoni di <EM>Sky Sport 24 </EM>con Andrea <STRONG>Ranocchia</STRONG>, che dice: "Mi sento bene, certo sto invecchiando, cento partite sono tante, ma spero di farne altrettante e anche di più. Voglio continuare a lavorare di più". In che modo, nonostante le ripetute voci di mercato estive, il difensore nerazzurro trovi sempre la forza mentale per conquistarsi il posto in squadra è lo stesso Ranocchia a spiegarlo: "La voglia di rivincita, ogni estate vengo accostato a tantissime squadre, ma la mia voglia è stata sempre quella di rimanere qui. Mi impegno ogni minuto per dare il mio contributo a questa squadra".<BR><BR>Un aggettivo per l'Inter di Mazzarri? "Lavoratrice, - risponde d'istinto Ranocchia - lavoriamo molto". Ed è sempre merito del lavoro il fatto che dall'inizio di questa stagione l'Inter abbia subito così pochi gol: "Stiamo lavorando molto, il lavoro è sempre l'unica cosa che paga, ma dobbiamo ancora ridurre gli errori. Con Mazzarri stiamo continuando a lavorare sui dettagli. Lo stiamo dimostrando e dobbiamo continuare cosi, il campionato è lunghissimo".<BR><BR>Sul possibile turnover che l'allenatore potrà fare nella prossima partita contro il Cagliari: "Sia i ragazzi che hanno giocato ieri sera, sia gli altri stanno lavorando bene e chiunque il mister scelga per entrare in campo domenica darà il massimo".<BR><BR>Sui compagni di reparto, Hugo Campagnaro e Juan Jesus: "Sono molto forti. Hugo ha molta esperienza, conosce bene il mister e in questo ci aiuta tanto. Ma anche i compagni che sono fuori daranno il loro contributo durante la stagione che è lunghissima". <BR><BR>Poi sull'espidosio che ha visto protagonista ieri sera Fredy Guarin: "Posso solo dirgli di stare tranquillo perchè lui è un gran giocatore. Deve continuare a lavorare come sta facendo, anche a me è capitato a volte di ricevere dei fischi. Poi, il Guaro ha anche chiesto scusa, è un bravo ragazzo, magari si era un attimo surriscaldato dopo una partita cosi intensa". <BR><BR>Se questa sia un'annata diversa rispetto alle precedenti, Ranocchia preferisce "dirlo alla fine, diciamo che è un'annata partita bene. La Juventus è la squadra da battere perchè viene dalla vittoria degli ultimi campionati, ma anche la Roma è un'avversaria temibile. Noi però dobbiamo pensare a noi perchè, prima o dopo, dobbiamo affrontare tutte le squadre".<BR><BR>Si chiude parlando di Società e del discorso che il Presidente Moratti ha fatto ai giocatori stessi: "Il Presidente è in questo mondo da tanti anni e sa quale sia la cosa migliore da fare per tutti noi che siamo qui. Ci mettiamo nelle sue mani come sempre abbiamo fatto. Io bandiera dell'Inter? Nelle difficoltà degli ultimi anni mi sono forgiato come interista e spero nel futuro di ripagare tutti i tifosi che mi hanno sempre sostenuto. Si sicuramente, sono un grande interista".<BR><BR>C1012317GP01CTGP01CTranocchia-mercato.jpgSiNranocchia-inter-cagliari-1012408.htmSiT1000026-01,02,03,06010720
1091012396NewsCampionatiInter, Mazzarri: «I ragazzi stanno capendo bene i miei concetti»20130927073437Mazzarri, Inter, FiorentinaWalter Mazzarri nel post partita vinta contro la Fiorentina Walter Mazzarri nel post partita vinta contro la Fiorentina ha rilasciato queste dichiarazioni ai microfoni di Sky: "Si e' visto il contraccolpo per i 5 minuti seguenti al gol loro, ma poi abbiamo saputo reagire. Montella ha detto che per i giocatori che ha,l'Inter e' da scudetto mi offendo? La Fiorentina e' da scudetto, se Montella parla dei miei giocatori ne parlo anche io. Il suo era un complimento? Anche il mio. Gesto di Guarin? I ragazzi quando sono in trans agonistica possono fare qualche errore, ora vorrebbe anche andare a parlare. Si dovrebbe provare a non fischiare perchè i giocatori ne risentono, ma il calcio e' questo. La Fiorentina le occasioni pulite, tranne in due casi, le ha fatte su errori nostri. Dovevamo far meglio le ripartenze. Volevo una squadra piu' alta? Avevamo provato a pressarli alti, probabilmente ci e' mancato il coraggio di andarli a prendere. I giocatori della Fiorentina sono molto forti e bravi tecnicamente. Io sono molto contento di quanto I miei abbiano gia' imparato, ma e' chiaro che dobbiamo migliorare. Ci e' mancato coraggio, ma avevamo anche giocato domenica scorsa...Alvarez? Lui ha carattestiche simili ad Hamsik, e' un giocatore importante davvero se rimane continuo cosi. Alvarez e Jonathan rinati? E' bellissimo, soddisfazione enorme. In carriera ho sempre ringraziato chi mi permette di essere cosi e quindi dico sempre grazie ai miei giocatori. Guarin? Deve stare tranquillo e non farsi condizionare senza pensare a quello che accade all'esterno".<BR><BR>A MEDIASET il tecnico toscano ha aggiunto: "Per quello che ha fatto la Fiorentina l'anno scorso, per i rinforzi che ha avuto e per quello che sta facendo vedere puo' lottare per lo scudetto con le altre squadre. monte ingaggi? Sarebbe un discorso lungo da fare. Poi in termini di economia spieghero' a Montella come si calcolano e si valutano gli ingaggi dei giocatori. Pubblico esigente? Per me e' il primo anno, ma ho sempre saputo che il pubblico del "Meazza" vuole il meglio. Bisogna essere forti, continuare a giocare, bisogna crescere. Oggi mancava una parte importante del nostro pubblico che magari avrebbe potuto coprire questi fischi. Per fortuna alla prossima partita torneranno. La mia Inter paragonata a quella di Mou? Lui e' un grande allenatore, ma lui fa il suo calcio e io il mio. Forse nel modo di lottare si possono vedere alcune somiglianze. Siamo in una fase diversa della storia dell'Inter. Agli avversari fa comodo dire che siamo da scudetto, io avevo detto che volevo tornare a vedere una squadra competitiva, probabilmente gli altri vedono che l'Inter e' tornata. Il cavallo buono si vede alla lunga. E' buono il fantino? Siete tutti amici. Ripeto, aspettiamo: tante squadra erano gia' insieme da tempo, si sono rinforzate e possono fare bene".<BR><BR>Infine, ai microfoni di RAI SPORT Mazzarri ha sottolineato come ha fatto a convincere questa squadra a lavorare "Dando dei concetti fondamentali, i ragazzi mi hanno sposato in pieno. Non mi sono lamentato di un mercato che non mi ha dato grandi campioni? Gli elogi fateli voi, credo che tutti noi per quanto lavoriamo, meritiamo dei buoni risultati. Insieme al Napoli in classifica? Fatemi domande sull'Inter grazie". <BR><BR>GP01CTGP01CTmazzarri-walter.jpgSiNmazzarri inter fiorentina-1012396.htmSi-01,02,03,08010215
1101012384NewsEditorialeDalle lacrime di Balzaretti, all`immancabile bravata di Balotelli20130923225539calcioQuesto calcio non finisce Questo calcio non finisce davvero mai di stupire, ma forse è bello proprio per questo. La quarta giornata del campionato italiano ha riservato emozioni contrapposte, mai riconducibili a fatti squisitamente tecnici ma, più propriamente, analizzabili per situazioni comportamentali estreme. La gioia incontenibile di Balzaretti che sigla il primo dei due gol con il quale la Roma ha vinto il derby contro la Lazio, sembra davvero un controsenso al confronto di un Balotelli che alla fine della gara Milan – Napoli si scaglia con frasi ingiuriose contro l’arbitro, il quale lo espelle a partita terminata e dal quale ne scaturisce una squalifica di tre settimane. Due reazioni psicologiche che ci fanno riflettere come nel calcio e forse anche nella vita, si passi da un eccesso all’altro senza mai raggiungere l’equilibrio. Tutto ciò in virtù del fatto che non c’è la cultura della sconfitta e, quando si vince, così come quando si perde, ci si abbandona a eccessi che sono il frutto di un patos esasperato. Federico Balzaretti ha mostrato il suo lato umano che non vogliamo definirlo come “fragilità dell’essere” ma più semplicemente come momento legittimo in cui si sconfigge la paura di una carriera che sta per finire anzitempo. Dopo l’infortunio dell’anno scorso e dopo essere uscito (almeno momentaneamente) dal giro della nazionale italiana, Balzaretti ha vissuto momenti di difficoltà forse più psicologica che fisica. L’abbiamo visto molte volte arrancare contro l’avversario, proprio lui che ci ha abituato a folate irresistibili sulla fascia sinistra del campo, fin da quando giocava nel Torino, poi nella Juventus, nella Fiorentina, nel Palermo e adesso nella Roma. Un percorso professionale fortunato che ha dato fama e ricchezza a un ragazzo che noi ricordiamo fragile fisicamente fin dai suoi primordi di calciatore dilettante e che poi si è rivelato il Balzaretti che tutti conosciamo. Questo gol e queste lacrime di felicità gli hanno ridato autostima nel credere ancora in qualcosa che stava per vacillare nella sua carriera di serio professionista. Da oggi Federico è più tranquillo e, assieme alla sua etoile Eleonora Abbagnato (purtroppo a Parigi per lavoro) e le sue bimbe,&nbsp; si gode questo magico momento di legittima euforia. Di altra natura è l’emozione che si chiama rabbia di Mario Balotelli. Su questo ragazzo sono state spese fiumi di parole, studi di psicologi e sociologi che ne hanno studiato il comportamento anche attraverso i suoi trascorsi di ragazzo difficile sotto l’aspetto emotivo e comportamentale. Ma Mario si sa è così, prendere o lasciare, lui non cambierà mai. E non si tratta di non maturazione personale, bensì di carattere irruento, irrazionale, istintivo, che quasi sempre ha il sopravvento sulla ragione. Balotelli è un campione di calcio dalla indubbie capacità tecniche e balistiche, tuttavia chi crede in lui come calciatore deve fare i conti con mille altre situazioni che con il calcio giocato non hanno proprio nulla a che fare. Subire falli, ingiustizie arbitrali, contrasti al limite di regolamento, fanno parte del gioco e chi è attaccante come Balotelli, deve anche accettare determinate circostanze senza andare in escandescenze. Mario non ce la fa, è più forte di lui e, ad ogni ingiustizia nei suoi confronti, segue sempre la reazione alla ricerca della giustizia personale. Purtroppo per lui, nel calcio non funziona propriamente così e quindi risulta sempre recidivo di comportamenti inaccettabili nei confronti di arbitri e avversari. Se analizziamo la partita Milan – Lazio finita con la sconfitta dei rossoneri milanisti per 2 a 1, ci accorgiamo che Balotelli ha fatto tutto lui. Ha sbagliato il rigore, ha segnato un gran bel gol sul finire della partita, ha inveito contro l’arbitro che non ha fischiato alcuni falli compiuti dagli avversari nei suoi confronti e, a partita finita, ha pure pensato di farsi espellere per reiterate proteste e frasi irriguardose nei confronti del direttore di gara. Scene già viste che ribadiscono ciò che abbiamo detto fin qui. Oltre tutto, il Milan resta penalizzato dal fatto che dovrà fare a meno del suo calciatore più importante, almeno per tre settimane. Tutto questo non è propriamente da trascurare, anche in virtù del fatto che in uno di questi tre turni il Milan dovrà incontrare la Juventus a Torino. Dunque, Balzaretti e Balotelli, due uomini e campioni diversi, due situazioni diverse, due fatti di cronaca sportiva diametralmente opposta, due momenti che ci coinvolgono in sentimenti pallonari che, in fondo, sembrano simili a certi fatti della vita di tutti i giorni.<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br>C1012317FL0711FL0711Balzaretti1.jpgSiNdalle-lacrime-di-balzaretti-all-ennesima-bravata-di-balotelli-1012384.htmSi100451001,02,03,06,07,08030411
1111012380NewsCampionatiSerie A, Top e Flop della 4a giornata20130923124752serie aInter, Roma, Fiorentina e Juventus forniscono le migliori prestazioni Inter, Roma, Fiorentina e Juventus forniscono le migliori prestazioni di giornata e affollano coi propri interpreti l’undici dei Top. Male invece la Lazio, il Milan ed il Bologna.<br><br> TOP<br><br> Bardi = Reina? Ormai una certezza, ma di questo giovane che tiene a galla il Livorno a Genova, si sentirà parlare ancora. Speranza.<br><br> Balzaretti = Le sue lacrime dopo la rete spacca derby sono il manifesto di questa giornata. Subissato dalle critiche è un onesto “operaio” della fascia. Grintoso.<br><br> Britos = Non propriamente un fine dicitore nel suo ruolo, ma ha il merito di buttarla dentro e di aver scalzato, nelle gerarchie di Benitez, capitan Cannavaro.<br><br> R. Alvarez = Contro un imbarazzante Sassuolo dilaga, ma col nuovo corso targato Mazzarri sta riuscendo a cancellare certe perplessità. Ritrovato.<br><br> Conti = Spesso decisivo nell’economia di gioco del Cagliari, ha rischiato di far vincere i suoi con una punizione pennellata, non proprio vicina al suo repertorio. Bandiera. <br><br> G. Rossi = Rete da fuoriclasse, tiene in piedi l’attacco della Viola e torna a confermarsi un giocatore assai prezioso per tutto il movimento. Mago.<br><br> Milito = Più per il suo rientro che per l’effettivo valore della sua doppietta. Il vero problema sarà capire ora come l’Inter vorrà orchestrare il reparto d’attacco. Bomber.<br><br> FORMAZIONE TOP = Bardi; Balzaretti, Britos, D’Ambrosio; R. Alvarez, Conti, M. Fernandez, Ljajic; Tevez, G. Rossi, Milito. <br><br> FLOP<br><br> Agazzi = Solitamente attento, regala alla Samp, con due papere abbastanza goffe, un pari che sembrava insperato. Distratto.<br><br> Dias = Entra per farsi espellere e autorizza a pensare che se Petkovic l’ha escluso per leliste Uefa, forse un motivo valido esiste. Rude.<br><br> Emanuelson = Letteralmente spaesato in una difesa, quella del Milan, che fa pericolosamente acqua da più parti. Fuori luogo.<br><br> Lodi = Dalle stelle (il derby) alle stalle. Stecca completamente ed essendo un faro, quando non porta luce i suoi ne risentono. Spento.<BR>Hernanes = Uno di quelli che ti aspetti specie nelle gare che contano. Invece non fa nulla, nemmeno per farsi notare. Assente<br><br> Bianchi = La sua stagione, da quando è approdato al Bologna, deve ancora cominciare. Fuori forma. <br><br> Cassano = Anche per lui stesso discorso. A Catania il Parma gioca il primo tempo in dieci. Viene sostituito per mancanza di voglia. Inesistente.<br><br> FORMAZIONE FLOP = Agazzi; Dias, Emanuelson, Pucino; Lodi, Hernanes, Pirlo, Allan; Bianchi, Cassano, Denis.<br><br> Gabriele Cavallaro <br><br> &nbsp;<br><br> <BR>&nbsp;<br><br>C1012317adm001adm001C_3_Media_1521781_immagine_obig.jpgSiNserie-a-top-e-flop-della-quarta-giornata-1012380.htmSi100075701,02,03,06,07,09030363
1121012374NewsCampionatiTre giorni europea: riprendiamoci il passato20130920091858Champions League - Europa League4 vittorie ed un pareggioQuattro vittorie e un pareggio, è questo il bilancio delle italiane dopo la "prima" in europa.Un bilancio così positivo forse non lo si otteneva dagli anni '90, epoca in cui il calcio italiano primeggiava spavaldamente. Erano gli anni del Milan di Sacchi, prima, e Capello, poi; della Juventus di Marcello Lippi e persino dell'Inter di Ronaldo vittoriosa in finale di Europa League contro la Lazio, E perchè non ricordare persino la prima finale tutta&nbsp;italiana di Coppa Uefa tra Juventus e Fiorentina nella stagione '89-'90.<br>Il calcio italiano in Europa mieteva vittime e non solo grazie alle grandi squadre, ma anche e soprattutto, oserei dire, grazie alle cosiddette provinciali come il Torino, il Vicenza, il Cagliari ed il Parma.<br>Poi il buio ed una lenta ma inesorabile degradazione, escludendo, naturalmente, alcuni sussulti&nbsp;di&nbsp;orgoglio come le imprese del Milan di Ancelotti e dell'Inter di Mourinho.<br><br>Tante, troppe, sono state le sconfitte e le figuracce da quell'epoca d'oro ai giorni nostri. Il calcio italiano in Europa ha perso quella posizione di rilievo del passato: la Juventus campione d'Italia non è testa di serie, il Milan vive sul prestigio dei successi passati ed il Napoli, in occasione del<br>sorteggio dei gironi, messo in quarta fascia a fianco di club danesi, austriaci e cechi.<br>Per una settimana, almeno, ci godiamo degli ottimi risultati, nonostante l'Udinese sia stata fatta fuori dai cechi dello Slovan Liberec e Roma ed Inter siano momentaneamente assenti dal calcio che conta.<br>Un vero peccato di presunzione, forse, il pareggio della Juventus in casa del Copenaghen, unica nota stonata della tre giorni europea. <br><br>In Europa League Lazio e Fiorentina ci hanno regalato due vittorie ed è proprio in questa competizione che bisogna fare meglio. Nel passato recente sono arrivate, una dietro l'altra, certe batoste per il calcio italiano ad opera di squadre di quarto livello come il Thun, il Debrecen o il Lech Poznan.<br>E' anche dall'Europa League che si riconquista il prestigio perduto e ci si riappropria del proprio glorioso passato.<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>EuropaFL0411FL041120120730_montella.jpgSiNtre-giorni-europea-riprendiamoci.il-passato-1012374.htmSi100427901,02,03,06,07,08010209
1131012362NewsCampionatiFiorentina, Gomez out un mese e mezzo. Montella cambia modulo?20130917143013Fiorentina,Gomez,Montella,mercato,europa leagueDopo l`infortunio del tedesco l`allenatore Viola potrebbe accantonare il 3-5-2 Nonostante l'addio della stella Jovetic, il mercato estivo della Fiorentina è stato giudicato uno dei migliori delle venti compagini partecipanti alla Serie A.<br>Il ds Pradè, infatti, si è fatto apprezzare per diversi colpi di buon livello come Ilicic,Joaquin, Ambrosini, senza dimenticare il recupero al 100% di "Pepito" Rossi, acquistato 6 mesi prima. Ma la ciliegina sulla torta delle operazioni della Viola è rappresentata senza dubbio dall'ingaggio di Mario Gomez.<br>L'attaccante ex Bayern ha acceso l'entusiasmo dei suoi nuovi tifosi che hanno cominciato a pronunciare sottovoce anche la parola Scudetto. Ma nonostante un buon inizio del 28enne, 2 gol in 2 partite, ecco la grana che complica e che allontana i sogni più ambiti: Gomez k.o per due mesi. Ma i guai non vengono mai da soli, ed ecco che anche Cuadrado si infortuna nello stesso match casalingo contro il Cagliari. Per lui&nbsp; il verdetto è un po' più clemente: 3 settimane di stop.<br>Il club gigliato, dunque, dovrà fare a meno di due prezzi pregiati durante un mese carico di impegni interni ma anche europei. Ciò che preoccupa più l'ambiente, però, è l'assenza di un centravanti puro in grado sostituire Gomez. Joaquin, Ilicic, il gioiellino Rebic e Jakovenko, oltre all'inamovibile Rossi, possono giocare da seconda punta o in alternativa sugli esterni, ma nessuno ha nella propria cascina i movimenti di un rapace del gol che si rispetti come Gomez.<br>Ecco la soluzione: mister Montella potrebbe rispolverare un suo vecchio "amore", quel 4-3-3 che aveva fatto stropicciare gli occhi durante la prima parte della scorsa stagione. Quest'ipotesi regalerebbe più soluzioni al tecnico campano che avrebbe più giocatori da affiancare a Rossi che per l'occasione agirebbe da "falso nueve".<br>Per quanto riguarda la difesa, Pasqual abbasserebbe il suo raggio d'azione e Tomovic potrebbe spostarsi sulla fascia per comporre una solida linea a 4.<br>L'altra soluzione sarebbe quella di pescare tra gli svincolati. Tra i giocatori privi di contratto compare il nome di Tommaso Rocchi. Ma l'età avanzata e l'incertezza sul rendimento dell'attaccante, proveniente da una stagione deludente all'Inter, potrebbero più verosimilmente convincere il club Viola a non ritoccare ancora la rosa e&nbsp;ad optare per una scelta interna affidandosi alle idee di Montella.&nbsp;<br>C1012317FirenzeFL0657FL065720120730_montella.jpgSiNfiorentina-campionato-gomez-montella-serie-a-mercato-1012362.htmSi100664701,02,03010312
1141012359NewsCalcio EsteroLiga, 4a giornata: polemiche per il Barça, un pari per il Real20130916094411Liga spagnolaRisultati e ClassificaNella 4/a giornata di Liga spagnola tanti gol e tante polemiche. Su tutte quelle del post Barcellona-Sevilla e, in particolare, le parole di Fernando Navarro che definiscono l'accaduto un vero e proprio furto perpetrato al suo Siviglia, che stava per portare a casa un preziosissimo punto dal Camp Nou e che, invece, si arrende per 3-2 in virtù del gol di Alexis arrivato 8 secondi oltre il recupero di tre minuti concesso dal direttore di gara. Il Siviglia recrimina anche per un gol annullato a Cala sull'1-0 per i catalani.<br><br>Al “Vicente Calderon” l’Atletico Madrid di Diego Simeone si conferma primo a fianco proprio degli azul-grana, a punteggio pieno con quattro successi in quattro partite, dopo il 4-2 rifilato all’Almeria. In rete Villa, Diego Costa, Tiago e Koke che, come nella passata stagione, proiettano i Colchoneros nelle parti alte della classifica.<br><br>Rallenta, invece, il Real Madrid di Carlo Ancelotti che pareggia 2-2 sull'ostico campo Villarreal di Marcelino. Più che due punti persi si tratta di un punto guadagnato considerando la strepitosa prestazione del portiere "blanco" Diego Lopez, che salva il Real in più di un occasione dalla capitolazione. Da segnalare la prima marcatura di mr. 100 milioni, Gareth Bale con la maglia del Real.<br><br>Si sblocca anche il Betis Siviglia e lo fà contro una vittima illustre ma decaduta, il Valencia, battuto 3-1. A decidere l'incontro il gol di Molina e la doppietta Sevilla che regolano la formazione di Miroslav Dukic al terzo stop di fila. Inizio di stagione difficile per i bianconeri già relegati&nbsp; in fondo alla classifica. <br><br>Goleada per il Malaga che alla “Rosaleda” schianta il Rayo Vallecano con un perentorio 5-0. Firme di Portillo, Eliseu e tripletta dell’ex Fiorentina, El Hamdaoui, proprio nel giorno dell’infortunio di Mario Gomez a Firenze. Primo sorriso in stagione per la squadra di Bernd Schuster dopo le sconfitte con Barcellona e Valencia e il pareggio contro il Siviglia.<br><br>Grande vittoria in casa del Granada per il sorprendente Espanyol che passa 1-0 con rete ad un quarto d’ora dalla fine di Lanzarote.&nbsp; Biancoblu che si portano al quinto posto in solitaria con otto punti.<br><br>Stasera due posticipi, con l’Elche che ospita il Valladolid e il Bilbao che riceve il Celta Vigo.<br><br>&nbsp;LIGA – Risultati 4/a Giornata<br><br>Giocate Sabato<br><br>Atletico Madrid-Almeria 4-2 15' Villa-36'D.Costa-63'Tiago-66'Koke(AM) - 40' Rios-89'Vidal(A)<br><br>Levante-Real Sociedad 0-0<br><br>Barcellona-Siviglia 3-2 36'Dani Alves-76'Messi-94'Sanchez(B) - 80'Rakitic-90'Coke(S)<br>&nbsp;<br>Villarreal-Real Madrid 2-2 21'Cani-70'Dos Santos(V) - 39'Bale-64'C.Ronaldo(R) <br><br>Giocate Ieri<br><br>Granada-Espanyol 0-1 76' Lanzarote<br><br>Getafe-Osasuna 2-1 11' Torres(O) - 35'-52'Miku(G)<br><br>Malaga-Rayo Vallecano 5-0&nbsp; 31'-62'-67'El Hamdaoui-40'Portillo-48'Eliseu<br><br>Betis Siviglia-Valencia 3-1 9' Molina-22'-34'Sevilla(B) - 67'R. Costa(V)<br><br>Giocano Oggi<br><br>Elche-Valladolid<br><br>Athletic Bilbao-Celta Vigo<br><br>CLASSIFICA<br><br>1)Barcellona 12<br>2)At.Madrid 12<br>3)Real Madrid 10<br>4)Villareal 10<br>5)Espanyol 8<br>6)At.Bilbao 6<br>7)Celta 5<br>8)Real Sociedad 5<br>9)Levante 5<br>10)Malaga 4<br>11)Betis 4<br>12)Granada 4<br>13)Getafe 4<br>14)Valladolid 3<br>15)Valencia 3<br>16)Rayo 3<br>17)Almeria 2<br>18)Siviglia 2<br>19)Elche 2<br>20)Osasuna 0<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br><br><br>SpagnaFL0411FL0411sanchez.jpgSiNliga-spagnola-giornata-4-commento-risultati-classifica-1012359.htmSi100427901,02,03010199
1151012338NewsCalciomercatoCatania, niente Qatar per Barrientos20130903144112Catania, niente Qatar per Barrientos“Niente Qatar per Pablo Barrientos: parola di Pulvirenti. Secondo quanto rivelato da ‘Sky Sport’, il patron del Catania ha annunciato la fine della trattativa che avrebbe dovuto portare l’attaccante argentino all’El-Jaich<strong>Catania, niente Qatar per Barrientos Il presidente Pulvirenti smentisce la cessione dell’argentino (Calciomercato.it)</strong><br><br> “Niente Qatar per Pablo Barrientos: parola di Pulvirenti. Secondo quanto rivelato da ‘Sky Sport’, il patron del Catania ha annunciato la fine della trattativa che avrebbe dovuto portare l’attaccante argentino all’El-Jaich.<br><br> <strong>Calciomercato, Barrientos resta al Catania, non va più in Qatar (Calcio Fan Page)</strong>&nbsp;”Dopo aver blindato Spolli, il Catania trattiene alla sua corte anche Barrientos. Il giocatore argentino sembrava davvero ad un passo dall’approdo in Qatar all’El Jaish, ma la trattativa non è andata in porto. Secondo quanto riportato da Sky, il patron Pulvirenti di comune accordo con il calciatore ha comunicato che “Barrientos resterà al Catania”. Il 28enne argentino, già a segno lunedì scorso nella prima di campionato contro la Fiorentina, dopo 59 presenze e 10 reti con la maglia del Catania, dunque, si prepara ad una nuova stagione in terra siciliana.<br><br> <strong>Telenovela finita, Barrientos resta al Catania (Fantagazzetta)</strong><br><br> “Clamoroso risvolto nella trattativa che doveva portare Barrientos in Qatar. Il fantasista argentino, che sembrava ad un passo dall’addio, resterà in Sicilia anche in questa stagione. L’annuncio arriva direttamente dal presidente del club etneo, Pulvirenti: “Ho incontrato il Pitu, ho parlato con lui, mi ha spiegato il suo stato d’animo e ciò che è successo. Alla fine ci siamo abbracciati. Barrientos resta a Catania”<br><br> <strong>Catania, Barrientos «congelato» (Il Corriere del Mezzogiorno)</strong><br><br> “Il «Pitu» ancora in bilico: in Qatar il calciomercato è aperto un altro mese, ma per prenderlo servono 5 milioni<br><br> “Ultimi fuochi di mercato in entrata e qualche cessione indolore, mentre quelle paventate di Bergessio (sondaggi in extremis di Roma, Lazio e Genoa) e Maxi Lopez (sulle sue tracce Lione e Olympiakos) non si sono concretizzate. Ecco la fotografia delle ultimissime ore di mercato del Catania, col rebus Barrientos, che al momento resta intatto. L’argentino – escluso dalla partita con l’Inter per decisione del club – sarebbe nel mirino dei qatarioti dell’Al-Jaish, che però al momento non hanno formalizzato l’offerta giusta: per il «Pitu» il Catania si aspetta almeno 5 milioni più bonus, ma l’affare rimane in sospeso, perché nei paesi mediorientali il calciomercato andrà avanti ancora un mese e, quindi, tutto è possibile.<br><br> <strong>Barrientos resta (La Gazzetta dello Sport)</strong><br><br> “Poi il colpo di scena in serata: niente addio per Barrientos, che resta a Catania. È saltato anche lo scambio con il Parma OkakaMaxi Lopez: a dire no al trasferimento in Sicilia è stato l’attaccante del Parma.<br><br>C1012317GP01CTGP01CTbarrientos500.jpgSiNcatania -niente-qatar-1012338.htmSiT1000014-01,02,03,09010445
1161012305NewsCampionati2° di Campionato: Le ultime dai campi!201308312305562° di Campionato: Le ultime dai campi!2° di Campionato: Le ultime dai campi!<strong>CHIEVO - NAPOLI</strong><em> (sabato h 18)</em><br><br>Sannino <strong>non recupera Dainelli, in difesa conferma per Papp</strong>. Le fasce di centrocampo saranno presidiate da Sestu e Hetemaj, panchina per Improta. In attacco Paloschi favorito su Pellissier per appoggiare Thereau. <strong>Non convocato Estigarribia,</strong> appena arrivato in Veneto.<br>Benitez <strong>recupera Higuain</strong>, l'argentino sarà regolarmente in campo dopo l'incidente in cui è incappato lunedì scorso a Capri. A centrocampo<strong> ballottaggio Inler-Dzemaili,</strong> invece sugli esterni d'attacco<strong> Callejon e Insigne potrebbero spuntarla su Pandev.</strong><br><br><br><strong>JUVENTUS - LAZIO</strong><em> (h 20,45)</em><br><br>Conte deve fare a meno dell'infortunato Marchisio e di Pepe che sta recuperando la forma migliore. <strong>A centrocampo Pogba prenderà il posto del numero 8 bianconero</strong>, mentre in attacco conferma per la <strong>coppia Vucinic-Tevez.</strong><br>Petkovic <strong>recupera Cana</strong> che stringerà i denti dopo la forte contrattura ravvisata domenica scorsa, <strong>al suo fianco Biava o Novaretti</strong> che si giocano un posto. In mediana possibile che Biglia venga confermato a discapito di Ledesma, infine <strong>Candreva andrà a sistemarsi alle spalle l'unica punta Klose</strong>. Indisponibili Ciani, Konko e Felipe Anderson.<br><br><br><strong>ROMA - VERONA</strong><em> (domenica h 18)</em><br><br>Garcia <strong>recupera Strootman</strong> che ha smaltito la distorsione alla caviglia rimediata a Terni due settimana fa.<strong> In avanti Ljajic, seppur non con i 90 minuti nelle gambe, </strong>si candida per una maglia dal 1' minuto al fianco di Totti e Florenzi, ma Borriello conserva le sue chances di partire titolare.<br>Mandorlini recupera<strong> Hallfredsson che potrebbe partire titolare</strong> in mezzo al campo. In difesa <strong>da monitorare le condizioni di Albertazzi</strong>, mentre Gonzalez e Sala sono ristabiliti e dovrebbero essere convocati. In attacco Toni sarà spalleggiato da Jankovic e Martinho.<br><br><br><strong>ATALANTA - TORINO</strong><em> (h 20,45)</em><br><br>Colantuono dovrebbe <strong>recuperare Del Grosso</strong> che lamenta un leggero fastidio alla caviglia, in preallarme Nica. In mediana assente l'<strong>infortunato Migliaccio, ci sarà ancora Konè.</strong> Indisponibili Bellini, Brienza e Giorgi.<br>Ventura<strong> non convocato Brighi </strong>che non ha recuperato dalla contrattura rimediata contro il Sassuolo. In mediana spazio a Basha, poi in cabina di regia<strong> Vives appare favorito su Bellomo</strong>. In attacco conferma per la coppia <strong>Cerci-Immobile.</strong> Arruolato anche il nuovo acquisto Pasquale.<br><br><br><strong>BOLOGNA - SAMPDORIA</strong> <em>(h 20,45)</em><br><br>Pioli non può contare in difesa sugli infortunati Sorensen e Cherubin,<strong> non al meglio anche Morleo </strong>che dovrebbe essere rimpiazzato da Cech. In mediana Della Rocca favorito su Perez, mentre <strong>in avanti Moscardelli potrebbe essere preferito</strong> a Christodoulopoulos.<br>Delio Rossi <strong>recupera in extremis Gastaldello</strong> rientrato da ieri in gruppo, resta valida l'opzione Mustafi se il capitano blucerchiato non volesse rischiare. A centrocampo <strong>Renan e Regini dovrebbero trovare una maglia dal 1' minuto</strong>. Squalificato Castellini.<br><br><br><strong>CATANIA - INTER</strong> <em>(h 20,45)</em><br><br>Maran<strong> recupera Almiron, ma Leto appare favorito</strong> sul compagno argentino ed il tecnico potrebbe confermare il 4-2-3-1 visto a Firenze. Indisponibile Capuano.<br>Mazzarri conferma <strong>Ranocchia al centro della difesa</strong>: infatti Samuel non sarà convocato perchè alla ricerca della forma migliore dopo l'infortunio. A centrocampo<strong> Kovacic ritrova una maglia da titolare</strong>, mentre in attacco Alvarez favorito su Icardi per far coppia con Palacio.<br><br><br><strong>GENOA - FIORENTINA</strong><em> (h 20,45)</em><br><br><strong>Kucka ce la fa</strong> malgrado una leggera forma influenzale, in mediana Matuzalem insidia la titolarità di Cofie. In avanti Gilardino unica punta con Bertolacci e Santana a supporto.<br><strong>Cuadrado tiene in apprensione</strong> l'ambiente viola: il colombiano lamenta un fastidio al polpaccio e dovrebbe lasciare il posto a Joaquin. In difesa Montella deve scegliere chi tra Tomovic e Compper andrà a completare il terzetto di difesa, <strong>non convocato Roncaglia.</strong><br><br><br><strong>MILAN - CAGLIARI</strong><em> (h 20,45)</em><br><br>Allegri valutare come sostituire il partente Boateng: <strong>possibile conferma del 4-3-3 con Robinho o Niang nel tridente</strong>. Avanza anche l'ipotesi di Montolivo trequartista dietro Balotelli-El Shaarawy, decisiva la rifinitura. In difesa<strong> De Sciglio non dovrebbe esserci</strong> per un fastidio al ginocchio.<br>Il duo Pulga-Lopez potrebbe restituire una maglia <strong>dal 1' minuto ad Astori </strong>anche se il difensore è al centro del mercato dei rossoblu. Intanto <strong>Cossu è rientrato in gruppo,</strong> ma non dovrebbe essere convocato.<br><br><br><strong>SASSUOLO - LIVORNO</strong><em> (h 20,45)</em><br><br>Di Francesco ritrova Acerbi che contende una maglia a Rossini in difesa. In mediana <strong>Magnanelli non è al meglio e potrebbe essere rimpiazzato da Chibsah,</strong> mentre in attacco Zaza è l'unico certo del posto. Squalificato Berardi.<br>Mister <strong>Nicola ha convocato i nuovi arrivati Emeghara, Biagianti, Coda e Rinaudo</strong>, ma valuterà con calma se schierarli dal 1' minuto. L'ex senese potrebbe per<strong> far coppia con Paulinho</strong>, mentre l'ex catanese potrebbe andare ad infoltire la <strong>mediana con Duncan, Luci e Greco.</strong><br><br><br><strong>UDINESE - PARMA</strong> <em>(h 20,45)</em><br><br>Guidolin monitora le condizioni di <strong>Domizzi e Pinzi afflitti da guai fisici</strong>, possibile maglia dal 1' minuto per Naldo e Lazzari. In attacco dovrebbe rivedersi la<strong> coppia Muriel-DiNatale</strong>, panchina per Zielinski e Maicosuel.<br>Donadoni deve fare a meno degli<strong> infortunati Paletta e Galloppa, in dubbio anche Benalouane </strong>per un torcicollo. In difesa conferma per Lucarelli, mentre in cabina di regia <strong>Valdes è insidiato da Munari ed Acquah</strong>. Le fasce infine dovrebbero essere presidiate da <strong>Biabiany e Gobbi</strong>, ma Rosi preme per un posto da titolare.<br><br><br><em><strong>Vincenzo Di Mauro</strong></em><br><br><strong><em>Su <a href="http://www.fantagazzetta.it">www.fantagazzetta.it</a></em></strong><br><br>C1007650GP01CTGP01CTmazzarri-inter.jpgSiNultime-dai-campi-1012305.htmSi-01,02,03,06,07,08,09010428
1171012306NewsCampionatiVidal-Tevez, Lazio affondata: 4-1 allo Juventus Stadium20130831221815juventus lazio, serie a, terza giornataBianconeri in gran forma raggiungono il Napoli. Nulla da fare per la compagine di Petkovic, in dieci per l`ultima mezz`ora.Altro che squadra indebolita: <STRONG>Conte</STRONG> sarà ben felice che le sue dichiarazioni riguardo alle cessioni di Giaccherini e Matri siano state sonoramente smentite dal verdetto del campo. Fortuna per i bianconeri che <STRONG>Vidal</STRONG> è ancora lì, insieme ad un <STRONG>Tevez</STRONG> in stupenda forma. Se si aggiunge una difesa biancoceleste disattenta e spesso troppo lenta, il risultato è un successo su tutta linea. Apre le danze il cileno dopo appena un quarto d'ora, raccogliendo uno squisito lancio di <STRONG>Pogba</STRONG>.&nbsp;L'ex Bayer&nbsp;la spinge in rete e bissa al 26', trasformando in oro un pallone di <STRONG>Bonucci</STRONG> partito da distanza siderale. I laziali accorciano due minuti dopo, quando <STRONG>Klose</STRONG> ribadisce in rete un tiro dalla distanza di <STRONG>Hernanes</STRONG>, respinto da Buffon. <br><br> Nella ripresa è ancora Bonucci a servire da centrocampo la palla del 3-1 a <STRONG>Vucinic</STRONG>, che brucia Novaretti e scavalca Marchetti con un tocco morbido. Al minuto 63 la Lazio resta in dieci a causa di un errore grossolano di <STRONG>Hernanes</STRONG>. Il brasiliano, già ammonito, intercetta di mano un cross in area bianconera. Doppio giallo e doccia anticipata. Nell'ultima mezz'ora è dominio assoluto juventino, con Tevez che prima colpisce una traversa e poi piazza&nbsp;in rete un tiro dall'angolazione perfetta. I bianconeri procedono a punteggio pieno insieme al Napoli, che nel pomeriggio ha rifilato un poker al Chievo, in attesa di conoscere l'esito degli incontri di Inter, Roma, Torino, Cagliari, Fiorentina e Verona&nbsp;in campo domani.&nbsp;Terzo gol in tre partite per Carlitos, otto reti subite dalla formazione di Petkovic contro la Juve. I bianconeri rispondono forte e chiaro alla chiamata di Benitez e pensano già alla prossima prova: ad attenderli c'è l'Inter di Mazzarri.<br><br>C1007650Juventus StadiumFL0435FL0435juventus.jpgSiNjuventus-lazio-4-1-tevez-vidal-1012306.htmSiT1000007,T1000018100612201,02,03,06030636
1181012299NewsCalciomercatoLjajic alla Roma (11 mln), Erik Lamela al Tottenham (30), i due comunicati con cui la Roma ha ufficilizzato entrambe le operazioni20130829075054Ljajic alla Roma (11 mln), Erik Lamela al Tottenham (30), i due comunicati con cui la Roma ha ufficilizzato entrambe le operazioniLjajic alla Roma (11 mln), Erik Lamela al Tottenham (30), i due comunicati con cui la Roma ha ufficilizzato entrambe le operazioniConclusa la telenovela Roma - Fiorentina - Tottenham. Con questi due comunicati la Roma ha ufficilizzato entrambe le operazioni. <EM>L'A.S. Roma S.p.A. rende noto di aver sottoscritto il contratto con il Tottenham Hotspur FAC per la cessione a titolo definitivo dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore Erik Lamela, a fronte del riconoscimento di un corrispettivo pari a 30 milioni di euro. L'accordo prevede altresì il riconoscimento di un corrispettivo variabile, fino ad un massimo di 5 milioni di euro, per bonus legati al raggiungimento da parte del Calciatore e del Club inglese di determinati.</EM><BR><BR><EM>L'A.S. Roma S.p.A. rende noto di aver sottoscritto con l'ACF Fiorentina il contratto per l'acquisizione a titolo definitivo dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore Adem Ljajic, a fronte di un corrispettivo di 11 milioni di euro. L'accordo prevede altresì il riconoscimento di un corrispettivo variabile, fino ad un massimo di 4 milioni di euro, per bonus legati al raggiungimento da parte del Calciatore e dell'A.S. Roma di determinati obiettivi sportivi. Con il calciatore è stato sottoscritto un contratto di prestazione sportiva di durata quadriennale, con effetti a decorrere dalla data odierna e scadenza al 30 giugno 2017.</EM><BR><BR>GP01CTGP01CTtotti-6.jpgSiNljajic-alla-roma-11 mln-erik-lamela-al-tottenham-30-i-due-comunicati-1012299.htmSi-01,02,03010403
1191012296NewsCalciomercatoAdem Ljajic alla fine ha detto sì alla Roma20130828075817Adem Ljajic alla fine ha detto sì alla RomaAdem Ljajic alla fine ha detto sì alla Roma. Nell’incontro avvenuto ieri pomeriggio con l’ad viola Mencucci alla presenza del papà del campioncino serbo, l’attaccante ha accettato la corte della squadra giallorossa.Adem Ljajic alla fine ha detto sì alla Roma. Nell’incontro avvenuto ieri pomeriggio con l’ad viola Mencucci alla presenza del papà del campioncino serbo, l’attaccante ha accettato la corte della squadra giallorossa. La Roma versa 10,5 milioni di euro più 2 di bonus alla Fiorentina che da questa sera avrà la giovane punta dell’RNK Spalato Rebic. Ljajic, che settimana scorsa ha rifiutato la proposta di rinnovo avanzata dalla società dei Della Valle, lusingato dall’offerta del Milan (rifiutata dai toscani), corteggiato anche dall”Atletico Madrid, ha già salutato i compagni. Domani sarà a Roma per le visite mediche. Tramontata dunque l’ipotesi più temuta dalla società viola: il rifiuto di tutte le destinazioni per arrivare a parametro zero il prossimo anno e trasferirsi al Milan. Rebic firmerà un contratto quadriennale: è costato 4,5 milioni di euro. Il futuro è già iniziato.GP01CTGP01CTljajic-6.jpgSiNadem-ljajic-alla-fine-ha-detto-si-alla-roma-1012296.htmSi-01,02,03,07010450
1201012292NewsCampionatiFiorentina: Buona la prima! Il Catania resta a guardare20130827082855Fiorentina: Buona la prima! Il Catania resta a guardare.Si è chiuso al Franchi il primo atto della nuova Serie A. C`era tanta curiosità per l`esordio della Fiorentina di Mario Gomez chiamata quest`anno alla conferma dopo l`ottimo quarto posto del 2013; altrettanta attesa per l`argentino Catania di Maran, forse la più grande sorpresa della stagione scorsa. Si è chiuso al Franchi il primo atto della nuova Serie A. C'era tanta curiosità per l'esordio della Fiorentina di Mario Gomez chiamata quest'anno alla conferma dopo l'ottimo quarto posto del 2013; altrettanta attesa per l'argentino Catania di Maran, forse la più grande sorpresa della stagione scorsa. Gli etnei si presentano con Tachtsidis e Leto al posto degli emigrati Lodi e Papu Gomez. Le premesse per un grande spettacolo non mancano. Uno spettacolo al quale non parteciperà Adem Ljajic, ormai in partenza verso altri lidi e lasciato fuori dalla lista dei convocati.<BR>La novità tattica risiede nella scelta di Montella di schierare due mancini nella linea dei tre difensori: sia Roncaglia che Tomovic partono dalla panchina mentre assieme a Gonzalo Rodriguez giostreranno Compper e Savic.<BR>&nbsp;<BR><STRONG>Giuseppe Rossi</STRONG> sblocca il match. Un segno per un buon debutto? Forse. Il Catania protesta per un presunto fallo di mano di Aquilani che avvia l'azione rifinita da Cuadrado e finalizzata da Pepito che mette la firma sulla prima rete viola del nuovo campionato.<BR>Il pareggio degli ospiti non tarda ad arrivare. L'azione è avviata dall'intraprendente Leto che, spostatosi sulla sinistra, fa penetrare la sfera in area trovando uno sciagurato tacco di <STRONG>Pizarro</STRONG> che serve l'assist involontario per <STRONG>Barrientos</STRONG>: 1-1. Il cileno si fa perdonare qualche minuto più tardi riportando in vantaggio la viola con uno splendido destro che si infila sotto l'incrocio, parte finale della splendida incursione dalla destra di uno straripante Cuadrado. Aumenta il nervosismo, il gioco non è fluido come nella prima parte di tempo e Gomez fa in tempo a calciare sul palo il pallone fornitogli dall'assist al bacio di Rossi.<BR>&nbsp;<BR>Nella ripresa Maran corre ai ripari lasciando Monzon negli spogliatoi e sostituendolo con Rolin, spostando poi Alvarez a sinistra nel tentativo di arginare Cuadrado; il colombiano non si fa impressionare ed inizia subito col far ammonire l'argentino.<BR>Il secondo tempo è meno brillante del primo come è normale che sia in una sfida di fine agosto ma nel finale è il Catania che cerca di schiacciare i padroni di casa senza alcun risultato.<BR>&nbsp;<BR>La Fiorentina parte col piede giusto e conquista i primi tre punti stagionali.C1007650GP01CTGP01CTmontella_viola.jpgSiNfiorentina-buona-la-prima-il-catania-resta-a-guardare-1012292.htmSiT1000014-01,02,03,09010587
1211012291NewsCampionatiE` qui la festa? Sì, ricomincia il calcio che conta20130825111925calcioSembraSembra ieri che la Juve ha festeggiato il suo secondo scudetto consecutivo dell’era Conte, che già siamo qui a ripresentare il nuovo campionato italiano 2013’14. Le solite squadre si contenderanno lo scudetto, le solite compagini ambiranno a posti tranquilli di centro classifica e le altre si contenderanno il diritto di restare in Serie A. Durante questi mesi di preparazione, abbiamo assistito ai soliti teatrini estivi che, quasi sempre, hanno penalizzato le squadre tecnicamente più forti a favore di altre che, grazie anche ad una preparazione atletica più adatta a dare maggiore impulso nell’immediato, hanno avuto ragione. Un “film” già visto che, tuttavia, lascia sempre spazio a polemiche senza fine. E’ la legge del calcio, della sua opinabilità, del suo fascino incredibile cui non possiamo fare a meno neanche per poco tempo. E allora eccoci qua a scrivere ancora di temi tecnici che s’intersecano a sempre più gravi episodi di razzismo che sembrano non smettere e che alimentano quel pericoloso virus della stupidità che non ha mai fine. Vorremmo scrivere e parlare di calcio giocato ma, a memoria, sono anni che non riusciamo più a fornire soltanto informazioni tecniche senza avere il fardello di una vergogna razzista che sembra impadronirsi dello sport che ha maggiori attenzioni mediatiche. Si dice sempre che si tratta di cellule sparute cui non bisogna dare troppa importanza. E invece, l’importanza a questa feroce stupidità galoppante che si annida sugli spalti dello stadio dobbiamo darla tutti, a cominciare da chi, come noi, scrive di calcio e non solo. Tutti insieme contro i “BU” vergognosi, insieme per il rispetto, insieme per la condanna a chi fomenta idee razziali di qualsiasi genere. Si parte dunque per una nuova avventura del pallone nostrano. La Juve ha già cominciato con il botto vincendo la Supercoppa italiana e si colloca di diritto come squadra da battere. I bianconeri vorrebbero vincere il terzo scudetto consecutivo che rappresenterebbe un primato nella lunga storia gloriosa della “Vecchia Signora” del calcio italiano. Il Napoli, dopo aver venduto Cavani a peso d’oro, si è attrezzata in maniera tale da essere la squadra anti Juve. Seguono Milan, Fiorentina e forse Lazio, mentre la Roma e l’Inter che si sono rinnovate, sono alla ricerca della loro vera identità. L’Udinese di Francesco Guidolin non starà sicuramente a guardare, abituata com’è da anni a vendere i suoi pezzi migliori senza risentirne minimamente nella qualità del gioco. Il Catania di Maran ha l’assillo di migliorare il campionato strepitoso che ha condotto l’anno scorso. Certo non sarà facile ripetersi come squadra che fa paura anche alle grandi, tuttavia, i siciliani se lo pongono come primo obiettivo da raggiungere. Anche il Parma di Donadoni in qualche modo è chiamato a ripetere un campionato tranquillo come Chievo, Cagliari, Bologna, Torino e Sampdoria, mentre Genoa, Livorno, Atalanta, Verona e Sassuolo, si contenderanno il diritto di racimolare punti per non incappare in spiacevoli sorprese di retrocessione. Naturalmente, si tratta di previsioni e discorsi che accompagnano la prima giornata del calcio italiano, notoriamente ancora estivo per clima e preparazione. E, anche se il popolo italiano si appresta al controesodo e a ricominciare con i soliti problemi di sempre, le squadre di calcio sono già allineate tutte ai nastri di partenza per farci sognare, arrabbiare, discutere, penare, gioire. E, checché se ne dica, questo pallone resta pur sempre la medicina essenziale per dare significato a chi ha perso anche la voglia di credere in qualcuno o qualcosa che possa migliorare le sorti di questo nostro Paese dilaniato da problemi mai risolti. Passione effimera il calcio? Forse! Ma il pallone non può mancarci, purché sia quello giocato in un rettangolo verde e mai strumentalizzato da mille altre torbide malignità.<br><br> Salvino Cavallaro <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711nuovo_archivio_foto_juventus_paul_pogba_690x460.jpgSiNe-qui-la-festa-si-ricomincia-il-calcio-che-conta-1012291.htmSiT1000007100451001,02,03,06,07,08,09030351
1221012289NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Ljajic molto vicino20130824115614milanCome riporta La Gazzetta dello SportCome riporta La Gazzetta dello Sport. Ieri l'incontro tra Adem Ljajic si è concluso con uno 0-0 che non lascia spazio a dubbi. Le parti non sono poi così vicine e lunedì (al massimo martedì) la situazione verrà sbloccata definitivamente nell'ultimo incontro tra Mario Cognigni e l'entourage del giocatore. Un weekend per decidere il dà farsi. Un fine settimana che permetterà alle pretendenti di presentare le proprie offerte. La Roma sta per cedere Erick Lamela e poi si potrebbe gettare sul giovane talento serbo, ma in corsa resta anche l'Atletico Madrid, primo club ad essersi interessato all'attaccante. Infine il Milan. La soluzione sarebbe la più gradita al giocatore, ma dalla Fiorentina arriva il diktat presidenziale: "Niente rossoneri". C1007650adm001adm001ljajic-6.jpgSiNmilan-ljajic-molto-vicino-1012289.htmSiT1000027100075701,02,03,07030966
1231012283NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, in tante su Ljajic20130820113621milanThe TimesOggi sarà una giornata molto calda per la Fiorentina per quanto riguarda il mercato. In occasione della presentazione della squadra allo stadio Artemio Franchi, è probabile che i dirigenti viola ne approfittino per tenere il colloquio decisivo con Adem Ljajic ed il suo entourage. La Fiorentina vuole il rinnovo con la clausola rescissoria fra i 12 ed i 15 milioni, gli agenti massimo 12 ed un contratto migliore di quello offerto. L'Atletico Madrid, che ha già formulato un'offerta da 10 milioni, resta alla finestra, ma secondo quanto riferito da The Times, per Ljajic si starebbe rifacendo sotto anche il Tottenham, nel caso fallisse l'assalto a Willian.C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-in-tante-su-ljajic-1012283.htmSiT1000027100075701,02,03,04,07030747
1241012260NewsEditorialeRegine d`estate, un trono per tre: Juventus, Napoli e Fiorentina 20130802110352calciomercato, juventus, napoli, fiorentina, higuain, cavani, tevez, llorente, gomez, joveticAcquisti ad otto cifre e squadre da scudetto, la lotta comincia da adesso: Tutti gli avvicendamenti delle big estive.La resa dei conti comincerà il 25 agosto, quando si tireranno le somme dell'operato estivo. Ma se nomi ed ipotesi si rincorrono sui giornali a cadenza quotidiana, non ci sono dubbi sulle tre squadre in corsa per aggiudicarsi lo scudetto d'agosto, giocato tra comitati di benvenuto all'aeroporto, dirigenti trafelati e agenti dalla bocca cucita. "Platonico ma ambito", direbbe Alfredo Provenzali. Tuttavia se la squadra campione d'inverno è solitamente, a scanso di ribaltoni da cinque maggio, quella che a fine stagione alza la coppa; la regina dell'estate scalda i cuori delle curve, i prati degli stadi e incute timore il fatidico giorno della presentazione dei calendari. A<STRONG> contendersi la corona sono naturalmente Juventus, Napoli e Fiorentina</STRONG>, che hanno operato con astuzia ed oculatezza durante la prima parte del mercato. Osserviamo i movimenti&nbsp;dei tre club per ogni settore:<BR><BR><STRONG>PORTA</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Nessun problema per i bianconeri, che mantengono intatto il trio di senatori Buffon-Storari-Rubinho. Esperienza (età media 33,6 anni) e classe, quella sopraffina dell'estremo difensore della Nazionale, si uniscono a tanti talenti in maturazione. <STRONG>Leali</STRONG> giocherà in prestito allo Spezia, <STRONG>Nocchi</STRONG> al Carpi. Via per una stagione anche <STRONG>Branescu</STRONG> (Juve Stabia), mentre <STRONG>Costantino</STRONG> è stato ceduto al Modena.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Rivoluzione sotto la traversa: il trentaseienne <STRONG>De Sanctis</STRONG> va alla Roma e lascia spazio al nuovo arrivato <STRONG>Rafael</STRONG>, giovane di&nbsp;scuola Santos dalle grandi aspettative. <STRONG>Rosati</STRONG> difenderà la porta del Sassuolo e a ricoprire il suo ruolo è stato chiamato <STRONG>Pepe Reina</STRONG>, che ha già lavorato con Benitez ai tempi del Liverpool. Lo spagnolo rimarrà sotto il Vesuvio in prestito per tutta la stagione.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- <STRONG>Viviano</STRONG> torna all'ovile di Gattuso e <STRONG>Seculin</STRONG> viene ceduto al Chievo (che, per la cronaca, lo ha già girato all'Avellino): in rosa restano il nuovo arrivato <STRONG>Munua</STRONG>, trentacinquenne svincolato dal Levante,&nbsp;il coetaneo <STRONG>Lupatelli</STRONG> e <STRONG>Neto</STRONG>. Il brasiliano è tenuto d'occhio dal Verona e non è escluso che possa difendere i pali dell'Hellas la prossima stagione. Al momento il candidato numero uno per i viola è <STRONG>Agazzi</STRONG>, seguito da <STRONG>Storari</STRONG> e <STRONG>Sorrentino</STRONG>. Spunta fuori anche <STRONG>Julio César</STRONG>, ma l'ostacolo è ancora una volta l'ingaggio elevato dell'ex nerazzurro.<BR><BR><STRONG>DIFESA</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Il colpaccio è senz'altro <STRONG>Angelo Ogbonna</STRONG>, che si colloca perfettamente nella già forte difesa bianconera. Riscattato <STRONG>Peluso</STRONG>, ottimo sostituto in vista di una stagione densa di impegni. Nel frattempo le metà&nbsp;di <STRONG>Masi</STRONG> e <STRONG>Belfasti</STRONG>, giovani&nbsp;da&nbsp;osservare attentamente, sono state cedute rispettivamente a Ternana e Pro Vercelli. Dopo l'esperienza al Vicenza, il francese <STRONG>Gouano</STRONG> va ad irrobustirsi le ossa in casa Lanciano.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Il mercato ha rinforzato un settore che negli anni passati ha sempre rappresentato un tallone di Achille per la squadra partenopea. Arriva <STRONG>Albiol</STRONG> dal Real Madrid, che sicuramente non farà rimpiangere l'argentino <STRONG>Campagnaro</STRONG>, all'Inter al seguito di Mazzarri. Torna da Siena il promettente ma&nbsp;poco utilizzato&nbsp;<STRONG>Uvini</STRONG>, ventidue anni e già qualche esperienza in nazionale brasiliana, insieme a <STRONG>Fernandez</STRONG>, <STRONG>Vitale</STRONG>, <STRONG>Fideleff</STRONG> e <STRONG>Petrarca</STRONG> i cui prestiti sono scaduti.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- Reparto migliorabile nella corazzata viola, seppur contando che gli assi nella manica di Pradè sono tutt'altro che esauriti. Al posto del partente <STRONG>Roncaglia</STRONG>, destinazione Brasile o Russia, potrebbero arrivare <STRONG>Granqvist</STRONG> o <STRONG>Spolli</STRONG>. Intanto si è accasato a Firenze lo spagnolo classe '90 <STRONG>Marcos Alonso</STRONG>, svincolato dal Bolton. Sul fronte delle cessioni <STRONG>Felipe</STRONG> ha lasciato l'Artemio Franchi per il&nbsp;Parma e&nbsp;<STRONG>Camporese</STRONG> giocherà in prestito al Cesena. I meno esperti <STRONG>Piccini</STRONG>, <STRONG>Rozzio</STRONG> e <STRONG>Bittante</STRONG> vestiranno le maglie di Livorno, Pisa ed Avellino.<BR><BR><STRONG>CENTROCAMPO</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Squadra che vince non si cambia, vale anche per i reparti di gioco. <STRONG>Il centrocampo juventino vanta nomi come Marchisio, Pirlo e&nbsp;Vidal</STRONG> ed&nbsp;è uno dei più efficaci d'Europa. Occhio a <STRONG>Pogba</STRONG>, che ha mostrato sprazzi di gran classe durante la stagione passata, e ai ventenni <STRONG>Gabriel</STRONG> e <STRONG>Bouy</STRONG>. Tornano da un'annata in Serie B (il primo a Vercelli, l'altro a Brescia) e probabilmente non resteranno alla casa madre, ma tra un paio d'anni&nbsp;potrebbero far luccicare gli occhi. In uscita risolto definitivamente il caso <STRONG>Melo</STRONG>, al Galatasaray per 3,7 milioni di euro, mentre <STRONG>Giaccherini</STRONG> si accasa al Sunderland per 7,5 milioni.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- Via <STRONG>Cigarini</STRONG> (in comproprietà con l'Atalanta), <STRONG>Santana</STRONG> (Genoa) ed <STRONG>El Kaddouri</STRONG> (prestato al Torino), si fa spazio al nuovo arrivo <STRONG>Callejon</STRONG> e ai riscattati <STRONG>Armero</STRONG> e <STRONG>Radosevic</STRONG>. Ritorno a casa&nbsp;anche per <STRONG>Gargano</STRONG> e <STRONG>Dossena</STRONG>, anche se l'uruguagio è seguito dal Fulham. Al contrario, l'esterno lombardo ha più volte dichiarato di voler restare nonostante le voci che a più riprese lo hanno accostato alla Sampdoria o al Verona.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- <STRONG>Ilicic</STRONG> garantirà ottima copertura sulla fascia destra insieme a <STRONG>Cuadrado</STRONG>, riscattato dopo un'eccellente stagione. Rosa irrobustita dagli arrivi low cost di <STRONG>Joaquin</STRONG>, <STRONG>Ambrosini</STRONG> e <STRONG>Iakovenko</STRONG>, che garantiranno buona copertura nel turnover. Aria di prestito per <STRONG>Salifu</STRONG>, piace in Spagna e nella serie cadetta, e per uno tra <STRONG>Bakic</STRONG> e <STRONG>Wolski</STRONG>. Quest'ultimo sta dando prova nel precampionato delle qualità che lo hanno portato a vestire la maglia della nazionale polacca.&nbsp;Si trasferisce invece&nbsp;a Pavia&nbsp;con la formula della comproprietà il trequartista classe '92 <STRONG>Federico Carraro</STRONG>.<BR><BR><BR><STRONG>ATTACCO</STRONG><BR><BR><STRONG>Juventus</STRONG>- Si cercava un top player, ne sono arrivati due. <STRONG>Tevez</STRONG> non&nbsp;sarà Van Persie, vicino la scorsa estate&nbsp;prima della virata in direzione Manchester,&nbsp;ma insieme a <STRONG>Llorente</STRONG>&nbsp;garantisce&nbsp;incisività e continuità. Un occhio di riguardo alle nuove leve: <STRONG>Simone Zaza</STRONG> è stato prelevato dalla Sampdoria e adesso il suo cartellino&nbsp;si trova a metà tra&nbsp;Juve e Sassuolo,&nbsp;<STRONG>Gabbiadini</STRONG> giocherà in blucerchiato.&nbsp;<STRONG>De Silvestro</STRONG>, appena tornato dall'esperienza in B con la Pro Vercelli, potrebbe vestire la maglia del Lanciano, mentre <STRONG>Boakye</STRONG> è&nbsp;marcato stretto dai tedeschi dell'Eintracht Frankfurt per averlo in prestito. Non è detto tuttavia che vada, in quanto se si&nbsp;liberasse un posto (probabilmente quello attualmente occupato da <STRONG>Matri</STRONG>,&nbsp;corteggiato in Inghilterra e Russia, oltre che dal Milan)&nbsp;resterebbe a Torino.<BR><BR><STRONG>Napoli</STRONG>- La cessione più remunerativa dell'estate, quella di <STRONG>Cavani</STRONG>, ha portato 63 milioni di euro nelle casse del&nbsp;club. De Laurentiis non ha deluso i tifosi e ha portato al San Paolo&nbsp;<STRONG>Higuain</STRONG>, degno sostituto del <EM>Matador</EM>. Arriva anche&nbsp;<STRONG>Mertens</STRONG> dal Psv, versatile ala che si adatta facilmente al ruolo di seconda punta. Insomma, Benitez&nbsp;ha a disposizione i migliori pezzi per costruire un attacco d'oro, contando anche su&nbsp;Insigne e&nbsp;sul sempre affidabile Pandev.&nbsp;Contemporaneamente è stato riscattato <STRONG>Calaiò</STRONG> dal Siena, invece&nbsp;<STRONG>Dumitru</STRONG>&nbsp;andrà a giocare al Cittadella.<BR><BR><STRONG>Fiorentina</STRONG>- Il&nbsp;colpo di lusso è <STRONG>Mario Gomez</STRONG>,&nbsp;uno capace di mandare in visibilio una città&nbsp;intera e di far registrare all'Artemio Franchi un'affluenza quasi da Champions League per la sua presentazione. La sensazione è che i&nbsp;tifosi viola dimenticheranno presto <STRONG>Jovetic</STRONG> e il suo addio&nbsp;verso il City. Per il resto, pochi movimenti. Torna <STRONG>Vargas</STRONG> dal Genoa, in direzione opposta rispetto a <STRONG>Toni</STRONG>, al&nbsp;Verona a parametro zero, e a <STRONG>Seferovic</STRONG>, acquistato per&nbsp;tre milioni dal&nbsp;Real Sociedad.&nbsp;E intanto si aspetta anche il ritorno&nbsp;in scena di <STRONG>Giuseppe Rossi</STRONG>, ansioso di tornare il <EM>Pepito </EM>di una volta e di conquistare&nbsp;un biglietto per il Brasile a fine stagione.C1007650FL0435FL0435GONZALO-HIGUAIN580.jpgSiNun-trono-per-tre-juve-napoli-fiorentina-1012260.htmSiT1000007,T1000017,T1000024100612201,02,03,04,06,07,080301007
1251012253NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Galliani insiste per Ljajic20130725112252milanCome riporta TuttosportCome riporta Tuttosport con Keisuke Honda sempre più difficile da raggiungere, l'ad del Milan Adriano Galliani è pronto a tornare alla carica per l'attaccante della Fiorentina Adem Ljajic. Il giocatore non ha ancora rinnovato il suo contratto in scadenza nel 2014, e nel caso in cui l'accordo non dovesse essere trovato nei prossimi giorni, per ordine di Andrea Della Valle, il giocatore dovrà essere ceduto entro agosto per evitare un nuovo caso Montolivo. E' proprio qui che i rossoneri vorrebbero inserirsi senza però alzare il pressing. I rapporti con Pradè sono ottimi e solo nel caso in cui, i viola non trovassero il giusto accordo con il serbo, il club milanista tornerebbe alla carica con un'offerta concreta. I prossimi giorni saranno determinanti anche per questa possibile trattativa. C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-insiste-per-ljajic-1012253.htmSiT1000027100075701,02,03,07030545
1261012246NewsCampionatiESCLUSIVA ILCALCIO24 - Anastasi: «Giaccherini era fondamentale. Tevez e Llorente faranno bene»20130721124029calcioPietruzzo Anastasi <br>Pietruzzo Anastasi, detto “Petru u tuccu” (Pietro il turco) per la sua carnagione scura, è stato calciatore della Juventus dal 1968 al 1976. Centravanti di manovra ma anche di sostanza, ha realizzato numerosi gol condivisi con Roberto Bettega, suo compagno di squadra nella Juve di allora. E’ stato campione d’Europa con la Nazionale Italiana nel 1968. Si considera juventino doc, non solo perché ha militato tra le fila della “Vecchia Signora”, ma anche perché, come lui dice, si tratta di una passione che ha radici lontane. E, come tutti gli juventini, in questo momento appare raggiante di gioia per il secondo scudetto consecutivo ottenuto dall’era di Antonio Conte e per i grandi obiettivi che la squadra bianconera si prefigge per il nuovo anno calcistico 2013’14. Il nostro incontro avvenuto a Milazzo in un pomeriggio assolato d’estate è amichevole, spontaneo, lontano da ogni logica professionale. Pietro è rimasto così, un ragazzo semplice lontano da ogni schema predestinato a farsi pubblicità gratuita. Lui non ne ha bisogno, non ne ha mai avuto la mentalità, neanche quando la ribalta ha acceso per lunghi anni i riflettori sulla sua persona. Insieme a sua moglie Anna, all’amico Dr. Attilio Andriolo e a mia moglie, gli facciamo vedere Milazzo, visitare il Castello e ammirare il paesaggio da mozzafiato che offre la cittadina mamertina. Uno spettacolo per gli occhi e per l’anima che, nonostante la calura del giorno estivo, il faticoso saliscendi di ripide salite, i gradini sconnessi dal tempo e le mura antiche del Castello che esprimono tutto l’orgoglio di una storia davvero unica nel suo genere, non tiene conto dei disagi e dello sforzo fisico per arrivare fino in cima ad assistere al meraviglioso panorama . Ma Pietro Anastasi e Anna non si arrendono alla fatica, sono caparbi perché capiscono l’importanza di visitare le stanze, i cunicoli e gli angoli crepati di una storia antica le cui radici affondano attraverso le sue pieghe più profonde. E, dopo questo tuffo tra storia e magnifici scorci panoramici, ci rechiamo all’Hotel “Il Principe” di Milazzo per la nostra intervista. Lì, nel borgo antico di Vaccarella, fulcro della pesca e del duro lavoro della gente di mare, sorge il magnifico albergo gestito con sapienza e professionalità da Pino Ragusi. L’accoglienza e l’ospitalità del personale dell’elegante albergo sono perfette e lo sparuto gruppo di amici e sostenitori venuti ad assistere all’intervista, fa da cornice perfetta a ciò che Anastasi desiderava, e cioè un incontro informale fatto di semplicità, privo di orpelli e clamori. Noi che siamo giornalisti di lungo corso, non possiamo far altro che rispettare il volere di un ex campione calcio che non perde occasione per dimostrare la sua semplicità d’animo e il desiderio profondo di ritrovarsi a rievocare i suoi trascorsi calcistici e umani con pochi intimi rappresentanti della sua Sicilia.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>Anastasi, quali sentimenti provi nel ritornare ogni anno nella tua terra natia?<br>“E’ sempre una grande emozione. Quando arriva l’estate mia moglie mi dice che sono ansioso; in effetti sento a livello di pelle questo ritorno annuale nella mia terra d’origine e non vedo l’ora di rivedere i miei fratelli, gli amici, il mio mare e risentire i profumi particolari che solo la nostra Sicilia è in grado di emanare”.<br>Che cosa pensi della città di Milazzo?<br>“Bellissima città, uno straordinario angolo di mondo che dovrebbe essere protetto e curato come un tesoro da custodire. Purtroppo, ho seguito da lontano le vicende legate al declassamento repentino del calcio Milazzo. Non conosco i motivi di questa disfatta, tuttavia, ritengo un vero peccato aver disperso ciò che faticosamente si era creato in breve tempo. Auguro a Milazzo e a tutti i tifosi mamertini di ritrovare presto la tranquillità e la soluzione al problema. Il calcio è linfa di aggregazione sociale, apportatore di grande turismo e movimenti economici e commerciali assolutamente rilevanti per la vita di una città. No, il calcio a Milazzo non può morire. Sarebbe un sacrilegio!”<br>Cosa ti dà la Sicilia che altri posti al mondo non ti hanno saputo dare?<br>“La Sicilia mi dà la spensieratezza e la rilassatezza di una vacanza serena. Poi si ritorna a casa e, chissà perché, ricominciano i problemi dovuti a una quotidianità che non ha più il sapore intenso della vacanza“.<br>Il pallone, la tua vita. Prima praticato per passione e poi da professionista del calcio. Che cosa ricordi del tuo glorioso passato?<br>“ Ripenso spesso a tanti momenti della mia vita legata al pallone, a un excursus fatto di arrivi e ripartenze. Ricordo gli anni dei giochi all’Oratorio San Filippo Neri di Catania e la mia partecipazione ai campionati CSI con la squadra Juniores della Trinacria. Poi, a sedici anni, sono passato alla Massiminiana di Catania dove sono rimasto per due anni, conquistando assieme ai miei compagni la Serie C. Poi, per caso, Il direttore sportivo del Varese Casati mi vide giocare e mi fece acquistare dalla squadra lombarda per 40 milioni di lire”.<br>Ti ritieni più fortunato o più bravo?<br>“La vita ci insegna che per raggiungere certi obiettivi c’è bisogno di entrambe le cose e, come tale, ritengo di essere stato fortunato ma anche bravo”.<br>Come nasce la tua fede sportiva per la Juventus?<br>“ Fin dai tempi in cui facevo il raccattapalle al Cibali di Catania. Ricordo che la Juve di allora composta da Charles, Sivori,&nbsp; Boniperti e altri illustri giocatori mi conquistò. Feci una foto con Charles e, ancora oggi, la conservo tra le mie cose più care. Chi l’avrebbe mai detto che da lì a qualche anno dopo, avrei indossato la maglia che ho sognato per una vita!”.<br>Quando ti volle l’allora dirigente della Juventus Catella, diventasti subito l’emblema sociale di tanti meridionali che in quel periodo storico lasciarono la propria terra in cerca di fortuna al Nord d’Italia. Sentivi una certa responsabilità per questo?<br>“ Ero il terrone venuto dal Sud e con me lo erano anche Causio, Cuccureddu, Furino. Diciamo che non era facile essere titolare della Juventus a vent’anni. Noi rappresentavamo il sogno di tanti giovani calciatori di allora che desideravano di poter inseguire con lo stesso successo quello che noi avevamo ottenuto”.<br>Ricordo il bagno di folla nel ritiro estivo di Villar Perosa e il delirio di tuoi fan alla ricerca di un autografo o di una foto con dedica. Perché tu più di altri?<br>“Diciamo che ho sempre avuto un buon rapporto con i tifosi. Io non so se mi hanno voluto bene più di altri, so soltanto che tra di noi si era creato un feeling colmo di simpatia e affetto che era assolutamente reciproco”.<br>Alcuni dicevano che non sapevi stoppare la palla!<br>“Forse. Ma ero veloce, arrivavo sempre prima degli altri sul pallone e, qualche volta, pressato com’ero dagli avversari di turno, mi capitava di sbagliare alcuni gesti tecnici fondamentali”.<br>Certi maligni d’allora dicevano che non andavi d’accordo con Bettega. E’ vero?<br>“Non è vero. Con Roberto si era instaurata una bella amicizia. Allora eravamo entrambi giovani. Poi lui si ammalò ed io fui molto dispiaciuto di non averlo in squadra accanto a me per un certo periodo. Quando tornò in squadra, fui felice per lui e per me”.<br>E lasciamo per un attimo i ricordi per tuffarci nel presente. Che cosa pensi della Juventus di oggi che ha acquistato Tevez, Llorente, Ogbonna, è interessata a Zuniga e Diamanti ma ha anche ceduto Giaccherini?<br>“ Giaccherini era una pedina troppo importante per Conte che poteva sistemarlo in diversi ruoli del suo schema tattico. Tuttavia, per la necessità di fare cassa e arrivare all’acquisto di un Top Player, era necessario dover vendere. Ritengo che il processo di sfoltimento della rosa della Juve non sia ancora terminato e penso che qualcuno tra Matri, Quagliarella, Giovinco, debbano essere ceduti per forza di cose”.<br>Pensi che alla Juve bastino già questi acquisti per essere finalmente competitiva in Champions League?<br>“Sicuramente è stato fatto un notevole salto di qualità e il gap tra la Juve e le altre squadre europee si è accorciato di molto. Peccato non essere arrivati ad acquistare Jovetic, perché con lui in squadra sarebbe stata un’altra cosa”.<br>Pensi che un trequartista come Diamanti potrebbe servire alla causa della Juventus?<br>“Sicuramente. Diamanti é un giocatore che mi piace; è estroso e capace di giocate interessanti. Sono certo che con il suo eventuale acquisto, la rosa della Juventus si avvantaggerebbe sotto l’aspetto della qualità”.<br>Vucinic e Marchisio sono richiesti da alcune squadre estere. Pensi che sia opportuno cederli per un fatto economico?<br>“ Vucinic è importante per la Juve ma non è un giocatore che assicura continuità di rendimento. Marchisio, invece, vista la sua giovane età e la sua importanza nell’assetto tattico del centrocampo bianconero, può diventare l’emblema di questa Juventus”.<br>A questo punto del mercato di calcio, quale squadra può rappresentare realmente l’anti Juventus?<br>“Sempre le stesse squadre. Penso che alla fine si contenderanno lo scudetto sia la Juve, che il Milan, l’Inter, il Napoli, la Fiorentina, la Roma, la Lazio. Non vedo altre novità nello scenario del calcio italiano”.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>Tu che hai rappresentato una parte storica importante della Juve di tutti i tempi, perché a fine carriera non sei rimasto nei ranghi della società con incarichi differenti?<br>“ Perché le società non si possono inventare dei ruoli per tutti i calciatori che hanno giocato tra le proprie fila. Furino, Bettega, Morini, hanno deciso di rimanere a Torino e hanno assunto ruoli importanti nell’ambito della società bianconera. Io non volli propormi; forse aspettavo una proposta che non arrivò mai. Avrei dovuto chiedere, ma non l’ho mai fatto forse per orgoglio. Ma, con il senno di poi……!” <br>Pietro Anastasi davanti allo specchio. Il bello e il brutto del tuo carattere.<br>“Ero abbastanza permaloso, ma nel tempo sono cambiato in meglio. Il lato buono del mio carattere? l’applicazione che ho sempre messo nel mio lavoro”.<br>Che cosa hai provato dopo aver segnato quello storico gol nella Nazionale Italiana contro la Jugoslavia, nel corso dei Campionati Europei del 1968?<br>“Avevo vent’anni e sinceramente non ricordo bene neanche come ho fatto a fare quel gol. Sarà stata la forza dei miei giovani anni, oppure l’istinto che alberga in me da sempre come qualità importante del mio essere calciatore. Fatto è che ho provato una gioia indescrivibile, un qualcosa di così grande che ancora oggi a parlarne mi suscita forti emozioni”.<br>Per finire. Se dovessi tornare indietro nel tempo a ripercorrere la strada professionale che ti ha dato tanto, rifaresti le stesse cose o cambieresti qualcosa?<br>“Forse avrei dato più ascolto a mia moglie Anna nell’essere meno impulsivo e più riflessivo in certe decisioni importanti della mia vita. Ma si sa che la vita è anche fatta di queste cose. Si nasce, si cresce e si cambia. L’importante è ravvedersi e migliorare! Anche se tornare indietro, non è più possibile”.<br><br>Salvino Cavallaro<br>&nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711anastasi.jpgSiNesclusiva-il-calcio-24-anastasi-giaccherini-era-fondamentale-teve-e-llorente-faranno-bene-1012246.htmSiT1000007100451001,02,03030669
1271012241NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, in arrivo Honda e Ljajic20130719103250milanCome riporta TuttosportCome riporta Tuttosport questo weekend sarà decisivo per conoscere il futuro di Keisuke Honda e Adem Ljajic, per il primo, prendono il via a Mosca i negoziati alla presenza del fratello procuratore Hiro, Bronzetti e De Vecchi che incontreranno a partire da oggi i vertici del CSKA per convincerli a lasciarlo partire già questa estate anziché alla conclusione del contratto nel prossimo dicembre. Per il secondo invece, nel fine settimana ci sarà un incontro tra il presidente esecutivo della Fiorentina Mario Cognigni e lo stesso giocatore, per parlare del rinnovo. Offerti 1,2 milioni di euro per 4 anni con clausola rescissoria fissata a 15 milioni di euro. Se accetterà, la rincorsa rossonera sarebbe troppo complicata, altrimenti la partenza dovrà comunque arrivare in questa sessione di mercato, perché il club viola non vuole trovarsi alle prese con un caso Montolivo bis.C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-in-arrivo-honda-e-ljajic-1012241.htmSiT1000027100075701,02,03030519
1281012223NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Galliani vuole Ljajic20130711093754milanCome riporta La Gazzetta dello SportCome riporta La Gazzetta dello Sport la brusca frenata per la cessione di Robinho non ferma le trattative tra Fiorentina e Milan per Adem Ljajic. Ieri il ds viola Daniele Pradè ha pranzato da Giannino insieme a Giuseppe Riso, uomo di fiducia dei rossoneri, oltre ad aver parlato più volte al telefono con lo stesso Adriano Galliani. I rossoneri sono in attesa di capire cosa succederà sul fronte rinnovo per il serbo. La Fiorentina è disposta ad offrire un contratto fino al 2017 raddoppiando l'ingaggio del giocatore (fino circa a 1,4 milioni di euro l'anno). Lo stesso attaccante si dice preso dal progetto viola, ma il probabile arrivo di Ilicic potrebbe convincerlo a cambiare aria. A breve ci sarà l'ultimo incontro tra i dirigenti viola e lo stesso attaccante, poi il Milan saprà se si potrà trattare o se arriverà il rinnovo che toglierebbe il giocatore dal mercato.&nbsp; C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-galliani-vuole-ljajic-1012223.htmSiT1000027100075701,02,03030543
1291012219NewsCalciomercatoCalciomercato Fiorentina, sogno Gomez ora è realtà. Napoli, virata su Lamela20130708180339calciomercato, fiorentina, napoli, roma, gomez, cavani, borriello, gilardino, dzeko, lamela, leandro damiaoIl tedesco a breve in Italia, al Bayern 20 milioni di euro. Il Napoli vuole Lamela, Roma con le mani legate.E' bastata una telefonata tra Rummenigge e Andrea Della Valle a sbloccare una situazione che sarebbe potuta diventare un caso di mercato. Perché di <STRONG>Mario Gomez</STRONG> a Firenze si parla dall'inizio dell'estate, ma solo pochi giorni fa il <STRONG>Napoli</STRONG> ha cominciato ad insidiare i rapporti faticosamente intessuti tra il club viola e il <STRONG>Bayern</STRONG>. L'annuncio è stato dato dal club bavarese, che riceverà dall'operazione 16 milioni di euro (rateizzati) ed altri 4 di bonus. <EM>"Il desiderio di Gomez era quello di andare alla Fiorentina e noi lo abbiamo accontentato. Lo ringraziamo per quanto ha dato al Bayern e gli auguriamo buona fortuna per l'avventura a Firenze"</EM>. Con queste parole Rummenigge ha dato l'addio al <EM>Torero</EM>, che viene accolto con grande gioia dai tifosi viola e dai suoi prossimi compagni. <EM>"Se è vero, è bello"</EM>, commenta un cauto <STRONG>Giuseppe Rossi</STRONG> alla notizia del prossimo trasferimento del tedesco, che compirà 28 anni dopodomani e si ipotizza che possa essere presentato alla stampa proprio il giorno del suo compleanno. <br><br> Il Napoli così deve guardare altrove per sostituire <STRONG>Cavani</STRONG>, ormai sul piede di partenza verso Parigi, per il quale Blanc spende parole al miele: <EM>"E' un giocatore generoso, che divora gli spazi, con una presenza importantissima sotto porta. Con Ibrahimovic sono complementari"</EM>. <STRONG>Il pallino di De Laurentiis è Erik Lamela</STRONG>, per il quale il patron partenopeo sarebbe disposto ad offrire 30 milioni di euro. Molto convincenti anche gli argomenti a supporto del trasferimento dell'argentino: in primis l'opportunità di giocare la Champions League con Benitez, oltre ad un contratto da 3,5-4 milioni annui. Tuttavia resta calda la pista <STRONG>Dzeko</STRONG>, che con ogni probabilità sarà rimpiazzato da Osvaldo, e si continua a tenere d'occhio il talentuoso&nbsp;<STRONG>Leandro Damiao</STRONG> dell'Internacional Porto Alegre. Sul fronte <STRONG>Roma</STRONG> battuta d'arresto per lo <STRONG>scambio Borriello-Gilardino</STRONG>, dovuta alla mancanza di un accordo per quanto riguarda il conguaglio economico dell'ingaggio dell'attaccante giallorosso, quasi doppio di quello del <EM>Gila</EM>. Garcia sarà costretto a pazientare per avere nuovi rinforzi, soprattutto dopo l'intromissione del Tottenham negli affari Strootman e Nani.<br><br>C1007650FL0435FL0435gomez.jpgSiNcalciomercato-fiorentina-arriva-gomez-napoli-lamela-1012219.htmSiT1000017,T1000024,T1000012100612201,02,03,08030900
1301012205NewsCampionatiBorgonovo, un eroe dei nostri tempi20130701172935calcioLa notiziaE’&nbsp; morto Stefano Borgonovo! La notizia&nbsp; non ci coglie impreparati,ma arriva&nbsp; nell’immediata vigilia della semifinale di&nbsp; Confederation Cup fra la nostra nazionale e quella iberica,campione del mondo in carica nonché vera “bestia nera “ degli azzurri,che da quasi dieci anni non riescono a sconfiggerla.La morte di Stefano ha significato un momento di riflessione di tutto il mondo calcistico,che in coincidenza con l’evento era presente in Brasile e davanti agli schermi delle televisioni satellitari. Sicuramente Stefano non pensava che la sua morte sarebbe stata comunicata in diretta mondiale al pianeta calcio,ma,sono certo, non gli sarà dispiaciuto che, anche nel momento estremo del passaggio all’aldilà, la sua storia sia diventata motivo di attenzione e di commozione per milioni di sportivi. In molti quella sera, osservando il lutto al braccio degli azzurri,si saranno chiesti chi era Stefano Borgonovo e perché la sua morte faceva notizia. Per quei pochi che non lo conoscevano,Stefano Borgonovo è stato un grande centravanti degli anni ’80,autore di storici gol (tutti ricordano quello ai supplementari nella sfida Bayern Monaco-Milan ,che permise ai rossoneri di disputare la finale di Coppa dei Campioni),ma anche di semplici prodezze accanto a Roberto Baggio nella Fiorentina o a&nbsp; Marco Van Basten nel Milan di Arrigo Sacchi. Quando appese le scarpe al chiodo,tentò la carriera di allenatore cominciando dalle giovanili del Como,ma dopo pochi anni abbandonò definitivamente quel mondo,che tanto amava e che tanto gli aveva dato.<br>Stefano non sapeva però che quello stesso calcio,come una “mantide gelosa”,gli avrebbe richiesto indietro e con gli interessi la gioia e il benessere,che lui aveva conquistato in tutti quegli anni passati ad inseguire un pallone negli stadi di mezza Italia:Como,Pescara,Fiorentina,Milan,Udinese.<br>La&nbsp; SLA (Sclerosi laterale amiotrofica) si era impossessata del suo corpo e l’avrebbe lasciato soltanto dopo averlo devastato.”La stronza”&nbsp; gli piacque chiamarla ed anche a noi non dispiacque chiamarla così,perché subdolamente ti mina nel fisico, distruggendo i tuoi neuroni e immobilizzando lentamente ma inesorabilmente tutti i muscoli. Inguaribile finora anche perché non se ne conoscono le cause (anche se le staminali hanno aperto nuovi orizzonti nella cura di questa malattia),la sua incidenza fra la popolazione è in netto aumento,ma la particolarità del caso di Stefano Borgonovo è che si tratta dell’ennesimo calciatore colpito da essa. Perché? Se lo stanno chiedendo in molti ed anche in Federazione,che non ha potuto fare a meno di nominare una commissione di esperti per studiare eventuali cause ed effetti nella comparsa della Sla legati al gioco del calcio. Ciò che ci preme scrivere però è che Stefano,coadiuvato dalla moglie Chantal,non si è arreso facilmente alla “stronza”,ha combattuto con tutte le sue forze,che non erano più quelle che mostrava ai difensori nelle mischie in area di rigore,ma quelle che trovava dal di dentro del suo corpo,dal suo spirito di guerriero:l’unico che la “stronza” non avrebbe mai distrutto.Con questa forza d’animo creò la&nbsp; Fondazione Borgonovo,i cui fondi serviranno per far avanzare le ricerche scientifiche sulla Sla e, alla ricerca di donazioni,non ebbe timore a mostrarsi alla gente,così com’era, in quegli stessi stadi,in cui ancora ricordavano le sue splendide azioni da rete. <br>Un&nbsp; EROE&nbsp; dei nostri tempi o forse&nbsp; di altri tempi, perché i nostri,a pensarci bene,non&nbsp; sono tempi di eroi ma di comici e soubrette, non da teatro, ma da aule di giustizia! Stefano,nonostante ci abbia lasciati, sarà l’unico che continuerà a vivere&nbsp; in un mondo popolato da&nbsp; “zombi” e da “fantasmi”, figure umane insignificanti ,che adesso,dopo la lezione di&nbsp; Stefano, non ci fanno più paura.&nbsp;&nbsp; <br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br>Attilio Andriolo<br>C1007650adm001adm001borgonovo.jpgSiNborgonovo-un-eroe-dei-nostri-tempi-1012205.htmSi100075701,02,03030656
1311012196NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta vuole anche Jovetic20130629102818juventusI bianconeriLa Stampa oggi in edicola racconta che la Juventus è sempre su Stevan Jovetic, nonostante il colpo Carlitos Tevez. I bianconeri, però, adesso non hanno fretta: il montenegrino vuole andarsene dalla Fiorentina, alla finestra ci sono anche Manchester City e Chelsea ma le richieste viola non cambiano. 30 milioni cash. L'affare è complicato, la Juventus vuole inserire contropartite tecniche nell'affare ma il tutto potrebbe riaprirsi con le possibili cessioni di Alessandro Matri, Mirko Vucinic e Fabio Quagliarella, una delle tre contropartite che Montella gradirebbe insieme a Luca Marrone e Manolo Gabbiadini.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-vuole-anche-jovetic-1012196.htmSiT1000007100075701,02,03,06030645
1321012197NewsCampionatiMorire di Sla a soli 49 anni20130629090336calcioStefano BorgonovoStefano Borgonovo, il simbolo della lotta alla Sla è deceduto giovedì 27 giugno a soli 49 anni. Presto, troppo presto per morire. E anche se la vita l’aveva condannato a vegetare, non si può accettare una fine così prematura. E’ l’eterno dilemma sul senso della vita, che in circostanze estreme come quelle di Stefano Borgonovo, ti pone davanti a quesiti profondi sulla validità dell’esistenza che molto spesso non hanno alcuna risposta. C’è chi si rifugia nella fede in Dio, chi cerca comunque di dare un significato all’importanza di svegliarsi al mattino e chiudere gli occhi la sera prima di dormire, per ritornare a rivedere l’alba del mattino dopo. E non importa se è dalla propria stanza da letto e da quell’unica finestra capace di illuderti di vedere il mondo che sembra non volerti più, l’importante è non morire. Ex calciatore di Como, Milan, Pescara e Fiorentina, era da tempo malato di sclerosi laterale amiotrofica, una malattia altamente invalidante che ha colpito molti sportivi. Sono tanti gli interrogativi che il mondo dello sport si pone da diversi anni su questo particolare tema più volte dibattuto a livello medico scientifico e mai risolto. Ci si chiede perché lo sport che da sempre considerato “Mens sana in corpore sano” debba essere causa (volontaria o involontaria?) di una così grave malattia neurologica che porta inevitabilmente alla morte. Si è spesso volutamente considerata anche la probabile correlazione verso quelle sostanze chimiche lecite che in carriera i calciatori sono autorizzati ad assumere. Un viaggio nell’apparente trasparenza di un mondo carico di punti interrogativi, che spesso fa pensare al torbido pensiero legato a prestazioni atletiche non propriamente sorrette dalle semplici forze naturali. Ma di ciò non c’è certezza, non è dato sapere, e la ricerca in questo settore non dà purtroppo ancora nessuna risposta. Al momento, l’unica cosa certa è la Fondazione Onlus che sostiene la ricerca contro la Sla e che porta il nome di Stefano Borgonovo. “ La stronza”, la chiamava così Stefano, quella maledetta malattia che l’ha colpito e che l’ha condannato a “vivere” una vita da infermo, comunicando solo grazie a un sintetizzatore vocale. Ma Stefano Borgonovo è stato qualcosa di più che un semplice ex calciatore colpito da una terribile malattia incurabile, lui è stato campione di vita, dentro e fuori dal campo. Tra il 1985 e il 1989, Borgonovo ha vestito la maglia della Nazionale Italiana, passando dall’Under 21 alla Under 23 e poi alla Nazionale maggiore. Nel 2000 iniziò a Como la sua carriera di allenatore del Settore Giovanile e poi nel 2005 abbandonò il mondo del pallone. Nel 2008 l’annuncio della malattia e da quel momento iniziò la sua battaglia con la Sla. Oggi tutti piangono la sua prematura scomparsa e un destino beffardo che dopo avergli regalato una carriera da professionista del pallone a ottimi livelli, gli ha tracciato un percorso di vita che non è stata più tale.<br><br> Salvino Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711borgonovo.jpgSiNmorire-di-sla-a-soli-quarantanove-anni-1012197.htmSi100451001,02,03,07030326
1331012190NewsCalciomercatoTutto dipende da Jovetic20130627121444jovetic, fiorentina, tevez, juventus, gomezLa Fiorentina aspetta un`offerta importante per il talento montenegrino.I 30 milioni che riscuoterebbe la Fiorentina dalla cessione di Jovetic sono la chiave per poter cominciare seriamente a trattare ed acquistare giocatori. Della Valle non lascerà partire il suo fenomeno al di sotto di questa cifra, coincidente con la clausola rescissioria. Questi soldi verrebbero poi reinvestiti nell'affare Gomez, ma il tedesco non può aspettare a lungo per trovare una sistemazione. La "fretta" complica i piani viola, dato che la principale pretendente del montenegrino non ha più necessità di comprare subito essendosi già assicurata un altro fuoriclasse, Carlos Tevez.C1007650FL0881FL088120120419_sj.jpgSiNtutto-dipende-da-jojo-1012190.htmSiT1000024101199701,02,03030915
1341012167NewsCalciomercatoAmbrosini alla Fiorentina: è fatta20130618182856AmbrosiniMassimo Ambrosini, al Milan dal 1995Massimo Ambrosini, dopo 18 anni al Milan, passa alla Fiorentina. <br><br>Dopo il 30 Giugno infatti, il centrocampista bresciano firmerà un contratto annuale di 800 mila euro, più altri 200 di bonus: dopo la conferma di Cuadrado, questo è il secondo colpo per il centrocampo di Vincenzo Montella.<br><br>C1007650FL0141FL0141ambrosini.jpgSiNambrosini-alla-fiorentina-e-fatta-1012167.htmNoT1000024100205001,02,03,06,07,08,09030746
1351012157NewsCalciomercatoCalciomercato Fiorentina, tutti pazzi per Gomez20130617180218calciomercato, fiorentina, juventus, gomezLa caccia è aperta: viola in pole, ma c`è l`Atletico. La Juve sonda il terreno e prepara l`alternativa a Jovetic.Il classico valzer delle punte rischia di diventare una febbrile tarantella, con <STRONG>Juventus </STRONG>e&nbsp;<STRONG>Fiorentina</STRONG> che non hanno ancora tolto il cartello "cercasi" dal&nbsp;posto del centravanti. Intendiamoci, i viola sarebbero teoricamente in una botte di ferro con <STRONG>Jovetic</STRONG>, se non fosse che il montenegrino è in odore di addio, con la possibilità di poter finalmente celebrare le nozze con i bianconeri. E così si cerca all'estero un sostituto in grado di prendere il suo posto: l'erede di Jo-Jo sarebbe <STRONG>Mario Gomez</STRONG>, per il quale il <STRONG>Bayern Monaco</STRONG>&nbsp;è disposto a trattare ma solo se le pretendenti saranno in grado di sostenere le pretese economiche della società, nonché del calciatore. Ma ad insidiare i viola, che secondo la <EM>Gazzetta </EM><STRONG>ha già raggiunto un accordo di massima con il bomber tedesco</STRONG>, sarebbe l'<STRONG>Atletico Madrid</STRONG>. Gli spagnoli cercano qualcuno in grado di rimpiazzare <STRONG>Falcao</STRONG>, che aspetterà l'apertura ufficiale della finestra di mercato per volare a Montecarlo. <br><br> Se tuttavia Jovetic rimarrà al suo posto, la Juventus virerà a sua volta su <EM>El Torero</EM>. Secondo il quotidiano tedesco <EM>Bild</EM>, i vertici di Torino stanno effettuando un sondaggio per capire quale sia la volontà dell'attaccante, per poi sferrare eventualmente l'attacco decisivo. Ma attenzione al terzo incomodo, perché il secondo nome che figura sulla lista dei desideri di Roberto Mancini (dopo Cavani, naturalmente) è proprio Gomez. E quanto a disponibilità economica, il <STRONG>Manchester City</STRONG> non scherza. Tutto si deciderà al tavolo delle trattative, partendo dal presupposto che potrà sedersi solo chi garantirà sufficiente copertura economica. Una stima? <STRONG>Circa trenta milioni per il cartellino, almeno cinque per l'ingaggio</STRONG>.<br><br>C1007650FL0435FL0435gomez.jpgSiNcalciomercato-fiorentina-gomez-juventus-1012157.htmSiT1000007,T1000024100612201,02,03,06030845
1361012150NewsCalciomercatoAmbrosini e la pista viola20130614201957Ambrosini, Fiorentina, MilanL`ormai ex capitano rossonero saluta Milanello e ha ancora voglia di mettersi in gioco.Ha voluto ringraziare proprio tutti nella conferenza-stampa di commiato e non ha escluso un futuro in maglia viola. "L'amarezza che sto provando adesso - ha detto Massimo Ambrosini - non può essere superiore alla soddisfazione di aver vissuto questi lunghi, splendidi 18 anni di Milan". E su quello che potrà accadere ha spiegato: ""La Fiorentina è una grandissima società, con una grandissima squadra e un grande allenatore, ha un progetto veramente serio e intrigante se si facessero avanti starei a sentire quello che hanno da proporre. So di voler e poter dare ancora qualcosa al calcio".C1007650FL0881FL0881ambrosini.jpgSiNambrosini-maglia-viola-1012150.htmSiT1000027101199701,02,03030454
1371012145NewsCampionatiIl volto della Serie A 2013-`14: ecco le maglie dei club - Parte 220130612173714serie a, 2013-`14, livorno, milan, napoli, parma, roma, sampdoria, torino, udineseTante le idee, poche le ufficialità: Roma, stretta per lo sponsor tecnico.Riprendiamo la nostra carrellata tra i progetti delle squadre della massima serie, per quel che riguarda le divise delle formazioni che scenderanno in campo:<BR><BR>&nbsp;<STRONG>LIVORNO</STRONG><BR><BR>&nbsp;-<BR><BR><STRONG>MILAN</STRONG><BR><BR><IMG border=0 name=immagini16 align=bottom src="http://www.laguidadelcalcio.it/wp-content/uploads/2013/03/milan-13-14-home-leaked.jpg" width=129 height=180><IMG border=0 name=immagini17 align=bottom src="https://encrypted-tbn2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTvEOxsIQ6Fi5HseyQUjthjIEi1vArUfT0wyyv7YfNQ-ypQuYcN" width=185 height=182><IMG border=0 name=immagini18 align=bottom src="https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQTXTPukNCryTdgOZa_B-1KHiAUFGuQCDGwQYGl8xP6_w2HF8dQ" width=239 height=170><BR><BR><BR>La divisa di casa del Milan non presenterà molte differenze rispetto a quella della stagione appena finita. La vera novità è però la terza maglia, indossata già nell'ultimo confronto di campionato contro la Roma, che si presenta dorata con inserti neri e promette di mandare in visibilio la tifoseria. E per i più scaramantici potrebbe anche portare fortuna: infatti essa è stato inaugurata ancora a stagione in corso, quando il Milan si giocava l'accesso in Champions League con la Fiorentina, tuttavia sulle maniche compariva già il badge della massima competizione europea. Il risultato della corsa all'Europa è ben noto a tutti.<BR><BR><STRONG>NAPOLI</STRONG><BR>I tifosi scalpitano: secondo indiscrezioni raccolte da <EM>NapoliNetwork.it </EM>De Laurentiis avrebbe intenzione di inserire un riferimento allo stemma borbonico, chiaro omaggio ai tempi in cui la città partenopea era la capitale del Regno delle Due Sicilie. Accanto a questa decisione "preunitaria", un'altra rivelazione: la maglia di casa conterrebbe più inserti bianchi di quella utilizzata nella stagione 2012-'13. E così grafici e sostenitori del Napoli si sono dati da fare per ipotizzare le divise. Ecco due prototipi apparsi sul web:<BR><BR><IMG border=0 name=immagini19 alt="NUOVA MAGLIA NAPOLI 2013/2014" align=bottom src="http://www.e-soccertime.com/immagini/nuovamaglianapoli20132014gra.png" width=202 height=193><IMG border=0 name=immagini20 align=bottom src="http://www.tifonapoli.it/wp-content/uploads/2013/06/934861_530003830394312_1430456709_n.jpg" width=185 height=182><BR><BR><STRONG>PARMA</STRONG><BR><BR><IMG border=0 name=immagini21 alt="maglia parma 2013 2014 casa home prima maglia divisa maglietta" align=bottom src="http://baritube.org/images/stories/MAGLIE2014/maglia%20parma%202013%202014%20casa%20home%20%20prima%20maglia%20divisa%20maglietta.jpg" width=174 height=182><IMG border=0 name=immagini22 alt="maglia parma 2013 2014 trasferta seconda maglia divisa maglietta" align=bottom src="http://baritube.org/images/stories/MAGLIE2014/maglia%20parma%202013%202014%20trasferta%20%20seconda%20maglia%20divisa%20maglietta.jpg" width=199 height=153><IMG border=0 name=immagini23 alt="maglia parma 2013 2014 terza maglia divisa maglietta" align=bottom src="http://baritube.org/images/stories/MAGLIE2014/maglia%20parma%202013%202014%20terza%20maglia%20divisa%20maglietta.jpg" width=172 height=176><BR><BR>La prossima stagione dei ducali sarà quella del centenario, un'annata storica da ricordare con uno speciale badge che comparirà sopra lo stemma della società cucito sul petto della maglia. La divisa di casa è quella tradizionale, recante una croce blu su campo bianco. Cambiano del tutto le altre due, che presentano rispettivamente una scacchiera gialloblù e una striscia diagonale&nbsp;che percorre lo sfondo nero della terza divisa.<BR><BR><STRONG>ROMA</STRONG><BR><BR><IMG border=0 name=immagini24 align=bottom src="http://static.fanpage.it/calciofanpage/wp-content/uploads/2012/11/maglia_roma_2013_2014-300x225.jpg" width=172 height=139>&nbsp;<IMG border=0 name=immagini25 align=bottom src="http://www.calciomercatonews.com/wp-content/uploads/o1wqx.jpg" width=246 height=140><IMG border=0 name=immagini26 align=bottom src="http://www.asromastadio.it/wp-content/uploads/2013/01/prototipo-maglia-roma-nike-300x300.jpg" width=200 height=191><BR><BR>Il nodo da sciogliere riguarda lo sponsor tecnico, che sarà Nike ma solo dalla stagione 2014-'15. Così sono state avanzate tante ipotesi e altrettanti modelli per il prossimo campionato. Adidas, Macron, oppure un rinnovo contrattuale con la Kappa. Ma c'è chi sussurra che ad occuparsi del design delle maglie dei <EM>Lupi </EM>potrebbe essere proprio il colosso di Beaverton, che però rinuncerebbe a cucire sulle divise il proverbiale Swoosh per onorare le condizioni contrattuali.<BR><BR><STRONG>SAMPDORIA</STRONG><BR><BR>E' molto probabile che la Kappa passi il testimone al gruppo New Balance, che rappresenta il marchio Warrior, già sponsor del Liverpool. Così verrebbero definitivamente smentiti i modelli a marchio Kappa che&nbsp;hanno circolato&nbsp;in Internet, facendo presagire una scelta grafica più coerente con la linea Warrior. Dunque non è da escludere una maglia basata su una divisa storica della Samp.<BR><BR><STRONG>SASSUOLO</STRONG><BR><BR>Non si conosce il design della prossima divisa, ma una cosa è sicura: Squinzi sta pensando in grande per il debutto in Serie A della sua squadra. Sembra addirittura che lo sponsor tecnico potrebbe essere l'Adidas, ma la dirigenza non si è ancora espressa in proposito.<BR><BR><STRONG>TORINO</STRONG><BR><BR><IMG border=0 name=immagini27 alt="nuova maglia torino 2013 2014 casa home prima maglietta divisa" align=bottom src="http://baritube.org/images/stories/MAGLIE2014/nuova%20maglia%20torino%202013%202014%20casa%20home%20prima%20maglietta%20divisa.jpg" width=214 height=151><IMG border=0 name=immagini28 alt="nuova maglia torino 2013 2014 trasferta seconda maglietta divisa" align=bottom src="http://baritube.org/images/stories/MAGLIE2014/nuova%20maglia%20torino%202013%202014%20trasferta%20seconda%20maglietta%20divisa.jpg" width=173 height=145><IMG border=0 name=immagini29 alt="terza maglia torino 2013 2014 maglietta divisa" align=bottom src="http://baritube.org/images/stories/MAGLIE2014/terza%20maglia%20torino%202013%202014%20maglietta%20divisa.jpg" width=213 height=173><IMG border=0 name=immagini30 alt="maglia torino portiere 2013 2014 goalkeeper maglietta divisa" align=bottom src="http://baritube.org/images/stories/MAGLIE2014/maglia%20torino%20portiere%202013%202014%20goalkeeper%20maglietta%20divisa.jpg" width=195 height=196><BR><BR>Gli unici bozzetti in circolazione sono apparsi sul sito <EM>Baritube.org</EM>. Secondo le immagini i modelli sarebbero semplici, senza inserti. Tuttavia difficilmente verranno prese in considerazione maglie così simili a quelle della scorsa stagione, con l'unica variazione - ma neanche&nbsp;del tutto&nbsp;originale - della casacca verde per il portiere.<BR><BR><STRONG>UDINESE</STRONG><BR><BR>Lunedì è stato svelato alla stampa il nuovo sponsor tecnico, la <STRONG>HS Football</STRONG>. Per la presentazione delle maglie dovremo aspettare ancora un po', ma non è escluso che i grafici al lavoro possano basarsi sulla linea di abbigliamento della prima squadra e a quella delle selezioni giovanili, mostrate ai fotografi nella stessa conferenza stampa:<BR><BR><IMG border=0 name=immagini31 align=bottom src="http://2.citynews-udinetoday.stgy.it/~media/originale/48590265366630/maglie-2.jpg" width=342 height=204><BR><BR>C1007650FL0435FL0435elsha420.jpgSiNmaglie-serie-a-2013-14-parte-2-1012145.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100612201,02,03,07,080302689
1381012136NewsCampionatiIl volto della Serie A 2013-`14: ecco le maglie dei club - Parte 120130612173243Serie A, maglie ufficiali, atalanta, bologna, cagliari, chievo, catania, fiorentina, genoa, inter, hellas verona, juventus, lazio, livorno, milan, napoli, parma, roma, sampdoria, torino, udineseTante le idee, ancora poche le ufficialità: Roma, stretta per lo sponsor tecnico.Cosa offre il parco da divertimenti&nbsp;del pallone&nbsp;ai suoi affezionati visitatori in estate, quando l'ottovolante Scudetto ha già compiuto i suoi ultimi giri della morte e le Coppe sono già finite? Le attrazioni per il perfetto calciofilo sono tre: calciomercato, amichevoli precampionato e le nuove maglie della squadra del cuore. Mentre il primo comincia ad accendere un'estate che si preannuncia bollente e le società stanno appena iniziando a pianificare i ritiri, ai tifosi non resta che sognare la divisa dei sogni per la prossima stagione. Molti dei modelli che circolano in rete sono solo degli schizzi, pure ipotesi di ciò che sarà il volto della <STRONG>Serie A 2013-'14</STRONG>, dunque da prendere con le pinze. Ma non mancano, come vedremo, le scelte già ufficializzate dalle società:<BR><BR><STRONG>ATALANTA</STRONG><BR><BR><IMG style="WIDTH: 488px; HEIGHT: 185px" src="http://d1n2y2eq1wbato.cloudfront.net/mediaObject/atalanta/galleries/photo-gallery/MAGLIE-2013-2014/740X396-NUOVE-MAGLIE-1/resolutions/res-685x382/740X396-NUOVE-MAGLIE-1.jpg" width=514 height=205><BR><BR>La grande novità è naturalmente la seconda maglia giallo-nera, mentre si può notare l'inserimento di un riquadro bianco con lo stemma dello sponsor Konica Minolta, che però&nbsp;ha fatto storcere il naso&nbsp;ai supporter. Tessuti utilizzati all'insegna della tecnologia: nanoparticelle di argento e titanio nel filato garantiscono impermeabilità e traspirazione.<BR><BR><STRONG>BOLOGNA</STRONG><BR><BR><IMG style="WIDTH: 505px; HEIGHT: 210px" src="http://www.bolognafc.it/img/cms/43518522328705005foto.JPG" width=766 height=667><BR><BR>Lo sponsor tecnico per la prossima stagione sarà ancora Macron, ma non è ancora chiaro quali saranno le divise ufficiali. Probabilmente il progetto prevederà un elemento celebrativo del cinquantenario dello scudetto 1963-'64. Ad ogni modo, il Bologna ha lanciato un'idea singolare: è stato indetto un concorso per scolaresche e i tre elaborati vincitori - in foto - verranno utilizzati per realizzare la terza maglia, che prevederà elementi grafici estratti dai lavori premiati. Dunque per adesso possiamo solo fare i complimenti ai designer in erba ed ipotizzare come si presenteranno i felsinei per la prossima stagione. <BR><BR><STRONG>CAGLIARI</STRONG><BR><BR><IMG src="data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAkGBxISEhIUEhQUEBUUGBIYEBIRGRYVFhUVFBUXFhQUFxcYHCggGBslHBUUIjEhJSkrLi4uFx8zODMsNygtLisBCgoKDg0OGxAQGywkHyYtLywsLC8sLCwsLCwsLCwsNCwsLCwsLCwsLCwsLCwsNCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLP/AABEIAOEA4QMBEQACEQEDEQH/xAAcAAEAAgMBAQEAAAAAAAAAAAAABAcDBQYIAQL/xABNEAABAwICBQcHBwcLBQEAAAABAAIDBBESIQUHEzGBBjJBUWFxkSJCcpKhorEUM1KCssHDI0RTYrPC0QgkNENjc3SDtOHiJTVU0tMX/8QAGwEBAAIDAQEAAAAAAAAAAAAAAAQFAQMGAgf/xAA8EQEAAQMBAwkHAwIFBQEAAAAAAQIDEQQFITESMkFRYXGBscEGEyIzNJHwobLR4fEjQlJyghRDYpKiFv/aAAwDAQACEQMRAD8AvFAQEBAQcry65bwaMY0vaZpZL7OFhAJA5z3HPC0GwvYm5yBzt7oomrgxVVEcVZ1mumtdnDBTRD9faTHxDmD2KTTo8xnKPVqMTjCINcGk+qlP+VJ/9V6nSU9bH/Uz1J9Drqq2/PU0EvXs3SQ/axrxOj6p/RmNTHTCyORHLum0mHiMOikZm+GTDiLT/WMIPlMvlfeMrgXF41dE08W+mqJdUvL0ICAgICAgICAgICAgICAgICAgICAg0+m+U9JSfPzMjda4j50h7o23cR22ssTMRxbLVqu7PJoiZnscBprW2c20kFt/5WpPtETDmO9w7lrqux0LjT7CvVb7s8mPvP8AH6yqjlDXzVE75p3mR8lrONgAGiwY0DJoGeQ6yczcqfortNUcnpVW2dnVaW5ExmaJ4d/VPm08rRlnY9+XhuJUmumnMRwVVE1Yzxj86X0QN7PBv8Fn3dP5hj3k/ky+MjF7HPqHQR3DJYpoiJxLNVU4zH54p+i6+aCaOSnc5kzSCwszPUWkecDusd91m7FNUcmf7MWpqpnMLb0Frgcwhmkad0Z/TQtcBbrMTzcDtaXdyhzYzvtzEwle9xuqjCytCaepaxmOmmZMMr4T5Tb9D2HymHsIC0TExOJbInLZLDIgICAgICAgICAgICAgICAgIMc8zWNc55DGtBLnONg1oFySTuACCheWGsyoq59nTPfT01y1uC7JJcj5bnDymAkZNFsjnnkNl2zVTa5fSk7MqtXdXTbrjMTn74ajRE8DL7VuK7iXeQHFwOHPETkef13xcWwImOl2N6xciMWd0Y6JxH26ehMY6gsLixuR/XZZCxyOYvivnfdks/C1Y1n5yUXSAo3Mc1jXXzsfLNznhLbuyHN3i/OyGSzFUUzmnixXp716ORexNM8Y3fmerH3aamgwAjfcm56+r2WS7cm5Vyqm3QaCjSWvdxv3zPf3+DHWRjAch0dA6wt2ijN6Int8kLbtumnQ11REZ3ecNa5nVYHoV1NO7c4GmrfvbPQ9IXAhuTpHsjDr2Pl3xZ9F/IHdcbioupue7xPHp75/PRY6DS/9VVVHK5OImevdHUnaToHRNfC8ZtjbKwh1xzsF+aLEgOuOxvUFptRNNyK886ZiY8M/om6y/RqNN7uKd9uIxV1xzfDPHDSU8743h8bnRvbzXxuLHDuc0ghWNVMVcYUEVVU8JWFyX1s1sTmsqQ2sj852TJg3pIcPJeQNwIFzvcN6r9TaptRyolZ6Ki5qq/d0RvxM/Zd+itJRVMTJoXCSN4u1w8CCDmCCCCDmCCCo71VTNMzTPGEtHkQEBAQEBAQEBAQEBAQEBBwWtjaTUs8Mb9k2KE1FUcJONrSdnBcEWxlkhJz+bAIs5bbOOXGXivPJnDz6w+U30m/aCm6mM2pa9m3ORqrc/wDlH67m4VA+nCAgIMFZzDw+IUvRfOjx8pU+3/oK/D90Narx87TNHzWuA7A67XRvvYB7L2BPm3Djn0EN3DMR79uKo3xu4T+diXpNRVZriqnj28J7J7JhLr6k4X45DNJIGi5ftMDAcdsQJG8WAv0u3ZXjWKK6q4mYxTTw7Z4Z/qstbqbFNiaLW+queVV1U9PJjuy1CsVElaOb5Tj1Ae8f+Kq9o1c2HV+y9vNdy51Yj77/AEWXqr03LTyljg40sz2se+xwxVD8ojfcMWTSOssOVs4VqqeCbtvT0Zi5TPxdMdMx1+Hl3LrW9zggICAgICAgICAgICAgICClOUust0NRXxRwsmIqLRySOOANjibDJG6MDy/KZLa5t+UJtlnKtaflRyso9y9FM4VrygdFtpnwOxRuc58eTmloccWzIcN7d1xkbXUmqJm1MTxw1UVRTepqjriU4rn31SOAgICDBWcw8PiFL0Xzo8fKVPt/6Cvw/dDWq8fOxAQEE3Rgyce0DwAP7ypdfObvg7j2Zoxpq6uuryiFs8m2UkFK+kq3iCSWPbVLZiW2xYjDsjcYZWgROtvucswbaaMU7p72vaFN7U3JuWozTzYmP1z2Tv3rJ5PaR+U01PNu2sUbyOouaC5vA3HBbo371DVTNMzTPQ2KMCAgICAgICAgICAgICCNpKsbDFLK/JsTHvcf1WNLj7Ag8lSSueS9+bnkueetzjicfElXFFPJpiFbXVmqZY5Bke4/BKuEsUzvblhyHcFzT6vanNET2Q/SPYgIMFZzDw+IUvRfOjx8pU+3/oK/D90Narx87EBAWBsNHZMv1lx8Db7lRauf8ap9D2DRydDT2580lxuSTmTvJ3k9ajLmN26F26na/aUGzO+CSVmfU4iVvD8pb6qlW5zS4jalr3eqr7d/3/q7pe1eICAgICAgICAgICAgIOM1vV+x0XUW3y4Ih2iR4Dx6mNbLVOa4h4uTimZeclbK18KxPBmG3haQ0BwLXNGF7Tva5uTmntBBC5uqMTL6npLnLsUVdkeT9rykCAgwVnMPD4hS9F86PHylT7f+gr8P3Q1qvHzsQEBYZbKiHkN4+0lc9enNyqe19L2VTydHbjsZ1qWCx9SddhqKmEn5yNkjR0XidhdxO1Z6q32Z6HM7ft4qoudcTH23+q4Fuc8ICAgICAgICAgICAgIKe1/6RP8zpxuvJM/ruBs4/Y+XwUrS05qmWjUVYpwqBWCCm6EodvU08NriWWJjh+q94DjwaSeC1XqsUTLZajNcOu1h0Wy0jVACwc5sje0SMa5x9cvVDdj4n0HYlzlaXHVMx6+rnVrW4gIMFZzDw+IUvRfOjx8pU+3/oK/D90Narx87EBBsuTWjPlVXTU9riWVjXj+zBxS+4161XquTRMttmnNcN1yppTFW1jCLWnnIA6GyPMjPde1UFcYql9G2TXFWko7Mx+rWLwsXQcgNI7DSFK4mzXv2T+0TDA33zGeC2W5xUqdtWuXppn/AEzE+nq9DBSXHPqAgICAgICAgICAgICDznrhr9rpSYdELIYhwbtT70rhwU/SximZQ9RvmIcWpSO7LVDRbXStOeiJs0p+qwxj3pWngo2qnFGO1I00fFMuo100mGsgk/SQ4eMUjiT4St8Aqi9HCXYez9fPo7p/P0V8tLoxAQYKzmHh8Qpei+dHj5Sp9v8A0Ffh+6GtV4+diAgsPUdo/aaQdKRcQQvI7HykMafV2qh6urdEJWmjjKZreoNnpDGBYTxRuv1vZeN3uti8VVXo35dnsC7m3Xb6pz9/7OJWlfgkc3ymZObZzD1OabtPiAsxOJy1X7fvLVVHXEx+j1BQ1LZY45G5tkax7T2PAcPYVMfPWdAQEBAQEBAQEBAQEBBwHKPVPR1UkkrXzU8sjnPe4O2jXOcbklslza/Q0gLbRero3RO5rqtU1b5cFpjU7XxXMD4qsDoB2Mh7mvJb76kU6qOmGqdP1S6DUryZqKeoq5KmCSAtZHHHtG2xY3F8mF25wGCPMEjNatRcivGHuzbmnOU3XhANnRydIfKz12B34ShXeDoNhVY1Ex10z5wqdR3WiAgwVnMPD4hS9F86PHylT7f+gr8P3Q1qvHzsQEF0fyf6QCGsm6XSxxcIo8f4xVdqpzWnaeMUJ2u6gvBTzgfMvc17uhrJW849mOOMfWUK7GYXmx78WtRiZxExj19FYaP0NVT22ME0oO5zI3YPXIwjxWmKJnodFd2jprfG5Hhv8st9R6t9JSb4WQ/30jPw8Z9i9RaqQq9t6eObFU/Zc/JfRz6akggkc2R0TAzEwECzcmgA9QsO23Qt8RiMOYuV8uuasYzMzhtFl4EBAQEBAQEBAQEBAQEBAQVzrv8A6LTf4gfsJ/8AZa7vNWuxfqo7pU8ozshAQYKzmHh8Qpei+dHj5Sp9v/QV+H7oa1Xj52ICwPQOpGIDRjXfTlnJ+q7Z/BgVZqPmSsbUYoh3xC0tj6gICAgINZpflBSUpaKmoigLr4BK9rS4DeQCbkLMRM8BrXcv9Fj89gPc6/wXr3dfVP2YzHW/H/6Jor/zIve/gnu6+qTlR1v03WDos/nkI9Ilo8SEm3XHRP2OVHW6GlqWSMa+NzZGOALHsIc1wO4gjIheGWVAQEBAQEBAQEFW68ajKij6zO/iwMaP2pWq7wXewac6iqeqn1hVSjusEBBgrOYeHxCl6L50ePlKn2/9BX4fuhrVePnYgLA9Cak3f9LjHVLUDxkc795Vl/5krK3PwQ7xaXsQEBBqtO8oqSjbiqZmQ3vhaTd7rfRYLudwCzETO6GJmI4qw5Ra6HG7aGG39tU/FsTT4Fzu9qk0aWqeduaKtRTHDerGv0zUzSumml20jw0F7wLgNN2hobYNAI3AAZnrKkRYimMQ0zezvl+DpSX6MeW7IgZFp3bvMb4dqx7j8z39naz738x/VkZWyyHdGLDt629n6oWm9NNmnMxnM9fZPYn6DR162uaaKojEZ3x2pAlluTeNt8jZpItZoyFx0Mb3cVDnU0zGIj9e/wDld0eztzPxXI8I/mW85McqqygBbDLijLi4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width=184 height=181><IMG style="WIDTH: 239px; HEIGHT: 206px" src="http://sphotos-g.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/541894_566757336707752_1873080654_n.jpg" width=599 height=686><BR><BR>L'ufficialità non c'è ancora, ma da tempo circolano questi modelli. Prima maglia tradizionale a tinta rossoblù, mentre la divisa da trasferta sarebbe bianca con una striscia bicolore che la percorre in diagonale. Completamente blu la terza maglia, mentre la casacca del portiere potrebbe essere nera con due strisce orizzontali rossoblù.<BR><BR><STRONG>CATANIA</STRONG><BR><BR>-<BR><BR><STRONG>CHIEVO</STRONG><BR><BR><STRONG>-</STRONG><BR><BR><STRONG>FIORENTINA</STRONG><BR><BR><STRONG>-</STRONG><BR><BR><STRONG>GENOA</STRONG><BR><BR>Anche se non si sa ancora nulla riguardo alle divise, i tifosi si sbizzarriscono e&nbsp;il web pullula di suggestive immagini riguardanti maglie ispirate alla storia del club:<BR><BR><IMG style="WIDTH: 232px; HEIGHT: 193px" src="http://s20.postimage.org/hxr5n2ur1/GENOACFC_1_2a_Maglia_Storia_SPOILER_001.png" width=314 height=193><IMG style="WIDTH: 220px; HEIGHT: 194px" src="http://s20.postimage.org/zcbdvcrvx/GENOACFC_2a_Maglia_80_SPOILER_001.png" width=265 height=258><BR><BR><IMG style="WIDTH: 234px; HEIGHT: 184px" src="http://s20.postimage.org/8sist7rcd/GENOACFC_2_3a_Maglia_80_SPOILER_002.png" width=293 height=287><BR><BR><STRONG>HELLAS VERONA</STRONG><BR><BR><IMG style="WIDTH: 339px; HEIGHT: 144px" src="http://www.passionemaglie.it/wp-content/uploads/2013/06/hellas-terza-maglia-13-14.jpg" width=379 height=172><BR><BR>La società ha gettato via i teli e mostrato al pubblico la terza maglia, che reca la prestigiosa firma Nike. Si tratta di un completo totalmente nero che si accompagnerà alle altre due divise, le quali probabilmente presenteranno i classici colori gialloblù.<BR><BR><STRONG>INTER</STRONG><BR><BR><IMG src="data:image/jpeg;base64,/9j/4AAQSkZJRgABAQAAAQABAAD/2wCEAAkGBxQSEhQUEhQUFRUVFRUVFhUUEBQVFRAVFRUWFxQUFBQYHSggGBolGxUVIT0iJSkrLi4uFx8zODMsNygtLisBCgoKDg0OGhAQGiwcHRwrLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCwsLCw3LCssLDc3NywrLCssLDcrLDc3LP/AABEIAL0BCwMBIgACEQEDEQH/xAAcAAAABwEBAAAAAAAAAAAAAAABAgMEBQYHAAj/xABLEAABAwIDAwgHBQUFBQkAAAABAAIDBBEFEiEGMUEHEyIyUWFigRQVM3GRouEjobHB8EJScpLRJEN0grMIJVOT8RY1RFRjhLLCw//EABkBAAMBAQEAAAAAAAAAAAAAAAABAgMEBf/EACsRAAICAQMDAwQBBQAAAAAAAAABAgMREiExBDJBEyJRIzNhcUIUNENEUv/aAAwDAQACEQMRAD8Aw5LNCRCXZuXRSt2TIGy5CuXSjMFcVy66bwuQOsu/X6KseDYVGyn9MqgXRF+SKIGzqlzeub8GtuPvV4w7a3B8gbJTe8GnzW7tGqNeeEPBkeiHT47lsM212CsALaUX7qW2nm1TFYaGbDZKmelEcWUiIOaGPedzSzKAQc1/gola1s0VgwZGCTc4XNtNd3Z3JRhWtckyJI5cjIpWuCQEdqIjAoQBly665Mk6yMAiowCpAcAhAXKwbMbH1Fb0mMLIRq+Z+jWtHWIvv0Uyko8jSbK+D+uxASO0fFaBs7tBhlOSx9O8hpIzuaHmTXVx0J8lPO2swQ6+jA/+1P45Vn6z+ClDJkVx+ihAW37KYxRVspipqTogXe4xNaxg7Ddu8pHa/kqimvJRkQybzGdY5P4degVEepWd1gbrMWsgT7F8KmpZDHURujeODtzv4SN6ZLqjJPdGTTQC5CuVCAISdQNEqkqjcs7e0qPIxKBCUC8jydQKXZuSCXZuW1PJMgwQXQpRsVrHiV07+CBIlGjYTu+KVrKfKB2p1TNyxpwocpNMmVmI5Rpj9nm4rhdG2jewS0gka6Jxt0nPJIPZrc371D0XJZiOcZoow3jeYWVJwerkjeXRvcw9rHFp87KTxHa+uJy+lTW/jI+9TGqcI6lwNyzLBoDtlqOhInxOZkjmAc3Tx3IuO0AkuVE2820lxCQNI5uGPSOEWsOFzbebBR7nkgucSXEalxJJ8ymT6B7S0yNLQ8Xbf9odoTuoftWd2EJ8/gj7IzZLKRrKUAXUcyIncsZ0zqlgqMlJZF2G6FJ0z7O1TupitqNy6avdDPlES2YguCCyFUIEIyICjBUhNBh+u5WDZvY6rrdYIuhxkf0WDzO9PuTTZltdVfbaQRDPJc2DtQGsv7yF6Kpeba0NjLQ1o6LWEaDdpbcua25x4LhFPkomyvJRS04a+pPpEm+xu2IHubfXzurpiVIJYZIQcrXxui0FgwObl0HZqnQ7yPMga/mjfrfv7VxOcnuzbGODz7NyT4gxxa1kb2gmzhMBmHDS2+ysOFclk5aGzvZEx1s4Y4ue7TUXvYLYC3+vvRcv636rb+omok6ERGA4JBRRCKnZkbxO90ju1x4qRslHN/PggyrCWXuytkiPxfC4aqMxVDBIzXQ7230u07x5LHtruS6aAukpCZogC4tPtYx3D9oBbdN3pGnJP63e5XC6UBNJo8qEWvfhv7Qe8cCuK27lZ2IZLC6rp2Bs0QLpA0e2YNXHvcFiAXo03a0c8o4BSdR1UoEnP1Vpb2ihyMCgQoF5DOoFLsSCXYtqeSZB2hSZi1Hco2LrBTLDqP1wXq9NFNN/By2yaGlbCXOa1oJJ3AC5PuAS9bA6JuVws4Dcd4v29inq7aYsiZHBDHFIG5HTjpSObe/RzDoHXeNVXa8ktJN7nU3NySd5ujfM2w/5QhhjdCUlKLyJzh46KRjH2nmk4ZhBP5Hn3stOy+z5rJWx8DpcnQC1zf4hTe3GyTaYMfnL+iWgm92huXS1yLanXuVcwXHnUcgkF9DvA1HaLcR/RPdoNsHVoA1sO6wF99hqdbDW/ALKyMpdQl4Q4NKtlUxF1mouHNFigxU7kTDHakKm0+pwwSxXsJ1keVyexuzMSeJN0ugw128IitF0o/IN5gmNyFyNK3UohUy5KRwCOEUIwS8Aa1sdhf8AuCqkA1leT3kRvt+CquB7ZzYcZOYYx2YDM54Jyi4FhwGtlrHJcwPwaKM7nCVpPZc2VC2XwmriqKqKCmimcG2dzouGWcCx7b6HUDRcqsSWl/JThvqGO0u0FZVBk8/2LQLNa0ujvuOYNvc7hqUfZrlRlpIxCIRL0iS98ry51z71F7c0VVA5prBZ8l8t3A6DsaNABcKM2e2cqKhpkhhfI0OylzbWzeZXTP024wRnHKTkyZxrbGqmlfNzskeb9hkrg1g7BqrRhHLDljZE2le5waGhxmBLj2m4Wb4/TvgdzUrSx4Fy0kXHv1Ujs7gs45uUQSOYTcODLgjtCdirlLSsYQ4asZZecNxLEcj5pHSuYSCXN0EYvchp7OF7JxinKySx8cNO+KUDKHue1wZ4rW1UjNtfEyk5u1ntjMZbcBrTly6G/b3LMK6jlc9z+ZlDTqCY3DQbiVhRCNk257JFzbjHYuWwG0FbVVjY5ah7o2tL3tytF7HTUD3rXaVixzkR6U1W88GRtHm5y2Fj9w4rDqpR14jwaVp6dx+GAix3HQ+e9eWdsMJ9EraiHcGyOLB2Mc4lg/lIC9StWI8vlCG1VPMP7yItd3ljjb7rJdNLEgmsozFJz7ilAkqjcvRs7DnjyMSgQoF5LOoFLsSCXYtqeSZAtOqlnHo3USN6lT1PJen0zaTOe3wHnOcB3aEWvb0PgtD2P2aopcOpZJmZppXTgdKTURyOGgY07hZSUmx9DK0lrCQDl6M83RI0I9l2hYx6pe7PkcqvcsGUUQ6CQhP2i1GHZCi6rc1xvAqiSL7rhzB96ZnYilzXDpGnf7aF1/IuCt9TD2r4BVvLZnuI9XzRMPfoVfqrYGN+6eRuoAuyB2/tIl/JGxDksfTRSSNqoHhrc1r2dbs370ncvXyKMPpmcYjJcpPD3WcjYgOki0Y1WG76jP5NMfTH9cOgmuGHpJ7UNu0qOojZ4XV1G18WZV7waFqoWcUinNaNU2CmzuZUeAQhQBDdSM3zkRmz4a6P/hyv3djiTZaDhtgXaC51vaxNuBPFZryBsIo6k8HSgDyBVp2qxKaBkZp7c4+eKKxAOYPdYgAkC/mvMs7joRZqrDIpT9pGx5AtdzA4gHgL7uHwSdHRsiBbExrG3vlaLBVBmO1gDzckMNnHmoCGHscRPoUlHtNVEm1nfw0zXW7+jMVLDBZcS2ZpJnl81PG953uOa7vfYqRp4GRsbGwBrGjK1o0DW7gAqNJtfU/uxk9hp5gflulmbYzAdOKI+dQ3/wDEpAO3bC4aH5zSx5g7NfPIele+brb1NYhNHIx0buk14IcAbXB3i4VJxDlKZE4Nko5XXF80Re4fMwK1YLVR1cDJ2MewPGjJG2cLGyE8BhENgmBU1E6QwMMbZALjO5wJB01KslNIDqmWL04yE66a6JemZoDbgPwSGS0btFln+0FBenpX/uyvaT3Fun3rT4NyovLlBmwwm3UmjPuB0K0reJIT4MAai1HV8kLUE56K9Sb9hzruGBQISgXlM6AUsxIpdm5bU8smQdrrEHfY399uBViqcXppBf0fI62uSSzffuVcRV2Rm4mbSZpOyW3rKSOlbzDiIBU/3mp55xPZwU1hvKJDBTlj4XvzVD5T0gLNkkc82PaMyyulf0AO8p5U9ROuiEotszssaksGm4dygUprqmpc1wjliijjvE3M0sDg7NwOrkww/bCiGJGV5PN+juiF4gbPJJ3WWd0R6PmmbDaXzTn00cRa8jjN5Zpez9fQU5qxNOxwnb9m8xPsxxc86jhbMNyY4RU0kVBWRPmZPMSOZdaTUWbfLm3cVScSPRXYa7oqnQnelklTfp5G2I9ZBRxOcQGgk9gFyhxLrJVjS1oINj3LLT9Vv4NM+xfklHUUhFubde27IU0p9n6ku9k4DxEN+8lN/WUn7x+JSBqXne95/wA7v6q77FPGPAq46VgksboXRFuYtuRezXB1rdtklguGuqaiKBnWkeG+4E9J3kNUzgks4EgOsblrr2dbgbLeuSWPDqn+0QUnMzw9F3WLQXNIJYeN9fisrrfJcY7GJYzhzqeeWF/WjeW7rXtuPwTArd+Vmmw2ldz1RTmWomuWgEta4tH7Z3cQsMneC4kANB1sNbdyKrNSE0aZyW7c01FA+CcvjJeX5w3Mwgk6EDUK7YdjVLilRFHFUZnQyNqA3mSL824G1yV55V85EJsuKxj96OQfdf8AJY2VLGUXGRqNXyeuNNWwtmGaqnbMCWEBlrdE237kTDNhJoKt03PB7OYMTBcsIcW2u8DQhaGCk5d65DQzXY/Y+rpHxmYtfZz3ZxI49a9hr70fZfB6+mp6qGRhe6YyOjk58Hm8zTkHS13ngtDlST0AZ9hmG17MMlpnRP8ASckhZNzkTg5xJygG9xp2q27KwSx0dO2ovzzY2h9yD0ra6jRSMM3Ao70ARWN+zPYhpapmUdNu4ce5OK6APY4Hs/ELEdouUetp6meGMxZI5HsbeME2a4ga37lUYahG4x1TLdYfFVzlMc1+GVQ1Noy4HKbXaDbVY9Lyp4iRYSMb3tiA/FQmKbU1lS0tnqJHtO9ugHwAC3jS0S5EUxBP1UZgRajcu6XYYruGJQISgXlM6AU4ZuTdLs3LanlkyDIbIoKMV1+DMcQf1T2c/Zpg3QH3Afen0/s/JdFPbJGNnMRKgPRTU+1805oNyaz+0Tm/pxY49zHWIDopLCzoUtXdQpDDRvTf9whL7bEcQ6yc/wB2E3xAdJLs9msYfckW+1DMJQIrQn2F4bJUStihY573mzWtG/tJ7AO1ZbRNMDNW3Cds5qWi9Gow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UcOinbcP1HS3kDq9vmrZtNsdFTUFJM1zjJM54eT1bAaWbwSbwg8mfLk/9X+L5fqg9XeL5fquUs//2Q==" width=251 height=174><IMG src="https://encrypted-tbn2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSQj5L77l1SWYxQGijDfwQi9Hb4GD1_uvjlB-KL9y50svnB_7J95g" width=205 height=184><BR><BR>In rete circolano varie anteprime. Per quanto riguarda la prima maglia le voci di corridoio convergono su un elemento, ossia che le strisce saranno&nbsp;più strette. Invece la maglia away presenta due varianti, che comunque segnerebbero un cambio di rotta rispetto al rosso dominante nella stagione appena finita.<BR><BR><STRONG>JUVENTUS</STRONG><BR><BR><IMG 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width=187 height=184><BR><BR>Niente stelle e slogan da manifestazione sindacale, la maglia casalinga dei bianconeri sarà molto più&nbsp;sobria. Strisce più strette e nuovo sponsor, mentre la vera novità è rappresentata dalla divisa esterna, in un'inedita tinta gialla.<BR><BR><STRONG>LAZIO</STRONG><BR><BR><IMG src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSIZmeUIFpqJpt4Ogr4baoBAXG8MM1p3_fGdvMAQfucym6a5_GH" width=250 height=158><BR><BR>Lo sponsor tecnico sarà ancora Macron, che riproporrà una divisa a tinta unita e con pochi inserti. I colori delle maglie dovrebbero essere rispettivamente celeste, giallo e blu, e rimbalzano voci secondo cui il modello base sarebbe la maglia speciale che i biancocelesti hanno sfoggiato alla finale di Coppa Italia. Bella e, visti i risultati, anche fortunata.<BR><BR>C1007650FL0435FL0435isla-6.jpgSiNmaglie-serie-a-2013-14-1012136.htmSiT1000007,T1000010,T1000011,T1000012,T1000014,T1000016,T1000017,T1000018,T1000019,T1000020,T1000022,T1000023,T1000024,T1000025,T1000026,T1000027,T1000028,T1000095,T1000097,T1000099100612201,02,03,07,080301625
1391012143NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, adesso bisogna alzare l`asticella20130612112324juventusAntonio Conte lo ha premesso Antonio Conte lo ha premesso dopo il secondo scudetto consecutivo: alzare l’asticella è un obbligo. Ergo, obiettivo Champions. Per questo motivo, tutti gli sforzi di Marotta e Paratici dovranno essere indirizzati nel miglioramento mirato della rosa bianconera. E quale è stato il vero tasto dolente, che seppur vincente in Italia, ha visto la Juventus patire in ambito europeo? Certamente quello dell’attaccante di peso, una punta da 30-35 reti stagionali che sblocchi la mole di gioco che la squadra produce anche in quelle gare chiuse tatticamente e che possa competere con le difese più forti del continente. Al momento però, tra richieste economiche ed obiettivi poco funzionali a questo discorso, tutto il lavoro della dirigenza bianconera è bloccato. Ecco perché. <BR>I tre nomi che in queste prime schermaglie di mercato sono stati accostati ai bianconeri sono quelli di Tevez, Higuain e Jovetic. Servirebbero a completare quel tassello che veramente manca per completare il puzzle? A livello tattico, forse no. A livello economico, men che meno. Tevez è forse il più abbordabile a livello di costi (seppur con un fardello legato all’ingaggio molto ingombrante) ma non è tipicamente quel bomber che può risolvere una gara tesa come succede spesso contro le piccole in Italia e che seppur con esperienza internazionale, non ha mai concluso stagioni con caterve di reti a carico. Poi c’è di mezzo il Milan, con cui l’argentino ha da tempo un discorso aperto e che potrebbe ostacolare ulteriormente una trattativa che comunque convince poco.<BR>Higuain è forse il giocatore che più si avvicina al prototipo di calciatore che servirebbe al progetto, anche se sarebbe tutta da dimostrare la sua adattabilità al campionato italiano, soprattutto in vista dei tempi che serviranno a Llorente per calarsi nella parte. Ma principale ostacolo, anche qui, sono i soldi: dopo alcuni tira e molla, Florentino Perez ha dichiarato che 30 milioni non basterebbero per prendere ‘El Pipita’. <BR>La stessa cifra che i tenaci fratelli Della Valle hanno più volte dichiarato di volere, cash, per Stevan Jovetic, vero oggetto dei desideri dell’entourage bianconero. Una seconda punta però, spesso soggetta ad infortuni fisici, di grande prospettiva in quanto giovane e motivato, ma non proprio quel giocatore di cui si parlava sopra. Ad aggravare la situazione, il forte contenzioso tra Fiorentina e Juventus (specie dopo il caso Berbatov) e la notevole pressione ambientale che Firenze sa creare quando sente parlare di Torino, sponda bianconera. Insomma: o la Juventus si presenta con il denaro cash (contropartite, al momento, non sarebbero gradite) oppure anche questa strada potrebbe presto essere abbandonata. <BR>Che fare, dunque? I veri bomber, ci sarebbero anche. Ma i costi sono davvero proibitivi. Cavani o Lewandowski sarebbero davvero funzionali, ma appaiono irraggiungibili per motivi economici. Anche se proprio l’eventuale cessione del Matador, potrebbe portare denaro sonante nelle casse di De Laurentiis, che avrebbe così una netta priorità nella scelta del successore sul mercato. <BR>La situazione è davvero complicata. Ed arrivare agli ultimi giorni del mercato, come succede ultimamente, non sarebbe il massimo per Conte che vorrebbe la rosa quasi completa per gli inizi del ritiro estivo. La patata bollente, è in mano a Marotta, che deve dimostrare anche a livello di mercato che la società c’è. Se si vuole alzare veramente l’asticella, bisogna avere coraggio. Conte, restando, l’ha avuto. L’Europa aspetta la Juve.<br><br> Gabriele Cavallaro. <BR><br><br>C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-adesso-bisogna-alzare-l-asticella-1012143.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07030539
1401012139NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, nuova offerta per Jovetic20130611093849juventusCome riporta Tuttosport Come riporta Tuttosport in prima pagina nuovi dettagli riguardanti la trattativa tra Juventus e Fiorentina per il trasferimento nel club bianconero dell'attaccante montenegrino Stevan Jovetic. Il club bianconero - si legge - ha presentato una nuova offerta nelle ultime ore: 20 milioni più il cartellino del centrocampista classe '90 Luca Marrone. Aumentato, quindi, di due milioni di euro il conguaglio economico rispetto alla precedente offerta. Attesa a questo punto la reazione della famiglia Della Valle che fino a questo punto non s'è mai mossa rispetto all'iniziale pretesa di 30 mln di euro. C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-nuova-offerta-per-jovetic-1012139.htmSiT1000007100075701,02,03,06030479
1411012127NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, i nuovi arrivi a centrocampo20130607111116milanSecondo quanto riportato da TuttosportSecondo quanto riportato da Tuttosport, infatti, cinque giocatori con le valigie in mano a Milanello e altrettanti sono, invece, pronti ad arrivare. Iniziando dalle uscite il nome più importante è senza dubbio quello del capitano del Milan: Massimo Ambrosini. Per lui il contratto scade a fine mese e dopo aver parlato di rinnovo, oggi la possibilità più concreta è quella di un addio, con la Fiorentina che nelle ultime ore si è fatta avanti. Vicino all'addio anche Kevin Prince Boateng, corteggiato in Premier e Budensliga, Antonio Nocerino, Mathieu Flamini e Bakaye Traore. In arrivo, invece, oltre al sicuro Riccardo Saponara, potrebbero presto approdare in rossonero Juraj Kucka, Andrea Poli oltre al talento della Primavera Bryan Cristante. Il sogno infine è una vecchia conoscenza del calcio italiano: Javier Pastore oggi al PSG.<br><br>C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-i-nuovi-arrivi-a-centrocampo-1012127.htmSiT1000027100075701,02,03,07030694
1421012122NewsCalciomercatoMilan: basta tridente, si punta a Ilicic20130606104113milan allegri Berlusconi Sfumata l`ipotesi CerciLe parole esatte non le sapremo mai, ma non sono difficili da intuire: <EM>"tu resti, ma si fa a modo mio. Difesa a 4, trequartista, e niente tridente"</EM>, firmato, con affetto, Silvio Berlusconi. <BR><BR>Dall'altra parte Massimiliano Allegri, in quel di Arcore, col suo bell'accento toscano, non si è tirato indietro e avrà risposto con un<EM> "signorsì</EM>! " a denti stretti.<BR><BR>E ora? cambia tutto. Modo di giocare, idee e, soprattutto, obiettivi di mercato. Al tecnico piaceva <STRONG>Cerci</STRONG>, impossibile da inserire negli schemi berlusconiani però, e dunque un giocatore da ammirare solamente. Si punta forte su<STRONG> Ilicic</STRONG>, trequartista sloveno con una buona esperienza nel nostro campionato, e per niente disposto a far la Serie B a Palermo: <STRONG>Zamparini</STRONG> vuole dieci milioni, ma si può chiudere pure per 8.5. Il problema però è la Fiorentina: al giocatore non dispiace affatto la soluzione toscana e, anzi, sembra prediligerla. I viola però dovranno prima pensare a risolvere la grana Jovetic e, di conseguenza, se Galliani fa in fretta, Ilicic a breve potrebbe vestire il rossonero. Ovviamente bisogna considerare un altro aspetto fondamentale: per acquistare il Milan deve fare cassa. Gli unici che al momento possono portare cash sono <STRONG>Boateng</STRONG> ( se non va via lui niente Ilicic visto che già in rosa c'è pure Saponara come trequartista) e <STRONG>Robinho</STRONG>: il brasiliano sembra destinato al Santos e si aspetta solo l'offerta.<BR><BR>In avanti in rosa ci saranno 5 punte: inamovibili Balotelli, El Shaarawy,&nbsp;Pazzini e Niang, si cerca l'attaccante con cui completare l'organico. Piace <STRONG>Belfodil</STRONG>, che può fare sia la prima che la seconda punta, ma su di lui c'è pure l'Inter. Praticamente impossibile invece arrivare a<STRONG> Muriel</STRONG>.<BR><BR>FL0141FL0141josip-ilicic1.jpgSiNmilan-basta-tridente-si-punta-a-ilicic-1012122.htmSiT1000027100205001,02,03,06,07,08,09030454
1431012116NewsCalciomercatoIl calcio estivo tra sogni, illusioni e realtà20130605212314calcioCalcio. Ora che è tutto finito a livello di club Calcio. Ora che è tutto finito a livello di club e che i giochi sono fatti, è tempo di mercato, di sogni, di illusioni pallonare che spesso inondano la fantasia dei tifosi. Un andirivieni di notizie fondate e non, che fanno perdere la bussola e l’orientamento di quello che sarà veramente il nuovo assetto tecnico tattico della propria squadra del cuore. E così il “ballo” degli allenatori da una&nbsp; panchina all’altra e i nomi dei giocatori accostati a questa o a quella squadra, sembra quasi che facciano dimenticare le scadenze fiscali da pagare, il lavoro che non abbiamo più da anni e la difficile realtà quotidiana cui siamo continuamente esposti a causa di una crisi economica che attanaglia e non dà respiro. Ma del calcio e dei suoi relativi sogni no, di quelli non possiamo fare a meno. E che c’importa se le Polizze delle RC Auto aumentano a dismisura, se le bollette di gas, luce e telefono arrivano regolarmente in maniera spietata. Meglio leggere cosa e chi stanno trattando Galliani, Moratti, Marotta, Della Valle, Lotito e De Laurentiis. Sì, perché presto si ricomincia, sarà di nuovo ora di ritiri estivi, di foto ricordo con dedica, di maglie e giuramenti di campionati da sfacelo. E così leggiamo che Mazzarri è passato alla corte di Moratti per ricostruire un’Inter che ormai attende soci che riescano a dare respiro a quelle casse nerazzurre che, fino a poco tempo fa, apparivano stracolme di denaro. Il presidente Preziosi che prende a calci la telecamera di un collega giornalista, per averlo scoperto nella possibile trattativa con l’attuale presidente del Varese Rosati, che sarà il nuovo vicepresidente rossoblu. Il Milan, intanto, ha risolto la situazione legata a Massimiliano Allegri che sembrava protrarsi nel tempo come un tormentone. Lui è stato confermato da Berlusconi e Galliani, per cui resterà sulla panchina rossonera, deludendo la Roma e i romanisti che l’avrebbero accolto a braccia aperte e che adesso si trovano a dover decidere per Blanc o Garcia, l’attuale allenatore del Lilla.&nbsp; La Juve attende, e chissà per quanto ancora. Jovetic e Higuain sono in cima ai suoi pensieri, ma anche Tevez sarebbe gradito a Conte. Sono trattative difficili, soprattutto per quanto riguarda Jovetic, per cui la Fiorentina pretenderebbe 30 milioni di euro in contanti, rifiutando qualsiasi contropartita di giocatori. Prendere o lasciare! Vedremo come andrà a finire. D’altra parte siamo ancora agli inizi, il campionato 2012’13 si è appena concluso e i festeggiamenti bianconeri della Juventus riecheggiano ancora in maniera festante. La fase finale dei Campionati Europei degli azzurrini e la Confederations Cup della Nazionale maggiore stanno per cominciare. L’azzurro ha la priorità su tutto. Il resto può attendere!<BR><BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><BR><BR>C1007650adm001adm001elsha420.jpgSiNil-calcio-estivo-tra-sogni-illusioni-e-realta-1012116.htmSi100075501,02,03,06,07030390
1441012111NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, dipende da Jovetic20130604110545juventusCome riportato da TuttoSportCome riportato da TuttoSport, non solo Juventus e Fiorentina sono involte nella trattativa per Jovetic. Mezza serie A infatti spera che l'affare non vada in porto, soprattutto nel caso ci dovesse essere Luca Marrone come contropartita. Il giocatore vuole giocare, la Juve e Conte non vorrebbero privarsene; si può aprire un discorso per la comproprietà. Ipotesi questa comunque da scartare nel caso di cessione alla Fiorentina nel discorso per Jovetic: in molte sono a gufare, dal Cagliari al Parma, dalla Sampdoria al Torino.C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-dipende-da-jovetic-1012111.htmSiT1000007100075701,02,03,06030622
1451012109NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, Galliani vuole Cerci20130602112524milanCome riporta Tuttosport Adriano Galliani ha espresso durante il suo viaggio di ritorno dalla Georgia, dove ha presenziato alla partita d'addio di Kakha Kaladze, in merito all'attaccante del Torino e della Nazionale. A riportare questa breve quando significativa dichiarazione è Tuttosport che riporta del forte interesse del Milan per l'attaccante romano. Cerci è attualmente in comproprietà tra Torino e Fiorentina, ma è difficile ipotizzare che la prossima stagione vesta una delle maglie dei due club in questione. Con Firenze e la maglia viola Cerci ha chiuso, per un amore mai sbocciato con la tifoseria, mentre al Toro potrebbe rimanere solo in caso di rinnovo della comproprietà (soluzione difficile ed osteggiata dalla stessa dirigenza gigliata). Ecco allora che spunta l'ipotesi Milan che ha già avviato i contatti con il ds toscano Pradè e conta su ottimi rapporti con il Torino.C1007650adm001adm001barreto-6.jpgSiNmilan-galliani-vuole-cerci-1012109.htmSiT1000027100075701,02,03,07030609
1461012108NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus, Marotta aspetta Jovetic20130601111214juventusCome riporta La Gazzetta dello SportCome riporta La Gazzetta dello Sport, nessuna preclusione verso la Juventus ma una richiesta che non si smuove da 30 milioni. E' questa la linea tenuta ieri dal presidente esecutivo della Fiorentina Mario Cognigni nell'incontro con Fali Ramadani per quanto riguarda il capitolo Stevan Jovetic. Adesso la società bianconera frena e prende tempo, un po' per capire quanto arrivare ad offrire, un po' perchè il tempo favorisce sempre chi cerca di comprare. In realtà la Vecchia Signora si aspetta una dichiarazione pubblica di JoJo, che si deve esporre in prima persona per esternare la propria preferenza nei confronti della Juventus. A quel punto l'attacco sarebbe immediato, anche se la società viola non ha alcuna intenzione di abbassare le proprie pretese. Dopo l'incontro con Cognigni di ieri, adesso le manovre passano in mano ai dirigenti per così dire "sportivi" della società, quindi a Pradè e Macia. Con 30 milioni Jovetic parte, adesso la Juve lo sa e si potrà muovere di conseguenza. C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNjuventus-marotta-aspetta-jovetic-1012108.htmSiT1000007100075701,02,03,06030658
1471012106NewsCalciomercatoStudiando il post-Jojo20130530111842Fiorentina, Montella, Gomez, JoveticIn casa Fiorentina si cerca già da settimane quell`attaccante che potrebbe sostituire Jovetic.In casa Fiorentina si cerca già da settimane quell'attaccante che potrebbe sostituire Jovetic, il montenegrino che tanto bene ha fatto negli ultimi anni. Mentre Montella rimane fedele al suo impegno con i viola, il giovane talento viene salutato anche da Aquilani, che da Coverciano ammette la probabile partenza del suo numero 8. Per la prossima stagione dunque circolano già i nomi dei possibili sostituti: da Negredo a Yilmaz, per arrivare addirittura a Mario Gomez. Uno di questi fenomeni potrebbe atterrare presto a Firenze, piazza che ha mancato di poco la Champions e che sogna finalmente l'Europa dei grandi.<br>C1007650FL0881FL088120120419_sj.jpgSiNfiorentina montella gomez jovetic-1012106.htmSiT1000024101199701,02,03030563
1481012072NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, in arrivo quattro acquisti20130517110950milanQuattro nomi Quattro nomi e un sogno. E' questo il programma che il Milan ha in testa per convincere Massimiliano Allegri a dire no al corteggiamento della Roma. Questo è quanto riporta La Gazzetta dello Sport che cita una serie di acquisti pronti in caso di qualificazione in Champions League. Alessio Cerci del Torino (ma in comproprietà con la Fiorentina), Josip Ilicic del Palermo, Gokhan Inler del Napoli e Danilo Avelar del Cagliari sono gli obiettivi per il 4-3-3 del tecnico toscano. Il sogno invece risponde al nome di Hernanes della Lazio.C1007650adm001adm001galliani.jpgSiNmilan-in-arrivo-quattro-acquisti-1012072.htmSiT1000027100075701,02,03,07,08030647
1491012045NewsCampionatiPalermo, successo con la Fiorentina per sperare20130511110130serie a, fiorentina, palermoLa gara contro l`Udinese è stataLa città di Palermo è sempre vittima di mestizia. Quest'anno il pallone non ne ha mitigato la tendenza e probabilmente non riuscirà. Si confondono i fumi della sconfitta interna ad opera della bella squadra udinese con le speranze di una combinazione positiva che riaccenda la fiammata per la permanenza in serie A. La scaramanzia serve a poco ma almeno si è ottenuto di giocare tutti insieme e contemporaneamente, così da conoscere già, per l'ora della passeggiata domenicale, l'umore che l'accompagnerà. Poco da rimproverare agli uomini di Sannino, la gara contro l'Udinese è stata combattuta ma sfidare sul piano della velocità la squadra di Guidolin in questo momento della stagione significa rischiare di perdere con poche attenuanti. C'è ancora margine di manovra però adesso i rosanero dipenderanno dai risultati delle altre squadre. Manca ancora qualcosa in termini di qualità e bisogna aggiungere che la bravura dello sloveno Josip e del capitano ha sopperito all'apporto insufficiente degli altri attaccanti. Domenica la viola sarà un'ostacolo duro su di un campo ostico che non ama particolarmente la squadra rosanero. I presupposti non sono incoraggianti ma non si può dare già tutto per scontato anche se il calendario non aiuta. Domenica inizierà il periodo di permanenza in purgatorio; alla squadra palermitana il compito di farla durare novanta minuti o un'anno intero ( almeno ).<br><br> Fabio Zerillo<BR><br><br>C1007650adm001adm001miccoli.jpgSiNpalermo-successo-con-la-fiorentina-per-sperare-1012045.htmSiT1000023,T1000024100075701,02,03030773
1501012040NewsCampionatiTorino e Genoa, ma il calcio dov`è?20130510111774serie a, torino, genoaIl calcio non può prescindereIl calcio non può prescindere dal gioco e, tra Torino e Genoa, il gioco è stato latitante, anzi per meglio dire è stato un optional. Brutta, davvero brutta partita di fine stagione i cui connotati si sono riassunti nella paura di perdere per non rischiare di retrocedere in Serie B. D’altra parte i risultati provenienti dai campi delle dirette concorrenti, Palermo e Siena, hanno contribuito ad un sonnecchiante, quanto sterile e noioso incontro di calcio tra granata e rossoblu genoani. Una partita che non c’è stata e, lo squallido 0 a 0 cui abbiamo assistito, ha fatto sì che le due squadre conquistassero un punto prezioso, perdendo però la faccia. Tutto ciò, senza tenere alcun conto del pubblico pagante, il quale giustamente spazientito, si è lasciato andare ad epiteti quali: “vergognatevi” e anche “buffoni”. Un classico e legittimo sfogo di chi vorrebbe giustamente rispetto della dignità sportiva. E invece, Torino e Genoa hanno pensato bene di trotterellare a metà campo, come chi teme di offendere l’altro per non essere a propria volta offeso. Il calcio è davvero un’altra cosa, e noi cronisti pur non meravigliandoci di certi atteggiamenti che tutti gli anni si verificano sul finire del campionato, non possiamo far altro che rimarcare la deplorevole abitudine del non gioco. Il Genoa non ha mai tirato in porta e il Torino ha apportato soltanto due timide insidie con Bianchi di testa nel primo tempo e poi con Birsa sul finire della gara. Per il resto, si può dire che l’antico gemellaggio tra le due tifoserie si è rinsaldato ancor di più nel considerare in maniera univoca la non sportività da parte delle loro rispettive squadre. Il Torino a quota 37, deve ancora affrontare il Chievo a Verona e il Catania fra le proprie mura e, almeno di spiacevoli colpi di scena, dovrebbe ritenersi salvo a tutti gli effetti. Il Genoa che ha toccato quota 36, invece, giocherà domenica prossima al Ferraris contro l’Inter e poi farà visita al Bologna nell’ultima partita di campionato. Anche per i rossoblu genoani non sembrano esserci grandi pericoli, soprattutto in considerazione della sconfitta di ieri subita da Palermo e Siena ad opera di Udinese e Fiorentina. Insomma, un calcio fatto di “freddi”computi matematici, piuttosto che di caloroso spettacolo calcistico. Che brutta cosa però! E, nell’analisi più approfondita del campionato visto in casa granata, continuiamo a dissociarci da pensieri banali quanto riduttivi e minimalisti, che spesso fanno capolino alla proverbiale e cosmica “sfiga” del Toro. La verità è che questo Toro ha assoluto bisogno di diventare una vera e propria squadra di calcio. Come? Investendo in giocatori importanti che conoscano bene la massima categoria. Tuttavia, pur capendo l’eterna difficoltà economica della Società Torino F.C. che è fatta d’impareggiabile storia e viscerale passione, è davvero ora di cambiare rotta e inserirsi di diritto tra le grandi del nostro campionato. Vero, presidente Urbano Cairo? Il popolo granata merita maggiore attenzione e più soddisfazioni. In fondo, non è scritto da nessuna parte che il Torino è soltanto simbolo di <BR>sofferenza! <br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650FL0711FL0711rolando-bianchi.jpgSiNtorino-genoa-il-calcio-dov-e-1012040.htmSiT1000022,T1000099100451001,02,03,09030819
1511012038NewsCalciomercatoNapoli, si avvicina Montella20130510110920napoli, montellaNelle ultime Nelle ultime ore in casa Napoli è tornato di moda il nome di Vincenzo Montella come eventuale sostituto di Walter Mazzarri qualora il tecnico toscano decidesse di non accettare la maxi offerta di rinnovo arrivata dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Secondo quanto riportato da Tuttosport la Fiorentina per rilevare la posizione dell'Aeroplanino avrebbe preso in considerazione il nome di Eugenio Corini oggi al Chievo Verona.<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650adm001adm001delaurentiis67.jpgSiNnapoli-si-avvicina-montella-1012038.htmSiT1000017100075701,02,03,08030790
1521012037NewsCalciomercatoCalciomercato Milan, pronta l`offerta per Cerci20130510110545milan, cerciMentre Massimiliano Allegri Mentre Massimiliano Allegri attende di raggiungere ufficialmente il traguardo della qualificazione in Champions per incontrare la società e parlare del proprio futuro (adesso più probabile una permanenza a Milanello con prolungamento di un anno del contratto), in casa rossonera si inizia a pensare al mercato per la prossima stagione. Due sono gli obiettivi richiesti dallo stesso tecnico toscano per migliorare l'attuale rosa. Il primo è il difensore del Cagliari, da sempre pallino dell'allenatore, Davide Astori; mentre il secondo nome metterebbe d'accordo tutti in società, ovvero Alessio Cerci. L'esterno del Torino, in comproprietà con la Fiorentina, sarebbe il perfetto rinforzo per formare un tridente tutto italiano, ma i rossoneri probabilmente dovranno accendere un derby di mercato con l'Inter, visto che il giocatore piace molto anche a Stramaccioni e Moratti. A riportarlo è la Gazzetta dello Sport. <BR>C1007650adm001adm001barreto-6.jpgSiNmilan-pronta-l-offerta-per-cerci-1012037.htmSiT1000027100075701,02,03,07030447
1531012034NewsEditorialeSerie A: il record di Balotelli la conferma di Cavani e la scivolata di Alvarez. Le pagelle della 36a giornata20130509132728serie aVincono e convincono Lazio, Milan, Napoli e FiorentinaVincono e convincono Lazio, Milan, Napoli e Fiorentina: sono alcuni dei loro giocatori ad impreziosire la formazione dei top di giornata. Male Inter, Palermo, Roma e Bologna.<br><br> TOP<br><br> Marchetti = Vola per interrompere gli attacchi, a dire il vero poco convinti, degli avanti nerazzurri. Poi quando Alvarez calcia il rigore, ride sotto i baffi. Puntuale.<br><br> Benatia = Rete decisiva per la corsa europea dell’Udinese ma assai amara per le speranze salvezza del Palermo. Cecchino.<br><br> Pasqual = Stagione tra i migliori del reparto difensivo di tutta la serie A. Piazza l’assist decisivo per la rete che permette ai viola di sbancare Siena. Stantuffo.<br><br> Hamsik = Spacca la delicata gara contro il Bologna con un inserimento dei suoi e macina gioco con una verve quasi ritrovata. Prezioso.<br><br> Kovacic = L’unica nota positiva di questo tremebondo fine di stagione interista. Se fatto crescere con giudizio,potrà rivelarsi importante. Speranza.<br><br> Balotelli = Il Pescara ormai è in B, ma lui macina reti e corrobora statistiche da autentico fuoriclasse. Il problema nasce sempre fuori dal campo. Goleador.<br><br> Muriel = Ottima prestazione nel catino di Palermo, condita da una rete pregevole. Prossima stella del nostro campionato. Concreto.<br><br> Formazione Top = Marchetti; Benatia, Pasqual, Spolli; Hamsik, Hernanes, Kovacic, Flamini; Muriel, Balotelli, Cavani.<br><br> FLOP<br><br> Handanovic = Di solito ha sempre salvato la nave che affondava, questa volta la affonda direttamente lui con un errore pazzesco. Schettino.<br><br> Aronica = Non ha mai dato una mano concreta da quando è sbarcato a Palermo, contro l’Udinese sarebbe servita la sua esperienza. Molle.<br><br> Dodò = La Roma cade definitivamente e dice addio ad ogni velleità di Europa (ma resta ancora la finale di Coppa Italia). Lui è un corpo estraneo. Immaturo.<br><br> Alvarez = Ricky Maravilla, ma solo per i telecronisti. Dimostra di far fatica a stare in una big italiana. L’errore dal dischetto poi lo condannerà a sfottò a vita. Tragicomico.<br><br> Cascione = Nelle ultime tristi apparizioni del suo Pescara ha sempre almeno abbozzato qualcosa. Ora ha mollato la corda anche lui. Stanco.<br><br> Osvaldo = Prestazioni ad altalena: una settimana eroe, l’altra capro espiatorio. Con questo trend difficilmente si diventa grandi. Nervoso.<br><br> Larrondo = Gara da ex a Siena senza mordente e senza grinta.&nbsp; Persino Pepito Rossi avrebbe avuto più grinta. Ectoplasma.<br><br> Formazione Flop = Handanovic; Aronica, Dodò, Del Grosso; Alvarez, Cascione, Biagianti, Estigarribia; Larrondo, Osvaldo, Di Natale.<br><br> Gabriele Cavallaro<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001elsha420.jpgSiNserie-a-il-record-di-balotelli-la-conferma-di-cavani-e-la-scivolata-di-alvarez-le-pagelle-della-trentaseiesima-giornata-1012034.htmSi100075701,02,03,07,08030710
1541012028NewsCalciomercatoCalciomercato Lazio, Denis verso la capitale20130508182521Denis, Calciomercato, LazioProtagonista anche quest’anno con la maglia dell’Atalanta<p class="MsoNormal">Protagonista anche quest’anno con la maglia dell’Atalanta, è diventato uno degli attaccanti più richiesti. Per German Denis c’è la fila: in pole position la Lazio (vi immaginate che tandem con Klose?), ma subito dopo ecco la Fiorentina di un Montella alla ricerca di un vero finalizzatore. Tra le pretendenti non manca qualche club straniero ed anche la Juve di Conte, che però al momento preferisce puntare l’obiettivo su top player di maggiore fama. <br><br> <!--[if gte mso 9]><xml> <w:LatentStyles DefLockedState="false" LatentStyleCount="156"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--><!--[if !mso]><object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id=ieooui></object> <style> st1:*{behavior:url(#ieooui) } </style> <![endif]--><!--[if gte mso 10]> <style> /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} </style> <![endif]--><br><br>C1007650FL0881FL0881denis.jpgSiNdenis-verso-capitale-1012028.htmSiT1000018101199701,02,03030566
1551012025NewsCalciomercatoCalciomercato Fiorentina, intreccio tra Cerci e Cuadrado20130508163219fiorentinaNella FiorentinaNella Fiorentina del futuro ballano anche alcune comproprietà molto importanti. Quella principale, dato il valore del giocatore, autore di una stagione da protagonista, è quella di Juan Guillermo Cuadrado. Il colombiano è in prestito con diritto di riscatto per la metà fissato a cinque milioni. Il fatto è, riporta quest'oggi TuttoSport, che con la stessa cifra i viola possono riscattare la metà di Alessio Cerci del Torino e avere così la certezza di un giocatore interamente gigliato. Oltretutto Cuadrado e Cerci di fatto occupano lo stesso ruolo; in questo scenario ipotetico, Cuadrado tornerebbe all'Udinese, che poi potrebbe rivenderlo al migliore offerente.<br>C1007650adm001adm001barreto-6.jpgSiNfiorentina-intreccio-tra-cerci-e-cuadrado-1012025.htmSiT1000024100075701,02,03030641
1561012014NewsCampionatiInter, Stramaccioni: «Possiamo battere la Lazio»20130507180251inter, stramaccioniQueste le parole del tecnico dell`Inter Andrea StramaccioniQueste le parole del tecnico dell'Inter Andrea Stramaccioni prima del match di domani contro la Lazio: "I biancocelesti? Chiederò ai ragazzi di dare veramente tutto quello che abbiamo per cercare di centrare un risultato positivo in casa. Con il Parma abbiamo dimostrato che nonostante l'emergenza possiamo giocarcela. E lo stesso abbiamo fatto al San Paolo prima del 3-1 del Napoli. Non dobbiamo mollare un centimetro, mancano tre partite e andremo in campo per vincere. La Lazio sta bene ma la possiamo battere giocando alla morte. La vittoria in casa con il Parma ci da la forza di andare in campo per vincere".<br><br>Le condizioni dei giocatori? "Ho già detto dopo il Napoli che abbiamo giocato in condizioni non ottimali. Chivu nello scontro con Behrami ha preso un colpo che ha acuito i suoi problemi pre-esisenti. Ranocchia aveva recuperato in extremis per i problemi al ginocchio e oggi non si è allenato così come Christian. Nelle prossime 24 cercheremo di recuperarli".<br><br>Obiettivi per le ultime tre gare? "Domani voglio vedere una squadra che da tutto in campo, così come ho visto con il Parma e a Napoli. Poi voglio vedere una crescita continua sul piano del gioco. Abbiamo le motivazioni per battere la Lazio e dobbiamo trovarne altre per riuscirci. Contro il Napoli siamo riusciti a trovare il pareggio contro una squadra difficile. Senza il loro rigore il Napoli avrebbe fatto molta più fatica a vincere la partita".<br><br>Un ritorno di Leonardo? "Non penso a queste cose, perché adesso serve concentrazione sul campo. Parlo poco di mercato e non lo farò fino al 19 maggio. Solo dopo le ultime tre partite parleremo del prossimo anno".<br><br>Tre gare contro tre formazioni ancora a caccia dei propri obiettivi? "Noi sappiamo cos'è successo in questa stagione e siamo i primi ad esserne tristi. Non cerchiamo alibi e accettiamo le critiche in maniera comprensiva. Capisco la rabbia di chi non ha raggiunto ciò che volevamo. Però sul campo abbiamo dimostrato che finché siamo stati tutti a disposizione siamo stati in grado di essere competitivi. Non manca però la serenità per affrontare queste tre gare al meglio, con stimoli al massimo".<br><br>Guarin fuori ruolo? "Il ruolo di interno in un centrocampo a tre è il suo ed è quello in cui l'ho proposto fin dal suo esordio. In futuro giocherà lì, ma adesso serve fare di necessità virtù e quindi lo faccio giocare più a ridosso degli attaccanti viste le assenze".<br><br>Cassano? "Sta lavorando duramente e giovedì sosterrà un'amichevole con la Primavera per dargli minuti. Lo stesso vale per Nagatomo. Non vogliamo rischiare niente. Pensiamo di recuperarli per Genova".<br><br>Il mercato? "So come sta lavorando questa dirigenza e non credo che ci sia una grande differenza di introiti economici fra il giocare l'Europa League e il non giocarla. Non penso che la volontà della società possa cambiare. Il calcio italiano vive un momento difficile e sicuramente non vedremo in Serie A calciatori come Cristiano Ronaldo, ma il nostro obiettivo è lavorare sul campo e raggiungere dei traguardi attraverso questa idea".<br><br>Alvarez? "Nella mia testa non ho mai avuto dubbi su di lui. La cosa più positiva di questo periodo difficile che è riuscito a giocare con continuità dopo un periodo con molti problemi fisici. Appena ha avuto spazio ha dimostrato il suo valore in campo. E' sicuramente una delle note liete del finale di stagione".<br><br>Rocchi? "Domani sarà lui il nostro centravanti. Ha recuperato e giocherà. Ha grande voglia di giocare e dimostrare il suo valore contro la Lazio".<br><br>Ultima chiamata per l'Europa League? "Domani vogliamo fare risultato per dimostrare che l'emergenza non ci ha tolto le motivazioni. Chi ci sarà domani daranno tutto quello che hanno. La Lazio è in grande condizione ma possiamo batterla".<br><br>Klose ed Hernanes? "In stagione ha dimostrato in questa stagione il suo valore e anche nel loro caso gli infortuni hanno determinato la classifica, soprattuto quello di Klose. All'andata abbiamo perso immeritatamente. Oltre a Klose ci sono Candreva, Hernanes, Dias e Konko".<br><br>Derby personale? "Oggi il mio unico derby è quello con il Milan".<br><br>In questa stagione è chiaro che tutte le componenti abbiamo fatto cose bene e altre invece non bene. Prima dovremo guardare in casa nostra per capire quali errori non ripetere, poi arriverà il futuro e il mercato. Adesso pensiamo solo al campo e, ripeto, al futuro ci penseremo solo dopo l'ultima delle prossime tre gare.<br><br>Più facile ricostruire una squadra senza l'impegno dell'Europa League? "E' normale che le formazioni che quest'anno non hanno partecipato alle competizioni europee che sono in vetta alla classifica, ovvero Fiorentina e Roma, hanno avuto meno problemi fisici. Una cosa del genere sarebbe come trovare un aspetto positivo in un qualcosa che è andato male. Questo perché noi vogliamo portare l'Inter in Europa, anche se l'Europa League è una competizione massacrante per colpa del calendario. Chi partecipa sa che dovrà organizzare la squadra in modo completamente diverso".<br><br>Palacio? "Nell'amichevole di giovedì non ci sarà perché ancora non è rientrato in gruppo".<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001stramaccioni.jpgSiNinter-stramaccioni-possiamo-battere-la-lazio-1012014.htmSiT1000026100075701,02,03030394
1571011984NewsEditorialeSerie A: l`intuito di Pazzini le giocate di Ljajic e gli sbagli di Vucinic. Top e Flop della 34a giornata20130429165641serie aNon può mancare un po’ di Juventus e poi ancora Fiorentina, Roma, Palermo e Milan Non può mancare un po’ di Juve e poi ancora Fiorentina, Roma, Palermo e Milan tra i protagonisti dei top di giornata. Male invece interisti, laziali e sampdoriani, presenti tra i flop. <br><br>TOP<br><br>Lobont = In campo all’ultimo minuto, si dimostra all’altezza di un compito che alla fine si è dimostrato più facile del previsto. Il Siena non ha punto praticamente mai. Sicuro. <br><br>Domizzi = Solido dietro, si spinge sino in avanti per fornire a Pereyra l’assist che permette ai suoi di sbancare Trieste e battere il Cagliari. Con vista europea. Energico.<br><br>Paletta = Difensore con propensioni offensive, tenta più volte la sortita e quasi riesce a timbrare il suo cartellino. Onnipresente.<br><br>Ilicic = Ancora una volta in rete, è il vero faro di un Palermo che veleggia miracolosamente verso una salvezza che sarebbe pazzesca. Rinato.<br><br>Ljajic = Se vendetta (sportiva) doveva essere, il talentino serbo l’ha servita al suo ex allenatore pugile davvero molto fredda. Sgusciante.<br><br>Osvaldo = Prima tripletta in serie A, porta a casa il pallone della partita ma un dubbio resta. Si è fatto perdonare per i numerosi errori del passato? Mitraglia.<br><br>Pazzini = Entra e risolve una gara che per il Milan si stava mettendo male. Sarebbe titolare ovunque, ma coesistere con Balotelli è dura per tutti. Cecchino.<br><br>Formazione Top= Lobont; Domizzi, Paletta, Barzagli; Ilicic, Ljajic, Vidal, Lamela; Pazzini, Osvaldo, Borriello.<br><br>FLOP<br><br>Romero = Crivellato dalle giocate in velocità della Fiorentina, ha davanti un muro di burro e si scioglie di conseguenza. Impotente.<br><br>Silvestre = A Paermo è diventato grande, ma a con l'Inter ha dimostrato limiti che non parevano esistere. O semplicemente è affondato come tutti i nerazzurri. Pauroso.<br><br>Gastaldello = Randella come un dannato e viene espulso per un fallaccio da censura. Chiudendo così una gara già pessima a prescindere. Scalmanato.<br><br>Valiani = Simbolo in negativo di un Siena uscito con le ossa rotte dall’Olimpico. Ectoplasma.<br><br>Basha = Non riesce mai a far ripartire i suoi e difetta anche in fase di rottura del gioco juventino. Inefficace.<br><br>Pinilla = O doppiette a raffica, a calcioni e spinte. Forse è tutto qui il motivo di una carriera mai sugli scudi, nonostante i mezzi. Rissoso.<br><br>Vucinic = Un’altra gara incolore, male in fase offensiva, poco presente anche in quella di impostazione. Spompato.<br><br>Formazione Flop = Romero; Silvestre, Gastaldello, Biava; Valiani, Basha, Nainggolan, Perez; Pinilla, Vucinic, M. Lopez.<br><br>Gabriele Cavallaro<br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001ljajic.jpgSiNserie-a-l-intuito-di-pazzini-le-giocate-di-ljajic-e-gli-sbagli-di-vucinic-top-e-flop-della-tretaquattresima-giornata-1011984.htmSi100075701,02,03030672
1581011981NewsCampionatiSerie A, la classifica senza torti arbitrali: Juventus prima e il Milan dietro l`Inter20130429123733serie aLa classifica virtuale La classifica virtuale di Serie A, al netto dei favori/torti arbitrali. La Juventus e il Napoli si confermano al comando dell’Italia anche se i bianconeri sono in credito di un punto mentre gli azzurri sarebbero stati favoriti addirittura con 7 punti. Ma la posizione più sorprendente, se non quasi clamorosa, è quella del Milan, che dovrebbe trovarsi al sesto posto in classifica, a quota 51, con ben 11 punti in meno rispetto ai 62 attuali, e dietro a Fiorentina, Roma e Inter.<br><br> CLASSIFICA VIRTUALE (Squadra – Punti virtuali – Punti reali – Saldo):<BR>Juventus 81 80 (-1)<BR>Napoli 62 69 (+7)<BR>Fiorentina 61 61 (0)<BR>Roma 59 55 (-4)<BR>Inter 54 53 (-1)<BR>Milan 51 62 (+11)<BR>Udinese 48 54 (+6)<BR>Catania 47 48 (+1)<BR>Lazio 45 52 (+7)<BR>Parma 43 40 (-3)<BR>Bologna 42 40 (-2)<BR>Torino 41 36 (-5)<BR>Cagliari 41 42 (+1)<BR>Atalanta 40 39 (-1)<BR>Palermo 34 32 (-2)<BR>Sampdoria 33 38 (+5)<BR>Genoa 33 32 (-1)<BR>Siena 32 30 (-2)<BR>Chievo 30 39 (+9)<BR>Pescara 25 22 (-3).<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br> &nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001c-33509839.jpgSiNserie-a-la-classifica-senza-torti-arbitrali-juventus-prima-milan-dietro-l-inter-1011981.htmSiT1000007100075701,02,03,06,07,08,09030387
1591011966NewsCampionatiNapoli, Mazzarri: «Inler ha avuto un po` di calo. Della Roma non so niente»20130426153418napoli, mazzarriWalter MazzarriWalter Mazzarri ha parlato alla vigilia dell'importantissima sfida col Pescara in programma domani:<br>Sulla sfida col Pescara: "Chi conosce il calcio sa che quella col Pescara è una delle partite più difficili che potessero capitarci. Hanno fatto una bella gara con la Roma e da quando è tornato Bucchi giocano bene. Inconsciamente può sembrare una partita facile, spero che i ragazzi non pensino questo altrimenti andremo incontro ad una brutta figura".<br>Su Insigne: "Abbiamo dei meccanismi ben rodati e che Lorenzo conosce molto bene. Data l'assenza di Cavani, abbiamo provato degli schemi che possano metterlo nelle condizioni di fare bene".<br>Sul suo futuro: "E' una cosa che oggi non prendo in considerazione. L'interesse della Roma? Io non so niente di queste voci e adesso non ci penso neanche".<br>Su Inler: "Ha avuto un momento di appannamento. Spero che abbia recuperato la forma migliore".<br>Ancora su Insigne: "Sta crescendo tantissimo. ' il percorso naturale dei giocatori e lui lo sta facendo nel migliore dei modi".<br>Sulla classifica: "Il Milan ha raccolto tanto. Noi dobbiamo continuare a macinare punti, perché Milan e Fiorentina spingono molto. Solo a obiettivo raggiunto potremo fare altre considerazioni".<br>Sulla programmazione: "Non dobbiamo emulare nessuno, squadre tedesche comprese. Sono 4 anni che portiamo avanti il nostro progetto. Noi esaminiamo i dati del Borussia Dortmund. Per arrivare a quel punto ci hanno messo 5 anni, noi siamo al quarto quindi ci manca ancora una stagione per capire a che punto siamo. Il calcio è un connubio di risultati sportivi ed economici".<br>Sul calcio italiano: "Siamo in una fase di ristrutturazione. Abbiamo toccato il fondo ma sono convinto che da qui a poco tempo torneremo ad essere competitivi come una volta. L'importante è continuare a lavorare seriamente".<br>Sulle assenze col Pescara: "Se Inler sta bene non sentiremo troppo l'assenza di Behrami. Per quanto riguarda Cavani, ai miei attaccanti ho detto che devono essere più cattivi, proprio come Edinson contro l'Atalanta. Serve più concretezza".C1007650adm001adm001mazzarri.jpgSiNnapoli-mazzarri-inler-ha-avuto-un-po-di-calo-della-roma-non-so-niente-1011966.htmSiT1000017100075701,02,03030438
1601011953NewsCalciomercatoCalciomercato Fiorentina, dall`Inghilterra Jovetic all`Arsenal20130424161330fiorentina, joveticArsenal e FiorentinaVentotto milioni di euro l'offerta, trentacinque milioni di euro la richiesta iniziale. Arsenal e Fiorentina trattano per la cessione di Stevan Jovetic ai Gunners, con Arsene Wenger che sarebbe in piena corsa per chiudere per quello che è definito il 'nuovo Van Persie": la novità è che i viola parrebbero propensi ad abbassare le pretese ed a dire sì. Per il ventitreenne montenegrino, scrive Caughtoffside, i viola chiederebbero qualcosa in più di quanto proposto dai londinesi, mentre il ragazzo avrebbe già ricevuto ed accettato la proposta di un quadriennale superiore ai 5,5 milioni di euro circa all'anno.C1007650adm001adm00120120419_sj.jpgSiNfiorentina-dall-inghilterra-e-fatta-per-jovetic-all-arsenal-1011953.htmSiT1000024100075701,02,03030723
1611011944NewsCalciomercatoCalciomercato Juventus: Conte a Monaco per Muller, ma prima bisogna vendere20130424112043juve mercatoPer Ibra bisogna valutare l`ambienteCon lo scudetto oramai vinto la Juve pensa già alla prossima stagione: Conte vuole uno squadrone per poter colmare il gap con le altre regine d'Europa e poter dunque competere in Champions.<BR><BR>Ieri Conte e Paratici erano a Monaco per valutare di presenza Muller e Sanchez: il cileno ha deluso un pò, destando qualche perplessità, mentre il tedesco, per la sua abilità al sacrificio e per la sua duttilità piace sempre di più. Inoltre, dopo l'acquisto di Goetze, i bavaresi dovranno obbligatoriamente cedere qualche pezzo grosso e il maggior indiziato sembra essere proprio il numero 25; i dialoghi tra le due dirigenze comunque sembrano essere particolarmente accesi visto che in settimana si è parlato ancora di Vidal: la risposta è sempre no, ma se le cifre continuano a salire tutto può cambiare.<BR><BR>Indipendemente da Vidal, comunque bisognerà sfoltire la rosa per poter fare cassa: Matri e Quagliarella già sono con le valigie, Giovinco potrebbe lasciare pure e uno tra Lichsteiner e Vucinic potrebbe essere sacrificato per arrivare al top player. Marotta inoltre sta lavorando pure sulle comproprietà e ha già riscattato Asamoah: diverso il discorso per Isla, che non ha convinto e potrebbe essere rispedito al mittente.<BR><BR>In entrata oltre a Muller e Sanchez piacciono Jovetic, Suarez e, come già noto, Ibrahimovic: se per il viola fare trattative con la Fiorentina sembra alquanto improbabile,&nbsp;per l'uruguaiano invece quello che desta apprensione, oltre al costo dell'operazione (intorno ai 40mln), è il comportamento del giocatore, protagonista domenica dell'ennesimo colpo di testa in campionato).<BR><BR>Discorso a parte per Ibrahimovic: lui strizza l'occhio alla Juve, ma la Juve lo strizza a lui? Sulle sue qualità c'è ben poco da discutere (anche se difficilmente lo&nbsp;immaginiamo a&nbsp;sacrificarsi come fanno le punte di Conte) ma l'ambiente ha dimenticato il suo sgarbo di abbandonare la nava che affondava andato proprio dal peggior nemico (l'Inter, ndr)?<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>&nbsp;<BR><BR>C1007650FL0141FL0141352468c79f56971df3ef2bc925c3d6.jpgSiNcalciomercato-juventus-conte-a-monaco-per-muller-ma-prima-bisogna-vendere-1011944.htmSiT1000007100205001,02,03,06030414
1621011929NewsCampionatiTorino, ma i punti quando li fai?20130423113440torinoForse chi in settimana Forse chi in settimana aveva criticato il popolo granata di applaudire esageratamente la propria squadra&nbsp; a fine gara, nonostante avesse perso più partite in maniera assurda, si starà fregando le mani in segno di compiacimento. Il Torino visto al Franchi di Firenze perde 3 a 4 una partita rocambolesca che l’ha visto prima perdere 3 a 1 nel primo tempo, poi pareggiare il conto di 3 a 3 nel secondo tempo e quindi perdere definitivamente con un gol di Romulo che ha reso vana la sua rimonta. Una partita a due facce per entrambi le squadre. I viola di Montella hanno interpretato alla grande un primo tempo fatto di gioco a tratti anche spettacolare che ha messo in difficoltà un Torino che sembrava non essere sceso neanche in campo. Al 7’ un bel gol di Cuadrado ha messo in ginocchio Gillet che nulla poteva fare sul pallonetto delizioso inflitto dall’esterno viola. Poi, la rete di testa di Aquilani e la splendida punizione battuta da Ljajic il cui tiro si è infilato direttamente sotto la traversa, lasciava presupporre la deriva granata. Ma già al 45’ i granata accorciano le distanze con Barreto il quale ha ricordato ai suoi compagni che il Toro è una squadra di calcio di Serie A e, come tale, gli corre l’obbligo di dover giocare una partita da professionisti e non da scapoli e ammogliati. E così, nel secondo tempo, si è rivisto il vero Toro, arrembante, determinato, volitivo e pungolato nell’orgoglio. E, presa coscienza del tremendo passivo di 3 gol a 1, ha imbastito una serie di trame di gioco che hanno subito messo alle corde la Fiorentina che aveva sperato di far trascorrere il tempo, limitandosi ad amministrare il proprio gioco. Ma i viola hanno sbagliato i loro calcoli e il Toro con un “volli, fortissimamente volli” pareggia il conto prima con Santana e poi con un violento e bellissimo gol di sinistro da parte di Cerci.&nbsp; Poi, l’imprevisto. La Fiorentina che non molla mai, testarda com’è, porta a quattro le sue reti con Romulo e il Toro deve soltanto recitare il mea culpa per una reazione tardiva quanto vana. I viola consolidano la propria classifica che la vede proiettata verso i sogni della partecipazione in Champions, il Torino invece per l’ennesima volta deve capire il perché di certi suoi inspiegabili atteggiamenti agonistici che gli hanno fatto perdere partite che avrebbero potuto essere alla sua portata. Ora il calendario si fa serio. Il derby è alle porte e poi la San Siro rossonera l’aspetta. Una cosa è certa, adesso il Toro non può più perdere punti per strada se non vuole vanificare un campionato che, tutto sommato,non è stato poi da buttare via. Urge conquistare al più presto i 4 punti necessari per la salvezza. Ci riuscirà prima di soffrire fino all’ultimo?<br><br> Salvino Cavallaro&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <BR><br><br>C1007650FL0711FL0711barreto-6.jpgSiNtorino-ma-i-punti-quando-li-fai-1011929.htmSiT1000099100451001,02,03030345
1631011903NewsEditorialeSerie A: le parate di Handanovic la magia di Cerci e la rissa di Andujar. Top e Flop della 33a giornata20130422120343serie aNon mancano gli juventini, ormai ad un passo dal tricoloreNon mancano gli juventini, ormai ad un passo dal tricolore, in questa nuova formazione settimanale dei top. Con loro un po’ della rediviva Inter, Udinese, Fiorentina, Palermo e Napoli. Male la Roma, così come Parma e Lazio, protagoniste dei flop.<BR><BR>TOP<BR><BR>Handanovic = Ormai è rimasto quasi solo più lui tra i titolari di un’Inter a pezzi. Ma tanto basta per blindare la porta nerazzurra e portare a casa tre punti che mancavano da tempo. Saracinesca.<BR><BR>Jonathan = “Prima se pioveva, era colpa mia” si è schernito il terzino brasiliano dopo la gara col Parma. Abbi pazienza, dopo una Ferrari (Maicon) guidare una 500 destabilizza. Pimpante. <BR><BR>Basta = Spina nel fianco continua di tutte le difese avversarie. A sto giro la Lazio era di burro, ma il serbo dalla zazzera bionda corre sempre come un matto. Indemoniato.<BR><BR>Cerci = Rete da ex e che rete. Il definitivo consolidamento di un potenziale campione che ha perso troppo tempo per strada. Destinato a palcoscenici più ambiziosi. Maturo.<BR><BR>Ilicic = Ancora una volta protagonista del suo Palermo. Anche lui troppo spesso intermittente, è uscito dal letargo e sta tenendo in piedi la baracca da solo. Decisivo.<BR><BR>Di Natale = La semplicità che esalta il talento. O viceversa. Mai appariscente eppure maledettamente decisivo. Rete pregevole. Speriamo continui un altro anno. Evergreen.<BR><BR>Sau = Rete stupenda, peccato non sia servita per il suo Cagliari. Ma è un talento che va coltivato con estrema cura. Prezioso.<BR>Formazione Top = Handanovic; Basta, Jonathan, Cannavaro; Cuadrado, Cerci, Ilicic, Vidal; Di Natale, Sau, Pellissier.<BR><BR>FLOP<BR><BR>Andujar = Gli si blocca la vena in testa e forse frustrato per il pareggio subito in extremis scatena una rissa degna di un far west. Amelia, che scalpitava per la titolarità, va in panca. Rissoso.<BR><BR>Abate = Errori spesso decisivi nelle gare che contano. Gli interisti lo chiamavano “l’uomo derby”, ma ora ha trovato amici anche nelle fila bianconere. Distratto.<BR><BR>Stankevicius = Pochissime presenze in stagione, ora che forzatamente è dovuto scendere in campo, si è capito molto bene il perché. Inadeguato.<BR><BR>Schelotto = Un abitudinario di questa formazione. Arrivano prima i capelli, poi lui. Uno degli errori più evidenti della campagna acquisti nerazzurra. Spento.<BR><BR>Lamela = Questa volta stecca, come tutta la Roma. Un’occasione persa per ribadire il ruolo di miglior talento della serie A. Stanco.<BR><BR>Vucinic = Indolente come spesso sa essere. Ha la fortuna di avere un tecnico come Conte che non lo esclude manco sotto tortura. Ma a volte meriterebbe la tribuna. Svogliato.<BR><BR>Larrondo = I viola ne segnano quattro, ma tutte le rete arrivano dai centrocampisti. Eppure senza né Jovetic né Toni, poteva essere la sua gara. Intimorito.<BR><BR>Formazione Flop = Andujar; Abate, Stankevicius, Bellusci; Schelotto, Lamela, M. Moralez, Mauri; Vucinic, Larrondo, Robinho.<BR><BR>Gabriele Cavallaro<BR><BR><BR>C1007650adm001adm001barreto-6.jpgSiNseri-a-le-parate-di-handanovic-la-magia-di-cerci-e-la-rissa-di-andujar-top-e-flop-della-trentrateesima-giornata-1011903.htmSiT1000014,T1000026,T1000099100075701,02,03,08030713
1641011892NewsCampionatiSerie A: gol e spettacolo a Firenze, finisce 4-3 - VIDEO20130421162516Serie AVideo Fiorentina-Torino 4-3Partita con tanti gol all'Artemio Franchi, la Fiorentina parte fortissimo e mette sotto il Toro 3-0. I granata, poi, riescono a riordinare le idee&nbsp;e pian piano ritornano in partita fino al gol del pareggio segnato da Cerci al 77'. Infine, i "viola" riescono nuovamente a portarsi in vantaggio con Romulo all'86'.<BR><BR>Link Video: <A href="http://livehighlights24.com/2013/04/21/serie-a-fiorentina-torino-4-3/">http://livehighlights24.com/2013/04/21/serie-a-fiorentina-torino-4-3/</A><BR><BR>FirenzeFL0411FL0411fiorentina.jpgSiNserie-a-fiorentina-torino-4-3-video-1011892.htmNo100427901,02,03010180
1651011857NewsCampionatiMilan, Allegri: «La Juventus in questo momento è la squadra più forte»20130420123029milan, allegriAlla vigilia del match contro la JuventusAlla vigilia del big match contro la Juventus, queste sono le dichiarazioni in sala stampa di mister Massimiliano Allegri.<br><br> "Dobbiamo fare più punti possibili per arrivare a questo traguardo che è la Champions League. Stimoli e rabbia sportiva? La Juventus per conto suo interpreta le gare con grande aggressività e ottima tecnica. È normale che domani la partita servirà ai bianconeri per arrivare alla conquista dello scudetto più velocemente, mentre noi vogliamo mantenere le distanze della Fiorentina e rimanere in scia del Napoli. Il risultato di domani non deciderà se arriveremo secondi o terzi, ma ci sono altri 15 punti a disposizione. Noi dobbiamo ripetere le stesse partite cercando di fare risultato contro la Juventus, ma lo stesso discorso vale anche per la Juventus. Per questo sarà una bella partita, di grande intensità. Noi sappiamo che la Juventus in questo momento è la squadra più forte del campionato, ha legittimato il primo posto e molti punti di vantaggio che dimostrano la differenza fra i bianconeri e le altre squadre. Juve con una punta? Non so se giocheranno con una punta o con due. Marchisio con la Lazio ha quasi fatto la punta. Lo vedremo domani, noi ci siamo preparati ma la cosa importante sarà interpretare la partita nel modo giusto".<br><br>C1007650adm001adm001allegri_600x449.jpgSiNmilan-allegri-la-juventus-in-questo-momento-e-la-squadra-piu-forte-1011857.htmSiT1000027100075701,02,03,06,07,08030207
1661011847NewsCampionatiJuventus-Milan, bianconeri pronti a vendicare la gara di andata. Il diavolo cerca punti utili per la Champions League20130419223939juventus,milan,campionato,posticipoLe ultime indicazioni dell`affascinante posticipo della 33esima giornataJuventus-Milan, si sa, è una delle gare d'elite del nostro campionato. Per tradizione, palmares, campioni indimenticati e capacità di far innamorare tifosi di tutto il mondo i due club rappresentano una grossa fetta della storia calcistica del nostro Paese.&nbsp;Spesso, infatti, ci regalano sfide di altissimo livello e di grande spettacolo, talvolta valide per la vittoria finale. Quest'anno ciò non avverrà; colpa di una superiorità e di una costanza di rendimento dei bianconeri che è traducibile nei 15 punti di vantaggio sul Milan, vulnerabile all'avvio ma capace di rinascere e di raccogliere più punti di tutti nella seconda parte di campionato.<BR>Altrettanto spesso, però, la sfida è alimentata da polemiche, toni accesi e battute al veleno che hanno infiammato il dopopartita. Emblematica in questo senso è la querelle dello scorso anno provocata da un evidente goal non concesso ai rossoneri su tap-in di Muntari o quella meno esagitata in seguito ad un penalty erroneamente fischiato ai danni della Signora nella gara di andata di questa stagione. Questa vigilia, però, non sembra così sovraccaricata e piena di tensione. I protagonisti hanno infatti da subito smorzato i toni attraverso complimenti e galanterie reciproche. È quello che si evince dalle parole del capitano rossonero Ambrosini che ha riconosciuto la forza dei prossimi avversari che si esprime nei punti in classifica o quello che emerge dalle dichiarazioni di Pavel Nedved che si augurava di vedere in campo anche lo squalificato Balotelli. Ma "SuperMario" non ci sarà. La corte federale, infatti, ha ridotto solo di una giornata il provvedimento disciplinare inflitto dopo la gara contro la Fiorentina all'attaccante che quindi sarà costretto a saltare il big match dello Juventus Stadium. Allegri dovrà fare affidamento su Pazzini che sarà la punta centrale del suo 4-3-3 che dovrebbe clamorosamente non prevedere la presenza di El Shaarawy, troppo appannato nelle ultime uscite. Al suo posto probabile è l'inserimento di Robinho. <BR>È chiaro che il reparto più forte&nbsp; e prolifico della Juventus è il centrocampo; con l'esplosione del giovane Pogba rilegare uno tra Marchisio, Pirlo e Vidal&nbsp;e lo stesso 20enne in panchina è sembrato spesso uno spreco, ma Conte si è inventato il modo per farli giocare tutti insieme senza snaturare il proprio modulo. Con Marchisio alle spalle di Vucinic e Pogba promosso in mediana, il tecnico salentino sembrerebbe intenzionato a confermare il 3-5-1-1 che ha già sperimentato con successo in qualche spezzone di partita ma anche nell'ultima vittoria esterna contro la Lazio.<BR>I bianconeri tenteranno di mantenere il margine già esteso di 12 punti nei confronti del Napoli, ma certamente per il Milan la sfida è un pizzico più decisiva. Il diavolo, infatti, ha bisogno di punti per provare a raggiungere gli stessi partenopei, ma anche per tenere lontana la Fiorentina che non nasconde l'ambizione di raggiungere l'ultimo posto utile per l'Europa che conta.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nonostante ciò abbiamo pochi dubbi sull'abnegazione e sulla voglia di vincere che metteranno di pari modo nel rettangolo di gioco le due squadre. Qualunque sia il risultato dopo il triplice fischio, ciò che ci&nbsp;auguriamo è che al termine di Juventus-Milan non si parli di recriminazioni ed errori arbitrali ma solo delle gesta tecniche dei protagonisti in campo.&nbsp; <BR><BR>C1007650FL0657FL0657juventusmilan.jpgSiNjuventus-milan-serie-a-balotelli-scudetto-champions-1011847.htmSiT1000007,T1000027100664701,02,03,06,07,08030389
1671011846NewsCampionatiCatania-Palermo: gioie o dolori dal peggior nemico?20130419190036catania palermoScherzo del destino: derby decisivo al MassiminoProbabilmente non è mai stato così importante e sentito&nbsp;il derby di Sicilia come lo sarà domenica alla 15: Catania e Palermo, la Sicilia in campo, e il rischio, grosso, grossissimo, che una condanni l'altra alla serie B.&nbsp;Un sogno per i tifosi rossazzurri, un incubo per quelli rosanero. Considerato infatti che le prossime avversarie della squadra di Sannino saranno l'Inter, la Juve, l'Udinese,&nbsp;la Fiorentina e il Parma, un passo falso al Massimino sarebbe quasi una condanna finale per il Palermo: dall'altro lato per&nbsp;il Catania, checcè ne dicano i giocatori e l'ambiente, l'Europa League è un sogno ormai tramontato e vincere il derby sarebbe l'ultima soddisfazione della grande annata dei rossazzurri. Sotto l'Etna brucia ancora la sconfitta dell'andata: in quel match è come se i rossazzurri non fossero mai scesi in campo e portò invece agli avversari un'enfasi scomparsa nelle partite seguenti; <br><br> Catania-Palermo, al di là della classifica, è la "solita" storia: due società che si rispettano, che in passato hanno anche concretizzato ottimi scambi di mercato, ma ai ferri corti recentemente. Il passaggio di Lo Monaco al Palermo (seppur durato pochissimo) e le conseguenti frecciatine dell'andata danno pepe al match; &nbsp;pepe sportivo per carità, specifichiamolo: dal famoso "omicidio Raciti" queste due tifoserie durante il derby sono sempre state un esempio di spettacolo e civiltà nonostante l' odio sportivo reciproco, mostrando anche una grande maturità che non può che riempire d'orgoglio la Sicilia. <br><br> Domenica, dicevamo. potrebbe andare in scena, oltre che il danno pure la beffa: il Catania vuole "buttare" in serie B il Palermo, autore di una stagione a dir poco disgraziata e, per i rosanero, perdere derby, faccia e categoria ad opera del peggior nemico, potrebbe scatenare un polverone inimmaginabile. Mancherà Miccoli, il capitano, infortunio più serio del previsto, e Ilicic,&nbsp;mattatore&nbsp;all'andata. Dall'altra parte invece ci saranno tutti: occhio a Barrientos e Marchese, probabilmente il loro ultimo derby.<br><br> Un pò thriller, un pò film comico: ogni partita ha una storia a sè, e quella di questo derby di Sicilia è pazzesca. Catania-Palermo: il match point nelle mani del peggior nemico da un lato, il colpaccio con gloria e motivazioni fondamentali per il rilancio, dall'altra. <br><br> Accomodatevi: lo spettacolo è qui!&nbsp;<br><br>C1007650FL0141FL0141835513-14259553-640-360.jpgSiNcatania- palermo-gioie-o-dolori-dal-peggior-nemico-1011846.htmSiT1000014,T1000023100205001,02,03,06,07,08,09030493
1681011775NewsEditorialeSerie A: le doppiette di Vidal e Pinilla più l`irriconoscibile Guarin. Top e Flop della 32a giornata20130416161992serie aAncora Juventus, poi Udinese, Cagliari, Roma e FiorentinaAncora Juventus, poi Udinese, Cagliari, Roma e Fiorentina portano tra i top di giornata alcuni dei propri giocatori, protagonisti di vittorie convincenti. Di contro Palermo, Inter, Lazio e Atalanta portano i propri alla formazione dei flop, dopo gare in tono negativo.<br><br>TOP<br><br>Buffon = Un paio di interventi salva risultato, un piccolo smacco a chi inopinatamente ha voluto pensionarlo. Un pezzo di scudetto, oltre che di storia bianconera, è tutto suo. Insuperabile.<br><br>Angelo = Non un fine dicitore della biglia, ma un brasiliano atipico, tutto corsa e agonismo. Si sblocca e porta legna per la salvezza del Siena. Tignoso.<br><br>Danilo = Diga che argina le offensive di un Parma a dire il vero spuntato, gestisce il pacchetto arretrato udinese con notevole sicurezza. Davanti fanno il resto. Deciso.<br><br>Vidal = Doppietta fondamentale per stendere la Lazio. Concretezza spaziale, agonismo fondamentale. Chi pensa di cederlo, solo a pensarlo, commette un delitto. Prezioso.<br><br>Lamela = Il miglior gol di giornata, un sinistro a giro di delicatezza commovente. La definitiva conferma di un talento davvero purissimo. Ispirato.<br><br>Muriel = Discontinuo, ancora non totalmente maturo, ma dotato di grandi numeri. Quando si accende diventa un calciatore importante. Cinico.<br><br>Pinilla = Furbo nel conquistarsi il rigore, sgomita per un posto da titolare che in questo momento gli spetterebbe di diritto. Cobra.<br><br>Formazione Top = Buffon; Angelo, Danilo, Lichsteiner; Ilicic, Lamela, Vidal, Pizarro; Pinilla, Muriel, Pandev.<br><br>FLOP<br><br>Sorrentino = Era tanto tranquillo al Chievo, ha scelto il pericolo della lotta retrocessione. Ed i nervi son saltati. Spaventato.<br><br>Cana = Rigore procurato, papera davanti a Buffon, interventi maldestri dietro. Non proprio una gara da ricordare, la sua contro la capolista. Molle.<br><br>Ogbonna = Gli infortuni ne hanno pregiudicato la seconda parte di stagione, ma quella che era una sicurezza per i granata è diventata una preoccupazione. Balbettante.<br><br>Gomez = Il Catania ha tirato un po’ i remi in barca ed anche il suo potenziale si è affievolito. Che pensi già alla prossima stagione, chissà lontano da Catania? Stanco.<br><br>Guarin = Sulle gambe, non riesce a tirar fuori dalla crisi la sua Inter, già a pezzi. Sarebbe l’unico che potrebbe farlo. Spuntato.<br><br>Denis = Dalla tripletta all’Inter all’espulsione contro la Fiorentina. Nella vita, come nel calcio, esiste anche il giusto mezzo. Nervoso.<br><br>Immobile = Di cognome e di fatto, questa volta. Non aiuta il Genoa a piazzare la zampata decisiva per una salvezza più sudata della sua maglietta dopo il derby. Incolore.<br><br>Formazione Flop = Sorrentino; Cana, Ogbonna, Santacroce; Gomez, Guarin, Hernanes, Flamini; Denis, Immobile, Klose.<br><br>Gabriele Cavallaro. <br><br><br>C1007650adm001adm001marotta.jpgSiNserie-a-le-doppiette-di-vidal-e-pinilla-piu-l-irriconoscibile-guarin-top-e-flop-della-trentaduesima-giornata-1011775.htmSiT1000007,T1000027100075701,02,03030493
1691011765NewsCampionatiMilan, tutti i motivi dell`esclusione di El Shaarawy20130416102728milan, el shaarawyDopo averlo osannatoDopo averlo osannato da inizio anno per il rendimento stratosferico, stiamo assistendo alla prima vera flessione di Stephan El Shaarawy, talentino classe 1992 del Milan, escluso dalla gara contro il Napoli di domenica scorsa. Se ne sono dette tante su questa scelta di Max Allegri: problemi fisici, problemi con lo spogliatoio, bisogno di recuperare Robinho. Niente di tutto ciò. La scelta del tecnico livornese sarebbe dettata da un provvedimento che proprio Allegri avrebbe deciso di prendere visti alcuni atteggiamenti delle ultime settimane di El Shaarawy. Si parla infatti di ritardi negli allenamenti della settimana prima di Fiorentina-Milan, di continue uscite notturne con Niang e Balotelli, rei di influenzare oltremodo il campione italo-egiziano, e di tensione nei rapporti familiari del numero 92 rossonero. Un concorso di situazioni che hanno consigliato Allegri di escludere El Shaarawy dalla importantissima gara con il Napoli: una lezione del genere, al ventenne, potrebbe essere quantomai azzeccata.C1007650adm001adm001el-shaarawy-6.jpgSiNmilan-tutti-i-motivi-dell-esclusione-di-el-shaarawy-1011765.htmSiT1000027100075701,02,03030297
1701011750NewsCampionatiTorino, non basta essere spumeggianti: anche la Roma ti punisce20130415155842serie a, torino, romaDal nostro inviatoNella disamina della partita di campionato Torino - Roma si sono evidenziati due aspetti fondamentali: un Torino che perde non di sola sfortuna e una Roma concreta e decisa a vincere per migliorare la sua classifica che possa aprirle le porte dell’Europa. I granata di Ventura si sono presentati in campo con l’ormai collaudato modulo 4-2-4, con Darmian, Glik, Ogbonna e Masiello sulla linea di difesa, Vives e Gazzi a centrocampo e con Bianchi e Meggiorini in attacco, supportati da Cerci e Santana. Questa per Ventura è, almeno al momento, la migliore formazione del Toro anti Roma, tenuto conto delle assenze di Basha (squalificato) e degli infortunati Brighi e Birsa. La Roma di Andreazzoli, invece, in vista della partita di mercoledì prossimo in Coppa Italia, ha lasciato inizialmente in panchina capitan Totti, Marquinhos, Fiorenzi, Teodoridis e Destro, mentre De Rossi è ancora fuori a causa del mancato recupero dopo l’infortunio alla caviglia. I giallorossi sono scesi in campo all’Olimpico di Torino con Osvaldo (ripresentatosi titolare a tempo pieno dopo oltre 40 giorni) e con Lamela, Dodò, Perrotta e Pjanic a supportarlo in tutte le iniziative d’attacco. La cronaca mette in luce un iniziale gioco d’affondo da parte delle due squadre che esprimono subito la volontà di volersi superare. Al 22’ Roma in vantaggio. Balzaretti s’invola sulla sinistra e crossa per la testa di Osvaldo che mette in rete sul palo lontano di Gillet. Per Osvaldo è il dodicesimo gol stagionale, il più alto da quando gioca in Italia. Il Toro, pungolato da questo svantaggio immeritato, attacca con azioni veementi e coglie un palo con Cerci al 28’. L’ex fiorentino è l’autentica spina nel fianco nella retroguardia giallorossa, che stenta a tenerlo a freno. Egli è l’emblema di un Toro caparbio che non ci sta a perdere in nessuna occasione. Al 31’, infatti, ecco il Toro che pareggia con Bianchi, il quale approfitta di un’indecisione nell’area piccola di Burdisso e colpisce il pallone con irruenza tale da gonfiare la rete difesa da Stekelemburg. Al 9’ della ripresa la Roma sostituisce Pjanic (un po’ incolore la sua prova) con Totti che inaugura la sua 530esima gara. Ma il Toro continua ad attaccare a testa bassa proprio come fanno i tori di razza, volitivo e impetuoso, ma, purtroppo, gli manca il gol che talora sfiora anche per un soffio. Come al 13’, quando il solito Cerci parte da metà campo in dribbling e, dopo aver seminato un nugolo di avversari, piazza il suo tiro che Stekelemburg devia sulla traversa. Ma il calcio, si sa, è talora crudele. E dal possibile gol mancato del Toro si passa al raddoppio romanista. Al 15’, infatti, Lamela infila di sinistro dal limite il secondo gol per la Roma. Splendido e ammirevole il suo gesto tecnico, ma cosa faceva la difesa del Toro? La partita termina sotto i continui e forsennati attacchi del Torino che vorrebbe un pareggio che non arriva, neanche dopo che Ventura ha messo in campo forze fresche in una giornata di primavera dalle decise temperature estive. Bello l’applauso finale del popolo granata che, pur nell’amarezza d’aver perso la partita, hanno tributato un simbolico “grazie lo stesso” alla sua squadra. E, in estrema sintesi, possiamo dire che adesso per il Torino si prospetta la sofferenza di non sapere fino all’ultimo se sarà salvo da ogni pericolo di restare in Serie A, mentre la Roma torna a casa entusiasta del suo quinto posto in classifica che la fa sperare in una sua partecipazione europea. Il Toro dovrà giocare le prossime partite con maggiore acume, facendo molta attenzione soprattutto nella fase di interdizione e di non possesso palla. C’è assoluto bisogno di limitare ulteriori sconfitte. Fiorentina, Juventus e Milan l’attendono al varco fin dalle prossime gare, mentre Genoa, Chievo e Catania segneranno la fine delle partite granata della stagione 2012’13. Già da molte partite i granata di Ventura hanno trovato il gioco, ma non i risultati. Il tempo adesso stringe e, come tale, è opportuno pensare al sodo e raccogliere punti. Comunque sia!<br><br>Salvino Cavallaro <br><br><br>C1007650FL0711FL0711rolando-bianchi.jpgSiNtorino-non-basta-essere-spumeggianti-anche-la-roma-ti-punisce-1011750.htmSiT1000099100451001,02,03030280
1711011747NewsCalciomercatoClamoroso Torino, Cerci torna alla Fiorentina20130415034830torino, cerciCome riferisce La NazioneCome riferisce La Nazione, la Fiorentina avrebbe già fatto sapere al Torino che a fine stagione Alessio Cerci dovrebbe rientrare a Firenze. La mossa si è resa necessaria per far sì che il diritto di riscatto fissato dal club granata l’estate scorsa per riscattare il giocatore (3,5 milioni di euro) è sicuramente insufficiente per portarsi a casa l’esterno offensivo. La sensazione è che Montella (per ragione tattiche) e soprattutto Pradè e Macia (per questioni economiche) abbiano deciso di valutare con attenzione, prendendosi un po’ di tempo rispetto al prossimo mercato estivo, la posizione di Cerci. Giocatore che grazie alla buona stagione nel Toro, sfociata anche nella convocazione in Nazionale, ha adesso una valutazione superiore ai 3,5 milioni. Oggi il prezzo giusto del cartellino del giocatore si è assestato intorno ai 7 milioni di euro.<br><br>&nbsp;<br>Rileggendo anche un’altra posizione relativa a un viola in prestito secco, Manuel Vargas, anche in questo caso Pradè e Macia vorrebbero risolvere la situazione entro l’inizio delle trattative d’estate. Difficile che il Genoa riscatti il peruviano, semmai opterà per un rinnovo del prestito, così la Fiorentina sembra intenzionata a proporlo come pedina di scambio per arrivare a un obiettivo per la prossima stagione. Da qualche giorno si parla di un possibile inserimento di Vargas nella trattativa con il Bayern Monaco per arrivare a Contento. La prima risposta dei tedeschi è stata decisamente fredda.<br><br>&nbsp;<br>Ogni giorno che passa spunta una nuova pretendente anche per un vecchio pallino della Fiorentina, Pierre Emerick Aubameyang del Saint-Etienne. L’attaccante, cresciuto nel Milan ed attualmente in Francia, piace molto anche in Germania e più precisamente al Borussia Dortmund che, in estate, dovrà fare i conti con l’addio al bomber Lewandowski.<br>Al momento, tuttavia, non ci sarebbe nulla più che un interessamento senza alcun passo concreto vero e proprio. Ma le pretedenti aumentano ed il compito della Fiorentina si fa sempre più difficile.<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br><br>&nbsp;<br><br>C1007650adm001adm001barreto-6.jpgSiNtorino-cerci-torna-alla-fiorentina-1011747.htmSiT1000099100075701,02,03030536
1721011734NewsCampionatiSerie A, c`era una volta il campionato più bello del mondo20130414181557serie aC’era una volta il campionato più bello del mondo C’era una volta il campionato più bello del mondo: quello italiano. Dopo l’eliminazione di Juventus e Lazio, uniche squadre italiane rimaste a concorrere a livello europeo, si traccia il bilancio amaro di un calcio che al cospetto delle grandi potenze del pallone europeo risulta declassato a causa di una ormai perniciosa crisi economica nazionale, capace di penalizzare anche quel settore che fino a pochi anni fa sembrava essere indenne da ogni scossone economico. Sembrava un mondo a parte e, se ancora oggi per certi aspetti lo è, non è più in grado di stare al passo con gli investimenti delle grandi società europee. E così, dai e dai, come spesso succede quando si “munge” troppo, ecco che scarseggiano i fondi anche a causa delle tasse che colpiscono tutti e tutto. In un altro articolo ci siamo allineati alla tesi di Antonio Conte che, dopo l’amara sconfitta della Juventus contro il Bayern Monaco, ha dichiarato che a causa di problemi economici, ci vorranno ancora quattro o cinque anni prima che una squadra italiana possa vincere una coppa in Europa e ritornare ai fasti di un tempo. Pensiamo che l’allenatore della Juventus abbia messo il dito sulla “piaga” del pallone italiano di oggi a livello di società. Tuttavia, riteniamo importante fare una riflessione che ci sembra utile per sviscerare un tema davvero importante. C’è una logica economica e gestionale che è da sempre valida per tutti. Si tratti di Pubbliche Amministrazioni, di Aziende e anche della semplice gestione delle normali famiglie. Quando c’è maggiore liquidità e quindi maggiori introiti, si tende giustamente a investire nella consapevolezza che, se si sbaglia, ci si può rifare reinvestendo nuova liquidità. Quando invece scarseggiano fondi e denaro disponibile, è necessario non sbagliare (o sbagliare meno possibile) per non dilapidare il proprio portafoglio. Naturalmente, lungi da noi il pensiero di dare lezioni di economia che non ci compete nel modo più assoluto ma, in una chiara e semplice sintesi, vogliamo evidenziare certi sperperi che il calcio italiano ha fatto in questi ultimi anni. E, riferendoci particolarmente alla Juventus che da due anni rappresenta il meglio del calcio italiano, vogliamo porre l’accento su un fatto importante. Pur non disconoscendo le attuali difficoltà economiche in cui il nostro Paese è piombato da qualche tempo, riteniamo che negli ultimi anni la società bianconera abbia sbagliato alcuni importanti investimenti che l’hanno portata a sperperare circa 80 milioni di euro. Non sono bruscolini e non sono pochi per nessuna società al mondo. Non si possono dimenticare gli acquisti sbagliati di Felipe Melo prelevato a peso d’oro dalla Fiorentina, dell’uruguaiano Andres Martinez acquistato dal Catania a fior di milioni di euro, del serbo Milos Krasic considerato un sicuro campione, Mauricio Isla e in parte Kwadwo Asamoah (che stenta a mantenere certe promesse iniziali), Sebastian Giovinco, prima ceduto al Parma e poi riacquistato per 15 milioni di euro. E, più vicino ai nostri giorni, ancora il danese Nicklas Bendtner e il francese Nicolas Anelka che percepisce uno stipendio di 1 milione e 200 mila euro. Tutto questo, che senso ha? Certo, questi errori non possono essere imputati soltanto alla nuova gestione dirigenziale formata da Andrea Agnelli e Beppe Marotta ma, in gran parte, è giusto addebitarli a coloro i quali dopo lo sconquasso di calciopoli hanno operato per la Juventus d’allora: vero signor Jean-Claude Blanc? Questo, fermo restando la duttilità e l’indiscutibile lungimiranza della Juventus che è stata capace d’investire a beneficio della struttura dei campi di Vinovo, dello Juventus Stadium, dell’Area 12 e nell’acquisto dei terreni della Continassa, (l’area edificabile che si trova accanto allo Juventus Stadium, dove tra qualche anno sorgerà il campo d’allenamento della Prima Squadra e la Sede bianconera).&nbsp; Quindi, in buona sostanza, riteniamo che la Juventus debba certamente fare riferimento a un calcio italiano che risente della crisi economica che investe il nostro Paese ma, al contempo,&nbsp; riteniamo che non si possono disconoscere alcuni errori di valutazione nell’investire su giocatori che dopo averli strapagati non hanno più avuto nessuna richiesta di mercato. In fondo, sbagliare nell’investire può anche starci, ma perseverare com’è successo in passato in casa bianconera, rischiando di far piangere le proprie casse aziendali, non è consentito. In questo, Bayern Monaco, Real Madrid e Barcellona ci sono superiori. E, almeno per il momento, si vede!<br><br>Salvino Cavallaro <br><br>&nbsp;<br><br>&nbsp;<br><br>FL0711FL0711galliani.jpgSiNserie-ac-era-una-volta-il-campionato-piu-bello-del-mondo-1011734.htmSi